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COLTELLI

E PUGNALI
Testo di Zdenek Faktor
Disegni di Michal Bouzek

v
Titolo originale: Krtives and Daggers

Prima edizione:
The Hamlyn Publishing Group Limited, London, 1989

Edizione italiana a cura di: I Dioscuri, Genova, 1992


Traduzione di Margot Gianardi
Revisione di: M.E.

Copyright per il testo:


© 1989 Aventinum, Praga
Testo di Zdenek Faktor
Disegni e grafica di Michal Bouzek

Copyright per l’edizione italiana:


© 1993 Fratelli Melita Editori, La Spezia

I diritti di riproduzione, di memorizzazione elettronica, di


adattamento totale o parziale con qualsiasi mezzo (compresi
microfilm e copie fotostatiche) sono riservati per tutti i paesi.

ISBN 88-403-7395-0
2/10/14/54-01
INDICE

Introduzione 7
Terminologia di base 9
Dimensioni 12
Costruzione 13
Forme regionali 21
Europa (esclusi Balcani e Russia) 21
Balcani e Vicino Oriente 29
Russia e Caucaso 33
Africa 34
Afghanistan, India e Cina 36
Filippine, Sri Lanka, Indonesia e Giappone 40
Americhe 43
Funzioni 44
Coltelli da caccia 44
Coltelli da campeggio 48
Coltelli da pesca e da caccia alla balena 48
Coltelli da marinaio e da navigazione 50
Coltelli utensili 50
Coltelli personali 51
Coltelli ricordo e pubblicitari 53
Coltelli per disboscare 53
Coltelli e pugnali subacquei 54
Coltelli da sopravvivenza 54
Coltelli da artigianato e monouso 55
Coltelli da lancio 58
Coltelli e pugnali militari 59
Coltelli e pugnali combinati 61
Tavole 63
Bibliografia 264
INTRODUZIONE

Malgrado i coltelli siano stati usati dall’uomo come


utensili ed armi fino dall’antichità, l’uso di collezionarli è
relativamente recente. Il rinnovato interesse ai coltelli ed ai
pugnali come oggetti da collezione può essere riferito alla
loro facile reperibilità ed al fatto che, a differenza delle armi
da fuoco, la legge non richiede una licenza per possederli.
Naturalmente, se una collezione non consiste solo in un
cumulo di articoli, essa deve basarsi sulla conoscenza e
sull’informazione, in modo da permettere al collezionista di
identificare e classificare le sue acquisizioni. Del resto la
letteratura mondiale riguardante coltelli e pugnali è piuttosto
scarsa e riporta questi oggetti ad un mero uso di artigianato
o di difesa. La letteratura specializzata sull’argomento è
piuttosto rara da reperire e comunque si riferisce sempre
solo ad alcuni aspetti del soggetto in questione.
A differenza dei collezionisti di armi da fuoco o di spade,
gli appassionati dì coltelli e pugnali non possono contare su
sicure classificazioni e marchi di fabbrica, essendo questi
oggetti di uso comune. Pertanto le informazioni su questo
argomento devono essere pazientemente raccolte studian­
do esemplari esistenti e consultando cataloghi commerciali,
pubblicazioni professionali, opere di narrativa, memorie e
biografie.
Questo manuale cerca di offrire una panoramica com­
pleta riguardo alla costruzione, all’uso ed allo sviluppo dei
coltelli e dei pugnali di tutto il mondo. Il libro offre anche una
vasta gamma di disegni ai quali il collezionista può pa­
ragonare i suoi articoli per identificarne l’uso e le origini.
È chiaro che questo manuale può coprire solo un gruppo
limitato di esemplari per ogni tipo e quindi sarà utile comple­
tare le informazioni ricevute con studi più approfonditi
sull’argomento (vedi Bibliografia), o talvolta con l’esame di
un esperto riconosciuto del settore. Questo libro compren­
de coltelli e pugnali contemporanei perché, secondo l’autore,
sarebbe errato sottovalutare alcuni oggetti solo perché di
uso comune, in quanto potrebbero scomparire nel giro di
qualche anno. Ciò che oggi viene considerato un oggetto
reperibile in ogni casa, può diventare un esemplare raro per
il collezionista di domani.

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TERMINOLOGIA DI BASE
Un coltello è essenzialmente un utensile studiato per
tagliare materiali relativamente teneri, mentre un pugnale è
un’arma usata per colpire una persona penetrandola con la
lama. Esso viene usato da tempo immemorabile dai soldati,
o dai civili per la difesa personale. La categoria dei pugnali
comprende anche particolari congegni, come lame inserite
in bastoni da passeggio i cui manici servono come impugna­
tura. L’uso di bastoni dotati di queste armi pericolose è oggi
vietato. Parenti stretti dei pugnali sono le armi bianche
indossate con l’alta uniforme da molti ufficiali (o, ad esem­
pio, dagli Highlanders scozzesi). Esse hanno spesso le
impugnature decorate con i simboli dell’arma di apparte­
nenza (Figure 426, 427).
Ogni coltello e pugnale è composto da due parti prin­
cipali: la parte che lavora e quella per impugnare. La prima
consiste in una lama terminante in una punta, la seconda
consiste nell’impugnatura, o manico o elsa.
La lama del coltello è generalmente piatta ed è dotata di
una parte tagliente detta filo. Questo filo viene creato
assottigliando la lama su un lato in modo da fornirle,
diminuendo la superficie di contatto, la pressione sufficiente
a facilitare il taglio. Il filo della lama può essere lavorato in
diversi modi. Un filo che forma un cuneo affusolato viene
detto affilato a V (Figura 4), mentre uno che forma un cuneo
corto e smussato è chiamato a filo arrotondato (Figura 5).
Un filo a forma di arco viene chiamato con affilatura concava
a lato singolo o doppio (Figure 6 e 7) o con affilatura a cuneo
concavo (Figura 8).
La forma più comune della punta è diritta e giacente sullo
stesso piano del dorso della lama (Figure 1,3), ma esistono
anche punte centrali o lanceolate, definite a lancia (Figura 9),
oppure oblique (Figura 10), arrotondate, conosciute anche
come Wharncliffe, a rostro o a zampa di pecora (Figura 11),
ricurve o da caccia (Figura 12) e tronche (Figura 13).
Il filo della maggior parte dei coltelli è diritto (Figura 14),
mentre i coltelli da cucina e per altri lavori particolari sono
dotati spesso di lama seghettata (Figura 15), scanalata
(Figura 15) o dentellata (Figura 17). Il lato della lama
opposto al filo viene chiamato dorso (Figure 1,3). General­
mente il dorso scorre dalla punta fino all’impugnatura.

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Quando una piccola parte del dorso adiacente alla punta è
anche affilata, essa viene chiamata falso filo (Figura 12a).
Quando invece una parte del dorso adiacente alla punta è
piatta ma non affilata, viene definita stampata (Figura 18d).
Alcuni coltelli asiatici hanno il dorso più largo, cosicché la
sezione della lama sembra una lettera T (Figura 18c).
A differenza dei coltelli, i pugnali hanno più di un filo. In
genere essi hanno due fili, ma esistono anche pugnali con
tre ed anche quattro fili. Le sezioni di pugnali a doppio filo
sono romboidali o ovali (lenticolari), e talvolta anche esago­
nali (Figura 19). Le lame con tre o quattro fili sono triangolari
o rettangolari, con i lati diritti o concavi (Figura 20). Esistono
anche pugnali con lama a sezione circolare, che non pos­
siedono filo, ma solo una punta. Questi pugnali non posso­
no essere utilizzati per tagliare e la loro unica funzione è
quella di penetrare. Le lame a doppio filo sono dotate di un
dorso più corto, in genere su un solo lato (Figura 2), mentre
le lame con tre o quattro fili e quelle a sezione circolare non
hanno dorso.
I pugnali sono dotati di punta a lancia e filo ininterrotto.
Proprio l’esistenza di due o più fili e di una punta prominente
è la caratteristica che permette di distinguere un pugnale da
un coltello. Fra le altre caratteristiche distintive ricordiamo
una lama più spessa, che permette di colpire con più forza,e
spesso un’impugnatura decorata. Mentre i pugnali europei
sono caratterizzati da una lama diritta, lunga e stretta (Figura
2), quelli orientali sono dotati di lama più corta, ma larga e
ricurva (Figura 22). Talvolta le lame hanno forma di fiamma
o di onda, come nei kris indonesiani (Figura 229).
Esistono alcuni strumenti dotati di tutte le caratteristiche
di un pugnale, ma con un solo filo, come un coltello. Essi
vengono chiamati coltelli-pugnali. Per migliorare la resisten­
za alla flessione e ridurre il peso globale, le lame sono spesso
dotate di scanalature longitudinali (Figura 3). Le lame orien­
tali sono inoltre, a volte, rinforzate mediante nervature
longitudinali poste in posizione centrale (Figura 19d).
La lama, specialmente nei pugnali, può essere separata
dall’impugnatura mediante una guardia che protegge la
mano. Essa è talvolta fornita di un arco articolato o di una
guardia a guscio (Figura 21). La guardia è generalmente
rigida, ma può essere pieghevole. Se l’impugnatura è più
stretta della lama e non ha guardia, la base della lama

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termina con una prominenza spuntata o tallone (Figura 1).
Il termine imbottitura viene usato per indicare alcuni rinforzi
metallici dell’impugnatura.
Coltelli e pugnali vengono anche classificati in base al
rapporto tra lama e impugnatura. Esistono coltelli e pugnali
aperti con lama fissa, coltelli con lama pieghevole o a
serramanico, ed altri con lama allungabile. Coltelli e pugnali
si dicono aperti quando la lama è rigidamente fissata in
modo permanente aH’impugnatura. Negli esemplari a lama
mobile, essa può ruotare intorno ad un perno per entrare nel
manico oppure scorrere lungo guide. Esistono anche alcuni
modelli con impugnatura pieghevole e lama staccabile. I
modelli a lama mobile hanno il vantaggio di essere più
piccoli quando non vengono usati e di impedire che ci si
possa ferire accidentalmente. Nei coltelli e nei pugnali
allungabili, la lama è più lunga dell’impugnatura e perciò
fuoriesce da essa anche quando è chiusa. Quando sono
aperti questi coltelli possono essere anche piuttosto lunghi,
anche se nel famoso coltello Stanley la lama è corta. Uno
dei vantaggi di questi coltelli consiste nel fatto che essi
possono essere usati sia aperti che chiusi.
Coltelli e pugnali pieghevoli sono dotati di una sicura che
ferma la lama in modo che essa non si pieghi durante l’uso.
Invece gli esemplari a lama allungabile sono dotati di fermo
anche quando sono chiusi.
Per ragioni di sicurezza i coltelli ed i pugnali aperti o
allungabili sono generalmente conservati in custodie per
evitare anche che la lama si rovini o perda l’affilatura. I foderi
sono generalmente fatti di cuoio, legno, metallo e recen­
temente anche di plastica. Un fodero ben progettato deve
essere abbastanza largo da permettere un’estrazione del
coltello rapida, ad esempio per lanciarlo, ma deve anche
essere sufficientemente stretto da evitare che esso possa
cadere. I foderi possono essere portati alla cintura, dietro il
collo o dietro la spajla. Talora il fodero può essere sostenuto
da una semplice cintura di stoffa. Esistono anche particolari
foderi fissati a braccialetti, che possono essere portati al
polso. È anche possibile sostituire i foderi regolari con
semplici coprilama che vengono fatti scorrere lungo il taglio
per proteggerlo. Occasionalmente, questo tipo di protezio­
ne viene applicata anche a coltelli aperti o allungabili (Figure
278, 360).

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li manico dei coltelli e dei pugnali aperti è generalmente
costituito da due parti dette guancette fra le quali si trova
l’anima della lama (Figura 1). Se essa è più piccola della
lama stessa, viene chiamata codolo (Figura 3). Il manico
viene fissato attorno al codolo martellandolo o avvitandone
l’estremità. I manici possono essere anche composti di
diversi strati di uno stesso materiale, in genere pelle, o strati
alternati di ottone, pelle o plastica. Questo tipo di coltelli
viene particolarmente prodotto negli Stati Uniti. Nelle im­
pugnature costituite di corno di cervo o di osso il codolo è
fissato con la colla (in passato il più comune collante era una
mistura di pece e di mattone sbriciolato). Nei moderni
utensili da cucina, l’impugnatura viene costruita direttamen­
te da una colata di materiale sintetico sul codolo. Nell’antica
coltelleria il codolo era invece fissato con piombo fuso. Le
guancette dei coltelli a serramanico sono generalmente
inchiodate. La parte terminale dell’impugnatura è spesso
protetta con un anello di metallo o con una imbottitura. Se
la fine del manico è sporgente, essa è chiamata calcio o
pomo (Figura 2).

DIMENSIONI
Quando catalogate la vostra collezione, è consigliabile
inserire anche le dimensioni degli esemplari (Figure 21 -
26). La misura più importante è quella della lunghezza
complessiva (L). Nei coltelli e nei pugnali aperti essa viene
calcolata dalla fine del manico all’estremità della punta,
misurando in linea retta. Nei coltelli allungabili e pieghevoli
vengono fornite due dimensioni: L è la lunghezza dalla
punta della lama aperta alla fine dell’impugnatura, L’ è la
distanza dal punto in cui la lama viene chiusa.
La lunghezza attiva o funzionale (I) è la distanza dalla
punta della lama fino alla guardia o fino al punto in cui la
lama entra nel manico. Nelle lame allungabili la lunghezza
attiva deve essere fornita due volte: aperta (I) e chiusa (I’).
La larghezza della lama all’impugnatura viene distinta
con la lettera b. Se la lama si allarga verso la punta, si misura
la larghezza massima (b/max). Nelle lame curve è possibile
anche misurare la concavità (k).
Volendo, la sottigliezza della lama può essere calcolata

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come rapporto I : b, mentre la curvatura della lama è
determinata come k:l.
L’ultimo dato importante è il peso.

COSTRUZIONE
I coltelli ed i pugnali aperti sono generalmente di co­
struzione semplice. Più complessi sono sicuramente i col­
telli pieghevoli. Fra le parti rigide dei coltelli pieghevoli vi
sono le imbottiture o piastre che sostengono le parti mobili.
Nei coltelli dotati di molti utensili esse servono anche a
separare le diverse lame. Solitamente le imbottiture esterne
sono rivestite creando così il manico, ma talvolta si raddop­
piano formando esse stesse l’impugnatura. Generalmente
esse sono rinforzate nella parte iniziale e terminale. Altre
parti fisse comprendono gli spessori che mantengono lo
spazio per l’inserimento delle lame, le molle ed un occhiello
che permette di appendere il coltello ad un gancio della
cintura.
Le parti mobili vengono genericamente chiamate lame,
ma possono essere anche seghetti, cavatappi, punteruoli
etc. I coltelli pieghevoli possono essere a lama singola o
multilama. Gli esemplari piccoli che possono essere portati
comodamente in tasca vengono chiamati temperini, mentre
quelli più grandi sono detti a serramanico. In base al
movimento della lama i coltelli sono divisi in pieghevoli,
allungabili, staccabili e con manico pieghevole.
L’apertura dei coltelli pieghevoli è facilitata da una sca­
nalatura che permette di afferrare la lama con l’unghia
(Figura 27). Alcuni coltelli con lama allungabile si aprono per
gravità e sono detti a caduta (Figure 422, 423). Se il peso
della lama è troppo limitato per superare la resistenza
passiva di attrito contro la struttura, è necessario ruotare
rapidamente il coltello per aprirlo utilizzando la forza centri­
fuga. Ciò avviene anche per aprire alcuni coltelli pieghevoli
(ad esempio i tradizionali coltelli corsi).
I coltelli che si aprono mediante l’azione di una molla
sono spesso chiamati a scatto. Essi sono generalmente
costituiti da una lama pieghevole che viene aperta da una
molla a balestra situata nel manico. Coltelli di questo tipo
erano molto usati in Europa negli anni precedenti la Prima

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Guerra Mondiale, ma divennero particolarmente comuni
negli anni 1950 - 70. Ne esistono anche alcune versioni
dotate di molla elicoidale o di molla piatta da orologi. Ma in
questi modelli la molla non agisce direttamente sulla lama,
bensì su alcuni elementi di trasmissione. La molla viene
caricata piegando nel manico la lama, che serve così da
leva. Quando è chiusa, la lama viene trattenuta da un fermo
che può essere disinserito tramite un pulsante posto sul
manico. Per evitare che la lama possa scattare incidental­
mente, il pulsante è protetto da una sicura scorrevole.
Pertanto i coltelli a scatto presentano normalmente tre
elementi: un fermo per la lama aperta, un fermo per la lama
chiusa ed un pulsante di scatto combinato con un sicura
scorrevole (Figura 28).
Alcune eccezioni esistono anche in questo caso: vi sono
coltelli a scatto dotati di due soli di questi elementi (Figure
29, 33); la sicura può non essere presente, oppure i fermi
per lama aperta e chiusa possono essere riuniti in un unico
elemento, o ancora essere combinati con la sicura. Nei
coltelli con il fermo ambivalente, la lama aperta non è fissata
finché il pulsante resta premuto, e solo quando esso viene
lasciato funziona il fermo. In questo periodo la lama non
rimarrebbe aperta perciò in genere questi modelli sono
dotati di una piccola molla che ne impedisce la chiusura fino
al bloccaggio completo.
Gli esemplari con un fermo unico sono spesso dotati di
sicura caricata a molla (Figure 32,57) o di leva di appoggio
(Figure 33, 61). Nel primo caso il pulsante di scatto è
sostituito da una leva articolata. Quando la lama deve
rimanere chiusa, la leva viene sistemata in posizione oriz­
zontale avanzata, in modo che la lama non possa muoversi.
In questo caso la leva sostituisce a tutti gli effetti il fermo. Nel
secondo caso, il pulsante di scatto ha una corsa lunga a
sufficienza da impedire alla lama di sganciarsi accidental­
mente. La sicura risulterebbe così superflua.
Alcuni coltelli a scatto hanno la lama scorrevole. In
origine, i coltelli di questo tipo possedevano un manico
cilindrico in cui si trovava una lama che veniva fatta
fuoriuscire dallo scatto di una molla. La lama sporgeva
leggermente dal manico anche quando il coltello era chiuso.
Quando la punta del coltello veniva premuta contro una
superficie dura, la molla si liberava automaticamente e la

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lama fuoriusciva. Malgrado la necessità di caricare la molla
di scatto per aprire il coltello, questo tipo ha goduto di una
grande popolarità in Europa negli anni ’20. Oggi sono
invece molto rari. La lama viene spinta indietro mediante
una leva o altri sistemi (Figure 34, 35). Entrambi i modelli
sono dotati di pulsante di scatto e sicura.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale, i coltelli con lama
scorrevole furono dotati di una molla attivata da un pulsante.
Esso viene premuto in avanti per liberare la lama. Quando
il pulsante viene premuto nella direzione opposta, la lama si
ritrae. In questi modelli la molla viene caricata immediata­
mente prima di scattare e quindi non esiste il pericolo di
ferirsi accidentalmente. Inoltre la molla viene utilizzata per
un tempo nettamente minore che negli altri modelli e perciò
dura più a lungo. Dall’altra parte, la necessità di ridurre la
resistenza passiva del meccanismo richiede una grande
corsa, e ciò implica un certo gioco della lama che talvolta
manca di rigidità quando è aperta.
Per quanto sia piuttosto semplice costruire un coltello a
scatto con la lama pieghevole ed una molla di scatto
caricata immediatamente prima dello scatto (Figura 37),
non ne esiste ancora una versione commerciale.
Se un coltello a serramanico con lama pieghevole può
essere chiuso semplicemente spingendo indietro la lama,
ed essa resta aperta solo per frizione o mediante una molla
posteriore, esso viene chiamato senza bloccaggio. Alcuni
modelli di coltelli da contadini usati in Europa dal 19° secolo
possiedono una lama che si ferma contro un cuscinetto
metallico fissato al manico di legno (Figura 38). Un sistema
diverso viene usato nei coltelli a serramanico dello stesso
periodo. La parte posteriore della lama (tallone) si inserisce
in una scanalatura situata nella parte posteriore del manico
(Figura 324).
Nella maggioranza dei coltelli pieghevoli senza bloccag­
gio, la lama aperta si ferma contro il lato di una molla piatta
(Figura 39). Altri coltelli a serramanico hanno una lama
semibloccata che può essere chiusa premendo contro la
parte posteriore, ma con una certa forza. I coltelli a
serramanico corsi hanno la molla posteriore a forma trian­
golare (Figura 40) che viene trattenuta da una scanalatura
situata nel dorso della lama. Ciò aumenta grandemente la
rigidità della lama quando è aperta. I coltelli francesi con

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lama semibloccata hanno la parte anteriore della molla
posteriore di forma rettangolare, con un lato obliquo e
antibloccaggio (Figura 41).
Se un coltello a serramanico è dotato di un dispositivo di
bloccaggio della lama aperta, esso viene detto a lama
bloccata. Uno dei più antichi sistemi di bloccaggio era
costituito da una vite laterale ad alette (Figura 42), posta in
una fessura sul tallone della lama pieghevole o allungabile,
che impediva ad essa di chiudersi. Attualmente questo tipo
di bloccaggio è molto raro, ma esiste un coltello da caccia
sovietico la cui lamafermata da vite può essere sostituita da
una accetta (Figura 270).
Un altro sistema di bloccaggio superato era un perno
laterale (Figura 44) che veniva inserito in un foro nel tallone
della lama, bloccandola completamente. Lunghi coltelli a
serramanico con manico in corno di capra e perno laterale
venivano usati dai guerriglieri dei Balcani per i loro combat­
timenti contro i Turchi. Oggi questo sistema semplice ed
efficace si trova raramente.
Un notevole miglioramento negli antichi coltelli da con­
tadini si è avuto col sistema francese Virobloc (Figura 43),
nel quale la lama pieghevole viene bloccata da una ghiera
rotante, imprigionata in cima al manico, che mantiene la
lama aperta o chiusa.
Ma il tipo più comune di sicura nei coltelli pieghevoli è
rappresentato da un fermo posteriore sotto forma di leva a
doppio braccio che si muove attorno ad un perno centrale.
Una estremità del braccio è collegata ad una molla a
balestra, che scatta per estrarre la lama. Il fermo è gene­
ralmente attivato da una sporgenza che fuoriesce dal dorso
del manico (Figura 273). Talvolta invece il braccio agisce
premendolo in una fessura posta nel manico. Essa deve
essere situata proprio all’estremità di esso (Figura 275).
Alcuni coltelli da caccia tedeschi erano dotati di lama
pieghevole e non mostravano esternamente il dispositivo di
bloccaggio. La lama veniva sbloccata premendo un altro
accessorio.
Oltre ai classici fermi sul dorso descritti fin qui, ne
esistono altri due tipi. Uno è costituito da un fermo con
fessura ma senza molla. Il fermo mantiene ferma la lama
solo per frizione (Figura 46). Un tipico esempio è il coltello
utensile Draka (Figura 316). Nel secondo tipo il braccio

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mobile è sostituito da una molla a balestra piatta. Nei
coltellacci pieghevoli prodotti dalla Manufrance Company
francese (Figura 280), la molla viene azionata da una leva
la cui estremità frontale rimane contro l’imbottitura (Figura
47). Lo stesso sistema può essere utilizzato nei coltelli a
lama scorrevole (Figura 422).
La molla di alcuni coltelli spagnoli, francesi e italiani (e in
particolare siciliani) è dotata di un perno cilindrico sul tallone
della lama pieghevole che si fissa in un foro. La lama viene
liberata alzando la molla per mezzo di un anello. Da qui
nasce il termine francese à virole (con un anello) dato a
questo tipo di costruzione (Figura 48). Talvolta però, libe­
rare la lama richiede una grande forza, specialmente nei
grandi coltelli spagnoli dotati di molle molto robuste. I coltelli
a scatto italiani con questo tipo di fermo usano una leva di
trasmissione sotto forma di imbottitura rotante (Figura 28).
Talvolta essa sostituisce il classico fermo posteriore.
L’estremità anteriore della molla nei coltelli spagnoli
albacete ha un foro rettangolare. Per sbloccare la lama, la
molla viene alzata mediante una leva a tamburo collegata
ad essa da un perno (Figura 49). Quando viene liberata, la
leva si ferma contro l’imbottitura. Come ulteriore forma di
sicurezza, una dentellatura emette un suono quando la
lama si apre. Questo dispositivo di bloccaggio è detto
basco, poiché Yalbacete viene usato tradizionalmente dai
baschi (Figura 137). Mentre il fermo basco può essere
trovato anche in altri coltelli spagnoli, essi generalmente
mancano della leva a tamburo e la molla deve essere alzata
manualmente (Figura 133). Il bloccaggio basco con la leva
di controllo è usato in numerosi coltelli di origine non
spagnola. In un coltello da caccia marca Lepre di struttura
tipicamente bavarese (Figura 142), la molla tipo albacete
viene alzata mediante una leva con un perno contro il dorso
della lama pieghevole (Figura 50).
Un altro sistema di bloccaggio meno comune è costituito
da un dispositivo con appoggio sulla lama. Un coltello
statunitense marca Marble degli anni ’30 è costituito da una
protezione pieghevole che si appoggia alla lama aperta
fermandola. Normalmente essa protegge quella parte della
lama che fuoriesce dal manico quando è chiusa (Figure 51,
278). Nello stesso periodo vennero introdotti sul mercato
dei coltelli europei con la lama attestata sulla parte inferiore

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da una leva di bloccaggio pieghevole (Figure 52, 341).
L’estremità della lèva alza leggermente la lama in modo che
essa possa essere facilmente aperta con un’unghia. Nei
coltelli da marcatura usati dalle guardie forestali per segna­
re gli alberi da abbattere, la lama viene tenuta aperta da un
archetto articolato che protegge anche la mano da eventuali
scorticature contro la corteccia (Figure 53,380). Nei coltelli
a serramanico da pesca Marble degli anni ’30, la lama è
fissata sul lato inferiore dalla parte fissa del manico e dalla
parte mobile sul lato superiore (Figura 54). A differenza di
altre lame pieghevoli, quelle di questo tipo non si piegano
verso il basso, ma verso l’alto. Nei temperini economici e nei
coltelli a serramanico con diversi utensili, la lama si ferma
contro la parte terminale della zona centrale che funziona
come una molla a balestra piatta (Figure 55, 363).
Un altro gruppo di coltelli è dotato di un blocco laterale
per la lama pieghevole o scorrevole. Il tipo più comune è il
fermo a leva laterale impiegato in molti coltelli a scatto
pieghevoli (Figura 56), nei quali la leva di bloccaggio scatta
indipendentemente. Il fermo laterale è costituito da una
molla a balestra piatta terminante in una graffa di chiusura
collegata ad un perno la cui parte terminale si ferma nel
manico (Figura 57). Questo sistema è usato frequentemen­
te nei coltelli pieghevoli. In alcuni coltelli a scatto e pieghe­
voli il codolo del pulsante del fermo laterale si raddoppia
fungendo anche da perno della lama. Ma in questo caso il
perno non serve anche come rivetto deH’imbottitura, del
manico e della lama, e quindi deve essere aggiunto un
ulteriore rivetto di fissaggio (Figura 58). Per accogliere il
rivetto supplementare, la lama possiede una fenditura, che
però ne riduce la robustezza. Ma questa perdita può essere
evitata se il coltello ha un manico compatto profilato ad U,
che non richiede rivetti supplementari. Un esempio di que­
sta costruzione lo abbiamo nel coltello da assalto (Figura
424) con lama pieghevole fermata da una graffa inserita in
una scanalatura trasversale (Figura 59). Coltelli di questo
tipo, come quelli della tedesca Puma Sport (Figura 290) o
della americana Gerber-Paul, possono essere fissati sia
quando sono aperti, che quando sono chiusi (Figura 60). Il
fermo laterale ha la forma di un perno cilindrico con una
fenditura che permette di tirare fuori la lama quando il
pulsante è premuto.

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Esistono altri tipi di bloccaggio che non fanno parte delle
categorie finora menzionate. Uno di essi è la lama pieghe­
vole fermata da una leva a due bracci supportata da un
cursore (Figura 61). Una costruzione simile fu usata nelle
foreste boeme all’inizio del 20 “ secolo. In essa il cursore era
sostituito da un perno laterale del diametro di circa 3 mm,
che scorreva sotto l’estremità della leva a due bracci (Figura
62). In un altro modello la lama pieghevole viene mantenuta
aperta da una pallina di acciaio che si muove dentro una
guida (Figura 63). Inclinando il coltello in modo che la pallina
rotoli nella fessura, la lama rimane bloccata. Inclinando
invece in direzione inversa, si libererà nuovamente la lama.
Questo sistema viene usato in alcuni piccoli coltelli pie­
ghevoli. Il seghetto pieghevole di un coltello a serramanico
da giardinaggio (Figura 371) ha sul lato una piccola spor­
genza contro la quale si ferma un segmento rotante, assi­
curato solamente per frizione (Figura 64).
Sistemi di bloccaggio piuttosto interessanti vengono
usati nei coltelli con manici pieghevoli. Il sistema più co­
mune è quello basato sul malese balisong che utilizza un
manico suddiviso longitudinalmente (Figure 227,306,307).
Entrambe le parti sono fissate alla lama tramite il loro perno.
Il bloccaggio viene attuato fissando un perno di appoggio fra
le due metà mantenute insieme da un morsetto. Un altro
sistema è quello che usa un perno per collegare le due parti
(Figure 65, 292). Il bloccaggio avviene mediante due perni
di appoggio opposti fissati contro le estremità dei manici,
che sono a loro volta bloccati da un perno su un lato che si
incastra in un foro nell’altro. I coltelli pieghevoli personali
spesso utilizzano un manico che funziona anche da fodero
costituito da due telai ad U, ognuno dei quali è fissato alla
lama da un perno separato. I perni sono posti perpendico­
larmente l'uno all’altro (Figure 66, 339). Poiché le lame di
questi coltelli sono troppo corte per un perno verticale, esse
sono fissate mediante una barra rettangolare posta diago­
nalmente (Figura 67).
Un progetto unico venne utilizzato da una fabbrica
svedese di Eskiltuna prima della Seconda Guerra Mondia­
le. Esso è composto da un manico a forma di canna ed un
coltello inserito dentro (Figura 68). L’inserto ha una lama
pieghevole con un perno di appoggio posto in una fessura
nel tallone. Esso è posto all’interno del manico e fissato da

19
una molla a balestra con una graffa. Quando viene premuta
la molla, la graffa si disinserisce e l’inserto può essere tirato
fuori grazie ad un anello. La lama viene allora aperta o
chiusa e l'intero inserto scivola nel manico e si chiude.
Una vera rarità è costituita dal bloccaggio fatto da un
manico pieghevole a pantografo composto da quattro bracci
e collegato mediante perni (Figura 343). Quando i bracci
vengono spinti lateralmente, la lama fuoriesce, i bracci
superiori si piegano chiudendosi in quelli inferiori e tutti
vengono tenuti insieme da un morsetto, col coltello chiuso
o aperto. In quest’ultimo caso, il manico è lungo la metà di
quando è chiuso, poiché i bracci superiori si piegano dentro
quelli inferiori.
I sistemi che utilizzano lame scorrevoli possono essere
considerati un tipo indipendente, anche se talvolta utilizzano
un tipo di fermo laterale o dorsale. Nei coltelli personali la
lama non ha sostegno e viene mantenuta aperta da un fermo
laterale, anche se il modello nella Figura 69 ha un fermo sul
dorso. D’altra parte, i coltelli utensili hanno spesso un sostegno
per la lama. La posizione della lama viene assicurata dal
bloccaggio del sostegno, in genere tramite un fermo sul
dorso (Figura 70). La lama allungabile è utile se il coltello
viene utilizzato per tagliare invece che per penetrare o
quando è necessaria una lama di lunghezza variabile, come
nei coltelli per linoleum o per pedicure (Figure 340, 378).
Un gruppo completamente indipendente è costituito dai
coltelli utensili con lame e accessori staccabili, quali lime,
seghetti, cacciavite, etc. Queste lame ed accessori sono
fissati mediante due opposte graffe, una fissa, l’altra mobile.
Generalmente questo tipo di coltelli viene portato non
assemblato, con le lame e gli accessori tenuti in una custodia
a parte. Talvolta si lascia la lama da taglio inserita nel manico
e l’insieme viene portato in un fodero dotato di una tasca
esterna per contenere gli altri accessori (Figura 320). La
graffa mobile si trova all’estremità della molla a balestra ed è
controllata da una lama pieghevole che non può essere
rimossa dal manico (Figura 71,319). Quando si alza la lama
pieghevole, sale la parte terminale della molla con la graffa
e l’accessorio può essere rimosso dall’impugnatura. La lama
o l’accessorio sono bloccati con una graffa rotante collegata
alla guardia ed assicurata per mezzo di un gancio simile al
fermo sul dorso per forma e funzione (Figura 72).

20
Ma oltre a bloccare la lama aperta, è anche necessario
assicurare la lama quando è chiusa. Nei coltelli semplici
senza molla, la lama rimane chiusa per la frizione causata
dalla forza di fissaggio del rivetto del perno della lama. Se
invece viene usata una molla sul dorso o di altro tipo, la lama
rimane chiusa grazie alla pressione esercitata dalla molla
contro il tallone. I coltelli pieghevoli con molla sul dorso sono
dotati di tallone con due sporgenze (Figura 73). Quella
posta in prossimità della parte anteriore della molla spinge
la lama chiudendola, mentre l’altra impedisce che il filo
prema contro la molla e venga così danneggiato. Se invece
manca questa seconda sporgenza, viene usata una coper­
tura di legno, di gomma o di materiali simili per proteggere
il filo (Figura 74). In altri coltelli il sistema di bloccaggiovale
quando la lama è sia aperta che chiusa.

FORME REGIONALI

Una classificazione sistematica di coltelli e pugnali in


base al periodo ed ai luogo di manifattura mostra come la
forma di essi risulti dalle conoscenze tecnologiche e dal
gusto estetico. Naturalmente il commercio e le guerre
hanno contribuito a portare modelli particolari molto lontano
dalla loro zona originaria.

EUROPA (ESCLUSI BALCANI E RUSSIA)


Gli abitanti preistorici del continente europeo crearono
utensili di legno, di osso, di corno e di pietra. Il materiale più
importante fu la pietra, perché era in grado di fornire un
taglio efficace e durevole.
I più antichi utensili di pietra erano di tipo universale e
avevano la forma di scaglie appuntite alle quali venne poi
aggiunto un manico (Figure 75-77). Durante il Paleolitico
Medio, entrarono in uso comune attrezzi più specializzati,
compreso il coltello (Figure 78-80). Il manico naturalmente
permetteva una migliore impugnatura, ma alcuni perfezio­
namenti del taglio della pietra erano già stati effettuati nel
Basso Paleolitico (Figure 79).
Verso la fine del Neolitico, iniziò l’uso di utensili in rame
e bronzo. Il bronzo, una lega di rame e stagno, gradualmen­
te sostituì il rame, che era più difficile da lavorare, ed aprì

21
una nuova era nell’evoluzione della civiltà, nota appunto
come Età del Bronzo.
L’incidenza di questa nuova Età nelle varie regioni
dell’Europa dipendeva dalla distanza di esse dal Mediterra­
neo Orientale, da cui venne diffusa la conoscenza del
bronzo in tutto il continente. Un’arma tipica della regione
mediterranea era un pugnale con la lama di bronzo a forma
di triangolo isoscele, che si diffuse poi in tutta l’Europa
(Figura 81). Nelle Figure 82-89 possiamo vedere come si
diversificarono le forme dei coltelli di bronzo in Europa. Molti
esemplari mostrano un codolo per un manico di legno. I tipi
Stillfried (Figura 89) e Reipersdorf, molto simili, dotati di un
foro per il rivetto del manico, divennero poi i modelli per
coltelli con lama di ferro. (I nomi Stillfried e Reipersdorf
derivano da luoghi archeologici dove furono trovati questi
esemplari).
I coltelli di ferro furono usati in Europa Centrale nel
periodo di Hallstatt, circa 750-450 a.C. (così chiamato dal
nome della città austriaca di Hallstatt). Il popolo di questa
cultura usava anche pugnali di ferro con manico di bronzo
il cui pomo assomigliava alla testa di una chiave (Figura 99).
Dalia fine di questo periodo iniziarono a diffondersi pugnali
con il manico di ferro con pomo biforcato (Figura 100). Corte
spade e pugnali usati dal popolo nomade degli Sciti (Figura
101) e noti come akinakes si diffusero in tutta l’Europa.
Oltre alle spade di forma normale dette xiphos, la fan­
teria dell’antica Grecia usava una spada corta a taglio
singolo con la lama a forma di S detta kopis . Un esemplare
è mostrato nella Figura 90, tratta da un dipinto di un vaso
greco del 470 a.C. Un secolo prima essa aveva la forma
mostrata nella successiva Figura 91. Derivante dalla greca
kopis è certamente il coltello bizantino noto come machaira,
usato nel 12° e nel 13° secolo (Figura 92).
I pugnali usati nell’antica Roma avevano tre diverse
forme. Esisteva il pugnale con lama larga (parazonium) la
cui forma era basata sui modelli di bronzo (Figura 81). C’era
poi la sica, dalla lama stretta ma molto appuntita (Figura 93)
che veniva usata principalmente per la difesa personale (o
per pugnalare potenziali dittatori). Oltre alla normale spada
che veniva portata a destra, sul fianco sinistro i legionari
romani portavano un’arma corta simile per dimensioni e
funzione al pugnale (Figura 94).

22
Una vasta gamma di coltelli era usata nell’agricoltura
romana. Questi antichi utensili sono mostrati nelle Figure
95-98. Il coltello della Figura 95 è spesso presente nelle
sculture che mostrano Vertunno, il dio dei cambiamenti e
delle metamorfosi.
Quando l’impero romano iniziò a decadere dopo la
sconfitta delle sue truppe ad Adrianopoli nel 378 d.C., i
pugnali, apparentemente, scomparvero dall’Europa, sosti­
tuiti dai coltelli. Fra questi ricordiamo lo scramasax usato
soprattutto dal 5° al 10° secolo dalle tribù germaniche come
coltello multiuso. Esso era dotato di una lama a taglio
singolo diritta con punta, lunga 10-50 cm e talvolta di più
(Figura 102). Gli esemplari più lunghi assomigliano a spade,
perciò gli archeologi hanno dato ai coltelli i nomi di scramasax
o sax da mano ed alle spade i nomi di sax o sax lungo.
Una rinascita dei pugnali viene attribuita al perfezio­
namento delle armi da difesa. I pugnali a lama stretta nel 13°
secolo erano usati dai cavalieri assieme alla spada per
penetrare nelle maglie della cotta. Inoltre il pugnale veniva
usato per finire un nemico sconfitto, dandogli il coup de grâce,
e perciò nel 14° secolo vennero denominati misericordiae.
Assieme allo sviluppo della spada medievale, il 13°
secolo vide anche la comparsa di un pugnale che era
essenzialmente una copia in piccolo del precedente, dotato
di una guardia a croce o a rami, da cui prese il nome. La
guardia era generalmente diritta o curva verso la punta
(Figure 103, 104). Questi pugnali furono tipici dell’Europa
Occidentale nel 15° e 16° secolo.
Simile ad esso è il pugnale ad antenna del 13° e 14°
secolo, il cui pomo è un perfezionamento di quello di
Hallstatt (Figura 105). In alcuni esemplari questo pomo era
formato da un anello incompleto o totalmente chiuso. Da qui
il nome di pugnali ad anello (Figure 106,107).
Una variante del pugnale a rami era il basilard del 14° e
15° secolo, il cui nome sembra derivare dalla città di Basilea,
in Svizzera. L’impugnatura del basilard era foggiata come la
lettera I, con la guardia e il pomo diritti (Figura 108) oppure
ricurvi (Figure 109,110). I basilard venivano usati principal­
mente in Italia, in Svizzera e nelle Fiandre. Un’altra variante
del pugnale a rami era il pugnale borgognone del 14° secolo
con il pomo a forma di disco piatto o di stella (Figura 111).
Un tipico pugnale dell’Europa Occidentale usato tra il

23
14° ed il 17° secolo in Inghilterra ed in Scandinavia era il
coltello ballock caratterizzato da lobi che si estendono dal
fondo dell’elsa (Figura 112) e funzionano come una guar­
dia. Nello stesso periodo esistevano pugnali rondel con la
guardia ed il pomo a forma di piattino (Figura 113). Essi
furono usati principalmente in Francia fra il 14° secolo e la
metà del 16°.
Le regioni orientali del Mediterraneo videro nel 14°
secolo lo sviluppo di un pugnale il cui pomo rassomigliava
al lobo di un orecchio, e quindi venne chiamato pugnale ad
orecchie (Figura 114). Esso, noto anche col nome di pugna­
le del Levante, fu comune in Spagna ed in Italia nel 16°
secolo, dove veniva chiamato alla stradiota. Si trattava di
un’arma di ordinanza delle truppe orientali a cavallo, note
col nome di stradiote, che combattevano al servizio di
Venezia.
Con l’avvento del Rinascimento, apparvero nuovi mo­
delli. Nella seconda metà del 15° secolo divenne popolare
in Italia un pugnale simile al parazonium romano. La sua
larga lama triangolare si guadagnò il soprannome di lingua
di bue o cinquedea poiché era larga cinque dita. La cin-
quedea aveva una guardia a forma di zoccolo di cavallo ed
un pomo sporgente arrotondato (Figura 116). La lama
spesso aveva scanalature longitudinali. Questo tipo di pu­
gnale fu comune fino alla seconda metà del 16° secolo, ma
cadde in disuso nel 1600.
La manifattura di spade presso i musulmani spagnoli
creò, alla fine del 15° secolo, spade e pugnali del tipo
Boabdil, che presero il nome da Boabdil (Abu Abdullah),
l’ultimo sovrano moresco di Granada (1481 - 91). Queste
armi avevano il pomo a forma di cipolla e la guardia a
zoccolo (Figura 115). L’elsa, la guardia, il fodero e le sue
finiture erano decorate con filigrana d’oro, smalti colorati e
niellature.
Un’ulteriore versione del pugnale a rami fu il modello da
usare con la mano sinistra. Esso venne usato durante il 16°
e 17° secolo e faceva il paio con uno spadino simile nella
forma e nelle decorazioni. Il pugnale era dotato di una lunga
guardia a croce che poteva essere diritta, incurvata verso la
punta o a forma di S (Figura 117). Molti di questi pugnali,
specialmente quelli prodotti in Spagna intorno al 1600,
mostravano un’elsa a cestino, come lo spadino (Figura

24
120). La lama era dotata di vari intagli con cui incastrare e
spezzare la lama dello spadino del nemico (Figura 121).
Nel 16° secolo in Spagna erano molto comuni pugnali da
difesa a taglio singolo dotati di intagli sul dorso della lama
per intrappolare la lama dello spadino. Questo sistema fu
perfezionato creando dei verj e propri incastri dai quali non
poteva più uscire lo spadino nemico, che veniva così
strappato dalle mani deH’awersario (Figure 118,119).
Una versione italiana del pugnale per la mano sinistra
era dotata di lama tripartita (Figura 122). La lama centrale,
fissa, presentava due lame laterali montate su perno e
collegate a due molle a balestra. Esse venivano azionate
mediante un pulsante posto sull’impugnatura e scattando
aprivano le lame laterali come un ventaglio, creando un’ul­
teriore sistema di difesa.
Il più famoso pugnale italiano di questo tipo era certa­
mente lo stiletto. Questa arma del 16° e 17° secolo aveva
una lama sottile e triangolare e rami diritti e a sezione
circolare. L’elsa, anch’essa di sezione circolare, aveva un
pomo a bottone (Figura 123). Gli stiletti erano spesso
interamente di metallo. Oltre ai modelli standard esistevano
anche stiletti speciali per artiglieri, marchiati sul dorso per
misurare il calibro del cannone, e per genieri, con una lama
ulteriore incernierata all’elsa che fungeva da calibro o da
compasso per misurare distanze e tracciare cerchi. Lo
stiletto ebbe una grande rinascita durante il periodo romantico
e rimase in uso fino al 20° secolo, sebbene usato per lo più
come tagliacarte decorativo.
La versione scozzese del pugnale, nota col nome di
daga (dirk), apparentemente ebbe origine dal coltello bal-
lock e si sviluppò nel 17° secolo. La lama ha un filo singolo,
è diritta e rastremata verso la punta. Molte lame sono
scanalate sulla parte posteriore, come se avessero un
seghetto, altre hanno un falso filo. La lunghezza comples­
siva della daga è fra i 30 ed i 45 cm. Mentre l’impugnatura
dei modelli più antichi è liscia ed assomiglia al coltello
ballock nella forma (Figura 124), gli ultimi modelli, ed in
particolare quelli dalla metà del 18° secolo, hanno l’elsa
decorata con motivi celtici (Figura 125). I foderi di pelle, con
montature metalliche, spesso comprendevano tasche per
coltello e forchetta da tavola. Queste tasche potevano
essere una accanto all’altra oppure una sopra l’altra. Dopo

25
il 1746, quando il possesso di armi personali fu vietato dalla
legge, queste armi in origine civili divennero parte della
divisa dei membri dei reggimenti delle Highlands. Inizial­
mente queste daghe non avevano una forma regolamenta­
re, mentre nel 1872 fu introdotta una forma fissa per i
suonatori di cornamusa e di tamburo.
Dopo il bando del 1746, i civili adottarono un corto
pugnale-coltello detto skean dhu, che era corto a sufficienza
da evitare la proibizione. Esso veniva infilato dentro la calza
della gamba destra, sul lato esterno. Naturalmente questa
arma veniva portata col kilt.
A metà del 15° secolo, la forma svizzera del basilard si
trasformò in un pugnale con la lama lunga 20-30 cm, che
veniva usato dai mercenari svizzeri alla fine del 15° secolo
come arma personale. Durante il 16° secolo, pugnali di
questo tipo prodotti nella Germania Meridionale o in Svizze­
ra furono dotati di un fodero in ottone o placcato in argento,
che comprendeva anche una tasca per le posate, il coltello,
laforchetta. I foderi erano decorati con motivi quali La danza
della morte di Hans Holbein il Giovane (1530). Attualmente
questi pugnali sono conosciuti commercialmente col nome
di pugnali svizzeri o Holbein. Una moderna replica del
pugnale Holbein era un’arma di ordinanza delle SA tede­
sche, introdotta nel 1933 (Figura 126).
I Lanzichenecchi tedeschi, truppe mercenarie del 16°
secolo, portavano oltre alla spada Katzbalger una piccola
arma detta appunto pugnale lanzichenecco. Come la spada
Katzbalger, esso aveva un’elsa marcatamente conica, ra­
stremata verso la lama. Il fodero cilindrico riccamente
decorato era dotato di tasche per le posate (Figura 127).
Anche in Italia nel 18° secolo furono fatti pugnali con else
coniche rastremate verso la lama. L’elsa non era posta
centralmente, ma in posizione leggermente laterale, in
modo da creare un tallone che serviva anche da guardia
(Figura 131). Verso la fine del 18° secolo, l’elsa fu spostata
al centro con un tallone a due lati (Figura 132). Entrambe le
versioni di quest’arma sono note come pugnale mediterra­
neo, ma poiché assomigliano alla daga scozzese vengono
anche denominate daghe mediterranee.
L’evoluzione del pugnale europeo praticamente terminò
nel 18° secolo; gli ultimi modelli copiavano semplicemente
le prime versioni, specialmente i pugnali a rami con la lama

26
a sezione romboidale. Essi comunque erano più corti dei
precedenti.
Fra i coltelli, i più noti sono quelli da contadino o domesti­
ci (Bauernwehr, Hauswehr), usati dai contadini tedeschi dei
secoli 15° e 16° per la difesa personale. Essi avevano un
solo filo, erano lunghi 20-50 cm, ed erano dotati di guancette
in legno o corno inchiodate a un codolo piatto. Il pomo
generalmente aveva la forma di testa di uccello (Figura
128), ma in alcuni esemplari esso era foggiato a curva
concava o convessa (Figura 129). I coltelli a lama più corta
non avevano guardia o avevano un solo ramo (Figura 128).
In altri i rami erano diritti o a gancio, spesso con un giogo o
una graffa per evitare che il coltello scivolasse dalla cintura
(Figura 130).
Probabilmente aliatine del 17° secolo nacque in Spagna
il coltello a serramanico chiamato navaja. Durante il 18° e
19° secolo esso assunse forme diverse. La lama della
navaja era sottile e con la punta acuminata, che poteva a
sua volta essere diritta o curva, e spesso la lunghezza della
curva arrivava ad essere metà di quella della lama. Questi
coltelli erano spesso dotati di un fermo del tipo à virole (con
un anello, vedi Figura 48) o con fermo basco semplificato,
senza la leva nella quale la molla a balestra deve essere
infilata con un dito. I modelli più recenti sono dotati di fermo
basco completo di leva (Figura 49). Quando è aperta, la
navaja è piuttosto lunga, spesso fino a 100 cm. Essa è
anche molto pesante, fino ad 1 kg. Dietro questo aspetto
ingombrante, si nascondeva probabilmente il desiderio dei
contadini di parare i colpi del pericoloso spadino, che solo
i nobili potevano portare.
I coltelli navaja di dimensioni minori talvolta non avevano
fermo ed erano dotati solo di molla sul dorso. Il manico della
navaja era piuttosto sottile e ricurvo, spesso rivestito di
numerosi dischi terminali (Figure 133 - 136).
Una variante della navaja è Valbacete, che prese il nome
dalla città del sud-est della Spagna, famosa per la sua
manifattura di armi da taglio. L’albacete ha una lama larga,
sporgente, con la punta posta in linea diretta con il dorso, che
è diritto o leggermente rialzato. Alcune versioni hanno invece
la punta ricurva (Figura 138). Gli albacete hanno normal­
mente un fermo basco completo dotato di leva, sebbene
esistano anche coltelli a lama semi bloccata, come quelli

27
corsi (Figura 40). Quelli usati dai baschi di Guipuzcoa nel
nord-est della Spagna hanno un’impugnatura tipica angolare
affusolata e senza pomo. L’impugnatura è di corno e la punta
rinforzata con imbottitura metallica (Figura 137). Oltre alle
versioni basche, esistono anche versioni di albacete usate
nel sud della Spagna, i cui manici terminano con vari dischetti
(Figura 138) o con teste di animali stilizzate (Figura 139).
Anche se in genere sono più corti della navaja, spesso gli
albacete sono lunghi e pesanti.
La navaja fu certamente il modello che ispirò i coltelli
siciliani a serramanico con fermo à virole e manico in corno
leggermente colorato, con estremità in corno scuro a forma
di diversi dischi, come nella navaja (Figura 140).
Durante la seconda metà del 19° secolo, i coltelli spa­
gnoli influenzarono i produttori tedeschi ed austriaci, per­
tanto coltelli da caccia a serramanico, col manico a forma di
zampa di cervo, divennero molto comuni in Germania ed in
Austria all’inizio del 20° secolo (Figura 141 ). La lama veniva
bloccata grazie al sistema basco completo o ad anello, ma
la molla a balestra era spesso sostituita da una molla a pinza
funzionante anche come molla del dorso (Figura 47).
Le caratteristiche tipiche dell’albacete, cioè la lama
panciuta ed il fermo di tipo basco, si possono anche trovare
nei coltelli bavaresi (Figura 142). In essi la lama è bloccata
grazie ad un fermo basco o à virole senza anello. In entrambe
le versioni la molla a balestra del fermo viene disinserita
alzando la levetta, come nel fermo basco completo. Il manico
ha la forma ricurva del corno del cervo rosso, di cui è fatto. I
coltelli bavaresi di fattura moderna presentano la costruzione
mostrata nella Figura 50, ma la leva agisce nella direzione
opposta rispetto al fermo basco classico.
Un interessante coltello pieghevole è il coltello a ser­
ramanico corso, con lama semibloccata diritta e sottile, che
viene tenuta aperta grazie al naso triangolare della molla del
dorso. (Figura 40). L’impugnatura è dotata di imbottitura
rastremata verso la lama e poi allargata (Figura 143). Una
volta aperti, i coltelli corsi possono essere lunghi oltre 50 cm.
I coltelli ricordo corsi hanno il manico lungo e decorato con
motivi floreali, mentre gli originali coltelli da contadini del
19°- 20° secolo avevano il manico massiccio e liscio.
Uno strumento degno di nota del 19° secolo è il coltello
«universale» finlandese dettopuukko. Esso è dotato di una

28
lama lunga circa 10-15 cm, anche se i cosiddetti coltelli da
orsi di questo tipo hanno generalmente una lama da 25 cm.
La lama è sottile, con una scanalatura su ogni lato. Carat­
teristica è la punta diritta, leggermente incurvata sui piano
del dorso. Il manico termina con un calcio tipico (Figure 144,
145) ed è rinforzato con un’imbottitura di metallo. In genere
non è dotato di guardia. Il manico è in legno di betulla polare
e generalmente ha una finitura naturale (Figura 145), anche
se i coltelli del sud della Finlandia hanno manici dipinti in
colori contrastanti (ad esempio rosso e blu) con pomi
metallici a forma di testa di renna stilizzata (Figura 145). Il
coltello viene portato in un fodero di pelle che raggiunge
metà dell’altezza del manico. Il fodero è talvolta rinforzato
con montature metalliche ed è dotato di una tasca laterale
per contenere un piccolo coltello simile detto junki (Figura
146). Una variante del coltello finlandese è il modello
lappone chiamatoiapinleuku. Esso ha una lama più larga ed
una punta diritta posta sullo stesso piano del dorso. La
curvatura del filo verso la punta è maggiore che nel coltello
finlandese e la lama, lunga 16-20 cm, non presenta scana­
lature. Il manico ha forma quasi cilindrica e termina con un
pomo a forma di disco. Il fodero è più lungo che nei coltelli
finlandesi, e copre l’intera lunghezza del manico, fino al
pomo (Figura 147).
Il coltello finlandese ha grandemente influenzato la
manifattura dei coltelli aperti multiuso negli altri paesi scan­
dinavi. Questi ultimi, però, sono semplici modifiche del
primo e mancano delle scanalature e del caratteristico
pomo intagliato (Figure 148, 149).

BALCANI E VICINO ORIENTE


Con il termine Vicino Oriente si intende quella parte del
sud-ovest asiatico che si trova fra il Mediterraneo, il Mar
Caspio, i Mari Rosso e Nero ed il Golfo Persico, estenden­
dosi fino a parte dell’Asia Centrale e includendo l’Africa
Settentrionale.
La patria dei coltelli e dei pugnali del Vicino Oriente fu
l’antico Egitto. Lì nacquero pugnali (Figure 151, 153) che
influenzarono sostanzialmente lo sviluppo di questo tipo di
armi in tutta la zona circostante. Un ruolo simile fu giocato
dalle antiche spade ricurve di origine egiziana (Figure 154,
155) la cui forma fu copiata da molti coltelli africani.

29
Un’altra zona molto importante fu la Persia (Iran) du­
rante il periodo della dinastia Sassanide (3° - 7° secolo
d.C.). Gli arabi diffusero questi modelli in tutti i territori
conquistati, in Turchia, nel Nord Africa, in Spagna ed in
India, dove essi si mescolarono a quelli tradizionali già
esistenti.
Uno dei maggiori centri di manifattura e di commercio di
coltelli dell’antico Vicino Oriente fu Damasco, dove veniva
utilizzato l’acciaio indiano ad alto contenuto di carbonio e fu
proprio in questa regione che gli Europei entrarono in
contatto con questo materiale durante le Crociate dell’110e
13° secolo. Ecco perché questo tipo di metallo prese il nome
di acciaio di Damasco.
Una grande varietà di pugnali e coltelli si poteva trovare
nella regione a causa del complesso sviluppo storico­
geografico del Vicino Oriente. Per questo motivo è meglio
presentare un esempio di ogni tipo di coltelli e pugnali
presenti nella regione dall’inizio dell’era moderna.
I modelli principali sono Wkandjar, \\peshkabz ed Wkama,
tre tipi di pugnali, ed il coltello kard .
II kandjar è un pugnale con una lama a doppio taglio
fortemente incurvata, spesso dotata di una nervatura longi­
tudinale (Figura 156). Il tallone è generalmente decorato e
talvolta presenta delle iscrizioni. L’elsa è sottile al centro e
rigonfia alle estremità, assomigliando così alla lettera I. La
superficie dell’elsa, che è normalmente di osso, è decorata
in bassorilievo, con motivi figurativi. Esistono però anche
delle versioni con l’elsa liscia.
Il peshkabz è un pugnale con la lama doppiamente
incurvata o ad S affilata su uno o entrambi i lati (Figure 158,
159). Un’altra caratteristica di questo pugnale è il tallone
che si assottiglia in una curva corta. La lama si restringe
lateralmente cosicché il dorso è più spesso. Il pomo ha
talvolta la forma della testa di un uccello o del calcio di una
pistola. Il peshkabz venne introdotto nell’India settentriona­
le, probabilmente a causa delle invasioni dei musulmani.
Il pugnale kama ha la lama a doppio taglio diritta e
simmetrica (Figura 157). I due fili scorrono paralleli e poi si
avvicinano per convergere nella punta. La lama è rinforzata
mediante due scanalature parallele che sono sfalsate per
preservarne la robustezza (Figura 157a). Il manico asso­
miglia a quello del kandjar, il pomo ha una forma differente,

30
simile a una cipolla. Il manico è generalmente in osso, in
corno di bufalo o in argento.
Il kard è un coltello a taglio singolo, con un massiccio
dorso (Figura 160). La lama si stringe gradualmente verso
la punta ed in genere è diritta, anche se ne esistono delle
versioni leggermente ricurve. Il profilo del manico è rotondo
e si allarga verso il pomo. Poiché il kard fu usato anche
come arma per offendere, la lama è talvolta dotata di
scanalature.
Il fodero dei coltelli e dei pugnali persiani era di legno,
coperto di pelle o di stoffa e decorato con montature di
metallo, spesso incise, ad entrambe le estremità. I foderi del
kandjar, peshkabz e kama coprivano solo la lama, mentre
quello del kard comprendeva anche il manico.
La parola persiana kandjar fu trasformata dagli Arabi in
handjar e fu applicata ad una vasta gamma di armi diffuse
in tutto l’IsIam. Perciò la descrizione del handjar varia con­
siderevolmente. Il termine viene usato indiscriminatamente
per pugnali con lame a doppio taglio, che erano semplice-
mente incurvate come nel kandjar persiano o a S come nel
peshkabz (Figura 167).
Nei paesi arabi e nell’India, i pugnali aventi origine dal
persiano kandjar sono noti col nome arabo jambiyah (Fi­
gura 168). L’unica eccezione si presenta nel Marocco, dove
essi vengono detti kandjar e kumiyah, e differiscono tra loro
solo per la forma dell'elsa e del pomo. Il manico dell’elsa del
kandjar è in avorio o in corno, mentre l’imbottitura è in
argento. Il kumiyah ha il manico di legno o di corno, talvolta
d’avorio, ed il pomo è di rame o d’argento (Figure 163,164).
Le lame dei pugnali del Marocco sono piuttosto sottili,
leggermente incurvate e non hanno una nervatura centrale.
I pugnali di origine più recente hanno un solo taglio sul lato
concavo della lama perché, in origine, queste lame veniva­
no fatte usando le baionette e le sciabole a taglio singolo
requisite ai prigionieri europei. Altrimenti i pugnali marocchi­
ni sono a doppio taglio, anche se solo nella parte terminale
della lama. I foderi dei kandjar e kumiyah marocchini sono
fortemente incurvati nella parte terminale, come in molti
jambiyah indo-arabi.
Un altro coltello tipico del Marocco è losbulah (scritto anche
sboula), con il manico tipico del jambiyah ma con la lama
diritta a taglio singolo, tipo baionetta europea (Figura 165).

