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IL FOGLIO

DIREZIONE, REDAZIONE E AMMINISTRAZIONE: VIA VICTOR HUGO, 1 - 20123 - MILANO

ANNO I NUMERO 6

Massoneria e politica

La vecchia Chiesa laica


dei liberi muratori
si riaffaccia sulla scena
Mai tanti tecnici e funzionari hanno
occupato i gangli della vita pubblica
Una tradizione rimessa a nuovo

Cadono antichi pudori


Roma. Era il 23 settembre dellanno scorso quando oltre duemila massoni italiani
marciarono, faccia al sole, su per le faticose
rampe del Gianicolo per stringersi attorno al
monumento equestre di Giuseppe Garibaldi
che quel giorno compiva centanni. Era un
misto di orgoglio represso e di volont di riscatto a spingerli a quellinsolita esibizione,
e forse anche la sensazione che qualcosa,
per la massoneria italiana, stava cambiando.
Oggi sono in molti a credere che la libera
muratoria stia per uscire dai tempi bui e infangati a cui era stata condannata dalle vicende della loggia P2 di Licio Gelli e che
quella manifestazione a cielo aperto ne fosse un annuncio. Ed facile per chi attende
o teme la rinascita della massoneria snocciolare i nomi di quella casta di tecnocrati,
o se si vuole, servitori dello Stato, che si fa
avanti sulla scena politica, a riprova del suo
rinnovato elan. Certo nessuno disposto a
giurarlo, ma il sussurro che personaggi quali Antonio Maccanico, Lamberto Dini, Carlo
Azeglio Ciampi, Lorenzo Necci, Enrico Cuccia siano affratellati dalla squadra e dal
compasso, dilagante.Daltronde cos la
massoneria, se non
ci che uno dei suoi
pi appassionati storici Aldo Alessandro
Mola definisce una
continuit di interessi
e di capacit che trova nella Loggia lalternativa operativa alle
chiese o ai partiti, per
svolgere un servizio
nellinteresse dello
Stato.
Una definizione ANTONIO MACCANICO
certamente benevola, che descrive una congrega di illuminati civil servants prevalentemente laici e difficilmente inseribili nelle
tradizionali case politiche. Eppure nessuno
di loro, se interrogato, ammetter di far parte della massoneria, anzi si affanner a
smentirlo. Com successo qualche settimana fa in occasione di un piccolo diverbio
proprio tra Ciampi e Dini. Intervistato circa
la sua appartenenza alla massoneria, il presidente del Consiglio ancora in carica, non
solo neg, ma aggiunse che nessuno dei Governatori di Bankitalia con cui aveva avuto
a che fare era un massone. Forse con un pizzico di perfidia, Dini omise dall'elenco il nome di Ciampi, il quale, il giorno dopo si affrett a dissipare ogni possibile dubbio con
un comunicato.
A voler scavare esiste per almeno una
evidenza che smentirebbe entrambi gli interessati. Si tratta di un passaggio inedito
della deposizione della vedova Calvi ai magistrati Siclari e DellOsso che la interrogavano nellambasciata italiana a Washington
il 21 ottobre 1982. Il verbale allegato alla
relazione della commissione parlamentare
dinchiesta sulla P2 ed composto di 212 pagine. Clara Calvi racconta ai magistrati come
il marito da poco scomparso le avesse confidato informazioni provenienti da Licio Gelli circa laffiliazione di Ciampi e Dini alla
loggia Propaganda 2. Seguono altri particolari e riscontri su cui per non risulta che alcun altro magistrato abbia mai indagato.
E lombra della P2 infatti il vero problema della massoneria italiana. Una nube
tossica dice Mola da cui non sar facile liberarsi e che ha portato la Cassazione a
quella incredibile sentenza con cui si vieta
ai magistrati ladesione a qualsiasi loggia
massonica. Una decisione - continua Mola che toglier alla massoneria il suo serbatoio
pi tipico, quello degli alti funzionari pubblici. O che li costringer a mantenere coperte le proprie affiliazioni, o come dicono
gli iniziati, riservandole allorecchio del
Gran Maestro. Anche per questo oggi difficile dire con sicurezza se la ribalta dei nuovi potenti sia o no sospinta dalla fratellanza
massonica. Molti fanno risalire tutto allaffiliazione data per certa di Enrico Cuccia che
leg cos la tradizione massonica laico-azionista a quella degli ambienti dellalta finanza internazionale specialmente anglosassone e francese. Un articolo dellItalia Settimanale mai smentito forn persino il suo
numero di matricola: loggia Giustizia e Libert, codice Ohn-071/MI. ed anche Aldo
Ravelli, il grande agente di Borsa, le cui gesta sono raccontate in un recente libro di
Fabio Tamburini, narra di come gli fosse
stata proposta ladesione alla stessa loggia
massonica di Cuccia. E, nel vortice delle voci di queste ore, il passo per trasferire ad
Antonio Maccanico ci che si sospetta sia
proprio del presidente onorario di Mediobanca, davvero molto breve. E lo stesso
meccanismo investe uno come Lorenzo
Necci, che si dice appartenga al Grande
Oriente di Francia.
Il Gran Maestro in carica del Grande
Oriente dItalia, Vincenzo Gaito, guarda a
tutte queste storie come a pericolose leggende. Poi, pensando alla fine di un vecchio
e ingiustificato pudore, si spinge ad ammettere: E vero la massoneria sta uscendo da
tanti anni bui e si prepara a rinascere.

quotidiano

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DIRETTORE GIULIANO FERRARA

La Giornata
* * *
In Italia

* * *
Nel mondo

MACCANICO VEDE SINDACATI,


CONFINDUSTRIA E BANKITALIA per
discutere della manovra correttiva di finanza pubblica chiesta dal Governatore
Antonio Fazio per questa primavera.
Cgil, Cisl e Uil hanno detto al presidente incaricato che manovre ad alto costo
come quelle di cui si parlato (70.000
mld) sarebbero un ostacolo sulla via di
una piena attuazione dellintesa del
luglio del 93 sul raccordo tra salari e
tasso di inflazione. Il leader della Cgil si
detto interessato anche alle riforme
istituzionali, perch qualsiasi intervento finir per avere ricadute sul ruolo della rappresentanza sociale. Luigi
Abete, presidente di Confindustria, contrario a un governissimo.

LA DEUTSCHE BANK RILANCIA


lunione monetaria europea. Secondo
un rapporto dellIstituto di ricerca della banca tedesca un eventuale rinvio
sarebbe linizio della fine per le prospettive dellEuropa unita, poich comporterebbe un rallentamento inevitabile nel percorso di risanamento delle
economie e dei bilanci nazionali.

* * *

La polemica sul direttorio continua. Il


leader del Pds, Massimo DAlema, invita Maccanico a nominare i ministri secondo le prerogative costituzionali, in
autonomia dai partiti e senza tener conto di veti e designazioni. Incerta la presenza di garanti dei Poli.

* * *

Rivolta a sinistra contro DAlema, con


un fronte che va dal Manifesto alla sinistra della Cgil, fino alla componente
dei comunisti democratici, interna al
Pds, a Pietro Ingrao e ai comunisti unitari. I contestatori non accettano il patto con Berlusconi e Fini, ma si distinguono da Rifondazione.

* * *

Lassoluzione per Pacciani potrebbe


essere chiesta questa mattina, al termine della requisitoria, dal procuratore
generale Piero Tony. Il quale, ieri, ha
demolito la sentenza di primo grado,
mettendo in dubbio tutti gli elementi
che avevano convinto i giudici della
Corte dAssise di Firenze della colpevolezza del contadino di Marcatale.
Tony ha preso le distanze, sin dallinizio della propria requisitoria, dalla
sentenza di primo grado, definita contraddittoria e piena di discrepanze,
motivata in maniera spesso carente e
basata su congetture o supposizioni.

* * *

Vittime di Priebke anche i parenti


dei morti delle Fosse Ardeatine? Oggi
la Corte costituzionale decider se ammettere la costituzione di parte civile
avanzata dai familiari dei giustiziati
dallex ufficiale delle SS.

* * *

Solo la Grecia peggio dellItalia in


quanto a crescita dellinflazione in Europa. Nel 95 laumento dei prezzi al
consumo in Grecia stato dell8,1%
contro il 5,7% del nostro paese.
Andrea Papandreu ha compiuto 77
anni. Da tempo malato, il leader del
Pasok greco ha rassegnato il mese scor so le dimissioni da capo dellesecutivo.

