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IL FOGLIO

Redazione e Amministrazione: L.go Corsia Dei Servi 3 - 20122 Milano. Tel 02/771295.1

ANNO XII NUMERO 54

Delitti
Due uomini ammazzati dai suoceri. Il
padre che uccide se stesso, la moglie
e la figlia lanciandosi in mare con lauto
Yedaye Mourad, di anni 35. Tunisino, nullafacente e ubriacone, in Lombardia da
quattro anni senza permesso di soggiorno,
arrestato per furto, rapina e resistenza a
pubblico ufficiale, fuori di galera dallo scorso agosto per via dellindulto, fidanzato con
la venticinquenne Monica Caccia che due
anni fa gli aveva dato un bambino. La famigliola abitava nella cascina malandata del
padre di lei Giuseppe, 54 anni, buono tranquillo e riflessivo, un passato pieno di dolori: una figlia gli mor in un incidente la vigilia di Natale di undici anni fa, il suo matrimonio naufrag, la piccola tessitura di
cui era titolare con lex moglie and in malora. Per riscattare la casa lavorava come
un dannato da operaio, tutta la settimana,
nelle viscere delle montagne svizzere al
cantiere del tunnel ferroviario nel Canton
Ticino e doveva mantenere quel genero
che gli prendeva pure a botte la figlia.
Venerd notte Mourad rincas a notte fonda
come al solito ubriaco, prese a picchiare alla porta gridando vi ammazzo tutti, quindi sfid il Caccia, sparami, se hai il coraggio e laltro gli spar davvero: due colpi di
fucile calibro 12, al petto e alla spalla.
Tra venerd 23 e sabato 24 febbraio, poco
prima delle due di notte, in una cascina nel
bosco in via Filatoio a Camnago Faloppio,
nel Comasco.
Luigia Polloni, di anni 65. Bionda tutta
pepe, piacente, sempre allegra e sempre
ben vestita, si teneva in forma con la palestra, viveva a Chiari nel Bresciano ma ogni
giorno si faceva in treno 20 chilometri per
raggiungere
Caravaggio,
Bassa
Bergamasca, dove da quindici anni era
commessa in un colorificio. Mai sposata, un
fratello morto lanno scorso, in paese la
consideravano una di famiglia, chiacchierava con tutti e se cera da fare una
puntura a un malato ci pensava lei. Laltra
mattina spolverava le vetrine del negozio
quando entr un Vincenzo DErrico di anni
37, originario di Foggia, eroinomane, alle
spalle qualche precedente penale, che mostrandole una pistola giocattolo le ordin
di svuotare la cassa. La Polloni gli fer una
gamba con un taglierino, DErrico le salt
addosso, lei scapp in corridoio, lui la raggiunse in bagno e la strangol con la gonna
che sera gi strappata nella lotta. Quindi si
mise in tasca i 90 euro della cassa, chiuse a
chiave la porta del negozio, mont su un
treno fino a Treviglio, su un altro fino a
Cremona, e laggi si present ai carabinieri. Nel frattempo in paese nessuno saccorse di nulla, qualche cliente trovando chiuso il colorificio si ripromise di passare pi
tardi, alle 18 arriv il proprietario della
bottega Luigi Zanonini che aprendo con le
chiavi di scorta trov la donna stesa sul pavimento del bagno nuda dalla vita in gi.
Alle 11 di mattina di mercoled 28 febbraio a Caravaggio, nella Bassa
Bergamasca.
Giuseppe Calabrese, di anni 39.
Carpentiere, genero di Luigi Perciaccante,
82 anni, pensionato con qualche precedente penale che laltro giorno litigava con la
figlia per la propriet di una casa.
Calabrese si intromise per metter pace, il
vecchio tir fuori una pistola e gli spar
due colpi, quindi si barric in casa sua e i
carabinieri, per arrestarlo, dovettero sfondare la porta. Giornata di gioved 1 marzo
in una via del centro di Cassano allo Jonio,
in provincia di Cosenza.

Suicidi
Fortunato Brosco di anni 48, la convivente Maria Pandullo di anni 41 e la figlia di lei
Sara, 13 anni. Quattro anni fa la bimba undicenne del Brosco bruci viva accendendo
con lalcol il caminetto di casa, lui pazzo di
dolore abbandon la moglie, il resto della
prole e il paesino nato di Roccamonfina,
and a vivere in Emilia, l conobbe la milanese Pandullo e dopo qualche tempo la convinse a trasferirsi nel casertano. Laggi
per le cose andavano male, lui coi lavoretti da muratore faticava a mettere assieme il
pranzo con la cena, Sara lontana dal suo
mondo si faceva ogni giorno pi musona, la
mamma ne soffriva, insomma erano tutti
nervosi e in casa si litigava di continuo.
Domenica scorsa Brosco pens di rassenerare gli animi con un gita a Formia, la giornata si svolse invece tra lacrime, rimproveri e singhiozzi, in serata erano tutti e tre nella Citroen 807 parcheggiata sul molo, il muso puntato verso il mare, quando dun tratto sud una voce di donna che gridava aiuto, aiuto, aiuto, poi no, no, no. Il muratore, bloccate le portiere, infil la prima
sgommando e lanci in acqua lauto che in
pochi istanti sinabiss. Tre quindicenni che
avevano visto tutto chiamarono la polizia,
un agente che passava l vicino si tuff in
mare senza poter aprire le portiere, i sommozzatori che recuperarono i corpi trovarono la fanciulla con le mani appiccicate al
vetro posteriore e la mamma che stringeva
lombrello con cui invano aveva tentato di
spaccare il finestrino. Alle 8 di sera di domenica 24 febbraio a Formia, sulla banchina di molo Azzurra dove attraccano i traghetti e gli aliscafi.

quotidiano

Poste Italiane Sped. in Abbonamento Postale - DL 353/2003 Conv. L.46/2004 Art. 1, c. 1, DBC MILANO

LUNED 5 MARZO 2007 - 1

DIRETTORE GIULIANO FERRARA

Le Borse crollano, i pesciolini abboccano


In pochi giorni sono andati gi tutti i mercati. Potrebbe essere una correzione agli ultimi eccessi o la radice di nuove ricchezze
Le Borse corrono, corrono e sembra
proprio, questa volta, che non debbano fermarsi mai pi, scriveva Giuseppe Turani
su Repubblica luned scorso. Cos almeno si comportano gli operatori. A sentirli
e a vederli operare sul mercato si capisce
benissimo che non hanno alcuna exit
strategy. Vanno avanti come se questa
festa dovesse durare per tutti gli anni a
venire. Incuranti di tutto quello che li circonda. Alla radice di questo comportamento un po da manicomio ci sono moltissime ragioni. Alcune psicologiche, altre pi serie. Quelle psicologiche non sono difficili da illustrare. Dopo le botte
dellanno 2000, molti operatori avevano
addirittura cambiato mestiere (le pubbliche relazioni, la coltivazioni di insalate in
campagna, la pensione anticipata, linsegnamento in qualche universit periferica ma generosa, ecc.). Li sorreggeva la
convinzione che i bei tempi, quelli crollati appunto nellanno 2000 (quando il
mondo non era finito, ma le Borse si erano schiantate), non sarebbero mai pi tornati. [1]
Invece sono tornati. Turani: Ed difficile spiegare a questa gente che tutto potrebbe finire unaltra volta. Non vogliono
sapere. Vogliono solo guadagnare e andare avanti, cambiando Porsche e Mercedes
ogni 12 mesi. Basta guardare dove sono
arrivati gli indici per capire che sarebbe
anche ora di fare una pausa, di tirare il
fiato e di prendersi una vacanza su unisola deserta. Il Dow Jones, che il principe di tutti gli indici di Borsa (anche se
poi non nemmeno un indice, ma solo
una media fra trenta titoli) ai massimi
storici di tutta la sua lunga esistenza. [1]
Giancarlo Galli: La notte stessa, esplode
la Borsa di Shanghai, ormai la seconda
del pianeta, dove affluiscono miliardi, politici, imprenditori da ogni continente,
poich Cindia, Cina pi India, il novello Eldorado. L portiamo a occhi chiusi dollari e euro. In venti mesi, i titoli quotati a Shanghai, registrano un balzo del
130 per cento. Se non follia, poco ci
manca. [2]
Marted Shanghai ha perso quasi il 9%.
La caduta si riverberata sulle Borse di
tutto il mondo, soprattutto su quelle europee, con perdite mediamente del 3%, e
degli Stati Uniti (3-4%). Mercoled, malgrado la ripresa di Shanghai (4%), le
Borse dellAsia sono scese nuovamente
del 2,5/3,5%, quelle dellEuropa tra l1 e il
2%, gli Stati Uniti sono stati in lievissima
ripresa (+0,4%). Gioved Shanghai ha
chiuso in perdita (3), lo stesso le Borse europee (1,3 di Milano, 0,9 di Londra ecc.);
negli Usa i due indici sono scesi dello 0,3
il Dow Jones e dello 0,5 il Nasdaq.
Venerd le Borse europee hanno continuato nella discesa (1%), Shanghai ha ripreso l1,5%. [3]
Il fenomeno colpisce per la sua dimensione (calcoli approssimativi stimano le
perdite europee per il primo giorno in
270 miliardi di euro e probabilmente altrettanto nei tre giorni successivi) e per
la sua globalit. [3] Vittoria Puledda:
Erano anni che non si vedevano venir
gi i mercati a candela, uno dopo laltro
come tessere di un domino, in ordine di
fuso orario. [4] Galli: Sui giornali s
letto che le vendite hanno bruciato
mille miliardi di dollari, settecento miliardi di euro. Fal fasullo, in quanto
quelle astronomiche cifre erano scritte

sulla carta. Trattandosi pi che del valore effettivo delle aziende quotate, di un
valore fittizio, la risultante di manovre
speculative. [2]
Fino agli anni Novanta si usava dire che
quando lAmerica ha il raffreddore
lEuropa si prende la polmonite.
Federico Rampini: Il fatto che marted
uno starnuto della Borsa di Shanghai abbia fatto tremare i mercati globali dimostra com cambiato il mondo. [5] Enrico
Cisnetto: Anche lultimo dei provinciali
abituato a pensare lAsia come lofficina
povera dei paesi sviluppati, ha dovuto
aprire gli occhi di fronte ad una realt
ben diversa: la Cina come lIndia, la
Corea e altri paesi dellOriente pi produttivo il centro delleconomia mondiale, sia di quella reale (e fin qui qualcuno pi avveduto se nera accorto) sia,
da ora, di quella finanziaria. Finora questo ruolo di farfalla che con la sua forza condiziona, nel bene e nel male, i destini globali era riservato solo alla Borsa
di New York, dalla quale passa circa il
60% di tutte le transazioni finanziarie
mondiali. [6]

Corsivi
Il Sole-24 Ore,
domenica 18 febbraio
rofessione teoreporter. Non
stato un direttore di giornale, n un editore qualsiasi a
mandare
Alessandra
Borghese Sulle tracce di
Joseph Ratzinger (questo il titolo del suo libro-inchiesta appena uscito da Cantagalli):
lordine partito dalla Provvidenza in persona. Inizialmente i miei piani erano altri - premette la principessa. - Ma negli anni ho imparato a essere flessibile al vento dello Spirito.
Cos successo che, invece di scrivere il libro
pianificato da mesi e sul quale avevo gi cominciato a lavorare, mi sono ritrovata a iniziare queste pagine dedicate allamato Santo
Padre Benedetto XVI e alla sua patria, lantica Baviera. Via col vento. Alessandra parte
da Panarea alla volta della Germania per
passarvi gran parte del mese di agosto. Un
viaggio irto di insidie e tribolazioni, tra cui una
disagevole permanenza nel castello degli amici principi von Thurn und Taxis (assai preoccupati per le conseguenze sul loro cognome del
decreto Bersani). Una sera, vede in tv unintervista al Papa e resta folgorata: la
Provvidenza sta tramando per coinvolgerla
in un nuovo progetto. Cos decide di prolungare il suo soggiorno bavarese per visitare i
luoghi cari e importanti nella vita di
Benedetto XVI. E comincia lavventura.
Tra le pi sensazionali rivelazioni del reportage, il fatto che in Baviera si beve birra e si
mangiano Weisswrste, che le cameriere dei ristoranti di Monaco vestono abiti tradizionali e
che la Frauenkirke ha le torri a cipolla. Il ricco apparato iconografico del libro ci mostra
inoltre lo scorcio di un tipico paesaggio della
terra natale del Santo Padre (prati e alberi,
potrebbe essere il Trentino o la Valtellina), la
fontanella da dove sgorga lacqua preferita da
Joseph Ratzinger, il calendario della casa del
Papa, fermo sulla data dellultima volta che vi
dorm e perfino Chico, il gatto amico del
Papa.
Lungi da noi la pretesa di indirizzare o deviare il vento dello Spirito. Ma la prossima volta, la Provvidenza non potrebbe tramare per
lasciare Alessandra in vacanza a Panarea?

La Borsa cinese alimentata in grande


misura da afflussi di capitali esteri, ma il
Paese dispone di enormi risparmi interni. Ferdinando Targetti: Il risparmio si
indirizzato sempre pi verso la Borsa. In
essa si sono andate manifestando in misura crescente occasioni di investimento
finanziario speculativo (cio basato sulla
aspettativa di guadagno a motivo della rivalutazione del titolo). La Borsa cinese
cresciuta in modo impressionante (da
gennaio 2006 a febbraio 2007 lindice
passato da 1.200 a 3.000) ed sopravalutata - il rapporto prezzi-utili a livello 33 e
cio circa il doppio dei valori normali.
Sia la forte crescita di investimenti reali,
sia la forte crescita di investimenti finanziari speculativi destavano preoccupazioni nelle autorit monetarie e fiscali cinesi, ma gli strumenti di controllo sono ancora primitivi. [3]
Che la Borsa di Shanghai sia una pericolosa bolla speculativa, noto da mesi alle
stesse autorit cinesi. Zhao Xijun, vicedirettore dellIstituto di Finanza e Borsa alla Universit del Popolo: Negli ultimi
tempi si erano affacciati alla Borsa di
Shanghai migliaia di piccoli e medi risparmiatori cinesi, per niente maturi e
razionali nei loro comportamenti.
Incapaci di prendere decisioni giuste nei
momenti opportuni. Hanno visto che le
quotazioni calavano e si sono precipitati
a vendere, presi dal panico. un bene
che ci sia avvenuto. Il riallineamento
era necessario. [7]
Come nato lo scivolone? Per Federico
Bazzoni (Bnp-Paribas) centra la necessit
per il governo cinese di eliminare le
bolle speculative pericolose per la stabilit del Paese alla vigilia di due appuntamenti importanti: il congresso del
partito comunista in autunno e le
Olimpiadi il prossimo anno. [7] Dopo il
crollo del 2001 (seguito al boom degli anni 90) la Borsa cinese aveva avuto un andamento depresso per 5 anni. Sei anni
fa era stato il premier Zhu Rongji ad avvertire che lo scoppio della bolla era ormai inevitabile. Stavolta toccato al vicepresidente del Parlamento, Cheng
Siwei, secondo il quale sette imprese su
dieci andrebbero cancellate dal listino
perch non valgono niente. Massimo
Gaggi: In realt il rinnovamento della
cultura cinese degli affari (e, si sperava,
anche della cultura politica) sarebbe
dovuto partire da Hong Kong e dalle sue
istituzioni britanniche. Neanche questo si verificato: lex colonia subisce
una specie di assedio politico soft e,
bench il volume delle contrattazioni finanziarie cresca, la Borsa leader ormai quella di Shanghai. [8]
La Cina, a Shanghai, non c quasi pi.
Cavalera: Ha galoppato troppo e si persa per strada. Infatuata dallopulenza. Il
Dio-Partito, a Shanghai, non si accorto
che stava tirando troppo la corda e che
la sua breve marcia aveva indispettito il
Centro dellImpero, Pechino. E con
Pechino le nuove capitali del business:
Tianjin, Guangzhou, Dalian. Pensava,
Giove di Shanghai, di essere indistruttibile. [...] Giove crollato. Perch
Pechino cos ha voluto. E dietro si portato Era, la Borsa. Da dove arrivavano
quei rumor sulla tassazione dei capital
gains che tanto hanno allarmato i piccoli e poveri risparmiatori cinesi tanto da
costringerli a vendere tutto in un botto?

