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IL FOGLIO

REDAZIONE E AMMINISTRAZIONE: LARGO CORSIA DEI SERVI 3 - 20122 - MILANO

ANNO VIII NUMERO 8

Brividi dOltralpe

Lantisemitismo scuote
Parigi e la Francia,
450 episodi in un anno
La reazione delle istituzioni dopo il
ferimento del rabbino Farhi e la proposta
di boicottare le universit israeliane

La denuncia di Trigano
Parigi. Dopo il boicottaggio degli atenei
israeliani proposto dalluniversit Paris VI
e le aggressioni contr o il rabbino Gabriel
Farhi, si sono mobilitati tutti per assister e
alla Preghiera per la fratellanza e la spe ranza celebrata ieri pomeriggio nella si nagoga del Mouvement Juif Libral de
France, fondato nel 1977 da Daniel Far hi,
padre di Gabriel, e una cinquantina di fa miglie di ebr ei liberali. N el tempio di
Beaugrenelle sul Lungosenna, a poche centinaia di metri dal Vlodrome dHiver , dove il regime di Vichy concentr migliaia di
ebrei francesi destinati alla depor tazione,
sono convenuti il ministro dellInterno Nicolas Sarkozy , il ministr o della Cultura
Jean-Jacques Aillagon, il car dinale JeanMarie Lustiger, il rettore della moschea di
Parigi, Dalil Boubakeur, e per le comunit
protestanti il pastore Jean-Arnold de Clermont. Insieme hanno pr egato per la Fran cia e per la pace. Hanno fatto professione
di fede in Dio e nelluomo cr eato a sua immagine e somiglianza. Hanno recitato salmi
millenari e cantato
lo stesso inno per la
pace che Y itzhak
Rabin cant poco
prima di morire nella piazza di Tel Aviv
che oggi porta il suo
nome. E stato un ri to espiatorio e un
tentativo di stigma tizzare londata di
antisemtismo che
affligge oggi la Francia. Il rabbino
GABRIEL FARHI
Farhi, 34 anni, stato accoltellato al laddome, in for ma lieve, vener d scorso,
mentre preparava lo shabbat, da uno sco nosciuto coperto da un casco che lha assa lito al grido di Allah Akhbar entrando di
corsa nei locali della seconda sinagoga del
Mjlf, quella della r ue Ption, nel XI ar rondissement, la stessa che in maggio era stata
seriamente danneggiata da un incendio, attribuito dalla polizia allimpianto elettrico
obsoleto. Una lettera minatoria r ecapitata
alla sede del Mjlf annunciava: Vendicheremo il sangue dei palestinesi, lancer emo
contro di lui il Jihad, castigo riser vato ai
nemici della nostra causa dopo aver ap piccato il fuoco alla sua sinagoga ci vendi cheremo direttamente su di lui. Luned,
lautomobile di Gabriel Farhi stata data
alle fiamme. E paradossale che si aggr ediscano proprio i moderati come noi, dice
il padre di Gabriel, Daniel Far hi. Evidentemente le nostre posizioni non piacciono
agli estremisti. Ma, per quanto concomitanti, laggressione a mio figlio e il boicottaggio
delle universit israeliane non hanno un
legame diretto.
Limpatto del conflitto israelo-palestinese
Anche Alexandre Adler tiene distinti i
due episodi, attribuendo il primo alla fissazione di uno psicopatico che passa al latto esprimendo le idee di Osama bin Laden. Ma nellattuale clima di attesa della
guerra, Adler riconosce che quegli episodi
assumono un significato simbolico. In
realt, il boicottaggio lanciato dal consiglio
damministrazione delluniversit Pierre et
Marie Curie (Paris VI) in una mozione contro il rinnovo dellaccordo di cooperazione
tra lUnione europea e Israele in materia
di ricerca scientifica, ha fatto venir e i brividi. Luned una manifestazione di pr otesta organizzata dallUnion des tudiants
juifs de France ha riuniuto a Jussieu mi gliaia di persone. Il presidente di Paris VI,
Gilbert Brziat, biochimico rinomato pi
per lortodossia comunista che per il suo
contributo alla scienza, ha dovuto far e
marcia indietro. La smentita definitiva
arrivata dallappello opposto e contrario
firmato da premi N obel del calibro di
Franois Jacob e Pierre Gilles de Gennes,
mentre aumentano dora in ora le adesioni
(Pierre Nora, Alain Finkielkraut, Emma nuel Le Rayu Ladurie fra gli altri) al manifesto che uscir sul Monde luned pr ossimo, promosso da Shmuel T rigano, il filosofo della storia ebraica che, di fronte alla
crescita esponenziale di gesti antisemiti
(450 in un anno), ha fondato lObser vatoire
sur le monde juif, per studiar e il riflesso
del conflitto israelo-palestinese sul pub blico francese. Episodi simbolici? Non mi
pare, dice Trigano. Si comincia col boi cottaggio delle universit e si finisce con
lesclusione degli studiosi che hanno rap porti con Israele perch ebrei. La vocazione delluniversit non di trasferire i conflitti politici al suo interno, ma di trasmettere cultura senza discriminazioni. L appello di Paris VI un episodio pietoso,
frutto della sinergia tra gli universitari
americani e inglesi di sinistra e il sindacato della scuola che in Francia talmente
filopalestinese da indurre a cautela persino gli autori di un libro di testimonianze
sullantisemitismo degli studenti maghrebini, che impediscono di parlare di affaire
Dreyfus, Shoah e nascita dIsraele.

quotidiano

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GIOVED 9 GENNAIO 2003 - 1

DIRETTORE GIULIANO FERRARA

La Giornata
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In Italia

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Nel mondo

LA UE ALLITALIA: CONTI A RISCHIO


NEL 2004. TREMONTI: CE LA FAREMO.
Abbiamo tempo e volont per rispettare gli
impegni. La Commissione europea, valutando il programma di stabilit italiano, rileva per il 2003 tr oppe una tantum e ri tiene non raggiungibile nel 2004 una po sizione vicina al par eggio di bilancio.
Inoltre, senza misure aggiuntive a quelle
gi proposte, lanno prossimo il deficit italiano rischia di superar e il 3 per cento del
pil, soglia che il commissario Solbes defi nisce intoccabile. Br uxelles non pr oporr allEcofin nessuna iniziativa formale
nei confronti dellItalia, ma vuole pi informazioni sulle strategie per raggiunger e gli
obiettivi: Abbiamo le cifr e, ma non sap piamo come ci si ar river, spiega il com missario agli Affari monetari. Per Fassino,
segretario ds, le osser vazioni di Solbes
confermano che le nostre critiche non erano un pregiudizio.

ELBARADEI E BLIX ALL ONU: COLMO DI LACUNE IL DOSSIER IRACHENO


Il primo ministr o di Baghdad T areq Aziz
accusa gli ispettori di spionaggio e dice:
Gran Bretagna e America stanno pr eparando un conflitto devastante contr o il popolo iracheno. Il ministr o della Difesa inglese, Geoff Hoon, un appoggio in caso di
guerraad Ankara, che ha gi concesso le
basi aeree. Dopo quattro anni riprendono i
colloqui tra Iraq e Kuwait sui dispersi del la guerra del Golfo: alcuni ufficiali dei due
paesi si sono incontatrati ad Amman sotto
la direzione della Croce Rossa internazionale. Mentre il prossimo 15 gennaio i gruppi dopposizione al ras si incontr eranno
nel nord del paese.Una delegazione guidata dal ministr o degli Esteri gr eco, George
Papandreu, visiter sette paesi arabi per
scongiurare lattacco contro lIraq
Il 16 gennaio cento volontari giordani si
recheranno a Baghdad per far e gli scudi
umani nel caso di un attacco.

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Fiat, le banche fr enano su Colaninno:


Esaminiamo solo i piani gi approvati dal
management del Lingotto, e per ora ce n
uno. Questa, secondo fonti bancarie, la posizione assunta allunanimit nellincon tro fra gli istituti di cr edito che sostengono
il Lingotto. Lex numero uno di Telecom insiste: Presenter il mio piano al cda, lal leanza con General Motors r esta strategica. Wagoner, numero uno di Detroit: Mai
parlato con questo signore. Sacconi, sottosegretario al Welfare, definisce positivo
linteresse di Colaninno.
Il Tesoro smentisce lesistenza di un piano del gover no per la Fiat elaborato da
Morgan Stanley . Finanza e Mer cati, che
aveva dato la notizia, pr ecisa: Il progetto
stato elaborato da V itale, consulente di
Tremonti, ed gi in mano alle banche.

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Ulivo: Sciogliere il conflitto dinter essi,


che la legge Frattini non risolve, realizzare
il pluralismo in tv, completare la riforma federalista fermando la devolution. Queste
le priorit nel cammino delle rifor me,
indicate ieri nel vertice della coalizione di
centrosinistra. Il documento approvato conferma la scelta di bipolarismo e pr emierato, ma dice no al modello alla francese: Il
presidente della Repubblica non pu essere espressione di parte, n titolare di funzioni di governo. Rutelli, leader della Margherita, soddisfatto: Abbiamo tr ovato
una sintesi, il centr odestra non ha pi ali bi. Ma la Casa delle Liber t boccia il documento. Pregiudiziali inaccettabili dice
Buttiglione (Udc), mentr e per C (Lega)
LUlivo sconnesso dalla r ealt. Bondi
(FI): Se questo il risultato massimo di
unit e capacit rifor matrice dellUlivo,
non c confronto possibile.

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Cragnotti lascia gli incarichi alla Cirio ,


ma resta nel cda. In base allaccor do raggiunto con le banche, ieri si dimesso sia
da presidente che da amministratore delegato. Le due cariche passeranno rispettivamente a Giovanni Fontana e Gianfranco
Cianci. Cragnotti ha annunciato che di 20
milioni il pr estito ponte concesso dalle
banche alla Cirio: La situazione sui debiti
infragruppo sar risolta entro fine mese.

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Monito dellUnione a Francia e Germania:


per il 2003 entrambi i paesi rischiano di
avere un rapporto deficit/pil oltre la soglia
del 3 per cento (pr evista dal Patto di stabi lit). Lesecutivo Ue raccomanda al Consi glio Ecofin di avviar e un procedimento di
early warning per Parigi e di deficit ecces sivo per Berlino.
Il commissario agli Af fari monetari ed
economici, Solbes, favor evole a interpretazioni elastiche del Patto di stabilit. Ma
conferma: Il limite del 3 per cento del Pil
deve restare intoccabile.

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Euro ai massimi dal novembr e del 99. Ieri ha toccato quota 1,0513 sul dollar o.

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LEuropa preme su Israele perch consenta la partecipazione dei ministri palestinesi


alla confer enza sul Medioriente (pr evista
per la settimana pr ossima a Londra). Il di vieto non fa avanzare il processo di pace, si
legge in un comunicato della presidenza Ue.
Proseguono le violenze: due palestinesi morti nei Territori, un guer rigliero ucciso dal lesercito israeliano al confine con la Siria.
Sharon si difende dalle accuse di finanziamento illecito: Una serie di menzogne,
insistono gli uomini del suo staf f.

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Pyongyang accusa W ashington: La vostra politica criminale porta la penisola coreana verso una guer ra nucleare. Cos la
Corea del Nord risponde allinvito al dialogo degli Stati Uniti. Il pr esidente pachistano Mushar raf ha sollecitato Pyongyang a
cooperare nel rispetto degli acccor di internazionali sulla tecnologia nuclear e.
Nel frattempo lUnione europea ha deciso
di stanziare 8 milioni e mezzo di eur o: serviranno allacquisto di cibo per le donne e
i bambini nordcoreani.
Secondo un rappor to della Cia, tra lu glio e dicembr e 2001 la Cor ea del N or d
avrebbe acquistato da Cina e Russia materiale per la produzione di armi nucleari e
sistemi missilistici. Per lintelligence Usa,
anche Libia, Siria e Sudan avr ebbero acquistato armi di distruzione di massa.

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Il piano economico di Bush divide gli


americani. Lo rileva un sondaggio della
Cbs: per il cinquanta per cento degli inter vistati favorisce soltanto i pi abbienti.

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Continua a scendere il prezzo del petrolio.


A Londra, ieri il brent ha toccato i 29,10 dollari al barile (33 cent in meno rispetto al
giorno precedente). Tra le cause del ribas so, lattesa di un aumento della produzione.

Processi troppo lunghi anche in Vaticano.


Il Promotore di Giustizia, Nicola Picar di,
inaugura lanno giudiziario chiedendo uo mini e riforme per accorciare i tempi. Nel
2002, 397 procedimenti civili e 608 penali.
Continuano fr eddo e maltempo : neve in
Lombardia, V eneto ed Emilia Romagna.
Ancora forti piogge in Campania: a Quindici e a Sarno crollano due palazzi disabitati.

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Borsa di Milano. Mibtel: 17.931 (-0,94%).


La Giornata realizzata in collaborazione con Dir e

Mi riconosco nel T ricolore che sventola. E


pi che mai allester o,
visto che viaggio in continuazione. Mi com muovo immancabil mente e non mi ver gogno a riconoscerlo
quando ascolto lInno di Mameli, sia in una
circostanza istituzionale sia durante una
manifestazione sportiva. Lattaccamento al
mio paese ha radici familiari, in casa siamo
abituati a rispettare le istituzioni e a rico noscerci nello Stato Unitario. Perch essere
italiani significa sentirsi un popolo solo, unito dallo stesso spirito e dagli stessi valori.
Rispettando beninteso le differenze regionali, i diversi dialetti e le tradizioni locali.
Tutti, da chi ricopr e nella societ un r uolo
piccolo piccolo, fino a chi gover na il Paese,
dobbiamo capire limportanza dellunit nazionale e impegnarci per difenderla. Senza
risparmio. Continuiamo a sentir ci orgogliosi di essere italiani. Commuoviamoci sem pre alla vista della bandiera e piangiamo
pure per unItalia sempre migliore, la grande nazione che sogniamo tutti e che in par te gi . Chi ha scritto cos, ieri, sul Mes saggero? Chi ha saputo trovare parole alte,
eppure asciutte? V eltroni? Troppo facile,
Sabrina Ferilli. Il Tricolore svetta. E stetta.

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La moglie di Aznar si candider alle elezioni municipali di Madrid (previste il prossimo maggio). Secondo El Mundo, sar la
Ana Botella lo annuncer oggi in una con ferenza stampa del Partido popular.

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LEta pr eparava un attentato contro un


magistrato francese. Lantiterrorismo dOltralpe ha ritovato in un covo dei separatisti
baschi alcuni appunti sulle abitudini quo tidiane di Laur ence Le V ert. Tra i docu menti sequestrati anche un piano per la fuga di sei detenuti dal car cere di Parigi.

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Un altro arresto per terrorismo a Londra,


dopo il ritrovamento di un quantitativo di
ricina (una sostanza tossica) in un appar tamento nella parte nord della citt. Sei persone erano state gi fermate marted.

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I ribelli della Costa dAvorio a Parigi. Parteciperanno ai colloqui di pace in pr


ogramma il prossimo 15 gennaio. Lo ha annunciato il negoziatore del Movimento patriottico, Guillame Soro.

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Si schianta un aereo a Charlotte, in fase di


decollo, nella Carolina del Nord: 21 morti.
Il velivolo ha urtato.
N el Sud della T urchia un aer eo si
schiantato in fase di atterraggio: 70 morti.

* * *

Ancora scioperi in Venezuela. Anche i sindacati del settore bancario si uniscono alla
protesta contro Chvez.

* * *

Il talebano americano Hamdi rimarr in


prigione. Cos ha deciso la Corte dappello.
Questo numero stato chiuso in r edazione alle 19,45

OGGI NEL FOGLIO QUOTIDIANO

LALTRA FACCIA
DEL TEOREMA
IL PENTITO GIUFFR ha recitato
la sua parte. Ma una mafia appoggiata da Andreotti e Berlusconi non
avrebbe gi vinto? (editoriale pag. 3)
I TORMEN TI del giovane Cr

oce.
Prova generale per una spazzola ta a Togliatti che se ne appropri
indebitamente (Bandinelli, ins. I)

DONALD RUMSFELD non riu -

scito a sconfiggere le lobby che di fendono armi ancora da Guerra


fredda
(articolo pagina 3)

I reattori italo-coreani

Ora scottano i finanziamenti


per il nucleare di Pyongyang
Esuli istriani e visita in Croazia del Cav.
Chirac e i (nostri) militari nei Balcani
La diplomazia italiana in prima linea
nella crisi con la Cor ea del Nord, dopo lespulsione degli ispettori internazionali addetti al controllo del programma nucleare.
FARNESINA

Alla Farnesina stato convocato lamba sciatore di Pyongyang e la forte preoccupazione deriva anche dai miliardi di aiuti versati alla Cor ea del N or d, soprattutto per
laccordo di non pr oliferazione nucleare.
Loffensiva diplomatica iniziata con un comunicato della Farnesina del 27 dicembre:
Il governo italiano esprime fer mo auspicio, che il gover no di Pyongyang riesamini
la decisione sullespulsione degli ispettori
e rispetti gli impegni assunti, anche per
consentire la continuazione del dialogo e
della cooperazione. A cominciare dal consorzio internazionale Kedo istituito in se guito allaccordo fra Pyongyang e Washington del 1994, di fatto violato dai coreani con
questultima crisi. Nellambito dellaccordo
lEuropa ha inviato molti aiuti a Pyongyang,
in campo ener getico e alimentar e, spen dendo oltre 206 milioni di eur o, di cui 37
provenienti da Roma. LItalia ha incrementato nel corso del tempo il suo inter vento
nel campo ener getico e sono stati conse gnati ai coreani due reattori nucleari (per
usi civili) costati 4,6 milioni di dollari e in genti quantit di combustibile pesante.
Il 30 dicembre, su mandato del ministro
degli Esteri, il dir ettore generale degli Af fari politici, Giancarlo Aragona, ha convo cato alla Farnesina lambasciatore nordcoreano Choek Taek San. Durante lincontro
stata in particolare sottolineata linquietudine con cui la comunit inter nazionale
ha accolto le recenti decisioni della RPDC
(Corea del N or d nda) sulla riattivazione
della centrale di Y ongbyon e sullallonta namento degli ispettori dellAiea. L Ue
aveva previsto linterruzione dei finanziamenti Kedo nel caso in cui i coreani vietino
il controllo sul loro programma nuclear e,
come sta accadendo. Pyongyang, per, ha
minacciato che qualsiasi sanzione sar considerata una dichiarazione di guer ra. Il vicepresidente del Senato Lamberto Dini ha
incontrato marted lambasciatore nordcoreano. Dini era stato il primo ministr o degli Esteri occidentale a visitar e Pyongyang
(marzo 2000). Ora vuole convincere Frattini
che lItalia, forte della credibilit acquisita negli anni scorsi in Cor ea del Nor d ha
tutte le carte in regola per chieder e che si
trovi un accordo sulla base della rinuncia
allatomica in cambio dellintegrit territoriale e di un patto di non aggr essione.
Il 17 gennaio si svolger a Zagabria lappuntamento della quadrilaterale, che comprende Italia, Slovenia, Croazia e Ungheria
e Silvio Berlusconi ha confer mato la sua
presenza. Con Zagabria ancora da affrontare il problema dei beni abbandonati dagli italiani costretti allesilio dalle violenze
di Tito. Le associazioni dei cir ca 300 mila
esuli istriani, fiumani e dalmati stanno raccogliendo firme, che saranno consegnate al
ministro degli Esteri Frattini, per chiedere
al governo italiano di adoperarsi per la r estituzione o lindennizzo dei beni. Gli esuli
hanno gi presentato una richiesta analoga
alla Croazia e alcuni di lor o si sono rivolti
alla Corte europea per i diritti delluomo.
Le dichiarazioni del pr esidente francese
Jacques Chirac hanno dato soddisfazione
ai vertici militari statunitensi. Secondo fonti diplomaticche e militari Parigi sar ebbepronta a disporre ai confini tra Arabia Saudita e Iraq fino a 15 mila uomini, pi un
congruo numero di car ri Leclerc e di eli cotteri da combattimento. Se questa offerta
di uomini e mezzi dovesse aver seguito, si
porrebbe il problema di un temporaneo ritiro di truppe dai Balcani. Scelta che po trebbe aver e conseguenze sui gi abba stanza impegnati dispositivi italiani che attualmente contano tra Balcani e Afghani stan 8 mila uomini. La Far nesina intravede nelle dichiarazioni di Chirac la possibi lit di ricucire nelle prossime settimane la
disomogeneit della posizione europea, anche tramite incontri bilaterali che si svolgeranno nei pr ossimi giorni a Londra e a
Berlino tra il ministro Frattini e i colleghi
Jack Straw e Joschka Fischer.

Il 2003 dellUlivo

Il 2003 del Cav.

Il piano quinquemestrale
dellopposizione: Non crediamo
che il Polo faccia sul serio

Non solo riforme istituzionali


Finanziaria gi a giugno
e nuove pensioni per lEuropa

Roma. Piuttosto marinara, la faccenda.


Abbiamo varato il documento dellUlivo
per unagenda delle riforme, si fa forza
Francesco Rutelli. Poi uno apre il documento, e comincia cos: LUlivo conferma il
proprio fermo ancoraggio. E pi o meno,
dalla banchina del programma elettorale
del 2001 la coalizione non salpa. Anzi, sul bagnasciuga del conflitto di inter essi si pensa
di fermare il centrodestra. Per cominciare,
piccole riforme in piccoli spazi. Una stanzetta della sede dellUlivo di piazza SS. Apostoli, tre file di sedie e un tavolo dove sono
assembrati, nellordine: folla di gior nalisti,
folla di fotografi (Poi vedrai il fotoromanzo, mormora Rutelli a Fassino), folla di ca meramen. E soprattutto folla di capi ulivisti.
Ben nove, con ef fetto cenone, Nuccio Cusumano (quota Mastella) sullestremo strapuntino. Nonostante il pigia pigia, fino a un certo punto si sta bene attenti a non pronunciare limpronunciabile. Come unaiuola non
calpestabile, un tappeto buono, la Madonna
sul marciapiede di un madonnaro, n a Fassino n a Rutelli scappa fuori il nome di Sergio Cofferati. Poi, a freddo, tranquillo come
un due soldi, ecco il cossuttiano Mar co Rizzo, prima evocativo della tragedia, del disastro di questo gover no, poi evocatore di
quello che a molti del centrosinistra pare
quasi la stessa sciagura: Ha ragione Cof ferati. Ahi, ahi.
Si smuove un ricciolo di Rutelli,
calano gli occhiali sul naso di Fassino, ghigno ironico sulla faccia
di Parisi, statico Cusumano.
Francesco scatta: Di cosa parliamo?. Darebbero tutti volentieri una bella ripassata sulla
lucida pelata di Rizzo, che gongola soddisfatto da democratico guastatore. E quindi, assi curazioni sul fatto che a dir
male del governo qui non si
secondi a nessuno, il giu dizio pi critico del mondo,
un elenco infinito di misfatti
commessi, noi non daremo alibi. Stare attenti? Stiamo atten tissimi, precisa Rutelli, no pasa ran. E Fassino: La valutazione sul
grado di affidabilit del governo pu variare. E Rutelli: Vorrei fosse molto chiaro.
Ma insomma, lUlivo che vuole far e, con le
idee forti, serie, europee ieri esposte nella calca generale? Niente devolution, niente presidenzialismo, statuto dellopposizio ne, il premier non eletto dir ettamente ma
indicato formalmente (un po la linea Lino
Banfi: due parole sono poche, una troppo),
con per il potere di proporre al capo dello Stato nomina e r evoca dei ministri nonch il decreto per lo scioglimento anticipa to del Parlamento. Beh, tutto qui?, sinfor ma qualcuno. V i pare poco?, la r eplica.
Con questo tipo di proposta spiega Rutelli non sar ebbe nato il gover no Dini e
non ci sarebbe stato il caso Mancuso. Manco il governo DAlema, sostiene una voce.
Quello s. Stessa maggioranza: come
Major che subentra alla Thatcher.

Roma. Non di sole riforme istituzionali


vivr il Cav. nel 2003. Se anche volesse ri trarsi nel sogno di poter ridisegnare lorganizzazione dello Stato, se anche pr endesse piede una inedita concordia discors
con lopposizione, il lungo scor cio costituente della legislatura, da solo, non ba sterebbe al premier a soddisfare le aspettative crescenti, e a riattivar e quelle decrescenti, sul suo mandato di governo. Anche un grande sognatore come Berlusconi
vuol mordere il risultato, tenendo i piedi
per terra. E quello slogan, le rifor me non
si mangiano, usato anni fa da Gianfranco
Fini nei confronti del centrosinistra, vale
un memento per la berlusconomics alle
prese con la scoperta di inizio anno che gli
italiani hanno speso un ter zo in meno rispetto a quello che spendevano ai primi
passi del governo di centrodestra. Spendono meno anche gli americani, anche gli inglesi, anche i francesi, anche i tedeschi.
Nellarea delleuro i consumi, al rallenta tore da un decennio, sono rimasti fermi nel
2002. In Germania sono crollati, in Italia
precipitati al record negativo del 1993.
Dappertutto in Occidente la politica rin corre uneconomia in affanno ed costretta a esercitare la pi classica delle sue funzioni: riaggiustare le aspettative
e ricostruire le speranze,
indicare una via, la pi
larga possibile. Perch il Cav . dovrebbe
fare eccezione?
Solo che tra gli americani, gli inglesi, i
francesi, i tedeschi
che spetti allesecutivo in carica lin dirizzo politico
della delicata fase economica, fa
parte della stratificata coscienza
nazionale. Mentre
in Italia se il ca vallo non beve
prevale la tentazio ne, politica, di rimescolare le carte. O anche solo la
confusione istituzionale per manente. A
chi spetta lindirizzo politico dellecono mia allinizio di un anno non facile, mentre sono aperte le grandi questioni, fisco,
pensioni, mercato del lavoro, mentre incombe il conflitto con lIraq, mentre si avvicina il semestre italiano di pr esidenza
europeo? A un premier la cui maggioranza parlamentare conta oltre cento seggi di
vantaggio? Alla leadership istituzionale
dei presidenti di Camera e Senato espressi dalla stessa maggioranza, numerica mente forte e politicamente in cer ca di
coagulo, costretti durante lultima finan ziaria non solo a garantir e il gioco con
lopposizione ma a parare colpi e contraccolpi interni alla maggioranza? Alla moral
suasion del governatore di Bankitalia, pur
dopo leuro, garante ultimo dellunit nazionale in economia? Al pr esidente di
Confindustria e ai capi sindacali grandi
decisori nella costituzione materiale degli
ultimi trentanni? Alle fazioni dellopposizione, o della maggioranza, capaci di in tercettarne segnali e inter essi? Il piano
del Cav. per il 2003, coniugar e le riforme
istituzionali e quelle economiche, nasce
dalla convinzione che anche un potere politico incarnato da una leadership popo lare e strutturata in parlamento come la
sua, teoricamente nelle migliori condizioni di decidere e operare, sia debole. Ma
vero anche che per pianificar e e condurre in porto un riassetto di simile pr ofondit il presupposto avere e saper usare
quella forza che non lingegneria istitu zionale ma gli elettori gli hanno conferito.

Iniziative da gennaio a maggio


Sta tutta in una paginetta compr esa la
premessa sul conflitto di inter essi, il cda
Rai e il pluralismo nellinfor mazione la
proposta di rifor me dellUlivo. Come si
suol dire suole dire Rutelli stampato e
distribuito. E tutti a giurare a voce o ad annuire con testa, che c lunanimit dei
partiti dellUlivo (Rutelli), e poi i gr uppi
parlamentari daranno le modalit (Fassi no), ch ci siamo dati delle regole (Rizzo,
a cui vorrebbero pi che altro dare una regolata dopo limpennata cofferatiana). Tanto pi che noi non crediamo che il centrodestra voglia fare riforme serie, perci, anche se Fassino durante la lunga riunione
prima della conferenza stampa ha cer cato
di innalzare la faccenda, noi disegniamo
qui il pi europeo degli schemi istituzionali, la faccenda viene sbrigata presto e senza patemi, una sintesi con cui lUlivo si
presenta unito. E inoltr e, un modo di di mostrare al capo dello Stato che noi le no stre idee ben chiar e ce le abbiamo. Che
tra chi la voleva in un modo e chi in un al tro, spiega Rutelli, tutti hanno convenuto
di fare un passo in avanti, e tutti cos si sono affollati al tavolo, compreso Nuccio sullo strapuntino, Enrico Boselli che di suo sarebbe pr esidenzialista, Luciana Sbarbati
che boh, Parisi che chiss e intanto tace,
Pecoraro che svelto fa capoccetta: Vogliamo una vera disponibilit democratica!.
Che pi che altro, dicono quelli dellUlivo, la mattinata lhanno passata a decider e
le iniziative del nuovo anno, da gennaio a
maggio, piuttosto itineranti, qua e l per la
penisola, inter essati a parlar e al paese
delle grandi questioni che inter essano gli
italiani e le italiane. Con il seguente obiettivo: Ci candidiamo a vincer e le elezioni
amministrative della prossima primavera.
Tanto per cominciare si comincia domani
con un convegno, studiosi e costituzionalisti, sul tema: Si vuole risolver e o aggravare il conflitto di inter essi?. Per poi pr oseguire con manifestazioni sulla scuola, un
seminario di cinque gior ni cinque sulla
globalizzazione, quindi si va ad Arezzo sulle politiche sociali, a Brescia sul futuro dellindustria, in Sicilia sul tema del lavor o.
In una citt ancora non stabilita, pr ecisa
Rutelli. Nellassembramento, un dissenato
a voce alta propone: A Stromboli?.

La misura della forza


Un po per tutto questo la disputa se venga prima la politica o leconomia, se le riforme istituzionali siano un diversivo rispetto
a quelle economiche, secondo le pr eoccupazioni di Antonio DAmato, un surrogato
rispetto al declino democratico come teme
Giuliano Amato, e anzi un palliativo alli nefficacia di gover no come accusa Ser gio
Cofferati, ha un che non di irrealistico, ma
di ozioso. E forse un segnale chiar o che il
Cav. sta misurando la sua forza, attuale, non
sul metro del sogno istituzionale di domani,
viene dal fatto che in questi gior ni egli ha
gi deciso come af frontare la prossima Finanziaria per ch non si ripeta lo psico dramma dellultima, senza rimandar e la
questione allapprovazione (lenta e dif ficile) di una riforma costituzionale che renda
inemendabile il piano economico del go verno. Berlusconi ha in mente di pr esentarlo in anticipo, prima dellinizio del se mestre di presidenza eur opea, e di accom pagnare la manovra col nuovo modello pensionistico. Non casuale lannuncio di Ro berto Maroni, nuove pensioni a giugno. Pa lazzo Chigi vuole aver e le carte in regola
con lEuropa e sfruttarne la cornice e il sostegno per riformare un punto dolente del
sistema economico guadagnando sovranit
al piano del governo pur nellalveo costituzionale attuale. Pu sembrar e uno stratagemma. Qualcuno dir che dopo lombrello
istituzionale il Cav. cerca lombrello europeo, mentre continua a scrosciare la pioggia. Ma non bagnarsi mentre piove la prima regola di un leader.

ANNO VIII NUMERO 8 - PAG 2

Stay behind

Interesse e interessi
dellattivismo di Amato
In politica estera pi a sinistra di Blair
e di Fischer, in Italia loda la Cgil

uando Giuliano Amato si mette in mo vimento i cultori di cose politiche si allertano. Lex vice di Bettino Craxi una
delle teste pi fini del nostro paese e le sue
analisi sono sempre ricche di sapienza e
cultura, un piacere seguire i suoi ragionamenti. Oltre ai cultori si allertano anche
i facitori di cose politiche e costoro aggiungono spesso allattesa per i contributi di
pensiero anche qualche preoccupazione
per le manovre di una persona non priva di
astuzie. Non che tutti condividano il giudizio che ha dato qualche settimana fa Carlo
De Benedetti (Amato ha un buco al posto del cuore) o quello
pi antico di un Craxi molto
amareggiato (E un professionista a contratto), ma tutti considerano lex premier uomo affatto disattento ai possibili
equilibri del potere.
Cultori e facitori sinterrogano in questi giorni su una serie
di uscite amatiane che tendono a delineare
una nuova linea di movimento. Inter vistato
dal Riformista, Amato ha detto che non solo opportuno schierarsi contr o qualsiasi
intervento americano unilaterale in Iraq,
ma che lEuropa e innanzi tutto la Ger mania dovrebbero darsi da far e per evitare
che lOnu autorizzi questo inter vento. Sul
Sole 24 ore, poi, Amato ha chiesto allItalia
di evitare la tentazione di svolger e un puro
ruolo di mediazione nella Convenzione per
la Costituzione dellUnione e dimpegnarsi
piuttosto per rafforzare lasse franco-tedesco coprendolo anche con un accordo tra i
paesi fondatori (oltre a Italia, Francia e Germania anche Olanda, Belgio e Lussembur go). Eppure qualche settimana fa, pr oprio
sul Sole 24 ore, lo stesso Amato aveva insistito perch si evitassero posizioni troppo
brusche che potessero determinare rotture.
Infine, sul Corriere della Sera, Amato in tervenuto sulla questione delle riforme istituzionali sostenendo due tesi: i rischi di plutocrazia nelle societ occidentali e la possibilit di compromesso sul premierato ma
senza elezione diretta o possibilit di scio gliere le Camere. Il tutto condito dai com plimenti alla Cgil, lunica in grado di rap presentare (sia pure svenandosi) una vera
opposizione al governo Berlusconi e anche
da una frecciatina alla gi molto amata Mediobanca che ora dovrebbe smettere di contare solo sulle vecchie Generali.
La cinica (e spesso destabilizzante, secondo la definizione di ambienti vicini a
Romano Prodi) stampa angloamericana ha
spiegato la recente uscita-bomba di Valry
Giscard dEstaing contro lentrata della
Turchia in Europa (Sarebbe la fine dellUnione) come lesigenza del pr esidente
della Convenzione di far e un po di fuochi
dartificio allapprossimarsi del momento
della presentazione ufficiale dei lavori: tanto per richiamare lattenzione. E senza dubbio questattenzione ai fuochi dartificio riguarda anche il vice di Giscard. Ma il fatto
che su diversi argomenti Amato scelga di
porsi a sinistra di Tony Blair e, in politica
estera, persino di Joschka Fischer, che pensi di lasciare al loro destino i laburisti inglesi in campo europeo e di smarcarsi dallala dei Ds pi conseguentemente riformista sulle questioni istituzionali, forse un
qualche senso politico lo ha. Anche se il
merito in un politico che anche professore ha sempre un forte peso.
I rapporti con Agnelli e lestablishment Usa
Nello sviluppare la sua coerente politica
riformista Amato, oltre a quello che con
termine antico si chiamava il movimento
operaio, ha avuto sempre anche altri punti
di riferimento: da una parte gli Agnelli e
dallaltra lestablishment americano, grazie
anche allimpegno in un isituto come l Aspen. Ora agli Agnelli non manca qualche
difficolt, e sull establishment Usa pesa
unamministrazione repubblicana con cui
lex premier italiano ha meno consuetudi ne. Se si aggiunge a queste considerazioni
che Prodi e De Benedetti diffidano di Amato (e gli preferirono Rutelli per sfidare Berlusconi) e che di D Alema (che contro Rutelli non lo difese) Amato non si fida del
tutto, non si fa peccato pensando che oltre
alle brillanti valutazioni di merito, vi sia
nellex leader socialista anche una qualche
esigenza dautodifesa. E che questa autodifesa da una parte consista nel serrarsi al
cuore continentale del socialismo europeo
ancora costituito dalla Spd, dallaltra nel ripetere mosse in cui fu particolarmente abile in giovane et: slancio a sinistra con successiva e improvvisa torsione a destra.
Lodovico Festa

IL FOGLIO quotidiano

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IL FOGLIO QUOTIDIANO

GIOVED 9 GENNAIO 2003

MATTIA NEL TERRORE - 16

Oggi, 9 gennaio 1993, Di Pietro diventato una star della tv

IL SUO IMPLACABILE BRACCIO DELLA LEGGE BATTE ANCHE QUELLO DI SCHWARZENEGGER. RAI3: 6.180.000; CANALE5: 5.236.000

ggi, sabato 9 gennaio 1993, abbiamo saputo di primo pomeriggio che cosa legO
geremo sullEspresso di luned, 11 gennaio.

Quelli dell Espresso ci tengono ai lor o


scoop, e li divulgano. Lo scoop la pubblicazione dei verbali dei tr e socialisti che
hanno inguaiato Bettino Craxi: l ex segretario dellInadel, Nevol Querci, lex segretario regionale, Loris Zaffra, e lex componente del dir ettivo socialista, Ser gio Radaelli. Ah, ecco, su questo Radaelli, questo
buon amico di Antonio Di Pietro, ce ne sarebbero da raccontare, e prima o poi lo faremo, ma le anticipazioni dell Espresso
non ce ne hanno dato il tempo. Craxi di
qui, Craxi di l, mazzette, milioni, nomine.
Querci, anticipa lEspresso, ha detto di es sere stato messo all Inadel da Craxi: Sapevo e so che nei posti chiave di deter minati enti, tra cui l Inadel, vengono messe
delle persone in cui il par tito ha fiducia,
anche perch in grado di farsi carico di far
pervenire contributi al par tito stesso. Il
poverino, sappiamo oggi, dunque era l ,
con la canna del fucile alla schiena: Sapevo che un mio eventuale voltafaccia
avrebbe compor tato la mia immediata
emarginazione e la r evoca del mio incari co. E Bettino? Ma certo, Bettino non poteva non sapere: Lon. Balzamo non poteva
non mettere a conoscenza il r esponsabile
politico dell entit e pr ovenienza dei fi nanziamenti. Gli avvocati di Craxi hanno
parlato di finalit politiche. Poco prima
dellora di pranzo, il pr ocuratore di Milano, Francesco Saverio Borrelli, ha dovuto
esprimere tutta la sua amar ezza: Queste
attribuzioni di finalit politiche sono fr utto di una distorsione culturale.
A Cernobbio in maniera un po imprevista venne preannunciata dal giu-

dice Antonio Di Pietro la presentazione


di una bozza di legge Non so dire se
questo sia linizio di una nuova era nei
rapporti tra magistratura, politici e
mondo dell imprenditoria Mi riesce
difficile accettare lidea che per precisare e dettare le nuove regole del gioco siedano allo stesso tavolo sia le guardie che
i ladri. Da Lo Stato violato, di Felice
Casson (magistrato di Venezia), editore
Il Cardo, 1994.
Oggi, sabato 9 gennaio 1993, stato un
giorno importante per Antonio Di Pietro. Il
suo implacabile braccio della legge ha piegato anche quello da superculturista di Arnold Schwarzenegger, lattore di Hollywood.
Ieri sera, venerd 8, su RaiTre, andata in
onda la seconda puntata di Un giorno in

PICCOLA POSTA
di Adriano Sofri

Caro Vincino, oggi faccio io


una vignetta. C il solito cortile recintato, e un omino
che fa ciao con la mano a
uno stormo di uccelli dalle grandi ali che
migrano chiss dove. Titolo: Addio, oche
di Lorenz. Vedi che so disegnare anchio.
pretura. Si vedeva T onino alla prese con
un processo per omicidio, e sono rimasti davanti allo schermo, popcorn e coca cola, sei
milioni e 180 mila spettatori. I modi spicci
eppure straordinariamente giusti di Di Pietro tirano pi degli effetti speciali in cinemascope. Danko, il film di Schwar zenegger trasmesso da Canale 5 si fermato a 5
milioni e 236 mila spettatori. Mentre noi og-

gi annotiamo i nuovi successi, stavolta di audience, di Di Pietro, c un giornalista che


sta preparando il suo nuovo libro. Il giornalista Giorgio Bocca. Il libro si chiamer
Metropolis, lo pubblicher fra qualche
mese Mondadori. Bocca un uomo generoso, pieno di slanci e di amori. E pr oprio in
questi giorni, proprio in questo inizio di
1993, sta incontrando Di Pietr o per il libro.
Ne abbiamo trovato copia, e a pagina 157
leggiamo: Antonio Di Pietro pi alto di
quanto immaginassi e pi bello, pi robusto, una bella faccia italica piantata su un
fusto muscoloso, da condottiero di ventura,
una intelligenza viva, spesso imprevedibile
dietro quel suo essere, quel suo fare popolano. Uno di quelli un po fuori misura che
si incontrano fra la gente comune, quelli
che hanno qualcosa in pi e di diverso, che
vengono fuori dai luoghi comuni e che ti
fanno capire che in questo nostro paese ci
sono ancora linfe vitali che passano per le
generazioni, talenti ereditari, lampi di civilt trasmessi da padre in figlio e ai figli
del figlio. Di Pietro fa pensare al Giotto del
cerchio, il contadino geniale con un orgoglio che non si vergogna delle sue origini .
Ascolto il giudice poliziotto e mi viene in mente il Lenin rivoluzionario. Da
Metropolis, di Giorgio Bocca, editore
Mondadori, 1993.
Come alle popstar, gli arrivano un sacco
di lettere a questo nostro guerriero. Ce ne
sono di belle, davvero, ne raccoglier qualcuna Filippo Facci, nella sua Biografia
non autorizzata, che sar in libreria per
Mondadori fra quattro anni, nel 1997. Carla,
41 anni, gli scrive: Caro Di Pietro, sei mitico-fantastico-fortissimo-super Quando arringhi insuperabile coinvolgente ipnotico.

Il prossimo Natale, quello del 93, Elena e


Rossana prenderanno carta e penna: Avendo ormai scoperto che Babbo Natale non
esiste, io e Rossana, due studentesse licea li, abbiamo deciso di scrivere una letterina
proprio a lei. Chiara B.: Tu sei forte, sei
unico, sei un mito Oltre a Spazzali si
messo anche Tarantola contro di te Non
sto qui a descriver ti i vari momenti di odio
che provo ogni volta che quei due cer cano
di bloccarti lintelligenza del presidente
(o giudice) dovrebbe essere quella di portare acqua al tuo mulino nellinteresse dellItalia Ogni luned e venerd rinuncio ai
miei impegni e mi piazzo davanti alla tv per
guardarti. A volte mi incanto nel guardarti
senza seguire i vari intrecci, mi basta sapere che sei l, che li stai braccando.
Perch non mi vogliono , titolo di
un articolo di Antonio Di Pietro, l Unit, 8 gennaio 2003.
Oggi, sabato 9 gennaio 1993, siamo rimasti
incantati a guardare quest Italia che tira
fuori la testa dalla melma. Oggi un consigliere comunale del Msi, Amedeo Laboccetta, ha consegnato alla Digos di N apoli
una videocassetta in cui si vede il sindaco,
Nello Polese, socialista, che alla festa dei
Gigli, nel quartiere Barra, si accompagnava
con lex presidente di circoscrizione, Salvatore Minichini. Costui, abbiamo saputo,
stato arrestato un paio di mesi fa con l accusa di collusioni con la camorra.
Se una persona ritiene di avere
informazioni importanti da dare alla
giustizia e non se la sente di esporsi, ebbene dobbiamo tenere presente che esi ste la categoria degli informatori di polizia. Francesco Saverio Borrelli, alla
Stampa, 9 maggio 1993. (16 - continua)

MENO CONSUMI E PIU RISPARMI ANCHE PER LE F AMIGLIE USA

Perch ora gli americani dovrebbero pensare a svalutare il dollaro

el 2002 il disavanzo tra espor tazioni e


importazioni di beni e servizi (la parte
N
reale della bilancia dei pagamenti) degli

Stati Uniti dovr ebbe collocarsi intor no al


4,6 per cento del pil, con un aumento di pi
di mezzo punto rispetto al biennio pr ecedente. Se si esclude il 1991, sono ventuno
anni consecutivi che il saldo tra espor tazioni e importazioni americane risulta ne gativo. Il disavanzo della parte reale della bilancia dei pagamenti pi che com pensato da ingenti afflussi di capitali dallestero: gli Stati Uniti sono cos diventati
negli ultimi ventanni debitori netti verso il
resto del mondo, da creditori netti che erano. In sostanza, gli americani vivono oggi al
di sopra delle loro disponibilit sfruttando
il fatto che la lor o valuta regge lintero sistema monetario internazionale: gran parte dellexport mondiale e una quota molto
rilevante delle attivit finanziarie in circolazione nel pianeta infatti espressa in dollari. Non a caso gli economisti parlano di
un sistema di dollar standard.
Occorre chiedersi se il r uolo egemone
del dollaro possa durare anche in presenza
di un elevato e per durante disavanzo commerciale nella prima economia del piane ta. Sotto il profilo politico la situazione at tuale ricorda per certi aspetti quella della
seconda met degli anni Sessanta, allor quando Charles de Gaulle contest agli

americani il lor o diritto a una sor ta di si gnoraggio nel mercato monetario internazionale. In quegli anni, infatti, il grado di
copertura in oro dei dollari emessi dal T esoro americano era sempr e pi basso e gli
Stati Uniti grazie allegemonia della loro
moneta potevano permettersi di acquistare sui mercati esteri beni, ser vizi e attivit
finanziarie senza disporre di adeguate ri sorse aurifere. La contestazione di de Gaulle e la sua campagna per un ritor no puro e
semplice alloro fallirono e oggi appaiono
quasi caricaturali. Non va infatti dimenti cato che la significativa crescita delle transazioni tra i diversi paesi inter venuta in
questo secondo dopoguerra stata in larga
parte favorita dalla supremazia del dollaro
e alla sua capacit di dar vita a un or dinato sistema monetario internazionale. Non
certo un caso che tra le due guer re, in assenza di una moneta egemone, gli scambi
internazionali si siano rarefatti favorendo
ladozione di pratiche pr otezionistiche e
autarchiche.
Attualmente legemonia del dollar o, se
da un lato consente agli americani di vive re sopra le proprie disponibilit, dallaltro
permette lo sviluppo del commer cio internazionale. La crescita di questultimo resa, infatti, possibile dalla cir costanza che
gli Stati Uniti emettono una quantit di moneta superiore a quella necessaria per gli

usi interni e che tale eccedenza viene usa ta negli scambi mondiali. Una situazione
che adesso pu essere seriamente minac ciata dagli attuali squilibri della loro economia. La spiegazione pi dif fusa tra gli
esperti attribuisce lelevato disavanzo tra
esportazioni e importazioni negli States alla scarsa capacit di risparmio, significati-

IL RIEMPITIVO

di Pietrangelo Buttafuoco

AGENZIA FISCHIA IL VENTO.


Sotto lo schiaffo della Bora, Trieste sembra la Siberia , cos titolano non senza
commozione i giornali democratici. Sar
tornato il Cln, fischia il vento, urla la bu fera, Tito arriva e finalmente Claudio Magris pu esser ne contento. Pu far e
esporre senza patemi tutte le sue foto grafie. Anche quelle in formato tessera.
vamente diminuita nel corso dell ultimo
decennio in ragione della crescita borsistica e dei conseguenti elevatissimi capital
gain. Si cos determinato negli anni No vanta un cir colo vizioso caratterizzato da
una crescita del pil accompagnata da un
elevato disavanzo commerciale con lestero, peraltro compensato da ingenti af flussi
di capitali. A questi cor rispondeva un a-

scesa del dollar o e della Borsa. L andamento positivo di quest ultima rendendo
poco costoso il capitale favoriva ingenti
investimenti e determinava nei portafogli
delle famiglie americane cospicui guada gni in conto capitale, con un conseguente
significativo aumento dei consumi.
La crisi borsistica degli ultimi due anni
ha interrotto questo processo virtuoso, facendo emergere in tutta la loro evidenza gli
squilibri sottesi alla forte crescita delleconomia statunitense. Questi ultimi possono
minacciare il ruolo egemone del dollar o
nelleconomia mondiale portando a un eccessivo indebitamento delle famiglie ame ricane, a una diminuzione del valor e delle
garanzie offerte dai privati alle banche, a
problemi di insolvibilit diffusa. Leccessivo apprezzamento del dollar o poi unulteriore minaccia per il dollar standard,
esposto all emergere di tentazioni pr otezionistiche cos come alla per dita di competitivit dell industria manufatturiera
americana. Ecco per ch quantomai op portuno che la capacit di risparmio degli
americani ritorni al pi presto ai suoi li velli fisiologici e che i paesi industrializzati non ostacolino con interventi diversi una
marcata svalutazione del dollaro.
Giovanni B. Pittaluga
professore di Economia politica
allUniversit di Genova

REDAZIONALMENTE CORRETTO

Recensire Rep. e scoprire che teme di diventare come il tigiquattro

a prima pagina di Repubblica (Rep.) di


L
ieri, 8, Giorno VIII della N uova Era
Forte, Libera & Giusta, si apriva con unin-

tervista scoop di Ezio Mauro (che la Forza


sia con lui) a Rober to Colaninno. Pare sia
andata cos: Ezio Mauro (che la Forza sia
con lui) non ci stava a passar e per il direttore di un giornale imbrigliato negli af fari
del suo editore, Carlo De Benedetti. E cos
ha deciso di agire. C da fare un passo indietro: il piano di ingr esso in Fiat di Colaninno non piace a De Benedetti, e Rep. s
messa di mezzo con un editoriale di Euge nio Scalfari. Contemporaneamente una
grande firma del giornale, Claudio Rinal di, aveva scritto un opinione favorevole a
Colaninno sul sito web di Libert & Giustizia, lassociazione politica di De Benedetti. Si scatenato linferno. Libert & Giustizia ha epurato Rinaldi con toni che lo
stesso kulako, dimettendedosi, ha definito
da partito comunista anni T renta. Rep.
non ne ha dato notizia, a differenza di tutti
gli altri giornali. La situazione diventata
imbarazzante, Rep. si stava trasformando
in una specie di tigiquattro cartaceo. Mauro (che la Forza sia con lui) ha detto stop, e

di fronte ai primi malumori in r edazione


ha ribadito che Rep. un giornale libero
da condizionamenti, tanto che avr ebbe
pubblicato una grande inter vista a Colaninno. Sospiri di sollievo. Salvo il fatto che
Colaninno non aveva nessuna intenzione
di dare un intervista, tantomeno a Rep.
Ezio Mauro (che la Forza sia con lui) ha
chiamato una volta, poi unaltra, poi unaltra ancora, e soltanto alla quarta telefonata riuscito a cavar e le frasi che costitui scono il nocciolo dell articolo pubblicato
ieri. Bravissimo Maur o (che la Forza sia
con lui): da questi par ticolari che si giu dica un grande direttore. Colaninno ieri
mattina c rimasto di sale, non pensava affatto di aver risposto a unintervista. Brava
Rep. Brava? Geniale. T anto che per riequilibrare e non far arrabbiare troppo De
Benedetti, Mauro (che la Forza sia con lui)
ha pubblicato di fianco un articolo di sperticati elogi alla Panda, l auto che il patron
di Rep. si vanta spesso di aver ideato in
quei cento giorni che guid la Fiat.
Intanto Umberto Eco, opinionista prin cipe di Rep. e fondatore di Libert & Giustizia, per poter dir e la sua dovuto an -

dare sullUnit, come un Marco Travaglio


qualunque.
Sulla prima pagina di ieri c era un articolo dello scrittore Marco Lodoli (Lod ),
uno che va seguito sempre con molta attenzione. Lod commenta la notizia secondo cui la scuola cattolica francese vuole
abolire le classi miste. Bene. Lod si inerpica per in un ragionamento ardito. Scrive che ricorda il suo periodo scolastico di
apartheid sessuale come un incubo. E che
quelle tensioni spasmodiche le ha ritrovate in seguito in un film di Marco Bellocchio ( e passi ) ma anche in un viaggio in
Pakistan dove per un mese non ha mai
incrociato lo sguardo di una donna . Conclude Lod : E ho sofferto . Da prof. ha
avuto anche lesperienza opposta: insegnare in una classe di sole ragazze. L listerismo cresce, le pareti si ricoprono di fotografie di oscuri attorucoli, quelle dei bagni
di scritte oscene ( che ci faceva Lod nei bagni delle femminucce?, n.d.r ed.corr.) e il ragazzo che porta le pizzette a ricreazione diventa il fidanzato immaginario di tante ragazze inquiete. Il ragazzo delle pizzette?
Ma state a sentire qui: secondo Lod nelle

classi maschili la donna scomparsa riap pare sotto forma di cupa ossessione e ( )
diventa un angelo che solo la masturbazione solitaria o di gruppo pu evocare. Masturbazione di gruppo. Sar per questo che
ieri Carlo Bonini e Giuseppe D Avanzo si
sono separati? Possibile. Infatti il caso
Taiwanchik, il cinesino che secondo i segugi di Rep. sa tutto sulla mafia r ussa ieri
era trattato dal solo Bonini. E per la verit
anche da una sonora smentita dell ambasciatore italiano a Mosca, accusato marted
di aver invitato un latitante.
Infine Lula, il campione brasileiro della
sinistra oltranzista e cofferatiana. Un monumentale articolo di Omero Ciai racconta
che Lula privatizza le favelas . Una cosa
meravigliosa, progressista: legalizzar e le
baracche, far emergere in un batter d occhio milioni di dollari immobilizzati nel
sommerso nell illegalit. Par e, scrive
Rep., che l idea sia ispirata a Hernando
De Soto, uno dei pi lucidi e inventivi pensatori latino-americani. Saudade a par te,
e trattandosi tecnicamente di condono edilizio, qui lidea pare precisa a quella di Cirino Pomicino.
(continua)

PIGNOLERIE

Il Renoir pittore non era nonno, ma padre del regista. Wilder non lo sa
Lottimo Vittorio Zucconi, inviato della
Repubblica negli Stati Uniti, sabato 4 gen naio, si intrattiene lungamente sui numerosi, possibili candidati democratici alla Casa
Bianca in vista delle elezioni pr esidenziali
del 2004. Parlando in particolare di John
Edwards, larticolista scrive: Due giorni orsono, era stato l immancabile nuovo Kennedy John Edwards, senatore junior del
North Carolina, viso attraente, bella famiglia, consorte chic e intelligente, abbigliamento studiosamente casual, et (49 anni,
il baby del gruppo) e ciuffo kennediani, a
proclamare la propria discesa in campo .
Ora, come tutti sanno, John Kennedy, nato il
29 maggio del 1917, allorch, nel 1960, sconfisse Richard Nixon, aveva 43 anni, 6 in meno di quanti ne conti oggi Edwar ds, il quale, tra l altro, se arriver alla nomination,
nel 2004 ne avr 51. Cos stando le cose e (lo

ricordiamo a Zucconi) essendo Kennedy


morto a soli 46 anni e mezzo circa, non si
comprende perch il senatore del North Carolina avrebbe unet kennnediana.
Sul Corriere della Sera di luned 6 gennaio, Maurizio Porro propone, nella pagina
culturale, un lungo e interessante articolo
dedicato al volume Conversazioni con Billy W ilder, opera del regista Cameron
Crowe. Nel pezzo, fra l altro, Porro scrive
che a Wilder piace Jean Renoir pi che il
nonno pittore Pierre Auguste di cui aveva
un disegno nella sua ricca collezione d arte. Perch larticolista lo sappia, il grande
regista francese del quale si parla era figlio
e non nipote dellaltrettanto celebre pittore
Pierre Auguste. Vero che nellerrore, per
primo, cade Wilder (che Crowe si guarda bene dal correggere!), nel libr o, rispondendo
a una domanda, ma ci saremmo attesi da

Porro la sottolineatura dello strafalcione


che, invece, fa proprio senza colpo ferire.
Ancora il Corriere della Sera, sempre luned 6 gennaio, pubblica una cor rispondenza dagli Stati Uniti a fir ma Ennio Ca retto il quale si intrattiene a pr oposito del
progetto dellAmministrazione americana
che prevede, in caso di distr uzione dei pi
importanti monumenti nazionali da par te
di terroristi, la ricostr uzione degli stessi
esattamente come erano . Parlando del
Monte Rushmore e dei quattr o presidenti
col raffigurati dallo scultore Gutzon Borglun, Car etto scrive che si tratta di Washington, Jefferson, Lincoln e Roosevelt .
Considerando, per, che per ragioni che
sarebbe utile esplorare visto che il primo
Roosevelt fu senza dubbio, a pr opria volta,
uno dei pi significativi presidenti Usa dicendo o scrivendo appunto solamente

Roosevelt, la mente di quasi tutti va a


Franklin Delano (in carica dal 1933 al 1945),
Caretto meglio avrebbe fatto a specificare
che linquilino della Casa Bianca del quale
parla Theodore Roosevelt (in carica dal
1901 al 1909).
Ancora il Corriere, pagina degli Spettacoli, marted 7 gennaio, commemorando
Massimo Girotti, in una didascalia, afferma
che fu protagonista con Alida Valli del film
di Visconti Senso. Ma lottimo attore italiano non era il protagonista del film ricordato visto che il r uolo del giovane uf ficiale
austriaco disertore Franz Mahler fu affidato da Luchino Visconti a Farley Granger. Girotti nella pellicola ricavata dall omonima
novella vergata da Camillo Boito, imperso nava il marchese Roberto Ussoni, cugino
della contessa Livia Serpieri (Alida Valli).
Mauro della Porta Raffo

Sacri palazzi
Nuova enciclica sullEucaristia
prima di Pasqua. Il Papa
forse a Belgrado entro giugno
Enciclica sulleucarestia in arrivo. I massmedia a cavallo tra il 2002 e il 2003 hanno
dato ampio risalto ad alcuni scritti poetici
personali che papa W ojtyla si accinge a
pubblicare in polacco. Nessuno ha invece
fatto cenno a quello che sar molto probabilmente il pi importante documento pontificio che verr alla luce questanno. Prima
di Pasqua dovrebbe essere infatti pubblicata la quattordicesima enciclica di Giovanni
Paolo II (lultima, Fides et Ratio, risale al
settembre 1998). Tratter il tema dellEucaristia e potrebbe avere come titolo pr oprio
Ecclesia ex Eucharistia. Lultima enciclica sullargomento risale alla Mysterium Fidei, pubblicata da Paolo VI nel 1965. Sembra che l enciclica sar accompagnata da
una istruzione curata dallex santUffizio e
dalla Congregazione per il culto divino in
cui verranno segnalati e condannati i prin cipali abusi riguardanti la celebrazione della messa. Verr certamente stigmatizzata la
cosiddetta intercomunione, una messa
cio concelebrata da preti cattolici e pastori protestanti. Lenciclica oltre a stare particolarmente a cuore al Papa, attesa con impazienza anche dal cardinale bavarese Joseph Ratzinger. Questanno infatti proprio
in Germania per la prima volta nella storia
si celebreranno insieme il Katholichentag e
il Kirchentag, i due tradizionali meeting nazionali del mondo cattolico ed evangelico
tedesco, che finora si sono svolti separata mente. E c il timore che in questa occasione ci possano essere delle intercomunioni. Lenciclica del Papa dovrebbe servire anche a impedire tentazioni di questo genere.
Prima inaugurazione dellanno giudiziario
in Vaticano. Finora per l occasione si celebrava solo una messa solenne. Ieri mattina
invece, per la prima volta, alla funzione affidata al cardinale Segretario di Stato Angelo Sodano, seguita una relazione del
promotore di giustizia Nicola Picardi sullattivit dei diversi or gani giudiziari dello
Stato della Citt del Vaticano. Picardi ha lamentato una non ragionevole lentezza
nelle cause penali, che hanno una durata
troppo simile ai tribunali italiani. Nel 2002
poi si registrato una impennata proprio
nei procedimenti penali. Che riguardano
principalmente furti, truffe, oltraggi a pubblico ufficiale e appropriazioni indebite. Riguardo al sistema giudiziario vaticano curioso quello che raccont nel 1999 l allora
cardinale prefetto della Segnatura Apostolica, la Cassazione vaticana, Zenon Grocholewski. Il porporato fece lesempio di un dipendente condannato a qualche mese di
carcere per appropriazione indebita. E aggiunse: Per la pena non si potuta applicare perch il condannato si reso irreperibile. E scappato in Italia. Alla domanda se il Vaticano ne avesse chiesto l estradizione, il cardinale, sorridendo, rispose:
No, per carit Da un certo punto di vista
una fortuna, poich la Citt del Vaticano
non dispone di un carcere proprio, e cos
avremmo dovuto affittare la cella dallo stato italiano c un accordo in tal senso fra
Italia e Vaticano e avremmo dovuto, ovviamente, pagare per questo servizio.
Scola e Bodei ospiti di Ruini in Laterano.
Riprendono i Dialoghi in cattedrale organizzati dal cardinal vicario di Roma Camillo Ruini. Il primo appuntamento della nuova serie previsto per la sera di luned 13
gennaio, all nterno della basilica di San
Giovanni in Laterano, la cattedrale del Pa pa. Ospiti il patriarca di V enezia Angelo
Scola e il filosofo laico Remo Bodei. T ema:
Fine del soggetto o nuova centralit delluomo?. Introdurr lo stesso Ruini.
Ex canonico anglicano diventa vescovo cattolico. Il primate cattolico d Inghilterra, il
cardinale Cormac Murphy-OConnor ha un
vescovo ausiliare che proviene dal clero anglicano. Si tratta di Alan Stephen Hopes, 59
anni, che fino al 1992 era canonico della cattedrale anglicana di St. Paul a Londra. In
quellanno infatti Hopes pass alla Chiesa
di Roma come conseguenza del fatto che la
Comunione anglicana aveva introdotto il sacerdozio femminile. Secondo il T imes di
Londra il primo anglicano a diventare vescovo dai tempi di John Henry N ewman,
che si convert al cattolicesimo nel 1845.
Cinese imperiale vescovo in California. La
diocesi di San Francisco si vista nominare un vescovo ausiliare di eccezione. Si tratta infatti di Ignatius W ang, nato il 27 febbraio 1934 a Pechino, da genitori parenti
del Manciuriano Imperatore dellultima dinastia cinese. Questa singolare particolarit stata rivelata dalla stessa sala stampa
della Santa Sede. Monsignor W ang stato
ordinato sacerdote nel 1959, ha studiato a
Roma e, non essendo potuto tornare in Cina, andato a lavorare nelle Antille e quindi a San Francisco.
Delegazione serba in Vaticano. Per i primi
di febbraio prevista la visita di una dele gazione del patriarcato ortodosso serbo.
Nelloccasione potrebbe prendere corpo lipotesi di una visita del Papa a Belgrado, come appendice al viaggio in Croazia gi in
programma per la prima met dellanno.
Riguardo a Christopher Hitchens. Nei Sacri Palazzi si fa notar e che lo scrittor e anti
Madre Teresa non stato, n poteva essere,
lavvocato del diavolo nella causa di beatificazione della suorina albanese. Come segnalato anche dal Foglio, Hitchens, pi
semplicemente, stato uno dei 113 testimoni ascoltati nel corso della fase diocesana
della causa di beatificazione, curata dallarcidiocesi indiana di Calcutta. Lidea di
sentire anche la sua voce controcorrente
venne, per fare un lavoro scrupoloso e inattaccabile, al postulatore della causa. Laudizione venne fatta per procura dagli uffici dellarcidiocesi di Washington, negli Usa,
nel cui territorio Hitchens risiede.

ANNO VIII NUMERO 8 - PAG 3

EDITORIALI
Laltra faccia del teorema
Una mafia appoggiata da Andreotti e Berlusconi non avrebbe gi vinto?

ultimo pentito di mafia, Nino Giuffr, ha recitato la sua parte. Durante i sei mesi in cui, per legge, avrebbe dovuto dire tutto quello che sa, si
era dimenticato di due signori come
Silvio Berlusconi e Marcello DellUtri.
Se ne avesse parlato allora, la difesa
avrebbe avuto diritto a chiedere conferme e riscontri. Invece, rispondendo
a una domanda non casuale nel corso
del processo, Manuzza ha trovato modo di mettere in scena il suo spettaco lino, tutto basato su si dice o si pensava, che serve per allUnit (e a pochissimi altri giornali) per sparare in
prima pagina, tra virgolette, che il mafioso Bontade andava da Berlusconi.
Per la verit c in giro un altro pentito, tale Pino Lipari, che accusa DellUtri. Ma questo pentito sostiene anche che Giulio Andreotti stato vittima
di un complotto ordito, nientemeno, da
Gian Carlo Caselli, allora capo della
procura palermitana, e da Luciano
Violante, gia presidente della commissione Antimafia della Camera. In pr ocura non si d credito a questo dichiarante, e con molte buone ragioni (che
per, pi o meno, sono le stesse che
consiglierebbero molta cautela anche
per quel che riguarda Giuffr). In ogni
caso sar necessario capire a che cosa

serve una legge come quella che pr oibisce i pentimenti a rate, se poi cos
facile eluderla, come si visto nel processo palermitano. La scelta del legislatore aveva lo scopo di evitare che le
difese si trovassero allimprovviso di
fronte a dichiarazioni per cos dire
estemporanee, e a evitare che i pentiti
godessero di una specie di potere negoziale nei confronti delle procure.
Forse. Comportandosi come ha fatto, la
procura di Palermo non ha violato la
lettera di quella legge, ma evidente
che non ne ha rispettato lo spirito.
Pi in generale, c da domandarsi
come mai la mafia abbia subito tanti
colpi negli ultimi anni se, come si intravede leggendo in controluce i teoremi giudiziari, poteva contare sulla vicinanza dei potenti di oggi e addirittura sullaffiliazione (con tanto di bacio
a Tot Riina) del pi longevo e resistente tra quelli di ieri. A che cosa serva, poi, questa giustizia spettacolo, che
non mette mai insieme qualcosa che
somigli anche solo vagamente a una
prova, non si sa. Forse a lasciar e traccia sui titoli dei giornali amici. Se i magistrati seri volessero cercare chi delegittima la giustizia o chi allunga i tempi dei processi, forse dovrebbero guardarsi attorno.

Schroeder in zona retrocessione

I conti non tornano e Bruxelles prepara un severo richiamo. Servir?

a Commissione di Br uxelles si appresta a sgridare la Germania: deficit troppo alto. Quello del 2002 ha superato il 3 per cento del trattato di
Maastricht (ha toccato il 3,75) mentre
quello del 2003 viene stimato da Schroeder al 3,1 per cento. Lo sforamento
di 0,1 pu venire perdonato. Ma il commissario Pedro Solbes non crede alla
stima di Berlino perch essa, stando al
gettito fiscale, si fonda su una crescita
del pil dell1,5 per cento. Invece le previsioni degli istituti di ricerca, a causa
del fiacco comportamento del consumo, indicano come ir raggiungibile anche quello 0,9 per cento calcolato poche settimane fa. E vanno sullo 0,6, una
cifra che darebbe luogo a entrate assolutamente inadeguate a mantenere il
deficit nella zona del 3,1. La colpa
principale del mercato fiacco sta nel
fatto che la disoccupazione, nel 2002,
nonostante le promesse del governo,
cresciuta, e ora molta gente sta attenta
a spendere perch teme per il posto di
lavoro. Poich, per allettare il consumatore, alcuni prezzi vengono ribassati, tante famiglie ritardano gli acquisti,
pensando che compreranno un doma-

ni a prezzi migliori: un fenomeno, sino


a ora ignoto in Europa, ma molto diffuso in Giappone, dove viene indicato
non a caso fra le maggiori cause del ristagno economico. Anche le nuove tasse annunciate da Schroeder hanno aiutato a deprimere le vendite sul mercato tedesco. E il rialzo delleuro crea difficolt alle esportazioni. Sotto questa
gragnola di colpi leconomia tedesca si
avvita e in queste condizioni la terapia
del rigore del bilancio appare un rimedio peggiore del male. Nuove tasse
farebbero retrocedere ancora la crescita del pil perch certe spese sociali
andrebbero comunque salvate, a tute la dei disoccupati e dei poveri.
Le vie di uscita, per la Germania, sarebbero alcune buone dosi di liberismo: mercato del lavor o pi flessibile,
clima fiscale amichevole per le imprese e per gli immobili, eliminazione di
bardature nelledilizia, coraggio nel ridurre le imposte (cercando di tamponare le perdite immediate di gettito
con misure temporanee), rinvio di spese, salvo quelle essenziali. Come ha fatto Tremonti, fra irate proteste, quando
ha deciso di finanziare i ribassi fiscali.

Lula e labusivismo democratico


In Brasile condono edilizio (di sinistra) per le baracche delle favelas

a prima decisione del nuovo governo brasiliano di sinistra stata


quella di legalizzare le costruzioni abusive in cui abitano i poveri nelle ster minate periferie urbane, le famose fa velas. Si tratta di alcuni milioni di edifici, per lo pi baracche, ma anche co struzioni in muratura, sor te nel corso
dei decenni in modo assolutamente
abusivo e senza il bench minimo criterio di razionalit urbanistica. Incio Lula Da Silva si convinto che non pos sibile recuperare queste aree e neppure intervenire in modo r epressivo nei
confronti di una violazione delle leggi
talmente massiccia da essere diventata
una norma di fatto. N on ha neppur e
puntato, come si fa in altr e occasioni, a
chiedere una qualche for ma di pagamento per la sanatoria. Ha semplice mente preso atto che non cera niente
da fare e ha cercato di dare un significato politico di sinistra alla resa della legge di fronte allabusivismo che non
pu essere controllato o represso.
Probabilmente non poteva fare altro
(a parte far finta che il pr oblema non

esistesse, come hanno fatto tutti i suoi


predecessori) e la politica lar te del
possibile. In fondo trasformare i sottoproletari in proprietari (seppure di miserevoli catapecchie) pu persino essere considerato, con molta buona vo lont, un tentativo rifor mistico. E probabile che gli esponenti della sinistra
italiana che si sono cos profondamente
infatuati del lulismo non avranno nulla
da eccepire, anzi qualcuno tr over in
queste misure di legalizzazione dellabusivismo il segno di classe che giu stifica sempre tutto (compresi, in anni
non troppo lontani, i gulag sovietici).
Poich si tratta di chi ha sempr e bollato in patria ogni misura di sanatoria come un intollerabile assalto alla legalit,
questo diverso atteggiamento dovrebbe
stupire. Bisogna per tenere conto del
mito sudamericano che ha sempr e dipinto di rosa, come in una specie di Macondo, quel che combinavano le sinistre
in America Latina. Il valor e universale
della democrazia si fer mato alla barba di Fidel Castro, figurarsi se il legali tarismo non si ferma davanti a Lula.

IL FOGLIO QUOTIDIANO

GIOVED 9 GENNAIO 2003

La ricina letale non spaventa Blair, Bush non fa sconti a Seul


Roma. Sette ar resti a
Londra di terroristi islamici di nazionalit algerina, membri o amici di
Al Qaida, che pr eparavano uno o pi attentati
con una tossina letale
per la quale non esiste
antidoto, la ricina. Atten IRAQ & COREA WATCH

tati illustri, addirittura il primo ministr o o


il principe Carlo, erede al trono, che indi cano, se ancora ce ne fosse bisogno, allEuropa che la minaccia pr esente e non conosce sacri confini, che nel mirino non ci
sono solo gli Stati Uniti.
Tony Blair lancia lappello al popolo in glese, ch provi la sua gi dimostrata r esistenza e mostri lor goglio delle occasioni
pi gravi; i giornali conservatori rilanciano
lidea di uno scontro allinterno del governo laburista, fra il falco Jeof f Hoon, ministro della Difesa, che andato in Turchia a
vincere le ultime riluttanze alla collabora -

zione da parte del nuovo governo islamico,


e la colomba Jack Straw , ministr o degli
Esteri, che per altr o ha avuto unuscita in felice, decr etando che le possibilit di
guerra sarebbero oggi sessanta a quaranta.
Sono giochi delle par ti fra chi comanda i
militari e chi conduce liniziativa diploma tica, ma il premier inglese lunico alleato
americano che abbia gi avviato, e sostan ziosamente, la pr eparazione alla guer ra.
Lunico che tessa anche per conto di W ashington la rete faticosa della willing coalition, la coalizione di buona volont che
potrebbe sostener e lazione alle N azioni
Unite, o condurla senza legida delle Na zioni Unite.
Ad Ankara il segr etario alla Difesa,
Hoon, riuscito ad ammorbidir e alcune
delle resistenze, bisogna anche tener conto
di unopinione pubblica for temente con traria, e di certo la base di Incirlik, gi usato per i voli di ricognizione sulle no-fly zo ne, resta a disposizione, di cer to gli aer ei
spia U2 potranno sorvolare il territorio. Ma
alle truppe inglesi i turchi resistono, rievo-

cano un passato dolor oso, Prima guer ra


mondiale, quando furono le truppe inglesi
a contribuire alla fine dellImpero ottomano. Assieme agli indipendentisti curdi dellIraq del nord non le vogliono vedere.
Con una dittatura si parla, con laltra si
aspetta la fine di gennaio per agir e, e stanno arrivando in Qatar dalla Florida i bat tle planner, i team speciali che pianifica no le battaglie, ma la linea degli Stati Uni ti non cambiata n sulla Cor ea del Nord
n sullIraq, una linea dura. Se ieri di plomatici sudcoreani, giapponesi e ameri cani, riuniti a Washington, hanno parlato di
lavoro diplomatico da fare in una dichiarazione comune, se il linguaggio cauto,
questa soprattutto una concessione agli
umori e alle pr eoccupazioni della Cor ea
del Sud, e mai si parlato di negoziato, non
c niente sul tavolo da of frire a un regime
che sta usando il ricatto nucleare, n c alcuna intenzione nellamministrazione Bu sh di tor nare ai tentativi bilaterali falliti
dellepoca di Bill Clinton, alle missioni in genue del neo Nobel per la Pace, Jimmy

Carter, che a Pyongyang andava a farsi infinocchiare. Oggi lunica politica possibile
un approccio multilaterale, gestito da nu merosi paesi e per una volta dalle Nazioni
Unite, attraverso lAgenzia per lener gia
atomica, con il ritorno degli ispettori. Il pericolo resta forte, alla Casa Bianca messo
nel conto, ma rispetto agli schieramenti del
passato, ai tempi della guer ra e anche negli anni 90, Cina e Russia questa volta non
sono schierate col Nord.
Quel che succede allinterno del regime
di Baghdad resta un mistero. C il ministro
degli Esteri saudita dal dittatore, a cercare
di convincerlo sul tema dellabdicazione
con garanzia di impunit ed esilio dorato.
Ma lui manda a dir e a Mosca, non a caso a
Mosca, che molto si agitata per diventar e
sponsor e fonte dispirazione di una solu zione diversa dalla guer ra ma ugualmente
risolutiva del contenzioso, per bocca del
suo ambasciatore appena arrivato dalla patria capitale, che Saddam Hussein sano e
forte, e che combatter fino allultima goc cia di sangue.

La Netwar non stravince nel nuovo budget della Difesa Usa


RUMSFELD CI HA PROVATO, MA NON RIUSCITO A SCONFIGGERE LE LOBBY CHE DIFENDONO ARMI ANCORA DA GUERRA FREDDA

Roma. Questa proprio non ci voleva,


stato il commento del capo degli stati mag giori riuniti americani, il generale Richard
Mayers, allincidente che ha ulterior mente
rafforzato ieri il ferreo controllo dei politici,
Donald Rumsfeld in testa, sulla macchina
bellica americana. L incidente di quelli
sommamente antipatici, e per di pi ha un
precedente finito in tragedia. E successo
che il comandante in capo dei marines, che
proprio luned prossimo sar ufficialmente
insediato ai vertici della forza armata associata alla proiezione di forza americana in
tutto il mondo, il tenente generale Michael
W. Hagee, ha dovuto convocare una conferenza stampa, presentandosi a testa bassa di
fronte ai media. Ha dovuto ammettere che
non si erano sbagliati i gior nalisti che avevano posto delle domande imbarazzanti,
chiedendosi come mai nelle foto pi r ecenti, quelle successive agli hearings in Senato
dopo che mesi fa era stato prescelto per lincarico, dalla divisa del generale Hagee fossero misteriosamente scomparse tre decorazioni che nelle foto precedenti invece esibiva. I marines non saranno molto soddisfatti di questa mia prima prova, ha esordito lex comandante della First Marine Expeditionary Force stanziata a Camp Pendleton,
California, perch effettivamente ho deciso
di non indossare pi quelle decorazioni.
Non sono pi rintracciabili le copie delle
menzioni donore in base alle quali mi era no state attribuite, dunque ho deciso di evi tare ogni polemica e mi assumo la responsabilit di non aver pr oceduto prima a questo doveroso controllo.
Hagee non un generale da tavolino o di
cartapesta. Nessuno si sogna di metter e in
dubbio la sua Br onze Star guadagnata in
combattimento in Vietnam nel 1970. Ma dei
documenti attestanti il conferimento della
croce al valore militare del V ietnam del
Sud, e dei nastrini che compr ovavano una
menzione donore da parte dellUs Navy prima del 1988, e una per meriti umanitari nelle operazioni in Somalia del 1992, Hagee
non ha pi gli originali e gli uf fici non hanno le copie in archivio. Dunque meglio le varsele dal petto. Con un modesto sospiro di
sollievo, perch almeno il colpo gior nalistico non stato fatto da qualche mor dace testata liberal ma dagli stessi giornalisti con le
stellette di Stars and Stripes. E con la spe ranza che non pesi tr oppo, da luned in
avanti, il precedente tragico dellammiraglio
Jeremy M. Boorda, capo delle operazioni
dellUs Navy, che nel 1996 fin suicida, due
ore prima di incontrare i reporter che si accingevano a chieder gli come mai portasse
sulla divisa due distintivi br onzei attestanti
menzioni donore in Vietnam , quando dalle
loro ricerche non risultava che gli fosser o
state personalmente concesse.
Stephen Cambone, luomo di fiducia
In ogni caso, lincidente non ha avuto ri percussioni negative sul progetto che ai marines pi stava a cuor e, un congruo finanziamento al lor o discusso velivolo a r otori
basculanti V22 Ospr ey, linsettone da trasporto che vola come un aer eo e si ferma in
aria e atterra come un elicottero che da 15
i primi di agosto del 1995, alla fine di
una vacanza con mio figlio nella camA
pagna toscana, ebbi lidea, dato che pas-

savamo l vicino, di fare una sorpresa a


Bruno S., che secondo i miei calcoli doveva essere tornato dal suo secondo viaggio
nei deserti dellEgitto, dIsraele e della Palestina. Ma la casa di vacanza vuota. E
un mistero la scomparsa di Bruno S., scrittore. Un giorno a Parigi riunisce tutti i
suoi conoscenti e si congeda da loro con
una frase: Ho limmenso piacere di lasciarvi. Qualcuno pensa che Bruno sia
morto, ma un suo vecchio amico, geologo
(la voce narrante appartiene a lui) non ci
crede e tenta di ricostruire gli ultimi spostamenti dello scrittore cercando tra le voci svogliate di chi lo ha conosciuto e le pagine abbozzate del suo ultimo romanzo, il
Quaderno Rosso, le cui pagine si alternano al racconto del narratore. Le tracce
di Bruno S. si perdono con la sua ultima
partenza per il deserto; e nel Quaderno
Rosso ci sono proprio appunti sul deserto: amore, solitudine, pace e angoscia, fe de e sottomissione.
Nel corso dellindagine, mentr e il geologo scopre la desolata vacuit della vita
di Bruno, noi scopriamo una analoga desolazione nella vita del narratore: la moglie lha lasciato, ha un figlio di cinque anni, vive con la vecchia madre, si innamorato via Internet di una ragazza nascosta
dietro il nickname aiuola, insegna discipline tecniche in una scuola serale.

anni croce e delizia ogniqualvolta si tratta


di stilare il budget della Difesa, e che fin dal
1992 lattuale vicepr esidente americano
Dick Cheney defin un aggeggio mor talmente sensibile di cui proprio non si avverte il bisogno. L anno scorso Rumsfeld e
Cheney, impegnati nella loro personale gara
a riorientare il bilancio della difesa verso i
nuovi mezzi tecnologici e informatici neces-

ferimento di tutto il nuovo corso di pensiero bellico Netcentrico seguito dai repubblicani di Bush, quando un bilancio cos
generoso risulta pi difficile ai riformatori
tagliare i progetti inutili e riorientare decisamente la spesa verso i programmi e i sistemi darma veramente rivoluzionari.
Per questo, Rumsfeld e Cambone sono
soddisfatti del budget che hanno pr esenta-

I marines subiscono lonta di un nuovo comandante costretto a


spogliarsi di tre decorazioni a cui forse non aveva diritto, ma ottengono i
loro V22. LAir Force i suoi F22. La Marina d lok a una nuova classe
di portaerei. Solo lUs Army vede ridotti a met gli elicotteri ai quali teneva
sari alla superiorit nella network W arfare, che costituisce priorit per lattuale Amministrazione, non ce lhanno fatta a elimi nare lOsprey, che in Congresso conta sul
supporto dei rappresentanti dei ben 40 Sta ti in cui avviene la sua pr oduzione. Cos, il
programma pluriennale stato rifinanziato
per ben 46 miliardi di dollari, e col bilancio
per il 2003 ne vengono ordinati 360.
E proprio il nuovo budget della Difesa,
messo a punto in queste ultime settimane,
ad aver rappresentato il terreno di scontro
delle diverse potentissime lobby che si

muovono intorno alla Casa Bianca ogni


qualvolta si parla di spesa militar e. I nervi
di Rumsfeld sono stati messi a dura prova.
Si tratta di un bilancio monstre, per lammontare di 378 miliardi di dollari, 100 miliardi in pi di quando Bush entrato in carica, 14 in pi di quelli che il Congresso aveva previsto per il 2003 dopo il gi spettaco lare rialzo della spesa militare dopo l11 settembre, visto che per il 2002 la spesa stata
di 331 miliardi, e le attuali proiezioni di crescita plueriennali elaborate al Pentagono la
portano a 451 miliardi nel 2007, e a 500 miliardi di dollari nel 2009. Sul budget ha
sgobbato sodo per mesi luomo che su que sta materia gode della piena fiducia di
Rumsfeld, il director of program analysis
and evaluation del Pentagono, Stephen
Cambone. Ma come dichiara Andy Yoda
Marshall, il quasi nonagenario punto di ri -

LIBRI
Beppe Sebaste
TOLBIAC
249 pp. Baldini&Castoldi, euro 14,40
E talmente perseguitato dallidea di
Bruno da suggestionarsi quando in una
chat-line sente parlare di un certo Fedro,
un incantatore telematico: forse Fedro
Bruno, pensa. A Bruno, poi, piaceva Platone. Una riapparizione elettronica, sarebbe coerente con ci che lamico stato. Ecco quanto sappiamo della vita dello scomparso: anche lui stato mollato dalla mo glie, ha una sorella che non vede mai, una
donna di nome Viola che stata un gran de amore (si sono conosciuti da bambini,
sui banchi del catechismo, ma la loro storia cominciata molti anni dopo), pieno
di conoscenze, ma ha pochi amici. E interessato alla fine del mondo, non capisce
come si possano conciliare big-bang e
reincarnazione. La sua canzone preferita
Pale blue eyes dei V elvet Underground (Lou Reed viene citato nei credits
finali), che descrive lo stato danimo di bisogno, angoscia e devozione che V iola gli
suggerisce: una via di mezzo tra pregare

to a Bush, ma in fondo non troppo. Hanno


dovuto tener conto con realismo delle pressioni del Congresso a favore di programni
che, fosse stato per loro, sarebbero stati cassati. E i democratici ne approfittano per attaccare Rumsfeld ci delude per ch non
taglia affatto quel che aveva promesso, dice per esempio Michael OHanlon, analista
militare presso la Brookings Institution
anche se poi in Congresso si guardano bene
dal non votare, quando si tratta di interessi
di aziende che operano nei distr etti elettorali che rappresentano. Le maggiori societ
del settore, come Lockheed Martin, General
Dynamics, Boeing, N orthrop Grumman e
dozzine di altre, solo nel 2002 hanno speso
circa 90 milioni di dollari in attivit di
lobbying sul Congresso. E questa solo la
cifra ufficiale. Ad aiutarle nei momenti difficili, quando la pressione dei riformatori
rischia di tagliare gli stanziamenti, la stessa provenienza di molte figure chiave del
Pentagono. Lattuale Air Force secretary, James G. Roche, un ex pr esidente della divisione sensori elettronici della Northrop
Grumman. LAir Force undersecretary, Peter B. Teets, ex amministratore delegato
della Lockheed. Il suo assistent secretary ,
Nelson F. Gibbs, anche lui un ex manager
della N orthrop. Gordon R. England, luscente secretary of the Navy che ha lasciato
lincarico poco tempo fa, era vicepr esidente della General Dynamics. E Michael W .
Wynne, undersecretary dellintero dipartimento della Difesa, un ex vicepr esidente
della General Dynamics anche lui.
Non c troppo da stupirsi, dunque, se dopo il riuscito blitz di Rumsfeld dellanno
scorso la cancellazione del pesante obice
semovente Crusader, concepito per fronteggiare le unit corazzate della guardia sovietica e assolutamente non rispondente alle
esigenze di trasportabilit richieste dai nuovi scenari attuali il vertice politico del
Pentagono non sia riuscito a portare a segno
colpi altrettanto spettacolari. Rumsfeld
stato sconfitto ancora prima di entrare in
Congresso, ha perso allinterno della sua
stessa struttura, lopinione di un serio
analista non sospettabile di pregiudizio politico sfavorevole, visto che si tratta delliperconservatore Ivan Eland, direttore agli
studi in materia di difesa pr esso il Cato In stitute che dei repubblicani da sempre
uno dei pi accreditati think tank. La resie scopare, cos una volta ha spiegato a un
amico. E c un altro elemento nella vita di
Bruno. Secondo qualcuno stato il ghostwriter, il negro, di quattro o cinque famosi
scrittori. Questa linformazione pi significativa su Bruno. Il narratore lha appresa dal professor A. uno di cui si fida. E
tempo di raccogliere i fili dellindagine. Il
geologo parte per Parigi, dove ha la sensazione di essere spiato e seguito. V a a casa
di Bruno, il fioraio del quartiere lo saluta.
Entra nellappartamento e viene raggiunto da una telefonata. Sei tu dunque?, dice una voce dallaltra parte del filo. Il geologo accetta linvito in un ristorante. Di l
a poco (camminando lungo rue de Tolbiac)
scoprir la verit sullamico e anche qualcosa di pi su se stesso.
Libro complesso. Spirituale. Condotto
su molteplici piani narrativi, con fughe
nella filosofia, nel dialogo con la letteratura: Pi tardi, alla fine di tutta questa
storia, seppi che scrivere vuol dire mitizzare, poi demitizzare, e rimitizzare ancora
di continuo. Del resto, il senso dello scrivere uno dei temi principali del romanzo. Beppe Sebaste un autore che da molti anni vive tra Parma e Parigi (dove svolge attivit accademica). In questo libro c
sicuramente una traccia di autobiografismo intellettuale. Un segno di una nobile
irrequietezza che gi si poteva riscontar e
nelle sue opere precedenti in particolare
nel poetico Caf Suisse e altri luoghi di
sosta (Feltrinelli 1992).

stenza delle forze armate al cambiamento


proverbiale, fa eco un altro analista repubblicano, seguace del filone di pensier o
della Military Transformation e che non
nasconde la sua delusione, Loren B. Thompson del Lexington Institute.
In effetti, lAir Force riuscita a difendere con successo il suo giocattolo di lusso co stosissimo, lF22 Raptor della Lockheed, che
gi sfora di 700 milioni di dollari le spese di
sviluppo e che, soprattutto, non avr aer ei
altrettanto avanzati da af frontare nei cieli
del mondo. Per le esigenze della Netwar bastava e avanzava lF35 Joint Strike Fighter ,
meno raffinato nelle pr estazioni ma concepito per standardizzare le esigenze delle tre
armi interessate, aviazione, marina e marines, sul presupposto che non serve un velivolo avanzatissimo, ma una piattaforma versatile visto che la superiorit aerea non sar
lui a doverla garantir e, ma le armi intelligenti che avr a bor do. Per difendere il suo
F22, la Lockheed arrivata a impiantare un
simulatore non lontano dal Congresso a Washington. Analogo successo ha ottenuto lUs
Navy strappando gli stanziamenti necessari
a realizzare nel 2007 una nuova portarei nucleare, vascello sperimentale in vista di una
nuova classe, di successiva generazione ri spetto alle attuali Nimitz, da avviare in produzione nel 2011.
Lo Special Operations Command
Tutto quel che Rumsfeld e Cambone sono
riusciti a tagliare sono i discussi elicotteri
Comanche dellUs Army, riducendoli a 650
dal doppio che ne richiedeva la for za armata: un programma che nel 1999 dallAmmi nistrazione Clinton veniva stimato in un co sto di 4,8 miliardi di dollari, e che si rive lato invece un buco ner o da 48 miliardi.
Mentre laltra battaglia ingaggiata da un anno con lUs Army , contro il nuovo veicolo
blindato Stryker che non ha mai convinto i
nuovi rivoluzionari, si tradotta in uno
scontro di trincea. Sino a due settimane fa
sembrava che Rumsfeld fosse riuscito a convincere il generale Eric K. Shinseki, il capo
di stato maggiore dellUs Army che per altro
sar sostituito lanno prossimo, che bastavano 3 brigate dotate del nuovo mezzo, invece
delle 6 che ne chiedevano i militari. Ma nella versione del budget giunta sul tavolo di
Bush le brigate sono salite a 4, con lulterio re disponibilit a finanziare le 2 rimanenti
nel prossimo anno fiscale. A pr odurre la
nuova famiglia di veicoli non sono esatta mente due pesi leggeri dellindustria americana, General Dynamics e General Motors.
La seconda a fine ottobre ha organizzato un
megaevento alla base di Andr ews cui ha
partecipato mezzo Congresso.
Allo Special Operations Command, uno
dei nuclei avanzati della guerra nuovo stile, sono abbastanza soddisfatti dei 5 miliardi di dollari che Rumsfeld riuscito a
ricavare per loro, un terzo pi di quanto avvenisse ai tempi di Clinton. Ma ancora
poco, rispetto alla troppa ferraglia da guerra fredda che continuiamo a ordinare,
commenta sconsolato Andy Marshal. Pr endendosela, come sempre, con quelle teste di
legno dei militari.

LA DEFICIENTE
a cura di Guia

Dice: gli americani sono corrotti, citano in lungo e in largo


brand (vabb: marche) solo perch dalle
marche in questione prendono soldi, e
questo vale per il cinema, la tv , le canzonette lo strapotere delle multinazionali, bellezza. Sar, ma, paganti o meno, le
marche pare facciano or mai parte delluniverso che noi tutti (compresa N aomi
Klein) abitiamo, e non ci vuole Brett Easton Ellis per capire che difficile scrivere dei dialoghi di vita quotidiana senza
che venga mai citata una marca che sia
una. Quelli che hanno scritto la fiction di
Rai1 con Danny Mendez (non chiedeteci il
titolo, labbiamo beccata in corsa e, da
quel che abbiamo capito, lei nera e
quindi tutti pensano sia povera, in r ealt
una ragazza ricca che si innamora di un
borgataro povero, bianco e di buon cuore)
lo sapevano. Sapevano che una marca dice pi di tante parole. Cos, quando la zia
del borgataro bianco vuole insinuare che
la ragazza che dice di fare la colf sia troppo benestante (e quindi una prostituta), le
basta dire di aver visto letichetta dei suoi
vestiti. Unetichetta che non lascia spazio
a equivoci. E siccome in Italia non pr endiamo soldi dalle marche, levocativo nome scelto per farci sognare non Calvin
Klein n Gucci, n Armani n V ersace.
Quella l accusa la vecchia con tono ultimativo veste Armace!.

ANNO VIII NUMERO 8 - PAG 4

IL FOGLIO QUOTIDIANO

GIOVED 9 GENNAIO 2003

The Italian Guillottine, un libro ostracizzato in cerca di editori coraggiosi


Signor direttore - Agenzia di stampa: V andali in sede Cgil a Carrara distruggono simboli della sinistra. E cio: Un quadro rievocativo della Resistenza, una bandiera Fiom e un
poster di Che Guevara. Intatto il calendario
della Ferilli.
Mattia Feltri
Signor direttore - Di riferimento all editoriale Il professor playstation: Sartori rinnega il
presidenzialismo solo perch proposto da Berlusconi mi consenta di rassicurarla: non cos. Lei, o chi per lei, stato fuorviato da un titolo fuorviante. In verit io mi limito ad accogliere lobiezione di chi ritiene che il semipresidenzialismo di tipo francese conferisca tr oppo
potere a chi ha gi troppo potere. Ma in passa-

to appoggiai Berlusconi quando propose il cancellierato alla tedesca, e ora lo appoggerei se


proponesse il premierato allinglese. Mi oppongo per alle contraffazioni di questi sistemi, sia
che provengano da destra come da sinistra.
Giovanni Sartori
Prendiamo atto con rispetto e simpatia.
Maledetti titolisti.
Signor direttore - Lammirevole sforzo di fare
un bilancio serio, dieci anni dopo, dellinchiesta
del secolo, ha trovato il suo giornale preparato
e tempestivo. Dagli articoli efficaci di Mattia
Feltri che fa la controstoria di quegli anni terribili fino allultima, lunga intervista con Stanton Burnett, ci si accorge dellenorme deficit di

verit storica, probabilmente dovuto alla generale rimozione di quei fatti. Appr ofitto delloccasione per completare il quadro dipinto ieri sul
Foglio da Burnett, lautore della fondamentale
The Italian Guillottine, con una informazione: il suo libro stato da noi tradotto, e siamo,
anche noi, come Stanton Burnett, in attesa della risposta delleditore coraggioso, che non do vrebbe tardare. Naturalmente previe intese con
lautore ed editore americani. Un cordiale saluto di buon lavoro.
Paolo Pillitteri, condirettore dellOpinione
Se volete lo pubblichiamo noi, sperando
che non costi troppo. Certo, strano che in
Italia si traduca quasi tutto, compresa molta saggistica trash, ma non il libro in cui un

americano ha espresso la sua opinione dissenziente sul significato degli ultimi dieci
anni della nostra tormentata storia. E strano che uno studioso e un diplomatico impegnato, come Burnett, ci racconti la storia di
una censura e di un ostracismo, compresa
la rinuncia a presentare ledizione in inglese del suo libro a Roma, causa intimidazione giudiziaria, e la cosa continui a navigare
in una sostanziale indif ferenza. Paolo Mieli, nostro compagno di viaggio nel 93, dice
che ciascuno dovrebbe scrivere la sua cartellina di trenta righe per la storia, ma la merikano ha gi scritto centinaia di pagine.
E allora? Perch non cominciare a pubblicare quelle? Non fa evento editoriale? Non
interessa i lettori? Davvero?

Signor direttore - E sempre antipatico dire


io lavevo detto, ma ancora peggio dover leggere sul Foglio (2.1.03) a proposito dell art. 41
bis che a svelare questo segreto di Stato pr ovvedono adesso i radicali autori di un importante libro-denuncia. In molti siamo stati in
Parlamento e a fare i peripatetici in tutte le carceri, insomma una battaglia politica e gior nalistica. E ci hanno dato di mafiosi e in un caso (come capitato a Sgarbi e a me in Calabria) fummo perfino indagati per concorso
esterno in associazione mafiosa. Certo, non abbiamo scritto un libro, e laverlo invece fatto va
a merito dei nostri amici DElia e Turco. Ma forse qualche prezzo pagato da alcuni si chiama
anche 41 bis.
Tiziana Maiolo

Froci
Quando i gay finivano nei lager
Cavie guardone a Chicago
Perch chiamarli uranisti
n massacro di cui nessuno parla volentieri. Imbarazzante, fastidioso, per
U
qualcuno nemmeno tanto immeritato. Stia-

mo parlando della Shoah omosessuale nella Germania nazista che ora diventata argomento di una straordinaria mostra al Museo dell Olocausto di W ashington (100,
Raoul Wallenberg Place SW) e che durer
fino al 16 mar zo per poi far e il giro di molte citt nord-americane. Il titolo ( La persecuzione nazista degli omosessuali, 19331945) riassume la missione della mostra
che non si accontenta di essere vanamente
celebrativa ma vuole ripor tare alla luce
una storia di tormento, di morte e di oblio.
Il Museo dellOlocausto dedicato alla te stimonianza del martirio del popolo ebraico durante lepoca hitleriana ha deciso di
ricordare e far ricordare le altre vittime di
quella immane tragedia umana, dai gay
agli handicappati, dagli zingari ai polacchi,
dai prigionieri di guer ra sovietici ai testi moni di Geova.
Perseguitati secondo il paragrafo 175 del
Codice penale tedesco inaugurato nel 1871,
gli omosessuali tedeschi venner o arrestati
a decine di migliaia e poi massacrati nei
campi di sterminio, riconoscibili per quel
triangolo rosa che gli veniva appuntato al
petto. Impossibile stabilire il numero delle
vittime. Era sufficiente un debole sospetto,
una denuncia anche anonima per esser e
inghiottiti nel buco ner o del carcere e della tortura. Gli omosessuali maschi venivano
spesso castrati sia chirurgicamente che chimicamente, sottoposti ai pi feroci esperimenti secondo la convinzione che lomosessualit una malattia che si cura e
quando Ernst Rhm, capo delle SA e omo sessuale manifesto, venne ucciso, nel 1934,
per i gay tedeschi fu l inizio della fine. Per
le lesbiche si us un po pi di tolleranza (si
fa per dir e) visto che erano pur sempr e
buone a riprodurre la razza perfetta. Ora il
Museo dellOlocausto, dopo aver messo al
lavoro decine di studiosi, ha ricostr uito attraverso fotografie, testimonianze orali e
scritte e filmati, la vicenda cupa e infame
che non fin affatto con il cr ollo del nazi smo. Per decenni dopo la vittoria alleata i
gay furono vittime di quella stessa legge
che Hitler aveva usato per sterminarli. Legge che venne abolita nel 1994 mentr e solo
nel maggio scorso il governo tedesco ha definitivamente cancellato ogni residuo criminale dalla fedina penale delle persone
che sempre secondo quella legge avevano
dovuto patire il carcere. Esiste un magnifico film-documentario che non si sa se per
insipienza o indif ferenza la tv italiana
non ha ancora fatto veder e: si chiama Paragraph 175, firmato da Rob Epstein e
Jeffrey Friedman e raccoglie le testimo nianze di cinque sopravvissuti a quel terribile periodo. Premiato al Festival di Berlino e al Film Festival Gay di T orino nel
2000, stato insieme all Olocausto gay
inghiottito nelloblio.

Esperimenti
LUniversit di Chicago ha deciso di pa gare 180 donne americane disposte a guar dare dei film gay, lesbici ed eter o per poi
studiare le loro reazioni. Detto cos suona
un po ridicolo ma non ci par e che l idea
brilli anche se ognuno con i soldi suoi ci fa
quel che pi gli piace. Comunque aspette remo i risultati e ne daremo conto con dovizia di particolari.
Lessico familiare
Uranista (o Urningo, Uranita, Urningina). Termine che definisce l omosessuale
secondo la proposta dellavvocato tedesco
Karl Heinrich Ulrichs il quale nel 1864
pubblic uno studio giuridico e sociale
dellamore tra uomini dove definiva questamore urnig o uraniano e gli individui che lo provavano uranisti facendo riferimento al Simposio di Platone e ad Aristofane. Nella mitologia greca incontriamo
sia il dio Urano (privato della virilit dal
figlio Crono) che Urania, la musa protettrice del genere androgino. Fu sempre Ulrichs a parlare degli omosessuali come di
un terzo sesso, uomini con animo femminile in un corpo maschile secondo una
sciagurata teoria priva di qualsiasi base
scientifica.
Daniele Scalise

Dj & Ds

di Pierluigi Diaco

FUORI MIL VA, DEN TRO PUPO. Ieri Pupo


(dopo aver letto sul Mes saggero che Milva, oltr e che con Baudo,
ce laveva anche con lui, perch anche
lui nella lista di quei 104 artisti privilegiati invitati nello show di Morandi del
sabato sera) ha chiamato il Pippo Nazionale e gli ha chiesto gentilmente se faceva ancora in tempo a partecipare alle selezioni del Festival. La data di scadenza
delle domande di partecipazione era ieri a mezzanotte. Pupo ha presentato cos,
come fanno le vere star colpite da ansia
da prestazione artistica, uno dei suoi ultimi capolavori, dal titolo Cos per sempre, un brano mi confida al telefono
autobiografico e intenso. Lha prodotto
Paolo Rossini, uno dei numeri uno della
house music di casa nostra. In lizza per
la sezione Big anche il jazzista Sergio
Cammariere, voluto proprio da Baudo a
occupare lultimo posto della classifica
della serata finale, nonch a soddisfare
le esigenze psicoanalitiche dei critici
musicali di Repubblica.

Alta Societ
Emma Thompson corre col cagnolino a
Hampstead Heath. Tutti e due sono
un po sovrappeso.

ANNO VIII NUMERO 8 - PAG I

elebrazioni scontate e un po retoriche, per il cinquantesimo anniversario della morte di Benedetto Croce (18661952). Con aplomb anche istituzionale, e si
capisce. Il presidente del Senato, Marcello Pera, ha rievocato e quasi purgato un
avvenimento della vita pubblica del filo sofo la donazione alla patria, durante le
sanzioni, della medaglietta senatoriale
del quale circolano divaricate letture
(Marco Pannella, sulla scorta di conversazioni con la figlia del filosofo, Alda, me ne
d una sua, ma resto ugualmente dubitante). Non ho letto invece qualcosa sul tema pi affascinante di quella biografia,
sul fatto cio che una buona fetta della
storia dItalia del Novecento r uota attorno al ruolo da attribuire alla filosofia crociana (e/o a quella gentiliana, come alle
incursioni prezzoliniane, gobettiane, eccetera) nella formazione della identit
nazionale. Filosofi (quasi) al poter e, o arbitri del potere: non credo che una cosa
del genere possa dirsi di altri paesi. E non
in quanto operosi e appartati scrittori di
buoni e bei libri; no, ma proprio come autori, aizzatori, complici di guerre ideali
non avare di odi, lacerazioni e lotte fratricide le cui ferite bruciano tuttora. Un
brutto tab storico-politico per evitare il
quale le commemorazioni sono state, al
dunque, piuttosto anodine. Peccato: tra
tanti revisionismi, una spazzolata (per
esempio) allimpresa con cui Togliatti in
una botta sola si annett , per allegarli a
Gramsci, il De Sanctis e, appunto, Cr oce,
meriterebbe tutto il tempo necessario. I
nostri pallidi liberali gli lasciar ono commettere lo sfregio, qualcuno dei suoi discepoli pi valorosi se ne fece anche complice entusiasta. Un guaio, non tanto per
loro ma per noi tutti. E Croce resta l , la
levigata effigie marmorea da sempre bersaglio di irritate confutazioni o di riottosi
rifiuti. T roppo levigata e marmorea: la
vulgata celebrativa, o anche le interpretazioni di anemici discepoli, lo dipingono
altrimenti ma lui non fu un personaggio
goethiano, olimpicamente emergente
da quella cornice di storicismo assolutorio che i fideisti d ogni genere gli rimproverano. Fu, anzi, un pensatore intensamente problematico.
Dopo il giovane Hegel dovremo aprire
un dossier sul giovane Croce? Vi una
celebre pagina, nel Contributo alla mi gliore conoscenza di se stesso , in cui lormai vecchio e venerato filosofo rievoca un
triste momento dei suoi anni giovanili:
quando, ospitato nella casa romana dello
zio, il ministro Silvio Spaventa, lui or fano
dei genitori persi nel ter remoto di Casa micciola al quale egli stesso era scampato
per puro caso, speriment una lunga, soli taria e dolor osa crisi. La nar razione
stringata, tuttavia vi scorgiamo bene i tratti della sofferenza interiore, molto simile a
ci che oggi scaltritamente definir emmo
una depressione. Qualcosa di pi profondo, drammaticamente incisivo di quel gio vanile malessere addobbato dei panni della noia, dello spleen, dello sbalestramento
che ciascuno di noi ha pi o meno attra versato per uscire dalla sua linea dombra.
Nel breve scritto autobiografico, che
del 1950, Cr oce ritor na su quegli anni
quando leggiamo lo stato morboso del
mio organismo che non pativa di alcuna
malattia determinata e sembrava patir di
tutte, la mancanza di chiarezza su me stesso e sulla via da percorrere, glincerti concetti sui fini e sul significato del viver e, e
le altre congiunte ansie giovanili, mi to glievano ogni lietezza di speranzaQuegli
anni furono i miei pi dolorosi e cupi: i soli nei quali assai volte la sera, posando la
testa sul guanciale, abbia for temente bramato di non svegliarmi al mattino, e mi siano sorti persino pensieri di suicidio .

IL FOGLIO QUOTIDIANO

GIOVED 9 GENNAIO 2003

I tormenti del giovane Croce, filosofo problematico

Prova generale per una spazzolata a Togliatti che se ne appropri indebitamente La lunga, solitaria, dolorosa crisi giovanile
Lesperienza della depressione, che gli offr le categorie su cui abbarbic lintera speculazione filosofica Dallorlo del nichilismo tragico
alla scelta di indossare un ferreo cilicio di obblighi morali Divenne unicona inattaccabile, e licona offusc il filosofo
Freud allepoca si occupava ancora di bio logia e fisiologia, l adolescente non avrebbe potuto rivolgersi al soccor revole e co stoso analista. N forse, se avesse potuto, lo
avrebbe chiamato, lui o quella sua famiglia
di ruvida borghesia meridionale, agiata ma
non scialacquona dei beni al sole (in
Abruzzo, ma anche in Puglia), chiusa in uno
dei tanti palazzotti baronali di pietra grigia
con lo stemma scolpito sull architrave del
portone, gli arredi scabri e poveri, qualche
buon libro anche europeo negli scaf fali di
noce, che troviamo disseminati in un cen troitalia ignaro della limpida ar chitettura
civile fiorita nella Toscana comunale e rinascimentale. Dalle affettuose pennellate
del filosofo esce una borghesia aliena dagli
alti voli, diffidente anzichen verso il progressismo risorgimentale imbevuto di positivismo o di pericolose filosofie d Oltralpe
e ristretta in ubbie conser vatrici legate
(magari nelle donne, la stessa mamma di
Benedetto) al devozionismo e alle pratiche
religiose. Vero che lAbruzzo seppe anche
riscattarsi: oltre a Croce, riuscir ono a sottrarsi al tetr o destino di quelle montagne
isolate e di quei pascoli innevati altri due
giganti, il coetaneo Gabriele D Annunzio e
un pittore di appena dieci anni pi vecchio,
Francesco Paolo Michetti: ar tisti pieni, da
annoverare tra i fondatori, in Italia, della
modernit europea. E pure Croce manifest presto una notevole curiosit per le cose dellarte, per larte come fuoco dello spirito. Chiss, fosse vissuto a Lubecca, sarebbe diventato un personaggio alla Thomas
Mann, quello dei Buddenbrook.

... lo stato morboso del mio


organismo che non pativa di
alcuna malattia determinata e
sembrava patir di tutte...
Il vecchio filosofo riferisce del lontano
episodio senza compiacimenti. E tuttavia
quelle righe gr ondano di una sof ferenza
non interamente dimenticata. Ricorda, don
Benedetto, di aver allora provato un angoscioso bisogno di rifar mi in forma razionale una fede sulla vita e i suoi fini e doveri,
avendo perso la guida della dottrina r eligiosa e sentendomi nel tempo stesso insi diato da teorie materialistiche, sensistiche
e associazionistiche, circa le quali non mi
facevo illusioni, scorgendovi chiaramente
la sostanziale negazione della moralit
stessa, risoluta in egoismo pi o meno larvato. Letica herbartiana del Labriola valse
a restaurare nel mio animo la maest dellideale, del dover essere contrapposto allessere, e misterioso in quel suo contrap porsi, ma per ci stesso assoluto e intransigente. Rimuginando sulle lezioni di Anto nio Labriola, amico di famiglia oltr e che
professore alla Sapienza, il giovinetto co minci a travagliarsi intorno ai concetti
del piacere e del dovere, della purit e dellimpurit, delle azioni mosse da attrattiva
per la pura idea morale e di quelle che riuscivano ad apparenti effetti morali per as sociazioni psichiche, per abiti, per impulsi
passionali.. Il nipote dei due Spaventa
(anche loro abruzzesi dEuropa) dovette sillabare a se stesso, nella solitudine della
grande casa, le categorie minime necessa -

rie a darsi una speranza esistenziale: il be ne, il ver o, l utile, eccetera: pi o meno
quelle che come specifica qualche riga
pi avanti travaser nella Filosofia della Pratica, unopera che, per questi aspetti morali che vi si legano, ritiene ai miei occhi un aspetto quasi autobiografico . Provate anche voi a compitar e i valori es senziali per interpr etare il mondo: c da
scommettere che non ne tr overeste altri.
Aggiungetevi quelle attinenti all estetica,
diciamo il bello e/o il br utto, e avr ete le
grandi categorie su cui Cr oce abbarbic
lintera sua speculazione filosofica. Tale sodo retroterra umano fece s che il celebra to filosofo dellestetica tardo o post romantica ci appaia (lo sanno bene gli studi
pi avvertiti) come il filosofo delletica, della morale, del dovere; e la sua musa, la storia, quasi matrice di una coscienza che, dopo il terremoto che lha devastata e scarnificata, voglia costr uirsi ricomponendo at torno a s tutta intera, senza residui, la positiva vicenda della societ e del mondo.
Croce non dedic moltissime pagine a
questi temi, ma tutto il suo cammino, le sue
riflessioni, il suo pensiero sono una indagine appassionata delle ragioni delletica come massima del vivere. Non fu epicureo, la
sua unetica pubblica, del dover e e semmai, pi tardi, della politica, la gorgone che
lo affascina e lo respinge: lo affascina quando gli detta parole sferzanti contro i democraticisti, i quali non ammettono che la politica innanzitutto (se non esclusivamen te) forza, strumentalizzazione, eccetera; e lo
respinge quando, al morire degli anni Trenta, stretto nelle spir e del moloch delle ti rannidi, vacillante o dissolta in lui la fidu cia nel progresso civile della societ europea, detta quel libro mirabile che la Storia come Pensiero e come azione. Consapevole della propria impotenza politica di
fronte al dramma in corso, il liberale delu so e smarrito lacera la rigida etichetta dia lettica dei distinti e dei contrari e si af fida
alle luminosa fede della religione della libert, unica via di uscita alla sconfitta.
Non vi nel Novecento italiano altr o testo
che meriti, come questo, l appellativo di
esistenzialista.
Ma qui siamo molti anni dopo la crisi
giovanile. Invece il torbido or rore dello
smarrimento, del vuoto e dell impotenza
psichica lo avrebbe assalito di nuovo, e
inaspettatamente, quando gi era sbozzolato in un pensator e cosciente di s , e dinanzi gli si apriva una strada di ricche con-

quiste ideali. Si era applicato (siamo agli


albori del XX secolo) a una ricer ca che
dar origine alla famosa Tesi fondamentale di un Estetica come scienza dell espressione e linguistica generale . Rievocando quel tempo Croce indugia sul travaglio, il tormento anche fisico che totalmente lo avvolse cosicch per cinque mesi le
sue giornate, incalzate dal demone della filosofia e da una inappagata smania di perfezione e completezza, trascor revano in
ozio apparente, senza che potesse legger e
nulla, tra lunghe passeggiate e lunghi ab bandoni sopra un sof , mentr e assiduamente tracciava sulla car ta appunti e
pensieri dei quali l uno criticava laltro.
Tormento creativo, o aggressione dellantico, ben noto e non sopito demone?
I due episodi sono (o possono sembrare)
estrinseci, accidenti estranei al ben co struito e sistematico filosofare crociano.
Non cos , il tarlo dell inquietudine,
linaccomodamento, la tensione e pe na, il buio che cer ca luce lo accompagnano ben entro gli avvolgimenti delle
sue ricerche, diventano per dir meglio
parte integrante del sistema. Continuamente gli si parano dinanzi i temi del male e lo costringono a defatiganti, laborio se riprese, precisazioni, approfondimenti.
Fortissima in lui l esigenza di negare al
male ogni forma di positivit di stampo manicheista; dallaltra parte egli non pu non
avvertire come il male, quello che ti assedia e tormenta, ti sconvolge e ti brucia come lui lo era stato in quelle lontane espe rienze, non pu essere considerato total -

Le sue giornate trascorrevano


senza che potesse leggere nulla,
tra lunghe passeggiate e lunghi
abbandoni sopra un sof
mente privo di realt. La lotta tra il bene e
il male terribilmente seria e reale , e
ogni concezione che faccia del male un che
di irreale, assorbito e nullificato dalla azione e dalla sua positiva e af fermativa creativit, lui la teme e la combatte. Con par ticolare amarezza quando ne vede sorgere i
rami tentacolari dalle radici della specu lazione di Giovanni Gentile, quell attualismo che a suo avviso, proprio perch tende
a nullificare la presenza del male, seconda
e favorisce laborrito indifferentismo mo-

rale. Meglio non avr ebbe potuto dire un


SantAlfonso de Liguori.
Lo detestava, il male, anche nel suo presentarsi storico, come decadenza e d cadence. La decadenza, ad esempio, del let barocca, let in cui vedeva scemar e
in Italia lentusiasmo morale del vigor oso e creativo Rinascimento; e la dcadence culturale e ar tistica del suo stesso
tempo, cos accondiscendente verso il tor bido e lirrazionale, colpevole di quellaffievolirsi delle ragioni morali che detesta va in DAnnunzio, il dilettante di sensa zioni, e gli imped di capir e Baudelaire.
Strano: il filosofo del giudizio storico, un
giudizio non giustiziere ma che giustifica
le vicende umane levandosi al tramonto
come la civetta di Miner va, non vide i ger mi di verit e di moralit che lacr e soffio
del decadentismo veniva scoprendo dentro
la crisi dei valori borghesi, ottocenteschi,
vittoriani forieri, nella lor o ipocrisia, di
enormi drammi storici e sociali.
A un certo momento infine molti, moltissimi anni dopo la crisi dei valori, il
male nella sua violenza ir redimibile, entrano di prepotenza e occupano quasi manu militari il pensiero stesso nel suo farsi
e nel suo estrinsecarsi. Il vecchio Cr oce,
riandando sui temi della dialettica dello
spirito e inquietandosi nella domanda su
quale possa essere il motore che d la
spinta allincessante movimento, ebbe a
dubitare che allorigine, alla radice del
processo debba esservi una forza cruda e
verde, selvatica e intatta da ogni educa zione ulteriore; una integrazione necessaria delle diverse for me dello spirito le
quali non avrebbero voce, n altri or gani
n forze se, per assurda ipotesi, restassero
avulse da essa, o sarebbero proprie non di
uomini ma di angeli. Questa for za la
oscura, indecifrabile vitalit. Drammatica conclusione, questa, per il filosofo
conscio ormai dellincombere dellombra
di morte: perch la misteriosa ir requietezza dello spirito s cr eativa di tensioni e di volizioni intese a soddisfar e le
brame di benessere individuale e dunque in certo modo positiva come positivo
, nei suoi ambiti, lutile; ma anche e
persino una persistente forma di negativit: e, infine, pur e il male, in tutta
la sua portata e in tutte le sue conse
guenze anche le pi terrificanti.
La dialettica hegeliana lin s del farsi del reale. Nel suo dispiegarsi esprime la
fenomenologia del mondo in tutte le sue
forme, nella loro essenza eterna. Per Croce, la dialettica movimento dello spirito,
un movimento che si svolge circolarmente
tra distinti momenti categoriali, il bello e
il vero, lutile e il bene. Questi, a lor o volta, conoscono dentro di s anche una seconda e non meno feconda dialettica,
quella degli opposti, il brutto e il falso, linutile e il male. I filosofi di pr ofessione
trovano questi schemi un po banali, aridi,
privi del fuoco vitale che sentono ir radiare dallattualismo dellaltr o padre dellidealismo italiano, Giovanni Gentile, ap plaudito come lerede pi stretto di Hegel.
E vero, Croce non ha metafisica, il suo
pensare non supera la sfera dellesister e
entro la quale avvengono le cose che lo interessano, il pensiero e le costruzioni
ideali e civili della polis, le ar ti, le scienze. Noi proprio questo filosofo amiamo, un

postnietzschiano, uno che si sporto sullorlo del nichilismo tragico e si salvato


indossando e indicandoci un ferreo cilicio
di obblighi morali. Postnietzschiano: Dio
morto, tutto si muove dentr o il perimetro
dellesistenza e lesistenza il fardello dello spirito, che questi tenta continuamente
di redimere dalla sua condizione afona
e oscura e i cui impulsi cer ca di sollevare
verso la luce della dialettica coscienziale.
Invece il Croce che va per la maggiore il
Croce accademico (lo un po a suo di spetto e fastidio ma anche, diciamolo, per
via di certe sue pompose debolezze e in dulgenze): ma cosa volete che le nuove ge nerazioni possano trovare nel gran mare di
quei libri? Addetti ai lavori, esper ti in logica e in formule, cultori delle vicende del
farsi dItalia possono navigarvi dentro con
profitto. Altri non li apprezzeranno; anche
perch, e non difetto di poco conto, don
Benedetto sordo alle arti visive e alla
musica, nonch responsabile di un mucchio di giudizi letterari sbagliati e del tut to inutilizzabili per il lettore di oggi: se non
ami Baudelaire e Claudel o i grandi decadenti, se non appr ezzi Pirandello, D Annunzio o Pascoli, se hai a noia il futurismo,
cosa potrai raccontarci? Non parliamo poi
della smarronata su Manzoni, r ecuperata
in extremis e senza convinzione.
E adesso un bel finale, tutto politico: il
torinese e giolittiano Togliatti punt le
sue carte su Croce: quando lanci lappello alla giovent fascista sulla fine degli anni Trenta non poteva certo raccomandarsi
al nome di Giovanni Gentile; e nel Dopoguerra pose furbamente la sua doppiezza sotto lala protettrice delle categorie liberali del Croce ormai Padre della Patria.
I bottaiani di Primato, i postfascisti progressisti, eccetera, hanno preferito invece
richiamarsi alle loro proprie nostalgie attualistiche e hanno fatto deragliar e il treno delle derivazioni desanctisiane e gramsciane sul binario gentiliano. Se dir ettamente chiamato in causa, Gramsci avr ebbe preferito misurarsi con il Croce, al qua-

Il Migliore punt le carte


su Croce; pose furbamente
la sua doppiezza sotto l ala
protettrice del Padre della Patria
le aveva dedicato pagine spesse e medita te; comunque sia, l una come l altra ap propriazione era strumentale, linterpretazione della storia del Novecento italiano
ne stata mistificata.
Un po anche per colpa sua, il grande filosofo alla fine era divenuto unicona inattaccabile, e questo fin con loffuscare il filosofo tormentato, continuamente incal zante se stesso per un ulterior e schiarimento delle sue pr oprie elaborazioni,
quale ci stato raccontato da Gennar o
Sasso, lo studioso che ha inseguito le infinite latebre di quel pensiero come N abokov le sue far falle. Il vigoroso problematicismo poteva e doveva piacer e a una
autentica intelligenza liberale, per definizione antidogmatica anche contr o e oltre
lo stesso dogma crociano. Di questa intelligenza troviamo purtroppo scarse tracce,
intorno a noi. La destra (politica e cultu rale) si ostina a tirare frecce e sassi contro
licona. Che errore! Ha buttato via il bambino assieme allacqua. Non si fatta restituire dalle sinistre e dalle sue inter essate ricostruzioni un pezzo forte dei suoi
propri bastioni ideali, e ha perso un ottima occasione per fare del buon revisionismo, autenticamente liberale. Che sarebbe ancor oggi, a nostr o avviso, urgente e
indispensabile.
Angiolo Bandinelli

Sadat a Gerusalemme, quando un uomo tenta di cambiare la storia col coraggio personale

19 NOVEMBRE 1977, FRA LO STUPORE DI TUTTI IL PRESIDENTE EGIZIANO PARLA ALLA KNESSET, IL PRIMO RICONOSCIMENTO ARABO DELLO STATO DI ISRAELE. NEL 1981 LO PAG CON LA VITA

bbiamo atteso per pi di un mese. InA


vano. Il venticinquesimo anniversario
del viaggio di Sadat a Gerusalemme passato quasi del tutto inosservato. In Egitto,
e nel mondo arabo in generale, non ci so no state particolari celebrazioni, e anche
in Israele e in Occidente stato ricordato
solo di sfuggita.
Eppure quel viaggio fu un gesto di
straordinaria portata. Il 19 novembre 1977
Sadat stup il mondo volando a Gerusalemme per offrire, davanti alla Knesset, la
pace a un paese contro il quale l Egitto
aveva combattuto quattro guerre.
Dopo la prima sconfitta araba nel 1948,
cera stata la guerra di Suez nel 1956, che,
per quanto vinta militarmente da Israele,
aveva decretato, grazie allintervento russo e americano, il successo politico dellEgitto di Nasser e il definitivo tramonto
delle pretese coloniali anglo-francesi. In
seguito, tuttavia, nellatmosfera bipolare
della Guerra fredda, Israele era divenuto
uno dei principali baluardi degli Stati
Uniti in Medio Oriente, e il risultato era
stata la sfolgorante vittoria israeliana nella Guerra dei sei giorni. Il mondo arabo, e
soprattutto lEgitto di Nasser, fu annientato e umiliato. Lo stesso Nasser non sopravvisse a quella umiliazione.

Lunico gesto di amicizia in 50 anni di odio


Fin dal suo insediamento, il nuovo presidente, Anwar al-Sadat, cap che il sostegno sovietico non era stato e non poteva
essere sufficiente per tirare fuori dalla
crisi il suo paese, e inaugur una nuova
politica di maggiore apertura al mondo
occidentale (la politica dell infitah, la
porta aperta), nonch di relativa democratizzazione interna. Ma Sadat sapeva
anche che era necessaria una rivincita,
per cancellare l umiliazione e ridare fiducia al paese.
Fu Kissinger a riconoscer e che all Egitto e al mondo arabo doveva essere concessa la possibilit di un riscatto. E da
qui che nasce la strana guerra dello Yom
Kippur.
Il 6 ottobre 1973 le truppe egiziane lanciarono lattacco sulla riva orientale del
Canale di Suez, e in poco tempo riuscir o-

no a portare 90 mila uomini e 850 carri armati al di l del Canale, a occupare la linea fortificata israeliana Bar-Lev e a stabilire una testa di ponte. Nello stesso momento, lesercito siriano attacc nelle alture del Golan. Tre divisioni e una brigata
corazzata siriane sfondar ono le linee
israeliane e giunsero quasi a dilagare nella pianura della Galilea. Nei gior ni successivi gli israeliani, aiutati da un massiccio ponte aereo dagli Stati Uniti, passarono per alla contr offensiva. Israele at tacc dapprima la Siria e ricacci indietro
il suo esercito, stabilizzando il fr onte a
trenta chilometri da Damasco. Sul versante egiziano, ununit israeliana al coman do di Ariel Sharon riusc a passare sulla
sponda occidentale del Canale attraverso
un varco fra due armate egiziane, stabi lendo cos una testa di ponte e giungendo
fino a cinquanta miglia dal Cairo. Gli Stati Uniti e l Unione Sovietica richieser o
congiuntamente una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell Onu per unimmediata cessazione del fuoco e l applicazione della Risoluzione 242 del 1967. Questa
richiesta si concret infine nella Risolu zione 338 dellOnu il 22 Ottobre 1973. Egitto e Israele accettarono e, poco dopo, accett anche la Siria.
Grazie alla sapiente orchestrazione di
Kissinger, questa singolare guerra ebbe,
nonostante tutte le sue ambiguit, leffetto
desiderato: ridare una certa fiducia in se
stessi agli Stati arabi (Egitto e Siria in particolare). LEgitto ottenne i trattati Sinai I
(gennaio 1974: le truppe israeliane si ritirano dalla sponda orientale del Canale di
Suez e le forze leggere egiziane occupano
una striscia di sei miglia lungo la costa) e
Sinai II (settembre 1975: le forze israeliane si ritirano al di l dei passi chiave di
Mitla e Geddi), e in cambio riapr il Canale di Suez (giugno 1975). Di questi accordi
il vero artefice fu Kissinger, che sembrava
avere cos coronato la sua complessa opera basata sulla diplomazia dei piccoli
passi, il cui obiettivo primario non era
per una soluzione definitiva del conflitto
arabo-israeliano, ma lannullamento dellinfluenza russa nel Medio Oriente.
N el 1976 fu eletto presidente Jimmy

Carter, e una nuova visione della politica


medioorientale si insedi alla Casa Bianca. Seguiva le linee di un rappor to della
fondazione Brookings del 1975, firmato da
Z. Brzezinski e W. B. Quandt: si proponeva
il ritorno di Israele ai confini pr ecedenti
la Guerra dei sei giorni, con zone smilitarizzate sotto la super visione dellOnu. Si
riconosceva inoltre la necessit di creare
uno Stato palestinese, che avr ebbe dovuto federarsi con la Gior dania. Nella primavera del 1977 il segretario di Stato Cyrus Vance cerc senza successo di rilanciare il progetto della Confer enza di Ginevra, gi convocata poco dopo la guer ra
dello Yom Kippur con lo scopo di af frontare multilateralmente la situazione medioorientale, ma subito fallita. In altre pa-

te in assenza di una giusta soluzione del


problema palestinese.
Il viaggio di Sadat mise definitivamente
fine al progetto della Conferenza di Ginevra, e port invece agli accordi di Camp
David, con la pace separata fra Egitto e
Israele. Per questa sua iniziativa il pr esidente egiziano fu criticato da quasi tutto il
mondo arabo, palestinesi compresi. N el
1978 lEgitto venne escluso dalla Lega Araba. Nel 1981 1o stesso Sadat pag con la vita la sua scelta, ucciso per mano di un
gruppo terrorista egiziano.
Oggi, a venticinque anni di distanza,
ancora difficile dare un giudizio. E certo
che la sua fu una decisione esclusivamente personale, che stup tutti.
Il giudizio di M. H. Heikal severissimo:
OGGI Nord: parzialmente nuvoloso o nu voloso ma con tendenza a miglioramento.
Centro: nuvolosit irregolare sulla Toscana
con piogge durante la mattinata. General mente nuvoloso sulle altre regioni con tendenza al miglioramento. Sud: molto nuvo loso con probabili piogge.
DOMANI Nord: nuvolosit irregolare con
ampi spazi di sereno. Centro: nuvolosit irregolare, pi intensa su Marche e Abruzzo.
Sud: da parzialmente nuvoloso a nuvoloso
con residue piogge. Temperature: stazionarie al nord, in calo al Centr o e al Sud.

role, si era ar rivati nuovamente a una si tuazione di stallo.


E in questo contesto storico che va col locata la stupefacente iniziativa di Sadat.
Nel suo discorso alla Knesset, Sadat disse
che bisognava innanzitutto rompere la
barriera psicologica che divideva i due
popoli: Vi dico in tutta sincerit che vi
diamo il benvenuto nella piena garanzia
della vostra sicurezza. E una svolta di
straordinaria importanza, il segno di un
mutamento storico fondamentale. Questo
era il primo passo. Il secondo era af frontare concretamente la questione palestinese: Una pace ad interim tra Egitto e
Israele, o tra qualsiasi altr o Stato arabo e
Israele, non porter a un pace per manen-

secondo lautorevole intellettuale egiziano, gi imprigionato dallo stesso Sadat ma


oggi nuovamente in auge, fu la smisurata
ambizione del presidente egiziano a motivare il suo exploit, oltre alla consapevolezza, drammaticamente rivelata dalle ri volte per il pane del gennaio 1977, delle
gravissime condizioni economiche dell Egitto, costretto a eccessive spese militari.
Ma le accuse pi gravi rivolte contro Sadat sono altre: 1) quella di essere stato soltanto una marionetta nelle mani dell America (e quindi di Israele), che tuttavia
non regge a unanalisi spassionata dei fatti; 2) quella di avere svenduto la causa araba (e palestinese), firmando una pace separata con Israele tenendo conto solo de-

gli interessi egiziani. Questultimo fu senza dubbio un errore. I palestinesi di Cisgiordania e di Gaza si sentirono traditi e
abbandonati all occupazione militare
israeliana. Tuttavia, bisogna riconoscere
che, durante le trattative di Camp David,
Sadat, luomo che pi di tutti si era espo sto in prima persona, si tr ovava ormai in
una posizione molto difficile, e aveva
estremo bisogno di giungere comunque a
un accordo (anche se fu pi volte sul punto di rompere). Anche lo stesso Carter doveva necessariamente ottenere un successo diplomatico, per dimostrare l efficacia della sua innovativa politica medioorientale. Begin si trovava senz altro nella posizione pi vantaggiosa, e riusc a
raggiungere il suo obiettivo primario: un
trattato di pace bilaterale con l Egitto,
senza concedere praticamente nulla in Cisgiordania e a Gaza.
La verit che, al di l di tutte le mo tivazioni contingenti che possono aver e
spinto Sadat a Gerusalemme, il suo viaggio fu un gesto coraggiosissimo e di grande preveggenza, ed espresse la consapevolezza della necessit di riconoscere
lesistenza dello Stato di Israele. Questo
il significato profondo del viaggio di
Sadat. E stato lunico autentico gesto di
amicizia in oltre cinquantanni di odio e
risentimento (quanto pi falsa invece la
tanto celebrata stretta di mano tra Arafat e Rabin!)
Tutti, nessuno escluso, commiser o lerrore di non coglier e quella straordinaria
occasione.
Gi nel suo discorso di replica a Sadat,
Begin non si era lasciato tradire dall emozione del momento, dichiarando la
possibilit di discutere su tutto, senza
per fare il minimo accenno al problema
palestinese. In poche parole: non aveva
voluto a propria volta riconoscere l esistenza dei palestinesi, e il loro diritto a un
proprio Stato, mascherandosi invece die tro lassurda proposta di una autonomia
personale dei palestinesi ma non della
loro terra. Purtroppo c forse di mezzo
una sfortunata circostanza storica. L atteggiamento rigido di Begin era infatti il
risultato della recente vittoria (e per la

prima volta dal 1948) del Likud, il partito


della destra israeliana, che aveva a suo
fondamento lintegrit territoriale di Eretz
Israel. Soprattutto, a differenza dell approccio pi pragmatico del partito laburista sul problema dei T erritori occupati,
per Begin la Cisgiordania non era un ter ritorio occupato, ma liberato: era la terra di Giudea e Samaria.
Dopo il fallimento labisso
Gli Stati Uniti (e il mondo occidentale),
in parte gi spiazzati dal risultato delle
elezioni israeliane, lo furono ancora di pi
dalla mossa di Sadat, ed ebbero un atteggiamento oscillante; ma soprattutto non
seppero fare pressioni adeguate su Israe le per la questione palestinese.
Anche gli stessi Stati arabi, probabilmente i pi stupiti e sconcertati, non riuscirono a capire che, seguendo Sadat,
avrebbero potuto imprimere una svolta
decisiva alla situazione mettendo Israele
di fronte alla necessit morale di un suo
riconoscimento del popolo palestinese.
La preveggenza di Sadat fall quindi
per la miopia dei paesi arabi, di Israele, e
dellOccidente, ossia per la mancanza di
coraggio di tutti gli attori principali della
vicenda.
Non stupisce che gli eventi successivi
siano stati un completo insuccesso, inau gurando una tragica catena di disastri.
Non bisogna dimenticare che quella del
Kippur stata lultima vera guerra dichiarata nel conflitto arabo-israeliano, e che
dopo di essa non ha fatto seguito una pace
o almeno una non-belligeranza, ma si
aperto labisso delle azioni terroristiche e
delle rappresaglie.
Non aver saputo cogliere l importanza
del gesto di Sadat ha impedito in realt fino a oggi la possibilit di un ver o e sincero processo di pace, sostituendogli di vol ta in volta accordi fasulli e impraticabili,
che hanno avuto come unico e costante risultato un aumento sempre pi vertiginoso della violenza.
Il viaggio di Sadat a Ger usalemme non
stato celebrato. Lanniversario di un rimorso non si celebra se non con il silenzio.
Aldo Piccato