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Scienza e Tecnologia dei materiali

04CFRMK
Laurea in Ingegneria Energetica
A.A. 2013-2014
Docenti: Milena Salvo
milena.salvo@olito.it 4!0"
Scien#a e $ecnologia %ei materiali
$esto consigliato: W.D. Callister,
Scienza e ingegneria dei Materiali; un
Introduzione, EdiSes, Napoli
Verr ornita copia dei lucidi proiettati
a lezione !do"nloads dal portale#
&rgani##a#ione %el corso
Il corso $ organizzato nel seguente modo%
&ezioni di Teoria
Esercitazioni in classe di tipo numerico
Esercitazioni di la'oratorio !pro(e meccanic)e
sui materiali#
&*esame $ SC+ITT, !esercizi e risposte
aperte#- solo per studenti regolarmente iscritti
al corso
Stu%iare la S$M
'erc()*
&a STM (iene oggi considerata una delle tre
tecnologie c)ia(e insieme alle tecnologie
dell*inormazione e alle 'iotecnologie.
&a STM inluenza la nostra (ita di ogni giorno in
molti modi%
riducendo i costi e migliorando le prestazioni dei
prodotti,
promuo(endo direttamente lo s(iluppo di nuo(i
dispositi(i 'asati sui nuo(i materiali
ornendo i mezzi per uno s(iluppo ecososteni'ile.
I materiali naturali )anno segnato la storia dell*umanit,
condizionandone il progresso economico e sociale.
&a crescente domanda di nuo(i materiali conerma un ruolo
essenziale della Scienza dei Materiali per l*inno(azione e la
competiti(it.
&a proonda conoscenza delle propriet ondamentali, ino
alla scala atomica o molecolare, permette di progettare
.materiali inno(ati(i/ con propriet ad )oc.
Stu%iare la S$M. 'erc()*
&+iettivo %el corso
Capire cosa determina il comportamento
!le propriet# di un materiale, ad esempio
nei riguardi di%
+esistenza meccanica
0ropriet termic)e !isolamento termico,
comportamento alle alte temperature, 1#
0ropriet elettric)e e ottic)e
0,-./.0 -Scien#a e tecnologia %ei materiali-
-ontenuti %el corso
Struttura dei materiali cristallini e amori !ric)iami al
corso di C)imica#. Classiicazione dei materiali. Dietti
reticolari. Soluzioni solide. Diusione, nucleazione e
crescita.
Diagrammi di stato. Modiicazione delle propriet dei
materiali% e(oluzione microstrutturale. Diagramma
erro-car'onio.
Comportamento elastico e plastico dei materiali e
correlazione alla struttura dei materiali. 0ropriet
meccanic)e dei materiali.
0ropriet termic)e dei materiali. +erattari.
Isolanti termici.
0ropriet elettric)e !materiali conduttori,
semiconduttori e piezoelettrici# e ottic)e dei
materiali.
Com'ustione industriale. Com'usti'ili e
car'uranti. Cenno ai lu'riicanti.
0,-./.0 -Scien#a e tecnologia %ei materiali-
-ontenuti %el corso
Classiicazione dei materiali
Sommario le#ione:
Classiicazione materiali
Caratteristic)e comuni delle di(erse
classi di materiali
-lassi1ica#ione %ei materiali
I materiali possono essere classiicati
secondo%
il tipo di legame c)imico
la struttura !cristallina o amora#
le propriet
le applicazioni
-lassi %i materiali %i interesse
ingegneristico
MET2&&I
CE+2MICI
0,&IME+I
C,M0,SITI
3eneralmente i metalli sono%
opac)i
rilettono la luce,
ele(ata resistenza meccanica,
rigidi,
duttili !si piegano prima di
rompersi#,
conduttori di calore ed elettricit,
resistenti agli s'alzi termici,
di norma allo stato cristallino,
acilmente la(ora'ili.
I Materiali ME$ALLI-I
3eneralmente i ceramici sono%
ragili
rigidi
ad ele(ata durezza
isolanti elettrici e termici
rerattari e resistenti ad alte
temperature
c)imicamente inerti anc)e in
am'ienti aggressi(i
comprendono i (etri e i leganti
I Materiali -E/AMI-I
&a maggior parte dei polimeri%
non pu4 sopportare alte
temperature
5 isolante termico ed elettrico
)a una modesta resistenza
meccanica
$ deorma'ile plasticamente
alcuni )anno propriet elastic)e
!gomma#.
I materiali '&LIME/I-I
I materiali -&M'&SI$I
&a com'inazione ra le propriet dei
materiali stata estesa grazie allo
s(iluppo dei materiali compositi.
I compositi sono sistemi eterogenei,
costituiti da una matrice di tipo ceramico,
polimerico o metallico in cui si tro(a
dispersa una seconda ase, dotati di
propriet c)e non possono essere
garantite dai singoli costituenti.
Sono costituiti da due asi%
M2T+ICE e SEC,ND2 62SE !o ase
rinorzante#
si classiicano a seconda della matrice in%
compositi a matrice metallica
compositi a matrice polimerica
compositi a matrice ceramica
compositi a matrice (etrosa o (etroceramica
I materiali -&M'&SI$I
Si classiicano anc)e a seconda
della seconda ase%
compositi rinorzati con i're
!lung)e o corte#
compositi rinorzati con
particelle
la seconda ase pu4 appartenere
ad ognuna delle classi principali
dei materiali
I materiali -&M'&SI$I
,'ietti(i%
aumentare la durezza di materiali metallici rinorzi
ceramici
aumentare la rigidit e la resistenza a trazione di
materiali polimerici rinorzi di i're di (etro, di
car'onio
ridurre il peso dei componenti matrice polimerica
Esempi%
calcestruzzo armato !matrice ceramica e rinorzo
metallico# ;
pneumatico !matrice polimerica e rinorzo metallico#,
(etroresine !matrice polimerica#,
I -&M'&SI$I: com+ina#ioni %i roriet2
-on1ronto 1ra i materiali
-lassi1ica#ione %ei materiali- $I'& DI
LE3AME4
Solidi ionici
!es. Mg,, NaCl, gesso, etc.#
Solidi co(alenti e molecolari
!es. polimeri, diamante, graite, car'uri e
nitruri di silicio#
Solidi metallici
!metalli puri e le loro leg)e#
4 si riman%a al corso %i -(imica er il
%ettaglio sui legami c(imici
/ic(iami sui legami c(imici: legame metallico e
soli%i metallici
Tipico dei metalli e delle loro leg)e
3li elettroni di (alenza sono ceduti dagli
atomi a ormare la .nu(ola/ degli elettroni di
(alenza
Disposizione degli atomi in un cristallo di rame. ,gni
atomo di rame $ coordinato a 78 atomi di rame% struttura
cu'ica a acce centrate.
/ic(iami sui legami c(imici: legame ionico e
soli%i ionici
6ormazione di una coppia di ioni di segno opposto%
possi'ile tra atomi con una ele(ata dierenza di
elettronegati(it
Comporta un traserimento di elettroni
Es% NaCl
9 &egame tipico dei materiali ceramici
Give up electrons Acquire electrons
He
-
Ne
-
Ar
-
Kr
-
Xe
-
Rn
-
F
4.0
Cl
3.0
Br
2.8

2.!
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2.2
"i
#.0
N$
0.%
K
0.8
R&
0.8
Cs
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Fr
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H
2.#
Be
#.!
()
#.2
C$
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#.0
B$
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R$
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+i
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Ni
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-n
#.8
As
2.0
CsCl
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C$F
2
N$Cl
.
3.!
A/$pte/ 0ro1 "inus 2$ulin)3 +4e N$ture o0 t4e C4e1ic$l Bon/3 3r/ e/ition3 Cop5ri)4t #%3% $n/
#%403 3r/ e/ition. Cop5ri)4t #%,0 &5 Cornell
6niversit5.
Esemi %i legame ionico
/ic(iami sui legami c(imici: legame covalente e
soli%i covalenti
Nel legame co(alente la conigurazione elettronica sta'ile
(iene raggiunta in seguito alla condi(isione di alcuni elettroni
di (alenza da parte di atomi adiacenti
3li elettroni condi(isi tra due atomi possono essere
considerati come appartenenti ad entram'i gli atomi
/ic(iami sui legami c(imici: legame covalente e
soli%i covalenti
Il legame co(alente $ direzionale%
$ presente solo tra atomi speciici e pu4 esistere
soltanto nella direzione congiungente gli atomi
partecipanti alla condi(isione elettronica
Diamante
7 Molecole con non metalli
7 Molecole con metalli e non metalli
7 Solidi elementari !C diamante, Si, 3e, 1#
He
-
Ne
-
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#%3% $n/ #%403 3r/ e/ition. Cop5ri)4t #%,0 &5 Cornell 6niversit5.
Esemi %i legame covalente
1. &egami a dipolo
indotto luttuante
LE3AMI SE-&5DA/I o 6an %er 7aals
Il legame secondario risulta dall*interazione di dipoli
atomici o molecolari ed $ de'ole
Non coin(olge traserimenti di elettroni
2. &egami a dipolo permanente
Esempio% i gas inerti
legame ad idrogeno !nelle
molecole nelle :uali l*idrogeno $ legato
co(alentemente a 6, , e N#
Esempio% ;6
$s511etric electron
clou/s
; - ; -
secon/$r5
&on/in)
s
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/
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o
n
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in
)
0olimeri% legami
secondari ra le
catene
Caso molto re:uente% legami misti
ionico- co(alente !es. alcuni ceramici, semiconduttori
3a2s, <nS#,
metallico- co(alente !Si e 3e#,
metallo- ionico !composti intermetallici 2l- Co, 6e- <n#
-lassi1ica#ione %ei materiali- $I'& DI
LE3AME
Tipo di legame-propriet dei
materiali
0erc)$ $ importante studiare il legame c)imico%
Il tipo di legame, la sua direzionalit e la sua orza
determinano la struttura e molte delle propriet dei
materiali%
la temperatura di usione
l*espansione termica
&a conduci'ilit termica
le propriet meccanic)e !modulo elastico, duttilit,
tenacit, 1#
0ropriet elettric)e
6orza di legame = temperatura di usione
&a temperatura di usione $ direttamente proporzionale alla
orza di legame. Tus% 0olimeri > !metalli,ceramici#
La struttura dei
solidi cristallini
Perch studiare la struttura dei
solidi?
n La maggior parte delle propriet di un
materiale sono direttamente correlate alla
sua struttura cristallina
n A parit di composizione un materiale
cristallino e uno non cristallino
manifestano propriet differenti
Sommario della lezione
nStruttua dei solidi: cristallina e amorfa
nRichiami alla struttura cristallina dei
solidi:
Concetti di base
Celle e reticoli cristallini
Piani e direzioni cristallografiche
Conoscenze acquisite nel corso di
Chimica
n Lo stato solido
1. Caratteristiche dei solidi cristallini
2. La cella elementare di una sostanza cristallina
3. I solidi metallici
4. Impaccamento atomico nei cristalli
5. I solidi ionici
6. I solidi covalenti
7. I solidi molecolari
n Gli argomenti di questa lezione si considerano acquisiti
I materiali possono essere classificati
secondo:
n tipo di legame chimico
n struttura (cristallina o amorfa)
I solidi possono essere classificati in funzione della
regolarit con cui i loro atomi o ioni sono disposti nello
spazio gli uni rispetto agli altri.
n propriet
n applicazioni
Classificazione dei materiali
Struttura dei Materiali
La materia allo stato solido caratterizzata da una forma e
da un volume proprio ed sostanzialmente incomprimibile.
nCRISTALLINA ORDINATA
Le particelle costituenti, atomi, ioni, molecole, sono disposte nello
spazio in maniera regolare e periodica (metalli, ceramici, alcuni
polimeri). Le loro propriet dipendono dalla direzione lungo la quale
vengono misurate e sono, per questo motivo, detti ANISOTROPI.
nAMORFA DISORDINATA
Le particelle costituenti sono disposte secondo un certo ordine a
corto raggio (su scala atomica) ma assente un ordine a lungo
raggio (vetri, polimeri). Le loro propriet non dipendono dalla
direzione lungo la quale vengono misurate e vengono, per questo
motivo, detti ISOTROPI.
Struttura dei materiali
Es: silice (SiO
2
)
CRISTALLINA AMORFA
Struttura dei Materiali
n Vetroceramici, polimeri e compositi
costituiscono le eccezioni: possono
presentare sia struttura amorfa, sia
cristallina.
http://www.corning.com/lighting
materials/products/macor.html
http://www.precision-ceramics.co.uk
Struttura dei Materiali- Temperatura
di fusione
STRUTTURA CRISTALLINA
n temperatura di fusione ben definita (dipende dalla
forza di legame)
STRUTTURA AMORFA
nI legami dei solidi amorfi non si rompono tutti alla stessa
temperatura (i legami non hanno tutti la stessa forza): non
c' una precisa temperatura di fusione, ma un
rammollimento progressivo all'aumentare della T
Celle e reticoli cristallini
n Esistono diversi modi secondo i quali i costituenti
di un cristallo possono disporsi ordinatamente
nello spazio occupandolo completamente.
Nonostante l'elevatissimo numero di materiali
cristallini i costituenti si distribuiscono secondo
sette tipologie.
n Queste sette tipologie sono rappresentate dalla
pi piccola porzione di materia che contiene tutti
gli elementi sufficienti per individuarle in modo
univoco. Questa porzione viene chiamata cella
elementare o unitaria.
Celle elementari
n Una cella elementare pu essere descritta, con
riferimento a un reticolo tridimensionale, precisando
le lunghezze a, b, c dei lati della cella e gli angoli o,
e y fra gli assi x, y e z.
n Definiti i parametri e gli angoli di cella, e' possibile
conoscere la struttura di un qualsiasi materiale
cristallino
Celle elementari
a,b,c variano con la T e con l'applicazione di
carichi
n allo 0 [K] (zero assoluto) gli atomi sono fermi
sulle posizioni di equilibrio
n al crescere della T oscillano intorno alle
posizioni di equilibrio provocando effetti
macroscopici quali la dilatazione termica e poi
la fusione.
n Le celle elementari sono 7. In esse sono
presenti solo costituenti situati ai vertici
delle celle.
Una rappresentazione pi vicina alla realt
richiederebbe di indicare i costituenti come
sfere contatto, a scapito per della chiarezza.
Celle elementari
La distanza minima fra due costituenti
uguali pari al diametro
I punti di intersezione fra le varie
linee coincidono con i centri delle
posizioni occupate dai costituenti
Le celle elementari sono 7
1/2
2/2
I reticoli di Bravais
Accanto alle
sette celle
elementari
primitive (P) ne
esistono altre
sette che
contengono i
costituenti anche
al centro delle
celle o al centro
delle facce. In
totale i reticoli di
riferimento sono
dunque
quattordici (7+7)
e sono detti
reticoli di
Bravais.
Basi centrate
Cella elementare
cubica
Cella elementare
cubica a corpo
centrato (CCC)
Cella elementare
cubica a facce
centrate (CFC)
Celle elementari
n Le dimensioni delle celle sono dell'ordine
dell'ngstrm, ; 1 = 10
-8
cm.
n All'interno del pi piccolo dei cristalli presente un
numero molto rilevante di celle elementari.
n Esempio nel oFe con struttura cubica a corpo
centrato, la costante reticolare :
a = 2,87 = 2,87 10
-7
mm;
ci significa che in 1 mm sono allineate:
1 : 2,87 10
-7
= x : 1;
x = 3,48 10
6
celle elementari.
Celle elementari
Gli atomi (o ioni o molecole) afferenti a una cella
elementare appartengono
n solo alla cella se sono al suo interno;
n sono condivisi con una cella adiacente se sono al
centro di una faccia;
n sono condivisi con altre otto celle se si trovano su
uno dei vertici.
Cubico a
facce
centrate
(CFC)
Cubico a
corpo
centrato
(CCC)
Celle elementari
n Esempio: nella struttura cubica a facce centrate
sono presenti 6 atomi al centro delle 6 facce
ciascuno dei quali conta per e 8 atomi ai vertici
ciascuno dei quali conta per 1/8; in totale:
6 + 81/8 = 4 atomi per cella.
Celle elementari
n Esempio: Nella struttura cubica a corpo
centrato presente un atomo centrale che
conta per 1 e 8 atomi su ciascuno degli 8
vertici che contano per 1/8;
in totale ci sono in media:
11 + 81/8 = 2 atomi per cella
Come individuare i costituenti di una
struttura cristallina?
Determinare
n Coordinate di reticolo per i costituenti
n Indici di direzione per le direzioni reticolari
n Indici di Miller per i piani reticolari
Coordinate di reticolo
Ogni coordinata effettiva divisa per il corrispondente
parametro di cella: numero adimensionale
Piani e direzioni cristallografiche
n In ogni cristallo facile individuare filari di
atomi lungo i quali gli atomi si susseguono con
regolarit. Lo stesso atomo fa parte di pi
filari lungo i quali si ritrova distanziato in
modo diverso dagli altri atomi.
Cubico a
facce
centrate
(CFC)
Cubico a
corpo
centrato
(CCC)
n Ad esempio in una struttura cubica a corpo centrato gli atomi
si susseguono a una distanza a lungo gli spigoli del cubo;
a una distanza a2 lungo le diagonali delle facce; a una
distanza
a3/2 lungo le diagonali della cella. Lungo questultima
direzione gli atomi sono a contatto; essa dunque una
direzione compatta.
Piani e direzioni cristallografiche
Direzioni cristallografiche
n Questa situazione di anisotropia delle direzioni
rende necessario definire un criterio per descrivere
le direzioni cristallografiche. Questo criterio
detto indicizzazione delle direzioni cristallografiche.
nconsiderare una linea passante per
l'origine degli assi cristallografici,
nstimare quali sono le coordinate di
un atomo qualunque toccato da tale
linea
ntrasformare i valori delle
coordinate nei tre pi piccoli numeri
interi
nGli indici sono genericamente
indicati con le lettere u, v, w e scritti
tra parentesi quadre.
Come indicizzare una direzione cristallografica:
Indici cristallografici (1/2)
n Esempiopartendo dall'origine delle coordinate, lungo
la direzione evidenziata si incontra il punto di
coordinate 1, 1, 1. La direzione ha la seguente
indicizzazione: [111].
Indici cristallografici (2/2)
n Esempio la direzione evidenziata incontra il punto
di coordinate , 1, ; trasformando le tre coordinate
nella pi piccola terna di numeri interi si hanno i valori
1, 2, 1. La direzione ha indici [121].
n Nell'ambito di un cristallo vi sono delle direzioni
equivalenti, nel senso che lungo di esse gli atomi si
susseguono alla stessa distanza.
n Sono esempi di questo tipo le tre direzioni degli assi
cristallografici [100], [010] e [001] e le tre a queste
opposte con gli indici negativi
soprassegnati.
Direzioni equivalenti
[ ] [ ] [ ] 1 00 , 0 1 0 , 00 1
Queste sei direzioni cristallograficamente equivalenti costituiscono una
famiglia di direzioni che viene complessivamente indicizzata come <100>.
Direzioni compatte
n In ogni cristallo facile individuare piani
cristallografici caratterizzati da un differente
addensarsi degli atomi.
Indicizzazione piani cristallografici
n Questa situazione di anisotropia dei piani rende
necessario definire un criterio per descrivere i piani
cristallografici. Questo criterio detto
indicizzazione dei piani cristallografici.
Un piano cristallografico si
indicizza attribuendogli degli
indici, genericamente indicati
con le lettere h, k, l, ottenuti
n valutando le intersezioni dei
piani con gli assi cristallografici,
neffettuando il reciproco dei
tre numeri trovati
ntrasformando i tre numeri nella
pi piccola terna di numeri
interi.
h,k,l indici di Miller
Esempio
n Esempio le intersezioni fra il piano segnato e gli
assi x, y, z sono rispettivamente 1, 3, 2; i loro
reciproci valgono 1/1, 1/3, 1/2; passando alla terna
di numeri interi si hanno i valori 6, 2, 3. Il piano
ha quindi come indici i numeri 6, 2 e 3. Essi
vengono scritti tra parentesi tonde: (623).
Esempio (2/2)
n Ad esempio nella figura le intersezioni del piano
segnato e gli assi x, y, z sono rispettivamente 1, =,
=; i reciproci valgono: 1/1, 1/=, 1/= ovvero 1, 0, 0;
il piano ha dunque indicizzazione (100).
Piani equivalenti
n Nell'ambito di un cristallo vi sono dei piani equivalenti,
ad esempio quelli corrispondenti alle facce di una
struttura cubica dove gli atomi hanno lo stesso
addensamento. I loro indici sono (100), (010), (001),
n Questi sei piani cristallograficamente equivalenti
costituiscono una famiglia di piani che viene
complessivamente indicizzata come {100}.
( ) ( ) ( ) 1 00 , 00 1 0 1 0 ,
Numero di coordinazione
n Gli atomi (ioni, molecole) non sono
addensati allo stesso modo in tutti i
reticoli cristallini. Si definisce numero di
coordinazione il numero di atomi a
contatto con un atomo preso come
riferimento.
Numero di coordinazione: esempio
n Esempio nella struttura cubica a corpo centrato
l'atomo centrale (come tutti gli altri) a contatto con
gli otto atomi che si trovano sui vertici;
il numero di coordinazione vale pertanto 8.
Numero di coordinazione: esempio
n Esempio nella struttura cubica a facce
centrate il numero di coordinazione vale
12.
Fattore di compattazione atomica
n Nella struttura cubica a corpo centrato (ccc) che
contiene due atomi di raggio r per cella di costante
reticolare a si definisce un fattore di compattazione
atomica (FCA) dato dal rapporto tra il volume degli
atomi nella cella elementare, pari a 2 4/3 r
3
, e il
volume della cella elementare a
3
.
a
R
n. atomi per cella = 2
r
r
n Nella cella ccc gli atomi sono a contatto lungo la
diagonale del cubo che costituita da 4 raggi atomici;
quindi
4r = a13 , ovvero a = 4r / 13;
sostituendo si ha:
FCA = 2 4/3 r
3
/( 4r / 13 )
3
= 0,68.
Il 68% del volume della cella occupato dagli atomi e il
32 % da siti vuoti.
Fattore di compattazione atomica
a
R
FCA: esempio cfc
Nella struttura cubica a facce centrate (cfc) che
contiene 4 atomi di raggio r per cella di costante
reticolare a , il FCA si ricava osservando che la diagonale
di una faccia del cubo costituita da 4 raggi atomici;
cio
4r = a12, ovvero a = 4r / 12;
sostituendo si ha:
FCA = 4 4/3 r
3
/ (4r/12
)3
= 0,74.
Il 74% della cella occupato dagli atomi e il 26%
da siti vuoti.
a
n. atomi per cella = 4
FCA: esempio
n E' questo il massimo addensarsi degli atomi
possibile al quale corrisponde un numero di
coordinazione pari a 12.
Lo stesso numero di coordinazione viene
presentato dalle strutture esagonali compatte.
Abbiamo dunque due possibilit:
n ABC e ABA.
Le due disposizioni si differenziano dunque per le interazione tra
secondi vicini (tra le sfere del primo e del terzo strato), mentre le
interazioni tra primi vicini sono le stesse
IMPILAGGIO DEI PIANI
Cubica a
facce
centrate
(cfc)
Esagonale
compatta
(es. c)
Raggio atomico e struttura cristallina per
alcuni metalli (a 20C)
Densit teorica
n Dalla conoscenza della tipologia della cella elementare,
dei valori delle costanti reticolari e del peso atomico (o
molecolare) possibile calcolare la densit teorica dei
solidi cristallini.
A c
N V
nA
= r
n= numero di atomi associati alla cella unitaria
A= peso atomico
V
c
= volume cella unitaria
N
A
= Numero di Avogadro (6,02310
23
atomi/mole)
Densit: esempio
nIl rame, Cu, ha peso atomico 63,54 e cristallizza nel
sistema cfc con 4 atomi per cella elementare e il raggio
atomico di 1,28 .
La massa della cella elementare vale:
4 63,54 / 6,02 10
23
= 42,219 10
-23
g
Il volume della cella elementare vale:
(4r/12)
3
= 47,231 10
-24
cm
3
La densit o massa volumica vale:
42,219 10
-23
/47,231 10
-24
= 8,94 g/cm
3
.
Caratteristiche di alcuni elementi (a 20C)
La struttura cristallina dei metalli
Il legame metallico adirezionale, quindi:
no restrizioni nel numero degli atomi vicini e nelle
loro posizioni
presenza di un grande numero di atomi e di un
elevato grado di impacchettamento di atomi vicini
Tre strutture principali
dei metalli
Cubica a facce centrate (cfc)
Es.: rame, alluminio, oro
Cubica a corpo centrato (ccc)
Es.: cromo, ferro, tungsteno, molibdeno
Esagonale compatta (es.c)
Es.: cadmio, zinco, titanio
La struttura dei materiali ceramici
Il legame atomico varia da puramente ionico a puramente
covalente; molti ceramici mostrano una combinazione di questi
due tipi di legame
n IONICHE determinate principalmente dal
rapporto fra il raggio cationico e quello anionico
r
C
/r
A
n COVALENTI determinate dalla direzionalit del
legame covalente
n Strutture AMORFE (vetri)
n La percentuale di carattere ionico aumenta con la
differenza di elettroneativit
He
-
Ne
-
Ar
-
Kr
-
Xe
-
Rn
-
Cl
3.0
Br
2.8
I
2.5
At
2.2
Li
1.0
Na
0.9
K
0.8
Rb
0.8
Cs
0.7
Fr
0.7
H
2.1
Be
1.5
Mg
1.2
Sr
1.0
Ba
0.9
Ra
0.9
Ti
1.5
Cr
1.6
Fe
1.8
Ni
1.8
Zn
1.8
As
2.0
C
2.5
Si
1.8
F
4.0
Ca
1.0
Table of Electronegativities
CaF
2
: large
SiC: small
Adapted from Fig. 2.7, Callister 6e. (Fig. 2.7 is adapted from Linus Pauling, The Nature of the
Chemical Bond, 3rd edition, Copyright 1939 and 1940, 3rd edition. Copyright 1960 by
Cornell University.
Legame ceramico
Alcune tipiche strutture ceramiche
Na
+
NaCl
Cl
-
ZnS
Zn
S
C diamante
BaTiO
3
Ba
2+
O
2-
Ti
4+
Cristalli ionici
n La stabilit del solido assicurata
dall'attrazione elettrostatica tra ioni di segno
opposto
n Il cristallo deve essere elettricamente neutro
n La struttura cristallina influenzata dalle
dimenzioni relative tra il raggio cationico e
anionico r
C
/r
A
Solidi ionici
n Le strutture ceramiche stabili si formano quando
gi anioni che circondano un catione sono tutti in
contatto con quel catione
Configurazione instabile:
deve diminuire in numero
di coordinazione
Solidi ionici: numero
di coordinazione in
funzione del
rapporto r
C
/r
A
n.c. pi comuni
per i ceramici
lineare
triangolare
tetraedrica
ottaedrica
cubica
Esercizio
n Calcolare il minimo rapporto dei raggi catione-
anione per la coordinazione ottaedrica
Siti interstiziali tetraedrici e
ottaedrici
n Siti interstiziali: vuoti presenti nelle strutture
cristalline
n Molto importanti i siti presenti in fcc
Strutture di tipo AX (A=catione, X=anione)
n.c.= 6 (per Na
+
e Cl
-
)
Disposizione tipo cfc degli
anioni con un catione al centro
del cubo ed un altro al centro
di ognuno dei 12 lati del cubo.
n.c.= 8 (per Cs
+
e Cl
-
)
Gli anioni sono situati ai
vertici della struttura cubica,
mentre al centro situato un
singolo catione. Scambiando gli
anioni con I cationi si ottiene
la stessa struttura cristallina
cloruro
Strutture di tipo AX
n.c.= 4 (per Zn e S)
Tutti i vertici e le facce della cella
cubica sono occupati dagli atomi di
S, mentre gli atomi di Zn sono
posizionati allinterno in posizione
tetraedrica. Una struttura
equivalente si ottiene invertendo le
posizioni degli atomi di Zn e S.
Spesso il legame atomico in questo
tipo di struttura prevalentemente
COVALENTE
Strutture di tipo A
m
X
p
n.c.= 8 per Ca
2+
e 4 per F
-
Ca
2+
sono al centro di 4 cubi e gli F
-
ai
vertici. Degli 8 cubi, solo 4 hanno i Ca
2+
al
centro.
CD Callister
Strutture di tipo A
m
B
n
X
p
Gli ioni Ba
2+
sono situati in
corrispondenza degli otto vertici del
cubo con un singolo Ti
4+
al centro, gli
ioni O
2-
invece sono posizionati al
centro di ognuna delle sei facce.
Propriet elettromeccaniche: materiale
piezoelettrico a T<TCurie
Dettagli nella lezione: propriet
elettriche dei materiali
Densit teorica
n E' possibile calcolare la densit teorica di un materiale
ceramico cristallino, partendo dai dati relativi alla cella
elementare
( )
A c
A c
N V
A A n

+
=
'
r
n'= numero di unit di formula nella cella unitaria
_A
c
= somma dei pesi atomici dei cationi nell'unit di formula
_A
A
= somma dei pesi atomici dei cationi nell'unit di formula
V
c
= volume cella unitaria
N
A
= Numero di Avogadro (6,02310
23
atomi/mole)
(Esercizio 13.3 Callister)
Solidi covalenti
n Il diamante caratterizzato da estrema
durezza, un punto di fusione
elevatissimo, pessima conducibilit
elettrica, elevatissima conducibilit
termica.
n Il carburo silicio caratterizzato da
elevata durezza, elevata temperatura di
decomposizione (2830C), elevata
resistenza alla corrosione.
n In figura: struttura cristallina primitiva:
gli atomi di silicio (blu) e di carbonio
(rossi) formano piani alternati esagonali.
Le linea bianche non rappresentano I
legami: ogni atomo di C si lega a 3 atomi
di Si del piano sottostante e ad uno del
piano sovrastante.
C diamante
n Sono costituiti da atomi, tenuti insieme da forti legami
covalenti. Esempi classici di cristalli di questo tipo sono il
carbonio elementare, sia in forma di diamante che di grafite, e
il carburo di silicio (SiC: 88%covalente).
http://www.e
cn.purdue.e
du/WBG/Intr
oduction/Ind
ex.html
SiC
Allotropia o polimorfismo
n Alcuni elementi possono presentare strutture cristalline
differenti a diverse temperature e pressioni;
il fenomeno si chiama allotropia o polimorfismo (se
riguarda non gli elementi, ma i composti).
n Esempi di polimorfismo: Ti, Fe, SiO
2
, C, ...
n Il polimorfismo provoca variazioni nelle propriet dei
materiali (V, a, k, E, p,,.)
n Esempio il ferro stabile nella forma ccc, oFe, fino a
911C allorch si trasforma nella forma cfc, yFe, per poi
ritrasformarsi a 1395 C nelle forma ccc di alta
temperatura, Fe.
C diamante
Carbonio : diverse forme allotropiche
n Diamante
n Grafite
n Fullereni
n Nanotubi
n (forma amorfa)
Struttura cristallina "cubica tipo diamante"
variante della struttura zinco blenda (ZnS) con
solo atomi di C: ogni atomi di C legato ad altri
quattro atomi di C (legame covalente).
Esempio: C
Struttura planare con
configurazione esagonale.
Ogni atomo di C legato ad altri 3
da legami coplanari primari
(covalenti) e a un altro da legami
deboli van der Walls (tra i vari
strati)
nQuesto spiega la facile sfaldabilit della grafite e il suo uso come
lubrificante. Per la presenza di numerosi elettroni , delocalizzati su
ciascuno strato, la grafite un buon conduttore di corrente. Solido
anisotropo.
nUso: grogioli, elementi riscaldanti, contatti elettrici, elettrodi nelle
batterie...
Esempio: C
Grafite
Esempio: C. FULLERENE
Forma scoperta nel 1985.E' costituita da una sfera cava contenente
60 atomi C: C
60
.
Gli atomi di C si legano gli uni agli altri per dare ESAGONI e
PENTAGONI .
Nessuno dei pentagoni ha un lato in comune.
20 esagoni e 12 pentagoni
I vari C
60
assumono una configurazione
cubica a facce centrate
E' un isolante elettrico che
opportunamente dopato diventa altamente
conduttivo o semiconduttivo.
NANOTUBO: Foglio di grafite arrotolato in modo da creare
un tubo alle cui estremit ci sono due emisfere di C60.
Applicazioni: diodi, transistor, rinforzo per compositi
Diametri intorno ai 100-
200nm anche meno.
Ogni nanotubo una singola molecola composta da milioni di atomi e la cui
lunghezza molto superiore al diametro. I nanotubi sono estremamente
resistenti (50-200 GPa) e rigidi (1TPa) e hanno bassa densit.
In funzione dell'orientamento delle unit esagonali della grafite il
comportamento elettrico varia da quello metallico puro ai semiconduttori.
I solidi cristallini
n I materiali allo stato cristallino possono
essere talvolta allo stato di monocristallo
anisotropia.
n Frequentemente i materiali cristallini sono
policristallini, sono cio costituiti da una
miriade di cristalli (grani cristallini) di piccole
dimensioni (~ 1 m) orientati casualmente;
ciascun microcristallo anisotropo, ma
l'insieme dei microcristalli conferisce al
materiale propriet isotrope.
Materiali monocristallini
Materiali a singolo cristallo (monocristallini): gli atomi sono
ordinati secondo una ripetizione periodica per tutto il solido
senza interruzione. Le celle cristalline sono orientate allo
stesso modo per formare un monocristallo
Cristalli singoli di
fluorite, CaF
2
Paletta di turbina
in superlega
Cristalli di diamante:
utensili abrasivi
Silicio (semiconduttori)
Materiali monocristallini
Come ottenere un monocristallo e perch?
NON VOGLIO BORDI DI GRANO perch determinano
riduzione delle propriet elettriche, termiche e
meccaniche alle alte T
Metodo Czochralski:
cristallizzazione
controllata
Esistono anche
altri metodi ad
es. CVD
Materiali policristallini: gran parte dei solidi sono costituiti
da un aggregato di molti piccoli cristalli o grani. ISOTROPI
Materiali policristallini
Le dimensioni dei grani variano da circa 1 nm a circa 2 cm
(cio da pochi a milioni di strati atomici)
Adapted from Fig. K,
color inset pages of
Callister 6e.
(Fig. K is courtesy of
Paul E. Danielson,
Teledyne Wah Chang
Albany)
Lega Nb80-Hf10-W10
saldata con raggio
elettronico
La colorazione dei
grani ottenuta per
effetto termico
Al
2
O
3
a grana
molto fine
Acciaio
La dimensione dei grani cristallini un
parametro molto importante: la normativa
ASTM prevede di confrontare una
micrografia a 100X con 10 standard per
valutare il numero medio di grani cristallini
contenuti (forte influenza su propriet
meccaniche)
Materiali policristallini
24
Monocristallo
Le propriet variano con
la direzione: anisotropia.
Esempio: il modulo
elastico (E) nel ferro ccc
Policristallino
Le propriet possono
variare o non variare con
la direzione
Se i grani sono orientati in
modo casuale: isotropia.
(E
poly iron
= 210 GPa)
Se i grani sono orientati:
anisotropia
E (diagonal) = 273 GPa
E (edge) = 125 GPa
200 mm
Data from Table 3.3,
Callister 6e.
(Source of data is
R.W. Hertzberg,
Deformation and
Fracture Mechanics of
Engineering Materials,
3rd ed., John Wiley
and Sons, 1989.)
Adapted from Fig.
4.12(b), Callister 6e.
(Fig. 4.12(b) is
courtesy of L.C. Smith
and C. Brady, the
National Bureau of
Standards,
Washington, DC [now
the National Institute
of Standards and
Technology,
Gaithersburg, MD].)
Monocristallino-policristallino
n La conoscenza delle strutture cristalline stata ottenuta
principalmente per mezzo di tecniche di diffrazione di
raggi X
Permette di valutare:
n struttura cristallina
n parametri reticolari
n fasi cristalline
n dimensione dei grani nei materiali policristallini
n stress residui, deformazione dei grani ed orientazioni
preferenziali
n se effettuato ad alta temperatura, permette la determinazione
dei coefficienti di dilatazione termica lineare, molto importanti
nei materiali anisotropi
n transizioni di fase.
Diffrazione a raggi X
La diffrazione avviene quando un'onda
incontra una serie di ostacoli interposti
disposti ad intervalli regolari che
nSono in grado di diffrangere l'onda
nSono separati da distanze di entit
comparabile con la lunghezza d'onda del
raggio incidente
Diffrazione a raggi X
Diffrazione a raggi X
nRaggi X: radiazione elettromagnetica ad alta energia e con
l (0,5-2,5 ) dell'ordine delle distanze fra i piani all'interno
dei solidi
n Un fascio di raggi X, parallelo, monocromatico e
coerente (fase), di lunghezza d'onda l incide sui piani A
e B con un angolo q.
Diffrazione a raggi X
n Perch i raggi X diffratti siano in fase (interferenza
costruttiva), la distanza aggiuntiva che deve percorrere il
raggio X 2, pari a SQ+QT, deve essere un multiplo della
lunghezza d'onda l.
n Quindi:
Diffrazione a raggi X
QT SQ n + = l
Dove n= 1, 2, 3, ordine di diffrazione
q l
q
sin 2
sin 2
hkl
hkl
d n
d QT SQ
=
= +
LEGGE di BRAGG
In molti casi n=1
Se la legge di Bragg non soddisfatta interferenza non costruttiva
fascio diffratto di intensit molto bassa
Diffrazione a raggi X
n L'entit della distanza tra due piani di atomi
adiacenti e paralleli (dhkl) funzione degli indici
di Miller (h, k, l) e dei parametri reticolari
n Esempio, strutture cristalline a simmetria cubica
2 2 2
l k h
a
d
hkl
+ +
=
a=b=c= spigolo
cella
Legge di Bragg: necessaria ma non sufficiente specifica quando avviene la
diffrazione per celle unitarie che hanno atomi posizionati solo ai vertici. In realt,
anche gli altri atomi sono centri di diffrazione che possono dare interferenza
distruttiva assenza di fasci diffratti che teoricamente dovrebbero essere presenti
Tecniche di diffrazione
n Una tecnica di analisi di
diffrazione a raggi X prevede
l'impiego di un campione in
POLVERE orientamenti
casuali dei grani cristallini
ogni possibile insieme di piani
cristallografici sar possibile
per la diffrazione
ANALISI DI UN CAMPIONE
n Una radiazione X viene fatta
incidere sulla superficie di un
campione posizionato su un goniometro
mobile intorno a un asse parallelo alla
superficie del campione
nI raggi X diffratti vengono raccolti e
contati da un rivelatore posto su un
goniometro concentrico al primo
nlo spettro di intensit dei raggi X
diffratti in funzione di 2q,
caratteristico del campione in esame
formato da una radiazione di fondo e
una serie di massimi che soddisfano la
legge di Bragg
d=nl/2sinq
c
x-ray
intensity
(from
detector)
q
q
c
Tecniche di diffrazione
n Lo spettro ottenuto viene valutato sulla base del
database di spettri di diffrazione prodotto da JCPDS
(Joint Committee for Powder Diffraction Studies). In
questo database riportata l'intensit relativa dei
picchi e sia la loro posizione.
Tecniche di diffrazione
Valutazione della
dimensione dei cristalli
mediante valutazione
della LARGHEZZA del
picco
a) 50 mm
b) 1mm
c) 100 nm
d) 10 nm
e) 5 nm
Valutazione della DIMENSIONE
DEI CRISTALLI
Diffrazione di raggi X di un
vetro
n La diffrazione dei raggi X tipica di un vetro
non presenta picchi, ma un alone dovuto
all'assenza di ordine a lungo raggio
10 20 30 40 50 60 70
2 theta
I
n
t
e
n
s
i
t


(
a
.
u
.
)
Da propriet elettriche dei materiali...
Dipolo elettrico nei ceramici ferroelettrici
Ceramici con struttura tipo Perovskite
Sotto la temperatura di Curie (Tc), gli ioni O
2-
sono leggermente spostati verso il basso
rispetto ai cationi nella cella unitaria cubica,
mentre i cationi centrali (in figura Ti
4+
) sono
spostati in alto rispetto al centro della cella
Temperatura di Curie, Tc, corrisponde alla temperatura massima alla quale pu
essere esposto un materiale piezoelettrico, oltre Tc il materiale non ha pi
propriet piezoelettriche
Ti
4+
Ba
2+
O
2-
BaTiO
3
Imperfe;ioni nei
soIidi
!"##$%&" ()*&"+),
! I difeffi nei soIidi crisfoIIini
conceffi di bose
difeffi punfiformi
soIu;ioni soIide
difeffi Iineori
difeffi di superficie
Perch sfudiore Ie imperfe;ioni
nei soIidi7
! Le proprief dei moferioIi sono infIuen;ofe
doIIo presen;o di imperfe;ioni "
imporfonfe conoscere i fipi di imperfe;ioni
ed iI ruoIo che svoIgono suI comporfomenfo
deI moferioIe
! Es: Ieghe mefoIIiche, semiconduffori, ,
-&.)//& +)& 0"(&1& 2%&0/$((&+&
In reoIfo' i moferioIi mono o poIicrisfoIIini
non sono cosi' ordinofi come si e' deffo
finoro, mo sono ricchi di DIFETTI
PETICOLAPI: viene meno Io periodicif
deIIo sfruffuro crisfoIIino.
-&.)//& +)& 0"(&1& 2%&0/$((&+&
I difeffi infIuen;ono:
! proprief fisiche
! proprief mecconiche
! proprief fecnoIogiche (deformobiIif o
freddo, conduffivif eIeffronico dei
semiconduffori, corrosione).
! ConfroIIondo Ie imperfe;ioni reficoIori si
offengono moferioIi con proprief che
essi non possedevono originoriomenfe.
! DIFETTI PUMTUALI
! DIFETTI LIMEAPI
! DIFETTI DI SUPEPFICIE
-&.)//& +)& 0"(&1& 2%&0/$((&+&
-&.)//& 34+/4$(&
! Quesfo fipo di difeffo prevede o Io
moncon;o di un ofomo neI reficoIo
(vocon;o),
! o Io presen;o di un ofomo pi piccoIo in
posi;ione infersfi;ioIe (infersfi;ioIe),
! o un ofomo diverso che sosfifuisce un
ofomo proprio deI reficoIo
(sosfifu;ionoIi).
Difeffi punfuoIi
Disforsione dei
pioni inforno oIIe
vocon;e
-&.)//& 34+/4$(&, 567689:
! Uno vocon;o cosfifuisce uno posi;ione reficoIore non
occupofo, uno sede voconfe.
! Le vocon;e si formono o seguifo di fenomeni di
ogifo;ione fermico, di incrudimenfo, di irrodio;ione,
con I'oggiunfo di impure;;e chimiche (ioni con corico
diverso), ...
! Le vocon;e si formono in prossimif deIIe
superfici dei crisfoIIi dove si frovono ofomi
meno vincoIofi rispeffo o queIIi inferni e che
possono obbondonore Io Ioro posi;ione per
porforsi verso I'esferno Iosciondo oI Ioro posfo
uno vocon;o.
-&.)//& 34+/4$(&, 567689:
! Con Io femperofuro oumenfo Io
concenfro;ione di vocon;e
! Le vocon;e sono difeffi di equiIibrio: per
un cerfo moferioIe od uno cerfo
femperofuro esisfe uno cerfo densif di
vocon;e che rende minimo I'energio deI
reficoIo crisfoIIino o queIIo femperofuro^
*(la presenza di vacanze aumenta lentropia del cristallo)
-&.)//& 34+/4$(&, 567689:
L'infrodu;ione di uno vocon;o comporfo un oumenfo di
enfoIpio^ e un oumenfo di enfropio.
Ad uno dofo T esisfe uno fro;ione di vocon;e che
minimi;;o iI ! !! !; < ! !! != >?! !! !!
-&.)//& 34+/4$(&, 567689:
* la formazione di difetti generalmente un
fenomeno endotermico
Quonfo pi oIfo Io femperofuro fonfo pi eIevofo iI
numero di vocon;e che si formono. Esisfe uno
concenfro;ione di equiIibrio deIIe vocon;e espresso
doIIo reIo;ione:
n
v
/n
o
~ e
-Q
v
/PT
dove: n
v
~ numero deIIe vocon;e,
n
o
~ numero deIIe posi;ioni reficoIori,
Q
V
~ energio di offivo;ione necessorio per
creore uno moIe di vocon;e,
P ~ cosfonfe dei gos,
T ~ femperofuro ossoIufo.
-&.)//& 34+/4$(&, 567689:
! Esempio: neI rome I'energio di offivo;ione di
83.700 J. Lo concenfro;ione deIIe vocon;e
uguoIe 0 o 0 I, 4,b I0
-Ib
o 300 I, o I0
-4
o
I3b0 I (Io femperofuro di fusione deI Cu di
I3bo I).
-&.)//& 34+/4$(&, 567689:
CoIcoIore iI n.ro vocon;e oI m
3
per Cu o I000"C.
Q
v
~ 0.9eV/ofomo
PA ~ o3.b g/moI
(I~ 8.oZxI0
-b
eV/ofomo I)
d
(I000"C)
~ 8.4 g/cm
3
n
o
7
n
o
~ M
AV
p / PA
Cu
~ (o.0Z3xI0
Z3
x8.4xI0
o
)/o3.b ~
8xI0
Z8
ofomi/m
3
n
v
~ (8xI0
Z8
ofomi/m
3
) exp [-0.9/(8.oZxI0
-b
IZ73] ~
Z.ZxI0
Zb
vocon;e/m
3
-&.)//& 34+/4$(&, 567689:
5$2$+*), #"@&(&/A
! Le vocon;e permeffono iI movimenfo degIi
ofomi do un nodo reficoIore od un oIfro
(diffusione).
! 0Ii ofomi che si frovono odiocenfi o uno vocon;o
possono occuporIo Iosciondo oI Ioro posfo uno
vocon;o, come se Io vocon;o si fosse
sposfofo.
!II numero di sposfomenfi neII'unif di fempo di uno
vocon;o dipende doII'energio necessorio e doIIo
compoffe;;o deIIo sfruffuro e oumenfo con Io
femperofuro.
Esempio: neI rome o 0 I non si ho nessun sposfomenfo di
vocon;e.
A 300 I uno vocon;o compie un soIfo ogni circo I0
o
secondi, ovvero ogni II giorni.
A I3b0I compie pero 3 I0
I0
sposfomenfi oI secondo.
5$2$+*), #"@&(&/A
-&.)//& 34+/4$(&, B8?:C!?B9B6DB
! Difeffo infersfi;ioIe: un ofomo di impure;;o o un ofomo
deI reficoIo di bose (oufoinfersfi;ioIe) si coIIoco in
posi;ione infersfi;ioIe.
Un difeffo oufoinfersfi;ioIe moIfo meno frequenfe rispeffo oIIe vocon;e
perche richiede un'energio di formo;ione 4 voIfe superiore dovendosi
for;ore in un reficoIo in posi;ione infersfi;ioIe un ofomo di dimensioni
riIevonfi rispeffo o queIIe deI sifo ospifonfe.
-&.)//& 34+/4$(&, !E!?B?F9BE86DB
! Difeffo sosfifu;ionoIe: un ofomo di impure;;o
sosfifuisce un ofomo deI reficoIo ospifonfe
Difeffi ofomici punfuoIi nei soIidi ionici
!Difeffo di FrenkeI:
coppio cofione-vocon;o e cofione-infersfi;ioIe
!Difeffo fipo Schoffky:
Vocon;o cofionico-vocon;o onionico
Difeffi ofomici punfuoIi nei soIidi ionici
! Lo vorio;ione deI numero di ossido;ione di
uno ione puo deferminore Io formo;ione di
uno vocon;o (eIeffroneufroIif)
! Esempio: FeO
SoIu;ioni soIide e fosi infermedie
! Conceffi di bose
! SoIu;ioni soIide infersfi;ioIi
! SoIu;ioni soIide sosfifu;ionoIi
#CompIefe
#Por;ioIi
#Ordinofe
! Fosi infermedie
SoIu;ioni soIide: defini;ione
! Un moferioIe crisfoIIino puo essere formofo do
un'unico fose cosfifuifo, od esempio, do fuffi ofomi di
rome o di ferro oppure do ioni Mg
Z+
e do ioni O
Z-
nei
crisfoIIi di MgO.
! E' inoIfre possibiIe offenere sisfemi monofosici
sosfifuendo, od esempio, uno porfe degIi ofomi di rome
con ofomi di nicheI, oppure infroducendo ofomi di C
neI ferro oppure sosfifuendo neI MgO uno porfe degIi
ioni Mg
Z+
con ioni Fe
Z+
.
In fuffi quesfi cosi si offenufo uno soIu;ione soIido.
SoIu;ioni soIide
Perch nei mefoIIi vengono oggiunfi
infen;ionoImenfe ofomi di impure;;e per offenere
deIIe soIu;ioni soIide mefoIIiche (o Ieghe)7
Per fornire oI moferioIe corofferisfiche specifiche:
!Per migIiorore Ie proprief mecconiche (es. occioio,
Ieghe di AI, ,)
!Per migIiorore Io resisfen;o oIIo corrosione (es.
Accioio inossidobiIe, ,)
!Per modificore Ie proprief od oIfo femperofuro (es.
superIeghe, ,)
!,
SoIu;ioni soIide
Perch nei ceromici vengono oggiunfe
infen;ionoImenfe impure;;e per offenere deIIe
soIu;ioni soIide7
!Per fornire oI moferioIe corofferisfiche specifiche:
!Per migIiorore Ie proprief mecconiche (es. ;irconio
por;ioImenfe sfobiIi;;ofo, ,)
!Per imporfire proprief pie;oeIeffriche (es. fifonofo
;irconofo di piombo, ...)
!Per modificore Io conducibiIif eIeffrico (es. ;irconio
cubico eIeffroIifo soIido, ,)
!,
Sonda lambda
SoIu;ioni soIide
! Infersfi;ioIi
! Sosfifu;ionoIi
SoIu;ioni soIide infersfi;ioIi
! Le soIu;ioni soIide per infrusione o
infersfi;ioIi si honno quondo gIi ofomi o gIi ioni
di uno specie si inseriscono nei sifi esisfenfi
fro gIi ofomi deIIo specie originorio.
SoIu;ioni soIide infersfi;ioIi
! Poiche i sifi infersfi;ioIi honno dimensioni ridoffe vi sor
difficoIf o ospiforvi ofomi infersfi;ioIi. Lo soIubiIif di
soIufi infersfi;ioIi sor perfonfo ridoffo e in profico
Iimifofo o soIufi di modesfe dimensioni.
! Apporfengono o quesfi soIufi:
! H (roggio ofomico ~ 0,30 )
! O ~ 0,oo
! M ~ 0,7I
! C ~ 0,77
! 8 ~ 0,87
! Le soIu;ioni soIide infersfi;ioIi sono compIessivomenfe
poco numerose, queIIe deI C e deII'M neI ferro rivesfono
pero un gronde inferesse.
SoIu;ioni soIide sosfifu;ionoIi
! Le soIu;ioni soIide per sosfifu;ione si honno
quondo gIi ofomi o gIi ioni di uno specie
sosfifuiscono queIIi deIIo specie originorio.
!Le soIu;ioni soIide sosfifu;ionoIi sono moIfo pi frequenfi.
In esse Io sfruffuro crisfoIIino deI soIvenfe A non viene
modificofo doIIo sosfifu;ione di ofomi A con ofomi deI
soIufo 8.
SoIu;ioni soIide sosfifu;ionoIi
! CompIefe
! Por;ioIi
II Iimife di soIubiIif fro due eIemenfi o fro
due composfi dipende do:
!dimensioni ofomiche
!eIeffronegofivif
!sfruffuro crisfoIIino dei due eIemenfi puri
!voIen;o degIi eIemenfi
SoIu;ioni soIide compIefe
! Le soIu;ioni soIide possono essere compIefe
quondo A e 8 puri honno Io sfesso sfruffuro
crisfoIIino, dimensioni ofomiche moIfo simiIi,
configuro;ioni eIeffroniche deIIo sfesso fipo.
In quesfe soIu;ioni soIide si posso con
confinuif do I007 di A o I00 7 di 8.
! Donno soIu;ioni soIide coppie di mefoIIi vicini
neIIo fovoIo periodico.
! Es: Cu-Mi: soIubiIi in fuffe Ie propor;ioni
SoIu;ioni soIide por;ioIi
! In oIfri cosi Io sosfifu;ione puo soIo ovvenire
por;ioImenfe, si porIo oIIoro di soIu;ione soIido
por;ioIe, o o esfensione Iimifofo, e si individuo
Io composi;ione cui corrisponde Io mossimo
sosfifu;ione di ofomi A con ofomi 8 che viene
chiomofo soIu;ione soIido Iimife.
! In genere, se iI soIufo 8 copoce di sosfifuire
ofomi deI soIvenfe A si risconfro che, seppure
in misuro differenfe, iI soIufo A puo sosfifuire
ofomi deI soIvenfe 8
Fosi infermedie
! Due sosfon;e che non formono uno soIu;ione soIido
compIefo possono dor Iuogo, oIfre che o soIu;ioni
soIide primorie sosfifu;ionoIi o infersfi;ioIi, onche o
fosi infermedie con sfruffuro crisfoIIino differenfe.
! Quesfe fosi infermedie possono essere soIu;ioni
soIide infermedie, quondo presenfono composi;ione
voriobiIe oppure composfi infermedi quondo honno
composi;ione fisso e i cosfifuenfi disposfi in modo
ordinofo.
Fosi infermedie
! Se i due cosfifuenfi sono mefoIIici si
honno fosi o composfi infermefoIIici.
! Se uno un non mefoIIo oIIoro si porIo di
composfi semimefoIIici (es. MiAs, ZnS,
Mg
Z
Si).
Difeffi Iineori nei soIidi:
disIoco;ioni
Perche sfudiore Ie disIoco;ioni7
Lo presen;o di quesfi difeffi spiego Io
deformo;ione pIosfico dei moferioIi.
Difeffi Iineori nei soIidi:
disIoco;ioni
! A spigoIo
! A vife
! Misfe
Le disIoco;ioni oppoiono come Iinee
scure peche gIi eIeffroni deI foscio
frosmesso sono 1)G&$/&
&%%)H"($%#)+/) doIIe posi;ioni
ofomiche irregoIori in
corrisponden;o deIIe disIoco;ioni.
-&0("2$*&"+& $ 03&H"("
! DisIoco;ione o spigoIo: uno por;ione di piono, o semipiono,
oggiunfivo neI reficoIo crisfoIIino.
! Inforno oIIo disIoco;ioni sono IocoIi;;ofe disforsioni deI
reficoIo.
7"#3%)00&"+)
?%$*&"+)
-&0("2$*&"+& $ 03&H"("
! Lo Iineo morcofo
uno Iineo di
disIoco;ione o
spigoIo posifivo (!).
! disIoco;ioni o spigoIo
negofive ("),
-&0("2$*&"+& $ G&/)
! Uno rompo o spiroIe di ofomi sposfofi rispeffo
oIIo posi;ione deI reficoIo perfeffo. Dovufo
oIIoppIico;ione di sfor;i di fogIio.
350
Nitruro di gallio(GaN)
! Lo moggior porfe presenfono componenfi di
enfrombi i fipi di disIoco;ione: disIoco;ioni
misfe
-&0("2$*&"+& #&0/)
-&0("2$*&"+& $ 03&H"(" ) ("%" #"/"
! In seguifo oII'oppIico;ione di uno soIIecifo;ione di fogIio Io
disIoco;ione si sposfo finche fuoriesce, o quesfo punfo iI reficoIo
risuIfo deformofo irreversibiImenfe con Io porfe superiore
sposfofo di uno unif rispeffo o queIIo inferiore, iI reficoIo non
pi disforfo.
-&0("2$*&"+& $ 03&H"(" ) ("%" #"/"
B BB BBB B5
! MoIfe disIoco;ioni possono muoversi insieme Iungo iI piono di
scorrimenfo sommondo i propri effeffi e producendo suIIo
superficie deI crisfoIIo uno Iineo di scorrimenfo visibiIe
CD Callister, movimento dislocazioni
Approfondimenfi suI mofo deIIe disIoco;ioni: Ie;ione su deformo;ione
pIosfico dei moferioIi
Densif di disIoco;ioni
! Le disIoco;ioni non sono difeffi di equiIibrio
fermodinomico
! Si formono duronfe Io soIidifico;ione e Ie Iovoro;ioni
mecconiche
! Si definisce densif di disIoco;ioni Io Iunghe;;o
compIessivo di fuffe Ie Iinee di disIoco;ione presenfi
neII'unif di voIume. Le sue dimensioni sono perfonfo
cm/cm
3
~ cm
-Z
.
! MormoImenfe Io densif di disIoco;ioni I0
o
-I0
8
cm
-Z
.
! Lo densif deIIe disIoco;ioni puo oumenfore di oIcuni
ordini di gronde;;o nei moferioIi forfemenfe
deformofi. In seguifo o eIevofo incrudimenfo: circo
I0
IZ
cm
-Z
.
Difeffi di superficie
! Superfici esferne
! 8ordi di grono
Superfici esferne
! Lo superficie e' un difeffo poiche gIi ofomi
che ne fonno porfe honno numero di
coordino;ione inferiore ogIi oIfri e sono
pi reoffivi (es.: i fenomeni di ossido;ione
e corrosione sono superficioIi) " energio
superficioIe (J/m
Z
).
8ordi di grono
! I"%1" 1& H%$+" JI-;K, confine che seporo
Ie oree monocrisfoIIine (groni) di un
moferioIe poIicrisfoIIino.
MeIIo regione di confine vi
sono ofomi disposfi in modo
irregoIore che ossumono
posi;ioni di orienfo;ione
infermedio fro queIIo di un
grono e queIIo deI grono
odiocenfe
L'esfensione deI 8D0 e di circo Z-
b diomefri ofomici ed e uno
regione di 2$//&G" $%%$+H&$#)+/"
$/"#&2"L
8ordi di grono
! Tro groni odiocenfi sono possibiIi vori grodi di
disoIIineomenfo crisfoIIogrofico.
DisIoco;ioni e bordi di grono
! Secondo Io schemo deIIo figuro iI bordo di grono fro i
due crisfoIIi roppresenfobiIe come un susseguirsi di
disIoco;ioni o spigoIo posifive, Io Ioro concenfro;ione
fonfo pi oIfo quonfo pi i due crisfoIIi sono disoIIineofi.
8ordi geminofi
! II bordo geminofo un bordo di grono
offroverso cui vi uno simmefrio specuIore deI
reficoIo crisfoIIino
;(& $/"#& 1$ 4+$
3$%/) 1)( @"%1"
0"+" 0&/4$/& &+
3"0&*&"+) 1&
&##$H&+) 03)24($%)
%&03)//" $H(& $/"#&
1$((M$(/%$ 3$%/) 1)(
@"%1"
8ordi di grono
! 0Ii ofomi Iungo iI bordo di grono honno
Iegomi meno regoIori, Io presen;o di
disIoco;ioni infroduce energio di
deformo;ione " energio inferfoccioIe o
di bordo grono " I bordi di grono sono
pi reoffivi dei groni (es. corrosione).
! Le impure;;e segregono
preferen;ioImenfe oi bordi di grono o
couso deI Ioro sfofo energefico moggiore
! L'energio inferfoccioIe diminuisce
oumenfondo Ie dimensioni dei groni
(minore esfensione deI bordo di grono)
" od oIfo femperofuro nei moferioIi si
osservo un occrescimenfo dei groni
8ordi di grono
! MeIIe sfruffure
poIicrisfoIIine i bordi di
grono vengono messi in
eviden;o con un reogenfe
chimico che offocco iI
moferioIe neIIe ;one pi
"energefiche" rese foIi doIIo
presen;o di disIoco;ioni che
infroducono energio di
deformo;ione.
La struttura dei
materiali polimerici
PET
I solidi molecolari
n Nei cristalli molecolari lunit che si ripete nel
reticolo costituita da una molecola. I legami che si
formano sono dovuti a forze di Van der Waals o
legami a ponte di idrogeno (es. H
2
O).
I
2
n I solidi molecolari possono essere costituiti da molecole
di pochi atomi o macromolecole.
n Polimeri (solidi macromolecolari) sono macromolecole
legate da interazioni deboli. Possono avere struttura
amorfa, cristallina o parzialmente cristallina.
I materiali polimerici
Per i dettagli si rimanda al corso di Chimica (I anno)
Lunit
fondamentale
si chiama
monomero, la
ripetizione di
tanti
monomeri
genera il
polimero.
Microstruttura dei polimeri
n Una singola catena polimerica pu piegarsi,
torcersi con numerose e casuali spirali prodotte
dalla rotazione dei legami della catena
Distanza fra inizio e fine catena < lunghezza totale catena
n Strutture molecolari e resistenza meccanica
Microstruttura dei polimeri
2
Direzione di aumento della resistenza meccanica
Adapted from Fig. 14.7, Callister 6e.
Ramificata A legami incrociati Tridimensionale Lineare
secondary
bonding
3
Termoplastici:
n no legami incrociati, cross-linking
n duttili
n rammolliscono al riscaldamento
n Es: polietilene, polipropilene, policarbonato,
polistirene
Termoindurenti:
n molti legami incrociati
n Duri e fragili
n Non rammolliscono al riscaldamento
n Es: resine epossidiche, poliesteri, resine fenoliche
Microstruttura-propriet
Cristallinit dei polimeri
n Impacchettamento delle catene molecolari al
fine di produrre una struttura atomica ordinata
n A causa delle dimensioni e, spesso,
complessit le molecole dei polimeri sono
solitamente solo parzialmente cristalline
regioni cristalline allinterno di regioni
amorfe
Cristallinit dei polimeri
Un polimero NON
MAI
COMPLETAMENTE
CRISTALLINO
perch ci sono in ogni
caso delle zone in cui
la catensa si ripiega
(al max 95%)
Cristalli polimerici
nModello a micelle frangiate
Le regioni cristalline (cristalliti o micelle)
disperse allinterno di una matrice amorfa.
Una singola catena potrebbe attraversare
sia diverse cristalliti sia regioni amorfe
nModello a catena
ripiegata
Ciascuna lamella costituita da un
certo numero di molecole
Cristallite laminare
nMolti polimeri cristallizzano
formando sferuliti:
Aggregato di cristalliti a forma
nastro a catene ripiegate spesse
circa 10 nm che irradiano dal centro
verso lesterno
Cristalli polimerici
Sferulita, gomma
naturale
n A parit di peso molecolare, la densit di un
polimero cristallino maggiore di quella dello
stesso polimero amorfo in una struttura
cristallina le catene sono pi compatte
n Il grado di cristallinit pu essere determinato
mediante misure di densit:
Cristallinit dei polimeri
100
) (
) (
%
-
-
=
a c s
a s c
it cristallin
r r r
r r r

s
= densit campione polimerico del quale si vuole misurare la
cristallinit

c
= densit campione polimerico completamente cristallino

a
= densit campione polimerico completamente amorfo
n Velocit di raffreddamento durante la
solidificazione si deve lasciare tempo
sufficiente perch le catene di allineino
n Composizione chimica: la cristallinit
sfavorita nei polimeri che derivano da monomeri
con strutture chmiche complesse (es.
polistirene)
n Struttura delle catene: le ramificazioni laterali
interferiscono nel processo di cristallizzazione
Fattori che influenzano la cristallinit
dei polimeri
n Peso molecolare, M
w
:
smaller M
w
larger M
w
Resistenza meccanica: generalmente aumenta con Mw
(aumenta lallineamento delle catene)
n% cristallinit:
Il modulo elastico, la
resistenza a trazione e la
fragilit generalmente
aumentano con la % di
cristallinit
Peso molecolare e cristallinit
Peso molecolare polimeri
n Durante il processo di polimerizzazione non tutte le
molecole raggiungono la stessa lunghezza peso
molecolare medio
n Ci sono diversi modi di definire il peso molecolare
medio
n Media numerica del peso molecolare: si ottiene dividendo
le catene in una serie di intervalli e determinando la
percentuale delle catene aventi uguale lunghezza
n Media pesata del peso molecolare: basata sulla frazione
in peso delle molecole allinterno dei diversi intervalli di
peso
Peso molecolare polimeri
i i n
M x M =
i i n
M x M =
Diffusione
Fenomeno di trasporto di
materia mediante movimento di
atomi
Sommario della lezione
Concetti di base
Fattori che influenzano la diffusione
Esempi: applicazioni tecnologiche
Perch studiare la DIFFUSIONE?
I materiali spesso subiscono dei trattamenti
termici per migliorare le loro propriet quasi
sempre i fenomeni che si verificano coinvolgono la
diffusione atomica
In molti casi le temperature e i tempi dei
trattamenti termici e/o le velocit di
raffreddamento si possono determinare
utilizzando le appropriate costanti di diffusione
Diffusione: dimostrazione
rattamento
termico a
temperatura
elevata
!"fus#$
%li atomi di Cu sono migrati& cio' diffusi& nel (i e
viceversa I(E)DIFF*SI+(E
Spostamento di atomi da zone a maggiore
concentrazione verso zone a concentrazione minore
Meccanismi della diffusione
, livello atomico la diffusione ' la migrazione degli
atomi o delle molecole da una data posizione
reticolare ad un-altra posizione reticolare#
Devono verificarsi . condizioni:
Deve esistere un sito adiacente vuoto !/,C,(0,$
1-atomo deve avere energia vibrazionale sufficiente
a rompere i legami con gli atomi vicini e a deformare
il reticolo durante lo spostamento la frazione di
atomi con l-energia sufficiente per diffondere
aumenta all-aumentare della temperatura
Diffusione di vacanze Diffusione interstiziale
ME!NISMI DE""! DIFFUSIONE: diffusione di
vacanze #auto$diffusione e interdiffusione%
2assaggio di un atomo da una posizione del reticolo
cristallino ad una adiacente che precedentemente era
vuota !/,C,(0,$: il flusso degli atomi e quello delle
vacanze sono opposti
Interdiffusione: gli atomi del secondo elemento vanno a sostituire gli
atomi del metallo base sostituzionali
ME!NISMI DE""! DIFFUSIONE
Con la temperatura aumentano la
concentrazione di vacanze3 e l4intensit delle
vibrazioni atomiche aumenta la velocit di
diffusione "a diffusione un &rocesso
attivato termicamente#
* 1e vacanze sono difetti di equilibrio: per un certo materiale ad una certa
temperatura esiste una certa densit di vacanze che rende minima l-energia del
reticolo cristallino a quella temperatura
ME!NISMI DE""! DIFFUSIONE:
diffusione interstiziale
2assaggio di un atomo da una posizione interstiziale
ad un-altra posizione interstiziale adiacente che
precedentemente era vuota: atomi piccoli !idrogeno&
carbonio& azoto& ossigeno$
In molte leghe metalliche la diffusione interstiziale
avviene molto pi rapidamente rispetto alla diffusione
di vacanze:
,vviene senza spostare permanentemente nessuno
degli atomi del reticolo cristallino#
%li atomi interstiziali sono pi piccoli e quindi pi
mobili
Cade la necessit di avere una vacanza vicino#
Esistono molte pi posizioni interstiziali libere che
non vacanze maggiore probabilit di movimenti
atomici interstiziali
ME!NISMI DE""! DIFFUSIONE:
diffusione interstiziale
Meccanismi della diffusione: ENE'(I! DI
!))I*!+IONE
1a probabilit
che limpurezza
disponga
dellenergia
sufficiente
dipende dalla
temperatura
Diffusione stazionaria
1a quantit di un elemento che diffonde all-interno di un
altro ' funzione del tempo
*elocit, del tras&orto di massa F"USSO DI
DIFFUSIONE #-%
5: massa !o numero di atomi$6 ,: area attraverso la quale
avviene la diffusione6 t: tempo nel quale ' avvenuta la
diffusione# !7g/m
.
s o atomi/m
.
s$#
Se - non varia con il tem&o DIFFUSIONE
S)!+ION!'I!
Diffus. stazionaria: &rima le//e di Fic0
Il flusso di diffusione proporzionale al gradiente
di concentrazione secondo lespressione:
oefficiente di diffusione #m
1
2s%
1a driving force della diffusione stazionaria la
presenza di un gradiente di concentrazione flusso
di atomi dalla zona con pi alta concentrazione a
quella con concentrazione pi bassa
(radiente di
concentrazione
Diffusione stazionaria
Esempio: diffusione di atomi di un gas attraverso una
piastra metallica sottile# 1e concentrazioni o le
pressioni del gas vengono mantenute costanti su
entrambe le superfici della piastra#
Purificazione del /as idro/eno
*na faccia di una lastrina di palladio metallico viene
esposta ad una miscela costituita da idrogeno ed
altre specie gassose& quali ad esempio azoto& ossigeno
e vapor dacqua#
, causa delle sue piccole dimensioni lidrogeno
diffonde selettivamente& attraverso la piastrina& fino
a raggiungere la faccia opposta#
Per mantenere attivo il &rocesso necessario
re/olare le &ressioni &arziali di idro/eno in modo
conservare un o&&ortuno /radiente di
concentrazione fra le due facce della &iastrina
Diffusione stazionaria
Di solito la diffusione avviene in condizioni non
stazionarie: il flusso di diffusione e il gradiente di
concentrazione in un certo punto di un solido variano
con il tempo
Diffusione non a re/ime stazionario
2rofili di concentrazione
relativi alla diffusione
non a regime stazionario
presi in tre tempi
diversi t
8
& t
.
e t
9
#
Diff. non stazionaria:seconda le//e di Fic0
Si pu: dimostrare che l-aumento della concentrazione in un piccolo elemento
di volume con spessore d; ' uguale alla diminuzione del flusso attraverso
questo elemento: C/t<= >/ ;
Se D !coef# di diffusione$ ' indipendente dalla posizione e
quindi dalla composizione
seconda le//e
di Fic03
*risolta da una classe di funzioni# 2er trovare la funzione C!;&t$ che
corrisponde al sistema studiato ' necessario specificare le condizioni al
contorno che descrivono il sistema
Fattori che influenzano la diffusione: s&ecie
diffondenti
Il valore del coefficiente di diffusione D ' indicativo della
velocit con cui gli atomi diffondono
!utodiffusione:
mec. vacanze
interdiffusione:
mec. Interstiz.
Fattori che influenzano la diffusione:
tem&eratura
D
?
< coefficiente indipendente dalla !m
.
/s$
@
d
< energia di attivazione della diffusione !>/mol$:
energia richiesta per produrre il movimento di
diffusione di una mole di atomi
)< costante dei gas A&98 >/!mol B$
' la temperatura assoluta !B$
rasformando in log
8?
Fattori che influenzano la diffusione:
tem&eratura
2oich' D
o
& @
d
e ) sono costanti
equazione di una retta
Intercetta sull-asse C: log
8?
D
?
Fattori che influenzano la diffusione:
tem&eratura
Fattori che influenzano la diffusione:
tem&eratura
!ltre via della diffusione
(on solo fenomeno di Dbul7E ma la migrazione atomica pu:
seguire percorsi preferenziali DIS"O!+IONI4
5O'DI DI ('!NO E SUPE'FII ES)E'NE
/E1+CI,- DI DIFF*SI+(E 5,%%I+)I& 5,
@*,SI SE52)E ),SC*),FI1I 2E)CGE- 1E
SE0I+(I DI 5,E)I,1E C+I(/+1E S+(+
ESI%*E !numero limitato di atomi$
Diffusione nei cristalli ionici
*no ione si pu: muovere all-interno di un sistema cristallino
passando da un sito occupato ad un sito vacante !vacanza$
quindi& la conducibilit ionica ' possibile solo se sono
presenti difetti reticolari !difetti puntuali di Schott7C e
Fren7el$
Esempio: migrazione dei difetti di Fren7el
nel ,gCl# Sono possibili due meccanismi di
diffusione
Diffusione nei cristalli ionici:
Difetti di Fren7el
Diffusione ionica$ E"E))'O"I)I SO"IDI.
Esem&io: conduttori di ioni O
1$
Il polimorfo cubico ad alta
della zirconia& 0r+
.
& ha la
struttura della fluorite& e pu:
essere stabilizzato a
temperatura ambiente
mediante formazione di
soluzioni solide con Ca+&
5g+& H.+9 & etc#
ali 4zirconie stabilizzate4
sono buoni conduttori ionici
+
.=
ad alte & specialmente
perchI il meccanismo di
formazione delle soluzioni
solide porta alla formazione
di siti +
.=
vacanti per
preservare
l-elettroneutralit#
+irconia cu6ica sta6ilizzata
1a zirconia cubica trova applicazione
nella sonda lamba e nelle celle a
combustibile a ossidi solidi
Diffusione ionica$ E"E))'O"I)I SO"IDI.
Esem&io: conduttori di ioni O
1$
Sonda lam6da
Siemens$7estin/house
confi/urazione tu6olare
899 07 Stac0
Diffusione$ESEMPI
Sinterizzazione
Diffusione$ESEMPI
(iunzione allo stato solido
Diffusione$ESEMPI
Se/re/azione
Diffusione$ESEMPI
rescita dei /rani
Componenti di acciaio che operano in condizioni di
rotazione o scorrimento !es# ingranaggi e alberi di
motori$#
Strato superficiale !da ?&J a 8 mm circa$ indurito e
resistente allusura e contemporaneamente un cuore
interno tenace per resistere alle sollecitazioni
statiche e dinamiche#
Entrambe queste caratteristiche si ottengono
introducendo per diffusione ad alta temperatura o
carbonio& o azoto& o entrambi questi elementi
cementazione& nitrurazione& carbonitrurazione
ESEMPI$ acciai resistenti all:usura
Cementazione gassosa: Il pezzo di acciaio viene prima
lavorato alle macchine utensili& poi posto in un forno
!K??C$ a contatto con unatmosfera contenente
metano o altri idrocarburi gassosi#
Il C dallatmosfera diffonde attraverso la superficie
nei pezzi che& dopo successivi trattamenti termici&
acquisiranno unelevata durezza superficiale#
Diffusione$ESEMPI$cementazione
Il tempo della cementazione
influenza il contenuto di
carbonio in relazione alla
distanza dalla superficie
Seconda legge di Fic7:
consente di determinare una
variabile sconosciuta& come il
tempo di diffusione o il
tenore di carbonio ad una
particolare distanza dalla
superficie del pezzo in fase
di cementazione#
Diffusione$ESEMPI$cementazione
ESEMPI di strati su&erficiali formati &er
diffusione allo stato solido
,cciaio cementato# Il
carbonio ' diffuso
nella regione
superficiale e si '
formato carburo di
ferro
Circuiti elettronici integrati: diffusione di
impurezze in Lafer di silicio drogaggio
In un forno !tubo di quarzo$ la superficie del
silicio esposta al vapore di unopportuna
impurezza ad una temperatura superiore ai
88??C#
E necessario mascherare la parte del silicio che
non deve essere drogata#
Diffusione$ESEMPI$dro/ra//io Si
1a concentrazione delle
impurezze diffuse
diminuisce dalla superficie
verso linterno#
E4 possibile utilizzare la
seconda legge di Fic7 per
determinare o il tempo di
diffusione o la profondit
a cui si ottiene una
determinata
concentrazione#
Diffusione$ESEMPI$dro/a//io Si
Nucleazione e crescita
Sommario lezione
Nuclezione omogenea
Nucleazione eterogena
Crescita
Esempio: materiali vetroceramici
Nucleazione e crescita
Lapparizione di una nuova fase in una gi
esistente avviene molto spesso
attraverso fenomeni di nucleazione e
crescita (SOLIDIFICAZIONE,
trasformazioni di fase in genere,
trasformazioni allotropiche,
trasformazioni eutettiche, eutettoidiche,
peritettiche, formazione di
vetroceramici, ...).
Alla temperatura di trasformazione si
osserva la formazione di germi cristallini che
hanno la struttura della fase in formazione.
Tali nuclei crescono progressivamente per
formare i grani della nuova fase fino a
trasformazione conclusa.
Nucleazione e crescita
Nucleazione e crescita
Solidificazione
Solidificazione
T<T
f
Alcuni atomi inziano a disporsi in modo
ordinato embrioni o clusters
Le dimensioni medie di questi embrioni
aumentano al diminuire della temperatura
sotto la T di solidificazione
Material Science
on CD
T<T
f
. L'apparizione del germe accompagnato da una
variazione di energia libera in cui si distinguono due
componenti:
G
g
= G
v
+ G
s
G
v
= energia libera di formazione della nuova fase per
unit di volume
G
s
= energia libera di formazione dell'interfaccia tra il
germe e la fase madre.
Nucleazione
E il tipo di nucleazione pi semplice da
descrivere e pi raro. Avviene quando i germi
cristallini si formano in modo omogeneo
all'intero del fuso.
La nucleazione omogenea richiede un notevole
sottoraffreddamento (per alcuni metalli
anche di parecchie centinaia di gradi Celsius).
Nucleazione omogenea
Nucleazione
En. di spinta = rilasciata
durante la trasformazione
liquido solido. Tanto pi
negativa tanto minore la
temperatura
En. ritardante = si oppone
formazione embrioni e nuclei
G
T
raggiunge max per r = r*
In natura un sistema evolve
SPONTANEAMENTE sempre
verso uno stato a energia pi
basso
r<r* : lenergia del sistema diminuisce se gli embrioni si
ri-disciolgono
r>r* : lenergia del sistema diminuisce se nuclei tendono
ad accrescersi
4/3r
3
G
Vs
Nucleazione-
sottoraffreddamento
La variazione di energia libera totale
corrispondente a r
*
inversamente
proporzionale al grado di
sottoraffreddamento
Il raggio critico r*
diminuisce al diminuire
della temperatura
L'inizio della
trasformazione avverr
tanto pi facilmente
quanto pi sar elevato il
grado di
sottoraffreddamento
T=T
m
- T.
T ~200K per la
nucleazione omogenea
Nucleazione-
sottoraffreddamento
T
t
T H
T
r
v
m

=

=
cos 2
*

Ha luogo sulle pareti del contenitore di un
liquido, su impurezze insolubili o su altri
materiali che abbassano lenergia libera critica
richiesta per formare un nucleo stabile (G
s
).
La nucleazione avviene sull'agente nucleante
perch lenergia di superficie per formare un
nucleo stabile pi bassa su questo materiale
rispetto a quella che sarebbe necessaria se il
nucleo si formasse nel liquido puro stesso
(nucleazione omogenea).
Nucleazione eterogena
Nucleazione eterogenea vs omogenea
Per la stessa trasformazione, il valore di r* lo
stesso ma
Lenergia libera critica, G*, per la nucleazione
eterogena inferiore rispetto a quella associata alla
nucleazione omogena
Si ricava
r*
het
=r
*
hom
Nucleazione eterogenea vs omogenea
Il raggio critico r*
identico per nucleazione
eterogenea e omogena, ma il
volume critico diverso
Quindi sono necessari meno
atomi per formare un nucleo
con la nucleazione
eterogenea maggiore
probabilit che si formi un
nucleo stabile
Nella nucleazione eterogenea
richiesto un grado molto minore di
sottoraffreddamento per formare
un nucleo stabile, perci pi
frequente rispetto a quella
omogenea.
Anche nelle trasformazioni nello
stato solido la nucleazione
eterogenea favorita.
Se da una fase (solida) si deve
formare una nuova fase (solida)
questa nuclea di preferenza su di un
bordo di grano della fase .
Altri siti di nucleazione:
interfacce, dislocazioni
Nucleazione eterogena
Velocit di nucleazione
La velocit di nucleazione rappresenta il numero di nuclei
stabili per unit di volume e per unit di tempo [ m
-3
s
-1
]
funzione di due fattori:
Un termine termodinamico il cui
valore dipende dallenergia libera
critica di formazione del nucleo
G*, che risulta nullo quando T=T
m
mentre aumenta quando la
temperatura diminuisce.
Un termine di trasporto
(diffusione) che diminuisce in modo
esponenziale al diminuire della
temperatura. Velocit con la quale
gli atomi si aggiungono al nucleo.
Esempio: solidificazione rame puro
Dal grafico velocit di
nucleazione vs
temperatura per il Cu
puro sembrerebbe che
la nucleazione inizi a
800K (Tfusione Cu=
1356K!)
Attenzione alla scala!
Poco sotto i 1200K si ha
un improvviso aumento
della velocit di
nucleazione (esplosione
di nuclei)
Generalmente si
definisce un
sottoraffreddamento
critico, T
N
, che
corrisponde ad un
notevole incremento
della velocit di
nucleazione
Nucleazione omogenea
metalli: T
N
~0.2T
m
Esempio: solidificazione rame puro
Nucleazione: i vetri
I materiali allo stato amorfo (VETRI) si ottendo
per rapido raffreddamento dallo stato liquido
se LA VELOCIT DI RAFFREDDAMENTO della
sostanza desiderata (a T<Tfusione)
sufficientemente elevata i nuclei non riescono a
formarsi e a crescere ottengo una struttura
amorfa (ordine a corto raggio)
Silice amorfa
I liquidi vetrogeni (possono dar luogo a vetri in
condizioni normali di raffreddamento) elevata
viscosit in prossimit della loro temperatura di
fusione (es. SiO
2
fusa a 1720C = 10
6
Pas; H
2
O a
20C = 10
-3
Pas)
I vetri: velocit critiche di
raffreddamento
Crescita
Dopo la formazione di nuclei stabili, questi nuclei si
ACCRESCONO. Laccrescimento avviene per aggiunta di atomi
o molecole allinterfaccia (DIFFUSIONE)
Nucleazione e crescita
A solidificazione ultimata i vari cristalli si uniscono
tra loro formando i bordi di grano.
Si ottengono microstrutture differenti in base a:
numero dei siti nucleazione
velocit di diffusione
Pochi nuclei struttura grossolana
Molti siti di nucleazione struttura a grani fini
(> resistenza meccanica e propriet pi uniformi)
Nucleazione e crescita
Crescita: struttura dei grani
Principali tipi di struttura dei grani:
Equiassici (crescono in modo pi o meno
uniforme in tutte le direzioni)
Colonnari (grani allungati, sottili,
irregolari)
Esempio:
solidificazione metallo
in lingottiera
lingottiera
paniera
siviera
Crescita: struttura dei grani
Pareti raffreddate: grani equiassici (elevato
sottoraffreddamento, T, elevata conc. di nuclei,
grani fini)
Grani colonnari si sviluppano dove il metallo
solidifica lentamente. Crescono perpendic. alle
pareti (elevati gradienti di T).
Affinatori di grano
Affinatori di grano si usano per
ottenere getti con grani fini migliori
propriet meccaniche
Ingrossamento del grano
In seguito ad un riscaldamento prolungato, in un
materiale pu verificarsi un aumento delle dimensioni
dei grani cristallini crescita dei grani riduzione
dellenergia totale
La crescita del grano si
verifica per migrazione dei
bordi di grano diffusione
a breve distanza di atomi da
un lato allaltro del bordo
Simulazione crescita grani
Reiner Henseler, Barbara Niethammer, and Felix Otto. A reduced model for
simulating grain growth. In Pierluigi Colli, Claudio Verdi, and Augusto Visintin,
editors, Free Boundary Problems, volume 147 of International Series of Numerical
Mathematics, pages 177-187. Birkhuser, 2003.
Ingrossamento del grano
La dipendenza della dimensione del
grano dal tempo e dalla temperatura
mostrata in figura
Solidificazione MONOCRISTALLI
Normalmente i materiali sono policristallini, ma per alcune
applicazioni si utilizza il monocristallo (es. palette turbine
a gas, wafer silicio)
I monocristalli hanno una maggiore resistenza allo
scorrimento viscoso alte T (dove si verifica lo scorrimento
dei bordi di grano)
Circuiti elettronici: bordo grano interferisce con flusso e
-
La solidificazione deve avvenire attorno a un singolo nucleo
Anche monocristalli con diametro 30cm!
Materiali monocristallini
Come ottenere un monocristallo e perch?
NON VOGLIO BORDI DI GRANO perch determinano riduzione delle propriet
elettriche, termiche e meccaniche alle alte T
Metodo Czochralski:
cristallizzazione
controllata
Esistono anche
altri metodi ad
es. CVD
La temperatura del silicio nel crogiuolo
mantenuta di pochi gradi superiore a quella
di fusione, e aderendo al seme
monocristallino, che gradualmente viene
estratto dalla massa fusa, si solidifica molto
rapidamente conservando la struttura
monocristallina del seme a cui aderisce
Esempio monocristallo: produzione turbina
a gas con struttura monocristallina
Selettore pigtail
Un meccanismo diverso di trasformazione
quello delle trasformazioni martensitiche
trasformazioni militari tutti gli atomi di un
grano si spostano contemporaneamente in modo
da originare la nuova fase.
Esempio- La zirconia, ZrO
2
, presenta tre
forme allotropiche: monoclina, tetragonale e
cubica. La trasformazione tetragonale
monoclina (3-5% aumento di volume) di tipo
martensitico
Trasformazioni martensitiche
Nucleazione e crescita
Esempio: i materiali vetroceramici
Materiali vetroceramici
Poiche lo stato vetroso non e uno stato di equilibrio, il
vetro e una sostanza termodinamicamente instabile, che
tende ad evolvere verso situazioni piu stabili, cioe a
cristallizzare.
Vetroceramici: Materiali parzialmente amorfi e
parzialmente cristallini
Propriet: maggiore resistenza meccanica del vetro,
maggiore tenacit, maggiore resistenza agli shock termici
Applicazioni nel settore elettrotecnico, biomedico, civile
Figure 3
Typical microstructure of machinable glass-
ceramic. (Backscattered image)
La devetrificazione, cioe il fenomeno di nucleazione e
crescita di specie cristalline, si puo verificare se il
vetro viene fatto permanere per un tempo piu o meno
lungo in un intervallo di temperatura in cui la velocita di
cristallizzazione sia elevata
Materiali vetroceramici
Si ottiene cosi un materiale vetroceramico
Se non esistono nuclei, o la loro dimensione non supera
quella critica, la cristallizzazione non puo avere luogo e il
materiale rimane vetroso (amorfo).
La cristallizzazione presuppone la presenza di nuclei sui
quali i cristalli possono successivamente crescere fino ad
una dimensione misurabile.
I nuclei di
cristallizzazione
possono presentare
diverse morfologie a
seconda della cella
cristallina che stanno
generando.
Materiali vetroceramici
I vetroceramici si possono ottenere attraverso la realizzazione di un
vetro che viene opportunamente formato, raffreddato ed,
eventualmente ricotto.
Il vetro viene successivamente sottoposto ad un ulteriore
trattamento termico ad una temperatura T
1
alla quale viene
mantenuto per un certo periodo di tempo al fine di promuovere la
formazione di nuclei che agiscano da centri di cristallizzazione
(nucleazione).
In una fase successiva tali
nuclei vengono fatti
accrescere tramite un
trattamento termico ad una
temperatura T
2
(crescita)
superiore a T
1
.
SEM micrograph of 60wt% soda lime glass,
40wt% coal ash, fabricated using the
petrurgic method (cooling rate 10C/min). A.
Boccaccini
Materiali vetroceramici
Stoviglie in vetroceramico a base di beta-spodumene,
LiAlSi
2
O
6
-SiO
2
, es. Corning Ware 9608.
Basso coefficiente di espansione termica (CET) e
facilit di produzione.
Con circa 70% fase cristallina ho CET praticamente nullo
Esempi di applicazione di vetroceramici
http://www.corning.com/lighting
materials/products/macor.html
Vetroceramici lavorabili, es. MACOR, a base della mica
fluoroflogopite, KMg
3
AlSi
3
O
10
F
2
), con aggiunte di B
2
O
3
e
SiO
2
(formatori). Viene usato come materiale isolante e
resistente al calore nellindustria areonautica e
areospaziale, nellindustria nucleare, etc.
Esempi di applicazione di vetroceramici
http://www.precision-ceramics.co.uk/macor.htm
Vetroceramici trasparenti a
bassissimo CET (es. Zerodur,
contenente soprattutto -
quarzo). Applicazioni tipiche:
ottiche di precisione, specchi
per telescopi di grandi
dimensioni, giroscopi laser
per aerei, specchi a nido
dape per satelliti
Esempi di applicazione di vetroceramici
http://www.schott.com/optics_devi
ces/english/products/zerodur/
Because of it's unique properties,
ZERODUR is a preferred material for
components like this lightweight
honeycomb mirror mount that was made
for a satelite mirror.
Bibliografia aggiuntiva
D.A. Porter, K.E. Easterling, Phase
Transformations in Metals and Alloys,
Chapman & Hall
Dimostrazioni formule nucleazione
Materials Science on CD rom
Diagrammi di stato
Sommario della lezione (1/2)
Generalit sui diagrammi di stato
Diagrammi di stato per sistemi a un
componente (richiami, vedi Chimica)
Diagrammi di stato binari generalit
!iscibilit completa allo stato solido e
li"uido
!iscibilit nulla allo stato solido
!iscibilit parziale allo stato solido
(presenza di un eutettico)
!iscibilit parziale allo stato solido (presenza
di un peritettico)
#resenza di un composto a $usione congruente
#resenza di una $ase intermedia a $usione
congruente
#resenza di un composto intermedio a $usione
incongruente
%ase a $usione incongruente
&ras$ormazione eutettoidica
'sempio di diagramma complesso
Sommario della lezione (2/2)
#erch( studiare i diagrammi di stato)
* diagrammi di stato permettono di
prevedere le strutture e le caratteristiche
dei materiali ottenibili in seguito a
trattamenti termici (ad es+ solidi$icazione)+
#ermettono di prevedere il comportamento
dei materiali al variare della temperatura
(es+ tras$ormazioni di $ase, $ormazione di
composti intermedi, $ormazione di $ase
li"uida, +++)
Che cos' una fase?
,na $ase ( una porzione percettibile di
materia $isicamente e chimicamente omogenea
(unica struttura cristallogra$ica, composizione
chimica omogenea, unico stato di
aggregazione), separabile dalle altre $asi con
soli mezzi $isici+
's+ due $asi
-.c"ua solida
-.c"ua li"uida
.c"ua e
olio
,na singola $ase ha in ogni sua parte un identico
comportamento se sottoposta a sollecitazioni $isiche o
chimiche
#u/ essere costituita da pi0 di un componente (ad esempio
nelle soluzioni solide, $asi e composti intermedi)
'1 d1altro canto possibile che un elemento o un composto
diano luogo a due $asi diverse (esempio banale ( dato da un
bicchiere contenente ac"ua li"uida e ghiaccio a 23C)
Che cos' una fase?
Diagrammi di stato
,n diagramma di stato un gra$ico nel "uale
vengono descritte "uante e "uali $asi di un sistema
sono presenti al variare dei parametri intensivi
(pressione, temperatura, composizione) del
sistema stesso+
* diagrammi di stato sono di solito validi in
condizioni di e"uilibrio termodinamico raggiunto4
essi si possono dun"ue costruire, oltre che
sperimentalmente (passando per tras$ormazioni
lente), anche s$ruttando la condizione di e"uilibrio
termodinamico data dal minimo dellenergia libera
(o $unzione di Gibbs G 5 6 7 &S)
8ei sistemi a un solo componente le
variabili prese in considerazione sono la
temperatura e la pressione+
8ei sistemi a due componenti si
assumono come variabili la temperatura
e la composizione+ Si considerano cio(
solo le $asi condensate (li"uide o solide)
e non la $ase vapore4 la pressione non
viene ritenuta in$luente+
Diagrammi di stato
* diagrammi di stato sono molto utili per diverse
applicazioni, ad esempio grazie ad essi si pu/
Determinare il numero e il tipo di $asi al variare di
temperature e composizioni4
Calcolare le "uantit relative delle $asi presenti in un
e"uilibrio4
Determinare la solubilit massima, in condizioni di
e"uilibrio, di un componente in un altro4
Conoscere la temperatura di $usione delle varie $asi4
Determinare la temperatura a cui avviene la
precipitazione di un componente di una miscela+
Diagrammi di stato
9egola delle $asi
#er la comprensione dei diagrammi di stato
occorre $are ri$erimento alla regola delle
$asi (o regola di Gibbs)+
Regola delle fasi di Gibbs
:a ;.9*.8<. di un sistema de$inita come il
numero di parametri intensivi (pressione,
temperatura e composizione) che si possono variare
a piacere senza cambiare il numero delle $asi del
sistema+
:a varianza costituisce dun"ue il numero di gradi
di libert di un sistema in date condizioni+
Il grado di varianza, V, il numero di variabili
chimiche o fisiche di cui occorre stabilire il
valore per definire esattamente il sistema
:a regola delle $asi (o :egge di Gibbs)
= 5C7$>n
dove si ha
v 5 numero di gradi di libert del sistema (o
varianza)4
C 5 numero di componenti presenti (che possono
essere elementi o composti)4
$ 5 numero di $asi 4
n5 le variabili $isiche prese in considerazione
nelle"uilibrio, ovvero temperatura e pressione
Regola delle fasi di Gibbs
Sistemi a due componenti7 la regola delle $asi assume
una $orma sempli$icata il numero dei componenti
chimici indipendenti vale 24 il numero dei $attori $isici
attivi ( ridotto alla sola temperatura (#5 cost+)+
'1 dun"ue
=! "#$%f
ovvero il numero $ delle $asi presenti in e"uilibrio non
pu/ essere che
1 ( = 5 2 ) oppure
2 ( = 5 1 ) oppure
? ( = 5 2 )+
Diagrammi di stato binari& Regola delle
fasi di Gibbs
Diagrammi di stato binari
:a composizione viene riportata
sull1ascissa che viene suddivisa in cento
parti4 a ogni punto corrisponde una
percentuale dei due componenti+
.d esempio, al punto C corrisponde una
composizione di @2A di . e di ?2 A di B4
.nalisi termica
componente
singolo curva di
ra$$reddamento (a
#5 cost)
temperatura vs
tempo
Valutazione sperimentale diagrammi stato
.lla temperatura di
$usione la temperatura
non varia $inch( tutto il
componente non (
solidi$icato (calore latente
di solidi$icazione)
2 $asi in e"uilibrio li"7sol
1 $ase
li"uido
1 $ase
solido
Diagrammi di stato binari
Completa miscibilit allo
stato li"uido e solido
&
li"
inizia la nucleazione della
$ase solida
&
sol
sparisce l1ultima goccia di
$ase li"uida
&
li"
C & C &
sol
CD'S*S&D8D :.
%.S' :*E,*D. ' E,'::.
SD:*D.
Matter
Valutazione sperimentale diagrammi stato
.nalisi termica due
componenti curve
ra$$reddamento varie
miscele (variaz+ & nel t)+
Completa miscibilit allo
stato solido e li"uido
*
:a temperatura diminuisce con
velocit minore in "uanto una
parte del calore sottratto (
recuperato sotto $orma di calore
di solidi$icazione della $ase
solida+ 2 %.S* li">sol+
$ fase&
li'uido
$ fase&
solido
!iscibilit completa allo stato solido e
li"uido
*l diagramma di stato ( mostrato nella $igura
accanto alle curve di analisi termica+
!iscibilit completa allo stato solido
Si individuano due linee, denominate curva di li"uido
("uella superiore) e curva di solido ("uella in$eriore)
che suddividono il diagramma in tre aree+
!iscibilit completa allo stato solido
:1area superiore corrisponde al sistema
li"uido4 ( presente un1unica $ase4 il sistema ha
grado di varianza !"#$%$!" il che signi$ica
che per de$inirlo occorre precisare due
variabili la temperatura e la composizione
della $ase li"uida+
:1area in$eriore corrisponde al sistema solido
costituito da una soluzione di B in . o di . in
B4 anche in "uesto caso il grado di varianza (
uguale a 2 e per de$inire il sistema occorre
precisare la temperatura e la composizione
della $ase solida+
!iscibilit completa allo stato solido
8ell1area intermedia sono presenti due
$asi "uella li"uida e "uella solida4 il grado
di varianza vale !"#$%"!$+
!iscibilit completa allo stato solido
Regola dell(orizzontale e composizione delle fasi
Dopo aver tracciato l1isoterma
vengono individuati due punti, uno
sulla curva del li"uido ed uno sulla
curva del solido, tracciando, poi,
partendo da "uesti due punti, due
linee verticali vengono individuati
altri due punti sull1asse delle
ascisse i due punti sono "uelli
contrassegnati nel diagramma
dalle lettere F ed G4 la F
rappresenta la composizione del
li"uido mentre la G rappresenta la
composizione del solido in
e"uilibrio con il li"uido
:a regola dell1orizzontale permette di trovare le composizioni
delle due $asi in e"uilibrio all1interno di una zona bi$asica4
esse si leggono sull1ascissa di un diagramma di stato+
:e percentuali in peso relative delle $asi in una
"ualsiasi regione bi$asica di un diagramma di stato
di e"uilibrio, possono essere calcolate utilizzando la
legge della leva
)egge della leva
Materials
Science on
CD
Solidi$icazione+ 'sempio
Se, con ri$erimento alla $igura, si ra$$redda
un li"uido di composizione ! il sistema rimane
tale $ino alla temperatura &
1
allorchH si $orma
il primo cristallo di composizione S
1
+
Solidi$icazione+ 'sempio
Continuando a sottrarre calore, il
sistema si ra$$redda meno
velocemente perchH comincia a
svilupparsi calore di solidi$icazione+
.lla temperatura pi0
bassa &
2
sono presenti
la $ase solida tutta di
composizione S
2
e la
$ase li"uida di
composizione :
2
+
=2+12=1. E necessario specificare la
T o la composizione per definire
completamente il sistema
Es. T
2
le composizioni delle fasi sono
sempre L
2
e S
2
. Ovvero se la
composizione del liquido L
2
quella del
solido sempre S
2
e la T sempre T
2
.lla temperatura pi0 bassa &
?
il sistema (
tutto solidi$icato sotto $orma di soluzione
solida di composizione !4 l1ultima goccia di
li"uido ha la composizione :
?
+
Solidi$icazione+ 'sempio
:e tras$ormazioni espresse dai diagrammi di stato sono
reversibili+
Se si riscalda una soluzione solida di composizione ! si
osserva alla temperatura &
?
la comparsa della prima goccia
di li"uido di composizione :
?
e alla temperatura &
1
la
scomparsa dell1ultimo cristallo di soluzione solida di
composizione S
1
+
Solidi$icazione+ 'sempio
*olidificazione+ Riepilogo
Solidi$icazione
attraversamento del sistema
bi$asico continue modi$iche
delle composizioni delle $asi
li"uida e solida+
9a$$reddamento molto lento
situazioni di e"uilibrio+
&
2
stato li"uido+
&
1
$ormazione di cristalli di
soluzione solida in una matrice
di li"uido+
&
2
i cristalli aumentano in
volume ed il li"uido diminuisce+
&
?
sempre pi0 $ase solida
&
I
122A di $ase solida+
)a fase solida una
soluzione solida
sostituzionale influenza
su propriet, del materiale
Cu e 8i sono C%C, raggio atomico e elettronegativit molto
simili e uguale valenza+
8umero $asi presenti
J2 8i7I2ACu & 1122 1 $ase
(soluzione solida ) (#unto .)
?KA8i7JKACu & 12K2C due
$asi ( > li"+) (#unto B)
-sempio di diagramma di stato a completa
miscibilit,& Cu+.i
-sempio& dds Cu+.i, composizione
delle fasi
's+ #unto B (?KA 8i7JKA Cu) a
12K2C+
Soluzione solida a di
composizione C
L
(I2+KA 8i 7
K@+KA Cu)
:i"uido C
l
(?1+KA 8i7JM+KA
Cu)
Sistema mono$asico 122A $ase presente (solida o
li"uida)
Sistema bi$asico applico la regola della leva
/0unto 12
3li'/C
l
2 5 NS /(9>S)O F122 5
N(I2+K7?K)/(I2+I7?1+K)OF1225 JMA
3( ( ( (C

