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Documento contenuto nel prodotto Protezione Catodica edizione 2008

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NORMA ITALIANA Tecniche di misurazione per la protezione catodica UNI EN 13509

MARZO 2004

Cathodic protection measurement techniques

CLASSIFICAZIONE ICS 25.220.40; 77.060

NORMA EUROPEA
SOMMARIO La norma indica i metodi di misurazione da utilizzare nell’accertamento
dell’efficacia della protezione catodica e anche le misurazioni e i provvedi-
menti necessari per il monitoraggio della protezione catodica durante
l’esercizio sia quando applicata a strutture metalliche interrate sia a quelle
immerse. Le tecniche di misurazione sono, in generale, riferite soprattutto
alle condotte.
I principi generali relativi alla protezione catodica sono descritti nella
UNI EN 12954. Altri metodi di misura, relativi a casi particolari, sono
descritti in altre norme europee, per esempio nel prEN 50162.

RELAZIONI NAZIONALI La presente norma sostituisce le UNI CEI 5:1992, UNI CEI 6:1992 e
UNI CEI 7:1992.

RELAZIONI INTERNAZIONALI = EN 13509:2003


La presente norma è la versione ufficiale in lingua italiana della norma
europea EN 13509 (edizione maggio 2003).

ORGANO COMPETENTE Commissione "Protezione dei materiali metallici contro la corrosione"

RATIFICA Presidente dell’UNI, delibera del 17 febbraio 2004

UNI © UNI - Milano


Ente Nazionale Italiano Riproduzione vietata. Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte del presente documento
di Unificazione può essere riprodotta o diffusa con un mezzo qualsiasi, fotocopie, microfilm o altro, senza
Via Battistotti Sassi, 11B il consenso scritto dell’UNI.
20133 Milano, Italia

Gr. 9 UNI EN 13509:2004 Pagina I


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PREMESSA NAZIONALE
La presente norma costituisce il recepimento, in lingua italiana, del-
la norma europea EN 13509 (edizione maggio 2003), che assume
così lo status di norma nazionale italiana.
La traduzione è stata curata dall’UNI.
La Commissione "Protezione dei materiali metallici contro la corro-
sione" dell’UNI segue i lavori europei sull’argomento per delega del-
la Commissione Centrale Tecnica.

Le norme UNI sono revisionate, quando necessario, con la pubbli-


cazione di nuove edizioni o di aggiornamenti.
È importante pertanto che gli utilizzatori delle stesse si accertino di es-
sere in possesso dell’ultima edizione e degli eventuali aggiornamenti.
Si invitano inoltre gli utilizzatori a verificare l’esistenza di norme UNI
corrispondenti alle norme EN o ISO ove citate nei riferimenti normativi.

Le norme UNI sono elaborate cercando di tenere conto dei punti di vista di tutte le parti
interessate e di conciliare ogni aspetto conflittuale, per rappresentare il reale stato
dell’arte della materia ed il necessario grado di consenso.
Chiunque ritenesse, a seguito dell’applicazione di questa norma, di poter fornire sug-
gerimenti per un suo miglioramento o per un suo adeguamento ad uno stato dell’arte
in evoluzione è pregato di inviare i propri contributi all’UNI, Ente Nazionale Italiano di
Unificazione, che li terrà in considerazione, per l’eventuale revisione della norma stessa.

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INDICE

INTRODUZIONE 1

1 SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE 1

2 RIFERIMENTI NORMATIVI 1

3 TERMINI, DEFINIZIONI E SIMBOLI 2


3.1 Termini e definizioni................................................................................................................................. 2
3.2 Simboli ............................................................................................................................................................ 5

4 POTENZIALE STRUTTURA INTERRATA-ELETTROLITA 5


4.1 Strumentazione elettrica ....................................................................................................................... 5
4.2 Misurazione del potenziale .................................................................................................................. 6
4.3 Fattori che influenzano la misurazione del potenziale .......................................................... 6
figura 1 Posizioni possibili degli elettrodi di riferimento per la misurazione dei potenziali
struttura-elettrolita......................................................................................................................................... 6
prospetto 1 Correnti che danno origine a cadute IR tra struttura protetta ed elettrodo di riferimento
nella posizione (2) di figura 1 ed esempi delle tecniche di misurazione applicabili per
la determinazione del potenziale senza caduta IR in funzione della tipologia della
corrente ............................................................................................................................................................ 7
4.4 Tecniche di misurazione del potenziale........................................................................................ 7
4.4.1 Tecnica di misurazione comprendente la caduta IR (misurazione del potenziale on) .......... 7
4.4.2 Tecniche di misurazione per determinare i potenziali senza caduta IR (EIR free) ................... 8
figura 2 Posizioni (1), (2), (3) e (3') degli elettrodi di riferimento per la misurazione, con la
tecnica delle misure intensive, dei potenziali struttura-elettrolita e dei gradienti di
potenziale nel caso, per esempio, di una condotta interrata ......................................................... 9

5 POTENZIALE STRUTTURA IMMERSA-ELETTROLITA 10


5.1 Strumentazione elettrica .................................................................................................................... 10
5.2 Misurazioni del potenziale ................................................................................................................. 10
5.2.1 Metodi per la misurazione diretta del potenziale ............................................................................ 11
5.2.2 Metodo per la misurazione indiretta del potenziale........................................................................ 11

6 ALTRE MISURAZIONI 11
6.1 Misurazione di corrente continua .................................................................................................. 11
6.2 Giunti isolanti ............................................................................................................................................ 11
6.3 Strutture estranee .................................................................................................................................. 12
6.4 Rivestimento ............................................................................................................................................. 12

APPENDICE A 13
(informativa)
prospetto A.1 Elettrodi per misurazioni di potenziale nel terreno e/o in mezzi acquosi ................................ 13

APPENDICE B TECNICA DELLA RIDUZIONE DELLA CORRENTE 14


(informativa)

APPENDICE C RILIEVI SUL TERRENO PER LA MISURAZIONE DEL POTENZIALE


(informativa) TUBO-TERRA LUNGO UNA CONDOTTA INTERRATA 15

APPENDICE D RILIEVI SUL TERRENO PER ACCERTARE LO STATO DEL


(informativa) RIVESTIMENTO E PER LOCALIZZARNE I DIFETTI 16

APPENDICE E MISURAZIONI PARTICOLARI DEL POTENZIALE OFF IN AREE


(informativa) INTERESSATE DA CORRENTI DISPERSE 18

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APPENDICE F NOTA ESPLICATIVA SULL'IMPIEGO DELLA TECNICA DELLE MISURE


(informativa) INTENSIVE E SUL CALCOLO DEL POTENZIALE SENZA CADUTA
IR(EIR free) 19
figura F.1 Posizioni (1), (2), (3) e (3') degli elettrodi di riferimento per la misurazione, con la
tecnica delle misure intensive, dei potenziali struttura-elettrolita e dei gradienti di
potenziale nel caso, per esempio, di una condotta interrata ...................................................... 19

APPENDICE G ESEMPI TIPICI DI PIASTRINE E DI SONDE DI POTENZIALE ESTERNE


(informativa) PER CONDOTTE 21

APPENDICE H PRECISIONE DELLA STRUMENTAZIONE DI MISURA DEL POTENZIALE 22


(normativa)

APPENDICE I PRECISIONE DELLE MISURAZIONI DI CORRENTE 24


(informativa)
figura I.1 Metodo per la determinazione della corrente reale in transito in circuiti a tensione
molto bassa ................................................................................................................................................. 24
figura I.2 Circuito di misura per la determinazione della corrente di linea e la resistenza
longitudinale di una condotta................................................................................................................. 25

APPENDICE J VALUTAZIONE DELLA RESISTENZA DI GIUNTI ISOLANTI 26


(informativa)
figura J.1 Misurazione della resistenza di un giunto isolante con ohmmetro per corrente
alternata a 4 morsetti ............................................................................................................................... 26

APPENDICE K PROVA DI INIEZIONE DI CORRENTE SU GIUNTI ISOLANTI 27


(informativa)
figura K.1 Circuito per la verifica di un giunto isolante portato allo scoperto (circuito interno) ........... 27
figura K.2 Circuito per la verifica di un giunto isolante portato allo scoperto (circuito esterno) .......... 28

BIBLIOGRAFIA 29

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NORMA EUROPEA Tecniche di misurazione per la protezione catodica EN 13509

MAGGIO 2003

EUROPEAN STANDARD Cathodic protection measurement techniques

NORME EUROPÉENNE Techniques de mesures applicables en protection cathodique

EUROPÄISCHE NORM Messverfahren für den kathodischen Korrosionsschutz

DESCRITTORI

ICS 25.220.40; 77.060

La presente norma europea è stata approvata dal CEN il 27 dicembre 2002.


I membri del CEN devono attenersi alle Regole Comuni del CEN/CENELEC
che definiscono le modalità secondo le quali deve essere attribuito lo status di
norma nazionale alla norma europea, senza apportarvi modifiche. Gli elenchi
aggiornati ed i riferimenti bibliografici relativi alle norme nazionali corrisponden-
ti possono essere ottenuti tramite richiesta alla Segreteria Centrale oppure ai
membri del CEN.
La presente norma europea esiste in tre versioni ufficiali (inglese, francese e
tedesca). Una traduzione nella lingua nazionale, fatta sotto la propria respon-
sabilità da un membro del CEN e notificata alla Segreteria Centrale, ha il me-
desimo status delle versioni ufficiali.
I membri del CEN sono gli Organismi nazionali di normazione di Austria,
Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Islanda,
Italia, Lussemburgo, Malta, Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito,
Repubblica Ceca, Slovacchia, Spagna, Svezia, Svizzera e Ungheria.

CEN
COMITATO EUROPEO DI NORMAZIONE
European Committee for Standardization
Comité Européen de Normalisation
Europäisches Komitee für Normung
Segreteria Centrale: rue de Stassart, 36 - B-1050 Bruxelles

© 2003 CEN
Tutti i diritti di riproduzione, in ogni forma, con ogni mezzo e in tutti i Paesi, sono
riservati ai Membri nazionali del CEN.

