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Novembre/Dicembre 2008

COSTRUIRE IN LATERIZIO Case unifamiliari J. . Rocha M. Curzi Conix C. Zucchi Environa Wespi & de Meuron HS99 Zhanglei
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In caso di mancato recapito inviare al CMP/CPO di Forl per la restituzione al mittente previo pagamento resi

COSTRUIRE IN LA TERIZIO

Il Sole 24 ORE Business Media Srl Sede operativa via Granarolo, 175/3 48018 Faenza (Ra) www.faenza.com

Joo lvaro Rocha Massimo Curzi Conix Architects Cino Zucchi Atelier Zhanglei Environa Studio Markus Wespi & Jrome de Meuron HS99

Organo ufficiale dellAndil Assolaterizi via Alessandro Torlonia 15 00161 Roma www.laterizio.it

Case unifamiliari

Poste Italiane S.p.A. Spedizione in abbonamento postale DL 353/2003 (conv. in legge il 27.02.2004 n. 46) Art. 1, comma 1, DCB Forl

Novembre/Dicembre 2008 Anno XXI Rivista bimestrale Contiene I.P. 6,20

COSTRUIRE IN LA TERIZIO

Rivista bimestrale Anno XXI Novembre/ Dicembre 2008

SOMMARIO
NEWS I

a cura di Roberto Gamba


PRODOTTI

III

a cura di Davide Cattaneo


PANORAMA

a cura di Davide Cattaneo


IN PRIMO PIANO

IX

Marlies Rohmer Centro di degenza diurna per il trattamento delle malattie mentali, Noordwijk (Olanda) Veronica Dal Buono
FOCUS

XIII

Abitare la temporaneit Roberto Bologna


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EDITORIALE

2 Frammenti di citt. Il territorio delle case unifamiliari Alberto Caruso 4 Joo lvaro Rocha Casa per il pittore Fernando Brito a Santarm (Portogallo) Carmen Murua 10 Massimo Curzi Casa del farmacista a Borghetto di Borbera (Alessandria) Igor Maglica 16 Markus Wespi & Jrome de Meuron Casa a Morcote, Canton Ticino, Svizzera Roberto Gamba 22 Conix Architects Casa unifamiliare TE a Rotterdam, Olanda Igor Maglica 26 Cino Zucchi Casa unifamiliare a Enschede, Olanda Roberto Gamba 30 Atelier Zhanglei Brick Wang House, a Fengshan (Cina) Adolfo F. L. Baratta, Xinyan Liu 34 Environa Studio The Clay House, Australia Igor Maglica 40 Intervista a Lorena Luccioni Veronica Dal Buono 44 Carlo Scarpa, Aldo Businaro Villa Palazzetto a Monselice, Padova Veronica Dal Buono 48 Il comportamento delle coperture ventilate in fase invernale Marco DOrazio 52 Massa e comfort: necessit di una adeguata capacit termica areica interna periodica Costanzo Di Perna, Francesca Stazi, Andrea Ursini Casalena, Alessandro Stazi 60 Ignazio Gardella Dispensario antitubercolare di Alessandria, Firenze, 1933-38 Luca Marzi 64 Laterizio e legno Alessandra Zanelli 68 a cura di Roberto Gamba 70 72
INDICE DELLANNO ENGLISH SUMMARY RECENSIONI DETTAGLI GRANDI MAESTRI RICERCA TECNOLOGIA INTERVISTA PROGETTI

in copertina: Markus Wespi & Jrome de Meuron. Casa a Morcote, Canton Ticino, Svizzera.

Direttore Responsabile Gianfranco Di Cesare Comitato Direttivo Catervo Cangiotti (Presidente) Daniele Castellari Gianfranco Di Cesare Giorgio Giavarini Canio Scianatico Fabrizio Stangalini Alessandro Vardanega Comitato di Redazione Alfonso Acocella (responsabile architettura) Chiara Torricelli (responsabile tecnologia) Gianfranco Di Cesare Igor Maglica Giorgio Zanarini Collaboratori Adolfo F. L. Baratta, Andrea Campioli, Veronica Dal Buono, Claudio R. Fantone, Alberto Ferraresi, Roberto Gamba, Juan Martn Piaggio, Davide Turrini Coordinamento Redazionale Caterina Zanni Davide Cattaneo Art Director Igor Maglica Grafica esecutiva Graphic Line, Faenza Organo Ufficiale dellANDIL Assolaterizi Via Alessandro Torlonia 15 00161 Roma Tel. 06.44236926 (r.a.) Fax 06.44237930 andil@laterizio.it www.laterizio.it

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Editoriale

Alberto Caruso

Frammenti di citt. Il territorio delle case unifamiliari

Heinrich Tessenow. Case per lavoratori a Waldkirchen Erzgebirge (D), 1912 (da Tessenow. Osservazioni elementari sul costruire).

La casa unifamiliare caratterizza gran parte del cosiddetto sprawl insediativo, che sta imponendosi come modo di abitare le aree pi economicamente sviluppate del Paese. In Italia, dove circa un quinto delle abitazioni sono unifamiliari, un modo di abitare moderno, diffuso massivamente con la grande espansione urbana del dopoguerra, diversamente dalle aree centrali europee, dove le Einfamilienhuser sono un modo di abitare gi presente nelle compagini urbane medioevali. Le sequenze di lotti gotici, che costituivano le cortine stradali dei borghi, erano gi composizioni di case isolate unifamiliari, con le linee di colmo delle coperture perpendicolari alla strada. Con i piani di ingrandimento delle citt, le case unifamiliari sono diventate elementi costitutivi di vere e proprie parti urbane strutturate, applicando con rigore il criterio della ripetitivit per realizzare ordinati disegni di citt-giardino. Nel nostro Paese, la casa unifamiliare chiamata, perlopi, villetta, tradendo con filologica evidenza latteggiamento culturale dei ceti neoinurbati, di imitazione della villa aristocratica, che fin dal Rinascimento ha costituito il modello di abitazione di maggiore prestigio sociale. Dalle ville urbane della nascente borghesia, costruite negli stili storici nei nuovi quartieri intorno alle stazioni ferroviarie, ai villini costruiti dagli industriali illuminati a cavallo del Novecento per i dipendenti, ad imitazione in sedicesimo della villa padronale, alle villette che hanno riempito le espansioni periferiche delle citt, labitazione unifamiliare stato lo strumento sociale pi potente di rappresentazione dei nuovi status. Con la diffusione insediativa nelle aree metropolitane, si assistito, negli ultimi decenni, alla esplosione degli stili regionali (caricature delle tradizioni costruttive locali, cancellate dal cantiere moderno) e ad ogni possibile licenza architettonica: piccole case collocate nei siti pi disparati, caratterizzati dal basso costo del terreno, privi di relazione con il sistema dei trasporti, dove il mezzo individuale lunica soluzione per il movimento. Cos, il territorio ha perso ogni forma riconoscibile; labitazione diventata espressione di nuovi individualismi; lo stesso concetto di cittadinanza ha mutato significato, perdendo i connotati della solidariet sociale. Contemporaneamente, gli enormi costi dellenergia, e delle reti urbanizzative realizzate allinseguimento degli insediamenti, sono stati pagati dalla collettivit. La scelta di edificare il territorio in modo disperso o, in alternativa, di ricostruire il costruito e di concentrare le abitazioni intorno a luoghi pubblici significativi, oggi in Italia una questione centrale, di alto valore civile. Nei Paesi pi a nord, la tendenza allo sprawl insediativo invece, in generale, contrastata da una consolidata cultura del fare citt costruendo a bassa densit. E poi c il territorio naturale, delle regioni, dove la densit abitativa molto bassa, dove la casa unifamiliare lunico modo conosciuto di abitare i boschi o i bordi dei laghi. A nord, a cominciare dalla Svizzera, la casa unifamiliare uno temi pi frequentati dallarchitettura contemporanea, mentre in Italia rara la presenza dellarchitetto in un settore edilizio egemonizzato dai geometri (perch la cultura prevalente tra i committenti considera perlopi larchitetto come un inutile onere aggiuntivo). La selezione di case unifamiliari pubblicata in questo numero di Costruire in Laterizio , in qualche modo, la dimostrazione della difficolt di trovare nel

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Danzica (da Gruber, Die Gestalt der deutschen Stadt). La Siedlung Reichswerke di O. R. Salvisberg a Piesteritz Wittenberg (D), 1916-19 (da O. R. Salvisberg - Die andere Moderne).

Ndr: Sprawl urbano un termine di derivazione anglosassone che indica una rapida e disordinata crescita di unarea metropolitana, fenomeno che, nella maggioranza dei casi, va affermandosi nelle zone periferiche, data la connotazione di aree di recente espansione e sottoposte a continui mutamenti. Per indicare questo fenomeno, litaliano usa il termine citt diffusa.

paesaggio italiano piccole case dautore, che rivelino un pensiero progettuale. Tra le case presentate, si possono distinguere atteggiamenti diversi e diversi contesti territoriali con i quali il progetto si confrontato. Ci sono, innanzitutto, progetti urbani, o che affrontano il tema, anche in contesti periurbani, cercando di stabilire relazioni esterne rispetto alloggetto architettonico. In questo senso, sembra esemplare ledificio olandese di Cino Zucchi, che interpreta la piccola casa come un frammento di citt: un modo rigoroso e coerente di guardare al territorio ed al suo destino, in una regione del mondo dove la qualit abitativa tra le pi colte. La casa ha un fronte duro (rivestito in mattoni), retto e poco bucato verso la strada cittadina, ed un fronte dal perimetro spezzato, aperto verso lo spazio privato, e distinto da un materiale diverso. C in questo progetto, oltre alla densit dei riferimenti, alla cultura architettonica di un Paese che stato uno dei luoghi di eccellenza della modernit, la densit relazionale propria di un contesto urbano, proiettata e riprodotta fuori dal recinto della citt densa. La casa a Rotterdam, di Conix Architects, ha un carattere simile alla casa di Zucchi, anche se in dimensioni ridotte. Mostra al pubblico il rivestimento scuro (anchesso in mattoni) del volume proteso verso la strada, che invece, verso la piccola corte, diventa bianco e viene bucato da aperture con il telaio esteso a cercare la luce. Un altro progetto, che ha a che fare con un contesto urbanizzato, quello di Massimo Curzi per la casa vicino ad Alessandria, dove il tema risolto con una pianta molto interessante, costruita per addizione di elementi tra loro accostati: una composizione autonoma, che rifiuta relazioni con il contesto verso il quale si apre in modo equivalente sui quattro lati. Infine, i progetti di Wespi e de Meuron nel Canton Ticino (un parallelepipedo di cotto concepito in funzione della vista del lago), quello di Alvaro Rocha in Portogallo (laddizione complessa di tre volumi realizzati in materiali diversi) e quello di Herman e Smierzewski vicino a Varsavia (echi miesiani in un bellissimo bosco), che stabiliscono relazioni con paesaggi naturali di forte intensit. In contesti molto lontani, la casa australiana high-tech di Environa e la casa cinese di Zhanglei, dalla singolare texture rustica, dimostrano la versatilit del mattone di laterizio ad ogni latitudine.

EDITORIALE

Progetti

Carmen Murua

La casa-studio, progettata da Joo lvaro Rocha di cui Costruire in Laterizio ha pubblicato alcune opere nel numero 108, dedicato allarchitettura portoghese per il pittore Fernando Brito, si trova nel distretto di Santarm, a nordest di Lisbona, nella parte interna del Paese. La regione, attraversata dal fiume Tago, si sviluppa su un territorio pianeggiante, che a tratti diventa collinare, importante per lagricoltura e lallevamento del Portogallo. Larchitetto lusitano assegna un ruolo preponderante al contesto naturale un terreno in soave pendenza con piccole edificazioni sparse nella campagna

joo lvaro rocha

Casa per il pittore Fernando Brito a Santarm (Portogallo)


e disegna una casa unifamiliare che si inserisce in perfetta armonia nel paesaggio circostante: con discrezione e con la giusta misura, senza alcuna concessione alla monumentalit, rispettando le dimensioni, i colori e i materiali dellarchitettura limitrofa. Utilizza il pendio dellarea che gli stata messa a disposizione, collocando la nuova costruzione nella parte pi elevata e, soprattutto, lavora sulla sezione per adattarsi meglio alla morfologia del terreno, creando alcuni spazi interni a doppia altezza. Impiega forme pure, volumi netti e muri ciechi per delimitare il perimetro esterno, con decisione. Pareti che, oltre a racchiudere lo spazio dellabitazione, definiscono due cortili allaperto: latrio dingresso, elemento di transizione tra pubblico e privato, ma anche perno di comunicazione orizzontale e verticale di tutta la casa e, al suo fianco (diviso soltanto da un muro con unapertura), un altro piccolo patio di forma quadra-

Schizzo di studio. Nella pagina a fianco: veduta laterale della casa. In primo piano, il volume dellatelier e del garage.

FOTOGRAFIE Lus Ferreira Alves

ta, volutamente pi statico e intimo. La casa-studio, chiusa rigidamente su tre dei suoi lati, si apre completamente nella facciata protesa verso lorizzonte, per godere, a modo di belvedere, del paesaggio. Mette in mostra un fronte aperto, spezzato, ricco e movimentato dal gioco equilibrato di tre volumi distinti divisi e uniti contemporaneamente dalle fessure dei percorsi orizzontali e verticali e da una terrazza a sbalzo delimitata da setti murari. In questa facciata cos articolata, si legge con estrema chiarezza lorganizzazione interna delledificio, perch ogni singolo volume accoglie funzioni diverse. I due corpi, posizionati agli estremi, hanno la stessa altezza, ma profondit diverse. Uno ospita, oltre al garage (a cui si accede dalla quota alta), latelier del padrone di casa, in parte a doppia altezza, con fronte aperto verso la campagna. Il secondo volume si sviluppa su due piani diversi e contiene la zona soggiorno e la cucina (con il suo piccolo cortile interno al piano superiore). Il corpo centrale, pi alto, rompe luniformit della massa e rinforza il gioco volumetrico: contiene, oltre alle scale, un modulo essenziale composto da una camera da letto con il rispettivo bagno che, a mo di cella, si sovrappone per tre piani. Tutto il progetto basato su unorganizzazione compositiva logica e funzionale, regolata da una geometria rigorosa e precisa che d un risultato ordinato e strutturato. Ma Rocha abile anche nel collegare spazi autonomi, con una particolare integrazione e permeabilit tra quelli interni ed esterni (con una speciale fruibilit di questi ultimi). Viene lasciata la possibilit di vivere privatamente allaperto, ma pur sempre dentro la casa, dove nessun ambiente tende a chiudersi, ma, al contrario, tutti si aprono verso lesterno. Le superfici, essenziali e scultoree, sono animate dalla mobilit della luce, impiegata come un materiale costruttivo capace di modellare e modificare gli spazi. I giochi dei volumi creano ritmi

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Piante del livello inferiore, del livello dentrata e del primo piano. Legenda: 1. sala 2. sala di lavoro

3. lavanderia 4. dispensa 5. disimpegno 6. camera 7. studio-atelier

8. bagno 9. soggiorno 10. cucina 11. ingresso 12. garage

13. locale stenditoio 14. terrazza 15. veranda 16. patio della cucina 17. cortile dingresso

PROGETTI

Veduta del cortile dingresso.

daree illuminate e ombreggiate, mentre le pareti e la terrazza a sbalzo gettano lombra e fermano lilluminazione. Alla qualit formale e spaziale, si aggiunge anche quella tettonica. Larchitettto, con la sua sensibilit, mostra tutta limportanza del buon uti-

lizzo dei materiali nella progettazione degli ambienti. I dettagli costruttivi interagiscono con il progetto e la stessa fortunata combinazione di continuit e fluidit spaziale si traduce in un attrattivo ed elegante accostamento di materiali di tessitura e colore diversi: intona-

co, mattoni a vista, pietra e legno. Niente lasciato al caso. C uno studio accurato dei particolari costruttivi, sempre essenziali e precisi, scrupolosamente disegnati, come ad esempio laccesso esterno allatrio: invece delle porte, un gruppo di materiali che segnano il

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Il patio della cucina.

momento importante dentrata, di passaggio dal pubblico al privato, con il muro intonacato esternamente che risvolta in mattoni a vista, mentre la soglia si allarga come uno zerbino per far percepire lingresso in un ambiente nuovo, tranquillo ed armonioso.

Scheda tecnica Progetto: Joo lvaro Rocha Collaboratori: Antnio Lus Neves, Carla Garrido, Pedro Valentim (modello) Struttura: Rui Fernandes Pvoas Impianti: Vasco Peixoto de Freitas (idrico e termico); Jos Antnio Rodrigues Gomes, Paulo Oliveira (elettrico); Paulo Queirs Faria, Odete Almeida (meccanico)

Capitolati: Sist. esterne: Impresa: Cronologia:

Jorge Pereira Joo lvaro Rocha, Manuel Pedro Melo Serra Alta - Construo Civil, Lda. 1998-99, progetto; 2000-05 realizzazione

Qui e nella pagina a fianco: prospetti e sezioni.

PROGETTI

Tavola con piante, prospetti e sezioni di alcuni telai delledificio.

Tavola con porzioni di sezioni verticali costruttive delledificio.

Nella pagina a fianco: dettaglio della parete esterna del patio della cucina.

Progetti

Igor Maglica

Situato nella bassa valle del fiume Scrivia, in una striscia di confine tra le regioni del Piemonte e della Liguria, si trova il comune di Borghetto di Borbera. Posto sulle prime salite del sistema montuoso dellAppennino, a 296 metri sopra il livello del mare, in questo piccolo paese della provincia di Alessandria una affermata copia di farmacisti decise che finalmente era giunto il momento di regalarsi una villa unifamiliare. Il fatto che il lotto che avevano a disposizione fosse lungo 200 metri e largo solo 20 non li preoccupava pi di tanto: erano sicuri che ci avrebbe pensato larchitetto a trovare una soluzione soddi-

massimo curzi

Casa del farmacista a Borghetto di Borbera (Alessandria)


sfacente a questo piccolo problema di misure. Ed avevano ragione. Massimo Curzi, classe 1966, laureato in architettura presso il Politecnico di Milano, fu prescelto ad occuparsi della progettazione e,di conseguenza,a risolvere il quesito in questione. Larchitetto pavese, forte della sua formazione professionale pre e post laurea lultimo impegno stato presso lAccademia di Architettura della Svizzera Italiana di Mendrisio, come assistente di Peter Zumthor accetta lincarico e si mette al lavoro. La particolare conformazione del terreno che sicuramente ha influito in maniera preponderante nella forma del progetto ed ha anche,in un certo modo, contribuito alla sua fortuna finale obblig Curzi a rivedere radicalmente, insieme ai suoi committenti, il programma funzionale della casa. Invece di una villa unifamiliare tradizionale, distribuita su pi livelli,con unorganizzazione tipologica ordinaria, inizi a con-

Particolare di un punto dincontro tra le scatole in doghe di cedro e la muratura portante in mattoni fatti a mano.

FOTOGRAFIE Massimo Curzi

figurarsi una soluzione progettuale inconsueta, insieme coraggiosa e realista, moderna e tradizionale. Il risultato un organismo architettonico allungato di circa 240 m2 di superficie,contraddistinto in pianta e nei prospetti dalla successione e dallincastro di 10 singoli volumi: quattro grandi, in laterizio faccia a vista, e sei pi piccoli in doghe di legno. Le scatole (cos le chiama il progettista) sono posizionate rigorosamente in modo alternato: partendo da una delle due estremit (nord o sud), si avvicendano quelle grandi con quelle piccole che, in realt, formano tre coppie da due, costituendo, cos, una specie di cuscinetti tecniciintrappolati tra le altre attivit della casa. I corpi grandi, in mattoni, accolgono le funzioni nobili, come il locale cucina/pranzo, il soggiorno, due camere da letto e la camera da letto padronale, mentre quelli minori,pi bassi in altezza e pi piccoli in pianta, ospitano le funzioni di servizio (ingresso, vano scala, due bagni e due cabine armadio). I volumi sono attraversati da un lunghissimo corridoio che collega i punti pi distanti della casa, creando uninteressante prospettiva interna. Questa vera e propria spina dorsale delledificio, oltre ad adempiere alle mansioni di distribuzione, supplisce saggiamente alla mancanza di valide alternative tipologiche, viste le reali (strette) misure che caratterizzano il lotto. Anche se lintera composizione gioca spesso con alcune dicotomie progettuali,come grande/piccolo,mattone/legno,aperto/chiuso, lungo/stretto, duro/ morbido,ecc.,il prodotto finale un insieme armonioso ed equilibrato, per niente banale. I volumi in mattoni fatti a mano presentano due fronti paralleli senza aperture (escluse quelle interne del corridoio); queste robuste pareti sono portanti ed hanno 52 cm di spessore, con unintercapedine coibente in sughero di 13 cm. Esse, come due lastre cieche alte un piano, danno risalto alle diverse direzionalit dei singoli corpi e, nello

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Fronte sud. In primo piano, il percorso di avvicinamento; a destra, la facciata del volume cucina-pranzo. Pianta e sezione longitudinale.

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PROGETTI

Schizzo di studio la ricerca della misura esatta. Fronte est.

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La casa vista da sud-ovest.

Schizzi di studio sullilluminazione naturale nel corso di una giornata.

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PROGETTI

saggio tra il volume della cucina/zona pranzo in vista e la porzione scoperta dalla rampa che porta al piano sotterraneo del parcheggio. Allestremo nord del lotto,al di l della casa,una coltura di iris conclude il percorso. I materiali utilizzati sono lasciati al naturale: mattone a vista di argilla color nocciola e doghe in legno di cedro peruviano, che col tempo diventer come largento. Linterno presenta i pavimenti e gli arredi fissi in olmo oliato, le travi a soffitto in abete, i serramenti in noce; le maniglie sono fatte su disegno in cuoio naturale. I dettagli architettonici sono schietti, senza nascondere niente.

stesso tempo, arricchiscono la composizione generale. Due volumi quelli situati allinizio e alla fine del percorso distributivo sono orientati secondo lasse nord-sud,mentre gli altri,quelli centrali, seguono lorientamento est-ovest. I restanti fronti dei suddetti corpi sono caratterizzati da ampie superfici vetrate (a tutta facciata, nel caso del volume cucina/pranzo), interrotte da porzioni murarie che celano i camini interni o gli armadi a muro.Se le scatolein mattoni sono aperte (i fronti con le lastre in muratura portante), i corpi in legno sono

molto pi chiusi, praticamente senza aperture, tranne quelle alte e sottili, ben celate da ante anchesse in legno. La dislocazione di alcune delle principali funzioni abitative (dormire, mangiare, stare) nei quattro volumi in mattoni stata studiata in base allorientamento ritenuto pi appropriato rispetto alla direzione dei raggi solari durante larco della giornata. Ci ha garantito che la luce giusta al mattino entri nelle camere e nei bagni,a mezzogiorno inondi il locale della cucina e per il pranzo, mentre nel pomeriggio accenda il soggiorno con la potenza del tramonto. Invece, i piccoli volumi di legno dei bagni sono illuminati dallalto attraverso i lucernari e assicurano un ricambio daria grazie a strette aperture chiuse da ante. I fronti est ed ovest, lunghi circa una trentina di metri, sono caratterizzati dal ritmo scandito dai pieni (fianchi e testate dei muri portanti) e dai vuoti (ampie vetrate attraversate orizzontalmente da travi e solette in calcestruzzo a vista) dei corpi in mattoni, intervallato ai pieni dei corpi in legno. Lallineamento dei volumi volutamente discontinuo per creare piacevoli giochi di ombre in facciata e per formare preziose zone di giardino ai lati. Il percorso di avvicinamento alla casa avviene da sud attraverso un lungo pas-

Vedute del cantiere. Nella pagina a fianco: particolari esterni, vista del lungo corridoio e della cucina.

Scheda tecnica Progetto: Collaboratori: Coordinamento: Impresa edile: Strutture: Imp. elettrico: Imp. idrico: Cronologia:

Massimo Curzi Verbena Ricotti, Luis Almeida Luigi Balduzzi Fratelli Picollo, Borghetto di Borbera (AL) Studio Bussalino, B. di B. (AL) Fernando Grosso, B. di B. (AL) B.G. impianti, B. di B. (AL) 2002, progetto; 2005, realizzazione

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PROGETTI

Progetti

Roberto Gamba

Il Canton Ticino una delle regioni pi apprezzate e solatie della Confederazione Elvetica;tanto che questo luogo e questarea sono stati ritenuti ideali per la costruzione di questa casa di vacanze, godendo di un eccezionale panorama sul lago di Lugano. Morcote, distante una decina di chilometri dal capoluogo regionale, ai piedi dello sperone del monte Arbostora e si protende sullansa, di fronte alla sponda varesina del lago. Dagli anni Cinquanta esso divenuto un vero e proprio centro turistico e si arricchito di ville e costruzioni semplici e ordinate. Questa costruzione, esprime una pro-

markus wespi & jrome de meuron

Casa a Morcote, Canton Ticino, Svizzera


pria chiara identit, senza ostentare finiture e forme esageratamente incombenti sul contesto. un parallelepipedo adagiato sul terreno in pendio, che si rivolge al bacino lacustre, per offrire una veduta complessiva sul territorio.Allalloggio si accede dal basso, da una prima rampa allingresso; quindi, percorrendo unulteriore rampa lineare, che si affianca al lato orientale delledificio. Tre sono i livelli, via via progressivamente pi ampi come superficie, su cui sono disposti i locali abitativi. Il livello pi basso, seminterrato, raggruppa lingresso, un guardaroba, la sauna, una cantina, un locale impianti; il livello intermedio ospita le camere da letto;lultimo livello, che un unico ampio ambiente, appare come una galleria, con in evidenza le incavallature della copertura e una loggia aperta verso il lago. Qui lo spazio, senza suddivisioni, accoglie lelegante cucina, la zona pranzo, il soggiorno, rivolto verso il lato aperto al panorama. Tale sequenza, dal basso verso lalto, identifica un percorso diretto

La casa affacciata sul lago. Nella pagina a fianco: la grande loggia aperta verso il lago.

verso la luce, palesando la vocazione naturalistica della casa, concepita per rapportarsi con il paesaggio e inserirsi in esso.A questultimo scopo, contribuisce lutilizzo del mattone,elemento costruttivo unificante del progetto, che assolve ai compiti strutturali, oltre che di finitura esterna e interna. Con esso si compone anche il disegno regolare della pavimentazione e si realizzano i gradini e il parapetto della scala; tanto che, in questo modo, la casa si arricchisce di elementi che contribuiscono a una semplice e basilare definizione dellarredo e dellambientazione. Le murature perimetrali, di forte spessore (65 cm), sono realizzate con blocchi di laterizio dotati di elevate caratteristiche di isolamento termico. La struttura del tetto in travi di abete, con tavelle, pannelli impermeabilizzanti e finitura in coppi. Il riscaldamento a pavimento. Su disegno originale sono stati realizzati anche i mobili e le attrezzature della casa. Markus Wespi, nato a San Gallo nel 1957, autodidatta e lavora con il collega dal 1998 (studio a Caviano e Zurigo); Jrme de Meuron, nato a Mnsingen (Svizzera) nel 1971, ha studiato a Burgdorf e ha fatto unesperienza di lavoro nel Ghana. Alberto Caruso, nel saggio introduttivo al volumetto che la casa editrice Libra ha dedicato ai due autori elvetici, afferma che nei loro interventi i due progettisti utilizzano materiali naturali mai casualmente. Luso del laterizio si richiama alla tradizione rurale lombarda, che sfiora i lembi comaschi del lago:materiale antico in grado di far splendere di nuova luce la casa e di rinnovare la sua bellezza attraverso le ampie superfici uniformi e continue, punteggiate da fori accuratamente ponderati per non rompere leffetto massiccio dellinvolucro in mattoni faccia a vista. Ledificio stato insignito di uno dei premi straordinari Brick Award 2008.

FOTOGRAFIE Hannes Henz

Scheda tecnica Progetto: Markus Wespi e Jrme de Meuron sup. abitabile: 148 m2, 120 m2 netti cronologia: 2003, realizzazione

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PROGETTI

Interno tutto in laterizio a vista.

Piante. Legenda: 1. piazzola dingresso 2. magazzino, ricovero biciclette 3. ingresso 4. guardaroba 5. bagno 6. sauna 7. cantina 8. lavanderia/sgabuzzino/ caldaia/impianti 9. biblioteca 10. da letto schnitt a -camera a 11. doccia/wc 0 1 12. 2 cabina armadio 13. bancone cucina 14.stavolo da pranzo wohnhaus in morcote / ti / ch 15. soggiorno 16. loggia 17. cortile Sezione.
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wohnhaus in morcote i / ch/ t

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Veduta sul lago dalla loggia.

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PROGETTI

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5 1.06 73 ( 4 x 18.25 CM )

9.87( 27 x 37 CM ) 10.23 ( 56 x 18.2678 CM )

5 3.06 2.73 ( 15 x 18.2 CM )

13

COSTRUZIONE TETTO - TEGOLE COPPI - LISTELLI COPPI 50/50 MM LARICE "SPLINTFREI" AVVITATI 5 CM - LISTELLI CONTRO 40/50 MM ABETE AVVITATI 4 CM - LISTELLI 50/50 MM ABETE CON GUARNIZIONE DI GOMMA 5 CM - SOTTOTETTO IMPERMEABILE STAMISOL PINK SALDATO - FLUMROC ECCO 2 STRATI 100+80 MM LISTELLI AVVITATI 18 CM - BARRAVAPORE STAMISOL SD 70 - TAVELLE "TONPLATTEN" 15/30/3 CM CON LISTELLI 40/60 MM 4 CM - TRAVI ABETE 120/120 MM 1 2 CM

5 56 9 5 + 9.07 12 + 8.95 15 + 8.80 5 5 D2 50 5 16 5 5 D3 D4 + 8.46 D5 D6 D7 5 5 5 + 8.95 5 12 + 9.07

5 9 6 5 5 + 9.07 5 + 8.95 5

16

5 5 D8 D9

5 + 8.30 5 + 8.32 25 2.00 91 15 5 5 2.21 5 2.21 5

COSTRUZIONE PAV. CUCINA / PRANZO / SOGGIORNO - MATTONE FACCIAVISTA KEMANO 25/12/6 CM 6 CM - BETONCINO ARMATO CON SERPENTI DI RISCALDAMENTO 8.5 CM - FOGLIA PE - LASTRE FLUMROC IGLU 30 MM 3 CM - BETON B 35/25 CP 300 IMPERMEABILE 16 CM 15 5 2.21 2.09 5

2.91

5 2.24

2.50

5 2.34

VERRANDA NORD
COSTRUZIONE PAVIMENTO VERRANDA NORD - MATTONE FACCIAVISTA KEMANO 25/12/6 CM 6 CM - BETONCINO ARMATO 10.3 CM - STRATO DI PROTEZIONE AMERDRAIN AWD 650 0.7 CM - IMPERMEABILISAZIONE: 1.STRATO HYRENE TS 2.STRATO FORCE 4000 SEC CONTRATTO 1 CM - BETONCINO CP 500 FINITO FRATTAZZATO 4.5-6.5 CM - BETON B 35/25 CP 300 IMPERMEABILE 25 CM - BETON MAGRO B 25/15 CP 150 5 CM 25 + 6.83 12 + 6.71 + 6.85 1 + 6.86

2.09

CUCINA / PRANZO / SOGGIORNO


+ 7.62

VERRANDA SUD
COSTRUZIONE PAVIMENTO VERRANDA SUD - MATTONE FACCIAVISTA KEMANO 25/12/6 CM 6 CM - BETONCINO ARMATO 10.3 CM - STRATO DI PROTEZIONE AMERDRAIN AWD 650 0.7 CM - IMPERMEABILISAZIONE: 1.STRATO HYRENE TS 2.STRATO FORCE 4000 SEC CONTRATTO 1 CM - LASTRE FOAMGLAS T4 100 MM INCOLLATO IN BITUME CALDO SEC. CONTRATTO 10.5 CM - BETON B 35/25 CP 300 IMPERMEABILE 14-19 CM + 6.85 + 7.55 5 + 7.56

FOGLIA PE

25

76

BETON FILTRANTE

38

25

14 + 6.80

25 + 6.81 12 3 + 6.66 FOAMGLAS T4 40 -50 MM FLUMROC TYP 1 30 MM 5 COSTRUZIONE PARETE TYP B-C-D - MATTONE FACCIAVISTA KEMANO 25/12/6 CM 12 CM - MALTA KELIT 110 2 CM - OPTITHEM 22.5/30/14 + 15/30/6.5 CM 38.5 CM 39 + 6.69

12

+ 6.86 5 16 3 8 6 + 6.68 5 5 33 5 1

5 25 5 8 6

D25

11

33

5 + 6.60

5 5 1 10 6

17

41

25

25

25

31

15

71

71

+ 6.30

+ 6.52

+ 6.52

46

46

46

46

5 C30 + 6.37 1.00 2.40 5

C31

14

+ 6.35

C14

C13

5 C6

C20

C21

C22

19

10

TUBO PVC 150 MM DISTANZA = 100 CM

16

33

+ 6.56

5 + 6.51

6 1 13 59 5

30

25

30

+ 6.00

+ 6.05

+ 6.30

+ 6.00

8 26

8 26

33

8 26

TUBO DI DRAINAGGIO PVC 150 MM 30 25 1.20 80 50 1.62 5 1.12 5 25 49 5 5 12 12

12

26

26

33

5 2.79

26

26

33

75

5 5 6 10 1 var. 4.5-6.5

2.26 75

2.46

2.46

8 26

8 26

8 26

2.31

2.31

2.71

5 2.54

33

8 26

8 26

8 26

C12

C19

CAMERA
COSTRUZIONE PAVIMENTO CAMERA

5 18 4

7 4 20 4

33

8 26

8 26

33

8 26

+ 4.25

8 26

33

75

20

5 5 5 1 12 59 5

25

11 4

11 4

25

11 4

11

40

GHIAIA TUBO DI DRAINAGGIO PVC 150 MM BETON MAGRO PC 150

25

+ 3.81

25

+ 3.81

17

+ 3.89

5 14 3 8 6

5 5 0 17

8 6

5 5.23

GEOTEXTIL

19

+ 4.06

11 4

+ 4.065

+ 4.06 5

5 2 59 5

15

15

25

30

25

30

+ 3.56

10

B2 + 3.75

B8

FLUMROC TYP 1

30 MM

6 13

36

5 1.95

25

+ 3.66 B5

RESISTIT "FUGENBAND" SIKADUR-COMBIFLEX 4.12 25 3 5 + 3.51

30 3 5 38 12

COSTRUZIONE PAVIMENTO CAMERA - MATTONE FACCIAVISTA KEMANO 25/12/6 CM 6 CM - BETONCINO ARMATO CON SERPENTI DI RISCALDAMENTO 8 CM - FOGLIA PE - LASTRE FOAMGLAS T4 110 MM INCOLLATO IN BITUME CALDO SEC. CONTRATTO 11.5 CM - BETON B 35/25 CP 300 IMPERMEABILE 25 CM - BETON MAGRO B 25/15 CP 150 5 CM 2.23 2.23 2.25 2.25 2.15

FLUMROC ECCO 60 MM 1.47

12 8

2.10

13

12 0.00 2.78 8 6

"FUGENBAND" SIKADURCOMBIFLEX

24

3 2.46

B9

83

18

LASTRE FILTRANTI IN CALCESTRUZZO POROSIT 6 CM

RISCALDAMENTO / TECNICA

SAUNA / DOCCIA

PIANEROTTOLO
12

18

+ 2.10 68 5 5 5

FLUMROC BODENPLATTE 20 MM 7 15 37 25 + 1.60 5

KEMANO FACCIAVISTA MATTONE PIENO KEMANO FACCIAVISTA 2. TAPPA BETON B 35/25 PC 300 OPTITHERM MATTONE MODULARE ISOLAZIONE FOAMGLAS ISOLAZIONE FLUMROC MATTONE SILICO-CALCARE BETONCINI PC 500 GHIAIA BETON PC 150

78

GEOTEXTIL + 1.43 2 + 1.45 + 1.45 2 + 1.28 25 30 30 25 + 1.16 5 5 + 1.41 2

GHIAIA TUBO DI DRAINAGGIO PVC 150 MM BETON MAGRO PC 150

+ 1.41

+ 1.43

5 5 + 1.42 + 1.40 MURINOX MC TYP 5/20

25 4.79 5 5 5 45 1.35

2.34

"FUGENBAND" SIKADUR-COMBIFLEX

+ 1.11

LASTRE FILTRANTI IN CALCESTRUZZO POROSIT 6 CM 12 1.50

1.34

2.10

5 + 1.60

WC
78 5 6 1 15 12 5 5 1.65 25 COSTRUZIONE PARETE SOTTO TERRENO - BETON B 35/25 CP 300 25 CM - LASTRE FOAMGLAS T4 120 MM INCOLLATO IN BITUME CALDO SEC. CONTRATTO 12.5 CM - MATTONE MODULARE BN 15 15 CM - MALTA 1 CM - MATTONE FACCIAVISTA KEMANO 25/12/6 CM 12 CM MATTONE FACCIAVISTA KEMANO 25/6/6 CM 2. TAPPA 6 CM 59 1.66

12 2.40 5

5 1.65

1.61

GEOTEXTIL 25

0.00 8 6 5 5 8 12 - 0.06 5 24 5 - 0.24

18

10

25

se zione 2 - 2

1: 2 0

nuova costruzione casa vacanza mapp. 270 6922 morcote ti


- 0.54

fam. jrg pau l mller ka ppe lenring 42 a 3032 hinterkappelen be

BETON MAGRO PC 150

30

- 0.49

25

TUBO DI DRAINAGGIO PVC 150 MM

10

GHIAIA

0.00 = 336.43 M.S.M.

"FUGENBAND" SIKADUR-COMBIFLEX

5 RESISTIT

COSTRUZIONE PAVIMENTO WC - MATTONE FACCIAVISTA KEMANO 25/12/6 CM 6 CM - BETONCINO ARMATO CON SERPENTI DI RISCALDAMENTO 8 CM - FOGLIA PE - LASTRE FOAMGLAS T4 100 MM INCOLLATO IN BITUME CALDO SEC. CONTRATTO 10.5 CM - BETON B 35/25 CP 300 IMPERMEABILE 25 CM - BETON MAGRO B 25/15 CP 150 5 CM

formato : 60 / 94 diseg na to : 24 .07.01 jm revisione : 2 7.07.0 1 / 02.08.01 / 22.08.01 / 7.11.01 / 14.12.01/ 6.5.03 mw 62 0 14 markus wespi con jr me d e me uron archi tetti caviano + zurigo 6578 caviano fon+fax 091/794'17'73

"FUGENBAND" SIKADUR-COMBIFLEX

3.45

Sezioni di dettaglio.

Nella pagina a fianco: vista laterale.

+ 10.37

COSTRUZIONE TETTO - TEGOLE COPPI - LISTELLI COPPI 50/50 MM LARICE "SPLINTFREI" AVVITATI 5 CM - LISTELLI CONTRO 40/50 MM ABETE AVVITATI 4 CM - LISTELLI 50/50 MM ABETE CON GUARNIZIONE DI GOMMA 5 CM - SOTTOTETTO IMPERMEABILE STAMISOL PINK SALDATO - FLUMROC ECCO 2 STRATI 100+80 MM LISTELLI AVVITATI 18 CM - BARRAVAPORE STAMISOL SD 70 - TAVELLE "TONPLATTEN" 15/30/3 CM CON LISTELLI 40/60 MM 4 CM - TRAVI ABETE 120/120 MM 12 CM

+ 4.06

+ 3.61 17 2 1 3

+ 3.60 + 3.58 30

+ 3.58

5 5 7 15

+ 3.41

3.46 FOAMGLAS TYP F 80 MM 51 + 9.07 5 + 8.89 + 8.85 4 D14 COSTRUZIONE PARETE TYP B-C-D - MATTONE FACCIAVISTA KEMANO 25/12/6 CM 12 CM - MALTA KELIT 110 2 CM - OPTITHEM 22.5/30/14 + 15/30/6.5 CM 38.5 CM 12 2 26 5 8 4 13 18 12 5 + 8.95 FOAMGLAS TYP F 40 MM 5 51 25 5 5 4 + 8.95 4 D6 12 1 4 8 26 2 12 D6 12 1 4 8 5 26 2 12 5 26 14 + 8.89 + 8.85 FOAMGLAS TYP F 80 MM 5 + 8.95 25 5 26 + 8.89 51 14 4 FOAMGLAS TYP F 80 MM 5 + 8.95

64

54

12

+ 3.66

97

+ 3.81

12

2 13

+ 9.40

+ 9.40

+ 9.40

FOAMGLAS TYP F 40 MM

FOAMGLAS TYP F 40 MM

+ 2.77

2.39

MATTONE FACCIAVISTA KEMANO 25/12/6 CM 2. TAPPA 12 CM

1.36

1.39

2.74

CUCINA / PRANZO / SOGGIORNO


2.09 5

15

70

27 CA. + 7.57 = 344.00 M.S.M. + 1.41 + 1.43

CA. 2.56

CUCINA / PRANZO / SOGGIORNO


+ 7.62 5 25 5 12 1 12

38 + 7.62

38

COSTRUZIONE PAV. CUCINA / PRANZO / SOGGIORNO - MATTONE FACCIAVISTA KEMANO 12/ 25/ 6 CM 6 CM - BETONCINO ARMATO CON SERPENTI DI RISCALDAMENTO 8.5 CM - FOGLIA PE - LASTRE FLUMROC IGLU 30 MM 3 CM - BETON B 35/25 CP 300 IMPERMEABILE 16 CM 2 5 16 3 8 6 + 6.73 + 6.66 5 7 5 21 33 16 13 binder aussen 14 5 CA. 4.40 + 6.52 5 26 12 5 5 5 5 + 6.86 5 + 6.68 5

+ 1.29 25 + 1.19 12 2 38 5 1 12

76

5 38

32 + 6.98

6 + 6.86 5 16 3 8 6 5 + 6.68 16 5

SEZIONE PRESA ARIA DELLA THERMAPOMPA


+ 6.71

12

17

RESISTIT

76

5 + 7.36

31

1 6

17

5 4.67

13

CA. + 6.07 = 342.50 M.S.M.

40

65

5 COSTRUZIONE PARETE TYP A - MATTONE FACCIAVISTA KEMANO 25/12/6 CM 12 CM - MALTA KELIT 110 2 CM - OPTITHEM 22.5/30/14 + 15/30/6.5 CM 38.5 CM - MALTA KELIT 110 1 CM - MATTONE FACCIAVISTA KEMANO 25/12/6 CM 12 CM

12 1 13 12 1

3 5 38 5

36

5 12

89

65

2.46

5 2.79

5 59 + 4.71 ca. + 4.56 FLUMROC TYP 1 60 MM KEMANO FACCIAVISTA MATTONE PIENO KEMANO FACCIAVISTA 2. TAPPA 5 + 3.90 BETON B 35/25 PC 300 OPTITHERM MATTONE MODULARE 60 ISOLAZIONE FOAMGLAS + 3.30 ISOLAZIONE FLUMROC MATTONE SILICO-CALCARE BETONCINI PC 500 GHIAIA BETON PC 150 2.21 + 3.28 2 + 3.61 12 2 13 38 RESISTIT 5 C28 CA. + 4.71

5 2.72

2.46

75

38

89

5 + 4.71

65 5

5 + 4.70 5 + 4.72 5

75 2

38

89

65

(12 x 6 = 72 / 13 x 1.346 = 17.5 )

(12 x 6 = 72 / 13 x 1.346 = 17.5 )

CAMERA
+ 4.25 + 4.06 8 6 5 75

MURINOX MC TYP 5/20 + 4.25 + 4.06 5 75 5 2 12 5 5 0 + 3.81 5 2 5 + 3.80 5 + 3.82 MURINOX MC TYP 5/20

5 + 4.03

+ 4.06 16 5 13

+ 4.06 8 6 5 14 4 7 6 5 + 3.89

25

40

15 11

15 11

+ 3.81 COSTRUZIONE PARETE SOTTO TERRENO + 3.66 B5a C3 8 5 12 - BETON B 35/25 CP 300 25 CM - LASTRE FOAMGLAS T4 120 MM INCOLLATO IN BITUME CALDO SEC. CONTRATTO 12.5 CM - MATTONE MODULARE BN 15 15 CM - MALTA 1 CM - MATTONE FACCIAVISTA KEMANO 25/12/6 CM 12 CM

+ 3.81

17

15

+ 3.75 + 3.66 8 1.01 5 C3

COSTRUZIONE PAVIMENTO CAMERA - MATTONE FACCIAVISTA KEMANO 12/ 25/ 6 CM 6 CM - BETONCINO ARMATO CON SERPENTI DI RISCALDAMENTO 8 CM - FOGLIA PE - LASTRE FOAMGLAS T4 110 MM INCOLLATO IN BITUME CALDO SEC. CONTRATTO 11.5 CM - BETON B 35/25 CP 300 IMPERMEABILE 15 CM

5 2.65

0.00 = 336.43 M.S.M.


1.87 1.87 + 338.59 SOPPRA TETTO ESISTENTE DELL VICINO + 2.16 + 2.12 fino + 2.17

SAUNARIUM LARGHEZZA PROFONDITA ALTEZZA 210 CM 200 CM 206.5 CM

2.25

3.29

12 1 15 12

25

LASTRE FOAMGLAS T4 80 MM INCOLLATO IN BITUME CALDO SEC. CONTRATTO

13

12 1 15 12

25

SAUNA / DOCCIA
20 27 + 1.92 50 70 15 + 1.41 23 + 1.42 4 + 1.45 + 1.43 5 4.06 7 5 + 1.64 5 92 5 8 90 12 1.30 25

+ 1.92 fino + 1.97 + 1.98 12

LASTRE FILTRANTI IN CALCESTRUZZO POROSIT 6 CM

SAUNA / DOCCIA
10 12 1.30 25 LASTRE FILTRANTI IN CALCESTRUZZO POROSIT 6 CM

GEOTEXTIL 22 GHIAIA 30 TUBO DI DRAINAGGIO PVC 15O MM + 1.43 + 1.41

1.84 5 23 1.36 + 1.47 12 6 25 GEOTEXTIL 28 5 5 5 + 1.18 30 5 + 0.88 5 RESISTIT BETON MAGRO PC 150 5 22 1.86 "FUGENBAND" SIKADUR-COMBIFLEX

25

25

25

25

22

2.62

5.57

8 17 8

C25 FLUMROC TYP 1 60 MM

+ 6.52

+ 6.52

"ROLLSCHICHT" VEDI ANCHE PIANO 62 013

C20

38

89

12

38

12

C20

13

5 5 27 0 12

5 2

+ 6.66

17

26 28

39

16

16

30

10

+ 1.16

+ 1.16

+ 1.92 fino + 1.97

"FUGENBAND" SIKADUR-COMBIFLEX 1.21 LASTRE FILTRANTI IN CALCESTRUZZO POROSIT 6 CM 1.47

22

+ 1.11

BETON MAGRO PC 150

+ 1.11

22

30

RESISTIT

25

+ 0.93

TUBO DI DRAINAGGIO PVC 15O MM

FOGLIA PE

RIPOSTIGLIO APERTO

GEOTEXTIL + 0.02 fino - 0.03 - 0.05 30 GHIAIA TUBO DI DRAINAGGIO PVC 15O MM BETON MAGRO PC 150 "FUGENBAND" SIKADUR-COMBIFLEX - 0.54 5 - 0.54 5 0.00 0.00

- 0.35

- 0.30

fam. jrg pau l mller ka ppe lenring 42 a 3032 hinterkappelen be se zione c -c s e z i o n e cx - cx 1 : 20 nuova costruzione casa vacanza mapp. 270 6922 morcote ti formato : 60 / 94 diseg na to : 24 .07.01 jm revisione : 2 7.07.0 1 / 02.08.01 / 22.08.01 / 15.10.01 / 7.11.01 / 19.11.01 / 14.12.01 62 0 18 markus wespi con jr me d e me uron archi tetti caviano + zurigo 6578 caviano fon+fax 091/794'17'73

25

sezione c-c
6.00

s e z i o n e cx - cx

21

PROGETTI

5 GHIAIA

LASTRE FOAMGLAS T4 80 MM INCOLLATO IN BITUME CALDO SEC. CONTRATTO

25

+2.28

10

12

LASTRE FOAMGLAS T4 120 MM INCOLLATO IN BITUME CALDO SEC. CONTRATTO

MATTONE FACCIAVISTA KEMANO 25/6/6 CM 2. TAPPA 6 CM

6
STAHLTON

5 52 RESISTIT

+2.28

+ 2.32

+ 2.40

CAMERA
3.00 COSTRUZIONE PAVIMENTO CAMERA - MATTONE FACCIAVISTA KEMANO 12/ 25/ 6 CM 6 CM - BETONCINO ARMATO CON SERPENTI DI RISCALDAMENTO 8.5 CM - FOGLIA PE - LASTRE FLUMROC IGLU 30 MM 3 CM - BETON B 35/25 CP 300 IMPERMEABILE 14 CM

A9 7 15 22 12 5 25 5 + 1.70

+ 4.68

5 + 4.63 C4

+ 2.10

LASTRE FILTRANTI IN CALCESTRUZZO POROSIT 6 CM

CAMERA

- MATTONE FACCIAVISTA KEMANO 12/ 25/ 6 CM 6 CM - BETONCINO ARMATO CON SERPENTI DI RISCALDAMENTO 8 CM - FOGLIA PE - LASTRE FOAMGLAS T4 110 MM INCOLLATO IN BITUME CALDO SEC. CONTRATTO 11.5 CM - BETON B 35/25 CP 300 IMPERMEABILE 15 CM

Progetti

Igor Maglica

Quando, nellormai lontano 1979, la ventiquattrenne Christine Conix ha fondato il suo studio di architettura nel distretto di Wilrijk, ad Anversa, non poteva probabilmente immaginare nonostante tutta la buona volont e fiducia nei propri mezzi e nelle proprie capacit imprenditoriali il successo professionale che avrebbe ottenuto. Larchitetto fiammingo laureata nel 1977 e Masters Degree nel 1978 presso lHAIR (Higher Institute for Architecture) di Antwerpen (Anversa) oggi, in quanto Chief Executive Officer, a capo di un azienda di circa una settantina di persone: 35 architetti, assistenti, progettisti dinterni, inge-

conix architects

Casa unifamiliare TE a Rotterdam, Olanda


gneri, urban planner, graphic designer, designer, manager, personale amministrativo, PR ed altri, ripartiti nelle due sedi del gruppo quella di Anversa e laltra pi recente (2004) di Bruxelles sotto la guida della pi giovane Sylvie Bruyninckx (diventata partner nel 2005). Il credo dello Studio,Continuously in motion, potrebbe, a prima vista, far pensare ad una specie di superstudio di professionisti interessati essenzialmente al lato economico del lavoro di progettazione. Ma non cos e questo progetto, qui di seguito presentato, ne la dimostrazione. Perch, anche se si tratta di unopera di piccole dimensioni e, di conseguenza, fonte di profitti modesti , la realizzazione finale manifesta tutta la cura architettonica e lattenzione al dettaglio ricevuti. Nello specifico, si tratta di una villa unifamiliare per una famiglia con tre ragazzi, situata nel quartiere Hillegersberg-Schiebroek, nella parte nord-ovest di Rotterdam, in unarea di espansione urbanistica della citt olandese, denominata Lage Limiet, carat-

Dettaglio dellangolo del secondo piano sporgente.

terizzata da edificazioni basse inserite in un paesaggio fatto da molteplici canali e abbondanti zone verdi. Dal punto di vista tipologico, la casa TE impostata su uno schema a C con tre parti delledificio raccolte intorno ad un patio centrale. Questa impostazione, un po introversa, arricchita da unasse che corre parallelo al lato pi lungo della costruzione, corrispondente alla direzione nord-sud e allentrata veicolare al lotto.Linsieme trova compiutezza con il quarto pezzo della composizione generale, che accoglie il volume del box. Un altro asse, questa volta interno, quello che parte dallentrata principale, prosegue lungo tutto ledificio secondo la direzione nord-sud (parallelamente alla facciata pi lunga, confinante con il patio) e termina contro il camino del soggiorno, caratterizzando fortemente limpostazione funzional-distributiva della casa.Al piano terra, intorno e ai lati di esso, sono dislocati: studio, bagno, sauna, cucina e soggiorno-pranzo. Al piano superiore, questa direttrice virtuale si converte in un pi prosaico lungo corridoio che porta a tre camere da letto singole, bagno, scale (posizionate longitudinalmente) e alla grande terrazza prospiciente la camera da letto padronale. La terrazza che in realt il tetto del locale sottostante del soggiorno presenta un parapetto pieno che contribuisce a far sembrare pi alto il volume, creando un interessante gioco di luci e ombre con laltra porzione della casa affacciata sul fronte sud. L situata lentrata principale,evidenziata e sovrastata dalla mole sporgente del volume del secondo piano. Ledificio rivestito quasi interamente in mattoni di colore scuro, cotti a 1.140 C; invece, le facciate interne del patio, considerate parte pi intima dello spazio della casa, sono realizzate con intonaco bianco.
Scheda tecnica Progetto: Conix Architects Project team: Sylvie Bruyninckx, Caroline Gerard, Karen Loyens Main contractor: Aannemingsbedrijf Waaijer Cronologia: 2005, progetto; 2006-07, realizzazione

FOTOGRAFIE Serge Brison

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CIL 126

Fronte sud: vista dellentrata.

Piante (da sinistra) del piano terra e del primo piano.

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PROGETTI

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Dettaglio. Legenda: 1. pavimento 2. pavimento sopraelevato 3. struttura portante 4. isolamento termico 5. strato di cemento su mattoni per rivestimento

6. applicazione di mattoni per rivestimento 7. zoccolo 8. giunto elastico 9. isolamento profili 10. strato protettore interno 11. muratura portante d=150 mm 12. isolamento termico 115 mm

13. cuscinetto daria 35 mm 14. mattoni incollati 100 mm 15. giunto verticale aperto 3x50 mm 16. supporto per muratura 17. giunto con mastice 18. compriband 19. infissi esterni in alluminio con vetrata blindata

Vista del patio interno.

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CIL 126

Vista del fronte sud.

Prospetto ovest e sezione trasversale verso nord; fronti est e nord; fronte sud e sezione trasversale verso sud.

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PROGETTI

Progetti

Roberto Gamba

Enschede una citt olandese della regione di Twente, nel sudest della provincia di Overijssel, al confine con la Germania.Conta oltre 150.000 abitanti. La composizione di questa villa, eretta per il signor Mark Van Straaten, fa parte di un piano di ricostruzione urbana, redatto dallo studio Architekten Cie, su unarea distrutta da unesplosione di un deposito di fuochi artificiali. Ledificio si inserisce tra altre residenze unifamiliari di prestigio, articolandosi, per le dettagliate prescrizioni volumetriche del piano, in modo da enfatizzare le differenze tra un fronte formale, definito da mattoni scuri,e un retro informale,

cino zucchi

Casa unifamiliare a Enschede, Olanda


che abbraccia il giardino privato. Pertanto, laffaccio principale lungo il viale Museumlaan, asse della pianificazione, che congiunge due edifici pubblici destinati a museo; quello secondario invece, con gli ambienti di soggiorno, sul giardino, impostato su una spezzata, in modo da differenziare e delimitare con originalit questo spazio interno, enfatizzando il riferimento della morfologia dellimpianto alla L planimetrica. Il gioco degli incastri e la variet dei volumi proposti sono il segno di distinzione del linguaggio del progettista: un modo espressivo che manifesta, insieme, unasimmetria della composizione intera e della posizione degli elementi (finestre, solai, vani) e una variet dei materiali (serramenti in legno laccato e in alluminio,con vetrate a filo facciata o arretrate, finiture in laterizio color grigio e in lamiera di zinco ossidato o elettrocolorato ad andamento verticale, con imbotti delle finestre in lamiera di allu-

Inquadramento planimetrico. Nella pagina a fianco: la composizione libera di facciata. Piante ai vari livelli.

minio). Inizialmente, la facciata verso il giardino era stata pensata in lastre di vetro retro-verniciato o acidato: in questo modo, avrebbe perfettamente attuato lintenzione di creare uno spaccato delledificio, aprendone in trasparenza la vista dellinterno. Poi, per ragioni di costo, il materiale stato sostituito. Nella concezione di progetto, risalta un richiamo ai principi del neoplasticismo architettonico; il desiderio di esprimere uno stile caratterizzato da piani, setti murari, volumi che fuoriescono secondo assi ortogonali;da una compenetrazione tra spazi interni ed esterni; da colori e materiali che si giustappongono, mantenendo ciascuno una propria identit cromatica e sostanziale. evidente lobiettivo di creare unarchitettura capace di dimostrarsi non banale, non seriosa, espressiva di modernit e qualit; comunque protagonista nellaffermare principi di regolarit (anche negandoli), di razionalit, di semplicit; c un riferimento, senza rigidit, alla tipologia della casa a L, attraverso la composizione di un impianto murario di adeguato spessore e posizione, unaggregazione di spazi funzionali senza gerarchie.Il piano terra della casa offre una variet di ambienti e spazi di soggiorno, unampia cucina, zone pranzo, zone di ritrovo, spazio tv e studio, correlate, ma rigorosamente indipendenti una dallaltra. Non esistono superfici interrate, e anche la doppia autorimessa a livello terreno, integrata nel volume edilizio. Di fronte allingresso, una scala si sdoppia e conduce ai due piani superiori, dove le stanze dispongono di piccoli luoghi di uso comune o di servizio. Nel progetto, stata anche prevista la delimitazione a terrazze praticabili di parte delle coperture piane,che verr attuata successivamente.

FOTOGRAFIE Allard van der Hoek

Scheda tecnica Progetto: Cino Zucchi Architetti (Cino Zucchi, Cristina Balet Sala), con Visser van Aaalderen Architecten Cronologia: progetto, 2005; fine lavori, 2008

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CIL 126

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PROGETTI

Fronte con ingresso allautorimessa.

Sezioni.

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CIL 126

Affaccio sulla Museumlaan.

Prospetti.

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PROGETTI

Progetti

Adolfo F. L. Baratta Xinyan Liu

Ledificio, progettato dallarchitetto Zhang Lei (dellomonimo Atelier) per un poeta cinese, il risultato dellevoluzione dal tradizionale modello di casa locale alla moderna abitazione. Inserendosi armoniosamente nel contesto ambientale, la costruzione si articola su due livelli, di cui il secondo con unestensione superficiale inferiore al primo, ed coronata da una copertura piana che conferisce un aspetto razionale e moderno al fabbricato. La residenza si sviluppa in una grande C che si snoda intorno ad una corte privata, caratteristica comune a molte tipologie di abitazioni cinesi. Differentemente da

atelier zhanglei

Brick Wang House a Fengshan (Cina)


quanto succedeva nelle case storiche di burocrati e mercanti, che preferivano chiudere la corte con un imponente cancello, o nelle pi umili abitazioni dei contadini, che sfruttavano la corte per fini agricoli, la corte della Wang House aperta verso il grande lago sul quale si affacciano tutte le stanze della casa. Infatti, ad un fronte esterno piuttosto compatto (sul prospetto principale, lungo pi di 35 metri, si trovano soltanto tre aperture), si contrappone un fronte interno ricco di aperture, passaggi e tagli. Da segnalare anche la presenza di nicchie scavate nel volume del fabbricato: sono, infatti, presenti delle stanze che, essendo prive di infissi, rappresentano ambienti volano tra interno ed esterno e che, soprattutto nelle giornate calde, diventano spazi vitali, densi di funzioni, dove piacevole soggiornare. Nel corpo di fabbrica che si affaccia sulla strada principale, si trovano, in uno scenografico doppio volume, lingresso,

Planimetria generale. Nella pagina a fianco: vista sulla corte privata che si affaccia sul grande lago. FOTOGRAFIE Iwan Baan

le sale di rappresentanza destinate alle attivit collettive e il corpo scale nascosto da un pannello ligneo che funge da parapetto e che richiama alla memoria alcune soluzioni europee dellinizio Novecento; nellala occidentale, si trova la vera e propria abitazione con la zona giorno (salotto, sala da pranzo e cucina) e la zona notte (tre camere al piano terra e due camere al piano superiore, destinate ai membri pi giovani della famiglia o agli ospiti); nellala orientale, isolata dal resto del fabbricato da una corte e dotata di un accesso indipendente verso lesterno, ledificio ospita una appartata e silenziosa zona studio. Lilluminazione interna garantita, oltre che da ampi infissi (con numerose specchiature non apribili), anche da una serie di shed che, collocati sui tre bracci e nascosti sui prospetti esterni da alti parapetti, illuminano con luce zenitale gli spartani ambienti interni, contrassegnati da un ampio impiego del colore bianco. Il materiale prevalente, il laterizio, derivante dalla tradizione locale ed ha lobiettivo di creare una perfetta integrazione con gli edifici e lambiente naturale che lo circonda. In questa regione della Cina, i mattoni pieni, realizzati con largilla che si trova direttamente dietro casa, vengono da secoli utilizzati sia per fini strutturali, sia come rivestimento faccia a vista. Proprio il paramento murario in laterizio caratterizzato da una trama eterogenea e mai banale: si alternano, infatti, superfici piane, con doppi corsi di mattoni allineati che si avvicendano a mattoni posati ortogonalmente (con funzione di connessione ed irrigidimento tra i due setti della muratura a cassetta), con superfici graduate, in cui i mattoni, posati di testa, emergono con convinzione dal fronte murario per definire un interessante gioco di chiari-scuri. Continuando nellalveo della tradizione locale, la realizzazione riuscita ad ottenere una elevata qualit mettendo a profitto le conoscenze delle maestranze locali e le caratteristiche millenarie del laterizio.

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Scheda tecnica Progetto: Zhang Lei / AZL Atelier ZhangLei Collaboratori: Gaochun Architecture Design Institute Strutture: Zhao Xiaobao Superficie: 850,0 m2 Localizzazione: Fengshan, Gaochun District (RC) Cronologia: 2003, progetto; 2006-07, realizzazione

Sezione sullingresso principale.

Nella pagina a fianco: dettaglio della muratura in laterizio. Vista del patio. Piante piano terra e primo piano.

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PROGETTI

Progetti

Igor Maglica

Il Governo australiano aveva dichiarato il 2004 come TheYear of the Built Environment (lanno dellambiente edificato). Nellambito di questo importante evento, il Governo dello stato di New South Wales (Nuovo Galles del Sud) uno dei 6 stati di cui composta lAustralia ha promosso liniziativa Houses of the Future. La manifestazione, svoltasi nel mese di ottobre a Sydney, aveva lo scopo di presentare allopinione pubblica e alla moltitudine di visitatori alcuni nuovi modi di abitare. In particolare, ai progettisti invitati stato chiesto di presentare esempi di alloggi prefabbricati,sostenibili e, una volta messi in

environa studio

The Clay House, Australia


produzione, disponibili a prezzi di mercato accessibili. Nel prestigioso piazzale della Sydney Opera House, di Jrn Utzon, sono stati esposti 6 padiglioni-prototipi che corrispondevano alle caratteristiche richieste: the Cardboard House,the Clay House, the Concrete House, the Glass House,the Steel House,theTimber House (le case di cartone, di argilla, di cemento, di vetro,dacciaio e di legno).Lesposizione ha avuto un grande successo ed stata presentata anche in altre citt australiane. La casa che qui di seguito viene illustrata quella realizzata in mattoni (dargilla) e promossa dallassociazione Clay Brick and Paver Association. Questo perch risultata come la migliore, oltre che per la concretezza esecutiva e di trasporto, per gli ampi parametri di sostenibilit dimostrati e per la qualit di architettura riscontrata. Il progettista Tone Wheeler, di Environa Studio,insegna ormai da pi di 25 anni nelle sedi delle principali universit dellemisfero australe (Canberra, Sydney, Auckland, Wellington ed altre) ed uno dei pionieri dellenvironmentally sustainable design (ESD). Principal architect

Dettaglio di un angolo della casa, con elementi in laterizio montati a secco (foto: Craig Cranko).

dello studio fondato nel 1986, conduce Environa Studio, insieme alla managing partner Jan OConnor, da sempre sui princip della sostenibilit.Questo impegno costante valso allo Studio numerosi riconoscimenti e premi (Gold medal, Francis Greenway Society Green Building Awards; RAIA NSW Architecture Award, ecc.) per i progetti realizzati:Glenayr Terraces, Wayside Chapel, Manly courtyard House, Narra Bukulla, Morgan House ed altri. Clay House una casa concepita e impostata intorno ad uno spazio (solarium courtyard) che, a seconda delluso che se ne fa, pu svolgere alloccorrenza funzioni interne o esterne (soggiorno o corte interna). Le tre grandi stanze, che rappresentano le aree funzionali della casa (entry/working/playing; eating-cooking; sleeping-washing) sono assemblate ad La formare un angolo di 90 gradi, con il lato lungo composto da due unit.Tutte e tre si affacciano sullo spazio centrale che, a sua volta, attraverso il filtro della veranda, d sul giardino. Il tetto regolabile, le porte pieghevoli ad armonica e i frangisole di vetro dello spazio solarium permettono di adattare questa stanzaluogo, indoor o outdoor, ai vari gradi di apertura e usi diversi. In questo modo, si costituisce uno spazio di massima flessibilit che pu essere utilizzato per diverse attivit nelle differenti stagioni dellanno. Il progetto della Clay House prevede la possibilit di incrementare il numero delle stanze (pi camere da letto) e, soprattutto, quella di assemblare tra di loro (la lunga parete posteriore di ununit diventa il muro di cinta della casa confinante) tante unit abitative in modo da formare un villaggio di case unifamiliari. Per lesposizione Houses of the Future,il prototipo presentato stato trasportato in 6 container e montato in sole 4 ore;lo stesso numero di ore stato necessario per lo smontaggio. Questo fatto ha cos confermato la possibilit di realizzare una casa prefabbricata trasportabile e montabile in mattoni. La Clay House utilizza i prodotti dargilla diversamente da una tradizionale casa uni-

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Primo piano della veranda di fronte al solarium (foto: Craig Cranko). Disegno di progetto preso dallo stesso punto di vista.

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PROGETTI

familiare (australiana) con struttura in legno, rivestimento in mattoni e un tetto in tegole: infatti, impiega i mattoni allinterno della casa,come struttura,ed ha piastrelle dargilla sui pavimenti e sui muri esterni. Ci consente di collocare la massa termica allinterno delledificio dove pu funzionare meglio, permettendo di isolarla dietro il rivestimento dei rivestimenti esterni.Cos ci si difende dal caldo dellestate e dal freddo dellinverno in maniera naturale, senza lutilizzo di aria condizionata.Esternamente, la casa presenta pannelli prefabbricati di 2.400 x 1.200 mm montati a secco su guide di alluminio. La copertura della zona del solarium costituita da vari strati di vetro che contengono,incastrate nel sandwich, celle fotovoltaiche per la produzione di energia elettrica che, quando in eccesso, pu essere venduta o immagazzinata in apposite batterie. In inverno, durante il giorno, i frangisole posti sulla copertura, modificando il grado di apertura secondo langolo dei raggi solari, permettono al sole di convergere sulla massa termica e, cos facendo, consentono laccumulo del calore per la notte (quando sono chiusi). Destate, i frangisole sono serrati di giorno,portando lombra dentro la casa: aprendo tutte le porte,il solarium diventa come una grande veranda o cortile. Di notte, essi si aprono permettendo alla massa termica della casa di raffreddarsi smaltendo il calore attraverso il tetto verso il cielo destate. Tutti i mobili della casa sono stati disegnati dallo Studio secondo il principio di massima flessibilit e del riciclo. In realt, tutta la Clay House che pu essere completamente smontata e i singoli pezzi riciclati. Lacqua piovana raccolta dal tetto (a due falde convergenti verso il centro) allinterno di contenitori verticali situati tra le pareti dei due moduli o nel serbatoio posizionato sotto il pavimento. Lacqua purificata e pu essere usata come potabile o come componente attivo per il raffreddamento della massa termica interna.

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Scheda tecnica Progetto: Environa Studio:Tone Wheeler, Jan OConnor Ingegneri: Macartney Engineering Consultants Impresa: ARCS, Phillip Grueff Sponsor: Clay Brick + Paver Assoc.,Austral bricks, PGH Bricks and Pavers, Boral Bricks Cronologia: 2004

Il prototipo esposto alla manifestazione Houses of the Future (foto: Environa Studio). Pianta della Clay House. Nella pagina a fianco: vista dallinterno verso lesterno durante lesposizione (foto: Craig Cranko). Prospetto laterale e quello del solarium.

