Sei sulla pagina 1di 15

Numero 25 Responsabile: Vincenzo Sofo

Sintesi Milano www.sintesimilano.org Anno 0 - Numero 25

OMNE TRINUM 0 EST PERFECTUM


Sintesi Milano www.sintesimilano.org Anno 0 - Numero 25

OBBEDIAMO AD UN SOLO DOVERE:


LA PATRIA EUROPA

ANNO 0 – NUMERO 25

INDICE
Sintesi …….…………………….………………………....……………….
…….…………………… ...………………. pag. 2
L’uomo di destra non è (e non ama) Berlusconi ...............….….......…...….
….......…...…. pag. 3
Valzer di corte ………...
...….….………………………………………..
…………………………………....….. pag. 4
Vallanzasca: delinquente d’altri tempi ...………..…………………….……
…………………….…… pag. 5
Competitività: la nuova morale che sottomette l’uomo …..………....……..
….. …….. pag. 6
Scontro Moratti - La Russa: il centrodestra trema ..………………..……....
…….... pag. 7
Il percorso ascensionale del Novecento ………………...…...…….……….
…….………. pag. 8
Gli evoluzionisti cadono in errore ……………………………………...
…………………………...… pag. 10
Blocco delle auto: è la soluzione? ……………………………...…………
…………...………… pag. 11
Tentazioni culturali ………..………….…………………......…...……
……….. ………. pag. 12
Atomi cinematografici ………...……….……..…………….…...….....
………...……… ....…. pag. 13
Finis Europae .....…….......
…….......…….………..………...……………………
……… pag. 14
Redazione, contatti e avvertenze ……….…….…………………..………
……… ……… pag.
pag 15

OMNE TRINUM 1 EST PERFECTUM


Sintesi Milano www.sintesimilano.org Anno 0 - Numero 25

EDITORIALE

SINTESI
L’Occidente non perde il vizio. Quell’odiosissimo vizio di intromettersi sempre nelle faccende altrui,
convinto di avere chissà quale autorità per rompere le palle a tutto il mondo. Un pò come le ragazine viziate
che pretendono di essere sempre al centro dell’attenzione,
dell’attenzione, anche fuori dal contesto familiare. Un famoso
detto popolare recita “chi si fa i fatti suoi campa 100 anni”…
anni”… qualcuno ogni tanto dovrebbe ricordarlo a
Obama e soci.
Gli Stati Uniti hanno il cruccio della democrazia (anche se, in realtà, proprio
proprio loro rappresentano il fallimento
della stessa, basti vedere la percentuale ridicola di votanti ad ogni elezione). Ci credono talmente tanto che
vogliono imporla ovunque, anche alle popolazioni che proprio non ne vogliono sapere. Ci credono talmente
tanto
nto che sono disposti a muover guerra, a far ammazzare i propri (e i nostri) soldati oltre che ad uccidere
migliaia e migliaia di civili. Ci credono così tanto che, pur di eliminare chi secondo loro ostacola
l’esportazione della democrazia americana, sono disposti ad instaurare in quei paesi regimi dittatoriali e
criminali… ovviamente a tutela della democrazia.
Così hanno fatto gli Stati Uniti (e il suo servo, l’Europa) in molti posti, tra i quali vi è l’Egitto. Ovviamente i
media si guardano bene dal ricordarlo,
darlo, ma proprio il perfido e dispotico Mubarak fu messo al potere dai
nostri amici americani, che lo riempirono di soldi e gli fecero concessioni di ogni sorta (crimini inclusi) pur
di avere lì un proprio maggiordomo da muovere contro l’Iran e a favore di d Israele.
Ma la popolazione, dopo anni di soprusi ed ingiustizie, è scoppiata in una rivolta che ha tutta l’aria di essere
indomabile perchè alimentata dalla disperazione e dalla voglia di libertà. Obama, che tanto stolto non è, ha
capito che il suo Mubarak ak è spacciato e che difendere la sua posizione vorrebbe dire rivelare di essere il
fautore di quella dittatura… meglio scaricare l’amico e tentare di guidare la rivolta. In questo modo sarà più
facile, al momento dell’instaurazione di un nuovo governo egiziano,
egiziano, far valere la propria volontà.
Gli americani, accecati dalla loro ossessione per la democrazia (o per il controllo mondiale o per il petrolio o
per ciò che volete) hanno sempre faticato a mettersi in testa un concetto ancor più banale ma più importante
importa
di quello democratico: il diritto di un popolo di autodeterminarsi. Concetto che peraltro sembra essere
estraneo ai nostri capi europei, che preferiscono restare servi fedeli degli Usa piuttosto che lavorare per la
creazione di un’Europa forte, unita ede indipendente.
L’Europa è bella perchè serve alle banche. Per il resto, chissenefrega.

