Sei sulla pagina 1di 4

IL FOGLIO

quotidiano

DIREZIONE, REDAZIONE E AMMINISTRAZIONE: VIA VICTOR HUGO, 1 - 20123 - MILANO

LIva dei dolori

La Prodinomics punisce
il lavoro e i ceti medi,
per blandisce i ricchi
Laumento delle imposte indirette
penalizza chi assume manodopera
In crisi edilizia, scarpe, abbigliamento

Dietro lo scontro alla Camera


Roma. La battaglia che Polo e Lega stanno
conducendo alla Camera contro il decreto Iva
del ministro delle Finanze Vincenzo Visco
stata interpretata da pi parti come un atto
simbolico. Non va trascurato, invece, loggetto del contendere, che per le sue dimensioni
e per i suoi effetti tuttaltro che irrilevante.
Il riordino dellIva, necessario per ottemperare a una direttiva europea, non affatto
neutrale: far pagare agli italiani 1.500 miliardi in pi nellanno in corso, 5.800 in pi
per gli anni successivi. La Confindustria aveva elaborato qualche mese fa uno studio nel
quale si dimostrava come le direttive europee sulla semplificazione si sarebbero potute applicare a costo zero per i contribuenti. Si
tratta dunque di una decisione tuttaltro che
obbligata di aumento della pressione fiscale
indiretta. Lintroito di questanno (la nuova
Iva in vigore da ottobre) compensa minori
entrate rispetto alle previsioni, dovute a una
crescita economica insoddisfacente, quello
dei prossimi anni compensa i mancati risparmi sulla spesa sociale, previsti nel documento di programmazione dello stesso governo in 9.500 miliardi e ridottisi, dopo la
crisi lampo con Prc, a
3.500.
Anche la distribuzione degli aumenti
dellIva non affatto
neutrale. Paradossalmente, per un esecutivo che dice di avere
come obiettivo la lotta alla disoccupazione, i settori assoggettati ai maggiori aumenti sono quelli
VINCENZO VISCO
delledilizia, dellabbigliamento e delle
calzature, cio i settori che impiegano pi
forza lavoro, afflitti peraltro da crisi settoriali (per ledilizia, dovuta al sostanziale blocco
degli investimenti in opere pubbliche; per gli
altri, alla crescente concorrenza internazionale e alla stasi della domanda). Il governo,
che si era impegnato al Senato a provvedere
per questi settori, anche per la pressione
congiunta dellopposizione e di ambienti moderati dellUlivo, invece ha ripresentato alla
Camera un testo immutato, blindato dai reiterati voti di fiducia. Persino il vice premier
Walter Veltroni, che si era impegnato personalmente per un abbattimento dellIva sui
dischi, ha dovuto rientrare nei ranghi.
Pi tasse, meno occupazione
Questo rapporto negativo fra imposizione
fiscale e occupazione una costante delle
scelte di politica economica, ancora pi evidente nellimpostazione della nuova tassa,
lIrap, che congegnata in modo da far pagare di pi le imprese minori (che reggono la
maggior parte delloccupazione), e ancor pi
quelle ad alta intensit di lavoro, giacch invece dei redditi conseguiti, tassa i costi delle
aziende, a cominciare da quello del lavoro.
Dellimpostazione fiscale stata messa in luce la caratteristica punitiva verso i ceti medi
e i lavoratori professionali e autonomi (concordati fiscali obbligatori, eurotassa, aumento dei contributi previdenziali dallanno
prossimo, per non parlare dellIva), mentre si
posta poca attenzione agli effetti depressivi sulloccupazione. Le cause della mancanza di lavoro diventano cos due. Quella generale lincremento globale della fiscalit (di
circa 2 punti sul prodotto interno) che, come
dice il rapporto redatto per il Cer da Giorgio
Ruffolo, Luigi Spaventa e Antonio Pedone
(economisti di area governativa) abbassano
un po la crescita e aumentano un po linflazione, con leffetto non secondario di aumentare di circa 2 mila miliardi il deficit per
lanno prossimo. La spinta specifica a occupare meno addetti deriva dallincremento
del costo fiscale e parafiscale del lavoro, che
ha leffetto di scoraggiare gli investimenti
dallestero e rischia persino di delocalizzare
quelli degli industriali italiani.
Dunque, almeno per i disoccupati, limmagine che Romano Prodi aveva voluto dare
di s, dipingendosi come un Robin Hood che
prende ai ricchi per dare ai poveri, si dimostra fallace. A giudicare dalla politica degli
incentivi settoriali, primi fra tutti quelli per
la rottamazione, si direbbe anzi che i pi ricchi, cio le grandissime imprese, non abbiano a dolersi delle scelte economiche dellesecutivo. I lavoratori dipendenti, che il governo intende tutelare maggiormente, anche
per il peso determinante dei sindacati sulla
maggioranza, hanno visto aumentare il costo
del loro lavoro del 4,6% rispetto alle retribuzioni nette cresciute nominalmente solo del
4%, hanno pagato lEurotassa (seppure in misura minore degli autonomi) e rischiano che
il conflitto innestato dalla questione delle 35
ore blocchi il rinnovo dei loro contratti di lavoro. Hanno ottenuto la promessa di avere
quel che non volevano: lavorare di meno e
conservare per una parte di loro alcuni privilegi pensionistici, operazioni che, se andassero in porto, aumenterebbero il costo
del lavoro del 15%, sequestrando tutti gli aumenti salariali attesi.

TEL 02/8639181 - SPED. ABB. POST. - 45% - ART. 2 COMMA 20/b LEGGE 662/96 - FIL. MILANO

DIRETTORE GIULIANO FERRARA

ANNO II NUMERO 235X

La Giornata
* * *
In Italia

* * *
Nel mondo

LA POLIZIA CARICA GLI ALLEVATORI durante una manifestazione di


protesta nel vicentino. Lega e Polo
chiedono che il governo riferisca al
Parlamento sullaccaduto. Oggi il Consiglio dei ministri potrebbe varare un
decreto. Gli allevatori annunciano una
tregua.

NETANYAHU PRESENTA IL PIANO PER RIPRENDERE I NEGOZIATI


con lAnp. Il premier israeliano promette un ritiro limitato dalla Cisgiordania per marzo-aprile, a condizione
che lAnp dimostri un concreto impegno contro il terrorismo. E ribadisce
che ai palestinesi sar assicurata ampia autonomia, ma non sar concesso di
dar vita a un proprio Stato.
Clinton mi tratta come Saddam,
avrebbe detto in privato Benjamin Netanyahu. Nessuna conferma ufficiale.

* * *

Di Pietro accusato di corruzione in


concorso con Pierfrancesco Pacini Battaglia, Giuseppe Lucibello e Antonio
DAdamo. I pm di Brescia hanno riformulato la precedente accusa di concussione.
Per Ciriaco De Mita lacquisto di Antonio Di Pietro da parte dellUlivo
unoperazione da calciomercato per
sfondare al centro: Concordo con chi
dice che loperazione andava gestita
dalla coalizione. Lex pm ha rappresentato il giustizialismo, lantipolitica.

* * *

Prosegue lopposizione alla nuova Iva


a Montecitorio. Respinti gli ordini del
giorno presentati da Polo e Lega.
Se il governo continuer ad illudere gli italiani che si possa entrare e restare nellUme senza vere riforme, promuoveremo unopposizione dura e una
mobilitazione generale dei cittadini
dichiara Silvio Berlusconi.

* * *

Il Pg di Palermo contro i giornali,


in particolare Panorama, che starebbero facendo un gioco pesante contro la procura. Secondo Vincenzo Rovello ci sarebbe una regia occulta.
Lex comandante dei carabinieri Luigi Federici difende invece i Ros, ai
quali esprime la stessa fiducia, maggiore fiducia che alla procura di Palermo.
Il pentito Angelo Siino stato sentito ieri per il secondo giorno consecutivo
dai pm nisseni.

* * *

Per Prodi Italia nellUme quasi certamente da subito, ma non possiamo abbassare la guardia.

* * *

Polemica Prc-governo sulle 35 ore dopo le affermazioni di Carlo Azeglio


Ciampi. Armando Cossutta chiede di
smentire il ministro del Tesoro, giudicandone inaccettabili le parole. E
inutile fare polemiche ribatte Romano Prodi: Ciampi stato chiaro.
Carlo Callieri, vicepresidente di Confindustria, afferma: Lintesa governoPrc un macigno. Secondo Enrico Micheli, sottosegretario di Palazzo Chigi,
i patti ci sono e vanno rispettati. Per
il segretario della Cgil Sergio Cofferati
occorre tenere distinta la revisione dellaccordo del 93 dalla questione delle
35 ore.

* * *

Phoney Money: 9 richieste di processo


e 31 di archiviazione sono state presentate dal pm capo di Aosta.

* * *

Sospesa laudizione di Bettino Craxi


da parte della commissione Stragi, dice
il presidente Giovanni Pellegrino.

* * *

Borsa di Milano. Indice Mibtel in ribasso: 15.269 (-0,25%). La lira perde 9,57
punti sul dollaro (1.728,73) e ne guadagna 0,13 sul marco (979,95).

Montenero News
La procura di Brescia, dunque, non accusa
pi Antonio Di Pietro di concussione ma di
corruzione. E una differenza di rilievo, perch la nuova imputazione indica che il banchiere Pierfrancesco Pacini Battaglia non fu
vittima dellex pm, dellavvocato Giuseppe
Lucibello e del costruttore Antonio DAdamo,
ma loro complice. I pm, nella richiesta di proroga su cui presto si pronuncer il gip, scrivono che Di Pietro, Lucibello e DAdamo in
concorso tra loro... concordavano con il Pacini una serie di interventi economici e finanziari a sostegno delle societ facenti capo a
DAdamo e in favore di Lucibello. A sostegno della tesi non ci sono soltanto i numerosi
passaggi di denaro da Pacini a DAdamo e da
Pacini a Lucibello, ma anche, laccusa a Di
Pietro di avere omesso di sviluppare... attraverso rogatorie... le notizie fornite da Pacini...
e nellavere revocato diverse richieste di assistenza giudiziaria a suo tempo inoltrate allautorit giudiziaria di Ginevra.... Acquisizione di atti che avrebbe potuto dimostrare,
per i pm, altre attivit illecite di Pacini e dei
suoi amici. Attraverso una dettagliata ricostruzione, la procura sembra voler indicare
che vantaggi sono stati goduti da tutti i protagonisti, compreso Di Pietro, cui DAdamo, in
pi occasioni... aveva messo a disposizione
somme di denaro e altre utilit.

* * *

Rapiti due italiani nello Yemen, insieme a due olandesi e un americano.


Si tratterebbe di un altro sequestro organizzato dalle trib locali contro il governo di Sanaa. Lambasciata italiana
non ha ancora confermato lepisodio.

* * *

Romi Milo potrebbe lasciare il Likud,


il sindaco di Tel Aviv intenderebbe
fondare un nuovo partito di centro.

* * *

Kosovo, attacco a una sede di polizia


da parte di militanti albanesi. Morti un
agente e uno degli aggressori.

* * *

Niente fondi Usa per lOnu e il Fmi


nella legge sugli aiuti internazionali firmata da Clinton. Il Congresso, a maggioranza repubblicana, ha infatti negato lo stanziamento di 3,5 miliardi di dollari per il Fondo monetario e il pagamento di una quota di 819 milioni per
il Palazzo di vetro. Stanziati 13,1 miliardi per il dipartimento di Stato.

