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Blindsight

à visione cieca

L’ossimoro descrive il paradosso 0pico di ques0 pazien0 e cioè l’essere


in grado di rispondere (in par0colari paradigmi sperimentali) ad alcune
cara:eris0che dello s0molo visivo, pur comportandosi come se
fossero completamente ciechi (affermando di non vedere nulla)
proprio nella parte di campo visivo dove viene presentata l’immagine
a cui devono rispondere.
Un danno a V1 comporta una cecità che, se pur limitata a un piccolo se:ore di campo visivo, era
sempre stata considerata, prima della scoperta del blindsight, completa e ineludibile
I DISTURBI PERCETTIVI

Disturbi di campo visivo


per danno delle vie visive:

n emianopsie
n scotomi
Resocon0 rela0vi al risparmio di funzioni visive erano sta0
riporta0 fin dall’inizio del secolo scorso.
Prima guerra mondiale à studio di solda0 feri% al cervello à gravi cecità di campo
visivo

ma

à danno visivo quasi mai assoluto (Riddoch, 1917)


Es. Erano in grado i riportare delle cara:eris0che di s0moli in movimento che non erano in
grado di descrivere negli stessi s0moli stazionari

In ques0 casi però visione residua, ma consapevole


dello s0molo

Dissociazione tra le funzione visive


NON analisi senza consapevolezza
Weiskrantz e Cowey (1967) avevano già notato che se si rimuoveva la corteccia visiva delle
scimmie, queste, pur mostrando qualche alterazione nel comportamento post-chirurgico,
con0nuavano a interagire con l’ambiente in modo rela0vamente fluido e assolutamente
ina:eso in base alle conoscenze anatomo-funzionali tradizionali, che avrebbero previsto in
assenza di corteccia visiva, un’assoluta cecità.

https://
www.youtube.com/
watch?
v=6ek2LBqM7dk
Poppel, Held and Frost, 1973
Weiskrantz L, Warrington EK, Sanders MD, Marshall J., 1974

I pazien0 con blindsight si lamentano di non vedere (di non avere esperienza visiva fenomenica)
nella parte di campo visivo colpita dalla lesione, nonostante sia possibile dimostrare che sono in
grado di compiere alcune discriminazioni visive.

Metodi dire): richiedono di


Queste capacità visive
esprimere un giudizio o di eseguire
v e n g o n o s t u d i a t e
un compito proprio sugli s0moli
u0lizzando:
‘non-vis0’

Metodi indire): studiano, invece,


come la presentazione di s0moli nel
campo cieco influenzi le risposte
date a s0moli presenta0 nel campo
visivo inta:o.
Metodi dire): richiedono di
esprimere un giudizio o di eseguire
un compito proprio sugli s0moli
‘non-vis0’
Ques0 metodi implicano una
Devono ‘indovinare’ dove è uno
richiesta paradossale, poichè il s0molo
paziente, a cui viene chiesto di
produrre un comportamento
1.  Indicando la posizione con gli
esplicito (verbale o motorio) sugli occhi
s0moli non-vis0, con0nua ad 2.  Indicando la posizione con la
affermare di non vedere nulla nella mano
parte cieca del campo visivo

I pazien0 con blindsight sono anche in grado


di:
Ø discriminare tra lunghezze d’onda diverse tra
loro
Ø di giudicare la direzione di s0moli in
movimento
Ø di cogliere l’orientamento di linee a diversa
inclinazione.
Metodi indire): studiano, invece,
come la presentazione di s0moli nel
campo cieco influenzi le risposte
date a s0moli presenta0 nel campo
visivo inta:o.
E’ chiaro che se gli s0moli per i quali
il paziente non prova alcuna
esperienza non fossero elabora0 dal Spa.al summa.on across the ver.cal
cervello, la loro presentazione non meridian in hemianopics: a test of
dovrebbe avere nessun effe:o sulle blindsight.
risposte agli s0moli presenta0 nel Marzi CA, Tassinari G, Aglio0 S,
campo visivo inta:o. Se al contrario Lutzemberger L.
gli s0moli presenta0 nel campo cieco Neuropsychologia. 1986;24(6):749-58
fossero elabora0, allora ci si
dovrebbe aspe:are, come accade
nei soggee normali, un effe:o sulle
risposte agli s0moli presenta0 nel
campo visivo sano.
In such a task normal subjects show summa0on, i.e. a faster reac%on %me in response
to a pair of s%muli than in response to a single s%mulus. Such an effect is present both
for pairs of s0muli presented within the same hemifield and for pairs of s0muli in which
the two flashes are presented one in the right and the other in the lel hemifield.