OMNE TRINUM 2 EST PERFECTUM


Sintesi Milano www.sintesimilano.org Anno 0 - Numero 25

POLITICA

L’UOMO DI DESTRA NON E’


(E NON AMA) BERLUSCONI
Quando spuntano le testimonianze, i racconti, le memorie riguardanti santi e martiri, è perchè – per essere santi e
martiri – prima bisogna essere morti. Che Berlusconi sia alla fine, lo confermano i suoi fedeli che in questi giorni
hanno iniziato a collocarlo nei libri di storia. Il quotidiano Libero di recente tra le sue pagine inseriva un’articolo
un’
di Borgonovo… più che un articolo, un’agiografia di Berlusconi. Ne piange la “morte”, ne ricorda le opere e ne
prospetta la gloria eterna.
Il giornalista di Libero, forse preda di un’impeto emozionale, addirittura gli riconosce doti divine, attribuendogli
attrib
la creazione dell’uomo nuovo. Roba da far impallidire Nietzche. Roba da mettere a rischio la poltrona di Dio in
persona al vertice dell’azienda Terra. Berlusconi ha creato l’uomo di destra,, dice Borgonovo. E’ stato autore di
una rivoluzione antropologica,
ologica, insiste.
E’ riuscito a mettere insieme i valori dei fascisti, dei democristiani, dei liberali, dei radicali e ad aggiungerci
persino i leghisti. Innanzitutto dubitiamo che i leghisti siano d’accordo con questa tesi, visto che hanno sempre
considerato
ato Berlusconi come un’alleato strumentale e non come un punto di riferimento. Basterebbe paragonare
Bossi a Berlusconi e vedere la loro reazione (a vostro rischio e pericolo), per comprendere. Che poi sia riuscito a
mettere insieme fascisti, democristiani,
democristiani, liberali e radicali è vero: ma è riuscito ad riunire le persone e non i valori.
Perchè le persone sono corrompibili, i valori no. Tra l’altro, sui fascisti c’è da precisare: i fascisti berlusconiani
sono gli amici di affaristi come Ligresti (vedi La Russa)
Russa) o i resti di coloro che rinnegarono l’Msi sulla scia di Fini.
I veri fascisti invece considerano Berlusconi la negazione stessa del fascismo.
Se oggi a scuola si parla di foibe, lo si deve al Berlusconismo. O magari a tutti quei ragazzi e militanti non certo
di provenienza da Forza Italia che per anni hanno lottato contro la mistificazione della storia?
Ha affermato che lavorare per ricavare un cospicuo profitto e/o patrimonio non è ingiusto. Il dio denaro, la
ricerca ossessionata del profitto, il capitalismo,
capitalismo, la globalizzazione, il consumismo, lo sfruttamento della
manodopera, l’uomo asservito alla macchina, al lavoro e alla produttività. Tutti concetti osannati nei testi degli
intellettuali della vera destra.
soltant una cattiva maestra. Effettivamente nelle reti Mediaset ci sono
Ha mostrato che la televisione non è soltanto
molti programmi di approfondimento cultrale (Grande Fratello, Striscia la Notizia, ecc.) e non mancano neppure
professori, scienziati e filosofi (Signorini, Maria De Filippi, le veline). Ma soprattutto, la tv delle tette, dei culi e
dell’appiattimento intellettuale è molto di destra.
Ha contribuito al superamento delle ideologie. Cioè ad uccidere il pensiero riguardante la visione dell’uomo e
della società. Le civiltà pre-moderne,
moderne, ma anche le società proposte dal fascismo o dal comunismo (ma
anche quella islamica) erano – nel bene e nel male – fondate su un’idea sociale, ruotavano attorno al concetto che
si aveva del’uomo. Ora il valore di un popolo è misurato in PIL… Prodotto Interno Lordo… reddito… r
Ha mostrato che l’immigrazione va controllata. Questo piuttosto lo ha fatto la Lega e il motivo non è la ricezione
di persone di serie B in base alla necessità di manodopera. Bensì il “filrto” deve essere commisurato alle capacità
di accogliere ed integrare, senza perdere la propria identità, la propria cultura e le proprie tradizioni.
Ha difeso la tradizione cattolica senza dimenticare il diritto degli individui a regolarsi come meglio credono con
la propria libertà (sessuale o di coscienza). Sa moltolto di “cattolici si, ma non troppo… o meglio, finchè conviene”.
Insomma, il giornalista Borgonovo questa volta le ha sparate proprio grosse. Ha attribuito a Berlusconi la paternità
di un tipo di società regredita e abbietta, che fa ribrezzo in particolare all’uomo di destra. Se così fosse, Berlusconi
dovrebbe essere destinato non al governo, bensì all’impiccagione. Ma la realtà è un’altra: Berlusconi non è
l’artefice bensì il prodotto di un’involuzione etica e spirituale che ha avuto inizio alla fine del Settecento
S e che ha
raggiunto il culmine due secoli dopo. Un prodotto che trova seguito (e funge da esempio) a destra come a sinistra
del Parlamento, e della società. Per questo il berlusconismo non morirà con Berlusconi: perchè è tanto in Silvio
quanto in Bersani, Tanto in Fini quanto in Di Pietro, tanto in Casini quanto in Vendola. Perchè il berlusconismo
non nasce con Berlusconi, semplicemente trova in lui un portavoce.

Il Milan? E’ un affare di cuore, costoso.


Ma anche le belle donne costano.

(Silvio Berlusconi)
OMNE TRINUM 3 EST PERFECTUM
Sintesi Milano www.sintesimilano.org Anno 0 - Numero 25

ATTUALITA’

