Lezione 1 - Presentazione
Archeologìa [dal gr. ἀρχαιολογία comp. di ἀρχαῖος "antico" e -λογία "-logia"]
Studio e conoscenza dell’antichità in genere. Più in particolare, la scienza dell’antichità che mira alla
ricostruzione delle civiltà antiche attraverso lo scavo e lo studio della varia documentazione
monumentale, dei prodotti artistici e delle iscrizioni.
Archeometrìa [tratto da archeologia, con sostituzione di -metria con -logia]
Termine di recente introduzione sull’esempio dell’inglese archaeometry per indicare l’aspetto, oggi
preminente, dell’archeologia, che si serve per la rilevazione e l’analisi dei reperti di modelli matematici,
facendo ricorso a metodi, tecniche e strumenti offerti da altre scienze, come per esempio la fisica, la
chimica, la biologia, ecc.
Egittologìa [comp. di Egitto e -logia]
Scienza che ha per oggetto lo studio e la conoscenza dell’Egitto faraonico, sotto l’aspetto storico,
religioso, culturale, linguistico, ecc., mediante esplorazioni, scavi archeologici, e interpretazione di
antiche iscrizioni.
Ètica [dal lat. ethĭca, gr. ἠϑικά, neutro pl. dell’agg. ἠϑικός: v. etico]
Nel linguaggio filosofico, ogni dottrina o riflessione speculativa intorno al comportamento pratico
dell’uomo, soprattutto in quanto intenda indicare quale sia il vero bene e quali i mezzi atti a conseguirlo.
Morale [dal latino moralis, derivato di mos, moris «costume», coniato da Cicerone per calco del gr.
ἠϑικός, der. di ἦϑος: v. ethos, etico, etica].
Insieme di consuetudini e di norme riconosciute come regole di comportamento da una persona, un
gruppo, una società, una cultura.
La Ricerca Interdisciplinare (IDR) è una modalità di ricerca da parte di gruppi o di individui che integra
informazioni, dati, tecniche, strumenti, prospettive, concetti e/o teorie da due o più discipline o campi di
sapere specializzato, al fine di avanzare il livello di comprensione di base, o per risolvere problemi le cui
soluzioni ricadono al di fuori di una singola disciplina o della pratica di un campo di ricerca.
La ricerca è davvero interdisciplinare quando non incolla semplicemente due discipline insieme per
creare un prodotto, ma quando piuttosto propone un integrazione e una sintesi di idee e metodi.
Lezione 2 - Antico Egitto
AMBITI
In Italia ci troviamo al centro del bacino del mediterraneo, che attualmente è geopoliticamente diviso a
metà, tra occidente e mondo arabo.
Le tre grandi civiltà che noi consideriamo le più importanti dal punto di vista del territorio sono molto
diverse. L’Egitto, da sempre, si identifica con un territorio molto piccolo e ristretto. L’Egitto aveva un
ambito di influenza sulle zone circostanti ma il suo territorio è sempre stato concentrato verso l’interno,
verso la Valle del Nilo.
La galassia greca invece si comportava in modo completamente diverso. Era una città stato che si
sviluppa a partire dalle metropoli (= città madre). Erano le città madri fondate e costruite verso la costa
frastagliata della grecia, con terreni da coltivare contenuti, di conseguenza quando la popolazione
aumentava una parte di questa era costretta ad andarsene e a fondare delle colonie. I greci andavano a
cercare situazioni che replicassero quella di partenza, e quindi piccoli luoghi sulla costa, con acqua
fresca per coltivare.
Il sistema greco era un sistema di appropriazione dello spazio completamente diverso da quello
dell’Egitto.
Passando a Roma, quest’ultima nel giro di pochi secoli arriva ad includere un territorio enorme.
La civiltà greca ha un’estensione di circa duemila anni se includiamo nella linea blu anche la civiltà
minoica.
Se andiamo a vedere l’Antico Egitto (linea verde) rappresenta più di tremila anni di storia. Ebbe inizio
convenzionalmente nel 3000 a.C. momento in cui si ha la nascita della scrittura e dello stato egizio.
A fronte di questi oltre trenta secoli di storia i periodi più noti della civiltà egizia sono: l’Antico regno, il
Medio Regno e il Nuovo Regno.
