Sei sulla pagina 1di 14

Sentenza n. 2818/2016 pubbl.

il 21/11/2016
RG n. 11418/2015

N. R.G. 11418/2015

Firmato Da: TAMASSIA RAMONA Emesso Da: POSTECOM CA3 Serial#: 10c16c - Firmato Da: D'ORAZI MARCO Emesso Da: POSTECOM CA3 Serial#: f68c2
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

TRIBUNALE ORDINARIO DI BOLOGNA

SEZIONE II CIVILE

Il Tribunale, nella persona del giudice dott. Marco D’Orazi

ha pronunciato la seguente

SENTENZA

nella causa civile di I Grado iscritta al n.r.g. 11418/2015 promossa da:

AUTOCENTRO MONTECARLO SRL (C.F. 02868541208), con il patrocinio dell’avv.

ZANETTI MASSIMO, elettivamente domiciliato in VIA GIAMPIETRO ZANOTTI

19 BOLOGNA presso il difensore avv. ZANETTI MASSIMO

pagina 1 di 14
Sentenza n. 2818/2016 pubbl. il 21/11/2016
RG n. 11418/2015

ATTORE

contro

ANDREA NEGRONI (C.F. NGRNDR64C26A944Q), con il patrocinio dell’avv.

ZUCCONI VITTORIO, elettivamente domiciliato in VIA DEL CESTELLO, 4

40100 BOLOGNA presso il difensore avv. ZUCCONI VITTORIO

CONVENUTO

Firmato Da: TAMASSIA RAMONA Emesso Da: POSTECOM CA3 Serial#: 10c16c - Firmato Da: D'ORAZI MARCO Emesso Da: POSTECOM CA3 Serial#: f68c2
OGGETTO

Appello avverso sentenza del giudice di pace di Bologna, avvocato Tarantino, sent.

numero 53 del 2015.

CONCLUSIONI

Le parti hanno concluso come all’udienza del giorno 22 settembre 2016. Tali

conclusioni sono richiamate e sono da ritenersi parte integrante e sostanziale di

questa sentenza.

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

-Con atto di citazione in appello, depositato il 22 luglio 2015, AUTOCENTRO

MONTECARLO s.r.l. interponeva appello avverso la sentenza n. 53/2015 resa dal

giudice di pace nel procedimento n. 1370/2013; processo che ha visto contrapposti

l’odierno appellante e NEGRONI ANDREA. Con tale sentenza il giudice di pace

condannava l’appellante al pagamento della complessiva somma di euro 1.849,29 in

favore dell’appellato, oltre ad interessi legali, rivalutazione monetaria e rifusione

delle spese di lite. L’appellante lamentava, in primo luogo, il difetto di motivazione

della sentenza, per violazione degli artt. 132 c.p.c. e 118 delle disposizioni di
pagina 2 di 14
Sentenza n. 2818/2016 pubbl. il 21/11/2016
RG n. 11418/2015

attuazione al c.p.c.. In secondo luogo, deduceva la erroneità della decisione nel

merito.

-Con comparsa di risposta, si costituiva l’appellato, deducendo l’infondatezza

dell’appello, essendo la sentenza adeguatamente motivata ed infondate le pretese nel

merito dell’appellante.

-All’udienza del 10 dicembre 2015 le parti sono comparse ed hanno chiesto ed

ottenuto rinvio per la precisazione delle conclusioni;

Firmato Da: TAMASSIA RAMONA Emesso Da: POSTECOM CA3 Serial#: 10c16c - Firmato Da: D'ORAZI MARCO Emesso Da: POSTECOM CA3 Serial#: f68c2
-All’udienza del 22 settembre 2016 le parti hanno rassegnato le proprie conclusioni,

rinviando ai loro atti introduttivi ed hanno ottenuto termini ex art. 190 c.p.c.;

-Le parti hanno depositato le rispettive memorie finali, ribadendo, in sostanza,

quanto già affermato negli atti introduttivi del giudizio di appello e nel corso del

processo di primo grado;

-È utile, allora, ai fini della decisione, ripercorrere brevemente i fatti di causa, tutti

già emersi ed oggetto di contraddittorio nel primo grado di giudizio: con atto di

citazione notificato il 24 gennaio 2013, NEGRONI ANDREA, in prime cure attore

in questo grado appellato, conveniva in giudizio avanti al giudice di pace la società