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PREMESSA
Il presente documento (EN 13509:2003) è stato elaborato dal Comitato Tecnico CEN//TC 219
"Protezione catodica", la cui segreteria è affidata al BSI.
Alla presente norma europea deve essere attribuito lo status di norma nazionale, o mediante
pubblicazione di un testo identico o mediante notifica di adozione, entro novembre 2003, e le
norme nazionali in contrasto devono essere ritirate entro novembre 2003.
La norma europea dovrebbe essere considerata come documento di base che sviluppa le
tecniche generali di misura applicabili alla protezione catodica di strutture metalliche inter-
rate o immerse.
Le appendici A, B, C, D, E, F, G, I, J e K sono informative.
L'appendice H è normativa.
Il documento comprende una bibliografia.
In conformità delle Regole Comuni CEN/CENELEC, gli enti nazionali di normazione dei
seguenti Paesi sono tenuti a recepire la presente norma europea: Austria, Belgio, Dani-
marca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Islanda, Italia, Lussemburgo, Malta,
Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Slovacchia, Spagna,
Svezia, Svizzera e Ungheria.

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INTRODUZIONE
La presente norma europea descrive i principi dei diversi metodi di misurazione usati per
coadiuvare la progettazione del sistema di protezione catodica di una struttura metallica
interrata o immersa, la verifica della sua efficacia e, infine, l'ottimizzazione delle sue
condizioni operative.
Essa tratta, in particolare, della misurazione del potenziale struttura-elettrolita, il quale
indica se il criterio di protezione catodica della struttura è soddisfatto o no.
Oltre a specificare i fattori che possono influenzare la misurazione del potenziale, la
presente norma europea descrive le diverse, possibili tecniche e la loro applicabilità in
situazioni diverse.
Inoltre, la presente norma europea fornisce i parametri da controllare e le misurazioni da
effettuare (misurazioni di potenziale, di gradiente di potenziale, di corrente e di resistenza)
per assicurare il corretto funzionamento del sistema di protezione catodica e la sua
efficacia sull'intera struttura.
Parecchi dei metodi di misurazione, descritti in termini generici all'interno della norma,
sono poi spiegati più dettagliatamente nelle appendici. Questi metodi sono differenti uno
dall'altro, per tenere conto delle differenze nel tipo di struttura o nel suo stato,
dell'ambiente locale di posa e del grado di precisione richiesto.
Le misurazioni su strutture interrate che non siano facilmente accessibili (per esempio,
reti di condotte in aree urbane) sono difficili da effettuare e da interpretare. Eseguire
misurazioni senza conoscere pienamente i problemi associati alla tecnica di misura può
renderne difficile l'interpretazione e porta a decisioni non corrette.
In uno dei paragrafi della presente norma europea si evidenziano le difficoltà che si incon-
trano nella misurazione dei potenziali struttura-elettrolita e si suggeriscono metodi di
misurazione diversi con i quali affrontare queste difficoltà o evitarle.
Le tecniche di misurazione più adatte possono essere scelte come descritto in questa
norma europea, basandosi sulla conoscenza e sulla esperienza acquisita.
Al fine di ottenere una protezione catodica efficace ed efficiente, le misurazioni
dovrebbero essere eseguite da personale addestrato, esperto e responsabile.
La strumentazione usata per le misurazioni dovrebbe essere mantenuta in buona
efficienza ed essere sottoposta periodicamente a verifica e a controlli di sicurezza.

1 SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE


La presente norma europea tratta della protezione catodica contro la corrosione di
strutture metalliche interrate o immerse, indicando in dettaglio i metodi di misurazione da
utilizzare nell'accertamento dell'efficacia della protezione catodica e anche le misurazioni
e i provvedimenti necessari per il monitoraggio della protezione catodica durante
l'esercizio.
In ogni parte del testo, le tecniche di misurazione sono riferite soprattutto alle condotte.
Tuttavia, esse sono abbastanza generalizzabili da poter essere applicate ad altri tipi di
strutture interrate o immerse (eccettuate quelle in mare aperto).
I principi generali relativi alla protezione catodica sono descritti nella EN 12954. Altri
metodi di misura, relativi a casi particolari, sono descritti in altre norme europee, per
esempio nel prEN 50162.

2 RIFERIMENTI NORMATIVI
La presente norma europea rimanda, mediante riferimenti datati e non, a disposizioni
contenute in altre pubblicazioni. Tali riferimenti normativi sono citati nei punti appropriati
del testo e vengono di seguito elencati. Per quanto riguarda i riferimenti datati, successive
modifiche o revisioni apportate a dette pubblicazioni valgono unicamente se introdotte

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nella presente norma europea come aggiornamento o revisione. Per i riferimenti non
datati vale l'ultima edizione della pubblicazione alla quale si fa riferimento (compresi gli
aggiornamenti).
EN 12954:2001 Cathodic protection of buried or immersed metallic structures -
General principles and application for pipelines
EN ISO 8044:1999 Corrosion of metals and alloys - Basic terms and definitions

3 TERMINI, DEFINIZIONI E SIMBOLI

3.1 Termini e definizioni


Ai fini della presente norma europea, si applicano i termini e le definizioni seguenti. Per
altri termini e definizioni, fare riferimento aIla EN ISO 8044:1999, per quanto attinente alla
corrosione, e alla EN 12954:2001, per quanto attinente alla protezione catodica.

3.1.1 letto di posa dell’anodo: Materiale a bassa resistività, che può trattenere umidità, immedia-
tamente circostante un anodo interrato, allo scopo di diminuire l'effettiva resistenza
dell'anodo verso l'elettrolita.

3.1.2 letto di posa: Vedere letto di posa dell’anodo.

3.1.3 collegamento: Conduttore metallico, di solito di rame, che collega due punti della stessa
struttura o di strutture diverse, in genere allo scopo di rendere equipotenziali detti punti.

3.1.4 struttura interrata: Ogni opera metallica costruita o posata sotto il livello del terreno,
oppure costruita sul piano di campagna e poi ricoperta con terreno.

3.1.5 elettrodo di riferimento al calomelano: Elettrodo di riferimento costituito da mercurio e da


cloruro mercuroso in una soluzione di cloruro di potassio.

3.1.6 sistema di protezione catodica: Complesso delle installazioni, comprendente gli elementi
attivi e passivi, che permette di attuare la protezione catodica.

3.1.7 corrente di pila: Corrente che passa in una pila di corrosione.

3.1.8 difetto del rivestimento: Imperfezione nel rivestimento protettivo (per esempio, falle,
porosità).

3.1.9 resistenza del rivestimento o resistenza della struttura verso terra (Rco): Resistenza tra un
metallo rivestito e un elettrolita, espressa in ohm. Essa dipende in prevalenza dalle dimen-
sioni e dal numero di difetti nel rivestimento, dalla porosità di questo e dalla resistività
dell'elettrolita.

3.1.10 elettrodo di riferimento rame/solfato di rame saturo: Elettrodo di riferimento costituito da


rame in una soluzione satura di solfato di rame.

3.1.11 piastrina: Campione rappresentativo di metallo, usato per quantificare l'entità della corro-
sione o l'efficacia della protezione catodica applicata.

3.1.12 sistema di trazione in corrente continua: Sistema di trazione elettrica alimentato in corrente
continua.
Nota Se questi sistemi hanno il circuito di ritorno collegato a terra in più di un punto o se non sono completamente
isolati, essi possono generare correnti disperse in grado di causare danni da corrosione.

3.1.13 impianto industriale alimentato in corrente continua: Sistema elettrico, diverso da un


sistema di trazione, alimentato in corrente continua.

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Nota Se questi sistemi usano la terra come parte del circuito di ritorno, essi possono generare correnti disperse in
grado di causare danni da corrosione. I sistemi di protezione catodica usano il terreno come parte del loro
circuito.

3.1.14 elettrolita: Liquido o componente liquida presente in un ambiente quale, per esempio, il
terreno, attraverso il quale la corrente elettrica circola per movimento di ioni.

3.1.15 resistività dell'elettrolita (ρ ): Resistenza elettrica specifica di un elettrolita considerato


come omogeneo.
Nota Generalmente espressa in ohm per metro (Ω ⋅ m).

3.1.16 correnti di equalizzazione: Correnti che circolano tra aree con polarizzazione diversa, dopo
la disinserzione della protezione catodica. Le correnti di equalizzazione possono dare
origine a errori nella misurazione dei potenziali senza caduta IR.

3.1.17 sonda di potenziale esterna: Dispositivo comprendente una piastrina associata a un


elettrodo di riferimento, che permette di eseguire misurazioni del potenziale struttura-
elettrolita senza gli errori dovuti alla caduta di tensione IR.

3.1.18 anodo estraneo: Vedere elettrodo estraneo.

3.1.19 catodo estraneo: Vedere elettrodo estraneo.

3.1.20 elettrodo estraneo: Può trattarsi di un anodo estraneo o di un catodo estraneo. Anodo
estraneo è un metallo o un materiale conduttore che è in contatto con la struttura consi-
derata e che ha un potenziale più negativo di quello della struttura stessa. Catodo
estraneo è un metallo o un materiale conduttore che è in contatto con la struttura consi-
derata e che ha un potenziale più positivo di quello della struttura stessa.

3.1.21 strutture estranee: Qualsiasi struttura, diversa dalla struttura considerata e posata nelle
vicinanze di quest'ultima.

3.1.22 anodo galvanico: Elettrodo che, per azione galvanica, fornisce corrente per la protezione
catodica.

3.1.23 falla: Difetto in un rivestimento protettivo in corrispondenza del quale il metallo è esposto
all'ambiente.

3.1.24 struttura immersa: Ogni opera metallica o parte di essa, posata in un ambiente liquido
quale acqua dolce (fiumi, laghi), acqua salmastra (estuari) o acqua di mare.

3.1.25 giunto isolante a flangia: Giunzione flangiata di tratte adiacenti di condotta, nella quale i
dadi e i bulloni sono elettricamente isolati rispetto a una o a entrambe le flange e nella
quale la guarnizione è di materiale isolante, cosicché viene a stabilirsi in questo punto una
discontinuità elettrica nella condotta.

3.1.26 interferenza: Ogni variazione del potenziale struttura-elettrolita, causata da sorgenti


elettriche esterne.

3.1.27 caduta di tensione IR: caduta di tensione, dovuta a una qualsiasi corrente circolante in un
elettrolita, come il terreno, tra l'elettrodo di riferimento e il metallo della struttura, secondo
la legge di Ohm (U = I × R ).

3.1.28 potenziale senza caduta IR (EIR free): Potenziale struttura-elettrolita misurato senza l'errore
causato dalla caduta di tensione IR dovuta alla corrente di protezione o a qualsiasi altra
corrente.

3.1.29 giunto isolante: Componente elettricamente discontinuo (per esempio, giunto isolante
monoblocco, giunto isolante a flangia), inserito fra due tratte di condotta allo scopo di
creare una discontinuità elettrica tra esse.

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3.1.30 elettrodo di misura: Elettrodo con potenziale stabile in un dato elettrolita, usato per
misurare il potenziale di una struttura in detto elettrolita. Il potenziale di un elettrodo di
misura in un dato elettrolita deve essere determinato rispetto a un elettrodo di riferimento.

3.1.31 punto di misura: Punto nel quale si esegue effettivamente la misurazione. Nel caso dei
potenziali struttura-elettrolita, esso è il punto in cui si trova l'elettrodo di riferimento.

3.1.32 potenziale off (Eoff): Potenziale struttura-elettrolita misurato immediatamente dopo l'inter-
ruzione simultanea di tutte le sorgenti della corrente applicata per la protezione catodica.

3.1.33 potenziale on (Eon): Potenziale struttura-elettrolita misurato con corrente di protezione


catodica circolante.

3.1.34 elettrodo di riferimento fisso: Elettrodo di riferimento, interrato o immerso in permanenza,


progettato per una lunga durata e installato nelle immediate vicinanze della struttura.

3.1.35 polarizzazione: Cambiamento del potenziale di un elettrodo (per esempio, una struttura),
dovuto al passaggio di corrente in ingresso o in uscita dallo stesso.

3.1.36 gradiente di potenziale: Differenza di potenziale tra due punti diversi nello stesso campo
elettrico.

3.1.37 sonda di potenziale: Vedere sonda di potenziale esterna.

3.1.38 struttura protetta: Struttura a cui la protezione catodica è applicata efficacemente.

3.1.39 corrente di protezione (Ip): Corrente inviata su una struttura metallica attraverso il suo
ambiente elettrolitico, al fine di ottenere la protezione catodica della stessa.

3.1.40 potenziale di protezione: Potenziale struttura-elettrolita al quale la velocità di corrosione


del metallo è accettabile.

3.1.41 elettrodo argento/cloruro di argento: Elettrodo di misura costituito da argento rivestito con
cloruro di argento, in un elettrolita contenente ioni cloruro.

3.1.42 elettrodo di riferimento argento/cloruro di argento: Elettrodo di riferimento costituito da


argento rivestito con cloruro di argento, in un elettrolita contenente ioni cloruro in una
concentrazione definita.

3.1.43 elettrodo standard all'idrogeno: Elettrodo di riferimento, usato come campione nei
laboratori, costituito da un metallo inerte, quale il platino, immerso in un elettrolita, conte-
nente ioni idrogeno con attività unitaria e saturato con gas idrogeno alla pressione di una
atmosfera standard.

3.1.44 struttura: Opera metallica, con o senza rivestimento, in contatto con un elettrolita (per
esempio, terreno, acqua).
Nota La struttura può essere costituita da una costruzione estesa in lunghezza, (condotte, reti di condotte, cavi
elettrici interrati, camicie di pozzi) o anche da opere di minori dimensioni quali pali, palancolate, serbatoi o
altre costruzioni interrate.

3.1.45 potenziale struttura-elettrolita (o potenziale di elettrodo): Differenza di potenziale tra una


struttura e un dato elettrodo di riferimento a contatto con l'elettrolita in un punto sufficien-
temente vicino alla struttura, ma non a contatto con essa.

3.1.46 sonda: Vedere sonda di potenziale esterna.

3.1.47 posto di misura: Installazione che comprende dispositivi di misurazione e di verifica,


relativi alla struttura interrata. Tali installazioni comprendono i cablaggi e i collegamenti
alla struttura.

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3.1.48 elettrodo di zinco: Elettrodo di misura costituito da zinco sufficientemente puro.

3.2 Simboli
I Corrente
E Potenziale
R Resistenza
J Densità di corrente
U Tensione
a Anno
c.a. Corrente alternata
c.c. Corrente continua
EAg Potenziale metallo-elettrolita rispetto all'elettrodo argento/cloruro di argento
ECu Potenziale metallo-elettrolita rispetto all'elettrodo di riferimento rame/solfato di
rame saturo
EIR free Potenziale senza caduta IR
EKCI Potenziale metallo-elettrolita rispetto all'elettrodo di riferimento argento/cloruro di
argento/cloruro di potassio saturo
En Potenziale di corrosione libera
Eoff Potenziale off (potenziale ad impianti disinseriti)
Eon Potenziale on (potenziale ad impianti inseriti)
Ep Potenziale di protezione
EHg Potenziale metallo-elettrolita rispetto all'elettrodo di riferimento mercurio/
calomelano/cloruro di potassio saturo
EH Potenziale metallo-elettrolita rispetto all'elettrodo di riferimento standard
all'idrogeno
EZn Potenziale metallo-elettrolita rispetto all'elettrodo di zinco
Ip Corrente di protezione
Is Corrente dispersa
Rco Resistenza del rivestimento (Ω)
T Temperatura
t Tempo
ρ Resistività (Ω ⋅ m)

4 POTENZIALE STRUTTURA INTERRATA-ELETTROLITA


I criteri di protezione catodica sono in genere basati sul valore del potenziale struttura-
elettrolita. Una misurazione del potenziale è perciò necessaria, al fine di accertare
l'efficacia della protezione catodica. Di seguito si descrivono diversi metodi di misurazione
del potenziale.

4.1 Strumentazione elettrica


Il tipo di strumento di misura e le sue modalità di impiego dovrebbero essere adeguati alle
condizioni elettriche e ambientali prevalenti (vedere appendice H).
La strumentazione usata per la misurazione deve essere mantenuta in buona efficienza
ed essere sottoposta periodicamente a verifica e a controlli di sicurezza.

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4.2 Misurazione del potenziale


Essendo probabile che soltanto il metallo nudo (per esempio, nelle falle del rivestimento)
sia soggetto a una corrosione significativa, la misurazione che indica se si è raggiunto o
no il potenziale di protezione Ep dovrebbe essere effettuata giusto all'interfaccia metallo-
elettrolita cioè, per esempio, all'interfaccia metallo-terreno (EN 12954).
Poiché ciò non è tecnicamente praticabile, si devono applicare altre tecniche per
accertare l'efficacia della protezione catodica. Quella più adatta deve essere individuata
in base alle situazioni sul posto, per esempio tipo e qualità del rivestimento, resistività del
terreno e presenza di correnti disperse.
In genere, i potenziali struttura-elettrolita sono misurati rispetto a un elettrodo di riferi-
mento disposto sulla superficie del terreno (vedere figura 1). I valori del potenziale degli
elettrodi di riferimento e misurazioni, generalmente utilizzati, rispetto all’elettrodo
standard all’idrogeno sono elencati nell'appendice A.
L'elettrodo al calomelano saturo non deve essere utilizzato nel terreno o in acqua, per il
rischio di dispersione di mercurio dall'elettrodo stesso.
Nel caso di un rivestimento non più aderente al metallo, la misura di potenziale può dare
indicazioni errate1).

4.3 Fattori che influenzano la misurazione del potenziale


Nello schema di figura 1 è rappresentata la posizione degli elettrodi di riferimento nelle
misurazioni del potenziale struttura-elettrolita.
figura 1 Posizioni possibili degli elettrodi di riferimento per la misurazione dei potenziali struttura-elettrolita
Legenda
1 e 2 Posizioni degli elettrodi di riferimento
3 Terreno
4 Condotta

Se non si tiene conto di minimi errori, peraltro praticamente trascurabili, il potenziale


struttura-elettrolita corrisponde alla differenza di potenziale tra la struttura e un elettrodo
di riferimento posto nella posizione (1), cioè nelle immediate vicinanze del metallo nudo
della struttura (per esempio, presso un difetto del rivestimento di una struttura rivestita).
Poiché, nella maggior parte dei casi, non è materialmente possibile collocare l'elettrodo di
riferimento così vicino al metallo della struttura, il potenziale struttura-elettrolita è misurato
come differenza di potenziale tra la struttura e un elettrodo di riferimento collocato nella
posizione (2).
Tuttavia, se nel terreno sono presenti correnti tra (1) e (2), la sistemazione dell'elettrodo di
riferimento nella posizione (2) dà luogo a errori nella misurazione. Il valore così ottenuto
differisce da quello che teoricamente sarebbe misurato rispetto a un elettrodo di riferimento
1) Laddove l'acqua penetra tra rivestimento staccato e superficie della struttura, il potenziale misurato non è rappresen-
tativo dei fenomeni elettrochimici che avvengono sotto le parti non aderenti del rivestimento.

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collocato nella posizione (1). La differenza tra le due misurazioni di potenziale è uguale
alla somma algebrica di tutte le cadute di tensione ohmiche (cadute IR) nel terreno tra le
posizioni (1) e (2), dovute al passaggio di correnti nell'ambiente.
E(2) - E(1) = ∑ cadute IR
Nel prospetto 1 si elencano le diverse correnti che possono dare luogo a cadute IR.
Nel caso delle correnti di protezione catodica erogate dagli impianti di protezione appar-
tenenti alla struttura, i potenziali misurati nella posizione (2) sono in genere più negativi
del potenziale nella posizione (1). Nei terreni a bassa resistività la caduta di tensione IR
prodotta da queste correnti può raggiungere parecchie decine di millivolt, mentre nei
terreni ad alta resistività essa può arrivare ad alcuni volt.
Nel caso di correnti di equalizzazione, di correnti di pila e di correnti disperse, i potenziali
misurati in posizione (2) possono essere sia più negativi, sia più positivi del potenziale in
posizione (1), a seconda del senso delle correnti. Nel terreno, le correnti di equalizzazione
e le correnti di pila possono provocare cadute IR fino a qualche decina di millivolt, mentre
le correnti disperse da sistemi di trazione in corrente continua possono provocare cadute
IR fino a qualche decina di volt.
Per tutte le correnti da sorgenti estranee si dovrebbe fare una distinzione, a seconda che
il gradiente di potenziale dovuto a queste correnti si mantenga quasi costante con la
distanza, in prossimità della struttura da proteggere (caso della sorgente remota), o che
ciò non avvenga (caso della sorgente prossima). Inoltre, le correnti da sorgenti estranee
che varino rapidamente nel tempo dovrebbero essere distinte da quelle che sono costanti
nel tempo. Anche la profondità di interramento della struttura ha influenza sulla caduta IR.

prospetto 1 Correnti che danno origine a cadute IR tra struttura protetta ed elettrodo di riferimento nella
posizione (2) di figura 1 ed esempi delle tecniche di misurazione applicabili per la determinazione del
potenziale senza caduta IR in funzione della tipologia della corrente

Posizione Tipologia della corrente Tecniche di misurazione Paragrafi


n° applicabili (esempi)
1 Correnti proprie del sistema
1.1 Corrente di protezione Misurazione del potenziale a impianti disinseriti 4.4.2.1
Sonda di potenziale esterna 4.4.2.4
1.2 Corrente di equalizzazione Tecnica delle misure intensive 4.4.2.3
Sonda di potenziale esterna 4.4.2.4
1.3 Corrente di pila (elettrodi estranei remoti) Tecnica delle misure intensive 4.4.2.3
Sonda di potenziale esterna 4.4.2.4
2 Correnti da sorgenti estranee remote
2.1 Non variabili nel tempo, per esempio, correnti di prote- Tecnica delle misure intensive 4.4.2.3
zione, di equalizzazione o di pila Sonda di potenziale esterna 4.4.2.4
2.2 Variabili nel tempo, per esempio corrente continua da Misure particolari del potenziale a impianti disinseriti 4.4.2.2
sistemi di trazione o da impianti industriali o corrente Tecnica delle misure intensive 4.4.2.3
tellurica Sonda di potenziale esterna 4.4.2.4
3 Correnti da sorgenti estranee prossime
3.1 Non variabili nel tempo, per esempio, correnti di prote- Sonda di potenziale esterna 4.4.2.4
zione, di equalizzazione o di pila
3.2 Variabili nel tempo, per esempio corrente continua da Misure particolari del potenziale a impianti disinseriti 4.4.2.2
sistemi di trazione o da impianti industriali Sonda di potenziale esterna 4.4.2.4

4.4 Tecniche di misurazione del potenziale

4.4.1 Tecnica di misurazione comprendente la caduta IR (misurazione del potenziale on)


Le misurazioni di potenziale, effettuate con corrente di protezione circolante, sono
denominate "misurazioni del potenziale on". I valori ottenuti (potenziali on, Eon) sono
comprensivi di diverse cadute IR sconosciute (vedere 4.2) che possono variare con il
tempo e con la posizione dell'elettrodo di riferimento.

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I valori non rappresentano il potenziale all'interfaccia metallo-elettrolita.


Le misurazioni del potenziale on sono usate soprattutto per monitorare la protezione
catodica, specialmente dove sono presenti correnti disperse da sistemi di trazione in
corrente continua. In questo caso, per ottenere valori significativi si dovrebbero registrare
i potenziali on per un periodo di tempo coerente con il livello dell'interferenza e con la sua
variabilità nel tempo (prEN 50162).

4.4.2 Tecniche di misurazione per determinare i potenziali senza caduta IR (EIR free )
Nel seguito si descrivono le tecniche che possono essere applicate per valutare il poten-
ziale senza caduta IR. Esse sono differenziate in base al tipo di corrente che dà origine
alla caduta IR (prospetto 1).

4.4.2.1 Misurazioni del potenziale off (tecnica del potenziale off istantaneo)
La tecnica del potenziale off istantaneo può essere usata per eliminare le cadute IR
prodotte dalla corrente di protezione (prospetto 1, posizione 1.1), laddove non siano
presenti correnti di equalizzazione, correnti disperse e correnti di pila dovute ad anodi o a
catodi estranei. I valori ottenuti sono denominati potenziali off, Eoff.
Nel sistema acciaio-terreno, la misurazione del potenziale rispetto all'elettrodo di riferi-
mento nella posizione (2) di figura 1 è di solito sufficientemente precisa, quando la si
effettui entro 1 s dalla disinserzione della corrente di protezione. Una depolarizzazione
può prodursi in modo relativamente rapido per alcuni sistemi metallo-elettrolita, per
esempio quello piombo/terreno, per alcune strutture di acciaio a cui la protezione catodica
sia stata applicata da poco tempo o per strutture nude. In questi casi può essere adottata
la tecnica della riduzione della corrente, descritta nell'appendice B.
Il rapporto tra la durata di inserzione (on) e quella di disinserzione (off) deve essere scelto
in modo da evitare una depolarizzazione significativa. In tal caso, quanto maggiore è la
durata della campagna di misure (per esempio, 24 h), tanto maggiore deve essere il
valore del rapporto tra le durate di inserzione e di disinserzione.
Nel rilievo di potenziale a intervalli ravvicinati (CIPS - Close Interval Potential Survey),
descritti nell'appendice C, si eseguono misurazioni dei potenziali on e off tra condotta e
terreno ad intervalli regolari lungo il tracciato (da 1 m a 2 m circa).

4.4.2.2 Misurazioni particolari del potenziale off


In aree interessate da correnti disperse da sistemi di trazione in corrente continua
(prospetto 1, posizioni 2.2 e 3.2), la tecnica di misurazione del potenziale off può essere
anche applicata nei periodi in cui il sistema di trazione a corrente continua non è
operativo. Sulla base di queste misure, l'appendice E descrive la particolare tecnica di
misurazione del potenziale off, che permette di verificare l'efficacia della protezione
catodica in aree interessate da correnti disperse.

4.4.2.3 Tecnica delle misure intensive


La tecnica delle misure intensive può essere usata in presenza di cadute IR provocate
dalle correnti menzionate nel prospetto 1, posizioni da 1.2 a 2.2 (correnti di equalizza-
zione, correnti di pila e correnti variabili e no, da sorgenti estranee remote).
Con la tecnica delle misure intensive si rilevano simultaneamente i potenziali condotta-
terreno e i gradienti di potenziale in orizzontale, da un lato e dall'altro della condotta, ad
essi associati. Questa tecnica permette di individuare i difetti del rivestimento e di
calcolare, in corrispondenza di questi, i potenziali senza caduta IR.
Questa tecnica può essere utilizzata soltanto se la struttura si trova all'interno della parte
lineare del gradiente di potenziale creato dalla sorgente (remota) della corrente esterna,
cioè dove i gradienti di potenziale si mantengono costanti con la distanza.
Misure intensive si eseguono per rilevare il potenziale senza caduta IR (EIR free) in corri-
spondenza dei difetti del rivestimento individuati con vari metodi (vedere appendice D).
La tecnica consiste nella misurazione dei potenziali condotta-elettrolita, Eon e Eoff, tra la
condotta e l'elettrodo di riferimento nella posizione (2) della figura 2, e anche in quella dei
gradienti di potenziale, ∆Eon e ∆Eoff, intesi come differenze di potenziale tra gli elettrodi di

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riferimento nelle posizioni (2) e (3). I valori ottenuti a distanze appropriate lungo il tracciato
della condotta permettono la determinazione del potenziale senza caduta IR, secondo
l’appendice F. Se in corrispondenza dei più estesi difetti del rivestimento si raggiunge il
potenziale di protezione Ep, si può in genere ritenere che tutti gli altri difetti circostanti
saranno in stato di protezione catodica.
Nota La misura nella posizione 3' è utilizzata per accertare se i gradienti di potenziale intorno alla condotta non
sono simmetrici. Ciò può indicare la presenza di sorgenti di corrente estranea (come definite nel prospetto 1,
posizione 2.2) e/o eterogeneità del terreno.
figura 2 Posizioni (1), (2), (3) e (3') degli elettrodi di riferimento per la misurazione, con la tecnica delle misure
intensive, dei potenziali struttura-elettrolita e dei gradienti di potenziale nel caso, per esempio, di una
condotta interrata
Legenda
1, 2, 3, 3' Posizioni degli elettrodi di riferimento
4 Terreno
5 Condotta

La distanza l tra gli elettrodi nelle posizioni (2) e (3) dovrebbe essere scelta in modo da
comprendere la totale estensione del gradiente.

4.4.2.4 Misurazioni del potenziale di condotte mediante sonde di potenziale esterne o mediante piastrine
La misurazione del potenziale mediante sonda di potenziale esterna o mediante piastrine
può essere utilizzata in presenza di cadute IR dovute a tutte le correnti menzionate nel
prospetto 1 (corrente di protezione, correnti di equalizzazione, correnti di pila e correnti,
variabili o no, da sorgenti estranee remote o prossime).
Le sonde di potenziale esterne forniscono informazioni sul potenziale senza caduta IR
anche nei casi in cui la tecnica di misurazione del potenziale on o off non può essere
applicata a causa delle condizioni locali (per esempio, copertura del terreno con materiale
non conduttivo o profondità di interramento molto variabile, condotte nuove prive di falle di
isolamento, correnti variabili nel tempo secondo il prospetto 1, posizione 2.2, contatti
inevitabili con strutture estranee, ecc. e dove non sono possibili misurazioni sincrone delle
variabili relative alla tecnica delle misurazioni intensive).
Questa tecnica permette di rilevare il potenziale senza caduta IR mediante la misurazione
del potenziale off usando una sonda di potenziale esterna o una piastrina.
Esempi di una tipica sonda di potenziale esterna e di piastrine sono indicati
nell'appendice G.

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La distanza tra l'elettrodo di riferimento e la piastrina dovrebbe essere quanto più piccola
possibile, onde ottenere un valore del potenziale piastrina-elettrolita più preciso di quello
ottenuto con elettrodo di riferimento disposto sulla superficie del terreno. In tal modo la
misura è meno influenzata da correnti disperse che provocano cadute IR.
Questa tecnica è particolarmente indicata se la struttura è posata entro la parte non
lineare del gradiente di potenziale (cioè dove i gradienti di potenziale non si mantengono
costanti con la distanza) provocato da una sorgente (prossima) di corrente estranea.
La posizione della sonda di potenziale esterna deve essere stabilita sulla base di
conoscenze dettagliate della sorgente delle correnti continue e dell'omogeneità del
terreno. La sonda di potenziale esterna è posta, di preferenza, nel terreno adiacente alla
struttura (per esempio, nello stesso letto di posa della struttura), onde evitare errori di
misura provocati dall'eterogeneità del terreno.
Per ottimizzare la precisione di misura, non dovrebbe sussistere alcuno scambio di
corrente tra la piastrina e la condotta, più esattamente, tra la piastrina e un difetto del
rivestimento a essa adiacente, né alcun effetto sfavorevole da parte di gradienti di poten-
ziale all'atto dell’apertura del collegamento della piastrina dalla condotta.
La sonda di potenziale esterna è collegata alla condotta tramite un posto di misura. Nei
terreni omogenei, se sulla sonda di potenziale esterna si raggiunge il potenziale di prote-
zione Ep, la condotta può essere considerata in stato di protezione catodica fino a breve
distanza dalla sonda stessa.
I valori con sonda di potenziale esterna sono validi soltanto se i difetti del rivestimento
della condotta hanno estensione non maggiore dell'area esposta della superficie della
sonda. Una sonda di potenziale esterna può essere usata anche per stabilire se la
corrente è diretta verso la struttura o se essa transita in senso opposto.

5 POTENZIALE STRUTTURA IMMERSA-ELETTROLITA


Se il principio di base delle misurazioni del potenziale di una struttura immersa è identico
a quello usato per installazioni interrate, il mezzo acquoso (acqua dolce, acqua salmastra
o acqua di mare) pone problemi specifici connessi sia con la strumentazione usata per le
misurazioni, sia con le difficoltà di localizzare e di raggiungere le superfici da controllare.

5.1 Strumentazione elettrica


La strumentazione di misura utilizzata deve avere le stesse caratteristiche elettriche di
quella usata nelle misurazioni su struttura interrata. Quando si misurano gradienti di
potenziale in acque a bassa resistività può essere necessario avere una scala di misura
dell'ordine di 10 mV. Gli elettrodi usati per le misurazioni del potenziale in un mezzo
acquoso sono elencati nell'appendice A.

5.2 Misurazioni del potenziale


Per eseguire misurazioni del potenziale delle parti immerse delle strutture, è necessario
disporre di uno o più posti di misura.

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5.2.1 Metodi per la misurazione diretta del potenziale


Misurazioni dirette del potenziale possono essere effettuate con uno dei seguenti metodi:
- un unico posto di misura situato sulla parte di struttura fuori dall’acqua o posti di
misura permanenti sott'acqua. L'elettrodo di misura può essere installato in modo
permanente, oppure essere calato da un natante o essere installato da un sommoz-
zatore; esso deve trovarsi in una posizione appropriata rispetto alla struttura;
- un collegamento temporaneo eseguito da un tecnico che esegue le misure, per
esempio un sommozzatore, che stabilisce un contatto elettrico con la struttura ed
esegue le misurazioni. Questo metodo può essere usato per strutture che non siano
state dotate di posti di misura permanenti.
In questi casi si possono applicare gli stessi principi e metodi simili a quelli usati nelle
misurazioni su struttura interrata (vedere 4).

5.2.2 Metodo per la misurazione indiretta del potenziale


Questo metodo può essere usato quando si desidera eseguire un controllo continuo del
potenziale struttura-elettrolita.
A questo scopo è necessario eseguire una misurazione diretta del potenziale, secondo
5.2.1. I potenziali locali possono poi essere calcolati aggiungendo i gradienti di potenziale
misurati fra due elettrodi di riferimento che sono mossi sopra la parte immersa della
struttura (vedere riferimenti bibliografici [2] e [4]).

6 ALTRE MISURAZIONI

6.1 Misurazione di corrente continua


La corrente può essere misurata/calcolata nel modo seguente:
1) con un ampermetro, per esempio ai collegamenti con l'alimentatore o su giunti
isolanti cortocircuitati;
2) (nel caso di condotte) calcolando la caduta di tensione tra due posti di misura oppor-
tunamente (vedere figura I.2, appendice I). Una variante a questo metodo è quella di
misurare la corrente necessaria per ridurre a zero la caduta di tensione tra i posti di
misura;
3) calcolando la caduta di tensione su di uno shunt;
4) con una pinza amperometrica/ampermetro con bobina ad anello.
Il tipo di strumento di misura e le sue modalità di uso dovrebbero essere adeguati alle
condizioni elettriche e ambientali prevalenti (vedere appendice I).

6.2 Giunti isolanti


L'inefficacia di un giunto isolante può derivare da cause diverse: un giunto isolante
difettoso, un contatto tra la struttura protetta e un'installazione con un collegamento
metallico conduttore sul lato non protetto e, nel caso di condotte convoglianti soluzioni
elettrolitiche, una degradazione del rivestimento interno.
Per accertare se giunti isolanti in opera sono efficaci, possono essere applicati diversi
procedimenti di misura.
- Misurazioni del potenziale struttura-elettrolita: I potenziali struttura-elettrolita
sono misurati su entrambi i lati del giunto isolante. Se i potenziali su entrambi i lati
sono diversi tra loro, il giunto isolante potrebbe essere efficace. Tuttavia un giunto
isolante parzialmente difettoso può non essere individuato, dato che in questo caso
i potenziali su entrambi i lati del giunto possono anche essere diversi.
- Misurazioni di resistenza: Queste devono essere eseguite con un misuratore di
resistenza in corrente alternata. I misuratori di resistenza in corrente continua danno
false indicazioni, a causa di effetti di polarizzazione.

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L'interpretazione delle misurazioni di resistenza di giunti isolanti in opera è difficile,


poiché nel circuito di misura la resistenza verso terra delle strutture e, nel caso di
condotte convoglianti soluzioni elettrolitiche, la resistenza interna della condotta
verso l'elettrolita sono in parallelo alla resistenza del giunto isolante. Pertanto, una
bassa resistenza non sempre sta a indicare che il giunto isolante è difettoso (vedere
appendice J).
- Prove con corrente impressa
* Metodo 1: Per verificare la funzionalità di un giunto isolante, si imprime una
corrente nella struttura su un lato del giunto stesso, possibilmente tramite un
interruttore. Se il potenziale sull'altro lato non cambia o se esso cambia in senso
opposto (effetto di interferenza), il giunto isolante è efficace.
* Metodo 2: Si misura la corrente sul collegamento tra i due lati del giunto isolante.
Se non passa corrente, il giunto isolante è difettoso. Tuttavia un giunto isolante
parzialmente difettoso può non essere individuato, dato che in questo caso la
corrente nel collegamento può non essere zero (vedere appendice K).
- Misurazioni con generatore di audio-frequenza: Queste devono essere eseguite
immettendo una appropriata audio frequenza su un lato del giunto isolante, per
esempio tramite un apparecchio cerca-tubi convenzionale, e seguendo il segnale.
Nei casi dubbi, una combinazione di due o più dei metodi sopra menzionati può fornire
maggiori certezze.

6.3 Strutture estranee


Per accertare l'esistenza di eventuali contatti tra la struttura protetta e un'altra struttura
metallica, per esempio, tubo guaina, camicie di pozzi e palancole di acciaio, si può
misurare il potenziale struttura-elettrolita di entrambe le strutture. Per facilitare queste
misurazioni, si possono installare posti di misura.
Se necessario, la separazione metallica può essere verificata con misurazioni addizionali
del potenziale struttura-elettrolita e/o con misurazioni di resistenza e/o con prove a
corrente impressa tra le due strutture. Si possono usare le stesse tecniche di misura
descritte in 6.2 (vedere anche appendice K).

6.4 Rivestimento
Lo stato del rivestimento è associato al numero e alle dimensioni dei suoi difetti.
Alcuni metodi di rilevamento di questi difetti nel rivestimento sono descritti
nell'appendice D.
Si usano anche diversi metodi per valutare le condizioni medie del rivestimento, tramite la
misurazione di correnti e potenziali e l'esecuzione di calcoli. Alcune formule sono general-
mente usate e l'impiego dell'una o dell'altra dipende dalle preferenze individuali (una
formula è riportata nel riferimento bibliografico [4]).

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prospetto A.1 Elettrodi per misurazioni di potenziale nel terreno e/o in mezzi acquosi

Elettrodo Costituzione della Simboli usati generalmente EH **) Applicazioni Note


fase per le misurazioni di potenziale (V) abituali
(informativa)
APPENDICE

ELETTRODO DI RIFERIMENTO
*)
Elettrodo al calomelano Hg/HgCl/KCI +0,25 Laboratorio Terreno e acqua, per applicazioni specifiche
A

EHg
saturo saturo ESCE
Elettrodo argento/ Ag/AgCI/KCI saturo EKCI*) +0,20 Laboratorio, acqua Terreno, per applicazioni specifiche
cloruro di argento saturo ESSE
Elettrodo rame/solfato di Cu/CuSO4 saturo ECu*) +0,32 Terreno Acqua soltanto per brevi periodi di esposizione
rame saturo ECSE

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ELETTRODO DI MISURA
*)
Elettrodo argento/ Ag/AgCI/acqua di EAg +0,25 Acqua di mare Può essere usato in acqua salmastra con una variazione di potenziale da +0,25 (acqua
cloruro di argento mare di mare) a +0,35***) (acqua dolce)
Dovrebbe essere verificata periodicamente
Elettrodo zinco/acqua di Zn/acqua di mare EZn*) -0,78 Acqua di mare Dopo 2 giorni di immersione
mare
*)
Questi simboli sono usati nelle norme europee.
**)
EH è il potenziale dell'elettrodo di riferimento o di misura, rispetto all'elettrodo standard all'idrogeno.
Esempio: Potenziale di protezione per acciaio al carbonio: Ep,H = -0,53 V ; Ep,Cu = -0,85 V.
***)
Questi potenziali variano al variare della concentrazione degli ioni cloro; la variazione è di circa 60 mV per ogni cambiamento di 10 volte nella concentrazione.
Si deve tenere conto dell'impatto del mercurio (elettrodo al calomelano) sull'ambiente, in accordo con le regolamentazioni nazionali.
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APPENDICE B TECNICA DELLA RIDUZIONE DELLA CORRENTE


(informativa)
La tecnica della riduzione della corrente è usata per calcolare il potenziale struttura-
elettrolita quando risulta difficile utilizzare, a causa di una depolarizzazione rapida della
struttura, la tecnica del potenziale off istantaneo descritta in 4.4.2.1.
Secondo questa tecnica, la corrente di protezione (Ip) non è disinserita, ma è soltanto
ridotta a un valore (Ired) scelto in modo da fare sì che la depolarizzazione della struttura
non avvenga troppo velocemente. Soltanto le cadute IR che si generano nell'elettrolita
dovrebbero cambiare al variare della corrente. Il rapporto tra le correnti è dato da:
I red
x = -------
- (B.1)
Ip
dove:
0<x<1
Il potenziale on, corrispondente a Ip, è indicato con Eon.
Il potenziale istantaneo, corrispondente a Ired, è indicato con Ered.
In queste condizioni il potenziale struttura-elettrolita (EIR free), calcolato per estrapolazione,
è dato da:
E red – x ⋅ E on
E IR free = ---------------------------------
- (B.2)
1–x
Si può verificare che, per x = 0, l'equazione B.2 comprende la misurazione del potenziale
off.
Per il calcolo del fattore x nell'equazione B.2 è indispensabile eseguire misurazioni di
corrente, cosa non sempre attuabile. Tuttavia, si può notare che il valore di x può essere
calcolato anche come rapporto tra i gradienti di potenziale trasversali.
I red ∆ E red
x = -------
- = -------------- (B.3)
Ip ∆ E on

∆ E red = E red – E IR free


Con:
∆ E on = E on – E IR free
I gradienti ∆Eon e ∆Ered sono misurati sulla superficie del terreno sovrastante la struttura e
contemporaneamente alle misure dei potenziali (Eon e Ered).
In queste condizioni, il potenziale struttura-elettrolita è dato da:
E on – E red
- ⋅ ∆ E red
E IR free = E red – --------------------------------- (B.4)
∆ E on – ∆ E red
Usando l'equazione B.4, non occorre alcuna misura di corrente per calcolare il potenziale
struttura-elettrolita.
Questo metodo non può essere utilizzato in presenza di correnti disperse.

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APPENDICE C RILIEVI SUL TERRENO PER LA MISURAZIONE DEL POTENZIALE TUBO-TERRA


(informativa) LUNGO UNA CONDOTTA INTERRATA
Rilievi di potenziale a intervalli ravvicinati (CIPS - Close Interval Potential Survey)
Il metodo più affermato di accertamento dell'efficacia della protezione catodica è quello
della misurazione dei potenziali condotta-terreno.
Benché i posti di misura siano distribuiti lungo il tracciato della condotta, sussiste sempre
la possibilità che la protezione catodica sia inefficace in alcuni punti situati tra i posti di
misura.
Nei rilievi di potenziale a intervalli ravvicinati, si eseguono misurazioni del potenziale
condotta-terreno a intervalli da 1 m a 2 m circa. La misurazione è associata a un orario e
a una distanza, in modo da potere sempre ricavare la posizione di ogni misura. A questo
fine, l'operatore svolge, dietro di sé e per un lungo tratto, un sottilissimo cavo elettrico (a
perdere o no), collegato, alla condotta tramite un posto di misura.
Per ottenere un potenziale condotta-terreno realistico, si dovrebbe ridurre la caduta IR a
un livello insignificante. Per ottenere ciò, è essenziale disinserire in sincronia quelle
sorgenti della corrente continua applicata alla condotta che incidono sul potenziale della
condotta stessa proprio nel punto di misura. L'interruzione sincrona può essere ottenuta
tramite interruttori ciclici sincronizzati.
Questo metodo non può essere usato in presenza di correnti disperse.
Esiste una larga gamma di apparecchiature brevettate, adatte per rilevare i potenziali
condotta-terreno a intervalli ravvicinati con livelli diversi di precisione. Qualunque sia il
sistema di misura adottato, esso dovrebbe poter essere sincronizzato con gli interruttori,
oppure deve avere la capacità di stabilire con precisione il momento in cui fare una lettura.
I risultati sono presentati di solito sotto forma di un grafico in cui sono riportati i potenziali
on e off in funzione della distanza.

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APPENDICE D RILIEVI SUL TERRENO PER ACCERTARE LO STATO DEL RIVESTIMENTO E PER
(informativa) LOCALIZZARNE I DIFETTI
I difetti del rivestimento possono essere localizzati mediante misure di un segnale in
corrente continua o in corrente alternata. Due dei metodi più noti sono quello di Pearson
(corrente alternata) e quello del gradiente di potenziale in corrente continua (DCVG -
Direct Current Voltage Gradient Survey); essi sono descritti qui dl seguito.
Nota Risultati non validi possono essere ottenuti se il contatto tra condotta e terreno è insufficiente.
Metodo Pearson
Il rilevamento secondo il metodo Pearson consiste nell'immettere su una condotta
interrata un segnale a frequenza alternata che può essere captato da un sistema di rileva-
zione, ubicato fuori terra e particolarmente configurato a ricevere segnali con la frequenza
immessa.
La scelta della frequenza dipende dal tipo di rivestimento esistente sulla condotta
interrata.
Il sistema del metodo Pearson rivela i segnali emessi dalla struttura interrata. L'intensità
del segnale emesso varia in funzione della posizione e delle dimensioni dei difetti nel
rivestimento.
Il trasmettitore è generalmente collegato alla condotta tramite un posto di misura
esistente. In alcuni casi, il segnale del trasmettitore può essere indotto nella condotta
evitando in questo modo la connessione a un posto di misura.
Il rilevamento è eseguito da due operatori che camminano lungo il tracciato della
condotta, uno davanti all'altro. La distanza tra essi dipende dal diametro della condotta è
può essere compresa tra 6 m e 12 m.
Via via che l'operatore più avanzato si avvicina a un difetto del rivestimento, il segnale
aumenta gradualmente e mostra un picco al passaggio sopra al difetto. Il segnale si
riduce gradualmente fino a zero quando il difetto è a mezza strada tra i due operatori.
Metodo del gradiente di potenziale in corrente continua (DCVG - Direct Current
Voltage Gradient Survey)
I rilievi del gradiente di potenziale in corrente continua (DCVG - Direct Current Voltage
Gradient Survey) sono eseguiti su condotte interrate per localizzare i difetti nel rivesti-
mento e per accertarne la gravità.
Il metodo consiste nell'applicazione alla condotta di una corrente continua ciclicamente
interrotta e nella misurazione della grandezza e della direzione dei gradienti di potenziale
nel terreno.
Come sorgente di corrente continua per la condotta si può usare un impianto a corrente
impressa esistente o uno provvisorio. L'alimentazione in corrente continua è interrotta
ciclicamente (in genere circa 0,66 s di interruzione e 0,33 s di inserzione). Ciò crea una
sorgente di corrente continua pulsante con rapidità, che può essere agevolmente identi-
ficata mediante millivoltmetro analogico.
Sono richiesti particolari strumenti di misura che possano rispondere alla rapidità delle
variazioni di tensione. Lo strumento analogico è a zero centrale in modo da potere
misurare sia il senso, sia la grandezza della tensione della corrente continua pulsante.
I gradienti di potenziale in corrente continua si misurano disponendo sul terreno elettrodi
di riferimento ad una distanza di 1 m - 1,5 m circa. Generalmente l'operatore cammina
parallelamente alla condotta, sistemando ogni 2 m circa gli elettrodi nel terreno e
leggendo l'indicazione dello strumento analogico.
Quando la corrente continua si dirige verso un difetto nel rivestimento, il gradiente di
potenziale nel terreno si modifica, diventando sempre più grande via via che ci si avvicina
al difetto e diminuendo fino a zero quando l'epicentro del difetto del rivestimento si trova a
mezza strada tra i due elettrodi di riferimento.
Esistono molte varianti applicabili in campo e la corretta interpretazione dei dati rilevati
dipende dalla competenza dell'operatore.

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Avvertenza generale
In funzione delle condizioni locali e di quelle della struttura in esame, si possono
applicare:
- metodi che apportano varianti al rilevamento Pearson e a quello dei gradienti di
potenziale in corrente continua;
- altri principi, come l'induzione o l'attenuazione di un segnale a frequenza alternata.

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APPENDICE E MISURAZIONI PARTICOLARI DEL POTENZIALE OFF IN AREE INTERESSATE DA


(informativa) CORRENTI DISPERSE
In presenza di correnti disperse, le misurazioni del potenziale off, necessarie per poter
calcolare i potenziali senza caduta IR, possono essere eseguite, per un periodo di tempo
adeguato, soltanto in assenza di traffico ferroviario (per esempio, durante la notte). Nel
fissare il valore di base, si tiene conto dell'influenza delle correnti di equalizzazione e/o di
quelle di pila.
La seguente tecnica, che richiede misurazioni dei potenziali on e off, aiuta nell'accerta-
mento dell'efficacia della protezione catodica in aree interessate da correnti disperse.
Le misurazioni del potenziale dovrebbero essere eseguite come segue:
- i valori del potenziale on dovrebbero essere registrati, per un periodo di tempo
compatibile con il livello dell'interferenza (per esempio, per 24 h), in quei punti di
misura che sono i più critici dal punto di vista della protezione catodica;
- le misurazioni del potenziale off dovrebbero essere eseguite, negli stessi punti di
misura, per un periodo di tempo adeguato mentre non c'è traffico ferroviario. I valori
del potenziale off ottenuti dovrebbero essere considerati come valori di base.
Il sistema di protezione catodica, dovrebbe mantenere, nei suddetti punti di misura, un
valore più negativo del potenziale di protezione Ep (vedere EN 12954).
I valori dei corrispondenti potenziali on devono essere presi in considerazione e soddi-
sfare i seguenti requisiti:
I valori di potenziale on registrati per un periodo di tempo compatibile con il livello
dell'interferenza (per esempio, per 24 h) dovrebbero sempre essere più negativi del valore
del potenziale on misurato quanto non vi è traffico ferroviario anche in presenza di correnti
disperse.
Nei punti di misura più critici, il potenziale deve essere verificato di tanto in tanto, nel corso
della durata di vita della struttura.

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APPENDICE F NOTA ESPLICATIVA SULL'IMPIEGO DELLA TECNICA DELLE MISURE INTENSIVE E


(informativa) SUL CALCOLO DEL POTENZIALE SENZA CADUTA IR (EIR free)
La tecnica delle misure intensive richiede misurazioni simultanee con due o tre elettrodi,
uno dei quali disposto sulla verticale della struttura e l'altro o gli altri due posti lontano da
essa. La tecnica consente sia la localizzazione dei difetti nel rivestimento, sia la misura-
zione del potenziale senza caduta IR.

figura F.1 Posizioni (1), (2), (3) e (3') degli elettrodi di riferimento per la misurazione, con la tecnica delle misure
intensive, dei potenziali struttura-elettrolita e dei gradienti di potenziale nel caso, per esempio, di una
condotta interrata
Legenda
1, 2, 3, 3' Posizioni degli elettrodi di riferimento
4 Terreno
5 Condotta

Individuazione delle falle nel rivestimento


Usando questo metodo, le falle nel rivestimento sono localizzate dove si rilevano, lungo il
tracciato della condotta, picchi della differenza ∆Eon - ∆Eoff. Il valore assoluto di ∆Eon -
∆Eoff dipende da molti fattori e, a parità di condizioni, è proporzionale alle dimensioni della
falla nel rivestimento. Di solito, queste misurazioni sono eseguite a intervalli di circa 5 m
lungo la condotta.
Calcolo del potenziale senza caduta IR
Per ∆Eon > 20 mV circa, i valori ottenuti nella misurazione permettono in genere di
calcolare la caduta IR nel terreno tra le posizioni (1) e (2) della figura F.1. Per la determi-
nazione del potenziale senza caduta IR, si usa quindi l'equazione
∆ E off
- ⋅ ( E on – E off )
E IR free = E off – -------------------------------- (F.1)
∆ E on – ∆ E off
- Presenza di correnti di equalizzazione, come definite nel prospetto 1, pos. 1.2,
e di correnti di pila da elettrodi estranei remoti, come definite nel prospetto 1,
posizione 1.3 (vedere 4.3):
I gradienti di potenziale sono quasi simmetrici rispetto alla condotta. Perciò, per
calcolare i valori ∆E, è sufficiente determinare la differenza di potenziale tra le
posizioni (2) e (3) o tra le posizioni (2) e (3').

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- Presenza di correnti da sorgenti estranee remote - variabili o non variabili nel


tempo - come definite nel prospetto 1, posizione 2 (vedere 4.3):
I gradienti di potenziale non sono più simmetrici. Quelli dovuti a falle nel rivestimento
costituiscono allora i valori medi dei potenziali tra gli elettrodi di riferimento nelle
posizioni (2) e (3) e nelle posizioni (2) e (3') disposti simmetricamente a distanza l
nella figura F.1, distanza che è la stessa su entrambi i lati della condotta.
1
∆ E = --- ⋅ ( ∆ E 3/2 + ∆ E 3'/2 ) (F.2)
2
- Presenza di correnti da sorgenti estranee remote, variabili nel tempo per
esempio, sistemi di trazione a corrente continua, impianti industriali, correnti
telluriche, come definite nel prospetto 1, posizione 2.2:
Le letture di E e di ∆E dovrebbero essere eseguite simultaneamente, sia nei periodi
a corrente inserita (on), sia in quelli a corrente disinserita (off).
Relativamente all'equazione (F.1), si dovrebbe tenere presente che potenziali di elettrodo
di riferimento non identici possono dare luogo a errori nella determinazione dei potenziali
senza caduta IR.

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APPENDICE G ESEMPI TIPICI DI PIASTRINE E DI SONDE DI POTENZIALE ESTERNE


(informativa) PER CONDOTTE
Legenda
1 Posto di misura
2 Elettrodo di riferimento
3 Terreno
4 Piastrina
5 Condotta
6 Pozzetto (soltanto nella figura "d") tubo di materiale non conduttore provvisto di chiusura
a) Schema di una piastrina con elettrodo di riferimento in superficie
b) Schema di una piastrina con elettrodo di riferimento fisso
c) Schema di una sonda di potenziale esterna
d) Schema di una piastrina con elettrodo di riferimento rimovibile

a) b)

c) d)

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APPENDICE H PRECISIONE DELLA STRUMENTAZIONE DI MISURA DEL POTENZIALE


(normativa)
Requisito fondamentale di ogni strumento di misura è quello di non apportare modifiche
inaccettabili al circuito interessato dalla misurazione. Deve essere pertanto idoneo ad
essere utilizzato nel circuito sotto misura.
In ogni misurazione eseguita con uno strumento possono essere compresi vari errori di
cui si deve tenere conto. Essi potrebbero essere:
- errori dovuti alla resistenza interna dello strumento;
- errori di lettura su strumenti analogici;
- errori dovuti allo strumento stesso e al fabbricante di esso;
- errori dovuti alle condizioni ambiente (temperatura, condizioni igrometriche,
presenza di campi magnetici).
Voltmetri
Esistono due tipi di voltmetri in corrente continua, strumenti analogici e digitali; entrambi
possono essere usati in campo per le misurazioni del potenziale di una struttura.
Tuttavia, quando correnti disperse variabili interessano il terreno o la struttura da
controllare, può essere preferibile l'impiego di un voltmetro analogico per seguire le varia-
zioni del potenziale o, se è necessario, registrare queste ultime con un registratore
analogico o digitale.
Dove la condotta è interessata da un'interferenza in corrente alternata, dovuta per
esempio alla presenza di linee elettriche esterne ad alta tensione, è possibile usando
voltmetri analogici in corrente continua, leggere valori instabili o rapidamente oscillanti,
mentre usando strumenti digitali, leggere valori errati. Per evitare questo inconveniente, è
raccomandabile usare un voltmetro digitale in corrente continua con attenuazione di
almeno 60 dB con corrente alternata a 16 Hz e a 50 Hz.
L'errore intrinseco dello strumento è l'errore massimo di misura garantito. Esso può
essere espresso in due modi, a seconda del tipo dello strumento:
- per uno strumento analogico l'errore si esprime come percentuale del valore di fondo
scala (per uno strumento di classe 1,5, l'errore massimo su una scala di 10 V è di
150 mV);
- per uno strumento digitale l'errore è espresso come percentuale della lettura,
aumentata di un'unità (per uno strumento con precisione dell’1%, l'errore massimo
su una lettura di 1 000 V è di 11 V).
La precisione di una misurazione di potenziale dipende anche dalla resistenza/
impedenza di ingresso dello strumento. Il valore di questa resistenza dovrebbe essere
almeno uguale a 1 MΩ per misurazioni del potenziale di strutture interrate. Per ambiente
a bassa resistività (per esempio, acqua salmastra o acqua di mare) è accettabile un
valore minore.
- Per voltmetri analogici in corrente continua la resistenza di ingresso (o quella
interna) è in genere variabile e dipende dalla scala selezionata. Negli strumenti
moderni questa resistenza, espressa in ohm per volt di fondo scala, può raggiungere
250 000 Ω/V. Un modo per verificare la precisione di uno strumento digitale consiste
nell'eseguire una misurazione su due scale diverse. I valori devono risultare identici.
- Per voltmetri digitali in corrente continua, l'impedenza di ingresso, espressa in ohm,
è costante. Perciò la precisione di misura è indipendente dalla scala selezionata.
Negli strumenti moderni l'impedenza di ingresso è spesso maggiore di 10 MΩ.
I voltmetri digitali possono fornire molte letture al secondo (generalmente 4). Si corre così
il rischio di letture errate, quando si misura un potenziale variabile (lettura di tensioni di
picco, di potenziali off all'atto dell'interruzione della corrente di protezione, di correnti
disperse, ecc.). In questi casi si raccomanda di ripetere la misurazione, per individuare un
eventuale errore di misura.
Lo strumento deve però essere in grado di rilevare più di una misura al secondo, per
captare il valore del potenziale off (come indicato in 4.4.2.1).

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Lo strumento usato per la misurazione del potenziale dovrebbe avere una precisione:
- minore dell’1% della lettura, per gli strumenti digitali;
- minore del 2% della deviazione a fondo scala C.F.S.D, per gli strumenti analogici.
Elettrodi di riferimento e di misura
Gli elettrodi di riferimento e quelli di misura dovrebbero essere scelti con i criteri indicati
nell'appendice A.
Essi dovrebbero essere costruiti in modo tale che il loro potenziale non si modifichi
durante le misurazioni di potenziale.
Gli elettrodi di riferimento e quelli di misura dovrebbero essere verificati con regolarità,
confrontandoli con elettrodi di riferimento adibiti a questo particolare impiego.

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APPENDICE I PRECISIONE DELLE MISURAZIONI DI CORRENTE


(informativa)
Le misurazioni di corrente possono essere effettuate sia in modo diretto con uno shunt,
sia mediante una pinza amperometrica/ampermetro con bobina ad anello che rileva il
flusso di corrente.
La caduta di tensione associata alla misurazione della corrente non dovrebbe essere
maggiore di 10 mV, sia nel caso di misurazione diretta, sia quando la misurazione è
eseguita tramite shunt esterno.
Nota Nella scelta del valore dello shunt, sia esso interno o esterno allo strumento di misura, si dovrebbe tenere
conto del probabile effetto dell'inserzione, nel circuito interessato dalla misura, della resistenza dello shunt
stesso.
La precisione di misura dovrebbe essere minore del 2,5%.
Le pinze amperometriche/ampermetri con bobina ad anello dovrebbero essere scelte e
usate con attenzione, per assicurare livelli accettabili di precisione.
Le stesse considerazioni, esposte dettagliatamente nell'appendice H per gli strumenti di
misura del potenziale, dovrebbero essere applicate nelle misurazioni di potenziale su uno
shunt.
In circostanze particolari, cioè quando misurazioni di piccole correnti devono essere
eseguite in circuiti a bassa tensione, si possono applicare i principi e i circuiti illustrati nelle
figure I.1 e I.2, purché non siano presenti correnti disperse. In alternativa, si può usare un
ampermetro a resistenza zero.
figura I.1 Metodo per la determinazione della corrente reale in transito in circuiti a tensione molto bassa
Legenda
1 Collegamento
2 Livello del terreno
3 Posto di misura
4 Terreno
5 Struttura (condotta)
6 Struttura secondaria (anodo galvanico)

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Procedimento
1 Rimuovere il collegamento tra i terminali A e B;
2 misurare la tensione fra AB con un millivoltmetro (U1) ad alta impedenza;
3 collegare l'ampermetro fra AB e misurare la corrente (I );
4 misurare la tensione fra AB con l'ampermetro ancora collegato (U2).
U1
True current = l ⋅ -------------------- (l.1 )
U1 – U2

figura I.2 Circuito di misura per la determinazione della corrente di linea e la resistenza longitudinale di una
condotta

Calcolo della corrente di linea


Se la corrente I b è regolata in modo da non provocare alcuna deviazione sul microvolt-
metro, allora
lb = I
Calcolo della resistenza longitudinale della condotta
La distanza tra A e B e quella tra C e D (punti di collegamento dei cavi alla condotta) deve
essere almeno uguale a 10 cm. I valori tipici sono spesso compresi tra 2 diametri e 5
diametri. La distanza tra i punti B e C può arrivare fino a 100 m.
Servendosi di un generatore di corrente (batteria), si applica una corrente (Ib) al tratto di
condotta tra i punti A e D e si misura la tensione (U ) tra i punti B e C. Onde evitare sia
l'interferenza dovuta ad altre correnti circolanti attraverso la condotta, sia tensioni di
contatto, si inserisce e disinserisce il generatore e si usano, per i calcoli, la tensione (∆U )
e la corrente (∆I b). Si calcola infine la resistenza longitudinale tra B e C, con l'equazione
seguente:
∆U
R BC = -------- (I.2)
∆l b

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APPENDICE J VALUTAZIONE DELLA RESISTENZA DI GIUNTI ISOLANTI


(informativa)
Quando si eseguono misure di resistenza su giunti isolanti in opera, nel circuito di misura
sono anche comprese le resistenze/impedenze della struttura verso terra.
Una bassa resistenza non sempre sta a indicare che il giunto isolante è difettoso.
Nella misurazione, si ottiene la seguente resistenza risultante "Rr":
1/ R r = 1/ R iso + 1/ ( R co1 + R co2 ) (J.1)
dove:
Rr è la resistenza/impedenza risultante;
Riso è la resistenza del giunto isolante;
Rco1 è la resistenza verso terra della struttura su un lato del giunto isolante;
Rco2 è la resistenza verso terra della struttura sull’altro lato del giunto isolante.
La resistenza Riso del giunto isolante si calcola con l'equazione J.1.
Se si usa una corrente continua, la resistenza verso terra delle strutture si modifica,
poiché le strutture stesse si polarizzano. Per evitare ciò, si usa una corrente alternata.
Se si usa il metodo basato sull'impiego di due conduttori di prova, il valore misurato
comprende anche la resistenza di essi. Per eliminare gli effetti della resistenza dei
conduttori di prova, si dovrebbe applicare il metodo illustrato nella figura J.1.
figura J.1 Misurazione della resistenza di un giunto isolante con ohmmetro per corrente alternata a 4 morsetti
Legenda
1 Ohmmetro per corrente alternata a 4 morsetti
2 Giunto isolante

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APPENDICE K PROVA DI INIEZIONE DI CORRENTE SU GIUNTI ISOLANTI


(informativa)
Per distinguere tra un giunto isolante intrinsecamente difettoso e un giunto corto-circuitato
da un non conosciuto collegamento conduttore per via metallica, si possono eseguire
misurazioni entro uno scavo aperto con i circuiti illustrati nelle figure K.1 e K.2.
Nel caso di un giunto isolante efficiente, la corrente è la seguente:
I1 = 0 ⇒ ∆U1 = 0
Quando circola la corrente I e ∆U1 = 0, vi è la possibilità di un contatto metallico esterno
(figura K.1).
Una controprova per accertare che il giunto isolante è efficiente può essere effettuata
usando il circuito illustrato nella figura K.2.
La corrente I2 calcolata con l'equazione K.1 seguente dovrebbe allora corrispondere alla
corrente iniettata I.
∆U
l 2 = ----------2- (K.1)
R 'L
In questo caso, si dovrebbe localizzare il collegamento metallico conduttore tra la struttura
in protezione e la struttura estranea. Nell'equazione di cui sopra R’ rappresenta la
resistenza longitudinale della condotta, riferita al metro.
Questo metodo può essere adattato per poter confermare la separazione elettrica tra
strutture metalliche.
figura K.1 Circuito per la verifica di un giunto isolante portato allo scoperto (circuito interno)
Legenda
1 Struttura estranea
2 Percorso elettrico sconosciuto (condotta o terreno)
3 Struttura estranea
4 Collegamento metallico conduttore
5 Terreno
6 Giunto isolante

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figura K.2 Circuito per la verifica di un giunto isolante portato allo scoperto (circuito esterno)
Legenda
1 Struttura estranea
2 Percorso elettrico sconosciuto (condotta o terreno)
3 Struttura estranea
4 Collegamento metallico conduttore
5 Terreno
6 Giunto isolante

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BIBLIOGRAFIA
prEN 50162 Protection against corrosion by stray current from DC systems
EN 12696 Cathodic protection of steel in concrete
Nel seguito si riporta una lista non esaustiva di diversi testi di base europei, riconosciuti
come buone guide per l'applicazione delle tecniche di protezione catodica
[1] Guida pratica della protezione catodica
Autore: CEOCOR
Edito nel 1991 da: EXPERT VERLAG, 71139 Ehningen bei Böblingen,
Deutschland.
Titolo: Praktischer Leitfaden für den kathodischen Korrosionsschutz.
Edito nel 1991 da: AGHTM, 83 Avenue Foch, 75761 Paris Cedex 16, France.
Titolo: Guide Pratique de la protection cathodique.
[2] Guida delle tecniche di misura nella protezione catodica
Autore: CEOCOR
Edito nel 1994 da: ÖVGW, A 1015 Wien, Schubertring 14, Österreich.
Titolo: Leitfaden der Meßtechnik für den kathodischen Korrosionsschutz.
Edito nel 1994 da: AGHTM, 83 Avenue Foch, 75761 Paris Cedex 16, France.
Titolo: Guide des techniques des mesures en protection cathodique.
[3] Condotte per acqua e per gas - Corrosione, degradazione e protezione
Autore: Association Générale des Hygiénistes et Techniciens Municipaux
(A.G.H.T.M.)
Edito nel 1987 da: LAVOISIER, 11 rue Lavoisier, 75384 Paris Cedex 08, France.
Titolo: Les canalisations d'eau et de gaz - Corrosion, dégradation et protection.
Edito nel 1992 da: ELLIS HORWOOD, Market Cross House, Cooper Street, P.O.
Box. 19, Chichester, West Sussex 1EB UK.
Titolo: Water and gas mains - Corrosion, degradation and protection.
[4] Manuale di protezione catodica
Autori: W.v. Baeckmann, W. Schwenk, W. Prinz
Edito nel 1989 da: VCH Verlagsgesellschaft mbH, 69469 Weinheim, Deutschland.
Titolo: Handbuch des kathodischen Korrosionsschutzes.
Edito nel 1995 da: Gulf Publishing Company, Houston, Texas 77019-1896, USA.
Titolo: Handbook of cathodic protection.
[5] Protezione catodica
Autori: L. Lazzari, P. Pedeferri
Edito nel 1982 da: CLUP, Politecnico di Milano.
Titolo: Protezione Catodica.
[6] Corrosione e protezione dei metalli
Autori: G. Bianchi, F. Mazza
Edito nel 1980 da MASSON ITALIA EDITORI, via G. Pascoli 55, 20133 Milano,
Italia.
Titolo: Corrosione e protezione dei metalli.

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