dott.
giandomenico bellettini
LA Difesa personale
Manuale pratico
dott. giandomenico bellettini
LA Difesa personale
Manuale pratico
la difesa personale
Un grazie a maestri e campioni italiani che hanno partecipato con servizi
fotografici alla stesura di questo libro:
Davide Carli
Cristina Savioli
Stefano Gianneschi
Vincenzo DOnofrio
Anna Maria Longhi
Mauro Icicli
Rino Sala
Andrea Casadei
Marco Mazzoni
Gabriele Pari
Francesco De Donato
Antonio Primante
Michaela
indice
INDICE
Capitolo 01 Introduzione ..................................................................... Pag.
Capitolo 02 Premessa.......................................................................... Pag. 10
Capitolo 03 Le situazioni di pericolo................................................... Pag. 13
Capitolo 04
Come prevenire il pericolo............................................... Pag. 20
Capitolo 05 La voce come arma.......................................................... Pag. 22
Capitolo 06 La posizione di guardia.................................................... Pag. 24
Capitolo 07 Le armi del corpo umano................................................ Pag. 34
Capitolo 08 I colpi poco ortodossi........................................................ Pag. 53
Capitolo 09 Prese e leve articolari...................................................... Pag. 58
Capitolo 10 Proiezioni........................................................................... Pag. 65
Capitolo 11 Le tecniche difensive........................................................ Pag. 68
Capitolo 12 Armi di fortuna.................................................................. Pag. 74
Capitolo 13 Difesa contro pi aggressori........................................... Pag. 80
Capitolo 14 Pronto soccorso................................................................ Pag. 85
Capitolo 15
Tecniche di difesa personale........................................... Pag. 94
Capitolo 16 Preparazione psicofisica.................................................. Pag. 105
Capitolo 17 Autodifesa: nozioni giuridiche......................................... Pag. 115
Capitolo 18
Come dominare la paura................................................. Pag. 118
Capitolo 19 La filosofia della Difesa.................................................... Pag. 121
Capitolo 20 Dignit filosofica della fuga............................................. Pag. 122
Capitolo 21 Difesa contro lo stupro..................................................... Pag. 123
Capitolo 22 E se la psicologia non funziona?..................................... Pag. 125
Capitolo 23 Primo: non prenderle. Secondo: prenderle!.................. Pag. 126
la difesa personale
Cercano di [Link] perdete la calma.
Non avendo nulla con cui difendervi utilizzate come
armi le vostre gambe.
Normalmente, laggressore non si apetta una difesa
di calcio ( la migliore difesa) la vostra gamba
pi lunga del pugno dellaggressore, cos lo tenete
lontano, senza rischiare di prendere un pugno,
colpendolo con un calcio laterale sullo stomaco.
capitolo 1
capi
tolo
01
Introduzione
Violenze, aggressioni, sopraffazioni:
la storia quotidiana dellumanit prescinde, purtroppo, dalle intenzioni dei
migliori.
E persino chi animato dalla pi sincera coscienza pacifista deve scontrarsi
con una realt che contraddice continuamente i princpi etici.
Non vero - diceva un mio amico
pugile - che sono un violento. La realt ha cominciato a fare a pugni con la
mia visione del mondo molto prima che
cominciassi a fare a pugni io.
Battute a parte: aprite un qualsiasi
giornale alle pagine di cronaca locale.
Baster una scorsa veloce per convincervi che subire una violenza pu capitare a tutti, in qualsiasi momento.
Che fare, allora? Non vi chiediamo certo di buttare a mare i vostri princpi
etici. Anzi.
Il [Link] Bellettini, presidente
della IAKSA - Italia
Si racconta che Beniamino Franklin, al tavolo dellAssemblea Costituente degli
Stati Uniti dAmerica, appena liberatisi dal giogo inglese, si adirasse con un collega senatore.
Il collega aveva cos concluso - tra gli applausi - la sua retorica concione:
perch l dove la libert, quello il mio paese.
la difesa personale
Franklin batt il pugno sul tavolo e corresse:
No! L dove NON la libert, quello il mio paese!.
Gli applausi furono ancora pi forti.
I vostri princpi, insomma, sono ancora pi importanti laddove sono minacciati.
I capitoli che vi accingete a leggere non vogliono insegnarvi a picchiare, non
vogliono trasformarvi in giustizieri della strada, n poggiano sulla massima
biblica occhio per occhio, dente per dente.
Questi capitoli, al contrario, intendono semplicemente darvi una mano per evitare le violenze; innanzitutto con una grande attenzione agli atteggiamenti preventivi.
Troppo spesso sono i pi deboli a soccombere alle prepotenze altrui. In questi
casi le violenze subte non rappresentano lunica ingiustizia.
C unaltra profonda ingiustizia, conseguenza della prima; uningiustizia che si
protrae nel tempo, come una cicatrice eterna: il fatto, cio, che le vittime debbano troppo spesso convivere con la paura, con linsicurezza, con una scarsa fiducia in s stessi, il che finisce con lavvelenare la loro vita di tutti i giorni.
Come imparerete da queste pagine, noi vogliamo far s che la paura, linsicurezza e la sfiducia scompaiano. E assieme ad esse scomparir gran parte dei potenziali rischi di subire unaggressione.
La difesa personale - come vedremo - una filosofia, pi che una disciplina
marziale. Una filosofia per tutti, ma adatta specialmente ai pi deboli, specialmente alle vittime predestinate di questa societ che, assieme a tante luci,
presenta anche troppe ombre.
Per questi soggetti a rischio (parlo soprattutto delle donne, le pi esposte alle
violenze di tutti i giorni) imparare la filosofia e le tecniche della difesa personale
non servir soltanto nelleventualit di una loro applicazione pratica: servir,
soprattutto, sotto il profilo psicologico; servir a restituire quella tranquillit e
quella fiducia in s che sono il bene pi prezioso (e pi minacciato) per la stessa
qualit della vita.
proprio questo lauspicio mio , che vi avvicinate per la prima volta alla filosofia
della difesa personale, auguriamo di cuore una felice... serendipit.
capitolo 1
Per chi non lo sapesse, il termine serendipit deriva dallantica favola dei tre
prncipi di Serendip, che si mettevano alla ricerca di qualcosa... e regolarmente
ne trovavano unaltra.
Se cercavano il drago da uccidere, venivano coinvolti in tuttaltra avventura, e
finivano magari col liberare una bella principessa; quando intendevano sconfiggere i pirati, rinvenivano per caso un fantastico tesoro; e cos via...
Anche Cristoforo Colombo si trov a vivere una felice serendipit: cercava la via
per le Indie, e scopr lAmerica.
Ebbene: voi, novelli Colombo, state forse cercando - nelle tecniche di difesa
personale - la possibilit di rispondere con efficacia alla prossima aggressione
di cui sarete vittime. Ma forse ( proprio questo il nostro augurio) non avrete mai
occasione di applicare concretamente le tecniche apprese: certo, tuttavia, che
troverete fiducia e serenit, in una nuova consapevolezza del vostro corpo e della
vostra mente. Ecco: alla fine dellavventura (la pi bella e la pi preziosa che possa capitare ad un essere umano) troverete voi stessi.
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capi
tolo
02
Premessa
Innanzitutto, una premessa: questopera consiste di testi e fotografie, che insieme forniscono un approccio integrato alle tematiche della difesa personale.
Pur essendo tra loro complementari, tuttavia, il metodo scritto e quello visivo-fotografico sono concepiti per essere anche strumenti autonomi per
introdurre il lettore alle tecniche della difesa personale: il che vuol dire che
potreste raggiungere risultati soddisfacenti persino escludendo in partenza uno
dei due strumenti.
Vorrei per sottolineare la parola introdurre: lo studio teorico (magari integrato, cio uno studio che si avvalga tanto dei testi quanto delle fotografie ) da solo
sarebbe insufficiente a farvi apprendere in modo efficace le tecniche della difesa
personale.
Per raggiungere appieno questo obiettivo necessario, da parte vostra, un
impegno fattivo, fatto di esercitazioni, di allenamenti e (in parte) di sudore. Ma
di questo impegno (possiamo assicurarvelo) non dovrete mai pentirvi: giacch
vi far stare meglio, sia fisicamente che psicologicamente; cos che sarete pi
in forma, pi sicuri di voi, pi sereni, pi capaci di reagire di fronte alle difficolt
quotidiane che la vita ci propone...
Ci premesso, ecco qui a fianco uno schematico consiglio su come procedere.
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2
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Ecco come vi consigliamo di procedere:
leggete innanzitutto lintera opera scritta (e guardate le sequenze fotografiche), in modo da avere unidea generale della materia;
curate la vostra preparazione fisica;
studiate bene i punti vulnerabili del corpo umano; questa conoscenza fondamentale per reagire con efficacia in caso di pericolo;
studiate bene tutte le tecniche della difesa personale descritte nei vari capitoli;
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capitolo 2
Cercano di [Link] perdete la calma. Non avendo nulla con cui difendervi utilizzate come armi le vostre mani.
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esercitatevi con impegno nellapplicazione di tutte le suddette tecniche:
ricordate che necessaria - almeno in questa fase e in quella successiva la
presenza di un partner di allenamento;
dopo esservi ben allenati, scegliete poche tecniche (che abbiano per
obiettivo pochi punti vulnerabili) da approfondire; dovrete scegliere, naturalmente, le tecniche che sono pi congeniali al vostro fisico e alle vostre
capacit: diventeranno le vostre armi segrete, in grado di trarvi dimpaccio in una eventuale situazione a rischio (meglio conoscere bene poche
cose, che avere idee confuse su tutto).
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capitolo 3
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tolo
03
Le situazioni di pericolo
Tipologie di aggressioni... e di aggressori
Quando improvvisamente ci troviamo in una situazione di pericolo, la cosa pi
difficile saper valutare con esattezza lentit del pericolo stesso, e quindi scegliere il modo pi opportuno per fronteggiarlo.
Sar allora utile, al fine di ottimizzare le possibilit di fare la scelta giusta, tentare una sorta di classificazione dei vari tipi di situazioni a rischio, identificando
per ciascuna di esse le reazioni ideali.
Certo: la realt poi altra cosa dalla teoria, e ciascuna situazione concreta
richieder non lapplicazione di modelli di comportamento precodificati, bens
improvvisazione e creativit. Ma altrettanto vero che una griglia teorica di
riferimento potr facilitare la vostra capacit di improvvisare.
Ci premesso, potremmo identificare 6 tipologie di aggressioni, che elenchiamo
in ordine crescente di pericolosit potenziale:
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liti che degenerano in aggressioni;
aggressioni da parte di teppisti;
aggressioni a scopo di rapina;
aggressioni da parte di ubriachi o drogati;
aggressioni da parte di maniaci;
aggressioni finalizzate a nuocere alla persona.
Intendiamoci: questa classificazione (che adesso andremo ad approfondire
voce per voce) non pretende di avere una scientificit sociologica o antropologica. semplicemente uno schema pratico di riferimento, la conoscenza del quale
potrebbe esservi daiuto nella concreta valutazione del pericolo.
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la difesa personale
Liti che degenerano in aggressioni
Liti che tendono a degenerare possono capitare tra conoscenti, e persino tra
amici e fratelli. In questi casi non davvero necessario fare ricorso alle tecniche
della difesa personale. sufficiente controllare il proprio stato emotivo, oltre che
quello della controparte, e ragionare pacatamente per evitare lo scontro.
Se anche lo scontro avvenisse, si tratta in genere di un combattimento
ritualizzato, dove laggressivit comunque controllata da forti freni inibitori.
Per questi motivi il livello di pericolosit delle liti tra conoscenti solitamente
quasi nullo. La pericolosit cresce se la lite che minaccia di degenerare avviene
con sconosciuti (ad esempio in seguito a un banale incidente in auto).
In queste situazioni lassenza di freni inibitori (non si ha di fronte un amico) pu
sommarsi alla carica nervosa (nellesempio precedente, lo stress da giungla
del traffico). Occorre dunque fare una maggiore attenzione, ed essere pronti
anche allevenienza peggiore (subire un attacco violento). Anche in questo caso,
tuttavia, bisogna cercare a tutti i costi di evitare lo scontro attraverso lautocontrollo, un atteggiamento calmo e conciliante (seppure non arrendevole), un tono
di voce pacato.
Siate saggi, insomma. E usate le tecniche della difesa personale solo come ultima eventualit: nel 99 per cento dei casi, basta un po di diplomazia per sgonfiare sul nascere questo tipo di rischio.
Morale: in queste situazioni bisogna usare la testa... e non fare a testate!
Aggressioni da parte di teppisti
Lo scontro con eventuali teppisti innanzitutto uno scontro psicologico.
Generalmente chi va in cerca di pretesti per una rissa ha forti problemi di insicurezza, cui cerca di reagire mostrando aggressivit nei confronti dei pi deboli.
Linsicurezza di fondo della maggior parte dei teppisti, tuttavia, non ne diminuisce affatto la pericolosit: anche perch i teppisti agiscono molto spesso in
branco, e il timore di perdere la faccia di fronte al gruppo rafforza laggressivit dei singoli. In queste situazioni occorre mostrarsi sempre sicuri di s, ma
senza spavalderia o altri atteggiamenti provocatori. Il branco di teppisti si eccita maggiormente proprio in queste due situazioni apparentemente opposte: da
un lato nella consapevolezza di provocare paura, dallaltro lato nellopportunit
di mostrare il proprio (presunto) coraggio di fronte alle provocazioni. Il fine
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capitolo 3
ultimo dei teppisti non tanto fare del male a noi, quanto cercare di dimostrare
qualcosa a s stessi e al branco cui appartengono. Se si dovesse arrivare allo
scontro fisico, tuttavia, questa distinzione non avrebbe molto valore sotto il profilo pratico. Perch laggressione potrebbe di fatto configurarsi come unaggressione del sesto tipo, cio unaggressione diretta a farci del male. A complicare il
tutto, potremmo trovarci in netta inferiorit numerica. Nel caso in cui siate da
soli contro pi teppisti, ricordatevi di restare sempre in movimento, per non farvi
immobilizzare; e di comportarvi come fece lOrazio... contro i Curiazi.
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la difesa personale
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capitolo 3
Aggressioni a scopo di rapina
Queste aggressioni sono potenzialmente pericolose perch generalmente sono
perpetrate da professionisti che tendono a programmarle per ridurre al minimo i rischi. Ma dobbiamo ricordarci che lo scopo del rapinatore quello di sottrarci un valore, non quello di farci del male. Laggressione non il fine, bens il
mezzo per raggiungere il fine. Soprattutto di fronte ad unarma, allora, sar
meglio non fare gli eroi: consegnare al rapinatore quello che pretende da noi
sar quasi sempre il metodo migliore per uscire incolumi dallavventura. Meglio
ancora se avremo usato alcuni accorgimenti preventivi (per esempio quello di
tenere con noi un secondo portafoglio, con qualche soldo e nessun documento).
La pericolosit della rapina pu nascere proprio da una nostra reazione sbagliata:
il rapinatore preparato alleventualit di farci del male, sia psicologicamente che
tecnicamente (in genere ha con s unarma). Questa premeditazione di una
eventuale violenza non si riscontra (o almeno non sempre) nelle tipologie di
aggressione precedentemente esaminate. Ed un elemento che gioca a sfavore
della possibilit di una efficace difesa personale: proprio perch il rapinatore preparato a neutralizzarla. Sta a voi, caso per caso, valutare se esiste la concreta possibilit di una reazione: nel caso decidiate di non assecondare laggressore, tuttavia, comportatevi come se la rapina fosse unaggressione di tipo 6. A mio avviso,
comunque, nessun portafoglio vale il rischio di una pallottola o di una coltellata.
Aggressioni da parte di ubriachi o drogati
Laggressore alterato da alcool o da altra droga da un lato pericolosissimo, giacch le sostanze ingerite tendono ad allentare ogni freno inibitorio; dallaltro lato,
tuttavia, potrebbe essere in condizioni fisiche non ottimali (riflessi rallentati, scarsa coordinazione, eccetera), il che favorirebbe una nostra pronta reazione al tentativo di offesa. Se lassalitore in evidente stato confusionale, si potrebbe cercare di
calmarlo con luso della parola: talvolta il raptus di aggressivit (non certo logico,
n premeditato) di chi alterato dalluso di certe sostanze si spegne da un istante
allaltro. Ma teniamo presente che davvero difficile compiere, in poche frazioni di
secondo, una completa analisi psicologica del nostro alterato assalitore: i nostri
tentativi di calmarlo potrebbero produrre effetti del tutto opposti a quelli desiderati. Teniamoci pronti, allora, a colpire velocemente per poi fuggire. I punti pi vulnerabili dellubriaco sono lo stomaco e il fegato: un colpo ben assestato in una di
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la difesa personale
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capitolo 3
queste parti (specie nello stomaco) ha buone probabilit di provocare una crisi di
vomito e lasciarci quindi tutto il tempo necessario per allontanarci. Se chi ci attacca un drogato in crisi di astinenza, molto probabilmente intende non tanto farci
del male, quanto impossessarsi dei nostri valori per comprarsi la dose a lui
necessaria: la sua aggressione, pertanto, potrebbe rientrare tra quelle del terzo
tipo (vedi), sia pure con le variabili sopra analizzate (mancanza di freni inibitori, a
nostro svantaggio; condizioni fisiche non ottimali, a nostro vantaggio). Ricordatevi:
anche per i drogati lo stomaco e il fegato sono punti particolarmente vulnerabili.
Aggressioni da parte di maniaci
Il maniaco soffre di unalterazione psichica, e questo lo rende assimilabile, per
alcuni versi, a ubriachi e drogati. Ma il maniaco molto pi pericoloso, perch - a
differenza di ubriachi e drogati - le sue condizioni fisiche non sono compromesse da fattori debilitanti esterni. Le sue azioni possono essere finalizzate a nuocere alla nostra persona (come in una aggressione di sesto tipo), ma anche in
questo caso il raptus aggressivo potrebbe essere calmato da un tono di voce dolce e conciliante: il dialogo ha sempre la possibilit di allentare la tensione interna
del nostro assalitore. Se non siete psicanalisti o psichiatri, tuttavia, ricordatevi
che le probabilit di azzeccare una terapia lampo sono davvero scarsine...
Tenetevi dunque pronti a reagire come in una aggressione di sesto tipo.
Aggressioni finalizzate a nuocere alla persona
Si tratta naturalmente di situazioni limite: ma non c soltanto il caso della vendetta personale (regolamento di conti) o quello del rapimento. Anche aggressioni di origine diversa (come laggressione da parte di teppisti, o quella da parte
di un maniaco) possono degenerare in questa pericolosissima tipologia... Una
volta valutato che ci troviamo di fronte a una serissima minaccia per la nostra
incolumit e per la nostra stessa vita, occorre reagire con la massima decisione.
Qui c una sola regola da tener presente: sopravvivere a tutti i costi. Occorre
dunque cercare subito la fuga. Se questa non possibile, bisogna ricorrere ai
colpi pi efficaci (massimo danno inflitto nel minor tempo possibile, con il fine di
procurarci la via di fuga: si vedano i capitoli dedicati alle tecniche della difesa
personale).
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la difesa personale
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tolo
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Come prevenire il pericolo
prevenire ogni rischio: altri consigli particolari
utilissimo tenere i soldi in tasche e portafogli diversi, nonch predisporre un
apposito portafogli - con poche lire e nessun documento - da consegnare a un
eventuale rapinatore.
Precauzione anti-scippo: borse, valigie e altri contenitori di valori vanno sempre
portati sottobraccio (stretti con decisione) e sempre dal lato interno del marciapiede.
Bisogna evitare, se possibile, di camminare da soli in zone buie o sconosciute.
Di notte, tenersi sempre sul lato pi illuminato della strada.
Occorre la massima prudenza con gli sconosciuti: specie quando si da soli, evitare contatti con questuanti e persone sospette.
Se un individuo sospetto vi chiede che ore sono, non abbassate la testa per guardare lorologio: quellindividuo potrebbe approfittare di questo momento per
colpirvi. Piuttosto, mostrategli direttamente lorologio, continuando a guardarlo
in viso. Se chi vi ha chiesto lora covava cattive intenzioni, rester spiazzato, poich non potr pi contare sul fattore sorpresa; se invece voleva semplicemente
informarsi sullorario... beh, il vostro gesto avr accontentato efficacemente la
sua curiosit.
Ogni volta che dovete spostarvi in una citt o in una zona che non conoscete
(anche quando vi accingete ad andare in vacanza), prendete le adeguate informazioni. Spesso un avvertimento preventivo (ad esempio: non girate in quella zona
con la macchina fotografica al collo: potrebbero cercare di strapparvela) pu
evitare un sacco di guai.
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capitolo 4
Se proprio non potete evitare di passare accanto a individui sospetti, ricorrete a
questo stratagemma: ostentando un atteggiamento guardingo, infilate la mano
allinterno della vostra giacca, o del vostro cappotto (o della borsetta, se siete donne); e tenetela l, come se doveste impugnare una rivoltella nascosta! Questo trucco, che si ispira alla fiction cinematografica, vecchio ma sempre efficace: poco
probabile che un eventuale malintenzionato corra il rischio di aggredire proprio voi!
Un consiglio per le donne. Quando andate al cinema, evitate la vicinanza di eventuali molestatori con un semplice accorgimento: mettete sempre vostro marito o
il vostro accompagnatore tra voi e gli altri uomini... Oppure, se siete sole, sedetevi sempre vicino a unaltra donna o allestremit di una fila. In questultimo caso,
potrete agevolmente scappare al primo cenno di pericolo.
Difronte al pericolo: sette consigli generali
1 Evitare in partenza, e possibile, luoghi e situazioni a rischio.
2 Fare sempre attenzione a ci che accade intorno a noi.
3 Restare comunque calmi.
4 Avere in ogni situazione un atteggiamento equilibrato, n spavaldo n timoroso.
5 Come prima cosa, esaminare sempre la possibilit di una fuga immediata.
6 Non mostrare mai pubblicamente i valori che si portano con s.
7 Contare innanzitutto su s stessi.
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la difesa personale
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La voce come
arma e come scudo
La voce uno strumento molto importante per la difesa personale, a patto di utilizzarla bene. Con questo non vogliamo dire che dovrete imparare a cantare! Pi semplicemente, dovrete usare con accortezza la parola
(o il grido) a seconda delle circostanze.
