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Edoardo Mori

ARMI
Civili e militari
Curiosit etimologiche

L'etimologia la scienza che studia l'origine delle parole. Non serve a gran che, spesso giunge a
risultati del tutto incerti, ancor pi spesso viene utilizzata da dilettanti che farebbero meglio a
scrivere oroscopi (famoso un libro di una multinazionale dei detersivi in cui si trova scritto che il
sapone si chiama cos perch inventato a Savona!). E' per certamente interessante scoprire che
la parola arma deriva dalla stessa radice da cui deriva ramo ed in diretta relazione con l'inglese o
tedesco arm (braccio). Vale a dire che per gli immaginifici nostri antenati i rami erano le braccia
della pianta e l'arma era un ramo (o un prolungamento del braccio?).

Ancor pi interessante cercare di scoprire l'origine, sovente controversa e misteriosa, di molte


parole attinenti alle armi. In relazione ad esse si verifica ci che si riscontra per la polvere nera o la
piastra a ruota: manca un inventore vero proprio perch al loro impiego si giunti lentamente,
mediante una serie continua di perfezionamenti che rapidamente si diffondevano tra le
confraternite dei produttori, notoriamente gelose dei propri segreti. Di conseguenza i nomi dati
alle novit erano metaforici od allusivi e venivano storpiati a seconda delle lingue e dei dialetti
locali.

Artiglieria

La parola in uso gi prima dell'invenzione della polvere da sparo per indicare l'insieme delle
macchine da guerra e attorno al 1500 gi diffusa sia nei paesi latini che germanici. Qui si ritrova
con diverse varianti, quali Archiley, Arkeley, Arculey, Artolleria, ecc.

Gli scrittori di cose militari del passato hanno fatto esercizi di fantasia: il francese Vauban
suppone che la parola derivi dal francese antico artiller (provenzale arthilha), che significava
fortificare o, per altri, fornitore di macchine belliche. L'italiano F. Sponzilli lo vuol far derivare
dallo spagnolo artilla (piccola arte) perch la fabbricazione di armi richiede la conoscenza di
piccoli segreti del mestiere. Per il generale polacco Siemienowicz deriva dall'italiano artigli
perch i cannoni portavano il nome di rapaci (ma, come detto, il nome anteriore ai cannoni).

I linguisti, pi semplicemente, hanno ricollegato la parola al latino ars (arte), cos che l'artiglieria
sarebbe imparentata con il termine artigiano. Da escludere che la parola derivi dall'espressione
latina ars telorum (arte di lanciare proietti) perch i nomi volgari non derivano mai da simili
costruzioni colte.

L'ipotesi pi probabile che artiglieria derivi dal francese antico che per, a sua volta, potrebbe
essersi ispirato alla parola latina ars.

Pistola

Nonostante tutti gli sforzi non si potuto stabilire l'origine della parola, il che conferma che la
fantasia popolare procede per metafore e applica a nuove cose parole che prima indicavano oggetti
o idee del tutto diverse. Tipico l'esempio del termine captivus che in latino indicava il prigioniero
(il catturato); in italiano cattivo indica una persona non buona, in alcuni dialetti siciliani indica il
vedovo; in francese chtif indica invece la persona malaticcia (in cattiva salute).

Una prima corrente di pensiero ricollega il termine alla citt di Pistoia e si immagina che l sia
stata inventata la pistola. Ci sicuramente falso, ma il collegamento con Pistoia potrebbe essere
un altro. La citt era conosciuta per la fabbricazione di lame per coltelli e pugnali, tanto che da
essa deriva, oh sorpresa, persino il termine bisturi. La parola compare in francese gi nel 1462
(bistorit) per indicare un pugnale o un rasoio ed la deformazione gergale di pistorese. Si
potrebbe perci ipotizzare che nel 1400 il termine pistolese e sue varianti, si fosse diffuso per
indicare lame corte (nel 1500 la parola indica anche un largo pugnale) e che poi questo termine sia
stato applicato anche alle armi da fuoco corte.

Altri, affezionati all'idea di un'origine italiana della parola, hanno cercato di derivarla da pestello
perch l'impugnatura avrebbe avuto una forma rassomigliante a questo strumento. Val la pena di
riferire che in un inventario di Breslau del 1483 compaiono delle armi da fuoco chiamata
pisdeallen.

Napoleone III, non si sa su quali basi, ebbe a scrivere che la parola derivava dal nome della
moneta d'oro, pure chiamata pistola, perch avente lo stesso diametro del calibro delle pistole!
Palese invenzione priva di basi reali che dimostra solo quante persone pensino di potersi inventare
le regole dell'etimologia. Comunque una simile spiegazione non risolverebbe proprio nulla perch
del tutto sconosciuto il motivo per cui una moneta d'oro prese il nome di pistola.

La seconda corrente di pensiero, seguita nei paesi nordici e proposta per primo, nell'ottocento,
dallo storico boemo Palacky, sostiene che le pistole sarebbero state usate con una certa frequenza
nella guerra degli ussiti (1419-1436) e che il nome deriverebbe dalla parola ceca pitala, che
significava "tubo, canna". Quindi il termine sarebbe giunto in Italia dalla Germania e attraverso la
Francia. In realt il termine era usato per indicare strumenti musicali a fiato (fischietto, piffero) e
si pronunziava piscgiala (con sc come in piscio la g dolce come in giallo), che molto lontano dal
suono di "pistola". Poco credibile che il nome pistola sia stato preso non dalla lingua parlata, ma
dalla lingua scritta! Inoltre gli ussiti indicavano con tale termine non un'arma corta, ma un fucile
tipo il tedesco Tannenberg. Altra prova contro questa tesi che nella stessa Cecoslvoacchia queste
armi vengono chimata "pistala" solo dopo il 1530, nel mentre che esse, gi molti decenni prima, in
testi tedescgi, vengono chiamate con termini quali Pischolu, Pischullen, Pyscheln, Pisdeallen, in
testi tedeschi.

Calibro

La parola viene ricollegata all'arabo qlib (o qlab) che indica il modello, il campione, la forma
per scarpe.

Il solito etimologista orecchiante aveva ipotizzato che la parola derivasse dal latino "qua libra" (di
quante libbre?), ma solo un'amena invenzione.

Obice

La guerra degli ussiti (1419-1436) che, a quanto pare, ci ha dato la parola pistola, all'origine del
nome un'altra arma e ci dell'obice.

E' certo che francesi e italiani hanno preso questa nome dal tedesco Haubitze che deriva, a sua
volta, da un originario haufniz, del tutto corrispondente al ceco houfnice, parola che a sua volta
serebbe derivata da una parola "houfen" che indicava una macchina lanciapietre (catapulta,
onagro).Per sono state fatte anche altre ipotesi, e persino che la parola ceca sia la deformazione
del termine tedesco Hauptgeschtz (pezzo d'artiglieria principale)!

Carabina

Pare accertato che il termine derivi dal francese carabin che stava ad indicare un cavaliere privo di
corazza e il corto fucile con cui era armato. Siccome in arabo karab significa arma da fuoco
portatile, si suppone che i francesi abbiano preso il vocabolo dalla vicina Spagna ove indicava il
cavaliere arabo armato di fucile. Gi nel 1567 il Duca D'Alba disponeva di due compagnie di
cavalleggeri armati di carabine.

Bascula

Il cammino di questa parola molto lungo perch nasce in Francia come baculer, vale a dire
"batticulo", per indicare il gioco dell'altalena; poi essa si estesa ad indicare la bilancia a bilico e,
da questo, per analogia di aspetto, il massello del fucile (in origine si pronunziava "basclla").

Fucile

Questa l'etimologia pi semplice: anticamente la parola indicava l'acciarino per accendere il


fuoco (focile) e quando l'acciarino venne applicato all'archibugio, esso si chiam archibugio a
focile e poi, sinteticamente, focile o fucile.

Archibugio

Ed a proposito di archibugio non si creda che la parola abbia a che fare con i termini arco e buco,
attraverso un'improbabile derivazione dall'olandese, come amenamente afferma il Devoto in un
suo dizionario etimologico in cui le amenit non sono rare. La parola deriva dal tedesco e
precisamente dal termine Haken indicante un gancio (ricordate la svastica che si chiama
Hakenkreuz?) unita alla parola Bchse che originariamente indicava un contenitore cilindrico
tornito nel legno di bosso e poi passata ad indicare ogni scatola o corpo tubolare e, al momento
della loro invenzione, le armi da fuoco. Quindi Hakenbchse era semplicemente il fucile con la
canna munita di una barra perpendicolare che veniva appoggiata al muro o ad un ceppo per
contenere il rinculo (fucile da ramparo).

Qualcun si era immaginato che il gancio all'origine della parola fosse la serpentina dell'acciarino a
miccia dimenticandosi per che il termine arcubusari compare gi in uno scritto del 1417.

Granata

La parola deriva del frutto del melograno in quanto riempita di granuli di polvere.

Shrapnel

Non occorre sforzarsi troppo per trovare l'etimologia della parola, perch semplicemente il nome
dell'ufficiale inglese Henry Shrapnel che la invent nel 178, durante l'assedio di Gibilterra,
riempiendo granate con pallottole. Il primo impiego ufficiale ebbe luogo il 30-4-1804 contro la
colonia olandese del Surinam.

Baionetta

La spiegazione pi semplice dell'origine di questo termine di ricollegarla alla citt di Bayonne,


nei pirenei francesi, gi nota nel medioevo per la costruzione di balestre, tanto che si era diffusa la
parola bayonniers per indicare i balestrai. Purtroppo i soliti etimologisti orecchianti, i quali
pensano che le parole nascano nel popolo a comando, hanno scritto pi volte che la baionetta prese
questo nome perch venne usata come arma durante l'assalto a Bayonne nel 1655. La parola
compare invece gi in uno scritto del 1575 per indicare un pugnale dorato.

Moschetto

Il nome sicuramente di origine italiana. Secondo la tesi pi diffusa il nome rientrerebbe nella
lunga serie di nomi di animali con cui venivano battezzate le bocche da fuoco: smeriglio,
falconetto, aspide, colubrina, serpentino, basilisco, ecc.. Il moschetto sarebbe stato lo sparviere
cos chiamato "perch il maschio pi piccolo della femmina" oppure, secondo altri, perch il
piumaggio sul petto presenterebbe un disegno che ricorda una mosca! Altri per fanno osservare
che gi nelle Storie pistoiesi del quattordicesimo secolo il termine moschetta usato per indicare il
dardo dell'arciere e quindi la derivazione pi probabile quella dalla mosca (che ritroviamo nello
spagnolo mosquito) in quanto il dardo, con il suo sibilo o ronzio ben pu essere paragonato ad un
insetto volante.
Trappole

E' del tutto probabile che il futuro ci porti ad un eccesso di animali nocivi ed immondi, quali ratti, piccioni, storni,
portatori di inquinamento e di gravi malattie per l'uomo e gli altri animali.L'alterato equilibrio ecologico
(inevitabilmente collegato al carico demografico su di un certo habitat), gli improvvisi mutamenti climatici, renderanno
sempre pi probabili improvvisi aumenti nelle popolazioni di questi ed altri animali, che potrebbero rappresentare un
pericolo serio. Non dimentichiamo che noi non siamo affatto immuni di fronte a quelle malattie portate dai topi nelle
loro migrazioni e che fino al 1600 hanno periodicamente distrutto parte dei popoli degli stati europei.
Siccome non pensabile di affrontare questi animali con le armi convenzionali, credo sia interessante vedere come i
nostri antenati risolvevano il problema mediante l'uso di trappole e lacci e cio con mezzi assolutamente naturali ed
ecologici, compatibili con l'ambiente ed atti a favorire la selezione naturale. Ricordo che, del resto, in altri paesi
europei, con antica tradizione venatoria, le trappole per la cattura di nocivi o di animali da abbattere sono del tutto leciti.
In Italia non vietata la loro vendita, ma ne vietato l'uso per l'attivit venatoria. E' consentito usare trappole per
catturare topi, talpe, arvicole (che non sono animali tutelati) e per le attivit di cattura od uccisione per scopi non
venatori (eliminazione di animali malati, cattura di uccelli negli aeroporti, riduzione di popolazioni sovrabbondanti,
ecc.)
I mezzi diversi dalle armi, usabili per la cattura di animali sono:

i lacci
le trappole
il vischio
le reti

La concreta realizzazione di questi mezzi non segue regole precise; i nostri antenati erano maestri nello sfruttare nel
modo pi sapiente l'ambiente e le piccole cose che esso offriva e tutti gli apparecchi che descriveremo richiedono di
essere adattati, per costruzione e sistemazione, alla specifica situazione. Il che richiede, oltre alla conoscenza
dell'ambiente, una profonda conoscenza delle abitudini degli animali. Si consideri, ad esempio, che il topo uno degli
animali pi difficili da catturare e che con lo stesso modello di trappola difficile catturare oltre qualche esemplare di
una popolazione di topi: dopo un po' essi imparano a riconoscerla. Una trappola in cui stato ucciso un topo deve essere
ripulita sulla fiamma perch altrimenti gli altri topi la eviteranno accuratamente. Tutti i mammiferi sono poi
estremamente diffidenti nei confronti dell'odore dell'uomo ed difficile farli avvicinare ad una trappola che non sia
stata adeguatamente "mascherata". In genere i cacciatori si servivano di miscele di prodotti maleodoranti, di cui vi
risparmio le ricette!

Anche la cattura di animali nocivi richiede la stessa applicazione, lo stesso spirito di osservazione, la stessa pazienza, la
stessa esperienza che debbono guidare il vero cacciatore.Il rispetto per l'animale, anche se nocivo, impone di studiare
sistemi che, per i modi di applicazione ed intervento, provochino una morte rapida e senza inutili sofferenze. Anche se
qui, per completezza, illustreremo ogni tipo di trappola, sia chiaro che solo alcune rispondono a tale requisito. Altre
potranno essere usate solo se si sicuri di poter liberare o finire l'animale poco tempo dopo la sua cattura nella trappola.

I lacci
Lo strumento pi antico e di uso pi semplice indubbiamente il laccio. Esso pu assumere due forme.

il laccio fisso in cui l'animale si va ad infilare e che si stringe attorno al suo corpo, immobilizzandolo o
strangolandolo per effetto della trazione che esercita lo stesso animale;
il laccio mobile che si stringe attorno al corpo dell'animale per effetto di una forza esterna; questa pu essere
costituita dalla forza di un albero piegato oppure da un contrappeso.

Il materiale con cui costruire il laccio varia a seconda del peso della prevedibile preda e della possibilit o meno che
essa possa aver modo di tagliarlo con i denti (un topo riesce a rosicchiare ogni cosa salvo il ferro!). Un laccio mobile
potr essere formato da una corda o da una striscia di cuoio, ma in genere si preferisce ricorrere a lacci metallici; lacci
molto robusti possono essere costruiti con il cordino dei freni delle biciclette (che per nei lacci fissi tende a
riallargarsi). Gli esperti consigliano in genere di usare i sottili fili di rame che compongono un cavo elettrico, ritorti nel
numero sufficiente ad assicurare la richiesta tenuta. Il laccio fisso va posto in aperture di tane o staccionate o su stretti
sentieri in cui l'animale deve passare necessariamente, in modo che al suo passaggio, si stringa attorno al suo corpo.
L'altezza dal suolo e la larghezza del cappio devono ovviamente essere adattate alla prevedibile preda.
Il laccio mobile richiede un sistema di scatto ed la costruzione di questo che far la differenza.
I sistemi di scatto sono moltissimi, limitati solo dalla fantasia e dall'inventiva di chi opera. Un raffinato potrebbe persino
usare un sistema a fotocellula oppure recuperare il meccanismo di scatto di una carabina con stecher e usare quello, ma
noi ci limiteremo ad illustrare i meccanismi costruiti sul posto con pochi pezzetti di legno, quali usati da ogni trapper
degno di questo nome. Quello di impiego pressoch universale rappresentato nella figura che segue; esso formato da
un cilindretto di legno con una tacca ad angolo retto. Il cilindretto viene legato alla corda tenuta in tensione dalla forza
esterna (albero o ramo piegato, contrappeso) e, facendo forza, viene agganciato ad uno spuntone o perno sporgente da
un tronco o da un piolo. All'altro lato del cilindretto viene fissato un filo di strappo o d'inciampo o lo stesso cappio:
quando l'animale inciampa nel filo che attraversa il sentiero o lo tira per prendere l'esca, o infila la testa nel cappio, il
cilindretto scivola dallo spuntone che lo trattiene, liberando cos la corda sotto trazione.

Il filo di strappo pu talvolta essere sostituito da una bacchetta fissata perpendicolarmente al cilindretto e che, urtata, lo
fa ruotare su suo asse. L'abilit del costruttore consiste nel dosare esattamente l'attrito cilindretto-perno, in modo che lo
sgancio non avvenga prematuramente per un colpo di vento o per il passaggio di un animale di taglia molto inferiore a
quella prevista. Il meccanismo pu essere reso estremamente sensibile se il perno viene sostituito da una rotella o da un
cuscinetto a sfera. La figura che segue rappresenta lo schema di massima di ogni laccio mobile. In questo caso il cappio
fissato alla corda di trazione e lo scatto si sgancia quando l'animale inserisce il capo o una zampa entro di esso.

Le figure seguenti mostrano particolari del sistema di scatto


Esempio di utilizzo del filo a strappo

La figura mostra come cappio e filo di strappo possono coincidere


Invece del laccio pu essere usata una rete per catturare viva la preda che calpesti la rete.

Invece del filo a strappo, l'esca pu essere inserita direttamente sul cilindretto
Per la cattura di uccelli si fatto ricorso a mezzi semplificati; tra questi il pi diffuso tra i popoli primitivi l'archetto
che ha la struttura illustrata nella figura che segue

Un ramo viene ripiegato e ad esso viene collegato un filo doppio che passa attraverso un foro o una fessura ricavata nel
tronco. Dal lato opposto il filo presenta un nodo che si trover all'uscita del foro. Sul foro e sul nodo viene appoggiato
un bastoncino leggero ed appuntito che viene trattenuto in posizione orizzontale dalla tensione del filo. La parte finale
del filo viene poi allargata ad anello sul bastoncino. Quando un uccello si posa sul bastoncino, attratto da adeguata esca,
il bastoncino cade, liberando il nodo ed il filo, e l'uccello rimane intrappolato per le zampe.
Invece di un ramo pu essere utilizzato un bastone curvato ad arco e fissato poi al terreno.

Il congegno pu essere meccanizzato secondo lo schema che segue

In cui si utilizza la forza di una molla. Il tutto pu essere mimetizzato entro un tubo o una canna di bamb ed essere
piantato ove occorre.
Lo stesso principio era usato in trappole usate un tempo per catturare i falchi e che usavano la forza di un elastico o di
una molla.
Trappole

Capitolo II
Le trappole
Le trappole vere e proprie ricompredono vari tipi:

in cui la preda cade in una buca (a trabochetto)


in cui la preda viene schiacciata (a schiaccia)
in cui rimane imprigionata in una gabbia o recipiente (a cateratta, a ritroso)
in cui viene imprigionata da una tagliola (a tagliola)

Le trappole a trabocchetto sono scarsamente usabili, non foss'altro per il lavoro che richiederebbe lo scavo di una buca!
Per i topi giovanissimi ed inesperti si pu provare ad usare una sottile tavola di legno che ad una estremit reca
incernierata a met, come un'altalena, un prolungamento di una ventina di centimetri; sul bordo estremo viene posta
un'esca. Se la tavola viene ora appoggiata ad un bacino pieno d'acqua e profondo, i topi saliranno lungo l'asse verso
l'esca, faranno traboccare l'altalena verso l'acqua e vi cadranno dentro affogandovi. Certi animali (ricci, rospi) che non
riescono a saltare o ad arrampicarsi cadono facilmente dentro buche, anche poco profonde, ricavate a fior di terra e con
pareti verticali e lisce.

Le trappole a schiaccia sono molto efficienti e facili da costruire, in qualunque dimensione, da quella piccola per topi o
uccelli a quella con tronchi per grosse prede. Il sistema di scatto pi usato quello costruito con tre assicelle sistemate a
forma di quattro: la costruzione instabile fino a che sulla punta in alto non viene sistemato il carico che consister in
una lastra di pietra o in una tavola caricata di pietre. Da quel momento la trazione sui vari elementi li terr uniti, ma sar
sufficiente una scossa all'assicella orizzontale per far crollare il tutto. All'estremit di questa assicella, rivolta sotto la
lastra, verr posta l'esca.

La figura che segue mostra una pratica realizzazione della trappola

In una forma pi primitiva, assumeva la seguente struttura


Allo stesso genere di trappola, ma con una struttura pi studiata, appartiene la seguente

In essa il peso dell'animale che entra nella trappola a liberare l'assicella di ritegno. Ci consente di evitare che
rimangano uccisi animali pi leggeri di quelli cacciati.Il modello seguente si chiama "a forbice" perch costruita in
modo di uccidere subito l'animale spezzandogli la schiena

Le trappole a cataratta sono formate da scatole o gabbie con uno o due sportelli che si richiudono quanto l'animale entra
in esse. Il meccanismo di scatto semplicismo e sfrutta o il peso dell'animale o la trazione che esso esercita,
volontariamente (esca) o involontariamente (ostacolo) su di un filo o un bastoncino.
Per catturare uccelli, che non si infilerebbero dentro ad una scatola, si usano trappole del tipo seguente, usata per rapaci.
Capitolo III
La figura che segue mostra un particolare modello per tronchi, di facile costruzione

Una semplicissima trappola per topini pu essere costruita con una scodella di ceramica o di vetro e una mezza noce: la
scodella rovesciata a campana viene appoggiata in bilico sul bordo della mezza noce in modo che il gheriglio sia rivolto
all'interno; il topino entra sotto la scodella, inizia a rosicchiare la noce, fa cadere al scodella e vi rimane intrappolato
sotto. Per catturarlo sufficiente alzare la scodella quel poco che basta per far uscire il codino!

Le trappole a ritroso sono quelle in cui l'animale entra in un recipiente seguendo un percorso che non gli consente di
arretrare o di tornare indietro perch delle punte od aghi, opportunamente incernierati, cedono nella direzione di entrata,
ma si stringono se vengo sollecitate dalla parte opposta.

Tagliole

Le tagliole sono rappresentate da infiniti modelli in tutte le dimensioni, dalla tagliola di filo di ferro per uccellini o
topini fino alle grosse tagliole per lupi ed orsi. Ecco alcune immagini
Questi modelli richiedono di lavorare il ferro e quindi sono opera di specialisti. Un dilettante pu al massimo costruire
trappole in legno o in lamiera, come quelle usate di solito per catturare i topi, in cui il peso del topo che si avvicina
all'esca fa abbassare una piastra a cui collegato un arco di percussione azionato da una molla.

Il principio della trappola che imprigiona il piede stato usato in certe operazioni di guerriglia con costruzioni
rudimentali ma efficaci.

La seguente munita di punte a ritroso

mentre la seguente contiene due tavole irte di punte che, per la pressione della scarpa, si chiudono attorno alla caviglia.

Trappole di altro genere

Per completezza si riportano alcune altre applicazioni delle trappole sopra viste, di uso prevalentemente militare.

La seguente
provoca la caduta di massi addosso a chi passa per un sentiero a mezza costa

Quest'altra provoca la caduta di un tronco od altro peso su chi calpesta dei bastoncini posti attraverso un viottolo

Quest'altra ancora, costituito da un tronco elastico trattenuto fra due altri tronchi o paletti e munito di uno o pi
spuntoni, trafigge l'animale che stratta il filo teso attraverso il sentiero (il disegno raffigura la vista dall'alto)

Il vischio
Una volta il vischio, ottenuto bollendo le bacche del vischio con altre sostanze, era usato per catturare piccoli uccelli
mediante le panie, specie di alberetti artificiali su cui venivano inseriti canne, panioni e paniuzze, tutte ben coperte di
vischio. Gli uccelli, attratti con la civetta oppure dal fatto che vi erano vicini campi con semi (specialmente canapa), si
posavano sui rametti impaniati e con pi si dibattevano pi restavano invischiati. Si tenga presente che il vischio deve
agire sulle ali e sulle piume e che non sufficiente che restino invischiate le zampe. Questa tecnica ancora usata in
Spagna per la caccia al tordo. su dei bastoni vengono infilati , alla distanza di 6-10 cm l'uno dall'altro, dei fuscelli lunghi
una ventina di cm, ben impregnati di vischio; il tordo, cercando di posarsi sul ramo artificale, striscia contro i fuscelli
che gli si attaccano alle pene e gli impediscono di volare via. Questo tipo di caccia molto seletitvo perch consente di
liberare gli uccelli di tipo proibito, eventualmente incappati nelle panie.

Attualmente si trovano in commercio tubetti di vischio artificiale, molto potente, che riesce a catturare anche grossi
topi.

Esso pu essere preparato con le seguenti miscele che si preparano mescolando a fuoco lento (parti in peso):

1. Colofonia 2 - olio di ravizzone 1 - trementina densa 1


2. Colofonia 7 - olio di lino 3
3. Colofonia 12 - trementina 1 - olio di lino 7
4. Colofonia 11 - olio di sesamo 5

Trappole tecnologiche

Trappole ad anidride carbonica

Una trappola semplicissima ed assolutamente efficiente pu essere costruita con l'anidride carbonica. Come noto
questo un gas pi pesante dell'aria che si pu quindi versare, come un liquido, entro un recipiente o una buca da cui ne
scaccia l'aria e, quindi, l'ossigeno; qualunque animale che entra nel recipiente perde rapidamente la conoscenza e muore
nel modo pi indolore.L'anidride carbonica pu essere prelevata dalle bombolette per l'acqua di seltz (una bomboletta
contiene circa 5 litri di gas) o dalle bombole per i fusti di birra o per la carica di armi a gas compressi; pu essere
ricavata dal ghiaccio secco o, in caso estremo, pu essere generata versando acido cloridrico diluito su frammenti di
marmo.

In un recipiente coperto il gas rimane a lungo; se la superficie del gas esposto a correnti d'aria, si verifica una lenta
dispersione del gas. E' molto semplice stabilire se nel recipiente vi ancora anidride e quale il suo livello, mediante un
fiammifero o una candela che si spegneranno appena immersi in essa. Le applicazioni possono essere innumerevoli: dal
recipiente in cui gli animali (topi, ad esempio) possono scendere agevolmente, invitati da un'esca, alla finta tana in cui
attirare predatori notturni. Lo spessore dello strato di anidride deve essere tale da superare l'altezza dell'animale. Non ho
esperienze sulla possibilit di catturare insetti (scarafaggi?)

Trappole elettriche

I topi molto spesso rosicchiano i cavi e restano fulminati. Lo stesso principio pu essere seguito per creare semplici
trappole collegate direttamente a due fili della luce. Un tipo potrebbe essere costituito da un tubo che l'animale deve
percorrere per raggiungere l'esca; a met di esso vengano introdotti attraverso due forellini due sottili fili di rame, fra i
quali l'animale passer, chiudendo il circuito.Un secondo tipo potr essere costruito applicando su di una tavoletta di
legno o su di un bastone due spirali di filo di rame, distanziate circa un centimetro l'una dall'altra, in modo che non si
tocchino, ognuna collegata ad un polo della corrente; quando l'animale le calpesta, chiude il circuito e rimane fulminato.
Trattandosi di circuiti pericolosi anche per l'uomo, devono essere predisposti solo da chi si intende di elettricit e in
luogo ove altre persone ignare non possono accedere; essi devono essere muniti di un fusibile di sicurezza per prevenire
infortuni gravi e incendi. Ovviamente non devono essere esposti alla pioggia!

Nota: alcuni dei disegni che ho fatto io sono penosi. Se qualche lettore vuole inviarmi disegni artistici, li sostituir ai
miei con il suo nome!
La Cerbottana

La cerbottana l'arma tradizionale di molti popoli delle zone calde e il suo affermasi o meno legato alla presenza in
quelle zone di veleni vegetali (curaro, stricnina) che consentono di catturare una preda anche con un'arma di modesto
potere lesivo.

La cerbottana dei popoli primitivi un tubo di legno che pu raggiungere anche quasi quattro metri di lunghezza e
richiede perci forti polmoni e maestria nel suo maneggio. Le frecce sono asticelle di legno di circa 25 cm che al
momento del lancio vengono munite di un batuffolo di fibre alla base, cos da assicurare la spinta.Talvolta, allo stesso
scopo, dietro alla freccia viene inserito un separato batuffolo di cotone.

In commercio vi sono molti tipi di cerbottana, di solito costruite con tubo di alluminio con l'anima rivestita di teflon. La
loro lunghezza varia dai 60 ai 180 cm con un diametri interno da 10 a 15 mm. I dardi sono degli aghi di acciaio di circa
20 cm, muniti di una impennatura conica di plastica. Per usi venatori vengono prodotti anche dardi di bamb di circa 25
cm.
Secondo i venditori, i modelli migliori uniti con i polmoni migliori, possono lanciare il dardo fino a 75 metri con una
velocit iniziale di circa 100 ms. e consentono di catturare animali come un coniglio!

Una versione moderna e casalinga facilmente costruibile e, rispetto ad altri arnesi simili, non considerata neppure
un'arma. Se ben costruita, consente di colpire un piccolo bersaglio ad una ventina di metri, con ottima penetrazione:
la freccia infatti si pianta tanto nel legno da dover essere estratta con una pinza.

Per la costruzione si proceda cos.

Prendere un tubo di alluminio od ottone del diametro di 10-12 millimetri e lungo 100-120 cm. possibile usare anche
un tubo di plastica, del tipo di quello usato per gli impianti elettrici, ma difficile che sia perfettamente rettilineo. Se il
tubo metallico non perfettamente levigato, potrebbe essere consigliabile di passare all'interno un tampone con polish,
fissato al mandrino di un trapano elettrico. Fatto ci la cerbottana pronta; molte di quelle in commercio sono munite di
una imboccatura conica a cui adattare le labbra, ma non ho riscontrato alcun vantaggio pratico nella modifica.
Successivamente, in fase di aggiustaggio, potr essere utile montare verso la parte anteriore, un mirino di debita altezza,
posto al di sotto della cerbottana , che consenta di mirare direttamente il bersaglio.

Ora viene la parte pi delicata perch occorre prepararsi le frecce, dalla cui bont dipende l'efficienza dello strumento.
possibile ovviamente costruirsi le frecce come gli uomini primitivi, ma la tecnica moderna offre soluzioni pi facili.
Esperimenti compiuti da vari autori hanno mostrato che la soluzione migliore quella di un ago d'acciaio con una
impennatura di carta, pi o meno della stessa lunghezza. Si prenda quindi un pezzo di acciaio armonico (quello per le
molle, venduto in rotoli) del diametro di un millimetro, lungo 10 cm, lo si raddrizzi per bene, e con una lima se ne
appuntisca un po' un'estremit. L'altra estremit va un po' irruvidita per la lunghezza di qualche millimetro cos da
arrotolarvi attorno una diecina di giri di filo che verr impregnato con una goccia di colla vinavilica. Questo
ingrossamento serve per fissare meglio l'impennatura. Per l'impennatura prendere una striscia di una ventina di cm di
carta un po' robusta (carta da lucidi, carta da forno) e avvolgerla a spirale per creare una di quelle "frecce" che tutti i
ragazzini sanno fare. Fissare l'ultimo lembo con la colla. Inserire poi la freccia di carta nella cerbottana e tagliarla a filo
dell' imboccatura, in modo che si inserisca perfettamente in essa senza sforzare.Ora bisogna fissare la carta all'ago:
tagliare circa un cm della punta della freccia di carta in modo che si crei un forellino; mettere un' abbondante goccia di
colla sull'ingrossamento dell'ago e infilare l'ago nella freccia in modo che la parte ingrossata si vada a bloccare nel suo
fondo. Quando la colla sar asciutta, la freccia pronta per il suo impiego e avr una lunghezza di 15-18 cm.

Chi vuole potr poi sperimentare con filo d'acciaio pi grosso o con aghi da materassaio o con vari tipi di punte oppure
con diverse lunghezze di impennatura. Potrebbe essere interessante sperimentare se un corto cono di carta applicato a
qualche centimetro dalla punta, cos da centrare la freccia entro la cerbottana, ne migliori le prestazioni.

ATTENZIONE: Le frecce lanciate da una buona cerbottana sono pericolose. Non tirare mai in direzione di persone.
Attenzione inoltre a non aspirare la freccia!

Dal punto di vista giuridico il tubo senza i dardi privo di significato. Assieme alle frecce potrebbe essere considerato
uno strumento atto ad offendere il cui porto vietato senza giustificato motivo. Usare la cerbottana per cacciare
comporta l'applicazione di sanzioni amministrative e, talvolta, penali.
La Fionda
It.: Fionda; ted.: Gummischleuder, ingl.: slingshot, fr.: tire-pierre; sp.: taragoma

Prima dell'invenzione della gomma la fionda era nota in quella forma, chiamata pi correttamente frombola (fr.: fronde,
sp.: honda) o fionda di Davide o fionda del pastore.

Questa era, in buona sostanza, formata da due pezzi di corda o da due cinghie di tessuto o di cuoio, collegate alle
estremit di un pezzo di cuoio concavo, che fungeva da borsa in cui deporre la pietra da lanciare. L'estremit di una
delle cinghie terminava con un anello in cui si infilava un dito (in casi pi rari il polso). L'estremit dell'altra cinghia
veniva stretta dal pollice contro il pugno. Il tiratore faceva roteare il tutto due o tre volte sopra la testa e al momento
giusto lasciava andare il capo trattenuto con il pollice, cos che la pietra partiva "per la tangente".
La frombola venne impiegata dai soldati (frombolieri) di eserciti antichi con buoni risultati. I soldati romani non
l'adottarono mai per s, ma la usarono spesso le loro truppe ausiliarie.
Originariamente venivano lanciati dei ciottoli, ma, a partire dal IV secolo a. C., si diffuse l'impiego di "ghiande" (lat.:
glans, gr.: moluodis) ovoidali dal peso medio di una cinquantina di grammi (ma se ne trovano anche di 135 grammi!).
L'uso della frombola rimase notevole per tutto il medioevo e, assieme all'arco, fu un' importante strumento venatorio;
come tale stato usato, specie da pastori, fino a tutto il secolo scorso.
La frombola non mai stata considerata un'arma nobile e quindi veniva usata dalla minuta fanteria. Le cronache dicono
che un provetto fromboliere (famosi gli spagnoli delle isole Baleari), colpiva con sicurezza un avversario a 120-160
passi. Era opinione comune che la frombola colpisse pi lontano di un arco, dal che si pu dedurre che essa venisse
impiegata anche oltre i 300 metri (ed in effetti un etto di piombo che ricade in testa, anche come corpo morto, non
doveva far felice l'avversario).
La frombola non va confusa con il fustibalus in cui la correggia fissata all'estremit di un bastone lungo un metro che
imprime velocit al proiettile, consentendo una elevata velocit periferica e quindi una elevata forza centrifuga.
L'estremit anteriore della cinghia era sistemata in maniera da svincolarsi dal bastone al momento giusto, con un po' di
abilit del lanciatore.
Il fustibalus venne usato molto negli assedi e, nel 1600, era ancora in uso per lanciare granate anche a 170 metri di
distanza.

Gli antichi avevano idee fantasiose circa la potenza delle frombole e affermavano che il proiettile di piombo era cos
veloce da scaldarsi nell'aria fino a sciogliersi! L'idea era cos salda che Galileo, nel 1600, dovette ancora dedicare molte
pagine de Il Saggiatore per controbatterla. Con l'invenzione della gomma, la frombola diventata quella che tutti i
ragazzi chiamano fionda ad elastici e che si pu costruire con una forcella di legno o di metallo a forma di Y e due
nastri di gomma ricavati da una camera d'aria.
In commercio vi sono poi fionde che usano nastro di gomma a sezione quadrata con una borsa centrale pure di gomma.
Queste vengono usate dai pescatori quali "fionde da pastura", ma possono essere usate anche per tirare "a pallini". Nulla
vieta ovviamente di usare un fascio ritorto di elastici da ufficio, oppure dei lacci emostatici, oppure pi sofisticati
materiali moderni.

Il difetto della fionda appena descritta che se gli elastici sono molto robusti, il polso viene sollecitato troppo, si piega
all'indietro e, se non si fa molta attenzione, facilissimo tirarsi il proiettile sul pollice, il che non affatto piacevole. Un
americano, Howard Ellenburg ebbe nel 1953 la geniale idea di munire la fionda di un sostegno che si appoggia
all'avambraccio e impedisce al polso di piegarsi. Ci ha consentito di produrre fionde di elevata potenza impiegando
tubo di gomma elastica (gomma da laccio emostatico con diametro interno di 3-4-5-10 mm). Alcuni anni dopo Trumark
ideava il metodo di inserire direttamente il tubo di gomma sulle estremit della forcella, ivi fermato per attrito, senza
bisogno di legamenti e anche oggi la Trumark produce tra i migliori modelli.

Fionda con sostegno, ammortizzatori, barrette di mira


Secondo i produttori, con una fionda del genere si possono tirare biglie di acciaio fino a 225 yarde di distanza (oltre 200
metri).

Le biglie usate sono di metallo o di polvere di marmo (queste colpendo il bersaglio si polverizzano con una bella
nuvoletta) o do ceramica. Il loro diametro di 6-8 mm per le biglia di acciaio e di 12,7 mm per le biglie di marmo o
ceramica. Una biglia di acciaio di 8 mm pesa 2 grammi; l'analoga biglia di piombo pesa 3 grammi. Una biglia di acciaio
di 15 mm. pesa 14 gr, di piombo 24 gr). La biglia di piombo da 20 mm pesa ben 47 grammi. In genere la biglia da 15
mm di diametro pi che sufficiente.

La fonte migliore di biglie di acciaio sono i cuscinetti a sfere, che ogni meccanico d'auto vi potr recuperare da parti di
motore smontate, ma si possono usare ancor meglio pallettoni di piombo.

Un gioco abbastanza di moda negli Stati Uniti la "fionda a palloni d'acqua: due persone affiancate tengono le
estremit di un lungo elastico; una terza persona dietro di loro tende l'elastico come una fionda e lancia delle bolle di
plastica piene di acqua, grosse come un arancio, che scoppiano addosso alle vittime, anche a 200 metri di distanza.

Sicurezza
Attenzione, le fionde potenti vanno usate con precauzione. Innanzitutto chi le usa dovrebbe sempre essere muniti di
occhialoni di plastica da sciatore perch molto elevato il rischio che l'elastico si spezzi o che si stacchi dall'attacco e
colpisca un occhio, con sicuri gravissimi danni. Inoltre la biglia acquista una energia notevole, sufficiente a sfondare
una tapparella di plastica, la visiera di un elmetto di poliziotto, una vetrata, e quindi a cagionare lesioni anche serie a chi
viene colpito e persino la sua morte. Le biglie rimbalzano facilmente ed occorre anche tenere conto di ci: in altre
parole mai tirare addosso alle persone o nella loro direzione.

Impiego

La fionda pu essere utilizzata per il tiro al bersaglio alle distanze di 10 o di 20 metri, oppure (dove consentito) per la
caccia a piccoli animali fino al fagiano o al coniglio. Con la fionda da pescatore, come detto, si pu anche tirare una
diecina di grammi di pallini, pi che sufficienti per stordire uccellini.

Per esercitazioni conviene sistemare un bersaglio appeso alla bocca di una grossa scatola di cartone, cos da recuperare
le biglie. Nelle gare a 10 metri si usa un bersaglio di 18 cm di diametro.

La fionda si usa impugnandola saldamente in modo che l'impugnatura sia parallela al suolo e quindi la forcella sia non
verticale, ma orizzontale. Alcuni modelli sofisticati recano due barrette tra le due forcelle, cos da formare una specie di
linea di reticolo per chi mira. Quando si in tensione le barrette devono essere allineate, il che prova che i due elastici
sono stati tirati in modo equilibrato e che formano con la fionda un triangolo isoscele (con i lati eguali).

Legge

La fionda di modesta potenza, come quella dei pescatori o quella per ragazzi, un giocattolo di libera vendita e libero
porto. Quelle pi potenti dovrebbero essere fatte rientrare tra gli strumenti atti ad offendere, portabili solo per
giustificato motivo.
In nessun caso dovrebbero rientrare tra le armi proprie perch esse utilizzano solo la forza umana, senza amplificarla.

Ricordo che la legislazione tedesca vieta il porto senza giustificato motivo delle fionde che abbiano una potenza
superiore a 23 Joules e considera giocattoli quelle con potenza inferiore. Ci significa che una biglia di 10 grammi deve
avere una velocit iniziale inferiore a 68 ms (oppure per 2 grammi < 150 ms; per 5 gr < 96 ms; per 15 gr < 55 ms).
Calcolo della velocit di una freccia

I cronografi, attualmente disponibili a basso prezzo, consentono una misurazione assolutamente precisa della velocit di
una freccia scoccata un arco. Per chi si accontenta di una minor precisione e di dati orientativi, non male conoscere i
metodi usati un tempo. Nell'antichit si usava sistemare gli arcieri in un grande cerchio, ad una cinquantina di passi
l'uno dall'altro; il primo lanciava una freccia poco sopra la testa del secondo; questo, quando sentiva il sibilo della
freccia, scoccava la propria, e cos via uno dopo l'altro, fino a che era trascorso un certo tempo misurabile con la
clessidra o con altro mezzo. A questo punto, in base al numero dei lanci e alla distanza complessiva percorsa dalle
frecce, si poteva calcolare la velocit media delle frecce usate dagli arcieri.Una miglior precisione si ottenne con
l'invenzione del cronometro in grado di misurare frazioni di secondo. L'arciere, ad un comando sonoro, scocca la freccia
verso un bersaglio posto ad una cinquantina di metri, cos che la traiettoria sia piuttosto tesa. Il cronometrista vicino a
lui, e che non vede n tiratore n bersaglio, registra il comando di tiro e il suono dell'impatto della freccia e misura cos
l'intervallo di tempo fra di essi. L'esperimento viene ripetuto pi volte. La velocit media in ms delle frecce tirate con
quell'arco sar data dalla formula

in cui t indica i vari valori misurati, n il numero delle prove effettuate ed s la distanza tra tiratore e bersaglio. La formula
tiene conto del tempo occorrente al suono dell'impatto per raggiungere il cronometrista. Una misurazione esatta si
ottenne infine con il pendolo balistico e poi con i cronografi elettrici.

La velocit della freccia pu essere calcolata anche in base all'energia dell'arco e al peso della freccia. L'energia
potenziale a cui l'arco viene "caricato" tendendolo per scoccare la freccia data dalla formula

in cui L misura in metri di quanto la freccia viene tirata verso il tiratore nel momento in cui l'arco viene teso ed F la
forza in kg occorrente per tendere l'arco di questa misura. L'energia cinetica della freccia di un dato peso m sar data
quindi da

Se tutta l'energia potenziale potesse essere trasformata in energia cinetica, si avrebbe

da cui

Esempio:
sia l'allungo della freccia di 50 cm, la forza occorrente di 20 kg (oppure 209,81 Newton) e il peso della freccia di 25 gr.
La velocit teorica sar
La velocit effettiva sar un po' minore perch ogni macchina meccanica consuma energia nel suo stesso movimento
(vibrazioni, movimento della corda e delle estremit dell'arco, resistenza dell'aria). Per questo motivo essa non pu
essere utilizzata per la balestra in cui le resistenze interne possono raggiungere il 30%.

Va da s che queste formule consentono di calcolare con facilit il grado di efficienza, il rendimento dell'arco, quando si
conosce la velocit effettiva della freccia.
Armi in asta

1 - Framea (V Sec.); 2 - Giavellotto normanno; 3 - Spiedo (XV Sec.); 4 - Spiedo dei mercenari; 5 - Picca; 6 -
Lancia d'acciaio (1890); 7 - Ahlspiess o Quadrellone da breccia; 8 - Corsesca; 9 - Spiedo con arresti; 10 -
Spuntone; 11 - Spuntone con arresti; 12 - Falcione; 13 - Roncola da guerra; 14 - Roncola da guerra; 15 - Alabarda
svizzera (XV Sec.); 16 - Alabarda (XV Sec.); 17 - Alabarda (XVI Sec.); 18 - Falcione da guerra; 19 - Krakuse 20 -
Guisarma; 21 - Forca con crocchi; 22 - Doppia forca;
ALABARDA

1 - Cuspide; 2 - Scure; 3 - Becco; 4 - Bandella della gorbia; 5 - Asta;


Armi da botta

1 - Ascia d'arme; 2 - Scure d'arma, azza; 3 - Azza con becco; 4 - Azza; 5 - Mazza di Lucerna; 6 - Azza per
cavaliere; 7 - Mazzapicchio; 8 - Mazza ferrata; 9 - Mazza ferrata; 10 - Corsesca con mazza ferrata; 11 -
Mazzafrusto "stella del mattino"; 12 - Mazzafrusto; 13 - Mazzafrusto "scorpione"; 14 - Trebbio; 15 - 16 -17 -18 -
Mazza d'arme;
Mazza d'arme

Mazza d'arme: 1 - testa 2 - pomo; 3 - Costa; 4 - Fusto; 5 - Impugnatura; 6 - Zoccolo


Mazzapicchio: 1 - Bocca; 2 - Penna; 3 - Fusto; 4 - Impugnatura; 5 -Disco; 6 - Cappellotto su bottoncino.

Azza o scure d'arme

1 - Cuspide; 2 - Scure; 3 - Penna su bocca; 4 - Bandelle (in prosecuzione della gorbia); 5 -Disco; 6 - Asta.
Armatura

A - Elmetto, celata;
B - Goletta;
C - Petto;
C1 - Resta;
C3 - Panziera;
C4 - Scarsellone;
D - Schiena;
D1 - Risalto inferiore della schiena;
E - Spallacci;
E1 - Guardagoletta;
E2 - Lunette, ali anteriori;
E3 - Ali dorsali;
F - Bracciale;
F1 - Avambraccio del bracciale;
F2 - Cubitiera;
F3 - Antibraccio del bracciale;
G - Mittene o manopola;
G1 - Manichino della manopola;
G2 - Copridito;
G3 - Pollice;
H - Armatura della gamba;
H1 - Cosciale;
H2 - Gninocchietti;
H3 - Schiniere;
H4 - Scarpa;
Barda

A - Testiera;
A2 - Coprinuca;
A6 - Guanciale;
B - Guardacollo;
C - Sella d'arme;
C1 - Arcione anteriore;
C2 - Arcione posteriore;
C3 - Bande;
C5 - Staffa;
D - Pettiera;
E - Fiancali;
F - Groppiera;
F1 - Sopragroppiera con guardacoda;
F2 - Balze;
G - Briglie;
G1 - Stanghe del morso;
G2 - Redini laminate;
Elso

1 - Punta;
2 - Nervatura;
3 e 6 - Taglio;
4 e 7 - Filo ;
5 - Sguscio;
8 - Guardia;
9 - Braccio dell'elso o della spranga (a sinistra "di guardia", a destra "di parata");
11 - Crociera;
12 - Archetto;
13 - Testa di moro inferiore;
14 e 15 - Avvolgimento;
16 - Pomo;
17 - Testa di moro superiore;
18 - Bottone;
20 - Rivetto;
21 - Codolo;
22 - Guardia di terza;
23 - Tallone;
24 - Placchetta;
25 - Anello;
26 - Ponticello;
27 - Manica dell'impugnatura;
28 - Controguardia o guardia di quarta);
29 - Controguardia ;
30 - Ricasso;
Katana

1 - Samegawa ( o Same) - Rivestimento di pelle di razza del manico (tsuka)


2 - Posizione del menuki (nr. 10)
3 - Posizione del fuchi (nr.11)
4 - Posizione della tsuba
5 - Kurigata - Asola di corno o di metallo (raramente di legno) sul lato esterno (omote; quello posteriore, verso
il corpo di chi porta l'arma, si chiama "ura") della guaina, entro cui passa il sageo
6 - Saya (lato omote) - Fodero di legno
7 - Posizione del kashira (nr. 9)
8 - Sageo - Lungo nastro di seta per fissare larma alla cintura
9 - Kashira - Placca
10 - Menuki - Piccoli scudetti di metallo con figure in rilievo fissati sul samegawa sotto la nastratura di nastro
di seta (tsukamaki) che fascia limpugnatura di legno (di solito magnolia)
11- Fuchi - Anello di metallo lavorato tra impugnatura e coccia
12 -Tsuba - Coccia di metallo (acciaio, shakudo, ecc.) di forma arrotondata
13 - Kogatana - Coltellino fissato al lato posteriore (ura) della katana
14 -Kogai - Spillone fissato al lato esterno (omote) della katana
15 - Nagako jiri - Punta del codolo
16 - Hitoye - Dorso del codolo
17 - Mekugi-ana - Foro per rivetto di bamb (mekugi)
18 - Shinogi-ji - Parte lucida fra dorso e nervatura
19 - Mune - Dorso della lama
20 - Shinogi - Nervatura
21 - Mitsukado - Incontro di shinogi, ko-shinogi e yokote
22 - Ko-Shinogi - Parte della nervatura dopo lo yokote
23 - Kissaki - Punta
24 - Fukura - Tagliente della punta
25 - Yokote - Nervatura che separa il piatto dalla punta che si restringe
26 - Hamon - Linea di separazione tra metallo temprato e non temprato
27 - Jihada - Parte non temprata della lama
28 -Yakiba - Parte temprata della lama
29 - Jigane - Piatto della lama
30 - Habaki - Manicotto metallico di frizione lama-guaina
31 - Nakago - Codolo

Altri termini

Horimono - Incisioni sul metallo


Daisho - Il paio formato da katana e wakizashi oppure tachi e tanto, portato alla cintura
Kaiken - Piccolo pugnale per donne
Kaji - Spadaio
Kariginu - Abito cerimoniale indossato dal fabbro nellultima fase della creazione della katana
Katana-kake - Sostegno a due palchi su cui si espongono la katana e lo wakizashi.
Katana-jogi - Lucidatore della lama
Ken - Termine generico per spada e talvolta tipo di spada dritta cinese usata in cerimonie religiose (meglio
ken-tsurugi)
Kozuka - Impugnatura ornata del kogatana
Nambam - Stile di esecuzione di armature (yoroi), tsuba e altri oggetti d'arte. L'acciaio importato dallestero
detto nambam-tetsu
Saya - Fodero di legno
Sentoku - Lega di rame, zinco e piombo che assume un color cromo
Seppa - Piccole guarnizioni di rame dorato o argentato sopra e sotto la coccia
Shakudo - Lega di rame e oro che assume colorazioni nere o blu nerastre
Shibuichi - Lega di rame e argento che assume colorazioni dal verde al marron
Tachi - Sciabola ad un taglio pi lunga della katana, usata in battaglia fino al periodo Edo e in cerimonie di
corte
Tanto - Pugnale portato infilato nella cintura
Wakizashi - Corta sciabola portata alla cintura assieme alla katana
Zogan - Metodi per la colorazione e ornamentazione del metallo

Nota sulla pronunzia giapponese

Premesso che assolutamente sconsigliabile, a tutela del proprio equilibrio mentale, di studiare il giapponese, ecco
alcune note essenziali. La lingua giapponese non conosce i generi maschile-femminile e quindi noi siamo liberi di
assegnare il genere in base alle nostre regole: diremo quindi "la katana", "il tanto". La trascrizione in caratteri europei
rende abbastanza fedelmente il suono delle parole giapponesi. In giapponese non esiste quasi laccento tonico e perci
ogni sillaba ha lo stesso valore; non si deve perci pronunziare katna o katan, ma k-t-n, senza troppo accentuare
lultima sillaba poich, in tal caso, il nostro orecchio, per sua impostazione, sentirebbe il tutto come se avessimo detto
katan! Se provate a pronunziare la frase "chi te lo fa far" come se fosse una parola unica, avrete unidea di come
funziona laccento in giapponese.
Balestra

1 - Nodo del nervo;


2 - Arco di lamine di corno;
3 - Supporto del bolzone o dardo;
4 - Perno della forcella;
5 - Briglia;
6 - Sede per il bolzone;
7 - Cordella della noce (scoperta);
8 - Noce;
9 - Cartella in osso;
10 - Fermo del bolzone;
11 - Chiave;
12 - Traversino (per fissare le cordelle del martinetto);
13 - Briglia o cappio del martinetto;
14 - Scatola con rotismi del martinetto;
15 - Teniere; Martinetto
16 - Crocco a due artigli;
17 - Dentiera, cremagliera;
Introduzione al tiro ad avancarica

Ora che la nuova legge ha liberalizzato le repliche di armi ad avancarica, non male avere
qualche nozione sul loro caricamento. del tutto sconsigliabile sparare con armi ad avancarica
originali se non sono state sottoposte a prova moderna al Banco di Prova e, per ragioni di
sicurezza, vietato usare in poligoni, in presenza di altre persone, quelle non provate.

La Polvere

Per le armi ad avancarica si usa polvere nera da caccia nr. 1 con granulazione da 0,6 a 1,2 mm,
peso specifico superiore a 1,7 g/cmc e umidit inferiore allo 1% . Non sono adatti altri tipi di
polvere nera usati in pirotecnia, la polvere da mina, il polverino, la polvere per mortaretti, ecc.
La polvere non deve aver preso umidit, altrimenti forma dei grumi che ne compromettono il
caricamento. Una buona polvere deve lasciare pochi residui, non fare polverino e bruciandola
sopra un foglio di carta non dovrebbe riuscire ad incendiarla. Gli uomini della prateria avevano
trovato un mezzo semplice per versare la "giusta" dose di polvere nel loro fucile: mettevano la
palla sul palmo della mano ben aperta e vi versavano sopra tanta polvere quanto bastava a
coprirla. Metodo poco sicuro, forse adatto per colpire bisonti e indiani a grande distanza, ma non
raccomandabile per il tiro di precisione che richiede una grande uniformit di cariche. La dose media di polvere
necessaria facilmente calcolabile con formule approssimative.

Per armi corte

Per ogni millimetro di diametro della canna usare 0,1 grammi di polvere; quindi un revolver cal. 38 avr un diametro di
0,38 x 2,54 = 0,96 cm e richieder perci 0,96 g. di polvere. Usando misure anglosassoni la formula diventa "cal. in
pollici x 0,5 grani"; quindi 38x0,5= 19 grani =1,2 grammi (attenzione, la formula metrica e quella anglosassome non
combaciano in quant osono puramente pratiche ed orientative! La formula in grani porta a una dosa di 1,2 grammi
invece di un grammo)

Per armi lunghe

Per ogni millimetro di diametro della canna usare 0,25 grammi di polvere; vale a dire che per una carabina in cal. 38 ci
vorrebbero 2,4 g di polvere. Usando misure anglosassoni la formula diventa "cal. in pollici x 1 grani".

Come detto, queste sono dosi medie. Per il tiro di precisione si preferiscono cariche deboli e perci i tiratori sono soliti
diminuire la carica fino al punto in cui i colpi iniziano a disperdersi; quella la dose inferiore insufficiente su cui
operare piccoli aumenti fino ad ottenere i risultati voluti. Nelle repliche la rigatura non cos profonda come nelle armi
antiche e quindi non bisogna esagerare con le carica di polvere, altrimenti il proiettile "scavalca" le righe.
Per il tiro di alta precisione le cariche andrebbero pesate singolarmente e si dovrebbe, se consentito dai regolamenti,
persino usare il tubo di caricamento per evitare che dei grani di polvere rimangano aderenti all'anima della canna unta o
sporca. Per gli usi normale per pi che sufficiente usare il dosatore della fiaschetta, ovviamente regolato per la carica
desiderata, oppure un misurino, avendo l'accortezza di usare sempre lo stesso stile di versamento: agitare la fiaschetta
per rompere eventuali grumi e mescolare bene la polvere, non rovesciare la fiaschetta con troppo slancio, non dare colpi
di assestamento alla polvere nel misurino, ecc.). Gli esperimenti compiuti hanno dimostrato che in questo modo lo
scarto in pi o in meno di circa l'1% con punte massime del 2%. La polvere viene conservata in fiaschette munite di
apposito misuratore che blocca il foro di uscita della polvere dopo che uscita la dose richiesta. Per ragioni di sicurezza
comunque consigliabile di non versare direttamente la polvere dalla fiaschetta perch in caso di accensione della
carica durante il versamento, a causa di residui incandescenti rimasti nella canna, la fiaschetta potrebbe esplodere.

Le palle

Le palle possono essere acquistate gi pronte oppure possono essere fuse in casa con l'apposita pinza ed impiegando
piombo gi usato per bilanciare gli pneumatici. Le palle devono essere ben rifinite eliminando le sbavature lasciate dalla
pinza e rifinendo il loro fondo. La palla, se non si usa la pezzuola, deve entrare con una leggera forzatura nella canna o
nel tamburo. Vi sono palle sferiche per armi a canna liscia e palle ogivali per armi a canna rigata.

Il borraggio

Tra la polvere e la palla, se non si usa la pezzuola, si usa mettere un dischetto di feltro o materiale analogo; vi sono delle
fustellatrici che consentono di ritagliarle nel calibro richiesto. La borra ovviamente indispensabile se si carica l'arma a
pallini. Esse, ben impregnate di cera, sono indispensabili nei revolver ad avancarica per impedire che una scintilla
faccia esplodere tutti i colpi contemporaneamente; alcuni usano anche mettere un po' di grasso sopra al proiettile, ma gli
esperti dicono che serve solo a sporcare le mani ed i vestiti. Al tempo di Napoleone vi erano gi cariche preconfezionate
(le prime "cartucce") in cui la carta, una volta versata la polvere, veniva usata come stoppaccio; con questo sistema si
riuscivano a sparare pi di tre colpi al minuto. Non provate ad usare questo sistema con cartoccetti casalinghi perch la
carta, se non stata sottoposta a nitratazione, tende a fermarsi nella canna ancora in fase di combustione, pronta a far
esplodere la carica successiva

Gli inneschi

Essi vengono messi sul luminello alla fine. Se si usano armi a pietra, questa deve essere fissata al cane proteggendola
con un pezzetto di cuoio o con una lamina di piombo e non deve essere unta (in questa caso lavarla in acqua calda).
Nello scodellino va poi versato un po' di polverino.

Il caricamento

Il procedimento di caricamento il seguente.

L'anima della canna deve essere pulita e asciutta. Le canne delle armi ad avancarica, dopo l'uso devono essere lavate
con acqua calda e ben asciugate. - Si versa la polvere nella canna che va sempre tenuta ben verticale.

- Si inserisce il borraggio e con la bacchetta di caricamento si porta a contatto della polvere.


- Si inserisce la palla e con la bacchetta si porta a contatto della borra e si d qualche colpetto di
assestamento. Se si usa la pezzuola, questa deve essere ingrassata e delle giuste dimensioni e cio
coprire la palla per non pi di due terzi; essa viene appoggiata sulla volata, su di essa si appoggia la
palla e con la bacchetta si forza fino a contatto con la polvere. Nei tempi antichi il fondo della
fiaschetta veniva usata come un martello per imboccare la palla nella canna, ma un sistema
fortunatamente abbandonato.
- La palla va premuta contro la polvere, ma non si deve esagerare con la compressione per non
schiacciare la polvere e frantumarne i granuli. Una volta stabilita la carica ideale o opportuno segnare
sulla bacchetta il punto esatto di massimo inserimento. Si ripete che la regolarit di tiro e cio rosate
piccole, dipendono da assoluta costanza nel caricamento, con costanza di pesi di carica e palle, di
borraggio, di intasamento. Occorre fare attenzione a due cose importanti. Questa la fase pi
pericolosa in cui possono verificarsi incidenti per accensione della polvere e quindi:

1) La bacchetta va impugnata in modo che in caso di sparo accidentale sia libera di sfuggire dalla mano
senza perforarla e non bisogna stare con il viso vicino alla volata.

2) Occorre premere lentamente la palla, eventualmente con colpetti brevi della bacchetta; non cercare mai
di affondarla per un tratto luongo; se la palla, come frequente quando si usa la pezzuola, fa da stantuffo e
comprime l'aria entro la canna, alcune rapide compressioni successive sono sufficienti a portare l'aria ad
una temperatura tale da accendere la polvere.

- Si inserisce l'innesco; se troppo lasco, si schiaccia un poco prima di inserirlo sul luminello.
- Quando si maneggia polvere da sparo occorre evitare in modo assoluto che si fumi nei pressi di chi la
maneggia o nei pressi del luogo in cui si conserva.

Se il colpo non parte...

Nel tiro ad avancarica occorre ricordare che vi sempre un certo ritardo tra percussione e sparo. Sono inoltre frequenti
dei ritardi anomali e perci si deve attendere sempre almeno 10 secondi prima di spostare l'arma dalla linea di mira e,
anche dopo questo intervallo, l'arma va sempre considerata come estremamente pericolosa. Se si sicuri di non aver
dimenticato di versare la polvere, si pu provare a pulire il luminello con uno spillo di ottone, si inserisce un nuovo
innesco e si spara. Si pu anche svitare il luminello e sostituirlo se danneggiato. Se neanche questo sistema funziona,
occorre scaricare l'arma dalla bocca applicando sulla bacchetta il cavapalle (una specie di cavatappi). Questo va inserito
nella canna e ruotato fino a che si sente che ha fatto solida presa nel piombo.
Pulizia delle canne

Come detto le canne vanno lavate con acqua calda; possono poi essere leggermente oliate per evitare che
arrugginiscano, ma l'olio deve essere eliminato prima del caricamento. Circa ogni 10 colpi la canna va pulita con una
pezzuola appena umida.

La Legge

Per ora le armi ad avancarica liberalizzate possono essere usate da chi privo di licenza di porto d'armi (lunghe o corte,
a seconda dei casi) solo in poligono del TSN. Il regolamento che pone questo limite illegittimo, ma per ora meglio
osservarlo.
La polvere nera pu essere acquistata solo da chi munito di una licenza di porto d'armi oppure richiede specifico nulla
osta all'acquisto. Essa va denunziata. Se ne possono acquistare e detenere fino 5 chili, ma un prodotto molto pi
pericoloso della polvere senza fumo e perci meglio limitare il quantitativo al minimo. I poligoni del TSN interessati
ad aprire linee di tiro ad avancarica dovranno organizzarsi per vendere piccoli quantitativi di polvere ai tiratori ed
emanare apposite disposizioni di sicurezza per il maneggio delle armi ad avancarica.

Nota sulla accensione per compressione

Quando si carica l'arma con la pezzuola pu accadere, come anticipato, che la bacchetta, giunta ad una decina di cm
dalla polvere, non proceda pi, ma rimbalzi come se incontrasse una molla. Ci il chiaro segno che l'aria non riesce a
sfuggire n tra canna e proiettile n dal luminello. In queste condizioni basta insistere con due o tre colpi decisi per far
esplodere la carica e per garantire come minimo delle ustioni di terzo grado alla mano, sempre che la bacchetta male
impugnata (in alcune societ impongono di usare bacchetta con maniglia laterale) non l'abbia lesionata. Se il calcio
dell'arma era appoggiato su di un piede o su altra parte del corpo, il rinculo pu avere effetti estremamente dolorosi.
Specie per gli uomini assolutamente sconsigliabile di stringre l'arma fra le gambe. Per un fisico facile comprendere
il fenomeno: i rapidi colpi provocano una compressione adiabatica dell'aria con suo riscaldamento, come pu
controllare chiunque con una pompa da bicicletta; se la canna gi calda, ad es. 60 gradi, basta una modesta pressione
di 8 kp/cmq perch l'aria si riscaldi fino a 300 gradi mentre con una pressione di 20 kp/cmq si ottengono ben 500. Se la
canna ha la temperatura di 20, i valori di temperatura scendono rispettivamente a 240 e 440. Nell'ottocento vi erano
in commercio persino degli accendini basati su questo principio fisico. Questa situazione pericolosa si verifica in
genere dopo una serie di colpi, quando la canna calda. Se non si riesce a far scendere la palla fino a contatto con la
polvere con piccole e LENTE spinte progressive, occorre svitare il luminello, pulirlo e far uscire l'aria da quella parte.
Non consigliabile sparare con uno spazio vuoto tra palla e polvere. Per prevenire questo tipo di incidente alcuni
tiratori usano soffiare nella canna dopo ogni sparo per assicurarsi che il luminello sia libero; ci serve anche a spegnere
eventuali residue scintille.
Piastra a miccia

In alto l'arma dopo lo sparo; il copri-scodellino aperto.


Fig. 1: Il cane con la miccia accesa stato alzato e lo scodellino stato aperto;
Fig. 2: Azionando il grilletto il cane si abbassa o scatta e porta la miccia a contatto del polverino;
Fig. 3: Il ritorno del grilletto riporta la miccia alla posizione di partenza (nella maggior parte dei casi il cane viene
montato a mano).

Meccanismo interno:

Il grilletto preme sulla estremit destra della stanghetta che agisce quindi sullo snodo del cane. Successivamente venne
introdotto un meccanismo a scatto.
Piastra a ruota

Il seguente schema illustra ulteriormente lo schema


Funzionamento:
1 - La ruota viene montata mediante la chiave; il cane alzato.
2 - Il polverino viene versato nello scodellino e il cane viene abbassato a contatto della ruota.
3 - Azionando il grilletto la ruota gira contro il pezzo di pirite e genera scintille che dnno fuoco alla carica.
Silenziatori - Silencers - Schalldmpfer

Tipica immagine di pistola con silenziatore

ATTENZIONE: Questo uno studio storico; i disegni indicano schemi di principio e non dettagli costruttivi. E'
pericoloso montare su armi silenziatori improvvisati e pu essere fonte di guai giudiziari il fabbricare o detenere
silenziatori senza osservanza delle dovute formalit.
Il silenziamento dello sparo richiesto in capo militare e civile per vari motivi:
il silenziatore presenta vantaggi tattici perch non consente di localizzare il tiratore;
il tiratore, sapendo di poter contare sul fattore sorpresa e di non essere soggetto ad una reazione immediata da
parte dellavversario, spara con molta maggior tranquillit. Il silenziatore quindi un accessorio quasi
indispensabile per azioni di commandos che debbano svolgersi di sorpresa.
il tiratore non soggetto allo shock fisico dello sparo;
riduce l'inquinamento acustico dei poligoni aperti ed il rumore in quelli al chiuso.
Linconveniente della facile localizzabilit delle armi da sparo, anche per effetto della vampata e della fumata prodotta
dalla polvere nera, fu rilevato gi all'inizio della storia delle armi da fuoco, e, in mancanza di rimedi, si continu ad
usare, per imboscate e per certe cacce, fino alla fine del 700, la balestra o larco. Un piccolo passo avanti venne fatto
con i fucili a vento che potevano essere uditi ma non visti.
Alla fine dellottocento gli inventori cominciarono ad interessarsi al problema del silenziamento dello sparo, ma (se si
escludono alcuni ingenui tentativi di inventare meccanismi che chiudessero la bocca dellarma subito dopo il passaggio
del proiettile), il silenziatore come lo conosciamo ancora oggi nella sua struttura fondamentale nasce nel 1908 ad opera
di Hiram Percy Maxim, figlio del pi famoso Sir Hiram S. Maxim, inventore dellomonima mitragliatrice. Il primo
modello, applicato su di un fucile Winchester, non silenziava gran che, ma gi nel 1910 H.P. Maxim brevettava un
modello di silenziatore veramente efficace, ampiamente commercializzato, avente la caratteristica che il foro per il
passaggio del proiettile era eccentrico e non richiedeva quindi la modifica della linea di mira.
Negli anni immediatamente successivi, i brevetti di nuovi tipi di silenziatori si moltiplicarono. Prima di passare alla loro
descrizione e storia per opportuno esporre i principi teorici fondamentali alla base della costruzione dei silenziatori.
I rumori connessi allo sparo di unarma derivano da tre fonti:
1) rumori prodotti dal meccanismo di sparo ed espulsione dellarma
2) rumori prodotti dallespansione dei gas di sparo dellarma
3) rumori prodotti dal proiettile nellaria e al momento dellimpatto.

1) Nelle armi a ripetizione ordinaria vi solo il rumore dello scatto del grilletto e del percussore che colpisce
linnesco. Nelle armi automatiche vi pu essere il rumore della massa batt
ente che percuote, retrocede e ricamera una cartuccia. Questi rumori sono quasi sempre mascherati dai rumori dello
sparo vero e proprio ed assumono un certo rilievo solo nelle armi munite di silenziatore. Infatti la massa battente a
vuoto di un mitra Sten produce un rumore di circa 100 dB, pari al rumore di unarma ben silenziata.

2) Lo sparo vero e proprio prodotto dalla rapida espansione dei gas che escono dalla bocca dellarma con una
velocit che pu essere doppia di quella del proiettile e con una pressione di alcune centinaia di atmosfere, ed lo
stesso rumore, fatte le debite proporzioni, che produce lo stappamento di una bottiglia di spumante (pressione circa
5 atmosfere) e lo sparo di una carabina ad aria compressa (circa 10 atmosfere).
Nel rumore dello sparo si possono distinguere tre componenti fondamentali:

a) londa precorritrice, causata dal fatto che il proiettile, viaggiando nella canna, accelera e comprime laria che vi
si trova, cos che il proiettile preceduto da unonda che raggiunge la pressione di parecchie atmosfere. Questonda
pu cumularsi, in certi tipi di arma, con quella provocata dai gas che, per difetto di aderenza tra canna e proiettile,
riescono a superare ed a precedere il proiettile.
b) londa provocata dal repentino dislocamento della massa daria alla bocca dellarma quando ne esce il proiettile;
essa normalmente trascurabile, ma assume importanza nelle armi silenziate, specialmente se il silenziatore
munito di diaframmi elastici;
c) londa provocata dalluscita dei gas caldi dellesplosione, costituente il rumore dominante delle armi non
silenziate. La pressione di questonda dipende fondamentalmente dalla pressione dei gas e questa, a sua volta, dalla
lunghezza della canna e dal tipo di polvere. Canne corte e polveri progressive hanno come conseguenza alte
pressioni di bocca; il contrario avviene con canne lunghe o polveri vivaci.
Una canna corta in relazione alla velocit di combustione della polvere (e ci avviene di regola con i revolver a
canna corta e munizioni potenti ) produce un notevole aumento dellintensit dello sparo, pur non aumentando
necessariamente la pressione dei gas, poich pu avvenire che dalla canna escano dei gas incombusti che,
combinandosi con lossigeno dellaria, esplodono fragorosamente (fuoco di bocca) .

3) I rumori prodotti dal proiettile durante il suo volo sono ben tre.

Il primo rumore il sibilo, ben noti a tutti i cacciatori che si vengono a trovare sotto il tiro di altri colleghi.
Esso riconducibile sia ai vortici che al risucchio daria dietro al proiettile, sia a quel fenomeno che in
aerodinamica conosciuto come "rumore dello strato limite": quando un corpo solido si muove ad alta velocit in
un elemento gassoso la viscosit del gas provoca la comparsa di uno strato turbolento in prossimit della superficie
del corpo stesso, dello spessore variabile da frazioni di millimetro ad alcuni centimetri, a seconda delle dimensioni
del corpo, della sua rugosit superficiale, della densit del gas. In esso si generano cos dei vortici che provocano
variazioni di pressione e quindi onde sonore che possono raggiungere anche notevole intensit; il sibilo di un
apparecchio a reazione raggiunge anche i 140 dB ed un proiettile di arma leggera produce un suono che a 10 metri
dalla traiettoria arriva a 95 dB. Questo rumore si propaga anchesso, naturalmente, con la velocit del suono.

Il secondo rumore, analogo al suono del proiettile che rimbalza dopo aver urtato contro un ostacolo, subentra in
luogo del sibilo in determinate circostanze ed quello ronzante e quasi musicale che produce il proiettile non
sferico male stabilizzato. Il proiettile cos destabilizzato produce il tipico ronzio propagantesi, alla velocit del
suono attorno al proiettile.

Il terzo suono, detto onda balistica, quello prodotto da un proiettile che viaggia ad una velocit supersonica e
racchiude il suono entro il cosiddetto cono di Mach. Esso non si forma alla bocca dellarma, ma circa 30-40 cm. pi
avanti poich alla bocca i gas hanno velocit superiore a quella del proiettile e quindi la velocit relativa del
proiettile non supersonica; il bang indipendente dal rumore proprio del corpo che lo produce ed un suono
continuo che si propaga sul terreno, lungo la direzione del proiettile, con la velocit del proiettile stesso. Chi si
trova dietro allarma che spara il proiettile supersonico non pu sentire il bang come suono diretto, ma solo come
suono riflesso, sempre che non si sommi al rumore dellonda di bocca; quando il proiettile scende a velocit
subsonica si ritornano ad udire i rumori propri del suo movimento (sibilo o ronzio). Se viene silenziato il rumore
dellonda di bocca, non pi possibile localizzare la posizione dellarma che ha sparato, perch per lascoltatore il
rumore sembrer provenire da un punto della traiettoria del proiettile; larma sar localizzabile da chi si trovi dietro
lo sparatore.
Il rumore dellonda balistica molto pi schioccante di quello dellonda di bocca e ci dovuto al fatto che mentre
la frequenza dominante dellonda di bocca di circa 500 Herz quella dellonda balistica di circa 3000 Herz.
Lintensit dellonda balistica pressoch indipendente dal tipo di proiettile di arma leggera ed pari a circa 136-
140 dB (ecco il motivo per cui per le orecchie pu essere pi dannoso essere vicino al tiratore che non lo sparare
personalmente).
Da quanto esporto risulta evidente che il silenziatore pu attenuare solo il rumore prodotto dallonda di bocca; non
pu invece influire in alcun modo sui rumori prodotti dal meccanismo dellarma o dal proiettile e, tanto meno, sul
rumore dellonda balistica. per questo motivo che in tutte ha armi silenziate, che impiegano munizioni
sviluppanti velocit supersonica, si cerca di ridurre la velocit iniziale del proiettile a velocit subsonica o
impiegando munizioni con carica di lancio opportunamente ridotta, opporre modificando la canna dellarma con
prese di gas di sparo, che causano una diminuzione di pressione e conseguentemente di velocit.
I sistemi finora escogitati per attenuare londa di bocca cercano tutti di sottrarre in vario modo energia ai gas di sparo.
I sistemi applicati, singolarmente o congiuntamente sono i seguenti.

- Espansione dei gas in un contenitore; i gas si mescolano con laria ivi contenuta e la comprimono con
la conseguente diminuzione della loro pressione e temperatura. Ricordo che la pressione media dei
gas alla bocca di 100-200 atmosfere e la temperatura di oltre 1000. In pratica qualunque tubo o
scatola opportunamente applicato alla bocca dellarma ed avente un volume pari ad almeno 20 volte
quello dellanima della canna, attenua il rumore di una decina di decibel.
Una certa attenuazione si ottiene anche racchiudendo larma in una camera daria, che si gonfia al
momento dello sparo e lascia poi defluire lentamente i gas attraverso il foro prodotto dallo stesso
proiettile (cosiddetto "guanto in Churchill"). Funzione analoga pu svolgere una borsa per lacqua
calda assicurata alla canna.
- Assorbimento di calore da parte di radiatori lamellari, di filamenti metallici, di liquidi, e delle stesse
pareti di silenziatore. Per questo motivo quasi tutti i silenziatori sono costruiti con metalli conduttori;
la sostanza pi usata per assorbire il calore per la lana o la rete di acciaio non troppo fine. Qualche
decennio fa (1967, Frankford Arsenal) stato sperimentato un tipo di silenziatore, tra i pi efficaci,
costituito da una barra di speciale lega di alluminio spugnosa ottenuta fondendo lalluminio assieme a
dei sali che poi vengo disciolti . La barra, salvo una piccola camera iniziale, forata con unanima
liscia che ha lo stesso diametro del proiettile ed i gas di sparo si diffondono attraverso la massa
spugnosa con una attenuazione dello sparo di quasi 30 decibel.
- Formazione di turbolenze allinterno del silenziatore per rallentare la velocit dei gas. A questo scopo
linterno del silenziatore viene diviso con diaframmi (che assorbono anche calore) in vari
scompartimenti in modo che il gas deve espandersi e ricomprimersi nel passare dalluno allaltro; i
diaframmi inoltre possono essere variamente sagomati o intagliati per far turbinare i gas. In alcuni
silenziatori in luogo dei diaframmi vi una spirale che allunga il percorso che i gas devolvo compiere.
- Trasformazione in lavoro dellenergia dei gas che per uscire devono comprimere delle molle.

In sostanza un silenziatore per armi del tutto simile ad un silenziatore per motori a scoppio, con lunica differenza che
il primo deve essere forato in modo da consentire il passaggio del proiettile, il che impedisce di ottenere una
attenuazione totale del rumore (questa potrebbe essere raggiunta solo con dimensioni del silenziatore praticamente
inaccettabili). In alcuni silenziatori il foro per il proiettile chiuso da uno o pi diaframmi di gomma che vengono
perforati dal proiettile stesso, oppure sono gi incisi a croce in modo da aprirsi al suo passaggio e poi rinchiudersi.
Questo artificio consente di guadagnare alcuni decibel di attenuazione in quanto i diaframmi sopprimono quasi
completamente londa precorritrice, ma presentano linconveniente di dover esseri sostituiti quasi dopo ogni sparo.
Non utile applicare utilmente il silenziatore ad un revolver (salvo che si tratti di un Nagant, in cui il bossolo al
momento dello sparo avanza e si inserisce nella canna, assicurando la tenuta dei gas)) perch non si riuscirebbe,
comunque, ad eliminare il rumore dei gas che sfuggono nella fessura tra il tamburo e la canna. Con le pistole
semiautomatiche, se si vuole ottenere un buon silenziamento, occorre evitare le pistole a chiusura labile il cui otturatore
si apre quando nella canna vi ancora una pressione rilevante.
La maggior difficolt costruttiva di un silenziatore consiste nel perfetto allineamento e centraggio dei componenti
interni rispetto allanima della canna in modo che il foro per il passaggio del proiettile sia quanto pi possibile piccolo
(in genere pochi decimi di millimetro in pi del diametro del proiettile), senza compromettere la sicurezza dello
sparatore. Infatti alluscita dalla bocca il proiettile, come gi detto, pu non essere ben stabilizzato.
Un silenziatore arrangiato in casa, o serve a ben poco, oppure rischia di volar via assieme al proiettile, al primo sparo.
Un buon silenziatore non altera la traiettoria del proiettile e non influisce sulla precisione dellarma. Se il silenziatore
consente che i gas sorpassino il proiettile, si creano turbolenze che possono portare a perdita di stabilit del proiettile;
ci si verifica anche nei silenziatori con diaframmi di gomma, a causa dello sfregamento contro di essi.
Secondo certi studi eseguiti in relazione al caso Marta Russo, la presenza di un silenziatore comporta una aumento dei
temperatura sulla base del proiettile, rilevabile in sede di perizia. Sul punto ho i miei dubbi (come, del resto, su tutto il
caso, basato su perizie iniziali errate)!
Un silenziatore attenua il rumore fino a 30 dB. Per anche silenziatori meno efficienti raggiungono quasi sempre il
risultato di rendere il rumore di uno sparo non riconoscile come tale, il che di solito pi che sufficiente.
Storicamente il primo silenziatore brevettato quello di Maxim. Il modello 1908, che assomigliava ad una pompetta del
Flit con relativo serbatoio, non funzionava gran che. Gi il modello 1909 era sufficientemente efficiente e il modello
1910 quello definitivo, usato ed imitato in tutto il mondo fino ad oggi, con minime varianti. Esso diviso allinterno
in numerose piccole camere, da diaframmi cavi e sagomati in particolare maniera al fine di assorbire molto calore e di
creare turbolenza. Gi Maxim comprende che il foro per il passaggio del proiettile pu essere eccentrico e che quindi il
silenziatore pu lasciar libera la linea di mira.

Silenziatore Maxim 1910


Diverso tipo di diaframma in una versione appena successiva

Come tante altre invenzioni in materia di armi, la scoperta era gi nellaria perch nel giro di pochi mesi, i brevetti si
moltiplicano.

Silenziatore Klau
Nel 1909 P. Klau inventa un silenziatore costituito da una spirale elicoidale racchiusa in un tubo ed avente la funzione
sia di dissipare il calore che di trasformare energia, comprimendosi. Simili sono il silenziatore Fiala del 1919 e lo Sionic
Mac-Dampfer del 1967; questo, integrato nell'arma, venne montato sulla pistola mitragliatrice Ingram M10 e M11 e
sulla versione survival dello Armalite AR-7. Era estremamente efficiente riuscendo a combinare una adeguata
turbolenza dei gas con un loro efficace raffreddamento.
Il silenziatore Billerbeck, pure del 1909, contiene una quarantina di elementi tronco-conici con il vertice rivolto verso la
bocca dellarma, infilati luno nellaltro e separati luno dallaltro da molle, cosi che, almeno nelle intenzioni
dellinventore, i gas di sparo comprimerebbero le molle e verrebbero deviati lateralmente e si raffredderebbero sulle
pareti dei coni.
Nello stesso periodo compare il silenziatore Moderator che unisce il sistema Maxim a quello Klau: esso diviso da due
diaframmi in tre camere di volume decrescente e in ogni camera vi sono fasci di spirali elicoidali, con passo sinistrorso
nelluna e destrorsa nelle altre. Del 1910 il silenziatore Moore, successivamente perfezionato nel 1912. Esso sfrutta al
massimo la creazione di turbolenze in quanto il corpo del silenziatore diviso in tante camere con pareti curvilinee ed il
proiettile attraversa il silenziatore dentro ad un tubetto a griglia. Un centinaio di questi silenziatori vennero acquistati
dallesercito americano per essere montati su fucili Springfield.
I "Sound Moderator" della Parker Hale, come molti altri silenziatori di origine sconosciuta, sono semplici tubi divisi in
camere di espansione da diaframmi metallici. In genere subito dopo la bocca dellarma vi una camera pi grande delle
altre, pari a circa un terzo dellintero volume del silenziatore.

