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INDICE

SINTESI _________________________________________________________ pag. 2

UN PRINCIPIO PER LA SCIENZA ____________________________________ pag. 3

DARWIN E LA POLITICA ___________________________________________ pag. 4

ENGLARO AL MANZONI ___________________________________________ pag. 5

MILANO POST-LETARGO __________________________________________ pag. 6

TROVATO L’ANELLO MANCANTE... __________________________________ pag. 7

STRANI RAGAZZI _________________________________________________ pag. 9

IL PESCATORE ___________________________________________________ pag. 10

SOLLECITAZIONI ELETTORALI _____________________________________ pag. 11

Anno 0 nr. 10 OBBEDIAMO A UN SOLO DOVERE: LA NAZIONE EUROPA Pagina 1 di 12


SINTESI
Arrivano le elezioni e i partiti si fanno in mille per spiegarci perché votarli. Torna la polemica del voto utile
dopo che il parlamento ha cambiato la legge elettorale imponendo uno sbarramento del 4% per fare
eleggere ai partiti propri rappresentanti. E' evidente che molti partiti non supereranno lo sbarramento...quindi
perché si presentano lo stesso?

Motivo n°1 (decisamente utopistico e irrealistico): hanno coraggiosamente deciso di lottare – pur perdendo in
partenza – per i loro valori, per un bene superiore. AHAHAHAHAHAH! Insomma motivazione buona per
incantare un quindicenne che in buona fede viene iniziato alla militanza, peccato che i quindicenni non
possano votare.

Motivo n°2 (già più accettabile se ci si vuol prendere in giro): durante la campagna elettorale molti avranno
comunque la possibilità di esporre le proprie idee nelle radio e nelle tv (in realtà mica tanto). Un fondo di
verità c’è...la ricerca di visibilità, ma per le persone più che per le idee. Ovviamente ciò non vale solo per i
partitini.

Motivo n°3 (ora si che si parla sul serio): perché se si supera l'1% si ha diritto al rimborso elettorale Si, la
solita storia, i soldini...che tra l’altro con la crisi economica in cui ci troviamo fanno ancora più gola. Soldini
poi mica tanto, diciamo pure soldoni, tanti soldoni che invece di essere usati per cose serie (vedi crisi e
Abruzzo) verranno elargiti a quei pochi fortunati che potranno così continuare a vivere da disoccupati di
lusso. Bella vita: nessun ruolo all’interno delle istituzioni, 24 ore tutte a disposizione dell’ozio, e una
generosa consolazione di carattere economico per dimenticare che gli italiani non se li filano (chissà, forse
perché non sono ritenuti credibili???).

E’ esilarante, ad esempio, che un partito come La Destra, che dovrebbe sostenere un modello alternativo a
quello ipercapitalista, si presenti con partiti come l'Alleanza di Centro. La domanda da fare a La Destra è:
hai fatto un casino pazzesco alle scorse elezioni perché non volevi allearti al PDL (anzi, volevi farlo ma con il
tuo simbolo) e ora fai la lista con Alleanza di Centro e il partito dei pensionati??? Hai paura di non arrivare al
4%...cerchi altri soldini dopo le politiche? Che ne hai fatto dei soldini delle politiche??? Per quale originale
motivo bisognerebbe votare La Destra? Almeno la Fiamma ha provato a puntare su Corona...da apprezzare
la creatività.
Ci spiace per Alberto Arrighi che conosciamo e sappiamo uomo di stile, sappiamo che è sincero e non fa
politica per interesse. Ma tutto il resto ci fa tristezza.

ALLE ELEZIONI PRIMA COSA STARE ATTENTI, VOTATE PERSONE VALIDE CHE CONOSCETE.

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UN PRINCIPIO PER LA SCIENZA

Molto importante è comprendere che le scienze empiriche hanno possibilità limitate per esprimersi e
incontrano notevoli difficoltà nel momento in cui si tratta di ricostruire dei processi passati che non sono
ripetibili e quindi non hanno possibilità di una ricerca immediata.
Tutte le scienze naturali si sviluppano su un piano di ricerca empirica, quindi, tutte le affermazioni debbono
essere riferite a fatti che si possono osservare. Tutte le osservazioni debbono essere ripetibili. Le scienze
naturali descrivono leggi tramite una ricerca sistematica analizzando dati e reperti empirici che vengono
ricavati da osservazioni della natura ed esperimenti mirati. Tutti noi sappiamo che l’origine della storia della
vita sulla terra può essere ricostruita solo parzialmente tramite i metodi delle scienze empiriche in quanto gli
eventi della loro creazione sono unici, non riproducibili e non direttamente osservabili. L’unica prova per
verificare come l’evento è realmente accaduto sarebbe quello di poter viaggiare nel tempo, quindi nel
passato, per verificare come l’origine del creato sì è originato. Ma ciò sappiamo che non è possibile. Tutto
ciò che noi sappiamo relativamente all’origine della vita sulla terra consiste su indizi riferibili a strati geologici
e a fossili.
L’accumulo dei dati può creare le condizioni per l’interpretazione storica di un’eventuale evoluzione; i dati
possono derivare, oltre che dai fossili, anche da patrimonio genetico delle specie tuttora viventi. Molto
importante è comprendere che oltre ai dati si effettuano esperimenti empirici per analizzare processi e
meccanismi che si pensa producano uno sviluppo di livello superiore degli organismi viventi.
Come evidenziato più in alto noi sappiamo che la storia della vita non è fondamentalmente possibile in
quanto non è riproducibile ( non possiamo fare ripartire il processo iniziale della storia della vita). Tutte le
affermazioni con carattere di legge riguardanti la storia della vita possono essere espresse solamente in
modo approssimativo perché il processo è stato di carattere unico. I dati su cui si possono fare deduzioni
sono ridotti. Le considerazioni che si possono fare sono delle retrodizioni , cioè si può solamente esprimere
ciò che ci si aspetterebbe sia accaduto in passato. Per noi è molto importante fare comprendere che
l’aspetto soggettivo dell’analisi dei dati e delle valutazioni è molto rilevante. Infatti gli autori distinguono in
due modi differenti le spiegazioni: la prima è quella Nomologica deduttiva (si stabiliscono delle ipotetiche
leggi da cui si deducono conclusioni che verranno sottoposte ad osservazioni e a esperimenti) e la seconda
quella storico narrativa (si cerca di spiegare un presunto scenario storico).
Noi sappiamo che oggi sia nel campo dell’empirismo che in quello della descrizione storica si accetta
solamente un’interpretazione dei dati che appartenga all’ateismo metodologico in cui si scarta a priori una
valutazione che prenda in considerazione lo sviluppo della vita riconducibile a cause trascendenti; significa
che per principio si considerano solo i fattori empiricamente percepibili. Il problema è che questa
accettazione aprioristica è frutto di una visione dogmatica e non scientifica in quanto vi è all’origine di questo
postulato una specifica visione del mondo (naturalismo). Non ci sono motivazioni scientifiche che possano
escludere una creazione che trascende il mondo materiale.
Il naturalismo è una corrente filosofica e si basa su un presupposto specifico: nell’universo e nella storia
agiscono solo forze naturali. Il naturalismo è un’impostazione ideologica che influisce negativamente
nell’interpretazione dei dati riscontrabili. Come già detto non esistono prove che possano dimostrare
empiricamente che nella storia della vita operino solo forze naturali.
Il naturalismo, base ideologica della teoria evoluzionista, porta assolutamente ad uno sconfinamento
dell’interpretazione dei dati fuori dalla scienza; non sono più i fatti riscontrabili ed osservabili ad indurre la
comprensione del reale da parte del ricercatore ma è l’impostazione soggettiva che farà interpretare
l’osservazione e l’esperimento solo in ambito materialista.
La scienza deve essere libera da presupposti soggettivi riferibili ad un’interpretazione filosofica della vita;
molto importante per il progresso della conoscenza della natura è che ci si liberi da ogni presupposto
aprioristico sviluppando delle ipotesi che possano essere verificate.

