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A cura di

Toffoletti Cristiano

16/10/2014

Insegnamento di Storia del Cristianesimo


Prof.ssa Facchini Cristiana
Coordinatrice Corso di Laurea Magistrale in Antropologia Culturale ed Etnologia
Dipartimento di Storia Culture Civilt
Universit di Bologna

Composizione di un elaborato scritto:


Tema: Cristianesimo e nuova scienza
Focus: Galileo Galilei e lermeneutica biblica

INDICE:

BIOGRAFIA: Galileo Galilei p.3


CONTESTO: la Prima et Moderna p.4
LIMMAGINARIO IN EPOCA MODERNA p. 5
LA RIVOLUZIONE SCIENTIFICA DI GALILEO E LA LETTERA p.7
SCIENZA E ASTROLOGIA AL TEMPO DI GALILEO: i precursori p.8
LE ACCUSE p.10
GLI UOMINI INDEGNI p.11
UNA SEPARAZIONE NETTA:
il primato della teologia e la concezione di un lite p. 12
GALILEO E IL SUO RAPPORTO CON DIO p. 14
IL LINGUAGGIO: come la Bibbia veniva letta al tempo di Galileo p. 15
LA TEORIA DELLACCOMODAMENTO p. 18
LA PROPOSTA ERMENEUTICA DI GALILEO p. 20
TECNICA DELL ACCOMODAMENTO:
un sistema ben congegnato di controllo p. 21
UN NUOVO METODO INQUISITORIO p. 22
NEWTON E LERMENEUTICA BIBLICA: Trattato sullApocalisse p. 23
IMPLICAZIONI DELLA CONDANNA DEL SISTEMA COMPERNICANO
E DEL PROCESSO A GALILEO p. 24
BIBLIOGRAFIA p. 28

BIOGRAFIA: Galileo Galilei


Nasce a Pisa il 15 febbraio 1564 da genitori appartenenti al ceto medio borghese (il
padre il musicista Vincenzo Galilei, la madre Giulia degli Ammannati). Nel 1581
per volere del padre si iscrive alla facolt di medicina dell'Universit di Pisa, ma per
questa disciplina non mostrer un vero interesse. Lasciata dunque l'universit pisana
fa armi e bagagli e va a Firenze. Qui sviluppa una passione per la meccanica
cominciando a costruire macchine sempre pi sofisticate, approfondendo la
matematica e compiendo osservazioni di fisica con la guida di Ostilio Ricci. Nel 1593
Galileo viene chiamato a Padova dove la locale Universit gli offre una prestigiosa
cattedra di matematica, geometria e astronomia. Galileo accetta con entusiasmo e che
vi rimarr fino al 1610. E' in questo periodo che comincia ad orientarsi verso la teoria
copernicana del moto planetario, avvalorata dalle osservazioni effettuate con un
nuovo strumento costruito in Olanda: il telescopio. Galileo apporter poi significativi
miglioramenti allo strumento. Nel 1609 pubblicava la sua Nuova astronomia, che
contiene le prime due leggi del moto planetario. Nel marzo 1610 rivela nel Sidereus
Nuncius che si tratta di quattro satelliti di Giove che battezzer "Astri Medicei" in
onore di Cosimo II de' Medici, Gran Duca di Toscana. La scoperta di un centro del
moto che non fosse la Terra comincia a minare alla base la teoria tolemaica del
cosmo. Una prima conseguenza un'ammonizione formale del cardinale Bellarmino.
L'Inquisizione ecclesiastica non sente ragioni, bolla come eretico questo impianto
cosmologico e proibisce formalmente a Galileo di appoggiare tali teorie. Nell'aprile
del 1630 Galileo termina di scrivere il Dialogo sui due Massimi Sistemi del Mondo,
concorda anche con il Vaticano alcune modifiche per poter far stampare l'opera, ma
decide poi di farla stampare a Firenze, nel 1632. Arrivata nelle mani di Papa Urbano
VIII, costui ne proibisce la distribuzione e fa istituire dall'Inquisizione un processo
contro Galileo. Lo scienziato, ormai anziano e malato, viene chiamato a Roma e
processato (1633). Imprigionato e minacciato di tortura, Galileo viene costretto ad
abiurare pubblicamente e condannato alla prigione a vita. La pena venne poi
commutata a quelli che oggi chiameremmo "arresti domiciliari": gli viene concesso di
scontare la pena nella sua villa di Arcetri, vicino a Firenze, carcere ed esilio fino alla
morte. Mor a Firenze il giorno 8 gennaio 1642, circondato da pochi allievi e nella
quasi totale cecit1.


1
Testo tratto da biografie online.it

CONTESTO: La Prima et Moderna


La sua attivit di proto-scenziato2, cos come anche la sua vita, si inserisce allinterno
del contesto della Prima et Moderna. Questo periodo, che copre indicativamente un
lasso di tempo compreso tra il sedicesimo secolo, fino alla fine dellOttocento. E
chiamata prima in quanto durante questo periodo, di cui lUmanesimo e poi il
Rinascimento ne furono gli iniziatori, si posero le basi per lo sviluppo culturale,
politico, sociale dellet dei Lumi e delle Rivoluzioni e nel complesso della societ
nella quale viviamo ancora oggi, anche se la pi recente fase contemporanea viene
chiamata Postmoderna. Viene oggi concepita come un et di transizione perch
funse da cuscinetto tra quel macro periodo di decadenza3 che fu il Medioevo e il
periodo contemporaneo di escalation tecnologica e sociale nel quale viviamo ancora
oggi. In realt ogni separazione netta tra le epoche una convenzione che manifesta
lintenzione di classificare (tassonomia) per cercare di fare ordine (secondo canoni
moderni) e sistematizzare la storia. In realt la Prima et Moderna, nonostante larco
temporale di oltre tre secoli, venne cos definita in quanto vi furono tutta una serie di
eventi importanti che avrebbero rivoluzionato letteralmente, di l a breve, alcuni
aspetti cruciali della religione, della societ, della conoscienza dei fenomeni naturali,
della politica.
Questo periodo fu testimone: della scoperta del Nuovo Mondo, che port loccidente
faccia a faccia con i concetti di nuovo, diverso, sconosciuto, inaspettato;
della questione della Riforma Protestante e conseguente Controriforma Cattolica;
della rivoluzione scientifica di cui parler tra poco; ed in particolare il secolo
diciassettesimo, segn la nascita di nuovi di sistemi politico-economici come forme
di imprese proto-capitalistiche stimolate e stimolanti la nascita degli stati nazionali
con forme di governo assai centralizzate. (Coudert, 2011, p.xxiv)
La Prima et Moderna fu un periodo di grande insicurezza e ansiet a causa dei
cruciali cambiamenti che avvennero in campo sociale come il feudalesimo che lascia
il posto al capitalismo, la vita di campagna che lascia il posto allurbanizzazione e a
primitive forme dindustrializzazione, cos come il regionalismo lascia il posto al
nazionalismo. La Prima et Moderna fu un periodo di grandi contrasti, levidenza pi
grande fu tra la ricchezza della vita intellettuale e artistica di pochi e la povert
materiale di molti. In particolar modo il venir meno della salute fisica dovuta ad
una mancanza di educazione alligiene e conseguente poca cura nel preservare da
contaminazione le risorse idriche e alimentari poneva sotto scacco gran parte della
popolazione. Invece le nuove evidenze in ambito religioso, magico, scientifico
creavano un clima di insicurezza nelle alte sfere della societ (tra i detentori del

2
In Filosofia della Scienza, il termine protoscienza viene usato generalmente per definire un campo di
ricerca che non si ancora sviluppato fino a diventare una disciplina scientifica, ma che pu avere il
potenziale per diventarlo. Questo termine viene spesso usato per descrivere le nuove teorie sorte nel
Rinascimento con l'obiettivo di uno studio naturalistico della realt, ma prima della completa definizione del
metodo scientifico. Da Wikipedia, protoscienza.
3
Sul concetto di decadenza nel Medioevo tuttoggi aperto un dibattito.

potere universale) i quali vedevano improvvisamente collassare su se stesso tutto un


sistema di valori sui quali vi si erano costruiti i loro templi. Sembra strano ma proprio
mentre si posero le basi per i principi sociali di tolleranza etnico-religiosa ventilati da
alcuni intellettuali umanisti come Pico della Mirandola nel suo Oratio de hominis
dignitate del 1486 e due secoli pi tardi da Locke John con Lettera sulla tolleranza,
ecco nello stesso periodo vennero commessi alcuni tra i pi atroci crimini contro
lalterit. A citare Coudert: It was a period of vicious religious controversy and
non-stop warefare only seven years out of hundred saw peace. The concept of
tolerance was meaningless to the vast majority of people, who were ready to defend
their beliefs to the death. (Allison P. Coudert, Religion, Magic, and Science in Early
Modern Europe and America, p. xix). Mi sto riferendo alla questione della santa
inquisizione e la lotta alleresia e alle streghe e la nascita dellantisemitismo.
I personaggi che furono i protagonisti di questi eventi vennero chiamati precursori,
iniziatori, rivoluzionari o riformatori in luogo del loro ruolo allinterno di questo
periodo.

