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Numero 22 Responsabile: Vincenzo Sofo

Sintesi Milano www.sintesimilano.org Anno 0 - Numero 22


Immagine copertina, fonte: www.zimbio.com

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OBBEDIAMO AD UN SOLO DOVERE:


LA PATRIA EUROPA

ANNO 0 – NUMERO 22

INDICE
Sintesi …….……………………
…….…………………….………………………....……………….
...………………. pag. 2
Cogito, ergo cogito ……
………..............……….....................….….......…...….
….......…...…. pag. 3
L.O.V.E. reigns over uss ……………..……….......….……….….……..…..
….……..….. pag. 4
Futuro e Libertà mette iin crisi il Comune di Milano ……………….……..
…….. pag. 5
Gli ultras serbi e la lezioone al popolo italiano ……….….………………....
……………….... pag. 6
La Nato alla frutta in Affghanistan ………….…………………….……….
…….………. pag. 7
Fuori dai pregiudizi, preesto altri incontri ……..…………………...….……
….…… pag. 8
De Corato: l’odio per i w
writers e l’amore per le affissioni abusive.....….
.….…. pag. 9
Tentazioni culturali ………..
………..………….…………………….…....……
………. pag. 10
Atomi cinematografici ………...…
………...……….……..………………….…....
....…. pag. 11
Immagina .....…….......…
…………………………...…………….………
……… pag. 12
Redazione, contatti e avvertenze ………
……….…….………………..…………
………… pag.
pag 13

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EDITORIALE

SINTESI
olti parlamentari di Camera e Senato pronti a passare con il FLI e lasciare il PDL. Nel partito (?) di
Molti
Berlusconi lo si sa bene e la preoccupazione sale. Oltre a non essere riusciti ad abbattere il Presidente della
d
Camera con la storiella della casa di Montecarlo, oggi, Gianfranco Fini è piu’ forte e sicuro di prima. La
magistratura ha archiviato il caso (della casa) e quindi tutto ciò che riguarda la giustizia lo rende intonso da
attacchi pretestuosi.
gio dei nuovi adepti nelle fila del FLI avverrà, si dice, prima del 66-7
Il passaggio 7 novembre giorni del meeting
nazionale del Comitato promotore di Fli. Ormai ci sono anche i nomi dei parlamentari che vogliono
“fuggire” dal PDL per aderire al FLI. La voce è talmente vera che ieri si è mosso il Silvio per cercare di
stoppare l’iniziativa. Si dice che il prossimo mercoledì 5 o 6 esponenti del maggiore partito in Italia
cambieranno gruppo; l’annuncio sarà dato con una conferenza stampa. Daniele TOTO, Roberto RUSSO,
Alessio BONCIANI ed altri sono pronti a lasciare Berlusconi.
Siamo ai preparativi per il governo tecnico? Molti parlamentari hanno paura di non essere confermati e allora
passano in altri schieramenti? È possibile, ma sicuramente non l’unica ragione dell’eventuale passaggio…
Nel PDL i malumori sono molti, dalla base salendo verso i vertici vi sono tantissimi arrabbiati e scontenti.
Non si comprende perché il parlamento non fa nulla (solo 10 leggi dall’inizio dell’anno), non si hanno
strategie e si è impantanati su problemi specifici del Premier… molti si sono stufati; giustamente.
Certo un governo tecnico con PD e IDV ha dell’assurdo ma è anche vero che questa legge elettorale elettora è da
cambiare… come è vero che in Italia non si sceglie il capo del governo ma i parlamentare e il Presidente
della Repubblica decide se sciogliere o no le camere.
Fini e D’Alema, dalla bicamerale al governo tecnico… ?