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DARWIN E LA POLITICA
(S)CONSIGLI PER GLI ACQUISTI

In libreria è possibile trovare un nuovo saggio (“Compagno Darwin”, Sironi editore, scritto da Nicola
Nosengo e Daniela Cipolloni), dove finalmente si riconosce che il darwinismo “invade” la politica e le scelte
dell’uomo, facendo comprendere come molte volte l’interpretazione della teoria in ambito politico faccia
sostenere posizioni che hanno creato molte implicazioni di carattere sociale. Ecco perché è un tema sempre
attuale. Peccato che il passaggio in cui viene descritto il ruolo di Pietro Cerullo e della settimana
antievoluzionista sia decisamente non attendibile.
Fummo infatti noi ad organizzare la settimana antievoluzionista del 2003 con Alleanza Studentesca che, al
contrario di quello che scrive la Cippolloni autrice del capitolo “Kansas City, Italia”, ebbe una risonanza
mediatica incredibile e diede inizio al confronto tra evoluzionisti e antievoluzionisti. Lo testimoniano i
tantissimi articoli pubblicati nella stessa settimana per raccontare l’iniziativa e la letteratura sviluppatasi nei
mesi e negli anni seguenti al 2003.
Nel capitolo si raccontano non solo inesattezze ma vere e proprie menzogne; a pagina 121 si legge “… i
ragazzi di Alleanza Studentesca, appoggiati da Forza Nuova e da alcuni esponenti di Alleanza Nazionale tra
cui spiccava l’ex parlamentare Pietro Cerullo…”. Il movimento di Forza Nuova non ha mai partecipato a
nessuna iniziativa organizzata da noi; a sostenere l’iniziativa di Alleanza Studentesca ci fu solo Pietro
Cerullo. Il Secolo d’Italia, quotidiano ufficiale di Alleanza Nazionale, attaccò l’iniziativa specificando che
Alleanza Studentesca non era un’organizzazione del partito. L’articolo fu pubblicato in prima pagina firmato
da Aldo Di Lello. A sostenere l’iniziativa fu, al massimo, il gruppo giovanile di AN Azione Giovani con la sua
presidentessa, oggi Ministro, on. Giorgia Meloni.
Il tentativo - evidente in molti punti del testo - è quello di ridicolizzare tutta l’iniziativa nata dalla famosa
assemblea al liceo Vittorini di Milano (ottobre 2002) in cui presentammo la nostra posizione ufficiale come
Alleanza Studentesca sui libri di testo di scienze. All’assemblea parteciparono tre studiosi dell’argomento, il
prof F. De Angelis, il ricercatore R. Nalin e il dott. M. Giorgiev.
Molto significativo inoltre è il passaggio che fa riferimento al Prof G. Sermonti, si legge a pagina 118 “… fu
un brutto colpo per la comunità scientifica quando nel 2005 proprio Sermonti è stato insignito del Premio
speciale per la cultura nel settore della ricerca scientifica…” per poi commentare che “ il premio venne
interpretato come uno schiaffo alla scienza…”; forse l’autrice non sa che Giuseppe Sermonti è stato per tre
anni presidente dell’Associazione Genetica Italiana, è stato fondatore con scienziati e studiosi di altri paesi
del “Gruppo OSAKA” che ha come finalità l’elaborazione di una biologia strutturalista ed è autore di oltre
cento articoli scientifici di notevole importanza. Inoltre, se non bastasse, il prof. Sermonti è stato
vicepresidente del XIV Congresso Internazionale di Genetica (Mosca).
Sempre nello stesso capitolo si può leggere “…l’essere umano non è l’ultimo ramo di un albero evolutivo che
affonda le sue radici nel BRODO PRIMORDIALE…”: qui viene da sorridere, l’autrice è rimasta indietro di
qualche decennio, così come i libri di testo delle nostre scuole (guarda caso come diceva Alleanza
Studentesca) che raccontano la favola del chimico S. Miller, in cui si voleva dimostrare che la vita può
nascere dalla materia inorganica...eh no, cara Cipolloni, dal brodo primordiale non è nato nulla che abbia
dato vita allo sviluppo degli organismi ed è uno dei grossi problemi del paradigma evoluzionista: l’origine
della vita.
Insomma, il libro si legge con interesse ed è scritto in modo simpatico, riporta notizie interessanti e conferma
ciò che da sempre crediamo: l’evoluzionismo è una questione politica.