* * *

Belgio, incriminazione per Guy Coeme,


lex ministro della Difesa coinvolto nelle inchieste per le tangenti dellaeronautica.

* * *

LIrak conferma linvito a visitare i


palazzi di Saddam Hussein ai rappresentanti dellOnu, ma non ai commissari speciali di Unscom.

* * *

Migliaia di universitari tedeschi hanno manifestato a Bonn contro i previsti


tagli alle spese per listruzione.

* * *

Tirana vara misure anti-emigrazione,


tra cui il divieto di navigazione alle imbarcazioni non immatricolate.
Quattro guardiacoste italiani collaboreranno per sei mesi al pattugliamento delle coste albanesi.

* * *

Algeri accusa certe capitali europee di ospitare terroristi algerini. Lo


ha detto il ministro degli Esteri, Ahmed Attaf, davanti al Parlamento di
Strasburgo.
Comunicato della Jamaa Islamija
egiziana: Luso dellesercito da parte
del regime complicher le cose.

* * *

Raggiunto un accordo Onu-Taleban


per sradicare le piantagioni di oppio in
Afghanistan. Previsto un finanziamento iniziale di 3,8 milioni di dollari per
impostare colture alternative.
I Taleban faranno lavorare anche
le donne riferisce Pino Arlacchi, capo
del programma antidroga dellOnu.

* * *

Nel Foglio finanziario, il monito di


Tietmeyer sulla Bce.

VENERD 28 NOVEMBRE 1997 - L.1500 (IN ABBINAMENTO FACOLTATIVO CON LA NAZIONE - L.500)

OGGI NEL FOGLIO QUOTIDIANO

XXI secolo

I FREEMEN PADAN
SONO TRA NOI...

Due successi della genetica


italiana e una scoperta
inattesa sui superconduttori

GLI ALLEVATORI VENETI dormo-

no a fianco del trattore e protestano


col letame e non coi sacri e vacui
simboli bossiani (editoriale pagina 3)

TOTO-QUIRINALE, riparte il nuovo

vecchio gioco con lincognita in pi


delle riforme istituzionali. La posizione di 14 presidenziabili(pagina 3)

CUBA RICEVERA IL PAPA ma teme leffetto Polonia: in tv, forse, solo


le messe. Anteprima del rapporto di
(pagina 2)
Pax Christi

Quello larrestano...

Un magistrato allert
i boss della cosca dei pentiti
E scoppia il caso delle intercettazioni
di Di Maggio non messe agli atti
Palermo. Che , tutto a posto? Quello
sceso definitivamente l sotto?. Ma quale
definitivo! Da un giorno allaltro larrestano,
mi ha detto questa mattina un magistrato....
E il 7 ottobre scorso, ancora non scoppiato
il caso Di Maggio, e il collaboratore di giustizia Gioacchino Gino La Barbera parla,
nella sua Mercedes, con Michelangelo Camarda, uno dei picciotti della cosca riorganizzata da Balduccio Di Maggio, arrestato pochi giorni dopo il pentito e adesso anche lui
divenuto collaborante. Quello, nella circostanza, Santino Di Matteo, il pentito che era
tornato nel suo paese dorigine, Altofonte.
La conversazione viene intercettata da
una pulce piazzata dalla Dia nella Mercedes di La Barbera, che riferisce a Camarda i
particolari di una conversazione che avrebbe
intrattenuto con un magistrato di Palermo:
Mi ha detto: Dunque, Di Matteo non si sa come va a finire, lei si faccia i suoi calcoli, ora
comincia il vostro processo... (e poi ci sono)
queste cose che sono successe ultime (gli omicidi del gruppo Balduccio, ndr).... Mi sono incazzato, io... Ancora mi rompete i coglioni, dopo quattro anni... Per ho fatto male a incazzarmi in questa maniera....
Quello che dice La Barbera, considerato attendibile quando depone su richiesta della
stessa procura, stavolta per la procura sarebbero solo fesserie: nessuno avrebbe preannunciato larresto di Di Matteo al suo amico
La Barbera. Ma Santino Mezzanasca girava
troppo, dalle parti di Altofonte e anche di San
Giuseppe Jato: era desideroso di vendicarsi
degli assassini del figlio e, dai colloqui registrati dalle microspie, oltre che dalle dichiarazioni degli altri indagati, si rileva una sua
frenetica attivit al fianco degli altri collaboranti con la pistola. Eppure la procura di Palermo ha sempre escluso che si potesse parlare di una cosca di pentiti e addirittura ha
contestato a Di Matteo solo la detenzione illegale di armi e non lassociazione mafiosa.
Accuse non riscontrate, dicono gli inquirenti, che per registrano con imbarazzo anche le parole di Di Maggio: Ho voluto favorire Maniscalco Giuseppe (uno dei suoi uomini,
ndr) perch mi aveva aiutato... Ho anche chiesto e ottenuto da La Barbera e Di Matteo che
lo aiutassero: a questo da attribuire il loro
rifiuto di rispondere in dibattimento.
Non tutti i tasselli del caso Di Maggio sono
ancora chiari. Eppure elementi gravi su Balduccio ce nerano gi quattro anni fa. Per due
settimane, nel giugno del 1993, allindagato di
associazione mafiosa Francesco Reda (ucciso un anno dopo) sarebbe stato consentito di
dormire nel covo segreto di Balduccio Di
Maggio. A che titolo? I carabinieri della Compagnia di Monreale eseguirono intercettazioni telefoniche, poi finite nel dossier che
venne recapitato al parlamentare Enzo Fragal. Un dossier che, singolarmente, conteneva testi di intercettazioni pi completi di
quelli inseriti negli atti delle indagini.

AL CNR DI MILANO FABBRICATO un


nuovo topo che sa segnalare il dolore
La dottoressa Maria Grazia Sacco e un
gruppo di colleghi dellIstituto di Tecnologie
biomediche avanzate del Cnr di Milano hanno fabbricato un nuovo topo la cui semplice esistenza promette a tutti gli altri topi del
mondo, nonch agli altri animali di laboratorio, di soffrire di meno negli esperimenti a
cui li sottopongono gli umani. La notizia riferita oggi da una delle pi prestigiose pubblicazioni mondiali di genetica, Nature Biotechnology. Una delle disgrazie degli animali di laboratorio, topi e cavie, di essere costretti a ingurgitare farmaci sperimentali altamente tossici per capire se e quali effetti
dannosi essi potranno eventualmente avere
sugli esseri umani. Ma prima che si capisca
se questi animali soffrono (e anche quanto
soffrono), pu passare molto tempo. Sacco e
i suoi colleghi hanno avuto unidea. Tra le
unit del corredo genetico di questi animali
ce n una, il gene hsp 70 (da heat shock
protein) che reagisce immediatamente allo
stress dellorganismo. Gli studiosi milanesi
hanno innestato su questo gene un altro gene, quello che negli uomini esprime lormone della crescita (HGH da human growth
hormone), un fattore ormonale la cui presenza istantaneamente misurabile nel sangue. Conclusione: appena gli animali cos
modificati cominciano a subire uno stress, la
loro sofferenza diventa immediatamente ed
accuratamente misurabile con un esame del
sangue. Ci rende superfluo continuare a tormentarli. Non solo. Le cellule di questi animali con il gene HGH possono essere anche
coltivate in vitro e fatte reagire con i farmaci in prova, fornendo una prima idea della tossicit di questi ultimi ed evitando o accorciando gli esperimenti in vivo.
A MONTANASO LOMBARDO la prima melanzana che non soffre i cambi di stagione
Per non essere da meno, studiosi dellIstituto sperimentale di orticultura di Montanaso Lombardo (Lodi) in collaborazione con la
facolt di Scienze di Verona e altri hanno
fabbricato una melanzana che tanto buona dinverno quanto destate. Anche questo
rapporto appare su Nature Biotechnology, ed
la prima volta che due gruppi di scienziati
italiani sono di scena sullo stesso numero
della rivista da quando stata fondata. Ci sono molti ortaggi pomodori, peperoni, meloni, melanzane che possono nascere sia dinverno che destate, ma che per ragioni finora
sconosciute vengono meglio destate. Dinverno sono acquosi, insipidi, un po vizzi.
Adesso il professor Angelo Spena dellUniversit di Verona e un gruppo di colleghi dellIstituto di ricerche di Lombardo hanno scoperto il perch. I semi da cui queste piante
nascono durante linverno sono meno buoni,
perch in genere il processo dimpollinazione da parte degli insetti pi stentato. Ma gli
studiosi hanno fatto di pi. Isolando il DNA
di una melanzana e anche quello della pianta del tabacco, sono riusciti ad introdurvi un
gene che produce certi ormoni, detti auxine,
che hanno il potere di stimolare lo sviluppo
della frutta senza bisogno dimpollinazione.
I vegetali cos prodotti sono risultati di grandezza e qualit comparabili a quelli nati da
impollinazione, e buoni in tutte le stagioni.Un commento della rivista sottolinea il potenziale economico della scoperta.
I GENI IN FUNZIONE dellorganismo possono essere rilevati da unapposita macchina
Il genoma di un organismo pu essere decifrato, ma difficile capire quali geni siano attivi in un determinato momento e quali invece (e sono la gran maggioranza) siano
quiescenti. Ora un laboratorio di S. Clara in
California, lAffimetrix, annuncia un piccolo apparecchio chimico-elettronico capace
di segnalare quali geni di un organismo sono in funzione in un determinato momento,
e lintensit maggiore o minore della loro
attivit. In grado cio di dare un quadro vivente del quartier generale genetico in azione dentro tutte le cellule. Leccezionale exploit stato compiuto combinando le molecole di sostanze fluorescenti con la sostanza proteica (Rna messaggero) emessa dal
DNA quando attivato da ciascun gene. Il
gene si accende mentre funziona. Lapparecchio stato usato sul genoma molto semplice e interamente decifrato di un fungo.
Quando il genoma umano sar stato interamente decifrato, con questo apparecchio
non dovrebbero esserci problemi a leggerne istantaneamente il profilo vivente.
LO ZOLFO, MESSO SOTTO PRESSIONE,
trasporta benissimo lelettricit
La ricerca dei miracolosi superconduttori elettrici fa un passo in una direzione inattesa. Un gruppo di fisici e chimici della Carnegie Institution di Washington diretto da
Russell Hemley ha scoperto che lumile
zolfo, che sotto grandi pressioni diventa metallico, sotto pressioni grandissime diventa
anche superconduttivo, e a temperature relativamente alte. La superconduttivit a
caldo la chiave per limpiego pratico di
questi materiali che promettono mirabolanti usi industriali e nelle comunicazioni.
Sottoposto alla pressione di 160 gigapascal
(giga=1 miliardo), lo zolfo metallico entra in
fase superconduttiva alla temperatura di 17
gradi Kelvin, la pi alta mai vista in un elemento superconduttore solido.
Questo numero stato chiuso in redazione alle 19,45

Laffabile serpente russo

Per il duttile Primakov


una vittoria solo a met
nella II guerra del Golfo
La mediazione sullIrak rilancia Mosca,
ma il ruolo di superpotenza lontano
Lo stallo diplomatico di Washington