) )) ) 5 N9/ (S>9)OF1225
N(?K7?1+K)/(I2+K7?1+K)OF122 5 ?2A
-sempio& dds Cu+.i, abbondanza
relativa delle fasi /regola della leva2
'voluzione della microstruttura durante la solidi$icazione
di e"uilibrio di una lega di composizione ?KA8i e JKACu
Raffreddamento lento&
condizioni di e'uilibrio
'voluzione microstrutture
-$455C solo li'
-$"65C $ cristallo /76 .i2
-$"85C li' /4" .i2, /74 .i2
-$""5C sparisce ultima goccia
li' /"7 .i2, /48 .i2
Raffreddamento di non e'uilibrio
Durante il ra$$reddamento la composizione delle $asi
(li"+ e solida) cambia continuamente e dovrebbe seguire
le curve di solidus e li"uidus+
:e modi$iche composizionali dipendono dalla di$$usione
varia con la &'!#'9.&,9. e il &'!#D
.l diminuire della &, soprattutto per le $asi solide, la
di$$usione H rallentata e non si ottengono le condizioni
di e"uilibrioP Euesto H il caso 9'.:'P
Si assume che le variazioni composizionali della $ase
li"uida, essendo in $ase li"uida la di$$usione pi0 rapida,
seguano le condizioni di e"uilibrio+
Grani di con composizione radiale,
$accio una media
Curva solidus S* S#DS&. ;'9SD
D'S&9. sulla curva tratteggiata
leggo composizione media $ase
. &
e1
termina solidi$icazione
9egola della leva ho pi0 li"uido del
previsto rispetto alle condizioni di
e"uilibrio+
%enomeno della S'G9'G.<*D8'
(verso l1esterno del grano ho Q
concentrazione del componente
basso$ondente+++al riscaldamento ho
$ormazione li"uido inattesa++++
perdita integrit meccanica, serve
ricottura di omogeneizzazione)
Raffreddamento di non e'uilibrio
Diagrammi di stato binari
!iscibilit nulla allo stato solido
Dds+ Completa immiscibilit, allo stato solido
8ello studio di una lega di due componenti pu/ veri$icarsi il
caso che "uesti non risultino a$$atto miscibili, cio( che dopo
il ra$$reddamento che segna il passaggio dallo stato li"uido a
"uello solido si ottengano due $asi solide distinte, costituite
esclusivamente da uno dei componenti+
*l diagramma di stato
( mostrato nella
$igura ed ( costituito
da tre campi bi$asici
e da un campo
mono$asico
'utettico
*l diagramma ( caratterizzato dalla presenza di
un eutettico di composizione ' e da una
temperatura eutettica &
'
+
&utti i solidi iniziano, al riscaldamento, a $ondere
alla temperatura &
'
4 tutti i li"uidi, al
ra$$reddamento, concludono la solidi$icazione a
&
'
+
Solidi$icazione+ 'sempio
Se si ra$$redda un li"uido di composizione ! si
osserva alla temperatura &
1
la $ormazione del
primo cristallo di . puro+
Continuando nel ra$$reddamento si separa
altro . puro4 alla temperatura &
2
il li"uido ha
assunto la composizione :
2
+
:a percentuale di .
puro a &
2
( data da
!:
2
/.:
2
R1224 "uella
del li"uido :
2
dalla
.!/.:
2
R122+
Solidi$icazione+ 'sempio
.lla temperatura &
'
il
li"uido ha la composizione '4
la A del li"uido ( data da
.!/.'R122 e "uella del
solido .
(detto di deposizione
primaria) ( data da
!'/.'R122+
Solidi$icazione+ 'sempio
Continuando a sottrarre
calore, la temperatura &
'
non
diminuisce $inchH tutto il
li"uido eutettico non si (
tras$ormato in una miscela di
minuti cristalli di . puro e di
B puro (struttura eutettica)+
9rasformazione -:9-99IC;
)i'uido
eut
; # 1
8el caso precedente a &
'
coesistono solido . primario (nucleato
e accresciuto a & Q &
'
) pi0 li"uido di composizione eutettica
il li"uido di composizione eutettica si tras$orma eutetticamente
(tras$ormazione *8;.9*.8&' con arresto di &) in una minuta
!*SC':. !'CC.8*C. di cristalli di . puro e B puro
. &
'
ho 5 2>17? 5 5
*l sistema H *8;.9*.8&' (le
composizioni di tutte e tre le
$asi sono $issate cosS come la &)
Regola della leva per una trasformazione -:9-99IC;
I.I<I=
9R;*>=R?;<I=.-
A:i"+5 .!F122/.'
A. 5 !'F122/.'
AB 2A
>I.-
9R;*>=R?;<I=.-
A:i" 2
A. 5 !BF122/.B
AB 5.! F122/.B
.lla $ine della solidi$icazione il sistema ( costituito da
grossi cristalli di . di deposizione primaria inglobati nella
$ine struttura eutettica+ . &C&
'
nel sistema varia solo la
temperatura (composizione $asi e percentuali relative
$asi sono costanti)
Solidi$icazione+ 'sempio
:a $ase solida costituita da .
puro si trova sotto $orma di
cristalli di deposizione
primaria e sotto $orma di
minuti cristalli nella miscela
eutettica (.>B puro)+
Se si ra$$redda un li"uido di composizione '
si osserva che rimane tale $ino a &
'
"uando si
tras$orma a temperatura costante in un
solido eutettico bi$asico costituito da un
miscuglio di piccoli cristalli di . e di B+
Solidi$icazione+ 'sempio
composizione eutettica
A
B
Curve di analisi termica
8ella $igura sono mostrate le curve di analisi
termica per un li"uido di composizione ! e per
un li"uido di composizione '+
Diagrammi di stato binari
#arziale solubilit allo stato solido
(presenza di un eutettico)
DdS parziale solubilit allo stato solido
*l diagramma di
stato (
caratterizzato da
due soluzioni solide
primarie+
,na, ricca nel
costituente ., (
denominata $ase L e
l1altra, ricca nel
costituente B, (
detta $ase T+
*l diagramma mostra
anche una
tras$ormazione
eutettica in
corrispondenza della
"uale la soluzione solida
L presenta la massima
concentrazione di B e la
soluzione solida T la
massima concentrazione
di .+
DdS parziale solubilit allo stato solido
:a concentrazione
delle due soluzioni
solide L e T
diminuisce, al di
sotto della
temperatura &
'
lungo le linee nb e
gc (curve di
solubilit o di
solvus)+
DdS parziale solubilit allo stato solido
Se si ra$$redda un
li"uido di
composizione ! si
osserva, alla
temperatura &
1
, la
separazione del
primo cristallo di
soluzione solida L
di composizione S
1
+
Composizione $uori dall1eutettico
Solidi$icazione+ 'sempio
:a solidi$icazione termina alla
temperatura &
2
allorchH tutto il
li"uido si ( tras$ormato in una
soluzione solida L di composizione
!+
Durante la solidi$icazione, la
composizione della $ase li"uida e
della soluzione solida combiano in
continuazione con la & lungo le curve
indicate+
#asso dalla &
'
senza che ci sia un
li"uido di composizione eutettica e
"uindi la tras$ormazione eutettica
8D8 .;;*'8'
Solidi$icazione+ 'sempio
T
2
:a soluzione solida L continua a ra$$reddarsi $inchH, alla
temperatura &
?
, diventa soprassatura rispetto al
componente B+ ;iene allora separato un primo cristallo di
soluzione solida T di composizione S
T
+
Solidi$icazione+ 'sempio
.l diminuire della
temperatura la
composizione delle
$asi L e T varia
lungo le linee di
solubilit nb e gc+
.lla temperatura dell1ascissa la composizione della $ase ( data
dal punto b e la percentuale della $ase ( data da !c/bcR122+
.lla temperatura dell1ascissa la composizione della $ase T ( data
dal punto c e la percentuale della $ase T ( data da b!/bcR122+
Solidi$icazione+ 'sempio
Se si ra$$redda un
li"uido di composizione
' "uesti si tras$orma
a &
'
in un solido
bi$asico eutettico L >
T (con L e T a massima
concentrazione in B e
in .)+
Solidi$icazione+ 'sempio
:i"
'

maF
>
maF
&ras$+ invariante
con arresto di &
$ino a "uando non
sparisce una $ase
(in "uesto caso la
$ase li"uida)
Euando sparisce l1ultima
goccia di li"uido, il sistema
torna ad essere
monovariante e la &
riprende a scendere
:e due $asi L e T
modi$icano poi la loro
composizione lungo le linee
nb
e gc+
. ra$$reddamento
completato la percentuale
della $ase L ( data da
'c/bcR122 e "uella della
$ase T da b'/bc R122+

Solidi$icazione+ 'sempio
Se si ra$$redda
un li"uido di
composizione D
"uesti comincia a
solidi$icare alla
temperatura &
I
4
si $ormano
cristalli T di
deposizione
primaria di
composizione m+
Composizione ipereutettica
Solidi$icazione+ 'sempio
8ell1intervallo
tra &
I
e &
'
si
continuano a
$ormare cristalli
di T la cui
composizione
varia lungo la
linea mg+
T
E
Solidi$icazione+ 'sempio
.lla temperatura
eutettica, &
'
, dal
li"uido di composizione
' si separano
contemporaneamente,
a temperatura
costante, cristalli
minuti di L e di T, di
composizione
rispettivamente n e g+
Solidi$icazione+ 'sempio
Conclusa la tras$ormazione
eutettica le $asi L
(eutettica) e T (eutettica e
di deposizione primaria)
cambiano la composizione
lungo le linee nb
e gc+
. &
2
( presente la $ase L,
nella percentuale
Dc/bcR122 e la $ase T,
nella percentuale
bD/bcR122+
T
o
Solidi$icazione+ 'sempio
.nalisi termica dds a solubilit parziale allo
stato solido (tras$ormazione eutettica)
-sempio di diagramma di stato a solubilit,
limitata& 0b+*n ?icrostruttura
-sempio di diagramma di stato a solubilit,
limitata& 0b+*n ?icrostruttura
-sempio di diagramma di stato a solubilit,
limitata& 0b+*n ?icrostruttura 9rasformazione
eutettica
-sempio di diagramma di stato a solubilit,
limitata& 0b+*n ?icrostruttura eutettica
Crescita di lamine
L e T all1interno
della $ase li"uida
!or$ologia a lamelle
$acilita la di$$usione
(distanze brevi)
-sempio di diagramma di stato a solubilit,
limitata& 0b+*n
Composizione ipoeutettica
.pplicando la regola della
leva in modo opportuno H
possibile calcolare la A di
primario e di
eutettico
-sempio di diagramma di stato a
solubilit, limitata& Cu+;g
cd matter
Diagrammi di stato binari
#arziale solubilit allo stato solido
(presenza di un peritettico)
Diagramma di stato7 peritettico
*l diagramma (
caratterizzato da una
tras$ormazione
peritettica nel corso della
"uale, al riscaldamento,
una soluzione solida T di
composizione p si
tras$orma, alla
temperatura peritettica
&
#
, costante, in una
soluzione solida L a
massima concentrazione in
B e in un li"uido di
composizione c+
&ras$+ #'9*&'&&*C. (*8;.9*.8&')

d
# li'
c

p
a &p
Solidi$icazione+ 'sempio
Se si ra$$redda un li"uido di composizione !
alla temperatura &
1
si separa il primo cristallo
di L di composizione b+
%ra &
1
e &
#
la composizione del solido L e del li"uido
variano la composizione lungo le linee bd e ac+
. &
#
ha luogo la
tras$ormazione
peritettica nel corso
della "uale tutto il
li"uido c reagisce
con parte di L
(di composizione d)
per dare la soluzione
solida T di
composizione p+
Solidi$icazione+ 'sempio

!
"
! liq.
! liq.
Scomparsa l1ultima goccia di li"uido la temperatura
riprende a scendere e le composizioni delle $asi L e T
variano lungo
le linee d$ e pg+
.lla temperatura
dell1ascissa la
percentuale di $ase L
( data da !g/$gR122
e la percentuale della
$ase T ( data da
$!/$gR122+
Solidi$icazione+ 'sempio
Se si ra$$redda un
li"uido di composizione
D si separa per primo
alla temperatura &
2
un
cristallo di $ase L di
composizione h+
.lla temperatura &
#
tutta la $ase L reagisce
con parte del li"uido c
per dare la $ase T di
composizione
peritettica p+
Solidi$icazione+ 'sempio
"
Scomparsa la $ase L la temperatura riprende
a scendere $inchH, alla temperatura &
?
, tutto
il sistema ( solidi$icato sotto $orma di $ase T+
Solidi$icazione+ 'sempio
.1 Spesso ho scostamento
da e"uilibrio perchH ho bassa
vel+ di$$usione nella $ase
solida che si $orma durante
"uesta tras$ormazione
Diagrammi di stato binari
#resenza di un composto a
$usione congruente
DdS7 composto a $usione congruente
,n composto $onde congruente "uando alla temperatura di
$usione si tras$orma in un li"uido che ha la sua stessa
composizione+
*l diagramma di stato
( mostrato nella
$igura+ Sull1ascissa
compare un composto
.
m
B
n
la cui
composizione (
esprimibile indicando
le A di . e di B e
"uindi i componenti
chimici indipendenti
rimangono sempre due
. e B+
Diagramma di stato
*l diagramma ( scomponibile in due parti simili+
:a prima copre l1intervallo di composizione
. U .
m
B
n
e la seconda "uello .
m
B
n
U B+
'ntrambe le parti
corrispondono
a un diagramma
caratterizzato da
una completa
immiscibilit allo
stato solido e dalla
presenza di
un eutettico+
DdS7 composto a $usione congruente
&utte le miscele di composizione tra . e .
m
B
n
cominciano a $ondere alla temperatura &
'1
e
"uelle di composizione tra .
m
B
n
e B alla
temperatura &
'11
+
-sempio di diagramma di stato con composto a
fusione congruente& diagramma ?g+0b
Diagrammi di stato binari
#resenta di una $ase
intermedia a $usione
congruente
Dds7 $ase intermedia a $usione congruente
*l diagramma ( mostrato nella $igura+ 'sso (
caratterizzato dalla presenza di una $ase V, a
composizione variabile e a $usione congruente+
Dds7 $ase intermedia a $usione congruente
*noltre, in "uesto DdS, il componente B mostra una
limitata solubilit nel componente ., rappresentata
dalla soluzione solida L, e il componente . una
limitata solubilit nel componente B, rappresentata
dalla soluzione solida T+
'sempio di Dds con $ase intermedia a $usione
congruente !gD7.l
2
D
?
Esiste un campo
di composizione
in cui lo spinello
sta!ile
Diagrammi di stato binari
#resenza di un composto
intermedio a $usione
incongruente
Dds7 composto intermedio a $usione
incongruente
,n composto $onde incongruente "uando la $usione
completa avviene non a una temperatura $issa, ma in
un intervallo termico e il li"uido e il solido che si
$ormano hanno inizialmente una composizione diversa
da "uella del solido di partenza+
Solidi$icazione+ 'sempio
Se si ra$$redda un li"uido di composizione ! alla
temperatura &
1
cominciano a separarsi cristalli di B di
deposizione primaria4 il processo continua $ino alla
temperatura &
#
(peritettico) mentre la composizione
del li"uido raggiunge il punto a+
. &
#
costante tutto il li"uido di composizione a
reagisce con una parte del solido B per dare il
composto .
m
B
n
4 a tras$ormazione conclusa sono
presenti le due $asi solide .
m
B
n
e B+
:a percentuale di
.
m
B
n
( data da
N!B/(.
m
B
n
B)OR1224
"uella di B da
N(.
m
B
n
!)/(.
m
B
n
B)OR122+
Solidi$icazione+ 'sempio
Se si ra$$redda un
li"uido di composizione
D alla temperatura &
2
comincia a $ormarsi B
solido che , alla
temperatura &
#
,
reagisce tutto con una
parte del li"uido di
composizione a per
dare il composto .
m
B
n
+
Solidi$icazione+ 'sempio
Conclusa la
tras$ormazione, che
( di tipo peritettico,
il li"uido a e il
solido .
m
B
n
sono
presenti nelle
seguenti proporzioni
percentuale di
li"uido a 5 $p/apR1224
percentuale di solido
.
m
B
n
5 a$/apR122+
Solidi$icazione+ 'sempio
&ra la temperatura
peritettica &
#
e "uella
eutettica &
'
, dal
li"uido continua a
separarsi
il composto .
m
B
n
mentre la
composizione del
li"uido varia lungo la
curva a'+
Solidi$icazione+ 'sempio
B
.lla temperatura
&
'
, costante, dal
li"uido eutettico di
composizione ' si
separano
contemporaneamente
cristalli $ini di . e di
.
m
B
n
+
Solidi$icazione+ 'sempio
B
.nalisi termica7 Composto a $usione
incongruente
:e curve di ra$$reddamento per i due li"uidi di
composizione ! e D sono mostrate in $igura+ *n "uella
relativa a D sono visibili due tratti orizzontali che
corrispondono alla tras$ormazione peritettica a &
#
e a
"uella eutettica a &
'
+
M D
Diagrammi di stato binari
#resenza di una $ase a
$usione incongruente
DdS7 %ase a $usione incongruente
*l diagramma ( mostrato
in $igura+ :a $ase
intermedia ( indicata come
$ase V4 sono inoltre
presenti due campi
mono$asici corrispondenti
alle soluzioni solide
primarie ricche,
rispettivamente, nel
componente . ($ase L)
e nel componente B ($ase
T)+
.nche in "uesto caso sono presenti una
tras$ormazione eutettica alla
temperatura &
'
e una peritettica alla
temperatura &
#
+
DdS7 %ase a $usione incongruente
Se si ra$$redda un li"uido di composizione
8 si ha, alla temperatura &
?
, la deposizione
primaria della $ase intermedia V
(composizione s)+
DdS7 %ase a $usione incongruente
8ell1intervallo
termico tra &
?
e &
'
dal li"uido continua
a separarsi la $ase
V4 entrambe le $asi
(li"uido e V)
cambiano la propria
composizione
secondo le linee r'
e st+
DdS7 %ase a $usione incongruente
.lla temperatura &
'
costante il li"uido di
composizione ' si tras$orma in un miscuglio
di soluzione solida L e di soluzione solida V+
.l di sotto di &
'
la
composizione delle
$asi L e V varia
lungo le linee
hz e tv+
DdS7 %ase a $usione incongruente
.lla temperatura dell1ascissa sono presenti la
$ase L di composizione z e la $ase V di
composizione v4 la percentuale di L ( data da
8v/zvR1224 la percentuale di V ( data da
z8/zvR122+
DdS7 %ase a $usione incongruente
'sempio di Dds con $ase intermedia a $usione
incongruente SiD
2
7.l
2
D
?
Diagrammi di stato binari
&ras$ormazione eutettoidica
&ras$ormazione eutettoidica
,na tras$ormazione eutettoidica ( simile a una
tras$ormazione eutettica con la di$$erenza che
coinvolge tre $asi tutte solide+ ,n esempio (
mostrato nella parte in$eriore della $igura+
Dltre alle temperature di $usione dei
componenti . e B (&
.
e &
B
) sono indicate le
temperature &
a
e &
b
che corrispondono a
tras$ormazioni delle strutture cristalline di . e
di B (tras$ormazioni polimor$iche o allotropiche)+
&ras$ormazione eutettoidica
:a tras$ormazione eutettoidica comporta, al
ra$$reddamento, la tras$ormazione, a temperatura
costante, della soluzione solida V di composizione
e+
Euesta soluzione solida
V si tras$orma nella
soluzione solida L a
massima concentrazione
di B e nella soluzione
solida T a massima
concentrazione di .+
:a tras$ormazione eutettoidica porta a strutture pi0 $ini di "uelle che
si osservano nelle tras$ormazioni eutettiche+
&ras$ormazione eutettoidica
Diagrammi di stato binari
'sempio di diagramma
complesso
Diagramma complesso
;iene riportato nella $igura un diagramma di stato
binario de$inito complesso in "uanto comprende
alcune delle tras$ormazioni semplici considerate in
precedenza+
Sono presenti una
tras$ormazione
peritettica ad alta
temperatura, una
tras$ormazione
eutettica a media
temperatura e una
tras$ormazione
eutettoidica a bassa
temperatura+
*l componente . presenta due tras$ormazioni
polimor$iche rispettivamente alle temperature
&
a1
e &
a11
+
Diagramma complesso
Se si ra$$redda un li"uido di composizione ! si
osserva, alla temperatura &
1
, l1inizio della
deposizione primaria di cristalli di B puro+ &ale
deposizione prosegue $ino alla temperatura
eutettica &
'
+
Diagramma complesso
. &
'
costante si $ormano dal li"uido eutettico
' cristalli sia di B (di deposizione eutettica) sia
della soluzione solida V a massima
concentrazione di B in .+
Diagramma complesso
Conclusa la tras$ormazione eutettica la
temperatura riprende a scendere dal valore
eutettico &
'
a "uello eutettoidico &
e
mentre la
composizione della $ase V varia lungo la linea ce+
Diagramma complesso
%ra &
'
e &
e
diminuisce
la concentrazione di B
nella $ase V4 si $ormano
altri cristalli di B detti
di deposizione
proeutettoidica+
@#1
.lla temperatura &
e
la $ase V ha raggiunto la
composizione eutettoidica e4 inizia ora la sua
tras$ormazione, a temperatura costante, nella
soluzione solida L a
massima concentrazione
nel componente B e in
ulteriori cristalli di B
(di deposizione
eutettoidica)+
Diagramma complesso
.l di sotto della temperatura &
e
la soluzione
solida L a massima concentrazione in B varia la
propria composizione lungo la linea $d separando
altri cristalli di B (di deposizione dalla $ase L)+
Diagramma complesso
.lla temperatura dell1ascissa
( presente la soluzione solida L
di composizione
corrispondente al punto d e il
componente B puro+
:a percentuale di L ( data da
!B/dBR122 e "uella di B da
d!/dBR122+
8el ra$$reddamento del li"uido di composizione
! si sono $ormati cristalli di B di di$$erente
tipologia primario, eutettico, proeutettoidico,
eutettoidico, dalla $ase L+
Diagramma complesso
Diagramma Fe-Fe3C
Riassunto+ 9R;*>=R?;<I=.I
I.V;RI;.9I / ! 52
Acciai:
Dds Fe-Fe3C
Curve TTT
Caratteristiche
del ferro puro
T fusione 1538 C
d (20C) = 7,84 g/cm3
da T amb fino a 10 C e! s"abi#e $e CCC ($e)
da 10 C fino 134 C a e! s"abi#e $e C$C ($e)
da 134 C fino a##a fusione e! s"abi#e CCC ($e)
Forme allotropiche del ferro
Le leghe di ferro - carbonio si dividono in due
principali categorie : gli acciai e le ghise
Gli acciai hanno concentrazioni di carbonio minori
del 2% circa ed assumono, in relazione alle varie
temperature, strutture diverse.
Le strutture principali sono : laustenite (soluzione
solida di ferro e carbonio), la ferrite (ferro e
carbonio), la perlite (lamelle alternate di ferrite e
cementite, e
!
").
Le ghise contengono fino al #% circa di carbonio e
si dividono in: ghise bianche, ghise grigie e ghise
sferoidali.
Leghe ferrose
Acciai speciali o legati: oltre a e e ", contengono $uantitativi
non trascurabili di elementi di lega, appositamente introdotti
%nche negli acciai comuni o acciai al carbonio sono presenti
piccole percentuali di elementi estranei, provenienti da impurezze
del minerale (&i, &, ',()
Acciai extradolci C<0.15%
Acciai dolci C 0.15-0.25%
Acciai semiduri C 0.25-0.50%
Acciai duri C 0.50-0.75%
Acciai extraduri C >0.75%
ACCIAI
Leghe ferrose- La ferrite
Leghe ferrose- Laustenite
Leghe ferrose- La cementite
Fe
3
C
Il diagramma di stato complesso, ma pu essere suddiviso in
due diagrammi pi semplici:
diagramma di stato metastabile: ferro - cementite (Fe
3
C);
alle!uilibrio la cementite si decompone Fe
3
C 3Fe " C
diagramma di stato stabile: ferro - grafite;
Il diagramma di stato ferro-carbonio
DIA!A""A DI #TAT$ Fe-Fe
3
C:
ACCIAI % &I#%

T%asf& PERITETTICA a 143C (C = 0&15')
+ liq.

Trasf. EUTETTICA a 1147C (C = 4&3')
Liq. + Fe
3
C

T%asf& EUTETTOIDICA a 723C (C = 0&8')
+ Fe
3
C
DIA!A""A DI #TAT$ Fe-Fe
3
C:
Trasforma'ioni di fase
Le fasi principali sono :
laustenite (soluzione solida di ferro e carbonio), fcc
la ferrite (ferro $uasi puro), bcc
la cementite e
!
"
la grafite
) costituenti metallografici sono:
le fasi sopraelencate
la perlite (eutettoide ferrite-cementite)
la ledeburite (eutettico austenite-cementite)
Le trasformazioni di fase principali (punti critici) nello stato solido
sono:
punto critico A
4
(*#++ ")
punto critico A
3
(,+- " e puro - ,+---2!"
acciai)
punto di "urie e

paramagnetico e

ferromagnetico (%
2
) (-./ ")
0 e
!
": eutettoide punto critico A
1
(-2! ")
DIA!A""A DI #TAT$ Fe-Fe
3
C
DIA!A""A DI #TAT$ Fe-Fe
3
C(
#cciai con C%&'()
Fra 912 e 723 C (a secoda della
com!osi"ioe# ua !arte di
austeite si tras$orma i $errite
struttura %cc.
723C& tem!eratura eutettoidica
tras$orma"ioe simile a 'uella
eutettica( ma a))iee tra due solidi
e o tra solido e li'uido
Trasforma'ioni nello stato solido
DIA!A""A DI #TAT$ Fe-Fe
3
C
Alla tem!eratura eutettoidica
l)austenite residua *con C+,(-./
si trasforma in ferrite e
cementite si forma la perlite&
com!oete microstrutturale co
as!etto lamellare( costituita da
strati alteri di $errite (!er
l*++%# e di cemetite (12%#. Al
microsco!io as!etto simile alla
madre!erla.
DIA!A""A DI #TAT$ Fe-Fe
3
C
Acciai con C+,(-.
l*austeite !rimaria , sta%ile $io
all*eutettoide
*+3C& trasforma,ione
eutettoidica dellaustenite&
arresto della - $io a
treas$orma"ioe com!leta
Acciai con C0,(-.
$ra 11.7 e 723 C a secoda
della com!osi"ioe( dal ferro
segrega progressivamente
cementite si $orma ua rete
di cemetite a %ordo /rao
alla tem!eratura eutettoidica
l*austeite residua (co
C01.+%# si tras$orma i !erlite
DIA!A""A DI #TAT$ Fe-Fe
3
C
http://www-g.eng.cam.ac.uk/mmg/teaching/typd/index.html
C 0.036%
%cciaio ipoeutettoidico
(%" poco superiore alla solubilit1 della
ferrite)
(!2+3)
C 0.1%
%cciaio ipoeutettoidico
(ferrite0poca perlite)
(!2+3)
Acciai al carbonio: microstruttura
C 0.46%
%cciaio ipoeutettoidico
(ferrite0perlite circa 2+%)
(!2+3)
C 0.!"%
Acciaio eutettoidico
(tutta perlite)
(!2+3)
DIA!""A DI #TAT$ Fe-Fe
3
C
C 1.%
Acciaio ipereutettoidico
(perlite 0 cementite primaria a
bordo grano)
due diversi attacchi
(!2+3)
DIA!""A DI #TAT$ Fe-Fe
3
C
"icrostruttura- propriet1
La microstruttura determina:
la dure""a del materiale(
la sua resiste"a meccaica(
la teacit2 e la duttilit2(
la de$orma%ilit2 e la la)ora%ilit2 alle macc3ie utesili(
le caratteristic3e elettric3e e ma/etic3e(
la resiste"a alla corrosioe.
Fattori che influen'ano la microstruttura:
com!osi"ioe del materiale(
)elocit2 di riscaldameto(
tem!eratura e tem!o di trattameto(
)elocit2 di ra$$reddameto.
"icrostruttura- propriet1 meccaniche
CENNI DIAGRAMMI TTT E CTT
Dal punto di vista industriale molto importante conoscere le
CINETICHE di trasformazione di fase, soprattutto nel caso di
trasformazioni invarianti
!i utilizzano due diversi dia"rammi denominati#
TTT $tempo%temperatura%trasformazione& in cui si raffredda
rapidamente il materiale fino alla T di trasformazione e poi lo
si mantiene a 'uesta T misurando la velocit( di trasformazione
$servono molti esperimenti per ricavare il dia"ramma# es
studio microstrutture&
CCT $continuous coolin" transformation&# si misura il "rado di
trasformazione in funzione del tempo per T continuamente
decrescenti $situazione reale a livello industriale&
Enorme importanza pratica in metallur"ia
CA"2IA"%3TI "IC!$#T!4TT4!ALI %
DI 5!$5!I%TA D%LL% L%&% Fe-C
La cinetica delle rea'ioni allo stato solido
(la velocit1 di trasformazione 4 un elemento importante nel trattamento termico dei
materiali)
La maggior parte delle trasforma#ioni allo stato solido non a$$iene
istantaneamente ridistribuzioni degli atomi (regolate dalla diffusione,
fenomeno dipendente dal tempo) e aumento di energia associato alla formazione
di interfacce fra la fase di origine e la nuova fase
%&CL'A()*%' ' C+',C)-A
CA"2IA"%3TI "IC!$#T!4TT4!ALI % DI 5!$5!I%TA D%LL%
L%&% Fe-C
La cinetica delle rea'ioni allo stato solido
) exp( 1
n
kt =
L5665 7) %89%:): ; e t sono due costanti indipendenti dal tempo per $uella
determinata trasformazione
La frazione di trasformazione
CA"2IA"%3TI "IC!$#T!4TT4!ALI % DI 5!$5!I%TA D%LL%
L%&% Fe-C
Diagrammi di trasforma'ione isotermica *Tempo-Temperatura-
Trasforma'ione6 TTT/
.0.//%C0 .0.0%C0 1 2e
3
C .6./%C0
9eazione euttettoidica: fondamentale per lo sviluppo della microstruttura degli
acciai
%ffinch< gli atomi di carbonio
possano segregarsi
selettivamente nella cementite
4 necessaria la diffusione. La
direzione della diffusione del
carbonio 4 indicata dalle
frecce
CA"2IA"%3TI "IC!$#T!4TT4!ALI % DI 5!$5!I%TA D%LL%
L%&% Fe-C
La cinetica delle rea'ioni allo stato solido
'er convenzione la velocit1 di trasformazione $ 4 presa come il reciproco
del tempo occorrente affinch4 le trasformazione proceda fino alla met1
della reazione completa (t
+.2
)
5 . 0
1
t
v =
La temperatura pu3 influen#are molto la cinetica di trasforma#ione
='eriodo di >incubazione? dei nuclei che dipende dal grado di sottoraffreddamento.
=@na volta avvenuta la nucleazione, i nuclei crescono e la percentuale della nuova
fase cresce velocemente
CA"2IA"%3TI "IC!$#T!4TT4!ALI % DI 5!$5!I%TA D%LL%
L%&% Fe-C
Diagrammi di trasforma'ione isotermica *TTT/
7imostrazione di come
venga generato un
diagramma di
trasformazione isotermico (in
basso) dalla percentuale di
trasformazione in funzione
del logaritmo del tempo (in
alto)
La trasforma#ione a$$err4 solo se una lega 5 sottoraffreddata
al di sotto delleutettoide. )l tempo necessario per lini#io e la
fine della trasforma#ione dipende dalla temperatura
CA"2IA"%3TI "IC!$#T!4TT4!ALI % DI 5!$5!I%TA D%LL%
L%&% Fe-C
Diagrammi di trasforma'ione isotermica *TTT/
5 . 0
1
t
v =
'er il tratto di diagramma riportato v aumenta
con il grado di sottoraffreddamento
)n $uesto campo di temperature (2#+A--2-A") la velocit1 di trasformazione v
4 regolata dalla velocit1 di nucleazione della perlite che sta aumentando al
diminuire della B
CA"2IA"%3TI "IC!$#T!4TT4!ALI % DI 5!$5!I%TA D%LL%
L%&% Fe-C
Diagramma di trasforma'ione isotermica *TTT/ per una lega
%4T%TT$ID% ferro-carbonio
"urva BBB (C%)D) per
una lega eutettoide
ferro-carbonio, con
una curva di
trattamento
termico .A6C7
sovrapposta)
CA"2IA"%3TI "IC!$#T!4TT4!ALI % DI 5!$5!I%TA D%LL%
L%&% Fe-C
:icrostruttura della perlite formata a diverse temperature di isoterma EB perlite
grossolana (E diffusione) velocit di nucleazione relativamente bassa e velocit di crescita
alta
FB perlite fine o sottile (F diffusione) velocit di nucleazione aumenta (maggiore
sottoraffreddamento) e < velocit di crescita
.22A" .++A" 2!#A" #/-A"
T!A#F$!"A7I$3% 2AI3ITICA
La trasformazione avviene a temperature al di sotto di $uella a cui si forma la
perlite
=%l punto % .circa "408C0 la velocit1 di trasformazione raggiunge il massimo. La
'59L)B5 si forma per trattamenti isotermici fra -2-Ae 2#+A", la C%)D)B5 per
trattamenti isotermici fra 2#+A e 2*2A"
ALT!I C$#TIT4%3TI
"IC!$#T!4TT4!ALI: 2AI3IT%
BF 22+-2#+A"
'rodotto di trasformazione dellaustenite: struttura eutettoidica non
lamellare ferrite 1 cementite. :icrostruttura fine (&5:GB5:)
Cainite superiore (a): aghi di ferrite che contengono aghetti di cementite
Cainite inferiore (b): particelle cementite piH fini (ho minor possibilit1 di diffusione
atomi ": si formano particelle piH piccole)
Bemperatura di
trasformazione (a)E(b)
ALT!I C$#TIT4%3TI "IC!$#T!4TT4!ALI:
5%!LIT% L$24LA!% *$ #F%!$IDIT%/
&e un acciaio avente microstruttura perlitica o bainitica viene riscaldato a B poco
inferiore a $uella delleutettoide per un periodo di tempo sufficientemente lungo (es.
-++A" */-2# ore) perlite globulare o sferoidite.
orza motrice di $uesta trasformazione: diminuzione
dellarea superficiale di confine fra la ferrite e la
cementite. La cinetica di $uesta traformazione non 4
compresa nei diagrammi BBB
ALT!I C$#TIT4%3TI "IC!$#T!4TT4!ALI:
5%!LIT% L$24LA!% *$ #F%!$IDIT%/
ALT!I C$#TIT4%3TI "IC!$#T!4TT4!ALI:
"A!T%3#IT%
&i forma $uando le leghe e-" vengono raffreddate molto
velocemente da una temperatura E %! fino a una temperatura
prossima alla temp. ambiente
"I&B)B@5DB5 :)"9I&B9@BB@9%L5 % 2A,' ,)%G*LA9 )%
C*%7)()*%) 7) %*% ':&)L)6+)*9 che si forma sen#a
diffusione
La martensite si forma $uando la velocit1 di raffreddamento 4 cosJ
veloce da impedire la diffusione del " laustenite "" subisce una
trasformazione polimorfa in martensite -CC
"A!T%3#IT%
ALT!I C$#TIT4%3TI "IC!$#T!4TT4!ALI:
"A!T%3#IT%
,olu#ione solida
soprassatura
)n grado di
trasformarsi
rapidamente in
altre strutture se
riscaldata a
opportune B
6rani: aspetto aghiforme o a placchette
:olti acciai conservano la loro struttura martensitica $uasi indefinitamente
a B.a. fase metastabile
La trasf. martensitica avviene $uasi istantaneamente: piccoli nuclei isolati che crescono
alla velocit1 del suono.
)nizio tras. martensitica: linea orizzontale :s
:(2+%) e :(,+%) percentuali della trasformazione da austenite a martensite
T!A#F$!"A7I$3% "A!T%3#ITICA
Diagrammi di trasforma'ione isotermica *TTT/
La trasf.
martensitica
solo funzione
della T alla
quale la lega
viene temprata
CA"2IA"%3TI "IC!$#T!4TT4!ALI % DI 5!$5!I%TA D%LL%
L%&% Fe-C
Diagramma di trasforma'ione isotermica *TTT/ per una lega ferro-
carbonio ipoeutettoidica
CA"2IA"%3TI "IC!$#T!4TT4!ALI % DI 5!$5!I%TA D%LL%
L%&% Fe-C
Diagramma di trasforma'ione isotermica *TTT/: effetto aggiunta
elementi di lega diversi da C
=&postamento del >naso?
delle curve
=ormazione di un naso
separato per la bainite
CA"2IA"%3TI "IC!$#T!4TT4!ALI % DI 5!$5!I%TA D%LL% L%&% Fe-C
Diagrammi di trasforma'ione con raffreddamento continuo *CCT/
La maggior parte dei
trattamenti termici a cui
vengono sottoposti gli acciai
implicano il raffreddamento
continuo di un campione fino
a temperatura ambiente. )
diagrammi BBB sono validi
per condizioni di B costante,
se le trasformazioni
avvengono mentre la B
cambia, il tempo necessario
perch< inizi e finisca una
reazione aumenta
notevolmente cur$e
spostate $erso tempi
maggiori e temperature
minori
CA"2IA"%3TI "IC!$#T!4TT4!ALI % DI 5!$5!I%TA D%LL% L%&% Fe-C
Diagrammi di trasforma'ione con raffreddamento continuo *CCT/
&e il raffreddamento 4
continuo non si forma
la bainite (se acciaio
eutettoidico) perch<
tutta laustenite si 4
trasformata in perlite
prima del tempo in
cui 4 possibile la
trasformazione
bainitica
T!A#F$!"A7I$3% "A!T%3#ITICA
Diagrammi di trasforma'ione con raffreddamento continuo *CCT/
;elocit4 critica di tempra: velocit1 minima per avere formazione di una
struttura totalmente martensitica
)l " e altri elementi di lega
("r, Di, :o, :n, &i, K) fanno
spostare verso destra (tempi
maggiori) il naso delle curve
diminuzione velocit1
critica di tempra
Diagrammi di trasforma'ione con raffreddamento continuo *CCT/
6li acciai con
"F+.22% non
vengono
temprati
T!ATTA"%3TI T%!"ICI
4rocedimeti codotti s!esso a tem!erature ele)ate co i
'uali le caratteristic3e di metalli o le/3e soo modi$icate
!er mi/liorare l5e$$icie"a dei cicli di la)ora"ioe cui
sarao sotto!osti e !er conferire loro determinate
propriet.
6a microstruttura dei metalli e delle le/3e !u7 essere
modi$icata co un riscaldamento controllato ed un
successivo raffreddamento.
8 !rici!ali $attori c3e i$lue"ao la microstruttura
ottei%ile dai trattameti termici( e c3e 'uidi de)oo
essere %e cotrollati soo &
com!osi"ioe del materiale (Fe( C( Cr( 9i( :#;
)elocit2 di riscaldameto (su$$icietemete leta da
!ermettere il riscaldameto ui$orme del !e""o#;
tem!eratura di trattameto
!ermae"a alla tem!eratura di trattameto (il
$eomeo desiderato de)e a))eire com!letamete e
ui$ormemete#;
)elocit2 e modo di ra$$reddameto;
T!ATTA"%3TI T%!"ICI
-li acciai sono sottoposti fondamentalmente a
trattamenti di :
<icottura
9ormali""a"ioe
-em!ra
<i)eimeto
=oi$ica0 -em!ra>ri)eimeto
T!ATTA"%3TI T%!"ICI
.unto #
/
0 tem!eratura miima alla 'uale !u7 sussistere
l5austeite (- eutettoidica#
.unto #
3
0 tem!eratura al di so!ra della 'uale l5acciaio ,
costituito totalmete da austeite
Intervallo critico dell0acciaio 0 iter)allo di
tem!eratura tra A1 e A3
T!ATTA"%3TI T%!"ICI
T!ATTA"%3TI T%!"ICI -
!IC$TT4!A
8dica ua serie di !rocessi c3e !ortao ad u
addolcimento dellacciaio i modo da $acilitare le
ulteriori la)ora"ioi (esem!io co as!orta"ioe di truciolo#.
?i usa !er
omogeneizzare la com!osi"ioe dell5acciaio (es. ei
!e""i $usi#(
eliminare le tensioni interne idotte da !recedeti
la)ora"ioi !er de$orma"ioe
dare i$ie mi/liori caratteristic3e di lavorabilit e
duttilit.
T!ATTA"%3TI T%!"ICI - !IC$TT4!A
<icottura com!leta:
1iscaldamento dell5acciaio $io a ua tem!eratura !oco su!eriore(
circa 50@C( a #
3
austeiti""a"ioe
1affreddamento lento i $oro
?i otte/oo acciai co modesti )alori di dure""a e %uoa la)ora%ilit2
<icottura da o$$icia&
<iscaldameto a tem!erature di !oco i$eriori a A
1
?co!o& elimiare !ar"ialmete l5icrudimeto del materiale( ridu"ioe
tesioi itere
T!ATTA"%3TI T%!"ICI - !IC$TT4!A
!icottura completa
T!ATTA"%3TI T%!"ICI - !IC$TT4!A
T!ATTA"%3TI T%!"ICI - !IC$TT4!A
1iscaldamento dell5acciaio $io a ua tem!eratura !oco su!eriore(
circa 50@C( a #
3
austeiti""a"ioe
1affreddamento veloce (i ac'ua( solu"ioi salie( sali $usi( olio(
:#
?i ottiee&ua struttura co reticolo distorto detta struttura di
tem!ra. A esem!io , la martesite( c3e si !reseta dura e
resistete( ma , ac3e molto $ra/ile.
(e #a )e%cen"ua#e di C , a#"a #a "em)%a a**iene )iB faci#men"e e, a )a%i"2 di
*e#oci"2 di %aff%eddamen"o, si o""engono acciai )iB du%i e f%agi#i& +nc,e a#"%i
e#emen"i di #ega -ua#i manganese, c%omo, nic,e#, mo#ibdeno, *anadio e
"ungs"eno, faci#i"ano #a "em)%a e, se #e #o%o )e%cen"ua#i sono e#e*a"e, essi si
"em)%ano )e% sem)#ice %aff%eddamen"o a##5a%ia&
T!ATTA"%3TI T%!"ICI - T%"5!A
(i o""engono acciai con e#e*a"a du%e..a (fino 700/0) e %esis"en.a a "%a.ione (fino a
212a), a sca)i"o de##a %esi#ien.a&
3 )e..i "em)%a"i sono sedi di forti tensioni interneabbino o))o%"uni "%a""amen"i
%in*enimen"o (200-600C)
T!ATTA"%3TI T%!"ICI - T%"5!A
T!ATTA"%3TI T%!"ICI - T%"5!A
Tempra martensitica scalare *o tempra differita
martensitica/
&erve per minimizzare le deformazioni e le cricche di tempra dovute a
raffreddamento non omogeneo.
- )mmergo pezzi bagno salino - poco < =
s
e li mantengo per un certo tempo a B
costante uniformit4 - in tutto il pe##o ma non inizio trasformazione
- 'oi raff. finale (olio) fino a B
amb.
Brasf. martensitica $uasi contemporaneamente in tutto il pezzo notevolissimo
tensioni interne
&truttura completamente martensitica da rinvenire
T!ATTA"%3TI T%!"ICI - T%"5!A
T!ATTA"%3TI T%!"ICI - T%"5!A
T!ATTA"%3TI T%!"ICI - T%"5!A
Propriet meccaniche dei
materiali
Propriet meccaniche
La scelta di un materiale per la realizzazione di un
componente che in esercizio si trover sottoposto a
sollecitazioni di natura meccanica condizionata dalla sua
capacit di rispondere a tali sollecitazioni con deformazioni
ovvero dalle propriet meccaniche che possiede.
In seguito verranno descritte alcune prove standardizzate
ampiamente utilizzate per misurare tali propriet; in genere
esse possono essere divise in:
Indipendenti dal tempo (le sollecitazioni a cui vengono
sottoposti i componenti sono statiche)
Dipendenti dal tempo (le sollecitazioni a cui vengono
sottoposti i componenti sono dinamiche)
Dipendenti dalle temperatura
Resistenza a trazione
Resistenza a compressione
Resistenza a flessione
Resistenza superficiale
Resistenza a fatica
Resistenza allo scorrimento viscoso
(o creep o fluage)
Resistenza allurto (o resilienza)
Prove tecnologiche
Propriet meccaniche dei materiali
Lapplicazione di una forza ad una struttura crea uno
stato di sollecitazione che determina una deformazione.
Si definisce SFORZO o TENSIONE il rapporto tra la
forza F e la superficie A (Nmm
-2
o MPa).
Propriet meccaniche
A
F
=
Esistono quattro principali stati di
sollecitazione: TRAZIONE, COMPRESSIONE,
TAGLIO E TORSIONE
Propriet meccaniche
Deformazione in seguito a sollecitazione di
trazione o compressione:
0 0
0
l
l
l
l l
=

=
l
0
= lunghezza iniziale
l = lunghezza del campione in
seguito a sollecitazione
Deformazione in seguito a sollecitazione di
taglio:
= = tg
b
d
= angolo di taglio
se piccolo: tg
Propriet meccaniche
Esempio
Se a un tondino lungo 1,5 m con sezione di 2 cm
2
viene attaccato un peso di 20
kg la sollecitazione cui sottoposto vale:
20 kgf/ 2cm
2
= 10 kgf / cm
2
=
98 N/cm
2
= 0,98 N/mm
2
= 0,98 MPa.
Se il tondino per effetto del carico applicato si allunga di 0,5 mm la
deformazione subita vale:
0,5 mm/ 1500 mm = 0,00033
ovvero 0,033%.
Resistenza a trazione
La resistenza a trazione di
un materiale viene
determinata
sperimentalmente con una
prova specifica utilizzando la
macchina schematizzata in
figura e consta di una cella di
carico attraverso la quale
vengono applicati carichi a
trazione regolarmente
crescenti a un provino
bloccato tra due afferraggi.
I provini hanno dimensioni standard: una sezione A
o
e
un tratto centrale di lunghezza l
o
la cui evoluzione
dimensionale viene monitorata attraverso un
estensimetro.
Il dispositivo completato da un sistema di
acquisizione dei dati che rileva la deformazione della
zona centrale del provino in funzione del carico
applicato che sempre riferito alla sezione iniziale
dello stesso.
Resistenza a trazione
Curva tensione-deformazione
Si ottiene una curva tensione deformazione
(o carico allungamento) che pu avere
landamento mostrato in figura.
La tensione data dal
rapporto tra il carico P
applicato e larea della
sezione trasversale Ao
iniziale:
= F/Ao.
La deformazione data
da
= l/lo = ( l lo )/lo.
Deformazione elastica
La curva tensione deformazione presenta un
tratto iniziale rettilineo in corrispondenza del
quale, se il carico applicato viene rimosso, il
provino annulla la deformazione acquisita; la
deformazione stata cio di natura elastica.
Carico limite elastico
Il comportamento elastico si manifesta fino a
un determinato valore della tensione che viene
denominato carico al limite elastico. Superato
tale carico il provino comincia a deformarsi
permanentemente.
Legge di Hooke
Tutti i materiali allo stato solido presentano un
campo di deformazioni entro il quale hanno
comportamento elastico LINEARE descritto dalla
legge di Hooke:
= cost
dove E la costante di elastica.
Trazione o
compressione: = E E= modulo di Young
Taglio: = G G= modulo di taglio
Pressione idrostatica: P = KV/V0 K= modulo di
elasticit cubica
Esempio
Il Cu ha modulo elastico di 110 GPa, ovvero
110
.
10
3
MPa. Una barra di Cu lunga 305 mm (l
o
)
sottoposta a un carico a trazione di 276
MPa. Lallungamento vale:
= E = (l / l
o
) E
l = l
o
/ E =
276 305 / 110 10
3
= 0,76 mm.
Rapporto di Poisson
Nel campo delle deformazioni elastiche a un
allungamento longitudinale del provino fa riscontro
una contrazione trasversale della sezione iniziale.
Il rapporto tra la deformazione trasversale e
quella longitudinale viene chiamato rapporto di
Poisson e indicato con la lettera .
Rapporto di Poisson
= -
lat
/
ass
minore di uno e il segno meno ricorda che le due
deformazioni sono di segno contrario; esso viene
introdotto per consentire a di avere un valore
positivo.
se V=0 = 0.5 generalm. < 0.5
In realt metalli: ~ 0.33
ceramici: ~0.25
polimeri: ~0.40
Per i materiali isotropi vale
E = 2G(1+ )
Legame covalente: fortemente
direzionale
Legame metallico
Legami secondari (polimeri)
E
T
fus.
Modulo di Young per alcuni materiali
Materiale Temp Fusione
[ C]
E
(GPa)
TiC Carburo di Ti 3160 310
Al
2
O
3
Allumina 2045 370
W 3410 393
Fe 1536 207
Cu 1083 111
Al 660 70
Pb 327 14
Polietilene 130 1
Le deformazioni elastiche macroscopiche
derivano dalla variazione delle distanze
interatomiche.
Applicando una forza F determino
lallontanamento degli atomi dalle loro posizioni
di equilibrio ( l/l
0
r/r
0
).
Quando viene rimossa la forza esterna gli atomi
ritornano nella loro posizione di equilibrio sotto
lazione delle forze interatomiche
Meccanismo atomico della deformazione
elastica
Meccanismo atomico della deformazione
elastica
Curva Condon-Morse: forza F in
funzione della distanza
interatomica r. Nei materiali
metallici e ceramici la
deformazione elastica supera
raramente lo 0,5% : in questo
intervallo la curva quasi LINEARE
la tensione in prima
approssimazione linearmente
proporzionale alla deformazione
(legge di Hooke)
Meccanismo atomico della deformazione
elastica
0
r
dr
dF
E

Comportamento
elastico lineare
Comportamento
elastico non
lineare
Comportamento
anelastico
E
elastica
E
elastica
non
restituita.
Isteresi
Comportamento elastico
Per alcuni materiali (es. ghisa grigia, calcestruzzo e molti
polimeri) il tratto elastico NON E LINEARE - altri metodi
per ricavare E (modulo secante e modulo tangente)
ANELASTICITA
Spesso si considera che la deformazione elastica non
dipenda dal tempo e che il recupero sia istantaneo.
Tuttavia alcuni materiali non recuperano completamente
la deformazione e in ogni caso il recupero richiede un
certo tempo.
Tale fenomeno viene detto ANELASTICITA.
La componente anelastica molto significativa per i
materiali polimerici ed il loro comportamento viene
definito VISCOELASTICO.
Modulo elastico IN FUNZIONE DELLA
TEMPERATURA
Esercizio 1
Un filo di ferro lungo 10 m, sottoposto a
uno sforzo a trazione di 400 MPa si
allunga elasticamente di 19 mm.
Calcolare il modulo elastico.
GPa MPa
mm
mm MPa
E 5 , 210 210526
) ( 19
) 10000 )( ( 400
0
= = =

=
l
l
Esercizio 1
Esercizio 2
A quale carico a trazione deve essere
sottoposto un provino di alluminio
inizialmente lungo 2 m per subire un
allungamento elastico di 5 mm se il
modulo elastico dellalluminio vale 70
GPa?
Esercizio 2
MPa
mm
MPa mm E
175
) ( 2000
) ( 10 70 )( ( 5
3
0
=

=
l
l

Esercizio 3
Un provino di tungsteno di lunghezza
iniziale di 820 mm viene sottoposto a
uno sforzo a trazione di 300 MPa. Qual
lallungamento elastico se il modulo
elastico del W di 393 GPa?
Risposta
Esercizio 3
0
l
l
=

= E
E

=
0
l
l
=
E

mm
MPa
mm MPa
E
626 , 0
10 393
) 820 )( ( 300
3
0
=

= =
l
l

Comportamento plastico
I materiali sollecitati oltre il limite elastico o arrivano a
frattura senza ulteriore apprezzabile deformazione (es.
ceramici, vetri) o prima di fratturarsi subiscono una
deformazione irreversibile detta DEFORMAZIONE
PLASTICA
Materiale
semi-duttile
Materiale
duttile
Comportamento plastico
Materiale
fragile
CD Callister
Deformazione di un cristallo perfetto: scorrimento di un
piano atomico rispetto all'altro rottura di molti legami
forti
La resistenza di un cristallo perfetto dovrebbe essere
allincirca da 1.000 a 10.000 volte pi grande di quella
osservata (cristallo reale).
Deformazione di un cristallo reale: il movimento delle
dislocazioni comporta la rottura di un minore numero di
legami in ogni istante SOLO UN PICCOLO NUMERO DI
ATOMI SCORRE SUGLI ALTRI
Deformazione plastica: MOTO DELLE
DISLOCAZIONI
Deformazione plastica: MOTO DELLE
DISLOCAZIONI
Molte dislocazioni possono muoversi insieme lungo il piano di
scorrimento sommando i propri effetti e producendo sulla
superficie del cristallo una linea di scorrimento visibile.
Deformazione plastica: MOTO DELLE
DISLOCAZIONI
Un bruco ha molte zampe e non riuscendo a muoverle
tutte insieme, ne muove solo un paio alla volta. La gobba
del bruco ed il suo movimento movimento del
semipiano in eccesso
Deformazione plastica: MOTO DELLE
DISLOCAZIONI (analogie)
Il movimento di una piega di un tappeto:
E' difficile far scivolare un grosso tappeto tirandolo da un
capo, per l'attrito con il pavimento. Ma formando una piega
(una dislocazione) il tappeto pu essere mosso attraverso
una graduale traslazione della piega stessa.
Deformazione plastica: MOTO DELLE
DISLOCAZIONI (analogie)
Deformazione plastica: MOTO DELLE
DISLOCAZIONI
I campi di tensione che circondano dislocazioni molto vicine
possono interagire
Due dislocazioni a spigolo con stesso segno e stesso piano di
scorrimento: forza repulsiva che tende a separarle
Due dislocazioni a spigolo con segno opposto e stesso piano di
scorrimento: attrazione e annullamento al momento dellincontro
Deformazione plastica: MOTO DELLE
DISLOCAZIONI
Moltiplicazione delle dislocazioni
Nel corso della deformazione plastica il
numero dislocazioni aumenta moltissimo
(anche > 10
10
mm
-2
).
Sorgenti di nuove dislocazioni: le dislocazioni
stesse, difetti (bordi di grano, inclusioni, )
Moltiplicazione delle dislocazioni
Un meccanismo di moltiplicazione delle
dislocazioni rappresentato nella figura. La
dislocazione 2 che si muove nel piano di
scorrimento tratteggiato incontra le dislocazioni
1 e 3 che si possono muovere solo nel loro piano
di scorrimento che perpendicolare a quello
della dislocazione 2 .
Moltiplicazione delle dislocazioni
La dislocazione 2 bloccata nei punti dove interseca le
dislocazioni 1 e 3; se il carico sufficiente la dislocazione si
incurva e si espande finch interseca se stessa; a questo
punto si divide in una dislocazione curvilinea che si allontana
e in un segmento che rioccupa la posizione iniziale per
avviare un nuovo ciclo e produrre un altro anello di
dislocazione.
moltiplicazione
dislocazioni
Sorgente di Frank-Read
Moltiplicazione delle dislocazioni
Il fenomeno pu essere generalizzato nel senso
che un meccanismo analogo viene attivato tutte le
volte che una dislocazione incontra degli ostacoli.
Questi ostacoli possono anche essere altre
dislocazioni. Un carico applicato pu provocare un
aumento delle dislocazioni che nel loro movimento
per generare deformazioni vengono ostacolate da
altre dislocazioni, ovvero richiedono che aumenti
il carico applicato per proseguire nella
deformazione.
Incrudimento
Il fenomeno per cui occorre aumentare il
carico per proseguire nella deformazione
prende il nome di incrudimento. Un materiale
incrudito ha unalta densit di dislocazioni ed
pi resistente.
MOTO DELLE DISLOCAZIONI: Piani di scorrimento
Le dislocazioni non si muovono con la stessa facilit in
tutti i piani e le direzioni cristallografiche.
Lo scorrimento pi facile sui piani e nelle direzioni ad
elevata densit atomica (compatti) sistemi di
SCORRIMENTO. Su questi piani gli atomi sono pi vicini
e quindi lo spostamento di una dislocazione per avanzare
di un passo atomico minore.
MOTO DELLE DISLOCAZIONI: Piani di scorrimento
Solidi metallici: il moto dislocativo avviene facilmente
materiali duttili.
I metalli con struttura cfc e ccc hanno un numero
relativamente alto di sistemi di scorrimento pi duttili dei
metalli es. c.
Es. Nel sistema cubico
a facce centrate che
ha n di coordinazione
12 esistono 4 piani
compatti della famiglia
{111} in ciascuno dei
quali sono presenti 3
direzioni compatte
[110]; i sistemi
equivalenti compatti di
scorrimento sono
pertanto 4 3 = 12.
Carico critico di taglio
Affinch una dislocazione si possa
muovere occorre che il carico
applicato abbia sul piano di
scorrimento e nella direzione di
scorrimento una componente di taglio
superiore a un valore denominato
carico critico di taglio.
SCORRIMENTO NEI SINGOLI
CRISTALLI: legge di Schmid
Le dislocazioni si muovono quando si applica un carico di
taglio lungo un sistema di scorrimento. Esistono sforzi di
taglio indotti in seguito allapplicazione di carichi di
trazione
SCORRIMENTO NEI SINGOLI CRISTALLI

r (sforzo di taglio indotto)
= = = = cos cos
Un singolo cristallo ha un certo numero di differenti
sistemi di scorrimento (ognuno con uno sforzo di taglio
indotto differente). Al sistema di scorrimento orientato
nel modo pi favorevole corrisponde
r(max)
Il cristallo inizia a deformarsi NON
APPENA la
r(max)
indotta uguaglia lo
sforzo di taglio minimo richiesto per
poter iniziare lo scorrimento
crit
.

s
=
crit
/ (cos cos)
max
max (max)
) cos (cos =
r
Scorrimento monocristallo di Zn (linee
di scorrimento)
Nel caso di metalli es. c (pochi sistemi di scorrimento), se i sistemi di
scorrimento NON SONO orientati in modo favorevole, si hanno sforzi
di taglio indotti praticamente nulli e il cristallo anzich deformarsi si
frattura.
SCORRIMENTO NEI SINGOLI CRISTALLI
La sollecitazione minima
necessaria per iniziare lo
scorrimento si ha quando e
valgono 45,
s
= 2
crit
Scorrimento nei materiali policristallini
Durante la deformazione
plastica, le dislocazioni
che si muovono lungo un
piano di scorrimento non
possono passare da un
grano allaltro seguendo
la stessa direzione in
ogni grano, le dislocazioni
si muovono secondo il
sistema di scorrimento
con lorientazione pi
favorevole
56
Se il fattore di Schmid (cos cos) diminuisce, diminuisce il carico di
taglio che agisce sulle dislocazioni e quindi bisogna aumentare il carico
per produrre scorrimento.
Per i materiali policristallini, i grani hanno differenti orientamenti e
lINIZIO dello scorrimento avviene nei grani con fattore di Schmid
vicino a 0.5 prima di comparire negli altri grani.
Un materiale policristallino ha un carico di snervamento maggiore di
quello dellinsieme di tutti i grani orientati in modo da avere un fattore
di Schmid pari a 0.5.
Deformabilit
In un materiale policristallino con struttura cubica a
facce centrate ci saranno molti cristalli che
presenteranno uno dei 12 sistemi di scorrimento
favorevolmente orientato nel senso che sar
sufficiente un carico modesto con componente di taglio
sufficiente per promuovere il movimento delle
dislocazioni e la conseguente deformazione.
I materiali con struttura cubica a facce centrate
saranno pertanto facilmente deformabili (laminazione,
trafilatura, estrusione, forgiatura, ecc.).
Risultati della prova di trazione
(sforzo massimo di trazione (sforzo massimo di trazione (sforzo massimo di trazione (sforzo massimo di trazione
PROVA DI RESISTENZA ALLA
SOLLECITAZIONE DI TRAZIONE
Snervamento
In alcuni casi si osserva che, una
volta superato il carico al limite
elastico, la deformazione prosegue
per una certa estensione
a carico sostanzialmente costante.
La curva carichi allungamenti
assume laspetto della figura.
Lentit di questa deformazione da
snervamento pu essere misurata
sullasse delle ascisse tracciando
una retta parallela al tratto iniziale
della curva.
Spesso difficile ricavare con
precisione il carico di
snervamento si definisce,
per convenzione, come carico
di snervamento quello a cui
corrisponde una deformazione
permanente dello 0,2%. Il
carico corrispondente a tale
valore prende il nome di
0,2
.
PROVA DI TRAZIONE- Carico di
snervamento convenzionale
Limite elastico
Nelle strutture ingegneristiche sono di solito
consentite solo deformazioni elastiche e quindi il
carico al limite elastico rappresenta il carico massimo
che pu essere ammesso in condizioni di sicurezza.
Per ottenere deformazioni permanenti in semilavorati
(laminazione, trafilatura, imbutitura, estrusione, ecc.)
occorre invece sottoporli a sollecitazioni ben
superiori al carico al limite elastico.
RESISTENZA
A TRAZIONE:
Valori
corrispondenti
allo sforzo (o
carico) massimo a
trazione
Incrudimento
Superato il carico di
snervamento, per proseguire
nella deformazione permanente,
occorre aumentare il carico
applicato fino a che questo
raggiunge, sulla curva tensione
deformazione, il suo valore
massimo.
Questa fase di progressiva
deformazione plastica, durante
la quale il provino si deforma
uniformemente, prende il nome
di incrudimento ed
accompagnato da un
rafforzamento del materiale
Curva ingegneristica e curva reale
Durante la fase di deformazione plastica
iniziale il provino subisce una contrazione
permanente della sua sezione iniziale
Se il carico applicato viene rapportato in
ogni istante non alla sezione iniziale, ma a
quella vera si osserva che questo carico
vero aumenta con regolarit ed superiore
a quello registrato dallo strumento della
macchina per la prova a trazione.
Curva ingegneristica e curva reale
effettiva
ingegneristica
Una curva carico reale allungamento reale
confrontata nella figura con la curva determinata
sperimentalmente in una prova a trazione.
Deformazioni e sollecitazioni reali e nominali (=
curva ingegneristica)
Esempio
Un tondino di alluminio con raggio di 0,64 cm
sottoposto a una prova a trazione ha
consentito di rilevare un carico di
snervamento 7560 N, un carico massimo a
trazione di 13900 N e un carico a cui avviene
la frattura di 9340 N.
Esempio
Poich la sezione iniziale vale
6,4
2
3,14 = 128,6 mm
2
,
il carico unitario di snervamento vale
7560/ 128,6 N/mm
2
= 58,8 N/mm
2
=
58,8 MPa.
58,8 MPa
Esempio
Il carico massimo unitario a trazione vale
13.900/ 128,6 = 108,1 MPa.
108,1 MPa
Esempio
E il carico unitario corrispondente alla
frattura vale
9.340 / 128,6 = 72,6 MPa.
72,6 MPa
Esempio
Se il raggio del tondino di Al si ridotto alla
rottura a 0,32 cm, ovvero la sezione
diventata di soli 32,15 mm
2
, il carico vero
unitario corrispondente alla rottura diventa
pari a:
9.340 N/ 32,15mm
2
= 290,5 MPa.
Strizione
Una volta superato,
con riferimento alla
curva carichi
allungamenti, il
carico massimo a
trazione la
deformazione
prosegue, ma non
pi uniforme, bens
concentrata nella
zona centrale del
provino. Il fenomeno
prende il nome di
strizione.
cd Callister
Strizione
La sezione che sopporta il carico si riduce
localmente mentre il carico unitario applicato
continua a crescere (curva reale); il fenomeno
prosegue finch la sezione cos ridotta,
ovvero la strizione e lallungamento hanno
raggiunto valori tali, che il carico applicato
provoca la rottura del provino.
Allungamenti a rottura e strizioni
Allungamenti a rottura e strizioni significativi
sono assunti come indicazioni di duttilit e di
deformabilit del materiale.
Allungamenti a rottura e strizioni possono
essere quantificati in termini di percentuali di
allungamento della lunghezza lo iniziale e di
contrazione della sezione A
o
iniziale.
Allungamenti a rottura e strizioni
Se si indicano con l e
con A la lunghezza e la
sezione del provino alla
rottura lallungamento
percentuale uguale a:
l l
o
/ l
o
100.
E la strizione
percentuale uguale a:
Ao A / A
o
100.
FRATTURA DUTTILE
La rottura avviene a 45 rispetto allapplicazione della
tensione perch l lo sforzo di taglio indotto
massimo
Studi
FRATTOGRAFICI
Depressioni
emisferiche
(microcavit)
Cavit allungate
nella zona di taglio
80
FRATTURA
TRANSGRANULARE
Clivaggio lungo specifici
piani cristallografici
81
FRATTURA
INTERGRANULARE
Meccanismi di
rafforzamento dei
materiali
Meccanismi di rafforzamento dei materiali-
INCRUDIMENTO
Durante la deformazione le dislocazioni generano nuove dislocazioni
rallentamento del movimento delle dislocazioni a causa dellaumento della
loro densit durante la deformazione plastica INCRUDIMENTO
Se il carico viene rimosso e poi riapplicato
si osserva infatti un aumento del carico al
limite elastico.
Densit di dislocazioni. Metallo poco
deformato: 10
6
cm/cm
3
(10 000 m/cm
3
);
metallo molto deformato:
10
12
cm/cm
3
(10 000 000 km/cm
3
)
Meccanismi di rafforzamento- INCRUDIMENTO
Lavorazione
a freddo
Un metallo gi
deformato meno
facilmente
deformabile
Percento di lavorazione
a freddo
100 %
0
0

=
A
A A
LF
d
Meccanismi di rafforzamento dei materiali:
AFFINAMENTO DEL GRANO
I bordi di grano costituiscono degli ostacoli al
movimento delle dislocazioni ostacolano la
deformazione plastica.
Coesione fra i grani: se un grano orientato
favorevolmente rispetto allo sforzo applicato non pu
deformarsi fino a che anche i grani adiacenti sono in
grado di avere scorrimento > sforzo applicato
Meccanismi di rafforzamento dei materiali:
AFFINAMENTO DEL GRANO
Meccanismi di rafforzamento dei materiali:
AFFINAMENTO DEL GRANO
2
1
0

+ = d k
s s

Equazione di Hall-Petch
d= diametro medio
grani

0
e K
s
= costanti per
un dato materiale
Meccanismi di rafforzamento dei materiali:
AFFINAMENTO DEL GRANO
A temperature inferiori a circa 0,5T
fusione
la
presenza dei bordi di grano determina un
rafforzamento del materiale limitano la
possibilit di scorrimento delle dislocazioni
A temperature superiori a circa 0,5T
fusione
,
pu avvenire lo scorrimento dei grani
deformazione plastica
Meccanismi di rafforzamento dei materiali:
soluzioni solide
Effetto ostacolante determinato dallinterazione
delle dislocazioni con i campi tensionali generati dagli
atomi estranei in soluzione.
video1
video2
video3
Un atomo estraneo, impurezza o soluto, provoca anchesso
una certa deformazione del reticolo perch le sue
dimensioni sono diverse da quelle degli atomi del reticolo
di base o pi grandi di quelle dei siti interstiziali.
Poich i sistemi tendono a minimizzare il loro contenuto
energetico, e quindi anche le energie di deformazione, le
dislocazioni attrarranno i soluti e li indirizzeranno sopra il
piano di scorrimento se le loro dimensioni sono pi piccole
o sotto il piano di scorrimento se sono pi grandi.
Se i soluti sono di tipo interstiziale le dislocazioni li
indirizzeranno al di sotto della linea di dislocazione.
Meccanismi di rafforzamento dei materiali:
soluzioni solide
Atmosfere di Cottrell
In ogni caso si formeranno attorno alle dislocazioni
concentrazioni elevate di soluti che prendono il
nome di atmosfere di Cottrell; la mobilit dei soluti
aumenta con la temperatura.
Non per opportuno innalzare troppo la
temperatura per accelerare il processo perch ad
alte temperature prevale leffetto disordinatore
dellagitazione termica che dissolve le atmosfere di
Cottrell.
Quando una dislocazione si muove tende a trascinare
con s la propria atmosfera di Cottrell e il suo
spostamento risulta pi difficoltoso, ovvero richiede
un aumento del carico applicato.
Meccanismi di rafforzamento dei materiali:
soluzioni solide
Es.
lega
Cu-Ni
Meccanismi di rafforzamento dei materiali:
soluzioni solide
Acciai-
Variazione delle
propriet
meccaniche in
funzione del
tenore di
carbonio
Le particelle delle seconde fasi possono indurre
deformazioni elastiche nella la fase principale e
rendere pi difficoltoso il movimento delle
dislocazioni; talvolta le dislocazioni riescono ad
attraversare le particelle consumando per energia
per deformarle.
Nel caso invece che le particelle siano incoerenti o
indeformabili costringeranno le dislocazioni in
movimento ad aggirarle secondo lo schema proposto
da Orowan.
Meccanismi di rafforzamento dei materiali:
RAFFORZAMENTO PER DISPERSIONE DI SECONDE
FASI
Dislocazioni e seconde fasi
La dislocazione si piega curvandosi fortemente
attorno alla particella per poi ricomporsi al di la della
particella dopo aver lasciato attorno a essa un anello
di dislocazione che ostacoler il passaggio della
dislocazione successiva.
Si tratta di un
meccanismo di
rafforzamento da seconda
fase che tanto pi
efficace quanto pi, a
parit di frazione
volumetrica di seconda
fase, questa sotto forma
di particelle di piccole
dimensioni.
http://aluminium.matter.org.uk/content/ht
ml/ENG/default.asp?catid=71&pageid=100
6363262
Meccanismi di rafforzamento dei materiali:
RAFFORZAMENTO PER DISPERSIONE
Esempio: Lega Al-Cu
duralluminio (4% Cu)
Se la lega viene raffreddata
lentamente, alla fine del
processo la microstruttura
della lega presenta grani
abbastanza grandi di fase
dispersi nella fase , in
genere segregati a bordo
grano.
La lega cos ottenuta non ha
buone propriet meccaniche
Meccanismi di rafforzamento dei materiali:
RAFFORZAMENTO PER DISPERSIONE
Per avere buone propriet meccaniche
necessario che la fase , dura e fragile,
sia FINEMENTE DISPERSA in modo da
ostacolare il moto delle dislocazioni:
Veloce raffreddamento (tempra) da T
1
a T
2
(temperatura ambiente) Il
processo di crescita della fase
bloccato (diffusione molto lenta) fase
in condizioni di non-equilibrio
(soprassatura, metastabile) e
probabilmente molti nuclei dispersi di
fase .
Riscaldamento prolungato a T
3
(rafforzamento per precipitazione,
precipitation hardening) si
ristabiliscono le condizioni di equilibrio
la fase cresce intorno a numerosi centri
di nucleazione finemente dispersa
Rafforzamento per precipitazione
T
1
T
3
T
2
T
1
T
3
T
2
Meccanismi di rafforzamento dei materiali:
RAFFORZAMENTO PER DISPERSIONE
Lega di Al-Cu
Resistenza a compressione
La resistenza a compressione viene
determinata con una pressa fra i cui piatti
viene posto un provino di superficie nota sul
quale si esercita una compressione assiale
progressivamente crescente.
Resistenza a compressione
Si registra anche in questo caso una curva
tensioni deformazioni che ha un andamento
opposto a quello della prova a trazione.
Si osserva che il modulo elastico
sostanzialmente lo stesso
mentre il carico di rottura pi
alto a causa di una minore
incidenza della difettosit del
materiale sulla resistenza a
compressione rispetto a quella a
trazione (nel caso dei materiali
ceramici pu essere di 4-5 volte
superiore a quello registrato
nelle prove a trazione.)
Specialmente per i
materiali fragili.
Sono attive tensioni a
compressione sulla
superficie superiore del
provino e a trazione su
quella inferiore.
Si registrano curve carico-
deformazione analoghe a
quelle delle prove a
trazione e si determina il
carico massimo che il
materiale sopporta prima di
rompersi.
Prova di flessione
Es. Flessione a tre punti
Comportamento meccanico
materiali ceramici
Ceramici: solo comportamento
elastico
Alumina
Glass
Strain
S
t
r
e
s
s
Ceramici: solo comportamento
elastico
Meccanismi di deformazione-CERAMICI
IONICI
Le direzioni e i piani di
scorrimento sono vincolati dalle
cariche: due ioni con lo stesso
segno non possono venire in
contatto
Il movimento delle dislocazioni
e possibile ma difficile perch lo
scorrimento pu avvenire nei
piani che non hanno la massima
densit atomica
Numero limitato di sistemi di
scorrimento strutture
cristalline a bassa simmetria
Meccanismi di deformazione-CERAMICI
COVALENTI
Il moto delle
dislocazioni e difficile
perch il legame
covalente e un legame
fortemente direzionale
Alcuni sistemi di
scorrimento diventano
attivi solo ad alte
temperature (>0.5
Tfus)
I vetri possono
deformarsi per flusso
viscoso, la loro
viscosit e molto alta
a T ambiente.
Meccanismi di deformazione-VETRI
Esempi di difetti: preparazione delle polveri
Inclusioni di tipo organico
che possono contaminare
le polveri ceramiche
Durante la
sinterizzazione vengono
bruciate lasciando dei
vuoti
Formazione di difetti di
dimensione
corrispondente a diversi
grani.
Porosit in allumina parzialmente sinterizzata
Esempi di difetti: sinterizzazione
incompleta
Esempi di difetti: diversa espansione
termica
Inclusioni inorganiche con
coefficiente di dilatazione
termica diversa dal
ceramico tensioni
residue al raffreddamento
Stress termici dovuti a
unespansione termica
anisotropa del ceramico
possono generare cricche
ai bordi di grano.
Gli stress termici possono
portare a frattura
Modulo elastico
Il modulo elastico
diminuisce
allaumentare della
porosit
) 9 , 0 9 , 1 1 (
2
0
P P E E + =
Elastic modulus of Allumina
MATERIALI CERAMICI- Propriet meccaniche
Influenza delle porosit
E
0
= modulo elastico ceramico
non poroso
P= porosit (frazione in
volume)
La resistenza a
flessione
variabile e dipende
dalla porosit
) exp(
0
nP
fs
=
Strength
Flexural strength of Allumina
MATERIALI CERAMICI- Propriet meccaniche
Influenza delle porosit

0
= resistenza ceramico non
poroso
P= porosit (frazione in
volume)
n= costante
MATERIALI CERAMICI- Propriet meccaniche
Teoricamente, sulla base della forza coesiva, i materiali fragili
dovrebbero avere una resistenza meccanica pari a E/10, in realt la
resistenza a frattura da 10 a 1000 volte inferiore al valore teorico.
Teoria di Griffith
presenza di pori o cricche
molto piccole sulla superficie
o allinterno del materiale. I
difetti, infatti, agiscono come
concentratori di tensioni in
prossimit del loro apice.
Lentit dellamplificazione
della tensione dipende
dallorientazione, dalla
geometria e dalle dimensioni
del difetto
2
1
0
2

=
t
m
a


Anche nei materiali duttili una cricca
determina una concentrazione di tensioni,
ma questa viene assorbita dalla
deformazione plastica (es. arrotondamento
degli apici della cricca)
Nei materiali ceramici questo non pu
avvenire: il moto delle dislocazioni non e
apprezzabile a temperatura ambiente.
MATERIALI CERAMICI- Propriet meccaniche
Nei materiali fragili la rottura avviene quando
sotto lazione di uno sforzo (sforzo critico), la
res. teorica di coesione del materiale viene
superata allapice di uno di questi difetti (si
forma una cricca che si propaga rapidamente).
MATERIALI CERAMICI- Propriet meccaniche
Resistenza a frattura in
seguito a sollecitazione
di trazione
a
K
Ic
f

=
K
Ic
= tenacita a
frattura (propriet che
misura la resistenza del
materiale alla rottura
fragile)
a= lunghezza iniziale
del difetto
= fattore geometrico
(~1)
Resistenza a compressione
(molto superiore a quella a
trazione)
K
IC
= Tenacit a frattura in condizioni di deformazione piana (modo I)
MATERIALI CERAMICI- Propriet meccaniche
Quindi: non e possibile definire esattamente la
resistenza meccanica di un materiale ceramico in
quanto questa dipende dal difetto (cricca) di
dimensione maggiore presente in un dato campione
del ceramico
Quindi: la resistenza del materiale ceramico e data
dalla combinazione di un parametro caratteristico
del materiale (la tenacit a frattura) e di una
variabile (la dimensione del difetto critico)
CERAMICI: resistenza meccanica dipendente
dai difetti
STATISTICA di WEIBULL
Non si pu determinare con
precisione il comportamento
meccanico per i materiali
fragili (Griffith)
Dipende dai difetti presenti
nel materiale
Probabilit di resistere a
determinati carichi
STATISTICA di WEIBULL
La probabilit di frattura legata alla
distribuzione dimensionale dei difetti presenti
e alle probabilit di trovare cricche di certe
dimensioni in un campione
Campioni di dimensioni maggiori arrivano,
statisticamente, a frattura con carichi minori
maggiore probabilit di contenere difetti di
dimensioni critiche
Esempio: fibre di vetro
Resistenza a trazione lastra
di vetro circa 100 MPa
La resistenza a trazione
fibre di vetro pu essere
molto elevata (900-1000
MPa)
Effetto volume statistica
di Weibull
La resistenza a trazione pu
raggiungere i valori della
resistenza a compressione
PROVA DI TRAZIONE DI
UN MATERIALE
POLIMERICO
Polimeri
Moduli elastici bassi (0,1-5 GPa) direttamente
proporzionali al grado di cristallinita. Sono
coinvolti i legami secondari
Resistenza a trazione inferiore ad 80 MPa
Es. polimeri fragili: polistirene
Es. polimeri duttili: ABS, polietilene,
policarbonato
PROVA DI TRAZIONE DI UN MATERIALE
POLIMERICO (HDPE: polietilene ad alta densit)
Elastomeri
Allungamenti elastici del 100-800 %, poi frattura
Proprieta meccaniche fortemente variabili a seconda
delle mescole
Gomma naturale (poliisoprene) irrigidita da
vulcanizzazione tramite legami a base di zolfo fra le
catene
Elastomeri
Propriet meccaniche dei materiali
Resistenza allurto (o resilienza)
UNI EN 10045: Prova di resilienza su provetta Charpy
Prova di resilienza
In condizioni particolari i materiali
metallici possono mostrare un
comportamento fragile:
Triassialit degli sforzi
Abbassamento della temperatura
Aumento della velocit di deformazione
Prova di resilienza con il pendolo di Charpy
RESISTENZA ALLURTO
Misura della quantit di energia che un materiale in grado di
assorbire prima di giungere a rottura in seguito ad un urto.
E= F
.
l = N
.
m = J Resilienza J/cm
2
Tale energia dipende fortemente dalla forma e dalle dimensioni del
campione e dalla velocit dapplicazione del carico: per avere dati
riproducibili occorre standardizzare le condizioni di prova. Si eseguono,
quindi prove ad impatto standardizzate dette di resilienza.
Pendolo strumentato o di Charpy
Questa prova misura lenergia necessaria per rompere
un provino di forma standardizzata cui venga applicato
un carico dinamico istantaneo.
Questa prova di impatto o di resilienza o di tenacit
viene eseguita con un pendolo strumentato o di Charpy.
Pendolo strumentato o di Charpy
Uno schema di pendolo di Charpy
mostrato nella figura.
Pendolo strumentato o di Charpy
Una mazza battente di massa nota viene
sollevata a unaltezza H e poi lasciata cadere
su un provino di sezione nota; la mazza rompe
il provino, consuma nella rottura una parte
della sua energia e poi risale fino a unaltezza
h.
Pendolo strumentato o di Charpy
Dalla misura
dellaltezza della
risalita possibile
determinare lenergia
assorbita nella rottura
e rapportarla alla
superficie di rottura.
Quanto pi in alto
risale la mazza tanto
minore lenergia
assorbita e tanto pi
fragile il materiale.
120
0.75sin30
30
0.75 cos 50
50
h
H
In una prova di resilienza un pendolo di Charpy con una mazza da 5,1 kg (= 5,1
9,81=50 N) e braccio di 0,75 m viene sollevato fino a 120 e poi lasciato cadere
su un provino con sezione di 1 cm
2
. Dopo la rottura del provino la mazza risale
fino a formare un angolo di 50. Calcolare lenergia assorbita nella rottura
[R]
H = 0.75 + 0.75 sin30 = 0,75+0,375=1.125 [m]
h = 0.75 0.75 cos50 = 0,75-0,482=0,268 [m]
Energia iniziale = 50 1,125 = 56,25 J
Energia finale = 50 0,268 = 13,4 J
Energia assorbita = energia perduta dal pendolo riferita a 1 cm
2
di
sezione =
56,25- 13,4= 42,85 J/cm
2
PROVE DI RESILIENZA
PROVE DI RESILIENZA
tempo tempo
tempo
carico
carico
carico
Frattura
mista
MECCANISMI DI FRATTURA
Esempio: vetro
Frattura fragile: basso assorbimento
di energia
MECCANISMI DI FRATTURA
Esempio: PMMA
Frattura fragile: basso assorbimento
di energia
MECCANISMI DI FRATTURA
Esempio: Rame
Frattura duttile: alto assorbimento di energia
Esempio: Acciaio dolce (20C)
Frattura duttile: elevato assorbimento
di energia
MECCANISMI DI FRATTURA
Esempio: acciaio dolce (-190C)
MECCANISMI DI FRATTURA
Frattura fragile: basso assorbimento
di energia
Influenza della T
Di particolare interesse la valutazione
dellenergia assorbita nellurto a
differenti temperature perch
consente di individuare la temperatura o
lintervallo termico in cui un materiale
passa da duttile a fragile.
Quando si parla di materiali duttili o
fragili pertanto indispensabile
precisare la temperatura cui si riferisce
la valutazione.
Effetti dellinfragilimento...
Frattura fragile della
nave Liberty (2
guerra mondiale) a
causa
dellinfragilimento
dellacciaio, durante
linverno
nellAtlantico del
nord (4C)..
E, J
PROVE DI RESILIENZA- TRANSIZIONE
DUTTILE FRAGILE
Poich molti componenti sono in esercizio anche a temperature diverse
da quella ambiente, le prove di resilienza a varie temperature rivestono
un notevole interesse tecnologico. Lattribuzione, infatti, ad un materiale
della qualifica di tenace o di fragile ha senso soltanto se viene specifica
la temperatura alla quale la determinazione stata effettuata.
MISURE DI
RESILIENZA
su un acciaio
FE360
a temperatura
ambiente
e a -200 C
PROVE DI RESILIENZA- TRANSIZIONE
DUTTILE FRAGILE
Nei materiali con struttura cubica a corpo centrato,
come gli acciai, la mobilit delle dislocazioni diminuisce
sensibilmente con il diminuire della temperatura.
Ci non avviene per esempio per il nickel e l'alluminio
(materiali metallici a struttura fcc). Questo dovuto al
fatto che i materiali a struttura cubica a facce centrate
hanno elevata capacit di deformazione plastica a
temperatura ambiente, avendo una struttura compatta, e
tale capacit permane al diminuire della temperatura,
infatti alcuni di questi materiali cristallini si rompono in
modo duttile anche a -250C
Propriet meccaniche dei materiali
Durezza
Durezza
La resistenza superficiale (o durezza) intesa
come la resistenza a una deformazione
permanente della superficie provocata da un
penetratore adeguatamente caricato da un
peso; viene determinata con prove di durezza.
Prove di durezza
Le prove di durezza si effettuano utilizzando un
durometro dotato di penetratori differenti che
vengono spinti a penetrare nella superficie da un
carico costante applicato per tempi brevi.
Si possono misurare sia la superficie dellimpronta
lasciata dal penetratore sulla superficie sia la
profondit della penetrazione.
Tipi di durezza
I tipi pi comuni di durezza sono:
Durezza Brinell (HB). E data dal rapporto tra il
carico applicato (500 3000 kg) e la superficie
della calotta sferica lasciata da un penetratore
sferico in acciaio duro con diametro variabile
da 1,25 a 10 mm.
Tipi di durezza
Durezza Vickers (HV). E data dal rapporto tra
il carico applicato e la superficie dellimpronta
lasciata da una piramide di diamante a base
quadrata.
Tipi di durezza
Durezza Rockwell (HR). E data dalla profondit
di penetrazione di un sferetta di acciaio o di un
cono di diamante opportunamente caricati
(60 150 kg).
Tipi di durezza
Microdurezza (Vickers o Knoop). Le prove si
effettuano con carichi modesti, 25 500 g, e si
misurano le ridottissime impronte con laiuto di un
microscopio; sono utili per valutare la durezza di
aree molto ristrette. Come penetratore si usano
piccole piramidi di diamante a base quadrata
(Vickers) o a base rombica molto allungata (Knoop).
Tipi di durezza
PROVA DI
DUREZZA
Correlazione durezza-carico di
trazione
Le prove di durezza si eseguono facilmente e
sono, orientativamente, correlabili con il carico
massimo a trazione.
Per gli acciai

max
= 3,45xHB
Comportamento meccanico delle leghe
Fe-C
Comportamento meccanico delle leghe Fe-C
Dipendenza dalla microstruttura
%C
CEMENTITE: La
Fe
3
C pi dura e
fragile della ferrite.
Se aumenta la
%di Fe
3
C
(mantenendo
costanti gli altri
elementi
microstrutturali) si
ottiene un
materiale pi duro
e resistente, meno
duttile e meno
tenace
Comportamento meccanico delle leghe Fe-C
Dipendenza dalla microstruttura- dimensioni dei
grani
PERLITE: il
comportamento
meccanico
dipende anche
dalla dimensione
delle lamine di
ferrite e
cementite
perlite fine >
durezza e
resistenza
Comportamento meccanico delle leghe Fe-C
Dipendenza dalla microstruttura
SFEROIDITE: <
interfaccia
cementite/ferrite <
ostacolo alla
deformazione plastica
Comportamento meccanico delle leghe Fe-C
Dipendenza dalla microstruttura
BAINITE: struttura pi fine rispetto perlite
> durezza e resistenza
Comportamento meccanico delle leghe Fe-C
Dipendenza dalla microstruttura
MARTENSITE: molto dura e fragile C
interstiziale: efficace ostacolo al movimento delle
dislocazioni e scarsi sistemi di scorrimento nelle
strutture tcc
Estremamente fragile ed elevate tensioni interne
dopo tempra RINVENIMENTO (250C-650)
Per avere idea delle strutture di rinvenimento, consideriamo la
martensite di un acciaio eutettoide sottoponendola a diversi
rinvenimenti a temperature diverse:
150-230C: la martensite tetragonale (HRC 65) si trasforma in
martensite cubica (diminuisce il tenore di C e precipitazione di
particelle finissime di carburo , Fe2,4C )
230-400C: si forma della cementite globulare finissima (HRC
62-50)
400-650C: si viene a formare della sorbite fine, uniforme,
che assicura al materiale la massima tenacit (HRC 45-20)
650-723C: Si pu quasi definire una vera e propria ricottura,
la cementite globulare e molto visibile al microscopio, la
durezza molto bassa e si presta alle lavorazioni alle macchine
utensili.
TRATTAMENTI TERMICI - RINVENIMENTO
SORBITE (globuletti di cementite dispersi in
matrice ferritica) caratt. mecc. ottimali
TRATTAMENTI TERMICI - RINVENIMENTO
Comportamento meccanico delle leghe Fe-C
Dipendenza dalla microstruttura
MARTENSITE
RINVENUTA:
particelle di
cementite molto
piccole disperse
in una matrice
di ferrite. > T
rinvenimento <
durezza e
resistenza >
tenacit
Il tempo di rinvenimento di 1 ora
Propriet meccaniche dei materiali
Resistenza allo scorrimento
viscoso
Resistenza allo scorrimento viscoso
Lapplicazione di un carico costante pu provocare una
deformazione progressiva.
Fenomeno attivato termicamente diffusione allo stato
solido
Materiali ceramici e metallici T> 0,3-0,4Tfus
Per polimeri e vetri T>Tg
Questa prova mira a valutare la risposta di un materiale
sottoposto a un carico costante, di entit modesta, per
tempi lunghi, a temperature relativamente elevate (ad es. il
40% della temperatura assoluta di fusione).
Si utilizzano dispositivi che, a una data temperatura e per
un certo carico costante, misurano lallungamento del
materiale.
Resistenza allo scorrimento viscoso
MECCANISMI ATTRAVERSO I QUALI LA
DIFFUSIONE ALLO STATO SOLIDO INTERVIENE
NEI FENOMENI DI CREEP
SCORRIMENTO O SBLOCCO DELLE DISLOCAZIONI:
salto della dislocazioni da un piano, nel quale il loro
movimento impedito da un ostacolo, ad un piano in cui non
esistono ostacoli --> diffusione di atomi verso vacanze
adiacenti o posizioni interstiziali.
SCORRIMENTO DEI GRANI: diffusione degli atomi da
certe zone del bordo di grano verso altre.
Resistenza allo scorrimento viscoso
AD ALTA T sono attivi meccanismi
aggiuntivi di movimento di dislocazioni
(c)2003 Brooks/Cole, a division of Thomson Learning, Inc. Thomson Learning

is a trademark used herein under


license.
Dislocations can climb (a) when atoms leave the dislocation line to
create interstitials or to fill vacancies or (b) when atoms are
attached to the dislocation line by creating vacancies or eliminating
interstitials
Scorrimento dei bordi di grano
I grani scorrono luno
rispetto allaltro
formazione di
microcavit localizzate
preferenzialmente sul
bordo grano,
perpendicolarmente alla
direzione della tensione
Resistenza allo scorrimento viscoso
Si ottengono curve che evidenziano quattro
tratti distinti.
Resistenza allo scorrimento viscoso
Il primo rappresenta la deformazione
elastica che si verifica allatto della
applicazione del carico.
Resistenza allo scorrimento viscoso
Il secondo registra una velocit di deformazione
progressivamente decrescente. Il materiale sta
aumentando la sua resistenza al creep
CREEP PRIMARIO:
velocit di
deformazione
decrescente.
Lincrudimento ha
una velocit
maggiore rispetto al
riassetto della
struttura attivato
termicamente.
Resistenza allo scorrimento viscoso
Il terzo mostra una velocit di
deformazione costante.
CREEP
SECONDARIO:
velocit di
deformazione
costante. La velocit
di incrudimento
bilancia
perfettamente quella
di riassetto della
struttura
Resistenza allo scorrimento viscoso
Il quarto evidenzia un aumento della velocit
di deformazione e termina con la rottura del
provino che si progressivamente
assottigliato.
CREEP TERZIARIO: velocit di
deformazione crescente. Ai bordi di
grano si formano delle microcavit:
diminuisce la sezione resistente
Resistenza allo scorrimento viscoso
Resistenza allo scorrimento viscoso
- I fenomeni di scorrimento viscoso dipendono
dal carico applicato. Come mostra la figura pi
il carico alto minore il tempo di rottura e
maggiore la deformazione.
- I fenomeni di scorrimento viscoso dipendono
dalla temperatura. Come mostra la figura pi
la temperatura elevata minore il tempo di
rottura e maggiore la deformazione.
Resistenza allo scorrimento viscoso
Propriet meccaniche dei materiali
Prova di fatica
Aloha Airlines Flight 243, near
Maui, Hawaii, following the April
1988 accident that was caused by
undetected fatigue damage in the
19-year-old aircraft.
FATICA
Degrado della resistenza meccanica subito da un
materiale quando sottoposto a sforzo ciclico.
COSTITUISCE LA CAUSA PRINCIPALE DI
ROTTURA DI COMPONENTI IN ESERCIZIO:
rottura in seguito a sollecitazioni inferiori a
max
e, in alcuni casi, al carico di snervamento
spesso non si rilevano i segni premonitori
Resistenza a fatica
La resistenza a fatica di un materiale
quantifica la sua risposta a sollecitazioni
cicliche di modesta entit ripetute per un
numero rilevante di volte fino a provocarne
la rottura per affaticamento.
Esempi:
assali ferroviari
strutture, componenti e fusoliere di aerei
alberi a gomiti
ingranaggi, etc
Resistenza a fatica
Le sollecitazioni alternate possono essere di trazione
compressione, di torsione levogira destrogira, di flessione
alternata con le macchine per le prove a fatica che variano
conseguentemente.
La prova pi comune consiste nellapplicare alternativamente
una sollecitazione a trazione e a compressione con lausilio di
una macchina rotante del tipo di quella schematizzata nella
figura.
Prova di fatica
Un provino caricato con carichi diversi, poi mantenuti
costanti, viene fatto ruotare; ogni giro ciascun punto
della superficie passa da uno stato di trazione (quando
in alto) a uno di compressione (quando in basso).
Si valuta il numero di cicli necessari per provocare la
rottura del provino in funzione del carico applicato:
le curve ottenute si chiamano curve di Wohler.
Rottura per fatica
La rottura per fatica pu avvenire fondamentalmente in
due modi:
per nucleazione, partendo dal materiale integro, con
una cricca o fessura che inizia in una zona ad elevata
sollecitazione (intagli etc) e si propaga ciclo dopo ciclo
fino a interessare tutta la sezione che poi cede di
schianto (sezione molto piccola supero il carico di
rottura);
Nucleazione generalmente sulla superficie del materiale
a partire da un difetto (inclusione, etc)
preesistente, e successiva propagazione, non
necessariamente nella zona di massima sollecitazione.
Fenomeno della nucleazione delle cricche
Nelle zone maggiormente deformate
plasticamente, il materiale cede e forma
delle microcricche, che inizialmente
propagano nella direzione del massimo
sforzo di taglio (Stage I) e possono essere
intergranulari o trans-granulari
Propagazione
Allaumentare delle dimensioni della microcricca aumenta
lattrito tra le facce della stessa e la propagazione diviene
perpendicolare allo sforzo applicato (Stadio II), fino alla
rottura di schianto.
Linee di arresto o
di spiaggia
Superficie di rottura per fatica
(c)2003 Brooks/Cole, a division of Thomson Learning, Inc. Thomson Learning

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Carico limite di fatica
Alcuni materiali mostrano un carico limite di
fatica, al di sotto del quale non si osservano
rotture a fatica qualunque sia il numero delle
sollecitazioni.
Curva di
Whler
S(stress)-
N (numero
di cicli)
Carico pratico di fatica
Per i materiali che
non mostrano un
carico limite di fatica
si definisce un carico
pratico di fatica che
quello che provoca
la rottura dopo un
numero prefissato di
cicli, ad esempio 10
7
.
La resistenza a fatica e' molto influenzata
dalle condizioni della superficie del provino.
Per migliorare la resistenza a fatica occorre
evitare la presenza di intagli o di spigoli vivi
che possono favorire la concentrazione di
tensioni e linnesco di cricche superficiali
destinate a propagarsi.
Si pu anche migliorare la qualit della
superficie con trattamenti fisici o chimici.
La presenza di un ambiente aggressivo riduce
la resistenza a fatica.
Fattori influenzanti la resistenza a fatica
Misura del modulo elastico
Tramite metodo NON DISTRUTTIVI
(es. GrindoSonic)
Propagazione in un solido di unonda vibrazionale (acustica)
provocata da un impatto meccanico.
Misura della frequenza di propagazione delle onde sonore o
ultrasonore allinterno di un materiale sollecitato da un
impulso meccanico.
Relazione di proporzionalita diretta fra il modulo di Young, la
frequenza dellonda acustica, le dimensioni delloggetto e la
sua densita.
o Non provoca nessun tipo di danneggiamento permanente
del campione
o E applicabile a provini di varia geometria
o E applicabile ai materiali fragili (ASTM C1259-01 Standard
Test Method for Dynamic Young's Modulus, Shear Modulus, and
Poisson's Ratio for Advanced Ceramics by Impulse Excitation of
Vibration)
o Utile per controllo di qualit di pezzi finiti, pronti per
essere messi in opera
o E utilizzabile su campioni metallici, ceramici, vetrosi,
vetroceramici, compositi e polimerici, di peso variabile
da pochi grammi a pi di una tonnellata
o Ha il vantaggio di essere una misura di durata molto
breve.
o La frequenza del suono prodotto colpendo un oggetto
dipende dal materiale di cui esso costituito, dalla
sua forma e dalle sue dimensioni.
o Esempi: xilofono: la differenza di suono prodotto
dallurto di un martello su oggetti di varie dimensioni.
Impulso meccanico: si utilizzano
dei martelli di proporzioni
adeguate alle dimensioni dei
campioni
Limpulso deve essere istantaneo
ed il campione deve essere
lasciato libero di vibrare dopo
lurto
Non vi nessuna influenza della
forza con cui viene applicato
limpulso
I risultati hanno una buona
riproducibilit
E = 0.9465 (
2
L
4
/t
2
)
= una costante che dipende dalla forma delloggetto in
esame (fattore di forma); i valori dei fattori di forma sono
disponibili in letteratura per svariate geometrie
(parallelepipedi, cilindri, toroidi..) o sono comunque calcolabili;
le uniche geometrie non misurabili sono cubi e sfere
= frequenza dellonda sonora;
L = lunghezza del campione;
=densit del materiale;
t = indica lo spessore del campione.
Note le dimensioni del campione, la sua densit (o noto peso e
volume), il fattore di forma che gli compete e misurata la
frequenza di propagazione dellonda, si pu calcolare il modulo
elastico del materiale.
APPLICAZIONI
Per scopi scientifici calcolo del modulo elastico del
materiale in esame
Per il controllo di qualit di pezzi prodotti in serie
confronto rispetto ad un prototipo dei valori di
frequenza
La presenza di porosit, difetti morfologici, grosse
inclusioni allinterno dei pezzi sar messa in evidenza
da una variazione della frequenza misurata.
Il metodo stato applicato con successo anche ad
oggetti complessi come le pale di turbine o i
cuscinetti per freni di autoveicoli.
www.grindosonic.com
Proprief fermiche
Sommorio
Conceffi di bose
Copocif fermico
ConducibiIif fermico
DiIofo;ione fermico
Pesisfen;o ogIi sboI;i fermici
MoferioIi refroffori
!"#$"%&'( '&"*%+,& -&% *.'&"%./%
L'ufiIi;;o dei moferioIi richiede spesso di
conoscere iI comporfomenfo o femperofure
eIevofe o oI voriore deIIo femperofuro
Copocif fermico
ConducibiIif fermico
DiIofo;ione fermico
Pesisfen;o ogIi sboI;i fermici
II confenufo energefico di un soIido oumenfo quondo od esso
si fornisce coIore.
Con iI riscoIdomenfo oumenfo I'ompie;;o deIIe vibro;ioni
fermiche ! oumenfo I'energio fermico ! oumenfo Io
femperofuro
Vibro;ioni fermiche:
Vibro;ioni degIi ofomi, degIi ioni, deIIe moIecoIe inforno oIIe
Ioro posi;ioni di equiIibrio
Vibro;ioni degIi ofomi oII'inferno deIIe moIecoIe
Mofi rofofori deIIe moIecoIe
Vengono inoIfre inferessofi doI riscoIdomenfo, in minimo
porfe, i mofi degIi eIeffroni (per mefoIIi e semiconduffori)
!"#$"%&'( '&"*%+,& -&% *.'&"%./%
Le vibro;ioni di ofomi odiocenfi non sono
indipendenfi Ie une doIIe oIfre, mo risuIfono
essere occoppiofe o couso dei Iegomi
inferofomici. Quesfi occoppiomenfi originono
neI soIido uno serie di onde vibro;ionoIi che si
propogono offroverso Io sfruffuro reficoIore
deI soIido. ToIi onde si propogono neI
moferioIe o deferminofe energie
(quonfi;;ofe): un singoIo "quonfo" (cioe
unifo) di energio vibro;ionoIe viene chiomofo
fonone.
!"#$"%&'( '&"*%+,&
!"#$"%&'( '&"*%+,&
0.$.+%'( '&"*%+.
Proprief di un moferioIe che indico Io suo copocif di
ossorbire coIore doII'esferno. Popporfo fro Io quonfif di
coIore ossorbifo (dQ) e Io vorio;ione di femperofuro
osservofo (dT).
Per pofer confronfore fro Ioro Ie copocif fermiche di
sosfon;e differenfi: copocif fermico di uno mosso uniforio
(es.I kg) quondo Io vorio;ione di femperofuro onch'esso
uniforio (I I) ! 012345 6!5078703
massa
0.$.+%'( '&"*%+.
0./#"%.: coIore necessorio per innoI;ore di un
grodo Io femperofuro di un grommo di ocquo.
IcoI~ 4,I8o J
0./#"& 9$&+%:%+# -&//;.+<=.: 4I8o J/kg I
0./#"& .'#*%+# # *#/&+#/."& >?@*#/& ABC si
riferisce od uno moIe di sosfon;o.
Per soIidi e Iiquidi iI coIore specifico o V e P
cosfonfe quosi uguoIe.
" Per moIfi eIemenfi oIIo sfofo soIido iI CALOPE
ATOMICO CIPCA Zb J/moII do circo 300I
(ecce;ioni pochi soIidi o bosso numero ofomico). II
coIore ofomico per i composfi in primo
opprossimo;ione uguoIe oIIo sommo dei coIori ofomici
reIofivi ogIi ofomi che cosfifuiscono: es. CoO~
Zb(Co)+Zb(O)~b0, sperim: b3 J/moII
!&9#
.'#*%+#
0./#"& 9$&+%:%+#
>?@DEAB
0./#"& .'#*%+# >?@*#/ AB
1/ FG HIJ FKLM
0= NOLM OJH FKLG
8& MMLJ KGO FNLK
P& H JOG GLM
0>-%.*.Q'&B RF GHK HLM
0.$.+%'( '&"*%+.
S%$&Q-&QT. -&//. +.$.+%'( '&"*%+. . U#/=*&
+#9'.Q'& -.//. '&*$&".'=".
!
D
Io femperofuro di Debye (per moIfi moferioIi soIidi PT)
A bosse T C
v
~AT
3
, o T !
D
C
v
"3P
0.$.+%'( '&"*%+.
01!107V1; V54W701 -% ./+=Q% +&".*%+%
!43!475V1;
V54W70X5
S57
W1V547127
Lo conducibiIif fermico uno proprief
dei moferioIi che definisce Io Ioro
offifudine o frosferire energio fermico
do un sisfemo od oIfo femperofuro o uno
o bosso femperofuro.
0#Q-=+%Y%/%'( '&"*%+.
0#Q-=+%Y%/%'( '&"*%+.
0#&::%+%&Q'& -% +#Q-=+%Y%/%'( '&"*%+. >DBC quonfif di coIore (J) che
in un secondo offroverso, perpendicoIormenfe oIIo dire;ione deI mofo
deI coIore, uno superficie di un m
Z
di moferioIe spesso Im, quondo Io
differen;o di femperofuro fro Io superficie di enfrofo e di uscifo
di un grodo
DZD
:
[D
&
D
:
~ confribufo fononico
D
&
: confribufo eIeffronico.
MeIIe ;one coIde oumenfo
I'energio cinefico degIi
eIeffroni ! migrono in
oree pi fredde ! porfe
deII'en. cinefico viene
frosferifo ogIi ofomi come
en. vibro;ionoIe
PeIo;ione conducibiIif fermico-sfruffuro
Lo conducibiIif fermico oIfo nei mefoIIi dove
dovufo oi mobiIissimi eIeffroni Iiberi in essi presenfi,
nei moferioIi ceromici iI coIore viene frosmesso
offroverso onde vibro;ionoIi fononiche meno efficoci,
nei moferioIi disordinofi,
omorfi o poIimerici,
Io propogo;ione deIIe
onde fononiche
oncoro meno efficoce.
metalli
ceramici
polimeri
D
*&'.//%
\ D
+&".*%+%
\\D
$#/%*&"%
CCnuuCl8lLl1A' 1L8MlCA
ConducibiIif neIIe Ieghe
" Lo conducibiIif fermico diminuisce onche
possondo dogIi eIemenfi puri oIIe Ieghe
mefoIIiche.
25]X5
0Ii ofomi di impure;;e
ogiscono come CEMTPI DI
DISPEPSIOME e obbossono
I'efficien;o deI movimenfo
degIi e
-
!327W547
k ~ 0.3W/m I
II frosferimenfo di energio e Iegofo o vibro;ioni e
rofo;ioni deIIe cofene moIecoIori.
II voIore di k dipende doI grodo di crisfoIIinif (pi e
crisfoIIino megIio vibrono Ie cofene moIecoIori)
Sono spesso impiegofi come isoIonfi.
Poliuretano espanso
rigido
ConduclblllLa Lermlca: effeLLo della
poroslLa
AgglunLa dl poroslLa dlmlnulsce ulLerlormenLe k:
LrasferlmenLo dl C nel porl e lenLo e lnefflcace
uenLro l porl c'e arla con k = 0.02 W/m k
veLrocellulare k= 0.04 W/mk
Schlume ceramlche
Il vetro cellulare
E' un vetro avente
struttura a celle chiuse.
Il principale produttore
mondiale di vetro
cellulare la Pittsburgh
Cornings
Il suo nome
commerciale
FOAMGLAS
Caratteristiche
principali:
-una densit molto
bassa
-una buona resistenza a
compressione
-un'elevata stabilit
dimensionale
cella
parete
Componenti
principali:
SiO
2
65,77 p-%
Na
2
O 13,44 p-%
CaO 5,83 p-%
Al
2
O
3
5,58 p-%
Composizione
chimica del
Foamglas
Componenti minori:
Fe
2
O
3 ,
MnO, K
2
O
SO
3
, BaO
TiO
2
, SrO
Carbonio
9,38 p-%
Vefro ceIIuIore
Si preporo insuffIondo un gos in uno mosso di vefro fuso in vio di
roffreddomenfo, oppure infroducendo neI vefro fuso, primo deIIo
sinferi;;o;ione, composfi copoci di decomporsi (es. corbone)
sviIuppondo gos.
II processo di Iovoro;ione ini;io do roffomi di vefro che sono
fronfumofi, mocerofi e misceIofi con poIvere di corbone.
Quesfo mosso poi infrodoffo in sfompi por;ioImenfe riempifi e quindi
chiusi per essere porfofi o femperofuro compreso fro o00 e 800 "C.
In quesfe condi;ioni, Io mosso rigonfio occupondo fuffo Io sfompo.
Reagenti utilizzati: sabbia di silice
e vetro riciclato (pi del 60%
deriva da tubi di Neon e
parabrezza di macchine e altri tipi
di vetro).
Lo sfruffuro o
ceIIe chiuse
escIude iI
probIemo
deII'infiIfro;io
ne di ocquo e
oIfri fIuidi
(formo;ione di
ghioccio,
corrosione,
combusfione...)
FOAM0LAS
~
FOAM0LAS
~
fobbricofo soffo
formo di Iosfre o ponneIIi (pi Iosfre
ossembIofe e ricoperfe su due Iofi)
ufiIi;;obiIi indifferenfemenfe per
ogni coibenfo;ione,
Ie Iosfre normoImenfe sono messe
in opero con IousiIio di bifume fuso
menfre i ponneIIi con fecnico o
secco o medionfe coIIonfi o freddo.
FOAM0LAS
~
si fogIio o mono e non
necessifo di offre;;i porficoIori per
Io messo in opero ne per Io
profe;ione deIIoperofore.
Lana dl veLro
SOVER glass wool: Saint Gobian
Lana dl veLro
Oltre ai requisiti di SOLAMENTO TERMCO E ACUSTCO,
la lana di vetro possiede altre caratteristiche essenziali:
PROPRETA' MECCANCHE
OTTMO COMPORTAMENTO AL FUOCO
DROREPELLENZA E RESSTENZA ALL'UMDTA'
STABLTA' N ELEVATO RANGE DELLE TEMPERATURE
NERZA CHMCA
E' un materiale eco-compatibile poich prodotto
usando per circa l'80% vetro di riciclo
http://www.isover.ch/topic7984/product3373.html
Lana dl veLro
Alcuni studi hanno evidenziato possibili EFFETTI
CANCEROGENI per l'uomo stato dimostrato che il
rischio funzione di due fattori:
DMENSON DELLE FBRE (possono raggiungere gli
alveoli polmonari)
NATURA CHMCA DELLE FBRE (possono persistere
per tempi lunghi nell'apparato respiratorio)
Direttiva Europea 97/69/EC impone la BOSOLUBLTA'
delle fibre: modifica della composizione delle fibre in modo
da escludere i rischi
1S SPu11LL: lAS18LLLL CL8AMlCPL
VUOTO 937VoI ! &++&//&Q'& %9#/.Q'& '&"*%+#
SiIice fuso: # = 0.4xI0
-o
C
-I
e E~730Po ! &/&U.'.
"&9%9'&QT. .E/% 9,#+D '&"*%+%
Lo siIice fuso ho femp. rommoIIimenfo eIevofo, puo essere
scoIdofo (per fempi ridoffi) fino o I480"C.
HRS! (High-temperature
reusable surface insulation):
piastrelle per superfici che
raggiungono temperature max
di 1260C
http:ffscience.ksc.nasa.govfshuttleftechnologyfsts-newsreffsts_sys.html
1S SPu11LL: lAS18LLLL CL8AMlCPL
Aerogel dl slllce
e la sosLanza sollda conoscluLa
meno densa (1,6-1,9 mg/cm
3
)
- 93 arla, resLo SlC
2
- ulmenslone del porl clrca 20 nm
http:]]www.cabot-corp.com]Aeroge|]8u||d|ng-Insu|at|on]What-Is-Aeroge|
20 nm
ConfronLo conduclblllLa Lermlca aerogel -maLerlall lsolanLl
Lradlzlonall
Aerogel: conduclblllLa Lermlca
Arla
k aerogel <k arla: erche?
Calore
Trasmissione del calore
molecole dell'aria: convezione
Larghezza media
dei pori = 20 nm
pori hanno dimensione minore del libero cammino medio delle molecole
dell'aria !limitazione nella collisione delle molecole dell'aria e della
trasmissione del calore per convezione
Aerogel dl slllce: esempl dl
appllcazlone
AerogeI di siIice: feItro fIessibiIe CryogeI Z
35
(Cryogel Z: FIexibIe
IndustriaI InsuIation With
ntegral Vapor Barrier for
Sub-Ambient and Cryogenic
Applications
ASPEN AEROGELS, NC.,
USA )
CommerciaIizzato in ItaIia da AKTARUS GROUP SrI
V.I.P. Vacuum InsuIation paneIs (panneIIi isoIanti sottovuoto)
V..P. hanno conducibilit
termica da 3 a 10 volte
inferiore ai materiali isolanti
tradizionali !permettono di
ridurre Io spessore deIIe
pareti e aumentare
notevoImente Ia capacit di
stoccaggio deI frigorifero.
V..P. sono costituiti da un
materiaIe microporoso
("core), sottovuoto, avvolto in
un involucro multistrato
sigillato
36
!"#$%"#&" $%( )# *(##+,," -. /(&+%.(,+ .0",(#&+ &%(-.1."#(,+
+ )# V..P. ( *(%.&a -. *%+0&(1."#. 234
[1] R. Baetens et al., Energy and Buildings, 42, 2010, 147-172
[2] J. Fricke et al., Vacuum, Volume 82, ssue 7, 14 March 2008, Pages 680-690
5&%)&&)%( 67879 2:4
V.I.P. esempi di appIicazione nei frigoriferi
37
Porextherm
(VacuporNT)
!"#$%&'"()*+$,-#.#/
V.I.P. : es. Microtherm