31
Un’arma esclusivamente contadina e popolare è il coltello
chiamato mu (scritto anche mous ). Esso ha la lama a taglio
singolo, diritta o incurvata, generalmente incisa con versetti
del Corano e un semplice manico in legno (Figura 166).
I foderi dei pugnali marocchini sono dotati di un anello a
cui è fissata una corda di seta. Il pugnale viene portato sul
fianco sinistro e la corda di seta passa a tracolla sulla spalla
destra.
I jambiyah arabi e indiani sono affilati su entrambi i lati
della lama, per tutta la sua lunghezza. Le lame di questi
pugnali sono più corte e larghe, molto incurvate e dotate di
una nervatura centrale prominente. I pugnali turchi as­
somigliano nella forma al persiano kandjar, ma le loro lame,
rispetto agli indo-arabi jambiyah sono meno curve e la ner­
vatura è molto rara. Gli handjar turchi talvolta copiano le
guardie europee.
Nel 16° secolo apparve la più tipica della armi turche, lo
yataghan (Figure 169 -171 ). La sua lama a taglio singolo è
lunga circa 50 cm e fa dello yataghan una via di mezzo fra
il coltello e la sciabola. Infatti i soldati portavano lo yataghan
come complemento a quest’ultima. Il fodero era di legno,
spesso coperto di pelle e con le estremità di metallo. Come
il coltello, lo yataghan veniva portato con una cintura di
tessuto. Per queste caratteristiche, lo yataghan può essere
considerato un coltello e non una spada.
II dorso dello yataghan balcanico è leggermente ricurvo,
mentre quello turco è piuttosto diritto. La lama è liscia, ma
la versione del Montenegro presenta una stretta scanalatu­
ra su entrambi i lati vicino al dorso della lama.
Il manico è generalmente di osso ed il pomo ha due
sporgenze ad ala. Alcune autorità del settore ritengono che
questo pomo biforcato servisse a portare il coltello al ginoc­
chio durante le cavalcate, ma sembra più probabile che
questa forma sia stata introdotta per migliorare l’equilibrio e
la presa. Il manico dello yataghan ricorda in parte il pugnale
levantino.
Il manico, formato da due guancette di osso rivettate, è
rinforzato di solito con un’imbottitura metallica ed alla con­
giunzione si trova una fascetta metallica. Negli yataghan
balcanici il metallo è generalmente l’argento, in quelli turchi
è l’ottone. I modelli più economici erano decorati invece con
lo stagno. Le parti metalliche del manico sono spesso

32
incise, mentre le guancette di osso sono lisce. Solo gli
yataghan della Bosnia hanno delle borchie decorative di
metallo. I modelli turchi più antichi non hanno imbottitura
metallica sul manico.
Lo yataghan fu largamente usato in tutti i Balcani dove
venne prodotto massicciamente dal 18° agli inizi del 20°
secolo. Esso raggiunse il Nord Africa, anche se gli yataghan
di origine berbera hanno un manico diverso dotato di
guardia semplice. Quest’arma fu la favorita dei guerriglieri
montenegrini durante la Guerra dei Balcani contro i Turchi
del 1912-13.
I montenegrini poveri portavano yataghan con manici di
legno scuro o di corno, ma esistevano versioni più costose
con manici d’argento o d’avorio decorati con corallo, madre-
perla e pietre semipreziose (Figura 171).
A parte gli handjar egli yataghan ricurvi, esistevano anche
alcuni coltelli a lama diritta o leggermente ricurva che furono
in uso in tutta la zona ad influenza turca. Questi modelli
avevano origine dal persiano kard (Figura 176) pur avendo
il pomo somigliante a quello delloyafaghan (Figure 173,174).
Il manico di quest’ultimo veniva ripreso in coltelli tipici delle
regioni dell’attuale Iugoslavia, dove furono prodotti fino
all’inizio del 20° secolo. L’impugnatura di osso aveva delle
decorazioni metalliche, i foderi erano di legno, coperti con
finissimi fogli metallici, generalmente di ottone. Esistevano
anche coltelli simili a pugnali con la lama diritta a doppio
taglio e l’impugnatura in osso con borchie di metallo (Figura
175).
I coltelli del 19° secolo bulgari venivano portati alla
cintura, con l’impugnatura vicina al torace. In base al colore
si distinguono Yakkapzatiya e il karakapzaliya con l’impu­
gnatura rispettivamente bianca e nera. Esistono anche
modelli con un largo pomo, grande a sufficienza da soste­
nere una tazzina da caffè.

RUSSIA E CAUCASO
L’arma più popolare dei popoli nomadi del Caucaso era il
kama, un nome attribuito sia ad un pugnale con la lama lunga
fino a40 cm che ad un coltello dotato di lama ancora più lunga
fino a 100 cm. Il pugnale kama del Caucaso viene general­
mente chiamato kinzhal (Figura 177), un termine che si
diffuse poi in Russia e nell’Europa Occidentale. Intorno al

33
1840, tutti gli oggetti di origine caucasica divennero molto
popolari in Russia e furono perciò molto copiati. Nel centro
della manifattura russa delle armi, Tuia, i kinzhal venivano
prodotti con la lama diritta o ricurva in stile caucasico. Molto
popolare era un modello ricurvo detto bebut (Figura 178),
usato per la caccia al cinghiale. Lo stile caucasico influenzò
anche le armi di ordinanza dell’esercito russo. Alla fine del
19° secolo, le guardie personali dello Zar erano armate con
kinzhal a lama diritta (Figura 180) e immediatamente prima
dello scoppio della Prima Guerra Mondiale un kinzhal a lama
curva fu introdotto nell’esercito (Figura 179).
Usando la terminologia russa del 19° secolo, possono
essere distinti i seguenti modelli: il kinzhal-kama, un’arma
con tutte le caratteristiche del /rama; il kinzhal tipo kama
somigliante al kama per la lama diritta e per la forma dell’im­
pugnatura, ma dotato di elementi diversi come le scanala­
ture (Figura 181); Wbebut-kinzhal, con un’impugnatura tipo
kama ma con la lama curva.
Un altro tipo di arma molto comune nel Caucaso era il
kard , che differiva dalla versione persiana per la lama curva
e l’impugnatura diversa (Figura 161), basata sulla sciabola
circassa shashka usata nella regione. A causa della lama
curva, il fodero del kard caucasico è più corto e copre solo
la lama.

AFRICA
Dal punto di vista deH’argomento che stiamo trattando,
l’Africa deve essere divisa in tre regioni. La prima, l’Africa
Settentrionale, può essere assimilata al Vicino Oriente per
quanto riguarda la forma di coltelli e pugnali. La fascia
centrale rappresenta la zona di transizione con la regione
araba al nord e la terza sezione include la parte meridionale
del continente, nella quale il carattere dei coltelli e dei
pugnali è determinato dalla cultura indigena, con la sola
eccezione delle regioni ad influenza araba, come ad esem­
pio Zanzibar, dove vengono usati jambiyah a lama curva.
All’interno della fascia centrale, molte località sono as­
sociate aforme specifiche di coltelli e pugnali. Notevoli sono
ad esempio i pugnali a lama diritta del Sudan, i pugnali
ricurvi del popolo Danakil dell’Etiopia ed il talik usato dai
Tuareg del deserto del Sahara.
I pugnali sudanesi hanno la lama diritta a doppio taglio,

34
terminante con una punta simile ad una lancia. La forma del
manico assomiglia a quella dei jambiyah o dei kandjar, ma
è più rigonfia, e forma corni aguzzi ad entrambe le estremità
dell’impugnatura o solo aH’imbottitura (Figure 182, 183). Il
fodero viene legato aH’avambraccio, con la punta rivolta
verso la spalla e l’impugnatura vicino al palmo, per facilitare
l’estrazione con l’altra mano (Figura 182). Nella zona più a
sud, l’impugnatura a corno scompare ed il fodero ritorna ad
essere convenzionale (Figura 186).
La parte centrale del deserto del Sahara è la patria del
«popolo dei veli blu», i nomadi Tuareg, che indossano teli
tinti artigianalmente per proteggersi dal sole. Oltre ad una
spada diritta detta takuba, simile alle spade dei crociati, i
Tuareg portano un pugnale detto talik o telek (Figura 185).
Esso è lungo 40 cm, ma può essere anche più lungo. La
lama è diritta, a doppio taglio e con una punta tipo lancia.
L’impugnatura non è dotata di guardia, ma il pomo ha la
forma di una croce. Il fodero è di pelle e dotato di un
bracciale fatto in modo da essere portato al polso sinistro,
con la punta rivolta verso il gomito. Il talik rimane nel fodero
grazie alla pressione delle dita della mano sinistra. Era
sufficiente eliminare questa pressione ed il pugnale scivo­
lava rapidamente nel palmo della mano, pronto ad essere
usato. Anche il popolo nomade dei Tahua, presso la grande
ansa del fiume Niger, usa il talik .
Un’altra zona interessante, sempre dal punto di vista dei
pugnali usati, è il deserto di Afar o di Danakil, nella parte
nord-orientale dell’Etiopia, abitata dai pastori Afar (Dana­
kil). Essi utilizzano lunghi pugnali ricurvi simili ai jambiyah
arabi (Figura 184). I pugnali dei Danakil sono più lunghi
comunque, e la misura totale raggiunge i 50 cm.
I coltelli ed i pugnali dell’Africa nera mostrano una forte
somiglianza con le armi dell’antico Egitto, ed è perciò
probabile l’ipotesi che i modelli egiziani si siano diffusi
lentamente verso il sud. In alcune zone essi assunsero una
forma più semplificata, mentre in altre divennero più elaborati
e persino bizzarri.
I coltelli africani più insoliti sono quelli a più lame (Figure
191,192). L’opinione degli esperti riguardo all’uso di questi
coltelli è molto contrastata. Infatti alcuni ritengono che essi
fossero usati per il lancio, e quindi con la certezza che
almeno una lama avrebbe colpito il bersaglio prescindendo

35
dalla posizione di impatto. Altri invece sono convinti che essi
fossero usati soltanto a scopo simbolico e cerimoniale. Un
coltello da lancio della popolazione dei Koto deH’Africa
Centrale (Figura 200), a forma di testa di bucero, rappre­
sentava un simbolo nelle cerimonie.
La forma e la funzione delle spade curve dell’antico
Egitto fu copiata nei coltelli africani, e divenne un simbolo di
potere dei capi tribù. La lama era curva come un falcetto ed
era fissata ad un lungo manico di legno (Figure 193-197).
Molto comuni nel bacino del Congo (Zaire) e nell’Africa
Centrale erano le asce di varie forme (Figure 187 -190,201,
202), alcune anche montate su un lungo manico di legno
(Figura 198). Le versioni curve erano comuni soprattutto
lungo la costa occidentale, talvolta dotate di foderi in pelle
decorati (Figura 203).
Per un certo periodo di tempo alcuni coltelli africani
furono così diffusi e di tale valore che vennero usati come
moneta. Ciò accadde al coltello da lancio dei Koto (Figura
200) ed all’ascia usata dalla popolazione dei Nkundu dell’at­
tuale Zaire chiamata ingonda (Figura 201). L’ascia era
spesso decorata in modo così elaborato da perdere la sua
efficacia come arma.
I pugnali indigeni sono piuttosto rari nell’Africa Nera,
salvo il pugnale usato dal popolo dei Bene-Fang dell’attuale
Gabon, con l’impugnatura a forma di figura umana stilizzata
(Figura 199). I coltelli-pugnali con l’impugnatura a forma di
fuso sono piuttosto comuni sulle coste dell’Africa Occiden­
tale (Figura 204).

AFGHANISTAN, INDIA E CINA


Tipico coltello-pugnale afgano è il chura, che assomiglia
al peshkabz per la lama rinforzata sul dorso, che forma in
sezione la lettera T, e per la tipica curva che stringe la lama
nel tallone (Figura 205). Caratteristico del chura è il dorso
della lama perfettamente diritto, al punto che la lama forma
un triangolo rettangolo, come un coltello da cucina france­
se. A differenza del peshkabz, l’impugnatura è posta in asse
con la lama. Il pomo è simile alle baionette europee.
L’impugnatura è formata da due guancette di legno, corno,
osso e raramente avorio, rinforzate da una imbottitura di
ferro o ottone. Il giunto delle guancette è coperto da una
striscia dello stesso metallo. La lunghezza della lama a

36
taglio singolo va dai 35 ai 40 cm. L’arma viene portata in un
fodero di legno, rinforzato con una montatura metallica alla
punta e dotato di una cinghia di sospensione di pelle.
I Pathan del Pakistan nord-occidentale e dell’Afghani­
stan meridionale e orientale usano un coltello a taglio
singolo simile al chura. Come quest’ultimo, il coltello Pathan
ha la lama a forma di un sottile triangolo rettangolo ed il
dorso diritto è rinforzato per formare una sezione aT (Figura
206). Non ci sono restringimenti della lama nel tallone,
pertanto l’arma assomiglia ad un coltellaccio. L'impugnatu­
ra è meno massiccia di quella del chura, ma ha una mon­
tatura più pronunciata che è spesso in ottone. Le guancette
sono fatte di corno ed hanno scanalature trasversali. Sul
pomo è fissato un cordino per evitare che il coltello venga
perso. La lama è spesso più lunga di quella del chura, ed in
genere raggiunge i 45 cm. Il coltello Pathan viene portato in
un fodero di pelle, con una montatura di rinforzo all’apice.
Come nel kard il fodero raggiunge il pomo. Le lame vengono
spesso decorate con motivi floreali.
Fra i rami orientali del popolo dei Pathan ritroviamo le
fiere tribù montanare degli Afridi, che abitano le regioni
collinari dell’Afghanistan. Anch’essi usano il coltello Pat­
han, ma la lama è senza ornamenti e spesso senza fodero.
Infatti viene infilata obliquamente nella cintura di tessuto alla
cintola.
II pugnale tipico dell’India è il katar o khutar del periodo
Mughal (16° - 18° secolo). Esso ha un’impugnatura molto
particolare formata da due bracci paralleli uniti da una, due e
talvolta tre barre (Figura 207). Il pugnale viene tenuto mediante
le barre mentre i bracci, che formano un angolo, proteggono
la mano.
Il katar è una delle poche armi bianche in cui la lama è in
linea con l’avambraccio, invece che perpendicolare. I katar
del distretto del Thanjavur (Tanjore) hanno anche una lastra
protettiva fra i bracci dell’impugnatura che migliora la prote­
zione per la mano (Figura 209). Il pugnale katar fu un modello
perlaspadapafa, la cui impugnatura forma un guanto chiuso
che può arrivare sino al gomito.
Un altro pugnale katar noto come turup ha le estremità dei
bracci collegate con una striscia metallica o con una catena
(Figura 210).
La forma base della lama katar è un triangolo isoscele,

37
con la lama a punta pronunciata e di dimensioni fra i 10 ed
i 50 cm. Esistono una serie di varianti della lama, compresi
i katar a doppia lama (Figura 211) o a lama centrale con
bracci aperti, imperniati su entrambi i lati (Figura 212).
Esistono anche lame biforcate (Figura 213) a punta rinfor­
zata. I katar erano spesso dotati di lame importate dall’Eu­
ropa o presentavano altre lame laterali poste lungo l’impu­
gnatura, tipo kanjarli. Nel 19° secolo i katar furono spesso
combinati con un paio di pistole con meccanismo a ruota, le
cui canne venivano fissate ai bracci dell’impugnatura e i cui
grilletti sporgevano in mezzo ad essi. I foderi dei katar erano
generalmente coperti di stoffa e rinforzati con montature alla
bocca ed all’apice, ma esistevano anche foderi metallici con
ornamenti traforati.
L’invasione degli Arabi e dei Mughal introdusse in India
i pugnali jambiyah e peshkabz ed il coltello kard . Pare che
il peshkabz sia stato il modello per un pugnale caratteristico
indù chiamato kanjarli. Esso ha la lama a doppia curva o a
S, affilata su entrambi i lati (Figura 214). Una caratteristica
tipica del kanjarli consiste nel largo pomo a forma di fungo.
L’impugnatura è generalmente d’osso e il fodero ha la punta
fortemente incurvata, come nei jambiyah arabi.
L’impugnatura di quelli indiani è a forma di testa e collo
di cavallo (Figura 215).
Il popolo indigeno dei Dravidi, che viveva nel sud del
subcontinente indiano, usava un pugnale detto bichwa, la
cui impugnatura era fatta di corno di antilope. Alcuni pugnali
di questo tipo hanno una apertura longitudinale nel manico.
I bichwa sono a volte combinati con pericolosi artigli di tigre
(Figura 216, vedi anche sotto).
Un tipico coltello indiano è il bhujokutti, molto diffuso nel
Sind, nell’attuale Pakistan (Figura 217). La sua lama è lunga
circa 20 cm e larga 4 cm, a forma di S. Il dorso è dotato di
un falso filo alla punta. Il manico di ferro, di sezione circolare,
è lungo circa 50 cm, cioè oltre due volte la lama. La guardia
ha la forma di una testa di elefante stilizzata, da cui nasce
il nome di coltello elefante. Esso è anche chiamato coltello
ascia, a causa della sua forma. Il fodero è in pelle con
montature in argento alla bocca ed all’apice. Il manico lungo
permette l’impugnatura a due mani.
Oggetti di transizione fra la spada ed il coltello sono due
asce della Costa di Malabar, ad ovest del Deccan. Il moplah

38
ha la lama larga, a doppio taglio, con la punta curva ed
allargata. La lunghezza totale della lama è di 30 - 35 cm
(Figura 218). L’impugnatura è diritta, rinforzata con anelli di
argento o di ottone, ed il pomo ha un becco spuntato. Il
moplah non ha guardia e viene portato senza fodero.
L’altra arma Malabar era I’ayda katti la cui lama lunga da
30 a 40 cm è identica a quella del moplah, ma ha un filo
unico, ed il taglio è sul lato concavo (Figura 219). L’impu­
gnatura è coperta di pelle e presenta un pomo piatto e
asimmetrico. Come il moplah, Yayda katti non ha né guar­
dia, né fodero.
Esistevano anche due armi usate come coltelli, ma che
non lo erano affatto: il chakram ed il bagh nakh . Il primo era
l’arma dei Sikh, ed aveva la forma di un anello piatto di
acciaio affilato sul lato esterno (Figura 220). I guerrieri Sikh
riuscivano a portarne anche sei su un braccio. Il chakram
veniva lanciato dopo essere stato fatto ruotare su un dito.
Il bagh nakh o artiglio di tigre era l’arma preferita dalle
sette Thug del Punjab, ed era costituito da vari ganci affilati
collegati ad una barra (Figura 221 ). La barra era a sua volta
dotata di due anelli da fissare all’indice ed al mignolo, come
un tirapugni. La funzione di questa spaventosa arma era
quella di tagliare la gola del nemico, come avrebbe fatto la
zampata di una tigre.
L’arma tradizionale dei Gurkha del Nepal è il coltello
kukri. La lama del kukri è molto incurvata e presenta un
rigonfiamento verso la punta della larghezza di 6 cm (Figura
222). La lunghezza della lama, affilata sul lato interno, è di
30 - 40 cm. Il coltello non presenta guardia e l’impugnatura
è di corno o di avorio. L’impugnatura è a forma di balaustra
per migliorare la presa. Pur essendo piuttosto pesante, il
kukri è talmente ben bilanciato da permettere di colpire con
potenza con uno sforzo minimo. Il coltello viene portato in un
fodero di pelle decorato con argento. Nel fodero c’è lo
spazio per un acciarino per accendere il fuoco o per affilare
il coltello, oppure per un temperino. Quest’ultimo ha la
stessa forma del kukri. Talvolta esso non viene portato nella
tasca, come nella Figura 223, ma separatamente (Figura
222). Il fodero, talvolta è anche dotato di una borsina di pelle
per la pietra focaia. Pur essendo prevalentemente un’arma
da combattimento, il kukri era anche un’arma per la caccia
e poteva essere usata come un machete per aprire una

39
pista fra la vegetazione della giungla o come un falcetto nei
campi. Essendo l’arma preferita dei Gurkha, quando essi
vennero a far parte delPesercito britannico il kukri diventò
un’arma di ordinanza. I kukri prodotti in India differiscono dai
modelli originali del Nepal.
Un’altra arma di origine nepalese è il pugnale chilanum,
con la lama ad S a doppio taglio e lunga 20 - 40 cm. Il pomo
e la guardia sono praticamente di forma identica e talvolta
un arco articolato è fissato alla guardia (Figura 225).
Una peculiarità dei coltelli cinesi consiste nel fatto che essi
hanno la parte terminale spuntata, prescindendo dalla
curvatura della lama (Figura 224). La forma deriva dai coltelli
del Neolitico dotati di lama rettangolare o comunque allargata
in punta, che superarono l’Età del Bronzo e del Ferro e
attualmente vengono usati da Eschimesi e Chukchi.
Durante il periodo Chou (2° secolo a.C.) nacquero i
coltelli moneta cinesi. Monetine di bronzo ebbero la forma
di coltelli ed altri utensili in miniatura.

FILIPPINE, SRI LANKA, INDONESIA E GIAPPONE


Il coltello filippino pira ha la lama ricurva a taglio singolo,
lunga 38 - 55 cm (Figura 226). Essa è smussata sulla punta,
come i medievali malchus europei. Una lunga sporgenza
del pomo permette di migliorare il bilanciamento.
I pirati filippini usavano invece il balisong, un coltello
pieghevole. La lama ha la punta a lancia ed è lunga 25 cm.
L’impugnatura pieghevole è composta da due guancette di
corno, imperniate singolarmente e rinforzate mediante fa­
scette metalliche (Figura 227). La costruzione del fermo che
fissa la lama è pratica ed è stata copiata nei coltelli da pesca
commercializzati dagli anni ’60 (Figure 306, 307). All’inizio
degli anni '80, il sistema divenne popolare negli Stati Uniti
per i coltelli da combattimento. I moderni balisong americani
hanno spesso i manici vuoti per renderli più leggeri.
Una tipica arma dello Sri Lanka (Ceylon) è la pihakaetta,
con la lama a taglio singolo e la punta ricurva. La lama è
decorata alla base e sul dorso. Il manico di legno presenta
delle decorazioni in argento, oppure è interamente in argen­
to o ancora in cristallo. Il fodero è di legno, decorato con
argento e con scanalature.
In Malesia ed in Indonesia vi fu una grande varietà di
coltelli, specialmente nelle Isole della Sonda, arcipelago ad est

40
della penisola malese, che appartiene in gran parte all’In­
donesia.
I coltelli indonesiani comprendono armi con lame estre­
mamente lunghe, come il mandau o parang ilang, il kam-
pilan ed il klevang (glivang ), che vengono considerate
spade e perciò non vengono esaminati in questa sede. Un
altro gruppo di armi ha le lame che possono essere lunghe
come spade, ma normalmente sono più corte. Fra di esse
ricordiamo il barong, il golok ed il kris (karis). Infine vi sono
coltelli e pugnali di misura convenzionale.
II più noto coltello dell’Indonesia è ovviamente il kris. Esso
ebbe origine probabilmente a Giava durante il 14° secolo,
quando l’isola era sotto il dominio indiano, e si diffuse
rapidamente per tutto l’arcipelago, dando origine a nume­
rose varianti locali, la cui caratteristica comune è il lungo
corno sporgente sotto l’impugnatura. Si tratta di un pro­
lungamento della guardia scivolato sopra il codolo. Questa
guardia determinò la forma del fodero la cui bocca asso­
miglia a una barca (Figura 229). I foderi dei kris sono in
maggioranza costituiti di legno, ma alcuni presentano una
placcatura metallica. La lama è a doppio taglio e può essere
diritta o ondulata. La lunghezza varia da 13 a 60 cm. Le lame
ondulate simbolizzano il serpente mitologico Nag e posso­
no avere fino a 15 curve. L’impugnatura, generalmente di
legno scuro, rassomiglia al calcio di una pistola o rappre­
senta una figura umana con la testa di un animale o di un
uccello (Figura 230). Il kris fa parte del costume tradizionale
di Giava e di Bali e durante le cerimonie è possibile indos­
sarne tre nella cintura, che appartengono rispettivamente
alla persona che lo indossa, al padre ed al suocero che lo
ha donato come regalo di matrimonio.
Nella zona centrale di Sumatra esiste un'arma speciale
chiamata karis pandjang che assomiglia ad una spada per
la sua lama lunga fino a 50 cm. Esso differisce dal kris per
la lama allargata e spessa nella parte centrale, che la fa
assomigliare ad una foglia (Figura 231). Quest’arma viene
portata sotto il braccio sinistro o a tracolla della spalla
destra.
Alcune spade dell’isola di Sulu e di Kalimantan assomi­
gliano al kris per il prolungamento a corno alla base dell'im­
pugnatura e per la forma della bocca del fodero. La lama
può essere diritta o ondulata ed è lunga fino a 50 cm.

41
Quest’arma presenta un diverso tipo di impugnatura somi­
gliante alla letteraT con la barra posta obliquamente (Figura
232). Malgrado queste differenze, alcuni autori collocano
queste armi nella classe dei kris .
Il barong era molto diffuso nelle isole di Mindanao, Sulu
e Kalimantan. La lama della spada era lunga 45 cm, mentre
quella del coltello va da 15 a 30 cm. La lama a taglio singolo
è ellittica (Figura 233). L’impugnatura è leggermente ricurva
e spesso decorata con inserti di argento o di ottone.
Il golok di Giava ha la lama allargata a filo singolo, di due
diverse lunghezze: da spada 45 cm, da coltello 30 cm.
Alcune versioni indigene sono seghettate, ma altre sono
lisce perché tratte da baionette europee. Il manico è in
legno, con il pomo a forma di testa di uccello stilizzata
(Figura 234).
Le armi di Giava, Bali e Sumatra con la lama a taglio
singolo lunga da 35 a 50 cm hanno l’impugnatura di corno
o di legno, col pomo a forma di bizzarra testa umana. Il
fodero è di legno con una caratteristica sporgenza alla
bocca (Figura 236).
Un tipico coltello di Sumatra è il rentjong con la lama a
forma di S affilata nella parte interna (Figura 235). La base
della lama da 20 cm si estende fino ad un corno pronunciato.
L’impugnatura ricurva è di corno ed il fodero è in legno,
decorato con fini incisioni.
Fra gli altri coltelli di Sumatra ricordiamo il sekin , il siva
ed il seiva. Il sekin ha la lama ricurva a taglio singolo lunga
circa 25 cm, con una sporgenza tipo corno alla base (Figura
237). Il coltello viene portato in un massiccio fodero di legno.
Il siva assomiglia al kris per la forma, ma ha il taglio singolo
ed il dorso più spesso. Il seiva è simile, ma con la lama lunga
da 25 a 30 cm (Figura 238). Il vedong di Giava (Figura239)
ha lama panciuta di 20 cm ed è custodito in un fodero di
legno con un occhiello per il laccio.
Lo stile dei coltelli e pugnali giapponesi deriva da una
sciabola detta to caratterizzata dalla lama leggermente
ricurva e dal taglio singolo, anche se esistono alcune
versioni a doppio taglio. L’impugnatura è a sezione ovale,
ed ha un tsuba riccamente decorato. Le spade giapponesi
si possono dividere in tre classi, in base alla lunghezza delle
lame: dai-to con lama più lunga di 60 cm, sho-to con lama
lunga 40-60 cm e tan-to con lama inferiore a 30 cm. In

42
questo libro esamineremo solo l’ultimo tipo, il tan-to, che per
la misura della lama può essere assimilato ai coltelli.
Esso ha la lama a taglio singolo lunga da 25 a 30 cm e
leggermente incurvata (Figura 240). Assomiglia alla spada
dei samurai detta katana , e viene spesso considerata tale
anche per la guardia che prosegue oltre l’impugnatura. Alla
classe del tan-to appartiene anche un coltello-pugnale detto
hamidashi dotato di una guardia a disco e di una lama non
superiore a 30 cm di lunghezza (Figura 241).
Un’altra famosa arma giapponese è il coltello-pugnale
haikuchi, noto precedentemente come kusungobu. Esso ha
un taglio singolo e la lama, leggermente curva, lunga 20-28
cm (Figura 242). Durante il dominio degli shogun Tokugawa
(1603 - 1868), l'haikuchi simbolizzò uno stato sociale ele­
vato. L’impugnatura ed il fodero erano spesso in avorio
finemente inciso. Non avendo guardia a disco, non può
essere compreso fra i tan-to. Le signore della corte giappo­
nese usavano l'haikuchi per il suicidio rituale. Esso è spesso
abbinato ad un piccolo coltello detto kozuka portato in una
tasca laterale del fodero deW’haikuchi. Il kozuka ha la lama
diritta a taglio singolo lunga 12 cm (Figura 243) e veniva
spesso portato insieme a spade delle classi tan-to o sho-to.
Esso veniva usato principalmente come coltello da lancio.
Le spade sho-to potevano essere abbinate al coltello a
stiletto kogai (Figura 244), che però veniva usato general­
mente per usi quotidiani, come ad esempio per mangiare
oppure per acconciare i capelli.
Meno noto è il coltello-pugnale hachiwara con la lama a
taglio singolo lunga30 cm (Figura 245). Alla base della lama
si trova un incavo atto ad intrappolare la lama del nemico,
come avveniva con il pugnale per la mano sinistra europeo.
Infine ricordiamo il corto yoroi doshi, usato per perforare le
armature nei combattimenti corpo a corpo, ed il corto
pugnale a doppio taglio kwaiken usato dalle donne.

AMERICHE
Il coltello più noto del Nord America è il bowie, usato nel
19° secolo negli Stati Uniti, nel Canada e nel Messico. Esso
ebbe origine nel 1830 ed il suo inventore fu probabilmente
James Black, un fabbro dell'Arkansas, anche se il coltello
prese il nome da James Bowie, il famoso eroe che morì nella
Battaglia di Alamo nel 1836. La lunghezza dei modelli più

43
antichi variava da 25 a 58 cm e le lame potevano essere a
taglio singolo o doppio, con la punta a lancia, curva o diritta
(Figure da 246 a 249). Un classico coltello bowie ha oggi la
punta curva con un falso filo sulla parte terminale (Figura
247). Anche l’impugnatura era di materiali diversi. Anche se
alla fine del 19° secolo la versione lunga del coltello bowie
era ormai superata, la forma della lama a punta curva è
rimasta nei moderni coltelli da caccia e da campeggio.
Contemporaneo al coltello bowie fu il pugnale a spinta a
doppio taglio, relativamente largo, con la lama diritta lunga
10 cm e la guardia a croce (Figura 250). Questa arma ebbe
origine intorno al 1840, forse anche nel 1830, e venne
prodotta a New Orleans ed a San Francisco. Essa divenne
l’arma preferita dei giocatori d’azzardo e fu molto in uso
durante la Corsa all’Oro in California nel 1848. La sua
manifattura fu rinnovata nel 1973 dalla Potomac Arms Co.,
che la pubblicizzò come un attrezzo da sopravvivenza
universale.
Molto noti fra i coltelli sudamericani sono il coltello
argentino con il manico decorato ed il fodero di argento
(Figura 251) e quello boliviano, con l’impugnatura massic­
cia in legno ed un seghetto sul dorso della lama (Figura
252).

FUNZIONI

Col crescere della manifattura industriale in Europa e nel


Nord America durante il 19° secolo, si ampliò la gamma dei
coltelli in commercio. Coltelli e pugnali furono modificati per
adattarsi ad una moltitudine di funzioni e bisogni, creando
così un’enorme varietà di modelli. Qui di seguito diamo una
classificazione dei coltelli e dei pugnali in base alle loro
caratteristiche.

COLTELLI DA CACCIA
I coltelli da caccia vengono usati principalmente per
uccidere e scuoiare gli animali. Fino al 16° secolo, non c’era
differenza in Europa fra le armi da combattimento e da
caccia e fu solo dopo questo secolo che vennero prodotte
armi esclusivamente da caccia, aventi forme e decorazioni
specifiche.

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Una caratteristica dei coltelli da caccia europei, spe­
cialmente quelli di origine tedesca e austriaca, era l’uso di
corna di cervo per i manici. I coltelli da caccia erano in
origine esclusivamente coltelli aperti e fu solo durante la
seconda metà del 19° secolo che coltelli pieghevoli da
caccia vennero prodotti su larga scala.
Uno dei più antichi coltelli da caccia aperti era il tipico
coltellaccio del 16° e 17° secolo, con la lama pesante larga
terminante in una punta smussata. Queste armi venivano
usate principalmente per smembrare (Figura 253). I foderi
erano dotati di tasche esterne che ospitavano coltelli più
piccoli o altri utensili. L’insieme di questa dotazione veniva
chiamato col termine francese trousse de chasse.
Il primo coltello da cervi ebbe origine alla fine del 17°
secolo. La sua lama tipicamente sottile e appuntita deriva
dai pugnali e dalle spade barocche. Esso veniva usato per
finire la preda conficcandole la sottile lama nel cuore.
Quando le partite di caccia a cavallo furono abbandonate,
il coltello da cervi divenne un simbolo della caccia stessa. Le
versioni moderne hanno la lama a taglio singolo Iunga40 cm
e rami diritti o ad S, dotati di guardia a conchiglia (Figure
255, 256). I foderi erano di pelle ed avevano una piccola
tasca laterale per i coltelli di appoggio. Intorno al 1850
apparve la prima versione pieghevole, ma la sua costruzione
la pone nella categoria delle lame allungabili (Figura 257).
Le lame erano bloccate sia da aperte che da chiuse.
Un modello perfezionato di coltellaccio aveva la lama più
corta e più sottile, come usava nel 1900 per staccare le
corna agli animali e per farsi largo fra i rami nella foresta.
Un’altra versione era l’ascia o scure da caccia a taglio
singolo, con la lama leggermente laminata lunga 20-25 cm
(Figure 254,258) usata non solo per la caccia, ma anche per
tagliare rami, ecc.
Un altro coltello da caccia è il cosiddetto coltello da collo
di cervo, che serviva appunto per uccidere un cervo infilan­
do la lama nella nuca. La lama è lunga generalmente 10 cm
ed è tipicamente a dorso diritto, che si stringe fino alla punta
a lancia (Figura 259). Per sventrare la preda vengono usati
dei coltelli a lama leggermente ricurva, affilati nella parte
interna e con la punta rotonda per non perforare le viscere
(Figure 261,262). Simili coltelli, anche se più piccoli, vengo­
no usati in chirurgia per tagliare le bende e dagli impiegati

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delle poste per aprire gli imballaggi dei pacchi.
I coltelli da caccia aperti europei hanno le lame lunghe
circa 13-14 cm e larghe 2.5 cm. Il dorso è seghettato (Figura
260). Molto popolari all’inizio del 20° secolo erano i coltelli
da caccia con il manico fatto di zoccolo di cervo (Figura
263). Questi coltelli, prodotti ancora dopo la Seconda Guerra
Mondiale, avevano la lama a taglio singolo e la punta a
lancia ed erano lunghi circa 10 cm. Sempre nello stesso
periodo, pugnali da caccia furono fatti con le baionette per
i fucili austriaci in eccedenza. Questi coltelli erano a doppio
taglio (Figura 264).
Molto popolari nel Nord America sono i coltelli aperti per
scuoiare con la lama corta e larga. La lunghezza della lama
varia da 9 a 11.5 cm e la larghezza non supera i 3 cm. Questi
coltelli sono spesso dotati di un falso filo sulla punta e di un
anneau o anello vicino al manico. La punta può essere diritta
(cioè sullo stesso piano del dorso, Figura 265), bassa (cioè
posta più in basso rispetto al dorso, Figura 266) o alta
(Figura 267). Alcuni di questi coltelli sono dotati di un incavo
sul dorso vicino aH’impugnatura, con il taglio affilato per
aprire il ventre della preda (Figura 268). Un tipo particolare
di coltelli per scuoiare è quello prodotto dalla Wyoming Co.
(Figura 269). Fra i coltelli aperti da caccia del Nord America
ricordiamo il coltello bowie, la cui versione moderna ha la
punta curva ed un falso filo (Figura 247).
Anche i cacciatori professionisti sovietici attualmente
usano i coltelli per scuoiare. Oltre agli altri modelli, ne esiste
un tipo con la lama amovibile che può essere sostituita con
una scure per smembrare la preda (Figura 270). Un’altra
specialità sovietica è un coltello per scuoiare con una larga
lama a doppio taglio (Figura 271).
Mentre i cacciatori statunitensi e sovietici preferiscono i
coltelli aperti, quelli europei usano coltelli pieghevoli. Que­
sto tipo di coltelli è spesso dotato di bloccaggio sul dorso per
fissare la lama quando è aperta. La lunghezza della lama è
di 9-10 cm. Altri attrezzi pieghevoli sono il seghetto per ossa
e la lama per sbudellare (Figure 273,275). Alcuni includono
anche un gancio per sviscerare i volatili (Figura 274) ed un
estrattore di cartucce che normalmente è fisso (Figura 276)
e raramente pieghevole (Figura 347). Gli estrattori sono di
calibro singolo o doppio. Quelli regolabili che possono
essere usati per vari calibri (Figura 277) sono piuttosto rari.

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Invece le lame scorrevoli sono scomode per la caccia.
Agli inizi degli anni ’70, la Loveless e la Colt introdussero sul
mercato dei coltelli da caccia con i manici pieghevoli, del tipo
del sovietico Lisa del 1959 (Figura 292). L’azione rapida dei
coltelli a scatto sembrerebbe vantaggiosa per la caccia, ma
in realtà il sangue e la sporcizia che entrano nel meccani­
smo lo rovinano rapidamente, pertanto vengono preferiti i
coltelli a lama pieghevole (Figure 29, 272).
I coltelli da caccia allungabili sono molto rari. I pochi
modelli esistenti sono tedeschi o inglesi, ed hanno la lama
pieghevole, con fermo da chiusa e da aperta (Figure 279,
280). Nel 1973 la Ern Co. di Solingen, Germania, creò un
coltello allungabile a lama scorrevole. Questo coltello molto
insolito, commercializzato col marchio Ern-Triplex, aveva la
lama che poteva essere bloccata ad una lunghezza di 10,
13 o 15 cm.
Alcuni coltelli europei da caccia erano combinati con altri
attrezzi quali un seghetto ed una lama per sventrare. Ma il
più grande svantaggio consisteva nel fatto che, quando
veniva usato un attrezzo, il coltello doveva essere impu­
gnato per la lama. Per proteggere la mano furono creati
alcuni foderi di pelle composti da una parte interna ed una
esterna (Figura 281). Quando si usavano gli altri attrezzi, il
coltello veniva tenuto col fodero interno. Altrimenti il coltello,
(e il fodero interno) veniva tenuto in quello esterno, appeso
alla cintura.
I tradizionali coltelli da caccia hanno l’impugnatura fatta
di corno di cervo o di imitazioni in plastica, oppure di osso
(Figura 263), corno (Figura 141) e legno (Figura 275). In
alcuni paesi, i manici sono di legno, plastica o dischi di pelle
fissati sopra il codolo.
I coltelli multiuso vengono spesso usati anche per la
caccia, specialmente nei paesi scandinavi ed in Spagna.
Spesso anche quelli con funzioni specifiche (come quelli da
campeggio) sono usati per la caccia. I cacciatori italiani
preferiscono sventrare la loro preda con un robusto coltello
da potatura con fermo basco (Figura 367).
I coltelli da caccia pieghevoli sono abitualmente conser­
vati in custodie di camoscio per proteggerli dallo sporco. I
modelli aperti più economici sono venduti abbinati ad un
fodero in pelle. Alcuni foderi non hanno ganci di fissaggio
perciò non vengono fissati alla cintura, ma portati in una

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borsa o in una tasca. I foderi di legno, di plastica e di metallo
sono rari.

COLTELLI DA CAMPEGGIO
I coltelli da campeggio possono essere aperti o pie­
ghevoli. I modelli aperti europei hanno la lama a taglio
singolo lunga 11-13 cm e larga 2-2.5 cm, mentre quelli
americani hanno la lama da 15 cm. La punta è ricurva, ma
la lama non presenta falso filo. L’impugnatura è di legno o
di plastica, ma può anche essere composta di dischi di pelle.
Alcuni coltelli da campeggio europei hanno il manico simile
a quelli da caccia, cioè fatto di corno di cervo. I modelli aperti
presentano uno o due rami, ma quelli finlandesi non ne
hanno (Figure 282 - 285). Il pomo talvolta ospita una
semplice bussola (Figura 282) o una torcia elettrica con la
batteria nel cavo del manico. I foderi dei coltelli aperti da
campeggio sono semplici e sono generalmente di pelle
morbida o di plastica.
I modelli pieghevoli o a serramanico hanno lame più
lunghe e più robuste di quelli personali tascabili e la loro
lunghezza va da 8 a 10 cm. Un’altra caratteristica dei coltelli
da campeggio pieghevoli è quella di comprendere acces­
sori come l’apriscatole, l’apribottiglie combinato con il cac­
ciavite o un punteruolo. Alcuni modelli sono dotati anche di
cucchiaio e forchetta (Figura 293). Altri modelli pieghevoli
presentano caratteristiche comuni ai coltelli da caccia e da
campeggio (Figura 276), ed in questo caso vengono clas­
sificati come coltelli da caccia. I coltelli da campeggio
pieghevoli non hanno bloccaggio. Le guancette del manico
possono essere di metallo o di plastica. Esempi di vari
coltelli da campeggio a serramanico sono mostrati nelle
Figure da 286 a 290.
Esiste anche un coltello da campeggio allungabile che
ha la lama più corta della versione da caccia. Un esempio
si può trovare nella Figura 291. Rare sono anche le combi­
nazioni di coltelli da campeggio a lama aperta e accessori
pieghevoli. Questi modelli sono abitualmente contenuti in
una custodia metallica, per proteggere la mano quando il
coltello è tenuto per la lama per usare gli accessori.

COLTELLI DA PESCA E DA CACCIA ALLA BALENA


I coltelli da pesca servono a pulire, sventrare e tagliare

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il pesce. I modelli professionali sono aperti, mentre quelli
sportivi sono spesso pieghevoli.
Per ragioni di sicurezza, le lame di quelli professionali
(Figure 294 - 298) sono dotate di punta arrotondata o
smussata (Figure 295 - 297). Il dorso della lama è talvolta
leggermente convesso e l’impugnatura è rivestita di canapa
per rendere la presa più sicura (Figure 294,296). I pesci più
grandi richiedono coltelli per fare filetti, dotati di lame con
punte sottili e spesso dotati di un cucchiaio per sbudellare
(Figura 299).
I coltelli aperti per i pescatori sono spesso a forma di
coltello da filetti (Figura 300), ma possono avere una lama
più larga con un raschietto per togliere le squame sul dorso.
Essi sono generalmente predisposti per galleggiare, con il
manico cavo o di sughero (Figura 301) e le lame più sottili.
Per permettere di individuare facilmente il coltello caduto in
acqua, il pomo è colorato vivacemente. Alla base della lama
si trova spesso un apribottiglie e talvolta la punta è sostituita
da uno slamatore che aiuta a togliere l’amo dalla gola del
pesce.
I coltelli per pescatori a lenza generalmente sono dotati
di due lame pieghevoli: una sottile a punta per aprire il pesce
e un raschietto combinato con un apribottiglie sul lato e uno
slamatore in punta (Figura 302). Le versioni più costose
comprendono anche una pietra per affilare gli ami sul
manico (Figura 304). Inoltre essi possono essere dotati di
un rinforzo sul pomo con il quale dare il colpo di grazia ai
pesci catturati e di un metro avvolgibile di acciaio per
misurare le dimensioni della preda (Figura 305). Altri modelli
sono dotati di mollette o pinzette da piombi (Figura 303).
Esiste anche un coltello pieghevole a lama graduata che
funziona anche da bilancia a molla per pesare la preda.
Molto popolari dopo la Seconda Guerra Mondiale furono
i coltelli pieghevoli sul modello del filippino balisong, con il
manico pieghevole diviso in due. Essi hanno una sola lama
con un raschietto sul dorso (Figure 306, 307). I modelli
inaffondabili sono piuttosto rari perché il manico di sughero
per galleggiare deve essere spesso almeno 5 cm, rendendo
scomoda la presa.
I coltelli da balenieri fanno parte di quelli da pescatori. Si
tratta di coltelli a forma di falcetto fissati ad un lungo manico
di legno che somigliano molto a delle mazze da hockey su

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ghiaccio (Figura 308). Essi servono a staccare la carne
magra dalla pelle e dal grasso della balena che vengono
strappati dalla carcassa con l’aiuto di un argano. I legamenti
più grossi devono essere tagliati a colpi di scure. Per i lavori
più leggeri, i balenieri utilizzano coltelli simili a quelli usati dai
cacciatori per scuoiare le prede, ma diversi come dimensio­
ni e come punta (Figura 309).

COLTELLI DA MARINAIO E DA NAVIGAZIONE


Questi coltelli servono essenzialmente a lavorare con
cime e sartiame. Per ragioni di sicurezza essi sono spuntati
o a punta arrotondata, in modo da non poter essere usati
come armi per ferire. In passato era usanza del capitano
ispezionare i coltelli dell’equipaggio e punire gravemente il
possessore di un coltello appuntito. I primi modelli usati sui
velieri erano aperti, mentre quelli moderni sono pieghevoli.
Le versioni aperte hanno spesso la punta affilata e possono
servire anche da campeggio.
Un altro importante attrezzo per i marinai era un punte­
ruolo per sciogliere i nodi. Esso poteva essere portato
separatamente o inserito come accessorio nel coltello a
serramanico (Figure 311,312). Ne esistono anche versioni
con un manico proprio o senza manico, tenute in una tasca
speciale del fodero del coltello aperto (Figura 310).
I coltelli a serramanico sono spesso dotati anche di
apriscatole (Figura 311). Sono molto rari i coltelli a serrama­
nico galleggianti col manico in sughero (Figura 313). Per
ridurre il peso, il punteruolo viene svuotato diventando così
una U in sezione.

COLTELLI UTENSILI
I coltelli utensili funzionano come attrezzi manuali, ma
non costituiscono degli speciali attrezzi monouso. Essi
sono generalmente coltelli pieghevoli e solo in casi eccezio­
nali sono coltelli aperti. Gli utensili possono essere stacca­
bili o pieghevoli. Esternamente possono apparire come
normali coltelli, ma la loro forma può essere determinata
dall’utensile più grande della combinazione, come la chiave
inglese a rullino o quella regolabile. Mentre alcuni presen­
tano un fermo per bloccare la lama e gli accessori, altri non
sono dotati di dispositivo di bloccaggio.
Gli accessori più usati sono il cacciavite piatto "(Figura

50
316), il punteruolo, il seghetto e la lima. I coltelli da auto­
mobilisti possono includere una chiave inglese regolabile
(Figura 314), una chiave a pappagallo regolabile (Figura
315), una lima, una serie di calibri a lame (Figura 317), un
cacciavite Phillips, ecc. Talvolta può essere compreso uno
scalpello e perfino un martello (Figura 319). Fra gli utensili
spesso sono compresi attrezzi da campeggio, come apri­
scatole ed apribottiglie, cavatappi, o attrezzi da elettricista,
come spellatili isolanti, o utensili da caccia (Figura 320).
La categoria dei coltelli utensili comprende anche i
coltelli da evasione progettati dagli esperti dell’Ufficio dei
Servizi Strategici americano (O.S.S) ed introdotti nella
dotazione dell’esercito americano durante la Seconda
Guerra Mondiale. Si tratta di un coltello a serramanico
dotato di molti accessori studiato per aiutare i soldati catturati
a scappare dai campi di prigionia. Oltre alla solita lama, al
cacciavite ed all’apriscatole, vi erano inseriti anche un
tagliacavi e tre seghetti metallici pieghevoli. Gli accessori
non erano bloccati.

COLTELLI PERSONALI
Il termine coltello personale viene usato per piccoli
coltelli pieghevoli usati nellavitadi tutti i giorni. Essi derivano
dai coltelli da contadino o meglio da agricoltore. Questi
erano economici e di forma semplice, con la lama libera e
spesso mancanti anche della molla sul dorso.
Durante il 19 ° secolo, la manifattura domestica di coltelli
da contadino a serramanico si diffuse in tutta l’Europa
Centrale. La costruzione di un coltello della Moravia setten­
trionale, ad esempio, si può vedere nella Figura 38. Esso ha
il manico di legno rotondo (Figura 321 ) o piatto (Figura 322).
Venivano usati vari legni, ma quello di susino era preferito
per il suo colore marrone rossiccio. Questi manici non erano
solitamente verniciati. Il legno di ontano, più economico,
veniva immerso nell’orina umana per renderlo giallo. I
manici rotondi erano decorati con scanalature lungo la
circonferenza. La lama non aveva l’incisione per l’unghia e
la punta era a lancia o angolata, anche se vi erano lame a
punta arrotondata come quelle dei coltelli da potatura. La
lama spesso portava un «marchio di fabbrica» solitamente
le iniziali dell’artigiano che lo aveva fatto o del suo villaggio.
Alcuni coltelli con manici piatti erano dotati di una punta per

51
pulire la pipa e riparare le bordature ed un acciarino era
talvolta fissato sul dorso del manico (Figura 323). Una
specialità locale era un coltello ricordo a serramanico con il
manico vuoto dotato di un cappuccio che conteneva una
dozzina o più, fino a 50, coltellini a serramanico in miniatura.
Simili coltelli a serramanico prodotti in Stiria avevano i
manici rotondi di legno, vivacemente colorati. In Slovacchia,
molti artigiani locali inventarono dei primitivi coltelli a
serramanico con il manico piatto di corno. Alla fine del 19°
secolo simili articoli vennero prodotti anche in Boemia ed in
altre regioni. Questi coltelli a serramanico avevano i manici
piatti e, ripiegati, erano lunghi 14-15 cm. Poiché i manici di
legno si rompevano spesso in vicinanza del perno della
lama, i modelli più costosi vennero rinforzati con anelli di
ottone o con un manico più robusto di corno di mucca o di
cervo (Figura 324).
I coltelli dei contadini contemporanei sono simili a quelli
dei loro predecessori ma utilizzano una molla sul dorso
(Figura 325). Nei modelli francesi che utilizzano il sistema
Virobloc (Figura 326), di varie dimensioni, la lama viene
bloccata con una ghiera rotante invece che con una molla
(Figura 43).
Verso la fine del 19° secolo erano molto diffusi i piccoli
coltelli personali detti temperini (Figure 327, 328). Essi
avevano due lame, una più grande dell’altra, entrambe
fissate da una molla sul dorso. Alcuni erano dotati di una
terza lama molto corta, circa 2 cm (Figura 330). In origine
essi venivano usati per temperare le penne d’oca usate per
scrivere, e da ciò prendono il loro nome. Per affilare si
utilizzava la lama da 3 - 4 cm, mentre la più grande era al
massimo 7 cm. I temperini da donna (Figura 329) erano in
genere più piccoli. I manici erano di corno o di osso, di
madreperla per le signore, ma in seguito l’acciaio sostituì
ogni altro materiale (Figura 331). Oggi il più comune mate­
riale per i manici è la plastica.
I moderni coltelli tascabili derivano dal temperino, so­
prattutto quelli con altri accessori fissati al manico, come
quelli da campeggio, o con gli altri utensili già visti in
precedenza. Altri presentano utensili come posate, ad
esempio unaforchettapieghevole (Figure337,338), oppure
accessori per la caccia (Figura 346).
La categoria dei coltelli personali comprende quelli da

52
fumatori formati da un temperino, da uno schiacciatabacco
e da una punta per pulire la pipa (Figura 336). I coltelli per
la manicure personale sono dotati di una limetta da unghie
e di forbicine da unghie (Figura 332). Quest’ultimo accesso­
rio può essere staccabile ed i suoi bracci diventano pinzette
(Figura 333). Esistono anche delle combinazioni che com­
prendono un tagliaunghie (Figura 335).
Alcuni coltelli a serramanico, che per le loro dimensioni
fanno parte della categoria dei coltelli tascabili, hanno una
costruzione che differisce dal solito sistema a molla sul
dorso, ad esempio un manico pieghevole (Figura 339), una
lama appoggiata (Figura 341), una lama scorrevole (Figura
340), un manico a pantografo pieghevole (Figura 343) o un
bloccaggio a pallina rotante (Figura 63).

COLTELLI RICORDO E PUBBLICITARI


I coltelli ricordo, come gli altri oggetti ricordo, sono
associati ad un luogo o ad un’occasione speciale. Essi
possono essere un prodotto comune decorato con un
simbolo (Figura 344) oppure avere una forma caratteristica
(Figura 342), o evidenziarsi per le caratteristiche artigianali
(Figura 331) o per le dimensioni particolari (Figura 345). I
coltelli ricordo sono spesso repliche di modelli precedenti
(Figura 143).
Invece i coltelli pubblicitari sono generalmente coltelli
comuni che portano il nome o il marchio di colui che fa la
pubblicità (Figure 346, 347) ma solitamente non quello del
costruttore.

COLTELLI PER DISBOSCARE


I coltelli per disboscare servono ad aprire un passaggio
nella folta vegetazione. Essi sono del tipo aperto e l’esem­
plare più noto è il machete, con una lunga lama a taglio
singolo ed un manico in legno. I machete vengono anche
usati per tagliare le canne da zucchero e per altri lavori dei
campi, ma sono spesso utilizzati come vere e proprie armi
d’ordinanza (Figura 355), soprattutto in Messico e nell’Ame­
rica Centrale e Meridionale. Usati come armi personali
hanno lame decorate e foderi di pelle. Il machete ebbe
origine in Sud America, probabilmente in Brasile, durante la
prima metà del 19° secolo. La forma e la lunghezza della
lama variano a seconda delle località (Figure 348 - 353).

53
Un’altra categoria di coltelli per disboscare è costituita
dai coltelli bolo del Nord America. Essi hanno una lama
relativamente corta, a taglio singolo lunga 25-33 cm, con un
rigonfiamento largo 5 cm ed un falso filo sulla punta (Figura
354).
Altri coltelli per disboscare appartengono alla categoria
dei coltelli da caccia di cui abbiamo già parlato.

COLTELLI E PUGNALI SUBACQUEI


I coltelli e pugnali subacquei (Figure 356-358) asso­
migliano al pugnale europeo, avendo la lama diritta e
appuntita di acciaio inossidabile, con il dorso dotato di
seghetto per tagliare corde e cavi in cui potrebbe impigliarsi
il subacqueo. Il manico può essere di acciaio inossidabile o
di plastica. L’alluminio è usato raramente, perché a contatto
con l’acciaio nell’acqua salata si corroderebbe rapidamen­
te. I manici di plastica sono spesso vuoti per dare al coltello
una migliore galleggiabilità e colorati per permettere di
individuarli nell’acqua. I foderi sono di plastica, dotati di una
stringa per legarli al polpaccio.

COLTELLI DA SOPRAWIVENZA
I coltelli da sopravvivenza sono studiati per risolvere
situazioni difficoltose o pericolose per l’individuo. Pur non
appartenendo ad una categoria particolare, preferiamo
trattarli separatamente perché sono stati fonte di grande
interesse negli ultimi anni, specialmente negli Stati Uniti. Gli
esperti statunitensi sostengono che un coltello da sopravvi­
venza dovrebbe combinare le funzioni di coltello da caccia,
campeggio, disboscamento ed anche essere un utensile,
un coltello da pesca e da manicure. Essendo impossibile
creare un coltello con tutte queste caratteristiche, ne sono
state create alcune versioni.
Una versione consiste in un coltello aperto del tipo bowie
o per scuoiare, con un’impugnatura vuota in cui si trovano
filo da pesca, ami, fiammiferi ed anche cartucce di piccolo
calibro. Il manico vuoto è coperto da un cappuccio che può
ospitare una piccola bussola. Alcuni coltelli da sopravviven­
za sono dotati di un seghetto sul dorso e di un robusto pomo
che può essere usato come martello. Spesso nei foderi si
trova una piccola tasca contenente della pietra per affilare.

54
Un altro tipo di coltelli da soprawivenza è quello a serrama­
nico, con tutti gli accessori pieghevoli. Fra questi sono
compresi un raschietto con slamatore ed una piccola lente
per accendere il fuoco oppure una lama per sventrare, un
seghetto per le ossa ed un gancio per togliere le viscere.
Alcuni preferiscono un insieme composto da un bolo ed un
coltello personale oppure da un machete ed un coltello
aperto.
Uno speciale sottogruppo comprende coltelli studiati per
facilitare la fuga dai rottami di un’automobile o di un aereo.
Questo tipo è sempre aperto, con la lama come quella del
bowie, con la punta curva. La lama deve essere anche
piuttosto spessa, 5-6 mm, per poter essere usata come un
piede di porco. Il dorso forma un seghetto in grado di tagliare
delle lamiere.
I coltelli posti a bordo delle scialuppe di salvataggio
fanno parte dei coltelli da sopravvivenza. La Figura 359
mostra un coltello a serramanico galleggiante di questo tipo,
con il manico di sughero.
II coltello RS-1 statunitense entrò in commercio nel 1978
e fu pubblicizzato come coltello da sopravvivenza. Esso ha
la lama pieghevole bloccata da un fermo sul dorso. Il manico
di alluminio contiene una bobina di 40.6 cm di filo tagliente
in grado di tagliare legno, ghiaccio, alluminio e vetro. Un
altro modello interessante è il coltello della Bench Mark del
1982, il cui taglio è protetto da una guardia pieghevole
(Figura 360).
Negli ultimi anni, molti produttori statunitensi hanno
commercializzato diversi attrezzi proponendoli come coltel­
li da sopravvivenza. Questi articoli non assomigliano affatto
a dei coltelli. Un esempio di questi appare nella Figura 361
che rappresenta un prodotto del 1979 della Horizon Indu­
stries.

COLTELLI DA ARTIGIANATO E MONOUSO


I coltelli da artigianato e monouso, sono studiati apposi­
tamente per usi specifici. Un esempio tipico è il coltello da
elettricista, studiato come coltello a serramanico con lama
pieghevole senza fermo e dotato di numerosi accessori
come una lama a punta arrotondata per liberare i fori nelle
scatole di collegamento, un cacciavite ed un punteruolo.
Una caratteristica tipica dei coltelli da elettricista (Figure 362

55
-364) sono le acuminate incisioni che servono per spellare
i fili. Meno diffusi sono i modelli aperti con punta smussata
(Figura 365).
I coltelli da giardinaggio di vario tipo sono fra gli utensili
più comuni. I rami più deboli vengono tagliati con coltelli da
potatura a forma di falcetti (Figure 366, 367). I coltelli da
innesto per gli alberi da frutta hanno la punta lunga ed
arrotondata (Figura 368) e sono molto usati anche dai
fioristi. Gli alberi ed i rami vengono rinforzati mediante l’uso
corretto dei coltelli da innesto. Il dorso della lama si innalza
alla punta in modo da formare una coda, anche se alcuni
modelli sono dotati di un accessorio che fuoriesce dal
manico (Figure 369, 370). I coltelli da giardinaggio sono
spesso del tipo a serramanico, con lama pieghevole e non
fissata. I coltelli da potatura fanno eccezione (Figura 367).
Nel passato furono molto popolari i coltelli da giardinaggio
dotati di una lama regolare e di un seghetto pieghevole per
tagliare i rami più grossi (Figura 371).
Per rimuovere del vecchio stucco dai vetri delle finestre,
vengono usati coltelli da vetraio con una lama spessa 7 mm.
La loro punta è angolata e obliqua (Figura 372). Lo stucco
viene applicato con coltelli da stucco che non sono affilati,
hanno laforma di una spatola ed hanno la punta arrotondata
(Figura 373).
Esiste un tipo di coltello da ciabattino con il codolo usato
come manico. Le lame hanno varie forme e possono essere
diritte o ricurve (Figure 374 - 376), ma solo la parte della
lama che lavora è affilata (Figura 377).
I materiali da pavimentazione sono tagliati con coltelli
aperti per linoleum o per mezzo di coltelli allungabili con
lama scorrevole chiamati Stanley dal nome di uno dei
maggiori produttori (Figura 378). Questo tipo di coltelli è
molto pratico per tagliare tappezzeria, carta, pelle, gomma,
legno impiallacciato, ecc. I sellai usano coltelli a forma di
falcetto oppure trincetti, con la punta arrotondata e rialzata
(Figura 379).
Per marcare alberi che devono essere abbattuti, le
guardie forestali usano particolari coltelli a serramanico con
la lama a gancio (Figura 380). Il gancio affilato produce delle
incisioni nella corteccia. Gli artigiani che scolpiscono il legno
usano coltelli adatti di foggia varia (Figure 381-383).
In passato nessun maniscalco poteva lavorare senza il

56
suo coltello a forma di pala (Figura 384), mentre i cavalle­
rizzi usavano coltelli aperti o pieghevoli a forma di gancio
per rimuovere oggetti duri dallo zoccolo del cavallo. Nei
coltelli a serramanico il gancio è un accessorio pieghevole
(Figura 385), mentre quelli aperti hanno un gancio terminale
sulla lama (Figura 386).
Fra i coltelli usati in agricoltura sono degni di nota quelli
da barbabietola da zucchero (Figura 387) e quelli per
tagliare il luppolo o la vite (Figura 338). Nelle zone in cui si
raccoglie il luppolo, questi coltelli venivano fatti in casa
usando le vecchie lame delle falci.
Un complemento tradizionale della chirurgia veterinaria
è il trequarti dotato di punta affilata cilindrica. Lo stiletto è
contenuto in una cannula (Figura 389). In chirurgia veterina­
ria esso viene infilato nel ventre dell’animale malato ed
estratto subito dopo, ma rimane la cannula che serve a far
fuoriuscire il g a s .
Fra i coltelli da cucina ricordiamo quello per rendere
tenera la carne, dotato di incavi sul dorso della lama con cui
si snerva la carne (Figura 390). Questo tipo di coltelli è stato
fabbricato in larga scala a Solingen, Germania, ed a Shef­
field, durante la seconda metà del 19° secolo. Un altro
coltello particolare è quello da ostriche. Il modello mostrato
nella Figura 391 ha la punta obliqua, più sottile in basso, per
essere infilato nella scanalatura fra i due gusci.
Gli assaggiatori di professione usano i coltelli da as­
saggiatore per tagliare piccoli pezzetti di formaggio o di
prosciutto. Le lame sono lunghe e molto sottili (Figura 392)
e talvolta dotate di una forchettina pieghevole (Figura 393).
I coltelli pieghevoli dei camerieri sono composti da una
piccola lama pieghevole, da un cavatappi e da un altro
accessorio pieghevole che serve a fare leva tra il tappo ed
il collo della bottiglia (Figura 394). Piuttosto rari sono i coltelli
da funghi creati per tagliare il gambo in modo che una parte
rimanga e nascano altri funghi (Figura 395).
I coltelli da macellai sono sempre aperti. I manici sono di
legno, anche se ultimamente ne esistono anche di plastica.
Essi servono per macellare, trinciare, disossare e scuoiare.
I coltelli per macellare hanno la punta pronunciata, general­
mente a forma di lancia (Figura 396). I coltelli per trinciare
servono a tagliare la carne in vari pezzi, più o meno grandi,
ed hanno il filo leggermente a S (Figura 397). I coltelli per

57
disossare servono a staccare la carne dalle ossa ed hanno
la lama larga e diritta (Figura 398). I coltelli per scuoiare
sono usati specificamente per i maiali. La lama ha il dorso
concavo e la punta arrotondata e rialzata. Alcuni coltelli
hanno la lama regolabile (Figura 399).
Una vasta gamma di coltelli aperti è usata in medicina,
specialmente in chirurgia. Un esempio tipico è il bisturi
(Figura 400) ed il coltello per amputare (Figura 401). Per
permettere la sterilizzazione ad alte temperature, essi sono
sempre di acciaio inossidabile.
Fra i coltelli ricordiamo anche i tagliacarte che servono
ad aprire le buste ed a tagliare le pagine dei libri intonsi
(Figura 402). Le loro lame non sono affilate, perciò essi
possono essere fatti di molti materiali durevoli: metallo,
legno, osso, ceramica, ecc.
La categoria dei coltelli monouso è praticamente illimita­
ta ed include coltelli speciali usati da vigili del fuoco, squadre
di soccorso, ecc.