Quel prestito di Saddam


Mosca. William Safire si scaglia dalle colonne del New York Times contro il ministro degli Esteri russo, Evgeny Primakov, accusandolo di voler riempire di proprie spie
le squadre di ispettori dellOnu per vanificare di fatto le ispezioni in Irak? Non una
novit: quando Primakov venne promosso
alla guida della diplomazia di Mosca nel
1996, fu Safire a definirlo con poca eleganza
un affabile serpente, dando voce allopinione pubblica statunitense che ben conosce il personaggio, assurto a popolarit nel
1991, qunado fu protagonista per conto di
Michail Gorbaciov di un tentativo di mediazione a Baghdad durante la guerra del
Golfo. Bill Clinton e Madeleine Albright
scoprono di non potersi fidare di Mosca nella vicenda irachena? Eppure non c commentatore che non spieghi alla Casa Bianca
come lincredibile opportunit di rilancio
della Russia sia figlia dellarroganza con cui
gli Usa hanno amministrato il nuovo capitolo della guerra contro Saddam Hussein.
Primakov si in realt limitato a fare quel
che gli sempre stato attribuito come intenzione, fin da quando
fu improvvisamente
chiamato a sostituire
il filo-occidentale
Andrej Kozyrev. Da
un lato si affrettato
a colmare un vuoto
apertosi sulla scena
internazionale, dallaltro ha confermato
che la politica estera
in Russia soltanto
in parte prerogativa
del presidente. Se
Clinton rimasto inEVGENY PRIMAKOV
soddisfatto la settimana scorsa della
sua lunga conversazione sul telefono rosso
con Boris Eltsin in materia di crisi irakena,
molto deve essere dipeso anche dal fatto che
il ministro degli Esteri moscovita si guarda
bene dal mettere il Cremlino a conoscenza
di tutti i particolari.
Primakov non uomo da mettere in piazza le sue risposte e i suoi contatti, che sullo
scacchiere mediorientale datano fin dagli
anni 60, quando, con il nome in codice di
Maksim, lavorava per il Kgb sotto la copertura di corrispondente per la Pravda, e
si sono poi approfonditi nei primi anni 90
alla testa del servizio di intelligence per lestero. Un curriculum che gli ha lasciato anche labitudine al basso profilo. La sua riservatezza induce spesso a sospettare che la
poltrona di Maksim sia instabile. E molti
sono i pretendenti alla successione, primo
fra tutti il portavoce di Eltsin, Sergej Jastrzhembskij. Ma sul conto di Primakov si
favoleggia anche di una misteriosa missione in Irak nel 1994, in virt della quale Saddam Hussein avrebbe versato una sostanziosa quota in contanti del suo tesoro segreto a una Russia sullorlo di una crisi per
mancanza di liquidit. Il che spiegherebbe
la nomina di Primakov alla guida della diplomazia: un premio allimmarcescibile
funzionario di origine brezhneviana, ma anche una garanzia al rais di Baghdad, che da
allora ha sempre potuto contare sul sostegno pi o meno aperto di Mosca.
Senza una strategia di lungo periodo
Il ministro degli Esteri russo non arrivato comunque in gran forma alla soglia
della settantina senza sapere come vanno le
cose del mondo. E senza rendersi conto del
fatto che la sua mediazione un successo in
contropiede, favorito dallo stallo e da una
momentanea convergenza di interessi con
la Francia. In realt Primakov non riuscito a riportare Mosca tra le capitali autenticamente protagoniste della scena mediorientale. La mancanza di mezzi con cui aiutare concretamente i vecchi alleati dellUrss, Siria in testa, fa s che ogni possibilit di influenza sia seriamente limitata. La
Russia rimasta nellultimo anno in una
impasse in qualche modo provocata dal tatticismo primakoviano: ha mancato lobiettivo di conquistarsi uno spazio su Israele e al
tempo stesso non stata in grado di raccogliere intorno a s il malcontento arabo.
Una sorta di palude da cui Mosca momentaneamente uscita con questa mediazione ma che ancora ben lungi dallessere
bonificata. Daltronde Primakov, malgrado i
proclami sulla natura di grande potenza
della Russia, ha dei limiti notevoli. Sa trasformare in relative vittorie le sconfitte sicure, come ha fatto in occasione dellallargamento della Nato in Europa centro-orientale. Non sa per amministrare bene le vittorie annunciate, come dimostra lincapacit russa di trasformare la Csi in unarea di
stabile influenza di Mosca. E poi Primakov
uomo di mediazione: ben di rado rischia
fino al punto di determinare situazioni nuove. E questo in Medio Oriente un atteggiamento votato alla sconfitta nel lungo periodo. E sufficiente che gli Usa riscoprano il
valore, e il piacere, della duttilit diplomatica per impedire a Primakov di consolidare la sua nuova testa di ponte nel Golfo.

ANNO II NUMERO 235 - PAG 2

Cinema
La prima volta da noi
di Mr. Bean e lultimo clone
di Jacqueline Kennedy
MR. BEAN LULTIMA CATASTROFE di
Mel Smith, con Rowan Atkinson, Peter MacNicol, Burt Reynolds, Pamela Reed
Il faccione e gli occhioni di Rowan Atkinson si erano gi visti in Quattro matrimoni
e un funerale: lui il prete alle prime armi che celebra le funzioni, sbagliando anche le domande pi ovvie e lasciandosi distrarre dalla scollatura della sposa. Il suo
nome allanagrafe non dice quasi nulla. E
notissimo invece sotto quello di Mr. Bean, il
personaggio televisivo che lo ha reso celebre, e che il catastrofico protagonista di
questo film. Bean come fagiolo, anzi fagiolone, a giudicare dallaspetto fisico e dalla
goffaggine. Quanto al cuore, linglesissimo
Mr. Bean non si presenta meglio. E misantropo e ipocrita, rancoroso e pasticcione, in
eterna lotta con i suoi simili e soprattutto
con il mondo, che gli si oppone mandando
avanti gli oggetti pi banali: rubinetti, camicie che non stanno nei pantaloni, caramelle appiccicose. Il successo arrivato subito, in patria e allestero. Oggi le comiche
di Mr. Bean sono programmate dalle tv di
90 paesi (e a bordo di 50 linee aeree). LItalia arriva ultima, ma stavolta la colpa non
nostra: sembra che Mr. Atkinson, abituato a
passare le vacanze nella campagna toscana, avesse posto il veto, per non essere riconosciuto. Il suo segreto? Gag collaudate
da decenni, le stesse che hanno fatto la fortuna di Chaplin, Stanlio & Ollio, Buster
Keaton e Jacques Tati. Nel film, Mr. Bean
sbarca in America, al seguito di un quadro
di James Whistler (finir distrutto, come
tutto il resto). A sorpresa, il clown vestito di
tweed finalmente parla. Gli inglesi hanno
gridato allo scandalo e sono tornati alle videocassette con le comiche originali, che rispetto al film hanno un po di ritmo in pi.
LA CASA DEL SI di Mark Waters, con
Parker Posey, Josh Hamilton, Tori Spelling,
Genevive Bujold
Tutti gli americani ricordano doverano
nel momento in cui a Dallas fu ucciso John
Fitzgerald Kennedy. Per Jackie-O (soprannome di una bella ragazza appartenente
allottima societ di Washington) lepisodio
unossessione: va alle feste mascherate
indossando il celebre tailleur rosa confetto, ha larmadio pieno di tubini neri, il cassetto traboccante di perle, e, con la complicit del fratello gemello Marty, mima le
scene dellattentato cos come lo aveva descritto nei minimi particolari la stampa di
allora. La madre vedova e il fratello minore, anche loro con qualche altarino da nascondere, lasciano fare. Non cos la fidanzata di Marty, solida ragazza campagnola
della Pennsylvania: a lei le dinamiche della ricca famiglia appaiono malate. Tratto
da una commedia nera di Wendy McLeod,
La casa del s fa a pezzi la ritualit del
Giorno del Ringraziamento (che cadeva
proprio ieri, ultimo gioved di novembre),
ironizza sulle ragazze acqua e sapone e sui
gruppi familiari tenuti insieme da segreti
innominabili. In una notte tempestosa (la
corrente elettrica saltata, il tacchino
ancora crudo) restano solo le candele per
illuminare la parte pi torbida dello psicodramma. Nei vestitini di Jackie-O, la
brava Parker Posey, prediletta dai registi
indipendenti, magra e nervosa come
Katherine Hepburn, ma con una luce perversa nello sguardo.
FEBBRE A 90 di David Evans, con Colin
Firth, Ruth Gemmell, Stephen Rea, Neil
Pearson, Lorraine Ashbourne
Come conciliare squadra del cuore e affari di cuore, dato che le donne il calcio lo
vedono come il fumo negli occhi? Lingrato
compito tocca a Paul Ashworth, eroe malinconico del film e tifoso dellArsenal: una
casa con vista sullo stadio il suo sogno, il
campionato la sua sola ragione di vita. Rischioso il compito del regista, che ha preso il romanzo autobiografico di Nick
Hornby e ne ha fatto una commedia sentimentale a lieto fine. Restano i fanatismi da
curva sud (gli inglesi in fatto di tifo non sono secondi a nessuno), i rituali ossessivi e
scaramantici, lesistenza scandita dalle
partite di pallone. Sarah, linnamorata di
Paul, la guastafeste che non capisce le
passioni altrui. Fino al fatidico momento
in cui lArsenal, nell89, batte il Liverpool
2 a 0 e vince il campionato. Lo scrittore
(che vive davvero in una casa con finestre
sullo stadio) ha curato la sceneggiatura. Il
romanzo ha avuto successo anche tra i non
tifosi, mentre il film ha un po troppo calcio (per chi ama il rosa) o un po troppo intimismo (per chi ama il pallone). Sport e
corteggiamento di rado vanno daccordo.
Unica eccezione: Bull Durham Un gioco
a tre mani, dove la bella Susan Sarandon
si concede ogni stagione unescursione
sentimentale con il miglior giocatore di baseball del campionato.
ARIA DI FAMIGLIA di Cdric Klapisch,
con Jean-Pierre Bacri, Agns Jaoui, Catherine Frot, Jean-Pierre Darroussin
La commedia allitaliana diventata un
prodotto dimportazione. Questa, che arriva
dalla Francia (il regista, lo stesso di Ognuno cerca il suo gatto per di origine polacca), sposta la classica riunione di famiglia dal pranzo domenicale alla cena del
venerd. Ma il clima resta teso: mamma pretende sempre lultima parola, i tre figli ne
approfittano per una resa dei conti, la nuora che compie gli anni riceve in regalo un
guinzaglio per il cane e un gioiellino per s,
facendo confusione tra i pacchetti. Le buone intenzioni durano il tempo di un Pernod, poi guerra aperta, come in Parenti
serpenti di Mario Monicelli. Molto francese per i personaggi, universale per il demone che fa pronunciare a ogni occasione
la frase pi perfida, il copione firmato da
una coppia di sceneggiatori-attori, JeanPierre Bacri e Agns Jaoui. Alla nuora Yolande, colpevole di essere unestranea, tocca il ruolo della vittima sacrificale.

