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JAPANESE REIKI TECHNIQUE

USUI REIKI RYOHO

M°Mikao Usui*
Usui Teatè
( Il Reiki delle Origini )
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Fino a pochi anni fa le nostre conoscenze riguardanti le tecniche terapeutiche originarie


del Reiki giapponese adoperate da Usui e, ancora oggi, praticate in Giappone dagli
operatori e dai Master all'interno della USUI REIKI RYOHO GAKKAI, organizzazione
creata da Usui stesso, erano piene di lacune. E' storia recente come, grazie a F. A. Petter
e a Hiroshi Doi, siamo venuti in possesso di notizie che ci hanno permesso di far luce su
molte tecniche e metodologie che sono ancora oggi custodite con molta segretezza e
negate alla conoscenza del mondo occidentale. F.A. Petter è un master Reiki tedesco che
da molti anni vive e lavora in Giappone: egli ha avuto modo di incontrare e conoscere molti
operatori di Reiki giapponese sia appartenenti alla U.R.R.G. sia ad altre correnti di Reiki
derivanti da quella originaria di Usui. Ha condotto molte ricerche che lo hanno portato ad
esaminare materiale didattico scritto, derivato dagli insegnamenti di Usui stesso e a
ricercare le origini dei simboli Reiki nelle pratiche del Buddhismo e dello Shintoismo. H.
Doi appartiene alla U.R.R.G. : è un operatore di 2° livello che dirige una scuola di reiki in
Giappone e pratica un Reiki che trae le sue radici dal Reiki di Usui ma integrato e
completato da altre tecniche di guarigione ideate da lui stesso. Nel 1999 H.Doi è stato
presente a un seminario di Reiki a Vancouver e in tale occasione ha potuto elargire ai
pochi operatori inglesi presenti tecniche e trattamenti originari di M.Usui del tutto
sconosciuti o noti solo in modo parziale al mondo occidentale.

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manuale originale di Usui

Frank Arjava Petter

E'un master Reiki tedesco che da vari anni vive a Sapporo, in Giappone, e insieme alla
moglie dirige una scuola di Reiki e di lingue.
Ha condotto lunghe ricerche sulle origini del Reiki e sulla figura e la vita del suo fondatore
e il frutto del suo lavoro è raccolto nei due libri che ha scritto. A F.A. Petter si deve la
memorabile scoperta nel 1994 della tomba di Usui nel tempio di Saihoji a Tokio accanto
alla stele fatta erigere in suo onore dalla U.R.R.G. In seguito a questo ritrovamento furono
chiariti molti particolari ancora oscuri al mondo occidentale riguardanti la figura stessa di
Usui, l'organizzazione da lui creata e la successione, nell'ambito della dirigenza della
suddetta organizzazione, che si ebbe dopo la sua morte. Petter ha avuto la fortuna di
incontrare molti operatori Reiki giapponesi sia appartenenti alla U.R.R.G. sia ad altre
organizzazioni ed ha saputo conquistare la fiducia di molti: in questo modo è riuscito ad
esaminare testi scritti e documenti vari che ci hanno fatto conoscere molte tecniche
giapponesi originali. Pur tuttavia egli è sempre uno straniero, in Giappone, e sappiamo
bene come la U.R.R.G. conservi gelosamente i propri segreti.

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Hiroshi Doi

E' membro della U.R.R.G. ma non è mai arrivato presso questa associazione al livello
Shinpiden, è comunque stato attivato a Master da C. YAMAGUCHI secondo la tradizione
occidentale.
H. DOI attualmente lavora come master in una scuola giapponese e pratica il REIKI
GENDAI ovvero un Reiki che affonda le sue radici nel Reiki di Usui ma che lui stesso ha
ampliato e arricchito con altre tecniche terapeutiche sviluppate personalmente o attinte dal
Reiki occidentali. Nel 1999 ha partecipato a un Seminario a Vancouver e ha avuto modo di
illustrarci alcune tecniche originarie di Usui di cui il mondo occidentale non aveva
conoscenza, fra queste l'Hatsu Rei Ho, il Byosen, e il Reiji.

L’importanza delle tecniche originarie di Usui Sensei.

Sul nostro pianeta sta attualmente verificandosi un importante processo che dovrebbe
condurci alla pace disperatamente agognata. La fine della guerra fredda, l’espansione
della comunicazione globale la crescente consapevolezza che tutti gli uomini nel mondo
possono e debbono cooperare per la sopravvivenza del nostro pianeta, stanno
radicalmente cambiando il nostro atteggiamento. Un maggior senso di sicurezza, e la
legittima speranza che il mondo abbia un futuro concreto, incoraggiano l’umanità ad
operare positivamente per il cambiamento che contribuisca alla creazione di un pianeta
pacificato.

Una parte di questo processo è costituita anche dal superamento di atteggiamenti mentali
obsoleti e limitanti, sostituiti da nuove verità. In tal modo gli uomini diventano liberi e in
grado di costruire un mondo migliore.

Qualcosa di simile si riscontra anche nel mondo del Reiki. La versione del Reiki
originariamente pensata per l’Occidente viene messa in discussione, si scoprono nozioni
dettagliate circa la storia e la pratica che possono essere utili a tutti noi. Da qualche anno
a questa parte Frank Arajava Petter e la sua consorte giapponese Chetna Kobayashi

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hanno riscoperto importanti informazioni sull’origine e la pratica del Reiki in Giappone.
Nonostante l’opposizione di chi voleva trarre vantaggio dal mantenimento dello status quo
in Occidente, Frank Arjava e Cheta hanno esteso le loro ricerche e hanno trasmesso le
loro importanti scoperte.

Il fatto che Usui Sensei abbia redatto un manuale, che ha distribuito a tutti i suoi discepoli,
ha un grande significato. Dimostra che il Reiki non è una tradizione orale, e che il
documento scritto costituisce una componente importante della pratica. Lo studio della
filosofia e degli esercizi pratici insegnati da Usui Sensei conduce ad un elevato livello di
comprensione, in grado di collegarci con maggior forza all’essenza del Reiki. Ci offre
un’immagine concreta di Usui Sensei e ci aiuta a migliorare la qualità della terapia per noi
e per gli altri. Diventa perciò comprensibile il motivo per cui la traduzione e la diffusione di
queste conoscenze rappresentino il contributo più significativo per la pratica del Reiki di
Usui Sensei, da quando, nel 1938, venne per la prima volta insegnato in Occidente.

Grazie alla sperimentata efficacia e alla maggior autenticità delle tecniche Reiki e del loro
valore, queste informazioni costituiranno un impulso potente per la comunità Reiki. Sono
sicuro che tutti coloro che approfondiranno queste conoscenze ne trarranno molteplici
vantaggi.

Master W.L. Rand

REIKI IN GIAPPONE

Ben poco si sapeva sugli odierni progressi di Reiki in Giappone finché, intorno al 1985, Mieko Mitsui non
tornò nel suo Pese natale dopo aver imparato Reiki in America (da Barbara Weber Rei, una studente di
Hawayo Takata). Dopo un po' scoprì che Reiki veniva silenziosamente insegnato da membri
dell'associazione originale di Mikao Usui, la Usui Reiki Ryoho Gakkai, ma in una forma abbastanza diversa
da quella che la Takata aveva insegnato in Occidente. Seguendo le linee-guida del suo fondatore, la
Gakkai a tutt'oggi non fa pubblicità e usa un metodo molto semplice per testare e promuovere gli
studenti verso la pratica di Reiki Ryoho (come Usui-Sensei lo chiamava).
L'insegnante della Takata, Chujiro Hayashi, era stato l'ultima persona che Usui-Sensei aveva formato al
livello di insegnante. Per qualche ragione ignota, Hayashi-san non sembra essere stato un membro
attivo della Gakkai, pur avendo ricevuto i titoli per reggere la scuola-cllnica di Usui alla morte e, pare,
per volere di quest'ultimo. Con la collaborazione di Juzaburo Gyuda e Kanichi Taketomi, due altri
studenti (e successori come presidenti della Gakkai) di Usui, due mesi dopo là morte di questi egli
portò la scuola in un altro distretto, quello di Shinano Machi. Il suo metodo di insegnamento appare ben
più strutturato di quello della Gakkai, probabilmente grazie al suo passato di chirurgo.
Comandante della Marina, anch'egli usava, a differenza della Gakkai, una cerimonia - o procedura di
attivazione - per effettuare i vari conferimenti dei poteri di Reiki. Probabilmente si trattava del
metodo che Usui-Sensei, allo scopo di facilitare loro il compito, dava ai suoi studenti che non
avevano un retroterra culturale sufficiente per mettere a punto un metodo proprio. E ovviamente
questo è il tipo di procedura che emigrò in Occidente.
Secondo la Traditional Japanese Reiki, i tre Master (Hayashi, Gyuda e Taketomi) proseguirono in forma
invariata gli insegnamenti di Usui presso la clinica di Hayashi. Nel corso degli anni, alcuni altri studenti di
Hayashi si sono fatti avanti; l'incontro più importante fra loro è stato quello tra Dave King e il sig.
Tatsumi, che pare essere stato il penultimo studente del livello master (prima della Takata). Prima di
morire, nel 1996, Tatsumi aveva lasciato per intero i propri appunti (ricopiati dalle note di Hayashi:
questo faceva parte del processo di formazione) a Dave King e Melissa Riggall perché li visionassero. Si
pensava che Tarata fosse l'ultimo sopravvissuto dei master formati da Hayashi finché, recentemente,
pare, non si é fatto avanti un altro studente a Kyoto.
Pare che un altro studente di Usui abbia mantenuto una serie di successori: si tratta di Toshihiro Eguchi
che, quando studiò con Usui, nel 1923, era già un guaritore esperto. Nei suo libro Reiki The Legacy of

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Usui" (Reiki, l'eredità di Usui), Arjava parla di un'attivazione alquanto insolita che avrebbe ricevuto da
uno dei suoi "discendenti". Sfortunatamente, alcuni di questi master non vogliono farsi conoscere
troppo perché temono di attrarre un'eccessiva e indesiderata attenzione che potrebbe intralciarli ed è
per questo che Arjava Petter non ha avuto il permesso di pubblicare il nome del suo attivatore.
Oltre alle informazioni sulla vita e sulla filosofia dei precetti di Usui inscritta sulla sua stele
commemorativa, su due siti internet giapponesi appaiono anche alcuni articoli sul Reiki del 1928, ma
sfortunatamente sono in giapponese. Sono tratti dal numero del Marzo 1928 (il IV) e da numeri
successivi del "Sunday Mainichi, una pubblicazione giapponese molto nota, e sono scritti da Sho-ou
Matsui, un commediografo celebre all'epoca. Questi cita Mikao Usui come fondatore di Reiki e sostiene
che Reiki era conosciuto da pochi perché gli operatori, incluso Usui, non cercavano mai di farsi
pubblicità. Lo stesso Matsui era un operatore Reiki e aveva scritto un libro sull'argomento. Negli articoli
afferma di aver imparato Reiki da Chujiro Hayashi nel corso di un seminario di cinque giorni, con un'ora
e mezza di insegnamento al giorno. Per lo più egli scrive delle proprie sperimentazioni con Reiki, ma
precisa che gli era stato detto che Usui aveva scoperto Reiki oltre dieci anni prima.