VALZER DI CORTE
Tutte le Corone del mondo in inverno danno un ballo a palazzo, per permettere a se’ ed affini di sfoggiare gli
imbellettamenti e il bon ton che altrimenti sarebbe difficile sfoggiare: e ora che l’Italia è un grande Paese,
forse possiamo deficitare di una real casata, ma di un evento così interessante certamente no.
Perchè non fare dunque le cose in grande? Da noi le danze sono già già iniziate, e non sembra terminernno molto
presto: non basta certo una serata a esaurire tutta l’italica spinta alla teatralità, e l’energia degli invitati, che
quasi non si contano. Al sottofondo musicale non può che provvedere l’orchestra del Festival di San Remo a
parer mio, in modo da aver la possibilità di iniziare a tendere gli archi e umettare la ance, magistralmente
guidata dal Cavaliere nazionale ovviamente che deve, o meglio vorrebbe, dettare i movimenti di ogni
ballerino. Ma si sa che il ballo è così, sai dove inizi, ma non sai nè dove finisci, nè quando, nè con chi hai
ballato nel frattempo: e sarebbe molto brutto, per chi ha organizzato gruppetti ben coesi, vederli tutti
mischiati allo stop della musica.
Immaginiamocelo allora, questo valzer della
della politica italiana. C’è il pienone, perchè tutti sono interessati ad
avere un po’ di luce su di sè, a essere coccolati, o nei casi migliori a vedere come evolvono le coreografie:
c’è un crocchio appena formato, dove alcuni guardano in cagnesco, passatemi il termine evocativo, il
maestro d’orchestra, e altri, quanti ancora non si sa, tentati di unirsi alle danze, quelli invitati all’ultimo
momento e che non avrebbero voluto esserlo affatto perchè ce l’hanno contro quello che agita la bacchetta da
tempo immemore,
emore, e sono venuti più per tener d’occhio i compagni che per muoversi un po’.
Un gruppetto è il più scatenato, e si muove tanto dal centro verso destra e sinistra, come quasi lo facesse da
sempre… la compagine continua con un foltito,ma si sarebbe detto di più, stuolo di ammiratori del Premier,
intenti insieme ad osannare lui e rivolgersi con fare quasi sirenesco,tentatorio agli altri convenuti (una decina
di loro parrebbe che con una leggera spintina entrerebbero in pista, dicono voci malevole nel corridoio).corrid
Certo c’è chi non balla, forse perchè di queste cose non è interessato, forse perchè non vuole ostentare troppo
le pochette verdi tanto care. Si, l’ambiente è elegante, formale,certo, ma cubiste-accompagnitrici
cubiste accompagnitrici-signorine ci
sono lo stesso, perchè qualcuno
lcuno sostiene piacciano a tutti… Fuori dalla porta della sala sono rimasti in pochi,
e con tutta sincerità, non si direbbe neanche buoni, ma visti i tanti Toni Manero improvvisati,verrebbe da
chiedersi quanti siano gli imbucati.
Tre domande per concludere:: a musica ferma, si trasformerà forse questo show da valzer di corte a
legislatura corta?Quanto siamo disposti a vedere questo singolare teatrino? E, soprattutto, voi i biglietti li
avete già comprati?

OMNE TRINUM 4 EST PERFECTUM


Sintesi Milano www.sintesimilano.org Anno 0 - Numero 25

SOCIETA’

VALLANZASCA:
DELINQUENTE D’ALTRI TEMPI
Arriva Vallanzasca. Oddio, non v’allarmate, il bel Renè è ormai reso inoffensivo da più di 30 anni di galera e
da un proiettile infilato nel sedere che lo rende zoppo. La sua storia è arrivata al cinema, complice quel
vecchio volpone di Michele Pacido.
E immediatamente si accende la polemica. Di cui non fa certo parte il sentimento di odio nei confronti di
questo personaggio espresso dai familiari delle sue vittime. Sacrosanto ed indiscutibile. Ci riferiamo invece
alla polemica politica e al dibattito
ttito sociale/morale, scatenata da chi vorrebbe che questo film non fosse
proiettato perchè diseducativo, per il pericolo di alimentare un mito negativo. Perchè non arrestare Francis
Ford Coppola per aver girato Il Padrino?
Padrino
La storia di Vallanzasca invece può essere utile, perchè talvolta anche dalla delinquenza si può trarre una
morale. Perchè, è a suo modo lo specchio della società (della sua parte peggiore magari). Ma se si analizza, si
scopre anche qui una decadenza morale. Vallanzasca, non dimentichiamo,
dimentichiamo, ai suoi tempi diventò una star
amatissima dagli italiani… perchè, pur nella sua brutalità, manteneva un suo stile, un suo codice, una sua
etica, un suo onore. Emblematica è la vicenda della ragazza – Emanuela Trapani - che fu sequestrata da
Vallanzasca e che si innamorò di lui… o delle fans che affollavano il carcere per vederlo. Un bel contrasto
con la criminalità dei giorni nostri, tecnologica, artificiale, senz’anima.
Una volta avevamo il bandito che ti si presentava davanti
e ti rapinava. Ora abbiamo gli affaristi che i soldi te li
sottraggono senza neppure metterci la faccia, con una
semplice e legale speculazione finanziaria. Una volta
avevamo il Vallanzasca consapevole
consapev che per giocare a
guardie e ladri, necessario era accettare il fatto che
esistessero le guardie. Ora abbiamo quelli che pur di farla
franca delegittimano la legge. Una volta avevamo i
Fioravanti e le Mambro, che una volta arrestati si
assumevano la responsabilità
ponsabilità di tutti i crimini commessi.
Ora abbiamo i Battisti che pur di non rinunciare alle
spiagge brasiliane millantano pericolo di morte. Una volta
avevamo la mafia dell’onore e del rispetto, ora abbiamo
pentiti o pseudotali che per qualche mese in meno m di
galera sputtanerebbero pure la loro madre. Insomma, la
nostra società è riuscita a peggiorare persino il suo lato
peggiore.
Non ci si faccia neppure prendere dall’entusiasmo,
chiedendo grazia e perdono per Vallanzasca e soci: il
posto per i delinquenti è e resta il carcere (magari valesse
anche per quelli che ancora passeggiano liberamente). Ma
anche tra i malfamati c’è differenza di stile e di
sentimento… come sanno tutti quelli che seguivano le
gesta di Lupin e Robin Hood.

