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Penale Sent. Sez. 6 Num.

13046 Anno 2016


Presidente: ROTUNDO VINCENZO
Relatore: COSTANZO ANGELO

SENTENZA
sul ricorso proposto dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di
Massa contro la sentenza emessa il 25/06/2015 dal Giudice dell'udienza
preliminare del Tribunale di Massa, nel proc. n.232/2015 R.G.,
visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso;
udita la relazione svolta dal Consigliere Angelo Costanzo;
udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto procuratore generale
dott. Francesco Mauro Iacoviello, che ha concluso per l'inammissibilit del ricorso
perch tardivo;
uditi i difensori avvocati Luca Pietrini del Foro di Massa - per Angelo Andrea
Zubbani, Stefano Pennacchi, Massimiliano Bernardi, Giovanni Nannini, Dante
Benedini, Roberto Dell'Amico, Andrea Vannucci - Riccardo Diamanti, del Foro di
Massa e Enrico Marzaduri del Foro di Lucca - per Gianfranco Oligeri, Antonio
Chiappini, Massimo Maggiani e Chiara Grassi - Annarosa Francini del Foro di Pisa
- per Marco Tonelli - e Marina Menconi del Foro di Massa - per Giovanna
Bernardini, che si associano alla richiesta del Pubblico Ministero.

Corte di Cassazione - copia non ufficiale

Data Udienza: 02/03/2016

RITENUTO IN FATTO

1. La vicenda processuale in esame nasce dalla sottoscrizione, da parte del


Comune di Carrara e di rappresentanti degli imprenditori del settore del marmo,
di un accordo sulla entit del contributo unificato (canone di concessione e
contributo regionale (ex legge Regione Toscana 3 novembre 1978 n. 78) che
ogni destinatario di provvedimento abilitativo alla coltivazione degli agri
marmiferi deve corrispondere e dalla sua approvazione da parte della Giunta

medio del materiale da utilizzare in misura largamente inferiore al prezzo medio


di mercato dei materiali come invece richiesto dalla legge.
Con sentenza n.168/2015 del 21/07/2015, il Giudice per le udienze
preliminari del Tribunale di Massa ha dichiarato non luogo a procedere nei
confronti di Marco Tonelli, Angelo Andrea Zubbani, Stefano Pennacchi,
Gianfranco Oligeri, Antonio Chiappini, Massimo Maggiani e Chiara Grassi, Andrea
Zanetti, Andrea Vannucci, Giovanna Bernardini, Giovanni Nannini, Roberto
Dell'amico, Massimiliano Bernardi, Dante Benedini, Giuseppina Andreazzoli
imputati ex artt. 81, comma 2, 110 e 323 commi 1 e 2, cod. pen. perch il fatto
non sussiste.
Il Giudice pervenuto al questa conclusione escludendo che l'accordo abbia
ingiustamente avvantaggiato i titolari della concessioni o autorizzazioni con
ingiusto danno per il Comune valutando che l'accordo si inserito in un contesto
nel quale valso a "ovviare il contenzioso per la restituzione della tassa marmi e
per conseguire un livello di risorse stabile nel tempo che consentisse la
programmazione di interventi per infrastrutture e per la tutela dell'ambiente"
(pag. 10) .

2. Nel ricorso in esame il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di


Massa chiede l'annullamento della sentenza deducendo: a) vizio di motivazione,
per avere la stessa sentenza dato atto che soltanto un numero limitato di titolari
del diritto di escavazione ha rinunziato in realt al rimborso mentre tutti hanno
continuato a beneficiare di un contributo unificato rimasto inferiore a quello
previsto da legge e regolamento; b) violazione dell'art. 425 cod. pen., per avere
pronunziato sentenza di non luogo a provvedere all'esito di una valutazione dei
fatti tutt'altro che incontrovertibile e senza le condizioni per escludere l'utilit di
una verifica dibattimentale.

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municipale, con delibera n. 409 del 2009, che ha individuato il valore unitario

3. Nella memoria difensiva presentata nell'interesse di Gianfranco Oligeri,


Antonio Chiappini, Massimo Maggiani e Chiara Grassi, come in quella depositata
nell'interesse di Angelo Andrea Zubbani si evidenzia che il Pubblico ministero ha
presentato il suo ricorso oltre il termine previsto dalla legge e si chiede che sia
dichiarato inammissibile perch tardivo.

CONSIDERATO IN DIRITTO

sentenza di non luogo a procedere, pronunciata all'esito dell'udienza preliminare,


quello di quindici giorni previsto dall'art. 585, comma primo, lett. a), cod. proc.
pen. per i provvedimenti emessi in seguito a procedimento in camera di consiglio
e decorre, per le parti presenti, dalla lettura in udienza della sentenza
contestualmente motivata ovvero dalla scadenza del termine legale di trenta
giorni, in caso di motivazione differita e depositata entro tale termine (Cass.
pen.: Sez. U, n. 21039 del 27/01/2011, Rv. 249670;

Sez.

6,

n.

23358

del

17/12/2013, dep. 2014, Rv. 260060).


Nel caso in esame, il Giudice dell'udienza preliminare ha emesso la sentenza
il 25/6/2015 fissando il termine di trenta giorni per il deposito della motivazione
e ha depositato la decisione il 21/7/2015

il Procuratore della Repubblica ha

depositato il suo ricorso il 15/9/2015, mentre avrebbe dovuto - computata la


sospensione feriale del termine - depositarlo entro il 9 settembre 2015. Ne
deriva che il ricorso tardivo e, pertanto, inammissibile.

P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso
Cos deciso in Roma, il 2/03/2016.

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Deve preliminarmente rilevarsi che il termine di impugnazione della