Twenty hemianopic pa%ents with retrochiasma0c lesions have been tested for spa0al
summa0on of pairs of flashes simultaneously presented either to the same hemifield or
to opposite hemifields across the ver0cal meridian. In contrast to normals, hemianopics
as a group did not show interfield summa.on although, like normals, showed
summa.on within one hemifield

A single-case analysis, however, revealed that in one


pa0ent there was a reliable overall interfield
summa0on.

The presence of interfield spa0al summa0on between
Questo significa che mentre i the normal and the affected hemifield of hemianopics
soggee normali presentano gli thus provides further evidence of blindsight in a task
effee di sommazione i pazien0 paradigm in which guessing strategies and s0mulus
emianopsici senza blindight non artefacts can be eliminated.
presentano l’effe:o
Alla ricerca di una possibile spiegazione
Come è possibile che la distruzione dell’area visiva primaria compor0 una perdita totale o quasi
totale di esperienza visiva a fronte di normali capacità discrimina0ve?
Due ipotesi

1. Le capacità residue potrebbero essere fru:o Q u a n d o l ’ a F v a z i o n e


di una funzione danneggiata, ma ancora cor%cale, conseguente alla
parzialmente operante. Ne conseguirebbe che p r e s e n t a z i o n e d i u n o
se la perdita parziale delle vie visive primarie s0molo, è, a causa del danno
comporta una perdita di coscienza per il cerebrale, insufficiente (cioè,
prodo:o dell’elaborazione di quelle stesse vie, non supera un certo livello)
allora la coscienza (almeno quella visiva) la coscienza è perduta.
dovrebbe essere considerata un fa:o di soglia.

Perché questa ipotesi venga confermata sarebbe 1.  Sicuramente alcuni


necessario dimostrare l’esistenza di isole di tessuto pazien0 non hanno
cerebrale sopravissute dopo il danno che potrebbero isole residue di
cos0tuire la base nervosa di un’elaborazione tessuto
sufficiente per raggiungere una conoscenza implicita, 2.  Blindsight in
ma insufficiente per una conoscenza esperienziale emisferectomizza0
dello s0molo visivo.
The presence of interfield summa0on in such
4 pazien0 emisferectomizza0 per epilessia
pa0ents would indicate that this form of
intra:abile
blindsight can be mediated by cerebral
structures other than striate cortex.
The presence of interfield summa0on in such
4 pazien0 emisferectomizza0 per epilessia
pa0ents would indicate that this form of
intra:abile
blindsight can be mediated by cerebral
structures other than striate cortex.
The presence of interfield summa0on in such
4 pazien0 emisferectomizza0 per epilessia
pa0ents would indicate that this form of
intra:abile
blindsight can be mediated by cerebral
structures other than striate cortex.
The presence of interfield summa0on in such
4 pazien0 emisferectomizza0 per epilessia
pa0ents would indicate that this form of
intra:abile
blindsight can be mediated by cerebral
structures other than striate cortex.
The presence of interfield summa0on in such
4 pazien0 emisferectomizza0 per epilessia
pa0ents would indicate that this form of
intra:abile
blindsight can be mediated by cerebral
structures other than striate cortex.
The presence of interfield summa0on in such
4 pazien0 emisferectomizza0 per epilessia
pa0ents would indicate that this form of
intra:abile
blindsight can be mediated by cerebral
structures other than striate cortex.
The presence of interfield summa0on in such
4 pazien0 emisferectomizza0 per epilessia
pa0ents would indicate that this form of
intra:abile
blindsight can be mediated by cerebral
structures other than striate cortex.
S DU DB