Spifferi da Pechino per riportare


Shanghai a una dimensione, a una identit, pi cinese. [9]
Il boom cinese degli ultimi anni stato
largamente alimentato dalle esportazioni.
Il rallentamento delleconomia americana la minaccia pi seria per il made in
China. Gli Stati Uniti sono la grande incognita economica mondiale: la crescita
nel quarto trimestre 2006 ha subito una
revisione da 3,5 al 2,2% (la peggiore degli
ultimi 10 anni). La Cina ha contagiato le
altre Borse, ma a far scattare le vendite
in Europa sono state in particolare le parole dellex presidente della Fed, Alan
Greenspan, che ha paventato una recessione negli Usa tra la fine del 2007 e linizio del prossimo anno. [10] Nouriel
Roubini, professore di Economia e Affari
internazionali alla Stern School of
Business della New York University: Ci
sono troppi fattori di debolezza nelleconomia Usa: recessione sul fronte delle case, dellauto, dellindustria manifatturiera, degli investimenti. [11]
Lintera economia globale ha due motori. Rampini: La produzione cinese e i debiti dei consumatori americani che comprano made in China (debiti generosamente rifinanziati dalla banca centrale di
Pechino con lacquisto dei Bot Usa). Un
granellino di sabbia in questo delicato ingranaggio pu avere effetti rovinosi, da
cui noi non siamo al riparo. Una quota
crescente di capitali europei - spesso allinsaputa dei risparmiatori - sono stati
investiti tramite fondi comuni, derivati e
hedge funds sulle Borse dei paesi emergenti: Cina, India, Russia, Brasile. Una
prolungata caduta delle quotazioni azionarie in quelle zone del mondo lascerebbe delle tracce sui risparmi degli italiani. [5]
La scommessa di assorbire gli squilibri
attraverso la crescita delleconomia non
ancora perduta. Carlo Bastasin: Ben
Bernanke, il sobrio successore di
Greenspan, ritiene che le prospettiva di
crescita in America non siano deteriorate e che si avr solo un rallentamento,
coerente con la necessit di ridurre la domanda interna e il deficit esterno.
Laumento di produttivit nel mondo industriale daltronde reale, non un fenomeno finanziario. stato reso possibile tuttavia anche dalle ristrutturazioni finanziate da fondi con leve finanziarie ardite e che valutano il capitale 15 volte i
profitti attesi. Potr essere mantenuto un
livello di redditivit del capitale cos elevato, o bisogner che le Borse scendano
in fretta?. [12]
Siamo al cospetto di una correzione di
eccessi o allinizio di un ciclo ribassista?
Galli: Gli ottimisti (maggioritari) cavalcano la prima tesi. I pi scafati, statistiche e manuali di psicologia finanziaria
alla mano, non escludono la seconda.
Motivando: le grandi ricchezze hanno le
radici nei momenti di ribasso vertiginoso, quando i risparmiatori, spaventati e
con lincubo di restare in mutande,
svendono. Con le mani forti, leste a
raccogliere. Questo, essendosi sempre
verificato. Daltra parte, in materia finanziaria, vige leterna astuzia: attirare
nellacquario i pesci piccoli, per mangiarseli. In attesa del prossimo ciclo: allorch i pesciolini dimentichi accorreranno di nuovo.... [2]

Anche il pantheon relativista adesso ha la sua bella chiesetta


a Camera new age, con la sua cappella
L
sincretista ideata da Fausto Bertinotti e
Paolo Portoghesi per meditare e rimeditare il proprio Ego, spiritualisticamente, al
cospetto del nulla. Ricordo un parco a Los
Angeles, e un cammino che vi si snoda: c
la tappa cristiana, e spunta nella verzura un
monumento simil-San Pietro, poi quella
islamica, poi una sinagoga, infine un tempio
orientale appena passato un ponticello affacciato su un esile corso dacqua, e si passeggia beati tra i segni di cartapesta
(Hollywood a un passo) della cosiddetta
religiosit. A Montecitorio ci sar spazio, cos promettono, anche per gli atei. Una cappella per credenti che rinunciano alla rivelazione e atei che abbracciano la devozione
meditativa? Troppa grazia, SantAntonio.
Non era questo che intendevamo quando
abbiamo sposato la battaglia per affermare
laicamente un ruolo pubblico della fede.
Che vorr dire, questa esplosione di spi-

ritualit psicologica, fuori dalla storia, che


impegna il monaco ciarliero dellascolto e
ora tutto il ceto politico? Forse benevolenza universale in unepoca di guerre di civilt e di religione. Un confondersi per
amarsi, sulla scia dellideologia della beat
generation con le sue ritualit e astrazioni
meditative yoga e zen. Forse un modo di
lucidare la neutralit ideologica delle istituzioni parlamentari doccidente, questo
dotarle di una saletta multireligiosa come
certi aereoporti: la Camera come luogo di
passaggio e non come costruzione civile,
spazio di un insediamento, sostanza culturale e nazionale nutrita di radici profonde.
Probabilmente, la ragione per cui pensabile, questa cappella di tutti gli dei e dellunico dio, ha qualcosa a che fare con il rifiuto della storia, che il vero marchio
ideologico del tempo. La religione dei padri un concetto ormai incomprensibile,
naturalmente incomprensibile, alla classe

dirigente educata nellindifferentismo e


nel relativismo. Il filosofo Benedetto Croce
risolveva invece tutto nella storia, e per
questo da laico professante, che meditava
nella sua biblioteca, non poteva non dirsi
cristiano. Espunto quel dettaglio, ci che
siamo e saremo in relazione a quel che siamo stati, occorre meditare in modo solitario, di bel nuovo, azzerando ogni mandato
di chi venuto prima, considerando superflua la tradizione vivente, seppellendola
come gretto spirito identitario e dogmatismo. la incarnazione, quello spazio architettonico destinato infallibilmente ad
essere nudo e brutto nella sua superbia rigenerativa, nel suo erigersi in mezzo al
vuoto e per mezzo del vuoto, della famosa
frase che dice: cessato che si abbia di credere in Dio, non che si creda in niente, si
crede a tutto.
Niente polemiche appassionate, ovviamente. Sar una localit esotica e poco fre-

quentata per tutti, la chiesetta dellindividualismo religioso. Lonorevole Khaled


Fouad Allam preferir sempre la bellezza
delle moschee, il ministro valdese Paolo
Ferrero trover pi interessante cantare
con i suoi pastori, i deputati cattolici hanno
a due passi la chiesa di SantAgostino e la
Biblioteca Angelica, per meditare e leggere, e agli atei restano pur sempre i libri di
Piergiorgio Odifreddi per consolarsi. E poi
anche al Bundestag, dicono, c una roba
del genere, e noi siamo o non siamo europei
militanti, siamo o non siamo nella eurozona?
Spero soltanto che allinaugurazione di
questa cripta delle rivelazioni incrociate,
che presumo assai meditativa, invitino il
monaco auricolare e non monsignor Rino
Fisichella, Rettore della lateranense e docente di apologetica cristiana. Cos, per una
questione di congruit e di logica.
A ciascuno il suo clero.
NOTE : [1] Giuseppe Turani, la Repubblica
26/2; [2] Giancarlo Galli, Avvenire 1/3; [3]
Ferdinando Targetti, lUnit 3/3; [4] Vittoria
Puledda, la Repubblica 28/2; [5] Federico
Rampini, la Repubblica 1/3; [6] Enrico
Cisnetto, Il Messaggero 28/2; [7] F. Cav.,
Corriere della Sera 1/3; [8] Massimo Gaggi,
Corriere della Sera 1/3; [9] Fabio Cavalera,
Corriere della Sera 1/3; [10] Vittoria
Puledda, la Repubblica 1/3; [11] vi.p. la
Repubblica, 28/2; [12] Carlo Bastasin, La
Stampa 28/2.

Amori
Milva scopr che il suo uomo la tradiva quando
trov una lettera allamante nascosta in una
scarpa. Helen Mirren premiata senza mutande
MORMONI La confessione dei Mormoni
(Chiesa di Ges Cristo dei Santi degli
Ultimi Giorni) ha appena raggiunto un accordo col Governo per lestensione dellotto per mille (insieme a Testimoni di Geova,
buddisti, induisti). In Italia la comunit
conta ventiduemila fedeli (quasi raddoppiati negli ultimi ventanni), che fanno capo a centoventi congregazioni (o pali).
Senonch limmagine della Comunit (e di
tutti Mormoni sparsi per il mondo, circa
tredici milioni in totale) compromessa
dalla sitcom americana Big love. Due candidature agli Emmy 2006, la serie televisiva ha per protagonista un mormone, Bill
Henrickson, onesto lavoratore con negozio
di ferramenta a Salt Lake City, sette figli e
tre mogli. Giuseppe Pasta, pr dei mormoni
in Italia: Abbiamo abbandonato la poligamia da pi di un secolo ma quelletichetta ci rimasta addosso e quel telefilm
ci riporta indietro all800. una forzatura,
che ci danneggia. vero che nello Utah,
che ospita la pi grande comunit mormone del mondo, la poligamia ancora diffusa, nonostante sia vietata dalla legge e anche dalla nostra religione. Ma quei sedicenti mormoni, dissidenti, sia chiaro, sono
tutti scomunicati (nello Utah risiedono
quarantanovemila mormoni, che per il
reato di poligamia non vengono perseguiti). Nel mondo i missionari mormoni sono
sessantamila (seicento in Italia, provenienti dallo Utah e dalle California), tra i
18 e i 23 anni det, che partono per fare
proseliti per due anni, spesati dalla famiglia (il clero, non retribuito, si autofinanzia
con la decima, il 10 per cento del reddito che ogni fedele gira alla sua chiesa). Il
regime di vita imposto dalla confessione
molto rigido (vietati tatuaggi, piercing, perizoma, caff, the, bere, fumare, baciarsi e
dire parolacce, e prima del matrimonio vige la castit). Obbligatorio andare alla riunione sacramentale (equivalente della nostra messa, durata settanta minuti), col vestito della domenica, anche per i bambini
(per gli adulti completo classico con cravatta lui, abito intero o gonna lei). Prima e
dopo i rami o rioni (lequivalente delle
parrocchie) organizzano attivit per tutta
la famiglia (nido per i baby fedeli dai 18
mesi ai 3 anni, riunioni della Primaria per
bambini dai 3 agli 11 anni e classi di
Scuola domenicale catechismo - a partire dai 12 anni; gruppo Giovani Donne per
le ragazze fino ai 17 anni e Societ di soccorso con corsi di economia domestica dopo i 18 anni; riunioni del Sacerdozio per i
ragazzi dopo i 12 anni). Hanno anche un sito internet ufficiale dei mormoni:
www.mormon.org
(Fabrizio
Caccia,
Corriere della Sera 27/2).
MUTANDE Helen Mirren, 61 anni, Oscar
come migliore attrice, la sera della premiazione non indossava n mutande n
reggiseno: Labito di Christian Lacroix era
un lavoro fatto ad arte, quindi non avevo bisogno della biancheria (tgcom 28/2).
OCCHIPINTI Nellanno del ventennale
della Lucky Red, lattore Andrea
Occhipinti, ora amministratore unico della
societ cinematografica, compie cinquantanni (il 12 settembre). Ultimi successi aziendali: laggiudicazione dei diritti di
due film cinesi, Il matrimonio di Tuya, Orso
doro al Festival di Berlino, e Still Life,
Leone doro a Venezia. Ha iniziato la carriera televisiva girando alcuni spot pubblicitari (Ero un bel ragazzo, avevo voglia di
indipendenza e scoprii che guadagnare un
po di soldi facendo spot era abbastanza facile), e subito dopo la miniserie Quaderno
Proibito. Nello sceneggiato Rai La Certosa
di Parma, interpreta la parte di Fabrizio
Del Dongo, diventando sex symbol. Ruolo
che lo infastidisce, perch essendo gay deve nasconderlo per non perdere credibilit
sullo schermo. Cionostante non si mai
sentito a disagio a girare scene damore
con le attrici (Un attore pu fare qualunque cosa. Marcello Mastroianni interpret
un omosessuale in Una giornata particolare,
gli chiedevano come facesse. Lui rispondeva: Io non ho mai ammazzato nessuno, eppure se al cinema faccio un assassino la cosa non provoca stupore). La svolta della
sua carriera, il film Bolero, coprotagonista
Bo Derek (clima della lavorazione pessimo,
tanto che lui se ne va dopo lanteprima del
film senza nemmeno salutare Bo Derek, e
suo marito John, il regista). Il suo sogno: recitare sotto la regia di Pedro Almodvar.
Quanto alledizione di Sanremo del 1991,
condotto insieme a Edwige Fenech:
Accettai di presentare Sanremo perch
pagavano benissimo (La Stampa 25/2).
LETTERE Milva, 63 anni, nel 1993 scopr
grazie a una lettera trovata in una scarpa
che il filosofo Massimo Gallerani la tradiva: Eravamo in un albergo a Capri, lui era
al ristorante, io in camera. Stavo mettendo
a posto - sono molto ordinata - quando dentro una sua scarpa trovai una lettera indirizzata a unamericana che aveva ventanni
meno di me. Appena lui torn in camera
lei gli sventol la missiva sotto al naso
(Adesso ho capito perch non mi guardavi neanche) e part per la Svizzera con sua
sorella Luciana (Enrica Brocardo, Vanity
Fair 1/3).

ANNO XII NUMERO 54 - PAG 2

Politici
Siamo circondati da gente che potrebbe
governarci. I geni servono in casi
eccezionali, per il resto sono un disastro
La Stampa, marted 27 febbraio
l 12 aprile 1953 Carl Seelig and a far visita a Robert Walser nellospedale psichiatrico di Herisa, nella regione svizzera
di Appenzell. Allora Walser stava per compiere 75 anni ed era autore di alcuni tra i
pi sconvolgenti libri della prima met del
secolo, ma erano ormai decenni che non
scriveva, ricoverato in quel manicomio
(prima era stato per quattro anni in quello
di Waldau, vicino a Berna), e non riceveva
altre visite se non quelle del giovane ammiratore che, con il passare del tempo, divenne il suo unico amico e anche il suo
mecenate. Come di consueto, la mattina, i
due uomini andarono a fare una passeggiata nei dintorni del sanatorio; nel pomeriggio conversarono a lungo su Stalin che
era appena morto: Circondato da servi, alla fine s trasformato in un idolo che, ormai, non poteva vivere come un uomo normale, disse Walser a Seelig, come questultimo racconta nel libro in cui narra le
passeggiate con lamico. Chiss che in lui
non si celasse della genialit, ma ai popoli conviene essere governati da gente mediocre per natura. Nel genio quasi sempre
stanno in agguato perversioni che i popoli
dovranno pagare a prezzo di sangue, dolore e vergogna.
Conviene che a governarci siano uomini
di natura mediocre? O dobbiamo aspirare
a essere governati da esseri eccezionali in
possesso dun talento che confini con la genialit? Ultimamente i politici ai quali
spettano, in Spagna, le maggiori responsabilit - e, in coda a loro, alcuni commentatori - pare che abbiano incominciato a discuterne in modo pi o meno sotterraneo.
Tutto incominciato quando, in unintervista, il presidente del governo, Zapatero,
ha confidato al direttore del Pas una frase che, a quanto pare, gli aveva detto sua
moglie: Non immagini neppure quante
centinaia di migliaia di spagnoli potrebbero stare nel governo. Qualche giorno
dopo, durante il dibattito parlamentare seguito allattentato dellEta, Mariano Rajoy,
il leader dellopposizione, voleva probabilmente replicare a questa frase quando
disse: Non sufficiente essere maggiorenne e avere la cittadinanza spagnola:
serve qualche cosa di pi per essere presidente.
La frase di Zapatero pu essere interpretata come unulteriore dimostrazione
dellincurabile buonismo che affligge il
premier spagnolo; quella di Rajoy come un
insulto a Zapatero, ossia unulteriore dimostrazione del cattivismo che affligge il
leader dellopposizione. Presa alla lettera,
la frase di Rajoy una banalit: certo, per
essere presidente del governo occorre,
quanto meno, dedicarsi alla politica, militare in un partito, essere proposto come
deputato da quello stesso partito, ottenere
il consenso degli elettori, ottenere il consenso della maggioranza dei deputati nel
Congresso; presa alla lettera, la frase di Zapatero falsa per le stesse ragioni. Ma se
andiamo oltre linterpretazione letterale,
la cosa cambia: anche se poco probabile
che Walser non avrebbe appoggiato Rajoy,
forse in questo caso avrebbe dato ragione
a Zapatero.
Chiaramente lidea che molti cittadini,
se non proprio tutti, siano personalmente
e intellettualmente in grado di fare il presidente del governo confligge con la nostra
propensione a credere che certe cose siano irrealizzabili e con il nostro romanticismo - entrambi incurabili proprio come il
buonismo di Zapatero e il cattivismo di
Rajoy - e con la spropositata importanza
che, nei media, attribuiamo ai politici. Eppure non si tratta di unidea insensata in
assoluto, proprio come non lo il fatto che
molta gente abbia la capacit, se davvero
se lo prefigge come obiettivo, dessere un
buono scienziato o un buono scrittore. Ovviamente ci sono qualit indispensabili
per essere un buon politico, come per essere un buono scienziato o un buono scrittore; non si tratta, per, di qualit eccezionali, ma di quelle che chiunque di noi pu
possedere.
In poche parole: che il politico se ne stia
lontano sia dal buonismo sia dal cattivismo; che non abbia la vocazione di diventare n idolo, n eroe, n martire e, quindi, non abbia la pretesa di passare alla storia; che lavori duramente e non si inventi
problemi (saccontenti di risolvere quelli
che gi esistono); che faccia bene di conto
e non allunghi le mani nella cassa; che non
si circondi di servi (non necessario che
conduca una vita normale - sarebbe una
pretesa stupida - ma neppure che conduca
una vita completamente anormale, che
cosa molto peggiore); che non faccia follie
per apparire a ogni pie sospinto in tv o sui
giornali (meno un politico appare in tv o
sui giornali, meglio ); che non si svegli
ogni mattina con unidea geniale; che parli poco e, qualche volta, racconti una barzelletta; che non insulti, non urli, non menta, pur senza dire sempre la verit. Insomma: che sia pulito, ordinato e non faccia rumore, proprio come unefficiente domestica.
Qualcuno dir che questo genere di persone non servono per risolvere situazioni
eccezionali. Forse vero, ma la verit
che qui non viviamo una situazione eccezionale e, oltre tutto, non dimostrato che
i politici puliti, ordinati e silenziosi non
servano per risolvere situazioni eccezionali, mentre dimostrato che i politici eccezionali servono solo, quando servono,
per le situazioni eccezionali, e per il resto
sono un disastro. Mi rendo conto di come
questo sia un ideale prosaico e noioso, ma
io lascerei la poesia e il divertimento per
altre cose e ridurrei la politica a quello
che devessere: larte di darci una vita buona, che equivale, poi, allarte di darci una
bella vita.
Javier Cercas

IL FOGLIO QUOTIDIANO

LUNED 5 MARZO 2007

Adesso che Prodi sta perdendo che fine far il Bazolismo?


E il Profumismo? E il Geronzismo? Ultime notizie sugli scenari politico-finanziari
Corriere della Sera, domenica 25 febbraio
errebbe da chiedersi: e adesso che Romano Prodi ha dimostrato la sua deboV
lezza, che ne sar del Bazolismo? Il Bazoli-

cola partecipazione nella Pedemontana


Lombarda e ha finanziato la Provincia di
Milano nellacquisizione di quote della Milano-Serravalle. La Banca delle infrastrutture, tuttavia, lavora a tassi di mercato. E
della riaggregazione delle concessionarie
autostradali del Nord si interess la stessa
Mediobanca gi nel 2004. Siamo nella normalit. Del resto, lasfalto piace. Unicredito
e la Fondazione Crt fanno parte dellazionariato stabile di Autostrade assieme ai Benetton. Il Fondo Infrastrutture sar anche
la nuova Iri, ma con la stessa quota di Intesa e Fondazione Cariplo vi partecipano
Unicredito e Fondazione Crt. Bazolismo?
Profumismo? O business?
un fatto che Prodi ha avuto fretta di
osannare le nozze tra Intesa e Sanpaolo, peraltro non contestate da nessun grande partito, ma il campione nazionale figlio della
svolta in Banca dItalia, avvenuta pi per
impulso di Giulio Tremonti che del centrosinistra. Alessandro Profumo ha spinto Unicredito in Baviera anche perch il governatore precedente, Antonio Fazio, gli aveva
negato ogni chance in Italia. Con Hvb ha
avuto ragione, e ora pu tentare un secondo
colpo in Europa: si parla di Socit Gnrale, Abn Amro o Barclays. Governante Mario Draghi, la Banca dItalia ha lasciato liberi tutti e tutti, finora, sono rimasti al di
qua delle Alpi. La liberalizzazione del mercato dei diritti di propriet non ha determinato uninternazionalizzazione virile, ma
una concentrazione domestica. Pu non pia-

smo un singolare fantasma che, dopo la fusione Intesa-Sanpaolo Imi, si aggira per lItalia virtuale dei giornali, ma non solo. Secondo questa teoria, il banchiere Giovanni
Bazoli sarebbe riuscito a costruire la prima
banca italiana grazie ai favori del premier,
come lui cattolico democratico e allievo di
Nino Andreatta. E ora, con laiuto delle fondazioni bancarie egemonizzate dal fido Guzzetti, il campione nazionale si accingerebbe
a esercitare la sua influenza su tutta lalta
finanza, dalle Generali alla Telecom, emarginando Mediobanca e giocando nuovi strumenti finanziari come il Fondo Italiano Infrastrutture. Bazoli, scrive Il Foglio, schiera
una batteria impressionante di partecipazioni. La sedicente banca per lo sviluppo
del paese, in realt, darebbe a Prodi unarma per governare leconomia e quel potere
reale che altri politici ricavano dallavere
un partito alle spalle.
La caduta dellesecutivo sembra minare
una simile teoria. Ma non per chi ci crede.
Per costoro, il mutuo soccorso tra i due professori consentirebbe a Prodi di contare anche fuori da palazzo Chigi. Enunciata e ripetuta, la teoria del Bazolismo non ancora stata sottoposta alla verifica dei fatti. Colmare questa lacuna pu aiutare a capire se
il Bazolismo sia il fenomeno speciale e pervasivo che si dice o non sia invece la rappresentazione impressionistica di un centro
di potere al quale se ne possono giustapporre altri, allo stesso
modo definibili come
Profumismo e Geronzismo.
Corriere della Sera, luned 26 febbraio
un fatto che Bazoaro direttore, come accaduto con Lady D., anche per DAleli sia un importante
ma non c valletto o sarta o stalliere che non scriva un libro
banchiere da un quar- di memorie o un articolo di giornale, o magari una lettera di dito di secolo, esatta- missioni. Ha proprio ragione Lucia Annunziata: il tramonto del
mente da quando, nel dalemismo assai pi lungo del suo meriggio. Per DAlema, di1982, su suggerimento versamente dalla principessa, vivo; sebbene per alcuni di noi,
di Andreatta ma con a quanto pare, abbia smesso di lottare.
la benedizione di CarE se invece fossimo noi ad aver capito di DAlema poco e nullo Azeglio Ciampi, al- la, allora come oggi? E quale sarebbe poi la differenza tra il DAlora governatore della lema di allora - il riformista moderno, il Blair tricolore, il beBanca dItalia, venne niamino di tutti - e quello di oggi - il galleggiatore, il doroteo, e
nominato presidente persino lo sfigato? Di che cosa parliamo quando parliamo di DAdel Nuovo Banco Am- lema?
brosiano, il progenitoA forza di procedere per caricature, la politica italiana ha
re di tutto. Bazoli smesso di interessare i suoi stessi protagonisti. Due coalizioni imstato a lungo il princi- possibili e impresentabili, prigioniere di due leader oramai anpale banchiere priva- ziani, vagano per lagone in ordine sparso, senza meta e senza
to in un mondo di scopo, che non sia quello di darsi ogni tanto qualche sonora lebanchieri parastatali. gnata. evidente che per un uomo come DAlema, educato ad
La sua longevit pu una concezione della politica come arte, scienza e tecnica di geessere discussa in re- stione del contratto sociale, una tale simultanea riduzione della
lazione alle perfor- politica a parodia e a barbarie, un po Corrida e un po wrestling,
mance della banca, non pu che apparire come uno scandalo - nel senso proprio delche ha fatto molta la parola: quel turbamento della coscienza causato da unazione,
strada ma ha avuto da un comportamento o da un discorso contrari alla morale.
anche i suoi momenti
La morale della politica, come di ogni attivit intellettuale, sta
difficili. Certo che, nella sua coerenza interna. E la politica italiana di oggi in tanto
con questo metro, ci immorale, in quanto non sa pi rispettare le proprie elementasarebbero anche altre ri regole costitutive. Non si d politica quando il capo delloppolongevit da misurare sizione, a otto mesi dal voto, rifiuta di riconoscere formalmente
in un sistema finan- il risultato di unelezione generale da lui stesso indetta; e non si
ziario e industriale d politica quando il capo del governo si ostina a mantenere in
dove il potere si eser- piedi unalleanza che non ha paragoni in Occidente n maggiocita per delega di fon- ranza in Parlamento.
dazioni bancarie o di
in questo luogo specifico della storia dItalia - grosso modo:
sindacati azionari, e lItalia uscita stordita e stravolta dal crollo dei partiti democranon certo per i rischi tici - che DAlema si trovato a fare politica. La dissoluzione del
patrimoniali assunti o Pci, della Dc e del Psi ha liberato e riportato alla luce quelle forper i risultati conse- ze primordiali e belluine della sinistra antioccidentale, del cenguiti.
tro clericale e della destra xenofoba che per cinquantanni linBazoli non ha mai fame partitocrazia aveva saputo tenere fermamente a bada. Sianascosto le sue simpa- mo la ex-Jugoslavia della politica, e se non ci spariamo addosso
tie politiche. Ma soltanto perch oltretutto siamo anche dei gran cialtroni.
davvero il braccio seIn questo scenario DAlema ha provato a fare le uniche due cocolare dellesecutivo? se che andavano fatte, e che prima o poi andranno fatte: un acIntesa ha varato una cordo fra maggioranza e opposizione per riscrivere la CostituzioBanca delle infra- ne, un governo di centro-sinistra senza i comunisti e con il centro
strutture. Ha una pic- cattolico.

talia esercitano uninfluenza diretta in Generali e in Mediobanca e, attraverso Mediobanca, ancora nelle Generali, in Rcs MediaGroup, Pirelli, Telecom. Nel 2003, avevano
preso limpegno di ridurre nettamente la loro partecipazione in piazzetta Cuccia per
levidente conflitto di interessi. E provvisoria doveva essere la presenza in Generali.
Impegni disattesi.
Profumismo? Geronzismo? Intesa ha un
maggior numero di partecipazioni, ma piccole e spesso in societ minori: tra le maggiori c il 18% di Carifirenze, portato in dote dal Sanpaolo che non mai riuscito a
scalzare la fondazione locale.
Bazoli pu contare sulla Mittel che, se assorbir Hopa, diventer Super Mittel. Potr
fare concorrenza a Mediobanca, ma da una
base patrimoniale assai pi modesta e con
un ceto professionale da inventare. Il valore di Super Mittel, del resto, non superer
la met degli attivi netti di Romain Zaleski.
Questo anziano finanziere franco-polacco
ha fatto molte operazioni, non certo tutte, a
lato di Intesa. Fra le altre, entrato in Generali. Ma, anche contandolo assieme alle
fondazioni milanesi e torinesi, non solleva
il fronte Bazoliano a Trieste oltre l8-10%
quando Mediobanca-Capitalia-Unicredito
possono contare sul doppio. Intesa ha finanziato, non da sola, la crescita di un signore che suo azionista e azionista dei
suoi azionisti. Ha cio fatto in un caso quello che fa da sempre su larghissima scala
Mediobanca e, su scala minore, fa pure Capitalia. A differenza dei debitori di riferimento di Mediobanca e Capitalia, Zaleski
non quotato. E tuttavia, avendo debiti per
7 miliardi e attivit
Si discusso a lungo sul fallimento della Bicamerale e sul so- per 11, sarebbe il caso
stanziale insuccesso dei due governi DAlema. Ammettiamo pu- che presentasse core che quel doppio risultato negativo dipenda dai limiti politici, munque un bilancio
culturali, caratteriali o psicologici del presidente dei Ds, e in- consolidato.
somma dal suo essere, come stato futilmente scritto da Andrea Detto questo, Intesa
Romano, un mesto incrocio fra Don Chisciotte e Don Abbon- Sanpaolo resta una
grande novit, che ha
dio.
Se pure fosse cos, se pure DAlema fosse - mi si passi le- cambiato gli equilibri
spressione toscana - un coglione, i termini del problema riman- di potere per il suo
gono gli stessi, per la buona ragione che, diversamente da quan- peso nellerogazione
to accade nel magico mondo degli opinionisti e dei capipartito, del credito e nella foressi hanno a che fare con la realt. Prima o poi, infatti, bisogner nitura dellequity alle
scrivere una nuova Costituzione insieme a Berlusconi, e prima o imprese che, se andr
poi bisogner costruire una coalizione riformista che, come sem- come con Piaggio,
pre avvenuto nel nostro Paese e come del resto prevedeva il sar a scopo di lucro.
progetto originario dellUlivo, non pu non escludere la sinistra Pi del fantasma poliradicale e non pu non includere i cattolici democratici. Esiste ticizzante del Bazolidunque per lItalia una sola politica possibile: quella che DAle- smo, questa la novit reale che sollecima a suo tempo tent.
Non dunque di dalemismo bisognerebbe parlare, ma di sem- ta aggregazioni nel
plice razionalit politica. DAlema lultimo hegeliano in un triangolo Capitaliamondo politico new age attraversato e divelto dal peggior irra- Mediobanca- Generazionalismo. La sua proverbiale arroganza non altro che insof- li. Dove non ancora
ferenza per la superficialit, e scaturisce dalla convinzione che stato colmato il vuoto
la realt richieda uno sforzo della ragione per poter essere af- strategico lasciato dalferrata e compresa nella sua complessit, e che sia precisamen- la scomparsa di Enrite in questo sforzo - in questa fatica del concetto - che la ragio- co Cuccia e dal ritiro
ne percorre il cammino inverso tornando alla realt, e dunque di Vincenzo Marandiventando prassi, azione, trasformazione. Maneggiare la com- ghi, forzato dalla Banplessit con gli strumenti della ragione il lavoro di DAlema, la ca dItalia di Fazio.
sua cifra e il suo limite, nonch la causa tanto del disprezzo quan- Nuovi poli come Unito dellammirazione che il personaggio sa suscitare a sinistra co- credito e Intesa Sanpaolo potranno offrire
me a destra.
La malizia con cui gli avversari, gli antipatizzanti e gli ex sim- le pietre di paragone
patizzanti assistono divertiti ai suoi fallimenti somiglia alla risa- per risolvere gli storita della servetta trace che vede Talete cascare in una buca men- ci conflitti dinteresse
tre tutto intento a scrutare il cielo. Scanzonate e trasversali, le dentro questa storica
tricoteuses dei giorni nostri scambiano i propri fremiti per un filiera nel segno dello
programma politico, simpancano a giudice severo, sabbandona- sviluppo delle impreno in pubblico alla delusione e allira proprio come i personaggi se pi che in quello
dei reality, e in definitiva non riescono a superare quellinsoddi- della conservazione
sfazione infantile che ogni volta tenta la scorciatoia del capriccio del potere. E se questi
ultrariformista o del girotondo paleogruppettaro. LItalia di oggi sono i termini della
bendisposta verso le servette, e dunque a DAlema ogni volta questione, a Bazoli
vanno i lazzi del pubblico pagante. Ma potrebbe succedere che Prodi servir comunla politica, un giorno, anche nel nostro Paese riprenda il suo cor- que poco e a Prodi
so: e in tal caso, poich non si potr non fare la politica di DAle- sar pi utile un Follini di un banchiere.
ma, probabile che la si far con lui.
Massimo Mucchetti
Fabrizio Rondolino

cere, ma era scritto nelle dimensioni di partenza delle banche italiane e nella maggior
facilit con cui si guadagna sul mercato conosciuto.
In questa concentrazione Bazoli ha avuto un ruolo centrale sullasse Milano- Torino, e anche su quello Brescia-Bergamo con
la fusione Banca Lombarda-Bpu. Che Bazoli abbia cura della Lombarda, di cui
uno storico vicepresidente, un fatto. Che
nessuno abbia lanciato unOpa sulla fino a
ieri scalabilissima banca bresciana, un
altro fatto. E dipende da chi rimasto al
palo. A meno che non si sospetti che lapertura della Banca dItalia non sia cos
piena come sembra. La concentrazione delle attivit bancarie eccede in diverse zone
i limiti antitrust. LAutorit di tutela della
concorrenza sta provvedendo senza complessi. Ma nella teoria del Bazolismo questo importa poco. Conta la potenza di fuoco
a fini di potere. Ed qui che Intesa Sanpaolo va vista da vicino.
La sua batteria di partecipazioni assai meno impressionante di quella di Unicredito e Capitalia. Se si considera il complesso delle partecipazioni in societ quotate, Intesa ne ha per 2,6 miliardi, comprendendo anche i pegni e le posizioni di trading, che rappresentano il 3,5% del suo valore di Borsa; Unicredito ne ha per 4,9 miliardi e siamo gi al 6,5% e Capitalia ne ha
per 3 miliardi, pari al 16% della sua capitalizzazione. Se si passa alla qualit delle partecipazioni, si nota che Unicredito e Capi-

In difesa di DAlema contro il futile Romano

Loscena cabina dove finiremo per votare alla turca


la Repubblica, marted 27 febbraio
a s, davvero, ecco di che cosa ha bisogno lItalia del 2007: di una bella
M
riforma elettorale. Tanto se ne sono gi
fatte poche, e con quali mirabili risultati!
Basti solo pensare ai nomignoli beffardi con cui da una dozzina danni, a disdoro dei loro illustri artefici vengono correntemente designate tali ineffabili creature normative: il Mattarellum, il Tatarellum. Robaccia, innominabili pastrocchi, garbugli da dilettanti che si fingevano
demiurghi. E infatti: Bestioni! li ammoniva invano dalla sua cattedra Giovanni
Sartori, uno dei pochi veri esperti di sistemi elettorali, denunciando lesistenza
di un autentico regime di asinocrazia.
Ma poi anche le pi brutali invettive
del Professore sono state annichilite, pure sul piano della bestialit, dalla ultimissima riforma. E cos avendo onestamente riconosciuto lex ministro Calderoli di aver fatto una porcata, la vigente
legge elettorale ha nome: Porcellum. E
con questa immagine, con questa memoria, con questo spirito, si accoglie leventualit che il governo Prodi possa risorgere dalla caduta e magari perfino allargare la sua maggioranza procedendo sulla
strada desolante e scivolosissima dellennesima revisione.
Ritorna dunque, se mai se ne fosse andata, la cabala della Seconda Repubblica. Di origine dottrinaria ebraica, legata
a un certo tipo di lettura e interpretazione delle Sacre scritture, pi in generale
la cabala indica larte di indovinare il futuro attraverso i numeri; e tuttavia, secondo il dizionario Devoto-Oli (Le Monnier) va intesa pure, e significativamente,
come raggiro, imbroglio, montatura, manovra subdola, vistosa fandonia. E a parziale conferma non sembri

del tutto inutile ricordare che mbruoglio aiutaci! risuonava la rituale invocazione con cui il compianto Pinuccio Tatarella, autoproclamatosi ministro dellarmonia, si attrezzava a superare le difficolt della politica, a partire dalle leggi
elettorali.
E s che in qualche modo bisognerebbe
levarsi di torno il Porcellum. Ma come?
Oggi va molto il modello cosiddetto alla
tedesca. Per anche qui non si pu fare
a meno di rievocare lallucinante carosello che per un paio di lustri ha portato nugoli di legislatori ad accapigliarsi attorno
al sistema americano, a quello britannico,
a quello della Spagna e della Francia (il
mal francese lo defin a suo tempo Pannella, alludendo alla sifilide), quindi del
Belgio, di Israele e addirittura dellAustralia. E se questo giro del mondo gi basterebbe, ma il capolavoro di Calderoli ha
avuto anche leffetto di riaprire la discussione sulla clausola di sbarramento, che
sarebbe la soglia sotto la quale i partiti
non vengono rappresentati in Parlamento; e siccome ad Ankara pare che ne abbiamo imposta una piuttosto elevata, al 10
per cento, c il rischio di far entrare nel
dibattito anche un modello gi sconciamente definito alla turca.
Lesperienza misteriosofica delle norme elettorali, daltra parte, e ancora di
pi i loro esiti concreti, paiono autorizzare qualsiasi dileggio in materia. E prova
ne sia il beffardo articolato ad uso amichevole che in questi giorni ha prodotto
un valente costituzionalista, Stefano Ceccanti, sperimentandosi in un sistema elettorale destinato per solo alle coppie di
fatto. Per cui: Le coppie di fatto registrate eleggono i propri rappresentanti con
un sistema proporzionale. Accedono alla
ripartizione dei seggi le liste che abbiano

ottenuto il tre per cento dei voti. Le coppie di fatto non registrate - prosegue il
cortocircuito del professore - eleggono i
propri rappresentanti con un maggioritario a turno per il 75% dei voti. Il restante
25% attribuito con recupero proporzionale su base nazionale. I mariti poligami
esprimono il loro voto sulla base del sistema elettorale tedesco. ammesso il voto disgiunto tra lista e candidata moglie
privilegiata. E ancora, al comma 5: Il
10% delle coppie eterosessuali non registrate pu richiedere il ballottaggio nel
caso in cui il candidato che nel collegio
abbia avuto minori suffragi non abbia comunque raggiunto il 50% + 1 del voti validi..., e cos via.
Oltre che sintomatica, la trovata anche buffa. Ma nella never ending story della cabala elettoralistica allitaliana a un
certo punto il senatore Salvi ha anche
proposto il voto sessuato, cio a urne separate a seconda dei generi. Cos come ad
altri luminari dellingegneria istituzionale applicata parso normale di suggerire
una specie di Voto Totale Onnicomprensivo, da realizzare attraverso una gigantesca scheda contenente 635 nomi per ogni
partito. E se il presidente emerito Cossiga, in un impeto di entusiasmo riformatore si slanciato a delineare non uno, non
due, ma ben tre turni, fra le arcane perle
algebriche che a suo tempo hanno suggestionato leader e gregari merita senzaltro
una specialissima segnalazione lincredibile marchingegno che, sulla base di un
premio di maggioranza da distribuirsi in
modo inversamente proporzionale, arrivava a garantire il massimo dei seggi al
partito che aveva perduto pi voti.
Ora. difficile capire perch da pi di
un decennio la politica va sistematicamente a sbattere sulle leggi elettorali.

Tanto assurde, quanto dannose. Forse il


gusto tutto italiano per le astrattezze furbesche, oltremodo incoraggiate dal pi
vivido individualismo. O forse si tratta solo di spostare lattenzione dal pessimo
stato in cui versano i partiti. Fatto sta che
linfinita variet delle soluzioni, via via
proposte e inflitte allincolpevole elettorato a partire dalla stagione referendaria, si tradotta in una giostra impazzita,
una specie di carnevale pseudo-matematico di inversioni, integrazioni, ibridazioni, attribuzioni, e accertamenti, sbarramenti, collegamenti, tetti, bonus, quote,
scorpori, desistenze, liste-civette ed altre
enigmatiche entit contabili che al culmine dellindicibile, nel linguaggio ormai
inadeguato degli specialisti, hanno propiziato la fantastica comparsa, anche, di
mammozzi e poliponi. Che certo - era
il 1993 - avevano a che fare con la dislocazione dei simboli sulla scheda e poi
con ripartizione dei seggi in Parlamento,
ma che nessuno ha mai capito bene cosa
fossero.
Ma la questione pi allarmante, al di l
delle spiritosaggini, che il dibattito pubblico sulle riforme elettorali ha leffetto
immediato di privatizzarle, sia pure per
limpossibilit di capire, o per sfinimento.
Cos, tagliati fuori gli italiani, si allestisce
di solito un bel tavolo opportunamente
litigioso. Vi si siedono appunto, assai compresi nel loro ruolo, gli ottimati della commisurazione mirata, i cabalisti del maggioritario corretto, gli sciamani del metodo dHondt. Nel frattempo una intera generazione di giornalisti politici ci ha fatto
i capelli bianchi, e a raccogliere e rimontare gli schemini pubblicati dai giornali
verrebbe fuori lEnciclopedia Treccani,
ma molto pi inutile e noiosa.
Filippo Ceccarelli

Sanremo
Vita e pensiero di Valter Casini,
guardia del corpo di tutti quelli
che arrivano al Festival
La Stampa, sabato 3 marzo
ike Tyson chiedeva continuamente
prostitute, le voleva in camera a grupM
pi di tre, ma il suo staff faticava ad accontentarlo: le centinaia di professioniste interpellate tra Cannes e Genova, al dunque
scappavano per la paura. I due Led Zeppelin erano cos alterati da ogni genere di sostanza che li si dovette portare in braccio
fin sul palco, come beb. Durante il viaggio
verso Sanremo il fratello di Clinton aveva
fatto amicizia con una simpatica strappona
di nome Monica e laveva condotta con s
al Festival. Si era in una delicata fase postLewinsky, e per evitare che la notizia si
diffondesse si mobilitarono ambasciate e
servizi segreti (inutilmente: fu proprio La
Stampa, quellanno, a pubblicare un fotogramma dei due in discoteca, poi qualcuno
pens ad occultare lo scottante materiale
nascondendolo nel pollaio del nonno, e fu
meglio che vedere un film di James Bond).
Luomo che ha gestito queste e altre
emergenze e che in qualunque momento
della giornata sa dov Renato Zero, chi c
con la Hunziker, e se Gigi DAlessio far un
salto al Casin, si chiama Valter Casini.
un signore bello grosso e tutto vestito di nero, laureato in Filosofia e in Economia,
ha appena pubblicato con Editori Riuniti
un saggio sulla gestione dei conflitti intitolato Il fabbricante di chiavi, non vuol dire
quanto guadagna (Quello che valgo), da
tredici anni il responsabile della Security
del Festival e gli capita di avere a che fare
con stronzi infernali, dice proprio cos.
Per esempio, i Placebo: Durante le prove
ruppero alcuni strumenti musicali e furono cos cafoni, cos poco rispettosi del lavoro delle persone che dovemmo portarli
via di peso per evitare che i tecnici li gonfiassero di botte.
La body-guard con doppia laurea ha mille storie da raccontare, ma prima ci tiene a
enunciare un postulato. Pi un artista
bravo, meno problemi d. E via con i bei
ricordi, Tina Turner che in camerino improvvisa un balletto con le donne delle pulizie, Sharon Stone che si ferma a stringere
mani per strada, Bruce Springsteen che
non ha nessuna pretesa ma un chiodo fisso,
mangiare spaghetti: Me lo chiese appena
atterrato a Montecarlo. Io lo condussi allAriston per le prove, fu cos bravo che nella sala vuota ballavano le poltrone. Era un
momento magico. Ma lui, appena appoggiata la chitarra cerc i miei occhi e mi fece il gesto della forchetta.
I gesti sono tutto nel lavoro di Casini. La
guardia del corpo con auricolare una specie di leggenda metropolitana, noi usiamo
soprattutto la mimica, un po perch ci sono artisti che comunicano solo a gesti, come Madonna; un po perch quando sei sul
palco e c la musica non hai alternative.
Segni convenzionali? Per segnalare una
situazione che richiede dalzare la soglia
dattenzione spalanco gli occhi. Mostrare il
palmo aperto della mano significa che qualunque cosa stia accadendo va fermata. I
due palmi messi a croce equivalgono a dire: pericolo, via subito. I divi da proteggere di solito collaborano, poi ci sono le eccezioni. Con Tyson eravamo veramente
preoccupati. Ci avevano detto che luomo,
apparentemente tranquillo, poteva perdere le staffe per le cose pi insignificanti,
chess uno spicchio di limone in pi nella
Coca Cola. In realt, per tutto il tempo della sua permanenza fu quasi sempre imbambolato. Invece Dustin Hoffman pretendeva che ci occupassimo di sua moglie anzich di lui. Mai visto un uomo tanto innamorato.
Casini va pazzo per Pippo Baudo, quando c lui il lavoro semplice, la sua disponibilit finisce per contagiare anche gli artisti; mentre stare appresso a Mike Bongiorno e a Raffaella Carr fu dura, lei
una donna estremamente pignola, pretendeva puntualit assoluta e a un certo punto si fece prendere dallansia; Mike una
persona squisita ma nel suo entourage cerano persone intemperanti che assunsero
comportamenti esagerati. Pass alla storia, in effetti, come il festival dei manganelli, e forse si perse di vista - dice Casini
- il paradosso sul quale si regola il nostro
lavoro: ci da cui ti proteggi fa, in fondo,
parte dello spettacolo. Gi, il pubblico:
Va gestito con latteggiamento del padre
di famiglia che ogni tanto dice ai figli: adesso andate un po in camera vostra, che il
pap deve parlare da solo con la mamma.
Ma non dimentica che quelli sono i suoi figli.
E non di sole persone qui si discorre.
Certo, ci sono i gruppi stranieri che regolarmente chiedono cocaina e ragazze, e
Sanremo una citt che non si mai fatta
mancare nulla; certo, ci sono i cantanti talvolta sopra le righe (tipo la Bert? Loredana, capitato che fosse un po appannata), e Albano che sbrocca, le attrici ingioiellate e la Cruz un po malmostosa - sono andato a prenderla alle cinque di mattina, poveretta, molto stanca. Ma il primo compito di un capo della security filosofo, economista e conoscitore di McLuhan,
qui a Sanremo, citt che si trasforma in un
set diffuso, quello di impedire lesproprio mediatico, ossia tutelare microfono
e telecamera. Il medium lostaggio.
Stefania Miretti

ANNO XII NUMERO 54 - PAG 3

ABSTRACTS

Ingrassar maiali con i savoiardi


Milan. Per ogni acquisto effettuato con la
nuova CartaViva Milan le banche verseranno una percentuale alla societ rossonera. Galliani: Se tutti gli 8 milioni di tifosi milanisti usassero questa carta potremmo davvero prendere Ronaldinho (a. s., La
Gazzetta dello Sport 23/2).
Tifoso. Un venditore di auto usate, tifoso
della squadra inglese dello Sheffield United, per motivare la squadra a salvarsi dalla retrocessione ha promesso che regaler
a ogni giocatore una macchina, in perfette
condizioni anche se non nuova. Per dimostrare che non scherza, luomo ha fatto portare una serie di vetture dalla sua officina
al campo dallenamento della squadra, che
per nella partita successiva allannuncio
ha perso per 4 a 0 contro il Liverpool. Per
il momento lo Sheffield United sedicesimo in classifica (Deborah Bonetti, gazzetta.it 26/2).
Hakuna Matata. La barca di Alex Zanardi si chiama Hakuna Matata, motto keniota che significa: Non ti preoccupare:
Mio padre mi ha sempre detto che mantenerla pi costoso che ingrassare un maiale a savoiardi (Mauro Remondino, Corriere della Sera 2/3).
Lapo. Intervistato dal giornalista Peter
Kiefer dal New York Times, che lo definisce il Kennedy italiano, Lapo Elkann collega loverdose del 10 ottobre 2005 alla litigata avuta con Moggi una settimana prima
(Perch cera un fotografo che gi aspettava allospedale quando arrivata lambulanza?). La rettifica della portavoce di
Elkann arriva alle otto di sera dello stesso
giorno: il giornalista che si domanda se
lincidente del 2005 potesse essere stato orchestrato da Moggi. La supposizione in
realt frutto di unipotesi che Lapo Elkann
avrebbe ventilato, che il giornalista stesso
ritiene singolare e che di conseguenza
non ha riprodotto tra virgolette. Ma i riscontri dei sospetti sono agli atti. Dai verbali delle intercettazioni telefoniche eseguite nel corso delle indagini sullo scandalo del calcio: Quello proprio un cretino
(interlocutori Moggi e Antonio Giraudo,
mentre parlano di Lapo, add 10 dicembre
2004). Daltronde Lapo, intervistato pochi
giorni prima delloverdose, diceva che al
massimo il terzetto Moggi-Giraudo-Bettega
(vicepresidente della Juventus), avrebbe
potuto dirigere la federazione giamaicana
di bob (Non sarebbe male, farebbero un
buon lavoro. Quei tre mi ricordano Caino e
Babele. Pensa che tra tutti il pi simpatico
Moggi. Basta per farti capire la mia opinione sulla dirigenza della Juve...?). Pi e
pi volte Lapo aveva definito i tre troppo
ingessati (Sarebbero necessari un po pi
di smile), provocando puntualizzazioni polemiche: Senza smile la Juventus ha vinto
cinque scudetti in dieci anni, raggiunti senza che gli Agnelli abbiano avuto la necessita di mettere denaro nella societ (Giusy
Fasano, Corriere della Sera 25/2).
Cocaina. I tossicologi dellUniversit di
Firenze hanno esaminato lurina nelle fogne della citt e ci hanno trovato tanta cocaina. In sei mesi (da luglio a dicembre
2006) negli scarichi sono finiti 12 chili di
polvere bianca, pari a 482.240 sniffate. A
Londra, nel 2005, lIstituto Mario Negri di
Milano fece lo stesso esame, rilevando un
consumo annuo di cocaina pari a 730 chili,
vale a dire 29.200.000 dosi. Se si paragona il
numero di abitanti (590 mila a Firenze, 22
milioni a Londra) per si vede che in proporzione i fiorentini si drogano pi dei londinesi. A Milano sono state analizzate le acque del depuratore che serve oltre
1.250.000 milanesi: l dentro finisce un chilo e mezzo di cocaina al giorno, lequivalente di 10.000 sniffate. Il fine settimana si
registra un aumento del consumo. Va un
po meglio nelle fogne di Torino (che raccolgono gli scarichi anche di altri 25 comuni dellarea metropolitana) dove ogni giorno scorre un chilo e 288 grammi di cocaina
(Cristina Marrone, Corriere della Sera 23/2).
Alcol. Ecco i dati di unindagine condotta su 1.000 tra ragazze e ragazzi italiani
det compresa fra i 15 e i 30 anni. Il 26 per
cento dice di bere sempre quando si trova in compagnia degli amici e il 47% di farlo spesso; solo il 13% risponde "qualche
volta" e appena l8% dice mai. In crescita la propensione allalcool tra le ragazze,
il 29 per cento delle quali dice di preferire
cocktail e superalcolici al posto di birra e
vino. Ci sono un milione di baby-alcolisti
(un dato che comprende la fascia det tra
i 12 e i 16 anni): un numero che aumenta di
circa 20mila unit allanno e che si incrementa ulteriormente quando let sale dai
18 ai 24 anni. Secondo il World health report dellOrganizzazione mondiale della
sanit, lalcol provoca direttamente o indirettamente il 10% di tutte le malattie, il
10% dei tumori, il 63% delle cirrosi epatiche, ma anche il 41% degli omicidi e il 45%
degli incidenti, il 9% delle invalidit e delle malattie croniche. LOms indica inoltre
che i costi annuali, sociali e sanitari, sostenuti a causa di problemi collegati allalcol, sono pari al 2-5% del prodotto interno lordo; la stima elaborata dallIstituto
superiore di sanit (Iss) sul Pil nazionale
del 2003 (1.324 miliardi di euro) indica in
circa 40 miliardi di euro annui tali costi.
Nellintera Europa un giovane su quattro
tra i 15 e i 29 anni muore a causa dellalcol
che rappresenta, anche in Italia, il primo
fattore di rischio di invalidit, mortalit
prematura e malattia cronica tra i giovani
(Nino Materi, il Giornale 19/2).
Uscita. Il Festival di Sanremo una cosa strana. Mi ricordo che quando cantai Signor tenente fissai per tutta la durata dellesecuzione la luce che indicava luscita di
sicurezza perch ero in preda al terrore. I
giornali, il giorno dopo, parlarono dellincredibile intensit del mio sguardo (Giorgio Faletti) (Antonio DOrrico, Corriere della Sera Magazine 22/2).

Bassista. Il nuovo ministro della Giustizia


spagnolo, Marian Fernndez Bermejo, quattro figli, trentatr anni di carriera da procuratore, negli anni sessanta faceva il bassista in una band della citt natale, Arenas
de San Pedro vicino Avila. I Los Cirros, che
suonavano cover dei Beatles, sfornarono
due Lp e finirono in tv, nella trasmissione di
Jos Maria Iigo Esta Noche Fiesta. Subito
dopo la nomina di Fernndez nel terzo rimpasto del governo Zapatero, il negozio Discos Jorge nel centro di Arenas ha masterizzato e messo in vendita un best of (S. Prudente, Corriere della Sera Magazine 22/2).
Talento. Per avere un talento come
quello di Jimi Hendrix darei indietro tutto (Giorgio Faletti) (Antonio D'Orrico, Corriere della Sera Magazine 22/2).
Ristoranti. I ristoranti di Sanremo frequentati dai vip del Festival. Da Vittorio,
Piero Chiambretti gusta pappardelle al pesto e pesce al sale, gli Zero assoluto pappardelle coi carciofi di Sanremo, Pippo
Baudo riso ai carciofi e pesce in bianco.
Baudo ferquenta volentieri anche lAntica
trattoria la Pignese dove ordina spesso
gianchetti, riso alla pescatora e bauletto di
branzino. Milva adora il sushi alla calabrese (una piramide di gamberi e pesce crudo)
che trova al Trattoria del porto da Nico,
dove si pu incontrare anche Al Bano che
mangia pesce bollito con verdure bevendo
un rosso calabrese oppure Antonella Ruggiero alle prese con con antipasto di pesce
con melograno al profumo di rucola e branzino al barolo e patate (Sabrina Bonalumi,
Gente 1/3).
Pappardelle. Il piatto preferito di Hillary
Clinton pappardelle al pecorino insaporite da timo in gran quantit. Glielo ha insegnato lo chef emiliano Marta Pulini, una
star negli Usa (nominata miglior chef italiano, ha inventato catering Bibendum ed
adorata da divi di Hollywood come Robert
De Niro, Isabella Rossellini e Kevin Costner) (Gianluca Bauzano, Corriere della Sera Magazine 22/2).
Look. Daniela Fini, 51 anni, che ogni due
o tre anni cambia look perch fa bene e
aiuta a tenersi in forma, adesso s sfilata
i capelli e li ha tinti nella tonalit rosso irlandese. Fa tanta palestra, mangia poco
condito, niente carne ma solo pesce, verdura e frutta. Per il viso usa ottime creme e si fa le punturine di vitamine (Giulia Cerasoli, Chi 6/3).
Capelli. Le donne britanniche sono insoddisfatte dei loro capelli per 6.689 giorni,
pari a 18 anni della loro vita, e se ne lamentano in famiglia almeno due volte a settimana. Lo svela uno studio della catena
dei parrucchieri Andrew Collinge (Vanity
Fair 8/3).
Armi. Recenti osservazioni su scimpanz
femmine (tra i due e i dieci anni), del Senegal, fanno ipotizzare che furono le donne
ad inventare le prime armi per catturare le
prede. Infatti gli scimpanz sono simili ai
primi ominidi di alcuni milioni di anni fa (e
abitano in un ambiente simile al loro, la Savana), e osservandoli gli antropologi cercano di ricostruire i comportamenti degli antichi primati. In particolare stata sorpresa per ventidue volte una scimpanz nellatto di prendere un ramo, trasformarlo in
una specie di lancia, spesso utilizzando i
denti, per avventarsi verso un piccolo mammifero, noto come come bush baby (Galago senegalensis). Jill Pruetz, unantropologa
della Iowa State University: Abbiamo potuto osservare, anche se da lontano e con
difficolt, che la scimpanz colpiva ripetutamente il piccolo animale, ritraeva la lancia per odorarla, leccarla e poi ritornava a
colpire. Certamente se non arrivava ad ucciderlo comunque lo feriva gravemente.
Lunghezza della lancia, 60 cm, per un diametro di un centimetro. Pi che lancia, si
dovrebbe dire randello, usato dalla scimpanz come un prolungamento del suo arto. Paco Bertolano, antropologo e co-autore
della ricerca, ha osservato in un caso che
uno scimpanz ha estratto da una cavit un
bush baby trafitto dal randello e subito dopo se lo mangiato, non si sa se ancora vivo (tuttavia, esso non si muoveva e non
emetteva alcun lamento. Ci significa che
era stato perlomeno tramortito se non ucciso). Finora la caccia era stata osservata
a mani nude. Craig Stanford, antropologa
della University of Southern California:
La nuova scoperta assolutamente straordinaria. Infatti al di l di un cronaca quasi
leggendaria in cui si raccontava che molti
anni fa era stata vista una scimmia cacciare con unarma, nessuno mai ne aveva raccolto le prove. Secondo la Stanford anche
nelle specie pi antiche da cui disceso
luomo, furono le femmine a ricorrere per
prime agli utensili: assai probabile, infatti, che la caccia con armi sia stata inventata dalle femmine per procurarsi il cibo in quanto si sono dovute arrangiare perch non aiutate dai maschi e cos, da un lato hanno costruito utensili per catturare
piccoli insetti come le termiti, dallaltro
hanno dato vita a vere e proprie armi per
cacciare animali pi grossi. I maschi, invece, potevano e possono sostenere la caccia
facendo fede solo sulla propria forza. La
conferma adesso cercata nei reperti fossili (in ipotesi randelli di legno, usati dai
nostri antenati di seimila anni fa, che cacciavano per mangiare) (Luigi Bignami, la
Repubblica 23/2).
Bastone. Il dipartimento di Ingegneria
sperimentale del Fraunhofer Institut di
Kaiserslautern, Germania, sta mettendo a
punto un bastone da passeggio per anziani
che in caso di emergenza si attiva e invia
lallarme a un numero di telefono predefinito. LI-stick dotato di speciali sensori
che registrano uneventuale caduta (ma pure il ritmo dei passi) e di un chip che invia
il segnale in wireless (Sara Gandolfi, Corriere della Sera Magazine 22/2).

IL FOGLIO QUOTIDIANO

LUNED 5 MARZO 2007

Intervistatori intervistati: nel buen retiro di Sabelli


IL GIORNALISTA SI PRENDE UN ANNO SABBATICO A 1.190 METRI DALTEZZA, DOPO 3 MOGLI, 14 REDAZIONI E 310 INTERVISTE
il Giornale, domenica 18 febbraio
i ha lasciato solo. Era il mio doppio, il
mio specchio, il mio termine di paraM
gone, il mio faro. Adesso s ritirato a spaccare legna in Trentino e io mi sento perduto. Claudio Sabelli Fioretti, 62 anni, il pennino pi acuminato del Magazine allegato
al Corriere della Sera, era la prova vivente
di come si possa infliggere tutte le settimane ai lettori una lenzuolata dintervista senza che le loro gonadi abbiano a risentirne.
Lui era attratto dai cortigiani e dai voltagabbana, perci dai potenti; io dai dimenticati della prima Repubblica e dai tipi italiani, perci dalla gente comune. Lui aveva
cominciato nel 1999; io nel 1998. Lui era arrivato a 310, calcolando a spanne; io a 406,
con questa. Lui staccava tre mesi lanno per
andarsene nel Mali o sullisola di Salina; io
qualche settimana per ferie contrattuali,
malattie, lutti. Lui ha sempre detto nelle
interviste, a Prima pagina, nel suo blog
che il pi bravo intervistatore dItalia
Stefano Lorenzetto; io ho sempre pensato
e oggi che ne ho loccasione lo dico che il
pi bravo Claudio Sabelli Fioretti.
Eppure ha deciso di smettere. Incomprensibile. Gli ho scritto. Mi ha risposto:
Non successo niente di traumatico. Solo
tu puoi capire la fatica dellintervista settimanale. Alla mia richiesta di guadagnare
di pi e lavorare molto di meno, lazienda
mi ha accontentato per il 50%. Risultato: sono felice, sereno, ho preso un anno sabbatico, poi si vedr. Appena puoi, fallo anche
tu. Sono salito a quota 1.190 per scoprire
che cosa c sotto. Vive nella pi sperduta
delle 22 frazioni di Lavarone, dove Sigmund Freud scrisse il saggio su delirio e
sogni e Toni Bisaglia veniva in villeggiatura. Quattro masi in tutto. Un posto da dove
te ne puoi solo andare: la strada finisce davanti a casa sua e alla chiesetta dalle porte
sbarrate. Cime innevate per fondale. Da restare senza fiato. Lultima volta ceravamo
incrociati per caso allaeroporto di Fiumicino. Ora lo trovo nel campo che sta cercando invano daccendere un fal di sterpaglie. Questuomo cambiato.
Eccomi qua. Preparati a confessare.
Capiti a fagiolo: prima che mi cercassi,
avevo dichiarato ad Alessandra Del Re di
Libero.it che sarebbe stato bello farsi intervistare da te.
Chi Sabelli e chi Fioretti?
Sabelli era il nonno farmacista, Fioretti la nonna casalinga. A quei tempi si potevano fare ste puttanate con i doppi cognomi. Mio nonno nacque Sabelli e mor Sabelli Fioretti.
Solo tu e Michelle Hunziker potete permettervi il lusso di prendervi un anno sabbatico.
Ho letto. Purtroppo non lo prendiamo
insieme.
Sei in fuga da te stesso.
No, sono allinseguimento di me stesso.
E mi sto quasi raggiungendo.
Sei in fuga dalla condizione umana. Si fa
sempre la stessa cosa, dice un protagonista
del romanzo di Andr Malraux.
Lanno sabbatico ho cominciato a teorizzarlo solo dopo che il Corriere non mi ha
rinnovato il contratto.
Che successo di preciso?
La Rcs esigeva almeno due interviste al
mese. Io, causa stress, ne volevo fare una
sola. Fine della trattativa. Mi sentivo una
catena al collo. Lappuntamento settimanale era diventato una schiavit.
Dagospia sostiene che il Comitato di redazione del Corriere, capitanato dal poeta Sebastiano Grasso, ha intimato a Paolo Mieli di
far piazza pulita di tutti i collaboratori a favore dellutilizzo dei fannulloni interni, e
cos sei rimasto fregato.
Mi pare strano che un poeta possa dare
ordini a un politico scafato come Mieli. Il
risultato comunque corrisponde. A Barbara Palombelli andata pure peggio: lhanno licenziata.
Quanti giornali hai diretto?
Massimo Cirri, il conduttore di Caterpillar, su Radiodue mi presenta cos: Ecco
luomo che ha distrutto cinque mogli e 14
giornali.
Terminator.
In realt ho avuto solo tre mogli e sono

tutte vispe. Per i giornali siamo l: ho lavorato a Nevesport, Panorama, Repubblica,


Tempo Illustrato, Europeo, Secolo XIX e ho
diretto Abc, Panorama Mese, Sette, Cuore,
Gente Viaggi.
Gente Viaggi me lero perso.
Non fu un grande matrimonio. Misi in
copertina una regina nigeriana, ovviamente nera. Non gradirono. Poi mi licenziarono
per dissensi sulla linea politica.
Di che camperai nellanno sabbatico?
Sono pensionato. Risparmio. Mangio
linsalata del mio orto. Faccio la legna nel
bosco. La Forestale mi ha assegnato il lotto
26, tutto faggio. Saranno 50 quintali di roba,
hai voglia a bruciarla tutta. Molti dicono di
guadagnare poco. In realt spendono troppo.
vero che sogni un viaggio Mosca-Pechino-Taskent, 45 giorni di treno?
Anche un viaggio in Australia con i punti Millemiglia Alitalia che ho accumulato
andando in giro a fare interviste.
Teoricamente i punti sono della Rcs.
Dovr dimettermi, che dici? Comunque
il buono a disposizione di Mieli se desidera volare in Australia.
Che altro hai in programma?
Andr a piedi da Lavarone a Roma. Partenza il 6 giugno con Giorgio Lauro di Catersport, 20-25 chilometri al giorno. Niente di religioso, visto
che sono un ateo convinto.
Non cerco linfinito, non
marcio contro la fame nel
mondo. Sar un incrocio
fra il pensiero debole e
il wandering, cio il corrispettivo del cazzeggio
nel viaggio. Ho tirato
sulla carta geografica la
linea retta pi breve da
qui a Cura di Vetralla,
provincia di Viterbo, dove
sono nato. E guarda che localit sono uscite.
Vediamo.
Malo, il paese di Luigi Meneghello. Camaldoli, leremo. Castiglion Fibocchi, la villa di Licio Gelli. Combinazione, attraversa
pure la casa di Cirri a Palazzuolo sul Senio.
I lettori del mio blog possono unirsi a qualche tappa.
Hai figli?
Giovanni, 31 anni. Si occupa di urban
dance a Milano.
Urban-dance col trattino?
Non lo so. Sono troppo vecchio per queste cose. Quando s laureato in filosofia, gli
avevo consigliato: diventa presidente dellEnel. Era il periodo di Franco Tat e Chicco Testa, filosofi.
Quale dei giornali che hai diretto ti dava
pi potere?
Cuore. Per m costato in cause per diffamazione lintero ammontare degli stipendi ricevuti.
Pagherete caro, pagherete tutto.
Il direttore di Cuore era temutissimo.
Molti Vip volevano conoscermi.
Per esempio?
Armando Spataro, il sostituto procuratore che ha chiesto il rinvio a giudizio di
Renato Farina. Minvit a cena.
Perch Cuore ha chiuso?
Perch vendeva poco. Il popolo di sinistra distratto. Ancor oggi qualcuno si
spinge fin quass per salutarmi: Mi dispiace tanto. Sai, io lo leggevo tutti i mesi.
Coglione, tutte le settimane dovevi leggerlo. Non mi pento del titolo che diedi alleditoriale di commiato.
Non me lo ricordo.
Quegli stronzi dei lettori.
Lo trovo perfetto. Perch a soli 30 anni te
ne andasti da Repubblica?
Perch sono un cretino presuntuoso. Ma
devi capire, tutte le settimane con Gianni
Locatelli scendevo a Roma per i numeri zero e quando tornavamo a Milano il giornale era gi belle cambiato. Allora Locatelli
telefonava su di giri a Eugenio Scalfari.
E il Fondatore?
Gli rispondeva: S, avevamo deciso cos. Ma poi ieri sera siamo stati a cena da
Sandra, a cena da Marta, a cena da... e s

pensato di cambiare. Mi sembrava quasi


un salotto, non un giornale.
Chi ti ha insegnato di pi nel mestiere?
Lamberto Sechi, il direttore di Panorama che ha creato la pi prolifica scuola di
giornalismo mai vista in Italia. Gli abbiamo
regalato lalbero genealogico dei suoi allievi. Si contavano 30 direttori: Carlo Rossella,
Giulio Anselmi, Carlo Rognoni, Claudio Rinaldi, Paolo Panerai, Myriam De Cesco, Luca Grandori, Rachele Enriquez, Gianni
Farneti, Gigi Melega, Giulio Mastroianni,
Pino Buongiorno, Bruno Manfellotto, Franco Serra, Remo Guerrini, Maria Luisa
Agnese, Chiara Beria dArgentine, Mirella
Pallotti... Continuo?.
E nella vita da chi hai imparato?
Non ho avuto grandi maestri. Oggi il mio
migliore amico Sergio, un idraulico di
Spinea che ha una casetta qui e sale per il
weekend. Questo un paese di idraulici veneziani, ma non c un rubinetto che funzioni. Arrivano il venerd sera portandosi
scorte di caparossoli e cozze. Fra milioni di
anni, quando gli archeologi scaveranno e
troveranno le cocce, diranno: Qui
una volta cera il mare.
Un collega che detesti. Se non
glielhai mai notificato, lora.
Non voglio sottrarmi. Aiutami.
Giampiero Mughini ti ha dato dellimbecille.
Chi mi d dellimbecille mi diventa
simpatico. Prendi Filippo Facci. Avr
scritto una decina di corsivi contro di
me sul Giornale. Ora siamo amici. O
Vittorio Sgarbi. Litigio drammatico.
Pubblicai su Cuore il numero di telefono di casa sua. Per ritorsione,
lui mand in sovrimpressione su
Italia 1 quello di casa mia. Mi
fece saltare la linea.
Che fai? Scantoni?
Non mi piaciuto Alain Elkann.
Ha interrotto a met il nostro colloquio: Questa intervista finisce qui.
Lho trovato scortese.
Ho controllato: gli unici che sei riuscito a
intervistare per ben tre volte sono, in ordine
alfabetico, Gian Carlo Caselli, Antonio Di
Pietro e Marco Travaglio. Mi fai paura.
Ma io sono un travaglista. Tu hai paura
di Travaglio?.
Figurati.
Perch non hai nulla da nascondere.
Travaglio disturba per un solo motivo: ricorda ci che molti vorrebbero fosse dimenticato.
Parliamo del tuo passato, allora.
Sono un ex chierichetto. Mio padre fu
podest di Vetralla. Fino al 1963 ero di destra. Alle elezioni universitarie mi presentai col Pli. Ma sono lunico italiano che non
ha mai votato Dc e Psi.
Voti Ds, lo so. Chi ti ha rovinato?
Panorama. Ci arrivai nel 68, fa un po te.
Ero in una di quelle che Rossella ha definito le stanze rosse.
Simpatizzavi per Lotta continua. Nel 1974
versasti al movimento di Adriano Sofri il
10% della liquidazione avuta da Panorama.
Erano 700.000 lire. Non me ne pento.
Spero che non ne abbiano fatto un uso criminale.
Chi vorresti presidente del Consiglio?
Mi va benissimo Prodi. Per preferirei
un diessino.
Un nome.
Il leader naturale Walter Veltroni. Anche se non mai stata la mia passione. Da
direttore dellUnit, con le sue stramaledette videocassette, stato il primo a trasformare le edicole in bazar.
Il pi simpatico dei potenti che hai intervistato?
Sandro Bondi. Ne esistono due, di Bondi. Quello gentile, che mabbraccia quando
cincontriamo, e quello che in tv vuol sbranare Di Pietro.
C qualcuno che ti ha detto no?
Uninfinit: Lilli Gruber, Lucia Annunziata, Lapo Elkann, Anna Craxi, Luciano
Moggi, Francesco Totti, Fiorello, Afef. Qualcuno non mi ha nemmeno risposto, come
Berlusconi.
Come te lo spieghi?
Non posso pensare che Berlusconi abbia paura di me. Ho intervistato sua figlia

Barbara, il suo medico personale Scapagnini, il suo innamorato Bondi, il suo sodale DellUtri, il suo fedele Fede, tutti i suoi
avvocati, da Pecorella in gi, e nessuno s
lamentato. Fammi fare un appello: Cavaliere, la prego, solo qualche domanda!.
Mai stracciata unintervista?
S, a Sergio Japino, il compagno di Raffaella Carr. Io mero preparato male e lui
non aveva niente da dire.
C una domanda che non avevi il coraggio
di fare?
In alcuni casi mi sembrava giusto chiarire se il mio interlocutore fosse omosessuale. Allora ci giravo intorno. Mi sono fatto violenza con Alfonso Pecoraro Scanio,
Dolce e Gabbana, Gianna Nannini, Barbara Alberti.
Con D&G potevi soprassedere, ti pare?
Usavo un ignobile trucchetto: che percentuale di femminile c in lei?.
Lo uso anchio: in te?
Il 25%. Ma non ho mai professato. Non ho
ancora trovato un uomo abbastanza bello.
Gioco della torre, il tuo tormentone. DAlema o Veltroni?
Butto di sotto DAlema. E mi costa. Appartengo al club di coloro che si sono stufati
di dire che DAlema intelligente. Ogni tanto lintelligenza dovrebbe produrre dei risultati. Se lo confronto con Achille Occhetto,
che ha cambiato la storia del Pci e ora lo considerano buono solo per i giardinetti....
Paralleli storici. Silvio Berlusconi o Arnaldo Forlani?
Butto Forlani. Berlusconi stato un
grande innovatore, ha svegliato un po tutti.
Ma resto fra coloro che lo ritenevano pericoloso per la democrazia.
Talmente pericoloso che il giornale pubblicato da suo fratello e dalla Mondadori mi
permette di fartelo dire.
Le due cose possono convivere. Dipendesse da lui, questintervista sarebbe gi finita.
Elkann ti ha traumatizzato, ammettilo. Enzo Biagi o Giorgio Bocca?
Biagi un signore molto perbene che
sta invecchiando. Bocca invecchia anche
lui, per male. Si lamenta perch le colf extracomunitarie non sanno fargli il bollito.
Che mangi un uovo sodo!.
Paolo Mieli o Ferruccio De Bortoli?
Non si butta mai il proprio direttore.
una regola che ho imparato nelle mie interviste sulla piaggeria.
Vuoi farti una domanda e darti una risposta, cos accontenti Gigi Marzullo?
Sono stato due volte ospite di Marzullo
a Mezzanotte e dintorni. una brava persona. Mi ha confessato che ha le tende di casa, i divani, le camicie e le mutande coordinati: tessuto a strisce biancoazzurre. Da
laziale, mi sono commosso.
Stefano Lorenzetto

ABC

di Irene Brin
il Giornale,
domenica 9 luglio 2006
ONFORMISTI Sono sempre pi frequenti e sempre pi
insopportabili,
in
qualsiasi campo. La
gena pi comune e pi irritante quella
mondano-intellettuale-poliglotta,
quella che adora la Russia, studia il russo, dichiara lAmerica scaduta e lEuropa imputridita. Non fa sport, ma adora
le villeggiature scomode. Si ostina a credere nel cinema davanguardia. Ammette solo larte astratta. Il Conformista
pu condurvi alla follia in dieci minuti
di conversazione, perch corregge la
vostra pronuncia, le vostre opinioni ed i
vostri gusti. Perch adora ogni specie di
gergo, quello scientifico, e si esprime
in formule; quello intellettuale, e si
esprime in assurdit; quello mondano, e
si esprime in eresie. Il Conformista adora le abbreviazioni, e non tanto quelle di uso corrente, la Fao o lOnu, no, lui
si specializza in sigle indecifrabili, che
voi non capirete e che gli consentiranno
di guardarvi con rinnovato disprezzo.

Il mistero delle api americane che muoiono senza perch


IL POPOLO DEGLI INSETTI IL PI VASTO DELLA TERRA. NEGLI ULTIMI 30 ANNI LUOMO GLI HA DICHIARATO GUERRA
La Stampa, domenica 18 febbraio
iunge notizia dagli Usa di una grande
mora nei loro apiari e, per ora, non rieG
scono a capire la causa del fenomeno. Gi
negli anni passati, si presume con miele infetto, giunse da noi la peste americana che
spopol le arnie al punto che drasticamente diminuirono anche gli apicoltori. Scrissi
su questo nostro giornale: Cosa sta accadendo nel mondo degli insetti, dopo che in
questi ultimi trentanni gli interventi fatti
dalluomo per combatterli hanno provocato profondi cambiamenti?. Seppure essi
vivono da un polo allaltro della terra, dato per certo che il Ddt e altri insetticidi dalle complicate formule chimiche hanno alterato profondamente la vita e forse la
struttura di questa classe di artropodi.
Ne avevo anche parlato con Primo Levi,
ma nemmeno lui seppe darmi una risposta
precisa. Disse: Forse si adatteranno pure
gli insetti. Sar difficile la loro vita, ma sopravviveranno agli umani.
Certo, ci sopravviveranno, ma che in
trentanni sono cambiate molte cose. Nel
mondo degli apicoltori a provocare danni
davvero molesti esplose da noi la Varroa jacobsoni e per liberarsi dalla fetente pestilenza qualche apicoltore, dopo aver provato quanto sapeva e non vedendo alcun rimedio, altro non pens che distruggere con
il fuoco le arnie ammalate. E fece bene.

Il nomadismo degli apiari per seguire le


fioriture fece dilagare in fretta il brutto
morbo dove, forse, sarebbe difficilmente
arrivato. Anche il dilettantismo ha favorito, nelle passate stagioni, la diffusione di
malattie che colpiscono le api; anche le
monocolture, gli insetticidi e gli erbicidi
usati in abbondanza e senza cognizione
scientifica.
Ecco, i dilettanti. Qualche anno fa volli
leggere un trattato popolare di apicoltura
di un autore americano dilettante che, per

2
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1 1 2 5 2 7 2 7 2 1 3
1 3 4 1 2 2 1 1 1 7 5 1 8 2 1

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1
2
11
1
1
2
2

restare ai risvolti di copertina, sembrava


essere un genio dellentomologia, un anticipatore del futuro. Semplicemente rimasi
indignato: senza dire delle sciocchezze che
aveva scritto, portava come scoperte cose
che da noi erano note da qualche secolo.
Il nostro don Giacomo Angeleri, quello
s, era un maestro e dottore per quanto riguardava le api! Avevo letto il suo Cinquantanni con le api ed era, si pu dire, il
precursore di quellIstituto di Entomologia
agraria e Apicoltura dellUniversit di To-

rino. Forse lui, con la sua umilt e la sapienza avrebbe saputo dirci della mora
delle api americane. una deformazione
seguita da morte dovuta ai mutamenti genetici usati in agricoltura? O un nuovo virus resistente per selezione? O una malattia portata dallinvasione in Usa delle api
selvagge provenienti dal Sud America in
anni recenti? Il popolo degli insetti il pi
numeroso e vasto della terra. Non prendiamoli alla leggera.
Mario Rigoni Stern

Quadratini
4 6
1 1
1
1 1 3 2 2 8 1 7 8 2 2 2 3 2 1
1 2 3 1 1 2 8 1 1 8 6 4 3 1 1

LogicArt, dicembre 2006


Su ogni riga e su ogni colonna si succedono blocchi di caselle nere. Ciascun blocco formato da un numero di
caselle indicato alla sinistra di ogni riga e in cima a ogni colonna. La successione dei numeri descrive la successione dei blocchi. Ogni blocco separato da quello successivo da almeno
una casella bianca. A schema completato, appare una figura. Soluzione sul
prossimo numero. Qui a destra la soluzione del numero precedente.

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ANNO XII NUMERO 54 - PAG 4

IL FOGLIO QUOTIDIANO

LUNED 5 MARZO 2007

BUSTE PAGA

Per 20.000 euro si pu avere un funerale con figuranti in lacrime


THE BECKHAMS Victoria Beckham ha
firmato il contratto per uno show con la Nbc:
15 milioni di euro per la prima serie di At
home with the Beckhams (titolo provvisorio).
Il marito David, che nella prossima stagione
giocher nei Los Angeles Galaxy, ha detto
che preferisce concentrarsi sul calcio (Giancarlo Galavotti, La Gazzetta dello Sport 28/2).
PENSIONI In Cina solo 15 anziani su 100
possono contare su una pensione. Lorigine
del problema da cercare nella politica di
controllo delle nascite voluta da Mao. Cos
adesso capita che un unico lavoratore, figlio
unico, debba mantenere da solo i genitori e
i nonni non pi in grado di lavorare. Secondo le previsioni, nel 2040 i vecchi saranno

pi di 400 milioni, un quarto della popolazione cinese, e ci saranno due lavoratori per
pensionato (nel 1993 la proporzione era di
dieci contribuenti per anziano). Gi adesso
le case di riposo cinesi possono ospitare solo 1,5 milioni di persone, a fronte di una domanda di 7 milioni di posti. Prima degli anni Novanta, i pensionati ritiravano il denaro
dalle aziende dove avevano lavorato. Ma poi,
con leconomia di mercato, alcune aziende
hanno chiuso, altre si sono fuse o si sono trasformate, e non sono state in grado di sostenere pi a lungo i pagamenti delle pensioni.
Per questo nel 1991 Pechino ha deciso di
creare un sistema di assicurazione di base
per gli anziani che avrebbe integrato programmi dassistenza sociale comune con i

contributi dei privati. Parecchio ha fatto anche la corruzione. I fondi per gli anziani
hanno subito un saccheggio sistematico: negli ultimi anni oltre 700 milioni di euro sono
stati rubati ai pensionati dalle autorit. Nel
marzo del 2005 il settore della finanza pubblica che si occupa delle pensioni doveva affrontare un buco nel bilancio pari a 300 miliardi di dollari (Silvia Guidi, Libero 14/2).
TFR Il 58 per cento dei dipendenti in
aziende con meno di 50 occupati pensa di lasciare il tfr che deve ancora maturare in
azienda. Il 24 per cento pensa di optare per
un fondo pensione chiuso di categoria o un
fondo pensione aperto. Nelle aziende con
pi di 50 dipendenti il 42 per cento di essi

pensa a un fondo (chiuso o aperto), il 39 per


cento lo lascia al datore di lavoro, cio allInps. Pi di sette persone su dieci non pensa di crearsi una pensione integrativa. Questo il risultato del monitoraggio effettuato
da Gfk Eurisko allinizio del 2007 (Massimo
Sideri, Corriere della Sera 25/2).
FUNERALI LIstat dice che in quattro anni i prezzi per i servizi funebri sono aumentati del 20 per cento. Costo di un funerale
medio in Italia, voce per voce: 1.000 euro per
servizi vari, 900 per la bara, 250 le corone di
fiori, 200 il cuscino, 160 euro i fiori per il feretro; 90 euro le partecipazioni, 500 i necrologi sui giornali, 350 gli avvisi mortuari, 100
al sacerdote. Totale: 3.550 euro. Il costo di un

funerale extra-lusso, con tanto di carro funebre trainato da cavalli, bara con finiture
doro e figuranti in lacrime: 20.000 euro. La
novit, invece, la funeral house (la prima
italiana a Milano e si chiama Casa Sansiro): una cappella per la cerimonia arredata
per ospitare riti di qualsiasi religione, diverse camere ardenti su cui si affacciano salette a disposizione dei parenti, roof garden
allultimo piano per organizzare piccoli ricevimenti o trovare generi di conforto. Il saluto al caro estinto in una funeral house costa minimo 600 euro e comprende: trasporto,
vestizione e trucco della salma, composizione in camera ardente, addobbi floreali, appartamento privato dove tenere il morto per
2-3 giorni (la Repubblica 26/2).

Firme
BRIN Irene. Pseudonimo di Maria Rossi,
nata nel 1914 e morta nel 1968. stata in Italia iniziatrice di un giornalismo leggero e
colto. Ha collaborato fra laltro allOmnibus
di Leo Longanesi e alla Settimana Incom di
Luigi Barzini jr. (firmandosi Contessa Clara).
Ha scritto tra le altre cose, Usi e costumi 19201940 pubblicato nel 1981, Olga a Belgrado e i
racconti Le visite. Ha frequentato per diversi anni Bordighera dove sepolta.
CECCARELLI Filippo. 51 anni, romano,
scrive di politica su Repubblica (prima era
alla Stampa). Ha iniziato a 19 anni collaborando con Panorama (primo pezzo: Sullemittente Teletrastevere), assunto da Lamberto Sechi. Tre libri: Il letto e il potere, storia
sessuale della Prima Repubblica (Longanesi,
1993); Lo stomaco della Repubblica. Cibo e potere in Italia dal 1945 al 2000 (Longanesi,
2000); Il teatrone della politica (Longanesi,
2003). Sposato con la giornalista di Repubblica Elena Polidori, ha due figli.
CERCAS Javier. 45 anni, di Ibahernando,
Cceres, Spagna. Scrittore e, dal 1989, docente di letteratura spagnola presso lUniversit di Girona, in Spagna. un collaboratore abituale delledizione catalana di El
Pas e del supplemento del sabato. Ha lavorato per due anni presso lUniversit dellIllinois a Urbana-Champaign nel Midwest degli Stati Uniti.
GATTI Claudio. 51 anni, romano. Laureato in Storia moderna. inviato speciale del
Sole-24 ore e collabora saltuariamente col
Financial Times. Molti libri. Sposato, un figlio: Aaron.
KOSTORIS Fiorella. Nata a Roma il 5 maggio 1945. Economista. Dal 1998 al 2003 presidente dell'Isae, listituto di ricerche economiche che fa capo al ministero del Tesoro.
Ex moglie del ministro Padoa Schioppa.
Economista, docente universitaria ed editorialista del Sole-24 Ore. Tre figli.
LORENZETTO Stefano. 50 anni, veronese.
Prima assunzione a LArena nel 75. stato
vicedirettore vicario di Vittorio Feltri al
Giornale, collaboratore del Corriere della
sera e autore di Internet caf su Raitre. Scrive per il Giornale, Panorama, Monsieur e
Quattroruote. Cinque libri: Fatti in casa, Dimenticati, Italiani per bene, Tipi italiani e Dizionario del buon senso. Ha vinto i premi
Estense e Saint-Vincent di giornalismo.
MAISANO Leonardo. 48 anni, milanese.
Ha iniziato al Giornale di Montanelli come
cronista giudiziario, poi stato corrispondente da Londra per cinque anni, da Bruxelles per due anni e mezzo, inviato di Esteri alla Voce, ha collaborato anche con Il Foglio;
al Sole-24 Ore dal 96, inviato degli Esteri.
Nel tempo libero legge e cucina: soprattutto
pesce. Sposato con Eva, una figlia: Benedetta.
MIRETTI Stefania. Di Torino, responsabile delle pagine di societ de La Stampa. Ha
iniziato a 20 anni collaborando con lUnit,
poi passata a Stampa Sera. alla Stampa
dall84, si occupata anche di cronache italiane, di sport e spettacoli. Separata, un figlio: Vladimiro, di 16 anni.
MUCCHETTI Massimo. 53 anni, di Brescia. Da gennaio 2004 scrive di economia per
il Corriere della Sera, di cui vicedirettore.
Laureato in Filosofia, ha cominciato nel
1981 scrivendo per il quotidiano in cooperativa Brescia Oggi, poi passato a Mondo economico, settimanale del Sole-24 Ore. Nell86
arrivato allEspresso ricoprendo il ruolo di
capo della redazione milanese. Sposato, ha
una figlia. Nel tempo libero va in bicicletta
e dipinge. Ultimo libro: Il baco del Corriere.
RIGONI STERN Mario. 86 anni, di Asiago
(Vicenza). Scrittore. Nel 1938 entr nella
Scuola militare dalpinismo di Aosta. Come
alpino combatt in Francia, Grecia, Albania
e Russia. Fatto prigioniero dai tedeschi nel
momento dellarmistizio italiano, fu portato
in Prussia orientale. Torn a casa a piedi,
nel 1945. Tra le opere: Il sergente nella neve,
Ritorno sul Don, Storia di Tnle, Il libro degli
animali, Le stagioni di Giacomo, Tra due guerre e altre storie (tutti Einaudi).
RONDOLINO Fabrizio. 47 anni, torinese,
sposato, ha due figlie e vive a Roma. stato portavoce e consigliere per limmagine
di Massimo DAlema. Scrive di politica e
cultura su La Stampa e Vanity Fair. Ultimo
libro: Questi nostri amori (Mondadori, 2004).
Lapertura di prima pagina
stata realizzata da Massimo Parrini

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ANNO XII NUMERO 54 - PAG I

Il Sole-24 Ore, dopenica 18 dicembre 2005


ediobanca sempre stata molto
pi di una banca daffari. Gianni
Agnelli la defin il collo di bottiglia dal quale passano tutte le
grosse operazioni. Per mezzo
secolo, nel palazzo seicentesco in
cui ha sede Mediobanca, ha
regnato sovrano Enrico Cuccia. Il
28 ottobre scorso in quel palazzo
entrato, da padrone, un nuovo
signore: Danilo Coppola, trentottenne proprietario del 4,6% delle
azioni dellistituto. Tra i due le differenze non potrebbero essere
pi nette. Il primo stato il demiurgo della finanza italiana. Il
secondo stato sorpreso mentre sparava colpi di pistola in aria e
mentre nella sua societ si rubava energia elettrica ed oggi indagato perch coinvolto nella vicenda Lodi-AntonVeneta e perch al
centro di transazioni sospette di riciclaggio.
Mediobanca solo il pi prestigioso gioiello di una corona che
fa di Danilo Coppola uno degli uomini pi ricchi dItalia. La brochure offerta alla stampa internazionale il 27 ottobre scorso in
occasione della presentazione del piano industriale della controllata Ipi Spa, attribuisce agli asset del Gruppo Coppola un valore complessivo di 3.500 milioni di euro. Dei quali 2.378 milioni di
beni immobiliari e 1.122 milioni di beni finanziari. Indebitamento
dichiarato: appena il 22% degli asset. Insomma una vera e propria
potenza economica. La domanda che molti si pongono da tempo
ovvia: come ha fatto? In uninchiesta durata circa sei mesi, e che
verr pubblicata in pi parti, Il Sole-24 Ore tenter di spiegare
alcuni dei segreti di questa straordinaria ascesa.
Un fatto certo: Danilo Coppola di strada ne ha fatta parecchia. Per la precisione da Via Bolognetta n.91, a Finocchio, una
borgata della periferia sud-est di Roma, fino a Piazzetta Cuccia
n.1, a cento passi da Piazza della Scala, nel cuore di Milano.
Se fossimo negli Usa, il suo sarebbe il pi classico dei sogni
americani. Ma siamo in Italia, e Cuccia lo riterrebbe senza dubbio un incubo. Il 28 ottobre scorso a varcare il suo portone
stato un uomo che come lui nato a Roma e che pur avendo
come lui origini siciliane probabilmente il suo opposto. Cuccia
studi al Tasso, uno dei licei classici pi prestigiosi di Roma,
dove prese la maturit con un sette in italiano e un otto in filosofia. Dal punto di vista umano e politico si form partecipando
alla lotta antifascista. Da quello professionale lavorando alla
Banca Commerciale di Raffaele Mattioli. Cuccia conosceva
benissimo linglese e il francese e per tutta la vita gir con Le
Monde e lHerald Tribune sotto braccio.
Coppola ha invece frequentato lIstituto Pio XII, scuola privata di
Tor Pignattara. E si formato facendo la lotta... agli zingari. Lo testimonia un provvedimento del 22 settembre 1995, con cui gli fu tolto
il porto armi appena tre mesi dopo lacquisto di due Beretta calibro
9. Motivazione di quel provvedimento: aveva sparato dei colpi in
aria a scopo intimidatorio in luogo pubblico. Apparentemente per
spaventare degli zingari che avevano importunato lui e la sua compagna. Ma evidentemente non solo sul piano personale che lambiente in cui cresciuto ha influenzato il modus operandi di
Coppola. La borgata ha lasciato il segno anche nellambito professionale. A dimostrarlo una sentenza del tribunale penale di Roma
del 16 maggio 2003, con cui Coppola fu condannato a una multa di
3.486 euro, pi spese processuali, per furto di energia elettrica. Non
se ne mai saputo nulla perch la sentenza concesse a Coppola il
beneficio della non menzione e successivamente il reato venne
dichiarato estinto per intervenuta prescrizione.
Il Sole-24 Ore per in grado di ricostruire laccaduto: tutto
cominci quando un ispettore dellEnel si rec a fare una verifica al numero 1888 di Via Casilina e scopr che il contatore di un
appartamento adibito a ufficio era stato manomesso e attivato
senza autorizzazione. Lufficio era stato affittato alla Lonida Srl,
societ di cui Coppola era socio (con sua madre) e amministratore. A confermare il coinvolgimento della Lonida furono due
testi, chiamati peraltro dalla difesa: Ernesto Cannone e il suo
socio Giuseppe Spiriti. Erano stati loro, in qualit di mediatori
immobiliari, a procurare quellappartamento a Coppola.
Non si vede come il Coppola possa dichiararsi estraneo allillecita sottrazione di energia: egli, personalmente e nella veste di
legale rappresentante della societ Lonida, aveva la disponibilit fisica e giuridica dellappartamento, si legge nella sentenza. Indicativo anche il fatto che egli abbia transato la vertenza con lEnel non avendo fatto valere alcuna circostanza a favore della supposta estraneit alla vicenda n riferito abusivi
allacci altrui. Coppola sotto braccio non porta giornali, ma in
compenso dal marzo scorso nuovamente autorizzato a portare
pistole. Dall8 marzo, subito dopo la revoca del provvedimento di
ritiro del porto darmi, proprietario non di uno, bens di due
revolver, una Beretta calibro 9 e una Smith & Wesson 38 SP,
acquistati al numero 31 di Via Barberini, in pieno centro di
Roma, presso lArmeria Frinchillucci.
Ma veniamo alle attivit imprenditoriali. Innanzitutto non si
pu non notare il tourbillon di societ che gli ruotano attorno.
Sono cos tante da far venire il mal di testa anche al pi rodato dei
marescialli della Guardia di finanza. Coppola le chiama societ
ad hoc. Hanno sede in Italia, ma anche in Lussemburgo, e sono
amministrate da un gruppetto di personaggi a lui legati da tempo,
quali Andrea Raccis, Fabrizio Spiriti, Ernesto Cannone,
Giancarlo Tumino, Luca Necci e Francesco Bellocchi (ex cognato
di Stefano Ricucci). Il fatto che appaiano, scompaiano, nascano e
falliscano oppure si servano dello schermo di fiduciarie non pu
che suscitare curiosit. Al Sole-24 Ore risulta che a incuriosirsi
per prima sia stata la Consob, che nella primavera scorsa ha deciso di indagare sulle attivit finanziarie di Coppola e di Andrea
Raccis. La Commissione ha poi chiesto allUfficio italiano cambi,
lorgano della Banca dItalia responsabile della sorveglianza su
operazione bancarie sospette, di scandagliare tutte le transazioni
che riguardavano sia Raccis che lintero gruppo Coppola. Il risultato stata una nota informativa inviata il 6 maggio 2005 sia alla
Consob che al Servizio Vigilanza della Banca dItalia da cui risulta che negli ultimi due anni Coppola e il suo entourage sono stati
autori o beneficiari di movimenti di fortissime somme di denaro
ritenute sospette. Coppola Danilo - si legge nella nota - risulta
oggetto di una segnalazione di operazioni sospette del 2003, nonch collegato in tre segnalazioni sempre del 2003 e in quattro
segnalazioni del 2005. La segnalazione a carico di Coppola Danilo
riferisce di un complesso di operazioni poste in essere a valere sul
conto corrente personale intestato a questultimo, consistenti
nella richiesta di assegni circolari, nel versamento di assegni circolari, nella disposizione di bonifici, nonch di frequenti versamenti e prelevamenti di contanti... I motivi del sospetto si fondano

IL FOGLIO QUOTIDIANO

LUNED 5 MARZO 2007

Danilo Coppola
Da Borgata Finocchio a Piazzetta
Cuccia, passando per riciclaggi,
spari in aria e furti di corrente
soprattutto sullutilizzo anomalo di denaro contante. Le tre segnalazioni del 2003 riferiscono invece di un complesso di operazioni
poste in essere a valere sui conti correnti intestati a tre societ
aventi come rappresentante legale Raccis Andrea. Tra le operazioni menzionate, ce ne una datata 21.10.03 in cui Raccis dispone un bonifico di 2.500.000 euro a favore di Coppola. Il giorno successivo, Raccis risulta aver fatto un altro bonifico, sempre a favore di Coppola, per 6.790.000 euro. Il giorno dopo ancora ha invece
prelevato 2.000.700 euro in contanti, dei quali 696.700 euro sono
stati versati sui conti correnti intestati a diversi soggetti tra cui lo
stesso Coppola. Un successivo rapporto sempre dallUfficio italiano cambi, datato 3 giugno 2005, cita svariate societ ricondotte
dalla Uic al gruppo Coppola. Una di queste la Spi.Ca
Immobiliare Srl , societ, amministrata dal solito Andrea Raccis e
segnalata per un complesso di operazioni consistenti in un
ristretto numero di accrediti e addebiti fatti con altre societ che,
come Spi.ca sono anchesse riconducibili al gruppo Coppola.
Dopo aver analizzato questi ed altri dati raccolti nellambito di
unindagine, il Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia
di Finanza ha concluso: ragionevole pensare che Coppola
Danilo abbia inteso costituire unampia rete di societ, gestite da
soggetti di sua fiducia allo scopo di raccogliere ingenti risorse
finanziarie sul mercato bancario a titolo di finanziamento. Tali
risorse sarebbero fatte circolare su un ampio numero di conti correnti gestiti da un limitato numero di collaboratori molto stretti e
successivamente inviate a favore di una o pi societ di raccolta...
Le operazioni che transitano o si incrociano sui conti correnti in
capo alle varie societ talvolta evidenziano legami tra loro (giriconto, bonifici in entrata e in uscita per importi ingenti con causali non sempre chiare), tali societ risultano amministrate da persone sui cui documenti didentit appare unattivit o non dichiarata, come nel caso del Raccis Andrea, o estranea o comunque difficilmente compatibile con lamministrazione di societ (es. insegnanti, studenti, disoccupati, baristi etc). E ci fa pensare che tali
soggetti si prestino ad agire per conto di terzi.
Una volta stabilita lorganicit del suo rapporto con Coppola,
acquisisce particolare rilevanza una transazione societaria realizzata da Raccis nel 2003. Il 12 giugno di quellanno costui acquist il 15% delle quote di una societ chiamata Assa Srl da tale
Giampaolo Lucarelli, personaggio emerso in uninchiesta sulla
Banda della Magliana. Dalle indagini del giudice Otello
Lupacchini emerso infatti che Lucarelli era amministratore
unico di Ecology Srl societ che aveva realizzato unoperazione
immobiliare simulata e quindi annullata dalle autorit giudiziarie con Enrico Sagnotti, uno dei prestanome di Enrico
Nicoletti, noto come lasso di denari della Banda della
Magliana. Fu proprio attraverso Nicoletti, che la Banda della
Magliana riusc a penetrare molti settori delleconomia legale primo tra tutti quello immobiliare. Ecco come viene descritto il
suo modus operandi dalle autorit giudiziarie: Utilizzo sistematico di prestanome (individuati nellambito di rapporti intersoggettivi storicamente sedimentati) o di persone fisiche o giuridiche di fatto assoggettate per dissimulare le reali consistenze
patrimoniali del gruppo e/o la provenienza illecita dei proventi
mediante a) movimentazione finanziarie volte a inibire la riconducibilit di ingenti somme di denaro, b) reinvenstimenti in
Italia e allestero in imprese di vario tipo. E utilizzo di attivit e
soggetti giuridici controllati per favorire lacquisizione di crediti bancari da investire nella realizzazione di iniziative almeno
apparentemente lecite.
Ricorda qualcosa?
Claudio Gatti

***
Il Sole-24 Ore, marted 3 gennaio 2006
on c dubbio che Danilo Coppola, co-protagonista delle
recenti scalate ad AntonVeneta e Bnl e azionista al 4% di
Mediobanca, creda nella diversificazione. Di immagine oltre che

di business. E quella di prendere le distanze dal proprio passato sembra tratto distintivo di molti cosiddetti immobiliaristi. Ci
ha provato per primo Stefano Ricucci, lex odontotecnico di
Zagarolo. Ma finita come tutti sappiamo. Danilo Coppola, ex
borgataro di Finocchio, la periferia sudest di Roma, spera ancora di farcela. Ma la sua una corsa contro il tempo, perch ha sul
collo il fiato degli inquirenti. Che dopo aver scoperto passaggi
societari che lo collegano con individui legati alla Banda della
Magliana, stanno ora esaminando i suoi rapporti con personaggi
in contatto con esponenti della ndrangheta. Il Sole-24 Ore
infatti in grado di rivelare che Coppola oggi nel mirino degli
inquirenti per i suoi affari con un professionista di Palmi emerso in pi indagini come commercialista di fiducia del clan
Piromalli.
Lascesa di Danilo Coppola stata tanto rapida quanto inspiegabile. Partito da una borgata romana, si improvvisamente
affermato come finanziere dalto bordo, fino ad arrivare a soli 38
anni a gestire un gruppo che dichiara 2.378 milioni di beni immobiliari e 1.122 milioni di beni finanziari.
Ma come ha fatto? E soprattutto, sullaiuto di chi ha potuto
contare per arrivare dove arrivato?
Finora si era saputo solo che Coppola opera servendosi di una
rete di parenti (in primis sua madre Francesca Garofalo e sua
moglie Silvia Necci) e di collaboratori (tra i quali spiccano
Andrea Raccis, Ernesto Cannone, Fabrizio Spiriti e Giancarlo
Tumino), tutti privi di esperienze precedenti nel mondo degli
affari. [...]
Nel giro di persone con cui fa affari Coppola, che la Guardia
di Finanza ritiene popolato da prestanomi, spicca un uomo che
ha invece una lunga storia professionale: Roberto Repaci, presidente dellordine dei commercialisti di Palmi, provincia di
Reggio Calabria. Il fatto significativo perch una decina di
anni fa il nome di Repaci emerso in pi di unindagine. Era
stato infatti indicato come commercialista del clan dei
Piromalli, una delle pi potenti cosche della ndrangheta.
Fu una societ di propriet di Repaci, la Serin Srl, a introdurre Coppola alla fiduciaria della Bnl, Servizio Italia societ
fiduciaria e di servizi. Lo dimostra un fax di presentazione
inviato alla Servizio Italia. Quel fax stato trovato nel fascicolo
di unaltra Srl registrata a Roma, lImmobilbi, oggi al centro dellattenzione degli inquirenti.
LImmobilbi Srl fu costituita il 19 luglio 2001 dallo stesso
Repaci (che ne possiede il 3%) con un socio che si era servito
dello schermo della Servizio Italia per detenerne il 97%. La
sede era allepoca al numero 6 di Via Boezio, nel quartiere
Prati, lo stesso indirizzo della succursale romana della Serin.
Dal fascicolo della Immobilbi depositato presso la Servizio
Italia risulta che a partire dal 30 maggio del 2002 il titolare della
pratica fiduciaria - e quindi socio di Repaci in Immobilbi con il
97% delle azioni - Silvia Necci, moglie di Danilo Coppola. Il
successivo 16 luglio, a prendere il timone della Srl Giancarlo
Tumino, braccio destro dellimmobiliarista di Finocchio.
molto semplice: in occasione dellacquisto di un appartamento nel centro di Roma, ho acquisito una societ precostituita da un commercialista, spiega in unintervista telefonica
Danilo Coppola, che nega di avere alcun rapporto di affari con
Repaci. Il dottor Repaci io lho visto nella mia vita due volte. O
tre, dice.
Ma allora perch Repaci risulta tuttora suo socio, in quanto
detentore del 3% della Immobilbi?
Abbiamo comprato il 97% dalla fiduciaria ed evidentemente abbiamo lasciato al commercialista quel 3%, che doveva probabilmente anche passare di mano... Ma solo il 3%, spiega
Coppola.
LImmobilbi potrebbe per non essere lunica societ che
potrebbe vedere insieme, seppure indirettamente, Coppola e
Repaci. Altra societ di interesse per gli inquirenti la

Safimmobiliare, Srl costituita a Roma il 19 luglio 2001 (stessa


data della Immobilbi). Anche questa ha inizialmente la stessa
formula societaria, con Repaci al 3% e la Servizio Italia al 97%.
Poco tempo dopo, quel 97% viene trasferito in gestione alla
Finnat Fiduciaria, la fiduciaria della Banca Finnat, istituto
romano poi divenuto titolare di 38 milioni di azioni della Banca
Nazionale del Lavoro e schierato con il contro-patto diretto da
Francesco Caltagirone (che siede nel consiglio di amministrazione di Banca Finnat).
A chi appartiene quel 97%? Nel gi menzionato rapporto
dalla Guardia di Finanza, citando lUfficio italiano cambi, si
dice che la Safimmobiliare una delle societ da ricondurre
per il tramite di societ fiduciarie o prestanome a tale Coppola
Danilo.
Lui per smentisce: Non appartiene al mio gruppo, dice.
Quel che certo che il 17 gennaio 2002, Repaci si rec nello
studio notarile di Edmondo Capecelatro e Antonio Mosca - due
notai di fiducia di Danilo Coppola (che singolarmente dallanagrafe tributaria del 2000 risulta aver percepito dal loro studio
un reddito di alcune decine di migliaia di euro) - dove firm una
delibera societaria in cui trasfer la sede della Safimmobiliare
da Via Boezio 6 a Viale Guglielmo Marconi 440, indirizzo in cui
risultano avere sede sociale svariate societ del gruppo
Coppola (e dove viene trasferita anche la Immobilbi).
La stessa delibera nomina Ernesto Cannone, altro uomo di
Coppola, amministratore unico di Safimmobiliare. Il verbale di
unassemblea tenuta da quella societ il 15 maggio 2003, attesta
inoltre la presenza in un ruolo chiave di un altro personaggio
legato a Coppola, Andrea Raccis, che firma in qualit di presidente.
Loperazione immobiliare menzionata in quel verbale fa riferimento a 10 capannoni di un complesso industriale di Pomezia,
a sud di Roma, ai quali viene attribuito un valore nominale di
oltre 6 milioni di euro. Dalle stesse carte la Safimmobiliare
risulta avere un debito di 218.000 euro con la Daniels Srl, societ di cui azionista di maggioranza stato prima Danilo Coppola,
poi sua madre e infine Ernesto Cannone.
Comunque sia, le visure camerali riportano inequivocabilmente che, perlomeno fino al 2005, Repaci stato, seppur indirettamente, socio di Coppola.
Quel 3% detenuto da Repaci in societ del gruppo Coppola
sembra essere una quota di presenza. Cio una quota simbolica
che permette a chi la detiene di vedere le carte societarie e di
tenere nel mirino il socio di maggioranza, spiega un inquirente.
Il rapporto tra Coppola e Repaci oggi ritenuto rilevante da
chi indaga per il legame professionale che da anni lega il commercialista di Palmi ai Piromalli. Un dossier dei Carabinieri
del 27 luglio 1998, sulla pi blasonata associazione di tipo
mafioso operante a Gioia Tauro, riconducibile alle famiglie
Mol-Piromalli cita tra i personaggi centrali Gioacchino
Piromalli, descritto nelle carte di un altro procedimento esponente di unorganizzazione criminale operante nella Piana di
Gioia Tauro e nella Calabria intera, dedita al traffico di sostanze stupefacenti e condannato dal tribunale di Palmi a 14 anni
di reclusione (poi ridotti a 4) perch giudicato colpevole di tentata estorsione aggravata e partecipazione ad associazione di
stampo mafioso.
Tra le societ riconducibili a Piromalli, il dossier menziona
la Babele Publi Service Srl: la ditta rappresentata da un insegnante di educazione fisica, personaggio vicino alla cosca
Piromalli. La contabilit tenuta dalla Serin Srl, di Repaci
Roberto, la quale si occupa anche della contabilit della ditta
di Mazza Annunziata, moglie del Piromalli Gioacchino.
Il nome di Repaci era emerso precedentemente in una testimonianza resa il 3 luglio 1995 da Angelo Sorrenti, uno dei principali testi daccusa nel procedimento contro la cosca Piromalli.
Sorrenti disse in quelloccasione di aver accompagnato
Gioacchino Piromalli a sbrigare una commissione di estrema
delicatezza: temendo larresto, voleva far preparare al suo commercialista di fiducia una procura a favore del figlio.
Ecco cosa riporta latto giudiziario:
Piromalli era molto preoccupato del suo stato di libert, che
da un momento allaltro poteva non essere pi tale, quindi stava
facendo una procura a favore del figlio affinch potesse muoversi liberamente nellattivit dellazienda.
PM: Chi era il commercialista?
Sorrenti: Il dottor Repaci.
PM: Dottor?
Sorrenti: Roberto Repaci.
Non finita. Il nome del presidente dellordine dei commercialisti di Palmi ritorna anche in un interrogatorio condotto il 31
maggio 2002 dal sostituto procuratore Roberto Pennisi. A parlare questa volta Roberto Span, arrestato con un carico di stupefacenti e reo confesso al quale viene chiesto di riconoscere
alcuni individui in fotografia. Alla foto numero 02, dice, riconosco Repaci, il commercialista da cui si servivano i Piromalli
ed i Mol.
Nonostante il suo nome sia emerso pi volte, prima di ora
lautorit giudiziaria non aveva mai focalizzato la propria attenzione investigativa su Repaci. Nella lotta alla ndrangheta le
priorit sono state date alle strutture organiche e agli omicidi
dei clan, spiega linquirente. Ma un fatto certo: Piromalli
non si sarebbe mai avvalso delle attivit professionali di un
commercialista che non avesse ritenuto affidabile.
Il Sole-24 Ore ha contattato telefonicamente Antonio Repaci,
figlio di Roberto, anche lui commercialista e oggi gestore dello
studio appartenuto al padre (il quale era invece irraggiungibile
perch in vacanza allestero). Repaci ha confermato che il rapporto del suo studio con Gioacchino Piromalli non mai stato
interrotto: Facciamo noi il suo modello unico. A lui e a due suoi
fratelli. Non solo: stato il suo studio a fare le perizie per conto
degli avvocati di Piromalli in occasione del sequestro dei beni.
Uno dei motivi per cui Repaci finora riuscito a sfuggire
allattenzione di tutti il fatto che alcuni anni fa si trasferito
da Palmi a Roma, dove nel circuito delle sue conoscenze si dice
disponga tuttora di significativi mezzi finanziari.
Sulla provenienza delle sue disponibilit economiche e sulle
eventuali co-interessenze con Danilo Coppola si sta focalizzando lattenzione degli inquirenti, ancora alla ricerca dellenorme patrimonio dei Piromalli. Solo una minima parte di quel
patrimonio stata infatti finora sequestrata.
Da parte sua, Coppola ci tiene a prendere le distanze: Io con
Roberto Repaci non ho mai fatto alcuna transazione (finanziaria). Non c un bonifico, un assegno, un euro che sia mai passato dai miei conti ai suoi. O viceversa.
Claudio Gatti

ANNO XII NUMERO 54 - PAG II

IL FOGLIO QUOTIDIANO

LUNED 5 MARZO 2007

La Royal dice cose di sinistra. Peccato che siano tutte impossibili da realizzare
Nel programma promette cure gratuite, alloggi, aumenti ai salari minimi, regolarizzazioni di immigrati. Con alti costi per la finanza pubblica, gi piuttosto in crisi
Il Sole-24 Ore, marted 13 febbraio
anni Moretti sar contento: nella vicina Francia, che tradizionalmente inN
fluenza la politica del nostro Paese, Sgolne Royal finalmente ha detto qualcosa
ed qualcosa di sinistra. Ma molte delle
sue promesse sono criticabili e quasi tutte
sono irrealizzabili.
Nel suo manifesto in 100 punti la candidata al seggio presidenziale francese ha
particolarmente accentuato il potenziamento del welfare e delle tutele sociali:
dalle cure mediche gratuite per tutti fino a
16 anni alle pillole contraccettive disponibili a costo zero per le donne fino a 25 anni,

dalla scolarizzazione a partire dai tre anni


alla formazione professionale immediata
per 180mila giovani senza diploma.
E ancora: alloggi assicurati ai non abbienti con interventi di edilizia popolare e
requisizioni di case vuote da almeno due
anni; aumento del 20% nel salario minimo
fissato per legge a 1.500 euro mensili; incremento del 5% nelle pensioni pi basse. Non
poteva mancare il ritorno in auge delle 35
ore, oltre al sussidio pubblico pari al 90%
del salario per un anno a chiunque perda il
lavoro e labolizione delle norme che oggi
consentono alle piccole imprese qualche
flessibilit nellassumere e nel licenziare.

Royal stata ulteriormente abile perch


riuscita a compiacere varie anime del suo
potenziale elettorato, superando possibili
contraddizioni. Si dichiarata favorevole
allempowerment femminile, senza per incorrere nellerrore (in cui cade Hillary
Clinton) di dispiacere alle casalinghe e anzi rivendicando orgogliosamente il valore
della maternit. Come unambientalista, ha
detto di puntare a una quota del 20% di
energie rinnovabili nel 2020, ma non ha pianificato luscita dal nucleare.
risultata colbertista nella sua volont
di regolamentare per legge alcune tariffe
bancarie o nel difendere la nazionalizza-

zione di una mega-societ originata dalla


fusione di Edf e Gaz de France e insieme si
mostrata liberista nellapertura agli immigrati illegali, cui ha promesso visti dingresso, il voto dopo cinque anni, diritti di
cittadinanza dopo dieci e ha temperato il
suo statalismo con qualche concessione al
federalismo regionale.
Giacobina nel promuovere giurie popolari che vigilino sugli eletti, si fa paladina
della democrazia partecipativa quando manifesta lintenzione di abolire larticolo costituzionale che consente al Governo di
porre la fiducia, esautorando in parte il
Parlamento.

difficile immaginare che Royal possa


realizzare interamente il suo programma.
Per almeno due motivi. Innanzitutto, perch vi un solo campo importante in cui il
Presidente della Repubblica francese ha
un potere incontrastato: la politica estera.
In altri settori deve trovare con il primo
ministro un accordo quasi mai facile e addirittura difficile nelle frequenti situazioni di cohabitation con lopposizione. Ma le
indicazioni fornite dalla candidata socialista proprio in materia di politica estera sono intrinsecamente deboli. Lesaltazione
della Francia dei diritti delluomo mera
retorica nellaffrontare dossier complessi

come quelli della Cina, della Russia e di


varie dittature nel Medio Oriente e nel
mondo. generica laffermazione di amicizia senza subordinazione nei confronti
degli Stati Uniti. La volont di rilanciare il
processo costituzionale per una Unione
europea non legata solo al dogma della
concorrenza ignora che leconomia sociale di mercato gi al centro della bozza del Trattato costituzionale bocciato dal
referendum francese nella primavera del
2005. Mentre lintenzione di riscrivere lo
statuto della Bce, inserendovi pi espliciti
obiettivi di sviluppo, o di riformare il Patto di stabilit e crescita incardinandovi la
golden rule si scontra con il principio di
realt, perch tali operazioni richiedono
lunanimit (pressoch impossibile) nel
Consiglio europeo.
In secondo luogo, il gauchismo populista
ed eclettico di Royal, promettendo molto a
numerosi attori sociali, comporta alti costi
aggiuntivi per la finanza pubblica. Il che
rende improbabile lattuazione del patto
donore siglato dalla candidata con i francesi, perch la salute dei conti pubblici
gi ora precaria, con un deficit tornato solo
nel 2005 sotto il livello di guardia del 3%,
dopo un triennio di disavanzo eccessivo, e
con un debito pubblico pari a 18mila euro
per abitante, come lei stessa ha ricordato.
Proprio queste cifre danno la misura di
quanto sarebbe pericoloso per il nostro
Paese farsi tentare da simili promesse elettorali: il rapporto debito/Pil in Francia
del 66,7% e in Italia di ben 40 punti maggiore.
Fiorella Kostoris

Sindacati cattivi
Limprenditrice paga la dipendente pi
di quanto prevede il contratto. Perci
si fanno picchetti davanti al suo bar
Il Sole-24 Ore, domenica 18 febbraio
a guerra finir fra qualche giorno quando Sofia ritrover la sua pace ponendo
L
una piccola croce sulla libert dimpresa.
La scelta di Sofia la spugna sul quadrato:
vender Wild&Fresh, salad bar di pochi
metri quadrati, inaugurato un anno fa nel
centro di Gteborg. Lascio perch non ne
posso pi - dice - dopo due mesi e mezzo di
picchetti e umiliazioni. Dal 5 dicembre uomini di Lo, il sindacato svedese, sostano davanti allingresso del suo locale, invitano i
clienti a non entrare, bloccano il ritiro dellimmondizia, ostacolano le consegne, accusano Sofia di favorire il lavoro irregolare
e di non garantire condizioni di lavoro adeguate.
Cos, in due mesi, hanno sgretolato il sogno di una madre di 24 anni, aspirante imprenditrice, probabilmente elettrice di sinistra, che non ha voluto accettare lobbligo della contrattazione collettiva per i suoi
dipendenti. Anzi, per la sua unica dipendente che non membro del sindacato, non
vuole diventarlo e soprattutto non vuole i
paletti degli accordi di categoria.
un fatto - dice Sofia Appelgren - che le
condizioni da me offerte sono migliorative
rispetto alle intese del settore. Nove punti
su dieci ha certificato il mio legale. Un solo passaggio, relativo alle assicurazioni, andava aggiustato. Ci siamo adeguati subito.
Alla Lo replicano che non vero. Che le cose non stanno cos e che, soprattutto, la legge consente loro di fare i blocchi anche se
i lavoratori dellimpresa contestata non sono daccordo, anche se limpresa un bar
a gestione familiare.
A pochi mesi dalla vittoria elettorale di
Fredrik Reinfeldt, il premier 41enne che
guida una coalizione di centro-destra, la
guerra di Sofia diventata un caso nazionale nella Svezia in solida crescita e dolorosa transizione dai lacci di un assistenzialismo estremo verso logiche pi flessibili di
lavoro e di mercato. La stampa non parla
daltro, il dibattito politico, invece, langue.
Nessuno - dice Magnus Henrekson, economista e direttore dellIstituto per leconomia industriale di Stoccolma - intende sfidare il potere enorme del sindacato in questo Paese. Anzi, il Governo di centro-destra ha dato segni di magnanima comprensione per Lo.
In questa vicenda - spiega Sofia - non c
nulla di politico, nulla di ideologico. Non
contesto il sindacato in quanto tale, anzi
credo che sia utilissimo. Ma non accetto i
metodi che sta applicando. Ho perso la salute a vedere tutti i giorni 15 persone almeno presidiare gli ingressi del palazzo dove
ha sede il mio locale. Laltra sera abbiamo
fatto una festa per celebrare il primo anno
di Wild&Fresh,abbiamo stappato bottiglie e gonfiato palloncini. In due minuti il
bar era circondato da 45 uomini con luniforme Lo. La polizia non pu intervenire perch le Unions non fanno nulla di illecito, cos come, formalmente, Sofia non
obbligata, per legge, ad accettare la contrattazione collettiva. Il sindacato - aggiunge Henrekson - ha gi agito cos in passato, anche in presenza di intese migliorative. Lo fa perch non vuole perdere potere. Sofia, questa volta, diventata un simbolo nazionale. Ricorsi in tribunale? Spesso gli imprenditori che vogliono operare in
Svezia finiscono per fare appello alle istituzioni europee.
Se le Trade Unions avessero usato metodi meno spicci e brutali, forse Sofia si sarebbe adeguata. Ma per quelle bizzarrie
della cronaca lintransigenza di uno e lorgoglio dellaltra si sono avvitate su una legislazione indecifrabile. Cos svestita dalla
stoica resistenza di una mamma poco pi
che ventenne la Svezia si ritrova nuda e si
scopre illuminata dai primi lampi di un
conflitto sociale presa com a ragionare
delle dolorose incongruenze fra benessere,
tutela sociale e libert.
Leonardo Maisano