IL FOGLIO QUOTIDIANO

VENERD 28 NOVEMBRE 1997

I C O N S I G L I D E L C O N D I R E T T O R E D E L L U N I T

Non siate faziosi, il regime non c. Piuttosto snidateci nei nostri vizi
Signor direttore - Quattro considerazioni.
1. Mi piace il Foglio, perch il meno italiano dei giornali italiani. Assomiglia, seppure un po alla lontana, a certi grandi giornali americani che da tempo si sono scrollati di dosso lincubo dellultima notizia della sera, e lavorano sulla ricerca, sullapprofondimento, sulla capacit di individuare e raccontare le grandi storie, le grandi
IDEE PER IL FOGLIO
QUINTO DI UNA SERIE DI ARTICOLI

questioni, le grandi discussioni. Mi piace il


Foglio perch non punta sullo spettacolo
(nonostante la spettacolarit politica del
suo direttore), non copia la televisione, non
si fa imporre linea e toni (o, comunque, non
sempre se li fa imporre) dai lettori.
Mi piace il Foglio perch un giornale di
opposizione, e io per ventanni ho lavorato,
anche in frangenti difficili, in un giornale di
opposizione (solo da un paio danni sono
passato a un giornale amico del governo). E
poi - soprattutto - mi piace il Foglio perch
un giornale davvero politico, che si occupa di politica bene, facendoci lavorare per-

sone che conoscono la politica, lhanno studiata, lhanno fatta, lhanno amata e la amano ancora.
2. Non mi piace il Foglio perch un
giornale di destra (io ho sempre preferito i
giornali di sinistra) e, seppure con grande
spregiudicatezza e raffinatamente, subalterno agli interessi politici del Polo. Non mi
piace perch talvolta monocorde nelle
sue campagne e perch svolge alcune di
queste campagne negando allavversario il
diritto a essere descritto e rappresentato dignitosamente. Penso soprattutto alla campagna contro Antonio Di Pietro. Quella
campagna mi d fastidio per due motivi. Il
primo che monotona. E credo che invece i giornali dovrebbero tendere a non essere monotoni, dovrebbero essere molto veloci nel cambiare argomento, nel sollecitare nuove conoscenze e nuove riflessioni ai
lettori. Dovrebbero essere spesso capaci di
inventare e di stupire.
Il secondo motivo per il quale mi d fastidio la campagna contro Di Pietro che
trovo sbagliato dedicare tanto spazio a un
personaggio senza riuscire a inquadrarlo in
modo oggettivo. E Di Pietro un personag-

gio diverso da quello raccontato dal Foglio.


Neanche il pi feroce e accecato dei suoi
nemici pu negare che un personaggio
molto robusto e che ha avuto un ruolo fondamentale nella recente storia italiana. E
non un ruolo diabolico. Questo non risulta mai dalla lettura del Foglio.
3. Non mi piace il Foglio perch troppo
fazioso. E giusto che un giornale sia fazioso,
come hanno scritto alcuni miei stimati colleghi su queste colonne? Io mi ostino a credere di no. Credo ancora che lo scopo dei
giornali - di tutti i giornali, di quelli politicamente schierati come di quelli indipendentissimi, di quelli molto autorevoli come
dei popolari - sia di ricercare un equilibrio
forte e la massima oggettivit possibile.
Non per ampliare il proprio mercato - cio
non per un fatto commerciale - ma semplicemente per rispetto dei propri lettori, per
fornire loro tutto, per aiutarli a capire le
cose che succedono, a dubitare, a cercare
meglio, a ripensarle, se serve a cambiare
idea. Io credo che quando i giornali, tutti i
giornali (o almeno molti), privilegeranno il
dovere dellobiettivit sul desiderio di rissa
politica e di difesa delle proprie idee, quel-

lo sar un gran giorno per tutti.


Sia chiaro: quando dico non faziosit
non intendo non schieramento. Io credo
che i giornali possano essere anche molto
schierati (come il mio giornale, lUnit, o
come il Foglio) senza essere faziosi.
4. Sarebbe bello se il Foglio utilizzasse
larma della sua provocatoria ed estrema
sobriet per sfidare e sollecitare tutti gli altri giornali. Per metterne sotto accusa i vizi
di inattendibilit, di televisionismo, di strillonismo, di ricerca del clamoroso, di gigantismo e di pressappochismo. Io credo che il
Foglio abbia i mezzi, le professionalit e le
sensibilit politiche per svolgere questo
ruolo. Non credo per che possa svolgerlo
se non decide di accantonare la faziosit.
Altrimenti resta una contraddizione troppo
forte, e quindi una debolezza. Pu farlo?
Cio: pu il Foglio essere non pi fazioso?
Se Pierluigi Battista ha ragione quando dice che - probabilmente - in Italia c un regime o qualcosa di simile, non pu farlo. In
presenza di un regime la faziosit un obbligo. Io per credo che Battista non abbia
ragione.
Piero Sansonetti

IN ANTEPRIMA IL RAPPOR TO DI P AX CHRISTI

Cuba si prepara a ricevere Giovanni Paolo II, ma teme leffetto Polonia


In televisione forse solo le messe, spariti toner e carta per le fotocopiatrici
E gi iniziato il conto alla rovescia per
la visita del Papa a Cuba: Giovanni Paolo
II rimarr nellisola caraibica dal 21 al 25
gennaio 1998 e visiter, oltre alla capitale
LAvana, anche le citt di Santa Cara, Camaguey e Santiago di Cuba. Dopo le missioni dei cardinali Roger Etchegaray e Camillo Ruini, e quella del ministro degli
Esteri vaticano Jean Louis Tauran, in
corso in questi giorni unulteriore visita
preparatoria del sottosegretario del Pontificio consiglio per i laici, luruguayano
Guzmn Carriquiry (uno dei due laici che
fa eccezione alla prassi per cui gli incarichi di vertice della curia vaticana sono ricoperti da ecclesiastici). Fidel Castro, che
attende questo viaggio per cercare di rompere lisolamento internazionale del suo
paese e lembargo statunitense, ha dichiarato che Cuba ha bisogno delle preghiere e degli sforzi di tutti i cittadini di fede
cristiana per superare la grave crisi economica.
Il ruolo della Chiesa in questa fase delicata della storia dellisola governata dal
Lder maximo fondamentale per preparare un passaggio morbido da Castro al
dopo Castro. Il regime comunista spera di
strumentalizzare la visita del Papa per rilanciare la sua immagine (in un suo recente discorso lambasciatore di Cuba
presso la Santa Sede ha accomunato
Wojtyla a Castro perch entrambi si battono per i diritti degli oppressi e dei pi
poveri); mentre gli esuli cubani che da
Miami combattono Fidel sperano invece
in un effetto Polonia e ricordano il ruolo del Papa nel provocare la caduta dei
regimi dellEst. Il Vaticano, invece, tiene
a sottolineare il carattere eminentemente
pastorale del viaggio di Giovanni Paolo II,
che arriva a Cuba per far visita alle comunit cristiane del paese. Anche se non
si dimenticher, nei suoi discorsi, di parlare dei diritti umani.
E in questo contesto di speranze e di
attese che oggi a Roma viene presentato il
rapporto di Pax Christi Cuba, la realt
dietro il simbolo (Antonio Stango Editore), uninchiesta realizzata dalla delegazione di Pax Christi Olanda e diffusa dal
Comitato italiano per i diritti umani a Cuba. Alla presentazione prendono parte pa-

PICCOLA POSTA
di Adriano Sofri

Caro Emanuele Trevi, sto


leggendo il tuo libro intitolato Musica distante (Mondadori), attirato dal titolo e dalla tua et, che
quella di mio figlio Luca. Nei titoli, a
partire dal Magris che citava il lontano
da dove, lontananza e distanza sono
sempre invitanti. Invitano ad avvicinarsi, senza correr rischi. Laltro giorno Ovidio, che con me paziente in questa corsia, mi dice: Potresti prestarmi un libro
che ho intravisto nella tua posta, e che
aveva nel titolo un altrove? Ho cercato invano, e ho concluso che la memoria
gli avesse fatto uno scherzo: ma soprattutto ho riso con lui di questo desiderio
di ci che ha a che fare con un altrove.
Si capisce, no? Bene: stavo pensando ai
pescherecci e agli altri bastimenti a cui
i naufraghi albanesi del gommone raccontavano disperati di aver chiesto soccorso, e che erano andati per la loro
strada come se non li avessero visti. E
leggo nel tuo libro le pagine dedicate alla carit, e in particolare al dipinto di
Simone Martini in cui il cavaliere san
Martino vede il povero tremante di freddo e gli d mezzo suo mantello. Non lo
vede, tu spieghi, e va avanti senza vederlo, come fa chi ricco e al caldo verso chi bisognoso e vergognoso: ma appena dopo averlo sorpassato, il cavaliere si volta - e quel fermarsi, e voltarsi
indietro, la carit. Bella figura: e non
deve esserti sfuggito che anche il cavallo, nellaffresco di Simone, ha girato indietro il muso elegante: forse per le redini tirate dal gesto repentino di Martino che ha deciso di vedere il mendicante, e forse - pi probabilmente - perch anche il cavallo partecipa di quellattenzione commossa. A questo pensavo, e alle barche che andavano per la loro strada, oltre il gommone sbrindellato,
senza voltarsi indietro.

dre Miguel Loredo, un francescano ex prigioniero di Castro che ha subito torture, e


Benigno Ariel Alarcn, superstite della
guerriglia del Che in Bolivia e autore del
saggio Vita e morte di una rivoluzione.
Il dossier importante, perch realizzato da unorganizzazione non governativa
notoriamente progressista. Siamo andati a Cuba si legge nel rapporto perch
rappresentava per noi un simbolo. E stato
il nostro soggiorno nellisola, le ore che vi
abbiamo trascorso ascoltando, domandando, guardando, a farci avere una visione
della sua realt molto diversa da quella
che i progressisti di tutto il pianeta preferirebbero continuare ad avere.
Pax Christi riconosce che, pur considerando alcune circostanze esterne, il regime castrista in gran parte responsabile
della crisi, che ormai non pi soltanto
economica, ma anche sociale, morale e politica. A poco sono servite le riforme e le
timide aperture del Lder maximo: Abbiamo dovuto constatare che gli investimenti stranieri finora compiuti non hanno
avuto grande effetto: le imprese miste cubane sono controllate dalle autorit e dalle forze armate, agli investitori non viene
consentito di assumere propri dipendenti.
Il che significa che il personale viene assunto dallo Stato, che attentamente lo seleziona in base alla sua lealt al regime e
non alle sue capacit professionali (...). Le
recenti misure di liberalizzazione delleconomia hanno contribuito ad alleviare la
crisi soltanto per lesigua minoranza che
ha accesso ai dollari. Il comune cittadino
riesce a stento a procurarsi i viveri di prima necessit, la famosa tessera di razionamento consente di sfamarsi solo per i
primi dieci giorni del mese.
Aperture politiche solo di facciata
Disastroso anche il bilancio sulle aperture politiche allinterno dellisola: Alcune delle misure adottate dalle autorit cubane vengono viste allestero come una dimostrazione della crescente volont del
regime di consentire unopposizione interna. Tuttavia i cubani stessi considerano
tali misure come esclusivamente di facciata, e cio uno sforzo di pubbliche relazioni compiuto al fine di tranquillizzare
lopinione pubblica internazionale. Anche
se alcuni prigionieri politici pi noti allestero sono stati recentemente scarcerati,
dozzine di altri leader dellopposizione,
meno noti, sono stati arrestati. Ci sono almeno 1.300 detenuti politici riconosciuti
come tali dal governo, ma sono molte di
pi le persone in carcere per motivi politici, condannate con laccusa di reati comuni. Esistono resoconti allarmanti continua Pax Christi, provenienti da fonti affidabili che denunciano maltrattamenti
subiti dai prigionieri politici: si parla di
isolamento totale per mesi e addirittura
per anni, di celle con una luce abbagliante tenuta accesa per ventiquattro ore (una
pratica che pu portare alla cecit), di metodi di tortura quali il venir rinchiusi in
minuscole celle che a stento riescono a
contenere una persona, di unallarmante
carenza di cibo e dellassistenza di cure
mediche. La nostra impressione al riguardo che non si tratti di casi isolati.
Decisamente negative anche le statisti-