A Parte le piramidi di Giza che risalgono all’Antico regno, quasi tutti i monumenti più famosi
appartengono al nuovo regno, considerata l'epoca classica dell’egitto.
ACQUA, ISOLE E RINASCITA
Per comprendere l’Egitto bisogna prima comprendere la compenetrazione tra Egitto e la valle del Nilo.
L’egitto viene definito “dono del Nilo”, questo perché una volta all’anno sugli altopiani etiopici si rovescia
una grande quantità d’acqua, il quale prende la strada di un torrente secco e riversa nel nilo una grande
quantità non solo di acqua ma anche di tutto ciò che trova, come per esempio residui organici. Quando
l’acqua si riversa nel Nilo raggiunge la parte più a valle del fiume.
Lungo il Nilo si trovavano dei nilometri, che servivano a misurare l’altezza dell’acqua del corso d’acqua.
L’anno antico egizio era diviso in tre stagioni:
● stagione akhet (inondazione)
a fine giugno l'acqua iniziava a salire verso l’Alto Egitto, a luglio la piena saliva progressivamente
verso nord, fino ad arrivare ad agosto, quando tutta la Valle era inondata
● stagione peret (crescita)
a metà settembre l’acqua iniziava a ritirarsi, lavando via il sale e l’acqua rilasciama sul terreno
limo nero, un fertilizzante naturale, così a ottobre-novembre potevano coltivare
● stagione shemu (raccolto)
verso febbraio-maggio c’era la stagione del raccolto, e variava a seconda dei luoghi e delle
specie coltivate.
Ciò però comportava dei rischi. Sebbene infatti l'inondazione avveniva ogni anno, poteva succedere che
l’acqua fosse o troppo bassa o troppo alta.
Se l’acqua era bassa i terreni più in alto o lontani dal fiume restavano secchi, non fertilizzati.
Se la piena era troppo alta poteva arrivare a distruggere i depositi di cibo e provviste, o addirittura le
abitazioni.
Se questo fenomeno si ripeteva una volta il terreno era ancora in grado di riprendersi, ma se ciò
avveniva più di una volta si veniva a creare una situazione di allarme, le provviste si riducevano e si
rischiava così di incorrere in una situazione di carestia, problema che preoccupava i faraoni perché
portava a un problema di controllo.
UNITA’ DI MISURA: IL CUBITO
L’unità di misura utilizzata dagli egizi era il cubito, il quale corrispondeva all’avambraccio, che era diviso
in sei palmi. In agricoltura e in architettura veniva utilizzato il cubito reale, il quale corrispondeva a sette
palmi (un avambraccio più un palmo).
PIETRA DI PLERMO
La pietra di Plermo registra gli eventi, anno per anno, dei re del tardo Periodo Predinastico alla Quarta
Dinastia.
Nella riga “a” troviamo il nome del faraone, nella riga “b” gli eventi che sono successi quell’anno e nella
riga “c” ci sono le misure in cubiti, palmi e dita della piena del Nilo.
Un tempo il Delta del Nilo si trasformava quindi in un arcipelago. Per questo motivo in Egitto si sono
formate delle collinette.
Quando l’acqua iniziava a calare, dall’acqua iniziavano a comparire le parti più alte del terreno, un
terreno già adatto alla coltivazione.
L’Egitto é un luogo iper simmetrico, con il sole che sorge sempre dietro le montagne del deserto
orientale e tramando dietro l’altopiano del deserto occidentale. Questo era la nascita del mondo
secondo gli antichi egizi.
Il mito di Osiride affermava che Osiride, re dell’ Egitto, aveva un fratello molto geloso di lui, che a casa
un certo punto lo uccise, fece a pezzi il suo corpo e lo gettò nel Nilo. I pezzi del corpo di Osiride si
sparsero e approdarono in punti diversi della costa. La moglie, aiutata dalla sorella, si mette in cerca dei
pezzi del corpo del marito per dargli una degna sepoltura. Sia le lacrime della moglie che i liquidi
corporei del corpo di Osiride in decomposizione vengono associati all’inondazione. La moglie trova i
pezzi, ricompone il corpo del marito e, sebbene Osiride resti morta, gli viene associata una certa
identità. Iside fa dei figli con un altro uomo e si vendica uccidendo i figli del fratello di Osiride, ovvero
Seti, anche se poi si riappacificheranno.