Quindi blindsight senza isole residue di tessuto


Alla ricerca di una possibile spiegazione

2. Una possibile ipotesi alterna0va è che Questo implica, ovviamente,


l’integrità di V1 sia necessaria per a:ribuire che la funzionalità di altre
un contenuto cosciente all’elaborazione visiva, vie visive, pur non essendo
e quindi la coscienza (visiva) non sarebbe un s u ffi c i e n t e p e r l a
faMo di soglia, ma dipenderebbe dall’integrità c o n s a p e v o l e z z a , è
di un’area specifica. fondamentale per avere
l ’ e l a b o r a z i o n e n o n
consapevole dello s0molo.
Elaborazione non consapevole. V1 non è l’unica area di proiezione delle fibre che
convogliano dalla re0na alla corteccia le informazioni visive

Anche se le lesioni, che distruggono in modo massivo la corteccia visiva, causano una
degenerazione del nucleo genicolato laterale e del 50% delle cellule re%niche, i neuroni che
sopravvivono alla degenerazione con0nuano a proie:are le loro fibre, e quindi le informazioni
visive, ai nuclei di proiezione specifici che, a loro volta, trasme:ono a zone cor0cali diverse da
V1.
V1 non è l’unica area di proiezione delle fibre che convogliano dalla re0na alla
corteccia le informazioni visive

La più consistente di queste vie alterna0ve alla via visiva primaria (o via re(no-genicolo-striata),
è la via che dalla re0na arriva a una formazione chiamata Collicolo Superiore (CS) e che da qui
trasme:e al pulvinar (un nucleo talamico) e ad aree visive occipitali extrastriate (via re(no-
collicolo-extrastriata).
V1 non è l’unica area di proiezione delle fibre che convogliano dalla re0na alla
corteccia le informazioni visive

Le stru:ure di questa via alterna0va sono sicuramente coinvolte, nel sogge:o normale, nella
localizzazione spaziale degli s0moli, nella discriminazione tra assenza a presenza di
s%moli luminosi, e nella discriminazione tra diversi orientamen% di linee e di
lunghezze d’onda.
Diversi 0pi di blindsight?

La definizione originale di blindsight implica che il soggetto sia completamente


inconsapevole degli stimoli presentati nel campo visivo cieco

Che non abbia cioè alcuna esperienza visiva à nessun qualia

ma

Alcuni pazienti affetti da blindsight riferiscono, in particolari situazioni, di avere una sorta
di ‘consapevolezza’ che qualcosa sta succedendo nel campo visivo affetto dalla cecità.
E’ una sensazione senza particolari connotati sensoriali
à consapevolezza senza visione fenomenica.

A)  Blindisght tipo 1 à nessuna consapevolezza


B)  Blindisght tipo 2 à consapevolezza senza visione
Ruolo dei movimenti oculari nell’esperienza del blindsight di tipo 2

E’ possibile che gli even0 visivi elabora0 senza V1 (ruolo del collicolo) producano esperienze
visuomotorie à es. movimen0 oculari
che il sistema impara ad associare alla presenza di s0molazione

Il paziente GY, uno dei soggee blindsight più estesamente studia0, dopo mol0
anni di valutazioni, riferisce, quando viene presentato uno s0molo in rapido movimento
(alla velocità di 20° al secondo), una consapevolezza aMenuata che qualcosa succede nel
campo cieco.