LIMMAGINARIO IN EPOCA MODERNA


Per fare chiarezza sul contesto particolare nel quale si inserisce lattivit di Galileo, si
deve fare luce su quale fosse la visione canonica del mondo prima che gli effetti della
rivoluzione Copernicana fossero completamente assorbiti e diventati parte integrante
nella cultura volgare. Fino a prova contraria, con buone garanzie di non essere in
errore, noi oggi assumiamo per certa la visione Copernicana che descrive il Sole al
centro del nostro sistema e la Terra e gli altri pianeti come satelliti di esso, tuttavia
questa descrizione, che noi oggi assumiamo come dato di fatto, ha necessitato anni
per diffondersi nella cultura popolare, anni di lotte tra il clero e i filosofi pensatori e
anche tra esponenti interni a queste stesse categorie per poter essere anche solo
tollerata. Per lungo tempo, da quando Copernico nel De revolutionibus orbium
coelestium espone il sistema eliocentrico, la visione Sole-centrica rimasta una
corrente alternativa di pensiero, per lo pi subordinata alla pi familiare- in quanto
secolarizzata - visione geocentrica del mondo e quindi delluniverso allora
conosciuto. La visione geocentrica delluniverso scatur dallincontro tra la filosofia
di due eminenti pensatori classici greci Aristotele e Tolomeo e le Sacre Scritture(in
prevalenza riguardo allAntico Testamento, pi ricco di riferimenti sulla struttura del
mondo). Quello che accadeva fu che la visione Aristotelico-Tolemaica veniva
adattata alle informazioni di natura rivelata presenti nelle Sacre Scritture, mentre allo
stesso tempo ne ispirava una chiave di lettura, unesegesi. Quello che emergeva
dallincontro di questi due elementi, fu una collaborazione sinergica e armonica nella
quale i due elementi si relazionavano in un rapporto biunivoco il cui scopo era di
produrre una visione coerente delluniverso (manifesto) e situare al proprio interno
lessere umano in accordo con la volont divina espressa nelle Sacre Scritture
(secondo linterpretazione che al tempo veniva data). Il testo di Coudert, nel capitolo

All Coherence Gone ci aiuta a capire meglio in che cosa consisteva la visione
Geocentrica del mondo. Innanzitutto lUniverso Pre-copernicano era finito e quindi
commensurabile, decisamente pi adatto alle proporzioni umane rispetto alluniverso
infinito Post-copernicano. In questo universo ordinato e perfetto ogni cosa aveva una
posizione specifica e assumeva un proprio ruolo. Esisteva una rete invisibile di
connessioni e relazioni che legavano ogni cosa a tutte le altre: il microcosmo al
macrocosmo, il paradiso allinferno, il visibile allinvisibile, lumano al sovraumano.
Questa rete di connessioni era razionalizzata a partire da una legge (o principio) che
potremmo definire di analogia e corrispondenza che legittimava linterazione tra
elementi apparentemente distanti e diversi. Questa distanza o diversit era, per
lappunto, apparente, in quanto ogni elemento, preso singolarmente, era allo stesso
tempo uno e molteplice, possedeva cio una propria identit ma allo stesso tempo
manifestava una molteplice essenza. Allinterno del medesimo elemento unaltra
essenza poteva essere riconosciuta, quindi compresa ed infine evocata a partire dal
tipo di lettura che di quellelemento ne veniva fatta; e solo a quel punto era
possibile far corrispondere quellessenza o (identit) ad unaltra analoga ma presente
in un altro elemento, anche se la natura di questo secondo elemento risulta, in
apparenza, assai distante. Proprio per queste ragioni era possibile che, attraverso una
serie di corrispondenze, le stelle e i pianeti potessero avere influenze sulluomo cos
come luomo potesse in qualche modo essere connesso al regno animale, vegetale,
minerale e ai metalli. Questo dipendeva dalladdestramento e dalle abilit
conseguite dallosservatore che operava queste associazioni. A quel tempo non
esisteva separazione tra le sfere della religione, della magia e della scienza, anzi,
erano allo stesso tempo diverse essenze: diverse facce di una stessa medaglia.
Tuttavia esisteva un vincolo, un limite a queste abilit, questo limite era dato
esplicitamente e categoricamente dai dogmi che la chiesa Cristiana Cattolica(poi
anche quella Protestante) derivava dallinterpretazione delle Sacre Scritture4. In
maniera generale e approssimativa si pu dire che qualsiasi applicazione, pratica o
teoretica, del principio di analogia e corrispondenza che fosse in contraddizione con
suddetti dogmi sarebbe stata dichiarata eretica, cio deviante dalla visione canonica
che del mondo era stata data.
Il problema che il sistema clericale vigente tentava di arginare e di scoraggiare attraverso listituzione del Santo Uffizio che prevedeva luso di tribunali, detti
dellInquisizione, che avevano il compito di vagliare lintenzione e la natura eretica
di alcune teorie e di giudicare chi vi aderiva - era lutilizzo improprio di alcune
pratiche che avevano la conseguenza di produrre interi immaginari ai quali potevano
aderire vasti gruppi di persone che potenzialmente sarebbero potuti emanciparsi dalla
visione canonica. Anche qui verrebbe spontaneo situare questo genere di
comportamento allinterno delle dinamiche politiche sul mantenimento del potere, ma
tenendo conto della cultura del periodo, che contemplava una visione dellesistenza
solo in apparenza disgiunta tra potere temporale e universale, secondo il mio parere

4
Ovviamente il vincolo e il limite era istituzionale, ovvero quei limiti che sono imposti dalla societ al
cittadino. Le discipline dellastronomia e dellalchimia prese di per se stesse non erano soggette a tali limiti.

possibile collocare solo con molta cautela questo tipo di atteggiamento allinterno di
una situazione pi generale di conflitto di territorio che abbracciava sia la sfera
politica quanto quella sociale e religiosa.
Secondo Coudert, William Bouwsma era corretto nel definire la cultura come un a
mechanism for the management of existential anxiety (Allison P. Coudert, Religion,
Magic, and Science in Early Modern Europe and America, p. xxvi). La necessit di
gestione dellansiet esistenziale non fu mai cos urgente come nei secoli sedicesimo,
diciassettesimo e diciottesimo. Si comprende in questo modo, senza entrare nel
merito del giudizio, come limportanza culturale della gestione delle eresie da parte
del clero non fosse solo un modo di garantirsi ad oltranza il controllo sugli individui
oppure lo status quo ma anche e soprattutto un tentativo consapevole di mantenere un
grado di equilibrio psico-fisico allinterno della societ stessa.
Come molto spesso accade nella storia, emersero tuttavia dei fattori imprevedibili che
contribuirono ad aumentare lansiet, lincertezza nelle vite delle persone ordinarie e
che alterarono questo equilibrio nella societ. Ci fu una tale quantit di informazioni
nuove che pervennero dai pi disparati settori della vita che iniziavano ad essere
difficilmente digeribili dalla maggior parte della popolazione.
Questa crescente ansiet non fu recepita in maniera eguale dalla popolazione che
reag nelle pi diverse maniere: alcuni non riuscirono ad accettare questa ansiet e si
prodigarono per soffocarla nel sangue attraverso la repressione violenta(caccia alle
streghe) o intellettuale(indice dei libri proibiti), altri invece accettarono - o si
rassegnarono - a questa condizione di ansiet e cercarono, attraverso faticosi tentativi
e sacrifici, di conferirle un senso nuovo, ottenendo importantissimi risultati alcuni dei
quali figurano oggi come pilastri della societ moderna. Questo atteggiamento
eterogeneo e in apparenza contraddittorio dei protagonisti di questepoca port
inesorabilmente ad una serie di importanti trasformazioni nella cultura cos come
nella societ che furono descritte con opinioni contrastanti dagli storici fino agli anni
Sessanta, probabilmente perch difficile omnicomprendere lintero contesto e i
vari fattori che hanno contribuito alla formazione di questa Prima et Moderna5.

LA RIVOLUZIONE SCIENTIFICA DI GALILEO E LA


LETTERA
Tra i fattori imprevedibili come la scoperta del Nuovo Mondo (che demol il
tradizionale concetto delloikoumene tripartito)6, mi occuper strettamente
dellaspetto che riguarda la Rivoluzione Scientifica e in particolare il rapporto tra
Galileo Galilei e in generale il sistema clericale del tempo.

5
Per esempio John Maynard Keynes descrive Isaac Newton non come: Il primo uomo dellEt della
Ragione come fino agli Sessanta si soleva fare, ma piuttosto come Lultimo dei maghi.
6
Termine che indicava la porzione di Terra conosciuta e abitata dalluomo.

Tutto inizi, come spesso accade, da un fattore imprevisto uninvenzione:


linvenzione del telescopio, che permise una considerazione oggettiva(in accordo con
il senso della vista) della realt circostante ma, la cui evidenza, contrastava con le
considerazioni de fide e quindi altrettanto vere, proposte dalla chiesa.
Allinterno di questo contesto, che mi accingo ad approfondire nelle prossime pagine,
si sviluppa tutta la questione relativa al Caso Galileo che comprende una serie di
documenti e trattati(Sidereus Nuncius, Lettera a Madama Cristina di Lorena,
Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo, solo per citarne alcuni) - alcuni dei
quali camuffati da lettere personali - che riguardano sia il processo subito ad opera
del Santo Uffizio, che i tentativi che Galileo effettuava per diffondere cautamente e
celatamente le sue idee e allo stesso tempo tentare di legittimare il suo pensiero
allinterno dei dogmi delle Sacre Scritture, se necessario, riformandoli.
In particolare mi occuper della Lettera a Cristina di Lorena(Serenissima Madama la
Granduchessa Madre, 1615 ), un escamotage stilistico con il quale G. Galilei tentava
di divulgare il suo pensiero e smontare il pensiero conservatore dei teologi del tempo.
Allinizio della lettera Galileo vuole subito mettere in chiaro, levando ogni ombra di
dubbio che ci di cui si accinger a parlare nelle pagine successive non una
elucubrazione mentale ma unesposizione di evidenze empiriche. Parler di fatti che
riguardano dei particolari nel cielo cos come li chiamava particolari che sono
sempre esistiti e stati visibili e che non dipende da lui il fatto che essi si presentino
come diversi rispetto allimmagine che la tradizione Cattolica li ha conferito.