REIKI IN GIAPPONE OGGI


La presenza di Mieko Mitsui in Giappone, nel 1985, sembrò provocarvi un revival di Reiki. Il suo Reiki
occidentale deve aver costituito la fonte più pubblica per diversi anni, fino a quando non cominciarono
ad andare in Giappone altri master occidentali, tra i quali soprattutto Frank Arjava Petter, trasferitosi
dalla Germania nel 1993. Egli, racconta, fu colpito dal numero di studenti dì secondo livello che
andavano a bussare alla sua porta per avere un "advanced training" (formazione avanzata):
evidentemente questo livello non era facilmente disponibile fino a quando egli e sua moglie non
cominciarono a proporlo. Per tutti gli occidentali, la Reiki Gakkai rimaneva elusiva o sconosciuta e
continuava la sua silenziosa pubblicità "di bocca in bocca".
Nel 1995 comparve il primo libro moderno su Reiki a opera di un master giapponese, Toshita Mochizuki.
Pur praticando un insegnamento in gran parte occidentale, egli sembra aver avuto connessioni con
membri della Gakkai, i quali non rimasero impressionati quando egli accettò ai suoi corsi (che sembrano
avere basi sia occidentali che giapponesi) un occidentale.
Recentemente, un altro master Reiki giapponese, Hiroshi Doi, ha pubblicato un libro intitolato "lyashi
no Gendai Reikiho", ovvero "Metodo Reiki moderno per la guarigione". Doi ha acconsentito alla
pubblicazione di alcune parti del libro e un gruppo di suoi amici sta traducendolo per intero. Pur avendo
avuto una formazione occidentale, anch'egli ha studiato con l'ex precidente della Gakkai, la signora
Koyama.
Doi chiama il suo metodo "Gendai Reiki" o "Reiki contemporaneo". Pur adottando il Reiki praticato alla
Usui Reiki Ryoho Gakkay, eglì cerca di renderlo più adatto alla società e all'ambiente attuale,
conservando la vera essenza e il cuore del Reiki originale dì Usui. La maggior parte della gente non
apprezzerebbe il dover salmodiare ogni giorno "Gyosei", come parte di "Hatsurei Ho" (come si fa alla
Gakkai), perciò egli ha tolto quella parte dal proprio programma. Egli inoltre utilizza alcune tecniche
provenienti da altri metodi dì guarigione se ritiene che facciano funzionare meglio le cose.
Dalla sua reintroduzione, Reiki è andato diffondendosi rapidamente in Giappone e ora il Reiki
giapponese sta entrando in una nuova fase, di cui Doi parla nel suo libro. I master/insegnanti stanno
scoprendo più cose sul Reiki originale di Usui e stanno iniziando a incorporarne le tecniche in quello
inizialmente re-importato dagli Stati Uniti. E Hiroshi Doi è quello che spinge di più in questa direzione.
Ancora, molti autori stanno diventando più liberali riguardo a ciò che presentano al pubblico. Un
amico mi ha informato che un certo Sanehide Aoki ha scritto per una rivista un articolo in cui include i
simboli e te procedure di attivazione e stia progettando un libro in cui intende pubblicare tutti i
simboli e un metodo di attivazione.

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Quelle che seguono sono alcune tra le più importanti scuole di Reiki in Giappone:
1. Vortex, diretto da Mr. Mochizuki
2. Human & Trust Kenky-sho, diretto da Mr. Aoki
3. Mr. Hosaka's school
4. Cosmo Bright di Mr. Ueno
5. Gendai Reiki Kyokai, di Mr. Hiroshi Doi
6. Neo Reiki
E, ovviamente, c'è la Gakkai, che appare più un gruppo di supporto che non una scuola ufficiale. Le sei
scuole sopra elencate offrono una mescolanza di Reiki occidentale e di quello che chiamano Reiki in stile
Usui. Human & Trust sembra seguire maggiormente il Reiki di Chujiro Hayashi. Il mio amico giapponese
mi dice che notoriamente Hayashi apportò modifiche al Reiki di Usui, e le pratiche di questa scuola
(Human & Trust) sono diverse dal Reiki originale di Usui.

La Usui Reiki Ryoho Gakkai


Alla Usui Reiki Ryoho Gakkai, gli studenti seguono regolari sessioni di formazione, chiamate "Kyokai, in
cui praticano "Hatsurei Ho". All'ultimo passo di questo, gli studenti meditano per un po' ed è a questo
punto che gli insegnanti danno a ciascuno Reiju. Grazie a queste sessioni di formazione e alle proprie
pratiche, il potere (o capacità) di canalizzazione degli studenti aumenta. Gli insegnanti danno loro i
livelli successivi (attivazioni) a seconda dei loro progressi.
Reiju è il cuore dell'attivazione Reiki, ciò che da il potere di canalizzare l'energia, e viene dato agli
studenti ripetutamente, ogni volta che partecipano a una di tali sessioni. Mentre dà Reiju, l'insegnante
misura l'energia dei presenti su una scala che va da 6 (bassa) a 1 (alta). Raggiunto il livello 3, lo
studente ha il permesso di imparare le tecniche di Okuden (il secondo livello) e riceve ulteriori attivazioni
alle energie che chiamiamo simboli. Secondo Doi, Usui si dichiarava a un livello energetico 2 nella
speranza che qualcuno potesse superare le sue capacità. Quanti sono al livello 2 e sono meritevoli
possono ricevere Shinpiden (l'insegnamento dei misteri), che può anche includere il permesso di
attivare al Reiki altre persone.
Non si é riuscito a scoprire se esista un diverso stile di Reiju per i vari livelli di attivazione: potrebbe
anche essere semplicemente una questione di intenzione.
Secondo il mio amico giapponese, è tristemente vero che la Usui Reiki Ryoho Gakkai non ha alcun
interesse ad aumentare il numero dei propri membri né ad aprire maggiormente al mondo le proprie
pratiche. Le ragioni dietro ciò sono, come spiega Hìroshi Doi:
* La Gakkai non è in realtà una vera scuola di Reiki, ma piuttosto una sorta di gruppo di supporto per i
propri membri. Gli studenti membri sono seguiti molto attentamente, su base quotidiana; molti di loro
sono persone che hanno problemi seri e necessitano veramente di aiuto. La Gakkai vuole mantenere
questo sistema di supporto ristretto e ha abbastanza studenti da poterli a malapena gestire.
* Gli insegnanti "top" di livello Shinpiden sono persone come la moglie del presidente di una grossa
compagnia giapponese, un professore di medicina con un dottorato di ricerca presso l'università di
Kyoto, e così via. Essi non vogliono che la loro Gakkai sia troppo nota al pubblico, preferiscono si
pubblicizzi da sola.
Mi si dice che attualmente alla Gakkai ci sono cinque membri di livello Shinpiden e che esistono circa
cinque rami di essa in tutto il Giappone.

II Reiki Master Hiroshi Doi


Pur non essendo stato onorato con il livello Shinpiden, Doi è un membro assai rispettato della Gakkai.
Secondo lui, Reiki è da sempre rimasto silenzioso in Giappone perché Usui non voleva reclamizzarlo. Doi
non pubblica nel suo libro il manuale di Usui -(Reiki Ryoho Hikkei) perché, egli sostiene, va dato solo agli
studenti. Fortunatamente, alcuni degli insegnamenti originali di Usui hanno raggiunto l'Occidente grazie
al libro di Frank Arjava Petter Reiki The Legacy of Usui.