* * *

La destra israeliana sar unita alle


prossime elezioni politiche che probabilmente saranno anticipate al prossimo ottobre. Lo hanno annunciato i leader del Likud e del partito Zomet. Il
blocco della destra punta ad accrescere del 10% i propri consensi complessivi e ad ottenere la guida del paese.

* * *

Le esercitazioni militari cinesi al largo di Taiwan inizieranno questa settimana, coinvolgendo 40 mila uomini. Indubbio il loro carattere di monito nei
confronti dellisola nazionalista, che Pechino considera una provincia ribelle.

* * *

Presentato da Clinton il Bilancio 1997,


come prevede la legge. Si tratta per di
un gesto formale, dato che la Casa Bianca e lopposizione congressuale non
hanno ancora raggiunto un accordo per
quello del 95, n sul piano generale per
azzerare il deficit pubblico entro sette
anni, come chiesto dai repubblicani.

* * *

Lallargamento ad Est della Nato deve


essere appoggiato dallOccidente. Lo ha
dichiarato il ministro degli Esteri tedesco Klaus Kinkel alla conclusione del
vertice sulla sicurezza svoltosi a Monaco. Contrarissima la Russia, che ha minacciato conseguenze nel caso il progetto caldeggiato da Bonn vada avanti.
Il cancelliere tedesco Kohl ha an nunciato che sar in visita a Mosca dal
18 al 21 febbraio prossimi.

* * *

Si allarga in India lo scandalo delle


relazioni tra lHavala, il mercato nero
I cattolici rivalutano Lutero dalle co- di valuta, e la politica. La polizia fedelonne di Jesus, il mensile dei Paolini. A rale ha messo sotto accusa tre ministri
450 anni dalla sua morte, secondo la ri- e il leader dellopposizione per i prevista cattolica, il padre della riforma sunti fondi neri che avrebbero finanziato le campagne elettorali dellultimo
pi vivo che mai.
Joseph Ratzinger, massimo difenso - decennio. Anche il primo ministro Nare dellortodossia, nel 1980 - si legge rashima Rao sarebbe coinvolto.
sempre su Jesus - non riteneva il sacer * * *
Il Papa in Guatemala da ieri in visita
dozio femminile, da poco introdotto dai
ufficiale. Lo scopo del Santo Padre di
luterani, un ostacolo al dialogo.
p
u
n
t
a
re
il
dito
contro
le ingiustizie so* * *
Nasce lanagrafe delle imprese luned ciali nel terzo mondo dove, dice, la vio19 febbraio, e lo scopo di questo regi- lenza va combattuta con la democrazia.
stro sar quello di mandare in soffitta il Nei prossimi giorni sar in Nicaragua,
vecchio sistema di accertamento che El Salvador e Venezuela.
In diciassette anni, Wojtyla ha viag per 50 anni ha disciplinato la vita delle
giato per 632 giorni, pari al 10,17% del
ditte italiane. Lanagrafe non sar carsuo pontificato. Ha percorso un milio tacea bens informatizzata.
ne e 10 mila 944 chilometri, pari a 2,63
* * *
volte la distanza della terra dalla luna.
La Febbre del gratta e vinci ha colpito gli italiani, che, nei primi undici
* * *
In Sudafrica altri sessanta morti, nemesi del 95, con questo versamento fiscale volontario hanno rifornito le cas- gli scontri che da anni dividono gli Zuse statali con oltre mille miliardi lu della regione del Natal e i sostenitori dellAfrican National Congress.
(+169% rispetto al 94).
Le forze armate del Camerun e del Per il lotto, nello stesso periodo, gli
la Nigeria si sono scontrate nella peni scommettitori hanno speso quasi 5 mi sola di Bakassi, sul Golfo di Guinea,
la miliardi.
ricca di petrolio e da tempo contesa tra
* * *
i due paesi. Numerose le vittime.
Morto Gianandrea Gavazzeni, celebrato direttore dorchestra. Diceva di s:
* * *
Labolizione dellesercito austriaco
Morir senza aver letto tutto Saint
stata proposta, in un articolo giornaliBeuve.
stico,
dal
ministro
degli Interni di Vien* * *
Borsa di Milano. Lindice Mibtel di ie- na, Caspar Einem. Secondo luomo pori 9.989 (-1,26%). La lira ha guadagna- litico gli eventuali contenziosi potrebto 7,51 punti sul dollaro (1.573,36) e ne bero essere risolti da forze di pace dellOnu o della Nato.
ha persi 4,14 sul marco (1.067,05).

* * *

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Falso in bilancio a Parigi

Un assaggio di colpo di
spugna, reazioni misurate
Politica e imprenditoria contro
il giustizialismo. Morbida la stampa
Parigi. Domandarsi se i reati finanziari
siano paragonabili ai crimini contro lumanit non , per il mondo imprenditoriale
francese, una questione oziosa. In Francia
infatti, in virt di una sentenza della Corte
di Cassazione, i reati di falso in bilancio - o
per essere pi precisi, gli abusi relativi allutilizzo illecito di beni societari - non cadono in prescrizione dopo tre anni dal loro
materiale accadere, come la maggior parte
dei reati, bens tre anni dopo la loro scoperta. Una particolarit procedurale che per
moltiplica a dismisura il potere di indagine
della magistratura, autorizzata a rigor di logica ad aprire dossier su comportamenti
finanziari illegali relativi anche a dieci o
ventanni fa.
Presente nella legislazione francese dal
1935, il falso in bilancio ha subito nel tempo
un allargamento sia concettuale che di pratica giudiziaria fino a diventare, alla fine degli anni Ottanta, il reato finanziario per eccellenza. Le indagini della magistratura nei
confronti dei manager di aziende private e
pubbliche si sono intensificate. Nomi importanti sono finiti nella rete dei giudici, fra
gli ultimi Pierre Suard, amministratore delegato dellAlcatel-Alsthom.
Dal novembre scorso la commissione giustizia dellAssemblea nazionale francese,
presieduta da Pierre Mazeaud ex magistrato, gollista molto legato a Charles Pasqua lavora a un disegno di legge di iniziativa parlamentare proprio per modificare il regime di prescrizione sul reato di falso in bilancio. Il testo elaborato da Mazeaud
porrebbe il limite della caduta in prescrizione a sei anni dal fatto.
Il disegno di legge appoggiato dal mondo imprenditoriale anche se la Cnpf, la
Confindustria francese, ufficialmente tace:
Su questo tema vogliamo agire morbidamente e con discrezione e sta provocando un acceso dibattito. Da un lato c lalzata di scudi dei magistrati, che paventano un
indebolimento del potere dindagine; dallaltro ci sono gli imprenditori. Nel mezzo la
certezza, evidenziata dagli organi di stampa
che, se entrasse in vigore la nuova legge, alcune delle pi clamorose indagini in corso
cadrebbero direttamente in prescrizione.
Ad esempio quella sullAlcatel, che relativa al 1986, o quella sul finanziamento illecito al Partito repubblicano, relativa a fatti
del 1987, oppure alcuni degli scandali che
hanno coinvolto Bernard Tapie.
Al di l degli esiti, il dibattito in corso segnala una disposizione reattiva del corpo sociale francese molto diversa da quella dimostrata negli anni scorsi dallItalia su analoghe vicende giudiziarie. Qui si assiste,
quantomeno, ad un tentativo di reazione del
mondo imprenditoriale di fronte a quella
che viene considerata una strabordante onda giustizialista, che minaccia di indebolire
il sistema politico e quello economico.
Questa regola necessaria per reprimere maneggi che sono il pi delle volte occulti, aveva dichiarato nel 94 la commissione
anticorruzione presieduta da Simone Rozes.
Gli imprenditori rispondono definendo lattuale normativa un mostro giuridico, unarma di una brutalit inaudita. E dal canto
suo linformazione sta dimostrando di aver
afferrato il nocciolo del problema, al di l di
comprensibili (ma misurate) campagne contro i colpi di spugna. Allo stesso tempo, il dibattito sulla giustizia avr conseguenze. E
probabile che liniziativa di Mazeaud sia pi
che altro un ballon dessai, un modo per
sondare il terreno. Il Guardasigilli, Jacques
Toubon, non ha interesse a passare per un
affossatore delle indagini giudiziarie. Per
questo il governo ha lasciato in mano ad
uniniziativa di legge parlamentare una materia tanto spinosa.