SCIENZA E ASTROLOGIA AL TEMPO DI GALILEO: I


precursori.
Abbiamo visto come, fino alla Prima et Moderna, Scienza, Religione e Magia non
fossero tra loro materie disgiunte; ma finemente intrecciate anche con le dinamiche
sociali e di classe. Lo dimostra un esempio fornito da Coudert nel secondo capitolo
che ha per titolo Magia. Lesempio riguarda un certo Orazio Morandi, un astrologo
che visse a cavallo tra il 500 e 600 e le cui vicende sono esemplari per la
contestualizzazione del processo di Galileo. Innanzitutto Morandi, vivendo alla corte
di potenti famiglie nobiliari come i Medici ebbe la possibilit di collezionare un gran
numero di libri che riguardavano locculto e lalchimia e di diventare un esperto su
taluni temi. Cre ben presto una vera e propria biblioteca che conteneva un gran
numero di libri scientifici, filosofici, teologici ed erotici (figuravano anche nellindice
dei libri proibiti) e che Morandi tranquillamente prestava ad una sempre pi ampia
cerchia di aristocratici intellettuali della cultura Romana, tra i quali figurava anche G.
Galilei. Non solo, Morandi e la sua cerchia di monaci collaboratori, provvedeva ad
elargire gratuitamente, o previo pagamento di una somma in denaro, servizi che
riguardavano pratiche divinatorie come previsioni del futuro e terapie per problemi di
salute e qualsiasi altro rimedio che potesse aiutare le persone a sopravvivere alle

calamit che il secolo diciassettesimo portava inevitabilmente con s. La centralit


dellastrologia, soprattutto per le implicazioni pratiche alla vita mondana che portava
con se, era assai centrale nella vita di tutti, dai pi poveri ai pi ricchi, dai colti agli
illetterati. Morandi era consapevole dellinstabilit che era insita nel tentativo di
definire la scienza come materia avente una propria identit, per tanto lo scopo di
Morandi era quello di riformare lAstrologia e di ancorarla ad una solida base che
consisteva nellosservazione e nellesperienza diretta. Era altres convinto che la
disciplina dellAstrologia, cos riformata sulla base di un approccio scientifico (oggi
noi la assimileremmo allastronomia o allastrofisica), potesse non solo aggirare quei
limiti imposti a suo parere in maniera arbitraria - dalla chiesa, ma anche e
soprattutto servire la gente. Purtroppo accadde che durante uno dei suoi esperimenti
gli capit di prevedere la morte del Papa Urbano VIII, a sua volta molto coinvolto e
fiducioso nelle pratiche astrologiche. Quando la notizia circol, il Papa ne fu a tal
punto contrariato o impaurito che promulg la legge anti-astrologia pi severa mai
stata legiferata e le conseguenze di tale atto ricaddero pesantemente su quella che in
seguito fu la vicenda di Galileo.
Come abbiamo visto in precedenza, le teorie di Galileo non nascevano dal nulla ma
erano levoluzione di un sapere che andava stratificandosi nella storia della Prima et
Moderna a partire da alcuni dei suoi precursori come Niccol Copernico che formul
la teoria eliocentrica. La figura di N. Copernico ricorre frequentemente nei documenti
stilati da Galileo in quanto la teoria Eliocentrica la fonte di ispirazione e la base di
partenza dei suoi studi. Galileo riteneva Copernico come lunico vero autore ed
iniziatore di questa teoria e che quindi egli si limitava solamente a confermarla e a
dargli la rilevanza che gli spetterebbe di diritto. La prova finale Galileo la ebbe sulla
base di alcune osservazioni che fece riguardo il ciclo del pianeta Venere e che
consider come la prova finale della rivoluzione di quel pianeta attorno al Sole7. La
differenza sostanziale tra Galileo e Copernico, a parte un secolo di distanza tra i loro
rispettivi periodi di attivit, fu che gli studi di Copernico gli furono commissionati dal
Clero stesso, mentre Galileo li svolgeva di sua iniziativa e passione personale. La
teoria Eliocentrica di Copernico venne elaborata in occasione della riforma del
calendario Giuliano, nata a sua volta dallesigenza di fissare una data precisa per la
Pasqua. Ci avvenne per volere di Papa Leone che, nel contesto della sessione X del
V Concilio Lateranense (il 4 Maggio 1515), richiede il parere delle maggiori
universit europee. Lo sforzo di Copernico era orientato nel fare chiarezza su alcuni
movimenti celesti per ricavarne dei dati sensibili per lelaborazione di un nuovo
calendario. Il suo lavoro fu cos preciso e puntuale che non solo elabor il calendario
ma dedusse i movimenti di tutti i pianeti del Sistema Solare. Le sue ricerche vennero
esposte in sei libri che vennero raccolte nel volume De revolutionibus e divulgate in
Europa. A parte laccoglienza negativa della teoria eliocentrica presso alcuni padri
della riforma protestante, a partire dallo stesso Lutero, presso la Chiesa Cattolica di
Roma non ricevette le stesse pesanti critiche, anzi essa venne studiata
scrupolosamente e sostenuta da alcuni cardinali e vescovi. Tuttavia c un fatto che

7
Lettera a Cristina, materiale didattico, p.89, nota

viene accuratamente denunciato da Galileo nella Lettera a Cristina di Lorena:


Galileo non si capacita di come, esattamente un secolo pi tardi, alcuni teologi che lui
stesso nel documento definir poi uomini indegni, possano arrivare
paradossalmente a dichiarare eretica la teoria copernicana al solo scopo di voler
contrastare gli studi di Galileo che da Copernico traeva ispirazione. Questo
atteggiamento nei suoi confronti e verso le sue teorie, a parere di Galileo
assolutamente arbitrario e infondato, diventa in qualche modo uno dei fattori
scatenanti della invettiva di Galileo nei confronti di quelle persone (per lo pi teologi,
ma anche filosofi), che rappresentano un sistema troppo chiuso e conservatore che
danneggia il vero percorso di conoscenza della Natura e di Dio.

LE ACCUSE
Dalla lettura del documento della Lettera a Cristina, appare evidente come non ci sia
solo un invettiva dei Teologi nei confronti delle teorie di Galileo, ma come anche
Galileo, nel tentativo di difendere le sue teorie non manchi di inveire contro di essi.
Si capir in seguito come i Teologi concentrino i loro sforzi per condannare la teoria
di Galileo ma non la sua persona, sulla base della conformit ai dogmi relativi alle
Sacre Scritture, mentre Galileo, nel tentativo di difendere la sua teoria, non si scaglia
direttamente contro le Sacre Scritture, ma contro linterpretazione che di esse stata
fatta; quindi egli si rivolge direttamente ai Teologi in quanto persone e si scaglia
contro la loro ottusit. Galileo oltremodo infastidito dal fatto che probabilmente le
persone che tentano di condannare le sue teorie siano innanzitutto:
in contraddizione: poich condannando le teorie di Galileo stanno di
conseguenza condannando anche quelle di Copernico sulle quali hanno
riformato il calendario che loro stessi in qualche modo hanno voluto, accettato
ed infine canonizzato.
in abuso di potere: poich, a detta di Galileo, queste persone non hanno
neanche letto i suoi trattati o quelli di Copernico e se lo hanno fatto non
possiedono gli strumenti teorici per capirli eppure fanno ricorso alla loro
autorit in quanto vicari e mediatori del volere divino in Terra per condannare
qualcosa che non esercita, in verit, nessuna minaccia a quello che essi teologi
rappresentano, ovvero i difensori del sapere e volere divino. Ammesso che
siano proprio queste virt che essi difendono, ma che secondo Galileo essi
dichiarano soltanto ma in realt antepongono a taluno mandato degli interessi
personali.
Galileo, in un passo tratto dal documento Lettera a Cristina di Lorena descrive cos
la situazione nella quale si trova:

10

Il motivo dunque, che loro producono per condennar lopinione della mobilit
della Terra e stabilit del Sole, che leggendosi nelle Sacre Lettere, in molti
luoghi, che il Sole si muove, e che la Terra sta ferma, n potendo la Scrittura
mai mentire o errare, ne seguita per necessaria conseguenza che erronea e
dannanda sia la sentenza di chi volesse asserire il Sole esser per se stesso
immobile, e mobile la terra.

GLI UOMINI INDEGNI


Abbiamo visto come Galileo, nello scagliarsi contro alcuni pregiudizi nei confronti
delle sue teorie, punti il dito contro certi teologi e pensatori. La critica di Galileo non
tanto rivolta personalmente a taluni teologi e pensatori, ma piuttosto al loro
atteggiamento di fronte ad alcune questioni che, a detta di Galileo, richiedono
sensibilit particolari per essere argomentate e di certo lignoranza nei loro confronti
non contemplata. A questo proposito, Galileo cita una frase di San Girolamo, come
un esempio di Teologo e pensatore ispirato che non stato coinvolto da queste
dinamiche corruttive:
La vecchia pettegola, il vecchio pazzo, il sofista retorico, tutti quanti
congetturano sulla [Bibbia], se la strappano di mano, pretendono di
insegnarla prima ancora di averla imparata; altri, la fronte corrugata,
centellinando parole solenni, filosofeggiano delle Sacre Lettere in mezzo alle
donnette. Altri ancora che vergogna! imparano dalle donne quanto poi
insegnano agli uomini, e come se non bastasse espongono agli altri, con una
certa facilit, per non dire audacia di parola, ci che essi stessi non
comprendono. Taccio dei miei simili, che, arrivati magari alle Scritture dopo
la letteratura profana e dopo aver blandito le orecchie del popolo con il loro
eloquio ricco, pensano che sia legge di Dio tutto quanto hanno sostenuto in
passato, n si degnano di venire a conoscenza di quello che giudicavano i
profeti e gli apostoli , ma adattano al proprio senso testimonianze che non gli
pertengono; come se fosse un genere di insegnamento meritevole, anzich
cattivissimo, deformare le opinioni e far dire alla Scrittura ci che a essa
ripugna.
Linvettiva di Galileo quindi rivolta chiaramente verso chiunque si rifiuti di
accettare le evidenze manifeste dei fenomeni naturali (che peraltro egli sostiene siano
anchesse manifestazioni divine e quindi altrettanto vere quanto le verit contenute
nelle Sacre Lettere) contrapponendo in maniera arbitraria a queste ultime i sacri
Dogmi della Chiesa. Perch agendo in questo modo essi fanno lopposto di quello
che la loro missione di protettori e mediatori della volont divina in Terra gli
richiederebbe: cio stanno mantenendo vive delle false credenze. Credenze che non
corrispondono alle verit divine presenti nelle Sacre Scritture (in quanto esse sono
state scritte da autori ispirati direttamente dallo Spirito Santo) ma sono piuttosto

11

interpretazioni fallibili e a loro convenienti di animi corrotti, che magari non


agiscono per malevolenza ma che a causa della loro ignoranza, costringono altri a
subire la stessa sorte. Gli uomini indegni8, cos come li descrive Galileo, sono coloro
che non sono riusciti, a causa della loro ignoranza o bramosit, a sviluppare, per cos
dire, un pensiero autonomo: un misto di ispirazione, intelligenza e umilt che li
permetterebbe di contribuire a portare un valore aggiunto nella divulgazione della
saggezza che proviene dai Santi Padri e invece costoro si ostinano(sempre a detta di
Galileo) a proferire solo ed esclusivamente per sentito dire o perch cos si
sempre fatto, contribuendo ad incrementare e diffondere non pi quindi la verit o
saggezza, quanto piuttosto il suo opposto. Per di pi, non rendendosi conto di ci,
impediscono ad altri, pi acuti e intelligenti (molto spesso Galileo marca questa
differenza tra le persone, contrapponendo spesso i saggi al volgo) di fare chiarezza
riguardo queste questioni delicate che potrebbero avere ricadute sociali importanti e
positive. Costoro sono perci considerati indegni da parte di Galileo perch non
rappresentano degnamente ci che si sono assunti la responsabilit di essere e perci
non sono degni di esercitare lautorit di cui sono insigniti.

UNA SEPARAZIONE NETTA: Il primato della teologia e la


concezione di un lite
Allinterno del contesto della Prima et Moderna stava avvenendo una frattura: nuove
forme di pensiero stavano nascendo e nuove tecnologie venivano create, tecnologie
che permettevano di sondare e toccare, ci che in precedenza poteva solo essere
immaginato. Questa discrepanza tra il modo in cui ci si immagina un fenomeno e poi
quello che effettivamente si rivela essere ha sempre creato nella storia dellumanit
dei forti attriti ma anche una costante dellevoluzione storica e culturale delluomo
che sussiste ancora oggi. Al tempo di Galileo stava accadendo che il principio
Geocentrico, che fino a quel momento aveva guidato e alimentato limmaginario di
un popolo intero, stava sgretolandosi a causa di unevidenza ancor pi grande che era
la possibilit di costatare con i propri sensi (attraverso degli strumenti), e non pi solo
con la fede, il suo esatto contrario: leliocentrismo. Tuttavia come accade spesso, lo
sgretolamento di un immaginario - cio di una visione del mondo che comporta dei
valori - non avviene se non per lasciare il posto alla creazione di un altro
immaginario. Accadde quindi che la formulazione del pensiero scientifico, che porta
con se una propria visione del mondo e dei diversi valori, stava progressivamente e
con non poche turbolenze sociali, sostituendosi al vecchio sistema di valori o per lo
meno stava cercando di situarsi come forma alternativa di immaginario. Come
approfondir in seguito sulla base degli studi effettuati da Mauro Pesce su questo
specifico punto, sembra che, ad oggi, nessuno di questi due immaginari abbia

8
Cos come li descrive Galileo probabilmente prende ispirazione dallopera di Pico della Mirandola, Oratio
dignitate hominis, dove si esprime un positivismo verso gli uomini che si riconoscono divini in s e sfruttano
le virt che da questa consapevolezza derivano.

12

completamente prevalso sullaltro, ecco perch non possiamo dire che lera Moderna
conclusa ma possiamo solo continuare a sub-categorizzarla chiamando let
contemporanea come Post-Moderna ma per una semplice necessit tassonomica.
Limmaginario geocentrico era coerente con le speculazioni teologiche del tempo,
dove la teologia era la regina di tutte le scienze. Secondo la gerarchia disciplinare
della tradizione tomista, riassunta nella formula della philosophia ancilla theologiae,
alla teologia spetta il privilegio di stabilire le norme che le scienze inferiori (le tre
branche della filosofia, ossia metafisica, fisica e matematica) sono tenute a rispettare
nella loro speculazione. Nellambito della seconda scolastica, cio del grande
recupero del tomismo e dellaristotelismo che si sviluppa a partire dal primo
Cinquecento e conosce la propria massima fortuna nella Compagnia di Ges, la
dipendenza della filosofia dalla teologia si manifesta tanto al livello dei principi
ordinativi, nel senso che le discipline subalterne (fisica e matematica) si servono
degli assiomi di quelle subalternanti (metafisica e teologia), quanto a quello dei
contenuti, con il rispetto di precondizioni quali latto creativo originale, la finitezza
spaziale e temporale delluniverso, la centralit della Terra (unesposizione
approfondita della questione fornita da U. Baldini in Legem impone subactis (cit.,
19-33). Tale compenetrazione d vita a un complesso teoretico fortemente integrato,
che costituisce la struttura portante della filosofia naturale gesuitica e della grande
maggioranza delle scuole cattoliche sino alla prima met del secolo XVIII: e la
sfida di Galilei, lanciata solo sui piani consequenziali dellautonomia della scienza
sperimentale e del geocentrismo, finisce cos per coinvolgere inevitabilmente lintero
edificio del sapere scolastico9.
Limmaginario scientifico, come si visto, porta con se un diverso sistema di valori
che sono quelli che si basano sulla cosiddetta Filosofia Meccanica. Secondo la
quale tutto ci che c, quindi che esiste, sono atomi e particelle in continuo
movimento e trasformazione e che sono il minimo denominatore comune consistente
la materia che a sua volta compone i corpi e tutto ci che visibile. Questo assunto
ha avuto come conseguenza, lo sviluppo di un pensiero, quello scientifico dove
losservazione diretta lunica via verso la conoscenza delle verit. (Coudert, 2011,
p. xxiii)
Queste due discipline, che oggi rappresentano due modi di intendere il mondo, sono
diametralmente opposte, eppure, al tempo di Galileo non lo erano affatto anzi
convivevano arricchendo la conoscenza delluomo verso il divino e le sue
manifestazioni, fino a quando lidentit di una disciplina e dellaltra non si
cristallizzarono a tal punto che finirono con il collidere e a creare dei conflitti la cui
natura molto complessa.
La teologia si basava sullanalisi delle questioni che riguardavano la fede, mentre la
scienza indagava i meccanismi del mondo manifesto. Queste due materie, secondo
Galileo dovevano acquisire una propria identit e quindi rimanere distinte,

9
Lettera a Cristina, materiale didattico, p.110, nota 68

13

ritagliandosi ognuna uno spazio dazione. E possibile distinguere il carattere


conciliante e pacificatore del personaggio di Galileo, infatti egli non aveva intenzione
di surclassare n luna ne laltra disciplina, pi volte si definisce poco votato e non
allaltezza di pronunciarsi in merito alle materie teologiche e quello a che a lui
interessa sono studiare ed esprimersi esclusivamente sulle manifestazioni della
natura. Tuttavia, dal momento che le sue teorie venivano chiamate in causa e
giudicate a partire da degli assunti (dogmi teologici) che egli considerava
completamente fuori contesto rispetto alle ricerche che faceva, Galileo non trov
altro modo che utilizzare la stessa teologia, o nello specifico alcuni passi della Bibbia
che descrivevano fenomeni naturali, per dimostrare come le sue teorie non
contraddicessero suddetti passi della Bibbia, bens le interpretazioni che gli uomini
indegni spesso ne facevano.
Oltre ad una separazione tra scienza e teologia, Galileo propone una separazione
professionale, che possa cristallizzare, nella figura dello studioso, una competenza
specifica - e unautorit anche specifica - e che luna non vada ad interferire con i
giudizi dellaltra. Galileo, a pi riprese concede che egli stesso non fosse in grado e
non avesse la preparazione adatta per occuparsi di materie teologiche e si rimette
volentieri e incondizionatamente al giudizio di questi ultimi che professano nel loro
specifico campo. Ma tuttavia non accetta che chi non ha esperienza nelle materie
concernenti la natura manifesta delle cose tenti di giudicare una teoria che proviene
da un campo del sapere a cui egli non appartiene in virt di unautorit che in realt
egli non possiede.
Galileo riconosce il primato della teologia in quanto a dignit e nobilt del soggetto
di cui si occupa, ma si rifiuta di accettare che la teologia possa essere regina in quei
campi del sapere come la geometria, laritmetica, lastronomia, la musica dove nei
Testi Sacri vi solo qualche nebulosa indicazione e per di pi per misteriose ragioni.
Per Galileo sarebbe pi utile, da parte dei teologi, indagare come mai nei Testi Sacri
vi siano cos poche indicazioni, e molto spesso ermeticamente codificate, riguardo
quei campi del sapere che non riguardano la salvezza dellanima, piuttosto che
tentare di modificare i fenomeni della natura - che di per se oggettiva - per adattarla
ad un passo della Bibbia che, a detta di Galileo, con ogni probabilit stato male
interpretato, non a causa di un errore dei Sacri Scrittori (divinamente ispirati) ma
piuttosto per una mancanza di volont di colmare lignoranza e la superbia di quei
Teologi e sapienti che Galileo considera Uomini Indegni10.

GALILEO E IL SUO RAPPORTO CON DIO


Galileo era un uomo di fede e riconosce la presenza di verit incontestabili nei Testi
Sacri, tuttavia ritiene che queste verit siano sapientemente celate.

10
Famosa la frase pronunciata da Galileo: Lintenzion dello Spirito Santo esser dinsegnarci come si
vadia al cielo, e non come vadia il cielo.

14

Riconosce, daltra parte, il grande potenziale della scienza, non solo in quanto
strumento utile per migliorare la vita pratica delle persone, ma soprattutto in quanto
forma mentis e atteggiamento nei confronti degli aspetti ancora ignoti della natura.
Dai documenti scritti da Galileo come la Lettera a Cristina di Lorena si deduce che
Galileo fosse un uomo di fede. Lo si deduce dai numerosi riferimenti a Dio stesso,
cos come agli Scrittori Sacri che egli dichiarava autentici portatori di Verit in
quanto divinamente ispirati e dalla grande considerazione che Galileo riponeva nei
confronti di uomini che, in tempi poco pi recenti, avevano dedicato la vita allo
studio della fede Cristiana e alla sua professione e che per meriti e virt egli
considerava uomini saggi e degni. Alcuni di questi uomini, menzionati e citati a pi
riprese dallo stesso Galileo nella lettera furono quelli di SantAgostino
diIpponia(354 430 d.C); San Girolamo (347 -430 d.C).
Galileo scrive:
[]Per grazie infinite dobbiamo render conto a Dio benedetto, il quale per
sua benignit ci libera da questo timore, mentre spoglia dautorit simil sorte
di persone [gli uomini indegni], riponendo il consultare, risolvere, e decretare
sopra determinazioni tanto importanti nella somma sapienza e bont di
prudentissimi Padri, e nella suprema autorit di quelli che scorti da Spirito
Santo non possono se non santamente ordinare []11.

