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Servodidio Stefano

Vb

18/12/10

Produzione Scritta di Italiano


Tipologia B ambito storico-Politico
ARGOMENTO: Il ruolo dei giovani nella storia e nella politica. Parlano i leader.

I giovani, motore della storia


Ebbene, dichiaro qui, al cospetto di questa Assemblea e al cospetto di tutto il popolo italiano, che io assumo, io solo, la responsabilit politica, morale, storica di tutto quanto avvenuto[] se il fascismo non stato che olio di ricino e manganello, e non invece una passione superba della migliore giovent italiana, a me la colpa! Cos parl Mussolini il 3 gennaio 1925 di fronte ad una moltitudine di giovani ed entusiaste camice nere, assumendosi ufficialmente la responsabilit del delitto Matteotti. Come tanti regimi, partiti o gruppi politici nel corso della storia, il Fascismo ha assunto come propria base militante la migliore giovent, e questo gli ha consentito di ottenere in poco tempo una presa formidabile sullopinione pubblica e in seguito il grandissimo potere politico che condurr lItalia in una delle pi tristi fasi della sua storia. Il Fascismo prevalse sugli altri partiti per varie ragioni storiche e culturali dellItalia degli anni venti, ma anche e soprattutto perch fu in grado di riconoscere quale formidabile forza politica e sociale possano costituire i giovani: fin dagli albori , il movimento seppe incontrare i favori della borghesia, ottenendo lappoggio degli industriali e delle masse giovanili di destra e anticomuniste, prontamente indottrinate e inquadrate in un organismo paramilitare. In questo modo il regime nella seconda met degli anni venti, pur non avendo ancora ottenuto il controllo completo del paese, poteva gi contare su una solida base di fedeli sulla quale fondare il potere assoluto. Stesso schema segu Hitler quando, allinizio degli anni trenta, comp una fulminea scalata politica guidando il Partito Nazionalsocialista, nel quale si riuniva buona parte della giovent borghese. In questi due eventi storici, laffermarsi del Fascismo e del Nazismo, ma anche in numerosissimi altri, vediamo i giovani giocare un ruolo essenziale, a tal punto che li potremmo definire a buon diritto motore della storia. A dare loro questa parte da protagonista nel processo di evoluzione della societ sicuramente quella volont ribelle, quellentusiasmo che li spingono continuamente a contestare, ad alzare la testa e urlare contro tutto e tutti. Ognuno da giovane sente quel bisogno pressante di distruggere, di cambiare tutto, che lo fa entrare in conflitto con i valori della societ e lo spinge a cercarne di nuovi. Questa pulsione verso la ribellione si rivela a livello politico, una forza titanica che, se controllata, diventa inarrestabile. Hitler e Mussolini hanno saputo cogliere le inquietudini e le ambizioni della giovent italiana e tedesca, hanno fomentato la sua volont rivoluzionaria e le hanno dato unideale da seguire. A quel punto bastato puntare il bersaglio e stare a guardare: in un attimo le opposizioni sono schiacciate e si sgombera la strada al potere.

Abbandonando lesempio specifico del Fascismo-Nazionalsocialismo, possiamo dire che senza lappoggio delle masse giovanili nella storia non ci sarebbe stata alcuna rivoluzione; la stessa societ in cui viviamo resterebbe immobile e stagnante senza levoluzione imposta dal susseguirsi delle generazioni; possiamo dire che, nellambito della comunit umana, le cose funzionano come quando si vende una casa: il nuovo proprietario quasi sicuramente non la lascer come la ha trovata ma cambier o sposter i mobili secondo il suo gusto, dar il bianco e la far ristrutturare. Allo stesso modo quando sopraggiunge una nuova generazione, essa compie un giudizio critico sulla societ in seno alla quale nata e tende naturalmente a correggerne i difetti: In effetti, il patrimonio dei valori tramandati e acquisiti sempre sottoposto dai giovani a contestazione. Contestare, peraltro, non vuol dire necessariamente distruggere o rifiutare in modo aprioristico, ma vuol significare soprattutto mettere alla prova nella propria vita e, con tale verifica esistenziale, rendere quei valori pi vivi, attuali e personali, discernendo ci che nella tradizione valido da falsit ed errori o da forme invecchiate, che possono esser sostituite da altre pi adeguate ai tempi (Papa Giovanni Paolo II, enciclica Centesimus Annus). In questo modo la societ evolve e si migliora costantemente. Se per la nostra casa non viene venduta, ma rimane dello stesso proprietario per anni, pi difficilmente si cambieranno i mobili vecchi o si sistemeranno le crepe, e rester piuttosto abbandonata al degrado. Cos una societ nella quale le vecchie generazioni non passano il testimone alle nuove destinata a rimanere paralizzata e a deperire. in una situazione di questo tipo che la spinta rivoluzionaria repressa dei giovani rischia maggiormente di sfociare nella violenza e nel conflitto generazionale, trasformando il processo di sviluppo della societ in distruzione; qualcosa di simile si visto nel 68 e nel 77 in Italia, quando la protesta

giovanile, tendenzialmente pacifica e aperta al dialogo, non ha potuto far ascoltare la sua voce perch zittita dallodio e dalle violenze di piccoli gruppi di estremisti politici. Nella nostra storia, tutti i giovani hanno giocato il loro ruolo, piccolo o grande, nel cammino del progresso; alcuni sacrificando la loro stessa vita, altri con piccoli e semplici gesti ogni giorno, ma tutti uniti e ugualmente determinati nel lottare per una societ migliore. Il loro entusiasmo per anche la loro debolezza: essi infatti sono estremamente vulnerabili alle ideologie, che il pi delle volte nascondono dietro una bella apparenza secondi fini e scopi materialistici. Gli adolescenti sono attratti da gruppi politici, sociali, religiosi nei quali si identificano di cui accettano e affermano gli ideali; la maggior parte di questi sono fondamentalmente innocui, una piccola parte legata alla microcriminalit, ma i pi pericolosi, e per fortuna pi rari,sono quelli che vanno a manipolare le persone attraverso la demagogia, la retorica, lidealismo. Questi, nelle giuste condizioni, divengono pericolosissimi perch in grado di controllare grandi masse di giovani, facilmente manipolabili e purtroppo spesso tendenti allestremismo. In questo modo tali gruppi possono controllare il paese come desiderano, poich tengono in pugno la sua linfa vita giovani divengono inconsapevolmente strumenti del potere in grado di far prevalere la volont del singolo sulla democrazia, gli interessi di una casta di demagoghi sul bene comune. Essi troppo spesso sono attori inconsapevoli, burattini in mano a macchinatori e fraudolenti. I giovani racchiudono una forza esplosiva che loro stessi non sono in grado di controllare e sono condannati ad essere protagonisti della storia; alla politica e alle vecchie generazioni il compito di metterli nella giusta direzione, cos che essi possano sfogare costruttivamente la loro pulsione rivoluzionaria per il bene della societ. Destinazione: Il Corriere Della Sera