Osiride viene solitamente rappresentato con la pelle verde, richiamo sia alla pelle in putrefazione che al
colore della vegetazione, un abito aderente bianco molto stretto che ricorda le bende di una mummia e i
piedi uniti come una mummia.
Nell’antico Egitto infatti le persone vive venivano rappresentate con i piedi che camminano, aperti,
mentre le persone morte con i piedi uniti.
Il riferimento della vita che emerge dall’acqua si trova ovunque, nell’arte e nell’architettura dell’antichità
egizia.
● Riferimento diretto: Tutankhamun bambino che emerge da un logo (Nuovo Regno)
● Riferimento indiretto: vegetazione lussureggiante associata alla vita e alle attività umane. La
natura dà la vita.
Questo oggetto é la testa di una mazza spaccatesta, un oggetto cerimoniale. É
raffigurato il faraone con l’aratro in mano, in piedi tra la giunzione di due canale, ed é
rappresentato mentre tiene aperto questo canale. Ovviamente non lo faceva davvero
ma il fatto che sia raffigurato così ci fa capire che lui era responsabile della regolazione
dell’acqua e della coltivazione.
Un circolo vizioso tra acqua, morte e rinascita, che nel mondo materiale si traduceva in
controllo e potere, nell'aldilà nel desiderio di vivere di nuovo.
Il rapporto con l’acqua e l’idea della rinascita dall’acqua si ritrova non solo nell’arte ma anche in
architettura. Un esempio eclatante è il Tempio di Seti I ad Abydos (Nuovo Regno).
Era un edificio completamente sotterraneo che veniva
periodicamente inondato dalle acque del Nilo. Quando
arrivava l'inondazione infatti, attraverso dei canali
sotterranei, l’acqua giungeva dentro al tempio e andava a
riempire un canale che circondava la parte centrale del
tempio che si trasformava in una sorta di isoletta.
La città di Tebe (Luxor)
L’antica Tebe, oggi Luxor, città sulla sponda orientale, riflettendo l’antica organizzazione. La sponda este
teoricamente era la sponda dei vivi, quella ovest la sponda dei morti, è lì che il sole tramonta, muore, ed
è li che sono stati seppelliti tutti i faraoni, perché così come il sole poi rinasceva anche quest’ultimi
sarebbero dovuti rinascere.
Il West Bank di Luxor
L’area verde rappresenta l’area che veniva coperta durante le inondazioni del fiume Nilo. Tutti i tempi si
trovano sul limitare della coltivazione, sul limitare della zona che
veniva inondata, tranne uno: il Tempio funerario di Amenofi Terzo
(quello con il riquadro rosso). Il tempio presentava due colossi
giganteschi che davano accesso al tempio.
L’aria calda, durante all’alba, attraversava le statue e produceva
un suono che ricordava il richiamo di una madre ai figli. Quando
il fiume esondava i colossi sporgevano in una valle d'acqua.
Un tempo il trasporto dei materiali di costruzioni avveniva
attraverso la pietra, mentre il rivestimento era fatto da materiali
che venivano trasportati durante i momenti di esondazione per
farli “galleggiare”.
Si pensa inoltre che forse il riflesso delle piramidi avesse anch’esso un significato più profondo, che
rimandava al tema del doppio.
BREVE STORIA DELL’ANTICO EGITTO
● L’Antico Regno, il Medio Regno e il Nuovo Regno sono periodi in cui i faraoni sono stabili e
costruiscono monumenti giganteschi.
● I periodi intermedi sono periodi in cui il potere centrale non riesce a sopravvivere e l’Egitto si
frammenta, troviamo faraoni che durano un anno, dinastie dalla settima alla decima, periodi di
contrasto, incendi. Sono però periodi in cui, non dovendo pagare le tasse al faraone, i governanti
locali si fanno fare delle tombe eccezionali.
● Il Periodo Tardo e il Periodo Greco-Romano sono periodi in cui i puristi fanno finire l’Egitto con il
Nuovo Regno.
