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GLI ANNI DI PIOMBO

Tra la fine degli anni '60 e l'inizio degli anni '80,in Italia presero vita
contestazioni e atti di terrorismo dovuti all'insoddisfazione per la
situazione politico-istituzionale caotica (governi che duravano anche
pochi giorni) che poi si tradussero in lotte armate,commesse da
gruppi organizzati che usarono l'arma del terrorismo con l'obiettivo
di creare le condizioni per influenzare o sovvertire gli assetti
istituzionali e politici del Paese.

A causa di tali avvenimenti questo periodo viene indicato con il


nome di ANNI DI PIOMBO,prima del quale l’Italia stava vivendo
un’epoca di fioritura: l'economia era cresciuta ed il miglioramento
del tenore di vita era percettibile,la mortalità infantile si era
fortemente ridotta. L'analfabetismo era praticamente
scomparso,infatti l'Italia cominciava ad essere una nazione, con una
lingua diffusamente parlata (o almeno capita) dalla Sicilia fino alle
Alpi. La RAI era riuscita, oltre che a diffondere una lingua nazionale,
a creare una certa attenzione verso i simboli nazionali, almeno in
occasione di mondiali di calcio, olimpiadi e fenomeni analoghi. In
quegli anni si stava anche formando una crescita culturale, molto
spesso egemonizzata dalla sinistra, secondo la dottrina di egemonia
culturale sviluppata da Antonio Gramsci.

Ma di seguito alla situazione politica allo sbaraglio e al benessere


che beneficiava solo i borghesi,gruppi di operai diedero vita a
organizzazioni come le Brigate Rosse le quali si proponevano una
dittatura del proletariato, tale obiettivo doveva realizzarsi
attraverso azioni politico-militari e documenti di analisi politica, che
indicavano gli obiettivi primari e le modalità per raggiungerli.
Mentre, si contrapponevano ad essi quei gruppi di estrema destra
che avevano come fede il fascismo e soprattutto la sconfitta della
classe operaia. C’è da dire che nell'immaginario collettivo molti
associano questo periodo solo con le imprese di alcune
organizzazioni extraparlamentari di sinistra, come Lotta Continua,
Movimento Studentesco, o terroristiche come Prima Linea e le
Brigate Rosse, ma in quel periodo operarono anche molti gruppi di
estrema destra, come i NAR e Ordine Nero.
Le BR sono il gruppo più importante per numero di aderenti , di
azioni armate e per organizzazione:infatti come tutti gli altri gruppi
avevano dei leader ,degli obiettivi, delle dinamiche, delle
tattiche;ma forse l’unico gruppo ad avere una struttura politico-
militare compartimentata ,nonché con struttura con gruppi di fuoco
inquadrati in cellule, a loro volta raggruppate in colonne sotto
l'egida della direzione strategica. Il modello da cui traevano
ispirazione era quello partigiano come ad esempio i soprannomi,
che i brigatisti utilizzavano per nascondere la vera identità.

Ma il punto debole dell'intera struttura è identificabile proprio nella


rigida verticalità dell'organizzazione che non lasciava spazi
autonomi alle diverse colonne, questo sarà infatti la causa della
scissione del gruppo.

Con la visione del film “Prima Linea” mi è stato possibile capire nel
migliore dei modi ciò che c’è dietro al nome anni di piombo. La
storia è raccontata da Sergio Segio, uno dei fondatori del gruppo
armato PL,il quale ricorda i giorni del suo arresto e tutto il suo
vissuto a capo di quest’ultimo;pentito di aver commesso
omicidi,gambizzazioni e quant’altro perché credeva nella
convinzione che l'uso della violenza fosse una scelta necessaria nel
nome di una rivoluzione:convinzione di cui si pentirà e ne
comporterà l’uscita dal gruppo,in seguito alla scelta di costituirsi di
molti “compagni”.Di seguito all’evasione della fidanzata Susanna,
da lui architettata, sarà arrestato e dopo aver scontato la sua
condanna a 22 anni oggi lavora al recupero dei soggetti
svantaggiati della società.

Oggi a più di trent’anni dalla conclusione di questo periodo


sanguinoso che ha visto morire centinaia di uomini tra forze
dell’ordine,terroristi,giudici e civili non rimane altro che interrogarci
sulle motivazioni che hanno spinto queste persone ad agire,e come
spiega Sergio nel film e secondo il mio punto di vista: non è stato
altro che credere in principi sbagliati a determinare tutto ciò,ossia a
credere che l’uso della violenza fosse la cosa migliore per cercare di
cambiare le cose;ma ancora più grave sono state il dilagarsi del
conformismo e dell’obbedienza che hanno portato a credere tutti gli
uomini nelle stesse convinzioni.
Importante è capire che un’alternativa c’è come dimostra il caso di
Sergio D'Elia,il quale insieme a Sergio Segio era stato uno dei
fautori delle ideologie e dei piani di PL;che dopo aver scontato la
sua pena è stato eletto alla Camera dei deputati nelle elezioni
politiche di aprile 2006 per la Rosa nel Pugno ed è stato nominato in
seguito segretario alla Presidenza della Camera.

REA DE FALCO
GIUSY V°AS