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Secondo il racconto di Doi, in gioventù Usui visitò più volte l'Europa, l'America e la Cina e compì ampi
studi. Prima di stabilirsi, lavorò come uomo d'affari, missionario, ufficiale governativo, giornalista,
segretario di un politico e visse da "uomo libero" (l'opposto di "monaco"). Presumibilmente come parte
del suo lavoro missionario, visitava abitualmente le prigioni. Dopo tutto ciò, Usui cominciò a chiedersi
quale fosse lo scopo ultimo della vita e si impegnò per cercare di comprenderlo. Finalmente, dopo
qualche tempo, egli fece esperienza di un satori o illuminazione: lo scopo ultimo della vita era Anshin
Rytsu Mei, lo stato mentale della pace totale, in cui si sa che cosa fare della propria vita e non si è
perturbati da alcuna cosa. A seguito di tale illuminazione egli ricercò ancora più intensamente per tre
anni, tentando di raggiungere quell'obiettivo. Infine chiese consiglio a un maestro Zen, il quale gli
rispose «Se vuoi saperlo,muori!». Usui perse le speranze e pensò che la sua vita fosse finita, quindi si
recò sul Monte Kurama e decise di digiunare finche non fosse morto.
Alla mezzanotte del ventunesimo giorno, nella sua testa esplose una sorta di tuono e di fulmine ed egli
perse conoscenza, per poi risvegliarsi all'alba sentendosi molto bene e rinvigorito. Decise quindi di
ridiscendere dalla montagna e lungo il cammino si ferì a un alluce (gli si rivoltò l'unghia) ed egli vi
impose la mano guarendosi istantaneamente. In seguito scoprì di poter tornare in quello spazio elevato
ogni qualvolta lo volesse (presumibilmente senza perdere conoscenza).
Avendogli chiesto quando ciò sia avvenuto, Doi mi ha risposto che l'incidente dell'alluce avvenne nel
Marzo 1921 (ma questo non collima con altri resoconti). Sappiamo che il mese seguente Usui traslocò con
la famiglia a Tokyo, dove aprì la sua scuola/clinica. Nel suo resoconto storico, poi, Doi salta al momento
in cui Usui stabilì e stese un metodo di guarigione e di insegnamento.
Doi conferma che Usui aveva due livelli oltre il master (quelli che noi chiamiamo Reiki 1, 2, 3 e 4 per loro
erano "Reiki 1", il che crea qualche confusione rispetto ad altre informazioni di Doi). Questi ulteriori
due livelli erano: Oku Den Zen-Ki e Oku Den Koe-Ki (primo e secondo stadio).
Doi ha verificato presso la Gakkai che i tre che sicuramente ottennero Shinpiden (livello master-
insegnante) direttamente da Usui furono Gyuda, Taketomi e Hayashi. Questo non significa che siano
stati i soli a riceverlo da Usui, ma che per loro c'è una verifica. Secondo Doi, Hayashi è sconosciuto alla
Gakkai e non ha niente a che vedere con essa, ma doveva essere molto abile con Reiki e comunque
ricevette Shinpiden nel 1925.
Il mio amico ha poi chiesto a Doi: «Quando Usui-sensei cominciò a istruire i suoi primi studenti, usava
un rituale di attivazione o semplicemente proiettava l'energia? Ho sentito che Eguchi passava Reiki
cantando le poesie tradizionali. Sei consapevole del fatto che il rituale di attivazione non è
indispensabile per passare Reiki?»
La risposta di Doi è stata: «Sì e no. Usui-Sensei usava un qualcosa chiamato "Reiju"». Il mio amico
continua: «Finora ho tradotto "Reiju" con "attivazione", ma sembra esserci una certa differenza fra i
due termini. In effetti ho ricevuto Reiju durante il seminario di Doi. Mentre noi studenti eravamo
seduti in meditazione, quattro insegnanti di Reiki hanno dato Reiju a ognuno, perciò ho ricevuto quattro
Rei]". Ogni Reiju durava all'incirca un minuto, ma era molto potente ed è stato interessante
percepire energie leggermente diverse a seconda dell’ Insegnante. A tutt’oggi, nella scuola di Usui (o
Ryoho Gakkai), si tengono regolari sessioni di formazione in cui gli studenti iniziano recitando a voce alta
i cinque principi di Reiki, salmodiano Gyosei, fanno Hatsurei-Ho e contemporaneamente ricevono
Reiju. A differenza dì quanto accade con il Reiki occidentale, gli studenti devono ricevere Reiju
regolarmente, il più spesso possibile.»
Doi ammette che la sua procedura Reiju non è quella ufficiale della Gakkai: non essendo uno Shinpiden,
non poteva aver ricevuto un simile insegnamento. Ciò nonostante egli l'ha ricevuto più e più volte nel
corso di svariati raduni alla Gakkai.
Doi afferma di essere consapevole del fatto che in realtà non c'è bisogno di un rituale per passare Reiki e
che neppure i simboli e i mantra sono-parti essenziali di Reiki. Questi sono semplicemente strumenti per
aiutare la gente a sviluppare il canale di Reiki. Proseguendo lungo il cammino di crescita con Reiki, prima
o poi si può lasciar andare tutto ciò. Quello che davvero è richiesto per qualunque tipo di lavoro con
Reiki è l'intenzione.

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Lignaggio di Doi metodo originale Usui Lignaggio di Doi metodo Usui Occidentale
Mikao Usui Mikao Usui
Kanichi Taketomi Chujiro Hayashi
Kimiko Koyama – Ayako Sasaki Chiyoko Yamaguchi
Hiroshi Doi Hiroshi Doi
FONTI: RICK RIVARD DAVE KING MELISSA RIGGALL

Programma tecniche Reiki Giapponese


Le tecniche proposte nello stile Usui Teatè ci aprono una nuova dimensione del Reiki che
è ben più strutturato che il metodo di Reiki che ci è stato proposto a in occidente
attraverso H.Takata prima e Reiki Alliance dopo. I'Usui Teatè ci riporta alle origini di questa
meravigliosa tecnica di guarigione naturale che affonda le sue radici nella medicina
tradizionale Cinese e nel Tao. Il Reiki che invece si pratica in occidente sembra aver preso
spunto dagli antichi veda e dallo Yoga basandosi sul sistema settenario dei chakra e dei
corpi sottili (Aura). Questo lo si deve principalmente alla Takata che ha intelligentemente
adattato un metodo giapponese, che non era molto ben visto considerando i trascorsi tra
le due nazioni, ad un sistema Vedico che a quell’epoca era molto in auge in America
tramite lo Yoga. Per un praticante Reiki oggi é fondamentale integrare questo sistema al
suo bagaglio di conoscenza per poter conoscere anche il sistema Reiki più vicino a quello
tutt'ora praticato in Giappone. Conoscendo a fondo l'Usui Teatè abbiamo la possibilità di
capire perché e come, il Reiki in occidente è stato trasformato. Concludo dicendo che
Reiki in sostanza rimane Reiki cambiano le modalità le tecniche ma la cosa più importante
rimane sempre e comunque chi opera e la sua intenzione.

Cenni di medicina cinese


I cinque elementi

Il pensiero cinese differisce da quello occidentale per la preminenza assegnata


all'analogia rispetto alla razionalità. Mentre quest'ultima è dominata dal principio di causa
effetto, la prima si interessa a fenomeni apparentemente collegati non da tale principio
ma da caratteristiche comuni. Facciamo un esempio per chiarire meglio questo concetto.

La stagione estiva è caratterizzata dal calore del sole. Il grande caldo estivo richiama il
calore che l'uomo può procurarsi accendendo il fuoco. Dunque, l'estate è la stagione del
fuoco, dello yang massimo, così come il mezzogiorno e il sole in quanto tale. E ancora: il
sud è la terra del sole, il rosso è il colore del fuoco ma anche del sangue, e quello che
muove e dà energia al sangue è il cuore, organo della gioia e "sole" dell'effettività del
corpo.

Ecco, dunque, come estate, cuore e sangue sembrano essere legati da uno stesso
senso. Da questo modo di osservare la natura, sperimentato per oltre quattromila anni, si

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sono gradualmente originate corrispondenze analogiche con quelli che sono considerati i
cinque elementi di base della natura, e cioè:

il legno - il fuoco - la terra - il metallo - l'acqua

Sia l'uomo, visto nel suo insieme funzionale e organico di corpo e psiche, sia tutta la
natura in cui è inserito sono riconducibili alla presenza di questi cinque elementi. La
tabella che troverete alle pagine seguenti rappresenta un esempio di raggruppamento
analogico di funzioni, proprietà, stagioni, organi del corpo, alimenti ecc., che stanno alla
base dei principi cui si ispira la medicina cinese per diagnosticare e per curare le
malattie.

Come si può notare, a ogni organo del corpo corrispondono affinità analogiche sia
positive che negative; per la medicina cinese, molte funzioni del corpo umano, sia
organiche che psichiche - apparentemente non direttamente collegabili - in realtà
appartengono allo stesso "elemento".

I cinque elementi inoltre, e così la fisiologia degli organi corrispondenti, sono legati fra
loro da un processo detto "di generazione", schematizzato nella fig. 2.

Le frecce stanno a indicare l'eterno ciclo degli elementi, le stagioni, i climi e gli organi del
corpo umano con le rispettive funzioni.

Ebbene, l'equilibrio del corpo umano, cioè la salute, è l'insieme di tutte le corrispondenze
e dell'eterno ciclo di generazione armonica di un elemento dall'altro.

Concezione energetica cinese

Per la medicina tradizionale cinese tutto è energia. Qualsiasi cosa esistente in natura,
compreso l'universo, è energia in continuo moto e perenne trasformazione. Il simbolo che
riassume tutto il pensiero cinese è quello del tao.

Questo simbolo rappresenta nel suo cerchio un'unità, che contiene due forze
contrapposte ma complementari. Queste continuano eternamente a fluire l'una verso
l'altra e, quando arrivano al proprio massimo energetico, hanno comunque dentro di sé
una piccola parte dell'altra. Le due forze sono chiamate dai cinesi yin e yang. Esse sono
presenti ovunque e regolano con il loro movimento tutte le cose. L'una esiste perché
esiste l'altra e non è possibile separarle né negarne una perché si dissolverebbe il senso
dell'altra.

Facciamo un esempio: per definire la luce abbiamo bisogno del suo opposto, cioè il buio,
e viceversa. Tuttavia non è sufficiente limitarsi ad una statica definizione di opposti! In
realtà, ogni energia è in movimento, nasce, raggiunge un massimo, decresce e mentre
muore nasce quella opposta, che raggiunge a sua volta un massimo energetico,

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decresce e muore mentre rinasce nuovamente l'altra. E' questa la rappresentazione dei
ritmi dell'universo: il giorno e la notte, le stagioni, i cicli lunari, l'anno solare, il ritmo sonno
- veglia ecc.

Lo yin viene definito come energia potenziale (la quiete, l'aspetto materiale, la tendenza a
contenere e ad accumulare forza), lo yang è l'energia che si esprime, e cioè il
movimento, l'emanazione, l'esteriorità.

Classificazione yin e yang

Ecco una "limitata" classificazione di ciò che è yin e ciò che è yang:

Yin Yang

Materia Energia
Inverno Estate
Mezzanotte Mezzogiorno
Luna Sole
Femminile Maschile
Madre Padre
Sorella Fratello
Profondo Superficiale
Discontinuo Continuo
Lento Rapido
Finito Infinito
Sostanza Forma
Freddo Caldo
Interiore Esteriore
Spazio Tempo
Pari Dispari
Passivo Attivo
Tramonto Alba
Pesante Leggero
Nascosto Scoperto
Cronico Acuto
Sonno Veglia
Basso Alto
Causa Effetto
Psiche Corpo

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Concentrare Espandere
Acqua Fuoco
Terra Cielo
Conservatore Consumatore

Tutto, dunque, può rientrare in una classificazione yin - yang, e questo concetto può
essere applicato anche alla medicina.