IL LINGUAGGIO: come la Bibbia veniva letta al tempo di


Galileo
Molti dei problemi caratterizzanti la discordia tra Galileo e il clero avevano a che fare
con il metodo di interpretazione delle Sacre Lettere, quella che si chiama esegesi
biblica.
Il linguaggio sempre stato un problema centrale nello sviluppo storico della societ
occidentale, cos come lo anche oggi. Molte figure di spicco come Kircher, Hobbes,
Descartes, Spinoza, Locke, Newton, solo per citarne alcuni, trovavano il concetto di
linguaggio molto intrigante, non inteso per nello stretto senso linguistico ma
piuttosto erano rivolti alle questioni filosofiche, politiche e religiose che riposano alla
base del concetto di cosa sia il linguaggio e di come funzioni. Nancy S. Struever12
sostiene che la storia della retorica essa stessa la storia della cultura occidentale,
intesa come due modelli in competizione di cos il linguaggio e di come funziona:
uno di questi modelli dove il linguaggio riflette un regno ideale di eterne verit e un

11
Lettera a Cristina, materiali didattici, p. 109
12
Nancy S. Struever professoressa emerita al History Department and the Humanities Center alla Johns
Hopkins University. I suoi due libri pi recenti sono The History of Rhetoric and the Rhetoric of History
una collezione di lavori scritti pubblicati lungo un periodo di tre decenni (1980 2005) e Rhetoric,
Modality, Modernity , libri nei quali N. Struever pubblica le proprie revisioni sulla storia della retorica, che
viene vista come una modalit efficace di indagine sulla politica, sulla religione e in generale sulla societ.

15

secondo modello, originariamente elaborato dai Sofisti Greci, nel quale il linguaggio
crea le realt che descrive. Sebbene il libro di Struever sia focalizzato al
Rinascimento, le sue tesi possono essere facilmente applicate sia al periodo della
Prima et Moderna che ai periodi successivi. Il linguaggio era ed una
preoccupazione perch, essendo un mezzo di espressione e comunicazione, si
configura anche come ci che connette le persone al mondo nel quale vivono e le
une alle altre. Ogni discussione sul linguaggio comporta quindi unanalisi di come le
persone pensano e usano le parole e di quello che le parole significano. Perci il
linguaggio parte integrante dellantropologia, psicologia, storia, filosofia, scienza e
religione. Il dibattito epistemologico sulla natura del linguaggio, ovvero se esso sia
naturale o artificiale, voluto e ordinato da Dio o creato dalluomo, una capacit innata
o imparata attraverso i sensi, un dibattito che non n neutrale n spassionato.
Limplicazione di domande circa la vera natura del linguaggio continua ad essere una
materia soggetta a dinamiche di potere ed autorit che possono portare alle estreme
conseguenze dellarresto o dellesecuzione in certe culture ed in certi periodi della
storia.
Le aspre controversie tra Cattolici e Protestanti riguardo la natura dei miracoli, dei
sacramenti, il ruolo dei santi, il potere delle reliquie e lefficacia di alcuni rituali
come gli esorcismi, tutte implicavano la questione del se le parole, i gesti e le
sostanze possedessero intrinseco potere. Ad esempio se la particola e il vino
potessero diventare corpo e sangue di Cristo nellesatto momento in cui il prete
durante la celebrazione delleucarestia avesse pronunciato Hic est corpus meum e
Hic est enim calix sangunis mei o pi semplicemente chi avesse il diritto di parlare
a nome di Dio. Tutto questa preoccupazione al solo scopo di legittimare un
immaginario o di garantire lutilit di una determinata visione del mondo. Quello che
emerge da questo dibattito che le parole e le manifestazioni della realt non sono in
realt una cosa sola, ma la loro relazione materia di convenzione.(Coudert, 2011
p.xv-xvi)
Ed proprio su questo punto che Galileo cercher di fare chiarezza sulla fallibilit
dellesegesi biblica che stata proposta fino ad allora per riuscire a fare in modo che
le sue teorie fossero, almeno, non discordi con essa. Galileo possiede molte frecce al
suo arco da utilizzare per provare la veridicit delle sue teorie: la pi importante
levidenza dei fatti, segue luso della retorica13 e lappello a santi e teologi che si sono
pronunciati sulle medesime questioni durante i primi secoli di vita del cristianesimo e
la cui autorit stata universalmente riconosciuta.

13
La retorica larte di parlar bene. Essa la discilplina che studia il metodo di composizione dei discorsi,
ovvero come organizzare la lingua naturale(non simbolica) secondo un criterio per il quale a una
proposizione segue una conclusione. Sotto questo aspetto essa un metalinguaggio, in quanto cio un
discorso sul discorso. Lo scopo della retorica la persuasione, intesa come approvazione della tesi
delloratore da parte di uno specifico uditorio. Da un lato, la persuasione consiste in un fenomeno emotivo di
assenso psicologico; per altro verso ha una base epistemologica. (Da wikipedia, retorica). Un esempio di uso
della retorica da parte di Gaileo : due cose vere, se sono entrambe vere non possono contrariarsi.

16

La chiesa Cristiana Cattolica al tempo della riforma protestante basava il suo metodo
interpretativo su quattro regole che furono elaborate da Benito Pereyra (1535 -1610)
professore di logica, fisica e Sacra Scrittura al Collegio Romano. Pereyra , assieme a
Cesare Baronio (1538 -1607) cardinale, autore degli Annales ecclesiastici, documenti
con i quali Roma risponde alle accuse della storiografia protestante e al Concilio di
Trento, una delle tre auctoritates teologiche moderne citate nella Lettera a Cristina,
ma la sua presenza risulta di gran lunga la pi determinante nellarchitettura
probatoria dellintero scritto, quella citata da Galilei lultima delle quattro regole
esegetiche codificate dal teologo gesuita, ed elencate allesordio del suo commentario
al libro II della Genesi, regole con cui si pu facilmente stabilire quale
interpretazione, tra quelle dei vari autori che spiegano questinsegnamento di Mos
sulla nascita del mondo, sia vera, e quale falsa, e quali pi o meno probabili. La
prima regola afferma che la narrazione mosaica della Genesi da considerare del
tutto reale dal punto di vista storico, con la conseguenza che ogni singola parola da
intendere alla lettera, ossia nel senso pregnante e pi comunemente recepito dagli
uomini. La seconda regola, che in via indiretta unindicazione per lo studio delle
cause seconde, cio delle leggi di natura, prevede il ricorso minimo allintervento
soprannaturale quale origine dei fenomeni che non possono essere inquadrati nel
consueto sistema causale. La terza regola dice che da evitare lappello alla Scrittura
come istanza dirimente nelle dispute profane, che rischia di esporla al conflitto delle
interpretazioni. La quarta regola, che quella specificatamente citata da Galilei,
intende conservare un margine di garanzia nellinerranza della Scrittura in rapporto
alle verit di ordine razionale, attraverso una distanza di sicurezza fra il senso
letterale del testo biblico e le conclusioni di natura razionale-osservativa che
impedisca attriti tra i due ordini di verit tali da nuocere a quello religioso14.
Queste regole furono elaborate sapientemente per conferire un maggiore potere al
magistero ecclesiastico nella figura di mediatore tra le verit della fede e le Sacre
Scritture cos da dissuadere chiunque ad approcciarsi personalmente e direttamente
alla Bibbia, riservandosi un certo grado di giudizio sulle interpretazioni che ne
venivano date. A sorpresa, Galileo, sceglie di citare una di queste regole come
supporto al suo trattato, in particolare riporta una citazione dello stesso Pereyra
riguardo le conclusioni naturali e le ragioni manifeste:
[] bisogna evitare in ogni modo di intendere e sostenere in modo fermo e
categorico qualsiasi cosa contraddica le esperienze manifeste[] Non pu
infatti la verit delle Sacre Lettere essere contraria alla verit delle ragioni e
delle esperienze delle umane dottrine, poich ci che vero concorda sempre
con il vero15.
A questo punto sembra palesarsi lo scopo finale di Galileo in questo dibattito: creare
una separazione di ambiti nei quali relegare rispettivamente le due discipline, quella

14
Lettera a Cristina, materiali didattici, p: 102-103, nota del curatore
15

Ibidem, p.102
17

Religiosa e quella scientifica. Appellandosi alla saggezza e agli scritti di eminenti


filosofi dellepoca classica ma anche di teologi latini come SantAgostino
sostiene che non fosse nellintenzione dello Spirito Santo insegnarci cose che non
fossero utili al suo scopo, che era quello della salvezza dellanima degli uomini. Tutte
le scoperte e le conoscenze a cui luomo giunge non attraverso la fede, ma alle quali
giunge attraverso la virt e la ragione, non sarebbero necessariamente da intendersi
come ostili alla fede stessa o alle intenzioni dello Spirito Santo. Se lo Spirito Santo ha
creato una distinzione tra cose utili e non utili al suo scopo come potr mai una
verit su un argomento non utile minare la solidit di uno utile.

LA TEORIA DELLACCOMODAMENTO
Quando si presenta la situazione ove si riscontra invece che nelle Sacre Lettere sono
descritti fenomeni del mondo naturale e manifesto ed l che maggiormente la
chiesa di Roma preme affinch le teorie di Galileo non contrastino con ci che
scritto Galileo fa appello alla teoria ermeneutica dellaccomodamento (molto
diffusa nella teologia cristiana e prima ancora nellellenismo ebraico).
Galileo introducendo questa teoria esordisce cos:
Sopra questa ragione parmi primieramente da considerare, essere e
santissimamente detto, e prudentissimamente stabilito non poter mai la Sacra
scrittura mentire, tuttavolta che si sia penetrato il suo vero sentimento, il quale
non credo che si possa negar essere molte volte recondito, e molto diverso da
quello che suona il puro significato delle parole.
Nellinterpretazione dei Sacri Testi Galileo intende dire che sarebbe un errore volersi
soffermare sulla pura costruzione grammaticale e sul solo suono delle parole, perch
un interpretazione basata su questa chiave di lettura potrebbe portare a delle
conclusioni che si discostano anche di molto dal reale senso che gli Autori
volevano comunicare. Con buone probabilit gli autori originali16, ispirati dallo
Spirito Santo, erano consapevoli delleterogeneit culturale delle persone che si
sarebbero, nel corso dei secoli, approcciate ai Testi Sacri. Una diversit non solo a
livello di culture, ma anche di grado di istruzione e consapevolezza allinterno di una
medesima cultura. Basandosi su questo fatto, secondo Galileo, gli Autori hanno
saggiamente composto e redatto i Sacri Testi tenendo conto di questa disparit e
hanno intenzionalmente adattato lo standard e lo stile di scrittura per far in modo che
fosse compreso a partire dal ceto sociale pi basso, il volgo17 fino a quelli che
meritano di esser separati dalla plebe: i dotti, i saggi.
Cos come li concepiva Galileo, i Testi Sacri rappresentavano una forma elevatissima
di scrittura che poteva essere letta a diversi gradi sulla base delle abilit e della
consapevolezza a disposizione del lettore in quel momento. Solo in questo modo,

16
Gli evangelisti.
17
assai rozzo e indisciplinato come lo descriveva Galileo

18

cio cos composta, la Bibbia poteva contenere al suo interno tutte le scienze e le
filosofie(caratteristica prevista dal primato della teologia) ma sarebbe stato compito
dei saggi espositori produrne i veri sensi.
Questo modo di intendere la questione dellermeneutica biblica implica di per se una
distinzione tra la parte pi rozza e ignorante della popolazione, rispetto ad unaltra
parte, composta verosimilmente da poche persone, che avrebbero posseduto le virt
necessarie per sondare i veri significati dei Sacri Testi18. Queste capacit e virt
particolari erano state in possesso di alcune persone fin dai tempi pi antichi19 e
coincidevano con quello che noi oggi definiremmo come pensiero scientifico, ma
che al tempo di Galileo non si era ancora definito con una propria e specifica identit.
Quello che Galileo elogiava ed ammirava nelle persone che considerava sagge e
che auspicava e proponeva a chi ne era difetto, cio il volgo era il fatto che
possedessero tutti una forma mentis20 che li permetteva di osservare il mondo,
potevano toccare con mano e sperimentare le manifestazioni dei suoi fenomeni e
quindi derivarne delle verit che sarebbero state di qualit differente rispetto ad una
semplice informazione (che senza sperimentazione rimane astratta) che doveva essere
assunta come dogma sulla base di unautorit presunta21. In tutta questa vicenda, che
tocca Galileo veramente da vicino, egli manifesta una grande capacit di tolleranza e
volont di conciliazione. Infatti rimarcando listanza che due verit, essendo tali, non
possono mai contrariarsi, ma essendo tali verit riferite ad ambiti diversi(il come si
vadia al cielo e come vadia il cielo) naturale che tutte le verit che si siano
riscontrate nei fenomeni naturali non possano contrastare con le altre verit che sono
presenti nei Testi Sacri. Sar quindi sommo privilegio e grande responsabilit dei
saggi espositori ricondurre le nuove evidenze del mondo manifesto
allinterpretazione delle Sacre Lettere per riuscire a penetrarne i veri sensi22.


18
Non che i significati recepiti da una lettura volgare e quindi dedotti da uninterpretazione letterale del testo
non fossero anchesse verit ma erano, secondo Galileo, delle verit relative, delle verit che per lappunto
si accomodavano alle capacit di comprensione del volgo e alla misura della loro consapevolezza riguardo le
manifestazioni naturali del mondo.
19

Sempre in riferimento alla teoria eliocentrica copernicana, menziona alcuni tra i pi eminenti filosofi e
pensatori classici: []Pitagora, e da tutta la sua setta, e da Eraclide Pontico, il quale fu dellistessa
opinione; da Filolao, maestro di Platone, e dallistesso Platone, come riferisce Aristotele[] (Lettera a
Cristina, materiali didattici, p. 106-121, nota)
20
Si intende il pensiero scientifico che implica lutilizzo del metodo sperimentale.
21
Alcuni capoversi della Lettera a Cristina sono giocati sullopposizione semantica insegnare /
dimostrare, che rimanda alla precedente distinzione fra autorit della tradizione e metodo sperimentale.
(Lettera a Cristina, materiali didattici, p. 115, nota)
22
In riferimento alla teoria eliocentrica copernicana Galileo cita una frase di SantAgostino.
S. Agostino al tempo, non aveva una certezza sperimentale di come fosse strutturato il cielo, ma tuttavia
aveva sviluppato quello che Galileo elogiava e ammirava nelle persone: un approccio sperimentalista. A tal
proposito riporta una frase: Si pu sostenere in breve che i nostri autori sapessero, sulla figura del cielo,
quale fosse la verit: ma lo Spirito di Dio, che parlava attraverso di essi, non volle insegnare agli uomini [ci
che non sarebbe loro stato utile alla salvezza. (Lettera a Cristina, materiali didattici, p. 99, nota)

19

LA PROPOSTA ERMENEUTICA DI GALILEO


Galileo ha cos escogitato un intelligentissimo espediente per sfuggire al conflitto di
interpretazioni tra i due ambiti, quello scientifico e quello religioso. Infatti se in
precedenza era la Parola di Dio, nella forma della Sacra Scrittura, a fornire un
immagine chiara e limpida della realt terrena, ora Galileo proponeva di derivarne un
immagine altrettanto chiara e limpida ma a partire non dalla sua Parola, ma bens
dalle sue opere. Infatti se la Parola di Dio era soggetta allindiscussa tutela del
magistero ecclesiastico (come stabilito dal Concilio di Trento), e quindi
allinterpretazione di quelli che Galileo definiva uomini indegni, era naturale che
limmaginario che ne derivava sarebbe stato sempre incoerente con le ragioni
manifeste. Le opere di Dio invece rappresentano tutti i fenomeni della natura, e
attraverso quelle che Galileo chiama sensate esperienze possibile derivarne il
senso manifesto vale a dire la percezione chiara e indubbia della realt di tali
fenomeni. Quindi solo attraverso le opere di Dio(la natura) possibile creare un
immaginario di mondo coerente anche con la sua Parola (Sacre Lettere) e non il
contrario. Limpossibilit di trovare coerenza a partire dalla Parola, secondo Galileo,
non doveva essere ricondotta a causa di una presunta fallibilit o non-onnipotenza di
Dio, quanto piuttosto alla medesima fallacia riscontrata negli uomini. Nellasserire
ci, Galileo dimostra unintenzione pacificatoria: egli non cerca il conflitto attraverso
la confutazione diretta delle Sacre Scritture, ma preme per ritagliare uno spazio
dazione alla disciplina delle scienze naturali, la quale secondo quanto asserito da
Galileo, non sarebbe avversa alle Sacre Scritture, bens complementare.
[] Stante dunque ci, mi par che nelle dispute de problemi naturali non si
dovrebbe cominciare dallautorit di luoghi delle Scritture, ma dalle sensate
esperienze, e dalle dimostrazioni necessarie[] poi che non ogni detto della
Scrittura legato ad obblighi cos severi come ogni effetto della natura.
Stimerei per questo che lautorit delle Sacre Lettere havesse havuto la mira a
persuadere principalmente a gli uomini quegli articoli e proposizioni, che
superando ogni umano discorso, non potevano per altra scienza, ne per altro
mezzo farcisi credibili.
Galileo propone un metodo innovativo per il quale: in materia di questioni che
superano ogni umano discorso(la logica) e che non possono essere indagate da
alcuna scienza, su esse lautorit dei teologi dovesse avere la priorit e lultima
parola. In merito invece ai fatti che possono essere indagati attraverso un metodo
sperimentale e una volta certificata la loro veridicit attraverso lautorit di uno
studioso che di quel campo diventato un esperto spettasse ai teologi ancora il
dover conformare ed integrare quel dato di fatto che oggettivamente vero con le
Sacre Scritture, che a quel punto sicuramente concorderanno con il fatto stesso per il
principio che due cose vere non possono contrariarsi.

20

Galileo sostiene la tesi che levidenza di un fatto ottenuto attraverso la scienza debba
essere considerato un valore aggiunto (miglioria o progresso) verso una
comprensione pi profonda dei sensi reconditi nelle Sacre Scritture.
Tuttavia lintenzione di Galileo non venne recepita dal sistema clericale come
complementare e la sua teoria non venne integrata come ausilio allesegesi biblica,
ma venne vista come minaccia allauctoritas del magistero ecclesiastico in quanto
vicario di Dio in terra. Si venne a creare in tal modo una cesura, una separazione
netta di due forme di pensiero (quella scientifica e quella teologica) che producevano
due visioni del mondo che entravano in conflitto invece di conciliarsi come Galileo
avrebbe in cuor suo sperato.

