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Causa funeris e causa religionis: spunti ricostruttivi sui

sacra praticati dai collegia funeraticia


Antonino Milazzo
Il principio associativo alla base della vita sociale, i singoli individui per
raggiungere uno scopo comune che singolarmente non potrebbero conseguire
si riuniscono in organizzazioni. L'ordinamento giuridico considera queste
organizzazioni (enti astratti) come soggetti di diritto autonomi, detti "persone
giuridiche". Tra i vari tipi di corporazioni, le solidates e i collegia ebbero
personalit giuridica esclusivamente di diritto privato. Le solidates erano
associazioni aventi finalit di culto, i collegia avevano finalit sociali come
quelli funerari, o professionali come quelli di arti e mestieri. Le XII tavole
stabilivano un'assoluta libert di associazione, che per sub diverse restrizioni
nell'ultima et repubblicana a causa del fenomeno per cui molte associazioni
dietro apparenti finalit lecite nascondevano scopi politici, fino all'emanazione
nell'et di Augusto di una lex Iulia de collegiis che dichiarava sciolti tutti i
collegia esistenti ad eccezione di quelli pi antichi, la legge stabil anche che i
nuovi collegia potevano essere riconosciuti solo attraverso un senatoconsulto.
Con Costantino poi si ritorn a forme di riconoscimento generale, e venne data
personalit giuridica ai collegia funeraticia e agli enti ecclesiastici
indipendentemente dal fine.
Nell'ambito del diritto associativo romano il passo D.47.22.1 di Marciano
costituisce il punto di riferimento centrale e riporta una testimonianza, in
merito alla costituzione dei collegia, di un intervento a favore dei tenuiores
(persone di modeste condizioni economiche). Nel principium Marciano afferma
che ai tenuiores era consentito associarsi, pagando una quota mensile, con la
sola limitazione di potersi riunire non pi di una volta al mese; ci dovrebbe
essere un'eccezione alla lex Iulia de collegiis ma non vi accordo in dottrina. Il
dato certo il trattamento di favore nei confronti dei collegia tenuiorum, che
potevano riunirsi una volta al mese ed avere una cassa comune purch non
fosse un pretesto per creare un collegio illegittimo (era una concessione
specifica per i collegia dei tenuiores: ius singulare). I requisiti per questa
singolare autorizzazione sono le innocue finalit funerarie e il particolare ceto
degli associati che si riunivano solo per costituire i fondi con cui sostenere i
funerali dei membri, non causavano problemi di ordine pubblico. Questa
particolare deroga non ha carattere generale, ma non emerge dal frammento lo
scopo di questa eccezione alla lex Iulia. Per spiegare ci bisogna consultare
un'epigrafe lanuvina che riporta l'unica testimonianza di un senatoconsulto (de
collegiis tenuioribus) in cui si afferma che possibile associarsi in un collegio,
conferire una quota mensile e riunirsi una volta al mese per scopi funerari. Il
testo dell'epigrafe simile a quello scritto da Marciano, per questo motivo si
pensa che il senatoconsulto sia proprio quello che rigurda i tenuiores. La
differenza nello scopo evidenziato, infatti nell'epigrafe esplicita la causa
funeris, nel testo di Marciano si parla di causa religionis. Lo studioso De
Robertis ha ipotizzato che in realt il frammento avrebbe contenuto un
riferimento alla causa funeris, sostituito successivamente con la religio a causa

della nuova visione cristiana delle cerimonie funerarie opposta alla visione
pagana. Si ipotizza che la causa religionis presente in Marciano va intesa come
un riferimento alle pratiche di culto rivolte ai morti e ai Manes, e ai riti e alle
onoranze che accompagnavano nell'et pagana il funerale, per questo opposta
alla religione cattolica che rifiuta il culto dei morti, rappresentando il funerale
come segno di pietas verso i defunti. Quindi i due testi si integrano in maniera
complementare, il brano di Marciano contiene l'intervento normativo di favore
per i tenuiores, che consente loro di creare una cassa comune e di riunirsi una
volta al mese al fine di conferire a tale cassa la quota mensile, l'epigrafe
lanuvina invece chiarisce lo scopo consistente nel raccogliere le somme
necessarie per celebrare i funerali. La concessione dei tenuiores era limitata
riguardo la riunione mensile, anche se era prettamente di carattere
amministrativo trattandosi di affari sociali, infatti lo scopo funerario o religioso
non avrebbe dovuto limitare la possibilit di riunirsi degli associati. Se vero
che il pericolo maggiore derivava dalla frequenza delle riunioni, dato il pericolo
che esse celassero fini illeciti, appare inverosimile non favorire il principio della
illimitatezza delle riunioni per i fini di culto.
De Robertis si chiede perch si sarebbero limitate le riunioni a scopo
amministrativo, mentre si sarebbero consentite illimitatamente le riunioni a
scopo di culto? La portata di questo provvedimento grave poich aggira il
limite che era stato posto per questioni di ordine pubblico alle riunioni dei
collegia tenuiorum, l'eccezione infatti riguarda non soltanto le associazioni per
fini religiosi ma anche quelle che non l'avevano, come i collegia tenuiorum.
E' la religio che giustifica quest'ampia deroga, riferita per allo scopo di culto,
di celebrazione dei riti e delle cerimonie religiose pagane. Ulpiano mette in
guardia dall'utilizzare la copertura del fine religioso con lo scopo di creare
associazioni illecite. La religio quindi il fulcro del provvedimento derogatorio,
valido sia per le associazioni gi esistenti che per i nuovi sodalizi, quindi
importante comprendere il nesso tra essa e il testo normativo. La religione si
sostanzia nei sacra, nei culti, nelle cerimonie e nei riti che servono a mantenere
la pax deorum. La causa religionis, a differenza della causa funeris, rivolta
alla celebrazione dei sacra, riti rivolti alla divinit. I sacra, publica o privata,
servono infatti ad invocare la protezione della divinit verso la quale tali rituali,
fatti di banchetti e di sacrifici, sono indirizzati, nel caso dei collegia invocando
la protezione di essa sull'associazione. La differenza tra causa funeris e causa
religionis possibile notarla ad esempio in un'epigrafe relativa ad un collegio
sabino dedicato al dio Silvano. Si tratta di una serie di iscrizioni, di preciso 8,
che facevano parte di un complesso monumentale dedicato al dio Silvano, nel
quale vi era incisa la lex collegii. In questa si accenna alla figura dei magistri,
presidenti del collegium, incaricati dai sodales di provvedere alla celebrazione
dei sacra in favore del dio, ricevendo una somma, i cosidetti comoda, che
veniva prelevata dalla cassa comune al solo scopo di celebrare i riti di culto: i
sacra. La causa religionis con la celebrazione dei sacra quindi evidente e si
differenzia dal fine funerario, di celebrazione dei funerali degli associati, e
fornisce anche la ragione del trattamento di favore riportatoci da Marciano.
Infatti il collegio silvano non un'associazione di povera gente quindi si esclude

che sia un collegium tenuiorum, ma beneficia comunque del trattamento di


favore riservato alle associazioni con fini di culto.
Tertulliano affronta la problematica nell'ottica dei collegi cristiani, definiti
coetus, e tentando di garantire ai sodalizi cristiani di usufruire della possibilit
di costituirsi senza necessit dell'autorizzazione senatoria, sfruttando quella
particolare normativa. In definitiva, la religio che in Marciano riporta ad un
trattamento derogatorio serve a giustificare un provvedimento che aveva come
fine quello di creare un'ampia area di privilegio nei confronti di quei sodalizi che
si ponevano quale scopo la celebrazione di riti religiosi, rivolti agli dei superi,
staccandosi perci dai fini strettamente di culto dei morti. Con la conseguenza
che la celebrazione del rito religioso diviene ratio di un provvedimento
eccezionale di sostanziale privilegio.