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Numero 21 Responsabile: Vincenzo Sofo

Sintesi Milano www.sintesimilano.org Anno 0 - Numero 21


Immagine copertina, fonte: www.zimbio.com

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OBBEDIAMO AD UN SOLO DOVERE:


LA PATRIA EUROPA

ANNO 0 – NUMERO 21

INDICE
Sintesi …….……………………
…….…………………….………………………....……………….
...………………. pag. 2
La Grecia smaschera l’Europa ………....….....................….….......…...….
….......…...…. pag. 3
Arte e dietrologia ………
…………..………...…….…….……….….……..…..
….……..….. pag. 4
Corona, il fu Silvio Pellico ……………………………………………….. pag. 5
La crisi è finita… come no! ……….
……….……...……….……………………....
……...……….…………………….... pag. 6
Ambiguità femminile ……
…………………………………………….……….
…….………. pag. 7
La Moratti acquista un canale tv per farsi propaganda ……..……….…… pag. 8
Il neodarwinismo, irrazionale nelle sue pretese ..……………......…..…….
.…..……. pag. 9
Un capolavoro dietro l’altro ……………………………...…......……….
……. pag. 10
De Corato dichiara guerra alle doppie file ……………...……….....…….
....……. pag. 11
Tentazioni culturali ………..
………..………….…………………….…...……
………. pag. 12
Desaparecidos ……………………………………………………..…….. pag. 13
1
Atomi cinematografici ………...………
………...……….……..……………………....
....…. pag. 14
Michele o’ pazzo è pazzo davvero .....…….......………………………
……… pag. 15
Redazione, contatti e avvertenze ………
……….…….……………….…………
………… pag.
pag 16

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EDITORIALE

SINTESI
La routine fa perdere di vista ciò che dovrebbe in realtà offenderci e allo stesso tempo farci arrabbiare. Siamo
costretti a “subire” situazioni inverosimili che fanno parte della vita quotidiana.
Ogni giorno, ormai da troppo tempo, si segnalano politici arrestati o indagati, imprenditori immanicati con
istituzioni, magistrati che accusano attività illecite che sembrano inverosimili, accuse di complotti
magistralmente orchestrati da non sii sa chi… meno male che in tutta questa ROUTINE vi è un Ministro che
sta decimando la mafia in Italia.
Un paradosso, il governo che ha maggiori accuse di amicizie mafiose (dallo stesso Presidente Berlusconi, a
Cosentino, Dell’Utri, Bocchino, etc…) è anche quello che arresta e debella la mafia, la camorra e la l
’ndrangheta con maggiore facilità.
Che un parlamentare del PDL venga iscritto nel registro degli indagati non è sicuramente una notizia; anzi è
una consuetudine che si riscontra anche tra amministratori regionali, provinciali e comunali… una Routine,
come dicevamo. Giustamente
ustamente il PDL è un partito garantista (ci mancherebbe altro visto quanti condannati e
indagati sono presenti nel movimento) ma è anche vero che una presa di posizione vera e verso la legalità è
necessaria quanto prima. Non è pensabile che nel governo vi siano persone indagate per mafia, per logge
massoniche et similia.
Il poco di autorità legale che viene dato ancora al Governo deriva dall’attività del Ministro Maroni e dalla
correttezza dei rappresentanti della Lega Nord
Nord, fino ad ora mai al centro di scandali giudiziari.
giudiziari La Lega è un
movimento nato e sviluppato sull’onda emotiva di tangentopoli, della volontà di cambiamento,cambiamento perciò
ancora oggi crediamo che il Governo debba assolutamente proseguire per la sua strada; ma deve anche
liberarsi di tutti coloro
loro che gestiscono il bene pubblico come patrimonio da sfruttare per il proprio interesse.

E’ da poco uscito l’ultimo libro di Massimo Fini, Senz’anima, una raccolta di articoli che illustra, senza
ombra di dubbio, come la nostra società sia finita. Vi è bisogno di nuovo progetto di società in cui l’uomo
torni al centro della vita e non sia un alieno il cui scopo è quello di lavorare e consumare.

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POLITICA

LA GRECIA SMASCHERA
L’EUROPA
Per un po’ abbiamo tremato, eccome. Abbiamo tremato per qualcosa che in realtà la maggior parte di noi non
ha neppure capito bene in che cosa consistesse. C’è la crisi, lo abbiamo capito, ce lo ripetono sempre… ma
se i casini li hanno in Grecia perché dovremmo occuparcene noi?
Domanda apparentemente stupida ma che coglie il problema: perché un tempo ogni Stato si occupava dei
fatti suoi e - se qualcun altro si trovava nei pasticci – poteva permettersi anche il lusso di goderne. Adesso
invece i problemi di uno sono i problemi di tutti, come se fossimo un unico Paese. Ma non lo siamo.
La caduta del Muro di Berlino aveva dato slancio ad un sogno finalmente realizzabile: la costruzione di
un’Europa unita ed indipendente dalle altre superpotenze, che finalmente potesse tenere testa a Stati Uniti,
Russia e a chiunque fosse venuto a bussare alla porta. La fine di una sudditanza irritante.
Ma questo progetto è diventato una “sinfonia incompiuta” (così come è stata definita in un articolo apparso
su Il Sole 24 Ore), per di più carente della parte più importante
importante: il processo doveva comportare innanzitutto il
recupero delle radici comuni ai diversi stati europei, che avrebbero costituito un saldo fondamento alla
costruzione di un’unica entità politica in grado di rappresentare autorevolmente la Patria Europa nel contesto
c
internazionale… ciò avrebbe consentito poi di avviare un processo di integrazione legislativa/economica/ecc.
che sarebbe culminata nella moneta unica. Invece l’interesse dei poteri politici e finanziari si è concentrato
proprio su finanza ed economia, ia, con l’ossessione di arrivare al più presto possibile ad un mercato comune
guidato dalla “mano invisibile” (che si è poi rivelata l’insieme di intrecci e imbrogli messi in atto
occultamente da banche e compagnia bella).
Una decina di anni fa è stato creato ato l’euro, a cui è stato affidato il compito – anzi, la speranza - che ciò
portasse automaticamente e senza sforzo a tutto il resto. Ma nella storia non era mai accaduto che un gruppo
di paesi decidessero di darsi una moneta comune mantenendo però ognuno la propria sovranità politica. O
meglio, i tentativi fatti avevano avuto vita breve. I precedenti non hanno però fatto desistere i governi,
accecati dalla ferma intenzione di non cedere i poteri di cui dispongono, tranne che per coccolare la finanza,
unica vera vincitrice. Così la Patria Europa è stata abbandonata per l’Europa dei tecnocrati; invece di
salvaguardare le peculiarità culturali dei vari popoli (che invece si tenta di eliminare a tutti i costi con la
globalizzazione e la standardizzazione) ci si è preoccupati di tutelare i poteri particolari; invece di unirsi nel
nome di ideali, valori e tradizione comuni, lo si è fatto in nome del dio denaro; invece che farsi rappresentare
da un’istituzione sovrastatale, si è preferito sottomettersi alle banche. A quanto pare l’Europa non riesce a
vivere senza un padrone.
In tutto ciò, la Grecia insegna, a rimetterci sono i popoli: quello greco ora, quello irlandese, spagnolo ed
italiano in seguito. Perché se la fortuna è cieca, il denaro ci vede benissimo e sa ccon
on chi prendersela.