COLTELLI DA LANCIO
I coltelli da lancio sono coltelli aperti studiati appunto per
essere lanciati contro un bersaglio ad una distanza fino a
dieci metri (Figure 403-405). Una caratteristica di questi
attrezzi è la loro simmetria rispetto all’asse longitudinale, in
modo da mantenere la loro direzione durante il lancio senza
essere deviati. Non essendo certi che il pugnale arriverà al
bersaglio di punta, è indispensabile essere molto esperti per
effettuare un lancio perfetto. Gli artisti del circo che lanciano
i coltelli ad una distanza fissa spesso regolano il bilancia­
mento grazie a pesi variabili per correggere l’esatto centro
di gravità (Figura 405).
Un’altra caratteristica del coltelli da lancio è quella di non
avere guardia e di avere il manico liscio. In alcuni modelli il
manico è un pezzo unico con la lama. Altri invece presen­
tano rivestimenti di plastica o di pelle intorno al codolo. Tutti
i coltelli da lancio hanno manici di colori vivaci per poterli
ritrovare facilmente. La lama può essere affilata sui due lati
come nei pugnali (Figura 403) o fogliata ed affilata solo sulla
punta (Figura 404). Dovrebbero per questo essere chiamati
pugnali da lancio, ma appartengono per convenzione alla
categoria dei coltelli.
Oltre ai coltelli bilanciati, esistono altre forme create

58
appositamente per aumentare le probabilità di conficcare il
coltello al primo colpo. Alcuni coltelli da lancio africani, ad
esempio, hanno forma particolare (Figura 200) o sono
multilama (Figure 191, 192). L’indiano chakram (Figura
220) ha invece la forma di un disco. Nei cataloghi di armi dei
primi anni ’80 sono pubblicizzati molti tipi di stelle da lancio,
usate in origine dai ninja giapponesi (Figura 406).
Durante la Seconda Guerra Mondiale, i Ranger statu­
nitensi usavano dei coltelli che venivano lanciati usando un
fodero di plastica come guida. Esso aveva laforma delle dita
per migliorare la presa. I gangster americani usavano un
tipo di coltello da lancio con guida, che rimaneva nella mano
del lanciatore.
Le truppe speciali usavano coltelli da lancio aperti o a
scatto con lama scorrevole. Esistono anche alcuni coltelli a
catapulta che vengono lanciati tramite una molla.
Attualmente i coltelli da lancio sono usati da alcune
truppe d’assalto o dagli sportivi.

COLTELLI E PUGNALI MILITARI


I coltelli ed i pugnali regolamentari delle forze armate
sono moltissimi, pertanto ci limiteremo a descrivere i tipi più
importanti.
II coltello più usato è la baionetta, che prese il nome dalla
città di Bayonne, in Francia, che viene fissata alla canna del
fucile. Essa in origine sostituiva la picca contro gli attacchi
della cavalleria. In seguito venne usata per i combattimenti
corpo a corpo.
Il tipo più antico è quello a tappo (Figura 407) con manico
di legno circolare, che veniva inserito nella bocca. Esso si
diffuse durante la seconda metà del 17° secolo. Il suo
grande svantaggio consisteva nel fatto che il fucile non
poteva sparare quando esso era inserito. Inoltre l’incastro
era malsicuro. Nel 1650 fu inventato in Svezia l’incastro
laterale. Nel 1696 il sistema fu migliorato con l’incastro
mostrato nella Figura 408, usato da tutti gli eserciti europei
del 18° secolo. Il manico era posto esternamente all’asse
della lama. In questo modo il fucile poteva essere caricato
e sparare anche con la baionetta montata.
Nel 1800 l’esercito britannico adottò la baionetta da
fucile Baker. Nel 1790 furono usati in Germania incastri a
molla che permettevano un’azione più rapida (Figure 409-

59
413). Quando furono inventate armi a ripetizione in grado di
sparare più colpi senza essere ricaricate, la baionetta perse
un po’ d’importanza.
Le forme variano da coltello, pugnale, spada e sciabola.
Alcune truppe statunitensi usarono anche baionette bolo o
a forma di badile. Fino alla Prima Guerra Mondiale, le lame
erano molto lunghe, 30 cm o più, ma l’esperienza nelle
trincee mostrò la necessità di accorciarle. Durante la Se­
conda Guerra Mondiale furono utilizzate baionette coltello
(Figura 411).
Attualmente le baionette vengono considerate un coltel­
lo da combattimento ed un attrezzo multiuso. Un esempio
di questo è la baionetta per il mitra sovietico Kalashnikov.
Combinata col fodero può perfino tagliare fili metallici (Figu­
ra 413).
Verso la fine della Prima Guerra Mondiale, le industrie
esaurite non potevano fornire la quantità di baionette ri­
chieste, perciò vennero creati specialmente in Germania
alcuni modelli più semplici (Figura 412).
Durante la Prima Guerra Mondiale venne usato il coltello
da trincea oltre al badile da campo. Taluni avevano origine
dai coltelli da caccia civili (Figura 417), ma altri furono
costruiti nelle trincee stesse (Figura 414), soprattutto verso
la fine della guerra.
Alcune truppe furono dotate di coltelli da assalto rego­
lamentari (Figure 418-420) o creati dalle baionette (Figura
416). Le forze di spedizione statunitensi avevano dei coltelli
il cui manico era un tirapugni. Questo modello venne poi
copiato in altri paesi alleati (Figura 415).
I coltelli da assalto e da trincea non potevano però
essere fissati al fucile come le baionette ed erano sempre
aperti. Ne esistono versioni pieghevoli per io più con lama
scorrevole, ma sono meno comuni (Figure 422,423), men­
tre sono rari quelli a scatto (Figura 424).
Una versione intermedia tra la baionetta ed il coltello da
combattimento è la lama fissata sul fucile Mannlicher-
Carcano 1938 e sul mitra 38A.Beretta. Quando era aperta!
era una baionetta da 18 cm, ma chiusa diventava un coltello
da combattimento da 10.4 cm.
II pugnale da combattimento più famoso fu invece il
Fairbairn-Sykes o pugnale FS (Figura 421), dal nome del
suo inventore. Il manico fu inizialmente di ottone e poi di

60
dischi di cuoio, di alluminio o di legno, in base al materiale
disponibile in tempo di guerra.
Le daghe degli ufficiali rappresentano una versione
moderna dello spadino, con lama a doppio taglio lunga 30
cm (Figure 426, 427). Esse non hanno valore in combatti­
mento, ma rappresentano solo lo status di ufficiale. L’elsa è
spesso decorata con simboli dello stato.
Quando le truppe diventarono più specializzate nacque
il coltellaccio militare con lama massiccia a taglio singolo
lunga 50 cm (Figure 428, 429). Essi erano diversi per la
fanteria, i cacciatori, l’artiglieria e i pionieri (genieri).
Inoltre bisogna citare i coltelli ed i pugnali paramilitari di
vario tipo (Figure 126, 430). Si tratta in genere di coltelli
aperti, tipo pugnali, con la lama diritta a doppio taglio.
Un gruppo intermedio è costituito dai coltelli che non
erano di ordinanza, ma che venivano usati per l’assalto
(Figura 425) e portati legati alla cintura. La lama è incurvata
per seguire la conformazione umana e l’impugnatura asso­
miglia ad una fibbia da cintura.

COLTELLI E PUGNALI COMBINATI


Essi formano un pezzo unico con un’arma da fuoco o
una mazza. Come abbiamo visto, anche alcuni coltelli del
18° secolo erano combinati con una pistola le cui due canne
erano poste lungo la lama. La loro funzione era quella di
finire l’animale dopo che era stato colpito al collo. L’origine
di questi modelli era tedesca o austriaca. Nel 19° secolo
nacque il coltello combinato con la rivoltella Lefaucheux.
Del 18° secolo è invece la pistola a pietra focaia con lama
a scatto inserita, simile ai moderni coltelli a serramanico. La
lama chiusa è posta sotto la canna. Queste pistole erano
prodotte da armaioli parigini, londinesi e di Birmingham.
Dopo il 1840 apparvero sul mercato coltelli aperti o
pieghevoli combinati con pistole a canna singola o doppia
(Figura 431) prodotti in Belgio, Francia ed Inghilterra. Dal
1870 furono utilizzate anche pistole ad ago (Figura 432).
Altri modelli furono creati prima della Prima Guerra Mondia­
le generalmente di tipo rivoltella (Figure 433,434) a percus­
sione anulare o centrale.
Piuttosto rare sono le combinazioni di coltelli con mazze.
Più comuni sono invece i pugnali combinati con tirapugni
(Figura 415). A volte il manico di un coltello ha una testa a

61
form a di mazza (Figura 422). Veramente particolare è la
combinazione pugnale, rivoltella e tirapugni (Figura 435).

Chiunque, interessato aH’argomento, abbia letto questo


libro, si sarà reso conto che il campo è molto vasto. Abbiamo
ritenuto opportuno riportare solo i modelli principali, ma chi
volesse approfondire l'argomento potrà consultare la biblio­
grafia.

62
TAVOLE

63
4 Taglio a V. 5 Taglio a cannello. 6 Taglio con affilatura concava*
7 Taglio con affilatura unilaterale concava. 8 Taglio con affilatura
incavata. 9 Punta a lancia (centrale). 10 Punta obliqua. 11 Punta
arrotondata (Wharncliffe, a becco, a piede di pecora). 12 Punta
bowie: a) falso filo. 13 Punta smussata. 14 Taglio regolare.
15Taglio seghettato. 16Taglio semi-seghettato. 17Taglio dentellato.

66
18 Sezioni di lame a taglio singolo: a) rettangolare con cuneo, b)
a cuneo, c) a T, d) a doppio cuneo. 19 Sezioni di lame a doppio
taglio: a) esagonale, b) romboidale, c) lenticolare (biconvessa), d)
rinforzata. 20 Sezioni di lame a triplo o quadruplo taglio: a) trian­
golare diritta, b) triangolare concava, c) quadrata diritta, d) quadrata
concava.

67
21

21 Dimensioni di un coltello aperto o di un pugnale con la lama


diritta. 22 Dimensioni di un coltello aperto o di un pugnale'con la
lama ricurva. 23 Dimensioni di un coltello aperto o di un pugnale
con la lama rigonfia. (L) lunghezza complessiva, (I) lunghezza
attiva o funzionale, (b) larghezza della lama, (b/max) larghezza
massima della lama, (k) concavità della lama.

68
24
b
1

1 1
L

25


..=..^

l’

26

24 Dimensioni di un coltello a serramanico aperto. 25 Dimensioni


di un coltello a serramanico chiuso. 26 Dimensioni di un coltello
allungabile chiuso. (L) lunghezza totale da aperto, (I) lunghezza
attiva da aperto, (L’) lunghezza totale da chiuso, (P) lunghezza
attiva da chiuso, (b) larghezza della lama.

69
27 Composizione di un coltello pieghevole: a) imbottitura usata
come guancetta, b) imbottitura centrale, c) molla del dorso, dì
piastra centrale, e) punteruolo, f) cacciavite e apribottiglia, g)
apriscatole, h) cavatappi, j) scanalatura per l’unghia.
28 29
28 Coltello a scatto con lama pieghevole e molla sempre carica.
Controllo a tre elementi con fermo à virole per la lama aperta
(Figura 48) , fermo laterale per la lama chiusa azionato da pulsante
e sicura scorrevole. Lo sbloccaggio della lama aperta viene
effettuato mediante una imbottitura rotante con guardia. Imbottitu­
ra dei manico di metallo, guancette di madreperla. Italia, intorno al
1970. (L) = 335 mm, (I) = 153 mm, (L’) = 182 mm, (b) = 15 mm.
29 Coltello da caccia a scatto con lama pieghevole e molla sempre
carica. Controllo a due elementi: fermo sul dorso per la lama aperta
(Figura 45) ; fermo laterale azionato da pulsante per la lama chiusa.
Imbottitura del manico di metallo, guancette in corno. Prodotto su
ordinazione in Cecoslovacchia nel 1967. (L) = 226 mm, (I) = 101
mm, (L’) = 125 mm, (b) = 19,5 mm.

71
30 31

30 Coltello a scatto con lama pieghevole e molla sempre carica.


Controllo a due elementi: fermo con leva laterale azionata da
pulsante per aperto/chiuso (Figura 56) e sicura scorrevole. Guar­
dia pieghevole, imbottitura metallica, guancette in plastica nera.
Corea del Sud, intorno al 1970. (L) = 221 mm, (I) = 93 mm, (L’) =
122 mm, (b) = 14 mm. 31 Coltello a scatto con lama pieghevole e
molla sempre carica. Controllo a due elementi: fermo laterale
azionato da pulsante per lama aperta o chiusa (Figura 58) e sicura
scorrevole. Imbottitura del manico di metallo, guancette in plastica
nera. Italia, intorno al 1970. (L) = 201 mm, (I) = 86 mm, (L’) = 115
mm, (b) = 14 mm.

72
32 33

32 Coltello a scatto con lama pieghevole e molla sempre carica.


Controllo singolo con fermo laterale caricato dalla molla per lama
aperta/ chiusa (Figura 57) con leva di controllo a caduta. Imbotti­
tura del manico in ottone, guancette con base a rilievo. Spagna,
intorno al 1970. (L) = 188 mm, (I) = 81 mm, (L’) = 107 mm, (b) = 15
mm. 33 Coltello a scatto con lama pieghevole e molla sempre
carica. Controllo singolo mediante un pulsante scorrevole sotto
forma di leva appoggiata (Figura 61). Manico in plastica nera.
Italia, intorno al 1970. (L) = 200 mm, (I) = 89 mm, (L’) = 111 mm,
(b) = 19 mm.

73
t— «4

35

34 Coltello a scatto con lama scorrevole e molla sempre carica. La


molla viene azionata alla copertura della bocca del manico.
Pulsante di sgancio con sicura scorrevole posto sul dorso del
manico. Manico in metallo inciso. Bonsa Co., Solingen, Germania,
1967. (L) = 233 mm, (I) = 98 mm, (L’)= 135 mm, (b) = 17 mm.
35 Coltello a scatto con lama scorrevole e molla sempre carica
azionata da una leva sul dorso. Pulsante di sgancio con sicura
scorrevole posto sul lato del manico. Imbottitura del manico di
metallo, guancette in plastica rossa. Italia, intorno al 1970. (L) =
199 mm, (I) = 84 mm, (L’) = 115 mm, (b) = 13 mm.

74
36 37

36 Coltello a scatto con lama scorrevole e molla che si carica prima


di scattare. Scatto azionato da pulsante retrattile. Guancette in
plastica nera. Spagna, 1968. (L) = 186 mm, (I) = 79 mm, (L’) = 107
mm, (b) = 15 mm.
37 Coltello a scatto con lama pieghevole e molla che si carica
prima dello scatto mediante una leva laterale. Fermo sul dorso per
la lama aperta. Imbottitura del manico in alluminio, guancette in
legno. Costruzione sperimentale dell’autore, Cecoslovacchia, 1973.
(L) = 229 mm, (I) = 97 mm, (!_’) = 132 mm, (b) = 23,5 mm.

75
38 Lama pieghevole senza blocco che si arresta contro un ma­
nicotto: a) lama pieghevole, b) manicotto metallico, c) manico
in legno. 39 Lama pieghevole senza blocco che si arresta contro
una molla sul dorso: a) lama pieghevole, b) incisione per l’unghia,
c) molla sul dorso. 40 Lama pieghevole con blocco parziale e molla
sul dorso del tipo corso: a) lama pieghevole, b) molla sul dorso con
« naso » triangolare di blocco. 41 Lama pieghevole con blocco
parziale e molla sul dorso rettangolare: a) lama pieghevole, b)
molla sul dorso con «naso» di blocco rettangolare.

76
42

44

t b

42 Lama bloccata con vite laterale: a) lama , b) vite laterale ad


alette. 43 Lama bloccata con ghiera rotante del tipo Virobloc: a) lama
pieghevole, b) ghiera interna fissa, c) ghiera esterna rotante.
44 Lama bloccata con perno: a) lama, b) perno con cordino.
Il movimento di sbloccaggio è mostrato dalla freccia.

77
45 Lama pieghevole bloccata mediante fermo sul dorso attivato
per mezzo di una molla: a) lama pieghevole, b) fermo sul dorso, c)
molla del fermo sul dorso. 46 Lama pieghevole bloccata con fermo
sul dorso non molleggiato: a) lama pieghevole, b) fermo sul dorso.
47 Lama pieghevole bloccata mediante un fermo sul dorso mol­
leggiato: a) lama pieghevole, b) molla sul dorso, c) leva di sbloc­
caggio. Il movimento di sbloccaggio è mostrato dalla freccia.
48 t

48 Lama pieghevole bloccata mediante fermo del tipo à virole : a)


lama pieghevole, b) molla sul dorso con anello, c) perno di
fissaggio della lama. 49 Lama pieghevole bloccata con fermo
basco completo: a) lama pieghevole, b) dentelli, c) molla sul dorso,
d) leva di sbloccaggio. 50 Lama pieghevole bloccata con fermo
basco modificato: a) lama pieghevole, b) molla sul dorso, c) leva
di sbloccaggio con perno. Il movimento di sbloccaggio è mostrato
dalla freccia.

79
c

51 Lama pieghevole bloccata mediante salvalama: a) lama pie­


ghevole, b) molla sul dorso, c) salvalama. 52 Lama pieghevole
bloccata mediante sicura: a) lama pieghevole, b) molla sul dorso,
c) sicura con incisione per l’unghia, d) elevatore della lama.
53 Lama pieghevole bloccata mediante un arco articolato: a) lama
pieghevole, b) molla sul dorso, c) arco articolato. Il movimento di
sbloccaggio è mostrato dalla freccia.

80
54 Lama pieghevole bloccata mediante elevazione del manico: a)
lama pieghevole, b) parte del manico mobile, c) parte del manico
fissa. 55 Lama pieghevole bloccata mediante piastra a molla
centrale: a) lama pieghevole, b) piastra a molla centrale, c) molla
sul dorso. Il movimento di sbloccaggio è mostrato dalla freccia.

81
56
a

56 Lama pieghevole bloccata mediante fermo a leva laterale: a)


lama pieghevole, b) leva laterale con molla, c) molla sul dorso, d)
gancio di bloccaggio. 57 Lama pieghevole bloccata mediante fer­
mo laterale a molla: a) lama pieghevole, b) fermo laterale a molla
con leva di sbloccaggio, c) molla sul dorso, d) gancio di bloccaggio.
Il movimento di sbloccaggio è mostrato dalla freccia.

82
58

58 Lama pieghevole, bloccata da fermo laterale combinato con


rivetto di rinforzo: a) lama pieghevole, b) fermo laterale con molla,
c) molla sul dorso, d) gancio di bloccaggio, e) rivetto di rinforzo.
59 Lama pieghevole bloccata mediante fermo laterale nel manico
ad U; a) lama pieghevole con fessura trasversale di bloccaggio, b)
gancio di bloccaggio, c) pulsante di bloccaggio con molla, d)
manico. 60 Lama scorrevole bloccata mediante fermo laterale
chiuso nel profilo del manico: a) lama scorrevole, b) pulsante di
bloccaggio con molla, c) perno di bloccaggio, d) manico. Il movi­
mento di sbloccaggio è mostrato dalla freccia.

83
64

61 Lama pieghevole bloccata mediante leva appoggiata al curso­


re: a) lama pieghevole, b) leva di bloccaggio, c) cursore. 62 Lama
pieghevole bloccata mediante leva appoggiata al perno laterale: a)
lama pieghevole, b) leva di bloccaggio, c) perno laterale. 63 Lama
pieghevole bloccata mediante sfera rotante: a) lama pieghevole,
b) sfera rotante. 64 Lama pieghevole bloccata mediante segmento
inclinabile: a) lama pieghevole, b) gancio del fermo laterale, c)
segmento inclinabile, d) molla sul dorso. Il movimento di sbloccag­
gio è mostrato dalla freccia.

84
65

66

67

65 Lama bloccata con guancette pieghevoli: a) lama, b) guancet­


te, c) perno di appoggio sulla lama. 66 Lama fissata con manico a
scatola pieghevole. 67 Lama diagonale bloccata con manico a
scatola pieghevole: a) lama, b) manico a scatola, c) guancette del
manico, d) perno longitudinale della lama, e) perno trasversale
della lama. Direzione della rotazione di chiusura mostrata dalla
freccia.

85
68

68 Lama pieghevole bloccata come un inserto nel manico: a) lama


pieghevole, b) manico, c) molla a balestra con gancio, d) anello, e)
inserto nel coltello, f) perno di appoggio della lama. Il movimento
di sbloccaggio è mostrato dalla freccia; la freccia più spessa
mostra come l’inserto nel coltello viene estratto dal manico.

86
69

69 Bloccaggio di una lama scorrevole: a) lama scorrevole, b)


manico, c) fermo della lama. 70 Bloccaggio di una lama scorrevole
con elemento portante: a) lam a, b) elemento portante della lama,
c) fermo della lama, d) manico. Il movimento di sbloccaggio è
mostrato dalla freccia; quella più spessa mostra il movimento di
ritrazione della lama.

87
71
tf c

72

71 Bloccaggio di una lama staccabile di un coltello utensile


mediante un gancio a molla mobile: a) lama staccabile, b) gancio
fisso, c) gancio mobile azionato da molla, d) perno eccentrico di un
cacciavite Phillips. 72 Bloccaggio di una lama staccabile di un
coltello utensile mediante un gancio a perno: d) fermo a molla del
gancio a perno. Il movimento di sbloccaggio è mostrato dalla
freccia; la freccia più spessa mostra l’elevazione del gancio
mobile.

88
73

73 Lama chiusa allontanata dalla molla dorsale per proteggere II


filo: a) lama pieghevole, b) molla dorsale, c) gancio di chiusura, d)
gancio elevatore. 74 Lama chiusa protetta da un inserto nel mani­
co: a) lama pieghevole, b) molla dorsale, c) gancio di chiusura, d)
inserto morbido.

89
75 Utensile in pietra a forma di lama. Boemia, periodo
Premusteriano. 76 Utensile in pietra a forma di cuneo da mano.
Slovacchia, periodo Musteriano (intorno al 70.000 a.C.). (L) = 115
mm. 77 Utensile in pietra a forma appuntita. Periodo Musteriano
(intorno al 70.000 a.C.). 78 Coltello di ossidiana. Slovacchia, tardo
Paleolitico (intorno al 20.000 a.C.). (L) = 112 mm.

90
79 80

79 Coltello di selce con manico d’osso. Moravia, tardo Paleolitico


(intorno al 9000 a.C.). 80 Pugnale di selce di origine scandinava.
Slovacchia, inizio dell’Età del Bronzo (intorno al 1900 a.C.). (L) =
173 mm. 81 Pugnale di bronzo inciso con fodero di origine italiana.
Boemia, intorno al 1300 a.C.

91
82 Coltello di bronzo con manico piatto (tipo Riedenburg).
83 Coltello di bronzo con codolo piatto e corto per manico rivettato
(tipo Riegsee). 84 Coltello di bronzo con codolo e sedi per le
guancette (tipo Baierdorf). 85 Coltello di bronzo con manico a
scatola e sedi per le guancette simile al tipo Baierdorf.

92
89

86 Coltello di bronzo con manico sottile pieno (tipo Skalka).


87 Coltello di bronzo con lama a S e dorso a T e codolo cilindrico
(tipo Velem St Vid). 88 Coltello di bronzo con codolo (tipo Wien-
Leopoldsberg). 89 Coltello di bronzo con codolo piatto e corto
senza fori per i rivetti (tipo Stillfried).

93
90 91 92 93

90 Kopis greco a taglio singolo, piccola spada con lama di ferro


ricurva, dalla decorazione di un vaso del 470 a.C.. 91 Un altro tipo
di kopis, da un esempio del 69 secolo a.C.. 92 Coltellaccio
bizantino machaira. 12a-13Ssecolo. 93 Pugnales/ca romano usato
per difesa personale. Intorno al 100 d.C.

94
94 95 96 97 98

94 Pugnale usato dai legionari romani. Intorno al 100 d.C.


95 Coltello a falcetto romano del tipo associato in scultura al dio
Vertunno. 96, 97, 98 Coltelli agricoli romani.

95
99 Pugnale con lama di ferro con elsa in bronzo e pomo somiglian­
te ad una chiave. Cultura di Hallstatt, 69 secolo a.C. 100 Pugnale
di ferro con pomo ad antenna. Tardo periodo Hallstatt, 4® secolo
a.C. 101 Pugnale scita akinakes con lama di ferro e guardia a
cuore. 5®-4® secolo a.C. 102 Tipica lama del coltello germanico
scramasax. 5®-10® secolo d.C.

96
103 Pugnale a rami con guardia diritta. Europa Occidentale, 13® -
15®secolo. 104 Pugnale a rami con guardia a ferro di cavallo.
Europa Occidentale, 14®-15® secolo. 105 Pugnale con pomo ad
antenna. Europa Occidentale, 13®-14® secolo. 106 Pugnale di
transizione fra il pugnale ad antenna ed il pugnale ad anello.
Europa Occidentale, 13®-14®secolo. 107 Pugnale ad anello. Europa
Occidentale, 13®-14® secolo. 108 Pugnale basilard con tipica elsa
a T. Europa Occidentale , 14® -15® secolo.

97
109 Pugnale basilard fiammingo. 14® - 15s secolo. 110 Pugnale
basilardsvizzero. 14e - 15e secolo. 111 Pugnale borgognone con
pomo piatto a stella. 14Bsecolo. 112 Coltello ballock usato in In­
ghilterra e Danimarca. 14®-17® secolo. 113 Pugnale rondel diffuso
in Europa, specialmente in Francia. 14S-1 6Qsecolo. 114 Pugnale
a orecchie (levantino) usato principalmente in Italia e Spagna. 14®
-16® secolo.

98
115 Moderna replica di un pugnale del 15® secolo. Pugnale
boabdil, con pomo a forma di cipolla e guardia a ferro di cavallo.
L’impugnatura ed il fodero sono decorati con filigrana d’oro e
niellatura; la lama è profondamente incisa. Eibar, Spagna, intorno
al 1960. (L) = 317 mm, (I) = 185 mm, (b) = 18 mm.

99
116 Pugnale italiano a lingua di bue o cinquedea. 15® -16® secolo.
117 Pugnale con rami a S. Quest’arma veniva portata nella cintura
ed era spesso usata come pugnale per la mano sinistra. Inizio del
17® secolo. 118 Rompilama con denti sul dorso per intrappolare e
spezzare la lama dello spadino dell’avversario. Spagna, 16®
secolo. 119 Altro tipo di rompilama con denti per spezzare. 16®
secolo.

100
120 121

120 Pugnale per la mano sinistra con cesto traforato e incavi


rompilama su entrambi i lati della lama. 1600 -1650.121 Vari tipi
di incavi rompilama sulle lame di pugnali per la mano sinistra.
122

125

122 Pugnale per la mano sinistra con due lame laterali a perno
azionate da molla, usate per parare i colpi di uno spadino nemico.
Italia, 17e secolo. 123 Tipico stiletto italiano, con lama a sezione
triangolare. 16® - 17Qsecolo. 124 Primo tipo di daga scozzese.
L’elsa è liscia e il suo tallone assomiglia a quella del coltello
ballock. 17® -18® secolo. 125 Modello più recente di daga scoz­
zese, con elsa intagliata a balaustra. 18® -19® secolo.

102
126 Arma da fianco standard delle SA (SturmAbteilung ) tedesche
introdotta nel 1933 ed ispirata al pugnale Holbein o svizzero usato
nei secoli 15a e 16®. L’impugnatura è di legno verniciato di
marrone, la guardia ed il pomo sono in metallo. L’impugnatura
porta l’emblema dell’aquila del Reich con le lettere SA sotto il
pomo. Sulla lama è inciso il motto Ailes für Deutschland (Tutto per
la Germania). Il fodero è in metallo dipinto di marrone con la bocca
e il puntale di metallo brunito ed un anello per appenderlo sul lato.
(L) = 345 mm, (I) = 220 mm, (b) = 33 mm.

103
129

130

128

127 Pugnale lanzichenecco con impugnatura conica e grosso


fodero con tasche per posate. Germania, 16s secolo. 128 Tipico
coltello tedesco da contadino (Bauernwehr) o domestico (Haus-
wehr). 15B-16- secolo. 129 Diversi tipi di pomi di coltelli da con­
tadino. 130 Diversi tipi di guardie di coltelli da contadino a giogo o
graffa.

104
131 Pugnale mediterraneo con tallone asimmetrico e fodero.
L’impugnatura leggermente conica presenta un manicotto ed un
anello metallici. La presa è migliorata da sottili anelli di metallo. La
bocca e il puntale del fodero di pelle sono in metallo. Italia, 1750
- 1800. (L) = 286 mm, (I) = 177 mm, (b) = 22 mm. 132 Pugnale
mediterraneo con tallone simmetrico. Tardo 18s secolo.

105
133 Coltello a serramanico navaja con la punta della lama lunga
e ricurva. La lama è bloccata mediante un semplificato fermo
basco senza leva di controllo ed è dotata di incavi nella zona
imperniata. La lama è incisa e le guancette in ottone presentano
decorazioni traforate e placchette d’osso. Albacete, Spagna, 18-
-19® secolo. (L) = 865 mm, (I) =412 mm, (L) = 453 mm, (b) = 29
mm, (b / max) = 41 mm.

106
134

134 Coltello a serramanico navaja con la lama dotata di punta a


lancia in posizione leggermente spostata. La lama è bloccata
mediante fermo à virole (ad anello) (vedi anche Figura 48), ma non
presenta incavi ed è decorata con simboli domestici. Le imbottiture
del manico sono di ottone alternato con corno leggermente colorato
e decorate con rosette di ottone. Il pomo ha la forma di tre dischi
piatti, con una piccola sporgenza sulla parte terminale dotata di
foro per l’anello di sospensione. Spagna, 19esecolo. (L) = 722 mm,
(I) = 366 mm, (L) = 386 mm, (b) = 36 mm.

107
135

135 Coltello a serramanico navaja con lama lunga a punta curva,


dorso senza filo ed una incisione per l’unghia. La lama ha il fermo
à virole (vedi anche Figura 48). L’imbottitura del manico è di
metallo bianco, le guancette sono intarsiate con osso e madreper­
la. Il pomo ha la forma di due dischi piatti, con una piccola
sporgenza sulla parte terminale dotata di foro per l’anello di
sospensione. Spagna, 19Qsecolo. (L) = 694 mm, (I) = 325 mm, (L)
= 369 mm, (b) = 28 mm, (b/ max) = 32 mm.

108
136

136 Moderno coltello a serramanico navaja. La lama hauna lunga


punta curva con un sottile incavo per l’unghia a metà della
lunghezza ed è bloccata mediante un fermo basco completo (vedi
anche Figura 49). Le guancette sono di acciaio e di corno legger­
mente colorato. J. Galvar, Spagna, intorno al 1965. (L) = 320 mm,
(I) = 148 mm, (L) = 172 mm, (b) = 21 mm, (b/ max) = 26 mm.

109
137

137 Coltello a serramanico albacete del tipo basco con lama larga
e panciuta con dente e fermo basco completo dotato di leva di
controllo (vedi anche Figura 49). La lama ha la punta diritta.
L’imbottitura del manico e metallica, le guancette sono in corno
scuro e decorate con anelli di acciaio. Spagna, fine del 19esecolo.
(L) = 546 mm, (I) = 246 mm, (L) = 300 mm, (b) = 44 mm, (b/max)
= 52 mm.
138

138 Coltello a serramanico albacete con lama larga e panciuta a


punta fortemente ricurva. La lama è del tipo semibloccato e utilizza
il sistema corso con molla sul dorso (vedi anche Figura 40) e non
presenta incavi. Le imbottiture del manico nella parte centrale ed
alla fine sono in ottone, le guancette sono in corno decorato con
rosette di ottone. Il pomo ha la forma di tre dischi. Albacete,
Spagna, 19esecolo. (L) = 537 mm, (I) = 253 mm, (L) = 284 mm, (b)
= 40 mm, (b/max) = 56 mm.

111
139

139 Coltello a serramanico albacete con lama panciuta a punta


diritta bloccata da un fermo basco completo con leva di controllo
(vedi anche Figura 49). Le guancette sono di ottone e corno scuro
decorato con rosette di ottone. La leva di controllo ha la forma di
un uccello rapace ed il pomo ha la forma di una testa di animale
stilizzata. L’incavo per l’unghia è forato. Spagna del sud, 19®
secolo. (L) = 315 mm, (I) = 140 mm, (L) = 175 mm, (b) = 35 mm,
(b/max) = 40 mm.

112
140 141

140 Coltello a serramanico con fermo à virole (vedi anche Figura


48). La lama ha la punta diritta. Il manico è in corno scuro e osso,
separati dafasce di acciaio. Il pomo ha laforma di tre dischi. Sicilia,
intorno al 1900. (L) = 374 mm, (I) = 172 mm, (L) = 202 mm, (b) =
20 mm. 141 Coltello a serramanico da caccia ispirato ai coltelli
spagnoli. La lama ha il fermo basco. L’imbottitura del manico è in
metallo, le guancette a forma di zampa di cervo sono in corno
leggermente colorato. Solingen, Germania, intorno al 1900. (L) =
215 mm, (I) = 97 mm, (L) = 118 mm, (b) = 16 mm.

113
142 143

142 Coltello da caccia bavarese a serramanico ispirato ai coltelli


spagnoli. La lama panciuta con dorso senza filo e punta diritta è
bloccata mediante un fermo basco modificato, la cui leva di
controllo agisce nella direzione opposta rispetto alle versioni
standard (vedi Figura 50). Il manico è di corno. Lepre Co., Austria
o Germania, intorno al 1970. (L) = 256mm, (I) = 111 mm, (L) = 145
mm, (b) = 24 mm, (b/max) = 31 mm. 143 Coltello ricordo corso
moderno. La lama a punta di lancia è del tipo semifisso (vedi Figura
40). L’imbottitura del manico è in acciaio e le guancette in plastica,
decorate con motivi floreali. Probabilmente prodotto in Francia,
intorno al 1975. (L) = 237 mm, (I) = 105 mm, (L) = 132 mm, (b) =
17 mm.

114
144

144 Coltello finlandese puukko . La punta è leggermente più alta


del piano del dorso e la lama presenta una scanalatura su ogni lato.
Il manico è dipinto di bianco e decorato con due anelli rossi.
Finlandia, intorno al 1930. (L) = 199 mm, (I) = 98 mm, (b) = 13 mm.
145 Coltello finlandese puukko con manico di betulla polare. Il
pomo ha una goccia di resina attaccata coma portafortuna tradi­
zionale. J. Marttiini Co., Rovaniemi, Finlandia, intorno al 1960. (L)
= 250 mm, (I) = 140 mm, (b) = 20 mm.

115
146 Coltello della Finlandia del sud con pomo stilizzato a testa di
renna, accompagnato da un piccolo coltello junki. Il manico è
composto di dischi di corteccia di betulla, mentre il pomo è di
ottone. Il fodero è di pelle dura in rilievo e comprende una tasca per
il coltello ju n k i. J. Marttiini Co., Rovanìemi, Finlandia, intorno al
1960. (L) = 202 mm (junki 116 mm), (I) = 96 (54) mm, (b) = 14 (8)
mm.

116
147 Coltello lappone lapinleuku con lama a punta diritta senza
scanalature. Il manico in betulla polare ha un cappuccio metallico.
Il fodero è di pelle dura, con ornamenti geometrici. J. Marttiini Co.,
Rovaniemi, Finlandia, intorno al 1974. (L) = 211 mm, (I) -1 0 8 mm,
(b) = 22 mm.

117
148 149

148 Coltello multiuso ispirato al coltello finlandese, con il dorso


leggermente angolato. Il manico a botte è in legno laccato di rosso.
L’anello sotto al tallone del manico è in acciaio. Frosts Co., Mora,
Svezia, intorno al 1970. (L) = 222 mm, (I) = 110 mm, (b) = 19 mm.
149 Coltello multiuso ispirato al coltello finlandese. La lama, dotata
di una punta minutamente incurvata, è composta di tre strisce di
acciaio laminato delle quali la centrale è la più robusta e forma il
taglio. Il manico è di legno. Vicino alla lama esso è quadrato in
sezione ma verso la fine diventa romboidale. L’imbottitura in basso
è in metallo. HelleCo., Norvegia, intorno al 1970. (L) = 220mm, (I)
= 111 mm, (b) = 21 mm.

118
151 153

150 Lama di coltello di rame a punta alta. Mesopotamia, intorno al


3000 a.C. 152 Pugnale con lama di selce. Egitto, prima del 2700
a.C. 151,153 Antichi pugnali egiziani con lama in metallo.

119
156 157

154 Antica spada egiziana a falcetto. 155 Antica spada siriana


ricurva. 156 Pugnale persiano kandjar con lama a doppio taglio
fortemente ricurva e nervatura laterale. L’impugnatura assomiglia
alla lettera 1.17e -19® secolo. 157 Tipico pugnale persiano Kama
con lama a punta diritta. 17- - 19- secolo, a) sezione della lama del
kama con le caratteristiche scanalature.

120
158 Pugnale persiano peshkabz con lama ad S e pomo simile
all’impugnatura di una pistola. 17- - 19® secolo. 159 Pugnale
persiano peshkabz con lama ad S e pomo a becco di uccello. 17-
- 19s secolo. 160 Tipico coltello persiano kard con lama a dorso
diritto di sezione triangolare. 178 -1 9Ssecolo. 161 Coltello kard di
tipo caucasico con lama ricurva e impugnatura somigliante a
quella della sciabola circassa shashka.

121
162 163 164

165 166

162 Pugnale marocchinokandjar con lama ricurva ed impugnatura


più spessa al centro. 163 Pugnale marocchino kumiya con lama
ricurva ed impugnatura più sottile al centro. 164 Pomo del pugnale
kumiya, forma variante. 165 Pugnale marocchino sbulah con lama
diritta a taglio singolo. 166 Coltello marocchino da contadini mu
con lama diritta e ricurva.

122
167 Pugnale handjar con lama ad S affilata per l’intera lunghezza
sul lato concavo e parzialmente (circa 80 mm, misurati dalla punta)
sul lato opposto. La lama ha una doppia scanalatura longitudinale
nel centro, l’impugnatura è in corno scuro decorata con borchie
metalliche e due rosette convesse. Il pomo è in argento. Probabil­
mente persiano, 19a secolo. (L) = 376 mm, (I) = 254 mm, (b) = 31
mm. 168 Pugnale jambiya con lama a doppio taglio ricurva dotata
di due scanalature poco profonde. L’impugnatura è in corno,
decorata con madreperla e smalto colorato. Egitto, 19a - 20e
secolo. (L) = 257 mm, (I) = 140 mm, (b) = 30 mm.

123
169 170

169 Semplice yataghan balcanico con lama a taglio singolo ad S


con scanalature vicino al dorso e decorazioni d’argento. L’impu­
gnatura biforcata di colore scuro è di osso, con montatura in
stagno. Probabilmente montenegrino, 19a secolo. (L) = 736 mm,
(I)=585 mm, (b)=30 mm, (b/max)=33 mm. 170 Semplice yataghan
balcanico con lama a taglio singolo ad S senza scanalatura, con
applicati ornamenti in argento e iscrizioni arabe. L’impugnatura
biforcata è di osso, la montatura dell’imbottitura è di stagno.
Probabilmente serba, 19e secolo. (L) = 710 mm, (I) = 572 mm, (b)
= 28 mm, (b/max) = 30 mm.

124
171

171 Yataghan balcanico da cerimonia con lama a taglio singolo a


forma di S e scanalatura lungo il dorso, con decorazioni in argento.
L’impugnatura biforcata in argento massiccio è decorata di corallo,
il fodero di pelle ha una montatura ornamentale alla bocca e punta
in argento a forma di testa di un animale mitico. Montenegro, tardo
19Qsecolo. (L) = 732 mm, (I) = 577 mm, (b) = 32 mm, (b/max) = 34
mm.

125
172 Yataghan nord-africano con lama a taglio singolo ad S deco­
rata con semplici ornamenti geometrici e intarsiata in ottone.
L’impugnatura in legno dotata di anello di ottone è intarsiata con
filo d’argento. La guardia ad S è di ferro, il fodero di legno è
decorato con filo d’argento e quattro anelli di ottone (non c’è
puntale). Probabilmente algerino, 20Bsecolo. (L) = 750 mm, (I) =
581 mm, (b) = 25 mm.

126
173 Coltello balcanico con manico a yataghan e pomo biforcato.
La lama a taglio singolo con massiccio tallone ha la punta diritta
leggermente rialzata. L’impugnatura di corno colorato è decorata
con borchie di ottone e con anelli. L’anello alla base dell’impugna­
tura è in ottone, il fodero di legno è coperto con sottili fogli di ottone.
Probabilmente della Bosnia-Erzegovina, 19S - 20s secolo. (L) =
353 mm, (I) = 226 mm, (b) = 28 mm.

127
174 Coltello balcanico con manico a yataghan e pomo biforcato.
La lama a taglio singolo ha un tallone sporgente e la punta diritta
leggermente rialzata. Il manico in osso è decorato con cerchi,
l’anello è di ottone. Il fodero di legno è coperto con sottili fogli di
ottone e decorato con scanalature trasversali. Probabilmente della
Bosnia-Erzegovina, 19® - 20® secolo. (L) = 252 mm, (I) = 143 mm,
(b) = 20 mm.

128
175 Pugnale balcanico con lama a doppio taglio, tallone bilaterale
e scanalature poco profonde, con belle decorazioni incise. Il
manico in osso è decorato con belle borchie di ottone ed anelli.
Balcanico, 18a - 1 9Ssecolo. (L) = 294 mm, (I) = 178 mm, (b) = 27
mm. 176 Coltello kard con lama triangolare e dorso ricurvo. Le
guancette in osso sono fissate mediante tre rivetti. La sfera di ferro
sul manico serve da guardia ed impedisce che il coltello scivoli
fuori da una cintura di tessuto. Probabilmente turco, 176 - 18®
secolo. (L) = 351 mm, (I) = 241 mm, (b) = 26 mm.
177

177 Kinzhal-kama con lama a doppio taglio diritta e appuntita con


due scanalature, leggermente scentrate. L’impugnatura di osso
bianco presenta due decorazioni a rosetta. Caucasico, 19- secolo.
178 Kinzhal-bebut introdotto nell’esercito russo in epoca anteriore
alla Prima Guerra Mondiale. La lama leggermente ricurva presen­
ta due scanalature, l’impugnatura di legno scuro è decorata su un
lato con due borchie d’ottone emisferiche. (L) = 590 mm, (I) = 435
mm, (b) = 35 mm. 179 Kinzhal-bebut con lama ricurva a doppio
taglio e profonda scanalatura centrale. L’impugnatura presenta
montature di ferro e guancette in osso bianco. Tuia, Russia,
intorno al 1840.

130
180 Kinzhal tipo kama usato dalla guardia personale dello zar in
Russia. La lama a doppio taglio presenta quattro scanalature
longitudinali, le due più interne più profonde di quelle esterne. Su
un lato della lama è incisa la data di produzione. L’impugnatura di
legno scuro è decorata su un lato con tre borchie emisferiche di
metallo bianco. Russia, datato 1898. (L) = 496 mm, (I) = 356 mm,
(b) = 36 mm. 181 Kinzhal tipo kama con lama a doppio taglio
dotata di una profonda scanalatura longitudinale. L’impugnatura di
osso bianco presenta una imbottitura di acciaio, il fodero è coperto
di raso rosso. Prodotto probabilmente a Tuia, Russia, 1840-50. (L)
= 342 mm, (l) = 227 mm, (b) = 29,5 mm.

131
182 Pugnale a braccialetto con lama diritta a doppio taglio e due
scanalature longitudinali poco profonde. Il manico di legno aforma
di corni è decorato con un calcio di alluminio. Il fodero è di cuoio
colorato e di pelle di serpente ed è dotato di un bracciale di pelle
per essere portato sul braccio sinistro. Sudan, dopo il 1950. (L) =
247 mm, (I) = 143 mm, (b) = 31 mm.

132
183 Un altro tipo di manico del pugnale a braccialetto sudanese,
con corni meno sporgenti. 184 Pugnale della tribù degli Afar (Danaki)
con lama a doppio taglio ricurva. Etiopia, prima del 1910. (L) = 480
mm. 185 Tipico pugnale talik della tribù dei Tuareg del Sahara. La
lama a doppio taglio è diritta, il pomo a forma di croce. Il fodero è
di cuoio e presenta un braccialetto metallico per essere portato sul
polso sinistro. Africa del Nord, 19®- 20ssecolo. (L) = circa 400 mm.

133
186 Pugnale con lama diritta a doppio taglio senza scanalature e
decorata semplicemente. L’ impugnatura è in avorio grossolana­
mente lavorato, il fodero è di pelle di serpente. Probabilmente del
sud del Sudan, 20a secolo. (L) = 473 mm, (I) = 343 mm, (b) = 37
mm.

134
188 190

187-190 Coltelli africani ad ascia del bacino del Congo (Zaire).


1880 circa.

135
191 192

193

191,192 Coltelli africani multilama del bacino del Congo (Zaire).


1880 circa. 193,194 Falcetti africani del bacino del Congo (Zaire).
1880 circa.

136
195 -198 Coltelli delle tribù dei Balleg e dei Vahim. Africa Centrale,
1880 circa.

137
199 Pugnale della tribù Bane-Fang con lama a doppio taglio e
impugnatura in legno. Gabon, prima metà del 20- secolo. (L) = 480
mm. 200 Coltello da lancio della tribù dei Koto. L’impugnatura è
awolta di filo di rame. Gabon, prima metà del 20asecolo. (L) = 300
mm. 201 Ascia ingonda della tribù Nkundu. Bacino del Congo
(Zaire), prima meta del 20a secolo. (L) = 485 mm. 202 Ascia della
tribù dei Ngomba. Bacino del Congo (Zaire), inizi del 20s secolo.
(L) = 700 mm.

138
203 Ascia a lama ricurva e manico coperto di cuoio marrone,
fodero in pelle. Africa Occidentale, intorno al 1950. (L) = 670 mm,
(I) = 530 mm, (b) = 34 mm.

139
204 Coltello-pugnale con dorso delia lama affusolato e punta a
lancia. La guardia è formata da un ovale di alluminio. L’impugnatura
a botte è di alluminio e legno. Il fodero è riccamente decorato.
Guinea, intorno al 1955. (L) = 295 mm, (I) = 180 mm, (b) = 22 mm.

140
205 Coltello-pugnale chura con dorso della lama diritto a forma di
T. La lama presenta ornamenti di ottone, l’imbottitura del manico
è inferro. Afghanistan, 19S- 20- secolo. (L) = 470 mm, (I) = 348 mm,
(b) = 44 mm. 206 Coltello-pugnale pathan. Il dorso della lama è a
forma di T. La parte superiore della lama è decorata con motivi di
piante, le guancette sono di corno con scanalature trasversali. Il
manico ha un’imbottitura di ottone ed una piccola sporgenza nella
parte terminale con un foro per un cordino. Pakistan o Afghanistan,
19® secolo. (L) = 580 mm, (I) = 460 mm, (b) = 46 mm.

141
207

207 Pugnale katar (khutar) con lama triangolare a doppio taglio


scanalata su entrambi i lati. Il manico di acciaio è unito alla lama
ed è formato da due bracci paralleli collegati da due impugnature
trasversali. Il fodero è coperto di raso rosso. India, 19s o 20 a
secolo. (L) = 438 mm, (I) = 231 mm, (b) = 62 mm.

142
208 209 210

208 Pugnale katar con impugnatura a bracci divergenti. 209 Katar


del Thanjavur con guardia afoglia e lama europea. 210 Turup katar.
I bracci dell’impugnatura sono collegati da una striscia di acciaio.
211 Katar a lama doppia. 212 Katar con lame laterali imperniate.
213 Katar con lama a punta biforcata.

143
215

« p

217

214 Pugnale indù kanjarli con lama a doppio taglio a forma di S,


pomo a fungo ed arco articolato. 215 Jambiya indiano con manico
a testa di cavallo. 216 Pugnale bichwa dell’India meridionale. Il
manico è dotato di artigli simili a quelli della tigre (vedi anche Figura
221 ). 217 Coltello elefante (bhuj o kutti) del Sind, attuale Pakistan.
Il suo lungo manico cilindrico è dotato di pomo della forma di una
testa di elefante stilizzata. La lama ha un falso filo sulla punta.

144
220 221

218 Ascia moplah del Malabar con lama a doppio taglio. 219 Ascia
ayda katti del Malabar con la lama affilata nella parte interna.
220 Chakram, disco da lancio usato dai Sikh del Punjab. 221 Bagh
nakh (artiglio di tigre) usato dai Thug del Punjab. Era portato sulle
dita come un tirapugni.

145
222 Coltello kukri dei Gurkha con lama a taglio singolo ricurva
rigonfia sulla punta. Il tallone porta un incavo semicircolare con
una punta e ci sono due scanalature sotto il dorso. L’impugnatura
è di avorio, con una imbottitura di ottone ed un caratteristico centro
a forma di piatto. Nepal, 19Bsecolo. (L) = 410 mm, (I) = 320 mm,
(b) = 31 mm, (b/max) = 50 mm. a) acciarino con manico d’avorio.
(L) = 110 mm, (I) = 57 mm, (b) = 13 mm, (b/max) = 15 mm. b) fodero
di cuoio per il kukri e l’acciarino; la montatura d’argento è munita
di raso rosso sulla parte superiore del fodero.

146
223 Coltello kukri con impugnatura di corno e fodero di cuoio con
montature di ottone ed un occhiello per permettere la sospensione
dalla cintura. Il fodero ha un compartimento nella parte interna per
il coltellino e l’acciarino. India, intorno al 1960. (L) = 500 mm, (I) =
375 mm, (b) = 35 mm, (b/max) = 58 mm. a) coltellino abbinato con
manico in corno. (L) = 115 mm, (I) = 73 mm, b) acciarino con
manico in corno. (L) = 119 mm, (I) = 76 mm.

147
224

224 Denaro cinese a coltello: monete di bronzo del periodo della


dinastia Chou, che rappresentano diverse forme di coltelli del
periodo. Intorno al 500 a.C.

148
225 226 227 228

225 Pugnale nepalese chilanum con lama a doppio taglio a forma


di S ed arco articolato su un lato. 226 Coltello filippino p/ra con lama
ricurva a taglio singolo e punta smussata. Il pomo ha la forma di un
corno. 227 Coltello a serramanico filippino balisong. 228 Coltello
piha-kaetta dello Sri Lanka, con lama a taglio singolo e punta
ricurva.

149
229 Kris (karis ) indonesiano con lama a doppio taglio ondulata.
L’impugnatura assomiglia al calcio di una pistola ed è in legno
colorato di scuro, con anello metallico decorativo sotto l’impugna­
tura. La parte superiore del fodero a forma di barca rappresenta in
realtà la fioritura di un’orchidea stilizzata. La parte più stretta del
fodero è coperta con fogli di metallo decorato. Probabilmente
giavanese, tardo 19® secolo. (L) = 430 mm, (I) = 325 mm.

150
231

230 Kris indonesiano con lama a doppio taglio diritta ed impugna­


tura di corno a forma di figura bizzarra. Giava. (L) = 455 mm, (I) =
360 mm. 231 Spada indonesiana karis pandjang a doppio taglio,
con lama rinforzata nella parte centrale. L’impugnatura di legno
assomiglia al calcio di una pistola. Sumatra. (L) = 615 mm, (I) = 500
mm.

151
232 233

232 Spada indonesiana a lama ondulata rassomigliante al kris. Il


pomo assomiglia alla lettera T con la linea superiore obliqua. Il
manico è in legno leggermente colorato ed è legato con una corda.
Kalimantan (Bornéo). (L) = 685 mm, (I) = 530 mm. 233 Coltello
indonesiano barong con lama a taglio singolo ellittica. Kalimantan
(Bornéo). (L) = 490 mm, (I) = 360 mm, (b/max) = 56 mm.

152
234 235

234 Coltello golok indonesiano con lama panciuta a taglio singolo.


Il pomo del manico di legno ha la forma di una testa di uccello
stilizzata. Giava. (L) = 300 mm, (I) = 176 mm. 235 Coltello indo­
nesiano rentjong con lama a taglio singolo a forma di S. Il manico
è angolato. Sumatra. (L) = 295 mm, (I) = 195 mm.

153
236 Coltello a sciabola indonesiano con lama a taglio singolo. Il
manico in legno è scolpito a forma di testa umana. Il fodero in legno
ha una sporgenza a corno. Sumatra. (L) = 530 mm, (I) = 360 mm.

154
237 Coltello indonesiano sekin con lama a taglio singolo ricurva e
sporgenza a corno. Sumatra. 238 Coltello indonesiano seiva con
lama a taglio singolo. Sumatra. 239 Coltello indonesiano vedong
con lama panciuta a taglio singolo e fodero. Giava.

155
240 Spada giapponese tan-to corta, con guardia a disco tsuba.
241 Coltello-pugnale giapponese hamidashi con guardia a disco
ridotta. 242 Coltello-pugnale giapponese haikuchi senza guardia.
Il manico ed il fodero sono di avorio intagliato. In uno scomparti­
mento sul lato si trova un coltellino kozuki.

156
243 Coltello giapponese kozuki. 244 Coltello giapponese ad ago
kogai. 245 Coltello-pugnale giapponese per la mano sinistra
hachiwara con incavo per intrappolare la lama deN’awersario.

157
246 247 248 249

246 Coltello bowie americano a taglio singolo con punta diritta e


tallone sporgente. 247 Coltello bowie americano a taglio singolo
con punta curva e falso filo. 248 Coltello bowie americano a taglio
singolo con punta a lancia. 249 Coltello bowie americano a doppio
taglio con punta a lancia.

158
250 Tipico pugnale a spinta a doppio taglio con punta a lancia e
impugnatura trasversale. Il fodero è metallico con un fermaglio a
molla per appenderlo ed una catena di sicurezza. U.S.A., intorno
al 1850.

159
251 252

251 Coltello argentino a taglio singolo con punta a lancia e tallone


sporgente. Il manico ed il fodero sono in metallo, con decori in
rilievo. Un collo cilindrico elastico del fodero tiene sicuro il coltello.
Intorno al 1960. (L) = 220 mm, (I) = 128 mm, (b) = 16 mm.
252 Coltello boliviano con lama a taglio singolo, punta a lancia e
seghettatura sul dorso. Il pesante manico di sequoia ha il pomo
rinforzato con un cappuccio metallico ed un anello. Intorno al 1970.
(L) = 320 mm, (I) = 177 mm, (b) = 34 mm.

160
253 Tipico coltellaccio del 16- -17® secolo con lama massiccia a
taglio singolo e punta smussata. La lunghezza della lama è di circa
400 mm nella maggioranza degli esemplari; la larghezza può
raggiungere i 100 mm. C’è un solo ramo. 254 Ascia da caccia con
lama a taglio singolo appuntita e falso filo di 50 mm. Il manico
presenta un pomo metallico a becco, guancette e rami di corno ed
una targhetta di ottone per il nome del proprietario. Germania
Orientale, intorno al 1975. (L) = 336 mm, (I) = 226 mm, (b) = 25 mm,
(b/max) = 36 mm.

161
V
255 Coltello per pugnalare i cervi con punta a lancia e lama a taglio
singolo, con larga scanalatura su ogni lato. L’impugnatura è di
corno di cervo. I rami di ottone presentano decorazioni a forma di
testa umana. Antonin Preis, Praga, Boemia, intorno al 1880. (L) =
510 mm, (I) = 381 mm, (b) = 30 mm. 256 Coltello per pugnalare i
cervi con lama a taglio singolo, punta a lancia e larga scanalatura
su ogni lato. L’impugnatura è di corno di cervo, le altre parti di ferro.
I rami hanno la forma di una S. Antonin Preis, Praga, Boemia,
intorno al 1880. (L) = 520 mm, (I) = 383 mm, (b) = 30 mm.

162
257 Coltello per pugnalare i cervi pieghevole (allungabile) con
punta a lancia e lama a taglio singolo. Le guancette sono di corno,
l’imbottitura di ottone. Quando è aperto, la lama è tenuta da un
blocco laterale controllato da un rivetto centrale. Il fodero è di cuoio
con montature in ottone. Probabilmente tedesco (sulla lama è
inciso il nome Freìtag) , intorno al 1860. (L) = 386 mm, (I) = 248 mm,
(b) = 21 mm, (L) = 269 mm, (I’) = 132 mm.

163
258 Ascia-coltellaccio da caccia con lama a taglio singolo e punta
leggermente ricurva. L’impugnatura è di corno di cervo con rami
lenticolari. Il fodero è in cuoio morbido. Mume Co., Spagna, intorno
al 1965. (L) = 351 mm, (I) = 189 mm, (b) = 30 mm, (b/max) = 41 mm.

164
259 Tipico coltello da infilare nel collo del cervo per finirlo con lama
a taglio singolo e punta affusolata. Il manico è in corno di cervo, con
imbottitura metallica. Il ramo è integrale con la lama. Il fodero è di
cuoio rinforzato con metallo. Heinrich Bòker Co., Solingen, Ger­
mania. (L) = 200 mm, (I) = 90 mm, (b) = 16 mm. 260 Tipico coltello
da caccia aperto con lama a taglio singolo a punta diritta e
seghettatura sul dorso. Il manico e di corno di cervo, il pomo e
l’anello sono di alluminio. Germania Orientale, intorno al 1960. (L)
= 254 mm, (I) = 144 mm, (b) = 26 mm.

165
261 262

261 Coltello aperto per sventrare con lama corta, filo diritto e
manico in legno. Frosts Co., Mora, Svezia, intorno al 1970. (L) =
184 mm, (I) = 56 mm, (b) = 18 mm. 262 Coltello aperto per
sventrare con lama ricurva. Il manico presenta un pomo metallico
a becco; le guancette sono di corno. C’è un solo ramo. Germania
Orientale, Intorno al 1975. (L) = 210 mm, (I) = 99 mm, (b) = 17 mm.

