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Andrea Sangiorgio – Materiali didattici

Pattern ritmici, voce e body percussion: dal singolo pattern alla frase ritmica

In essenza, le fasi del percorso (realizzabile con bambini di 6-8 anni) possono essere le seguenti:
 pattern a imitazione docente-partecipanti
 pratica di pattern A-B in coppie (indicazioni per l'invenzione individuale)
 lavoro creativo in coppie: comporre una sequenza di quattro misure AAAB con body percussion e
voce (successivamente si può variare la struttura da seguire: AABA, ABAB, AABC, ABAC, ABCB, ecc.)

1. Esercizi preparatori. Imitazione e invenzione di pattern ritmici


Un pattern ritmico1 è una configurazione di più durate nel contesto di un metro; lo si può definire una
cellula, un motivo o un inciso ritmico, usualmente della lunghezza di una battuta di quattro macrobeat.
I pattern sono le unità minime di significato in musica. Con una certa approssimazione, sono analoghi alle
parole nel linguaggio verbale. Quanto più ricco e diversificato è il vocabolario di pattern che gli allievi hanno
praticato e interiorizzato, tanto più essi sono in grado di "parlare musica", ossia di ascoltare, riprodurre,
inventare, comprendere sintatticamente e concettualizzare strutture musicali.

Pattern con sillaba neutra


I pattern vengono eseguiti in una fase iniziale utilizzando una sillaba neutra ("pa").
La forma base del gioco è quella della imitazione a eco: l'insegnante propone un pattern e gli allievi lo
ripetono.
È essenziale che la voce venga modulata con una inflessione melodica – ma senza uno specifico riferimento
tonale - per dare senso musicale ai pattern e offrire modelli di fraseggio, come un vero e proprio parlare
ritmico (si possono fare pattern con un sapore swing, funky, rock, afro...).
Ci sono molteplici possibilità - più o meno elaborate - di combinare macrobeat, microbeat e suddivisioni
nella declamazione dei pattern, che comprendono anche attacchi in levare sui vari tempi. È importante
alternare sempre fasi di lavoro con pattern a divisione sia binaria che ternaria (il cervello impara per
contrasti) e cambiare il tempo della pulsazione, adattandolo alla complessità dei pattern o alla tipologia di
fraseggio musicale scelta.

1
La fonte dell'idea è la Music Learning Theory di Edwin Gordon che costituisce, a mio avviso, un orientamento
essenziale per la traduzione in prassi didattica di una prospettiva cognitiva sull'apprendimento musicale. Edwin Gordon,
già professore alla Michigan State University e autore di numerose pubblicazioni, è un ricercatore che si occupa di
attitudine musicale, audiation (pensiero musicale), sviluppo musicale nella prima infanzia, sequenze di apprendimento di
abilità e contenuti in musica, creatività musicale.
Il contributo di Gordon è quello di aver fornito un modello teorico-sistematico e scientificamente fondato di sviluppo
dell'intelligenza cognitivo musicale (audiation) che parte dalla nascita e, articolandosi in una successione di stadi
evolutivi (sulle tracce di Piaget), giunge fino alla acquisizione di capacità improvvisative di base. Questo modello è
corredato di un impianto pratico-metodologico per la strutturazione di percorsi di apprendimento gerarchicamente
ordinati, basati sull‘uso di pattern tonali e ritmici e finalizzati all'alfabetizzazione musicale.
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Al di là della forma a eco docente-gruppo, le forme di gioco praticabili nell'uso dei pattern sono diverse:
 l’insegnante indica una sola persona e solo questa risponde;
 alternare serie di pattern individuali con i pattern collettivi, utili a mantenere o a ristabilire il metro;
 a coppie, pattern ritmici a eco: A propone un pattern, B lo imita. Poi cambio;
 lungo il cerchio uno-tutti;
 procedura per l’invenzione ritmica: l’insegnante dà la testa del pattern (i primi due macrobeat con
diverse suddivisioni) e lascia una pausa sugli altri due macrobeat; l’allievo ripete l’incipit e inventa
una possibile continuazione;
 invenzione per contrasto: A propone un pattern, B risponde con un pattern diverso;
 invenzione di frasi ritmiche: A propone un pattern di apertura, B risponde con un pattern di
chiusura (improvvisazione dialogica);
 ciascuno per suo conto: la mano destra inventa il pattern, la sinistra lo ripete (eseguire l’esercizio
anche in silenzio);
oppure: la destra inventa un pattern, la sinistra risponde con un pattern diverso.

Movimento
Per “scaldare” ritmicamente gli allievi è di essenziale importanza praticare i pattern accompagnandoli e
sostenendoli con il movimento. L'obiettivo è la naturalezza nella associazione e coordinazione di voce e
movimento.
Diverse le possibilità: si può
 utilizzare il movimento fluente,
 muoversi nello spazio liberamente accompagnando con il movimento la struttura delle durate,
 utilizzare movimenti delle braccia (con un consapevole riferimento da parte dell'insegnante alla
logica del gesto direttoriale) o di diverse parti del corpo,
 utilizzare gesti suono che marchino i macrobeat su cui si scandisce vocalmente il ritmo, ne
sottolineino soltanto alcune porzioni oppure siano esattamente accoppiati ad ogni sillaba
pronunciata,
 camminare sulla pulsazione muovendosi su percorsi liberi nello spazio,
 camminare sul posto marcando i macrobeat.

Composizione di frasi ritmiche in coppie o piccoli gruppi


Lavoro creativo in coppie: comporre una sequenza di quattro misure AAAB con body percussion e voce (da
eseguire due volte). Provare prima con la sola voce e poi voce e body percussion. Darsi l'attacco prima di
partire, mantenere il contatto visivo con il partner.

In una fase successiva si può variare la struttura da eseguire: AABA, ABAB, AABC, ABAC, ABCB, ecc.:
alcuni partecipanti provano a inventare delle frasi, utilizzando una struttura suggerita dal gruppo o, senza
consegna preventiva, seguendo una propria struttura che gli altri membri del gruppo devono riconoscere.
Successivamente alla fase di modelling, i partecipanti formano coppie o piccoli gruppi e inventano una frase
di quattro battute, da eseguire con voce e body percussion.
Questa modalità di produzione di frasi ritmiche è facilmente applicabile anche alla pratica strumentale.