OGGI Parzialmente nuvoloso al nord,


con graduale aumento degli addensamenti sul settore occidentale dove saranno possibili precipitazioni nel pomeriggio. Foschie e banchi di nebbia in
pianura. Poco nuvoloso sulla Sardegna,
nuvoloso sul centro della penisola, con
tendenza al peggioramento. Irregolarmente nuvoloso al sud.
DOMANI Precipitazioni sul nord-ovest e sulla Toscana, che successivamente
si estenderanno alle altre regioni del
nord e del centro. Poco nuvoloso al sud.

che contenute nel dettagliato rapporto


economico su Cuba. Secondo stime ufficiali la disoccupazione aumentata negli
ultimi anni dal sei allotto per cento, ma
questi tassi non riflettono la situazione
reale. La crisi ha provocato la chiusura del
settanta per cento delle industrie, della
maggiore fabbrica di nichel, del novanta
per cento del trasporto allAvana e in altre
citt. I licenziamenti, tra 500 mila e 800
mila lavoratori del settore statale, hanno
fatto salire il tasso di disoccupazione tra il
diciannove e il ventotto per cento. La crisi ha prodotto come risultato la carenza di
300 medicine, vaccini, materiale chirurgico e pezzi di ricambio per lattrezzatura sanitaria. La rete di acqua potabile e le fogliature sono in uno stato di grave deterioramento per la mancanza di manutenzione, favorendo cos linquinamento.
Molti fattori indicano inoltre un deterioramento dei livelli di salute, un tempo
fiore allocchiello del regime castrista: Il
tasso di mortalit fra le persone di oltre
sessantanni aumentato dal quarantotto
al cinquantatr per cento; i casi di tubercolosi ogni centomila persone sono passati da sei a dodici e quelli di sifilide da ottantadue a centonovantacinque. I decessi
per diarrea acuta sono pericolosamente
cresciuti e nel solo 1993 unepidemia di

nevrite ottica provocata dalla denutrizione e dalla deficienza vitaminica ha colpito 45.584 persone. In crisi anche listruzione negli istituti inferiori, superiori e
universitari.
Questa la realt che Giovanni Paolo II
si appresta a visitare. Le attese degli esuli
traspaiono anche dalle parole di Carlos
Alberto Montaner, vicepresidente dellInternazionale liberale, figura di spicco degli anticastristi. La cosa pi importante in
un regime totalitario che la gente perda
la paura, anche solo per quarantotto ore,
che capisca che le cose possono cambiare,
che lapparato non invincibile. Montaner ha anche parlato dei preparativi che
il regime sta facendo per controllare limpatto della visita: Stanno tentando di limitare le telecronache televisive solo alle
cerimonie liturgiche e non ai discorsi, e,
per gli eventi in cui si attende un grande
afflusso di persone, la televisione di Stato
vorr avere lunico controllo della regia.
Infine Montaner denuncia lesistenza di
una vera e propria guerra delle fotocopiatrici: la Chiesa cattolica cubana ne possiede solo otto in tutto il paese e ora, per evitare la riproduzione e diffusione dei discorsi del papa, si impedisce di comprarne altre, e si rende difficile lacquisto del
toner e della carta.

N grazia n giustizia

Marco e Andrea Tremante,


morire per obbligo di legge
Sono 30 mila le richieste di indennizzo
per i danni provocati dai vaccini
Obbligare: etimologicamente significa legare, e gi questo dovrebbe bastare a rendere antipatico il verbo e sgradevole il concetto
cui rimanda. Certo, vi sono obblighi ineludibili, che garantiscono la qualit della convivenza civile, che tutelano i diritti di tutti e
il rispetto di quelli del singolo. Molti altri
obblighi, invece, nascondono una concezione autoritaria, magari dietro la retorica
sul bene comune o in nome di ragioni di
Stato che, a loro volta, spesso celano pi prosaiche ragioni economiche.
In questa seconda casistica pu forse rientrare lobbligo delle vaccinazioni e, ancor pi
in specifico, quello relativo allantiepatite virale B, introdotto in Italia - unico paese al
mondo - nel 1991. Quella obbligatoriet, in
pi casi, confligge con la libert di coscienza
e di autodeterminazione di ogni cittadino, riguardo alla valutazione e allaccettazione o
meno del rapporto rischi-benefici associati a
cure e terapie; ma confligge anche con precisi diritti, ad esempio quello allistruzione. Il
24 ottobre scorso, il ministro Luigi Berlinguer
ha dovuto emanare, infatti, una circolare (n.
658) in materia di ammissione nelle scuole
dellobbligo (in questo caso, s, lobbligo affermazione positiva di un diritto, quello allistruzione, da cui derivano solo benefici) di
alunni non vaccinati. La circolare, richiamando un recente parere del Consiglio di
Stato, ribadisce il divieto di ammissione per
gli alunni non vaccinati, e chiarisce che la disposizione vale anche nei confronti di scolari provenienti da paesi comunitari o non comunitari nei quali non siano previsti analoghi obblighi vaccinali. Tuttavia, consentita
una deroga, nel caso il medico o il pediatra di
fiducia certifichi la necessit di un esonero.
E uno spiraglio, ma strettamente limitato a
comprovate controindicazioni mediche, che
attestino il rischio per la salute derivante dallinoculazione del vaccino. E ci, comunque,
indirettamente ammette che, in determinati
soggetti, tale atto terapeutico possa comportare rischi. La domanda, allora, diventa: tale
rischio sempre verificato e verificabile prima della somministrazione del vaccino?
Lesperienza e la casistica dicono di no,
tanto vero che sono moltissime (quasi
30.000) le richieste di indennizzo per danni
provocati dai vaccini (e, quindi, dalla legge
che li vuole obbligatori). Danni anche mortali, come quello, per fare un solo esempio, che,
tempo addietro, ha colpito la famiglia Tremante di Verona: due figli, Marco e Andrea,
di sei e quattro anni, deceduti dopo le vaccinazioni e un terzo, Alberto, che ha riportato
gravi e permanenti lesioni al cervello. Danni
che rendono, dunque, del tutto legittime, le
preoccupazioni di molti genitori e le richieste di modifica della legge, avanzate da alcune associazioni perch pi nessuno debba o
possa morire per obbligo di legge.
Luigi Manconi

ANNO II NUMERO 235 - PAG 3

EDDIITTOORRIIAALLII
E
I Freemen padan sono tra noi...
V

err forse un giorno in cui i sacri o


buffi simboli padani, ampolle e oracoli del dio Po, finiranno tra le barzellette della cronaca scaduta. Le (minacciose?) camicie verdi, armate di gadget
e moschetti finti, hanno per ora dimostrato unitalica vocazione a squagliarsi
come neve al sole alla prima perquisizione delle forze dello Stato. Con i cowboy del Nord, invece, sono botte vere.
Cariche e manganelli. I prestigiatori padani delle quote latte, quale che sia il
valore o il giusto della loro protesta, sono gli unici dimostranti dItalia ad essere regolarmente malmenati dalla polizia. Eppure, loro non sembrano avere
per nulla voglia di squagliarsela. Votano la Lega? Non si pu dire.
Certo che la differenza c, e si vede.
Perch pi che ai militanti bossiani somigliano ai Freemen del Montana. Non
sono la piccola borghesia della provincia, che parla a slogan e grida secessioni. Semplicemente si considerano padroni della propria terra, la terra dove
vivono e crescono le vacche. Somigliano ai liberi uomini del Montana,
quelli che vivono mille miglia lontani
dalla Civilt e considerano Bill Clinton
n pi n meno come i pellerossa consideravano il Grande padre bianco di

Washington, una stramba metafora di


non si sa bene quale potere astratto. Lo
Stato centralista, o lEuropa delle regole comunitarie, non sono il loro nemico.
Stanno soltanto in un altro luogo, su
unaltra terra che non la loro.
I Freemen di Vancimuglio di Vicenza sono gente che si piazza una settimana nel fango e nella neve a far la
guardia ai caselli delle autostrade, che
dorme accanto al proprio trattore come
i pionieri accanto al cavallo. Che cuoce
allegra braciole giganti sul fuoco del bivacco e, quando c da farlo, spara liquami senza batter ciglio. E gente forse un po rude, per i nostri comuni usi
urbani. Ma non sono un problema di
carta come le quote latte o come le adunate oceaniche del popolo padano. Ci
sono, sulla terra. E non se ne vanno, per
quanto alieni possano sembrare. Esattamente come accade nei modernissimi Stati Uniti, che si sono accorti da anni dellesistenza di vere e proprie zone
di territorio federale che non sono affatto sotto il controllo dellautorit federale. Sono sacche darretratezza? Sono posti dove la gente viaggia col fucile
e altra legge non vuol sapere. Sono una
spiacevole conseguenza delle leggi di
mercato? Non si sa, ma sono qui.

...e gli studenti pure


L

a scuola si agita di nuovo. In Inghilterra le universit di Oxford e Cambridge piangono la perdita di prestigio e
di status. La pi grande ondata di manifestazioni degli ultimi decenni scuote luniversit tedesca. Studenti e professori
contestano i tagli drastici operati dai
Lnder e la politica del governo federale
che ha ridotto gli stanziamenti per linsegnamento superiore dall1,3 per cento del
Pil (1975) allo 0,9 per cento (1993), e questo malgrado lesplosione della popolazione scolastica. Sotto accusa anche i contenuti di un insegnamento sclerotizzato,
inadatto a fornire agli studenti gli strumenti per reggere la sfida delleconomia
mondiale. Centinaia di licei e scuole medie italiani, poi, sono occupati o autogestiti. Le ragioni e le forme della protesta
variano da una citt allaltra, da un istituto allaltro. C chi si oppone, spesso
con cautela, alla riforma Berlinguer. Chi
contesta la modifica dei cicli scolastici o
il finanziamento devoluto alla scuola non
pubblica. Una parte del movimento, pi
vicina al Pds, vorrebbe un piano di investimenti di ventimila miliardi per i prossimi cinque anni, pi o meno quanto ri-

chiesto tempo fa da Massimo DAlema.


Luigi Berlinguer si detto disposto ad
aprire un tavolo della trattativa dove
non potr che presentarsi a mani vuote.
La scuola infatti un problema complesso che non ammette (quasi) soluzione.
Nel quadro delle attuali politiche europee di contenimento della spesa pubblica, impossibile investire come necessario sullavvenire senza tagliare altrettanto in altri settori dello stato sociale, sanit
e pensioni. Nessun governo, tedesco o italiano che sia, pu pensare daumentare le
tasse scolastiche senza rischiare una
grande impopolarit. I sindacati e la sinistra poi fanno blocco contro la privatizzazione che a loro dire farebbe nascere una
scuola a due velocit. Cos gli studenti di
oggi sono condannati a subire gli effetti
perversi della scolarizzazione di massa e
dellassenza di sbocchi sul mercato del lavoro. E a vivere una nuova selezione di
classe. Perch, chi ne ha i mezzi potr
sempre andare allestero a colmare le lacune del servizio pubblico. Agli altri, alla
stragrande maggioranza, rester la frustrazione per aver buttato via inutilmente tempo e fatica.

Di Pietro e il Foglio
I

l Foglio ha condotto e conduce una


campagna di informazione sul caso
Di Pietro. Trasparente, pulita. Lex magistrato e ora senatore della Repubblica infatti, per la sua storia personale
e per le inchieste giudiziarie sulla corruzione cui ha partecipato in prima fila, un simbolo di giustizia e di verit e
di coraggio per moltissimi italiani. Una
bandiera. Per noi, invece, la sua intransigenza un bluff, una spacconata senza basi solide nellintegrit etica a cui
deve attenersi qualunque magistrato,
tanto pi chi aspiri a fungere da simbolo morale e da leader politico. Questo
giudizio non riguarda la persona di Di
Pietro, che non particolarmente interessante a nostro avviso, ma la sua funzione, il suo ruolo nella recente storia
italiana; un giudizio discutibile e controverso come tutti i contenuti di un
giornale, un giudizio che noi ricaviamo
e che abbiamo sempre ricavato da notizie precise, e a nostro avviso dimostrabili, riguardanti il suo lavoro e i
suoi comportamenti pubblici e privati.
Qualche notizia imprecisa possiamo
averla pubblicata, e ne daremo volentieri atto ogniqualvolta questo ci venga
dimostrato (con molte scuse ai lettori e
agli interessati), ma non abbiamo mai
con dolo cercato di diffamare la persona di Di Pietro; ci siamo limitati a cercare e a raccontare la verit su di lui e
sul suo lavoro di pm, anche quella ingombrante, scomoda e perfino insop-

portabile per tanta parte della pubblica opinione.


Di Pietro ha sporto ripetutamente
querela contro di noi, sentendosi diffamato dal nostro lavoro. Noi affrontiamo
il giudizio. Senza spavalderia, senza titubanze. Passiamo oltre il particolare
inquietante di querele di parte discusse inevitabilmente da colleghi di un ex
magistrato, e da loro decise. Pensiamo
che un leader politico (e un senatore lo
) debba fare attenzione a non usare in
funzione di intimidazione larma della
querela a raffica. Ma la faccenda riguarda alla fine prima di tutto Di Pietro, il suo stile, il suo modo di vedere le
cose. Noi facciamo valere i nostri documenti, i nostri testi, la nostra buona fede. E informeremo i lettori passo passo:
con le notizie buone che verranno dai
tribunali (e con quelle cattive, se ce ne
saranno). La notizia di ieri che i magistrati di Brescia ritengono di avere
sufficienti elementi di riscontro accusatorio a carico di Di Pietro, del suo
amico avvocato Giuseppe Lucibello,
del suo amico costruttore Antonio DAdamo e del banchiere Pierfrancesco
Pacini Battaglia, quello che stava un
gradino sotto Dio. Di Pietro avrebbe
favorito il grande inquisito di Tangentopoli, con abusi e omissioni legati al
suo ufficio, nellambito di una situazione in cui emergono scambi e favori personali. E la stessa ipotesi su cui ha lavorato per mesi il Foglio.

IL FOGLIO QUOTIDIANO

VENERD 28 NOVEMBRE 1997

Pi soldi meno libert, il non profit italiano si sente dimezzato


Roma. Onlus, ovvero organizzazioni non lucrative di utilit sociale. La definizione del
decreto legislativo approvato definitivamente dal governo e che regolamenta le esenzioni e gli sconti fiscali per il cosiddetto terzo
settore. In cifre: l1,8 per cento del pil, 400 mila occupati a tempo pieno (come il settore
credito e assicurazioni), 3 milioni di volontari il cui lavoro gratuito equivale, se dovesse
essere pagato, a 1.300 miliardi lanno, e con
la potenzialit di creare, stante questo decreto, 200 mila posti di lavoro nei prossimi
due anni.
Dopo il lungo lavoro preparatorio svolto
dalla missione governativa presieduta da Stefano Zamagni (economista bolognese consigliere di Romano Prodi) e dalla commissione
parlamentare dei Trenta, dal primo gennaio
1998 il non profit italiano avr finalmente il
suo riconoscimento giuridico e le attese agevolazione che dovrebbero favorirne lo sviluppo. Agevolazioni che tutti riconoscono come
significative: oltre alle esenzioni si parla anche di erogazioni liberali sino a quattro milioni che il donatore pu detrarre dallIrpef.

Arrivano i soldi, ma non tutti sono cos contenti come ci si aspetterebbe. Per esempio
Francesco Giannelli, presidente delle Misericordie dItalia (unassociazione che opera
nella salute, nei servizi sociali e nella protezione civile con 600 mila iscritti, 120 mila volontari attivi e 1.500 ambulanze. S, i benefici ci sono e sono tanti - ammette -, per la prima volta si disciplina con buona tecnica fiscale il settore. Ma Ma non trovo assolutamente giusto che sia lo Stato a decidere cosa di utilit sociale, e quindi finanziabile, e
cosa no. Non giusto che dica, come dice larticolo 10 alla lettera c che vietato tutto ci
che non rientra nellelenco di attivit del
punto a del medesimo articolo. Lo Stato non
pu decidere cosa lassociazione deve fare e
cosa no. Cos, in cambio di soldi, ci viene tolta la libert e la creativit, che sono la caratteristica prima del volontariato. Lesempio
pi clamoroso quello della protezione civile. In Italia la protezione civile non si fa se
non con le associazioni di volontariato. Ebbene la protezione civile non contemplata,
come se venisse sancito che non di utilit

sociale. Per le Misericordie la filosofia di


fondo del decreto che non va: Con questo
criterio - aggiunge Giannelli - viene mortificata la funzione anticipatrice del volontariato non si pu definire a priori ci che va fiscalmente agevolato e farlo coincidere con
ci che consentito fare, non nascer pi
nulla di nuovo.
Daccordo anzi daccordissimo con le Misericordie Giorgio Vittadini, presidente della Compagnia delle Opere: Il decreto un
indubbio passo avanti, ma la vera riforma
non quella fiscale quanto quella del codice
civile. Il non profit deve avere uno status giuridico proprio, altrimenti un non profit dimezzato. E la definizione deve essere semplice, e riconoscere ci che da tempo riconosciuto nei paesi civili: non profit tutto ci
che si occupa di sanit, assistenza e istruzione e che non divide gli utili. Non serve aggiungere altro. C una mania di controllo
centralistico e statalistico dettata dalla paura che i cittadini possano realmente costruire dal basso il welfare senza dover mendicare dallassessore di turno.

Si poteva fare di pi anche per Nuccio


Iovene della presidenza dellArci nonch segretario del Forum del Terzo settore, che
per valuta molto positivamente il decreto.
E la prima volta che si attua un regime fiscale a favore del terzo settore, un riconoscimento importantissimo che pone s paletti precisi, ma d certezza giuridica e toglie
chi opera in questo settore dalla discrezionalit della Guardia di finanza locale o dei prefetti. Le maglie attraverso cui passare per ottenere il riconoscimento di Onlus sono un po
strette, ma il ministero delle Finanze era
preoccupato di offrire strumenti di evasione
a chi Onlus non . La tesi della ristrettezza
non convince Salvatore Pettinato, fiscalista e
consulente della commissione Zamagni dalla quale mi sono dimesso un anno fa. Alla
fine rientreranno tutti, serviva una riforma di
taglio liberale che valorizzasse il contributo
del privato sociale, ne uscito un provvedimento, con alcuni pregi, ma che non annulla
nessuna delle 375 norme precedenti e che
permetter anche ai partiti di organizzare
viaggi turistici a condizioni agevolate.

Riparte gaio un nuovo, vecchissimo gioco: il toto-Quirinale


MANCANO DUE ANNI ALLA SUCCESSIONE DI SCALFARO E, COME AL SOLITO, E SCATTATA LA CAMPAGNA ELETTORALE
Roma. Un nuovo, vecchissimo gioco diverte e intrattiene la politica nazionale: il totopresidente della Repubblica. Calendario:
dal novembre del 98, con lo scattare del semestre bianco e limpossibilit di sciogliere
le Camere, si apre la campagna elettorale
presidenziale vera e propria che si concluder nellaprile del 99. Queste date si intrecciano oggi con il tracciato delle riforme
costituzionali, che potrebbero essere varate
con il referendum entro laprile del 99, consentendo quindi lelezione diretta del successore di Scalfaro.
Lintreccio tra procedure normali e procedure riformate allarga i giochi per la corsa alla presidenza: vi potrebbe anche essere
un presidente di transizione che resta in carica per un breve periodo fin quando lelezione diretta diviene operativa (sei mesi?).
Vi pu essere lincentivo a far saltare gli accordi per le riforme, per poter avere un presidente per sette anni eletto dal Parlamento. In questo senso alcuni leggono un possibile ricorso alle elezioni anticipate. Ma si
pu anche ipotizzare quell approvazione
tempestiva delle riforme costituzionali, che
consenta lelezione diretta.
Ecco comunque la situazione di carriera,
a oggi, di alcuni presidenziabili.
Oscar Luigi Scalfaro. Il presidente in carica non un grande candidato per le elezioni
dirette: troppo anziano, un po ammaccato da
varie vicende. Il Pds, che gioca per collocare
un candidato cattolico in una delle due grandi poltrone (Quirinale e Palazzo Chigi), ha un
debito con Romano Prodi, che onorerebbe
volentieri. Scalfaro potrebbe essere, invece
un candidato buono per la transizione. Lui si
sta dando da fare per questa soluzione, ma
con nervosismo anche perch alcune delle
sue pedine (partendo da Nicola Mancino)
corrono per s. A sostegno delle sue chance
di riuscita vi sono tutti i favori fatti alla maggioranza: il ribaltone, gli occhi chiusi sulle inchieste contro Silvio Berlusconi, la liquidazione di Filippo Mancuso e altri ancora. Ma
contro Scalfaro militano paradossalmente
anche i suoi crediti verso DAlema: in politica i king-maker tendono a far pagare ai candidati loro eventuali crediti, mentre si preferiscono le persone indebitate.
Nicola Mancino. Per una soluzione transitoria, ideale: uomo posato, intelligente, si
costruito una lobby trasversale di senatori
difendendoli rispetto alle riforme proposte
dalla Bicamerale. Il suo principale handicap
la presenza di Prodi a Palazzo Chigi, che
spinge per un laico al Quirinale.
Luciano Violante. Al presidente della Camera, senza dubbio, non spiacerebbe un ruolo cos istituzionale. Qualcuno ha letto il lungo corteggiamento ad Alleanza nazionale come la prova della sua aspirazione per il Quirinale. Qualcun altro ha addirittura strologato su sue recenti mosse come orientate a indebolire le possibilit di successo della Bicamerale. Violante, con la sua aria introversa, ha qualche difficolt ad essere eletto direttamente (ha avuto problemi nei collegi
uninominali). Ma anche per una fase transia prima particolarit de La Guerra ciL
vile in Rwanda lo pseudonimo dietro il quale si cela lautore, un diplomatico testimone oculare del dramma del paese centroafricano, che si firma Umawantisi, scriba nella lingua locale.
Lo scriba analizza con taglio prettamente politico, non senza continui richiami storici, le motivazioni che hanno provocato la guerra civile e il genocidio nel
paese africano del 1994. Nei primi capitoli traccia una breve ricostruzione delle vicende dello sfortunato paese, dalla quale
risulta evidente come il conflitto fra le
due principali etnie del paese, i BaHutu
ed i BaTusti, abbia radici lontane.
Ma fin dallintroduzione lo scriba
spiega che difficilmente si tentato di
penetrare la realt della guerra civile
rwandese, il suo carattere fondamentalmente politico (...), la strumentalizzazione
dellodio etnico, i contorni regionali e internazionali, il ruolo dei diversi attori...
tutto stato ridotto, con una visione senza
dubbio efficace, ma eccessivamente semplicistica, ad uno scontro etnico fra tutsi e
hutu, lunghi e corti .
E qui sta la seconda particolarit del libro: non solo interpreta uno dei pi spaventosi massacri dAfrica (800mila morti in
pochi mesi) nellottica di una lotta per il
potere, ma accusa velatamente la stampa
internazionale e soprattutto quella italiana di essersi lasciata manipolare, offren-

toria, i suoi legami con la magistratura pi


militante fanno paura. E, poi, ci si sono messi anche i carabinieri a scompigliargli i rapporti con An.
Romano Prodi. Prodi come tutti i veri candidati, dice di non esserlo. Il presidente del
Consiglio, sotto la sua aria paciosa, ha inco-

Massimo DAlema. Un pensierino per lelezione diretta il segretario del Pds laveva
fatto (vedi i manifesti con sorriso e senza simbolo). La corte che gli avevano fatto alcuni
protagonisti dei media, innanzi tutto televisivi, lo aveva convinto di una sua improvvisa
popolarit. Le preferenze alle elezioni romane, lo hanno riportato al tradizionale rea-

Questa volta alle solite schermaglie tra partiti e candidati si intreccia il


problema delle riforme istituzionali, se cio vi sar unelezione diretta o
parlamentare, transitoria o effettiva. Le posizioni dei presidenziabili da
Scalfaro a Violante, da Martinazzoli a Berlusconi
minciato a far vedere la sua solida determinazione. La strada per il Quirinale se la vuole
preparare costruendosi un sistema di potere
duraturo, che regga nel tempo anche allurto
di una eventuale presidenza del Consiglio guidata da DAlema, che potrebbe essere molto
pervasiva e ingombrante. Per adesso, Prodi
non vuole che la gestione del potere attuale
sia turbata dalla gestione del potere futuro.

lismo. Alcuni osservatori traggono da questi


avvenimenti la convinzione che il segretario
del Pds sia per le elezioni anticipate: queste
gli consentirebbero di superare la questione
dellelezione diretta del presidente della Repubblica, senza rinnegare i lavori della Bicamerale.
Antonio Di Pietro. Una candidatura alla
presidenza dellex pm molto sponsorizzata
dai discorsi nei bar: che hanno una loro non
secondaria importanza. Sul piano politico,
appare pi come una minaccia che come
una possibilit: un bastone che DAlema agita per tenere in fila il centro del centrosinistra. C chi pensa a Di Pietro come luomo
che potrebbe assorbire An e Lega. Sono mobilitati per questo obiettivo, per ora poco
credibile, alcuni periodici della destra giustizialista.
Mino Martinazzoli. Tra quelli spaventati
da una possibile vittoria del populismo dipietresco, vi sono ambienti economici, culturali, politici che con lex pm hanno avuto
molto in comune (e che quindi ne temono
la vendetta). In alcuni di questi ambienti
sarebbe maturata lidea di una candidatura Martinazzoli, tesa a conquistare o rompere i popolari (che potrebbero essere decisivi in unelezione diretta), e ad accapar-

Una scadenza cos incombente


Quanto influir la corsa al Quirinale sulle prossime mosse dei protagonisti della politica italiana? Claudio Petruccioli non ha
dubbi: Gi oggi, nessun leader pu permettersi di sottovalutare quella scadenza, che finir per determinare sempre pi i loro comportamenti. Il presidente eletto direttamente, spiega il senatore della Sinistra democratica, sar il vero arbitro del gioco politico. Nellassetto istituzionale varato dalla Bicamerale, rispetto al quale Petruccioli
molto critico, il Quirinale diventa la cabina di regia di un sistema nel quale i partiti comandano e il premier rischia di essere un vaso di coccio affidato agli umori del
Parlamento e del Quirinale. E questo complica anche il gioco delle candidature, rendendo assai meno appetibile la casella di Palazzo Chigi. Per il senatore di Forza Italia
Marcello Pera, gli scenari che si aprono so-

LIIBBRRII
L
Umawantisi
LA GUERRA CIVILE IN RWANDA
203 pp. F. Angeli, Lire 35.000

do come unica chiave di lettura del dramma solo il motivo etnico.


Per lo scriba i cattivi non sono pi
solo gli esecratissimi hutu, ufficialmente
unici esecutori del massacro, ma anche le
vittime tutsi, di cui svela i numerosi
massacri passati sotto silenzio. Il libro entra nel vivo con la storia particolareggiata
della nascita del Fronte patriottico rwandese (Fpr), alimentato da esuli tutsi nella
vicina Uganda, che muove la prima fallimentare offensiva contro il governo hutu,
nel 1990. Ma in due anni lFpr conquista
una parte a Nord del Rwanda che porta al
profilarsi di una soluzione politica: il noto
tentativo negoziale di Arusha, citt della
Tanzania. Il 6 aprile 1994, per, laereo del
capo dello Stato hutu, Habyarimana, viene abbattuto sopra laeroporto da un paio
di missili della capitale Kigali. I mandanti restano ignoti, il segnale chiaro: la pace ha troppi nemici.

no molto incerti: Occorre innanzitutto capire se tutti sono ancora interessati al buon
esito della riforma, o se per caso Massimo
DAlema non accarezzi la tentazione, incassata lentrata in Europa, di andare ad elezioni anticipate affossando la Bicamerale.
Questo disegno troverebbe per ostacoli forti non solo nel Polo e nei partiti minori dellUlivo, ma innanzitutto nello stesso Romano Prodi, che rivendicando a se stesso il
trionfo europeo si troverebbe la strada spianata verso lelezione al Colle. Far in tempo il Parlamento a varare la riforma prima
della scadenza di Scalfaro? Petruccioli ottimista: Le stesse ambizioni dei tanti autorevoli personaggi che vorrebbero partecipare alla corsa spingono in questo senso. Ma
largomentazione pu essere rivoltata, fa notare Pera: Ci sono altrettanti notabili che in
un suffragio diretto avrebbero poche chan-

Il conflitto civile, secondo Umawantisi,


risultava obbligato in quanto da una
parte era impensabile che i BaTutsi non
ambissero alla conquista del potere, dallaltra era altrettanto evidente che Habyarimana non volesse divider(lo) con altri.
Non a caso, proprio il giorno dopo i due
missili al presidente inizia quella grande
carneficina che renderanno famosi gli Interamwe, veri e propri squadroni della
morte composti da hutu abili a finire con
colpi di panga, una specie di machete, gli
scarafaggi tutsi.
Sul banco degli imputati dellanonimo
autore sale innanzitutto la comunit internazionale che, nonostante fosse stata allertata fin dallinizio degli anni 90 del grave pericolo che correva il Rwanda, fece
ben poco per impedirlo. Il libro descrive il
braccio di ferro ingaggiato da Francia e
Stati Uniti, mentre la guerra intestina imperversava, anche attraverso numerosi interventi di tipo umanitario.
La conclusione, che non esclude nuove fiammate di violenza, icastica: Il
Rwanda ha provato linsufficienza teorica e pratica del nuovo sistema mondiale
emerso dalla fine della guerra fredda, la
crisi didentit delle grandi e medie potenze di fronte a conflitti locali e regionali, linefficacia degli strumenti multilaterali come lOnu.
Unico neo del saggio che lanalisi si
ferma al dicembre 1994, limitandosi a ipotizzare avvenimenti poi realmente acca-

rarsi il fronte antisinistra (che alla fine scivolerebbe sul candidato utile). La sua
una candidatura che piace a molti ambienti istituzionali ( stato un buon Guardasigilli, un buon ministro della Difesa, un
buon cofondatore con Umberto Agnelli
dellArel, centro culturale laico-democristiano). Ad alcuni la sua candidatura ricorda la leadership nazionale progettata
per Mario Segni.
Francesco Rutelli. Un personaggio tra i pi
intelligenti e scriteriati della prima e della
seconda Repubblica, il senatore Francesco
Cossiga, ha indicato il sindaco di Roma come
uno dei possibili concorrenti per il colle pi
ambito. Le riforme istituzionali forse abbasserrano let consentendo una sua eleggibilit. Rutelli, con la sua flessibilit, garantirebbe anche di essere pronto per qualsiasi
evenienza. C bisogno di un candidato laico? C lui. Cattolico? C sempre lui, di fresco sposato in chiesa tra incensi giubilanti.
Antonio Bassolino. Cossiga fa anche un altro nome quello di Bassolino. Alla sua candidatura ostano due fattori: lesasperazione
del Nord e quella di DAlema. Questultimo
non apprezzerebbe le reti gettate dal sindaco di Napoli verso Giorgio Napolitano e altri.
Giorgio Napolitano. E il classico candidato per una situazione transitoria quando c
bisogno di qualcuno che non spaventi troppo
(un po come successo a Scalfaro). Lui spaventa solo i suoi amici. Lunico suo errore,
stato quello di collocarsi nella fase pi recente tra gli amici di DAlema. Un amico ingombrante e non ancora sconfitto.
Carlo Azeglio Ciampi. Lentrata nelleuro
sar merito suo. Questo far salire alle stelle
la popolarit di questo vecchio saggio, facendone un possibile candidato. Secondo alcuni, gli attacchi che gli si rivolgono oggi sono anche frutto di questa velata possibilit.
(E i calci che lui restituisce, come sulle 35
ore, sarebbero la risposta).
Silvio Berlusconi. Viene considerata in
molti ambienti unanatra zoppa, un candidato gi sconfitto e condizionato da troppi problemi per poter vincere. Ma si diceva cos anche di Richard Nixon e di Jacques Chirac,
prima di leggendarie rimonte.
Gianfranco Fini. Fini ha seguito con molto
interesse le indagini demoscopiche che sottolineavano la sua popolarit: nei grandi centri urbani, quelli indispensabili per una vittoria in elezioni dirette, An ha per difficolt
a mantenere il consenso ottenuto con il voto
di protesta. Questo fattore sembra spingere
Fini a ripiegare su un ruolo da king maker.
Mister X (o Lady M). Il centrodestra sta
pensando a un candidato forte e nuovo. Si sta
ragionando su outsider di valore come Letizia Moratti: il problema , per, competere
con leader del centrosinistra che uniranno a
una certa autorevolezza anche la capacit di
comunicare, e lesperienza di governo.

50 ANNI FA
28 NOVEMBRE 1947
Milano sullorlo dellinsurrezione: fabbriche occupate, partigiani che prendono
possesso della prefettura, sciopero generale, invasione da parte di gruppi di operai negli uffici della Rai di corso Sempione dove la stazione radio viene posta sotto il controllo di un Comitato di agitazione, irruzione nella sede del Movimento sociale, che viene messa a soqquadro, voci
di proclamazione dello stato dassedio, segnalazione di spostamenti di truppe della
divisione Legnano intorno alla citt. In
questo caos infernale e nel rincorrersi di
notizie allarmanti ma il pi delle volte
contraddittorie compaiono improvvisamente fra i dimostranti bracciali tricolori
e armi. La causa scatenante delle agitazioni, che si diffondono rapidamente a Genova e a Torino, la rimozione del prefetto Ettore Troilo, ex comandante partigiano. E non basta che Troilo in persona intervenga per gettare acqua sul fuoco a sedare gli animi. Gian Carlo Pajetta, segretario regionale del Pci, si mette in contatto telefonico con il ministero dellInterno
e il sottosegretario dc, Achille Marazza, ex
dirigente del Cln, parte immediatamente
per Milano. In nottata, al suo arrivo, la situazione torna gradualmente alla normalit. E stata solo una specie di prova ge-

ANNO II NUMERO 235 - PAG 4

IL FOGLIO QUOTIDIANO

VENERD 28 NOVEMBRE 1997

Brutali cenciate tra raffinati melomani, e il paradosso del non-combattentismo


Signor direttore - Similevangelicamente si
potrebbe dire che chi di pignoleria ferisce, di pignoleria perisce (o meglio, Tutti quelli che
prenderanno la spada, periranno di spada,
Matteo 26,52). In tal senso mi permetta due pignolerie, una di carattere anagrafico, laltra di
carattere storico. In riferimento al Foglio di
mercoled 19 novembre, pagina 2, rubrica Musica, ed esattamente alla recensione del disco:
J. Brahms - Sonate per viola e pianoforte - nellinterpretazione di Kim Kashkashian e Robert
Levin. Il vostro disattento (o disinformato) recensore dichiara che queste sonate di Brahms
sono bene interpretate dallinteressantissimo
Kim Kashkashian (che di Detroit), eccetera.
Ma Kim Kashkashian non affatto un uomo,
bens una signora (o signorina). Certo nata a

Detroit, da famiglia di origine armena, e via di


seguito. E, per di pi e meglio, sembra che Kim
Kashkashian sia una bella signora (o signorina) dalla chioma fluente e dal sorriso dolce, come sembrano attestare le foto di copertina di alcuni CD. Resa dunque alla brava Kim Kashkashian la sua legittima entit femminile,
passiamo alla pignoleria di carattere storico. Il
vostro recensore dice che le sonate op. 120 previste da principio per pianoforte e clarinetto divennero per pianoforte e viola in virt dellamicizia che lo legava a Joseph Joachim. E certo che Brahms scrisse queste due sonate direttamente per lispirazione offertagli dallincontro con il grande clarinettista Richard von
Mhlfeld. Quindi, nessun dubbio che la concezione originale brahmsiana sia per il clarinetto

(accompagnato dal pianoforte), ma improbabile che Joachim, grande violinista oltre che
amico di Brahms, gli abbia chiesto un passaggio dal clarinetto alla viola, che non era il suo
strumento delezione. Credo che si possa ritenere che lo scambio clarinetto/viola sia dovuto allo stesso Brahms e non a un interessamento
particolare di Joachim. Personalmente, poi, ritengo che la versione prima per clarinetto abbia tanti motivi per farsi preferire a quella per
viola, se non altro per una questione di timbro
naturale dello strumento stesso (e conseguentemente per un ben diverso rapporto timbrico
clarinetto/pianoforte rispetto a viola/pianoforte). Ma questa tutta unaltra storia, di cui non
vale la pena. Con simpatia.
Pietro Stellini, Villimpenta (Mantova)

Non volendosi mischiare (come gi dichiarato) in quelle vertenze di erudizione,


gusto e analisi musicale che sono troppo
brutali per il suo cuore fragile, lelefantino
ha chiesto allAutore della recensione un
appunto per la risposta. Costui forse pazzo, sia detto con simpatia, linizio dellappunto. Che cos prosegue. Lo scambio
di sesso dovuto a un refuso di stampa, una
o al posto di una a. Ma per il resto il contraddittore conferma sostanzialmente quanto scritto dal contraddetto. Con laggiunta di
preferire il clarinetto. Ma anche la violista
(la, sottolineato la) Kim Kashkashian ha
detto: We violists have a socalled limited repertoire, and even these pieces we share
with the clarinet, insomma certe parentele

sono unovviet per musicisti e melomani,


maschi e femmine. Chiaro?. Abbastanza.
Signor direttore - Leggo sul Secolo dItalia, il
quotidiano di Alleanza nazionale, una lettera
di un dirigente. Dice che nel Mugello era meglio
non presentare nessuno e sgonfiare cos la campagna di Antonio Di Pietro, evitando una sconfitta. Che ne pensa?
Capaldo Missoni, Vicenza
Sarebbe bello dire: che nostalgia dei fascisti di una volta, quelli che amavano combattere. Ma accanto alla lettera c un elogio marziale della guerra dEtiopia scritto
da Mirko Tremaglia, dipietrista.
Combattere s, ma senza esagerare.

Le citt
Quando i cervelli e le lingue degli
immigrati valgono loro che pesano
Vodka, panem et circenses
SAN JOS (CALIFORNIA) - Senza gli stranieri con la laurea non si fanno buoni affari
La Silicon Valley, nella California del
nord, sta vivendo una nuova fase di successo e si sta trasformando in unarea urbana
matura. La crisi a met degli anni Ottanta,
che aveva visto le attivit di produzione spostarsi in Texas, Oregon, Arizona, Colorado,
dove la mano dopera costa meno e gli incentivi statali per le industrie sono vantaggiosi, ormai alle spalle. La patria dellinformatica vive dei collegamenti in rete e
della diffusione di software: qui sono concentrati e nascono nuovi laboratori e centri
di ricerca che richiamano migliaia di addetti da ogni parte del mondo. Le imprese di Silicon Valley, sullonda del nuovo boom, si oppongono alle restrizioni per la concessione
dei permessi di soggiorno ai tecnici stranieri. Leffetto della nuova immigrazione, che
ricorda lantica corsa alloro, si ripercuote
su tutte le citt dellarea e soprattutto su San
Jos, il capoluogo. La richiesta di uffici e di
alloggi cresciuta vertiginosamente e, parallelamente, sono lievitati gli affitti, forse i
pi alti di tutti gli Stati Uniti.
LONDRA - Linglese lo parlano tutti, i soldi arrivano con lurdu, lo swaili o il pakistano
Conoscere una seconda lingua per gli inglesi tradizionalmente un fatto raro riservato ai pi alti livelli sociali. Perch darsi
da fare imparando altri idiomi quando il
proprio quello universale? Ma negli ultimi tempi per Londra si accorta inaspettatamente di avere un cospicuo numero di
persone perfettamente bilingui scardinando luoghi comuni e statistiche. La seconda
lingua, o pi correttamente laltra, non
il francese o il tedesco, bens lurdu, lo swaili, il pachistano. Per molti anni, secondo
pregiudizi difficili a sparire, parlare una
lingua povera stato considerato un handicap. Per tutti gli anni Settanta gli studenti asiatici erano scoraggiati dallusare la loro lingua madre e negli anni Ottanta molti
si sdegnavano pubblicamente. Improvvisamente si scoperto il valore economico del
bilinguismo, che tradurre un documento legale, un contratto, un libro, un testo scientifico nelle pi lontane lingue del mondo era
pi facile del previsto. Guardandosi un po
intorno a Londra, ex capitale di un impero
coloniale, si pu sempre trovare un individuo bilingue con una specializzazione in
qualsiasi settore.
MOSCA - Feste, autoritarismo e liberismo fanno di Yuri Luzhkov una superstar
Il sindaco Yuri Luzhkov non andato troppo per il sottile nel ripulire le vie in occasione degli 850 anni dalla fondazione della citt.
Centinaia di cani randagi sono stati soppressi e i barboni sono stati deportati in zone
periferiche. I festeggiamenti, costati circa 100
miliardi di lire, si sono svolti in grande stile,
con concerti di cantanti famosi e spettacoli
tra cui lapparizione, grazie ad un sistema laser, della Vergine Maria sopra al cielo della
citt, segno di buona sorte secondo la tradizione russa. E poi dolci, souvenir e ogni tipo
di gadget commemorativi dellavvenimento.
La ricorrenza stata praticamente inventata
dal sindaco, personaggio dal forte carisma.
Luzhkov, dotato dellautoritarismo caratteristico del vecchio regime sovietico ma aperto
alla nuova via capitalistica, molto amato
dalla gente che lo ha quasi allunanimit rieletto un anno fa. Ci sono gi un dopobarba
che porta il suo nome e un film sulla sua vita. Molti a Mosca, tra i dirigenti politici, cercano di imitarlo. Profondamente ostile, invece, resta lintellighenzia moscovita.
CHAMBRY - I rifiuti salgono in carrozza
sgomberando le strade della vallata
Chambry ha una stazione dincenerimento dove vengono convogliati, oltre ai rifiuti prodotti dalla citt, anche parte di quelli delle valli vicine. Il problema in questi casi il trasporto: sono 75 i chilometri che separano Saint-Julien-Mont-Denis, nella valle
della Maurienne, a nord del Frjus, celebre
per le sue stazioni sciistiche, da Chambry.
La valle lunga e stretta con intensi flussi di
traffico automobilistico e di mezzi pesanti.
Per smaltire i rifiuti prodotti da abitanti e turisti, sedicimila tonnellate annue, esauritasi
la vecchia discarica e portarli al forno di
Chambry, sarebbero necessari milleottocento viaggi di camion. Ma dallanno scorso
entrato in funzione un sistema combinato
di trasporto dei rifiuti, radunati a Saint-Julien e di qui spediti per ferrovia a Chambry.
La Sncf ha deciso di effettuare questo servizio anche in altre citt francesi, tra cui Marsiglia, e di promuovere questo sistema che
gi rende cento milioni di franchi allanno e
potrebbe triplicare nei prossimi cinque anni. Attualmente il 60% dei rifiuti prodotti in
Francia viaggia per strada sino ai centri di
smaltimento.

IL FOGLIO quotidiano
DIRETTORE RESPONSABILE:
GIULIANO FERRARA
CONDIRETTORE: LODOVICO FESTA
SOCIET EDITRICE: I L FOGLIO QUOTIDIANO S.R.L.
VIA VICTOR HUGO, 1 - 20123 M ILANO
TEL. 02/8639181 - F AX 02/878596
CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
PRESIDENTE E CONSIGLIERE DELEGATO: SERGIO ZUNCHEDDU
CONSIGLIERI: GIULIANO FERRARA, SERGIO SCALPELLI,
GIUSEPPE SPINELLI, LUCA COLASANTO
REDAZIONE: BEPPE BENVENUTO, MICHELE BURACCHIO,
UBALDO CASOTTO, LAURA CESARETTI, MAURIZIO CRIPPA,
FEDERICO DE ROSA, MATTIA FELTRI,
NICOLA PORRO, ROSANNA RAGUSA, CHRISTIAN ROCCA
DAGLI STATI UNITI: MAURO LUCENTINI
SEGRETERIA DI REDAZIONE: MARILENA MARCHIONNE
REGISTRAZIONE TRIBUNALE DI MILANO N. 611 DEL 7/12/1995
ISCRIZIONE AL REGISTRO NAZIONALEDELLA STAMPA N. 5160 DEL 29/5/96
TIPOGRAFIE: ON LINE SYSTEM - VIA DELLA MAGLIANA 400 - 00148 ROMA;
STAMPA QUOTIDIANA - VIARISORGIMENTO 12/B - 20030 SENAGO (MI)
DISTRIBUZIONE ESCLUSIVA PER LITALIA: A&G M ARCO SPA
VIA FORTEZZA, 27 - 20126 MILANO
PUBBLICIT - CONCESSIONARIA: AREA NORD, VIA TUCIDIDE 56
20134 MILANO, TEL. 02/70003302 - F AX 02/70001941
SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE (45%)
ART. 2 COMMA 20/B LEGGE 662/96 FILIALE DI MILANO

UNA COPIA L. 1.500 ARRETRATI L. 3.000 + SPED. POST.


IL FOGLIO PRESENTE IN INTERNET NEL SITO:
http://www.ilfoglio.it e-mail: lettere@ilfoglio.it
SERVIZIO ABBONAMENTI
NUMERO VERDE: