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Numero 18 Responsabile: Vincenzo Sofo

Sintesi Milano www.sintesimilano.org Anno 0 - Numero 18


Immagine copertina, fonte: www.zimbio.com

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OBBEDIAMO AD UN SOLO DOVERE:


LA PATRIA EUROPA

ANNO 0 – NUMERO 18

INDICE
Sintesi …….……………………………………………...………………. pag. 2
Rivolte identitarie nell’Europa dei banchier
banchieri ……….....….….......…...….
….......…...…. pag. 3
La donna oggetto che derise il burqua ……….…………….….……..…..
….……..….. pag. 4
Campi rom: le contradddizioni di Milano …………………………...…….
………...……. pag. 5
L’origine della specie 1150 anni dopo …………….……………………....
…………………….... pag. 6
I giudici dichiarano l’E
Ecopass illegittimo …………….………………….
…………………. pag. 7
Una sorpresa piacevolee …………….………………………………...…… pag. 8
Tentazioni culturali ………………
……………………………………………………….
…………………………. pag. 9
Colla-Lega
Lega in Lombard
Lombardia …………………………………………..……
.…… pag. 10
Atomi cinematografici ………...………
………...……….…….…………………….....
…………………….....…. pag. 11
Toro seduto ……………
………………………………………………………..…….
…………………………………..……. pag. 12
1
A voi, che conoscete
te il profumo della vite ...
.....……………...…………
……………...…………… pag. 13
Redazione, contatti e avvertenze ………
……….…………………….…………
………… pag.
pag 14

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EDITORIALE

SINTESI
Le elezioni regionali sono alle porte, si possono dunque tirare le somme su una campagna elettorale
abbastanza imbarazzante.
L’Oscar per la peggior campagna elettorale va, senza ombra di dubbio al Pdl: quello che dovrebbe essere il
partito “trascinatore” del popolo italiano, da un po’ di mesi a questa parte è nel caos più totale: un po’ per i
comportamenti delinquenziali li dei suoi esponenti (tanto per stare a Milano, citiamo Pennisi e Prosperini su
tutti), un po’ per le lotte intestine tra la fazion
fazione di Fini e quella di Berlusconi. Quest’ultimo sembra accusare
l’età ormai avanzata e dà cenni di delirio; i suoi delfini no non
n sembrano essere in grado di sopperire a questo
vuoto o forse hanno troppa brama di approfittarne per sotterfugi vari. Emblematico è il caso delle liste
elettorali, faccenda su cui è inutile sprecare ancora parole, fin troppo palese il pasticcio combinato.
combinato
Tant’è che gli argomenti avanzati dal Pdl per convincere l’elettorato non sono andate oltre all’attacco alla
magistratura e alla salvaguardia della democrazia, a loro avviso minata dall’eventuale mancanza della loro
lista alle elezioni... se si facesse così
osì ogni volta che sbaglia un cittadino, saremmo a posto. Insomma, nessun
accenno ai problemi reali.
In ogni caso ci stupisce ancor di più la reazione della destra radicale a qu questo
esto panorama: i duri e puri a parole
disprezzano la politica odierna, i partitpartiti,
i, la rappresentanza parlamentare, la corruzione, il capitalismo, il
berlusconismo e bla bla bla.. Odiano Forza Italia, Pdl e tutte queste creazioni diaboliche nate dalla volontà di
amministrare il potere e mantenerne i privilegi. Ripudiano Alleanza Naziona Nazionale le perché a voltato le spalle al
fascismo – e soprattutto non possono vedere gli autori di questo tradimento, a partire da Fini e a seguire con
tutti coloro che hanno dato il loro consenso. Bla bla bla. Odiano tutto ciò, senza se e senza ma.
Ma quando arrivanovano le elezioni, sostengono le candidature di Buscemi e di La Russa (Romano, il fratello
meno conosciuto e quindi un po’ più sfigato). Strano modo di essere irriducibili.
Per carità, non condanniamo il fatto che finalmente abbiano deciso di uscire dalla casa c delle bambole e
calarsi nella realtà: si tratta infatti di gente un po’ cresciuta per giocare ancora alla guerra,
guerra con posizioni
anacronistiche e folkloristiche. Ma si sa, la destra radicale arriva sempre in ritardo… ed esagera sempre: in
questo caso esagera
agera a calarsi le braghe e a sostenere i Buscemi della situazioni. Che cosa non si fa per un
pugno di dollari.
Tornando a noi, passiamo alle alternative al famigerato Pdl. A sinistra non si può certo andare, perché si
trovano o copie sputate dei pidiellin
pidiellini,
i, o sostenitori di battaglie assolutamente incompatibili con la nostra
visione del mondo, della società e della persona. O tutti e due.
La sorpresa, a nostro avviso, è invece la Lega Nord. Lo dicono sia a destra (vedi Veneziani) sia a sinistra
(vedi Napolitano).
itano). Perché ogni tanto il lavoro paga. Soprattutto se il lavoro significa attenzione al territorio e
ai problemi concreti della gente, opposizione al sistema capitalista/mercantilista/illuminista, difesa delle
tradizioni del localismo e della nostra cul cultura (ormai in via di estinzione).
Tirate le somme, gente, e andate a votare.

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POLITICA

RIVOLTE IDENTITARIE
NELL’EUROPA DEI BANCHIERI
Tre forze politiche hanno brindato all’ufficializzaz
all’ufficializzazione degli esiti delle elezioni regionali in Francia:
Francia
socialisti, ambientalisti e il Front National dell’intramontabile Jean Marie Le Pen.
Guarda caso, partiti che esprimono le maggimaggiori preoccupazioni della gente:: la società moderna, figlia tanto
vantata della rivoluzione industriale, con i suoi miti del progresso, del mercato, della tecnologia e della
globalizzazione ha creato delle distorsioni nella vita dell’
dell’uomo che – inizialmente considerate secondarie di
fronte all’abbaglio dei beni di consumo – ora tornano prepotentemente a galla. Perché di beni di consumo
l’uomo
uomo occidentale ormai è saturo, è pur essendo uuna droga, ad un certo punto si rende conto di dover uscire
dal tunnel prima di annientarsi.
Con la tecnologia, l’uomo si è progressivame
progressivamente staccato dalla natura, sfruttandola fino al midollo. L’erba è
stata sostituita ove possibile
ossibile dal cemento, per dimostrare che possiamo dominarla
dominarla.. Salvo poi assistere inermi
a terremoti e tsunami, che in un minuto eliminano ciò che noi abbiam abbiamo o fatto in decenni, secoli. Ora
O però
iniziamo a spaventarci per ciò che abbi
abbiamo creato: dopo esserci auto-estromessi,
estromessi, rivogliamo la nostra terra.
Il mercato poi ha ridotto l’uomo a servo della produzione, capovolgendo l’ordine originario origin che vedeva in
essa uno strumento a disposizione per soddisfare i propri bisogni. Da sfruttatore è diventato
dive sfruttato. E non
produce più per vivere, vive per produrre.
Unn recente sondaggio fatto in Germa
Germania ha rivelato che gran parte te dei tedeschi sarebbe disposta a vivere in
uno Stato socialista, che li tuteli dal punto di vista lavorativo e si occupi dei loro bisogni reali. Urlo di
disperazione di chi, con la caduta del Muro, sperava in un’Europa che invece è stata costruita apposta per la
finanza, la tecnocrazia, mettendo al centro dei propri pensieri l’Euro, non gli europei.
Tuttavia, più interessante è la crescita dei partiti identitari, trend non circoscritto ai mangia-baguette,
mangia bensì a
molti paesi europei. I distratti liquidano la faccend
faccenda come fenomeno xenofobo.. In realtà c’è molto di più. Ci
sono popolazioni che si rendono conto che la parola integra integrazione
zione (così come venduta in Occidente) si è
rivelata una truffa: i lodati esempi di società multirazziale si sono in realtà potuti creare non con la fusione di
più culture, ma con la rinuncia ad esse
esse.
Nell’era della globalizzazione
azione la gente chiede localism
localismo.
o. C’è la standardizzazione, ma si ha bisogno di
tradizione. L’Europa è nuda: si è spogliata del delle proprie radici ed ora trema alle moderne “invasioni
barbariche”. Perché attualmente è troppo debole per poter comp competere,
etere, ad esempio, con il mondo islamico.
islamico
Allora
llora i “barbari” si accolgono solo a condizione che lascino a casa loro la propria di identità.
Ma non basta: alla gente serve identità, e la cerca nella desdestra radicale. Tranne
ranne che in Italia. Perché
Perch la destra
qui non esiste. L’antifona l’hanno
hanno capita per
persino a sinistra, dove ora si cerca di riappropriarsi del tanto odiato
tricolore. E si appellano all’Italia. Q
Quando però la bandiera italiana ha perso di significato, ormai capace di
unire
re soltanto in occasione dei mondiali
mondiali, tra abbracci e cori da stadio. Salvo
alvo poi tornare al provincialismo.
Lo Stato-Nazione
Nazione è ormai obsoleto per il nuovo mondo
mondo. L’opposizione allaa globalizzazione le piccole patrie.
Chi lo ha capito è premiato da consensi in ascesa. Vedi la Lega Nord Nord.

“ L’Europa si creerà sull’orlo


di una tomba

(F. Nietzche)

fonte: www.figc.it

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CULTURA

LA DONNA OGGETTO
CHE DERISE IL BURQUA
L’otto marzo è stata festeggiata la donna a suon di mimose, cioccolatini e spettacolini hard. I portafogli si
alleggeriscono, ma le donne non si curano della spesa quando si tratta di prodotti di bellezza, figuriamoci se
la posta in gioco è la celebrazione di se stessa. I guardaroba si riempiono così come gli spazi adibiti alla
messa in scena di muscoli torniti dietro perizomi leopardati e l’ autautostima
ostima del pubblico femminile raggiunge
ra
l’apice.
alore del sesso femminile, la sua utilità alle vicende del mondo - in effetti,
Si vuole infatti ricordare il valore
nell’epoca degli uteri in affitto e dei figli in provetta, non è più tanto scontata. Donna che da madre è infatti
manager o escort o più spesso entrambe, donna che può anche ess essere
ere stata uomo, donna che non è più
femmina vuole approfittarne per affermarsi. Nessun modo è più originale del consumare e del mettersi in
mostra, nel rendere pubblica la propria emancipazione sessuale, regalarsi qualcosa che possa gratificarla - un
abitino alla moda per esempio.
Non è forse la moda a decidere come deve essere la donna? Magra, alta e sbarluccicosa, e la donna che non
lo è si premia per un giorno volendo atteggiarsi a degna destinataria delle perversioni di visionari della
stoffa. Non stupisce
isce che le marche per taglie forti siano considerate di livello inferiore: si adattano al corpo,
non è il corpo ad adattarvisi - il vestito prima di tutto.
Ecco, partendo da questo vestito, dalle ragazzine emaciate che lo indossano su una passerella le donne do
occidentali creano la propria vita; delle Orlan quotidiane, guidate dal principio di mimesi che fin troppo ha
dominato l’occidente diventano ciò che il mercato dice loro di apparire. Essere, è troppo. Essere è una tag,
tutt’al più un verbo.
E con addosso so questo vestito, con dentro di sé botox e muscoli sodi, si sentono realizzate e vogliono si
sappia. Per questa ragione, davanti a una donna in burqua o chador talvolta ridono.
Trovano buffo che qualcuna possa rinunciare a esibire i colpi di sole, il luci lucidalabbra
dalabbra e l’ultimo lavoro della
manicure. Ritengono impensabile che possano avere un unico uomo interessato alla natura metafisica del suo
ventre e tanto più allucinante è che questa donna, privata del diritto di apparire, solo a quest’ultimo uomo
possa praticare,
raticare, con le sue labbra naturali, sesso orale.

foto di Terry Richardson, fonte: www.marcodimauro.org

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MILANO AI RAGGI X

CAMPI ROM:
LE CONTRADDIZIONI DI MILANO
(tratto dal blog Milano ai raggi X)

Come sempre, i problemi tornano a galla in occas occasioni


ioni tragiche. Dopodiché le istituzioni cercano di
insabbiarli nuovamente e la gente li posa nel dimenticatoio. La morte del 13enne rom nel campo abusivo di
via Novara, riporta a galla momentaneamente un tema scottante per la città dell'Expo.
Stasera a scendere
ndere in piazza sono le mamme e le maestre, che presidieranno davanti a Palazzo Marino per
chiedere un segno di lutto alla politica. Questi presidi estemporanei iniziano ad infastidire, perché si tratta di
un fenomeno sopra citato: molti in queste occasion
occasionii si armano di qualunquismo e si ergono a paladini della
giustizia, salvo poi dimenticarsi di ciò per cui dicono di battersi qualche ora più tardi. Probabilmente più che
un atto di pietà sia un tentativo di ottenere un briciolo di fama per qualche secondo...secondo. in fondo siamo
nell'epoca dei media e del Grande Fratello...
Detto ciò, è più interessante commentare le reazioni politiche. Da un lato ci sono i soliti buonisti che
lamentano le condizioni in cui vivono i rom... gli stessi che si battono per la permanenza
permane di questi campi
rom. Posizione curiosa. Dall'altro la Moratti, che risponde sottolineando che non è certo il Comune a volerli
lasciare nei campi abusivi. Touchè.
E' sorprendente che in questo blog si dia ragione al Sindaco, ma l'onestà intellettuale impone
im di dare a Cesare
quel che è di Cesare. Proprio per questo rassicuriamo i lettori avvisandoli che è una "ragione" limitata.
Perché in realtà anche il Comune di colpe ne ha, eccome.
Se è giusto sgomberare dei campi abusivi in cui, oltre al prosperare de dell'illegalità
ll'illegalità dovuta all'inaccessibilità
(coattiva o volontaria che sia) dei controlli, si riscontrano delle condizioni di vita inaccettabili, è altresì vero
che una città come Milano non può non occuparsi di importanti fenomeni sociali come sono l'immigrazione,
l'immigra
la povertà e la sicurezza.
In ciò la politica ha clamorosamente steccato, creando una città a misura di borghese benestante e confinando
la povertà nelle periferie, dove così ci si poteva permettere di non preoccuparsi del problema.
La Moratti vede l'Expo come un'occasione di speculazione imprenditoriale e non di miglioramento della
città. O meglio, è interessata al centro e non alla periferia, perché in quest'ultima non ci abitano politici,
imprenditori, alta borghesia e via dicendo.
Così al posto delle
elle case le famiglie sorgono uffici, hotel e appartamenti di lusso. Molti dei quali restano
vuoti, ma questa è la legge del mercato: meglio un appartamento vuoto ma di lusso, piuttosto che uno
normale abitato.

di Vincenzo Sofo

“ Anch'io ho sofferto, hho sofferto come un cane:


per quasi tre quarti d'ora.

(Il Sassaroli - Amici Miei, 1975)


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EVOLUZIONISMO

L’ORIGINE DELLA SPECIE


150 ANNI DOPO
(tratto dal blog del Comitato Antievoluzionista
Antievoluzionista, http://antidarwin.wordpress.com)
Nel fascicolo di 12 marzo rzo 2009 della rivista Nature, Andrew Hendry del
Dipartimento di Biologia dell’Università McGill di Montreal, fa il punto sulla
speciazione, cioè il processo di comparsa di nuove specie animali. Scrive Hendry:
“L’origine delle specie,, titolo del grande lav lavoro di Charles Darwin del 1859,
sembrava promettere la soluzione del ‘mistero dei misteri’. Ma nonostante noi si
sappia oggi molto di più sulla speciazione rispetto a 150 anni fa, il mistero da uno è
diventato più misteri – e le possibili soluzioni si sono moltiplicate”.
Le specie sono reali?, si chiede l’autore, e risponde di sì, anche se è difficile definirle. Infatti esistono oltre venti
proposte di definizione di specie, e quella comunemente accettata è il cosiddetto “concetto biologico di specie”
(BSC),, secondo il quale le specie sono gruppi di individui potenzialmente o realmente interfecondi, che però sono
isolati uno dall’altro. È una definizione ambigua, che ha tre grandi difetti. Il primo, che non è applicabile agli
organismi a riproduzione asessuata.ta. Il secondo, che 25% delle piante e 10% degli animali possono ibridizzare con
almeno un’altra specie. Il terzo, che specie non sono sempre isolate. Attualmente si conoscono circa 1,5 milioni di
specie, di cui ben 350 mila sono coleotteri, ma se ne scopr
scoprono
ono continuamente delle nuove.
Si è sempre ritenuto che ciò che fa nascere una nuova specie sono le modifiche nell’organismo che si trova isolato
dal resto della popolazione. Questo isolamento geografico seleziona caratteristiche adattive diverse, finché le l due
specie isolate si allontanino geneticamente così tanto una dall’altra, da non potersi più incrociare (isolamento
riproduttivo). La creazione di una nuova specie grazie all’isolamento geografico si chiama speciazione alopatrica.
Oggi parla di speciazione
one ecologica perché si ritiene che ciò che fa nascere una nuova specie sono le modifiche
nell’organismo che diventano adattative occupando nicchie ecologiche non necessariamente geograficamente
isolate, ma nello stesso habitat. Se invece una specie si tratrasforma
sforma in un’altra nello stesso habitat, senza occupare
nicchie ecologiche diverse, allora parliamo di speciazione simpatrica.
La speciazione simpatrica, però, sfida la teoria dell’evoluzione, perché avviene senza l’intervento della selezione
naturale: una specie si modifica e nello stesso territorio abbiamo due specie al posto di una. Alcuni grandi
evoluzionisti come Ernst Mayr hanno sempre negato l’esistenza della speciazione simpatrica, proprio perché non
prevista dalla teoria dell’evoluzione. Invece esi
esiste,
ste, fregandosene dell’ortodossia darwiniana, e negli ultimi anni
sono stati segnalati diversi casi, due dei quali pubblicati proprio su Nature nel 2006 (Vol. 439:719-723,439:719 9
Febbraio, e Vol. 441:210-213,
213, 11 Maggio).
Quale è il motore della speciazione? Sec Secondo
ondo la teoria classica sono le piccole mutazioni che, accumulandosi,
trasformerebbero una specie in un’altra, con l’aiuto dell’isolamento geografico tra le due specie, oppure
occupando nicchie diverse nello stesso ambiente, cioè con speciazione alopatrica o ecologica. Negli ultimi anni si
è visto però che una nuova specie può comparire per speciazione simpatrica. Tra gli esempi ci sono alcuni pesci
che vivono nello stesso lago, piante su piccole isole ed insetti. Sembra che la speciazione simpatrica coinvolge
coinvo
pochi geni che subiscono grandi cambiamenti, come rimescolamento del materiale genetico, mentre quella
adattativa dovrebbe dipendere da piccole mutazioni in tanti geni, per cui è difficile da ricostruire.
Una domanda importante è quanto tempo ci vuole per la comparsa di una nuova specie. Da Darwin ad oggi l’idea
prevalente è che si tratti di un processo lento che richiede milioni di anni. Ma le recenti scoperte di casi di
speciazione simpatrica, come con alcuni pesci di laghi africani e sudamericani, di dimostrano
mostrano che nuove specie si
siano formate in meno di 10-15 15 mila anni. Alcuni sostengono che l’isolamento riproduttivo (perdita della
interfecondità) tra la prima e la nuova specie possa verificarsi in 10 10-12
12 generazioni soltanto. Per non parlare del
fenomenono della poliploidia (moltiplicazione dei cromosomi) con successiva ibridizzazione, che in alcune piante fa
nascere immediatamente una nuova specie. L’autore conclude che come in altri campi della scienza, anche per la
speciazione, più sappiamo, più sappiamo mo do non sapere.
Rimane il fatto che i pochi cambiamenti osservabili in natura che creano isolamento riproduttivo sono dovuti
prevalentemente a rimescolamento di materiale genetico, non richiedono molto tempo e non portano lontano. Tutti
gli esempi puntanoo a cambiamenti limitati all’interno di specifici tipi di animali. Dopo 150 anni di ricerca non si
ha la minima idea quali possano essere stati i meccanismi della supposta evoluzione dal microbo all’uomo.

