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Antico Egitto

gni, l'Alto Egitto a Sud (costituito dalla parte meridionale


della valle del Nilo) ed il Basso Egitto a Nord (costituito
principalmente dal delta del ume), che vennero unicati
nel 3000 a.C. in un solo impero da Menes (da identicarsi
probabilmente con il sovrano egizio Narmer), re dell'Alto
Egitto, che inaugur le trenta dinastie dell'Antico Egitto.
Tra i monumenti pi famosi dell'Antico Egitto vi sono sicuramente le piramidi, tombe di sovrani dalla III alla XII
dinastia.
Le piramidi pi famose si trovano presso Giza, vicino alla
citt moderna del Cairo. La loro imponenza testimonia la
potenza dello Stato e l'importanza delle credenze religiose riguardo all'oltretomba. La Grande piramide, la tomba
del sovrano Khufu (conosciuto anche come Cheope),
l'unico monumento sopravvissuto delle sette meraviglie
del mondo antico. L'antico Egitto raggiunse l'apice della
sua potenza ed estensione territoriale nel periodo chiamato Nuovo Regno (1567 a.C.-1085 a.C.), quando i conni dell'impero andavano dalla Libia all'Etiopia al Medio
Oriente. L'antico Egitto conobbe anche momenti di debolezza e di polverizzazione del potere come avvenne nei
tre Periodi Intermedi, nel secondo dei quali l'Egitto cadde
sotto il controllo dei dominatori detti Hyksos.

La Grande Snge e le piramidi di Giza sono tra i simboli pi


riconoscibili della civilt dell'antico Egitto.

Con Antico Egitto si intende la civilt sviluppatasi in


quella sottile striscia di terra paludosa e fertile che si distende lungo le rive del Nilo, a partire dalle sue cateratte
ai conni col Sudan no allo sbocco nel Mediterraneo, e
riconosciuta come entit statale a partire dal 3100 a.C.
no al 1075 a.C. ed suddiviso in quattro grandi fasi: il
regno antico dal 3000 a.C. al 2040 a.C., regno medio dal
2040 al 1540 a.C., regno nuovo dal 1540 al 1070 a.C. e
inne l'et tarda dal 1070 al 343 a.C.

1 Storia

Le tracce di insediamenti lungo il Nilo sono molto antiche e si calcola che l'agricoltura (in particolare la coltivazione di grano e orzo) abbia fatto la sua comparsa in
quelle regioni intorno al 3500 a.C.[1] Proprio la presenza del ume, che rende possibile la vita in una regione
peraltro desertica, il motore primo del precoce nascere della civilt urbana e del suo persistere quasi immutata, ai nostri occhi, per quasi tremila anni. Le acque del
Nilo, con le loro piene annuali, non portano solo fertilit ma anche distruzione se non vengono costantemente
controllate, imbrigliate, incanalate, conservate per i periodi di siccit; ed proprio da questo motivo che nasce
la necessit di uno stato organizzato, uno stato che garantisca la manutenzione di quelle strutture da cui dipende
la sopravvivenza di tutti.

1.1 Cronologia
La storia egiziana suddivisa in dierenti periodi. Le date degli eventi sono ancora oggetto di studio. Molte di esse sono state ricavate interpolando dati storici, archeologici e astronomici. Sin dall'antichit furono stilati diversi
cataloghi delle dinastie che si susseguirono in Egitto.
Periodo predinastico (precedente al 3200 a.C.)
Periodo arcaico (I - II dinastia) (3150 a.C. - 2700
a.C.)
Antico Regno (III - VI dinastia) (2700 a.C. - 2160
a.C.)

La necessit di avere una struttura statale per la gestione delle opere (dighe e canali) collegate con le acque del
Nilo, ha portato alla formazione di uno dei primi Stati
della storia, nel 3300 a.C. Infatti questa esigenza fece s
che le trib neolitiche imparassero a vivere prima sotto
l'autorit di capi locali (fase della formazione dei distretti
o nmi). I vari nmi si scontrarono e si allearono tra loro, nell'arco di circa un millennio, no a formare due re-

Primo periodo intermedio (VII - X dinastia) (2160


a.C. - 2055 a.C.)
Medio Regno (XI - XII dinastia) (2055 a.C. - 1790
a.C.)
Secondo periodo intermedio (XIII - XVII dinastia)
(1790 a.C. - 1540 a.C.)
1

1 STORIA

N
NO

NE

SO

SE
S
(km)
(mi)

100
60

Fiume

Nilo

0
0

Fiume

Nilo

Le prime comunit agricole si stabiliscono presto nel Delta del Nilo e nell'oasi del Fayyum, subendo nel Basso
Egitto un eccezionale sviluppo, che porta, dalla met del
V millennio, alla nascita delle prime citt. Secondo alcuni studiosi, lo sviluppo delle attivit legate all'agricoltura
ha permesso un'enorme crescita demograca; secondo altri, invece, la crescente pressione demograca a portare ad uno sviluppo dell'agricoltura. Aumenta anche la ricerca delle risorse minerarie del Medio e dell'Alto Egitto, soprattutto oro, da parte di coloni che adorano gi
Osiride e Horus, provocando al contempo un conitto con
le popolazioni meridionali che adorano Seth.
Gli adoratori di Horus, chiamati Seguaci di Horus, e quelli di Seth detti Seguaci di Seth si scontrano: prevale la
prima delle due fazioni. Si forma cos un primo nucleo di
regno, con capitale la citt di Ieracompoli. L'Egitto ora
diviso in Alto e Basso Egitto, due regni distinti e separati.

1.3 Periodo arcaico (I - II dinastia)


Con Periodo Arcaico o Periodo Tinita (dal nome della citt di Tini forse mutuato sul culto della dea Tanit, probabile citt natale dei primi sovrani, Narmer compreso, e capitale della prima nazione egizia unitaria, per poco tempo prima del trasferimento a Men[2] ) si intende l'arco di
tempo coperto dalle prime due dinastie egizie.

1.3.1 Narmer (o Menes)


L'Alto Egitto aveva come capitale la citt di Nekhen,
chiamata dai greci Ieracompoli. Il re di questo territorio adorava la dea avvoltoio Nekhbet e veniva ragurato con un'alta corona bianca. Il Basso Egitto aveva come
capitale Buto; il sovrano adorava la dea cobra Uto e cinMappa dell'antico Egitto, con il Nilo no alla quinta cataratta, le geva una corona rossa, caratteristica di una dea del delta,
maggiori citt e siti del periodo dinastico (dal 3150 aC al 30 aC Neith. Secondo le antiche leggende l'Alto Egitto, guidato
circa). Il Cairo e Gerusalemme sono mostrate come riferimento.
dal dio Horus, sottomise il Basso Egitto, unicando tutto
il territorio. Il sovrano del regno del Sud assunse da allora
Nuovo Regno (XVIII - XX dinastia) (1530 a.C. - nella sua persona i simboli di entrambi i regni e cinse le
due corone in una doppia corona.
1080 a.C.)
Terzo periodo intermedio (XXI - XXV dinastia)
(1080 a.C. - 672 a.C.)
Periodo tardo (XXVI - XXX dinastia) (672 a.C. 343 a.C.).

1.2

Periodo predinastico

Con Periodo predinastico dell'Egitto si intende la fase


precedente alla formazione dello stato unitario egiziano.
La fase comincia indenitamente nella preistoria e arriva no al 3100 a.C., il paese suddiviso nei due regni
del Basso Egitto e Alto Egitto. Appartengono a questo
Tavoletta di Narmer
periodo la Dinastia 00 e la Dinastia 0.

1.4

Antico Regno (III - VI dinastia)

La tradizione attribuiva il merito dell'unicazione dei due


regni a Menes, identicato col faraone Narmer. Studi recenti, tuttavia, associano Menes al suo successore, Aha,
re della I dinastia. Narmer e Scorpione, altro re del quale
sappiamo molto poco, appartengono a quella che gli studiosi hanno battezzato "dinastia 0", che avrebbe regnato
tra il 3200 e il 3065 a.C. Il nome di Narmer fu il primo
ad apparire in un serekht, uno dei simboli pi antichi della regalit. L'unicazione fu ottenuta con una sola battaglia, cos come sembra mostrare la cosiddetta "Tavoletta
di Narmer". In realt, il processo fu lento e comport prima l'unicazione culturale, e solo pi tardi quella politica. L'unicazione dei due regni fu il prodotto di numerose battaglie, come dimostrano le diverse tavolozze del
Periodo predinastico che sono giunte no a noi. I nemici
non erano solo gli abitanti del Delta, ma si combatteva
anche contro le trib beduine o i Nubiani, riconoscibili
dalle diverse acconciature e dalla barba.

3
si ha nella III dinastia con il sovrano Djoser, costruttore
della piramide a gradoni di Saqqara, ed ha la sua massima espressione nell'Antico Regno, pi precisamente nella IV dinastia, quando possiamo prendere a simbolo della straordinaria autorit regale e dell'accentrato interesse
sociale sul faraone le piramidi della necropoli di Giza,
cio i monumenti funerari dei faraoni di quella dinastia:
Cheope, Chefren e Micerino.

1.4.1 Cheope

Una volta conseguita la vittoria, l'Egitto stabil la propria


capitale a Men, l'antica Muro Bianco, una citt nuova, che sarebbe stata fondata dal successore di Narmer.
Il nuovo Stato adott simboli dei due regni, un le due
corone e fece del serpente e dell'avvoltoio le due divinit protettrici del faraone. Narmer fu sepolto nell'Alto
Egitto, nella necropoli reale di Abido. La sua tomba, con
una camera doppia, una per il defunto e l'altra adibita a
magazzino, una delle pi antiche della necropoli.
In questo periodo storico compaiono le tombe a mastaba,
ossia coperte da una struttura a forma di gradone che sovrasta la camera funeraria.
Scarse sono le notizie sugli avvenimenti storici del periodo; alcune iscrizioni lasciate in occasione di spedizioni militari sono la prova dell'interesse per la regione del
Sinai. Con maggior sicurezza abbiamo notizie sui traci
commerciali con Byblos, grazie al ritrovamento in questa
citt di resti di stoviglie con iscrizioni gerogliche. Gi
in epoca arcaica l'Egitto importa da Byblos i tronchi di Piccola statuetta del faraone Cheope
cedro usati nelle costruzioni, essendo esso privo di alberi
con un legno adatto ad essere ridotto in tavole.
Cheope, nato da Snefru e da Eteferi, glia dell'ultimo faDal punto di vista archeologico, di questo periodo ci ri- raone della III dinastia, fu il secondo faraone della IV dimangono soprattutto sepolture, quasi sempre saccheggia- nastia e il grande artece dell'unicazione territoriale e di
te, e frammenti di statue, stele e false porte provenienti da un periodo di notevole prosperit per l'Egitto. Le notizie
cappelle funerarie. Per quanto riguarda invece le strutture sulla sua vita e sul suo regno sono contraddittorie: infatcivili, (abitazioni, palazzi) non rimane praticamente nul- ti, secondo la tradizione, tramandataci dalla storiograa
la, soprattutto per la deperibilit dei materiali utilizzati greca antica, Cheope fu un faraone crudele e spietato; i
testi a lui contemporanei, invece, ce lo descrivono come
(mattoni di fango, legno, canne).
un riformatore, capace di accrescere il potere reale.

1.4

Antico Regno (III - VI dinastia)

Fin dalle prime dinastie il re si aerma quale dio in terra,


con la precisa funzione di conservare maat l'ordine, il
sistema, anche cosmico, che da lui dipende. Da qui deriva il regime faraonico, autocratico per diritto divino, che
accentra ogni funzione dello stato sul re e che, sia pure
con alternative e variazioni, si mantenne tale sino alla ne
della civilt egizia. L'aermazione del dogma faraonico

Durante il suo regno, in eetti, Cheope avvi all'interno


del Paese numerose riforme, destinate ad accrescere il suo potere. Aront innanzitutto il riordino
dell'amministrazione dello Stato ponendovi a capo il visir che in questo modo assunse un ruolo di primissimo
piano, ben al di sopra di tutti gli altri funzionari statali
e molto vicino alla famiglia reale: il faraone ottenne cos, come primo risultato, quello di aumentare il controllo
su tutti i funzionari. In ambito religioso, limit i privilegi dei sacerdoti scegliendo, inoltre, i sommi sacerdoti

1 STORIA

delle principali divinit tra i membri della sua famiglia. Il suo regno dur per 20 anni.
Per quanto riguarda la sua vita privata, Cheope si spos
tre volte e da queste unioni nacquero tre glie e sei Chefren costru certamente alcuni
gli, quattro dei quali gli successero al trono. In politica Le sue opere
templi,
ma
le
opere
per cui pi famoso sono due:
estera, il suo regno fu caratterizzato dalla convivenza pacica con i popoli vicini; le uniche spedizioni al di fuori
dei conni del Regno, verso il Sinai e la Nubia, furono
La snge - La Snge rappresenta un leone con la
eettuate con lo scopo di approvvigionarsi di minerali.
testa del faraone Chefren.
Per preparare il suo passaggio nell'oltretomba, diede
l'avvio alla costruzione di una monumentale opera, che
n per oscurare tutte le altre: nacquero cos la Grande piramide e il complesso funerario che la circonda, destinato
ad accogliere parenti e funzionari.
1.4.2

Chefren

La Piramide di Chefren - La piramide che lui edic la pi grande in assoluto dopo quella del padre
Cheope. l'unica piramide con ancora la decorazione esterna sulla sommit ma priva di vertice e del
pyramidion[3] .
1.4.3 Le piramidi

La snge di Giza, sullo sfondo la piramide di Cheope

Il fatto pi noto relativo a questo periodo la costruzione


delle piramidi, imponenti monumenti funebri dei sovrani
di questo periodo storico.
La piramide fu, molto probabilmente un'evoluzione della
mastaba, infatti quella che considerata la pi antica tra
esse, la piramide a gradoni di Djoser non altro che una
serie di mastabe sovrapposte.
A questa prima piramide ne seguirono altre, alcune abbandonate prima del termine della costruzione (probabilmente a causa della prematura morte del
sovrano).
Un esempio degno di nota la piramide romboidale del faraone Snefru: a met della sua edicazione, i costruttori,
preoccupati a causa del possibile cedimento della struttura (fatto gi accaduto) decisero di modicarne l'angolo
riducendolo. Il risultato una strana piramide, la cui cima
improvvisamente inclinata.
Le piramidi pi famose sono le tre di cui non venne mai
persa la memoria a causa delle loro dimensioni, queste
sono i monumenti funebri di Khufu, il Cheope sopra ciChefren fu un faraone della IV dinastia, quella di Cheope. tato, Khefren (a cui si deve anche la Snge) e Micerino.
Era appunto il glio del famoso faraone. Dopo la morte di La piramide di Khufu, detta anche grande piramide venquest'ultimo Chefren combatt contro il fratello Kheper ne considerata gi dagli antichi una tra le sette meraviglie
per la successione.
del mondo.
Statua di Chefren

1.5

Primo periodo intermedio (dinastie VII, VIII, IX, X)

Tramontata ormai la teoria, dovuta pi che altro ai racconti di Erodoto, dell'utilizzo, per la costruzione delle
piramidi, di migliaia di schiavi catturati in battaglia,
ormai accettato dalla maggior parte degli studiosi che
queste costruzioni siano state erette da operai specializzati, che vivevano nei pressi, aiutati durante la stagione
dell'inondazione (periodo dell'anno in cui il Nilo allagava
i campi rendendo impossibili i lavori agricoli) da contadini che, si dice, provenissero da tutto l'Egitto. I racconti di
Erodoto non sono credibili anche per il fatto che l'Antico
Egitto, nell'Antico Regno, non intraprese grandi guerre,
non catturando quindi, schiavi. Infatti, durante l'Antico
Regno vi furono solo 5 dinastie, e ci sta a rappresentare
un regno privo di ostilit verso altri popoli a quei tempi.

non hanno comunque scopi imperialistici ma si limitano a scambi commerciali. Dal commercio esterno arrivava in Egitto dalla Nubia l'oro, con avorio e altri prodotti esotici, dal Sinai rame in grande quantit, mentre le
spedizioni commerciali in Fenicia procuravano legname,
specialmente legno di cedro.

1.5 Primo periodo intermedio (dinastie


VII, VIII, IX, X)
Con il desiderio d'indipendenza della nobilt si ha il decentramento, la provincializzazione che caratterizzano i
momenti di crisi del potere faraonico. Alla ne della
VI dinastia, col lunghissimo regno di Pepi II, termina
l'Antico Regno: allora in Alto Egitto sorge una potente
nobilt provinciale, le terre che erano state unicamente propriet regale vengono frazionate, sempre pi larghi privilegi sono concessi ai templi e ai sacerdoti mentre le risorse della cassa regia si esauriscono. Si arriva
cos al periodo turbolento, uno dei pi oscuri della storia egiziana, che il Primo periodo Intermedio, scarso
di testimonianze contemporanee e che giunge no alla X
dinastia.

Nel 1988 lo scienziato francese Joseph Davidovits ha proposto una controversa ma innovativa ipotesi sulla costruzione delle piramidi basata sull'idea che gli antichi egizi fossero in grado di sintetizzare dei geopolimeri utilizzando calcare, calcio, natron e argilla gettati all'interno di
casserature costruite man mano sulla piramide. La teoria, la cui validit ancora oggi oggetto di dibattito, ha
il pregio di spiegare aspetti lasciati irrisolti da altre teorie precedenti (ad esempio come fosse possibile ottenere
in cava blocchi dal peso di svariate tonnellate e perfettamente combacianti quando messi in opera, o come fosse
possibile nutrire la manodopera, che secondo Davidovi- 1.5.1 Un periodo di disagio
ts sarebbe stata di 1500 unit anzich numeri molto pi
grandi secondo le precedenti teorie).
In quest'epoca l'intero paese in disordine: un testo letteComplessivamente si contano pi di cento piramidi, tra rario del periodo, le Lamentazioni di Ippuwer, d un quagrandi e piccole, sebbene solo una piccola parte sia tuttora dro fosco delle condizioni del paese in questo momento,
in cui nomadi beduini si sono inltrati nel Delta, e dovunin discrete condizioni.
que in Egitto ci sono lotte fratricide, rivolgimenti sociali,
Nelle sepolture risalenti a questo periodo sono stati
depredazioni, miseria:
rinvenuti i primi esempi di tecnica di imbalsamazione.
Di questi disordini Ippuwer (Ipu-ur) individua la causa
principale nella svogliatezza del faraone, che pi impe1.4.4 I faraoni, gli di Ra
gnato a spendere le ricchezze in suoi lussi personali come donne e molto altro, per la sua noncuranza, giudica il
Secondo un racconto popolare conservato nel cosiddetto sovrano non all'altezza della sua funzione, questo mostra
papiro Westcar, i primi tre re della V dinastia sarebbero quanto sia scaduto il concetto di re-dio che era stato alla
stati gli della moglie di un sacerdote di Ra, il dio solare base del periodo precedente.
di Eliopoli, e dello stesso dio Ra: seppure coi colori della
Alla ne del primo periodo intermedio, essendo le pronovella popolare, il testo interessante e altri elementi
vince tornate alla condizione di piccoli stati indipendendocumentari confermano che realmente l'avvento della V
ti, si formano dinastie di principi locali, con diritto eredinastia segna un cambiamento, una crisi anche religiosa
ditario al potere, che datano i monumenti coi loro anni,
che si presenta spostando l'importanza sul dio di Eliopoli
reclutano truppe, e non esitano ad assumere titoli e preroe con l'edicazione di templi solari di cui l'elemento
gative reali. La ne di questo periodo particolarmente
principale un obelisco su una piattaforma.
felice per la societ, nella quale torna sovrana la giustizia.
Un ulteriore mutamento dinastico port il faraone Teti
sul trono, iniziando cos la VI dinastia, ultima dell'Antico
1.6 Medio Regno (dinastie XI, XII)
Regno.
Verso il 2040 a.C. nisce il primo Periodo Intermedio: il
principe Mentuhetep riesce a riunire l'Egitto sotto il proprio potere e diventa fondatore dell'XI dinastia: nessun
In questo periodo grandi spedizioni commerciali e mili- dubbio che lui e i suoi successori abbiano dovuto penatari sono inviate in Nubia e in Libia, mentre i rapporti re per riorganizzare l'Egitto, ostacolati dalle tendenze incon l'Asia sono assai limitati, eccetto quelli con Biblo, e dipendentistiche radicatesi nei monarchi provinciali, ma
1.4.5

Rapporti con i popoli vicini

1 STORIA

alla ne riescono a controllare l'intero paese e a ottenere


un concentramento del potere politico a Tebe, la nuova
capitale. Nella riconquistata unit nazionale, l'Egitto in
grado di riprendere il controllo in Libia e in Nubia, sfrutta
di nuovo le sue risorse minerarie e riallaccia il commercio con la Siria. L'ultimo sovrano della XI dinastia soppiantato dal suo ministro, Amenemhat, che con il nome
di Amenemhat I inizia la XII dinastia, con cui si apre il
Medio Regno.
La nuova dinastia simpone ai sudditi, priva com' di legittimi diritti al trono non pu appoggiarsi infatti su diritti
divini, con argomenti umani, utilizzando abilmente una
propaganda capillare condotta anche attraverso testi letterari. L'avvento del fondatore della dinastia presentato,
in un testo letterario, ispirato alla stessa volont regale, la
cosiddetta Profezia di Neferty, come il compiersi di una
profezia, emessa nell'Antico Regno, che prometteva il risollevamento dell'Egitto dal disordine. La capitale viene
spostata da Men alla nuova citt di Ity Tawy (Dominatrice delle Due Terre) appositamente fondata nella regione
del Fayyum anche se il centro del potere si trova nel sud
a Tebe.
1.6.1

Sesostri I

infatti proprio mentre lui era nel deserto libico al comando di una spedizione contro le trib nomadi. Ricevuta la
notizia, Sesostri si dirige rapidamente verso la capitale
dell'Egitto e si fa incoronare nel 1962 a.C. prendendo cos
il controllo della situazione.
Il nuovo re governa insieme al glio Amenemhat II. Prima di morire fa costruire una piramide, a el-Lisht, in cui
viene sepolto. Il regno di Sesostri si caratterizza per la
politica interna volta a potenziare al massimo la regione
del Fayym, continuando in questo modo la linea politica tracciata dal padre. Economicamente il faraone continua lo sfruttamento delle cave di marmo e garantisce il
controllo delle miniere d'oro nella zona meridionale. A
Nord il faraone guida spedizioni contro le trib nomadi
e mantiene contatti commerciali col porto di Ugarit. La
maggior parte degli edici costruiti da Sesostri non arrivata ai nostri giorni. Grazie alla sua politica e a quelli dei
suoi successori, l'Egitto conosce cos un grande periodo
di tranquillit economica e politica.

1.7 Secondo periodo intermedio (dinastie


XIII, XIV, XV, XVI, XVII)
Il secondo periodo intermedio comprende le dinastie
XIII, XIV, XV, XVI e XVII. Da un punto di vista cronologico questa fase della storia egizia copre il periodo
dal 1790 a.C. al 1530 a.C.

1.7.1 L'invasione degli Hyksos


Il Medio Regno per l'Egitto antico uno dei migliori periodi della sua storia, sotto l'aspetto politico, economico ed amministrativo; ma subito dopo la morte di
Amenemhat III si verica un declino della prosperit e
del prestigio del paese. Durante questo nuovo periodo di
decadenza, il Secondo Periodo Intermedio, un'apparenza
di potere centrale continu nella XIII e XIV dinastia, ma
sempre pi indebolito e limitato alla regione meridionale
dell'Egitto.

Scultura ragurante il faraone Sesostri I

Il regno di Sesostri I come unico sovrano inizia in modo


cruento, con l'uccisione di suo padre Amenemhat I, ma
dal momento che il defunto faraone ha governato insieme al glio per dieci anni, la successione non crea problemi. Durante il regno del padre, Sesostri si occupato delle questioni militari. Amenemhat viene assassinato

Infatti, dopo un lungo periodo d'inltrazione, lenta ma costante, il Delta e anche l'antica capitale dell'Egitto, Men,
nisce con il cadere nelle mani degli Hyksos, una commistione di dierenti genti asiatiche, semiti in prevalenza,
ma la cui classe dirigente era probabilmente formata da
elementi khurriti, che stabilirono la loro capitale nel Delta Orientale, ad Avaris, l'attuale Tell el-Daba, dove scavi
recenti hanno portato novit storiche e archeologiche, come gli stretti rapporti con la Creta minoica. Di recente
stata avanzata con froza l'ipotesi che gli hyksos fossero
autoctoni dell'Egitto, aristocratici ribelli, anche se gli di
una coltura locale (del delta), in genere repressa (anche
a livello di culto) dagli egiziani del sud, molto aperta alle commistioni con le altre popolazioni mediterranee e
caanantite.[4]

1.8

Nuovo Regno (dinastie XVIII, XIX e XX)

Questi dominatori, assimilarono la civilt egiziana e, probabilmente impiegando largamente funzionari egiziani,
amministrarono il paese con metodi non oppressivi e non
dovettero essere malvisti dai loro sudditi, nonostante i foschi colori con cui la contro-propaganda tebana descrive
quel periodo. L'Egitto deve agli invasori almeno la conoscenza dei cavalli e dei carri da guerra, no ad allora
ignoti in Egitto.
Sotto gli ultimi re hyksos, Kamose, un sovrano di Tebe
della XVII dinastia, decise di attaccare gli stranieri: il
primo segno storicamente certo di un tentativo di cacciare dal delta gli invasori. Della sua guerra di liberazione
Kamose ha lasciato testi uciali epigraci. L'espulsione
degli Hyksos avvenne per in maniera lenta e graduale,
con un lento indebolirsi del loro potere.[5] Gli invasori
furono scacciati in maniera denitiva solo con Ahmose,
fratello e successore di Kamose: egli riusc infatti a superare il delta e a giungere no in Palestina dove, dopo
un assedio durato tre anni, conquist la citt forticata di
Sharuhen, spazzando via denitivamente gli Hyksos[5] . In
questo modo ebbe inizio la XVIII dinastia con la quale si
apr il Nuovo Regno.

1.8

Nuovo Regno (dinastie XVIII, XIX e


XX)

Comprende le dinastie XVIII, XIX e XX e copre gli anni


dal 1530 a.C. al 1080 a.C.
L'Egitto ora di nuovo riunito ed unicato: ha mostrato di saper combattere ed pronto a un nuovo periodo di splendore. La Nubia viene ripresa, un nuovo
senso di politica e di conquista spinge i sovrani della
XVIII dinastia alla conquista militare della Siria e della
Palestina, specialmente con Thutmose I, primo sovrano
imperialista.

1.8.1

Hatshepsut

Dopo la morte di Thutmose I, gli succede al trono il glio


Thutmose II. Alla sua prematura scomparsa sale al trono
la moglie di quest'ultimo, Hatshepsut che comincia il suo
regno nel 1490, al anco del nipote Thutmose III, ancora
bambino, glio del defunto faraone e di una concubina.
Per sette anni la regina si adattata a un ruolo politico secondario. Ma l'appoggio dei sacerdoti di Amon, del visir
e degli architetti reali permette ad Hatshepsut di proclamarsi faraone, relegando Thutmose III ad altre attivit di
minore importanza.
Riconosciuta come re, si fa rappresentare in aspetto maschile e adotta il protocollo faraonico, pur modicandolo
leggermente. Hatshepsut avvia una vasta attivit di costruzione a Tebe, dove spicca il suo tempio funerario a
Deir el-Bahari. Per legittimare il suo potere si serve inoltre dei sacerdoti di Amon che, in cambio di una loro maggiore inuenza, creano per lei il mito della teogamia. Il

Statuetta ragurante Hatshepsut

dio Amon, possedendo il corpo del faraone Thutmose I,


si sarebbe unito alla regina e questa avrebbe concepito
Hatshepsut. Con tale spiegazione si attribuisce dunque alla sovrana un'origine divina e quindi il diritto a governare
come faraone.
Sotto il suo mandato si compiono dunque spedizioni commerciali verso il sud, alla ricerca di materiali esotici come legno profumato o oro, e organizzate anche campagne
militari che permettono di controllare la terza cateratta e
di arrivare no alla sesta. Tali spedizioni sono guidate da
Thutmose III, che, nonostante il presunto odio verso la zia
usurpatrice, non si sollever mai contro di lei. Durante il regno di Hatshepsut si completano parte dei templi
di Ermant e Karnak, si realizzano lavori di costruzione a
Buhen e a Beni Hasan, dove la regina ha fatto erigere lo
Speos Artemidos.