La nostra moderna suddivisione in Dinastie viene dallo storico Egiziano Manetone, che visse nel III
secolo a.C., ovvero 2000 anni dopo le piramidi di Giza e 1200 anni dopo Ramses II. Manetone divise i
re in gruppi, legati da relazioni familiari o provenienza geografica. Non sappiamo da quali fonti attinse.
Le fonti antiche egizie non dicono nulla, anzi presentano i re in un’unica sequenza ininterrotta. Eppure,
noi cogliamo differenze tra dinastia e dinastia. La faccenda resta oscura.
Le origini
Lo stato egizio nasce, insieme alla scrittura (e dunque insieme alla storia), intorno al 3000 a.C.
L’Egitto nacque dall’unificazione delle popolazioni stanziate lungo il Nilo a valle della Prima Cataratta.
Le fonti antiche raccontano dell’unione tra nord e sud, ma nei fatti la situazione deve essere stata un po’
più complessa (da quanto si deduce dalle fonti archeologiche). In ogni caso, l’Egitto rimase sempre
tradizionalmente diviso in Alto e Basso Egitto, rispettivamente il sud (da dove arrivava il fiume) e il nord
(dove sfociava).
Un’altra dicotomia che si componeva nell’Egitto unificato era quella tra le divinità concorrenti Horus e
Seth, talvolta associati rispettivamente alla Valle e al Deserto.
La paletta di Narmer
L’oggetto che ci racconta visivamente come è nato l’Egitto, o meglio come gli antichi egizi raccontavano
la nascita del loro stato.
Il faraone Nar-mer è stato l’unificatore dell’Egitto,
rappresentato con la corona bianca simbolo dell’Alto Egitto,
con dei sandali e una mazza spaccatesta, per appunto
spaccare la testa al nemico Wa-sh. Quest'ultimo è
rappresentato con le tipiche fattezze del libico, ovvero con
una capigliatura bombata e un barbetta corta.
Nella parte posteriore invece è rappresentato con la corona
rossa del Basso Egitto. Il faraone, il porta sandali e il vizier
stanno partecipando a una sfilata, una parata di gruppi vittoriosi, e quanto sia stato cruento lo scontro
possiamo notarlo dalle persone ferite e decapitate.
Quindi noi stiamo vedendo Nar-mer, re dell’Alto Egitto, che sconfigge i libici e conquista il Nord.
Sekhem significa potere, quindi “Hetep-sekhem-wy” significa “i due poteri sono
in pace”.
Hetep-sekhem-wy e Neb-ra sono i nomi del primo e del secondo re della
Seconda Dinastia.
A metà della Seconda Dinastia, il re Kha-sekhem (= “I lPotere Appare”) cambia il suo
nome in Kha-sekhemwy (= “I Due Poteri Appaiono”) e aggiunge l’epiteto
“I-Due-Signori-Sono-In-Pace-Con-Lui”. Il nome è sormontato sia da Horus che da
Seth.
Questo concetto delle due parti che si uniscono è una costante di tutti e trenta i famosi
secoli dell’arte egizia.
L'originario dualismo viene rievocato dal segno ricorrente detto sema-tawy,
"colui-che-unisce-le-due-terre".
E’ un simbolo che è sempre collegato al faraone ed è spesso rappresentato a fianco al
trono su cui siede il faraone.
Horus è la divinità associata alla valle, contro Seth,
divinità associata al deserto. Sono rappresentati
mentre legano attorno a questo elemento centrale il
papiro (simbolo del Basso Egitto) e il loto (simbolo
dell’Alto Egitto).
L’elemento centrale attorno a cui legano è il geroglifico
che è una rappresentazione molto probabilmente
dell’esofago e dei polmoni, che simboleggia l’aria che
respiriamo.
Il tutto è coronato dal nome del faraone Senusret I.
Questa è una rappresentazione del fatto che il faraone garantisce l'unità del basso e dell’alto egitto.
Antico Regno (2750-2181 b.c)
I tre regni hanno delle caratteristiche un po diverse. Nell’antico regno esiste un circolo virtuoso che
collega l’idea che il re avesse una natura divina e quindi la possibilità di avere un potere molto forte e
centralizzato. Le piramidi non furono costruite da schiavi ma da persone che erano convinte di star
costruendo la tomba per il faraone e quindi per il loro dio.
Primo Periodo Intermedio (2181-2055 b.c)
Questo è un circolo virtuoso che nel Primo Periodo Intermedio (2181-2055 b.C.) si interrompe. Ci sono
piccole dinastie che si contendono il potere, il paese è diviso e nessuno riesce a costruire grandi
monumenti.
Medio Regno (2055-1069 b.c)
Mentuhotep II riunifica l’Egitto. Apparteneva alla dodicesima dinastia, una dinastia di faraoni potentissimi
e molto aggressivi. Con la riunificazione dell’Egitto venne ristabilito un potere forte e centralizzato.
Nuovo Regno (1550-1069 b.c.)
Alla fine della dodicesima dinastia ci si ritrova in un periodo di crisi. E’ stato ipotizzato, sulla base di
alcuni ritrovamenti archeologici, che il collasso della tredicesima dinastia possa essere stato legato a
una serie di inondazioni anonime.
Il potere centrale collassa e l’Egitto si divide. Il nord del paese viene invaso dagli Hyksos e resta
separato dal basso egitto per ben quattro secoli (il cosiddetto Secondo Periodo Intermedio).
In questo periodo furono ricopiati importanti documenti egizi, a testimonianza del fatto che il dominio
degli Hyksos non fu distruttivo.
Gli egizi non volevano restare separati, quindi il faraone Kamose partì dal basso Egitto, fece costruire
una flotta per raggiungere la capitale degli Hyksos, sconfisse gli Hyksos e riunificò l’Egitto.
Iniziò così un periodo di grande prosperità. L’espansione egizia in Nubia e nel Medio Oriente divenne
più stabile, i re venivano descritti come guerrieri, le istituzioni statali divennero più formali e i grandi
templi più ricchi e potenti.
I personaggi e i monumenti antichi egizi più famosi, a eccezione delle grandi piramidi reali, risalgono a
questo periodo (es. Regina Nefertiti, Ramses II, Tutankhamon,..).
Tebe (moderna Luxor) divenne una "città cerimoniale", dove si tenevano elaborate celebrazioni religiose
in onore del dio Amon-Ra, il Re degli Dei, che coinvolgevano sia i templi della sponda est che quelli
funerari della sponda ovest.
L’area di Luxor rappresenta uno dei siti archeologici più densi del pianeta.
Terzo Periodo Intermedio (1069-664)
Alla fine del Nuovo Regno il potere centrale collassa.
Dopo un periodo di declino, alla morte di Ramses XI i re persero il controllo di Tebe, dove i sacerdoti
erano diventati progressivamente sempre più potenti. Dopo un periodo di confusione, i re Nubiani
presero il controllo dell’Egitto e governarono sotto il nome di Venticinquesima Dinastia.
Periodo Tardo (664-332 bc)
Psamtik I riunificò l’Egitto e diede inizio alla Ventiseiesima Dinastia, l’ultima nativa dell’Egitto.
Il suo successore Necho II scavò un canale che connetteva il Nilo con il Mar Rosso e spedì una
spedizione navale a circumnavigare l’Africa.
L’ultimo re, Psamtik III, fu sconfitto da Cambise e l’Egitto cadde sotto il dominio Persiano per la prima
volta.
Nectanebo I, che riuscì a riprendere il paese e fondò la Trentesima Dinastia, fu un grande costruttore e
restauratore.
Nectanebo II, l’ultimo re della dinastia, fu sconfitto da Artaserse e l’Egitto cadde di nuovo sotto il dominio
Persiano.
Le mire espansionistiche dell'Impero Persiano
L’Egitto entra nel mirino dei Persiani, i quali nel frattempo avevano messo assieme un impero
gigantesco e volevano espandersi. L’Egitto era entrato nel loro mirino a causa della terra fertile.
L'Impero Persiano dominò l'Egitto una prima volta dal 525 al 404 e poi di nuovo dal 343 al 332 b.C.
Se la prima volta l’Egitto riuscì a liberarsi da solo dai persiani, la seconda volta non fu così.
Nello stesso periodo i persiani misero nel mirino anche la Grecia.