Silenziatore per P38


Il silenziatore AAI (Aircraft Armaments Inc.) venne creato per la pistola P 38. Esso si differenzia alquanto dagli altri
perch molto corto e tozzo; la lunghezza di soli 12 cm. e il diametro di cm. 7,5. Linterno diviso da nove
diaframmi di alluminio in altrettante camere eguali, di cui le prime due sono vuote e le altre sono riempite con lana di
acciaio. La bocca del silenziatore chiusa con un diaframma di gomma. A differenza degli altri silenziatori il foro nei
diaframmi per il passaggio del proiettile di ben 12 mm. contro i 9,5 prevedibili.

Silenziatore per Walther MPK

Il silenziatore Walther MPK stato fabbricato dopo il 1963 per lomonima arma. Consiste in un tubo di circa cm. 25 x
4,8, contenente un elaborato assortimento di parti geometricamente complicate: tubi, coni, cilindri, eliche, camere di
espansione. Il silenziatore completamente costruito in alluminio e riduce lo sparo ad un suono paragonabile ad uno
smorzato battito di mani, seguito da un sibilo. La stessa Walther ha brevettato nel 1969 un altro silenziatore, studiato
dallo specialista Siegfried Hubner: trattasi sostanzialmente di un silenziatore a camere in cui la prima studiata in
maniera da immagazzinare parte dei gas e lasciarli uscire solo quando la pressione interna nelle altre camere scesa
oltre un certo valore.

Silenziatore di S. Hubner

Il silenziatore Beretta, costruito prima della seconda guerra mondiale, contiene numerosissimi (circa 60) diaframmi con
rilievi spiraliformi, separati di poco luno dallaltro, che creano forte turbolenza e dissipano il calore.

Fra altri tentativi famosi ricordiamo il silenziatore Westfall del 1914 (qui sotto)

con un sistema misto di molle e diaframmi e il silenziatore francese Unique (qui sotto) degli anni 50, per il calibro 22,
non molto efficiente. I modelli commerciali francesi sono in genere dei semplici tubi di una ventina di cm.di lunghezza
e 2,5 cm di diametro,con una prima camera di espansione lunga 1/3 e una diecina di camere di espansione che occupano
i restanti due terzi. L'attenuazione del suono non supera i 17 dB.
Il silenziatore della Heckler & Koch per la pistola mitr. MP5SD riunisce i diaframmi ad imbuto a camere di espansione
con rete metallica di raffreddamento. Attenua il suono di circa 20 dB.

Silenziatore Heckler & Koch

Qui sotto un altro modello tedesco della seconda guerra mondiale per il fucile K98. Un modello precedente aveva i coni
di deflessione con lamelle flessibili.

Chiudiamo questa breve rassegna con due dei tanti brevetti, assolutamente impossibili, con cui si cercato di risolvere
il problema del silenziamento chiudendo la volata della canna subito dopo il passaggio del proiettile!
Tutti i silenziatori non incorporati all'arma vengono montati sulla canna dellarma nei modi pi svariati: o
semplicemente infilando lattacco su di essa e fissandolo con una vite od una fascetta, o con un attacco a baionetta che
sfrutta lo zoccolo del mirino, o avvitandolo ad una filettatura gi presente sulla canna o creata alluopo. anche
possibile che il corpo del silenziatore venga infilato sulla canna in modo da contenerla in parte.

Arma silenziata con silenziatore integrato

Diverse strutturalmente sono le armi silenziate in cui il silenziatore integrato stabilmente nellarma stessa, con
modifiche anche a parti dellarma, il che consente di rendere larma pi maneggevole, di aumentare lo spazio per far
espandere i gas e di diminuire la velocit del proiettile a valori subsonici, bucherellando la canna che entra in parte nel
corpo del silenziatore.

Per chi volesse affrontare il problema con maggior dettaglio, consiglio una visita all'archivio dei Brevetti negli Stati
Uniti. Le immagni e talvolta i testi sono in formato tiff e occorre un adeguato plugin per visualizzarle.
Acciarino a focile

Funzionamento generico:

1 - Si alza la batteria formata da copri-scodellino e martellina, e si versa il polverino;


2 - Si chiude lo scodellino con la batteria e si monta il cane che stringe la pietra focaia tra le ganasce;
3 - Azionando il grilletto, la batteria si rialza di quel tanto che serve per aprire lo scodellino, la pietra focaia percuote la
martellina e accende la carica.

Vi sono diversi tipi di acciarino (o piastra) a focile.


Il pi antico detto piastra a pietra focaia con martellina (o snaphance), nato poco dopo la met del 1500. Azionando il
grilletto il copriscodellino si apre e la pietra sfrega contro la batteria della martellina, tenuta in posizione da una molla.
E' noto anche un tipo, detto baltico, in cui il copriscodellino deve essere aperto a mano.
L'acciarino alla fiorentina presenta un ingrossamento del collo del cane che impedisce alla pietra di ruotare fino a
colpire lo scodellino.
L'acciarino alla catalana, o micheletto, ha la molla del cane esterna e (con qualche variante), la batteria dritta unita
al copriscodellino: la pietra, colpendo la batteria, la proiettava all'indietro scoprendo lo scodellino. Il cane presenta
talvolta una mezza monta di sicurezza.
L'evoluzione termina con l'acciarino alla moderna (1610) in cui batteria, martellina e scopriscodellinoi sono formati
da un unico pezzo ad L e il cane ha forma a collo di cigno.
Piastra a percussione

Fig.1: L'arma stata caricata con polvere e palla


Fig.2: Viene inserito l'innesco sul luminello
Fig.3: Il cane percuote l'innesco e fa deflagare la polvere
prevedibile che la nuova legge sull'aria compressa, quando sar approvato il regolamento, porr molti detentori nella
necessit di stabilire la potenza dell'arma posseduta. E non facile trovare armieri con il cronografo.
Vi per un metodo abbastanza semplice per misurare in casa propria la velocit del proiettile di un'arma ad aria
compressa, e cio con il pendolo balistico.
Ho esposto ampiamente la teoria nella mia pagina Pendolo balistico, ma credo opportuno semplificare ulteriormente la
procedura per la sola aria compressa.
Ecco come procedere:
- prendere un pezzo di sapone da bucato di circa 150/200 grammi e pesarlo esattamente con una
bilancia di precisione ( 5 grammi al massimo);
- con due fili sottili da cucito sospenderlo ad un bastoncino tipo ago da maglia; la lunghezza totale del
pendolo cos creato dovr essere di almeno un metro;
- nella parte inferiore del pendolo, al suo centro, piantare uno spillo a cui poter legare un filo;
- sospendere il pendolo cos creato a due sostegni fissi, in modo che possa oscillare liberamente;
- mettere in oscillazione il pendolo e contare il numero delle oscillazioni in un minuto primo; dividendo
per 60 si ottiene la durata in secondi di una oscillazione; se ora si fa il quadrato di questo valore e lo si
moltiplica per 0,248 si ottiene la lunghezza reale "l" del pendolo, in metri in relazione al suo
baricentro (sar un valore vicino ad un metro); per maggior precisione si possono contare le
oscillazioni in due muniti e dividere per 120 oppure ripetere due o tre volte la misurazione e fare poi
la media dei valori;
- misurare la lunghezza effettiva "L" del pendolo in cm, dal centro del bastoncino di appoggio, alla
punta dello spillo
- da una fessura posta esattamente sotto lo spillo e al suo stesso livello, far uscire uno spago sottile o un
nastrino leggero e floscio e fissarlo alla punta dello spillo.
- da circa un metro di distanza (per evitare l'effetto del soffio di aria sparare con l'arma e un diabolo da
0,5 gr. contro la saponetta cercando di colpire il centro della faccia. Se non si riesce a colpire la
saponetta da un metro cambiare l'arma o il tiratore!
- per effetto del pallino il pendolo inizier ad oscillare e trasciner il nastrino fuori della fessura; la
prima oscillazione la pi ampia e il nastrino non pu rientrare nella fessura,
- fermare il pendolo e misurare esattamente la lunghezza (arco, in cm) del nastrino dallo spillo fino alla
fessura; ricordare che un errore di mezzo cm nella lettura comporta un errore di 7-8 ms nella velocit;
- ripetere la misurazione due o tre volte;
- con il valore (o media dei valori) cos trovati si pu calcolare l'angolo
dell'oscillazione che sar dato da (360 . arco) / 6,28 . L
Si otterr un valore attorno ai 15-20 gradi; con una qualsiasi calcolatrice scientifica calcolare il coseno (si pu usare la
calcolatrice di Windows, visualizzazione scientifica, premendo il pulsante "cos"; si otterr un valore di circa 0,9 - 0,95);
sottrarre questo valore da 1e si otterr quindi un valore X di circa 0,05 - 0,1.
A questo punto siamo pronti per il calcolo finale da seguire cos
- sommare il peso del pendolo in grammi al peso del diabolo e dividere il risultato per 0,5 (ancora il
peso del diabolo; se ha peso diverso, inserire il valore esatto)
- - moltiplicare 19,62 per "l" in metri e per X e estrarre la radice quadrata del risultato (sulla
calcolatrice cliccare la finestrella INV e poi x^2);
- il risultato ottenuto la velocit del pallino in ms. La velocit al quadrato moltiplicata per il peso del
proiettile e divisa per 2000 ci d l'energia in Joules (si pu pi semplicemente moltiplicare 0, 00025
per la velocit al quadrato). L'arma non supera i 7,5 J se la velocit inferiore a 173 ms. (meglio se
non supera i 165 ms per andare sul sicuro!).
Le Armi chimiche

In via generale per armi chimiche si intendono tutti gli aggressivi chimici e i mezzi usati o predisposti per consentire un
loro impiego militare efficace.
In ambito militare per mezzi chimici si intendono i prodotti chimici industriali destinati ad essere usati in operazioni di
combattimento, ed i mezzi tecnici, come bombe, granate, generatori di aerosol, mine, usati direttamente per distruggere
uomini o materiali. Rientrano in essi i mezzi incendiari, gli esplosivi, gli aggressivi chimici, i nebbiogeni, le sostanze
chimiche che agiscono sull'ambiente o comunque influiscono sulle condizioni di vita.

Aggressivi chimici

Sono sostanze chimiche industriali idonee all'impiego in combattimento. Esse vennero prodotte ed impiegate in grande
quantit nella prima guerra mondiale. Nel 1918 il 30% delle munizioni dell'esercito austro-ungarico erano caricate con
essi. Non hanno avuto grande influenza strategica, salvo che in episodi locali, perch non avevano comportato alcun
squilibrio di forze. Le perdite umane ammontarono a circa un milione di uomini, di cui circa il 10% mortali. Gli
aggressivi chimici sono vietato in base della convenzione dell'aia del 1907 e del protocollo di Ginevra del 1925, oltre
che da successive integrazioni.

Nella seconda guerra mondiale le forze in campo avevano predisposto l'impiego di aggressivi, ma non si arriv ad un
loro impiego massiccio. Successivamente gli Stati Uniti hanno usato mezzi chimici in Vietnam, tra cui veleni contro le
piante, veleni irritanti, aggressivi psicotossici e, in casi isolati, anche aggressivi altamente tossici. Gli S.U. hanno
ratificato il protocollo di Ginevra solo nel 1974. Da allora si sono dedicati alla ricerca di nuovi prodotti, lo cosiddette
armi binarie. I prodotto diretti a distruggere alberi (defolianti) o culture di prodotti alimentari rientrano piuttosto nei
mezzi biologici, anch'essi proibiti da convenzioni. Talvolta sono state usate miscele di aggressivi per aumentarne
l'efficacia o l'immagazzinabilit. Ad esempio nella II G.M. l'Inghilterra studi una miscela di Yprite e
Diisopropilfluorofosfato.
L'esperienza ha dimostrato che l'efficacia spesso diminuita in relazione a condizioni meteorologiche o alla
configurazione del terreno. A seconda del tipo si raggiunge sul terreno una densit di veleno in relazione all' ambito di
impiego; altre volte vi una esplosione primaria o una nube di detonazione con conseguenze dirette, fisiche o chimiche
sugli uomini a diretto contatto con esse. In caso di aggressivi altamente tossici , di inversione termica e di vento di 3-6
ms, si possono avere effetti nocivi fino a 20-50 km In caso di aggressivi altamente volativi possono formarsi delle
nuvole di condensazione con effetti successivi in luoghi diversi da quelle previsti. Infine la ricaduta al suolo di prodotto
pu provocare un inquinamento che compromette l'utilizzabilit del terreno per successive utilizzazioni in
combattimento, per ore o giorni. Altri prodotti possono essere usati per il sabotaggio di riserve d'acqua o di scorte di
viveri o foraggi o di oggetti d'uso comune. Alcuni prodotti moderni non sono percepibili con l'olfatto e rendono quindi
necessari mezzi tecnici di rilevazione tempestiva.

Alcuni prodotti sono usati anche per usi di polizia (manganello chimico) e sono il CN e il CS.
Ecco la concentrazione letale, dopo un minuto di esposizione, di alcuni aggressivi

Nome mg per m
Fosgene (1915) 3200
Iprite (1917) 1500
Sarin (1939) 100
VX (1960) 36
EA 5774 (1970) 10

- Fosgene (ossicloruro di carbonio), come il difosgene e il cloro appartiene alla categoria dei gas asfissianti che
agiscono sui polmoni. Venne usato nella prima guerra mondiale per preparare il terreno al combattimento; esso infatti
molto volatile e si disperde rapidamente dopo aver agito sul nemico
- Iprite, HD, gas mostarda; liquido con odore di senape che agisce sulla pelle; scarsamente volatile e quindi agisce a
lungo sul terreno d'impiego. Sulla pelle e negli organi della respirazione provoca formazione di bolle, infezioni, necrosi
che guariscono lentamente e possono essere mortali. Alla dose di 0,03 mg per litro mortale.
- Sarin, GB, Trilon 144, T144, aggressivo nervino gi usato dall'esercito nazista. Agisce rapidamente gi alla dose di
0,07 mg per litro d'aria, bloccando l'enzima della acetilcolesterinase con crampi, dolori, tremori, ecc. un liquido
volatile e si disperde rapidamente nell'ambiente.
- VX, Estere di Tammelin, scoperto nel 1957 in Svezia, veleno nervino liquido da usare come aeresol; non evapora e
quindi rimane sul terreno per giorni e, in inverno, per mesi. Viene assorbito dalla cute o dalle vie respiratorie. Agisce
come il Sarin.
- Aggressivi binari: sono aggressivi chimici formati da componenti, per lo pi innocui di per s, che solo al momento
dell'impiego (esplosione di una bomba, ad es.) si combinano e diventano pericolosi. Essi facilitano la produzione, la
conservazione e il trasporto; inoltre i prodotti base non sono soggetti ai divieti internazionali di produzione di aggressivi
bellici; gli effetti solo analoghi a quelli dei veleni nervini

Sabotaggio chimico

Sono mezzi chimici usati per sabotaggio di acque, alimenti, materiali. Si usano sia tipici aggressivi chimici come il VX,
l'Irpite, il Soman, oppure veleni come gli alcaloidi, il fluoroacetato di sodio, il tetraetile di piombo e particolari tossine
come quella del botulino. In USA sono state sperimentati veleni come la ricina (semi del ricino) , la palitoxina
(anemone di mare) e la saxitosina (molluschi). Anche l'uso di questi prodotti vietato da convenzioni internazionali.

Fitoveleni

Sono aggressivi diretti contro le piante. inizialmente usati come erbicidi e poi come defolianti o per distruggere
piantagioni. Alcuni inquinano l'ambiente per lungo tempo, altri creano danni dermatologici o sono cancrogeni o
teratogeni.
In base al colore delle taniche in cui erano contenuti in Vietnam, sono chiamati:

Agente blu, acido cacodilico, essicante di foglie e risaie.


Agente arancione, estere di butile, defoliante.
Agente porpora, estere di buitle, defoliante.
Agente bianco, sale di triisopropiplamina, defoliante ad azione prolungata.

Aggressivi irritanti

Sostante che provocano irritazione insopportabile alla pelle o alle mucose esposte. Le pi note sono
Adamsite o DM, a base di Difenilaminacloroarsina, che agisce su naso e gola. colorato in verde. Agisce in meno di tre
minuti alla "concentrazione da combattimento" con secrezione dalle mucose, dolore al torace, tosse, nausea e vomito,
dolore di testa, sensazione di panico; i sintomi durano alcune ore. CN, CAP, Sale O, cloacetofenone, che agisce sugli
occhi. quindi un lacrimogeno. A dosi elevate (>10 mg per litro d'aria) pu essere mortale, ma agisce gi alla
concentrazione di 0,0003 mg per litro). CS, OSBM, CB, Clorobenzilidemalondinitrile, simile al CN; molto usato in
Vietnam contro i sotterranei dei Vietcong in cui veniva spruzzato con generatori portatili di aereosol (M-106, Mighty
Mite).

Per usi civili e di polizia si preferisce ora usare l'olio di peperoncino, privo di effetti secondari.Al riguardo si osservi
come per certe sostanze, come il CS o il CN, sia importante la concentrazione; in concentrazione molto diluita vengono
usati in bombolette spray per difesa personale o per usi di polizia e non possono pi essere considerati aggressivi
chimici militari.

Sostanze psicotossiche

Sostanze allucinogene o psicomimetiche. Le pi note sono lo LSD e lo BZ, 3-chinuclinidilbenzilato. Questo agisce alla
dose di 5-10 mg e provoca gravi disturbi di comportamento per oltre dodici ore.

Pioggia gialla (yellow rain)

Al tempo della guerra dei russi in Afganistan si erano verificate delle piogge di colore giallo, dannose per l'uomo, e si
era detto che si trattava di veleni sparsi dai Russi. Accurate indagini hanno dimostrato trattarsi di un fenomeno naturale.
Le grandi migrazioni di sciami di api del sud-est asiatico provocavano pioggia di polline ed escrementi contenenti un
fungo del genere Fusaria che secerneva una tossina, causa degli avvelenamenti.

Riporto qui una sintesi delle informazioni che vengono fornite ai militari italiani sull'argomento.

I tre argomenti da trattare quando si parla della difesa Nucleare -Biologica - Chimica sono:
o Rivelazione
o Protezione
o Bonifica
La difesa dagliaggressivi chimici:

Gli aggressivi chimici hanno la propriet di praticare negli uomini, lesioni di varia natura e tali da provocarne la morte o
menomarne l'efficienza per un periodo pi o meno lungo. Rappresentano una minaccia estremamente pericolosa, sia per
la variet di caratteristiche fisiche di azione, sia per la variet di effetti che possono produrre.

CARATTERISTICHE DEGLI AGGRESSIVI CHIMICI


In relazione a: Caratteristiche alternative

STATO FISICO

solidi, liquidi o gassosi.

RAPIDITA' DI EFFETTO immediati (efficaci dopo pochi secondi)


differiti (efficaci dopo un certo tempo)

TEMPO DI PERMANENZA persistenti (efficaci per ore o settimane)


non persistenti (efficaci per minuti)

La rivelazione Chimica:
o sensoriale (soggettiva)
o tecnica (oggettiva)

SENSI PERCEZIONI

OLFATTO percezione di odori inconsueti per l'ambiente e caratteristici degli


aggressivi

UDITO esplosione attutita di proietti, con emissione di vapori e poche


schegge

- goccioline non giustificabili sulla vegetazione o


chiazze scure sul terreno
VISTA - dense nuvole di vapori aderenti al suolo
- aereo che sorvola a bassa quota o che lascia
dietro a s una nube tendente a cadere al suolo

Manifestazioni sintomatiche
Per la rivelazione individuale tecnica i soldati hanno una dotazione individuale costituita da 2 pacchetti di cartine M-
72 ; queste sono autoadesive e assorbenti e vengono applicate sullo strato esterno del' indumento. Quando vengono a
contatto con l'aggressivo chimico persistente (nervini e vescicanti) cambiano di colore :

- Iprite rosso sangue

- Tabun, Sarin e Soman arancione

- VX verde scuro o nero

Il reparto specializzato ha in dotazione la cassetta rivelatrice aggressivi chimici RAC 83: rivela anche aggressivi
chimici gassosi.

Questa contiene anche un pompetta con la quale si aspira l'aria che va a passare attraverso delle piastrine che
contengono del GEL di silicio. Se l'aria contenesse un aggressivo chimico questo verrebbe assorbito dal GEL, il quale a
contatto con speciali reagenti chimici cambia di colore e rivela la contaminazione.

Protezione da aggressivi chimici


La dotazione individuale dei soldati consiste in:
- la maschera anti NBC
- l'indumento protettivo permeabile
Inoltre hanno in dotazione anche un corredo complementare costituito da:
- 3 sirette di solfato di atropina (contro i nervini)
- 1 blister di pastiglie anti-dolorifiche
- polveri anti-shock (da sciogliere in un litro d'acqua)
- una garza speciale per ustioni

Per la bonifica individuale sono dotati di polvere assorbente (bentonite d'alluminia).


Schema riassuntivo degli aggressivi chimici

Famiglia Nome Letalit Persistenza Effetto Odore

NERVINI Tabun, Sarin, letali semi persistenti immediato inodore

Soman; persistente

VX

TOSSICI DEL Acido cianidrico letali non persistente immediato mandorle amare
SANGUE
Cloruro di cianogeno

VESCICANTI Iprite letale persistente differiti aglio o mostarda

SOFFOCANTI Fosgene letale non persistente differito fieno marcio

INABILITANTI BZ non letali non persistente differito sconosciuto

Vediamo ora in dettaglio i mezzi di protezione:

La maschera anti NBC:

- costituita da 4 parti :
- il facciale
- il filtro
- la borsa
- la bardatura

Il filtro : si avvita alla maschera;


- un recipiente troncoconico contenente carboni attivi impregnati di sostanze basiche finemente suddivise che
assorbono gli aggressivi chimici;

- ha una scadenza da osservare:


...se esposto all' Iprite o ai Nervini va sostituito dopo 43 ore continuate o frazionate; una volta aperto e contaminato il
filtro dura al massimo 5 giorni .
...se esposto all' acido cianidrico il filtro resiste ad un solo attacco, perch l'acido crea dei micro cunicoli nei carboni
attivi. Se non si cambiasse il filtro dopo il primo attacco un secondo attacco chimico sarebbe letale. Proprio per questo
motivo in operazioni i soldati sonoo dotati di 2 filtri.

L'indumento protettivo permeabile:


- una dotazione individuale
- ha una durata standard di resistenza agli aggressivi chimici di 24 ore
- descrizione: guanti
sopracalzari
pantaloni
giaccone con cappuccio

L'indumento protettivo viene chiuso con una cerniera e con il velcro; alle estremit degli arti si stringe con il velcro.

Lo strato esterno idro e olio repellente e inoltre protegge anche dal flash nucleare.
Lo strato interno costituito da un tessuto al carbone attivo spugnoso, che ha il compito di assorbire aggressivi che
fossero riusciti a penetrare all'interno.

L'indumento protettivo impermeabile:


- dotazione di reparto (specialisti)
- tutto di un pezzo
- il tessuto di gomma leggera
- filtro pressurizzato (ventilazione all'interno)
RICHIAMI DI FISICA

La balistica quel ramo della fisica meccanica che studia il moto dei proiettili. Appare opportuno
richiamarne, per completezza di trattazione, la terminologia ed i principi fondamentali di pi diretto
impiego.

I corpi hanno la propriet della mobilit e della inerzia.


Dicesi mobilit la facolt dei corpi di poter occupare successivamente diverse posizioni nello
spazio. Un corpo pu trovarsi in movimento oppure in stato di quiete o riposo.
Dicesi inerzia la propriet per la quale un corpo non pu da solo modificare il suo stato di quiete o
di moto.

Secondo il principio d'inerzia "lo stato di quiete o di movimento di un corpo abbandonato a se


stesso non pu essere modificato che da una causa esterna agente sul corpo".
Forza appunto la causa esterna capace di produrre o modificare un moto, cio di vincere l'inerzia.
Gravit la forza che fa cadere un corpo solido quando liberamente abbandonato a se stesso e si
manifesta come peso sopra un appoggio che impedisce al corpo di cadere. La forza di gravit agisce
su tutte le singole molecole che costituiscono un corpo. Il punto invariabile di un corpo, per cui
passa la risultante di tutte le azioni eguali e parallele che la gravit esercita sulle diverse molecole
detto centro di gravit.

Il movimento di un corpo caratterizzato dalla traiettoria e dalle leggi del moto.


Traiettoria la linea continua costituita dalle diverse posizioni occupate dal centro di gravit del
corpo in tempi successivi (pu essere rettilinea, curvilinea, ecc.).
Direzione del moto, in un punto qualunque di una traiettoria curvilinea, la direzione della
tangente alla traiettoria in quel punto.
Legge del moto la relazione che esiste tra gli spazi percorsi dal corpo ed i tempi impiegati a
percorrerli.

Il moto pu essere uniforme o vario.


Si dice che un corpo possiede moto uniforme quando in tempi eguali e successivi, comunque
piccoli, percorre spazi eguali e nella stessa direzione; vale a dire che gli spazi percorsi dal mobile
sono proporzionali ai tempi impiegati a percorrerli.
Dicesi velocit di un moto uniforme lo spazio percorso dal mobile nell'unit di tempo.
La formula del moto uniforme

S = Vt da cui V =S/t e t = S/V

Nella rappresentazione grafica con assi cartesiani il moto uniforme rappresentato da una linea
retta.
Ogni moto non uniforme "vario". In esso il rapporto spazio/tempo, cio la velocit, varia nel
periodo considerato.
Poich la velocit varia da un istante all'altro, non potr pi parlarsi di velocit in genere, ma di
velocit istantanea (vale a dire la velocit del mobile in un determinato istante, ovvero velocit che
il mobile avrebbe in quel momento se cessasse ogni variazione di rapporto spazio temporale ed il
moto diventasse uniforme), e velocit media in un dato intervallo di tempo, (vale a dire la velocit
riferita al moto uniforme, con il quale il mobile percorrerebbe lo stesso spazio durante lo stesso
tempo).

Il moto vario accelerato se la sua velocit cresce col tempo, ritardato se decresce.
Se la velocit cresce o decresce proporzionalmente al tempo, il moto dicesi uniformemente
accelerato o ritardato.
Accelerazione dicesi la misura costante di cui la velocit cresce o decresce durante ogni unit di
tempo. Essa positiva nel moto uniformemente accelerato, negativa nel moto uniformemente
ritardato.

Indicando con "a" l'accelerazione e con "Vo " la velocit iniziale, la velocit finale "V" sar data da
V = Vo + at per il m.u. accelerato
V = Vo - at per il m.u. ritardato

Se il corpo parte dallo stato di quiete, si ha Vo = 0 e quindi V = at


Graficamente, la curva delle velocit nel moto uniformemente vario una linea retta. La curva degli
spazi una parabola.
Le formule che descrivono il moto uniforme vario sono riportate nella tavola che segue.

MOTO UNIFORMEMENTE ACCELERATO O RITARDATO

NOTA: Nella prima riga sono riportate le formule per il moto accelerato senza velicit iniziale
Nella seconda riga quelle con velocit iniziale.
Nella terza le formule per il moto uniformemente ritardato.
Se in luogo dell'accelerazione -a- si pone la gravit -g- e in luogo di -S- si pone l'altezza di caduta -
H-, le formule risolvono problemi relativi alla caduta dei gravi (m. u. accelerato) o al lancio dei
gravi verso l'alto (m. u. ritardato). Le relazioni tra le forze ed i movimenti che esse causano sono
studiate dalla dinamica.

Leggi fondamentali della dinamica sono


LEGGE DI INERZIA (Keplero): un corpo in riposo non pu mettersi da s in movimento. Un corpo
materiale in movimento non pu da s modificare la misura n la direzione della propria velocit.
Da un diverso punto di vista si pu dire che un corpo che non subisce influenze esterne non pu
essere che in quiete o animato da moto rettilineo uniforme.
UGUAGLIANZA DELL'AZIONE E DELLA REAZIONE (NEWTON): tutte le volte che un corpo
agisce su di un altro corpo rigido, questi reagisce sul primo con una forza uguale di senso contrario.
MOVIMENTI RELATIVI (Galileo): L'effetto di una forza su di un corpo indipendentedal
movimento anteriormente posseduto dal corpo stesso. Una forza costante che agisce su di un corpo
pu dar luogo a tre diversi tipi di movimento:
a) agendo su di un corpo libero in quiete, gli imprime un moto rettilineo uniformemente accelerato;
b) agendo su di un corpo animato di velocit iniziale e nella stessa direzione, gli imprime un
movimento rettilineo uniformemente accelerato;
c) agendo su di un corpo animato da una velocit iniziale avente diversa direzione, gli imprime un
moto parabolico.

La gravit una forza che pu ritenersi costante: perci un corpo nel vuoto cadr con moto
uniformemente accelerato. I problemi relativi alla caduta dei corpi nel vuoto saranno quindi
risolvibili con le formule della tabella 1 sopra riportate in cui l'accelerazione "a" sar rappresentata
dalla gravit "g".
La gravit misurata dal doppio dello spazio percorso dal corpo durante il primo secondo di caduta
ed il suo valore medio sul livello del mare di m. 9,81 al secondo per secondo.
I valori effettivi variano da 9,781 all'equatore a 9,831 ai poli.
Dalla formula V = Vo - gt si ricava che un corpo lanciato in alto si arresta dopo un tempo t = Vo/g

Inserendo questo valore di t nella formula


H = Vot (gt/2)
si ricava che il corpo si arrester dopo aver percorso lo spazio
H = Vo/2g

Esempi: Un sasso raggiunge il fondo di un pozzo dopo 5". Quanto profondo il pozzo, trascurando
la resistenza dell'aria?
H= 9,81 x 5/2 = 122,62 m
Un sasso lanciato in alto con velocit iniziale di 49 m/sec. Quale altezza avr raggiunto dopo 3" e
quale sar l'altezza massima raggiunta?
H= 9,81 x 3/2 = 102,85 m
Il tempo in cui si arrester
t= 49/9,81 = 5"
Laltezza massima sar 49/ (2 x 9,91) = 122,6 m

Quando pi forze agiscono simultaneamente su di un corpo, ognuna di esse opera effetti


indipendenti dalle altre. Se una delle forze F il peso P del corpo, l'accelerazione corrispondente
sar quella "g" dovuta alla gravit sicch
F = Pa/g
vale a dire che il valore della forza misurato dal peso del corpo moltiplicato per il rapporto fra
accelerazione "a" dovuta alla forza e quella "g" dovuta alla gravit.

Massa il rapporto fra il peso del corpo e l'accelerazione di gravit


M =P/G da cui P= Mg
o, in generale,
F = Ma
Il prodotto Ma rappresenta la misura dinamica di una forza: l'intensit di una forza uguale al
prodotto della massa del corpo a cui applicata per l'accelerazione del movimento che essa
produce.

Esempi: Sopra un corpo che pesa 300 Kg. agisce una forza costante che produce l'accelerazione di 3
m/sec. Determinare F
F = 300 x 3 / 9,81 = 91,74 kg
-Che accelerazione produrr su di un corpo pesante 500 kg. una forza costante di 50 kg?
a = 50 x 9,81 / 500 = 0,981 m/sec
-Che forza ha agito su di un corpo pesante kg.2000 per farlo passare in 15" dalla velocit di 10
m/sec alla velocit di 115 m/sec. ?
V= Vo + at; 115 = 10 + 15a; a = 7 m/sec
F = 200 x 7 / 9,81 = 1427 kg

L'unit di massa quella di un corpo al quale la forza di un kg. imprime l'accelerazione di 1 m/sec.
L'unit di forza quella forza che agendo sull'unit di massa le imprime l'accelerazione di 1 m/sec .
La "quantit di moto" di un corpo in movimento il prodotto MV della sua massa per la velocit
che esso possiede nell'istante considerato.
Da ci il principio importantissimo che le velocit impresse da una stessa forza a corpi di massa
diversa sono inversamente proporzionali alle masse dei corpi ed ancora, che quando una
determinata forza agisce per lo stesso tempo su corpi di massa diversa, la quantit di moto la
stessa; in pratica quello che si guadagna in massa posta in movimento, si perde in velocit e
viceversa.

Una forza quindi imprime a due corpi di peso diverso velocit inversamente proporzionali ai
rispettivi pesi:
V : V = P : P

Una forza imprime a due corpi di peso diverso accelerazioni inversamente proporzionali alle
rispettive masse.
M : M = a : a

L'impulso il prodotto di una forza per il tempo durante il quale essa agisce. L'impulso di una forza
costante agente su di un corpo che parte dalla quiete eguale alla quantit di moto
Ft = MV

Non esistono forze istantanee.

Forza di inerzia quella forza contraria alla forza F e capace di equilibrarla.

Il lavoro di una forza costante applicata ad un corpo dato dal prodotto dell'intensit della forza
agente nel senso del moto per lo spazio percorso dal corpo
L = FS

Unitdilavoroil chilogrammetro(kgm )che corrisponde al sollevamento del peso di un kg.


all'altezza di un metro. Questo valore indipendente dalla durata, cio dal tempo impiegato a
compiere il lavoro.
Nel nuovo sistema di unit di misura si usa il Joule; 1 kgm = 9,81 J

Forza viva: se un corpo dotato di moto di traslazione, dicesi forza viva il prodotto della sua massa
per il quadrato della sua velocit M.V.
Affinch un corpo di massa M dalla quiete venga messo in moto con una data velocit V, occorrer
spendere, un lavoro eguale alla met della forza viva
L = MV/2
detto anche energia cinetica.

Se il corpo gi possedeva una velocit iniziale V si avr


L = M(V - Vo)/2
Inversamente, un corpo in movimento che si ferma capace di produrre un lavoro. eguale a quello
speso per metterlo in movimento e per fargli acquistare la velocit prima posseduta.

URTO DEI CORPI


Teorema di Carnot: nell'urto tra corpi anelastici o molli si verifica sempre una cessione di forza viva
e perci di lavoro; nello urto tra corpi perfettamente elastici non vi perdita di forza viva e non si
perde quindi lavoro. Nell'urto tra due corpi M e M' molli che si muovono nella stessa direzione con
velocit V e V', la velocit comune Vo dopo l'impatto sar
Vo = (MC+ MV)/(M+M)
Se i corpi si muovono in senso contrario si avr
Vo = (MV MV)/(M+M)
e quindi in generale
Vo = (MV MV)/(M+M) = (PV PV)/(P+P)

Se uno dei due corpi fermo e quindi V' = 0 si avr


Vo = MV/(M+M)
Nell'urto diretto fra corpi elastici, in pratica, vi uno scambio di velocit. La perdita di velocit
subita dal corpo urtante doppia di quella che avrebbe subito se il corpo fosse stato anelastico; la
velocit acquistata dal corpo urtato doppia di quella che avrebbe acquistato se fosse stato
anelastico. Dati quindi i due corpi elastci A e B che si muovono stessa direzione con velocit V e
V' , le velocit Va e Vb dopo l'urto, e con Vo la velocit che avrebbero acquistato se anelastici, sar
Va = 2V0 V e Vb = 2V0 V

Se le masse dei due corpi fossero eguali, si avrebbe un esatto scambio di velocit; se il corpo urtato
fosse fermo e di egual massa di quello che lo investe, si arresterebbe, mentre quello urtato si
muoverebbe con la velocit del primo.

Conversione di misure anglosassoni

moltiplicando per si ottiene


cm 0,3937 pollici
pollici 2,540 cm
metri 3,2808 piedi
piedi 0,3048 m
metri 1,0936 yarde
yarde 0,914 m
metri 39,37 pollici
km 0,6214 miglia
miglio 1,6093 km
miglio mar. 1,852 km
m/s 3,2808 ft/s
ft/s 0,3048 m/s
m/s 3,60 km/h
km/h 0,2778 m/s
ft/s 0,6818 m.p.h.(miles per hour)
m.p.h. 0,447 m/s
cm 0,1550 sq.in.
sq.in. 6,4516 cm
m 10,764 sq. ft.
s q. ft. 0,0929 m
cm cub 0,061024 cu.in.
cu.in. 16,387 cm cub
dcm cub 0,0353 cu.ft.
cu.ft. 28,317 dcm cub
metro cub 35,315 cu.ft.
1 (litro) 1,76 pinte
grammo 15,432 grs (grani)
gr.(grano) 0,0648 grammo
grammo 0,564 drs (dracme)
drs 1,772 grammo
grammo 0,0353 oz (once)
oz 28,349 grammo
kg 2,2046 lbs (libbre)
lb 0,45359 kg
t(tonnellate) 0,9842 ton
ton. 1,016 t
kgm. 7,233 ft.lb.
ftlb. 0,1383 kgm
at (kg/cm) 14,227 psi(pounds/square inch)
psi 0,0703 at
BALISTICA ESTERNA

Nomenclatura della traiettoria

Traiettoria la linea curva percorsa nello spazio dal centro di gravit del proiettile durante il suo
movimento.

O Origine della traiettoria; il centro della bocca dell'arma (volata) al momento


della sparo.
B Punto di arrivo e cio il bersaglio mirato; il punto in cui la linea di sito interseca
la traiettoria.
C Punto di caduta; corrisponde all'intersezione del ramo discendente della traiettoria
con la linea di orizzonte dell'arma. Pu coincidere con il punto B se questo si trova
sulla linea di orizzonte.
V Vertice della traiettoria, cio il punto pi alto che la divide nel ramo ascendente
(OV) e nel ramo discendente (VC).
OP Linea di proiezione; il prolungamento dell'asse della canna al momento in cui
il proiettile abbandona l'arma; in termini geometrici la tangente all'origine della
traiettoria.
OT Linea di tiro. il prolungamento dell'asse della canna puntata, prima dello
sparo; passer nella posizione P per effetto del rilevamento.
OB Linea di sito di un punto B della traiettoria; la retta che congiunge l'origine
della traiettoria col punto stesso; cio la linea retta che congiunge la volata con il
bersaglio.
x Ascissa di un punto B (ad es. OM), la distanza del punto B dall'origine misurata
sull'asse orizzontale.
xo Ascissa al vertice (ON).
X Gittata OC, la distanza tra l'origine e il punto di caduta.
Y Altezza della traiettoria o ordinata massima o ordinata al vertice; il punto della
traiettoria pi alto sulla linea dell'orizzonte.
h Ordinata di un punto B (es. BM), l'altezza del punto B rispetto all'orizzonte.
BOC Angolo di sito .
POB Angolo di partenza .
POC Angolo di proiezione compreso fra la linea di proiezione e l'orizzonte .
POT Angolo di rilevamento ; l'angolo formato dalla linea di proiezione con la
linea di tiro.
TOB Angolo di elevazione ; l'angolo formato dalla linea di tiro con la linea di
sito e corrisponde al cosiddetto alzo.
TOC Angolo di tiro che la linea di tiro forma con l'orizzonte.
OCR Angolo di caduta l'angolo acuto formato dalla tangente alla traiettoria nel
punto di caduta con la linea d'orizzonte.
OBL Angolo di arrivo ; l'angolo formato dalla tangente alla traiettoria con la
linea di sito nel punto di arrivo B; non confonderlo con l'angolo di impatto che
l'angolo formato dalla tangente alla traiettoria con il terreno nel punto B e dipende
perci dall'andamento del terreno.

***

La balistica quel ramo della fisica che studia il moto dei proiettili che avviene all'interno della
canna dell'arma (balistica interna), nello spazio esterno (balistica esterna) e, infine, entro il bersaglio
colpito (balistica terminale).

Nello spazio esterno il proiettile percorre una traiettoria che il risultato di tre distinte forze (qui
trascurando dati che interessano solo per missili o proiettili a lunghissima gittata): l'impulso iniziale
che gli imprime un moto uniforme e rettilineo, la resistenza dell'aria che si oppone ad esso in senso
contrario, la forza di gravit che tende a far cadere il proiettile verso il suolo con moto
uniformemente accelerato.

La resistenza dell'aria assume un ruolo rilevante per proiettili veloci e quindi, per proiettili molto
lenti (artiglierie antiche, frecce, sassi) pu essere pressoch trascurata (per un mortaio ottocentesco
la differenza rispetto alla traiettoria nel vuoto era soltanto del 10%).

Il calcolo del moto di un proiettile nel vuoto alquanto semplice.

ricaviamo che dopo un secondo (t) il proiettile sar caduto dello spazio s fino al punto A, dopo due
secondi fino al punto B, dopo tre secondi fino al punto C, e cos via. Collegando tutti i punti A, B,
C, ... si ottiene la traiettoria percorsa dal proiettile. Essa rappresentata da una parabola simmetrica
in cui l'angolo di partenza eguale all'angolo di caduta, la velocit iniziale eguale alla velocit
finale e il vertice la divide in due rami simmetrici. Essa pu essere calcolata conoscendo solo i
parametri V (velocit iniziale) e (angolo di partenza).

La gittata X si ottiene dalla formula

da cui si deduce che la gittata massima si ottiene con un angolo di partenza di 45 quando il valore
del seno dell'angolo eguale ad uno; il che significa, ad esempio, che, trascurando la resistenza
dell'aria, una freccia lanciata alla velocit di 100 m/s arriva al massimo alla distanza di 1019 metri.
Il tempo di volo del proiettile fino ad una data distanza dato da

Quando il moto del proiettile invece che nel vuoto avviene nell'aria, assume importanza
fondamentale la forza ritardatrice dovuta alla resistenza del mezzo. Un proiettile cal. 9 Para con V0
= 330 m/s, che nel vuoto avrebbe una gittata massima di 11.100 metri, nell'aria ha una gittata
massima di circa 1500 metri; un proiettile di moschetto assoggettato ad una forza ritardatrice che
riduce la sua velocit finale ad 1/6 di quella iniziale. La traiettoria percorsa non quindi simmetrica,
ma ad un ramo ascendente pi lungo, segue un ramo discendente pi curvo e corto cos che l'angolo
di caduta maggiore dell'angolo di partenza.

In linea generale la traiettoria tanto pi curva quanto pi lento il proiettile per il fatto che la forza
di gravit agisce pi a lungo. Il peso del proiettile, a parit di velocit, non incide sulla maggiore o
minore curvatura della traiettoria ed in teoria, a parit di forma e di velocit iniziale, il maggior peso
rende pi tesa la traiettoria, sia pure in misura trascurabile alle distanze venatorie (infatti se il
proiettile pesa di pi, a parit di calibro aumenta la sua lunghezza e la densit sezionale e migliora
quindi il suo comportamento balistico). In pratica per, specie nelle armi leggere, il proiettile pi
pesante viene sparato a velocit inferiori rispetto ad un proiettile leggero, con la conseguenza che la
sua traiettoria sar meno tesa.

Il calcolo della resistenza dell'aria e della relativa ritardazione, semplice per velocit inferiori ai
200 m/s per cui si pu assumere che la resistenza vari con tasso inferiore al quadrato della velocit,
ma diventa difficile a velocit superiori in cui essa varia con un tasso assai maggiore, con
un'impennata per velocit prossime al muro del suono, ed influenzata da numerosi fattori, quali la
densit dell'aria alle diverse altezze raggiunte (e con il variare della densit varia la velocit del
suono e quindi la ritardazione), i moti di oscillazione e di precessione del proiettile durante il volo,
ecc. Ovviamente poi la resistenza varia a seconda della forma pi o meno aerodinamica del
proiettile e risultati precisi si possono ottenere solo su basi sperimentali, redigendo per ogni
proiettile apposite tavole di tiro, cosa che fa ogni esercito per le sue artiglierie.

Per calcoli di una certa approssimazione, si sono per studiate delle leggi generali di resistenza
dell'aria, pi che sufficienti per scopi pratici: dopo aver tracciato sperimentalmente le curve della
resistenza dell'aria riferite a diversi tipi di proiettile, si ricavata una curva intermedia teorica o
riferita ad un proiettile tipo; da questa, introducendo un coefficiente (coefficiente balistico, ricavato
dal suo calibro e dal suo peso, integrato dal coefficiente di forma "i", ricavato dalla forma del
proiettile), che indicano il rapporto tra proiettile tipo e proiettile in esame, si risale ai valori reali.

La formula per il coeff. balistico data da

in cui il calibro C espresso in millimetri. Il valore di i il dato pi difficile da calcolare anche


perch varia in relazione alla velocit; in via di prima approssimazione si pu ritenere che esso vari
da 0,44 per proiettili appuntiti, tipo quelli per moschetto militare, a 1 - 1,2 per proiettili da pistola o
rivoltella, fino a 3 - 4 per proiettili cilindrici (wad cutter).
In tempi pi recenti in luogo del concetto di coefficiente balistico si introdotto quello di
coefficiente aerodinamico Cx che per i proiettili varia da 0,1 a 0,5. Anch'esso non costante, ma
varia in relazione alla velocit espressa in Mach.

Il calcolo di una traiettoria di un proiettile moderno comunque estremamente complicato e


richiede l'impiego di matematiche superiori. Si pu ovviare con l'impiego di metodi grafici o di
tavole di ritardazione gi compilate, ma si tratta comunque di attivit laboriose. Attualmente sono in
commercio numerosi programmi di balistica per computer, limitati per a traiettorie di pratico
impiego, di poche centinaia di metri e tese, in cui l'angolo di proiezione non supera i 5.

La gittata massima

Non possibile indicare una semplice formula matematica che consenta di calcolare con buona
approssimazione la gittata massima di un proiettile, cio la massima distanza a cui il proiettile pu
arrivare nella migliore delle ipotesi.

In via molto approssimata pu usarsi la mia formula

in cui P il peso in grammi, V la velocit in m/s, C il calibro in millimetri ed i il fattore di forma.


Essa valida principalmente per proiettili oltre i 10 mm

Un'altra formula approssimativa richiede la conoscenza della velocit iniziale e della velocit
residua ad una data distanza y.
La gittata massima sar data da

in cui k un coefficiente pari a 300 per proiettili da pistola e 400 per proiettili per fucile

Nel vuoto, come detto, la gittata massima si ha con un angolo di proiezione di 45. Nell'aria l'angolo
inferiore (salvo il caso di proiettili di grosso calibro con velocit iniziale superiore a 1400 m/s che
viaggiano per un tratto negli strati alti dell'atmosfera) e, per proiettili di armi portatili l'angolo
ottimale compreso tra i 30 ed i 35, tenendo per presente che la gittata non cresce di molto oltre
un certo angolo; cos, ad es., un proiettile militare cal. 7,62x54 che con un angolo di 35 raggiunge
la gittata massima di 3650 m., con un angolo di 19 raggiunge una gittata di circa 3500 m, inferiore
di soli 150 m.

Per un orientamento generale si riportano le gittate massime dei pi comuni proiettili per armi
leggere.

Calibro Velocit m/s Gittata in m.


4,5 mm aria compressa 120/165 100/150
4,5 mm aria compressa 200/250 200/300
6/9 mm Flobert 225 700
.22 corto 260 1000
.22 Long Rifle 350 1370
.22 Long Rifle HS 370 1500
.22 Winch. Magnum 610 1800
243 Winch. 1070 3200
6,35 mm 220 800
7,65 mm 285 1300
9 mm corto 285 1300
9 mm Para 350 1700
.45 ACP 300 1620
30 M1Carb. 600 2000
7x70 mm 830 3500
8x57 mm JS 830 3500
6,5x57 mm 1020 4000
7x57 mm 850 4500
6,5x68 mm 1150 5000

Siccome la mia formula non il massimo per precisione, riporto un utile nomogramma che
consente di calcolare i valori per la gittata massima. Non va bene per piccoli proiettili, perch il
valore di ingresso nella tavola troppo piccolo.

Nomogramma per la gittata massima, tempo di volo e angolo di proiezione

Il seguente nomogramma, tratto dal manuale della Rheinmetall, consente di calcolare graficamente
e con buona approssimazione la gittata massima in relazione a calibro e peso del proiettile ed alla
velocit iniziale.
Esso basato su di un proiettile teorico (legge di resistenza della Rheinmetall) con Cx= 2 alle basse
velocit, e Cx = 4 alle velocit supersoniche.
In rapporto alle leggi di resistenza su cui si basano le tavole usuali (Siacci, Saengewald) si ha i=1
fino alla velocit di 320 m/s; da 360 m/s in poi si pu assumere i=1,5
In relazione alla gittata massima individuata si pu leggere poi e l'angolo di proiezione che consente
di ottenerla e il relativo tempo di volo.

Facendo un esempio pratico, si proceder cos: Calibro 26 mm (raggio 13 mm)


Peso 440 gr.
Vo 600 ms
Occorre trovare il valore da 0 a 40 con cui entrare nella tavola ed esso sar dato dal fattore di forma
i diviso per la densit sezionale Q (kg/mq); se il proiettile ha forma standard i=1 il valore ricercato
dato dal valore reciproco di Q. La superficie della sezione sar data da 3,14 x 13 = 530 mmq e
quindi il valore ricercato, moltiplicato per 10 al fine di eliminare inutili virgole, sar dato da

10* i / (440/530)= 12
Se ora dal valore 12 eleviamo una perpendicolare fino ad incontrare la linea continua per il valore di
600 ms, troviamo che l'incrocio avviene ad un valore di gittata massima pari a 8 Km. Lo stesso
punto di incrocio ci dice che l'angolo di proiezione che consente la gittata massima di circa 41 e
che il tempo di volo di circa 45 secondi.

Il nomogramma va stampato con buona definizione ed in formato A4 e perci lo unisco zippato.

Il tiro verticale
Un proiettile sparato verticalmente verso l'alto raggiunge un'altezza pari a circa il 70% della gittata
massima. Nel ricadere verso il basso il proiettile aumenta progressivamente la sua velocit, come
qualsiasi corpo in caduta libera, finch la ritardazione dovuta alla resistenza dell'aria non eguaglia la
forza di gravit; da quel momento la velocit del proiettile rimane costante (velocit limite). Se il
proiettile stato sparato proprio verticalmente, e quindi non compie alcuna traiettoria, ricadr con il
fondo piatto verso il suolo e offrir una grande resistenza all'aria cos che la sua velocit finale sar
di circa 30-50 m/s, non idonea a provocare lesioni ad una persona. Se stato sparato con un piccolo
angolo rispetto alla verticale, si capovolge e ricade con la punta in avanti; un proiettile di pistola
pu raggiungere i 100 m/s e uno di moschetto i 180 m/s, del tutto idonei a provocare gravi lesioni
(si consideri che quest'ultimo pu ancora penetrare per 30-40 cm nel corpo umano).

Il proiettile ricade in genere nel raggio di una decina di metri dal tiratore, ma pu essere spostato dal
vento anche di 200 metri. Il tempo che un proiettile di moschetto impiega a ricadere di circa 30
secondi se con la punta in avanti e di oltre il doppio se capovolto, il che pu dar luogo a ferite
apparentemente inspiegabili.

L'influenza del vento

L'influenza del vento che spira a favore o contro il proiettile pu essere trascurato per le normali
distanze d'impiego delle armi leggere. Ha invece un'influenza significativa quando soffia
trasversalmente alla traiettoria. Il calcolo pu essere solo molto approssimativo poich il vento non
costante, ma soffia a raffiche e non ha velocit costante poich essa varia in relazione ad ostacoli
ed alla distanza dal suolo. Supposto comunque che si possa ipotizzare una certa velocit e che il
vento soffi perpendicolarmente alla traiettoria, trova applicazione la formula di Didion la quale ci
dice che lo spostamento D, in metri, del proiettile dal punto mirato, ad una data distanza X, dato
dalla velocit del vento W moltiplicata per la differenza tra tempo di volo nell'aria T e tempo di
volo nel vuoto per il valore di X considerato, e cio

A titolo di esempio si consideri che un vento di 10 m/s (vento sensibile che alza polvere e piega
alberelli), sposta un proiettile di fucile militare, su di un bersaglio posto a 300 metri, di circa 50 cm.

Se il vento non perpendicolare ma forma un certo angolo " " con la traiettoria, il risultato D
dovr essere moltiplicato per il valore di cos2 .

Densit dell'aria

La densit dell'aria determina la resistenza al moto del proiettile e, come si visto, entra in tutte le
formule concernenti la resistenza dell'aria Essa varia in relazione alla temperatura ed alla pressione
atmosferica e, in misura minore in relazione all'umidit.
Con formula molto approssimata, la densit dell'aria, che viene essere assunta pari a 1,225 kg/mc
nell'atmosfera standard al livello del mare ed alla temperatura di 15 gradi, pu essere calcolata con
la seguente formula, nota la temperatura e la pressione atmosferica in millimetri di mercurio,

Ricordo che la pressione in mm di mercurio si ottiene moltiplicando la pressione in millibar per


0,75 e che la temperatura, in linea di massima, diminuisce di 0,65 gradi quando si sale di 100 metri.
Quando non si conosce la pressione atmosferica ma solo l'altitudine H del luogo ove si sviluppa la
traiettoria del proiettile, la formula di cui sopra diventa

Per gli usi normali di un'arma nelle nostre regioni, la densit dell'aria pu per essere trascurata
dallo sparatore; in genere la diminuzione di densit dovuta al crescere dell'altitudine, viene
compensata dalla diminuzione di temperatura e, comunque, il fatto di sparare in un'atmosfera meno
densa, come avviene in alta montagna, comporta un miglioramento della traiettoria che sar pi
tesa.

La derivazione del proiettile

Una canna rigata ha al suo interno le cosiddette righe che, come la filettatura di di una vite, si
sviluppano con un certo passo (tratto di canna in cui il proiettile compie una intera rotazione su se
stesso)e con un certo angolo di rigatura (inclinazione della rigatura rispetto all'asse longitudinale
della canna); il rapporto che lega l'angolo di rigatura con il passo dato dalla formula

in cui P indica il passo espresso in calibri.


La velocit di rotazione dei proiettile data dalla formula

in cui v la velocit alla bocca.


La rotazione del proiettile nell'aria provoca l'insorgere di forze, dovute all'effetto Magnus e
all'effetto giroscopico che spostano il proiettile lateralmente. Fino ad angoli di elevazione non
superiori a 60-70 gradi gradi lo spostamento vero destra se la rigatura destrorsa, verso sinistra se
la rigatura sinistrorsa. Al di sopra dei 70 gradi la direzione dello spostamento diviene oscillante e
dopo gli 80 gradi si inverte (a sinistra per rigatura destrorsa.)
Per gittate brevi questa derivazione del proiettile viene corretta mediante la taratura dei congegni di
mira. In armi in cui non vi sono congegni di mira, oppure per distanze che superano quella per cui i
congegni sono tarati, occorre tener conto della derivazione, per nulla trascurabile e che, con buona
approssimazione data dalla formula

in cui X la gittata in metri e l'angolo quello di proiezione.Il risultato D espresso in metri.

Un'altra formula, ancora pi approssimata ci dice che la derivazione, in metri, pari a 0,11
moltiplicato per il tempo di volo al quadrato (il valore 0,11 un valore medio che andrebbe
calcolato per ogni proiettile).

Raccolta di formule approssimate


Qui di seguito riporto alcune formule molto approssimative che consentono di ottenere valori
orientativi partendo da altri valori noti.

1) Ordinata per una distanza x non troppo grande

2) Angolo di proiezione nota la gittata massima

3) Angolo di proiezione noto il tempo di volo

4) Ordinata massima

5) Ordinata massima noto il tempo di volo (formula di Haupt)

6) Ordinata massima noti gittata e angoli di partenza e caduta

7) Ascissa del vertice nota la gittata

8) Ascissa del vertice nota la gittata e la velocit iniziale

9) Ascissa del vertice noti la gittata, l'ordinata e l'angolo di partenza


10) Velocit del proiettile al vertice

11)Angolo di caduta noti tempo di volo, gittata e velocit di caduta

12) Angolo di caduta noti gittata, ordinata e angolo di partenza

13) Velocit di caduta


Tavola di raffronto tra i valori calcolati con le formule approssimate e i valori effettivi

Cal. 8x57 Cal 9 Para Cal.7,5 cm =10 Cal.7,5 cm =40


Formula
calcolato esatto calcolato esatto calcolato esatto calcolato esatto
1 y 79,3 79
3 247' 37'30" 948' 11 102' 10 458' 40
4 yv 38 m 41 94 85 99,3 99 1251 1251
5 " 37,95 41 82 85 101 99 1237 1251
6 " 36 41 82 85 99 99 1255 1251
7 xv 1100 m 1168 660 740 1188 1102 2980 2833
8 " 1151 1168 639 740 1136 1102 2850 2833
9 " 1250 1168 737 740 1101 1102 2854 2833
10 Vv 240 239,6 170 170
11 638' 66' 2436' 25 1054' 1050' 54 4525'
12 " 920' 66' 2734' 25 1048' 1050' 4545' 45 25'
13 Vc 253 m/s 245 89 81 241 230 209 208
14 X-x 345 349 1298 1466
15 " 340 349 1298 1466
16 h 66 55 1084 1029
17 t 7",6 7",47 23" 22",35
18 T 5",7 5",51 8",6 8",1 8",8 9" 23" 31",92
19 T 5",22 5",51 7",6 8",1 9",75 9" 33",7 31",92
20 y 41,37m 41 101 85 99 99 1235 1231
IL COEFFICIENTE BALISTICO

Nella pagina dedicata alla balistica esterna abbiamo gi visto che cosa si intenda per coefficiente
balistico (Cb). Il suo calcolo teorico alquanto complicato perch non facile descrivere
matematicamente la forma di un proiettile (lunghezza e raggio di curvatura della parte ogivale,
rotondit, appiattimento, incavatura della punta, rastrematura della coda) al fine di determinare quel
valore essenziale che il fattore di forma -i-.

Quasi tutti i programmi di balistica richiedono l'introduzione del Cb e forniscono una funzione per
calcolarlo in base alla sola conoscenza della perdita di velocit che il proiettile subisce su di una
certa tratta.

Il Cb usato dai programmi basati su tavole di ritardazione tipo Ingall o Lovry e che utilizzano il
metodo semplificato proposto dall'italiano Siacci alla fine dell'ottocento fornito dalla formula

in cui il peso in grammi, il diametro in millimetri, -i- il fattore di forma e 1,422 serve solo per
adattare la formula alle misure decimali (se si usano le misure in grani e pollici, va tolto).

La formula relativa all'atmosfera standard su cui stata calcolata la curva di ritardazione per il
proiettile tipo e che corrisponde ad una densit dell'aria che, a seconda dei casi, va da 1203 a 1225
gr/mc.

Per altre condizioni atmosferiche occorre moltiplicare il valore trovato per un fattore di correzione -
d-, dato dal rapporto tra la densit reale e quella standard.

Il valore della densit reale data dalla formula

in cui Hm l'altitudine sul l.m. in metri e -t- la temperatura in gradi centigradi; la temperatura
avr ovviamente valore positivo o negativo a seconda che sia sopra o sotto zero.

Il fattore di correzione -d- sar perci dato dal valore

A questo punto perci l'unico valore ancora ignoto il fattore di forma che per pu essere
agevolmente calcolato in base al coefficiente aereodinamico Cx del proiettile, a sua volta
calcolabile dalla perdita di velocit su di una data tratta.

Il Cx dato dalla seguente formula


in cui V1 la velocit iniziale in ms, V2 la velocit finale, S la lunghezza del tratto considerato
in metri, F la sezione del proiettile in metri quadrati e P il peso in Kg.

Se la formula viene moltiplicata per 1000 i valori di F e P possono essere espressi in millimetri
quadrati e in grammi. Il coefficiente delta sta per la densit dell'aria effettiva; quindi 1,225 a 15 al
l.m oppure quella calcolata con la formula di cui sopra (senza ovviamente la correzione).

A questo punto si pu passare direttamente al calcolo del coefficiente di forma -i- che sar dato
dalla formula

La velocit in questo caso va espressa in Mach che si ottiene dividendo la velocit iniziale in m/s
per la velocit del suono nell'aria, pari a circa 340 m/s. Delta indica la densit dell'aria.

Se si vuole una maggior precisione si pu calcolare la velocit del suono in relazione alla
temperatura dell'atmosfera effettiva (l'umidit influisce poco) in base alla formula

vel = 331,6 + 0,6t

in cui -t- la temperatura del'atmosfera in C.

Unico dato che rimane ancora da stabilire il valore della funzione di resistenza del proiettile
standard f(v). Le funzioni pi usate sono quelle dello stesso Siacci e quella tedesca Eberhard-
Sngewald. Siccome per il metodo di calcolo pi usato quello del Siacci, ho riscontrato che molti
programmi e molti produttori di palle usano la sua formula.

Il Siacci ha fornito la formula per la sua curva di resistenza ed la seguente

Nei calcoli balistici il risultato viene poi ulteriormente diviso per 100.

Per opportuno riscontro si tenga presente che i risultati da ottenere sono i seguenti:

V f(v)

100 0,0120
200 0,0492
300 0,1545
400 0,5153
500 0,8708
600 1,2324
700 1,5962
800 1,9607
900 2,3255
1000 2,6904
1100 3,0554
1200 3,4203

A riprova della validit del metodo e per consentire al lettore di controllare la corretta esecuzione
dei propri calcoli, facciamo un esempio con il proiettile 8x57 militare, peso 12,8 gr., velocit
iniziale 755 ms, velocit a 100 m = 706 m/s, diametro 8 mm.

Cx sar dato (con atmosfera standard) da

mentre -i- sar dato da 0,28 moltiplicato per il quadrato della velocit in Mach, moltiplicato per
1,225 e diviso per il doppio del valore di f(v) per 755 ms pari a 2x1,796

Il risultato sar i = 0,47

Il Cb sar infine dato da 12,8 diviso per 0,40 e diviso per 8 al quadrato, il tutto moltiplicato per
1,422 ed eguale perci a 0,605.

Siacci usava una atmosfera di 1,220, ma ci non cambia in modo significativo il risultato finale.

Chi volesse usare in un programma balistico la curva di resistenza di Eberhard, dovrebbe servirsi
dei valori di f(v) calcolati da Sngewald e che sono i seguenti:

V f(v) V f(v) V f(v) V f(v)


1 0.00000 201 0,04843 401 0,61871 601 1,38960
2 0,00001 202 0,04893 402 0,62250 602 1,39349
3 0,00001 203 0,04944 403 0.62628 603 1,39737
4 0,00002 204 0,04994 404 0,63006 604 1,40125
5 0,00003 205 0,05045 405 0,63384 605 1,40514
6 0,00004 206 0,05096 406 0,63762 606 1,40902
7 0,00006 207 0,05147 407 0,64140 607 1,41291
8 0,00008 208 0,05198 408 0,64518 608 1,41679
9 0,00010 209 0,05249 409 0,64896 609 1,42068
10 0,00012 210 0,05301 410 0,65274 610 1,42457
11 0,00014 211 0,05353 411 0,65652 611 1,42846
12 0,00017 212 0,05405 412 0,66031 612 1,43236
13 0,00020 213 0,05458 413 0,66409 613 1,43625
14 0,00023 214 0,05510 414 0,66788 614 1,44014
15 0,00027 215 0,05563 415 0.67167 615 1,44404
16 0,00031 216 0,05616 416 0,67546 616 1,44794
17 0,00034 217 0,05670 417 0,67926 617 1,45184
18 0,00039 218 0,05723 418 0,68305 618 1,45574
19 0,00043 219 0,05777 419 0,68685 619 1,45964
20 0,00048 220 0,05832 420 0,69065 620 1,46354
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23 0,00063 223 0,05997 423 0,70206 623 1,47526
24 0,00060 224 0,06053 424 0,70587 624 1,47917
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189 0,04261 389 0,57303 589 1,34308
190 0,04308 390 0,57690 590 1,34696
191 0,04355 391 0,58073 591 1,35083
192 0,04403 392 0,58445 592 1,35471
193 0,04451 393 0,58835 593 1,35858
194 0,04499 394 0,59215 594 1,36246
195 0,04548 395 0,59594 595 1,36633
196 0,04596 396 0,59975 596 1,37021
197 0,04645 397 0,60335 597 1,37409
198 0,04695 398 0,60734 598 1,38796
199 0,04744 399 0,61113 599 1,38184
200 0,04794 400 0,61492 600 1,38572

I valori superiori a 750 ms possono essere calcolati con la formula

f(v) = -1.015454 + .004008577 V

Penso di fare cosa utile ai lettori riportando la tavola di tiro per la cartuccia militare 8x57, calcolata
con la massima esattezza e utile per controllare la bont di un programma balistico o l'esattezza dei
propri calcoli.

Tavola di tiro della cartuccia militare 8x57 sS (schweres Spitzgeschoss) per


Mauser K98k.
Velocit iniziale 755 ms - Peso palla gr. 12,8 - Polvere gr. 2,85
Angolo di rilevamento +3'40" - Densit sezionale 26,2 gr/cmq

Dist Angolo Angolo Vertice Tempo Vel. Energia


anza proiezione caduta x y volo finale kgm
100 3'10" 3'20" 50 0,02 0,14 706 325
200 6'10" 6'20" 101 0,1 0,28 660 284
300 9'30" 9'50" 152 0,2 0,44 616 247
400 13'0" 14'20" 205 0,4 0,61 574 215
500 17'10" 19'40" 259 0,7 0,79 534 186
600 21'50" 26'40" 315 1,1 0,98 495 160
700 27'20" 35'40" 373 1,6 1,20 459 137
800 33'40" 46'50" 433 2,3 1,43 426 118
900 40'50" 10'30" 494 3,2 1,69 395 102
1000 49'0" 117'10" 557 4,5 1,96 357 88
1100 5820" 137 0" 621 6,0 2,26 343 77
1200 19'0" 159'50" 685 8,0 2,56 322 68
1300 120'40" 225'20" 748 10,5 2,89 306 61
1400 133'30" 252'50" 811 13,5 3,23 293 56
1500 147'0" 321'50" 873 17,0 3,58 283 52
1600 21'30" 352' 0" 934 20,0 3,94 271 49
1700 216'50" 423'20" 994 25,0 4,31 266 46
1800 233'0" 456'20" 1052 29 4,70 259 44
1900 249'50" 530'30" 1110 35 5,10 252 41
2000 37'30" 6 6'30" 1168 41 5,51 245 39

APPENDICE

Per chi avesse voglia di sperimentare con altre funzioni di ritardazione, riporto alcune delle altre pi
comuni funzioni.

Funzione f(v) secondo Majevsky

Velocit m n

0 - 240 1,400 x 10^(-2) 2

240 - 295 5,834 x 10^(-5) 3

295 - 375 6,709 x 10^(-10) 5

375 - 419 9,404 x 10^(-5) 3

419 - 550 3,940 x 10^(-2) 2

550 - 800 2,616 x 10^(-1) 1,7

800 - 1000 7,130 x 10^(-1) 1,55

Il valore f(v) dato da -m- moltiplicato per la velocit elevata al valore di -n-. Nella tabella 10^(-2)
significa 10 elevato a meno due.

Valori di f(v) secondo la legge di resistenza inglese del 1909


R Retardation fps.s.
V Velocity fps.
R=A V^m

V(feet/sec) A m

4000-2600 15366E-07 1.67

2600-2000 58495E-07 1.5

2000-1460 59814E-08 1.8

1460-1190 95408E-12 3
1190-1040 23385E-22 6.45

1040- 840 59939E-12 3

840- 0 74422E-08 1.6

Valori di f(v) secondo Ingall


R Retardation fps.s.
V Velocity fps.
R=A V^m

V(feet/sec) A m

3600-2600 4.0648825E-03 1.55

2600-1800 1.2479524E-03 1.7

1800-1370 1.3160125E-04 2

1370-1230 9.5697809E-08 3

1230- 970 6.3368148E-14 5

970- 790 5.9353046E-08 3

790- 0 4.6761777E-05 2
BALISTICA INTERNA

Volata di una canna con rigatura ed i "pieni" e "vuoti".

La balistica interna studia i fenomeni che accadono dal momento della percussione dell'innesco
della cartuccia fino al momento in cui il proiettile esce dalla bocca dell'arma, divenendo oggetto di
studio della balistica esterna.

A seguito della violenta percussione del percussore sulla capsula dell'innesco, la composizione
innescante viene schiacciata contro l'incudinetta della capsula (nel caso della percussione anulare
l'innesco viene schiacciato contro il metallo dell'orlo del fondello); la composizione detona
producendo un intenso dardo di fiamma che, attraverso i fori dell'innesco, raggiunge la carica di
polvere, dando inizio alla sua deflagrazione.

Questa sar pi o meno veloce in relazione alla forza dell'innesco, al tipo, conformazione e quantit
della polvere, alla densit di caricamento (rapporto tra volume della polvere e spazio nella
cartuccia), alla compressione esercitata sulla polvere, alla forza con cui il proiettile trattenuto dal
bossolo, ecc.. La polvere deve poter bruciare completamente prima che il proiettile esca dalla canna,
sia perch cos tutta l'energia viene sfruttata, sia per evitare che i residui si infiammino fuori della
bocca dell'arma (vampa di bocca).

La polvere brucia sempre perpendicolarmente alla sua attuale superficie e la quantit di gas prodotti
dipende in ogni istante dalla pressione sviluppatasi e dalla forma geometrica dei granelli di polvere.
Se la superficie del granello diminuisce durante la combustione (granelli tondi o a lamelle), si ha
una polvere degressiva (offensiva), se aumenta (grani o tubetti con pi fori) si ha una polvere
progressiva; se rimane costante (tubetto con un foro) si ha una polvere neutrale. La velocit di
deflagrazione pu venire influenzata da trattamenti della superficie del grano.

Le polveri offensive sono pi indicate per armi a canna corta in cui non ha senso una pressione che
si esplica dopo che il proiettile ha abbandonato l'arma; le polveri progressive sono preferite nelle
armi a canna lunga e in tutti quei casi in cui si preferisce non sottoporre ad eccessive sollecitazioni
le pareti dell'arma.?

La deflagrazione della polvere sviluppa una grande quantit di gas (circa un litro per ogni grammo
di polvere) che si dilatano per effetto del calore (oltre 2000 gradi); un litro di gas, racchiuso in uno
spazio minimo e sottoposto a tale temperatura produce un aumento di pressione che in un fucile a
palla giunge a superare i 3000 kg/cm2 (circa 500 atmosfere in un fucile a canna liscia). La pressione
cos sviluppatasi si esercita in tutte le direzioni: contro le pareti del bossolo che viene pressato
contro la parete della camera di scoppio (cos assicurando che non sfuggano gas all'indietro), contro
il fondello che viene premuto contro l'otturatore, contro il fondo del proiettile che viene spinto in
avanti; essa continua a crescere fino al momento in cui il proiettile si svincola dal bossolo e inizia il
suo percorso. aumenta quindi lo spazio a disposizione per i gas, ma fino a che la produzione di gas
maggiore dello spazio a disposizione, continua ad aumentare la pressione, il che aumenta la
produzione di gas. Raggiunto l'equilibrio tra i due valori, la pressione inizia a calare. La
combustione deve essere regolata in modo da non superare certi valori di pressione massima e di
pressione alla bocca ed in modo che la combustione si concluda all'interno della canna. Il picco di
pressione massima si verifica molto presto, in genere da alcuni millimetri a pochi centimetri di
percorso del proiettile e la pressione alla bocca deve essere cinque o sei volte minore.

Durante il percorso nella canna il proiettile viene costantemente accelerato nel suo moto cos che
esce dalla bocca con il massimo della velocit. La pressione invece si riduce a poche centinaia di
atmosfere. In genere in un'arma leggera l'aumento della lunghezza della canna non comporta alcun
aumento della velocit del proiettile oltre i 60-70 cm. di lunghezza. Nelle armi a canna liscia a
pallini, accurati esperimenti hanno dimostrato che, a parit di strozzatura, oltre i 60 cm di lunghezza
si ha un aumento di velocit pari a circa 1 m/s per ogni centimetro in pi e quindi, nella pratica, un
aumento trascurabile.

Un parametro importante nei calcoli di balistica interna data dal "rapporto di espansione" (inglese:
expansion rate) che d il rapporto tra pressione massima, pressione alla bocca, volume interno della
canna e volume interno del bossolo:

Altro importante parametro dato dal rapporto tra pressione media e pressione massima.

Il valore della pressione media dato dalla formula

in cui
m = peso del proiettile in g (dovrei dire massa, ma peso pi chiaro!)
mc = peso della polvere in g
Vo = velocit alla bocca in m/s
S = sezione della canna in mm quadrati
L = spazio libero percorso dal proiettile

Il valore della pressione massima deve essere misurato sperimentalmente oppure ricavato dalle
tabelle dele munizioni o di ricarica delle varie polveri.

Calcoli di balistica interna

Il balistico tedesco Heydenreich, sulla base di esperimenti compiuti all'inizio del secolo, ha
elaborato una serie di formule empiriche che consentono di eseguire i principali calcoli di balistica
interna con accettabile approssimazione.
Sia
Pm = pressione media
Pmax = Pressione massima
Xpmax = Spazio percorso dal proiettile fino al raggiungimento della pressione massima
Vpmax = Velocit del proiettile al raggiungimento della pressione massima
Tpmax = Tempo impiegato a raggiungere la pressione massima
Po = Pressione alla bocca
Xo = Percorso del proiettile fino alla bocca
Vo = Velocit del proiettile alla bocca
To = Tempo impiegato dal proiettile per raggiungere la bocca
Px = Pressione dopo che il proiettile ha percorso lo spazio x
Vx = Velocit dopo che il proiettile ha percorso lo spazio x
Tx = Tempo impiegato a percorrere lo spazio x

I valori ricercati potranno essere calcolati agevolmente mediante l'uso della prima tabella di valori,
sulla base della conoscenza di , con le seguenti formule:

Una seconda tabella consente invece di calcolare pressione, velocit e tempi in relazione allo spazio
percorso, conoscendo il valore del rapporto tra spazio percorso e Xpmax.

Le formule da applicare sono:


Px = Pmax G
Vx = Vpmax H
Tx = Tp J

Quindi, se sono noti la pressione massima e la velocit alla bocca di una cartuccia, possibile
calcolare i valori lungo tutto il percorso del proiettile entro la canna.

Vediamo un esempio pratico di calcolo (da Beat P. Kneubuehl, Geschosse, 1994)


Sia un proiettile cal. 38 del peso di g. 10,2. Il peso della polvere sia 0,26 g., lo spazio libero
percorso dal proiettile 123 mm, (alla lunghezza della canna va aggiunta la lunghezza del proiettile)
la velocit alla bocca 265 m/s, la pressione massima 1600 bar, la sezione della canna 62,77 mm
quadrati.
Si avr
E quindi:
Xpmax = 1230,0383 = 4,7 mm
Tpmax = [(2)/265] 0,165 = 0,15 ms
Vpmax = 265 0,331 = 87,7 m/s
Po = 470 0, 237 = 111 bar
To = [(2123)/265]0,754= 70 ms
Il valore di sar dato da 123/ 4,7 = 26,17

Le formule non tengono conto della perdita di pressione tra tamburo e canna nei revolver.

Velocit dei gas alla bocca

I gas di sparo escono dalla bocca con grande velocit che, per le pistole, supera quella del proiettile;
essi quindi, per un breve tratto, oltrepassano il proiettile.

La velocit dei gas pu essere calcolata con la formula di Laval

in cui Vc ed mc sono i valori gi visti sopra.

La velocit del proiettile a seconda della lunghezza della canna - Calcolo semplificato.

La velocit del proiettile, oltre che dal tipo di cartuccia, dipende da vari fattori quali la maggiore o
minore marcata forzatura fra le righe della canna, la perdita di energia meccanica conseguente
all'attrito all'interno dell'anima, dalle condizioni atmosferiche che influenzano la combustione della
carica di lancio, per tacere poi dello stato di conservazione della cartuccia.

In genere i fabbricanti indicano la velocit del proiettile delle loro cartucce; i dati sono in genere
riferiti a canne di prova di 60 cm di lunghezza, con caratteristiche ottimali, e sono valori medi che
possono divergere anche del 5% rispetto alla velocit effettiva. Quando non sia possibile misurare
direttamente la velocit del proiettile, ci si dovr affidare a calcoli teorici.

Il fattore principale di cui occorre tener conto quello della lunghezza delle canna in quanto, specie
nelle armi corte, la velocit reale del proiettile pu essere di gran lunga inferiore a quella che ci si
potrebbe attendere leggendo i dati delle case produttrici. Nei revolver inoltre necessario tener
conto della perdita di pressione dovuta alla maggior o minor fuga di gas fra tamburo e canna (in
termini di energia, la perdita pu variare dal 10 al 20%).
La variazione di velocit dipendente dal variare della lunghezza della canna, naturalmente entro
limiti ragionevoli (per una pistola non avrebbe senso una canna lunga meno di 4 cm o pi di 40 cm),
pu essere calcolata in modo alquanto approssimativo assumendo che la variazione di velocit sia
proporzionale alla radice quarta degli spazi percorsi dai proiettili nelle rispettive canne. Lo spazio
percorso si calcola misurando la lunghezza che intercorre tra la punta del proiettile e la bocca della
canna, aggiungendo poi ad essa la lunghezza del proiettile. Si avr quindi

Se, ad esempio un proiettile di pistola sviluppa 320 m/s in una canna di 15 cm., in una canna di 5
cm la velocit sar di

Risultati molto pi precisi possono ottenersi se si tiene conto anche della progressivit della polvere
individuata in base ad una costante. Questa pu essere ricavata dalla velocit iniziale del proiettile
se si conosce il peso della polvere e la lunghezza della canna.

Sia:
S = percorso del proiettile in mm nella canna, misurato dalla base del proiettile nella cartuccia alla
bocca dell'arma.
C = calibro in mm
P = peso del proiettile in gr
M = peso della polvere il gr
R = costante di progressivit della polvere

La balistica interna ci insegna che la velocit del proiettile sar data dalla formula (Weigel)

da cui si ricava che

Stabilita per una determinata cartuccia e una certa lunghezza di canna, la velocit iniziale del
proiettile e quindi il valore di R, sar facile calcolare la velocit per una diversa lunghezza di canna
o per una diversa carica, introducendo il valore di R nella penultima formula.

Si prenda ad esempio un proiettile cal 9 Para con palla di gr. 7,5 e carica di polvere di 0,26 gr, che
sviluppa una velocit iniziale di 332 m/s e supponiamo che sia stato sparato in una canna di 120 mm
con un percorso del proiettile pari a 105 mm e senza perdite di gas. La costante R sar pari a 1716.
Se ora assumiamo di impiegare una canna di 80 mm, con un percorso libero del proiettile pari a 65
mm, ed inseriamo questi due valori nella formula di Weigel, otterremo che la velocit iniziale si
sar ridotta a 294 m/s.
TABELLA I dei fattori di Heydenreich

A B C D F
0.25 0.0313 0.139 0.324 0.216 0.725
0.26 0.0330 0.146 0.326 0.220 0.732
0.27 0.0347 0.152 0.327 0.226 0.740
0.28 0.0365 0.159 0.329 0.231 0.747
0.29 0.0383 0.165 0.331 0.237 0.755
0.30 0.0402 0.172 0.333 0.242 0.762
0.31 0.0421 0.178 0.335 0.250 0.770
0.32 0.0440 0.186 0.337 0.256 0.777
0.33 0.0460 0.193 0.339 0.263 0.785
0.34 0.0480 0.200 0.341 0.269 0.792
0.35 0.0500 0.207 0.343 0.278 0.800
0.36 0.0521 0.214 0.345 0.282 0.807
0.37 0.0542 0.222 0.347 0.288 0.814
0.38 0.0563 0.229 0.350 0.294 0.822
0.39 0.0585 0.237 0.351 0.300 0.829
0.40 0.0608 0.244 0.354 0.304 0.836
0.41 0.0631 0.252 0.356 0.313 0.844
0.42 0.0654 0.260 0.359 0.319 0.851
0.43 0.0678 0.268 0.361 0.325 0.858
0.44 0.0703 0.276 0.364 0.332 0.886
0.45 0.0729 0.284 0.366 0.340 0.873
0.46 0.0756 0.292 0.369 0.346 0.880
0.47 0.0784 0.301 0.371 0.354 0.888
0.48 0.0813 0.309 0.374 0.363 0.895
0.49 0.0843 0.318 0.377 0.372 0.902
0.50 0.0875 0.326 0.380 0.382 0.910
0.51 0.0908 0.335 0.383 0.394 0.918
0.52 0.0944 0.343 0.386 0.407 0.926
0.53 0.0981 0.352 0.390 0.421 0.934
0.54 0.1020 0.361 0.393 0.437 0.942
0.55 0.1061 0.370 0.396 0.454 0.950
0.56 0.1099 0.379 0.399 0.470 0.958
0.57 0.1141 0.388 0.403 0.487 0.966
0.58 0.1185 0.397 0.406 0.505 0.974
0.59 0.1230 0.406 0.409 0.524 0.983
TABELLA 2 dei fattori di Heidenreich

G H J
0.25 0.741 0.392 0.610
0.50 0.912 0.635 0.780
0.75 0.980 0.834 0.903
1.00 1.000 1.000 1.000
1.25 0.989 1.130 1.081
1.50 0.965 1.262 1.154
1.75 0.932 1.366 1.219
2.00 0.898 1.468 1.282
2.50 0.823 1.632 1.394
3.00 0.747 1.763 1.495
3.50 0.675 1.875 1.589
4.00 0.604 1.983 1.682
4.50 0.546 2.068 1.769
5.00 0.495 2.140 1.851
6.00 0.403 2.269 2.012
7.00 0.338 2.363 2.163
8.00 0.284 2.445 2.309
9.00 0.248 2.509 2.451
10.00 0.220 2.566 2.589
11.00 0.199 2.615 2.725
12.00 0.181 2.659 2.858
13.00 0.164 2.702 2.988
14.00 0.150 2.740 3.116
15.00 0.137 2.777 3.253
16.00 0.125 2.811 3.390
17.00 0.117 2.837 3.502
18.00 0.109 2.862 3.618
19.00 0.102 2.887 3.740
20.00 0.096 2.910 3.816
25.00 0.073 3 003 4 455
30.00 0.058 3.075 5.031
35.00 0.048 3.162 5.657
40.00 0.041 3.223 6.261
BALISTICA ESTERNA

La traiettoria nel vuoto


Riprendiamo qui pi ampiamente la trattazione della traiettoria di un proiettile nel vuoto, gi in
parte anticipata nella pagina "balistica esterna". Quando si devono calcolare i dati della traiettoria di
un corpo pesante lanciato o sparato con bassa velocit iniziale, la resistenza dell'aria pu essere
trascurata e possono applicarsi le formule per la traiettoria nel vuoto, molto pi semplici dal punto
di vista matematico. Se il proiettile leggero la resistenza dell'aria pu diventare preponderante e le
formule per il vuoto diventano inapplicabili (provate a lanciare a distanza una piuma ed un sasso e
capirete perch il rapporto peso-volume importante!). Come abbiamo visto nella pagina
introduttiva alla balistica esterna, nel vuoto il proiettile sar soggetto a sole due forze indipendenti
l'una dall'altra: l'impulso iniziale impressogli ed il peso (pari al prodotto della massa e
dell'accelerazione di gravit. L'impulso iniziale tende ad imprimere al corpo un moto uniforme e
rettilineo.
La forza peso tende a far cadere il proiettile verso il suolo con moto uniformemente accelerato
( 9,81 m/sec2). La componente orizzontale della velocit costante in direzione ed in valore.
Supponendola terra piatta e ferma (supposizione pi che idonea nei casi in cui possono applicarsi
praticamente le formule per la traiettoria nel vuoto), la combinazione dei due moti d come risultato
un percorso parabolico da parte del proiettile.

Una valutazione matematica del problema ci consente di affermare che in questa parabola:
- la traiettoria determinata solo dalla velocit iniziale, indipendentemente dalla forma e dal peso
del proiettile (= ogni corpo lanciato);- l'asse della parabola perpendicolare e, passando attraverso il
vertice della curva, la divide in due rami (ascendente e discendente) simmetrici;- l'angolo di
partenza eguale all'angolo di caduta;- la velocit iniziale eguale alla velocit di caduta;
- la gittata massima si ha per un angolo di partenza di 45.

I valori numerici che descrivono i vari elementi della traiettoria sono collegati fra di loro da
semplici relazioni matematiche, cos che, noti alcuni di essi, possono agevolmente ricavarsi gli altri.
Per comprendere meglio le formule relative, anticipiamo la esemplificazione pratica della traiettoria
di un giavellotto, con tutti i dati numerici. Essi ben poco si discostano dalla realt; si consideri che
la traiettoria atmosferica tanto pi si avvicina a quella nel vuoto quanto pi pesante il proiettile e
pi bassa la velocit iniziale; ad esempio nel caso dei mortai la differenza tra gittata reale e gittata
nel vuoto soltanto del 10% e la differenza era ancora minore per le artiglierie antiche. Per un
proiettile di pistola la differenza invece di circa 10 volte! Sia quindi da calcolare la traiettoria di
un giavellotto con velocit iniziale di 30 ms e con angolo di partenza di 40.

Il significato delle lettere si ricava dalla seguente figura:

Dalle formule che poi riporteremo si otterranno i seguenti dati:


= 40
= 40
yv = 18,955 m
xv = 45, 174
X = 90,349 m
T = 3' 93
Vv = 22,98 ms

Dopo 1,5 secondi , i valori del punto P delle coordinate x e y saranno


x = 34,47 m
y = 17,89 m
= 11 14' 44"
Vx = 29,42 ms
Vy = 4,56 ms

Ed ecco ora le formule in base alle quali, noti alcuni elementi della traiettoria, si pu risalire ad altri
elementi ignoti.

Valori di un punto qualunque della traiettoria.

x : Ascissa di un punto qualunque

e quindi nell'esempio dato, dopo 1,5 secondi,


x= 30 (1,5 cos 40)=34,47 m

Oppure

in cui si avr il segno - nel ramo ascendente e il segno + nel ramo discendente.

y: Ordinata di un punto qualunque della traiettoria

Con i dati dell'esempio si otterr y = 17,889 m.


Oppure

Oppure

Oppure

Oppure
Valore di : angolo tra la tangente nel punto considerato e l'asse delle ascisse (< 90 nel ramo
ascendente, > 90 nel ramo discendente).

Nell'esempio si avrebbe

da cui q= 11 14'
Oppure

Oppure

t: tempo di volo fino ad un punto qualunque della traiettoria

ad esempio

Oppure

Vx e Vy : componenti della velocit V in un punto qualunque

ad esempio: Vx = 30 cos.40 = 22,98 ms.


Oppure

Valori al vertice della traiettoria

Oppure

Oppure
Oppure

Oppure

Oppure

Questa la nota formula di Haupt valida, con buona approssimazione, anche nell'atmosfera.

Per il tempo di percorso

ma, pi semplicemente

E per la velocit al vertice da

Oppure

Valori all'origine della traiettoria

Oppure

Quest'ultima formula consente di ricavare l'angolo di partenza per una determinata gittata X
desiderata, conoscendo la gittata massima del proiettile.
Valori nel punto di caduta

Oppure

Oppure

Oppure

Oppure

Valori massimi della traiettoria

quando l'angolo di partenza eguale a 45

quando l'angolo di partenza uguale a 90


Perci l'ordinata massima uguale alla massima altezza h raggiungibile dal proiettile sparato
verticalmente; quindi

Bersaglio fuori del piano di orizzonte

Le formule riportate sono valide per il caso in cui il bersaglio (o il punto di caduta del proiettile) si
trovi sulla linea dell'orizzonte OC dell'arma. Se si suppone invece che il terreno sia in uniforme
salita o discesa nella direzione del tiro, che il terreno formi cio con l'orizzonte del pezzo un
determinato angolo b, saranno naturalmente diversi sia la gittata che il tempo di volo.
Le formule pi comuni applicabili saranno le seguenti

in cui

a seconda che si spari in salita (+) o in discesa (-).


La gittata effettiva O-Z diventa

OZ raggiunge il valore massimo quando la linea di proiezione la bisettrice dell'angolo YOZ, cio
quando

Queste formule ci consentono di risolvere problemi della vita quotidiana. Ad esempio ci si chiede;:
un uomo in grado di lanciare, in pianura, una pietra a 68 metri di distanza; egli si trova ora
sull'argine di un lago avente l'inclinazione di 26 gradi verso il basso ed a 60 metri al di sopra della
superficie del lago; ; riuscir a tirare un sasso nell'acqua?
Dal fatto che l'uomo pu lanciare un sasso a 68 metri, deduciamo che in grado id imprimere alla
pietra una velocit iniziale pari a

La gittata massima sar ottenuta con un angolo di lancio pari a

e sar perci eguale a

contro i 67 metri raggiungibili in piano.

Risolvendo il triangolo rettangolo OHZ si trova che

il che sta a significare che il punto di caduta Z ancora lontano dalla superficie del lago.

Se la pietra fosse stata lanciata orizzontalmente (linea OH), e questo il problema fondamentale nel
calcolo del lancio delle bombe d'aereo), essa avrebbe raggiunto una distanza pari a
IL PENDOLO BALISTICO

Per stabilire al velocit di un proiettile non vi strumento migliore di un cronografo, il cui acquisto per giustificato
solo per chi, come perito balistico o ricaricatore di cartucce, deve ricorrervi di frequente.

Chi invece ha bisogno solo occasionalmente di calcolare la velocit di un proiettile, pu ricorrere al vecchio metodo del
pendolo balistico, in grado di fornire dati pi che attendibili senza alcuna spesa (personalmente ho usato un pendolo
fatto con una patata per controllare la velocit di pallini ad aria compressa, e funzionava benissimo).

L'idea di usare un pendolo per determinare la velocit di un proiettile risale a Cassini Junior (1707) e lo strumento
derivatone, detto pedolo balistico, venne perfezionato da successivi studiosi (B. Robins, Diddion, Morin, Piobert) ed
stato l'unico ad essere impiegato fino a circa un secolo fa, contribuendo a porre le basi della balistica moderna.

Il principio teorico alla base del pendolo balistico estremamente semplice: l'arma viene puntata contro una massa
pendolare, costituita da materiale atto a trattenere il proiettile ed a realizzare un urto anelastico. Allo sparo quindi il
proiettile si conficca nella massa pendolare trasmettendole un impulso; dal teorema della conservazione della quantit di
moto e dalle leggi del moto pendolare si deduce la quantit di moto della massa pendolare dall'ampiezza della sua
oscillazione, e quindi la velocit del proiettile.

Sia infatti P il peso della massa pendolare e p il peso del proiettile; P+p sar il peso del pendolo con il proiettile infisso;
si poi V la velocit acquisita dal pendolo e v la velocit del proiettile prima dell'urto.

Sar

pv = (P+p)V
da cui

V = (pv) / (P+p)
Sotto l'influenza dell'urto il pendolo acquista una velocit e quindi una forza viva E, espressa dalla formula

che lo fa alzare di un certo spazio h ove si trasforma in energia potenziale Ep

Ep= (P+p) h
Siccome E =Ep, si possono fondere le due espressioni e ricavare che

che la formula relativa alla caduta dei gravi.

Questo valore dovr corrispondere a quello derivato dall'impulso e quindi si potr scrivere:

da cui

L'altezza h non misurabile direttamente, ma pu essere espressa trigonometricamente in funzione della lunghezza l del
pendolo e dell'ampiezza dell' angolo dell'oscillazione

secondo la formula

h= l (1 - cos)
(uso per necessit pratiche il simbolo per indicare l'angolo alfa)

per cui, in definitiva, la formula da applicare la seguente

in cui l'unica incognita data dall'angolo alfa, da misurarsi di volta in volta.

A sua volta, la lunghezza l del pendolo non pu essere misurata direttamente poich ci che interessa non la lunghezza
effettiva, ma quella riferita al centro di oscillazione del pendolo composto, che si usa in pratica. Essa quindi deve essere
determinata indirettamente dalle leggi fisiche del moto pendolare: si determina con un cronometro la durata D in
secondi di una oscillazione, contando ad esempio il numero delle oscillazioni compiute in un minuto primo, e da esso si
ricava la lunghezza in metri secondo la formula

l = 0,248D
Invece di misurare l'ampiezza dell'angolo di oscillazione del pendolo, pu essere pi semplice misurare l'ampiezza s
dell'arco percorso da un suo punto e da essa risalire all'angolo alfa mediante la formula

ove L in questo caso rappresenta la distanza effettiva tra il punto attorno a cui oscilla il pendolo e il punto che traccia
l'arco.
Realizzazione pratica

Vediamo ora come si possa costruire praticamente il pendolo.

Esso deve rispondere ai seguenti requisiti:

a) deve avere una lunghezza tale da rendere sufficiente lenta l'oscillazione; la lunghezza L dovr quindi essere di 1 - 1,5
metri.

b) la massa pendolare deve avere un peso tale non compiere , in relazione al proiettile sparato, una oscillazione
superiore a 20 e deve essere sospesa in modo da poter oscillare in un solo piano senza sbandamenti, rotazioni ed
oscillazioni parassite. In linea di massima dovr avere un peso, in grammi, pari al prodotto della velocit del proiettile
in m/sec per il suo peso in grammi. Quindi dovr pesare circa kg 1 per il cal. 22, kg 1,5 per il cal. 7,65 e il cal. 9, e cos
via.

c) Il blocco deve essere conformato in modo che il proiettile vi penetri e vi resti infisso; per alcuni proiettili sar
sufficiente un blocco di legno, per altri occorrer provvedere, oltre al legno, degli strati di piombo od altro metallo che
impediscano la perforazione completa. In pratica andr bene qualsiasi scatola metallica, a forma di parallelepipedo o di
cilindro, in cui sistemare strati di legno, sabbia, piombo, e sospeso mediante quattro fili sottili e non elastici, riuniti a
due a due con anelli , ad un qualunque sostegno stabile.

Al di sotto della scatola, sul prolungamento dell'asse perpendicolare del pendolo, verr fissato un indice scorrente lungo
un arco munito di una scala metrica, come indicato in figura. Per misurare lo spostamento massimo dell'indice per
effetto dello sparo, bisogner studiare un sistema qualunque, dal fine pennello all'estremit dell'indice, al filo trascinato
da esso, alla polvere sfiorata da un "baffo", che non offra resistenza al moto.

Uso del pendolo balistico

Per prima cosa bisogna pesare il blocco con precisione. Poi occorre sparare contro il blocco, ad una distanza che eviti
l'influenza del gas di sparo (oppure attraverso un diaframma forato) e cercando di colpire il centro del blocco per evitare
oscillazioni irregolari. Occorre ricordare che ad ogni sparo successivo al primo, il peso del blocco deve essere
aumentato del peso dei precedenti proiettili infissi in esso e che va tenuto conto di perdite di materiale.

Dopo aver sparato si legge quale stato lo spostamento massimo del pendolo e da esso si ricava la velocit del
proiettile. La lettura deve essere fatta con una certa precisione perch, ad esempio, con un pendolo di 130 cm di
lunghezza, un errore di lettura di 4 mm (10' di grado), comporta un errore nel calcolo di 5-6 m/sec.
Esempio
Sia da misurare la velocit di un proiettile cal 9 corto e si abbia
Peso del pendolo P , gr. 1500
Peso del proiettile p gr. 6
Lunghezza teorica del pendolo l , m 1,20
Lunghezza totale del pendolo L , cm 130
Arco percorso, cm 40

Applicando l'ultima formula troviamo l'angolo alfa

e quindi

Se si sparato contro il pendolo da una distanza di metri 1,5, e tenendo conto delle resistenze interne del sistema, si
otterr un valore abbastanza esatto della velocit iniziale aumentando quello sopra trovato dell' 1%.
Balistica del pallino da caccia e delle palle sferiche

Il comportamento della rosata stata oggetto di ampi studi, anche da parte di Autori italiani; qui ci limiteremo all'esame
della possibilit di calcolo numerico delle traiettoria di singoli pallini componenti la rosata.

I pallini, quando escono dalla bocca dell'arma, formano un blocco ancora alquanto compatto, salvo pochi pallini deviati
in modo anomalo per urti contro il vivo di volata. Gi a pochi metri dall'arma per, l'aria si fa strada fra i singoli pallini i
quali iniziano a risentire l'influsso della sua resistenza in modo diverso, a seconda del peso e delle deformazioni subite
per il contatto con l'anima della canna, o per compressioni nella cartuccia o per urti reciproci, ecc. I pallini vengono cos
a formare uno sciame allungato con la maggior concentrazione verso la sua parte anteriore (il centro di gravit della
rosata si colloca a circa 2/3 della sua lunghezza).

Per calcoli di estrema precisione, quali non si richiedono nella pratica venatoria, deve tenersi presente il fatto che la
resistenza dell'aria sui singoli pallini che si trovano ancora molto ravvicinati l'uno all'altro, minore di quella che il
pallino subirebbe se fosse isolato. Di conseguenza i pallini sparati da una canna strozzata presentano una diminuzione di
velocit minore rispetto ai pallini sparati da una canna cilindrica, ed ancora minore rispetto ad un pallino sparato
singolarmente.

Per il calcolo della ritardazione subita dai pallini si pu far ricorso alle tavole dello Ingalls o del Lovry (ed ovviamente
al software basato su di esse), ma non facile impostare il giusto coefficiente balistico che esse calcolano per proiettili
non sferici. Ad esempio, impiegando le tavole del Lovry, si ottengono risultati esatti se, per una velocit iniziale di 360
ms, si adotta il coefficiente i = 2,2 per pallini di 3-4 mm di diametro, mentre per pallini di 2 mm. il coeff. pari a 2,4.
Per la palla sferica di 18,5 mm. il coeff. diventa pari a 1,65.

Formula approssimativa

Per un calcolo approssimativo della perdita di velocit di un proiettile su di una determinata tratta si pu ricorrere alla
seguente formula, precisa per pallini di 4 mm, ma accettabile per pallini da 2 a 6 millimetri di diametro nell'ambito delle
distanze venatorie (25-60 metri).

La formula

in cui V la velocit finale, D la tratta in metri e d il diametro del pallino in mm.

Calcolo preciso
Per una maggior precisione si pu far ricorso alle tavole di ritardazione compilate dal Journe proprio per palle sferiche
e di cui riportiamo pi sotto un estratto.
L'uso delle tavole il seguente.

Prima di tutto occorre calcolare il coefficiente balistico della palla

in cui d il diametro in mm e P il peso in grammi e indica la densit dell'aria (standard = 1,22).

Ricordo che il peso di una palla, per una densit standard del piombo di 11,1 gr per centimetro cubo, data da
A titolo di esempio si veda come il Cb di un pallino di 3 mm sar pari a 0,07 e quello di una palla sferica cal. 12 (18,5
mm) di 0,0115.

Sia ora da calcolare la velocit residua a 100 metri della palla sferica cal .12 sparata con la velocit iniziale di 360 ms.
Dalla tavola si legge che il valore R relativo a V=360 1,6208; a questo valore si aggiunge ora il valore del coefficiente
balistico moltiplicato per la distanza considerata e quindi

Cb 100 = 0,01128 100 = 1,128;


R= 1,128 + 1,6208 = 2,7488
in corrispondenza del quale leggiamo la velocit ricercata, pari a poco meno di 260 ms. (il valore esatto pu ricavarsi
per interpolazione).

Tempi di volo
La seconda colonna della tavola (i cui valori vanno divisi per 100) consente di calcolare il tempo di volo. Proseguendo
nell'esempio appena fatto, in corrispondenza di V=260, si legge il valore T = 0,007010 e in corrispondenza di V = 360,
T = 0,003290
Il tempo di volo sar dato dalla differenza di questi due valori divisa per il coefficiente balistico e quindi 0,00372 :
0,01128 = 0,329 secondi.
Una volta calcolati i tempi di volo e le velocit residue alle varie distanze, gli altri elementi della traiettoria possono
essere calcolati con i sistemi noti per proiettili di armi a canna rigata.

Gittata massima dei pallini


La gittata massima dei pallini si ottiene con angoli di proiezione che vanno dai 14 per i pallini da 1 mm a 25 per la
palla cal. 12. In modo molto empirico, la gittata pu assumersi essere pari a tanti metri quanti d il prodotto di 80 per i
diametro del pallino (quindi il pallino di 3 mm arriver a 240 metri).

Un risultato pi soddisfacente (valido dal pallino da 1 mm. fino alla palla cal. 12) fornito dalla formula

Dispersione dei pallini

Il diametro della rosata non aumenta in modo lineare con l'aumentare della distanza; vale a dire che se a 10 metri la
rosata ha un diametro di 15 cm, alla distanza di 20 metri essa non sar di 30 cm, ma un poco pi ampia.
impossibile fornire una regola matematica che consenta di calcolare con precisione la dispersione dei pallini, anche
perch ogni strozzatura ha, in definitiva, un suo particolare comportamento.
A titolo puramente orientativo si pu utilizzare la formula

la quale ci dice che si assume eguale ad 1 il raggio del circolo che a 5 metri dall'arma contiene il 50% dei pallini, il
raggio alla distanza x sar pari a y volte; in altre parole se a 5 metri il raggio del circolo contenente il 50% dei pallini
di 3, 5 cm, a 60 metri il raggio di tale circolo sar di 22 volte pi grande e quindi di 22 . 3,5 = 77 cm.

Si tenga presente che questo un valore intermedio per pallini di circa 2, 5 mm. e che la rosata per pallini di minor
diametro un po' pi ampia e quella per pallini pi grossi, un poco pi ristretta.
TAVOLA DI JOURNE

Velocit R T100
--------------------------------------
30 16,612 19,94
35 15,654 17,23
40 14,696 14,50
45 13,952 12,86
50 13,208 11,21
55 12,600 10,11
60 11,993 9,007
65 11,479 8,217
70 10,965 7,429
75 10,553 6,836
80 10,142 6,244
85 9,7486 5,782
90 9,3556 5,321
100 8,6541 4,583
105 8,3376 4,382
110 8,0211 3,980
115 7,7326 3,730
120 7,4441 3,479
125 1,1794 3,267
130 6,9146 3,056
135 6,6706 2,875
140 6,4266 2,694
145 6,2006 2,538
150 5,9746 2,283
155 5,7651 2,253
160 5,5556 2,124
165 5,3601 2,006
170 5,1646 1,887
175 4,9913 1,783
180 4,8179 1,679
185 4,6479 1,587
190 4,4779 1,495
195 4,3192 1,414
200 4,1604 1,332
205 4,0122 1,260
210 3,8639 1,118
215 3,7272 1,124
220 3,5904 1,060
225 3,4667 1,006
230 3,3429 0,9507
235 3,2294 0,9025
240 3,1159 0,8542
245 3,0152 0,8130
250 2,9144 0,7719
255 3,8241 0,7365
260 2,7337 0,7010
265 2,6522 0,6696
270 2,5707 0,6389
275 2,4970 0,6113
280 2,4233 0,5845
285 2,3566 0,5611
290 2,2899 0,5377
295 2,2290 0,5170
300 2,1682 0,4964
305 2,1127 0,4782
310 2,0571 0,4600
315 2,0064 0,4439
320 1,9556 0,4278
325 1,9091 0,4135
330 1,8626 0,3992
335 1,6197 0,3864
340 1,7767 0,3735
345 1,7365 0,3619
350 1,6963 0,3502
355 1,6585 0,3396
360 1,6208 0,3290
365 1,5851 0,3197
370 1,5594 0,3094
375 1,5154 0,3004
380 1,4814 0,2913
385 1,4489 0,2829
390 1,4164 0,2744
395 1,3851 0,2665
400 1,3538 0,2586
405 1,3237 0,2512
410 1,2936 0,2437
415 1,2645 0,2367
420 1,2354 0,2297
425 1,2073 0,2231
430 1,1791 0,2165
435 1,1518 0,2102
440 1,1244 0,2039
445 1,0979 0,1980
450 1,0713 0,1920
455 1,0454 0,1863
460 1,0195 0,1806
465 0,99422 0,1752
470 0,96897 0,1698
475 0,94429 0,1646
480 0,91960 0,1594
485 0,89545 0,1544
490 0,87130 0,1494
495 0,84765 0,1446
500 0,82400 0,1399
505 0,80079 0,1353
510 0,77758 0,1307
515 0,75478 0,1262
520 0,73196 0,1218
525 0,70958 0,1177
530 0,68718 0,1133
535 0,66513 0,1092
540 0,64308 0,1050
545 0,62147 0,1011
550 0,59986 0,09707
555 0,57844 0,09321
560 0,55701 0,08935
565 0,53586 0,08561
570 0,51470 0,08187
575 0,49381 0,07805
580 0,47292 0,07424
585 0,45228 0,07071
590 0,43164 0,06718
595 0,41119 0,06375
600 0,39074 0,06032
605 0,37048 0,05697
610 0,35022 0,05362
615 0,33015 0,05036
620 0,31007 0,04709
625 0,29022 0,04391
630 0,27037 0,04072
635 0,25036 0,03762
640 0,23089 0,03451
645 0,21131 0,03147
650 0,19173 0,02844
655 0,17228 0,02547
660 0,15283 0,02250
665 0,13353 0,01960
670 0,11422 0,01669
675 0,09506 0,01385
680 0,07589 0,01101
685 0,05683 0,00823
690 0,03777 0,00545
700 0,00000 0,00000
I pallini d'acciaio

A met degli anni 80, a seguito della scoperta che negli specchi d'acqua i pallini di piombo provocavano inquinamento e
grave danno per i volatili, si fatto ricorso all'uso di pallini di acciaio, unica alternativa possibile. Trattasi di pallini di
acciaio dolce con un peso specifico di gr. 7,8 per cm cubo (piombo =11 gr) e una durezza di 90-100 HV (piombo = 15-
25 HV) . I pallini d'acciaio hanno perci una densit seziona le minore di quella dei pallini di piombo e quindi vengono
rallentati maggiormente dalla resistenza dell'aria. Per compensare questo comportamento sfavorevole occorre usare
pallini di maggior diametro (circa mezzo millimetro) rispetto a quello di piombo che si userebbe per lo stesso tiro; ci
comporta per un minor numero di pallini e, per compensare questo inconveniente occorre aumentare lo spazio a loro
disposizione nella cartuccia, riducendo al minimo lo spessore della borra, con le conseguenti variazioni balistiche. Il
numero di pallini rimane comunque un po' inferiore come si vede dalla seguente tabella.

Uso Metallo Diametro Peso singolo Peso tot. Nr. pallini


Lepre Pb 3,20 0,193 31,5 160
" Fe 3,70 0,207 31,5 150
Anitra Pb 2,70 0,116 31,5 270
" Fe 3,20 0,134 31,5 230
Trap Pb 2,41 0,083 31,5 380
" Fe 2,60 0,070 31,5 450
Skeet Pb 2,00 0,047 31,5 670
" Fe 2,30 0,050 31,5 630

Balistica interna

I pallini di acciaio sono pressoch indeformabili e perci, oltre che per il ridotto borraggio offrono una resistenza poco
elastica ai gas, non ne ammortizzano la pressione cos che la pressione massima in canna viene raggiunta in un tempo
(0,20 millisecondi) che la met di quella che si riscontra nelle cartucce con piombo (0,40 ms). La pressione comunque
rimane in limiti accettabili (650 bar contro 620 per il piombo) e non vi sono problemi per la chiusura dell'arma. Un
pericolo invece rappresentato dalla strozzatura della canna. Quando il bicchierino di plastica (che contiene i pallini e
protegge la canna da graffi) giunge all'angolo della strozzatura, a causa della indeformabilit dei pallini viene frenato
bruscamente e la parte centrale della carica si muove in avanti; ne derivano elevate sollecitazioni radiali che possono
provocare rigonfiamenti nella canna, ben visibili dopo qualche decina di colpi. Il rigonfiamento sar tanto maggiore
quanto pi grossi sono i pallini , quando pi accentuato l'angolo di strozzatura, e quanto pi debole la canna per
spessore o resistenza dell'acciaio. Gli esperimenti compiuti dalla Dynamit Nobel hanno dimostrato che con pallini fino a
2,5 mm non vi alcun pericolo di rigonfiamento. Invece in armi vecchi e con canne sottili e impiegando pallini da 3,2
mm. si ha rigonfiamento gi dopo 50 colpi e con 500 colpi la canna da buttare. Ad ogni modo, anche usando pallini da
3,7 mm non si verificata alcuna situazione di pericolo per il tiratore n variazioni nella rosata.

Balistica esterna

Il robusto contenitore dei pallini ritarda il momento in cui il pallini iniziano a scostarsi e quindi la rosata pi stretta;
inoltre lo sciame pi corto perch i pallini non si deformano e viaggiano tutti con velocit quasi eguale. La copertura
sul bersaglio non quindi proprio l'ideale, come avverrebbe con una cartuccia a piombo, perch vi sono troppi pallini al
centro e meno pallini nel cerchio esterno. Si consiglia quindi di scegliere una strozzatura di uno scalino inferiore
rispetto a quella che si userebbe con il piombo (ad es. 1/2 strozzatura invece di 3/4), cosa che inoltre riduce il pericolo
di rigonfiamenti se si usano pallini grossi.
La velocit alle varie distanze, data Vo = 400 m/s approssimativamente la seguente

Diametro 3,7 mm 3,2 mm 2,3 mm


Distanza
25 m 230 220 195
50 m 170 150 115
75 m 125 115 75

Il minor numero di pallini impone di ridurre la distanza di tiro se si vuole avere una copertura ottimale del bersaglio.
Non si dovrebbero superare i 30 metri.

Ai fini della sicurezza si consideri che un pallino di 2,6 mm, come usati per lo skeet, hanno una gittata massima di 210
m contro i 250 di un pallino di piombo; per il pallino di acciaio quando rimbalza perde molta meno energia di quello di
piombo e rimbalza pi lontano.I pallini d'acciaio provocano danno ai boschi perch i tronchi colpiti danneggiano poi le
macchine per lavorare il legno
Teoria della rosata

Le nozioni di balistica esterna necessarie per calcolare la traiettoria dei pallini da caccia sono esposte nel precedente
capitolo. Qui cercheremo di esporre le nozioni basilari sulla rosata e sulla efficacia venatoria dei pallini. Non ci
occuperemo delle munizioni per tiro al piattello.

I pallini sono prodotti con una lega di piombo indurita da antimonio, con un peso specifico medio di circa 11,1 gr/cm.
Vi sono in commercio anche pallini di acciaio, ma non sono di interesse venatorio.

A seconda delle esigenze venatorie si usano pallini di vario diametro, con i seguenti dati.

Diametro Peso gr Sezione Densit Nr. di pallini


mm mm sez. in 10 gr.
g/cm circa
10,0 5,8
9,0 4,3
8,0 3,0
7,0 2,0
6,5 1,6
5,15 0,8
4,75 0,62
4,30 0.46
4,5 0,531 15,89 3,34 19
4,25 0,447 14,14 3,16 22
4 0,373 12,56 2,97 27
3,75 0,307 11,05 2,78 33
3,5 0,250 9,65 2,59 40
3,25 0,199 8,28 2,40 50
3 0,157 7,07 2,21 64
2,75 0,120 5,92 2,03 83
2,5 0,091 4,90 1,85 110
2,41 0,080 4,57 1,78 123
2,25 0,066 3,98 1,66 152
2 0,047 3,14 1,48 213
1,75 0,031 2,40 1,29 322

Tabella con misure di vari pallini

Si tenga presente che nei vari paesi esistono poi numerazioni convenzionali e che ad ogni numero non corrisponde ad
una frazione tonda di millimetro; in Italia, ad esempio,una delle numerazioni usuali la seguente; possono per esservi
variazioni rispetto ad altre tabelle. Il numero 2/0 si legge "due zeri".
Nr. mm Nr. mm
12 1,5 3 3,41
11 1,68 2 3,62
10 1,78 1 3,9
9 2 0 4,06
9 2,3 2/0 4,3
8 2,2 3/0 4,5
7 2,5 4/0 4,5
7 2,42 5/0 5
6 2,6 6/0 5,15
5 2,79 9/0 7,4
4 3,05 11/0 8,6

I pallini superiori ad un certo diametro vengono chiamati volgarmente "pallettoni", ma non vi un criterio uniforme su
dove porre la linea di distinzione. In alcuni paesi (Germania, Inghilterra, USA) si usa una denominazione particolare per
pallini con diametro superiore a 6 mm, in altri oltre i 5 mm, in Italia invece solo per pallini la cui numerazione
indicata in zeri. Non comunque distinzione che abbia un qualsivoglia fondamento giuridico poich per la legge si deve
solo distinguere fra munizione spezzata e munizione a palla unica.

I pallini vengono sparati da canne cilindriche o da canne conformate con particolari modelli e misure di restringimento
degli ultimi centimetri di volata, detti strozzature.

I pallini che escono da una canna cilindrica tendono ad allargarsi radialmente perch la resistenza dell'aria ha all'inizio
maggior presa sugli strati esterni dello sciame di pallini che non su quelli al centro. Inoltre il borraggio pu avere
inizialmente una velocit superiore a quella dello sciame e "bucarne" la parte centrale.

La funzione della strozzatura di evitare questi inconvenienti.

Disposizione dei pallini e borra, sparati con canna cilindrica, a 1,2 metri dalla volata
Pallini e borra, sparati da canna molto strozzata, a 1,2 metri dalla volata

I pallini dello strato esterno vengono compressi e rallentati per il maggior attrito e comprimono il gruppo al centro che
acquista maggior velocit e li sorpassa; la borra viene frenata e rimane indietro. Inoltre i pallini esterni vengono
assoggettati ad una forza che li dirige verso l'asse della canna e compensa quindi la loro tendenza ad allargarsi
radialmente; solo i pallini che si sono molto deformati per l'attrito contro le pareti della canna sfuggono a questo
recupero. Il risultato che lo sciame di pallini si allunga un po' di pi rispetto a quello sparato dalla canna cilindrica, ma
per un maggior numero di pallini viene indirizzato a viaggiare parallelamente all'asse delle canna. Perci la dispersione
radiale inizia pi tardi quando la resistenza dell'aria riesce ad agire all'interno dello sciame, in modo diverso sui singoli
pallini (punto di apertura).

L'effetto della strozzatura sulla velocit dei pallini del tutto trascurabile.

Lo scopo della strozzatura non quello di concentrare al massimo la rosata di pallini, ma quello di avere, alla distanza
voluta, la copertura ottimale della rosata che deve avere una certa dimensione per garantire che il bersaglio venga
colpito senza troppa difficolt, ma da un numero di pallini sufficiente ad ucciderlo.

Come si detto i singoli pallini acquistano velocit e direzioni diverse per effetto delle variazioni di forma entro la
canna, e conseguente spostamento del centro di gravit, per le diverse forze a cui vengono assoggettati dalla strozzatura,
per gli urti reciproci entro la canna e fuori di essa; la strozzatura allunga lo sciame e perci diminuiscono le probabilit
che pallini arretrati, ma di forma migliore, raggiungano pallini anteriori deformati e che entrambi rimbalzino fuori dello
sciame. Si consideri che il 10-15% dei pallini fortemente deformato e che almeno un terzo dei pallini ha qualche
deformazione (pallini da 2 mm; la percentuale sale fino al 65% per pallini da 4 mm).

I pallini poi non viaggiano sempre in modo rettilineo, ma, come ogni altro proiettile, con deviazioni spiraliformi attorno
alla linea di traiettoria: se si spara a 20 metri ad un bersaglio la cui met sinistra imperforabile, si vede che a 40 metri
la met sinistra di un secondo bersaglio viene egualmente colpita da pallini che a 20 metri si trovavano necessariamente
sul lato destro.

Le dimensioni e la distribuzione della rosata vengono rilevate con un bersaglio posto ad una data distanza e, salvo
alcuni pallini anomali, la sua forma pressoch circolare; la distribuzione dei pallini entro questo cerchio alquanto
imprevedibile, ma evidente che in una buona rosta la densit deve essere maggiore al centro che non ai margini.
Avviene cos che un corpo avente la superficie frontale di 90 cm (corrispondente ad una pernice), viene colpito da
numerosi pallini se si trova al centro della rosata e da un minor numero di pallini se si trova spostato verso il suo
margine. Siccome il selvatico deve essere colpito da pi pallini, si avr una buona rosata quanto pi uniformemente i
pallini sono distribuiti all'interno del cerchio, cos che in ogni suo punto il selvatico abbia le stesse probabilit di essere
colpito dal numero di pallini richiesto, visto che non facile coglierlo proprio al centro della rosata!

A breve distanza si avr una rosata piccola e con troppi pallini. Poi la rosata e la dispersione dei pallini aumentano con
la distanza finch alla distanza ottimale di tiro, per una data carica, si avr la distribuzione dei pallini migliore;
aumentando ancora la distanza, aumenta la rosata, ma si restringe via via la zona centrale in cui garantita la densit
richiesta dei pallini.

La velocit iniziale dei pallini ai fini degli studi di balistica viene convenzionalmente assunta come pari a 360 ms, anche
in considerazione del fatto che qualche decina di ms in pi o in meno alla bocca, diventano poi pochi ms alle distanze
venatorie e del fatto che questa risulta essere la velocit ottimale sotto molti punti di vista. Una velocit superiore
richiede notevole aumento delle pressioni con un peggioramento della rosata non accompagnato da alcun vantaggio alla
maggior distanza raggiungibile. Una velocit inferiore aumenta di molto la bont della rosata, ma diminuisce troppo la
penetrazione del pallino. Se un fucile d una buona rosata solo con cariche deboli, non buon fucile.

Nei primi metri di traiettoria non poi possibile determinare la velocit dei singoli pallini in quanto la carica si
comporta aerodinamicamente come un proiettile e ogni pallino inizia ad avere una traiettoria autonoma solo quanto
esposto alla resistenza dell'aria con esclusione degli influssi reciproci con gli altri pallini. La distanza a cui ci avviene
dipende dalla velocit iniziale, dal diametro del pallino, dal tipo e grado di strozzatura e dalla deformazione subita dai
pallini.

Il Burrard (studioso inglese) assume come distanza minima quella di 3 yarde (m. 2,75) e misura a partire da essa la
velocit iniziale dei pallini. In Germania si usa misurare la velocit a 5 m dalla bocca, distanza a cui con sicurezza ogni
pallino viaggia per conto suo e si riscontra che se essa pari a 360 ms, la velocit alla bocca pu variare da 385 a 395
ms a seconda di misura dei pallini, calibro, peso della carica.

Ecco la perdita di velocit dei pallini alle varie distanze:

mm Distanza in metri
10 12,5 15 20 25 30 35 40 45 50 550 60 75 100
4,5 338 327 317 299 281 265 250 237 225 214 205 196 176 156
4,25 336 325 314 295 276 260 245 231 219 208 198 189 170 145
4 334 322 311 290 271 254 239 225 213 202 192 183 163 138
3,75 332 319 307 285 266 248 233 219 206 195 185 176 155 125
3,5 330 316 303 281 261 242 226 212 199 187 177 169 147 115
3,25 328 313 300 276 255 236 218 204 191 179 169 161 137 107
3 326 310 296 271 249 229 211 196 183 171 160 150 126 99
2,75 323 306 292 265 241 221 203 188 174 162 151 141 115 80
2,5 320 302 287 258 233 213 194 177 162 150 138 127 99 64
2,25 316 297 281 250 225 203 182 163 148 135 122 111 80 45
2 311 291 273 242 215 190 167 146 128 113 99 88 57 20

Tabella della perdita di velocit di un pallino di dato diametro a varie distanze,


posto che la velocit a 5 metri dalla volata sia eguale a 360 m/s

mm Distanza in metri

10 15 20 25 30 35 40 45 50 55 60 75 100

4 0,0278 0,0433 0,0598 0,0781 0,0964 0,1170 0,1379 0,1611 0,1845 0,2102 0,2362 0,329 0,495

3,5 0,0278 0,0436 0,0606 0,080 0,0989 0,1200 0,1423 0,1670 0,1915 0,2200 0,2479 0,349 0,535

3 0,0278 0,0439 0,0613 0,0810 0,1013 0,1240 0,1475 0,1742 0,2008 0,2322 0,2615 0,376 0,585

2,5 0,0278 0,0442 0,0625 0,0831 0,1047 0,1290 0,1551 0,1840 0,2146 0,2472 0,2817 0,405 0,667

2 0,0278 0,0448 0,0643 0,0859 0,1097 0,1360 0,1653 0,1975 0,2326 0,2722 0,3160 0,481 0,885

Tabella del tempo impiegato a percorre varie distanze


posto che la velocit a 5 metri dalla volata sia eguale a 360 m/s
mm Distanza in metri
5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 55 60 75 100
4 2,44 2,06 1,77 1,54 1,34 1,18 1,04 0,92 0,83 0,74 0,67 0,61 0,48 0,34
3,5 1,65 1,38 1,17 1,00 0,86 0,75 0,65 0,57 0,50 0,45 0,40 0,35 0,27 0,18
3 1,06 0,86 0,72 0,60 0,50 0,43 0,36 0,31 0,27 0,24 0,21 0,19 0,13 0,07
2,5 0,60 0,48 0,38 0,31 0,25 0,21 0,18 0,15 0,12 0,10 0,09 0,08 0,05 0,02
2 0,31 0,23 0,18 0,14 0,11 0,09 0,07 0,05 0,04 0,03 0,02 0,02 0,01 0,002

Tabella dell'energia del pallino alle varie distanze posto


che la velocit a 5 metri dalla volata sia eguale a 360 m/s

La curvatura della traiettoria dei pallini pu essere trascurata perch ampiamente compensata dalle dimensioni della
rosata cos da non richiedere compensazioni al momento della mira. Un pallino di 2,5 mm cade di 1,9 cm a 20 m, di 5,5
a 30, di 12,3 a 40 metri; un pallino di 3,5 mm cade di 1,8 a 20 m ,di 4,9 a 30, di 10,3 a 40 e di 19,3 a 50 metri. I fucili
del resto sono tarati a 35 metri di distanza e a 10-15 cm sopra il centro ideale della rosata cos che lo scarto massimo
effettivo non supera i 10-15 cm.

Come detto, mentre la rosata sul bersaglio viene rappresentata come un cerchio, in effetti i pallini formano uno sciame
allungato con una maggior presenza di pallini nella parte anteriore; se si divide lo sciame in due parti contenente lo
stesso numero di pallini, si constata che il punto di divisione (centro di gravit dello sciame) si trova ad 1/3 dai pallini di
testa.

Sperimentalmente non si rilevano significative influenze della temperatura, dell'umidit dell'aria, dell'altitudine, sulla
velocit iniziale e sulla traiettoria, anche se i cacciatori usano aumentare le cariche in inverno (ma in inverno gli animali
sono pi protetti da piume e pelo).

Maggiore e significativa pu essere l'influenza del vento laterale, specialmente se si spara in aria (a terra il vento e
minore e vi la protezione di piante e cespugli). Con un vento di 5 m/s un pallino di 2,5 mm viene spostato di 10 cm a
25 m, di 20 cm a 35, di 35 cm a 45 m. (le deviazioni si raddoppiano se il vento soffia a 10 ms). Bisogna per tenere
presente che nel tiro a volo anche il selvatico viene spostato nella stessa direzione dei pallini.

La carica di pallini
Il peso della carica di pallini per un dato calibro non pu variare di molto: una carica troppo pesante aumenta la
pressione dei gas ed aumenta il rinculo; se l'arma pesante si pu usare una carica maggiore perch il rinculo sar
minore; un'arma leggera richiede una carica leggera per non avere un rinculo poco piacevole. La carica normale per un
cal. 12/70 di 35-36 gr, per un 16/70 di 30-31 gr, per un 20/70 di 26-27 gr. In cartucce maggiorante (Magnum, Super
speed) si pu per arrivare fino a cariche di 46 grammi per il calibro 12.

Quando si usano pallini di grosse dimensioni, il peso della carica pu essere aumentato un poco, senza che si verifichi
un aumento di pressione perch con pi i pallini sono grossi minore l'attrito fra i singoli pallini. Il problema dell'attrito
ora divenuto secondario per l'uso di borre di plastica che racchiudono il pallino fino all'uscita dalla canna.

L'aumento di diametro della rosata


In molti testi si legge che l'aumento della rosata non sarebbe proporzionale alla distanza dall'arma, ma un po' minore.
Ci ovviamente non pu avvenire, in contrasto con le leggi della fisica. I pallini hanno un comportamento diverso nei
primi 10-12- metri di percorso rispetto al tratto successivo e se si prende in esame l'intera traiettoria, effettivamente si
riscontra la non linearit dell'allargamento. Se per si stabilisce la dispersione a 35 metri, la dispersione a 25 metri o a
45 metri non potr che essere proporzionale alla distanza. Ci non accertabile con precisione assoluta per il fatto che i
pallini, come si detto, procedono con un moto spiraliforme e di conseguenza la distribuzione sul bersaglio in un dato
istante finisce per essere casuale e non predeterminabile. Inoltre una misurazione esatta richiede un bersaglio molto
ampio che consenta di visualizzare tutti i pallini; la valutazione cambia infine notevolmente a seconda che si consideri
l'intera rosata oppure solo la sua parte centrale. Si ripete perci fonte di errore (ad esempio) valutare le dimensioni
della rosata a 40 metri in base alla rosata misurata a 10 metri.

L'aumento della dispersione maggiore per i pallini piccoli che per i pallini grossi. Quelli piccoli iniziano a disperdersi
pi vicini all'arma e si deformano pi facilmente dei pallini grossi. Se si prendono in considerazione tutti i pallini della
rosata, anche i pi esterni, si riscontra cos che la dispersione dei pallini di 2,5 mm pu essere superiore del 50% a
quelle dei pallini di 3,5 mm. Se si prende in considerazione solo la parte centrale della rosata, in cui si trovano i 5/6 dei
pallini si ha una dispersione superiore solo del 10-25 %. Lo stesso fenomeno non si riscontra pi con pallini di 4 mm!
Va detto per che ogni strozzatura provoca una diversa dispersione cos che ha poco senso cercare di elaborare una
teoria generale.

In linea molto approssimativa si pu ritenere che se su di un bersaglio di dimensioni qualsiasi, alla distanza di 35 metri
si contano 100 pallini, alle diverse distanze si abbia il seguente numero di pallini

Distanza Strozzatura Strozzatura Strozzatura


media stretta strettissima
30 125 127
35 100 100 100
40 80 75 72
45 64 56 52
50 52 43 36
55 42 33 28
60 34 24

Bisogna quindi fare molto attenzione alle canne troppo strozzate perch oltre la distanza per cui si cerca di avere la
concentrazione ottimale, la dispersione della rosata pu poi aumentare in modo da essere del tutto insufficiente.

Per valutare molto approssimativamente le dimensioni dell'intera rosata alle varie distanze, si pu fare ricorso alla
tabella elaborata da M. Baker. Le dimensioni sono in pollici.

Strozzatura Distanza in yarde


10 15 20 25 30 35 40
Cilindrica 19 26 32 38 44 51 57
modif.
Cilindrica 15 20 26 32 38 44 51
Mezza 12 16 20 26 32 38 45
Piena 9 12 16 21 26 32 40

Le dimensioni della rosata non sono correlabili al calibro dell'arma; in piccoli calibri si riscontra sovente un maggior
numero di pallini con traiettoria anomala.

Si ripete comunque che impossibile dare indicazioni che non siano approssimative. Fucili aventi canne con identiche
dimensioni interne e strozzatura identica al centesimo di millimetro, hanno prestazioni differenti e basta la cromatura
delle canna per modificarle.

Una approssimativa valutazione delle dimensioni della rosta alle gittata massima dei pallini importante per valutare il
rischio di persone che si trovino a quella distanza e in quella direzione. Esperimenti svolti in Germania hanno dato i
seguenti risultati
Distanza in m. Diametro rosata in m
Pallini di 2,5 Pallini di 3,5
mm mm
30 2,5 1,9
40 3,8 2,9
60 7 5,3
80 11 8,3
100 17 12,8
120 26 19,5
140 38 28,5
160 58 43,5
180 80 51

Ci significa che se si spara verso un selvatico con pallini di 2,5 mm e dietro di esso, a 180 metri di distanza, vi una
persona, questa pu essere colpita anche se si trova spostata di 40 metri rispetto alla linea di tiro! Questo senza tenere
conto di possibili rimbalzi, di deviazioni anomale, di cartucce con dispersore (che danno a 20 metri il bersaglio che
altrimenti si avrebbe a 35 m), di strozzatura per skeet, ecc..

Secondo le norme di prudenza elaborate in Germania, quando si caccia con altre persone, non si dovrebbe sparare verso
di loro sotto un angolo minore di 10 gradi; ci significa che a 40 metri di distanza il compagno deve trovarsi almeno a 7
metri dalla lepre (a 20 gradi e a 14 metri se si usa un dispersore). Non sarebbe male che ogni cacciatore si abituasse a
valutare istintivamente questo angolo.

La lunghezza della rosata


La lunghezza della rosata non deve essere confusa con la lunghezza dello sciame di pallini in volo.

Se si spara su di uno specchio d'acqua, verso un anatra ad una trentina di metri, facile constatare a vista che i pallini
colpiscono una striscia di acqua lunga pi di 10 metri. Questa striscia non deriva dal fatto che lo sciame di pallini
assume una forma allungata, ma da un normale fenomeno balistico. Se a 35 metri l'intera rosata ha un diametro di circa
un metro, vuol dire che alcun pallini si troveranno al livello dell'acqua ed altri ad mezzo metro circa da essa, alcuni pi
veloci, altri pi lenti; percorrono perci traiettorie diverse e i pallini pi lenti o pi bassi colpiranno l'acqua circa 20
metri prima dell'anatra, quelli pi alti e pi veloci a circa 20 metri dopo l'anatra (dati puramente esemplificativi,
ovviamente); la conseguenza una lunga strisciata di pallini sull'acqua e una differenza di tempo di volo tra pallini
anteriori e pallini posteriori di 0,2- 0,3 secondi. Ci non significa ovviamente che non sia importante mirare bene un
selvatico che fugge davanti a noi in linea retta perch comunque la concentrazione richiesta di pallini si ha solo attorno
al punto mirato.

La lunghezza dello sciame di pallini


Il problema delle dimensioni e disposizione dello sciame di pallini lungo la traiettoria, stata oggetto di numerosi studi
i quali, in fin dei conti, hanno concluso che un problema di scarso interesse. In modo abbastanza indipendente da
carica e da strozzatura, i pallini si allungano in uno sciame a forma di grappolo d'uva, con la parte pi ampia in avanti e
che a 35 metri di distanza lungo 3-3,5 metri al massimo, ma anche minore se i pallini sono uniformi e non deformati. I
pallini migliori si troveranno ovviamente nella parte anteriore e quelli deformati o pi piccoli nella parte posteriore. Il
centro pi nutrito della sciame, che contiene circa il 75% dei pallini, si trova a circa un terzo (un metro circa) dai pallini
anteriori.
Sciame di pallini

Se si spara ad una lepre che passa di traverso a 35 metri, supposta una velocit finale di 226 ms per pallini di 3,5 mm,
questi impiegheranno circa 0,144 secondi a colpire il bersaglio; siccome gli ultimi sono tre metri indietro ne
impiegheranno 0,131 con una differenza di 0,013 secondi. Ammesso che la lepre abbia fretta e corra alla velocit di 15
ms, in quel tempuscolo potr percorrere solo una ventina di centimetri e perci non potra uscire dalla parte nutrita della
rosata. Se per il cacciatore ha mirato bene, con il giusto vantaggio, in modo che i primi pallini colpiscano la testa, i
pallini del centro dello sciame, a circa un metro dai primi, la colpiranno dopo che la lepre avr percorso meno di 10
centimetri, vale a dire alla spalla. Se si fa lo stesso calcolo per un fagiano che viaggia a 25 ms di velocit, i dieci
centimetri diventano circa 15.

Quale curiosit ricordo che certi cacciatori pasticcioni usavano mescolare pallini grossi a pallini piccoli convinti di
avere cos una cartuccia buona per tutti gli usi. una emerita sciocchezza perch cos facendo si ottengono, dopo una
diecina di metri, due sciami perfettamente separati, ognuno dei quali contiene un numero di pallini del tutto insufficienti
a uccidere il selvatico (a 35 metri i due sciami saranno ad una distanza, l'uno dall'altro, di circa 1,5 metri!).

Controllo della rosata


Esporr qui il metodo ufficiale seguito in Germania per controllare la regolarit della rosata e che consente un'ottima
valutazione di canne per caccia e cartucce. Per i fucili da tiro viene usato un diverso bersaglio.
Bersaglio per prova della rosata

Il bersaglio di controllo un cerchio di 75 cm di diametro con un cerchio interno di 37,5 cm. La corona circolare
divisa in dodici settori e il cerchio interno diviso in quattro settori; ogni settore ha la superficie di 276, 125 cm.
Questa misura stata scelta in modo che due settori adiacenti (552 cm) corrispondano alla superficie massima di una
lepre, mentre una pernice corrisponde ad 1/3 di un settore (92 cm) e un fagiano e un anatra a 2/3 (184 cm). La prova
viene effettuata sparando una serie di 5 cartucce eguali dalla distanza di 35 metri. Se una delle 5 rosata diverge dalle
altre per pi del 25% di impatti, occorre sparare altre cinque cartucce e la rosata anomala va scartata in quanto
attribuibile ad anomalia della cartuccia.

Per ogni rosata si passa poi a valutare la copertura di ogni settore (due settori per la lepre) che sar considerata
sufficiente se, tenuto conto del diametro del pallino richiesto per l'animale in considerazione, si contano almeno:

- almeno 12 pallini da 2,5 mm in un settore e cio almeno 4 pallini per la superficie di una pernice (1/3 di settore);

- almeno 6 pallini da 3 mm in un settore e cio almeno 4 pallini per la superficie di un fagiano (2/3 di settore);

- almeno 6 pallini da 3,5 mm in due settori contigui, corrispondenti alla superficie di una lepre. In questo caso bisogner
sommare via via a+b, b+c, c+d, d+a, e+f,f+g,... fino a q+e. Nella figura insufficiente solo il settore g+h e si hanno 89
pallini sul bersaglio con 15 settori coperti a sufficienza.

La rosata sar tanto migliore quanto maggiore il numero dei settori coperti e quanto maggiore il numero di pallini
complessivo. In presenza di un buon numero complessivo di pallini sul bersaglio, ma concentrati piuttosto sui settori
centrali, non si deve concludere che l'arma spara male, ma solo che pi adatta per tiri lunghi; perci consigliabile di
ripetere la prova a 40 metri di distanza.
Relazione tra selvatico e pallino
La balistica terminale della carica di pallini differisce fondamentalmente da quella del proiettile singolo. Questo deve
trasferire la sua energia al corpo e quindi costruito in modo da deformarsi e frantumarsi e da provocare distruzione
meccanica dei tessuti, oltre a onde d'urto distruttive.

Diverso il comportamento della carica di pallini che gi frantumata e quindi scarica immediatamente e completamente
tutta la sua energia su di una superficie molto maggiore. Si consideri che gi alla bocca la carica di un calibro dodici ha
una superficie di 2,5 cm, il che otto volte quella di una palla calibro 8 mm. A cinque metri la superficie di impatto
sar 20-30 volte superiore ( 6-10 cm di diametro) con una energia di oltre 200 kgm (circa 2000 Joule) il che spiega
l'effetto fulminante della carica a pallini a breve distanza, anche su animali di grossa taglia.

La carica di pallini conserva una energia sovrabbondante anche a distanze sui venti metri a cui, ad esempio, una lepre di
3 o 4 kg pu essere colpita da un numero di pallini sufficienti a dare circa 30 kgm di energia, vale a dire quanto un buon
calibro 38.

Il meccanismo dell'energia non sufficiente a spiegare il motivo per cui il selvatico viene ucciso anche a distanza
doppia sebbene colpito da un numero ridotto di pallini che talvolta penetrano di poco sotto la cute.

Il vero meccanismo stato scoperto facendo esperimenti scientifici su animali: si cos visto che lo stesso animale che
rimaneva fulminato da una scarica di pallini che appena bucavano la pelle, quasi non riportava danni se veniva colpito
mentre era narcotizzato. Si perci concluso che la morte non deriva direttamente dalle ferite, di per s lievi, ma dallo
shock nervoso cagionato dal fatto che pi pallini colpiscono contemporaneamente pi terminazioni nervose sparse sul
corpo. In medicina legale questo fenomeno conosciuto come "morte per inibizione riflessa" che talvolta pu
verificarsi anche per una sollecitazione improvvisa di una singola piccola ridotta regione del corpo (gli atemi delle arti
marziali o la morte improvvisa di chi si butta in acqua).

Per uccidere il selvatico perci necessario che venga colpito da un sufficiente numero di pallini che scatenino questo
riflesso e paralizzino il cuore. Sotto questo aspetto pu essere pi letale una carica di pallini piccoli che una di pallini
grossi, sempre che i pallini piccoli abbiano energia sufficiente a produrre ferite sotto cute.

Ovviamente un numero di pallini minore che penetrino in profondit entro il selvatico sono idonei ad ucciderlo, se
colpiscono punti vitali o provocano emorragia, o ad immobilizzarlo se spezzano arti.

Nello scegliere il pallino si deve perci cercare di ottenere entrambi i risultati con un pallino che assicuri sia una certa
penetrazione sia un numero sufficiente di impatti, secondo il criterio sopra visto per la valutazione della rosata. Non si
deve cercare di affidarsi solo alla penetrazione, ad esempio usando pallini molto grossi, perch diventa elevato il rischio
che il selvatico passi tra i pallini indenne, oppure che venga ferito da uno solo e vada a morire altrove. Si deve poi
tenere presente che l'effetto nervoso viene prodotto solo se i singoli pallini hanno una energia sufficiente a provocarlo.
Ad esempio per una pernice si calcola che ogni pallino debba avere all'impatto una energia di almeno 0,11 - 0, 15 kgm.
Questo non significa ovviamente che si possa sparare alla distanza di 100 metri se il calcolo teorico ci dice che un certo
pallino possiede ancora l'energia richiesta a tale distanza! Rimane infatti ferma l'esigenza che il selvatico venga colpito
da un numero sufficiente di pallini. Ad esempio i pallettoni da 8 mm potrebbero uccidere una volpe a 100 metri; per si
devono usare a non pi di 20-25 metri perch oltre tale distanza un puro caso colpire la volpe con pi di un pallino.
Il cacciatore che spara ad un selvatico con pallini pi piccoli di quelli teoricamente pi adatti, deve ricordarsi che deve
ridurre la distanza di tiro; se spara con pallini pi grossi corre il rischio di fracassare l'animale, se troppo vicino, o di
mancarlo, se si trova oltre la distanza di copertura ottimale della rosata.

Secondo Journe la distanza massima a cui si pu sparare ad un selvatico con buona sicurezza di ucciderlo, e non solo
di ferirlo, la seguente

Specie Superficie Peso kg Diametro m Distanza


Pernice 90 0,35 2,5 43
Anatra 150 0,85 3 45
Fagiano 200 1,25 3,25 46
Lepre 3,5 3,5 48
Volpe 6,5 3,75 50

In letteratura si trova talvolta cenno del fenomeno della "passata" che si verifica quando un selvatico in volo, trafitto da
un singolo pallino, cade stecchito. Sono state escogitate varie teorie ma senza giungere a conclusioni definitive.
probabile che anche in questo caso insorga una specie di shock nervoso. Egualmente poco chiara la ragione per cui, a
seconda della carica delle cartuccia, talvolta l'uccello cada senza spargere una goccia di sangue, talvolta invece sanguini
vistosamente dalla ferite.

Il "vantaggio"
Quando si spara ad un bersaglio in movimento non si deve mirare al centro di esso, ma un po' pi in avanti, rispetto alla
direzione del movimento, perch i pallini impiegano un certo tempo a raggiungere il bersaglio e in quel tempo il
bersaglio si spostato. Si consideri che sulla distanza di 35 metri i pallini viaggiano alla velocit media di 285 m/s e
impiegano circa 0,12 secondi a percorrerla; se il selvatico vola a 20 ms, in tale tempo avr percorso 2,4 m; se esso passa
trasversalmente di fronte a noi si dovr sparare a detta distanza davanti alla sua testa.

La formula per calcolare questo spazio data da

(Velocit del selvatico) * (distanza) / (Velocit media pallini)

La velocit media si ottiene sommando velocit iniziale a velocit finale dei pallini e dividendo per due.

In teoria si dovrebbe tenere conto anche dei tempi di reazione del cacciatore e del sistema meccanico dell'arma, ma
questi vengono corretti dallo stesso cacciatore che al momento dello sparo non blocca l'arma ma continua a muoverla,
assecondando il movimento del bersaglio.

Se il bersaglio si muove in diagonale rispetto al cacciatore, il calcolo diviene molto pi difficile; se il selvatico viaggia
con un angolo di 70 rispetto alla linea trasversale, il che equivale a dire che la sua direzione di moto di 20 rispetto
alla linea di mira (si trascura qui la precisione teorica), il valore dello scostamento si otterr moltiplicando il precedente
valore per cos70 oppure per sen20.

Nella pratica si ottiene lo stesso risultato utile calcolando il vantaggio non in metri, ma in "lunghezze dell'animale"; se
un fagiano che vola trasversalmente ci appare lungo 60 cm il vantaggio da dare sar dato da 240/60 = 4 fagiani; se esso
si allontana in diagonale sar sufficiente mirare "4 fagiani in avanti" secondo la lunghezza che il fagiano ci presenta per
effetto della prospettiva.

La penetrazione del pallino


Circa la penetrazione di pallini in tessuti molli, sono stati fatti esperimenti su blocco di gelatina constatandosi che alla
distanza di 35 metri e pallini da 2,5 mm la penetrazione attorno ai 60 mm, se di 3 mm di diametro, la penetrazione
attorno ai 70 mm, se di 3,5 mm attorno agli 80 mm. Con pallini da 2,5 mm si avuta, alle varie distanze, la seguente
penetrazione

Distanza in m Penetrazione in mm
15 69
20 64
30 50
40 33,6
50 23,5
Munizioni a pallini per revolver
Le cartucce per revolver sono vendute per la difesa da serpenti; esse sono caricate, nel cal. 38, con circa 135 pallini da
1,3 a 1,5 mm. Questa carica produce alla distanza di 15 metri una rosata di circa un metro di diametro. Essi, a tale
distanza, non sono in grado di superare un abbigliamento invernale. Al fine di usare queste cartucce anche per difesa
personale non letale, sono state fatte prove con pallini di dimensioni maggiori. Con pallini da 2,5 mm la rosata ancora
nutrita, ma anch'essi a 15 metri di distanza riescono appena a penetrare oltre un cappotto, senza ferire la cute. Con
pallini da 3,5 mm si producono ferite. I pallini da 4,5 mm superano agevolmente gli abiti e penetrano per 3 cm in un
blocco di plastilina; per in una cartuccia ve ne stanno solo una ventina. Si quindi pensato di caricare queste cartucce
con una miscela di pallini di varie dimensioni, in modo da avere una rosata nutrita e aumentare l'effetto di shock. La
miscela pi congrua risultata quella con il 50% di pallini da 2,5 mm, il 25% da 3,5 mm e il 25% da 4,25 mm., con un
totale di circa 50 pallini. Usando polveri e cariche vivaci (ad es. 4,5 grani di Kemira N 310) si ottengono velocit di
poco inferiori ai 300 ms in canne da 3 pollici. Con queste cartucce si riscontrato che una sagoma umana veniva colpita
da circa 40-45 pallini a 5 metri, da 25-35 pallini a 10 metri, da 20-25 pallini a 15 metri. Oltre questa distanza, la rosata
risulta molto sguarnita al centro.

A distanza ravvicinata tutti i pallini perforano 15 mm di legno; a 5 metri passano quelli da 3,5 e 4,25 mm, a 10 metri
solo alcuni dei pallini da 3,5 riescono a passare, a 15 metri solo quelli da 4,25 passano (al 90%) Invece la penetrazione
nella plastilina, dopo aver superato 5 mm. di strati di tessuto, stata la seguente

Diametro a 5 m a 10 m a 15 m
2,5 6 mm 2 mm 0 mm
3,5 11 " 5" 3"
4,25 21 " 16 " 11 "

La penetrazione dei pallini da 4,25mm nella plastilina non protetta da tessuto stata di 30 mm. La probabilit di colpire
agli occhi, sparando a 15 metri, risultata dello 1%

Bibliografia
Lampel W, Jagdballistik, Melsungen 1971
Lampel - Marhold, Waffen Lexikon, Mnchen 1994
Haglund B. - Claesson E. (Husqvarna) , Mina Jaktvapen, Stockholm 1957
Burrard, The modern Shotgun, 3 vol. , London 1952
Journe, Tire des Fusils de Chasse, Paris 1947
v. Wissman, Der Schrotschuss, Hamburg 1968
BALISTICA TERMINALE

La balistica terminale studia il comportamento del proiettile nel bersaglio. Qui ci occuperemo solo di quei pochi
problemi di balistica terminale che possono essere oggetto di una valutazione matematica, riservando ad un'altra voce la
trattazione dei fenomeni attinenti piuttosto alla medicina legale.

Uno dei fenomeni che meglio si presta ad uno studio scientifico quello della penetrazione del proiettile nei vari mezzi,
pur considerando che la diversit dei materiali e la diversit di comportamento dei singoli proiettili, a seconda della loro
struttura e della velocit al momento dell'impatto, non consentono il ricorso ad un modello matematico generale, ma
soltanto a formule empiriche. Accade infatti, da un lato, che proiettili ad alta velocit si deformino facilmente
all'impatto e, d'altro lato, che proiettili molto veloci non facciano a tempo a trasferire la loro energia al bersaglio.

Punto di partenza per calcolare la penetrazione del proiettile nella maggior parte dei materiali la sua energia cinetica o
forza viva; essa pu essere calcolata con la formula

in cui G rappresenta il peso in grammi e V la velocit in m/s. Se si elimina il valore 9,81 si ottiene il risultato in Joule
(1kgm = 9,81 J).

Le formule che proporremo sono state elaborate per proiettili di pistola incamiciati ed a punta tondeggiante e
presuppongono un impatto sul bersaglio ad angolo retto. Se il proiettile colpisce il bersaglio con un angolo minore, il
che pu accadere per effetto dei movimenti di precessione, anche se il piano del bersaglio perpendicolare alla
traiettoria), la sua capacit di penetrazione sar naturalmente minore fino a giungere, oltre un certo angolo, al rimbalzo.

Nell'attraversare materiali in pi strati pu anche accadere che il proiettile, che inizia a penetrare gi inclinato, venga
ulteriormente deviato nell'attraversamento del primo strato, cos da non essere pi in grado di attraversare il secondo su
cui scivola semplicemente ( all'incirca il fenomeno per cui un raggio di luce viene rifratto quando dall'aria penetra
nell'acqua). In linea di massima i risultati ottenibili con le formule sono utilizzabili anche per proiettili di carabina e per
proiettili non incamiciati in quanto lo scarto nella penetrazione rispetto al proiettile tipo, se non intervengono
deformazioni, pu assumersi come costante e lineare e quindi facilmente verificabile in via sperimentale; ad esempio si
riscontra sperimentalmente che la penetrazione di proiettili di piombo nel legno o nel ferro inferiore di circa il 20%
rispetto a quella di un proiettile incamiciato di eguale calibro. Particolare cautela occorre nell'applicare le formule a
proiettili semicamiciati, proprio per la grande variet di deformazioni che possono subire.

Nelle formule che seguito i simboli sono usati, salvo diversa indicazione, con il seguente significato:

P: penetrazione in cm riferita alla punta del proiettile

V: velocit di impatto in m/s


G: peso in grammi
C: calibro in mm.
S: sezione del proiettile in cmq

Penetrazione nel ferro


La penetrazione di proiettili nel ferro (blindature, carrozzerie, ecc.) stata oggetto di ampi studi in campo militare e la
formula pi usata quella di Krupp
con cui possono risolversi problemi quali:

- un proiettile di pistola cal. 9 Para pu perfora la blindatura di un'auto a 100 metri di distanza?
- quale velocit possiede il proiettile dopo aver perforato una lamiera di un millimetro?

Si badi che la formula di Krupp valida solo per l'attraversamento di uno strato omogeneo di metallo; ad esempio un
proiettile cal 9 Para perfora alla velocit di 330 m/s una piastra di circa 2,1 mm di spessore o tre piastre da 0.7 mm
pressate assieme; se invece le tre piastre sono distanziate l'una dall'altra, ad es. di un centimetro si assiste al fenomeno
un po' paradossale ma scientificamente spiegabile, per cui ne perfora ben 15 per un totale di 10,5 mm !

Penetrazione nel legno


La penetrazione nel legno di abete presa comunemente come indice dell'efficacia di un proiettile. Essa pu essere
calcolata con la formula di Weigel

oppure con quella di Hatscher che ha il vantaggio di tener conto del fattore di forma i, il che utile specialmente per
proiettili di fucile

Penetrazione nell'osso
La formula che per proiettili idi pistola incamiciati fornisce i migliori risultati

Per proiettili a punta arrotondata si deve sostituire la costante 0,44 con 0,30 e per proiettili wad-cutter con la costante
0,15.

Dalla velocit al momento dell'impatto vengono detratti 60 m/s che rappresentano la perdita di velocit per effetto del
solo impatto; ci significa, in altre parole, che un proiettile con velocit inferiore a 60 m/s produce sull'osso solo un
effetto contusivo, ma non ne spezza il tessuto. Questa cosiddetta velocit limite di 60 m/s riferita a proiettili per
pistola a punta tondeggiante o a palle sferiche; nel caso di proiettili con elevata densit sezionale oppure molto
appuntiti, chiaro che la velocit limite sar inferiore. Se il proiettile attraversa altri tessuti (indumenti, muscolo),
bisogner ovviamente tenerne conto.

Penetrazione nella cute


Il limite di velocit a cui un proiettile ancora in grado di bucare la cute umana stata studiata per proiettili di pistola o
per palle sferiche e risulta valida la formula del Sellier

in cui Ds rappresenta la densit sezionale. Questa data dal rapporto G/S.


Dalla formula si ricava, ad esempio, che un pallino da caccia di 3 mm di diametro non riesce a perforare la pelle, ma
procura solo una contusione, se non raggiunge la velocit di 78 m/s.
La stessa formula pu essere usata anche per indumenti; sostituendo il valore +100 a +22 si ha la velocit limite per la
tuta da combattimento americana a sei strati di tessuto.

Penetrazione nei tessuti molli del corpo umano


Sulla base di studi compiuti sulla gelatina balistica il Sellier pervenuto alla formula

in cui dalla velocit di impatto V viene detratta la velocit limite relativa alla cute, il cui spessore viene per computato
come spessore di tessuto muscolare

Le formule sopra riportate non sono solamente delle curiosit matematiche, ma possono orientare nella soluzione di
problemi di balistica giudiziaria, di cui si riportano alcuni esempi.

1) Un uomo stato colpito da un colpo di pistola da circa 100 metri di distanza che ha forato il cranio da parte a parte
per complessivi cm. 1 di osso; possibile che sia stata usata una cal. 7,65 ACP?

Un tale proiettile con velocit iniziale di 285 m/s, a 100 metri ha ancora una velocit di 240 m/s. Le perdite di velocit
che subisce all'impatto sono di 35 m/s per impatto con la cute e di 60 m/s per l'impatto sull'osso; 10 m/s li perde nella
perforazione dei primi 5 mm. di osso ed entra quindi nel cervello alla velocit di 135 m/s; a questa velocit perfora 12
cm di tessuti molli perdendo altri 35 m/s; ulteriori 60 m/s li perde all'impatto con la parete opposta del cranio e altri 10
m/s per la sua perforazione. Residuano quindi solo 30 m/s, proprio al limite della possibilit della completa perforazione
(sperimentalmente si accertato che da distanza ravvicinata solo l'80% dei proiettili cal 7,65 perfora il cranio da parte a
parte; quindi possibile, ma improbabile che vi sia riuscito a 100 metri di distanza).

2) Una persona viene colpita da un colpo cal. 9 Para da circa 100 metri di distanza, con perforazione della colonna
vertebrale e fuoriuscita dalla parte opposta. sufficiente un colpo di pistola (V= 280 m/s) o deve ipotizzarsi un colpo di
mitra (V= 400 m/s) ?

Le perdite di velocit sono di 60 m/s per impatto e attraversamento cute ed abiti, 60 m/s per impatto con l'osso spesso 2
cm, 20 m/s per la sua perforazione; rimangono solo 140 m/s insufficienti per perforare tutto il ventre e la cute e gli abiti
nella parte anteriore; deve quindi ipotizzarsi che il colpo sia stato sparato con un mitra.

Penetrazione in materiali vari


Per il calcolo della penetrazione in vari materiali, quali terra o mattoni, si pu usare la formula di Petry in cui P il peso
in gr, C il calibro in mm, V la velocit di impatto in ms e k un coefficiente con il seguente valore

0,64 muro di cemento


0,94 muro di pietra
1,63 muro di mattoni
2,94 terra sabbiosa
3,96 terra normale
5,87 terra argillosa

La penetrazione Pn in cm sar data da

Quale riscontro si tenga presente che per un proiettile di pistola cal 7,65, la penetrazione in terra sabbiosa sar di circa
18 cm.
Penetrazione sperimentale in cm del proiettile militare 30-06 (Vo =845 m/s, P= 9,7 g)
alla distanza di 180 metri

media massima

Ghiaia 17,7 20
Muro di mattoni 11 16.5

Sabbia asciutta 18,5 20,7


Sabbia bagnata 18,5 23,3
Argilla 62 73,5
Terra sciolta 50 50
La probabilit di colpire
Il calcolo delle probabilit consente di calcolare quante probabilit vi sono che un evento possibile, ma non certo, si
verifichi.
La probabilit P che un evento si verifichi data dal rapporto tra eventi favorevoli ed eventi possibili: la probabilit che
esca il sei lanciando un dado una sola volta data da
P = 1/6 = 0,166
dal che si ricava che il valore di P non pu mai essere superiore ad uno, poich in tal caso si ha la certezza che l'evento
si verifichi. La probabilit che l'evento non si verifichi sar evidentemente data da 1-P La probabilit che si verifichino
contemporaneamente un certo numero di eventi indipendenti l'uno dall'altro pari al prodotto della probabilit di
ciascun evento. Se la probabilit di colpire un bersaglio P = 0,1 la probabilit di colpirlo due volte di seguito sar

P P = 0,01
Viceversa la probabilit di non colpirlo due volte di seguito sar data da

P = (1 - 0,1) (1 - 0,1) = 0,89


e cos via.
Diverso naturalmente il problema di stabilire quante probabilit si avrebbero di colpire il bersaglio almeno una volta
sparando 5 colpi. Passaggi un po' complicati portano alla formula

P = 1 - (1 - 0,1)elevato alla quinta = 0,4


Se la probabilit di colpire varia ad ogni colpo, ad esempio da 0,1 a 0,15 a 0,2, ecc. (si pensi ad un bersaglio che si
avvicina sempre pi al tiratore!), la formula diventa

P = 1 - (1 - 01) (1 - 0,15) (1 - 2) ....

Per eseguire calcoli di questo tipo occorre perci apprendere come calcolare il valore di P, cosa abbastanza facile.
Ogni arma a palla, anche se provata al banco, non in grado di concentrare i proiettili in un unico punto, ma li disperde
attorno al punto mirato entro un'area di dispersione che possiamo assumere come circolare. Se il centro del bersaglio e il
centro del circolo di dispersione non coincidono, ci significa che vi un difetto da correggere nel sistema di
puntamento.
La dispersione naturalmente aumenta, in modo poco pi che proporzionale, con l'aumentare della distanza dell'arma dal
bersaglio; aumenta inoltre quando al fattore meccanico si aggiunge quello umano: ogni tiratore, a seconda della sua
abilit, del suo stato psicofisico, a seconda delle circostanz ambientali, concentrer pi o meno i colpi sul bersaglio.
Questa dispersione del tiro pu essere valutata con metodi statistici. Di norma lo studio della dispersione del tiro con
artiglierie sul terreno, e quindi rispetto a bersagli orizzontali, in cui i tiri presentano una dispersione ellittica, essendo la
dispersione maggiore in lunghezza che in larghezza. Noi invece ci vogliamo occupare solo del tiro contro bersagli
verticali ove la dispersione, come si detto, pu ritenersi circolare e quindi sar sufficiente, per i successivi calcoli, di
individuare lo scarto quadratico medio dei singoli proiettili rispetto al centro della rosata.

Supponiamo di avere sparato dieci colpi contro un bersaglio e di aver ottenuto la rosata di figura 1.

Figura 1

Per prima cosa occorre individuare il centro medio della rosata. Ci si pu ottenere in modo empirico tracciando prima
un asse orizzontale in modo che vi siano met dei colpi sopra e met dei colpi sotto di esso, e poi un asse perpendicolare
al primo che lasci met dei colpi a sinistra e met dei colpi a destra: il punto d'incontro rappresenta il centro ideale della
rosata.
Per calcolare ora lo scarto quadratico medio, vale a dire la media dei quadrati delle deviazioni di ogni singolo colpo dal
centro medio, occorre misurare la distanza di ogni colpo dal centro medio ed elevare il valore trovato al quadrato. La
radice quadrata della media dei valori cos trovati ci dar il valore M ricercato. Invece di misurare la distanza dal centro
ideale di ogni colpo, si pu, pi semplicemente, come nell'esempio di figura 1, calcolare lo scarto di ogni valore di X e
di Y rispetto al valore X-Y del centro medio e poi estrarre la radice quadrata della somma dei loro quadrati, con
normale applicazione del teorema di Pitagora.

Nell'esempio si avrebbe che le coordinate del centro medio sono X = 35,6 e Y = 26,5 e che le coordinate dei singoli
colpi, la differenza D dal valore medio, i loro quadrati, avrebbero i seguenti valori:

X D D Y D D
32 3,6 12,96 19 7,5 56,25
41 5,4 29,16 21 5,5 30,25
33 2,6 6,76 26 0,5 0,25
42 6,4 40,96 28 1,5 2,25
28 7,6 57,76 31 4,5 20,25
36 0,4 0,16 33 6,5 42,25
28 7,6 57,76 22 4,5 20,25
37 1,4 1,96 24 2,5 6,25
41 5,4 29,16 32 5,5 30,25
38 2,4 5,76 29 2,5 6,25
356 242,4 265 214,5

da cui si ricava direttamente lo scarto quadratico medio per X = 24,24 e per Y = 21,45.
Il valore di M sar infatti dato dalla radice quadrata della somma

(24,24 + 21,45) = 6,76 cm (manca il segno di radice!)

Il valore cos trovato consente di determinare il parametro pi importante di tutta la teoria del tiro e cio lo scarto
probabile S.

Per comprenderne il significato si pensi ad un'arma che spara una serie di colpi dal punto O in direzione OX

B
O -----------------|-----|----|------X
a a
Il punto medio di caduta sia B; se si prendono in esame due strisce di terreno prima e dopo il punto B e se a piccolo,
in esse si riscontrano pochi colpi e quindi la probabilit di colpire quella striscia piccola e la maggior parte dei colpi
cadr fuori di essa. Per un certo valore di a vi saranno tanti colpi fuori della striscia quanti entro di essa. A questo punto
la probabilit che un proiettile cada entro la striscia pari a 0,5 e cio ad un colpo su due. Questo valore a corrisponde
al parametro S e il valore 2S indica la larghezza di una striscia di terreno posta simmetricamente a lato del punto medio
e che ricomprende la met dei colpi sparati che si trovano pi vicini al punto medio, la met dei punti migliori.
Se il ragionamento, invece che alla sola dispersione longitudinale sul terreno viene riferita alla dispersione in altezza e
in larghezza su di un bersaglio verticale, si otterr che se nella larghezza 2S cade il 50% dei colpi, in un quadrato ne
cadr lo 0,5x 0,5 e cio lo 0,25%; in un cerchio infine avente il raggio S, ricadr il 20% circa dei colpi (il cerchio
iscritto in un quadrato ha una superficie inferiore di circa 1/5 a quella del quadrato stesso). Il valore di S che, nel caso
sia calcolato per una dispersione unidimesionale, dato dalla formula S = 0,6745M, nel caso di una superficie dato
dalla formula S = 0,4769M.
Nel caso della figura 1 si avrebbe perci S = 6,76 x 0.4769 = 3,22 cm.

Il calcolo della distribuzione dei colpi all'interno di un cerchio, stabilito il valore di S, un po' complicato in quanto
occorre far riferimento ad un valore di P dato dalla funzione

in cui K = Raggio/S ed e = 2,718.

Pi semplicemente il valore di P in funzione del valore K pu essere ricavato dalla seguente tabella.
K P K P K P
0,1 0,002 2,1 0,633 4,1 0,978
0,2 0,009 2,2 0,667 4,2 0,982
0,3 0,020 2,3 0,700 4,3 0,985
0,4 0,036 2,4 0,730 4,4 0,988
0,5 0,056 2,5 0,759 4,5 0,990
0,6 0,079 2,6 0,785 4,6 0,9919
0,7 0,106 2,7 0,810 4,7 0,9934
0,8 0,136 2,8 0,832 4,8 0,9947
0,9 0,168 2,9 0,852 4,9 0,9958
1 0,203 3 0,871 5 0,9966
1,1 0,240 3,1 0,888 5,1 0,9973
1,2 0,279 3,2 0,903 5,2 0,9979
1,3 0,319 3,3 0,916 5,3 0,9983
1,4 0,360 3,4 0,928 5,4 0,9987
1,5 0,401 3,5 0,938 5,5 0,9990
1,6 0,441 3,6 0,948 5,6 0,9992
1,7 0,482 3,7 0,956 5,7 0,9994
1,8 0,521 3,8 0,963 5,8 0,9995
1,9 0,560 3,9 0,969 5,9 0,9996
2 0,597 4 0,974 6 0,9997

Dalla tabella si vede che per R = S e quindi K = 1, un cerchio con raggio eguale ad S contiene il 20,3% dei colpi; un
cerchio con raggio pari a 2S, e quindi con K = 2, il 59,7% dei colpi, e cos via.
Per contro dalla tabella si legge che il cerchio avente una probabilit del 50% di essere colpito, si ottiene moltiplicando
S per un valore K di circa 1,75 (che si ottiene mediante interpolazione tra 0,482 e 0,521) e quello con probabilit del
75% moltiplicandolo per 2,47.

Si potranno quindi risolvere i seguenti problemi relativi a bersagli circolari.

1) Quale raggio ha il cerchio che contiene il 50% e il 75% dei colpi, data la rosata di figura 1?

Soluzione:
R(50) = 1,7456 S = 1,4756 3,22 = 5,62 cm
R(75) = 2,4686 S = 2,4686 3,22 = 7,95 cm

2) Con una pistola sono stati sparati numerosi colpi contro un bersaglio con 10 zone (anelli) aventi raggio 4, 8,
12, 16, 20, 24, 28, 36, 40 cm. e si contato che entro il cerchio di 20 cm caduto circa il 60% dei colpi. Quale il
valore di S e quale percentuale di colpi caduta nei singoli cerchi?

Soluzione:
Dalla tabella si vede che per P = 60 si ha K = 2; il valore di S sar dato dal rapporto R/K e quindi da
20/2 = 10 cm. Si proceder poi al calcolo di K per i vari raggi e da esso a quello delle relative
percentuali; le percentuali dei singoli anelli si otterranno poi per differenza.

3) Nel problema n. 2 si voglia stabilire la percentuale di colpi in un determinato anello del bersaglio.

Soluzione:
Sar sufficiente determinare la percentuale relativa ai due cerchi che delimitano l'anello e fare la
differenza. Se, ad esempio, il cerchio interno ha raggio R = 3S e quello esterno R = 4S, si ricava che
la percentuale sar data da 97,4% - 81,7% = 10,3%.
Se occorre conoscere la percentuale di colpi in un solo settore del cerchio o dell'anello, sar
sufficiente dividere i risultati trovati per il rapporto tra cerchio e settore; se, ad esempio, il settore
sotteso da un arco di 36 la percentuale dei colpi ad esso relativa sar di 1/10 di quella calcolata per
il cerchio di 360.

4) Se S = 4 cm quale percentuale di colpi contiene un cerchio con raggio 10 cm ?


Soluzione:
K sar eguale a 10/4 e cio 2,5 da cui si ricava P = 0,75%, vale a dire che un colpo su 4 uscir dal
cerchio.
Si osserva in proposito che conoscendo la percentuale di colpi all'interno di un determinato cerchio,
si pu direttamente calcolare S senza dover misurare i singoli scarti di ogni colpo; dalla percentuale
infatti si risale a K e il rapporto R/K ci dar il valore di S. Ancora pi semplicemente si potr
tracciare il cerchio contenente il 20% dei colpi per ottenere R = S.

In molti casi per il tiratore si trova di fronte non figure geometriche quali il bersaglio da tiro a segno, ma figure
irregolari e asimmetriche, come la sagoma di un veicolo o di un uomo, rispetto a cui non facile eseguire il calcolo
matematico sopra esposto.
In tali casi si ricorre alla cosiddetta rete di dispersione di Gauss illustrata in figura 2,

Figura 2

la quale consiste di un quadrato di lato pari a 10S, suddiviso in quadratini aventi lato 0,5S, per ciascuno dei quali
calcolata la percentuale di probabilit di colpirlo (i valori indicati in ogni quadratino vanno divisi per 100!). Se la
probabilit di colpire una striscia orizzontale o verticale, non limitata in lunghezza e larga 0,5S, pari, ad esempio al
13,2% (vedi strisce centrali), la probabilit di colpire il quadrato formato dal loro incrocio sar dato, secondo le regole
del calcolo della probabilit nell'ipotesi di pi eventi indipendenti, da 13,2 13.2 = 1,74%, come per l'appunto sta scritto
nei quadratini centrali.

Per calcolare la probabilit di colpire un determinato bersaglio, sar quindi sufficiente disegnare la sagome del bersaglio
nella stessa scala usata per la rete di Gauss (in figura, usando carta millimetrata, 1 cm = 0,5S) e poi sovrapporre la
sagoma facendo coincidere il suo centro con il centro della rete. La somma delle percentuali dei quadratini coperti dar
la percentuale di probabilit di colpire quel bersaglio. Se la sagoma copre un quadratino solo in parte, il valore di esso
verr ridotto percentualmente.

Se poi la sagoma viene spostata di un lato di un certo numero di quadratini, si otterr la percentuale di probabilit per il
caso in cui il centro medio della rosata sia spostato rispetto al centro del bersaglio. Per conoscere infine verso quale
punto del bersaglio irregolare occorre mirare per ottenere la massima probabilit di colpirlo, bisogner
procedere per tentativi, spostando la sagoma sulla rete fino ad ottenere il valore massimo di
probabilit.
Il metodo esposto consente di risolvere eleganti problemi di un certo interesse per la balistica giudiziaria (anche se i
giudici hanno bisogno di certezze e non di probabilit).

Accade abbastanza spesso che il feritore di una persona affermi di aver sparato ai piedi della stessa oppure di lato e di
averla colpita in punti vitali per sbaglio; il calcolo delle probabilit consente di valutare l'attendibilit della
dichiarazione, specialmente quando l'arma presenta una notevole dispersione dei colpi. In alcuni casi si potrebbe tenere
conto anche della abilit nel tiro dello sparatore, ma bisognerebbe avere la certezza che egli durante le prove di tiro
spari effettivamente secondo le sue possibilit.

Per risolvere il quesito si proceder quindi a determinare il valore di S dell'arma (o del tiratore) alla distanza del caso e
si abbia, ad esempio, che a 50 metri S = 30 cm. Allora ogni lato di un quadratino corrisponder a 15 cm e, per una
sagoma umana di normale corporatura, si potr disegnare il contorno come in figura. Se lo sparatore afferma di aver
sparato ai piedi della vittima, la sagoma andr sovrapposta sulla rete il modo che il centro della rete si trovi in
corrispondenza dei piedi. La probabilit di colpire il corpo al tronco sar data dalla somma dei valori dei quadratini
coperti dal tronco e cio 0,32 + 0,32 + 0,16 + 0,16 + 0,08 + 0,08 + 0,03 + 0,03 .... ecc. con i quadratini coperti
parzialmente, ottenendosi una percentuale di circa 1,4%; vale a dire che su 100 colpi sparati in quelle condizioni solo 1
o 2 potevano colpire il tronco nonostante che lo sparatore avesse mirato ai piedi. Quindi la versione dello sparatore
appena accettabile. Se invece la vittima fosse stata raggiunta al capo, la probabilit di colpirlo scenderebbe a meno dello
0,01%, decisamente inverosimile.

La validit del metodo trova conferma eseguendo il calcolo in via puramente matematica. A tal fine inseriamo la
sagoma, come in figura 3, in un settore di anello circolare, usando una scala per cui sia S=30 cm. Il valore ricavato
anche in questo caso pari allo 1,4%.

Figura 3
Raggio R = 150 cm
Raggio r = 75 cm
KR = 150 : 30 = 5
Kr = 75 : 30 = 2,5
P5 = 99,66
P2,5 = 75,90
99,66 - 75,90 = 23,97%
360 : 21 = 17
23,97 : 17 = 1,4%

La precisione del calcolo della probabilit dipende dalla precisione con cui stato calcolato il valore S, precisione che
pi aumenta quanto pi ampia la serie di colpi sparati. Affinch i risultati per non risultino falsati da tiri anormali
occorre escludere dalle serie di colpi quelli cosiddetti anomali, cio quelli che per imprevedibili fattori (errore del
tiratore, difetto della carica o del proiettile, ecc.) si discostano da quelli che derivano invece dalle normali irregolarit
del tiro.
In via approssimativa si considera anomalo quel colpo che in una serie di colpi non supe-riore a 10 ha uno scarto
superiore a 5S e, in una serie superiore a 10 colpi, ha uno scarto superiore a 6S.

Un calcolo pi preciso pu farsi usando il fattore di anomalia di Chauvenet il cui uso il seguente.
Prima di tutto si calcola il valore di S sui dati relativi ad un certo numero di colpi sparati, come spiegato all'inizio. Poi si
controlla se vi sono scarti il cui valore sia superiore al prodotto di yS in cui y il fattore di anomalia di Chauvenet,
correlato al numero di colpi sparati, secondo la seguente tabella:

nr y
4 2,27
5 2,43
6 2,57
7 2,67
8 2,76
9 2,84
10 2,91
12 3,02
20 3,32

Se ve ne sono, questi sono considerati tiri anomali e vengono esclusi, rifacendosi poi da capo il calcolo di M ed S. Nella
rosata di figura 1 si avrebbe, ad esempio, 2,91 x 3,22 = 9,3 cm; siccome nessun colpo ha una distanza maggiore dal
centro della rosata, vuol dire che non vi sono tiri anomali.
Errori nel tiro

Errore di partenza
Nei calcoli eseguiti finora abbiamo sempre supposto che l'angolo di proiezione coincidesse con l'angolo di tiro, che cio
la posizione della bocca dell'arma e il prolungamento del suo asse non si spostassero durante lo sparo.
In effetti i due angoli non coincidono mai, ma divergono di un piccolo angolo detto angolo "di rilevamento". Quindi
l'angolo di proiezione sar eguale all'angolo di tiro, pi o meno un certo angolo

L'angolo di rilevamento di cui si tiene conto solitamente quello cadente nel piano verticale, ma al momento dello
sparo si verificano anche spostamenti nel piano orizzontale.

Tutti questi spostamenti sono dovuti alle sollecitazioni meccaniche che l'intera arma subisce durante lo sparo e pi
precisamente durante la prima fase del rinculo, ovvero quella che si verifica mentre il proiettile percorre la canna.
La pressione assiale contro il piano di culatta, quella contro la spalla del bossolo, la forza scambiata tra proiettile e
canna e, infine, le vibrazioni che l'accompagnano, provocano un movimento istantaneo tipo "colpo di frusta".
E' da rilevare che la prima fase del rinculo caratterizzata dalle massime pressioni all'interno dell'arma e dalle massime
deformazioni elastiche del materiale.

Si verificano, quindi, le massime accelerazioni, alle quali per, corrispondono spostamenti relativamente piccoli. In
realt l'effetto di rinculo che ognuno pu macroscopicamente osservare si verifica dopo che il proiettile ha abbandonato
l'arma, cio quando essa "restituisce" al tiratore l'energia immagazzinata. Nella prima fase del rinculo l'arma non ruota
attorno al punto di appoggio (la spalla del tiratore, nel caso del fucile) ma attorno al suo baricentro.
Ai fini balistici, l'effetto pratico una variazione, negativa o positiva, dell'angolo di tiro. Questa variazione
strettamente dipendente dal tipo di arma, dal sistema di costruzione delle canne, dalla loro forma, dal materiale usato,
dal sistema di incassatura, dalla carica impiegata e da fattori contingenti (ad esempio un diverso stato di umidit
dell'aria pu indurre movimenti nel legno dell'incassatura che viene a poggiare diversamente contro la canna ed a
modificarne le vibrazioni).

In linea di massima, l'angolo di rilevamento negativo in alcune artiglierie, ma sempre positivo nelle armi portatili.
Nelle armi di grosso calibro pu raggiungere il valore di un grado, mentre nei fucili dell'ordine di alcuni minuti di
grado. In caso di traiettorie brevi e tese l'angolo di rilevamento pu quindi superare di pi volte l'angolo di tiro. Cos, ad
esempio, in un fucile semiautomatico cal.7,9 mm. (Vo = 755 ms.) puntato sui 100 m. , l'angolo di tiro di 3' e l'angolo
di rilevamento pari a 12'.

Pu cos verificarsi in casi particolari il fenomeno apparentemente strano secondo cui, diminuendo la velocit del
proiettile, questo colpisce pi in alto e non pi in basso, come ci sarebbe da attendersi. Ci deriva dal fatto che varia il
tempo di percorrenza della canna e quindi il proiettile pi lento la abbandona nel momento in cui la sua rotazione
(impennamento) ha acquistato una maggiore ampiezza. Questo fenomeno pu comportare notevoli variazioni nella
precisione tra un'arma azzerata al banco e la stessa arma impiegata dalla spalla oppure con canna appoggiata malamente
a supporti che ne modificano le vibrazioni. Il cacciatore o il tiratore, comunque, non devono preoccuparsi dell'angolo di
rilevamento poich di esso si tenuto conto nell'azzerare l'arma. Se invece si debbono eseguire calcoli con armi di altro
tipo o per lunghe gittate, trascurare il rilevamento, pu comportare un errore significativo.

La misura dell'angolo di rilevamento non molto semplice in quanto occorrerebbe, con arma fissata al banco, stabilire
su di un bersaglio posto ad alcuni metri, il punto esatto in cui il prolungamento dell'asse della canna incontra il bersaglio
e poi, sparando un colpo, osservare quanto questo dista, in altezza, dal punto precedente. La difficolt di stabilire il
punto in cui l'asse della canna incontra il bersaglio, pu essere aggirata ricorrendo al calcolo.
Il procedimento da seguire il seguente.

Mirando con la tacca di mira e il mirino si spari contro un bersaglio verticale posto ad esempio a 5 metri; il centro del
foro prodotto dal proiettile sia P; si misuri accuratamente la distanza k della sommit del mirino dall'asse della canna e
l'analoga distanza h della tacca di mira nonch la distanza l (elle) tra i due punti di mira e sia, ad esempio: h = 27,5
mm, k = 25 mm, l= 600 mm

Il valore dell'angolo e sar dato da

Da cui = 0 14' 19"

Il valore di "i", a sua volta, sar dato da

i = tang * 5000 = 20,8 mm


MA = (k - i) = 4,2 mm

La distanza cercata tra i punti A e P quindi di 4,2 mm e perci l'angolo di rilevamento sar dato da
tang = 4,2/5000; r = 0 2' 53"

La torsione dell'arma

La torsione di un'arma, la sua inclinazione cio verso un lato o l'altro, cos che la linea di mira non si trovi nello stesso
piano verticale dell'asse della canna, causa di un errore di tiro.

Per comprendere il fenomeno si esamini la figura in cui rappresentato il caso limite dell'arma adagiata su di un fianco,
con uno spostamento di 90' rispetto alla posizione normale (si pensi ad una pistola appoggiata su di un tavolo, invece
che impugnata).
La linea di mira calcolata in modo da compensare la caduta del proiettile alla distanza di azzeramento e quindi l'arma,
in posizione normale e mirando il bersaglio B,spara in effetti in direzione di A; se l'arma viene adagiata sul fianco
destro, la canna verr a trovarsi diretta verso A con uno spostamento verso destra AB=BA'.
Nel procedere verso il punto A' il proiettile subir l'influenza della attrazione terrestre e, in definitiva, colpir il punto B'
in cui AB=A'B'.

Si pu quindi concludere che la torsione dell'arma verso destra o verso sinistra comporta uno spostamento del proiettile
dal medesimo lato della torsione nonch uno spostamento verso il basso e che la torsione comporta una diminuzione
della gittata in funzione diretta dell'angolo di torsione.

Sulla base di considerazioni abbastanza semplici si dimostra che quanto pi la traiettoria tesa, tanto minore l'errore
cagionato dalla torsione per cui, posto quale indice della radenza di una traiettoria

R = X/yv
lo spostamento laterale del proiettile, per angoli di torsione non troppo grandi, sar dato da

BA' = 2X*sen2y/R
e lo spostamento verticale da

A'B' = 4X ( cosy - 1)/R


in cui y indica l'angolo di torsione.

Esempio:
Sia da calcolarsi l'influenza della torsione di un fucile pari a 15, in relazione al proiettile gi esaminato 7x64 e sia
quindi Vo = 850 ms; X = 300 m; T = 0,411" ; yv = 0,17 m; R = 1764

Lo spostamento in altezza pu quindi ritenersi trascurabile, mentre lo spostamento laterale indubbiamente rilevante.
Nella pratica venatoria normale che l'arma subisca una torsione di alcuni gradi senza che il cacciatore possa
accorgersene, ma fino a 5 gradi l'errore trascurabile (nell'esempio, uno spostamento di circa 5 cm.). Sparando da
posizioni anormali pu accadere facilmente che la torsione sia maggiore e quindi tale da influenzare l'esito del tiro. E'
appena il caso di dire che in gare di tiro una torsione anche modesta, pu compromettere seriamente il risultato.

L'accorciamento della traiettoria per effetto della torsione dato dalla formula
X(cosy -1)
E la diminuzione del tempo di volo dalla formula
T(cosy - 1)
Ad esempio nel caso appena visto si avrebbe
Diminuzione di X = 300 (cos15-1) = - 10,2 m
Diminuzione di T = 0,41 (cos 15 - 1) = - 0,014"
Vediamo comunque di semplificare ulteriormente le cose, visto che non sono rilevanti i millimetri.
In linea generale vale la regola che
torsione a sinistra = colpo basso a sinistra
torsione a destra = colpo basso a destra
In via semplificata, posto F quale spazio di caduta del proiettile nel tempo di volo sino al bersaglio si avr
BA' = F sen y
A'B' = F cos y
Il calcolo dimostra che nel tiro venatorio fino a 100 metri la torsione fino a 5 (che quella che pu ancora sfuggire al
cacciatore non attneto) trascurabile. L'errore per la torsione aumenta con pi l'arma azzerata per lunghe distanze. Nei
calcoli fatti si sempre considerato che l'arma fosse azzerata sul bersaglio. Un proiettile lento ssubisce la torsione pi di
uno veloce.

La seguente tabella contiene alcuni esempi pratici.


Palla Angolo 100 m 200 m 300 m
BA' A'B' BA' A'B' BA' A'B'
6,5x54 M. 1 0,2 0 1 0 1,7 0
Sch.
5 1,1 0 5 0,2 13,1 0,6
10,3 gr 10 2,2 0,2 10 0,9 26 2,3

Vo=670 ms

DOA 140 m
7 x 64 1 0,1 0 0,6 0 1,5 0

10,5 gr 5 0,6 0 2,8 0,1 7,3 0,3


10 1,3 0,1 5,7 0,5 14,5 1,3
Vo=880 ms

DOA 175 m
7 Rem. Mag 1 0,1 0 0,4 0 1,0 0

9,4 gr 5 0,5 0 2,1 0,1 5,2 0,2


10 0,9 0,1 4,2 0,4 10,3 0,9
Vo=1005 ms

DOA 210 m
IL FATTORE DI FORMA i

Il coefficiente aerodinamico (Cx) di un proiettile ne descrive esattamente il comportamento aerodinamico alle varie
velocit e in una data atmosfera, tenendo conto di tutti i fattori: peso e volume del proiettile, forma della punta, del
corpo e della coda, tipo di superficie, atmosfera. Esso pu essere calcolato mediante calcoli aerodinamici piuttosto
complessi.
Il coefficiente balistico (Cb) di un proiettile, come visto alla relativa voce, ricavato dal calibro e peso di un
determinato proiettile, secondo una formula valida esclusivamente per una certe legge di resistenza (il che non esclude
che leggi diverse adottino la medesima formula) che si basa su di un proiettile ideale. Se il proiettile concreto in
relazione a cui si vuole eseguire un calcolo ha la stessa forma, sufficiente variare peso e calibro per potergli applicare
la legge di resistenza usata; se invece il proiettile ha una forma diversa, occorre introdurre un valore correttivo che tenga
conto della diversa penetrazione aerodinamica. Questo valore correttivo viene chiamato fattore di forma "i" (talvolta
anche coefficiente di forma) che, ovviamente, per il proiettile ideale ha il valore di 1.

Un'immagine render pi chiaro il concetto.

Coeff. Cx di alcuni proiettili ideali o reali: 1 - Proiettile cilindrico cal. 10 cm. 2 - Palla sferica. 3 - Proiettile ideale di Majewsky. 4 -
Proiettile ideale di Eberhard. 5 - Proiettile ideale di Siacci. 6 - Proiettile ideale legge sovietica 1943. 7 - Proiettile Flak cal. 8,8 cm.

Il fattore di forma di una palla sferica, ad esempio, sar dato da quel coefficiente che ci consente, moltiplicando i valori
della curva 3 della legge di Mayewsky, di ottenere i valori rappresentati nella curva 2. Come si vede agevolmente dalla
figura, questo valore varia molto a seconda della velocit ed ha un senso solo se applicato a brevi tratti di traiettoria.
Talvolta costante per velocit supersoniche (si veda come decorrano pressoch parallele le curve 2, 4 e 6 oltre i 500
ms), ma soggetto a variazioni notevoli in prossimit del muro del suono. Siccome per i balistici in qualche modo i
loro calcoli li dovevano fare, hanno convenuto di usare un fattore di forma globale che rappresentasse, per ogni
proiettile, la miglior approssimazione possibile.

Conoscendo i dati balistici di un proiettile (peso, calibro, velocit iniziale e velocit finale su di una data tratta)
possibile risalire al suo coefficiente di forma, relativo ad una data legge di resistenza, con le formule indicate alle voci
coefficiente balistico e tavole di ritardazione.

Se non si dispone di questi dati si deve ricorrere ad altri mezzi. Il pi pratico fornito dalla tavola di Burgless-Coxe che
ha il seguente aspetto
Siccome essa deve essere usata a grandeza naturale, l'immagine ingrandita pu essere scaricata cliccando qui.

Immagine in scala di Burgless-Coxe


La figura serve per individuare, sovrapponendolo ad essa, il raggio in calibri dell'ogiva del proiettile che si studia.
Individuato il raggio, si entra con esso nella seguente tabella

Punta Punta piatta o cava il cui


Normale diametro espresso in calibri
0,1 0,2 0,3 0,4 0,5
Tozzo, cilindrico 2,30
" parte curva di 0,9 cal. 1,85
" " " 0,8 " 1,50
" " " 0,7 " 1,30
" " " 0,6 " 1,10
Ogiva con raggio di 0,5 " 1,40
" " 1 " 1,10 1,15 1,20 1,25 1,30 1,40
" " 1,5 " 0,95 1,00 1,10 1,15 1,25 1,35
" " 2 " 0,85 0,90 0,95 1,00 1,10 1,25
" " 3 " vel. > 600 ms 0,70 0,75 0,80 0,90 1,00 1,10
" " 3 " vel. < 600 ms 0,75 0,80 0,85 0,95 1,05 1,15
" " 4 " vel. > 600 ms 0,60 0,65 0,70 0,75 0,85 1,00
" " 4 " vel. < 600 ms 0,70 0,75 0,80 0,85 0,95 1,10
" " 6 " vel. > 600 ms 0,55 0,60 0,65 0,70 0,80 0,95
" " 6 " vel. < 600 ms 0,65 0,70 0,80 0,85 0,95 1,10
" " 8 " vel. > 600 ms 0,49 0,55 0,60 0,65 0,75 0,90
" " 8 " vel. < 600 ms 0,60 0,65 0,70 0,75 0,85 1,00
" " 10 " vel. > 600 ms 0,44 0,50 0,55 0,60 0,70 0,85
" " 10 " vel. < 600 ms 0,55 0,60 0,66 0,70 0,80 0,95
palla sferica vel. < 300 ms 2,00
" " vel. > 300 ms 1,70
" " vel. > 400 ms 1,40

I concetti di raggio di curvatura e di appiattimento in calibri sono chiariti nell'immagine che segue

L'uso della tabella questo: individuato pi o meno il raggio di curvatura dell'ogiva si entra nella tabella in cui nella
prima colonna (punta normale) sono indicati i valori per proiettili a punta tondeggiante o appuntita. Se invece il
proiettile a punta appiattita o cava, il valore andr ricavato dalle restanti colonne.
Particolari conformazioni del proiettile comportano ulteriori diminuzioni del fattore di forma. Se il corpo del proiettile
(parte tra la coda rastremata e l'ogiva) pi corto di 5 calibri il fattore di forma va cos diminuito
Corpo = 4 calibri - 0,01
Corpo = 3 calibri - 0,03
Corpo = 2 calibri - 0,04
Corpo = 1 calibri - 0,05

Il cono di base (rastrematura) con un angolo standard di 15 comporta una diminuzione del coeff. di forma di -0,08; la
presenza di mantellatura sporgente (Scharfrand) comporta un aumento di +0,15; la presenza di punta di piombo fuori
della mantellatura e lunga pi di 0,3 calibri un aumento di +0,06.

Vediamo ora un esempio.


Sia il proiettile 8x57 JS HMB Norma a base rastremata e punta di piombo, sopra raffigurato, con ogiva pari a 32 mm. e
quindi 4 calibri.

Si avr in relazione ad una velocit iniziale di 755 ms:


-valore della tabella 0,60
-arrotondamento della punta pari a 0,5 calibri +0,40
-cono di base -0,08
-punta di piombo +0,06
e quindi un fattore di forma pari a 1,02

La ritardazione
Noti il coefficiente balistico e il coefficiente di forma, sar facile calcolare la ritardazione del proiettile ad una data
velocit; questa l'accelerazione negativa subita dal proiettile per effetto della resistenza dell'aria.

La resistenza dell'aria in kg si calcola moltiplicando il coefficiente balistico per il valore di f(v) ricavato da una delle
varie leggi di resistenza (vedi la pagina sul coeff. bal.) secondo la formula

dove C il calibro in metri, v la velocit in ms e d/do indica il rapporto fra la densit dell'aria e la densit standard pari
a kg 1,225.

La ritardazione si ottiene dividendo la Resistenza per la Massa; questa data dal Peso in kg diviso per la gravit e, in
conclusione la ritardazione Rit. sar data dalla formula

Se invece di far ricorso ai valori di f(v) si calcola sulla base del coefficiente aerodinamico Cx, la ritardazione sar data
da

in cui A la sezione del proiettile in centimetri quadrati, delta la densit dell'aria in kg per metro cubo, v la velocit in
Mach.

Per chi volesse controllare il risultato dei propri calcoli, vediamo un esempio pratico.
Si voglia conoscere la ritardazione di un proiettile cal 8x57 militare alla velocit di 750 ms. Il peso 12 gr. Il raggio di
ogiva di 10 calibri e il fattore di forma i=0,445.
Applicando le funzioni di Sngewald si ha che f(750)=2
Applicando invece il valore di Cx pari a 0,30 per la velocit di 2,2 Mach, si ha

In entrambi i casi la ritardazione sar data da

Riporto qui sotto una pratica tabella in cui sono indicati i valori di Cx per i proiettili ideali di Eberhard (Sngewald) e
Mayewsky. Ovviamente i valori tabulati per le rispettive funzioni sono pi esatti.

Mach ms cx Sn. Cx Majewsky


0,1 34 0,194 0,228
0,2 68 0 194 0,228
0,3 102 0,194 0,228
0,4 136 0,194 0,228
0,5 170 0,194 0,228
0,6 204 0,195 0,228
0,7 238 0,198 0,228
0,8 272 0,216 0,259
0,9 306 0,268 0,313
1 340 0,463 0,430
1,1 374 0,598 0,573
1,2 408 0,632 0,626
1,3 442 0,647 0,643
1,4 476 0,652 0,643
1,5 510 0,651 0,643
1,6 544 0,644 0,643
1,7 578 0,635 0,633
1,8 612 0,624 0,623
1,9 646 0,611 0,613
2 680 0,602 0,603
2,1 714 0,592 0,594
2,2 748 0,583 0,586
2,3 782 0,578
2,4 810 0,571
2,5 850 0,559
2,6 884 0,549
2,7 918 0,540
2,8 952 0,531
2,9 980 0,521
CALCOLO E TRACCIAMENTO DI UNA TRAIETTOTRIA
CON METODO GRAFICO

Quanto abbiamo appreso nei primi capitoli ci permette gi di calcolare, con un' accettabile approssimazione, la
traiettoria di qualunque proiettile, noti solamente la velocit iniziale, l'angolo di proiezione e le caratteristiche del
proiettile stesso.

Un sistema che ci consente questo risultato quello grafico di Brauer.

Abbiamo visto come l'aria eserciti una forza ritardatrice sul proiettile e abbiamo imparato a calcolare l'entit di questa
forza . Volendo ora conoscere la velocit del proiettile dopo un certo tempo di volo, ad esempio dopo un secondo, non
possibile detrarre semplicemente dalla velocit iniziale la ritardazione corrispondente a tale velocit poich, via via che
la velocit diminuisce, cala anche la resistenza dell'aria ed il calcolo esatto della diminuzione di velocit comporterebbe
il ricorso a matematiche superiori.

Non si commetter per un grande errore se, invece di assumere la ritardaziore corrispondente alla velocit iniziale, si
assumer per essa un valore medio, corrispondente all'incirca al valore aritmetico medio della velocit nel tempo
considerato

Vm= ( Vo + V1)
cos che anche il vettore della ritardazione media sar intermedio rispetto ai vettori corrispondenti a V1 e Vo .

I parametri di questo vettore, direzione e dimensione, possono essere ricavati agevolmente con una semplice
costruzione grafica.

La figura riporta sull'asse delle ascisse le velocit e su quello delle ordinate le ritardazioni. Per un determinato tipo di
proiettile si supposta gi calcolata e si riportata la curva delle ritardazioni, con il metodo gi illustrato nel capitolo
relativo al coefficiente balistico.
La ritardazione si ottiene moltiplicando il coeff. balistico per il valore f(v) relativo alla velocit del proiettile nell'istante
preso in considerazione.
In figura, sia OA il vettore che rappresenta, in entit direzione, la velocit iniziale del proiettile. Si voglia trovare
l'analogo vettore-velocit alla fine del primo secondo di volo. Dopo mezzo secondo di volo il proiettile, per la legge dei
gravi, avr raggiunto una velocit di caduta pari a
AB = g/2 = 4,9 ms
Eseguendo la somma dei vettori, CB rappresenter quindi la velocit media durante il primo secondo di volo, nel vuoto.
Per ottenere la velocit finale dopo un secondo dovremo detrarre da CB una certa ritardazione dovuta alla resistenza
atmosferica: indichiamola con BD, riservandoci di illustrare in un secondo tempo il procedimento seguito per ricavarne
l'entit. Dal punto D abbassiamo un tratto verticale DF=AB; OF rappresenter vettorialmente la velocit al termine del
primo secondo. In realt si commesso un errore, in quanto avremmo dovuto abbassare DF partendo da B, ma si tratta
di un'approssimazione accettabile, considerato che la caduta per gravit raggiunge velocit assai inferiori a quella di
volo.
La velocit media dopo il primo secondo di volo atmosferico, quindi, non sar pi OB , ma OC , che si ricava dividendo
per due il tratto BD; il punto C si ottiene unendo A ad F . La ritardazione BD corrisponder, con buona
approssimazione, a quella relativa alla velocit media OC.

Se facciamo centro in O tracciando un arco di raggio 0C incontreremo l'asse delle velocit nel punto C'; a questa entit
di velocit corrisponder una ritardazione di entit pari a BD. Per ricavarla occorrer costruire il triangolo isoscele di
base pari all'altezza D'EB' , in cui DB = D'B' = EC'. Ebbene,un triangolo di tali caratteristiche si ottiene quando l'angolo
di base ha tangente uguale a 2 e cio

= 63 26'
In pratica si proceder nel modo seguente.

Non necessario tracciare tutte le linee di cui alla figura, che finirebbero per sovrapporsi. E' conveniente usare carta
millimetrata che facilita molto il lavoro; su di essa e scegliendo una scala adeguata, ma piuttosto piccola (ad esempio di
1:1000) si tracceranno l'asse delle ascisse per la velocit e quello delle ordinate per la ritardazione.

Applicando le nozioni apprese nel capitolo precedente, si calcoler la ritardazione del proiettile alle varie velocit, ad
esempio ogni 50 m/sec. di incremento (ma in prossimit della velocit del suono potr essere consigliabile assumere
intervalli pi brevi) e si traccer cos la curva della ritardazione in funzione della velocit.

Dopo si proceder come segue: dal punto A si abbassa il tratto AB che con scala 1:1000 sar pari a mm.4,9; con l'aiuto
di un righello (il compasso ha un braccio troppo corto), si riporta 0B' = OB e si traccia un angolo di 6326' fino ad
incontrare la curva delle ritardazioni nel punto E. Si ricava quindi C'. Con il righello si riporta su OB OC'= OC e si
trovano i punti D ed F. Si misura OF e il valore trovato, rapportato alla scala 1:1000, sar la richiesta velocit finale
dopo un secondo di volo. Dal punto F si abbassa di nuovo un tratto perpendicolare di mm. 4,9 (ed anzi, al fine di
accelerare il lavoro, quando si traccia DF conviene tracciare direttamente il tratto DH lungo mm.9,81) e si procede
come prima per ottenere la velocit V alla fine del 2 secondo.

La curva congiungente i vertici dei vettori che hanno origine dal punto O prende il nome
di "ODOGRAFA" e riveste grande importanza negli studi di balistica razionale e di
meccanica.
Vediamo ora un esempio pratico.
Sia da calcolare la traiettoria di un proiettile cal. 9 mm. parabellum del peso di 8 gr., sparato con la velocit iniziale di
327 m/sec. e con un angolo di proiezione di 24.

Tracciata in fig.2 la linea delle ascisse e la linea di proiezione, si riporter su di questa, in scala, il tratto OA pari a 327
metri.
Dopo di ci si proceder al calcolo della curva di rtardazione. Posto che il coefficiente di forma sia pari ad 1 e
utilizzando le tavole di Sngewald si avr

Cb = (0,9 . 3.14 .1)/4 = 0,636


Rit. = (Cb . 9,81 . f(v))/8 = 780 . f(v)

Si otterr, quindi, per una serie di velocit, la relativa ritardazione

V/ms
Rit/ ms2
30 0, 83
50 2,32
90 7, 51
... ...
260 67
280 83
300 108
Questi valori, riportati rispettivamente sull'asse delle ascisse e delle ordinate, consentiranno di tracciare la curva visibile
in figura. Dopo di ci si procede come gi descritto, individuando il punto B, riportando OB = OB', fino a ricavare il
punto C sul tratto OB.

Il tratto OC, misurato, ci dar la velocit media del proiettile durante il primo secondo di volo e, quindi, l'arco di
traiettoria percorso in tale spazio di tempo.

Il tratto OF, misurato, ci dar invece la velocit finale del proiettile dopo un secondo di volo.

Dal punto F si ripartir per calcolare i dati relativi al successivo secondo di volo, e cos via, come mostrato in figura,
fino a che velocit media e velocit finale finiranno per coincidere. Per il prosieguo del calcolo necessario misurare
anche la inclinazione dei vettori delle velocit medie rispetto all'ascissa (ad esempio per il primo, l'angolo AOB).

I valori ricavati in figura saranno

Sec V. media V. finale Angolo


1 282 235 +24

2 213 189 +21, 5

3 173 156 +19

4 144 132 +15,5

5 123 115 +11,5

6 108 101 + 6,5

7 96 90 + 1

8 87 84 - 5

9 80 78 -12
10 76 75 -19

11 75 73,5 -26

12 73 73 -33

13 73 73 -39

14 73 73 -45

15 73 73 -50

16 73 73 -56

I valori delle velocit finali cos trovati corrispondono quasi perfettamente con i valori riportati in letteratura.

Per costruire ora la traiettoria del proiettile, sar sufficiente tracciare, uno di seguito all'altro, secondo l'entit e la
direzione, i singoli vettori delle velocit medie.

Naturalmente bisogner scegliere una scala che consenta di contenere il tracciato entro il foglio (ad es. 1:5.000).

Come mostrato in figura si riporter il primo vettore 0-1 pari a 282 ms. e formante un angolo di 24 con l'asse delle
ascisse; dal punto 1 si riporter il vettore 2, pari a 213 m/sec. e formante un angolo di 21,5; con il piano, e cos via fino
a raggiungere di nuovo l'asse delle ascisse dopo 15,6 secondi di volo.

I dati ottenuti, raffrontati con quelli riportati in letteratura sono

ottenuti in letteratura

gittata 1590 m. 1460 m.


ascissa al vert. 1025 m. 930 m.
ordinata " " 310 m. 300 m.
tempo di volo 15, 6" 14,6"
angolo caduta 56 60,
velocit caduta 73 m. 65 ms

Come si vede lo scarto, specialmente considerando il tipo di traiettoria con elevato angolo di proiezione, quasi
accettabile e migliorabile con una pi precisa individuazione del coefficiente di forma. Nel tracciare il disegno non
occorre necessariamente procedere per intervalli di un secondo, ma possono scegliersi intervalli maggiori o minori, in
modo da dividere la traiettoria in almeno 12-15 tratti. Dovendo procedere, ad esempio, al calcolo della gittata massima
di un proiettile da moschetto, potrebbe essere utile calcolare la diminuzione di velocit ogni due secondi; naturalmente
in tal caso, raddoppiando l'intervallo di tempo, bisognerebbe raddoppiare il tratto AB e i valori della ritardazione sulle
ordinate; se si procedesse di mezzo secondo in mezzo secondo, occorrerebbe dimezzare detti valori.

Il sistema si presta anche al calcolo della traiettoria di proiettili d'artiglieria; questa normalmente raggiunge altezze
notevoli e non lecito quindi trascurare la diminuzione della densit dell'aria. Un risultato accettabile si otterr
introducendo nella formula per il calcolo della ritardazione un valore della densit dell'aria ottenuto facendo la media
aritmetica tra il valore al suolo ed il valore al vertice.
DISEGNARE UNA TRAIETTORIA

Esiste un metodo semplicissimo per tracciare la traiettoria di un proiettile sulla base di pochissimi dati: l'angolo di
proiezione, la gittata e il tempo di volo (oppure l'ordinata al vertice della traiettoria). La curva cos disegnata differisce
dalla curva reale in modo non apprezzabile nella scala grafica abitualmente usata.

Il metodo stato proposto dal balistico tedesco Schmidt e parte dall'idea di assimilare la traiettoria ad una parabola
asimmetrica e con asse inclinato, quale si avrebbe nel vuoto se il proiettile fosse assoggettato ad una forza costante
agente in direzione dell'asse della parabola e quindi trasversalmente. Questa forza pu essere immaginata come la
risultante della forza di gravit effettiva e di un'altra forza diretta all'indietro e che rappresenta la resistenza dell'aria;
sebbene questa forza, a differenza della resistenza dell'aria, sia immaginata come costante in grandezza e direzione, essa
ben ne simula il risultato globale in quanto dedotta dal dato effettivo della gittata e della ordinata al vertice della
traiettoria (la quale ordinata si ricava anche con buona approssimazione dal tempo totale di volo secondo la formula di
Haupt:
yv = 1,25 T
Per il tracciamento grafico della curva, lo Schmidt fa uso della propriet della parabola secondo cui la linea che
congiunge la met di due tratti di tangente, misurati dal punto di contatto al punto di incontro, a sua volta una tangente
della curva.
Si tracci in scala la linea AZ (fig.1) corrispondente alla gittata X del proiettile; in A si tracci l'angolo di proiezione .
Alla distanza yv , gi nota o ricavata con la formula di Haupt, si tracci BD parallela ad AZ, si raddoppi quindi il tratto
AB, cos che sia AB = BC; la congiungente CZ sar la tangente all'angolo di caduta che potr essere misurato o
calcolato trigonometricamente. La linea BD congiungente i punti intermedi delle tangenti AC e CZ, sar a sua volta una
tangente; il punto di contatto si otterr dividendo BD a met e il punto -1- cos ottenuto sar il vertice della traiettoria.
Si dividano ora a met i tratti A-B e B-1 del ramo ascendente e i tratti D-Z e D-1 del ramo discendente, ottenendo i
punti E-F-G-H-; si congiunga E con F e G con H e si dividano i segmenti cos ottenuti a met; i punti -2- e -3- cos
ottenuti saranno altri due punti di contatto di tangenti e quindi punti della parabola ricercata. Si dividano a met i tratti
2-E ed A-E, e si congiungano i punti trovati; la met della congiungente sar un ulteriore punto della parabola. Allo
stesso modo si proceder per il ramo discendente fino ad avere un numero sufficiente di punti (in genere 5 o 7) che,
congiunti fra di loro, forniranno la traiettoria ricercata. Questa, per chiarezza, non tracciata in figura.
Il disegno risulter facilitato se si user carta millimetrata, osservando che i punti E ed H e quelli successivi ricavandi
sui tratti BA e DZ sono pari a 1/2, 1/4, 1/8 della altezza Yv.
Nel caso si volesse proseguire la curva al di sotto della linea di orizzonte, come pu richiedersi in alcuni casi, agevole
proseguire la costruzione considerando che, se si prolungano verso l'esterno i semi-segmenti di tangente sopra ricavati
(ad esempio 3H) di una quantit eguale e si congiunge il punto H' trovato con il prolungamento ZH''=HZ, il punto P
dato da H'H"=H''P sar anch'esso un punto della curva.
Il sistema dello Schmidt consente di raggiungere una ancor maggiore precisione se noto anche l'angolo di
caduta: chiaro che in tal caso i due rami della traiettoria verranno costruiti separatamente tracciando la
tangente CZ secondo l'angolo effettivo

La traiettoria utile

Figura I
La balistica esterna ha il compito di consentire il calcolo di gittate di ogni genere, sia per proiettili di piccolo calibro che
di artiglierie.

Alla maggior parte delle persone accade per ben di rado di dover calcolare traiettorie di chilometri, ma hanno bisogno
di conoscere i dati di tiro della propria arma nell'ambito della gittata di pratico impiego, vale a dire tre o quattrocento
metri al massimo per i fucili a palla e un centinaio di metri al massimo per le armi corte.

I dati relativi a questo tipo di traiettoria possono essere calcolati con ottima precisione, partendo dai pochi dati forniti
dal produttore delle munizioni o dai dati misurati con un cronografo. Il calcolo, relativo a traiettorie molto tese e con
angolo di proiezione minimo, richiede una notevole precisione poich non si pu trascurare, come avviene per le lunghe
gittate, la circostanza che la linea di proiezione non coincide con la linea di mira.

Come si vede dalla figura I, in cui la curvatura della traiettoria stata volutamente esagerata per meglio rappresentare il
fenomeno, la traiettoria interseca due volte la linea di mira; una prima volta ad una distanza di 20-40 metri dalla bocca
dell'arma e una seconda volta alla distanza per la quale l'arma stata azzerata.

Un primo punto di partenza per lo studio della traiettoria venatoria dato dalle tabelle balistiche che le fabbriche di
munizioni forniscono per le proprie cartucce e di cui quindi occorre apprendere l'uso ed il significato.

Le tavole europee hanno il contenuto di quella qui riportata per una cartuccia della RWS

Cartuccia RWS 7x64 HMK - DATI BALISTICI


Peso del proiettile 11,2 gr
Peso della polvere 3,75 gr
Lunghezza del proiettile 34 mm
Lunghezza della canna 650 mm
Pressione massima 3600 kg/cm
Velocit a 10 m. 840 m/sec

Distanza Energia Velocit Tempo di


m Kgm m/sec volo sec
0 412 850 0
50 370 805 0,060
100 334 765 0,123
150 300 725 0,190
200 272 690 0,260
300 219 620 0,411

DISTANZA DEL PUNTO DI IMPATTO DALLA LINEA DI MIRA IN CM

Dist DOA a Con cannocchiale e taratura a: Senza cann.


m m 170 100m 150m 200m 300m 100m
50 +1,5 -0,5 +0,5 +2,5 +6,5 +1
100 +4 * +2,5 +6 +14 *
150 +2 -4 * +5 +17 -5,5
200 -4,5 -12 -7 * +16 -15
300 -31 -42 -35 -24 * -48

Il significato dei dati presto detto; sono indicate le ordinate progressive di cinque traiettorie secondo cinque diverse
distanze di azzeramento e con impiego di cannocchiale (convenzionalmente supposto avere l'asse ottico a 5 cm sopra
l'asse della canna) e quelle di una traiettoria con impiego dei punti di mira meccanici, convenzionalmente supposti
essere a due cm sopra l'asse della canna. indicata inoltre la traiettoria per la distanza ottimale di azzeramento (DOA),
con cannocchiale.

I dati ci dicono quindi che per un azzeramento ottimale a 170 metri, se il bersaglio posto a 100 metri il proiettile
colpir 4 cm pi in alto e che se il bersaglio posto a 300 metri il proiettile colpir 31 cm pi in basso rispetto al punto
mirato.

I valori delle ordinate sono riferiti, si ripete, a linee di mira convenzionali; quindi per avere dati veramente precisi,
validi nel caso specifico, occorre misurare l'effettiva distanza tra asse del cannocchiale e asse della canna (ad esempio
esso pu essere superiore a 5 cm nei combinati); occorre poi tener conto delle variazioni di velocit del proiettile a
seconda della lunghezza della canna e degli altri fattori gi visti. Nella tabella indicata molto opportunamente anche la
velocit a 10 metri dalla volata perch la velocit iniziale viene calcolata teoricamente da essa.

Le tabelle dei paesi anglosassoni sono alquanto pi sintetiche ed in genere, invece di indicare le ordinate progressive, si
limitano ad indicare il valore della mid-range trajectory e cio il valore dell'ordinata presa a met della gittata e
misurata rispetto alla linea di sito. Talvolta esse sono compilate secondo il modello europeo ma con i dati riferiti a 100,
200, 300 yarde e secondo una linea di mira per cannocchiale pari a un pollice e mezzo (3,8 cm) sopra l'asse della canna.

Un concetto da chiarire quello delle distanza ottimale di azzeramento (DOA): questa indica quella gittata alla quale
la traiettoria percorsa dal proiettile non supera mai la distanza (positiva o negativa, di 4 cm dalla linea di mira; in altre
parole ci significa che se la DOA di un proiettile di 170 metri, qualunque bersaglio posto tra la bocca dell'arma e tale
distanza (alla quale debbono aggiungersi 20-30 metri in cui il proiettile scende al di sotto della linea di mira per un
valore inferiore e 4 cm, verr colpito con uno scarto massimo di 4 cm riferito alla linea di mira. Questo ovviamente in
linea teorica se non intervengono cause di dispersione del tiro. chiaro che la DOA ha interesse solo per il cacciatore il
quale non pu di certo mettersi a misurare la distanza a cui si trova il capo di selvaggina e pretende solo di colpire pi o
meno dove ha mirato, senza preoccuparsi della curvatura della traiettoria. Se invece si spara ad un bersaglio ad una
distanza ben definita, l'arma deve comunque essere azzerata per detta distanza affinch l'errore di puntamento non sia
eccessivo e non si cumuli con gli altri fattori di dispersione del tiro.

In alcune tavole anglosassoni indicata anche una distanza ottimale di azzeramento a breve distanza (10-30 metri) il cui
significato sar subito chiaro osservando la figura I: siccome la traiettoria incontra due volte la linea di mira, invece di
azzerare l'arma rispetto al punto DOA, possibile azzerarla al punto dove la traiettoria incontra la linea di mira per la
prima volta; ci pu tornare utile quando non si disponga di una sufficiente distanza sul poligono e ci si accontenta di
una prima taratura approssimativa.

Giova ricordare che i dati pi attendibili forniti dalle tabelle sono quelli relativi ai tempi di volo, facilmente misurabili, ed alle
velocit residue alle varie distanze; invece le ordinate progressive in genere non vengono misurate, ma sono calcolate e spesso
risentono di errori derivanti dal sistema di calcolo usato.

Per eseguire calcoli relativi ad una data traittoria utile, fino a circa 500 metri, occorre apprendere come sia possibile integrare ed
estendere i valori tabellati.

Nei calcoli che seguono abbiamo sempre preso come base i dati della tabella del proiettile 7x64 HMK della RWS.
Calcolo dei tempi di volo intermedi
Il tempo di volo dato dal rapporto tra spazio percorso e velocit

t = s/v
ove v sta ad indicare la velocit media del proiettile nel tratto in questione. Una sufficiente approssimazione si ottiene
assumendo come velocit media la velocit a met percorso cos che il tempo di volo a 100 metri sar dato da 100
diviso per la velocit a 50 metri, quello a 150 dividendo 150 per la velocit a 75 metri, ecc.

Ad esempio dovendosi cacolare il tempo di volo a 200 metri, si divider 200 per la velocit a 100 metri di distanza, pari
a 765 m/sec, ottenendosi t = 0,261 sec (in tabella 0,260).

Se la velocit a met percorso non nota, potr usarsi il valore ottenuto facendo la media tra valore iniziale e finale sul
tratto.

Ad esempio il tempo di volo per la distanza di 75 metri si otterr dividendo 75 per la media tra 805 e 765 (= 785 m/sec),
ottenendosi t = 0,095 sec.

Nota: la media pu essere aritmetica (sommare i due valori e dividere il risultato per due) oppure geometrica
(moltiplicare i due valori ed estrarre la radice quadrata). Un valore perfetto pu ottenersi trovando le due medie,
facendo la media aritmetica e la media geometrica dei due valori trovati e cos via, finch i due valori coincidono.

Calcolo delle velocit noti i tempi di volo


Questo sistema dovuto a W. Weigel e, oltre ad essere molto preciso, veramente utile al comune sperimentatore
poich il tempo di volo alle varie distanze il dato pi facilmente misurabile con gli apparecchi elettronici in
commercio. La precisione ottenibile dipende evidentemente dalla esattezza dei dati a disposizione e quindi, per quanto
possibile, si deve evitare di ricorrere a data interpolati, quali quelli ottenuti nell'esempio precedente.

Il Weigel parte dalla considerazione che la perdita di velocit in un determinato tratto della traiettoria dipende dal
coefficiente balistico del proiettile e dalla velocit a met di essa; cos, ad esempio, il calo di velocit da V50 a V100
calcolabile in funzione di V75; ogni differenza di velocit tra due punti simmetrici rispetto alla distanza di 75 m sar
esprimibile in funzione della stessa V75. Si potr quindi scrivere, ad esempio

Vo - V150 = 3 (V50 - V100)


e cos via.

Se ora noi disponiamo dei tempi di volo a 100-200-300 metri, possiamo gi calcolare direttamente tre velocit a 50-150-
250 metri e cio:

V50 = 100/0,123 = 813 m/sec


V150 = 100/ (0,260 - 0,123) = 729 m/sec
V250 = 100/ (0,411 - 0,260) = 662 m/sec

Per il punto intermedio di 125 m. si potr egualmente scrivere

V50 - V200 = 3 (V100 - V150)


e per il punto intermedio di 175 metri:

V100 - V250 = 3 (V150-V200)


E da queste relazioni si ricava
V100 = (3V50 + 6V150 - V250) / 8
Nell'esempio sar quindi

V100 = (3813 + 6729 - 662) / 8 = 768 m/sec

V200 = (6V150 + 3V250- V50) / 8 e quindi

V200= (6729 + 3662 - 813) / 8 = 693 m/sec

V0 = 3 (V50 - V100) + V150

V0 = 3(813 - 768) + 729 = 864 m/sec

V25 = (3V0 + 6V50 - V100) / 8

V25= (3864 + 6813 - 768) / 8 = 837 m/sec

V300 = V100 - 2(V150 - V250)

V300 = 768 - 2(729 - 662) 634 m/sec

V400 = V0 - 2(V100 - V300)

V400 = 864 - 2(768 -634) = 596 m/sec

V500 = V0 - 5(V200 - V300)

V500 = 864 - 5(693-634) = 569 m/sec


Sar perci possibile, noti solo tre tempi di volo del proiettile, risalire con una buona approssimazione alle velocit
dello stesso per vari tratti dell'intera traiettoria venatoria.

Calcolo di velocit intermedie


Qualora siano noti V0, V150 e V300, si pu ricorrere al metodo consigliato da W. Lampel che consente di calcolare le
velocit intermedie di 50 in 50 metri con sufficiente approssimazione per i proiettili standard usati per caccia.

Siano ad es. V0 = 850 m/se; V150 = 735 m/sec e V300 = 620 m/sec e si calcolino del differenze:

V0 - V150 = 125

V150 - V300 = 105


Si calcolino ora

a = 37% di 125 = 46,25

b = 70% di 125 = 87,5

c = 36% di 105 = 37,8


d = 69% di 105 = 72,45
Sar poi

V0 - a = 850 - 46 = 804 (V50)

V0 - b = 850 - 87,5 = 762 (V100)

V150 - c = 725 - 37,8 = 687 ( V200)

V150 - d = 725 - 72,45 = 620 (V300)


con buona corrispondenza ai valori tabulati.

Tracciamento di una traiettoria venatoria qualsiasi


Non sempre si dispone dei dati relativi alla traiettoria di un proiettile, oppure pu essere necessario calcolare una
traiettoria per un punto di azzeramento ed una linea di mira diversi da quelli indicati nelle tavole commerciali.

Un sistema molto valido quello proposto da F. Avcin il quale calcola le ordinate progressive della traiettoria in
relazione ai tempi di volo secondo la formula

in cui X la distanza di azzeramento.

Si voglia, ad esempio tracciare la traiettoria del proiettile preso ad esempio, con arma azzerata a 300 metri.

Le ordinate progressive saranno date da

e cos via ottenendosi

y150 = + 23,7 cm

y200 = + 22 cm
Se si calcola anche il tempo di volo per 350 metri, pari a 0,503 sec., si potr calcolare anche l'ordinata la per
y350 = - 27,4 cm (negativa in quanto al di sotto della linea di sito).
I valori cos trovati e riportati in un grafico come in fig. II, consentiranno di tracciare la traiettoria voluta. Naturalmente
per le ordinate occorre scegliere una scala treo quattro volte maggiore di quella usata per le ascisse (cio per
rappresentare le distanze).

Figura II
Supponendo ora che si spari con un cannocchiale la cui linea di mira si trovi 5 cm sopra l'asse della canna, sar
sufficiente riportare la misura di 5 cm al di sopra di O nel punto A; la linea congiungente il punto A con il punto di
azzeramento, rappresenta la linea di mira attraverso il cannocchiale e da essa potranno misurarsi le varie distanze dalla
traiettoria e cio le ordinate progressive rapportate alla linea di mira in considerazione.

Le ordinate progressive rispetto alla linea di mira si ottengono, matematicamente, sottraendo dal valore trovato rispetto
alla linea di sito, la quantit data dalla formula

in cui h indica l'altezza dell'asse del congegno di mira sopra la linea di mira, in metri; ad esempio per h = 0,05 m e y100
= + 0,20 m, si avr

come si pu misurare dal grafico.

L'ordinata al vertice della traiettoria pu essere letta dal grafico. Per cartucce da caccia aventi traiettoria tesa, si pu
assumere che essa sia posta poco oltre la met della gittata e cio

e quindi, nell'esempio, Xv=(300/2)1,1 = 165 m.


Alla distanza Xv perci, la distanza della linea di mira dalla linea di sito si ridotta circa alla met e si pu quindi
accettare la regola empirica secondo cui l'ordinata massima della traiettoria riferita alla linea di sito pari all'ordinata
sopra la linea di mira a met gittata, aumentata della met dell'altezza della linea di mira. Perci se in tabella si legge
che l'ordinata a 150 m eguale a +17 cm sopra la linea di mira con cannocchiale di 5 cm, l'ordinata massima rispetto
alla linea di sito sar pari a 17 + 5/2 = 19,5 cm (in figura due esso pari a cm 22, valore da ritenersi pi esatto rispetto a
quello ottimistico della tabella).

Se ora dal punto C si traccia quella corda alla curva che non disti da essa pi di 4 cm, si otterr il punto D, la cui ascissa
individua esattamente la distanza ottimale di azzeramento (DOA), pari, nella figura a 161 m.

Infine la distanza OE indica la distanza a cui la traiettoria taglia per la prima volta la linea di mira (distanza breve di
azzeramento), pari a m. 20.

La distanza tra la linea di mira e la traiettoria a 350 metri (pari nell'esempio a 26 cm), ci dice che sparando con l'arma
azzerata a 300 metri contro un bersaglio che invece si trova a 350 metri, si commette un errore di ben 26 centimetri.

Angolo di proiezione
Tracciando la tangente alla traiettoria all'origine O e abbassando da essa la perpendicolare al punto di caduta, questa
perpendicolare misura lo spazio di caduta h del proiettile alle varie distanze. Da questo valore si ricava direttamente
l'angolo di proiezione applicando la semplice formula trigonometrica

Nell'esempio sar tang = 0,75/300, da cui l'angolo sar 0 8, 35,66".

Dalla figura I si rileva che l'angolo di proiezione opposto al vertice, e quindi eguale, all'angolo formato dalla linea di
proiezione con la linea di mira. Supponendo che la linea di mira sia posta a 5 cm sopra l'asse della canna, la distanza
breve di azzeramento sar data direttamente dalla formula 0,05/tang = 20 m, come gi ricavato dal grafico.

Caduta del proiettile rispetto alla linea di proiezione


La caduta del proiettile h, sopra calcolata, tiene conto del fatto che nell'atmosfera la caduta del proiettile viene rallentata
dalla resistenza dell'aria e da una certa portanza del proiettile, cos che essa sempre inferiore a quella che si avrebbe
nel vuoto. Nel vuoto infatti la caduta sarebbe stata data dalla formula h = (gT)/2 e sarebbe stata pari a 83 cm invece dei
75 reali. Da questo fenomeno deriva la difficolt di calcolare con sistemi semplici la traiettoria di un proiettile, pur
essendo nota la sua legge di resistenza, perch la diminuzione della componente rappresentante la forza di gravit,
variabile in relazione a molti fattori, produce un aumento della gittata rispetto a quella che si otterrebbe supponendo che
la caduta avvenisse secondo la legge valevole per il vuoto e, in misura minore, supponendo che la caduta avvenisse
verticalmente nell'aria.

In via alquanto approssimativa, la caduta del proiettile nell'aria pu essere calcolata adottando coefficienti di correzione
della forza di gravit.

Il primo coefficiente quello proposto dal Siacci, valido per gittate piuttosto brevi e tese, e fornito dalla formula

Nell'esempio si avrebbe
Se ora moltiplichiamo 83 cm per 0,912, otteniamo proprio il valore di 75, 5 cm (naturalmente si poteva anche inserire il
valore di 9,810,912 = 8,9 come valore di "g" nella formula della caduta nel vuoto).

Il secondo stato proposto da Mc Shane-Kelly-Reno ed espresso in funzione del rapporto R = Vc/Vo in cui Vc indica
la velocit alla distanza considerata;

il valore della gravit sar dato dalla formula

g = 5,126 + 6,337R - 1,65R


Nell'esempio si avrebbe R = 620/840 = 0,738 e g = 8,9 come con la formula di Siacci.
LE TAVOLE Dl RITARDAZIONE

Tavola di Lovry G1

La complessit dei calcoli balistici ha indotto molti Autori a predisporre dei prontuari "di calcoli fatti" da cui, noti
alcuni dati fondamentali (velocit, coefficiente balistico), con semplici calcoli aritmetici, si pu risalire ai valori della
proiettile . Tra queste tavole, particolarmente utili per il traiettoria delle armi leggere sono quelle dette "di ritardazione"
in cui, partendo da una determinata legge di un proiettile standard, viene indicato lo spazio percorso dal proiettile per
passare da una velocit ad una velocit inferiore ed il tempo impiegato a percorrere tale spazio. A questi dati possono
aggiungersene altri, ad esempio per calcolare l'angolo di proiezione riferito ad una determinata gittata. Una volta trovati
i valori standard, essi sono facilmente rapportabili ad un determinato proiettile, mediante l'introduzione del coefficiente
balistico del proiettile stesso.

La tavola di ritardazione di cui ora spiegheremo l'uso stata appositamente studiata per conto della Winchester; essa,
nel 1947, comp una lunga serie di esperienze per determinare la legge di resistenza dei vari tipi di proiettili usati nelle
armi leggere e sulla base di esse E. D. LOWRY ha pubblicato nel 1965 una serie di tavole di dati calcolati con
l'elaboratore elettronico.

Le tavole sono naturalmente calcolate per essere usate con misure anglosassoni, ma in effetti l'unico dato non
appartenente al sistema decimale da utilizzare quello relativo alla velocit del proiettile che dovr essere espresso
sempre in piedi al secondo ( si ricorda che il fattore di conversione da metri a piedi eguale a 3,2808).
Le tavole del Lowry, basate sul metodo di calcolo della traiettoria in un unico arco del Siacci, consentono di ottenere
un'ottima precisione per traiettorie fino a 1.000 metri e angolo di proiezione inferiore a 5; una precisione sufficiente
per gli usi pratici pu per ottenersi anche per angoli di proiezione fino a 10 e gittate di 4.000-5.000 metri.
Sebbene le tavole del Lowry siano state studiate per armi leggere, nulla impedisce di usarle anche per proiettili di
maggior calibro con una opportuna scelta del coefficiente balistico.
La precisione dei risultati ottenibili con le tavole di ritardazione dipende fondamentalmente dalla accurata scelta del
coefficiente balistico del proiettile o, per meglio dire, del coefficiente di forma "i" che rappresenta l'incognita nella
formula del coefficiente balistico. Se di un determinato proiettile nota la perdita di velocit nel percorrere un
determinato tratto, il coefficiente di forma pu essere ricavato agevolmente dalle stesse tavole di ritardazione; altrimenti
il fattore "i" deve essere dedotto dalla forma del proiettile
Per l'uso delle tavole del Lowry e per proiettili di arma leggera possono assumersi, in prima approssimazione, i seguenti
valori
i = 0,6 per proiettili molto appuntiti;
i = 0, 7 per proiettili moderatamente appuntiti;
i = 0,85 per proiettili moderatamente appuntiti e punta leggermente appiattita;
i = 1 per proiettili moderatamente arrotondati;
In mancanza di meglio pu farsi ricorso al coefficiente utilizzabile per le tavole di Ingall oppure si pu cercare di
individuare il coefficiente dai dati balistici noti di un proiettile molto simile.

Il coefficiente balistico da usare con le tavole del Lowry dato dalla formula
C = Peso / (i diametro)
dove il peso indicato in libbre e il diametro in pollici.
In misure decimali esso sar dato da
C = Peso-kg / (i diametro-cm) 14,22
In cui il valore 14,22 serve solo per la conversione delle misure.

Usando le misure usuali per i proiettili la formula diventa

C = Peso-gr / (i d-mm) 1,422


Noto C il valore di "i" sar dato da
i = Peso/(C diametro)
ovverosia con misure decimali
i = Peso-gr / ( C diametro-cm) 1,422
Le tavole del Lowry sono tre, per tre differenti tipi di proiettili che sperimentalmente hanno dimostrato un
comportamento aereodinamico troppo diverso fra di loro per poter essere rappresentato da un'unica curva.

La tavola G1 quella di pi generale applicazione per ogni proiettile di arma leggera, da caccia o militare, con forma e
mantellatura normale.

La tavola GL serve per ogni proiettile a punta di piombo o a punta cava. La tavola G5 serve per tutti i proiettili con una
forma di coda particolarmente favorevole, quali quelli con base rastremata (Torpedo) o quelli traccianti.

Qui riportiamo la tavola G1, ampliata fino alle velocit iniziale di 1341 ms. Essa formata da cinque colonne di dati.

La prima colonna indica le velocit decrescenti di dieci in dieci piedi, ma espresse in metri al secondo; la seconda
colonna indica la stessa velocit in piedi; la terza colonna indica il valore S da usare dei calcoli e cio, in piedi, lo spazio
percorso in rapporto alla diminuzione di velocit verificatasi. La quarta colonna indica la differenza tra due valori
contigui di S al fine dei calcoli di interpolazione; la quinta colonna indica infine in secondi il tempo impiegato a
percorrere lo spazio indicato dalla colonna S.

Problemi risolvibili
Vediamo ora quali siano i problemi risolvibili mediante l' aiuto delle tavole di ritardazione.

I)
Trovare il coefficiente balistico di un proiettile, nota la perdita di velocit subita nel percorrere un determinato tragitto.

Chiamato X il tratto percorso dal proiettile, Sc il valore tabulare relativo alla velocit all'inizio del tratto e So il valore di
S relativo alla velocit finale, il coefficiente balistico C sar dato da

C = X/(Sc - So)
Esempio: Trovare il coeff. bal. del proiettile cal. 7x64 HMK sapendo che
Vo = 850 m/s V150 = 725 ms X= 150
Le velocit sono gi tabulate per valori di circa 3 metri in 3 metri (cio 10 piedi) e non vale assolutamente la pena di
interpolare i valori; perci si prender il valore pi prossimo a 850 e cio 850,392 che pu tranquillamente essere
utilizzato senza interpolazione e nella colonna S leggiamo il corrispondente valore di 4331. In corrispondenza alla
velocit di 725 m/s troviamo un valore di S pari a 5721.
E quindi, trasformando i 150 metri in piedi

C= 150 . 3,2808/(5721-4331) = 0,354


Noto il coefficiente balistico, si pu trovare il valore "i" con la formula indicata in precedenza.
Il peso del proiettile 7x64 di gr. 11,2

Esempio:

Si ricorda che il valore di "i" varia leggermente con il variare della velocit e che perci il valore del coefficiente balistico va
calcolato in relazione ad un tratto piuttosto breve e per velocit prossime a quelle su cui si baseranno i calcoli successivi (ad esempio
se il calcolo precedente fosse stato eseguito per X=300 m. si sarebbe ottenuto i = 0,88 (Cb=0,3688) e il calcolo mediante le tavole, di
V 150 avrebbe dato 730 m/sec. con un errore di 5 ms).

II)
Trovare la velocit residua dopo che il proiettile ha percorso la distanza X, noti la velocit all'inizio del tratto e il
coefficiente balistico. Usando gli stessi simboli impiegati nel problema I), la formula sar

Sc = S+ (X/C)
Esempio:
Vo = 850 ms X= 300 m. C= 0,3688
I1 valore di S corrispondente a Vo eguale a 4331

I1 valore di S alla distanza di 300 metri sar dato da

In corrispondenza di questo valore di S si trova che la velocit sar di 620 ms, come indicato nelle tavole della casa
produttrice.

III)
Trovare il tempo di volo t noti il coefficiente balistico, la velocit iniziale e lo spazio percorso.

ln primo luogo occorre trovare la velocit residua Vc come mostrato al punto II); noti quindi Vo e Vc si leggono dalle
tavole i corrispondenti valori di To e di Tc; il tempo di volo sar dato da

t= C . (Tc - To)
Sia da trovare il tempo di volo impiegato a percorrere 300 metri dal proiettile di cui ai problemi I) e II)

Vo = 850 ms X = 300 m C = 0,3688


Il valore di T corrispondente alla velocit di 850 ms pari a 1,2412
Il valore di T corrispondente alla velocit di 620 ms pari a 2,36
T= 0,3688 (2,36 - 1,2412) = 0,412 secondi
La casa produttrice indica il valore di 0,411 secondi.
Dai tempi di volo si pu quindi calcolare direttamente il coefficiente balistico, senza prima risalire alle velocit Vo e Vc

IV)
Trovare la velocit iniziale noti il coefficiente balistico e la velocit finale al termine del percorso X

Il valore di So sar dato dalla formula

So= Sc - (X/C)
E il valore di V relativo a So ci dar la velocit iniziale ricercata.

Ad esempio, usando i dati gi noti

A cui sappiamo corrispondere la velocit di 850 ms

V)
Trovare la gittata noti la velocit iniziale, la velocit finale, l'angolo di proiezione e il coefficiente balistico.

La soluzione data dalla formula

X= C . cos . (Sc - So)


La formula indicata pu servire in via molto approssimativa a calcolare la gittata massima di un proiettile per arma
leggera se si conosce la velocit di caduta in quanto, come abbiamo visto nell'apposito capitolo, gi con angoli di
proiezione inferiori a 5 si raggiungono gittate che poco si discostano da quella massima.
Correzioni per adattare le tavole alle effettive condizioni atmosferiche.
Nel sistema di calcolo adottato e relativo a condizioni standard di 15 centigradi, 750 mm. di pressione e 78% di
umidit relativa (kg. 1, 203 per mc.), le diverse condizioni atmosferiche modificano esclusivamente il coefficiente
balistico.

Sar quindi sufficiente, in tutte le formule precedenti, moltiplicare C per il fattore di correzione indicato nella tabella
allegata

Esempio:
Sia da calcolare una traiettoria alla pressione atmosferica di 730 mm. ed alla temperatura di 20 gradi.
In corrispondenza ai due valori si legge nella tabella il fattore di correzione 0,956.
Se il coefficiente balistico C in condizioni standard era C=0,533 il coefficiente balistico corretto sar dato da

0,553 x 0,956 = 0,528

Altre tavole di ritardazione


Altre tavole di ritardazione molto citate ed usate, sono quelle del Col. James M. Ingalls pubblicate all'inizio del secolo
in una circolare dell'esercito americano. Esse erano basate sugli esperimenti compiuti all'epoca in Germania ed in
Francia con proiettili di artiglieria, ma si prestano bene anche per il calcolo della traiettoria di proiettili per armi leggere.

Per il calcolo del coefficiente di forma ci si pu servire della tavola di Bugles e Coxe (vedi pagina dedicata al
coefficiente di forma).

L'uso delle tavole di Ingalls del tutto identico a quello indicato per le tavole del Lowry.

Interpolazione
I dati tabulati sono relativi a variazioni di velocit di 10 piedi in 10 piedi al secondo fino a 1200 f/s; di piede in piede
fino a 120 f/s. Se si deve eseguire un calcolo relativo ad una velocit intermedia occorre far ricorso alla cosiddetta
interpolazione che non altro che una semplice proporzione.

Si prendano ad esempio i dati del problema II)

Vo = 850 ms X= 300 m. C= 0,3688

Dalla tavola leggiamo

V S D
850,392 (m) 4331,0 (p)
847,344 (n) 4363,4 (q) 32,4

La differenza tra i valori delle velocit m ed n d = 3,048

La differenza tra 850 e 847,344 e = 2,656

Se assegniamo ai valori le lettere indicate di fianco ad esse avremo che

E quindi S= 4363,4 - (32,4 . 2,656)/3,048 =4335,17


Questo valore, inserito nella soluzione del problema II d un risultato di S = 7004 con una differenza trascurabile
rispetto al valore trovato in precedenza.
Si tenga presente che spesso i valori di velocit alle varie distanze dalla bocca dell'arma indicati dalla case produttrici,
non sono valori misurati, ma valori calcolati con le tavole di ritardazione cos che se si cerca di fare dei calcoli su tali
dati, ci si ritrova nella classica situazione del cane che si morde la coda!

ALLEGATI

Tavola G1 di Lovry
Vel ms V.f/s S D T
1341,12 4400 0 22,2 0
1338,072 4390 22,2 22,2 0,0051
1335,024 4380 44,4 22,2 0,0101
1331,976 4370 66,6 22,3 0,0152
1328,928 4360 88,9 22,4 0,0203
1325,88 4350 111,3 22,4 0,0254
1322,832 4340 133,7 22,5 0,0306
1319,784 4330 156,2 22,5 0,0358
1316,736 4320 178,7 22,6 0,041
1313,688 4310 201,3 22,6 0,0462
1310,64 4300 223,9 22,6 0,0515
1307,592 4290 246,5 22,7 0,0567
1304,544 4280 269,2 22,8 0,062
1301,496 4270 292 22,8 0,0674
1298,448 4260 314,8 22,9 0,0727
1295,4 4250 337,7 22,9 0,0781
1292,352 4240 360,6 23 0,0835
1289,304 4230 383,6 23 0,0889
1286,256 4220 406,6 23,1 0,0944
1283,208 4210 429,7 23,1 0,0999
1280,16 4200 452,8 23,2 0,1053
1277,112 4190 476 23,2 0,1109
1274,064 4180 499,2 23,3 0,1164
1271,016 4170 522,5 23,3 0,122
1267,968 4160 545,8 23,4 0,1276
1264,92 4150 569,2 23,5 0,1332
1261,872 4140 592,7 23,5 0,1389
1258,824 4130 616,2 23,5 0,1446
1255,776 4120 639,7 23,6 0,1503
1252,728 4110 663,3 23,7 0,156
1249,68 4100 687 23,7 0,1618
1246,632 4090 710,7 23,8 0,1676
1243,584 4080 734,5 23,8 0,1734
1240,536 4070 758,3 23,9 0,1792
1237,488 4060 782,2 23,9 0,1851
1234,44 4050 806,1 24 0,191
1231,392 4040 830,1 24 0,197
1228,344 4030 854,1 24,1 0,2029
1225,296 4020 878,2 24,2 0,2089
1222,248 4010 902,4 24,2 0,2149
1219,2 4000 926,6 24,3 0,221
1216,152 3990 950,9 24,3 0,227
1213,104 3980 975,2 24,4 0,2331
1210,056 3970 999,6 24,4 0,2393
1207,008 3960 1024 24,5 0,2454
1203,96 3950 1048,5 24,6 0,2516
1200,912 3940 1073,1 24,6 0,2579
1197,864 3930 1097,7 24,6 0,2641
1194,816 3920 1122,3 24,8 0,2704
1191,768 3910 1147,1 24,7 0,2767
1188,72 3900 1171,8 24,9 0,283
1185,672 3890 1196,7 24,9 0,2894
1182,624 3880 1221,6 24,9 0,2958
1179,576 3870 1246,6 25 0,3023
1176,528 3860 1271,6 25 0,3087
1173,48 3850 1296,7 25,1 0,3152
1170,432 3840 1321,8 25,1 0,3218
1167,384 3830 1347 25,2 0,3283
1164,336 3820 1372,3 25,3 0,3349
1161,288 3810 1397,6 25,3 0,3415
1158,24 3800 1423 25,4 0,3482
1155,192 3790 1448,4 25,4 0,3549
1152,144 3780 1473,9 25,5 0,3616
1149,096 3770 1499,5 25,6 0,3683
1146,048 3760 1525,1 25,6 0,3751
1143 3750 1550,8 25,7 0,3819
1139,952 3740 1576,5 25,7 0,3888
1136,904 3730 1602,3 25,8 0,3957
1133,856 3720 1628,2 25,9 0,4026
1130,808 3710 1654,2 26 0,4096
1127,76 3700 1680,2 26 0,4166
1124,712 3690 1706,2 26 0,4236
1121,664 3680 1732,4 26,2 0,4307
1118,616 3670 1758,6 26,2 0,4378
1115,568 3660 1784,8 26,2 0,445
1112,52 3650 1811,1 26,3 0,4521
1109,472 3640 1837,5 26,4 0,4594
1106,424 3630 1864 26,5 0,4666
1103,376 3620 1890,5 26,5 0,4739
1100,328 3610 1917,1 26,6 0,4813
1097,28 3600 1943,7 26,6 0,4886
1094,232 3590 1970,4 26,7 0,496
1091,184 3580 1997,2 26,8 0,5035
1088,136 3570 2024 26,8 0,511
1085,088 3560 2051 27 0,5185
1082,04 3550 2077,9 26,9 0,5261
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585,216 1920 7453,7 40,2 2,59
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490,728 1610 8777,1 45,9 3,3433
487,68 1600 8823 46,3 3,3719
484,632 1590 8869,3 46,5 3,401
481,584 1580 8915,8 46,8 3,4303
478,536 1570 8962,6 47 3,46
475,488 1560 9009,6 47,4 3,4901
472,44 1550 9057 47,7 3,5205
469,392 1540 9104,7 47,9 3,5514
466,344 1530 9152,6 48,4 3,5826
463,296 1520 9201 48,6 3,6144
460,248 1510 9249,6 49 3,6465
457,2 1500 9298,6 49,4 3,679
454,152 1490 9348 49,8 3,7121
451,104 1480 9397,8 50,1 3,7456
448,056 1470 9447,9 50,5 3,7796
445,008 1460 9498,4 51 3,8141
441,96 1450 9549,4 51,4 3,8491
438,912 1440 9600,8 51,8 3,8847
435,864 1430 9652,6 52,3 3,9208
432,816 1420 9704,9 52,7 3,9575
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426,72 1400 9810,9 53,7 4,0327
423,672 1390 9864,6 54,3 4,0712
420,624 1380 9918,9 54,8 4,1104
417,576 1370 9973,7 55,4 4,1503
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411,48 1350 10085,1 56,7 4,2322
408,432 1340 10141,8 57,4 4,2744
405,384 1330 10199,2 58,1 4,3174
402,336 1320 10257,3 58,9 4,3612
399,288 1310 10316,2 59,7 4,406
396,24 1300 10375,9 60,6 4,4518
393,192 1290 10436,5 61,5 4,4986
390,144 1280 10498 62,4 4,5464
387,096 1270 10560,4 63,6 4,5954
384,048 1260 10624 64,6 4,6457
381 1250 10688,6 65,8 4,6972
377,952 1240 10754,4 67 4,75
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371,856 1220 10889,8 69,8 4,8601
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365,76 1200 11030,9 7,2 4,9768
365,4552 1199 11038,1 7,2 4,9828
365,1504 1198 11045,3 7,3 4,9888
364,8456 1197 11052,6 7,3 4,9949
364,5408 1196 11059,9 7,3 5,001
364,236 1195 11067,2 7,3 5,0071
363,9312 1194 11074,5 7,3 5,0132
363,6264 1193 11081,8 7,4 5,0193
363,3216 1192 11089,2 7,4 5,0255
363,0168 1191 11096,6 7,4 5,0317
362,712 1190 11104 7,4 5,0379
362,4072 1189 11111,4 7,4 5,0442
362,1024 1188 11118,8 7,5 5,0504
361,7976 1187 11126,3 7,5 5,0567
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360,2736 1182 11163,9 7,6 5,0885
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359,664 1180 11179,1 7,6 5,1013
359,3592 1179 11186,7 7,7 5,1078
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358,14 1175 11217,5 7,7 5,1339
357,8352 1174 11225,2 7,8 5,1405
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356,9208 1171 11248,5 7,9 5,1604
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356,0064 1168 11272,1 7,9 5,1805
355,7016 1167 11280 7,9 5,1873
355,3968 1166 11287,9 7,9 5,1941
355,092 1165 11295,8 8 5,2009
354,7872 1164 11303,8 8 5,2077
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335,5848 1101 11858,3 9,7 5,6979
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334,6704 1098 11887,6 9,9 5,7246
334,3656 1097 11897,5 9,8 5,7336
334,0608 1096 11907,3 10 5,7426
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324,9168 1066 12221 11 6,0328
324,612 1065 12232 11,1 6,0432
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323,6976 1062 12265,5 11,2 6,0747
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318,2112 1044 12474,7 12,1 6,2734
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316,0776 1037 12560,3 12,4 6,3556
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315,468 1035 12585,2 12,6 6,3797
315,1632 1034 12597,8 12,5 6,3919
314,8584 1033 12610,3 12,7 6,404
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313,3344 1028 12674,1 12,9 6,4659
313,0296 1027 12687 13 6,4784
312,7248 1026 12700 13 6,4911
312,42 1025 12713 13,1 6,5038
312,1152 1024 12726,1 13,2 6,5166
311,8104 1023 12739,3 13,2 6,5294
311,5056 1022 12752,5 13,3 6,5424
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310,896 1020 12779,1 13,4 6,5684
310,5912 1019 12792,5 13,4 6,5816
310,2864 1018 12805,9 13,5 6,5947
309,9816 1017 12819,4 13,6 6,608
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309,0672 1014 12860,3 13,8 6,6483
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308,4576 1012 12887,9 13,9 6,6755
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307,5432 1009 12929,7 14,1 6,7169
307,2384 1008 12943,8 14,2 6,7309
306,9336 1007 12958 14,2 6,7449
306,6288 1006 12972,2 14,3 6,7591
306,324 1005 12986,5 14,3 6,7733
306,0192 1004 13000,8 14,4 6,7875
305,7144 1003 13015,2 14,5 6,8019
305,4096 1002 13029,7 14,6 6,8163
305,1048 1001 13044,3 14,6 6,8309
304,8 1000 13058,9 14,7 6,8455
304,4952 999 13073,6 14,7 6,8602
304,1904 998 13088,3 14,8 6,8749
303,8856 997 13103,1 14,9 6,8898
303,5808 996 13118 14,9 6,9047
303,276 995 13132,9 15 6,9197
302,9712 994 13147,9 15 6,9348
302,6664 993 13162,9 15,1 6,9499
302,3616 992 13178 15,1 6,9651
302,0568 991 13193,1 15,2 6,9803
301,752 990 13208,3 15,3 6,9957
301,4472 989 13223,6 15,3 7,0111
301,1424 988 13238,9 15,4 7,0266
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299,6184 983 13316,3 15,7 7,1051
299,3136 982 13332 15,7 7,1211
299,0088 981 13347,7 15,8 7,1371
298,704 980 13363,5 15,8 7,1532
298,3992 979 13379,3 15,9 7,1694
298,0944 978 13395,2 16 7,1856
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294,132 965 13607,5 16,7 7,4042
293,8272 964 13624,2 16,9 7,4215
293,5224 963 13641,1 16,8 7,439
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234,0864 768 18213,2 29,7 12,7997
233,7816 767 18242,9 29,8 12,8384
233,4768 766 18272,7 29,8 12,8773
233,172 765 18302,5 29,9 12,9162
232,8672 764 18332,4 29,9 12,9553
232,5624 763 18362,3 30 12,9945
232,2576 762 18392,3 30,1 13,0338
231,9528 761 18422,4 30,1 13,0734
231,648 760 18452,5 30,2 13,1129
231,3432 759 18482,7 30,3 13,1527
231,0384 758 18513 30,3 13,1926
230,7336 757 18543,3 30,4 13,2326
230,4288 756 18573,7 30,4 13,2728
230,124 755 18604,1 30,5 13,3131
229,8192 754 18634,6 30,6 13,3535
229,5144 753 18665,2 30,6 13,3941
229,2096 752 18695,8 30,7 13,4348
228,9048 751 18726,5 30,8 13,4756
228,6 750 18757,3 30,8 13,5167
228,2952 749 18788,1 30,9 13,5578
227,9904 748 18819 30,9 13,599
227,6856 747 18849,9 31,1 13,6404
227,3808 746 18881 31 13,682
227,076 745 18912 31,2 13,7236
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226,4664 743 18974,4 31,3 13,8075
226,1616 742 19005,7 31,3 13,8497
225,8568 741 19037 31,4 13,8919
225,552 740 19068,4 31,5 13,9343
225,2472 739 19099,9 31,5 13,9769
224,9424 738 19131,4 31,6 14,0195
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224,3328 736 19194,6 31,7 14,1053
224,028 735 19226,3 31,8 14,1484
223,7232 734 19258,1 31,9 14,1917
223,4184 733 19290 31,9 14,2352
223,1136 732 19321,9 32 14,2787
222,8088 731 19353,9 32 14,3225
222,504 730 19385,9 32,1 14,3663
222,1992 729 19418 32,2 14,4103
221,8944 728 19450,2 32,2 14,4545
221,5896 727 19482,4 32,3 14,4988
221,2848 726 19514,7 32,4 14,5432
220,98 725 19547,1 32,4 14,5879
220,6752 724 19579,5 32,5 14,6326
220,3704 723 19612 32,6 14,6775
220,0656 722 19644,6 32,6 14,7226
219,7608 721 19677,2 32,7 14,7678
219,456 720 19709,9 32,7 14,8132
219,1512 719 19742,6 32,8 14,8587
218,8464 718 19775,4 32,9 14,9043
218,5416 717 19808,3 33 14,9502
218,2368 716 19841,3 33 14,9962
217,932 715 19874,3 33 15,0423
217,6272 714 19907,3 33,2 15,0885
217,3224 713 19940,5 33,2 15,1351
217,0176 712 19973,7 33,2 15,1817
216,7128 711 20006,9 33,4 15,2283
216,408 710 20040,3 33,4 15,2753
216,1032 709 20073,7 33,4 15,3224
215,7984 708 20107,1 33,6 15,3696
215,4936 707 20140,7 33,6 15,4171
215,1888 706 20174,3 33,6 15,4646
214,884 705 20207,9 33,7 15,5122
214,5792 704 20241,6 33,8 15,5601
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210,312 690 20720,6 34,6 16,2474
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205,74 675 21247,7 35,7 17,0198
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204,216 670 21426,7 35,9 17,286
203,9112 669 21462,6 36,1 17,3396
203,6064 668 21498,7 36,1 17,3936
203,3016 667 21534,8 36,2 17,4477
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200,5584 658 21862,6 36,7 17,9425
200,2536 657 21899,3 36,8 17,9983
199,9488 656 21936,1 36,9 18,0544
199,644 655 21973 36,9 18,1107
199,3392 654 22009,9 37 18,1671
199,0344 653 22046,9 37,1 18,2237
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198,4248 651 22121,1 37,2 18,3375
198,12 650 22158,3 37,2 18,3947
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197,5104 648 22232,8 37,4 18,5095
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196,9008 646 22307,6 37,5 18,6251
196,596 645 22345,1 37,5 18,6832
196,2912 644 22382,6 37,6 18,7414
195,9864 643 22420,2 37,7 18,7998
195,6816 642 22457,9 37,8 18,8585
195,3768 641 22495,7 37,8 18,9174
195,072 640 22533,5 37,8 18,9764
194,7672 639 22571,3 37,9 19,0355
194,4624 638 22609,2 38 19,0949
194,1576 637 22647,2 38 19,1545
193,8528 636 22685,2 38,1 19,2142
193,548 635 22723,3 38,2 19,2742
193,2432 634 22761,5 38,2 19,3344
192,9384 633 22799,7 38,3 19,3947
192,6336 632 22838 38,4 19,4552
192,3288 631 22876,4 38,4 19,516
192,024 630 22914,8 38,4 19,577
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191,4144 628 22991,8 38,5 19,6994
191,1096 627 23030,3 38,7 19,7607
190,8048 626 23069 38,7 19,8225
190,5 625 23107,7 38,7 19,8844
190,1952 624 23146,4 38,9 19,9463
189,8904 623 23185,3 38,8 20,0087
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185,0136 607 23814,3 39,8 21,0317
184,7088 606 23854,1 39,8 21,0973
184,404 605 23893,9 40 21,163
184,0992 604 23933,9 39,9 21,2292
183,7944 603 23973,8 40 21,2953
183,4896 602 24013,8 40,1 21,3617
183,1848 601 24053,9 40,2 21,4284
182,88 600 24094,1 40,1 21,4953
182,5752 599 24134,2 40,3 21,5622
182,2704 598 24174,5 40,3 21,6295
181,9656 597 24214,8 40,4 21,697
181,6608 596 24255,2 40,4 21,7647
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181,0512 594 24336,1 40,6 21,9007
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180,4416 592 24417,3 40,7 22,0376
180,1368 591 24458 40,7 22,1064
179,832 590 24498,7 40,8 22,1754
179,5272 589 24539,5 40,9 22,2446
179,2224 588 24580,4 40,9 22,3141
178,9176 587 24621,3 41 22,3837
178,6128 586 24662,3 41,1 22,4536
178,308 585 24703,4 41,1 22,5238
178,0032 584 24744,5 41,2 22,5941
177,6984 583 24785,7 41,2 22,6647
177,3936 582 24826,9 41,3 22,7355
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176,784 580 24909,6 41,4 22,8778
176,4792 579 24951 41,5 22,9493
176,1744 578 24992,5 41,6 23,021
175,8696 577 25034,1 41,6 23,093
175,5648 576 25075,7 41,7 23,1652
175,26 575 25117,4 41,8 23,2377
174,9552 574 25159,2 41,8 23,3104
174,6504 573 25201 41,9 23,3833
174,3456 572 25242,9 41,9 23,4565
174,0408 571 25284,8 42,1 23,5298
173,736 570 25326,9 42 23,6036
173,4312 569 25368,9 42,2 23,6774
173,1264 568 25411,1 42,2 23,7516
172,8216 567 25453,3 42,3 23,826
172,5168 566 25495,6 42,4 23,9006
172,212 565 25538 42,4 23,9756
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171,6024 563 25622,9 42,5 24,1262
171,2976 562 25665,4 42,6 24,2017
170,9928 561 25708 42,7 24,2776
170,688 560 25750,7 42,8 24,3538
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170,0784 558 25836,3 42,9 24,5069
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169,164 555 25965,2 43,1 24,7386
168,8592 554 26008,3 43,1 24,8163
168,5544 553 26051,4 43,3 24,8942
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166,116 545 26399,2 43,8 25,5277
165,8112 544 26443 43,9 25,6082
165,5064 543 26486,9 43,9 25,6889
165,2016 542 26530,8 44 25,7699
164,8968 541 26574,8 44,1 25,8511
164,592 540 26618,9 44,2 25,9327
164,2872 539 26663,1 44,2 26,0146
163,9824 538 26707,3 44,3 26,0967
163,6776 537 26751,6 44,4 26,1792
163,3728 536 26796 44,4 26,2619
163,068 535 26840,4 44,5 26,3448
162,7632 534 26884,9 44,6 26,4281
162,4584 533 26929,5 44,7 26,5117
162,1536 532 26974,2 44,7 26,5956
161,8488 531 27018,9 44,8 26,6797
161,544 530 27063,7 44,9 26,7642
161,2392 529 27108,6 44,9 26,849
160,9344 528 27153,5 45,1 26,934
160,6296 527 27198,6 45,1 27,0195
160,3248 526 27243,7 45,2 27,1051
160,02 525 27288,9 45,2 27,1911
159,7152 524 27334,1 45,3 27,2773
159,4104 523 27379,4 45,4 27,3639
159,1056 522 27424,8 45,5 27,4508
158,8008 521 27470,3 45,6 27,538
158,496 520 27515,9 45,6 27,6256
158,1912 519 27561,5 45,7 27,7134
157,8864 518 27607,2 45,8 27,8015
157,5816 517 27653 45,9 27,89
157,2768 516 27698,9 45,9 27,9789
156,972 515 27744,8 46 28,068
156,6672 514 27790,8 46,1 28,1574
156,3624 513 27836,9 46,2 28,2472
156,0576 512 27883,1 46,3 28,3373
155,7528 511 27929,4 46,3 28,4278
155,448 510 27975,7 46,4 28,5185
155,1432 509 28022,1 46,5 28,6096
154,8384 508 28068,6 46,6 28,701
154,5336 507 28115,2 46,6 28,7929
154,2288 506 28161,8 46,7 28,8849
153,924 505 28208,5 46,8 28,9773
153,6192 504 28255,3 46,9 29,07
153,3144 503 28302,2 47 29,1632
153,0096 502 28349,2 47 29,2567
152,7048 501 28396,2 47,2 29,3505
152,4 500 28443,4 47,2 29,4448
152,0952 499 28490,6 47,3 29,5393
151,7904 498 28537,9 47,3 29,6342
151,4856 497 28585,2 47,5 29,7292
151,1808 496 28632,7 47,5 29,8249
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112,4712 369 35434 60,7 45,7612
112,1664 368 35494,7 60,8 45,9259
111,8616 367 35555,5 61 46,0913
111,5568 366 35616,5 61,1 46,2578
111,252 365 35677,6 61,3 46,425
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104,5464 343 37058,6 64,5 50,3286
104,2416 342 37123,1 64,7 50,517
103,9368 341 37187,8 64,8 50,7064
103,632 340 37252,6 64,9 50,8968
103,3272 339 37317,5 65,2 51,0879
103,0224 338 37382,7 65,3 51,2806
102,7176 337 37448 65,4 51,4741
102,4128 336 37513,4 65,6 51,6684
102,108 335 37579 65,8 51,864
101,8032 334 37644,8 66 52,0607
101,4984 333 37710,8 66,1 52,2586
101,1936 332 37776,9 66,3 52,4574
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100,2792 329 37976,2 66,8 53,0605
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99,6696 327 38110 67,1 53,4685
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99,06 325 38244,4 67,5 53,8808
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98,1456 322 38447,4 68 54,5083
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94,488 310 39275,5 70,3 57,1297
94,1832 309 39345,8 70,4 57,3568
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93,5736 307 39486,8 70,8 57,8146
93,2688 306 39557,6 71 58,0457
92,964 305 39628,6 71,2 58,2781
92,6592 304 39699,8 71,4 58,5119
92,3544 303 39771,2 71,6 58,7472
92,0496 302 39842,8 71,9 58,9839
91,7448 301 39914,7 72 59,2224
91,44 300 39986,7 72,2 59,462
91,1352 299 40058,9 72,4 59,7031
90,8304 298 40131,3 72,7 59,9457
90,5256 297 40204 72,8 60,1901
90,2208 296 40276,8 73,1 60,4356
89,916 295 40349,9 73,2 60,683
89,6112 294 40423,1 73,5 60,9316
89,3064 293 40496,6 73,7 61,182
89,0016 292 40570,3 73,9 61,434
88,6968 291 40644,2 74,1 61,6876
88,392 290 40718,3 74,4 61,9426
88,0872 289 40792,7 74,6 62,1997
87,7824 288 40867,3 74,7 62,4583
87,4776 287 40942 75,1 62,7181
87,1728 286 41017,1 75,2 62,9803
86,868 285 41092,3 75,5 63,2437
86,5632 284 41167,8 75,7 63,5091
86,2584 283 41243,5 75,9 63,7761
85,9536 282 41319,4 76,2 64,0448
85,6488 281 41395,6 76,4 64,3155
85,344 280 41472 76,6 64,5879
85,0392 279 41548,6 76,9 64,862
84,7344 278 41625,5 77,1 65,1382
84,4296 277 41702,6 77,3 65,416
84,1248 276 41779,9 77,6 65,6956
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83,2104 273 42013,4 78,3 66,5463
82,9056 272 42091,7 78,6 66,8337
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81,9912 269 42328,2 79,4 67,7081
81,6864 268 42407,6 79,6 68,0038
81,3816 267 42487,2 79,8 68,3014
81,0768 266 42567 80,1 68,6009
80,772 265 42647,1 80,4 68,9026
80,4672 264 42727,5 80,6 69,2066
80,1624 263 42808,1 81 69,5125
79,8576 262 42889,1 81,1 69,8211
79,5528 261 42970,2 81,5 70,1313
79,248 260 43051,7 81,7 70,4442
78,9432 259 43133,4 82 70,759
78,6384 258 43215,4 82,3 71,0763
78,3336 257 43297,7 82,5 71,3959
78,0288 256 43380,2 82,9 71,7176
77,724 255 43463,1 83,1 72,0421
77,4192 254 43546,2 83,4 72,3686
77,1144 253 43629,6 83,7 72,6976
76,8096 252 43713,3 84 73,0292
76,5048 251 43797,3 84,3 73,3632
76,2 250 43881,6 84,5 73,6997
75,8952 249 43966,1 84,9 74,0384
75,5904 248 44051 85,2 74,3801
75,2856 247 44136,2 85,5 74,7244
74,9808 246 44221,7 85,7 75,0713
74,676 245 44307,4 86,1 75,4204
74,3712 244 44393,5 86,4 75,7726
74,0664 243 44479,9 86,7 76,1274
73,7616 242 44566,6 87,1 76,485
73,4568 241 44653,7 87,3 76,8457
73,152 240 44741 87,7 77,2087
72,8472 239 44828,7 88 77,5749
72,5424 238 44916,7 88,3 77,944
72,2376 237 45005 88,6 78,3158
71,9328 236 45093,6 89 78,6904
71,628 235 45182,6 89,3 79,0684
71,3232 234 45271,9 89,7 79,4493
71,0184 233 45361,6 89,9 79,8334
70,7136 232 45451,5 90,4 80,2201
70,4088 231 45541,9 90,6 80,6107
70,104 230 45632,5 91,1 81,0038
69,7992 229 45723,6 91,3 81,4008
69,4944 228 45814,9 91,8 81,8004
69,1896 227 45906,7 92,1 82,2039
68,8848 226 45998,8 92,4 82,6106
68,58 225 46091,2 92,8 83,0204
68,2752 224 46184 93,2 83,4338
67,9704 223 46277,2 93,6 83,8508
67,6656 222 46370,8 93,9 84,2716
67,3608 221 46464,7 94,3 84,6955
67,056 220 46559 94,7 85,1232
66,7512 219 46653,7 95 85,5547
66,4464 218 46748,7 95,5 85,9896
66,1416 217 46844,2 95,8 86,4287
65,8368 216 46940 96,3 86,8712
65,532 215 47036,3 96,6 87,3181
65,2272 214 47132,9 97,1 87,7685
64,9224 213 47230 97,4 88,2234
64,6176 212 47327,4 97,9 88,6818
64,3128 211 47425,3 98,3 89,1447
64,008 210 47523,6 98,7 89,6118
63,7032 209 47622,3 99,1 90,0829
63,3984 208 47721,4 99,5 90,5583
63,0936 207 47820,9 100 91,0379
62,7888 206 47920,9 100,4 91,5222
62,484 205 48021,3 100,8 92,0108
62,1792 204 48122,1 101,3 92,5038
61,8744 203 48223,4 101,8 93,0016
61,5696 202 48325,2 102,2 93,5044
61,2648 201 48427,4 102,6 94,0116
60,96 200 48530 103,1 94,5234
60,6552 199 48633,1 103,6 95,0403
60,3504 198 48736,7 104 95,5622
60,0456 197 48840,7 104,5 96,0889
59,7408 196 48945,2 105 96,6207
59,436 195 49050,2 105,5 97,1579
59,1312 194 49155,7 105,9 97,7004
58,8264 193 49261,6 106,5 98,2477
58,5216 192 49368,1 106,9 98,801
58,2168 191 49475 107,5 99,3593
57,912 190 49582,5 108 99,9237
57,6072 189 49690,5 108,4 100,4937
57,3024 188 49798,9 109 101,0688
56,9976 187 49907,9 109,6 101,6502
56,6928 186 50017,5 110 102,238
56,388 185 50127,5 110,6 102,831
56,0832 184 50238,1 111,2 103,4306
55,7784 183 50349,3 111,6 104,0366
55,4736 182 50460,9 112,3 104,6482
55,1688 181 50573,2 112,8 105,267
54,864 180 50686 113,3 105,892
54,5592 179 50799,3 114 106,5233
54,2544 178 50913,3 114,5 107,1621
53,9496 177 51027,8 115,1 107,8072
53,6448 176 51142,9 115,7 108,4594
53,34 175 51258,6 116,3 109,1188
53,0352 174 51374,9 116,9 109,7853
52,7304 173 51491,8 117,5 110,4592
52,4256 172 51609,3 118,1 111,1404
52,1208 171 51727,4 118,8 111,8292
51,816 170 51846,2 119,4 112,526
51,5112 169 51965,6 120 113,2306
51,2064 168 52085,6 120,7 113,9428
50,9016 167 52206,3 121,3 114,6635
50,5968 166 52327,6 122 115,3921
50,292 165 52449,6 122,7 116,1294
49,9872 164 52572,3 123,4 116,8754
49,6824 163 52695,7 124 117,6303
49,3776 162 52819,7 124,8 118,3934
49,0728 161 52944,5 125,4 119,1663
48,768 160 53069,9 126,2 119,9477
48,4632 159 53196,1 126,8 120,7391
48,1584 158 53322,9 127,7 121,5392
47,8536 157 53450,6 128,3 122,3501
47,5488 156 53578,9 129,1 123,17
47,244 155 53708 129,9 124,0004
46,9392 154 53837,9 130,6 124,8413
46,6344 153 53968,5 131,4 125,6922
46,3296 152 54099,9 132,2 126,554
46,0248 151 54232,1 133 127,4267
45,72 150 54365,1 133,9 128,3106
45,4152 149 54499 134,6 129,2064
45,1104 148 54633,6 135,5 130,1129
44,8056 147 54769,1 136,3 131,0317
44,5008 146 54905,4 137,1 131,9622
44,196 145 55042,5 138,1 132,9046
43,8912 144 55180,6 138,9 133,8605
43,5864 143 55319,5 139,8 134,8286
43,2816 142 55459,3 140,7 135,8098
42,9768 141 55600 141,6 136,8043
42,672 140 55741,6 142,5 137,8123
42,3672 139 55884,1 143,5 138,834
42,0624 138 56027,6 144,4 139,8703
41,7576 137 56172 145,4 140,9206
41,4528 136 56317,4 146,4 141,986
41,148 135 56463,8 147,4 143,0666
40,8432 134 56611,2 148,4 144,1627
40,5384 133 56759,6 149,4 145,2745
40,2336 132 56909 150,5 146,4023
39,9288 131 57059,5 151,5 147,547
39,624 130 57211 152,5 148,7081
39,3192 129 57363,5 153,7 149,8859
39,0144 128 57517,2 154,8 151,0822
38,7096 127 57672 155,9 152,2966
38,4048 126 57827,9 157 153,5292
38,1 125 57984,9 158,2 154,7804
37,7952 124 58143,1 159,3 156,0513
37,4904 123 58302,4 160,6 157,3414
37,1856 122 58463 161,8 158,6527
36,8808 121 58624,8 163 159,9847
FATTORI DI CORREZIONE A SECONDA DENSITA' DELL'ARIA
Temp. Pressione in millimetri di mercurio
C 720 730 740 750 760 770
________________________________________________________
-10 1,051 1,066 1,080 1,095 1,109 1,124
-9 1,047 1,062 1,076 1,091 1,105 1,120
-8 1,043 1,058 1,072 1,086 1,101 1,115
-7 1,039 1,054 1,068 1,082 1,097 1,111
-6 1,035 1,050 1,064 1,078 1,093 1,107
-5 1,031 1,046 1,060 1,074 1,090 1,103
-4 1,027 1,042 1,056 1,070 1,085 1,099
-3 1,024 1,038 1,052 1,066 1,081 1,095
-2 1,020 1,034 1,048 1,062 1,077 1,091
-1 1,016 1,030 1,044 1,058 1,073 1,087
0 1,012 1,026 1,041 1,055 1,069 1,083
1 1,009 1,023 1,037 1,051 1,065 1,079
2 1,005 1,019 1,033 1,047 1,061 1,075
3 1,001 1,015 1,021 1,043 1,057 1,071
4 0,998 1,012 1,025 1,039 1,053 1,067
5 0,994 1,008 1,022 1,035 1,049 1,063
6 0,991 1,004 1,018 1,032 1,046 1,059
7 0,987 1,001 1,014 1,028 1,042 1,056
8 0,984 0,997 1,011 1,024 1,038 1,052
9 0,980 0,994 1,007 1,021 1,034 1,048
10 0,977 0,990 1,004 1,017 1,031 1 044
11 0,974 0,986 1,000 1,014 1,027 1,041
12 0,969 0,984 0,997 1,010 1,024 1,037
13 0,966 0,980 0,993 1,007 1,020 1,034
14 0,963 0,976 0,990 1,003 1,017 3,030
15 0,960 0,973 0,986 1,000 1,013 1,026
16 0,956 0,969 0,983 0,996 1,009 1,023
17 0,953 0,966 0,979 0,993 1,006 1,019
18 0,950 0,963 0,976 0,989 1,003 1,016
19 0,946 0,960 0,973 0,986 0,999 1,012
20 0,943 0,956 0,969 0,983 0,996 1,009
21 0,940 0,953 0,966 0,979 0,993 1,005
22 0,937 0,950 0,963 0,976 0,989 1,002
23 0,934 0,946 0,960 0,973 0.986 0,998
24 0,931 0,944 0,956 0,969 0,983 0,995
25 0,927 0,941 0,953 0,966 0,979 0,992
26 0,924 0,937 0,950 0,963 0,976 0,988
27 0,922 0,934 0,947 0,960 0,973 0,985
28 0,918 0,931 0,944 0,956 0,969 0,982
29 0,915 0,928 0,941 0,953 0,966 0,979
30 0,912 0,925 0,937 0,950 0,963 0,975
31 0,909 0,922 0,934 0,947 0,954 0,972
32 0,906 0,919 0,931 0,944 0,956 0,969
33 0,903 0,916 0,928 0,941 0,953 0,966
34 0,900 0,913 0,927 0,938 0,950 0,963
Spazio di testa
( ingl.: Headspace; ted.:Verschlussabstand)

Canna sezionata per mostrare la camera di cartuccia

La camera con la cartuccia inserita; chiari l'appoggio della spalla del bossolo e il free bore

Con il termine "spazio di testa" si intende lo spazio che intercorre tra la faccia anteriore dell'otturatore o della bascula e
la superficie delle canna, esterna od interna alla camera di cartuccia, che provvede a bloccare il bossolo nel punto di
massima introduzione.

Qualcuno lo definisce erroneamente come spazio tra la faccia anteriore dell'otturatore e fondello del bossolo, ma questo
un dato che talvolta pu variare da cartuccia a cartuccia, mentre lo spazio di testa un dato che attiene alla costruzione
dell'arma e quindi fisso. Ci non toglie che, in fin dei conti, la nozione di Spazio di testa stia semplicemente indicare
quale il giusto gioco tra otturatore e fondello della cartuccia. Lo spazio di testa, nel senso ora precisato, varia
notevolmente a seconda del tipo di bossolo. Esaminiamo le immagini qui sotto tratte dal famoso Hatscher's Notebook.

Cartuccia a percussione anulare

Cartuccia con collarino


Cartuccia semirimmed

Cartuccia senza collarino con arresto sulla bocca.

Cartuccia senza collarino

Cartuccia cinturata

Nella cartuccia il cui bossolo ha l'orlo, lo spazio di testa, sar di pochi millimetri, pari allo spessore dell'orlo che ha per
l'appunto la funzione di bloccare il bossolo facendo contrasto con il piano di culatta, eventualmente munito di
scanalatura (munizioni a percussione anulare, munizioni per fucili a canna liscia). La stessa cosa vale per le munizioni
semi-rimmed. Invece lo spazio di testa sar lungo quanto l'intero bossolo se questo rimless poich il bossolo viene
fermato dal contrasto della sua bocca con il gradino terminale della camera di cartuccia (munizioni per pistola) oppure
dal contrasto della spalla del bossolo con la corrispondente spalla della camera. Nel caso di bossoli cinturati (invenzione
con significato pi commerciale che tecnico) lo spazio di testa , in teoria, misurato a partire dal risalto anteriore della
cintura; in pratica questo spesso insufficiente ad arrestare la cartuccia ed anche la spalla interviene a fissare il bossolo
e a determinare lo spazio di testa.

Ogni tipo di bossolo ha quindi comportamenti diversi a causa di variazioni dello spazio di testa.
Lo spazio di testa deve essere il minore possibile tenendo per conto che il bossolo non deve interferire con il sistema di
chiusura, con il percussore, con il funzionamento semiautomatico. chiaro che uno spazio di testa errato per eccessiva
riduzione potrebbe portare a difficolt di chiusura dell'arma o a difficolt di sua apertura dopo lo sparo. Inoltre lo spazio
di testa troppo corto pu portare a forzare il bossolo nella camera di cartuccia; se la bocca del bossolo finisce per
impegnare un po' l'inizio della rigatura si verificheranno senz'altro sovrapressioni pericolosissime.
Il pericolo per, specialmente nei bossoli a bottiglia, viene senz'altro da un eccessivo spazio di testa che pu essere
dovuto:

1. a difetto dell'arma per errori di produzione o per deformazioni successive (molto probabile in vecchie armi o in
armi militari riassemblate con carrelli ed otturatori di diversi lotti di produzione e, talvolta, persino di diversi
produttori).
2. a difetto del bossolo perch di calibro errato (ad esempio confondendo un 6,5x57 con uno 6,5x54) o perch
deformato o accorciatosi nel corso di precedenti operazioni di ricalibratura.

Se lo spazio di testa superiore al dovuto, anche per valori di poco superiori ad un millimetro, al momento dello
sparo avvengono i seguenti fenomeni:

1. Il bossolo si dilata alla bocca e l'attrito la fa aderire alle pareti della camera; il fondello, non appoggiato contro
l'otturatore, arretra, il bossolo si dilata in lunghezza e spesso si provoca la sua rottura circolare circa mezzo
centimetro sopra il fondello.
2. I gas di sparo escono dalla chiusura con pericolo per il tiratore; in alcuni casi anche il castello pu scoppiare.
3. L'otturatore, se ha gioco, viene sospinto violentemente indietro con un effetto martello (slapback) che produce
ulteriori danni.

Uno spazio di testa non adeguato incide anche sulla precisione dell'arma; in letteratura, ad esempio si leggono di
problemi riscontrati nella SIG 229 cal. 357 (con appoggio sulla spalla) proprio in relazione a munizioni ricaricate che
non rispettavano lo spazio di testa corretto.

Tipica rottura per eccessivo spazio di testa

Per la misurazione dello spazio di testa occorrono particolari accessori; impossibile misurarlo correttamente e con la
necessaria precisione al decimo di millimetro, con calibri usuali. Un sistema usa, per ogni calibro, tre finti bossoli di
acciaio. Il primo, detto GO Gauge deve consentire la chiusura dell'arma senza forzatura. Se vi forzatura l'arma pu
sparare di norma munizioni commerciali, ma prima o dopo potr capitare che l'arma scoppi. Il secondo NO-GO Gauge
viene usato su armi nuove o con canna nuova e se non si riesce a chiudere l'arma, vuol dire che difettosa e va
ricontrollata dal produttore. Il terzo, FIELD REJECT, da usare su tutte deve impedire la chiusura in ogni arma; se
l'arma si chiude pericolosa e non deve essere usata. Se l'arma nuova chiude con il NO-GO, ma non con il F-R si pu
concludere, con prudenza, che usabile, ma solo con munizioni nuove corrispondenti esattamente alle dimensioni del
calibro di prova.

Questo sistema ha per i suoi limiti, anche per il fatto che le specifiche del CIP per le munizioni non sempre coincidono
esattamente con quelle americane del SAAMI. in vendita, per calibri di fucile un attrezzino (Universal headspace
gauge), con un fondello e una parte anteriore di bossolo collegati da una vite regolabile, che consente di trovare la
giusta lunghezza e poi di misurarla con un normale calibro. In mancanza di questi attrezzi, solo modesti consigli pratici:
non usare munizioni che impediscono una agevole chiusura dell'arma; non usare munizioni che si inseriscono troppo
oltre il piano di culatta, salvo ovviamente particolari conformazioni della testa dell'otturatore; non usare l'arma, se il
bossolo nuovo presenta segni di rottura od allungamento; non usare cartucce ricaricate se tendono a rompersi.

Percorso libero (ing.:Free bore, Free travel; ted.:Freiflug)


e
Percorso senza rotazione (ted.: Rotationsloser Geschossweg)

Questi due concetti riferiti al proiettile sono spesso confusi l'uno con l'altro.

Nelle munizioni per fucili a canna rigata la camera di cartuccia presenta un corpo a cui segue la spalla, a cui segue il
cono di forzamento o di raccordo con l'inizio della rigatura della canna. Le dimensioni di questi elementi sono fissate
dal CIP e particolare importanza per le pressioni e per la precisione assume la conformazione del cono di raccordo.
Il proiettile, prima di essere preso dalla rigatura e di iniziare a ruotare percorre un piccolo spazio senza rotazione che
non dovrebbe essere inferiore a due millimetri: esso dipende esclusivamente dalla profondit di inserimento del
proiettile nel bossolo. Per non pu essere considerato libero perch per un certo tratto ancora guidato dal collo del
bossolo. La nozione pi importante ai fini balistici quella del percorso libero (free bore) e cio quel tratto che il
proiettile percorre dopo essere uscito dal bossolo, ma prima di impegnarsi nella rigatura. Esso dipende dalla lunghezza
del cono di forzamento in rapporto alal lunghezza del corpo del proiettile. In questo spazio, anche se molto breve, il
proiettile soggetto a forze laterali prodotte dai gas che riescono a superarlo e a disturbare il suo inserimento nella
rigatura, il che comporta deformazioni e minor precisione. Inoltre i proiettile viene frenato bruscamente quando si
impegna nella rigatura e ci provoca vibrazioni della canna. Si hanno fenomeni di erosione della canna nel punto del
free bore.Il percorso libero aumenta se il proiettile ha la coda rastremata (boat-tail).

Chi ricarica deve quindi fare attenzione a che il proiettile abbia la giusta lunghezza e il giusto inserimento nel bossolo,
senza per che esso arrivi fino ad impegnare il cono di forzamento; il verificarsi contemporaneo di pi azioni resistenti
pu far salire la pressione a valori pericolosi.

Per quanto concerne il normale caricamento, gli esperimenti hanno dimostrato che se non si superano variazioni di
inserimento del proiettile di 2 mm, le variazioni di pressione in relazione al diverso inserimento sono trascurabili; si
anche visto che l'aumento di pressione non comporta aumento nella velocit iniziale del proiettile, cos che tutto
concorre a sconsigliare che esso si verifichi.

In sostanza perci, da un lato, occorre evitare che vi sia un percorso libero perch esso influisce sulla precisione e,
dall'altro lato, occorre evitare che il proiettile della cartuccia impegni il cono di forzamento.
Come misurare il percorso libero

Prende un bossolo gi sparato, ricalibrarlo e con un seghetto fare una incisione perpendicolare nel collo, fino alla
spalla. Rifinire il taglio con carta smeriglio. Prendere ora il proiettile desiderato e sistemarlo nel collo del bossolo
in modo che questo lo tenga appena. Caricare l'arma e chiudere delicatamente l'otturatore; cos facendo il
proiettile va a toccare l'inizio della rigatura e viene sospinto nel bossolo quel tanto che basta. Misurando ora la
lunghezza totale della cartuccia si ricava la lunghezza che deve avere per ottenere un percorso libero
praticamente eguale a zero.
Il tiro in acqua

Molti si saranno chiesti se sia possibile ed utile sparare con un'arma da fuoco sott'acqua, ad esempio per difendersi da
uno squalo o per pescare oppure sparare da una barca ad un pesce che si vede nuotare non in superficie.
Questa domanda se l'era gi posta, attorno al 1877, dopo la lettura di "Ventimila leghe sotto i mari", il generale Uchatius
che inizi a compiere esperimenti. Un fucile Werndl venne fissato sotto una zattera, in posizione orizzontale e ad una
profondit di mezzo metro, diretto contro un bersaglio di tavole di legno. I risultati delle prove furono i seguenti.

Il caricamento e lo sparo avvennero senza problema alcuno, anche dopo una trentina di colpi. Lo sparo risultava
silenziato e appena percepibile ad una quarantina di metri. Lo sparo produceva bolle di gas che gorgogliavano sopra la
bocca dell'arma. Alla distanza di 1,5 metri la palla non lasci alcun segno sul legno; a 1,25 metri lasci un'impronta
profonda 3-4 mm; ad un metro di distanza la tavola, di 2,5 cm di spessore, venne perforata. Vennero compiuti altri
esperimenti con un revolver d'ordinanza Gasser: ad 1 metro nessun segno sul legno; a 0,75 m una impronta profonda 4-
6 mm, a 0,65 m il proiettile penetr per tutta la sua lunghezza nel legno, a 0,5 m trapass la tavola.
Venne compiuto un ulteriore esperimento con il fucile per stabilire se la colonna d'acqua nella canna influisse sulla
velocit del proiettile; la canna venne quindi tappata in volata; i risultati non cambiarono minimamente.

Infine si speriment il tiro dalla riva, sparando con il fucile contro la tavola sott'acqua dalla distanza di 10 metri e
facendo in modo da dover penetrare diversi spessori di acqua. Il proiettile non lasci alcun segno dopo aver passato m.
1,20 di acqua, dopo 0,90 m lasci un leggero segno, dopo 0,60 m lasci un segno pi profondo e solo con uno strato
d'acqua ridotto a 0,30 m riusc a perforare la tavola. Quindi risultati peggiori rispetto a quelli ottenuti sparando con il
fucile immerso.

Si pu perci concludere che il tiro in acqua, a causa della sua densit che circa 800 volte quella dell'aria di portata
ridottissima; non si ottiene un gran miglioramento con proiettili aerodinamici perch comunque essi, dopo un breve
percorso, iniziano a ruotare e si mettono di traverso rispetto alla traiettoria.< stata elaborata una formula il calcolo
della penetrazione di palle sferiche nell'acqua (o nella gelatina balistica).

La formula

in cui G il peso della palla in gr e S la sezione in cm L'introduzione del coefficiente di forma importante per
spessori limitati; dopo una diecina di cm intervengono i gi visti fenomeni di rotazione del proiettile che rendono la sua
capacit di penetrazione nuovamente simile a quella del proiettile sferico.
IL TIRO VENATORIO
CON
GRANDE ANGOLO DI SITO

Talvolta, e particolarmente nella caccia di montagna, occorre sparare a bersagli che non si trovano sullo stesso orizzonte
del cacciatore, ma molto pi a monte od a valle. L'arma dovr assumere quindi una notevole inclinazione verso l'alto o
verso il basso: in tali condizioni non pu pi farsi affidamento sulla teoria della rotazione della traiettoria, che anzi d
luogo ad errori tali da far bellamente mancare il bersaglio. In altre parole, non possibile sparare ad un camoscio posto
a 200 metri sopra di noi, su di una cengia, senza tener conto del diverso angolo di sito, poich l'arma azzerata per una
traiettoria con angolo di sito modesto (in pratica si comincia a considerare rilevante l'errore oltre un angolo di sito di
30.

Esaminando la figura

sar subito chiara la causa del fenomeno.


Un proiettile sparato con l'angolo di proiezione e angolo di sito nullo, giunger dopo il tempo -t- nel punto A, ottenuto
secondo i principi gi esaminati, supponendo che il proiettile si muova prima lungo la linea di proiezione per effetto
dell'impulso iniziale e cada poi perpendicolarmente per il tempo -t- per effetto della forza di gravit. Se ora si spara
invece con l'angolo di sito ( indifferente se positivo o negativo) il proiettile non cadr per effetto della forza di gravit
in A ma bens in A'; la conseguenza sar, che, alla medesima distanza di azzeramento, il proiettile seguir una traiettoria
pi alta rispetto alla linea di sito (o di mira) e che quindi, per colpire il centro del bersaglio, occorrer mirare pi in
basso.

La figura non in scala e le dimensioni sono state volutamente esagerate per evidenziare meglio il fenomeno.
La traiettoria del proiettile sparato con angolo di sito diverso da zero pu essere agevolmente tracciata con il sistema
proposto da Franc Avcin. Egli, in primo luogo, semplifica il problema osservando che l'angolo , di pochi secondi,
pu essere tranquillamente trascurato rispetto all'angolo ; osserva inoltre che il tratto di traiettoria compreso tra A ed
A' anch'esso trascurabile rispetto all'intero arco dio 150-200 metri in quanto non supera i 15-20 cm di lunghezza.
Infatti, come si vede nella figura, l'angolo formato dai tratti HA e HA' eguale all'angolo e perci il tratto AA' sar
dato dalla formula AA' = (gt . sen )/2

Esempio:

sia =60 e t= 0,255 sec.

La traiettoria potr perci essere tranquillamente calcolata come se A' cadesse sul tratto BA usando la formula gi vista
per le traiettorie venatorie, opportunamente integrata.

Le ordinate progressive alle varie distanze, secondo la linea di sito, saranno date dalla formula

E le ordinate progressive rispetto alla linea di mira, dalla formula

Vediamo, come al solito, un esempio concreto calcolato con riferimento alla cartuccia 6,5 x 57 VM della RWS con
pallottola di 6 gr e V= 1010 ms e DOA = 200 m. Dalla tavola della casa, integrata con il metodo gi visto si ottengono i
seguenti tempi di volo

A metri 50 100 150 200 250 300 350 400


Tempo 0,051 0,105 0,163 0,255 0,340 0,368 0,453 0,540
da cui si calcolano le seguenti ordinate progressive per il tiro in piano e per il tiro con angolo di sito di 60 riferite alla
linea di mira

y50 y100 y150 y200 y300 y350


= 0 0,011 0,045 0,043 * - 0,26 metri
= 60 0,072 0,12 0,065 -0,03 metri

Con queste ordinate pu quindi procedersi al tracciamento grafico delle relative traiettorie, sia per positivo che
negativo, come nella figura
ove stata usata la scala grafica gi impiegata nel capitolo sulla traiettoria venatoria.

Dall' immagine si vede che il punto in bianco viene a cadere a circa 340 metri di distanza e che a 200 metri il proiettile
colpisce ben 12 cm. al di sopra della linea di mira, il che pu certamente far mancare il bersaglio o arrecare ferite non
mortali. Il tiratore quindi, se da un lato deve preoccuparsi meno della valutazione della distanza a cui si trova il
bersaglio, dal momento che il proiettile viaggia sempre al di sopra della linea di mira anche oltre la distanza di 300
metri, d'altro lato deve tener presente che il proiettile colpir pi in alto del punto mirato. Le indicazioni fornite
consentono di tracciare agevolmente una serie di traiettorie per diversi angoli di sito ( sufficiente procedere di 15 in
15 pi che sufficienti per l'uso del cacciatore).

Ci posto occorre ora esaminare come il cacciatore od il tiratore debbano agire per correggere lo spostamento della
traiettoria. Se il bersaglio si trovasse ad essere posto perpendicolarmente alla traiettoria percorsa dal proiettile (si pensi
ad un uccello in volo), non vi sarebbero particolari difficolt poich sarebbe sufficiente mirare ad un punto posto al di
sotto del bersaglio della misura y, per fare centro. In genere per (fig. 3b) il bersaglio si presenta al tiratore come
verticale e quindi, per effetto dell'angolo di sito, viene visto sotto una prospettiva molto allungata ed interseca la
traiettoria trasversalmente.
La conseguenza di ci che mirando al centro del bersaglio, il proiettile colpir invece il punto M posto al di sopra del
bersaglio della quantit y'. Bisogner quindi mirare la punto M' simmetrico al precedente, ma in basso.
Questo valore di y' ricavabile da y mediante la formula y' = y/cos

Esempio:

L'ordinata progressiva prima calcolata per la distanza di 200 m. ed = 60 di cm.12; la formula precedente ci dice che
y' = 24 cm.
Quando l'arma sia dotata di tacche di mira o di alzo che consentano l'azzeramento a distanze variabili, la correzione del
tiro pu essere ottenuta in maniera abbastanza soddisfacente azzerando l'arma ad una distanza minore di quella a cui
posto il bersaglio e precisamente alla distanza che si ottiene moltiplicando la distanza effettiva per il coseno dell'angolo
di sito.

Esempio:

Sia la traiettoria sopra calcolata con angolo di sito = 60 e bersaglio a 200 metri, pari alla distanza ottimale di
azzeramento. Se l'arma viene azzerata alla distanza

200 * cos = 100 m

si otterr una traiettoria che colpir il bersaglio con errore trascurabile. Questa traiettoria per molto tesa fino a 200
metri, ma poi si distacca negativamente dalla linea di sito cos che un errore anche modesto, in difetto, nella valutazione
della distanza del bersaglio, pu causare un errore inaccettabile. Conviene perci abituarsi a correggere la mira ad
occhio.
Se l'angolo di sito fosse di 75 si dovrebbe azzerare a 50 metri per fare centro a 200 metri.
Il tiro verticale e la caduta libera del proiettile.

Bombe d'aereo

Il tiro verticale rappresenta un caso particolare di traiettoria. La velocit decresce fino ad essere nulla al vertice della
traiettoria (che rettilinea) e poi il proiettile ricade per il solo effetto della forza di gravit.

Nel vuoto l'altezza massima raggiunta data dalla formula

Nell'aria l'altezza massima raggiunta pu essere calcolata con la formula empirica

in cui P il peso in grammi, V la velocit in ms, Cal il calibro in mm e in cui la costante varia da 220 per proiettili
appuntiti a 185 per proiettili a punta tonda.
In via molto approssimativa pu ritenersi che l'altezza massima sia pari al 70% della gittata massima.

Esempio:

Sia il proiettile 8x57 JS con Vo =870 ms e P=10 gr


Usando il coefficiente 220 si avr H= 2565 del tutto corrispondente a quella sperimentale.
Per un proiettile 9 para e V = 330 ms, il valore sperimentale di 1143 metri; per un 7,65 e V =. 300 ms, 932 metri. Il
tempo impiegato dal proiettile a raggiungere la sua altezza massima nell'aria pu essere calcolato, con buona
approssimazione, mediante la formula

Ricordiamo che nel vuoto avremmo avuto

Nell'esempio visto per il calibro 8x57 avremmo quindi t = 18,7 secondi.

La caduta libera del proiettile nell'aria richiede un esame pi approfondito. Esso cadendo acquista un modo accelerato,
frenato dalla crescente resistenza dell'aria. Ad un certo punto si verificher per che la forza ritardatrice della resistenza
dell'aria eguaglia la forza di gravit; da quel momento le due forze si equilibrano e il moto diventa uniforme, la velocit
diviene costante. per questo motivo che un chicco di grandine di media grandezza non giunge a terra con una velocit
pericolosa, ma a circa 50 ms. Un paracadute, che ha un'ampia superficie, rallenta la velocit di caduta del paracadutista
fino a circa 6 ms; ma anche il paracadutista che scende in caduta libera raggiunge, dopo circa 300-400 metri, la velocit
massima (cosiddetta velocit limite), che di circa 50 ms.
Ci avviene anche per i proiettili e le bombe d'aereo.
Posto che la ritardazione data da

Ritardazione = (Resistenza x Gravit) / Peso


e che l'accelerazione di gravit pari a 9,81 m/sec, la situazione di equilibrio sar data quando

e cio quando R=P


La resistenza R espressa dalla formula R = Cbf(v) e perci si tratter semplicemente di trovare per quali valori di v si
ha Cbf(v) = P in relazione a un dato proiettile.
Facciamo un esempio pratico.

Sai il proiettile 8x57 e sia P= 0,0128 kg e il coeff. di forma i = 0,65. Il coefficiente balistico sar dato da

da cui 0,326f(v) = 0,0128 = R


e quindi f(v) = 0,0128/0,326 = 0,039
Dalle tavole di Sngewald si legge che f(v) 0,039 corrisponde a 180 ms, che la velocit limite del proiettile in esame.

Per un proiettile 9 para si otterrebbe un valore di 96 ms


Ovviamente la velocit limite non potr mai essere superiore alla velocit che il proiettile avrebbe acquistato nel vuoto
secondo la formula

Il calcolo valido per proiettili di piccolo calibro che non raggiungono altezze rilevanti, cos da poter considerare
costante la densit dell'atmosfera attraversata. Esso valido inoltre solo nel caso che il proiettile ricada con la punta in
avanti.
Se invece ricade senza capovolgersi, con il fondello verso il basso, aumenta notevolmente il fattore di forma. Un
proiettile cal. 9 para, ad esempio, avrebbe un fattore di forma di 2,30 invece che di 1,2 e la sua velocit limite sarebbe di
circa 70 ms. Le esperienze compiute hanno dimostrato che il proiettile ricadente, se non riesca a capovolgersi per effetto
di una certa angolazione del tiro rispetto alla perpendicolare o per effetto del vento, ricade con la base verso il suolo e
roteando vorticosamente con un tipico ronzio, cos che viene ad avere un fattore di forma pari a 7,5 e una velocit limite
non superiore a 40 ms.

In base ai dati teorici e sperimentali si pu concludere che il proiettile sparato verticalmente e non capovoltosi (il che
per richiede una traiettoria quasi perfettamente verticale) ricade con una velocit bassa, non idonea a ledere la persona.
Il proiettile che al vertice della traiettoria segue la normale curvatura di questa e ricade con la punta in avanti acquista
invece una velocit superiore a 100 ms e pu essere pericoloso; un proiettile cal 9 para, ad esempio, come detto
nell'apposito capitolo di balistica terminale, alla velocit di 100 ms pu perforare la cute e produrre ferite superficiali.
Un proiettile appuntito per fucile militare pu perforare la cute e almeno 40 cm di tessuto molle o un cm di osso!
Il proiettile di fucile sparato verticalmente, se non spostato dal vento, ricade entro un raggio di 10 metri dal tiratore; ma
il vento pu spostarlo anche di 200 metri.

quindi molto pericoloso sparare in aria con proiettili appuntiti.

Vediamo ora il tempo totale di volo di un proiettile sparato verticalmente.

Abbiamo gi visto che il tempo di salita pu essere calcolato con la formula


Per calcolare poi il tempo di caduta con una certa approssimazione, supponiamo che il primo tratto del percorso venga
compiuto nel vuoto, stante la limitata resistenza iniziale dell'aria e che sia quindi (Vl = velocit limite):

e che quindi il tempo impiegato a percorre il tratto sia dato da

Il resto della traiettoria (h - h1) verr invece percorso a velocit costante e quindi nel tempo

Esempio:

Sia un proiettile cal. 9 para in cui V = 330 ms, P = 8,5 gr, Vl= 70 ms (cade capovolto),
da cui y/max = 1143 m e tempo di salita 12,5 secondi.
E quindi, con le formule viste

Esperimenti compiuti con il proiettile 8x57 appuntito e sparato capovolto, in modo da avere la sicurezza che ricadesse
con la punta in avanti, hanno stabilito un tempo totale di 31". Lo stesso proiettile, sparato normalmente e in modo
perfettamente verticale, impieg invece ben 74" a ricadere; questo risultato si ottiene supponendo che nella fase di
caduta esso avesse un coefficiente di forma pari a 7,5

Bombe di aereo
La caduta di una bomba da un 'aereo soggetta alle stesse leggi che regolano la traiettoria di un proiettile.
Nel vuoto la bomba continua a viaggiare con la stessa velocit dell'aereo e si trova quindi sempre perpendicolarmente
sotto di esso.
Le formule per la caduta nel vuoto sono facilmente calcolabili.
Se l'aereo viaggia alla velocit Va e con l'angolo theta rispetto all'orizzonte le equazioni del movimento saranno

e
da cui l'equazione della traiettoria

Questa formula si distingue da quella vista per i proiettile per il fatto che il movimento dovuto alla forza di gravit si
aggiunge sempre al restante movimento.
Da questa formula si ricava la distanza di lancio in base all'altezza y

Quindi la bomba cadr tanto pi lontano quanto pi grandi sono la velocit dell'aereo e la sua altezza e quanto pi
piccolo l'angolo di picchiata.
Il tempo di caduta si ricava dalla formula

Se l'aereo procede in orizzontale e quindi theta = 0, si avr

Nell'atmosfera il movimento orizzontale della bomba verr frenato dalla resistenza dell'aria e la bomba rester indietro
rispetto all'aereo. La distanza di lancio X sar anch'essa ridotta rispetto a quella Xo nel vuoto. La bomba poi cadr pi
lentamente per effetto della resistenza dell'aria e quindi impiegher maggior tempo a raggiungere il suolo con la
conseguenza che l'aereo, il quale viaggia a velocit costante, verr a trovarsi ancora
pi avanti rispetto alla perpendicolare al punto di caduta (cio nel punto F1 invece che nel punto Fo) e anche l'angolo di
impatto sar maggiore. La velocit finale di caduta dipender dalla forma della bomba, oltre che dall'altezza di caduta.

Si tenga presente che i valori della velocit di caduta differiscono in misura alquanto modesta da quelli nel vuoto. Ecco
alcuni dati sperimentali in base all'altezza di lancio.

Altitudine m. 250 Kg cal. 15,5 500 Kg cal.21 Nel vuoto


3000 232 234 243
4000 264 267 280
5000 288 292 314
6000 307 314 344
7000 324 335 371

In base poi alla forma e al peso si avr per ogni bomba una velocit limite di caduta insuperabile. Ad esempio per una
bomba da 45 kg la velocit limite di 274 ms mentre per una bomba da 900 kg si arriva fino a 518 ms

Il tratto Xr di cui la bomba rimane indietro rispetto all'aereo dicesi distanza di arretramento e l'angolo sotto cui il punto
d'impatto B1 viene visto dall'aereo dicesi angolo di arretramento (non sono sicuro che sia il termine usato in aviazione!)
che in pratica pu essere ritenuto non variare con il variare dell'altitudine. La bomba dovr essere lanciata quando
l'aereo si trova alla distanza orizzontale X dal bersaglio; in quel momento lo vedr sotto l'angolo epsilon (angolo di
ingaggio del bersaglio).

Per tale tiro valgono le formule


in cui T naturalmente il tempo di caduta nell'atmosfera. L'angolo epsilon viene quindi calcolato in base alla velocit
dell'aereo, all'altitudine, al tempo di caduta e all'angolo di arretramento e ai fattori di disturbo (caratteristiche
dell'atmosfera, vento, ecc.).

Vediamo un esempio di calcolo.

Sia H= 4000 metri, T= 31,7" (nel vuoto 28,6") e la velocit dell'aereo Va= 50 ms
I dati sperimentali della bomba ci dicono che in tali condizioni lo spazio di arretramento Xr pari a 212 metri e quindi
l'angolo di arretramento sar dato da

da cui si calcola la distanza di lancio

X= Va T - Xr = 50 31,7 - 212 = 1373 m.


Vale a dire che la bomba dovr essere lanciata quando l'aereo a 1373 metri dal bersaglio, in orizzontale.
L'angolo di ingaggio sar dato da
Proiettili esplosivi
I proiettili esplosivi sono nati nella seconda met del 1800 nel tentativo di aumentare
lefficacia dei proiettili dellepoca. Lintroduzione di proiettili allungati e camiciati
in luogo della palla di piombo comportava un notevole inconveniente; la palla di
piombo, con scarsa capacit di penetrazione, scarica tutta la sua energia entro il
bersaglio raggiungendo una temperatura di circa 300 gradi ed era perci in grado di
incendiare barilotti di polvere od altri materiali similari del nemico; invece il
proiettile allungato, con maggior capacit di penetrazione, li passava da parte a parte
senza incendiarli. Si penso quindi di ricorrere ad un proiettile che avesse un effetto
esplosivo.
Il loro impiego non era consigliabile in armi ad avancarica, ma le nuove armi a
retrocarica lo rendevano possibile.
Il primo proiettile di pratico impiego fu per creato proprio per
unarma ad avancarica: il proiettile esplosivo Podewils per il
fucile della fanteria bavarese mod. 1858, basato sul proiettile
Mini. Esso conteneva una cartuccetta di ottone formata da una
coppetta, un innesco, una carica di polvere nera e un perno. Il
proiettile era forato lungo tutto il suo asse longitudinale. La
cartuccetta era inserita alla base, nel foro del proiettile Mini, e
quindi ben protetta durante trasporto e maneggio. Al momento
dello sparo, la pressione dei gas spingeva la cartuccetta in avanti
cos che il perno fuoriusciva dalla punta di qualche millimetro.
La sollecitazione esercitata dalla coppetta contribuiva alla
espansione della palla ed alla sua forzatura nella rigatura.
Allimpatto il perno faceva esplodere la carica di polvere nera.

Di poco successiva la "granata per fucile" prussiana di von


Dreyse. formata da una ogiva di acciaio fuso contenente 2,5
grammi di polvere nera molto fine e chiusa, nella parte inferiore
con una spoletta avvitata; in essa vi una pillola di innesco un
manicotto di zinco e dentro a questo, lo spillo di percussione,
trattenuto per attrito. Allo sparo il manicotto arretra per effetto
della sua inerzia, liberando la punta dello spillo che, allimpatto,
viene proiettato contro linnesco.

Notevole diffusione ebbe anche il proiettile Gardner (manca


l'immagine) usato nella guerra di secessione americana. Esso
conteneva nella parte anteriore una capsula riempita di
fulminato di mercurio e collegata con la base del proiettile da un
tubicino contenente materiale combustibile e che funzionava da
miccia in quanto veniva acceso dalla fiammata dello sparo e
trasmetteva laccensione al fulminato con un ritardo di circa 1,5
secondi. Non chiaro il livello di sicurezza di questi proiettili
riempiti con un materiale cos sensibile.
Il fabbricante belga di armi Falisse invent a sua volta un
proiettile esplosivo per fucili a retrocarica; il proiettile appuntito
contiene una sfera cava di rame che termina con un tubicino
chiuso da un innesco. Un ago sito in posizione opposta
attraversa la sfera fino allinnesco. Allo sparo linnesco viene
premuto contro lago e fa esplodere la polvere nera contenuta
nella sfera.
Il proiettile esplosivo svizzero era previsto sia per arma ad
avancarica che a retrocarica. Nelle armi ad avancarica la
bacchetta doveva avere una testa appositamente incavata per
non urtare linnesco che era situato sulla punta del proiettile,
contenente la carica di polvere nera. Anche in questi la sicurezza
nel trasporto e maneggio non era affatto tranquillizzante.

La convenzione di Pietroburgo del 1868 proib i proiettili


esplosivi e gli esperimenti rimasero limitati, per un po di tempo,
ai proiettili da caccia; da segnalare un proiettile per elefanti con
un semplice ago di percussione sulla punta.

Allinizio della prima guerra mondiale, nonostante il divieto, i


proiettili esplosivi ricomparvero mascherati sotto il nome di
proiettili da esercitazione o da osservazione ed in effetti vennero
anche usati contro aerei od aerostati (la convenzione ne vietava
luso contro bersagli umani). Quello usato dagli austriaci nel
Mannlicher M 95 contiene (mod. 1910) una miscela di clorato di
potassio e di solfuro di antimonio oppure (mod. 1914) una
miscela di polvere nera e di polvere di alluminio. Queste
munizioni si distinguono da quelle ordinarie per la diversa forma
della punta e non richiedono un innesco: la miscela esplode per
effetto dellurto.

Nel proiettile del Lebel francese (a sinistra) cal. 8 mm,


lesplosivo molto sensibile contenuto in una capsula entro la
punta del proiettile. Simile il proiettile giapponese (a destra) ,
anchesso con punta piatta. La parte anteriore contiene una
miscela di T4 e Pentrite mentre la vera carica formata da tritolo
e lamine di alluminio e sita in una capsula posteriore.

Nella seconda guerra mondiale vennero impiegati egualmente


proiettili esplosivi (HE) o esplosivi-incendiari (HEI). Quello
tedesco contiene nella punta fosforo bianco e dietro ad esso un
detonatore con ago di accensione. Un altro modello contiene un
nucleo dacciaio, una miscela tracciante e un detonatore che viene
acceso dalla miscela tracciante (questi proiettili sono colorati in
nero fino a 2/3 dalla punta). Lesplosivo impiegato era in genere
composto da acido picrico e nitrocellulosa.
La balistica delle palle slug
Articolo gi pubblicato sulla Rivista ARMI nel 1999

Invenzioni varie: 1) Sferica - 2) Lethal - 3) Destructor - 4) Palla rigata - 5)


Palla con concentratore - 6) Berntheisel-Luneville a frammenti 7) A
frammenti - 8) Lavr a frammenti incatenati - 9) Treff di Mahrhold e
Peterlongo - 10) Oberhammer - 11) A punta dacciaio - 12) Kohler - 13)
Palla cava M. F. (Dal Waffenlexikon di Lampel-Mahrhold ).

***
Dalle lettere di chi mi chiede consigli balistici ho visto come vi sia ben
poca chiarezza di idee sulluso di palle singole (in inglese slug). La
maggior parte poi non riesce a comprendere come mai queste palle siano
cos precise nei bersagli di prova dei venditori e manchino invece il
bersaglio sul campo.

Un proiettile per essere preciso deve essere stabilizzato. Nei fucili a canna
rigata la stabilizzazione si ottiene imprimendo al proiettile a forma
allungata, anche fino a 5 calibri, un rapido movimento rotatorio. Nei fucili
a canna liscia non possibile imprimere al proiettile una sufficiente
rotazione e si deve ricorrere allaltro sistema consistente nell impennatura
del proiettile mediante alleggerimento della parte posteriore con una cavit
alla base oppure mediante il fissaggio di una borra alla base del proiettile,
cos che (in entrambi i casi) il centro di gravit risulti spostato in avanti.
Possono anche essere aggiunte alette stabilizzatrici; queste comportano una
leggera perdita di precisione, ma consentono di usare proiettili molto pi
lunghi (e quindi con maggior densit sezionale, come frecce e missili), che
conservano la stabilit anche in traiettorie molto curve e non richiedono di
essere sparati in canne rigate.

Il problema di costruire proiettili per fucili a canna liscia dotati di


precisione e di lesivit, ha assillato centinaia di inventori che nellultimo
secolo hanno brevettato un incredibile numero di invenzioni, pi o meno
fantasiose. Alla fine per si visto che non ci si pu discostare dalla
soluzione sopra vista e al momento le palle pi affidabili sono quelle che
uniscono una palla in piombo ad una borra (talvolta sagomata per
aumentare leffetto di impennatura), come avviene nella palla Brenneke e
nella palla Gualandi. La palla Blondeau, francese, assomiglia un po ad un grosso diabolo.

Da sinistra: Palla Alfa,Brenneke Golden Slug, Brenneke (2), Blondeau (Da: B. Kneubuehl, Geschosse). Le
alette elicoidali della Brenneke servono principalmente per facilitare la forzatura in canne strozzate, ma
imprimono alla palla anche una rotazione di circa 20 giri al secondo. Il bordo tagliente anteriore dovrebbe
assicurare un effetto wadcutter sulla pelle del selvatico, ma forse sarebbe stato preferibile favorire laspetto
aerodinamico. Il peso della palla varia da 20 a 40 gr e la velocit iniziale di circa 460 ms. Il modello pi
recente ha borra in plastica.
Lunica vera innovazione in materia di slug rappresentata dalla palla munita di impennatura con alette
inventata nel 1983 dal francese ing. Sauvestre (progettista anche del proiettile anticarro a freccia in uso
nellesercito francese) che usa un proiettile sottocalibrato, munito di sabot di plastica che si distacca a breve
distanza dalla bocca dellarma.

Palla Sauvestre. Il peso di 26 gr e la velocit iniziale di 580 ms.

Il proiettile, molto allungato ed a punta cava, ha un diametro di soli 11,4 mm ed formato da un nucleo duro
rivestito di piombo; il corpo del proiettile presenta vistose scanalature anulari. Esso viene sparato con una
velocit iniziale di circa 500 ms (580 ms nel 12 magnum che usa lo stesso proiettile di 26 grammi ) e a 100
metri ha ancora una velocit di 375 ms (430 per il magnum) con unenergia di 1850 J (2440 J per il
magnum). A questa distanza un vento trasversale di 10 ms (cio una forte brezza che muove cespugli ed
alberelli) sposta una palla slug normale di ben 75 cm, la palla Sauvestre di 30 cm, un proiettile per carabina
di una diecina di centimetri.

Traiettoria della palla Sauvestre con la caduta del proiettile alle


varie distanze; il produttore indica un azzeramento ottimale a 107 metri,
il che consente di sparare fino a 120 metri
con uno scarto dalla traiettoria di +/- 5 cm.

Tutti questi proiettili, con peso da 24 a 39 grammi e velocit iniziale di 450-580 ms, provati con appoggio e
cannocchiale, forniscono rispettabilissime rosate inferiori ai 5 cm di diametro a 50 metri di distanza.Il motivo
per cui invece i cacciatori hanno limpressione di una scarsa precisione duplice ed presto detto.

In primo luogo le doppiette non sono adatte per questo tipo di palle. Le armi destinate a sparare a pallini sono
azzerate per un tiro a 35 metri e le due canne sono accoppiate in modo che le rispettive rosate si
sovrappongano a tale distanza; le canne sono, per cos dire, strabiche, e convergono su un punto ideale posto
a 35 metri. Sparando a cinquanta metri di distanza accade che la palla sparata con la canna di destra, colpisca
parecchi centimetri a sinistra del punto mirato e quella di sinistra parecchi centimetri verso destra, con una
differenza totale che fa apparire la rosata come disastrosa. Quindi il problema non sta nel fatto che la palla
non sia precisa, ma nel fatto che il fucile non spara nel punto mirato. Ovviamente se il bersaglio a distanza
maggiore, il difetto si aggrava proporzionalmente. Questo difetto non si verifica per sovrapposti e per fucili ad una
sola canna, ma quasi sempre subentra il secondo difetto, quello dellazzeramento, che fa sparare molto pi in alto (fino
a 35 metri) o pi in basso (oltre i 40 metri) del punto mirato. I fucili a canna liscia sono azzerati per la distanza di 35
metri in modo che il centro della rosata sia 10-15 cm al di sopra del punto mirato, misura non adeguata per una palla
che a quella distanza cade di soli 5 cm circa. Per far s di avere una traiettoria che non si discosti dalla linea di mira pi
di 4 cm (sopra o sotto), larma dovrebbe essere azzerata, usando palle Brenneke o Gualandi, alla distanza di 70 metri e,
usando palle Sauvestre, alla distanza di 100 metri.

Vediamo un esempio pratico con una palla tipo Gualandi o Brenneke del peso di 28 gr e una velocit iniziale di 500
ms., tenendo presente che i valori di velocit iniziale indicati dai produttori sono sempre indicativi perch la velocit
effettiva varia poi a seconda del caricamento della cartuccia e della lunghezza della canna. Con azzeramento a 70 metri
la traiettoria del proiettile sar sopra la linea di mira di 3 cm a 50 metri, a 90 metri sar al di sotto di essa di una diecina
di cm, pi che accettabili per una tale distanza, senza cannocchiale. Se invece larma fosse stata azzerata a 35 metri, il
proiettile a 75 metri si sarebbe gi trovato pi in basso del punto mirato di una diecina di cm che, a 100 metri, sarebbero
diventati una ventina. La palla Sauvestre, pi leggera e pi aerodinamica, con velocit iniziale di 580 ms, pu essere
azzerata a 107 metri cos che a 120 metri lo scarto rispetto alla linea di mira di soli 5 cm. Se essa viene sparata con
arma azzerata a 35 metri, lo scarto a 100 metri di circa 10 cm e a 75 m di circa 5 cm. La conclusione quindi che con
fucile sovrapposto o semiautomatico a canna liscia, che non sia stato azzerato opportunamente, si possono sparare slug
con sufficiente precisione purch il bersaglio non si trovi oltre i 60 metri; il che vuol dire che queste armi vanno
benissimo nella stragrande maggioranza delle situazioni che si presentano nella caccia in battuta. La situazione non
cambia se invece di palle di peso inferiore ai 30 gr, si sparano cartucce magnum con palla di circa 40 gr. Si guadagna in
energia iniziale, ma la traiettoria pi o meno la stessa.

Tutte le prove eseguite concordano nel ritenere pressoch equivalenti le palle Brenneke, Gualandi e Blondeau; le palle
Solengo e quelle con sabot della Federal e Winchester sono risultate molto meno precise ( a 50 metri rosata di 8-10 cm,
contro i 4-5 cm delle precedenti). Dal che si ricava che nel fucile a canna liscia il sabot controproducente, salvo che
nel caso della Sauvestre con impennatura a freccia.

Palle Gualandi con borra in plastica fissata alla palla.


La palla pesa gr 28,25 (cal. 12/70) e la velocit iniziale attorno ai 500 ms.
Vi sono in commercio anche fucili cal. 12 con canna rigata, appositamente studiati per sparare palle slug. Senza dubbio
essi sono azzerati in modo adeguato ma, nel momento in cui si usa una canna rigata, sorge per il problema se abbia
senso di usare proiettili che hanno adottato dei ripieghi per poter essere sparati in canne lisce, con tutti i difetti
conseguenti. Se la canna rigata, vuol dire che essa in grado di stabilizzare un proiettile in forza del movimento
rotatorio impressogli e perci si dovrebbe usare una palla a forma ogivale, capace di dare il meglio sotto il profilo
aerodinamico; il guaio che una palla di piombo allungata in calibro 12, avrebbe un peso eccessivo (gi la semplice
palla sferica arriva a 37 grammi!), improponibile per pressioni, lentezza e rinculo; se si cerca di risolvere il problema
alleggerendo la palla, si ha un aumento della velocit iniziale incompatibile con l'uso del piombo nudo che non
reggerebbe alla sollecitazione delle rigature. Sarebbe quindi necessario progettare unapposita palla sottocalibrata che,
per quanto detto, non potrebbe essere che una palla allungata, con sabot resistente alla rigatura. Il vantaggio ottenibile
con una simile palla non sarebbe eccezionale, ma comunque utile: larma potrebbe essere azzerata sui 100 metri, e la
forma aerodinamica ottimale consentirebbe di avere una buona energia anche a tale distanza.

Per quanto ne so, al momento le palle per canne rigate disponibili sono:

- la palla Golden Slug della Brenneke che per solo un ripiego: in piombo nudo, sia pure dorato, ha il profilo
anteriore che ben poco aerodinamico e non pu quindi sfruttare i vantaggi della canna rigata.
Palla Remington Copper Solid
- La palla Remington Copper Solid in lega di rame con sabot che per non la pi adatta per essere
sparata in canne lisce e non offre alcun vantaggio aerodinamico.
- Nessuna delle due perci in grado di offrire consistenti vantaggi rispetto al loro impiego nella canna
liscia.
- Una recentissima produzione della Brenneke pare offrire qualche cosa di nuovo; la palla Super
Sabot sottocalibrata (16 mm).La palla di 31,8 gr con sabot di ottone dovrebbe espandersi fino a 25
mm e, sparata con canna rigata, dovrebbe avere una rosata di 60 mm. a 100 metri.E' molto cara (4
Euro ogni cartuccia). Si veda alla fine l'appendice con l'immagine La palla Sauvesttre, come gi detto,
ha un'impennatura a freccia e non deve essere sparata in una canna rigata che le imprime un dannoso
effetto rotatorio.

Molti cacciatori sono assillati dal dubbio se la palla asciutta sia dotata di sufficiente potere di arresto.
Se si considera che il fucile a canna liscia per la caccia al cinghiale o ad altri animali aggressivi, viene scelto per la sua
manegevolezza perch quando occorre sparare nel bosco o con prontezza di riflessi, consente di sparare al selvatico
quasi "al volo", cosa impraticabile con una carabina a canna rigata (non fossaltro perch manca lallenamento ad
imbracciarla per un tiro istintivo) chiaro che si pu anche rinunziare ad un po di potere darresto che, comunque pi
che sufficiente. Una palla asciutta perde in 50 metri di volo circa un quarto della sua velocit; perci la palla da 39 gr,
con velocit iniziale di 460 ms, a 50 metri ha unenergia di circa 2300 Joule; la palla di circa 30 grammi a 50 metri
conserva una velocit di circa 340 ms e quindi unenergia di circa 1700 J. Alle normali distanze venatorie, con proiettili
studiati per consentire la massima cessione di energia al selvatico, si quindi nellambito di energia e velocit che,
secondo gli studi compiuti, consentono di ferire a morte un animale sui 50 kg di peso. A 100 metri la velocit si riduce a
circa sei decimi di quella iniziale e i valori sopra indicati diverrebbero, rispettivamente, di circa 1500 e 1100 J,
ampiamente al di sotto dei valori ottenibili con una carabina, salvo che si usi la palla Sauvestre che, nel calibro 12
magnum, paragonabile al 7x64 o all 8x57, avendo un'energia di 3250 J a 50 metri e di 2440 J a 100 m..
E' appena il caso di rilevare che, in termini di penetrazione e di lesivit preferibile il proiettile che ha la maggior
densit sezionale e quello che ha la maggior velocit allimpatto.

Da ci risulta pure che un nonsenso montare un cannocchiale su di un fucile per palle asciutte: se si vuol sparare
rapidamente e fino a 100 metri (distanza che il proiettile copre in un tempo di circa un terzo di secondo, ragione per cui
pu accadere di dover sparare due o tre metri avanti al cinghiale in corsa), il cannocchiale d solo noia; se si vuole
sparare oltre i cento metri, mirando con calma, preferibile usare una carabina.

Le conclusioni di quanto esposto potrebbero essere le seguenti:

- se si spara d'imbracciata a distanze venatorie normali, entro una cinquantina di metri, i vari tipi di
palle si equivalgono, sul piano pratico, come energia e precisione. Si distingue per densit sezionale
ed energia la palla Sauvestre;
- se si intende sparare a distanze superiori, fino a cento metri, l'arma va azzerata opportunamente (il che
non possibile per le armi ora in uso) oppure occorre abituarsi a calcolare istintivamente che il
proiettile colpir fino ad una quindicina di centimetri pi in basso;
- fucili a canna rigata non dnno significativi vantaggi, salvo quello di un miglior azzeramento,
- perch non esistono ancora soddisfacenti proiettili studiati appositamente per essi; il vero vantaggio
quello giuridico, perch per i fucili semiatomatici in calibro 12 a canna rigata non vi limite di
colpi (salvo particolari disposizioni contenute nel calendario venatorio). Vi per lo svantaggio di
non poter impiegare cartucce a pallini, stante il peggioramento della rosata.

Chi usa le palle slug si chiede spesso se esse possano causare dei danni ad un fucile con canne strozzate. I dubbi non
hanno molta ragion dessere perch tutte le palle in piombo in commercio sono state studiate proprio per essere sparate
anche da canne strozzate e quindi, salvo diversa indicazione che il produttore tenuto ad indicare sulla confezione, non
vi sono motivi per non usarle. Indubbiamente occorre per non esagerare perch le cartucce slug provocano
sollecitazioni anormali alla canne per il fatto che il punto di massima pressione nella canna si sposta di una diecina di
centimetri in avanti, ove nei fucili normali la parete della canna gi si assottiglia, e per il fatto che la palla viene forzata
nella strozzatura. Bisogna quindi evitare di sparare queste munizioni in vecchi fucili della cui resistenza non si sia ben
sicuri.
Nelluso delle palle asciutte occorre ricordare che esse vengono facilmente destabilizzate e deviate da piccoli ramoscelli
e che rimbalzano facilmente sul terreno od alberi, rimanendo pericolose fin quasi ad un chilometro di distanza.

Valori medi di energia delle varie palle:

50 m 100 m
Brenneke, Gualandi, ecc. 1500 J 1100 J
30 gr. circa

Brenneke, Gualandi, ecc. 2000 J 1500 J


40 gr. circa
Sauvestre normale 2500 J 1850 J
Sauvestre magnum 3220 J 2450 J
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Appendice

Aggiungo alcuni dati ricavati dalla rivista Visier, maggio 2002.


Ecco una immagine che rappresenta le palle pi diffuse in Europa

Nell'ordine: Aguilla Practical - Brenneke RubinSabot - Brenneke SuperSabot - Brenneke K.O. - Cooppal Stream - Diana Akah -
Federal Premium Sabot Slug - Federal Classic Slug - Geco Competition Slug con palla Brenneke K.O.

Da segnalare tra le novit la cartuccia RubinSabot della Brenneke con una palla con impennatura in plastica che ricorda
pi o meno la Brenneke K.O. La palla pesa 28 gr. ed ha una velocit iniziale di 510 ms (J. 3641) che scende a 410 ms a
50 metri (J. 2285) ed a 334 ms a 100 metri (J. 1562).
Pi innovativa la palla SuperSabot la quale ha il suo limite nel fatto che, non avendo impennatura, deve essere sparata
da canne rigate in modo da essere stabilizzata. La palla pesa 31,8 gr e i valori di velocit ed energia sono 465 ms (J.
3438) alla bocca, 374 ms (J. 2220) a 50 m. e 317 ms (J. 1598) a 100 metri. La palla ha il diametro di 16 mm. ed
all'esterno di una lega di ottone con un nocciolo composito, come si vede nella immagine qui sotto; la parte esterma si
deforma a fungo all'impatto con un notevole e rapido trasferimento di energia.
La rosata di 5 colpi a 100 metri risultata inferiore a 7 cm di diametro.
BALISTICA ESTERNA

Il rinculo delle armi da fuoco leggere


Al momento dello sparo chi impugna l'arma riceve l'urto di questa sulla spalla (arma lunga) o sulla mano (arma corta),
urto pi o meno forte a seconda di svariate circostanze. L'urto una conseguenza diretta della legge fisica della
conservazione dell'impulso. Prima dello sparo, quando arma e proiettile sono in stato di quiete, l'impulso del sistema
eguale a zero. Con lo sparo il proiettile e la colonna di gas di sparo che lo seguono, acquistano un certo impulso nella
direzione dello sparo, impulso che viene compensato da un eguale impulso diretto nell'opposta direzione e, quindi,
verso il tiratore, che ne subisce gli effetti. L'impulso del proiettile dato dalla formula
Ip = 0,001 * mp * Vo

in cui mp indica la massa del proiettile in grammi e Vo la velocit del proiettile in m/s; l'impulso viene espresso in
Newton per secondo.

La colonna dei gas ha una velocit che eguale a zero sul fondello del bossolo ed eguale alla velocit del proiettile alla
base di esso. Al centro avr quindi una velocit intermedia, pari alla met della velocit del proiettile. La massa dei gas
sar eguale alla masse della polvere e perci l'impulso relativo sar dato da

Ig = 0,001 * mg * Vo/2

in cui mp indica la massa della polvere.


Unificando le due formule avremo che l'impulso complessivo (impulso di bocca) sar dato da
Ib = 0,001 * ( mp + mg/2) * Vo
Quando il proiettile esce dalla bocca dell'arma, i gas si espandono con una velocit (Velocit di Lavalle) ricavabile dalla
formula approssimativa

in cui Po la pressione alla bocca, Vc il volume interno della canna e del bossolo, in mm e mg la massa della polvere.
Ecco una tabella di dati sperimentali

Calibro Lunghezza Velocit alla Pressione alla Velocit dei


canna in mm bocca in m/s bocca in bar gas in m/s
9 mm. Luger 100 350 155 670
38 sp. 51 230 365 930
102 265 160 780
44 mag. 102 410 615 745
152 440 350 660
7,62 Nato 450 630 470 670
223 Rem. 405 960 660 750

In sostanza, ai fini pratici, si pu assumere che in un'arma corta la velocit dei gas sia 600-900 m/s e in un'arma lunga
700-800 m/s
Di conseguenza l'arma subir un ulteriore impulso successivo dato da
Is = 0,001 * mg * Vg
L'impulso totale retrogrado sar quindi dato da
I = Ib + Is
Per azione di questo impulso l'arma acquista una velocit (teorica) all'indietro data da

Vr = I / ma

in cui ma la massa dell'arma in grammi. Detto in parole povere, per i non matematici, se il proiettile pesa 100 volte
l'arma, mentre il proiettile se ne va in una direzione con la velocit sua propria, l'arma viene sparata nella direzione
contraria ad una velocit cento volte inferiore.
Questa velocit per poco ci dice sul rinculo, rispetto a cui pi importante l'energia cinetica del sistema.
Combinando assieme la formula per l'energia cinetica, data da 1/2 * m* v, con la formula che esprime Vr, si ottiene che
l'energia cinetica del rinculo, in Joules, sar data da

Questo l'aspetto puramente fisico-matematico che non riesce a descrivere la sensazione soggettiva del rinculo.
L'assorbimento di una certa energia implica la dissipazione di questa energia sotto forma di lavoro e non possibile
stabilire a priori in quale modo l'arma verr "frenata" dal corpo del tiratore. Quanto pi lunga la frenata, tanto minore la
sensazione di rinculo, in rapporto inversamente proporzionale. Ad esempio il calciolo di gomma e l'imbottitura della
giacca aumentano lo spazio di frenata e diminuiscono proporzionalmente la forza del rinculo. Se l'arma viene
saldamente impugnata o appoggiata alla spalla, viene a formare un tutt'uno con la mano o con la spalla e il valore di ma
non sar dato solo dal peso dell'arma, ma anche da quello della parte del corpo interessata, e la sensazione di urto sar
minore.

A complicare le cose interviene l'ulteriore fenomeno dell'impennamento dell'arma. Per esigenze costruttive in quasi
tutte le armi la canna situata sopra il baricentro dell'arma; perci al momento dello sparo e con l'inizio del movimento
del proiettile, l'arma acquista un movimento rotatorio attorno al baricentro, che tende a spostare la bocca della canna
verso l'alto e continua anche dopo che il proiettile ha lasciato la canna. Nelle armi corte questo movimento rotatorio pu
dare una sensazione pi spiacevole del rinculo vero e proprio. Nelle armi a canne giustapposte vi pu essere anche un
movimento laterale, dalla parte della canna con cui si sparato.

Quindi l'energia del rinculo si scompone in due parti riferibili al movimento retrogrado e al movimento rotatorio e la
prevalenza dell'una o dell'altra dipende, in parte, anche dal comportamento del tiratore. Se egli controlla bene
l'impennamento, tanto pi forte sentir l'urto dell'arma; tanto pi egli lascia libera l'arma di impennarsi, tanto minore
sar l'urto.Ci spiega come la struttura meccanica dell'arma possa influire sul rinculo: una giusta distribuzione delle
masse, un corretto angolo tra canna e impugnatura, determinano la diversa ripartizione delle energie, secondo le
necessit ed i gusti del tiratore. La presenza nell'arma di molle e masse in movimento che contribuiscano a dissipare
l'energia del rinculo, servono anch'esse da "freno", abbreviando la frenata complessiva. Anche il fisico del tiratore fa la
sua parte: la persona corpulenta che impugna l'arma saldamente aggiunger al sistema una maggior massa muscolare e i
maggiori spessori di tessuto molle funzioneranno da cuscinetto ammortizzante aggiuntivo.

Da quanto esposto si ricava che si pu influire sul rinculo in vari modi. Prima di tutto ovvio che se si diminuisce
l'energia della cartuccia (cio la velocit iniziale del proiettile), diminuir anche il rinculo; se non si vuole diminuire
l'energia della cartuccia si dovr:

- aumentare la massa dell'arma; il rinculo, in tal caso, diminuir in modo inversamente proporzionale;
- diminuire la massa del proiettile; ferma restando la velocit iniziale l'impulso del proiettile
proporzionale alla radice quadrata del rapporto tra le due masse e quindi piccole diminuzioni di peso
del proiettile influiscono molto sul rinculo. In parole pi semplici: il 10% di peso dell'arma in pi,
comporta una diminuzione del rinculo del 10%; un aumento del peso del 10% del peso del proiettile
ferma la sua velocit) o un aumento del 10% della velocit, fermo il peso, comporta un aumento del
20% del rinculo.

In secondo luogo si possono utilizzare come freno gli stessi gas di sparo mediante l'impiego di freni di bocca o di
compensatori: se diretti all'indietro mediante opportuni intagli nella canna, per compensare il loro impulso retrogrado,
se diretti verso l'alto per compensare il movimento di impennamento.
Al di fuori di queste considerazioni tecniche non possibile fare affermazioni affidabili, anche se molti tiratori giurano
su soluzioni personali, che per sono altamente soggettive. Si consideri ad esempio che molti tiratori sono portati a
considerare pi forte il rinculo quando lo sparo pi rumoroso del solito. In effetti un forte rumore influisce sul rinculo
solo se deriva dal fuoco di bocca (accensione dei gas fuori dell'arma) che aumenta l'effetto "razzo".
Si anche riscontrato che al poligono di tiro il rinculo viene sentito molto pi forte che non sul campo di caccia perch
al poligono il tiratore si concentra sul tiro e si attende il rinculo; in caccia il tiratore pensa solo al selvatico.

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Bibliografia
Beat P. Kneubuehl, Geschosse, Zurigo 1994
Lampel-Marhold, Waffenlexikon, Monaco 1994
J. Hatcher, Hatcher's Notebook, Harrisbourg 1966
Il calibro

La nozione di calibro si presta a numerosi equivoci perch assume diversi significati quali:

- il diametro interno della canna


- il diametro del proiettile per una data canna
- il diametro convenzionale di una canna o del proiettile ad essa destinato
- la denominazione usuale o commerciale di una cartuccia.

Nella terminologia tecnica la parola calibro indica il diametro interno della canna (anima) espresso in una unit di
misura (millimetri, decimi di pollice, ecc.) oppure in altra forma.
Quest'ultima ipotesi si ha solo per le canne dei fucili a canna liscia in cui si mantenuto l'antico sistema inglese di
indicarne il calibro con il numero di palle di piombo aventi il diametro necessario per essere sparati da esse e che si
possono ricavare da una libbra inglese (gr. 453,6) di piombo. Quindi quando si parla di un fucile da caccia, il cal 12
indica che 12 palle di piombo sparabili con esso pesano gr. 453,6; il calibro 20 indica che la canna pi piccola perch
per da una libbra di piombo si ricavano non 12 ma bens venti palle adatte ad esso. Per risalire dal numero delle palle al
diametro teorico della canna si impiega la formula

in cui n indica il numero di palle.

Ho detto diametro teorico perch il diametro ed il peso delle palle possono variare un poco e perci, in effetti, le misure
moderne delle canne sono fissate dal CIP nei seguenti valori.
Calibro Diametro Diametro Diametro
nominale nominale minimo massimo

mm mm mm
4 23,55 23,35 23,75
8 21 20,80 21,20
10 19,50 19,30 19,70
12 18,30 18,10 18,50
14 17,40 17,20 17,60
16 17 16,80 17,20
20 15,80 15,60 16
24 14,90 14,70 15,10
28 14,20 14 14,40
32 12,95 12,75 13,15
36 10,60 10,40 10,80

Nelle armi a canna rigata il problema della misura del diametro della canna si complica perch bisogna stabilire se esso
si misura tra i pieni e cio tra i risalti della rigatura, oppure tra i vuoti. Si usa al riguardo distinguere tra calibro di
foratura o fra pieni e calibro fra vuoti; di solito, se non si precisa, si intende che la misura concerne il calibro di foratura
e perci la dimensione minima dell'anima. Il calibro fra pieni viene misurato direttamente; invece per misurare il calibro
fra vuoti si preferisce forzare un proiettile di piombo attraverso la canna e poi misurarne il diametro massimo con un
micrometro. La differenza tra i due valori di 0,20-0,35 mm in canne destinate a sparare proiettili con camiciatura dura
(acciaio, tombak) e di 0,30-0,50 mm per canne destinata a proiettili di piombo o con camiciatura sottile in rame. La
met di questo valore cos misurato indica la profondit della rigatura.

Nella pratica quando si parla di calibro di un'arma, non si fa riferimento ai valori tecnici esatti, ma a valori arrotondati e
convenzionali. Avviene cio la stessa cosa che si ha con le automobili in cui, quando si dice che essa "duemila" di
cilindrata non si vuol dire che il volume dei cilindri corrisponde esattamente a 2000 cm/cubi, ben potendovi essere degli
scostamenti. Perci quando si dice che una canna ha un calibro di 7 mm. non si intende che essa sia esattamente sette
millimetri, ma solo che essa idonea a sparare palle del calibro sette mm con tutte le tolleranze previste dalle tabelle del
CIP (o dagli usi costruttivi, in quei paesi ove esse non vengono applicate). Cos, ad esempio nei vari calibri 7 mm per
carabina, la distanza fra i pieni potr variare da 6,9 a 6,98 mm e la distanza fra i pieni da 7,24 a 7,92 mm.

Il calibro della canna nulla ci dice circa la cartuccia che l'arma pu sparare. Una palla del diametro di 5, 6 mm pu avere
dietro di s un piccolo bossolo con qualche milligrammo di propellente che la spara a poche decine di metri oppure un
grosso bossolo con mezzo grammo di polvere che la spara a tre chilometri di distanza. Per continuare il paragone con le
auto sarebbe come il volerle classificare in base alle dimensioni del vano motore. Dire che un'arma in calibro 9 non
significa assolutamente nulla, salvo il fatto che la canna ha un diametro di circa 9 millimetri (anche un'arma giocattolo
pu avere una canna di tale misura!).

per questo motivo che quando si parla di calibro intendendo la cartuccia idonea ad essere impiegata in una certa arma,
sempre necessario aggiungere una ulteriore indicazione oltre a quella del diametro. Ed qui che per il profano la
questione si complica ulteriormente perch il sistema di identificazione delle munizioni europeo diverge da quello
anglosassone che, per ulteriore complicazione, non uniforme.

Ben di rado le munizioni sono individuate solamente sulla base dei dati dimensionali, ma la maggior parte delle
cartucce ha un nome convenzionale in cui, accanto al dato numerico relativo al calibro, ed altre volte anche al bossolo
ed al proiettile, si aggiungono denominazioni varie, quali il modello di arma che le impiega, il nome dellinventore o del
produttore, ecc.). Se una cartuccia stata prodotta solo per un determinato modello di arma, si usa indicarne solo il
calibro in millimetri o in decimi di pollice, seguito dal nome dellarma.

Per comprendere, tramite un esempio, la complessit del problema, si consideri che il calibro per pistola 9x19 mm. (ma
in effetti il bossolo 19,15 mm.!) si trova indicato anche come 9 Luger, 9 Parabellum, 9 lungo Beretta M38, 9 lungo, 9
M38, 9 mm Pistolen- Patrone 08, 9 mm Pistolen-Patrone 400(b), 9 mm Pistolen-Patrone M 1941, 9 mm Suomi, 9 mm
Swedish m/34 e m/39, 9 mm 40 M Parabellum.

Importante: le misure europee in millimetri non sono convertibili matematicamente nelle misure anglosassoni e
viceversa; i calibri 9 europei corrispondono a 353 millesimi di pollice, ma vengono indicati in USA come cal. 38 che
corrisponde a 0,96 cm. Ricordare sempre che le denominazioni sono convenzionali.

Calibri delle munizioni a percussione anulare

Per le armi a canna rigata vi una categoria di munizioni, quelle a percussione anulare, che segue sue regole particolari
e che comprende attualmente (in passato vi erano cartucce a percussione anulare di grosso calibro) cartucce da bersaglio
da sala in cal. 4 mm, la serie delle cartucce Flobert e la serie della cartucce cosiddette "cal. 22". Esse sono impiegate sia
in pistole e rivoltelle che in armi lunghe.

Le cartucce Flobert sono destinate ad armi di modestissima potenza e hanno una ridotta carica di polvere, sono in cal.
5,6 mm, 6 mm, 9 mm (un tempo anche 7 mm), a cui sempre si accompagna la dicitura Flobert, e possono essere sia a
palla che a pallini. Quelle a palla hanno un bossolo di ottone corto, inferiore ad un centimetro, quelle a pallini un
bossolo di alcuni centimetri di lunghezza.

Le cartucce cal. .22, pur essendo a percussione anulare, hanno una normale carica di polvere e compaiono in vari tipi, a
seconda della lunghezza del bossolo e del conseguente diverso quantitativo di polvere contenuta. Il diametro del
proiettile indicato in centesimi di pollice (.22) e corrisponde a circa mm 5,6. Inquesto, come in tutti gli altri casi, si
deve ricordare che la misura del calibro puramente nominale e non va presa come una misura assoluta.
I tipi di cartucce cal .22 sono:

.22 corto o short (bossolo di mm 10,6)


.22 lungo o long (bossolo di mm 15,55, lunghezza complessiva di mm 22,5)
.22 L.R. (long rifle) (bossolo di mm 15,55, lunghezza complessiva di mm 25,20)
.22 extra long (bossolo di mm 18,30)
.22 Winchester Magnum (bossolo di mm 26,80)
oltre ad unaltra decina di tipi, meno usuali.

Calibri delle munizioni per rivoltelle

Le rivoltelle, salvo pochi modelli specificamente adattati allimpiego delle stesse munizioni usate per le pistole
semiautomatiche, usano specifiche munizioni, caratterizzate dallavere il fondello sporgente con un orlo (flangia,
corona) rispetto al corpo del bossolo. Alcune di queste munizioni, di solito relative a rivoltelle in dotazione ad eserciti
europei alla fine dellottocento, sono individuate in base al calibro espresso in millimetri e al nome dellarma oppure
che lindicazione che trattasi di munizioni per armi dordinanza: cal. 11 m. Gasser, cal. 10,35 mm (ordinanza italiana,
cio per le rivoltelle in dotazione allesercito italiano dal 1872 in poi), cal. 10,4 mm ordinanza svizzera) cal. 9 mm
ordinanza belga, cal. 10,6 mm ordinanza tedesca, cal. 8 mm Lebel (ordinanza francese), cal. 9 mm ordinanza
giapponese, cal. 8 mm Rast & Gasser (ordinanza austriaca), cal. 7,62 mm Nagant, cal. 9 mm ordinanza danese, e poche
altre. Rari quelle non di origine militare: il cal 8 mm Pieper, e il cal. 5,5 mm Velodog.

Altre cartucce sono di origine inglese, originariamente caricate con polvere nera, e vengono indicate esprimendo il
calibro in millesimi di pollice; per evitare equivoci con i calibri per pistola si usa aggiungere talvolta la dicitura
"revolver":
cal. .380 Revolver (creato nel 1868 e prodotto fino ad oggi), cal. .380 ordinanza inglese, cal. .450 Revolver, cal. .320
Revolver, cal .476 Enfield, cal. .455 Webley. I calibri .380 e .320 Revolver compaiono poi nelle due versioni lungo o
corto.
Anche in questo caso giova ripetere che le misure sono puramente nominali; 380 millesimi di pollice equivalgono a
9,56 mm, ma in effetti il proiettile ha un diametro di circa 9,15 mm; 320 millesimi di pollice equivalgono a 8,12 mm,
ma il proiettile ha un diametro tra i 7,7 e i 7,8 mm.
Rari sono i calibri americani per revolver indicati in millesimi di pollici; il pi noto il 357 Smith & Wesson Magnum.
Le cartucce americane infatti, di regola esprimono il calibro in centesimi di pollice (prima del numero si pu mettere il
punto, per indicare che si omesso lo zero, secondo l'uso americano oppure si pu scrivere senza il punto).
Poich i maggiori fabbricanti di revolver sono le ditte Colt e Smith & Wesson, le pi comuni cartucce portano il loro
nome e quindi si hanno le seguenti denominazioni: .32 Colt, .32 Colt New Police, .38 Colt lungo, .41 Colt lungo, .45
Colt, .32 S&W, .38 S&W, .38 S&W Special, .44 S&W; oltre ad esse, senza indicazione dellarma, tutta la serie di
munizioni potenziate, dette Magnum: .357 Magnum:, .41 Magnum:, .44 Magnum:, ecc.

Non si deve confondere il calibro .38, ora visto, con la pistola semiautomatica P-38 (= Pistole 1938) che, ovviamente,
usa munizioni per pistola.

Calibri delle munizioni per pistola


Mentre per le rivoltelle ogni munizione ha un unico nome, per le pistole avviene che la stessa cartuccia abbia nomi
differenti a seconda del paese di produzione e dellarma in cui stata impiegata. Di regola lindicazione tecnicamente
pi esatta quella formata da due numeri, il primo dei quali indica il calibro, il secondo la lunghezza del bossolo;
usualmente per si indica solo la prima cifra, aggiungendovi, come per i revolver, diciture varie. I calibri pi comuni
sono:

- Cal. 6,35 mm Browning o 6,35 x 15,8 Browning; in America viene chiamato .25 ACP (Auto Colt Pistol) o .25 AP
- Cal. 7,63 mm Mauser; in America chiamato .30 Mauser
- Cal. 7,65 mm Browning o 7,8 x 17,5 Browning; in America detto .30 Browning o .32 ACP
- Cal. 7,65 mm Parabellum o 7,65 Luger o, in America, .30 Luger
- Cal. 8 mm Roth-Steyer o 8,2 x 18,8 Roth
- Cal. 9 mm corto o 9 mm Short o 9 mm Short Browning o 9 mm x 17; in America: .38 Colt Auto o .380 ACP o .380
AP; era la cartuccia della pistola Beretta mod. 34 in uso allesercito italiano fino agli anni ottanta.
- Cal. 9 mm lungo o 9 x 19 o 9 mm Parabellum o 9 mm Luger; la cartuccia usata in Italia e in molti paesi per le pistole
mitragliatrici e per pistole semiautomatiche in dotazione alla polizia o ad eserciti. Il nome Luger deriva dal fatto di
essere stata realizzata per la pistola creata da Georg Luger, poi diventata famosa come P-08; il nome Parabellum di
origine commerciale dal noto proverbio latino.
-Cal 9 mm Steyer o 9 mm Mannlicher
-Cal. 38 Auto Pistol o 38 ACP
-Cal. 45 Auto M11 o 45 ACP o 45 Colt Automatic; la cartuccia della pistola dordinanza americana e di alcune loro
pistole mitragliatrici.
-Cal. 9 x 21 (in uso solo in Italia per motivi giuridici)
-Cal 45 HP (in uso solo in Italia per motivi giuridici)

Calibri delle munizioni per fucili a canna rigata


In Europa il calibro delle cartucce per fucili a canna rigata, salvo quelli a percussione anulare cal. 22, gi visti, viene
indicato con due cifre: la prima indica il calibro nominale, la seconda la lunghezza del bossolo, cos che si avranno, ad
esempio i calibri 6,5 x 57, 7x 64, 7,5 x 55 (ordinanza svizzera), 7,62 x 63, 8 x 57 (ordinanza tedesca per il fucile Mauser
mod 98), 6,5 x 52 (ordinanza italiana per il fucile mod 91), ecc. In alcuni casi, in aggiunta alla seconda cifra o in sua
sostituzione, viene usato il nome dellideatore o del fabbricante: 7 mm von Hofe, 7 x 51 Sup. S&H, 6,5 Remington
Magnum ecc.
Gli americani usano diversi sistemi non bene coordinati. In genere si ha lindicazione del calibro in millesimi di pollice,
seguito dal nome dellinventore o del fabbricante: .222 Remington, .224 Weatherby, .223 Winchester, .250 Savage,
.270 Weatherby, .303 British (cio ordinanza inglese), ecc. Altre volte sono state conservate denominazioni tradizionali
che non hanno pi alcun significato: ad esempio nella cartuccia .30-30 la seconda cifra indica la carica di polvere nera,
espressa in grani, usata anticamente; per attenzione: la cartuccia .30-06 (che corrisponde al calibro europeo 7,62 x 63
mm) si chiama cos perch adottata nel 1906; la cartuccia .30 M1 Carbine trae il nome dallessere stata destinata alla
carabina mod. M1. In rari casi, come quello appena visto, e per il cal. 308 Winchester, corrispondente al cal. 7,62 Nato
di impiego militare, accade che vi sia una duplice denominazione.

Oltre alla denominazione ufficiale del calibro, la cartuccia pu essere ulteriormente specificata mediante indicazioni
aggiuntive relative al bossolo (flangiato, con o senza collarino, a bottiglia, ecc.) o al proiettile (mantellato,
semimantellato, a punta molle, a punta piatta, wadcutter, ecc.). Il peso del proiettile non entra a far parte della
individuazione del calibro perch pu variare.
Fucile ad ago

Il fucile ad ago venne inventato dal prussiano Johann Niklaus von Dreyse (1787- 1868) che anche lo realizz. Egli nel
1824 aveva fondato una fabbrica di capsule per fucili a percussione a Smmerda e si accorse che gli inneschi
esplodevano anche per effetto della percussione di un ago.

Costru (1827) quindi una cartuccia che conteneva anche l'innesco, ma il caricarla dalla bocca dell'arma con la bacchetta
era troppo pericoloso. Decise cos di creare un sistema a retrocarica. L'arma fu perfezionata per molti anni e solo nel
1841 vene acquistata in 60.000 esemplari dall'esercito prussiano. Essere rimasero nascoste nell'arsenale di Berlino fino
ai moti del 1848, forse per ragioni di segretezza. Comunque solo nel 1866 venne riconosciuto come un valido sistema di
arma a retrocarica. l merito di Dreyse anche quello di aver costruito il primo otturatore alla base delle armi di
ordinanza di fine ottocento.

La cartuccia cilindrica, di carta, riempita per la met di polvere, su cui posto l'innesco; la palla posta al di sopra di
questo e la cartuccia era poi chiusa come un sacchetto. L'ago perci doveva perforare la base della cartuccia,
raggiungere l'innesco attraverso la polvere (si dovette studiare un sistema per far s che l'ago retrocedesse dalla cartuccia
per nno essere "bruciato" dalla deflagrazione).

Il funzionamento era il seguente: si apriva l'otturatore e si inseriva la cartuccia nella camera; chiudendo l'otturatore
veniva compressa la molla dell'ago e l'arma era pronta per lo sparo.

L'arma non disponeva di un sistema efficiente di tenuta dei gas, in quanto l'otturatore era semplicemente premuto contro
contro la volata della canna che presentava una rastrematura conica. Per dietro alla cartuccia, attorno al tubicino di
guida dell'ago, era ricavata una camera in cui si espandevano i gas di scoppio,cos che l'allargamento della canna fosse
eguale a quello della testa dell'otturatore, in quanto sottoposti alla stessa pressione
Fucile a ripetizione

1 - Copricanna; 2 - Asta della cassa; 3 - Baionetta; 4 - Ritto dell'alzo; 5 - Molla dell'alzo; 6 - Cursore dell'alzo; 7 - Estrattore;
8 - Otturatore con manubrio; 9 - Percussore; 10 - Bottone del percussore; 11 - Vite del calciolo; 12 - Calciolo; 13 - Calcio con
maglietta; 14 - Vite del ponticello; 15 - Ponticello o guardamano; 16 - Grilletto; 17 - Fermo dell'otturatore; 18 - Leva di scatto;
19 - Suola; 20 - Molla dell'elevatore; 21 - Elevatore; 22 - Canna con castello (o con culatta o telaio); 23 - Fissaggio del
copricanna; 24 - Fascetta intermedia; 25 - Fascetta anteriore; 26 - Canna;.
La strozzatura

A - Foratura normale choke. B - Foratura a nicchia. C - Foratura Skeet nr. 2


D - Foratura ad arco acuto. E - Foratura a campana. F - Foratura Skeet nr. 1

Un tempo le canne lisce per il tiro a pallini erano tutte cilindriche ed avevano il difetto di produrre rosate irregolari con
pallini molto dispersi.
La scoperta che si poteva migliorare il tiro con un restringimento della parte finale della canna (strozzatura) sembra sia
da ascrivere agli americani F. Kimball e C. Askins (1870), anche se gli inglesi si vantano di un brevetto anteriore. Ad
ogni modo il primo a mettere in commercio un fucile con strozzatura stato l'inglese W. W. Greener.
Pi propriamente si dovrebbe parlare di diversi metodi di foratura della canna al fine di ottenere forature cilindriche o
forature strozzate o forature allargate o inverse (figura, lett. E ed F).

Foratura cilindrica
Le canne cos forate hanno lo stesso diametro per tutta la loro lunghezza, dalla fine della camera di cartuccia fino alla
volata. La copertura a 35 metri su di un cerchio di 75 cm di diametro del 35-40%, insufficiente per usi venatori.

Foratura cilindrica migliorata o "concentrica"

La canna ha per tutta la sua lunghezza un andamento conico e si restringe appena solo in volata. A distanza normale si
ha una copertura del 45-50%.

Foratura choke o strozzata

la pi comune; in essa la canna cilindrica fino a circa 5-8 cm dalla volata, poi conica per un breve tratto e continua
cilindrica fino alla volata. La borra viene rallentata dal restringimento e non interferisce con la rosata e i pallini esterni
vengono trattenuti uniti a quelli centrali con un miglioramento generale della rosata. La differenza tra i diametri dei due
tratti di canna, prima e dopo il tratto conico, dnno la misura della strozzatura cos che per il calibro 12 si avranno:

- Full-choke (strozzatura piena, un asterisco) con un restringimento da 0,75 ad un massimo di 1,0 mm.
(in genere 0,875 mm);
- Tre quarti-choke (improved modified choke, due asterischi) con un restringimento da 0,55 ad un
massimo di 0,875 mm (di solito 0,76 mm);
- Mezzo-choke (half-choke o modified choke, tre asterischi) con un restringimento da 0,38 ad un
massimo di 0,5 mm (di solito 0,45 mm);- Un quarto-choke (quarter-choke o skeet nr. 2, quattro
asterischi) con un restringimento, di solito, di 0,25 mm. ttenzione: i valori in decimi di millimetro
indicati variano a seconda del calibro; in una canna cal 20 il restringimento per il full-choke sar di 7-
8 decimi di millimetro.Questi dati sono per solo orientativi per i costruttori, ciascuno dei quali usa
sue proprie misure in modo da ottenere la copertura che ci si attende da quel grado di strozzatura;
quindi al produttore non bisogna mai richiedere una strozzatura di tanti decimi di millimetro, ma solo
il grado di strozzatura desiderato. a copertura sul bersaglio, inoltre, non continua ad aumentare quanto
pi si restringe la canna e per ogni canna vi un valore oltre il quale un aumento della strozzatura
peggiora solamente la rosata.

Vi sono numerosi tipi di forature strozzate.

La pi diffusa ovviamente la strozzatura normale. In Germania sono state sperimentate la foratura ad arco acuto, senza
alcun tratto finale cilindrico, e la foratura a nicchia, per senza successo commerciale. Quest'ultima per trova
applicazione quando si debba ricreare la strozzatura in una canna accorciata, o modificare una canna cilindrica, sempre
che vi sia a disposizione uno spessore sufficiente.

Strozzature skeet
Queste sono state studiate per il tiro skeet in cui si richiede maggior dispersione a breve distanza.
La foratura skeet nr. 1 una foratura normale choke in cui il tratto finale si allarga verso la volata tanto da avere alla
fine un diametro maggiore di quello della parte cilindrica della canna.

La foratura skeet nr. 2 la strozzatura di "un quarto-choke".

La strozzatura ha effetto diverso a seconda del diametro dei pallini fino a quelli di 3,5 mm. Oltre tale misura l'effetto
quasi sparisce e conviene usare strozzature minine. on una buona strozzatura si ottengono coperture sul bersaglio del
70-75% e talvolta fino allo 80%. Le strozzature per fucili da tiro devono essere particolarmente curate.
In via approssimativa si pu ritenere che a seconda della strozzatura si abbiano le seguenti coperture a 35 metri di
distanza:

Full choke 70%


Tre quarti 65%
Mezza 60%
Un quarto - Skeet nr. 2 55%
Cilindrica migliorata 50%
Cilindrica 35-40%
Skeet nr. 1 40-45%

Fermo restando, si ripete, che ci che conta non la misura della strozzatura, ma il risultato concreto sul bersaglio; poco
importa come il costruttore ha ottenuto il buon risultato e se la strozzatura di 8 decimi o di 3 decimi!
In una doppietta da caccia la strozzatura va scelta in relazione alle prevedibili distanze di tiro. Un tempo era dimostrato
statisticamente che il primo colpo veniva sparato sui 25 metri ed il secondo sui 35 metri; si consigliava quindi una
canna da 4 asterischi (o stellette o cerchietti o +) a destra e una da tre o da due asterischi a sinistra. Se si prevede di
sparare a 35-40 metri la seconda canna potr anche essere full-choke. Per tiri a distanze minori o maggiori non
sufficiente lavorare sulla strozzatura della canna ma occorre far ricorso a munizioni speciali con dispersore o
concentratore dei pallini.
Per il tiro a palla asciutta gli esperimenti compiuti da Brenneke hanno dimostrato che la miglior precisione si ottiene
con la foratura normale.

A ciascuno il suo: il contenuto di questa pagina stato preso dal Waffenlexikon di


Lampel- Marhold
Atlante storico delle armi lunghe
In questo sezione ho raccolto un ampio assortimento di immagini di armi lunghe militari. I modelli illustrati
sono 550 tra fucili a ripetizione ordinaria, fucili semiatomatici ed automatici, pistole mitragliatrici e fucili di
assalto.
Le immagini sono tratte dal libro russo di A.B. Juk, ripubblicato a Mosca nel 1994. Mi risulta che sia poi
stato ripubblicato in Cecoslovacchia nel 1997. Ritengo che esse non siano coperte da coyright perch
all'epoca in cui sono state pubblicate per la prima volta, l'Unione Sovietica non aderiva alle convenzioni.
internazionali sul diritto d'autore. Se mi sono sbagliato, me ne scuso e sono a disposizione degli aventi diritto
per ogni chiarimento.

Alessandro Borisovich Juk nato in Ucraina nel 1922 ed stato disegnatore e grafico per le forze armate
sovietiche. Questo suo libro ebbe grande successo ed egli ottenne un premio importante.

Stato Fucili a Fucili Pistole Fucili


ripetizione semiautomatici mitragliatrici d'assalto
manuale
Argentina 564.htm 630.htm 691.htm
Australia 629.htm 691.htm
Austria 562.htm 612.htm 630.htm 691.htm
Belgio 564.htm 614.htm 632.htm 693.htm
Brasile 565.htm 633.htm 694.htm
Canada 578.htm 709.htm
Cecoslovacchia 597.htm 619.htm 670.htm 725.htm

602.htm
Cile 597.htm 671.htm
Cina 579.htm 654.htm 709.htm

602.htm
Columbia 579.htm
Costa Rica 579.htm
Danimarca 573.htm 612.htm 642.htm 701.htm

616.htm
Egitto 575.htm 646.htm
Estonia 675.htm
Finlandia 593.htm 619.htm 669.htm 723.htm
Francia 593.htm 614.htm 669.htm 723.htm

619.htm
Germania 570.htm 612.htm 638.htm 696.htm

602.htm 616.htm
Giappone 601.htm 676.htm 729.htm
Grecia 573.htm
India 703.htm
Indonesia 646.htm
Inghilterra 565.htm 635.htm 694.htm
Iran 575.htm
Israele 646.htm 701.htm
Italia 578.htm 612.htm 650.htm 705.htm

616.htm
Iugoslavia 599.htm 675.htm
Lussemburgo 654.htm
Messico 581.htm 612.htm 654.htm
Norvegia 583.htm
Olanda 581.htm 710.htm
Paraguay 583.htm
Per 583.htm 654.htm
Polonia 583.htm 656.htm 712.htm
Portogallo 585.htm 656.htm
Repubblica Araba 617.htm 676.htm 710.htm
Rep. Dominicana 701.htm
Romania 585.htm 656.htm 712.htm
Russia 586.htm 614.htm 659.htm 714.htm

602.htm 617.htm
Siam 589.htm
Singapore 712.htm
Spagna 576.htm 648.htm 701.htm

704.htm
Svezia 598.htm 621.htm 675.htm 727.htm
Svizzera 597.htm 621.htm 673.htm 725.htm
Tailandia 722.htm
Taiwan 722.htm
Turchia 591.htm 668.htm
Ungheria 568.htm 636.htm 696.htm
Uruguay 669.htm
Usa 589.htm 614.htm 664.htm 719.htm

619.htm
Venezuela 570.htm
Vietnam 636.htm
Argentina
2-1 - Mauser 1891
2-2 - Mauser 1891, carabina
2-3 - Mauser 1909
2-4 - Mauser 1909, carabina

Belgio
3-1 - Mauser 1889
3-2 - Mauser 1889, Belgio
3-3 - Mauser 1889/1936
Austria
65-1 - Steyer-Solothurn SI-100
65-2 - Steyer MP-69
65-3 - Collimatore per MP-69 ???
65-4 - AUG 77

Argentina
66-1 - Halcon M1943
66-2 - Halcon M1946
66-3 - Hafdasa Z4 (Hispano Argentina Fabrica de Automoviles)
66-4 - Halcon ML 57 1889/1936
FUCILI D'ASSALTO
Australia
100-1 - LI -A1-F1
100-2 - LI A1
100-3 - SAR
Austria
101-1 - Mod. 58
101-2 - AUG
Argentina
102-1 - FARA-83

PISTOLE MITRAGLIATRICI - MODELLI BASE


Australia
64-1 - Sten MK I
64-2 - Sten MK II
64-3 - Owen MK I/42
64-4 - Owen MK I/43
64-5 - X3 (F1), del 1962
Austria
1-1 Mannlicher 1885
1-2 Mannlicher 1889
1-3 Mannlicher 1890 carabina per cavalleria
1-4 Mannlicher 1895
1-5 Mannlicher 1895 carabina
1-6 Mannlicher 1895 Stutzen
1-7 Mannlicher 1895 carabina
La carabina Steyer mod. 1890 il capostipite della serie Mannlicher mod. 1895, cal. 8x52 R, caricatore di 5 colpi. Furono prodotte
dalla OEWG STEYR e dall'arsenale di Budapest
Russia
48-1 - Roscshepej o Rostschepej o Roshchepey 1905
48-2 - Fiodorov 1907/13 (anche Fjodorow o Federov)
48-3 - Fiodorov 1916, automatico

USA
49-1 - Browning 1918

Francia
50-1 - RSC (o RSZ?) 17
50-2 - RSC 18

Belgio
51-1 - FN ABL M49

Argentina (segue)
66-5 - MEMS M-52/60
66-6 - MEMS M-67
66-7 - PA-3-DM

Belgio
67-1 - RAN
67-2 - Vigneron M2 del 1953
67-3 - Uzi
67-4 - FN P90
Belgio
103-1 - FN FAL
103-2 - FN FAL (1958)
103-3 - FN FAL
103-4 - FN FAL (1964)
103-5 - FN KAL
103-6 - FNK
3-4 - Mauser 1924/30
3-5 - Mauser 1924/30, carabina

Brasile
4-1 - Mauser 1908
4-2 - Mauser 1912/1933

Inghilterra
5-1 - Lee-Metford Mk II
5-2 - Lee-Enfield
Brasile
68-1 - ENARM MSM
68-2 - ENARM MSM
68-3 - IMBEL (Industria de Material Belico de Brasil) MD-1
68-4 - IMBEL MD-2
68-5 - IMBEL MD-2 A1
68-6 - LAPA CM mod. 2
68-7 - M9 M1-KEV
68-8 - Uru
Brasile
104-1 - IMBEL MD1
104-2 - IMBEL MD1
104-3 - LAPA FA mod. 03

Inghilterra
105-1 - L1 A1
105-2 - IV e LSV
105-3 - L85 A1
Canada
114-1 - FN K1
114-2 - FN K2

Cina
115-1 - Tipo 56
115-2 - Tipo 68
Cecoslovacchia
33-1 - Mauser mod. 23
33-2 - Mauser mod. 24
33-3 - Modello 16/33, carabina per polizia
Cile
34-1 - Mauser 1895
34-2 - Mauser 1895, fucile corto
34-3 - Mauser 1895, carabina
Svizzera
35-1 - Schmidt-Rubin 1889
35-2 - Schmidt-Rubin 1889/1900
35-3 - Carabina cavalleria 1893
USA Finlandia Francia Cecoslovacchia
57-1 - Pedersen 1922 58-1 - Lathi L-36 (Pelo) 59-1 - M1949 (MAS-49) 60-1 - Krnka, 1920
57-2 - Thomson 1923 59-2 - M1949/56 60-2 - Modello S 1929
57-3 - Garand 1936 (M1) 60-3 - ZK-29 (ZN-29)
57-4 - Johnson 1941

9)
Francia (segue)
91-5 - Jevarm
91-6 - Hotchkiss Universal
Cecoslovacchia
92-1 - SK-383
92-2 - SK-247
92-3 - SK-466
92-4 - SK-467
Francia (segue)
127-3 - FA MAS Cleron

Cecoslovacchia
128-1 - Mod 52 o prototipo???
128-2 - Mod. 58 R
128-3 - Mod. 58V

Svizzera
129-1 - SG510-4
Cecoslovacchia
33-1 - Mauser mod. 23
33-2 - Mauser mod. 24
33-3 - Modello 16/33, carabina per polizia
Cile
34-1 - Mauser 1895
34-2 - Mauser 1895, fucile corto
34-3 - Mauser 1895, carabina
Svizzera
35-1 - Schmidt-Rubin 1889
35-2 - Schmidt-Rubin 1889/1900
35-3 - Carabina cavalleria
Cecoslovacchia (segue)
92-5 - SK-476
92-6 - SK-476
92-7 - SK-47
92-8 - Modello 23
92-9 - Modello26
92-10 - Modello 61 (Skorpion)

Cile
93-1 - Famae
Canada (segue)
15-4 - Ross 1905 Mark II
Giappone
16-1 - Mauser Typ 88, cal 7,92 mm
16-2 - Mauser Nuova Asia
16-3 - Mauser Cian Kaishi
Columbia
17-1 - Mauser mod. 12 cal 7 mm.
Costa Rica
18-1 - Mauser 1910 cal. 30-06
Cina
79-1 - Pulemet mod. II
79-2 - Tipo 85
Lussemburgo
80-1 - SOLA (Societ Luxembourgeoise d'Armes)
Messico
81-1 - Mendoza XM-3
81-2 - Mendoza XM-3
Per
82-1 - MGP-84
82-2 - MGP-87
Giappone (segue) Germania Cina Russia
38-7 - Arisaka mod. 38, Dopo il 1945 40-1 - Tipo Mauser 43 41-1 - Simonov MKS-16-
carabina P-47
38-8 - Tipo "I" 39-1 - Carabina 1945
38-9 - Arisaka mod. 44,
carabina
38-10 - Arisaka mod 99 Cecoslovacchia
38-11 - Arisaka mod 02 42-1 - P6 1950
Germania (segue) Grecia Danimarca
8-16 - Volksgewehr VG 2 9-1 - Mannlicher-Schonhauer 10-1 - Krag-Jorgensen 1889
1903/14
8-17 - Volksgewehr VG K-98 9-2 - Mannlicher-Schonhauer 1903, 10-2 - Krag-Jorgensen 1889, carabina
carabina carabina
Germania (segue)
72-16 - Walther MP-L
72-17 - Walther MP-K
72-18 - Heckler-Koch MP 5A2
72-19 - Heckler-Koch MP 5A3
72-20 - Heckler-Kock MP 5K
72-21 - Heckler-Koch MP 5A1
72-22 - Heckler-Koch 5K A5
72-23 - Heckler-Koch MP 5K-PDV

Danimarca
73-1 - Mauser 1945
Danimarca
108-1 - Madsen M62
Repubblica Dominicana
109-1 - Cristobal M2
109-2 - M1962 (carabina automatica)
109-3 - Mod. 1962
Israele
110-1 - FN FAL
110-2 - Galil ARM
Germania
52-1 - G-41M
52-2 - G-41B
52-3 - G-43
52-4 - FG-42, primo mod.
52-5 - FG-42, secondo mod.

Danimarca
53-1 - Madsen-Ljungman

Italia
54-1 - Scotti mod. 1931
54-2 - Beretta, mod. 1931
Danimarca (segue)
10-3 - Krag-Jorgensen 1889, carabina per cavalleria
10-4 - Krag-Jorgensen M1928 fucile sniper
10-5 - Madsen mod. 47/53
10-6 - Madsen-Larsen
10-7 - Mauser M52

Egitto
11-1 - Mauser 98

Iran
12-1 - Mauser M98/29
12-2 - Mauser M98/29, carabina
12-3 - Mauser M49, carabina
Egitto
74-1 - Akaba

Israele
75-1 - Uzi
75-2 - Mini Uzi
75-3 - Micro Uzi

Indonesia
76-1 - Mod. 8 1957
76-2 - Beretta 38-49
76-3 - Star
Svezia
95-1 - M37-39F (Suomi)
95-2 - Mod. 45

Estonia
96-1 - Tallin-Arsenal

Iugoslavia
97-1 - Mod. 49-57
97-2 - Mod. 56
Turchia (segue) Finlandia Francia
30-3 - Mauser 1905, carabina 31-1 - Moisin M27 32-1 - Lebel M1886/93
30-4 - Mauser M88/35 31-2 - Moisin M28 32-2 - Lebel M1886 P-35 carabina
30-5 - Lebel 1907/15, carabina 31-3 - Moisin M28/30 32-3 - Lebel 1892 carabina
31-4 - Moisin M39
Uruguay
89-1 - Modello 1945 (Beretta M 1938A)
Finlandia
90-1 - Suomi M-31
90-2 - Jati-Matic
90-3 - Jati-Matic
Francia
91-1 - MAS-38
91-2 - MAT-49
91-3 - MGD
91-4 - MGD
Finlandia
126-1 - M60
126-2 - M71 S
126-3 - M76 B
126-4 - M76 T
126-5 - Valmet M82
Francia
127-1 - MAS
127-2 - MAK
Ungheria (segue)
6-3 - Mannlicher M43

Venezuela
7-4 - Mauser M 24

Germania
8-1 - Fucile 88, o Gewehr (Mauser) 88
8-2 - Carabina 88
8-3 - Particolare del mod. 91
8-4 - Fucile 98, I mod.,(Mauser 98)
8-5 - Fucile 98, II mod.
Vietnam (segue)
71-1 - MAT 7,62 mm

Germania
72-1 - Bergmann 1918 MP18
72-2 - MP28/II
72-3 - MP19
72-4 - MP34/I
Inghilterra (segue)
105-4 - L85-A1 con cannocchiale
105-5 - SA-80

Ungheria
106-1 - AKM
106-2 - AMD

Germania
107-1 - MKB-42V
Giappone
38-1 - Murata mod. 22, variante A (sotto quella B)
38-2 - Murata mod. 22, carabina
38-3 - Arisaka mod. 30
38-4 - Arisaka mod. 30, carabina
38-5 - Arisaka mod.35
38-6 - Arisaka mod.38
Repubblica araba
98-1 - VXP
98-2 - VW-84
Giappone
99-1 - Bergmann 1920
99-2 - Tipo 100 o Tipo 0
99-3 - 8 mm, Tipo II
99-4 - 8 mm. Tipo II
99-5 - Mod. 65
99-6 - Mod. 66
Giappone
132-1 - Tipo 64
132-2 - Tipo AR-18
Israele (segue)
110-3 - Galil SAR
110-4 - Galil (7,62x51)
110-5 - Galil SAR
110-6 - Galil (5,56x45)

India
111-1 - Tipo Kalashnikov
111-2 - Tipo Kalashnikov
Inghilterra
69-1 - Lanchester MKI
69-2 - Sten MKI
69-3 - Sten MK2
69-4 - Sten Mk3
69-5 - Sten MK IV, mod A
69-6 - Sten MKIV mod. B
69-7 - Sten MKV
Spagna (segue)
77-6 - Star Set-70B
77-7 - Star Set-84
77-8 - Z-2
Italia
78-1 - Revelli 1915
78-2 - OVP (Villar Perosa)
78-3 - Beretta M1918
78-4 - Beretta M1918-30
Italia
113-1 - BM 59 MK1
113-2 - BM 59 MKII
113-3 - BM 59 MKIII
113-4 - Beretta P30 M781 (carabina)
Svezia (segue)
36-3 - Mauser M38
36-4 - Mauser M40
Jugoslavia
37-1 - Mauser 1910 (Mauser serbo)
37-2 - Mauser 1924
37-3 - M95
37-4 - M90T
37-5 - M1948
Messico
19-1 - Mauser 1902 cal. 7 mm.
19-2 - M1936
19-3 - M1954

Olanda
20-1 - Mannlicher 1895, cal. 6,5 mm
20-2 - Mannlicher 1895 carabina cavalleria
20-3 - Mannlicher 1895 carabina per gendarmeria
20-4 - Mannlicher 1895, carabina nr. 1
20-5 - Mannlicher 1895, carabina nr. 3
20-6 - Mannlicher 1895, carabina nr. 4
Norvegia
21-1 - Krag-Jorgensen 1894, 6,5 mm
21-2 - Krag-Jorgensen M95, carabina
21-3 - Krag Jorgensen M12 carabina
Paraguay
22-1 - Mauser 1907
Per
23-1 - Mauser M32
Polonia
24-1 - Carabina 98 (Mauser 1924)
Cina (segue)
115-3 - Tipo PQ (copia M16 A1 americano) Corea
116-1 - Devu MARK I
116-2 - Devu Mark II
Olanda
117-1 - FN FAL
117-2 - MN-I
Repubblica Araba
118-1 - Rashid
Polonia
83-1 - Modello 1939, "Mors"
83-2 - M1943/52
83-3 - Modello 63 (P-63)
Portogallo
84-1 - FMBP mod. 948
84-2 - FMBP mod. 976
Romania
85-1 - Orita, 1941 di L. Jasek
Polonia
119-1 - PMK-DGN-60
Romania
120-1 - AKM
120-2 - Tipo Kalashnikov
120-3 - Mini-Dragunov
Singapore
121-1 - SAR-80
Polonia (segue)
24-2 - Modello 98a (Mauser 1898) o .... 1922
24-3 - M 91/98/25
24-4 - Mauser M29
Portogallo
25-1 - Mauser Vergueiro 1904, cal. 6,5 mm
25-2 - Mauser Vergueiro 1904, carabina
Romania
26-1 - Mannlicher 1892 cal. 6,5 mm.
Italia (segue)
54-3 - Breda, mod. 1935
Repubblica Araba
55-1 Hakim
Russia
56-1 - Degtyarev 1930
56-2 - Konovalov 1925
56-3 - Tokarev 1930
56-4 - Tokarev 1935
56-5 - Simonov 1931
Italia (segue)
54-3 - Breda, mod. 1935
Repubblica Araba
55-1 - Hakim
Russia
56-1 - Degtyarev 1930
56-2 - Konovalov 1925
56-3 - Tokarev 1930
56-4 - Tokarev 1935
56-5 - Simonov 1931
Romania (segue)
26-2 - Mannlicher 1893 (carabina 6,5 mm)
26-3 - Mannlicher 1893 (carabina 8 mm)
26-4 - Mannlicher 1893, carabina
Russia
27-1 - Fucile S.I. 1887
27-2 - Fucile sperimentale S.I.
27-3 - Fucile Pagana
Russia
86-1 - Tokarev 1927
86-2 - Degtiarev 1929
86-3 - Korovin 1930
86-4 - Degtiarev 1931
86-5 - Spitalnii 1940
Russia
122-1 - SKS
122-2 - SKS
122-3 - AK-47
122-4 - AKS-47
122-5 AKM
Russia (segue)
27-12 - Moisin 1891/1930, sniper
27-13 - Moisin carabina 1938
27-14 - Moisin carabina 1944
27-15 - Winchester 1895
Siam
28-1 - Mauser 1908
USA
29-1 - Krag-Jorgensen 1893
29-2 - Remington-Lee
29-3 - Remington-Lee, carabina
Russia (segue)
27-12 - Moisin 1891/1930, sniper
27-13 - Moisin carabina 1938
27-14 - Moisin carabina 1944
27-15 - Winchester 1895
Siam
28-1 - Mauser 1908
USA
29-1 - Krag-Jorgensen 1893
29-2 - Remington-Lee
29-3 - Remington-Lee, carabina
Spagna
13-1 - Mauser 1893
13-2 - Mauser 1983 (fucile corto)
13-3 - Mauser 1895, carabina
13-4 - Mauser 1916
13-5 - Mauser Standard
13-6 - Mauser 98/43
Spagna
77-1 - Ru-35
77-2 - Star Z-45
77-3 - Parinco, mod. 3R
77-4 - Fontbernat
77-5 - Star Set 62
Spagna
112-1 - CETME mod. B
112-2 - CETME mod. Z
112-3 - CETME mod. L
112-4 - CETME mod. L
112-5 - CETME mod. LK
Svizzera (segue)
35-4 - Schmidt-Rubin (o Rubin-Schmidt) 1905, carabina
35-6 - Schmidt-Rubin 1911
35-7- Schmidt-Rubin 1931
Svezia
36-1 - Mauser 1896
36-2 - Mauser 994, carabina
Cecoslovacchia (segue)
60-4 - SK-420 (ZK-420). cal 7,92 mm
60-5 - SK-420 (ZK-420). cal 7,00 mm
Svizzera
61-1 - SIG SK-46
61-2 - SIG AK-53
61-3 - SIG AM-55
61-4 - M-57
Svezia
62-1 - Madsen-Ljungmann 1942
62-2 - Madsen-Ljungmann 1943
63-1 - Tipo 5
Svizzera (segue)
129-2 - SG-540
129-3 - SG-543
129-4 -SG-542
129-5 - SIG-550 o Sturmgewehr 90
129-6 - Mod. W + FC-42
Svezia
130-1 - MKS (fucile)
130-2 - MKS (carabina)
130-3 - FFW-890
Svizzera
94-1 - Mod. 1934
94-2 - Mod. 41/44
94-3 - MP-46
94-5 - MP-310
USA (segue)
123-18 - Steyr-Mannlicher
123-19 - AAI
123-20 - Colt
123-21 - Heckler e Koch
Tailandia
124-1 - RPS-001
Taiwan
125-1 - Tipo 65
29-4 - Lee Navy M 1895
29-5 - Springfield 1903 (Carabina 30-03)
29-6 - Springfield 1903 (Carabina 30-06)
29-7 - Springfield M1903 A1
29-8 - Springfield M1903 A1
29-9 - Springfield M1903 A3
29-10 - M1917
Turchia
30-1 - Mauser M 890
30-2 - Mauser M1903
USA (segue)
87-19 - MK-760
87-20 - FMG
87-21 - Ares FMG
87-22 - Viking
87-23 - Marlin mod. 9 ????
87-24 - Reising mod. 60
Turchia
88-1 - Mod. 1968
Inghilterra (segue)
5-9 - Lee-Enfield nr. 1 Mark V
5-10 - Lee-Enfield nr. 4 Mark I
5-11 - Lee-Enfield nr. 4 Mark I (fucile standard)
5-12 - Lee-Enfield nr. 5 Mark I (Jungle-Carbine)
Ungheria
6-1 - Mannlicher 33M
6-2 - Mannlicher M 35
Inghilterra (segue)
69-8 - Sterling MK1
69-9 - Sterling L2 A3
69-10 - Sterling MK7
69-11 - V42
Ungheria
70-1 - 39M
70-2 - 43M
70-3 - "Danuvia"
70-4 - Mod.53
Vietnam
71-1 - K-50M
USA
87-1 - Pedersen 1917-18
87-2 - Thomson 1921
87-3 - Thomson 1928
87-4 - Thomson M1
USA
123-1 - Garand M1
123-2 - Garand M1 A1
123-3 - Garand M2
123-4 - Ruger Mini 14
123-5 - Ruger Mini 14-20 GB
123-6 - Ruger AK-56F
123-10 - M665
123-11 - KAR-15
ARMI
DA FUOCO CORTE
In questo sezione intendo raccogliere un ampio assortimento di immagini di armi corte. I modelli illustrati
sono 565 per le rivoltelle e 886 per le pistole.

Le immagini sono tratte dal libro russo "Revolver e pistole" di A.B. Juk, pubblicato a Mosca nel 1983.
Ritengo che esse non siano coperte da coyright perch all'epoca l'Unione Sovietica non aderiva alle
convenzioni internazionali sul diritto d'autore. Se mi sono sbagliato, me ne scuso e sono a disposizione degli
aventi diritto per ogni chiarimento.

Alessandro Borisovich Juk nato in Ucraina nel 1922 ed stato disegnatore e grafico per le forze armate
sovietiche. Questo suo libro ebbe grande successo ed egli ottenne un premio importante. Esso stato
ripubblicato in Inghilterra nel 1995, con aggiunta di molte immagini (oltre 2500 in totale) e note e con una
veste grafica diversa, con il titolo: A.B. Zhuk, The Illustrated Encyclopedia of Handguns, Greenhill Books,
London.
Le armi sono divise per nazione di origine. I numeri individuano l'arma nella pagina che si visualizza
cliccando sul link. Il primo dei due numeri individua anche la nazione di origine dell'arma e perci, ad
esempio, pistole che iniziano con il nr. 33 sono tutte tedesche.

Rivoltelle Pistole Rivoltelle Pistole


1- Austria 26 - Austria 9 - Olanda
28 - Argentina 54 - Iugoslavia
2 - Belgio 29 - Belgio 42 - Messico
39 - Canada 43 - Norvegia
3 - Brasile 10 - Polonia 44 - Polonia
17 - Cecoslovacchia 50 - Cecoslovacchia 11 - Portogallo
51 - Cile 12 - Romania
40 - Cina 13 - Russia 45 - Russia
41 - Corea 7 - Spagna 37 - Spagna
48 - Finlandia 14 - Stati Uniti 46 - Stati Uniti
16 - Francia 49 - Francia 19 - Svezia 53 - Svezia
5 - Germania 33 - Germania 18 - Svizzera 52 - Svizzera
20 - Giappone 55 - Giappone 15 - Turchia 47 -Turchia
34 - Danimarca 31 - Ungheria
4 - Inghilterra 30 - Inghilterra 32 - Vietnam
35 - Indonesia 21 - A spillo
36 - Iran 22 - Bulldog
6 - Israele 23 - Velodog

8 - Italia 38 - Italia 24 - Copia S &W

25 - Vari 56 - Sconosciute
Austria - Revolver
1-1 - Gasser mod. 1870
1-2 - Gasser mod. 1870/1874
1-3 - Gasser montenegrino
1-4 - Gasser-Kropatschek mod. 1870
1-5 - Gasser mod. 1873
1-6 - Gasser mod. 1880
1-7 - Gasser di produzione belga
1-8 - Gasser di produzione belga
1-9 - Gasser
1-10 - Gasser mod. per polizia
1-11 - Rast Gasser 1898
1-12 - Eigner & Co

Austria - Pistole
26-1 - Mannlicher 1894
26-2 - Krnka 1895
26-3 - Krnka 1899
26-4 - Krnka 1904
26-5 - Roth- Steyr 1907
26-6 - Mannlicher M96
26-7 - Mannlicher 1900
26-8 - Mannlicher 1905
26-9 - Mannlicher 1905
26-10 - Steyr 1909
26-11 a - Steyr 1909
26-11b - Steyr 1909
27-1 - Erika
27-2 - O.W.A.
27-3 - O.W.A.
27-4 - Little Tom
27-5 - Little Tom,
27-6 - Little Tom
27-7 - Little Tom
27-8 - Steyr 1934
27-9 - Steyr SP o Steyr Daimler Puch del 1957
27-10 - Steyr Daimler Puch mod. Pi-18

Argentina - Pistole
28-1 - HAFDASA
28-2 - HAFDASA
28-3 - G.M.C.
28-4 - Bersa, mod. 225
Belgio - Revolver
2-1 - Mariette
2-5 - Francotte
2-2 - Francotte cal. 577
2-3 - Francotte cal. .450
2-4 - Francotte cal. 7,65
2-6 - Warnant 9-11 mm
2-7 - Warnant
2-8 - Warnant
2-9 - Warnant
2-10 - Pieper
2-11 - Pieper 1889 (Bayard sulle guancette)
2-12 - Pieper cal. 8 mm.
2-13 - Pieper Bayard 1889
2-14 - Pieper Bayard 1905 cal. .32
2-15 - Nagant 1887 cal. 7,5 mm
2-16 - Nagant 1887
2-17 - Nagant 1895 cal. 7,62 mm
2-18 - Nagant 1910
2-19 - sistema Nagant (di Lepage)
2-20 - sistema Nagant (di Pieper)
2-21 - sistema Nagant (di Francotte)
2-22 - Gerard mod. brasiliano prodotta da Lepage
2-23 - Galand C. E.
2-24 - Galand, Paris (precede il Galand & Sommerville del 1869)
2-25 - XDX (imitazione Colt)
2-26 - Pryse
2-27 - Gilion N.
2-28 - Levaux D. D.
2-29 - Levaux D. D.
2-30 - Copia belga del revolver Saint-Etienne
2-31 - Copia belga del revolver Saint-Etienne
2-32 - Chamelot - Delvigne
2-33 - Rong & Fils
2-34 - Deville B.
2-35 - Spirlet 1869
2-36 - Mercenier
2-38 - Le Novo - C. Galand

Belgio - Pistole
29-1 - Browning mod. 1900
29-2 - Browning mod. 1900
29-3 - Browning 1903
29-4 - Browning 1906
29-5 - Browning 1910/12
29-6 - Browning 1922, cal. 7,65 e 9 corto
29-7 - Browning Baby, cal. 6,35
29-8 - Browning 1935, cal. 9 Para
29-9 - Browning 1935, cal. 9 Para
29-10 - Browning (FN Herstal SA) mod. 130, cal. 7,65 o 9 corto
29-11 - Browning (FN Herstal SA) mod 140 DA, cal. 7,65 o 9 corto
29-12 - H&D , Henrion & Dassy, Liegi (1912-1914), cal. 6,35
29-13 - Bayard (Anciens Etablissement Pieper SA, Her-stal), vari calibri
29-14 - Bayard 1908
29-15 - Bayard 1923
29-16 - Bayard 1930
29-17 - Bergmann-Bayard 1908
29-18 - Warnant, L. & J Frres
29-19 - Warnant, L. & J Frres
29-20 - Warnant, L. & J Frres
29-21 - Vici (fabbrica sconosciuta
29-22 - Wilson (fabbrica sconosciuta
29-23 - WS o Wegria-Charlier,
29-24 - Gavage Armand,
29-25 - Delu F.
29-26 - Dictator o Centaure
29-27 - Jieffeco
29-28 - Jieffeco
29-29 - Clment 1903
29-30 - Clment 1903
29-31 - Clment 1903
29-32 - Clment 1907
29-33 - Clment 1907
29-34 - Clment 1908
29-35 - Clment 1909
29-36 - Clment 1909
29-37 - Clment 1912
29-38 - Clment 1912
29-39 - Lepage, 1925
29-40 - Lepage
29-41 - Lepage
29-42 - Manifacture d'Armes Feu, Liegi
29-4 - 3 Le Martiny
29-4 - 4 Melior
29-4 - 5 Melior
29-4 - 6 Melior new model
29-4 - 7 Melior new model
29-4 - 8 Melior new model
29-4 - 9 Melior new model
29-50 - Melior
29-51 - Mercury (Melior per gli USA)
29-52 - M. L.
29-53 - M. L.
29-54 - Le Monbloc
29-55 - Le Monobloc
29-56 - Pieper mod. N
29-57 - Pieper 1908
29-58 - Pieper mod B
29-59 - Pieper mod. O
29-60 - Pieper 1908
29-61 - Pieper 1909
29-62 - Pieper 1920
29-63 - Pieper
29-64 - Pieper Legia
29-65 - Pieper
29-66 - Radium
29-67 - Le Rapide
29-68 - Teuf-Teuf
29-69 - Francotte Auguste
Canada - Pistole
39- 1 - Colt Browning mod. 1911
39-2 - Pistol n. 2

Brasile - Revolver
3-1 - Taurus
3-2 - Taurus mod. 74
3-3 - Taurus mod. 82
3-4 - Rossi
3-5 - Rossi

Inghilterra - Revolver
4-1 - Imitazione Smith & Wesson. cal. 30
4-2 - Tranter
4-3 - Tranter
4-4 - Tranter
4-5 - Tranter mod. 1878
4-6 - Adams 1867
4-7 - Adams 1872
4-8 - Thomas
4-9 - Webley 1865
4-10 - Webley
4-11 - Webley 1866, cal. .577 Boxer
4-12 - Webley RIC (Royal Irish Constabulary), 1867
4-13 - "
4-14 - "
4-15 - Webley Mod. II
4-16 - Webley n. 2, 1878, The British Bulldog
4-17 - Webley n. 5 Express
4-18 - Webley Frontier
4-19 - Webley- Pryse
4-20 - Webley-Pryse
4-21 - Webley- Kaufmann, mod. 1880
4-22 - Webley- Green 1879
4-23 - Webley Green 1892
4-24 - Webley- Wilkinson
4-25 - Webley Mark 2, 1894
4-26 - Webley Mark II
4-27 - Webley Mark III, 1897
4-28 - Webley Mark III
4-29 - Webley Mark IV, 1899 (calcio anche a becco)
4-30 - Webley Mark IV
4-31 - Webley Mark IV
4-32 - Webley Mark IV
4-33 - Webley Mark IV
4-34 - Webley Mark IV
4-35 - Webley Mark V, 1913
4-36 - Webley Mark VI, 1915
4-37 - Webley Pocket, 1897
4-38 - Webley Pocket, 1901
4-39 - Webley- Fosbery, 1901
4-40 - Enfield Mark II, 1882
4-41 - Enfield nr. 2 Mark I, 1931
4-42 - Webley Mark IV
4-43 - Webley Mark IV
4-44 - Excelsior

Inghilterra - Pistole
30-1 - Mars
30-2 - Mars
30-3 - Webley-Whitnig
30-4 - Webley-Whitnig Mk 1 e Mk 1 nr. 2
30-5 - Webley-Whitnig Mk 1 e Mk 1 nr. 2
30-6 - Webley-Whitnig
30-7 - Webley-Whitnig
30-8 - South African Model
30-9 - Webley & Scott, Police Model, 1907
30-10 - Webley & Scott, Pocket Model, 1907
30-11 - Webley & Scott
30-12 - Webley & Scott Police Model
30-13 - Colt-Browning Model 1911

Germania - Revolver
5-1 - Mod. 1874 cal. .442 per la Sassonia
5-2 - Mauser 1 mod. Zickzack, Mod. 1878
5-3 - Mauser 2 mod. Zickzack, Mod. 1878 (telaio chiuso)
5-4 - Mauser 2 mod. Zickzack, Mod. 1878 (telaio chiuso)
5-5 - Armeemodell 1879 (M/79) (Reichrevolver; marchiato Mauser e Dreyse)
5-6 - Armeemodell 1879/83 (marchiato Mauser e Dreyse)
5-7 - Armeemodell 1879/1883, versione civile
5-8 - Armeemodell 1879/1883, versione civile
5-9 - Dreyse 1893
5-10 - Haenel C.G.
5-11 - Geco, sistema Colt (Genschow & Co.)
5-12 - Arminius HW 3 della ditta HW (Hermann Weihrauch)
5-13 - Arminius HW 38
5-14 - Heym
5-15 - Rhm, RG 10
5-16 - Rhm, RG 10 S
5-17 - Rhm, RG 11
5-18 - Rhm, RG 12
5-19 - Rhm, RG 14
5-20 - Rhm, RG 20
5-21 - Rhm, RG 23
5-22 - Rhm, RG 24
5-23 - Rhm, RG 30
5-24 - Rhm, RG 38
5-25 - Rhm, RG 57
5-26 - Rhm, RG 63
5-27 - Rhm, RG 66M
5-28 - Rhm, RG 88
5-29 - Cicago Cub
5-30 - Reck R-15
5-31 - Reck R-18
5-32 - EMGE 22 corto
5-33 - EMGE 22 l .r.
5-34 - EMGE 32
5-35 - EMGE 223 e 323
5-36 - Mayer & Shne
5-37 - Sauer & Sohn, Frontier 2/59 (riproduzione della Colt)
5-38 - Sauer & Sohn, TR 6
5-39 - Sauer & Sohn, TR 6
5-40 - Sauer & Sohn, FR 4
5-41 - Korth Combat
5-42 - Erma mod. ER 440

Germania - Pistole
33-1 - Borchard 1893
33-2 - Luger Parabellum 1900
33-3 - Luger Parabellum M 1906
33-4 - Luger Parabellum M 1908
33-5 - Luger Parabellum M 1904 marina
33-6 - Luger Parabellum M 1908 artiglieria
33-7 - Luger Parabellum M 1908, mod. 1913-1917
33-8 - Luger Parabellum
33-9 - Walther mod. 1,
33-10 - Walther mod. 2
33-11 - Walther mod 3
33-12 - Walther mod. 4
33-13 - Walther mod 5
33-14 - Walther mod. 6
33-15 - Walther mod. 7
33-16 - Walther mod. 8
33-17 - Walther mod 9
33-19 - Walther PP
33-20 - Walther PPK
33-21 - Walther mod. MP
33-22 - Armee Pistole
33-23 - Armee Pistole mod. HP,
33-24 - Walther P-38
33-25 - Walther P-38K
33-28 - Walther TP (Taschenpistole)
33-26 - Walther P-38S
33-27 - Walther Combat-special
33-29 - Walther PP Super
33-30 - Walther TPH
33-31 - Walther P4
33-32 - Walther P5
33-33 - Mauser C /96 o M 18963
33-34 - Mauser C/96
33-35 - Mauser C/96
33-36 - Mauser C/96 mod. 1905
33-37 - Mauser C/96 1898 e 1903
33-38 - Mauser C/96 1912
33-39 - Mauser C/96 1920
33-40 - Mauser C/96 1920
33-41- Mauser C/96, 1926
33-42 - Mauser M 1930 mod. 712
33-43 - Mauser M 1930
33-44 - Mauser C/06-08
33-45 - Mauser M 1912/1914
33-46 - Mauser M 1910
33-47 - Mauser M 1910/1914
33-48 - Mauser M 1934
33-49 - 9 Mauser M 1910/14
33-50 - Mauser M 1910/14
33-51 - Mauser M 1910/14
33-52 - Mauser WTP mod I
33-53 - Mauser WTP mod. II
33-54 - Mauser HSc, 1937
33-55 - Bergmann n. 3
33-56 - Bergmann n. 2
33-57 - Bergmann M 1897
33-58 - Bergmann-Simplex
33-59 - Bergmann mod. 2 e 3
33-60 - Bergmann mod 2A e 3A
33-61 - Bergmann Special mod. (1937)
33-62 - Adler 1905
33-63 - Beholla
33-64 - Heim,
33-65 - Gecado
33-66 - Heckler & Koch HK4
33-67 - Heckler & Koch P-9S
33-68 - Heckler & Koch VP-7
33-69 - Heckler & Koch P7 o PSP
33-70 - Helfricht mod. 3
33-71 - Helfricht Mod. 4
33-72 - Haenel mod. I
33-73 - Haenel mod. II
33-74 - DWM
33-75 - Dreyse
33-76 - Dreyse 1907
33-77 - Dreyse 1907
33-78 - Dreyse 1908
33-79 - Dreyse 1908
33-80 - Dreyse 1910
33-81 - Dreyse 1910
33-82 - Dreyse 1910
33-83 - Jger
33-84 - Sauer
33-85 - Sauer 1913
33-86 - Sauer 1913
33-87 - Sauer 1913
33-88 - Sauer 1913
33-89 - Sauer 1930
33-90 - Sauer WTM
33-91 - Sauer WTM
33-92 - Sauer 38-H (anche Mod. 58)
33-93 - Simson M1927
33-94 - Kaba Special
33-95 - Keszler
33-96 - Kobra
33-97 - Kommer
33-98 - Kommer. mod. 1
33-99 - Kommer, mod. 2
33-100 - Kommer mod. 3
33-101 - Continental
33-102 - Continental
33-103 - Korriphila TP 70
33-104 - Korriphila HSP 70
33-105 - Langenhan
33-106 - Langenhan mod. 1
33-107 - Langenhan mod. 2
33-108 - Langenhan mod. 3
33-109 - Leonhardt
33-110 - Lignose mod. 2
33-111 - Lignose mod. 2A
33-112 - Lignose mod. 3 e 3A
33-113 - Mann
33-114 - Mann
33-115 - Menta
33-116 - Menta
33-117 - Menz
33-118 - Menz
33-119 - Menz mod II
33-120 - Menz mod. II
33-121 - Menz mod. II
33-122 - Menz Lilliput M1925
33-123 - Menz Lilliput mod. 1927
33-124 - Menz Mod. III
33-125 - Menz mod IIIA
33-126 - Nordheim
33-127 - Ortgies
33-128 - Ortgies
33-129 - Rheinmetall
33-130 - Reck P-8 o La Fury 8
33-131 - Rmerwerke
33-132 - Roth-Sauer
33-133 - Reck SM 11
33-134 - RSM Stingray
33-135 - Zehna
33-136 - Zehna
33-137 - Schwarzlose tipo 1898
33-138 - Schwarzlose tipo 1908
33-139 - Schwarzlose tipo 1908
33-140 - Stenda
33-141 - Stern
33-142 - Stock
33-143 - Stock
33-144 - Stock
33-145 - HS Mod. 5
33-146 - Erma mod. P25 (o E.P.25
33-147 - Erma KGP-68
33-148 - Erma EP652
33-149 - D.R.P.
33-150 - Sunngard

Ungheria - Pistole
31-1 - Frommer 1901
31-2 - Frommer 1910
31-3 - Frommer Stop
31-4 - Frommer Baby
31-5 - Frommer 29M, Army M1929, Pisztoly 29M
31-6 - Frommer 37M, Army M1937 o Pisztoly 37M
31-7 - Frommer 37M
31-8 - Frommer Liliput
31-9 - Nalava
31-10 - Eiler
31-11- FEG Walam 48 o 48M
31-12 - FEG Walam R61
31-13 - AP o Attila Pistole
31-14 - Togagypt 58

Vietnam - Pistole
32-1 - Dan Quan Khu
32-2 - Copia di una Browning
32-3 - Copia di una Colt

Danimarca - Pistole
34-1 - M1910/21
34-2 - Schouboe
34-3 - Schouboe 1907
34-4 - Schouboe 1912
34-5 - Schouboe civile

Indonesia - Pistole
35-1 - Pi. A.

Iran - Pistole
36-1 - Mod. 1317

Israele - Revolver
6-1 - IMI

Spagna - Revolver
7-1 - Nagant Arizmendi
7-2 - Nagant F.A.G (Arizmendi e Goenaga)
7-3 - Orbea Hermanos (mod. Tettoni) 1914 (mod. 1916)
7-4 - Orbea Hermanos (mod. Tettoni) 1914 (mod. 1916)
7-5 - Orbea Hermanos (mod. Tettoni) 1914 (mod. 1916)
7-6 - Alpha
7-7 - Alpha
7-8 - Astra Cadix 382
7-9 - Astra Cadix
7-10 - Astra
7-11 - Astra Regent
7-12 - Guisasola
7-13 - Guisasola
7-14 - Llama Martiale
7-15 - Orbea Hermanos
7-16 - Orbea Hermanos
7-17 - Ojanguren y Marcaido
7-18 - Ojanguren y Marcaido
7-19 - Ruby Extra (Gabilondo & C.)
7-20 - Ruby Extra, mod. 13
7-21 - S. A. (Trocaola Aranzabal & Co.)
7-22 - S.A. Modello militare
7-23 - Corso
7-24 - Para-Bosino
7-25 - "El Cano" di Arana & Co.
7-26 - T.A.C.(Trocaola Aranzabal & Cia)
7-27 - Errasti "Oscillante"
7-28 - M. 1925
7-29 - Imitazione Colt
7-30 - Imitazione Smith & Wesson
7-31 - Revolver semiautomatico Sulaica e Co.

Spagna - Pistole
37-1 - Alkar
37-2 - Astra mod. 900
37-3 - Astra mod. 901
37-4 - Astra mod. 300
37-5 - Astra mod 300
37-6 - Astra mod. 400 (
37-7 - Astra mod. 903
37-8 - Astra mod. 600
37-9 - Astra mod. 4000 Falcon
37-10 - Astra mod. 800 Condor
37-11 - Astra mod 2000 Cub
37-12 - Astra mod. 7000.
37-13 - Astra mod. 5000 Constable
37-14 - Azul
37-15 - Azul MM31
37-16 - Bernedo
37-17 - Bulwark
37-18 - Boltun
37-19 - Victoria M 1911
37-20 - Campo Giro 1913/16
37-21 - Colonial
37-22 - Continental
37-23 - Llama mod. 1 e mod. 2
37-24 - Llama mod. 3A
37-25 - Llama mod 9A
37-26 - Llama mod. 18
37-27 - Llama mod. 19
37-28 - Llama mod, 19
37-29 - La Lira (anche Triunph
37-30 - Longines
37-31 - Looking Glass
37-32 - Martian
37-33 - Martian
37-34 - Martian
37-35 - Mondial
37-36 - Mugica
37-37 - Royal
37-38 - Ruby
37-39 - Thunder (Thander) M1919
37-40 - SEAM
37-41 - Star 1906
37-42 - Star mod. 1914
37-43 - Star mod. 1
37-44 - Star mod. 1
37-45 - Star mod. 1
37-46 - Star M1919
37-47 - Star M1920
37-48- Star modello militare (1920)
37-49 - Star mod. A, 1921
37-50 - Star mod. A e AS
37-51 - Star mod. B
37-52 - Star mod. HD
37-53 - Star mod. BKS Starlight
33-54 - Star mod. PD, 1975
33-55 - Star mod M 1922
33-56 - Star mod. BKM o BM
33-57 - Star mod HK Lancer
33-58 - Star mod. SI e S
33-59 - Star mod DK Starfire
37-60 - Star mod I, 1934
37-61 - Star mod. per ufficiali
37-62 - Star mod.FR e IR
37-63 - Star mod. H e HN
37-64 - Star mod CO
37-65 - Star mod CU
37-66 - Star mod. HK Lancer
37-67 - Star mod. E
36-68 - Star mod. E
37-69 - Tanque
37-70 - Tauler, mod. II
37-71 - Tauler
37-72 - Phoenix
37-73 - Fiel
37-74 - Jo-Lo-Ar
37-75 - Charola y Anitua
37-76 - Sharp Shooter
37-77 - Express
37-78 - Express
37-79 - Express
37-80 - Echasa model Fast
37-81 - AAA
37-82 - Avion
37-83 - Avion
37-84 - Aurora
37-85, 6, 87, 88, 90 - Ignoto
37-91- Action
37-92 -93- 94 - Alkar
37-95 -96 - Apache
37-97 - Astra mod. 2000
37-98 - Astra Firecat
37-99 - Azul
37-100 -101 - Atlas
37-102 - Benemerita 1918
37-103 - Bronco
37-104 - Bulwark
37-105 - Bufalo
37-106 - Waldman
37-107-108-109-110 - Walman
37-111 - Venus
37-112 - Venzedor
37-113 -114-115-116 - Vesta
37-117-118 - Victor
37-119 - The Victory
37-120 - Victoria,
37-121 - Vincitor
37-122-123-124-125 - Vite
37-126 - Vulcain
37-127 - Gallus
37-128 - Guisasola Hermanos
37-129 - Gloria
37-130 - Hudson
37-131 - Danton
37-132 -133-134 - Destroyer
37-135 - Defense
37-136 - Le Dragon
37-137 - Douglas 1914
37-138 - Duan
37-139-140 - EA
37- 141 - Singer
37-142 - Singer
37-143-144 - Ydeal
37-145-146 - Kaba Spezial
37-147 - Cow-boy
37-148 - Conlon
37-149 -150 - Colonial
37-151-152 - Colonial
37-153-154-155 - Continental
37- 156 - Crucelegui Hermanos
37-157-158-159 - Liberty
37-160 - Libia
37-161 - Looking Glass
37-162-163 - Marina
37-164 - Marte
37-165 - Marte Erquiaga
37-166 - Martian
37-167 - Merke
37-168 - Minerva
37-169-170 - MS
37-171 - Omega
37-172 - Orbea
37-173-174 - Paramount
37-175-176-177 - Pinkerton
37-178 - Premier 1913
37-179 - Principe
37-180 - Princeps
37-181 -183-183 - Protector
37-184 - Rayon
37-185-186-187 - Regent
37-188-189-190 - Regina
37-191 - Reims
37-192 - Renard
37-193 - Retolaza
37-194 - Rival
37-195 - Royal
37-196-198 - Ruby
37-199 - Salvaje
37-200 - SEAM
37-201 - Selecta
37-202 - Celta
37-203 - El Cid 1915
37-204 - Sprinter
37-205-206-207 - Stosel
37-208-209 - Tatra
37-210 - Tiwa
37-211 - Tisan
37-212-213 - Titanic
37-214 - Trust
37-215 - Triomphe
37-216 - Unique
37-217-218-219 - Union
37-220 - Favorit,
37-221 - Fiel nr. 1
37-222 - Fortuna
37-223 - Joha
37-224 - Jubala
37-225 - J. Cesar
37-226 - Campeon
37-227-228-229-230 - Express
37-231-232 - Errasti
37-233 - Etna
37-234 - Jupiter
37-235 - Ignoto
37-236-237 - Ignoto
37-238 - AA 1916
37-239 - AAA 1916
37-240 - Ignoto
37-241 - Fabrique d'armes de guerre
37-242 - Hijos de C. Arrizabalaga, Eibar
37-243 - Ignoto
37-244 - Arizaga
37-245 - Hijos de C. Arrizabalaga
37-246-247-248 - Ignoto
37-249-250 - Allies
37-251 - Alkar
37-252- 253 - Alkar, Fabrica de Armas Alkartasuna, Guernica
37-254 - 258 - Astra, Esperanza y Unceta, Guernica
37-259 - Astra
37-260 - Azul
37-261 - Acha Hermanos
37-262 - Le Basque
37-263 - Beistegui Hermanos, 1914
37-264 - Bolumburu
37-265 - Bristol
37-266 - Bronco
37-267 - Brunswig
37-268 - Waldmann
37-270-271 - Walman
37-272 - Venus
37-273 - Vesta
37-274 - Victoria
37-275 - Vincitoribar
37-276 - Vilar
37-277 - Gloria
37-278 - Destructor
37-279 - Demon
37-280 - Destroyer
37-281 - Destroyer
37-282 - Singer
37-283 - Singer
37-284 - Indian
37-285 - Ydeal
37-286 - Izarra
37-287 - Cobra
37-288 - Ca-Si
37-289 - Liberty
37-290 - Libia
37-291 - Lusitania
37-292 - Looking Glass
37-293 - Martina
37-294 - Omega
37-295 - Omega
37-296-297-298 - Paramount
37-296 37-299 - Plus Ultra
37-300 - Praga
37-301 - Princeps
37-302 - Puma
37-303 - Precision
37-304 - Puppel
37-305-306 - Regina
37-307 - Regina
37-308 - Republic
37-309 - Reims
37-310 - Retolaza
37-311 - Royal
37-312 - Royal
37-313 - Royal
37-314 - Roland
37-315-316 - Ruby
37-317 - Aldazabal
37-318 - Echeverria
37-319 - Salaverria
37-320 - Cebra
37-321 - Le Secours
37-322 - Selecta
37-323-324 - Stosel
37-325 - Zulaica
37-326-327 - Titanic
37-328 - Trust
37-329 - Union
37-330 - Urrejla y Compaia
37-331-332 - Fiel
37-333 - Joha,
37-334 - Campeon
37-335 - Ignota
37-336 - Ignota
37-337 -7 - 8 - 9 - Express
37-340-1-2-3 - Express
37-344-345 - Errasti
37-346 - Jupiter
37-347-348 - Ignota
37-349 - Astra 700
37-350 - Boltun
37-351 - Walman
37-352-353 - Danton
37-354 - Destroyer
37-355 - Ruby
37-356 - Handy

Italia - Revolver
8-1 - Glisenti 1872
8-2 - Glisenti 1886
8-3 - Mod. 1889
8-5 - Mod. 1889 (Tempini)
8-6 - Nuovo revolver Bernardelli
8-7 - Nuovo revolver Bernardelli

Italia - Pistole
38-1 - Glisenti 1906 e 1910
38-2 - Brixia 1912
38-3-4 - Beretta mod. 1915
38-5 - Beretta mod. 1915-19
38-6 - Beretta mod. 1923
38-7 - Beretta mod. 1931
38-8 - Beretta mod 1934
38-9 - Beretta mod. 949 Cougar
38-10 - Beretta mod. 318
38-11 - Beretta mod. 418 Bantam
38-12 - Beretta mod. 418 Pantera
38-13 - Beretta mod. 950 cal. 6,35
38-14 - Beretta mod. 951 Brigadier
38-15 - Beretta mod. 70
38-16 - Beretta mod. 70 T
38-17 - Beretta (Armi Roma) mod. 90
38-18 - Beretta mod. 84
38-19 - Beretta mod. 92
38-20 - Sosso
38-21 - Galesi
38-22 - Galesi 1930
38-23 - Galesi mod. 1930
38-24 - Galesi mod. 6
38-25 - Galesi mod. 6
38-26 - Galesi mod. 9
38-27 - Galesi mod. 506
38-28 - Galesi mod. 515
38-29 - Rigarmi
38-30 - Rigarmi mod. Hijo Militar
38-31 - Bernardelli mod. UB
38-32 - Bernardelli
38-33 - Bernardelli 1964
38-34 - Bernardelli PA Baby
38-35 - Bernardelli mod. M.60
38-36 - Bernardelli mod. Usa o M.
38-37 - Sata
38-38 - Titan
38-39 - Lercker

Cina - Pistole
40-1-2 - Mauser-C96
40-3-4 - 5 Copie di Browning
40-6 - Copia di Mauser
40-7-8 - Copia di Mauser
40-9 - Tipo 31
40-10 - Nord Cina
40-11 - FN Browning GP-35
40-12 - Mod. 213A

Corea - Pistole
41-1 - Tipo 68
41-2 - Copia di Colt Browning
41-3 - Copia di Colt Browning mod. 1903

Messico - Pistole
42-1 - Obregon
42-2 - Corla

Norvegia - Pistole

43-1 - Army mod. 1914

Polonia - Pistole
44-1 - VIS-35
44-2 - Smok
44-3 - P-64 o Czak

Olanda - Revolver
9-1 - Ordinanza olandese 1873 (Hembrug)
9-2 - Revolver olandese ?
Polonia - Revolver
10-1 - Nagant 1895

Portogallo
11-1 - Ordinanza portoghese 1878-1886

Romania - Revolver
12-1 - Rumania 1886
12-2 - Romania 1886

Russia - Revolver
13-1 - Smith & Wesson russian, primo modello (1871)
13-2 - Smith & Wesson russian, secondo modello (1872)
13-3 - Smith & Wesson russian , terzo modello (1880)
13-4 - Smith & Wesson russian
13-5 - Nagant 1895
13-6 - Nagant 1895
13-7 - Nagant 1895, civile o per polizia

Russia - Pistole
45-1 - TK
45-2 - TK (TOZ)
45-3 - Korovin
45-4 - Prilutskiy
45-5- 6 - Tokarev TT, 1930
45-7 - Tokarev TT, 1933
45-8 - Tokarev TT, 1951
45-9 - Korovin, 1938
45-10 - Korovin n.9
45-11 - Margolin
45-12 -13 - Rakov
45-14 - Tokarev
45-15 - Voevodin
45-16-17 - Makarov PM
45-18-19 - Stechkin APS
45-20 - PSM

Usa - Revolver
14-1 - Smith & Wesson, mod. 1
14-2 - Smith & Wesson, mod. 1
14-3 - Smith & Wesson, mod. 1
14-4 - Smith & Wesson, mod. 2
14-5 - Smith & Wesson, mod. 1 1/2
14-6 - Smith & Wesson, Schofield, Army No. 1 (1875)
14-7 - Smith & Wesson, Army mod. No. 3 (1878)
14-8 - Smith & Wesson, mod. 1 1/2
14-9 - Smith & Wesson, mod. 2
14-10 - Smith & Wesson, dopia azione (1880)
14-11 - Smith & Wesson, doppia azione (1881)
14-12 - Smith & Wesson, doppia azione (1889)
14-13 - Smith & Wesson, doppia azione (1889)
14-14 - Smith & Wesson, mod. safety con sicura sul calcio (dal 1888)
14-15 - Smith & Wesson, mod. safety con sicura sul calcio (dal 1888)
14-16 - Smith & Wesson, 1909
14-17 - Smith & Wesson, 32. Hand Ejector 1896
14-18 - Smith & Wesson, 1896, mod. II
14-19 - Smith & Wesson, 1899, per esercito e polizia
14-20 - Smith & Wesson, 1902 per esercito e polizia
14-21 - Smith & Wesson, New Century
14-22 - Smith & Wesson, Ladysmith I mod.
14-23 - Smith & Wesson, Ladysmith, II mod.
14-24 - Smith & Wesson, Ladysmith III mod.
14-25 - Smith & Wesson, Hand Ejector Pocket, 1903
14-26 - Smith & Wesson, Police 1926
14-27 - Smith & Wesson, 1905 per polizia ed esercito
14-29 - Smith & Wesson, 1905 Serie speciale
14-30 - Smith & Wesson, Hand Ejector U.S. Service o British service
14-31 - Smith & Wesson, Mod. 10 per esercito e polizia
14-32 - Smith & Wesson, Mod. 10 Canna pesante
14-33 - Smith & Wesson, Mod. 12 per esercito e polizia
14-34 - Smith & Wesson, Mod. 15 Masterpiece
14-35 - Smith & Wesson, mod. 19, 357 Combat Magnum
14-36 - Smith & Wesson, mod. 19, 357 Combat Magnum
14-37 - Smith & Wesson, mod. 20, 38/44 Heavy Duty
14-38 - Smith & Wesson, mod. 22 Army
14-39 - Smith & Wesson, mod. 27, 357 Magnum
14-40 - Smith & Wesson, mod. 28, Highway Patrolman
14-41 - Smith & Wesson, mod. 29, 44 magnum
14-42 - Smith & Wesson, mod. 30, Hand Ejector
14-43 - Smith & Wesson, mod. 32, Terrier
14-44 - Smith & Wesson, mod. 33, Regulation police
14-45 - Smith & Wesson, mod. 34, 22/32 kit-gun
14-46 - Smith & Wesson, mod. 36, Chiefs special
14-47 - Smith & Wesson, mod. 38, Bodyguard Airweight
14-48 - Smith & Wesson, mod. 40, Centennial
14-49 - Smith & Wesson, mod. 43, kit-gun airweight
14-50 - Smith & Wesson, mod. 57, 41 magnum
14-51 - Smith & Wesson, mod.58, 41 magnum per esercito e polizia
14-52 - Smith & Wesson, mod. 60, Chiefs special stainless
14-53 - Smith & Wesson, mod. 67 (1972)
14-54 - Colt, conversione Richards per cartucce c.f. (Army Model1 1871, modifica del New Model Army
1860)
14-55 - Colt, idem
14-56 - Colt, mod. Old line 1870
14-57 - Colt, mod. Colt's House Pistol (Cloverleaf Colt & Jim Fisk Pistol 1871-1875)
14-58 - Colt, mod. 1871 Colt Pocket
14-59 - Colt, mod. 1873 New Line, S. A. Pocket
14-60 - Colt, mod . 1874 New House o New Line
14-61 - Colt, mod. 1872 Frontier (munizioni anulari) o 1873 (munizioni a percussione centrale).
15-62 - Colt, mod. Frontier Scout 62
14-63 - Colt, mod. Bisley
14-64 - Colt, mod. 1877 doppia azione, Lightnig o Thunderer
14-65 - Colt, mod. 1878 Frontier D. A.
14-66 - Colt, mod. 1889 predecessore del mod. 1892 New Navy o New Army
14-67 - Colt, mod. 1892 New Navy o New Army
14-68 - Colt, mod. New Service, 1898
14-69 - Colt, mod. New Police
14-70 - Colt, mod. New Police
14-71 - Colt, mod. Army M-1917
14-72 - Colt, Army Special M- 1909
14-73 - Colt, mod. Police positive special, 1907
14-74 - Colt, mod. Detectiv special, 1926
14-75 - Colt, mod. Cobra, 1950
14-76 - Colt, mod. Agent , 1955
14-77 - Colt, mod. Police Positive
14-78 - Colt, mod. Police Positive
14-79 - Colt, Poket Positive
14-80 - Colt, Python
14-81 - Colt, Marshal
14-82 - Colt, Commando
14-83 - Colt, Trooper
14-84 - Colt, Diamondback
14-85 - Colt, Detective Special
14-86 - Colt, Police Positive Special
14-87 - Colt, Viper
14-88 - Colt, Metropolitan Mk III,
14-89 - Colt, Lawman Mk III
14-90 - Colt, Trooper Mk III
14-91 - Allens & Weeklock, 1858
14-92 - American Army Co.
14-93 - Brooklin Army Co.
14-94 - Bacons Arms Co.
14-95 - Bacons "Havy"
14-96 - Bacons Peperbox
14-97 - Bacons & Garrington
14-98 - Harrington & Richardson, mod. American.
14-99 - Harrington & Richardson, mod. Young America
14-100 - Harrington & Richardson, mod. Automatic con lama di coltello (1900 circa).
14-101 - Harrington & Richardson, mod. Premier
14-102 - Harrington & Richardson, mod. Worcester ( la citt di produzione)
14-103 - Harrington & Richardson, mod. Defender
14-104 - Harrington & Richardson, mod. Defender Special
14-105 - Harrington & Richardson, mod. Defender 1925
14-106 - Harrington & Richardson, mod. 900
14-107 - Harrington & Richardson, mod. 929
14-108 - Hopkins & Allen, mod. Tremis Terror
14-109 - Hopkins & Allen, 1871 XL N. 1
14-110 - Hopkins & Allen, mod. Defender 89
14-111 - Hopkins & Allen, 1879 Dictator
14-112 - Hopkins & Allen, 1879 Ranger N. 2
14-113 - Hopkins & Allen, mod. XL N. 4
14-114 - Hopkins & Allen, mod. XL DA
14-115 - Hopkins & Allen, mod.
14-116 - Hopkins & Allen, mod. Bulldog
14-117 - Hopkins & Allen, 1875
14-118 - Hopkins & Allen, mod. 32
14-119 - Grant
14-120 - Dan Wesson, mod. 12
14-121 - Dan Wesson, mod. 15
14-122 - "Pocket Pony"
14-123 - Iver-Johnson 1883
14-124 - Iver-Johnson 1891, mod. Smoker
14-125 - Iver-Johnson "American Bulldog
14-126 - Iver-Johnson 1900
14-127 - Iver-Johnson tipo Smith & Wesson
14-128 - Idem
14-129 - Iver Jonson's -Safety Automatic Hammerless (tipo S&W)
14-130 - Iver-Johnson, mod. 55S Cadett ?
14-131 - Iver-Johnson , mod. 66 Snub
14-132 - Kolb & Co - Baby Hammerless
14-133 - Connecticut Arms 1866
14-134 - Crispin 1865
14-135 - Liberty
14-136 - Maltby, Curtiss & Co., Police Modell 1884 ??
14-137- Maltby, Henley & Co 1889 (Metropolitan Police)
14-138 - Manhattan Fire Arms Manufacturing Co.
14-139 - Mervin & Bray ?
14-140 - Mervin-Galbert, 1886, russian model (prod. Hopkins-Allen)
14-141 - Mervin-Galbert, 1873
14-142 - Mervin-Galbert
14-143 - Mervin- Galbert DA
14-144 - Meridian Fairarms Co.
14-145 - Marlin "Standard" N. 2, 1878
14-146 - Marlin "OK"
14-149 - National Arm Co ???
14-147 - Moore 1860
14-148 - Moore 1864
14-150 - Nord American Arms
14-151 - Osgood "Duplex"
14-152 - Plant
14-153 - Plant
14-154 - Pond, 1864
14-156 - Prescott, 1860
14-157 - J. Reid, "My Friend" 1865
14-158 - Remington mod. n. 1
14-159 - Remington mod. n. 3
14-160 - Remington "Rider"
14-161 - Remington, 1875
14-162 - Rupertus "Peperbox", 1887
14-163 - Smith, 1873
14-164 - Whithe Star
14-165 - Whitney
14-166 - Fyrberg Arms, 1903
14-167 - Forehand Arms Co.
14-168 - Forehand Arms Co.
14-169 - Forehand & Wadsworth, Bulldog 1871
14-170 - Forehand & Wadsworth
14-171 - Forehand & Wadsworth, mod. russo, 1873
14-172 - Forehand & Wadsworth, Bulldog
14-173 - Forehand & Wadsworth, British Bulldog
14-174 - Forehand & Wadsworth, 1877
14-175 - Forehand & Wadsworth (tipo S&W)
14-176 - High Standard , "Sentinel"
14-177 - High Standard "Sentinel" MK I e MK IV
14-178 - High Standard tipo Western
14-179 - High Standard ,"Kit-gun" ??
14-180 - High Standard, Sentinel Mk III
14-181 - Higgins 88
14-182 - Charter Arms "Undercover"
14-183 - Stoeger Arms Co. "Deputy"
14-184 - Sturm, Ruger & Co., "Bearcat"
14-185 - Sturm, Ruger & Co., "Single-six"
14-186 - Sturm, Ruger & Co., "Blackhawk"
14-187 - Sturm, Ruger & Co., GA-34
14-188 - Union Arms Co., Revolver automatico
14-189 - U.S Revolver Co.