Quando lo stesso s0molo si muove lentamente (alla velocità di 3° al secondo) il paziente
non prova più la sensazione di consapevolezza e ritorna a essere convinto che nulla è
accaduto nel campo visivo affeMo dalla lesione

In entrambe le situazioni (sia quando c’è


consapevolezza senza visione, sia quando non
c’è consapevolezza) il paziente è in grado di
discriminare la direzione del movimento in
condizioni di scelta forzata.
https://www.youtube.com/watch?v=wDt_Txi7pC0
La presenza, in par0colari circostanze, di consapevolezza e l’assoluta mancanza di
qualsiasi 0pi di sensazione soggeeva in altre offre l’occasione unica di studiare,
nello stesso paziente, quali %pi di aFvazione cerebrale si osservano nelle
due diverse modalità di funzionamento del sistema visivo.

Poichè la re0na invia le informazioni visive a:raverso fibre nervose che non proie:ano
solo a V1, ma anche, a:raverso vie parallele, a mol0 nuclei so:ocor0cali, che a loro
volta inivano le informazioni visive a regioni cor0cali diverse da V1

àin un paziente come GY, è possibile ipo0zzare differen% quadri di aFvità neurale in
risposta alle diverse modalità di elaborazione dello s0molo.
N e l l a m o d a l i t à ‘ c o n s a p e v o l e ’ l a
presentazione degli s0moli in movimento
veloce nel campo cieco determinava
un’a)vazione
1. di aree prefrontali dorsali (in par0colare
dell’area 46 di Broadman, nell’emisfero
destro e dell’area 47 in entrambi gli emisferi)
2. Area 18 bilateralmente
N e l l a m o d a l i t à ‘ c o n s a p e v o l e ’ l a Nella modalità non consapevole (e solo in
presentazione degli s0moli in movimento questa modalità) si osservava
veloce nel campo cieco determinava
un’a)vazione 1. un’aevazione del collicolo superiore.
1. di aree prefrontali dorsali (in par0colare 2. l’area 19 ipsilaterale alla lesione
dell’area 46 di Broadman, nell’emisfero
destro e dell’area 47 in entrambi gli emisferi)
2. Area 18 bilateralmente
N e l l a m o d a l i t à ‘ c o n s a p e v o l e ’ l a Nella modalità non consapevole (e solo in
presentazione degli s0moli in movimento questa modalità) si osservava
veloce nel campo cieco determinava
un’a)vazione 1. un’aevazione del collicolo superiore.
1. di aree prefrontali dorsali (in par0colare 2. l’area 19 ipsilaterale alla lesione
dell’area 46 di Broadman, nell’emisfero
Anche la s0molazione del campo visivo intaMo
destro e dell’area 47 in entrambi gli emisferi)
aevava
2. Area 18 bilateralmente

1. l’area 46.
2. FEF

Normale elaborazione,
normale esperienza
fenomenica
N e l l a m o d a l i t à ‘ c o n s a p e v o l e ’ l a Nella modalità non consapevole (e solo in
presentazione degli s0moli in movimento questa modalità) si osservava
veloce nel campo cieco determinava
un’a)vazione 1. un’aevazione del collicolo superiore.
1. di aree prefrontali dorsali (in par0colare 2. l’area 19 ipsilaterale alla lesione
dell’area 46 di Broadman, nell’emisfero
Anche la s0molazione del campo visivo intaMo
destro e dell’area 47 in entrambi gli emisferi)
aevava
2. Area 18 bilateralmente

1. l’area 46.
2. FEF

1. l’area 46 si aeva nello stato consapevole e 2. La corteccia prestriata, d’altra parte, è


per s0molazione del campo intaMo ma non si aeva in entrambe le condizioni.
aeva nello stato non consapevole
Ø benché necessaria per l’elaborazione
Ø ruolo di questa area nella genesi dei visiva, la corteccia prestriata non è
processi coscien0. sufficiente per innescare il processo
3. Blindsight dipende dal collicolo consapevole.

4. l’aevazione dei FEF quando veniva s0molato il campo visivo non affe:o dalla cecità, e la loro
mancata aevazione nelle condizioni blindsight, potrebbe suggerire l’importanza di questa area
frontale per la dis%nzione tra visione normale e ‘consapevolezza senza visione fenomenica’
osservata in GY quando gli s0moli in movimento vengono presenta0 a velocità elevate.
La conclusione di Sahraie e collaboratori è che il passaggio dalla modalità
consapevole a quella non consapevole implica un trasferimento
dell’aevazione dalla neocorteccia (zone pre-frontali) alle zone so:ocor0cali (collicolo
superiore)
Il paziente DB
à Nessuna sensazione quando viene presentato lo stimolo
à Sensazione quando svanisce
à After effect molto dettagliato
Post-immagine

L’esperienza fenomenica della post-immagine è legata ad attivazione prefrontale


(Weiskrantz et al., 2002)

E’ quindi possibile che per la visione cosciente V1 sia necessaria MA non


sufficiente
Convincing evidence on the crucial role of the SC would require two parallel findings:

1. A posi%ve func%onal demonstra%on that the SC is involved in implicit visuomotor
processing even when V1 is no longer ac0ve
2. A the concomitant nega%ve evidence that such nonconscious phenomenon disappears
when SCʼs contribu0on to vision is selec0vely blocked.

Previous research has shown that the SC does not receive signals from
short wavelength S- cones in the re(na, so that purple s0muli that are
predominantly detected by S-cones are invisible to the SC (Savazzi e
Marzi, 2004)

Conversely, S-cones project through the koniocellular pathway to the
LGN as well as to the pulvinar, therefore enabling purple s0muli to be
processed by these subcor0cal structures and their cor0cal projec0ons
Pa0ent G. Y., with right hemianopia and blindsight following selec0ve early damage to his lel
V1, was tested with an indirect method to assess the influence of s0muli presented to the blind
field on the behavioral performance to s0muli presented to the intact field.
Luminous squares were briefly projected (200 msec) either singly to the lel (intact) visual field
(LVF) or right (blind) visual field (RVF), or bilaterally to both fields, and the pa0ent was asked to
respond manually as quickly as possible following s0mulus detec0on.

2 TIPI DI RISPOSTE

FP 1.  REACTION TIMES
2.  DIAMETRO PUPILLARE

FP

FP
Luminous squares were briefly projected (200 msec) either singly to the lel (intact) visual field
(LVF) or right (blind) visual field (RVF), or bilaterally to both fields, and the pa0ent was asked to
respond manually as quickly as possible following s0mulus detec0on.

2 TIPI DI RISPOSTE

FP 1.  REACTION TIMES
2.  DIAMETRO PUPILLARE

FP

FP
Luminous squares were briefly projected (200 msec) either singly to the lel (intact) visual field
(LVF) or right (blind) visual field (RVF), or bilaterally to both fields, and the pa0ent was asked to
respond manually as quickly as possible following s0mulus detec0on.

2 TIPI DI RISPOSTE

FP 1.  REACTION TIMES
2.  DIAMETRO PUPILLARE

FP

FP
They found that

1. a gray s0mulus projected to the blind field of G. Y., although not consciously seen, speeded
up RTs and enhanced pupillary constric0on responses to s0muli simultaneously presented to
the intact field. Notably, this summa0on effect was accompanied by a selec0ve ac.va.on in the
SC and in extrastriate areas, but not in other subcor0cal sites.
2. when the s0mulus was colored purple, and was hence, invisible to the SC, we no longer
found any behavioral or pupillary evidence of bilateral summa0on, and the fMRI ac0va0on in
the SC dropped significantly.
BG = bilateral gain;
BVF = both visual
fields; LVF = lel
visual field; RTs =
manual response
0mes; RVF = right
visual field.

Mean RTs (±SEM) differences between BVF and single LVF s0muli as a func0on of color (gray
and purple)
Le vie striate sono bloccate per il purple, per gli altri colori (es. rosso) funziona la via
extrastriata
Ques0 da0 sembrano suggerire che la consapevolezza non è un fa:ore soglia, ma dipende
dall’aevità di V1.

In realtà queste due ipotesi (la coscienza come fenomeno di soglia e la coscienza come
a:ributo area-specifico) non sono mutuamente esclusive. E’ possibile che sia necessaria
l’integrità di V1, ma solo dopo che una determinata quan0tà di elaborazione visiva si sia resa
disponibile per innescare l’esperienza cosciente.