SIimVac
38
;&&*<==>>>7/.?%"&;+%/@%")*7?"/=ABAC=0.&+=D.*E.#&%"7(0*F
G.?%"&;+%/H I+,@.)/
V.I.P. : es. Va-Q-mic
pannelli prodotti da va-Q-tec (Germania) possono avere
geometrie molto diverse !minimi ponti termici
39
Surface color: Silver
Geometry: Rectangular shape
Density: 220 kg/m
ThermaI conductivity: 0.0028 to 0.0035 W/(mK)
Temperature range during
application:
-70 to +60 C
Product data
http://www.va-q-tec.com/va-q-mic_en,2757.html
V.I.P in ediIizia
40
Ceramlcl ad alLo k
Alcunl maLerlall ceramlcl (dlamanLe e slmlll)
possledono una conduclblllLa Lermlca confronLablle a
quella del meLalll !scamblaLorl dl calore
MaLerlall lsolanLl eleLLrlcl con elevaLa conduclblllLa
Lermlca sono uLlll per appllcazlonl eleLLronlche dove
sono uLlllzzaLl per rlmuovere calore da componenLl che
rlchledono elevaLa dlsslpazlone dl calore !esemplo
Aln
Ceramlcl con alLo k
l fononl sono onde elasLlche che sl muovono
all'lnLerno del reLlcolo crlsLalllno. ll calore vlene
LrasporLano sopraLLuLLo dal fononl con frequenze
lnferlorl a 20kPz (o 1000 cm
-1
) !quanLo meno
vengono devlaLl LanLo magglore e la conduclblllLa
Lermlca del maLerlale.
Al dl sopra della LemperaLura dl uebye ll numero
dl fononl e alLo !aumenLano l fenomenl dl
scaLLerlng con ll reLlcolo !ll llbero cammlno
medlo dlmlnulsce
Iattor| favor|scono un'e|evata conduc|b|||t term|ca
# ALoml cosLlLuenLl ll reLlcolo con massa aLomlca slmlle
# lorLe legame lnLeraLomlco (= preferlbllmenLe covalenLe) per avere
elevaLa LemperaLura dl uebye (dlamanLe !
u
=2067C) !alLo modulo
elasLlco (dlamanLe L=700-1200Ca)
# SLruLLura crlsLalllna sempllce e ad alLa slmmeLrla (l fononl vengono
devlaLl ln modo mlnore)*
# ConLenuLo dl dlfeLLl basslsslmo (lmpurezze e poroslLa)
Lsemp|: D|amante 2000 (W
.
m
-1.
k
-1
)
Graf|te an|sotropo
8N (cub|co) 1300
8eC 300
A|N 200
S|C 130
Ceramici con alto k
*Nei vetri il reticolo amorfo rallenta la propagazione dei fononi
Ceramlcl ad alLo k: esempl dl
appllcazlonl
Scambiatore di calore con
tubi in SiC
W
.
m
-1.
K
-1
Lsemplo dl dlsslpaLore dl calore
ceramlco (Aln) per appllcazlonl
nel seLLore della mlcroeleLLronlca
Conduc|b|||t term|ca de| ceram|c|:
|nf|uenza de| d|fett|
lnfluenza della Laglla del granl:
come nel caso della reslsLenza meccanlca, l'aumenLo
della reslsLlvlLa Lermlca, !
-1
, e lnversamenLe
proporzlonale alla radlce quadraLa della Laglla del
granl,v":
J(k
-I
) $ d
-I/Z
nel caso dl ceramlcl ad elevaLa conduclblllLa Lermlca
sono necessarle MICkCS1kU11UkL A GkANI GkCSSI
ln modo da mlnlmlzzare l'effeLLo dl devlazlone
fononlca del bordl dl grano e l'effeLLo della fase a
bordo grano
k, effetto de||a tag||a de| gran|: es. A|N
Sl noLl la dlfferenza fra
conduclblllLa del
maLerlale
monocrlsLalllno e ll
pollcrlsLalllno (calcolaLo)
|Slack et al., J. Phys. Chem. Solids
48, 7 (1987), 641-647. |
L'influenza dei difetti puntuali dipende dal materiale
preso in considerazione: per esempio, nel caso del
nitruto di silicio critico il contenuto di ossigeno. Nel
diamante la presenza di isotopi
13
C riduce la K.
La porosit e le impurezze influiscono
negativamente sulla conducibilit termica ! additivi
di sinterizzazione: riducono la porosit e
concentrano le impurezze a bordo grano.
Sinterizzazione in presenza di fase liquida: fasi
vetrose a bordo grano !minore k
ConducibiIit termica dei ceramici:
infIuenza dei difetti
8elazlone conduclblllLa Lermlca-1
La conduclblllLa Lermlca del
maLerlall dlmlnulsce all'aumenLare
della LemperaLura ln quanLo ll
connesso lncremenLo
dell'aglLazlone Lermlca conLrasLa ll
regolare movlmenLo degll
eleLLronl o delle onde fononlche.
A LemperaLura ancora magglorl k
aumenLa !lrragglamenLo nell'l8
(foLonl)
]".:%'&C +#*$#"'.*&Q'# .Q%9#'"#$#
S%/.'.T%#Q& '&"*%+.
0eneroImenfe fuffi i soIidi si espondono quondo
vengono riscoIdofi e si confroggono se roffreddofi.
6% -&:%Q%9+& %/ +#&::%+%&Q'& -% -%/.'.T%#Q& '&"*%+.
/%Q&."&^ # ## # >RI
_N
A
_R
BC
Lo diIofo;ione fermico dovufo od un oumenfo deIIo disfon;o
medio fro i cosfifuenfi deI reficoIo (ofomi, ioni, moIecoIe)
rispeffo oIIe Ioro posi;ioni di equiIibrio! inversomenfe
propor;ionoIe oIIo for;o di Iegome.
S%/.'.T%#Q& '&"*%+.
> profondita curva
(piu stretta)
> energia di
legame
Ninore valore
di # ## #
L'esponsione fermico e dovufo oII'ASIMMETPIA deIIo curvofuro
deIIo depressione di pofen;ioIe.
Se fosse simmefrico, non ci sorebbe oIcuno vorio;ione neIIo
disfon;o inferofomico e quindi non ci sorebbe esponsione
fermico.
CUPVA
IPOTETICA
SIMMETPICA
S%/.'.T%#Q& '&"*%+.
S%/.'.T%#Q& '&"*%+. -% *.'&"%./%
+"%9'.//%Q%C &9L 1/
F
3
O
#ceramici<#metalli<<#polimeri # vetri 0.5-20 10
-6
K
-1
S%/.'.T%#Q& '&"*%+.
S%/.'.T%#Q& '&"*%+.
V&Q9%#Q% '&"*%+,&
Tuffi i moferioIi combiono dimensione con Io
femperofuro
Se neI moferioIe c' un grodienfe fermico, oIIoro
Io differenfe deformo;ione comporfo Io
formo;ione di fensioni inferne
Se iI moferioIe poIicrisfoIIino o muIfifosico !
si possono osservore fensioni inferfosiche
" Tensioni residue possono venire indoffe in un
moferioIe do vorio;ioni di femperofuro ! possono
onche deferminore Io froffuro o deformo;ioni
pIosfiche indesiderofe
& && & ! # # ## # $%
&
'%
(
) ! ##' #' #' #'!
" MoferioIi duffiIi: Ie fensioni fermiche possono essere
ridoffe doIIo deformo;ione pIosfico
" MoferioIi frogiIi: in presen;o di fensioni fermiche,
I'ossen;o di deformo;ione pIosfico defermino un oumenfo
deIIo probobiIif di froffuro frogiIe. Un ropido
roffreddomenfo induce fensioni di fro;ione ! effeffo
peggiore rispeffo od un ropido riscoIdomenfo (fensioni di
compressione)
V&Q9%#Q% '&"*%+,&
9
" Se uno borro di offone, fissofo oIIe due
esfremif, o Z0"C esenfe do soIIecifo;ioni, quoI
Io mossimo femperofuro o cui Io si puo scoIdore
sen;o che si superi uno sfor;o di compressione di
I7Z MPo7 Assumere E
offone
~I00 0Po
100GPa 20 x 10
-6
/K
20C
RisuItato: 106C
-172MPa
Tensioni fermiche: esempio
" Per un moferioIe ceromico Io resisfen;o ogIi sboI;i fermici non dipende
soIo doII'enfif deIIo vorio;ione di femperofuro, mo onche doIIe
proprief fermiche e mecconiche deI moferioIe (resisfen;o o
fIessione, &
f
, conducibiIifa fermico, k, moduIo eIosfico, E, coefficienfe
di diIofo;ione fermico Iineore, o
I
).
" L'infrodu;ione di pori o di uno secondo fose puo migIiorore Io
resisfen;o oIIo shock fermico ! impediscono Io propogo;ione deIIe
cricche indoffe doIIe fensioni fermiche
" II poromefro di resisfen;o ogIi sboI;i fermici (TSP,
ThermoI Shock Pesisfonce, o P) indice deIIo vorio;ione di
femperofuro mossimo che puo subire un moferioIe sen;o
rompersi:
!"#$#%"&'( (**+ #,+-. %"!/$-+
#01234 5678494: 6;;6554
Spesso i ceromici sono soggeffi o shock fermici non eIevofi
che non porfono o roffuro, mo infroducono dei difeffi che
ne riducono Ie proprief mecconiche
Per migIiorore Io TSP si possono od es. modificore Ie corofferisfiche
di un moferioIe, iI vefro sodico-coIcico (vefro comune) od es. ho # di
circo 9xI0
-o
I
-I
ed porficoIormenfe sensibiIe oIIo shock fermico. II
coeff. di esponsione fermico puo venir ridoffo o 3 xI0
-o
"I
-I
diminuendo iI confenufo di CoO e Mo
Z
O e oddi;ionondo 8
Z
O
3
cos do
formore iI vefroborosiIicofo (Pyrex).
Esempio
/(%"!$(*$
-"!(/$-$<
!6=4=56>31 1?24
=@A9B 5678494
I|gura 1. D|fferent| metod| per |'|mmagazz|namento term|co de||'energ|a so|are [ (A. Sharma, 2009)
hLLp://www.mlcroLeklabs.com/how-Lhey-work.hLml
CM: come funzlonano
Appllcazlonl CM: esempl
Ldlllzla
Solare Lermlco
Appllcazlonl CM: esempl
hLLp://www.solarcllma.neL
Appllcazlonl CM: esempl
CondlzlonamenLo e rlscaldamenLo
CrlLerl dl scelLa CM
1emperaLura Lranslzlone dl fase (appllcazlone)
Calore laLenLe
ConduclblllLa Lermlca
SLablllLa chlmlco-flslca
CorroslvlLa del conLenlLorl
1osslclLa
lnflammablllLa
lmpaLLo amblenLale
CosLo
8anche daLl
1hermal sLorage deslgn
guldes
LeLLeraLura sclenLlflca
l PCM pi conosciuto sicuramente
l'acqua con una calore latente di circa 330
kJ/kg.
Per temperature inferiori a 0C si utilizzano
prevalentemente soluzioni acquose di
composizione eutettica
Classlflcazlone CM
Sta|n|ess Stee| 8a||s
nDL ane|s
- unlquely deslgned PuL roflles, lnLroduced
by LUSS

ln lndla
Mu|t||ayer ouches
nDL ] Spher|ca| 8a||s
hLLp://www.LhermalenergysLorage.ln/
ConLenlmenLo CM
CM lncapsulaLl
8ublLherm LaLenL PeaL Compound -
k !"#$%&'!(

k42 (1 fus 42C) e k32


(32C) #$%&'()*+ -).(/0102&)3 4+%5
4)*+6/7
Ice8a|| prodoLLe CM producLs
(1 fus 33C)
%69>49@6 C4 1>124=4 567849@6
Tecniche che permeffono di misurore uno proprief fisico in
fun;ione deIIo femperofuro, menfre iI compione viene
soffoposfo od un riscoIdomenfo o od un roffreddomenfo
AnoIisi coIorimefrico differen;ioIe (DSC)
II compione do onoIi;;ore e iI moferioIe inerfe di riferimenfo sono
monfenufi oIIo sfesso femperofuro, onche duronfe I'evenfo fermico
Viene misurofo I'energio necessorio o monfenere uguoIe o ;ero Io
differen;o fro Ie due femperofure
AnoIisi fermico differen;ioIe (DTA)
Si misuro Io differen;o di femperofuro fro uno compione e un moferioIe
inerfe di riferimenfo, 'T ~ T
S
- T
P
, menfre vengono soffoposfi od un
idenfico cicIo fermico
AnoIisi fermogrovimefrico (T0A)
Viene misurofo Io vorio;ione di mosso di un compione duronfe iI
riscoIdomenfo
D#- ED4;;676>5412 #91>>4>? -12A748657FG
Con iI fermine DSC si infende un'onoIisi fermico in cui si misuro Io
quonfif di coIore necessorio o riequiIibrore un sisfemo.
MeIIo sfrumenfo si honno due comere di reo;ione uguoIi confenenfi
due pioffeIIi di AI o Pf: uno in cui viene posi;ionofo iI compione e
uno in cui si frovo un moferioIe di riferimenfo. II coIore fIuisce oi
pioffeIIi offroverso uno pioffoformo riscoIdofo eIeffricomenfe. Lo
differen;o fro i fIussi di coIore deI compione e deI riferimenfo
viene confroIIofo medionfe due fermocoppie. II fIusso
differen;ioIe di coIore fro i due pioffeIIi direffomenfe
propor;ionoIe oIIo differen;o fro i segnoIi di uscifo deIIe due
fermocoppie.
heof fIux DSC
D#- ED4;;676>5412 #91>>4>? -12A748657FG
"Sor possibiIe osservore
uno vorio;ione di
femperofuro fro iI
compione e iI riferimenfo
inerfe, quondo si
verificono deIIe reo;ioni
chimiche, fronsi;ioni di
fose o combiomenfi
sfruffuroIi.
D%(: ED4;;676>5412 %@67812 (>124=F=G
L'onoIisi fermico differen;ioIe si boso suIIo misuro degIi
effeffi fermici, connessi con uno frosformo;ione fisico o
chimico e voIufofi in modo differen;ioIe rispeffo o un
moferioIe di riferimenfo, che si verificono su di un compione
soffoposfo o un riscoIdomenfo cosfonfe neI fempo. Vorio;ioni
enfoIpiche possono essere sio endofermiche (es: fusioni) che
esofermiche (es: crisfoIIi;;o;ioni).
L'effeffo fermico viene misurofo secondo un procedimenfo
differen;ioIe in bose oI quoIe Io femperofuro deI compione
di confinuo confronfofo con queIIo di un moferioIe di
riferimenfo inerfe, enfrombi soffoposfi o un incremenfo di
femperofuro cosfonfe neI fempo.
DTA
D%(: ED4;;676>5412 %@67812 (>124=F=G
" Cio si reoIi;;o ufiIi;;ondo un forno in cui sisfemofo un
porfocompioni, cosfifuifo do due comere di reo;ioni eguoIi e
simmefriche, in cioscuno deIIe quoIi disposfo uno
fermocoppio per Io misuro deIIo femperofuro.
" In uno comero si pone uno sosfon;o inerfe, che obbio un
coIore specifico deIIo sfesso voIore di queIIo deI compione in
esome e neII'oIfro si pone iI compione.
" II forno viene quindi riscoIdofo focendo voriore Io
femperofuro in modo cosfonfe neI fempo e viene regisfrofo Io
differen;o di femperofuro 'T fro i due comporfimenfi.
%4H491 9I7J1 D%( C4 I> J657A
T
x
Thermogrovimefric AnoIysis (T0A)
8iIoncio che permeffe di
misurore Ie vorio;ioni di
peso di un compione in
fun;ione deIIo femperofuro
T0 curve of coIcium oxoIofe
/15674124 96718494
Ioferi;i
TPADIZIOMALI Iegonfi oerei e idrouIici
76;7155174
CEPAMICI
IMMOVATIVI
MaLerlall ceramlcl refraLLarl
CenerallLa sul refraLLarl
roprleLa del refraLLarl
8efraLLarl acldl
8efraLLarl baslcl
8efraLLarl neuLrl
CrogioIi
Pivesfimenfi forno
!"K!(%%(!$
MoferioIi do cosfru;ione, non mefoIIici,
odoffi o resisfere e sopporfore Ie
soIIecifo;ioni mecconiche o TIb00"C^
AppIico;ioni: cosfru;ione di impionfi per
Io produ;ione deII'energio, forni, impionfi
mefoIIurgici, cemenfifici, vefrerie
* UN SPERMENTALE
4450:1960 (ritirata senza
sostituzione)
Pefroffori
I moferioIi refroffori sono sosfon;e non
mefoIIiche che possono essere porfofe od oIfe
T sen;o fondere o decomporsi, monfenendo
buone corofferisfiche mecconiche.
Si offengono do moferie prime fociImenfe
reperibiIi: quor;o, siIico-oIIuminofi, corbonofo di
coIcio o di coIcio-mognesio, ossido di Mg
doII'ocquo di more, cromife, corburo di siIicio,
;ircone, corbonio.
Lo fun;ione principoIe dei refroffori queIIo di rivesfire
I'inferno dei forni per fenervi confinofo I'energio fermico
necessorio per Io svoIgimenfo deI processo che ovviene
oII'inferno.
I refroffori vengono cIossificofi, suIIo bose deIIo Ioro
composi;ione chimico e deIIo Ioro reoffivif, in refroffori
ocidi, refroffori bosici e refroffori neufri.
Pefroffori
E' onche necessorio che MOM PEA0ISCAMO in modo sensibiIe
con Ie sosfon;e con cui vengono o confoffo (soproffuffo se i
prodoffi di reo;ione sono bosso fondenfi)
!"K!(%%(!$
!"K!(%%(!$
!"K!(%%(!$"%(L *$M"!(
!"K!(%%(!$"%(L #+%%+ -(!$-+
Deferminore Ie vorio;ioni di oIfe;;o in
fun;ione deIIo femperofuro di un provino deI
moferioIe (ciIindro h~ b cm) in esome
soffoposfo od un corico cosfonfe di Z
kgf/cm
Z
.
Ini;ioImenfe iI provino si diIofo (diIofo;ione
fermico). Quondo ini;io o originorsi un po' di
Iiquido I'oIfe;;o deI provino ini;io o diminuire.
!"K!(%%(!$"%(L #+%%+ -(!$-+
%
7
~ femperofuro
mossimo oIIo quoIe
puo essere
ufiIi;;ofo iI
refrofforio
T
i
~femperofuro di
inversione
T
s
~femperofuro di
schiocciomenfo
!"K!(%%(!$"%(L #+%%+ -(!$-+
T
i
, T
r
, T
s
moIfo vicini
AIfre proprief
ConducibiIif fermico. Deve essere confenufo
per evifore che I'energio fermico si diffondo
oII'esferno dei forni.
DiIofo;ione fermico (Iineore e voIumefrico),
deve essere confenufo per evifore che, in presen;o di
forfi vorio;ioni fermiche, si verifichino vorio;ioni
dimensionoIi copoci di minore Io soIidif deIIe
sfruffure.
Pesisfen;o ogIi sboI;i fermici. Pesisfen;o o
soIIecifo;ioni cicIiche di nofuro fermico che
conseguenfi o differen;e di femperofuro in
punfi diversi dei monufoffi e che comporfono
I'insorgere di fensioni che possono innescore
roffure.
AIfre proprief
AIfre proprief
SfobiIif sfruffuroIe. Piguordo i refroffori
che, oI voriore deIIo femperofuro, ossumono
sfruffure crisfoIIine differenfi,
corofferi;;ofe do densif nofevoImenfe
diverse.
Pesisfen;o o compressione. Deve essere
sufficienfemenfe eIevofo per sosfenere iI peso
deIIo sfruffure che grovono suI refrofforio.
Pefroffori ocidi
Apporfengono oI sisfemo siIice-oIIumino
oIcune cofegorie di refroffori:
Pefroffori siIicei o dinos
Pefroffori siIico-oIIuminosi
Pefroffori siIico-oIIuminosi con ZZ - 44 7 di
AI
Z
O
3
Pefroffori muIIifici
Pefroffori o bose di oIIumino
D41?71881 C4 =515A =42496<
122I84>1
Eufeffico ~ Ib9b"C
Perifeffico ~ I840"C
Impure;;e (ossidi di Fe,
Ti, Co, Mg, Mo, I)!
frocce di Iiquido o
femperofure onche
nofevoImenfe inferiori
In un buon refrofforio
impure;;e Z-37
Effeffo deIIe impure;;e
-A8HA=434A>6 6 76;715517465N 240671 C4 76;7155174 #4+
O
<(2
O
+
P
! refrattari a base di
silice e allumina
sono tanto piu
pregiati quanto piu
elevata in essi la
percentuale di
allumina
Pefroffori bosici
Confengono come sosfon;o bosico
corofferi;;onfe I'ossido di mognesio, MgO, un
composfo o eIevofo refrofforief che fonde o
circo Z800C.
Si dividono in fre cofegorie principoIi:
" Pefroffori mognesioci
" Pefroffori doIomifici
" Pefroffori cromo-mognesioci
!6;7155174 81?>6=4194
Pefrofforief Iibero eIevofo (circo Z000"C)
Quesfi refroffori honno un comporfomenfo neffomenfe
bosico e MOM POSSOMO venire o confoffo con sosfon;e
ocide, come Io siIice. Mecessori in presen;o di scorie
bosiche (mefoIIurgio)
Pefrofforief soffo corico bosso (Tr circo Io00"C) ! Io
presen;o di impure;;o necessorie oIIo sinferi;;o;ione
riduce Tr.
Coefficienfe di diIofo;ione fermico eIevofo:
#= 13:10
-6
K
-1
! scorsissimo resisfen;o ogIi shock fermici
Pefroffori bosici cromo-mognesioci
Pefroffori cromo-mognesioci (o mognesio-
cromifici). Sono ricovofi o porfire do sinfer di
mognesio e do cromife, FeO Cr
Z
O
3
, honno
fenori di MgO compresi fro iI 30 e iI 707.
Honno un coefficienfe di diIofo;ione fermico
reIofivomenfe bosso e quindi uno buono
resisfen;o ogIi shock fermici. Vengono usofi
per Io cosfru;ione di voIfe di forni che
roggiungono onche I800C.
Pefroffori neufri
Sono o bose di sosfon;e che non honno nofuro ne
ocido ne bosico e vengono foIvoIfo impiegofi per
formore cordoni di seporo;ione fro refroffori
ocidi e refroffori bosici.
Apporfengono o quesfo cofegorio:
Pefroffori cromifici, o bose di cromife FeO
Cr
Z
O
3
.
Pefroffori o bose di ZrO
Z
(;irconio)
oddi;ionofo di poco CoO, quoIe sfobiIi;;onfe
Pefroffori o bose di ZrSiO
4
(;ircone), di
inferesse per I'indusfrio deI vefro.
Pefroffori neufri
Pefroffori o bose di corburo di siIicio, SiC.
Pefroffori o bose di corbonio, cosfifuifi o
do corbone omorfo o do grofife, possono
essere riscoIdofi fino o 3b00C in ossen;o
di orio sen;o oIferorsi. Presenfono nofevoIe
iner;io chimico, eIevofo conducibiIif
eIeffrico e fermico, per cui possono essere
impiegofi per Io fobbrico;ione di eIeffrodi.
-A>;7A>5A H7AH7465N 86991>49@6 12
J174176 C4 %
!6;7155174 1 01=6 #4-< "=68H4 C4 1HH249134A>6
8ruciofori in SiC
Scombiofori di coIore di diverse
geomefrie ufiIi;;ofi neII'indusfrio
chimico
/15674124 96718494 1 01=6 #4-: femperofure fino oi I400-
Ib00"C, sfobiIi in ombienfi oggressivi ! si presfono bene
per Io produ;ione di scombiofori di coIore
PuIIi per forni o coffuro confinuo.
!6;7155174 1 01=6 #4-< "=68H4 C4 1HH249134A>6
K4076 C4 #4-
M1776 C4 =A=H6>=4A>6 H67
;A7>4
!6;7155174: '7+O< "=68H4 C4 1HH249134A>6
Componenfi refroffori
in ;irconio
!6;7155174 1 01=6 -< "=68H4 C4 1HH249134A>6
D4==4H15A76 C4 912A76 4>
9A8HA=45A 1 01=6 C4 -
0rofife isosfofico per Io
coIofo in confinuo
hffp://www.iIcorbonio.if
M4024A?71;41 76;7155174
C. Brisi, Chimica Applicata, Levrotto 8 Bella
!" Cosa avv|ene a||a 1 eutett|ca?
$" !%&'! ()(*(! ! &+,-(&(.!+,
/" 0,.! ()(*(! ! &+,-(&(.!+,
1" %! 2!3, %(45(6! 37%(6(2(-! -78&%,.!8,)., 27+8!)67
!%&'! , 0,.!
9" ),335)! 6,%%, +(3&73., &+,-,6,).(


0" La fase A|pha :
$" ; 37%(67
/" <)! 8(3-,%! 6( 37%(67 ; , %(45(67 ;
1" <)! &(--7%! 45!).(.= 6( ; 37%50(%(**!.! () 5) 37%(67
-', > 27+8!.7 &+,?!%,).,8,)., 6! @
9" <)! &(--7%! 45!).(.= 6( @ 37%50(%(**!.! () 5) 37%(67
-', > 27+8!.7 &+,?!%,).,8,)., 6! ;

-" ua| |a 1 a cu| s| osserva |a mass|ma so|ub|||t d|
8 |n A?
$" ;%%! A 6( 253(7), 6( !%&'!
/" ;%%! A 6( 253(7), 6( 0,.!
1" ;%%! A ,5.,..(-!
9" ),335)! 6,%%, +(3&73., &+,-,6,).(

6" ua |a mass|ma so|ub|||t ne||a so|uz|one so||da
a|pha?
$" BCD.E; F BCD.E@
/" GCD.E; F $CD.E@
1" $CD.E; F GCD.E@
9" ),335)! 6,%%, +(3&73., &+,-,6,).(

," S| cons|der| una |ega d| compos|z|one C1, appena
sopra |a 1 eutett|ca. ua|| fas| sono present|?
$" !%&'! , %(45(67
/" !%&'!H 0,.! , %(45(67
1" 0,.! , %(45(67
9" !%&'! , 0,.!



2" S| cons|der| una |ega d| compos|z|one C1, appena
sopra |a 1 eutett|ca. ua|e |a compos|z|one de||e
due fas| present| |n term|ne d| peso 8?
$" $CD.E@ , GCD.E@
/" $CD.E@ , BCD.E@
1" GCD.E@ ,BCD.E@
9" I,335)! 6,%%, +(3&73., &+,-,6,).(

J" S| cons|der| una |ega d| compos|z|one C1, appena
sopra |a 1 eutett|ca. ua| |a percentua|e re|at|va
de||e fas| present|?
$" KCE !%&'! F 1CE %(45(67
/" 1CE !%&'! F KCE %(45(67
1" $CE !%&'! F BCE %(45(67
9" I,335)! 6,%%, +(3&73., &+,-,6,).(

'" ua| |a reaz|one eutett|ca?
$" %(45(67 L !%&'! FFM 0,.!
/" !%&'! FFM 0,.!
1" %(45(67 FFM !%&'! L 0,.!
9" %(45(67 FFM !%&'! L %(45(67

(" Una m|crostruttura |ame||are ha:
$" N7-'( 07+6( 6( J+!)7
/" O7%.( 07+6( 6( J+!)7
1" I,335) 07+67 6( J+!)7
9" I,335)! 6,%%, +(3&73., &+,-,6,).(

|. In segu|to a raffreddamento |ento f|no a 1
amb|ente, |a |ega A|-40Cu presenta una
m|crostruttura che consta d| :
$" O(3-,%! ,5.,..(-! 6( !%&'! , .',.!
!%&'! &+(8!+(7 () 5)! 8(3-,%! ,5.,..(-! 6( !%&'! , .',.!
1. LheLa prlmarlo ln una mlscela euLeLLlca dl alpha e
LheLa
2. nessuna delle rlsposLe precedenLl

m. ua|e de||e seguent| |eghe so||d|f|ca |n un
range d| 1?
1. Al-3Cu
2. Al-33Cu
3. Al-34Cu
4. puro Al

n. Cons|derando |a |ega A|-20Cu , || pr|mo so||do
che s| forma a| raffreddamento cont|ene:
1. 20 Cu
2. Meno del 20 Cu
3. lu del 20 Cu
4. no Cu (cloe puro Al)

o.kaffreddando |entamente una |ega A|-3Cu
d|venta comp|etamente so||da a :
1. 630 C
2. 600 C
3. 300 C
4. nessuna delle rlsposLe precedenLl




















































!"# !"$
$"#
%&&' ) %&&' *
A
I
H
G
F
E D
B C
ESERCIZIO

Con riferimento al seguente diagramma di fase descrivere il sistema contenente il 40 % in peso
di Pb alle temperature di 300, 550 e 650 C, indicando le fasi presenti, le loro composizioni e la
loro quantit relativa. Per la stessa composizione descrivere levoluzione microstrutturale al
raffreddamento a partire da 650 C.

!"#$%&"'(
Risoluzione

Il diagramma caratterizzato dalla presenza di un composto stabile (Mg
2
Pb) che fonde congruentemente a
circa 550 C. Il diagramma pu perci essere considerato come lunione dei due diagrammi di fase Mg-
Mg
2
Pb e Mg
2
Pb-Pb, entrambi rappresentativi di sistemi a parziale miscibilit. La composizione oggetto
dellesercizio, 40 % di Pb, si colloca nel diagramma Mg-Mg
2
Pb ed perci a questo che si deve rivolgere
lattenzione.