Salute e malattia

La salute dipende da un corretto equilibrio tra yin e yang e la malattia deriva da uno
squilibrio tra queste due forze. Yin e yang, corpo e spirito, materia e funzione,hanno
bisogno l'uno dell'altro per esistere, crescere e prosperare, trasformandosi
continuamente l'uno nell'altro e nutrendosi reciprocamente.

Non può esistere lo yin senza lo yang, perché questo è la base dello yin e viceversa. La
vita è il reciproco controllo dello yin nei confronti dello yang, dello yang nei confronti dello
yin, e la malattia è una disarmonia nel loro equilibrio: uno dei due tende a essere troppo
abbondante o troppo scarso. La conseguenza sarà che avremo un eccesso di un tipo di
energia e una carenza dell'atro, e quindi il corpo, non più in equilibrio, sarà facilmente
aggredito da una serie di fattori esterni.

Elementi Legno Fuoco Terra Metallo Acqua


Azione Muove verso Fa circolare verso Distribuisce Raccoglie Mette Conserva
sull'energia l'alto le zone esterne sviluppa in riserva Immobilizza
superiori
Conseguenze Esteriorizzazione Espansione Trasformazione Interiorizzazione Ripiegamento
fisiologiche
Effetti Contrazione Agitazione Eruttazione Tosse Tremore
caratteristici
Periodi della Nascita Crescita Maturità Declino Morte
vita
Estrinsecazione Collera Riso-gioia Canto Lamenti Gemito
psicofisica Grido Loquacità Pianti Grugnito
Logorrea Sospiri
Modo di Audace Legato alle Autocontrollato Cauto Malizioso
comportarsi convenienze Furbo
Virtù Bontà Spirito rituale Buona fede Equità Sapienza
Gravità-serietà Onestà Saggezza
Carattere Estroverso Espansivo Riflessivo Introverso Volitivo
Aggressivo Spontaneo
Peculiarità Immaginazione Capacità di Riflessione Facilità a Intelligenza
intellettuali giudizio memorizzare
Sentimenti Malcontento Dolore-Lutto Ossessione Affanno- ansia Paura

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nocivi Irritazione Gioia eccessiva Timore Rimpianto
rispettoso Tristezza
Conseguenze Sale troppo Si disperde Si annoda Si accumula Non sale più
patologiche Avvolge
Proprietà Torsione- Fiammeggiamento Accoglienza del Malleabilità Umidificazione
curvatura Salita seme e Discesa
Raddrizzamento produzione dei
frutti
Punto cardinale Est Sud Centro-Sud- Ovest Nord
ovest
Stagione Primavera Estate V Stagione Autunno Inverno
Organi Yin Fegato Yin Cuore Yin Milza Yin Polmone Yin Rene
Visceri Yang Cistifellea Yang Intestino Yang Stomaco Yang Intestino Yang
tenue colon Vescica
Organi di senso Vista Tatto Gusto Odorato Udito
Occhi Lingua Bocca-Labbra Naso Orecchie
Manifestazioni Unghie Tinta Labbra Peli Capelli
cutanee
Distretto Muscoli Vasi Connettivo Pelle Ossa
anatomico Reticolo Epiteli Sistema
endotelio nervoso
Colori Verde-Blu Rosso Giallo Bianco Nero
Clima Vento Calore Umidità Secchezza Freddo
Secrezioni Lacrime Sudore Bava Muco nasale Saliva
Sapori Agro-acido Amaro Dolce Piccante Salato
Odori Rancido Bruciato Dolciastro Acre Di muffa
Puzzolente- Soffocante Profumato Nauseabondo Putrido
fetido
Suoni Jiao- (Do) Zhi- (La) Gong - (Mi) Shang- (Mi) Yu- (Sol)
Alimenti Frumento Grano Miglio giallo Riso Fagioli neri
Montone Manzo Pollo Porco

I meridiani

Le due energie yin e yang formano e fanno funzionare tutti gli organi del corpo umano.
Questi sono in comunicazione fra loro, attraverso particolari canali energetici chiamati
"meridiani". Questi "fiumi" hanno percorsi sia profondi che superficiali, cioè cutanei, ed è
per questo che è possibile disegnare sulla cute una vera e propria "rete idrica" delle due
energie e degli organi che controllano.

In ogni meridiano sono individuabili dei particolari punti (trecentosessanta in totale) su cui
è possibile intervenire con la terapia attraverso l'agopuntura: ogni punto stimolato con gli
aghi dal medico esperto in medicina cinese può accelerare, rallentare, tonificare,

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disperdere, mettere in comunicazione, bloccare l'energia del meridiano e quindi
dell'organo corrispondente, riequilibrandolo con tutti gli altri. La conoscenza di questi
punti e del percorso dei vari meridiani da parte del medico è di estrema utilità per la
terapia, ma, prima ancora, per effettuare una diagnosi esatta del disequilibrio energetico
in atto, del quale le malattie sono una conseguenza.

Tutto l'universo è plasmato su due forze opposte ma che si completano e cioè lo Yang, e
le Yin,. La medicina impadronitasi di questo concetto divide gli organi in : Organi Yin -
Rene - Fegato - Cuore - Pericardio - Milza - Polmone. Interni non per localizzazione
anatomica ma perchè compiono un lavoro fisiologico di energia yin.

Organi Yang - esterni : Vescica biliare - Intestino tenue- Triplice riscaldatore -


stomaco - Intestino Crasso - Vescica Urinaria. Nella massima parte da organi addetti
alla digestione ed escrezione.

Le attività di tutti questi organi è data dal passaggio della corrente energetica attraverso i
canali ( meridiani ) sui quali l'agopuntura agisce.

La circolazione di questa energia, che è a circolo chiuso, segue l'ordine come indicato
nella tavola sotto, in maniera che, il fuoco (cerchio rosso ) nutra la terra ( cerchio giallo )
che nutre il metallo ( cerchio bianco ) che nutre l'acqua (cerchio blu ) che nutre il legno
( cerchio verde ) che nutre il fuoco e così a ripetersi cinquanta volte nelle ventiquattro ore.
L'intensità con cui l'energia passa attraverso questi organi è espressione di una patologia.
L 'agopuntura, agendo sui meridiani, controlla l'intensità dell'energia è provvedendo ad
equilibrare le forze Yin e Yang risolve la patologia.

Yang è il sole ed è interessante notare come la malattia yang è rapida violenta ed ha un


esito favorevole.
Lo Yin è la luna le malattia yin sono lente croniche ed hanno spesso un esito infausto

Il meridiano il canale cioè entro cui scorre l'energia, non segue il decorso anatomico dei
vasi e dei nervi, presenta un suo proprio tragitto che avrà decorso dal centro alla periferia
o viceversa a seconda se rappresenta un organo Yin o Yang.

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I livelli del Reiki Giapponese
Il sistema terapeutico di Usui si sviluppa in tre livelli + uno di Shihan che neanche Usui
conseguì mai : esso si basa su insegnamenti buddhisti e shintoisti e comprende
insegnamenti spirituali e la lettura di sutra buddhisti.

Sho Den = Primo insegnamento

Oku Den = Secondo insegnamento

Shin Pin Den = Insegnamento Misterioso o segreto

Probabilmente questo termine proviene dalla tradizione Mikkyo che è una disciplina
esoterica il cui significato si potrebbe riassumere come "Insegnamento Segreto" in
quanto si basa su delle tradizioni ed informazioni che venivano strettamente trasmesse in
via orale ed in cui si praticava un processo di attivazione energetica, ovvero veniva
eseguita un'iniziazione da parte di un Maestro di tale disciplina.

IL Buddhismo Mikkyo deriva dalla tradizione esoterica Indiana e Cinese tale tradizione fu
introdotta in Giappone a partire dal VI secolo d.C. Sono stati i monaci Kukai a ordinarne i
concetti centrali.

SHO-DEN][Primo insegnamento. Rappresenta il primo livello ed é accessibile a tutti. Allo


studente viene insegnato l'auto trattamento e la tecnica del Kenyoku (pulizia a secco) e
della Joshin kokyuu ho (respirazione per la purificazione). Altre materie di studio sono la
meditazione Gassho, la poesia Waka e lo studio dei 5 principi.

OKU-DEN][ secondo insegnamento. Si suddivide in due sottolivelli chiamati


rispettivamente Oku-den zenki e Oku-den kouki.
Nell'oku-den zenki lo studente impara a lavorare con diversi tipi di energia per guarire se
stesso e gli altri. Le energie vengono chiamate con nomi specifici a secondo del loro
potere di guarigione (Armonia-Focalizzazione-Connessione) e lo studio di queste
discipline viene facilitato dal recitare continuamente i KOTODAMA (suoni sacri). Lo
studente approfondisce il Byosen (scansione) attraverso il quale si esercita ad acquisire
sensibilità e intuizione che gli permette di individuare le parti del corpo malate o in
disarmonia e perciò bisognose di terapia. Tutto ciò richiede pratica e applicazioni
continue.
Infatti i trattamenti di Usui differivano dai trattamenti Reiki attualmente praticati in
occidente per la loro specificità: noi occidentali abbiamo elaborato schemi di trattamenti e
posizioni fisse delle mani secondo una sequenza ordinata e stabile, Usui grazie al
Byosen, era in grado di capire subito quale area era in disequilibrio e a quella parte del
corpo si dedicava, con trattamenti specifici e ad essa finalizzati.
Altre materie di studio della prima parte del 2° livello sono:
" Hatsu rei ho (metodo per pulire e potenziare i canali reiki e per favorire la crescita
spirituale anche attraverso la meditazione)

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" Seikaku Chiryo : trattamento delle tendenze spontanee con l'uso del simbolo
dell'armonia.
" Uso del simbolo della focalizzazione.
Nell'Oku-den kouki che rappresenta la 2° parte del secondo livello si apprende:
" Enkaku Chiryo
" Trattamenti a distanza
" Connessione a distanza: si trasmette la guarigione senza effettuare il trattamento a
contatto.

Per quanto riguarda il nostro metodo di insegnamento divulghiamo al secondo


insegnamento Oku Den in tutte le sue parti.

SHINPI-DEN][ sono gli insegnamenti del livello Master come li conosciamo oggi con
l'insegnamento delle procedure di attivazione Reiki giapponese REIJU.

I primi tre livelli rappresentano simbolicamente rispettivamente:


Sho Den il piano fisico
Oku Den il piano mentale
Shinpi Den il piano spirituale

Lo studente dovrà tener conto che i livelli rappresentano un cammino verso la conoscenza interiore
e il conseguente sviluppo della propria consapevolezza. Questo è il profondo concetto filosofico che
Usui Sensei intendeva esprimere nel divulgare un sistema di guarigione diretto innanzi tutto a colui
che si avvicina al sentiero del Reiki.

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Sho Den

PRIMO INSEGNAMENTO

I 3 PILASTRI DEL REIKI

Rappresentano tre metodiche da attuare prima di ogni trattamento terapeutico e che ci


permettono di operare in piena armonia e in sintonia con la grande energia universale per
ottenere i migliori risultati possibili.

Essi sono: Gassho- Reiji- Chiryo

GASSHO][ è una forma di meditazione che si attua ponendo le mani giunte all'altezza del
cuore, le punte degli indici possono toccare il mento mentre la nostra attenzione viene
focalizzata al punto di unione delle nostre dita medie dove terminano i meridiani del
ministro del cuore. Le due mani congiunte rappresentano l'unione della nostra parte
terrena con la nostra parte divina e altresì il connubio della nostra umanità con la divinità
suprema. Si può assumere questa posizione stando seduti per terra, o su una sedia:
l'importante è che la schiena sia ben dritta. Gassho può essere praticato prima di ogni
trattamento terapeutico ma anche all'inizio di ogni seminario, oppure al mattino al risveglio
e alla sera prima del riposo notturno. Tramite Gassho sperimentiamo uno stato di distacco
verso tutti i problemi contingenti che ci hanno accompagnato durante il giorno, che ci
permette di esulare dalla nostra individualità per entrare a far parte della totalità dell'Uno,
di riconoscere la persona che stiamo trattando parte di noi stessi, e in ultimo ci dispone a
diventare canali energetici puliti e consapevoli. All'inizio della meditazione Gassho è
opportuno recitare più volte, silenziosamente, i 5 principi Reiki. E' possibile e consigliabile
integrare la meditazione Gassho con la tecnica della respirazione chiamata Jyoshin Kokyu
Ho. Essa consiste nel visualizzare separatamente o contemporaneamente il grande e il
piccolo circuito dell'energia. Il grande circuito energetico: si inspira attraverso il naso e si
visualizza una grande luce dorata che penetra attraverso il chakra della corona e percorre
insieme all'aria inspirata tutta la colonna vertebrale (Sushumna) fino ad arrivare al 2°
chakra, poi aria e luce dorata risalgono fino al 5° chakra, qui si dividono in due rami che si
portano fino alle mani. Si espira l'aria attraverso la bocca e si invia l'energia dalle mani alla
zona del corpo che vogliamo trattare. Il piccolo circolo energetico origina dalle punte delle
dita medie e si porta fino al 6° chakra, quindi arriva al cuore e si porta di nuovo alla punta
delle dita medie: in questo modo connette insieme mani, cuore e psiche.
Ogni meditazione Gassho dovrebbe durare circa 20 minuti.

REIJI][: A completamento della meditazione Gassho ci connettiamo consapevolmente con


la Grande energia universale ed esprimiamo l'intento che essa penetri dentro di noi, in
modo totale e completo. Dopo pochi secondi o qualche minuto avvertiremo la sua
presenza in una parte qualsiasi del nostro corpo: le mani, il cuore o la testa.
A questo punto lasciamo da parte il nostro Ego e i nostri personali desideri e chiediamo
umilmente alla grande Energia Universale di voler guarire in modo olistico la persona che
stiamo per trattare, se questo è pure il desiderio dell'universo e chiediamo alla energia del
Reiki di guidare le nostre mani laddove c'è più bisogno di energia terapeutica.

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Dobbiamo sempre tener presente che al di là del nostro desiderio di apportare benessere
e guarigione è sempre comunque l'anima della persona che ci apprestiamo a trattare che
decide se accettare o meno l'energia che invieremo: a volte la malattia è parte essenziale
di un cammino che l'anima stessa deve fare per raggiungere infine la consapevolezza e
l'illuminazione.

CHIRYO][: è il trattamento terapeutico vero e proprio che illuminato dal Gassho e guidato
e potenziato dal Reiji si manifesta con tutta la sua straordinaria carica energetica.
La persona che riceve il trattamento può essere seduta o distesa.
La persona che effettua il trattamento dopo aver completato Gassho e Reiji si appresta a
trattare la testa del ricevente avendo le mani leggermente convesse e osservando 5
posizioni nel seguente ordine:
1. fronte e inizio della capigliatura
2. zona delle ossa parietali
3. nuca e zona delle sopracciglia
4. i lati del collo
5. la corona
Dopo il trattamento della testa l'operatore effettua il Byosen (scansione) e si dedicherà a
quelle parti del corpo che manifestano un disequilibrio energetico.
Un trattamento eseguito in questa modalità richiede circa 30 minuti.

Io intendo i tre pilastri del Reiki come segue:


1- Con la meditazione Gassho ci poniamo in uno stato meditativo, uno stato di unità con
l'universo. Puliamo la casa prima che arrivi l'ospite (in questo caso l'energia del Reiki). In
India Gassho si dice "Namaste", che tradotto significa più o meno "Saluto il divino che è in
te". In questo stato possiamo fare il passo successivo. La meditazione Gassho va praticata
quotidianamente, prima del trattamento e durante il Reiji, unendo le mani all'altezza del
petto in modo da vibrare all'unisono con il cuore. Impariamo ad associare interiormente la
posizione delle mani giunte davanti all'altezza del torace alla meditazione. Uniamo le
mani e chiudiamo gli occhi, passando automaticamente in uno stato di meditazione.

2- Si può praticare efficacemente il Reiji solo se l'ego viene provvisoriamente


abbandonato. A prima vista il Reiji appare fine a se stesso, ma in realtà grazie ad esso ci
abbandoniamo all'energia del Reiki, e l'abbandono è senza scopo. L'atteggiamento
spirituale nel Reiji è: sia fatta la tua volontà. Non siamo noi a provocare la guarigione,
tutt'al più avviene attraverso di noi. Un piccolo rituale prima del trattamento può essere
d'aiuto: lavate le mani con acqua corrente e sciacquate la bocca. Sedetevi
comodamente nella sala del trattamento in posizione Gassho e lasciate da parte le
preoccupazioni, i pensieri e le emozioni. Poi iniziate con il Reiji.

3- Una volta iniziato il trattamento (chiryo), non abbiamo più bisogno di preoccuparci della
guarigione o di qualunque altro scopo della terapia.

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GASSHO
Gassho, significa letteralmente "due mani giunte." Il Maestro Usui insegnava questa meditazione da
fare due volte al giorno: alla mattina e alla sera, possibilmente alba e tramonto, che sono i due
momenti in cui l'atmosfera terrestre e quindi anche l'aria che respiriamo sono maggiormente carichi
di "Ki " o "Prana". Inoltre Usui faceva praticare questa meditazione, che dura circa 30 minuti, prima
delle lezione che teneva ai suoi studenti. GASSHO è una forma di meditazione che si attua ponendo
le mani giunte all'altezza del cuore, le punte degli indici possono toccare il mento mentre la nostra
attenzione viene focalizzata al punto di unione delle nostre dita medie dove terminano i meridiani
del ministro del cuore. Le due mani congiunte rappresentano l'unione della nostra parte terrena con
la nostra parte divina e altresì il connubio della nostra umanità con la divinità suprema. Siediti con
gli occhi chiusi e le mani giunte davanti al petto, porta la tua attenzione al punto dove si incontrano
le tue dita medie. Mantenendo l'attenzione al punto dove si incontrano le tue dita medie, inizia a
respirare lentamente nella pancia, e non preoccuparti di altro. Se ti accorgi che arrivano dei pensieri,
cerca di non trattenerli, ma osservali semplicemente come se appartenessero al qualcun altro. Vedrai
che con un pò di allenamento nel giro di qualche settimana la cosa ti riuscirà abbastanza naturale. Si
può assumere questa posizione stando seduti per terra, o su una sedia: l'importante è che la schiena
sia ben dritta. Gassho può essere praticato prima di ogni trattamento terapeutico ma anche all'inizio
di ogni seminario, oppure al mattino al risveglio e alla sera prima del riposo notturno. Tramite
Gassho sperimentiamo uno stato di distacco verso tutti i problemi contingenti che ci hanno
accompagnato durante il giorno, che ci permette di esulare dalla nostra individualità per entrare a
far parte della totalità dell'Uno, di riconoscere la persona che stiamo trattando parte di noi stessi, e
in ultimo ci dispone a diventare canali energetici puliti e consapevoli.
All'inizio della meditazione Gassho è opportuno recitare più volte, silenziosamente, i 5 principi
Reiki. E' possibile e consigliabile integrare la meditazione Gassho con la tecnica della respirazione
chiamata Jyoshin Kokyu Ho. Essa consiste nel visualizzare separatamente o contemporaneamente il
grande e il piccolo circuito dell'energia. Il grande circuito energetico: si inspira attraverso il naso e
si visualizza una grande luce dorata che penetra attraverso il chakra della corona e percorre insieme
all'aria inspirata tutta la colonna vertebrale (Sushumna) fino ad arrivare al 2° chakra, poi aria e luce
dorata risalgono fino al 5° chakra, qui si dividono in due rami che si portano fino alle mani. Si
espira l'aria attraverso la bocca e si invia l'energia dalle mani alla zona del corpo che vogliamo
trattare. Il piccolo circolo energetico origina dalle punte delle dita medie e si porta fino al 6° chakra,
quindi arriva al cuore e si porta di nuovo alla punta delle dita medie: in questo modo connette
insieme mani, cuore e psiche. Ogni meditazione Gassho dovrebbe durare circa 20 minuti.

REIJI-HO
Questa tecnica ha 3 passaggi

Descrizione REIJI HO:

Questo è il nome conferito a questa tecnica intuitiva, che grazie alla sua assidua pratica,
può dar luogo alle seguenti abilità:

1[ Lasciarsi intuitivamente guidare dal flusso energetico del Reiki che si sprigiona dalle
nostre mani verso le zone problematiche e disarmoniche a livello bioenergetico. Questo
saper dove mettere le mani avviene anche prima di aver scannerizzato il ricevente.

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2[ Comprendere Intuitivamente che tipo di problema si andrà a trattare. L'abilità in
questione la possiamo definere come; intuire vedere o percepire la malattia da trattare.

Lo studente della Usui Reiki Ryoho Gakkai deve affinare e sviluppare queste abilità Reiji
oppure essere in grado di eseguire una scansione BYOSEN prima di poter accedere al
grado successivo ]] OKU DEN [[ Praticando regolarmente Reiji e Byosen ci si sensibilizza
sempre di più al percepire l'energia, questo avviene anche con l'esposizione regolare a un
gran numero di trattamenti. Spesso accade che praticando questa tecnica le nostre mani
vengano guidate a seguire precisi percorsi energetici conosciuti come meridiani. Byosen
richiede invece un attenta e devota focalizzazione sulle sensazioni interiori e delle mani
per poter "sentire" dove e cosa c'è che nel campo energetico altrui è in disarmonia.

Esecuzione: A completamento della meditazione Gassho ci connettiamo


consapevolmente con la Grande energia universale ed esprimiamo l'intento che essa
penetri dentro di noi, in modo totale e completo. Dopo pochi secondi o qualche minuto
avvertiremo la sua presenza in una parte qualsiasi del nostro corpo: le mani, il cuore o la
testa.
A questo punto lasciamo da parte il nostro Ego e i nostri personali desideri e chiediamo
umilmente alla grande Energia Universale di voler guarire in modo olistico la persona che
stiamo per trattare, se questo è pure il desiderio dell'universo e chiediamo alla energia del
Reiki di guidare le nostre mani laddove c'è più bisogno di energia terapeutica.
Dobbiamo sempre tener presente che al di là del nostro desiderio di apportare benessere
e guarigione è sempre comunque l'anima della persona che ci apprestiamo a trattare che
decide se accettare o meno l'energia che invieremo: a volte la malattia è parte essenziale
di un cammino che l'anima stessa deve fare per raggiungere infine la consapevolezza e
l'illuminazione.

1° Passo][ Centrature a mani congiunte Namaste e chiedere mentalmente all'energia


REiki di manifestarsi dentro di noi. Una volta percepito il flusso lo estendiamo a tutto il
nostro essere finche non ci sentiamo tutt'uno con esso.

2° Passo][ Chiedere mentalmente di poter trattare la persona per il massimo bene suo,
nostro e del intero universo con l'intento di portargli il massimo beneficio a livello olistico.
Cerchiamo anche in modo consapevole di mettere da parte le nostre aspettative e
richieste egoistiche.

3° Passo][Chiediamo all'energia di guidare le nostre mani la dove più ce ne bisogno e


aspettiamo dunque un impulso per procedere lasciando che siano le mani a guidarci è non
il nostro lato razionale. Può anche avvenire a questo punto di sapere o vedere cosa c'è
che non va. Siate grati per questa informazione ringraziando l'universo e la persona che
state trattando.

Il REIJI HO di PETTER:
" Lo studente, ad occhi chiusi, congiunge le mani davanti al cuore e si connette con la
grande energia universale.
" Recita una preghiera per la guarigione del ricevente
" Porta le mani giunte davanti al terzo occhio e prega affinché esse siano guidate laddove
c'è più bisogno.
" Avvicina le proprie mani al corpo del ricevente e lascia che l'energia del Reiki le guidi

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dove c'è uno stato di malattia.

IL REIJI HO di DOI][:
" Lo studente si apre all'energia del Reiki attuando HATSU REI HO e diventando Uno con
essa.
" Porta le mani sul corpo del ricevente e lascia che l'energia le guidi sulle zone malate.
" Si pone mentalmente delle domande sulla malattia, sulle sue cause, e sugli organi
interessati dalla patologia e apre la propria mente alle risposte che la propria intuizione gli
invierà.

La master Reiki Fiona McCallion suggerisce una ulteriore variante per ottimizzare questa
tecnica:
" L'operatore solleva il braccio e la mano non dominante in alto, per ricevere l'energia
" Unisce le punta delle dita pollice e mignolo della mano dominante e avvicina a loro le
punte delle restanti dita. Si forma così una specie di cuneo che viene portato, a punta in
giù, sulla parte centrale del corpo del ricevente.
" L'operatore si connette alla grande energia universale aprendosi totalmente ad essa e
affidandosi alla propria sensibilità intuitiva.

CONTATTO E GUARIGIONE

Di Frank A. Petter

Se hai le mani fredde, sfregale energicamente l'una con l'altra per scaldarle. Le mani fredde
possono sottrarre calore alla parte del corpo dove vengono poste, e questo va assolutamente
evitato. Perfino nel trattamento di una persona febbricitante noi non vogliamo eliminare la febbre e
farcene carico. Esiste la possibilità di trasferire una malattia da un corpo umano alle piante, ad
esempio, ma non è del tutto priva di pericoli, e dovrebbe essere usata solo da chi sa
perfettamente ciò che fa.
Mi capita a volte di sentire che qualcuno, durante un trattamento Reiki, avverta una perdita di
energia. Qualcosa non va in quel trattamento. Chi è regolarmente iniziato al Reiki, secondo la
mia esperienza, non indebolisce né l'altro né se stesso. In realtà con il Reiki entrambi, terapeuta
e paziente, si caricano dell'energia del cosmo. Se durante la seduta di Reiki si respira nel
modo descritto successivamente sulla respirazione, la sottrazione di energia è assolutamente
impossibile.
Quando ci riferiamo ad un'intensa emozione che ci prende il cuore o lo stomaco, diciamo che "ci
ha toccato". Dovremmo rallegrarci di avere la possibilità di imparare l'arte del contatto per mezzo
dell'energia del Reiki.
Contatto e guarigione sono due aspetti di una sola cosa. Chiunque sul nostro pianeta porta
la mano sulla testa quando la urta. In molte culture per salutarsi ci si da la mano, ci si bacia o ci
si abbraccia. Attraverso questo primo contatto, una persona sensibile avverte direttamente su
quale piano si svolgerà quell'incontro.
A quanto pare, anche per gli animali funziona così: Tao, la nostra gatta, capisce
immediatamente se dalla mano che la accarezza promanano amore ed energia, paura o
indifferenza.
C'è un semplice esercizio da fare su questo argomento: Dai la mano al partner o ponila su una
parte del corpo. Non dire al tuo partner se lasci scorrere amore e volontà di curare, ma lascia
che sia lui a sentire ciò che emani. Invertite i ruoli e ripetete questo esercizio fino a che vi
diverte farlo. L'imposizione delle mani è una delle cose più naturali del mondo. In Giappone si
chiama "Te a te", e mio suocero mi raccontava recentemente, davanti a una tazza di sakè, che
impone sempre le mani quando ha qualche dolore. In Europa quest'arte è andata purtroppo
perduta dopo la seconda guerra mondiale. Mia madre si ricorda che quando era bambina nel

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suo villaggio c'era qualcuno che imponeva le mani agli abitanti quando erano malati. Ancora una
volta, le donne sono un po' più avanti di noi nell'arte del contatto. Grazie al loro naturale istinto
materno, sono in grado di toccare gli altri, ma anche se stesse, con amore e senza pensieri
nascosti di carattere sessuale. Il contatto porta gioia e benessere sia a chi lo fa, sia a chi lo
riceve.
L'attrazione sessuale è la cosa più naturale del mondo. Se la sessualità viene soffocata, può uscire fuori
da un'altra parte, spesso non desiderata. Finora solo allievi maschi mi hanno chiesto cosa fare se si
prova eccitazione sessuale durante un trattamento. Il metodo più semplice consiste nel pensare
ad altro! Se l'eccitazione è così forte da rendere inutile questo metodo, inspira con il naso e
immagina che l'energia scorra nel corpo attraverso il primo chakra. In questo modo, se il respiro
viene mandato nell'addome, l'energia va nella direzione opposta, attraverso i chakra, dal primo
al sesto fino al naso. Fuoriesce brevemente dal corpo per rientrare nuovamente nei canali
energetici e scendere al primo chakra. L'energia fuoriesce di nuovo brevemente dal corpo e con
la successiva respirazione si ripete il tutto.

Esistono sostanzialmente solo due tipi di contatto, uno caldo e consapevole, e uno tiepido e
inconsapevole. Quando ero un giovane insegnante di Reiki, dicevo ai miei allievi che potevano
guardare la televisione mentre applicavano il trattamento a se stessi. Oggi vedo le cose un po'
diversamente e spiego ad un allievo: durante un trattamento cerca di essere quanto più possibile
in uno stato di concentrazione e di meditazione, senza irrigidirti, e dai al tuo paziente - o a te
stesso, se stai trattando te stesso - tutto ciò che hai. Fai scorrere nel contatto tutto il tuo cuore,
tutto il tuo essere, senza trattenerne la benché minima parte.
Immagina che questo sia l'ultimo istante della tua vita. Un trattamento Reiki effettuato in
questo modo è pura meditazione. Durante un trattamento, presta attenzione a tutto, sii
aperto a tutto ciò che ricevono i tuoi sensi ma, se possibile, non lasciarti distrarre da
essi. Sii l'attenzione personificata: registra ogni pensiero, ogni emozione, ogni
ispirazione, anche se possono apparirti insensati. Osserva il tuo paziente, percepiscine
il colorito, l'atteggiamento del corpo. Le membra sono distese in egual misura? La
colonna vertebrale è diritta? C'è forse una vertebra fuori posto? Durante il trattamento il
corpo si muove, sussulta, è caldo oppure freddo, tiepido o caldissimo? La respirazione è
profonda, superficiale, regolare o irregolare? Dove avverti tensione, rilassamento,
emotività o qualche altra cosa? Com'è l'espressione del volto, come risplende l'aura del
tuo cliente? Memorizza tutte queste informazioni, elaborale e comunicale poi, se le ritieni
importanti, al tuo paziente. Se non ti fidi della tua memoria, tieni pronti una matita e un
blocco per appunti.
Chiryo (trattamento) si basa dunque su Reiji (percezione dell'energia del Reiki) e Gassho
(attitudine meditativa). Solo quando non siamo condizionati dai pensieri e dalle emozioni
diventiamo strumenti dell 'energia vitale universale.
Ma passiamo ora al successivo, importante argomento, fino ra trascurato nel Reiki
occidentale: la respirazione.

LA RESPIRAZIONE
La respirazione è il ponte tra il corpo e la coscienza. Il particolare significato della respirazione è
ben noto in tutte le tradizioni esoteriche. Attraverso la respirazione, gli esseri umani e gli animali
non assorbono solo una miscela di gas, ma anche un qualcosa di misterioso, che nel nostro
ambito chiamiamo Reiki. In India si chiama prana, in Cina Chi, in Giappone ki; Wilhelm Reich la
chiama energia organica. Il mio maestro spirituale, Osho, e il mio insegnante di Tai Chi, Da Liu,
dal quale appresi i fondamenti del Reiki durante un soggiorno di sei mesi a New York, verso la
metà degli anni Ottanta, definivano la respirazione il veicolo, e l'energia che scorre grazie ad
essa il suo passeggero: l'elisir della vita. In India e in Egitto da migliaia di anni ci sono adepti che
si fanno seppellire per un certo lasso di tempo. Uno di questi è sopravvissuto effettuando
questo esercizio per vent'anni. Aveva imparato ad assimilare l'energia vitale in modo diverso
dalla respirazione, quindi poteva sopravvivere senza ossigeno. Ogni cellula dell'epidermide è in
grado di respirare, e lo fa senza che noi ne siamo consapevoli. C'è anche un gruppo di persone
che ha imparato con la pratica a nutrirsi grazie al prana, assumendo pochissimi cibi solidi, o non
assumendone affatto. Non voglio qui esortarvi a farvi seppellire o a rinunciare al cibo, ma a

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qualcosa di più semplice e per niente spettacolare: impariamo ad utilizzare la respirazione come
veicolo.
A questo scopo il dott. Usui insegnava ai suo allievi una tecnica di respirazione detta Joshin Kokyuu –
Ho. Tradotto significa qualcosa come : “ metodo di respirazione per purificare lo spirito “.
Questa tecnica viene impiegata in forma differente anche nel Tai Chi e in altre arti marziali
per imparare a sentire il flusso dell'energia e rafforzarlo. Noi lo usiamo anche per caricarci di
energia. Il dott. Usui lo spiegava nel modo seguente: “ Siedi comodamente, estendi la
colonna vertebrale il più possibile senza tensioni e respira lentamente con il naso.
Immagina di non respirare solo aria attraverso il tuo naso, ma anche l'energia del Reiki
attraverso il chakra del capo. Molti di voi sentiranno direttamente l'energia passare
attraverso questo chakra. Personalmente la considero come una sorta di pressione estatica,
o come qualcosa di dolce che scende in me e mi da energia. Altri magari avvertono una
sensazione di luce o di calore. Se non avverti nulla di particolare, non preoccuparti e
respira calmo e rilassato. Con il tempo l'efficacia di questo esercizio e una forte sensazione
di essere attraversati dall'energia non vengono meno. Puoi sentire come tutto il tuo corpo
durante questa respirazione viene arricchito di energia; spingi la respirazione nel centro
dell'energia posto nel ventre due o tre dita sotto l'ombelico. In Giappone questo centro si
chiama tanden, in Cina tantien.
IL TANDEN
Il tandem è il punto centrale del corpo, la sede della vitalità dell’uomo. Come scoprirete più
avanti, esso svolge un ruolo fondamentale nelle posizioni del dott. Usui.
Trattenete il respiro e la corrispondente energia nel tanden per un paio di secondi. Non si tratta
di entrare nel Guinness dei primati, ma di esercitarsi con amore e leggerezza. Vogliamo dare al
corpo amore ed energia, non stress e paura. Mentre trattenete il respiro, immaginate che
l'energia si diffonda dal tanden in tutto il corpo e lo energizzi.
Ora espirate attraverso la bocca. Immaginate che il respiro e l'energia del Reiki fluiscano non
solo dalla bocca, ma anche dalla punta delle dita dei piedi e delle mani, e dai chakra delle
mani e dei piedi. In tal modo diventiamo canali del Reiki: l'energia scorre dal cosmo dentro di
noi e ritorna al cosmo. Il ciclo dell'energia dal macrocosmo al microcosmo e viceversa si è
concluso.
Tai Chi e Qigong raccomandano sempre esercizi di respirazione simili, con la lingua attaccata
al palato e sopra gli incisivi nell'inspirazione, libera e sotto i denti nell'espirazione.
E’ preferibile analizzare questi esercizi dalla posizione in piedi, perché è più facile
sperimentare il tanden, e non occorre quindi basarsi sulle affermazioni degli altri. Il centro
dell'energia si trova nel corpo di ognuno, in un luogo che varia un po' da individuo a individuo.
Per esercitarsi:
• Assumete la seguente posizione: in piedi, con i piedi paralleli con le punte in avanti e le
gambe alla stessa distanza delle spalle. Ora piegate leggermente le ginocchia fino a che non
sentite il baricentro al disotto dell'ombelico nel tanden. Mantenete questa posizione e
procedete come descritto sopra. Respirate per dieci minuti profondamente, regolarmente e len-
tamente. Osservate come il respiro e l'energia scorrono attraverso di voi.
Sperimentate questa tecnica mentre applicate il trattamento a voi stessi o ad un'altre persone.
Personalmente la utilizzo quasi per l'intero trattamento. Chetna la usa ogni volta che vuole
fornire energia supplementare a determinate parti del corpo.
Come si dirà successivamente, il dott. Usui non usava solo l'imposizione delle mani, ma
anche il massaggio, una leggera pressione o una pressione vera e propria. Dunque, se volete
integrare in un trattamento Reiki l'agopressione, oppure volete caricare con il Reiki certi punti
dell'agopuntura o determinate parti del corpo, respirate come descritto sopra e rilasciate
consapevolmente l'energia con l'espirazione. Se impiegate la pressione, intensificatela con
l'espirazione e attenuatela con l'inspirazione.
Controindicazioni: vorrei sconsigliare questa tecnica di respirazione al praticante che abbia la
pressione alta o soffra di asma. Se questa respirazione provoca un senso di oppressione,
abbandonatela immediatamente e respirate normalmente finché non riprendete il vostro ritmo
normale.
IMMAGAZZINARE L’ENERGIA NEL TANDEN

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Haruchika Noguchi (1911-1976), uno dei maggiori guaritori della storia del Giappone, da le
seguenti indicazioni per immagazzinare l'energia nel tanden e lasciarla poi scorrere nelle
mani:
"Calma lo spirito e la respirazione, in modo che l'energia si purifichi" (secondo la mia
esperienza, la nostra energia e la nostra respirazione sono impregnate di emozioni e di
pensieri, perciò il primo obiettivo dovrebbe essere quello di purificare l'energia e la
respirazione). "Poi inspira profondamente mandando l'aria in basso lungo la colonna
vertebrale e lascia scorrere l'energia nel tanden. Trattieni il respiro in modo da arricchire con
esso di energia il tanden. Espira attraverso le dita. Quando senti il flusso di energia scorrere
nelle dita e nei palmi delle mani, inizia il trattamento".
Noguchi chiama la sua tecnica "Yuki" e si pratica in questo modo:
1- Comincia con l'esercizio descritto in precedenza.
2- Concentra l'energia nelle mani, congiungile (Gassho) e immagina di inspirare ed espirare
attraverso le mani giunte. Respira sempre più profondamente, come se inspirassi e poi
espirassi nel tanden attraverso le mani giunte. Quando tocchi una parte del corpo carica di
negatività, avverti un formicolio nelle mani. Tieni le mani su quella parte fino a quando il
formicolio non scompare.

JOSHIN KOKYUU HO
JOSHIN KOKYUU HO][- metodo di respirazione per la purificazione dell'anima
Jyo = purificazione, Shin = cuore, Ko Kyuu = respiro, Ho = metodo.

Essa ci aiuta a percepire in modo più intenso il flusso dell’energia, a ricaricarci pù


velocemente con il Reiki, e ad aumentare la nostra capacità terapeutica (permette di
inviare energia a potenti impulsi).

Seduti, in posizione comoda e con le mani poggiate sul grembo, con i palmi rivolti in alto,
si respira lentamente col naso e si concentra la propria attenzione sulla zona chiamata
HARA (tandien).
Inspirando si visualizza una grande luce dorata che penetra nel nostro 7° chakra e si porta
fino all'Hara e da qui si diffonde in tutto il corpo recando benessere, salute, energia e
disperdendo ogni energia negativa e dissipando eventuali blocchi.
Espirando si visualizza la grande luce dorata che ha purificato e risanato il nostro corpo
evaporare attraverso la pelle e disperdersi in tutte le direzioni.
Se usiamo questo metodo nel corso di un trattamento visualizzeremo invece che l'energia
durante l'espirazione fuoriesca dalle nostre mani sottoforma di potenti impulsi.
L'intero processo può essere ripetuto più volte se si ritiene necessario.

Questo metodo contribuisce efficacemente a mantenerci canali Reiki puliti.

MAWASHI REIKI
MAWASHI REIKI][ Cerchio energetico o corrente di energia.
La metodica di questo esercizio permette di sviluppare un potente flusso di energia che
può essere direzionata per la guarigione di una persona o di una situazione sia a livello
individuale che collettivo.
Il master e i suoi studenti si tengono per mano formando un circolo facendo in modo che il
palmo della mano sinistra di ognuno sia rivolto verso l'alto (per ricevere energia) e il palmo
della mano destra sia rivolto verso il basso (per dare energia). Si stabilisce tutti insieme in

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quale senso inviare il flusso energetico e il master dà l'avvio al procedimento : si crea così
un potente flusso energetico che percorre tutto il cerchio nel senso orario o antiorario
come stabilito e dopo qualche minuto questo flusso occupa il centro del cerchio ed
assume la forma di un vortice ed esaudisce le preghiere individuali o collettive formulate.
E' un'esperienza esaltante che viene vissuta intensamente e rafforza il sentimento di unità
del gruppo. Mawashi Reiki può durare 10-30 minuti.

