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Canti e Metodi nel Ba Gua Zhang

A cura di Luigi Zanini dal Blog: http://lzanini.blogspot.it

I Canti e i Metodi del Baguazhang sono una fonte importante della teoria ma soprattutto della pratica del
Baguazhang. Canti e i Metodi permettono infatti di capire la logica applicata del Baguazhang, a prescindere
dallo stile e dalle molte differenze che uno stile cos giovane ha saputo produrre in soli 150 anni (rispetto
ad esempio ai 500 anni dello Xingyiquan).

Analogamente ai 64 palmi di Liu Dequan o di Gao Yisheng, che con la loro linearit hanno reso pi facile la
comprensione dell'applicazione marziale del Baguazhang, i Canti ci danno un riferimento nella pratica a
due dell'arte, permettendoci di attraversare le acque a volte oscure della teoria degli otto trigrammi.

La loro diffusione iniziata verso la fine del secolo scorso, quindi circa vent'anni fa, prima attraverso riviste
cinesi specializzate, successivamente su qualche libro statunitense ed oggi facilmente anche sul web. In
origine erano tenuti segreti, in quanto appannaggio dei Menren delle varie scuole, con l'impegno di non
divulgarli all'esterno. Oggi sono sempre pi diffusi perch non vadano perduti.

Sappiamo che canti e metodi erano tradizione orale, venivano scanditi (cantati) durante la pratica in modo
da essere ricordati, e si usavano artifici retorici (rima, cadenza, omofonie) per poterli facilmente
memorizzare. Da qui la definizione di canti.

A differenza dei classici del Taijiquan e dello Xingyiquan, i Canti e i Metodi mirano alla praticit e fanno uso
relativo delle metafore legate alle energie e ai principi. Costituiscono una voce che guida, fuori della forma,
per verificare se la pratica va nella direzione giusta. Sono come piccoli fari che guidano le navi nel mare di
notte, per evitare di andare ad infrangerci sugli scogli e per non perderci.

Baguazhang uno stile sintetico, anche se apparentemente molto sviluppato (le forme servono a
sviluppare specifiche abilit), basato su principi e pensato per chi ha gi esperienza di combattimento. E'
molto duttile, quindi si adatta facilmente a qualunque pratica, perch non ha una forma unica ortodossa
(per fortuna). Ma questo anche il suo punto debole, perch adattandosi molto rischia di perdere
l'allineamento ai suoi principi, nel momento in cui viene troppo reinterpretato, perdendo cos di vista il suo
scopo.

A maggiora ragione i 36 canti e i 48 metodi sono straordinari compagni di pratica, perch ci accompagnano
ancora oggi e ci ricordano la voce dei vecchi maestri, che prima di noi hanno fatto lo stesso cammino.
Occorre umilt e pazienza per decifrare le parole dei canti, ma una sana pratica senza pregiudizi ci
permette di capire piano piano questa voce antica.

Studio i Canti e i Metodi dagli anni '90 e ne ho fatto la mia guida personale nella pratica.
Li ho tradotti in italiano (la versione di Shi Jidong tradotta da J. Crandall) perch mi erano utili nella pratica
e nel 2007 li ho pubblicati sul blog Ziran Neigong Quan perch volevo fossero accessibili a tutti. Qualche
anno fa sono stati ripubblicati da un paio di altri blog di Baguazhang e in qualche forum di arti marziali.

Attualmente ci sono almeno 4 versioni del Canti e Metodi, tra loro leggermente diverse, ma nel fondo
molto simili, con poche variazioni di rilievo. Nonostante si facciano risalire a Dong Haiquan, alcuni dicono
che questi canti siano in realt rielaborazioni posteriori e che provengano dal lignaggio di Yinfu.
Personalmente credo che sia una questione di lana caprina, allo stesso modo in cui i 64 palmi di Liu Dequan
o di Gao Yisheng oggi vengono interpretati o rivisti in modi diversi e con sequenze diverse, a seconda delle
scuole e degli stessi maestri nel corso della loro esistenza.

Cosa dicono i 36 Canti? Sono una guida per punti (4 concetti per canto) alla pratica del Baguazhang, adatta
soprattutto per i principianti, ma vanno bene anche per gli esperti, a seconda di quanto riusciamo a
leggere tra le righe. Pi entriamo nel movimento descritto dai canti, pi il sistema si presenta chiaro.
I Canti indicano gli elementi di base dell'arte (postura, movimento, uso del cerchio, delle mani, dei piedi)
misti insieme a spunti per il combattimento, a strategie essenziali per guadagnare la mano, e indicazioni
psicologiche per sopraffare l'altro.

Accanto alle indicazioni dell'applicazione, i canti di fondo danno precise indicazioni su come il corpo debba
stare e muoversi, in relazione al suo asse, in relazione all'avversario, in relazione all'ambiente e alla
strategia del combattimento. Si ripetono solo in parte i principi che troviamo nei testi di Sun Lutang, di
Jiang Rongquiao, di Wang Shujin ad esempio. Il resto sono indicazioni chiare sul modo di muoversi del
Baguazhang. Ogni canto pratica, ogni verso un principio, ogni immagine una ispirazione. Seguendoli da
vicino si possono passare anni nella pratica, e se ne esce profondamente arricchiti.

Ma se cerchiamo iI significato ultimo del Baguazhang, l'ultimo canto, il numero 36 a darcelo:

"Il vero significato del Bagua non un mistero.


Muovi agevolmente, comprendi la trasformazione, e percorri il cerchio molte volte.
Non bloccare, non creare struttura, non perdere la mano.
Sacrifica il tuo ego e scorri con le emozioni del tuo nemico.
Ogni Canto e Metodo va preso e lavorato, calato nella realt della pratica a due e sviluppato.
Queste indicazioni non sono comprensibili se pratichiamo solamente la forma. Si comprendono bene se
partiamo dal lavoro con lavversario, e se dentro questa interazione cerchiamo il significato del
movimento, l'efficacia, l'armonia che Sun definisce come il risultato di quattro energie insieme: avanzare,
invertire, armonizzare, trasformare.

Il Bagua un'arte di combattimento essenziale, che richiede costante movimento, cambiamento della
direzione e dei vettori di forza, uso di passi rapidi e angolati, e di poter esplodere in sequenza in qualsiasi
momento senza perdere il vantaggio della mano. La strategia legata all'alternanza di cerchio e linea, e
l'invito a non bloccare fondamentale, perch tendiamo sempre e comunque a usare forza dove non
serve, e a rifugiarci nella struttura (reazione istintiva) perdendo il controllo.

Questo ultimo canto ci dice anche che dobbiamo mantenere un atteggiamento distaccato e sicuro per
inseguire il nemico, senza imporre la nostra volont a tutti i costi, ascoltando e seguendo il movimento
dell'avversario, cercandolo non nella tecnica ma nell'intenzione, e l usare flessibilit e ascolto per trovare
la porta, aprirla e vincerlo. Lo stesso principio del cacciatore che insegue la preda con abilit e dedizione.

Come arrivare a questo risultato quindi il compito dei 48 metodi, dove non si parla pi di cose di base ma
di specifiche tecniche e di atteggiamenti psicologici legati al combattimento. Ma questa unaltra storia."