Nella difesa personale, la voce ha molteplici funzioni, che sinteticamente possiamo suddividere in tre gruppi:
A
Calmare laggressore
Parlare con tono pacato, assumendo un atteggiamento conciliante e trovando le
giuste argomentazioni, talvolta sgonfia sul nascere una situazione potenzialmente pericolosa.
Questo approccio va sempre tentato, lo ricordiamo, nei casi di aggressioni del
primo tipo .
B
Invocare aiuto
Invocare aiuto, o comunque attirare lattenzione di terzi, pu avere un effetto
deterrente sul potenziale aggressore.
Nel caso, ad esempio, che un maniaco importuni una donna in pubblico, costei
non dovrebbe esitare a reagire verbalmente con [Link] un semplice
Gi le mani, porco! - detto a voce alta - avr leffetto di attirare lattenzione
dei presenti e di scoraggiare limportuno, con buone probabilit di prevenire gli
ulteriori tentativi di aggressione e i relativi rischi degenerativi.
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capitolo 5
Emettere grida marziali
Accompagnare i vostri colpi con grida marziali avr un duplice effetto: da un
lato fornir a voi una carica psicologica, dallaltro scoragger lassalitore.
Il grido deve provenire dal vostro ventre, quasi a infondere ulteriore potenza al
colpo che state portando: questa efficace tradizione guerriera praticata da
millenni, ed tuttora in voga nella maggior parte delle arti marziali.
Alfuoco!
Un altro (importante) consiglio pratico: in tutti i casi di aggressione in cui utile
cercare di richiamare altre persone (magari non presenti proprio sul posto ma
a portata di voce), evitate di gridare Aiuto! o cose simili.
Lesperienza insegna che la gente non accorre a questo tipo di richiamo, per la
semplice ragione che ha paura, e che non vuole grane.
Ha paura, soprattutto, perch non sa a cosa pu andare incontro (che vuol
dire aiuto?; quale reale pericolo ci
aspetta dietro langolo?).
Vi suggeriamo, pertanto, di ricorrere
a un richiamo psicologicamente pi
efficace, da un lato perch legato
alle memorie ataviche della specie
umana, dallaltro lato perch non
generico.
Questo richiamo : Al fuoco!.
Chi ode un simile appello avr meno
paura, perch sapr (o meglio: creder di sapere!) ci che lo aspetta, e
si sentir in grado di proteggere la
propria incolumit.
Sar dunque meno frenato nel
desiderio di accorrere per prestare
soccorso. Non importa se poi questo potenziale soccorritore interverr
attivamente o meno: il solo fatto che
qualcuno accorra potrebbe far desistere laggressore dalla sua azione.
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la difesa personale
capi
tolo
06
La posizione di guardia
Le situazioni in cui sarete costretti
ad usare le tecniche di difesa personale saranno ben diverse da
quelle della palestra o del ring.
Non sempre, pertanto, avrete la
possibilit di prepararvi adeguatamente al contrattacco.
Molto spesso, al contrario, occorrer colpire lassalitore da posizioni e da angolazioni inusuali: potreste - a titolo di esempio - essere
bloccati da una presa, oppure trovarvi con le mani piene di pacchi
dopo lo shopping, o ancora seduti
su una panchina, e cos via.
impossibile, naturalmente, sperimentare in anticipo tutte le possibili situazioni concrete (anche se in
questopera ne esaminiamo moltissime).
Quello che occorre fare allenarsi
per sviluppare lagilit, la prontezVelocit e precisione: questo, in fondo, il binomio pi za di riflessi, la velocit di moviimportante per le tecniche della difesa personale. Il solo mento, il senso dellequilibrio, la
modo di raggiungerlo lavorare in palestra con costanza funzionalit del nostro meccanied applicazione.
smo biologico. Sar utile, allora,
ricercare nei vostri allenamenti
una efficace posizione di guardia: cio quella posizione di partenza che vi consentir di difendervi e di contrattaccare nel modo migliore possibile.
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capitolo 6
vero: talvolta potreste essere costretti a
sferrare il primo colpo da posizioni diverse. Ma lefficacia della vostra difesa
dipender anche dalla rapidit con cui
assumerete correttamente la guardia.
da qui, dalla posizione di guardia, che
dovrete partire nei vostri allenamenti. In
una fase successiva, ovviamente, sar
utile sperimentare (con il vostro partner
dallenamento) reazioni efficaci anche
partendo da posizioni differenti, cio da
quelle posizioni naturali che assumiamo nelle diverse situazioni della nostra
vita quotidiana: la posizione di guardia,
tuttavia, resta un punto di partenza [Link] tenuto presente che talvolta
assumere rapidamente una corretta
posizione di guardia pu avere un effetto
dissuasivo nei confronti dellassalitore.
Specie se sarete naturali e sciolti nellassumere la posizione (il che vuol dire ben Foto 1-2: esercizio per sviluppare le capacit
allenati), il vostro aggressore potrebbe tecniche. Partendo dalla posizione 1, portate il
giudicare imprudente venire alle mani diretto destro (2) senza scoprire la vostra guardia.
Ripetete per 2 minuti, aumentando gradatamente
con voi, e quindi decidere di filarsela.
Ora forniremo alcuni princpi generali per la velocit.
una corretta posizione di guardia. Ma
ricordate che voi dovrete personalizzarli, cio adattare questi princpi astratti
alle vostre concrete caratteristiche fisiche: e questo possibile solo con la pratica, con lallenamento.
Princpi generali della posizione di guardia
Gli arti inferiori
Le gambe devono essere leggermente piegate, in modo che possiate efficacemente... molleggiarvi su di esse. Una gamba deve essere pi avanzata rispetto
allaltra. La distanza tra i vostri piedi dovrebbe pi o meno corrispondere a quel-
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la difesa personale
la tra le vostre spalle. In questo modo il peso del vostro corpo sar equamente
distribuito tra le due gambe, e ci vi render pi pronti ai movimenti e agli scatti (in qualsiasi direzione) che si rendano necessari.
Gli arti superiori
Le braccia non devono essere troppo vicine o
troppo distanti dal vostro corpo: i gomiti entrambi piegati - non devono fare attrito
con il tronco, ma daltro canto devono anche
proteggerlo.
Se i gomiti saranno nella giusta posizione
(ripetiamo: vicino al tronco, ma non a contatto)
i contrattacchi di pugno potranno essere pi
efficaci, in quanto potranno sfruttare traiettorie lineari e quindi veloci. La mano che si trova
dalla stessa parte della gamba pi avanzata
deve essere avanzata anchessa (chiusa a
pugno a circa venti-quaranta centimetri dal
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capitolo 6
naso): in questo modo, pugno e avambraccio formeranno una sorta di scudo
frontale, pronto anche a trasformarsi in mezzo offensivo. Laltra mano
(anchessa chiusa a pugno) deve essere pi arretrata, allincirca allaltezza della
mascella: in questo modo con lo stesso arto superiore attuerete due protezioni,
una al viso (con la mano e lavambraccio) e laltra alle costole (con il gomito ed
il braccio).
Una posizione del genere consente anche a questo braccio di distendersi rapidamente per colpire, mutando la difesa in contrattacco.
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la difesa personale
Il busto e la testa
Il busto deve essere lievemente raccolto su s stesso e in posizione obliqua (cio
quasi di fianco, assecondando la mano e la gamba avanzate), per offrire una
minore superficie ai colpi dellaggressore. I muscoli ventrali e i glutei devono
essere contratti, a formare una sorta di corazza difensiva naturale. La testa
deve essere comunque eretta, lo sguardo fisso sullaggressore e attento a tutti
i suoi movimenti.
Scatti e movimenti
Dovrete allenarvi a spostarvi rapidamente in ogni direzione. In questi movimenti
dovrete muovere per primo, tra i due piedi, quello pi vicino alla direzione in cui
volete andare, in modo da non incrociare mai le gambe (cosa che ridurrebbe il
vostro equilibrio). Non fate mai il passo pi lungo... della gamba! I passi devono
essere sempre piccoli ma veloci.
Durante gli spostamenti, la guardia non va mai abbandonata: laggressore
potrebbe approfittarne. Ricordate che la coordinazione dei movimenti fondamentale, sia in attacco che in difesa. fondamentale anche la corretta valutazione delle distanze (al fine sia degli spostamenti, sia delle parate, sia dei colpi
da portare). E c un solo modo per raggiungere una buona coordinazione e una
corretta valutazione delle distanze: lallenamento costante.
Variare la posizione di guardia
Com la vostra guardia naturale? Destra o mancina? Cio: quale braccio e
quale gamba vi viene spontaneo avanzare? Qualunque sia la posizione di guardia
a voi congeniale, vi consigliamo di allenarvi anche in quella esattamente speculare: nelle situazioni di pericolo (non si sa mai) potrebbe esservi utile saper
cambiare rapidamente la posizione di guardia.
La guardia mascherata
Cos la guardia mascherata
Con la mano destra, fingiamo di massaggiarci una tempia, oppure di sistemarci
i capelli. Appoggiamo nel contempo il pollice della mano sinistra alla cintura.
Sembrano atteggiamenti quasi naturali, ma sono in grado di garantire una
buona protezione del nostro corpo. La mano destra difende il viso, ed pronta a
contrattaccare. La sinistra protegge il basso ventre.
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capitolo 6
Possiamo distendere il braccio destro per parare o deviare il colpo dellaggressore.
Il braccio destro ripiegato
sulla testa, insomma,
costituisce un efficace
scudo per tutti i colpi portati
dallavversario con gli arti
superiori: pu parare, a titolo
di esempio, tanto i diretti (jab)
quanto i ganci (swing).
La guardia mascherata
consente una grande efficacia
nelle parate, ma nella
possibilit di anticipare
laggressore che offre le
migliori potenzialit. Nella
foto, il braccio si distende
velocemente per colpire
lavversario alla tempia.
29
la difesa personale
Guardia mascherata: quando e come usarla
La guardia mascherata unottima alternativa alla classica posizione di guardia in tutte le situazioni in cui necessario dissimulare di essere preparati alla
lotta. Mostrare di essere pronti al combattimento, infatti, spesso un modo di
provocarlo. Ma il saggio sa che lunico modo per non essere mai sconfitti
quello di non combattere mai.
La guardia mascherata consente, appunto, un prudente atteggiamento preventivo. in questa posizione, ad esempio, che potreste tentare un approccio
verbale per calmare un potenziale assalitore. Se lapproccio funziona, [Link]
non funziona, sarete pronti al peggio.
inutile sottolineare che, una volta cominciato il combattimento, la guardia
mascherata non serve pi. In questo caso tornerete ad assumere la normale
posizione di guardia che avrete collaudato (ed eventualmente personalizzato)
durante gli allenamenti.
A proposito di allenamenti: sar utilissimo esercitarsi, assieme al partner,
anche in questa variante difensiva. Le simulazioni in palestra renderanno pi
efficace, e nel contempo pi naturale, la vostra guardia mascherata.
Un ultimo suggerimento: talvolta la posizione di guardia classica potrebbe avere
una maggiore efficacia preventiva della guardia mascherata. La valutazione
psicologica. E spetter a voi farla, caso per caso. Una cosa certa: se il vostro
potenziale aggressore non convintissimo, assumere velocemente la classica posizione di guardia potrebbe avere un effetto dissuasivo. Laggressore
potrebbe pensare: Questo qui uno che sa picchiare. Si vede dalla posizione
che ha assunto. Io me la batto.
La mano sulla cintura
Nella guardia mascherata, la mano sulla cintura svolge un ruolo fondamentale. in grado, infatti, di proteggere il basso ventre da ogni tipo di attacco. E
consente inoltre di parare, bloccare o deviare eventuali calci o ginocchiate.
30
capitolo 6
Foto 1-6: tre esercizi per migliorare velocit, precisione nellesecuzione delle tecniche di gomitata. Per
questi esercizi necessario che il partner dallenamento sia protetto dallo scudo-sacco.
Foto 1-2: portate la gomitata laterale cercando
soprattutto la velocit di esecuzione, senza tuttavia
penalizzare la fase di caricamento (foto 1). Non colpite
con la punta, ma con lesterno del gomito.
Foto 3-4: dopo esservi allenati con la gomitata laterale, passate alla gomitata circolare in avanti, cercando
la massima scioltezza dei movimenti. Il colpo deve
essere fluido e veloce.
Foto 3-4: anche in questo caso, non colpite con la
punta del gomito. Usate i colpi di punta solo per
migliorare la penetrazione delle gomitate allindietro (laddove il bersaglio meno duro, e minore il
rischio di infortunio al gomito).
Foto 5-6: allenatevi, infine, con la gomitata in avanti
dal basso verso lalto. Come per gli altri esercizi, cercate di aumentare gradatamente la velocit del colpo.
Foto 5-6: anche nella gomitata dal basso verso lalto,
il colpo non deve sbilanciarvi, n scoprire la vostra
guardia lasciando pericolosi varchi allaggressore.
31
la difesa personale
Simuliamo in palestra una possibile situazione a rischio: un litigio verbale minaccia di degenerare. Che cosa fare per
tenersi pronti ad ogni evenienza, senza tuttavia assumere atteggiamenti provocatori?
Sarebbe fuori luogo assumere la classica posizione di guardia: costituirebbe di per s un invito alla lite.
Meglio ricorrere alla guardia mascherata , in grado di coniugare un atteggiamento naturale e una efficace
protezione del corpo.
Se lavversario accenna ad aggredirci, possiamo anticiparlo colpendolo al volto. La guardia mascherata,
infatti, ci permette una rapida distensione del braccio destro, per un pugno di grande efficacia.
32
capitolo 6
Velocit e precisione
UN BINOMIO INDISPENSABILE ALLA DIFESA
Foto 1-2: un esercizio specifico per migliorare la velocit e la precisione delle tecniche percussive di pugno. Il partner
dallenamento dovr disporsi di fronte a voi con le mani aperte, chiamando poi la mano da colpire (ad es.: Destra!).
Foto 2: reagite il pi rapidamente possibile per colpire la mano chiamata. Ripetete lesercizio per qualche
minuto, cercando di aumentare la velocit senza perdere precisione. Curate, in particolare, la velocit reattiva.
33
la difesa personale
capi
tolo
07
Le armi del corpo umano
colpi con la mano e con il gomito
Pugni: Considerazioni generali
Perch il pugno non faccia pi male alla vostra mano che allaggressore
dovete innanzitutto saperlo chiudere correttamente. Le dita, serrate, vanno
ripiegate su loro stesse fino a congiungersi con il palmo; il pollice deve essere
tenuto allesterno delle dita richiuse, e stretto sulle falangi (vedi le foto).
Quando portate il pugno, cercate sempre di colpire con precisione il punto
che sceglierete come bersaglio (per tale scelta, importante conoscere il
capitolo sui punti vulnerabili del corpo umano).
Dopo il pugno, larto che ha portato il colpo va immediatamente ritratto, per
evitare che il vostro assalitore possa bloccarlo, torcerlo, o usarlo per una
proiezione a vostro danno.
Nelle situazioni in cui sarete costretti a usare i pugni, cercate non tanto il
singolo colpo, quanto piuttosto le scariche, possibilmente alternando le
tipologie di colpi e le relative angolazioni. La vostra difesa, in questo modo,
sar meno prevedibile e pi efficace.
Il pugno una efficace tecnica di difesa personale, ma consigliabile in particolare a chi muscolarmente dotato, e possiede un certo peso corporeo.
Per una donna di costituzione minuta che debba cercare di portare un colpo
risolutivo per poi fuggire, insomma, generalmente pi efficace il ricorso
adaltre tecniche (vedi oltre). Lo stesso discorso vale per chi ha polsi/mani/
dita piuttosto fragili, poich con il pugno nudo rischierebbe (assai pi che
con altre tecniche) fratture, slogature, contusioni, e cos via.
Passiamo ora ad esaminare le tre fondamentali tipologie di pugno: diretto,
gancio e montante. Ricordate che la corretta posizione di partenza per portare i
pugni, cos come gli altri colpi che vi illustreremo, la posizione di guardia (di
cui abbiamo gi parlato).
34
capitolo 7
Il diretto (jab)
Il diretto un colpo veloce (giacch si
avvale di una traiettoria lineare), il cui
bersaglio per eccellenza costituito
dal viso dellavversario, e in particolare dalla radice del naso.
Per portare il colpo, il braccio va disteso
con forza e velocit verso il bersaglio; il
gomito, tuttavia, non deve essere del
tutto teso, altrimenti potrebbe slogarsi.
In questo movimento utile accompagnare il colpo con una rotazione delle
spalle (questa rotazione, che deve partire dai fianchi, coinvolge in realt tutto il
corpo: in questo modo il pugno avr maggiore forza, perch sostenuto dallintero peso corporeo). Al momento dellimpatto il dorso della mano chiusa a pugno
deve essere rivolto verso lalto. Protagoniste dellimpatto saranno in particolare
le prime due nocche, che in quel momento saranno in linea con i vostri occhi.
Il gancio (swing)
Il gancio un colpo di notevole
potenza, se correttamente portato, da
eseguire a distanza ravvicinata, il cui
bersaglio ideale costituito dalla
mascella. Il gomito va alzato allesterno, mentre braccio e avambraccio
devono formare un angolo di circa 90:
questangolo non deve mutare assetto
durante il colpo. Il colpo, semicircolare, va portato ruotando assieme allarto sia le spalle che le anche, in modo
da trasferire il peso del corpo sulla
gamba pi arretrata. Al momento dellimpatto le nocche devono essere pi o
meno allaltezza della spalla. Per colpire il bersaglio grosso, pertanto, dovrete
nel contempo piegarvi sulle ginocchia: in questo modo potrete mirare anche allo
stomaco o al fegato, che costituiscono bersagli alternativi alla mascella.
35
la difesa personale
Il montante (uppercut)
Il montante un colpo efficace se diretto al fegato, allo stomaco o alla punta
del mento.
Larto va caricato formando un angolo retto tra braccio e avambraccio
(angolo che va mantenuto al momento
dellimpatto), e piegandosi lievemente
sulle gambe. Il colpo va inferto dal basso verso lalto. Quando scaricate la
potenza nel colpo, sar utile distendere
le gambe che avevate piegato nella fase
di caricamento: ci dar al vostro montante una forza maggiore.
Va tenuto presente che raggiungere la punta del mento con questo colpo pi
difficile che raggiungere gli altri possibili bersagli, per la semplice ragione che la
traiettoria da percorrere pi lunga. Il nostro consiglio, pertanto, di privilegiare
gli obiettivi fegato e bocca dello stomaco, anche se la punta del mento sarebbe in teoria, per il montante, un punto pi vulnerabile.
Per le donne, per i pi giovani, per i meno dotati dal punto di vista muscolare vale
la considerazione generale fatta allinizio di questo paragrafo sui pugni: meglio
ricorrere ad altre tecniche, giacch questa richiede una notevole forza.
Colpi con il taglio della mano
Considerazioni generali
I colpi con il taglio della mano rappresentano tecniche ideali per la difesa personale: se ben eseguiti, infatti, consentono una grande efficacia anche a chi
non muscolarmente dotatissimo. Inoltre, a differenza di quando si ricorre ai
pugni, per esempio, sono notevolmente ridotti i rischi di infortunio.
La mano deve essere irrigidita, con tutte le dita unite fra di loro (anche il pollice deve essere ben serrato lungo lindice): in questo modo potr infliggere
colpi con entrambi i bordi (shuto e haito, nella terminologia del Karate).
I colpi possono essere portati sia dallinterno verso lesterno che dallesterno
verso linterno.
Sia nei tagli dallinterno verso lesterno sia in quelli dallesterno verso linter-
36
capitolo 7
no, vi suggeriamo di ricorrere ai colpi portati con il bordo esterno della mano
(shuto). Per i colpi dallesterno allinterno, in teoria, potreste usare anche
laltro bordo (quello dalla parte del pollice, per intenderci): ma in questo movimento assai pi probabile una completa apertura della vostra guardia.
Taglio dallinterno verso lesterno
Questo colpo particolarmente efficace se diretto alla gola dellavversario.
Anche il naso e la nuca, tuttavia, sono bersagli possibili: dipende dalla posizione vostra e da quella del vostro assalitore. Nella fase di caricamento la mano
(irrigidita come spiegato) va portata (come al solito partendo dalla posizione
di guardia) verso la vostra spalla (quella opposta alla mano stessa) o verso il
vostro orecchio (sempre quello opposto): quindi il braccio va disteso velocemente avendo cura che il gomito resti al di sotto del vostro mento; il movimento
di distensione va accompagnato da una rotazione dei fianchi nella stessa direzione, per imprimere maggiore forza al colpo. Al momento dellimpatto il braccio
deve essere completamente teso (con la mano sempre irrigidita), e la linea ideale che congiunge i vostri fianchi dovr essere parallela alla linea ideale che va
dalla punta delle vostre dita al vostro naso.
Taglio dallesterno verso linterno
I bersagli ideali di questo colpo sono gli stessi del colpo precedente.
Cambia, naturalmente, la fase di caricamento: la mano andr portata verso
lorecchio corrispondente (destro se la mano quella destra, sinistro se la mano
quella sinistra). Per aiutarvi nella fase di caricamento, potrete stendere davanti
37
la difesa personale
a voi il braccio opposto a quello che porta il colpo.
Oltre alla fase di caricamento, nella tecnica dallesterno verso linterno cambia
anche un altro elemento fondamentale: il braccio, anzich distendersi, rester
sempre piegato fino allimpatto finale.