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PROGETTI

Linterno della casa. A sinistra, lo spazio sleeping, fuori la zona comune del solarium (foto: Gollings Photography).

Il mobile con rotelle progettato per la cucina (foto: Gollings Photography).

Il bagno (foto: Gollings Photography).

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CIL 126

Unaltra vista dellinterno del solarium (foto: Craig Cranko).

Il solarium con le porte pieghevoli aperte (foto: Environa Studio).

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PROGETTI

Veronica Dal Buono

Lintervista

Intervista a Lorena Luccioni

Lorena Luccioni, architetto, formatasi a Firenze dove ha vissuto e lavorato fino al 1991, ha scelto le Marche come contesto professionale privilegiato. Un percorso coraggioso e particolare, prova di carattere e personalit. Oggi, dopo diciassette anni di attivit, racconta la propria esperienza in architettura. a sul s
Per larchitetto Luccioni affrontare il tema della casa dabitazione senza dubbio un cavallo di battaglia. Quanto ritiene sia importante che larchitetto abbia occasione di mettersi alla prova sul senso dellabitare?nso dellabitare?

tere e mettersi alla prova. Il tema dellabitare destinato a non passare mai in secondo piano, perch di primaria importanza per lindividuo, per la famiglia, per la societ.
I Suoi progetti esplorano a tutto campo labitare contemporaneo, sperimentando interventi su centri storici, trasformazioni di abitazioni moderne, edificazioni di nuovo impianto. per Lei una ricerca continua con ancora margini di approfondimento?

Il senso dellabitare una realt sospesa nel tempo. Il genere umano da sempre si costruito un luogo di riferimento, un microcosmo personale dove riconoscersi e mettere insieme tutto ci che ama, dagli oggetti, ai figli, ai ricordi, ai propri compagni di vita: continua a farlo oggi, e lo far anche domani. Il modo di abitare invece sicuramente cambiato. Ricordo nelle case borghesi degli anni 60 la presenza di una sala sempre buia e chiusa, che si apriva solo per ricevere gli ospiti. Ricordo di quelle stanze lodore di non vissuto e plastica che rivestiva ancora le poltrone e i mobili, perch non si rovinassero. Cera una parte della casa che non si abitava, perch fosse sempre pronta e ordinata per mostrarsi agli ospiti come biglietto da visita, e una parte sporca dellabitare da non mostrare mai (il cucinotto invenzione di quegli anni). Oggi disporre di una stanza in pi sarebbe un lusso; le case sono pi piccole e sempre pi spesso ci si lavora; pi vissute di una volta, meno di rappresentanza ma molto pi comode e funzionali. Larchitetto oggi non deve perdere di vista tutto questo: niente dovr essere per pura composizione formale o per narcisistica espressione del proprio operare dartista della costruzione e dello spazio; dovr investire ogni parte di un ruolo pratico e funzionale indirizzato direttamente ai suoi abitanti. Penso che larchitetto che sopravvive in questa societ sia quello capace di dare risposte ai bisogni suggerendo nuovi comportamenti; quindi, in questo senso importante riflet-

Poich lo spazio edificabile destinato ad esaurirsi in un Paese piccolo come lItalia, si tratter di ristrutturare sempre di pi, riadattare a nuovi usi intere parti di citt, cos come le singole abitazioni. I miei progetti sono una ricerca continua in quanto non esiste un modello applicabile a pi situazioni. vero che talvolta si incontrano contesti simili in cui operare, il centro storico, la periferia anni 60, il nuovo lotto, ma la similitudine apparente e ogni caso invece incredibilmente diverso e tutto da esplorare. In primo luogo, la differenza nei vincoli locali: di tipo normativo, dimensionale, il rapporto con ci che esiste intorno, le risorse disponibili. Poi ci sono gli incontri umani: chi si ha di fronte che determina il vero risultato finale, cui si aggiunge senza dubbio il personale rapporto di relazione come architetto.
Conosciamo, grazie al Suo contributo editoriale Casa X House for (Alinea, 2005), linteressante suddivisione delle Sue opere in funzione del tipo di committente: due sposi, un farmacista, lidraulico e molti altri... Leggere in questo modo labitare ne mostra leterogeneit e ne gi una interpretazione. Quali le lezioni apprese dai Suoi committenti?

Il rapporto con i committenti fondamentale, anzi direi che la natura del committente il punto di partenza per un cattivo o un buon progetto. Dalla mia esperienza spero di aver appreso come riconoscere un buon committente... per evitare quello cattivo. Il buon committente non ha necessariamente pi denaro per permette-

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CIL 126

re cose eccezionali, ma la persona che fa capire di cosa ha bisogno, rendendosi disponibile a sperimentare una possibile configurazione, senza pregiudizi. In una prima fase, i desideri del committente si proiettano inevitabilmente verso immagini che conosce o che fanno gi parte della sua storia personale e culturale; poi, alle proposte architettoniche che lo introducono verso scenari nuovi risponder con sensibilit, interesse, entusiasmo. Il committente cattivo quello che, non lasciando comprendere le sue intenzioni, chiede esattamente cosa produrre per non deludere le sue ferme aspettative esteticoculturali. Con questo tipo di persona larchitetto, se vuole, pu rispondere ugualmente a dei bisogni, ma senza alcun interesse professionale. In Casa X, la divisione per tipo di committente un pretesto scherzoso, per mostrare che linterlocutore ideale pu trovarsi in tutte le fasce sociali; in gioco vi solo una questione di sensibilit e intelligenza, prima ancora che di titolo di studio o disponibilit economica. Chi desidera una casa che non sia solo un contenitore sordo e impersonale prima di tutto una persona sensibile, che avverte, anche senza razionale consapevolezza, lutilit dellarchitettura, la possibilit che possa renderlo pi felice. Allora, con laiuto dellarchitetto, cerca di dare personalit al suo luogo, materializzazione dei propri sogni e del proprio stile di vita. Per fare questo non servono risorse maggiori che per fare una casa priva di senso. Poi ci sono la fantasia e la capacit di emozionarsi, doti che non tutti possiedono. Senza queste qualit, le pareti saranno bianche, il ferro nero, il battiscopa marrone, e materializzare un progetto diventer unimpresa dura quanto noiosa.
Consistente parte della Sua ricerca professionale si svolta entro il contorno del paesaggio marchigiano, dominato dai caratteri del costruito nei compatti centri storici e dalla relazione col paesaggio. Quale la lezione che ne ha saputo trarre? Quali i principi di logica architettonica, i concetti cui il Suo fare architettura si lega?

ocra, col quale si fondono magicamente. E allora c da domandarsi da dove nasca lidea del mosso, del grande cornicione, del tetto sfalsato, dei terrazzini a sbalzo... perch questo quello che ha in mente la gente, pur vivendo tra meraviglie semplicissime che non hanno niente di simile, e proprio per questo magicamente sospese nel tempo. Per me progettare utilizzare, reinterpretandolo, ci che da sempre, ci che ho a portata di mano, ci che non offende, che non grida e che continua...
Radicamento nel territorio, cultura di provincia, sono limiti o potenzialit? Lavorare ove il tessuto caratterizzato storicamente un freno o un possibile banco di prova?

In fondo tutta lItalia sa un po di provincia. Mi sovviene Il Paese dei Barocchi di Ludovico Quaroni, scritto nel 1957, in cui lautore, guardando il nuovo Tiburtino, constatava:nella spinta verso la citt, ci si fermati al paese. E si parlava di Roma, la capitale! In generale, direi che la cultura di provincia non centra nulla con il radicamento nel territorio. La prima certamente un limite:provincia ha per me un significato di terribile chiusura, di angolo visuale molto stretto. In questo senso, non mi appartiene per niente, ma so di esserne circondata; per il secondo, penso piuttosto ad un atteggiamento culturale, a qualcosa di simile al regionalismo critico di Kenneth Frampton, che trae ispirazione dalle qualit del luogo. Per me il territorio, tanto pi se fortemente caratterizzato, fonte di idee. Se vivessi in un altro luogo, probabilmente agirei esattamente allo stesso modo, guardandomi intorno, cercando di carpire il meglio, ma sempre in maniera critica, estremamente temporanea e non definitiva, alla ricerca di un linguaggio attuale per calato in quella precisa realt. Sicuramente, lavorare dove il tessuto storicamente molto consolidato un eccitante banco di prova per una nuova architettura che non deve scadere nel vernacolare.
Nelle Sue opere evidente un rapporto privilegiato col materiale laterizio...

Nel mio modo di fare architettura c una convinzione: niente da inventare. Basta girarsi intorno, osservare e studiare, essere guardoni, insomma. Aver scelto di abitare a Filottrano (AN), nato borgo selvaggio per dirla con Leopardi, porta a rapportarsi per forza con il paesaggio; essendo molto permeabile, assorbo immagini e insegnamenti continui dalle colline che ho intorno. Di questo territorio ho studiato in passato ogni logica di trasformazione antropica e ogni traccia ancora visibile del passaggio delle civilt, dai celti ai romani, dei quali ancora riconoscibile la centuriazione del territorio agricolo,fino al 700 illuminista, che ancora si ritrova allinterno dei palazzi. Poi le bellissime architetture parallelepipede, masse elementari, dello stesso colore del terreno, giallo

Anche il laterizio mi circonda. Le citt antiche delle Marche sono costruite in mattoni, di un colore molto bello che con il sole al tramonto diventa oro. spontaneo utilizzarlo anche per le nuove costruzioni; qui ci sono maestranze veramente brave. A me personalmente non interessano i virtuosismi da capomastro e le invenzioni formali, tipo pareti troppo disegnate o cornicioni elaborati; mi piace usarlo come texture, senza aggiungere niente; lo ritengo un materiale gi molto espressivo.
Dal Suo privilegiato osservatorio marchigiano, crede che, allinterno delle nostre citt, nel campo della progettazione dellabitazione stiano avvenendo cambiamenti particolari?

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L I N T E R V I S T A

Purtroppo non stanno avvenendo cambiamenti particolari; per ora solo teoria. A parte qualche eccezione e con evidente ritardo. Allinterno delle nostre citt, e in particolare in quelle marchigiane,stanno operando ancora troppe figure professionali inadeguate. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: da un lato, si interviene sulla citt antica con ristrutturazioni, tuttaltro che conservatrici, che cancellano con lillusione di rinnovare o di adeguare sismicamente; dallaltra, si costruisce in stile fintoantico, mettendo insieme un catalogo di bestialit architettoniche. Daltra parte, larchitettura la rappresentazione di un modello di societ e quello italiano, ancora troppo legato a schemi obsoleti, fatica ad accettare la modernit, ovvero un modello di societ pi attuale, in realt in parte gi esistente ma che non si vuole esprimere. La nostra societ sta rinunciando, per quel che riguarda larchitettura, a vivere la contemporaneit. Le case oggi non sono evolute quanto lautomobile, il cellulare, il computer. Perch il nostro principale ambiente di vita non riesce a stare al passo con i tempi? Perch la gente ama il design avveniristico degli oggetti tecnologici e poi continua a costruire la casetta del cuc? Io credo che larchitettura sia in grado di interpretare e suggerire modelli di vita pi adeguati al presente, ma ci sono ancora poche occasioni per farlo, anche se si fa un grande scrivere che qualcosa si sta finalmente muovendo in Italia: non abbastanza.Vorrei che chi detiene la responsabilit in materia riflettesse su questo.
Sostenibilit, energia, materie prime, sicurezza. Sono solo alcune delle nuove importanti problematiche. Come si avvicina Lorena Luccioni a questi temi?

perch non sempre soddisfano la necessit ormai imperativa di maggiore risparmio dellenergia disponibile. Questo potrebbe essere linizio di una maggiore diffusione darchitettura contemporanea, con un linguaggio pi adatto ad una societ in evoluzione, disposta finalmente a lasciar tramontare il falso tradizionalismo.
Secondo Lorena Luccioni, come dobbiamo aspettarci nei prossimi dieci-quindici anni per il paesaggio italiano? Cosa auspicare e quale invece lo scenario peggiore cui potremmo andare incontro? A Suo giudizio, i nuovi stili di vita e di rapporti sociali stanno modificando lo spazio domestico?

Con molto entusiasmo, perch scorgo in loro una possibile evoluzione dellarchitettura: la casa passiva, la casa sostenibile, la casa che non inquina, ha bisogno di un rapporto diverso con la natura e lambiente; ci costringer a rivedere alcune regole localiste e tradizionaliste che ancora impediscono una maturazione dellimmagine architettonica bloccata allo stereotipo del passato. Il tetto dovr captare il sole attraverso linstallazione di pannelli solari e fotovoltaici, meglio se integrati nel manto di copertura. Le facciate dovranno essere vetrate nella casa solare passiva e gli aggetti relazionarsi agli angoli di irraggiamento solare estivo e invernale. Sono convinta che, se non tutti i mali vengono per nuocere, il problema del consumo energetico salver larchitettura del nostro tempo: molti schemi costruttivi non potranno pi essere replicati nelle nuove costruzioni ad alte prestazioni di contenimento energetico, perch non funzionano pi, o meglio funzionano rispondendo ad esigenze di parziale controllo ormai inadeguate e non potranno pi essere elementi di composizione imposti dalle norme locali,

Se la velocit con cui vanno avanti le cose quella che conosciamo, tipo 5 anni per una piccolissima cosa, 10 per una media, 20 per realizzare unopera pubblica quando va bene, lo scenario rester esattamente lo stesso. Il paesaggio italiano e le citt chiedono per interventi pi urgenti, pi coerenti, di vero governo. Cosa auspicare come architetti? Personalmente mi auguro una vita lunga, altrimenti non riuscir a vedere finiti gran parte dei miei progetti. E poi una legge per larchitettura che restituisca una chiara, unica identit professionale, senza ambiguit, a chi avr i compiti della trasformazione della citt e del paesaggio, perch solo cos potr essere altrettanto chiara anche lattribuzione delle responsabilit dei risultati. Senza questa legge, intere generazioni di architetti non avranno probabilit, n occasione di lasciare traccia significativa del loro tempo. Oggi non si pu pi pensare di tarare le competenze sulla dimensione del progetto, perch abbiamo avanti agli occhi i devastanti risultati di tanti brutti piccoli edifici che sommati producono brutte grandi citt e paesaggi devastati. Il problema la qualit, della formazione, del progetto, delliter burocratico, della realizzazione. Non possiamo pi permetterci di rimandare il problema dellarchitettura, poich essa responsabile dello sviluppo e della qualit del nostro ambiente di vita. Scenari peggiori possibili rispetto a quello attuale sono davvero inimmaginabili, e il mio ottimismo mi fa sperare. Per quanto riguarda i nuovi stili di vita e di rapporti sociali, certo che la nostra mobilit destinata ad aumentare, che il lavoro ci costringer a guardare pi lontano, a riconsiderare le distanze come qualcosa di necessario. In fondo internet ci sta abituando a un rapporto globale, pi ampio e immediato. Ma francamente non credo che prenderanno campo le dimore temporanee emblema di mobilit, come qualcuno vuol far credere per sottolineare lormai raggiunta essenzialit dellabitare. Penso, al contrario, che lo spazio domestico rimarr immutato nel significato, anche se diverso nella forma; anzi, forse assumer ancora di pi i contorni dellidentificazione, del proprio centro, della propria base di osservazione, della sognata stabilit.

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CIL 126

Residenze collettive a Filottrano, Ancona (2003-05).

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L I N T E R V I S T A

Veronica Dal Buono

Tecnologia

carlo scarpa, aldo businaro

Villa Palazzetto a Monselice, Padova


Il progetto di Carlo Scarpa per la sistemazione della villa seicentesca di Monselice, in particolare per lo spazio esterno delledificio, il risultato di una serie di interventi avvenuti nel tempo che interpretano il peculiare dialogo tra larchitetto ed il committente ed amico Aldo Businaro, ma anche la capacit sperimentale dellarchitetto nelluso dei materiali tradizionali, mattoni e pietra, adottati creando mai ovvie combinazioni

a facciata della villa rivolta ad ovest si trova sul prospiciente spazio aperto, un tempo ampia aia con la funzione di raccolta dei prodotti agricoli; ora il carattere che le proprio tuttaltro che funzionale quanto piuttosto scultoreo. La complessa geometria dellaia rialzata rispetto alla quota del terreno di circa 75 centimetri, sfruttando un accumulo di materiale di recupero. Sopra questa base, Carlo Scarpa disegna i piani inclinati e li realizza con i brusadei(1), mattoni in cotto sabbiati, conducendo le superfici a confluire in due punti di colmo, il sole e la luna, ovvero due pietre circolari cos denominate dallarchitetto. I diametri dei dischi misurano 88 e 110 cm, entrambi multipli di 11, e tale corrispondenza geometrica ha indotto nei critici interpretazioni di forte carica simbolica(2). Larea pi ampia dellaia, compresa tra il percorso laterale ed il settore a cuneo, suddivisa dal taglio di tre diagonali in 6 settori.

In un secondo momento, con identica tecnica, viene realizzata la parte pi bassa dellaia che si inserisce a cuneo nella precedente ed identificabile con la zona sinistra della corte. Il profilo, la pendenza, il dislivello, lo sviluppo delle singole superfici piane denotano la cura propria dellarchitetto che si fa scultore. Il percorso che, collocato lateralmente e non sul fronte principale, conduce allingresso della villa rompe il solido emergente dellaia pur conservando la continuit del disegno dellammattonato. Carlo Scarpa fa eseguire il recinto murario, il berceau nel giardino retrostante, aggiunge la piscina, modifica la barchessa esistente e labitazione soprastante. Questultima appare come una quinta edificata tra laia, il palazzo ed i campi verso nord. Una facciata nera, realizzata con un tavolato di assi dabete di altezze diverse, contrapposta al bianco del palazzo ed al rosso dei mattoni degli spazi aperti, si apre con

un grande varco al giardino, offrendo unimportante prospettiva verso laia e mostrandone il profilo da una angolazione rinnovata. di fronte alla barchessa che Scarpa completa il complesso giardino, il gioco di tessiture pavimentali e di colori, il movimento dei piani e la cura dei dettagli. Ivi realizza un pavimento in mattoni pieni alleggeriti, saturando i fori e le fughe con una malta a base di cemento e polvere di marmo. Il risultato una seconda piccola aia dal contorno definito i cui mattoni, se bagnati, si accendono di rosso in evidente contrasto con la bianca picchiettatura, quasi ad imitare il cielo stellato. Ogni soluzione messa in opera presso Villa Palazzetto stata destinata a successiva fortuna, e ci si legge con evidenza nella riproposizione dellaia in Villa Ottolenghi di Bardolino e nelluso del mattone forato presso latrio del condominio Borgo di Contra del Quartiere a Vicenza(3).

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CIL 126

Note 1. Testimonianza diretta di Aldo Businaro, luglio 2005. 2. Per Kurt W. Forster, il progetto governato da logiche ermetiche ed i due dischi di pietra rappresentano i coniugi Businaro e, in senso pi ampio, la dinamica tra i sessi. 3. Si veda la riproposizione dellaia maggiore nella villa Ottolenghi di Bardolino (1974-88) e quella della piccola aia presso latrio del condominio Borgo di Contra del Quartiere a Vicenza, 1974.

Bibliografia Francesco Dal Co, Giuseppe Mazzariol (a cura di), Carlo Scarpa: opera completa, Milano, Electa, 1995, pp. 319. Forster Kurt W., Mappe dinvenzione: edifici e allestimenti di Carlo Scarpa, pp. 3-26, in Guido Beltramini, Kurt W. Forster, Paola Marini (a cura di), Carlo Scarpa, Mostre e musei 1944-1976. Case e paesaggi 1972-78, Milano, Electa, 2000, pp. 466. Vitale Zanchettin, Villa Palazzetto a Monselice, pp. 384-399, in Guido Beltramini, Kurt W. Forster, Paola Marini (a cura di), Carlo Scarpa, Mostre e musei 1944-1976. Case e paesaggi 1972-78, Milano, Electa, 2000, pp. 466.

Veduta dellaia antistante il prospetto della villa: in evidenza larticolazione dei diversi piani sulla superficie rialzata. Disegno originale di Carlo Scarpa per laia di Aldo Businaro. In evidenza il progetto della scala adiacente al prospetto ed al tempo non realizzata. Si ringrazia larchitetto Tobia Scarpa per la condivisione del documento.

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TECNOLOGIA

Veduta dalla barchessa dellammattonato dellaia.

Il profilo dellaia e la complessa geometria del volume rialzato.

Veduta dellaia maggiore della barchessa e della piccola aia.

Il sole e la luna come punti dincrocio fra i piani dellaia.

Scorci e dettagli della pietra di intersezione dei diversi piani dellaia.

Particolare della pavimentazione dellaia minore.

Aia grande ed aia piccola insieme, con le diverse tessiture dellammattonato.

Marco DOrazio

Ricerca

Il comportamento delle coperture ventilate in fase invernale


Si riportano i risultati di una sperimentazione condotta con lo scopo di verificare linfluenza della ventilazione delle coperture in laterizio sul comportamento invernale ai fini del contenimento dei consumi energetici. La sperimentazione dimostra come la ventilazione giochi un ruolo positivo se non eccessivamente elevata. Camere di limitata dimensione permettono infatti di contenere i flussi termici uscenti in fase invernale soprattutto per maggiori "delta" termici interno-esterno in relazione al fatto che sfruttano positivamente ed in maniera maggiore il riscaldamento del manto dovuto ai carichi radiativi

e coperture ventilate sono divenute, da diversi anni, una costante nel modo di costruire i tetti in laterizio in Italia, principalmente per laspettativa di riduzione dei carichi termici estivi e, secondariamente, per il possibile miglioramento offerto in termini di prestazioni igrometriche e di durata. Il considerare prioritario il comportamento estivo ha tuttavia portato alcuni a tentare di massimizzare queste prestazioni realizzando coperture con camere di ventilazione di sezione particolarmente elevata. Se tale azione pu risultare migliorativa del comportamento del sistema in fase estiva, come dimostrato dalle ricerche condotte sul tema negli ultimi anni, non altrettanto si pu dire in relazione al comportamento invernale. Lincremento della camera di ventilazione pu, infatti, determinare, in fase invernale, un abbassamento delle temperature nel condotto rispetto a coperture senza ventilazione, aspetto che si traduce in un teorico, possibile peggior comportamento (aumento dei flussi termici interno-esterno).Vista limportanza che oggi, anche in relazione al D.Lgs. 311/06, sta assumendo il contenimento dei consumi energetici in fase invernale, si tentato di valutare linfluenza della camera di ventilazione sul comportamento, in questo periodo, di coperture ventilate. In particolare, si condotta una sperimentazione su 4 tipologie di coperture che ha permesso di ricavare la relazione esistente tra flussi termici trasmessi e sezione di ventilazione. Si sono, quindi, confrontati i dati di sperimentazione con i valori di calcolo suggeriti dalla UNI EN 6496. I risultati evidenziano come il mantenimento di ridotte sezioni del canale di ventilazione produca degli effettivi vantaggi in fase invernale. Ci dipende dal fatto che la diversa sezione del canale di ventilazione determina differenti temperature nellintercapedine e, conseguentemente, differenti flussi termici nelle coperture a parit di stratigrafia ma con differente sezione di ventilazione.

Le tecnologie di copertura analizzate Il presente lavoro si basa sui risultati ottenuti da una ricerca condotta su di un edificio sperimentale realizzato in Ancona. In figura 1, riportato ledificio sperimentale costituito da due livelli di 35 m2 ciascuno. Il livello superiore conformato in modo da assumere le caratteristiche dimensionali di un ambiente sottotetto.Allinterno delledificio sono state riprodotte, mediante termoconvettori e immissione diretta di vapore, le condizioni ambientali tipiche di un utilizzo abitativo con due cicli di riscaldamento di 4 ore ciascuno. Ledificio ha in copertura due falde. La prima, lunga 6 m e larga 5 m, con esposizione sud, ospita 4 differenti sistemi di coperture ventilate, divisi tra di loro da canali a tenuta. La seconda falda, opposta alla prima e con esposizione nord, ospita una copertura con elementi in laterizio allettati su malta e quindi con ventilazione impedita. In tabella I, sono riportati i dati descrittivi delle sezioni dei condotti. Sulla base di precedenti sperimentazioni [DOrazio, 2002], rilevata limpossibilit di utilizzare i dati provenienti dalla registrazione diretta delle velocit dellaria per la stima della quantit di calore dissipata, si impostata lacquisizione mediante il rilievo diretto delle grandezze termiche. In particolare, per ogni tipologia di copertura si sono rilevate le temperature sulla superficie allintradosso del solaio, sulla superficie dellisolante (lato interno della camera di ventilazione) e la temperatura dellaria nel condotto. Si sono utilizzate, a tale scopo, termoresistenze preventivamente tarate con precisione superiore a 0,25C. Allinterno, sono state registrate le temperature e le UR% a 1,8 m di altezza al centro dellambiente. I dati sono stati rilevati in continuo con frequenza di acquisizione di 1 minuto per lintero periodo invernale della sperimentazione.

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CIL 126

La procedura di calcolo della UNI EN ISO 6496 La prima


fase della ricerca consistita nella valutazione delle trasmittanze di coperture a diverso grado di ventilazione e non ventilate, secondo le procedure di calcolo indicate dalla UNI EN ISO 6496 (norma da seguire per la valutazione delle trasmittanze ai sensi del D.Lgs.311/06). Questultima permette, in particolare, di ricavare la resistenza termica di coperture e pareti anche ventilate quando lintercapedine delimitata da due facce parallele, perpendicolari alla direzione del flusso termico, con unemissivit non minore di 0,8, e se il suo spessore (nella direzione del flusso termico) minore del 10% delle altre due dimensioni e comunque minore di 0,3 m. La norma definisce intercapedini daria debolmente ventilate quelle per le quali la sezione di ventilazione non supera i 1500 mm2 per metro di lunghezza e fortemente ventilate quelle per le quali si supera il valore soglia di 1500 mm2 per metro di lunghezza. Nel primo caso, per sezioni comprese tra 15 e 300 mm di altezza si assume una resistenza termica dellaria in intercapedine pari alla met del valore di intercapedini non ventilate e quindi 0,08 (m2K/W). Nel secondo caso, si considera necessario trascurare il contributo dellaria in intercapedine e del manto superiore e si richiede di assegnare una resistenza superficiale pari a quella dellaria in quiete. In figura 2, sono riportate le curve che rappresentano landamento dei valori di trasmittanza per coperture con solaio ligneo e EPS, ma con diversa ventilazione (non ventilate, debolmente ventilate e fortemente ventilate) in funzione dello spessore di isolante ed a confronto con i valori limite del D.Lgs.311/06. Si evidenzia immediatamente come le variazioni di trasmittanza date dalla tipologia di ventilazione, da considerare secondo la norma, siano estremamente contenute. Per trasmittanze ante D.Lgs. 311/06 si hanno variazioni massime del 12% (scostamento tra copertura non ventilata e fortemente ventilata). Spostandosi verso valori di trasmittanza pari o inferiori a quelli limite per il 2010, si hanno scostamenti che non superano il 5-6%. Leggendo ora il grafico in termini di spessore di isolamento richiesto per raggiungere la stessa prestazione (valore limite di trasmittanza da norma) per coperture a diversa ventilazione, si evidenzia il fatto che la ventilazione risulta penalizzante in fase invernale, in quanto, a parit di tipologia di solaio, necessario incrementare lo spessore di isolante del 10-20% (a seconda della trasmittanza di riferimento) in una copertura fortemente ventilata per raggiungere la prestazione di una copertura non ventilata.

1. Edificio sperimentale con le 5 tipologie di coperture: 4 ventilate, 1 non ventilata (Ancona).

Principali dimensioni geometriche delle coperture analizzate. Copertura Sezione di ventilazione (mm) 310 443 615 fissaggio con malta Lunghezza falda (m) 6 6 6 6 3 Esposizione

A B C D M

sud sud sud sud nord

0,65 0,6 0,55 0,5 0,45 0,4 0,35 0,3 0,25

Effetti della dimensione della camera di ventilazione sul comportamenteo in fase invernale Rilevato il fatto che il
D.Lgs. 311/06 impone di fatto spessori di isolanti maggiori nel caso di coperture ventilate, si passati ad indagare il comportamento, in fase invernale, di coperture con diversa ventilazione ma con la stessa tipologia di solaio e dimensione di isolante. Come primo passo, si analizzato il comportamento in un tipico giorno invernale. La figura 3 riporta landamento delle temperature dellaria nei condotti rilevate in un giorno di fine febbraio. interessante osservare la dinamica del sistema. Le temperature dellaria nei condotti tendono, a seguito dellaccensione del riscaldamento, ad innalzarsi in modo

Trasmittanza U [Wm2K]

0,2 0,04 0,05 0,06 0,07 0,08 0,09 0,1 0,11 0,12 0,13

Spessore dellisolante (EPS) su solaio in legno [m]

2. Andamento delle trasmittanze di calcolo per coperture con diversa ventilazione in funzione dello spessore di isolante per coperture con solaio ligneo ed EPS. Si riportano a confronto i limiti di trasmittanza previsti dal D.Lgs. 311/06 per il 2010. Legenda:
non ventilata ventilata fortemente ventilata limite trasm. 2010 - Zone A, B, C limite trasm. 2010 - Zona D limite trasm. 2010 - Zona E limite trasm. 2010 - Zona F

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RICERCA

Temperatura (C)

FLUX_A

FLUX_B

Tempo

3. Andamento delle temperature dellaria nei condotti, rilevate in una giornata di fine inverno (febbraio). FLUX_C
45 C 40 35 30 25 20 15 10 5 0 0 100 200 300 A B

Var. % del flusso termico uscente

FLUX_D 4. Flussi termici, uscenti dai canali di ventilazione per le diverse coperture indagate, rilevati nel periodo invernale. 5. Variazione del flusso termico uscente in fase invernale in relazione allincremento della camera di ventilazione per le coperture A, B, C. La A ha una sezione di poco superiore ai 300 cm2/m; la C ha una sezione di ventilazione maggiore di 600 cm2/m; la B ha una sezione intermedia.

400

500

600

700

Sezione di ventilazione [cm2/m]

uniforme e ad appiattirsi, nelle ore centrali della giornata, su valori particolarmente elevati, presumibilmente anche in relazione al carico radiativo esterno, gi significativo nel periodo. La differenziazione tra le diverse coperture si registra, invece, solo nella fase di raffreddamento,con lo spegnimento dellimpianto di riscaldamento.In questa fase, la temperatura dellaria nei condotti di ventilazione tende a diversificarsi fortemente: le coperture a minore sezione di ventilazione manifestano temperature dellaria sensibilmente pi elevate. Aspetto, questo, che evidenzia come la minore sezione di ventilazione appaia positiva in fase invernale. La figura 4 riporta gli istogrammi dei flussi termici rilevati e permette di avere una rappresentazione pi ampia, in termini temporali, di quanto prima osservato. In particolare, possibile vedere come si distribuiscano, per ogni copertura, i flussi termici uscenti (hanno per questo valore negativo) durante la stagione invernale. Si evidenzia con chiarezza lo spostamento del valore medio dei flussi termici rilevati verso valori maggiori in relazione alla sezione della camera di ventilazione.Appare chiaro, altres, come la coda di valori di flusso termico negativo particolarmente elevati (810 W/m2) tenda a ridursi fortemente con la riduzione della sezione di ventilazione. interessante osservare qui il comportamento della copertura tipo D, che manifesta flussi termici uscenti inferiori alle altre tre coperture. Questa, a differenza dalle altre coperture, si caratterizza per una camera di ventilazione minimale e legata solo al sistema di appoggio del manto in laterizio, nonch per un lieve incre-

mento dello spessore del tavolato ligneo rispetto alle altre soluzioni indagate, realizzato al fine di garantire la planarit del manto. Infine, la figura 5 riporta la relazione esistente tra sezione del canale di ventilazione e flussi medi uscenti. Si nota come il raddoppio della sezione di ventilazione (da 300 a 600 cm2 per metro lineare) porti ad incrementi nel flusso termico medio superiori al 30%. Ne deriva quindi, a conclusione, la necessit di ridurre la sezione di ventilazione al fine di contenere i flussi termici uscenti in fase invernale. Allo scopo di individuare la sezione ottimale nel bilanciamento tra il comportamento in fase invernale e quello estivo, si analizzato anche il comportamento estivo delle stesse coperture. La figura 6 riporta landamento dei flussi termici rilevati per le 4 coperture in un giorno di luglio. Appare evidente come la minore sezione di ventilazione determini riduzioni significative nei flussi termici entranti nelle ore a maggiore irraggiamento e, pi limitatamente, nella fase di raffreddamento dopo il passaggio del picco di irraggiamento. Nelle ore di picco, le differenze massime registrate tra la copertura tipo A e tipo C (massima differenza nella sezione di ventilazione) sono dellordine del 25%. Ma queste differenze si attenuano molto confrontando le coperture tipo B e tipo C (media e massima sezione di ventilazione). Ci giustifica lipotesi che non occorre, in fase estiva,forzare laltezza della camera di ventilazione in quanto ci non determina, oltre certe sezioni, significativi vantaggi da un punto di vista del possibile comfort estivo, incrementando al contrario la criticit riscontrata in fase invernale.

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CIL 126

12 10 8

copertura B

copertura C

Flussi termici [Wm2]

6 4

copertura D
0 -2 -4 -6

copertura A

6. Andamento dei flussi termici, uscenti dai canali di ventilazione per le diverse coperture indagate, per un giorno tipo del mese di luglio.

mici reali per le coperture ventilate analizzati sperimentalmente sono inferiori a quelli derivanti dalle procedure di calcolo, in quanto la presenza del manto determina un riscaldamento dellaria nel condotto non rilevato dallipotesi di calcolo della UNI EN 6496. Confrontando ora il comportamento delle differenti coperture ventilate, si conferma quanto prima indicato: le coperture che si avvicinano maggiormente al limite cautelativo dato dalla UNI EN 6496 sono quelle a maggior dimensione della camera di ventilazione. Coperture a minore sezione della camera appaiono sfruttare maggiormente linfluenza dei carichi radiativi esterni in termini di maggior scostamento delle temperature dellaria nel condotto rispetto alla temperatura dellaria esterna.