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SCIENZE

COGITO,
E
ERGO COGITO
Sarà perché “chi si ferma è perduto”. Sarà perché “cogito
erogo sum”. Sarà per quel che sarà ma sono profondamente
convinto che se ci fermassimo nella ricerca, nella voglia di
sapere, di scoprire, di sentire, allora moriremo. Una di quelle
morti molto pococo eroiche, appassendo, giorno dopo giorno,
sul divano di casa; una candela che finisce e si spegne, senza
neppure l’onore di vedere quella bavetta di fumo che si alza
dallo stoppino esausto.
Ma tutto questo preambolo per dire cosa? È presto detto.
Qualche giorno fa, come alcuni di voi sapranno, si è svolta a
Milano la conferenza “L’inganno dell’evoluzione e il segreto
della materia”. Risparmiandovi tutta la solita chiacchierata
sull’autorevolezza o meno dei relatori, sulla loro
preparazione, persino sulla veridicità scientifica di quello che
hanno detto, voglio andare oltre. Innalzare il discorso dal
mero parlato al concettuale.
Io non sono un biologo, ne un chimico, ne un fisico, ne ho in
generale alcun tipo di formazione accademica nell’ambito
delle scienze
ze pure. Ciononostante, e forse per questo, la
conferenza mi è piaciuta molto. Dico “forse per questo”
perché il non avere un sub strato di preconcetti, di idee
inattaccabilmente e per forza vere, mi ha permesso di volare
con la mente. Di pensare fuori dagli li schemi. Fuori da quelle strutture costituite da tutto quello che abbiamo
imparato e che si è sedimentato nella nostra mente ed attorno ad essa, imprigionandola. Uscire da
quell’ammasso di dictat che ingessano e bendano gli occhi del pensiero.
Senza dirvii se condivido o meno il contenuto della conferenza, vi dico però che mi ha fatto pensare. E
pensare. Queste poche righe vogliono essere una risposta a tutti quei vecchi parrucconi che hanno gettato
fango e discredito su una conferenza, senza neppure esseesserci
rci stati. Voglio cercare di far capire che a volte la
vita non va vissuta da turista, passeggiando e facendo foto a ciò che di bello si vede, ma sempre con un certo
distacco, senza vivere nulla da protagonista, in prima persona. Prendendo tutto ciò che vediamove come vero
ed inattaccabile. La vita è meglio viverla con il pensiero che corre veloce, oltre ogni ostacolo e pregressa
conoscenza o credenza, accendendo la luce della curiosità nel buio della vecchia biblioteca impolverata della
nostra mente. Il pensiero
iero può volare alto, anche oltre i confini dell’universo, anche se, a dare ascolto alla
scienza, l’universo i confini non li ha.

Io so di non sapere.

(Socrate)

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CULTURA

LL.O.V.E. REIGNS
OVER US
Novità in piazza Affari. Davanti alla sede della bborsa
orsa milanese si erge maestoso e pieno di contenuto il dito
medio alto undici metri scolpito da Maurizio Cattelan, provocatore del contemporaneo autoproclamatosi
artista in virtù della sua capacità di creare forme ben comprensibili a chiunque.
Se l’arte infatti
fatti ha sempre avuto bisogno di uno sforzo intellettivo per essere compresa e interpretata, la sua
produzione si inserisce nel contesto e da tutti viene recepita, il suo messaggio da tutti condiviso. Nel
momento in cui alla dialettica si sostituisce l’ins l’insulto,
ulto, in ogni sfera della vita sociale, l’artista ritiene
necessario utilizzare lo stesso linguaggio della massa perché questa possa capirlo.
Ben lontani dall’epoca in cui arte era prodotto di élite solo successivamente raggiungibile dai più, ma anzi
pienamente
mente partecipi della congiuntura in cui chiunque deve potere accedere e capire tutto, ecco che un dito
medio diventa arte, definizione sopportata dalle fattezze, vicine alla statuaria romana, dal fatto che il gesto è
antico e quindi mitologico.
Ma saranno i posteri a decidere il suo status, perciò
poniamo che si tratti di un’opera d’arte.
L’artista, donatolo alla municipalità, rivendica di
doverne gestire la collocazione, alcuni esponenti della
giunta milanese vogliono trasferire l’opera al museo di
arte contemporanea
ontemporanea e altri ancora preferirebbero
lasciarlo dove si trova; quale la collocazione più
idonea?
Senza entrare nel merito delle competenze dell’artista
rispetto al prodotto finito e consegnato, ritengo che la
collocazione di un prodotto contemporaneo all’interno
di un museo dedicatogli non possa contemplarsi in
questo caso. Perché, se accostare il dito a un
monumento antico è azzardato e anacronistico,
sicuramente ben realizza il significato del luogo in cui
si trova: il dito della borsa stessa, rivolto
rivolt verso lo
spettatore, a ricordargli che l’Arte può solo essere
mezzo del potere. Potere che si adegua al linguaggio
contemporaneo, potere che finalmente ammette qual è
il suo fine ultimo, fine finalmente comprensibile dal
cittadino qualunque.
Per esplicaree celebrando la politica economica dei
partiti dell’amore, quale monumento migliore di
L.O.V.E.?


Non diping
dipingo un ritratto che assomiglia al modello,
piuttosto è il modello che dovrebbe assomigliare al ritratto.

(Salvador Dalì)

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COMUNALI 2011

FUTTURO E LIBERTA’
M
METTE IN CRISI
IL CO
OMUNE DI MILANO
La campagna elettorale in vista delle prossime elezioni comunali milanesi non poteva iniziare in un
contesto più confuso: la Moratti non ancora incoronata ufficialmente, il ruolo di De Corato in bilico
a causa della perdita di credibilità e del pressing leghista, le mosse ambigue dell’ex sindaco
Albertini,
ini, le primarie del Pd con polemiche annesse, ecc.
A ciò si aggiungono le transazioni di mercato che stanno tenendo banco all’interno del centro- centro
destra, in particolare le defezioni che affliggono il Pdl. Dopo la consigliera comunale Barbara Ciabò
e l’assessore
ssore Landi di Chiavenna, si registra il passaggio a Futuro e Libertà del Presidente del
Consiglio Comunale ed ormai ex forzista Manfredi Palmeri. Ad esso sembrano volersi aggregare a
breve gli ex assessori Paolo Massari e Tiziana Maiolo. Altra adesione al partito finiano viene dalla
candidata alle elezioni regionali Silvia Ferretto (ex moglie del vicesindaco De Corato), già passata
da An all’Udc e ora tornata alle origini.
Insomma, è scattata la lotta per afferrare (o tenersi strette) le cadreghe. E mentre nei salotti avviene
il “calciomercato”, l’unica a lavorare in Comune sembra essere la Lega, per mezzo del consigliere
comunale Matteo Salvini e dell’assessore Alessandro Morelli. Obiettivo il potenziamento della
presenza nel territorio e le iniziative di riqualificazione dei quartieri di Milano: feste nelle cascine
storiche, notti bianche e spettacoli teatrali all’Ortomercato, solo per citare alcuni eventi di questi
giorni.

Quando vedi la tua verità fiorire sulle


labbra del tuo nemico, devi gioire,
perché questo è il segno della vittoria.

(Giorgio Almirantee)


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ATTUALITA’

GLLI ULTRAS SERBI


E LA LEZIONE
AL P
POPOLO ITALIANO
Quello che si è tenuto ieri sera allo stadio Marassi di Genova è uno spettacolo ignobile, orribile,
osceno, inaccettabile e compagnia bella. Lo hanno pensato e detto tutti. In particolare si sono
sbizzarriti i telecronisti della Rai, da sempre conosciuti per la loro preparazione.
A prescindere dalle solite scene di violenza a cui siamo abituati (salvo voler fare i casti e puri
quando a farlo sono gli stranieri), colpiscono due fatti che non sono invece stati sottolineati da
nessuno: innanzitutto il fatto che l'intemperanza dei tifosi si serbi si è fermata soltanto durante il
minuto di silenzio per la commemorazione dei nostri caduti in Afghanistan... inaspettato segno di
rispetto, alla faccia di quanto invece detto dagli intelligentoni dei telecronisti rai.
Per la prima volta dopo tantoo tempo abbiamo poi assistito ad uno scatto d'orgoglio patriottico da
parte della popolazione italiana, in questo caso la tifoseria genovese. Finalmente si sono visti
migliaia di tifosi italiani cantare con il loro inno con un ardore e una passione tali da affondare
l'inno serbo in un mare di fischi.
La verità è che ieri sera quel "manipolo" di ultras/teppisti/delinquenti/comevoletevoi serbi hanno
palesato i limiti del nostro popolo (oltre che della nostra polizia): la storia insegna impietosamente
come l'unico
nico collante capace di tenere uniti gli italiani è la paura. Non si ha traccia di popolo
italiano nel vero senso della parola se non quando si è trovato davanti ad un invasore. Forse perchè
è sempre rimasta una Nazione, senza mai diventare Patria.

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ESTERI

LA N
NATO ALLA FRUTTA
IN
N AFGHANISTAN
Tratto da Il Fatto Quotidiano, del 233/10/2010

Per capire com'è conciata la Nato in Afghanistan bastano due episodi accaduti questa settimana. Lunedì c'è
stato, a Roma, l'incontro dei rappresentanti dei 45 Stati che occupano quel Paese. Inaspettatamente era
presente un iraniano di alto livello, Alì Oanezadeh, verso il quale gli americani si sono mostrati insolitamente
cordiali. Alla fine Holbrooke ha detto: «Riconosciamo che l'Iran ha un ruolo da giocare per una soluzione».
Ma come? L'Iran non era uno dei tre Paesi dell' "asse del Male", uno degli "Stati canaglia", violatore dei
"diritti umani"? E la povera Sakineh, in fondo solo colpevole di aver fatto accoppare il marito? Tutto messo
nel ripostiglio, per il momento. Per piegare l'Afg
l'Afghanistan va bene anche l'Iran.
Mi ha chiamato la Radio iraniana e l'intervistatrice, Amina Rasj, mi ha chiesto che cosa ne pensassi di queste
profferte americane. Ho risposto che, a mio avviso, accettarle sarebbe per l'Iran un ggraverave errore politico oltre
che un'infamia. «Un errore perché se agli americani riesce una "exit strategy" dall'Afghanistan il prossimo
obbiettivo siete voi. Un'infamia perché andreste ad aiutare Golia contro Davide, contro un Paese che lotta, da
solo, controro mezzo mondo». Ma dubito che gli iraniani ci sentano da questo orecchio. Sono sempre stati
ostili ai Talebani, perché li vedono come dei concorrenti ideologici, più "duri e puri",puri e non li hanno mai
aiutati.
Il secondo episodio riguarda le notizie che ssarebbero
arebbero in corso trattative a Kabul fra Karzai e "alti comandi"
talebani legati direttamente al Mullah Omar sotto il patrocinio del mitico generale Petreus che avrebbe
addirittura facilitato il trasferimento, via aereo, di questi negoziatori dai loro "cov
"covi"
i" in Pakistan a Kabul. Una
balla ridicola. Se gli americani avessero saputo dove si trovavano questi "alti comandi" li avrebbero già fatti
fuori come han fatto con altri leader talebani. È una manovra per cercare di dividere i Talebani, come
afferma Abdul Salan Zaeef, ex ambasciatore del governo talebano a Islamabad, catturato dopo la caduta
dell'Emirato e, prima di finire a Guantanamo, passato per le carceri di Bagram e Kandahar dove è stato
denudato e deriso dai militari americani, uomini e donne, mentre un altro scattava fotografie, ma che da
tempo si è staccato dal movimento del Mullah Omar. All'inviato del Corriere, Lorenzo Cremonesi, che gli
chiedeva se i guerriglieri non fossero indotti alla trattativa perché nell'ultima offensiva di Petreus avrebbero
avrebber
perso quasi 5000 uomini, Zaeef ha risposto: «Chi mette in giro questa leggenda non sa nulla degli afgani. Se
uccidono mio fratello devi morire pur di vendicarlo... Petreus ha lanciato un'offensiva massiccia ma ha
rilanciato la guerriglia. Siamo fatti coscosì.
ì. La guerra è parte della nostra cultura. Più ci ammazzano e più
diventiamo coriacei».
In realtà contatti fra emissari di Karzai e di Omar sono in corso da un anno. Non a Kabul, in Arabia Saudita
sotto il patrocinio del principe Abdullah. Ma la precondiz
precondizione
ione posta da Omar è che prima di iniziare qualsiasi
trattativa le truppe straniere se ne devono andare. E dice Zaeef: «Queste condizioni non sono mai cambiate.
Per i Talebani l'Afghanistan è dal 2001 sotto occupazione, non riconoscono Karzai, il governo, la
costituzione, le elezioni. E quindi prima la coalizione si ritira. Poi ci penseranno i Talebani a trattare con il
resto del Paese». Sarebbe giusto così: sono gli afgani che devono decidere del proprio destino. E la "exit
strategy"? Siamo noi che abbiamo creato "il pantano afgano" ed è giusto che ne usciamo coperti del fango
che ci siamo meritati.

di Massimo Fini
(fonte: www.massimofini.it)

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EVOLUZIONISMO

FUOR
RI DAI PREGIUDIZI,
PRES
STO ALTRI INCONTRRI
Si è svolto a Roma presso la sala Carroccio del Campidoglio il contraddittorio tra studiosi s della teoria di
Darwin. In sala, a contendersi l’attenzione dei presenti, ddue ue agguerriti evoluzionisti, Roberto Verolini e Aldo
Piombino e dalla parte opposta del tavolo un preparatissimo Stefano Bertolini (presente al posto del prof.
Roberto de Mattei che per impegni improvvisi non è potuto essere presente) e un acceso Ferdinando Ferdinand
Catalano. Dopo l’introduzione di Biagio Cac Cacciola,
la, che ha evidenziato l’importanza di questi incontri visto
che dopo oltre 150 anni di ricerche non si sono ancora evidenziate prove reali ed incontestabili a sostegno
del (neo)darwinismo. Stefano Bertolini ha iniziato il suo intervento con il gravoso compito di rispondere
alle 22 questioni poste da Aldo Piombino in merito alla pubblicazione del libro curato dal prof. Roberto de
Mattei “Evoluzionismo: il tramonto di una ipotesi”.
Bertolini ha evidenziato come molte questioni poste da Piombino non erano nemmeno da presentare in
quanto già spiegate nel libro curato dal vicepresidente del CNR; nello specifico ha fatto notare che come
sempre, gli evoluzionisti, pieni di pregiudizi e molto presuntuosi, non leggono i testi ma m procedono per
“sentito dire”. Non si è fatta attendere la risposta di Aldo Piombino che, onestamente, ha prima ammesso di
avere letto i riassunti e non il testo per poi procedere nella sua spiegazione di come la teoria di Darwin è
valida, ha presentato
sentato le sue posizioni in merito ai fossili spiegando il motivo per cui non vi sono fossili di
transizione.
Conclusoo il resoconto di Piombino, un gentile e disponibile Roberto Verolini, ha fatto notare quelle che per
lui sono contraddizioni nell’imposta
nell’impostazione
zione della ricerca scientifica dell’associazione AISO. Il professore ha
confermato che è evidente una presa di posizione aprioristica da parte dei contendenti e ha ribadito che non
esiste una teoria alternativa a quella di Darwin. Terminata l’esposizione del prof. Verolini la parola è passata
a Ferdinando Catalano; il fisico si è alzato in piedi e ha iniziato il suo intervento spiegando l’impossibilità di
discutere sceintificamente con gli evoluzionisti perché la loro posizione non si basa sulla confutazione delle
tesi anti-evoluzioniste
evoluzioniste ma sono impegnati solamente a screditare tutti gli studiosi che non si adeguano al
pensiero unico dell’evoluzione, cita alcuni esempi in cui la sua persona è stata fatto oggetto di insulti da
persone che non hanno mai letto i suoi saggi o i lavori scientifici da lui presentati.
Catalano ha poi illustrato cosa s’intende per scienza e come, nella realtà, la teoria di Darwin non sia scienza
mancando dei requisiti minimi di validità scientifica. Davanti ad d un pubblico molto attento hanno preso
parola anche due ospiti, il fisico ricercatore Andrea Lucarelli esperto sulle questioni dell’origine della vita e
il professore Ulisse di Corpo dell’Università di Viterbo che ha illustrato la teoria Sintropica. Il
contraddittorio
ntraddittorio si è svolto con il rispetto tra le parti anche se in qualche occasione gli animi si sono accesi…
Tre considerazioni sono da evidenziare:
- gli evoluzionisti non hanno la minima conoscenza della letteratura antievoluzionista e creazionista.
- gli evoluzionisti credono di essere i detentori della verità
senza provare a mettere in dubbio le proprie convinzioni,
questa posizione è un assoluto errore verso la scienza.
- vi è una sostanziale credenza erronea, cioè che tutti i biologi e
genetisti siano
no evoluzionisti; un nome per tutti: Francis Collins.
La conclusione dell’incontro ha dimostrato la sostanziale
preponderanza nel pregiudizio dell’analisi dei dati; la strada da
percorrere nella ricerca delle nostre origini è ancora molto
lunga e lo sarà sinoino al momento in cui il dubbio non sarà la
parola d’ordine degli scienziati. Presto pubblicheremo le
risposte ad Aldo Piombino curatee da Stefano Bertolini e
attenderemo le eventuali risposte.

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POLITICA MILANO

DE CORATO:
L’ODIO PE
ER I WRITERS E L’AM
MORE
PER LE
E AFFISSIONI ABUSIV
VE
(tratto dal blog del Comitato Viviamo Milano, http://viviamomilano.wordpress.com)

La gestione di De Corato, l’abbiamo detto ormai svariate volte, non è per nulla nu convincente e
presenta molti aspetti di ambiguità per i quali – prima o poi – dovrà rendere conto ai cittadini.
Ad esempio il cavallo di battaglia del nostro vicesindaco è da molto tempo la lotta ai writers che
con i loro graffiti (talvolta murales e oogni gni tanto anche opere d’arte) spaventano Milano e
contribuiscono al suo degrado. Di certo a nessuno piace vedere imbrattati i muri di casa propria, ma
immaginiamo che il vicesindaco di una metropoli come Milano potrebbe dirottare il suo
accanimento su questioni
tioni più gravi come la delinquenza, l’immigrazione, la disoccupazione, le case
popolari… e magari, dato che ha la delega al traffico, alla mobilità.
In ogni caso, pur fingendo che quello dei writers sia effettivamente il principale problema, ci
colpiscono la poca trasparenza ed il doppiopesismo adottati. Se infatti il Comune è sempre
tempestivo a rintracciare e denunciare i graffitari, un simile atteggiamento non si vede quando si
parla di un altro fenomeno: le affissioni elettorali abusive.
Poco tempo fa si è svolta infatti la festa del Popolo delle Libertà a Milano e – come tutti avrete
potuto notare – la città è stata invasa da manifesti affissi su semafori, pali della luce, muri, ecc…
tutto in modo abusivo. La Prefettura ha da più di 21 giorni invitato il Comune a verificare la
situazione e a prendere provvedimenti… ma nessuna risposta. De Corato e il Pdl tacciono. E, in
molti casi, i manifesti ancora adesso non sono stati rimossi, contribuendo alla sporcizia e al degrado
della città.
Dal nostro punto di vista, sarebbe ora che De Corato lasciasse il proprio incarico… anche perchè,
percependo lo stipendio di parlamentare, di sicuro non si troverebbe in mezzo ad una strada.

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TENTAZIONI CULTURALI

“L'uomo
L'uomo deve ridiventare, anzitutto
anzitutto,, essere spirituale, teso verso
tutto ciò che innalza e nobilita: se no, quantunque gradevole sia la decorazione,
la vita risulta
isulta solo una mangiatoia, in cui ci si sazia e l'essenziale non esiste più.”
più.

(Lèon Degrelle)

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ATOMI CINEMATOGRAFICI

Jake: Sono stato mandato qui per imparare i vostri costumi affinché io pot
potessi
essi portare questo messaggio e
………..voi poteste credermi.

Neytiri: Che cosa stai dicendo? Sapevi che sarebbe successo?

Jake: Si. All’inizio ho eseguito degli ordini, ma poi è cambiato tutto. Capisci? Mi sono innamorato. Mi
………..sono
sono innamorato della foresta e del ppopolo
opolo e di te. Di te. Io mi sono fidata di te.

Jake: Continua a fidarti, ti prego.

Neytiri: Tu non diventerai mai uno del popolo!

(Jake Sully a Neytiri, dal film “Avatar” di James Cameron 2010)

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IMMAGINA
Immagina non ci sia il Paradiso
prova, è facile
Nessun inferno sotto i piedi
Sopra di noi solo il Cielo
Immagina che la gente viva al presente...
Immagina non ci siano paesi
non è difficile
Niente per cui uccidere e morire
e nessuna religione
Immagina che tutti
vivano la loro vita in pace..

Puoi dire che sono un sognatore


ma non sono il solo
Spero che ti unirai anche tu un giorno
e che il mondo diventi uno...

Immagina un mondo senza possessi


mi chiedo se ci riesci
senza necessità di avidità o rabbia
La fratellanza tra gli uomini
Immagina tutta le gente
condividere il mondo intero...

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ANNO 0 – NUMERO 22

Responsabile:
Vincenzo Sofo

Redazione:
Riccar
Riccardo Boccassini, Nicolò Ciravolo,
Fabrizio Fratus, Barbara Leva

Hanno collaborato:
Claudio Boccassini, Matteo Galletta, Dario Leotti,
Roberto Malossi, Andreas Santini, Andrea Vellante

Sintesi Milano è una rivista gratuita il cui scopo è divulgare informazioni a carattere culturale, o in ogni caso
che risultino utili ad avere maggiori strumenti per analizzare la società in cui viviamo in modo libero, critico
e non condizionato. Senza alcun fine di luc lucro e senza nessun tipo di finanziamento.
Coloro che scrivono per questa rivista, lo fanno per pura passione: si tratta infatti principalmente di studenti
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