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ENGLARO AL MANZONI
Di seguito riportiamo un articolo apparso sul quotidiano Libero del 16/05/2009.

BEPPINO ENGLARO FA LEZIONE DI ETICA AL LICEO. GLI STUDENTI SI


SPACCANO: “CI VOLEVA UN DIBATTITO”.
di Camilla Montella ............................................................................................................................................

Milano - Nella palestra del liceo Manzoni di Milano Beppino Englaro si siede in cattedra per raccontare la
sua storia, su invito dei Collettivi di sinistra. Fuori, il gruppo giovanile di destra Sintesi appende manifesti di
protesta, perché «è stato negato il pluralismo: per un tema così delicato doveva esserci anche una
controparte».

Ieri al liceo classico milanese, i ragazzi si sono divisi sull'opportunità di un'assemblea con Englaro unico
protagonista. Per due ore tutti gli studenti si sono raccolti in palestra e hanno ascoltato la storia di Eluana, di
quei «5.750 giorni che abbiamo dovuto aspettare dal giorno dell'incidente per veder riconosciuti i principi di
diritto», come ha detto il papà. Un racconto particolareggiato: i passi che hanno portato Eluana da quel 18
gennaio 1992 fino all'ultimo respiro del 9 febbraio scorso. Sono state ripercorse le vicende mediche e quelle
giudiziarie. Sino alla «gogna mediatica», alla «strumentalizzazione e disinformazione», come ha detto
Englaro.

Mancava la controparte. Questa la denuncia di Sintesi, che incolpa il preside e il consiglio d'istituto di essersi
«prestati a questo gioco, dimenticandosi che il loro ruolo consiste nel fornire ai giovani una corretta e libera
formazione culturale, etica e morale». I ragazzi di destra hanno affisso manifesti all'entrata del liceo. “No al
contraddittorio: Collettivo, ti piace vincere facile?” o “Englaro, sulla morte non si specula”. «È inammissibile
che un argomento così importante sia trattato in maniera superficiale, faziosa e partigiana, fregandosene
dell'educazione dei ragazzi», spiega Vincenzo Sofo, responsabile di Sintesi. «Si è preferito evitare il dibattito,
che avrebbe fornito agli studenti una panoramica completa e la possibilità di costruirsi una libera opinione».
Il Collettivo replica che, durante l'autogestione dello scorso inverno, era stato invitato un medico che si
contrapponeva all'eutanasia: l'arrivo di Englaro avrebbe pareggiato quell'intervento. La maggioranza dei
manzoniani ha apprezzato l'assemblea. «Io stesso ero scettico», spiega Davide Canzano, rappresentante
degli studenti, «ma Englaro è stato molto corretto: né toni drammatici, né accuse ai politici; ha ripetuto che è
legittimo pensarla diversamente».

Il padre di Eluana ha parlato anche della vicenda istituzionale: «Il Parlamento non aveva fatto nulla e poi ha
sollevato il conflitto di attribuzione. Senza alcuna giustificazione costituzionale e morale».