BYOSEN REIKAN-HO
BYOSEN REIKAN-HO][ metodo per rilevare gli squilibri con le mani
E' un metodo diagnostico e terapeutico molto praticato da Usui.
La persona che riceve il trattamento è distesa comodamente e l'operatore fa scivolare
lentamente le proprie mani accostate a pochi centimetri dal corpo del ricevente attento ad
ogni sensazione che può avvertire nelle sue stesse mani quali formicolii, sensazioni di
freddo o caldo, pizzicori, pulsazioni, o dolori anche molto forti che possono interessare
anche tutto il braccio. Queste sensazioni vengono chiamate "HIBIKI". Quando l'operatore
avverte un hibiki sofferma le mani su quel determinato punto e avvertirà come l'hibiki
stesso aumenta fino ad un certo punto per poi decrescere lentamente e questo ciclo può
ripetersi diverse volte consecutivamente. Dopo uno o più cicli si può passare ad
esaminare le restanti parti del corpo e rilevati altri hibiki si procede allo stesso modo.
Prima di cominciare il BYOSEN l'operatore può tracciare sulle proprie mani i simboli del
Reiki, il 1° e il 2°, e strofinarle insieme più volte per renderle più sensibili, poi avvicina la
mano non dominante a circa 10 cm. dalla corona della persona da trattare e poggia la
mano dominante sul proprio 4° chakra: ciò serve a sintonizzarsi sulla stessa frequenza del
ricevente.

Tecniche per convogliare energia


UTILIZZO DELLE MANI

(Mikao Usui)

Mikao Usui nei trattamenti Reiki non appoggiava solamente le mani così come ci è stato insegnato in
Occidente. E nemmeno dava grosso valore a schemi fissi di trattamento (le famose 21 o 14 posizioni
note in Europa). Usui aveva degli schemi per problematiche specifiche (come per es. Genetsu Ho, il
metodo per abbassare la febbre). Le posizioni fisse conosciute in Occidente sono derivate molto
probabilmente da C. Hayashi che volle standardizzare la tecnica. Il dott. Usui si lasciava guidare dalla
sensibilità psichica, dall'intuito, dalla voce del cuore; quando sentiva una forma qualsiasi di disarmonia
attraverso le sue mani (nel trattare se stesso o un altro), lasciava semplicemente lì le mani finché la
sensazione disarmonica si trasformava. Oltre a imporre delicatamente le mani, il dott. Usui dava spazio
a ogni sorta di tecnica suggeritagli dall'intuito, la sperimentava e, quindi, la integrava nel suo sistema.
Le mani possono essere usate per picchiettare (leggermente!) con il pugno, con il dorso, con le dita. È
possibile strofinare le mani in lievi carezze rotatorie oppure lungo determinati percorsi energetici che

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acquistano senso ed efficacia a seconda della personale sensibilità e del tipo di intervento previsto. Sul
viso si possono usare le punte delle dita attraverso delicati battiti, leggeri movimenti rotatori o lievi
pressioni. È possibile utilizzare le mani a distanza sia per mezzo dei chakra dei palmi sia attraverso la
punta delle dita (mano a scalpello). Nel primo caso oltre che per l'accarezzamento dell'aura, la mano
può essere impiegata per scaricare "nuclei disarmonici" del paziente: tieni la mano a ca. 5 cm. dal
corpo fisico e per mezzo di lievi movimenti oscillatorii e rotatorii (senso antiorario) così come per
mezzo dell'intento, "assorbi" nella tua mano energia disarmonica. Scarica ora nell'aria (a circa 1
metro di distanza dalla persona) questa energia disarmonica aprendo di scatto la mano e soffiando
con forza nel palmo. La mano a scalpello si usa per contrastare i blocchi energetici e per
smuovere l'energia in modo mirato e potente.

Le tecniche

Uchi-te: Picchettamento. Consiste nel picchiettare con le punte delle dita o con
la mano aperta a pugno o a scalpello, il campo del Ki. E’ utile per
alleviare i ristagni o le congestioni e per migliorare la circolazione.

Oshi-te: Mano che preme/pulsazioni. Consiste nell’aprire e chiudere


leggermente il palmo della mano, ripetutamente seguendo un ritmo
regolare. Tendiamo le dita, aprendo la mano, quindi rilassiamole, in
questo modo il Ki viene emesso dal centro del palmo.

Nade-te: Mano che strofina/ondeggiare/spazzolare. Tecnica utile nei casi di


congestione o dolore, le dita spazzolano verso il basso il campo
energetico del ricevente con l’intento di depurare e portare via.

Aho Usaki-Ho: antenna Reiki, questa tecnica serve per focalizzare un flusso molto
concentrato di energia permettendo di concentrare con precisione
l’energia su un area molto piccola con effetto laser. Si procede
alzando la mano non dominante ad antenna con le punte delle dita
che si uniscono al pollice.

La mano dominante unisce le punte del dito medio ed anulare al


pollice mentre l’indice ed il mignolo si tengono diritti e sono staccati
dalle altre dita formando con esse un angolo di 90°. Attraverso le tre
dita unite fluisce potentemente l’energia concentrata mentre le altre
due dita schermano da interferenze esterne.

Queste tecniche sono molto utili per eliminare energie congestionate e alleviare dolori.

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Tecniche volte ad un risultato specifico.

Tanden Chiryo
Significa trattamento sul Tanden e viene considerato una sorta di “tecnica di purificazione”.
Le tensioni o l’energia negativa accumulata nel sistema degli organi interni possono
essere rilasciate focalizzando Reiki sul Tanden. La tecnica si esegue in tal modo: si
appoggia una mano sul Tanden (2° chakra ovvero ca. 3-4 cm. Sotto l’ombelico) per
qualche minuto e l'altra mano va posto sotto il dorso nella posizione corrispondente.

Gedoku-Ho
E’ una tecnica di disintossicazione (valida anche in caso di avvelenamento vero e proprio).
Mantenere la posizione delle due mani sopra e sotto il tandem per circa 13 minuti
visualizzando nel contempo, con la massima creatività possibile, l'eliminazione di tutte le
scorie e le tossine dall'organismo. Ad esempio: un grande aspirapolvere che attira a sé
tutto lo sporco e le impurità trasportandole lontano per disperderle poi in un luogo
inaccessibile e purificando poi tutto l'organismo con un fascio di luce apportatrice di
benessere, salute ed armonia.

Genetsu-Ho
E’ il metodo che Usui usava per abbassare la febbre, si tratta di una sequenza specifica di
posizioni. Nella prima posizione è anche possibile tenere la mano dominante sulla fronte,
mentre quella non dominante raccoglie l’energia secondo la tecnica antenna Reiki.

La sequenza è la seguente:

1- Fronte
2- Tempie
3- Nuca
4- Collo
5- Corona
6- Stomaco e pancia – 3° e 2° chakra.

Si consiglia di impiegare complessivamente 30-40 minuti.

Hanshin Chiryo
E’ una tecnica di strofinamento e serve per far riprendere la persona dopo un trattamento
piuttosto intenso. Si invita la persona sdraiata a mettersi a pancia in giù, accarezzagli la
colonna vertebrale dal coccige fino alla base del cranio con le tue mani parallele (rivolte
verso i piedi). Compiuto il movimento stacca le mani e ripeti la procedura per una decina
di volte in modo fluido, assecondando come un’onda che accarezza aritmicamente la
sabbia in riva al mare.

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Hanshin Koketsu-Ho
Il ricevente è in piedi davanti all'operatore, avendo i piedi leggermente divaricati ( ca.
larghezza delle spalle), le ginocchia appena flesse e la schiena diritta. La mano non
dominante dell'operatore è poggiata su una spalla del ricevente, la mano dominante
esegue per 8 volte un movimento strofinatorio che parte dalla 7° vertebra cervicale della
persona trattata fino al lombo destro, poi si ripete per 8 volte sempre dalla 7° cervicale fino
al lombo di sinistra. Dopo di ciò con le punta delle dita indice e medio ai due lati della
colonna vertebrale si attua un percorso che parte sempre dalla 7° vertebra cervicale e
termina con una lieve pressione di breve durata ( 1-2 sec.) ai lati del coccige. Tale
procedimento si ripete per 16 volte.

Kenyoku
Kenyoku ][ - lavarsi senza acqua o lavaggio a secco-
Pratica indispensabile per purificarsi sia prima sia dopo aver effettuato un trattamento. Si
opera in questo modo:
" con la mano destra piatta ci si porta alla spalla sinistra e con un movimento obliquo si
percorre tutto il corpo fino alla sommità dell'anca destra.
" Si ripete l'operazione in senso inverso portando la mano sinistra alla spalla destra e
tracciando un percorso obliquo fino alla sommità dell'anca sinistra.
" Si ripete il punto 1
" si porta la mano destra alla spalla sinistra e poi si fa scorrere la mano lungo la parte
esterna del braccio sinistro tenuto disteso fino alla punta delle dita
" si ripete l'operazione portando la mano sinistra alla spalla destra e percorrendo il lato
esterno del braccio destro fino alla punta delle dita.
" si ripete il punto 4.

Questa procedura è ottima anche durante il giorno se sentiamo di aver accumulato


tensioni oppure se ci sentiamo scarichi o congestionati. Infatti questa tecnica aiuta a ridare
uno scossone energetico e ricreare un assestamento nuovo eliminando le energie pesanti
e favorendo la reintegrazione di energie nuove nel nostro sistema energetico.

TECNICA PER RIPULIRE UN OGGETTO DALL'ENERGIA NEGATIVA

JACKI KIRI JOKA HO][: è una tecnica di purificazione degli oggetti inanimati effettuata
mediante tagli.
" La mano non dominante regge l'oggetto nel suo palmo.
" La mano dominante, con il palmo verso il basso, è all'altezza del torace
" L'operatore si concentra sul suo Dantien e trattiene il respiro.
" Con la mano dominante effettuare tre rapidi movimenti orizzontali di taglio che vanno dal
torace verso l'oggetto, sia superiormente che inferiormente all'oggetto stesso, espira.
" La mano dominante sosta sull'oggetto inviando energia Reiki finché necessario

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Nel cimitero del tempio di Saihoji, a Tokyo, la tomba di Usui, che è lì sin dal
1927, un anno dopo la sua morte.

Vicino alla tomba c'è un monumento, (l'Usui Memorial) in pietra naturale, alto
più di tre metri, eretto dall'organizzazione creata da Usui, l'Usui Reiki Ryoho
Gakkai.

Dettaglio dell'antico Kanji (ideogramma) giapponese REIKI


sull'Usui Memorial

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