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ASTROLOGIA EGIZIA

Raccolta di ricerche dal web

Appunti di Astronomia egizia


Chiara Rossi

“Desiderio” deriva dal latino ‘de sidera’, dalle stelle,


che sono complici dei sogni degli uomini.

L’Astronomia per la sua multidisciplinarietà, avvalendosi infatti degli ultimi ritrovati di altre
discipline, è considerata da molti come la regina delle scienze. Non potendo determinare se ciò sia
corretto e se sia lecito stilare una graduatoria di importanza delle discipline scientifiche, si può
tuttavia esser sicuri che l’astronomia è certamente “la più antica delle scienze”.

Fin da quando l’uomo primitivo fu in grado di formulare un pensiero coerente furono gli astri a
dargli, pur inconsapevolmente, l’orientamento, e quando l’introduzione dell’agricoltura rivoluzionò
la vita quotidiana, furono la necessità di prevedere il ritorno delle stagioni e dei periodi favorevoli
alla semina o al raccolto a spingere lo stesso uomo primitivo ad affidare all’interpretazione del
movimento degli astri la gestione dei propri lavori nei campi. Si cominciarono così a elaborare
calendari e a calcolare e misurare il tempo, ossia a dar corpo alla prima applicazione pratica
derivata dall’osservazione del cielo.

Parallelamente all’astronomia si sviluppò l’astrologia, che riveste un’enorme importanza per


capire meglio quanto i nostri progenitori si sentissero "dipendenti" dagli astri. Eventi così "magici"
come il sorgere e il tramontare o la capacità di segnalare con tanta precisione l’avvento della
stagione della semina o della neve non potevano non avere influenza anche sulla vita e sulla
caratterialità degli esseri umani nati sotto una particolare disposizione astrale piuttosto che sotto
un’altra.
I Caldei, gli Egizi ed i Cinesi sono generalmente considerati i primi astronomi, ma questo
corrisponde solo in parte a verità: è vero che questi antichi popoli dividevano le stelle fisse in
gruppi o "costellazioni" e distinguevano anche pianeti, comete ed eclissi, ma di fatto non
possedevano alcuna vera conoscenza sulla natura dell’universo e nemmeno della terra stessa,
sicché è difficile definirli astronomi nel vero senso della parola. All’incirca nel 3000 a.C., l’anno di
365 giorni fu per la prima volta adottato in Egitto ed in Cina, ma l’Astronomia nella sua vera forma
inizierà solo con i Greci, che non solo eseguirono delle osservazioni, ma tentarono anche di dare a
queste delle spiegazioni.

oltre 3000 anni di storia...

Il rapporto tra Egizi e volta celeste fu davvero molto particolare: agli occhi di un antico egiziano il
proprio paese era un’enorme distesa piatta e desertica attraversata nel mezzo dal grande fiume
Nilo e circondata da montagne. Il tutto immerso nel Grande Oceano derivato da Nun, il caos
primordiale.
All’inizio dell’estate le piogge equatoriali raggiungevano le sorgenti del Nilo Bianco e lo
scioglimento delle nevi sulle montagne dell’Abissinia riempiva il Nilo Azzurro: in questo modo
enormi quantità di acqua fluivano verso Nord fino a sfociare nel Mar Mediterraneo e durante i mesi
successivi allagavano e fertilizzavano l’intero Egitto.

◗ La storia egiziana può iniziare dall’età paleolitica, epoca in cui la vallata del Nilo era molto
diversa da come si presenta oggi: il fiume copriva pressoché tutta la regione e questo fatto, unito al
clima che era certamente più umido di quello attuale, faceva sì che uno sterminato acquitrino si
estendesse fino al delta. Il clima cominciò a mutare verso la fine del paleolitico ed anche il Nilo
modificò il suo corso, assumendo quello odierno. La lenta ma progressiva trasformazione in
deserto delle zone limitrofe permise la concentrazione della vita umana proprio lungo le fertili rive
del fiume.

◗ In epoca neolitica, il cui inizio è fatto risalire a circa 10.000 anni prima di Cristo, si potevano già
contare due popolazioni ben distinte provenienti da altrettante zone diverse: un primo gruppo di
razza africana, risalente dal centro dell’Africa, e un secondo di razza mediterranea, dal nord
dell’Africa. Si formarono così due gruppi di civiltà: uno si fermò nel nord del paese, sul delta (il
primo agglomerato urbano fu Merimda), l’altro si stabilì nel sud (eleggendo a capoluogo Tasa).

◗ Nonostante la successiva unificazione del Paese, sopravvisse quell’impronta di divisione del


territorio in hesep: l’Alto Egitto ne aveva 22, quello Basso 20. Questa era l’alba della civiltà
egiziana, che gli egiziani avrebbero chiamato “i tempi del dio”, quelli in cui sul trono d'Egitto sedeva
il re Osiride. Questo regno terrestre del supremo dio egiziano ci è documentato dai “Testi delle
piramidi”. Osiride dunque, secondo la leggenda, avrebbe fuso i due gruppi, ma l’unificazione non
sarebbe stata di lunga durata: bisognerà giungere al 3.200 a.C. ca. perché si possa parlare più
propriamente di storia egiziana, che inizia con il re Narmer (alcuni lo identificano nel mitico re
Menes), cui si deve la grande impresa dell’unione dei due regni, dopo la quale ebbe inizio la prima
delle 31 dinastie che si avvicendarono sul trono egizio fino al 332 a.C., anno della conquista di
Alessandro Magno.

◗ L’Antico Impero inizia verso il 3.200 a.C., è considerato il più grande periodo di tutta la civiltà
egiziana ed è anche noto come Impero Menfita, dal nome della capitale che si sposta da Abydos a
Menfi. Si creano le prime leggi civili e religiose, i canoni artistici e la scrittura. Il primo grande
faraone è Zoser, che inizia la III dinastia: a lui si deve la costruzione del primo imponente edificio in
pietra dell’Egitto (la piramide di Sakkara) e la nomina di un primo ministro che lo aiutasse
nell’amministrazione reale.

La IV dinastia inizia con Snefru che dà vita alle piramidi a facciata liscia: alla sua stessa dinastia
appartengono tre dei più famosi faraoni: Cheope (Khufu), Kefrem (Kaefra) e Micerino (Menkaure), i
costruttori del celeberrimo complesso di Giza. Dalla V dinastia in poi tutti i faraoni saranno chiamati
“figli di Ra”. Si compongono in questo periodo i Testi delle piramidi. Alla fine della VI dinastia, viene
a mancare il potere centrale, che si fraziona in mano dei nomarchi (principi feudatari) che si
trasmettono il potere l’uno con l’altro senza che il faraone possa intervenire o opporsi.

◗ Si ha così il primo periodo intermedio, un’epoca assai agitata e oscura che vede l’Egitto
cadere in un lungo periodo di anarchia e di sconvolgimenti sociali (2.180 a.C. - VII dinastia - fino a
circa il 2.130 a.C. - l’inizio dell’XI).

◗ Il Medio Impero ha inizio verso il 2.060 a.C., con la fine dell’XI dinastia. Il faraone Montu - HotepI
ristabilisce il potere sul Basso Egitto servendosi dell’appoggio della borghesia egiziana. Con i suoi
successori si intensificano i commerci, si apre una via commerciale verso il Mar Rosso e si
riprende la politica di espansione verso la Nubia.

Verso l’anno 2.000 a.C., ebbe inizio la XII dinastia, una delle più celebri e più importanti di tutta la
storia egiziana. L’Egitto conosce un periodo di grande prosperità.

◗ Nel 1.580 a.C. comincia il cosiddetto Nuovo Regno che sancisce il passaggio del potere nelle
mani dei militari e la nascita della politica espansionistica dei faraoni Ramsete I e II e Seti I che
portano l’Egitto ad essere una nazione progredita e temuta.

Ramsete II “il grande” si impegnò a combattere con tutte le sue forze per sconfiggere l’armata degli
Ittiti; nei suoi sessantasette anni di regno, espresse tutta la sua potenza con grandiosi monumenti
(Abu-Simbel, Karnak, Luxor). Alla sua morte gli successe il figlio Mineptah e con lui iniziò la lenta
ma inesorabile decadenza dell’impero: l’anarchia interna e l’arrivo delle popolazioni indo-europee
romperanno il già precario equilibrio interno. Nel 524 a.C., durante la XXVII dinastia, i Persiani
conquistano per la prima volta l’Egitto; nel 332 gli egiziani chiameranno in loro aiuto Alessandro
Magno. Dichiarato “figlio di Ra”, fondò la nuova città di Alessandria che diventerà in breve la
raffinata capitale culturale del mondo antico. Alla sua morte ebbe inizio la dinastia tolemaica che
iniziò il processo di ellenizzazione del paese.

◗ I due secoli che precedono la nascita di Cristo vedono sempre più l’indebolimento del paese e la
supremazia dell’astro sorgente di Roma: di quest'ultima l’Egitto diventò ben presto una colonia.
Infine, nel 595 d.C., alla morte di Teodosio, l’Egitto entra a far parte dell’Impero d'Oriente.

la nascita dell’Universo

Secondo gli Egizi in principio esisteva solo il Caos, Nun, identificato con l’Oceano primordiale in cui
viveva Atum che sorse dall’acqua ed iniziò a splendere sotto forma del Sole (Ra). Ra generò due
figli: Shu, dio dell’aria, e Tefnut, dea dell’umidità; da questi nacquero Geb, dio della terra, e Nut,
dea del cielo. Da questi nacquero infine Osiride e Seth, Iside e Neftis e Horus. Ra si era stancato
di regnare sulla Terra e decise di salire al cielo; Nun per aiutarlo chiamò Nut e la trasformò in una
vacca: Ra salì sulla sua groppa ma quando Nut si rizzò sulle zampe posteriori si spaventò e Shu la
sostenne e da ciò il cielo viene rappresentato sostenuto dalla Vacca celeste sotto il cui ventre
splendono le stelle e attraverso il quale la barca di Ra attraversa il cielo nel suo percorso da
oriente ad occidente.

Nella religione egiziana sono diversi i miti che riguardano la creazione del mondo; ciascuna delle
grandi città sede di culti religiosi tendeva con un proprio mito a far prevalere se stessa (il proprio
dio "patrono") sulle altre.

◗ Eliopoli (oggi Tell Hist, un sobborgo de Il Cairo)

Al principio sono le acque di Nun, il caos nelle cui profondità giace addormentato lo spirito del
creatore. Da Nun emerge una collinetta sabbiosa (rappresentazione dell’Egitto), sulla quale,
prendendo l’aspetto di una fenice, si posa il creatore, Atum-ra, il Sole. Atum-ra, "tenendo il fallo in
pugno ed eiaculando diede vita ai gemelli Shu (dio dell’aria) e Tefnut (dio dell’umidità)".

Versioni meno esplicite dicono che fu uno sputo o uno starnuto a dare vita ai gemelli. Dai due
gemelli nascono Nut (il cielo) e Geb (la terra).
Dice il mito che Geb e Nut, innamorati, se ne stavano tutto il tempo abbracciati, impedendo alla
vita di germogliare. Atum-ra allora comanda a Shu di separarli. Shu calpesta Geb e con le
mani e solleva Nut (che infatti é sempre rappresentata inarcata e con le mani ed i piedi aggrappati
a Geb).

Da Geb e Nut nascono Osiride, Seth, Iside e Nefhti che con Horus (figlio di Osiride ed Iside) ed i
quattro dei loro progenitori formano la grande Enneade.

◗ Ermopoli (oggi El-Aschmuneim, anticamente era Khnum)

Esiste una materia primordiale nella quale nuotano otto creature (Ogdoade): Nun e Nanhet, le
acque primigene, Het e Hanhet, lo spazio infinito, Kek e Hehet, l’oscurità, Amon e Amanuet,
l’ignoto. Essi fecero nascere il sole e crearono Atum. Si fusero in un grande uovo dal quale nacque
il creatore. Dopo di ciò si estraniarono dall’universo creato. Questi otto dèi quindi precederebbero
l’Enneade.

◗ Menfi (oggi Mithahina)

Dal caos (Nun) nasce l’idea di Atum-ra che prende corpo nel
cuore divino di Ptah. Quindi l’idea viene espressa dalla bocca di
Ptah. Segue la creazione di tutta l’Enneade.

◗ Teologia Predinastica

Neith (in seguito signora dei mestieri) stende il cielo nel suo
telaio. Con la navetta pazientemente vi tesse il mondo. Ultimata
la tessitura Neith intreccia alcune reti con le quali pesca gli esseri
viventi dalle acque primigenie. Quindi inventa il parto e lo
esperimenta su di sé per dare vita a Ra.

La maggior parte di questi miti venne raccolta in svariati “libri”,


tra i quali spicca per importanza il Libro delle Porte, una serie di
incantesimi che i defunti dovevano correttamente eseguire per
attraversare incolumi gli Inferi. Erano dodici i portali che il carro
solare di Ra doveva attraversare. Ogni porta, corrispondente a ciascuna delle dodici ore della
notte, era controllata da un demoniaco custode e da numerosi servitori. Ra doveva recitare
correttamente i nomi della porta, del custode e dei suoi servitori attraverso una formula magica
prima di passare alla porta successiva. In seguito, il faraone defunto doveva declamare la
recitazioni per unirsi nella salvezza al padre Ra.

Gli Egizi identificarono le stelle meno brillanti con i servitori, quella più luminosa con il portiere e la
loro posizione celeste con il portale stesso. La recitazione rituale che consisteva nel pronunciare i
nomi di queste divinità era inizialmente solo un accorgimento mnemonico che assicurava il
riconoscimento di ogni gruppo di stelle. Quando gli Egizi trasferirono nella scrittura questi racconti,
descrissero separatamente ogni gruppo associato alla propria porta. Le origini astronomiche di
questi miti forniscono utili indicazioni per comprendere lo sviluppo del calendario egiziano.

Un calendario riguarda un periodo elementare la cui unità fondamentale è normalmente il periodo


di rivoluzione della Terra. Il ciclo sacro per gli antichi Egizi era ovviamente pari al tempo impiegato
da Ra per fare ritorno ogni anno al suo luogo di nascita, presso l’orizzonte sud-orientale durante il
solstizio di inverno.
il calendario

Nell’Antico Egitto vi erano tre calendari:

❂ quello delle stagioni basato sulla piena (per il lavoro dei campi, i contadini si basarono
sempre unicamente sul ciclo naturale delle stagioni),

❂ quello dei mesi, basato sulle fasi lunari (calendario essenzialmente usato per le feste
religiose e per il calcolo dei giorni fasti e nefasti), e

❂ quello solare, basato sulla levata eliaca di Sothis/Soped (=Sirio), usato solo dalla pubblica
amministrazione per la tassazione e per il computo degli anni di regno di ogni faraone.

Essi furono unificati suddividendo l’anno in 3 stagioni di 4 mesi ciascuna e i mesi in 30 giorni:

◗ la stagione dell’inondazione (autunno) a khet (=piena) (i cui quattro mesi erano chiamati: Tekhi,
Menkhet, Hathor e Kaherka)

◗ la stagione della germinazione / semina (inverno) peret (= uscita della terra dall’acqua) (i mesi:
Shef-bedet, Rekeh - 2 volte - e Renenouti)

◗ la stagione della calura / raccolto (estate) shemu (i mesi: Khonsou, Khent-Khat, Epet e Oupt-
renpit).

Tutti i nomi dei mesi derivano dalle principali festività che cadevano durante quel periodo. Il
capodanno rimase basato sulla levata eliaca di Soped. Si comprende facilmente come questi tre
calendari non potessero coincidere essendo la piena del Nilo un fenomeno irregolare; il ciclo
lunare ha durate mensili differenti (28-30 giorni), mentre il ciclo solare ha esattamente 365 giorni e
1/4. Il calendario ottenuto dagli Egizi aveva una durata di 360 giorni e ciò causava un notevole
slittamento: per correggerlo aggiungevano 5 giorni supplementari (chiamati dai Greci
“epagomeni”). Ma restava ancora uno slittamento di 1/4 di giorno all’anno (oggi noi lo correggiamo
con l’aggiunta di un giorno ogni 4 anni - l’anno bisestile) e quindi il capodanno arrivava in anticipo
di un giorno ogni 4 anni rispetto alla levata eliaca di Sirio. Bastano pochi calcoli per rilevare che
tale levata eliaca e il capodanno potevano coincidere solo ogni 1.461 anni (un papiro ramesside
infatti parla del paradosso per cui l’inverno è giunto d'estate e i mesi sono a rovescio!). Fu per
queste ragioni che gli Egizi chiamarono l’anno ufficiale anno vago.

Per designare una determinata data, si davano pertanto l’anno del regno, il mese della stagione e
il giorno. Ecco un esempio: anno IX di Zoserkare Amenhotep (I), terzo mese della calura (Epiphi),
giorno 9 è, secondo il papiro medico Ebers, la data della levata eliaca di Sothis: l’anno egizio
iniziava il giorno in cui Sirio esce dall’orizzonte nel momento dell’alba. Questo fenomeno, che
viene detto levata eliaca di Sothis (= Sirio “spariva” alla vista per un periodo di 70 giorni e poi
riappariva per brevi attimi appena prima del sorgere del sole), corrisponde approssimativamente
all’inizio della piena del Nilo (la stella Sothis veniva anche considerata una forma della dea Iside e
alle sue lacrime veniva attribuito il fenomeno appunto coincidente con l’apparizione dell’astro: la
piena del Nilo), periodo importantissimo per l’economia di questo popolo di agricoltori perché
legato alla circostanza delle inondazioni. Questa data infatti - il 19 luglio del calendario giuliano o
15 giugno del nostro calendario, alla latitudine di Menfi - segnava l’inizio dell’anno.

I cicli di 1.461 giorni, detti periodi sotiaci hanno aiutato gli specialisti nella ricerca della data precisa
dell’introduzione del calendario. Sappiamo con certezza che la levata eliaca di Sothis coincise con
il primo giorno del calendario ufficiale nel 139 d.C. Un semplice calcolo permette di constatare che
tale coincidenza si è verificata anche nel 1322 a.C. (inizio della XIX dinastia), nel 2783 a.C. (fine
del periodo tinita e inizio dell’Antico Regno) e nel 4244 a.C. La prima data è troppo bassa; quanto
alla seconda, i Testi delle Piramidi di Saqqara lasciano supporre che nel 2783 a.C. il calendario
fosse già stato costituito. Gli scienziati competenti hanno dunque accettata la data del 4244 a.C.
che, secondo alcuni di essi, sarebbe la prima data storica certa.

L’invenzione del calendario si attribuisce ai sacerdoti di Eliopoli i quali, a quanto affermano alcuni
studiosi, l’avrebbero compiuta in pieno periodo predinastico, in un’epoca in cui la città sarebbe
stata capitale di un regno unificato. Il matematico tedesco Naugebauer ha stabilito però
l’inaccettabilità di tale data. L’analisi al carbonio14 infatti, ha mostrato che essa ci conduce in realtà
in pieno neolitico del Fayyum e non è certo possibile ammettere che l’invenzione del calendario
abbia avuto luogo allora.

Così, se si ebbe una dominazione eliopolitana alla fine del predinastico medio, bisogna abbassare
di un millennio la presunta data di introduzione del calendario, escludendo decisamente il 4244
a.C..

le costellazioni

L’astronomia egizia rimase ancorata, nel suo complesso, a nozioni rudimentali. Tuttavia la
sistemazione del calendario implicò il ricorso ad un apprezzabile corpo di osservazioni.
L’astronomia era una scienza a carattere religioso, quindi era praticata dai sacerdoti, i quali, dalle
terrazze dei templi, osservavano il cielo notturno per riuscire ad approntare una suddivisione
sistematica della notte in ore in modo da poter trarre una base per la determinazione della
posizione del Sole nella sua mistica corsa notturna. Tale studio aveva condotto gli Egizi
all’individuazione di diverse costellazioni e di diverse stelle: Orione, Cassiopea, Sirio, l’Orsa
Maggiore, il Cigno. Gli astri erano stati divisi in due gruppi: gli Indistruttibili (ikhemu - sek), stelle
circumpolari sempre visibili, e gli Infaticabili (ikhemu - urz), vale a dire i pianeti erranti nel cielo. A
causa della scarsità di ritrovamenti archeologici a puro carattere astronomico non è facile dare un
volto preciso alle costellazioni egizie paragonabili a quelle che conosciamo noi ed anche le
identificazioni possono dare adito a discussioni; resta comunque una uranografia molto semplice e
legata ai moltissimi dei e riti religiosi praticati durante le loro festività. Le pochissime informazioni
che abbiamo sono quelle ricavabili dagli orologi stellari riprodotti sui sarcofagi delle mummie e dai
soffitti dei templi (soprattutto quello di Hathor a Dendera). I primi esemplari di orologi stellari
risalgono al 2.000 a.C. circa e vi sono raffigurate principalmente tre costellazioni: Orione (Osiride),
l’Orsa Maggiore (la zampa del Toro) e il Drago (un ippopotamo con un coccodrillo sulla schiena)
nonché la stella Sirio (raffigurata nelle vesti della dea Sothis); purtroppo
esiste una possibile variante a questa interpretazione: la zampa del
Toro o palo d'ormeggio potrebbe essere l’Orsa Minore, il Toro l’Orsa
Maggiore e l’ippopotamo la costellazione del Boote. La costellazione di
Orione veniva chiamata l’anima di Osiride. La rappresentazione
classica greca vede nel cielo il combattimento del cacciatore Orione
con il Toro mentre per gli antichi Egizi questa scena cambia totalmente.
Osiride governava due regni: quello del cielo e quello dell’Oltretomba e
nelle bende che avvolgevano le mummie indossa la bianca corona
d'Egitto che è appunto la costellazione che noi chiamiamo Toro. Sotto
la costellazione d'Orione abbiamo la costellazione del trono di Osiride o secondo altre tradizioni la
Corona Rossa.

La leggenda di Osiride nasce con Thoth che introdusse tutte le arti e le scienze in Egitto compresa
l’Astronomia e l’arte dei geroglifici ed era la rappresentazione di Mercurio per gli Egizi e come per
i Greci era anche il messaggero degli dei. Il faraone era divino e dopo la sua morte diveniva
l’anima di Osiride. Sul soffitto della tomba di Senmut, Orione e Sirio sono raffigurati sulla propria
barca e soprattutto la raffigurazione di Orione è curiosa in quanto sono riprodotte le tre stelle della
cintura ed accanto a loro una figura tondeggiante che molto probabilmente è identificabile con la
nebulosa! Grazie al clima secco e la pulizia del cielo molto probabilmente fin dai tempi più antichi
gli astronomi si erano accorti della presenza di questo oggetto peculiare. Una presenza costante
nelle rappresentazioni presenti nelle tombe è quella di un dio dalla testa di falco che in alcune
rappresentazioni sembra colpire il Toro con una lancia oppure tenerlo legato con una fune
(Boote?).

La più importante rappresentazione delle costellazioni egizie resta comunque il soffitto del
tempio di Hathor a Dendera con il suo zodiaco circolare e risale a pochi decenni a.C. (una
possibile datazione fa risalire l’inizio dei lavori al 54 a.C. ed il suo termine al 21 a.C.) e mostra
chiaramente l’influenza della cultura assiro-babilonese attraverso i greci; infatti in esso sono
disposte le 12 costellazioni zodiacali, che hanno molto probabilmente una nascita sulle rive del
Tigri e dell’Eufrate circondate dalle costellazioni egizie e risulta essere la mappa più completa di
tutto il cielo antico.

i pianeti

Fin dalle primissime dinastie erano conosciuti, come in tutte le altre tradizioni antiche grazie al
movimento rispetto alle stelle fisse, cinque pianeti ma venivano indicati in un ordine differente:

✹ Giove era una delle rappresentazioni di Horus, rappresentato con una divinità con la testa di
falcone in piedi su una barca e con una stella sulla testa e veniva chiamato stella risplendente o
servitore del sud.

✹ Saturno era ancora una volta un aspetto di Horus e veniva chiamato la stella orientale che
attraversa il cielo o Horus il toro; un’altra rappresentazione era quella del Dio Ptah.

✹ Marte era Horus il Rosso o Horus all’orizzonte.

✹ Mercurio era Seth nel crepuscolo serale ed un altro dio non ben identificato nel cielo mattutino
e veniva chiamato il servitore del nord.

✹ Venere è fonte di diverse interpretazioni: Uati come stella serale e Tiu – Nutiri come stella che
preannuncia il mattino ma anche Hathor e Bastet (la dea gatto) rispettivamente dea dell’amore
spirituale e dell’amore fisico.

il tempo di Orione

Gli egittologi, speculando sulla Grande Piramide, hanno trovato molte particolarità di carattere
matematico-geometrico, ed hanno accreditato agli antichi Egizi del 2500 a. C. grandi conoscenze
matematico-astronomiche, come l’esatta misura della Terra, il suo peso e la sua densità, la
distanza Terra-Sole, la durata dell’anno solare, la conoscenza del pigreco. Ma in realtà, come
abbiamo detto, la matematica egiziana non avrebbe potuto arrivare a tanto, e le loro conoscenze di
geometria erano di carattere “pratico”, sufficienti solo per ristabilire i confini delle coltivazioni dopo
le piene del Nilo, e la loro “astronomia” era, più che altro, simile alla “astrologia”.

Hancock e Bauval hanno trovato che la disposizione delle piramidi corrisponde a quella di alcune
stelle della costellazione di Orione, sacra per gli Egizi, che la identificavano con la dimora di
Osiride.

Forse allora le piramidi non erano tombe, ma edifici di culto. Da queste constatazioni, negli anni
sessanta, furono scritte alcune entusiasmanti pagine dell’egittologia come lo studio
dell’allineamento del condotto di areazione della “Camera del Re” con Zeta Orionis mentre il
condotto meridionale puntava su Sirio, la stella di Iside, nella posizione in cui queste stelle
dovevano trovarsi nel 10.450 a.C.

La piana di Giza rappresenta quindi una specie di orologio stellare che segna l’epoca di Osiride,
l’epoca del “primo tempo”? Un’epoca che, ufficialmente appartiene al mito, “l’età dell’oro” della
mitologia greca. Un altro famoso monumento della piana di Giza, la Sfinge, da recenti studi di
paleoclimatologia, sembra confermare questa data. Ma chi, nel 10.500 a.C. costruì questi
imponenti monumenti-messaggio?

Leggendo i Testi delle piramidi di Unas, Bauval si ritrovò a riflettere su alcuni brani dove il sovrano
dichiara che il suo spirito “è una stella”. Questa affermazione è solo una metafora per indicare la
sua immortalità oppure va presa letteralmente? Negli stessi testi vi sono precisi riferimenti alla
costellazione di Orione: «O Re, tu sei la grande stella, compagno di Orione, che attraversa il cielo
con Orione».

Si sa che la costellazione di Orione era sacra per gli antichi Egizi, i quali la identificavano con la
dimora del dio Osiride, il sovrano del regno dei morti e compagno di Iside.

Bauval si chiese se questi riferimenti a Orione, che oltretutto si trova in una regione stellare
relativamente vicina al Cane Minore e quindi a Sirio, non potessero essere la chiave per risolvere il
mistero delle piramidi. Quando ebbe modo di osservare una veduta aerea del sito archeologico di
Giza, Bauval notò la particolare disposizione delle tre costruzioni principali. Le più grandi, quelle di
Cheope e Chefren sono perfettamente allineate tra loro. Sarebbe possibile tracciare una linea retta
tra l’angolo nordest della Grande Piramide e quello sud-ovest della piramide di Chefren.

Diversamente, la piramide di Micerino risulta spostata


rispetto a questa linea, oltre ad essere, tra le tre costruzioni,
quella più piccola. Come può spiegarsi questa singolare
anomalia? La risposta, secondo Bauval, va cercata alzando
gli occhi al cielo.

Se si osserva la costellazione di Orione si nota che le tre


stelle della cintura di Orione (Zeta, Epsilon e Delta) sono
disposte esattamente come le tre piramidi di Giza.

Dunque la Piana di Giza poteva essere la riproduzione


monumentale di quella regione celeste, compresa la Via
Lattea, in questo caso rappresentata dal fiume Nilo. Infatti gli
Egizi concepivano la Via Lattea come una controparte celeste del loro fiume. Ogni anno
attendevano con ansia la piena del Nilo, che era insieme una benedizione e una fonte di
preoccupazione: avevano bisogno del fertile limo che il fiume trascinava con sé dagli altipiani
dell’Etiopia e avevano bisogno che i campi fossero irrigati, ma nello stesso tempo avevano paura
che il livello del fiume potesse salire troppo e inondare le loro case. Erano convinti che
l’inondazione annuale fosse controllata dagli dèi, e in particolare dai patroni dell’Egitto, Osiride e
Iside. A loro sembrava che l’elemento scatenante della piena, che si verificava a metà dell’estate,
fosse la prima apparizione della stella di Iside, Sirio, dopo il periodo annuale in cui restava
invisibile. Questa apparizione era preannunciata dalla levata precoce di Orione e, quindi, gli Egizi
osservavano con acuta anticipazione le stelle di questa costellazione che confina con la Via
Lattea. In tutto questo c'era, comunque, anche un altro aspetto. Gli Egizi credevano in un aldilà
celeste in cui speravano che le anime trasmigrassero dopo la morte. Il Libro dei Morti, illustrato
sulle pareti di alcune delle piramidi più tarde, fornisce ampie prove del fatto che lo immaginavano
situato nella costellazione di Orione. Tutte le sepolture avvenivano sulla riva occidentale del Nilo
che, insieme con i campi delle piramidi, simboleggiava la regione di Orione sulle sponde della Via
Lattea.

Nel linguaggio rituale il trasporto di un cadavere attraverso il Nilo per la sepoltura era connesso, in
qualche modo, con la traversata da parte dell’anima del Nilo celeste, la Via Lattea, per raggiungere
il paradiso sul quale regnava Osiride. La Via Lattea, dunque, era il fiume dei morti, lo Stige
primordiale che i morti dovevano superare se volevano raggiungere l’aldilà. La funzione delle
piramidi egizie, per quanto possiamo capire, era di assistere il faraone in questo viaggio sfruttando
la scienza delle corrispondenze: come in cielo così in terra. Si riteneva che il faraone,
attraversando il Nilo, sottoponendosi a certi riti e facendosi seppellire in una piramide, si
accertasse che la sua anima non solo sarebbe ascesa fra le stelle di Orione ma sarebbe addirittura
diventata una stella essa stessa. Secondo Bauval la connessione fra le piramidi egiziane e la
mappa celeste è fin troppo evidente. Ma se esiste un tale legame, dovevano esserci altre piramidi
nei posti corrispondenti alle altre stelle. Bauval scoprì che la piramide di Nebca ad Abu Ruwash
corrisponde alla stella del piede sinistro di Orione e la piramide di Zawyat al Aryan a quella della
spalla destra. Altre piramidi collegate alle stelle di Orione non sono state scoperte, forse non sono
mai state costruite.

Contro questa ipotesi abbiamo dei dati di fatto: la linea che collega le tre piramidi curva verso Sud
mentre la cintura piega verso nord; l’angolo che la linea che collega le piramidi forma col Nord era
di circa 50 gradi contro i 38 ipotizzati da Bauval, il corso del Nilo era molto variabile a causa delle
sue piene annuali e non è possibile dire con precisione come scorresse 12.000 anni fa. Resta
comunque il fatto che all’interno di ognuna delle piramidi di Giza furono costruiti dei corridoi o
condotti d'aerazione che al tempo della costruzione (circa 4.500 anni fa) puntavano verso stelle
ben precise tra cui quelle della cintura ma questo conferma solo l’identificazione con Orione del
faraone e la sua aspirazione alla Douat (il regno dei cieli) identificato con il cielo settentrionale
dove si trovano le stelle circumpolari (stelle imperiture).

NOTA: AD OGGI LA TEORIA DI BAUVAL E’ STATA MESSA IN DISCUSSIONE:

Le piramidi di Giza? Una replica della costellazione del Cigno


Una recente teoria cambia le carte in tavola sulla conoscenza delle arcinote Piramidi di Giza: in realtà i tre
grandi monumenti funerari dei Faraoni non sono stati costruiti per imitare le tre stelle della cintura di
Orione, ma per replicare le stelle della Costellazione del Cigno. Questa nuova analisi mostra chiaramente
come le stelle dell’ala del Cigno – Gienah (Epsilon Cygni) Sadr (Gamma Cygni) Rukh (Delta Cygni)- si
adattano meglio alla posizione delle tre piramidi, i cui vertici corrispondevano ovviamente in maniera più
precisa al momento della loro edificazione.
Una nuova posizione tra le stelle per le Piramidi di Giza

Il documento scritto a quattro mani dal ricercatore Andrew Collins e dall’ingegnere britannico Rodney Hale ,
vuole scalzare nettamente l’ipotesi della Cintura di Orione, proposta per la prima volta nel 1994 da Robert
Bauval e Adrian Gilbert e che gode fino ad oggi di un ampio seguito.

Inizialmente fu il solo Andrew Collins a proporre nel 2006 la nuova correlazione Cigno-Giza nel suo
interessante volume dal titolo ‘Il Mistero del Cigno‘, in cui l’ipotesi veniva spiegata sulla base delle evidenze
riscontrate nella mitologia egizia (‘Il libro di quello che è nella Duat‘).

E’ toccato invece all’ingegnere Rodney Hale


ricontrollare per primo le coordinate astronomiche e
notare che il Cigno offriva una misura migliore per il
complesso rispetto ad Orione.

Per condurre il loro lavoro Hale e Collins hanno


effettuato numerose indagini sul terreno: servendosi
delle più accurate mappe della Piana di Giza, hanno
combinato l’indagine a terra con le altezze delle
piramidi e infine hanno inserito i loro dati in un
sofisticato programma astronomico. Per quanto
riguarda l’arco di tempo da utilizzare per i calcoli
astronomici, gli autori hanno scelto un intervallo di
tempo di 50 anni (tra 2550 e il 2500 aC), la data
archeologicamente accettata per la costruzione delle
piramidi dei Faraoni Cheope, Chefren e Micherino.

Il programma, sulla base dei movimenti della Terra, ha


riportato il cielo alla condizione esatta di 4500 anni fa circa, restituendoci l’immagine che vedevano gli antichi
Egizi.

E così, a conferma della ipotesi iniziale di Collins ,i risultati hanno rivelato che le tre stelle che compongono
l’ala del Cigno si adattano meglio ai vertici delle piramidi, impostandosi direttamente sulle vette di tutte le tre
piramidi.

“Da questi risultati, sembra estremamente improbabile che la corrispondenza tra le stelle delle ala del Cigno
e le tre piramidi principali di Giza sia sul piano orizzontale che verticale esistano solo per caso“. Concludono
gli autori nel loro articolo rivoluzionario.

di Antonino Maniscalco

documenti astrologici

Le conoscenze astronomiche egizie non possono essere dedotte da papiri “astronomici” come
invece ne esistono per quanto riguarda la loro matematica ma solo dalle raffigurazioni
astronomiche che ritroviamo in varie fonti. Queste fonti possono essere suddivise in otto categorie:

1) Coperchi di sarcofagi dell’Antico regno (2.850 - 2.180 a.C.) sui quali compaiono i decani, stelle
singole o costellazioni, accompagnati da geroglifici di difficile decifrazione.

2) Coperchi di sarcofagi del Medio Regno (2.133 - 1.786 a.C.) sui quali fanno la loro prima
apparizione gli orologi stellari diagonali, vere e proprie effemeridi delle stelle.
3) Dall’inizio del Nuovo Regno compaiono gli orologi stellari diversi dai precedenti in quanto erano
indicati le culminazioni superiori delle stelle (transiti al meridiano).

4) Dalla XX dinastia vengono perfezionati gli orologi stellari.

5-6) Due papiri risalenti circa al 144 d.C.; il primo per quanto riguarda i decani e l’altro per quanto
riguarda le fasi lunari.

7) Studi sull’orientazione delle piramidi e sviluppo degli strumenti come ad esempio la clessidra ad
acqua, il merkhet e gli orologi solari.

8) Dal 300 a.C. compaiono sui soffitti dei templi i primi zodiaci egizio - babilonesi (il più famoso dei
quali è quello di Dendera e dal 200 a.C. i primi papiri, scritti anche in greco e democrito, di tipo
astronomico-astrologici e testi planetari per la posizione dei pianeti rispetto alle costellazioni. In
queste ultime fonti si vede chiaramente l’influenza ellenistica.

strumenti astronomici

◆ Il Merkhet è formato da una foglia di palma avente un intaglio sulla sommità ed una squadra col
filo a piombo. Questo strumento veniva usato per determinare l’asse del tempio o delle piramidi,
per osservare il transito al meridiano delle stelle ed anche per misurare i campi. Per conoscere le
ore della notte, due o più osservatori stavano seduti ad una giusta distanza l’uno di fronte all’altro,
secondo l’asse Nord-Sud, tenendo lo strumento nelle mani. La nervatura della palma serviva come
mirino con il quale si traguardavano le stelle che culminavano attraverso il filo a piombo della
squadra e riferendosi alla sagoma dell’osservatore che volgeva le spalle a sud; un aiutante
leggeva l’ora secondo la posizione che la stella aveva sulla tavola stellare.

Questo oggetto, secondo alcune fonti, risale addirittura al 2.600 a.C. Molto probabilmente grazie a
questo strumento era possibile nella costruzione delle piramidi raggiungere un grado di precisione
di allineamento con i punti cardinali altissimo. Per fare un esempio nella costruzione della piramide
di Khufu abbiamo un errore di appena tre primi d'arco!

◆ Orologi solari: per misurare il tempo durante il giorno gli Egizi avevano orologi solari o
quadranti d'altezza che servivano per indicare l’ora attraverso la variazione della lunghezza
dell’ombra e dovevano essere rivolti sempre con lo gnomone verso il Sole ed i modelli più
sofisticati erano dotati di un filo a piombo per migliorare la qualità dell’osservazione controllando
che lo strumento fosse in piano.

◆ Clessidre ad acqua: simili alle clepsidae (clessidre a sabbia) greche ed il loro funzionamento
era semplice: veniva riempito fino all’orlo al tramonto del Sole e quando questa era scesa alla
prima tacca secondo la scala mensile iniziava la seconda ora. Le pareti interne contenevano quindi
12 scale mensili. Questo sembrerebbe un ottimo strumento ma in realtà si basava sul concetto
sbagliato secondo il quale l’abbassamento del livello dell’acqua doveva essere regolare portando
così ad errori nella misurazione.

l’astrologia

L’antico Egitto non ha conosciuto i temi astrologici, né la predizione del futuro in base alla
posizione delle stelle nel giorno di nascita. Lo zodiaco, che costituisce uno dei fondamenti dei
sistemi astrologici, è un’introduzione d'epoca bassa. Tuttavia, gli Egizi del Nuovo Regno hanno
conosciuto ugualmente una forma di oroscopo. Sono stati trovati papiri di quest'epoca che
contengono una sorta di Calendario dei giorni fasti e nefasti. Le ore, i giorni e i mesi erano posti
sotto la protezione di una determinata divinità, cui era dato di intervenire nella vita degli uomini.
Anche gli anniversari di avvenimenti relativi alla vita degli dei erano considerati, a seconda dei
casi, fasti o nefasti, ed era utile conoscerne la natura per dare un preciso indirizzo al proprio
comportamento. Per quanto riguarda la nascita chi nasceva il 9 di Paophi avrebbe raggiunto la
vecchiaia ma, chi veniva al mondo il 5 dello stesso mese, sarebbe stato ucciso da un toro; chi
nasceva invece il 6, giorno della festa di Ra, era destinato a morire in stato di ebbrezza, cosa
considerata tre volte fausta; chi il 10 di Choilak, a tavola, circostanza ugualmente tre volte fausta; il
bambino che nasceva il 21 di Thot sarebbe morto in grazia degli dei, ma quello che nasceva il 20
non sarebbe sopravvissuto. Il nato il 4 di Athyr sarebbe morto di morte violenta; il 20 non sarebbe
vissuto che un anno. Il 27 di Athyr, giorno commemorativo della pace fra Horo e Seth, era
considerato tre volte fausto, ma il 26 di Thot tre volte nefasto, in quanto anniversario della lotta tra
le due divinità rivali: in quel giorno era bene astenersi da qualsiasi iniziativa o lavoro, mentre tutto
ciò che si faceva il 16 di Paophi, giorno della festa di Osiride ad Abido, sarebbe stato coronato da
successo.

l’eredità dell’Egitto

Gli storici della scienza attribuiscono un interesse scientifico a due soli elementi appartenenti
all’eredità lasciataci dagli antichi egiziani: il calendario civile di 365 giorni usato persino in epoca
tarda da Copernico durante il Medioevo, e la suddivisione sia del giorno che della notte in
dodici ore. Questi contributi fondamentali possono sembrare a molti relativamente limitati, a
dispetto dell’ingegneria delle piramidi e della conservazione dei templi. Ma dobbiamo anche
includere in questa eredità ciò che essi ci hanno tramandato, vale a dire perché e come
utilizzavano le loro concezioni astronomiche per regolare la loro esistenza sia religiosa che
secolare. Ci è stata così offerta una prospettiva più realistica di una società che è durata più di
3000 anni.
Astrologia Egizia
Per gli antichi Egizi le forme di divinazione erano legate ai calendari dei giorni fausti e nefasti, il
tempo era governato da divinità che potevano intervenire nella vita degli uomini. L’Egizio aveva
come obiettivo la propria crescita spirituale e per ottenere tale meta svolgeva il suo percorso
iniziatico collegando la realtà celeste e a quella terrestre.

L’astrologia contemporanea deve ammettere la sua nobile origine allontanando da sè il marchio


di Scienza-Occulta. Essa ci indica il significato delle stelle e l’esile, ma resistente legame che ci
unisce a loro. La Scienza moderna è rivolta alla ricerca dell’esteriore e quindi, non adatta a
scoprire l’origine divina del tutto. Per questo, utilizzeremo le interpretazioni astrologiche per
indicare come le forze che reggono la struttura dell’universo facciano parte della nostra struttura
energetica.
L’astrologia moderna mette in relazione il simbolismo dei pianeti con scienze come la fisica e la
psicologia.
L’astrologia egizia che presentiamo, attraverso l’analisi dell’immagine descritta nel giorno di
nascita, è in grado di indicare delle situazioni in cui la personalità del soggetto può essere messa a
dura prova. Conoscere i nostri punti più deboli ci permetterà di superare più agevolmente momenti
di crisi e a volgere a nostro favore anche situazioni più difficili.
L’astrologia può aiutarci a realizzare le nostre aspirazioni, tenendo presente che l’ultima parola
spetta solo a noi per decidere il nostro destino

Tema Vitale nell’Astrologia Egizia


Partendo dai dati del calendario astrologico possiamo individuare un Tema Vitale, per avere tutte
le informazioni relative al segno che ci può interessare è sufficiente avere la data di nascita.
Graficamente, il Tema Vitale si ottiene disegnando una croce, denominata ”ankh” o meglio
conosciuta come ‘‘la chiave di Iside”, il cui geroglifico significa ”vita”.
Ankh rappresenta l’incontro tra ka e ba. Ka, il braccio orizzontale della croce è l’individualità. Ba, il
braccio verticale è l’anima.

L’incontro tra ka e ba è l’obiettivo da realizzare, l’equilibrio e la vita.

L’interpretazione è anche arricchita dai significati delle Porte, che simboleggiano i domicili celesti,
da quelli delle Caverne, che indicano i domicili terrestri e dei Decani, che contraddistinguono i
giorni del calendario. Gli elementi che concorrono alla costruzione del Tema Vitale sono:
I tre principi spirituali: l’Ankh, la croce rappresentante l’individuo. Ka, l’individualità e l’ego e il Ba, la
qualità divina, ovvero il ponte tra l’uomo e Dio.

I Principi spirituali della concezione religiosa egizia sono tre: ankh, ka e ba. Tutti insieme formano il
Tema Vitale di un’individuo.
L’ankh, è il primo dei Principi spirituali. E’ raffigurato dall’ibis e appartiene al
cielo. L’ankh è la forza naturale soprannaturale, rappresenta anche il demone
intermediario tra gli dei e l’uomo, il punto di equilibrio. Raffigura la croce sulla
quale si devono incontrare il ka e il ba..: Ka rappresenta una fedele
riproduzione dell’immagine dell’individuo. Una delle funzioni di ka è la potenza
generatrice e la forza sessuale. Ka è identificato come il dio protettore della
vita terrestre e di quella eterna. In astrologia il ka da origine alla collocazione
delle dodici Caverne in modo di aiutare l’uomo nel suo cammino.
Ba è l’anima. Raffigurata da un uccello con la testa dalle sembianze umane.
Negli antichi testi sacri Ba è l’anima al di là della morte fisica, in un regno dove vive senza il
bisogno del corpo.

Il percorso del Sole attraverso dodici settori celesti o Porte: l’insieme delle dodici porte forma
l’edificio celeste. Le prime tre Porte riguardano la creazione della terra, mentre le altre nove si
riferiscono all’azione dell’uomo volta a raggiungere l’edificio celeste per rendersi simile agli dei. La
caratteristica relativa ad ogni Porta indica ciò che l’uomo deve compiere per percorrere
degnamente la via della sua esistenza terrena. Nell’interpretazione astrologica, la Porta è anche il
domicilio del Sole, per cui è anche l’influenza che l’astro apporta all’individuo nel momento della
sua nascita. La Porta indicherà i principali problemi della sua vita e la natura degli avvenimenti. Le
prime sei porte si trovano nella zona inferiore allo zodiaco e corrispondono alle ore notturne. Le
rimanenti altre sei porte, posizionate nella parte superiore dello zodiaco, rappresentano le ore
diurne. La descrizione della Porta comprende il segno zodiacale, il nome della divinità, il simbolo e
la caratteristica collegata all’azione dell’individuo.

IL PERCORSO DELLE DODICI PORTE

Prima Porta – Ariete – Osservazione.: Divinità: Amon Rà, il dio agisce creando la Parola. Ogni
uomo esiste fino a quando la propria vibrazione ha un nome..: Simbolo: ariete con le corna
ondulate..: Caratteristica: attenzione al particolare.

Seconda Porta – Toro – Creazione.: Divinità: Amon Rà e Ptah, il dio crea la terra e la natura. E’ il
corpo che sostiene il Ka umano..: Simbolo: nekt – toro..: Caratteristica: stabilità e potenza.

Terza Porta – Gemelli – Leggi naturali.: Divinità: dio Osiride. La sua azione è limitata dalle leggi
della natura. Nascono il tempo e il ritmo..: Simbolo: Hereret – serpente. Caratteristica: ordine
soprattutto nella propria esistenza.

Quarta Porta – Cancro – Azione.: Divinità: Ptah, Sekhmet, Nefertum. E’ la triade che ha il compito
di formare le razze umane e custodirne le caratteristiche..: Simbolo: gatto.: Caratteristica: legame
con le tradizioni e la famiglia.

Quinta Porta – Leone – Trasformazioni.: Divinità: Osiride-Neper. E’ la porta del cuore, segno di
potenza e regalità, con le sue continue mutazioni..: Simbolo: falco..: Caratteristica: continuo
divenire.

Sesta Porta – Vergine – Raccolta.: Divinità: Osiride-Neper-Hetyt, le tre divinità condizionano il


gioco dell’eterno ritorno..: Simbolo: cane..: Caratteristica: continua rinascita della materia.Settima
Porta – Bilancia – Giustizia.: Divinità: Maat, la dea padrona della verità e della giustizia..: Simbolo:
serpente diurno..: Caratteristiche: verità e giustizia.

Ottava Porta – Scorpione – Ardore.: Divinità: Horo, la luce che schiarisce le tenebre..: Simbolo:
scarabeo.: Caratteristica: esplosione energetica.

Nona Porta – Sagittario – Onore.: Divinità: Horus, il dio del Sole che avanza trionfante contro
Seth..: Simbolo: cesta..: Caratteristica: raggiungimento della coscienza divina.

Decima Porta – Capricorno – Sacralità.: Divinità: Rà e dodici Dee. Simboleggia la facoltà di


innalzarsi verso il divino..: Simbolo: serpente alato..: Caratteristica: perseveranza.
Undicesima Porta – Acquario – Unioni.: Divinità: Rà e otto Dee sedute sulle spire dei serpenti
attorcigliati..: Simbolo: serpenti arrotolati..: Caratteristica: rifiuto della falsità e dell’inganno.

Dodicesima Porta – Pesci – Esaltazione spirituale.: Divinità: Nut la Dea del cielo..: Simbolo: Barca
solare..: Caratteristica: realizzazione della felicità attraverso la fede e la speranza.

Il Libro delle Caverne è il testo sacro che elenca pregi e difetti delle varie Case, consiste in una
promessa di rinascita per l’uomo. Le Caverne sono una parte fondante dell’edificio terrestre dello
zodiaco e indicano le continue trasformazioni dell’uomo, attraverso le sue azioni e agli influssi della
posizione solare.

La Caverna è un luogo collegato al tempo e il signore delle Caverne è Osiride. Simbolicamente le


Caverne evidenziano la libera scelta dell’individuo grazie al quale può vivere momenti positivi o
negativi a seconda delle azioni compiute. Nel prospetto successivo sono evidenziati: la Caverna, la
denominazione, il numero degli dei protettori, l’immagine legata all’interpretazione. Le prime sei
Caverne sono quelle notturne. Le altre sono diurne.

Prima Caverna – La vita.: Divinità: un gruppo di nove dei..: Immagine: cofano. Interpretato come
un contenitore di energia o un corpo fisico..: Interpretazione: utilizzo mirato delle energie.

Seconda Caverna – Il guadagno.: Divinità: Osiride, Hessiu e Nariu..: Immagine: cassa di Osiride..:
Interpretazione: aura magnetica protegge e sostiene l’individuo.

Terza Caverna – I fratelli.: Divinità: Neheb-Kau..: Immagine: una grande bocca con le mascelle che
si muovono..: Interpretazione: l’uomo termina la sua personalità.

Quarta Caverna – Il padre.: Divinità: Horus..: Immagine: il dio Anubis dinanzi a Osiride..:
Interpretazione: il riconoscimento della figura paterna e l’imitazione delle sue azioni.

Quinta Caverna – I figli.: Divinità: Osiride e Nut.: Immagine: la dea Tait pone le mani su ciò che è in
Osiride..: Interpretazione: il desiderio umano di procrearsi.

Sesta Caverna – La salute.: Divinità: Osiride-Orione..: Immagine: uno scarabeo annuncia che il
sole sorgerà nella prossima Caverna..: Interpretazione: inizio di un percorso attraverso la luce.

Settima CavernaNon si è in possesso di questa Caverna, in quanto il libro è incompleto.


L’astrologia attuale assegna a questa Caverna la settima Casa relativa alle unioni. Quindi alle
relazioni sociali in generale.

Ottava Caverna – Le eredità.: Divinità: Ra, Osiride e altri sette gruppi di dei..: Immagine: sono
riprodotte sette scene, la più emblematica raffigura un dio che porta sulle spalle un uomo..:
Interpretazione: l’eredità che ognuno porta con sè.

Nona Caverna – I viaggi.: Divinità: Osiride, Anubis e altri dei che portano lo scettro..: Immagine:
sono venti, la più rappresentativa è la mummia di Osiride cinta da due serpenti..: Interpretazione:
viaggi e relazioni con individui di altri paesi.

Decima Caverna – Il successo.:Divinità: Osiride più altri dei..: Immagini: otto, tra queste una dea
che versa dell’acqua da un vaso all’altro..: Interpretazione: successo nel campo professionale.
Undicesima Caverna – Gli amici.: Divinità: quattro dei..: Immagini: sono diciotto, la prima raffigura
una dea con un serpente appoggiato sulla coda..: Interpretazione: gioie e dolori dovute alle
amicizie.

Dodicesima Caverna – Il sacrificio.: Divinità: sette dei..: Immagini: nove, una di queste raffigura un
dio con lo scettro che controlla la spiaggia. Interpretazione: il raggiungimento di un traguardo
spirituale.

Nel calendario astrologico i Decani sono 36 periodi, tre per ogni segno zodiacale, ognuno dei quali
è formato da dieci giorni. Essi sono presieduti dai ”guardiani”, posti lungo il tragitto del Sole che,
anticamente, era propiziato con formule e riti speciali.

I decani sono stati scoperti grazie alle incisioni sui sarcofaghi. Le condizioni del cielo si fondano sul
Principio di Osiride, fulcro di tutta la teologia egizia. Nei 36 decani vi è la sua presenza e il controllo
delle influenze planetarie.

Osiride è il Dio della metamorfosi, si trasforma in Ra, il Sole. I Decani sono in stretta correlazione
con le stelle fisse di ogni grado dello zodiaco, le quali danno indicazioni sugli avvenimenti terrestri.

Questi elementi zodiacali risultano essere mobili per l’effetto lento del cammino delle stelle che
periodicamente si congiungono a Giove e Saturno. Inoltre i Decani stabiliscono i limiti nei quali può
accadere un evento. Il calendario egizio presenta tutti i decani dei segni zodiacali affidandosi ai
cicli cosmici reali.

I corpi celesti egizi – I sette Pianeti


I corpi celesti per gli egizi erano sette. Il Libro delle Porte e quello delle Caverne abbinano ai setti
pianeti determinate funzioni cosmiche, indicando i vari aspetti e le diverse virtù delle divinità Nut e
Geb, rispettivamente dea del cielo e della terra.

I CORPI CELESTI DEGLI ANTICHI EGIZI

Sole – Ra – Hur – xuti : indica la coscienza, l’intelligenza e la dialettica.

Luna – That o TehuThot : trasmette l’arte e le scienze agli uomini.

Marte – Hur – xuti: è l’espressione di Horus in tutta la sua forza. E’ anche denominata “Stella
dell’Est” per il suo domicilio in Ariete, la prima Porta. La sua presenza organizza volontà e reca
potere.

Mercurio – Sebgu – Stella di Seth: Seth per gli antichi egizi rappresentava un’aspetto di Osiride,
l’avidità e il dispotismo.

Giove – Hur – Up -Seta – Stella del Sud: Divinità: Osiride-Neper-Hetyt, le tre divinità condizionano
il gioco dell’eterno ritorno..: Simbolo: cane..: Caratteristica: continua rinascita della materia

Venere – Pe – Nutar – Dua – Stella di Osiride: è la stella errante di Fenice Osiride.

Gli antichi la distinsero in due stelle, del mattino e della sera. Nutar dua, rappresenta Iside come
annunciatrice della luce e della vita. La seconda, pe, indica la natura.
Magia Egizia

Nell’antica civiltà egizia la magia era all’ordine del giorno. Gli egizi intervenivano su qualsiasi
aspetto della vita attraverso le loro conoscenze di magia naturale e esoterica. Nella magia naturale
gli interventi sul reale avvenivano per mezzo di strumenti che potevano essere trovati in natura. La
magia esoterica è molto più vasta ed adottata per un contatto divino, un cerimoniale o altri
interventi molto profondi. La casta sacerdotale a contatto con le più misteriose e segrete
conoscenze della scienza esoterico magica, mirava a modificare il corso normale dell’esistenza
fino a piegarla verso direzioni spirituali in cui l’anima individuale e quella divina si sarebbero
ricollegate. Ma nell’antico Egitto anche le persone comuni potevano operare riti magici nell’ambito
della propria dimora chiamando a protezione le divinità.

Simboli Egizi – Antiche Discipline Esoteriche


I simboli o geroglifici degli Egizi, maestri indiscussi nelle discipline esoteriche, sono un’ibrido di
magia e saggezza. Gli antichi Egizi si aiutavano con la loro magica scrittura per interpretare il
destino di un uomo o per riuscire a dare delle previsioni.
I simboli Egizi hanno sempre esercitato un grande fascino, in
quanto sono l’espressione della cultura di una grande civiltà da
sempre avvolta nel mistero. I geroglifici egiziani nascondono delle
conoscenze esoteriche e le arti divinatorie che un tempo venivano
praticate e tenute in grande considerazione per leggere l’oracolo.
Nell’antico Egitto venivano utilizzati come simboli di scrittura, ma
possedevano anche un significato magico che andava al di là della
loro componente alfabetica. Nell’immagine in alto sono evidenziati
alcuni simboli che erano in grado di rispondere a qualsiasi domanda. I maestri Egizi, per effettuare
il consulto, chiudevano semplicemente gli occhi e lanciavano a caso un oggetto, individuando un
simbolo di cui si leggeva il suo significato.
Il carattere astronomico delle piramidi si rivela dal fatto che sono perfettamente orientate con i
punti cardinali e cadono esattamente nel trentesimo parallelo di latitudine Nord. I loro corridoi,
molto probabilmente, erano degli strumenti di osservazione astronomica.

Gli antichi egizi misuravano le ore diurne mediante un’apposito strumento, il gnomone. E le ore
notturne con la clessidra o con l’orologio ad acqua oltre che con l’osservazione del sorgere delle
stelle. La durata del tempo veniva rilevata attraverso la lunghezza dell’ombra solare: l’inizio
dell’osservazione avveniva con il solstizio d’estate, quando l’ombra solare era più corta, e si
potraeva fino al solstizio invernale quando la stessa era più lunga.

Un tale ciclo di osservazioni portò gli Egizi a determinare la durata dell’anno in 365 giorni. La
precisione dei loro calcoli fa dedurre che le loro osservazioni si siano potratte per secoli al fine di
determinare il periodo annuale di 365,25 giorni grazie al sorgere eliaco di Sirio. La testimonianza
più eclatante dell’astronomia egizia è quella dello zodiaco del tempio di Dendera.

I giorni del Calendario Egizio


L’introduzione del calendario egizio risale al 4244 a.C., si è giunti alla sua origine dalla misurazione
delle gallerie della Piramide di Cheope dove, per ogni pollice di lunghezza, corrisponde un anno di
360 giorni. L’estensione è pari a 4800 pollici che indica un periodo di 4800 anni. Anche le incizioni
sulle pareti dei corridoi segreti confermano la funzione del calendario egizio. Il periodo
rappresentato nel calendario corrisponde al XV secolo a.C., un antichissimo percorso astrologico
che comprende le 12 porte celesti, più precisamente nel periodo di passaggio dell’era del Toro
(creazione) a quella dell’Ariete (osservazione).

Questo calendario egizio, solare e razionale, dei giorni fausti e nefasti (giorni buoni e cattivi)
riportava le date delle feste e degli avvenimenti più importanti della vita dei mortali e ricordava i
giorni della nascita degli dei. Nel sacro calendario egizio, inoltre, ogni ora ed ogni giorno era
presieduto da una divinità che interveniva nella vita quotidiana degli uomini.

Per indicare un giorno veniva segnalato l’anno del regno del sovrano, il mese della stagione ed il
giorno. Nel calendario egizio, l’anno, era diviso in 12 mesi di 30 giorni, ogni mese comprendeva 3
decani. Ogni quattro mesi c’era una stagione: Da ottobre a gennaio Akhet, la stagione
dell’inondazione. Da febbraio a maggio Pert, la stagione della germinazione. Da giugno a
settembre Shemu, la stagione del calore. Nel 2769 a.C., duranta la quarta dinastia, il saggio
Imhotep modificò il calendario egizio aggiungendo 5 giorni, i cosidetti giorni epagomenoi o Neter,
nei quali nascevano gli dei. Nel primo giorno veniva festeggiata la nascita di Osiride, nel secondo
Horus, nel terzo Seth, nel quarto Iside e nel quinto Nephthys. I dodici mesi così suddivisi presero il
nome di anno vago dato che era 1/4 di giorno più corto dell’anno vero.

Esisteva anche l’anno di Dio o anno fisso che corrispondeva all’anno giuliano. L’anno vago
coincideva con quello fisso ogni 1460 anni. Il primo giorno dell’anno fisso era il giorno che iniziava
con il levare eliaco di Sirio. Attraverso la determinazione di questi due anni si è potuto ricavare la
storia delle dinastie faraoniche.

Nel 238 a.C. si migliorò il calendario egizio con il “decreto di Canopo”, ci fu l’introduzione dell’anno
bisestile, questa configurazione fu adottata da Giulio Cesare nel 46 a.C. Nel 1582 ci furono altri
perfezionamenti a opera di Gregorio XIII che ricorsa l’aspetto del nostro moderno almanacco.

L’anno egizio iniziava il giorno in cui Sirio sorgeva al levar del sole. Fenomeno chiamato “levarsi
eliaco della stella di Sirio”, che combaciava con la piena del Nilo.

L’anno egizio aveva 365 giorni e 6 ore, il suo inizio tardava di un giorno ogni 4 anni. Affinché l’anno
cosmico e l’anno ufficiale coincidessero bisognava attendere 1461 anni. Questo ritardo fece notare
che l’estate del calendario corrispondeva con la stagione invernale reale, da qui nacque il nome di
anno vago.

Il ciclo di 1461 anni prese l’appellativo di ciclo sotiaco e permise di teorizzare un’altra data
dell’originale.

http://www.lachiavediside.it/astrologia-egizia/
Ecco i 12 Segni Zodiacali dell’Oroscopo Egizio :

I Bambini di Bastet. (Dal 16 gennaio-15 febbraio)

La Dea Bastet è un gatto e, come il suo carattere, rende indipendenti i nati di questo segno, essi
sono non convenzionali e ribelli, dominati da Saturno rappresentano l’energia fertilizzante del Sole.
Questi nativi fanno amicizie facilmente ma non si legano mai troppo. Non accettano imposizioni
e la routine li deprime, amano invece profondamente la loro libertà. A questi nati piace il mistero e
tutto ciò che è diverso, ma sono anche estremamente curiosi. Non sopportano chi invade la loro
privacy e come i gatti marcano il territorio con la loro energia e i profumi. Spesso si sentono
annoiati, perché hanno una buona velocità mentale e imparano in fretta. A proposito di amore
hanno bisogno di una persona che si consegni loro con passione e rispetti i loro spazi. Hanno
come caratteristica fondamentale: equilibrio, buon gusto, una diplomazia accomodante ed
emanano calore. I nativi di questo segno hanno una grande fantasia e creatività che li aiuterà a
inventare e innovare. Hanno qualità fondamentali come altruismo e servizio umanitario.
Nonostante gli altri li critichino per il loro modo di pensare e di agire, questi modi sono gli unici
modi che conoscano per raggiungere i loro obiettivi. Sono nati per portare nuove idee, nuovi stili e
di lasciarsi alle spalle il vecchio, in realtà i bambini di Bastet sono nati per cambiare il mondo,
per rompere le regole imposte. Il principale difetto di questi bambini è l’eccessivo amore di libertà
che porta a non essere in grado di mantenere una relazione emotiva per un lungo periodo
ed anche non rispettare orari e non accettare ordini. Crescendo dovranno sviluppare un bel po’ di
pazienza con le persone che non seguono il loro modo di vita e con le cose che non possono
cambiare.

I Bambini di Selket: . (Dal 16 febbraio – 15 marzo)

Il pianeta che li governa è Nettuno. Questi nativi sono sensibili e gentili, il pianeta dominante,
Nettuno li rende spirituali, gentili e mistici. Il simbolo di Selket è legato all’agricoltura. Essa è la
parte opposta e femminile del dio Ptah, questa dea ha la testa di una leonessa. I nati sotto questo
segno vivono nei loro pregiudizi ostinati e radicati , ma comunque , anche se rimangono delle loro
idee, sono disponibili ad ascoltare i pensieri degli altri. Hanno una intelligenza logica, ma vivono
di modestia, d’altra parte sono introversi, ma la loro energia eccellente li rende buoni parlatori.
Essi possiedono una grande forza fisica che li rende le persone instancabili. Sono anche
perseveranti e si sentono al sicuro nelle cui camminano. Hanno bisogno di essere protetti, e il
loro partner a sua volta deve essere attivo e forte. Essi sono dotati di grande intuizione e
possono dare a parenti e amici un buon sostegno materiale e intellettuale. I nati del segno mirano
a insegnare agli altri i segreti del cuore. Sono nati per servire, guarire, assistere, aiutare e capire
gli altri e sempre pronto a sacrificarsi per loro. Uno dei loro difetti è la dispersione, così dovrebbero
incanalare le loro energie in obiettivi più concreti. Devono prendere reale consapevolezza delle
loro capacità e superare le loro paure. Devono evolvere per essere più realistici, più concreti e
pratici, non essere nella posizione di vittime e non cercare sempre l’approvazione degli altri.

I Bambini di Apep: (Dal 16 marzo al 15 aprile)

Marte, il pianeta dominante dà energia ed entusiasmo per affrontare tutti i problemi della vita. Il suo
simbolo, il dio Apep, è rappresentato da un serpente che è diviso e può mostrare così la dualità del
mondo. Le sue caratteristiche principali intelligenza, combinato con la strategia e il potere. Egli è in
grado di salvare i maggiori problemi usando la sua grande astuzia, d’ altra parte non è scoraggiato
dal fallimento e vive facendo innovazioni. Lui è un combattente determinato, è previdente e
parsimonioso. Così i nativi del segno il loro atteggiamento riescono ad ottenere il rispetto degli
altri. Sono grandi oratori e sono in grado di realizzare tutto ciò che vogliono con la loro astuzia e il
fascino unico. I nativi sono rapidi a improvvisare e incoraggiare gli altri. A proposito di amore,
questi bambini di Apep sono compiacenti con il proprio partner, protettivi, passionali e intensi. Essi
diventeranno leader nel loro lavoro o a casa, mostrando un’immagine invincibile con una grande
auto – stima. Si può dire che le qualità principali è di essere buoni critici, in grado di determinare
facilmente dove è l’ errore e trovare le possibili soluzioni. Per evolversi devono controllare la
rabbia per poter trovare le soluzioni più creative. È inoltre necessario rimuovere tutti
gli atteggiamenti intolleranti e arroganti, senza perdere la loro auto – la stima e valore. È
necessario controllare l’impazienza, l’individualismo e la rabbia. Il loro più grande difetto è la
eccessiva auto fiducia che li rende fin troppo egoisti,e troppo vanitosi delle loro capacità
nei risultati raggiunti. Gli Obiettivi principali nella loro vita sono: difendere cause giuste, fornire
iniziativa e regole gli altri. A causa della elevata fiducia sono in grado di esprimere le proprie idee e
avviare nuove imprese.

I Bambini di Ptah: . (Dal 16 aprile al 15 maggio)

Il pianeta che governa questo segno è Venere. Questo pianeta dà ai nativi un tratto delicato e
affabile nei confronti degli altri, romanticismo e grande sensibilità. Venere dà anche loro il dono
dell’amore e della bellezza. Ptah personifica il sole che sorge, ed è il più grande dio della
Memphis. Esso rappresenta la fertilità. Questi nativi sono diretti,non piace girare intorno agli
argomenti, hanno l’ anima di un avventuriero e sono ottimi amministratori delle loro e altrui finanze.
Sono molto indipendenti fin da giovanissimi e rientrano bene in tutti gli ambienti sociali nonostante
la loro presunzione. Si sentono sicuri di sé e molto energici, perspicaci e raffinati. Amano
spassionatamente la famiglia e preferiscono una semplice casa per sempre e non passare
attraverso una serie di relazioni complicate. Pur avendo un brutto carattere testardo, i nativi sono
molto popolari, sensuali, vivaci, e terreni. La loro missione nella vita è di fornire stabilità alla
loro famiglia fondata, e mantenere le tradizioni e i costumi. Il loro obiettivo principale è quello di
organizzare e rendere i loro sogni, le loro idee realizzabili. La ferma volontà è la qualità più
importante quando prendono una decisione che nessuno può cambiare nella loro mente. Hanno
grande perseveranza e la resistenza e hanno un atteggiamento pratico nei confronti dei problemi. I
loro difetti principali sono sono: atteggiamento possessivo e totalitario con i propri cari e hanno
una certa inclinazione alla pigrizia fisica e piacere eccessivo. Per evolversi è necessario controllare
la rigidità del loro pensiero e la caparbietà che lo caratterizzano .

I Bambini di Atum: . (Dal 16 maggio-15 giugno)

Il pianeta che li governa è Mercurio. Questo pianeta dona la sua capacità nativa di esprimere le
proprie idee, perché è il sovrano dell’intelletto e della comunicazione. Questo Dio ha la saggezza e
la comprensione, possiede il potere dei cinque elementi all’interno. Queste persone native tendono
a essere spesso annoiati, perché amano la libertà e vogliono una vita lontano dalla routine e
hanno bisogno di vivere in costante cambiamento. Essi sono razionali in amore, sarà prima la testa
ad innamorarsi e poi una volta conquistati aprono il loro cuore. Niente li distrae da ciò che
interessa loro fare, quando sono concentrati sulle loro cose ci si disconnettono dal mondo. E il
segno dei più curiosi. In gioventù alcuni hanno avuto una vita bohemien, e continuano a dare
libero sfogo ai loro impulsi rifiutando il convenzionale. Tra le loro qualità possiamo trovare la
perseveranza, perché non mollano mai e sono sempre pronti a ricominciare. Essi sono in grado di
dare molto sostegno spirituale a chi ha bisogno. Spesso sviluppano idee e soluzioni insolite al
quale nessuno avrebbe potuto pensare. L’obiettivo principale della vita è quello di ricevere e
fornire informazioni. Sono nati per sviluppare tutto ciò che riguarda il pensiero e la conoscenza, si
distinguono per lo scritto, l’apprendimento, lo studio e la comunicazione. Per evolversi devono
tenere il controllo della loro impazienza, nervosismo e ansia. Devono stare lontano da pettegolezzi
e tutti i tipi di discussioni, dovrebbe essere meno influenzati dalle provocazioni degli altri.

I Bambini di Isis: (dal 16 giugno-15 luglio).

Il pianeta li che governa è la Luna. Questo pianeta è direttamente correlata alla natura e tutto ciò
che ha a che fare con la maternità. La dea Iside rappresenta tutti gli aspetti legati alla
conservazione della vita e la riproduzione. Questi nativi amano la natura e gli animali, adorano i
bambini. Sono timidi, molto intelligenti e saggi. Nonostante siano riservati e timidi sono molto
disponibili all’amicizia, ma spesso hanno pochi e fidati amici. Anelano profondamente la buona
intesa con gli altri, cercano di avere armonia e convivenza. In amore sono romantici è e si sentono
molto felici anche solo con una cena a lume di candela. Hanno uno stato altamente variabile della
mente e non piace loro la pressione. Le attività ove spiccano sono quelle relative alla psicologia,
veterinaria e medicina. La loro più grande qualità è la gentilezza, d’altra parte sono nativi fortunati
in quanto avranno la possibilità di ereditarericchezze o ricevere sempre i doni più svariati. Il
loro più grande difetto è di non perdonare gli errori degli altri. Disciplinati non amano le case
disordinate ma nel contempo non sono severi soprattutto verso i figli indisciplinati. Per evolvere
dovrebbero migliorare la pazienza e tolleranza per tutti coloro che non la pensano come loro.

I Bambini di Ra: . (Dal 16 luglio al 15 agosto)

Il pianeta che governa il periodo è il Sole è questo pianeta che dà vitalità, l’autorità e l’orgoglio
personale che caratterizza i bambini di Ra. Il dio solare è il simbolo della cooperazione e della
solidarietà, è stato creato come spirito puro e rappresenta la velocità. Le sue caratteristiche
principali sono la pulizia, organizzazione, determinazione, onestà e correttezza. Ci sono due tipi di
nativi i primi sono veloci e ciarlatani i secondi osservatori solenni. A loro piace di sentirsi al centro
di tutto.Possono essere duri con le loro critiche, e quando lo fanno spesso usano un modo molto
acido. Ad ogni incontro non si lasciano sfuggire l’opportunità di raccontare le loro più svariate
avventure, diventando così le persone più divertenti del gruppo. Sono sempre pronti a conquistare
l’amore. Di solito hanno la possibilità di guadagnare un sacco di soldi, sono considerati i guardiani
della fortuna. Le loro qualità è la creatività e mettono un tocco personale a qualsiasi cosa capiti
fra le loro mani . i Bambini di Ra sono molto generosi e gli piace condividere i loro successi con i
propri cari. A loro volta, sono le vittime di numerose critiche e gelosie. Il loro obiettivo principale è
quello di mostrare a tutti che l’amore inizia da noi stessi. Hanno la capacità di condurre,
comunicare in modo molto scorrevole e di imporre la giustizia. È inoltre possibile che occupino
posti molto influenti. L’ambizione è uno dei loro più grandi difetti, e come amano avere successo
sono in grado di fare qualsiasi cosa per raggiungere i loro obiettivi. Per progredire nella vita
dovrebbero evitare l’ostentazione e l’arroganza. Devono controllare il loro egoismo, la vanità e la
necessità di drammatizzare.

I Bambini di Horus: . (Dal 17 agosto al 15 settembre)

Il pianeta Mercurio governa il segno di Horus donando ai nativi grandi capacità mentali. Il dio
Horus è il simbolo di rispetto e di obbedienza, è rappresentato dalla figura di un uomo la cui testa è
un leone. Senza in realtà superare il godere dei piaceri della vita, sono anche grandi lavoratori
e sono disposti a prendere qualsiasi responsabilità e di fornire ogni tipo di aiuto. Lavorare con
spirito di sacrificio non li spaventa perché sembrano essere stati creati solo per questo. Quando
si innamorano è perché il loro partner è una persona sicura, che è in grado di fornire stabilità. Tra
le loro caratteristiche principali sono incluse la sincerità, la forza e la semplicità, non amano vestirsi
eccentrici e sono interessati e cercare di passare inosservati. Hanno un aspetto forte ma dentro
sono semplici e gioviali. Essi sanno risolvere i compiti e i problemi della vita con facilità e con un
ottimo senso pratico. Uno dei loro difetti è che essi si basano pesantemente, a livello finanziario,
su tutte le persone che gli sono vicine, in modo da creare enormi problemi con il denaro, degli altri,
che amano spendere per sembrare generosi. La loro missione nella vita è di alleviare gli altri e
guarirli. A causa della loro grande capacità di vedere e analizzare i minimi dettagli possono
insegnare agli altri ad essere perfezionisti. Inoltre saranno in grado di contribuire a trovare
soluzioni ai vari problemi sia materiali che sanitari. Per evolversi devono superare le paure e le
insicurezze, evitare le critiche, sviluppare auto – fiducia e scongiurare il negativismo.

I Bambini di Maat: . (Dal 16 settembre al 15 ottobre)

Il pianeta che li governa è Venere. Questo pianeta è pieno di idealismo e il romanticismo, in


quanto è il pianeta dell’amore. Maat è la dea della misericordia, l’armonia, la verità, la saggezza e
l’ordine, ma soprattutto di giustizia. Questo dio è l’innovativo eterno, rappresenta l’imprenditore
che non è scoraggiato dal fallimento. Le persone nate sotto questo segno sono brillanti in società e
difficilmente qualcuno li supera. Hanno un alto grado di inventiva e sono intelligenti, abili e veloci.
Critici eccellenti, con una grande capacità di trovare gli errori e cercare soluzioni definitive. Odiano
le aggressioni o le ingiustizie. A loro piace vivere circondati da amici e cari e non sopportano
la solitudine. Molto loquaci, con la loro intelligenza e fascino attirano l’attenzione di tutti. Sono dei
seduttori esperti e inguaribili romantici, al punto che hanno bisogno di conoscere la persona ideale
per cedere in amore. Le loro qualità migliori sono la gioia della vita e la fiducia, pur essendo
spesso vittime di invidia, la situazione sembra non scuoterli più di quel tanto. Come sono convinti
di fare le cose fatte bene, non nascondono l’orgoglio nelle loro realizzazioni, e quindi la
conseguenza è una pomposa festa. Per evolvere dovrebbero essere più tranquilli, imparare a dire
di no e ad essere più diretti con le loro opinioni. Prima di prendere una decisione la devono
soppesare mille e più volte. I loro obiettivi sono quelli di mostrare al mondo il vero volto della vita
attraverso lo sviluppo delle loro qualità artistiche ed estetiche.

I Bambini di Osiride. (Dal 16 ottobre al 15 novembre)

Il pianeta dominante è Plutone, ed è quello che darà loro l’energia per diventare invincibili. Osiride
è il dio della morte, e rappresenta l’autorità e la leadership. Questi nativi sono intelligenti, sinceri e
carismatici, essi sono combattenti e non si fermano fino a quando i loro obiettivi non sono
raggiunti. Persone oneste, in modo permanente difendono il loro territorio, e hanno una grande
autostima. Essi hanno la caratteristica di fair play e la giustizia, e pure un grande senso di nobiltà.
Per la loro buona mentalità spesso diventano sacerdoti, buoni consiglieri o psicologi. Sono leader
ovunque c’è bisogno di idee chiare e perseveranza. In amore sono fedeli e premurosi, ma sono
anche appassionati e possessivi. Hanno bisogno il un partner sensuale e forte. Hanno innata la
capacità di ricerca, di cura e di svelare i misteri e segreti. I loro rapporti sono duraturi e profondi
vivono ogni momento con grande intensità. Essi sono di fuoco, intenso e appassionato. Si può dire
che la loro principale debolezza sta nel perdere la pazienza con facilità, spesso perdendo il
controllo offuscati dalla gelosia inconcepibile. Per evolvere in questa vita devono controllare che la
tendenza ad essere vendicativi, superare l’intolleranza, l’ansia e l’aggressività. Si dovrà evitare la
necessità di manipolare gli altri e anche la tendenza all’egoismo. Obiettivi di questi nativi sono
insegnare il coraggio, la cura per gli altri, creare, gestire, scoprire e indagare.
I Bambini di Hathor: . (Dal 16 novembre – 15 dicembre)

Il pianeta è Giove riempie i nativi di ottimismo ed entusiasmo, come il pianeta che è quello della
gioia, dell’espansione e del fato. La dea Hathor è patrona delle donne e regola l’amore e il piacere.
I Bambini di Hathor hanno un temperamento forte, in possesso di grande energia, e sono
impazienti e ansiosi. Sono personalità dal comportamento intenso e inconfutabile. Di solito, a volte
molto ingenui e infantili, e il loro atteggiamento è caratterizzato da spontaneità. Sono fedeli in
amore, e hanno fedeltà incondizionata nell’amicizia. In amore gli piace conquistare e sedurre e
hanno bisogno di trovare un partner che è dinamico e che stimoli la loro conoscenza e la loro
estrema curiosità. Mantengono una vita sociale intensa, perché gli piace muoversi in ogni dove e
partecipare a numerosi viaggi. Hanno grande ottimismo e sempre con l’aiuto di altri, spesso vivono
situazioni inaspettate, perché non hanno paura di nulla. Possono divertire e commuovere. Il
loro principale difetto è di essere orgogliosi perché il dominio di Giove è rappresentato come
quello di un imperatore, dando loro un atteggiamento di superiorità e grandezza. Per evolversi è
necessario controllare la loro impazienza e ansia. Non dovrebbero lasciare le cose al caso, ma
imparare ad adempiere alle proprie responsabilità. Questi nativi mirano a viaggiare, imparare e
scoprire nuovi orizzonti. Hanno grande entusiasmo e questo sarà contagioso. E’ incline alla
lettura, la ricerca, lo studio e acquisire costantemente nuove conoscenze.

I bambini di Anubi. (Dal 16 Dicembre – 15 gennaio)

Il pianeta che li governa è Saturno. Esso pervade questi nativi di maturità, pazienza e saggezza.
Il dio Anubi, che li rappresenta, è il “principe della Terra Santa” è il dio della morte. Le sue
caratteristiche sono la dedizione e devozione. I suoi bambini sono tranquilli e, a sua volta
coraggiosi affrontano una lotta solo quando si sentono attaccati e hanno bisogno di difendersi. Per
il loro duro lavoro e la persistenza riescono a vincere molte battaglie in quanto sono forti e
combattivi. Sono affidabili, metodici e pazienti. Amano una persona che li ammira. È necessario
per loro prendere tempo per far conoscere i loro sentimenti, ma una volta decisi diventano persone
molto fedeli. Il loro senso pratico e realistico consente di risolvere i problemi della vita.
Inducono fiducia e rispetto nelle persone perché il suo stile è greve. Hanno la capacità di
organizzare e condurre. Il loro scopo è di trasmettere sicurezza e fiducia a tutti coloro che ne
hanno bisogno. Essi sono nati per portare le persone più deboli a lavorare con dedizione, per
mettere ordine, prudenza e organizzazione. Gli piace osservare e far rispettare le regole e le
tradizioni. Per evolvere devono essere meno pessimisti e dimostrare di più i loro sentimenti.
Devono superare l’amarezza, la durezza dei loro pensieri e la loro inclinazione per la proprietà
esagerata. È necessario imparare a essere flessibili, per rilassarsi e godersi la vita. In amore
sono poco romantici e a volte molto ingenui. Si tratta di oratori eccellenti perché hanno una grande
energia interiore, pur essendo introversi. Hanno forti pregiudizi e sono molto testardi.

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Stelle e Chakra

Gli antichi egizi, nelle sette stelle della costellazione dell’Orsa Maggiore,
intravidero l’inizio e la fine della purificazione e della rigenerazione. Sette stelle
che corrispondono alle sette abitazioni del chakra che possono essere correlate
alle sette città principali che si trovano lungo il Nilo. Un percorso mistico che
ovviamente interessa anche le più grandi e importanti divinità di questo
misteriosa e antica civiltà.

1. Muladhara: è la forza sessuale e rigeneratrice associata al grembo di Nut e alla costellazione


dell’Aquila situata nell’Acquario. La forza vitale di questa zona garantisce agli esseri umani la
capacità di adattarsi alle difficoltà e di trovare le sicurezze materiali per sopravvivere.

2. Swadhistana: è la casa delle emozioni e della creatività associata alla costellazione del
Serpentario.

3. Manipura: rappresenta il centro della personalità, la sua funzione principale è la mediazione del
sistema dei chakra. Associata alla costellazione del Sagittario, diffonde luminosità e l’energia
creativa che serve agli uomini per relazionarsi con i propri simili.

4. Anahata: il punto di incontro tra i centri emotivi e mentali. Associata alla costellazione dello
Scorpione è l’espressione massima dell’intelletto, espresso nella saggezza e nelle scienze.
Attraverso questa abitazione l’uomo manifesta l’amore incondizionato.

5. Vishuddha: associata alla costellazione del Sagittario, rappresenta la comunicazione.


Risvegliando la quinta abitazione l’uomo percepisce la sua coscienza che gli permette di
percorrere la via delle sue intime ricerche.

6. Ajna: abbinata alla costellazione del Toro, simboleggia la volontà, la memoria e le facoltà
intellettuali. Attraverso Ajna l’uomo trova la coscienza che gli permette di realizzare i propri sogni.

7. Sahasrara: Ë il collegamento con il divino e il punto di origine delle energie di tutti i chakra.
Associata alla costellazione dell’Orsa Maggiore.
Amuleti Esoterici e Formule Magiche

Nell’antico Egitto gli amuleti avevano il compito di proteggere i vivi e


i morti. Per i primi si attivavano semplicemente indossandoli. Per i
defunti preservavano il corpo dalla corruzione e garantivano la
rinascita dello spirito. Grande attenzione veniva osservata proprio a
questo secondo tipo di amuleto: a ogni parte del corpo del defunto
ne veniva abbinato uno e posto fra le bende di mummificazione.
Gli antichi Amuleti esoterici egizi erano oggetti composti dalle più
svariate sostanze, utilizzati per proteggersi dagli influssi maligni e
dai nemici, reali o immaginari. Gli amuleti proteggevano i vivi dalle malattie, dai pericoli dei giorni
nefasti e dagli incantesimi scagliati dai nemici.

Amuleto del Cuore, sede della memoria e della Coscienza, aveva la forma di scarabeo e
riportava diverse formule magiche, una di queste risalente alla quarta dinastia diceva: "O mia
madre, mio cuore! Non testimoniare contro di me, non accusarmi nel sacro tribunale, non riviltarti
contro di me quando sarò di fronte agli Dei Addetti alla Bilancia. Tu mio ka ravviva le membra del
mio corpo. Non calunniare il mio nome di fornte alla divina corte che stabilisce la posizione degli
umani. Sarà ciò un bene per noi, per Colui che giudica e ne risulterà lo stesso cuore giudicante.
Non usare parole di menzogna contro di me di fronte a Osiride, Eccelso Signore dell’Occidente. In
verità, io sarà grande, nel giorno della vittoria". Questa preghiera sarebbe dovuta poi essere rivolta
dal defunto al cospetto di Osiride nella Stanza del Giudizio, mentre il suo cuore posto sulla bilancia
avrebbe dovuto essere leggero come una piuma.

Tet l’Amuleto della fibbia, rappresentava la chiusura della cintura di Iside a immagine del
collegamento del cielo con la Terra. Veniva offerto al defunto, tramite suo, la protezione del
sangue di Iside affinchè egli potesse accedere a ogni piano dell’Aldilà. Nell’applicare l’amuleto
veniva recitata la formula: "Il sangue di Iside, la sua Forza, le parole siano così potenti da agire e
proteggere questo grande e divino essere. Gli sia risparmiato il contatto con entità che gli
suscitano solo disgusto e orrore".

Amuleto del collare d'oro era preposto ad assicurare al defunto la capacità di liberarsi dalle sue
bende. L’applicazione di tale oggetto richiedeva la recitazione della seguente formula: "O Padre
mio fratello, o Madre mia Iside sorella, tolte sono le bende, ora vedo il Dio Seb, grande nel suo
incedere".

Udjad l’Amuleto dell’occhio sacro, era uno dei più importanti simboli magici egizi e si collegava
al mito della lotta tra Horo e Seth. Quando gli Egizi indossavano l’Udjad come amuleto,
desideravano che questo apportasse salute, forza, capacità di scoprire gli inganni e sventare i
tradimenti.

Ankh Amuleto della vita, oggetto molto ambito da dei e mortali che costituiva i principi
spirituali della religione egizia. Viene anche chiamato "chiave di Iside". Possederlo significava
protezione ed equilibrio nei confronti delle proprie energie vitali e, per il defunto, vittoria certa del
proprio ka e ba. Ossia sicura vittoria della propria individualità e anima.

Fy Amuleto della testa di serpente, veniva indossato nei viaggi nel deserto come protezione
contro il morso delle vipere. Nel mondo dei morti era destinato a sconfiggere i serpenti nella tomba
grazie al potere della Grande Maga Dea Serpente - Iside Fy.
Il percorso evolutivo

Per gli antichi Egizi il collegamento tra il corpo umano e la volta celeste faceva parte della vita
quotidiana. La correlazione del cielo con il corpo era relativo alla scoperta delle corrispondenze
energetiche.

Stelle e chakra era un viaggio interiore che permetteva di individuare le corrispondenze con il
cosmo. Gli Egizi fecero queste ricerche aiutandosi con le loro conoscenze astronomiche, iniziatico-
religiose e architettoniche proprio per apprendere la loro evoluzione spirituale, a partire dalle
osservazioni stellari, crearono un percorso iniziatico.

Erano due le direzioni da seguire: l’una era orizzontale e indicava l’azione dell’uomo per dominare
la materia, l’altra verticale conduceva verso la scoperta dello Spirito divino ed era rivolta a Nord e
perpendicolare alla Via Lattea. Le due linee immaginarie formavano una croce.

Per iniziare il percorso stellare l’individuo si portava alla porta d'ingresso del cielo rappresentata
dalla stella Aldeberan, posta nella costellazione del Toro, situata nel segno dei Gemelli e
chiamata l’Occhio di Ra. Da qui il viaggio proseguiva sul braccio orizzontale della croce per poi
inserirsi in quello verticale che ascendeva gli dei.

Il percorso evolutivo iniziava dalla stella Aldeberan e proseguiva oltre la costellazione del Cigno,
fino al Sagittario dove l’uomo si trovava di fronte a una scelta: in quel punto la via Lattea si biforca,
e un ramo si protende verso la costellazione dello Scorpione, sulla stella Antares, mentre l’altro
braccio si dirige verso il raggruppamento stellare del Sagittario.

Superate le due vie, l’iniziato si ritrovava nel centro della spirale della galassia del Grande
Grembo di Nut e che comprendeva la stella Altair. E proprio come l’aquila a questo punto l’uomo
poteva librarsi nell’aria libero da ogni vincolo. Una scelta sbagliata durante il percorso evolutivo
poteva fare scivolare l’individuo fuori dalla via Lattea, nella coda del Serpentario formata
dall’unione del gruppo di stelle Ophiucus e dalle stelle Cauda e Caput.

Lì si sarebbe perduto, questo per dire che l’uomo immerso nella materia non poteva trovare la
strada verso il suo centro vitale e verso lo spirito.

In un secondo tempo il volo dell’aquila avveniva sul braccio verticale della croce che portava
l’iniziato a Nord, nella costellazione dell’Orsa Maggiore, quella che nello zodiaco di Dendera
viene raffigurata come la coscia di un animale. A quel punto aveva raggiunto la sua evoluzione.
Lo Zodiaco di Dendera

Scoperto da Napoleone nella campagna d'Egitto del 1798, lo


zodiaco di Dendera venne portato in Francia dove ancora oggi si
trova al Museo del Louvre di Parigi.

Studiando la posizione dell’equinozio di primavera del cerchio


zodiacale (calcoli basati sul percorso del sole attorno al fuoco) si
presume che potrebbe risalire a circa 10450 anni.

Le costellazioni zodiacali sono poste all’interno di una circonferenza


ed ognuna ha uno spazio che assegna a ogni segno zodiacale 30°.

Al centro è raffigurata la costellazione dell’Orsa Maggiore che indica il Nord. All’esterno sono
disposti tutti i segni zodiacali.

Per gli antichi egizi le stelle rappresentavano le anime delle divinità che reggevano i pianeti,
quindi l’astronomia stellare era più importante di quella planetaria.

Dall’allineamento delle tre piramidi di Giza che riproduce fedelmente le tre stelle che compongono
la cintura di Orione, si può risalire all’origine delle conoscenze astronomiche che sono di 10450
anni fa, anche se gli archeologi, non considerano le piramidi più antiche di 4500 anni.

La Sfinge potrebbe risalire addirittura a 5000 anni prima della sua attuale collocazione storica. Allo
stesso periodo risalirebbero i resti della città rinvenuta nella piana di Gerico e la costruzione del
tempio di Stonehenge.

L’ipotesi fantastica è che questi monumenti potrebbero appartenere ad un’antichissima civiltà


arcaica che era diffusa su tutto il pianeta. Ad avvalorare questa teoria è il ritrovamento delle carte
di Piri Reis, delle mappe nautiche dove il centro della mappa si trovava vicino all’antica città egizia
di Siene sul Nilo, che descrivevano le coste dell’Antartide coperte dai ghiacci.

Tutto il sistema architettonico delle piramidi sembrerebbe coerente con una situazione astronomica
che riporterebbe ad epoche molto più remote.
ASTROLOGIA EGIZIA

Simboli Zodiacali, divinità associate, animale sacro corrispondente, simbolismo, il dono che
elargisce, la chiave interpretativa

amon-ra

ARIETE

Divinita': AMON

Animale Sacro: OCA

IL SIMBOLISMO: uno degli animali sacri ad Amon era l’ariete; un altro, l’oca. Poiche' del primo la
simbologia e' nota, ci occuperemo del secondo. Esso rappresenta il Sole e nel contempo anche la
Luna, dunque il Fuoco e l’Acqua, l’amore universale e la saggezza.

Il Sole-Fuoco agisce sulla mente, mentre la Luna-Acqua sull’Anima.

Gli Egizi pensavano che l’oca guidasse il sovrano verso la conoscenza, lo rendesse saggio e gli
donasse il comando sul popolo.

Considerato dagli Occidentali un animale sciocco, in Oriente essa assunse un significato


contrario, poiche' secondo la legge cosmica il Sole assorbe l’Acqua e simbolicamente si sposa con
essa, divenendo cosi' il Fuoco unico della creazione. Troppa aridita' o troppa umidita' sono
dannose.

LA VIRTU': consiste nella comprensione della luce stessa, dell’Amore altruista, nonche'
nell’intraprendenza abbinata a una grande vitalita', a un magnetismo che trascina gli altri con se'.
Quasi tutti gli Ariete si conquistano un Posto al Sole, sono ottimi organizzatori e pionieri in molti
rami della vita.

Il nativo e' gioioso e spande luce, calore ed amore.

LA CHIAVE: Per questo segno, consiste nella sua mente, la quale corrisponde all’elemento Fuoco
creatore nella sua essenza piu' pura. All’Ariete non mancano mai le idee e quasi tutte sono
realizzabili e sovente anche originali. E' pero' necessario che le sue azioni siano dettate
dall’altruismo, dall’amore del prossimo.
il bue-api

TORO

SEGNO : TORO

DIVINITA' API

ANIMALE SACRO: IL TORO

IL SIMBOLISMO: in tutti i testi troviamo riferimento al culto del Toro Api. Gli Egiziani lo
consideravano un Dio concepito da da una vacca mediante un colpo di folgore. Il Toro che
sceglievano per l’adorazione doveva essere di due colori: nero e bianco, che simboleggiavano le
fasi lunari essenziali: il nero corrisponde alla luna nuova, il bianco alla luna piena. Anche
nell’astrologia Tradizionale, la Luna e' legata strettamente al Toro, poiche' in tale segno essa si
trova in esaltazione. Inoltre il simbolo Toro, e' composto dal geroglifico del Sole, cui e' sovrapposto
quello della Luna. Considerando dunque che il Toro ha insiti in se' i due principi essenziali della
creazione, cioe' quello maschile e quello femminile, gli Egizi trovavano piu' che giusta l’adorazione
per questo animale.

Il Sole produce la materia, la Luna la genera e la Terra nutre cio' che deve nascere. Con cio' viene
espressa la Triade: Sole-Luna-Terra.

Hator, la grande dea della fecondita', puo' essere associata al segno del Toro.

LA VIRTU': fermezza di carattere, perseveranza, pazienza, capacita' di penetrare nella profondita'


dell’essere, talento artistico.

Il Toro, grazie a tali dati, realizza cio' che si prefigge. Ptah, dio degli artigiani e degli artisti, dai
Greci identificato con Efesto, che forgia i metalli nelle viscere della Terra, ben rappresenta
le qualita' citate.

LA CHIAVE: il Toro deve indennizzare la sua volonta' e fermezza verso mete spirituali ed usare la
sua forza creativa per le cose belle e armoniose. Simbolicamente, esso deve vedere con il suo
occhio interiore, essere in sintonia con le forze che ha in se', combattere per qualcosa che abbia
veramente valore. Se, invece, impegna tutte le sue forze per il proprio Ego e per fini solamente
materiali, la sua vita sara' piuttosto tormentata da una inconscia insoddisfazione.
ibis

GEMELLI

DIVINITA' :THOT

SEGNO: GEMELLI

ANIMALE SACRO: IBIS

IL SIMBOLISMO: ci sono due tipi di ibis, uno tutto nero e uno tutto bianco.

E' proprio il secondo che gli Egizi prendono come simbolo di Thot, l’Ermete dei Greci, e che era
considerato sacro anche perche' salvaguardava il paese da serpenti e coccodrilli, rompendo le loro
uova. Gli Ierofanti pensavano che Thot, sotto la forma di Ibis, fosse il protettore delle scienze e
della tradizione d'Egitto.

A causa dei suoi colori bianco e nero, l’ibis significa il Tutto, l’unione della luce e delle tenebre, del
giorno e della note.

Esso rappresenta anche il volo dell’anima, l’evoluzione spirituale: apre le porte dei templi sacri
soltanto a chi viene giudicato degno di apprendere la scienza di Thot, il grande mago, il
taumaturgo.

Il dono: consiste nella consapevolezza ottenuta attraverso la sintesi dell’intelligenza che dona
Mercurio (cioe' Thot) e dell’intuito derivante dall’ibis.

Il nativo capisce il mistero della dualita', possiede la capacita' della comunicazione, dell’oratoria,
ottiene il successo in tutte le attivita' che hanno contatto con il pubblico.

Molto e' permesso a un Gemelli in tutti i rami della vita, ma soprattutto nella professione, se
sviluppa l’intelligenza del cuore e non solo quella della mente.

La chiave: la vivacita', l’intelligenza, il carattere affabile fanno si' che i nativi conquistino facilmente
il successo: che sia durevole o no dipende pero' da loro comportamento.

La loro chiave deve essere quella della comprensione e della tolleranza. Quando vengono messi
davanti ad una scelta devono saper vagliare cio' che e' giusto e cio' che non lo e', discernere
la realta' dall’illusione.

Inoltre, devono evitare di farsi coinvolgere dall’emotivita' ed essere distaccati dalle cose: in
definitiva, trovare la via di mezzo fra il piumaggio nero dell’ibis, di natura inferiore, e quello bianco
di natura superiore.
bast

CANCRO

Divinità: BAST

Animale sacro: Il Gatto

IL SIMBOLISMO: Il Gatto, forse per la sua capacita' di vedere nel buio, rappresentava la dea della
luna, e BAST venne identificata dai Greci con Artemide, dea della Luna.

Gli Egizi, inoltre, affermavano che la pupilla del felino seguiva le differenti fasi dell’astro notturno,
con una maggiore luce, cioe' con la luna piena, esse si stringono al massimo; in fase crescente, le
pupille diventano sempre piu' piccole si dilatano sempre piu' e raggiungono la massima grandezza
in novilunio. In tutti i luoghi sacri l’iniziato nel muoversi, nel camminare seguiva la luce del Sole e
della luna: il gatto sedeva nel Punto del tempo corrispondente alla fase lunare del momento.

Secondo i sacerdoti il gatto rappresenta l’anima delle cose, il mezzo che permette il collegamento
con i piani invisibili.

Sono infatti molti gli astrologi e i veggenti che si circondano di gatti per allontanare le negativita' e
per essere aiutati nelle loro intuizioni, nella loro ricettivita'.

Anche Nut la Madre, sposa di Ra, la Hera dei Greci, venne spesso identificata con Bast.

Dono: grande sensibilita', ricchezza d'animo, senso materno, intuizioni che portano al successo,
anche se le situazioni non vengono comprese razionalmente. Ottima memoria, talento creativo ed
educativo; inoltre, per il nativo e' facile entrare in contatto con le forze cosmiche attraverso le
quali puo' avere facilmente il dono del guaritore.

La chiave: i nativi, nel loro attaccamento alle cose e soprattutto alla famiglia, fanno fatica a non
essere possessivi e gelosi; la chiave di serenita' e di successo, consiste per loro, proprio nel
contrario.

Devono insegnare, guidare, amare senza soffocare il soggetto del loro amore, e donare affetto
altruisticamente: ogni sentimento che impedisce la liberta' altrui e' puro egoismo.
horus

LEONE

Divinita': Horus,

Animale sacro: IL FALCO

IL SIMBOLISMO: Horus o Oro e' il figlio di Osiride e di Iside e l’ultimo degli Dei dell’Egitto.

Horus e' il risultato finale della grande Opera.

Horus rappresenta anche il Sole, Amon-Ra, che fu il primo dio d'Egitto; cosi' con esso si chiude il
Cerchio dei tempi.

Anche per noi occidentali il Sole e' l’astro del Leone. Lo stesso Falco, re degli uccelli d'Egitto,
principe celeste dal prestigio divino, simbolo del Fuoco e del Sole.

In quanto vola altissimo nel cielo il nome Horus, che significa "Colui che e' lontano", allude
probabilmente a questo volo, ampio, maestoso e alto da terra.

Il rapace e' anche espressione di Potenza e Maesta': si diceva infatti che il nemico restava
paralizzato davanti al faraone come tutti gli altri uccelli in presenza del falco.

Particolare rilievo era dato agli occhi del rapace che proverbialmente vedono tutto, al punto che lo
stesso occhio del Dio Horus diede vita ad una ricca e feconda simbologia.

Il Dono: Il nativo e' facilitato nel mettersi in comunicazione con l’alto e nell’assorbire energie
vitali, poiche' il suo pianeta dominante e' il Sole. Spesso e' al centro della vita quotidiana, come il
Sole e' al centro dell’Universo.

Possiede generosita', carattere estroverso, comprensione globale, molto magnetismo ed


ispirazione.

Egli e' aperto verso tutto cio' che e' nuovo. Il successo gli viene facilitato in qualsiasi attivita', ha
molti amici e soddisfazioni in amore.

La chiave: consiste nel comprendere il vero senso del dare, che vuol dire essere generoso solo
quando e' veramente necessario, senza sprecare energie e denaro. Il pericolo del nativo e' il suo
egocentrismo, che non gli permete di distinguere il vero dal falso.
neit

VERGINE

Divinita': NEIT

Animale Sacro : IL CANE

IL SIMBOLISMO: il cane, secondo gli Egizi, era consacrato a Mercurio per la sua fedelta', vigilanza
ed intelligenza.

Inoltre il geroglifico che lo rappresenta e' un segretario (o ministro), che era responsabile
dell’ordine del governo interno.

Cio' si addice alle caratteristiche della Vergine che e' precisa, ordinata, analitica e metodica.

Simbolicamente puo' essere definito un "cane da guardia" che si assicura che tutto proceda bene
e che niente turbi la serenita' dello Stato.

Neit e' anche la Dea della tessitura e delle arti domestiche e dai Greci era identificata con Atena,
dea della sapienza.

Vene spesso chiamata madre degli Dei in genere e di Ra in particolare e, secondo un antico
sapere, il segno della vergine rappresenta la madre nei suoi tre aspetti: Eva, Iside e Diana e per
tale motivo il suo simbolo consiste in tre aste.

Quando fu introdotto nel culto di osiride fu assimilata ad Iside.

IL DONO: grande capacita' d'analisi, intelligenza acuta, pazienza e metodo: grande senso
dell’ordine, idee chiare, talento oratorio. Questo segno viene chiamato anche la "dea delle due
vie", perche' simbolizza la materia e la spiritualita' in perfetto equilibrio.

Sa usare i lati positivi delle caratteristiche del cane per trovare sicurezza e serenita' interiore.

LA CHIAVE: bisogna imparare a dare a ogni cosa il suo giusto peso e valore senza diventare
pedante o troppo perfezionista, pericolo in cui puo' incorrere il nativo.

Esso sa di essere dotato di una mente fervida, di un sano ragionamento e pensa, percio', di avere
sempre ragione; gli e' difficile immedesimarsi nel cuore altrui.

Divenendo piu' amabile e sincero con se stesso e maggiormente comprensivo nei confronti degli
altri potra' raggiungere alte mete e non cadere in crisi esistenziali alle quali inclina.
hator

BILANCIA

Divinita': Hator

Animale Sacro: LA VACCA

IL SIMBOLISMO: questo animale rappresenta il firmamento e la sua immagine e anche incisa


nello zodiaco di Derderah, citta' in cui la dea Hator aveva il suo principale santuario.

Il mito racconta che il grande Ra, stanco di regnare, sali' in cielo. Nun trasformo' la dea Nut in una
vacca e Ra le monto' in groppa. Si creo' allora il cielo splendente di stelle.

Anche Hator, dea della fecondita', era rappresentata da una vacca e dai Greci fu assimilata ad
Afrodite, Venere, che e' il pianeta della bilancia.

Hator ha attributi che possono essere riferiti anche al Toro (anch'esso governato da Venere),
mentre alla Bilancia puo' essere associata ugualmente bene a Maat, la dea della giustizia, il cui
emblema, la piuma. veniva posta su uno dei piatti della bilancia, nella pesatura delle anime nell’al
di la'.

Sull’altro piatto veniva posto il cuore del defunto: per superare la prova esso non doveva pesare
piu' della piuma.

Il dono: capacita' di osservazione, senso della giustizia, sapienza nel creare armonia intorno a se'.

Il nativo possiede un carattere simpatico, affabile, ed e' dotato di un grande senso estetico.

In genere predilige i colori pastello e quelli fondamentali dell’arcobaleno, che sono simili a quelli del
corpo astrale; questi ultimi costituiscono la famosa "aura" visibile da chi possiede il terzo occhio.
Comprendendo i segreti della natura, il nativo riesce a vivere in armonia con essa. Puo' diventare
ottimo avvocato, giudice, magistrato o artista, spesso destinato alla celebrita'.

LA CHIAVE: non e' facile per questi nativi fare sempre la giusta scelta senza farsi influenzare dagli
altri; la loro chiave invece, e' proprio quella di scegliere da soli in armonia con l’altro. Tra di loro
raramente si trovano persone mediocri, in quanto sono saggi e attivi, se comprendono il loro
compito.
osiride

SCORPIONE

Divinita': Osiride

Animale Sacro: Scarabeo

IL Simbolismo: nei riti religiosi e magici lo scorpione gioca un ruolo essenziale. Come segno
d'immortalita' dell’anima, gli Egizi sostituivano il cuore delle mummie con uno scarabeo di pietra sul
quale stava scritto tra l’altro:"Tu sei il mio Spirito che e' nel mio corpo".

Lo Scarabeo e' considerato sacro anche perche' unisce il Sole e la Luna; il primo come simbolo di
immortalita', il secondo perche' rappresenta anche l’anima che si reincarna in vita.

Chi era in possesso di uno scarabeo veniva baciato dagli Dei. Osiride, il grande signore della
regione dei morti, che i Greci identificarono con Ade, all’inizio era la divinita' della vegetazione,
che, con le stagioni muore e rinasce; in seguito conservo' lo stesso simbolismo nel rito che lo vide
ucciso per mano di Ser e poi risuscitato.

Tutto cio' e' tipicamente Scorpionico. Esiste tuttavia anche una dea scorpione, Selket, preposta ale
morti, che fu spesso ritratta su uno dei quattro angoli del sarcofago.

Il Dono: forte magnetismo, grande sensibilita', spesso medianita'. Il nativo ama misurare le sue
forze e quasi sempre vince, grazie alla sua grande energia.

E' anche molto ricettivo e capta facilmente i messaggi dei piani sottili; spesso, percio', e' anche
telepatico. Attratto dalle cerimonie e dai riti, puo' anche dedicarsi alla magia e diventare una guida
nelle scuole esoteriche.

Tra gli Scorpione troviamo ottimi medici, psicologi e astrologi.

La Chiave: consiste nel superamento delle passioni e degli istinti attraverso il contatto con le
proprie forze interiori, che sono notevoli. Questi nativi non sono mai tiepidi e scelgono o per i bene
o per il male; lo Scarabeo, nel secondo caso, diventa un simbolo di sfortuna, mentre solitamente e'
un portafortuna.
ra

SAGITTARIO

Divinita': Ra;

Animale Sacro: Il Serpente

Il simbolismo: il serpente Ureo sporge dalla corona d'Egitto e ne fulmina i suoi nemici,
comandando con saggezza le azioni dei faraoni. Ureo lottava contro il suo opposto, il serpente
Apopi, dio dell’oscurita', che e' il tentatore che trascina negli inferi; al contrario, Ureo sale lungo la
spina dorsale fino alla sommita' del sovrano per sviluppare i centri eterici che donano la
chiaroveggenza e la saggezza.

Rappresenta il potere igneo che gli orientali chiamano kundalini.

Il serpente, il cui sguardo distrugge i nemici del dio, viene spesso raffigurato arrotolato attorno
all’uovo cosmico o al disco solare.

Ra era il Dio Sole da cui furono originati tutti gli dei, come si e' detto prima.

Il suo nome, infatti, significherebbe "creatore".

E' curioso notare come la nascita di Ra sia descritta, nei geroglifici del tempio di Denderah, allo
stesso modo del Cristo, come nel vangelo di Giovanni: "...e il verbo si fece carne".

Il Dono: grande senso critico e di umanita', ricerca del vero, ma che capta al volo le situazioni; il
nativo sa leggere nei sentimenti e nelle intenzioni altrui: cio' lo porta al successo.

Possiede molta abilita' manuale e sa creare, per cosi' dire, dal nulla; ha inoltre una ricca fantasia
che sa rendere tutto bello, anche con pochi mezzi.

Il desiderio di avanzamento gli nasce nell’inconscio e riesce a incanalare sempre le sue energie
sui giusti binari.

La Chiave: il nativo deve cercare l’indipendenza senza pero' danneggiare gli altri; l’aspirazione a
una vita rivolta verso il successo e la realizzazione di se stesso.

E' essenziale per questi soggetti essere un insegnamento per gli altri; devono dimostrarsi severi e
amorosi nello stesso tempo.

Importante e' che lottino contro il temperamento geloso e orgoglioso, che spesso si trovano ad
avere.
anubi

CAPRICORNO

Divinita': Anubi;

Animale Sacro: lo sciacallo

il simbolismo: lo sciacallo Anubi, dio dei morti.

Anubi e' il guardiano delle anime nel loro ultimo viaggio lungo il fiume Nilo. Saturno, pianeta del
tempo e della morte, e' il Signore del Capricorno e gli Egizi hanno percio' giustamente collocato lo
sciacallo in tale segno.

Tuttavia anche Set, il fratello assassino di Osiride, potrebbe essere associato al Capricorno.
Questo segno e' anche la porta degli dei verso la quale il defunto viaggia per essere giudicato dal
Tribunale divino della Verita' e della Giustizia e, di conoscenza, per essere accolto nel regno dei
cieli o inviato nel regno delle tenebre.

Lo sciacallo e' inoltre considerato un mediatore tra Cielo e Terra: non conosce le emozioni e, con
verita' ed equilibrio, trae le sue sentenze.

Alcuni autori lo consideravano il padre di Osiride ed Iside.

Il Dono: volonta' ferma, grande sopportazione dei problemi della vita, notevole carisma, pazienza,
precisione, metodo e mente acuta.

Il nativo possiede concentrazione e capacita' di analisi.

Tutto cio' lo porta immancabilmente al successo anche se raramente lo raggiunge negli anni
giovanili perche' Saturno, maestro di questo segno, rappresenta l’eta' matura.

Il soggetto sa guidare bene la navicella del suo destino con la stessa capacita' con la quale lo
sciacallo guida la nave dei defunti.

La chiave: i limiti del capricorno sono un’esagerata ambizione, ma la sua capacita' di gestire la
materia lo porta ad essere quasi sempre vincente.

Le forze del nativo devono invece essere impegnate con un’ambizione misurata, senza creare
danni agli altri, se si vogliono raggiungere alte vette.

Il soggetto deve sempre rendersi conto della sua piccolezza in confronto al macrocosmo; allora gli
e' permessa l’ascesa in tutti i campi.

Lo Sciacallo rappresenta anche la fedelta' e la fede in cio' che si ama.

Il Capricorno e', nel suo elemento, sulle alte vette della montagna, e cio' rivela l’ascesa a cui il
nativo e' destinato.
nekhebet

AQUARIO

Divinita': Nekhebet;

Animale Sacro: Avvoltoio

Il simbolismo: gli avvoltoi proteggevano con le loro ali i territori dell’Egitto e percio' venivano
venerati come Divinita'.

Secondo la religione degli Egizi ogni essere umano aveva varie anime e un ka, il doppio del
defunto, lo spirito vitale che rimaneva presso il morto nelle necropoli, mentre l’anima assumeva
nell’aldila' la forma desiderata.

Molti degli Dei sono raffigurati come uccelli (dunque divini in quanto volatili) con la testa umana.

L’avvoltoio rappresenta anche il Sole che spande i suoi raggi benefici su tutta la creazione; inoltre
protegge la parola dei Sovrani.

Troviamo infatti scritto : "per essere forte occorre l’arte della parola, la lingua dell’uomo e' piu'
potente di qualsiasi arma".

La voce si spande nell’aria come l’avvoltoio e la sua energia si diffonde nell’universo.

L’aquario e' un segno d'Aria e niente, meglio di Urano, signore del segno, puo' rappresentare
l’energia.

Il Dono: intraprendenza e grande talento oratorio, senso umano, dinamismo, versatilita' e


intelligenza; il nativo affascina gli ascoltatori, e sa comunicare, per cui puo' ottenere il successo in
campo politico e teatrale.

Puo' raggiungere la propria realta', la verita'.

Solo quando siamo riusciti a guardarci dentro e a capirci, possiamo comprendere anche gli altri,
cioe' accoglierli dentro di noi.

La Chiave: l’altruismo, la disponibilita' verso coloro che permettono l’autorealizzazione del


soggetto.

Potra' farsi anche un nome nei lavori di equipe, soprattutto se si tratta di ricerche umanitarie e di
studi archeologici.

Simbolicamente il nativo viene protetto con le ali dell’avvoltoio nel suo difficile cammino sulla terra,
purche' sappia affidarsi alla guida interiore.

Suo maggiore pericolo e' l’instabilita'.

Se sapra' usare la sua chiave potra' volare alto come l’animale a lui dedicato.
taueret

PESCI

Divinita': Taueret;

Animale Sacro: Ippopotamo

il simbolismo: poiche' questo animale era preposto alle nascite fu unito alla dea Taueret e noi lo
colleghiamo ai Pesci, segno acqueo, dunque fecondo.

L’ippopotamo, inoltre, vive nell’acqua e, astrologicamente appartiene a questo elemento e, dal


punto di vista esoterico, simboleggia le acque primordiali.

Per tutte queste ragioni, si adorava l’ippopotamo come una divinita' femminile che era collegata
alla fecondita' e al benessere.

Veniva considerato anche in stretto rapporto con il Dio del Nilo, il quale aveva dimensioni enormi
come l’ippopotamo.

Si pensava, infatti, che quando esso si immergeva nel Nilo, quest'ultimo straripava per donare
ricchezza e abbondanza all’intero paese.

Anche il coccodrillo potrebbe essere riferito ai pesci: gli dei sono spesso ritratti su tale animale: cio'
ci ricorda che tutto cio' che vive nasce dal connubio: acqua-terra.

Il Dono: tra i Pesci troviamo numerosi mistici, poeti, sperimentatori occulti che possono esercitare
una grande influenza sul prossimo.

La sensibilita' dei Pesci unita ad una mente razionale permette ai nativi di salire molto in alto.

Posseggono un grande magnetismo: il loro potere sta quasi sempre nello sguardo, che penetra
l’interlocutore fino nel profondo del cuore.

Cosi' tutti divengono un libro aperto dinanzi a queste persone che hanno saputo giocare bene i
loro doni.

La Chiave: sviluppare la grande forza interiore, impiegare bene il proprio magnetismo, essere al
servizio del prossimo con amore; se le forze insite nel nativo vengono usate per il male, egli stesso
dovra' poi pagare.

E' importante evitare lo spreco di energie, mantenendo la propria attivita' psicofisica ad un livello
costante e armonioso, e dedicarsi con serieta' agli studi piu' idonei, comprendendo la propria
chiave di vita, che e' basata sull’onesta'.

http://wwwsaby-4165egittoepiramidi.blogspot.com/2008/10/astrologia-egizia.html
ASTROLOGIA EGIZIANA:i segni e le loro caratteristiche

IL NILO

dal 1 Gennaio al 7 Gennaio dal 19 Giugno al 28 Giugno dal 1 Settembre al 7 Settembre dal 18
Novembre al 26 Novembre

Storia

Il Nilo fu considerato una divinità, grazie alle sue piene annuali miracolose, che provocavano
alluvioni in grado di rendere fertile il suolo. Spesso questa divinità viene rappresentata come un
personaggio androgino, con attributi indicanti la fecondità, come una capigliatura vegetale o
numerosi doni.

Carattere: Sei dotato di un temperamento indulgente. Sai ascoltare chi ti circonda, analizzi con
perspicacia il carattere di ognuno e sai adattarti ai tuoi interlocutori, dando loro dei buoni consigli.
Sai dare senza aspettarti niente in cambio, fedele alla tua natura generosa e comprensiva. Sei
tollerante e sempre disponibile. C’è chi tende a contare troppo su di te. Ma per te non ha
importanza, finché l’altra persona è corretta e sincera. Nel caso contrario ti senti tradito e il tuo
giudizio è inequivocabile !Ti impegni in modo totale nelle tue azioni, in uno sforzo di estrema
concentrazione. Questa bella energia trascina chi ti sta vicino. Ma è difficile starti dietro.
Nonostante la tua grande volontà e l’autocontrollo, la tua natura appassionata a volte ti porta
fuori strada. Sul piano affettivo dai tutto te stesso alla tua famiglia: sei sempre pronto a fare una
carezza, a sostenere nel momento del bisogno.

AMON RA

dal 8 Gennaio AL 21 Gennaio dal 6 Febbraio al 11 Febbraio

Storia

Amon, che significa “il dio nascosto”, era venerato nell’Alto Egitto. Quando Tebe fu eletta capitale
di tutto l’Egitto, diventò Amon Ra, il “re degli dei”, e diventò il dio supremo in tutto il paese.
Amon ha assimilato il carattere di numerose divinità, come quello del dio Ra (Il Sole), quello del dio
Min (dio della creazione e della riproduzione), e quello del dio guerriero Montu. Era considerato
una divinità protettrice. Veniva rappresentato come un uomo dalla testa d’ariete. In altre
rappresentazioni appare con un viso umano decorato con corna d’ariete e un disco solare. Fu lo
sposo di Mut, “la madre”.

Carattere: Nato sotto l’ala di Amon Ra, sei una persona tutta d’un pezzo e dotata di un forte
carisma. Sai convincere chi ti ascolta e ti sta vicino. La tua capacità di persuasione è tale che puoi
avere tutti ai tuoi piedi ! Il prezzo del successo: si cerca continuamente la tua compagnia e a volte
ti senti soffocare da chi vuole a tutti i costi condividere dei momenti conte.Tra le tue numerose
qualità: il coraggio, la lucidità e la razionalità fanno di te una persona molto apprezzata per le sue
decisioni ben ponderate. Hai la capacità di rassicurare e, al tuo fianco gli altri riescono a dare il
meglio di sè. Sei un vero leader, senza mai trasformarti in dittatore. Vedi le cose in grande e in
prospettiva. Ma non ti piacciono le traiettorie rettilinee. Sul piano affettivo, stranamente, ti lasci
andare difficilmente. Eppure sei in grado di creare dei legami profondi con il tuo partner e sei molto
generoso.

MUT

dal 22 Gennaio al 5 Febbraio dal 8 Settembre al 22 Settembre

Storia: Mut è la seconda figura femminile della mitologia egiziana, dopo Isis, e significa
letteralmente “madre”. Rappresentata come una donna dalla doppia corona dell’Alto e del Basso
Egitto, può assumere anche l’aspetto più pericoloso di un leone o di un avvoltoio. Quindi non
stupisce il fatto che il geroglifico per rappresentare Mut sia un avvoltoio. Mut avrebbe assimilato la
personalità delle dee leonesse, come Sekhmet. Con il tempo i caratteri delle due dee si sono
associati per poi confondersi e generare una divinità ambivalente che da Sekhmet ha ereditato la
forza distruttrice e da Mut gli aspetti pacifici.

Carattere: Di natura emotiva, a volte non hai fiducia in te stesso e oscilli tra la malinconia e la gioia
di vivere. Ma la tua sensibilità ti dà anche una vita interiore molto ricca. Hai in te qualcosa di
misterioso che attira chi è meno complessato di te. Tuttavia bisogna avere molta pazienza per
conquistare la tua fiducia. Per proteggerti, per gioco o per paura, puoi addirittura vivere lontano
dagli altri per coltivare il tuo mondo segreto. E rischi di isolarti completamente. Dal punto di vista
professionale sei attirato dai mestieri a carattere sociale. Investi tutta la tua generosità, la tua
capacità di dedizione e si ammira il tuo notevole senso del dovere. Anche l’onestà è una delle tue
maggiori qualità. Insomma ami il prossimo tuo come te stesso ! L’amore ha una grande importanza
nella tua vita. Nonostante le tue paure, sei in grado di spostare mari e monti per conquistarlo e
raggiungere un equilibrio sentimentale soddisfacente. Tra le qualità che cerchi nel tuo partner vi è
sicuramente la capacità di ascolto, la tenerezza e anche una certa dose di rigore e autorità.

GEB

dal 12 Febbraio al 29 Febbraio dal 20 Agosto al 31 Agosto

Storia:

Geb è figlio del dio Shu e della dea Tefnut. Sposo e fratello di Nut, è il simbolo maschile della
terra, del suolo, delle piante e dei minerali. E’ rappresentato sotto forma umana con una corona
rossa e una parrucca sulla quale è posata un’oca, l’ideogramma del suo nome. Emblema della
memoria, l’essere nati sotto il segno di Geb predisponeva alle carriera di scriba, intendente o
consigliere.

Carattere: Sei una persona pacata, per niente frenetica. Gestisci il tempo in modo molto
personale: senza fretta, misurando le azioni da realizzare e concentrandoti sulla concretizzazione
di una cosa alla volta. La tua personalità assai introversa e sensibile ti rende molto emotivo, ed
adorabile. Ti interessi e dai tutto te stesso agli altri. Spesso ci si confida con te senza che tu abbia
bisogno di fare domande. Infatti gli altri sanno di poter contare sulla tua attenzione e sul tuo
silenzio. Ti attirano le professioni artistiche, quelle in cui puoi lavorare tranquillamente rimanendo
in un mondo tutto tuo. Sentimentalmente, quello che fa per te è un partner rassicurante, sensibile,
che condivida e rispetti il tuo ritmo di vita.
OSIRIDE

dal 1 Marzo al 10 Marzo dal 27 Novembre al 18 Dicembre

Storia: Osiride è una delle grandi divinità egizie. Sposando la sorella Iside per regnare sull’Egitto e
portargli la civilizzazione, rese folle di gelosia suo fratello Seth, che regnava sul deserto.
Quest’ultimo gli tese una trappola per ucciderlo, ma Iside permise ad Osiride di ritrovare la vita.
Per questo Osiride, il simbolo della fertilità e e della vegetazione, divenne il re dei morti e giudice
degli inferi. Parlava con gli uomini del loro destino e dava alla gente la speranza di continuare la
vita dopo la morte. Osiride è il simbolo del rinnovamento, della vita eterna.

Carattere: Il tuo carattere curioso ti spinge a fare esperienze nuove ed insolite a volte in modo
imprevisto e precipitoso. Credi nella vita e in te stesso e il tuo ottimismo dà buoni frutti. Vivi
intensamente ogni minuto della tua esistenza senza aver paura dei fallimenti. Infatti per te esiste
sempre un modo per tirarsi su, per ripartire verso nuove avventure ancora più interessanti. Tutto
cambia, niente rimane immobile. Neanche tu. Certo, a volte ti senti deluso, ma è il prezzo da
pagare. Non passi mai inosservato, non lasci indifferente, il che ti attira delle antipatie e delle
difficoltà che possono far vacillare la tua sicurezza. Forza e fragilità ti caratterizzano, convivono in
te e ti spingono ad agire. Appassionato, altruismo, ostinato, a volte cerchi l’impossibile e ti privi di
opportunità a portata di mano. Le tue amicizie sono solide, più dei tuoi amori.

ISIDE

dal 11 Marzo al 31 Marzo dal 18 Ottobre al 29 Ottobre dal 19 Dicembre al 31 Dicembre

Storia: Sposa di Osiride, essa incarna la dea madre nella sua essenza, protegge le nascite, i
naviganti e lo stato. Essa divenne via via una divinità fondamentale del pantheon egizio, tanto che
il suo culto si sviluppò al di fuori dell’Egitto, anche dopo il declino della civiltà egizia. Tale popolarità
è legata anche al mito di Osiride, al quale Iside ridiede la vita dopo che era stato ucciso dal fratello
Seth nel deserto. Rappresentata spesso come una donna con un disco solare tra due corna di bue
o con il suo geroglifico sul capo, Iside ha sulle ginocchia Horus, il figlio nato dall’unione postuma
con Osiride.

Carattere: Hai un’intelligenza vivace, sei aperto agli altri e ti piace andare avanti per la tua strada.
Approfitti della vita con molta energia, senza complessi o timori e il tuo forte istinto ti guida verso
esperienze nuove e interessanti. Hai fiducia nel prossimo, nonostante le delusioni, perché sei
fondamentalmente ottimista e positivo. Il tuo carattere calmo, fiducioso e generoso ti portano verso
il settore sociale, in cui ti piace dare tutto te stesso. Sentimentalmente, sei appassionato e sai
amare nella durata rendendo la tua tua relazione di coppia sempre interessante e ricca di
sorprese. Gli altri apprezzano la tua flessibilità accompagnata da una forte determinazione. A volte
dimostri troppo idealismo, cerchi la relazione perfetta e preferisci vivere solo che mal
accompagnato. Sei sempre attento ai bisogni di chi ti sta vicino, della tua famiglia e del tuo partner.

THOT

dal 1 Aprile al 19 Aprile dal 8 Novembre al 17 Novembre

Storia: Come dio della saggezza e della scrittura, Thot era consigliere di Osiride e protettore di
Horus. Aveva corpo umano e testa di ibis, talvolta di scimmia, e luna falcata sul capo. Era venerato
anche come dio della parola creatrice e del calcolo. Considerato come lo scriba degli dei e
misuratore del tempo, in quanto tale proteggeva gli scribi. Grazie alla conoscenza dei geroglifici,
controllava i maghi e la magia. Si dice anche che dirigesse gli astronomi, i contabili e i guaritori.

Carattere: Grazie al tuo carattere intraprendente e curioso, hai una forte propensione alle cose e
situazioni inedite. Il tuo spirito combattivo ti porta a esplorare i tuoi limiti, sempre nel senso di
ricerca dell’essenziale, pur rimanendo particolarmente lucida e modesta. Ti concentri sui valori
fondamentali dell’esistenza, sei onesto e generoso, per niente calcolatore. Sei dotato di un’autorità
naturale e trascini senza difficoltà chi ti sta vicino! La tua saggezza nella vita di tutti e le tue
capacità pedagogiche sono ulteriore carte vincenti per convincere i più restii. Per te il rispetto della
parola data è una regola fondamentale alla quale ti attieni. Sai applicare questa tua filosofia di vita
anche sul piano sentimentale, e la tua famiglia e il tuo partner ti dimostrano la loro riconoscenza.
Sei fatto per i mestieri dell’insegnamento e della ricerca, ma in fondo per te tutto è possibile.
Insegnare o ricercare sì, ma in ambiti insoliti e inaspettati!

HORUS

dal 20 Aprile al 7 Maggio dal 12 Agosto al 19 Agosto

Storia: Dio del cielo, degli astri, dell’amore, e protettore dei faraoni, Horus è una delle più
importanti divinità egiziane, ma anche una delle più antiche. Rappresentato come un falco con
disco solare e aureo sul capo e ali distese, oppure con la doppia corona, o ancora come uomo con
testa di falco, sembra che i suoi occhi penetranti fossero in grado di vedere nel buio. Figlio
postumo di Osiride, generato da Iside, si vendicò della morte del padre sconfiggendo Seth.

Carattere: E’ molto apprezzata la tua personalità comprensiva e generosa, arricchita da una buona
dose di pragmatismo. Hai una visiona chiara degli obiettivi che vuoi raggiungere. Sai andare avanti
passo dopo passo e gli ostacoli non ti spaventano, anzi. Ti piacciono i rischi, le responsabilità.
Insomma sei una persona determinata, hai fiducia in te stessa e sei dotata di
un’intelligenza brillante. Ti piace dirigere, controllare. Il che non piace a tutti, soprattutto quando
scalpiti di impazienza o dimostri poco tatto. Un po’ di diplomazia e di moderazione ti aiuterebbero
nei rapporti con gli altri, senza dover rinunciare alla tua notevole energia. Sei attirato dal mondo
della politica e della giustizia. I soprusi e le iniquità provocano in te un forte senso di rabbia, un
desiderio di rivolta. Sentimentalmente, sei soggetto ai colpi di fulmine, il che non porta a rapporti
molto stabili. Ma c’è tempo. Con gli anni troverai una maggiore stabilità.

ANUBI

dal 8 Maggio al 27 Maggio dal 29 Giugno al 13 Luglio

Storia: Anubi, dio dei morti e dell’oltretomba, presiedeva alle cerimonie funebri e alla
mummificazione. Accoglieva il defunto, giudicava la sua anima e la proteggeva assicurandole
nutrimento e sepoltura. È la divinità che aveva imbalsamato Osiride. Il suo nome significa
“sciacallo”. Era infatti rappresentato sotto forma di sciacallo o di cane nero, spesso accovacciato
su una cappella funeraria.

Carattere: Hai un temperamento contraddittorio. Cerchi la solitudine e coltivi la compassione per il


prossimo. Abituato al silenzio, preferisci l’ombra alla luce, l’anonimato alla popolarità, il che fa di te
una persona discreta. Sei apprezzato per la tua notevole sensibilità e l’estrema fedeltà,
accompagnate da una grande onestà verso te stesso e gli altri. Di natura idealista, l’eccesso di
emotività determina delle delusioni forti ma passeggere. Il che accentua il tuo fatalismo. Ma riesci a
gestire la tua instabilità trovando in te stesso la soluzione ai problemi. Ti indirizzi naturalmente
verso le professioni sociali o l’insegnamento, e sei un ottimo psicologo, dato che per te l’universo
interiore non ha segreti. La tua natura delicata ti rende vulnerabile sul piano affettivo. E quando ti
senti profondamente ferito diventi intransigente. Le vecchie ferite fanno fatica a rimarginarsi e ti
frenano nella ricerca dell’anima gemella. Sceglierai quindi il tuo partner con prudenza,
assicurandoti che la tua relazione sia fatta di rispetto reciproci.

SETH

dal 28 Maggio al 18 Giugno dal 28 Settembre al 2 Ottobre

Storia: Dio dell’oscurità, del disordine, dei deserti, delle tempeste e della guerra, Seth fu
considerato come la personificazione del male nell’antico Egitto e fu rappresentato come un
animale non identificato simile al cinghiale, oppure come uomo con testa di animale. Seth fu
venerato soprattutto quando gli hyksos conquistarono l’Egitto. Geloso del fratello Osiride, Seth lo
assassinò e tentò invano di far scomparire il corpo nelle acque del Nilo. Iside, sorella e sposa di
Osiride, ritrovò i resti dello sposo e lo riportò in vita grazie all’aiuto di Thot e Anubi.
Come punizione per i suoi atti, Seth fu esiliato nel deserto. Seth incarna l’aridità, ma l’aspetto
dell’esilio lo rende un essere libero. Secondo altre racconti, fu inviato in cielo trasformandosi
nell’Orsa Maggiore.

Carattere: Ambizioso, perfezionista e appassionato, ti dai continuamente nuovi obiettivi da


raggiungere. Hai una mentalità combattiva e per te gli ostacoli sono fatti per essere superati.
Cerchi continuamente nuove sfide, che rendano più interessante la vita di tutti i giorni e ti diano
l’impressione di essere veramente vivo. Guardi verso il futuro, sei sempre pronto a voltare pagina,
senza ripensare al passato. Ciò però ti impedisce di trarre veramente insegnamento dalle
esperienze vissute. Vivi in un eterno inizio, testi le tue capacità, ti metti alla prova. Non ti fermi mai,
detesti la mediocrità. Si può vedere in te un cacciatore senza scrupoli, sempre in lotta contro se
stesso. A volte cerchi di spegnere il fuoco interiore, di ritrovare per un attimo la serenità. Con il
tempo riuscirai a calmare le tue pulsioni, a sentirti più zen, a prenderti le tue responsabilità fino in
fondo. Un mestiere creativo potrebbe essere il modo giusto per canalizzare i tuoi istinti.
Professionalmente hai bisogno di agire liberamente. Hai la sensazione di poter contare solo su te
stesso per poter andare avanti nei tuoi progetti, senza preoccuparti troppo degli altri. Sopporti male
gli obblighi professionali, sociali o sentimentali. L’egoismo per te è una forma di difesa di fronte ad
avvenimenti che potrebbero ferirti. Questo comportamento ti crea dei nemici. Ma pensi che sia il
prezzo da pagare per conservare la tua libertà. Per te è indispensabile vivere numerose
esperienze per trovare un maggiore equilibrio interiore e sentirti meno imperfetto. Sul piano
affettivo controlli difficilmente la tua gelosia. Tuttavia la passione che provi nei confronti del tuo
partner renderà la relazione assai interessante. Impara a canalizzare le tue energie.

BASTET

dal 14 Luglio al 28 Luglio dal 23 Settembre al 27 Settembre dal 3 Ottobre al 17 Ottobre

Storia: Dea dell’amore e della fertilità, Bastet incarnava la femminilità per eccellenza. Veniva
rappresentata come gatta o come donna dalla testa di gatta. Proteggeva il faraone e tutta
l’umanità.
Carattere: Sei sempre sulla difensiva, pronta a tirar fuori le unghie. La vigilanza è uno dei tuoi punti
forti, ma troppa prudenza a volte impedisce di prendere delle decisioni chiare. Allora ti metti in
disparte, non osi, e perdi delle opportunità, delle occasioni per avere a che fare con persone e
situazioni nuove edinteressanti. Quest’inquietudine latente frena la tua evoluzione. Tuttavia sai
essere affascinante e magnetico. La tua diplomazia, la tua grazia e il tuo carattere generoso non
lasciano indifferenti ! Capisci al volo i tuoi interlocutori e trovi le parole adatte adeguandoti alla loro
personalità. Hai tatto, intuito. E’ il tuo modo per importi senza calpestare gli altri, con modestia.
Sentimentalmente cerchi un partner in grado di apprezzare la tua sensibilità e di reagire con
delicatezza. Sai amare profondamente e dedicare all’altro tante piccole attenzioni quotidiane.

SEKHMET

dal 29 Luglio al 11 Agosto dal 30 Ottobre al 7 Novembre

Storia: Sekhmet, che significa “potenza” era la divinità della guerra. Provocava le piene e le
carestie e determinava i mali degli uomini. Diffondeva le epidemie, ma poteva anche far
scomparire le malattie. Perciò proteggeva i medici e i maghi e talvolta era assimilata a Bastet per
gli aspetti positivi. Veniva rappresentata come una leonessa o una donna vestita con una tunica e
dalla testa di leonessa.

Carattere: La tua personalità appassionata, intransigente e fiera fa di te una persona forte e


determinata. Il che ti attira delle antipatie. Tanto più che sei poco indulgente nei confronti di chi ti
sta vicino. Sei severo con te stesso, e quindi non accetti neanche gli errori altrui. Sotto una
corazza fatta d’orgoglio, c’è però una persona onesta, sensibile, prudente, che ha bisogno del
sostegno altrui. E i tradimenti ti fanno male. Sei attirato dalle professioni giuridiche che ti
permettono di esercitare il tuo senso dell’osservazione, la tua intelligenza, il tuo rigore. E sai
giudicare in modo obiettivo. Spesso chi ti sta vicino evita di contraddirti, per non provocare in te
una reazione poco tollerante. Sei dotato anche per gli affari. Sei estremamente perfezionista, e
quindi spesso insoddisfatto. Un po’ più di flessibilità e fantasia, un po’ più ti ottimismo ti
permetterebbero di liberarti dalla pressione che ti imponi e che frena i tuoi desideri più profondi.

https://ritualimagici.wordpress.com/2013/11/06/astrologia-egizianai-segni-e-le-loro-caratteristiche/
I Dodici Archetipi: Porte e Caverne Egizie.

Sappiamo che La Terra nella visione moderna non è il centro del sistema.

I nostri preconcetti su questa visione, che ci sono stati imposti da quando siamo nati, sono
talmente grandi e profondi in noi che non ci permettono di vivere la consapevolezza dell’endosfera,
ma essa è dimostrabilmente possibile in termini del tutto scientifici1.

Nella teoria antica i rapporti tra le cose non cambiano rispetto alla concezione attuale, cambiano
solo i punti di vista. Nella teoria dell’endosfera la Terra non è più uno degli infiniti puntini di questo
universo, ma la Terra contiene in se l’universo. E' un concetto difficile da interiorizzare per via dei
numerosi preconcetti riguardo spazio e tempo principalmente, che ci fanno pensare di vivere sopra
una sfera e non dentro una sfera che contiene il tutto.

A parte tutto ciò comunque non proporremo questo difficile cambiamento delle prospettive e
considereremo la visione corrente, o talvolta la concezione tolemaica come si fa in astrologia oggi.
La Terra compie un giro attorno al Sole in 365 giorni circa, questo giro viene raffigurato come un
cerchio, in realtà ha forma di ellissoide. Il punto zero di questo cerchio è dato dall’equinozio di
primavera, momento in cui giorno e notte hanno la stessa durata. E' l’inizio dell’anno. Il giro che la
terra compie attorno al sole viene chiamato Zodiaco, ed è il periodo che cadenza l’anno solare.
Esso si suddivide in dodici parti. La terra, mediante il suo moto di rivoluzione annuale descrive un
ellisse. In ogni punto di questo ellisse la terra riceve dal sole influenze diverse a causa della
distanza, ma soprattutto dell’inclinazione dei raggi.

Questo ellisse, reso graficamente come un cerchio, suddiviso in dodici parti uguali (di 30°
ciascuna) è lo zodiaco con i suoi segni.

Diremo per chi è ancora a digiuno di astrologia che la rotazione della terra (moto giornaliero) e la
sua rivoluzione (moto annuale) non avvengono sullo stesso piano ed è proprio l’inclinazione
dell’asse terrestre rispetto l’asse eclittico a generare le stagioni e così via.

Sul tipo di influenza che la terra riceve in ognuno dei tre mesi delle quattro stagioni bisognerebbe
riflettere leggendo il "Manuale di Astrologia Egizia" (cit. Kemi) che definisce lo zodiaco la
rappresentazione dell’Aura del Sole.
Avremo dunque i nostri dodici settori che chiameremo Segni Zodiacali.

Quest'ellisse viene suddiviso da due assi (come le braccia di una croce), in quattro spazi. Questi
quattro archi sono detti Stagioni. Ogni stagione obbedisce ad una legge naturale di ordine ternario,
cioè, comincia una stagione (segni Cardinali, C), esplode nella sua massima espressione vitale
(segni Fissi, F) e decade nel suo sparire momentaneo (segni mutevoli, Mu).

L’ANNO SOLARE può essere suddiviso in molti modi:

A) In dodici parti alternativamente di due polarità complementari, come la semi-curva superiore e


inferiore di una sinusoide è una volta positiva e una volta negativa nel suo continuo fluire.

M = MASCHILE, nel senso simbolico del braccio verticale della croce come lo Yang è il Bianco nel
Tao.
F = FEMMINILE, nel senso simbolico del braccio orizzontale della croce come lo Yin è il Nero nel
Tao.
Il Binario suggerisce un’inversione polare di magnetismo.
B1) In due parti di sei segni ciascuno. In questo caso lo zodiaco è tagliato dall’asse dei solstizi. Da
Cancro a Capricorno, Luce Crescente (Maschile); da Capricorno a Cancro, Luce Calante
(Femminile).
B2) In due parti di sei segni ciascuno. In questo caso lo zodiaco è tagliato dall’asse degli equinozi.
Da Ariete a Bilancia, più Luce che Buio; da Bilancia a Ariete, più Buio che Luce.
C) In Tre parti di quattro segni consecutivi ciascuna. I Primi quattro segni sarebbero di natura
"Istintiva" (Sale Filosofale), gli altri quattro di natura "Personalizzante" (Mercurio Filosofale), gli
ultimi quattro di natura "Universalizzante" (Solfo Filosofale).
D) In dodici parti che si alternano a tre per quattro volte. Il primo segno della stagione è detto
CARDINALE (C), Tolomeo li chiamava "Tropici". La volontà (Solfo) dell’elemento della stagione
comincia a farsi sentire. Il secondo segno è detto FISSO (Fi), ovvero segno in cui si manifestano al
massimo le potenzialità della stagione. Fisso come il Sale degli Alchimisti, il Principio Formale, che
è pur tuttavia un Fuoco, Tolomeo li chiamava "Solidi". Con il terzo segno, detto DOPPIO o
MUTEVOLE (Mu), la stagione va sfumando, viene accompagnata sotto la soglia di manifestazione
dal mitologico Mercurio Psicopompo, il Principio Vitale, Tolomeo li chiamava "Bicorporei". Tale
interpretazione è del tutto arbitraria poiché nel senso di inizio, mezzo e risultato essi possono
essere attribuiti come
SOLFO INIZIO COMANDO DI CAMBIAMENTO
MERCURIO MEZZO ANIMAZIONE DEL COMANDO
SALE RISULTATO EFFETTO DEL COMANDO

E) In dodici parti che si alternano a quattro per tre volte. Il primo segno appartiene all’elemento
Fuoco, il secondo segno appartiene all’elemento Terra, il terzo segno all’elemento Aria e il quarto
all’elemento Acqua.
Tale sequenza è valutata come la sequenza della creazione.

Il processo spagirico è inverso perché per dare un nuovo corpo appartenente ad un altro stato
(liquido anziché solido) occorre ripercorrere a ritroso e poi di nuovo normalmente il ciclo.
Per esempio la prima operazione è la Putrefazione ACQUA la seconda è la fermentazione (alcool)
ARIA poi la torchiatura TERRA e poi ancora la calcinazione FUOCO. Poi i sali solubili FUOCO
vengono triturati (dinamizzati) con quelli insolubili TERRA per essere ricongiunti all’alcool ARIA
(nel dinamizzatore) e per essere infine ricongiunti al macerato ACQUA.

F) Ogni segno zodiacale è governato da "maestri" che sono presenti tra i sette di cui abbiamo
brevemente parlato prima. Una delle due forze è il maestro vero e proprio e di questo si dice che
trova domicilio in questo o quel segno. Torneremo molte volte su questi concetti per dipanarli
lentamente. Una seconda forza viene comunque considerata affine al segno e di questa si dice
che il pianeta si trova in esaltazione in quel segno.

Si nota che Venere, Luna e Saturno si presentano solo accoppiati con altri Archetipi:

Venere con Luna esaltata in Toro


Venere con Saturno esaltato in Bilancia
Venere con Giove domiciliato in Pesci
Luna con Venere domiciliata in Toro
Luna con Giove esaltato in Cancro
Saturno con Venere domiciliata in Bilancia
Saturno con Marte esaltato in Capricorno
Saturno con Mercurio2 esaltato in Acquario

Gli altri quattro pianeti (Sole, Giove, Marte e Mercurio) hanno un domicilio loro. Si nota anche che
Mercurio non si accoppia con nessun altro Archetipo che Saturno. Nella mitologia Egizia infatti
(come vedremo più avanti) Mercurio di chiama Set Bgw, ovvero stella di Set.

Mercurio, oltre ad unirsi a Saturno nelle dignità dell’Acquario ha ben due domicili propri (che non
spartisce con pianeti in esaltazione:
Gemelli
Vergine, opposto all’esaltazione di Venere (in Pesci).
Marte, oltre ad unirsi a Saturno nelle dignità del Capricorno e a Sole nella dignità dell’Ariete, ha un
domicilio proprio:
Scorpione.
Giove, oltre ad unirsi a Luna nelle dignità del Cancro e a Venere nella dignità dei Pesci, ha un
domicilio proprio:
Sagittario.
Sole, oltre ad unirsi a Marte nelle dignità dell’Ariete ha un domicilio proprio:
Leone.

Diamo ora una breve panoramica dei principali significati dei dodici segni:

PRIMAVERA:

ARIETE

MERIDIANO: Ministro del Cuore.


ORGANI: Bocca, sangue, pericardio.
SCHELETRO: Testa.
"è l’impulso primo, espandente, raggiante". È l’archetipo dell’istintività, che vive il momento
presente e non calcola nulla.
Quando si materializza in un individuo vi si esprimono le sue stesse reazioni istintive e primarie.
Rappresenta lo stato del primo impulso che può essere o non essere seguito.
Nell’astrologia Egizia è il "guardiano dei monti (dei luoghi elevati) ma anche del deserto".
Nel libro delle porte noi troviamo, alla prima porta, "il posto invisibile nelle tenebre per creare le
forme celesti di questo Dio".

TORO

MERIDIANO: Triplice riscaldatore.


ORGANI: Gola, laringe, corde vocali, lingua.
SCHELETRO: Collo.
"è la forza della nuca, l’energia che entra ed esce da quella porta".
Quando si materializza in un individuo rappresenta le sue attitudini al giusto nutrimento su tutti i
piani. Rappresenta la praticità.
Nell’astrologia Egizia è il "creatore dei corpi e corrisponde al processo di formazione del Ka, il Sale
dei Filosofi". Nel libro delle porte noi troviamo, alla seconda porta, "possa la tua anima gioire con il
Dio Terra".
GEMELLI

MERIDIANO: Polmone.
ORGANI: Sistema nervoso, timo e polmoni.
SCHELETRO: Braccia.
"è principale veicolo del Mercurio Celeste" (in altre tradizioni Prana).
Quando si materializza in un individuo rappresenta le sue attitudini a crearsi delle buone basi per il
futuro. Rappresenta la comunicazione in senso quantitativo e qualitativo.
Nell’astrologia Egizia è "l’insufflazione dell’anemos, del soffio; è dare un’esistenza, animare". Nel
libro delle porte noi troviamo, alla terza porta, "(parla Ra) guardatemi o dei! Si levino per me quelli
che sono nei loro sepolcri! Alzatevi, o dei, ho ordinato per voi la vostra esistenza".

ESTATE:

CANCRO

MERIDIANO: Stomaco.
ORGANI: Duodeno, stomaco, cervello e midollo spinale.
SCHELETRO: Prim. quart. della colonna vertebrale (dall’alto).
"la parte superficiale e istintiva dell’Acqua, la più sensibile o l’anima vaga".
Quando si materializza in un individuo di sesso maschile rappresenta l’archetipo del padre, quando
si materializza in un individuo di sesso femminile rappresenta l’archetipo della madre. Rappresenta
l’influenza familiare sulla psiche.
Nell’astrologia Egizia è "la porta attraverso cui si incarnano gli uomini o la via che deve percorrere
l’uomo per incarnarsi e la grande acqua dell’inconscio collettivo". Nel libro delle porte noi troviamo,
alla quarta porta, "(parla Horo) per voi è stata creata Sekmet, che protegga le vostre anime!".
Sekmet è la divinità della medicina; un certo tipo di medici in Egitto si chiamavano appunto
"Sacerdoti di Sekmet".

LEONE

MERIDIANO: Cuore.
ORGANI: Arterie e cuore.
SCHELETRO: Secondo quarto della colonna vert. (dall’alto).
"è il cuore aggregativo dei costituenti di un Individuo di Natura".
Quando si materializza in un individuo rappresenta le creazioni e le procreazioni. Rappresenta
anche la capacità di amare.
Nell’astrologia Egizia è "la porta maestra dell’elevazione". Nel libro delle porte noi troviamo, alla
quinta porta nel Registro di mezzo, "Essi portano i misteri di questo Grande Dio che gli abitanti del
mondo di là non vedono. I morti lo vedono ardere nel Palazzo dell’Obelisco, nel posto ove vi è il
corpo di questo Dio".
VERGINE

MERIDIANO: Intestino Tenue.


ORGANI: Peritoneo e intestino.
SCHELETRO: Terzo quarto della colonna vertebrale.
"è il rinnovamento periodico dei costituenti di un Individuo di Natura".
Quando si materializza in un individuo rappresenta la logica, la precisione. Rappresenta anche la
dipendenza / indipendenza.
Nell’astrologia Egizia è "la resurrezione di Osiride che simbolizza, nell’esistenza naturale, la
rianimazione della terra e del seme che vi è stato immesso, e nella vita soprannaturale è la
riunione dell’anima al Corpo Osiriaco, indistruttibile perché purificato". Nel libro delle porte noi
troviamo, alla sesta porta "Prendete le vostre roncole e raccogliete il grano!". Ancora oggi la spiga
è simbolo del segno della Vergine.

AUTUNNO:

BILANCIA

MERIDIANO: Reni.
ORGANI: Controllo idro-salino, reni, surrenali, tuboli.
SCHELETRO: Colonna vertebr., parte bassa, sopra il coccige.
"è la capacità di un Individuo di Natura di essere influenzato e di influenzare".
Quando si materializza in un individuo rappresenta la ricerca di un equilibrio tra il piano
sentimentale e quello razionale. Rappresenta anche i passaggi di stato e i contatti sociali.
Nell’astrologia Egizia è "colei che unisce le due sponde". Nel libro delle porte noi troviamo, alla
settima porta "Salute consiglio dei giudici, che giudicate il morto, che proteggete le anime. La
Verità è vostra, o dei!".

SCORPIONE

MERIDIANO: Vescica.
ORGANI: Organi femminili, ano, intestino cieco.
SCHELETRO: Coccige.
"è l’istinto di riproduzione di un Individuo di Natura".
Quando si materializza in un individuo rappresenta l’aggressività e l’autoaggressività. Rappresenta
anche l’attitudine alla ribellione e trasformazione.
Nell’astrologia Egizia è "la porta dei sommersi, dei galleggianti, dei nuotatori, di quelli che
strisciano. Essere sommerso o trovarsi nelle acque significa essere preda degli impulsi profondi e
lasciarsi pilotare da essi o nuotare in una direzione". Nel libro delle porte noi troviamo, alla ottava
porta "Che escano le vostre teste o annegati! Che le vostre braccia possano muoversi!".
SAGITTARIO

MERIDIANO: Fegato.
ORGANI: Ipotalamo, Fegato, Organi maschili, Bulbo.
SCHELETRO: Femore.
"è il senso di religiosità".
Quando si materializza in un individuo rappresenta gli alti ideali. Rappresenta anche la giovialità e
gli alti studi.
Nell’astrologia Egizia è "la porta della magia ovvero della conoscenza dei Principi superiori e del
loro sapiente uso che se ne può fare in terra, tramite l’applicazione di quelle sapienti tecniche". Nel
libro delle porte noi troviamo, alla nona porta "Questi dei sono quelli che usano la magia per Ra,
Horo dell’orizzonte dell’Ovest".

INVERNO:

CAPRICORNO

MERIDIANO: Vescica Biliare.


ORGANI: Cistifellea, Milza, Corpo calloso e Cervelletto.
SCHELETRO: Rotula.
"è la conoscenza di sé".
Quando si materializza in un individuo rappresenta la fiducia in sé stessi. Rappresenta anche
l’interiorizzazione e la possessività.
Nell’astrologia Egizia è "la porta è pervasa da un rigore che rende pesanti i legami della
discendenza "dell’impotente", come dice l’iscrizione sopra i ribelli incatenati, alla cui custodia
l’elemento Terra porta tutta la sua pesantezza, mettendo in risalto il nome del primo guardiano
della porta stessa: l’Esecutore". Nel libro delle porte noi troviamo, alla decima porta "Prendete il
capo della corda Nefer, siate contente mentre trainate i miei seguaci verso le altezze del cielo".

ACQUARIO

MERIDIANO: Milza/pancreas.
ORGANI: Vene, sistema linfatico, pancreas, muscoli della gamba.
SCHELETRO: Tibia.
"è l’apertura al nuovo e al diverso".
Quando si materializza in un individuo rappresenta speranze e progetti. Rappresenta anche le
relazioni amicali.
Nell’astrologia Egizia è "la porta di Colui Che Taglia. Rappresenta le forze magnetiche che
vengono elaborate e poi inviate a terra". Nel libro delle porte noi troviamo, alla undicesima porta
"tengono il corpo al loro posto, ma con l’anima seguono Dio".
PESCI

MERIDIANO: Intestino Crasso (Colon).


ORGANI: Mammelle, Simpatico e Parasimpatico.
SCHELETRO: Caviglie e piedi.
"è il misticismo e le sofferenze spirituali".
Nell’astrologia Egizia è "la porta mistica per eccellenza".
Quando si materializza in un individuo rappresenta il suo mondo non condiviso, confuso, caotico e
incoerente.
Nel libro delle porte noi troviamo, alla dodicesima porta "la ben nota figurazione della Barca Solare
innalzata dalle braccia di Nut, l’Abisso, le cui braccia escono dall’Acqua".

Le dodici potenzialità hanno un legame con queste sette forme energetiche. Ed è un legame che è
definito nella nostra tradizione alchemica e dall’astrologia.
Noi sappiamo per via cinese, soprattutto, ma anche delle Upanishad, che ogni centro ha una
connessione con dei "canali", che il cinese definisce "meridiani" e che l’egizio definisce Mo.

Si consiglia la lettura dei capitoli III, IV, V, VI, VII, VIII del manuale di astrologia egizia del dott.
Angelini, Kemi, Milano.

Note

1 Chi volesse approfondire questo argomento può studiare la concezione endosferica sul libro "La
suprema armonia dell’universo" di Amico-Roxas Kemi - Milano.

2 Si noterà che nell’astrologia classica non è così. Del resto qui si propone la visione alchemica
desunta dai testi classici e archeologici dal dottor Angelo Angelini.

http://www.similiaspagiriaomeopatia.it/scuola/lezione1/l1file/l1_4f.htm
Dei quattro elementi in Egitto troviamo le seguenti raffigurazioni:
Ai quattro elementi vengono anche associate le quattro componenti essenziali del respiro. Nella
nostra tradizione alchemica le indicazioni sulle forme di respirazione e sulle posture è andata
affievolendosi sempre più mentre è rimasta ben viva in oriente specie per opera della tradizione
Yoga. Si può osservare dalle rappresentazioni pittografiche egizie che le posture e i "passi
magnetici" erano tenuti in grande considerazione. Quanto al respiro è necessario un
approfondimento e una pratica che non può non tener conto delle considerazioni che seguono.

Gli Egizi distinguevano quattro forme di respiro:

Ovvero: "Ra il fuoco che dona il respiro a te, con un magnetismo bianco" (traduzione dottor
Angelini).
Riguardo gli elementi vengono date altre due sequenze. Una è:

TERRA
ACQUA
ARIA
FUOCO

TERRA
ACQUA
FUOCO
ARIA

Una si basa sulla velocità del movimento molecolare (le particelle del fuoco hanno movimenti più
veloci di quelle dell’aria).

L’altra su un fatto di peso molecolare (le particelle dell’aria pesano meno del fuoco).

Gli unici due che cambiano sono l’Aria e il Fuoco.

Se ne ricava quindi che l’Aria è più leggera del Fuoco, ma il Fuoco è più dinamico dell’Aria.

Se consideriamo il movimento (la rapidità del movimento) avremo la sequenza con il Fuoco come
ultimo.

Se invece consideriamo il peso molecolare avremo l’Aria come elemento più sottile.

Per quanto riguarda le indicazioni sulle quattro prove alchemiche di purificazione dell’individuo,
consigliamo a tutti la lettura di "La luce di Kemi", Kemi, Milano.
La stratificazione più materiale (elemento Terra) che noi conosciamo è quella biochimica. Cioè nel
rimedio la parte più materiale che agisce è quella che ha un’interazione biochimica con
l’organismo. Quindi porta una modificazione nella struttura organica, fisica, del corpo. E questo è
l’elemento più pesante del rimedio, quello materiale.

Poi abbiamo un elemento che si pone come intermedio, che è il magnetismo. L’acqua nel senso
più vasto del termine. Il magnetismo sfugge ai sensi ordinari perché non è più appartenente
all’elemento Terra. Ma sfugge solo ai sensi ordinari della coscienza che è centrata sulla Terra.
Perché nel momento in cui la coscienza si dovesse espandere e dovesse raggiungere lo stato
elettromagnetico del proprio essere, allora, in quel momento, non sarebbe più un "segreto" per
l’individuo il proprio magnetismo. Conoscerebbe la sua "Magnesia" e sarebbe in grado di
riconoscere anche quella degli altri. Non essendo maestri di quel livello possiamo comunque
riconoscere una forza interna che chiamiamo "stato d'animo". Corrisponde ai nostri sentimenti che
si esprimono attraverso le nostre emozioni che hanno uno stretto legame con i cinque sensi e con
il nostro stato mentale.

Dopodiché abbiamo altri tre livelli; l’aria, il Fuoco e la quintessenza. Questi altri tre livelli, vanno a
lavorare su strati sempre più sottili.

E oltre l’effetto elettromagnetico, nel rimedio ci sono altri tre effetti, che a livello scientifico noi oggi
non siamo in grado di mettere sul tavolo.

Comunque di fatto abbiamo un altro aspetto più sottile, l’aria, il mondo del mentale.
E che è una forma energetica più sottile del magnetismo emotivo. Più dinamica. Si pensa che
siano i principi della pianta trasformati in alcool, o sublimati e distillati con le metodiche spagiriche
(che vedremo) a interagire con il piano mentale.

Poi andiamo ancora in un altro strato che è il Fuoco.

Questa azione ha qualcosa a che fare con l’oligoterapia nella sua parte grossolana (terra). Si deve
però considerare, oltre ai molti elementi chimici minerali e metallici presenti sotto forma di sali
biodisponibili, il considerevole numero di elementi che non raggiungono la ponderabilità e che
sono presenti quindi con funzione non fisica. Il fuoco di una figura geometrica è il centro della
figura. Nell’uomo il fuoco rappresenta la capacità di focalizzare, la coscienza e la volontà.

Mentre si ritiene analogo il Solfo al Fuoco e il Sale alla Terra, al principio Mercuriale (principio di
animazione) è analoga l’Anima nella sua duplice struttura. La tradizione attribuisce all’elemento
Aria gli attributi di caldo e umido, all’elemento l’acqua i cui attributi sono freddo e umido.

Il Mercurio dei Filosofi ha dunque la caratteristica di essere Umido.

L’Umido è la Vita stessa e il Mercurio la rappresenta.

Inoltre l’Umido corrisponde all’adattabilità o eteronomia.

Stiamo lavorando sul piano dell’Umidità. Cosa è l’umidità?

Caldo (nell’aria) e freddo (nell’acqua) corrispondono a egocentrico (verso l’interno) e eterocentrico


(verso l’esterno).
Stiamo trattando dunque dell’adattabilità dell’Anima sia verso l’esterno che verso l’interno. La sua
capacità di adattarsi alle situazioni. E su questo lavoriamo con l’Aria che rappresenta il piano
mentale e sull’Acqua che rappresenta il piano che noi chiamiamo Emozionale.

L’Aria interagisce nei confronti dell’adattabilità verso l’esterno. Rende l’Anima adattiva nei confronti
dell’ambiente esterno. (pensiero ed emozioni) L’acqua va a lavorare sull’adattabilità verso l’interno.
E quindi sul sentimento1.

Ora queste due forze (aria e acqua) nella tintura spagirica sono presenti in dosi ponderali. Tutte e
due. Vanno a lavorare a livello piuttosto massiccio nel corpo e vanno a dare tutto il loro apporto al
livello fisico.

Con l’oleolita solo il principio acqua è presente in dose ponderale. Il principio aria è presente in
dosaggio omeopatico.

Nella quintessenza spagirica invece sono le essenze e l’alcool ad avere presenza ponderale. La
linfa non è presente e nemmeno i tannini e i principi amari in genere e quindi l’elemento acqua
sembra non esserci. Vedremo come in realtà la Quintessenza spagirica viene preparata secondo i
tre principi e non secondo i quattro elementi.

Una cosa che è uguale per tutti è che scartiamo l’elemento terra, cioè i sali insolubili. E assumiamo
i sali solubili che sono il fuoco, il principio di corporizzazione.

I quattro Vasi Canopi:

Gli Egizi avevano assegnato una particolare importanza a quattro organi del corpo umano:
polmoni, stomaco, fegato e intestini.

Essi rappresentano i quattro elementi nel loro aspetto più manifesto e materiale.
Questi quattro organi li ritroviamo contenuti, mummificati, all’interno di quattro vasi rappresentanti i
Quattro Figli di Horo, posti in un cofanetto nelle tombe egizie.

Ai lati di questo cofanetto vi erano le quattro principali Dee Egizie, ognuna delle quali aveva sotto
la sua protezione un figlio di Horo.

Immagine della Dea Nefti, protettrice di Hapi, simbolo della terra che è in analogia con i polmoni.
Le concordanze fra le quattro Dee, i Figli di Horo, gli organi del corpo e gli elementi erano le
seguenti:

Elemento Dea protettrice Figlio di Horo Coperture dei vasi Organo del corpo
Terra Nefti Hapi Testa di babbuino Polmoni
Acqua Neit Duamutef Testa di sciacallo Stomaco
Aria Iside Imesty Antropomorfo Fegato
Fuoco Serket Keb-sonuf Testa di falco Intestini

il sangue quindi è l’elemento capace di imprigionare l’aria e metamorfizzarla in vita. Ecco che il
sangue viene ad assumere il significato di "anima sensitiva": senza il sangue l’aria non potrebbe
essere utilizzata dal nostro corpo, cioè l’anemos generale non si potrebbe individualizzare in
animus.
Il simbolo dell’unione compare anche nella illustrazione in cui viene raffigurata l’alleanza delle due
terre, il Nord, simboleggiato dalla corona rossa e dalla pianta di papiro ed il Sud, simboleggiato
dalla corona bianca e dal fiore di loto.

Le due frecce incrociate verso il basso indicano che il processo va verso la cristallizzazione
(materiazione) ed i due strali (frecce) si incrociano nel punto mediale e quindi nel punto di massimo
equilibrio.
Di questa parola il Gentili dice: "Così viene ribadito il congiungimento magico più profondo con il
corpo fisico, facendo scendere la coscienza fino ad amalgamarsi col sistema sanguigno, il cuore,
ed ottenere il fluidico Mercurio Filosofico ... Questa è l’acqua ardente e sulfurea del Keb, che nutre
il concepito seme solare divino al centro del centro".

costante azione di separazione dello spesso dal sottile. Nel ventre dell’animale è contenuto
l’intestino; la mammella indica un vaglio del sangue per ottenere il nutrimento per una nuova vita;
la coda dell’animale, orientabile come un’antenna, capta selezionando le energie magnetiche
cosmiche (se rivolta in su), telluriche (se rivolta in giù) oppure può chiudere alle influenze esterne
(quando è tra le gambe, come il nostro detto popolare chiarisce: "avere la coda tra le gambe").
Polmone, stomaco, fegato ed intestino sono i quattro organi che presiedono alla trasformazione
delle sostanze che noi assumiamo dall’esterno, da un lato l’aria che respiriamo dall’altro gli
alimenti, cibo e bevande, che ingeriamo, l’una e gli altri portatori di una forza sottile di cui i nostri
organi si appropriano per sublimarla.

Va posta attenzione al fatto che le quattro divinità protettrici dei figli di Horo siano femminili: i
relativi organi subiscono passivamente l’azione di un principio esterno al corpo che invece risulta
essere attivo.

Si noterà anche che fisiologicamente il funzionamento di tutti i quattro organi è indipendente dalla
nostra volontà in quanto ricade sotto il controllo del sistema nervoso autonomo o neurovegetativo,
con l’eccezione del polmone che, invece, è pure governato dal sistema nervoso volontario.
I polmoni sono l’unico dei quattro organi che ha un diretto contatto coll’esterno: gli altri ricevono ciò
che è stato parzialmente elaborato; già lo stomaco infatti riceve il bolo alimentare preformato
nell’apparato buccale.

La correlazione elemento-organo è anche dimostrata dalle affezioni che colpiscono ciascuno di


essi.
I polmoni, connessi alla Terra, sono colpiti principalmente da patologie di origine esterna, come
possono essere eventi metereologici, l’intrusione di polveri o altre sostanze estranee, l’inalazione
di fumi ecc..

Lo stomaco, correlato coll’elemento Acqua, e quindi riflettente il nostro stato psichico-emozionale,


è colpito da malattie che discendono prevalentemente dal campo Astrale, quindi dal nostro
inconscio emotivo.

Il fegato, legato all’Aria, è colpito da malattie che derivano dal campo Mentale e originano da
un’ideazione contorta, fumosa, conflittuale, spuria e povera di buon senso come quella di colui che
non ha coraggio di essere quello che è.

L’intestino, analogo all’elemento Fuoco, è colpito da problemi inerenti lo stato più profondo della
persona, come la incapacità di assimilare, di trasformare e di sublimare gli eventi della vita: rivolta,
apatia, eccessiva focosità o, persino, impedimenti mistici possono ripercuotersi sulla funzione di
questo organo.

I quattro organi, quindi, riassumono l’iter alchimico della quadruplicità, vale a dire il processo
trasmutatorio della sostanza che si articola nelle quattro tappe del cammino dell’Arte, così come
afferma A.Gentili: “….calcinazione, l’azione comburente dell’ossigeno nelle nostre cellule;
putrefazione, i processi digestivi primi; fermentazione, preparazione del composto per essere
trasmutato; sublimazione, il processo di distillazione alchimica dell’intestino….”.

Quindi l’intestino, organo del Fuoco, è l’elemento trasmutatorio per eccellenza, l’artefice di una
sublimazione e di una distillazione che porta il "denso" verso un piano più sottile.

Il funzionamento di questi quattro organi è in uno stato di interdipendenza ma, mentre in Natura si
segue l’ordine della densità degli elementi (Terra più densa di Acqua, Acqua più densa di Fuoco,
Fuoco più denso di Aria), l’Arte segue l’ordine della dinamicità degli stessi (Terra meno dinamica di
Acqua, Acqua meno dinamica di Aria, Aria meno dinamica di Fuoco).

Il cofanetto contenente gli organi mummificati, portava anche altri due simboli, quello del Djed,
simbolo di Osiride o "colonna della stabilità" e quello del Tyet, geroglifico di Iside: sono i due
elementi chiave dell’Opera (Maschile e Femminile).
Note

1 Domanda: Cosa è il sentimento?

Per esempio io potrei avere sentimenti patriottici. Fino a quando non scoppia una guerra voi non
saprete se io ho o non ho sentimenti patriottici, e forse neanche io lo posso sapere. Solo nel
momento in cui scoppierà una guerra io proverò un’emozione che mi informerà del fatto che io ho
(nutrito o coltivato) sentimenti patriottici. Essi sono dentro di me e fortificati da me. Ecco che la mia
emozione sarà qualche cosa di interno che mi spingerà ad un’azione, un esigenza interna che mi
informerà del mio sentimento (dello stato della mia anima) e mi spingerà ad un’azione che
dimostrerà tangibilmente e che io ho sempre avuto questi sentimenti patriottici. Ma fino
all’insorgenza dell’emozione io non conoscerò i miei sentimenti. Perché l’emozione è il mio
strumento di conoscenza dei miei sentimenti. Ecco che l’esperienza è la chiave fondamentale per
la conoscenza di sé e per il raggiungimento di ciò che è simbolizzato nel titolo onorifico egizio
"colui che è al di sopra alle proprie acque" o "colui che conosce le proprie acque".

2 Il chiavistello del sangue, inoltre, ha altre due funzioni: la prima è quella della coagulazione, la
seconda è quella di impedire l’assalto dei patogeni esterni.

http://www.similiaspagiriaomeopatia.it/scuola/lezione1/l1file/l1_4d.htm
https://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=4&cad=rja&uact=8&ved=2ahUK
EwjFpc2dnLriAhVhMewKHZRSAYoQFjADegQIAxAC&url=https%3A%2F%2Fwww.ereticamente.n
et%2Fread-offline%2F21944%2Fla-costituzione-energetica-delluomo-nella-medicina-egizia-
viviana-donato.pdf&usg=AOvVaw0dKC2qzgZxsSBY1NLICvKV

https://www.ereticamente.net/2017/03/la-costituzione-energetica-delluomo-nella-medicina-egizia-
viviana-donato.html

La costituzione energetica dell’uomo nella medicina egizia –


Viviana Donato

Nel papiro di Ebers è presente il cosiddetto “Trattato dei Vasi”, uno scritto che, a differenza di ciò
che sostiene la moderna egittologia, traducendo “vasi” per vene ed arterie che partono dal cuore,
descrive il percorso energetico dei meridiani, quei “sottili” canali in cui scorre l’energia che ci
sostiene. Nel suddetto papiro, infatti, leggiamo: “Quanto all’uomo, vi sono in lui dodici Mo verso il
suo cuore.” (Ebers, 102-1) E questi, in stretto rapporto con il cuore, non sono altro che i dodici
meridiani principali, chiamati dagli Indù “Nadis”. La “Chandogya Upanishad” (ottava lettura, sruta 1
e 2), ci dice in proposito: “Le vene sottili (nadi) che escono dal cuore consistono in una sostanza
sottile…” E più in là: ”Come una via maestra tra due villaggi va dall’uno all’altro, ugualmente i raggi
del Sole vanno ai due mondi, quelli di qui in basso e quelli di là in alto. Dal Sole che è là, in alto
questi raggi fluiscono in queste vene, in esse insinuandosi, da queste vene essi fluiscono,
insinuandosi nel Sole.” Inoltre, nel papiro di Berlino 163b vi è, analogamente a quanto asserito
dalla medicina tradizionale cinese, la descrizione dei 22 Mo che percorrono il capo e che “portano
Aria al suo cuore ed Aria a tutte le parti del corpo”.

In egizio, il termine “vaso” è composto dai geroglifici e si legge MO. In questa


parola, troviamo il fallo, che indica un canale energetico attraverso cui scorre l’energia generativa;
una spirale, simbolo delle energie cosmiche che si individualizzano; ed infine il simbolo del
percorso del Sole, inerente alla manifestazione tangibile. Riassumendo, i Mo venivano definiti
come dei canali in cui si immette l’energia cosmica per creare un individualità, per creare la Vita.
Sempre nel papiro di Ebers, leggiamo: “Inizio del segreto del medico. Conoscenza della marcia del
cuore. Conoscenza del cuore. Vi sono dei Mo in lui per tutte le membra. In qualsiasi posto ogni
medico, ogni sacerdote di Sekmet, ogni mago, mette le sue dita sulla nuca, sulle mani, sul posto
dell’Ib, sulle due braccia, sui due piedi, egli trova il cuore, poiché i suoi Mo sono in tutte le membra,
cioè egli parla di Mo di tutte le membra.” (Ebers, 99,1-5)

Per quanto riguarda il cuore, vi erano due termini per definirlo. Il primo è Ib bilittero formato

dalla piuma (I), lo strumento per scrivere, attraverso cui si mette per terra il proprio contenuto
mentale e dalla gamba (B). Così possiamo dare all’Ib il significato di forze provenienti dall’alto che
discendono e si mettono in cammino. Quindi Ib indica il cuore che “versa in terra“ ciò che proviene
dai piani superiori, assumendo così un significato metafisico, spirituale, quale ricettacolo
dell’atman. Il secondo termine è Haty composto dall’avantreno del leone, e dal
percorso del Sole. Viene tradotto come “colui che è avanti e che individualizza”, e, rispetto ad Ib,
indica propriamente il cuore fisico ma anche le sue funzioni energetiche, quale ricettacolo del
prana.

Dalla Medicina Tradizionale Cinese, sappiamo che vi sono tre energie principali che sorreggono il
nostro corpo: l’ energia Yong, suddivisa in Yin e Yang, positivo e negativo, che circola in profondità
negli organi per poi riaffiorare a livello dei meridiani sulla pelle; l’Energia Ancestrale, che regola e
sostiene l’energia Yong, e di cui ce ne viene fornita una determinata quantità al momento della
nascita; ed infine l’energia Oè che è tendineo – muscolare, e che riguarda anche la respirazione.

In Egitto ritroviamo gli stessi concetti, pur espressi in modo differente. Riguardo l’Energia

Ancestrale, veniva indicata dal geroglifico (NU) il simbolo delle Acque,


dell’energia, accompagnato dai tre vasi e dal simbolo del Cielo, ovvero l’energia che prende forma,
che si fissa dei limiti ben precisi, indicati dai tre vasi.
Questa Energia Ancestrale entra nel corpo attraverso la linea dei reni, si dirige verso l’ano e qui si
divide in due rami: il Vaso Governatore (Tu Mo), che regola il potenziale positivo, percorre l’asse
mediano posteriore del corpo, gira intorno al capo e termina all’interno del labbro superiore; ed il
vaso Concezione (Jenn Mo), che invece regola il potenziale negativo, percorre l’asse mediano
ventrale e termina all’interno del labbro inferiore. Secondo la Medicina Egizia, questi due Mo
possono propagare la malattia attraverso tutto il corpo, per questo motivo gli Egizi agirono a livello
terapeutico preferenzialmente proprio sul punto di biforcazione di queste due energie a livello
dell’ano, mediante l’uso di particolari preparazioni tipo “supposte”, lavaggi o clisteri contenenti i
medicamenti appropriati, come si può leggere nelle molte ricette del papiro di Chester-Beatty, in
modo che attraverso il Tu Mo ed il Jenn Mo raggiungessero l’organo ammalato.
Accanto a queste pratiche, figurava anche la cosiddetta “digitopressione” sui meridiani, di cui
erano esperti i sacerdoti di Sekmet, la Dea a testa di leone (il leone, analogo al cuore, il luogo di
“nascita” dei Mo).

Un’altra tecnica in uso presso gli egizi, era quella definita “moksa” dai cinesi, che consisteva nel
porre delle tavolette d’argilla o di lievito di birra riscaldate, o anche dei coni o piastrine di erbe,
lungo determinati punti dei meridiani, al fine di stimolarne l’energia, per risolvere una data malattia.

Per quanto riguarda l’energia Oè, che nasce dal meridiano dei polmoni, possiamo rintracciare
questo concetto nella figura della dea Neith, colei che presiede alla trama e all’ordito, intrecciando
le due polarità, Yin e Yang, per creare un “tessuto”: “Quindi il corpo nella sua totalità è assimilato
ad un tessuto e questa Funzione del tessere rende corporale e fissa lo Spirito in noi per mezzo
della respirazione, e tramite essa, si può compiere la tessitura di ciò che anima (Aria) con ciò che è
animato (Sangue)” (Angelini A., rivista Kemi Hathor, 1988)
La nostra Tradizione occidentale, che come sappiamo deriva da quella egizia, assimila i dodici Mo
principali ai dodici segni dello Zodiaco. Lo Zodiaco, nell’Antico Egitto, è chiaramente illustrato nel
famoso “Libro delle Porte”, scolpito in numerosi monumenti, ma di cui esistono solo quattro
versioni complete: nel sarcofago di Seti I, nella tomba di Ramses VI, nel corridoio dell’Osireion di
Abido e nella tomba di Pedemenotep. E’ perciò possibile fare un parallelo tra queste “Porte” e le
caratteristiche dei rispettivi meridiani. Ogni Porta possiede un nome e due Guardiani, che ne
riassumono le caratteristiche. Vediamo, in breve, queste corrispondenze.

Prima Porta: questa prima sezione corrisponde al segno dell’Ariete, dove troviamo il domicilio
diurno di Marte e l’esaltazione del Sole. La Porta inizia con la dicitura “il Guardiano dei monti”, e vi
è la raffigurazione di Amon-Ra sulla Barca Solare. Amon-Ra, il dio a testa d’ariete, rappresenta Dio
che entra in azione, tramite un movimento, una vibrazione, il Verbo. Il Mo relativo è il Maestro del
cuore, il Pericardio. La frase iniziale “il Guardiano dei monti, dei luoghi elevati”, richiama la
funzione del suddetto Mo di “Ministro (Marte) deputato alla difesa dell’Imperatore (Sole)”, come lo
definiscono i cinesi, dato che le energie perverse che possono turbare il cuore vengono deviate
verso il suo ministro, il pericardio.

Seconda Porta: il nome della Porta è “Quella con fiamme violente”, richiamando così alla mente il
Mo del Triplice Riscaldatore, il “San Jiao” dei cinesi, nel cui ideogramma si trova il radicale del
fuoco ed un uccello senza la coda, sottoposto all’azione delle fiamme. Il Mo è analogo al segno del
Toro. Il Triplice Riscaldatore, mediante questo “calore” coordina tutte le attività dell’organismo,
presiede alla circolazione energetica del Qi, assicura la circolazione dei liquidi (Venere e Luna si
trovano rispettivamente in domicilio e in esaltazione nel segno e sono legate all’elemento Acqua) e
la loro eliminazione (attraverso il segno di fronte, lo Scorpione/Vescica), rinforza e protegge
l’organizzazione del sistema nutritivo.
Terza Porta: è una porta di movimento, infatti i suoi due Guardiani si chiamano “Terremoto” e
“Scuotimento di terra”, in accordo con le caratteristiche di instabilità e, appunto, di movimento del
Neter che regge il relativo segno, i Gemelli, domicilio di Mercurio. In questa Porta Ra dice:
“Guardatemi o dei! Si levino per me quelli che sono nei loro sepolcri! Alzatevi, o dei, io ho ordinato
per voi la vostra esistenza.” Il dottor Angelini, nel suo “Manuale di Astrologia Egizia”, a proposito di
ciò, afferma: ”Si preannuncia, in questo passo, l’animazione dell’individuo per mezzo
dell’insufflazione dell’”Anemos”, del “Soffio”.” (Angelini A., 1992, p 68) Ed infatti, Gemelli regge i
Polmoni.I cinesi chiamano il rispettivo Mo “Maestro dei Soffi”, poiché regola la propagazione dei
soffi Yin e Yang attraverso l’organismo, fino alla pelle ed ai peli.

Quarta Porta: vi compare Horus, che di fronte a quattro gruppi di uomini, simbolizzanti le quattro
razze umane, dice “Grande Acqua!”, e più in avanti: “Per voi sono le lacrime del mio Occhio
glorioso (di Ra) nel vostro nome di uomini!”. Secondo la credenza egizia, l’umanità, nasce proprio
dalle lacrime di Ra, e con il nome di “Hamamit” rappresenta l’Anima collettiva della stessa. Tutto
questo richiama il segno relativo, il Cancro, domicilio della Luna ed esaltazione di Giove. Il segno è
preposto allo Stomaco e al duodeno. I cinesi chiamano lo stomaco “il mare dei cinque Zàng e dei
sei Fu (organi interni), il mare dei liquidi e dei cereali, il mare dei soffi”, richiamando l’aspetto del
Cancro di “Acque Madri”, inoltre è il fondamentale produttore e fornitore d’energia.

Quinta Porta: il suo nome è “Maestro dell’ Elevazione”, richiamando le funzioni spirituali del
Cuore/Ib che abbiamo già visto. I suoi due guardiani si chiamano “Vero Cuore” e “Cuore
Misterioso”, infatti questa Porta è il segno del Leone, domicilio del Sole, preposto al Cuore. Il
relativo Mo, per i cinesi è “l’imperatore nascosto al centro del suo palazzo” che governa al fine di
mantenere l’equilibrio tra le varie funzioni dell’organismo, colui che alloggia gli spiriti Shen,
provenienti dal Cielo, governa il sangue ed i vasi sanguigni, la traspirazione, controlla la parola e la
sua apertura si trova sulla lingua. Gli egizi, a tal proposito affermavano che “la lingua ripete ciò che
il cuore ha pensato”; il saggio Amenenope, autore di uno dei cosiddetti “libri sapienziali”, un papiro
risalente probabilmente al 1320 a.C., in uno dei suoi proverbi afferma: “Porgi le orecchie e ascolta
quanto si dice; applica il tuo cuore, al fine di comprendere! (…) Non separare il cuore dalla
lingua.” (Kaster J., La saggezza dell’antico Egitto, 1998, Newton&Compton, Roma- p. 147).

Sesta Porta: in questa Porta troviamo Osiride che, dinnanzi a degli uomini chini sui primi germogli
che spuntano dalla terra, dice: “Essi lavorano sul grano, abbracciano il grano divino” E’ il
segno della Vergine, preposto all’Intestino Tenue, il cui corrispondente Mo è per i cinesi la via
verso cui sono indirizzate le materie nutritive provenienti dal “granaio” dello stomaco. L’intestino
tenue rielabora il nutrimento, separando “il puro dall’impuro”.

Settima Porta: il suo nome è “La Brillante”, con i suoi due Guardiani, “Colui che ha bisogno” e “Il
cieco”, indicando con quest’ultima parola come nel segno della Bilancia, domicilio di Venere ed
esaltazione di Saturno, il Sole comincia ad andare in declinazione nord ed il periodo di insolazione
diminuisce. La Bilancia regge i Reni, ed in questa Porta vi sono delle dee che portano un serpente,
con sotto la dicitura: “Esse portano il duplice serpente…”, richiamando il “duplice magnetismo”, la
doppia natura, di Acqua e di Fuoco, che i cinesi attribuiscono ai reni. Questi, governando ciò che
sta in profondità, sostengono ogni aspetto della vita in modo fermo e duraturo, tesaurizzano i soffi
e tutto ciò che serve al mantenimento ed alla strutturazione della vita.
Ottava Porta: il suo nome è “Ardore”, infatti è il segno dello Scorpione, domicilio notturno di Marte,
legato ad una profonda intuitività ma anche ad una sentimentalità inconscia. In questa Porta, Ra
dice a coloro che riescono a padroneggiare questa loro sentimentalità inconscia: “O voi che
nuotate, vi sia respiro per le vostre narici. Voi che avete il dominio sulle vostre acque, siate
contenti della vostra freschezza, voi vi muovete verso le acque primeve. Il vostro movimento è
lungo il fiume, le vostre anime sono sopra la terra. Essi sono contenti di respirare e non
periranno.” Questo, come il nome del Guardiano di tale Porta, “L’inondazione”, ci rimanda al
relativo Mo, Vescica, che trasforma, rielabora, ed infine elimina i liquidi corporei e, come affermano
i cinesi, mantiene costante la relazione fra la “terraferma e i corsi d’acqua”, evitando la “comparsa
di secchezza” o il “verificarsi di inondazioni”.

Nona Porta: è il segno del Sagittario, domicilio di Giove, che regge il Fegato. La Porta si chiama
“Grande di onore”, ed il suo Guardiano “Colui che supporta la terra”, ci rimanda al corrispondente
Mo che, secondo la Medicina Tradizionale Cinese, ha l’ideogramma di uno scudo conficcato nella
terra, pronto a difendere e a proteggere, come il compito che il relativo organo svolge nel nostro
corpo.

Decima Porta: il suo nome è “La Sacra”, e vi è raffigurata la faccia di Ra sulla Barca Solare. La
faccia si traduce per “sopra, colui che è sopra”, infatti questa Porta è il segno del Capricorno,
domicilio di Saturno ed esaltazione di Marte, che occupa la parte più alta dello Zodiaco. Il relativo
Mo è Vescica Biliare, che è annoverata, oltre che fra i dodici meridiani principali, anche fra gli otto
detti “straordinari” o “curiosi”. Il nome del guardiano di questa Porta è “L’Esecutore”, e sappiamo
che il Mo di Vescica Biliare, secondo la Medicina Tradizionale Cinese, è quello che influenza il
comportamento degli altri organi e visceri, poiché essi lo “consultano” per la sua capacità di
emettere giudizi corretti ed equi, e quindi, in un certo senso, gli spetta “l’ultima parola”. Tra l’altro
questo Mo regge la capacità di prendere decisioni, inoltre controlla i muscoli ed accumula e
secerne la bile.

Undicesima Porta: è la Porta delle influenze cosmiche, il segno dell’Acquario, retto da Saturno e
Mercurio. Vi troviamo rappresentate 8 dee con una stella sul capo, sedute sulle spire di serpenti
arrotolati, indicando delle forze magnetiche che dopo esser state elaborate, vengono inviate in
terra, come il rispettivo Mo, Milza/Pancreas, che ha il compito di lavorare le essenze, elaborarle,
per poi distribuirle all’intero organismo.

Dodicesima Porta: è il segno dei Pesci, domicilio di Giove ed esaltazione di Venere, che chiude il
circuito Zodiacale. Il nome dei suoi due Guardiani, “Il fuggitivo” e “Quello dell’alba”, richiama l’idea
di qualcosa che “esce”, “che viene spinto fuori”, come anche la rappresentazione della dea Nut con
le braccia che escono dall’acqua. Infatti, il relativo Mo, Grosso Intestino, è preposto all’espulsione
degli scarti, dopo aver operato un recupero dei liquidi.

SEGNI ORGANI M
Ariete Sangue, pericardio. MC
Toro Gola, corde vocali, laringe. TR
Gemelli Polmoni, sistema nervoso periferico, timo. P
Cancro Cervello, midollo spinale, stomaco, duodeno. St
Leone Cuore, arterie, vista. C
Vergine Intestino tenue, peritoneo. IT
Bilancia Reni, tubuli renali. R
Scorpione Vescica, organi genitali femminili, ano. V
Sagittario Fegato, organi genitali maschili, ipotalamo. F
Capricorno Cervelletto, corpo calloso, cistifellea, milza. VB
Acquario Pancreas, sistema linfatico, vene. MP
Pesci S. N. simpatico e parasimpatico. GI
Passiamo adesso ad analizzare i corpi sottili dell’uomo, secondo quanto ci è stato tramandato
dagli antichi egizi. La casta sacerdotale egizia, postulò l’esistenza di più corpi, analogamente a
quanto asserito dalla tradizione indù.
CORPO NOME EGIZIO NOME INDU’
Corpo fisico Xat Stubla Bhuta
Corpo energetico Ka / Kaibit Linga Sharira
Anima sensitiva inferiore Ba Kama Sharira
Anima sensitiva superiore Ib Kama Sharira
Mentale Inferiore Khu Rupa Manas
Mentale Superiore Sekem Arupa Manas
Il Nome - L’Unità Cosmica Ren Buddhi
L’involucro spirituale che circonda la
scintilla divina; la Coscienza Universale Sah Atma

Questo elenco si trova nei “Testi delle Piramidi”, in particolare nel corridoio della piramide di Unas
ed in quella di Pepi I a Saqqara.

Xat è il corpo fisico, quello che gli indù chiamano Stubla Bhuta. Esso è semplicemente il
“contenitore” dei corpi superiori.

Il Ka è il corpo energetico, il cui geroglifico, come abbiamo visto, sono le braccia protese verso
l’alto. Bernard, a tal proposito, nel suo “La science occulte egyptienne”, ci dice: “Le mani alzate
mimano il passo magnetico; è attraverso le mani che si capta e si distribuisce il magnetismo
umano”. (Bernard J.L., p 5) Ed infatti, presso gli indù, questo corpo viene chiamato anche
Pranamayakosha, ossia il veicolo del Prana. Il Ka viene anche detto il “doppio” dell’uomo, poiché
ne riproduce fedelmente le fattezze. Ma il Ka, secondo la metafisica egizia, è anche il corpo
indistruttibile, il “Corpo di Gloria” che ogni uomo si costruisce in vita, e che permane dopo la morte,
quale frutto delle esperienze fatte nelle varie incarnazioni: “Se il Ka è il Principio della Forma che
dà forma alla sostanza per fare la Materia, esso diventa il punto d’appoggio di tutta la
manifestazione; è il Ka che attraverso questo “divenire” delle modificazioni multiple, dalle forme più
basse giunge alla realizzazione del corpo indistruttibile.” (Angelini A., 1992). Quindi il Ka è
qualcosa di più del corpo eterico propriamente detto. Quest’ultimo gli egizi lo indicarono con il
termine Kaibit, l’ombra. Nel suo geroglifico troviamo anche la rappresentazione di tre api (bit=ape):
“Ora l’ape è una tessitrice di cellule. Kaibit è dunque l’ape organica, tessitrice delle cellule, che
assicura a nostra insaputa il funzionamento organico” (Bernard J.L., p 26). Ciò si avvicina
maggiormente al concetto di corpo eterico, la cui funzione è quella di mantenere e “restaurare” il
corpo fisico.

Per quanto riguarda il corpo astrale (il Kama Sharira indù), gli egizi ne distinguevano una parte
superiore (l’ IB) ed una inferiore (il BA).

Il Ba è l’Anima sensitiva (o astrale inferiore), raffigurata sottoforma di un uccello con testa umana,
“l’Uccello-Anima”. Il Ba rappresenta lo Spirito animatore, esso porta il fluido vitale e la sua
caratteristica è la volatilità, la non fissità, per questo ha bisogno di un supporto, offertogli dal Ka. “Il
Ka, il Fisso alchimico, purgato attraverso l’azione di Acth, il Fuoco, il Solfo alchimico, diverrà Corpo
di Gloria, o Legno di Vita e rimarrà unito al suo Ba, come supporto eterno, immortale, tal quale,
analogicamente, un corpo fisico che mantiene la continuità di coscienza sia in questo mondo che
nell’altro.” (Angelini A., 1992).
L’Ib, come già detto, è uno dei termini usati per designare il cuore, in senso metafisico, che,
appunto, “versa in terra” ciò che proviene dai piani superiori, rappresentando così l’Anima sensitiva
superiore (o astrale superiore).

Khu è il corpo mentale inferiore. Esso è la sede del pensiero, il campo in cui nascono
l’immaginazione e la memoria. Inoltre vi risiedono facoltà come l’intuizione e la concentrazione.
Anche la meditazione si svolge su questo piano.

Sekem, l’Intelligenza superiore, è il Manas superiore della filosofia indù. Esso rappresenta la parte
inferiore dello spirito che trasmette gli ordini della ragione al centro volitivo dell’Anemos.

Ren, è il Nome, l’Individualità, ed è magistralmente rappresentato dal geroglifico formato


dalla bocca che parla, emettendo un suono, una vibrazione, indicato dalla superficie delle acque.
Esso rappresenta quindi la vibrazione propria di ogni individuo.

Infine abbiamo Sah, l’involucro spirituale che circonda la scintilla divina che sta per incarnarsi, o
corpo spirituale, e che rappresenta la vera parte immortale dell’uomo.

Bibliografia
– Angelini A., Manuale di Astrologia Egizia, 1992, Kemi, Milano
– AA. VV., Rivista Kemi Hathor, Riza/Kemi, Milano
– AA.VV. Medicina Classica Cinese, 2012, Bellavite, Missaglia (LC)
– Bernard J.L., La science occulte egyptienne, 1990, Henri Veyrier/Lib. l’Avenue, Parigi
NOTA SUI DECANI

Nell’antico Egitto i Decani si riferivano a stelle o gruppi di esse che con il loro
sorgere segnalavano l’ora. I Decani erano legati a divinità ed erano considerati
“fortunati” o “sfortunati”; osservando il Decano che sorgeva, in concomitanza di una
nascita, si pronosticava una buona o cattiva esistenza.
Il Decano che si osservava per ultimo, prima del sorgere del Sole, governava la
settimana egizia, che di conseguenza era composta da dieci giorni. E mentre durante
la fase diurna la misura del tempo veniva fatta con clessidre e quadranti, durante la
notte erano i decani a scandire ore di 40 minuti. I Decani Egizi non risiedevano, almeno
in un primo momento, sull’Eclittica. Come ben sappiamo non è possibile misurare il
tempo attraverso il sorgere dei gradi dell’Eclittica a causa della sua inclinazione
all’Equatore Celeste. La relazione spazio-temporale 1°=4’ è valida solo se misurata
su quest’ultimo, o sui circoli ad esso paralleli. Il tempo di ascensione dei gradi eclittici
invece è variabile.
Fu dopo Alessandro che i Decani divennero parte integrante dello Zodiaco
babilonese, diventando delle suddivisioni dei segni zodiacali. Prima di allora erano
utilizzati dagli astrologi babilonesi similmente a quelli egizi, avendo una funzione di
suddivisione delle costellazioni in tre parti ognuna: ad ogni decano fu assegnata
una specifica stella. E’ quindi a partire dal periodo greco che i decani vengono
trasferiti sull’Eclittica. Agli inizi dell’Astrologia greca i Decani venivano a loro volta divisi
in tre parti (nove per ogni segno) ognuno dei quali era chiamato leitourgoi (ministro o
strumento) o munifices (ufficiale di servizio). La divinità decanale aveva perciò a sua
disposizione questi spiriti sottoposti per operare nel mondo.
Nei testi classici venivano considerati indispensabili, insieme alle stelle fisse ed
alle costellazioni, per la predizione di eventi sociali, ma erano anche associati a parti del
corpo, dando così importanti informazioni circa la salute.
Anche dei Decani vi sono più versioni, ma raccoglie maggiori consensi quella che
accomuna la tradizione occidentale con l’indiana. Nell’Astrologia Vedica la suddivisione
di ogni segno in tre parti è denominata Drekkana. Fu Firmico Materno (III sec. d.C.) nel
suo Mathesis a trattarli in modo circostanziato ed a darne una sua versione (appresso
riportata). Il termine Volto – sinonimo di Decano – deriva dalla tradizione antica
che assegnava ad ogni Decano una divinità, per l’appunto rappresentata da
un’immagine (volto = aspetto). L’altra versione dei Decani è quella che ci è giunta
attraverso Marco Manilio (I sec. a. C.). L’inizio dell’utilizzo astrologico dei Decani è
comunque databile intorno al I secolo d. C.
Sull’importanza attribuita a questo tipo di Dignità essenziale i pareri sono
tutt’altro che uniformi:
 Firmico Materno : Un pianeta che occupa il suo Decano è come se si trovasse nel
proprio domicilio;
 Ibn Ezra : Un pianeta nel suo Decano è come un uomo rivestito con i suoi ornamenti e le
sue belle vesti.
 W.Lilly : Un pianeta con poca o nulla dignità, ma che occupi il suo Decano o Faccia
(alcune volte il Decano viene così chiamato, anche se quando troviamo tale definizione non
sempre si intende il Decano), è come un uomo pronto a esser messo fuori, e che ha
grande difficoltà a conservare il proprio credito e la propria reputazione.
I criteri di attribuzione dei domini sui Decani sono vari, ma quelli principali sono due:
1. dignità planetaria, iniziando dal più lento: la sequenza sarà perciò: Saturno, Giove,
Marte, Sole, Venere, Mercurio, Luna. L’inizio dei domini, essendo la prima decade
dell’Ariete, è quello di Marte;
2. dignità zodiacale, in un certo senso temperamentale, raggruppando i segni dello
stesso elemento. L’Ariete oltre ad essere legato ai primi 30° dell o Zodiaco sarà
anche il reggente del primo Decano, il secondo sarà retto dal Leone ed il terzo dal
Sagittario. Il Toro sarà anche il reggente del primo Decano del Toro, seguito dalla
Vergine e dal Capricorno, e così via.

Decani occidentali-indù

In ogni segno l’attribuzione del governo dei Decani fa riferimento all’elemento di


appartenenza. Così il primo Decano sarà governato dal pianeta in Domicilio, il secondo
dal pianeta in Domicilio nel segno seguente dello stesso elemento ed il terzo dal
pianeta in Domicilio nel terzo segno dello stesso elemento.

Decani o Volti

Sono i Decani più usati e ci giungono dalla tradizione greco-persiana.


L’attribuzione del governo dei Decani segue, in senso decrescente, la durata della
rivoluzione planetaria. Si parte perciò da Saturno, seguono Giove, Marte, Sole,
Venere, Mercurio e Luna. Da 0° Ariete si parte col governo di Marte, continuando con
la sequenza prima descritta.
Accanto ad ogni Decano diamo una breve descrizione del carattere del Decano.
Decani di Manilio

In questa versione si sostituisce al governo dei pianeti quello dei segni, come
viene fatto anche nel calcolo della terza armonica (decano) dell’Astrologia Vedica. Il
primo Decano di Ariete è perciò governato dall’Ariete; seguono i segni nell’ordine
zodiacale. Lo Zodiaco viene così suddiviso in tre zodiaci minori.
Manuale di astrologia Egizia
di Angelo Angelini | Editore: Kemi

 Lingua: Italiano
 Numero di pagine: 212
 Formato: Altri

 ISBN-10: 600080136X
 ISBN-13: 9786000801366
 Data di pubblicazione: 01/01/1992

 disponibile anche come: Paperback

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Franz Cumont (1868-1947) è uno dei più grandi orientalisti e storici delle religioni antiche. Questo
volume si concentra sui testi astrologici di derivazione mesopotamica, composti da autori
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Dettagli Libro

Editore Mimesis Edizioni

Anno Pubblicazione 2003

Formato Libro - Pagine: 283 - 12x15cm

EAN13 9788884831248
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astrologia

di Ermete Trismegisto

Curatore: P. Alloni
Editore: Mimesis
Collana: Mimesis
Anno edizione: 1995
In commercio dal: 1 febbraio 1999
Pagine: 128 p.

EAN: 9788885889538