MARTED 6 FEBBRAIO 1996 - L.1000

I cablaggi nel mondo

Negli Usa, liberi tutti


A Londra libert locale
Il monopolio francese
La Stet vuole collegare entro il 98
10 milioni di famiglie. I rischi
industriali e la scarsa concorrenza

Il cavo in cerca di clienti


Milano. Sono gi molti, a Milano e in altre
citt italiane, gli edifici in cui gli uomini della Telecom stanno lavorando di piccone, trapano e martello: scavano cunicoli, fanno correre cavi, creano allacciamenti.
La dimensione dei lavori non piccola e
anche limpegno finanziario cospicuo.Telecom infatti si accorda con i proprietari per
riconsegnare gli immobili nelle condizioni
di partenza.
Al termine dei lavori ledificio allacciato alla rete avanzata di telecomunicazioni
che Stet e Telecom, nella primavera scorsa,
hanno annunciato di voler costruire entro il
1998 collegando circa 10 milioni di abitazioni italiane.
Ma un edificio allacciato alla rete avanzata ( ricca di dati, conversazioni telefoniche, immagini televisive) non ancora un
edificio inserito nella rete. Perch ci avvenga le singole famiglie devono abbonarsi
e pagare alla Telecom i relativi canoni.
E gli abbonamenti arrivano con grande
lentezza. In altri Paesi (ad esempio il Regno
Unito dove reti avanzate che trasportano insieme telefonia e televisione sono attivate
su scala locale dai primi anni 90) il tasso di
penetrazione ( il rapporto tra case raggiunte dai cavi e case con abbonamento) si aggira intorno al 20% dopo 3 o 4 anni.
Telecom si trova cos a sostenere un investimento oneroso (probabilmente superiore
alla cifra annunciata di 13.000 miliardi, considerati tutti i costi, diretti e indiretti) con ritorni dal mercato (gli abbonamenti) lenti e
per un lungo periodo non commisurati.
Il problema non interessa soltanto lItalia.
In tutti i Paesi dove si avviata la costruzione di reti avanzate (fibra ottica, compressione dei dati) il nodo cruciale sono i finanziamenti dellinvestimento: i costi (elevati)
sono noti (anzi in qualche caso sono sottostimati) ed invece incerta la risposta degli

Negli Usa pay-tv al 30%


Suddivisione per canale dei ricavi nel mercato
audiovisivo nel 1993; in miliardi di dollari

Le pay-tv Usa
sono per lo pi
veicolate via cavo

utenti (aziende e famiglie) allofferta dei servizi aggiuntivi alla telefonia terrestre (dalla
videoconferenza al video-on-demand, dalle
teleprenotazioni ai videogames fino a una
gran quantit di canali TV) che la maggiore
capacit delle nuove reti consente e che dovrebbero generare molto cash ed elevati
margini per finanziare gli investimenti.
Se infatti i consumatori non acquistano i
nuovi servizi, non bastano certo i margini, in
progressiva compressione, della telefonia
terrestre per finanziare le nuove reti.
Negli Usa il nodo stato affrontato offrendo alle imprese interessate (societ telefoniche, cabloperatori, specialisti del
software) una grande prospettiva: poter fornire , su tutto lenorme mercato americano
(quasi 300 milioni di persone, Canada incluso, ad elevatissimo consumo), senza alcuna
barriera normativa, ogni tipo di servizio. Le
reti sono costruite da privati in competizione sui mercati locali (su scala nazionale lo
scontro fra gruppi o consorzi che formano
alleanze strategiche) remunerate dalla ricchezza della domanda e dalla chance di trasferire allestero il know-how e linnovazione accumulata in patria.
In Gran Bretagna le reti avanzate sono costruite da privati su scala locale in aree che
il governo d in concessione. Il problema
linterconnessione tra le reti (spesso strutturalmente diverse) e la loro estensione alle
aree per ora non offerte in concessione (sono quelle meno appetibili sul piano economico). BT, lex monopolista telefonico privatizzato nel 1984, che era stato escluso dalle
gare per le concessioni locali si offerto di
costruire una rete nazionale a condizione di
poter vendere servizi a valore aggiunto.
In Francia la costruzione delle reti stata affidata a France Tlcom, il monopolista
pubblico della telefonia. Almeno allinizio
non stato affatto contento : gli investimenti previsti per lintero progetto (60 mila miliardi di lire) di fatto confiscano il piano di
sviluppo dellazienda per il prossimo ventennio.
In Italia Stet partita con una decisione
autonoma dai rischi elevati. Sul piano industriale lesito pu essere positivo: non detto che per lItalia sia conveniente sopportare i costi di pi reti. Sul piano della concorrenza essenziale che Stet non entri nel
mercato dei servizi disgiunti su rete e assicuri a tutti i fornitori condizioni di accesso
eque e paritarie.

Il governo
Maccanico: le cose da fare.
Debito, tasse, nomine,
grandi affari, Europa
LA MANOVRA DI FINANZA PUBBLICA:
urgente la decisione se farla o no. Le tasse
Lamberto Dini ha negato la necessit di
una manovrina di primavera, che invece il
Governatore di Bankitalia, Antonio Fazio,
chiede a gran voce. Fazio, nella sostanza,
dice: se il governo fa una manovra correttiva entro qualche mese, i tassi possono scendere pi agevolmente, e cos si riduce il peso della minacciosa finanziaria Europa
di fine danno. Quella legge dovrebbe far
rientrare lItalia nei criteri di convergenza
del Trattato di Maastricht, e in relazione ad
essa si sono sparate cifre fino a 90.OOO mld.
Ma il professor Paolo Sylos Labini nega che
sia necessaria una manovra superiore a
30.000 mld. Altro campo di battaglia: le tasse. La pressione insopportabile per le categorie produttive e per gli autonomi. Ma
nei primi dieci mesi del 95 il controllo antievasione sulle imposte dirette diminuito del 30 per cento e quello sullevasione
Iva del 17 per cento (fonte: Notiziario fiscale delle Finanze).
LA FORBICE TRA INFLAZIONE E SALARI: verso un duro negoziato sindacale
Il problema, come testimonia lincontro
di ieri tra maccanico e i sindacati, quello
della perdita di potere dacquisto dei salari, causa inflazione. I prezzi aumentano al
ritrmo del 5,8 per cento, i salari invece recuperano il 4,2 per cento. Ma in primo
piano anche la questione delloccupazione
(il tasso di disoccupazione medio l11, 8
per cento). Maccanico deve sbloccare i
provvedimenti per la flessibilit del lavoro
e il decremento del costo del lavoro nel
Sud, attualmente insabbiati in Parlamento.
PRIVATIZZAZIONI E NOMINE: scadono in
primavera le grandi cambiali del potere
Lamberto Dini ha avuto cattiva stampa
nel mondo dellalta finanza per aver indugiato nellazione di privatizzazione (colossi
da privatizzare, in calendario da mesi:
Enel, Stet) e per non aver affrontato la questione delle Fondazioni bancarie, accelerando anche nel settore del credito la dismissione delle partecipazioni pubbliche.
Antonio Maccanico, pupillo dellalta finanza laica, dar prevedibilmente un segnale
di svolta nei primi mesi del mandato. Nomine nei grandi potentati economici in scadenza: Eni (fatturato: 51.956 mld.- scadenza
31 marzo o 30 giugno), Societ operative Eni
(Agip, Snam, Enichem, scadenza giugno);
Enel (fatturato: 33.365 mld.- scadenza giugno); Stet (fatturato: 33.752 mld.- scadenza
30 giugno); Ferrovie dello Stato, in caso di
nomina di Lorenzo Necci a ministro.
INFORMAZIONE, RAI E CRISI DELLALITALIA: nomine e leggi impegnative
Il governo deve nominare il nuovo Garante per leditoria (il mandato di Giuseppe
Santaniello scaduto dallagosto del 95).
Occorre rifare il piano delle frequenze,
cio la riorganizzazione delletere; varare
la legge Antitrust (per la quale esiste un accordo di massima tra i partiti nella commissione Napolitano); la riforma delle modalit di elezione del Consiglio di amministrazione della Rai (su cui in atto lostruzionismo del Polo al Senato), la soluzione
del contrasto fra il direttore generale Rai e
lattuale Consiglio in prorogatio; conversione in legge del decreto sulla par condicio;
istituzione dellAuthority sulle telecomunicazioni.
Crisi Alitalia. LIri vuole una ricapitalizzazione della compagnia di bandiera in grave crisi finanziaria e di gestione: prenotati
1.000 mld. Ma il vertice Alitalia in bilico,
le perdite di gestione sono di 240 mld in un
anno, il 95, in cui il trasporto passeggeri internazionale aumentato del 5 per cento e
quello merci dell8 per cento (fonte Organizzazione Aviazione Commerciale Internazionale). Non c ancora un accordo con
i piloti, che minacciano di adire le vie legali per tutelare laccordo segreto firmato con
lex amministratore delegato, Roberto Schisano.
GRANDI AFFARI E INFRASTRUTTURE:
Maccanico alle prese col big business
Il governo dovr dare impulso allattuazione del piano per lAlta Velocit nel settore ferroviario (25.000 mld); agevolare la
realizzazione della variante di valico sullautostrada Roma-Milano (raddoppio del
tratto appenninico Firenze-Bologna: 5.200
mld); dirimere la controversia tra il delegato ministeriale alle Aree Urbane, Nicola
Scalzini, e il gestore dellAgenzia romana
per la preparazione del Giubileo (del 2000),
Luigi Zanda Loy. In gioco oltre 3.000 mld.
Sono stati censiti 577 progetti, ma non un
cantiere ancora stato aperto.
SEMESTRE EUROPEO: chiudere la lite con
Parigi, rinegoziare Maastricht a Torino
Con o senza la signora Susanna Agnelli
alla Farnesina, il governo Maccanico deve
risanare la ferita con Jacques Chirac. La
guida dellUnione europea culminer nella
piattaforma di avvio della Conferenza intergovernativa che si apre a Torino alla fine
del mese di marzo. Gli sherpa italiani (i funzionari che devono istruire per iscritto i
dossier della conferenza) avranno un ruolo
decisivo, dal momento che il rapporto di
Westendorp Cabeza, ex ministro per gli Affari Europei della presidenza spagnola,
sostanzialmente vuoto di proposte concrete.

ANNO I NUMERO 6 - PAG 2

IL FOGLIO QUOTIDIANO

MARTED 6 FEBBRAIO 1996

I N T E RV I S T A

SIGNOR DIRETTORE

Un provocatore provocato. Il liberismo da buttare?

Perch dico no a Maccanico


(e al tandem con Scalfaro)

COMPITO DEL MERCATONON CREARE EQUILIBRIMA ROMPERLI. COLLOQUIOCON SERGIO RICOSSA


Torino. Il professor Sergio Ricossa ha appena mandato in libreria un pamphlet
(Maledetti economisti. Le idiozie di una
scienza inesistente, Rizzoli, pagine 244, lire 30.000) che tratta con ironia puntuta la
scienza e la corporazione a cui appartiene.
Una tirata arguta e chiara, paradossale, sui
guasti a cui vanno incontro i suoi colleghi a
causa delleccesso di sovraesposizione. Al
caustico professore piemontese, decano del
liberismo italiano, abbiamo chiesto di ragionare con noi a ruota libera sui massimi
sistemi e sui risvolti concreti del dibattito
fra economia liberista e politiche keynesiane.
Le posizioni di cultura liberale, o liberistica come si dice oggi, sono frequentemente accusate di eccessi ideologici, e
quindi ritenute non veramente utili a dare
indicazioni concrete. In effetti , nonostante i molti segni di crisi, limpostazione keynesiana ad essere ancora prevalente in tutti quegli ambiti che contano sugli indirizzi
di politica economica: dalla Banca d'Italia
alla Confindustria. Ricossa quindi un isolato? In un certo senso s, ma un isolato che
non si sente davvero tale.
Nel mio pessimismo non mi sento isolato
Anche perch tutta la scienza economica, sostiene il professore, compresa quella di impostazione keynesiana, non veramente utile a dare indicazioni politiche ed
etiche concrete. Talvolta addirittura dannosa. Keynes lasci un'eredit fortemente
negativa , il giudizio non mio, ma del keynesiano John Kenneth Galbraith. Non un
caso che si ricorra agli economisti per dare
una patina di scientificit ai pregiudizi politici e agli interessi di parte, tant che si
trova sempre un economista illustre che
corre in soccorso al vincitore. La confusione prosegue anche ai livelli pi alti, cos si
concede il premio Nobel per l'economia
tanto a chi sostiene una certa tesi, quanto a
chi sostiene la tesi diametralmente opposta. Nel mio pessimismo sulla scienza economica non mi sento affatto isolato.
La cultura keynesiana tuttavia ritiene di
avere fatto i conti definitivamente con le
posizioni liberiste durante due avvenimenti storici: la crisi del '29 e la ricostruzione
dopo il '45. Dove si sarebbe dimostrato che
un' economia capitalistica senza un forte
intervento dello Stato non ce la pu fare,
perch non produce un adeguato equilibrio tra domanda e offerta. In particolare
dopo il '45 la marcia trionfante del keynesismo sembrava inarrestabile, tant che la
logica di un forte intervento regolatore dell'economia si affermava anche a livello internazionale. Oggi nonostante la crisi degli
anni Settanta e Ottanta, ancora questa impostazione che la fa da padrone nella cultura delle grandi istituzioni internazionali

che si occupano di economia. E' vero?


Il mercato di concorrenza non produce
un adeguato equilibrio tra domanda e offerta perch non questo il suo compito. I1
suo scopo, risponde secco Ricossa,
esattamento opposto, cio quello di rompere gli eventuali equilibri esistenti concedendo a chiunque libert di innovazio-

no, anzich ridurre l'instabilit.


Eppure se si guarda al secondo dopoguerra, la maggioranza degli storici che analizzano lo sviluppo economico sostengono
che stato possibile, grazie alla sconfitta
del liberismo di Luigi Einaudi e in forza di
una opzione interventista, uno Stato capace
di dotare il Paese di adeguate infrastruttu-

Si ricorre agli economisti per dare una patina di scientificit ai


pregiudizi politici e agli interessi di parte. Einaudi fu fatto presidente della
Repubblica per evitare che attuasse le teorie che predicava. La solidariet
non va trasformata in spesa pubblica in mano a burocrati senza cuore
ne. Creare nuove offerte di beni e verificare se la domanda dei consumatori le approva. Se s, bene; se no, peggio per l'innovatore, che viene eliminato con una spietatezza che altro non che un servizio alla
societ, come sostiene Giovanni Sartori.
Un forte intervento pubblico nazionale e
internazionale richiesto, oltre che dai burocrati, da tutti i conservatori, pur quando
si fanno chiamare progressisti, che si oppongono alle novit del mercato ritenendole, in parte giustamente, destabilizzanti.
Ma poich anche gli interventi pubblici,
questo il paradosso degli statalisti, possono essere sbagliati, essi talvolta accresco-

re e di quelle industrie strategiche, necessarie per sostenere la crescita della domanda.


Non direi visto che il liberismo di Luigi
Einaudi fu predicato, non attuato ( vedi le
arcinote e arcidisattese Prediche inutili).
Nel 1947 egli salv temporaneamente la lira dall'inflazione, con l'aiuto di Menichella,
che liberista non era. Per evitare che Einaudi facesse il liberista sul serio, fu nominato presidente della Repubblica, carica allora di molto onore e poco potere. Brutalmente: i governanti si tolsero Einaudi dai
piedi e dalla testa. Resta da dimostrare che
fecero bene, visto cosa successe poi alle no-

Un economista aggressivo
pi a destra di Gengis Khan
Sergio Ricossa, nato a Torino il 6 giugno
del 1927, economista in cattedra allUniversit di Torino dove insegna Economia
Politica. Socio nazionale dellAccademia
dei Lincei e collaboratore del Giornale
considerato da avversari e denigratori un
liberista selvaggio, altri parlano di lui
come del lucidissimo e luciferino padre
nobile del liberismo italiano.
Acceso polemista ha in odio ogni conformismo e ogni difesa preconcetta della categoria alla quale comunque appartiene:
gli economisti, di cui anzi diventato un
perfido persecutore e ai quali, in pamphlet, saggi e libelli, riserva un trattamento
non proprio gradevole . Non si smentisce
nel suo ultimo libro, esplicito fin dal titolo
Maledetti economisti. Le idiozie di una
scienza inesistente dove, in appendice
raccoglie uno sciocchezzaio di detti dei
pi celebri economisti sui libri dei quali
generazioni di studenti sono stati obbliga-

ti a studiare. Nello sciocchezzaio non dimentica, ovviamente, di inserire anche se


stesso.
Delle sue pubblicazioni ricordiamo: Dizionario di Economia (Utet 1962) Impariamo leconomia (Rizzoli 1988), Le paure del mondo industriale (Laterza 1991),
Cento trame di classici delleconomia
(Rizzoli 1992), I pericoli della solidariet.
Epistole sul dosaggio di una virt (Rizzoli 1993), Come si manda in rovina un Paese in cinquantanni di malaeconomia
(Rizzoli 1995).
Nel 1984 gli stato conferito il Premio
Nazionale per le scienze morali, storiche e
filologiche e il premio Canova, per la letteratura economica nel 1989.
Molto schivo, ha sempre rifiutato di
coinvolgersi direttamente nella battaglia
politica. Ha per accettato di fare il presidente dei Comitati del no per i referendum sulle televisioni del giugno 95.

stre finanze pubbliche.


Gli esperimenti liberistici degli anni '80
non hanno risolto, secondo molti critici, i
problemi di fondo che si ponevano: l'Inghilterra della Thatcher una nazione con una
base industriale pi povera di quella che
esisteva prima dei suoi governi, e questo nonostante che il suo governo sia stato favorito dai proventi del petrolio del Mare del
Nord; e gli stessi Stati Uniti di Reagan
dubbio che siano riusciti ad affrontare seriamente la questione del deficit pubblico.
Secondo i critici del liberismo, l'unico esperimento andato in porto sarebbe quello del
deprecabile Cile di Pinochet.
ll liberismo non una bacchetta magica, sobbalza Ricossa, per ottenere miracoli economici. E la filosofia dell'illuminismo scozzese (Hume, Adam Smith) critico
verso il razionalismo eccessivo e l'eccessivo ottimismo degli illuministi francesi. In
politica cerca istituzioni e pratiche che possano ridurre i danni della fallibilit umana.
Non presuppone che gli imprenditori siano
sempre bravi e onesti, n che Reagan e la
Thatcher abbiano sempre ragione. Meno
che mai presuppone che abbiano sempre
ragione altri: i politici pi propensi a impicciarsi degli affari economici e a pianificarli.
Resta aperta la questione dei cosiddetti
costi sociali del liberismo. Si obbietta da
pi parti che solo istituzioni autoritarie consentirebbero di affidare al libero mercato
la protezione delle fasce pi deboli della societ. Gingrich e i nuovi repubblicani che
stanno sfidando Clinton su questo terreno
appaiono in grande difficolt. Come garantire le fasce pi deboli della societ fuori
dalla tradizionale cultura solidaristica?
Basta leggere la Teoria dei sentimenti
morali di Smith: il liberismo non contrario alla solidariet come virt morale. Teme
per che questa virt soffra trasformandola
in spesa pubblica esercitata da burocrati
senza cuore e da politici senza limiti nel potere fiscale e nello spreco del denaro altrui,
a tutto danno delle fasce pi deboli della societ.
Di insanabile c solo limperfezione umana
Un altro rimprovero ai fautori del mercato che la sua applicazione rigorosa genererebbe guasti irremediabili all'ambiente. E'
possibile difendere l'ambiente senza una solida regolazione statale dello sviluppo?
Sembra che i guasti pi gravi all'ambiente, ribatte piccato Ricossa, siano in
paesi senza mercato (ex Unione Sovietica e
Cina, per esempio). Il mercato ha favorito
l'avvento di tecnologie meno inquinanti, ed
pronto ad andare incontro ai consumatori
ambientalisti. Ci non toglie che il potere
pubblico debba fare la sua parte, che non
sempre ha fatto, ma non per colpa dei liberisti. Ragionando sul solidarismo e l'ambientalismo, si sostiene, da parte di alcuni,
l'inconciliabilit, magari forzando un po le
celebri osservazioni di Croce, tra liberismo
e liberalismo: essere liberali significa riconoscere delle forti responsabilit morali
verso gli altri, il che non esattamente lo
stesso che sostenere la scelta economica
fondata essenzialmente sul rischio individuale. In questa ottica addirittura Adam
Smith con la sua forte componente di moralit religiosa non avrebbe mai potuto essere definito appieno un liberista. Di recente
il filosofo Emanuele Severino ritornato
sulla divisione tra liberismo e cattolicesimo. Una divisione insanabile che riguarda
il cuore della persona e le motivazioni del
suo agire: sia homo oeconomicus, che membro della citt di Dio.
Nessuno sa come Smith giudicherebbe
il mondo attuale. Certo che i liberisti d'oggi si ispirano a lui. Sbaglia Emanuele Severino se crede che vi sia una divisione insanabile tra liberismo e cattolicesimo: per l'uno e per l'altro insanabile l'imperfezione
umana (sia o no la causa il "peccato originale"). Insanabile inoltre la divisione tra
marxismo e cattolicesimo, giacch il marxismo crede nella perfezione umana (ottenibile senza la Grazia) e nel ritorno a quel paradiso terrestre, che sarebbe il comunismo
integrale. L'uomo perfetto un Dio in terra,
quindi ateo perch autosufficiente. L'ho mo oeconomicus una fantasia di economisti utilitaristi e razionalisti.
In Italia mi basta che capiscano cosa non
Permetta ancora unobiezione professore, quella pi ricorrente. Il vero ostacolo alla scelta liberista riguarda la sua applicabilit in Italia, una societ nella quale sono
cos radicate l'arte di arrangiarsi, la dimensione localistica, la soggezione ai potenti.
Proporre il modello di una societ fondata
sulla libert e la responsabilit individuali
diventa una scelta di pura testimonianza e
quindi un po velleitaria sul piano politico.
Non sar meglio per questo tipo di iperrealisti essere un po' fascisti o un po' socialcomunisti o un po' democristiani o un po' liberali, in una parola inciucisti. Insomma togliersi dalla testa cose pericolose come la
riduzione crescente delle tasse e dell'intervento dello Stato nella vita dei cittadini? Ma
come fa lei ad insistere sulla sua linea e ad
immaginare possibile una rivoluzione liberale della societ italiana, magari indicando addirittura i passaggi che concretamente ci avvicinino a questo esito?
Il liberismo applicato in parte una utopia (meno pericolosa di altre perch non
promette la societ perfetta). Mi basterebbe
che in Italia si cominciasse almeno a capire
cosa e cosa non , non ad esempio il lais sez faire. Ridotti gli equivoci si potrebbe forse sperare in qualche liberista in pi e in
qualche avversario del liberismo in meno.
Ma gli equivoci fanno comodo ai nostri avversari come spieg Einaudi nel Fantoccio
liberistico (Corriere della sera, 22 agosto
1948) sull'equivoco che l'ente pubblico l
per realizzare il "bene comune". Io, che non
credo alla favoletta, sono stato definito, da
Liberazione, "a destra di Gengis Khan".

Vogliono salvare la partitocrazia, mantenendone limpianto perbene dopo il


grande repulisti giudiziario e la bancarotta
della vecchia classe dirigente. Lincarico a
Antonio Maccanico significa inequivocabilmente questo. La partitocrazia, infatti,
non semplicemente una degenerazione
arraffona e ladra di un modello che ha funzionato e che ora si possa ripristinare. La
partitocrazia il regime storico del consociativismo antifascista originato dal Comitato di liberazione nazionale; il regime
dei Riccardo Lombardi, dei Lelio Basso,
degli Ugo La Malfa e, ovviamente, dei Palmiro Togliatti, degli Amintore Fanfani, degli Aldo Moro (mentre Alcide De Gasperi e
Luigi Einaudi, tanto celebrati, furono fatti
fuori o emeritati prestissimo). Il tandem
Maccanico-Scalfaro
il tentativo illusorio di salvare quella
visione post-fascista
e partitocratica dello Stato italiano.
Gi nel 61 chiamavo questo ibrido
di etnie, di confessioni non laiche, di
famiglie e di lobbies, il modello libanese. Istituzioni
deboli, famiglie forti. Fazioni armate,
arbitri disarmati. E spalmata su tutto una
cultura da protettorato, in cui il senso dello Stato una finzione caricaturale. Il debito pubblico, con i suoi fantasmagorici due
milioni di miliardi, componente strutturale e conseguenza necessaria di quel modello. Nel loro rigoroso parlamentarismo,
Scalfaro e Maccanico hanno presieduto per
decenni, con dignit formale e comprovata
capacit, al governo unanimistico della
spesa pubblica, al trionfo del voto consociativo (dal Msi al Manifesto) per l80 per
cento delle leggi in commissione.
I due hanno grandi qualit, si muovono
con pulizia anche quando si fanno espressione di un attentato alla Costituzione. Che
altro infatti, se non una ulteriore, drammatica forzatura della Costituzione, un governo che nasce per governare la riforma
delle istituzioni, esautorando il potere del
Parlamento nel luogo vero in cui esso dovrebbe esercitarsi e confiscandolo a favore
dei partiti? Tutti capiscono che questo esecutivo ha davanti a s diciotto mesi di vita e
anche pi, ma solo e soltanto a condizione di
farsi espressione del Gran Consiglio informale dei partiti e degli interessi costituiti,
come gi accadde durante il caso Moro.
Il presidente incaricato la migliore
espressione di quelle che Gaetano Salvemini chiamava le culture riunite, un impasto di protezionismo e di industrialismo

allombra dellalta finanza, sotto gli auspici


della Fiat, delle grandi famiglie della ricchezza consolidata, dei sindacati e dellazione operaia e socialista. E il partito degli
insospettabili, un partito che mi mette in
grande sospetto.
Mi si dice: ma laccordo fatto in nome
del presidenzialismo... Rispondo che questo presidenzialismo improvvisato ha tutta
laria di essere la copertura del governo
dei diciotto mesi, del governo di fine legislatura che rimanda il voto al suo termine
pi lontano. Il presidenzialismo copre un
programma appetitoso nei veri settori di
azione di un esecutivo, nelleconomia e nellordine pubblico, nella politica estera e
nella giustizia. Comunque, si tratta fino a
prova contraria di un presidenzialismo che
nasce sotto una stella
simile a quella che
battezz la riforma
elettorale di Sergio
Mattarella, il Mattarellum. Il referendum voleva un turno
unico e il maggioritario secco, come nellInghilterra del bipartitismo. Invece il
Gran Consiglio parlamentare dei maggioritari finti var una
legge elettorale con
recupero proporzionale e meccanismo di
scorporo, in modo tale da avere un maggioritario con 26 partiti.
Lo stesso accadr con il presidenzialismo consociativo. I poteri del presidente
saranno oggetto non gi di un accordo, che
non c, ma di un mercato, che gi cominciato. E sotto a questa discussione, allombra del restaurato doppio turno, riemerger la grande voglia di restituire potere ai
partiti e di domare infine questo grande
processo di emancipazione che era cominciato il 18 aprile del 93.
Un presidenzialismo con venti e pi partiti lombrello perfetto per la crescita di
un intreccio di poteri, di sottopoteri, di corporazioni e di altri veicoli chiusi di una cultura oligarchica, emergenzialista, liberale
nei culti liturgici ma illiberale nella sostanza politica e nella prassi formale.
Peccato che Rifondazione e Alleanza nazionale siano risultate come paralizzate,
nei loro no come nei loro ni, di fronte a
questo ibrido nascente. Se avessero aderito alla campagna per la messa in stato di
accusa del Capo dello Stato, oggi non
avremmo questo dispiegato tentativo di restaurazione partitocratica, con una prospettiva di governo blindato dai grandi partiti che chiama al dovere dellopposizione.
Marco Pannella

B I O C L I M AT O L O G I A

E in arrivo il grande freddo


e potrebbe pure venirci la bile
Un massiccio afflusso di aria fredda di
che, delle laringiti e tracheiti specie nei
origine polare interesser tutto il bacino
bambini e negli adolescenti.
del Mediterraneo nel corso dei prossimi
Apparato respiratorio: aumento delle sigiorni apportando ovunque temperature
nusiti e di accessi di asma in chi soffre ai
al di sotto dei valori medi stagionali e
bronchi, specie se ha pi di 60 anni.
possibili nevicate anche a basse quote,
Apparato digerente: su tutta la penisola
anche sulle regioni centro-meridionali.
riacutizzazione delle gastroduodeniti,
Questo il linguagdelle ulcere e delle
gio tecnico dellufficio
coliti spastiche.
metereologico che, Come avanzer il fronte dei zero gradi Fegato e reni: aumentradotto, vuol dire che
to del pericolo di colisullItalia sta arrivanche biliari e renali in
do il grande freddo. E
chi soggetto a calcole conseguenze possoli.
no non essere solo
Muscoli e articolazioni:
grandi raffreddori.La
riacutizzazione dei
bioclimatologia studolori alla cervicale e
dia le conseguenze
delle lombalgie.
sullorganismo umano
Sistema nervoso: audelle variazioni metemento delle cefalee,
reologiche. Ecco le
delle insonnie specie
patologie o anche solo
nelle regioni con forti
i disordini cui rischiaventi.
mo (non c nessuna
Malattie psicosomaticertezza per carit!)
che: generale riacutizdi andare incontro in
zazione.
questa settimana. CoAllergie: solo sulle reA cura dellOsservatorio Milano Duomo
noscerli pu aiutarci e della cattedra di Bioclimatologia medica di Milano
gioni meridionali.
a prevenirli e, perfiPsiche: nelle regioni
damente, a farci beffe delle cassandre
con forti venti aumento dei sintomi, in
mediche che lanciano questi allarmi.
modo particolare nei soggetti borderline,
Malattie cardiovascolari: riacutizzazioe delle nevrosi nei tossicodipendenti.
ne degli episodi di angina pectoris e di
Prevenzione generale (da attuare sotto
scompenso cardiaco.
controllo medico): molta frutta e verdura
Vie aeree superiori: aumento delle rinifresca, sali minerali (magnesio e potassio)
ti e delle faringiti, delle tonsilliti batteriassociati ad aminoacidi e vitamine. Bere
almeno un litro dacqua al giorno e vita

IL FOGLIO quotidiano

OGGI - Annuvolamenti intensi con


qualche precipitazione sul Piemonte e
sulla Liguria, a carattere nevoso sopra
i 500 metri. Annuvolamenti con piogge
sulle regioni meridionali e sulle isole
maggiori. Temperatura in diminuzione.
DOMANI - Nuvolosit residua sulle
regioni nord-occidentali e sulle isole
maggiori, con ulteriore diminuzione
della temperatura su tutto il territorio.

DIRETTORE RESPONSABILE: GIULIANO FERRARA


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ANNO I NUMERO 6 - PAG 3

IL FOGLIO QUOTIDIANO

MARTED 6 FEBBRAIO 1996

EDITORIALI
I Padri Ricostituenti
A

i Padri Costituenti (Alcide De Gasperi, Pietro Nenni, Palmiro Togliatti) che si apprestavano a ricostruire lItalia uscita a pezzi dalla seconda
guerra mondiale, erano chiare le possibilit di azione: si doveva fare una Costituzione, lanciare un piano di lavori
pubblici, evitare esasperazioni nei conflitti sociali, pacificare il Paese superando i traumi della guerra civile. La
scelta se imboccare una via socialista o
una via liberaldemocratica venne rimandata.
Anche a Silvio Berlusconi, a Massimo
DAlema e a Gianfranco Fini (i Padri Ricostituenti) sono abbastanza chiari gli
obiettivi delloggi: dare un assetto maggioritario e federalista alle istituzioni,
garantire il processo di unificazione europea e, a questo fine, privatizzare il sistema economico, finire la ridicola guerra civile sulla televisione e far qualcosa
per riportare nel suo ambito la magistratura, nonostante lattivismo del partito dei giudici. Ugualmente chiaro ci
che va rimandato: se lo sviluppo italiano debba essere guidato da una logica
liberista o socialdemocratica.
Quello che distingue i Costituenti di
allora dai Ricostituenti di oggi il coraggio dei primi: questi entrarono senza
esitazione nel governo di coalizione e
garantirono cos, con la loro faccia, lavvio del processo di fondazione della Re-

pubblica. Oggi i padri della Patria sono


pi pudichi. La ricetta di DAlema, accettata parzialmente da Berlusconi, di
ripetere pi o meno il governo corporativo di Lamberto Dini (alla Difesa un uomo dellesercito, agli Interni lex Capo
della polizia, allIndustria un uomo dellEnel, al Bilancio e alle Finanze due
uomini dellImi, agli Esteri la dinastia
Fiat e cos via), fa rimpiangere che Fini
non si sia portato anche il segretario del
Pds a Fiuggi, per decorporativizzarlo almeno un po.
Fare un governo senza i partiti significa fare un governo senza i partiti eletti dal popolo, ma con i partiti che rispondono alle grandi lobbies. Un consociativismo tra Imi e Mediobanca, due
splendide istituzioni italiane che dovrebbero per essere sempre sottoposte
al vaglio del libero mercato, pi dannoso del consociativismo tra Dc e Pci.
Non lo si pu sottoporre neanche al voto. Il potere a Bankitalia, con un manuale Cencelli ancora pi scrupoloso di
quello della Dc dei giorni doro (tanti
posti ai ciampiani, ai diniani, ai fazisti)
rappresenterebbe una tragicommedia
per il Paese: la banca centrale un formidabile contropotere, ma come supremo regolatore della vita politico ed economica generale diventa una specie di
Pcus (il Partito Comunista dellUnione
Sovietica, quello di Breznev).

LEuropa e lombrello nucleare


J

acques Chirac contento per aver


gettato le basi della force de frappe a uso delle nuove generazioni post
golliste, e se n andato a Washington
per trattare con Bill Clinton senza scomodi complessi di inferiorit. Ora le
truppe francesi, come osserva il Washington Post, possono servire senza
complessi sotto bandiera e comando
Nato in Bosnia. Anche gli ecolo-pacifisti di Greenpeace, dopo tante contestazioni, applaudono la Francia per avere
ridotto il programma nucleare inizialmente previsto allatollo di Mururoa e
per il sostegno al bando nucleare generale nel 96. I paesi della Estasia accolgono con benevolenza il beau geste di
Parigi. LItalia tira un sospiro di sollievo, perch finalmente archiviato il
contenzioso sul voto contrario alle Nazioni Unite, un ostacolo formidabile, fino a ieri, nelle relazioni bilaterali franco-italiane.
Tutti contenti. Ma la difesa europea?
Le polemiche sulla decisione di Chirac
di interrompere la moratoria nucleare
decisa da Franois Mitterrand (nel 92 e
solo nel 92, bisogna ricordarlo) sembrano dare ragione agli euroscettici, che da
sempre dubitano della possibilit di
compiere un passo verso lunione poli-

tica europea. Non c unione politica


senza una politica estera e di difesa comuni, politiche la cui mancanza stata
cos clamorosamente avvertita e denunciata di fronte alla tragedia bosniaca. Difesa europea vuol dire anche difesa convenzionale, ed esiste un piccolo
nucleo di difesa franco-tedesco a cui lItalia ha chiesto di aderire; ma decisivo lombrello nucleare sul continente,
tanto pi importante in vista del disimpegno americano, considerato ormai
inevitabile, e in considerazione dello
splendido isolamento degli inglesi, per
i quali sempre lEuropa che si isola
dalla Gran Bretagna e non viceversa.
Ecco tema per la presidenza italiana
dellUnione europea e per il futuro titolare degli esteri. Nessuno osa porre il
problema dellintegrazione europea
dellunica forza nucleare disponibile,
quella francese. E certo non si fanno
passi avanti con gli isterismi di una
parte del movimento ambientalista,
che ha dimenticato gli esperimenti nucleari diffusi in giro per il mondo e ha
scoperto il fungo nellatollo con
trentanni di ritardo, o le chiusure da
piccola grande potenza del presidente
francese, che ama evidentemente giocare da solo.

Quando il fisco estorce e punisce


I

l ministro Augusto Fantozzi annuncia


che con il '95 finisce l'emergenza fiscale, perch dai condoni si passer ai
concordati. Sempre sulla base di redditi presuntivi, si intimer ai lavoratori
autonomi di versare altri due milioni
per evitare le visite del fisco dalle quali, per la confusione in cui versa la legislazione tributaria, si sa che neppure
san Francesco uscirebbe indenne.
Dov' la differenza? Che questa volta nel mirino ci sarebbe soltanto un
terzo dei lavoratori autonomi, quelli
che in assenza di computer e commercialisti non hanno adeguato le loro dichiarazioni dei redditi ai soliti cervellotici parametri presuntivi. Ma se l'emergenza finita perch non si fa invece la riforma fiscale? Perch prima
bisogna raggiungere un assetto ragionevole delle entrate, che il ministro
non ci dice e forse non sa quale sia, e
poi bisogna ritarare l'amministrazione su una eventuale riforma. Quanto
tempo ci vuole? Non si sa, ma secondo
Fantozzi l'amministrazione a tutt'oggi
non ha ancora digerito la riforma del
1971. Con ritmi di assimilazione cos
veloci ci vorranno almeno altri venti-

cinque anni. Sulla base dell'aurea massima fantozziana secondo cui chi paga di meno evade di pi, le attenzioni
del fisco vanno ai lavoratori autonomi
a reddito pi basso, quelli che hanno
meno possibilit di usufruire di servizi
fiscali professionali e che quindi sono
pi indifesi dalle insondabili complessit tributarie.
I contribuenti vantano un credito
verso il fisco, almeno un credito di semplificazione e di rispetto: alcune categorie come quelle artigiane hanno visto
in pochi anni moltiplicarsi le richieste
fiscali e contributive. Secondo le loro
organizzazioni, un quinto delle aziende
individuali saranno espulse dal mercato per l'accanimento fiscale, trasformando in disoccupati altri trecentomila lavoratori. Anche Fantozzi afferma
che l'occupazione ha bisogno di meno
tasse, ma intanto minaccia i lavoratori
autonomi di accertamenti mirati se non
sborseranno le cifre del concordato. Un
fisco che agisce in questo modo sembra
un racket: non c' da meravigliarsi se i
contribuenti si sentono vittime di un'estorsione contro la quale serpeggia la
tentazione della rivolta fiscale.

Come Fazio ha difeso il potere di Bankitalia


UNA GUIDA AUTOREVOLE, UNA LITURGIA DA INIZIATI, UN PARTITO TRASVERSALE, UNA CULTURA, UNO STILE
Roma. Ancora oggi il Governatore della
Banca dItalia Antonio Fazio polemizza con
il presidente Lamberto Dini, ormai dimissionario, e sostiene la necessit di una manovra aggiuntiva intorno ai 15 - 20 mila miliardi da realizzarsi nei primi mesi del
1996. E un promemoria per Antonio Maccanico. Con il governo Berlusconi Fazio
non era stato pi tenero e si era confrontato su due questioni cruciali: la nomina del
direttore generale di Banca dItalia e limpostazione della legge finanziaria. In entrambe le occasioni Fazio non aveva risparmiato n le critiche n la rigida difesa
delle propria autonomia.
Questa posizione di autononomia netta e
marcata, il Governatore ha continuato a tenere nei confronti del governo Dini. Tutta la
vita di questo governo stata segnata da una
polemica talora esplicita, talora sotterranea,
fra lesecutivo e listituto di emissione.
La posizione sostenuta dalla Banca dItalia non stata seccamente deflattiva e
monetarista. Listituto di emissione non ha
raccolto la richiesta della Confindustria di
ridurre subito il tasso di sconto. Cos Fazio
ha spiegato la filosofia alla base delle sue
scelte: Perch la discesa dei tassi di interesse continui con decisione necessario
mirare a condurre, con ampio margine di
sicurezza, il fabbisogno del Tesoro aldisotto dellannunciato limite di 110 mila miliardi... La politica monetaria rimane ferma
sullobiettivo di portare linflazione al di
sotto del 4% nella media del 1996, mirando
ad un ulteriore decelerazione negli anni
successivi.
In effetti Banca dItalia ha una politica
monetaria e creditizia caratterizzata da
una calcolata doppiezza. Sul terreno del
tasso di sconto, e conseguentemente di tutti i tassi pagati da imprese e privati, finora
non c stata nessuna riduzione. In sostanza quando lo Stato e le banche sono creditori, i tassi rimangono elevati. Allorch,
per, lo Stato debitore (e cio quando
emette titoli di Stato) Banca dItalia riduce i tassi, sia quelli a breve che quelli a lungo termine. Evidentemente questo possibile perch i mercati finanziari riconoscono un miglioramento della situazione economica. Il che significa che esiste fin dora
lo spazio per una qualche riduzione del tasso di sconto. Banca dItalia ritiene, per,
che sarebbe sbagliato abbassare la guardia
in una situazione caratterizzata tuttora dal
combinato disposto di un alto tasso di inflazione accompagnato a pesante instabilit politica.
Rigoroso con sindacati e Confindustria
Anche sul terreno dei rapporti con le forze sociali, la posizione di Antonio Fazio
caratterizzata da una sostanziale autonomia. Non a caso Fazio ha ricordato alla
Confindustria che fra le principali cause
dellinflazione c proprio laumento eccessivo dei prezzi dei prodotti industriali. Per
altro verso, ai sindacati il Governatore ha
ribadito che indispensabile moderare le
richieste salariali: Sarebbe un grave errore ricercare la correzione delle modifiche
nella distribuzione dei redditi degli ultimi
due anni attraverso un accelerazione dei
redditi di lavoro. Si riaccenderebbe linflazione, si ridurrebbe la competitivit, si frenerebbe ugualmente lo sviluppo produttivo.
E con questi comportamenti che Fazio si
conquistata una fama di persona autonoma e autorevole in un momento e in un
Paese nei quali queste qualit non sono riconosciute pi quasi a nessuno.
Antonio Fazio diventato Governatore
della Banca dItalia quando listituto di
emissione era reduce da unautentica disfatta avvenuta nel corso del 1992, durante
il governo Amato. Su ispirazione di Tomaso
Padoa Schioppa, il Governatore Azeglio

Ciampi aveva impegnato listituto di emissione su una linea monetaria molto rigida
fondata sul mantenimento dei livelli di
cambio allora esistenti. La scelta della difesa della lira veniva considerata come una
sorta di linea del Piave. Purtroppo non si
trattava del Piave, ma di Caporetto. Banca

Schioppa, con Pierluigi Ciocca, con lo stesso Ciampi era diventato molto forte.
Ciampi voleva Padoa Schioppa
E il Pds, sponsor tra gli altri Vincenzo Visco, Alfredo Reichlin, Filippo Cavazzuti,
eredit il vecchio rapporto con quella par-

Il nuovo Governatore stato scelto dopo la Caporetto della lira ed


riuscito ad affermarsi sopra le fazioni che per un lungo periodo hanno
segnato la vita dellistituto di via Nazionale. Le polemiche con il governo
Berlusconi, quelle con il governo Dini. Ora la volta di Maccanico

dItalia bruci quasi tutte le sue riserve e ,


malgrado ci, la lira and incontro ad una
forte svalutazione.
La vicenda indebol in modo decisivo la
candidatura di Padoa Schioppa che veniva
considerato, e soprattutto si considerava,
come il naturale delfino di Azeglio Ciampi.
Padoa Schioppa, oltre che essere ritenuto uno dei cervelli pi fini dellistituto di
via Nazionale, era diventato ( fin dai tempi
in cui Luciano Barca era uno dei massimi
consiglieri di Enrico Berlinguer) un interlocutore privilegiato del Pci. Tramite Luigi
Spaventa il rapporto del Pci con Padoa
Che cosa spinge Romano Prodi a consultare un monaco ultraottantenne? E che
cosa muove questo monaco a definire Berlusconi, DAlema e Fini: maschere tragiche? Giuseppe Dossetti un vinto della
politica, un dottrinario animato dagli
ideali evangelici, che nel 1951, ha abbandonato il partito per ritirarsi in convento.
Resistente, fondatore della Dc, protagonista dei lavori della Costituente, avversario
di De Gasperi, il testimone vivente di un
problema storico che in primo luogo un
dilemma filosofico: instaurare una democrazia economica, sociale e politica ispirata ai principi cristiani.
Problema storico, perch nell'Italia del
dopoguerra la democrazia repubblicana
doveva, secondo Dossetti, sostituire l'universalit della nazione, travolta nel crollo
del fascismo, con una universalit pi impellente, quella di un cristianesimo, concorrenziale e superiore al comunismo
uscito vincitore dalla guerra. Dilemma filosofico, quello che si interroga sulle compatibilit possibili fra la visione relativista della democrazia laica e i valori rivelati della tradizione cattolica.
La politica di Dossetti sispira al personalismo di Emmanuel Mounier e dei cattolici della rivista francese Esprit, autori
negli anni 30 di una critica in chiave cristiana e anticapitalistica del liberalismo
borghese; incentrata sulla commistione di
solidarismo sociale, attenzione alla comu-

te di Banca dItalia. Il candidato a Governatore di questi ambienti era proprio Padoa


Schioppa. Loperazione aveva il sostegno
del Governatore uscente, Azeglio Ciampi,
che era diventato nel frattempo Presidente
del Consiglio. La vittima designata era lallora direttore generale di Banca dItalia
Lamberto Dini. Senonch, grazie anche agli
effetti della sconfitta sulla lira, loperazione
riusc solo in parte: fu bloccata la promozione dell odiato Dini, che rimase direttore generale, ma non pass Padoa Schioppa come Governatore.
Antonio Fazio emerse da questo scontro

LIBRI
Giuseppe Dossetti
SCRITTI POLITICI
448 pp. Marietti, Lire 37.000
nit e rigenerazione morale: nessuna democrazia politica infatti possibile, se
non diviene anche una democrazia sostanziale. Il riformismo di Dossetti degli
anni postbellici ha propositi molto alti:
La politica della Dc, da un articolo del
1946, riportato negli Scritti, non deve essere una politica di abilit o di compromessi, ma una politica di convinzioni, perseguite pur nella necessaria elasticit tattica, con la pi intransigente fermezza e
col metodo pi rigoroso. II partito cattolico una forza che deve operare come una
totalit di aspirazioni e di iniziative, capaci d'investire tutto l'uomo in ogni sua
connessione sociale . Volontarismo, primato delle riforme (contro il tatticismo e
la pedagogia dei fatti di De Gasperi), per
Dossetti si tratta innanzitutto ricostituire
un autentico mondo di fini, capace di arginare lindividualismo liberale dilagante
nell'Italia postbellica. La divergenza con

di fazioni ed eredit da Azeglio Ciampi un


istituto di emissione che presentava una situazione contraddittoria. Per un verso Banca dItalia rimaneva una struttura di alto livello tecnico e professionale. Per altro verso Banca dItalia era uscita segnata dallo
scontro interno.
San Tommaso e Lord Keynes
Avendo alle spalle queste vicende burrascose si pu dire che Antonio Fazio sia riuscito in questi anni a riconquistare un autonomia dellistituto di emissione dalle varie forze politiche e anche a scegliere una linea di politica monetaria ed economica
molto precisa. Certamente Antonio Fazio
dal punto di vista culturale non un figlio
di nessuno: in molte delle sue riflessioni e
anche in quella sorta di enciclica annuale
che il Governatore della Banca dItalia pronuncia in occasione dellAssemblea dellistituto sono rinvenibili le tracce di un pensiero cattolico insieme antico e moderno
che si abbeverato sia a san Tommaso sia
a Lord Keynes. In ogni caso, oggi, in via Nazionale c un Governatore realmente indipendente, che non legato n alla tradizionale cordata filopidiessina e scalfariana
dellUfficio studi della Banca, n allandreottismo di Dini, n a Mediobanca e alla
Fiat. Lattuale Governatore, naturalmente,
tuttaltro che infallibile e anzi qualche volta ( come in occasione di un repentino aumento del saggio di sconto di qualche tempo fa ) pu anche commettere quelli che
molti hanno giudicato gravi errori, ma resta
uno dei difensori pi rigorosi dellautonomia dellistituto che dirige.
Le banche al centro delleconomia
Certo un osservatore malizioso potrebbe notare che il difendere la propria autonomia
non esime Fazio dal partecipare a quella
sorte di partito di Banca dItalia che unisce
tutti i dirigenti usciti da via Nazionale a
qualunque scuola economica appartengano:
pronti a difendere una concezione dello sviluppo economico centrata sulle banche, con
scarsa attenzione a tutti gli altri soggetti che
sul mercato gestiscono le risorse finanziarie, contribuendo cos a irrigidire uneconomia italiana gi scarsamente flessibile.
De Gasperi nettissima, nutrita da una
opposta interpretazione del ruolo della
DC all'interno della societ nazionale, ma
soprattutto di una concezione antitetica
dei rapporti fra partito, istituzioni, governo del paese: liberaldemocratica e rispettosa delle autonomie nel leader trentino,
tendenzialmente integralista o quantomeno organicistica in Dossetti. De Gasperi
inoltre rappresenta troppo lidea che fra
lItalia nuova e quella prefascista, non ci
debba essere la rottura che lui invece auspica. Siamo insomma agli antipodi. Negli
Scritti ritroviamo elaborate le linee portanti di gran parte delle successive posizioni della sinistra democristiana. Ma
non c solo questo. Fra le pagine dellanziano prete, si pu cogliere anche, lanticipazioni di certe suggestioni, avanzate di
recente dalla sinistra cattolica pi impegnata nelle situazioni di frontiera. Attenzione per. Chi saspetta di trovare negli
Scritti dossettiani un che di pretesco o
uno stile da omelia rester deluso.
Stupisce infatti nell'analisi di questo
specialista del diritto ecclesiastico, chiamato da un caso fortuito alla militanza,
la destrezza con cui passa indifferentemente dalla politica contingente alle
grandi tematiche dello stato moderno, dal
liberalismo al totalitarismo. Abilit ideologica a parte, resta in sospeso il quesito
iniziale: che cosa spinge Romano Prodi a
consultare questo monaco?