Immacolata è laa fedina penale di chi


ancora non è stato beccato dalla polizia.

(Ambrose Bierce)

OMNE TRINUM 5 EST PERFECTUM


Sintesi Milano www.sintesimilano.org Anno 0 - Numero 25

ECONOMIA

COMPETITIV
COMPETITIVITA’:
LA NUOVA MORALE CHE SOTTOMETTE L’UOMO

Un nuovo accordo per Mirafiori era necessario per mantenere la Fiat competitiva sul mercato internazionale.
Così Marchionne ha giustificato l’atto di forza appena compiuto. Se i lavoratori non avessero accettato, la
Fiat avrebbe spostato la sua produzione in altri paesi con manodopera più a buon mercato. I paesi con
manodopera economica sono quelli li in cui c’è una minore (o assente) tutela dei diritti del lavoratore: no
accordi sindacali, no misure anti-infortunistiche,
infortunistiche, ecc. Ma ben venga se ciò consente di pagar meno un
operaio. E se pagar meno un operaio consente di ridurre il prezzo del prodotto. E se ridurre il prezzo
consente di vendere più prodotti. E se vendere più prodotti consente di aumentare i profitti… e i profitti, a
chi vanno?
Competitività.. Sembra quasi che questo obiettivo sia raggiungibile soltanto con la minimizzazione dei costi.
Ma l’economia ci insegna che ci sono molti altri modi per creare un prodotto competitivo: la qualità,
l’innovazione, l’assistenza, il servizio, l’estetica e via dicendo. Le case automobilistiche straniere continuano
a sfornare modelli, all’insegna del design più accurato, della tecnologia più sofisticata, dei minori consumi,
del minor impatto ambientale. L’ultimo veicolo Fiat rimasto nei cuori dei consumatori è il vecchio
pandino… vorrà pur dire qualcosa…
Stipendi.. Uno dei lati oscuri, a detta di tutti gli studiosi
studiosi ed economisti, del’ultima crisi economica/finanziaria
è dato dal fatto che non si comprende come – nonostante le imprese con conti in rosso, debiti e sull’orlo del
fallimento, i compensi dei manager continuino a lievitare. Non c’è un legame tra remunerazione
remu e obiettivi
raggiunti. Le imprese falliscono e lasciano senza stipendio i lavoratori (affidando la loro sorte allo Stato), ma
prima di chiudere i battenti si siedono al tavolo per suddividere i soldi rimasti tra i dirigenti. Coloro che
hanno mandato
dato allo sfascio l’azienda, si concedono un’ultima, lauta buonuscita.

«Sono diventate una cosa mostruosa, non c’è più un rapporto chiaro fra risultati conseguiti e stock option.
Secondo me non è giusto darle in questo modo, anche a gente che sta rovinando
rovinando aziende, e in ogni caso non
è giusto fargliele pagare, in termini fiscali, meno di quello che pagano i loro operai sul mercato. Ci vuole
una “aliquota della malora”, invece».

Lo diceva non molto tempo fa il ministro Tremonti, che nel 2008 chiedeva una stretta sulle stock option, gli
incentivi in azioni che fanno guadagnare decine di milioni. Ne possiede una quantità industriale l’a.d. della
Fiat Marchionne, che soltanto con la detenzione di queste nel 2011 guadagnerà una cifra che è talmente
spropositataa che preferiamo non dire per non causare l’infarto a qualche onesto lavoratore che ci legge (chi
vuole la trova facilmente su internet). Basterà pensare che il predecessore di Marchionne aveva una
retribuzione pari a 20 volte quella dei suoi dipendenti… il i guadagno di Marchionne invece è circa 435 volte i
suoi operai (stima che può aumentare
considerevolmente sulla base di alcune variabili).
Il contributo di Marchionne al successo della Fiat sarà
almeno 435 volte superiore a quello fornito dai suoi
lavoratori?
ori? Ai posteri l’ardua sentenza. Certamente il
contributo del manager italo-canadese
canadese non è stato così
positivo come si può immaginare. Proprio qualche
giorno fa sono stati svelati gli obiettivi affidatigli dalla
Fiat, la maggior parte dei quali non sono stati
s raggiunti.
Le uniche operazioni riuscite sono state quelle
finanziarie, che gli hanno consentito di fare quei profitti
che ci si aspettava dalla vendita delle auto.
Ma la colpa non è (o comunque non solo) di
Marchionne o della Fiat. Qualcosa nel sistema
siste non va.

OMNE TRINUM 6 EST PERFECTUM


Sintesi Milano www.sintesimilano.org Anno 0 - Numero 25

POLITICA MILANO

SCONTRO MORATTI-LA
MORATTI LA RUSSA:
IL CENTRODESTRA TREMA
La domenica senza auto a Milano ha scatenato il putiferio. Anche se, in realtà, è stata la goccia che ha fatto
traboccare il vaso. Nasce tutto dalla decisione della Moratti di dichiarare il blocco delle auto per una
giornata, così da intervenire (in modo inefficace)
inefficace) sull’innalzamento delle polveri sottili. E fin qui, tutto
pacifico. Lo scontro è iniziato quando la Moratti ha deciso che, perchè il provvedimento avesse un senso,
non dovessero essere concesse deroghe.
La decisione, che tra l’altro ha una sua logica,
logica, non è stata accolta nel migliore dei modi da La Russa, che
voleva a tutti i costi che invece si chiudesse un occhio per i tifosi interisti che vanno allo stadio. Ora, vi
chiederete, perchè un innocente dibattito locale sul blocco domenicale delle auto auto ha spinto ad intervenire
niente di meno che il ministro della difesa in persona?
Che La Russa sia interista lo sanno tutti. Ma non è questo il motivo. La battaglia in gioco è quella del
controllo politico di Milano, che La Russa per anni ha quasi monopolizzato
monopolizzato con il suo “clan dei Paternesi”
(amici e parenti provenienti da Paternò – sua città natale in Sicilia – e che ha piazzato in molti posti di
potere). Nel Pdl la preoccupazione è proprio quella di arginare questa espansione. Ma c’è un problema.
Il problema
roblema si chiama Letizia Moratti. Persona che, al di là del ruolo politico, porta un cognome talmente
importante da consentirgli una certa indipendenza. E’ infatti difficile che un membro di una famiglia
importante come i Moratti si faccia mettere i piedi in testa da un La Russa qualsiasi. In ogni caso, fino ad
oggi il ministro è riuscito a tenere sotto controllo Palazzo Marino tramite il ruolo di vicesindaco, da tempo
immemore nelle mani del suo fedelissimo De Corato. Ma c’è un altro problema.
L’altro problema si chiama Lega Nord, ed in particolare Matteo Salvini. La Moratti infatti, dopo i primi anni
di mandato tutt’altro che soddisfacenti, si è accorta che a furia di seguire i consigli del Pdl sarebbe finita nel
baratro. Ha iniziato a dare ascolto
olto agli alleati: andando nelle strade, frequentando i mercati, visitando le
periferie… accorgendosi che Milano non è solo via Montenapoleone. La Moratti ringrazia la Lega e si rende
conto che forse forse come vicesindaco è meglio Salvini di De Corato. Conn rabbia di La Russa, che non potrà
più esercitare quel ruolo a distanza.
La Moratti è sempre più “leghista” e sempre più indipendente dal Pdl. Tanto che insiste per coinvolgere
finiani e terzo polo nella prossima maggioranza, in contrasto con gli ex aennini.
aennini. Gli equilibri si spostano e La
Russa trema: perchè i lumbard rischiano di scalzare i paternesi.

“ Libertè
Egalitè
‘Ntu culu a te!

(Cetto Laqualunque)

OMNE TRINUM 7 EST PERFECTUM


Sintesi Milano www.sintesimilano.org Anno 0 - Numero 25

CULTURA

IL PERCORSO ASCENSIONALE
DEL NOVECENTO
Il 2010 si è chiuso a Milano con l’apertura del
Museo del Novecento all’interno del Palazzo
dell’Arengario, quel cubo forgiato dal
Ventennio e in parte dimenticato dai nostri
occhi distratti. L’iniziativa prende vita dalla
volontà dell’intellighenzia locale di fornire la
città di un luogo di sintesi della produzione
artistica del secolo: all’interno, oltre 400 opere
appartenenti alle Civiche Raccolte Artistiche
del Comune accompagnano lungo un percorso
(quasi) tutto italiano che si snoda nel corso di
un secolo caratterizzato da grande vivacità viva
artistica e intellettuale, nella quale il capoluogo
lombardo agisce come polo catalizzatore per
chiunque di rilievo in questo contesto.
Il percorso prende inizio tramite una rampa
elicoidale che tanto ricorda il più antico
precedente del Guggenheim di New York, alla
fine del quale il museo vero e proprio accoglie
il visitatore con una delle copie del Quarto
Stato. Da qui, le avanguardie anticipate dagli
esempi esteri da cui traggono spunto, e poi
l’arte di Novecento e i suoi oppositori fino
all’astrattismo
ismo e alle sue sfaccettature, per
finire con installazioni che riescono ad
accattivarsi i più giovani e a provocare i più
conservatori.
Molte cose già viste e riviste da un’assidua frequentatrice delle sale espositive, in quanto gran parte di quanto
esposto
to è stato spesso presente nelle esibizioni temporanee dell’adiacente Palazzo Reale e del Padiglione
d’Arte Contemporanea, mentre altro aveva sede stabile in strutture quali Casa Boschi Di Stefano e la Galleria
d’Arte Moderna, tutte con ovvia sede in Milano.
Milano. Luoghi scarsamente visitati nonostante l’ingresso gratuito,
forse perché non adeguatamente resi conoscibili al grande pubblico; lo stesso Museo del Novecento è
gratuito (per i primi tre mesi di vita), ma grazie alla posizione privilegiata e per la grande grand campagna
pubblicitaria che ne ha accompagnato l’apertura, accoglie quotidianamente un’enorme massa di visitatori.
Inoltre, sradicando le opere dal contesto originario per convergerle in un’unica struttura, il fruitore può
meglio comprendere gli sviluppi della produzione artistica, che finalmente si inserisce in un contesto
organico che ben illustra il procedere continuo lungo un asse temporale ascendente qui reso fisicamente
ascensionale.
Pure io, nostalgica della diffusione del patrimonio sul territorio e fautrice della ricerca capillare sul suolo dei
singoli fenomeni artistici, devo dunque sottolineare il ruolo positivo che nell’ottica dell’apertura dell’Arte al
grande pubblico questa istituzione può rivestire.

OMNE TRINUM 8 EST PERFECTUM


Sintesi Milano www.sintesimilano.org Anno 0 - Numero 25

EVOLUZIONISMO

GLI EVOLUZIONISTI
CADONO IN ERRORE
(tratto dal sito del Comitato Antievoluzionista, http:antidarwin.wordpress.com)

E’ stato pubblicato anche in Italia il libro di due illuminati della scienza.


Il testo sta creando reazioni negative in tutto il mondo da parte della
“nomenclatura Evoluzionista”. Il libro intitolato “Gli errori di Darwin”
edito da Feltrinelli, è scritto da Jerry Fedor filosofo del linguaggio e
cognitivista (della scuola di Noam Chomsky) e Massimo Piattelli- Piattelli
Palmarini biofisico e scienziato cognitivo (che (ch ha lavorato con S. J.
Gould).
Il testo affonda la sua tesi nel negare alla Selezione Naturale il compito
di spiegare la “trasformazione”one” di una specie in un’altra. Un attacco alla “credenza” più pura dei
neodarwinisti che, tramite la selezione naturale, hanno tentato invano, sino ad ora, di dare le spiegazioni più
assurde sull’origine e sviluppo degli esseri viventi. I due studiosi spiegano che il principio neodarwiniano di
selezione naturale non ha fondamento, è archeologia e che sarebbe corretto ammetterlo ammette in modo da
migliorare gli studi sull’evoluzione da parte della scienza.
I due autori ammettono che non si sa molto bene come funziona l’evoluzione (teniamo bene presente che i
due scienziati sono evoluzionisti e quindi partono dal presupposto che l’evoluzione
l’evoluzione della specie sia un
fatto… che non sanno spiegare… che non ha una origine documentabile – da dove arriva la vita-… vita che non
ha meccanismi specifici verificabili…
ili… etc.) e che nessuno lo sa. M. P. Palmerini, in molte interviste rilasciate
in Italia, ammette
mmette che il neodarwinismo è finito, non ha più fondamento scientifico e moltissimi studiosi lo
dicono apertamente: la “nuova sintesi” è da considerare morta (gli anti-evoluzionisti
anti evoluzionisti lo dicono da moltissimo
tempo e finalmente anche scienziati evoluzionisti ammettono la non validità scientifica della teoria di
Darwin).
La sostanza di quanto sta avvenendo è che finalmente anche atei convinti come i due autori ammettono la
non validità scientifica della spiegazione neodarwiniana. Il mondo scientifico mondiale, fedele al paradigma
neo-darwiniano,
darwiniano, cerca invano di screditare due importanti scienziati, sino ad ieri elogiati per le loro
competenze. Più intelligentemente, come ha cercato di fare sul Corriere della Sera Telmo Pievani, si cerca di
dare un’interpretazioni
ni differente alla sostanza dei due autori spiegando che la loro volontà è quella di una
“teoria evoluzionistica più estesa”. Un tentativo molto astuto da parte del direttore di Pikaja, ma purtroppo è
stato subito sconfessato dall’autore del libro. Sulla vicenda
icenda è stato intervistato anche il famoso genetista R.
Lewontin di Harvard, un mostro sacro della teoria dell’evoluzione e amico del famosissimo ed ultra
celebrato S. J. Gould, lo scienziato ha spiegato: “la sopravvivenza del più adatto è l’oppio della gente”.
g
Quello che ci sembra di riscontrare in tutta questa storia è la conoscenza da parte di molti del fatto che la
selezione naturale non spiega nulla di come “dovrebbe” avvenire la fantastica storia della trasformazione di
una specie in un’altra.
M. P. Palmerini spiega, nelle svariate interviste di questi giorni, gli esperimenti fatti in laboratorio non
creano nuove specie ma solamente sottospecie… anche in questo caso abbiamo avuto sempre ragione, la
selezione naturale
ale diminuisce le informazioni… Povero prof. Cavalli Sforza che durante la puntata
dell’infedele dedicata alla teoria di Darwin mi disse, in relazione alla mia specifica domanda sulla selezione
naturale, che dovevo studiare biologia… lui deve studiare un po’ di buon senso…
Quello che diciamo daa anni è ormai sostanza nei fatti, la teoria di Darwin non spiega un bel nulla, è un
paradigma difeso dalla “nomenclatura evoluzionista” arroccata nella difesa di una suggestiva idea a sostegno
dell’ateismo.

OMNE TRINUM 9 EST PERFECTUM


Sintesi Milano www.sintesimilano.org Anno 0 - Numero 25

COMITATO VIVIAMO MILANO

BLOCCO DELLE AUTO:


E’ LA SOLUZIONE?
(tratto dal blog del Comitato Viviamo Milano, http://viviamomilano.wordpress.com)

Anche nel nuovo anno, arriva una domenica di stop alle auto. E, siamo certi, non è che la prima di una lunga
serie che vedrà il suo culmine verso primavera.
primavera. Certo, la gente si potrà godere a piedi la sua città senza
l’assillo del traffico. Visiterà i musei, farà un giro in bici… una giornata di relax dopo una settimana di
imbottigliamento nel traffico fa piacere a tutti. D’altro canto ci sono le proteste dei
dei “forestieri” che vogliono
venire in città e dei tifosi che vanno allo stadio.
In tutto ciò, quali sono i benefici in termini di qualità dell’aria del blocco del traffico? Nessuno, almenochè
non abbiate dei polmoni abbastanza capienti da permettervi – con un’inspirazione profonda – di
immagazzinare tutta l’aria necessaria per sopravvivere fino al prossimo blocco delle auto. Si cercano
palliativi per paura di affrontare il problema… ma anche con i palliativi sorgono i problemi:deroghe per uno,
deroghe per l’altro…
Ma quando si tratta di risolvere il problema in modo strutturale, quali sono le proposte della politica?

o il Pdl è in affanno a causa di un vicesindaco, De Corato, che si ostina a non voler ammettere l’esistenza
del problema, millantando favolosi miglioramenti dell’aria meneghina. Il resto del partito sembra
difendere i blocchi sporadici per il lloro valore simbolico;
simbolic

o la Lega giudica inefficace il blocco delle auto e propone l’archiviazione dello strumento Ecopass (che
non ha portato miglioramenti, creando tantissimi disagi ai cittadini), sostituendolo con la chiusura del
centro in sinergia con la riorganizzazione del
d trasporto pubblico;

o il centrosinistra di Pisapia si schiera a favore dell’allargamento e del potenziamento dell’Ecopass.

Per quanto ci riguarda, riteniamo che la seconda opzione sia la migliore sia sotto il profilo dell’equità sia
sotto il profilo dell’efficacia. L’Ecopass infatti non impedisce di inquinare, bensì lo consente previo
pagamento… chi se lo può permettere se ne frega, i poveretti camminano a piedi.

OMNE TRINUM 10 EST PERFECTUM


Sintesi Milano www.sintesimilano.org Anno 0 - Numero 25

TENTAZIONI CULTURALI

“Le
Le cose per le quali siamo
disposti a morire sono anche le
cose per le quali viviamo: ciò
che da un senso alla vita, lo da
anche alla morte”
morte

(Antoine De Saint-Exupery)
Saint

OMNE TRINUM 11 EST PERFECTUM


Sintesi Milano www.sintesimilano.org Anno 0 - Numero 25

ATOMI CINEMATOGRAFICI

Anche stavolta proponiamo un dialogo scritto da Alfonso Indelicato,


ato, intitolato TRA ARABI E CINESI.
CINESI

Cari amici, da qualche tempo mi arrovello su un dubbio, proprio non ci dormo la notte: ci conquisteranno gli arabi
o i cinesi? E non mi dite: Berto, a te che te ne importa, sta’ alla finestra e guarda. Ho passato la cinquantina,
seppure non di molto, e faccio fatica ad adattarmi ai cambiamenti. Dunque ho bisogno di capire cosa mi aspetta,
cosa mi conviene di più, e soprattutto di abituarmi
abitua all’idea. Meglio il gretto materialismo dei cinesi o l’ossessivo
teismo semita? Nel campo del lavoro specificamente, meglio il determinato stakanovismo dei primi o il fatalistico
oblomovismo dei secondi? Meglio il cane bollito o il cous cous?
Vediamo. Io sono per temperamento un indolente, anche se poi le esigenze pratiche mi convincono a uscire di
casa e trovarmi qualcosa per sbarcare il lunario. E se i musi gialli mi mettono in un sottoscala a cucire suola e
tomaia? Tot paia, tot euli. E io lì, in quel
quel maleodorante sgabuzzino, che sgobbo. Amico Zhu, posso riposarmi un
poco? No, lavola! Posso andare in bagno? Lavola! Lavola! O tu niente mangiale! Niente ciotola liso!
Allora, forse, meglio i beduini. Tempi morti fin che ne vuoi, fumate narcotizzanti al narghilè…
narghilè… solo che, ora che
ci penso, c’è almeno un’abitudine di quella gente che non amo molto. Questi ci hanno il suk nel sangue. Tu entri
al bar e consumi il tuo cappuccino e brioche. E Hassan il barista ti dice: – dieci euro. – Come dieci? – protesti
scandalizzato. – Vabbé, facciamo nove e mezzo. – E comincia la lunga, snervante trattativa… Ora, dovete sapere
che io non amo discutere di soldi, e men che meno coi bottegai. Per esempio una volta, eravamo da un antiquario,
dissi a mia moglie: preparati cara,, adesso farò una trattativa ariana.- Berto, cos’è una trattativa ariana? – mi chiese
lei sospettosa. - Semplice, tesoro. Se i semiti trattano al ribasso, io in quanto indoeuropeo tratterò al rialzo. Lui mi
chiederà, per quel gruppo floreale di Capodimonte,
Capodimonte, trecento euro? E io gliene offro trecentoventi! – - E a che pro?
– mi ha chiesto mia moglie con un tono protervo che non prometteva niente di buono.
- Perché di fronte a un tale spettacolo di onestà – le spiegai pazientemente – quell’uomo non potrà rimanere ri
insensibile e dichiarerà subito, senza indecorose lungaggini, il vero valore della sua merce. Vieni, ora ti mostro. –
Mi avvicinai all’antiquario e gli chiesi: – Quanto viene quel Capodimonte? – - Quello coi fiori? Trecento euro. –
Osservai l’oggettoo con ostentato interesse, poi mi misi ad accarezzarmi il mento fingendo di riflettere sulla sua
richiesta. - Trecento mi sembrano anche pochi per quell’oggetto. Gliene darò trecentoventi. – - Affare fatto. –
rispose quello. E mi mise in mano il Capodimonte.
Capodimont Uscendo dal negozio mi toccò anche ascoltare i commenti
poco lusinghieri di mia moglie su di me e sulla mia tecnica d’acquisto. Ma si sa: le donne sono un po’ come i
semiti, in fatto di soldi.
Tornando ai cinesi, devo dire che trovo le loro donne piuttosto
piuttosto carine. E poi non usano il chador. Questo potrebbe
essere un argomento a loro favore, ma non so quanto decisivo. In effetti non vedo mai una donna cinese
accompagnarsi con un italiano: forse gli facciamo senso? Invece di donne italiane che vanno con gli gl arabi ne ho
vista più d’una. Se ci conquistassero i maghrebini, se non altro ci eviteremmo tutte le grane diplomatiche che
abbiamo quando piantano in asso le mogli italiane e se ne scappano al paese con i figli. Essendo già a casa loro,
non dovrebbero piùù scappare: si limiterebbero a ripudiare le mogli, secondo la legge coranica, e si terrebbero i
figli in casa: tutto finirebbe lì.
A pensarci bene un’altra conseguenza positiva della conquista araba sarebbe per l’appunto l’aumento della
produzione dei chador, or, i quali verosimilmente verrebbero tessuti dai … cinesi. Si profila così il seguente scenario:
il cinese tesse il chador (nel sottoscala o nell’abbaino), il mussulmano lo vende nel suk al suo correligionario
(dopo un’oretta di trattativa), la donna italiana
italiana lo indossa e poi se ne fila contenta nel gineceo a preparare il
narghilè al marito beduino… Quindi, un vero e proprio circolo virtuoso dell’economia, nonché un orizzonte di
collaborazione fra le etnie…
Alla fine, però, siamo tornati dove proprio non avrei avrei voluto, cioè al vile denaro. Ieri spiegavo a mia moglie, in
proposito, le regole auree del bushido: il samurai non doveva neppure dare a vedere di conoscere il valore dei
soldi, pena il disonore e la radiazione dalla confraternita! Ma lei, col suo spirito
spirito pratico, mi ha subito fatto notare
che ciò esponeva il nobile guerriero a delle fregature. Per esempio se il samurai chiedeva a un contadino di
vendergli un cocomero e il contadino rispondeva: – costa un milione di yen – il samurai glieli doveva dare!
– Sì – le ho risposto – ma poteva, dopo avergli dato il milione di yen, affettarlo in due con un colpo della sua
katana – . – Affettare cosa? Il cocomero? – mi ha chiesto. – Ma no cara: il contadino. Ci perdeva un sacco di soldi
ma sai che soddisfazione! –
E già: se proprio dobbiamo essere conquistati da qualcuno, perché non ci conquistano i giapponesi?

OMNE TRINUM 12 EST PERFECTUM


Sintesi Milano www.sintesimilano.org Anno 0 - Numero 25

FINIS EUROPAE
Europa, Europa, il bianco toro
che ti menò per l’acque dell’Egeo
(ricordi?) sul lido di Creta
mostratosi qual era tentò farti sua,
ma svelto il malleolo dal fuco gommoso
agile come la cerva sparisti nel folto.
Allora l’Egìoco
si diede forma di rapace e spiccò il volo
e lento rotando nell’aria azzurrina
torse la nera pupilla e vide il tuo peplo
dall’alto: biancicava fra i pinastri
mentre correvi affannosa.
Schivavi i tronchi scagliosi correndo correndo, ma dove?
Fu gioco al Tonante
planando in silenzio
stremata sorprenderti ai piedi d’un platano verde.
Ti accolse fra l’ali, ti stese, ti ebbe.
Diciamolo, Europa:
quel sùbito amplesso non punto ti increbbe.
Diciamolo, Europa:
fin dai primordi di lunga tua storia tu fosti un po’ troia.
Ed ora, invecchiata al mestiere,
contempli le rughe nel vetro,
vetro vi spargi il belletto
racconti a te stessa la favola bella e insincera.
Europa, il ciclo è concluso.
Si leva dai consessi e dai cenacoli
fra Strasburgo e Bruxelles
vivo il romorìo dei conciliaboli.
E’ all’ordine una questione d’importanza:
se in batteria o se ruspanti
sia d’uopo allevare i polli.
Ecco in tribuna con l’ore rotundo
novello Demostene,
talaltro si atteggia suadente, arrota le erre,
infine si vota, è statuito:
libero il pollo razzolerà per l’aia.
Europa, il ciclo è concluso, la Storia ti irride.
Lontano, oltre gli oceani e le steppe,
di altro, e di te, si decide.

OMNE TRINUM 13 EST PERFECTUM


Sintesi Milano www.sintesimilano.org Anno 0 - Numero 25

ANNO 0 – NUMERO 25

Responsabile:
Vincenzo Sofo

Redazione:
Riccardo Boccassini, Nicolò Ciravolo,
Riccar
Fabrizio Fratus, Barbara Leva

Hanno collaborato:
Claudio Boccassini, Andrea Carbone, Dario Leotti,
Roberto Malossi, Andreas Santini, Andrea Vellante

Sintesi Milano è una rivista gratuita il cui scopo è divulgare informazioni a carattere culturale, o in ogni caso
che risultino utili ad avere maggiori strumenti per analizzare la società in cui viviamo in modo libero, critico
e non condizionato. Senza alcun fine di lucro
luc e senza nessun tipo di finanziamento.
Coloro che scrivono per questa rivista, lo fanno per pura passione: si tratta infatti principalmente di studenti
universitari che volontariamente impegnano parte del proprio tempo libero per qualcosa in cui credono,
oppure persone che vogliono aiutarci a portare avanti il nostro progetto.

CONTATTI
email: info.sintesimilano@gmail.com
sito web: www.sintesimilano.org
tel: 3405631037

ATTENZIONE!
Le immagini utilizzate all’interno della rivista Sintesi Milano sono state prese dal web, e riproposte in
quanto interessanti per il messaggio espresso
espresso o per il livello artistico.
Non sono dunqueque utilizzate a fine di lucro, ma esclusivamente culturale.
Ove possibile è citata la fonte, tuttavia chiunque volesse rivendicarne l’appartenenza può scriverci al
nostro indirizzo e-mail (info.sintesimilano@gmail.com
info.sintesimilano@gmail.com) e qualora – in assoluta ta buonafede – fosse stato
violato qualche copyright, provvederemo immediatamente a rimuoverle.
Grazie.

OMNE TRINUM 14 EST PERFECTUM