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MILANO POST-LETARGO
Milano si è risvegliata.........................................................................................................................................
Capitale d’occidente, città di Ambrogio, campo di incontro e scontro tra arianesimo e dottrine di Nicea, città
dei Visconti, terra di Francia e Spagna e Napoleone e Manzoni, delle cinque giornate, città che sale e
rinasce in vista del 2015. Sempre che non si avveri la profezia Maya e il mondo non venga distrutto dalle
tempeste solari nel non troppo lontano duemiladodici. ......................................................................................
La Milano delle fashion week e della nightlife si sta immedesimando ora nel ruolo di mecenate della cultura
moderna con mostre a dir poco accattivanti per il pubblico medio. ...............................................................
Dopo e insieme a Caravaggio e alla meteora Magritte, che dopo un’iniziale calamitaggio è già ridotta a
manifesto sgualcito alle fermate dei tram che non arrivano mai, è il centenario del futurismo. Che non è stato
banalmente ridotto a una visita guidata all’interno delle sale del Palazzo asburgico, ducale prima reale poi,
ma è sceso nelle strade. Costretto a ripetersi da amministratori e amatori ha suscitato contemporaneamente
la perplessità dell’altrimenti dormiente polizia municipale e l’estasi dei passanti; grazie a futurtram e risse in
galleria è stato reso vivo, pretendendo di essere ringraziato come tentativo riuscito di dare voce alle volontà
bellicose e velocerrime dei firmatari dei suoi innumerevoli manifesti programmatici, alla faccia degli
autovelox, delle vere risse tra baby gang nell’adiacente corso Vittorio Emanuele, e dei dictat
sintatticogramamticali della nostra Crusca. ...............................................................................................
Eccolo di nuovo attivo, reclamante la velocità estreme, la forza fisica e intellettuale che lo hanno creato. Un
miracolo di cui sentivamo il bisogno è avvenuto. Cent’anni dopo la sua nascita e morte. .............................
E’ uscito recentemente un libro rivisitazione della vita di Marinetti, profeta moderno osteggiato in quanto
sostenitore della nostra grande dittatura e portavoce di un movimento troppo moderno per essere davvero
creduto attuabile. L’autore ha presentato una nuova figura impegnata a vivere di contraddizioni e proteggere
quegli artisti che altrimenti avrebbero dovuto bruciare le loro opere nei roghi nazionalsocialisti; un uomo-
artista-intellettuale che ha creato un’avanguardia culla e madre di innumerevoli avanguardie, e ci riferiamo
qui a dadaismo, espressionismo, e futuro bahuaus fino al modernismo. ......................................................
Dadaismo come vita giocosa e arte totale in contraddizione alla violenza della guerra, movimento che poteva
nascere solo nella Zurigo del 1916 ad opera di ventenni esaltati e vogliosi di vivere la loro gioia senza
seccature virili. Espressionismo come arte della realtà, in grado di rendere la vita esasperata del momento.
Bahuaus in quanto luogo e pensiero in grado di progettare un nuovo mondo aperto a tutti. E da qui nascerà il
modernismo, ma è già tardi, e in questa sede non ha più importanza. ...................................................
Ora, questa nuova e tradizionale figura di padre della patria artistica e morale dovrebbe insegnarci a
riappropriarci delle sue idee senza limitarci a copiaincollarle in una realtà dalla quale sono terribilmente
scisse. Semplicemente, perché è cambiata come e con noi, e non possiamo più permetterci di crogiolarci in
un passato che non è e che rifiutiamo dal punto di vista storico, mentre perdiamo di vista il nostro presente e
ancor più il futuro. Il futurissimissimissimo Sant’Elia, architetto visionario e punta di ogni esposizione in
materia è esaltato ed ammirato dai più che nello stesso tempo lottano contro il mostro Moratti per impedire
che la città salga sotto forma di grattacielo in vetro che si attoriglia su se stesso nel mezzo di aree verdi,
troppo naturali in una città di cemento. Il futurtram, un banalissimo tram dalla velocità dubbia raccoglie
consensi e articoli mettendo a tacere le lamentele delle persone stanche alle fermate di autobus coperti da
sporcizia e odori sgradevoli. Le già citate risse organizzate vengono acclamate alla faccia delle neonate
ronde ed è tutto un lamentarsi contro l’estensione del wifi che crea dipendenza mediatica ma acclamare la
luce elettrica nelle zone del centro città e si portano i bambini capaci di funzionare in multitasking da
psicologi ed educatori dell’infanzia mentre si rimane attaccati al giornale cartaceo, leggendo dei mille eventi
circa il futurismo e acclamando alla capacità di innovazione dei suoi fautori. ..................................................
Forse possiamo nasconderci anche noi dietro la contraddizione che avvolse Marinetti e continuare a
perseguitare gli street artists felicitandoci con la nostra patria per averci dato un’avanguardia così
avanguardistica.

Tutt el mond a l'è paes, e semm d'accord, ma Milan l'è on gran Milan.

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TROVATO «L´ANELLO MANCANTE»
DELL´EVOLUZIONE UMANA: IL FOSSILE IDA
Reperto scientifico importante trasformato in gadget mediatico
di Mihael Georgiev

Il 19 maggio 2009 al Museo di Storia Naturale di New York un gruppo di paleontologi scandinavi ha esposto
un fossile, presentandolo ai giornalisti come l´«anello mancante» dell´evoluzione dell´uomo. La notizia è
stata diffusa dalla stampa mondiale e i media audiovisivi che hanno chiamato il fossile «l´ottava meraviglia
del mondo», un fossile che «può riscrivere la scienza», «confermare Darwin», «smentire definitivamente la
religione» e così via. Ne hanno dato notizia anche i mezzi di comunicazione italiani [...].
Di cosa si tratta veramente? Il fossile «Ida» è stato trovato ne 1983 in Germania, nella cava di Messel vicino
a Francoforte, da un cercatore di fossili. Per oltre 20 anni il collezionista privato, ignorando l´importanza del
fossile, l´ha tenuto in casa, ma alcuni anni fa alla fiera del fossile in Germania un esperto ha capito
l´eccezionalità del reperto, valutandolo a un milione di euro. Grazie a la sua intermediazione il collezionista
ha consentito a Jorn Hurum, paleontologo dell´Università di Oslo, di esaminare il fossile, cosa che Hurum ha
fatto lavorando in segreto per due anni. Alla fine l´affare si è fatto e nel 2006 il fossile è stato venduto al
museo di Storia Naturale di Oslo. Poiché si tratta di animale di sesso femminile, Jorn Hurum l´ha chiamato
Ida, al nome della propria figlia, mentre come nome scientifico ha scelto Darwinius masillae (darwiniano di
Messel), in onore del grande naturalista inglese nell´anno delle celebrazioni darwiniane.
Secondo la scala geologica del tempo il fossile avrebbe vissuto 47 milioni di anni fa, durante l´eocene. In
quell´epoca la cava di Messel era un lago vulcanico circondato da foresta tropicale. Abbeverandosi nel lago,
Ida sarebbe morta dalle esalazioni di anidride carbonica (CO2), quindi caduta nel fondo del lago dove vi
erano condizioni ideali per la rapida fossilizzazione. La cava di Messel ha infatti reso già tanti reperti fossili,
ma Ida (Darwinius masillae) è un fossile unico ed eccezionale: oltre 95% dello scheletro è conservato in
ottimo stato, e sono addirittura riconoscibili i residui fossili dell´ultimo pasto. In confronto, della famosa Lucy
è stato trovato meno di 40% dello scheletro.
Il corpo di Ida è grande quanto quello di un grosso gatto, ha una lunga coda e somiglia moltissimo al
simpatico lemuro che vive in Madagascar. Frammenti di fossile simile erano già stati trovati nel Nord
America - ma solo frammenti.
I pollici delle zampe anteriori sono opponibili alle altre dita, la struttura delle zampe posteriori comprende
tallone simile a quello umano, al posto degli artigli Ida aveva delle unghie. Ciò non la rende anello
«mancante»: non le manca infatti niente che non sia già presente nei diversi primati (e nell´uomo).
Insomma, un antico lemuro che dal punto di vista evoluzionistico potrebbe essere inserito nella storia
evolutiva dei primati e dell´uomo, cioè scimmie e uomo, dove esattamente ancora non si sa, gli esperti si
devono ancora pronunciare. I paleontologi scandinavi hanno già decretato le loro certezze scavalcando gli
esperti "mondiali" e utilizzando IDA gadget mediatico e commerciale.
Prima di portarlo a New York, Hurum e i suoi colleghi scandinavi hanno pubblicato le loro conclusioni sulla
rivista online Plos one (Public Library of Sience) http://everyone.plos.org/2009/05/19/plos-one-introduces-
darwinius-masillae/ . Si tratta di una rivista-blog di libero accesso e gli autori - scienziati professionisti -
hanno dichiarato di aver scelto questo tipo di pubblicazione per consentire accesso libero al grande pubblico
e agli interessati; se avessero invece discusso l´eccezionale ritrovamento solo nelle riviste scientifiche
specializzate, il fossile sarebbe rimasto per molto tempo chiuso nella torre d´avorio degli scienziati.
Non è il caso di commuoversi per il loro amore per la divulgazione scientifica: il fossile è stato pur pagato un
milione di euro e in qualche modo l´investimento si dovrà recuperare. E la comunità scientifica? Ha dovuto
ingoiare un boccone amaro, ma potrà sempre consolarsi - business a parte – con il fatto che il fossile è
utilizzato per la comune causa evoluzionista.

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Le riviste scientifiche hanno però preso immediatamente le distanze dalle conclusioni trionfali dei
paleontologi scandinavi: si può essere evoluzionisti e allo stesso tempo intellettualmente onesti, e ciò è più
facile per chi non deve recuperare un milione di euro o guadagnarci altro danaro sopra.

La prima rivista che ha commentato il reperto è stata la New Scientist, che il 21 maggio pubblicava un
articolo a firma di Chris Beard, esperto di paleontologia dei vertebrati del museo Carnegie di Storia Naturale
(concorrente di quello dove è stata fatta la presentazione), dal titolo significativo «Perché il fossile Ida non
è l´anello mancante» (vedi http://www.newscientist.com/article/dn17173-why-ida-fossil-is-not-the-missing-
link.html). Le «ammiraglie» della scienza, come ad esempio le riviste Nature e Science, per ora hanno
snobbato il fossile.
Siamo di fronte ad un´operazione mediatica di straordinaria efficacia. Il business è business e va rispettato,
basta non confondere la propaganda con il significato scientifico che deve essere ancora discusso nelle sedi
più idonee.

La notizia per ora è stata sottoufficiale, poi diventerà ufficiale. (Totò)

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STRANI RAGAZZI
LA GOLIARDIA È DI CASA

“Strani Ragazzi è un’idea che si protende verso l'infinito, tra sogno ed immanentismo, per un futuro
trasfigurato nella contingenza dei fatti. È un coitus non interruptus di goliardia irrefrenabile orientata alla
distruzione costruttiva, impulsiva e creativa di situazioni immutabili in continuo movimento. È un ossimoro, un
turbine di non-sensi e controsensi coerenti tra loro in quanto finalizzati all'Unico. È la personificazione della
dandy-scapigliatura. È un'antitesi perenne risolvibile nella sintesi definitiva.”

Così gli Strani Ragazzi si auto descrivono nelle prime righe del loro gruppo su facebook e sul loro blog.
A dirla tutta però, non è che emerga evidente chi siano questi Strani Ragazzi. Anzi, rettifico, dalla loro
descrizione si capisce chi sono: sono persone che hanno fatto dell’abile ed ironico uso delle parole il loro
strumento di comunicazione. È tuttavia poco chiaro per quali fini usino il loro tempo, le loro capacità e la loro
ironia. E per far questo ci solo io adesso, ad illuminarvi il cammino nel fosco sentiero.
Preciso sin da subito, o quasi, che il sottoscritto è ovviamente membro e co-fondatore di Strani Ragazzi.
Essere co-fondatore di Strani Ragazzi non vuol dire un cavolo, e non comporta nessun impegno (un po’
come fare il deputato) e l’ho detto solo per darmi un po’ di tono, che non fa mai male.
Dopo questa introduzione farneticante vi spiego chi sono e, soprattutto, cosa fanno gli Strani Ragazzi. Il
gruppo Strani Ragazzi nasce circa un anno fa da un manipolo di audaci giovinotti milanesi, stanchi del
perbenismo dilagante e dell’assenza di colore nelle vite dei giovani di oggi. Spinti da istinto primordiale di
dare sfogo alla propria estrosità, alla propria creatività ed alla propria goliardia, gli Strani Ragazzi si
uniscono, perché insieme si fa più scompiglio.
Essere uno Strano Ragazzo (anche al singolare vuole le lettere maiuscole) significa dire ciò che si pensa a
tutti, in faccia, senza farsi troppi problemi, senza pensare alle conseguenze, si dice la verità, sempre e
comunque, e basta. Significa che in qualunque momento un amico chiami, per bisogno o per diletto, c’è
sempre uno Strano Ragazzo pronto ad accorrere. Significa fare cose a caso, per vedere le reazioni della
gente che, o rimane sbigottita (poiché ignorante), o ride (sempre poiché ignorante).
Ma qual è il fine? Il fine ultimo è duplice. Innanzi tutto lo facciamo per noi, per non sentirci costantemente
intrappolati tra le fitte maglie delle reti del perbenismo. Essere liberi sulla carta è una cosa, esserlo davvero
è tutt’altro. Noi, Strani Ragazzi, siamo liberi sempre. La seconda finalità è l’altruismo; nel senso che
vogliamo mostrare a più persone possibili che un alternativa alla solita monotonia c’è, che la goliardia non è
morta e che, in fondo, volere è potere.
Spero di avervi chiarito le idee su chi siamo, cosa siamo e perché siamo Strani Ragazzi. Se invece non
avete capito nulla e pensate che siamo solo una banda di squinternati, allora accendete la tv, spegnete il
cervello, e guardatevi il Grande Fratello.

STRANIRAGAZZI.BLOGSPOT.COM

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IL PESCATORE
All'ombra dell'ultimo sole
s'era assopito un pescatore
aveva un solco lungo il viso
come una specie di sorriso.

Venne alla spiaggia un assassino


due occhi grandi da bambino
due occhi enormi di paura
eran gli specchi di una avventura.

E chiese al vecchio dammi il pane


ho poco tempo e troppa fame
e chiese al vecchio dammi il vino
ho sete e sono un assassino.

Gli occhi dischiuse il vecchio al giorno


non si guardò neppure intorno
ma versò il vino e spezzò il pane
per chi diceva ho sete ho fame.

E fu il calore di un momento
poi via di nuovo verso il vento
davanti agli occhi ancora il sole
dietro le spalle un pescatore.

Dietro le spalle un pescatore


e la memoria e' già dolore
e' già il rimpianto di un aprile
gioca con l'ombra di un cortile.

Vennero in sella due gendarmi


vennero in sella con le armi
chiesero al vecchio se lì vicino
fosse passato un assassino.

Ma all'ombra dell'ultimo sole


s'era assopito il pescatore
aveva un solco lungo il viso
come una specie di sorriso
e aveva un solco lungo il viso
come una specie di sorriso.

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SOLLECITAZIONI ELETTORALI
SOLLECITAZIONE N° 1. Questa volta puoi scegliere il candidato, quindi fallo!!!

SOLLECITAZIONE N° 2. Non scegliere a caso, informati.

SOLLECITAZIONE N° 3. Una volta informato, scegli gente giovane, seria e preparata.


Se, una volta fatto ciò, non sai ancora chi votare, segui i consigli di Sintesi:

Provincia di Milano
I residenti nel Collegio 7 di Milano hanno la fortuna di poter votare come consigliere provinciale un ragazzo
(classe 1982) con esperienza e molto in gamba:
NICOLO’ MARDEGAN, lista PdL.
Per informazioni su chi è e su ciò che ha fatto in passato, vai su www.nicolomardegan.it.

Parlamento europeo
Segnaliamo una promettente ragazza di 25 anni, LARA COMI, lista PdL.

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sintesimilano.altervista.org

Hanno collaborato: C. Boccassini, R. Boccassini, S. Cappellari,

N. Ciravolo, F. Ferracci, F. Fratus, M. Galletta, C. La Ferla, D. Leotti,

B. Leva, R. Malossi, F. Monti, D. Rossi, A. Santini, V. Sofo.

e-mail: info.sintesimilano@gmail.com

Anno 0 nr. 10 OBBEDIAMO A UN SOLO DOVERE: LA NAZIONE EUROPA Pagina 12 di 12