Conclusioni La sperimentazione condotta dimostra come la


norma indicata per il calcolo della trasmittanza delle coperture ventilate, pur fornendo valori cautelativi (e quindi utili per il progettista), tenda a schiacciare le differenze esistenti tra le varie coperture ed a far considerare negativamente la presenza della ventilazione ai fini del contenimento dei consumi energetici in fase invernale. necessario, infatti, incrementare lo spessore di isolante per ottenere la stessa trasmittanza di una copertura fortemente ventilata rispetto ad una non ventilata. In realt, dalla sperimentazione appare evidente come la ventilazione giochi un ruolo positivo solo se non eccessivamente elevata.Camere di limitata dimensione permettono,infatti, di contenere i flussi termici uscenti in fase invernale, soprattutto per maggiori delta termici interno-esterno in relazione al fatto che sfruttano positivamente ed in maniera maggiore il riscaldamento del manto dovuto ai carichi radiativi.

-2

Flussi termici [Wm2]

-4

-6

-8

-10

-12

10

12

14

16

18

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Delta termico esterno/interno (C)

7. Flussi termici rilevati sperimentalmente per le coperture B e C a confronto con i valori di calcolo forniti dalla UNI EN ISO 9640 (B = 443 cm2/m; C = 615 cm2/m; NV = non ventilata; DV = debolmente ventilata; FV = fortemente ventilata). Le coperture, essendo state realizzare ante D.Lgs. 192 e 311, presentano spessori di isolamento limitati che giustificano gli alti valori di flusso rilevati.
B C NV DV FV

Confronto tra dati sperimentali e valori di calcolo della UNI EN 6496 Utilizzando i valori di calcolo della norma, relativamente alle trasmittanze delle coperture poste a confronto, ed i delta termici interno-esterno ottenuti sperimentalmente, si sono ricavati i valori di flusso termico teorici per le coperture stesse nelle 3 ipotesi: copertura non ventilata, copertura debolmente ventilata, copertura fortemente ventilata.Questi sono stati,quindi,posti a confronto con i flussi termici misurati sperimentalmente per le coperture a diversa sezione del canale di ventilazione (fig. 7). Emerge immediatamente come la norma risulti sempre cautelativa per i delta termici pi elevati. I flussi energetici ottenuti dal prodotto delle trasmittanze fornite dalla norma per i delta termici rilevati sperimentalmente sulledificio di prova costituiscono, infatti, il limite inferiore ai valori ottenuti sperimentalmente, per delta termici interno-esterno superiori ai 12C (quindi tutti quelli di progetto previsti dalla vigente legislazione italiana). Nello stesso tempo, per, si evidenzia anche il fatto che i flussi ter-

Bibliografia 1. M. DOrazio, C. Di Perna, A. Stazi, P. Principi, Effects of roof tile permeability on the thermal performance of ventilated ro-ofs:Analysis of annual performance, Energy and Buildings, 40, 2008. 2. ASHRAE, Fundamentals Handbook, NY, 1983. 3. Naylor, Floriyan e Tarasuk, A numerical study of developing free convection between isothermal vertical plates, in Transaction of the ASME, vol. 113, 1991. 4. Sandberg e Moshfegh, Ventilated-solar roof air flow and heat transfer investigation, in Renewable Energy, vol. 15, 1998. 5. Silberstein, Hens, Effects of Air and Moisture Flows, on Thermal Performance of Insulation, in Ventilated Roofs and Walls Journal of Thermal Insulation and Building Envelopes, vol. 19, aprile 1996. 6. Carsten Rode Pedersen, Thermal performance of building roof elements, in Building and Environment, 1999. 7. M. DOrazio,A. Stazi, C. Di Perna, Carbonari, Alla ricerca del dimensionamento, Modulo 252, BeMa ed. Milano, 1999. 8. M. DOrazio, A. Stazi, D. Giancarli, La progettazione delle coperture ventilate: caratterizzazione sperimentale e verifica analitica del comportamento in diverse zone climatiche, in atti del Convegno Costruire larchitettura, i materiali, le tecniche, i componenti, Napoli, 2000. 9. M. DOrazio, La progettazione delle coperture ventilate in laterizio, in Costruire in Laterizio, luglio-agosto 2002. 10. G. Zannoni, Aria alle tegole, in Modulo n. 219 marzo 1996. 11. G. Zannoni, Il tetto monitorato, in Modulo n. 248 febbraio 1999. 12. G. Zannoni, Simionato, Il colmo per le coperture ventilate, in Modulo n. 261, maggio 2000. 13. Brunello, Peron, Modelli per lanalisi del comportamento fluidodinamico delle facciate ventilate, in Atti del 51 Congresso ATI 1996. Si ringrazia vivamente lIng. Costanzo Di Perna per la discussione relativa alla valutazione e interpretazione dei risultati della ricerca condotta.

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RICERCA

Costanzo Di Perna, Francesca Stazi, Andrea Ursini Casalena, Alessandro Stazi

Ricerca

Massa e comfort: necessit di una adeguata capacit termica areica interna periodica
Attraverso monitoraggi e analisi parametriche di un caso di studio, si dimostra limportanza dellinerzia termica interna dellinvolucro in estate, soprattutto in presenza di elevati carichi interni. Si presenta la proposta di un limite inferiore della capacit termica areica interna periodica, da introdurre nei decreti attuativi del D.Lgs. 311/06

La situazione attuale: D. Lgs. 311/06 e sue conseguenze


Come noto, il D.Lgs. 311/06 si concentra essenzialmente sul risparmio energetico in fase invernale, limitando sia i valori di trasmittanza termica dellinvolucro esterno U che il fabbisogno di energia primaria delledificio. Il comfort termico in fase estiva viene considerato semplicemente introducendo un limite inferiore di massa superficiale Ms pari a 230 kg/m2 nelle localit pi soleggiate (in cui Im,s 290 W/m2, lettera b del comma 9, dellallegato I). Si rendono cos accettabili tutta una serie di pareti con diversa posizione reciproca tra isolante termico e massa (pareti a cappotto, a cassetta e con isolante sul lato interno), alcune delle quali presentano grossi problemi riguardo al surriscaldamento estivo e alla verifica igrometrica. Inoltre, in certe situazioni (dove non obbligatoria la verifica di massa superficiale) consentito raggiungere le trasmittanze fissate usando solo materiali leggeri e coibenti.

di massima insolazione estiva, Im,s, sia maggiore o uguale a 290 W/m2, che il valore del modulo della trasmittanza termica periodica Yie delle pareti opache verticali, orizzontali o inclinate, di cui al comma 11 dellallegato 1, sia inferiore a 0,12 W/m2K. Limitare il prodotto tra il fattore di attenuazione (fd) e la trasmittanza termica stazionaria (U), eliminando anche il limite di massa superficiale, determinerebbe in tal modo la possibilit di realizzare pareti con bassa inerzia termica ed elevata capacit coibente e, allestremo, strutture realizzate interamente con materiale isolante.

Importanza del comfort e dei carichi interni in fase estiva Da studi effettuati con monitoraggi e simulazioni di edifici
campione risultata verificata lefficacia dellapproccio con la trasmittanza termica periodica Yie per ottimizzare il risparmio energetico nella climatizzazione di un edificio. Riconducendo il problema estivo essenzialmente ai flussi entranti dallesterno (irraggiamento solare e trasmissione conduttiva delle pareti esterne), al fine di ridurre il contributo dei carichi esterni, la limitazione della Yie, in effetti, presenta una sua validit. Tuttavia, risultato che, laddove vengano considerati anche i carichi interni, luso di un involucro leggero e fortemente coibente controindicato, non tanto dal punto di vista del risparmio energetico, ma soprattutto dal punto di vista del comfort abitativo.

La trasmittanza termica periodica Attualmente, in attesa dellemanazione delle linee guida per la certificazione energetica degli edifici, in discussione ed analisi una proposta di modifica del D.Lgs. 311/06 la quale prevede che, per ridurre il fabbisogno energetico estivo, venga eliminato il limite di 230 kg/m2 sulla massa superficiale dellinvolucro, sostituendolo, sempre per le localit pi soleggiate, con un limite sulla trasmittanza termica periodica Yie = fd U [W/m2K] pari a 0,12 per le pareti opache verticali, orizzontali o inclinate (con fd fattore di attenuazione). Il testo della lettera b), del comma 9, dellallegato I, al D.Lgs. 311/06 verrebbe cos sostituito dal seguente: Verifica, in tutte le zone climatiche ad esclusione della F , per le localit nelle quali il valore medio mensile dellirradianza sul piano orizzontale, nel mese

La capacit termica areica interna periodica (Cip) Per risolvere tali problemi, si provato ad introdurre, congiuntamente ai limiti sulla trasmittanza termica stazionaria e trasmittanza termica periodica (che tengono conto di carichi esterni, sfasamento termico e fattore di attenuazione), un limite che consideri anche i carichi interni, e pi precisamente la capacit termica areica interna periodica (Cip).

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CIL 126

unaula allultimo piano (cio ad un piano sottotetto), variando la tipologia costruttiva: linvolucro esterno (pareti P1 e P5), la copertura (tetti da T1 a T5) e il solaio interpiano. Con diverse combinazioni di queste strutture, si analizzato un edificio ad alta inerzia, uno di tipo misto ed uno leggero.

1. La scuola assunta come caso di studio (vista nord).

Tipi di componenti edilizi studiati Sono state elaborate 5 tipologie di pareti fittizie caratterizzate da determinati limiti per trasmittanza termica stazionaria e periodica (U 0,4 W/m2K per Ancona al 2008;Yie 0,12 W/m2K). In particolare, le tipologie sono state elaborate a parit di Yie = 0,10 W/m2K, aumentando di volta in volta lo spessore dellisolante e diminuendo lo spessore di massa inerziale della struttura verticale dellinvolucro (mattoni pieni) in modo da mantenere costante il valore fissato di Yie (fig. 3). Inoltre, sono stati simulati 5 sistemi di copertura con diversa posizione di isolante e massa (fig. 4). I risultati ottenuti Fissare il parametro di trasmittanza termica

2. Il caso di studio simulato con il software Energyplus.

Comprendere la validit di Cip stato assunto un caso di


studio reale, caratterizzato dalla presenza di elevati carichi interni lIstituto di Istruzione Superiore A. Einstein, A. Nebbia di Loreto (AN) (fig. 1) sul quale sono stati effettuati monitoraggi, simulazioni in regime dinamico con il software Energyplus, messa a punto di modelli virtuali e analisi parametriche. Queste ultime sono state effettuate su un trancio delledificio, sezionato in corrispondenza di unaula, da cielo a terra, e sono stati analizzati flussi e temperature superficiali (fig. 2). Le variazioni parametriche applicate al sistema hanno riguardato le condizioni climatiche esterne, la destinazione duso, i carichi interni, la tipologia di involucro esterno, la percentuale di superficie vetrata e lutilizzo o meno di ventilazione naturale. In particolare, sono state studiate 3 zone climatiche (Palermo, Ancona e Bolzano), 2 tipologie duso (scuola e residenza), vari livelli di carico interno. Inoltre, sono state analizzate 4 percentuali di superficie vetrata, corrispondenti a 1/8, 1/6, 1/4, 1/3 della superficie calpestabile. Infine, sono state simulate due modalit di uso degli ambienti interni: una corrispondente ad un uso tradizionale, con unapertura giornaliera delle finestre per il ricambio daria (definita nei grafici come ventilazione diurna); laltra caratterizzata da una ventilazione notturna dalle 20 alle 7 del mattino, con ricambi daria variabili tra 2 e 4 vol/h. I casi di studio ottenuti sono stati analizzati dal punto di vista del comfort e dei consumi inserendo 5 tipologie diverse di parete esterna e 5 tipologie di copertura. Allinterno del trancio, lo studio si concentrato su: unaula del terzo piano (cio ad un piano intermedio), variando la tipologia del solo involucro esterno (pareti da P1 a P5, pareti reali R1 R7);

periodica ad un valore basso (Yie = 0,10 W/m2K) si dimostrato ottimale per ridurre al massimo lingresso dei carichi termici dallesterno, e pu sostituire le condizioni sullo sfasamento e sul fattore di attenuazione del flusso termico che giunge allinterno. Fase invernale Se si considerano le 5 tipologie di pareti prese in esame, a parit di trasmittanza termica periodica, e si confrontano le temperature superficiali interne a sud, si nota chiaramente come sia solo la U a condizionarne fortemente il comportamento. Le pareti che si comportano meglio sono infatti quelle con bassi valori di trasmittanza termica stazionaria. Per ledificio scolastico stata ottenuta la tabella I, dove evidente come le temperature superficiali interne diminuiscano notevolmente allaumentare della trasmittanza termica U: dalla parete P5 (con U = 0,135 W/m2K) alla parete P1 (con U = 0,392 W/m2K). La stessa cosa accade per ledificio residenziale (tab. II), in cui la parete P5 (costituita da solo coibente) registra temperature superficiali superiori di circa 2C rispetto a P1 (la parete con inerzia interna pi elevata). Fase estiva senza carichi interni Se si considerano le 5 tipologie di pareti, a parit di trasmittanza periodica, e si confrontano le temperature superficiali interne a sud in una condizione senza carichi interni (persone, luci, ecc.) e a finestre chiuse di giorno, non si rilevano notevoli differenze tra il comportamento delle diverse pareti prese in esame. Per ledificio scolastico stata ottenuta la tabella III, dove si nota chiaramente un comportamento analogo tra le diverse tipologie di pareti. Ci dimostra che, in assenza di carichi interni, pareti a diversa inerzia e a parit di Yie si comportano in modo analogo, confermando cos lefficacia del parametro Yie per attenuare i carichi termici esterni.

53

RICERCA

P1

P2

P3

P4

P5

sp. = 26,2 cm fd = 0,25 = 8,0 ore Yie = 0,10 W/m2K U = 0,39 W/m2K Ms Cip = 320,7 kg/m2 = 151,7 kJ/m2K

sp. = 26,1 cm fd = 0,38 = 7,1 ore Yie = 0,10 W/m2K U = 0,26 W/m2K Ms Cip = 237,4 kg/m2 = 150,5 kJ/m2K

sp. = 28,1 cm fd = 0,57 = 6,7 ore Yie = 0,10 W/m2K U = 0,17 W/m2K Ms = 154,9 Cip kg/m2 = 107,1 kJ/m2K

sp. = 29,4 cm fd = 0,67 = 6,5 ore Yie = 0,10 W/m2K U = 0,14 W/m2K Ms Cip = 113,7 kg/m2 = 71,0 kJ/m2K

sp. = 29,5 cm fd = 0,74 = 5,8 ore Yie = 0,10 W/m2K U = 0,13 W/m2K Ms = 72,1 kg/m2 Cip = 31,9 kJ/m2K

3. Cinque tipologie di pareti poste a confronto.

T1

T2

T3

T4

T5

sp. = 33,7 cm fd = 0,13 = 9,6 ore Yie = 0,05 W/m2K U = 0,39 W/m2K Ms = 664,1 kg/m2 Cip = 228,5 kJ/m2K Piastrelle in ceramica, sp. = 0,015 m Isolante, sp. = 0,067 m Soletta in c.a. sp. = 0,24 m Intonaco calce e cemento, sp. = 0,015 m

sp. = 37,4 cm fd = 0,20 = 9,7 ore Yie = 0,05 W/m2K U = 0,25 W/m2K Ms = 647,8 kg/m2 Cip = 13,1 kJ/m2K Piastrelle in ceramica, sp. = 0,015 m Soletta in c.a. sp. = 0,24 m Isolante, sp. = 0,109 m Cartongesso, sp. = 0,010 m

sp. = 38,2 cm fd = 0,12 = 10,9 ore Yie = 0,05 W/m2K U = 0,41 W/m2K Ms = 415,58 kg/m2 Cip = 91,6 kJ/m2K Piastrelle in cemento, sp. = 0,015 m Isolante, sp. = 0,052 m Massetto pendenze, sp. = 0,06 Caldana, sp. = 0,04 m Pignatta + travetto, sp. 0,20 m Intonaco calce e cemento, sp. = 0,015 m

sp. = 40,4 cm fd = 0,16 = 11,4 ore Yie = 0,05 W/m2K U = 0,31 W/m2K Ms = 416,46 kg/m2 Cip = 29,9 kJ/m2K Piastrelle in cemento, sp. = 0,015 m Massetto pendenze, sp. = 0,06 Caldana, sp. = 0,04 m Pignatta + travetto, sp. 0,20 m Isolante, sp. = 0,074 m Intonaco calce e cemento, sp. = 0,015 m

sp. = 43,6 cm fd = 0,13 = 7,3 ore Yie = 0,05 W/m2K U = 0,41 W/m2K Ms = 369,40 kg/m2 Cip = 57,4 kJ/m2K Impermeabilizzante, sp. = 0,005 m Isolante, sp. = 0,07 m Caldana, sp. = 0,15 m Lamiera grecata acciaio, sp. 0,001 m Intercapedine aria, sp. = 0,20 m Cartongesso, sp. = 0,010 m

4. Cinque tipologie di coperture poste a confronto.

54

CIL 126

esterno

interno

25 24 23 22 21 20 19 18 17 16 15 14 01/18 00:10:00 01/19 00:10:00 01/20 00:10:00 01/21 00:10:00 01/22 00:10:00 01/23 00:10:00 01/24 00:10:00

24

Temperatura superficiale interna sud [C]

Temperatura superficiale interna sud [C]

23 22

21

20

19 18

17 06/18 01:00:00 06/18 19:00:00 P1 06/19 13:00:00 06/20 07:00:00 P2 06/21 01:00:00 06/21 19:00:00 P3 06/22 13:00:00 06/23 07:00:00 P4 06/24 01:00:00 P5 06/24 19:00:00

P1

P2

P3

P4

P5

Tab. I - Temperature superficiali interne delle 5 pareti per 1 settimana invernale (18-24 gennaio) nelledificio scolastico.

Tab. II - Temperature superficiali interne delle 5 pareti per 1 settimana invernale (18-24 gennaio) nelledificio residenziale.

Temperatura superficiale interna sud [C]

29 28 27 26 25 24 23 22 21 20 06/18 06/18 06/19 06/19 06/20 06/20 06/21 06/21 06/22 06/22 06/23 06/23 06/24 06/24 00:10:00 12:10:00 00:10:00 12:10:00 00:10:00 12:10:00 00:10:00 12:10:00 00:10:00 12:10:00 00:10:00 12:10:00 00:10:00 12:10:00

Temperatura superficiale interna sud [C]

30

30 29 28 27 26 25 24 23 22 21 20 06/18 06/18 06/19 06/19 06/20 06/20 06/21 06/21 06/22 06/22 06/23 06/23 06/24 06/24 00:10:00 12:10:00 00:10:00 12:10:00 00:10:00 12:10:00 00:10:00 12:10:00 00:10:00 12:10:00 00:10:00 12:10:00 00:10:00 12:10:00

P1

P2

P3

P4

P5

Temperatura aria esterna

P1

P2

P3

P4

P5

Temperatura aria esterna

Tab. III - Temperature superficiali interne delle 5 pareti per 1 settimana estiva (18-24 giugno) nelledificio scolastico in assenza di carichi interni.

Tab. IV - Temperature superficiali interne delle 5 pareti per 1 settimana estiva (18-24 giugno) nelledificio scolastico in presenza di carichi interni.

Comfort e carichi interni: emerge la necessit di inerzia termica interna Ridotta fortemente lincidenza dei carichi esterni fissando la Yie, necessario valutare anche lincidenza, nel periodo estivo, dei carichi interni (persone, elettrodomestici, radiazione diffusa in ingresso dalle superfici vetrate) e ragionare non pi solo in termini di risparmio energetico ma anche in termini di comfort (temperature superficiali, temperature operative, asimmetria radiante). Fase estiva con carichi interni La scelta di una struttura a bassa inerzia e fortemente coibente (P5) determina, in relazione allintroduzione dei carichi interni, oscillazioni maggiori delle temperature interne, temperature superficiali pi elevate e di conseguenza temperature operanti pi alte. Una soluzione di questo tipo , dunque, sfavorita dal punto di vista del comfort. Ci si nota chiaramente dalla tabella IV che rappresenta landamento delle temperature superficiali interne delle 5 pareti studiate per il caso delledificio scolastico (elevati carichi interni). I valori registrati dalla parete P5, costituita da solo coibente, sono superiori rispetto alle altre pareti e presentano fluttuazioni elevate. Lo stesso fenomeno si riscontra nel caso delledificio residenziale in cui la parete P5, costituita da solo coibente, registra temperature di quasi 1C superiori rispetto ad una parete ad elevata inerzia (P1).

Incidenza della copertura sul comfort La copertura influenza fortemente il comfort, soprattutto in fase estiva. Il confronto tra una copertura isolata sul lato interno (T2) e una copertura isolata sul lato esterno (T1), a parit di trasmittanza termica periodica e con un involucro di tipo pesante (parete P1), evidenzia come sia importante, dal punto di vista del comfort, avere la massa sul lato interno della copertura. Dalle tabelle V e VI possibile confrontare le due coperture in termini di temperature superficiali e temperature operanti. Introdurre nelle valutazioni la capacit termica areica periodica interna Partendo dalla considerazione che, per valutare la trasmittanza termica periodica, bisogna effettuare il calcolo basato sulla risoluzione della conduzione termica in componenti edilizi composti da diversi strati piani, paralleli, omogenei, con condizioni al contorno sinusoidali regolari e un flusso termico monodimensionale, descritto dalla ISO 13786:2007, si ritiene opportuno proporre un ulteriore elemento di valutazione, ovvero un parametro ottenibile dal medesimo calcolo senza oneri aggiuntivi: la capacit termica areica periodica interna Cip (ISO 13786). Tale parametro, funzione della profondit di penetrazione dellonda termica, descrive la capacit effettiva di accumulo del calore sul

55

RICERCA

Temperatura superficiale interna copertura [C]

32

32

Temperatura operativa piano sottotetto [C]

30 28 26 24 22 20 06/18 00:10:00

30 28 26 24 22 20 06/ 18 00:10:00

06/18 23:30:00

06/19 22:50:00

06/20 22:10:00 T1

06/21 21:30:00 T2

06/22 20:50:00

06/23 20:10:00

06/24 19:30:00

06/ 18 23:30:00

06/ 19 22:50:00

06/ 20 22:10:00 T1

06/ 21 21:30:00 T2

06/ 22 20:50:00

06/ 23 20:10:00

06/ 24 19:30:00

Tab. V - Temperature superficiali interne delle 2 coperture per 1 settimana estiva (18-24 giugno) nelledificio scolastico.

Tab. VI - Temperature operative del piano sottotetto per le 2 coperture per 1 settimana estiva (18-24 giugno) nelledificio scolastico.

lato interno di un componente edilizio e rappresenta lo spessore della massa termica interna che effettivamente contribuisce, in estate, a ridurre le temperature superficiali interne e attenuare la temperatura operante. Una parete che ha un alto potenziale di accumulo sul lato interno avr un valore Cip elevato (tab. VII): come indicato nelle tabelle citate in precedenza, le pareti ottimali dal punto di vista del comfort (P1 e P2) sono proprio quelle con capacit termica areica periodica interna pi elevata. Poich il parametro Cip fornisce unindicazione della capacit di accumulo della parete sul lato interno, in estate tanto maggiori sono i carichi interni (ad esempio, unaula scolastica affollata) tanto pi importante sar fissare un valore alto di tale parametro.

Incidenza della percentuale finestrata La percentuale finestrata incide molto sul comfort interno e sulle temperature superficiali interne dellinvolucro esterno. Ponendo a confronto un involucro esterno ad alta inerzia (parete P1, tetto T3) con uno a bassa inerzia (parete P5, tetto T4), si nota come adottando un valore basso di percentuale vetrata, pari cio a 1/8 della superficie calpestabile, le temperature superficiali interne sulla parete P1 siano mediamente pi basse di circa 1C rispetto a quelle registrate sulla parete P5 e presentano escursioni termiche giornaliere minori. Laumento della percentuale vetrata fino ad 1/3 della superficie di pavimento determina un innalzamento delle temperature superficiali per entrambe le pareti e una notevole escursione termica giornaliera per la parete di tipo leggero. Analogo comportamento si rilevato per quanto concerne le temperature superficiali interne in copertura. Le pareti P1 e P5 sono state confrontate dal punto di vista del comfort interno riportando i valori di temperatura operante registrati nei due casi e confrontandoli con i limiti di comfort individuati secondo la EN 15251:2007. La verifica stata effettuata per i due valori di superficie finestrata selezionati.

Inerzia termica allinterno o sullinvolucro esterno? bene sottolineare che la scelta di aumentare linerzia termica delle strutture interne non risolutiva dal punto di vista del comfort. Lincremento dellinerzia di solai e pareti interne non modifica sensibilmente la temperatura superficiale delle relative strutture, ovvero non modifica la temperatura operante. linvolucro esterno ad influenzare fortemente la temperatura operante in relazione ai carichi interni e dunque a garantire, o meno, il comfort abitativo. Per avere una conferma di quanto sopra: si effettuata una simulazione in estate mantenendo fissa linerzia termica delle partizioni interne (di tipo pesante) e diminuendo linerzia dellinvolucro da P1 a P5: si registrato un aumento delle temperature operanti; si effettuata, successivamente, una seconda simulazione mantenendo fissa linerzia termica dellinvolucro (di tipo pesante P1) e diminuendo linerzia dei divisori interni, da pesanti (forati da 15 cm intonacati su entrambi i lati) a leggeri (isolante sp. = 10 cm rivestito con pannelli in cartongesso): la variazione delle temperature operanti risultata trascurabile. Ci dimostra come sia pi importante intervenire sullinerzia dellinvolucro esterno piuttosto che su quella delle strutture interne.

0,8000 0,7000
Trasmittanza termica stazionaria /fattore di attenuazione

160,00
Capacit termica areica interna periodica [kJ/m2K]

140,00 120,00 100,00 80,00 60,00 40,00 20,00 0,00 P1 P2 P3 P4 P5


Trasmittanza termica stazionaria Capacit termica areica interna periodica Fattore di attenuazione

0,6000 0,5000 0,4000 0,3000 0,2000 0,1000 0,0000

Tab. VII - Trasmittanza termica stazionaria, fattore di attenuazione e capacit termica areica interna periodica per le 5 pareti studiate [Yie = 0,10 W/m2K].

56

CIL 126

34

34 33

Temperatura operante [C]

33

Temperatura operante [C]


06/07 01:00:00
lim superiore

32 31 30 29 28 27 26 25 24 23 22 21 20 06/01 01:00:00 06/13 01:00:00 06/19 01:00:00


T ottimale

32 31 30 29 28 27 26 25 24 23 22 21 20 06/01 01:00:00

06/25 01:00:00

07/01 01:00:00
lim inferiore

07/07 01:00:00

07/13 01:00:00
T operante P5

07/19 01:00:00

07/25 01:00:00
T operante P1

07/31 01:00:00

06/07 01:00:00

06/13 01:00:00

06/19 01:00:00
T ottimale

06/25 01:00:00

07/01 01:00:00
lim inferiore

07/07 01:00:00

07/13 01:00:00
T operante P5

07/19 01:00:00

07/25 01:00:00

07/31 01:00:00

lim superiore

T operante P1

Ore di discomfort per surriscaldamento: P1 = 7%; P5 = 25%

Ore di discomfort per surriscaldamento: P1 = 20%; P5 = 35%

Tabb. VIII e IX - Temperature operanti registrate nei due casi (edificio con parete P1 e con parete P5) con superficie vetrata pari a 1/8 (a sinistra) e a 1/3 (a destra) della superficie calpestabile (scuola, ventilazione diurna).

La parete ad elevata inerzia P1 presenta un numero di ore di discomfort inferiore rispetto alla parete leggera P5 (tab.VIII). In particolare, le ore di discomfort dovute al surriscaldamento dellambiente interno sono del 7% nel primo caso e del 25% nel secondo caso. Laumento della percentuale vetrata (tab. IX) determina un aumento delle ore di discomfort dovute al surriscaldamento interno per entrambe le pareti: fino al 20% per la parete ad elevata inerzia e fino al 35% per quella leggera. importante, dunque, che la superficie opaca presenti una significativa inerzia (coefficiente Cip elevato) poich, pur con effetto ridotto allaumentare della percentuale finestrata, incide notevolmente sul livello di comfort interno.

Incidenza della ventilazione naturale Un ulteriore parametro che incide notevolmente sul comportamento dellinvolucro esterno la ventilazione naturale. Per analizzarne gli effetti sulle pareti con diversa inerzia termica, sono state simulate 2 situazioni: il caso peggiore, cio con elevati carichi interni dovuti ad unapertura diurna delle finestre (e dunque allingresso di calore dallesterno) e il caso migliore, cio con finestre chiuse e schermate di giorno e una ventilazione notturna. In particolare, sono state confrontate le temperature superficiali interne registrate sulle pareti P1 e P5 e le temperature operanti negli ambienti come parametro di comfort. Lottimizzazione della ventilazione estiva (con unattivazione esclusivamente notturna) determina un notevole abbassamento delle temperature superficiali in entrambe le pareti, pur mantenendosi unoscillazione molto pi ampia nella parete leggera.

Si cos constatato che: allaumentare della superficie vetrata, i valori massimi delle temperature operanti medie giornaliere aumentano per tutte le tipologie costruttive.Tale aumento incide di pi in un clima caldo come quello di Palermo piuttosto che in un clima come quello di Ancona. Lo studio delle temperature massime giornaliere evidenzia come laumento della superficie finestrata, e dunque dei carichi interni, renda sfavorite le strutture a bassa inerzia; la ventilazione notturna porta notevoli vantaggi ma, anche nei casi ottimali in cui viene attivata, laumento della capacit termica areica interna periodica riduce di circa 1C le temperature operanti medie giornaliere; le temperature, nel caso di un uso residenziale, registrano valori superiori rispetto ad un uso scolastico. Questo spiegato dal fatto che, nel periodo estivo considerato (1 giugno- 30 settembre), i valori massimi di temperature operanti e superficiali per la residenza si registrano nel mese pi caldo, a luglio, quando la scuola non occupata dagli studenti e i carichi interni sono assenti. I valori massimi per la scuola si registrano nel mese di giugno.

Incidenza di vari parametri sul comportamento di strutture a diversa inerzia Sono stati elaborati i valori delle temperature operanti medie giornaliere e delle temperature superficiali massime giornaliere ricavando in entrambi i casi il valore massimo per il periodo estivo. Il valore ottenuto stato usato per confrontare il comportamento di 3 tipologie costruttive (ad alta inerzia, mista, a bassa inerzia) al variare di alcuni parametri: la localit climatica, la destinazione duso, la percentuale vetrata, lintroduzione di ventilazione notturna.

Prime verifiche su pareti di tipo reale Si effettuata una prima verifica su pareti realmente realizzabili (fig. 5) ponendole a confronto. I risultati ottenuti per la scuola in fase estiva hanno suggerito la scelta di una parete di tipo R1 (elevato valore di Cip), piuttosto che la scelta di una parete di tipo R4 (valore molto basso di Cip), che registra valori di temperatura superficiale pi elevati (tab. X).Analoghe considerazioni possono essere effettuate per il caso di studio di edilizia ad uso residenziale. Trasmittanza termica periodica (Yie) e capacit termica areica interna periodica (Cip) Negli studi sopra riportati, si
sono confrontate pareti a parit di trasmittanza termica periodica Yie, questultima considerata pari a circa 0,12 W/m2K, ovvero il limite proposto nellipotesi di un aggiornamento normativo. Con tale valore, tra le pareti analizzate, solo quelle con una capacit

57

RICERCA

R1

R2

R3

R4

sp. = 32,0 cm fd = 0,2531 = 10,0 ore Yie = 0,1125 W/m2K U = 0,44 W/m2K Ms = 368,00 Cip = kg/m2 154,9 kJ/m2K

sp. = 35,5 cm fd = 0,3646 = 9,7 ore Yie = 0,1095 W/m2K U = 0,30 W/m2K Ms Cip = 282,20 kg/m2 = 106,0 kJ/m2K

sp. = 33,5 cm fd = 0,4307 = 8,8 ore Yie = 0,1101 W/m2K U = 0,25 W/m2K Ms = 286,10 kg/m2 kJ/m2K Cip = 66,5

sp. = 18,5 cm fd = 0,3823 = 8,0 ore Yie = 0,1056 W/m2K U = 0,27 W/m2K Ms = 66,20 kg/m2 Cip = 17,6 kJ/m2K Cartongesso in lastre, sp. = 0,01 m Isolante, sp. = 0,04 m Pannello OSB, sp. = 0,02 m Isolante, sp. = 0,06 m Pannello in fibre di legno, sp. = 0,04 m Intonaco calce e cemento, sp. = 0,015 m

Intonaco calce e cemento, sp. = 0,015 m Mattone pieno, sp. = 0,12 m Isolante, sp. = 0,05 m Blocco forato, sp. = 0,12 m Intonaco calce e cemento, sp. = 0,015 m

Intonaco calce e cemento, sp. = 0,015 m Blocco forato, sp. = 0,12 m Isolante, sp. = 0,08 m Blocco forato, sp. = 0,12 m Intonaco calce e cemento, sp. = 0,015 m

Intonaco calce e gesso, sp. = 0,015 m Blocco forato, sp. = 0,08 m Isolante, sp. = 0,12 m Mattone pieno, sp. = 0,12 m

5. Quattro pareti realizzabili poste a confronto.

R5

R6

R7

sp. = 41,5 cm fd = 0,04 = 20,2 ore Yie Ms Cip = 0,01 W/m2K = 419,8 kg/m2 = 58,9 kJ/m2K U = 0,34 W/m2K

sp. = 36,0 cm fd = 0,19 = 10,7 ore Yie Ms Cip = 0,06 W/m2K = 258,0 kg/m2 = 72,7 kJ/m2K U = 0,34 W/m2K

sp. = 35,5 cm fd = 0,36 = 9,7 ore Yie = 0,11 W/m2K U = 0,30 W/m2K Ms = 282,2 kg/m2 Cip = 106,0 kJ/m2K

6. Pareti reali a confronto che rispettano i limiti proposti.

58

CIL 126

esterno

interno

esterno

interno

30 29

30 29

Temperatura superficiale interna sud [C]

Temperatura superficiale interna sud [C]


06/18 06/19 06/19 06/20 06/20 06/21 06/21 06/22 06/22 06/23 06/23 06/24 06/24

28 27 26 25 24 23 22 21 20 06/18 00:10:00 12:10:00 00:10:00 12:10:00 00:10:00 12:10:00 00:10:00 12:10:00 00:10:00 12:10:00 00:10:00 12:10:00 00:10:00 12:10:00
R1 R2 R3 R4

28 27 26 25 24 23 22 21 20 06/18 06/18 06/19 06/19 06/20 06/20 06/21 06/21 06/22 06/22 06/23 06/23 06/24 06/24 00:10:00 12:10:00 00:10:00 12:10:00 00:10:00 12:10:00 00:10:00 12:10:00 00:10:00 12:10:00 00:10:00 12:10:00 00:10:00 12:10:00 R5 R6 R7

Tab. X - Temperature superficiali interne per le pareti R1, R2, R3, R4 delledificio scolastico (Ancona 18-24 giugno).