La Guerra del Peloponneso: Atene contro Sparta (431-404 BC)
La Grecia è sempre stata molto frastagliata, composta da tante coste, tante città stato e tante isolette. I
greci hanno sempre litigato tra loro contendendosi il potere commerciale.
Esemplificativa è la Guerra del Peloponneso, combattuta tra Atene (blu) contro Sparta (rosso).
- 425: Atene cattura 120 guerrieri Spartani a Sfakteria e blocca il
Peloponneso
- 424: L'esercito spartano occupa Megara e marcia attraverso
Tessaglia e Macedonia per conquistare Amfipolis. Atene viene
sconfitta dall'esercito dei Beoti a Delion
- 422: Atene prova a riconquistare Amfipolis ma viene sconfitta
- 421: Viene stipulata la Pace di Nicia che deve durare 50 anni –
ne dura 2
- 418: Sparta sconfigge l'esercito di Argo (aiutato da Atene)
- 417: Atene attacca l'isola neutrale di Melo: tutti gli uomini
vengono uccisi e tutte le donne e i bambini vengono fatti schiavi.
Sparta non interviene
- 413: Sparta occupa Deceleia in Attica.
- 411-10: La flotta ateniese sconfigge la flotta del Peloponneso e
si assicura il passaggio del Bosforo. Sparta propone di fare pace
ma Atene rifiuta
- 410 ca.: Sparta incoraggia una ribellione a Rodi contro Atene
- 409-7: Sparta riguadagna il controllo sul Peloponneso, Atene conquista Bisanzio e Calcedonia
sul Bosforo
- 406: Vittoria navale di Atene, con gravi perdite su entrambi i fronti
- 405: La flotta ateniese viene sconfitta ad Agiospotami, Bisanzio e Calcedonia vengono prese dai
Peloponnesiaci e tutti gli alleati di Atene si ribellano
- 404: Atene è costretta ad accettare la pace e a smantellare le sue mura
I tentativi persiani di conquistare la galassia greca
Solo in un'occasione i Greci unirono le loro forze: per respingere i due
tentativi da parte dell'Impero Persiano di conquistare i loro territori e il loro
spazio marittimo.
serse mandò un impero gigantesco (linea rossa) che marciò via terra e la
sua flotta. L'enorme esercito persiano, abituato a battagliare in campo
aperto, si ritrovò imbottigliato al passo delle Termopili.
I greci riuscirono a sfruttare la loro conoscenza del territorio e la loro abilità
nel muoversi in spazi stretti per sconfiggere i persiani.
In entrambe le occasioni, le forze greche, riuscirono a sconfiggere
l'esercito persiano, ben più grande.
La storia racconta che l’esercito di trecento spartani, guidati dal re Leonida, tennero testa agli invasori
per 3 giorni, dando tempo alle forze greche a valle di riorganizzarsi e riuscire a reagire. A un certo punto
gli spartani furono traditi da qualcuno che rivelò ai persiani che esisteva un passo montano per aggirare
le Termopili. Gli spartani furono così presi alle spalle e furono sterminati.
L’impresa di Alessandro Magno
Questo piccolo mondo sempre in lite fu spazzato via completamente da Alessandro Magno, il quale
parte dalla Macedonia, va in Grecia, parte con una galoppata pazzesca in cui riesce a sconfiggere i
persiani e ad atterrare l’Impero Persiano.
Prima di far questo si reca in Egitto, dove poi fonda Alessandria d’Egitto e si reca a Sigua, dove si
trovava l’oracolo. Si reca dall’oracolo, entra e quando esce rivela a tutti che l’oracolo gli ha detto che
conquisterà il mondo.
Parte quindi per la cavalcata accennata prima e appiattisce l’Impero Persiano, arriva ai piedi
dell’Himalaya e torna indietro. Durante la celebre Battaglia di Isso uccide il Re Persiano Dario.
A un certo punto, mentre sta rientrando dalla Macedonia, si ammala e muore in tre giorni, all’età di
trentatré anni.
Alla morte improvvisa di Alessandro, i territori da lui conquistati furono divisi tra i suoi generali.
Tolomeo (macedone) prese l’Egitto, si fece incoronare faraone, e diede inizio alla Dinastia Tolemaica, i
cui re e regine, di origine macedone, parlavano greco.
