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AIDOS in Omero tratto da G.Guidorizzi, G.

Conti, Omero e la cultura del prepudore in Spazio


filosofico N5
Nella prospettiva greca del primo arcaismo lidea pi vicina a quella di pudore viene espressa
attraverso il campo semantico della parola aids (, traduzione provvisoria: vergogna,
ritegno) che descrive latteggiamento che si sviluppa in un soggetto nel momento in cui egli si
rende conto che un proprio comportamento sar oggetto di biasimo. Dico atteggiamento, e non
emozione, a ragion veduta. Aids infatti non identifica un dato esclusivamente psicologico; anzi
una parola sfuggente, dai contorni sfrangiati, in parte anche intraducibile, che si trova applicata a un
ventaglio di situazioni tanto vaste da far dedurre che la sua rilevanza nel sistema di valori della
grecit arcaica fosse enormemente pi ampia rispetto a ci che potrebbe essere, ad esempio, il
pudor latino o ancora di pi il concetto moderno di pudore, ad esempio quello espresso dallinglese
shame.
Secondo la nostra accezione, la vergogna appartiene a un nucleo ristretto di emozioni fondamentali
che a tutta prima si direbbero involontarie, incontrollabili, interiori; non nel potere di una persona
impedire che insorga la vergogna, come non in suo potere impedire che insorgano la rabbia o la
paura. Queste emozioni si possono forse gestire, ma non si pu evitare che si sviluppino
istantaneamente e quasi automaticamente, accompagnate da un senso di disagio o sofferenza.
Se per ci portiamo alle origini della cultura greca, la prospettiva cambia radicalmente. Com ben
noto, Eric Dodds, in pochissime ma importanti pagine, ha coniato la definizione di shame-culture
per definire appunto il sistema di valori tipico della mentalit omerica. In Omero aids ben lungi
dallessere relegata a una dimensione soggettiva dellio; al contrario, appare come il pi efficace
principio morale (o pre-morale) che regola le relazioni di un individuo verso il mondo e costituisce
il principale elemento regolatore dellequilibrio sociale, oltre che il motore della psicologia eroica.
Nel sistema di valori dellepos omerico, infatti, aids ha la sua radice nella societ, non
nellindividuo, e riflette un insieme di codici comportamentali condivisi dalla collettivit. Non si
tratta dunque di unemozione strettamente personale, ma di un meccanismo collettivo, al punto che
potremmo dire che aids non esiste come emozione in s, dal momento che non relegato
nellanima del soggetto che prova emozioni. Ci si vergogna, infatti, solo quando qualcuno assiste
alla nostra vergogna o al nostro disonore; come scriveva appunto Eric Dodds tutto ci che espone
luomo al disprezzo o al ridicolo dei suoi simili, tutto quello che gli fa perdere la faccia sentito
come insopportabile. Per provare vergogna dunque necessario un soggetto estraneo allio che gli
faccia da specchio.
Altre considerazioni sono poi opportune. Laids omerica ha solo in parte una relazione con la sfera
sessuale, e non un atteggiamento prevalentemente femminile, anzi il contrario. Ben vero che
aids si applica alla riservatezza che una donna tenuta a osservare nei suoi comportamenti verso il
mondo; ad esempio, quando, in una scena boccaccesca, Omero descrive la trappola con cui Efesto
imprigiona con invisibili catene sua moglie Afrodite colta in flagrante adulterio col gagliardo
amante Ares, per poi esibirli nudi e legati sul letto dellignominia, le dee si rifiutano di assistere allo
spettacolo aidi per pudore. Ma nella grande maggioranza dei casi aids funziona in rapporto a
maschi, e in contesti tuttaltro che privati.
Non lamore per la patria, o il senso dellonore, o una legge interiore, ci che induce Ettore ad
affrontare la morte nel duello con Achille, ma precisamente il pudore, aids: ora che per la mia
follia ho mandato in rovina lesercito dice tra s e s io mi vergogno (aidomai) davanti ai
Troiani e alle Troiane dal lungo peplo, pensando che un giorno qualcuno meno forte di me possa
dire: Ettore, troppo presumendo della sua forza, ha rovinato lesercito. Ah s, cos diranno, e allora
molto meglio per me affrontare Achille e tornare dopo averlo ucciso, o essere ucciso da lui, ma con

gloria, davanti alla mia citt. appunto il modello dellaids, non un sentimento irriflesso, ma la
conseguenza di una volontaria e ponderata assunzione di responsabilit, che soccorre un uomo nel
momento della scelta decisiva. Come dice un altro guerriero nel cuore della mischia: compagni,
ora ognuno di voi si ponga nel cuore pudore e vergogna, perch sorta una lotta terribile!. In casi
come questi, in cui tutto si gioca sotto gli occhi di tutti, vergogna, ritegno, pudore, tutto ci che
significato dalla parola aids funge da freno morale o se vogliamo dire cos da imperativo etico.
la stessa motivazione (anche se la parola aids non compare nel testo) a indurre leroe Fenice a non
uccidere il padre Amintore, che lha appena maledetto: non lorrore del parricidio, o un vincolo
morale, la prospettiva del rimorso che lavrebbe poi perseguitato a fermare la mano del figlio, ma
appunto il timore o vergogna di essere chiamato parricida dalla gente