Il colpo va portato con movimento semicircolare, accompagnato dalla consueta
rotazione dei fianchi; al momento dellimpatto la linea ideale tra i fianchi sar
parallela (come nella tecnica precedente) alla linea ideale che corre tra la punta
delle vostre dita e il vostro naso.
Colpi con la punta delle dita
Questa tecnica rappresenta una sorta
di via di mezzo tra il colpo di pugno e il
colpo con il taglio della mano.
I movimenti con cui portare il colpo
saranno identici a quelli con cui portare i pugni. Ma la mano atteggiata
a taglio, cio tesa e irrigidita. Particolarmente efficace il diretto con la
punta delle dita: in questo caso uno
dei bersagli pi vulnerabili costituito dallocchio dellaggressore. Abbiate
laccortezza, nelleseguire questa tecnica, di flettere lievemente il dito medio e (in
misura ancora minore) lanulare, in modo che le punte siano in linea con la punta
dellindice.
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capitolo 7
Colpi con il palmo della mano
Anche i colpi con il palmo della mano, al pari di quelli con il taglio, sono particolarmente adatti alla difesa personale: innanzitutto perch la superficie che
va allimpatto (la parte inferiore del palmo della mano) , rispetto al pugno, per
esempio, assai pi resistente allimpatto stesso.
Si riducono quindi i rischi di infortunio, mentre il colpo resta di grande efficacia
anche per chi non possiede una grande forza muscolare (a patto, naturalmente,
che la tecnica di esecuzione sia corretta).
Bersaglio ideale di questa tecnica il viso dellavversario: in particolare il mento,
il naso e la fronte (per essere precisi: la parte bassa della fronte, vicino alla parte
superiore del setto nasale).
Il movimento del colpo simile a quello del jab, oppure a quello dello swing: deve
essere, cio, o diretto o semicircolare.
39
la difesa personale
Gomitate
Considerazioni generali
La gomitata senza dubbio uno dei
colpi pi efficaci in assoluto per la
difesa personale: infatti un colpo
di facile esecuzione, che si avvale di
una parte del nostro corpo adattissima a procurare danno, in quanto
dura e relativamente appuntita, cio
in grado di percuotere con un ottimo coefficiente di penetrazione.
La gomitata particolarmente
indicata quando laggressore si trova a corta distanza, o addirittura a contatto.
Nella preparazione del colpo, lavambraccio va sempre ripiegato, in modo
da appuntire il gomito. Il polso va ruotato in modo che il palmo della mano
guardi il vostro bicipite, e la mano va chiusa a pugno.
In alcune tipologie di gomitata (ad esempio nella gomitata allindietro o in
quella laterale) laltra mano pu appoggiarsi al pugno dellarto impegnato a
colpire, con un effetto spinta in grado di aumentare la potenza del colpo.
In altri casi (ad esempio nelle gomitate frontali dirette al viso dellaggressore)
la mano libera potrebbe afferrare il bersaglio del colpo e tirarlo verso il gomi
to: anche in questo caso la potenza del colpo viene accresciuta. Nellesempio
test fatto (le gomitate frontali al viso) la mano libera potrebbe afferrare i
capelli dellassalitore.
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capitolo 7
Gomitata allindietro
Se laggressore si trova alle vostre spalle, la gomitata allindietro pu rappresentare una reazione davvero efficace. Se il movimento sar eseguito correttamente,
non ha grande importanza dove andr a colpire (del resto pi difficile mirare ad
un bersaglio preciso quando lassalitore dietro di voi): il colpo produrr sempre
un dolore intenso, sia che raggiunga lo stomaco sia che raggiunga il fegato sia che
raggiunga le costole, e cos via.
Nella fase di caricamento, il braccio va portato davanti a voi; quindi dovrete ripiegare lavambraccio e girare il polso (come sopra spiegato), e infine colpire allindietro ruotando nel contempo il busto per imprimere una maggiore potenza.
Se lavversario vi sta bloccando le spalle con le sue braccia, potrebbe risultare
impossibile accompagnare il colpo con la rotazione del busto. In questo caso sferrate una gomitata allindietro dal basso verso lalto, cercando nello stesso tempo
di piegarvi in avanti: il colpo sar ugualmente efficace.
Gomitata frontale
Alla gomitata frontale potreste ricorrere quando laggressore si trova di
fronte a voi, a media o a breve distanza.
Obiettivi ideali di questo colpo sono la
punta del mento oppure la radice del
naso, ma anche la mascella o la gola.
Il movimento - semicircolare - quasi identico a quello dello swing, tranne
la fase finale. Nella fase finale, infatti,
si piega lavambraccio (come spiegato
41
la difesa personale
nelle considerazioni generali sulle gomitate) e, continuando a ruotare le anche e
le spalle, come nel gancio, e facendo un passo in avanti, si colpisce il bersaglio con
la punta del gomito. Un possibile movimento alternativo per la gomitata frontale
(ma di esecuzione pi difficile) quello tipico del montante (dal basso verso lalto):
anche in questo movimento lavambraccio si piega nella fase finale. Ideale, in questo caso, cercare di colpire sotto il mento dellavversario. Il punto con cui impatterete la zona immediatamente superiore alla punta del gomito (osso radiale).
42
capitolo 7
Gomitata laterale
Alla gomitata laterale farete ricorso, naturalmente, quando laggressore al
vostro fianco. La tecnica di caricamento simile a quella degli altri tipi di gomitata: ma abbiate lavvertenza, in questo caso, di tenere le spalle basse e rilassate, e di ruotare la testa nella direzione in cui intendete colpire; le gambe vanno
leggermente piegate, per poi distendersi al momento di scaricare nel colpo tutta
la potenza. La mano libera potrebbe appoggiarsi al pugno dellarto che esegue la
tecnica, e spingere per aumentare lefficacia del colpo.
Gomitata dallalto verso il basso
La gomitata dallalto verso il basso sempre
molto dolorosa anche perch sfrutta la forza di
gravit.
Uno dei bersagli ideali di questa tecnica costituito dallarto con il quale il vostro assalitore sta
cercando di colpirvi, specie se con una mano
siete riusciti ad afferrare larto in questione:
con laltro vostro braccio, in questo caso, potete
infliggere una gomitata dallalto verso il basso,
diretta ad esempio allavambraccio o alla coscia
del vostro aggressore, a seconda dellarto che
questi sta utilizzando.
La gomitata dallalto verso il basso pu anche
rappresentare il secondo (e decisivo) colpo in
una combinazione di tecniche di difesa personale.
Qualora siate riusciti a costringere il vostro assalitore a piegarsi in avanti (ad esempio in seguito a
un efficace calcio nella zona inguinale), potreste
colpirlo nuovamente con questo tipo di gomitata:
il bersaglio ideale, nella fattispecie, costituito
dalla spina dorsale (in un qualsiasi punto, anche
nella zona cervicale) oppure dalla zona renale.
43
la difesa personale
Calci e ginocchiate
Considerazioni generali su calci e ginocchiate
A causa delle leggi fisiche della leva, i colpi portati con gli arti inferiori sono
sempre pi potenti di quelli portati con gli arti superiori, e costituiscono pertanto
un eccellente mezzo di difesa personale: con queste tecniche persino un bambino (ad esempio con un calcio bene assestato sullo stinco o sul ginocchio) pu
mettere un adulto in condizioni di non nuocere.
Rispetto ad un pugno, inoltre, un calcio (o una ginocchiata) presenta minori rischi
di infortunio. I piedi, in particolare, sono meno vulnerabili delle mani, anche perch generalmente sono protetti da calzature.
Considerazioni sui calci
Scordatevi i colpi spettacolari alla Bruce Lee, cio i calci che raggiungono il viso
dopo prodezze di agilit: il bersaglio ideale dei vostri calci sempre basso, cio
compreso tra i piedi e la cintura dellaggressore.
Se terrete presente questo principio, i vostri colpi saranno pi efficaci, e si ridurranno i rischi di perdere lequilibrio, nonch il rischio che laggressore possa
afferrare la vostra gamba.
Il calcio una tecnica che si adatta in modo particolare alle donne, giacch queste posseggono unarticolazione coxo-femorale pi mobile rispetto a quella degli
uomini. Nelle donne, insomma, il differenziale medio tra la potenza dei colpi
portati con le braccia e la potenza dei colpi portati con le gambe ancora pi
accentuato.
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capitolo 7
Il calcio pu essere sferrato in tutte le
direzioni, e con diverse traiettorie. Col
mutare delle traiettorie e dei bersagli
muta anche la parte del vostro piede
che va allimpatto: pu essere la punta
della scarpa, oppure il taglio interno
del piede, o quello esterno, o la pianta
(cio la suola della scarpa, specie in
corrispondenza della zona che si trova
fra le dita e lincavo del piede), oppure
il tacco. Dipender da voi, a seconda
delle circostanze, scegliere la tecnica,
la traiettoria, il bersaglio, il punto con
cui colpire.
N.B. - Nellesempio qui sopra abbiamo
ipotizzato la presenza delle calzature:
non va dimenticato, tuttavia, che potreste
trovarvi nella necessit di usare il calcio a
piedi nudi. Basti pensare ad una aggressione destate sulla spiaggia; oppure al
fatto che potreste essere... carmelitani scalzi! Battute a parte: preferibile
usare questa tecnica quando il piede
adeguatamente protetto; ma in certi casi
si pu calciare anche a piedi nudi (privilegiando, per, i colpi con la pianta del
piede, specie con la zona sottostante le
dita, che vanno ripiegate verso lalto per
evitare rischi di fratture; e rinunciando
del tutto ai colpi di punta).
Tutte le tecniche di calcio che illustreremo possono essere eseguite privilegiando la velocit oppure privilegiando la potenza: in questo secondo caso, il colpo
far pi male ma nel contempo sar leggermente pi prevedibile, proprio perch
verranno esasperate la fase di caricamento e la spinta.
45
la difesa personale
Una componente molto importante
per tutte le tecniche di esecuzione del
calcio lequilibrio.
Qualora vi mancasse lequilibrio quando comincerete a sperimentare queste
tecniche, tuttavia, non dovete spaven
tarvi, n ritenere che sia meglio per
voi fare ricorso ad altre tecniche tralasciando i calci. Lequilibrio, infatti, non
una dote innata, che si ha oppure
non si ha: , viceversa, un obiettivo che si pu raggiungere. Basta allenarsi con
costanza.
A proposito di equilibrio: se la situazione in cui vi trovate lo rende possibile, per
sferrare meglio il vostro calcio cercate un appoggio. Le vostre mani potrebbero
appoggiarsi, ad esempio, alla portiera di unautomobile, o al corrimano di una
scala, oppure stringersi attorno a un palo o ad un lampione: lappoggio vi permetter non solo di conservare lequilibrio durante e dopo il calcio, ma anche di
imprimere maggiore potenza al calcio stesso.
I colpi di calcio si prestano a essere sferrati anche in situazioni anomale o in
momenti critici. Se ad esempio veniste aggrediti mentre siete seduti su una
panchina, potreste calciare sfruttando lappoggio dello schienale della panchina. Lo stesso dicasi per le situazioni che vi vedano a terra (magari in seguito ad
una spinta o ad un colpo efficace del vostro assalitore): poggiando sul terreno la
schiena (oppure un braccio e il fianco corrispondente) potreste opporre allaggressore una scarica di calci che funger anche da barriera rispetto a un
eventuale tentativo di immobilizzarvi.
Ultimo consiglio generale: a prescindere dalla parte del vostro piede che sosterr limpatto, e anche se indossate robuste calzature, quando calciate contraete
sempre le dita dei piedi, magari arcuandole verso lalto quando vi accingete a
colpire con la pianta del piede; ci eliminer quasi del tutto il rischio di fratture.
46
capitolo 7
Considerazioni sulle ginocchiate
I bersagli possibili per una ginocchiata sono molteplici: per esempio la zona
inguinale (i testicoli in particolare), o le costole, o la bocca dello stomaco. La scelta
dipende, naturalmente, da alcune variabili, come il rapporto fra la vostra altezza e
quella dellaggressore, le reciproche posizioni, e cos via. Fra i bersagli possibili,
ad ogni modo, non dimenticate la coscia: una ginocchiata nei muscoli della coscia
pu provocare dolore intenso e persino una paralisi momentanea dellarto.
Calcio frontale
Va premesso che il calcio frontale pu essere portato sia con la gamba avanzata
che con quella arretrata: nel primo caso sar pi veloce e meno prevedibile, nel
secondo caso sar invece pi potente. La scelta, come al solito, spetter a voi, a
seconda della situazione concreta in cui vi troverete.
Gli obiettivi da preferire per questo calcio sono: la zona inguinale, quella addominale, lo stinco, il ginocchio (ma anche la caviglia, oppure il piede). In ogni caso
sconsigliamo vivamente (per le ragioni gi indicate) di scegliere obiettivi spet
tacolari come quelli situati al di sopra della cintura del vostro aggressore.
47
la difesa personale
Nella fase di caricamento, il ginocchio va portato verso il petto (non necessario,
tuttavia, superare col ginocchio stesso laltezza dei vostri fianchi), mentre il peso
del corpo grava tutto sul piede che rimane a terra (i muscoli della gamba che
poggia, pertanto, vanno mantenuti contratti).
Il ginocchio ha una funzione molto importante nel caricamento: ricordate che in
questa tecnica di calcio il ginocchio va sollevato prima di portare il colpo; in questo modo funger da fulcro per la migliore trasmissione della potenza (una sorta
di perno, insomma, sia per il calcio singolo che per una serie di calci in rapida
successione). La gamba che porta il colpo, raccolta su s stessa durante la fase
di sollevamento del ginocchio, va poi distesa velocemente in avanti (il movimento
complessivo - caricamento + scaricamento - deve ricordare quello di una molla).
La traiettoria deve essere il pi possibile diretta, e in ogni caso mai ascendente
(ci toglierebbe forza al colpo).
Nella fase di scaricamento, accompagnate la gamba slanciata in avanti con
una lieve rotazione sia dellanca che del piede dappoggio: il calcio sar cos pi
potente e pi efficace. La parte del vostro piede che andr allimpatto sar o la
punta (specie se state portando calzature rinforzate in quella zona) o la pianta
(cio la suola della scarpa).
Quando comincerete ad allenarvi in questa tecnica di calcio, vi consigliamo di
partire suddividendo il movimento in quattro fasi distinte:
1 alzate il ginocchio (in modo che la coscia sia allincirca perpendicolare al vostro
busto, e che la parte superiore della gamba formi un angolo retto con quella
inferiore) tenendo il corpo e la testa diritti, e lo sguardo fisso su un immaginario
aggressore;
2 distendete la gamba velocemente, per portare il colpo;
3 ripiegate il piede in modo da tornare alla posizione 1 (in pratica, la gamba che
forma un angolo retto);
4 poggiate a terra la gamba, tornando alla posizione di guardia.
Nei vostri primi allenamenti scandirete bene queste quattro fasi, facendo una
pausa tra una fase e laltra. Solo successivamente vi allenerete ad effettuare il
movimento completo in modo fluido e veloce.
Il calcio frontale ha due possibili varianti (entrambe destinate a bersagli molto
bassi: da preferire lo stinco e la caviglia), che prevedono differenti tecniche di
caricamento e di slancio.
48
capitolo 7
Nella prima variante, il piede che colpir va portato allindietro (come per calciare il pallone), per essere poi mosso velocemente in avanti andando ad impattare
con il lato interno della scarpa (oppure con la punta).
Al fine di rendere pi facili e pi efficaci sia il caricamento che la distensione
dellarto, preferibile, nellesecuzione di questa variante, ricorrere alla gamba
pi arretrata (si veda il capitolo sulla posizione di guardia).
Questa tecnica efficace quando la distanza tra voi e laggressore pi ridotta;
molto utile farvi ricorso specie quando lassalitore vi ha afferrato i polsi e sta
cercando di immobilizzarvi. Nellesecuzione di questa variante, consigliamo di
piegare allindietro il busto mentre portate avanti la gamba per colpire, flettendo
lievemente anche la gamba dappoggio: ci consentir (ad un tempo) un maggiore equilibrio, una maggiore potenza, una maggiore protezione del vostro viso
(che sar allontanato allindietro) da eventuali attacchi dellaggressore.
Nella seconda variante (calcio a falce), la fase di caricamento simile a quella
della prima variante: il piede va portato allindietro, senza sollevare il ginocchio
verso il petto. Ma la seconda fase diversa: il movimento infatti circolare (come
quello di una falce), e tutto il corpo deve ruotare assieme al piede che porta
il calcio. Qualora mancaste il bersaglio, pertanto, tenetevi pronti a completare questo movimento rotatorio: in
pratica, farete un giro completo su voi
stessi. Un possibile obiettivo di questo
tipo di calcio costituito dalle caviglie
dellavversario, e il movimento circolare avrebbe, in questo caso, lo scopo di
far cadere laggressore.
Protagonista dellimpatto potrebbe
essere la parte interna del vostro piede, ma anche la [Link] altro possibile obiettivo costituito dalla coscia
dellassalitore, al fine di procurare un
effetto paralisi: in questo caso, per,
il movimento pi ampio e pi difficile, e comporta un lungo e duro allenamento.
49
la difesa personale
Calcio laterale
Se laggressore si trova al nostro fianco, lo si pu colpire con questa tipologia di
calcio. La fase di caricamento la stessa del calcio frontale. Ma la gamba va poi
a colpire slanciandosi lateralmente.
Un consiglio: per evitare movimenti poco naturali (che presupporrebbero una
mobilit articolare da contorsionista), colpite sempre dallalto verso il basso.
Gli obiettivi privilegiati, a questo punto, diventano il ginocchio o lo stinco o la
caviglia. O anche la zona inguinale, a patto che si accompagni il colpo con un
corrispondente piegamento del busto (che praticamente si dispone in linea
con la gamba distesa, facilitando lo scaricamento naturale del calcio, senza
contorsioni circensi!).
Il principale vantaggio del calcio laterale la sua scarsa prevedibilit (data la
posizione inconsueta), unita alla notevole potenza che caratterizza i colpi ben
eseguiti. Anche per questo calcio sarebbe molto vantaggioso riuscire ad appoggiarsi con le mani a un eventuale sostegno (una parete, un palo, eccetera).
Calcio allindietro
Questo un tipo di calcio che trova scarsa applicazione pratica nella difesa personale, in quanto un colpo difficile e rischioso.
Il suo utilizzo potrebbe limitarsi al caso in cui dobbiate affrontare due aggressori,
uno davanti a voi e uno dietro di voi: in questo caso potreste usare come appog-
50
capitolo 7
gio lassalitore di fronte a voi, cercando di sorprendere (con il calcio allindietro)
quello alle vostre spalle. In altri casi un colpo che conviene poco: se avete un
solo aggressore molto vicino alle vostre spalle (che sta cercando di bloccarvi)
molto meglio ricorrere alla gomitata allindietro, magari seguita da un calcio
laterale dopo aver ruotato il busto; se invece laggressore alle vostre spalle non
cos a ridosso, allora meglio che vi giriate e che assumiate la posizione di guardia. Se addirittura laggressore davanti a voi, beh, perch voltargli le spalle,
seppure per la sola frazione dun secondo? Chiarito perch questo sia un colpo
poco applicabile, va comunque sottolineato che sempre meglio conoscerlo
(non si sa mai!). Vediamo dunque come si esegue.
La fase di caricamento simile a quella del calcio frontale. La fase di scaricamento della potenza avviene invece allindietro, mentre piegherete il busto in
avanti (cercate tuttavia di non piegarlo troppo). Il busto pu anche essere ruotato lateralmente (assieme alla testa e alle anche) in modo che possiate vedere
meglio il bersaglio ed ottenere cos una maggiore precisione del colpo: in questo
caso la fase finale dellesecuzione ricorder da vicino quella tipica del calcio
laterale.
Per questo calcio pi che mai, vale il consiglio generale di mirare a obiettivi come
il ginocchio o le caviglie dellaggressore, in modo che il colpo possa arrivare a
segno dallalto verso il basso; altrimenti sarebbe facile perdere lequilibrio o,
ancor peggio, farsi afferrare larto dallaggressore stesso.
Alcune considerazioni generali gi fatte a proposito dei pugni
sono valide anche per calci e ginocchiate. Ripassiamole:
1 cercate sempre la massima precisione;
2 dopo il colpo, ritraete subito larto, per evitare che il vostro assalitore possa
afferrarlo a suo vantaggio;
3 non limitatevi a portare un singolo colpo, ma cercate le scariche in rapida
successione, possibilmente alternando le tipologie di colpi e le relative angolazioni: il vostro contrattacco, in questo modo, sar meno prevedibile e pi
efficace.
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la difesa personale
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capitolo 8
capi
tolo
08
I colpi poco ortodossi
una arma in pi nellemergenza
I colpi poco ortodossi servono soprattutto quando il nostro assalitore,
prendendoci di sorpresa o utilizzando la sua forza superiore, gi giunto a
distanza ravvicinata e cerca di immobilizzarci. Un caso tipico il tentativo di stupro,
in cui la vittima si ritrova per forza di cose a stretto contatto con laggressore.
In certi casi, dunque, non dovete esitare a servirvi di morsi, graffi, testate, strappo
dei capelli e quantaltro. Vediamo come.
Il morso
Se avete a portata di denti una delle seguenti parti sensibili del vostro aggressore, mordetela senza esitare: il collo, le dita (ma anche qualsiasi altra parte del
braccio), le orecchie, il naso.
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la difesa personale
La testata
Se lassalitore di fronte a voi e vicinissimo, potete assestargli un colpo con la
parte superiore della testa alla radice del naso. Ricordatevi: dovete colpire con la
fronte e mirare al setto nasale. Un errore di un solo centimetro potrebbe trasformare la vostra testata in un clamoroso autogol, che procurer a voi stessi tutto il
danno che volevate infliggere allassalitore.
Per usare la testata, ovviamente, non deve esserci troppa differenza di altezza
tra aggressore ed aggredito. Qualora siate molto pi bassi, potete portare una
testata al mento: dovete colpire con la parte superiore della fronte, con un movimento dal basso verso lalto.