TECNICA DELL ACCOMODAMENTO: Un sistema ben


congegnato di controllo
Galileo sembra consapevole del fatto che dovendo la Sacra Scrittura accomodarsi alla
capacit del volgo e in tal modo pronunciare frasi che non rappresentano il senso vero
della frase stessa (scarto tra significante e significato) era anche una forma sofisticata
e collaudata di controllo.
Galileo era convinto che esistessero valide ragioni per cui il volgo fosse soggetto a
tecniche di accomodamento per finalit politiche. Riteneva infatti che gi nella sua
contemporaneit (XVI-XVII) secolo fosse pi consono e conveniente, da parte dei
sapienti che conoscevano la realt della stabilit del cielo e del moto della terra,
non creare confusione nelle menti ignoranti e piuttosto mantenerli concentrati su
questioni di fede e su principi saldi quali erano i dogmi. Se tutto ci fosse stato
necessario al tempo di Galileo, dove presente un popolo assai meno rozzo di quello
di un tempo, perch altrettanto non sarebbe potuto essere presso gli Autori delle
Sacre Scritture? Di pi Galileo afferma che in tutte le materie che non riguardavano
la beatitudine, la tecnica dellaccomodamento fosse stata portata a livelli tali da poter
distinguere a difficolt la descrizione di un fenomeno dallessenza del fatto 23.
Galileo afferma che tuttavia lo specifico dellargomento sulla teoria eliocentrica
addirittura esente da questo processo di accomodamento. In questo senso Galilei
avanza una seconda ipotesi ermeneutica della Bibbia, per la quale il fatto che i Padri
della Chiesa non abbiano avanzato proposte di esegesi eliocentrica non implicasse per
forza il loro diniego in proposito, bens probabilmente un loro disinteresse a causa
della poca capacit del volgo di comprendere alcuni fenomeni della natura. Il
cardinale Bellarmino24 aveva espresso una posizione aperta, almeno in linea di

23
Lettera a Cristina, materiali didattici, p. 122-123
24
Gesuita, grande sostenitore dell'Autorit Papale, non era addentro alle questione astronomiche, ma si
valeva della consulenza dei suoi confratelli. Intransigente in materia di fede, aveva una buona considerazione
personale di Galileo che giudicava un buon cristiano e gi aveva espresso all'inizio del 1615 la convinzione
che il De Revolutionibus poteva essere salvato con poche modifiche. Il ruolo del Cardinal Bellarmino nel

21

principio, nei confronti dello scienziato, senza mai rinnegare le decisioni del Santo
Uffizio25, in particolare non ammettendo eccezioni alla infallibilit della Bibbia,
nemmeno nel senso letterale della scrittura. Tale posizione espressa in una lettera
inviata il 12 Aprile 1615 a padre Paolo Antonio Foscarini, cattolico sostenitore
dell'eliocentrismo ed amico di Galilei, lettera nella quale sosteneva di non poter
escludere a priori l'attendibilit della teoria eliocentrica, ma rimandando qualsiasi
tentativo di proporla come descrizione fisica solo dopo che si avesse avuta la prova
concreta e definitiva. In risposta Galileo ritiene che se questo dibattito non stato
esplicitamente evocato dai Santi Padri, perch dovrebbe ora lui rimettersi al giudizio
di agiografi e teologi dei tempi moderni se prima, questi ultimi, non esaminano
minuziosamente la tesi di Galileo e non risolvono ogni dubbio circa la sua falsit?

UN NUOVO METODO INQUISITORIO


Galileo non solo cerca un modo per comunicare la non falsit della sua teoria il
che implicherebbe anche una coerenza con le Sacre Lettere ma offre allo stesso
tempo una vera e propria strategia inquisitoria ai teologi, che comporti lutilizzo del
metodo sperimentale come fattore discriminante.
Per quando volessero proceder con sincerit [i teologi contemporanei a
Galileo] dovrebbero o tacendo confessarsi inabili a poter trattar di simili
materie, o vero prima considerare che non nella potest loro, n di altri che
del Sommo Pontefice e de Sacri Concilii, il dichiarare una proposizione per
erronea, ma che bene sta nellarbitrio loro il disputare della sua falsit. Di poi
intendendo come impossibile che alcuna proposizione sia insieme vera et
eretica, dovrebbero, dico, occuparsi di quella parte che pi aspetta a loro, cio
dimostrar la falsit di quella; la quale come havessero scoperta o non
occorrerebbe pi il proibirla, perch nessuno la seguirebbe, o il proibirla
sarebbe sicuro, e senza pericolo di scandalo alcuno26.


processo ai libri di Copernico a Galileo stato di mediatore tra due poli. Probabilmente la condanna al carcere
a vita di Galileo stata evitata soprattutto grazie allattivit di Bellarmino.
25
Bellarmino, nella lettera a Foscarini (padre carmelitano e sostenitore di Galileo), ribadisce che Il Concilio
prohibisce esporre le Scritture contra il commune consenso de santi Padri. In tal modo il cardinal
Bellarmino tentava di moderare i toni di Foscarini cercando di metterlo in guardia dai giudizi, ben pi
intransigenti di due Padri domenicani: Nicol Lorini e Tommaso Caccini; i quali riuscirono a far mettere
allIndice dei Libri Proibiti anche i trattati del Foscarini a difesa di Galileo (Marzo 1616). Sempre in quel
periodo, le prime fasi del processo a Galileo, che prevedevano attivit e indagini interne del Santo Uffizio,
secondo le decisioni prese alla presenza del Papa nella riunione del Sant'Uffizio del 3 marzo, il 5 marzo 1616
la Congregazione dell'Indice dei Libri Proibiti emette il decreto che condanna senza appello la lettera di
padre Foscarini, mentre decide che il testo di Copernico (e quello di un certo Padre Stunica) siano sospesi
fino a quando non siano corretti.
26
Lettera a Cristina, materiali didattici, p.136

22

NEWTON E LERMENEUTICA BIBLICA: Trattato


sullApocalisse
Sir Isaac Newton (1642 1727) stato un matematico, fisico, filosofo naturale,
astronomo, teologo e alchimista inglese. Noto soprattutto per il suo contributo alla
meccanica classica, contribu in maniera fondamentale a pi di una branca del
sapere, in particolar modo alla teologia. La sua attivit proto-scientifica e il suo
approccio multidisciplinare si inserisce coerentemente allinterno del contesto
culturale della Prima et Moderna, lambito per il quale intendo prenderlo come
esempio quello relativo al suo scritto Trattato sullApocalisse, databile fra il 1660 e
il 1680, di cui difficile restituire il testo originario perch' i manoscritti contengono
abbozzi diversi27.
La versione alla quale faccio riferimento quella a cura di Maurizio Mamiani.
Newton si dedic intensamente allo studio della Bibbia, in particolare alla parte
dedicata allApocalisse e alle profezie relative alla venuta dellAnticristo in essa
contenute; probabilmente consapevole delle vicende accorse ai suoi predecessori
Newton era convinto di poter applicare il metodo scientifico allinterpretazione
delle profezie contenute nel libro rivelato. Proprio in questo aspetto appaiono evidenti
sia unanalogia che una divergenza rispetto allattivit di Galileo. Unanalogia
sicuramente sta nel fatto che entrambi ebbero a che fare con lermeneutica biblica, ed
entrambi fecero appello al metodo scientifico per una buona riuscita, tuttavia i
motivi che portarono a tale decisione furono molto diversi. A causa di specifiche
circostanze Galileo fu costretto a sconfinare in un campo del sapere che non gli
apparteneva e di cui non era sua intenzione, ne priorit, occuparsi: la teologia; e solo
in difesa delle sue teorie fece appello alla sua pi familiare scienza, per questioni che
abbiamo gi analizzato. Newton al contrario aveva intenzionalmente pianificato, tra i
suoi molti esperimenti, la possibilit di utilizzare il metodo scientifico per lesegesi
biblica; non fu costretto quindi. Newton riconosceva come buon credente qualsiasi
persona che fosse al di l dellesercizio di tutte le attivit mondane necessarie per la
sopravvivenza un cercatore di verit, ovvero una persona che non anteponesse un
desiderio o un interesse personale alla ricerca del Vero senso delle Sacre Scritture, la
cui natura rivelata e infallibile. In questottica il fattore propellente lattivit di
Newton nei confronti degli aspetti teologici dei dogmi cristiani pu configurarsi nel
desiderio di essere un buon credente. Anche in questo aspetto si ritrova un analogia
con Galileo, per il fatto di condividere lidea delle Sacre Scritture come fonte rivelata
e secondariamente per il fatto che entrambi possiedono in mente un modello virtuale
di buon credente assieme all idea di un suo opposto come uomo indegno.
Lidea di Newton parte dallassunto che qualunque sovrapposizione


27
Lapocalisse di Newton, archivio storico.corriere.it, 27/09/2014

23

dellimmaginazione privata28 alla verit delle Sacre Scritture pari


allimmaginazione e ai sogni dei filosofi ipotetici nei confronti della realt dei
fenomeni della natura. Con questa preposizione Newton afferma il principio di
oggettivit come fattore unico che porta alla conoscenza della verit. Quindi se la
scienza in grado di fornire un interpretazione oggettiva e assolutamente veritiera dei
fenomeni naturali e i fenomeni naturali sono lopera di Dio e c sempre coerenza tra
la parola di Dio e le sue opere, attraverso la scienza che studia oggettivamente le sue
opere possibile, sempre attraverso la scienza, studiare oggettivamente anche la sua
parola. Una delle caratteristiche che Newton riconosce al concetto delloggettivit
anche quello dellunivocit, ne deriva che secondo la prospettiva Newtoniana
evidente che non possono coesistere non dico molte, ma neppure due diverse
interpretazioni della Rivelazione, pena lo smarrimento della parola divina, allo stesso
modo per Galileo non possibile che ci sia discordia tra due verit. (M. Mamiani,
1994, p.17)
Si pu evincere che se Galileo non aveva intenzione di operare una riforma teologica,
questultima era perfettamente nelle intenzioni di Newton, che con il suo esperimento
esegetico sullApocalisse stava sviluppando una forma di dogmatismo che si sarebbe
rivelata intransigente a chiunque si fosse voluto approcciare ad esso con strumenti
che non fossero stati strettamente scientifici. Per quanto riguarda la questione
dellaccomodamento, sembra che anche Newton, come Galileo, abbia ipotizzato una
costruzione simile, legittimata a partire da unanalisi comparativista di alcune
citazioni pronunciate da antichi saggi che sono attestate nelle Sacre Scritture. Newton
lo chiama linguaggio figurato e lo considerava il pi adatto a comunicare le verit
rivelate perch era quello meglio compreso da tutti; esso si palesa nelle definizioni(i
nomi) che costituirebbero il vocabolario del linguaggio profetico. (M. Mamiani,
1994, p.53)

IMPLICAZIONI DELLA CONDANNA DEL SISTEMA


COMPERNICANO E DEL PROCESSO A GALILEO
Come ho accennato nel capitolo Il primato della teologia con la Rivoluzione
Copernicana che poi apr la strada ai futuri scienziati come Galileo, Keplero e
Newton si erano formati due immaginari, ovvero due visioni del mondo (geocentrico
e eliocentrico). Se la visione geocentrica poggiava le sue basi sul primato della
teologia, la visione eliocentrica invece mirava ad esserne completamente emancipata,
in favore di un approccio scientifico. A prescindere dalle questioni di fede o della
realt dei fatti, la visione scientifica (che implicava tutta una filosofia di pensiero)
avrebbe ricevuto, da quel momento in avanti, sempre maggiore adesione, mentre la
teologia andava via via perdendo il suo primato, fino ad arrivare allet

28
E da intendersi non come un segno di assoluta svalutazione dellintelletto e delle capacit umane bens
come lintelletto e le capacit umane che vengono svalutate quando si trovano subordinate ad interessi,
pregiudizi o desideri personali invece che alla totale superiorit della rivelazione, come invece dovrebbero.
(M.Mamiani,1994 p.25)

24

dellilluminismo, dove il pensiero scientifico inizi a trasformarsi da forma


alternativa a forma diametralmente opposta di pensiero. Per evitare una tale scissione
che poi in verit un fatto storico la teologia avrebbe dovuto riformare i suoi
assunti sulla base delle nuove evidenze portate dalla rivoluzione scientifica; ma cos
non avvenne. Le questioni che il copernicanesimo poneva nei confronti di tutta la
teologia cristiana, anche alla luce del dibattito emerso con Galileo, era: 1. Quale sia la
natura della verit della Bibbia, cio della rivelazione cristiana; 2. Quale sia il legame
del credo cristiano con lastronomia antica; 3. quale sia il rapporto tra cristianesimo e
cultura. A questi si aggiunge un quarto problema posto dalla condanna del
copernicanesimo: quale sia la validit teologica della condanna del copernicanesimo
del febbraio del 161629.
Sembra che durante la sua vita, Galileo avesse gi tentato di rispondere a queste
domande, perch probabilmente anche lui, a livello personale, aveva a modo suo
vissuto sulla sua pelle questa crisi di valori che era riflessa poi in tutta la societ del
periodo. Cerano molti altri pensatori cristiani innovatori, tra di essi vi figuravano
scienziati e teologi(come Tommaso Campanella) che videro nella figura risoluta e
professionale di Galileo unonda da cavalcare per fare breccia e ribaltare la vecchia
visione aristotelica-tolemaica e fondare una nuova teologia cristiana oppure cera chi,
pi umilmente, tentava solo di affermarsi come libero pensatore e di poter
condividere altrettanto liberamente le proprie scoperte con il mondo30. Queste
persone erano mosse dalla volont di indagare approfonditamente la Bibbia per
cercare una frattura e frapporvi una distanza tra quello che era il pensiero aristotelico
e quello che invece era la visione giudaica precedente; si schierarono ognuno con i
propri mezzi, ma per scopi diversi, a difesa di Galileo.
La tesi che sostiene Mauro Pesce se si possa dichiarare chiuso il processo a
Galileo senza che la teologia cristiana abbia cercato al proprio interno una risposta ai
problemi fondamentali posti dal copernicanesimo. Il problema, di cui in molti erano
consapevoli gi nella Prima et Moderna, che se la chiesa non avesse riformato la
teologia cristiana sulla base di una lettura non pi esclusivamente letterale dei testi,
ma metaforica o di altro genere31, la rivoluzione copernicana avrebbe
progressivamente annichilito tutti gli aspetti mitico-cosmologici, ci avrebbe avuto
delle implicazioni che si sarebbero riflesse direttamente sulla natura della verit della
Bibbia.
Tra alti e bassi, al termine di una lotta sotterranea in seno alle gerarchie
ecclesiastiche, tra "Innovatori" e "tradizionalisti" con questi ultimi che non

29
Mauro Pesce, Il copernicanesimo e la teologia perch il caso Galileo non chiuso, 2010, P.31-32
30
Galileo Galilei, Dialogo dei massimi sistemi, in Mauro Pesce Il copernicanesimo e la teologia perch il
caso Galileo non chiuso, 2010, P.37
31
Negli anni Sessanta alcuni teologi cattolici cercarono di affermare che le verit delle sacre Scritture non
pu essere scientifica, ma neanche storica o culturale. Le sacre Scritture possederebbero una verit di altro
tipo. Ma questa ermeneutica ben lungi dallessersi affermata. Soprattutto se non se ne sono tratte le
conseguenze teologiche nella riformulazione dei dogmi centrali del cristianesimo. Mauro Pesce, Il
copernicanesimo e la teologia perch il caso Galileo non chiuso, 2010, P.40

25

vogliono rischiare troppo in materia di fede agli inizi del 1616 la decisione della
Chiesa presa. Su ordine del Papa, Paolo V, molto ostile agli intellettuali, Bellarmino
il 18 febbraio 1616 sottopone ai "qualificatori" della Congregazione del Santo Uffizio
l'esame di due proposizioni, che secondo la deposizione fatta dal Caccini davanti
all'Inquisizione il 30 marzo 1615 erano professate da Galileo e i suoi seguaci e
precisamente:
che il sole sia centro del mondo, e assolutamente immobile per quanto riguarda il
moto locale;
che la terra non il centro del mondo n immobile, ma si muove tuttattorno a se
stessa, anche con moto diurno.
I qualificatori (autorevoli teologi) rispondono in un documento il 24 febbraio
affermando che:

La prima proposizione "Stultam et absurdam in philosophia" e "Formaliter


hereticam"; cio erronea dal punto di vista filosofico(della realt logica
visibile) e anche eretica perch contraddice il senso comune che i Santi Padri
attribuiscono a suddetto fatto, in particolare al riferimento biblico del miracolo
di Giosu32.

La seconda invece da censurare in filosofia(quindi non corrispondente alla


realt dei fatti) e rispetto alla verit teologica al minimo erronea nella fede
(cio che un errore crederlo, ma che se comparato con il senso letterale
delle Sacre Scritture non le contraddice esplicitamente poich potrebbero
essere soggette ad interpretazione).

Il 26 febbraio 1616, solo due giorni pi tardi, arriv lammonizione a Galileo, fu


redatto un verbale che si rivel determinante per la futura condanna di Galileo nel
processo del 1633.
Il 5 marzo 1616 la Congregazione dellIndice dei Libri Proibiti adotta un
provvedimento per il quale al De Revolutionibus di Copernico vennero applicate
alcune modifiche per salvaguardare almeno la sua funzione di strumento matematico
utile, alla sola condizione che le sue teorie, quelle non dichiarate formalmente
eretiche, venissero intese solo some supposizioni.
Secondo la tesi di Mauro Pesce la condanna al sistema copernicano del 1616 stata


32
Il riferimento a Gs 10, 12, la vittoria di Israele sugli amorrei: Allora Giosu parl al Signore, nel giorno
che il Signore diede gli amorrei in mano ai figli di Israele, e disse in presenza di Israele : Sole, fermati in
Gabaon, e tu, Luna, nella valle dAialon.

26

molto pi importante del processo a Galileo del 163333 in quanto non si tratt della
condanna fisica di un uomo, ma di un intero sistema le cui implicazioni avrebbero da
l in poi determinato la storia dei rapporti tra la teologia cristiana e le scienze naturali.
Da quel momento si rafforz sempre di pi nel cattolicesimo la tendenza ad affermare
che la Bibbia, nelle sue affermazioni letterali ed esplicite, necessariamente vera
anche dal punto di vista scientifico34. Il motivo per cui questo conflitto di territorio
ancora in atto, e dopo secoli non ha fatto che cristallizzarsi ancor di pi, dovuto al
fatto che al momento della rivoluzione scientifica che stata, usando la prospettiva
di Galileo, un puro atto di manifestazione dellingegno e della dignit umana il
sistema clericale non stato in grado di operare unanaloga rivoluzione religiosa35
tenendo conto dellimprevedibilit dei fattori che portano al mutamento di una
cultura.


33
Lopera di Galileo Il Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo, fu la causa del suo processo e quindi
della minaccia fisica alla sua libert personale. Lopera pur avendo ricevuto allinizio lautorizzazione a
pubblicarla, ne fu subito proibita la diffusione e trascin nuovamente Galileo il 12 Aprile 1633, davanti agli
inquisitori che gli rimproverano di non essersi attenuto allingiunzione del cardinale Bellarmino.
34
Galileo Galilei, Dialogo dei massimi sistemi, in Mauro Pesce Il copernicanesimo e la teologia perch il
caso Galileo non chiuso, 2010, P.40
35
Ho utilizzato intenzionalmente lespressione rivoluzione religiosa pensando alletimo della parola
religione.
Religione deriva dalletimo religere, che ha il significato di: tenere con cura, oppure cura riguardosa, aver
riguardo o rispetto, scrupolosa attenzione E quindi il contrario di negligere, che vuol dire appunto
trasandato, non curante del suo dovere.
Religione deriva anche dalletimo religare, che invece ha significato di: unire, tenere insieme, collegare. In
questo caso la religione tiene unito Dio e luomo, il cielo e la terra, leterno ed il tempo, il visibile
allinvisibile, il naturale al soprannaturale. La religione quindi crea dei ponti tra dimensioni diverse, spesso
antitetiche, con lobbiettivo di collegarle. Ecco perch nellantica Roma e in quella attuale esiste il Pontefice
(fautore di ponti).
Intesa in questi termini, la religione cristiana nel corso della Prima et Moderna non stata in grado o non
ha voluto di adempiere al compito di religare, cio tenere assieme.

27

BIBLIOGRAFIA
Fonti:
Galileo Galiei Lettera a Madama Cristina di Lorena 1615, materiali didattici
I.Newton Trattato sullApocalisse a cura di M. Mamiani, Bollati e Broringhieri,
Torino,1994
Libri:
Allison P. Coudert Religion, Magic, and Science in Early Modern Europe and
America Praeger Series on the Early Modern World, Raimond B. Waddington,
Series Editor, 2011
Articoli in rivista:
Mauro Pesce Il copernicanesimo e la teologia, perch il caso galileo non
chiuso materiali didattici, bozza del 20/7/2010
Sitografia:
Da Giangi Caglieris (Giovanni Maria Caglieris)
Copernico, la sorte del De Revolutionibus dopo la condanna della Chiesa e il ruolo
di Galileo 27/09/2010.
Link: https://web.infinito.it/utenti/c/caglieris_gm/copernico/copernico.htm
Quinzio Sergio L' Apocalisse di Newton 23/09/2010
Link: http://archiviostorico.corriere.it/1995/gennaio/03/Apocalisse_Newton_co_0_9501033293.shtml

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