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Gli antichi Egizi

LEgitto un territorio in gran parte occupato dal deserto. Solamente la stretta striscia di terra lungo le sponde del fiume Nilo fertile. Il fiume attraversa tutto il Paese e sfocia, cio si butta, nel Mar Mediterraneo con una grandissima foce a delta (cio non in modo diretto, ma come se fosse un ventaglio fatto da tanti piccoli fiumi . Gli antichi Egizi chiamavano i territori vicini al delta Basso Egitto, il resto del corso del fiume era chiamato Alto Egitto. Lungo le sponde del Nilo gli antichi Egizi hanno costruito le loro citt e i loro villaggi: qui si sviluppata la civilt egizia.

Il Nilo attraversa tutto lEGITTO. Quando straripava, in estate, lasciava sulla valle uno strato di materiale, chiamato Limo, che rendeva fertile la terra. Grazie al Nilo, gli Egizi irrigavano i campi, si lavavano, bevevano e viaggiavano. Nellantichit, come ancora oggi, nelle zone intorno al fiume non mancava lacqua e le vegetazioni erano abbondanti. Nel periodo estivo il livello del Nilo aumentava e provocava le inondazioni dei terreni della valle e del delta. Gli Egizi non vedevano mai molta pioggia perch il clima del loro Paese era caldo e secco: le improvvise benefiche piene del Nilo, perci, apparivano ai loro occhi come un magico dono.

Il Nilo
Il Nilo il fiume pi lungo della Terra, con una lunghezza di 6.671 Km. Nasce nell'Altopiano del Burundi, con il nome di Nilo Kagera (precisamente da uno dei suoi rami superiori, il Luvironza). Dopo un breve tratto nel Burundi il fiume entra in Tanzania e successivamente in Ruanda ed Uganda.Successivamente il Nilo Kagera entra nel pi grande lago africano, il Vittoria e ne esce col nome di Nilo Vittoria, attraversando anche il Lago Kyoga. In seguito cambia nuovamente nome in Nilo Alberto (uscendo dall'omonimo lago), ed entra in territorio sudanese.Qui cambia nuovamente nome in Nilo delle Montagne, che mantiene fino alla confluenza con il Nilo delle Gazzelle. Da questo punto viene chiamato Nilo Bianco e continua a dirigersi verso Nord fino alla capitale del Sudan, Khartoum, dove riceve le acque del suo maggior affluente, il Nilo Azzurro.Continuando nel suo corso assume finalmente la denominazione di Nilo e con un percorso ondulato raggiunge l'Egitto. In questo tratto si abbassa da 350 metri di altitudine a 95 m, attraverso una serie di 6 cataratte. Poco prima di entrare in Egitto il fiume si allarga per formare il lago artificiale Nasser, nato con la costruzione della Diga di Assuan.Proseguendo sempre verso Nord, vengono bagnate tutte le principali e storiche citt egiziane, fino alla zona metropolitana di Il Cairo-Giza. Poco dopo inizia l'enorme delta (con i due rami principali Rosetta e Damietta), in una regione fertilissima e densamente popolata, fino alla foce nel Mar Mediterraneo.

La storia

La storia egiziana suddivisa in differenti periodi. Le date degli eventi sono ancora oggetto di studio. Molte di esse sono state ricavate interpolando dati storici, archeologici e astronomici.

Periodo predinastico (precedente al 3200 a.C.) Periodo Arcaico (I - II dinastia) (3150 a.C. - 2700 a.C.) Antico Regno (III - VI dinastia) (2700 a.C. - 2200 a.C.) Primo periodo intermedio (VII - X dinastia) (2200 a.C. - 2040 a.C.) Medio Regno (XI - XII dinastia) (2040 a.C. - 1790 a.C.) Secondo periodo intermedio (XIII - XVII dinastia) (1790 a.C. - 1540 a.C.) Nuovo Regno (XVIII - XX dinastia) (1530 a.C. - 1080 a.C.) Terzo periodo intermedio (XXI - XXV dinastia) (1080 a.C. - 672 a.C.) Periodo tardo (XXVI - XXX dinastia) (672 a.C. - 343 a.C.) (da Wikipedia)

Intorno al 4500 a.C. i villaggi di canna e fango intorno al fiume Nilo cominciarono a trasformarsi in piccole o grandi citt. LEgitto, ricco e potente, fu per molto tempo temuto dagli altri popoli che non osavano attaccare i suoi confini. Finch arrivarono gli Hyksos! Intorno al 1700 a.C., parte dellEgitto fu invasa da una popolazione di nomadi guerrieri, gli Hyksos appunto, che combattevano usando il carro da guerra. Gli Egizi impararono la lezione e, successivamente, scacciarono gli invasori dalle loro terre e ne occuparono delle nuove, usando proprio il carro da guerra copiato dai nemici. Ma, ampliando i loro territori, iniziarono ad avere difficolt a controllarli e a governarli: lentamente si indebolirono e lEgitto fu cos conquistato dal popolo guerriero degli Assiri intorno al 600 a.C., e poi dai Persiani, dai Macedoni e, infine , dai Romani. Lagricoltura , lallevamento, e il commercio avevano portato ricchezza e benessere. Gli abitanti erano uomini di pelle bruna, di statura piccola con i capelli neri e lisci. Si vestivano per lo pi con gonnellini o mantelli di cuoio; le donne indossavano anche tuniche bianche perch avevano imparato a tessere le fibre di alcune piante come il lino. Uomini e e donne portavano i capelli lunghi e raccolti con pettini e forcine davorio e si truccavano il volto, utilizzavano molto i gioielli.

Le citt Egizie si organizzarono in due regni, uno pi a Sud e uno pi a Nord: i Regni del Basso e Alto Egitto, governati ciascuno dal proprio re, chiamato faraone. Verso il 3000 a.C. i due regni si unirono in un unico stato sotto lo stesso sovrano.

La vita dellEgitto ruotava intorno al faraone, che era considerato anche una divinit.

POTENTI SIGNORI DEL NILO Menes fu il primo faraone dellEgitto unito, fece dellAlto e basso Regno un solo stato, con capitale Menfi. Cheope, Chefen e Micerino, fecero costruire le piramidi: imponenti tombe, simbolo del loro potere.

Tutankhamom, divenne faraone nel 1356 a.C., govern per diciotto anni. La scoperta della sua tomba, nella Valle dei Re, uno dei pi importanti ritrovamenti di tutti i tempi: tra gli splendidi oggetti rinvenuti c la maschera del faraone, tutta d oro e tempestata di pietre preziose.

La celebre maschera d'oro del faraone Tutankamon

Amenofi IV (o Akhenaton ) govern lEgitto nel XIV secolo a.C., volle un Egitto di prosperit e promosse il culto del dio Aton, il disco solare che d vita e dispensa il bene.

Il faraone Amenofi IV e sua moglie Nefertiti

Ramesse , che regn per sessantasette anni, fu un guerriero e combatt contro i popoli del mare e gli Ittiti.

Lultimo faraone dEgitto fu una regina, Cleopatra, che si uccise per non diventare ostaggio dei conquistatori romani.

Usi e costumi

La famiglia Un figlio accolto con gioia. Ma se il neonato deforme, viene abbandonato: si pensa che sia colpito dalla maledizione degli Dei. La madre si prende cura delleducazione dei figli piccoli. Ma molto presto essi devono aiutare nel lavoro dei campi e dellofficina. Nelle famiglie ricche, i figli vanno al palazzo o al tempio allet di 5o 6anni. Imparano a scrivere, leggere e contare. Nel giro di qualche anno saranno scribi, architetti o giudici. Un vero clan La famiglia non si limita ai genitori e ai figli. Spesso, si accolgono anche i parenti prossimi celibi ,vedove o malati . Ognuno a modo suo sa rendersi utile in casa . Le abitazioni

Nelle case ,a terra , i mobili sono rari: sgabelli, tavoli , letti ,cassettoni. Le abitazioni hanno un tetto piatto che serve da terrazzo . E il posto preferito quando viene la sera ,tutti vi si ritrovano per godere il fresco e ammirare la bellezza del cielo stellato. Gli Egizi pi ricchi hanno un giardino e le mura delle loro abitazioni sono ornate di pitture che rappresentano spesso dei fiori. I cibi Che si mangia? Lalimento pi comune sulla tavola degli Egizi era il pane, garantito dai buoni raccolti di cereali. Si producevano pi di 40 tipi di pane, di tutte le forme, a volte con laggiunta di miele, burro, latte e uova. Si consumavano anche diversi tipi di vegetali: lattuga, cipolle, aglio e legumi come piselli, ceci e lenticchie. Gli Egizi mangiavano anche molta frutta: uva, fichi,

datteri e melograni. Cucinavano carne di montone, di capra e di manzo, ma non di maiale, perch era considerato un animale immondo. Si usava anche tenere un piccolo allevamento di polli, conigli, anatre e oche, che venivano mangiati arrostiti. Grazie al Nilo, abbondava il pesce. A tavola si bevevano birra, ricavata dallorzo, e vino di uva e di datteri. Il ritrovamento di vere e proprie ricette incise su tavolette testimonia, inoltre, la passione degli Egizi per i dolci, preparati con mandorle, datteri e miele, usata al posto dello zucchero. Mentre le persone ricche disponevano di tutte queste buone cose, la maggior parte della popolazione si nutriva quasi esclusivamente di pane e cipolla. Abbigliamento

Tutti gli abiti sono fatti di lino e perci bianchi, non erano altro che lenzuoli pi o meno grandi drappeggiati in vari modi. Pochi modelli di abiti femminili sono: a guaina con due spalline volte cucite, una lunga gonna sorretta da due bretelle e una gonna di perline da mettersi sopra la tunica.

I pochi disegni di abiti leopardati sono da ricondursi al rito funerario; infatti, il vestito leopardato serviva a richiamare la dea Mafret procacciatrice di cibo. Durante i vari regni vi sono mode diverse nel vestirsi degli uomini.

Antico Regno: torso nudo e gonna lunga. Medio Regno: torso nudo e gonnellino pi corto e multiplo. Nuovo Regno: si copre il dorso con scialli o specie di tuniche. Viene introdotto il perizoma sotto il gonnellino.

I sandali

I sandali d'oro del faraone Tutankamon

Al tempio ci si reca calzando sandali bianchi. I sandali erano le calzature pi diffuse: ne esistono di moltissimi modelli, a

seconda della moda. erano fatti in fibra di papiro, lino o cuoio. I Trucchi I trucchi, per gli antichi Egizi, avevano il fine di proteggere la pelle da riverberi e irritazioni causati dal clima asciutto e dalla sabbia. Dai papiri ritrovati si scoperto che la malachite (un minerale color verde smeraldo)e la galena (un composto del piombo color grigio scuro) venivano applicate sulle palpebre per curare il tracoma (infezione dellocchio), mentre locra rossa era utilizzata per le labbra e le guance come i moderni rossetti e fard. La galena e la malachite non si trova non in natura ma sono il risultato di processi chimici che, quindi, lasciano intravedere una grande conoscenza in materia. I trucchi erano considerati fluidi divini e perci appartenevano al corredo funerario del defunto. Elemento importantissimo delleleganza femminile, seguiva regole ben definite.

Le parrucche Erano molto diffuse. Sia gli uomini che le donne si radevano quotidianamente, indossavano le parrucche solo in caso di cerimonie o occasioni speciali. Esse erano fatte di capelli veri e pieni di resine e cera dapi ed avevano funzione sia estetica che igienica in quanto costituivano un efficace protezione contro i pidocchi.

Organizzazione sociale e sistema di governo


Nel neolitico, sulle rive del Nilo sorsero diversi villaggi . Nel corso del quarto millennio a.C., essi formarono due regni: quello del Basso Egitto a Nord e quello dellAlto Egitto a Sud. Verso il 3200 a. C., il re Menes unific i due regni. Ebbero cos inizio la lunga storia della civilt degli Egizi.

Lorganizzazione dello stato Egizio era molto rigido: la popolazione viveva suddivisa rigorosamente in caste (classi sociali), che non potevano comunicare fra loro.

Possiamo immaginare la societ Egizia come una piramide alla cui sommit sta un uomo solo, il Faraone, mentre alla base troviamo una folla immensa, quella dei pi sventurati (gli schiavi) e dei pi poveri (i contadini).

Arte e Tecnologia
La scrittura I geroglifici erano intenzionalmente complicati: cos era necessario molto tempo per imparare a leggerli e a scriverli. Per questo chi conosceva la scrittura (lo scriba) assumeva una grandissima importanza e poteva diventare funzionario pubblico, medico o sacerdote. Gli Egizi scrivevano usando dei segni chiamati geroglifici, i quali potevano indicare una lettera (cos come avviene nel nostro alfabeto) o unintera parola. Linchiostro usato era simile al nostro colore a tempera. Veniva confezionato in blocchetti solidi mediante una colla perch liquido si sarebbe seccato rapidamente nel clima egiziano. I colori pi comuni erano il rosso e il nero. La penna assomigliava a un pennello sottile. Per ottenerlo si masticava lestremit di un rametto di una canna finch le fibre diventavano come setole di un pennello. La penna, era prima intinta nellacqua e poi strofinata sullinchiostro solido.

Lo scriba e i suoi strumenti

La carta si preparava con la pianta del papiro. Si estraeva la parte interna delle canne, la pi morbida, si stendevano le fibre che poi venivano intrecciate. Una volta modellato, il foglio era steso al sole a essiccare. Il papiro pi lungo che si conosca raggiunge 125 metri. Gli egizi elaborarono una propria forma di scrittura, inseguito chiamata geroglifica. La parola geroglifico deriva dal greco e significa sacra incisione: i geroglifici erano infatti incisi o dipinti soprattutto sulle pareti dei templi e delle tombe.

Il nome del faraone Tutankamon

Col passare del tempo i geroglifici assunsero il carattere di ideogrammi, ossia di disegni che rappresentavano non pi soltanto un oggetto, ma lidea che quelloggetto faceva venire in mente. Sia la scrittura pittografica, sia quella ideografica avevano per dei grossi limiti. Un grosso passo avanti si ebbe quando gli scribi sumeri ed egizi incominciarono a considerare i disegni delle loro scritture non per le cose che rappresentavano, ma per i suoni dei nomi di queste cose. La scrittura divenne qualcosa di simile ai rebus che noi risolviamo per passatempo. Per esprimere la parola amore, potremmo per esempio disegnare un amo e un re. Questa scrittura sillabica, in cui ogni disegno indica il suono di una sillaba, fu la prima forma di scrittura fonetica. Era ancora una forma complicata di scrittura , riservata ai sacerdoti e agli scribi. Ma gi si avvicinava allidea di un alfabeto , per la cui invenzioni per sarebbero dovuti passare altri tremila anni. Gli obelischi

Gli Egizi furono maestri nellerigere obelischi (alte colonne ben squadrate e incise, spesso ricavate da un solo masso di pietra) e nello scolpire statue di pietra, talvolta di notevoli dimensioni. I risultati che raggiunsero in questa arte sono sorprendenti, se si considera che per scolpire i duri massi di granito, gli Egizi avevano a disposizione unicamente strumenti di pietra (di poco aiuto erano infatti quelli di bronzo). Alcuni artigiani davano forma al masso colpendolo con una boccia di pietra pi dura (dolerite), tenuta con ambo le mani; altri la scolpivano pi minutamente usando con molta abilit di diverse fogge di martelli di pietra.

L'obelisco un monumento monolitico caratteristico degli Egizi, formato da un monolite per lo pi quadrangolare, allungato e terminante con un elemento piramidale, posto su un basamento con incisa una dedica. Le pareti recano spesso delle incisioni di geroglifici. Gli obelischi furono innalzati soprattutto durante il Nuovo Regno (XVI-XIII secoli a. C.); la loro costruzione era particolarmente difficoltosa: venivano tagliati ed estratti nelle cave gi delle dimensioni stabilite. Nella cava di Assuan si trova un obelisco incompiuto di circa 32 metri. Numerosi obelischi furono trasportati in Europa e negli Stati Uniti in diverse epoche. A Roma se ne contano almeno 13. In Egitto ne sono rimasti attualmente pochi: due a Karnak, uno a Eliopoli, uno a Luxor e uno al Cairo. Le piramidi

Queste monumentali tombe dei faraoni furono edificate prima che si conoscesse luso della ruota e del ferro, c davvero da rimanere ammirati. La loro costruzione richiedeva precise conoscenze di geometria (vi era unesatta proporzione tra la base e laltezza), di astronomia (erano perfettamente orientate secondo i 4 punti cardinali) e specialmente di

La piramide del faraone Cheope

ingegneria. La piramide pi grande, quella del faraone CHEOPE, alta 146 metri: allincirca come un moderno grattacielo di 45 piani; soltanto 4000 anni pi tardi gli uomini riusciranno nuovamente a costruire edifici di quellaltezza. Essa composta da blocchi di pietra, del peso medio di circa di 2 tonnellate e mezzo; ma il blocco pi grande raggiunge le 15 tonnellate.

Spesso le cave di pietra si trovavano a grande distanza dal luogo di costruzione, e i massi dovevano essere trascinati su slitte e trasportati sul Nilo mediante zattere. Per staccare dalla roccia i blocchi gli Egizi utilizzavano un metodo ingegnoso: inserivano nella pietra dei cunei di legno che, bagnati, si gonfiavano e spaccavano la roccia secondo la linea desiderata. Un altro metodo curioso era adoperato per elevare i blocchi in modo da sovrapporli ai

precedenti, a mano a mano che la costruzione della piramide progrediva. La parte gi costruita veniva insabbiata, in modo da preparare una parete inclinata di sabbia sulla quale i massi potevano essere trascinati. Un fango viscido consentiva di fare scorrere i massi su quelli sottostanti e permetteva un loro perfetto allineamento.

La musica

Gli Egizi amavano la musica. Canti e danze non accompagnavano soltanto i momenti di festa, ma molte occupazioni quotidiane.

Le imbarcazioni Per trasportare a grandi distanze uomini e materiali, assai prima che la diffusione del cocchio veloce tirato da cavalli stimolasse la costruzione di strade e ponti, gli Egizi incominciarono a costruire barche con fasci di canne di papiro. Queste leggere imbarcazioni consentivano di scendere rapidamente il lungo corso del Nilo. Per risalirlo gli Egizi pesarono di sfruttare il vento proveniente dal Nord e inventarono la prima vela quadrata. Le barche di papiro erano per troppo fragili per trasportare grossi pesi. Gli Egizi pensarono allora di costruire navi di legno ma poich il legno in Egitto era scarso e di cattiva qualit; gli artigiani dovevano ingegnarsi a costruire la parte esterna dello scafo attaccando luna allaltra assi molto corte, tenute insieme da brevi travi trasversali: per la mancanza di lunghe travi le loro navi erano prive di chiglia, cio di quello scheletro di legno che serve a garantire la solidit dello scafo nel senso della lunghezza eppure con queste fragili imbarcazioni gli Egizi riuscirono a navigare anche il Mar Rosso, che essi collegarono al Nilo con un lungo canale che consentiva di evitare i faticosi percorsi terrestri.

La religione

Gli Egizi erano politeisti, adoravano molte divinit (addirittura 700), ciascuna delle quali aveva i suoi sacerdoti, i suoi templi, le sue terre: i sacerdoti di un dio avevano, tra gli altri, il compito di amministrarne i beni, e naturalmente ne traevano vantaggio. Essi celebravano complicatissimi riti, tra cui quello di penetrare ogni mattina nella parte pi nascosta del tempio (spesso gigantesco, ricco di colonne, di decorazioni, di ornamenti preziosissimi), aprire lo scrigno in cui era racchiusa la statua del dio, e dargli il buongiorno. La cerimonia si ripeteva al momento della buonanotte. Nei 3000 anni della sua storia, la civilt egizia accumul un gran numero di divinit, cui la popolazione era pi o meno devota a seconda dellepoca e del luogo. Alcuni erano gli dei protettori delle singole citt; molti gli zoomorfi (cio con aspetto di animali); moltissimi quelli la cui venerazione non era ricollegabile a un origine particolare.

Un tempio egizio

Anubis: (significa colui che apre la strada ai morti, la guida dellaldil) questa divinit presiedeva i riti dellimbalsamazione e a lui venivano indirizzate molte preghiere per i morti durante le funzioni funebri. In genere veniva rappresentato con laspetto di uno sciacallo nero con una folta coda o come un uomo con la testa di sciacallo o di cane.

Ra: Divinit solare (il sole). Era simbolo di rinascita e rigenerazione. Ra veniva identificato anche con il dio Horus. Athor: figlia di Ra; dea della gioia, della musica e della danza. Veniva raffigurata con le orecchie di vacca. Thot: il nome greco dato al Dio egizio della luna, sapienza, scrittura, magia, misura del tempo, matematica e geometria. Amon-Ra: Il suo nome significa occulto, era il pi grande nei cieli, il pi vecchio sulla terra, e i suoi sacerdoti gli dedicavano inni affettuosi.

Da sinistra: Anubi, Horus, Hathor,Thot, Amon-Ra

Il culto dei morti Gli egizi vedevano la morte come il passaggio a unaltra esistenza, possibile per solo se il defunto disponeva di una tomba e se il corpo si manteneva pressoch intatto. I medici egizi erano espertissimi, avevano studiato il modo di conservare i cadaveri, erano, infatti, riusciti a mettere a punto una tecnica raffinatissima per la conservazione degli stessi: la mummificazione

La Mummificazione La mummificazione dei corpi e la loro conservazione unitamente a beni terreni cari al defunto risaliva alle credenze egiziane di una vita oltre la vita nella quale il defunto lavorava, si riuniva con gli dei, di cui era stato intermediario in vita, mangiava (vari sono stati i ritrovamenti di cibo nelle tombe); insomma gli egizi credevano in una vera e propria vita molto simile a quella terrena.

NellAntico Egitto vi erano uomini, che conoscevano larte della mummificazione, addetti a tale compito, erano gli imbalsamatori. Essi, quando veniva portato loro un morto, facevano vedere a coloro che lavevano portato dei modelli di legno a forma di uomo, dipinti con colori naturali e si informavano da loro in quale modo desideravano il morto venisse trattato. Una volta accordatisi sul prezzo, i clienti si allontanavano mentre gli imbalsamatori cominciavano il lavoro. Per limbalsamazione pi accurata procedevano in questo modo: per prima cosa, servendosi di un ferro ricurvo toglievano il cervello attraverso le narici, poi con una pietra aguzza incidevano laddome dal quale tiravano fuori tutti gli organi, che erano i pi difficili da conservare, dopo averli rimossi rimossi,li essiccavano col sale, li trattavano con oli e resine e poi li riponevano in

Mummia con i vasi canopici

contenitori chiamati vasi canopici (che venivano sistemati vicino al sarcofago); dopo aver pulito la cavit con vino di palma, e riempita con mirra, cannella e altre essenze profumate, ricucivano laddome; il corpo veniva, allora, immerso per 40 giorni in un composto salino detto natron per fare in modo che il corpo cedesse tutti i liquidi; alla fine lo si lavava con una cerimonia nelle acque del Nilo per togliere il sale residuo e lo si fasciava con bende tagliate da un lenzuolo di lino. Alcune volte le bende erano spalmate di resine e unguenti che avevano lo scopo di sigillare e profumare. Poi il defunto veniva posto dentro una bara a forma di uomo. Il procedimento di mummificazione durava, in totale, 70 giorni. Per salvaguardare il defunto durante il suo viaggio nellaldil gli imbalsamatori infilavano diversi minuscoli amuleti portafortuna tra le bende. Erano svariate centinaia ed ognuno di essi aveva un particolare significato o uno scopo: