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Architettura razionalista

Cos'è

Corrente progettuale dell'architettura sviluppatasi in Europa a partire dal primo


ventennio del Novecento. Le sue due caratteristiche fondamentali sono: il misticismo
utopistico e il culto della logica. Studio della forma dell’edificio in base alla sua
funzione: massima efficienza e praticità. L’edificio razionalista è una struttura
geometrica, priva di decorazioni, composta da volumi puri. Le sue matrici
fondamentali sono: l’esperienza della Bauhaus in Germania, De Stijl in Olanda,
il Cubismo francese; dalle quali riprende la tendenza alla sintesi estrema degli
elementi. La necessità di costruire edifici capienti in modo rapido porta all’utilizzo di
materiali innovativi quali: il ferro, il vetro e il cemento armato. Utilizzati senza
ornamenti ma lasciati a vista.
Perché nasce

La ripresa dell’attività edilizia dopo il rallentamento dovuto


alla Prima guerra mondiale ha posto i costruttori di fronte
ad una situazione sociale, economica e tecnologica
profondamente mutata. A causa del mutamento
quantitativo e qualitativo dei suoi contenuti e del suo
dinamismo funzionale, nonché del crescente sviluppo della
meccanizzazione dei servizi e dei trasporti, la struttura della
città non risponde più alle esigenze sociali. Oltre che
liberarsi di tutto ciò che intralcia o ritarda il suo
funzionamento, la città deve tener conto della classe
operaia che, cosciente di aver contribuito più di ogni altra
allo sforzo bellico, è ormai la componente più forte della
comunità urbana e non può essere più considerata alla
stregua di uno strumento. In quest’ottica la città deve
mutare sotto un aspetto fisiologico e psicologico: la città-
fabbrica è insalubre e inoltre è un ambiente opprimente,
psicologicamente alienante.
muta radicalmente la figura dell’architetto: prima
che un costruttore, deve essere un urbanista,
Il nuovo ruolo progettare lo spazio urbano. Gli architetti da ora
dell'architetto in poi si pongono il problema funzionale della
città, sono i soli a condurre una libera ricerca e a
giungere a risultati esteticamente validi.
Principi 1)priorità della pianificazione urbanistica sulla
progettazione architettonica;

generali 2)massima economia nell’impiego del suolo;


3)rigorosa razionalità delle forme architettoniche,
intese come deduzioni logiche (effetti) da esigenze
obiettive (cause);
4)ricorso sistematico alla tecnologia industriale, alla
standardizzazione, alla prefabbricazione in serie;
5)concezione dell’architettura e della produzione
industriale qualificata, come fattori condizionanti
del progresso sociale e dell’educazione democratica
della comunità.
razionalismo formale e Le
Corbusier

Charles Edouard Jeanneret detto Le Corbusier (1887-1965) nasce a Chaux de Fonds


in Svizzera e muore a Cap-Martin nella Francia del sud, all’età di 78 anni. Da giovane
fa l’orologiaio. Diventa architetto passando per la pittura. Insieme a Ozenfant (1886-
1966) fonda il movimento purista: un cubismo ancora più razionale e puro di quello
di Gris (1887-1927). Il suo lavoro di architetto è talmente importante che nessuno
dopo di lui può dire di aver inventato qualcosa di nuovo. Guardando ai suoi schizzi e
ai suoi progetti non si può fare a meno di stupirsi vedendo con quanta
chiaroveggenza abbia anticipato nella sua immaginazione la realtà urbana
moderna. Punto di partenza dell’architettura di Le Corbusier è l’uomo e le sue
esigenze. L’uomo è misura dello spazio secondo una riedizione del ben noto
antropocentrismo classico. La città è l’ambiente in cui vive, quindi gli deve essere
perfettamente funzionale. È il luogo da cui si deve partire per rendere vivibile
l’ambiente umano, fino al livello del singolo individuo. Il credo di Le Corbusier è la
perfetta corrispondenza fra esigenze del singolo ed esigenze della comunità, di
conseguenza non si può pensare ad un’architettura disgiunta dall’urbanistica.
Innumerevoli sono gli elementi strutturali dell’urbatettura di Le Corbusier che sono
diventati patrimonio della cultura mondiale moderna, anche se non tutti divenuti
realtà concrete. In urbanistica i più importanti sono costituiti dalle tipologie edilizie e
dalle infrastrutture.
cinque vérités irrécusables
del razionalismo formale

1. I pilotis: L’immobile deve sovrastare la natura per questo viene elevato dal
terreno mediante l’utilizzo di colonne in calcestruzzo armato che separano
l’edificio dal terreno e dall’umidità, conferendo così leggerezza alla
struttura e sfruttando l’area sottostante come giardino, garage o passaggio
per i pedoni;
2. I tetti-giardino: per restituire il verde all’uomo che può così contemplare la
natura nonché circondarsene, vengono posti terreno seminato e piante tra
i giunti delle lastre di copertura;
3. La pianta libera:è possibile grazie alla creazione di uno scheletro portante
in cemento armato che elimina la funzione delle murature portanti,
permettendo all’architetto di costruire l’abitazione in completa libertà, in
quanto nessun piano è vincolato all’altro perché i solai poggiano sui pilastri
e i tramezzi possono essere posti a piacere;
4. La finestra a nastro: permette di creare liberamente la facciata dell’edificio
senza murature strutturali ed è anch’essa derivante dallo scheletro
portante in calcestruzzo;
5. La facciata libera:dona maggiore illuminazione all’interno percorrendo
l’intera facciata dell’edificio; inoltre consente di uniformare gli interni agli
esterni con un contatto più diretto tra le due parti;
modulor

Il Modulor, sottile calembour derivante dalla combinazione


di module [modulo] e or (in riferimento alla section d'or, ovvero
la sezione aurea), è stato ideato da Le Corbusier con lo scopo di
fornire «una gamma di misure armoniose per soddisfare la
dimensione umana, applicabile universalmente all'architettura e
alle cose meccaniche». Le Corbusier studiò questa scala
dimensionale strutturandola su due scelte fondamentali, la
prima di tipo matematico e la seconda di tipo antropomorfo.Un
uomo con il braccio alzato fornisce nei punti determinanti
dell'occupazione dello spazio, il piede, il plesso solare, la testa,
l'estremità delle dita, essendo il braccio alzato, tre intervalli che
generano una sere di sezioni auree dette di Fibonacci. D'altra
parte, la matematica offre la variazione più semplice e nello
stesso tempo più significativa di un valore: il semplice, il doppio,
le due sezioni auree. il Modulor, dunque, si configurava come un
fondamentale strumento chiarificatore utile in fase progettuale
per verificare la validità di un edificio.
razionalismo metodologico-didattico
• Alla fine della prima guerra mondiale la situazione tedesca è tragica: conflitto di classi, militari e
capitalisti contro la classe operaia. Gli intellettuali chiedono e compiono una rigorosa autocritica
della società e della cultura tedesca. A questo irrazionalismo politico si oppone un razionalismo
critico che dialettizzi con la logica i contrasti. Gropius si metterà a capo del razionalismo tedesco,
fondando la più importante scuola d'arte del Novecento. il Bauhaus ebbe come obiettivo
principale quello di conciliare creazione artistica e metodo artigianale con la produzione
industriale, unendo cioè il valore estetico di un oggetto, la sua bellezza, con la componente
tecnica e funzionale. Molti oggetti del nostro uso quotidiano derivano dalle ricerche di questa
scuola.fondata sul principio della collaborazione reciproca tra maestri e allievi,I fini del Bauhaus
sono così dichiarati dal Gropius: "Il Bauhaus tende all'unificazione di tutti gli sforzi creativi, alla
rifusione di tutta le discipline tecnico-artistiche in una nuova architettura, come due inseparabili
componenti. Il fine ultimo, per quanto lontano, del Bauhaus è l'opera d'arte unitaria, in cui non
esistano confini tra l'arte monumentale e l'arte decorativa".
L'opera più significativa
del razionalismo tedesco
è la sede della scuola del
bauhaus a dessau
razionalismo ideologico del
Costruttivismo russo
Nonostante che i fermenti dell’avanguardie si siano manifestati
in Russia sin dall’inizio del Novecento per mezzo del teatro e
delle arti figurative (Raggismo, Suprematismo), i capovolgimenti
politici e le difficoltà sociali ed economiche che in quegli
anni scaturirono hanno impedito lo sviluppo di piani urbanistici
concreti. Solamente dopo il 1920 si cominciò a delineare una
linea di progresso costruttivo che coinvolse le arti plastiche. La
nuova Russia nata dalla Rivoluzione d’ottobre è ancora un paese
povero, basato su un’economia agricola, manca la grande
industria capace di reggere le attività costruttive, manca una
scuola dove formare i nuovi architetti-urbanisti.La nuova
corrente del Costruttivismo traccia e identifica la qualità
inventiva dei nuovi produttori d’architettura. I modelli proposti
da questa nascente avanguardia sono dati da Kazimir Malevič
(1879-1935), padre del Suprematismo, Tatlin (1885-1953), lo
scultore Anton Pevsner (1886-1962), e suo fratello Naum Gabo
(1870-1977), scultore, pittore e scenografo russo. Per questi
teorici e artisti una potente forma di diffusione e educazione
della massa del popolo è il teatro con le sue coreografie,
scenografie e regie permette di diffondere i nuovi ideali del
pensiero socialista.
RAZIONALISMO FORMALISTICO
del Neoplasticismo olandese

Corrente artistica nata nel 1916 con la formazione del gruppo De


Stijl, composto dai pittori T. van Doesburg, P. Mondrian e B.A. van
der Leck, dall’architetto J.J.P. Oud e dal poeta A. Kok. La rivista De
Stijl, uscita un anno più tardi, fu il primo organo di comunicazione
delle teorie estetiche del gruppo. Risultato di anni di ricerche
teoriche e pratiche (1912-16), il Neoplasticismo va oltre le
posizioni cubiste ricercando la natura essenziale delle cose, una
assoluta razionalità e purezza formale, nell’armonica equivalenza
compositiva di colori puri (rosso, azzurro, giallo) e di non-colore
(nero, bianco, grigio) e nell’uso esclusivo dell’angolo retto
(posizione verticale-orizzontale come posizione di quiete),
contrapponendosi in ciò alla pittura tradizionale, che Mondrian
definisce morfoplastica.Lo scopo dell’arte neoplastica era di
natura filosofica: raggiungere, utopisticamente, un equilibrio e
un’armonia, non solo nell’arte, ma anche nella società affinché in
qualche modo arrivasse a riflettere il mistero e l’ordine
dell’universo attraverso un nuovo modo di vedere il materiale e lo
spirituale.Per i neoplasticisti la Pittura deve contenersi nell’ambito
dell’astrattismo geometrico realizzando la liberazione della forma
naturale dalle sovrastrutture espressive, basando tutto sugli
elementi base della linea, del piano e dei colori primari attraverso
rettangoli ritmici e blocchi cromatici. Il Neoplasticismo copriva
oltre al campo della pittura anche quello della scultura
(composizioni prismatiche) e dell’architettura (il non-colore
corrisponde al vuoto e il colore al pieno).
Architettura de stijl
• Lo stile architettonico è caratterizzato da piani o setti murari,
spesso colorati, che fuoriescono dai volumi con una legge di
crescita ortogonale e quasi mai obliqua o curvilinea. Vi è,
inoltre, la compenetrazione tra spazi interni ed esterni, cioè
l'architettura prosegue oltre lo spazio interno dell'edificio, in
opposizione nei confronti della natura, ed è assente ogni sorta
di contenuto realistico e decorativo. L'aspirazione ad
un'arte basata su leggi rigorose si traduce nell'uso esclusivo
dei colori primari, dei non colori e di elementi multipli e
sottomultipli del rettangolo. Il neoplasticismo condividerà con
il Bauhaus gli assunti di razionalità e chiarezza, l'istanza
riformatrice, etica e sociale insieme, influenzando lo sviluppo
di svariate avanguardie.
razionalismo empirico

• Dopo l’esperienza naturalista cambiano di significato il concetto di


natura e storia, prima la natura era luogo del creato,
manifestazione visibile dell’intelligenza e della potenza del divino e
la storia altro non era che un disegno della provvidenza per la
salvezza finale dell’umanità. Ora la natura è il luogo e la storia è il
tempo della vita. Ci si chiede in che modo l’uomo riesca a
rapportarsi con il mondo. Questo problema si risolve attraverso
l’interpretazione della realtà, questo è ciò che hanno fatto gli
architetti scandinavi tra cui Aalto, per lui tutto lo spazio interno,
anche i volumi esterni dell’edificio sono avvolti in uno spazio
concreto che è aria, luce, alberi e cielo, l’unico limite è l’orizzonte.
Adopera materiali naturali in quanto sono dotati di grande
elasticità si propone di far nascere un’industria per la casa e cioè
per la vita.
Aalto e la luce

Aalto matura un ragionato approccio illuminotecnico in grado di rispondere coerentemente al lato emozionale
dell'uomo. La luce naturale, tradizionalmente impiegata nell'edilizia come fonte primaria d'illuminazione all'interno
degli spazi abitati, è da sempre stata un elemento imprescindibile per una progettazione di qualità a causa della sua
attitudine ad arricchire la percezione spaziale, temporale ed estetica di un organismo edilizio. Alvar Aalto, nella
prospettiva di garantire un eccellente benessere psicofisico degli occupanti, non può esimersi dal progettare
consapevolmente all'interno delle sue creazioni architettoniche l'elemento luministico. In tutta l'opera aaltiana, in
effetti, è riconoscibile una tensione vitale finalizzata a ottimizzare la captazione e la distribuzione della radiazione
solare, in modo tale da esaltare le qualità architettoniche e ambientali dell'edificio facilitando al contempo il compito
visivo dell'osservatore. Per una progettazione consapevole del fattore luminoso Aalto pone l'accento sulle tessiture
materiche e visive delle superfici, sul dimensionamento degli infissi, sui colori e sulle forme dell'architettura, senza per
questo ignorare il fattore «psicologico» e più profondamente umano: la luce, secondo il giudizio dell'architetto, va
infatti gestita con un approccio empirico, inclusivo, e non ingenuamente scientifico, allorché «la fiamma gialla di una
candela, o la tendenza della decoratrice a usare drappi di seta giallo oro per abbellire i suoi apparecchi luminosi, sono
più corrette del lavoro dell'elettrotecnico con il suo luxometro e la rigida concezione della luce bianca».Alvar Aalto,
dunque, è perfettamente in grado con questo approccio progettuale di soddisfare concretamente quei bisogni più
intimamente umani, soprattutto nel caso di edifici più sensibili come gli ospedali
razionalismo organico
• L'architettura organica è una branca dell'architettura moderna che promuove un'armonia tra l'uomo e
la natura, la creazione di un nuovo sistema in equilibrio tra ambiente costruito e ambiente
naturale attraverso l'integrazione dei vari elementi artificiali propri dell'uomo (costruzioni, arredi, ecc.), e
naturali dell'intorno ambientale del sito. Pur partendo dai presupposti del razionalismo del Bauhaus,
l’americano Frank Lloyd Wright, il fondatore dell’architettura “organica”, realizza, invece, opere che sono tout
court in simbiosi con la natura, anzi opere che sembrano emergere dalla natura stessa come un suo
prodotto. L’architettura di Wright è, infatti, espressione di quel “processo concrescente organico” che è il
concetto base della filosofia realistica e naturalistica di N. Whitehead. Entrambi, suggerisce Pace, attuano
una lotta contro il meccanicismo, rivendicano l’appartenenza dell’uomo al processo naturale, pensano che la
ragione e la logica non sia sufficiente e che debba essere unita alla ragione dinamica dei processi naturali.
Nelle opere di Wright si evidenzia proprio il tipico approccio filosofico della filosofia di Whitehead, per cui la
natura è l’oggetto della percezione che nell’atto stesso di essere percepita o pensata si rivela come un tutto
omogeneo indipendente dalla percezione o dal pensiero. Nel suo sviluppo, dunque, l’universo è un processo
di concrescenza al quale contribuiscono ugualmente l’elemento spirituale e quello fisico. Le opere di Wright
hanno, in questo senso, il merito di conformarsi alla natura – elemento fisico – o comunque all’ambiente
circostante, introducendo, però, enfasi, valutazione, e scopi tutti umani – elemento spirituale – .
Fortuna
L'architettura razionalista è la precorritrice di quasi tutti gli stili architettonici moderni
Razionalismo italiano

• è una corrente architettonica che si è sviluppata in Italia negli anni venti e anni
trenta del XX secolo in collegamento con il Movimento
Moderno internazionale, seguendo i principi del funzionalismo, proseguendo
in vario modo in frange sino agli anni settanta. Le sue radici ideali si trovano
nella Romanità del De Architectura di Vitruvio e nel Rinascimento, con le teorie
di Leon Battista Alberti, ma anche nell'architettura di impronta Illuminista, con
le opere di Gottfried Semper.Nel 1926 un gruppo di architetti, provenienti
dal Politecnico di Milano, Luigi Figini e Gino Pollini, Guido Frette, Sebastiano
Larco, Carlo Enrico Rava, Giuseppe Terragni e Ubaldo Castagnoli, sostituito
l’anno dopo da Adalberto Libera, formarono il “Gruppo sette”, il gruppo fu
costituito ufficialmente solo nel 1930, con il nome MIAR (Movimento Italiano
per l’Architettura Razionale).
Opere principali del
razionalismo italiano
La casa del Fascio a Como
• La casa del Fascio a Como (1932) di Giuseppe Terragni è un'opera pubblicha. Zevi la definisce il
“capolavoro del razionalismo Italiano”, per quel suo volume puro disegnato sulla sezione aurea,
che possiede un solido impianto e consistenza quasi “classica”. All’interno della casa del Fascio un
tempo si poteva ammirare una decorazione astratta (ora perduta) realizzata da Mario Radice.
La stazione La stazione
Santa Maria
Novella a Firenze

Santa Maria Novella a Firenze (1933) fu progettata


da Giovanni Michelucci con un gruppo di
giovanissimi architetti denominato Gruppo Toscano,
risultati vincitori di un concorso indetto nel 1932 e
con la supervisione dell’ingegnere e professore cav
. Gioacchino Luigi Mellucci (domiciliato a Firenze per
la costruzione dello stadio con il Nervi). L’edificio,
pur nella sua modernità, si integra egregiamente
nell’ambiente urbano, sia per il suo disegno sobrio
ed equilibrato che per la scelta sapiente di materiali
(la pietra forte), di elementi compositivi e
di particolari architettonici. L’integrazione
dell’edificio razionalista nell’ambiente
costruito storico è una dei principali pregi
dell’intervento.
Palazzo di Città a Pescara

Il Palazzo di Città di Pescara è considerato uno


degli esempi più eloquenti dell'architettura
razionalista di regime. Realizzato da Vincenzo
Pilotti nel 1935, l'edificio interpreta una visione
solenne del potere civile, fondato sui valori
dell'uomo e della stirpe. Segue una pianta a forma
di elle in cui è collocata, nel punto di incontro dei
due corpi, la torre campanaria. Lo stabile è
interamente costruito in travertino e mattoni, i
quali producono un contrasto tra colori, e si
distingue per le sue relazioni formali e materiche.
Si inserisce all'intero di piazza Italia, voluta dal
regime per collocarvi i nuovi edifici istituzionali
della città, elevata a capoluogo di provincia in
quegli anni.
L’Istituto di Nell’Istituto di Fisica dell’Università La
Fisica Sapienza a Roma di Giuseppe Pagano il tema
razionale è controllato e prevale
dell’Università l’aspetto funzionalista. Nell’edificio è bandita ogni
forma di monumentalismo (a differenza degli altri
La Sapienza a edifici della Città Universitaria), ma anche di ricerca
formale, come invece avvenne nella casa del Fascio di
Roma Terragni.
Fine

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