166
263

263 Coltello da caccia con punta a lancia e lama a taglio singolo.


Il manico è in osso (zampa di cervo), coperto di metallo. Il tallone
del manico è rinforzato con un anello di metallo. I rami sono aforma
di S. Germania, intorno al 1910. (L) = 227 mm, (I) = 103 mm, (b) =
17 mm. 264 Pugnale da caccia con lama a doppio taglio di sezione
cruciforme, foggiato come le baionette del fucile austriaco Lorenz.
Il manico ha un’imbottitura di ottone, le guancette sono di corno.
I rami a S sono di ottone. Austria, tardo 19a secolo. (L) = 245 mm,
(I) = 141 mm, (b) = 22 mm.

167
1

265

265 Coltello aperto per scuoiare a punta diritta. U.S.A. 266 Coltello
aperto per scuoiare a punta abbassata. U.S.A. 267 Coltello aperto
per scuoiare a punta rialzata. U.S.A.

168
268

268 Coltello per sventrare e scuoiare con gancio sul dorso vicino
alla punta. Il manico, modellato per una salda presa, è in gomma
vulcanizzata. Manifattura sconosciuta, intorno al 1968. (L) = 219
mm, (I) = 110 mm, (b) = 36 mm, (b/max) = 40 mm. 269 Coltello per
scuoiare di disegno non convenzionale con manico a tirapugni e
lama a doppio taglio staccabile. Il taglio inferiore serve per sven­
trare. Wyoming Co., U.S.A., 1976.

169
270 Coltello per scuoiare a punta diritta con appoggio per il pollice
sul dorso della lama. Essa è staccabile e viene fissata al manico
mediante una vite laterale (vedi anche Figura 42). Il coltello è
dotato di un accessorio ad ascia. Le guancette sono di gomma
vulcanizzata. Unione Sovietica, intorno al 1960. (L) = 245 mm, (I)
= 116 mm, (b) = 28 mm.

170
271 Coltello per scuoiare con lama a doppio taglio, punta diritta e
appoggio per il pollice. Il manico è di plastica nera ed ha una
borchia con un anello sulla cima. Unione Sovietica, 1970. (L) = 293
mm, (I) = 154 mm, (b) = 31.5 mm, (b/max) = 40 mm. 272 Coltello
da caccia a scatto con lama pieghevole e molla sempre carica.
Controllato da un elemento singolo (ad esempio un fermo laterale
azionato da una molla con levetta a caduta - vedi anche Figura 57).
Le guancette sono di corno di cervo ed il manico è dotato di un
anello per appenderlo. Manufrance Co., St Etienne, Francia,
1965. (L) = 270 mm, (I) = 118 mm, (L’) = 152 mm, (b) = 22 mm.

171
273 274

273 Coltello da caccia a serramanico di tipo standard con lama


pieghevole, seghetto per tagliare le ossa e lama per sventrare. La
lama a punta di lancia è bloccata mediante un fermo sul dorso la
cui protuberanza di controllo sporge sopra il manico di corno di
cervo. Germania Orientale, intorno al 1964. (L) = 211 mm, (I) = 92
mm, (L’) = 119 mm, (b) = 16 mm. 274 Gancio pieghevole per
sventrare usato per rimuovere le viscere dei volatili.

172
275 Coltello da caccia a serramanico con lama pieghevole e
seghetto per tagliare le ossa. La lama ha la punta ricurva senza
falso filo ed è bloccata da un fermo sul dorso il cui controllo è posto
sullo stesso livello del manico. Le guancette sono di legno, con
imbottitura di ottone. Hubertus Co., Germania Occidentale, intor­
no al 1970. (L) =234mm, (I) = 103mm, (L’) = 131 mm, (b) = 16mm.
276 Coltello da caccia a serramanico con lama pieghevole e
combinazione apriscatole/ apribottiglie. La lama del coltello ha la
punta ricurva senza falso filo ed è senza fermo. L’imbottitura del
manico è dotata di un estrattore fisso di cartucce calibro 12/16. Le
guancette sono di plastica nera. Unione Sovietica, intorno al 1980.
(L) = 230 mm, (I) = 102 mm, (L’) = 128 mm, (b) = 18 mm.

173
277 278

277 Coltello da caccia con lama pieghevole e punta a lanciafissata


con un fermo sul dorso. Il controllo è posto allo stesso livello del
manico. Il coltello è dotato di un estrattore di cartucce regolabile i
cui bracci si possono fissare sulla misura necessaria, il calibro
massimo è 12. Italia, intorno al 1970. ( L) = 198 mm, (I) = 85 mm,
(L’) = 113 mm, (b) = 17 mm. 278 Coltello da caccia con lama più
lunga del manico. Il taglio della lama che fuoriesce è protetto da un
protettore pieghevole che diventa anche sistema di bloccaggio
(vedi anche Figura 51 ). La lama è a taglio singolo con punta ricurva
e senza falso filo. Il manico ha guancette di corno e rami pieghevoli.
Marble Co., U.S.A., intorno al 1930. (L) = 204 mm, (I) = 98 mm, (L’)
= 133 mm (lunghezza del manico 97 mm), (b) = 15 mm.

174
279 Coltello allungabile con lama pieghevole e punta curva senza
falso filo. Quando è aperto, la lama è bloccata mediante un fermo
sul dorso; quando è chiuso è assicurata mediante un fermo
laterale controllato da un pulsante ovale posto a metà del manico.
Il coltello ha guancette di legno e rami pieghevoli. Probabilmente
tedesco, intorno al 1910. (L)=300 mm, (I) = 179 mm, (L’) =212 mm,
(I’) = 98 mm, (b) = 21 mm.

175
280 Coltello allungabile con lama pieghevole e punta ricurva
senza falso filo. Il fermo sul dorso azionato da una molla presenta
una leva di controllo (vedi anche Figura 47). Il coltello ha guancette
di legno e rami pieghevoli. Manufrance Co., St Etienne, Francia,
intorno al 1965. (L) = 308 mm, (I) = 187 mm, (L’) = 216 mm, (I’) =
100 mm, (b) = 22 mm.

176
I

281

281 Coltello da caccia aperto con seghetto pieghevole e lama per


sventrare inseriti nel manico. La lama ha la punta ricurva senza
falso filo, le guancette sono in corno di cervo. C’è un solo ramo in
ottone. Quando vengono usati gli accessori, il coltello viene
impugnato per la lama, protetta da un fodero di pelle morbida.
Simson Co., Suhl, Germania Orientale, intorno al 1965. (L) = 263
mm, (I) = 139 mm, (b) = 23 mm.

177
282 Coltello da campeggio aperto con lama a punta diritta e
scanalatura su ogni lato. Il pomo e la guardia sono in lega di
alluminio. Nel pomo è posta una bussola. L’elsa è di corno di cervo
decorato alle estremità con dischi di plastica colorata. Germania
Orientale, intorno al 1965. (L) = 237 mm, (I) = 126 mm, (b) = 19 mm.
283 Coltello da campeggio aperto con lama a punta leggermente
ricurva, manico di legno e pomo di alluminio. Il tallone del manico
è decorato con dischi di alluminio e plastica nera. La guardia è
minima ed è posta solo su un lato. Manifattura sconosciuta, intorno
al 1930. (L) = 232 mm, (I) = 121 mm, (b) = 23 mm.

178
285

284 Coltello da campeggio aperto con la punta della lama legger­


mente ricurva e senza falso filo. Le guancette sono in legno e i rami
di forma ellittica. Cecoslovacchia, ispirato a modelli statunitensi,
intorno al 1930. (L) =222mm, (l) = 126mm, (b) =23 mm. 285 Coltello
da campeggio aperto di tipo finlandese con punta leggermente
ricurvae senza falso filo. L’impugnatura di legno presenta un pomo
a becco in alluminio ed un anello di forma ovale dello stesso
materiale. Germania Orientale, intorno al 1975. (L) = 228 mm, (I)
= 120 mm, (b) = 22 mm.

179
286

286 Coltello da campeggio a serramanico sul sistema Mercator,


dotato di lama pieghevole e punta a lancia. La lama è bloccata con
un fermo sul dorso. È dotato dei seguenti accessori pieghevoli:
punteruolo, cavatappi e apriscatole. Il manico di metallo è dipinto
di nero e presenta un anello sulla cima. Solingen, Germania,
intorno al 1930. (L) = 230 mm, (I) = 102 mm, (L’) = 128 mm, (b) =
16 mm. 287 Coltello da campeggio a serramanico con lama sbloc­
cata e dorso angolato. Gli altri accessori pieghevoli sono un
apriscatole e un apribottiglie combinati. Il manico ha guancette di
plastica e un anello. Unione Sovietica, intorno al 1965. (L) = 225
mm, (I) = 98 mm, (L’) = 127 mm, (b) = 18 mm.

180
288 Coltello da campeggio a serramanico con lama pieghevole
dotata di punta a lancia e apriscatole pieghevole. La lama è
semibloccata mediante una molla sul dorso rettangolare «a naso»
(vedi anche Figura 41). L’imbottitura del manico è in ottone, le
guancette di plastica bianca. Il manico è dotato di anello. Saint
Joanis Chapelat-Bijoulux Co., Francia, intorno al 1970. (L) = 234
mm, (I) = 102 mm, (L’) = 132 mm, (b) = 28 mm. 289 Coltello da
campeggio a serramanico marca Big Swede con lama pieghevole
a punta curva senza falso filo. La lama è bloccata mediante un
fermo sul dorso. Il manico di plastica nera è dotato di anello.
Normark Co., Svezia, intorno al 1975. (L) = 211 mm, (I) = 94 mm,
(L’) = 117 mm, (b) = 17 mm, (b/max) = 21 mm.

181
290 Coltello da campeggio a serramanico modello 111 Puma
Sport con punta diritta, lama pieghevole e fermo laterale per la
lama aperta e chiusa simile a quello mostrato nella Figura 59. Il
bloccaggio è controllato da un pulsante posto alla base del manico
in plastica nera. Puma Co., Germania Occidentale, intorno al
1981. (L) = 198 mm, (I) = 82 mm, (L’j = 116 mm, (b) = 18.
291 Coltello da campeggio allungabile con punta a lancia, lama
pieghevole dotata di una breve scanalatura su ogni lato. La lama
aperta è bloccata da un fermo basco completo. Il manico è
rinforzato con un anello metallico, le guancette sono di imitazione
di madreperla. Il coltello è dotato di rami pieghevoli. Spagna,
intorno al 1967. (L) =216 mm, (I) = 120 mm, (L’) = 148 mm, (I’) =
58 mm, (b) = 21 mm.

182
292 Coltello da campeggio a serramanico marca Lisa con la lama
bloccata mediante un manico pieghevole diviso in due, con guan-
cette di acciaio rivestite di plastica. Il manico ha la forma di una
volpe in corsa (vedi anche Figura 65). Unione Sovietica, intorno al
1960. (L) = 220 mm, (I) = 93 mm, (L’) = 127 mm, (b) = 17 mm.

183
293

293 Coltello da campeggio a serramanico con accessori pieghe­


voli. Il coltello può essere diviso in tre parti. La parte centrale ha la
lama di un coltello e gli accessori comprendono una forchetta con
un apriscatole/apribottiglie ed un cucchiaio con un cavatappi. Le
guancette sono di plastica nera. Unione Sovietica, intorno al 1970.
(L) = 200 mm, (I) = 87 mm, (L’) = 113 mm, (b) = 16 mm.

184
294

296

294 Coltello da pesca islandese. La lama è lunga 106 mm, ha la


punta arrotondata ed il dorso convesso. Il manico di legno è
rivestito di canapa per migliorare la presa. 295 Coltello da pesca
islandese. La lama è lunga 159 mm, ha il dorso convesso, la punta
arrotondata ed il lato concavo affilato. Il manico è in legno. 296 Un
altro tipo di coltello da pesca islandese. La lama è lunga 180 mm
ed ha il dorso diritto, un filo convesso e la punta arcuata. Per
migliorare la presa, il manico di legno è rivestito di canapa.

185
(
/
297 298 299

297 Coltello da pesca usato nelle Isole Faroe. La lama è lunga


circa 180 mm, con punta arrotondata e rialzata. Il manico è di
legno. 298 Coltello da pesca usato nelle Isole Faroe. La lama è
lunga circa 180 mm, ha la punta a lancia ed una curva convessa
sul dorso vicino alla punta. Il manico è di legno. 299 Coltello per
fare i filetti con punta diritta e lama lunga 152 mm. Sulla parte
terminale del manico di legno è situato un cucchiaio di acciaio per
sviscerare il pescato.

186
300 Coltello aperto da pescatore per fare i filetti a lama stretta e
punta leggermente rialzata. Il manico è di plastica nera, il pomo è
colorato di rosso. Il manico è vuoto, rendendo il coltello galleggian­
te. Wietscher Co., Solingen, Germania, intorno al 1977. (L) = 273
mm, (I) = 142 mm, (b) = 19 mm. 301 Coltello aperto per pescatore
con lama a punta di lancia dotata di squamatore ed apribottiglie sul
dorso. L’impugnatura di sughero, coperta con un coperchietto
nero ad ogni estremità, rende il coltello inaffondabile. KDS Co.,
Sedlcany, Cecoslovacchia, intorno al 1979. (L) = 229 mm, (I) = 117
mm, (b) = 20 mm.

187
302

302 Coltello a serramanico per pescatore con lama pieghevole a


punta ricurva. La lama è senza blocco. L’accessorio pieghevole è
formato da uno squamatore combinato con una forchetta per
sviscerare ed un apribottiglie. Germania Orientale, intorno al 1965.
(L) = 228 mm, (I) = 100 mm, (L’) = 128 mm, (b) = 11 mm.
303 Coltello a serramanico per pescatore con lama pieghevole a
punta di lancia senza blocco. L’accessorio pieghevole è una
forchetta per sviscerare combinata con un apribottiglia. L’estremità
del manico è dotata di pinzette e la lama contiene anche un calibro
di 18 cm. Probabilmente francese, intorno al 1970. (L) = 200mm,
(I) = 68 mm, (L’) = 132 mm, (b) = 10 mm.

188
304 Coltello a serramanico da pescatore modello 863 con lama
pieghevole e punta ricurva. La lama non è dotata di blocco e
presenta una seghettatura nella parte centrale. L’accessorio pie­
ghevole consiste in una combinazione svisceratore, squamatore,
apribottiglia. Una guancetta comprende una pietra per affilare gli
ami, l’altra una tasca per un ago con cui finire l’esca. Puma Co.,
Germania Occidentale, intorno al 1960. (L) = 220 mm, (I) = 96 mm,
(L’) = 124 mm, (b) = 13 mm. 305 Coltello a serramanico da pe­
scatore con lama pieghevole senza blocco. Il dorso della lama è
dotato di uno squamatore. L’accessorio pieghevole comprende
uno svisceratore, con una lama finemente seghettata ed un
apribottiglia. Il manico è di acciaio ed ha all’estremità una sfera
cava contenente un metro di filo di acciaio. Probabilmente italiano,
intorno al 1970. (L) = 264 mm, (I) = 106 mm, (L’) = 158 mm, (b) =
17 mm.

189
306 307

306 Coltello da pescatore a serramanico con la lama bloccata


mediante un manico pieghevole diviso in due. La lama ha la punta
diritta ed uno squamatore sul dorso. Il tallone ha la forma di un
cacciavite e di un gancio. Il manico è di metallo rivestito da
un’imitazione di madreperla. Gnosjò Co., Svezia, intorno al 1964.
(L) = 208 mm, (I) = 94 mm, (L’) = 119 mm, (b) = 17 mm. 307 Coltello
a serramanico da pescatore con la lama bloccata mediante un
manico pieghevole diviso in due. La lama ha la punta diritta ed uno
squamatore sul dorso. Il manico pieghevole è in plastica nera.
Hong Kong, intorno al 1980. (L) = 216 mm, (I) = 98 mm, (L’) = 121
mm, (b) = 21.5 mm.

190
308 309

308 Lungo coltello da baleniere con lama a falcetto fissata ad un


manico in legno. La lama è affilata sul taglio esterno, convesso. (L)
circa 1200 mm. 309 Corto coltello da baleniere con lama dotata
Q. Il

i appoggio per il pollice e falso filo in punta. (L) = circa 300 mm.

191
310 Coltello aperto da navigazione o da marinaio con una punta
leggermente rialzata ed affilata e guancette in legno. Il punteruolo
separato, di lega di alluminio, viene portato in una tasca laterale del
fodero di pelle. Pontus Holmberg Co., Eskilstuna, Svezia, intorno
al 1970. (L) = 243 mm, (I) = 132 mm, (b) = 24 mm.

192
311 Coltello a serramanico da marinaio con lama pieghevole a
punta arrotondata. Gli accessori pieghevoli consistono in un
punteruolo ed un apriscatole. Una estremità del manico termina
con un cacciavite, l’altra con un anello. Le guancette sono di
plastica nera finemente incisa. Irlanda, intorno al 1950. (L) = 162
mm, (I) = 68 mm, (L’) =96 mm, (b) = 16 mm. 312 Coltello da marinaio
a serramanico con lama pieghevole a punta arrotondata ed
accessorio pieghevole a punteruolo. Harrison Brds. e Howson
Co., Sheffield, Inghilterra, intorno al 1930. (L) = 198 mm, (I) = 83
mm, (L’) = 115 mm, (b) = 18.5 mm.

193
313 Coltello a serramanico inaffondabile da navigazione o da
marinaio con lama pieghevole a punta di lancia ed accessorio
pieghevole a punteruolo. Le guancette sono di sughero. Zwilling
Co., Germania Occidentale, intorno al 1970. (L) = 191 mm, (I) = 80
mm, (L’) = 111 mm, (b) = 13 mm.

194
314

314 Coltello utensile con a) chiave regolabile, b) lama di coltello


pieghevole con punta a lancia, c) cacciavite/apribottiglie pieghe­
vole, d) cacciavite Phillips pieghevole. Il manico è in acciaio lucido.
Probabilmente francese, intorno al 1965. (L) = 195 mm, (I) = 59
mm, (L’) = 136 mm, (b) = 10 mm.

195
315 Coltello utensile con a) chiave a pappagallo regolabile, b) lama
di coltello pieghevole con punta a lancia, c) accessori pieghevoli
combinati comprendenti spellatili, d) apribottiglie, e) apriscatole
combinato con f) punteruolo. Il braccio regolabile della chiave a
pappagallo è staccabile e può essere usato come cacciavite.
Quando non è usato il braccio è fissato. Manufrance Co.,St
Etienne, Francia, intorno al 1965. (L) = 207 mm, (I) = 140 mm, (b)
= 13 mm.

196
é

316

316 Coltello utensile marca Draka dotato di quattro accessori


pieghevoli fissati su un unico perno: lama di coltello con punta a
lancia, cacciavite largo e stretto e lima. Gli accessori sono mante­
nuti fermi da un bloccaggio sul dorso senza molla (vedi anche
Figura 46). L’estremità dorsale del fermo è usata per spingere gli
accessori fuori dal manico costituito da una striscia di acciaio a
forma di U. Produttore sconosciuto, intorno al 1930. (L) = 119 mm,
(I) = 51 mm, (L’) = 68 mm, (b) = 7 mm.

197
317 Coltello da automobilista con accessori pieghevoli: lama larga
di coltello, lama piccola di coltello con incavo spellatili, lima per
distribuire il contatto ed una serie di calibri a lame. Il manico ha
l’imbottitura metallica, guancette in plastica ed un anello. Mikov
Co., Mikulasovice, Cecoslovacchia, 1985. (L) = 157 mm, (I) = 67
mm, (L’) = 90 mm, (b) = 10 mm.

198
318

318 Coltello utensile dell’esercito in dotazione aqli sciatori, con


punta a lancia e lama pieghevole. L’altra estremità del manico è
dotata di un perno per tenere gli accessori composti da: a)
punteruolo, b) lima piatta con estremità a cacciavite, c) sega da
legno, d) scalpello. Il manico è di metallo con guancette di legno.
Il coltello e gli accessori sono custoditi in un fodero di tessuto (non
mostrato). Sandrik Co., Stos, Cecoslovacchia, intorno al 1955. (L)
= 157 mm, (I) = 59 mm, (L’) = 98 mm, (b) = 15 mm.

199
319

n n

\J
319 Coltello utensile con a) cacciavite Phillips pieghevole e ac­
cessori staccabili, b) apriscatole/apribottiglie, c) martello, d) cac­
ciavite piatto a testa stretta, e) seghetto da legno, f) lama di coltello
con punta a lancia, g) lima piatta con testa larga a cacciavite. Gli
accessori sono fissati al manico mediante un fermo controllato dal
cacciavite Phillips pieghevole (vedi anche Figura 71). Le guancet­
te sono di plastica bianca. Il coltello e gli accessori sono contenuti
in una custodia di plastica con chiusura lampo (non mostrata).
Probabilmente giapponese, intorno al 1968. Dimensioni con la
lama di coltello attaccata: (L) = 184 mm, (I) = 91 mm, (L’) = 93 mm,
(b) = 13 mm.

200
320 Coltello utensile aperto con lama arcuata, che può essere
sostituita con i seguenti accessori: a) combinazione lima piatta/
apribottiglie, b) cavatappi, c) estrattore di cartucce calibro 12, d)
apriscatole. La lama e gli accessori sono fissati al manico come
nella Figura 72. Le guancette sono imitazione di corno. Il coltello
è contenuto in un fodero di pelle con un compartimento laterale che
contiene gli accessori (non mostrato). Gabrovo, Bulgaria, intorno
al 1980. (L) = 241 mm, (I) = 130 mm, (b) = 21 mm.

201
321 322

321 Coltello a serramanico da contadino con lama arcuata pie­


ghevole e manico in legno decorato. Quando è aperta, la lama si
ferma contro un manicotto metallico, (vedi anche Figura 38).
Moravia, intorno al 1880. (L) = 182 mm, (I) = 82 mm, (L’) = 100 mm,
(b) = 16 mm, (b/max) = mm 21. 322 Coltello a serramanico da
contadino con punta a lancia, lama pieghevole e manico liscio in
legno. Quando è aperta, la lama si ferma contro un manicotto
metallico (vedi anche Figura 38). La lama porta il marchio del
produttore sotto forma di chiave stilizzata. Moravia, intorno al
1880. (L) = 152 mm, (I) = 65 mm, (L’) = 87 mm, (b) = 15 mm.

202
323 324

323 Coltello a serramanico da contadino con lama pieghevole a


punta di lancia e punteruolo pieghevole. Il manico piatto è in legno
ed è rinforzato da due manicotti fra i quali si trova una pietra focaia
(a). Quando sono aperti, la lama ed il punteruolo si fermano contro
i manicotti metallici (vedi anche Figura 38). Moravia, intorno al
1900. (L) = 176 mm, (I) = 75 mm, (L’) = 101 mm, (b) = 15 mm.
324 Coltello a serramanico da contadino con lama pieghevole a
punta diritta e manico in corno di cervo. Quando è aperta, la lama
si ferma con il suo “naso” contro il dorso del manico. Regione di
Sumava (selva boema), Boemia, intorno al 1900. (L) = 175 mm, (I)
= 76 mm, (L’) = 99 mm, (b) = 19 mm.

203
325 Moderno coltello a serramanico da contadino con lama
pieghevole a punta diritta, molla sul dorso e guancette di legno.
SandrikCo., Stos, Cecoslovacchia, intorno al 1974. (L) = 196mm,
(I) = 89 mm, (L’) = 107 mm, (b) = 15 mm. 326 Moderno coltello a
serramanico da contadino marca Opinel con lama pieghevole e
punta diritta leggermente rialzata. Quando è aperta, la lama è
bloccata da un sistema Virobloc costituito da una ghiera rotante
(vedi anche Figura 43). Il manico cilindrico è di legno. Francia,
intorno al 1970. (L) = 224 mm, (I) = 98 mm, (L’) = 126 mm (misura
10), (b) = 21 mm.

204
327 Temperino con due lame pieghevoli. L’imbottitura del manico
è di ottone, le guancette di corno. Solingen, Germania, intorno al
1920. (L) = 183 mm, (I) = 78 mm (lama piccola 47 mm), (L’) = 105
mm, (b) = 13 mm. 328 Temperino con due lame pieghevoli,
imbottitura del manico in ottone e guancette in osso. Marchio
Solidus, intorno al 1930. (L) = 119 mm, (I) = 51 mm (lama piccola
36 mm), (L’) = 68 mm, (b) = 7 mm.

205
329

ïd

329 Temperino da signora con due lame pieghevoli (lama piccola


rotta). Il manico è dotato di imbottitura metallica e guancette di
madreperla. Solingen, Germania, intorno al 1930. (L) = 92 mm, (I)
= 33 mm (lama piccola circa 24 mm), (L’) = 59 mm, (b) = 6 mm.
330 Temperino con tre lame pieghevoli, incavi per l’unghia e
guancette di madreperla. Austria, intorno al 1920. (L) = 126 mm,
(I) = 53 mm (lama media 31 mm, lama piccola 20 mm), (L’) = 73
mm, (b) = 5.5 mm.

206
331 Temperino con due lame pieghevoli creato per commemorare
l’alleanza della Germania con l’Austria-Ungheria nella Prima Guerra
Mondiale. Le guancette sono rivestite di acciaio placcato di nichel
e portano su un lato i ritratti dei due sovrani, l’immagine di una
quercia e l’iscrizione IN TREUEFEST WIEEINEEICHE. Sull’altro
lato sono incise le date 1914, 1916 e gli stemmi dei due stati.
Germania, 1916. (L) = 155 mm, (I) = 63 mm (lama piccola36 mm),
(L’) = 92 mm, (b) = 9 mm.

207
332 333

332 Coltello personale da manicure con diversi accessori pieghe­


voli: a) lama di coltello, b) forbicine, c) cacciavite/apribottiglie, d)
limetta daunghie con punta pulisciunghie. Le guancette squadrate
sono di madreperla. Intorno al 1970. (L) = 120 mm, (I) = 53 mm, (L’)
= 67 mm, (b) = 8.5 mm. 333 Coltello personale da manicure con
due accessori pieghevoli: a) lama di coltello, b) limetta da unghie
con punta pulisciunghie. Il manico di acciaio contiene un paio di
forbicine amovibili (c) i cui bracci diventano anche pinzette. Ger­
mania Occidentale, intorno al 1968. (L) = 99 mm, (I) = 41 mm, (L’)
= 58 mm, (b) = 5 mm.

208
334 Coltello personale da campeggio derivato dal coltello per
ufficiali dell’esercito svizzero e comprendente una serie di acces­
sori pieghevoli: a) larga lama di coltello con bordo seghettato, b)
apriscatole con piccolo cacciavite, c) forbicine, d) seghetto per
legno, e) lima da ferro e seghetto per metallo, f) corta lama per
scuoiare, g) cacciavite piatto e apribottiglie con incavo spellatili, h)
cavatappi, i) punteruolo ed alesatore. Le guancette sono di plasti­
ca rossa ed ospitano delle pinzette (j) ed uno stuzzicadenti (k).
All’estremità del manico è posto un anello per appendere il coltello.
Victorinox Co., Svizzera, 1971. (L) = 158 mm, (I) = 68 mm, (L’) =
90 mm, (b) = 11 mm.

209
335 Coltello da manicure con lama pieghevole comprendente un
tagliaunghie. La parte inferiore del braccio di quest’ultimo è una
limetta per le unghie, mentre quella superiore è coperta di plastica
decorata. Il manico è dotato di un anello e di una catenella per
appendere. Cina, intorno al 1977. (L) = 130 mm, (I) = 54 mm, (L’)
= 76 mm, (b) = 7 mm. 336 Coltello da fumatore con lama pieghe­
vole a punta arrotondata e due accessori pieghevoli: un punteruolo
per pulire la pipa ed un piattello per premere il tabacco. Il manico
è coperto di cuoio nero. Giappone, intorno al 1971. (L) = 119 mm,
(I) = 42 mm, (L’) = 77 mm, (b) = 6 mm.

210
337 Coltello tascabile personale con i seguenti accessori pieghe­
voli: a) lama di coltello, b) apriscatole, c) apribottiglie e cacciavite
piatto, d) cavatappi, e) punteruolo, f) forchetta a quattro denti. Le
guancette sono di imitazione madreperla. Bulgaria, intorno al
1975. (L) = 156 mm, (I) = 66 mm, (L’) = 11 mm, (b) = 90 mm.
338 Coltello tascabile personale con tre accessori pieghevoli
fissati allo stesso perno: a) lama di coltello, b) forchetta a due denti,
c) apriscatole. Il calcio del manico in acciaio serve da apribottiglie
(d). Unione Sovietica, intorno al 1977. (L) = 187 mm, (I) = 64 mm,
(L’) = 93 mm, (b) = 9 mm.

211
339 340

339 Coltello personale pieghevole modello Minsk. La lama con


punta obliqua è bloccata da un manico pieghevole a scatola. Il
manico è fatto di acciaio. Unione Sovietica, intorno al 1977. (L) =
173 mm, (I) = 72 mm, (L’) = 96 mm, (b) = 11.5 mm. 340 Coltello
personale a taglierino con lama scorrevole a punta obliqua. La
lama ha due posizioni di lavoro. Il manico è di plastica nera ed è
dotato di un coperchio laterale di acciaio sotto il quale si trova una
lama di ricambio. Stanley Tool Co., Inghilterra, intorno al 1980. (L)
= 123 o 102 mm, (I) = 34 o 13 mm, (L’) = 94 mm, (b) = 9 mm.

212
341 342

341 Coltello personale a serramanico con lama pieghevole e


punta a lancia. Quando è aperta, la lama è bloccata mediante un
fermo a leva (vedi anche Figura 52). Il manico ha la forma di un
barile, è rinforzato alle estremità e dotato di anello. Le guancette
sono di madreperla. La lama porta l’iscrizione Originai Frenix.
Cecoslovacchia, intorno al 1930. (L) = 166 mm, (I) = 73 mm, (L’) =
89 mm, (b) = 15 mm. 342 Coltello a serramanico ricordo con lama
pieghevole e punta a lancia. Il manico di acciaio ha la forma di una
gondola veneziana. Italia, intorno al 1968. (L) = 129 mm, (I) = 54
mm, (L’) = 75 mm, (b) = 6 mm.

213
343

343 Coltello pieghevole personale con lama a punta di lancia. La


lama viene bloccata mediante un manico a pantografo pieghevole
fissato tramite un giogo in entrambe le posizioni. Manifattura
artigianale, Nuova Delhi, India, 1971. (L) = 135 mm, (I) = 76 mm,
(L’) = 95 mm, (b) = 13 mm.

214
344 345

344 Pugnale ricordo con lo stemma della città di Budapest. La


lama ha la punta a lancia ed è affilata su entrambi i lati. Il manico
è di plastica nera con pomo in plastica metallizzata. I rami sono in
metallo. Ungheria, intorno al 1977. (L) = 194 mm, (I) = 106 mm, (b)
= 16 mm. 345 Coltello ricordo da conficcare nel collo del cervo per
finirlo, di Bad Binz. La misura è metà del normale. Il manico è
un’imitazione di corno di cervo. Germania Orientale, intorno al
1966. (L) = 96 mm, (I) = 50 mm, (b) = 9.5 mm.

215
346 Coltello personale tascabile che pubblicizza la Homelite
Power Saw Co., U.S.A. Il coltello marchiato come tipo «Frontier»
è dotato di tre lame pieghevoli. La più grande ha la punta ricurva,
la media arrotondata e la più piccola a lancia. Le guancette sono
di plastica. Imperiai Knife Co., U.S.A., intorno al 1980. (L) = 141
mm, (I) = 58 (45; 43) mm, (L’) = 83 mm, (b) = 9 mm.
347 Coltello personale tascabile che pubblicizza la Pietro Beretta,
Gardone Val Trompia, Italia. Il coltello ha una lama pieghevole con
punta arrotondata ed un estrattore pieghevole di cartucce calibro
12 combinato con un cacciavite piatto. Il manico è di acciaio ed è
dotato di un anello. Italia, intorno al 1970. (L) = 137 mm, (I) = 54
mm, (L’) = 83 mm, (b) = 9 mm.

216
348 Machete a punta alta dell’America Centrale. (L) = 580 mm.
349 Machete del tipo colombiano con lama che si allarga legger­
mente verso la punta. (L) = 620mm.350 Machete usato nel bacino
dell’Amazzonia. La lama diritta e relativamente stretta termina in
una punta a lancia. (L) = 580 mm. 351 Machete del tipo giavanese
con punta alta e dorso arcuato verso la punta. La lama è caratte­
rizzata da un tallone massiccio. (L) = 500 mm.

217
352 353 354

352 Machete corto del tipo salvadoregno con dorso diritto arcuato
sulla punta. (L) = 370 mm. 353 Machete cubano per canna da
zucchero. La lama presenta sulla punta un gancio per intrappolare
il gambo della canna. (L) = 530 mm, (b/max) = 115 mm.
354 Coltello bolo nord-americano con lama a taglio singolo pan­
ciuta e falso filo alla punta. Manico e lama sono separati da rami.
(L) = 300 mm, (b/max) = 50 mm.

218
355 Machete dell’esercito dal corredo del carro armato britannico
Cromwell. La sua massiccia lama a taglio singolo con tallone
sporgente ha un dorso rialzato e arcuato verso la punta. Le
guancette sono di plastica e fissate al codolo mediante rivetti di
ottone. Il pomo è dotato di un foro per un cordino di sospensione.
Il robusto fodero di cuoio è stato creato per essere portato alla
cintura. Inghilterra, 1943. (L) =510 mm, (I) = 364 mm, (b) = 42 mm,
(b/max) = 70 mm.

219
356

356 Pugnale subacqueo marca Pirat con punta a lancia e lama a


doppio taglio. L’impugnatura di metallo è integrale con i rami. Il
fodero è fatto di robusta plastica gialla ed è dotato di fori di
drenaggio. Il pugnale è mantenuto nel fodero mediante un anello
ad O di gomma. Il fodero è fissato al polpaccio per mezzo di cinghie
di plastica nera con una fibbia. Ungheria, intorno al 1965. (L) = 294
mm, (I) = 176 mm, (b) = 34 mm.

220
357

357 Coltello subacqueo marca Jolly con lama a punta di lancia


dotata di seghetto su un lato per tagliare cavi e cime. Il manico è
di plastica nera rugosa ed ha un pomo di metallo e rami. Il fodero
è di plastica nera morbida e presenta fori di drenaggio, un anello
a O per fissare il manico e cinghie di plastica per il polpaccio. Italia,
intorno al 1973. (L) = 260 mm, (I) = 145 mm, (b) = 16 mm.

221
358 Coltello subacqueo marca Piloun (Pesce sega). La lama è a
taglio singolo, con un seghetto per le cime sul dorso. L’asse della
lama è segnato per funzionare come misura. Sotto la guardia si
trovano alcuni incavi affilati semicircolari. Il manico è integrale con
i rami e fatto di plastica nera rugosa. Il fodero è di gomma, dotato
di un anello ad O per fissare il manico, fori di drenaggio e cinghie
per il polpaccio con fibbie. Aquacentrum Co., Praga, Cecoslovac­
chia, intorno al 1980. (L) = 278 mm, (I) = 157 mm, (b) = 32 mm.

222
359

359 Coltello a serramanico per scialuppa di salvataggio con lama


pieghevole e squamatore sul dorso arcuato. Quando è aperta, la
lama è bloccata con un fermo a molla sul dorso. Il coltello è anche
dotato di un apriscatole pieghevole. Le guancette di sughero
mantengono il coltello a galla. Intorno al 1980. (L) = 215 mm, (I) =
92 mm, (L’) = 123 mm, (b) = 18 mm.

223
yoooo v'

360

360 Coltello aperto per scialuppa di salvataggio con codolo a


forma di chiave per dadi aperta. La lama è protetta da un rivesti­
mento pieghevole. L’estremità del codolo è dotata di un foro per un
cordino di sospensione. Bench Mark Knives Co., U.S.A., 1981. (L)
= 191 mm, (I) = 73 mm, (b) = 27 mm.

224
b

361

361 Utensile universale da sopravvivenza con tirapugni e a)


seghetto per ossa e metalli, b) lamadi coltello, c) spellatili, d) cuneo
tagliente che può servire, ad esempio, per sventrare, e) accessorio
pertagliare vetro e piastrelle, f) apribottiglie, g) cordino di nylon che
può essere usato per fissare l’utensile ad un bastone e creare
un’ascia di fortuna. Horizon Industries, U.S.A., 1979.

225
362

362 Coltello a serramanico da elettricista con lama pieghevole


appuntita ed incavo spellatili. Il manico a forma di botte ha
guancette di legno. Cecoslovacchia, prima del 1939. (L) = 179 mm,
(I) = 78 mm, (L’) = 101 mm, (b) = 16mm.363Coltelloaserramanico
da elettricista con lama pieghevole a roncola e incavo spellatili,
dotato di accessorio pieghevole consistente in un cacciavite piatto
e due incavi spellatili. Quando è aperto, il cacciavite è bloccato
mediante una piastra a molla centrale (vedi anche Figura 55). Il
manico ha guancette di legno ed è dotato di anello. Iugoslavia,
intorno al 1977. (L) = 171 mm, (I) = 75 mm, (L’) = 96 mm, (b/max)
= 17 mm.

226
364 Modello standard di coltello a serramanico da elettricista con
diversi accessori pieghevoli: a) coltello con punta a lancia, b)
cacciavite piatto, c) lama di coltello con punta arrotondata (per
tagliare le scatole di congiunzione) e incavi spellatili, d) punteruolo
ed alesatore. Le guancette sono fatte di materiale isolante. (L) =
187 mm, (I) = 84 mm, (L’) = 103 mm, (b) = 12 mm. 365 Coltello aperto
da elettricista standard con punta smussata e manico in plastica
nera. (L) = 202 mm, (I) = 80 mm, (b) = 19 mm.

227
366

366 Piccolo coltello pieghevole da giardinaggio con lama a ron­


cola. Il manico è fatto di plastica blu. Unione Sovietica, intorno al
1975. (L) = 182 mm, (I) = 75 mm, (L’) = 107 mm, (b/max) = 19 mm.
367 Grande coltello da giardinaggio a serramanico con lama
pieghevole a roncola bloccata mediante un fermo basco completo.
Il manico ha guancette di legno e una imbottitura di ottone. Italia,
intorno al 1970. (L) = 260 mm, (I) = 121 mm, (L’) = 139 mm, (b/max)
= 35 mm.

228
368 Coltello pieghevole da innesto con lunga punta arrotondata.
Le guancette sono di plastica nera. KDS Co., Sedlcany, Cecoslo­
vacchia, intorno al 1980. (L) = 163 mm, (I) = 63 mm, (L’) = 100 mm,
(b) = 11 mm. 369 Coltello pieghevole da potatura con punta in­
clinata. Il dorso della lama vicino alla punta è dotato di una
sporgenza per sollevare la corteccia. Sandrik Co., Stos, Cecoslo­
vacchia, intorno al 1950. (L) = 169 mm, (I) = 62 mm, (L’) = 107 mm,
(b) = 11 mm.

229
370 Coltello a serramanico da giardinaggio con lama pieghevole
a punta ricurva e senza falso filo. Il manico è di plastica nera e
termina in una punta per sollevare la corteccia. Unione Sovietica,
intorno al 1975. (L) = 186 mm, (I) = 59 mm, (L’) = 127 mm, (b/max)
= 12 mm. 371 Coltello da giardinaggio Gartners Freund (Amico del
Giardiniere) con lama da innesto pieghevole. Il coltello è dotato
anche di un seghetto da legno pieghevole bloccato con un seg­
mento imperniato (vedi anche Figura 64). Germania, intorno al
1930. (L) = 259 mm, (I) = 78 mm, (L’) = 181 mm, (b) = 16 mm.

230
373

372 Coltello da vetraio per pulire le scanalature e spingere i chiodi


da vetro. La spessa lama a taglio singolo termina in un “naso”
inclinato, quasi smussato con taglio sbieco. Manifattura artigiana­
le. (L) = 220 mm, (I) = 110 mm, (b) = 35 mm. 373 Coltello da stucco
a punta arrotondata. Manifattura artigianale. (L) = 196 mm, (I) =
100 mm, (b/max) = 32 mm.

231
374 375 376

374 Coltello da ciabattino con lama larga e diritta. (L) = 236 mm,
lunghezza del filo = 52 mm, (b/max) = 23 mm. 375 Coltello da
ciabattino con lama larga e ricurva. (L) = 235 mm, lunghezza del
filo = 50 mm, (b) = 20 mm. 376 Coltello da ciabattino con lama
stretta e diritta. (L) = 232 mm, lunghezza del filo = 33 mm, (b) = 11,
5 mm.

232
377 Coltello aperto a forma di roncola per tagliare materiali da
pavimentazione o per giardinaggio. Le guancette del manico sono
di legno. (L) = 190 mm, (I) = 94 mm, (b/max) = 32 mm. 378 Coltello
a lama scorrevole per tagliare materiali da pavimentazione, tap­
pezzeria, pelle, carta, gomma e impiallacciature. La lama staccabile
è fissata in un portalama (vedi anche Figura 70), il manico è in lega
metallica. Chesterman Co, Inghilterra, intorno al 1980. (L) = 172
mm (alla massima estensione), (l/max) = 25 mm, (L’) = 157 mm,
(b) = 18 mm.

233
379

379 Coltello aperto da sellaio con lama a punta panciuta e rialzata.


Le guancette sono di corno. Vietnam, intorno al 1965. (L) = 220
mm, (I) = 120 mm, (b/max) = 48 mm. 380 Coltello a gancio pie­
ghevole usato per marcare gli alberi da abbattere. Quando è
aperta, la lama è bloccata mediante un arco articolato (vedi anche
Figura 54). La parte affilata della lama a gancio è usata per
marcare la corteccia. (L) = 193 mm, (I) = 72 mm, (L’) = 125 mm, (b/
max) = 18 mm.

234
381 Coltello da intaglio con punta lunga e arrotondata. (L) = 164
mm, (I) = 53 mm. 382 Coltello da intaglio con punta corta e ar­
rotondata. (L) = 144 mm, (I) = 34 mm. 383 Coltello da intaglio con
punta obliqua. (L) = 143 mm, (I) = 33 mm.

235
384 Coltello da maniscalco a forma di pala il cui taglio anteriore
affilato viene usato per pulire lo zoccolo. L’altra estremità del
manico della pala ha una corta punta. L’impugnatura metallica
ricurva termina con un pomo a forma di pulsante. Manifattura
artigianale, intorno al 1900. (L) = 250 mm (lunghezza della pala 47
mm), larghezza del taglio della pala = 39 mm.

236
385 386

385 Coltello pieghevole da cavallerizzo con lama pieghevole e


gancio, anch’esso pieghevole, per rimuovere oggetti duri dallo
zoccolo. Il dorso del manico rivestito di legno ospita un gancio
tagliente pieghevole. Inghilterra, 19esecolo. 386 Coltello aperto da
cavallerizzo con lama a doppio taglio la cui estremità è dotata di un
gancio per rimuovere oggetti duri dallo zoccolo. Frosts Co., Mora,
Svezia, intorno al 1970.

237
387 Coltello aperto da barbabietola per tagliare la cima delle
barbabietole da zucchero. La lama ha la punta arrotondata ed il
manico cilindrico di legno è rinforzato con una ghiera metallica.
Manifattura artigianale, Cecoslovacchia, intorno al 1930. (L) = 200
mm, (I) = 85 mm, (b) = 17 mm. 388 Coltello aperto per luppolo o vite
usato per scavare intorno alla radice e tagliare via germogli
indesiderati. La lama ha il taglio singolo ed ha laforma di una antica
lama scita, rinforzata con una nervatura sul dorso. Il manico di
legno arrotondato è di forma cilindrica. Manifattura domestica,
Cecoslovacchia, dopo il 1945. (L) = 310 mm, (I) = 188 mm, (b) =
67 mm.

238
389 Coltello aperto trequarti da veterinario. La lama ha una punta
acuminata, non ha filo ed è ovale in sezione. Il manico in legno
arrotondato è rinforzato con una ghiera di ottone al ta llo n a la
cannula è fatta di lamine di ottone. Intorno al 1880. (L) - 187 mm,
(I) = 115 mm, (b) = 8 mm.
390 391

390 Coltello da cucina con punta ricurva senza falso filo. Il dorso
della lama è dotato di incavi su un lato per ammorbidire la carne.
Le guancette sono di legno, l’imbottitura di ottone. Probabilmente
tedesco, fine del 19s secolo. (L) = 295 mm, (I) = 178 mm, (b) = 28
mm. 391 Coltello da ostriche senza taglio e con punta smussata
per aprire i gusci. Il manico è di legno. Erik Anton Berg Co.,
Eskilstuna, Svezia, intorno al 1970. (L) = 222 mm, (I) = 119 mm,(b/
max) = 25 mm.

240
o
392 Coltello pieghevole da assaggiatore con lama pieghevole
sottile a punta di lancia. Le guancette sono fatte di plastica
marmorizzata. Mikov Co., Mikulasovice, Cecoslovacchia, intorno
al 1970. (L) = 235 mm, (I) = 107 mm, (L’) = 128 mm, (b) = 7 mm.
393 Coltello pieghevole da assaggiatore con lama pieghevole
sottile, lunga punta arrotondata e accessorio pieghevole aforchetta
con due denti. Le guancette sono in plastica Unione Sovietica,
intorno al 1979. (L) = 182 mm, (I) = 80 mm, (L’) = 102 mm, (b) = 7
mm.

241
394 Coltello pieghevole da cameriere dotato di diversi accessori:
a) corta lama di coltello a punta, b) cavatappi, c) leva per cavatappi
combinata con d) apribottiglie. Il manico è di acciaio inossidabile.
Europeo, intorno al 1979. (L) = 145 mm, (I) = 38 mm, ( L’) = 107 mm,
(b) = 6.5 mm. 395 Coltello a serramanico da raccoglitore di funghi
con punta arrotondata sotto il piano del filo. Il manico ha guancette
di plastica nera decorate in rilievo con un orso che porta un fungo
ed è dotato di un anello. MOO Co., Mosca, Unione Sovietica,
intorno al 1979. (L) = 200 mm, (I) = 88 mm, (L’) = 112 mm, (b) = 14
mm.

242
396 Coltello aperto da macellaio per infilzare, appartenente al
padre dell’autore. Cecoslovacchia, 1923. (L) = 292 mm, (I) = 149
mm, (b) = 24 mm. 397 Coltello aperto da macellaio per trinciare.
Gustav Emil Ern Co., Solingen, Germania Occidentale, intorno al
1970. (I) = 100, 120, 130, 160 o 180 mm. 398 Coltello aperto da
macellaio per disossare. Gustav Emil Ern Co., Solingen, Germania
Occidentale, intorno al 1970. (I) = 130, 145,160 o 180 mm.
399 Coltello aperto da macellaio per scuoiare i maiali con lama
regolabile. Marchiato Viehtreiber (Brevetto Greiher), Solingen,
Germania Occidentale, intorno al 1970. (L) = 290 mm, (I) = 145
mm, (b/max) = 35 mm.

243
400 401 /!\ 402
r\ a

400 Tipico bisturi da chirurgo con lama corta e panciuta a taglio


singolo. La lama di acciaio inossidabile ed il manico sono integrali.
Il manico presenta delle scanalature su entrambi i lati per mi­
gliorare la presa. Cecoslovacchia, intorno al 1970. (L) = 153 mm,
(I) = 30 mm, (b/max) = 9 mm. 401 Coltello da amputazione con
lama lunga a doppio taglio integrale con il manico in acciaio
inossidabile. La superficie del manico è resa rugosa con delle
incisioni a croce per migliorare la presa. Ungheria, intorno al 1980.
(L) = 295 mm, (I) = 175 mm, (b/max) = 18 mm. 402 Tagliacarte di
legno con il manico a forma di fiamma. Romania, intorno al 1970.
(L) = 276 mm, (i) = 154 mm, (b) = 23 mm.

244
403 404

403 Coltello da lancio con manico in acciaio integrale. La lama è


a doppio taglio ed affilata per tutta la sua lunghezza. Il manico è
dipinto a colori brillanti per essere visto nel sottobosco. Germania
Occidentale, intorno al 1960. (L) = 192 mm, (I) = 96 mm, (b) = 21
mm, (b/max) = 22 mm. 404 Coltello da lancio con lama a foglia
affilata su entrambi i lati fino a circa 45 mm dalla punta. Il manico
ha delle guancette di plastica. Ed. Wiisthof Co., Solingen, Germa­
nia Occidentale, intorno al 1960. (L) = 241 mm, (I) = 147 mm, (b)
= 20 mm, (b/max) = 33 mm.

245
405 406

405 Coltello da lancio da artista di varietà con contrappeso


regolabile (tre posizioni), per assicurare il preciso centro di gravità.
La lama è lunga 170 mm ed ha una punta a lancia rigonfia. I tagli
sono affilati solo nella parte rigonfia della lama. 406 Vari tipi di stelle
da lancio.

246
407 408

r iJ

407 Tipica baionetta militare a tappo. Il manico di legno termina in


rami le cui estremità spesso avevano la forma di un cacciavite
piatto e di un martello. La lama a punta di lancia era di solito affilata
su entrambi i lati. 17e secolo. 408 Modello 1854 Baionetta a in­
castro con fessura a spirale (non è mostrata la fascetta di bloc­
caggio). Usata con i fucili Lorenz Modelli 54 e 63 ad avancarica e
Wànzl Modelli 54/67 e 63/67 a retrocarica. La lama è cruciforme in
sezione. Austria, 19® secolo. (L) = 560 mm, (I) = 480 mm, (b) = 25
mm.

247
409 Coltello baionetta con incastro a scatto Modello 1895 con lama
a taglio singolo, fornito agli ufficiali. Un ramo è forato per l’inseri­
mento sulla canna. Il manico con guancette di legno, termina con
un pomo a becco con un pulsante. Il fodero è in metallo dipinto. La
baionetta veniva usata con la carabina Mannlicher Modello 1895.
Austria-Ungheria, fine del 19Ssecolo. (L) = 362 mm, (I) = 249 mm,
(b) = 22 mm. 410 Baionetta con incastro a scatto No. 4 Mk II usata
nell’esercito col fucile No. 4 calibro .303 e con lo Sten. La lama è
circolare con un taglio a forma di cacciavite sulla punta. Un foro
permette l’inserimento sulla canna, dove viene fissata mediante
un pulsante a molla. Il fodero mostrato era usato con la baionetta
No. 4 Mk I, le cui dimensioni erano identiche anche se la lama
aveva unaforma diversa in sezione. Inghilterra, intorno al 1942. (L)
= 251 mm, (I) = 200 mm, (b) = circa 10 mm.

248
411 412

411 Coltello baionetta con incastro a scatto Modello M-4 usato con
la carabina automatica M-1 approvato per l’uso nell’esercito statu­
nitense nel 1944. La lama con punta a lancia ha un falso filo di 90
mm. I rami inacciaio sono forati per fissare la baionetta alla bocca.
Il manico è composto di dischi di cuoio. U.S.A., 1944-45. (L) = 298
mm, (I) = 171 mm, (b) = 21 mm. 412 Coltello baionetta semplificato
con incastro a scatto per la carabina Mannlicher Modelli 88 e 88/
90 usata durante la Prima Guerra Mondiale. La lama è formata da
una striscia di acciaio ritorta e sul rinforzo di ferro ad angolo
rivettato si trova un foro per fissarla alla bocca. L’incastro è una
molla a balestra piatta. Austria-Ungheria, intorno al 1917. (L) = 391
mm, (I) = 251 mm, (b) = 24 mm.

249
413 Coltello baionetta multiuso con incastro a scatto per la
versione moderna del fucile automatico Kalashnikov AKM del
1959. La lama ha il taglio singolo con la punta ricurva dotata di un
falso filo. La parte liscia del dorso della lama arcuata funziona
come un braccio di tagliafili, mentre la parte rimanente del dorso
è seghettata. Un foro sul ramo di acciaio permette il fissaggio alla
bocca. Le guancette ed il pulsante di scatto sono di plastica, per
sicurezza tagliando fili con corrente. L’estremità del fodero di
acciaio funziona come l’altro braccio del tagliafili. Il fodero è isolato
grazie al rivestimento di gomma. I due bracci del tagliafili sono
collegati mediante un incastro a perno sulla lama della baionetta.
Unione Sovietica, intorno al 1960. (L) = 280 mm, (I) = 147 mm, (b)
= 30 mm.

250
414 415 416

414 Esempio di coltello da trincea non regolamentare della Prima


Guerra Mondiale ottenuto da una barra di acciaio lavorata sul
campo. 415 Coltello da trincea combinato con tirapugni, versione
francese del coltello da trincea Mark I usato dalle forze armate
statunitensi. Il manico, il tirapugni con i fori per le dita e la guardia
sonofusi'in bronzo. Francia, 1918. (L) = 294mm, (I) = 171 mm, (b)
= 25.5 mm. 416 Coltello da trincea non regolamentare tratto dalla
baionetta Modello 1895 (vedi Figura409). Austria-Ungheria, intor­
no al 1917. (L) = 352 mm, (I) = 229 mm, (b) = 22 mm.

251
417 418

417 Coltello da trincea non regolamentare tratto da parti fatte per


coltelli civili da caccia. Il coltello ha la lama a taglio singolo e
guancette di legno inciso. Probabilmente tedesco, intorno al 1916.
(L) = 239 mm, (I) = 125 mm, (b) = 20 mm. 418 Coltello da trincea
usato in entrambe le guerre mondiali, con rami di acciaio e
guancette di legno. La lama presenta un falso filo di 70 mm.
Germania, intorno al 1917. (L) = circa 270 mm, (I) = circa 150 mm,
(b) = 21 mm.

252
419 420

419 Coltello da trincea con lama a doppio taglio e punta a lancia,


ramo singolo di acciaio e guancette di acciaio pressato ed inciso.
Ernst Busch Co., Solingen, Germania, intorno al 1917. (L) = 270
mm, (I) = 137 mm, (b) = 21 mm. 420 Coltello da assalto Modello 17
con lama a taglio singolo e punta a lancia in dotazione alle truppe
d’assalto speciali. Il dorso della lama presenta un breve falso filo.
I rami sono di acciaio, le guancette sono fatte di quercia. Il fodero
di acciaio è dipinto di grigio mimetico. Komporday Co.,Stos,
Austria-Ungheria, 1917. (L) = 335 mm, (I) = 212 mm, (b) = 26.5 mm.

253
421 Una versione del coltello da assalto FS. La lama a doppio
taglio con punta a lancia è di acciaio annerito, i rami ovali sono di
acciaio e il manico afuso è di ottone con scanalature. Il manico e
i rami sono anneriti e il fodero di pelle ha un rinforzo di acciaio
annerito sulla punta. Una striscia di gommafissa il coltello al fodero
e strisce ai lati del fodero vanno cucite all’uniforme da combatti­
mento. Sheffield, Inghilterra, probabilmente dopo il 1945. (L) = 297
mm, (I) = 175 mm, (b) = 23 mm.

254
422 423

422 Coltello da assalto a gravità con lama scorrevole usato dai


paracadutisti tedeschi nella Seconda Guerra Mondiale. La lama a
taglio singolo presenta un fermo laterale a molla (vedi anche
Figura 47). Il coltello ha una guardia aforma sferica che può essere
usata come mazza ed un punteruolo pieghevole lungo 86 mm. Il
manico ha guancette di quercia. Stócker & Co., Solingen Metall-
warenfabrik, Germania, intorno al 1940. (L) = 257 mm, (i) = 102
mm, (L’) = 155 mm, (b) = 20 mm. 423 Coltello a gravità con lama
scorrevole usato da pionieri e genieri. La lama a taglio singolo ha
il fermo mostrato nella Figura 60. Il manico è di plastica e presenta
un pomo in duralluminio con un anello, un punteruolo pieghevole
ed un succhiello pieghevole per fare i fori di innesco nelle cariche
di tritolo. Il pomo porta il marchio di approvazione dell’esercito
cecoslovacco e la data 1950. (L) = 292 mm, (I) = 125 mm, (L1) = 167
mm, (b) = 20.5 mm.

255
424 Coltello da assalto a scatto con lama a taglio singolo pieghe­
vole e punta a lancia. La lama in acciaio annerito è tenuta aperta
o chiusa da un fermo laterale (vedi anche Figura 59) controllato da
un elemento singolo. L’imbottitura è di acciaio annerito, le guan­
cette sono gommate. Sulla parte posteriore del manico sono
inseriti due accessori pieghevoli (punteruolo e apriscatole) montati
su un perno. Il manico è dotato di anello. Si tratta di un modello
sperimentale. Cecoslovacchia, intorno al 1950. (L) = 263 mm, (I)
= 112 mm, (L’) = 151 mm, (b) = 18 mm. 425 Un esempio di coltello
da fibbia o da cintura con lama a taglio singolo e punta a lancia e
dorso della lama con un falso filo di 35 mm. La lama di acciaio è
incurvata per adattarsi meglio alla conformazione umana ed è
foggiato come una fibbia da cintura. La lama ed il manico sono
integrali. Manifattura sconosciuta, intorno al 1980. (L) = 199 mm,
(I) = 130 mm, (b) = 25 mm.

256
426 Daga da ufficiale della Marina tedesca, introdotta nel 1938. La
lama sottile è a doppio taglio con punta a lancia, due scanalature
su ogni lato e decorata con simboli navali. L’elsa di avorio presenta
una spirale incisa decorata con filo. I rami ed il pomo, che ha la
forma dell’aquila imperiale, sono di ottone dorato come il fodero,
che ha due anelli di sospensione. La daga è fissata al fodero da un
gancio a molla. Cari Eickhorn Co., Germania, intorno al 1939. (L)
= 389 mm, (I) = 254 mm, (b) = 18 mm.

257
427 Daga da ufficiale dell’Aeronautica, Modello 1927. La lama è a
doppio taglio con punta a lancia. L’elsa massiccia è in ottone
intarsiato di osso. I rami di ottone hanno la forma di un biplano
stilizzato e presentano lo stemma cecoslovacco. Il fodero, con
montature di ottone, è rivestito di pelle e la cinghia di sospensione
in cuoio ha fibbie e finitura in ottone. A.Mrazek Co.,Slany, Ceco­
slovacchia, intorno al 1930. (L) = 353 mm, (I) =218 mm, (b) = 22
mm.

258
428 Coltellaccio da fanteria Modello 1849 con lama a foglia a taglio
singolo e rami ad S. Il manico ha un anello di ottone, guancette di
legno e un foro per la cinghia da polso. Johann Svendrei Co.,
Eskilstuna, Svezia, 19Ssecolo. 429 Coltellaccio da guardia in do­
tazione a pionieri e genieri, con lama diritta a punta di lancia e
scanalatura. I rami ed il pomo, a forma di gallo stilizzato, sono di
ottone. Francia, 1810-1812.

259
430 Daga da ufficiale delle cosiddette guardie Hlinka della Slo­
vacchia, 1939-1945. La lama è diritta e a doppio taglio con una
profonda scanalatura su ogni lato. L’elsa è di legno colorato. I rami
ad S ed il pomo, a forma di testa d’aquila stilizzata, sono di ottone.
Il fodero è di acciaio dipinto di nero con montature di ottone ed
anello di sospensione. Slovacchia, dopo il 1939. (L) = 340 mm, (I)
= 220 mm, (b) = 30 mm.

260
431 Pugnale aperto da marinaio combinato con un paio di pistole
da 9.5 mm a percussione ad avancarica. Le estremità mobili dei
rami funzionano da cani. Il grilletto singolo pieghevole non è
mostrato. Dumonthier & Co., Francia, intorno al 1850. (L) = 400
mm, (I) = 255 mm, (b) = 25 mm. 432 Coltello a serramanico
combinato con pistola ad ago. La lama a doppio taglio si piega nel
manico. Il calcio della pistola è di guscio di tartaruga. La canna
calibro 5.5 mm è a retrocarica con otturatore ed il grilletto è il
cavatappi pieghevole. Berthod Co., Parigi, Francia, intorno al
1870. (L) = 280 mm, (I) = 112 mm, (b) = 18 mm.

261
433 Coltello a serramanico combinato con rivoltella tascabile
Lefaucheux, in grado di sparare sei cartucce da 5 mm Lefaucheux.
Il meccanismo di sparo a doppia azione è attivato dal grilletto
pieghevole. Théate Frères Co., Liegi, Belgio, intorno al 1890.
434 Frustino da cavallerizzo con manico contenente pugnale e
pistola «pepperbox» dotata di sei canne girevoli. 22 Shore e
grilletto pieghevole. Adolf Frank Co., Amburgo, Germania, 1911.

262
435

435 Pugnale pieghevole combinato con pistola e tirapugni pie­


ghevole. Il pugnale ha una lama a doppio taglio ondulata. La
pistola è una «pepperbox» a sei canne in grado di usare cartucce
Lefaucheux. Il meccanismo è a doppia azione, con grilletto pieghe­
vole e cane. Questo tipo di arma era considerata la favorita dei
malviventi parigini. Dolne, Belgio, intorno al 1880.

263