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capitolo 8
Il graffio
Va premesso che graffi e pugni sono tecniche di combattimento che si escludono a [Link] graffiare, infatti, occorre avere le unghie un po pi lunghe del
normale; il che impedisce di serrare correttamente le dita per portare il pugno.
Lobiettivo del graffio il viso dellassalitore: lideale mirare agli occhi.
Lo strappo dei capelli
Afferrate le chiome del vostro assalitore e strappatele con forza. Questo colpo
molto doloroso, ma non solo. Pu presentare anche un altro vantaggio: infatti
lo strappo dei capelli stimola le ghiandole lacrimarie, cos che la vista del vostro
assalitore potrebbe offuscarsi, dandovi il tempo per portare altri colpi in rapida
successione o per fuggire.
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la difesa personale
Le torsioni e le pressioni
In alcune situazioni potreste avere gli arti superiori semi-immobilizzati, cio non
in grado di effettuare i movimenti necessari per caricare il colpo. In questi casi
possibile (ed efficace) ricorrere alle pressioni o alle torsioni.
Ad esempio: lassalitore - pi grande e pi forte di voi - vi stringe in una morsa
cingendovi con le braccia; i vostri arti superiori sono dunque compressi contro le
vostre costole e i vostri fianchi; con la mano, tuttavia, potreste riuscire a raggiungere i testicoli dellaggressore, e piazzare un semplice quanto efficace pizzicotto (bastano due dita). Questa torsione (dolorosissima) costringer laggressore
a mollare la presa, e consentir a voi di recuperare la posizione di guardia e/o di
portare altri colpi.
Altri obiettivi ideali delle torsioni sono i capezzoli, il naso, le orecchie. Anche la
pelle dei fianchi o delle braccia potrebbe essere raggiunta da efficaci pizzicotti:
certo, questi non sono mai colpi risolutivi, ma talora potrebbero avere unefficacia diversiva, atta cio a farvi uscire da situazioni davvero molto scomode (ad
esempio una presa che vi sta bloccando).
Lo stesso dicasi per le pressioni: nel caso che le vostre mani possano raggiungere il viso dellassalitore, una pressione dei pollici nella zona oculare potrebbe
ribaltare le sorti di un corpo a corpo che vi veda soccombenti.
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capitolo 8
NIENTE SCRUPOLI CONTRO CHI NON HA SCRUPOLI
In una situazione di reale pericolo, non bisogna avere
remore: si possono usare anche i colpi che in altre
circostanze si giudicherebbero scorretti. Ricordatevi
che non siete su un ring, e che il vostro aggressore
non un leale avversario di una leale competizione
sportiva. Ricordatevi che le intenzioni di chi vi vuole
nuocere sono ancora meno ortodosse dei colpi che
vi apprestate a portare...
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la difesa personale
capi
tolo
09
Prese e leve articolari
Prese
Le prese sono, in sostanza, azioni che immobilizzano lavversario per mezzo di
una stretta, solitamente con le braccia.
Ma nella difesa personale non consigliabile ricorrere alle prese. E il motivo
molto semplice: se il principio della difesa personale quello di reagire allattacco per cercare al pi presto la via di fuga, esercitare una presa produce una
sorta di stallo; infatti non potete fuggire senza mollare lavversario, ma se lo
mollate costui in grado di aggredirvi.
Nella difesa personale, pertanto, le prese sono (quantomeno) poco utili. Ma c
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capitolo 9
di pi: mantenere a lungo una presa significa tenere impegnati i muscoli delle
vostre braccia, e lasciare allavversario il tempo per organizzare una reazione.
Il nostro consiglio, pertanto, questo: studiate bene la tecnica delle prese, ma
solo per potervi meglio difendere da esse.
Qui di seguito illustreremo le principali prese, rimandando lillustrazione e la
spiegazione delle relative contromosse difensive al capitolo dedicato a Le tecniche strettamente difensive.
La presa alle spalle
Questa tecnica di presa utilizza una forte stretta delle braccia per immobilizzare,
da dietro, il tronco e gli arti superiori dellavversario; chi subisce questo tipo di
presa, tra laltro, non riesce a vedere bene laggressore, proprio perch colto
alle spalle.
particolarmente pericolosa la cosiddetta presa allamericana, azione condotta da pi aggressori: in questa tecnica uno degli assalitori utilizza la presa
alle spalle, mentre laltro (o gli altri) colpisce (colpiscono) ripetutamente la vittima immobilizzata.
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la difesa personale
La cravatta
Anche questa tecnica di presa utilizza una forte stretta delle braccia. Ma il bersaglio, questa volta, il collo, che viene afferrato da una posizione laterale: uno
dei due arti superiori coinvolti svolge direttamente lazione della presa, mentre
laltro coadiuva il primo nella stretta. Ci produce uno strangolamento e, allo
stesso tempo, una torsione in avanti del busto della vittima, che ha quindi notevoli difficolt a tornare in posizione eretta e a reagire efficacemente.
Lo strangolamento
Questa tecnica consiste in una forte pressione alla gola (diretta o indiretta)
esercitata per mezzo delle mani o di un avambraccio (in questultimo caso, lo
strangolamento viene effettuato da dietro).
Lo strangolamento indiretto pu avvalersi di corde o di altri strumenti; pu
essere utilizzato persino il colletto della vittima: in questo caso, gli avambracci
dello strangolatore si incrociano, tirando il bavero in modo che questo si stringa
attorno al collo.
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capitolo 9
La pressione pu essere esercitata sulle arterie carotidee (specie usando le dita) o sulla trachea (specie usando lavambraccio da tergo).
Nel primo caso si impedisce il regolare afflusso di sangue al cervello: pochi secondi possono essere sufficienti per far perdere i sensi
alla vittima, o addirittura per ucciderla. Nel
secondo caso si impedisce il regolare afflusso
di aria nei polmoni; qui il tempo necessario
per far perdere i sensi (o per uccidere) leggermente superiore; ma appare chiaro come
questa presa sia ugualmente molto pericolosa.
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la difesa personale
Durante gli allenamenti col vostro partner, sar sicuramente utile sperimentare
le tecniche di strangolamento e le relative tecniche di difesa.
Ma, considerando la particolare pericolosit di questo tipo di presa, occorre
la massima prudenza. Bisogna ricordarsi, innanzitutto, che luso della voce
spesso compromesso dallazione di strangolamento, e che pertanto potreste
non essere in grado di dire basta al vostro partner.
Vi consigliamo, in proposito, di ricorrere a una semplice metodologia, usata in
diverse arti marziali: per far desistere il partner dalla sua azione, battete pi
volte la mano sul pavimento (se vi trovate a terra) o sul corpo del partner (se vi
trovate in posizione eretta). Sar questo il segnale convenuto per interrompere
immediatamente lesercitazione.
Leve articolari
Nelle leve articolari si immobilizza una articolazione del corpo dellavversario, al
fine di impedirgli di nuocervi. Larticolazione, naturalmente, va costretta in una
posizione innaturale, il che si ottiene applicando una leva ed esercitando con
forza una pressione continua nella direzione opportuna. Le possibili articolazioni-bersaglio sono tre: il polso, il gomito, la spalla. Come si vede, appartengono
tutte agli arti superiori. In teoria, potrebbero essere oggetto di una leva anche
le articolazioni delle gambe: ma in pratica ci potrebbe accadere soltanto se il
vostro avversario fosse gi a terra, e voi sopra di lui. In questo caso avreste a
vostra disposizione molte mosse pi facili (e pi efficaci). Lasciamo dunque che
siano i lottatori di catch a occuparsi di leve al piede. E concentriamoci sulle due
leve articolari pi semplici da eseguire: quella al polso e quella al gomito.
Innanzitutto bisogna tenere a mente 4 princpi generali, che valgono sia per il
primo che per il secondo tipo di leva:
1 Il punto di leva va applicato il pi vicino possibile allarticolazione che intendete immobilizzare.
2 La forza, viceversa, va applicata lontano dallarticolazione, e quindi lontano
dal punto di leva. Prima ancora che alle tecniche della difesa, questi primi
due princpi appartengono ad Archimede! (Ricordate? Datemi un punto
dappoggio e vi sollever il mondo).
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capitolo 9
Allenamento in palestra. Il partner vi afferra per i polsi. Con una rotazione delle mani volgete i palmi verso di voi avvicinandoli al viso, con il minimo sforzo vi sarete liberati della presa. Sferrategli un calcio dal basso verso lalto ai genitali.
3 Il braccio su cui si intende esercitare la leva va tenuto lontano dal corpo
dellavversario.
4 Mentre esercitate la leva, non dovete commettere lerrore di concentrarvi
esclusivamente sulla leva stessa.
Ricordate: il resto del corpo dellavversario va tenuto costantemente sotto
controllo.
Leva al polso
Per eseguire questa tecnica dovete afferrare con una mano il polso dellavversario (stringendolo con forza), mentre con laltra mano torcerete il polso stesso
in una posizione innaturale: ad esempio, potreste spingere sul dorso della mano
avversaria imprimendo nel contempo una rotazione. Questa leva sicuramente
la pi agevole da eseguire per i soggetti non particolarmente dotati sotto il profilo muscolare, proprio perch non richiede una grande forza.
Leva al gomito
Nellesecuzione di questa tecnica, la leva va applicata sul braccio (stringendolo
in un punto quanto pi possibile vicino al gomito), mentre la forza va applicata
sullavambraccio (lideale il polso). La rotazione innaturale deve portare
lavambraccio dietro la schiena dellavversario.
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la difesa personale
Una possibile variante prevede una leva sul gomito teso anzich sul gomito piegato. In questo caso afferrerete il braccio destro dellavversario, stando al suo
fianco. La leva sar applicata dal vostro petto, sul quale, con laiuto del vostro
bicipite sinistro, appoggerete larticolazione del gomito dellaggressore.
La forza sar sempre applicata al polso: ma questa volta userete entrambe le
vostre mani per torcere verso il basso il braccio destro dellavversario, in un
movimento che tenda a far piegare il braccio stesso dalla parte opposta a quella
naturale.
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capitolo 10
capi
tolo
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Proiezioni
Le proiezioni sono tecniche di straordinaria efficacia, che non richiedono una
forza particolare poich sfruttano quella dellavversario: tuttavia sono di difficile
esecuzione, e pertanto non consigliabili per i principianti.
Le proiezioni sono tecniche atte a sfruttare la forza e il movimento con cui laggressore porta il colpo (o comunque una sua situazione di equilibrio precario), allo
scopo di atterrare laggressore stesso. Queste tecniche, pertanto, non necessitano
di una particolare forza muscolare (giacch sfruttano quella dellavversario); ma
la loro esecuzione abbisogna del massimo tempismo e della massima precisione
il che presuppone una padronanza e una disinvoltura ottenibili soltanto attraverso
la costanza negli allenamenti. Nella considerazione test fatta quasi implicito il
seguente consiglio: ricorrete alle proiezioni soltanto quando siete assolutamente
sicuri delle vostre capacit tecniche. In una situazione di pericolo, infatti, i muscoli
tendono a irrigidirsi ( un fatto istintivo); le proiezioni, per converso, richiedono
sempre fluidit e scioltezza di movimenti, cose che non sono del tutto compatibili
con listintivo irrigidimento muscolare. Per un principiante della difesa personale, insomma, sempre meglio far ricorso alle tecniche di percussione, per la semplice ragione che sono perfettamente compatibili con lirrigidimento dei muscoli.
Le proiezioni, abbiamo detto, tendono a sfruttare la forza e il movimento dellavversario, al fine di atterrarlo. Per raggiungere questo fine, occorrer afferrare
una parte del suo corpo (pu essere la gamba o il braccio che porta il colpo,
oppure il bavero, o ancora la cintura), assecondandone lo slancio.
I tre princpi fondamentali, pertanto, sono i seguenti:
1 fruttare il momento di equilibrio precario dellaggressore, o provocare attivamente uno squilibrio;
2 tirare quando laggressore spinge e spingere quando laggressore tira;
3 afferrare per atterrare.
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la difesa personale
Per far perdere lequilibrio allavversario (in
ossequio al principio tira quando spinge, spingi quando tira) le possibili direzioni del relativo movimento spaziano a 360. Semplificando, potremmo considerare 8 direzioni fondamentali, che praticamente corrispondono agli
8 punti principali della rosa dei venti: nord,
nord-est, est, sud-est, sud, sud-ovest, ovest e
nord-ovest.
Questo non un manuale sportivo, ma una
introduzione alla difesa personale. Pertanto non
opportuno, in questa sede, descrivere tutte
le possibili proiezioni e le relative tecniche nel
bagaglio teorico dellesperto judoka sono almeno cinquanta! Baster descrivere una tecnica di
base: la proiezione danca. Unaltra tecnica (lo
sgambetto, efficace risposta difensiva ai calci)
sar illustrata nel capitolo su Le parate, le schivate, le altre tecniche strettamente difensive.
La proiezione danca
Condizione indispensabile per poter effettuare
la proiezione danca il contatto diretto con
il corpo dellavversario. Ora descriveremo la
tecnica della proiezione fase per fase. Va tenuto
presente, comunque, che la distinzione in fasi
ha scopo esclusivamente didattico, giacch la
proiezione unazione continua, fluida, ininterrotta, senza cesure tra una fase e laltra.
Fase 1: cercando il contatto con il corpo dellaggressore, afferrate il suo braccio, e cominciate
a tirarlo. Questa trazione del braccio, che ha
lo scopo di squilibrare lavversario, dovr essere continua, senza pause, anche durante le fasi
successive.
66
capitolo 10
Fase 2: ruotate busto e gambe, in modo che
i vostri piedi assumano la stessa direzione di
quelli dellassalitore. In pratica, dovete trovarvi
con laggressore alle vostre spalle, ma con il
suo braccio davanti a voi.
Fase 3: chinate in avanti il busto, piegando nel
contempo le ginocchia, mentre con lanca cercate lappoggio (e la leva) sul corpo dellaggressore. Va precisato che questo appoggio danca
va cercato al di sotto della cintura dellavver
sario, al fine di ottimizzarne la funzione di leva:
laggressore si trover sollevato e proiettato in
avanti, grazie anche alla trazione del braccio
(che, ricordiamolo, comincia nella fase 1 e
continua durante tutte le fasi).
Fase 4: una volta sollevato lavversario, la
vostra azione traente nei confronti del suo
braccio dovr ruotare verso il basso; nel contempo, raddrizzerete le ginocchia: in questo
modo il vostro assalitore si trover proiettato
a terra.
Fase 5: fatevi i complimenti, perch la proie
zione danca stata correttamente eseguita!
Ma ricordate che non bisogna mai restare sui
colpi: approfittate subito del vantaggio ottenuto, o fuggendo immediatamente, se possibile,
o continuando la controffensiva sullaggressore. In questultimo caso, potreste ricorrere a
tecniche percussive; potrebbe essere particolarmente efficace, ad esempio, un calcio diretto
ai muscoli della coscia: un colpo che non crea
danni irreparabili, ma che in grado di impedire allavversario, gi a terra, di rialzarsi e di
continuare la sua aggressione.
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la difesa personale
capi
tolo
11
Le tecniche difensive
Premessa
Sono difensive, in senso lato, tutte le tecniche e tutte le indicazioni contenute
in questopera; comprese le tecniche doffesa (talvolta proprio vero che la
miglior difesa lattacco).
Ma in questo capitolo ci occuperemo delle tecniche difensive in senso stretto,
cio delle mosse che dovremo attuare in risposta a specifiche tipologie di attacco
da parte dellaggressore.
Schivare e parare
Schivare e parare sono le azioni pi squisitamente difensive: importantissimo
allenarsi bene su quanto vi illustreremo in questo capitolo, giacch nella maggior parte dei casi la difesa personale comincer proprio con una schivata o una
parata. Subire unaggressione, infatti, implica il fatto che la prima mossa spetti
allaggressore: sono rari i casi in cui riuscirete ad anticipare le sue intenzioni e
a colpire per primi. Le schivate e le parate, tuttavia, non servono solo ad evitare
i colpi dellavversario: sono determinanti per guadagnare lo spazio, il tempo e
langolazione necessari ad un efficace contrattacco, poich difficile pensare
che lassalitore si fermi dopo un solo colpo andato a vuoto.
Considerazioni generali sulle schivate
La schivata un movimento rapido che vi permette di uscire dalla traiettoria
del colpo avversario.
Due princpi generali: la posizione di partenza per schivare (o almeno per
allenarvi a schivare) quella di guardia; il movimento per evitare il colpo va
fatto sempre nella direzione opposta a quella da cui proviene il colpo stesso.
La schivata sar pi efficace se, oltre a evitare il colpo, consentir di raggiungere una posizione da cui sia possibile o sferrare il contrattacco o fuggire agevolmente. Nel primo caso la schivata dovr essere di misura (cio
portarvi appena fuori dalla traiettoria del colpo, ma comunque vicini al vostro
68
capitolo 11
assalitore); nel secondo caso la schivata dovr essere ampia, cos che possiate allontanarvi celermente approfittando del vantaggio spaziale e del fatto che
lavversario preso in contropiede. Questa seconda ipotesi, va sottolineato,
non di facile realizzazione: pu tuttavia essere applicata quando laggressore palesemente meno agile di voi.
Il movimento della schivata pu essere fatto sia lateralmente, sia allindietro, sia in basso, a seconda del tipo di colpo da schivare e della direzione di
provenienza. Tutto il corpo deve accompagnare il movimento: nella schivata
allindietro il busto si flette allindietro, nella schivata laterale i fianchi ruotano, nella schivata in basso le ginocchia si piegano assieme al tronco.
Durante la schivata, evitate sempre di incrociare le gambe (lo abbiamo gi
detto in unaltra occasione): ci potrebbe farvi perdere lequilibrio e compromettere la vostra difesa.
Per imparare bene a schivare, vi consigliamo di esercitarvi a lungo con il
vostro partner di allenamento. Allinizio il partner porter colpi al rallentatore, per poi progressivamente accelerare lesecuzione dei colpi stessi.
Considerazioni generali sulle parate
Innanzitutto, una premessa: il termine parata, efficace per definire la
sostanza delle tecniche che illustreremo, in realt improprio. Pi correttamente dovremmo parlare di deviazione, giacch la parata implica lop
posizione di forza a forza (cosa che sconsigliamo in quanto pericolosa). La
deviazione, invece, riesce a raggiungere lo stesso obiettivo (rendere inefficace il colpo portato dallavversario) anche applicando una forza inferiore.
Quando in questo testo incontrerete il termine parata, pertanto, sappiate
che intendiamo riferirci a un movimento delle braccia atto a deviare il colpo
dellassalitore per portarlo fuori misura.
Per la parata necessario un movimento rotatorio delle braccia, movimento
che andr a intercettare larto avversario che porta il colpo quando il colpo
non ancora giunto a segno. La deviazione del colpo stesso avverr sempre
con un movimento dallinterno verso lesterno.
Per meglio preparare la parata, utile tenere le braccia in movimento. Anche
questo movimento di preparazione sar di tipo rotatorio: le vostre braccia e
le vostre mani devono formare una sorta di scudo mobile davanti al vostro
corpo.
La parata che devia il colpo sar tanto pi efficace quanto maggiore sar
la superficie con cui andrete a cercare limpatto: vi consigliamo, pertanto,
69
la difesa personale
di parare sempre con la mano aperta (deviazione a schiaffo o a manrovescio).
La parata una questione di tempismo. Anche per imparare questa tecnica,
pertanto, vi consigliamo di esercitarvi a lungo con il vostro partner di allenamento. La metodologia la stessa che abbiamo illustrato per le schivate:
allinizio il partner porter colpi al rallentatore, per poi progressivamente
accelerare lesecuzione dei colpi stessi.
Difesa contro calci e ginocchiate
Quando lassalitore sta per colpirvi con uno degli arti inferiori, potete naturalmente fare ricorso alle schivate e alle parate.
Qualora riusciste ad intuire con un certo anticipo lintenzione dellaggressore, potreste ricorrere ad un efficacissimo contropiede: per colpirvi con un
calcio o con una ginocchiata, infatti, lassalitore dovr rimanere su ununica
gamba dappoggio. Proprio quella gamba diventer il vostro obiettivo; un colpo deciso sulla gamba dappoggio (magari un calcio frontale diretto al ginocchio), far molto male: probabile che lassalitore cada a terra, ed possibile
che resti per qualche minuto in condizioni di non nuocere, dandovi modo di
allontanarvi dal pericolo.
sempre possibile, naturalmente, abbinare le due tecniche in rapida suc
cessione: dapprima schivare (o parare), e subito dopo (quando la gamba
dellavversario non ancora ridiscesa a terra) colpire il ginocchio dellaggressore (con un calcio frontale o laterale, a seconda delle reciproche posizioni). Con il vostro partner dallenamento, esercitatevi a lungo a combinare
in ununica azione queste e altre tecniche.
Ricordate: il tempismo un elemento necessario a tutte le tecniche di
difesa attiva; e per essere davvero tempisti indispensabile allenarsi con
costanza. A proposito di tempismo, c un altro modo per rispondere a un
calcio o a una gomitata: afferrare la gamba dellaggressore. Qualora ci riusciate, ricordatevi di utilizzare al meglio il vantaggio ottenuto: se avete afferrato la gamba con entrambe le mani, potreste alzarla immediatamente (con
un movimento deciso) per far cadere laggressore; se lavete afferrata con
una mano o siete riusciti a bloccarla sotto il braccio, potreste ricorrere, con
laltro braccio, alla gomitata dallalto verso il basso, che avr come obiettivo i
muscoli della coscia.