Si narra che Alessandro avesse chiesto di essere seppellito nell'Oasi di Siwa. Il suo corpo, conservato
in un sarcofago d'oro, immerso nel miele, fu intercettato da Tolomeo nel 321 BC e seppellito a Menfi,
l'antica capitale dell'Egitto.
Pare che fu poi spostato ad Alessandria prima del 247 b.C. Ad oggi, la posizione della sua tomba resta
sconosciuta.
Il Periodo Tolemaico (332-30a.C)
Tolomeo dá avvio alla Dinastia Tolemaica. In realtà tra di loro non si chiamavano “Tolomeo I, Tolomeo
Ii,..) ma usavano un secondo nome: Tolomeo I Soter, Tolomeo II Philadelphus,ecc,..
Tutti questi faraoni governavano con o nonostante una serie di regine che si chiamavano tutte
Cleopatra, Berenice o Arsinoe, che erano tra di loro tutti parenti perché si sposavano tra parenti.
La Cleopatra famosa é Cleopatra VII, la quale aveva sposato Tolomeo XXII, il suo fratellastro. Tutti e
due volevano il potere assoluto è litigano. In quel periodo, nel Primo secolo a.C., l’Egitto era un
produttore importantissimo di grano.
Di Cleopatra non esistono immagine verte, ma tutte le fonti affermano che era una donna affascinante,
in grado di intrattenere conversazioni in ben quattro lingue diverse.
Il grano egizio interessava a Giulio Cesare. A Cesare interessava poter nutrire il proprio esercito, di
conseguenza voleva che l’Egitto continuasse ad essere un grande produttore di grano, di conseguenza
va in Egitto per negoziare con Tolomeo XII e Cleopatra VII.
Cesare doveva scegliere a chi dei due affidare il potere. Tolomeo, quando Cesare arriva, chiude
Cleopatra nel Palazzo in modo da potersi accordare in segreto con Cesare. Cleopatra escogitò un
trucco, si fece avvolgere in un pacchetto e si fece consegnare come regalo nel palazzo di Cesare.
Cesare appena vede Cleopatra decide che sarà lei a dover governare. Cesare e Cleopatra avranno poi
un figlio, Cesarione, erede dell’uomo più potente di Roma e della regina d’Egitto.
Cleopatra un giorno va a trovare Cesare a Roma e porta con se il figlio Cesarione. Cesare viene
assassinato e Cleopatra rientra in Egitto. Marco Antonio si imbarca e va in Egitto a negoziare con la
regina. I due avranno tre figli e Marco Antonio rimane a vivere in Egitto. Marco Antonio viene sconfitto
da Ottaviano nel 30a.C. e si suicida. Si suicida anche Cleopatra perché il figlio di Cleopatra (Cesarione)
viene ucciso all’età di sei anni da Ottaviano, il quale farà poi sfilare i tre figli di Cleopatra e Marco
Antonio con pesanti catene d’oro per le strade di Roma atto di umiliazione).
Ottaviano diventa imperatore con il nome di “Augusto” e l’Egitto diventa una provincia dell’Impero
Romano.
Gli imperatori romani si facevano rappresentare sulle pareti dei templi egizi come faraoni.
Questi trenta secoli di storia presentano una continuità formale che però riesce ad assorbire
continuamente una serie di cambiamenti che avvengono.
La scrittura e la lingua
Fin dai tempi più antichi si sviluppa la scrittura geroglifica. I geroglifici hanno uni sviluppo a partire
dall'Antico Regno. Gli scribi svilupparono anche una grafia corsiva semplificata, che permetteva di
scrivere in modo più scorrevole e veloce: lo “ieratico”
Nel Periodo Tardo lo ieratico si trasforma in “demotico”.
Con i Tolomei arriva in Egitto il greco. I caratteri greci vengono adottati al posto di quelli demotici e
questa scrittura prende il nome di “copta”.
Nel 380a.C. il Cristianesimo diventa l’unica religione dell’impero Romano, tutte le altre religioni vengono
progressivamente limitate e messe al bando. Intorno al 400a.C vengono chiusi gli ultimi templi e di
conseguenza non esiste più un luogo in cui possa essere tramandata la lingua geroglifica.
La civiltà egizia divenne così “muta”.