Tab. XI - Temperature superficiali interne della parete sud registrata per tre diverse pareti rientranti nei limiti proposti: superficie vetrata pari a 1/8 della superficie calpestabile e ventilazione diurna (Ancona, 18-24 giugno).

termica areica interna periodica superiore a 90 kJ/m2K hanno garantito condizioni di comfort accettabili. In particolare, fissando il valore di trasmittanza termica periodica Yie, vengono considerati costanti gli apporti gratuiti delle superfici opache, i quali contribuiscono al surriscaldamento dellambiente interno andandosi a sommare ai carichi interni. evidente, pertanto, come una diminuzione del valore Yie (corrispondente, ad esempio, ad un maggiore isolamento della parete opaca) determini di conseguenza una diminuzione dei carichi interni riducendo lincidenza della capacit termica areica interna periodica. In questo modo, si rendono accettabili per tale parametro valori pi bassi rispetto al limite di 90 kJ/m2K indicato precedentemente. A tale proposito, sono state effettuate simulazioni su un numero elevato di pareti al variare della trasmittanza termica periodica Yie.A titolo esemplificativo, si riportano i risultati ottenuti per 3 pareti caratterizzate da valori di trasmittanza termica periodica pari a 0,01-0,06-0,11 W/m2K (fig. 6). Dal confronto tra le temperature superficiali riscontrate a sud, per una settimana estiva del mese di giugno (tab. XI), si nota come le tre pareti esaminate, pur avendo diversi valori di Cip e Yie, si comportino in modo analogo.

Yie ( 0,12 W/m2K). I risultati ottenuti permettono di elaborare una proposta che individua coppie Yie - Cip a cui corrispondono analoghe risposte di comfort abitativo in fase estiva (tab. XII).

Considerazioni a margine sullaspetto igrometrico


Laumento dello spessore dellisolante sul lato esterno dellinvolucro non contribuisce alla riduzione della tensione di vapore che avviene soprattutto per la miscelazione dellaria interna con laria esterna di infiltrazione. La massa interna, a tale riguardo, gioca un ruolo fondamentale, oltre che sul comfort, anche sullaccumulo igroscopico. Se infatti lisolante posto sul lato esterno di tipo sintetico (curva di adsorbimento bassa), laccumulo igroscopico di fatto a carico del laterizio: luso di un materiale non inerziale eliminerebbe tale opportunit favorendo il rischio di condensazione superficiale.

Conclusioni stato effettuato uno studio sperimentale e parametrico che ha permesso di dimostrare come, ai fini del comfort estivo e nelle stagioni intermedie, la soluzione che ottiene i risultati migliori sempre quella che presenta elevata inerzia termica sul lato interno e caratterizzata da un elevato valore di capacit termica areica periodica interna. Anche al variare della zona climatica, della destinazione duso, della percentuale vetrata e della presenza, o meno, di ventilazione notturna, le soluzioni ad elevata inerzia interna presentano, in estate, temperature superficiali e operanti sempre inferiori rispetto alle soluzioni leggere, con differenze da 1 a 3C. Da altri studi, gi avviati in parallelo, sugli aspetti igrometrici, di prossima pubblicazione, risulta che le soluzioni ad elevata inerzia termica interna si comportano meglio anche in relazione al rischio di condensa. fondamentale pertanto che, nei prossimi/futuri sviluppi normativi, si tenga conto dellinerzia termica interna introducendo anche la capacit termica areica interna periodica, con i relativi limiti quantitativi. Nel presente articolo stata formulata una proposta in tal senso.
I ringraziamenti vanno alla Provincia di Ancona che ha finanziato parte delle attivit di ricerca.

Proposta di limiti da assegnare alla Cip in relazione alla Yie Dalle considerazioni effettuate, si evidenziata la necessit di
assegnare un limite di capacit termica areica interna periodica Cip variabile in funzione del valore di trasmittanza termica periodica

Trasmittanza termica periodica [W/m2K] Yie 0,04 0,04 < Yie 0,08 0,08 < Yie 0,12

Capacit termica areica interna periodica [kJ/m2K] Cip 50 Cip 70 Cip 90

Tab. XII - Coppie di valori Yie - Cip con analoghe risposte in termini di comfort abitativo in fase estiva.

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RICERCA

Dispensario antitubercolare di Alessandria, 1933-38

Ignazio Gardella
Testo Luca Marzi e Nicoletta Setola

Negli stessi anni in cui Mies, in Germania, portava avanti i progetti di case a patio, in cui sperimentava le numerose possibilit sulle idee di curtain wall e spazio continuo, e Le Corbusier terminava la costruzione di Ville Savoy a Poissy, Ignazio Gardella progettava e realizzava il Dispensario antitubercolare ad Alessandria. Unopera che, nella sua semplicit, offre alcuni

colore e materialit che conferiscono al prospetto profondit diverse e vibrazioni: si passa dallopacit assoluta del calcestruzzo armato e dellintonaco alla massima trasparenza del vetro nelle finestre a nastro, alla semitrasparenza del grigliato in mattoni e dei pannelli in vetrocemento. Sulla facciata predomina un forte senso di orizzontalit: la struttura verticale assente perch arretrata rispetto alla parete, proprio a sottolinearne lindipendenza: usanza affatto consueta in quegli anni in cui larchitettura preponderante era rappresentata dal monumentalismo(1). Il piano terra staccato dal suolo, come a rilevare che ledificio poggia solo su alcuni punti; dunque, ancora una volta, viene ribadita la distinzione tra struttura portante ed elementi portati. Queste scelte progettuali sono riconducibili allinfluenza che il Movimento Moderno esercitava su Gardella e i suoi coetanei, provocando, da una parte, un fascino irresistibile per nuove

possibilit e, dallaltra, una non completa adesione al credo razionalista. Cos avvenuto per lutilizzo del modulo ordinatore (25X35 cm) adottato da Gardella per definire linterasse tra i pilastri, la loro dimensione, lampiezza e la posizione delle finestre, laltezza della facciata, le pareti in vetro-cemento, conferendo al prospetto un disegno ordinato e allo stesso tempo libero di accomodare le esigenze funzionali, poi smentito dai 2,5 cm di tolleranza necessari per la posa in opera dei serramenti(2). Ledificio articolato su 3 piani: un seminterrato per i servizi tecnici, un piano terra per le funzioni di accoglienza e ambulatoriali, un livello superiore in cui si trovano un piccolo reparto di degenza, gli uffici amministrativi e lappartamento del custode, entrambi con accessi separati dalle facciate laterali. Ad ogni piano sono presenti due importanti spazi interni, la sala dattesa al piano terra e il solarium al primo piano, segnati in prospetto,

Grandi Maestri

importanti spunti, frutto della personalit del progettista: unidea di architettura come fatto conoscitivo; il carattere che il Movimento Moderno assume nella penisola italiana per opera di alcuni che ne reinterpretano il razionalismo; un concetto di tradizione come aspetto fondativo del progetto. Ad un primo impatto, il Dispensario appare come un volume puro, caratterizzato da una facciata che rende leggibile in se stessa tutto ledificio. Questa si distingue dalle altre, pi razionaliste, che la incorniciano; arretrata rispetto al filo del solaio e composta da elementi di diverso

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Nella pagina a fianco: vista laterale del Dispensario.

Assonometria. ELAB. GRAFICHE Luca Marzi e Marco Bondioli

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GRANDI MAESTRI

rispettivamente dalla fascia in vetrocemento e dal grigliato in mattoni a giunti bianchi. La sala dattesa un grande ambiente unico, luminoso da qui nata lidea della parete vetrata , per il quale Gardella non rispetta le linee ministeriali, che prevedevano due sale, una maschile e laltra femminile; aveva, infatti, notato come
Vista del fronte principale.

travagliato in quanto fu modificata subito dopo la sua costruzione in alcuni elementi, che al tempo provocarono scandalo: la scala dingresso fu spostata al centro del prospetto e la sala dattesa fu divisa in due, secondo le direttive ministeriali. Negli anni 80 cadde in disuso e vers in stato di degrado fino a tutti gli anni 90. Successivamente, grazie ad un restauro a cui partecip lo stesso Gardella, stata riportata al suo stato originario. Oggi funziona come poliambulatorio, rispettando cos la sua originaria valenza funzionale, oltre che formale.

il malato affrontasse meglio la diagnosi se accompagnato (figli da madri e mogli da mariti): le due sale avrebbero reso in questo caso pi difficoltoso laccesso agli ambulatori. Quando ho fatto il Dispensario ho fatto il direttore tecnico, il direttore sanitario, una ricerca sulla tubercolosi, tutto per capire di che edificio si trattava. Cos, anche la scelta della parete grigliata in mattoni, divenuta poi elemento distintivo

Vista laterale.

del progetto, risolve una necessit funzionale: nel terrazzo adibito alla terapia del sole favorisce la circolazione dellaria e ripara dallintrospezione. Allo stesso tempo instaura un rapporto con il luogo e il passato, poich si tratta di un elemento tipico dei fienili della pianura padana che viene utilizzato non per citare larchitettura rurale, ma per riprendere una consuetudine costruttiva, come dichiara lo stesso

Vista del fronte secondario.

Gardella. Rifarsi alla tradizione per Gardella significa attingere non solo al luogo in cui ledificio nasce e alla sua storia, ma anche a tutta la propria storia famigliare attraverso cui ha capito che larchitettura ha una storia lunga che va perseguita, come un fiume che scorre ma sempre lo stesso(3). Cos, nel processo progettuale si serve di tutto, compresa larchitettura delle colonne fattagli conoscere e studiare dal padre fin da quando era

La schermatura in laterizio sul tetto-terrazza.

piccolo , che sfrutta per il loro principio di indipendenza rispetto al muro. Larchitettura conoscenza della realt che fuori di noi e che sempre in mutamento. Il nostro punto di vista ha qualche speranza di essere condiviso solo se appartiene a quella realt, se in grado di rappresentarla cogliendone gli aspetti essenziali, che poi sono gli aspetti essenziali della nostra vita(4). Questa opera significativa per la storia

Vista della sala al primo piano.

dellarchitettura italiana ha avuto un iter

Note 1. Gardella parla spesso nelle sue interviste della lotta e della fatica costategli in quegli anni, ed in particolare per il progetto del Dispensario, per fare accettare ad una mentalit, che ancora ragionava a muri e colonne, il principio della struttura indipendente dalle pareti perimetrali. In Monestiroli A., Larchitettura secondo Gardella, Laterza, Bari, seconda edizione 1998, p. 11. 2. Ibidem. Il modulo una regola solo concettuale, che ha la sua ragion dessere per una verifica dei rapporti tra le varie parti e per la prefabbricazione. Il Dispensario per non si legge come un edificio costruito sul modulo, p. 30. E ancora:Ho sempre creduto che nellarchitettura ci fosse qualcosa in pi, qualcosa di inafferrabile razionalmente. I razionalisti pensavano che la ragione degli edifici coincidesse con la loro funzione. Invece se cerchiamo la verit delle cose dobbiamo andare al di l della loro funzione, dobbiamo andare oltre. Forse si pu dire che la verit delle cose corrisponde alla loro natura.[...] questo stato il mio modo di lavorare, che mi ha allontanato dal razionalismo ortodosso e forse mi ha impedito di raggiungere uno stile. [...] Prevale la natura di quello che sto progettando, pp. 155-156. 3. Ibidem, pp. 31-35. 4. Ibidem, p. 159.

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CIL 126

1 2 3

Pianta del primo e secondo piano. 5

Bibliografia e sitografia Monestiroli A., Larchitettura secondo Gardella, Laterza, Bari, 1997 Di Franco A., Roca M., Ignazio Gardella. Dispensario antitubercolare, Alinea Editrice, Firenze, 2005 Porta M. (a cura di), Larchitettura di Ignazio Gardella, Etas Libri, Milano, 1985 Diotallevi I., Marescotti F., Dispensario antitubercolare di Alessandria. Raccolta di particolari costruttivi e di architettura, in Casabella-Costruzioni, n. 179, 1942 Cesare De Seta, Architetti italiani del Novecento, Edizione Laterza, 1987

Elenco delle opere pi significative Case alle zattere, Venezia (1954-1957) Case Borsalino, Alessandria (1948-1952) Dispensario antitubercolare, Alessandria (1936-1938) Ospedale infantile Casare Anigo, Alessandria (1938-1940) Terme Regina Isabella, Ischia (1950-1951) Alloggi INA case, Cesate (MI) (1952-1953) Padiglione dArte contemporanea, Milano Ospedale e centro ricreativo, Ivrea (19531959) Complesso di Punta S. Martino, Arenzano (GR) (1963-1964) Ricostruzione del teatro Carlo Felice, Genova (1981-1990) Sede Facolt di Architettura, Genova (19851990) Complesso residenziale al porto, Punta Ala (GR) (1962-1965)

Particolare Legenda: 1. frangisole in mattoni 2. tetto-terrazza

3. solaio in laterizio 4. infisso in ferro 5. parete in vetro-cemento 6. davanzale in cls

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GRANDI MAESTRI

Alessandra Zanelli

Dettagli

Laterizio e legno
Nella casa H8, larticolato rivestimento in doghe di legno e in listelli di clinker stabilisce una relazione tra la precisa geometria delledificio e la naturalit della vegetazione circostante

a casa H8 occupa un lotto periferico di Jzefw, una piccola cittadina a sud dell'area metropolitana di Varsavia, immersa in un ambiente naturale di grande fascino, caratterizzato dalla presenza di una rigogliosa vegetazione ad alto fusto. Jzefw si trova, infatti, nella pittoresca conflenza dei fiumi Vastola e Swider ed sede di una riserva paesaggistica e di tre riserve naturali. La casa stata costruita nel 2006 sulla base di un progetto sviluppato a partire dal 2004 da Dariusz Herman e Piotr Smierzewski, titolari dello studio di architettura HS99, con la collaborazione di Rafal Sobieraj e Wojciech Subalski. Il peculiare contesto ha suggerito ai progettisti una soluzione nella quale la relazione con la natura non banalmente ricercata a livello formale, ma piuttosto attraverso una complessa compenetrazione tra gli spazi interni della casa e lambiente aperto circostante e mediante una attenta e articolata selezione dei materiali da costruzione,in particolare di quelli utilizzati per il rivestimento esterno. La conformazione volumetrica della casa e lorganizzazione distributiva degli ambienti si basano sullindividuazione di due differenti zone (una pubblica e laltra privata),collegate tra loro da un piccolo atrio passante, al quale possibile accedere tramite un ingresso principale,situato in corrispondenza del soggiorno, e un ingresso posteriore, collocato in corrispondenza della cucina e del garage, che mette in collegamento la casa con il giardino. Il volume destinato alle attivit pubbliche disposto lungo la strada: al piano terra esso ospita il soggiorno e una cucina, separati da un setto murario che sostiene a sbalzo la scala a una sola rampa che collega i due livelli della casa; al piano superiore stato realizzato uno studio, che si affaccia sul soggiorno a doppia altezza e attraverso il quale possibile accedere a una grande terrazza esterna mediante due passerelle. Il volume destinato alle funzioni pi riservate invece a diretto contatto con il giardino e il bosco: al piano terra esso ospita un secondo studio, i servizi e il garage con due posti macchina; al primo piano trovano posto tre camere da letto, una delle quali dotata di bagno proprio e di un guardaroba. Due piccoli bagni, ad uso delle camere pi piccole, occupano la zona del primo piano posta in corrispondenza dellatrio di ingresso.

Unanaloga attenzione nei confronti del contesto ha determinato il posizionamento e il dimensionamento delle aperture e la realizzazione di aggetti e arretramenti dei volumi. A seconda degli affacci, ampie finestre proiettano la vegetazione negli spazi della casa, amplificando la compenetrazione tra lambiente naturale e lo spazio domestico; oppure aperture contenute e discrete proteggono lintimit della casa, calibrando la relazione tra il soggiorno, lo studio, la cucina e lo spazio pubblico della strada. Il rapporto con la strada e con il bosco, su cui si affaccia il lotto di progetto, ha evidentemente ispirato la distribuzione degli spazi interni e la dislocazione dei pieni e dei vuoti dei volumi. Ma occorre anche sottolineare come, mediante limpiego di due differenti tipi di chiusura esterna, si sia perseguito il tentativo di stabilire una relazione tra le astratte geometrie dei volumi,cifra caratteristica di molti progetti dello studio HS99,e le libere forme del paesaggio boschivo. Le pareti che delimitano spazi interni riscaldati sono infatti realizzate con un sistema stratificato costituito da uno strato resistente di muratura in blocchi di 24 cm di spessore, rifinito internamente con un intonaco di gesso, da uno strato isolante di 12 cm e da un rivestimento esterno di listelli di clinker. Il volume del garage invece tamponato con un sistema leggero, rivestito con listelli di legno disposti orizzontalmente, che comprende anche le porte basculanti. Questo stesso sistema stato impiegato anche per rivestire le chiusure verticali che delimitano il soggiorno a doppia altezza e lestradosso inferiore dei volumi in aggetto della terrazza e della zona notte sopra il garage. Si tratta di una contaminazione materica che non intacca la purezza geometrica con cui stato concepito ledificio, ma che costituisce, piuttosto, loccasione attraverso la quale rafforzare il dialogo tra larchitettura e il suo contesto:se la durezza e la compattezza delle superfici rivestite con clinker, accentuata dallallineamento degli infissi in legno con il filo esterno della facciata,sembra proporre una chiusura rispetto allambiente circostante, la naturalit e la leggerezza dei tamponamenti con rivestimento in listelli di legno e delle estese superfici vetrate creano unapertura dellinterno della casa verso lesterno, un rapporto privilegiato tra lo spazio domestico e i boschi dellintorno.

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CIL 126

Dariusz Herman e Piotr Smierzewski, Casa H8, Jzefw, Varsavia, 2006


1 2 3 4 Dettaglio 1 Sezione verticale in corrispondenza dellingresso principale (al piano terra) e della finestra del bagno (al primo piano). Descrizione Il volume della casa affacciato sulla strada caratterizzato da un rivestimento in listelli di clinker che si sviluppa senza soluzione di continuit dallattacco a terra fino al coronamento delledificio. La continuit del rivestimento rafforzata dallallineamento degli infissi di legno al filo esterno della facciata. Legenda: 1. trave in cemento armato 2. solaio in legno 3. isolamento termico 4. rivestimento in listelli di clinker 5. serramento in legno

Piante del piano terra (a sinistra) e del primo piano (a destra) e prospetti del modello.

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DETTAGLI

Dariusz Herman e Piotr Smierzewski, Casa H8, Jzefw, Varsavia, 2006


Dettaglio 2 Prospetto del retro delledificio con lentrata al garage (sulla sinistra) e lingresso posteriore (sulla destra). In basso, sezione orizzontale in corrispondenza della finestra del bagno del primo piano. Descrizione Il garage al piano terra tamponato con una chiusura in listelli di legno disposti orizzontalmente e prende luce da una finestra a nastro che si frappone tra il rivestimento ligneo e il rivestimento in listelli di clinker del piano superiore. Legenda: 1. muratura in blocchi 2. isolamento termico 3. rivestimento in listelli di clinker 4. serramento in legno

Vista e dettaglio del fronte verso strada.

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CIL 126

Dariusz Herman e Piotr Smierzewski, Casa H8, Jzefw, Varsavia, 2006


Dettaglio 3 Sezione verticale in corrispondenza del garage (al piano terra) e della camera da letto (al primo piano). Descrizione Un tamponamento in listelli di legno, analogo a quello utilizzato per rivestire le pareti del garage, utilizzato per realizzare la porta basculante e lintradosso degli aggetti della terrazza e del volume sopra il garage. Il solaio di copertura costituito da una struttura in legno isolata inferiormente e superiormente. Legenda: 1. struttura in cemento armato 2. solaio con struttura in legno 3. rivestimento in listelli di clinker 4. isolamento termico 5. muratura in blocchi 6. solaio in cemento armato 7. rivestimento in listelli di legno 8. serramento in legno 9. porta basculante

1 2 3 4 5

6 7 8 7

Scorcio del volume con il garage e le camere da letto e dettaglio dellaggetto della terrazza.

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DETTAGLI

Levit formale e materiale

Mediterraneit contemporanea

Housing 3: ridisegnare con metodo


conoscitivo che sfrutta gli strumenti del disegno e della multimedialit digitale, si riveste cos anche di nuove stimolazioni creative ed ironiche, di smontaggi e rimontaggi inattesi. La prima sezione del volume (che segue la parte introduttiva redatta da Balzani, direttore di Paesaggio urbano e docente a Ferrara) una lettura critica, effettuata da un gruppo di collaboratori del Laboratorio di progettazione architettonica: Nicola Marzot (responsabile della didattica del Laboratorio), che sviluppa il concetto di casa isolata allinterno delle dinamiche dell'abitare contemporaneo; Andrea Pasquato, che affronta lanalisi metodologica dei caratteri distributivi; Luca Cergna, che offre un breve ragionamento sul tema della casa unifamiliare come modello dello spazio abitabile. La sezione successiva entra nel merito della metodologia che stata sviluppata dal gruppo di rilievo e rappresentazione: Gabriele Tonelli tratta il tema dell'evoluzione dei codici rappresentativi 3D, nella computer grafica; Giuseppe Dosi integra le finalizzazioni della modellazione 3D per il BIM - Building Information Modelling;Federico Sanmarchi delinea alcuni aspetti della visualizzazione (tra desideri fotorealistici e di simulazione critica); Roberto Meschini affronta le logiche della comunicazione con supporti e strumenti multimediali per il progetto architettonico.

Recensioni

a cura di Roberto Gamba

Questo libriccino - poche pagine, piccolo formato,grafica semplice ed elegante, immagini e disegni selezionati ed essenziali - fa parte della serie about sullarchitettura contemporanea, di autori europei che hanno cercato di esprimere razionalit e innovativit, con forme e materiali riconoscibili nella tradizione costruttiva. Le opere di Wespi e de Meuron sono illustrate in ordine cronologico e intitolate semplicemente con il nome della localit dove sono realizzate e con lanno di costruzione.La riproduzione dei disegni e degli schizzi progettuali netta, essenziale, rappresentativa del senso iconografico dellidea editoriale. Si tratta di piccole case, il pi delle volte destinate alle vacanze. Caruso,che le commenta, un professionista milanese,studioso dellarchitettura ticinese, che, dopo Rivista tecnica (1996-97), ora dirige Archi, organo della SIA Ticino. Dice che sono caratterizzate da semplicit distributiva; si relazionano con il luogo, attraverso il disegno dei percorsi, dei muri, dei piani e delle sedute;creano una complessa gerarchia tra spazi pubblici, comuni e privati; propongono un modo di abitare razionale, colto e austero, diverso dal rapporto con la natura e il paesaggio, tipico dei modelli di comportamento di successo.Egli afferma che le idee dei due autori, la loro cultura tecnica, il loro talento andrebbero sottoposti alle prove impegnative della dimensione edilizia maggiore, cio a progetti che determinano la quantit del nostro paesaggio quotidiano.Effettivamente,la qualit di queste opere frutto di un esperimento di forme lievi, materiali e idee costruttive,che ben si inseriscono nellambiente ordinato e tranquillo delle vallate elvetiche.

Si tratta di una ricognizione capillare allinterno della multiforme realt dellarchitettura siciliana degli ultimi sessanta-settanta anni. Il curatore, docente e studioso allUniversit di Catania, membro dellAIA (Associazione italiana archivi del moderno) e socio fondatore dellOSA (Officina storici dellarchitettura),definisce il libro una guida allarchitettura, un testo di analisi, un compendio di storia, una riflessione critica. Si tratta di una catalogazione delle opere che limita le differenze tra minori e maggiori; tra quelle collocate o no nelle aree periferiche, inquadradrandola nella cultura della contemporaneit, al di l di uno stile o di una tecnica precostituita. Franco Purini, nella presentazione, afferma che in Sicilia, insieme alla presenza dellarcheologia,dellarchitettura classica,a quella importante dellarchitettura araba e arabo normanna, si manifesta la tipica architettura mediterranea, che si ancora con razionalit allintorno e allambiente. Fa notare che i progettisti siciliani, negli ultimi anni, hanno saputo mettere in relazione le loro opere con le tendenze e i movimenti che hanno segnato il dibattito nazionale e internazionale; ci attraverso una tessitura di rimandi al minimalismo, al decostruttivismo, agli stilismi spagnoli e portoghesi, al rigorismo tedesco. Nel libro compaiono soprattutto case. I saggi sono di Fausto Spagna, Franco Porto, Cesare Ajroldi, Ugo Rosa, Franco Provenzano e del curatore.Le 782 schede sono organizzate in ordine cronologico e non riportano alcun giudizio di valore. Gli apparati offrono una bibliografia che comprende testi generali, manuali, monografie, saggi e articoli; oltre ad elenchi e indici.

Alberto Caruso (a cura di) Markus Wespi, Jerme de Meuron Libra, Melfi, 2006 96 pp., 14,00

Maurizio Oddo Architettura contemporanea in Sicilia Corrao, Trapani, 2007 990 pp., 38,00

Questo volume segue Housing Case a schiera 1 e Housing - Edifici plurifamiliari 2, uniniziativa editoriale, realizzata in collaborazione con la Facolt di Architettura di Ferrara, corso di Tecniche della Rappresentazione dellArchitettura e di Rilievo. Vuole affrontare il tema della formazione professionale del progettista, il quale si confronta con linnovazione di processi rappresentativi (informatici, digitali, multimediali) che stanno progressivamente trasformando lattivit dello studio tecnico, anche con limposizione di molte normative nazionali. Lobiettivo trovare le modalit per affrontare con metodo il tema della comunicazione del progetto architettonico e urbanistico; per testare dei corsi multimediali, finalizzati alla comprensione ed assimilazione di criteri metodologici di base e a unanalisi morfotipologica; per imparare a navigare in diverse geografie linguistiche. Viene proposta unesperienza di ridisegno, con supporti digitali 2D e 3D, che vuole rappresentare la potenziale struttura di una banca dati di modelli selezionati, acquisiti, criticamente ridisegnati e ripensati, rappresentati e catalogati secondo medesimi criteri. I quattro cd rom allegati, il cui contenuto visualizzato e catalogato nelle pagine finali, contengono 40 progetti di case in formato CAD bidimensionale (di Souto De Moura, Campo Baeza, da Silva, Baretti,Van Berkel, Botta, Canali, Caravatti, Farina, Ferrater, Godsell, Herzog e de Meuron, Longheu, Murcutt, Ban, Siza, Ando, Ito e Tscholl), 40 modelli tridimensionali in vari formati, 26 proposte di siti web in formato HTML, 200 rendering. Per ogni architettura, il confronto con il ridisegno una opportunit di comprendere alcune definizioni, regole e concetti che costituiscono i fondamenti della scelta tipologica del modello residenziale unifamiliare isolato e di reinterpretarne il processo progettuale. Ogni casa, mediante un passaggio

Marcello Balzani, Gabriele Tonelli, Nicola Marzot, Giuseppe Dosi Housing 3. Case unifamiliari. 40 esempi in formato digitale di edifici isolati in 4 cd-rom Maggioli, SantArcangelo di Romagna (RN), 2006 234 pp., 65,00

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Trattati di architettura ristampati


del De re aedificatoria libri decem, 1442-1452, di Leon Battista Alberti e Istruzioni elementari per indirizzo de giovani allo studio dellarchitettura civile, 2 volumi, 1760, di Bernardo Antonio Vittone. Le presentazioni di ciascun trattato sono fatte generalmente da giovani ricercatori universitari,come Alessandro Pierattini (insegnante di materie tecniche nel Lazio e cultore del restauro), Diego Maestri, Giovanna Spadafora e Francesca Romana Stabile (docenti di architettura a Roma). Nel saggio introduttivo di questo libro del Serlio, Pierattini afferma: Il Trattato, rifiutando il tradizionale approccio assiomatico vitruviano e albertiano, tratteggia il tipo del moderno manuale illustrato. Il tono asciutto e lapproccio pragmatico lo consegnano ad una platea vasta ed eterogenea. Il Libro IV, pubblicato a Venezia nel 1537, espone le Regole Generali di architettura, ovvero la teoria degli ordini architettonici. La casa editrice ha in catalogo anche il Trattato di architettura, Libro III, Antiquit di Roma e le altre che sono in Italia e fuori de Italia,del Serlio, pubblicato nel 1540 e riproposto nell'edizione del 1544. Attraverso pianta, alzato, sezione e dettagli prospettici, Serlio descrive l'architettura classica a partire dal Pantheon, inserendo anche esempi di architettura egizia e edifici moderni di Bramante, Raffaello e Peruzzi.

Definizioni e descrizioni per il progetto costruttivo


gno, dellacciaio, poi dei materiali isolanti, del vetro e della plastica. Il secondo capitolo comincia con il tema delle parti interrate della costruzione, abitabili o semplicemente fondative; poi delle facciate, del loro disegno, della loro essenza materica; a seguire le aperture, intese, nella storia e nella contemporaneit, come buchi,nastri orizzontali,aggiunte,pure superfici trasparenti, porte; i solai, i pavimenti e i soffitti; i tetti realizzati secondo varie tipologie e stratificazioni protettive; le scale e gli elevatori. Il terzo strutture si divide nellargomentazione delle forme costruttive e nellenunciazione delle prestazioni energetiche, illustrando levoluzione del modo di costruire nella storia e secondo le tradizioni locali, schematizzando poi i sistemi adottabili (a compartimenti, a moduli, a telaio, a piastre e colonne, a elementi prefabbricati). Infine, enuncia i principi della sostenibilit, che hanno sollevato, fra gli altri, i problemi della dispersione del calore e della diffusione dellumidit, pi o meno risolvibili con adatte scelte di isolamento. A seguire, la sezione intitolata questioni e requisiti della costruzione affronta gli aspetti relativi alle prestazioni e alla qualit che la costruzione deve offrire. Nel capitolo componenti, in particolare, si definiscono e catalogano le convenzioni metodologiche e i simboli da adottare nei disegni di progetto,con riferimento allo Swiss standard Sia 400:2000. Quindi si approfondiscono varie soluzioni di plinti e di fondazioni, di pareti, solai, aperture e coperture. Lappendice comprende, sempre divisi per argomento, una bibliografia, lelenco delle referenze iconografiche e un indice alfabetico dei termici tecnici. Lautore professore di architettura e costruzione allETH di Zurigo e progettista professionista, con studio a Chur.

La casa editrice,nata in parallelo alla storica libreria, fondata nel 1944, propone una collana di trattati e manuali storici di architettura e ingegneria, dal titolo Vitruvio e i suoi eredi, attuata sfruttando le opportunit apprezzabili offerte dalla stampa tipografica in digitale di immagini e testi scansiti in bianco e nero dalloriginale. La collana conosciuta per la ristampa della versione italiana del 1840 del Trattato teorico e pratico dellarte di edificare, di Jean Baptiste Rondelet, e per quella del 1885 del Trattato generale di costruzioni civili, di Gustav Adolf Breyman. Inoltre, tra le edizioni pi recenti,vanno citate:Istituzioni di architettura statica e idraulica - volume 1-2 (pagine 408 e 488, tavole 67, 60, due volumi, stampato per la prima volta nel 1826), di Nicola Cavalieri San Bertolo (1788-1867), esponente della cultura tecnico scientifica ed ingegneristica dello Stato Pontificio: un dettagliato manuale di architettura pratica, di cui questa la riproduzione della seconda edizione, stampata a Mantova, dai Fratelli Negretti, nel 1831; Larchitettura di Marco Vitruvio Pollione, tradotta e commentata dal Marchese Berardo Galiani, stampato per la prima volta a Napoli nel 1758 (pagine 272, 25 tavole, 38): Marcus Vitruvius Pollio (80/70 a.C. - 23 a.C.), architetto, ingegnere e scrittore, ex ufficiale sovrintendente alle macchine da guerra di Giulio Cesare ed architetto-ingegnere di Augusto (aveva progettato la basilica di Fano) l'unico scrittore latino di architettura la cui opera sia giunta fino a noi. Scrisse il trattato De architectura, in 10 libri, dedicato ad Augusto, riscoperto e tradotto nel 1414 da Poggio Bracciolini; La regola dei cinque ordini - le due regole della prospettiva pratica del Vignola, 1583, riedizione del 1828, proposta da Carlo Antonini, architetto e incisore camerale, dopo quella gi curata insieme a Giovan Battista Spampani nel 1770 (pagine 97, tavole 55,formato 21x29,7 cm, 34). In programma c la pubblicazione

Alessandro Pierattini (a cura di) Sebastiano Serlio. Trattato di Architettura, Libro IV, Regole generali Dedalo, Roma, 2006 68 pp., 34,00

Questo poderoso volume, promosso dallETH, EidgenssischeTechnische Hochschule Zrich, che aggiorna e amplia la prima edizione del 2005, stato tradotto in sei lingue, per essere adottato in numerose facolt universitarie. Integra tutti gli aspetti tecnologici e rappresentativi della costruzione in una sorta di prontuario, utile alla concezione fino allultimo dettaglio del progetto. Limpostazione grafica in bianco e nero, come quella della struttura editoriale, ordinata in sezioni e paragrafi, rigorosa per precisione e chiarezza. La trattazione viene distinta sempre per concetti, processi e sistemi, con lobiettivo di promuovere una metodologia per fasi,sia autonome che correlate per il concepimento progettuale. Pertanto, le parti introduttive, allinizio del volume e prima dei singoli capitoli, riassumono e schematizzano gli aspetti del processo ideativo, delle tipologie e dei sistemi costruttivi. Danno cos ragione, al lettore, della logica con cui vengono trattati i singoli argomenti, evitando che la ricchezza di esemplificazioni, di riferimenti storici,di disegni di dettaglio e illustrazioni del realizzato, oscuri limportanza attribuita alla gerarchia del processo progettuale. I tre capitoli materiali e moduli, elementi, strutture - determinano tale processo, partendo dalla presentazione dei singoli materiali grezzi, attraverso la descrizione degli assemblaggi e dei componenti delledificio. Il primo, innanzi tutto, fa riferimento alle emozioni che la muratura,nelle sue diverse forme e composizioni materiche, stata capace di suscitare nel corso della storia; propone definizioni terminologiche; cita convenzioni rappresentative, dimensionali, di aggregazione, di esecuzione, secondo le regole dellarte; spiega le differenze tipologiche e il concetto di prefabbricazione. Degli elementi laterizi, in particolare,sono illustrate varie possibili componibilit, giunzioni, rinforzi,ancoraggi,tessiture.Quindi passa allanalisi del cemento, del le-

Andrea Desplazes Construction architecture. Materials, processes, structures. A handbook Birkhauser (Basilea - Boston Berlino), 2008 (edizione inglese) 560 pp., 49,00

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RECENSIONI

INDICE 2008
News (a cura di Roberto Gamba), pp. I-II Luigi Alini, Il materiale come strategia del costruire, pp. 2-3 Veronica Dal Buono, Architectenbureau Marlies Rohmer, Abitazioni per giovani residenti, Zootermeer, Olanda, pp. 4-9 Alberto Ferraresi, Monk Architecten, Sala per la musica EFS, Wijk en Aalburg, Olanda, pp. 10-15 Davide Turrini, BNR Architectes, 34 alloggi a Tourcoing, Francia, pp. 16-21 Davide Turrini, Vincent Van Dujsen, Casa VVD a Dendermonde, Belgio, pp. 22-25 Veronica Dal Buono, 51N4E Architecten & Architektenkooperatief, Riconversione della birreria Lamot, Mechelen, Belgio, pp. 26-31 Veronica Dal Buono, Paul Vandenbussche, Edith Wouters, Tom Wuyts, Liesbeth Pelkmans, 11 residenze sociali in Merksplas, Belgio, pp. 32-35 Davide Turrini, Architettura olandese contemporanea: colloquio con Michele Costanzo, pp. 36-39 Jacopo Gaspari, Le molte facce del mattone: espressivit fiamminga tra innovazione e tradizione, pp. 40-43 Claudio Piferi, Renzo Piano Building Workshop, Il quartier generale della EMI Music France a Parigi, pp. 44-49 Francesca Stazi, Andrea Mengarelli, Costanzo Di Perna, Alessandro Stazi, La casa del comfort sostenibile, pp. 50-57 Maria Luisa Beconcini, Pietro Croce, Daniele Pellegrini, Tamponamenti in blocchi di laterizio rettificati e a giunti sottili, pp. 58-65 Irene Sagripanti, Frank Lloyd Wright, Jacobs House, Madison, Wisconsin, U.S.A., 1937, pp. 66-69 Andrea Campioli, Forme, funzioni e tecniche ibride, pp. 70-73 Prodotti (a cura di Pieranna Manara), pp. 74-75 Recensioni (a cura di Roberto Gamba), pp. 76-77

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News (a cura di Roberto Gamba), pp. I-II Claudia Antonia Arcila, Rogelio Salmona. Luomo e larchitetto, pp. 2-3 Claudio Varini, Rogelio Salmona, Il progetto etico, la natura ed il tempo, p. 4 Claudio Varini, Rogelio Salmona, Complesso residenziale Torri del Parco, Bogot, 1965-70, pp. 4-9 Claudio Varini, Rogelio Salmona, Archivio Generale della Nazione, Bogot, 1988-90, pp. 10-15 Claudio Varini, Rogelio Salmona, Centro comunale Nuova Santaf, Bogot, 1994-96, pp. 16-21 Claudio Varini, Rogelio Salmona, Casa in Rio Fro, Tabio, Bogot, 1997-2000, pp. 22-27 Claudio Varini, Rogelio Salmona, Edificio Postgrados, Universidad Nacional de Colombia, Bogot,

1998-2002, pp. 28-33 Claudio Varini, Rogelio Salmona, Complesso residenziale Aguila-Alcatel, Madrid, 2003-2007, pp. 34-39 Claudio Varini, Intervista a Rogelio Salmona, pp. 40-43 Claudio Piferi, La sede del Monte dei Paschi di Siena a 35 anni dal restauro, pp. 44-49 Claudio Varini, Rogelio Salmona, Due neologismi in laterizio: jamba e dintl, pp. 50-53 Lucia Busa, Morfologia della facciata e protezione acustica, pp. 54-61 Adolfo F. L. Baratta, Luigi Venturi, Prestazioni termiche di pareti perimetrali in regime dinamico, pp. 62-67

Luca Marzi, Angiolo Mazzoni, Ricevitoria Postelegrafonica di Ostia Lido, Roma, 1933-34, pp. 68-71 Alessandra Zanelli, Laterizio, luce, colore, pp. 72-75 Prodotti (a cura di Pieranna Manara), pp. 76-77 Recensioni (a cura di Roberto Gamba), pp. 78-79

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News (a cura di Roberto Gamba), pp. I-II Prodotti (a cura di Davide Cattaneo), pp. III-IV Panorama (a cura di Davide Cattaneo), pp. V-VIII In primo piano (a cura di Igor Maglica), lvaro Siza Vieira, Complesso multifunzionale Corao de Ouro a Gondomar (Portogallo), pp. IX-XII Focus (a cura di Maria Chiara Torricelli), Alain Lusardi, La riqualificazione energetica: nuova frontiera per tutti o sfida effimera?, pp. XIII-XVI Mons. Giancarlo Santi, Materiali e immagine delle nuove chiese, pp. 2-3 Roberto Gamba, Mario Botta, Chiesa del Santo Volto a Torino, pp. 4-9 Igor Maglica, Paolo Zermani, Chiesa di San Giovanni Apostolo a Ponte dOddi (Perugia), pp. 10-15

Igor Maglica, Mauro Galantino, Chiesa di S. Ireneo a Cesano Boscone (Milano), pp. 16-21 Roberto Gamba, Studio Selleri, Chiesa a Valleambrosia di Rozzano (Milano), pp. 22-25 Alberto Ferraresi, Marco Contini, Claudio Bernardi, Raffaele Ghillani, Chiesa e centro parrocchiale a Varedo (Milano), pp. 26-29 Roberto Gamba, Giampaolo Lai, Gianfranco Sequi, Chiesa a Sarroch, Porto Columbu (Cagliari), pp. 30-33 Roberto Gamba, Isolarchitetti, Chiesa parrocchiale Santa Famiglia, Palmi (Reggio Calabria), pp. 34-37 Roberto Gamba, Isolarchitetti, Centro parrocchiale di Santa Maria in Zivido, San Giuliano Milanese (Mi), pp. 38-41 Roberto Gamba, Intervista allArcivescovo Vittorio

Mondello e a Giuliana Quattrone, pp. 42-45 Giovanni Fatta, Calogero Vinci, Laterizi maiolicati nella costruzione delle cuspidi in area siciliana, pp. 46-51 Claudio Piferi, Massimiliano Furini, Il restauro della chiesa di San Leonardo Abate a Villadose (Rovigo), pp. 52-55 Antonella Mam, Le chiese basiliane della Sicilia orientale, pp. 56-61 Adolfo F. L. Baratta, Stefano Cardinali, Piazza Cesi ad Acquasparta (Terni), pp. 62-67 Luca Marzi, Luigi Piccinato, SS. Annunziata, Sabaudia, Roma, 1934-35, pp. 68-71 Monica Lavagna, Laterizio e spazio sacro, pp. 72-75 Recensioni (a cura di Roberto Gamba), pp. 76-77 English Summary, p. 78

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News (a cura di Roberto Gamba), pp. I-II Prodotti (a cura di Davide Cattaneo), pp. III-IV Panorama (a cura di Davide Cattaneo), pp. V-VIII In primo piano, Igor Maglica, Kazuyo Sejima & Associati, Complesso residenziale a Seijo, Tokyo, pp. IX-XII Focus, Roberto Gamba, Innovazione nelle tecnologie di involucro, pp. XIII-XVI Richard Ingersoll, I mattoni nella cultura americana, pp. 2-3 Alberto Ferraresi, Tod Williams, Billie Tsien Architects, Cranbrook natatorium a Bloomfield Hills, Michigan, pp. 4-9 Davide Turrini, Tod Williams, Billie Tsien Architects, Skirkanich Hall, University of Pennsylvania, Phila-

delphia, pp. 10-15 Veronica Dal Buono, Machado and Silvetti Associates, Residenze universitarie Hallston University, Massachusetts, pp. 16-21 Alberto Ferraresi, Roto Architects, Scuola dArte e Architettura a Prairie View, A & M University, Texas, pp. 22-27 Davide Turrini, Frank O. Gehry & Associates, Centro di ricerca molecolare della University of Cincinnati, pp. 28-35 Veronica Dal Buono, Skidmore, Owings and Merrill, Koch Center for Science, Deerfield Academy, Massachusetts, pp. 36-39 Alberto Ferraresi, Intervista ad Antonino Saggio, pp. 40-43

Veronica Dal Buono, Paolo Rava, Centro dArte La Cartiera a Faenza, pp. 44-47 Adolfo F. L.Baratta, Gramazio & Kohler, Informing architecture, pp. 48-51 Tommaso Chiti, Laterizi e sicurezza: prevenire gli infortuni, pp. 52-55 Nicoletta Setola, Casa Malaparte: il cantiere, le tecnologie, i materiali, pp. 56-61 Luca Marzi, Raffaello Fagnoni, Comando della Scuola di Aeronautica, Firenze, 1937-38, pp. 62-65 Andrea Campioli, Laterizio e forme complesse, pp. 66-69 Recensioni (a cura di Roberto Gamba), pp. 70-71 English Summary, p. 72

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News (a cura di Roberto Gamba), pp. I-II Prodotti (a cura di Davide Cattaneo), pp. III-IV Panorama (a cura di Davide Cattaneo), pp. V-VIII In primo piano, Igor Maglica, Foreign Office Architects, Centro commerciale Meydan a mraniye, Istanbul, pp. IX-XII Focus, Monica Lavagna, Dallefficienza energetica alleco-efficienza, pp. XIII-XVI Maria Chiara Torricelli, Architettura e tecnologie appropriate per lefficienza energetica, pp. 2-3 Veronica Dal Buono, Peter Zumthor, Kolumba Museum, Colonia (Germania), pp. 4-9 Claudio Piferi, Thomas M. Rau, Il quartier generale del WWF a Zeist (Olanda), pp. 10-15 Alberto Ferraresi, Pica Ciamarra Associati, Bibliote-

ca Forteguerriana, Pistoia, pp. 16-21 Caterina Gargari, Kirkland Fraser Moor, Headlands House, Inghilterra, pp. 22-27 Elisabetta Palumbo, Lisa De Cristofaro, Seddig Fehrmann Architekten, Centro universitario per ledilizia ecologica a Kassel (Germania), pp. 28-31 Adolfo F. L.Baratta, Alberto Steidl, Casa unifamiliare ed ambulatorio a Morazzone (Varese), pp. 32-35 Fabrizio Tucci, Fast time, slow architecture. Conversazione con Thomas Herzog, pp. 36-39 Alain Lusardi, Angelo Mingozzi, Il quartiere residenziale sostenibile di Villa Fastiggi (PS), pp. 40-45 Adolfo F. L. Baratta, Claudio Piferi, Un nuovo centro di accoglienza per anziani in Umbria, pp. 46-49 Valentina Augenti, Pietro Stefanizzi, Considerazioni

su soluzioni di involucro opaco in regime termico dinamico, pp. 50-53 Caterina Gargari, Soluzioni in laterizio in area mediterranea, pp. 54-60 Maria Chiara Torricelli, Elisabetta Palumbo, Soluzioni tecniche in laterizio per progettare nel ciclo di vita, pp. 61-69 Luca Marzi, Raffaello Fagnoni, Alloggio Ufficiali, Scuola di Aeronautica, Firenze, 1937-38, pp. 70-73 Monica Lavagna, Laterizio ed efficienza energetica, pp. 74-77 Recensioni (a cura di Roberto Gamba), pp. 78-79 English Summary, p. 80

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News (a cura di Roberto Gamba), pp. I-II Prodotti (a cura di Davide Cattaneo), pp. III-IV Panorama (a cura di Davide Cattaneo), pp. V-VIII In primo piano, Veronica Dal Buono, Marlies Rohmer, Centro di degenza diurna per il trattamento delle malattie mentali, Noordwijk (Olanda), pp. IX-XII Focus, Roberto Bologna, Abitare la temporaneit, pp. XIII-XVI Alberto Caruso, Frammenti di citt. Il territorio delle case unifamiliari, pp. 2-3 Carmen Murua, Joo lvaro Rocha, Casa per il pittore Fernando Brito a Santarm (Portogallo), pp. 4-9 Igor Maglica, Massimo Curzi, Casa del farmacista a Borghetto di Borbera (Alessandria), pp. 10-15

Roberto Gamba, Markus Wespi & Jrome de Meuron, Casa a Morcote, Canton Ticino, Svizzera, pp. 16-21 Igor Maglica, Conix Architects, Casa unifamiliare TE a Rotterdam, Olanda, pp. 22-25 Roberto Gamba, Cino Zucchi, Casa unifamiliare a Enschede, Olanda, pp. 26-29 Adolfo F. L. Baratta, Xinyan Liu, Atelier Zhanglei, Brick Wang House, a Fengshan (Cina), pp. 30-33 Igor Maglica, Environa Studio, The Clay House, Australia, pp. 34-39 Veronica Dal Buono, Intervista a Lorena Luccioni, pp. 40-43 Veronica Dal Buono, Carlo Scarpa, Aldo Businaro, Villa Palazzetto a Monselice, Padova, pp. 44-47

Marco DOrazio, Il comportamento delle coperture ventilate in fase invernale, pp. 48-51 Costanzo Di Perna, Francesca Stazi, Andrea Ursini Casalena, Alessandro Stazi, Massa e comfort: necessit di una adeguata capacit termica areica interna periodica, pp. 52-59 Luca Marzi, Ignazio Gardella, Dispensario antitubercolare di Alessandria, Firenze, 1933-38, pp. 60-63 Alessandra Zanelli, Laterizio e legno, pp. 64-67 Recensioni (a cura di Roberto Gamba), pp. 68-69 English Summary, p. 70

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ARTICOLI PER ARGOMENTO


NEWS (a cura di Roberto Gamba) n. 121, n. 122, n. 123, n. 124; n. 125; n. 126, pp. I-II PRODOTTI (a cura di Davide Cattaneo) n. 123, n. 124, n. 125, n. 126, pp. III-IV PANORAMA (a cura di Davide Cattaneo) n. 123, n. 124, n. 125, n. 126, pp. V-VIII IN PRIMO PIANO Igor Maglica, lvaro Siza Vieira, Complesso multifunzionale Corao de Ouro a Gondomar (Portogallo), n. 123, pp. IX-XII Igor Maglica, Kazuyo Sejima & Associati, Complesso residenziale a Seijo, Tokyo, n. 124, pp. IX-XII Igor Maglica, Foreign Office Architects, Centro commerciale Meydan a mraniye, Istanbul, n. 125, pp. IX-XII Veronica Dal Buono, Marlies Rohmer, Centro di degenza diurna per il trattamento delle malattie mentali, Noordwijk (Olanda), n. 126, pp. IX-XII FOCUS Alain Lusardi, La riqualificazione energetica: nuova frontiera per tutti o sfida effimera?, n. 123, pp. XIII-XVI Roberto Gamba, Innovazione nelle tecnologie di involucro, n. 124, pp. XIII-XVI Monica Lavagna, Dallefficienza energetica alleco-efficienza, n. 125, pp. XIII-XVI Roberto Bologna, Abitare la temporaneit, n. 126, pp. XIII-XVI EDITORIALE Luigi Alini, Il materiale come strategia del costruire, n. 121, pp. 2-3 Claudia Antonia Arcila, Rogelio Salmona. Luomo e larchitetto, n. 122, pp. 2-3 Mons. Giancarlo Santi, Materiali e immagine delle nuove chiese, n. 123, pp. 2-3 Richard Ingersoll, I mattoni nella cultura americana, n. 124, pp. 2-3 Maria Chiara Torricelli, Architettura e tecnologie appropriate per lefficienza energetica, n. 125, pp. 2-3 Alberto Caruso, Frammenti di citt. Il territorio delle case unifamiliari, n. 126, pp. 2-3 PROGETTI Veronica Dal Buono, Architectenbureau Marlies Rohmer, Abitazioni per giovani residenti, Zootermeer, Olanda, n. 121, pp. 4-9 Alberto Ferraresi, Monk Architecten, Sala per la musica EFS, Wijk en Aalburg, Olanda, n. 121, pp. 10-15 Davide Turrini, BNR Architectes, 34 alloggi a Tourcoing, Francia, n. 121, pp. 16-21 Davide Turrini, Vincent Van Dujsen, Casa VVD a Dendermonde, Belgio, n. 121, pp. 22-25 Veronica Dal Buono, 51N4E Architecten & Architektenkooperatief, Riconversione della birreria Lamot, Mechelen, Belgio, n. 121, pp. 26-31 Veronica Dal Buono, Paul Vandenbussche, Edith Wouters, Tom Wuyts, Liesbeth Pelkmans, 11 residenze sociali in Merksplas, Belgio, n. 121, pp. 32-35 Claudio Varini, Rogelio Salmona, Il progetto etico, la natura ed il tempo, n. 122, p. 4 Claudio Varini, Rogelio Salmona, Complesso residenziale Torri del Parco, Bogot, 1965-70, n. 122, pp. 4-9 Claudio Varini, Rogelio Salmona, Archivio Generale della Nazione, Bogot, 1988-90, n. 122, pp. 10-15 Claudio Varini, Rogelio Salmona, Centro comunale Nuova Santaf, Bogot, 199496, n. 122, pp. 16-21 Claudio Varini, Rogelio Salmona, Casa in Rio Fro, Tabio, Bogot, 1997-2000, n. 122, pp. 22-27 Claudio Varini, Rogelio Salmona, Edificio Postgrados, Universidad Nacional de Colombia, Bogot, 1998-2002, n. 122, pp. 28-33 Claudio Varini, Rogelio Salmona, Complesso residenziale Aguila-Alcatel, Madrid, 2003-2007, n. 122, pp. 34-39 Roberto Gamba, Mario Botta, Chiesa del Santo Volto a Torino, n. 123, pp. 4-9 Igor Maglica, Paolo Zermani, Chiesa di San Giovanni Apostolo a Ponte dOddi (Perugia), n. 123, pp. 10-15 Igor Maglica, Mauro Galantino, Chiesa di S. Ireneo a Cesano Boscone (Milano), n. 123, pp. 16-21 Roberto Gamba, Studio Selleri, Chiesa a Valleambrosia di Rozzano (Milano), n. 123, pp. 22-25 Alberto Ferraresi, Marco Contini, Claudio Bernardi, Raffaele Ghillani, Chiesa e centro parrocchiale a Varedo (Milano), n. 123, pp. 26-29 Roberto Gamba, Giampaolo Lai, Gianfranco Sequi, Chiesa a Sarroch, Porto Columbu (Cagliari), n. 123, pp. 30-33 Roberto Gamba, Isolarchitetti, Chiesa parrocchiale Santa Famiglia, Palmi (Reggio Calabria), n. 123, pp. 34-37 Roberto Gamba, Isolarchitetti, Centro parrocchiale di Santa Maria in Zivido, San Giuliano Milanese (Mi), n. 123, pp. 38-41 Alberto Ferraresi, Tod Williams, Billie Tsien Architects, Cranbrook natatorium a Bloomfield Hills, Michigan, n. 124, pp. 4-9 Davide Turrini, Tod Williams, Billie Tsien Architects, Skirkanich Hall, University of Pennsylvania, Philadelphia, n. 124, pp. 10-15 Veronica Dal Buono, Machado and Silvetti Associates, Residenze universitarie Hallston University, Massachusetts, n. 124, pp. 16-21 Alberto Ferraresi, Roto Architects, Scuola dArte e Architettura a Prairie View, A & M University, Texas, n. 124, pp. 22-27 Davide Turrini, Frank O. Gehry & Associates, Centro di ricerca molecolare della University of Cincinnati, n. 124, pp. 28-35 Veronica Dal Buono, Skidmore, Owings and Merrill, Koch Center for Science, Deerfield Academy, Massachusetts, n. 124, pp. 36-39 Veronica Dal Buono, Peter Zumthor, Kolumba Museum, Colonia (Germania), n. 125, pp. 4-9 Claudio Piferi, Thomas M. Rau, Il quartier generale del WWF a Zeist (Olanda), n. 125, pp. 10-15 Alberto Ferraresi, Pica Ciamarra Associati, Biblioteca Forteguerriana, Pistoia, n. 125, pp. 16-21 Caterina Gargari, Kirkland Fraser Moor, Headlands House, Inghilterra, n. 125, pp. 22-27 Elisabetta Palumbo, Lisa De Cristofaro, Seddig Fehrmann Architekten, Centro universitario per ledilizia ecologica a Kassel (Germania), n. 125, pp. 28-31 Adolfo F. L. Baratta, Alberto Steidl, Casa unifamiliare ed ambulatorio a Morazzone (Varese), n. 125, pp. 32-35 Carmen Murua, Joo lvaro Rocha, Casa per il pittore Fernando Brito a Santarm (Portogallo), n. 126, pp. 4-9 Igor Maglica, Massimo Curzi, Casa del farmacista a Borghetto di Borbera (Alessandria), n. 126, pp. 10-15 Roberto Gamba, Markus Wespi & Jrome de Meuron, Casa a Morcote, Canton Ticino, Svizzera, n. 126, pp. 16-21 Igor Maglica, Conix Architects, Casa unifamiliare TE a Rotterdam, Olanda, n. 126, pp. 22-25 Roberto Gamba, Cino Zucchi, Casa unifamiliare a Enschede, Olanda, n. 126, pp. 26-29 Adolfo F. L. Baratta, Xinyan Liu, Atelier Zhanglei, Brick Wang House, a Fengshan (Cina), n. 126, pp. 30-33 Igor Maglica, Environa Studio, The Clay House, Australia, n. 126, pp. 34-39 LINTERVISTA Davide Turrini, Architettura olandese contemporanea: colloquio con Michele Costanzo, n. 121, pp. 36-39 Claudio Varini, Intervista a Rogelio Salmona, n. 122, pp. 40-43 Roberto Gamba, Intervista allArcivescovo Vittorio Mondello e a Giuliana Quattrone, n. 123, pp. 42-45 Alberto Ferraresi, Intervista ad Antonino Saggio, n. 124, pp. 40-43 Fabrizio Tucci, Fast time, slow architecture. Conversazione con Thomas Herzog, n. 125, pp. 36-39 Veronica Dal Buono, Intervista a Lorena Luccioni, n. 126, pp. 40-43 ARTE DEL COSTRUIRE Jacopo Gaspari, Le molte facce del mattone: espressivit fiamminga tra innovazione e tradizione, n. 121, pp. 40-43 Claudio Piferi, La sede del Monte dei Paschi di Siena a 35 anni dal restauro, n. 122, pp. 44-49 Giovanni Fatta, Calogero Vinci, Laterizi maiolicati nella costruzione delle cuspidi in area siciliana, n. 123, pp. 46-51 TECNOLOGIA Claudio Piferi, Renzo Piano Building Workshop, Il quartier generale della EMI Music France a Parigi, n. 121, pp. 44-49 Claudio Varini, Rogelio Salmona, Due neologismi in laterizio: jamba e dintl, n. 122, pp. 50-53 Lucia Busa, Morfologia della facciata e protezione acustica, n. 122, pp. 54-61 Claudio Piferi, Massimiliano Furini, Il restauro della chiesa di San Leonardo Abate a Villadose (Rovigo), n. 123, pp. 52-55 Antonella Mam, Le chiese basiliane della Sicilia orientale, n. 123, pp. 56-61 Adolfo F. L. Baratta, Stefano Cardinali, Piazza Cesi ad Acquasparta (Terni), n. 123, pp. 62-67 Veronica Dal Buono, Paolo Rava, Centro dArte La Cartiera a Faenza, n. 124, pp. 44-47 Adolfo F.L. Baratta, Gramazio & Kohler, Informing architecture, n. 124, pp. 48-51 Alain Lusardi, Angelo Mingozzi, Il quartiere residenziale sostenibile di Villa Fastiggi (PS), n. 125, pp. 40-45 Adolfo F. L.Baratta, Claudio Piferi, Un nuovo centro di accoglienza per anziani in Umbria, n. 125, pp. 46-49 Valentina Augenti, Pietro Stefanizzi, Considerazioni su soluzioni di involucro opaco in regime termico dinamico, n. 125, pp. 50-53 Veronica Dal Buono, Carlo Scarpa, Aldo Businaro, Villa Palazzetto a Monselice, Padova, n. 126, pp. 44-47 GRANDI MAESTRI Irene Sagripanti, Frank Lloyd Wright, Jacobs House, Madison, Wisconsin, U.S.A., 1937, n. 121, pp. 66-69 Luca Marzi, Angiolo Mazzoni, Ricevitoria Postelegrafonica di Ostia Lido, Roma, 1933-34, n. 122, pp. 68-71 Luca Marzi, Luigi Piccinato, SS. Annunziata, Sabaudia, Roma, 1934-35, n. 123, pp. 68-71 Luca Marzi, Raffaello Fagnoni, Comando della Scuola di Aeronautica, Firenze, 1937-38, n. 124, pp. 62-65 Luca Marzi, Raffaello Fagnoni, Alloggio Ufficiali, Scuola di Aeronautica, Firenze, 1937-38, n. 125, pp. 70-73 Luca Marzi, Ignazio Gardella, Dispensario antitubercolare di Alessandria, Firenze, 1933-38, n. 126, pp. 60-63 DETTAGLI Andrea Campioli, Forme, funzioni e tecniche ibride, n. 121, pp. 70-73 Alessandra Zanelli, Laterizio, luce, colore, n. 122, pp. 72-75 Monica Lavagna, Laterizio e spazio sacro, n. 123, pp. 72-75 Andrea Campioli, Laterizio e forme complesse, n. 124, pp. 66-69 Monica Lavagna, Laterizio ed efficienza energetica, n. 125, pp. 74-77 Alessandra Zanelli, Laterizio e legno, n. 126, pp. 64-67 NOTIZIARIO (a cura di Pieranna Manara) n. 121, pp. 74-75; n. 122, pp. 76-77; RECENSIONI (a cura di Roberto Gamba) n. 121, pp. 76-77; n. 122, pp. 78-79; n. 123, pp. 76-77; n. 124, pp. 70-71; n. 125, pp. 78-79; 126, pp. 68-69 RICERCA Francesca Stazi, Andrea Mengarelli, Costanzo Di Perna, Alessandro Stazi, La casa del comfort sostenibile, n. 121, pp. 50-57 Maria Luisa Beconcini, Pietro Croce, Daniele Pellegrini, Tamponamenti in blocchi di laterizio rettificati e a giunti sottili, n. 121, pp. 58-65 Adolfo F. L.Baratta, Luigi Venturi, Prestazioni termiche di pareti perimetrali in regime dinamico, n. 122, pp. 62-67 Nicoletta Setola, Casa Malaparte: il cantiere, le tecnologie, i materiali, n. 124, pp. 56-61 Caterina Gargari, Soluzioni in laterizio in area mediterranea, n. 125, pp. 54-60 Maria Chiara Torricelli, Elisabetta Palumbo, Soluzioni tecniche in laterizio per progettare nel ciclo di vita, n. 125, pp. 61-69 Marco DOrazio, Il comportamento delle coperture ventilate in fase invernale, n. 126, pp. 48-51 Costanzo Di Perna, Francesca Stazi, Andrea Ursini Casalena, Alessandro Stazi, Massa e comfort: necessit di una adeguata capacit termica areica interna periodica, n. 126, pp. 52-59 NORMATIVA Tommaso Chiti, Laterizi e sicurezza: prevenire gli infortuni, n. 124, pp. 52-55

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INDICE DELLANNO

ENGLISH SUMMARY
pagine 2-3 Urban fragments: the land of single-family dwellings. The single-family home is producing the urban sprawl that is rapidly becoming the most widespread form of construction in the wealthiest parts of Italy, whereas in central Europe this trend is countered by an established preference for building low density cities. pagine 4-9 Joo lvaro Rocha, Home for the painter Fernando Brito in Santarm (Portugal). Pure forms, clean volumes and solid walls for a home and studio where attention to detail is characterised by an elegant combination of materials of different colours and weaves. pagine 10-15 Massimo Curzi, Pharmacist's home in Borghetto di Borbera (Alessandria). The layout and section of the house is characterised by the succession of 10 separate volumes that fit together (4 large ones faced with brick and 6 smaller ones covered with strips of wood), the architect's bold response to the particular shape of the land. pagine 16-21 Markus Wespi & Jrome de Meuron. Home in Morcote, Canton Ticino, Switzerland. The home is a parallelepiped resting on sloping ground which relates to the landscape with the utmost formal and iconographic simplicity. On the top level, a single large gallery opens onto a loggia over the lake. Brick fulfils its structural functions as well as providing the finish. The blocks of the outer walls (65 cm thick) offer excellent thermal insulation. pagine 22-25 Conix Architects, TE single-family dwelling in Rotterdam, the Netherlands. In typological terms the TE Home is set up in a C shape with three parts embracing an intimate central patio. The composition is enriched by an axis running in parallel to the longest side of the home which terminates in the volume of the garage. pagine 26-29 Cino Zucchi. Single-family dwelling in Enschede, the

Netherlands. The house is part of a prestigious urban reconstruction plan. It is set up to emphasise the differences between a formal dark brick front and an informal back facing onto a private garden. The variety of juxtaposed volumes set together and the compositional assymetry and wide variety of different materials used are the architects hallmark. pagine 30-33 Atelier Zhanglei. Brick Wang House, in Fengshan (China). Wang House is a combination of a traditional Chinese home with modern residential architecture. On two levels, the building overlooks a large lake but is closed off on the side facing the city. pagine 34-39 Environa Studio, the Clay House. In Australia, in 2004, during The Year of the Built Environment, the Houses of the Future initiative sought examples of prefabricated homes which were sustainable and available at accessible prices. The Clay House was found to be the best in terms of concrete execution, ample sustainability parameters and architectural quality. pagine 40-43 Lorena Luccioni, an architect who lived, studied and worked in Florence until 1991, now prefers to work in the Marches. Her bold choice demonstrates her strong character; after seventeen years working in architecture, she talks about her experience and answers our questions about contemporary living. pagine 44-47 Carlo Scarpa's plan for the seventeenth-century villa in Monselice (originally built in 1071), and particularly the space outside the building, is the product of the architect's dialogue with his friend and client Aldo Businaro and demonstrates the architect's ability to experiment with use of traditional materials such as brick and stone in unusual combinations. The villa overlooks an open space which was once the farmyard where the products of the land were gathered together; it is now a sculptural object made up of inclined planes of local handmade brick. pagine 48-51 Ventilation is important in winter too, though there

shouldn't be too much of it. Smaller rooms allow heat loss to be limited in winter and make the most of radiating heat. pagine 52-59 Opaque cladding must be given adequate periodic internal areal heat capacity in the Italian climate to prevent overheating in summer due to internal thermal loads (the greenhouse effect, people, appliances). pagine 60-63 In 1933 Ignazio Gardella designed a small, austere hospital building in Asti. Within its austere rationalist floorplan, the building is clearly oriented toward meeting its users needs, to the extent that even today, eighty years after it was built, it is still used as a hospital. pagine 64-67 HS99. Dariusz Herman and Piotr Smierzewski, Home H8, Jzefw. In home H8, the complex cladding made of wooden slats and clinker strips clearly establishes a relationship between the building's precise geometry and the natural vegetation around it.

Davide Cattaneo laureato in Architettura al Politecnico di Milano nel 2003; dal 2005 cultore della Materia di Storia dellArchitettura Contemporanea. Redattore della rivista Area, collabora con le riviste Materia, dArchitettura e con il portale Archinfo. Veronica Dal Buono architetto, dottore di ricerca in Tecnologia dellArchitettura presso la Facolt di Ferrara; la sua attivit di ricerca si sviluppa intorno al rapporto tra luomo, i materiali dellarchitettura, tra tradizione e innovazione ed il progetto. Costanzo Di Perna prof. ing. Dipartimento di Energetica, Universit Politecnica delle Marche, Ancona. Marco DOrazio professore associato di Architettura Tecnica presso la Facolt di Ingegneria della Universit Politecnica delle Marche, Dip. DACS, Ancona. Svolge ricerca sui sistemi costruttivi e sulle loro prestazioni ambientali. Roberto Gamba laureato in architettura nel 1977, progettista e pubblicista; presenta notizie, libri, opere e i risultati dei concorsi di architettura su vari giornali e riviste. Igor Maglica laureato nel 1986 presso la Facolt di Architettura del Politecnico di Milano; dottore di ricerca in Composizione architettonica (1997, IUAV di Venezia); dal 2001 redattore di Costruire in Laterizio e caporedattore di AL. Luca Marzi laureato in Architettura; dal 2000 svolge attivit di ricerca presso il Dipartimento delle Tecnologie dellArchitettura e Design P. L. Spadolini, dellUniversit degli Studi di Firenze. Carmen Murua si laurea e ottiene il titolo di dottore di ricerca in Composicin arquitectonica (1999) presso lETSAM di Madrid. stata per vari anni corrispondente in Italia delle riviste Arquitectura y Tecnologia e Arquitectura. Alessandro Stazi prof. ing. Dipartimento di Architettura Costruzioni e Strutture, Universit Politecnica delle Marche, Ancona.

Francesca Stazi ing. Dipartimento di Architettura Costruzioni e Strutture, Universit Politecnica delle Marche, Ancona. Andrea Ursini Casalena ing. Dipartimento di Architettura Costruzioni e Strutture, Universit Politecnica delle Marche, Ancona. Alessandra Zanelli architetto, ricercatore in Tecnologia dellArchitettura al Politecnico di Milano, dove svolge attivit di ricerca presso il Dipartimento di Scienza e Tecnologie dellAmbiente Costruito.

Questa rivista Le stata inviata tramite abbonamento: lindirizzo in nostro possesso verr utilizzato, oltre che per linvio della rivista, anche per linvio di altre riviste e/o linoltro di proposte abbonamento e promozione libri, ed E-Mail informative di settore. Ai sensi del Codice in materia di protezione dei dati personali (Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196), Art. 7.3. Linteressato ha diritto di ottenere: a) laggiornamento, la rettificazione ovvero, quando vi ha interesse, lintegrazione dei dati; b) la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di legge, compresi quelli di cui non necessaria la conservazione in relazione agli scopi per i quali i dati sono stati raccolti e successivamente trattati. Abbonamenti La rivista esce a met dei mesi pari. Gli abbonamenti partiranno dal primo numero raggiungibile e possono essere effettuati mediante versamento del relativo importo sul c/c postale n. 13951488 a mezzo vaglia postale con assegno bancario non trasferibile da inviare a Il Sole 24 Ore Business Media S.r.l. Sede operativa Via Granarolo 175/3, 48018 Faenza per pagamenti con carta di credito: VISA - Carta S - American Express Diners Club, si prega contattare il numero 0546/63781. Per il rinnovo attendere lavviso di scadenza. Per i cambi di indirizzo di abbonamenti in corso necessario inviare a Il Sole 24 Ore Business Media S.r.l. Sede operativa Via Granarolo 175/3, 48018 Faenza (RA), la richiesta, indicando chiaramente sia il vecchio indirizzo completo di CAP, sia il nuovo. L IVA sugli abbonamenti, nonch sulla vendita dei fascicoli separati, assolta dallEditore ai sensi dellart. 74 primo comma lettera C del DPR 26/10/72 n. 633 e successive modificazioni ed integrazioni. Pertanto verr rilasciata ricevuta solo se richiesta. Iscrizione al Registro Nazionale della Stampa n. 824 di repertorio datato 11.09.1997. I pagamenti devono essere fatti direttamente solo a Il Sole 24 Ore Business Media S.r.l. oppure alle Librerie Autorizzate da Il Sole 24 Ore Business Media S.r.l. Prezzi di vendita Italia Un fascicolo separato Un fascicolo arretrato (+50%) Abbonamento (6 n.) Studenti (30% di sconto) (allegare fotocopia iscrizione allUniversit) 6,20 9,30 37,00 26,00

ELENCO INSERZIONISTI
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CONTRIBUTI A CURA DI
Adolfo F. L. Baratta 2 nel 2001 dottore di ricerca in Tecnologia dellArchitettura; dal 2002-03 docente a contratto di Tecnologie dei Materiali e degli Elementi Costruttivi; dal 2005 ricercatore a tempo determinato presso la Facolt di Architettura di Firenze. Roberto Bologna architetto, dottore di ricerca in Tecnologia dellArchitettura, professore associato di Tecnologia dellArchitettura presso la Facolt di Architettura dellUniversit degli Studi di Firenze, Direttore del Dipartimento di Tecnologie dellArchitettura e Design P. Spadolini. Alberto Caruso (1945) ha uno studio di architettura e urbanistica a Milano, associato con Elisabetta Mainardi. Ha pubblicato progetti su Casabella, Domus, Zodiac. Dal 1998 dirige la rivista svizzera Archi. Nel 2008 ha pubblicato La resistenza critica del moderno, Tarmac Publishing Mendrisio.

Abbonamento Estero Europa e bacino del Mediterraneo (prioritaria) 60,00 Africa/America/Asia (priorit.) 78,00 Oceania (prioritaria) 85,00 Ai sensi del Decreto L.vo 196-3003 del Codice di deontologia relativo al trattamento dei dati personali nellesercizio dellattivit giornalistica, si rende nota lesistenza di una banca-dati personali di uso redazionale presso Il Sole 24 Ore Business Media S.r.l. - Sede operativa Via Granarolo 175/3, 48018 Faenza (RA). Gli interessati potranno rivolgersi al responsabile del trattamento dei dati, Sig.ra Luisa Teston, presso la sede di Faenza per esercitare i diritti previsti dalla legge n. 675/96.

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NEWS
sostenibile ed esemplificazione progettuale - Il progetto come paesaggio - Il progetto dello spazio abitativo come risultato dialettico delle condizioni ambientali; N. Marco Santomauro, Lino Di Criscio, Francesca Pascuzzo, Antonio Sollazzo (Facolt di Architettura di Pescara, relatore Giuseppe Barbieri), per un progetto per larea dellaeroporto di Pescara. Per la sezione laterizio, sono stati proclamati vincitori: Alessandro De Castro (Facolt di Architettura Valle Giulia di Roma, relatore Richard Vincent Moore), per il progetto di un edificio ecosostenibile sul lungomare di Fregene, Roma (nella foto); Alice Biasia (IUAV Venezia, relatori Sergio Los, Benno Albrecht), per la tesi Olbia, larea industriale: da elemento autonomo a pezzo di citt. Sono inoltre state segnalate le tre tesi di Vittorino Belpoliti, Antonio Pennacchio e Giorgia De Pasquale. Carmassi a Senigallia; la sede Guzzini di Cucinella a Recanati). Tra i progetti presenti nella seconda sezione, si possono citare alcuni fabbricati industriali, come quello di Canali per Prada, alcune sedi universitarie rinnovate o ri-costruite di recente, complessi residenziali, interventi di restauro e riuso, fra cui il complesso dellex chiesa del Suffragio e dellex Pescheria di

a cura di Roberto Gamba


Pesaro, ora sede del Centro Arti Visive, opera di Mariangela Giommi, Pierluigi Floris e Matteo Bartolucci (nella foto). La mostra, inoltre, ha dato spazio ai lavori eccellenti di progettisti marchigiani, selezionati con la curatela di Luca Molinari, dalla rivista Progetti, che da oltre dieci anni documenta larchitettura di qualit della regione.

Premio FantiniScianatico
Si conclusa la terza edizione del concorso nazionale per tesi di laurea LArchitettura bioecologica, indetto da FantiniScianatico, in collaborazione con C.A.Sa. Costruire, abitare, sano, una societ di Pescara che si occupa di ricerca, progettazione e consulenza su bioecologia, risparmio energetico e sviluppo sostenibile del territorio. Al concorso hanno partecipato 58 tesi, provenienti dalle diverse Universit italiane, valutate da una giuria composta da Massimo Pica Ciamarra, Tiziano Bibb, Michele Venuti, Franco Marinelli, Luigi Mirizzi, Giuseppe Gorgoglione, Pietro Stefanizzi, Carmela Palmieri. Per la sezione generale, sono stati assegnati due premi ex aequo a: Giacomo Cassinelli e Silvia Aresca (Facolt di Architettura di Genova, relatore Adriano Magliocco), per la tesi Definizione di principi per la realizzazione di un insediamento eco-

Forum Architettura de Il Sole 24 ORE


sullargomento Fabrizio Bianchetti (Frames), Gianfranco Di Cesare (Costruire in Laterizio), Giuseppe Turchini (Il Sole 24 ORE Arketipo). Numerosi sono stati i progetti e le realizzazioni presentati, fra cui quelle di Michele Beccu (ABDR), Botticini e de Appollonia, Benedetto Camerana, Giorgio Macola (sotto riprodotto un disegno per un intervento a Venezia), Carlo Terpolilli (Ipostudio), Cino Zucchi (nella foto: case al Portello, Milano), Francesco Dolce (itred), Luisa Fontana, Luca Gonzo (Benini & Partners), Alessandro Marata (Arkit), Fabrizio Tucci, Ettore Zambelli (Aiace).

Architettura contemporanea nelle Marche


Lestate scorsa stata allestita, alla Mole Vanvitelliana di Ancona, la mostra Architettura contemporanea nelle Marche, a cura di Cristiana Colli e Pippo Ciorra. Delle sue due sezioni, relative agli anni 1945-2000 e 2000-2008, la prima scaturisce da una ricerca sullarchitettura di qualit, nel dopoguerra, che il Ministero dei Beni Culturali (direzione PARC) sta svolgendo in tutte le regioni dItalia; nelle Marche, lindagine stata curata dal dipartimento PROCAM della Facolt di Architettura di Ascoli Piceno, con il gruppo di ricerca coordinato da Maria Luisa Neri e Pippo Ciorra, che hanno censito e documentato circa 70 edifici degni di attenzione (tra questi, il campus universitario di Urbino, di De Carlo, e quello liceale di Carlo Aymonino a Pesaro; il teatro delle Muse di Guerri-Salmoni; la biblioteca di

Il Sole 24 ORE ha organizzato in ottobre, alla Triennale di Milano, la prima edizione del Forum Architettura, aggiornamento e confronto tra rappresentanti istituzionali e progettisti sul tema della casa in Italia e dellhousing sociale (nuove forme dellabitare, la casa plurifamiliare, lefficienza energetica, le innovazioni residenziali). Moderati da Fulvio Irace, Marco Casamonti e Donatella Bollani, sono intervenuti Giovanni Leoni (rivista dArchitettura), Guido Bardelli (Fondazione Abitare la citt), Sergio Urbani (Fondazione Housing Sociale), Vittorio Gregotti, Luciano Cecchi (Federcasa), Marcello Cruciani (Mercato Privato ANCE), Raffaele Sirica (CNA), Fulvio Bianchi (Grandi Progetti Biocalce - Kerakoll). Una tavola rotonda ha visto dibattere

Centro di Arte contemporanea a Pechino


Approach Architecture si accinge a completare il Centro di Arte Contemporanea Iberia di Pechino. Si tratta di un progetto di recupero di un insediamento originale, situato nel 798 distretto darte di Pechino (Beijing), composto da un gruppo di edifici industriali, il pi grande dei quali di circa mille metri quadrati e di 811 metri di altezza. Lintenzione quella di convertire questi edifici, tra loro separati, in un sistema integrato per arte e spazi espositivi, pur mantenendone quanto pi possibile laspetto industriale. Lungo lallineamento stradale stato creato un muro di 50 metri, in modo da costituire una unica permanente facciata, a cui aderiscono i singoli edifici. La nuova struttura, tuttavia, non sostituisce completamente quelle originali, quanto piuttosto interagisce con esse, riguardo alla forma e ai concetti della tettonica. Le pareti interne sono state preservate e alcune nuove funzioni inserite nella

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I bambini hanno voluto la casa trasparente (cos guardo fuori), dura allesterno (sicura), tranquilla (non trafficosa), giocosa (per giocare liberamente), morbida dentro (accogliente), decorata (dove metto tutte le cose pi belle), intima (per potermi ritirare), grande (che possa accogliere gli amici e le idee), bambina (a misura di cucciolo), magica (per stupire). Oggi le case 10 unit e 10 appartamenti di circa 100 m2 ciascuna - sono state costruite secondo un progetto condiviso dai piccoli committenti, insieme a maestre, pedagogiste, architetti, paesaggisti, ingegneri, scrittori, musicisti, universit e

pagine I-II
allartista scenografo Emanuele Luzzati. Il progetto, presentato in diversi convegni e pubblicato su giornali e riviste, nel 2001 ha vinto il premio Guggenheim.

maestosit dello spazio. In questo modo, il complesso (4 mila m2 complessivi), con uffici, biblioteca,

auditorium, caff, art shop e altri servizi, adattabile per esposizioni di vario tipo.

Premio di architettura sacra Frate Sole

Riqualificazione del fronte mare di Portici


Il programma di riqualificazione del Porto del Granatello e della fascia costiera napoletana di Portici, da Pietrarsa fino a Ercolano, si accinge ad essere realizzato. Obiettivo dichiarato superare la frammentazione della costa, proponendo un disegno unitario capace di valorizzare le preesistenze storico-paesaggistiche. Per questo, era stato bandito, nel 2006, un concorso internazionale dal quale risultato vincitore il progetto del gruppo composto da Edoardo Guazzoni, con Fabrizio Mirarchi, Valeria Pezza, Uberto Siola, Francesco Bocchino, Edzard Gunther Friedrich Schultz, Emma Buondonno, Giancarlo Battista, Goffredo Di Rienzo, Salvatore Solaro, Renato Capozzi, Angelo Paolo Albano, Antonio Capone, Emmanuel Cecchi, Federica Visconti. La loro proposta utilizza i salti di quota, tra binari e suolo urbano, per coprire la ferrovia, facendo avanzare, ove possibile, tutti i muri di contenimento esistenti tra Pietrarsa e Granatello. Si ottiene, in tal modo, la ricostruzione dellimpronta della gobba lavica, la riconnessione funzionale col mare e quella figurativa e architettonica con la costruzione storica della villa dElboeuf. Sullasse di questa, si colloca il bacino portuale, lelemento, insieme al muro, pi visibile del progetto, attestato a terra sulla nuova stazione/porta e verso il mare su una diga foranea, quasi parallela alla costa. 530 posti barca garantiscono fattibilit finanziaria alloperazione, mentre scale e ascensori del parcheggio, ricavato sotto la copertura dellarea FS dismessa, scandiscono il suolo insieme agli elementi di arredo. Lavanzamento oltre i binari del terrapieno, attuato con interventi murari, realizzati con elementi tradizionali, mattoni di laterizio e lastre di pietra locale, una scelta strategica che consente la riconnessione e lintegrazione delle architetture di riferimento e del tessuto urbano col mare e la definizione di un fronte nel quale trovano pi giusta collocazione il bastione di villa Menna e il kaffee haus di villa Lauro Lancellotti.

La Fondazione Frate Sole di Pavia ha bandito la quarta edizione del Premio internazionale di Architettura Sacra. risultato vincitore, su indicazione della giuria composta da Luigi Leoni, Marco Bosi, Giorgio Della Longa, Esteban Fernndez Cobin, Orazio La Rocca, Giuseppe Russo, Meinhard Von Gerkan, il progetto del Nuovo monastero di Nostra Signora di Novy Dvur (Repubblica Ceca), opera di John Pawson (foto sopra). Il secondo premio ex aequo stato assegnato al Centro parrocchiale di San Giovanni Apostolo (Perugia) di Paolo Zermani (gi presentato sul n. 123 di Costruire in Laterizio, foto a fianco); alla Cappella di San Benedetto a Kolbermoor (Germania) di Peter Kunze e Stefanie Seeholzer; alla Cappella della Fazenda Veneza a Valinhos, San Paolo (Brasile) di Decio Tozzi; al Centro parrocchiale cattolico del Sacro Cuore a

Vlklingen (Germania) di Lamott Architekten BDA; al Nuovo monastero cistercense nellisola di Tautra (Norvegia) di JSA, Jensen & Skodvin Arkitektkontor. Tutti i cinque continenti sono stati rappresentati dalle opere in concorso e non sono mancati i progetti di chiese per le confessioni protestanti e ortodosse. Sono state menzionate alcune ulteriori opere di Jos Fernando Consalves e Gbor Sajtos, dello Studio Tamassociati.

Quartiere Coriandoline a Reggio Emilia


Dai desideri e dai bisogni di bambine e bambini nato a Correggio, in provincia di Reggio Emilia, il quartiere Coriandoline realizzato dalla cooperativa di abitanti ANDRIA. il frutto di un processo di ricerca sviluppato, insieme ai 700 bambini delle scuole materne di Correggio e di Rio Saliceto, gi dal 1995. Cos, dopo quattro anni di laboratori, stato pubblicato il Manifesto delle Esigenze Abitative dei bambini, ricco di indicazioni prestazionali, riguardo a emozioni, idee, stati danimo (caratteristiche che non sono classificabili dimensionalmente attraverso normative tecniche).

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PRODOTTI

a cura di Davide Cattaneo

Fissare lenergia del sole


Il desiderio e la necessit sempre maggiore di energia pulita e gratuita hanno portato ad un sostanziale sviluppo nella richiesta di installazione di pannelli fotovoltaici e solari termici. Solarfix il sistema di fissaggio per linstallazione di pannelli fotovoltaici e solari termici. La soluzione consiste in un

Industrie Cotto Soluzioni per coperture Automazione Possagno e CasaClima di eccellenza e controllo
Nellottica di migliorare sempre pi le prestazioni da offrire ai propri clienti, Industrie Cotto Possagno spa ha conseguito limportante traguardo di diventare partner del progetto CasaClima, sinonimo di edilizia ad alto risparmio energetico e di un modo di abitare sano. Per ottenere questa prestigiosa certificazione, lUfficio Tecnico della Divisione Tetti Ventilati ha inviato i propri tecnici a Bolzano per seguire il corso di formazione CasaClima, che ha permesso di assimilare i concetti relativi al risparmio energetico, alla fisica tecnica, alla risoluzione dei problemi pi frequenti nei cantieri ed essere cos preparati nel consigliare al meglio i propri clienti. LAgenzia CasaClima ha infatti lobiettivo di coniugare comporLa copertura di un edificio contribuisce in maniera determinante allefficienza energetica e alla vivibilit degli ambienti. Le coperture Pica sistemi per ledilizia e lenergia rappresentano soluzioni moderne e pratiche che affondano le proprie radici nel passato. Lofferta estremamente ampia: Linnovativo sistema Opera permette di controllare a distanza tutte le automazioni installate nellabitazione, anche da fuori, tramite qualunque cellulare o Smartphone via GSM o GPRS. Attraverso un semplice messaggio SMS o uno squillo, possibile inviare il comando allautomazione e ricevere successivamente un segnale di conferma di avvenuta attivazione. Con Opera possibile anche ricevere un SMS che avverte in caso di anomalie consentendo di intervenire tempestivamente. Opera consente di verificare lo stato dellimpianto, modificare i parametri programmati, impostare orari di apertura e chiusura delle automazioni di tipo giornaliero o settimanale, a seconda delle proprie esigenze. La ge-

sistema di montaggio preassemblato che permette di effettuare linstallazione con poche operazioni utilizzando per il fissaggio solo due attrezzi. Il sistema robusto e affidabile nel tempo grazie ai suoi componenti di alluminio e acciaio inox A2, idonei anche per carichi pesanti. Soluzioni per superfici piane: grazie al telaio preassemblato STF con profili di alluminio adattabili alle diverse inclinazioni (25, 30 e 35), il montaggio rapido e veloce offrendo soluzioni resistenti alla forza del vento e al peso della neve. Prima della posa in opera, consigliabile svolgere tre verifiche: valutare linclinazione ottimale, scegliere il telaio STF in base allinclinazione, verificare lo spessore del pannello. Soluzioni per coperture a falda: il sistema risulta flessibile e adatto alle pi comuni coperture civili e, grazie ad appositi ganci GT, GC, GTP in acciaio inox, permette una facile messa in opera dei pannelli sul tetto. Prima della posa, anche in questo caso, necessario verificare la tipologia della copertura (tegole, coppi), scegliere il gancio pi idoneo (GT, GC, GTP) e, infine, verificare lo spessore del pannello.

tamento ecologico e calcolo economico: una casa ad alta qualit abitativa non deve infatti essere cara; al contrario, esistono molte possibilit di risparmio che consentono nello stesso tempo di tutelare lambiente. Lobiettivo di CasaClima coniugare risparmio, benessere abitativo e sostenibilit. Per raggiungere lefficienza energetica necessaria la collaborazione di committenti edili, progettisti, costruttori, produttori di materiali, ma anche di chi si occupa di ricerca e formazione. Il certificato/diploma di partner dellAgenzia CasaClima stato consegnato a Bolzano al presidente dellIndustrie Cotto Possagno spa, Dott. Alessandro Vardanega, dal direttore dellAgenzia CasaClima, Dott. Norbert Lantschner.

ventisei diversi tipi di tegole e coppi, colorati in pasta e ingobbiati, oltre a pezzi speciali e colmi in diverse finiture. Accanto alle coperture in laterizio, Pica propone una linea completa di tetti ventilati e accessori per la realizzazione di una copertura a regola darte in grado di garantire il massimo comfort abitativo, sia in estate che in inverno. Airclima un pannello sandwich preassemblato progettato per aumentare l'efficacia della ventilazione e garantire un eccellente isolamento termico del tetto. La ventilazione, che si genera spontaneamente per moti convettivi allinterno di Airclima, concorre a limitare il flusso di calore entrante nel periodo estivo e a smaltire il vapore acqueo nella stagione invernale. Airclima mantiene quindi gli ambienti sottotetto a temperature confortevoli, stabili nel tempo, e, grazie allottimo isolamento termico, permette un sensibile risparmio nei consumi dell'impianto di riscaldamento invernale e dei climatizzatori in estate. Si tratta di un pannello stampato in polistirene espanso sinterizzato (EPS), certificato CE, con eccellenti caratteristiche di isolamento termico, impermeabilit allacqua e permeabilit al vapore, assemblato con un resistente pannello in OSB per il supporto del manto di copertura.

stione del sistema avviene tramite un pratico e funzionale men, in modo semplice e intuitivo. Allinterno della casa, aprire o chiudere le automazioni da ogni punto sar possibile tramite il radiocomando portatile One, a 433,92 o 868 Mhz rolling code, disponibile nelle versioni a 1, 2, 4 e 9 canali. Pratico ed elegante, One diventa un raffinato e tecnologico portachiavi, oppure si pu fissare con i pratici supporti di serie alla parete di casa o al cruscotto dellauto. NiceOpera semplice da istallare; a distanza, si pu procedere al controllo del sistema dautomazione, effettuando una tele-diagnosi veloce e precisa. Il sistema Opera compatibile con tutti gli impianti domotici nuovi e preesistenti per assicurare un sistema di automazione dalle infinite possibilit di personalizzazione.

Fischer Italia srl corso Stati Uniti, 25 35127 Padova tel. 049 8063111 fax 049 8063401 www.fischeritalia.it info@fischeritalia.it

Industrie Cotto Possagno spa via Molinetto, 80 31054 Possagno (TV) tel. 0423 9205 fax 0423 920910 www.cottopossagno.com info@cottopossagno.com

Industrie Pica spa strada Montefeltro, 83 61100 Pesaro tel. 0721 4401 fax 0721 201370 www.pica.it info@pica.it

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pagine III-IV

Risparmio energetico e design


I profili finestre Thermo-Design 70 garantiscono un eccellente isolamento termico, sia dinverno che in estate, senza rinunciare a unelegante valenza estetica. Caratterizzati da superfici lisce, compatte e di facile manutenzione, i profili Thermo-Design 70 rappresentano la soluzione ideale per nuove abitazioni e ristrutturazioni di vecchi edifici, rispondendo alle pi svariate richieste degli utenti e riducendo in modo considerevole il dispendio energetico. Grazie alla tecnica multicamera con Thermo-Block, tengono lontano freddo, spifferi, polvere e umidit dagli ambienti interni, per un eccellente isolamento termico. Garantiscono, inoltre, un ottimo livello di fonoisolamento, eliminando rumori esterni, quali traf-

Protezione solare per esterno


Un sistema di oscuramento corretto contribuisce senza dubbio ad un miglioramento sostanziale delle condizioni di comfort allinterno di qualsiasi ambiente. Sono molte le soluzioni innovative proposte da Dekora nel settore dei tendaggi e delle protezioni solari: Tondo 115 il nuovo sistema per

Tra possibile e reale


Si rinnova il fascino carismatico che il fuoco esercita nello sguardo di chi osserva, unito alla magia e allo stupore di vederlo in una forma nuova, libera, senza emissioni, senza vincoli di spazio, pronto a essere goduto. EcoSmart Fire, marchio leader australiano distribuito in Italia da Intentions, presenta sul mercato italiano due nuovi modelli di focolare alimentato con combustibile ecologico che non necessita di canna fumaria e non crea scorie da smaltire. La straordinaria diversit delle installazioni attesta la versatilit assoluta di EcoSmart Fire e la sua capacit dinserirsi con armonia nel contesto, a prescindere dalla posizione nel locale o dal tipo di arredamento. Oppure, come in molti

La cucina laboratorio
b2 una cucina mobile e aperta, che pu essere composta e modificata a piacere per assecondare le esigenze individuali. Il nuovo gruppo di elementi rappresenta levoluzione razionale della stazione di lavoro e ridefinisce la cucina-laboratorio nellaccezione originale del termine, composta da banco

fico, vibrazioni e impianti rumorosi, a favore di un clima abitativo gradevole e tranquillo. Combinabili con il sistema per avvolgibili REHAU Comfort-Design, i nuovi profili REHAU rappresentano una soluzione ottimale anche dal punto di vista estetico. Sono infatti disponibili in diverse colorazioni e con svariati rivestimenti: 15 decori effetto legno (3 dei quali fanno parte della serie Trendboard Exklusiv), 18 monocromatici e 3 colori per il corpo base: bianco, caramello e marrone. I nuovi profili sono compatibili con la maggior parte dei sistemi antieffrazione, garantendo uneccellente affidabilit fino alla classe di resistenza 3. Grazie allutilizzo di RAU-PVC, materiale pregiato e apprezzato per la sua superficie poco sensibile allo sporco e facile da pulire, il sistema Thermo-Design 70 contribuisce, inoltre, a mantenere inalterato il valore delle finestre nel tempo.

lesterno dotato di cassonetto in alluminio estruso con un diametro di 115 mm. Qualit estetica e ricerca tecnologica si affiancano in questo nuovo sistema con finitura anodizzata/verniciata a polvere. I supporti laterali e i fissaggi del cassonetto sono in acciaio inox per garantire la massima solidit alla struttura mentre il fondale realizzato in estruso dalluminio e viene zavorrato nella parte terminale, predisposta per accogliere i cavi di guida in acciaio inox. Anche il tubo di avvolgimento in estruso dalluminio ed dotato di unogiva per linserimento del tessuto. Per Tondo 115 consigliato lutilizzo del tessuto Screen 5500 (realizzato in fibra di vetro e PVC) o del tessuto Sotiscreen (in poliestere e PVC). Il sistema di protezione solare motorizzato con moto-riduttori tubolari monofase. Ogni unit ha in dotazione un motore con lopzione di un sistema di radio controllo integrato con possibilit di movimentazione multipla e chiusura automatica che viene azionata secondo le caratteristiche di sole e vento. I sistemi di protezione solare Dekora sono disponibili in una vastissima gamma di colori, mentre non sono indicati per la protezione dalle intemperie.

hanno scelto, il caminetto pu svolgere il ruolo di pice de rsistance o anche di demarcatore dei confini di una stanza. In parole semplici, progettato per richiamare lattenzione su di s. Inoltre, EcoSmart Fire ha il pregio di non recare danno allambiente, perch alimentato a etanolo denaturato, risorsa rinnovabile che brucia senza scorie. Taco uno dei nuovi modelli, un oggetto di alto design che abbina sicurezza con estetica e che , grazie a un attento studio tecnico, permette di coniugare tra loro materiali contrastanti quale il fuoco, il vetro e lacciaio. EcoSmart Fire lunico marchio ad avere ottenuto i certificati di omologazione UL e SITAC che sottolineano la ricerca e lattenzione nelle fasi di sviluppo e fabbricazione, che lazienda estera da sempre riserva ad ogni suo oggetto.

di lavoro, colonne e contenitori per elettrodomestici. La stazione di lavoro dedicata allarea lavello e al piano cottura; gli elementi di contenimento alle stoviglie, agli utensili di cucina, alle spezie e agli alimenti; i box-contenitori al forno, alla lavastoviglie e al frigorifero. Tutto organizzato secondo il principio delleliminazione del superfluo; viene mantenuto solo ci che funzionale e ha valore: i migliori materiali, i migliori utensili di cucina, le migliori materie prime e le migliori stoviglie. Aprendo le ante, si ha immediatamente una visione chiara delluniverso cucina: tutto lessenziale per un nucleo di due persone immediatamente visibile e a portata di mano. Uno studio razionale dello spazio di contenimento rende superfluo lutilizzo di estraibili e cassetti: la colonna di lavoro rimpiazza la classica composizione a cassetti. La molteplicit delle soluzioni viene semplificata secondo il principio di una riduzione intelligente e ponderata; pochi, indispensabili elementi di base e pochi materiali, come ad esempio impiallacciati di rovere e noce, abbinati a piani di lavoro in acciaio inox, rovere, noce e pietra arenaria grigia.

Rehau spa via XXV Aprile, 54 20040 Cambiago (MI) tel. 02 959411 fax 02 95941250 www.rehau.it

Dekora spa via 1 maggio 5, 26858 Sordio (LO) tel. 02 9810941 fax 02 98109420 www.dekoraitalia.it info@dekoraitalia.it

Intentions srl strada per Cognento, 26 41100 Modena tel. 059 344812 fax 059 2922204 www.intentions.it info@intentions.it

Bulthaup Italia srl via Roma, 108 - Edificio G 20060 Cassina D Pecchi (MI) tel. 02 9530 5115 fax 02 9513 8753 www.bulthaup.it

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PANORAMA

a cura di Davide Cattaneo

Innovazione e gusto davanguardia


Forme e colori si fondono al meglio per comunicare lo spirito essenziale di un edificio recentemente completato: Vardanega ha realizzato la copertura del suggestivo complesso parrocchiale Santa Maria in Zivido di San Giuliano Milanese, progettato da Isolarchitetti. Un approccio strutturale, accompagnato da un sapiente uso dei materiali, ha consentito di integrare armoniosamente il prestigioso edificio nel contesto. Largilla, dalla classica colorazione, materiale naturale per eccellenza, ben si sposa con il paesaggio locale, grazie anche ad un manto di copertura qualitativamente ricercato ed esteticamente sobrio. In questo senso, decisivo stato lapporto dellazienda trevigiana con il suo processo produttivo che associa, alla semplicit della materia prima, ricerca e innovative lavo-

razioni, per dare origine a un coppo con eccellenti caratteristiche di resistenza, qualit ed ecologia. La copertura del complesso, che prevede una struttura a vista per gli sporti e per i porticati esterni, stata realizzata con il Bicoppo rosso con dente (che dimostra cos tutta la sua validit estetica anche dal lato inferiore), sormontato dal Coppo tradizionale rosso. Bicoppo, brevetto depositato, un coppo doppio in laterizio estruso, facilmente riconoscibile per la forma particolare e le dimensioni. Molte sono le qualit che caratterizzano il prodotto e ne rendono vantaggioso lutilizzo: facilit della posa in opera, minore quantit di pezzi al metro quadrato, costi ridotti nella messa in opera, stabilit degli elementi del manto, ottima capacit di smaltimento delle acque meteoriche. Sono due le versioni disponibili di Bicoppo. Bicoppo Plus, particolarmente indicato nelle ristrutturazioni, si posa solo di canale e garantisce il suo bloccaggio allelemento precedente per mezzo di denti in laterizio e il fissaggio dei coppi di coperta con ganci a scomparsa. Bicoppo con dente, caratterizzato da speciali dispositivi di ancoraggio per listello, pensato appositamente per la posa su pendenze impegnative: proprio la posa su listello stata privilegiata per il complesso parrocchiale di San Giuliano Milanese. Frutto di unaccurata selezione di materiali, la scelta di Bicoppo ha contribuito alla buona riuscita dellopera. La struttura realizzata completa lantico centro storico, un polo di incontro per la comunit che trova come elemento unificante il sagrato, avvolto da uno splendido porticato, via di accesso alla chiesa, ai servizi parrocchiali, al salone della comunit, alloratorio e a tutti gli altri locali del complesso.

Fornace Laterizi Vardanega Isidoro srl via Olivi, 71 31054 Possagno (TV) tel. 0423 920011 fax 0423 920819 www.vardanegaisidoro.it info@vardanegaisidoro.it

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PANORAMA

pagine V-VI

Pareti ventilate e frangisole


Il Cotto Pregiato Imprunetino stato recentemente utilizzato per importanti realizzazioni, quali la sede centrale della Banca Popolare di Lodi, ora Banca Popolare Italiana, quella de Il Sole 24 Ore di Milano e, infine, per il Grips di Tokyo, centro internazionale di studi politici commissionato a Richard Rogers. Sullonda di questi prestigiosi interventi, stato recentemente inaugurato il Nuovo Mercato di Ponte Milvio a Roma, progettato dallArch. Francesca Daffin. La struttura, che comprende il mercato, una galleria commerciale e parcheggi interrati, stata rivestita con pareti ventilate in cotto utilizzando le lastre TerraFlat (30 x 100 cm) di Palagio Engineering e gli elementi frangisole Terra Tube (4 x 5 x 50 cm), per un totale di circa 3.000 m2 di superficie. TerraFlat una lastra liscia, a doppia parete, estrusa a pezzo singolo, dotata di camera daria per aumentare il fattore di coibenza; i bordi superiore e inferiore sono dotati di una speciale fresatura kerf, utilizzata per il fissaggio della lastra alla sottostruttura. Gli elementi TerraTube invece, oltre a fungere da frangisole, assolvono anche una funzione estetica: montati mediante lutilizzo di profilati metallici, inseriti nel foro interno ottenuto per estrusione, sono studiati in modo tale da realizzare combinazioni di chiaroscuri sulle facciate. La scelta del Cotto Imprunetino, rivestimento naturale, oltre a garantire unelevato comfort internamente alla struttura e resistenza chimica, allo shock termico e al gelo-disgelo, rispecchia la volont dellarchitetto di creare uno spazio a misura duomo, evocativo della socialit: la galleria commerciale stata infatti concepita come un ambiente aperto alla luce solare dove soggiornare tra il verde, le terrazze, i luoghi di ristoro, le librerie e la ludoteca, luoghi intesi come estensione della citt nel senso pi completo del termine.

Palagio Engineering srl via Provinciale Chiantigiana, 36 50022 Greve in Chianti (FI) tel. 055 8590900 fax 055 8590338 engineering@palagio.it www.engineering.palagio.it

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PANORAMA

a cura di Davide Cattaneo

Il cotto per il futuro dellarchitettura


operativo il sodalizio tra S.Anselmo e Palagio Engineering per dar luogo a un organismo edilizio evoluto dal punto di vista progettuale, proiettato verso il futuro grazie a soluzioni hi-tech che consentono un basso impatto ambientale: il complesso Piazza Rgia di Busa di Vigonza (PD), a uso direzionale, commerciale e residenziale, il primo risultato tangibile. Collocato sul crocevia posto al bivio della SS11 via Regia con via Padova, il progetto prevede la realizzazione di un edificio porticato circolare, al cui interno sar presente una piazza a uso pubblico, collegata verso lesterno tramite due gallerie, oltre allapertura principale. La struttura caratterizzata da una torre completamente in vetro destinata agli uffici direzionali. Materiali, colori e forme conferiranno allintervento un

gusto contemporaneo che non dimentica per il problema dellecocompatibilit e dellimpatto sul paesaggio. La struttura sar parzialmente rivestita esternamente da pareti ventilate in cotto di Palagio Engineering, in una tonalit che richiama i colori della terra: le lastre Terra Modus R di grande formato (30x120 cm) saranno infatti di color tabacco sabbiato e connotate da una scanalatura sulla superficie che ricorda leffetto visivo di un rivestimento a listelli. Alla piacevolezza della facciata ventilata, si aggiunge lintervento di S.Anselmo per la copertura, che verr effettuata con lo stesso materiale naturale: il laterizio, con cui sono realizzate le tavelle, conferisce prestigio allopera e rende accoglienti gli spazi moderni delledificio. La ricercata tonalit Londra Sabbia Fine costituisce un ponte fra il gusto antico del prodotto e la contemporaneit del complesso, per un gradevole risultato estetico. Ledificio, grazie alle scelte dei progettisti, garantir elevati standard in materia di risparmio energetico. Le facciate ventilate di Palagio Engineering permetteranno di isolare termicamente ledificio ed ottimizzare i consumi energetici. Gli impianti di riscaldamento e raffrescamento saranno entrambi a pavimento, alimentati tramite pompe di calore geotermiche, con una conseguente riduzione dei costi pari al 70% sulle relative bollette, rispetto a un impianto tradizionalmente concepito. Lenergia elettrica necessaria per il funzionamento delle parti comuni sar prodotta tramite pannelli fotovoltaici, comportando notevoli risparmi relativamente alle spese condominiali.

S.Anselmo spa via Tolomei, 61 35010 Loreggia (PD) tel. 049 9304711 fax 049 5791010 info@santanselmo.it www.santanselmo.it

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PANORAMA

pagine VII-VIII

Laterizio, diffusione e mercato


Unadeguata commercializzazione e una corretta diffusione dei prodotti rivestono un ruolo decisivo al pari della produzione nella definizione del mercato dei laterizi. Ne parliamo con il Dott. Franzini, Direttore Generale di Latercom srl. Siete responsabili del coordinamento e della commercializzazione di 7 produttori diversi. Quali sono le dinamiche e le scelte che vi permettono di predisporre strategie comuni rispettando nello stesso tempo caratteristiche e identit di ogni singolo produttore? Latercom, commercializzando 7 differenti marchi, ha in realt un vantaggio unico nel panorama italiano dei laterizi: quello di avere la pi ampia

gamma di prodotto disponibile per progettisti e imprese, ossia tramezze, muro comune, muro porizzato, muro rettificato, solaio e tavellame. Le esigenze dei vari produttori in realt trovano in Latercom un comune denominatore, perch ogni socio ha diversi prodotti, diverse qualit e opera in diverse realt geografiche. Lobiettivo comune quindi quello di fornire al mercato la gamma migliore unita al servizio migliore. Quali sono le prestazioni tecniche, le valenze estetiche e le caratteristiche economiche che condizionano maggiormente la scelta di una particolare tipologia di laterizio da parte di progettisti e imprese di costruzione? Oggi gli aspetti pi importanti possono essere cos riassunti: - rispetto della normativa in termini di protezione termica e acustica, richiesto sia dai progettisti che dai committenti; - facilit di posa e flessibilit costruttiva, esigenza espressa in particolare dagli impresari; - logistica, ovvero vicinanza dellimpianto di produzione, disponibilit del prodotto e capacit del fornitore di consegnare le quantit richieste direttamente in cantiere. Si sente spesso dire che i produttori di laterizio italiano si identificano con un mercato esclusivamente nazionale. unaffermazione vera o i vostri produttori si stanno muovendo anche oltre confine? I laterizi sono prodotti pesanti da trasportare; quindi, la spedizione oltre certe distanze non pi economica-

mente interessante. Questo uno dei motivi per cui lesportazione dei nostri prodotti limitata. Viceversa certe esperienze di produttori esteri e larrivo di prodotti da altri Paesi, in particolare dalla Germania, offre lo spunto per sviluppare nuovi materiali da immettere sul mercato italiano.

Posa in opera delle tramezze Poroton Plan Danesi. Guido Franzini, Direttore Generale di Latercom.

Latercom srl via Bindina, 8 26029 Soncino (CR) tel. 0374 837182 fax 0374 837170 www.latercom.net info@latercom.net.

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IN PRIMO PIANO
MARLIES ROHMER

Centro di degenza diurna per il trattamento delle malattie mentali, Noordwijk (Olanda)

De Zeester, Stella di mare, con il nome zoologico in linea con gli altri padiglioni della Fondazione Willem van der Bergh, il centro del nuovo impianto realizzato per la degenza diurna e la cura delle malattie mentali presso Noordwijk, nel sud dei Paesi Bassi. Un esempio di felice incontro tra esigenze istituzionali del settore assistenziale, un committente ispirato ed entusiasta rappresentato dal Direttore del Centro, un idoneo ed aperto masterplan firmato Claus en Kaan e lispirato e non convenzionale design della progettista Marlies Rohmer. Immerso in unampia e verde area, che dispone in un impianto simile ad un campus le strutture ospedaliere ed i servizi, ledificio De Zeester collocato quasi ai margini del lotto, ove i complessi, pi contenuti nelle dimension e autonomi, se ne stanno immersi nella macchia circostante guardando il tranquillo paesaggio di dune ed il mare non distante allorizzonte. Con la sua forte immagine esteriore, il Centro, senza dubbio, sorprende chi sopraggiunge, malato e non; ma ci non sufficiente a comprendere gli obiettivi essenziali dellintervento. Paramento esterno avvolgente in laterizio, materiale prescelto per il proprio immanente calore, la familiarit, la durevolezza, traforato dal pattern di finestre circolari in ceramica che conferisce al compatto volume un carattere inconfondibile: una superficie che ammicca al gioco alleggerendo il disagio, non solo dei degenti, per evolvere verso il modello educativo del continuo apprendimento, concept fondamentale della cura. Ledifico stesso svolge una specifica funzione terapeutica: farmaco di luci, sensazioni, colori, ritmi che il malato esperisce, spesso inconsciamente, in ogni istante della sua permanenza nella struttura. Il progetto, concepito con sensibilit da Marlies Rohmer, risulta dunque non solo armonico nelle forme, progettato ergonomicamente, ma soprattutto si pone lobiettivo di aiutare lassistito a recuperare lequilibrio attraverso un misurato rapporto con la natura, con le variazioni ambientali, quotidiane e stagionali, senza che il mondo al di fuori irrompa con troppa energia nel calcolato programma delle attivit che si svolgono allinterno. Ecco quindi sviluppato il tema del portello circolare: i 250 obl captano luce ed aria ma proteggono dallesterno insidioso; inquadrano frammenti di mondo consentendo di scrutarlo, esponendosi il meno possibile; aggiornano, attraverso la geometria metaforicamente marinara, il tema figurativo della nave dei folli, dimostrando quanto la ricerca clinica odierna sia positiva e priva di pregiudizi nellatteggiamento verso la malattia mentale. Le divertenti aperture in facciata si fanno puntuali, precisi e sempre diversi punti di vista dallinterno verso lambiente circostante, contrastando negli ospiti la cronicit intesa come costante e immodificata perdita delle abilit dinterazione sociale del malato. La struttura, nel suo insieme, offre un ampio spettro di attivit terapeutiche ed educative volte a favorire le abilit espressive, creative e motorie dei singoli, la collaborazione tra i pazienti, la condivisione degli spazi, attivit

ludiche di gruppo, nonch laboratori artigianali, rese possibili da una eterogeneit di spazi. La configurazione funzionale dei due piani fondata su una maglia ortogonale di pilastri, dal passo di 7,2 metri, e divisori interni leggeri pensati per eventuali future trasformazioni del complesso. Planimetricamente su base quadrata, il cuore del progetto costituito dalla spaziosa hall di ingresso aperta al pubblico esterno, che sale divenendo scala e quindi cannocchiale aperto sul paesaggio in corrispondenza degli spazi per la ristorazione del piano superiore. Intorno al corpo centrale, si svolgono, a porte chiuse, le sale, le aule, i servizi, le quattro terrazze angolari a patio, ben protette da un alto muro, sempre traforato dai portelli circolari, che consente il contatto con lesterno anche ai pazienti che per gravi disabilit non possono lasciare lIstituto. Nessun lungo corridoio a fondo chiuso, ma un unico percorso, minimo e sicuro, controllabile, distribuisce al sistema di spazi con semplicit e chiarezza, senza distrarre il paziente nel momento di transito, senza tuttavia negare la diversit dellesperienza grazie al trattamento materiale delle superfici, talora rivestite in tavelle lignee, talora alleggerite dal linguaggio dei colori.

Progetto Architectenbureau Marlies Rohmer Gruppo di lavoro Floris Hund, Joost Mulders, Michiel van Pelt (coordinatore), Ren van Zoeren, Klaas Nienhuis, Rebecca Bolwerk Committente s Heerenloo West Nederland, Willem van den Bergh, Noordwijk Masterplan Claus en Kaan architecten, Amsterdam Strutture Adams Bouwadviesbureau, Druten Consulenza Caelum Energiemanagement, Zevenaar Cronologia 2003, progetto; 2007, realizzazione Fotografie Scagliola en Brakkee Testo Veronica Dal Buono

Schizzo di studio degli elementi in facciata. Nella pagina a fianco: vista generale del complesso.

Il pattern di obl regolari in facciata si rapporta con lambiente circostante (foto: Luuk Kramer). Vista di scorcio sulla facciata delledificio. La soluzione angolare svuotata crea spazi dinterazione tra interno ed esterno ad uso dei pazienti.

Rappresentazione grafica che illustra il volume nei suoi spazi interni.

Visione ravvicinata della composizione volumetrica del complesso segnato dal trattamento regolare delle superfici esterne.

Planimetrie del piano terra e del piano superiore del complesso (Studio Marlies Rohmer).

5m.

10m.

15m.

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FOCUS
Abitare la temporaneit

La dimensione temporale nel progetto e nella costruzione delle opere di architettura divenuta negli ultimi anni uno dei temi di maggiore interesse e dibattito culturale. Diversi sono i fenomeni che hanno contribuito a modificare la percezione della funzione tempo in architettura, ma lesito generale che ad essi si pu attribuire il passaggio da una dimensione statica, permanente, ad una dimensione dinamica, transitoria del costruire. Allarchitettura dellessere si sta sovrapponendo unarchitettura del divenire: nella prima, legata tradizionalmente al concetto di durata, la dimensione temporale associata alla manutenibilit, ovverosia al ripristino delle condizioni prestazionali iniziali; nella seconda, prevale il concetto dellevolutivit e capacit di adattamento rispetto al trascorrere del tempo e al mutare delle condizioni. Non si tratta di stabilire se larchitettura che ha nella permanenza il suo aspetto caratterizzante abbia compiuto il proprio ciclo di esistenza: luomo ha la necessit di legare alla costruzione di unopera architettonica valori storici, culturali, simbolici che si possano trasmettere immutati nel tempo e che spesso sopravvivono a quelli materiali e funzionali; tuttavia, esistono oggi, pi che in passato, le condizioni per le quali il ricorso allarchitettura temporanea pu risultare appropriato. Sarebbe quindi sensato pensare che le due forme possano convivere senza necessariamente contrapporsi od elidersi a vicenda. Tra i fenomeni che maggiormente hanno influenzato il rapporto tra spazio, tempo e architettura ci sono la globalizzazione e la sostenibilit. La globalizzazione ha leffetto di contrarre i tempi e dilatare gli spazi degli accadimenti. Tutto sottoposto a ritmi pi veloci e a un costante divenire; nello stesso tempo, i confini spaziali risultano rarefatti e i luoghi indifferenziati. Le conseguenze sono la modificazione delle strutture sociali e demografiche, dei mercati e del lavoro, delleconomia e della finanza, solo per citarne alcune. Listanza culturale della sostenibilit ha spostato lattenzione sulla necessit di contenere il consumo delle risorse materiali, introducendo i concetti di ciclo di vita utile e di riciclo e riutilizzo nel susseguirsi dei processi di trasformazione. Questi fenomeni hanno come conseguenza il manifestarsi di nuove esigenze in ordine allabitare gli spazi contemporanei, dove il termine abitare deve intendersi nellaccezione pi ampia, comprendendo anche modalit di uso dello spazio che vanno oltre le attivit residenziali vere e proprie. Nel recente seminario nazionale dei dottorati di ricerca in Tecnologia dellArchitettura Osdotta (Torino 11-13 settembre 2008), la comunit scientifica universitaria si interrogata sullinnovazione nei processi di produzione dellarchitettura, in particolare sulle nuove forme dellabitare contemporaneo in cui la variabile tempo ha un ruolo di primo piano. Da questo incontro sono emersi alcuni scenari evolutivi che si riportano allattenzione. Tenuto conto degli effetti delle tendenze in atto e ormai largamente diffuse, le nuove forme dellabitare che i sistemi sociali esprimono sono riconducibile ad alcune formule specifiche. Labitare temporaneo. La temporaneit dellabitare risponde allesigenza di fruire di uno spazio per una funzione legata ad una necessit contingente e circoscritta nel tempo, cessata la quale lo spazio alluopo realizzato non ha pi ragione di esistere o deve essere riconvertito, trasformato ad altri usi. E il caso delle architetture espositive, delle installazioni temporanee (circensi, fieristiche, ecc.), degli edifici cosiddetti volano destinati a sostituire temporaneamente la sede definitiva di uffici o abitazioni (oggi, soprattutto in attesa della ristrutturazione di interi comparti edilizi), delle case destinate a categorie sociali o lavorative instabili o nomadiche (immigrati, pendolari, ecc.), delle case per vacanze concepite anche in risposta a forme di turismo sostenibile. E il caso, notevole e purtroppo - sempre pi ricorrente, delle abitazioni per lemergenza conseguente al verificarsi di eventi disastrosi naturali (terremoti, maremoti, uragani, alluvioni) od antropici (contaminazioni, guerre, sommosse). Labitare transitorio. Con lievi differenze ma sostanziali rispetto al caso precedente, labitare transitorio riconducibile alle esigenze molteplici e diversificate di fruire di uno spazio abitativo in un tempo contingentato, discontinuo o episodico in cui generalmente gli utenti si avvicendano in tempi pi o meno rapidi. Le strutture di tipo alberghiero-ricettivo sono assimilabili a questa modalit abitativa, ma anche alcune innovative tipologie di ufficio, in cui non esiste la titolarit della postazione di lavoro che invece gestita da un servizio di prenotazione. Nelle forme transitorie dellabitare si pu anche annoverare quellarchitettura mobile o trasportabile che nella temporaneit della sua localizzazione ha la sua connotazione prevalente. Labitare ibrido. Labitare ibrido denota lesigenza di pi soggetti, anche non appartenenti allo stesso nucleo familiare, di convivere allinterno di uno stesso gruppo caratterizzato da forti dinamiche di cambiamento in tempi anche molto ridotti. La societ multietnica e le nuove strutture familiari (allargate, condivise) sono le generatrici di queste nuove forme di abitare. Labitare connesso. Con il termine connesso si identifica una forma abitativa caratterizzata da una elevata integrazione con le nuove tecnologie multimediali in risposta allesigenza, soprattutto riscontrabile nelle categorie di soggetti pi giovani, di utilizzare i sistemi di informazione e di comunicazione per le attivit domestiche, di studio, di lavoro, di svago e tempo libero. Labitare comune. In collegamento con la funzione abitativa vera e propria, generalmente confinata in ambito familiare, questa forma esprime lesigenza di spazi interstiziali alle differenti scale (edificio, quartiere, citt) nei quali possano svolgersi attivit di interesse collettivo e sociale, variabili nel tempo e nelle caratteristiche. Queste ultime tre forme dellabitare comprendono la casistica delledilizia residenziale vera e propria, nelle configurazioni in cui oggi tendenzialmente si esprime. Tutte queste formule sono, anche se in misura diversa, interessate dalla componente della temporaneit e, per quanto riguarda i modi di concepire il progetto e la costruzione dellarchitettura, sono riconducibili schematicamente a tre differenti aspetti: la temporaneit duso; strettamente connessa alle attivit che si svolgono in un ambito spaziale nel quale si possono succedere modalit di utilizzo diverse in sequenze temporali anche molto brevi, oppure secondo previsioni di

Living Box: concorso internazionale per il progetto di un'unit abitativa prefabbricata temporanea Nel 2005 viene lanciato un concorso internazionale denominato Living Box per il progetto di un'unit abitativa prefabbricata temporanea. Alla competizione hanno partecipato ben 2570 progettisti di 65 nazioni diverse presentando 1048 progetti; l'esito del concorso rappresenta un vasto panorama internazionale su come oggi architetti e progettisti in generale concepiscono il tema della temporaneit dell'abitare e delle sue declinazioni formali e tecnologiche. Gli indirizzi tematici del concorso sono stati improntati alle seguenti considerazioni. Lepoca in cui si vive attualmente obbliga luomo a fare i conti con una serie di cambiamenti sociali e culturali che gli fanno riscoprire la molteplicit di dimensioni che caratterizza il suo abitare. Le rapide trasformazioni e gli incessanti flussi socio-culturali della contemporaneit rendono, dunque, necessaria la formulazione di un nuovo concetto di abitare, una nuova riflessione sulluomo e sui suoi "spazi". Il concetto stesso di casa non pi riconducibile al solo modello tradizionale, sinonimo di permanenza e stabilit. La casa contemporanea pu facilmente diventare una dimora temporanea, emblema della mobilit che caratterizza la nostra epoca. Oggi la progettazione dello spazio abitativo diventa anche progettazione della precariet; pone la questione del riconoscimento della molteplicit dellabitare e delle consequenziali diverse interazioni che lo spazio in grado di instaurare con gli elementi con cui si relaziona. Prefabbricazione, modularit, leggerezza, trasportabilit, flessibilit diventano allora le parole chiave di un

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medio-lungo periodo; d luogo a sistemi, spaziali e tecnologici che subiscono trasformazioni di assetto attraverso interventi di differente livello di consistenza; la temporaneit di localizzazione; riguarda la variabilit del rapporto tra il contesto e lorganismo abitativo e si riferisce al carattere mobile o trasferibile dei manufatti in luoghi diversi; la temporaneit di costruzione; denota la cessazione del rapporto biunivoco tra il sistema edilizio e il suo uso e determina la dismissione delle risorse materiali impiegate nellopera. Ovviamente questi tre aspetti della temporaneit possono anche sovrapporsi e le caratteristiche delluno si sommano e si integrano con quelle dellaltro. I requisiti del sistema edilizio, ambientale e tecnologico, che esprimono queste caratteristiche sono in parte noti e sperimentati e in parte sono la conseguenza recente dellevoluzione del complesso delle esigenze definito a monte. Se ne evidenziano quelli pi significativi correlati alla componente temporale del progetto e della costruzione architettonica. La flessibilit uno dei requisiti fondanti la dimensione temporanea dellabitare; con essa si deve intendere sia la flessibilit tipologica (attitudine del sistema edilizio a consentire diverse configurazioni di dimensione, conformazione, correlazione e distribuzione dello spazio in fase di utilizzo), sia la flessibilit tecnologica (attitudine del sistema edilizio a consentire lintegrazione funzionale e costruttiva tra gli elementi tecnici, la sostituibilit, ladattabilit e lintercambiabilit di elementi o componenti garantendo le funzionalit e le prestazioni appropriate alluso). In altri termini, si potrebbe dire che la flessibilit si pu identificare con la convertibilit duso attraverso la trasformazione degli elementi di arredo, con la ri-configurabilit degli spazi attraverso il riposizionamento degli elementi tecnici che li delimitano, con la ri-condizionabilit del rapporto spazio-funzione-utente attraverso la rimodulazione dei fattori ambientali (luce, aria, temperatura, ecc.). Ladattabilit un altro aspetto con cui si pu rispondere allesigenza di funzioni ed usi differenti nel tempo; pu essere considerata una ri-configurabilit non istantanea, immediata, ma differita nel tempo. In questo quadro, diventa importante il ruolo della personalizzazione dellambiente, che lutente

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T-box, unit abitativa temporanea prefabbricata. Le tavole illustrano il progetto presentato al concorso Living Box (Gruppo TAU, arch. Roberto Bologna). Obiettivo del progetto di proporre ununit abitativa con una configurazione dinamica e variabile in funzione delle esigenze del fruitore; si immagina uno scenario, compatibile con la logica di industrializzazione e prefabbricazione del prodotto, in cui il potenziale acquirente dellunit abitativa possa scegliere a catalogo le diverse alternative di configurazione planimetrica (opzioni tipologiche) e di finitura (opzioni tecnologiche) tra quelle rese possibili dal sistema costruttivo e le possa eventualmente modificare nel tempo. Il termine abitazione deve intendersi in senso lato in quanto la funzione residenziale non la sola ipotizzabile ed altre forme di impiego sono compatibili con il sistema costruttivo: stand fieristico, esposizione itinerante o qualsiasi altro dispositivo funzionale che abbia nella mobilit, temporaneit, adattabilit e flessibilit i requisiti principali.

nuovo stile di vita, quello dellabitare temporaneo, le cui diverse modalit di realizzazione sono rappresentate dalla casa container , la casa prefabbricata, o i sistemi modulari di costruzione. Oggetto del concorso la progettazione di una scatola, un vero e proprio pacchetto abitativo completo ed attrezzato con tutto ci che garantisca comfort e benessere abitativo, stati per definizione associati ad un alto stile di vita; senza tuttavia che questo comporti lobbligo di costi insostenibili. Il progetto deve, inoltre, testimoniare leleganza e la semplicit delle tendenze architettoniche e di design contemporanee, ed essere in perfetta armonia con lambiente circostante. Un modello di abitabilit che risponda ad attuali domande sociali quali il repentino cambiamento dei nuclei familiari e la necessit di aggirare lostacolo dei costi inaccessibili; che riduca quanto pi possibile le caratteristiche di precariet tipiche delle soluzioni prefabbricate per non rinunciare ad un alto tenore di vita. Il Living Box deve superare il contrasto stabilit/provvisoriet che necessariamente emerge nellabitare temporaneo, e cio rispondere allesigenza di facile e celere cambiamento, riuscendo al tempo stesso ad affermare la presenza dellindividuo in un contesto. (www.livingbox.it) La ricerca per la protezione civile: sistemi abitativi temporanei per l'emergenza In ambito internazionale, le attivit di studio e ricerca sugli insediamenti temporanei per l'emergenza abitativa negli ultimi anni si sono particolarmente intensificate, anche per il verificarsi di eventi calamitosi particolarmente gravi che hanno colpito varie parti del mondo privando intere popolazioni della propria casa. Molti sono gli organismi internazionali che promuovono studi e ricerche sull'assistenza alle popolazioni bisognose e intraprendono iniziative volte a individuare le pos-

Limmagine architettonica che il progetto persegue abbandona i canoni del tecnicismo (spesso visti come indissolubili dallidea di un manufatto prefabbricato di produzione industriale) per inserirsi nel linguaggio formale delle tendenze architettoniche contemporanee. Grazie alla particolarit del sistema costruttivo, lo spazio abitativo concepito come un insieme di ambiti di utilizzo piuttosto che di stanze circoscritte e fisicamente delimitate e lutente ha la possibilit di dimensionare lo standard di superficie da dedicare alle varie attivit scegliendo tra le configurazioni planimetriche alternative e agendo sulla disposizione dei moduli arredo. Lunit di base costituita da un elemento spaziale modulare di forma cubica che pu essere accostato ad altri elementi secondo le regole geometriche fissate da un griglia modulare in modo da ottenere la configurazione volumetrica desiderata. Lunit abitativa costituita da un sistema composto di 3 sottosistemi prefabbricati: la scatola, i pannelli di chiusura verticale, i moduli arredo.

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FOCUS
sibili soluzioni all'emergenza abitativa. necessario ricordare che la soluzione a tale problema non pu essere una sola e che ogni evento richiede risposte diverse sia per le caratteristiche del disastro, sia per il contesto nel quale avviene. Agli inizi del 2000 si costituita I-Rec, Information and Research for Reconstruction, una rete internazionale basata sul web, finalizzata allo scambio di informazione tra esperti e ricercatori provenienti da vari settori e istituzioni per contribuire allo sviluppo delle conoscenze sulle attivit edilizie nella fase di ricostruzione dopo i disastri, in particolare in Paesi non industrializzati e con risorse limitate. Pi recentemente il CIB (International Council for Research and Information in Building and Construction) ha istituito la commissione TG63 Disaster and the building environment, il cui obiettivo di stimolare idee per la ricerca innovativa esplorando le prospettive per le quali l'industria delle costruzioni in grado di contribuire alla capacit di adattamento dell'ambiente costruito agli eventi disastrosi, facilitando la diffusione delle conoscenze esistenti. In Italia, il sistema di Protezione Civile nazionale ha un'organizzazione molto avanzata ed tenuto in alta considerazione a livello internazionale. La ricerca di sistemi temporanei per l'abitabilit in caso di emergenza post disastro si sviluppa secondo due direttrici: la prima riguarda la predisposizione delle aree di ricovero per gli insediamenti abitativi, la seconda si concentra sulle unit abitative. Su commissione del Dipartimento di Protezione Civile nazionale e degli uffici di Protezione Civile della regione Toscana, il Dipartimento di Tecnologie dell'Architettura e Design "Pierluigi Spadolini" (Firenze) ha condotto una ricerca con l'obiettivo di individuare i modelli di insediamento abitativo temporaneo nelle aree per l'emergenza in funzione della specificit del contesto.

Unit reversibile temporanea. Il progetto connotato dalla completa reversibilit del manufatto per consentire la de-costruzione e il riutilizzo delle risorse materiali; queste sono costituite da un sistema di casseforme re-impiegabili per i getti di calcestruzzo in cantiere, una tecnologia particolarmente evoluta con caratteristiche di modularit, flessibilit e facilit di assemblaggio degli elementi. Uno dei campi applicativi maggiormente appropriati rappresentato dalle case per lemergenza post disastro. Il progetto il risultato di una ricerca condotta dal Dipartimento di Tecnologie dellArchitettura e Design Pierluigi Spadolini (responsabile scientifico prof. Roberto Bologna). Attraverso una convenzione con gli uffici di Protezione Civile della Provincia di Firenze, il Dipartimento di Tecnologie dellArchitettura e Design Pierluigi Spadolini (Firenze) ha messo a punto una ricerca finalizzata a dimostrare la fattibilit tecnica di un sistema abitativo temporaneo che possa assolvere alle esigenze abitative in caso di emergenza ma anche nei casi pi generali e diffusi in cui necessario approntare una risposta ad un problema abitativo in senso lato determinato da una situazione contingente e transitoria. La ricerca ha dato luogo ad una soluzione progettuale caratterizzata dalla totale reversibilit del processo costruttivo. Sulla scorta dei risultati ottenuti in via sperimentale, nellambito di un programma pluriennale di potenziamento del parco dei mezzi di intervento in emergenza, il Dipartimento della Protezione Civile nazionale ha intenso dotarsi di una capitolato tecnico che definisce le caratteristiche specifiche ed i livelli di prestazione minimi richiesti ai prefabbricati modulari di protezione civile, per lutilizzo ai fini dellalloggiamento temporaneo della popolazione in emergenza. Liniziativa orientata ad individuare rigorose specifiche prestazionali, riferite alle caratteristiche strutturali e funzionali dei prefabbricati, tali da consentire di individuare, in una fase successiva, gli operatori economici sul mercato i cui prodotti soddisfino i requisiti fissati. Lattivit di ricerca applicata, propedeutica allelaborazione del capitolato, stata avviata nellambito della convenzione stipulata nellanno 2005 dal Dipartimento della Protezione Civile con il consorzio ReLUIS (Rete dei Laboratori Universitari di Ingegneria Sismica).

pu ottenere con interventi diretti per determinare le condizioni di fruizioni pi appropriate alle proprie esigenze. Lindipendenza dalla localizzazione si basa sui requisiti di mobilit e trasportabilit delloggetto che pu prevedere organi di movimentazione integrati, oppure deve fare affidamento ai mezzi di trasporto. La movimentazione non pu prescindere dal controllo dimensionale della sagoma dellunit trasportata, per cui si ricorre a sistemi compattabili (od espandibili in fase di esercizio) o smontabili e rimontabili. Negli ultimi anni si progressivamente affermato il concetto della reversibilit come caratteristica di un sistema edilizio a poter essere de-costruito affinch le entit tecnologiche (materiali, elementi, componenti o sistemi) di cui costituito possano essere considerate ancora come effettive risorse (e non residui, scarti, rifiuti) da reintrodurre in un ulteriore processo produttivo o da reintegrare nellambiente naturale. Il sistema costruttivo pu avere gradi differenti di reversibilit a seconda del livello prestazionale che i prodotti derivati dalla sua dismissione conservano rispetto alle condizioni di impiego originarie o rispetto a nuovi utilizzi. La previsione della destinazione dei residui provenienti dalla de-costruzione correlata ai requisiti di riciclabilit e di riutilizzabilit. La differenza sostanziale tra riciclo e riutilizzo risiede nel fatto che in questultimo non si richiedono processi che alterino in modo significativo le caratteristiche dei materiali o dei prodotti; pertanto il grado di reversibilit di un sistema costruttivo risulta tanto pi elevato quanto pi gli elementi sono riutilizzabili oppure quanto pi i materiali possono essere restituiti nelle condizioni originarie allambiente naturale da cui sono stati prelevati. Una delle condizioni progettuali che consentono di programmare il riutilizzo degli elementi della costruzione linvariabilit degli standard di prodotto, per cui il sistema costruttivo realizzato con materiali, semilavorati, elementi o componenti, di cui sono mantenute invariate le qualit dello stato di prodotto in termini di configurazione morfologica e dimensionale. La reversibilit di un organismo edilizio praticabile in base al principio della dis-integrabilit (dis-connessione) del sistema costruttivo. La dis-integrabilit di un sistema costruttivo pu essere considerata in base a tre diversi aspetti: la dis-integrabilit tecnologica, conseguita da un sistema composto da elementi che si possono facilmente dis-aggregare o dis-connettere o dis-assemblare, in altre parole un sistema de-costruibile; la dis-integrabilit fisica, che si ottiene quando un sistema realizzato con materiali in cui il cambiamento dello stato fisico determina un dissolvimento della costruzione, per esempio le costruzioni in terra o in ghiaccio (icehotel); la dis-integrabilit organica o biologica, che si ottiene pensando ad un sistema realizzato con materiali organicamente o biologicamente degradabili o decomponibili, un esempio dei quali lamido di mais, applicato in edilizia come isolante. La dis-integrabilit tecnologica della costruzione - quella ad oggi pi comunemente praticata - indirizza verso tecniche di connessione e separabilit degli elementi e dei materiali note come assemblaggio a secco, unione non definitiva degli elementi per semplice accostamento e non per coesione. La necessit, inoltre, di garantire la versatilit in qualunque condizione di impiego, intesa come flessibilit prestazionale dei componenti, si persegue con la tecnica della stratificazione a secco, in base alla quale la prestazione necessaria viene ottenuta con la giustapposizione e integrazione di strati o elementi specifici; questo significa offrire nel tempo il massimo del comfort e della possibilit di regolazione dellambiente abitativo su esigenze variabili durante il periodo di vita utile, sia di natura tipologica, sia edilizia e impiantistica. Stratificazione a secco diventa sinonimo di ibridazione tecnologica allorquando le prestazionalit attese

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vengono raggiunte attraverso tecniche costruttive e materiali diversi ma pi appropriati allimpiego specifico. Lunit abitativa temporanea prefabbricata, la macchina per abitare che racchiude in s tutte le caratteristiche dellabitare contemporaneo e che interpreta forse pi di ogni altra la formula dellarchitettura del divenire, uno dei temi pi esplorati dopo lavvento dellindustrializzazione edilizia e ancora oggi rappresenta il miraggio di molti progettisti che si cimentano in quella terra di confine tra la microarchitettura e il macrodesign, come testimonia la folta partecipazione ai molti concorsi che su questo tema vengono proposti. Le direttrici tecnologiche della temporaneit privilegiano certamente i sistemi costruttivi in metallo, in legno e in materiali plastici, in ragione non solo della leggerezza quale presupposto della facile movimentazione degli elementi, ma anche dellefficienza peso/resistenza; tuttavia sarebbe un errore escludere a priori limpiego di altre risorse tecnologiche le cui prestazioni e connotazioni espressive possono essere rese disponibili anche per larchitettura temporanea. Labitare temporaneo rappresenta unimportante sfida tecnologica per il futuro e un campo di sperimentazione e di innovazione ancora in gran parte da esplorare. Pi che di uninnovazione di prodotto ancora pi forte la necessit di uninnovazione di processo che stabilisca nuove modalit di impiego di tutte le risorse tecnologiche correnti, ma soprattutto sia in grado di superare il gap esistente tra le possibilit progettuali e tecnologiche oggi disponibili e la capacit di recepimento e applicazione da parte dei soggetti che hanno la responsabilit di far fronte alle richieste di abitare la temporaneit. Roberto Bologna

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La casa essenziale (arch. Luca Emanueli) una residenza per studenti o, pi in generale, per utenti che richiedono una abitabilit transitoria. Il progetto stato presentato alla Biennale di Architettura di Venezia del 2008 e rappresenta una tendenza evolutiva del modo di concepire gli spazi in funzione del tempo.

Nuove forme di abitare e superamento delle norme Alla Biennale di Architettura di Venezia, attualmente in corso, larchitetto Luca Emanueli propone il progetto della casa essenziale, idea di residenze universitarie quale nuova forma dell'abitare in regime di transitoriet. Le residenze ospiteranno non solo gli studenti, ma anche chi ha esigenza di fermarsi in citt solo temporaneamente, come ad esempio partecipanti a master, tirocinanti e ricercatori. Il progetto esplora il limite della normativa in vigore e punta a innescare il dibattito proprio sulle nuove frontiere dellabitare. La casa essenziale sproporzionata nella composizione: alcune parti sono ridotte allo stretto necessario, allindispensabile; altre crescono. Per questo disequilibrio, la casa essenziale una casa ad uso temporaneo, quando un aspetto del proprio vivere diventa preponderante e con prepotenza riduce il resto. Alla base di questo lavoro, c il tema della norma: una delle principali cause dellomogeneit dellofferta di case in Italia. Resta l'essenza della casa: uno spazio sproporzionato per quantit e qualit rispetto al resto dove consumare l'eccesso di una funzione che si ritiene caratteristica del proprio modo di abitare in un determinato periodo di tempo. Cinque sono i punti per il progetto di casa essenziale che costituiscono il superamento della norma: l'altezza m 2,70 come media e non minima (minima m 2,10); la superficie aero-illuminante si calcola sull'intero alloggio e non sui singoli ambienti; gli ambienti non hanno destinazione definita; parti della casa escono dalla dimensione privata; l'adattabilit e non la flessibilit come criterio. La sperimentazione attraverso il progetto si inserisce nel quadro del piano strutturale dellEmilia-Romagna Regione attraente ed ha come principale referente Er.Go (Azienda regionale per il Diritto agli Studi Superiori dellEmilia Romagna).