EGIZIANI
Lo Stato è un'organizzazione che le comunità si danno per regolare la vita al loro interno e le relazioni
con le altre comunità. È nato millenni fa quando le comunità di villaggio divennero troppo grandi e
numerose e si diedero una nuova organizzazione, affidando ad alcuni membri, gli specialisti del potere,
l'autorità di governare e gestire le attività comuni. Gli Stati si sviluppano su un territorio delimitato da
confini e sono governati da rappresentanti politici eletti dalla popolazione. In Egitto, una delle prime
grandi civiltà fluviali del Mediterraneo, l'unificazione dello Stato risale al 3150 a.C. sotto il primo faraone
noto, Narmer, che è considerato l'Unificatore delle Due Terre. Il termine "faraone" deriva dall'antico
egiziano "per-da", che significa grande casa, e si riferisce al sovrano che abita nella grande casa, cioè il
palazzo reale.
Nell'antico Egitto, il fiume Nilo era di vitale importanza per l'agricoltura e la sopravvivenza. Le sue piene
annuali, che avvenivano tra la fine di maggio e l'inizio di giugno, portavano una significativa quantità
d'acqua che rendeva fertili i campi agricoli lungo le sue sponde. Questo permetteva agli antichi egizi di
coltivare il terreno e garantire buoni raccolti. Dopo le piene, iniziavano i lavori di ricostruzione e
preparazione del terreno per la semina, coordinati dagli scribi e dalla comunità. La vita e l'agricoltura
dell'antico Egitto erano strettamente legate al ciclo annuale delle piene del Nilo, che fornivano l'acqua e
il limo necessari per la fertilità del suolo.
L'antico Egitto era un impero che durò circa tremila anni, governato da una serie di dinastie di faraoni. Al
vertice dello Stato c'era il faraone, che deteneva il massimo potere e era assistito da altri specialisti del
potere, come il primo ministro o "visir" e gli scribi. Il territorio era diviso in province gestite dai
governatori. Durante i tre regni, periodi di stabilità politica, il potere del faraone rimaneva saldo, ma vi
erano anche periodi intermedi di crisi in cui il potere centrale veniva minacciato dai governatori delle
province e da altri gruppi sociali influenti come i sacerdoti. Nel periodo dell'Antico Regno (2686-2181
a.C.), la capitale era Menfi e furono costruite le grandi piramidi di Cheope, Chefren e Micerino.
Successivamente, i governatori cercarono di sottrarsi all'autorità del faraone, portando a una crisi del
potere centrale. L'antico Egitto è stato un impero con una storia millenaria, dove il faraone era la figura
dominante.
Durante il Medio Regno dell'Antico Egitto, che durò circa dal 2055 al 1650 a.C., il paese conobbe un
periodo di stabilità e prosperità dopo un'era di caos. Questo periodo è noto anche come l'età d'oro
dell'arte e della letteratura egizia, con la costruzione di importanti monumenti come la Piramide di Giza
e il Tempio di Karnak. L'Egitto si espanse verso il sud, conquistando terre fino alla seconda cateratta del
Nilo, e verso il nord, stabilendo relazioni commerciali con le civiltà del Mediterraneo. La capitale era
Itjtawy, nell'odierno Faiyum. Tuttavia, il Medio Regno giunse a una fine con l'invasione degli Hyksos, un
popolo semita proveniente dalla regione della Palestina, che portò all'inizio del Secondo Periodo
Intermedio.
Durante il regno di Ramses II, l'Egitto del Nuovo Regno raggiunse il suo apice come una delle principali
potenze del Mediterraneo orientale. Ramses II estese il suo controllo fino alla Siria, scontrandosi con
l'impero ittita. Nonostante una possibile sconfitta nella battaglia di Kadesh, il lungo regno di Ramses II
portò a un periodo di tranquillità e sviluppo, durante il quale furono costruiti molti templi e si stabilirono
relazioni commerciali con gli stati vicini. Successivamente, l'Egitto entrò nel Terzo Periodo Intermedio,
caratterizzato da un'instabilità politica causata dal potere crescente dei sacerdoti e culminò nell'Epoca
Tarda, segnata dalla dominazione straniera, inclusi i Romani, che conquistarono l'Egitto nel 30 a.C.
Il faraone era considerato un re-dio perché incarnava la natura divina, identificandosi con il dio Horus e
protettore della regalità. Questo status divino conferiva al faraone un potere sovrano e un'aura di
sacralità che lo distingueva dagli altri regnanti. Solo i membri di una dinastia di faraoni, cioè una famiglia
regnante che trasmetteva il potere per via ereditaria, potevano aspirare a rivestire questo ruolo. La
successione avveniva all'interno della famiglia, celebrando matrimoni tra parenti e, in mancanza di eredi
maschi, anche le eredi femmine potevano accedere al trono. Questo sistema di trasmissione del potere
garantiva la continuità della dinastia e la stabilità del regno.
Nell'antico Egitto, i templi acquisirono grande prestigio e proprietà terriere, rendendo il potere dei
sacerdoti quasi paragonabile a quello del sovrano e, in certi momenti, persino una minaccia per
l'autorità del faraone. Questo perché i templi accumulavano ricchezze e possedevano grandi estensioni
di terra, garantendo ai sacerdoti un'enorme influenza economica e politica.
Gli scribi, invece, erano funzionari dello Stato incaricati di gestire l'amministrazione dell'Egitto.
Frequentavano scuole molto severe, le "Camere della Vita", gestite dai sacerdoti nei templi, per anni
prima di diventare scribi. La padronanza della scrittura garantiva loro una posizione di potere e
privilegio, poiché erano responsabili dell'organizzazione e del corretto funzionamento delle opere
pubbliche e dell'amministrazione statale. Gli scribi costituivano una casta chiusa, con una gerarchia che
andava dagli scribi incaricati dei lavori agricoli nei villaggi fino a quelli al servizio del faraone e dei
governatori provinciali. Eseguivano compiti cruciali come la registrazione dei tributi agricoli e la
distribuzione dei prodotti raccolti.
La storia della scrittura in Egitto è caratterizzata da diverse fasi e sistemi di scrittura. Il più antico è stato
il geroglifico, che ha rappresentato idee o oggetti con disegni. Successivamente, sono state sviluppate
forme più semplici di scrittura fonetica e sillabica. Altri sistemi includono la scrittura ieratica e il
demotico, utilizzati per scopi amministrativi e quotidiani. La Stele di Rosetta è stata fondamentale nella
decifrazione dei geroglifici, poiché conteneva lo stesso testo in tre diverse scritture: geroglifica,
demotico e greca.
In Egitto, gli artigiani godono di un alto status sociale, impiegati in varie attività come disegnatori, pittori,
scultori e architetti. La produzione di oggetti di lusso e la decorazione delle tombe dei faraoni erano
particolarmente apprezzate. Gli artigiani specializzati erano supportati dallo Stato e responsabili di opere
straordinarie, ma non c'era una distinzione tra "artisti" e "artigiani eccellenti". I contadini costituivano la
maggior parte della popolazione e lavoravano principalmente nell'agricoltura, sotto la supervisione dei
proprietari delle terre. Nonostante raccolti eccezionali grazie alla fertilità del Nilo, le loro condizioni di
vita erano dure, con abitazioni semplici e alimentazione limitata. A Deir el-Medina, un villaggio di operai
e artigiani, le case erano simili tra loro e ospitavano famiglie di circa sei persone, offrendo una vita
relativamente agiata.
La vita dei contadini nell'antico Egitto era influenzata dai cicli del Nilo e dalle loro obbligazioni verso lo
Stato e i proprietari terrieri. Durante le stagioni di lavoro, erano tenuti a coltivare i campi e mantenere i
canali per l'irrigazione. Durante le parti più calde dell'anno, spesso dormivano sui tetti per evitare il
caldo e il fumo della cucina, che era situata nel cortile interno. La loro dieta si basava principalmente su
pane e birra. Nonostante le loro dure condizioni di vita, i contadini erano parte integrante della società e
contribuivano alla prosperità dell'antico Egitto.
Gli schiavi nell'antico Egitto erano principalmente prigionieri di guerra o stranieri venduti al mercato
degli schiavi, con una minoranza di Egizi che potevano diventare schiavi per debiti non saldati, anche se
temporaneamente. Tuttavia, una volta che il debito veniva ripagato, tornavano liberi. Le donne egiziane
godettero di una posizione relativamente avanzata rispetto ad altre civiltà antiche, con la possibilità di
assumere ruoli di potere e autonomia economica. Avevano diritti legali paritari agli uomini, potevano
possedere, ereditare e gestire beni, e partecipare al commercio.
Gli antichi Egizi erano profondamente religiosi e praticavano il politeismo, credendo in una vasta gamma
di divinità con aspetti sia umani che animali. Il dio del Sole Ra, ad esempio, poteva essere rappresentato
come uno scarabeo o con teste di falco o ariete, simboleggianti diverse fasi del sole durante la giornata.
Altre divinità importanti includevano Anubi, dio dei morti, Hathor, dea dell'amore, Thot, dio della
scrittura, Sekhmet, dea della guerra, e Maat, dea della verità e della giustizia.
Osiride, una delle divinità principali, era un dio morto e poi risorto, la cui storia di morte e rinascita
rappresentava il ciclo annuale del Nilo e la speranza di vita eterna dopo la morte. Si credeva che la vita
dopo la morte fosse migliore della vita terrena, ma il defunto doveva superare un viaggio pericoloso e
prove per dimostrare la sua purezza al cospetto degli dei. Il "Libro dei Morti" era una raccolta di formule
magiche utilizzate per affrontare questo viaggio e garantire la felicità ultraterrena.
Gli affreschi dipinti nelle tombe di prestigio dell'antico Egitto raffiguravano la vita dopo la morte come
un banchetto, dove i defunti erano intrattenuti da suonatori d'arpa e danzatrici, circondati da amici e
parenti. I defunti venivano sepolti con tutto il necessario per vivere eternamente, inclusi mobili, abiti,
strumenti musicali e cibo, oltre a ushabti, piccole statuine che magicamente avrebbero preso vita per
assistere il defunto nell'aldilà.
La pratica della mummificazione era legata alla necessità di garantire una vita eterna conservando il
corpo. Nel clima del deserto egiziano, dove veniva sepolta la maggior parte delle persone, il processo di
mummificazione naturale era favorito dalle condizioni ambientali. Tuttavia, per i membri di alto rango e
per coloro che potevano permetterselo, veniva praticata la mummificazione artificiale, un processo
complesso che richiedeva l'uso di unguenti e balsami e durava settanta giorni. Durante questo processo,
gli organi interni venivano rimossi e il corpo veniva trattato con varie sostanze per preservarlo per
l'aldilà.