AUTOCENTRO MONTECARLO s.r.l., al fine di ottenere il risarcimento del danno

subito a causa della mancata custodia del suo veicolo Volvo tg. AP110NA; in

particolare, l’odierno appellato deduceva di aver consegnato l’autovettura

all’Autocentro nell’estate del 2011 per ottenere riparazioni, le quali non sono poi

seguite, poiché il costo delle stesse avrebbe superato il valore commerciale del

veicolo. La vettura restava depositata presso l’autocentro, secondo accordi presi il 5

gennaio 2012. Il 19 marzo 2012, l’attore scopriva che l’auto era stata spostata in
pagina 3 di 14
Sentenza n. 2818/2016 pubbl. il 21/11/2016
RG n. 11418/2015

strada e rimossa dalla polizia municipale per divieto di sosta, dovendo corrispondere

751,29 euro per la rimozione del veicolo, oltre a 798,00 euro per il pagamento della

sanzione amministrativa pecuniaria. L’attore subiva, inoltre, la decurtazione di due

punti della patente per la quale chiedeva il risarcimento pari ad una somma

equitativamente determinata. Si costituiva in prime cure AUTOCENTRO s.r.l.,

contestando le pretese attoree, deducendo che, dopo alcuni mesi, aveva deciso di

spostare il veicolo in strada e della circostanza non avvisava il proprietario, non

Firmato Da: TAMASSIA RAMONA Emesso Da: POSTECOM CA3 Serial#: 10c16c - Firmato Da: D'ORAZI MARCO Emesso Da: POSTECOM CA3 Serial#: f68c2
riuscendo a contattarlo al telefono. Il giudice di pace, in sentenza, decideva per la

fondatezza delle pretese dell’attore ed accordava il risarcimento del danno nella

misura richiesta, oltre alla rifusione delle spese di lite.

Lo svolgimento del processo non costituisce più elemento indefettibile del

provvedimento di sentenza, a seguito della novellazione dell’articolo 132 c.p.c. La

narrazione del processo può dunque limitarsi a quanto precede. Si rinvia per il resto

agli atti di causa e di ufficio.

MOTIVI DELLA DECISIONE

Sulla motivazione della sentenza di primo grado

La sentenza di primo grado risulta motivata in maniera succinta ma sufficiente.

Infatti, dopo una breve disamina dello svolgimento del processo e fatta una

valutazione delle prove acquisite, testimonianze e documenti, il giudice di pace ha

ritenuto di accogliere la pretesa attorea poiché l’AUTOCENTRO, risultando, di

fatto, depositario del veicolo, non provvedeva alla dovuta custodia dello stesso,

lasciandolo in strada. Con ciò comportando per il proprietario conseguenze

economiche pregiudizievoli dovute ai costi di rimozione e di restituzione del veicolo.


pagina 4 di 14
Sentenza n. 2818/2016 pubbl. il 21/11/2016
RG n. 11418/2015

La motivazione del primo giudice deve dunque ritenersi improntata ad uno stylus

curiae conciso, modernamente improntato a sintesi; del tutto idoneo, invero, a far

comprendere le ragioni della decisione.

In ogni caso, essendo il gravame proposto totalmente devolutivo, il vizio di

motivazione è sanato dalla assorbente motivazione della sentenza di secondo grado.

Sul merito: se.

Il caso è relativo all’inadempimento dell’obbligazione ed al conseguente obbligo

Firmato Da: TAMASSIA RAMONA Emesso Da: POSTECOM CA3 Serial#: 10c16c - Firmato Da: D'ORAZI MARCO Emesso Da: POSTECOM CA3 Serial#: f68c2
risarcitorio ex art. 1218 c.c.

In particolare, la carrozzeria che riceve un veicolo per valutare le possibili

riparazioni contrae, al contempo, l’obbligazione accessoria di custodia del veicolo nei

propri locali, custodia che deve essere adempiuta con diligenza professionale, stante

la natura dell’attività esercitata ex art. 1176, comma 2, c.c.

Dalle testimonianze rese nel primo grado di giudizio, i testimoni, Pizzoli per l’attore

e Barban per la convenuta, hanno confermato che la Volvo di proprietà di

NEGRONI era custodita presso l’AUTOCENTRO fino a gennaio del 2012 e, nel

mese di marzo dello stesso, anno veniva spostata sulla pubblica via; peraltro, in sosta

vietata, vicino ad una discesa per i disabili. Dunque, sia un testimone di parte attrice

sia un testimone di parte convenuta confermano tale fatto. Vi è poi il dato oggettivo

e documentale della sanzione amministrativa.

Anche il testimone Mangolini, pur di parte convenuta, non smentisce la circostanza,

affermando di non ricordare esattamente ma che “alcune auto sono state spinte

fuori” (capitolo 5) e riconoscendo infine nelle foto la posizione in cui avevano

posteggiato le auto.
pagina 5 di 14
Sentenza n. 2818/2016 pubbl. il 21/11/2016
RG n. 11418/2015

I fatti allegati e provati evidenziano la negligenza dell’AUTOCENTRO

nell’adempiere alla sua obbligazione di custodia poiché, solo due mesi dopo gli

accordi verbali presi con NEGRONI di mantenere la vettura nel proprio piazzale

fino a che il medesimo non avesse trovato un luogo per il ricovero del veicolo,

sottoposto a fermo amministrativo, la trasportava in strada ed in luogo non

consentito, di fatto abbandonandola.

Non può negarsi che l’AUTOCENTRO abbia fatto tentativi di contattare l’appellato

Firmato Da: TAMASSIA RAMONA Emesso Da: POSTECOM CA3 Serial#: 10c16c - Firmato Da: D'ORAZI MARCO Emesso Da: POSTECOM CA3 Serial#: f68c2
senza esito per comunicare l’intenzione di restituire il veicolo, non intendendo più

essere onerato della sua custodia; tuttavia, il mancato rintraccio del proprietario del

veicolo non costituisce causa non imputabile d’inadempimento, la quale, sola,

esimerebbe il custode dal relativo obbligo.

La prova della sussistenza dell’impossibilità della prestazione, nonché, della esistenza

della causa non imputabile d’inadempimento spettano al debitore inadempiente ma

l’AUTOCENTRO, oltre a dedurre di aver tentato invano di contattare il

proprietario del mezzo, non dimostra in giudizio l’impossibilità di mantenere il

veicolo ricoverato nel piazzale, dunque, l’inadempimento dell’obbligazione

determina la responsabilità risarcitoria di quest’ultimo a titolo contrattuale ex art.

1218 c.c.

Né vi sono cause di esclusione da responsabilità; non è cioè possibile, sulla base della

non collaborazione del signor NEGRONI, ipotizzare una liceità della condotta di

parte appellante. Le ipotesi di autotutela, infatti, sono tipiche. Le officine, ad

esempio, hanno il diritto di ritenzione fino al pagamento; si tratta di ipotesi tuttavia

previste in via tassativa. Non è invece previsto un diritto, per così dire, speculare;
pagina 6 di 14
Sentenza n. 2818/2016 pubbl. il 21/11/2016
RG n. 11418/2015

quello di “metter fuori” la vettura, in caso di condotta non fedele della controparte.

Ritenere sì, poiché previsto in via tassativa come autotutela; mettere in strada no,

poiché non previsto come autotutela.

Le parti hanno a lungo insistito sulla circostanza se il contratto, sulla base delle

testimonianze, potesse dirsi risolto, ai sensi dell’articolo 1771, comma secondo, c.c..

Anche ad ipotizzare tale recesso, non vi è dubbio che esso avrebbe potuto dar luogo a

risarcimento o ad una messa in mora. Non sembra infatti che tale norma, che pure

Firmato Da: TAMASSIA RAMONA Emesso Da: POSTECOM CA3 Serial#: 10c16c - Firmato Da: D'ORAZI MARCO Emesso Da: POSTECOM CA3 Serial#: f68c2
concede il recesso al depositario, gli consenta la autotutela.

Tanto meno, che gli consenta una autotutela imprudente, nel senso di far sì che la

vettura, in divieto di sosta, subisca poi le sanzioni ed i danni narrati ed in parte

provati dal signor NEGRONI. Infatti, l’AUTOCENTRO non solo ha esercitato

autotutela ma, anche, lo ha fatto in modo non diligente, ponendo la vettura in

divieto di sosta.

Sul merito: quanto. Tre voci di danno:

il deposito; la sanzione; i punti della patente. Debiti di valuta

L’art. 1223 c.c. disciplina i limiti entro i quali può essere accordato il risarcimento del

danno derivante da inadempimento contrattuale e dispone che siano risarcibili

soltanto i danni che siano conseguenza immediata e diretta dell’inadempimento.

A seguito dell’abbandono sulla pubblica via, il veicolo è stato esposto alla c.d.

‘pubblica fede’, non potendo il proprietario verificare eventi pregiudizievoli incidenti

sul veicolo e ricadenti sulla propria sfera giuridica.

pagina 7 di 14
Sentenza n. 2818/2016 pubbl. il 21/11/2016
RG n. 11418/2015

In particolare, essendo in sosta vietata, il veicolo veniva rimosso dalla pubblica

autorità e depositato presso il Centro dell’Auto in via Jacopo di Paolo a Bologna in

data 19 marzo 2012 per essere restituito al proprietario in data 26 aprile 2012.

Sono tre le voci di danno che sono state liquidate dal primo giudice; si tratta del costo

per il deposito del mezzo dopo la amozione; la sanzione amministrativa per

violazione delle norme del codice della strada (vulgo: la multa); il danno liquidato in

via equitativa per la perdita di punti per la patente.

Firmato Da: TAMASSIA RAMONA Emesso Da: POSTECOM CA3 Serial#: 10c16c - Firmato Da: D'ORAZI MARCO Emesso Da: POSTECOM CA3 Serial#: f68c2
In via generale, tali voci sono conseguenza immediata e diretta della condotta della

parte AUTOCENTRO.

Trattasi infatti di conseguenza immediata e diretta della mancata custodia da parte

della carrozzeria obbligata in tal senso e dello spostamento del veicolo in zona di

sosta vietata. Né il proprietario, con la sua condotta, ha interrotto il nesso di

causalità tra inadempimento e danno, poiché egli nemmeno sapeva che il veicolo era

stato spostato; pertanto, non si vede quale comportamento avrebbe dovuto tenere

per evitare il danno o limitarne le conseguenze pregiudizievoli.

Possono dunque quantificarsi, a modifica della prima sentenza, le tre indicate voci;

se spettino tali voci di danno e quanto spetti.

Trattasi in ogni caso di debiti di valuta.

Con la conseguenza che sono dovuti gli interessi e solo gli interessi; non interessi e

rivalutazione, come stabilito in primo grado e contestato dall’appellante.

SEGUE gli oneri di prova sulle tre voci: il deposito

pagina 8 di 14
Sentenza n. 2818/2016 pubbl. il 21/11/2016
RG n. 11418/2015

In ordine al deposito, il danno deve essere ridotto, rispetto a quanto liquidato dal

primo giudice, per l’intervento di una fattispecie di concorso di colpa, in capo al

signor NEGRONI (1227 c.c.).

E’ fondato il motivo di appello sul punto.

Infatti, lo stesso attore, oggi appellato, afferma come il data 19 marzo 2012 fu

notificato verbale di rimozione della sua auto. Pertanto, egli, da quel momento, ben

poteva ritirare il mezzo dal depositario autorizzato Centro dell’Auto, presso il quale

Firmato Da: TAMASSIA RAMONA Emesso Da: POSTECOM CA3 Serial#: 10c16c - Firmato Da: D'ORAZI MARCO Emesso Da: POSTECOM CA3 Serial#: f68c2
la autorità pubblica aveva depositato il mezzo stesso.

Se si riguarda infatti il documento del depositario, in effetti il NEGRONI ha

corrisposto la somma di euro 751,29 ma ha ritirato il veicolo solo il 26 aprile 2012,

cioè dopo oltre un mese, rispetto al momento in cui avrebbe potuto ritirarlo.

Ipotizzando un tempo ragionevole per il ritiro - cioè non onerando il

NEGRONI di un ritiro il giorno dopo l’avviso del 19 marzo 2012 ma ritenendo

ragionevole una settimana per organizzare il ritiro - va dunque ritenuto che:

quanto meno per un mese, cioè fra il 26 marzo ed il 26 aprile, il mezzo sia rimasto

presso il depositario, per un concorso di colpa del signor NEGRONI. Dalla somma

complessivamente pagata (euro 751,29), va dunque detratto lo scaglione dell’ultimo

mese, pari ad euro 270,23, quale aggravamento del danno ai sensi dell’articolo 1227

c.c. Si riguardi la distinta di cui al documento 3 di parte attrice in primo grado, il

signor NEGRONI.

Rimane dunque un danno di euro 481,06.

SEGUE gli oneri di prova sulle tre voci: la sanzione amministrativa

La sanzione amministrativa.
pagina 9 di 14
Sentenza n. 2818/2016 pubbl. il 21/11/2016
RG n. 11418/2015

Sotto il profilo dell’onere della prova, l’appellante correttamente deduce la mancata

prova circa l’avvenuto pagamento della somma di euro 798,00, importo relativo alla

sanzione amministrativa irrogata per violazione dell’art. 158, comma 2, lett. g) c.d.s.

L’attore in primo grado doveva, senza dubbio, documentare l’avvenuto pagamento

dell’importo di 798,00 euro così come ha prodotto in giudizio la ricevuta di

pagamento di 751,29 euro per il deposito del veicolo al Centro Auto di via Jacopo di

Paolo.

Firmato Da: TAMASSIA RAMONA Emesso Da: POSTECOM CA3 Serial#: 10c16c - Firmato Da: D'ORAZI MARCO Emesso Da: POSTECOM CA3 Serial#: f68c2
Sotto questo profilo, l’appello è fondato e merita accoglimento, incombendo

sull’attore in primo grado la prova del quantum di risarcimento richiesto.

Tanto ciò è vero che i limiti edittali previsti dall’art. 158, comma 5, c.d.s., vigente nel

periodo di riferimento, comportavano l’applicazione di una sanzione dell’importo

oscillante da euro 38,00 ad euro 155,00 per la violazione del divieto di sosta previsto

dalla lett. g) del medesimo articolo.

Anche a voler computare nella somma pagata per la sanzione amministrativa le

spese di notifica del verbale di accertamento, non è certo dimostrata l’entità della

somma della quale è richiesto il risarcimento, ovvero, quella di 798,00 euro, la cui

cifra di molto si discosta dalla cornice edittale prevista dalla citata norma.

Pr tale motivo, risultando agli atti il verbale di accertamento della violazione del

codice della strada, si ritiene di accordare all’appellato il risarcimento del danno

patrimoniale corrispondente al minimo edittale della sanzione amministrativa pari

ad euro 38,00, importo che NEGRONI ha pagato o dovrà pagare al Comune di

Bologna con ragionevole certezza; quanto meno in relazione a tale somma, non vi è

dubbio che vi sia danno del signor NEGRONI.


pagina 10 di 14
Sentenza n. 2818/2016 pubbl. il 21/11/2016
RG n. 11418/2015

Le due voci or ora indicate, tuttavia, vanno applicate con i soli interessi, come sopra

già detto; non anche con rivalutazione ed interessi. Trattasi infatti di debiti di

valuta, già determinata.

SEGUE gli oneri di prova sulle tre voci: i punti della patente

In relazione alla corresponsione del risarcimento del danno, equitativamente

determinato, per la decurtazione dei punti della patente a seguito della medesima

violazione; tale voce di danno non può concedersi, ad integrale riforma, sul punto, della

Firmato Da: TAMASSIA RAMONA Emesso Da: POSTECOM CA3 Serial#: 10c16c - Firmato Da: D'ORAZI MARCO Emesso Da: POSTECOM CA3 Serial#: f68c2
sentenza di primo grado.

Si rappresenta che trattasi di danno non patrimoniale. Di certo, anche il danno non

patrimoniale potrebbe in astratto essere risarcito in conseguenza dell’inadempimento

contrattuale, come nel caso di specie, essendo quest’ultimo consistito nella violazione

dell’obbligazione ex recepto da parte dell’appellante.

Le tradizionali forme di danno non patrimoniale sono quelle del danno biologico,

morale ed esistenziale ed il danno da perdita di punti sulla patente non corrisponde a

nessuna di tali note figure.

Ciò non costituirebbe un ostacolo alla risarcibilità di un danno, subito e provato, che

sia lesione significativa di un bene della vita; tuttavia, la giurisprudenza a Sezioni

unite della Corte di Cassazione, occupandosi della tematica della risarcibilità del

danno non patrimoniale, ha limitato la risarcibilità dello stesso ai pregiudizi seri e

concreti, non estendendolo ai c.d. danni bagatellari (C.S.U. 26972/2008).

Esempio di danno bagatellare è quello del c.d. danno da disservizio subito dall’utente

in caso di ritardo del servizio di pubblico trasporto.

pagina 11 di 14
Sentenza n. 2818/2016 pubbl. il 21/11/2016
RG n. 11418/2015

Alla stessa categoria pare ascrivibile il danno lamentato dall’appellato, ovvero, il

danno da perdita di punti sulla patente, poiché la perdita di soli due punti non

determina effettive conseguenze pregiudizievoli per il suo titolare, che ha a

disposizione ben venti punti sul titolo e solo all’esaurimento di tutti i punti dovrà

conseguire un nuovo esame di abilitazione alla guida. Per tali motivi si ritiene che il

danno non patrimoniale lamentato non sia risarcibile in quanto ad esso non

corrisponde una concreta lesione della sfera giuridica soggettiva del titolare.

Firmato Da: TAMASSIA RAMONA Emesso Da: POSTECOM CA3 Serial#: 10c16c - Firmato Da: D'ORAZI MARCO Emesso Da: POSTECOM CA3 Serial#: f68c2
Né vi sono danni patrimoniali, provati, in relazione alla fattispecie “perdita dei

punti”.

Non vi è domanda di restituzione di quanto eventualmente pagato da parte di

AUTOCENTRO in eccesso, nelle conclusioni; di talché non può prevedersi autonomo

capo di sentenza sul punto.

Spese di lite

Le spese di questa fase vanno compensate per intero. E’ chiara infatti la parziale

soccombenza di parte appellante sull’<<an>>, che per altri aspetti ha invece visto

soddisfazione al proprio gravame sul <<quantum>>, anche in misura significativa.

In questa fase di appello, non vi è dubbio che vi sia una soccombenza reciproca,

equipollente come peso di soccombenza.

Va invece confermata la soccombenza in prime cure della parte oggi appellante,

AUTOCENTRO. Ciò in ragione della circostanza che, in quella sede, non vi è dubbio

che la causa si fosse resa necessaria per la posizione integralmente negativa della

parte stessa. Non è contestata la liquidazione effettuata dal signor giudice di pace,

nel quantum.
pagina 12 di 14
Sentenza n. 2818/2016 pubbl. il 21/11/2016
RG n. 11418/2015

P.Q.M.

Il Tribunale, definitivamente pronunciando sulla causa che reca numero

11418/2015;

Ogni diversa istanza ed eccezione disattesa o assorbita, così dispone:

1. Accoglie parzialmente l’appello.

Firmato Da: TAMASSIA RAMONA Emesso Da: POSTECOM CA3 Serial#: 10c16c - Firmato Da: D'ORAZI MARCO Emesso Da: POSTECOM CA3 Serial#: f68c2
2. Revoca la sentenza del Giudice di Pace di Bologna n. 53/2016 resa

nel procedimento con N.R.G. 1370/2013 che viene integralmente

sostituita dal presente provvedimento.

3. Condanna AUTOCENTRO MONTECARLO s.r.l. a pagare la

somma complessiva di euro 519,06 in favore di NEGRONI

ANDREA così determinata: euro 481,06 per il risarcimento del

danno corrispondente alle spese di rimozione e deposito del veicolo

ed euro 38,00 per il risarcimento del danno corrispondente al

minimo edittale della sanzione amministrativa pecuniaria; con

interessi legali correnti dalla domanda di primo grado al saldo

effettivo.

4. Respinge per il resto la domanda del signor Negroni.

5. Spese compensate, in questo grado di appello.

pagina 13 di 14
Sentenza n. 2818/2016 pubbl. il 21/11/2016
RG n. 11418/2015

6. Condanna la parte già convenuta, oggi appellante, a pagare al

signor Andrea Negroni le spese di lite di primo grado, che vengono

mantenute nella liquidazione del giudice di pace (ultimo alinea

della sentenza qui appellata), liquidazione qui richiamata.

Firmato Da: TAMASSIA RAMONA Emesso Da: POSTECOM CA3 Serial#: 10c16c - Firmato Da: D'ORAZI MARCO Emesso Da: POSTECOM CA3 Serial#: f68c2
Sì deciso in Bologna nella residenza del Tribunale alla via Farini numero 1, il giorno

4 novembre 2016

Il giudice

Marco D’Orazi

Minuta della sentenza redatta in collaborazione con la dottoressa Letizia De Maria, M.O.T. presso il Tribunale di Bologna.

pagina 14 di 14