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tavola uno

Introduzione
storica
Laboratorio di Restauro 4C - A.A. 2014-15
Docenti: Arch. Maria Margarita Segarra Lagunes
Arch. G.Spadafora, Arch. L.Mattone
Sudenti: F.Ambrosio, F. Corte, M.Corti, V.Cristofoletti, L.Lella, R.Mouton (gruppo 19)

Mario Ridolfi nel Dopoguerra


Gli anni del secondo conflitto mondiale, furono per Mario Ridolfi un periodo ricco di riflessioni, durante il quale larchitetto matur il pensiero
che il linguaggio moderno non rispondeva pi alle
esigenze del paese. La drammaticit della guerra
non lasciava infatti spazio alle ricerche figurative autonome distanti dalla realt, ma sottolineava invece lurgenza di un linguaggio nuovo, umile
e comprensibile a tutti. A questo Ridolfi scelse di
accompagnare unimpeccabile precisione tecnica.
E in questi anni infatti che Ridolfi pose le basi di
quello che, nellimmediato dopoguerra, sarebbe
diventato il Manuale dell Architetto, che potesse
riformare la cultura architettonica del paese. Se
gli anni precedenti alla guerra erano stati segnati,
nellopera di Ridolfi, da una forte partecipazione
al Movimento Moderno, quelli della Ricostruzione si rivolsero maggiormente alla riscoperta delle tradizioni costruttive popolari e locali, sempre
coltivate attraverso una minuziosa cura per il dettaglio. La sua passione per il costruire a partire
dalla terra lo port a far uso nei suoi progetti non
solo di elementi artigianali ma anche di unartigianale rappresentazione del progetto. Conosciamo inoltre le posizione in campo urbanistico
assunte dallarchitetto, attraverso gli interventi da lui pronunciati allinterno del Consiglio comunale di Roma, di cui fu membro tra il 1946 e il
1952. A pi riprese sottoline il superamento del
piano regolatore vigente, datato 1931, nonch delle modalit di espansione della citt, che fin dagli anni del regime si era espansa a macchia dolio
in maniera disordinata e spesso attraverso edifici
di scarsissima qualit tecnica ed architettonica.

Il piano INA-Casa
Gli anni del secondo dopoguerra sono caratterizzati in Italia da una forte disoccupazione, dala ripresa dellimmigrazione e da unurgente mancanza di alloggi. E in questo problematico quadro che viene varato dal governo
il Piano INA-CASA, istituito con la legge Fanfani del 1949. Il Piano si propone di risolvere il problema della disoccupazione attraverso il rilancio del settore edilizio. La forza e loriginalit del Piano consiste tuttavia nellessere un piano integrale, in grado di intervenire in tutte le fasi di realizzazione, ovvero dalla programmazione alla
consegna del prodotto. Gli edifici realizzati sono case per lavoratori, la cui costruzione, avrebbe dovuto incrementare loccupazione della classe operaia e avviato un moto di conversione dei contributi in produzione di
beni. Decidendo di coinvolgere nella progettazione degli edifici sovvenzionati dal piano un gran numero di architetti, Foschini stravolge il pensiero secondo cui per la realizzazione di case economiche non sia necessaria
la figura dellarchitetto, avviando una fase di rilancio di questa figura professionale. Lobiettivo finale in ogni
caso quello di conciliare il costo con la qualit degli alloggi. Vengono redatti dei piccoli manuali che individuano suggerimenti, norme e schemi per la corretta progettazione degli alloggi: solidit, razionale distribuzione degli ambienti, cura delle rifiniture, aria, luce, spazi verdi, attenzione alla tradizione nazionale e regionale.

In questa tavola sono riassunti i testi che costituiscono i risultati della


ricerca storica sul Tiburtino e la figura
di Mario Ridolfi. I testi completi cos
come la bibliografia, sono raccolti nel
fascicolo allegato. Illustrazioni: in alto
a destra: scena tratta dal film Una vita
violenta di P.Heusch e B.Rondi, tratto
dallomonimo romanzo di P.P.Pasolini; al centro: tavola di progetto per
la casa XX e negozi in Piazza Monte
dOro a Roma di M.Ridolfi e copertina
del Manuale dellArchitetto; in basso,
da sinistra: foto della casa a schiera
di M.Ridolfi su via D.Angeli, prospetto
delle case in linea di Fiorentino su via
Arbib, negozi in via dei Crispolti, scattata negli anni Sessanta.

Arrivando con l autobus, a vederlo, quel quartiere sembrava


proprio Gerusalemme
Pier Paolo Pasolini,
Una vita violenta

Il quartiere Tiburtino
Il quartiere Tiburtino fu tra i primi quartieri del primo settennio del piano
Fanfani (1949) ed considerato il manifesto del movimento del Neorealismo
in architettura. Costruito sulla via Tiburtina tra il 1950 e il 1954, fu progettato da una serie di giovani architetti tra i quali Mario RIdolfi e Ludovico Quaroni. Da un punto di vista progettuale lidea di partenza quella di creare
un quartiere, pensato in assoluta assenza di un inquadramento urbanistico,
il quale funzioni come un borgo spontaneo con il suo recinto e la sua vivace socialit. Privilegiando la scala umana e il valore dello spazio di relazione, viene abbandonata lidea di unarticolazione geometrica di strade ed
edifici, preferendo lidea di strada come elemento di collegamento tra le
diverse tipologie edilizie (case a torre, in linea e a schiera) di forma e disposizione irregolare. Ogni tipo edilizio articolato attraverso una serie di percorsi pedonali, ballatoi in quota, passaggi coperti, giardini, slarghi e piazze,
che hanno il ruolo di dare un senso di unit allintervento. Particolarmente
riconoscibile al Tiburtino il lessico ridolfiano, che si rivela nel disegno dei
particolari costruttivi, nella scelta dei materiali in chiave espressiva e nella
notevole cura artigianale della realizzazione. Esempi di questa minuta cura
per il dettaglio anche pi povero sono i graticci realizzati con elementi in
laterizio, i muri di recinzione in blocchi di tufo, le pensiline, i tetti in coppi alla romana nonch le ringhiere e i cancelli. Anche da un punto di vista
costruttivo e di finitura, i materiali e le tecniche sono diversi, ma sempre
in linea con la tradizione cittadina. Tutti gli edifici sono infine intonacati
con colori caldi, tipici dellarea romana. Nonostante i suoi importanti limiti, la sua semplicit formale e la sua travagliata storia, il quartiere Tiburtino rimane in ogni caso un passo fondamentale nel panorama architettonico nazionale, di cui rappresenta un innovativo e importante episodio.