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STORIA riassunto p.

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La civiltà egizia
L'Antico Egitto occupava la parte nord della Valle del Nilo. Ogni estate il Nilo,
ingrossato dalle piogge equatoriali, straripava lasciando il limo, una materia
vegetale decomposta ricca di fosfati che rendeva fertile il terreno: Le acque
però andavano regolamentate per irrigare il terreno per questo gli egizi
costruirono un sistema di irrigazione dividendo la Valle del Nilo in una
scacchiera di aree circondate da sbarramenti. L'acqua era trattenuta per un
mese poi convogliata verso il Nilo. Grazie al limo si coltivavano grano, orzo,
lino. il Nilo era anche una importante via di comunicazione.

La necessità di controllare le acque favorì la nascita di un potere centrale,


unificando i vari villaggi. Per questa ragione lo Stato Egizio fu caratterizzato
dall'unità del regno. A parte le due grandi città di Menfi e Tebe, l'Egitto rimase
terra di fattorie e di villaggi di campagna. Per non ostacolare i lavori agricoli, i
villaggi furono edificati fuori dalle aree coltivate, per esempio sulle alture del
delta del fiume, anche i cimiteri furono collocati ancora più all'esterno, per
esempio le necropoli di Giza a Menfi e la Valle dei Re vicino a Tebe.

L'organizzazione politica e sociale


La Valle del Nilo era divisa in due aree: quello a nord era il Basso Egitto,
quella Sud l'Alto Egitto. Intorno al 3000 avanti Cristo vennero unificate in un
unico regno guidato dal faraone che significa "colui che abita in una grande
casa", cioè nel palazzo reale.

Il faraone nella storia dell'Antico Egitto che dura 2000 anni era considerato
una divinità che assicurava prosperità e benessere. Si identificava con il dio
Horus e dopo la morte diventava Osiride, dio che muore per risorgere
nell'aldilà. Per questo l'Egitto era una forma politica teocratica cioè "governo
di Dio", in cui il sovrano deteneva un potere assoluto, egli era sacerdote
supremo e capo degli eserciti. Alla morte veniva sepolto nella piramide. IL suo
posto veniva preso dal figlio, secondo una continuità dinastica. Si
conservano circa 80 piramidi ma le più belle e maestose sono quelle di
Cheope, Chefren e Micerino a Giza.

Il faraone governava il paese attraverso dei funzionari, il Visir era una specie
di primo ministro che controllava economia ed amministrazione del regno. Il
regno era diviso in distretti detti nomoi. Tutti i dirigenti sapevano leggere e
scrivere, infatti gli scribi erano i burocrati del regno, cioè coloro che
amministravano lo Stato. Essi utilizzavano una scrittura geroglifica
costituita da disegni che rappresentavano gli oggetti. Questa scrittura
complessa poi si semplifica nella ieratica e nella demotica. Il fiume Nilo
facilmente navigabile rendeva accessibile ai funzionari il controllo del territorio
e permette il trasporto delle derrate agricole su imbarcazioni per essere
trasferite nei magazzini del palazzo reale.

Appena sotto il faraone nella scala sociale stavano i sacerdoti il cui compito
non era solo religioso, ma anche politico e culturale. Essi erano proprietari di
grandi estensioni di terra. Al vertice c'era il sommo sacerdote secondo solo
al faraone.

Nel mondo del lavoro la categoria più importante erano gli artigiani che si
occupavano della costruzione di palazzi e templi, statue e bassorilievi,
decorazioni delle tombe.

Non erano molto importanti invece i militari perché gli egizi preferivano
servirsi di mercenari provenienti dalla Nubia e dalla Libia, tuttavia privilegiati
erano i cavalieri che, a partire dal Nuovo Regno, combattevano a cavallo o
sui carri. La fanteria, cioè i soldati a piedi, era talvolta composta da contadini
che preferivano il servizio militare al duro lavoro nei campi del faraone o dei
sacerdoti. Spesso, quando i lavori agricoli erano sospesi, i contadini erano
impiegati nella costruzione di opere pubbliche ma ricevevano solo lo stretto
necessario per vivere. In fondo alla scala sociale stavano gli schiavi che
erano Prigionieri di guerra o stranieri comprati dai commercianti di schiavi,
essi erano trattati come un oggetto di proprietà del padrone.