I soldi sono una cosa seria.


Qualcuno è convinto persino che parlino.

(Charles Bukowski)

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CULTURA

ARTE E
DIETROLOGIA
Cenacolo vinciano, nuova novità. San Giovanni sarebbe in realtà una donna, Giovannina, ritratta nel
quaderno di schizzi del Maestro perché di una bellezza sconvolgente.
Dan Brown, il romanziere Dan, apre un nuovo filone di ricerche all’interno della Storia dell’Arte,
trasformandola in Storia della Romanzaggine per plebaglia attratta dall’ignoto. La televisione di Mistero,
R.I.S, C.S.I e compagnia bella,, ha ascolti in crescita e la letteratura le si adegua. Ecco quindi che
l’interessante
nte è dovuto sì al contenuto, laddove per contenuto si intenda l’incomprensibile. Talvolta però
l’incomprensibile non è tale per mancanza di approfondimento ma per carenza di contenuto stesso.
Le opere pittoriche di Leonardo, il teorico dalla sintassi cris cristallina,
tallina, sono conosciute per il loro essere
misteriose, ambigue, esoteriche quasi. Questo lo si mormorava già prima del romanzo dell’americano
sopracitato - dopo l’uscita dell’opera, questa caratteristica ha attratto folle di pseudostudiosi e
pseudoconoscitori
tori nel dibattito circa il perché e il percome del dettaglio dell’autore in questione. Parentesi:
su Veronese e Giorgione, maestri delle composizioni cifrate comprensibili soltanto dalla loro committenza,
enigmi visuali già per i loro contemporanei, si tr trovano
ovano cenni di ipotesi in manuali e monografie; si aspetta il
prossimo romanzo per aprire la loro interpretazione impossibile al grande pubblico formatosi più sulle tv
commerciali che nelle Scuole.
Le opere pittoriche di Leonardo, noi studiosi e
conoscitoriri dell’opera stessa quanto della
personalità dell’artista, siamo sicuri che siano
misteriose, ambigue, esoteriche quasi? Siamo
ancora in grado di far valere le nostre competenze
per azzardare un’interpretazione che vada oltre
alla morale del commercio, e ammettere che
anche fosse stato Leonardo un esoterico, un
misterioso, un ambiguo, e accettare che sì la sua
pittura ha caratteristiche luministiche personali e
fuori schema, la sua composizione eccentrica
rispetto allo standard dell’epoca ma Leonardo
resta comunque un uomo del suo tempo, che certi
schemi personalizzati rientrano nella categoria del
tempo, e certi particolari fin troppo particolari non
sono altro quel qualcosa che il romanticismo immagine, fonte: www.cmykren.com
chiamerà elemento di genialità?
Mi permetto un’ulteriore parentesi. Opere religiose di pieno Rinascimento, siamo certi necessitino
un’interpretazione che vada oltre il dato di fatto stilistico?
Ecco dunque, che il dettaglio oggi diviene unico elemento degno di attenzione, che la composizione nel suo
significato profondo perde validità in favore di un non detto che non è stato detto perché non esiste.
La mia tesi è questa. Non solo la mia, realmente: ogni manuale specialistico di Storia dell’Arte esordisce
indirizzando
izzando lo sguardo su ciò che è diffidando del non so che intuibile e immaginabile. Questo infatti non
porta ad altro che non romanzi.

Gli artisti che cercano la perfezione in tutto,


sono quelli che non la raggiungono
in nulla

(Eugène Delacroix)
Delacroix

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ATTUALITA’

CORONA,
IL FU SILVIO PELLICO
Le mie prigioni, libro che fu di Silvio
lvio Pellico ora appartiene (anche) a Fabrizio Corona, con grande scandalo. Dico
anche perché che il padre della patria non è al giorno d’oggi conosciuto quanto il ribelle tatuato.
Ecco il punto. Ribelle. Parola da definire e approfondire, presa qui nel suo significato più immediato. Ribelle è il
bel Fabrizio, per il suo scagliarsi contro la società che egli stesso ha contribuito a creare, ribelle è il prigioniero
dello Spielberg (nonn Steven, ma quello austriaco) che ha lottato contro una società per crearne una nuova alla
quale egli stesso avrebbe voluto appartenere poiché si sentiva di appartenerle, pur appartenendo alla vecchia.
Ecco, dunque, che ci si scandalizza per il libro del fotografo ricattatore, ritratto spaghetti western che sullo
schermo amiamo e nella vita anche, e si elogia il libro del massone, senza pensare che anche il secondo fu a sua
volta, al suo tempo, un testo scandaloso. E il sostegno popolare, ossia, i lettori
lettori.. Quando ancora si cercava di fare
quell’unità di Italia che ora viene esaltata solo in vista di tornei calcistici, quel libro era accessibile a pochi, ai
pochi che credevano in un futuro politico diverso e ai pochi che poi erano i più che auspicavano il mantenimento
m
dello status quo. Ognuno auspica ca il mantenimento dello status quo, a suo modo; ma è una questione diversa. Il
libro del siciliano tatuato invece è accessibile ai più, in un’epoca in cui non esi
esiste
te l’indice dei libri proibiti e gli
editori sono come prostitute vogliose di comprarsi una nuova pelliccia.
Ecco allora, che mi chiedo, pubblico a parte, quale sia la differenza tra i due testi; quale in fondo la differenza tra
opere se di differenza tra opere si può parlare in un contesto così ampio e non essendo io grandemente ferrata in
storia letteraria. Ma amerei allargare la presa, amo divagare, amo leggere e amo l’intelletto umano, così elogiato
dagli intellettuali e malvisto dalla bassa plebe, essendo poi in fin dei conti l’intelletto una faccendafaccend umana
universale, ed essendo quest’ultima plebe la vera protagonista del progresso in ordine di scritto e letto e prodotto
sulla scena teatrale o cinematografica o televisiva - performato, diciamo con un neologismo inglesizzante. Amo
fare confronti, pur non potendosi fare certi confronti perché il contingente cambia ma dovendosi fare confronti
perché è tutto un derivato e un prodotto del passato e del presente - l’uomo, animale dall’animo universale. E
dunque penso, e leggo, e vedo. E mi chiedo.
Aristofane, padre osannato della commedia. Autore di piéces, diremmo noi intellettuaoidi maledetti, piéces che
attiravano le folle perché le folle erano costrette a farsi attirare. Aristofane che viene studiato nei licei e nelle
università, osannato ed acclamato - non come si fa con le starlettes, m maa come si fa per mezzo di quel “io “ so che
vale e lo stimo perché io lo studio e dunqu
dunque lo so”.. Starlettes appunto acclamate, e poi respinte nella fossa del
male comune, dell’amato da non amare perché sconveniente
sconveniente,, perché ci abbassa moralmente facendoci tornare ad
essere pulsione e immedesimazione e quindi noi, tra la realtà sognata e il sogno che ci appare reale.
Shakespeare che tutti amano, che da commediografo è diventato slogan e film, il poeta tra i poeti; e perché p Blake
no, Blake il visionario è un genialmente geniale nel suo essere genio, Blake è conosciuto dai pochi e sconosciuto
dai più, anche da quelli che credono di conoscerlo? E dunque, viene da sé, Blake è niente rispetto a Shakespeare o
Baudelarie ma è un idolo per i pochissimi pochi che lo conoscono.
Ed eccoo ancora, Baudelaire, il Fabrizio Corona del tempo che fu. Osannato contro a osannato ma denigrato. Come
successe al primo, come il primo lamenta gli successe godendone, godendo profondamente di questo que esserci ma
volere non esserci e volere che nessuno volesse che ci fosse, che semplicemente fosse; e quindi, fu.
Ecco quindi, il classico che poi non è che il popolare o il reietto poi riscoperto in virtù del suo essere feccia.
Feccia perché va conto lo status quo, in vesti apparenti, perché quello status quo non è altro che suo padre e figlio,
essendo lui essere del suo tempo e creatore del tempo in cui vive, essere maledetto perché da maledire, perché lo
status quo di cui sopra rifiuta la sua messa in dubbio ma non può che amare visceralmente quel sommovimento
che lo pervade e lo porta a ricrearsi diverso da prima ma come prima. Esattamente come prima, saecula
saeculorum.

L’uomo si reputa il migliore,


aborrendo gli altri


(Silvio Pellico)

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ECONOMIA

LA CRISI E’ FINITA…
COME NO!
Alla fine tutti i nodi vengono al pettine, è una delle poche regole di vita a cu cuii nessuno può “fuggire”, e così,
dopo pochi mesi che ci veniva raccontato
accontato che la crisi era ormai alle spalle (Berlusconi & c.), scopriamo che il
peggio deve ancora arrivare.
Ma non ci voleva molto a capirlo, purtroppo viviamo in un sistema in cui anche le banalità non sono più
percepibili. Tra breve termineranno i soldi degli ammortizzatori sociali per i lavoratori in cassa integrazione
etc. etc… questi lavoratori
atori non verranno riassorbiti nel proprio posto di lavoro ma al contrario saranno
lasciati a casa… nello stesso tempo moltissimi dipendenti a contratto a tempo determinato
determ e a progetto non
vedranno riconfermato il proprio incarico…
incarico Bastano questi due
esempi riportati a far comprendere come il problema della “crisi”
non sia ancora realmente approdato sulla pelle delle persone.
La soluzione? Non c’è. Il problema è la speculazione
speculaz che viene
“costruita”” sulla carta straccia comunemente chiamata denaro. Le
banche
anche e sistemi finanziari sono i veri truffatori di chi lavora, di
chi produce reddito e lavoro per tutta la società. Il nostro sistema -
quello occidentale - ha fallito, ma vi sono tecnocrati che
continuano a creare debito su debito per mantenere l’illusione del
Paese dei Balocchi, un sistema marcio e corrotto.
Ci vien da ridere pensando agli apprezzamenti dell’Unione dell’
Europea
uropea circa le manovre di Italia e Francia; ci fa ridere che in
America si parli di ripresa lieve… proprio quegli Stati Uniti
d’America
rica che sono non alla frutta bensì dopo il caffè… un
insieme di stati sommerso dai debiti,, che ogni giorno si trovano
costretti a pregare affinchè gli stranieri (Cina in primis) continui a
sostenerli e non li abbandoni… la vita degli Usa è nelle mani dei
cinesi e ci narrano di fantomatiche riprese!
Una ribellione di popolo per ristabilire le regole sociali per un
giusto governo. Ecco cosa ci vuole. La presa di coscienza delle forz forzee produttive, dei lavoratori, delle forze
culturali ancora attive. Ma come si può ancora permettere che dei tecno tecnocrati
crati da stipendi d’ORO si spendano
spend
in parole di consenso a manovre contro i più deboli? E’ ora di porre fine al sistema fallimentare basato sul su
capitalismo finanziario delle banche.
Un elogio va al Ministro Calderoli e alla sua proposta di intervenire sui premi dei calciatori della nazionale:
il povero La Russa, solitamente provvisto di un buona dose di intelligenza intelligenza,, in questa occasione ha
decisamente
amente mostrato la sua ormai certa appartenenza alla casta… e dire che proviene da un partito
antisistema… ma forse, oggi che finalmente è riuscito ad entrare nei salotti dove precedentemente lo
escludevano,, la sua preoccupazione è quella di non pestare i piedi a nessuno, neanche ai calciatori, nuovi
gladiatori del circo del popolo. Almenochè non sia stato tradito dalla sua altrettanto nota fede calcistica, che
vede il suo cuore battere proprio per quegli omini in calzoncini che indossano la casacca del petroliere pet
bacchettato da Calderoli. Ma sappiamo tutti che l’ingenuità non risiede nei politici… seppure sia reclamata
da tutti coloro che si scoprono delinquenti.
La strada della rivolta cresce tra chi, ancora una volta, semina la cultura del buon senso in collaborazione con
le forze che si oppongono al sistema dei privilegi e della casta.

Leggo per legittima


difesa
(Woody Allen)

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CULTURA

AMBIGUITA’ FEMMINILE
L'uomo è diretto, la donna trasversale. L'uomo è lineare, la donna serpentina. Per l'uomo la linea più breve
per congiungere due punti è la retta, per la donna l'arabesco. L'uomo è razionale, la donna no. L'uomo
approccia la realtà con l'attitudine del cronista, la donna con quella del romanziere: sfuma, allude, sottende.
Nella donna, comeme nel romanzo, il non detto è più importante del detto.
Lei è insondabile, sfuggente, imprevedibile. E l'eterno femminino. L'ambiguità costituisce la fonte
inesauribile del suo fascino ma anche il principale motivo della perenne e irrimediabile incomprensione
incomprens fra i
sessi. Al confronto con la femmina il maschio è un bambinone elementare («Ricordati che in ogni uomo c'è
un bambino che vuole giocare» dice Nietzsche) che lei, a parità di condizioni, si fa su come vuole. A meno
che non sia veramente innamorata. Perché la donna è un essere totale, capace quindi anche di una dedizione
totale. In questo caso il suo masochismo sessuale, in genere compensato ad abundantiam dalla sua vitalità
naturale, diventa masochismo tout court e lei può davvero farsi vittima senz senzaa difese e fino alle estreme
conseguenze. La storia di Adele Hugo, la figlia dello scrittore, così splendidamente raccontata da Truffaut, è
un paradigma di questa capacità di annichilimento. Solo le donne sanno sacrificare con naturalezza, quasi
con noncuranza,
anza, la vita per il proprio uomo (Claretta Petacci ed Eva Braun ne sono due famosi esempi
storici). Anche l'uomo può sacrificare la vita per l'amata e persino per un estraneo (questo la donna non lo
farebbe mai, è troppo contrario ai suoi istinti vitali), ma lo fa, quando lo fa, per mantenere un certo concetto
di sé, per orgoglio, per dovere sociale («prima le donne e i bambini») e ha bisogno quindi di un atto di
volizione, di un atto eroico. Obbedisce a una regola, a un imperativo morale. La donna lo fa per p istinto. Per
l'uomo è molto più difficile, è un atto di coraggio, se il vero coraggio non è la temerarietà o l'incoscienza ma
la capacità di superare, con la volontà, la paura.
Di fronte alla morte, come al dolore, l'uomo è infatti, in partenza, molto più vile della donna, perché ne ha
più paura. Per il maschio la morte è precipitare nello spaventoso Nulla da cui è venuto, per la donna è
ricongiungersi alla Terra, a Gea, alla Grande Madre, a se stessa. Questa capacità di dedizione totale al
proprio uomo che appartiene, in certe occasioni, alla donna non va confusa con la generosità. E una forma di
masochismo sublimato nell'amore. Ma nella quotidianità e nella normalità la donna è tutt'altro che generosa.
È, al contrario, gretta, micragnosa, meschina, pic piccina,
cina, attentissima al "do ut des". L'uomo vive
nell'astrazione, la donna nella concretezza. Ciò non significa però che conosca il principio di realtà. Segue
semplicemente i propri istinti. Per cui può capitare che, come una falena impazzita, vada a sbattere
sbatter contro il
vetro della finestra e si estenui nel cercare di sormontare o di aggirare l'ostacolo impossibile. Ma la sua forza
è tale che può persino riuscire, violando tutte le leggi della razionalità, ad abbatterlo.
Che questa sia un'epoca femminea, o qu quantomeno
antomeno unisex, lo dice anche il fatto che l'uomo ha perso le
proprie caratteristiche di linearità, di dirittura, di franchezza, di lealtà e quindi di virilità. E diventato
ambiguo come una donna. Parla con lingua biforcuta, raggira, tende trappole e tranelli.tran Non rispetta più le
regole, la norma, non conosce o non riconosce più la logica, il principio di non contraddizione, ha perso il
senso del diritto e della giustizia (cui la donna è refrattaria, per lei non esiste regola che possa avere valore
superiore
re ai propri istinti vitali). L'uomo sta cioè abbandonando il mondo artefatto che lui stesso si era
costruito, senza per questo poter ritrovare quello naturale. Siamo di fronte a uomini femminilizzati e a donne
maschilizzate, che dall'uno e dall'altro sess sesso
o hanno preso solo il peggio. Siamo diventati tutti degli
omosessuali.
(tratto da Dizionario erotico. Manuale contro la donna a favore della femmina
femmina,, di Massimo Fini, Marsilio,
Marsilio 2000)


Il 69 è una cosa meravigliosa,
forse anche meglio del ’68…

(Tinto Brass)

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MILANO AI RAGGI X

LA MORATTI ACQUISTA
UN CANALE TELEVISIVO
PER FARSI PROPAGANDA
(tratto dal blog Milano ai raggi X)

Sarà che inevitabilmente Donna Letizia subisce le influenze del suo leader di partito e cerca di imitarlo. Sarà
che la paura di perdere la poltrona alle prossime comunali aumenta con l'avvicinarsi delle elezioni. Sarà che,
avendo puntato tutto sull'Expo 2015, il sindaco di Milano non vuol certo defilarsi ora che inizia la divisione
del pane e dei pesci... e soprattutto dei profitti...
Sarà quel che sarà, in ogni caso i fatti sono i seguenti: dal 4 luglio il digitale terrestre accoglierà un nuovo
canale televisivo, che andrà in onda sul canale 12 con il nome di MILANO 2015. Il costo di questa
operazione è di 300000 euro, a quanto pare pagati interamente dalla Moratti. Ovviamente di investimento si
tratta: l'obiettivo del sindaco è quello infatti di utilizzare il mezzo televisivo per persuadere i propri cittadini a
rinnovarle la fiducia.
Quella fiducia che il sindaco sa bene di aver letterarmente bruciato in questi anni di attività al comando del
capoluogo lombardo. La Moratti non è amata dai milanesi... lo sanno tutti, lei compresa. Così pare che tenti
di sopperire a questo handicap conn la manipolazione mediatica delle coscienze. A quanto pare il nuovo
canale televisivo trasmetterà momenti positivi del sindaco quali emozionanti discorsi, strette di mani e
accoglienze tra il popolo, intrepidi viaggi nei mezzi pubblici di trasporto (che, c'è da scommettere, sono il
mezzo usuale che il nostro sindaco utillizza per andare a lavorare).
Ma le tematiche affrontate non riguarderanno i grandi eventi, che già sono al centro della sua politica (intenta
solo a lustrare la Milano bene) e che hanno ca causato
usato la perdita di credibilità: saranno i piccoli problemi, le
cose che turbano il cittadino comune. Perchè, se Berlusconi è il maestro della comunicazione, in fin dei conti
anche lei si rende conto che l'unico metodo politico che funziona è quello leghis leghista.
ta. Con la differenza che
questi ultimi non usano la tv, lavorano nel territorio. L'unico terreno capace di concepire consenso e fiducia
duratura e giustificata.

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EVOLUZIONISMO

ILL NEODARWINISMO,
IRRAZIONALE NELLE SUE PRETESE
(tratto dal blog del Comitato Antievoluzionista
Antievoluzionista, http://antidarwin.wordpress.com)

L’uomo ha avuto la necessità di classificare e ordinare in gruppi tutti gli esseri viventi. Gli organismi viventi
sono stati divisi in generi (gruppi di viventi con specifiche caratteristiche) e specie, identificate , oltre che
dalle caratteristiche comuni anche dalla possibilità di generare individui.
Il regno dei viventi è diviso in 5 gruppi che partono dal più semplice, quello delle Monere, Mo fino al regno
degli animali, quello più complesso. Il regno animale comprende milioni di specie differenti. Tra le
molteplici specie appartenenti al mondo animale, l’uomo ha specificato diversi gruppi di appartenenza
partendo da una prima e fondament
fondamentale differenziazione: esseri vertebrati ed esseri invertebrati. Senza
addentrarci nella complessa rete gerarchica della divisione che l’uomo ha riscontrato si può certamente
essere d’accordo nel sostenere che le varie classificazioni sono riferite a caratt
caratteri
eri comuni e ben precisi che
evidenziano l’appartenenza ad una o ad un altro genere familiare che comprendono le varie specie (famiglia
lupo/cane che comprende le diverse specie di cani).
Ciò che possiamo osservare è che qualsiasi genere/specie ha una seri serie di caratteristiche semantiche “ferme
nel tempo”; si può catalogare ogni essere vivente nel suo genere/specie di appartenenza, sia vivo che morto,
ciò non cambia nulla, le sue peculiarità di appartenenza ad una o ad un altro genere/specie restano comunque
invariate. I caratteri di appartenenza ad una o ad altra genere/specie sono ben catalogate e rigorosamente
precise in tutti i manuali di scienze naturali, i canoni di identificazione sono ben definiti e dettati da un ben
limitato campo variabile.
Quindi, come tutti i manuali specificano, i generi familiari hanno caratteristiche ben definite e ben fissate nel
tempo. La teoria di Darwin, che si basa sulla evoluzione della specie, ha alla base un concetto ben
preciso che è quello della variazione nel tempo. La contraddizione della teoria applicata al dato certo, fissità
del genere familiare di appartenenza, dimostra l’irragionevolezza delle argomentazioni a sostegno della
predetta teoria. Non è possibile conciliare ciò che è accettato da tutti, cioè la catalogazione
catal del genere
familiare/specie, con una teoria che ne vuole contraddire l’essenza, cioè la fissità nel tempo dalle famiglia di
genere a cui appartiene la specie, con un’ipotesi non verificata ed evidentemente in contrasto con la più
elementare capacità tà raziocinante dell’essere umano.
L’illogicità della pretesa neodarwiniana è assoluta. Ogni essere vivente, come d’accordo, ha una sua
specifico genere e specie di appartenenza, un essere in fase di “trasformazione” a quale genere/specie
apparterrebbe? Conn chi si potrebbe riprodurre? E’ evidente che non avrebbe catalogazione e quindi andrebbe
in contrasto con ciò che è certo, cioè il concetto specifico di appartenenza di ogni essere vivente ad un genere
e conseguentemente alla sua specie. E’ la scienza ste stessa
ssa che nega ogni validità scientifica alla scuola di
Darwin. Per comprendere più sostanzialmente le argomentazioni qui sopra riportate vi rimando all’ottimo
saggio di Piero Barovero “Darwin ha sbagliato”, ormai lo dicono veramente in molti che Darwin ha
sbagliato…

