Sei sulla pagina 1di 2

Joel Mokyr, Le radici intellettuali della moderna crescita economica

E’ difficile sostenere che la rivoluzione scientifica del XVII sec, associata ai nomi di Galileo, Cartesio,Newton,
abbia avuto un’influenza diretta sulle innovazioni tecnologiche della Rivoluzione industriale. Durante
l’Illuminismo e nei decenni successivi al 1750, in larga parte d’Europa si manifestò un fiorire dell’interesse
nell’applicazione della conoscenza utile alle arti e ai mestieri, oltre che all’agricoltura. Agli inizi della
Rivoluzione industriale molti dei progressi importanti dovevano poco alla scienza in via diretta. Nel XVIII
sec., si spese molta energia nel descrivere ciò che non poteva essere compreso. IL programma di Bacone (le
treC- contare, classificare, catalogare) orientò molta della conoscenza utile precedente alla Rivoluzione
industriale. La misurazione in sé non era una novità del Settecento, ma lo erano la precisione, la
completezza e l’ampiezza dei fenomeni misurati, oltre che la diffusione di queste conoscenze. Nel XIX sec. Il
legame tre scienza e tecnologia diventa più stretto, anche se alcuni studiosi hanno sostenuto che il nesso
causale procede dalla tecnologia alla scienza e non viceversa. Un terzo ordine di fattori determinò la
direzione e l’intensità delle ricerche all’origine dei progressi in entrambe le aree.

Tesi: uno dei motivi del successo della Rivoluzione industriale deve essere indicato negli sviluppi sul piano
dell’incremento e della diffusione della conoscenza utile che si verificarono in Europa prima del 1750,
durante l’Illuminismo.

La conoscenza utile consisteva in descrizioni di fenomeni, fondate sull’esperienza e sugli esperimenti. Molte
di queste descrizioni erano compilazioni sistematiche di ciò che funzionava. Esempi: il corretto fertilizzante
per un terreno, l’adeguata temperatura per un recipiente, ecc. Pratiche che riguardavano non solo
scienziati in senso stretto, ma anche botanici, zoologi, fabbricanti di strumenti e artigiani specializzati che
rendevano pubbliche la loro conoscenza.

Si diffonde una conoscenza proposizionale: conoscenze che non derivano direttamente dall’esperienza ma
sono mediate dalla testimonianza di altri o da ragionamenti verbali. Posso dire ad es. l’acqua bolle a 100
gradi anche se non ho fatto direttamente l’esperimento. L’Illuminismo del tardo Seicento e del Settecento
collega la rivoluzione scientifica con quella industriale. L’opinione che la produzione potesse essere resa più
efficiente attraverso la conoscenza utile conquistò spazio in Scozia, Inghilterra e poi in tutto il mondo
occidentale. Le èlite in Occidente del XVIII secolo crearono le istituzioni attraverso le quali le conoscenze
utili vennero create, diffuse ed utilizzate. Alla base di tutto stava la fiducia sempre più diffusa nella nozione
baconiana secondo cui si può ottenere il progresso materiale attraverso il controllo della natura e si può
controllare la natura solo conoscendola.

Illuminismo industriale: fede nella possibilità e nella necessità del progresso tecnico e della crescita
economica per mezzo della conoscenza. L’idea della crescita includeva anche il progresso materiale e
sociale, capace di alleviare le sofferenze dei poveri e dei meno fortunati.

L’Illuminismo industriale aveva due dimensioni:

1) Espandere le conoscenze proposizionali e indirizzarle dove potevano essere più utili;

2) Ridurre i costi di accesso alla conoscenza esistente.

Ad.es l’ambiente scientifico di Glasgow in cui viveva Watt fu indispensabile per l’acquisizione delle sue
conoscenze tecniche che lo portarono all’invenzione della macchina a vapore. La crescita di una cultura
delle macchine nel XVIII sec. portò ad una stretta collaborazione tra filosofia naturale ed artigiani
specializzati alle prese con questioni meccaniche come calore, energia, attrito ecc.

Sebbene la scienza e le invenzioni non erano mai stati monopolio europeo e molta della creatività degli
europei derivi dall’adozione di tecniche osservate in altri paesi, solo in Europa si è creato un ambiente
istituzionale che ha permesso una crescita cumulativa delle scoperte.
Insieme al successo della cultura dell’Illuminismo vennero un tenore di vita più alto. Lo stato stazionario fu
rimpiazzato con uno stato dinamico. E’ lo sviluppo culturale dell’Europa a spiegare perché ad es. la scienza
e la tecnologia cinese pur essendo progredita non fu in grado di rivoluzionare l’economia del paese. I
filosophes compresero che affinché la conoscenza utile avesse significato da un punto di vista economico,
erano cruciali costi di accesso bassi, in modo da non circoscriverla ad un’élite ma seminarla tra coloro che
ne avrebbero fatto un utilizzo produttivo.

Ad es. il progresso tecnico trovava alimento dal fatto che L’Illuminismo industriale si interrogava non solo
su quali fossero le tecniche che funzionavano ma anche perché funzionassero. La ricerca di livelli più alti di
generalizzazione e di comprensione delle regolarità della natura era parte del lascito intellettuale di
Newton. L’influenza dei seguaci di Newton crebbe nella prima metà del Settecento in Europa occidentale. I
costi di accesso al suo lavoro erano però alti perché la sua comprensione richiedeva competenze elevate.
Molti scrittori illuministi lavorarono per rendere più accessibili i suoi scritti.

Tassonomie e classificazioni furono inventate per organizzare e conoscenze, introdotti simboli matematici e
chimici per rendere più accessibile la conoscenza proposizionale.

Alle origini del trionfo del pensiero illuminista, vi è anche la crescente tendenza a mettere in discussione
dogmi e tradizioni dei secoli precedenti. La critica all’autorità fu resa più semplice dalla frammentazione
politica. Nonostante Giordano Bruno, molti pensatori distrussero dogmi indiscussi della filosofia naturale e
della metafisica, potendo trovare riferimenti politici che li proteggevano. Il multicentrismo permise ai
pensatori di spostarsi in regioni differenti, cambiando protettori e mecenati.

Ciò che permise il successo dell’Illuminismo europeo fu la combinazione tra multicentrismo politico e la
crescente competizione intellettuale dovuta alla diminuzione dei costi di accesso.