Necessaria, ma forse non sufficiente
Ma le scimmie hanno blindsight?
On each trial a brief target appeared in one of the four quadrants when the monkey touched
the start-light near the centre of the display shown in the Figure
A: Display used to determine detec.on
thresholds in a normal monkey (Rosie) and
three hemianopic monkeys. To start each trial
the monkey had to touch the start-light near the
centre of the bo:om of the display, which was
instantly followed at random by a 200-ms, 2°
white square in one of the four quadrants. The
monkey had to touch the remembered posi0on
of the target in order to obtain a food reward.
Once the detec0on threshold had been
determined performance was measured with
targets that were equivalently suprathreshold in
each hemifield, and the results are shown in B.
Although performance was always slightly
inferior in the hemianopic field it was above
90% correct.

C: Display used to test responses to visual s.muli that were previously detected at beYer than 90% correct in either
hemifield.Onhalf the trials there was no visual s0mulus and the monkey had to touch the permanently outlined rectangle,
thereby indica0ng “not a light”. On the remaining trials a visual target was presented at one of the five possible posi0ons in
the normal hemifield or at the posi0on marked “probe” in the blind hemifield, and the correct response was to touch the
posi0on at which it had been presented. The results are shown inD. When the target light was in the hemianopic field the
monkeys almost always responded by touching the rectangle—that is, categorizing the probe as “not a light”.
Conclusioni

Le scimmie presentano Modello valido


un comportamento simile p e r s t u d i a r l o
al blindsight nell’uomo
Implicazioni per gli studi sulla coscienza
Gli studi sul blindsight sono sta0 u0lizza0, oltre che per meglio comprendere la
stru:ura e le operazioni del sistema visivo, anche per rispondere a ques0oni legate
all’u%lità o all’eventuale epifenominismo dei processi coscien0
Consapevolezza come condizione necessaria per dare inizio all’azione rimane
problematico e non risolto.

Ques0 autori, che ritengono che la coscienza sia un epifenomeno, sostengono che
proprio il blindsight, poiché suggerisce la possibilità teorica dell’esistenza di un essere
vivente (zombie) che risponde in modo appropriato agli s0moli del mondo pur non
avendone consapevolezza, dimostrerebbe che i sistemi di coscienza sono un prodo:o
dell’evoluzione che non gioca nessun ruolo causale sul comportamento al punto che
ne potremmo fare a meno senza modificare le nostre prestazioni.
In realtà:

1. le risposte del paziente blindsight agli s0moli non vis0 sono provocate ar%ficiosamente dalle
condizioni sperimentali.

2. Anche dopo ripetute esposizioni allo stesso test, e anni di valutazione in laboratori diversi e
sparsi per il mondo, i pazien% blindsight non imparano a rispondere in modo spontaneo ed
ecologicamente appropriato a s0moli rispe:o ai quali non provano esperienza cosciente

3. le prestazioni dei pazien0 blindsight, per quanto sorprenden0, sono nella maggior parte dei
casi al di soMo delle prestazioni dei soggee normali

4. risultano spesso, qualita(vamente diverse

Ø mentre nei soggee normali bastano piccoli


a)non è un fenomeno ‘so:osoglia’
incremen% dell’intensità di uno s0molo so:osoglia
perché questo diven0 visibile (Stoering and Cowey,
2007), nei pazien0 con blindsight l’intensità dello b) la‘visione cieca’ è qualita0vamente
s%molo non ne influenza la detezione diversa dalla visione normale proprio
consapevole, nonostante quello stesso s0molo perché dipende da meccanismi cerebrali
possa guidare le risposte forzate in determina0 e vie nervose complementari rispe:o a
test quelle implicate nella visione fisiologica
Le evidenze raccolte nei pazien0 con blindsight servono per sostenere almeno due
affermazioni:

1) la coscienza facilita l’interpretazione e la comprensione del mondo che ci circonda

Benchè i pazien0 con blindsight siano in grado di elaborare alcune cara:eris0che dello
s0molo, l’elaborazione seman0ca del materiale presentato nel campo cieco non è
sempre di livello tale da perme:ere ai pazien0 di cogliere in modo non ambiguo, in
presenza di più interpretazioni, il significato di una parola (Vaina, 1995). Questo vuol
dire che l’essere coscien% di una parola ci permeMe di analizzarla in modo
seman%camente più profondo ed efficace.

2) la coscienza rende i nostri comportamen. più adaYa.vi.
La consapevolezza degli s0moli che ci circondano contribuisce in modo determinante
all’azione volontaria. I pz blindsight non u%lizzano mai in modo intenzionale
e volontario l’informazione analizzata inconsapevolmente
Implicazioni per gli studi sulla coscienza
Gli studi sul blindsight sono sta0 u0lizza0, oltre che per meglio comprendere la
stru:ura e le operazioni del sistema visivo, anche per rispondere a ques0oni legate
all’u%lità o all’eventuale epifenominismo dei processi coscien0
Consapevolezza come condizione necessaria per dare inizio all’azione rimane
problematico e non risolto.

Ques0 autori, che ritengono che la coscienza sia un epifenomeno, sostengono che
proprio il blindsight, poiché suggerisce la possibilità teorica dell’esistenza di un essere
vivente (zombie) che risponde in modo appropriato agli s0moli del mondo pur non
avendone consapevolezza, dimostrerebbe che i sistemi di coscienza sono un prodo:o
dell’evoluzione che non gioca nessun ruolo causale sul comportamento al punto che
ne potremmo fare a meno senza modificare le nostre prestazioni.
In realtà:

1. le risposte del paziente blindsight agli s0moli non vis0 sono provocate ar%ficiosamente dalle
condizioni sperimentali.

2. Anche dopo ripetute esposizioni allo stesso test, e anni di valutazione in laboratori diversi e
sparsi per il mondo, i pazien% blindsight non imparano a rispondere in modo spontaneo ed
ecologicamente appropriato a s0moli rispe:o ai quali non provano esperienza cosciente

3. le prestazioni dei pazien0 blindsight, per quanto sorprenden0, sono nella maggior parte dei
casi al di soMo delle prestazioni dei soggee normali

4. risultano spesso, qualita(vamente diverse

Ø mentre nei soggee normali bastano piccoli


a)non è un fenomeno ‘so:osoglia’
incremen% dell’intensità di uno s0molo so:osoglia
perché questo diven0 visibile (Stoering and Cowey,
2007), nei pazien0 con blindsight l’intensità dello b) la‘visione cieca’ è qualita0vamente
s%molo non ne influenza la detezione diversa dalla visione normale proprio
consapevole, nonostante quello stesso s0molo perché dipende da meccanismi cerebrali
possa guidare le risposte forzate in determina0 e vie nervose complementari rispe:o a
test quelle implicate nella visione fisiologica
Le evidenze raccolte nei pazien0 con blindsight servono per sostenere almeno due
affermazioni:

1) la coscienza facilita l’interpretazione e la comprensione del mondo che ci circonda

Benchè i pazien0 con blindsight siano in grado di elaborare alcune cara:eris0che dello
s0molo, l’elaborazione seman0ca del materiale presentato nel campo cieco non è
sempre di livello tale da perme:ere ai pazien0 di cogliere in modo non ambiguo, in
presenza di più interpretazioni, il significato di una parola (Vaina, 1995). Questo vuol
dire che l’essere coscien% di una parola ci permeMe di analizzarla in modo
seman%camente più profondo ed efficace.

2) la coscienza rende i nostri comportamen. più adaYa.vi.
La consapevolezza degli s0moli che ci circondano contribuisce in modo determinante
all’azione volontaria. I pz blindsight non u%lizzano mai in modo intenzionale
e volontario l’informazione analizzata inconsapevolmente