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MUSICA

UN CAPOLAVORO DOPO L’ALTRO


Nuova recensione, in occasione dell’uscita
l’uscita del nuovo album di The Niro, alias Davide Combusti . Se avete buona
memoria, vi ricorderete la recensione da me scritta diversi numeri precedenti su Sintesi del suo primo album.
Spesso quando un artista, famoso o sconosciuto che sia, incide un al album
bum che si rivela un “masterpiece”, ovvero un
capolavoro, è assai arduo per lui potersi ripetere eguagliando o addirittura superando con il successivo album la
grandezza di quello precedente. Capita che, preso dall’isteria del ricevere successo subito, componga com e incida
pezzi di scarsa qualità; in preda alla sperimentazione; che sia a corto di ispirazione
ispirazione.
“Best Wishes”, questo il titolo del nuovo album firmato The Niro, è certo uscito molto in fretta, solo dopo due
anni dal precedente lavoro, è anche certacertamente
mente più sperimentale, ma è un vero capolavoro! Davide è cambiato, è
cresciuto, non si è ripetuto e la sua vena ispiratrice è più viva che mai. È vero che, se nell’album precedente la
musa ispiratrice gli aveva dettato note dolci e tipiche della musica ca cantautorale,
ntautorale, per questo ultimo lavoro ha invece
imbracciato la chitarra elettrica e, al grido di Pink Floyd e anni ’70, ha iniziato a suonare vere e proprie bombe
adrenaliniche. Voglio però premettere una cosa importante: Davide non ha cambiato stile di scrittura, scr le nuove
tracce suonano al 100% The Niro. La sua è stata semplicemente un’evoluzione in termini di genere musicale, non
di sound dell’artista. Non mi spingo oltre, ma vi presento l’album traccia per traccia, per chiarire il tutto meglio.
La prima traccia
raccia ad aprire il lavoro è “No innocence” che con i suoi arpeggi iniziali di chitarra acustica e il falsetto
ben costruito di Davide ci ambienta nuovamente nel suo mondo fino a quando una dirompente chitarra elettrica
spezza il silenzio e carica l’ascoltatore
atore per un ritornello potente e trascinante che sfocia in melodie accompagnate
da leggeri archi probabilmente riprodotti dal sintetizzatore. Continui cambi di tempo e una chitarra
incredibilmente distorta canta un assolo che ci riporta indietro nel tempo di almeno tre decadi: gran bell’inizio.
Segue “In my memory”, seconda traccia inizialmente dal gusto medievaleggiante, che dopo alcuni secondi rincara
la dose adrenalinica iniettatacii dalla traccia precedente. Brano diviso in due parti, caratterizzate da due tempi di
metronomo diversi (cosa che inizialmente mi ha fatto storcere il naso). E’ una delle tracce migliori dell’intero
lavoro: ha certi picchi di pura estasi creati dal piano che canta sotto una base di chitarra elettrica che, grazie
all’effetto delay,
ay, crea un muro di suono tipico del genere shoegaze: geniale e dal forte trasporto emotivo.
“The wrestler” è il terzo brano. Calma un attimo le acque e ripristina una tranquillità inquietante, triste e
sconsolata, una melodia tetra che cambia le carte in tavola rispetto a quello che avevamo ascoltato prima di essa.
È quindi il turno di “London theater”, brano di cui The Niro ha deciso di girare anche un video musicale. Puro
progressive rock e psichedelica suggeritaci da una tastiera Hammond che accompagna l’intero pezzo. Ascoltando
già solo questi primi quattro brani, è evidente che, rispetto al primo album, Davide ha deciso di mettere in risalto
le tastiere e il pianoforte, entrambi incisi ovviamente da lui stesso sull’album, come del resto quasi tutti gli
strumenti su di esso registrati. Con “Stop it” giungiamo al primo brano di musica cantautorale di “Best wishes”,
con qualche variazione: il pianoforte rende celestiale il pezzo grazie alle sue singole note dolcemente accennate, la
tastiera Hammond dona quel el tocco anni ’70, le spazzole battenti sulla pelle del rullante danno più movimento e
forza al pezzo: elegantissimo ed incantevole. La sesta traccia è quella più rockeggiante dell’intero album,
probabilmente anche quella più alternativa: “Johnny” è quel bbrano rano adatto a restituire all’ascoltatore la carica
giusta utile a continuare con i pezzi successivi, come la successiva “Best wishes”, titletrack dall’animo
psichedelico alla Pink Floyd. Vorrei sottolineare all’ascoltatore l’assolo centrale di chiatrra e la parte finale del
brano che spezzano l’apparente calma del brano, grazie anche ad una batteria galoppante e infuriata.
L’ottava traccia si intitola “When your father” e non so come mai, ma ogni volta che mi appresto ad ascoltarla mi
sovvengono in mente immagini estive e una gran voglia di mare: mi auguro che le mie stesse sensazioni di calma
e pace possano giungere anche a voi. Si prosegue poi verso la conclusione con “Cicle”, un altro pezzo molto rock
e spinto, chitarra ruggente e galoppante che scoppia nel ritornello e avvolge l’ascoltatore con la sua semplicità
melodica, ma per nulla scontata. La penultima traccia, “He’s a pray”, sembra ricalcare le orme di “Stop it”,
partendo dolcemente come la melodia di un carillon, ma ingranando poi subito con del buon rock acustico, quindi
non perdendo mai quell’animo spensierato e leggero. Per quanto mi riguarda questo brano è il più ispirato in
termini di soli chitarristici, affascinanti e coinvolgenti.
Giunti alla conclusione con “Post atomic down”, The Niro chi chiude
ude il proprio lavoro con una dolcissima e desolante
traccia, dagli effetti di chitarra che esprimono al meglio le liriche catastrofiche e lo spirito struggente del pezzo.
Termina così, quasi con l’amaro in bocca e il cuore affranto, questo secondo capolav capolavoro
oro di Davide Combusti,
musicista nostrano dalle immense risorse e che penso mai potrà deludere. Godete della sua musica, assaporatela e
deliziate di essa le vostre orecchie. Buon ascolto a tutti
tutti.

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MOBILITA’ MILANO

DE CORATO DICHIARA GUERRA


ALLE DOPPIE FILE. MA I PARCHEGGI
RESTANO A PAGAMENTO
(tratto dal blog del Comitato Viviamo Milano, http://viviamomilano.wordpress.com)

Premettiamo fin da subito che la lotta alle doppia fila, in una città caotica e trafficatissima come Milano, è da
noi considerata sacrosanta. Lo street control può dunque rivelarsi uno strumento efficace per disincentivare
gli automobilisti ad una pratica odiosa che ogni giorno fa perdere negli ingorghi svariate ore. Bisogna però
stare attenti, perchè lo strumento, se usato sbrigatimente, può rivelarsi una mannaia manna nei confronti dei
cittadini, già tartassati economicamente.
Non vorremmo che lo street control impigrisse i nostri vigili, che così avrebbero incentivo a fotografare in
massa senza preventivi accorgimenti. Nè si potrebbero distinguere le situazioni di urgenza u da quelle di
“sfizio”. E’ ovvio infatti che un’auto lasciata in doppia fila il tempo neccessario per agevolare una persona
anziana o per carico/scarico debba essere trattata diversamente da una lasciata in doppia fila davanti ad una
gelateria, così da gustarsi più comodamente un gelato.
Certamente un ruolo di primo piano è svolto dal buon senso del cittadino, sicchè è giusto punire ogni abuso.
Altrettanto vero, però, è che questa misura può rivelarsi controproducente se prima non si interviene con
decisione
cisione su un aspetto ben più rilevante: i parcheggi. Allo stato attuale, a Milano è praticamente impossibile
sostare perchè ci invasi dalle strisce blu: è comprensibile che una persona, piuttosto che dover pagare per una
manciata di minuti di sosta, preferisce
risce ricorrere alla doppia fila. Ed ecco che collassa tutto il sistema.
La nostra preoccupazione è dovuta alla constatazione che la giunta, Moratti e De Corato in primis, abbiano
deciso di avviare questa nuova pratica per motivi esclusivamente di cassa. P Prova
rova ne è il fatto che non ne
vogliono sapere di rivedere il sistema delle strisce blu (che, anzi, vogliono estendere anche in periferia);
prova nè il fatto che poco o nulla viene fatto per incentivare l’uso di mezzi di trasporto alternativi… è stato
appenana annunciato, ad esempio, l’aumento del 30% delle tariffe dei taxi… senza provvedere al
miglioramento del servizio.
Anche questa volta, non ci resta che sperare nelle capacità persuasive della Lega e dell’opposizione, onde
evitare nuovi abusi di potere.

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TENTAZIONI CULTURALI

“E'
E' una ruota che gira
che gira e se ne va
ma ritorna e dopo parte
gira gira e se ne va
Un cielo zabaione sangue e miele
mi fa sentire piccolo e crudele
un nastro registrato a cento piste
ricorda la voce antropomorfica
dell'uomo del duemila...”
duemila...

(Rino Gaetano)

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IL CANTASTORIE

DESAPARECIDOS
Norberto Morresi, diciassettenne, era uscito da casa il 23 aprile 1976 dicendo che quella sera sarebbe tornato
più tardi, perché doveva festeggiare il compleanno di un amico. Poiché era sopraggiunta la notte e non era
ancora rincasato, i genitori cominciar
cominciarono
ono a preoccuparsi, soprattutto quando ricevettero la telefonata di un
suo compagno che chiedeva incuriosito perché non era andato alla festa.
Julio, il padre, contattò subito diversi ospedali, ma nessuno seppe dirgli nulla. Dopo una notte insonne, la
famiglia
miglia ricevette una telefonata anonima con la quale fu informata che, con molta probabilità, Norberto era
stato imprigionato. Cominciarono allora affannose ricerche presso vari commissariati e presso persone
amiche nell’ambiente militare ed ecclesiastico; infine Julio presentò l’istanza di habeas corpus. Dopo circa
due settimane ricevette la telefonata di una donna secondo la quale la liberazione di Norberto era possibile,
anche se molto difficile. Passarono i mesi e dopo varie conversazioni telefoniche con co la donna, Julio fu
invitato a casa sua; lì conobbe un militare che gli confermò lo stato di detenzione di Norberto; gli riferì anche
che stava bene, e che quando le guardie gli portavano da mangiare, chiedeva sempre una mela verde. Questa
circostanza venne ne ritenuta attendibile dalla famiglia, dato che effettivamente Norberto gradiva molto questo
frutto.
Dopo qualche giorno - erano già passati quattordici mesi dal sequestro - quelle persone mi dissero che la
situazione stava volgendo al peggio e che Norbe Norberto
rto avrebbero potuto salvarsi solo espatriando in Svizzera;
occorrevano documenti falsi ed almeno mille dollari. In una successiva telefonata dissero che il viaggio
sarebbe avvenuto con un volo charter per il quale serviva un supplemento di denaro racconta il padre.
La famiglia impegnò tutti i suoi risparmi e chiese prestiti a familiari ed amici. Il padre consegnò il denaro un
venerdì, con l’intesa di incontrare nuovamente la donna il lunedì successivo:
Il giorno pattuito mi recai all’appuntamento ma non trovai nessuno … venni a sapere dal portiere che si
erano trasferiti altrove nel corso della notte tra il sabato e la domenica. Mi resi allora conto di essere stato
truffato da persone che in quel momento mi apparivano come i corvi che mangiano i resti di un cadavere; in
seguito potei capire che tutto ciò che mi avevano detto non rispondeva al vero.
Passarono gli anni e Julio e sua moglie Irma continuavano a coltivare la
speranza che il figlio fosse ancora vivo.
Irma confezionava per lui - che immaginava rinchiuso in una cella umida -
maglie e maglioni: aveva così l’impressione di stargli più vicina. Nel 1989,
dopo il ritorno alla democrazia, Julio venne convocato dagli antropologi che
svolgevano indagini sui desaparecidos; fu avvertito che, a seguito del
ritrovamento di un fascicolo segreto presso un archivio militare, era stata
individuata una fossa comune dove il cadavere del figlio avrebbe potuto essere
stato sepolto come N.N. assieme a quello di molti altri.
Fu una notizia tragica per noi che avevamo ancora la speranza di vedere nostro figlio. Fu terribile ricorda.
Da quel fascicolo risultava che Norberto era stato ucciso, assieme al compagno Luis Maria Roberto di
trentaquattro anni, mentre trasportava con un furgone di proprietà di quest’ultimo, copie cop della rivista della
Gioventù peronista Evita Montonera, messa al bando perché considerata sovversiva, ma liberamente in
vendita nelle edicole sino ad otto giorni prima. Il primo giugno 1989 si procedette alla riesumazione dei
corpo a cui Julio volle assistere
istere personalmente, riuscendo così a rivedere i resti di Norberto:
Hanno scavato nella terra ed è apparsa la parte ossea di un essere umano meraviglioso... abbiamo
ritrovato, sebbene soltanto come ossa, colui che fu il nostro amato figliolo ed oggi abbiamo abbi un luogo dove
possiamo deporre un fiore e potergli dire per esempio: figlio caro, qui siamo noi insieme a te ... Abbiamo un
privilegio, perché ci sono migliaia di genitori che non sono a conoscenza di quanto occorso ai loro figlioli.
Le modalità dell’uccisione
uccisione di Norberto gli vennero poi riferite da Rosalina Cardozo, moglie dell’amico
morto con lui: dopo essere stati fermati da una pattuglia di militari ad un posto di blocco, i due giovani erano
stati portati in un luogo a venti isolati di distanza, ne
nella
lla periferia di Buenos Aires, e subito uccisi.
(fonte: www.peacelink.it,, tratto dal libro “Terra promessa - il sogno argentino” di Paola Cecchini)

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ATOMI CINEMATOGRAFICI

V: “Buonasera Londra.
Come molti di voi, io apprezzo il benessere della routine quotidiana. La sicurezza di ciò che è
familiare, la tranquillità della ripetizione.
Ne godo quanto chiunque altro, ma nello spirito della commemorazione, affinchè gli eventi
importanti del passato,, generalmente associati alla morte di qualcuno, o al termine di una lotta atroce
e cruenta, vengano celebrati con una bella festa, ho pensato che avremmo potuto dare risalto a questo
5 novembre, un giorno, ahimè, sprofondato nell’oblio, sottraendo un po’ di tempo alla vita
quotidiana, per sederci e fare due chiacchiere. Alcuni vorranno toglierci la parola, sospetto che in
questo momento stiano strillando ordini al telefono e che presto arriveranno gli uomini armati.
Perché? Perché mentre il manganello può sostituire il dialogo, le parole non perderanno mai il loro
potere, perché esse sono il mezzo per giungere al significato, e per coloro che vorranno ascoltare
all’affermazione della verità, e la verità è che c’è qualcosa di terribilmente marcio in questo paese.
p
Crudeltà e ingiustizia, intolleranza e oppressione, e lì dove una volta c’era la libertà di obiettare, di
pensare, di parlare nel modo ritenuto più opportuno, lì, ora avete censori e sistemi di sorveglianza
che vi costringono ad accondiscendere il so sopruso.
pruso. Com’è accaduto? Di chi è la colpa? Sicuramente ci
sono alcuni più responsabili di altri, che dovranno rispondere di tutto ciò. Ma ancora una volta, a dire
la verità, se cercate il colpevole, non c’è che da guardarsi allo specchio.
Io so perché l’avete
ete fatto. So che avevate paura. E chi non l’avrebbe avuta?! Guerre, terrore,
malattie…c’era una quantità enorme di problemi. Una macchinazione diabolica atta a corrompere la
vostra ragione, e a privarvi del vostro buonsenso.
La paura si è impadronita di vvoi,
oi, e il caos mentale ha fatto sì che vi rivolgeste all’attuale Alto
Cancelliere, Adam Sathler. Vi ha promesso ordine e pace in cambio del vostro silenzioso, obbediente
consenso. Ieri sera ho cercato di porre fine a questo silenzio…ieri sera io ho distrutto
distrutt il vecchio
Bailey, per ricordare a questo Paese quello che ha dimenticato. Più di 400 anni fa, un grande
cittadino ha voluto imprimere per sempre nella nostra memoria il 5 novembre. La sua speranza,
quella di ricordare al mondo che l’ equità, la giustizi
giustizia,
a, la libertà, sono più che parole. Sono
prospettive. Quindi se non avete visto niente, se i crimini di questo governo vi rimangono ignoti vi
consiglio di lasciar passare inosservato il 5 novembre. Ma se vedete ciò che vedo io, se la pensate
come la penso io, e se siete alla ricerca come lo sono io, vi chiedo di mettervi al mio fianco. A un
anno da questa notte, fuori dai cancelli del palazzo del Parlamento, insieme offriremo loro un 5
novembre che non verrà mai più dimenticato
dimenticato”.
(da V per Vendetta,, di James McTeigue, USA 2005)

Fonte immagine: http://fc05.deviantart.com

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MICHELE
CHELE O’ PAZZO
E’ PAZZO DAVVERO
Piace tanto ai grandi quanto ai bambini
prende tutto e in cambio offre palloncini
ha una macchina a tre ruote e un megafono potente
per poter parlare a se stesso o comunque con la gente
a volte è sporco a volte è nero
Michele o' pazzo però è proprio vvero
gli stracci li ammucchia dentro un cartone
mentre degli oggetti invecchiati ne fa collezione
parla al megafono di politica e di sesso
c'è chi lo ascolta ma per chi no fa lo stesso
crede in uun mondo più giusto e più vero
M
Michele o' pazzo è pazzo davvero
state sereni tutto cambierà domani
avremo tutti una casa di quattro o cinque vani
palloncini nuovi belli e colorati
portatemi gli stracci le carte e i vostri peccati
venite venite è ritornato Michele

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ANNO 0 – NUMERO 20

Responsabile:
Vincenzo Sofo

Redazione:
Riccar
Riccardo Boccassini, Nicolò Ciravolo,
Fabrizio Fratus, Barbara Leva

Hanno collaborato:
Claudio Boccassini, Matteo Galletta, Dario Leotti,
Roberto Malossi, Andreas Santini, Andrea Vellante

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che risultino utili ad avere maggiori strumenti per analizzare la società in cui viviamo in modo libero, critico
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