Lo sgambetto. Lo sgambetto una tecnica difensiva che combina una schivata, una proiezione e una o pi percussioni. Lo sgambetto comincia sempre
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capitolo 11
con la fase della schivata: occorre evitare di misura il calcio o la ginocchiata dellaggressore, portandosi il pi vicino possibile al suo corpo, al fine di
sfruttare il suo momento di equilibrio precario. Quindi bisogna afferrare con
una mano la gamba con cui laggressore ha portato il calcio; laltra mano,
eventualmente, pu cercare di sferrare un colpo (al volto o al busto) che
accentui lo squilibrio allindietro dellavversario. Contemporaneamente, o
immediatamente dopo, si falcer la gamba dappoggio dellaggressore per
farlo cadere. A questa fase, che quella dello sgambetto vero e proprio, pu
eventualmente seguirne unaltra: una o pi percussioni che accompagnino
la caduta a terra dellavversario, allo scopo di metterlo definitivamente in
condizioni di non nuocere.
Difesa contro pugni e gomitate
Le parate e le schivate sono efficaci anche quando lassalitore sta per colpirvi
con uno degli arti superiori.
Anche in questo caso necessario che lazione con cui si para o si schiva non
rimanga unazione isolata. Contemporaneamente alla schivata, o immediatamente dopo, occorre contrattaccare.
Lideale sarebbe riuscire a colpire dincontro il vostro assalitore, cio colpirlo
proprio mentre il suo corpo proiettato verso di voi per il tentativo di offesa.
Difesa contro prese e leve articolari
Sia nel caso che laggressore ricorra a una presa, sia nel caso che si serva di una
leva articolare, il suo scopo quello di immobilizzarci.
E trovarsi immobilizzati una situazione poco piacevole e molto pericolosa. In
questi casi, allora, occorrer reagire il pi velocemente possibile.
Difesa contro la leva al polso e la leva al gomito
Primo consiglio: assecondate il movimento che laggressore impone al vostro
arto. Ricordate? Se lassalitore tira, occorre spingere; se lassalitore spinge,
bisogna tirare. Mai dunque lasciare larto inerte nelle mani dellavversario. Cercate di torcerlo, di muoverlo, e nel contempo tentate una diversione. Le mani
dellaggressore sono impegnate nella leva, e questo potr avvantaggiare la
vostra reazione. Avete un braccio e due gambe libere: usateli, preferendo luno o
laltro colpo a seconda della posizione in cui la leva vi costringe. Sar utilissimo
sperimentare in palestra, assieme al partner di allenamento, le varie tipologie di
leva e le tecniche per liberarsene.
71
la difesa personale
Difesa contro la presa alle spalle
Se laggressore utilizza la presa alle spalle, sarete impossibilitati a muovere efficacemente gli arti superiori. Se vi accorgete presto del tentativo di presa, cio se
non siete ancora immobilizzati, potreste ricorrere alla gomitata allindietro. Se,
viceversa, laggressore ha gi portato a compimento la presa, per liberarvi dovrete
ricorrere agli arti inferiori: un calcio di tacco sulla caviglia o sullo stinco, oppure
un pestone dallalto verso il basso sullalluce avversario, potrebbero essere molto efficaci: laggressore, per il forte dolore, potrebbe mollare o allentare la presa. A
questo punto potreste insistere con una serie di gomitate e altre percussioni.
Difesa contro la cravatta
Per effettuare la cravatta, laggressore dovr tenere impegnati entrambi gli
arti superiori. Se sarete veloci nella reazione, questo potrebbe trasformarsi in un
vantaggio per la vostra difesa, giacch laggressore non potr utilizzare quegli
arti per parare la contromossa.
Data la vostra posizione (la cravatta dovrebbe costringervi ad un piegamento
in avanti) la contromossa pi agevole sar quella di colpire nel punto vulnerabile
meglio raggiungibile: i testicoli dellavversario. Con una mano, stringeteli con
forza: una tale presa, dolorosissima, costringer il vostro aggressore a mollare
la cravatta.
Come proseguire la vostra reazione difensiva?
Potreste utilizzare uno sgambetto, oppure un colpo (o pressione) agli occhi,
oppure delle gomitate laterali. La scelta fra unazione o laltra, naturalmente,
dipender in gran parte da come il vostro aggressore moller lo strangolamento
a cravatta, e quindi dalla posizione in cui si verr a trovare.
Difesa contro lo strangolamento
Considerata la pericolosit di questa presa, la reazione dovr essere il pi possibile rapida e decisa. Innanzittutto occorre divincolare il collo, per sottrarsi alla
pressione avversaria (o almeno allentarla). Nello stesso tempo occorre colpire
con cattiveria il pi vicino punto vulnerabile dellaggressore.
Se il tentativo di strangolamento viene effettuato alle vostre spalle, la risposta pi
efficace la gomitata allindietro, anche perch le braccia dellassalitore sono
impegnate a stringere il vostro collo, e quindi non in grado di proteggere il busto.
Se invece avete lo strangolatore di fronte a voi, potreste ricorrere ancora una volta alla presa ai testicoli. Potete starne certi: in questo caso, quello che stringete
voi molto pi vulnerabile di quello che sta stringendo lui.
72
capitolo 11
Difesa passiva
La difesa passiva consiste nel proteggere le parti vitali del proprio organismo con
le parti meno sensibili e pi resistenti, senza reagire agli attacchi dellaggressore: nella difesa passiva, pertanto, ci si chiude a riccio, alzando mani e avambracci
a protezione del capo. una difesa istintiva, specie quando laggressore continua a tempestare di calci e pugni chi finito a terra: la vittima (istintivamente)
tende a rannicchiarsi in posizione quasi fetale. Se foste su un ring per un match
di pugilato, la difesa passiva potrebbe essere tatticamente conveniente in certe
situazioni, per tirare il fiato e per cercare di uscire dai momenti di crisi con il
minimo dei danni. Sul ring, infatti, i pugili calzano i guantoni, e questi sono particolarmente efficaci per proteggere il capo e per assorbire i pugni altrui (a loro
volta ammorbiditi dai guantoni). Ma nella difesa personale questa tecnica
assolutamente suicida. Primo, perch laggressore non vincolato dalle regole
sportive che vigono sul ring (ad esempio: non colpire al di sotto della cintura);
secondo, per lassenza dei guantoni da boxe; terzo, perch nessun gong interromper mai lazione del vostro aggressore.
Il nostro consiglio, pertanto, molto semplice: scordatevi la difesa passiva!
73
la difesa personale
capi
tolo
12
Armi di fortuna
Nella difesa personale importante poter sfruttare a proprio vantaggio lambiente
circostante, cos come saper utilizzare gli oggetti a portata di mano.
Certo, occorre talvolta un po di fantasia. Ma soprattutto la
semplicit applicativa che far della vostra difesa una difesa vincente.
Facciamo sbito un esempio concreto: una ragazza viene aggredita allinterno di
una cabina telefonica.
Per difendersi, la ragazza non perde tempo: colpisce laggressore al volto, usando la cornetta del telefono che ha gi in mano.
Questa difesa istintiva, semplice, e nel contempo la pi logica e la pi efficace.
La cornetta telefonica, nellesempio citato, nuocer allaggressore molto pi che
un semplice pugno, e allo stesso tempo eviter allaggredita il rischio di farsi
male alla mano.
Un altro esempio: la ragazza viene aggredita poco prima di entrare nella cabina.
In questo caso, ella ha in mano la scheda telefonica che si accingeva ad usare.
Impugnando la scheda con due dita, sferra di taglio un efficacissimo colpo al volto dellaggressore, procurandogli una dolorosa ferita. Laggressore interrompe
lazione di attacco, portandosi istintivamente le mani al volto, e la ragazza approfitta di questattimo per fuggire.
Come si visto, persino le schede telefoniche, o le carte di credito, possono trasformarsi in armi di fortuna.
A ben vedere, sono tantissimi gli oggetti di uso quotidiano che, opportunamente
usati, possono diventare preziosi alleati della nostra difesa.
Provate a fare un esercizio mentale. Chiudete gli occhi e immaginate diverse
situazioni in cui dovete difendervi da una aggressione: mentre passeggiate per la
strada, mentre entrate in un bar (o ne uscite), mentre siete in casa vostra, mentre scendete dallauto, e cos via. Provate a focalizzare, situazione per situazione,
gli oggetti a portata di mano che potreste usare per migliorare lefficacia della
vostra difesa.
74
capitolo 12
Questo semplice esercizio, che vi aiuter a essere mentalmente pi preparati in
caso di una reale aggressione, pu essere fatto pi volte al giorno, nelle situazioni pi disparate: ad esempio mentre aspettate un autobus (servir anche ad
ingannare lattesa).
La domanda da porsi la seguente: se mi aggredissero proprio qui, adesso,
cosa potrei usare per difendermi?.
Lesercizio test proposto non meramente accademico.
Quando vi troverete davvero coinvolti in una situazione pericolosa, sar per voi
pi naturale, pi spontaneo, fare ricorso a tutte le opportunit che quella situazione vi offre.
75
la difesa personale
Non conviene, in questa sede, dilungarsi in una analisi approfondita di tutte le
situazioni possibili e delle relative armi di fortuna utilizzabili. Le ipotesi da
prendere in esame sarebbero troppe: e nemmeno molte centinaia di pagine
sarebbero sufficienti a descriverle in modo esaustivo.
Ci limiteremo a fare qualche altro esempio, ricordandovi che nelle concrete
situazioni di pericolo dovranno essere la vostra fantasia e il vostro senso pratico
a trarvi dimpaccio.
76
capitolo 12
Se riusciamo a prevedere lattacco avversario, sar pi
facile pararlo. Anche una rivista arrotolata (foto 4 e 5)
pu essere idonea allo scopo.
La rivista arrotolata, o altro oggetto analogo, si presta
a parare con pi efficacia. Per due motivi: aumenta la
potenza della parata (per le leggi della leva), e costituisce
uno scudo di superficie pi ampia rispetto alla mano nuda.
Oggetti comuni che diventano armi
In caso di necessit, anche una matita, una stilografica o una biro possono diventare pericolose armi da punta. Specie se indirizzate in linea retta verso gli occhi o
altre parti molli dellaggressore.
La vostra borsa o la vostra valigetta possono trasformarsi, da virtuale bersaglio
per gli scippatori, in efficaci armi da contrattacco. Si prestano, in particolare, ad
essere roteate affinch i loro spigoli colpiscano laggressore dopo una traiettoria
circolare.
Lombrello pu sempre essere impugnato come un bastone o come un fioretto,
per colpire laggressore sia di taglio sia di punta.
Se impugnate lombrello dalla punta, potete persino usare il manico come un
cappio o come un uncino: il bersaglio potrebbe essere una caviglia del
laggressore, al fine di farlo cadere; oppure la sua gola.
Una volta arrotolata, la rivista che portate sotto braccio pu diventare un efficace prolungamento del vostro arto, adatto sia a portare colpi che a parare i colpi
dellaggressore.
77
la difesa personale
Le chiavi di casa o dellauto possono essere usate in tanti modi: sia per portare
colpi di taglio (come nel gi citato caso delle schede telefoniche), sia per rinforzare i vostri colpi con la mano. In questultimo caso, lascerete sporgere la chiave tra le dita strette a pugno, disponendo cos di una sorta di artiglio artificiale.
Sono ancora tanti gli oggetti che potete usare a vostro vantaggio per difendervi
pi efficamente: pensate al pettine o alla spazzola, impugnati per il manico; o
alla vostra cintura, da usare come frusta; se venite aggrediti in un locale pubblico, pensate anche alla sedia o allo sgabello sul quale siete seduti, o al portacenere davanti a voi, o alla bottiglia che sul tavolo; se siete aggrediti mentre siete
in auto, pensate alla portiera, da aprire violentemente contro laggressore.
Come vedete, gli esempi sono davvero innumerevoli.
Le armi improprie
Un discorso diverso va fatto per le armi improprie, che sono per lo pi proibite
dalla legge. Le normative vigenti in Italia, infatti, non vi consentono di portare con
voi pugni di ferro, nunchaku, bombolette spray con gas urticante o altri oggetti
78
capitolo 12
analoghi. Usare oggetti simili, anche se li teneste con voi per il solo caso di difesa, comporterebbe la fattispecie giuridica di eccesso di difesa, con spiacevoli
conseguenze penali. Meglio allora dimenticare le armi improprie e far ricorso
alle sole tecniche di difesa personale che avete appreso, eventualmente aiutandovi con le armi di fortuna.
Con le armi improvvisate... meglio non improvvisare
Suggerimento conclusivo: allenandovi con il vostro partner, non trascurate di
simulare in palestra qualche situazione concreta con luso di armi improvvisate. Lallenamento vi consentir, alloccorrenza, non solo di usare queste armi
con maggiore naturalezza, ma anche di difendervi meglio nel caso in cui sia laggressore ad usarle contro di voi.
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la difesa personale
capi
tolo
13
Difesa contro pi aggressori
Spezzare la catena
Il primo principio, spezzare la catena per cercare la fuga, merita alcune considerazioni pi approfondite.
Facciamo unipotesi: vi trovate improvvisamente circondati da quattro malintenzionati, uno per ogni punto cardinale. Per cercare una via di fuga, potreste
valutare velocemente quale dei quattro aggressori sia, almeno in apparenza, il
pi debole. Una volta individuato quello che vi sembra il meno pericoloso, potreste scagliarvi contro di lui, colpirlo decisamente con un calcio al basso ventre,
scavalcarlo mentre si accascia al suolo e fuggire di gran carriera. In questo caso,
avete scelto di spezzare lanello debole della catena. Ma talvolta potrebbe convenirvi adottare una tattica esattamente opposta: spezzare lanello forte della
catena. Se ad esempio gli aggressori fossero sei, otto o dieci, sarebbe molto pi
difficile spezzare laccerchiamento: anche se colpiste il pi debole, avreste meno
tempo, meno spazio e meno probabilit per una fuga che vi allontani dal pericolo.
Lo stesso ragionamento pu farsi nellipotesi che gli aggressori, pur essendo
soltanto tre, vi abbiano costretto in un angolo: anche in questo caso gli spazi
potrebbero essere troppo ridotti per tentare una sortita del tipo spezzare lanello debole.
In questi casi, allora, potreste tentare di individuare il pi forte e il pi pericoloso
tra gli aggressori, quello, cio, che la banda riconosce come capo. Se riusciste a mettere fuori combattimento proprio lui, i restanti malintenzionati potrebbero impaurirsi, disunirsi, esitare, consentendovi quantomeno di guadagnare
un vantaggio psicologico nei loro confronti; sarebbe per voi pi facile, a questo
punto, approfittare della loro esitazione per fuggire. Sarete voi, di volta in volta, a
dover decidere quale tattica specifica adottare. Non esistono ricette precostituite. Per dimostrarvelo vi racconter un episodio realmente accaduto.
Luigi G., in discoteca, aveva conosciuto Marina, una ragazza bella e simpatica, e
aveva trascorso con lei buona parte della serata, chiacchierando e ballando. Men-
80
capitolo 13
Laggressore vi individua mentre passeggiate. Si avvicina
e vi afferra la borsetta; voi per prima cosa non perdete la calma, agite con prontezza di spirito e [Link] il braccio libero in avanti e ruotando
il busto colpite con violenza e velocit il viso dellaggressore.
Se vicino col gomito, se pi distante con un pugno a
braccio [Link] seguito, non restate ferme pensando di
averlo sconfitto, ma scappate e chiedete aiuto.
tre parlava con lei al bancone del bar, ad un certo punto, aveva colto lo sguardo
insistente e minaccioso di un tipo dallaspetto poco raccomandabile; tuttavia, non
aveva dato importanza alla cosa. Alle tre di notte, dopo aver ottenuto il numero di
telefono della ragazza, con la promessa di risentirsi allindomani, Luigi lasci la
discoteca per avviarsi verso casa. Stava per raggiungere la sua moto, in un angolo
81
la difesa personale
deserto del grande parcheggio, quando allimprovviso si vide circondato da sette
teppisti. Alcuni di loro brandivano delle catene, altri delle mazze. E alle proprie
spalle sent una voce: Diamo una lezione a questo bastardo.
Luigi ebbe unintuizione. Immagin, infatti, che la voce alle sue spalle fosse quella del tipo che lo guardava minacciosamente in discoteca, e che la ragione del
suo odio fosse proprio la ragazza. Forse il tipo era stato scaricato o respinto da
82
capitolo 13
Marina, e lazione che stava per intraprendere era dettata da uninsana gelosia.
Senza nemmeno voltarsi, allora, Luigi parl cos:
Non ti meravigliare se Marina preferisce me a te: le donne non amano i vigliacchi. Tu sei alle mie spalle, e per giunta hai bisogno di tanti amichetti per le tue
bravate. Non hai abbastanza coraggio per risolvere la situazione da solo?.
Lasciatelo a me!, ringhi a questo punto la voce alle sue spalle. Punto sul
vivo dalla provocazione verbale di Luigi, il teppista non voleva perdere la faccia
davanti al suo branco.
E cos Luigi pot affrontare il rivale da solo, trasformando una lotta impari (uno
contro sette) in un pi abbordabile duello.
A dire il vero, Luigi non usc benissimo da quel duello: due costole incrinate! Senza la sua prontezza psicologica, tuttavia, con ogni probabilit gli sarebbe andata
molto peggio.
Quando ci si trova da soli contro due, tre o pi aggressori, occorre essere particolarmente reattivi, rapidi, precisi e veloci. Ecco 7 princpi generali da tenere
sempre a mente in caso di aggressione multipla:
1 puntare a spezzare la catena il pi velocemente possibile, al fine di guadagnare una via di fuga;
2 restare costantemente in movimento, in modo da evitare accerchiamenti e
tentativi di immobilizzazione;
3 far s che il proprio movimento sia di intralcio ai movimenti degli avversari,
ad esempio manovrando in modo da frapporre un avversario fra s e un altro
aggressore;
4 scegliere, tra le tecniche della difesa personale, i colpi pi efficaci e pi rapidi;
5 agire sempre con la massima determinazione e cattiveria, ma, nel contempo, anche con calma e lucidit;
6 urlare o fare comunque un gran baccano se esiste una possibilit di richiamare soccorritori; viceversa, qualora siate in un territorio ostile, combattere in silenzio per evitare il sopraggiungere di altri potenziali aggressori;
7 controllare costantemente i movimenti di tutti gli aggressori; i vostri sensi
percettivi dovranno essere sempre allerta: mai concentrarsi unicamente su
un avversario, ma cercare davere in ogni istante una visione dinsieme della
situazione. Insomma, usate anche la coda dellocchio.
83
la difesa personale
Allenarsi bello
La teoria senza la pratica nulla. La pratica senza la teoria cieca.
Lallenamento indispensabile per poter utilizzare con efficacia, in caso di bisogno, le tecniche di difesa personale che avrete appreso nello studiare queste
pagine.
Senza allenamento, la teoria vi servir a ben poco, perch vi troverete impreparati quando sarete costretti ad applicarla. Oltre che apportare benefci a tutto
il vostro organismo, mantenendovi in una buona forma fisica, lallenamento
costante migliorer il vostro tempismo nel portare i colpi, la vostra determinazione, la vostra precisione, il vostro senso dellequilibrio, la capacit di valutare le
distanze, labitudine al contatto fisico, la capacit di sopportare i colpi, e cos via:
tutte cose indispensabili per una efficace difesa personale.
Ma lallenamento - pu obiettare qualcuno - faticoso e noioso. Non c una
via pi facile per raggiungere lobiettivo di potersi difendere?. Non c. Tuttavia
possibile rendere lallenamento meno noioso, e persino meno faticoso. Ecco
qualche consiglio in merito.
Cercate un partner con cui vi sia un buon affiatamento. Lallenamento
diventer cos unoccasione per stare insieme ad una persona amica: ci lo
render pi piacevole.
Variate il pi possibile gli esercizi, e alternateli con le simulazioni. Cos lallenamento sar meno ripetitivo, e vi apparir come una continua scoperta:
non solo scoperta delle tecniche, ma anche scoperta del vostro corpo e del
vostro animo. Uno degli obiettivi della difesa personale (forse il pi importante) proprio quello di giungere ad una migliore conoscenza di s stessi, ad un
migliore rapporto con s e con gli altri.
Cercate di immedesimarvi sempre in ci che fate durante gli allenamenti.
Viveteli come se fossero unavventura, un gioco di ruolo. Durante le simulazioni, fate finta di essere davvero aggrediti, immaginate che sia una questione
di sopravvivenza. La noia passer, e cresceranno la fiducia in voi stessi e la
vostra determinazione.
Usate ogni allenamento come test per scoprire i vostri limiti. Sar esaltante
accorgervi che questi limiti potete progressivamente superarli, raggiungendo
nuove frontiere: ogni allenamento vi dar la misura dei vostri progressi, e ci
sar oltremodo gratificante. Quando individuate un punto debole, ripromettetevi di migliorarvi proprio in quel punto: sar una sfida stimolante, capace di
uccidere la noia degli esercizi reiterati.
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capitolo 14
capi
tolo
14
Pronto soccorso
Premessa
Sapere le regole fondamentali del pronto soccorso , a nostro avviso, molto pi
di una conoscenza utile: quasi un dovere civico che alloccorrenza pu consentirci di salvare una vita umana, magari quella di un nostro amico o familiare.
Il nostro primo suggerimento, pertanto, di approfondire in ogni caso il presente
argomento: potreste rivolgervi alla Croce Rossa della vostra citt (che senzaltro
promuove e organizza appositi corsi), oppure al Dipartimento di Prevenzione
della locale Azienda Usl, che potr fornirvi manuali o altro materiale divulgativo.
Abbiamo detto che conoscere le norme del soccorso di emergenza utile in ogni
caso: tanto pi lo sar per un cultore della difesa personale, che nelle situazioni
di pericolo si trova esposto soprattutto al rischio di traumi. Approfondire questo
argomento, allora, potrebbe talvolta servirvi per limitare i danni da voi stessi
subiti. Oppure per soccorrere un amico meno fortunato, vittima assieme a voi
dellaggressione. Oppure ancora (perch no?) per soccorrere il vostro stesso
aggressore, magari messo KO da una reazione fin troppo efficace. Leggete
dunque con attenzione queste pagine, che offrono un primo panorama del cosa
fare durante le emergenze. Ricordatevi comunque il nostro suggerimento: non
fermatevi allABC che qui vi proponiamo, ma cercate di approfondire le vostre
conoscenze in materia.
Cosa fare... e cosa non fare
Lemergenza medica varia le sue caratteristiche a seconda della natura del danno che la persona subisce, nonch del luogo e delle circostanze in cui il danno
si verifica, suggerendo o imponendo al soccorritore, di volta in volta, comportamenti e procedure diverse. Va detto che, a meno di un addestramento specifico
e di una qualche esperienza, il soccorso di emergenza rischia di risolversi il pi
delle volte in una serie di interventi precipitosi, inutili nel migliore dei casi, a talvolta tali da aggravare le condizioni dellinfortunato.
Da questa considerazione nasce la prima indicazione: se, di fronte a una situa-
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la difesa personale
zione di emergenza, non si ha, almeno in modo approssimativo, unidea di come
ci si deve comportare, meglio rinunciare a prestare un prolungato soccorso
diretto e cercare invece laiuto di persone pi preparate e, soprattutto, delle istituzioni specificamente deputate agli interventi di emergenza (ospedali, polizia,
pompieri).
La persona pi esperta di quanti eventualmente si trovino presso la vittima deve
immediatamente procedere alla verifica della respirazione dellinfortunato: con
attenzione, controlla che il torace e laddome si muovano seguendo la respirazione. Se non vi respirazione o se questa viene giudicata difficoltosa o insufficiente, dobbligo procedere con la respirazione artificiale. Si ricordi che basta
1 minuto di mancata ossigenazione dei centri cerebrali per comprometterne il
regolare funzionamento, e 5 minuti perch si determino lesioni irreversibili.
Il controllo della respirazione deve essere sempre associato a quello del polso,
perch se il polso assente (e quindi vi un arresto o una insufficienza del cuore), oltre che alla respirazione artificiale bisogna procedere al massaggio cardiaco esterno.
86
capitolo 14
Se vi sono fratture, queste devono essere immobilizzate prima di qualsiasi spostamento. Non si devono somministrare bevande ad una persona priva di conoscenza, cos come si deve impedire che un infortunato si alzi e cammini prima
che si sia valutata la possibilit che questo venga fatto senza pericolo.
Quanto al ricovero, meglio aspettare lambulanza o soccorsi comunque qua
lificati. Non si tenti mai, per nessun motivo, di trasportare un infortunato costringendolo sul sedile posteriore di una automobile. Le misure urgenti che devono
essere intraprese seguono questa rapida successione:
1 se vi arresto della respirazione, si proceda con la respirazione artificiale;
2 se vi arresto cardiaco, si pratichi il massaggio cardiaco esterno. Deve essere ricordato che, alloccorrenza, un solo soccorritore pu provvedere sia alla
respirazione artificiale sia al massaggio cardiaco;
3 se vi emorragia, la si arresti mediante pressione;
4 se vi perdita di coscienza, si faccia assumere al paziente la posizione laterale di sicurezza;
5 se vi frattura, si proceda ad immobilizzarla.
Si provveda sempre a sorvegliare il paziente, mentre ci si attiva per richiedere i
soccorsi qualificati del caso.
Respirazione artificiale
importante durante queste manovre mantenere la perviet delle vie respiratorie. Bisogna verificare se il cavo orale libero da materiale estraneo o se la
lingua [Link] volta liberato il cavo orale, se non vi respirazione occorre
procedere in questo modo:
mantenere lestensione del capo e chiudere le narici con una mano;
respirare profondamente;
appoggiare la bocca su quella del soggetto;
soffiare con forza controllando lespansione toracica del soggetto;
avvenuta questa, staccare la bocca per permettere lespirazione;
ripetere 3-5 volte in successione;
verificare la presenza del polso carotideo; se presente insufflare ogni 5
secondi.
Massaggio cardiaco
Se non c polso:
inginocchiarsi di lato al soggetto supino;
appoggiare il palmo di una mano sulla met inferiore dello sterno; appog-
87
la difesa personale
88
capitolo 14
giare il palmo dellaltra mano sul
dorso della prima;
premere energicamente verso il
basso, con le braccia tese, sfruttando il peso del corpo;
agire solo sullo sterno, non sulle
costole o al di sotto del processo
xifoideo;
controllare labbassamento dello
sterno, che deve aggirarsi sui 3-5
cm;
alternare 15 compressioni sternali
con 2 insufflazioni polmonari.
Se si in due soccorritori:
mentre uno comprime laltro esegue le insufflazioni polmonari (1
ogni 5 compressioni) controllando il
polso arterioso;
si eseguono 60 compressioni al
minuto.
Ribadiamo comunque il nostro consiglio: frequentate un corso, privato o della
Croce Rossa, per essere meglio preparati a queste emergenze.
Strappi e stiramenti
Poche misure generali possono alleviare il dolore ed evitare (o limitare) maggiori
complicazioni; per procedure pi specifiche occorre di solito un minimo di competenza, senza la quale meglio avviare subito linfortunato al Pronto Soccorso.
Lo strappo muscolare uno stiramento doloroso di uno o pi muscoli, che
pu verificarsi a seguito di uno sforzo eccessivo o di un movimento sbagliato
che pu produrre la rottura delle fibre dei muscoli coinvolti o lo stiramento o
la rottura del tendine mediante il quale il muscolo fissato allosso.
Relativamente frequente lo stiramento dei muscoli della parte inferiore del
dorso, spesso dovuto al tentativo di sollevare un peso eccessivo facendo lavorare soltanto questi muscoli, anzich distribuire il peso su tutto il corpo.
La diagnosi dello strappo muscolare in questa sede semplice: a seguito dello
89
la difesa personale
sforzo compiuto, il paziente avverte un dolore lacerante nella parte inferiore del
dorso con possibile irradiazione lungo le gambe, e si irrigidisce nella posizione
in cui avvenuto lo strappo; ogni movimento esacerba il dolore e lo spasmo
muscolare.
Il trattamento di questo tipo di strappo muscolare articolato in due tempi.
Innanzitutto, si deve porre il paziente in una posizione di riposo che garantisca la
minor tensione possibile dei muscoli del dorso. Questa posizione, di solito, viene
assunta spontaneamente dallo stesso paziente. Si provveda, quindi, ad alleviare lo strappo muscolare sia mediante applicazioni di calore alla parte lesa sia
mediante somministrazione di analgesici che, riducendo il dolore, interrompono
il circolo vizioso dolore-spasmo-dolore. Laspirina pu essere il farmaco pi
indicato, in ragione di 0,50-0,60 gr. ogni 4 ore.
In un secondo tempo, superata almeno in parte la crisi dolorosa, il paziente pu
assumere la stazione eretta e potr essere accompagnato in sede appropriata
per lintervento medico.
Lo strappo dei muscoli della gamba. Di solito un muscolo gastrocnemio,
uno dei grandi muscoli del polpaccio, a subire lo strappo, spesso in competizioni sportive in cui si devono produrre improvvisi spunti di velocit, come nel
tennis. Lintervento immediato consiste in applicazioni fredde per sedare le
reazioni locali (gonfiore, emorragia, ecc.; 10-20 ore); quindi si possono applicare delle strisce di nastro adesivo lungo la superficie del ginocchio fin sotto
al calcagno onde alleviare la tensione muscolare.
Per qualche giorno bene che il paziente deambuli servendosi di grucce,
smesse le quali prudente e confortevole indossare una calza elastica.
Distorsioni e lussazioni
Le distorsioni. Sono lesioni traumatiche dei legamenti articolari e/o delle capsule fibrose che circondano le articolazioni. Tipica la storta, che si produce quando si appoggia un piede in malo modo e si grava con il peso del corpo
sulla caviglia che non in asse con la gamba.
La distorsione pu essere di scarsa entit oppure tale da compromettere lintegrit dei tessuti coinvolti fino alla rottura; in conseguenza varia lentit della
sintomatologia che consiste prevalentemente in dolore, gonfiore, perdita della funzione.
Il trattamento generale di tutte le distorsioni consiste, innanzi tutto, nel mettere a riposo completo la parte del corpo che ha subito il danno, possibilmen-
90
capitolo 14
te in posizione sollevata per facilitare il drenaggio venoso; quindi si provvede
ad applicazioni fredde per 24 ore per ridurre gli eventuali fatti emorragici e il
gonfiore. Durante questo periodo si pu molto opportunamente applicare una
fascia elastica, avendo tuttavia cura che non sia troppo stretta.
Quando si riterr che la fase acuta della distorsione stata superata e che
non vi pi pericolo di ulteriori rigonfiamenti, sar necessario provvedere la
parte lesa di un supporto che la immobilizzi consentendone tuttavia un certo
uso, purch questo non comporti danni ulteriori.
La distorsione del ginocchio. Dopo il trattamento generale, si provveda a predisporre un supporto allarticolazione mediante una benda elastica che parta
da una quindicina di centimetri al di sotto della rotula e arrivi a una decina di
centimetri sopra.
Le lussazioni sono caratterizzate da una perdita permanente dei rapporti articolari tra i capi di unarticolazione.
La lussazione pu essere intracapsulare, quando il capo lussato resta
nellambito della capsula articolare, oppure extracapsulare, quando, attraverso una lacerazione della capsula, ne fuoriesce. Inoltre, la lussazione
completa se il capo articolare del tutto fuori sua sede; incompleta se il capo
articolare solo parzialmente fuori sede (sublussazione).
Trattamento delle lussazioni. La prima misura in caso di lussazione di mettere a riposo il paziente e immobilizzare la parte lussata mediante stecche
o braccioli. Se la lussazione appare troppo complicata o riguarda sedi per
le quali la riduzione non possibile senza anestesia o richiede una particolare esperienza (come il polso, il pollice, lanca, la caviglia), non manipolare
inutilmente il paziente, ma avviarlo prontamente allospedale, mantenendo
sempre immobilizzata la parte lesa.
Lussazione della spalla. la forma pi frequente di lussazione: per lo pi il
capo articolare dellomero perde il rapporto con la scapola verso lavanti.
La lussazione della spalla pu essere pericolosa per la concomitante compromissione dei fasci nervosi e dei vasi che transitano in questa regione.
Poich la riduzione molto dolorosa e pu produrre danni, consigliabile
immobilizzare larticolazione con un bendaggio triangolare fissato al collo e
mandare il paziente in ospedale. Quando questo non possibile si pu tentare
la riduzione. La posizione preferibile del paziente quella seduta, mentre il
soccorritore sta al suo lato, ovviamente in piedi. Questi afferra con delicatezza
il gomito e lo avvicina al petto del paziente, spostandolo leggermente indietro;
mantenendo con una mano il gomito in questa posizione, con laltra si fa ruo-
91
la difesa personale
tare lavambraccio in fuori in modo da formare un angolo retto con il corpo;
con cautela si spinga ora il gomito verso lalto e poi, rapidamente, sempre
mantenendo il gomito in posizione sollevata, si porti lavambraccio sul davanti
del petto. Se la manovra riesce, il rientro della testa dellomero contrassegnato da un rumore caratteristico e netto. Se la manovra non riesce, non
ritentarla.
Le fratture
Unerrata manipolazione della vittima pu seriamente aggravare le conseguenze della frattura, per cui si devono sempre rispettare alcune norme fondamentali
anche quando la frattura soltanto sospetta.
La frattura una soluzione di continuit di un osso prodotta da una forza che
supera la resistenza della struttura cui viene applicata.
Molto frequentemente le fratture si verificano a seguito di un evento traumatico:
ad esempio una caduta improvvisa e violenta, o anche un colpo forte e preciso
durante una colluttazione.
In tutti i casi, pur essendo le fratture delle lesioni locali, tutto lorganismo vi reagisce; perci di fronte a un fratturato la preoccupazione deve essere duplice: da
una parte ci si deve preoccupare della lesione, dallaltra dello stato generale del
paziente.
A prescindere dai vari tipi di frattura, una distinzione importante deve essere fatta tra le fratture chiuse e fratture esposte o aperte.
Si parla di frattura aperta quando la soluzione di continuit di un osso anche
accompagnata da una ferita attraverso la quale losso fratturato in comunicazione con lesterno, per cui la lesione quasi sempre infetta.
Si parla invece di frattura chiusa quando la rottura di un osso avviene senza soluzione di continuit dei tessuti che lo ricoprono.
Sia nelle fratture chiuse che in quelle aperte vi possono essere compromissioni
di vario grado dei nervi, dei vasi sanguigni e linfatici e dei tessuti molli circostanti.
Non sempre facile rendersi conto che una frattura si verificata, ma necessario ridurre al minimo i margini di errore per evitare, nella manipolazione del
paziente infortunato, di provocare danni talvolta assai gravi.
In generale, si pu dire che non riconoscere una frattura molto pi grave di
supporla quando non c. Nelle fratture complete, i segni sono quasi sempre
piuttosto apprezzabili: dolore circoscritto, tumefazione, impotenza funzionale,
abnorme mobilit dei monconi, rumori caratteristici (scroscio osseo) che tuttavia
non vanno mai provocati, deformit (allungamento o accorciamento, deviazioni
92
capitolo 14
laterali, rotazioni, eccetera). Naturalmente, per il riconoscimento di una frattura,
elemento essenziale la conoscenza del fatto traumatico che ha provocato linsorgere della sintomatologia.
Le regole fondamentali che devono essere rispettate quando si accorre in soccorso di un fratturato sono riassumibili nei sette comandamenti qui proposti:
1 non cambiare la posizione dellinfortunato se non dopo aver stabilito sede e
natura della lesione;
2 non consentirgli di mettersi a sedere e tanto meno di cercare di alzarsi se non
dopo aver ragionevolmente accertato che non vi pu essere pericolo;
3 a meno che non sia assolutamente necessario, non muovere il paziente prima di aver immobilizzato la frattura;
4 non tentare mai di accelerare il trasporto in ospedale con mezzi non idonei;
ad esempio: non caricare mai il paziente sul sedile posteriore di una vettura,
costringendolo a contorsioni e piegamenti che possono gravemente complicare le sue lesioni;
5 nelle fratture aperte, non cercare di disinfettare la ferita, ma limitarsi a stendervi sopra, senza toccarla, delle compresse di garza sterile (se disponibile), altrimenti una tela pulita;
6 immobilizzare la frattura il pi presto possibile;
7 mantenere disteso il fratturato, in attesa dellambulanza.
Regola numero 1
Quando non si sa che cosa fare, meglio non fare nulla e cercare immediatamente aiuti qualificati.
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la difesa personale
capi
tolo
15
Tecniche di difesa personale
Premessa
Dove colpire (i punti vulnerabili)
Se vi troverete in una situazione in cui necessario contrattaccare per difendere
la vostra incolumit, molto importante sapere dove e come colpire. importante anche sotto il profilo giuridico, giacch la vostra reazione (lo abbiamo gi
spiegato) deve essere proporzionale alloffesa minacciata.
In certi casi, pertanto, sar consigliabile ricorrere ad un contrattacco leggero,
giusto per fermare lazione del vostro assalitore e procurarvi unopportunit di
fuga.
In altri casi, quelli pi pericolosi, non dovete esitare a ricorrere ai colpi pi duri,
cercando gli obiettivi maggiormente vulnerabili.
Qui di seguito vi proponiamo una sintetica scheda sui punti vulnerabili del corpo
umano (per sapere dove colpire in caso di necessit).
Conoscere questa scheda importante, ma ricordate che la teoria senza la
pratica non vale nulla. Dovrete imparare non solo dove colpire, ma anche come
colpire. Ricordatevi, quindi, di allenarvi con impegno nelle tecniche della difesa
personale che illustreremo nei capitoli successivi.
Non fatevi spaventare dalla quantit dei punti vulnerabili qui elencati, n dalla
quantit delle tecniche pi avanti descritte. Lo abbiamo gi detto allinizio: dopo
aver studiato tutti i punti, ed esservi allenati in tutte le tecniche, baster che vi
esercitiate in modo approfondito in pochi colpi (sono sufficienti sei o sette, quelli
a voi pi congeniali), per far s che possiate difendervi con efficacia in qualsiasi
situazione.
Scala di pericolosit
Per avere unidea di massima (necessariamente semplificata) dei punti vulnerabili del corpo umano, e quindi dellefficacia dei colpi che li raggiungono, abbiamo
deciso di ricorrere ad una scala di pericolosit.
Tale scala, beninteso, puramente indicativa, giacch la pericolosit di un colpo
94
capitolo 15
non si determina unicamente dallobiettivo che il colpo raggiunge. Le variabili
sono tantissime: la violenza del colpo portato, la sua tecnica, il punto preciso
dimpatto (talvolta un millimetro pu rappresentare la differenza tra la vita e la
morte), le condizioni fisiche di chi viene colpito, e cos via. Ci premesso, proponiamo nella pagina successiva una scala di pericolosit dei colpi che servir a
leggere meglio (semplificandolo) il seguente elenco dei punti vulnerabili del
corpo umano.
Congiunzione tra losso parietale e losso frontale
Un colpo violento pu causare shock vascolare e perdita di conoscenza. Attenzione: un colpo particolarmente violento nel punto esatto della congiunzione
potrebbe provocare anche la frattura del cranio e la morte.
Zona frontale
Un colpo violento pu causare il cosiddetto colpo di frusta.
Zona oculare
Colpire locchio provoca dolore, lacrimazione, offuscamento della vista. Se il
colpo potente, e inferto ad esempio con la punta delle dita, pu provocare addirittura la rottura del bulbo e la perdita definitiva della vista.
Zona auricolare
Colpire lorecchio pu provocare un doloroso shock al timpano. Se il colpo particolarmente violento, potrebbe causare la concussione della massa cerebrale e
quindi la morte.
Zona nasale
Rompere il naso (sia con un pugno che con una testata) causa sempre un dolore
molto intenso; pu produrre lacrimazione, fuoriuscita di sangue e perdita dei
sensi; se il colpo particolarmente violento, e indirizzato dal basso verso lalto,
potrebbe causare la penetrazione dellosso nella massa cerebrale, e dunque la
morte.
Bocca, labbra, denti, mascelle
Un colpo potente in queste zone (sempre molto doloroso) pu causare rottura di
denti e labbra, emorragie, slogamento o frattura della mascella, e talvolta perdita dei sensi.
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la difesa personale
Mento
Il colpo pu essere davvero pericoloso se consiste in un pugno portato dal basso
verso lalto (il classico montante): attenzione, pu causare perdita della cono
scenza (concussione della massa cerebrale) e talvolta anche la morte. A mani
nude, ovviamente, il colpo pi pericoloso che con i guantoni da boxe...
Nuca
La nuca, il retro delle orecchie e le zone immediatamente vicine (che interessano
la giugulare, la carotide e il nervo vago) sono punti particolarmente vulnerabili,
specie se raggiunti da colpi portati con il taglio della mano. Se il colpo violento,
la perdita di conoscenza altamente probabile.
Gola
Il colpo alla gola sempre pericoloso: le conseguenze vanno dal senso di soffocamento alla morte.
Clavicole e costole
La clavicola uno degli ossi pi delicati del corpo umano: un colpo potente sulla
clavicola pu provocare frattura, dolore e perdita di conoscenza. Quando il colpo
particolarmente forte, pu causare (in casi estremi) la penetrazione dellosso
nel polmone, con conseguenze davvero gravi. Lo stesso dicasi per le costole;
queste, tuttavia, sono in genere pi elastiche della clavicola, e la loro frattura
produce un dolore meno intenso; sono minori anche i rischi di collasso polmonare.
96
capitolo 15
Spalle e ascelle
Le spalle sono soggette a slogamenti e lussazioni, specie se colpite con colpi
particolarmente penetranti, che provocano dolore intenso e temporanea paralisi dellarto. Unanaloga paralisi pu essere provocata da un colpo ben assestato
sotto lascella, attraversata da un nervo sensibilissimo.
GOMITI
Un colpo in una giuntura delicata come il gomito provoca dolore intenso e (talvolta) incapacit di usare appieno larto.
DITA DELLE MANI
Dolore intenso, fratture, distorsioni: i colpi sulle dita (o le prese, o i morsi) possono produrre questi risultati, rendendo complicato, per chi li subisce, lo stesso
uso della mano.
COLONNA VERTEBRALE
Un colpo potente - sempre molto doloroso - pu danneggiare seriamente le vertebre e il loro giusto assetto, causando anche la paralisi. In caso di colpo molto
potente, la spina dorsale potrebbe addirittura spezzarsi, procurando la morte.
PETTO
La zona toracica non un punto particolarmente vulnerabile, giacch protetta
dalle costole e dai muscoli pettorali (assai dolorosi, tuttavia, sono i colpi ai sensibilissimi capezzoli: specie torsioni e pizzicotti). Il discorso diverso, natu-
97
la difesa personale
ralmente, se bersaglio del colpo il petto di una donna: in questo caso un colpo
potente pu provocare grande dolore ed emorragie.
PLESSO SOLARE
Un pugno ben indirizzato pu provocare la perdita di coscienza, giacch il punto
particolarmente sensibile. I colpi pi potenti (come i calci) possono produrre
lesioni agli organi interni.
DIAFRAMMA
Colpire il diaframma pu creare problemi alla respirazione, e in certi casi pu
anche provocare una perdita di conoscenza.
STOMACO
il bersaglio ideale per mettere in condizione di non nuocere un aggressore
ubriaco: molto probabile, infatti, che un colpo ben assestato susciti conati di
vomito. Anche ai non ubriachi, tuttavia, un colpo potente pu causare spasmi e
conati.
FEGATO
Quando un pugile si trova alla corta distanza, cerca spesso di colpire il fegato
dellavversario. Se inferto con un pugno senza guantone (o con un calcio), il colpo al fegato molto pi pericoloso, e pu produrre spasmi e svenimenti. In caso
di colpo particolarmente potente, il fegato pu spappolarsi, causando la morte.
MILZA
Per la milza vale lo stesso discorso fatto per il fegato: un colpo diretto a questorgano pu causare emorragie, perdita di conoscenza e persino la morte.
RENI
Anche il rene (al pari di fegato e milza) un bersaglio particolarmente vulnerabile. Un colpo potente pu causare la rottura dellorgano e condurre alla morte.
TESTICOLI E VESCICA
La zona inguinale delicatissima. Un colpo nei testicoli (sempre molto doloroso) pu provocarne la rottura (tra i danni permanenti, in questo caso, c anche
la sterilit). Anche la vescica e losso pubico possono essere rotti da un colpo
potente (ad esempio un calcio): in questi casi si verifica unemorragia interna che
98
capitolo 15
pu condurre alla perdita di conoscenza.
COSCIA
Il colpo alla coscia particolarmente adatto alla difesa personale, a patto che
sia molto preciso e potente: pu riuscire infatti a togliere mobilit allaggressore
(grazie allo spasmo muscolare che provoca) impedendogli di proseguire nel
suo attacco, senza tuttavia procurargli danni permanenti (cio senza il rischio di
cadere in un eccesso colposo di legittima difesa).
GINOCCHIO
Anche questo un bersaglio ideale, per il semplice motivo che quasi sempre
facilmente colpibile. Le conseguenze di un colpo ben assestato sono: forte dolore, probabile slogamento, possibile frattura.
POLPACCIO
Un colpo deciso pu causare spasmo muscolare, difficolt ad appoggiare la
gamba e quindi temporanea perdita di funzionalit dellintero arto.
STINCO
Questosso non protetto da fasce muscolari, pertanto particolarmente sensibile: un colpo allo stinco (anche se non molto potente) provoca sempre intenso
dolore. E talvolta la frattura.
CAVIGLIA, PIEDE, DITA DEI PIEDI
Dolori intensi, fratture, paralisi dellarto: sono queste le possibili conseguenze di
un colpo in queste zone (in genere si tratta di un calcio, o di un pestone inferto
con il tacco).
Scala di pericolosit dei colpi
1 colpo doloroso o fastidioso, che per non causa danni reali allorganismo;
2 colpo che pu causare danni non permanenti;
3 colpo che pu causare perdita di conoscenza e danni permanenti (ma non
gravissimi);
4 colpo che pu causare gravi danni permanenti;
5 colpo letale.
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la difesa personale
Parata e contrattacco
Nel gioco del calcio, anche il pi ferreo dei catenacci prevede
la necessit del contropiede.
Nella difesa personale lo stesso: parata e contrattacco sono concetti inscindibili. Se vi limitaste a parare o a schivare i colpi, senza portarli a vostra volta,
continuereste ad esporvi agli attacchi avversari. E prima o poi la vostra difesa
crollerebbe.
Un efficace contrattacco, viceversa, pu far cessare le offensive avversarie, con
sentendo cos di eliminare il rischio alla fonte.
La sindrome di Leonida
Talvolta linferiorit numerica rende eroi. Fu il caso di Leonida e compagni alle
Termopili: tutti eroi; e, incidentalmente, tutti morti.
Ricordatevi di Leonida se doveste trovarvi ad affrontare pi aggressori: meglio
cercare la sopravvivenza piuttosto che la gloria imperitura.
Difesa contro una AGGRESSIONE alle spalle:
COME LIBERARSI DALLA PRESA ALLE BRACCIA
Tenete sempre gli occhi aperti: tutti e tre!
Il terzo occhio, in questo contesto, non ha significati mistici. una semplice
metafora per indicare la necessit di guardarsi sempre le spalle, e di porre la
massima attenzione nella prevenzione dei pericoli. Riflettete: nella maggior
parte dei casi, subire un attacco alle spalle significa innanzitutto non aver usato
ogni dovuta precauzione.
Qualora subiate per davvero un attacco alle spalle, tuttavia, inutile perdere
tempo in recriminazioni: la situazione critica e occorre reagire con la massima
decisione. Per essere pronti anche a questa evenienza, esercitatevi in palestra
assieme al vostro partner di allenamento.
E lattacco preventivo?
Altro che parata e contrattacco! La miglior difesa lattacco puro e semplice.
Colpire per primi: ecco la regola base per sopravvivere. Una simile obiezione
avrebbe certo qualche fondamento. Ma va ricordato che il Codice Penale punisce leccesso di difesa: nella maggior parte dei casi colpire per primi un reato.
Siate dunque saggi. E allenatevi nelle parate.
100
capitolo 15
Difesa contro un attacco di coltello? Non pensate al coltello!
Intendiamoci: il titolo qui sopra non va preso alla lettera. Al coltello bisogna pensarci, eccome! Quello che si vuole dire che la prima mossa del difensore non
necessariamente il tentativo di disarmare laggressore. Una valida alternativa
colpirlo altrove, a sorpresa, per guadagnare il tempo e lo spazio sufficienti a
metterlo fuori combattimento o a fuggire. Uno dei possibili bersagli alternativi
larticolazione del ginocchio.
101
la difesa personale
Attacco di coltello:prevedere e parare
Mai farsi chiudere
Per difendersi al meglio da un attacco di coltello, occorre innanzitutto riuscire
a mantenersi lontano dalla portata del braccio armato. necessario, pertanto,
disporre di molto spazio, evitando di farsi chiudere in un angolo dallaggressore.
Sar fondamentale, in questo aspetto tattico, la capacit di muoversi rapidamente sulle gambe.
difesa contro il bloccaggio del polso:
pugno a martello con rotazione a 360
Qualcuno vi blocca il polso mentre state per aprire la portiera della vostra auto:
una situazione pericolosa, perch siete impossibilitati a reagire con il vostro
arto superiore pi forte. Le soluzioni possibili sono due: o ricorrere alle tecniche
di calcio (se laggressore a distanza ravvicinatissima, si pu usare un pestone
sul piede), o ricorrere ad una percussione con laltra mano. In questultimo caso,
per, dovremo supplire in qualche modo alla minor potenza che siamo in grado
di sprigionare. Faremo ricorso, pertanto, ad un pugno a martello, potenziato da
102
capitolo 15
un caricamento di 360. Il bersaglio del pugno a martello pu essere indifferentemente il volto dellaggressore o il suo basso ventre. Nella sequenza qui illustrata,
laggredito decide di colpire il basso ventre. Usando la stessa mano, immediata
mente dopo, doppia il pugno con un colpo al viso portato con le nocche delle dita.
Per questultimo colpo, il bersaglio ideale rappresentato dalla radice del naso.
Difesa contro un attacco con la pistola? pensate alla Pistola!
Il discorso fatto precedentemente sullattacco di coltello non valido, ovviamente, per gli attacchi con la pistola. In questo caso, disarmare o deviare il braccio
armato dovr essere il primo pensiero per chi si difende. Sempre.
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la difesa personale
Cercano di aggredirvi. Non perdete la calma.
Mantenete una grande concentrazione importantissimo anticipare lavversario!!!
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capitolo 16
capi
tolo
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Preparazione psicofisica
tecniche di rilassamento e concentrazione
La respirazione
Una respirazione profonda ossigena tutti i muscoli, ed in grado di rilassare sia
il vostro fisico che la vostra mente.
Spesso noi respiriamo soltanto con il torace, in modo superficiale e incompleto.
Nella respirazione, invece, vanno coinvolti non solo i polmoni, ma anche il ventre
e il diaframma.
La fase espiratoria deve essere pi lunga di quella inspiratoria: ci vi permetter
di espellere meglio tutte le tossine, e preparer una inspirazione pi efficace,
capace di apportare una maggiore quantit di ossigeno.
Prima di ogni seduta di allenamento (e ogni volta che avrete bisogno di rilassarvi) fate dunque per qualche minuto questo semplice esercizio.
Mettetevi comodi, magari seduti (con la schiena ben eretta), oppure - se pre
ferite - sdraiati, avendo cura di scegliere un abbigliamento non costringente
(niente cinture, niente stringhe che vi comprimano i piedi, eccetera) e di non
incrociare gli arti, al fine di ottimizzare la circolazione sanguigna. Inspirate profondamente (con il naso, non con la bocca!), sollevando il ventre e spingendo in
basso il diaframma, gonfiando il pi possibile i vostri polmoni; quindi espirate
molto lentamente.
Nel frattempo, cercate di ripetere mentalmente a voi stessi un messaggio positivo, del tipo: Laria che sto inspirando mi far stare bene, mi distender, mi
caricher di nuove energie.
Dopo una ventina di inspirazioni-espirazioni di questo tipo, lasciatevi andare:
lasciate cio che il vostro respiro segua il suo ritmo naturale, non pensate a
niente se non al vostro benessere e al vostro rilassamento.
Quindi sgranchitevi, stiracchiatevi, assaporate lenergia vitale che scorre nei
vostri muscoli e in tutto il vostro corpo. E pensate a cose serene, divertenti,
simpatiche.
Il rilassamento cos ottenuto facilita sempre la successiva concentrazione: sia
105
la difesa personale
nellallenamento per la difesa personale che nel lavoro di tutti i giorni.
Un consiglio: cercate di fare questo semplice esercizio in una situazione tranquilla, evitando di essere disturbati da circostanze impreviste. Se il caso, ad
esempio, staccate il telefono.
Esercizi per tenersi IN forma fisica
Senza una buona forma fisica, imparare le tecniche della difesa personale non
vi servir a nulla, perch non riuscireste a metterle in pratica. Per la difesa personale servono essenzialmente due presupposti: una discreta agilit (scioltezza
nei movimenti) e una certa resistenza (fiato, capacit di sopportare la fatica).
Praticare con un minimo di regolarit una qualsiasi attivit sportiva servir in
modo eccellente a conquistare agilit e resistenza. A coloro che non praticano
alcuno sport, ad ogni modo, proponiamo un piccolo programma di allenamenti
per tenersi in forma a casa propria, senza necessit di recarsi in palestra o in
altre strutture sportive, n di acquistare alcun attrezzo particolare. Il programma, semplicissimo, fondato su quattro elementi: corsa; salto con la corda;
stretching; esercizi a corpo libero per tonificare i muscoli (specie addominali,
pettorali, muscoli delle braccia e delle spalle). un programma adatto a tutti:
basta possedere una normale costituzione fisica. Consultate comunque un
medico. E non esagerate mai con gli sforzi, specie allinizio.
Inutile aggiungere che fare una vita sana serve moltissimo alla difesa personale
106
capitolo 16
(difesa nel senso pi ampio!). Anche se non subirete mai una aggressione, vi far
benissimo porre attenzione alla alimentazione ed evitare gli eccessi (specie alcol
e fumo).
Se potete, fate tre allenamenti a settimana; mantenendo per come abitudine
quotidiana (sia la mattina che la sera) lo stretching e gli esercizi a corpo libero.
Per quanto riguarda la corsa, pu bastare anche una sola seduta a settimana;
quando sarete in forma (dal terzo mese in poi) il tempo di corsa potr crescere
gradatamente fino a 40 minuti, 1 ora o anche pi.
Corsa
La corsa aumenta la nostra resistenza, migliora la nostra capacit respiratoria,
rinforza in generale tutto lapparato muscolare. Potete correre dove preferite: in
strada, nel vostro giardino, su una pista datletica; e persino in palestra. La sola
cosa importante evitare di correre in ambienti a rischio di inquinamento atmosferico: rinunciate in partenza, pertanto, a correre in mezzo al traffico cittadino,
giacch i danni potrebbero essere superiori ai benefci. Per la corsa, dovete usare un abbigliamento comodo.
E ricordate: nei primi due mesi di allenamento cercate di rispettare i tempi di
corsa, senza preoccuparvi dellintensit del suo ritmo; non fate sforzi eroici,
insomma. Dal terzo mese in poi, potrete accelerare gradatamente anche il ritmo
(cio la velocit).
107
la difesa personale
Salto con la corda
Il lavoro con la corda svilupper le nostre capacit coordinative, sincronizzando i
movimenti delle braccia e gambe. Allo stesso tempo ci permetter di aumentare
la capacit aerobica, di rinforzare i tendini di Achille, e di rassodare i muscoli
posteriori di gamba e coscia. I tempi di lavoro inizialmente saranno brevi (1 o 2
minuti) fino ad arrivare ad un massimo di 6-8 minuti. Ricordate: durante il salto
con la corda, importante non appoggiare i talloni. Dopo il lavoro con la corda,
respirando profondamente recuperiamo la giusta frequenza cardiaca.
Stretching
Sotto il nome di stretching sono compresi tutti gli esercizi di allungamento muscolare. Lo stretching permette ai muscoli di migliorare la loro elasticit, consentendoci una maggiore scioltezza/agilit e una pi ampia possibilit di movimento. Lo
stretching, inoltre, riduce il rischio di strappi e di altre noie muscolari, rendendo pi
sicuro (e pi efficace) il nostro allenamento. A causa della nostra vita sedentaria,
sono soprattutto i muscoli delle gambe ad aver bisogno di esercizi di stretching.
Qui vi proponiamo un solo esercizio, corredato per di alcuni princpi generali che
possono essere estesi a tutte le tipologie di stretching. A chi volesse saperne di pi
sullo stretching, consigliamo di ricorrere a un manuale specifico (esiste in materia
una vastissima letteratura). Sappiate, ad ogni modo, che applicando scrupolosamente i prncipi generali qui sotto enunciati potete tranquillamente inventarvi
altri allungamenti, senza che il vostro fisico corra alcun rischio.
1 principio: prima dello stretching, frizionate i muscoli interessati con
alcool canforato o con altri prodotti idonei, al fine di aumentare le potenzialit
di estensione dei muscoli stessi.
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capitolo 16
2 principio: il modo corretto di allungarsi non
mai doloroso; quando mettete in tensione il
muscolo, pertanto, non spingetevi mai oltre la
soglia del dolore.
3 principio: una volta raggiunta la prima tensione muscolare, mantenetela fino a raggiungere il rilassamento; mantenetela, cio, fino a
che non vi sarete perfettamente abituati a quella
tensione.
4 principio: una volta abituati alla posizione
di tensione, cercate di aumentare leggerissimamente la tensione stessa, fermandovi per al
primo accenno di dolore, e continuando a respirare regolarmente.
5 principio: frizionate il muscolo fino a che
non vi sarete abituati al piccolo aumento di tensione sopra descritto. Quindi sciogliete i muscoli
e rilassatevi.
Esercizio: appoggiate il tallone su un tavolo, su un
muretto o su altra superficie (che comunque non
superi laltezza dei vostri fianchi), mantenendo la
gamba rigida; spingete la punta del piede verso di voi,
fino a che non sentite tirare i muscoli del polpaccio
e della coscia; mantenete la posizione per un paio
di minuti; con la mano, quindi, andate a stringere
la pianta del piede (mano destra per il piede destro;
mano sinistra per il piede sinistro). Se il piede troppo lontano per voi, non preoccupatevi: riuscirete a
raggiungerlo dopo qualche settimana di allenamento. Rispettando i princpi enunciati, evitate il dolore; e per le prime sedute afferrate
la caviglia anzich il piede. Infine, ripetete lesercizio con laltra gamba.
ESERCIZI A CORPO LIBERO
Flessioni
Stendetevi a pancia in gi. Contraendo i muscoli in modo che il vostro corpo
rimanga diritto, e che la schiena non si pieghi, appoggiate le palme delle mani a
terra, immediatamente a lato delle vostre spalle, e tiratevi su a forza di braccia
109
la difesa personale
(fino stenderle), guardando non verso terra ma davanti a voi. Mentre vi tirate su
(sempre mantenendo il corpo lungo un unico asse, cio senza piegare la schiena), espirate con la bocca. Quindi riavvicinatevi al terreno, inspirando con il naso.
Ripetete 10 volte il movimento. Variando leggermente la posizione delle mani,
cambierete anche la distribuzione dello sforzo sui muscoli.
Con le mani parallele, lavorerete soprattutto sui muscoli delle spalle e del petto
(il rispettivo carico di lavoro dipender anche dalla distanza tra le mani).
Con le mani rivolte verso linterno o verso lesterno, invece, tonificherete maggiormente i muscoli della braccia. Per ridurre la fatica delle braccia, si pu ricorrere ad una semplice variante: piegate le gambe, in modo che il sollevamento del
corpo sia compiuto mantenendo a terra le ginocchia anzich le punte dei piedi.
Sollevamenti per gli addominali
Sdraiatevi a terra sulla schiena, con le gambe piegate (a formare un angolo di
circa 90), il collo sollevato, e le mani incrociate dietro la nuca: in questa posizione devono toccare il pavimento soltanto le piante dei piedi, il bacino e la schiena.
110
capitolo 16
Quindi sollevatevi a forza di
addominali fino a toccare le
ginocchia col busto. Tornate (non troppo velocemente)
nella posizione di partenza.
Anche in questo esercizio si deve inspirare quando si sdraiati, ed espirare
quando ci si solleva (cio
nel momento del massimo sforzo). Per tonificare i
muscoli addominali esistono tantissimi altri esercizi.
Ma non il caso, in questa
sede, di dilungarsi nel loro esame. A chi volesse approfondire, consigliamo di
consultare la letteratura specifica sulla preparazione fisica.
111
la difesa personale
E molto importante avere un minimo di preparazione fisica, pu voler dire la
differenza tra il vincere o il perdere e se perdete siete fregati!!!
112
capitolo 16
Tenersi in forma con gli esercizi a corpo libero
Come abbiamo gi detto, possibile raggiungere e mantenere la forma fisica
senza particolari investimenti in attrezzature. In questottica, gli esercizi a corpo
libero rappresentano uno dei cardini del programma minimo da noi proposto.
AL + AL
No, il computer di 2001 Odissea nello spazio non centra nulla... AL + AL
significa allenamento pi alimentazione: un binomio importante.
Feuerbach sosteneva che luomo ci che mangia. Non serve, in questa sede,
soffermarci sulle implicazioni ontologiche del materialismo feuerbachiano. Ma
certamente vero che la nostra forma fisica dipende anche dalla quantit e dalla
qualit di ci che mangiamo. Facciamo dunque attenzione tanto agli allenamenti
quanto alla alimentazione. Vale la pena, su entrambi i fronti, chiedere qualche
consiglio al nostro medico di fiducia.
Mente fredda... in corpo caldo
Le teste calde non potranno mai comprendere appieno la filosofia della difesa
personale. Conviene dunque mantenersi freddi, specie nelle situazioni difficili, dove occorre pi che mai ragionare lucidamente. Il discorso esattamente
opposto va fatto per i nostri muscoli. Se non vengono adeguatamente scaldati,
rischiano strappi e contratture persino durante gli allenamenti.
Quando fare riscaldamento
Ricorrete sempre agli esercizi di riscaldamento
prima di cominciare gli allenamenti in palestra con il partner;
prima dellallenamento a base di corsa;
prima delle eventuali sedute con i pesi (rammentiamo tuttavia che, nel programma minimo da noi proposto per raggiungere e mantenere la forma
fisica, i pesi non sono indispensabili).
Il riscaldamento pu sempre essere preceduto dallo stretching.
Quando imezzi giustificano il fine
Di solito il fine che giustifica i mezzi. Ma talvolta pu accadere il contrario. Se
avete cominciato ad allenarvi soltanto per paura, al solo scopo di essere pronti a
difendervi, vi accorgerete, strada facendo, che la forma fisica un premio in s,
capace di migliorare la qualit della vita. Anche un semplice esercizio nel parco
pu procurare gioia e benessere...
113
la difesa personale
Mens sana in corpore sano
Per molti anni abbiamo vissuto con lidea sbagliata che la ginnastica servisse
soltanto per formare dei mister muscolo. Ora, fortunatamente, si sta acquisendo unidea chiara del modo in cui leducazione fisica deve essere applicata:
dagli allenamenti basati su movimenti scattanti e rigidi si passati ad un sistema di movimenti eseguiti con grazia, eleganza e armonia. La ginnastica, infatti,
qualcosa di pi che un mezzo per gonfiare muscoli e consumare energie; ,
soprattutto, un mezzo per tonificare, abbellire, equilibrare il corpo umano, nonch per renderlo pi funzionale. La ginnastica aiuta a essere pi forti e a vivere
in salute e in armonia; ma per ottenere questi obiettivi occorrono impegno e
volont. Bisogna rammentare, allo stesso tempo, che non basta fare ginnastica
per vivere una vita pi sana. Il nostro corpo e i nostri muscoli rappresentano
solo una parte della nostra persona. Laltra parte costituita dallo spirito, dalla
volont, dallintelligenza. E anche queste componenti vanno stimolate e allenate. Trascurarle sarebbe come camminare con una gamba sola avendole tutte
e due in perfetto stato.
Cosa accade quando si smette di fare ginnastica
Il corpo umano si comporta come una macchina: se si smette di oliarla e di
usarla, arruginisce e invecchia. Con uno svantaggio ulteriore: smettere di praticare ci che d maggior salute e energia porta con s lavvilimento e la rovina
di quel che si era ottenuto.
Coloro che hanno praticato a lungo una ginnastica forte, dura e senza alcuna
regola, e quelli che praticano un qualsiasi sport con la stessa mancanza di
metodo, e senza una base di ginnastica, se cessano improvvisamente ogni attivit, tendono, continuando a mangiare nelle stesse proporzioni, ad ingrassare.
logico: se si consumano meno calorie e non si riduce la quantit di cibo, si accumulano i grassi ingeriti in eccesso.
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capitolo 17
capi
tolo
17
Autodifesa: nozioni giuridiche
la parola agli esperti
Autodifesa e diritto
Il nostro sistema giuridico garantisce ad ognuno il diritto alla legittima difesa,
che considerata una scriminante.
Il che vuol dire che persino un omicidio pu essere lecito se commesso per
proteggere la propria vita. Ma la legittima difesa ammessa dal codice con un
limite preciso: la reazione, cio, deve essere proporzionata alloffesa; altrimenti
leccesso di difesa potrebbe configurare una fattispecie di delitto colposo.
Facciamo un esempio concreto: se subite un tentativo di scippo, siete certamente autorizzati a difendervi, ma senza procurare lesioni gravi (o addirittura la
morte) al malcapitato scippatore.
Non ci sarebbe proporzione fra il diritto minacciato (quello di propriet) e il diritto leso dalla reazione (quello allintegrit fisica).
Cos recita larticolo 52 del Codice Penale:
Non punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessit di difendere un diritto proprio o altrui contro un pericolo attuale di unoffesa
ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata alloffesa.
In questo articolo ci sono altre parole chiave, oltre a difesa proporzionata alloffesa. Sono le seguenti: pericolo attuale di unoffesa ingiusta.
Sia pure sinteticamente, cercheremo di chiarirle bene.
Pericolo
Il legislatore intende dire che loffesa deve essere soltanto minacciata, non gi
realizzata. Altrimenti saremmo di fronte alla vendetta, alla ritorsione.
Facciamo degli esempi concreti. Venite aggrediti: per evitare il pericolo di danni
fisici alla vostra persona, colpite laggressore procurandogli la frattura del setto
nasale.
Non siete punibili di percosse e lesioni personali (anche se il fatto in s configurerebbe queste fattispecie di reati) perch avete agito in una situazione di
pericolo. Immaginiamo adesso unaltra situazione.
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la difesa personale
Venite ingiustamente aggrediti e malmenati. Poche ore dopo, incontrate nuovamente il vostro aggressore e questa volta siete voi a picchiare lui.
Qui non si tratta di legittima difesa, perch, pur essendoci loffesa ingiusta, non
c lelemento del pericolo (giacch loffesa gi stata realizzata). A posteriori,
insomma, non potete farvi giustizia da soli.
Attuale
Il pericolo deve essere attuale: cio reale e immediato. Non pu essere ipotetico o eventuale. Perch la reazione si configuri come legittima difesa, insomma, deve interrompere una concatenazione di eventi che (senza la reazione
stessa) produrrebbe la lesione del diritto.
Un esempio concreto chiarir come il concetto dellattualit riguardi anche le
armi (improprie o meno) che ciascuno di noi potrebbe usare per difendersi da
una eventuale aggressione.
Se venite aggrediti in una macelleria da un aggressore armato, potrete certamente impossessarvi del coltello da macellaio per difendervi...
Ma non potete portarvi appresso quello stesso coltello (n tanto meno una pistola) senza apposite autorizzazioni.
Non vale invocare - per la detenzione di armi - la legittima difesa eventuale,
proprio perch manca lattualit del pericolo.
Offesa ingiusta
Qui va precisato che loffesa ingiusta tale quando si concretizza in un comportamento contrario alle leggi. Il criterio per valutare lingiustizia, insomma,
oggettivo, e prescinde dalla percezione e dalle personali concezioni morali dei
soggetti coinvolti. Torniamo adesso al concetto di eccesso di difesa.
Cos recita larticolo 55 del Codice Penale:
Quando nel commettere alcuno dei fatti preveduti dagli articoli 51, 52, 53, 54
(sono gli articoli che si occupano delle scriminanti, tra cui - art. 52 - la legittima difesa; ndr) si eccedono colposamente i limiti stabiliti dalla legge e dallordine dellautorit, si applicano le disposizioni concernenti i delitti colposi se il fatto
preveduto dalla legge come delitto colposo.
Questo, naturalmente, non un manuale di diritto. Pertanto non approfondiremo il concetto di colpa: baster dire che meno grave del dolo, e che
caratterizzata da negligenza, imprudenza o imperizia.
Nel caso specifico della legittima difesa, leccesso colposo pu configurarsi in
una errata valutazione o del pericolo o dei mezzi di difesa usati per affrontarlo.
116
capitolo 17
In entrambi i casi, gli effetti della reazione sono sproporzionati rispetto alla reale
entit del pericolo in essere.
Vi renderete conto che prevenire un eccesso colposo di legittima difesa ... la
semplicit difficile a farsi.
Occorre infatti la capacit di valutare esattamente la situazione, mentre le circostanze ci impongono spesso di reagire in una frazione di secondo... E la fretta, si
sa, generalmente una cattiva consigliera. Ma non dovete spaventarvi.
La difesa personale, lo abbiamo gi sottolineato, molto pi che un insieme di
tecniche marziali: se vi allenerete con coscienza, seguendo i consigli di queste
pagine, acquisterete una consapevolezza e una fiducia in voi stessi che vi aiuteranno a prendere le decisioni giuste nel momento giusto. E non dimenticate
quello che abbiamo gi spiegato: il primo principio filosofico della difesa personale - per cos dire - un principio pacifista; le situazioni di pericolo vanno
evitate ad ogni costo, e lo scontro fisico deve essere solo lextrema ratio per
salvare la vostra incolumit.
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la difesa personale
capi
tolo
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Come dominare la paura
Una vigile e provvida paura la madre della sicurezza.
(Edmund Burke)
Di fronte a una situazione di grave pericolo, sicuramente avremo paura. Questo
un dato assodato. Dobbiamo accettare il sentimento della paura, perch in
s non affatto negativo. Il problema come si reagisce a questo sentimento.
Molto spesso, purtroppo, la paura ci impedisce di pensare freddamente per
analizzare la situazione, e talvolta ci paralizza bloccando tutti i muscoli (ad ecce-
Persino loggetto bramato dal rapinatore pu trasformarsi in unarma improvvisata. In questo caso,
laggressore ci minaccia con una
siringa, ma la nostra valigetta ci
consente un allungo maggiore.
Mentre con la mano sinistra cercheremo di bloccare larto armato
di siringa, con la destra sferreremo un colpo di valigetta al basso
ventre.
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In alternativa, il bersaglio pu
essere il mento. Quelli qui illustrati
sembrano colpi semplici: vi consigliamo, tuttavia, di allenarvi col
vostro partner anche nelluso delle
armi improvvisate.
capitolo 18
zione del muscolo cardiaco, che comincia a battere allimpazzata!). Capirete
che, se ci troviamo confusi e paralizzati di fronte al pericolo, non abbiamo molte
probabilit di reagire nel modo giusto. Dobbiamo far s che la paura diventi per
noi un sentimento positivo. La paura in grado di produrre un effetto opposto a
quello della paralisi fisica e mentale: la scarica di adrenalina che susciter in
noi pu velocizzare i nostri tempi di reazione, alzare la nostra soglia del dolore,
aumentare la nostra determinazione e la volont di sopravvivere.
Come riuscirci?
In alcuni centri anti-violenza degli Stati Uniti dAmerica, in cui si insegna la difesa personale, i partecipanti vengono avvisati che durante i corsi saranno coinvolti (quando meno se laspettano) in simulazioni di aggressioni improvvise:
viene loro raccomandato di non reagire assolutamente a queste aggressioni,
ma di limitarsi a viverle fino in fondo dal punto di vista emotivo, per poi pensare
e ripensare alla paura provata. Certo: vivere in anticipo una situazione (che per
giunta si sa simulata) non ci toglier la paura quando la situazione si verificher davvero. Ma ci toglier - almeno in parte - la sorpresa. Non la sorpresa
dellevento, ma la sorpresa che ci coglie di fronte alla nostra stessa paura. Il
trucco funziona. Di fronte al pericolo, la paura sar sempre l con noi; ma non
ci coglier impreparati; ci aiuter, anzi, a reagire nel modo pi giusto.
n
Il primo consiglio, pertanto, quello di simulare pi volte - magari con gli amici
e/o le amiche con i quali leggerete queste pagine e con i quali vi allenerete - le
eventuali aggressioni che potreste subire.
n
Il secondo consiglio quello di aggiungere alla simulazione fisica (cio alla
ricostruzione concreta dellaggressione) la simulazione mentale. Chiudete
gli occhi e immaginate passo per passo il film virtuale di una aggressione
che vi veda protagonisti: immaginate ogni attimo, immaginate laggressore,
immaginate la vostra paura, immaginate la vostra reazione.
Facendo questo gioco di ruolo pi e pi volte, cercando di immedesimarvi
al massimo grado nella parte di chi subisce un attacco violento, abituerete la
vostra mente ad avere confidenza con certe situazioni. Quando queste si verificheranno sul serio, saprete reagire con maggiore efficacia. Ai fini dellaccumulo
di esperienza, infatti, la nostra mente non fa distinzioni tra emozioni vere ed
emozioni virtuali. Basta che lemozione ci sia. E la presenza dellemozione facilita sia lapprendere sia il saper applicare lapprendimento.
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la difesa personale
n
Il terzo consiglio quello di esercitarvi a lungo con le tecniche di difesa personale che apprenderete in questo corso. Allenatevi con i vostri amici e le vostre amiche. Abituatevi anche al contatto fisico, a dare e a ricevere i colpi (ovviamente in
modo controllato, mi raccomando!). Ci aumenter la conoscenza del vostro
corpo e delle vostre reazioni psico-fisiche, facendo crescere anche la vostra
consapevolezza (in generale) e la fiducia in voi stessi.
n
Il quarto consiglio, infine, quello di esercitarvi nelle tecniche di rilassamento
e di concentrazione che vi proponiamo in uno specifico capitolo. Anche queste
tecniche consentiranno di migliorare larmonia tra la vostra parte razionale e
la vostra parte emotiva, permettendovi un maggiore autocontrollo nei momenti
topici. Se seguirete questi quattro consigli, scoprirete che paura e lucidit possono felicemente convivere. E qualora dovesse capitarvi (ma non ve lo auguriamo!) di trovarvi in circostanze difficili, la vostra mente sar sveglia e lucida,
pronta a cercare la soluzione giusta per la circostanza.
Fuggire? Se s, come? Lottare? Se s, come?
Fare qualcosaltro? Ad esempio parlare o gridare?
Non esistono risposte astratte, preconfezionate. Ma siamo certi che voi saprete
rispondere.
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capitolo 19
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La filosofia della difesa
Il nemico da battere dentro di noi. Le arti marziali non significano violenza, ma
conoscenza di s stessi.
(Wang Wei, Maestro di Kung Fu e Tai Chi; 1996)
Un balzo nel tempo di oltre 2.000 anni. Un salto nello spazio di oltre 6.000 chilometri (dalla Grecia alla Cina). Ma c un filo preciso (un filo... sofico!) che collega
Socrate a Wang Wei. Intendiamoci: se imparerete le tecniche di difesa personale, non diventerete per questo esperti di gnoseologia; pi semplicemente
migliorerete il rapporto con voi stessi e con il mondo. Quella che vi proponiamo,
in definitiva, una filosofia pratica per la qualit della vita.
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Dignit filosofica della fuga
Si racconta che Demostene, rimproverato per essere fuggito da una battaglia,
cos replicasse: Chi fugge pu combattere unaltra volta.
Parafrasando il noto proverbio sullasino e sul professore, potremmo dire:
meglio un vile vivo che un eroe morto.
Ma questa parafrasi, in effetti, sbagliata: non pu dirsi vile chi riesce ad evitare un rischio inutile; sar il caso, piuttosto, di definirlo saggio.
Non permettete mai, dunque, che un deviato senso dellorgoglio vi impedisca
di sottrarvi a un pericolo (del resto, dovrete pur mettere a frutto gli allenamenti a
base di corsa che vi consigliamo in questi fascicoli!).
La cosa diversa, naturalmente, qualora la vostra fuga lasciasse in bala degli
aggressori altri innocenti indifesi: in questa ipotesi correre dei rischi avrebbe
certamente un senso, e non sarebbe affatto inutile.
Anche in un caso come quello appena ipotizzato, tuttavia, non bisogna mai
lasciarsi sopraffare n dallemozione n dai propri imperativi categorici. Bisogna invece mantenere - sempre - la massima lucidit: fare leroe, insomma,
ha un senso soltanto se c almeno una possibilit di essere davvero daiuto a chi
ne ha bisogno.
Per concludere con una battuta, ricordate sempre che la fuga ha dignit filosofica... e persino artistica: basti pensare alle fughe di Bach!
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capitolo 21
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Difesa contro
il tentativo di strupro
Una legge del nostro Parlamento stabilisce che lo stupro non un reato contro
la morale, bens un reato contro la persona.
A nostro avviso, la scelta del legislatore correttissima: il tentativo di stupro, tra
laltro, rappresenta una delle aggressioni pi pericolose per la donna. Sotto ogni
punto di vista. La violenza sessuale, infatti, produce traumi fisici e psichici che si
protraggono nel tempo, fino a determinare, in taluni casi, danni irreversibili.
Ecco perch, al tentativo di stupro, bisogna reagire con la massima deter
minazione, come se fosse in gioco la vita stessa: non sono rari, daltronde, i casi
in cui il maniaco, sbito dopo lo stupro, uccide la propria vittima. Non sottilizzeremo sulle cause della pulsione omicida: sia che il maniaco uccida per un piacere perverso sia che uccida per paura di essere denunciato, per la vittima cambia
ben poco.
Nel caso in cui subiate un tentativo di stupro, pertanto, non abbiate freni inibitori;
non preoccupatevi delle norme del codice penale sulleccesso colposo di legittima difesa. Ricordatevi, invece, che in gioco la vostra vita.
Prevenzione e psicologia
Prima di affrontare largomento della difesa contro il tentativo di stupro, sar
utile ribadire limportanza degli accorgimenti di prevenzione.
Sulla prevenzione abbiamo gi fornito alcuni consigli generali. Oltre a quei consigli, teniamo a mente quanto segue:
se siete importunate da un molestatore con atteggiamenti da bullo, cercate
di non provocarlo con reazioni verbali che possano farlo arrabbiare: spesso,
infatti, il bullo va a caccia di pretesti per legittimare le proprie violenze
(Mi ha provocato? Adesso le faccio vedere io...). Limitatevi dunque a ignorare limportuno, cercando immediatamente una via di fuga.
Il discorso diverso se la molestia avviene in pubblico, ad esempio su un
autobus: in questo caso svergognare il molestatore con un Gi le mani, por-
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la difesa personale
co! (o altra espressione del genere) pu attirare lattenzione dei presenti e
indurre laggressore ad allontanarsi.
Prestate sempre attenzione, dopo questi episodi di molestie pubbliche, a
eventuali pedinamenti da parte del molestatore. Se vi accorgeste di essere
seguite, rimanete in zone frequentate dalla gente; se possibile, rivolgetevi ad
un poliziotto oppure telefonate a qualche amico per procurarvi una scorta.
Sar utilissimo, in caso di pedinamenti sospetti, conoscere preventivamente
la dislocazione delle sedi delle forze dellordine: cos potrete condurre il pedinatore in un luogo a lui poco gradito.
Allinterno della vostra auto oppure nella vostra borsetta tenete sempre una
torcia.
Vi servir, ad esempio, nei casi in cui dovrete fermare lauto in ambienti particolarmente bui: prima di scendere, e prima di alzare le sicure delle portiere, esaminate i dintorni con la torcia.
Alloccorrenza, la torcia costituir anche uneccellente arma impropria.
Se, nonostante le vostre precauzioni, vi trovate da sole di fronte a qualcuno
che cerca di stuprarvi, non perdete la testa. Cercate di guadagnare tempo e di
procurarvi un vantaggio psicologico.
A questo proposito, sar molto utile un atteggiamento di finta sottomissione.
Ad esempio potreste dire: Non farmi del male, non ce n bisogno: far tutto
quello che vuoi. Oppure: Sii gentile con me, e non te ne pentirai.
Un atteggiamento del genere pu allentare la tensione nel potenziale violentatore, che talvolta sillude di dominare gi la vittima: e pertanto pu favorire (con un effetto sorpresa) lefficacia della vostra reazione successiva.
Ci sono molti altri possibili diversivi psicologici.
Ad esempio potreste dire qualcosa del genere: Il sesso per me sempre
stato un piacere: ma purtroppo devo avvertirti che sono sieropositiva. Hai con
te un preservativo?.
La paura di un contagio potrebbe far desistere il violentatore dalle sue intenzioni. La battuta sul preservativo, in particolare, testimonier la vostra volont
di cercare delle soluzioni, e ci render pi credibile la vostra storiella.
Come alternativa alla minaccia della sieropositivit, suggeriamo di ricorrere a un ancora pi esplicito AIDS, oppure a una malattia venerea. Possono essere efficaci anche riferimenti a una gravidanza o ai giorni del ciclo
mestruale.
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capitolo 22
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E se la psicologia
non funziona?
Se la psicologia non dovesse funzionare, allora agite con cattiveria. Ricorrete ai
colpi pi efficaci (compresi quelli non ortodossi), mirando agli obiettivi pi vul
nerabili: occhi, gola e genitali. Se avete una buona dentatura, potreste simulare
(come extrema ratio) di gradire particolarmente un rapporto orale. La vostra pri
ma mossa offensiva, in questo caso, sar un morso molto, molto deciso!
Se subiamo unaggressione mentre siamo fermi in automobile, non
dobbiamo allarmarci. Possiamo
ribaltare a nostro vantaggio la
situazione apparentemente sfavorevole.
vero: noi siamo seduti, costretti
in un abitacolo, mentre laggressore pi libero nei movimenti. Ma se
riusciamo a tirarlo con forza verso
di noi, lui sbatter la testa sulla
portiera dellauto.
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Una buona alternativa quella di
usare unarma improvvisata. In questo caso, avremo sicuramente con
noi le chiavi della macchina: cerchiamo di colpire con la punta delle
chiavi gli occhi dellaggressore.
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Primo: non prenderle.
Secondo: prenderle!
Il titolo qui sopra contraddittorio solo in apparenza. Vi spieghiamo perch. Il
primo principio della difesa personale quello di evitare qualsiasi danno alla
propria persona: primo non prenderle, insomma (cio: prevenire). Tuttavia,
nelle situazioni in cui non possibile evitare lo scontro fisico, primo non prenderle rimane un principio astratto; nelladattamento realistico alla situazione
concreta, questo principio si trasforma, diventando: prenderle il meno [Link] categorico, in questi casi, sopravvivere. Ebbene, le possibilit di
sopravvivenza aumentano se aumenta la nostra capacit di resistere ai colpi portati dallaggressore. Provate a pensare ai grandi campioni del pugilato: la quasi
totalit di questi campioni ha fondato le proprie vittorie anche sulla capacit di
incassare. Le mascelle fragili, per converso, non hanno mai raggiunto grandi
risultati. Da ci deriva che dobbiamo allenarci anche a subire i colpi. Col vostro
partner, pertanto, cercate di abituarvi al contatto fisico, sia pure senza esagerare. Prima, per, occorre potenziare le fasce muscolari che proteggono il vostro
corpo. Va ribadito, a commento conclusivo di questa sequenza, che le tecniche di
calcio al volto non si addicono ai principianti della difesa personale: consigliabile, per i non esperti, ricorrere sempre a bersagli bassi, come le articolazioni del
ginocchio o le caviglie, poich sono pi facili e pi veloci da raggiungere e, nel contempo, riducono le possibilit di farsi afferrare la gamba dallaggressore. Rimane
validissimo il principio generale: sfruttare il maggiore allungo degli arti inferiori.
Il piano B
Due soluzioni sono meglio di una!
Tenere pronto un Piano B potrebbe salvarvi la vita. Quando vi allenate con il
partner, pertanto, preparate sempre almeno due risposte per ogni tipologia di
aggressione. Fate in modo che la risposta B coinvolga un arto diverso rispetto
alla risposta A.
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capitolo 23
Arrivederci!
Nel salutarVi, amici lettori, formuliamo lauspicio che non dobbiate mai aver
bisogno di mettere in pratica quanto appreso da queste pagine. Da parte nostra,
abbiamo cercato di presentarVi unopera il pi possibile completa, per metterVi
in grado di acquisire da soli, senza dover ricorrere ad ulteriori esperti, tutte le
competenze necessarie alla difesa personale.
Adesso dipende da Voi. La volont, lapplicazione, la costanza negli allenamenti
Vi saranno indispensabili. Buon lavoro dunque. E arrivederci!
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Lautore, il maestro Giandomenico Bellettini, campione mondiale di kick boxing, nel 1977.
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Molte sono le ragioni che possono indurvi a prendere in mano questo libro, se non
avete mai seguito dei corsi di arti marziali per imparare tecniche di difesa personale, questo libro essenziale per voi. Se invece avete frequentato palestre di arti
marziali, questo libro amplia e completa le vostre conoscenze e le vostre tecniche.
, insomma, un compendio di tecniche di difesa personale condotto con un metodo
sperimentato dal pi grande maestro di arti marziali che abbiamo in Italia, lunica
cintura Nera 9Dan di Kick Boxing del Mondo.
Giandomenico Bellettini nato a Ravenna il 21-03-53, il
primo giorno di primavera, segno zodiacale Ariete. Laureato in Giurisprudenza con il massimo dei voti iscritto
nellelenco speciale dei Giornalisti. Direttore della rivista
Living Informa - Contact Internazional - Beach Magazine.
Sportivamente parlando proviene dal Karate / Kick Boxing,
dove attualmente il Presidente della Iaksa-Italia, la federazione di kick boxing riconosciuta dalla Iaksa Internazionale
(International Amateur Kick Boxing Sport Association).
lunica cintura nera 9 dan nel mondo, dopo Geert Lemmens,
Peter Land e Jeremy Yau (10 dan).
Ha scritto 15 libri, tra cui il Karate del Futuro nel 1977 (il primo libro della storia
sulla kick boxing) e il Beach Tennis (il primo libro al mondo sul beach tennis).
Un autentico primatista. Il primo e unico che ha portato il Karate Contact (semi,
light e full contact) in Italia nel 1975. La prima federazione in assoluto a fare il
contatto pieno. Il primo che ha portato Bill Wallace in Europa ed in Italia.
Campione Italiano di Kick Boxing dal 1975 al 1980. Nel 1977 stato Campione
Mondiale di kick boxing. Detiene, tuttora, due titoli Mondiali di smashing cars e
tameshi wari (dimostrazioni di potenza). Nella sua carriera agonistica vanta un
record di 71 vittorie per K.O.
Attualmente si specializzato in Diritto Sportivo ed il Procuratore dei pi forti
atleti di Kick Boxing. responsabile legale della Federazione Mondiale della Iaksa (International Amateur Kick Boxing Sport Sssociation).
prezzo consigliato
E 30,00