1.8.2 Piena espansione


L'Egitto, con il regno di Thutmose III ha raggiunto la sua
massima espansione: l'impero comprende ora la Nubia e
giunge in Asia no all'Eufrate. L'impero era ben controllato, con funzionari egiziani e presidi militari; i rapporti

1 STORIA

con i sovrani asiatici di Babilonia, di Mitanni, di Cipro ministrativa, ma che deve la sua posizione al fatto di aver
erano tti e cordiali.
abbracciato la nuova fede e di aver appoggiato il re nella
Per il regno di Amenhotep III e per quello di sua riforma. Il dio di Akhenaton, di cui il sovrano profeAmenhotep IV siamo particolarmente bene informati ta e sacerdote poteva avere, in quanto culto puro dell'astro
grazie all'archivio della corrispondenza uciale con quei del sole, elementi di cosmopolitismo, come mostra bene
sovrani: le tavolette d'argilla coi testi accadici ritrovate a un passo dell'Inno ad Aton probabilmente composto dallo
stesso faraone:
Tell el-Amarna.
L'Egitto divenne il paese pi ricco del mondo antico; ma
l'oro che arrivava in Egitto, dalla Nubia e dall'Asia, in
massima parte andava ad arricchire le casse dei templi;
Amon di Tebe, al quale i sovrani consacravano gran parte del bottino, vede il suo sacerdozio divenire sempre pi
potente e il sovrano dipendere da quello.
1.8.3

Akhenaton

La ne dello scisma atoniano e la rivincita degli di ignorati o perseguitati, soprattutto Amon, si prepara gi negli
ultimi anni di Akhenaton: alla crisi contribu anche la situazione in cui era venuta a trovarsi la potenza egiziana
in Asia. La corrispondenza dei sovrani asiatici con Akhenaton mostra che continuavano, almeno nei primi anni
del suo regno, rapporti diplomatici amichevoli. Invece un
quadro del tutto diverso presentato dalla corrispondenza tra il faraone e i capi e principi siriani, fra i quali si
manifesta un certo disagio e una crescente insoerenza
per l'autorit egiziana in Siria: alla base c' sicuramente
la mano del re degli ittiti, la nuova potenza minacciosa in
Asia, che controlla i movimenti dei ribelli, li coordina e,
all'occasione, si appropria delle loro conquiste.
La Siria ora divisa in due fazioni: quelli che restavano
fedeli all'Egitto come i principi degli stati siriani costieri, Byblos, principalmente, e Damasco, e quelli che speravano di ottenere vantaggi dal cambiamento, duciosi
nell'appoggio degli Ittiti, come i principi della zona interna. Akhenaton, bench i principi a lui fedeli abbiano
chiesto aiuto diverse volte, non ha mai risposto alle loro
preghiere.
Alla sua morte, l'Egitto pronto a tornare alla condizione che aveva preceduto il tentativo di riforma religiosa
monoteista detta "amarniana".
1.8.4 Tutankhamon

Tutankhamon, detto anche il faraone bambino a causa


della morte precoce in et adolescenziale, fu il terzultimo faraone della XVIII dinastia; nato come Tutankhaton
(Immagine vivente di Aton") e rinominatosi successivamente Tutankhamon (Immagine vivente di Amon") come simbolo della volont di riallacciare i rapporti con il
clero di Amon e restaurare i culti antichi dopo la cosiddetta eresia amarniana condotta dal padre Akhenaton,
Il faraone Akhenaton
il faraone eretico, la cui storia fu cancellata da tutti i
monumenti, cos come il culto monoteistico del suo dio
L'urto tra il potere del faraone e quello del clero di Amon Aton, attraverso una massiccia opera di damnatio memoporta a una crisi violenta e aperta nel regno di Amenhotep riae, di cui anche Tutankhamon, malgrado i suoi sforzi di
IV: i sacerdoti sono cacciati, i templi chiusi e particolar- recuperare lo status quo pre-amarniano, rimase vittima.
mente Amon e il suo clero sono perseguitati, mentre an- Il piccolo monarca proclama presto il ripristino delle feste
che Tebe non pi la capitale. Amenhotep IV fonda una e del culto degli di precedenti al regno del padre e torna
nuova citt, Akhetaton (l'orizzonte di Aton) in onore del cos a riconciliarsi con il clero tebano. La capitale, dopo
dio della nuova religione monoteista (o pi probabilmente lo spostamento ad Akhetaton (Orizzonte di Aton) ad
enoteista), Aton, il disco solare.
opera di Akhenaton, viene riportata all'antica Tebe, sede
Il sovrano, che assume ora il nome di Akhenaton forma del sacerdozio di Amon. Tutankhamon sposa la giovane
nuovi quadri amministrativi, sostituendo ai vecchi fun- Ankhesenamon (Lei vive per Amon), nata Ankhesenzionari gente nuova, che non aveva una formazione am- paaton (Lei vive per Aton), sua sorellastra; la coppia

1.8

Nuovo Regno (dinastie XVIII, XIX e XX)

tent di avere dei gli, come dimostrano le due piccole


mummie di feti (uno non sopravvissuto a un parto prematuro, l'altro nato morto), entrambi femmine, ritrovate
nella tomba del giovane re. Tutankhamon regna per circa dieci anni e muore all'et di diciannove anni, nel 1325
a.C.

1.8.6 Horemheb

Ay, suo consigliere dato, ne sposa la vedova,


Ankhesenamon, e gli succede sul trono per quattro
anni; alla sua morte, il clero appoggia la salita al trono
di Horemheb, che non faceva parte della famiglia reale
ma si era distinto come generale sotto Akhenaton e
Tutankhamon. Con la sua morte, la XVIII dinastia si
conclude.

Ancora generale, dopo la morte di Akhenaton, mostra la


sua energia riuscendo a conservare la Palestina all'Egitto
con una spedizione fortunata; divenuto faraone, si preoccupa di sanare la deplorevole condizione del paese emettendo un decreto che uno dei pi importanti documenti
legislativi lasciati da sovrani egiziani.

1.8.5

Ay

La denitiva sistemazione dell'Egitto spetta comunque a


Horemheb il quale viene scelto come re dall'oracolo di
Amon (in realt dal suo cedro), come narra egli stesso in
una iscrizione.

Le misure adottate da Horemheb sono in parte legislative


(riorganizza i tribunali, reprime gli abusi e le estorsioni ai
danni dei contadini, le requisizioni abusive di schiavi ai
privati) e in parte amministrative.
1.8.7 Ramessidi
Dopo Horemheb, morto senza eredi, si ha un netto cambiamento: i sovrani della XIX dinastia, di cui il fondatore
Ramesse I, gran visir del precedente faraone, non sono di origine tebana, bens del delta orientale. Ci spiega
anche perch Seth, il dio locale, sia la divinit protettrice
dei membri di questo casato.
La politica religiosa dei primi tre sovrani della XIX
dinastia di favorire altre divinit: Ra di Eliopoli e
Ptah di Men in modo particolare, cos da evitare
l'intromissione nel potere da parte del sacerdozio tebano (iniziata con la XVIII dinastia e di cui la netta presa
di posizione di Akhenaton, ma gi per anche suo padre
Amenhotep III dava segni di insoerenza, fu probabilmente la conseguenza[6] ) senza tuttavia entrare in conitto con esso, anzi ucialmente mostrandosi devoti del dio
di Tebe (ricordiamo che il nome Ramses nel cartiglio di
Ramses II aancato dalla dicitura mery Amon, amato da Amon). Sotto il loro comando, l'Egitto conosce un
periodo di grande splendore, culturale ed economico.
1.8.8 Ramses / Ramesse / Ramsete II

Ay

Dopo due anni di regno Ramses I muore e al suo posto


sale al trono il glio, Seti I, gi co-reggente: questi regna
sull'Egitto per circa diciotto anni, e il suo un periodo
di equilibrio assoluto. Suo glio e successore Ramses
II (Ramesse II), uno dei pi grandi faraoni nella storia
d'Egitto.

Ramses dimostra ben presto di essere un ottimo comandante: nei primi anni di regno aronta e scongge infatti
un gruppo di predoni del mare, denominati Shardana, in
seguito inglobati nella sua guardia personale. Ma la sua
impresa pi memorabile, e senza dubbio la meglio doIl suo regno dur circa cinque anni, uno dei pi brevi della cumentata nella storia dell'Antico Egitto, la Battaglia
storia dell'Antico Egitto. Si era sposato con la vedova del di Kadesh, combattuta nei pressi del ume Oronte, nelfaraone suo predecessore, Ankhesenamon.
la quale il faraone aronta l'Hatti, equivalente all'impero
Il successore del faraone Tutankhamon fu il suo visir, di
nome Ay. Non si ancora certi di come sia morto Tutankhamon, ma una delle pi accreditate teorie quella in
cui lui verrebbe ucciso da Ay.

10

1 STORIA

anatolico, sotto la guida di Muwatalli II. Bench nessuno


dei due contendenti vinca la battaglia, Ramses far larghissima propaganda all'episodio presentando la battaglia
di Kadesh come una grande vittoria, per il semplice fatto di aver riportato la quasi totalit dell'armata in patria
e di essere riuscito a salvare la patria. Il sentimento del
pericolo, comune all'impero ittita e all'Egitto nel suo predominio sulla Siria, dell'aermazione della potenza assira in Asia certamente alla base del trattato di pace tra
Ramses II e Hattusili, fratello e successore di Muwatalli.
Il testo dell'alleanza difensiva tra le due potenze era redatto in geroglico egiziano e in cuneiforme. A suggello
della nuova situazione tra i due paesi si ha il matrimonio
tra la glia del sovrano hittita e Ramses II.
Il faraone, per, non ricordato solo come grande guerriero e come eccellente governante dell'impero egiziano, ma anche come un instancabile costruttore, tanto che
molti edici e opere sono stati creati, modicati o ristrutturati proprio per mano sua: si possono ricordare sia i due
templi di Abu Simbel, uno dedicato a s stesso, l'altro alla moglie Nefertari divinizzata, sia il Ramesseum, la citt
di Pi-Ramses, sua nuova capitale. Il suo uno dei regni
pi lunghi, insieme a quello di Pepi II risalente alla ne
dell'Antico Regno: Ramses muore infatti a circa 91 anni,
dopo sessanta anni di governo. Padre di numerosi gli,
riesce a far salire sul trono solo il tredicesimo, Merenptah,
non perch i precedenti non fossero meritevoli di tale titolo, ma perch semplicemente non erano sopravvissuti a
lui.

1.8.10 Ramses III e la crisi del Nuovo Regno


Durante il regno di Ramses III (che pu considerarsi
l'ultimo grande sovrano del Nuovo Regno), il Delta egiziano fu di nuovo in pericolo per gli attacchi ripetuti dei
Libici, ancora alleati con elementi dei Popoli del mare
e per l'attacco nel Delta Orientale, per terra e per mare
questa volta, di orde di Popoli del mare, ma Ramses
III riusc a proteggere il conne egiziano. Lunghi testi
e scene scolpite sulle pareti del suo tempio funerario a
Medinet Habu commemorano gli episodi delle imprese
belliche del sovrano e le sue vittorie.
Ramses III riesce a conservare la Palestina, ma dopo di
lui l'Egitto non ha pi la forza di mantenere la sua supremazia in Asia. La crisi appare infatti evidente verso la ne
del suo regno: l'Egitto sore di una gravissima situazione economica che porta all'inazione; tra gli operai della necropoli tebana si vericano veri e propri scioperi di
protesta per le paghe che non sono date e ancora durante
il regno di Ramses IX attestato un altro grave sciopero nello stesso ambiente; bande di ladroni depredano le
ricche tombe dei Faraoni nella Valle dei Re.

La progressiva debolezza del potere centrale, i disagi economici, la scomparsa di un vero e proprio impero egiziano, tutto porta alla rovina dell'Egitto, che conosce disordini e carestie nch alla ne della XX dinastia l'unit del
regno delle Due Terre si sfascia, quando un debole faraone regna nel Delta, con capitale a Tanis, mentre in Alto
Egitto domina Herihor, il quale ha riunito nelle sue mani
probabilmente sotto il suo regno che si collocherebbe la funzione di ministro dell'Alto Egitto e quella di sommo
sacerdote di Amon a Tebe.
l'episodio biblico dell'Esodo.

1.8.9

Merenptah e i Popoli del mare

Il glio e successore di Ramesse II, Merenptah, deve far


fronte a una situazione molto grave, che tocca direttamente l'Egitto, e non pi soltanto il suo prestigio nelle
zone esterne del dominio egiziano: il pericolo alla frontiera occidentale dell'Egitto ed costituito dai Libici che
fanno pressione per entrare in Egitto e che portano con
s anche truppe appartenenti ai "Popoli del mare", quelle
genti, cio, che provenienti per mare dall'Egeo e forse anche dal Mediterraneo occidentale, devastarono il bacino
orientale del Mediterraneo.

1.9 Terzo periodo intermedio (dinastie


XXI, XXII, XXIII, XXIV, XXV)
Dopo Herihor, l'Egitto entra in una fase decisa di decadenza. La Nubia si stacca dal regno, e a Napata, la
citt eletta capitale, saliranno al trono sovrani di cultura in qualche modo egiziana che si considereranno eredi dei faraoni. La Libia e la Siria sono ormai sottratte
all'inuenza egiziana. Anche l'Alto Egitto si separa praticamente dal resto del paese, e si costituisce come stato
autonomo dominato dai sacerdoti di Amon.

Verso il 959 a.C., dall'ambiente delle colonie militari libiche che negli ultimi tempi sono state accettate in Egitto, sale sul trono del faraone una dinastia libica, la XXII;
Della sua vittoria sui Libici e sui loro alleati, Merenptah Tebe e l'Alto Egitto restano in mano al sacerdozio amd un ampio resoconto in una iscrizione a Karnak e in una moniano. Uno dei sovrani libici, Sesonchis, tenta di ristele, nota come stele di Israele perch Israele vi gura prendere la politica asiatica, ma ben presto il paese ricade
menzionata nell'inno che conclude questo testo uciale: nell'inerzia e nella disorganizzazione.
I re sono abbattuti e dicono: Pace, nessuno alza la testa
dei Nove Archi: la Libia devastata, gli Hittiti pacicati,
Canaan distrutta con ogni male, Ascalon conquistata,
Gezer presa, Yenoam annientata, Israele desolata e non
esiste il suo seme. La Palestina divenuta una vedova a
causa dell'Egitto, tutti i paesi sono uniti, tutti pacicati.

L'unit dell'Egitto viene ricostituita intorno al 730 a.C. da


sovrani del lontano regno di Kush: appoggiandosi al sacerdozio tebano, Piankhi prima, poi suo fratello Shabaka
conquistano l'Egitto, sottomettendo i principi locali che,
specialmente nel Delta, erano fortemente indipendenti e
bellicosi. La nuova dinastia, la XXV, d quindi all'Egitto,

1.10

Epoca Tarda

11
contatti commerciali ed economici con la Grecia portano all'Egitto vantaggi commerciali ed economici poich,
commerciando adesso con i Greci, gli egiziani sono affrancati nel Mediterraneo dalla necessit di mediazione
dei fenici.
piuttosto una politica africana quella che l'Egitto conduce adesso militarmente, in Nubia, a Cirene, e i tentativi
di intervento militare in Siria e in Palestina si risolvono
in scontte. I sovrani saitici assumono largamente mercenari greci, bench questa preferenza sia causa di dicolt interne per la rivalit tra egiziani e Greci: ma i Greci
sono adesso gli alleati dell'Egitto contro la nuova potenza asiatica che minaccia l'equilibrio del Mediterraneo: la
Persia.

1.10.1 La conquista persiana

Guerrieri assiri

con l'unit, un nuovo impulso: estremamente pii, i sovrani


di Kush restaurano templi e ne edicano di nuovi, e la devozione ad Amon, loro dio, al centro della loro piet. La
piet religiosa, venata di un certo arcaismo di tipo ortodosso, porta i sovrani etiopici a prendersi cura dei templi
e dei culti antichi.
La vera debolezza della XXV dinastia sta nel fatto che
la capitale del regno era lontanissima da Kush, dove, dopo la conquista, i sovrani sono ritornati, lasciando libert di manovre indipendentistiche ai principi locali delle
citt egiziane. Ma la dissoluzione dell'unit egiziana viene dall'esterno: gli Assiri, la nuova grande potenza assoluta in Asia, penetrano in Egitto e, saccheggiando e distruggendo, arrivano a Tebe: Assurbanipal riduce l'Egitto
a una sorta di protettorato assiro che designa come capi
locali i principi egiziani del Delta educati a Ninive.
Stele ragurante il re Dario I con alcuni servitori

1.10 Epoca Tarda


Quando l'Assiria conosce per la crisi, l'Egitto, sotto una
nuova dinastia, la XXVI, ha di nuovo un periodo d'unit:
Psammetico, principe di Sais e vassallo dell'Assiria, si allea con la Libia e caccia gli Assiri dall'Egitto. La dinastia
saitica (di origine libica) regna per pi di un secolo restituendo al paese un ultimo periodo di rinascita: il potere
accentrato, Tebe sotto controllo da quando Psammetico
I fa adottare come "Divina Adoratrice" la propria glia, i

L'ultimo faraone della XXVI dinastia, Psammetico III,


scontto e catturato dal re persiano Cambise, glio di
Ciro, nella battaglia di Pelusio. L'Egitto, con Cipro e la
Fenicia, entra a far parte dell'impero achemenide, sesta
delle venti divisioni amministrative, o satrapie. La XXVII
dinastia comprende Cambise, morto nel 522 in Siria sulla
via del ritorno in Persia e, in successione, Dario I, Serse,
Artaserse I, Dario II e Artaserse II, che viene riconosciuto
in Egitto come faraone almeno no al 402.

12
Per intensicare i rapporti della Persia con la satrapia
d'Egitto, Dario I realizza il raccordo con il Mar Rosso
dell'antico canale nilotico che sboccava nel Lago Timsah,
l'odierno Ismailia per poi attraversare i Laghi Amari e
che in quattro giorni di navigazione permetteva di andare da Bubasti no al Mar Rosso. Lungo il canale Dario I
fa erigere la sua stele celebrativa, di dimensioni colossali
con testi geroglici, cuneiformi ma anche bilingui. Nello
stesso spirito si realizza anche la grande statua di Dario
I in abito persiano, coperta d'iscrizioni gerogliche e cuneiformi, scoperta nel 1972 a Susa, eseguita in Egitto e
trasferita in Persia probabilmente da Serse.
L'Egitto recupera la sua indipendenza in seguito alla
guerra condotta da Amirteo di Sais, primo e unico rappresentante della XXVIII dinastia. La guerra proseguita da Nepherite di Mende, fondatore della XXIX dinastia. L'ultimo faraone dello stato egiziano indipendente
Nectanebo II, della XXX dinastia, al quale si deve una
notevole attivit edilizia nel Delta. Nectanebo organizza
il proprio culto, in vita, sotto le sembianze del dio falco
Horus. La sua opposizione ai rinnovati attacchi persiani sono per inutili e, nel 343, vinto da Artaserse III,
costretto a fuggire in Nubia.

2 ARTE
lavori dipendeva dalla grandezza del complesso funerario, che doveva essere pronto al momento della morte del
faraone.
Dopo aver inaugurato ucialmente la costruzione si iniziava il primo gradino della piramide. Il lavoro veniva
svolto da squadre di operai che ricevevano un salario dallo Stato. Una volta stabiliti i gruppi di lavoro, si procedeva all'estrazione dalle cave della pietra necessaria per
innalzare la piramide. Il metodo di estrazione dipendeva dalla durezza. Le rocce molto dure venivano sottoposte a un brusco cambiamento di temperatura. Perci,
prima veniva riscaldata la supercie e poi veniva rapidamente rareddata, incrinando la massa e permettendo
di tagliare la pietra con semplici strumenti dello stesso
materiale, o di legno oppure di rame. Un altro metodo
consisteva nell'abbassare il terreno, tracciando una rete
di piccole trincee no a raggiungere la profondit adatta
all'estrazione.

Dopo averli separati, i blocchi della parete della cava venivano deposti sul piano per poi essere trainati ai piedi
della piramide. Per evitare che rimanessero incagliati, si
spargeva a terra del fango, che permetteva un migliore
scorrimento delle slitte. Intanto, altre squadre di operai
La seconda dominazione persiana dura appena dieci anni; provvedevano a sollevare i blocchi di pietra, completandopo la battaglia di Isso nella quale viene scontto Dario do cos i diversi piani. Come gli Egizi riuscirono a solleIII, l'Egitto costretto ad essere inserito nell'impero vare pietre tanto grandi e pesanti una questione ancora
di Alessandro Magno, dando cos inizio all'ellenismo e aperta. Molto probabilmente, come testimoniano i resti
trovati nel tempio di Setibtawy, utilizzarono un articolaall'Egitto tolemaico.
to sistema di rampe, permettendo alle squadre di lavorare senza ostacolarsi. Gli spazi che restavano tra i vari
piani venivano riempiti con materiali vari e il tutto veni2 Arte
va ricoperto con pietra calcarea bianca, concludendo cos
la lavorazione e permettendo al sovrano di riposare nella
2.1 Piramidi
propria, gigantesca, sepoltura.
Le tombe che i faraoni delle prime due dinastie avevano utilizzato come sepolcri furono sostituite da un nuovo
edicio durante il regno del faraone Zoser: la piramide.
La costruzione di questa prima opera deriv dalla sovrapposizione di mastabe, tombe generalmente a forma di piramide tronca, di grandezza decrescente via via che aumentava l'altezza. La gura a gradoni simboleggiava la
scala attraverso la quale il faraone saliva al cielo. A essa ne seguirono altre e, durante la IV dinastia, apparve la
prima piramide perfetta.
La prima fase della costruzione consisteva nello scegliere
il luogo adatto all'ubicazione; poi si disegnavano le piante
e si decideva la quantit di materiale e di personale necessaria. Allora venivano convocati i sacerdoti, per determinare i punti cardinali che avrebbero orientato le facce
delle piramidi, delimitare le basi e procedere alla cerimonia del livellamento del terreno. Il faraone doveva eseguire il rituale dell'inizio della costruzione e la cerimonia
dell'allungamento della corda, che consisteva nel vericare l'orientamento, nel piantare un piolo in ciascun angolo, nell'iniziare lo scavo di una piccola parte della fossa,
nel modellare un mattone e nel porre la prima pietra. Cominciava cos la costruzione vera e propria. La durata dei

2.2 La Valle dei Re


I faraoni del Nuovo Regno scelsero come luogo del loro
eterno riposo una valle collocata all'estremit occidentale
di Tebe. Fu Jean-Francois Champollion, nel XIX secolo,
a dare per la prima volta a questa valle, conosciuta no ad
allora come la Grande Prateria, il nome di Valle dei Re.
La scelta di questo luogo non fu casuale: qui l'occidente
indicava infatti, secondo le credenze religiose dell'epoca,
il regno dei morti. Questa caratteristica funeraria era esaltata dalla presenza di una montagna a forma di piramide
che dominava la valle e richiamava alla mente le tombe
dei faraoni dell'Antico Regno.
La Valle dei Re un letto prosciugato di un ume, scavato tra le montagne tebane, il cui corso si biforca in due
diramazioni: quella secondaria, occidentale, o Valle delle Scimmie, in cui sono state rinvenute quattro tombe, tra
cui quella di Ay e Amenhotep III, e quella principale, che
appunto forma la Valle dei Re, nella quale sono state scoperte pi di 58 tombe. Questa valle appartata garantiva
ai re un riposo tranquillo, assicurato inoltre dalla vigilan-

2.3

I Grandi Templi

13

za di un corpo speciale di polizia e dalla protezione della nel suo naos sigillato, abitava il dio, nell'aspetto di una stadea cobra Meretseger che vegliava sulla sicurezza della tua preziosa, e dove solo il faraone e i sacerdoti potevano
necropoli.
entrare, quando venivano eseguite sulla statua divina le
Il primo faraone che utilizz questa valle per costruirvi cerimonie del culto giornaliero. Solo in eccezionali ricoril proprio sepolcro fu Amenhotep I. Durante il suo regno renze e feste la statua del dio lasciava il suo oscuro ricetto,
il concetto di complesso funerario cambi radicalmente; per essere portata in processione, sulla barca sacra (nella
la tomba fu infatti separata dal tempio, costruito vicino quale vi era sistemata una cappella).
alla sponda del ume o in un'altra valle. Anche la struttura degli ipogei sub delle modiche nel corso dei secoli.
Le piante delle costruzioni funerarie seguivano in genere
due modelli: quello della XVIII dinastia, a forma di angolo retto, e quello della XX dinastia, di tipo rettilineo.
In entrambi i casi, il sarcofago veniva posto nella sala pi
profonda e le pareti erano riccamente decorate.
La Valle delle Regine sorge nelle vicinanze della Valle
dei Re, fra le rocce che sovrastano la piana occidentale di Tebe. In lingua araba si chiama Bbn al-arm,
le porte dell'harem. Nella valle sono state individuate un'ottantina di tombe, molte mai portate a termine,
altre molto rovinate, tutte pi o meno delle due ultime
dinastie del Regno nuovo, XIX e XX. In essa riposavano, oltre a regine e concubine, anche alcuni importanti
funzionari quali ad esempio il gi citato Imhotep, Amonher-khepshef, primogenito di Ramesse II e molti dei suoi
gli.
La tomba che per pi di ogni altra spicca per bellezza quella appartenuta a una delle pi famose regine dell'Antico Egitto, Nefertari, la Grande Sposa Reale di Ramesse II. Questa vasta tomba scoperta nel 1904
dall'egittologo Ernesto Schiaparelli, collocata nel versante settentrionale della Valle delle Regine e presenta
una pianta molto articolata. E infatti diversa rispetto a
quella delle tombe di tutte le altre regine (solitamente pi
semplici e dotate di un'unica camera funeraria) e si ispira piuttosto alle sepolture faraoniche della vicina Valle
dei Re. Nelle pareti della seconda scala discendente, la
decorazione anche a rilievo. Al termine del ciclo pittorico, Nefertari si tramuta in Osiride, con il conseguente, auspicato raggiungimento dell'immortalit e della pace
eterna.

2.3

I Grandi Templi

Il tempio in Egitto era la "casa del dio"; come in una dimora umana, vi era una parte aperta anche agli estranei,
una destinata agli intimi e inne la parte pi segreta, dove solo il signore della casa aveva diritto di stare, cos lo
schema classico di un tempio egiziano, comprendeva un
cortile, pubblico, con porticati a colonne, dove poteva accedere anche la folla dei fedeli, mediante un portale monumentale inquadrato da due piloni, aperto nel muro di
cinta che proteggeva il tempio; poi, la sala ipostila, dove
avevano accesso il clero e gli alti dignitari: qui la luce era
scarsa, il sotto era sostenuto da altissime colonne; dalla
semioscurit della sala ipostila si passava all'oscurit assoluta del santuario, la parte pi intima e misteriosa, dove,

I templi in miglior stato di conservazione si trovano oggi maggiormente nella zona di Tebe, la "citt" per eccellenza. Qui si trova il complesso templare di Karnak,
sito architettonico estremamente complicato: nella cinta
dei grandi templi era il gran santuario di Amon, la cui
grandiosa sala ipostila fu iniziata da Seti I e continuata da Ramesse II, il tempio di Ptah, quello di Khonsu,
anch'esso di et ramesside; numerosi blocchi sono rimasti del tempio del sole, dedicato ad Aton, edicato dal
faraone Akhenaton prima di abbandonare Tebe; a Karnak vi anche il "Padiglione delle Feste" di Thutmose III,
ritenuto uno dei monumenti pi originali dell'architettura
templare.

Il tempio maggiore di Abu Simbel

A Luxor, nel santuario eretto da Amenhotep III, si ammira una fra le pi belle sale ipostile dei templi egiziani.
A Men, capitale dell'Antico Regno, non rimasto altro
se non povere rovine di templi, come il santuario di Ptah.
Ad Abido, nella zona meridionale dell'Egitto, conservato in ottimo stato il magnico tempio di Osiride, costruito da Seti I e terminato dal glio di questi, Ramesse II; il
tempio ha due sale ipostile e un santuario settuplo.
Menzione a parte meritano i due magnici templi di Abu
Simbel, ad opera dell'instancabile Ramesse II, uno dedicato a Ra e al faraone divinizzato, uno dedicato ad Hathor
e alla regina Nefertari, adattati magnicamente alla topograa del luogo, un terreno montuoso, e alla natura del
materiale scavato, la roccia.
Quattro grandi statue sedute del sovrano, alte quasi 21
metri, a gruppi di due, dominano la facciata del primo
tempio, il maggiore. Sull'entrata del tempio venne posta
una statua di Ra mentre aerra gli altri simboli che compongono uno dei nomi del faraone: una gura di maat
e uno scettro. Il tempio presenta una sala ipostila, dalla
quale si accede alla camera che precede il santuario, e un
numero elevato di sale secondarie laterali.

14

La facciata orientale del tempio dedicato ad Hathor e


Nefertari consta invece di sei statue alte circa 10 metri.
Quattro di queste rappresentano il faraone e due la sposa
Nefertari, cui spett l'inusuale onore di essere ragurata
della stessa grandezza del re. Scolpite all'interno di nicchie, le sculture hanno la gamba sinistra in avanti; ai lati
di ciascuna sono rappresentati principi e principesse. La
decorazione interna di entrambi i templi ricorda episodi
della celebre Battaglia di Kadesh, combattuta da Ramesse
II contro gli ittiti.

2.4

Scultura

SOCIET

ginario pr-3 (pronuncia convenzionale: per-aa) signica


grande casa e indicava la residenza reale e venne usato per indicare il monarca a partire da Thutmosis III. Per
quanto riguarda i nomi personali sono indicati da una titolatura con cinque nomi, che spesso comprendono lunghi epiteti riferiti ad un programma o ad una realizzazione del re, ad esempio: "Colui che tiene unite le Due
Terre".
I sovrani dell'Egitto unito portano la corona Sekhemty,
che vuol dire le due potenti, unione della corona "Deshret", la rossa, simbolo del Basso Egitto, e della bianca, "Hedjet", simbolo dell'Alto Egitto, poich signori delle Due Terre Unite. Nel Nuovo Regno e principalmente
durante l'epoca del faraone Ramesse II, grande guerriero, il faraone era solito portare il cosiddetto "Khepresh",
la corona di guerra, un casco blu con piccole decorazioni circolari. Queste corone erano tutte accomunate
dall'"Ureo", la dea cobra, protettrice dei faraoni.

La grande abbondanza di materiale lapideo in Egitto determin n dalle origini una notevole ricchezza di opere
scultoree. Nella scultura a tutto tondo o ad altorilievo le
gure sono presentate in maniera rigidamente frontale, e
sebbene siano talvolta inscenati dei movimenti di braccia e gambe, il risultato sempre sostanzialmente statico. Grande attenzione viene di solito posta nei volti, con 3.2 La burocrazia e gli scribi
una maggiore delicatezza nella resa del modellato e dei
lineamenti.
L'Egitto ebbe la pi articolata amministrazione
dell'antichit. Agli ordini diretti del faraone c'era
una specie di primo ministro, il visir, cui faceva capo
l'intero apparato amministrativo: egli controllava la
3 Societ
gestione della giustizia, il tesoro e le entrate scali,
sovrintendeva ai lavori pubblici. Il visir aveva al proprio
3.1 Il faraone
servizio numerosi funzionari, distribuiti in ordine gerarchico negli uci centrali e in tutti i distretti del paese.
Il faraone il sovrano potente e incontrastato, apice delDato che tutti gli atti pubblici venivano accuratamente
la piramide sociale che regge l'Egitto. Pi dio che uomo,
registrati e archiviati, gli scribi formavano l'ossatura
incarnazione di Horus, glio di Osiride, colui che scondella burocrazia egiziana, presenti a corte come nei pi
sse il male, rappresentato da Seth, il faraone nasce con
lontani uci periferici, nelle esattorie delle imposte,
l'avvento di Narmer e l'unicazione delle Due Terre sotto
nei campi e censire il bestiame o a misurare i raccolti,
un unico scettro.
avevano un ruolo primario e insostituibile, che garantiva
loro prestigio e privilegi. La complessit della scrittura
geroglica richiedeva del resto lunghi anni di studio, e
solo pochi la apprendevano.
Il faraone, come possiamo vedere sia nelle pitture murali
che nei sarcofagi, regge due scettri: il pastorale, Hekat,
simbolo del sovrano pastore del gregge, e dunque guida, e il Nekhekh, simbolo di potere e fonte di timore per
nemici e ribelli. Durante le cerimonie uciale si soleva
reggere anche il Uas, lo scettro degli di, un lungo bastone
la cui parte superiore aveva la forma di animale mitico.

3.3 Le donne
Nonostante siano noti pochi esempi di donne egizie del
ceto medio giunte a ricoprire ruoli importanti nella vita pubblica, la condizione femminile nell'antico Egitto
era generalmente migliore rispetto a quella della donna
La corona blu Khepresh
in Grecia o nell'antica Roma. Spesso, in assenza dei loro
mariti, gestivano direttamente le piccole aziende o imLa parola faraone, desunta dalla Bibbia, per anacroni- prese dei loro consorti, anche se ovviamente il loro ruolo
stica per gran parte della storia egiziana. Il termine ori- preminente era legato soprattutto alla vita familiare come

3.6

Funzionari di stato

mogli e madri. Nell'ambito della vita domestica a loro era


adata la gestione della casa e della servit oltre che il
compito di educare i gli. Al di fuori della vita domestica le posizioni pi comuni erano quelle di ballerina,
preca o accompagnatrice musicale, mentre per le donne abbastanza ricche da poter avere alle loro dipendenze serve che si occupassero dei gli non era infrequente
l'impiego come profumiere, cantanti, musiciste o come
sacerdotesse di rango minore al servizio di qualche divinit. Per quel che riguarda le donne di estrazione nobile o di sangue reale si conoscono svariate donne assai
inuenti: una delle pi note fu Nitocris, che intorno al
2218 a.C. regn al posto del marito deceduto. Ci fu poi
tra il 1600 e il 1200 a.C. una discendenza politica femminile: la regina Tetisheri, che ebbe tre glie (Ahhotep I,
Merit-Amon e Sat-Kamose, che sposarono Amenhotep.
Ahhotep I intraprese delle campagne contro gli Hyksos e
diede alla luce la regina Thothmes, sposa di Amose. La
quarta generazione fu rappresentata da Hatshepsut, che
avvi molte opere di ricostruzione. Tra le donne pi fortunate c'erano le sacerdotesse, che ricevevano educazione artistica e musicale e che, dalla diciottesima dinastia,
costituirono un ceto elevato ma accessibile a tutte.

15
nizzava una leva; venivano dunque reclutati giovani che,
una volta terminata la guerra, tornavano al loro lavoro
abituale. Molto pi comune era per il reclutamento di
mercenari, in particolare Libici e Nubiani. Questi ultimi
erano molto apprezzati come arcieri. L'esercito assunse
un ruolo importante a partire dal Medio Regno, giungendo al proprio apice nel Nuovo Regno, periodo di grandi
spedizioni militari.
L'esercito egizio era perfettamente organizzato, e alla
guida delle truppe stava sempre il faraone, sul quale ricadeva il comando assoluto. Malgrado questa concentrazione di potere, egli, come avveniva col suo potere religioso, delegava le sue funzioni ai generali. Vi sono per
molti faraoni, primo fra tutti Ramesse II, che accompagnavano le truppe in battaglia e spesso combattevano al
loro anco. Le truppe erano composte da corpi di arcieri, di fanteria e di cavalleria, o per meglio dire carreria,
quest'ultima riservata principalmente agli aristocratici.
Spessissimo nelle armate egiziane la truppa sui carri era la
pi numerosa. Erano carri leggeri, dierenti (per esempio) da quelli ittiti, e veloci. Erano spesso usati come truppa di sfondamento negli eserciti egiziani. Sul carro c'era
un arciere ma soprattutto un soldato armato di una lunga
lancia da guerra. Dei carri egiziani si pu dire che costituivano la cavalleria leggera dell'armata, appunto perch erano veloci e versatili. Gli egizi avevano conosciuto
il carro da guerra dal popolo invasore Hyksos.

Le donne avevano autonomia sociale-giuridica e potevano ereditare, tra i ceti medio-bassi capitava spesso che
lavorassero a anco degli uomini (come dimostrano le
pitture tombali) aancandoli nei lavori agricoli. Si ha notizia poi di donne a capo di un'azienda di loro propriet
(Nenofer, durante il Nuovo Regno) e di donne giunte a
svolgere la professione medica (Peseshet durante la IV
dinastia). Questa elevata autonomia sociale delle donne 3.6
egizie inuenz anche i diritti di quelle greche e romane
(quando i suddetti popoli conquistarono l'Egitto).[7]

3.4

Funzionari di stato

La casta sacerdotale

La casta sacerdotale aveva un ruolo importante nella gestione del potere, aancando i faraoni e minacciandone a volte la supremazia, basti ricordare lo scontro fra
Akhenaton e il clero di Amon.
Il sacerdote aveva il compito di ociare i numerosi e
complicati riti imposti dagli di. Poteva inoltre avere
l'accesso alla parte pi interna del tempio, quella in cui
era conservata la statua del dio, dopo preventive pratiche
puricatorie.
La circoncisione, la rasatura del corpo, l'astensione da cibi
come le verdure a foglia verde o i pesci di mare, il divieto
periodico di rapporti sessuali (ai sacerdoti era consentito
sposarsi) costituivano la regola.

3.5

L'esercito

Durante l'Antico Regno non vi fu necessit di un esercito permanente. Quando vi era bisogno di arontare
un'incursione beduina o la necessit di un bottino, si orga- Statua di scriba

16

Per amministrare l'Egitto il faraone ricorreva all'aiuto di


suoi rappresentanti, con un ampio sistema di funzionari,
dei quali il pi elevato era il "visir". Fino alla XVIII dinastia vi fu un solo visir per tutto l'Egitto, ma nel regno
di Thutmose III la funzione si sdoppi e vi fu un visir del
sud che risiedeva a Tebe e un visir del nord che aveva la
sua sede a Eliopoli. Al visir facevano capo tutte le branche amministrative dell'Egitto ed era inoltre quel che oggi
chiameremo ministro della guerra, ministro degli interni,
capo della polizia egiziana, ministro dell'agricoltura e ministro di grazia e giustizia. Vi erano comunque molti altri
tipi di funzionari come ad esempio i grandi maggiordomi, dediti ad amministrare le terre di propriet del faraone, comandanti militari, architetti reali, come ad esempio
il famoso Imhotep che venne divinizzato dopo la morte
e, tra i funzionari meno conosciuti, i sementi, addetti alla
ricerca dell'oro e pietre preziose.
L'Egitto riusciva inoltre a conservare la propria economia grazie all'aiuto di funzionari, trascrittori di tutte le
derrate alimentari, delle importazioni e delle esportazioni, del numero di capi di bestiame, di vino o altri prodotti
che entravano nei magazzini: erano gli scribi. Chiunque
poteva diventare scriba, sebbene generalmente fosse un
mestiere che veniva tramandato di padre in glio. Durante l'Antico Regno era lo scriba a insegnare personalmente al proprio glio; tuttavia, a partire dal Medio Regno,
in alcune citt comparvero le prime scuole degli scribi
dette "case della vita". I bambini vi entravano all'et di
quattro anni e il loro apprendistato niva verso i dodici. Iniziavano copiando frammenti di calce o ceramica,
o di legno ricoperto di gesso, dato che il papiro era un
materiale molto costoso. Oltre a saper scrivere dovevano anche conoscere le leggi e avere nozioni di aritmetica
per calcolare le imposte. Questa casta era talmente importante da avere una propria divinit tutelatrice: il dio
Thot. Questi, rappresentato sia come babbuino che come ibis, nel poemetto imprecatorio scritto da Ovidio, era
ritenuto inventore della scrittura e del calendario, scriba
supremo, presenziava personalmente alla cerimonia del
giudizio dell'anima, trascrivendo le dichiarazioni come in
un qualsiasi processo.

3.7

SOCIET

to nelle citt del Delta, c'erano i marinai, che esercitavano il commercio marittimo verso Creta, Cipro, il Libano,
esportando e importando.
C'era anche un'altra classe, la pi bassa, formata da persone che appartenevano al re o ai templi, o ai privati: uomini addetti soprattutto al lavoro dei campi e donne addette
specialmente alle case.
3.7.1 Agricoltura
Il contadino egizio dedicava gran parte della giornata a
curare i campi e a difenderli dalla siccit e dalle calamit.
Arava e seminava il terreno in autunno, quando non era
ancora impregnato d'acqua, in modo da poter utilizzare
al meglio i primitivi strumenti di cui disponeva. Il successivo compito era quello di curare l'irrigazione dei vari appezzamenti, dal momento che l'abbondanza del raccolto dipendeva dall'acqua che vi arrivava; doveva quindi sorvegliare che le dighe e i canali portassero regolarmente acqua ai campi. Nei luoghi dove non era possibile
far arrivare l'acqua con i canali, utilizzava altri sistemi di
trasporto o stoccaggio come le cisterne.
Le coltivazioni pi importanti erano quelle del lino e dei
cereali, dalle quali si ricavavano due raccolti: il principale
avveniva alla ne dell'inverno e l'altro, meno abbondante, in estate. Una volta cresciute le spighe, era necessario mieterle. Il lavoro del contadino era controllato dagli
scribi, che curavano di riscuotere le tasse a seconda del
rendimento ottenuto e di punire chi non rispettava le prescrizioni. Il grano era custodito in silos e nei magazzini i
quali dipendevano, per la maggior parte, dallo Stato e dai
templi. I granai dovevano essere pieni per far fronte ai periodi di cattivo raccolto e per approvvigionare l'esercito
e i funzionari.
3.7.2 Allevamento

Il popolo

La massa della popolazione era formata principalmente


da contadini che lavoravano per i privati, o per i domini
regi o i templi, con un contratto di lavoro, registrato in un
ucio statale, che deniva esattamente le prestazioni cui
i lavoratori si impegnavano e alle quali i datori di lavoro
dovevano attenersi, a rischio di essere citati ai tribunali Scena di allevamento bovino, Museo del Cairo
locali; c'erano inoltre gli attuari, che prendevano a lavorare, con un contratto scritto, una certa terra pagando L'allevamento del bestiame rivestiva una notevole importanza. Sin dai tempi del neolitico veniva praticato nel
un tanto.
C'erano poi gli operai dello stato, addetti alle cave e alle territorio, come testimoniano le varie decorazioni delle
miniere. C'era anche la classe artigiana, essenzialmente tombe dell'Antico Regno, che ne mostrano alcune scene.
urbana, formata da gente libera: falegnami, lavandai, for- Venivano allevati soprattutto bovini, sia caratteristici delnai, vasai, muratori. C'erano i commercianti e, soprattut- la zona come il bue che altri. Si allevavano anche asini,

3.7

Il popolo

17

capre, pecore, diversi tipi di uccelli e maiali, in seguito i


cavalli, i cammelli e i gallinacei. Gli Egizi riuscirono anche ad addomesticare alcuni animali solitamente selvatici
come antilopi e carnivori.

L'arredamento della casa egiziana, anche quella signorile,


mirava all'essenziale. Nella cucina si ritrovavano bracieri, forni in muratura e ceste che contenevano vivande; si
preferiva mangiare seduti su stuoie. Nelle sale addette alle
Molti furono semplicemente animali da compagnia, che udienze vi erano sedili pieghevoli senza spalliera e troni,
anche con riniture in oro e pietre preziose, con spalliera
potevano dimostrare il rango sociale del loro padrone.
e braccioli.
Altri animali come l'ibis, le gazzelle e i leoni, potevano
costituire animali da compagnia, per dimostrare l'elevato Cofanetti e bauli venivano utilizzati per depositare e constato sociale di chi possedeva tale rarit. Lo stesso faraone tenere abiti e oggetti da toilette. Per far luce si utilizzaRamesse II ne possedeva uno.[8] Altri furono usati nella vano delle ciotole di ceramica: esse venivano riempite di
olio e ci si immergeva uno stoppino solitamente di bra
caccia, come nel caso delle iene.
vegetale che galleggiava.
3.7.3

Caccia

A partire dal neolitico la caccia assunse un ruolo sempre


pi importante; anche se si hanno pochi reperti di queste epoche antiche, dalle varie rappresentazioni si comprende come gli animali cacciati con lance, arpioni e
boomerang erano leoni, leopardi e ippopotami. Durante l'epoca faraonica, la caccia divenne anche un'attivit
per classi privilegiate. Era un mezzo per dimostrare la loro forza e spesso arrivavano a farsi rappresentare in tale
guisa nelle loro tombe; prove di questo sono state rinvenute proprio grazie alle pitture funerarie. Si narra delle
imprese di Amenhotep III, che aveva catturato 200 leoni
in 10 anni[9] e di Seti I alle prese con un'unica arma, una
lancia, contro un leone.
Era uno sport individuale ma i potenti avevano una compagnia che gli era utile nel trasporto sia di armi che di
prede. La caccia rimaneva comunque un mezzo per procurarsi del cibo e si utilizzavano trappole con rete e buche
scavate dal terreno. Alla ne della caccia una parte delle
prede veniva sacricata come ringraziamento.

3.7.5 Commercio e monete


Al mercato era frequente il baratto: le eccedenze agrarie
venivano scambiate con manufatti degli artigiani liberi,
compreso l'oro.
Durante l'Antico Regno inizi la diusione delle monete:
si trattava di pezzi metallici (d'oro, argento o rame) con
nomi e valori diversi, a seconda della quantit di metallo
utilizzato per coniarli. I valori equivalenti erano stabiliti ponendo come base un lingotto o una moneta di calcolo, chiamata shat, di 7,5 grammi d'oro, peraltro poco
utilizzata dal popolo.
A tutto veniva dato un valore espresso in shat, e la vendita
avveniva o in oro o tramite baratto ma in tal caso i vari
prodotti venivano stimati in shat.
A partire dalla XVIII dinastia, allo shat successe il deben
(che pesava circa 91 grammi[10] ed era completamente
di metallo), equivalente a due shat circa. I due sistemi di
compravendita, l'utilizzo delle monete e il baratto vissero
in sintonia no al periodo persiano, per decisione del re
Dario I.

Si cacciavano soprattutto ippopotami; durante la caccia


veniva inizialmente lanciato un arpione, fatto di legno con
un gancio metallico e una corda, che veniva lanciato per 3.7.6 I pasti e le bevande
colpire l'animale.
Nel deserto dai tempi di Thutmose IV, si cominci ad
utilizzare un carro trainato da cavalli; un uomo appostato
sopra al carro armato di frecce colpiva la preda. In egual
modo venivano catturati i tori selvatici.

3.7.4

La casa egizia

La casa del funzionario era costituita da 3 piani: il piano


terra per le attivit commerciali, il primo piano per ricevere eventuali ospiti mentre al secondo piano si trovavano
le stanze da letto e gli alloggi per le donne. Tutti i piani
erano collegati da scale.
Grazie a scavi archeologici ad Amarna, si sono ritrovate
prove di abitazioni con vasti cortili e con piscine non per
nuotarvi ma come abbellimento, piene di pesci e piante
acquatiche galleggianti.

L'Egitto era un paese agricolo e oriva molti tipi di cibi:


grano, orzo, farro, sesamo, aglio, fave, lenticchie, cipolle,
chi, datteri, melagrane e uva. Il pane veniva impastato
con farina di farro o di orzo, che era l'alimento essenziale.
Esso veniva consumato semplice o arricchito con grasso
e uova, oppure addolcito con miele e frutta. I contadini
non mangiavano molta carne, ma i ricchi ne consumavano in abbondanza, particolarmente lessa o allo spiedo,
e i tagli migliori erano riservati alle loro tavole. Il Nilo
poi oriva un buon numero di pesci di ume, molto consumati anch'essi. Con l'orzo gli Egizi ottenevano la birra,
che era la bevanda dei poveri, mentre il vino era riservato
ai ricchi; la produzione della birra era strettamente collegata alla panicazione, dal momento che la birra egizia
era prodotta sbriciolando nell'acqua del pane d'orzo cotto
in bianco e lasciando fermentare il tutto, che veniva poi
ltrato ottenendo una bevanda molto nutriente rispetto a
quella attuale. Gli egizi facevano tre pasti al giorno, di

18

SOCIET

cui la cena era quello principale. A tavola non usavano n nudit, di adulti e bambini, era costume abituale come
coltello (che per esisteva) n forchetta (che era del tut- ancora oggi avviene in molte etnie.
to sconosciuta): il cibo si portava alla bocca con le mani.
Pentole e padelle erano di coccio, mentre piatti, ciotole e
bicchieri di terracotta.
3.8.1 Le pettinature

3.8

L'abbigliamento

Dall'inizio del mesolitico e no al Medio Regno il clima


dell'Egitto era molto pi caldo rispetto a quello attuale e
consentiva quindi di vestire poco e assai semplicemente.
Nell'Antico Regno gli uomini usavano un perizoma oppure un gonnellino dall'estremit sovrapposte che durante
le dinastie del Medio Regno si trasform allungandosi no alle caviglie e caratterizzato da pieghe e trasparenze.
Il torace era coperto con una stola di tessuto: molto usato era il colore bianco e il tessuto di lino mentre la lana
non era gradita per motivi religiosi, in quanto la pecora
come animale vivo era considerato impuro. I nobili usavano adornarsi con gioielli e usavano sandali in papiro
o legno di palma con lacci di cuoio, come quelli recentemente trovati nella tomba di Henu. Le donne usavano
tuniche aderenti lunghe con una o due bretelle. Successivamente divennero ornate di complessi disegni e colorate ma la maggior caratteristica fu l'impiego del sottilissimo trasparente lino, chiamato bisso, e delle cinture.
Sempre durante il Medio Regno si increment l'uso di
gonne lunghe e di stoa a pieghe sul busto lasciando le
braccia scoperte. Fu proprio durante il Medio Regno che
l'abito, divenuto pi complesso, acquisiva svariate fogge
atte ad individuare la classe sociale di appartenenza come
si evidenzia nelle immagini funebri. Le donne sono rappresentate sempre a piedi nudi al contrario degli uomini
che invece portano i sandali. Entrambi usavano nelle cerimonie un cono profumato sulla testa e le donne si ornano
con un ore di loto. Anche il sovrano portava sia il gonnellino che la gonna lunga ma di suo uso esclusivo era il
copricapo nemes. Poteva portare pettorali in oro con pietre e smalti, la corona e lo scettro. I sacerdoti usavano una
veste di lino e la caratteristica pelle di leopardo. La testa
era rasata e spesso coperta con copricapo di cuoio. I militari usavano un perizoma con una protezione triangolare
in cuoio pesante davanti all'addome. La testa era protetta
dal sole con un copricapo di stoa e in caso di battaglie
con semplici elmi di cuoio. Stavano generalmente a torso
nudo ma per proteggersi potevano indossare una camicia. Il popolo ovviamente si abbigliava in maniera diversa
dai nobili, sia per motivi economici che pratici. Semplici calzoni, gonnellini, quando addirittura non lavorassero
nudi, sia uomini che donne. I fanciulli del popolo andavano sempre completamente nudi, e ci era visto come
assolutamente normale; nello specico le bambine coprivano il pube con un panno leggero, ma comunque le natiche restavano normalmente scoperte. Invece i bambini
non indossavano nulla, e giravano con i genitali e i glutei
esposti. Questa condizione di totale nudit durava nch
i bambini non compivano dieci anni. da notare che la

Tipica acconciatura a treccioline

Le donne portavano inizialmente i capelli molto corti, poi


le acconciature si allungarono sempre di pi. I sacerdoti
avevano l'obbligo di radersi completamente testa e corpo:
un segno di puricazione necessaria per l'accesso ai sacri
templi.
Venivano utilizzati oli e profumi per la cura dei capelli e
tinture per nascondere i capelli bianchi. Dai rilievi delle tombe rinvenute si osserva come la caduta dei capelli
fosse ritenuta un problema. La perdita iniziava dalla zona
frontale della testa e con il passare del tempo si arrivava
no alla parte posteriore.
Come ipotetici trattamenti, rinvenuti nel papiro medico o Papiro Ebers, venivano utilizzati i grassi di molte
specie di animali (leone, ippopotamo, coccodrillo, gatto,
serpente e stambecco) e provate diverse misture, come
quella a base di miele e dente d'asino.
L'utilizzo di parrucche semplici si diuse a partire dalla V dinastia presso i dignitari e le loro famiglie. In seguito divennero sempre pi comuni, cambiando anche
il modello; nel Medio Regno ad esempio si portava un
modello pi lungo, con due ciu a ogni lato, di cui uno
era lasciato ricadere sulla spalla. Le parrucche divennero
successivamente sempre pi elaborate.
Erano composte o da sottili treccine di capelli veri, che
venivano raccolte utilizzando spilloni di vario materiale come legno, osso o avorio, oppure erano formate da
bre vegetali; vi si aggiungevano poi degli ornamenti
ed erano in ogni caso espressione del rango sociale di
appartenenza.

4.2

Letteratura

19

Anche la lametta per la barba cambi materiale con il pas- l'Antico Egitto era un linguaggio sintetico ed in seguito
sare del tempo: inizialmente costituita da una selce con diventato pi analitico. Il tardo egiziano ha sviluppato
manico in legno, divenne poi di bronzo.
articoli deniti ed indeniti, che sostituiscono i sussi
essionali pi antichi. Vi un cambiamento nell'ordine
delle parole, dal verbo-soggetto-oggetto pi vecchio al
3.8.2 Il trucco
soggetto-verbo-oggetto.[14] Gli scritti geroglici, ieratici
e demotici egiziani sono stati poi sostituiti dal copto pi
La malachite verde del Sinai e la galena nera, erano fonetico. Il copto ancora usato nella liturgia della chiesa
utilizzate per il trucco, dopo averle impastate con l'acqua. ortodossa copta e tracce di esso si trovano nel moderno
arabo egiziano.[15]
Con un estratto dalle foglie di ligustro le donne si dipingevano unghie e capelli, mentre come ombretto erano
solite utilizzare il nero dell'essenza estratta dalla galena.
4.2 Letteratura
Era diusa l'arte di truccarsi gli occhi e, grazie all'uso
di particolari bastoncini o cucchiaini, potevano scurirsi Il vastissimo patrimonio letterario dell'Antico Egitto ci
sopracciglia e ciglia.
pervenuto in gran parte su rotoli di papiro, spesso conser3.8.3

Le classi sociali

Il faraone era il sovrano pi potente dell'antico Egitto, era


in cima alla classe sociale, al secondo posto vi erano i sacerdoti che erano coloro che avevano il compito di prevedere ci che dicevano gli di e riferirlo al faraone. Spesso
le due classi sociali erano in contrasto e si pensa che alcuni
faraoni siano morti avvelenati dai sacerdoti. Al terzo posto vi sono gli scribi: essi avevano il compito di registrare
su fogli di papiro (con scrittura geroglica) tutti gli avvenimenti, le guerre, i dati sull'agricoltura, ecc. Al quarto
posto, vi sono i militari: coloro che dovevano combattere
per difendere la patria anche a costo della loro stessa vita.
A seguire vi sono i contadini che (molto disprezzati dalle
altre caste) dovevano lavorare per il faraone perch ogni
settimana veniva riscosso il loro raccolto; all'occorrenza,
per, venivano usati come aiutanti degli schiavi per costruire piramidi o monumenti ordinati dal faraone. Per
la costruzione di templi e piramidi veniva utilizzata la
manodopera fondamentale di operai specializzati, regolarmente stipendiati e residenti spesso in piccoli villaggi
nelle immediate prossimit dei loro luoghi di lavoro.

4
4.1

vati in anfore, ma anche grazie a iscrizioni monumentali e decorative che abbellivano le tombe dei defunti. Di
questo genere fanno parte opere come i Testi delle piramidi o il Libro dei morti, al quale si pensava che si potesse
far riferimento per dimostrare ad Osiride l'innocenza del
defunto, nel momento in cui la sua anima sarebbe stata
pesata dal dio. Al di l di queste opere di carattere funerario o religioso, hanno avuto grande successo testi come
la Satira dei mestieri, quindi una novella a sfondo satirico,
nella quale si polemizza contro i privilegi dei nobili e Le
istruzioni di Ptahhotep, dove sono raccolti insegnamenti
di tipo etico e losoco da tramandare ai posteri. Veri
e propri romanzi possono essere considerati Il racconto
del naufrago e Le avventure di Sinuhe, che tanto inuenzarono i successivi scrittori di racconti di avventure e di
viaggi. Non mancarono opere di carattere spiccatamente poetico, come i Canti d'amore e i Canti dell'arpista; il
primo una raccolta di ritratti di coppie di innamorati, il secondo un vero e proprio poema della malinconia,
emblema di quella crisi sociale che ha caratterizzato il
primo periodo intermedio della storia dell'Antico Egitto. Inne non da trascurare l'apporto delle abe, come
la Storia dei due fratelli che risentono anche di elementi antichi trasmessi oralmente; nel caso specico la aba
in questione tende addirittura a diventare un mito. Sono
presenti anche numerose abe sugli animali.[16]

Lingua
Sviluppo storico

La lingua egiziana una lingua afro-asiatica settentrionale strettamente legata al berbero e alle lingue semitiche.[11] Dopo la lingua sumera vanta la storia pi lunga
di qualsiasi altra ingua, essendoci degli esempi scritti risalenti a circa al 3.200 a.C. no al Medioevo e rimanendo utilizzata come lingua parlata per un tempo pi lungo. Le fasi della lingua egiziana si dividono in: egiziano
antico, medio egiziano (o egiziano classico), tardo egiziano, demotico e copto.[12] Gli scritti egiziani non mostrano
dierenze dialettali prima della fase copta, ma probabilmente veniva parlata in dialetti regionali intorno a Men
e successivamente a Tebe.[13]

5 Cultura
5.1 Matematica
I primi esempi attestati di calcoli matematici risalgono al periodo predinastico dei Naqada, e mostrano un
sistema di numerazione completamente sviluppato.[17]
L'importanza della matematica nella popolazione egizia
pi istruita suggerito da una immaginaria lettera del
Nuovo Regno in cui lo scrittore propone una competizione scientica tra se stesso e un altro scriba per quanto
riguarda le attivit di calcolo di tutti i giorni, come la misura dei terreni, del lavoro e del grano.[18] Alcuni testi,
come il Papiro di Rhind e il Papiro di Mosca dimostrano

20

5 CULTURA

che gli antichi egizi potevano eseguire la quattro operazioni matematiche di base, l'addizione, la sottrazione, la
moltiplicazione e la divisione con l'uso di frazioni, di calcolare i volumi di cubi e piramidi e calcolare le superci
di rettangoli, triangoli e cerchi. Avevano capito i concetti
di base dell'algebra e della geometria e potrebbero essere
stati capaci di risolvere semplici sistemi di equazioni.[19]
La notazione numerica era decimale e basata sui segni geroglici per ciascuna potenza di dieci no a un milione.
Ognuna di queste poteva essere scritta come il numero
di volte necessario per aggiungere no al numero desiderato; ad esempio, per scrivere il numero ottanta o ottocento, il simbolo per dieci o per cento veniva scritto
otto volte.[20] Poich i loro metodi di calcolo non erano
grado di gestire la maggior parte delle frazioni con un Papiro medico di Smith
numeratore maggiore di uno, dovevano scrivere le frazioni come la somma di pi frazioni. Ad esempio, loro
risolvevano la frazione due quinti nella somma di un terzo
+ un quindicesimo. Tabelle standard dei valori facilitavano questo.[21] Alcune frazioni comuni, tuttavia, venivano
scritte con uno speciale glifo, l'equivalente del moderno
due terzi mostrato sulla destra.[22]
Gli antichi matematici egizi possedevano una comprensione dei principi alla base del teorema di Pitagora, sapendo, per esempio, che un triangolo ha un angolo retto
di fronte alla ipotenusa quando i suoi lati sono in un rapporto 3-4-5.[23] Essi erano in grado di stimare l'area di un
cerchio sottraendo un nono dal suo diametro e elevando
al quadrato il risultato:
Area [(8 9 )D]2 = (256 81 )r 2 3.16r 2 ,
una ragionevole
r2 .[23][24]

approssimazione

della

formula

Il rapporto aureo sembra riettersi in molte costruzioni


egiziane, tra cui nelle piramidi, ma il suo uso potrebbe essere stato una conseguenza involontaria della antica pratica egiziana di combinare l'uso di corde annodate con un
senso intuitivo di proporzione e armonia.[25]
Papiro medico di Ebers

5.2

Medicina

I numerosi papiri che ci sono pervenuti e lo studio sistematico delle mummie, con le moderne tecnologie mediche, consentono di fare un quadro preciso sulle patologie
degli Egizi e le relative terapie.
Gli egizi non identicavano le malattie bens cercavano
le cause dei sintomi specici, che secondo loro erano addebitabili, per lo pi, ad agenti esterni che le loro cure
tentavano di distruggere o di estromettere; questo modello eziologico era legato sia alla concezione dell'origine
del mondo sia alle credenze sulle inuenze delle forze
superiori.[26] L'esame delle mummie ha rivelato malattie quali arteriosclerosi, carie, artrite, vaiolo e tumore
ma anche dalle ragurazioni possibile dedurre alcune
patologie, come per esempio:

nello studio della gura del faraone Akhenaton si


evidenziano arti allungati, cranio dolicocfalo (cio
allungato nella parte posteriore), viso allungato,
anchi larghi e adiposi, sintomi riconducibili alla
sindrome genetica di Marfan, escludendo cos la prima ipotesi di Sindrome di Frhlich (Hera - n.97 Una sindrome per Akhenaton);
anche le glie di Akhenaton avevano crani deformati e mentre in un primo momento si era ipotizzato
che fosse una convenzione artistica, oggi pi accreditata la teoria della malattia genetica ereditaria
(Hera- n.97 - Una sindrome per Akhenaton);
il sacerdote Rensi, nella stele, ragurato con
una malformazione chiamata piede equino ed ha

5.2

Medicina

21
malnutrizione e rachitismo, patologie tipiche della
popolazione pi povera;
lebbra;
obesit;
poliomielite;
malattie del tratto gastrointestinale.
La sabbia del deserto, se inalata, causava malattie respiratorie e se masticata, insieme con gli alimenti, usurava i denti causando parecchie dolorose patologie. Anche
gli occhi, tra sabbia e acqua del Nilo, andavano soggetti a congiuntiviti e il tracoma era molto diuso, viste le
numerose ragurazioni di individui ciechi.
I medici egizi visitavano il malato accuratamente ed una
volta fatta la diagnosi prescrivevano la terapia contro il
dolore, come ci dice il testo del Papiro Edwin Smith.

La maggior parte dei testi scritta in ieratico, come il


Papiro Chester Beatty"; altri in demotico ed alcuni sono
scritti su ostraca. Molte medicine sono state identicate
ed erano costituite per la maggior parte da vegetali quali
sicomoro, ginepro, incenso, uva, alloro, e cocomero. Anche il salice, tkheret in egizio, secondo il "Papiro Ebers"
era usato come analgesico mentre del loto veniva usato
sia il ore che la radice ed era somministrato come sonnifero. I frutti della palma servivano per curare le coliti,
allora molto frequenti; con l'orzo, si faceva la birra che
serviva come eccipiente, o diluente, e con il grano veniva
fatta la diagnosi di gravidanza. Gli Egizi usavano anche
elementi animali quali la carne per le ferite, il fegato e la
Strumentario medico e chirurgico
bile per lenire il dolore agli occhi. Di quest'ultima stata
attestata l'ecacia anche di recente. Il latte, sia di mucca,
l'arto inferiore atrozzato, tanto che doveva usare il sia di asina che di donna, era integrato come eccipiente
e il principio attivo pi usato era di sicuro il miele che
bastone per camminare;
per le sue tante propriet serviva per le patologie respi la regina Ity di Punt, ragurata in un rilievo del tem- ratorie, ulcere e ustioni, come recita il Papiro medico di
pio di Hatshepsut, doveva sorire di lipodistroa o Berlino.
steatosi, poich era obesa e con i anchi deformati.
Tra i minerali, usati in medicina, troviamo il natron, chia probabile che, in alcune ipotesi, Ramesse II sia mato neteri cio il puro, il sale comune e la malachite
morto, pi che per la vecchiaia, per un'infezione che curava le infezioni agli occhi ed era usata sia come
provocata dalla scissione di un dente.
farmaco che come cosmetico nella prolassi.
Sempre dal Papiro Ebers apprendiamo che, come
droga, si usava l'oppio, chiamato shepen e importato da
Cipro, sia per il dolore che per il pianto dei bambini. In
alcune ragurazioni della tomba di Sennedjem, stata
riconosciuta la mandragola, in egizio rermet, usata come sonnifero e per le punture d'insetto. Esisteva anche la
Le malattie pi comuni erano:
cannabis, shenshenet, che veniva somministrata, in particolare per via orale e per inalazione, ma anche per via
cefalea e vene varicose, dovute spesso al clima caldo;
rettale e vaginale, mentre l'elleboro era usato come vero e
proprio anestetico, ma in maniera empirica e con dosag bilharziosi, per contatto con acqua infetta;
gi errati tanto che spesso il malato passava direttamente
pneumoconiosi;
dalla narcosi alla morte.
La mummia del faraone Siptah, appartenente alla
XIX Dinastia, presenta ancora evidenti tracce di vaiolo: probabilmente la terribile malattia lo port alla
morte a soli 17 anni.

gobba, dovuta a tubercolosi vertebrale o malforma- Tra le terapie vi erano anche i massaggi, come rapprezioni;
sentato nella mastaba di Khnumhotep, che venivano usati

22
per vene varicose e per lenire numerose patologie il cui
sintomo principale era il dolore. Era conosciuta la tecnica delle inalazioni che erano composte da mirra, resine,
datteri e altri ingredienti. Ma per i morsi velenosi dei serpenti, gli Egizi, non avevano altra cura se non quella di
adarsi alle dee Iside e Mertseger recitando le litanie
magiche.
L'antico popolo della Valle del Nilo ci ha lasciato pi di
mille ricette ma di sicuro qualcuna solo molto fantasiosa come quella che, per combattere l'incanutimento consigliava l'uso di un topo bollito nell'olio. Olio di palma,
ovviamente, perch l'ulivo arriver molto pi tardi, con
la dinastia tolemaica.

5 CULTURA
so fu di sicuro Imhotep e anche i sacerdoti potevano occuparsi di medicina come Sabni, che godeva del titolo
di Medico capo e scriba della parola del dio. Troviamo anche Hesyra, il primo medico dentista con il titolo
di Capo dei dentisti e dei medici nonch scriba, come
scritto nella sua tomba a Saqqara.
E quando Ippocrate passeggiava con i suoi adepti
nell'isola di Coo, disquisendo sui mali dell'umanit, altro non faceva che trasmettere il sapere degli Egizi che,
con i loro papiri, hanno tramandato i primi fondamenti
della medicina e chirurgia.
Lo sta del docente di antropologia Brunetto Chiarelli
svolse un'accurata indagine sulle mummie per determinare il gruppo sanguigno e quindi una paleogenetica per
gli antichi egizi, sfruttando il metodo Pickworth che ha
consentito di rilevare tracce di emazie; la conclusione
stata che il sangue del 40 per cento delle mummie appartiene al gruppo A, mentre il 22 per cento al gruppo B e al
gruppo 0 e solo un 17 per cento al gruppo AB.[27]

Nel tempio di Km Ombo, nell'Alto Egitto, vicino ad


Assuan, sono ragurati, sulla parte nord del recinto
esterno, strumenti medici e chirurgici quali bendaggi, seghe, forbici, bisturi, forcipi e contenitori vari per medicamenti. Ma recentemente si ipotizzato che fossero
solo attrezzi rituali per cerimonie religiose. Accanto allo strumentario, vi sono alcune ricette mediche con tanto
di componenti e dosi. Ma la chirurgia, non si svilupp
come la medicina. Forse per scarse conoscenze siolo- 5.3
giche e per carenza di guerre. A conferma di ci, sia il
Papiro Ebers che il "papiro Smith, detto anche Libro delle ferite, citano solo dati clinici, pur molto precisi, ma non descrivono interventi chirurgici. Incredibilmente, vista la pratica religiosa di imbalsamare i morti,
vi era scarsa conoscenza dell'anatomia e della chirurgia
specialistica. Gli Egizi, infatti, intervenivano chirurgicamente solo in piccole patologie, come foruncoli o ascessi,
o direttamente con l'amputazione di arti. Inoltre, pur
avendo un'apparente rigorosit, tutte le pratiche mediche dovevano essere accompagnate da speciche formule
apotropaiche.
Gli Egizi avevano, comunque, capito l'importanza
dell'igiene. Durante il giorno, si lavavano spesso le mani,
e facevano la doccia giornaliera, con acqua versata dalle brocche, che erano anche parte integrante del corredo funerario. Non usavano mai acqua stagnante perch
poteva contenere ogni genere di larve. Curavano l'igiene
di bocca e denti che veniva eettuata con bicarbonato.
Anche unghie e capelli erano lavati quotidianamente e
poich non esisteva il sapone venivano usati oli profumati e complessi unguenti che rendendo la pelle integra, e quindi non screpolata, impedivano l'introduzione,
nell'organismo, di germi e batteri. Oltre alle brocche per
la doccia, vi erano anche le vaschette per pediluvi ragurate anche, come geroglico vero e proprio, nella tomba
di Rahotep.

Astronomia

Disco astrologico, dinastia Tolemaica.

L'astronomia nell'Antico Egitto ha rivestito un ruolo importante per ssare le date delle feste religiose e per determinare le ore della notte. Notevole importanza ebbero
anche i sacerdoti dei templi che osservavano le stelle, le
congiunzioni dei pianeti e del Sole e le fasi della Luna.

Le conoscenze sull'astronomia egizia ci vengono soprattutto dai coperchi di sarcofagi dell'Antico regno (sui quali compaiono i decani, stelle singole o costellazioni, accompagnati da geroglici di dicile decifrazione), coperchi di sarcofagi del Medio Regno (sui quali fanno la
loro prima apparizione gli orologi stellari diagonali, vere e proprie eemeridi delle stelle), dagli orologi stellari
In Egizio il medico era detto sunu; il primo e pi famo(diversi dai precedenti in quanto erano indicate le culmiVi era l'usanza di togliere i sandali per entrare nei templi che nasceva dall'esigenza di non introdurre impurit
dall'esterno. Questa regola valeva anche per il sovrano e
nella Tavolozza di Narmer, un uomo porta in una mano
i sandali del re e nell'altra una piccola brocca con acqua.
Aveva il titolo di "Sandalaio".

5.5

Musica

nazioni superiori delle stelle), orologi stellari perfezionati


(nella XX dinastia), due papiri risalenti circa al 144 d.C.
(il primo per quanto riguarda i decani e l'altro per quanto riguarda le fasi lunari), studi sull'orientazione delle piramidi e sviluppo degli strumenti (come ad esempio la
clessidra ad acqua, il merkhet e gli orologi solari), zodiaci
egizio-babilonesi (scolpiti sui sotti dei templi a partire
dal 300 a.C.)

5.4

Arte

Un aresco della tomba di Nefertari

L'arte egizia ha origini antichissime, precedenti al III millennio a.C., e si intrecci nei secoli con quella delle culture vicine (siro-palestinese e fenicia). L'arte dell'Antico
Egitto si pu suddividere in due grandi periodi: l'arte predinastica o preistorica, e l'arte dinastica dell'Antico, Medio e Nuovo Regno. L'arte decorativa era completata da
vasi costituiti inizialmente in terra del Nilo, in pietra e
in un secondo tempo in argilla, statuette in terracotta e
in avorio raguranti uomini e animali al lavoro, tavolette in scisto che col passare del tempo assunsero carattere
votivo, con i temi ormai in rilievo. Tra le tavolette di questo periodo, conservate al Museo del Cairo, si annoverano
la Tavoletta della caccia, la Tavoletta della battaglia e la
Tavoletta del re Narmer, che segn, per le sue caratteristiche artistiche e culturali, il punto di passaggio fra il
periodo preistorico e quello dinastico. In tutta l'arte predinastica notevole furono gli inussi provenienti dalla Me-

23
sopotamia. Complessivamente sono giunti sino ai nostri
tempi pochi reperti artistici e architettonici riguardanti il
periodo predinastico.

5.5 Musica
La musica dell'Antico Egitto ha origini molto remote. Fu
tra le prime civilt di cui si hanno testimonianze musicali. Per gli egizi la musica aveva un ruolo molto importante: la leggenda vuole che sia stato il dio Thot a donarla
agli uomini. Intorno al V millennio a.C. vennero introdotti i primi strumenti musicali, quali bacchette, tavolette e
sonagli, utilizzati in rituali totemici. Le danze erano soprattutto propiziatorie alla caccia, magiche, di fecondazione e di iniziazione. Nell'Antico Regno si cre l'usanza
dell'orchestra composita, comprendente vari auti, clarinetti e arpe arcuate, con un'ampia cassa armonica. Si trovano poi i crotali, il sistro, legato ad Hathor, la tromba,
utilizzata in guerra e sacra ad Osiride, i tamburi, il liuto ed il auto, sacro ad Amon. Durante il Medio Regno
si introdussero il tamburo, la lira e alla danza rituale si
aggiunse quella denibile professionale ed espressiva, in
quanto aveva lo scopo di intrattenere lo spettatore. Il tipico strumento egizio, il sistro vide, in questa epoca, un
allargamento del suo utilizzo. Strumenti pi sosticati dovettero attendere pi a lungo. I primi ad apparire dopo le
percussioni furono gli strumenti a ato (auto, corno) e
a corde (lira e cetra), di cui esistono testimonianze greche, egizie e mesopotamiche anteriori al X secolo a.C.
Queste civilt conoscevano gi i principali intervalli fra i
suoni (quinte, quarte, ottave), che erano usate come base
per alcuni sistemi di scale. Da uno studio di Curt Sachs
sull'accordatura delle arpe emerso che gli Egizi utilizzavano una scala pentafonica discendente e che conoscevano la scala eptafonica. Purtroppo non stata rintracciata
nessuna notazione musicale, quindi poco o nulla si sa sulle
melodie dell'antichit egizia[1].

6 Religione
La religione dell'antico Egitto mostra un'estrema complessit di credenze e una moltitudine di divinit, in un
politeismo spesso confuso e contraddittorio. Questa complessit si spiega con le molte generazioni che hanno fatto, per secoli, aggiunte alle primitive credenze. Ci che
appare contraddittorio nelle concezioni teologiche e religiose si spiega con la singolare mentalit egiziana che
non rifuggiva dal contraddittorio e con la tendenza al sincretismo che assimilava divinit diverse e spesso tra loro
lontanissime. All'interno di questa pletora politeistica si
distinguono alcune correnti come quella del culto degli
animali. Alcune divinit hanno maggiore importanza in
determinati periodi storici, altre vengono create di sana
pianta e in seguito cancellate dalla storia egiziana (basta
ricordare il dio di Akhenaton). Alcuni di vengono estrapolati da culture orientali, in particolare quando l'Egitto

24

6 RELIGIONE

ha rapporti e scambi personali con l'Asia minore, e fra di


essi bisogna ricordare Baal, Astarte e Anat.

Seth, dio del deserto e delle tempeste di sabbia provocate dal vento e di tutto ci che maligno o
ingiusto.

6.1

Gebka, una delle divinit della Duat.

Divinit

Khnum, il creatore degli uomini per la religione


Nut, dea del cielo.
Geb (si legge Gheb), dio della terra.
maat, moglie e glia di Ra; incarnazione della
giustizia, della rettitudine e dell'ordine.
Aton, dio sole adorato prevalentemente da
Akhenaton.
Toth, dio ibis protettore degli scribi e delle scienze;
dio della luna
Hathor, dea della danza e della musica.
Sekhmet, dea leonessa della guerra. Moglie di Ptah.
Bastet, dea gatto.
Tueris, dea delle partorienti.
Shu, dio fatto nascere dallo sputo di Atum. il padre
del cielo e della terra.
Aker, l'orizzonte.
Imhotep, architetto che costru la piramide del faraone Djoser. Fu mitizzato no ad assurgere a
divinit in epoca tolemaica.
Il dio Benu

Anubi, dio delle necropoli; presiedeva alla


mummicazione.

Ammit (pi noto come la Divoratrice), mostro dalla testa di coccodrillo, corpo anteriore di leone e
corpo posteriore di ippopotamo; divorava il cuore
del defunto (secondo la religione) nel caso fosse stato perdo in vita, annientandone la sopravvivenza
nell'Aldid.

Ra, dio del sole.

Renpet, il tempo e soprattutto l'anno.

Horus, glio di Osiride e protettore del faraone.

Menchit, dea guerriera (in origine straniera).

Amon, dio guerriero; il signicato del nome


nascosto"; il sacerdozio aveva sede a Tebe.

Huh, dio dell'innito. stato adorato soprattutto


nell'Antico Regno.

Ptah, dio creatore; era il dio di Men.

Hershef, uno dei molti dei creatori Egizi.

Sobek, dio dell'acqua; ha testa di coccodrillo.

Onuris, dio della caccia.

Bes, dio del sonno e della famiglia.

Benu, dio che rappresentava la resurrezione (come


Osiride).

Hapy, dio del Nilo.


Api, toro, oracolo di Ptah.
Iside, moglie di Osiride e madre di Horus.
Osiride, dio dell'aldil e della resurrezione.

Mafdet, dea animale che proteggeva dal morso dei


serpenti.
Min, dio itifallico venerato specialmente a Coptos.
Nei suoi rituali, gli veniva sacricato un toro e della
lattuga.

6.2

Cosmogonia

Mertseger, dea chiamata anche Colei che ama il


silenzio.
Apopis, un serpente che aronta Amon di notte,
nella Duat.
Astarte, dea legata alla fertilit.
Ra - Harakhti, dio fuso tra il dio Ra e Harakhti.
Atum, come Ptah e Amon, veniva adorato come dio
creatore.
Pateco, dio deforme, rappresentato sugli amuleti e
sulle collane.
Bat, dea bovina, che rappresentava la Via Lattea.
Heket, dea con la testa di rana, sposa di Khnum
(secondo alcune persone di Antione) e dea delle
nascite.
Amonet, forma femminile del dio Amon, nominata
nei Testi delle piramidi.
Anti (chiamato anche quello con gli artigli), dio falco
di Anteopoli.

25
Harmakis, la Snge.
Nepri, protettrice del grano.
Sokar, dio arcaico di Men.
Upuaut, dio della guerra.
Figli di Horus, le quattro divinit preposte alla protezione degli organi interni dopo la mummicazione.

6.2 Cosmogonia
Riguardo alle teorie sulle origini dell'universo esistono
versioni dierenti, a seconda della localit in cui sono nate e delle necessit del clero locale. La prima,
nativa di Eliopoli, narra come Atum-Ra, in seguito a
masturbazione ed espettorazione, abbia generato una coppia primordiale, Shu (l'aria) e Tefnet (l'umidit). Costoro
generarono successivamente Geb (la terra) e Nut (il cielo) che, decisi ad unirsi, vennero divisi dal padre Shu che,
di conseguenza, riusc a mantenere l'ordine cosmico ed a
cancellare il Caos.

Un'altra versione della cosmogonia ha origine in


Ermopoli dove all'origine esistevano otto entit, quattro
maschili e quattro femminili, quali Nun e Nunet (il
Heikaib, dio adorato ad Elefantina.
caos delle acque primeve), Kuk e Keket (l'oscurit),
Anhur, dio che, secondo la religione, aveva riportato Huh e Huhet (l'illimitatezza), Amon e Amonet (l'aria
e il vento), che generarono, tutti insieme, dalla collina
in patria la dea Tefnet
primordiale, un uovo dal quale sarebbe poi uscito il Sole
Iah, la luna, che sd Toth in un gioco simile agli dando cos inizio alla creazione.
scacchi (probabilmente il senet), perdendo sempre
La terza teoria desunta invece da frammenti provenienti
da Men, la citt il cui patrono era Ptah, il demiurgo. CoSeshat, moglie di Ptah o Toth, dea della sapienza.
stui cre il mondo attraverso la voce e il cuore. In seguito
Harakhti, una ragurazione di Ra.
diede vita agli uomini che volle guidare come un gregge
guidato da un pastore, creandoli tutti uguali. Essi per, in
Hehu, due divinit che aiutano Shu a sostenere Nut.
seguito all'avvento del male, decisero di creare gerarchie
e di divenire l'uno diverso dall'altro. Da quel momento in
Taten, divinit menta.
poi Ptah e gli altri dei sarebbero rimasti nel cielo a osKhonsu, glio di Amon e Mut.
servare l'avvicendamento degli eventi umani no alla ne
dei tempi.
Qadesh, sposa di Amurru.

Hu, personicazione della parola.

Nunet, controparte femminile di Nun.


Kebechet, aiutava a fare la mummie con Anubis.
Selkis, dea con in testa uno scorpione

L'ultima, detta cosmogonia tebana, aveva come unico dio


creatore Amon, era la sintesi delle tre precedenti teorie e
divenne la pi popolare a partire dalla XI dinastia.

6.3 Vita dopo la morte

Grande gatto di Eliopoli, dio gatto che assiste Ra


negli attacchi di Apopi.
Secondo gli egizi il corpo era costituito da diverse parti: il ba o anima, il ka o forza vitale, l'aj o forza divina
Tait, protettrice della regalit.
ispiratrice di vita. Per ottenere la vita dopo la morte, il
ka aveva per bisogno del corpo del defunto che doveva
Ihi, glio di Hator.
dunque rimanere intatto, e ci era possibile solo grazie
Khentamentyu, dio simile ad Anubi; veniva consi- alla tecnica della mummicazione.
derato protettore dei morti.
Il tipo di mummicazione variava secondo la classe so Hor sa Iset, dio che assisteva al rito apertura della ciale alla quale apparteneva il defunto. Vi erano sacerbocca.
doti addetti a queste pratiche, conoscitori dell'anatomia

26

NOTE

funto doveva superare diversi ostacoli. Sulla barca del dio


Ra, si doveva oltrepassare un lago infuocato, sorvegliato
da quattro babbuini, arontare coccodrilli, serpenti e il
perdo Apo, gigantesco mostro condannato in eterno a
minacciare l'aondamento della barca di Ra. Unico aiuto
per il defunto erano gli amuleti e le formule posti dai sacerdoti durante la mummicazione.La religione egizia
l'insieme delle credenze religiose, dei riti e delle relazioni
con il sacro degli Egizi, no all'avvento del Cristianesimo
e dell'Islam.

6.4 Templi
Un tempio egizio poteva essere grande (ad esempio il
tempio di Abu Simbel) o piccolo. Alcuni templi sono:
quello di Ptah a Men, l'Osireon (un tempio dedicato al
umana, dovevano essere cauti nell'estrazione degli organi dio Osiride), il tempio di Dendera e Luxor; esiste anche
del defunto poich avrebbero potuto danneggiarli e quin- il complesso di Karnak. Spesso vi erano ragurazioni di
di cancellare la vita ultraterrena del defunto. Durante il di e faraoni egizi, vicino a le di sngi.
processo di mummicazione, i sacerdoti collocavano una
serie di amuleti in mezzo alle bende, sulle quali erano
scritte formule destinate ad assicurare la sopravvivenza 7 Note
del defunto nell'aldil.
Mummia conservata al Louvre di Parigi.

Una volta preparato, il cadavere veniva deposto nel


sarcofago, quindi si formava il corteo che lo avrebbe condotto alla tomba. Il sacerdote funerario era in testa, seguito da alcuni che portavano gli oggetti appartenuti al
defunto che gli avrebbero garantito una confortevole vita
ultraterrena. Il sarcofago era trainato da una slitta, mentre
una seconda slitta trasportava i vasi canopi.
Quando la processione arrivava alla tomba, il sacerdote
eseguiva il rito dell'apertura della bocca, per mezzo del
quale, secondo la tradizione, la mummia avrebbe ripreso
vita. Tutto il corredo funebre, insieme al sarcofago e alle
oerte, era depositato nella tomba, che in seguito veniva
sigillata anch nessuno potesse turbare l'eterno riposo
del defunto.
Dunque questi iniziava un lungo viaggio attraverso il
mondo dell'oltretomba. Il defunto veniva condotto da
Anubi, il dio dei morti, nella cosiddetta Sala delle Due
Verit. A un'estremit c'era Osiride, seduto su un trono
e accompagnato da altre divinit e 42 giudici. Al centro
della sala era posta la bilancia, le cui assi erano misurate
attentamente da Thot, dio degli scribi, sulla quale veniva pesato il cuore del defunto. Davanti alla divinit e ai
giudici, il defunto doveva pronunciare la confessione negativa: la sua dichiarazione di innocenza. Dopodich, se
il piatto sul quale giaceva il cuore si fosse inclinato pi
di quello sul quale giaceva la piuma, simbolo della giustizia, questi sarebbe stato divorato da Ammit, un mostro met ippopotamo e met leonessa. In caso contrario
il defunto sarebbe potuto entrare nel regno di Osiride e
raggiungere cos i campi di Iaru, una sorta di paradiso,
dove gli ushabti, ometti di legno costruiti appositamente,
avrebbero lavorato per soddisfare le sue necessit.

[1] Peter N. Stearns, The Encyclopedia of World History,


2001.
[2] AA.VV.: Ragioni e passioni della storia
[3] Riccardo Manzini, Complessi piramidali egizi, pag. 177
[4] Cyprian Boodbank, Il Mediterraneo dalla preistoria alla
nascita del mondo classico, Torino, Einaudi, 2015, pp. 383
e ss., ISBN 978880622562-9.
[5] Joyce Tyldesley, L'et dell'oro dell'antico Egitto, Newton
& Compton editori, 2003, p. 21
[6] Sergio Pernigotti, L'Egitto antico, 2 ed., La Mandragora,
2004
[7] Eva Cantarella e Giulio Guidorizzi, POLIS, pag.64
[8] Matthew Firestone, Zora O'Neill, Anthony Sattin, Rafael
Wlodarski, Egitto, quinta edizione p. 347, EDT srl, 2008,
ISBN 978-88-6040-296-7.
[9] Si trattava dei suoi primi 10 anni di regno, in seguito smise
tale pratica. (in Matthew Firestone, Zora O'Neill, Anthony
Sattin, Rafael Wlodarski, Dizionario Larousse della civilt
egizia p. 36, Gremese, 2002, ISBN 978-88-8440-144-1.)
[10] Eugen Strouhal, Even Strouhal, Werner Forman, Life
of the ancient Egyptians p. 199, Editorial Galaxia, 1992,
ISBN 978-0-8061-2475-9.
[11] Loprieno (1995b) p. 2137
[12] Loprieno (2004) p. 161
[13] Loprieno (2004) p. 162
[14] Loprieno (1995b) p. 213738

Prima di raggiungere per la gradita meta, l'anima del de- [15] Vittman (1991) pp. 197227

27

[16] Favole e racconti dell'Egitto faraonico, a cura di Aldo


Troisi, ed. Fabbri Editori, Milano, 2001 pp. 1-21
[17] Imhausen et al. (2007) p. 13
[18] Imhausen et al. (2007) p. 11
[19] Clarke (1990) p. 222
[20] Clarke (1990) p. 217
[21] Clarke (1990) p. 218
[22] Gardiner (1957) p. 197
[23] Strouhal (1989) p. 241

9 Bibliograa
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Newton & Compton, Roma, 1966, ISBN 88-8183281-X (I edizione originale: The Egyptians, Thames
and Hudson, Londra, 1961)
Federico Arborio Mella, L'Egitto dei faraoni,
Mursia, Milano, 1976 - ISBN 88-425-3328-9
Claudio Barrocas, L'antico Egitto, Newton Compton, Roma, 1978
Franco Cimmino, Dizionario delle dinastie faraoniche, Bompiani, Milano, 2003 - ISBN 88-452-5531X

[24] Imhausen et al. (2007) p. 31

Manfred Clauss, Antico Egitto, Newton & Compton

[25] Kemp (1989) p. 138

Sophie Desplancques, L'antico Egitto, Newton &


Compton, Roma, 2006, ISBN 88-541-0512-0 (I
edizione originale: L'gypte ancienne, PUF, 2005)

[26] I testi medici dell'antico Egitto, di Thierry Bardinet,


pubbl. su Le Scienze (America Scientic)" num. 340,
dic. 1996, pp.74-80
[27] Paleobiologia degli egizi, di Brunetto Chiarelli, pubbl.
su Le Scienze (Scientic American)", num. 132, ago.
1979, pp. 57-64

Fonti storiche

Le fonti storiche delle dinastie egizie sono:


il Papiro dei Re, redatto durante il regno di Ramsete
II, che riporta i nomi di tutti i sovrani, compresi
quelli minori e quelli considerati usurpatori;
la cronaca di Manetone, un sacerdote egizio contemporaneo dei primi due Tolomei. Nella sua opera tutta la storia egizia era stata suddivisa in XXXI dinastie, che iniziano con Menes e niscono con la conquista di Alessandro Magno nel 332 a.C. Di essa non
pervenuto a noi nessun originale. Rimane un riassunto nelle opere dei cronogra cristiani Sesto Giulio Africano (inizio del III secolo d.C.) e Eusebio di
Cesarea (inizio del IV secolo d.C.);
la Tavola di Abido, un elenco di 76 antenati di Seti
I inciso sulle pareti del tempio della citt;
la Tavola di Saqqara, che conserva i cartigli di 57
sovrani omaggiati da Ramesse II;
la Tavola di Karnak, risalente al regno di Tutmosi
III, incisa nel grande tempio di Luxor, che contiene
61 nomi;
la Pietra di Palermo, che contiene una lista dei re,
dei nomi delle loro madri e, di anno in anno, il livello
raggiunto dalla piena del Nilo.

Alan Gardiner, La civilt egizia, Einaudi, Torino,


1971, ISBN 88-06-13913-4 (I edizione originale:
Egypt of the Pharaohs, Oxford University Press,
1961)
Fernand Crombette, Livre des noms des Rois
d'gypte, 14 voll., (voll. dal I al V disponibili in facsimile del manoscritto, cod. da 2.01 a 2.05), CESHE
a.s.b.l., Tournai, varie edizioni
Fernand Crombette, Chronologie de l'gypte pharaonique, CESHE a.s.b.l., Tournai, cod. 2.17 1998ISBN 2-9600093-7-1
Fernand Crombette, Vridique histoire de l'gypte
antique, 3 voll., CESHE a.s.b.l., Tournai, cod. da
2.18 a 2.20 - 1997ISBN 2-9600093-2-0
Cyril Aldred, Akhenaton, il faraone del sole, Newton & Compton, Roma, 1979 (I edizione originale:
Akhenaten, Pharaoh of Egypt: a New Study, Thames
& Hudson, Londra, 1968)
Philip Vanderberg, Ramsete il grande, Sugarco,
Milano 1980
C.W. Ceram, Civilt al sole, Mondadori, Milano,
1958/1969
C.W. Ceram, Civilt sepolte, Einaudi
Brian Fagan, Alla scoperta dell'antico Egitto, Newton
& Compton, Roma, 1996, ISBN 88-8183-286-0 (I
edizione originale: The Rape of the Nile: Tomb Robbers, Tourists, and Archaeologists in Egypt, Charles
Scribners Sons, New York, 1975)
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(I edizione originale: Introduction to Ancient Egypt,
British Museum Press, 1972)

28

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ordres de Napolon Bonaparte, Taschen

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Enrichetta Leospo, Mario Tosi, Il potere del re,


il predominio del dio: Amenhotep III e Akhenaton,
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Voci correlate

Collezioni egizie in Italia


Lista dei musei di antichit egizie
Testi di esecrazione
Cronologia di Glasgow

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Altri progetti

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Collegamenti esterni

Portale italiano dedicato all'Antico Egitto, egittologia.net.


Portale dedicato all'Antico Egitto, aton-ra.com.
Piccolo glossario di Egittologia, glossari.it.
Approfondimento storico, storialosoa.it.
Cartigli e Faraoni d'Egitto, cartigli.it.
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30

13 FONTI PER TESTO E IMMAGINI; AUTORI; LICENZE

13
13.1

Fonti per testo e immagini; autori; licenze


Testo

Antico Egitto Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Antico_Egitto?oldid=79996571 Contributori: Alo, Frieda, Snowdog, Sbisolo, Davide,
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