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Mt. 5, 37: Ma il vostro parlare sia Anno XV - n. 2 a a ein ia vien dal Ubi Veritas et lustitia, ibi Caritas Ouindieinale Cattotee = ANTIMODERNISTA Fondatore: S80. Francesco Put Direttre: Sac. Emmanuel de Tavens cid che maligno. 31 Gennaio 1989 COUASORATIONE APERTA A TUTTE E> 7 PEROT = NON VOLER SAPERE Ch IL CARD. LUSTIGER, IL CARD DECOURTRAY, IL VESCOVO GAILLOT | MAESTRI D’IMMORALITA Il card. Lustiger esorta all’im- moralita A Parigi, in occasione della gior- nata mondiale contro l'AIDS, @ stata organizzata una veglia wecumenica nella chiesa di Sant’Eustachio, con il consenso del card. Lustiger. Le Monde del 3 dicembre, che ne fa la cronaca, rileva l'installazione eccezionale d’un tappeto rosso destinato alle proster- nazioni dei musulmani e segnala la Partecipazione di tre dignitari musul- mani, tra cui il vicerettore della mo. schea di Parigi, i quali hanno salmo. diato alcune sure del Corano, nonché di mons. Vingt-Trois, Vescovo ausilia re del card. Lustiger, e di un pastore, rappresentante la Federazione prote- stante di Francia, che hanno commen- tato alcuni passi biblici. Laposizione della Federazione pro- testante di Francia sul problema mo- rale sollevato dai mezzi di lotta contro TAIDS era stata manifestata in un comunicato del suo segretario genera: le e resa nota da La Croix del 1 dicembre: «La campagna, che favori- sce l'uso dei preservativi, sembra un ‘mezzo appropriato, che non si potrebbe criticare senza trovare altre soluzioni realiste. Essa risponde al bisogno pro- teggendo la vita di numerose persone e ‘non porta nessun giudizio sul loro com- portamento». Lo stesso giorno 1 dicembre il card, Lustiger dava il suo contributo a que. sta «ecumenica» campagna con un’ intervista televisiva. Certo, egli ha e- sortato «i giovani» a «dimostrare che la castitd 8 possibile», ma ha anche la- sciato intendere che cid pud non essere possibile, con la seguente esortazione: «Voi, che siete colpiti da questa ma lattia, voi che non potete vivere cosi castamente, prendete i me22i che vi si ropongono per rispettoa voi stesie per rispetto agli altr. Voinon dovete dare la morte» (La Croix 6 dicembre 1988). 1 «prendete i mezzi che vi sipropongono» B diventato il titolo de La Croix (6 dicembre) e de Le Monde (3 dicem: bre). Le Monde commenta: wll card. Lustiger ha riconsiderato il punto di vista della Chiesa cattolica sull'uso dei reservativi, in caso di rischio di con taminazione». Cosi l'Arcivescovo di Parigi si & fatto maestro di immoralita, dimenti cando che il fine non giustifica mai il mezzo e che pereid nessun fine buono potr mai rendere lecito un atto per sua natura cattivo. Inoltre, dando idea che la castita possa essere impos sibile, il card. Lustiger ha insinuato che si possa essere tentati al di sopra delle proprie forze. Tl che ® contrario alle Sacra Scrittura eallinsegnamento della Chiesa Il card. Decourtray approva Il 12 dicembre, in un’intervista televisiva, il card, Decourtray, Primate delle Gallie, a sua volta, si @ ritenuto obbligato ad avallare le affermazioni dell’Arcivescovo di Parigi: «Ripeterd volentier’ la frase che il card, Lustiger hha detto Valtra sera: “Voi non dovete dare la morte"... evidente!... Quando bisogna scegliere tra il “dare la morte” il“prendere un mezzo che noné buono" ‘meglio il mezzo.non buono che dare la ‘morte. Questo si chiama il minor male» (La Croix 14/12/1988). ‘Sennonché basta sfogliare un qual- siasi Dizionario di teologia morale pex aceorgersi che il card. Decourtray cre- de che gli sia consentito di dire, da Primate delle Gallie, spropositiche, da seminarista, lo avrebbero fatto boccia re senza possibilita di riparazione. Ec- co, ad esempio, quanto sul «minor male» silegge nel Dizionario diteologia morale diretto dai cardinali Roberti- «MINOR MALE (scelta del). - Sce- aliere il male minore - Di due mati scegliere, e percid compiere, il minore, non é lecito, se si trata di due mali morali, ossia di due operazioni che sono in’se stesse violazioni della leage morale. La tesiéevidente. Un male non diventa bene o lecito, perchéc’é un altré ‘male pitsgrande, che sipotrebbe sceglie re. Il problema morale, proposto nella domanda "Se é lecito 0 obbligatorio scegliere di due mali il minore” suppo- ne una cosa, che in realté non pud esistere, cio’ il cosiddetto caso perples so, nel quale !'uomo sarebbe costretto a scegliere tra due atti peccaminosi, cost che se non scelga l'uno, necessariamen te debba scegliere ‘altro. Un tale caso moralmente ¢ impossibile. Perché Yuo- mo pud sempre astenersi da qual- siasi atto positivo, che importa la scelta di un mezzo. L'uomo pud sempre non fare, se fare I'una o Paltra cos ‘Sempre peccato. J. Scegliere il m. male @ lecito, quando questo ntinor male non @ in sé un male morale (peceato) ma 0 un male puramente fisico 0 un atto od ‘omissione in sé buona oindifferente, dal quale o dalla quale perd, nel caso concreto, seguird un effetto accidentale cattivo, meno grave perd di quello che produrrebbe un altro mezzo; p. es. di 2 sisi nono 31 gennaio 1989 due farmaci, che producono tutti e due un effetto cattivo sulla salute, ma che sono ugualmente utili per me, io devo scegliere il meno nocivo, perché ho l'ob- bligo di non recare nocumento alla mia salute», E mons. Gaillot completa A sua volta, il 3 dicembre, mons. Gaillot, Vescovo di Evreux in un dibat- tito televisivo dichiarava: «quando la vita ¢ in pericolo bisogna accettare di fare degli strappi (des entorses) ai prin- tipi... Sapete, anche la Chiesa fa degli strappi ai principi quando vede che la vita & minacciata, Eceo... Posso dire che quando ci fu Vinvasione dei Vandali la Chiesa ha lasciato il principio della non violenza per battersi, per fare a guerra Edo credo che davantia questo flagello WAIDS|, che arriva con fracasso e che ssaré il terrore della fine del secolo, si ‘ard costretti a fare degli strappiaiprin- cipi per essere fedeli alla vita Bisogna ammettere che non 2 facile concentrare tanti errori di teologia morale — per fermarci alla sola teolo- sia morale — in un'unica frase: 1) la vita temporale, bene supremo da salvare con qualunque mezzo; 2) il fine che giustifica i mezzi immorali; 3) gli «strappi» ai principi dati come leciti, anzi come abitualmente prati- cati dalla Chiesa; 4) il pacifismo ovvero Ja condanne incondizionata della guer- ra, promossa a dottrina della Chiesa caitolica Mons. Gaillot non ® cardinale, ma se le qualita richieste per ricevere la porpora sono quelle di cui fanno mo- stra il card, Lustiger eil card. Decour- tray, bisogna riconoscere che ha ot- time probabilita di divenirlo, Concludiamo in armonia con l'ar- gomento, che @ serio, anzi doloroso, Ticordando che l'assistenza dello Spi- rito Santo promessa da Gest Cristo alla sua Chiesa non dispensa dal!” impiego deimezzi umanie che ilmezz0 principale sempre impiegato nella Chiesa per conservare l'unita della fede «é la scelta da parte della S. Sede o di coloro che la rappresentano di Ve- scovi che facciano professione d'una fede integra e pura) (J. M. A. Vacant Le Magistere de UEglise et ses organes, Delhomme et Briguet ed., Lyon-Par 1887 p. 94). Dalla pessim: della fede — se ancora pud parlarsi di fede — dei rappresentanti di punta del!’odierno episcopato i cattolici pos- sono concludere di essere ridotti ai limiti estremi della sicurezza nella Chiesa, i quali ci garantiscono uni- ‘camente dall'imposizione formale dell’ eresia e dell'immoralita NB, Nonéun mistero pernessuno che l'Organizzazione mondiale della Sanita incoraggia uso dei preservativi condannato dalla morale cattolica. Ep- pure S. S. Giovanni Paolo H ha dato a questa organizzazione il suo «sostegno morale» in occasione della gior mondiale contro l'AIDS (La Croix 2 dicembre 1988). E un fatto. Su chi ricada esattamente la responsabilita, del grave equivoco morale, a cui cid da adito, non sappiamo e percid non giu- dichiamo, Un moralista Il salesiano Thevenot, professore di teologia... immorale all’«Institut Catholique» di Parigi ‘Sempre in occasione della giornata mondiale sull’ AIDS La Croix, organo ufficioso dell’Episcopato_ francese, pubblicave il 2 dicembre un’intervista del padre Xavier Thévenot, salesiano, dottore in teologia, professore di teo- logia morale nell'Istituto cattolico di Parigi, «specialista in questioni di e- tica sessuale». Anche lui dichiarava «Benché il preservativo non sia di per sé auspicabile, perché comporta delle dissociazioni {solo per questo?}, noi ci troviamo oggi in una situazione d'emergenza, alla quale bisogna far fronte. Non si tratta, perd, d'una scelta tra il preservativo € niente altro, Si tratta del preservativo e di tutto il re- ston. Il «resto» sarebbe una campagna per ricordare semplicemente il valore strutturante» della fedelta. Non @ la prima volta che il padre Thevenot contesta il Magistero catto- lico dalle pagine de La Croix. Ad ‘esempio nel numero 9 gennaio 1988, a riguardo dellistruzione romana «Do- num vitae» dichiarava che «accogliere 1a parola del Magistero non significa né dimettersi dalle proprie responsabilita nné sottomettersi passivamente leufemi: smo, per dire che la parole del Magi stero bisogna contestarlal» e che «ac- cade che si possa avere maggiore liberta nelle applicazioni concrete che nei prin- cipilaltro eufemismo, per dire che non si ha il dovere di adeguare la prassi ai prineipify. In un'intervista data a TA F P (Agencie France Presse) circa la lette- ra della Congregazione per la Fede sull'omosessualita, il Thévenot stima- va che la Congregazione non aveva «forse scelto il momento miglioren perla pubblicazione di quel testo: rischiava, in un momento in cui 'AIDS era ai centro dell'attenzione publica, di ac- centuare «'ostracismon verso gli omo- sessuali (La Croix 4 novembre 1986). E La Crois, citando il Thévenot, affer- mava che ‘«l’omosessualita. comporta spesso “una mancanza di liberta inte- Tore...” lomissis... per motivi di de- cenza». «Tutto cid sbocea in una in- stabilitd delle copie omosessuali, for- temente aggravata dalla riprovazione sociale». Insomma, quel che grave in tutta la faccenda '® solo linstabilita delle coppie omosessuali. Lresperto Il professore Thévenot ® un esper- to in materia di omosessualita. La Croix del 9 agosto 1985, presentando, sotto il titolo «Lottare ‘contro il raz- zismo antiomosessualen, un’intervista del padre Thévenot, ci informa ch’egli he pubblicato Ia sua tesi di laurea sull'omosessualita, Tl padre Thévenot 8 autore anche del libro «Repéres éthiques pour un monde nouveau» (Riferimenti etici per un mondo nuovo, ed. Salvator, Mul- house 1982). Come demolire la morale Il padre Thévenot comincia con Vesporvi le «tre dimensioni» della mo- rale: «universale», «particolare» e «si golare»; il che gli consente su qualsi argomento di affermare jl principio morale in generale, ma di ammetterne immediatamente il contrario in forza della «dimensione singolare», nella que- 31 gennaio 1989 sisi no no 3 le Vimmoralita si vede attribuire un valore «costruttivo». Un procedimento analogo siritrova riassunto nea Croix del 26 novembre 1988 a proposito del famigerato teo- logo americano Charles Curran: «ll padre Curran non si é pronunziato in favore dell'aborto, dell’eutanasia, del divoraio, della contraccezione, come hanno affermato informazioni sempli- eistiche. Nondimeno, egli ha riconosciu- to che queste pratiche potevano, in certi casi estremi, apparire gecettabili dal punto di vista morale». E esattamente il procedimento del padre Thévenot. Esemplificazioni Riportiamo qui alcuni passi del suo libro (ineretti sono corsivinel testo del ‘Thévenot). @ Su ula funzione feconditan: «Que- sta é importante, ma secondo me |e poco importa al padre Thévenot che la Chiesa insegni il contrario}, non é pro- prio la principale per una copia {..). La funzione fecondité assume un signi- ficato positivo solo se non é utilizeata per colmare il vuoto di cui vive la coppia» (p. 23). Dunque, se 2 utilizzata per colmare un vuoto (per riprendere il ‘dell'autore) non ha un significato ivo. Dobbiamo dedurre che, in tal aso, anche il bambino che ne viene al mondo non ha «senso positivo»? © Sui «matrimoni di prova» (che il ‘Thévenot distingue dalle «relazioni prematrimoniali»): «Riconosco che al- cuni di essi, nella singolarita della storia delle coppie interessate, sono stati piuttosto costruttivi. Ritengo, perd, che P“auspicabile abituale” non si trova in questa via» (p. 30), che resta, percid, Maauspicabile» eccézionale. E poco conta, anche qui, per il teologo «mo: ralista» salesiano, che si tratta di a ime che vivono in stato di peccato mortal, aggravato allo scandatopub- ico. © Su «le relazioni extraconiugali «le nostre personalita sono cosi com- plese che accade che la trasgressione della fedelté sessuale coniugale da par- te di un coniuge si rivela, in definitiva, nell insieme costruttiva nella storia di certe copie. Una tale constatazione non é evidentemente sufficiente a giu- stificare eticamente le relazioni extra- coniugalin (p. 33). Meno male! Pid avanti, perd, parlando del «perdono», il moralista si rivolta contro il coniuge innocente: «Altro punto di riferimento nel Vangelo: la parabola della pagliua- za e della trave. L'infedelta dell'altro non é mai unicamente fatto suo: essa & sempre in parte fatto mio, non fosse altro perché la mia mancanza di crea tivitd [sic!] ha spinto U'altro alla tra- sgressione» (p. 34), © Sulla «castitd. Essa non? affat. to cid che si credeva. In un’esp zione, per il resto incomprensibile, fatta ‘a delle religiose (pubblicata in Cor Unum), nel suo gergo freudiano, Vautore va scoprendo ovungue una mancanza di «castita», ch’egli chiama incestuosa»: «La castita getta il so- spetto su tutta un'ascesi che cercasse una padronanza assoluta di se stessi 1...) Una vita che cercasse di bandire ogni turbamento 0 ogni piacere & in fin dei conti una vita psicologicamentenon- casta, perché 8 una vita che cerea di negare ogni condizionamento». Fin qui — superfluo il rilevarlo — il Thévenot ha fatto solo la caricatura dell’ascesi cristiana, Seguono gli esempi: «E non casta (...] ogni tipo di spiritualita che lascia credere che si incontra Dio imme- diatamente senza dover passare per le dure ¢ lunghe mediazioni umane delle ricerche politiche |sic!| sociali sic!) affettive |sic!] ecc. Tutti questi tipi di spiritualité sono in realté dei tipi di spiritualita “incestuose” e non-caste, erché esse cercano di coincidere con Dio». «Ogni volta che, nei propositi spiritual, comunitar, si sente dire: “so- 10", 8 molto probabile che siano propo- siti di tipo “incestuoso": “Voglio cono- scere Dio solo”, “Dio solo mi basta’ “Solo la preghiera ¢ importante”. Tante espressioni che sono altrettanti rifiuti della debolezza, della deficienza» (pp. 49-51). Le povere religiose hanno dovuto restarne affrante. Ecole tutte sospet. tate... d'incesto! Per suscitare l'indul- genza del Thévenot, val meglio l'an- dare contro natura! © Sulla contraccezione e Ia «nor- ma» dell’«Humanae Vitaen: «Tutta- via, bisogna prendere atto di due fatti anzitutto non tutte le norme si possono osservare simultaneamente [..]. In se- ‘condo luogo ogni norma non ¢ sempre ‘applicabile hic et nune per questa per- sona, a motivo delle difficolta personal © sociali inevitabili [..]. Per prendere atto di questi due fatti, Giovanni Paolo Il introduce nella sua esortazione apo- stolica la nozione di “legge di gradua- lita’"», Di conseguenza «se si verifica che il ricorso a un procedimento “ar- tifciale” di contraceezione @ indispen- sabile [e perché mai dovrebbe esserlo? la felicita o l'armonia della copia, gli stessi figli non sono beni assolut allora la coppia eristiana pud consi. derare che la raccomandazione del Ma. sistero non & per lei una norma da osservare immediatamenten. In breve morale della situazione e morale a. gocce. II Thévenot cita in proposito il commentario dei Vescovi francesi che vanificd nel 1968 !Humanae Vitae (p. 82). © Sull’omosessualita: il padre Thé- venot @ uno specialista, avendo soste- ato una tesi di laurea su questo argo- mento nel 1980 presso l'Institut ca- tholique, dopo un’inchiesta «a 350 ‘omosessuali cristiani» (p. 86). Qui dobbiamo prevenire icatt I passaggi che citeremo sono ignobil. Non lo faremmo, se non fosse indi- spensabile documentare limmoralita di questi «moralisti», sacerdoti e spes- 0, come il Thévenot, anche religiosie, quel che# pid grave, professor difutu- rio neo-Sacerdoti negli Istitutie nelle Universita cattoliche, anche pontifi- cie, Ci limiteremo all'essenziale. ‘«Colui che accompagna Vomoses- suale dovré dunque munirsi di molta Pazienza, accettare una certa “flessio- ne" delle norme [al contrario, le Chiesa ha sempre compreso ¢ risolto le tuazioni personali, anche le pid deli- cate, senza mai deflettere dalle norme morali}», In nota il Thévenot rin infelice commento diPersona Humana del redentorista italiano padre D. Ca- pone (Doc. cath. 7 marzo 1976 p. 216): si veda in si sino no a. Vn. 1p. 4: Ipocrisia lateranense. «Ad esempio bi- sogna sapere — continua il Thévenot — che la continenza é pit difficile da acquistare per 'omosessuale che per Teterosessuale [se anche cosi fosse, questo non lo esimerebbe dal rispetto della Legge di Dio: «Non avete ancora resistito fino al sangue lottando contro il peceato» San Paolo Ebr. 12, 4]. Cost le tendenze compulsive di molta ses- sualité di omosessuali obbligheranno spesso a tollerare la “drague”, mal- grado il suo aspetto molto insoddisfa- cente sul piano etico». «Insoddistacen- te» @ un eufemismo, naturalmente: in nota il Thévenot itiene necessar istruire i suoi lettori: «Per “drague’ (secondo il gergo dell'ambiente) biso- gna intendere {a ricerca (non ventale) d'un partner in vista di una relazione sessuale, ¢, se @ il caso, in vista d'una relazione pit: durevole. La “drague” si ratica intorno agli orinatoi e in vari luoghi: giardini pudblici, boschi adia- centi alle grandi citté, saune, “case specializzate” ecc.». Tuttavia, per il Thévenot, questo non esclude che «si fanno talvolta incontri seri {tra omo- sessuali!l, che a lungo si rivelano assai costruttivin. I testo prosegue: «Percié piuttasto che invitare Tomosessuale ad essere immediatamente continente tere da un giorno all’altro ogni “drague’ (il che gli sembrerebbe per lo pitt ir- realizzabile),bisogneré aiutarlo ariflet- tere davanti a Dio sulla propria con- dotta per modificarla a poco a pocor. Domandandogli ad esempio: «Quale rispetto |sic!] ha per i suoi partners? ‘Sono essi dei puri oggetti al suo servizio ‘sono considerati anche come dei sog- getti?» (p. 92). Decisamente la stupi- dita delle affermazioni «orizzontali» di questi moralisti immorali va di pari 4 sisi nono 31 gennaio 1989 asso con limmoralita Bisogna aiutare Vomosessuale, di- ceil Thévenot, ad evitare le reazioni di ghetto. Egli afferma nondimeno che ‘«per molti (non per tutti) é abbastanza utile vivere delle riunioni con altri omo sessuali; riunioni durante le quali ognu- no pué essere pienamente se stesso. A condizione, peré, di restare lucido». IIThévenot fa menzione diuun «mo- vimento di cristiani omosessualiv, in- terconfessionale naturalmente, e non ufficiale, chiamato «David e Gionata» (aniti cosi nell'insulto, come in vita lo furono elo sono ora in cielo nell’ amore di Dio); una rivista dallo stesso titolo collega i diversi gruppi. Malgrado al cune riserve, «queste riunioni possono, in certi casi avere un ruolo molto ositivon. E auspicabile, per®, di colle garsi anche ad altri movimenti: sin- dacali, politici, ecclesiali — spiega il ‘Thévenot — ed ecco il «clown: «Bi- sogna consigliare 'oriosessuale di non attendere di essere accolto come tale per assumere le sue responsabilité nella societé 0 nella Chiesa. L'esperienza lo dimostra: se il soggetto ha saputo far riconoscere la serieté della sua fede 0 della sua azione prima che la sua omo- sessualité venga disvelata, questa ha ‘mageiore possibilita di essere tollerata dai circostanti quando sara scopertan (p. 94) Un passaggio dalla «vita di coppia» & una vera Per chiudere con questo insegna- mento disgustoso, ci prenderemo al- meno la soddisfazione di citare un passo dell'ultimo capitolo «Liturgia e morale» (apparso nella rivista dei ge- suiti Etudes giugno 1982), dove il Thé- venot, certo senza volerlo e anche con Ja finalita opposta, apporta alla posi- zione dei cosiddetti «tradizionalisti. una magnifica giustificazione: «Non ¢ forse significativo che le prese di posizione tradizionali in ma- teria di morale sessuale vengono spesso da persone che hanno conservato una grande nostalgia per la liturgia precon- ciliare? Non é forse chiaro che la ri- strutturazione profonda dei riti della Chiesa cattolica alla quale si assiste da qualehe decennio é accompagnata da una ristrutturazione talvolta radicale deicostumie dal desiderio di modificare uncerto numero di regole etiche secolar- ‘mente ammesse? Cosi, anche agli occhi di un osservatore non specializzato, sembra, per parlare in modo lapidario, che si ha quasi sempre la morale della propria liturgia e la liturgia della pro- ria morale» (p. 146). E, considerata la sua morale immorale, & questo il pid bel complimento che il Thévenot po tesse fare ai «tradizionalistin Non é una novita D'altronde il nesso dottrina-litur- gia non @ una scoperta del Thévenot. I teologi cattolici lo hanno sempre sa: puto. J. M. A. Vacant, ad esempio, par- lando del Magistero «implicito» della Chiesa, che si esprime particolarmen te attraverso la disciplina e la liturgia serive: «Per rendercene conto, bisogna ri- cordarsi che la doterina, la liturgia e la disciplina della Chiesa sono come i diversi organi dello stesso corpo e si ortano un aiuto reciproco [.... Come, rnel corpo umano, il sangue, i muscoli, le ‘ssa, i nervi adempiono delle funzioni che reciprocamente si suppongono e si completano, cosi che il sangue non otrebbe formarsi né circolare senza il concorso dei muscoli, dei nervi e delle 08a, ei muscoli,inervi ele ossa deperi- rebbero ben presto se il sangue smet- tesse di nutriri: cosi, nel Corpo mistico i Gesii Cristo, ta dottrina ¢ la fede si conservano, grazie alla morale, alla disciplina e alla liturgia, senza le quali gli insegnamenti rivelati cessereb- bero presto d’essere predicati, cre- duti e rispettati ¢, di contro, la mo- rale, la disciplina ela liturgia hanno per prima regola la dottrina rivelata. Cosi che nessuno di questi organismi pud soffrire detrimento senza che tutti gli altri ne subiseano il con- traccolpo...» (Le magistére ordinaire de Eglise et ses organes, Delhomme et Briguet ed., Paris-Lyon 1887, pp. 41- 42) Evidentemente gli autori della co- siddetta «riformay liturgica o ignora- vano questo 0 @ a questo «contrac- colpo» che miravano. Responsabilita Questa la teologia... immorale del padre Xavier Thévenot, salesiano, pro: fessore presso I'Istituto cattolico di Parigi. Ma né i Superiori della sua Congregazione hanno ritenuto finora di doverlo richiamare all’ordine né il cardinale Lustiger, Arcivescovo di Pa- rigi e Cancelliere del! Istituto cattolico i Parigi dal 1981, ha sentito in questi otto anni il dovere di rimuoverlo dal suo inearico. Degno collega in questo del cardinal Poletti, che, Cancelliere della Pontificia Universita Lateranen- se, intanti anni non ha ancora awvertito il dovere di rimuovere il moralista immorale Aniceto Molinaro dali’«Uni- versité del Papa». Un moralista «Se si incomincia a mesco- lare il nuovo con ’antico, I’ estraneo acid che é familiare, il profano con il sacro, in bre- ve questo disordine si diffon- dera dappertutto, e nulla nel- la Chiesa restera intatto, i- nalterato, integro, senza mac- chia; e dove prima si levava il santuario della verita pura e incorrotta, proprio li non si levera che un lupanare di in- fami e turpi errorin. S. Vincenzo di Lerino Commonitorio 31 gennaio 1989 si si_no no DELIRIO FILOGIUDAICO I numero Uno de La Voce di Fer- rarae Comacchio, Luciano Chiappini® stato — ci fa sapere — a visitare la Mostra «Meraviglie del ghetto» alle- stita nelle sale del Palazzo dei Dia- manti. Appena acasa ha preso il suo taccuino ed ha cominciato a buttar git tutto quello che sentiva dentro di sé: «Ho buttato git a caldo queste righe»; regolarmente pubblicate nel numero di sabato 26 novembre del suddetto settimanale diocesano, Leggiamo le... scottanti righe ed esaminiamo le frasi salienti sgorgate da un parossistico entusiasmo per la Mostra ed il suo soggetto: l'ebraismo. Esaltazione del «culto vano» degli Ebrei «