di Mihael Georgiev

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MOBILITA’ MILANO

I GIUDICI DIC
DICHIARANO
L’ECOPASS ILLEGITTIMO
(tratto dal blog del Comitato Viviamo Milano)

Il comitato Viviamo Milano lo sosteneva sin dal principio, ora è arrivata la conferma da parte di un giudice
di pace: l’Ecopass è una misura illegittima, che crea eccessi di po
potere
tere e discriminazioni ingiustificati.
Si tratta di un’affermazione importantissima, in quanto colpisce il cuore di questa misura, ossia il suo motivo
di esistere. La motivazione (come riportata dal Corriere della Sera) è la seguente:

«l’inquinamento provocato
ocato dai singoli veicoli non è diverso a seconda del giorno o dell’ora in cui avviene la
circolazione», quindi «non si giustifica il diverso trattamento tra coloro che accedono all’area Ecopass in
un giorno feriale e coloro che vi accedono in un giorno fe festivo,
stivo, o tra coloro che vi accedono in diverse fasce
orarie». Disparità «particolarmente evidente perché, pur essendo tutti i veicoli a motore più o meno
inquinanti, per molti veicoli magari meno inquinanti di altri non è prevista neanche la tariffa più bassa
ba di 2
euro al giorno», e «per molti veicoli è previsto il totale esonero da ogni obbligo di pagamento».

Insomma, dopo anni di ingiustizie la legge giunge in sostegno dei cittadini: è infatti palese che in questi
ultimi anni la Moratti e i consiglieri ddel
el suo partito hanno fatto propaganda disonesta ingannando i cittadini,
ai quali tale strumento veniva spacciato come rimedio al problema dell’inquinamento.
In realtà, lo slogan di fondo non era “non inquinare” ma “inquina pure, basta che paghi”. Ecco perchè perc
qualcuno pagava di più e altri meno, le auto che fino al giorno prima erano considerate pulite
improvvisamente diventavano inquinanti, i politici ne erano immuni, e via dicendo.
Per concludere, sottolineiamo
amo il fatto che questa sentenza del Giudice di P Pace
ace ha permesso l’annullamento
della multa al cittadino che aveva fatto ricorso, dunque costituisce per forza di cose un precedente. Ci
chiediamo a questo punto che cosa dovrebbero fare tutti coloro che in questi anni hanno inconsapevolmente
pagato questa tassa occulta… preparatevi a fare ricorso!!!

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MUSICA

UN
UNA SORPRESA
PIACEVOLE
Come promesso nell’articolo pubblicato nel numero precedente di Sintesi, l’argomento di oggi è sempre
Mario Biondi, quel simpatico personagg
personaggioio calvo dalla voce suadente e calda. Avendo già recensito il suo
primo album, l’articolo di oggi sarebbe stato dedicato alla sua seconda e più recente fatica, “If”, pubblicato il
6 novembre 2009 sotto etichetta Tattica. Vi avevo inoltre anticipato nelle ultime righe del mio ultimo articolo
che quest’ultima fatica del cantante jazz sarebbe stata una rivoluzione per l’ascoltatore: e infatti così è.
Procedendo immediatamente con l’ascolto infatti, l’album si apre con “Serenity” e la sua meravigliosa
ritmica funky e un animo fortemente soul. Da mettere in evidenza soprattutto gli assoli di fiati a metà del
brano che sprigionano una grandende forza e la tastiera Hammond sul finale che da quel tocco di 70s. Un grande
inizio per una meravigliosa festa a base di gioia e divertimento.
È inevitabile che non si possa rimanere del tutto spiazzati, invece, dal secondo brano, come lo sono rimasto
io al primo ascolto: infatti “Something that was beautiful” è uno di quei brani pop smielati e lenti, pieni di
sentimento e abbastanza tristi tipici di quei programmi televisivi come Amici, in cui il o la cantante deve
mettere in mostra tutta la propria tecn
tecnica
ica canora con vibrati e acuti: possiamo con certezza affermare che
Mario Biondi ne è capacissimo, ma come un pesce fuor d’acqua si ritrova ad interpretare con la sua voce un
pezzo decisamente più pop. Il risultato è comunque di buon livello e il brano è m molto
olto piacevole, ma non è
ovviamente la traccia che tra tutte risalterà di più.
Ritorniamo con “Be lonely” ad ascoltare dell’ottimo funk/dance alla Barry White: archi che accompagnano
l’intero brano per tutta la sua lunghezza e un assolo sognante di flauto traverso che rende il brano davvero
estasiante e incantevole. Sicuramente uno dei migliori pezzi dell’intera fatica, non annoia mai.
Restiamo in tema con “Love dreamer”, traccia particolare poiché si divide molto tra strofa e ritornello. Se la
prima è improntata
ontata molto sulla ritmica funky e pop seguita da un piano decisamente jazz, il ritornello
riprende il tributo a Barry White iniziato con la terza traccia. La tromba capitalizza quasi tutto il finale del
brano tra soli e accompagnamenti alla voce.
Se così si può chiamare, il “ritorno alle origini” avviene con la quinta traccia, “Blackshop”, ritmica latin jazz,
assoli di tromba e piano, nella quale Mario Biondi riesce finalmente a esprimersi al meglio. Non è un brano
indimenticabile forse anche per il fatto che in album così diverso dal precedente, una canzone come questa è
un po’ scollegata dalle altre.
Giunge infine il singolo più importante dell’album: l’omonima “If”. Brano pop assolutamente ben riuscito
che parte lentamente con la voce di Biondi accompagn
accompagnataata da una semplice chitarra acustica per poi ritmarsi
in maniera eccelsa nella seconda parte dove il cantante si sbizzarrisce con il proprio strumento divertendo se
stesso e l’ascoltatore. 10 e lode!
La settima traccia è una bellissima e sorprendente ballballata
ata jazz, incantevole nella sua successione di accordi
assolutamente non scontati. Peccato solamente per il solo di flauto, poco sentito e per nulla ispirato. Bella
l’idea di fischiare, rende chiarissimo il mood del brano. “No more trouble” è un brano divertente
dive e frizzante
che probabilmente piacerà a tutti. Anche in questa traccia Biondi non si risparmia minimente infuocando la
sua voce. Per poter meglio capire la sua potenza lo si deve solamente ascoltare.
Per rendere ancora più variegato questo album, Bi Biondi
ondi decide di aggiungere una power ballad: “Ecstasy”. Ne
è un ottimo interprete e il pezzo è comunque molto ben arrangiato e curato nei minimi particolari, ma ad
essere sinceri, proprio non c’entra nulla con il resto dell’album: se fino a poco prima eravamo
erava rimasti nella
musica nera anni 70 e 80, con questa canzone siamo piombati negli anni 90 senza alcun preavviso.
Per non parlare poi della successiva “I know it’s over” che per quanto carina e divertente possa essere,
proprio stacca completamente dal rest resto
o del lavoro. Traccia ska che proprio per nulla ha a che fare con
quest’album. Un vero e proprio passo falso.
Si riprende la “retta via” con l’undicesima traccia, “Winter in America”, un bel soul lento e trascinante
sempre accompagnato da dal solito flauto traverso, ispirato più che mai nell’album intero: un vero piacere
ascoltare questo brano particolarmente lungo.

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TENTAZIONI CULTURALI

“Perdita d'energia, fatica d'esser se stessi. Voglia d'oblio, non per ritrovare
l'innocenza perduta, forse condiz
condizione
ione di un nuovo inizio, ma per addormentarsi più
agevolmente nel fragore del nichilismo, per ripiegarsi nel privato e nella comodità narcisistica
dei consumi. La figura di Amleto rappresenta per Carl Schmitt l'estrema difficoltà di
scelte esistenziali. L'indecisione
indecisione deriva da una volontà inadeguata rispetto alla realtà: se la
volontà è indecisa, c'è solo la casualità di un incontro col reale. La storia continua a
svilupparsi su scala planetaria, per iniziativa propria o peperr volontà altrui. La politica è
la storia in azione. Ma il grande disegno politico, che ddarebbe
arebbe unità e speranza, dov'è?
Essere o non essere? Amleto oggi è l'Europa”

(Alain De Benoist)

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SUGGERIMENTI ELETTORALI

COLLA--LEGA
LEGA IN LOMBARDIA
Come ad ogni appuntamento elettorale
elettorale, Sintesi Milanoo si permette il lusso di rinunciare alla segretezza del
voto, manifestando le proprie preferenze. E si permette anche l’arroganza di consigliare ai propri elettori la
soluzione da noi ritenuta migliore.
Innanzitutto, esprimete la preferenza. Investite un’
un’oretta
oretta del vostro tempo e informatevi sui candidati (non
solo alla presidenza, anche al consiglio regionale)
regionale):: è l’unica possibilità di sfruttare la famosa sovranità
popolare… sfruttatela al meglio, è vostro dovere, fonte di salvezza, bla bla bla.

LEGA NORD. Non on sarà per voi una novità se vi diciamo che ultimamente le nostre simpatie vanno per la
Lega Nord. Ebbene si, anche se il nostro responsabile ha origini terrone… d’altronde anche Gattuso ha detto
di tifare Lega!
Scherzi a parte, ecco i motivi della nonostra
stra scelta. Iniziamo per esclusione: il Pdl è allo sfascio, annebbiato
dalla sete di potere e sempre più lontano dai problemi reali; l’Udc
Udc si occupa di compravendita di poltrone; a
destra di ciò… niente. Appunto, tranne la Lega Nord, unico partito che lav lavora
ora sul territorio, propone
soluzioni ai bisogni
ogni concreti dei cittadini. U
Ultimo baluardo credibile a difesa delle tradizioni locali, delle
culture “endogene”, in un’epoca
epoca di globalizzazione, standardizzazione, in cui l’uomo è svuotato di ogni
contenuto e ridotto a massa. Infine, e, da non sottovalutare, riconosciuta capacità di consegnare delle liste
elettorali correttamente!

JARI COLLA. Ecco a chi dare la preferenza


preferenza,, secondo noi. Perché è giovane (e noi vogliamo i giovani),
militante da sempre, abituato a farere politica per le strade. Molto attento alla tematica dell’ambiente (è un
certificatore energetico), questione fondamentale in una regione – la Lombardia – invasa da smog e cemento,
da speculazione edilizia e inciuci in vista Expo.
Ma soprattutto non raccomandato:
omandato: la candidatura è meritata sul campo. A differenza di molti altri. Ma su
queste cose la Lega è una certezza… alla faccia dei “cugini” del Pdl!

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ATOMI CINEMATOGRAFICI

Mark Renton: “Scegliete


Scegliete la vita, scegliete un lavoro, scegliete una carriera, scegliete la famiglia,
scegliete un maxitelevisore del cazzo, scegliete lavatrice, macchina, lettore cd e
apriscatole elettrici.
Scegliete la buona salute, il colesterolo basso e la polizza vita; scegliete mutuo
a interessi fissi, scegliete una prima casa, scegliete gli amici.
Scegliete una moda casual e le valigie in tinta, scegliete
egliete un salotto di tre pezzi
a rate e ricopritelo con una stoffa del cazzo, scegliete il fai-da-te te e il chiedetevi
chi cacchio siete la domenica mattina.
Scegliete di sedervi sul divano a spappolarvi il cervello lo e lo spirito con i quiz,
mentre vi ingozzate di schifezze da mangiare.
Alla fine scegliete di marcire, di tirare le cuoia in uno squallido ospizio, ridotti
a motivo di imbarazzo
razzo per gli stronzetti viziati ed egoisti che avete figliato per
rimpiazzarvi.
Scegliete un futuro. Scegliete la vita.
Ma perché dovrei fare una cosa cosí?
Io ho scelto di non scegliere la vita. Ho scelto qualcos'altro.
Le ragioni? Non ci sono ragioni. Chi ha bisogno di ragioni quando ha l'eroina?”l'eroina?

(da Trainspotting, 1996, di Danny Boyle)

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IL CANTASTORIE

TTORO SEDUTO
Toro Seduto nacque intorno al 1831 sul Grande Fiume, nell' odierno Sud Dakota e fu chiamato Tatanka-Iyotanka,Tatanka
nome che descrive un Bisonte intrattabile accovacciato sulle zampe posteriori.
A 14 anni il battesimo del fuoco, in un'azione contr controo i Crow, e nel Giugno del 1863 il suo primo confronto con i
soldati americani, impegnati in azioni di rappresaglia per la rivolta dei Santee in Minnesota, e alla quale il popolo
di Toro Seduto non aveva partecipato.
L' anno seguente ingaggiò di nuovo i so soldati nella battaglia di Killdeer
deer Mountain, e nel 1865 guidò l'assedio a Fort
Rice, da poco insediato nell'odierno Nord Dakota. Largamente rispettato per coraggio e visione, intorno al 1868
divenne Grande Capo della Nazione Lakota.
Il terreno per un aperto confronto tra Toro Seduto e l' esercito della Confederazione fu pronto nel 1874, quando
una spedizione guidata dal generale G George Armstrong Custer confermò la presenza di oro nelle Black Hills del
territorio Dakota, su un'area sacra a molte tribù e preclusa usa a insediamenti colonici dal Trattato di Fort Laramie del
1868. In barba a quel divieto, i cercatori d'oro invasero le Black Hills provocando la reazione dei Lakota. Quando
il successivo tentativo del Governo degli Stati Uniti di acquistare le Black Hills fallì,, il Trattato di Fort Laramie fu
messo da parte e il Commissario per gli Affari Indiani decretò che tutti i Lakota al di fuori delle Riserve dopo il 31
Gennaio, 1876, sarebbero stati considerarsi ostili ostili. Toro Seduto e la sua gente tennero duro.
In Marzo, mentre tre colonne di soldati guidati dai Generali George Crook e Alfred Terry e dal Colonnello John
Gibbon muovevano no sul luogo, Toro Seduto riunì Lakota, Cheyenne e Arapaho nel suo campo di Rosebud Creek
nel Territorio del Montana. Là, li guidò nella la Danza del Sole, offrendo preghiere a Wakan Tanka, il Grande
Spirito, e tagliando le sue braccia cento volte in segno di sacrificio. Durante la cerimonia ebbe la visione di soldati
che cadevano nel campo dei Lakota, come cavallette che cadono dal cielo.
Ispirato dalla visione, il Capo Guerriero degli Ogla Oglala Lakota, Cavallo Pazzo, andò in battaglia con una banda di
500 guerrieri, e il 17 Giugno colse di sorpresa le truppe di Crook costringendole alla ritirata nella battaglia di
Rosebud. Per celebrare la vittoria,
ttoria, i lakota spostarono il campo nella valle del fiume Little Bighorn, dove furono
raggiunti da altri 3,000 Indiani che avevano lasciato le riserve per unirs unirsii a Toro Seduto. Qui, il 25 Giugno, furono
attaccati dal Settimo Cavalleggeri del Generale Geor George Custer,
uster, che in grave inferiorità numerica prima assaltò il
campo, come a rappresentare la visione ddi Toro Seduto, e poi si attestò su un vicino ponte dove do fù annientato.
L' indignazione per er la catastrofe militare portò migliaia di soldati nell' area, e un anno di incessante pressione
militare costrinse i Capi dei Lakota, che nel frattempo si erano di nuovo divisi, alla resa. Ma Toro Seduto non fu
tra questi e, nel Maggio del 1877, riparò con le sue bande in Canada, e quando ndo il Generale Terry gli offrì il
perdono se avesse accettato di stabilirsilirsi in una Riserva, lo cacciò sdegnosamente.
Quattro anni più tardi, tuttavia, sempre più in difficoltà nello sfamare la sua gente in un mondo in cui il Bisonte
era ormai quasi estinto, decise di arrearrendersi. Chiese il diritto di attraversare il confine canadese a suo piacimento
ed una Riserva sul Little Missouri River presso le Black Hills. In un primo tempo fu invece inviato alla Riserva di
Standing Rock, e successivamente, temendo nuove rivolte, a Fort Randall dove ttrascorse rascorse due anni come
prigioniero di guerra. Successivamente, Toro Seduto riuscì a ricongiungersi alla sua gente a Standing Rock.
Nel ‘85 85 gli fu concesso di lasciare la Riserva per lavorare nel Bu Buffalo
ffalo Bill's Wild West, pagato 50 $ a settimana
per un giro a cavallo dell' arena, oltre ai proventi di autografi e fotog fotografie.
rafie. Quattro mesi dopo lasciò il Circo,
incapace di tollerare la società dell' uomo bianco anche se, in quel periodo, ebbe occasione di stringere la mano al
Presidente Grover Cleveland, e considerò iderò l' evento come un segno o della sua perdurante autorità di Grande Capo.
Tornato a Standing Rock, si stabilì sul Grande Fiume, dove era nato, rifiutando di rinunziare alle sue tradizioni
come i regolamenti della Riserva imponevano. Continuò a vivere con due mogli e a rifiutare rifiutar la cristianità, ma non
mancò di inviare i suoi figli ad una vicina scuola cristiana, conscio dell' importanza di leggere e scrivere per la
successiva generazione Lakota.
utunno del 1890, un Lakota Miniconjou di nome Orso Scalciante, gli portò notizia di una Danza degli Spiriti
Nell'autunno
che avrebbe scacciato i bianchi dalle loro terre e ristabilito il loro modo di vivere. I Lakota delle Riserve di Pine P
Ridge e Rosebud avevano già adottato ato il rito, e i preoccupati agenti locali avevano mobilitato
m le truppe per
controllare la situazione. Le autorità di Standing Rock, temendo che Toro Seduto potesse partecipare al rito,
inviarono 43 poliziotti
liziotti Lakota a prelevarlo. P Prima dell' alba, i poliziotti irruppero nella sua cabina e lo trascinarono
all'
ll' esterno, dove i suoi seguaci stavano confluendo per proteggerlo. Nel conflitto a fuoco che seguì, un poliziotto
lo colpì al capo ferendolo a morte.

tratto da www.servadghi.it

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A VOI,
CHE CONOSCETE IL
PROFUMO DELLA VITE
Oh gioie profonde del vino,
chi non vi ha conosciute?
Chiunque abbia avuto un rimorso da placare,
un ricordo da evocare, un dolore da annegare, o abbia fatto castelli in aria,
tutti hanno finito per invocarti,
o dio misterioso celato nelle fibre ddella vite.

Quanto sono grandiosi gli spettacoli del vino,


illuminati dal sole interiore!
Quanto vera e ardente quella seconda giovinezza che l'uomo attinge da lui!
Ma quanto temibili anche sono le sue folgoranti voluttà e i suoi snervanti incantesimi.
E tuttavia
uttavia dite, in coscienza, voi giudici, legislatori, uomini di mondo,
tutti voi che la felicità rende facili la virtù e la buona salute,
dite, chi di voi avrà il coraggio disumano di condannare l'uomo che beve genialità
genialit

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ANNO 0 – NUMERO 18

Responsabile:
Vincenzo Sofo

Redazione:
Riccar
Riccardo Boccassini, Nicolò Ciravolo,
Fabrizio Fratus, Barbara Leva

Hanno collaborato:
Claudio Boccassini, Matteo Galletta, Dario Leotti,
Roberto Malossi, Andreas Santini, Andrea Vellante

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