Usa - Pistole
46-1 - Colt 1900
46-2 - Colt 1902
46-3 - Colt 1903
46-4 - Colt 1905
46-5 - Colt 1907
46-6 - Colt 1909
46-7 - Colt 1911
46-8 - Colt 1911A1
46-9 - Colt Commander
46-10 - Detonic
46-11- General Officer Model
46-12 - Colt tascabile
46-13 - Colt 1908
46-14 - Colt 380
46-15 - Colt Junior
46-16 - Bauer
46-17 - Bach UP
46-18 - Guardian mod. 270 (G27C
46-19 - H&R
46-20 - H&R
46-21 - Indian 380
46-22 - The Infallible
46-23 - Air Crew
46-24 - Remington mod. 51
46-25 - S&W 1913
46-26 - S&W 1924
46-27 - S&W mod. 39
46-28 - S&W mod. 459
46-29 - S&W mod. 61 Escort
46-30 - AFM, Mark X
46-31 - Sterling mod. PPL
46-32 - Sterling mod. 400 Mark II
46-33 - Sterling mod. 300
46-34 - Savage mod. 1907
46-35 - Savage mod. 1913
46-36 - Savage mod. 1915
46-37 - Savage mod. 1917
46-38 - Savage 1914-18
46-39 - Thomas,
46-40 - Combat
46-41 - Phoenix
46-42 - F.I. mod. D
46-43 - W.A.C.
46-44 - Union
46-45 - Auto Mag Pistol (AMP) mod. 180
Turchia - Revolver
15-1 - Smith & Wesson 1879 della Turchia

Turchia - Pistole
47-1 - Kirikkale

Finlandia - Pistole
48-1 - L-35 Valtions Kivritedhas (VKT)

Francia - Revolver
16-1 - Le Mat
16-2 - Perrin
16-3 - Devisme
16-4 - Galand 1870
16-5 - Galand & Sommerville, Inghilterra 1869
16-6 - Revolver ad 8 colpi tipo Galand
16-7 - Revolver d'ordinanza, 1870
16-8 - Chamelot-Delvigne, 1872
16-9 - Saint Etienne, 1873
16-10 - Saint Etienne versione civile
16-11 - Lebel
16-12 - Lebel 1892
16-13 - L'Agent - tipo Nagant
16-14 - Manurhin MP-73

Francia - Pistole
Francia
49-1 - Bernardon-Martin
49-2 - Bernardon-Martin
49-3 - Le Steph
49-4 - 5 - Le Franais
49-6 - Le Franais, 1929
49-7 - Le Franais, 1926
49-8 - Le Franais 1926
49-9 - Le Franais Policeman
49-10 - MAS 1925 No. 1
49-11 - MAS 1932 Type A No. 4
49-12 - MAS 34, 1940
49-13 - MAS 35 S, 1941
49-14 - MAS 50, 1950-53
49-15 - MAB mod. R
49-16 - MAB mod. C o Cavalier
49-17 - MAB mod. D
49-18 - MAB mod. E
49-19 - MAB mod. R
49-20 - MAB mod. PA-8
49-21 - MAB PA-15
49-22 - Unique Kriegsmodell
49-23 - Unique L
49-24 - Unique R
49-25 - Unique C-2
49-26 - Unique D-1
49-27 - Unique D-2
49-28 - Unique Bcf-66
49-29 - Unique Mikros mod. 5 o K,
49-30 - Audax
49-31 - Ver-Car
49-32 - Gallia
49-33 - EBAC
49-34 - Kitu
49-35 - MAB mod. A o Defender
49-36 - Le
49-37 - SA
49-38 - Le Sans Pareil
49-39 - Triomphe
49-40 - Unique mod. 10
49-41 - Union
49-42 - HV
49-43 - Lepco o Helepco
49-44 - Unique mod. 10
49-45 - Unique
49-46 - Union
49-47 - Audax
49-48 - Unique mod. 18
49-49- Ver-Car
49-50 - Union France
49-51 - Manurhin PP
49-52 - Manurhin PPK
49-53 - Mikros

Cecoslovacchia - Revolver
17-1 - Z Revolver 590 "Grand" (fabbrica di Brno o Brnn)
17-2 - Revolver d'ordinanza mod. 1872 e 1872/78

Cecoslovacchia - Pistole
50-1 - Praga
50-2 - Praga
50-3 - Fox
50-4 - CZ
50-5 - Pistol
50-6 - CZ 1924
50-7 - CZ 1924
50-8 - CZ mod. 27
50-9 - Little Tom
50-10 - CZ 1936
50-11 - CZ 1938
50-12 - PZK
50-13 - Ydeal
50-14 - Slavia
50-15 - CSZ
50-16 - Duo
50-17 - Jaga
50-18 - Mars
50-19 - Mars
50-20 - Mars
50-21 - Zbrojovka Plzen
50-22 - Perla
50-23 - CZ 523
50-24 - CZ 1950
50-25 - CZ 1945
50-26 - Duo
50-27 - Pistola Z
50-28 - CZ 70
50-29 - CZ 75

Cile- Pistole
51-1 - FAMAE

Svizzera - Revolver
18-2 - Galand-Schmidt, 1878
18-3 - Galand-Schmidt 1892
18-4 - Ordinanza mod. 29 (82/29)

Svizzera - Pistole
52-1 - Arquebusier.r.
52-2 - Arquebusier
52-3 - Chylewski
52-4 - Steyr-Solothurn
52-5 - Parabellum Luger mod. 06/29
52-6 - SIG SP 44/16
52-7 - SIG 47/8 o P 210
52-8 - SIG-Sauer P 220
52-9 - SIG-Sauer P 225
52-10 - SIG Sauer P 230

Svezia - Revolver
19-1 - Nagant 1887 (russa)
Svezia - Pistole
53-1 - Hamilton mod. 1901
53-2 - M/07
53-3 - M/1940

Iugoslavia - Pistole
54-1 - Mod. 1931
54-2 - Mod. 57

Giappone - Revolver
20-1 - Ordinanza 1926
20-2 - New Nambu

Giappone - Pistole
55-1 - Hino
55-2 - Nambu 1903
55-3 - Nambu mod. B (baby
55-4 - Taisho anno 14
55-5 - Nambu mod. 94
55-6 - New Nambu mod. 57
55-7 - New Nambu, mod. 57A
55-8 - New Nambu, mod 57B, cal, 7,65
55-9 - Iato (?), cal. 7,65

Vari di produzione artigianale - Revolver


21-1 - Revolver a spillo tipo Lefaucheux
21-2 - Revolver a spillo tipo Lefaucheux
21-3 - Revolver a spillo tipo Lefaucheux
21-4 - Revolver a spillo tipo Lefaucheux
21-5 - Revolver a spillo tipo Lefaucheux
21-6 - Revolver a spillo tipo Lefaucheux
21-7 - Revolver a spillo tipo Lefaucheux
21-9 - Revolver a spillo tipo Lefaucheux
21-10 - Revolver a spillo tipo Lefaucheux
21-11 - Revolver a spillo tipo Lefaucheux
21-12 - Revolver a spillo tipo Lefaucheux
21-13 - Revolver a spillo tipo Lefaucheux
21-15 - Revolver a spillo tipo Lefaucheux
21-16 - Revolver a spillo tipo Lefaucheux
21-17 - Revolver a spillo tipo Lefaucheux
21-18 - Revolver a spillo tipo Lefaucheux
21-19 - Revolver a spillo tipo Lefaucheux
21-20 - Revolver a spillo tipo Lefaucheux
21-22 - Revolver a spillo tipo Lefaucheux
21-23 - Revolver a spillo tipo Lefaucheux
21-24 - Revolver a spillo tipo Lefaucheux
21-25 - Revolver a spillo tipo Lefaucheux
21-26 - Revolver a spillo tipo Lefaucheux
21-28 - Revolver a spillo tipo Lefaucheux

Tipo Bulldog - Revolver


21-1 - Revolver tipo Bulldog
22-2 - Revolver tipo Bulldog
22-3 - Revolver tipo Bulldog
22-4 - Revolver tipo Bulldog
22-5 - Revolver tipo Bulldog
22-6 - Revolver tipo Bulldog
22-7 - Revolver tipo Bulldog
22-8 - Revolver tipo Bulldog
22-9 - Revolver tipo Bulldog
22-10 - Revolver tipo Bulldog
22-11 - Revolver tipo Bulldog
22-12 - Revolver tipo Bulldog
22-13 - Revolver tipo Bulldog
22-14 - Revolver tipo Bulldog
22-17 - Revolver tipo Bulldog
22-18 - Revolver tipo Bulldog
22-19 - Revolver tipo Bulldog
22-20 - Revolver tipo Bulldog
22-21 - Revolver tipo Bulldog
22-22 - Revolver tipo Bulldog
22-23 - Revolver tipo Bulldog
22-24 - Revolver tipo Bulldog
22-25 - Revolver tipo Bulldog
22-26 - Revolver tipo Bulldog
22-27 - Revolver tipo Bulldog
22-28 - Revolver tipo Bulldog
22-29 - Revolver tipo Bulldog
22-30 - Revolver tipo Bulldog
22-31 - Revolver tipo Bulldog
22-32 - Revolver tipo Bulldog
22-33 - Revolver tipo Bulldog
22-34 - Revolver tipo Bulldog
22-35 - Revolver tipo Bulldog
22-36 - Revolver tipo Bulldog
22-37 - Revolver tipo Bulldog
22-38 - Revolver tipo Bulldog
22-39 - Revolver tipo Bulldog
22-40 - Revolver tipo Bulldog
22-41 - Revolver tipo Bulldog
22-42 - Revolver tipo Bulldog
22-43 - Revolver tipo Bulldog
22-44 - Revolver tipo Bulldog
22-45 - Revolver tipo Bulldog
22-46 - Revolver tipo Bulldog
22-47 - Revolver tipo Bulldog
22-48 - Revolver tipo Bulldog
22-49 - Revolver tipo Bulldog
22-50 - Revolver tipo Bulldog
22-51 - Revolver tipo Bulldog
22-52 - Revolver tipo Bulldog
22-53 - Revolver tipo Bulldog
22-54 - Revolver tipo Bulldog
22-55 - Revolver tipo Bulldog
22-56 - Revolver tipo Bulldog
22-57 - Revolver tipo Bulldog
22-58 - Revolver tipo Bulldog
22-59 - Revolver tipo Bulldog
22-60 - Revolver tipo Bulldog
22-61 - Revolver tipo Bulldog
22-62 - Revolver tipo Bulldog
22-63 - Revolver tipo Bulldog
22-64 - Revolver tipo Bulldog
22-65 - Revolver tipo Bulldog
22-66 - Revolver tipo Bulldog
22-67 - Revolver tipo Bulldog
23-1 - Revolver tipo Bulldog
23-2 - Revolver tipo Bulldog
23-3 - Revolver tipo Bulldog
23-4 - Revolver tipo Bulldog
23-5 - Revolver tipo Bulldog
23-6 - Revolver tipo Bulldog
23-7 - Revolver tipo Bulldog
23-8 - Revolver tipo Bulldog
23-9 - Revolver tipo Bulldog
23-10 - Revolver tipo Bulldog
23-11 - Revolver tipo Bulldog
23-12 - Revolver tipo Bulldog
23-13 - Revolver tipo Bulldog

Tipo Velodog - Revolver


23-14 - Revolver tipo Velodog
23-15 - Revolver tipo Velodog
23-16 - Revolver tipo Velodog
23-17 - Revolver tipo Velodog
23-18 - Revolver tipo Velodog
23-19 - Revolver tipo Velodog
23-20 - Revolver tipo Velodog
23-21 - Revolver tipo Velodog
23-22 - Revolver tipo Velodog
23-24 - Revolver tipo Velodog
23-25 - Revolver tipo Velodog
23-26 - Revolver tipo Velodog
23-27 - Revolver tipo Velodog
23-28 - Revolver tipo Velodog

Imitazioni S & W - Revolver


24-1 - Imitazioni Smith & Wesson
24-2 - Imitazioni Smith & Wesson
24-3 - Imitazioni Smith & Wesson
24-4 - Imitazioni Smith & Wesson
24-5 - Imitazioni Smith & Wesson
24-6 - Imitazioni Smith & Wesson
24-7 - Imitazioni Smith & Wesson
24-8 - Imitazioni Smith & Wesson
24-9 - Imitazioni Smith & Wesson
24-20 - Imitazioni Smith & Wesson
24-12 - Imitazioni Smith & Wesson
24-13 - Imitazioni Smith & Wesson
24-14 - Imitazioni Smith & Wesson
24-15 - Imitazioni Smith & Wesson
24-16 - Imitazioni Smith & Wesson
24-17 - Imitazioni Smith & Wesson
24-18 - Imitazioni Smith & Wesson
24-19 - Imitazioni Smith & Wesson
24-20 - Imitazioni Smith & Wesson
24-21 - Imitazioni Smith & Wesson
24-22 - Imitazioni Smith & Wesson

Vari
25-1 - Vari - Revolver
25-2 - Vari
25-3 - Vari
25-4 - Vari
25-6 - Vari
25-7 - Vari
25-8 - Vari
25-9 - Vari
25-11 - Vari
25-12 - Vari
25-13 - Vari
25-14 - Vari
25-16 - Vari
25-17 - Vari
25-18 - Vari
25-19 - Vari
25-20 - Vari
25-22 - Vari
25-23 - Vari
25-24 - Vari
25-25 - Vari
25-26 - Vari
25-27 - Vari
25-28 - Vari
25-29 - Vari
25-30 - Vari

Sconosciute - Pistole
56-1 a 19 - Pistole sconosciute
Pistola semiautomatica

1 - Mirino; 2 - Carrello; 3 - Fermo della leva di scatto; 4 - Tacca di mira; 5 - Estrattore; 6 - Percussore; 7 -
Ritegno del caricatore; 8 - Cane; 9 - Portamolla e molla cinetica del cane; 10 - Fusto o telaio; 11 - Caricatore; 12 -
Molla della leva di scatto; 13 - Guancetta; 14 - Chiavistello di bloccaggio; 15 - Chiavistello di bloccaggio del
carrello; 16 - Grilletto; 17 - Leva del grilletto; 18 - Ponticello o guardamano del grilletto; 19 - Espulsore; 20 -
Leva di scatto; 21 - Piastra del percussore; 22 - Stanghetta di scatto; 23 - Canna; 24 - Guidamolla; 25 - Molla di
recupero; 26 - Molla del chiavistello di bloccaggio.
Rivoltella

1 - Mirino; 2 - Canna; 3 - Asse del tamburo; 4 - Molla di richiamo dell'estrattore; 5 - Tamburo; 6 - Estrattore; 7 -
Piastra di chiusura; 8 - Molla della chiusura ; 9 - Guancetta; 10 - Leva di chiusura; 11 - Telaio; 12 - Anello per
cordellina; 13 - Grilletto; 14 - Molla del grilletto; 15 - Stanghetta 16 - Guancetta; 17 - Vite di fissaggio delle
guacette; 18 - Cartella laterale; 19 - Cane; 20 - Coda elastica del cane; 21 - Percussore; 22 - Leva dell'eccentrico;
23 - Chiavistello di fermo del tamburo; 24 - Ponticello o guardamano; 25 - Perno dello snodo; 26 - Leva
dell'estrattore
LA PISTOLA A ROTAZIONE NAGANT M 1895

Questa pagina dedicata alla pistola a rotazione d'ordinanza russa (e poi sovietica)
agant modello 1895.Non intendiamo esaurire l'argomento, di farne la storia, o di
affrontare problemi tecnici, ma solo di offrire la descrizione di un esemplare,
osservato nelle sue caratteristiche peculiari, nei marchi e nei punzoni. Ovviamente
alcuni particolari tra quelli qui trattati, i cenni alla particolare soluzione meccanica, e
alcuni tra i marchi, sono generalizzabili. L'appassionato trover forse interessante
l'ampio corredo di immagini, anche se ci influir, evidentemente, sulla velocit di
accesso, ma, si sa, Internet non un giornale n si sfoglia con la stessa velocit delle
pagine di una rivista.

Due parole sulla storia

Come molti sanno i fratelli Emilio e Leone Nagant, attivi a Liegi, progettarono
revolver che furono adottati dagli eserciti e dalle polizie di molti paesi: Belgio,
Norvegia, Svezia, Argentina, Brasile. Nel 1892 Leon brevett un meccanismo che
permetteva di ovviare, in un revolver, alla soluzione di continuit tra la camera di
scoppio (nel tamburo) e la canna. Il tamburo, dopo la rotazione, avanzava, fino a far
entrare il colletto del bossolo (in cui la pallottola era completamente contenuta) nella
canna stessa per 1,7 mm.. All'atto dello sparo la fuoriuscita della pallottola prima e la
pressione poi facevano aderire il colletto del bossolo alla parte interna della canna,
garantendo la tenuta dei gas. Un simile principio era gi stato proposto e
sperimentato da Witton & Daw, da Coller, da Lang e da altri, ma i f.lli Nagant
Vedremo in seguito i dettagli.

La Russia decise di adottare il sistema Nagant e fu prodotto il modello 1895,


dapprima nelle fabbriche Nagant di Liegi e poi, dal 1898, nella fabbrica d'armi
imperiale di Tula (Mosca); le armi fabbricate nell'arsenale di Izhvesk a partire dal
1943 (ma secondo certi testi dal 1939) sono caratterizzate dal marchio recante una
freccia all'interno di un triangolo. Dopo il 43-44 il marchio diventa un triangolo
iscritto in un cerchio

In alcuni vecchi testi l'arma denominata ""Revolver da tre linee" poich il suo
calibro di 7,62 mm. corrisponde a tre "linee", vecchia misura russa pari a 2,54 mm.
L'arma fu prodotta a Tula dal 1895 al 1950, dapprima solo ad azione singola
(armamento manuale del cane), poi in entrambe le versioni (azione singola e azione
doppia) e successivamente solo in doppia azione (l'armamento del cane pu essere
effettuato anche con la sola pressione del grilletto). Vi furono anche una versione
spagnola prodotta dalla ditta F. Arizmendi & Goeneaga, una versione polacca, dal
1930 al 1935 e una greca (ordinanza 1912, prodtta negli USA) mentre Nagant
sovietiche di preda bellica furono utilizzate anche in Finlandia.

L'arma qui presentata una 1895 d'ordinanza russa, fabbricata a Tula nel 1912.

L'arma da lato sinistro:


..e dal lato destro:

Dati tecnici:

lunghezza 230 mm.

lunghezza canna 114 mm.

peso 0.750 Kg.

camere del tamburo 7

rigature 4, destrorse

La meccanica:
1 = leva di rotazione (e
avanzamento) del tamburo,
2 = camma di avanzamento del
blocchetto spingibossolo,
3 = blocchetto spingibossolo.
Alla pressione del grilletto (e/o
all'armamento del cane) la leva 1,
dopo aver fatto ruotare il tamburo
lo spinge in avanti per un tratto non
sufficiente a inserire il colletto del
bossolo nella canna; questa
operazione compiuta invece dal
blocchetto spingibossolo 3, che viene
fatto avanzare, con un piano
inclinato, dall'elevazione della
camma 2, di cui si vede, a cane
armato, solo la parte inferiore.
Che l'avanzamento del cane sia
dovuto a due diverse azioni
confermato dal fatto che esso risulta
minore a tamburo scarico, potendosi
notare come il blocchetto
spingibossolo, a cane armato, non
aderisce al tamburo quando in esso
non vi una cartuccia in
corrispondenza della canna.

La cartuccia (produzione Fiocchi)


Dati tecnici sulla cartuccia (fonte: Fiocchi)

Tipo palla camiciata Peso in grani 98

VELOCITA' (m/s) ENERGIA (j) CADUTA (cm)

volata a 25 m. volata a 25 m. a 25 m.

330 300 345 285 - 30

Nella seguente tabella sar possibile confrontare le caratteristiche del 7.62 Nagant
con quelle delle principali cartucce d'ordinanza per revolver pi o meno coeve. I dati,
di fonte Fiocchi, sono riferiti a quella produzione.

NOME TIPO PESO V0 V25 E0 E25 ord. 25

7.62 Nagant -Fiocchi FMJ 98 330 300 345 285 -30

7.5 ord. svizzera FMJ 107 320 295 354 301 -30

10.4 ord. italiana FMJ 177 280 265 449 402 -40

8 Gasser FMJ 126 275 250 308 225 -45

8 Lebel FMJ 111 270 245 262 215 -45

32 S&W lungo FMJ 97 265 240 220 181 -45

455 Webley MK II LRN 262 260 245 573 509 -45

44 S&W Russian LRN 247 250 235 500 442 -50

32 S&W corto FMJ 85 220 200 133 110 -70


Il principio della tenuta di gas nel dettaglio

1 = canna, 2 = tamburo, 3 = bossolo, 4 = pallottola

Il sistema brevettato da Leon Nagant nel 1892, all'armamento del cane, fa avanzare il
tamburo, e il colletto del bossolo si inserisce nella canna.
Allo sparo la pallottola, avanzando, allarga il colletto del bossolo, facendolo aderire
alla parete interna della canna.

Finch la pallottola non lascia la volata la pressione dei gas mantiene l'aderenza del
colletto del bossolo alla parete della canna.

Quando la pressione nella canna ritorna al valore atmosferico la molla del tamburo lo
riporta in posizione arretrata, permettendo cos una successiva rotazione e la
ripetizione del ciclo. Il bossolo rimane ovviamente deformato e privo di colletto
Lo sportellino di caricamento Abadie
Tino Berger
Questo scritto opera dell'esperto svizzero di storia delle armi Tino Berger, che ha
gi pubblicato alcuni studi su riviste importati tra cui Diana Armi. Cura
pubblicazioni per l'associazione NWG (Nordwestschweizerische
Waffensammlergesellschaft, Collezionisti d'armi del nord est della Svizzera). Lo
pubblico con il suo consenso trattandosi di materiale molto interessante e
importante per chi voglia studiare e conoscerte il revolver d'ordinanza italiano Mod.
1889.
L'originale scritto in lingua tedesca ed ho provveduto io a tradurlo, senza troppe
pretese di perfezione linguistica, trattandosi d'un testo molto ampio.

Tra le innumerevoli invenzioni che vennero ideate nel secolo scorso in relazione alle
rivoltelle, merita un'attenzione speciale lo sportellino di caricamento Abadie.
Lo sportellino Abadie fu uno dei mezzi pi adatti per semplificare e rendere pi sicuro e
pi rapido il caricamento delle cartucce e l'espulsione dei bossoli nelle rivoltelle a
castello chiuso senza tamburo a ribaltamento.
Siccome purtroppo non sono stato in grado di trovare nel corso della preparazione per
questarticolo le risposte a tutte le domande ancora irrisolte circa la persona dAbadie e
le circostanze della sua invenzione (brevetti, protezioni industriali ecc.), questo riassunto
si limita genericamente alla descrizione dei tipi dello sportellino Abadie pi conosciuti e
pi frequentemente impiegati e di altri congegni basati sullo stesso principio.
Lautore sar lieto di ricevere indicazioni che aiutino a completare il mosaico ABADIE
qui esposto.

Rimandi nella letteratura


Nella letteratura moderna sulle armi, come gi detto, non si trovano molte informazioni
su Abadie.
Secondo leccellente opera di Rolf H. Mller Geschichte und Technik der europischen
Militrrevolver" (1982) G. Abadie sarebbe stato un ingegnere francese inventore di un
svincolo del cane che porta il suo nome e questinvenzione sarebbe stata venduta alla
fabbrica darmi J. Dechorin Fils" a St. tienne (Francia) senza che questa ne
riconoscesse il valore. L'invenzione dAbadie venne infatti ceduta alla fabbrica d'armi
Louis Soleil" a Liegi (Belgio) nell'anno 1878.
Eugen Heer nel suo libro Geschichte und Entwicklung der Militrhandfeuerwaffen in
der Schweiz von 1800 bis zur Gegenwart" (1971) cita una relazione del maggio 1878 di
Rudolf Schmidt dove era menzionato un Signor Decharin che a lui (a Schmidt) avrebbe
mostrato un svincolo del cane sistema Abadie.
Rudolf Schmidt stesso nel suo libro Die Handfeuerwaffen, ihre Entstehung und
technisch-historische Entwicklung bis zur Gegenwart" (1878) menziona uno specifico
miglioraramento per rivoltelle (Abadie) di J. Dechorin fils in St. tienne...".
(Nota l'ortografia differente del cognome Decharin" o Dechorin" da R.H. Mller, E.
Heer e R. Schmidt!)
In Pistols of the World" (1982) di Ian V. Hogg e John Weeks si pu leggere che Abadie
sarebbe stato un armaiolo belga titolare di un originario brevetto per un sistema che si
trovava abitualmente nelle rivoltelle belghe nelle quali l'asta d'espulsione era inserita
nell'albero cavo del tamburo da cui doveva essere estratta e ribaltata per procedere alla
espulsione dei bossoli, uno ad uno. Per il suo nome sarebbe legato ad uno sportellino di
sicurezza chi si trova in numerose rivoltelle d'ordinanza europee dal 1870 fino il 1900.
Il Der neue Stckel" (1978) dEugen Heer spiega sotto il nome Abadie: ABADIE
(ABADY), Liegi (B), ca. 1860-80. Costruttore + Fabricant". Partecipava in modo
decisivo allo sviluppo delle rivoltelle. Inventava uno svincolo del cane mediante lo
sportellino di carcamento. Esportava armi nel Portogallo. Q40; Q54".
Q40 significa che le informazioni erano del Quatre sicles d'armurerie ligoise" di
Claude Gaier e Q54 indica come fonte dellinformazione la Geschichte und
Entwicklung der Militrhandfeuerwaffen in der Schweiz" di (che buffo!) Eugen Heer...
Il cognome DECHORIN (od ortografie similare) non si trova nel Der neue Stckel"
dEugen Heer.
(Nel Dictionary of Guns and Gunmakers" (2001) di John Walter menzionato
Dechorin frres" elencato come distributore ed agente per armi e munizioni in rue des
Jardins 29, Saint-tienne, Francia nel1879 .)
In un articolo sulle rivoltelle d'ordinanza portoghesi (v. DIANA-ARMI 12/1992) opina
Luciano Salvatici che dAbadie sia un armaiolo francese che abbia lavorato a Beaumont
de Lomagne e si sia trasferito pi tardi a Belgio; ecco perch tanti autori lo considerano
come belga.
John Walter, un autore d'altronde noto come serio , scrive nel suo Dictionary of Guns
and Gunmakers" (2001) come Abadie sia stato evidentemente un armaiolo di Liegi -
probabilmente impiegato dei fratelli Nagant - e come il suo brevettato 1874 si possa
trovare su qualche rivoltella Nagant fabbricata tra 1878 e 1890. J. Walter richiama
lattenzione sul fatto che Abadie sia spesso falsamente identificato come ufficiale
portoghese perch il sistema Abadie" si trova - a parte il modello serbo (!) - sulle armi
portoghesi
In una brossura della ditta S. J. & D. (Simonis, Janssen und Dumoulin Frres) che
sfruttava i brevetti di Georges Abadie si legge: Le modle du revolver de guerre qui
nous a paru runir la plus grande somme des qualits spciales exiges pour ce genre
d'armes est celui de l'ingnieur franais Abadie."
In questa brossura non si lodano solamente le rivoltelle fabbricate da questa ditta, ma
sono anche intonate lodi all'industria armiera di Liegi. Dato questo orgoglio pare molto
credibile che G. Abadie non fosse belga ma francese, il che probabilmente non faceva
proprio piacere ai signori S. J. & D
Naturalmente il nome Abadie" menzionato in ogni libro su armi senza per che si
possa trovare informazioni ulteriori.
Una ricerca fatta nell'estate 1994 al Mueseu Militar de Lisboa" su Abadie" da parte de
sottodirettore, colonnello Alfeu Raul Maia da Silva Forte, ha portato alla interessante
informazione: che inizialmente Abadie" si scrivesse con due b", cio Abbadie".
Inoltre il mio informatore del museo dell' esercito di Lisbona mi comunicava di aver
trovato dal 1810-1897 un francese di nome Antoine Thompson dAbbadie, membro
dellaccademia delle scienze, il quale fece unesplorazione nellEtiopia e ne scrisse
unopera Geodesia da Alta Etipia" (Paris 1873); poco probabile che si tratti della
stessa persona ma potrebbe avere avuto qualche connessione col nostro" signor Abadie,
Abady o Abbadie.

Principio di funzionamento e scopo


Con lo sportellino Abadie - anche chiamato sicurezza Abadie", modificazione
Abadie", svincolo del cane Abadie" ecc. si ottiene che con il cane abbattuto e con lo
sportellino aperto, quando si arretra il grilletto ruota solo il tamburo di una camera senza
che si armi il cane e senza che si spari un colpo.
Lo sportellino Abadie consiste di uno sportellino che si pu aprire tirandolo all'indietro
per liberare le camere del tamburo per il caricamento o per lo scaricamento. Questo per
non qualcosa di speciale: anche altri tipi degli sportelli adempiono questo compito (per
esempio i portellini" ribaltabili verso l'alto delle rivoltelle Lefaucheaux , gli sportellini
ruotanti di lato ed in basso nelle Nagant ed altre rivoltelle belghe, tedesche ed inglesi,
come nei Reichsrevolver" o nei Webley RIC" e nei modelli Bulldog" per citare
solamente i tipi pi conosciuti del genere o sportelli che si aprono all'indietro come gli
sportelli Abadie, come ad esempio quelli delle rivoltelle sistema Chamelot-Delvigne
adottate negli eserciti della Svizzera, Francia e Italia come armi d'ordinanza).
La particolarit dello sportellino Abadie che se esso aperto ed il cane abbattuto o
nella sua posizione di mezza monta, l'appendice del cane viene spinta indietro cosicch
al tirare sul grilletto il cane non viene armato, ma solo il tamburo ruota di una camera
cosicch non deve - per essere caricato o scaricato - venire ruotato a mano ma mediante
l'ulteriore pressione sul grilletto. Questo lavoro" consuma meno energia che nel tiro in
doppia azione, perch viene meno l'armamento del cane.
Lo scopo essenziale dello sportellino Abadie il caricamento e lo scaricamento rapido,
sicuro e comodo mediante la sola pressione sul grilletto a sportellino aperto cosicch il
tamburo ruota di una camera finch quella coincide esattamente con l'astina
despulsione.
Il fatto che quando si aziona il grilletto, ruota solo il tamburo ma il cane non viene
armato, ottenuto in quanto un piolo o appendice dello sportellino spinge l'appendice
fuori dello spazio d'azione del dente (o dente del noce) del grilletto. A seconda della
forma e della posizione di quella camma lo sportellino Abadie pu effettuare anche altre
funzioni ed avere altri effetti, oltre quello del svincolo del cane.

Funzioni secondarie

Oltre alle denominazioni come svincolatore Abadie", modificazione Abadie",


sconnettore Abadie", svincolo Abadie" ecc. questo geniale dispositivo Abadie anche
chiamato sicurezza Abadie" perch pu funzionare, con lo sportellino aperto, come
sicurezza.
Col cane armato e con lo sportellino aperto la trazione sul grilletto pu provocare le
reazioni seguenti:

1) Non succede niente: il cane rimane armato


2) Il cane si abbatte e rimane bloccato in mezza via (circa in posizione half
cock")
3) Il cane si abbatte, ma non completamente e si blocca circa nella posizione di
mezza monta o di sicurezza (safety position")
4) Il cane si abbatte completamente cos che si spara un colpo.
Nell'ultimo caso cio nella quarta situazione, chiaro che il disconnettore Abadie pu
essere considerato come una sicurezza affidabile solo con cautela (sicurezza Abadie)
perch non tanta sicura ma spesso molto poco affidabile
Si pu supporre che la prima situazione menzionata sopra fosse la pi vicina alle
intenzioni di G. Abadie . Infatti la prima rivoltella fabbricata in serie che adottava la
modificazione Abadie" - cio il modello portoghese 1878, come anche il modello
successivo, il modello 1886 - portano il nome dAbadie. Il dispositivo Abadie
funzionava in entrambe rivoltelle nel modo primo menzionato: con lo sportellino aperto
rimane il cane armato quando premuto il grilletto e funziona come una vera sicurezza.
Questa sicurezza" del cane armato si ottiene in quanto il piolo o la camma che preme
l'appendice del cane all'indietro e fuori del raggio d'azione della leva di scatto, preme
contemporaneamente anche questa leva cos che il grilletto non pu essere mosso e il
cane non pu sparare.
Con camme o perni troppo sottili che consentono di muovere il grilletto, lo sportello non
pu funzionare come una sicurezza affidabile, ma pu solamente fermare il cane, in
modo pi o meno sicuro in una posizione in cui la spina del cane non pu arrivare alla
capsula della cartuccia.

Primo modello con sportellino Abadie


menzionata in Les revolvers et les fusils Nagant" (1982) di Claude Feys e Ren
Smeets una rivoltella del museo delle armi a Liegi che pare fosse fabbricata nel 1874
dall'armaiolo Abadie di Liegi.
Probabilmente si tratta dellarma cui si riferisce il brevetto presumibilmente concesso al
signor Abadie nel 1874.
Purtroppo non sono a disposizione spiegazioni ed immagini di questarma.

Prime prove con gli sportelli Abadie


A parte quanto scritto nella Section technique dartillerie" in Francia (v. paragrafo
Rivoltelle sperimentale francesi prima di 1992") il primo che riconobbe i vantaggi dello
sportellino Abadie (e del meccanismo a rimbalzo Warnant) fu lo svizzero Rudolf
Schmidt, direttore della fabbrica darmi a Berna. Nel 1876 furono prodotte rivoltelle
sperimentali con questo sistema.

Rivoltella sperimentale 1876 di Schmidt con leva di smontaggio e sportellino Abadie


(M)
Schizzi da Atlas zu Schmidt, Handfeuerwaffen"
(1878) della rivoltella sperimentale 1877 (Sc)
La pistola semiautomatica Sunngard

La pistola semiautomatica Sunngard, brevetto tedesco del 1909, stata creata da Harald
Sunngard e propagandata ed offerta a pi eserciti come pistola da 50 colpi. Secondo il
costruttore era un'arma ideale da combattimento perch bastava invogliare l'avversario a
sparare i suoi 7 od 8 colpi di pistola da lontano, per trovarselo poi davanti disarmato ed
esposto ai propri 40 colpi residui! L'elevata capacit ottenuta con due caricatori
affiancati entro l'impugnatura (con possibilit di usare caricatori allungati di capacit
quasi doppia) e dall'impiego di cartucce di dimensioni ridotte.

L'arma era con chiusura a massa. La canna si fissava al castello con due ramponi; la
molla di recupero era infilata sulla canna, su cui si infilava il carrello; una ghiera
anteriore, avvitata al tubo copricanna del carrello, bloccava il tutto.

L'arma venne prodotta in pochi esemplari da sottoporre ai vari eserciti ed in due calibri.Il
calibro 8 Sunngard e il cal. 6,35 Sunngard (prodotto dalla Eley), aventi i seguenti dati
approssimativi.

Cal. 8 Cal. 6,35


Peso totale 4,366 gr 3,93 gr
Peso del proiettile 1,88 gr 1,85 gr
Peso del bossolo 2,18 gr 1,81 gr
Peso della polvere 0,297 gr 0,27 gr
Lunghezza totale 23 mm 22,5 mm
Lunghezza del bossolo 19 mm 18,2 mm
Diametro del proiettile 8 mm 6,35 mm

I proiettili avevano punta appiattita e una velocit iniziale di circa 600 ms.

L'arma non ebbe successo, probabilmente perch i militari ritenevano il proiettile troppo
piccolo.
1-1 - Gasser mod. 1870, cal. 11
1-2 - Gasser mod. 1870/1874, cal.11
1-3 - Gasser mod. montenegrino, cal. 11
1-4 - Gasser-Kropatschek mod. 1870 per ufficiali, cal. 9
1-6 - Gasser mod. 1880 o montenegrino, cal. 11,3
1-7 - Gasser di produzione belga
1-8 - Gasser basculante di produzione belga
1-9 - Gasser gendarmerie, cal 9, DA
1-10 - Gasser per polizia, cal.9
1-11 - Rast Gasser ordinanza 1898, cal. 8, DA
1-12 - Eigner & Co., Vienna, ca. 7,2, SA
2-1 - Mariette, cal. 8, SA
2-5 - Francotte, Auguste Francotte, Liegi, cal. 7,5 o 7.62 Nagant o 8 Lebel, DA
2-2 - Francotte, csl. 557
2-3 - Francotte cal. 450
2-4 - Francotte, cal. 7,65
2-6 - Warnant, L. & J. Warnant Frres, Hogne cal. 9 e 11 mm
2-7 - Warnant, cal. 9 e 11
2-8 - Warnant
2-9 - Warnant
2-10 - Pieper o Bayard, Liegi, cal. 7,62 Nagant
2-11 - Pieper o Bayard, cal. 7,62 Nagant
2-12 - Perfectionne, Pieper, Liegi, cal. 8 Lebel
2-13 - Pieper o Bayard, cal. 8
2-14 - Pieper o Bayard cal. 32 o 38
2-15 - Nagant 1887. Liegi, cal. 7,5
2-16 - Nagant 1887
2-17 - Nagant 1895, cal. 7,62 Nagant
2-18 - Nagant 1910, cal. 7,62 Nagant
2-19 - sistema Nagant (di Lepage)
2-20 - sistema Nagant (di Pieper)
2-21 - sistema Nagant (di Francotte)
2-22 - Gerard mod. brasiliano prodotta da Lepage, cal. 380
2-23 - Galand C. E.,1872, cal. 11 mm Perrin
2-24 - Galand, Paris, 1868(?) (precede il Galand & Sommerville del 1869)
2-25 - HDH, Henrion, Dassy & Heuschen, Liegi (imitazione Colt), ca. 32 o 38
2-26 - Pryse, prodotta da A. Francotte per l'Inghilterra, 1870, cal.450
2-27 - Gilion N., Liegi, cal. 11
2-28 - Levaux D. D., Liegi, cal. 32
2-29 - Levaux D. D., cal. 38
2-30 - Copia belga del revolver Saint-tienne, Chamelot-Delvigne
2-31 - Copia belga del revolver Saint-tienne
2-32 - Chamelot - Delvigne
2-33 - Rong & Fils, Liegi, 6,35 auto
2-34 - Deville B.
2-35 - Spirlet 1869, cal. 11,5
2-36 - Mercenier, cal. 380
2-37 - H.D.H. (o Charles F. Galand?) model Le Novo
2-38 - H.D.H. model Le Novo
3-1 - Taurus Pocket model, cal. 48 sp.
3-2 - Taurus mod. 74, cal. 32 S& W 3-3 - Taurus mod. 82, cal. 38 sp.
3-4 - Rossi
3-5 - Rossi

4-1 - John Calvert, Imitazione Smith & Wesson, Leeds, 1863, cal. 30
4-2 - Tranter, Birmingham, cal. 320
4-3 - Tranter, cal 450
4-4 - Tranter, cal. 380
4-5 - Tranter army model 1878, cal. 450
4-6 - Adams army model, 1867, ca. 450
4-7 - Adams army model 1872, cal. 450 Boxer
4-8 - Thomas ,tipo, Tipping & Lawden, Birmingham, cal. 450
4-9 - Webley 1865, copia S & W
4-10 - Webley, 1865
4-11 - Webley 1866, Boxer o Bulldog, cal. 577 Boxer
4-12 - Webley RIC (Royal Irish Constabulary), 1867, cal. 442 Boxer
4-13 - Webley RIC
4-14 - Webley RIC, mod. 2, cal. 450
4-15 - Webley mod. II
4-16 - Webley n. 2, 1878, The British Bulldog
4-17 - Webley n. 5 Express, vari calibri
4-18 - Webley Frontier
4-19 - Webley- Pryse
4-20 - Webley-Pryse
4-21 - Webley-Green, target model 1892
4-22 - Webley-Green army model 1879
4-23 - Webley Kaufmann army model
4-24 - Webley-Wilkinson
4-25 - Webley Mark I, 1894
4-26 - Webley Mark II
4-27 - Webley Mark III, 1897
4-28 - Webley Mark III
4-29 - Webley Mark IV, 1899 (calcio anche a becco)
4-30 - Webley Mark IV 4-31 - Webley Mark IV
4-32 - Webley Mark IV 4-35 - Webley Mark V, 1913
4-33 - Webley Mark IV 4-36 - Webley Mark VI, 1915
4-34 - Webley Mark IV 4-37 - Webley Pocket, 1897
4-32 - Webley Mark IV 4-35 - Webley Mark V, 1913
4-33 - Webley Mark IV 4-36 - Webley Mark VI, 1915
4-34 - Webley Mark IV 4-37 - Webley Pocket, 1897
4-44 - Excelsior
5-1 - Mod. 1873 e 1874 copia di S & W, cal. .442 (10,75) per la Sassonia
5-2 - Mauser 1 mod. Zickzack, Mod. 1878
5-3 - Mauser 2 mod. Zickzack, Mod. 1878 (telaio chiuso)
5-4 - Mauser 2 mod. Zickzack, Mod. 1878 (telaio chiuso)
5-5 - Armeemodell 1879 (M/79) (Reichrevolver; marchiato Mauser e Dreyse), cal. 10,6
5-6 - Armeemodell 1883 (marchiato Mauser e Dreyse), cal. 10,6
5-7 - Armeemodell 1883, cal. 10, 6 versione civile
5-8 - Armeemodell 1883, versione civile, cal. 10,6
5-9 - Dreyse 1893, cal. 10,6
5-10 - Haenel C.G., Suhl, cal. 9
5-11 - Geco, sistema Colt (Genschow & Co.), cal. 38,
5-12 - Arminius HW 3 della ditta HW (Hermann Weihrauch), cal. 22 l.r.
5-13 - Arminius HW 38, cal. 38 sp.
5-14 - Heym, Mnnerstadt, vari calibri
5-15 - Rhm, RG 10 5-19 - Rhm, RG 14
5-16 - Rhm, RG 10 S 5-20 - Rhm, RG 20
5-17 - Rhm, RG 11 5-21 - Rhm, RG 23
5-18 - Rhm, RG 12 5-22 - Rhm, RG 24
5-23 - Rhm, RG 30
5-24 - Rhm, RG 38
5-25 - Rhm, RG 57
5-26 - Rhm, RG 63
5-27 - Rhm, RG 66M
5-28 - Rhm, RG 88 5-32 - EMGE ,Gerstenberger & Eberwein, 22 corto
5-29 - Cicago Cub (Reck) 5-33 - EMGE 22 l .r.
5-30 - Reck R-15 5-34 - EMGE 32
5-31 - Reck R-18
5-35 - EMGE 223 e 323 5-38 - Sauer & Sohn, TR 6
5-36 - Mayer & Shne 5-39 - Sauer & Sohn, TR 6
5-37 - Sauer & Sohn, Frontier 2/59 5-40 - Sauer & Sohn, FR 4
5-41 - Korth Combat 1972, vari calibri
5-42 - Erma mod. ER 440, cal. 38 sp.
6-1 - IMI, 1950, cal. 9 para

7-1 - Nagant (Nagan, Nagans) Arizmendi, cal. 7,62 Nagant, dopo il 1914
7-2 - Nagant F.A.G (F. Arizmendi e Goenaga, Eibar), prima del 1914
7-3 - Orbea Hermanos mod. 1916, Tettoni, cal. 10,35 it
7-4 - Orbea Hermanos (mod. Tettoni) mod. 1916, cal. 10,35 itt
7-5 - Orbea Hermanos mod. 1914 (poi mod. 1916), cal 44 S & W 44
7-6 - Alpha, Armero Especialistas Reunidas, Eibar, ca. 38 long Colt
7-7 - Alpha, cal. 38 long Colt
7-8 - Astra Cadix 382, cal. 38 sp.
7-9 - Astra Cadix mod. 326, cal. 32 S & W
7-10 - Astra Magnum, cal. 357 magnum
7-11 - Astra Regent, cal. 22 l.r.
7-12 - Guisasola, Eibar, cal. 38 long Colt
7-13 - Guisasola
7-14 - Llama Martial 7-17 - O.M, Ojanguren y Marcaido, Militar y Policia
7-15 - Orbea Hermanos 7-18 - O.M., Ojanguren y Marcaido, Eibar, mod. 1926
7-16 - Orbea Hermanos 7-19 - Ruby Extra mod. 12(Llma y Gabilondo & C.,
Vitoria)
7-20 - Ruby Extra, mod. 13
7-21 - S. A. Suinaga y Aramperri, Eibar, cal. 38 long Colt
7-22 - T.A.C., Trocaola Aranzabal y Cia, Eibar, cal. 44 sp.
7-23 - T.A.C. Corzo o Corso
7-24 - T.A.C. Para-Bosino
7-25 - "El Cano" di Arana & Cia, Eibar
7-26 - T.A.C. (Trocaola Aranzabal y Cia 7-29 - Imitazione Colt
7-27 - Oscillante, A. Errasti, Eibar 7-30 - Imitazione Smith & Wesson
7-28 - M. 1925, Rural Model 7-31 - Revolver semiautomatico Zulaica y
Cia, Eibar, cal. 22 l.r.
8-1 - Glisenti 1872 (Chamelot-Delvigne), ordinanza, cal. 10,35; in genere prodotto in
Belgio
8-2 - Glisenti 1886 (Chamelot-Delvigne), ordinanza, cal 10,35
8-3 - Mod. 1889, Bodeo, ordinanza (Chamelot-D. modificato da Bodeo), cal. 10,35
8-4 - Mod. Bodeo 1889
8-5 - Mod. 1889 (prodotto da Soc. Metallurgica Bresciana, gi Tempini)
8-6 - Nuovo revolver Bernardelli 9-2 - Revolver olandese
8-7 - Nuovo revolver Bernardelli 10-1 - Nagant 1895 per Polonia, Ng 30, cal.
7,62 N.
9-1 - Ordinanza olandese 1873 11-1 - Ordinanza portoghese 1878-1886, tipo
Abadie
12-1 - Romania 1886 Dimancea, prodotto in Inghilterra
12-2 - Romania 1886
13-1 - Smith & Wesson russian, primo modello (1871), cal. 10,67
13-2 - Smith & Wesson russian, secondo modello (1872), cal. 10,67
13-3 - Smith & Wesson russian, terzo modello (1880), Cavalry, cal.10,67
13-4 - Smith & Wesson russian, terzo modello
13-5 - Nagant 1895 3-linee, cal. 7,62
13-6 - Nagant 1895
13-7 - Nagant 1895, civile o per polizia
14-1 - Smith & Wesson, mod. 1 14-5 - Smith & Wesson, mod. 1
14-2 - Smith & Wesson, mod. 1 14-6 - Smith & Wesson, Schofield, Army No.
1 (1875)
14-3 - Smith & Wesson, mod. 1 14-7 - Smith & Wesson, Army mod. No. 3
(1878)
14-4 - Smith & Wesson, mod. 2
14-8 - Smith & Wesson, mod. 1 14-12 - Smith & Wesson, doppia
azione (1889)
14-9 - Smith & Wesson, mod. 2 14-13 - Smith & Wesson, doppia
azione (1889)
14-10 - Smith & Wesson, dopia azione (1880) 14-14 - Smith & Wesson, mod.
safety con sicura sul calcio (dal 1888)
14-11 - Smith & Wesson, doppia azione (1881) 14-15 - Smith & Wesson, mod.
safety con sicura sul calcio (dal 1888)
14-16 - Smith & Wesson, 1909 ? 14-19 - Smith & Wesson,
1899, per esercito e polizia
14-17 - Smith & Wesson, 32. Hand Ejector 1896 14-20 - Smith & Wesson,
1902 per esercito e polizia
14-18 - Smith & Wesson, 1896, mod. II 14-21 - Smith & Wesson,
New Century
14-22 - Smith & Wesson, Ladysmith I mod. 14-25 - Smith & Wesson, Hand
Ejector Pocket, 1903
14-23 - Smith & Wesson, Ladysmith, II mod. 14-26 - Smith & Wesson,
Regulation Police, 1920
14-24 - Smith & Wesson, Ladysmith III mod. 14-27 - Smith & Wesson, 1905
per polizia ed esercito
14-29 - Smith & Wesson, 1905 serie speciale
14-30 - Smith & Wesson, Hand Ejector U.S. Service o British service
14-31 - Smith & Wesson, Mod. 10 per esercito e polizia
14-32 - Smith & Wesson, Mod. 10 canna pesante
14-33 - Smith & Wesson, Mod. 12 per esercito e polizia
14-34 - Smith & Wesson, Mod. 15 Masterpiece
14-35 - Smith & Wesson, mod. 19, 357 Combat Magnum
14-36 - Smith & Wesson, mod. 19, 357 Combat Magnum
14-37 - Smith & Wesson, mod. 20, 38/44 Heavy Duty
14-38 - Smith & Wesson, mod. 22 Army
14-39 - Smith & Wesson, mod. 27,cal. 357 Magnum
14-40 - Smith & Wesson, mod. 28, Highway Patrolman 14-44 - Smith &
Wesson, mod. 33, Regulation police
14-41 - Smith & Wesson, mod. 29, 44 magnum 14-45 - Smith &
Wesson, mod. 34, 22/32 kit-gun
14-42 - Smith & Wesson, mod. 30, Hand Ejector 14-46 - Smith &
Wesson, mod. 36, Chiefs special
14-43 - Smith & Wesson, mod. 32, Terrier
14-22 - Smith & Wesson, Ladysmith I mod. 14-25 - Smith & Wesson, Hand
Ejector Pocket, 1903
14-23 - Smith & Wesson, Ladysmith, II mod. 14-26 - Smith & Wesson,
Regulation Police, 1920
14-24 - Smith & Wesson, Ladysmith III mod. 14-27 - Smith & Wesson, 1905
per polizia ed esercito
14-54 - Colt, conversione Richards per cartucce a percussione centrale (Army Model
1971, modifica del New Model Army 1860)
14-55 - Colt, idem
14-56 - Colt, mod. Old line 1870
14-57 - Colt, mod. Colt's House Pistol (Cloverleaf Colt & Jim Fisk Pistol 1871-1875)
14-58 - Colt, mod. 1871 Colt Pocket
14-59 - Colt, mod. 1873 New Line, S. A. Pocket
14-60 - Colt, mod . 1874 New House o New Line
14-61 - Colt, mod. 1872 Frontier (munizioni anulari) o 1873 (munizioni a percussione
centrale)
15-62 - Colt, mod. Frontier Scout 62
14-63 - Colt, mod. Bisley
14-64 - Colt, mod. 1877 doppia azione, Lightnig o Thunderer
14-65 - Colt, mod. 1878 Frontier D. A.
14-66 - Colt, mod. 1889 predecessore del mod. 1892 New Navy o New Army
14-67 - Colt, mod. 1892 New Navy o New Army
14-68 - Colt, mod. New Service, 1898
14-69 - Colt, mod. New Police
14-70 - Colt, mod. New Police
14-71 - Colt, mod. Army M-1917
14-72 - Colt, Army Special M - 1909 14-76 - Colt, mod. Agent , 1955
14-73 - Colt, mod. Police positive special, 1907 14-77 - Colt, mod. Police
Positive
14-74 - Colt, mod. Detectiv special, 1926 14-78 - Colt, mod. Police
Positive
14-75 - Colt, mod. Cobra, 1950 14-79 - Colt, Poket Positive
14-80 - Colt, Python
14-81 - Colt, Marshal
14-82 - Colt, Commando
14-83 - Colt, Trooper
14-84 - Colt, Diamondback
14-85 - Colt, Detective Special 14-88 - Colt, Metropolitan Mk III
14-86 - Colt, Police Positive Special 14-89 - Colt, Lawman Mk III
14-87 - Colt, Viper 14-90 - Colt, Trooper Mk III
14-91 - Allens & Weeklock, 1858 14-95 - Bacons "Havy"
14-92 - American Army Co. 14-96 - Bacons Peperbox
14-93 - Brooklin Army Co. 14-97 - Bacons & Garrington
14-94 - Bacons Arms Co. 14-98 - Harrington & Richardson,
mod. American.
14-99 - Harrington & Richardson, mod. Young America
14-100 - Harrington & Richardson, mod. Automatic con lama di coltello (1900 circa).
14-101 - Harrington & Richardson, mod. Premier
14-102 - Harrington & Richardson, mod. Worcester ( la citt di produzione)
14-103 - Harrington & Richardson, mod. Defender
14-104 - Harrington & Richardson, mod. Defender Special
14-105 - Harrington & Richardson, mod. Defender 1925
14-106 - Harrington & Richardson, mod. 900
14-107 - Harrington & Richardson, mod. 929
14-108 - Hopkins & Allen, mod. Tremis Terror 14-114 - Hopkins & Allen, mod.
XL DA
14-109 - Hopkins & Allen, 1871 XL N. 1 14-115 - Hopkins & Allen, mod.
14-110 - Hopkins & Allen, mod. Defender 89 14-116 - Hopkins & Allen, mod.
Bulldog
14-111 - Hopkins & Allen, 1879 Dictator 14-117 - Hopkins & Allen, 1875
14-112 - Hopkins & Allen, 1879 Ranger N. 2 14-118 - Hopkins & Allen, mod.
32
14-113 - Hopkins & Allen, mod. XL N. 4 14-119 - Grant
14-120 - Dan Wesson, mod. 12 14-125 - Iver-Johnson "American Bulldog
14-121 - Dan Wesson, mod. 15 14-126 - Iver-Johnson 1900
14-122 - "Pocket Pony" 14-127 - Iver-Johnson tipo Smith & Wesson
14-123 - Iver-Johnson 1883 14-128 - Iver-Johnson tipo Smith & Wesson
14-124 - Iver-Johnson 1891, mod. Smoker
14-129 - Iver-Johnson (tipo S&W) 14-135 - Liberty
14-130 - Iver-Johnson, mod. 55S Cadett 14-136 - Maltby, Curtiss & Co. 1884
14-131 - Iver-Johnson , mod. 66 Snub & 14-137- Maltby, Henlay & Co. 1889
14-132 - Kolb & Co, Baby Hammerles 14-138 - Manhattan Fire Arms Co.
14-133 - Connecticut Arms,1866 14-139 - Mervin & Bray
14-134 - Crispin 1865
14-140 - Mervin-Galbert, 1886, russian model (prod. Hopkins-Allen)
14-141 - Mervin-Galbert, 1873
14-142 - Mervin-Galbert
14-143 - Mervin- Galbert DA
14-144 - Meridian Fairarms Co.
14-145 - Marlin "Standard" N. 2, 1878
14-146 - Marlin "OK"
14-149 - Williamson, National Arms Company, Brooklyn, cal. 45 teat-fire
14-147 - Moore 1860 14-152 - Plant
14-148 - Moore 1864 14-153 - Plant
14-150 - Nord American Arms 14-154 - Pond, 1864
14-151- Osgood "Duplex" 14-156 - Prescott, 1860
14-157 - Reid J., "My Friend" , 1865 14-163 - Smith, 1873
14-158 - Remington mod. n. 1 14-164 - White Star (Hopkins & All)en
14-159 - Remington mod. n. 3 14-165 - Whitney
14-160 - Remington "Rider" 14-166 - Fyrberg, 1903
14-161 - Remington, 1875 14-167 - Forehand Arms Co.
14-162 - Rupertus "Peperbox", 1887
14-168 - Forehand Arms Co. 14-173 - Forehand &
Wadsworth, British Bulldog
14-169 - Forehand & Wadsworth, Bulldog 1871 14-174 - Forehand &
Wadsworth, 1877
14-170 - Forehand & Wadsworth 14-175 - Forehand &
Wadsworth (tipo S&W)
14-171 - Forehand & Wadsworth, mod. russo, 1873 14-176 - High Standard ,
"Sentinel"
14-172 - Forehand & Wadsworth, Bulldog
14-177 - High Standard "Sentinel" MK I e MK IV 14-180 - High Standard,
Sentinel Mk III
14-178 - High Standard tipo Western 14-181 - Higgins 88
14-179 - High Standard ,"Kit-gun" 14-182 - Charter Arms
"Undercover"
14-183 - Stoeger Arms Corporation, "Deputy" 14-187 - Sturm, Ruger & Co.,
GA-34
14-184 - Sturm, Ruger & Co., "Bearcat" 14-188 - Union Arms Co.,
Revolver automatico
14-185 - Sturm, Ruger & Co., "Single-six" 14-189 - U.S Revolver Co.
14-186 - Sturm, Ruger & Co., "blackhawk
15-1 - Smith & Wesson 1879 della Turchia, cal. 44 RF e poi CF
16-1 - Le Mat
16-2 - Perrin, cal. 10,4
16-3 - Devisme, J. B. Devisme, Parigi , cal. 11
16-4 - Galand 1870
16-5 - Galand 16-8 - Chamelot-Delvigne, 1872
16-6 - Revolver ad 8 colpi tipo Galand 16-9 - Saint tienne, 1873
16-7 - Ordinanza Lefaucheux 1870, cal. 11 16-10 - Saint tienne, versione
civile
16-11 - Lebel 17-1 - ZKR 590 o Grand (fabbrica di Brno)
16-12 - Lebel 1892
16-13 - "Agent", tipo Nagant
16-14 - Manurhin MP-73
18-2 - Galand-Schmidt, 1878 (Svizzera) 19-1 - Nagant 1887 (russa per la
Svezia)
18-3 - Galand-Schmidt 1892 (Svizzera) 20-1 - Ordinanza Giapponese
1926
18-4 - Ordinanza mod. 29 (82/29) (Svizzera) 20-2 - New Nambu
Revolver a spillo di varie piccole ditte

21-1 - Lefaucheux Eugne, Parigi, cal. 12,7, mod. marina 1858 per uso civile
21-2 - Typo Lefaucheux, Belgio
21-3 a 21-5 - Tipo Lefaucheux, Belgio
Revolver a spillo tipo Lefaucheux, di varie piccole ditte
21-12 - Rolland & Renault, Liegi (?)
Revolver a spillo tipo Lefaucheux, di varie piccole ditte
21-15 - Barrelesss, E. Renault, Liegi
Barreless, Orbea Hermanos, Eibar
21-17 e 19 - Gasser, Vienna
21-21 - Renault
21-22 - Verney-Canon, St. tienne
Revolver a spillo tipo Lefaucheux, di varie piccole ditte
21-27 - tipo Chamelot-Delvigne
Revolver tipo Bulldog di varie piccole ditte
Revolver tipo Bulldog di varie piccole ditte
Revolver tipo Bulldog di varie piccole ditte
Revolver tipo Bulldog di varie piccole ditte
Revolver tipo Bulldog di varie piccole ditte
Revolver tipo Bulldog di varie piccole ditte
Revolver tipo Bulldog di varie piccole ditte
Revolver tipo Velodog
23-26 a 23-28 - Revolver tipo Velodog
24-1 a 24-4 - Imitazioni Smith & Wesson
Imitazioni Smith & Wesson
Imitazioni Smith & Wesson
Revolver vari di piccole ditte
Revolver vari di piccole ditte
Revolver vari di piccole ditte
Pistole sconosciute
Austria
26-1 Mannlicher 1894 ,cal. 6,5
26-2 Krnka 1895, cal. 8
26-3 Krnka 1899, cal. 8
26-4 Krnka 1904, cal. 8
26-5 Roth- Steyr 1907, cal.8
26-6 Mannlicher M96, cal. 7,65
26-7 Mannlicher 1900, cal 7,63
26-8 Mannlicher 1905, cal 7.63
26-9 Mannlicher 1905, cal,. 7,63
27-6 Little Tom, cal. 7,65
27-7 Little Tom, cal. 6,35
27-8 Steyr 1934,cal. 7,65
27-9 Steyr SP o Steyr Daimler Puch del 1957, cal. 7,65
27-10 Steyr Daimler Puch mod. Pi-18 , cal. 9 Para (diventer la GB 80)

Argentina
28-1 HAFDASA cal 45 ACP (Ballester-Rigaud e B.-Molina) 1930-1940
28-2 HAFDASA cal. 22 l.r. (Hispano Argentina Fabrica de Automoviles SA)
28-3 G.M.C. (Garbi, Moretti y Compania, Mar del Plata), cal. 22 l.r. (circa 1940).
28-4 Bersa, mod. 225, cal. 22 l.r. (Fabrica de Armas Bersa SA, Ramos Mejia)

Belgio
29-1 Browning mod. 1900, cal. 7,65
29-2 Browning mod. 1900, cal. 7,65
29-3 Browning 1903, cal. 9 mm Br. lungo
29-4 Browning 1906, cal. 6,35
29-5 Browning 1910/12, cal. 7,65
29-6 Browning 1922, cal. 7,65 e 9 corto
29-7 Browning Baby, cal. 6,35
29-8 Browning 1935, cal. 9 Para
29-9 Browning 1935, cal. 9 Para
29-10 Browning (FN Herstal SA) mod. 130, cal. 7,65 o 9 corto
29-11 Browning (FN Herstal SA) mod 140 DA, cal. 7,65 o 9 corto
29-12 H&D , Henrion & Dassy, Liegi (1912-1914), cal. 6,35
29-13 Bayard (Anciens Etablissement Pieper SA, Herstal), vari calibri
29-14 Bayard 1908, cal. 7,65 e 9 corto
29-15 Bayard 1923 (copia della Browning 1910)
29-16 Bayard 1930, cal 6,35
29-17 Bergmann-Bayard 1908
29-18 Warnant, L. & J Frres, cal. 7,65
29-19 Warnant, L. & J Frres, cal. 6,35
29-20 Warnant, L. & J Frres, cal. 6,35
29-21 Vici (fabbrica sconosciuta), cal. 6,35
29-22 Wilson (fabbrica sconosciuta), cal. 6,35
29-23 WS o Wegria-Charlier, 1908 Liegi, cal. 6,35 (grilletto sul dorso!)
29-24 Gavage Armand, ca. 1930 Liegi, cal. 7,65
29-25 Delu F., Liegi, cal. 7,65
29-26 Dictator o Centaure (Liegi 1910-1914)
29-27 Jieffeco, Janssen & Fils, Liegi, 1907 ca.
29-28 Jieffeco, Janssen & Fils, Liegi, 1907 ca.
29-29 Clment 1903
29-30 Clment 1903
29-31 Clment 1903
29-32 Clment 1907
29-33 Clment 1907
29-34 Clment 1908
29-35 Clment 1909
29-36 Clment 1909
29-37 Clment 1912
29-38 Clment 1912
29-39 Lepage, 1925
29-40 Lepage
29-41 Lepage cal. 6,35
29-42 Manifacture d'Armes Feu, Liegi
29-43 Le Martiny, cal. 6,35
29-44 Melior, Liegi
29-45 Melior, Liegi
29-46 Melior new model
29-47 Melior new model
29-48 Melior new model, cal. 6,35
29-49 Melior new model
29-50 Melior, cal. 6,35
29-51 Mercury (Melior per gli USA)
29-52 M. L., Manufacture Ligeoise d'Armes Feu Sa, Robar & Companie
29-53 M. L., idem
29-54 Le Monbloc, Jules Jacquemart (1911 ca., Liegi)
29-55 Le Monobloc
29-56 Pieper mod. N, cal. 7,65
29-57 Pieper 1908, cal. 6,35
29-58 Pieper mod B, cal. 7,65
29-59 Pieper mod. O, cal. 7,65
29-60 Pieper 1908, cal. 7,65
29-61 Pieper 1909, cal. 7,65
29-62 Pieper 1920, cal. 6,35
29-63 Pieper, cal. 6,35
29-64 Pieper Legia
29-65 Pieper, cal. 6,35
29-66 Radium
29-67 Le Rapide (Jules Bertrand , Liegi)
29-68 Teuf-Teuf (produttore sconosciuto)
29-69 Francotte Auguste,1912 ca., cal. 6,35

Inghilterra
30-1 Mars, cal. 8,5, brevetto Gabbet Fairfax 1900, prodotto da Webley & Scott
30-2 Mars cal. 45
30-3 Webley-Whitnig della Webley & Scott, 1904
30-4 Webley-Whitnig Mk 1 e Mk 1 nr. 2 della Webley & Scott, 1912
30-5 Webley-Whitnig Mk 1 e Mk 1 nr. 2 della Webley & Scott, 1912
30-6 Webley-Whitnig della Webley & Scott, 1909
30-7 Webley-Whitnig della Webley & Scott, 1910
30-8 South African Model della Webley & Scott, 1920
30-9 Webley & Scott, Police Model, 1907
30-10 Webley & Scott, Pocket Model, 1907
30-11 Webley & Scott, Hammerless Pocket Model, 1910
30-12 Webley & Scott Police Model
30-13 Colt-Browning Model 1911 (per la I G.M.)
Ungheria
31-1 Frommer 1901 della Fegyvergyr Rszvnytarsasg, Budapest , cal. 8 mm Roth; la
Frommer 1906, identica di aspetto, cal 7,65 Roth, ha il caricatore estraibile.
31-2 Frommer 1910, cal. 7,65 e 9 corto; sicurezza sul dorso (talvolta).
31-3 Frommer Stop, cal. 7,65 e 9 corto
31-4 Frommer Baby, cal. 7,65 e 9 corto
31-5 Frommer 29M, Army M1929, Pisztoly 29M (prodotto da Fmru Feyver s G-
pgyar Rszvnytarsagg
31-6 Frommer 37M, Army M1937 o Pisztoly 37M
31-7 Frommer 37M cal 7,65
31-8 Frommer Liliput, 1923, cal. 6,35
31-9 Nalava, cal. 6,35
31-10 Eiler, cal. 6,35
31-11 FEG Walam 48 o 48M (copia della Walther), cal 7,65 e 9 corto
31-12 FEG Walam R61, cal 9 Mak. (simili la RK 69 e la PA-63)
31-13 AP o Attila Pistole, cal. 7,65 o 9 corto
31-14 Togagypt 58, cal. 9 Para

Vietnam
32-1 Dan Quan Khu, probabile copia di pistole cinesi
32-2 Copia di una Browning
32-3 Copia di una Colt

Germania
33-1 Borchard 1893
33-2 Luger Parabellum 1900, cal. 7,65 para
33-3 Luger Parabellum M 1906, cal. 9 para
33-4 Luger Parabellum M 1908, cal. 9 para
33-5 Luger Parabellum M 1904 marina, cal 9 para
33-6 Luger Parabellum M 1908 artiglieria, cal. 9 para
33-7 Luger Parabellum M 1908, modificata 1913-1917, cal 9 para
33-8 Luger Parabellum cal 7,65 para e 9 para
33-9 Walther mod. 1, 1910, cal, 6,35
33-10 Walther mod. 2, 1913, cal. 6,35
33-11 Walther mod 3, 1919, cal. 7,65
33-12 Walther mod. 4, 1914 ca., cal. 7,65
33-13 Walther mod 5, 1915, cal. 6,35
33-14 Walther mod. 6, 1915, cal 9 para
33-15 Walther mod. 7, 1915, cal. 6,35
33-16 Walther mod. 8, 1920, cal. 6,35
33-17-18 Walther mod 9, 1921, cal. 6,35
33-19 Walther PP, 1930
33-20 Walther PPK , 1931
33-21 Walther mod. MP
33-22 Armee Pistole, ca. 1937, cal. 7,65 para (cane interno)
33-23 Armee Pistole mod. HP, 1937, cal. 7,65 e 9 para (cane esterno)
33-24 Walther P-38
33-25 Walther P-38K
33-28 Walther TP (Taschenpistole), 1961
33-26 Walther P-38S
33-27 Walther elaborata da Detlef Joniskeit, Combat-special
33-29 Walther PP Super, 1975, cal. 9x18 Police
33-30 Walther TPH (Taschenpistole mit Hahn),1968, cal. 6,35
33-31 Walther P4 , 1976, cal. 9 para
33-32 Walther P5, 1977, cal. 9 para
33-33 Mauser C /96 o M 1896, cal. 7,63
33-34 Mauser C/96
33-35 Mauser C/96
33-36 Mauser C/96 mod. 1905
33-37 Mauser C/96 1898 e 1903
33-38 Mauser C/96 1912
33-39 Mauser C/96 1920
33-40 Mauser C/96 1920
33-41 Mauser C/96, 1926
33-42 Mauser M 1930 mod. 712 (a raffica su modifica di Josef Nickl)
33-43 Mauser M 1930 (a raffica con modifica di Karl Westinger)
33-44 Mauser C/06-08 (1908/12)
33-45 Mauser M 1912/1914
33-46 Mauser M 1910, cal. 6,35
33-47 Mauser M 1910/1914, cal. 6,35
33-48 Mauser M 1934
33-49 Mauser M 1910/14
33-50 Mauser M 1910/14
33-51 Mauser M 1910/14
33-52 Mauser WTP mod I, 1922, cal. 6,35
33-53 Mauser WTP mod. II, 1938, cal. 6,35
33-54 Mauser HSc, 1937
33-55 Bergmann n. 3, 1897
33-56 Bergmann n. 2, 1896
33-57 Bergmann M 1897
33-58 Bergmann-Simplex (probabile copia belga, otturatore a massa)
33-59 Bergmann mod. 2 e 3, cal. 6,35
33-60 Bergmann mod 2A e 3A, cal. 6,35
33-61 Bergmann Special mod. (1937) ,cal. 7,65
33-62 Adler 1905, cal. 7,25
33-63 Beholla (Becker & Hollander), 1916, cal. 7,65
33-64 Heim, C.E. Heinzelmann, ca. 1930, cal. 6,35
33-65 Gecado (G.C. Dornheim), prodotta in Spagna, cal. 6,35
33-66 Heckler & Koch HK4, 1964
33-67 Heckler & Koch P-9S, 1972
33-68 Heckler & Koch VP-70, 1970
33-69 Heckler & Koch P7 o PSP, 1973-75
33-70 Helfricht mod. 3(brevetto 1920, nota anche come Helkra)
33-71 Helfricht Mod. 4
33-72 Haenel mod. I, ca. 1921
33-73 Haenel mod. II, disegnato da H. Schmeisser, 1927
33-74 DWM (Deutsche Waffen- und Munitionsfabrik), 1922
33-75 Dreyse (Rheinische Metallwaren- und Maschinenfabriken)) 1907, progetto di
Louis Schmeisser
33-76 Dreyse 1907
33-77 Dreyse 1907
33-78 Dreyse 1908
33-79 Dreyse 1908
33-80 Dreyse 1910
33-81 Dreyse 1910
33-82 Dreyse 1910
33-83 Jger (Franz Jger & Companie), 1914, Suhl, cal. 7,65
33-84 Sauer 1913, J.P. Sauer & Sohn., Suhl
33-85 Sauer 1913, cal. 6,35
33-86 Sauer 1913, cal.7.65
33-87 Sauer 1913, anni 30
33-88 Sauer 1913, anni 30, cal. 6,35
33-89 Sauer 1930 Behrdenmodell
33-90 Sauer WTM, 1925
33-91 Sauer WTM, 1928
33-92 Sauer 38-H (anche Mod. 58), 1939
33-93 Simson M1927 (Simson & Companie, Suhl)
33-94 Kaba Special (Karl Bauer, Berlin)
33-95 Keszler, Friedriech Pickert, 1907 ca.
33-96 Kobra (produttore ignoto) ca. 1927
33-97 Kommer (Theodor Kommer, Zella-Mehlis)
33-98 Kommer. mod. 1
33-99 Kommer, mod. 2
33-100 Kommer mod. 3
33-101 Continental ca. 1920 (Rheinische Waffen- und Munitionsfabrik. Kln)
33-102 Continental, cal. 7,65
33-103 Korriphila TP 70 (Korriphila Prziasionmechanik GmbH, Ulm
33-104 Korriphila HSP 70
33-105 Langenhan (Friedrich Langenhan) Armee Model, 1913, cal. 7,65
33-106 Langenhan mod. 1, 1918, civile, cal. 7,65
33-107 Langenhan mod. 2, cal. 6,35
33-108 Langenhan mod. 3, cal. 6,35
33-109 Leonhardt (Hans Gehring, Arnstadt?); copia Beholla
33-110 Lignose mod. 2, 1921, cal. 6,35
33-111 Lignose mod. 2A
33-112 Lignose mod. 3 e 3A
33-113 Mann (Fritz Mann, Suhl), 1920, cal. 6,35
33-114 Mann, cal. 7,65 e 9 corto
33-115 Menta (August Menz) Suhl, 1920 ca., cal. 7,65 (copia Beholla)
33-116 Menta, cal. 6,35
33-117 Menz (August), dopo 1918, copia Beholla, cal, 7,65
33-118 Menz, cal. 6,35
33-119 Menz mod II, cal.7,65
33-120 Menz mod. II
33-121 Menz mod. II, cal.6,35
33-122 Menz Lilliput M1925, cal. 6,35
33-123 Menz Lilliput mod. 1927, cal. 4,25
33-124 Menz Mod. III (simile P&B), cal. 7,65 e 6,35
33-125 Menz mod IIIA, cal. 7,65
33-126 Nordheim (G. von Nordheim), Suhl, 1912, cal. 7,65
33-127 Ortgies (Heinrich Ortgies & Companie o Deutsche Werke AG), 1920, vari
calibri
33-128 Ortgies, cal. 6,35
33-129 Rheinmetall GmbH, Sommerda, 1921, cal. 7,65
33-130 Reck P-8 o La Fury 8 (Karl Arndt Reck) cal. 6,35, 1950 (?)
33-131 Rmerwerke AG, Suhl, 1925, cal. 22 l.r., canna intercambiabile a 6,35
33-132 Roth-Sauer (J.P. Sauer & Son, Suhl), 1910, cal. 7,65 (vedi Austria, K. Krnka)
33-133 Reck SM 11, cal. 6,35
33-134 RSM Stingray (Reck?), cal. 6,35
33-135 Zehna (Eduard Zehner, Suhl), ca.1918, cal. 6,35
33-136 Zehna cal. 6,35
33-137 Schwarzlose tipo 1898, produttore ignoto Suhl (?), cal. 7,63
33-138 Schwarzlose tipo 1908, A.W. Schwarzlose GmbH, Berlin, cal. 7,65
33-139 Schwarzlose tipo 1908
33-140 Stenda (Stenda-Werke GbmH, Suhl), ca. 1920, cal. 7,65
33-141 Stern (Albin Wahl, Zella-Mehlis) 1920, ca. 6,35
33-142 Stock (Franz Stock AG, Berlin), 1925, cal.7,65
33-143 Stock, cal. 7,65
33-144 Stock, cal. 6,35
33-145 HS Mod. 5 (Herbert Schmidt GmbH, Oberndorf), cal. 6,35
33-146 Erma mod. P25 (o E.P.25), Erma-Werke & Co., Mnchen Dachau circa 1950,
cal. 6,35
33-147 Erma KGP-68, cal. 7,65 e 9 corto (chiusura a massa!)
33-148 Erma EP652, cal. 22 l.r.
33-149 D.R.P. (Menz ?) cal. 4,25
Danimarca
34-1 M1910/21 (Haerens Tjhus, Copenhahen 1922), cal. 9 Bergmann-Bayard, copia
della pistola belga
34-2 Schouboe Dansk Rekylriffel Syndikat A.S.), 1902, cal. 11,35
34-3 Schouboe , 1907, cal. 11,35
34-4 Schouboe 1912, 9 para ed altri calibri
34-5 Schouboe civile, cal. 7,65

Indonesia
35-1 Pi. A. (Fabrik Sendjata Ringan Pindad, Bandung), cal. 9 para; copia FN GP35

Iran
36-1 Mod. 1317 (Walther), cal. 9 corto
Spagna
37-1 Alkar (Fabrica de Armas Alkartasuna, Guernika), cal. 7,65
37-2 Astra mod. 900 (Unceta y Compaia, Guernica), 1927, cal. 7,63 Mauser
37-3 Astra mod. 901, 1928, cal. 7,63 M.
37-4 Astra mod. 300 (Unceta + Esperanza), cal. 7,65 e 9 corto
37-5 idem con piccole varianti
37-6 Astra mod. 400 (Esperanza y Compaia prima, e Unceta poi), 1921, cal. 9 mm
largo
37-7 Astra mod. 903, 1932, cal. 7,63 Mauser
37-8 Astra mod. 600, 1943, cal. 9 para
37-9 Astra mod. 4000 Falcon, 1956, calibri vari
37-10 Astra mod. 800 Condor, 1958, cal. 9 para
37-11 Astra mod 2000 Cub, 1954, cal. 6,35 o 22 l.r. (con canna lunga, Astra Camper)
37-12 Astra mod. 7000, cal. 22 l.r.
37-13 Astra mod. 5000 Constable, 1969, vari calibri
37-14 Azul (Eulogio Arostegui, Eibar), cal. 6,35
37-15 Azul MM31 (Beistegui Hermanos for Eulogio Arostegui, Eibar, 1931), cal. 7,63
Mauser, anche a raffica
37-16 Bernedo (Vicot Bernedo y Compania, Eibar, cal. 7,65 e 6,35
37-17 Bulwark (Beistegui Hermanos, Eibar), cal. 6,35
37-18 Boltun (Francisco Arizmendi, Eibar), cal. 6,35
37-19 Victoria M 1911, Unceta y Compania, Guernica, cal. 6,35
37-20 Campo Giro 1913/16, Esperanza y Unceta, Guernica, cal.9 largo
37-21 Colonial, Fabriques d'armes de Grande Prcision, Eibar, cal. 7,65
37-22 Continental (Tmas de Urizar of Barcelona), cal. 6,35
37-23 Llama mod. 1 e mod. 2, Gabilondo Y Compaia, Elgoeibar, 1933, vari calibri
37-24 Llama mod. 3A, 1955, cal. 9 corto e altri
37-25 Llama mod 9A, 1954, cal. 45 ACP
37-26 Llama mod. 18, cal. 6,35
37-27 Llama mod. 19, cal. 6,35
37-28 Llama mod, 19, cal. 9 corto
37-29 La Lira (anche Triunph), Garate, Anitua y Compaia Eibar, 1910 ca., cal. 7,65 .
Copia della Mannlicher
37-30 Longines, Cooperativa Obrera, Eibar, cal. 7,65
37-31 Looking Glass, Acha Hermanos, Eibar, cal. 6,35
37-32 Martian, Martin Bascaran, Eibar, vari calibri
37-33 Martian cal. 7,65
37-34 Martian cal. 6.35
37-35 Mondial, Gaspar Arizaga, Eibar, cal. 6,35
37-36 Mugica, Jos Mugica, cal. 9 para
37-37 Royal, Beistegui Hermano y Compaia, Eibar, cal. 7,63 Mauser
37-38 Ruby, Gabilondo y Urresti, Elgoeibar, cal. 45 ACP
37-39 Thunder (Thander) M1919, Martin Bascaran, Eibar, cal. 6,35
37-40 SEAM, Sociedad Espaola de Armas y Municiones, Eibar, cal. 6,35
37-41 Star 1906, Bonifacio Echeverria y Compaia, Eibar, cal. 6,35
37-42 Star mod. 1914, cal.7,65
37-43 Star mod. 1, cal. 7,65
37-44 Star mod. cal. 7,65
37-45 Star mod. 1, cal. 7,65
37-46 Star M1919, cal. 6,35
37-47 Star M1920, cal. 6,35
37-48 Star modello militare (1920), cal. 9 largo o 45 ACP
37-49 Star mod. A, 1921, cal. 7,63
37-50 Star mod. A e AS, cal. 9 largo
37-51 Star mod. B, cal. 9 para
37-52 Star mod. HD, cal. 9 largo (anche a raffica)
37-53 Star mod. BKS Starlight, 1970, cal. 9 para
33-54 Star mod. PD, 1975, cal. 45 ACP
33-55 Star mod M 1922, cal.9 corto
33-56 Star mod. BKM o BM, 1977, cal. 9 para
33-57 Star mod HK Lancer, cal.22 l.r.
33-58 Star mod. SI e S, 1946 (poi dal 1970 SS e SIS) vari calibri
33-59 Star mod DK Starfire, cal. 9 corto
37-60 Star mod I, 1934, cal. 7,65 e IN cal. 9 corto
37-61 Star mod. per ufficiali, cal. 7,65
37-62 Star mod.FR e IR, 1955, cal. 22 l.r. e 7,65
37-63 Star mod. H e HN, 1934, cal. 7,65 e 9 corto
37-64 Star mod CO, 1941, cal. 6,35
37-65 Star mod CU, 1957, cal. 6,35
37-66 Star mod. HK Lancer, 1955, cal. 22 l.r.
37-67 Star mod. E, 1926-32, cal. 6,35
36-68 Star mod. E
37-69 Tanque, Ojanguren y Vidosa, Eibar, cal. 6,35
37-70 Tauler, mod. II, Gabilondo y Compaia, Elgoeibar, cal. 7,65 e 9 corto
37-71 Tauler mod. III cal. 9 corto
37-72 Phoenix, Tmas de Urizar of Barcelona, cal. 6,35
37-73 Fiel, Erquiaga, Muguruzu y Compaia, Eibar, cal. 6,35
37-74 Jo-Lo-Ar, Hijos de Calixto Arrizabalaga, Eibar, cal. 7,65 e 9 corto
37-75 Charola y Anitua, Eibar, 1897(?), cal. 5 mm
37-76 Sharp Shooter, Hijos de Calixto Arrizabalaga, Eibar, cal. 7,65 e 6,35
37-77 Express, Tmas de Urizar de Barcelona, cal. 7,65
37-78 Express cal. 6,35
37-79 Express ca. 6,35
37-80 Echasa model Fast, Echave y Arizmendi, Eibar, vari calibri
37-81 AAA, Manifacture des arma, 1919 Eibar
37-82 Avion, Azpiri y Compaia
37-83 Avion
37-84 Aurora
37-85-86-87-88-89-90 produttore ignoto
37-91 Action, Modesto Santos, Eibar
37-92 -93- 94 Alkar, Fabrica de Armas Alkartasuna
37-95 -96 Apache, Ojanguren y Vidosa, Eibar
37-97 Astra mod. 2000 (1924)
37-98 Astra Firecat
37-99 Azul, Eulogio Arostegul, Eibar
37-100 -101 Atlas, Acha Hermanos y Compaia
37-102 Benemrita 1918, D.F. Ortega de Seija, Madrid
37-103 Bronco, 1918, Echave y Arzimendi, Eibar
37-104 Bulwark, Beistegui Hermanos, Eibar
37-105 Bufalo, Gregorio Bolumburu, Eibar
37-106 Waldman, F. Arizmendi y Goenaga, Eibar
37-107-108-109-110 Walman, F. Arizmendi y Goenaga, Eibar
37-111 Venus, Tmas de Urizar
37-112 Venzedor, Casimir Santos, Eibar
37-113 -114-115-116 Vesta
37-117-118 Victor, Francisco Arizmendi, Eibar
37-119 The Victory
37-120 Victoria, 1911 e 1916
37-121 Vincitor
37-122-123-124-125 Vite, Esperanza y Unceta, Guernica, 1912-1913
37-126 Vulcain
37-127 Gallus, Retolaza Hermanos, Eibar
37-128 Guisasola Hermanos, Eibar
37-129 Gloria, 1913, Gregorio Bolumburu, Eibar
37-130 Hudson
37-131 Danton, Gabilonod y Compaia
37-132 -133-134 Destroyer, Isidro Gaztaaga, Eibar
37-135 Defense
37-136 Le Dragon, Tmas de Urizar de Barcelona
37-137 Douglas 1914, Lasagabaster Hermanos, Eibar
37-138 Duan, F. Ormachea, Eibar
37-139-140 EA, Eulogio Arostegui, Eibar
37- 141 Singer, Francisco Arizmendi, Eibar
37-142 Singer
37-143-144 Ydeal, Francisco Arizmendi, Eibar
37-145-146 Kaba Spezial, fatta per Karl Bauer di Berlino
37-147 Cow-boy
37-148 Conlon, Azpiri y Compaia, Eibar
37-149 -150 Colonial, Fabrique d'armes de grande prcision, Eibar
37-151-152 Colonial
37-153-154-155 Continental, Tmas de Urizar de Barcelona
37- 156 Crucelegui Hermanos
37-157-158-159 Liberty, Retolaza Hermanos o Fabrique d'armes de grande prci-sion
37-160 Libia, Beistegui Hermanos, Eibar
37-161 Looking Glass, Acha Hermanos, Eibar
37-162-163 Marina, Gregorio Bolumburu, Eibar
37-164 Marte, Erquiaga, Muguruzu y Compaia, Eibar
37-165 Marte Erquiaga, Muguruzu y Compaia, Eibar
37-166 Martian, Martin Bascaran, Eibar
37-167 Merke, F. Ormachea, Eibar
37-168 Minerva, Fabrique d'armes de grande prcision, Eibar
37-169-170 MS, Modesto Santos, Eibar
37-171 Omega, Armero Especialistas
37-172 Orbea, Orbea y Compaia, Eibar
37-173-174 Paramount, Apaolozo Hermanos, Eibar
37-175-176-177 Pinkerton, Gaspar Arizaga, Eibar
37-178 Premier 1913, Tmas de Urizar de Barcelona
37-194 Rival, Fabrica de Armas Union, Eibar
37-195 Royal, M. Zulaica y Compaia, Eibar
37-196-198 Ruby Arms & Co., Gabilondo y Urresti, Elgoeibar
37-199 Salvaje, Ojanguren Y Vidosa, Eibar
37-200 SEAM, Societad Espagola de Armas y Municiones, Eibar
37-201 Selecta 1918, Echave y Arizmendi, eibar
37-202 Celta, Tmas de Urizar de Barcelona
37-203 El Cid, 1915, Casimir Santos, Eibar
37-204 Sprinter, Garate, Anitua y Compaia, Eibar
37-205-206-207 Stosel, Retolaza Hermanos, Eibar
37-208-209 Tatra
37-210 Tiwa
37-211 Tisan, Santiago Salaberrin, Eibar
37-212-213 Titanic, Retolaza Hermanos, Eibar
37-214 Trust, Fabrique d'armes de grande prcision, Eibar
37-215 Triomphe, Apaolozo Hermanos, Zumorraga
37-216 Unique, 1924, Unceta y Compaia por Manifactures des Armes des Pyrennes
Franaises, Hendaye
37-217-218-219 Union, Esperanza y Unceta, Guernica
37-220 Favorit,
37-221 Fiel nr. 1, Erquiaga, Muguruzu y Compaia, Eibar
37-222 Fortuna, Esperanza y Unceta, Guernica
37-223 Joha
37-224 Jubala, Larranaga y Elartza, Eibar
37-225 J. Cesar, Tmas de Urizar de Barcelona
37-226 Campeon, 1919, Crucelegui Hermanos, Eibar
37-227-228-229-230 Express, Garate, Anitua y Compaia, Eibar
37-231-232 Errasti, Antonio Errasti, Eibar
37-233 Etna, Santiago Salaberrin
37-234 Jupiter, Fabrique d'armes de grande prcision, Eibar
37-235 Ignoto
37-236-237 Ignoto
37-238 AA 1916, Azanza y Arrizabalaga, Eibar
37-239 AAA 1916, A. Aldazabal, Eibar
37-240 Ignoto
37-241 Fabrique d'armes de guerre
37-242 Hijos de C. Arrizabalaga, Eibar
37-243 Ignoto
37-244 Arizaga Gaspar, Eibar
37-245 Hijos de C. Arrizabalaga, Eibar
37-246-247-248 Ignoto
37-249-250 Allies, Berasaluce Arietio-Aurtena y Compaia, Eibar
37-251 Alkar, Fabrica de Armas Alkartasuna, Guernica
37-252- 253 Alkar, Fabrica de Armas Alkartasuna, Guernica
37-254 - 258 Astra, Esperanza y Unceta, Guernica
37-259 Astra
37-260 Azul, Euologio Arostegui, Eibar
37-261 Acha Hermanos, Ermua
37-262 Le Basque, Eulogio Arostegui, Eibar
37-263 Beistegui Hermanos, 1914
37-264 Bolumburu, Gregorio, Eibar
37-265 Bristol, Gregorio Bolumburu, Eibar
37-266 Bronco 1918, Echave y Unceta, Guernica
37-267 Brunswig 1916, Esperanza y Unceta
37-268 Waldmann 1913, F. Arizmendi y Goenaga, Eibar
37-270-271 Walman, 1914, F Arizmendi y Goenaga, Eibar
37-272 Venus, Tmas de Urizar de Barcelona
37-273 Vesta, Hijos de A,. Echeverria, Eibar
37-274 Victoria 1911, Unceta y Compaia, Guernica
37-275 Vincitor, 1914, M. Zulaica y Compaia, Eibar
37-276 Vilar, 1914, Retolaza Hermanos o Gregorio Bolumburu
37-277 Gloria,1915, Gregorio Bolumburu, Eibar
37-278 Destructor, Iraola Salaverria y Compaia, Eibar
37-279 Demon, Manifactura de Armas Demon, Eibar
37-280 Destroyer, Isidro Gaztaaga, Eibar
37-281 Destroyer
37-282 Singer, F. Arizmendi y Goenaga, Eibar
37-179 Principe, Tmas de Urizar de Barcelona
37-180 Princeps, Tmas de Urizar de Barcelona
37-181 -183-183 Protector, Santiago Salaberrin or Echave y Arzimendi, Eibar
37-184 Rayon
37-185-186-187 Regent, Gregorio Bolumburu, Eibar
37-188-189-190 Regina, Gregorio Bolumburu, Eibar
37-191 Reims, Azanza y Arrizabalaga, Eibar
37-192 Renard, Echave y Arizmendi, Eibar
37-193 Retolaza, Retolaza Hermanos y Compaia, Eibar
37-283 Singer
37-284 Indian, Isidro Gaztaaga, Eibar
37-285 Ydeal, Francisco Arizmendi, Eibar
37-286 Izarra, Bonifacio Echeverria, Eibar
37-287 Cobra, Arizmendi, Zulaica y Compaia, Eibar
37-288 Ca-Si, Fabrique d'Armes de grande prcision, Eibar
37-289 Liberty, 1914, Retolaza Hermanos o Gregorio Bolumburu
37-290 Libia, Beistegui Hermanos, Eibar
37-291 Lusitania, La Armera Elgoeibarresa, Elgoeibar
37-292 Looking Glass, Acha Hermanos, Eibar
37-293 Martina, Martin Bascaran, Eibar
37-294 Omega, Armero Especialistas, Eibar
37-295 Omega
37-296-297-298 Paramount, Apaolozo Hermanos, Eibar
37-296 37-299 Plus Ultra, 1932, Gabilondo y Compaia, Elgoeibar
37-300 Praga, Sociedad Espaola de Armas y municiones, Eibar
37-301 Princeps, Fabrique d'Armes de grande prcision, Eibar
37-302 Puma, Fabrique d'Armes de grande prcision, Eibar
37-303 Precision, Fabrique d'Armes de grande prcision, Eibar
37-304 Puppel, Ojanguren y Vidosa, Eibar
37-305-306 Regina, Gregorio Bolumburu, Eibar
37-307 Regina
37-308 Republic
37-309 Reims, 1914, Azanza y Arrizabalaga Eibar
37-310 Retolaza 1914, Retolaza Hermanos, Eibar
37-311 Royal (Novelty), M. Zulaica y Compaia, Eibar
37-312 Royal
37-313 Royal
37-314 Roland, Francisco Arizmendi, Eibar
37-315-316 Ruby Arms Co., Gabilondo y Urresti, Elgoeibar
37-317 Aldazabal Leturiondo y Cia, Eibar
37-318 Echeverria, Hijos de A. Echeverria, Eibar
37-319 Salaverria, Iraola Saverria, y Compaia, Eibar
37-320 Cebra, Beistegui Hermanos o Arizmendi, Zulaica & Co., Eibar
37-321 Le Secours, Tmas de Urizar de Barcelona
37-322 Selecta, 1919, Echave y Arizmendi, Eibar
37-323-324 Stosel, Retolaza Hermanos, Eibar
37-325 Zulaica, 1914, M. Zulaica y Compaia, Eibar
37-326-327 Titanic, 1914, Retolaza Hermanos, Eibar
37-328 Trust, Fabrique d'Armes de grande prcision, Eibar
37-329 Union, Unceta y Compaia, Guernica
37-330 Urrejla y Compaia, Eiber
37-331-332 Fiel, Erquiaga, Muguruzu y Compaia, Eibar
37-333 Joha,
37-334 Campeon, 1919, Crucelegui Hermanos, Eibar
37-335 Ignota
37-336 Ignota
37-337 -7-8-9 Express, Garate, Anitua y Compaia, Eibar
37-340-1-2-3 Express
37-344-345 Errasti, Antonio Errasti, Eibar
37-346 Jupiter, Fabrique d'Armes de grande prcision, Eibar
37-347-348 Ignota
37-349 Astra 700, Unceta y Compaia, Guernica
37-350 Boltun, Francisco Arizmendi, Eibar
37-351 Walman, Arizmendi y Goenaga, Eibar
37-352-353 Danton, Gabilondo y Compaia, Elgoeibar
37-354 Destroyer 1919, Isidro Gatzaaga, Eibar
37-355 Ruby Arms Co., Gabilondo y Urresti, Elgoeibar
37-356 Handy, 1917
Italia
38-1 Glisenti 1906 e 1910, Metallurgica Bresciana gi Temprini, cal.7,65 para e 9
Glisenti
38-2 Brixia 1912, cal. 9 Glisenti
38-3-4 Beretta mod. 1915, cal. 7,65 e 9 Glisenti
38-5 Beretta mod. 1915-19, cal. 7,65
38-6 Beretta mod. 1923 cal. 9 Glisenti
38-7 Beretta mod. 1931, cal.7,65 (in figura il modello per la marina)
38-8 Beretta mod 1934, cal. 9 corto
38-9 Beretta mod. 949 Cougar, cal.9 corto
38-10 Beretta mod. 318, cal. 6,35 (il mod. 1919 in piccolo)
38-11 Beretta mod. 418 Bantam, cal. 6,35
38-12 Beretta mod. 418 Pantera, cal. 6,35
38-13 Beretta mod. 950 cal. 6,35
38-14 Beretta mod. 951 Brigadier, cal.9 para
38-15 Beretta mod. 70 cal. 7,65 (71, 72, 73, 74 simili in calibri diversi)
38-16 Beretta mod. 70 T, cal. 7,65 (mod. 101 in cal. 22 l.r.)
38-17 Beretta (Armi Roma) mod. 90 cal. 7,65
38-18 Beretta mod. 84 cal. 9 corto (anche 81, 81 BB, 84 BB, 82 BB, 85 BB, 87 BB in
calibri minori)
38-19 Beretta mod. 92, cal. 9 para
38-20 Sosso, Giulio Sosso, Torino, 1934 (I) e 1938 (II), cal. 9 para
38-21 Galesi 1923 (Industria Armi Galesi - IAG Collebeato, Brescia), vari calibri
38-22 Galesi 1930, vari calibri
38-23 Galesi mod. 1930
38-24 Galesi mod. 6, vari caibri
38-25 Galesi mod. 6
38-26 Galesi (An. Ic. Armi Galesi) mod. 9, cal. 6,35
38-27 Galesi (Armi Galesi, Brescia AG) mod. 506, cal. 6,35
38-28 Galesi mod. 515 cal. 7,65
38-29 Rigarmi (Rino Galesi RG, Brescia), cal. 6,35 e 22 .r.
38-30 Rigarmi mod. Hijo Militar, cal. 7,65 e 22 l.r.
38-31 Bernardelli (Vincenzo Bernardelli & C. Gardone V.T.) 1947, mod. UB, cal.9 para
38-32 Bernardelli cal. 7,65 e 9 corto
38-33 Bernardelli 1964, cal. 6,35
38-34 Bernardelli PA Baby, cal. 22 l.r.
38-35 Bernardelli mod. M.60, cal. 7,65 e 22 l.r.
38-36 Bernardelli mod. Usa o M.80 , cal. 7,65 e 22 l.r.
38-37 Sata (Sabatti e Tanfoglio), 1954, cal. 6,35
38-38 Titan (GT, Giuseppe Tanfoglio), cal. 6,35
38-39 Lercker, cal. 6,35

Canada
39- 1 Colt Browning mod. 1911(Nord American Arms & Co., Quebec), cal. 45 ACP
39-2 Pistol n. 2, John Inglis & Company, Toronto, cal. 9 para
Cina
40-1-2 Mauser-C96 (copia), cal. 45
40-3-4-5 Copie di Browning
40-6 Copia di Maser
40-7-8 Copia di Mauser
40-9 Tipo 31 del 1931 cal. 6,35
40-10 Nord Cina, tipo 19, 1944, cal. 8 Nambu
40-11 FN Browning GP-35 (fatte in Belgio e Canada), 1940-45), cal. 9 para
40-12 Mod. 213A, Norinco, cal. 9 para
Corea
41-1 Tipo 68, 7.62 Tokarev
41-2 Copia di Colt Browning
41-3 Copia di Colt Browning mod. 1903

Messico
42-1 Obregon, (Fabrica National de Armas, Mexico City) cal. 45 ACP
42-2 Corla ( Fabrica de Armas, Zaragoza), cal.22 l.r.

Norvegia
43-1 Army mod. 1914 cal. 11,25
Polonia
44-1 VIS-35, Fabryka Broni, Radom, cal. 9 para
44-2 Smok, Fabryka Nakulski, Gniezno, cal. 6,35
44-3 P-64 o Czak, Zaklady Metalowe Lucznik, Radom, cal. 9 Mak.

Unione sovietica
45-1 TK di Sergio Korovin, fabbrica Toz,Tula 1926, cal. 6,35
45-2 TK (TOZ)
45-3 Korovin, cal. 7,65
45-4 Prilutskiy, 1928, cal. 7,65
45-5- 6 Tokarev TT, 1930, cal. 7,62
45-7 Tokarev TT, 1933, cal. 7,62
45-8 Tokarev TT, 1951, cal. 7,62
45-9 Korovin, 1938, cal. 7,62, sperimentale
45-10 Korovin n.9, cal. 7,62, sperimentale
45-11 Margolin, cal. 22 l.r.
45-12 -13 Rakov, cal. 7,62, sperimentale
45-14 Tokarev, cal. 7,62, sperimentale
45-15 Voevodin, cal. 7,62, sperimentale
45-16-17 Makarov PM (fabbrica di Izhevsk), cal. 9 Mak.
45-18-19 Stechkin APS (fabbrica di Izhevsk), cal. 9 Mak.
45-20 PSM, (Lashnev, Simarin e Kulikov), cal. 5,45 mm
USA
46-1 Colt 1900, cal. 38 ACP
46-2 Colt 1902, cal. 38 ACP
46-3 Colt 1903, cal. 38 ACP
46-4 Colt 1905 cal. 45 ACP
46-5 Colt 1907, cal. 45 ACP
46-6 Colt 1909, cal. 45 ACP
46-7 Colt 1911, cal. 45 ACP
46-8 Colt 1911A1, cal. 45 ACP
46-9 Colt Commander, vari calibri
46-10 Detonic, Detonics Inc., Seattle, vari calibri
46-11 General Officer Model, (Colt 45. mod. 15), cal. 45 ACP
46-12 Colt tascabile cal. 32 ACP
46-13 Colt cal. 25 ACP del 1908
46-14 Colt 380 cal. 380
46-15 Colt Junior, 1957, cal. 25 ACP
46-16 Bauer, Bauer firearms Corporation, Frase (Mich.), 1975, cal. 25 ACP
46-17 Bach UP, OMC, El Monte (Cal.), cal. 380 ACP
46-18 Guardian mod. 270 (G27C), FAI, cal. 25 ACP
46-19 H&R Harrington& Richardson Arms Company, Worcester (Mass.), 1916, cal.32
ACP
46-20 H&R, 1912, cal. 25 ACP
46-21 Indian 380, Indian Arms Corporation, Detroit, 1982, cal. 380ACP
46-22 The Infallible, Warner Arms Corporation, Norwich, 1919, cal. 32 ACP
46-23 Air Crew, Kimball Arms Company, Detroit, cal. 30 M1 Car.
46-24 Remington mod. 51, 1919, vari calibri
46-25 S&W 1913, Smith & Wesson, Springfield, cal. 35 S&W
46-26 S&W 1924, cal. 32 ACP
46-27 S&W mod. 39, cal. 9 para
46-28 S&W mod. 459 ,cal. 9 para
46-29 S&W mod. 61 Escort, 1969, cal. 22 l.r o 25 ACP
46-30 AFM, Mark X, American firearms Manufacturing, San Antonio
46-31 Sterling mod. PPL, Sterling Arms Corp., cal. 25 ACP
46-32 Sterling mod. 400 Mark II, 1976-79, cal. 380 ACP
46-33 Sterling mod. 300 cal.25 ACP e 302 cal. 22 l.r
46-34 Savage mod. 1907, Savage Arms Comp., Utica, cal. 32 ACP
46-35 Savage mod. 1913, cal. 380 ACP
46-36 Savage mod. 1915 cal. 380 ACP
46-37 Savage mod. 1917 cal. 32 ACP
46-38 Savage 1914-18, cal. 25 ACP
46-39 Thomas, A. James, Covina Cal. 1970, cal.45 ACP
46-40 Combat cal. 45 ACP
46-41 Phoenix, Phoenix Arms Company, Utica, 1907, cal. 25 ACP
46-42 F.I. mod. D, Firerarms Int. (copia Star spagnola)
46-43 W.A.C., Warner Automatic Pistol, Brooklyn, (tipo Schwarzlose) 1911, cal. 32 ACP
46-44 Union, unions Arms Cpm. Toledo (Utah), 1903, cal. 32 0o 38 S&W (munizioni per revolver!)
46-45 Auto Mag Pistol (AMP) mod. 180, Pasadena, 1970, cal. 357 o 44 AMP

Turchia
47-1 Kirikkale, Kirikkale Tfek Fabricasi, 1948, cal. 7,65 e 9 corto (copia Walther PP)

Finlandia
48-1 L-35 Valtions Kivritedhas (VKT), Jyvskyl, 1937, cal. 9 para
Francia
49-1 Bernardon-Martin, Saint-tienne, 1906, cal. 7,65
49-2 Bernardon-Martin, Saint-tienne, cal. 6,35
49-3 Le Steph, Manufacture d'armes Automatiques, Saint-tienne, cal. 6,35
49-4-5 Le Franais, mod. militare, Manufacture Franaises d'Armes e Cycles, Saint-
tienne, 1923, cal. 9 Br. lungo
49-6 Le Franais, 1929, cal. 6,35
49-7 Le Franais, 1926 cal. 6,35
49-8 Le Franais 1926, cal. 6,35
49-9 Le Franais Policeman, Manufrance, cal. 7,65
49-10 MAS 1925 No. 1, Manufacture d'armes Automatiques, Saint-tienne, cal.7,65
lungo
49-11 MAS 1932 Type A No. 4 cal.7,75 lungo
49-12 MAS 34, 1940, cal. 7,65 lungo
49-13 MAS 35 S, 1941, cal.7.65 lungo
49-14 MAS 50, 1950-53, cal. 9 para (militare)
49-15 MAB mod. R, Manufacture d'Armes de Bayonne, 1951, vari calibri
49-16 MAB mod. C o Cavalier, 1933, vari calibri
49-17 MAB mod. D, 1935, calibri vari
49-18 MAB mod. E, cal. 6,35
49-19 MAB mod. R, 1951, vari calibri
49-20 MAB mod. PA-8, 1966, cal. 9 para
49-21 MAB PA-15, 1966, cal,. 9 para
49-22 Unique Kriegsmodell, Man. d'Armes des Pyrennes Franaises, Hendaye (regime
di Vichy), cal. 7.65
49-23 Unique L, 1925, vari calibri
49-24 Unique R, 1951, vari calibri
49-25 Unique C-2, cal. 7,65
49-26 Unique D-1, cal. 22 l.r.
49-27 Unique D-2, cal. 22 l.r.
49-28 Unique Bcf-66 , cal.7,65 e 9 corto
49-29 Unique Mikros mod. 5 o K, cal. 6,35
49-30 Audax, Man. d'Armes des Pyrennes Franaises, Hendaye cal. 6,35
49-31 Ver-Car, Man. d'Armes Verney-Carron et cie, cal. 6,35
49-32 Gallia, Man. d'Armes des Pyrennes Franaises, Hendaye, cal. 6,35
49-33 EBAC, Man. d'Armes des Pyrennes Franaises, Hendaye, cal. 6,35
49-34 Kitu, ignoto, cal. 6,35
49-35 MAB mod. A o Defender, cal. 6,35
49-36 Le Majestic, Man. d'Armes des Pyrennes Franaises, Hendaye, cal. 6,35
49-37 SA, Societ d'Armes de Paris, cal. 6,35
49-38 Le Sans Pareil, Man. d'Armes des Pyrennes Franaises, Hendaye, cal. 6,35
49-39 Triomphe Franais, Man. d'Armes des Pyrennes Franaises, Hendaye, cal. 6,35
49-40 Unique mod. 10, cal. 6,35
49-41 Union, M. Seytres, Saint-tienne, cal. 6,35
49-42 HV, Hourat et Vie, Pau, cal. 6,35
49-43 Lepco o Helepco, Man. d'Armes des Pyrennes Franaises, Hendaye per H. Le
Personne, London, cal. 6,35
49-44 Unique mod. 10, cal. 6,35
49-45 Unique cal. 7,65
49-46 Union cal. 7,65
49-47 Audax, cal. 7,65
49-48 Unique mod. 18, cal. 7,65
49-49 Ver-Car, Man. d'Armes Verney-Carron et Cie
49-50 Union France, 1935, cal. 7,63 Mauser e 9 para
49-44 Unique mod. 10, cal. 6,35
49-45 Unique cal. 7,65
49-46 Union cal. 7,65
49-47 Audax, cal. 7,65
49-48 Unique mod. 18, cal. 7,65
49-49 Ver-Car, Man. d'Armes Verney-Carron et Cie
49-50 Union France, 1935, cal. 7,63 Mauser e 9 para
50-7 CZ 1924, cal. 9 corto
50-8 CZ mod. 27, cal. 7,65
50-9 Little Tom, Alois Tomiska, Pilsen, cal. 6,35
50-10 CZ 1936, cal. 6,35
50-11 CZ 1938, cal. 9 corto
50-12 PZK, Posumavska Zbrojovka, Kdyne, cal. 6,35
50-13 Ydeal, Frantisek Dusek, Opocno, cal. 6,35
50-14 Slavia, A. Vilimec, Kdyne, cal. 6,35
50-15 CSZ, Cekoslovenske Statni Zbrojovka, cal. 6,35
50-16 Duo, Frantisek Dusek, Opocno, cal. 6,35
50-17 Jaga, Frantisek Dusek, Opocno, cal. 6,35
50-18 Mars, Posumavska Zbrojovka, Kdyne, cal. 6,35
50-19 Mars, Posumavska Zbrojovka, Kdyne, cal. 7,65
50-20 Mars, Posumavska Zbrojovka, Kdyne, cal. 6,35
50-21 Zbrojovka Plzen, Pilsen, 1919, cal. 7,65
50-22 Perla, Frantisek Dusek, Opocno, cal. 6,35
50-23 CZ 523, mod. 1952, cal. 7,62
50-24 CZ 1950, cal. 7,65
50-25 CZ 1945 cal. 6,35
50-26 Duo, Frantisek Dusek, Opocno, cal. 6,35
50-27 Pistola Z, Ceska Zbrojovka, Praga, cal. 6,35
50-28 CZ 70, cal. 7,65
50-29 CZ 75, Pfesn Stroijrentsvi, Uhrersky Brod, cal.9 para
Chile
51-1 FAMAE, Fabrica de Material del Ejercito, Santiago, cal. 6,35
Svizzera
52-1 Arquebusier, Ernest et Franois Mayor, Lausanne, cal. 22 l.r.
52-2 Arquebusier mod 3, cal. 6,35
52-3 Chylewski (brevetto per caricare con una sola mano), SIG, 1910-15, cal. 6,35
52-4 Steyr-Solothurn, cal. 6,35
52-5 Parabellum Luger mod. 06/29, Eidgenssische Waffenfabrick, Bern, cal. 7,65 para
52-6 SIG SP 44/16, Schweizerische Industrie-Gesellschaft, Neuhausen, cal. 9 mm. para
52-7 SIG 47/8 o P 210, cal. 7,65 para e 9 para
52-8 SIG-Sauer P 220, vari calibri
52-9 SIG-Sauer P 225, cal. 9 para
52-10 SIG Sauer P 230, 1974, vari calibri
Svezia
53-1 Hamilton mod. 1901, Thorssin & Sons, Alingss, cal. 6,35
53-2 M/07, Husqvarna Vapenfabriks, cal.9 Br.
53-3 M/1940,( tipo Lahti) Husqvarna Vapenfabriks, cal.9 para

Jugoslavia
54-1 Mod. 1931 Yovanovich, Arsenale di Kragujevac, cal. 9 corto
54-2 Mod. 57, Zavodi Crvena Zastava, Kragujevac, cal. 7,62 (copia Tokarev)

Giappone
55-1 Hino, Komuro, Tokio, 1908, cal.7,65
55-2 Nambu 1903, mod. A, Tokio, cal. 8
55-3 Nambu mod. B (baby), 1909, cal. 7
55-4 Taisho anno 14, 1925, cal. 8
55-5 Nambu mod. 94, cal. 8
55-6 New Nambu mod. 57, cal. 9 para
55-7 New Nambu, mod. 57A, cal. 9 para
55-8 New Nambu, mod 57B, cal, 7,65
55-9 Iato (?), cal. 7,65

Pistole di origine e marca sconosciute

56-1-2-3-4-5 Ignote
Cannone ad avancarica

1 - Assale; 2 - Mozzo; 3 - Vite d'alzo; 4 - Orecchione; 5 - Anello per funi di traino o


frenaggio; 6 - Ansa; 7 - Coperchio; 8 - Bocca da fuoco (canna); 9 - Tulipano; 10 -
Scovolo; 11 - Calcatoio; 12 - Taglia miccia; 13 - Catena con rampone; 14 - Maniglia
di sollevamento; 15 - Anello di traino; 16 - Braccio elevatore; 17 - Bottone; 18 -
Focone; 19 - Anima.
Cannone moderno

1 - Manicotto o camicia; 2 - Bocca da fuoco (canna); 3 - Gancio di volata; 4 -


Scudo; 6 - Segmento di elevazione; 7 - Tamburo di elevazione; 8 - Culla; 9 - Vivo di
culatta; 10 - Manovella dell'otturatore; 11 - Culatta; 12 - Quadrante dell'alzo; 13 -
Percussore; 14 - Otturatore a vite eccentrico; 15 - Risalto dell'otturatore; 16 -
Volantino di elevazione; 17 - 18 - 19 - Fermo della coscia d'avantreno 20 - Freno di
rinculo 21 - Vite di puntamento 22 - Braccio di puntamento 23 - 24 - e 25 Scarpa di
bloccaggio 26 - Maniglia 27 - Affusto 28 - Sede dell'occhione di traino; 29 -
Occhione di traino 30 - Vomere di coda 31 - Coda d'affusto 32 - Sede della leva 33 -
34 - Leva di sparo con funicella.
Cannoni famosi

Cannoni famosi: Grande Berta e Cannone di Parigi


Il limite di velocit dei proiettili.

La Grande Berta - Die Grosse Berta

All'inizio del 1900 ci si accorse che la potenza delle artiglierie non era adeguata alle
necessit belliche ed in particolare alla necessit di vincere opere di fortificazione
sempre pi imponenti. Il mortaio da 305 mm del 1897 (Germania) poteva perforare 1,4
m di cemento armato alla distanza di 7 km, ma i militari avevano bisogno di artiglierie
con una gittata fino a 12 km e una capacit distruttiva maggiore.
Vennero iniziati nuovi studi che portarono al mortaio da 305 mm del 1901, capace di
perforare 1,6 m di cemento, ma costruito in pochi esemplari.
Nel 1906 veniva dato incarico alla ditta Krupp di costruire un mortaio da 420 mm, che
per non rappresentava una novit in Europa: le navi inglesi erano gi armate con il
cannone L/30 da 413 mm. Nel 1906 la Krupp present il mortaio M 12 da 420 mm, per
trasporto ferroviario, detto anche apparecchio Gamma, dal peso complessivo, in
posizione, di ben 150 tonnellate. La gittata era solo di 14 km ed era perci soggetto al
tiro delle artiglierie da campagna nemiche. Questo mortaio venne adottato ufficialmente
solo nel 1912. Ne vennero prodotti 5 pezzi prima della guerra e 10 nel corso della
guerra.
La scarsa mobilit di questa artiglieria consigli di ripiegare su di un mortaio pi leggero
e mobile, trasportabile anche su strada, e cosi venne studiato lo M-Gert (M 14), che poi
sarebbe diventato famoso con il nomignolo di "Grande Berta" (in tedesco Dicke Berta e
quindi, pi correttamente, la "Grossa Berta"). La gittata era solo di 9300 m con una
velocit iniziale di 330 ms, ma impiegava nuovi proiettili aerodinamici e di ottima
precisione. Il peso complessivo era di 42 tonnellate, scomponibile in quattro carichi per
il trasporto su treno. Due pezzi erano gi pronti all'inizio della guerra, dieci venero
costruiti successivamente.
Questo pezzo divenne famoso nella prima guerra mondiale, quasi fosse una super-arma,
anche se in effetti non aveva doti superiori alla norma. Ma la pubblicit serve anche ai
cannoni! Va detto comunque che fu impiegata con successo contro le fortificazioni di
Liegi, Namur, Anversa, Longwy, Manovillier, nonch sul fronte orientale. Fall solo
l'assalto al forte di Douaumont e a Verdun.

Il Cannone di Parigi

La Grande Berta viene spesso confusa con un'altra super-arma, del tutto diversa e pi
importante per gli studi sull'artiglieria: il cannone L/162 di Parigi (Pariser Geschtz).
Esso fece la sua comparsa il 23 marzo 1918 quando iniziarono a piovere su Parigi dei
proiettili nemici di inspiegabile provenienza poich il fronte era a 100 km dalla citt!
Dopo l'arresto dei tedeschi sulla Marna, non era venuta meno l'idea di colpire Parigi e
alla Krupp il direttore Rausenberger e il famoso balistico v. Eberhard, si erano messi
all'opera. In quel momento la gittata massima pensabile era quella di 40 km raggiunta
dal cannone da costa inglese da 380 mm. Un giorno per, nel poligono della Krupp
accadde che un proiettile and perso e fin nel giardino di un parroco, ben 10 km oltre il
limite considerato di sicurezza, e quindi con una gittata massima superiore del 20% a
quella prevedibile. Eberhard si mise a tavolino e, dopo calcoli su calcoli, scopr un fatto
fino ad allora sfuggito ai balistici: se si spara con un angolo di tiro elevato, superiore a
45, in modo che il proiettile raggiunga rapidamente gli strati meno densi dell'atmosfera,
conservando una elevata velocit, il successivo tratto della traiettoria avviene in
condizioni di resistenza minime, con il sorprendente aumento di gittata. Calcol cos che
il proiettile doveva essere stato sparato, per errore del puntatore, con un angolo di 55
gradi, fatto che le prove successive confermarono.
Perci, quando i generali richiesero alla Krupp un cannone capace di sparare a 120 km.
le basi teoriche erano gi pronte. Si trattava di realizzare l'arma con una adeguata
velocit iniziale. I calcoli portarono a concludere che si doveva impiegare un calibro da
210 mm con una velocit iniziale di 1650 ms. Sarebbe infatti stato impossibile costruire
un cannone di calibro maggiore, con le dimensioni necessarie e, d'altra parte, un calibro
pi piccolo non sarebbe stato distruttivo.
Il proiettile, particolarmente aerodinamico, venne munito di corona di forzamento in
acciaio, in quanto quelle di rame non avrebbero retto alle sollecitazioni. Ci comport
problemi nel caricamento perch il proiettile doveva essere, per cos dire, avvitato nella
rigatura e presentato nell'esatta posizione alla culatta. Il proiettile pesava 105-120 kg con
una gittata massima di 132 km.
La carica di lancio era quasi tre volte quella normale e la ditta Nobel dovette studiare
una polvere alla nitroglicerina con 825 cal/kg che non rovinasse troppo la canna.
La canna aveva la lunghezza di 40 metri e doveva essere sostenuta per evitare che si
incurvasse; il peso complessivo era di 400 tonnellate (circa 1000 se si considera il
supporto per il trasporto).
Al momento dello sparo veniva fatta contemporaneamente sparare una serie di cannoni
normali, posti sul territori circostante, al fine di impedire la nemico la localizzazione
acustica del pezzo (vi erano gi i ricognitori aerei).
Vennero costruiti, a quanto sembra, tre esemplari dell'arma (probabilmente tre bocche da
fuoco ed un solo affusto). Alla fine della guerra erano in corso di produzione altri 4
esemplari.
I tiri su Parigi cessarono per rapidamente: i tecnici non avevano previsto la rapida usura
dell'anima della bocca sa fuoco, soggetta a straordinarie sollecitazioni; dopo una ventina
di colpi la velocit cominciava a diminuire, costringendo ad aumentare la carica di
polvere e dopo circa 60 colpi la bocca da fuoco diveniva inutilizzabile.
Si badi che in alcuni testi (come il Dizionario delle Armi di L. Musciarelli), si trovano
notizie del tutto fantasiose: spesso si confonde il Cannone di Parigi con la Grossa Berta,
si scrive che pesava solo 78 tonnellate, che ne vennero costruiti 10 esemplari e che la
batteria era formata da tre pezzi e che venero sparati 898 colpi!

Negli anni successivi alla guerra, sorta la necessit di proiettili molto veloci per il tiro
antiaereo e anticarro, proseguirono gli esperimenti per vedere se era possibile superare il
limite di velocit dei proiettili imposto dall'usura delle canne. Il risultato non fu
soddisfacente perch con velocit attorno a 1200 ms le canne divenivano inutilizzabili
dopo 150-250 colpi, sparati lentamente.
Inoltre, al crescere della velocit richiesta, il peso della polvere necessaria cresceva in
modo esponenziale. Se per 1000 m/s la carica di polvere pesava il 40% del peso del
proiettile, per ottenere 1300 m/s occorreva un peso di polvere pari a quello del proiettile.
Ad esempio mentre 4,3 kg di polvere sono sufficienti per imprimere 500 m/s ad un
proiettile cal. 15 cm da 45,3 kg, ne occorrono 20 per imprimergli la velocit di 900 m/s e
ben 61 kg per ottenere 1500 m/s! Ci la conseguenza del fatto che al momento dello
sparo non viene accelerato solo il proiettile, ma anche circa il 40% della carica di lancio
al fine di assicurare l'aumento di velocit per tutta la lunghezza della bocca da fuoco. La
velocit limite teorica perci la velocit a cui un aumento della carica di polvere non
comporta pi alcun aumento nella velocit del proiettile, e si aggira, per una polvere di
950 cal/kg, attorno ai 2350 m/s. Per, a parte lo spreco di polvere ed a parte la necessit
di canne lunghissime, non vi canna che resista per pi di pochi colpi.
Si concluse quindi che la velocit pratica non poteva superare i 1000 m/s, velocit che
gi riduceva la durata di una canna da 150 mm a 350 colpi (contro gli 11.000 alla
velocit di 500 m/s!).
Nel 1932 venne adottata la polvere RPC/32 con soli 825 cal/kg e ci consent di portare
la durata delle canne a circa 1000 colpi. Tempo dopo questa polvere, per ragioni di
autarchia, venne sostituita con una polvere a base di glicolo e guanidina.

Negli anni 1932-1934 Gerlich sostenne di aver risolto il problema e di poter raggiungere
velocit fino a 1400 ms. La sua idea era quella di usare canne con foratura conica, e un
proiettile con un orlo deformabile attorno al corpo (Flanschengeschoss, lett. proiettile
flangiato, anche se la flangia non c'entra affatto), in grado di adattarsi al progressivo
restringimento della canna, cos che il proiettile avesse nella canna una bassa densit
sezionale (e quindi una maggior superficie di spinta) e all'esterno una elevata densit
sezionale. L'idea non era nuova perch era gi stata proposta, negli stessi termini da un
certo Puff nel 1903.
Nella pratica per si riscontr che questo sistema, che complicava enormemente la
produzione delle canne e dei proiettili, non presentava vantaggi sufficienti.

Si affermarono invece i proiettili con sabot che risolvono egualmente bene l'esigenza
delle due diverse densit sezionali. Neppure essi per superano il problema della
resistenza della canna e del peso della carica di polvere e quindi si pu concludere che
allo stato delle cose la velocit massima praticamente auspicabile per un proiettile di
arma da fuoco attorno i 1200 ms.
Il lanciafiamme, storia e impiego

Lanciafiamme LPO-50 della ex DDR (Germania Orientale)

Lo sviluppo delle invenzioni condizionato dalla tecnica. Leonardo da Vinci ebbe l'idea
buona per centinaia di invenzioni, ma la tecnica del suo tempo non ne consentiva la
realizzazione pratica.
Il fuoco un'arma eccezionale, sovente molto pi distruttivo degli esplosivi, ma il suo
impiego diretto come arma sempre stato alquanto limitato. Dico impiego diretto,
perch ovviamente il fuoco sempre stato usato per provocare incendi in danno del
nemico: lancio di frecce incendiarie o di involucri incendiari sui tetti delle citt nemiche
o sulle navi nemiche, barche incendiarie spinte contro le flotte del nemico, sostanze
bollenti o infiammate rovesciate sugli assedianti o sulle loro macchine d'assedio.

La prima traccia storica di una macchina sputa-fiamme, (salvo incerte incisioni assire)
usata per non come arma, ma come una gigantesca torcia per bruciare le palizzate della
citt assediata, si trova in Tucidide che descrive l'assedio della fortezza di Delio in
Beozia (da non confondere con Delo, isola delle Cicladi e sede del culto di Apollo, come
purtroppo avviene in qualche autorevole enciclopedia!) avvenuto nel 424 a. C.
I Beoti e loro alleati "segarono per il lungo un grande tronco e lo svuotarono
completamente; quindi ricomposero le due met, come si fa per costruire un flauto; ad
una estremit fissarono con catene un braciere collegato con un tubo di ferro che
entrava nel tronco; per mezzo di carri l'accostarono al muro, la dove era principalmente
costruito con graticci di vite e pali; quando fu vicino soffiarono con grandi mantici nel
tronco. L'aria cos spinta che, attraverso il tubo di legno giungeva sul braciere pieno di
carboni accesi, di zolfo e di pece, sviluppava grandi fiammate con le quali venne
incendiato il muro, tanto che nessuno vi pot rimanere ".
Nel 360 a. C. lo scrittore Ainaia, il Tattico, insegna come costruire vasi incendiari da
lanciare sui tetti del nemico e consiglia un miscuglio di pece, zolfo, stoppa, incenso,
trucioli di legno resinoso; egli sa gi bene che questi composti non vengono spenti
dall'acqua, che anzi li diffonde, e consiglia di usare invece l'aceto.
Le frecce incendiarie trovano scarsa applicazione per l'elevato pericolo che il fuoco si
estingua a causa della loro stessa velocit (Aristotele, che di frecce ne aveva viste poche,
era ancora dell'idea che una freccia potesse accendersi da sola per la velocit del suo
volo!).

La prima descrizione tecnica si trova in Ammiano Marcellino (Rerum Gestarum, XXIII,


4), nel quarto secolo d. C. e, nello stesso periodo Vegezio introduce nella ricetta il
bitume e il petrolio, gi noti ai Greci fin dal tempo di Alessandro.
Il primo indizio di apparecchi per lanciare liquidi infiammabili si trova in un testo del
bizantino Teofane (nato attorno al 760 d. C.) il quale riferisce che l'imperatore
Costantino Progonatos (671 d. C.) aveva fatto armare le sue navi "con pentole
incendiarie e sifoni" e che qualche anno dopo un certo Callinico aveva introdotto il
"fuoco navale" dalla Siria. a questo periodo che risale la nozione del "fuoco greco" in
cui poi molti autori hanno voluto vedere, del tutto a torto, un precursore degli esplosivi;
tutte le ricette di miscele incendiarie, che sono rinvenibili nel libro medievale "Liber
ignium ad comburendum hostes" di Marco Greco, basato su fonti greche ed arabe, nulla
hanno a che vedere con le sostanze esplosive, neppure quando contengono salnitro.
Qualche tempo dopo i bizantini scoprivano che mescolando della calce viva nelle
miscele incendiarie, si potevano produrre degli ordigni che si incendiavano da soli.
Si tenga presente che il termine "sifoni" stava ad indicare quegli apparecchi con una
specie di pompa che gi i romani usavano per spegnere gli incendi; se si considera che
fin dal tempo di Plinio i romani erano in grado di distillare l'acqua ragia, si comprende
come l'abbinamento delle due tecniche poteva rendere agevole lo spruzzare il nemico
con prodotti molto infiammabili: poco importa poi se gi accesi o da accendere dopo
averli spruzzati.

Nella cronaca Alexiade, scritta (1148) da Anna Comnena, figlia di Alessio,imperatore di


Bisanzio e che racconta l'assedio di Durazzo nel 1108, si descrive l'impiego di cerbottane
con cui i bizantini soffiavano vampate di fuoco sul volto degli aggressori normanni;
anche in questo caso si trattava di zolfo e di resina polverizzata che si infiammava
passando su di una fiamma o brace posta alla bocca di un lungo tubo.

L'introduzione della polvere da sparo, che agli effetti incendiari unisce quelli esplosivi,
mette in ombra le macchine incendiarie e bisogna giungere all'inizio del ventesimo
secolo per ritrovarle impiegate in guerra. Esse, con il nome di lanciafiamme, vennero
impiegate dapprima dai tedeschi a Malencourt (26 febbraio 1915) e, poco dopo, dagli
austriaci sul Carso. Pare che a proporli all'esercito tedesco fosse stato, anni prima, un
certo Richard Fiedler. La loro efficacia era molto limitata, ma grande era l'effetto
psicologico. Ricordiamo che per indicare un mostro veramente terribile, la favolistica ha
sempre usato il drago che sputa fiamme!
Schema del modello USA M2A1-7 - Gruppo serbatoio
A - Serbatoi per combustibile; B - Serbatoio per il gas compresso;
C - Valvola di pressione; D - Tubo di racordo;
E - Bocchetta di innesto della lancia

Lancia di emissione del mod. M2A1-7 : A - Testa di emissione; B - Canna;


C - Tubo per combustibile; D - Gruppo valvola; E - Leva di emissione;
F - Impugnatura posteriore; G - Leva di sicurezza;
H - Grilletto; I - Impugnatura anteriore.
Il serbatoio di 15 litri, la portata oltre 70 metri.

Il principio costruttivo alquanto semplice: si tratta di proiettare sul nemico, attraverso


un tubo, sostanze incendiarie, di solito derivati dal petrolio con flemmatizzanti
(addensanti i quali, oltre a rendere il liquido meno scorrevole sul nemico, raddoppiano la
portata rispetto al liquido non addensato). La miscela viene incendiata nel momento in
cui esce dal tubo, mediante una scintilla o un accenditore pirico.

Accanto a lanciafiamme leggeri, a forma di zaino, con capacit di circa 10 litri di liquido
e una portata di 20-30 metri, vennero prodotti lanciafiamme di posizione con grande
provvista di liquido e portata fino a 50 metri.
L'impiego tattico era sia difensivo che offensivo, mediante brevi serie di fiammate,
particolarmente indicate per distruggere postazioni di tiro, nidi di mitragliatrici, piccole
fortificazioni.
Dopo la prima guerra mondiale i lanciafiamme vennero notevolmente migliorati e
vennero installati su veicoli; la provvista di liquido raggiunse anche i 500 litri e la
portata sal a 120 metri. Il carro sovietico KW porta 570 litri di liquido che gli
consentono fin a 57 lanci di fiamme. La pressione necessaria varia ovviamente a seconda
del modello; di circa 25 atmosfere per gli apparecchi portatili e di 150 atmosfere per
quelli pi grandi.

Il congegno di accensione pu essere a scintilla (il che, prima dell'avvento


dell'elettronica) implicava la presenza di un generatore di corrente), scarsamente
efficiente con liquidi flemmatizzati, oppure congegni di accensione pirica costituita da
un tamburo rotante contenente un numero di cariche (bengalotto) sufficiente a garantire
l'accensione fino all'esaurimento del liquido.

Modello italiano T-148


Capacit 3 x 3,3 litri, peso pieno 23 kg,
Portata: 20 metri con benzina, 70 metri con benzina addensata.

Attualmente il liquido usato per la loro carica il napalm. La benzina brucia troppo
rapidamente per riuscire a trasferire sufficiente calore al bersaglio; perci nel 1942 gli
scienziati di Harward studiarono come migliorarne gli effetti incendiari e scoprirono che
una miscela di sapone a base di polvere di alluminio, naftene e palmitato (acidi naftenici
e palmitici, da cui napalm) unito alla benzina, la trasformava in una specie di sciroppo
che brucia a circa 1000 gradi, contro i 675 gradi della benzina. Nei lanciafiamme il
napalm veniva aggiunto nella misura del 6% (nelle bombe si usa il 12-15%).
Dopo la seconda guerra mondiale stato sviluppato un tipo di napalm pi maneggevole
(Napalm B, o NP2) in cui non si usano pi i saponi ma polistirolo e benzene (46 parti
polistirolo, 33 parti di benzina e 21 parti di benzene). Questo napalm (che non contiene
pi napalm!) richiede inneschi speciali ad alta temperatura (alla termte).

Attualmente l'industria militare sta seguendo una strada diversa che assicura risultati ben
pi efficaci, nello stesso impiego tattico.
Trattasi delle bombe FAE il cui pi moderno sviluppo rappresentato dalla nuova arma
russa: lo Shmel, un piccolo tubo lanciarazzi (una specie di corto bazooka) di 92 cm e del
peso di 12 kg che spara piccole granate di 4,5 kg (bumblebee) cal. 93 mm alla velocit di
125 ms ; la carica di lancio si separa immediatamente dalla granata; gittata utile 1000
metri, gittata efficace dai 20 ai 600 metri.

Le granate sono di tre tipi: lo RPO-A termico contenente 2 kg di miscela termobarica, lo


RPO-Z illuminante-incendiario e lo RPO-D fumogeno a base di fosforo rosso. Le tre
granate sono esternamente identiche, salvo due strisce rosse per il tipo A, una o due
strisce gialle per il tipo D e una striscia rossa sul cappuccio per il tipo Z.
La munizione incendiaria RPO-Z , sparata in un locale chiuso, infiamma ogni prodotto
combustibile nello spazio di 100 metri cubi; sparata all'aperto provoca almeno 20 focolai
d'incendio su di una superficie di 300 mq.

opportuno quindi fare qui un breve excursus sulle bombe FAE (Fuel Air Explosive).
Esse rappresentano l'applicazione militare delle esplosioni di vapori e polveri che tanti
incidenti provocano nelle industrie.
Queste esplosioni sono un ben noto fenomeno nelle miniere di carbone, nei silos di
granaglie e nelle industrie che lavorano legno o carta. Tutti questi prodotti liberano delle
minuscole particelle che, per effetto di correnti d'aria, formano una nuvola in un
ambiente chiuso. Se si raggiunge la giusta concentrazione rispetto all'ossigeno, questa
miscela di aria e polvere esplode violentemente.
La maggior parte delle sostanze organiche (zucchero, cotone, farina, plastica), in forma
di polvere, si incendiano a temperature inferiori a 500. Essenziale la misura delle
particelle che quanto pi piccole, tanto pi restano in sospensione nell'aria e tanto pi
facilmente si incendiano. Vi quindi un ambito di concentrazione ottimale al di sotto ed
al di sopra del quale non vi esplosione. Per i vapori di benzina la concentrazione
esplosiva va dal 5 al 15%

Vi sono notevoli differenze fra l'esplosione di vapori e quella di esplosivi tradizionali.


Per la stessa quantit di energia la sovrappressione dell'onda esplosiva pi alta e
l'impulso pi basso in un esplosivo tradizionale che non in una esplosione di gas. L'onda
d'urto del TNT di breve durata rispetto all'onda d'urto dell'esplosione di idrocarburi, il
che influisce sugli effetti su strutture rigide.
In via generale si pu affermare che i vapori deflagrano a velocit subsonica invece di
detonare a velocit supersonica. Gli effetti della deflagrazione (velocit dell'espansione
della fiammata) aumentano notevolmente se l'esplosione avviene in uno spazio chiuso.

Le Bombe FAE ("bombe a vuoto" come dette in Russia in quanto consumando


istantaneamente tutto l'ossigeno presente nell'aria creano anche una forte onda
retrograda) sono pi efficaci di esplosivi tradizionali contro persone in rifugi o bunker.
L'esplosione agisce contro persone all'aria aperta, materiale di equipaggiamento, veicoli,
aerei a terra, ripari di ogni genere, serve per creare varchi in campi minati, per creare
spazi di atterraggio per elicotteri, per distruggere nuclei di resistenza nel combattimento
negli abitati. Le bombe distruggono ogni vegetazione e cultura.
Pi bombe lanciate contemporaneamente rafforzano reciprocamente i loro effetti (si
calcola che l'efficacia distruttiva sia sei volte quella di un esplosivo convenzionale
contro analoghi bersagli).

Una bomba FAE fondamentalmente formata da un contenitore di liquido (ossido di


etilene o metano) e da due cariche separate.
Dopo che la carica lanciata o sparata, la prima carica fa esplodere il contenitore e
disperde il liquido in modo da formare una nuvola con l'aria. La nuvola circonda oggetti
e penetra in strutture. La seconda carica fa deflagrare la miscela o aereosol, che dir si
voglia. L'esplosione agisce sulle persone provocando gravi lesioni interne, specialmente
ai polmoni, e gravi bruciature. Le vittime inalano i vapori infiammati e, anche in caso di
mancata esplosione, i vapori sono altamente tossici.

I russi hanno sviluppato anche delle munizioni a effetto rinforzato, impiegando testate
con miscela di alluminio e nitrocellusa oppure con slurry di esplosivi miscelati ad un
combustibile. In questi casi (bombe termobariche) si raggiungono temperature di 800
gradi con maggiori effetti incendiari.

Il FAE il frutto di studi iniziati dagli americani del 1960 e che portarono a produrre,
per l'impiego in Vietnam, la bomba cluster CBU-55B. Questa era formata da tre bidoni
contenenti ciascuno 32,6 kg di ossido di etilene liquido. I bidoni, lanciati da velivoli a
bassa quota, esplodono all'impatto con il terreno ed il liquido volatilizza producendo una
densa nube alta 2,5 metri e del diametro di una quindicina di metri. A quel punto,
quando la nube ha la giusta densit, un innesco elettronico la fa esplodere. L'esplosione
crea per circa 200 millisecondi una sovrappressione di 22 kg/cmq su di un'area di circa
200 metri quadri.
L'impiego delle bombe Cluster era volto principalmente alla bonifica rapida di aree
minate e, secondariamente, allo sgombero di vegetazione nella giungla, per creare zone
di atterraggio di elicotteri. Risulta che nella guerra del Golfo, bombe FAE siano state
impiegate anche contro opere della fortificazione permanente e colonne di mezzi
corazzati.
E' stata registrata un'ottima efficacia nei confronti delle mine anticarro ed antiuomo a
pressione di tipo tradizionale. Scarsa, invece, l'efficacia nei confronti delle mine che
detonano dopo una pressione prolungata (come le ottime anticarro italiane prodotte da
MISAR, Valsella e Technovar), oppure attivate da una doppia pressione.
Le granate termobariche sono efficaci anche contro veicoli con corazzatura leggera e
possono danneggiare anche carri armati, fondendo con il calore tutte le parti ottiche
esterne e le parti in gomma o plastica. Ovviamente gli effetti sono distruttivi se la
miscela entra dentro al veicolo.
La bronzatura dei metalli e delle armi

Questa una raccolta di ricette per la coloritura di acciaio e ferro, vecchie di


almeno un secolo. Non tutte sono valide e nessuna pu essere impiegata senza
preventive prove ed esperimenti. L'uso di sostanze chimiche, e specialmente di
acidi, non privo di rischi se non si ha la necessaria pratica.
Quando nelle ricette si parla di acqua opportuno impiegare acqua distillata o
almeno acqua oligominerale. Le parti sono indicate in peso.
La superficie metallica da colorare deve essere perfettamente levigata e sgrassata.
Per la sgrassatura si impiega di solito trielina. Un'ottima detersione si ottiene con il
fosfato trisodico alla soluzione massima del 5% (ma pu bastare la soluzione al
2% se il grasso non vecchio o duro), assolutamente non corrosivo; viene
spruzzato ad 80-90 di calore sulla superficie metallica inclinata in modo che
possa scorrere su di esse.
Anticamente veniva usata anche la bollitura dei pezzi in soluzione di potassa
caustica a l0% con successivo abbondante lavaggio.
Dopo la sgrassatura i pezzi non devono pi essere toccati con le mani.
Se occorre togliere ossidazioni superficiali si ricorre a pulitura meccanica oppure a
bagni di acido solforico diluitissimo (1%) a cui si fa seguire un bagno in acido
nitrico in soluzione debolissima.

La bronzatura non va confusa con la brunitura.


La brunitura e un processo di lucidatura e consiste nel passare sulla superficie
metallica il brunitoio munito di pietra dura (agata) che d una lucentezza compatta
e un tono molto pi caldo, da cui la parola "brunire". Si fa scivolare la pietra del
brunitoio premendola alquanto e appoggiandola al polllice della mano sinistra che
la guider nei suoi movimenti avanti ed indietro. La superficie deve essere
ingrassata (con glicerina ad es.) in modo che la pietra scivoli bene. Si usa sulle
superfici metalliche metallizzate a spruzzo o a foglia o con metodi chimici o
galvanici.
La bronzatura (o brunitura falsa, ossidatura) un procedimento per ottenere
chimicamente un rivestimento del metallo (solfuro, ossido, ecc.) che ne renda pi
gradevole l'aspetto o che ne preservi la superficie dalla ossidazione. Viene usato
anche quando il colore finale non sia quello del bronzo.
Canne da fucile
* Si mescolano:
Soluz. cloruro ferrico (d. 1,28) 14 - Cloruro mercurico 3
Ac. nitrico fumante 3 - Solfato di rame 3 - Acqua 80.
Se ne applicano due o tre straterelli, poi si strega ciascuno strato con spazzola d'acciaio.
S'immerge poi la canna in soluz. di solfuro potassico al 10%, lasciandovela per 10 giorni, si
lava con sapone ed acqua calda e si vernicia con olio di lino.

* Bagno di 50 a 100 gr. di nitrato d'ammonio e 0,5 a 5 di cloruro o solfato di manganese. Si


sospendono gli oggetti nel bagno come anodi, e come catodi si usano fili di platino.

Nitrato di piombo gr. 80


Liscivia di soda (d. 1,269 - 31 B) cc. 500 - Acqua gr. 500
Carbonato di manganese, in sospensione, gr. 10.
Si opera come nella precedente.

* Si applica a pennello questa soluzione


Solfato di rame 4 - Cloruro di ferro 4 - Alcool 2
Etere nitrico 1 - Ac. nitrico 1 - Acqua 60.

* Si bagnano le canne dopo averle ben deterse, con aceto assai forte, si asciugano, indi si
strofinano con un cencio umettato con ac. cloridrico e si lasciano esposte all'aria per circa
un quarto d'ora. Si scaldano a bagno di sabbia, a calore moderato, e si strofinano con panno
ben secco.

Acqua distillata 16 - Solfato di rame 4 - Etere solforico 2 -


Cloruro di ferro 1.
Si mescolano l'etere ed il cloruro di ferro, poi vi si aggiungono gli altri ingredienti; dopo
avere agitato per qualche tempo, si applica a pennello, ripetendo l'operazione se si voglia
colorazione pi intensa.
* Solfato di rame 25 gr., Nitrato di potassio 25 gr., Acqua 500 gr.
Scogliere i sali nell'acqua e immergere il pezzo ripetutamente con intervalli di alcune ore.
Lasciar seccare 24 ore e strofinare bene con un panno. Fissare strofinando con una miscela
di cera olio e terpentina.

Conservazione di armi
* Si sfregano con uno straccio di lana imbevuto di soluz. di allume nell'aceto forte e si
asciuga poi con cura.

* Unguento mercuriale, mediante tampone di lana.

Metallocromia chimica dell'acciaio.


Giallo e azzurro

* Per piccoli pezzi. Si scalda una sbarra di ferro; quando rossa si pone sopra un recipiente
contenente acqua fredda; il pezzo da colorare, ben deterso con carta smeriglio fina, si pone
sulla sbarra di ferro avendo cura che la parte lucida da colorare non sia in contatto colla
sbarra stessa; l'acciaio si scalda. diventa giallo pallido, giallo scuro, ed infine azzurro.
Quando ha acquistato il grado di colorazione voluto si fa cadere prontamente nell'acqua;
esso conserva in tal modo la colorazione che aveva acquistato.

* L'acciaio assume colorazione azzurra, simile a quella che si produce ricuocendolo,


quando lo si immerga in un liquido bollente formato mescolando le due soluz. seguenti,
previamente preparate a parte:

a) Iposolfito di soda gr. 140 - Acqua 1000


b) Acetato di piombo gr. 35 - Acqua 1000.

Azzurro-violaceo
* Occorre detergere l'acciaio, gi brunito, in una soluz. di soda caustica, lavarlo con acqua,
nell'ac. solforico diluito, nell'alcool e infine ancora nell'acqua Se la colorazione pu farsi
subito dopo la brunitura, bastano le lavature all'alcool e all'acqua.
Si produce poi sul metallo una tenuissima ramatura immergendolo per 10 a 20" in un bagno
di:
Alcool 300 - Ac. nitrico comune 100 - Solfato di rame 40 - Acqua 1000.
Si lava subito nell'acqua corrente.
Si trasforma la pellicola di rame in solfuro trattando a freddo con soluz. assai diluita di un
solfuro alcalino o di ac. solfidrico. Bastano 2 a 3 gocce di solfuro ammonico per litro
d'acqua.
Si ha una tinta rosea che essiccando diventa porpora ed infine azzurra.
A seconda della durata del bagno si possono ottenere successivamente le seguenti
colorazioni: rame-roseo, rame-rosso, rosa, rosso-porpora, rosso-violaceo, viola, azzurro-
viola, azzurro, azzurroverdastro, verde, verde-giallastro, giallo, ecc.

* Per conservare le colorazioni ottenute si fa uso di una soluz. di alcool, etere o ess. di
trementina, con 2 a 3 gocce d'olio di lino. Si possono variare all'infinito gli effetti colorando
le vernici coi colori solubili nei solventi eterei.

* Si fa una soluz. mista di due soluz. al 5 %, l'una di prussiato rosso e l'altra di percloruro di
ferro, e vi si immerge il pezzo dopo averlo ben deterso. Si asciuga e si strofina con legno
assai tenero. Si riveste con sottile strato di vernice incolora.

* Dopo accurata detersione chimica, si immerge il pezzo a freddo per 15U in una soluz.
contenente 10 di solfato di rame, 2 % d' ac. cloridrico e 15% di cloruro di zinco. Occorre
fare prima la soluz. del solfato di rame, filtrarla e aggiungervi ordinatamente l'acido e poi la
soluz. di cloruro di zinco.
Dopo aver bronzato i pezzi con questo bagno si lavano e si immergono per circa 3 minuti in
un bagno d'iposolfito preparato alcune ore prima e cos composto

Acqua 1000 - Iposolfito di soda 1500 - Ac. cloridrico 75.


Si lavano ancora in acqua calda e si essiccano.

* Immersione nella lega fusa

Piombo 25 - Stagno 1.

* Si bagnano i pezzi con ac. nitrico diluito al 10 %. Si lavano in acqua tiepida, e quando
sono asciutti si ungono con olio di lino.

* Immersione in una soluz. di

Ferrocianuro di potassa 1 - Cloruro di ferro 1 - Acqua 400.

Ferro e acciaio - Bronzatura


* Trattandosi di ferro o di acciaio si d il nome di bronzatura a quei procedimenti che hanno
per iscopo di ottenere chimicamente un rivestimento del metallo (solfuro, ossido, ecc.) che
ne renda pi artistico l'aspetto o che ne preservi la superficie dall'ossidazione, estendendo
tale denominazione anche ai casi in cui il rivestimento stesso non abbia colorazione
imitante il bronzo.
Le armi e simili oggetti di ferro e d'acciaio si bronzano sfregandoli fortemente con cloruro
d'antimonio fuso. Una sola operazione non basta; occorre ripeterla scaldando leggermente il
pezzo.

* S'immerge il pezzo nello solfo fuso misto a nerofumo. La superficie, fatta sgocciolare e
seccare, resiste agli acidi e pu acquistare bel pulimento; ha l'aspetto del bronzo ossidato,
forse dovuto alla formazione del solfuro di ferro, una specie di pirite marziale, della quale
sono noti i bei riflessi metallici e la resistenza agli agenti chimici.

* Si disossidano e disgrassano i pezzi (p. es. con poltiglia di bianco di Spagna e soda); poi
s'immergono in un bagno di ac. solforico diluito e si sfregano di nuovo con pomice
finissima, ecc. Si espongono allora per 2 a 5 minuti ai vapori di una miscela di ac.
cloridrico ed ac. nitrico in parti uguali, poi si scaldano a 300-350 sino a che si sviluppi il
color bronzato.
Siccome il gas che si sviluppa dall'azione reciproca dei due acidi perossido d'azoto
(vapori nitrosi) assai venefico, occorre operare con le dovute cautele.
I pezzi raffreddati si ricoprono per sfregamento con vaselina e si scaldano una seconda
volta sino a che la vaselina cominci a scomporsi. Dopo raffreddamento si spalmano ancora
di vaselina. I toni che si ottengono con questo procedimento sono di un bel rosso, ed il
rivestimento inalterabile. Aggiungendo al miscuglio dei due acidi, dell'ac. acetico, si
ottengono delle belle tinte giallo di bronzo. Tutte le gradazioni di colori, dal bruno-rosso
chiaro al bruno-rosso scuro, o dal giallo-bronzo chiaro al giallo-bronzo scuro possono
essere ottenute con dei miscugli variati di tali acidi. Queste colorazioni sono inalterabili
anche in ambienti che contengano vapori acidi.
* Per bronzare un revolver, si pulisca prima bene a lucido. Si prenda poi una cassetta di
lamierino di ferro, si riempia di carbone di legna e si metta sopra il fuoco fino a tanto che il
carbone sia ben acceso. Si rimescoli il carbone e vi si introduca nel mezzo il revolver acci
abbia tanto calore sotto quanto sopra Si abbia pronta della calce polverizzata, un pezzo di
stoppa o cotore ed una tanaglia mantenuta nel fuoco. Si tolga colla tanaglia il revolver ogni
10 minuti dalla cassetta e con sollecitudine si strofini colla stoppa e colla polvere di calce,
rimettendolo poi di nuovo nella cassetta Si eviti che la temp. s'innalzi eccessivamente. Il
revolver in breve tempo acquister una bella tinta porporina e poi una tinta azzurro-chiaro
assai bella.
Si ripeta per l'operazione diverse volte perch la prima colorazione azzurra ottenuta non
solida. Quando sia freddo si, unga d'olio.

* Si strofina l'acciaio con una piccola quantit di soluz. concentrata di soda; si lava
all'acqua calda; si stropiccia con soluz. di cloruro di ferro al 7 %. Dopo essiccato si
stropiccia ancora con soluz. di ac. pirogallico al 5 %. Si fa essiccare e si lucida con
spazzola.

Azzurro
* Si ottiene colorazione azzurra bagnando i pezzi, ben detersi, con ac. nitrico diluito al 10
%. Si lavano in acqua tiepida e quando sono asciutti si ungono con olio di lino.

* Immersione in una soluz. di:

ferrorocianuro di potassa p. 1 - Cloruro di ferro 1 - Acqua 400.

* Gli oggetti minuti in acciaio si fanno scaldare fra la cenere di carbone di legna, alla temp.
di 300. Si esaminano di tanto in tanto e si estraggono rapidamente appena, esponendoli
all'aria, si veda che abbiano assunto la colorazione desiderata.

* Per dare il colore azzurro bruno d'acciaio alla testa delle viti, si ungono, dopo averle ben
pulite, con pochissimo olio, e quindi si scaldano alla fiamma ossidante d'un becco Bunsen.

Colorazione imitante l'argento


* Digrassata con cura la superficie del ferro si bagna con questa soluz.:

Cloruro d'autimonio gr. 40


Anidride arseniosa in pol. 10 - Ferro-ematite in polv. 6 - Alcool a 90 litri 1
che si sar ottenuta scaldando debolmente, a b. m., per una mezz'ora. La spalmatura del
ferro si far con tampone di ovatta. Si otterr un precipitato di arsenico e antimonio, sulla
superficie del ferro, assai bianco.

* Nero - Si fanno bollire insieme 10 p. di olio di trementina e 1 di solfo. Si copre il metallo


con un leggero strato di tale liquido, indi lo si espone alla fiamma di una lampada a spirito.

* In una certa quantit di ess. di trementina si versa goccia a goccia dell'ac. solforico,
rimescolando continuamente fino a che non si formi pi precipitato. Si getta allora il tutto
nell'acqua, si agita, si decanta e si rinnova la lavatura del precipitato, fino a che la carta
azzurra di tornasole immersa nell'acqua non si arrossi pi. I1 precipitato sar cos spogliato
di tutto l'acido e, dopo averlo fatto sgocciolare su di una tela, sar pronto per l'uso.
Se ne riveste il metallo e si fa bruciare nel fuoco. Se s'incontrasse difficolt nello stenderlo
si pu diluirlo con un poco di trementina. Si sfrega quindi il metallo con uno straccio di
lana unto d'olio di lino, fino a che la superficie apparisca d'un bel nero lucente.

* Alla seguente soluz.:

Cloruro di bismuto 20 - Bicloruro di mercurio 20


Cloruro di rame 10 - Ac. cloridrico 60 - Alcool 50 - Acqua 500
si aggiunge della fucsina in quantit sufficiente per mascherarne il colore. Si stende la
soluz. col pennello o vi si immerge l'oggetto ben pulito e sgrassato. Si lascia seccare, quindi
si passa all'acqua bollente per mezz'ora. Si ripete l'operazione fino ad ottenere la
colorazione voluta. Poi si passa l'oggetto al bagno d'olio e si scalda al fuoco dopo averlo
spalmato di uno strato d'olio.
Questo procedimento adatto per armi di lusso, foderi di sciabole, ecc. Nell'oreficeria serve
per scatole di orologi, medaglioni, braccialetti, ecc.

* Piccoli oggetti - Immersione in un bagno di cloruro ferrico reso acido con aggiunta di ac.
cloridrico. Lavatura in acqua bollente. Spalmatura con olio.

* Nero-mat - S'immerge il pezzo, ben deterso, in questa soluzione:

Cloruro di mercurio 2 - di rame 1 - Ac. cloridrico 6 - Alcool 5 - Acqua 50.


Si pu anche applicare la soluz. a spazzola, ripetendo se occorre. Si lava poi con acqua
calda.

* Colorazioni diverse - Col selenito di rame. Il ferro precipita il rame ed il selenio dai loro
sali. Immerso in una soluzione di selenito di rame acidulata con alcune gocce d'acido
nitrico, precipita questi due metalli sotto forma d'uno strato fangoso nero, poco aderente.
Ma se si lava l'oggetto con acqua, poi con alcool e lo si fa seccare rapidamente sopra un
becco a gas, il deposito diviene aderente. Sfregato con un cencio, tale deposito diviene
nero-azzurro o nero lucente secondo la composizione del bagno.
Il selenito di rame un sale verde pistacchio insolubile nell'acqua, e poco solubile
nell'acqua acidulata con acido nitrico o solforico. preferibile mescolare una soluz. di
solfato di rame ad una di ac. selenioso e acidulare con ac. nitrico per impedire la
precipitazione del selenito di rame.
Questo procedimento, di Malherbe, assai comodo per colorare in nero od in azzurro i
piccoli oggetti di ferro o d'acciaio (penne da scrivere, sfere da orologio, piccoli pezzi
d'armi, ecc.). Riesce meno bene per i pezzi di ghisa. D'altronde, il prezzo elevato dell'acido
selenioso riesce d'ostacolo al suo uso per la colorazione di grandi superfici metalliche.
I bagni s'impoveriscono assai rapidamente di selenio, perch si deposita del selenito di
ferro, giallo, insolubile.

* Per il nero-brillante:

Acido selenioso 6 - Solfato di rame 10 - Acqua 1000 - Acido nitrico 4 a 6.


* Per il nero-azzurro:

Acido selenioso 10 - Solfato di rame 10 - Acqua 1000 - Acido nitrico 4 a 6.


Immergendo il pezzo per tempo brevissimo si ottengono alla sua superficie le colorazioni
seguenti: giallo, rosa, porpora, violetto, azzurro.

* Grigio - Si applica, a pennello, sui pezzi scaldati una soluz. di:

Nitrato di rame 7 - Alcool 3


indi si procede al riscaldamento. Si forma una patina d'ossido nero di rame che, stropicciata,
lascia una tinta grigia.

* Color cioccolato - Mettere il pezzo sotto una campana di cartone o plastica, o dentro ad
una scatola, assieme a due scodellini contenenti uno acido cloridrico non troppo diluito e
l'altro ammoniaca. Si formano dei fumi di cloruro di ammonio che in alcune ore ossidano
con una ruggine sottilissima ed uniforme il pezzo. Ingrassare bene il pezzo. Si ottiene una
superficie che imita bene l'ossidazione naturale del ferro antico.

* Damascatura - Per damascare ad es. una lama, bisogna, quando fucinata, lasciarla
raffreddare lentamente in modo che il carbone vi si ripartisca inegualmente. Poi, prima di
temperarla, immergerla in un acido capace di sciogliere il ferro alla superficie (ac. nitrico);
il carbonio messo allo scoperto forma delle vene pi o meno grigie secondo che pi o
meno abbondante.

* A pelle di trota - Questo genere di damascatura che imita le macchiettature della pelle
delle trote, assai usata per canne da fucile.
Si fanno sciogliere 60 gr. di solfato di rame in un litro d'acqua calda e quando la soluz.
fredda vi si aggiungono 15 gr. d'acido nitrico e altrettanto d'ac. cloridrico, 30 d'alcool e
altrettanto di soluzione diluita di cloruro di ferro.
Si applica questo liquido sul metallo, mediante pennello duro; quando si ottenuto l'effetto
desiderato - il che richiede circa 24 ore - si sfrega il metallo con una spazzola metallica, si
lucida con legno duro. Volendo si vernicia con vernice alla gommalacca.

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