A 300 C il sistema tutto solido e presenta due fasi, una costituita dalla soluzione solida ! di
composizione 17 % in peso di Pb 83 % in peso di Mg, laltra costituita dal composto Mg
2
Pb (circa 81 %
di Pb). La quantit relativa data dalla regola della leva inversa:

64 . 0
17 81
40 81
2
2
=
"
"
=
"
"
=
!
!
x x
x x
Pb Mg
Pb Mg
36 . 0 64 . 0 1
2
= " = Pb Mg

Perci, il 64 % in peso costituito da fase !, mentre il restante costituito dal composto Mg
2
Pb.

A 550 C il sistema ancora bifasico, ma in questo caso una fase liquida, con composizione 52 % in peso
di Pb 48 % di Mg, laltra soluzione solida ! di composizione 22.5 % in peso di Pb 77.5 % in peso di
Mg. Anche in questo caso si applica la regola della leva inversa per conoscere le quantit relative delle due
fasi:



Il 41 % (circa) in peso costituito da fase !, mentre il restante costituito da fase liquida.

A 650 C il sistema tutto in fase liquida omogenea di composizione 40 % in peso di Pb.

A partire da questo stato, in fase di raffreddamento si osserva la prima formazione di solido !, costituito da
poco pi del 12 % in peso di Pb, alla temperatura di circa 590 C. Attraversando il campo bifasico solido-
liquido la fase solida aumenta di quantit ed aumenta anche il suo contenuto di piombo. Allo stesso tempo
diminuisce la quantit di liquido, che va anchesso arricchendosi in piombo.
Alla temperatura di circa 570 C il sistema entra nel campo monofasico della soluzione solida e vi rimane
fino a circa 550 C. Perci, tra 570 e 550 C il sistema costituito unicamente da grani di soluzione solida
! di composizione costante, uguale a quella del liquido di partenza.
Al di sotto di circa 550 C si formano i primi cristalli di Mg
2
Pb, che vanno aumentando in quantit al
calare della temperatura. Contemporaneamente la soluzione solida diminuisce in quantit e la sua
composizione varia con un progressivo impoverimento in piombo, fino a diventare Mg quasi puro in
prossimit della temperatura ambiente.
A temperatura ambiente la microstruttura perci costituita da grani di magnesio quasi puro e grani di
Mg
2
Pb.
Risoluzione

Il diagramma caratterizzato dalla presenza di un composto stabile (Mg
2
Pb) che fonde congruentemente a
circa 550 C. Il diagramma pu perci essere considerato come lunione dei due diagrammi di fase Mg-
Mg
2
Pb e Mg
2
Pb-Pb, entrambi rappresentativi di sistemi a parziale miscibilit. La composizione oggetto
dellesercizio, 40 % di Pb, si colloca nel diagramma Mg-Mg
2
Pb ed perci a questo che si deve rivolgere
lattenzione.

A 300 C il sistema tutto solido e presenta due fasi, una costituita dalla soluzione solida ! di
composizione 17 % in peso di Pb 83 % in peso di Mg, laltra costituita dal composto Mg
2
Pb (circa 81 %
di Pb). La quantit relativa data dalla regola della leva inversa:



Perci, il 64 % in peso costituito da fase !, mentre il restante costituito dal composto Mg
2
Pb.

A 550 C il sistema ancora bifasico, ma in questo caso una fase liquida, con composizione 52 % in peso
di Pb 48 % di Mg, laltra soluzione solida ! di composizione 22.5 % in peso di Pb 77.5 % in peso di
Mg. Anche in questo caso si applica la regola della leva inversa per conoscere le quantit relative delle due
fasi:

41 . 0
5 . 22 52
40 52
=
"
"
=
"
"
=
!
!
x x
x x
L
L
59 . 0 407 . 0 1 = " = L

Il 41 % (circa) in peso costituito da fase !, mentre il restante costituito da fase liquida.

A 650 C il sistema tutto in fase liquida omogenea di composizione 40 % in peso di Pb.

A partire da questo stato, in fase di raffreddamento si osserva la prima formazione di solido !, costituito da
poco pi del 12 % in peso di Pb, alla temperatura di circa 590 C. Attraversando il campo bifasico solido-
liquido la fase solida aumenta di quantit ed aumenta anche il suo contenuto di piombo. Allo stesso tempo
diminuisce la quantit di liquido, che va anchesso arricchendosi in piombo.
Alla temperatura di circa 570 C il sistema entra nel campo monofasico della soluzione solida e vi rimane
fino a circa 550 C. Perci, tra 570 e 550 C il sistema costituito unicamente da grani di soluzione solida
! di composizione costante, uguale a quella del liquido di partenza.
Al di sotto di circa 550 C si formano i primi cristalli di Mg
2
Pb, che vanno aumentando in quantit al
calare della temperatura. Contemporaneamente la soluzione solida diminuisce in quantit e la sua
composizione varia con un progressivo impoverimento in piombo, fino a diventare Mg quasi puro in
prossimit della temperatura ambiente.
A temperatura ambiente la microstruttura perci costituita da grani di magnesio quasi puro e grani di
Mg
2
Pb.
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($0(71, ( .&!(+',-( #, /&1-"!0-$M$-, "M('$0, ,
@ ,/2&('0(
Proprief eIeffriche
Pisposfo di un moferioIe
soffoposfo o un corico eIeffrico
oppIicofo doII'esferno
!"#$%&&'('&)* +,+&&-'!)
,.//. 12 "34 ( 5 -'
!V ~ fensione oppIicofo [V]
!P ~ resisfen;o opposfo oI moferioIe oI possoggio doIIo
correnfe [ohm ~ V/A]. Dipende doIIo geomefrio provino
!I ~ infensif [A ~C/s]
! 5 -+6'6&'('&)* 7"48
! 5 9-):;< 5 ();'<
A~ oreo se;ione perpendicoIore oIIo
dire;ione deIIo correnfe
I~ disfon;o fro i punfi di misuro deIIo
fensione
!"#$%&&'('&)*=Peciproco resisfivif, indico Io fociIif
con Io quoIe un moferioIe e in grodo di condurre correnfe
eIeffrico c ~ I/p (>4:
?@
Possondo do un moferioIe od un oIfro, c puo voriore di moIfi ordini di
gronde;;o:
!"#$%&&'('&)* +,+&&-'!)
Proprief eIeffriche dei moferioIi
!ABB.CD. .<.DDB2EF= mofo di porficeIIe eIeffricomenfe
coriche.
" Mei moferioIi ionici: condu;ione ionico
" !AC1GH2AC. .<.DDBAC2EF: movimenfo di eIeffroni
Mon fuffi gIi e
-
vengono occeIerofi do un compo eIeffrico
mo quesfo dipende doIIo Ioro energio e doI modo in cui i
IiveIIi sono occupofi.
" Afomo isoIofo: ho uno cerfo configuro;ione eIeffronico.
" In un soIido gIi e
-
vengono PEPTUP8ATI doIIo presen;o di
oIfri e
-
e doi nucIei degIi ofomi odiocenfi # Suddivisione di
ogni IiveIIo ofomico in uno moIfepIicif di IiveIIi energefici
moIfo rovvicinofi : 8AMDA DI EMEP0IA
Formazione delle bande nei
solidi
Consideriomo un soIido foffo con con
uno sosfon;o che obbio un soIo
orbifoIe s.
Quondo iI numero di ofomi che
honno orbifoIi che si sovroppongono
cresce diminuisce Io disfon;o fro i
IiveIIi energefici degIi orbifoIi.
MeI coso di M ofomi (M~) i IiveIIi
energefici sono cos vicini che
oppoiono come un confinuo.
Animo;ione: bonde di energio
8AMDA DI EMEP0IA
Con moIfepIicif di
IiveIIi discrefi
AIIo disfon;o di equiIibrio,
possono non formorsi bonde
per i gusci pi inferni.
MeIIo ;ono di
seporo;ione deIIe bonde
non ho e
-
l
Riempimento delle bande nei
solidi
Le diverse proprief
eIeffriche derivono doI diverso
riempimenfo deIIe bonde di
energio nei soIidi
Come ovviene quesfo
riempimenfo7
Animo;ione conduffori
Animo;ione isoIonfi e semiconduffori
Pome
Mognesio IsoIonfi
Semiconduffori
E
f
~ energio corrispondenfe oIIo sfofo riempifo pi esferno
Sfruffuro eIeffronico o bonde
I+&),,'
Un e
-
per divenfore Iibero (pofer essere occeIerofo in presen;o
di un compo eIeffrico) deve venire eccifofo ed essere immesso in
sfofo energefico E
f
disponibiIe.
Se ho sfruffuro o bonde con sfofi energefici disponibiIi
immediofomenfe odiocenfi oIIo sfofo occupofo di energio E
f
# un
compo eIeffrico e sufficienfe o eccifore moIfi e
-
e porforIi in
quesfi STATI DI COMDUZIOME.
" Perch gli elettroni di una banda occupata
non conducono?
'6",)#&' + 6+I'!"#$%&&"-'
!MOM SOMO DISPOMI8ILI sfofi Iiberi odiocenfi oIIe bonde
di voIen;o occupofe.
!0Ii e
-
per essere promossi oIIo sfofo di condu;ione devono
superore un gop energefico
!8isogno fornire ogIi e
-
un'energio E
g
per possore oI pi bosso IiveIIo
deIIo bondo di condu;ione.
!Per gIi isoIonfi iI gop energefico e moggiore rispeffo o queIIo nei
semiconduffori.
!Un incremenfo di T fornisce energio fermico che puo servire o
eccifore e
-
e oumenfore Io conduffivif eIeffronico in quesfi moferioIi.
In presen;o di un compo eIeffrico gIi e
-
vengono occeIerofi mo
iI Ioro commino non e Iibero. 0Ii e
-
vengono scofferofi do:
!Imperfe;ioni reficoIori
!Impure;;e
!Locune
!Afomi infersfi;ioIi
!DisIoco;ioni
!OsciIIo;ioni fermiche
! ~ n " e " p
e
Lo conduffivif si esprime come numero di e
-
Iiberi per unif di
voIume x voIore ossoIufo corico e
-
(I.oxI0
-I9
C) x mobiIif e
-
Percorso neffo ~ correnfe
eIeffrico
MobiIif eIeffronico
Filmato
I+&),,'
LA PESISTIVITA' (I/!) fofoIe di un mefoIIo Io sommo dei vori
confribufi oIIo scoffering degIi e
-
(foffori fermici, impure;;e,
deformo;ione pIosfico)
J
DADK
5 J
D
L J
2
L J
1
J
DADK
5 J
D
L J
2
L J
1
Pesisfivif nei mefoIIi
IMFLUEMZA T
Lo resisfivif cresce
Iineormenfe con T o couso
deII'oumenfo deIIe vibro;ioni
fermiche e deIIe vocon;e
(cenfri di scoffering)
ATOMI DI SOLUTO
0Ii ofomi di soIufo ogiscono
come cenfri di scoffering.
Lo resisfivif cresce con Io
fro;ione ofomico deI soIufo.
DEFOPMAZIOME
PLASTICA
AI crescere deIIo
deformo;ione cresce iI n.ro
di disIoco;ioni che sono
cenfri di scoffering
! II moferioIe mefoIIico pi ufiIi;;ofo come conduffore iI rome puro, o
bosso IiveIIo di ossido;ione inferno (OFHC).
! Anche IoIIuminio, che ho uno conducibiIif eIeffrico pori o circo Io mef
di queIIo deI rome, ho oIcuni impieghi come moferioIe conduffore.
! L'Ag conduce megIio di Cu e AI mo cosfoso.
! Se servono buone propr. mecconiche e discrefo conduffivif , si
infroduce uno secondo fose (indurimenfo per precipifo;ione, es. Cu-8e).
! Per oIcune oppIico;ioni, od esempio eIemenfi riscoIdonfi di un forno,
sono richiesfe invece Ieghe mefoIIiche od eIevofo resisfivif e buono
resisfen;o oIIossido;ione, quoIi Ie Ieghe nicheI-cromo (nichrome). Lo
perdifo di en. degIi e
-
viene dissipofo come en. fermico
Corofferisfiche eIeffriche di oIcune Ieghe commercioIi
http://www.infrared
heaters.com/metal
.htm
Semiconduffivif
" Lo conduffivif eIeffrico dei semiconduffori (I0
4
-
I0
-o
((cm)
-I
o PT) non eIevofo come queIIo dei
mefoIIi, mo moIfo superiore o queIIo dei moferioIi
isoIonfi
" Semiconduffori infrinseci: iI comporfomenfo
eIeffrico bosofo suIIo sfruffuro eIeffronico deI
moferioIe puro
" Seminconduffori esfrinseci: iI comporfomenfo
eIeffrico deferminofo doIIo presen;o di
impure;;e
6.42EAC1GDDAB2 2CDB2CM.E2
0AP ZeV. SiIicio (I.I. eV) e 0ermonio (0.7 eV)
0oAs, InSb, CdS, ZnTe (pi sono disfonfi neIIo fovoIo
periodif, moggiore e iI coroffere ionico e moggiore iI
gop)
!Lo promo;ione di un e
-
neIIo bondo di
condu;ione Ioscio diefro di se uno posi;ione
vuofo (LACUMA).
!AIIo condu;ione porfecipono gIi eIeffroni di
enfrombe Ie bonde:
!Condu;ione di fipo n: e
-
neIIo bondo di
condu;ione
!Condu;ione di fipo p: e
-
neIIo bondo di voIen;o
non pi sofuro (in presen;o compo eIeffrico, Io
Iocuno vorio di posi;ione per movimenfo e
-
di
voIen;o)
N 5 C # . # O
.
L P # . # O
3
p~ numero di Iocune per mefro cubo, ph~ mobiIif Iocune
Per infrinseci n ~ p# N 5 C # . # 9O
.
L O
3
:
p
h
e sempre minore di p
e
6.42EAC1GDDAB2 2CDB2CM.E2
6.42EAC1GDDAB2 2CDB2CM.E2
6.42EAC1GDDAB2 .MDB2CM.E2
!Semiconduffori commercioIi.
!II Ioro comporfomenfo e deferminofo doIIe impure;;e che
infroducono un' ECCEDEMZA di e
-
o di Iocune.
!Uno concenfro;ione di impure;;e pori o un ofomo su I0
IZ
rende
iI siIicio esfrinseco o T
omb.
(DPO0A00IO)
!II Si ho 4 e
-
o cui e Iegofo do Iegomi covoIenfi. Se infroduco
eIemenfo con diverso voIen;o, es. P penfovoIenfe o As o Sb, soIo
4 dei b e
-
di voIen;o formono Iegomi.
!Pimone un e
-
sen;o Iegome che e soIo 8LAMDAMEMTE LE0ATO
oII'ofomo infrodoffo con offro;ione eIeffrosfofico.
!Ho bosso en. di Iegome e quindi quesfo e
-
puo essere rimosso
doII'ofomo divenfondo LI8EPO (SEMICOMDUTTOPE DI TIPO
n)
6+I'!"#$%&&"-' +6&-'#6+!' 9D2PA C:
Drogoggio con P, As, Sb
!A T
omb.
I'en. fermico eccifo moIfi e
-
dogIi sfofi
donofori e quindi iI n.ro di e
-
neIIo bondo di
condu;ione e p (Ie fronsi;ioni infrinseche sono
froscurobiIi) ~ n IeI
e
!L'ofomo di impure;;o e DOMATOPE perche
fornisce un e
-
oIIo bondo di condu;ione. Mon
si creono Iocune con quesfo mecconismo
DONORE
6+I'!"#$%&&"-' +6&-'#6+!' 9D2PA P:
Aggiunfo oI Si di ofomi frivoIenfi AI, 8, 0o. MeII'inforno di foIi
ofomi monco un Iegome covoIenfe (Iocuno deboImenfe Iegofo
oII'ofomo)
Per frosferimenfo di un e
-
do un Iegome odiocenfe Io Iocuno viene
Iiberofo doII'ofomo di impure;;o e porfecipo oIIo condu;ione
P QQ C N R P I.$ O
3
!Ogni ofomo di quesfo fipo infroduce un IiveIIo di energio neIIo
bondo di seporo;ione (moIfo vicino o bondo di voIen;o). Per
eccifo;ione fermico si sposfo un e
-
e si creo Iocuno neIIo bondo di
voIen;o. Produco un porfofore: uno vocon;o neIIo bondo di
voIen;o .
!Quesfi ofomi si chiomono ACCETTOPI perche occeffono un e
-
doIIo bondo di voIen;o, Iosciondo diefro di se uno Iocuno.
!Le Iocune sono i porfofori di corico moggiorifori mo sono
presenfi onche gIi e
-
(in concenfro;ioni minoriforie)
6+I'!"#$%&&"-'
+6&-'#6+!' 9D2PA
P:
!Lo conduffivif eIeffrico dei semiconduffori infrinseci
oumenfo moIfo con Io T.
!L'energio fermico fo oumenfore n e p, diminuiscono un po' Ie
mobiIif
h
e
e
(scoffering)
Semicondu;ione: infIuen;o deIIo femperofuro
!Semiconduffori esfrinseci: Io
conducibiIif primo cresce con
T poi scende fino o divenfore
infrinseco.
!AI crescere deIIo T, i
semiconduffori vonno o
sofuro;ione, gIi ofomi donofori
o occeffori si esouriscono.
!Ini;io iI comporfomenfo
infrinseco, iI numero deIIe
fronsi;ioni infrinseche do
bondo di voIen;o o bondo di
condu;ione divenfo moggiore
deI numero di Iocune che
vengono generofe
esfrinsecomenfe.
Semiconduffori: conducibiIif in fun;ione
deIIo femperofuro
!I semiconduffori sono prodoffi do moferioIi moIfo puri
(impure;;e I0
-7
7ofomico).
!Successivomenfe oggiungo infen;ionoImenfe concenfro;ioni
confroIIofe di specifici donofori o occeffori (DPO0A00IO)
!MoIfi porfofori di corico vengono generofi gi o T
omb
doII'energio fermico presenfe (uso quesfi moferioIi per
disposifivi che Iovorono o T
omb.
)
Si monocrisfoIIino
Semiconduffori
Tecnologia
semiconduttori
Monocristallo
$'6S"6'&'(' ) 6+I'!"#$%&&"-+
$'"$'
(FCDF//2
PiccoIe dimensioni
8osso consumo di pofen;o
DIODO O PADDPIZZATOPE: Disposifivo che consenfe oIIo
correnfe di fIuire in uno soIo dire;ione (frosformo correnfe
oIfernofo in confinuo).
0iun;ione roddri;;ofrice p-n,
reoIi;;ofo drogondo un
monocrisfoIIo do un Iofo con
doponfi di fipo n e doII'oIfro
doponfi di fipo p
Giunzione p-n
animazione
$'"$'
PoIori;;o;ione direffo: Io porfe di fipo p connesso oI
ferminoIe posifivo, menfre Io porfe di fipo n connesso oI
ferminoIe negofivo.
!Locune ed eIeffroni sono spinfi verso Io ;ono di inferfoccio p-
n. Aumenfondo Io fensione di poIori;;o;ione gIi eIeffroni
possono superore Io borriero di giun;ione e Io resisfen;o
eIeffrico diminuisce moIfo. 0Ii eIeffroni possofi neIIo regione p
si muovono soIfondo do uno Iocuno oII'oIfro.
$'"$'
PoIori;;o;ione inverso: Io porfe di fipo p connesso oI
ferminoIe negofivo, menfre Io porfe di fipo n connesso oI
ferminoIe posifivo.
!Locune ed eIeffroni sono spinfi Ionfono doIIo ;ono di
inferfoccio p-n. Si genero un'ompio regione "svuofofo" #
oumenfo Io borriero di pofen;ioIe # non posso correnfe (o ne
posser moIfo poco).
$'"$'
" Quondo Io fensione vorio in modo sinusoidoIe con iI
fempo, iI fIusso mossimo di correnfe corrispondenfe
oIIo poIori;;o;ione inverso (I
P
) moIfo piccoIo in
confronfo o queIIo I
F
deIIo poIori;;o;ione direffo
diodo
TPAMSISTOP
Fun;ioni
! AmpIificore segnoIe eIeffrico
! Inferruffore
Tronsisfor o giun;ione (p-n-p o n-p-n)
Tronsisfor o giun;ione
" DoII'emeffifore un gron numero di Iocune enfrono neIIo
regione chiomofo bose. Se Io bose sufficienfemenfe
soffiIe, Ie Iocune possono possore oI coIIeffore di fipo
p sen;o ricombinorsi con gIi eIeffroni e divenfono
porfe deI circuifo emeffifore-coIIeffore
Un piccoIo incremenfo deIIo
fensione di ingresso neI circuifo
emeffifore-bose produce un
gronde incremenfo di correnfe
offroverso Io giun;ione Z.
!+-)I'!' '"#'!' + S",'I+-'
!Tro bondo di voIen;o e bondo di condu;ione ho gop
energefico Z eV.
!A T
omb.
pochissimi e
-
possono essere eccifofi.
!Si usono per Io Ioro fun;ione isoIonfe
+<.DDBA<2D2 MA<212
!+<.DDBA<2DF: sosfon;o che conduce eIeffricif
offroverso iI movimenfo degIi ioni
!Lo moggior porfe degIi eIeffroIifi sono soIu;ioni
o soIi fusi, mo oIcuni eIeffroIifi sono soIidi #
esisfe un piccoIo gruppo di soIidi chiomofi in
vorio modo, .<.DDBA<2D2 MA<212, EAC1GDDAB2 2AC2E2
T.<AE2 e EAC1GDDAB2 MGP.B2AC2E2, in cui un sef di
ioni puo muoversi in modo ossoi veIoce. ToIi
moferioIi honno spesso sfruffure crisfoIIine
porficoIori, con conoIi o sfrofi operfi che
consenfono un fociIe movimenfo degIi ioni mobiIi.
!ACUBACDA UBF EAC1GE2V2<2DW 2AC2EF .1
.<.DDBAC2EF
I.DF<<2
!InfervoIIo di conducibiIif: I0 S/cmsI0
b
S/cm
!Lo correnfe viene frosporfofo dogIi eIeffroni
!Lo conducibiIif eIeffrico oumenfo Iineormenfe oI
diminuire deIIo femperofuro
+<.DDBA<2D2 MA<212
!InfervoIIo di conducibiIif: I0
-3
S/cmsI0 S/cm
!Lo correnfe viene frosporfofo dogIi ioni
!Lo conducibiIif eIeffrico diminuisce Iineormenfe oI
diminuire deIIo femperofuro (frosporfo offivofo
fermicomenfe)
+<.DDBA<2D2 MA<212? IFD.B2F<2
)PP<2EFH2AC. 1.2 EAC1GDDAB2 2AC2E2
Le oppIico;ioni dei conduffori ionici si bosono suIIe ceIIe
eIeffrochimiche, dove Io condu;ione ionico necessorio ed
vonfoggioso ufiIi;;ore moferioIi soIidi per fuffi i
componenfi:
!8offerie
!CeIIe o combusfibiIe
!Sensori di gos (es. sondo Iombdo)
S",'I+-'
!MormoImenfe isoIonfi perche moncono e
-
Iiberi.
!UIfimomenfe poIimeri conduffori (! ~ I.bxI0
7
(#m)
-I
)
!Es. PoIiocefiIene, poIipirroIo, poIioniIino drogofi (fipo n o
p). Drogonfi: es. AsF
b
, I
Z
, 8r
Z
, 8F
3
, HF, Li, Mo, I.
!Mecconismo compIesso. Sembro che gIi ofomi drogonfi
formino nuove bonde di energio che si sovroppongono o
queIIe di voIen;o e di condu;ione. CobIoggi e eIeffrodi
Condensofori
" Un condensofore generoImenfe cosfifuifo do uno
coppio di conduffori (ormofure o piosfre) seporofi
do un isoIonfe (dieIeffrico). Lo corico
immogo;;inofo suIIo superficie deIIe piosfre, suI
bordo o confoffo con iI dieIeffrico
IFD.B2F<2 $'+,+&&-'!' 92MA<FCD2 .<.DDB2E2 CAC
4.DF<<2E2:
!I dieIeffrici presenfono o possono presenfore uno
sfruffuro DIPOLO ELETTPICO.
!Si ufiIi;;ono nei COMDEMSATOPI
!Quondo si oppIico uno differen;o di pofen;ioIe od un
condensofore, un'ormofuro viene coricofo
posifivomenfe e I'oIfro negofivomenfe.
!Lo copocif C deI condensofore fun;ione deIIo
quonfif di corico immogo;;inofo in cioscuno ormofuro
Se fro Ie piosfre deII'ormofuro c' un MATEPIALE DIELETTPICO Io
copocif si esprime come:
A ~ oreo deIIe piosfre
I ~ disfon;o fro Ie piosfre
~ cosfonfe dieIeffrico (o permiffivif) deI moferioIe
0
(permiffivif
deI vuofo)
Lo densif di corico superficioIe D o indu;ione dieIeffrico (cio Io
quonfif di corico per unif di superficie deII'ormofuro)
propor;ionoIe oI compo eIeffrico oppIicofo offroverso Io cosfonfe
dieIeffrico.
D ~ E
!
"
#
$
%
&
=
l
A
C
$2.<.DDB2E2
c
r
~ c/ c
0
Cosfonfe dieIeffrico reIofivo: indico I'incremenfo deIIo copocif od
immogo;;inore corico o seguifo deII'inserimenfo di un dieIeffrico fro Ie
piosfre
DieIeffrici
DieIeffrici
!In cioscun dipoIo eIeffrico vi uno seporo;ione di corico
!A cioscun dipoIo puo essere quindi ossociofo un momenfo di dipoIo
eIeffrico (p), roppresenfofo do un veffore direffo doIIo corico
negofivo o queIIo posifivo:
P 5 X1
q ~ voIore deIIo corico di cioscun dipoIo
d ~ disfon;o che seporo Ie coriche
In presen;o di un compo eIeffrico + si genero uno for;o che ogisce suI
dipoIo, OPIEMTAMDOLO neIIo dire;ione deI compo eIeffrico oppIicofo,
secondo un processo deffo POLAPIZZAZIOME.
!Quondo fro Ie piosfre di un condensofore c' iI vuofo, e si
oppIico un compo eIeffrico, Io corico immogo;;inofo su
cioscuno piosfro si puo esprimere rispeffivomenfe come +Q
0
e
-Q
0
.
DieIeffrici
!Quondo fro Ie piosfre di un condensofore si meffe un
DIELETTPICO, e si oppIico un compo eIeffrico, iI moferioIe fro Ie
ormofure viene POLAPIZZATO.
!Di conseguen;o, si produce un ACCUMULO di coriche negofive pori o
- Q' suIIo superficie deI dieIeffrico vicino oII'ormofufo +, e oIIo sfesso
modo, un occumuIo di corico +Q' suIIo superficie odiocenfe I'ormofuro -
!MeIIe regioni deI dieIeffrico Ionfone doIIe superfici gIi effeffi deIIo
poIori;;o;ione non sono imporfonfi
!Lo corico indoffo doI dieIeffrico si puo considerore come uno
corico che onnuIIo porfe deIIo corico che esisfevo suII'ormofuro in
presen;o di vuofo.
!Lo fensione imposfo su cioscuno ormofuro viene monfenufo pori oI
voIore che ovevo o confoffo con iI vuofo fromife un incremenfo pori
o + o - Q'.
!Su cioscuno ormofuro Io corico divenufo pori o Q
0
+ Q'.
!Lo densif di corico superficioIe in presen;o di un dieIeffrico puo
essere espresso onche come:
D ~
o
E + P
!P ~ poIori;;o;ione, incremenfo deIIo densif di corico rispeffo oI
vuofo o couso deIIo presen;o deI dieIeffrico e deI mufuo
oIIineomenfo con E
P ~
o
(
r
-I)E
COMDEMSATOPI e dieIeffrici
!Lo porceIIono, oIcuni vefri, Io mico, honno cosfonfi
dieIeffriche moIfo eIevofe unifomenfe od uno buono
sfobiIif dimensionoIe e sufficienfe resisfen;o mecconico.
!I poIimeri honno cosfonfi dieIeffriche inferiori oi
ceromici, mo possono essere ufiIi;;ofi per isoIore fiIi
eIeffrici, covi, mofori e generofori.
!I moferioIi in cui Iorienfomenfo dei dipoIi permone onche
dopo Io rimo;ione deI compo eIeffrico sono deffi
FEPPOELETTPICI. Essi presenfono uno poIori;;o;ione
sponfoneo.
I)&+-'),' $'+,+&&-'!'
Pie;oeIeffrici
S2.HA.<.DDB2E2DW= 1.U2C2H2AC.
!Lo pie;oeIeffricif (do pressione - eIeffricif) uno
proprief di uno cerfo cIosse di moferioIi che incIude oIcuni
crisfoIIi nofuroIi (od es. quor;o) e ceromici innovofivi quoIi iI
fifonofo di borio e iI fifonofo ;irconofo di piombo (PZT).
! Quondo o quesfi moferioIi viene oppIicofo uno
soIIecifo;ione, Io Ioro sfruffuro crisfoIIino produce un
segnoIe eIeffrico propor;ionoIe oIIo soIIecifo;ione.
!AI confrorio, quondo viene oppIicofo un compo eIeffrico, Ie
dimensioni deI moferioIe voriono.
DipoIo eIeffrico nei ceromici ferroeIeffrici
Ceromici con sfruffuro fipo
Perovskife
Soffo Io femperofuro di Curie (T
c
~
IZ0"C), gIi ioni O
Z-
sono Ieggermenfe
sposfofi verso iI bosso rispeffo oi
cofioni neIIo ceIIo uniforio cubico,
menfre i cofioni cenfroIi (in figuro
Ti
4+
) sono sposfofi in oIfo rispeffo oI
cenfro deIIo ceIIo
YF&2"
Z
! II momenfo di dipoIo iI risuIfofo di uno sposfomenfo reIofivo degIi
ioni O
Z-
e Ti
4+
rispeffo oIIe Ioro posi;ioni di equiIibrio.
! Lo dire;ione deIIo sposfomenfo reIofivo puo essere combiofo in
seguifo oII'oppIico;ione di un compo eIeffrico
! Un momenfo di dipoIo ionico PEPMAMEMTE ossociofo od ogni ceIIo
uniforio
+UU.DDA 1.<<*FPP<2EFH2AC. 12 GC EF4PA .<.DDB2EA
-Una sollecitazione a
compressione o a trazione
applicate al ceramico modifica la
polarizzazione e quindi genera
una d.d.p.
-L'applicazione di una campo
elettrico con la stessa polarita
del dipolo determina una
sollecitazione a compressione
nella direzione assiale al dipolo
- L'applicazione di una campo
elettrico con polarita opposta al
dipolo determina delle
sollecitazioni opposte
$A42C2A= B./2AC. F PA<FB2HHFH2AC. GC2UAB4.
-Un ceramico ferroelettrico
policristallino costituido
da molti grani orientati in
modo casuale # materiale
isotropo che non presenta
proprieta piezoelettriche
-Nei ferroelettrici si
formano strutture a domini
in cui i dipoli adiacenti si
allineano
SA<2C/ 9PA<FB2HHFH2AC.:
-!"#$%&' applicazione di elettrodi e di un ()*+, campo elettrico -./0
23456 (in c.c.) # i dipoli dei domini tendono ad allinearsi parallelamente
al campo elettrico e si ottiene la polarizzazione residua del materiale che
permane anche in seguito all'eliminazione del campo elettrico. !noltre, puo
avvenire una migrazione dei controni dei domini # i domini orientati in
modo favorevole crescono a spese dei vicini.
-!l processo di POL!NG" induce proprieta piezoelettriche al materiale.
-L'orientazione del campo di elettrico utilizzato durante il processo di poling
determina l'orientazione della risposta elettrica e meccanica del materiale
piezoelettrico
SB2CE2PF<2 4FD.B2F<2 P2.HA.<.DDB2E2
Nateriali piezoelettrici naturali: Quarzo, Tormalina, Sale Rochelle
LiNbO
3
, LiTaO
3
,Langasite, Li
2
B
+
O
6
.
Nateriali piezoelettrici sintetici:
Piezoceramici (policristallini): BaTiO
3
, PbTiO
3
, PZT, PbNb
2
O
6
;
Piezocompositi (polimero-piezoceramico) ;
Piezopolimeri: PvDF, copolimeri di TrFE e TeFE.
&.4P.BFDGBF 12 !GB2.
All'aumentare dell'agitazione termica si distrugge l'ordinamento
dei dipoli. Questo fenomeno avviene a T superiori alla
temperatura di Curie # transizione ordine-disordine # non si
osserva polarizzazione residua
IFD.B2F<2 P2.HA.<.DDB2E2= ,242D2 AP.BFD2T2
$.PA<FB2HHFH2AC.=
forfi compi eIeffrici in dire;ione opposfo oI compo
poIori;;onfe
forfi compi eIeffrici oIfernofi
forfi sfress mecconici
femperofure superiori oI punfo di Curie.
'CT.EE32F4.CDA= decodimenfo deIIe proprief
pie;oeIeffriche mon mono che ci si oIIonfono doI momenfo
in cui ovvenufo Io poIori;;o;ione.
Effetto piezoelettrico diretto: Effetto piezoelettrico diretto:
lapplicazione di una forza o una
vibrazione produce una tensione
elettrica in uscita
(effetto piezogeneratore)
Utilizzi: dispositivi per la
misurazione di deformazione,
forza, pressione, vibrazioni, ...
Effetto piezoelettrico inverso: Effetto piezoelettrico inverso:
lapplicazione di una tensione
elettrica produce in uscita una
vibrazione o uno spostamento
Utilizzi: dispositivi per generare
deformazione, vibrazioni, forze,
pressioni, ...
(effetto piezomotore)
+UU.DD2 S2.HA.<.DDB2E2
)PP<2EFH2AC2
Sensori: sfruttano leffetto piezogeneratore
Attuatori: sfruttano leffetto piezomotore
0Ii uIfrosuoni sono generofi doII'oppIico;ione di uno
fensione oIfernofo con uno cerfo frequen;o, che fo
vibrore iI frosduffore oIIo sfesso frequen;o
+M.4P2A 12 FPP<2EFH2AC.= 6"#)-
Conversione en elettrica # ## #en. meccanica
+M.4P2A 12 FPP<2EFH2AC.= FDA42HHFH2AC. 12 <2XG212 !ACT.BM2AC.
.C .<.DDB2EF # ## # .CK 4.EEFC2EF
Sulle pareti o sul fondo di una vasca in acciaio inox vengono applicati dei
trasduttori PZT (piezoelettrici-elettrostrittivi), i quali vengono fatti vibrare alla
frequenza di 33.000 Hz. e oltre.
Le onde di vibrazione si propagano uniformemente in tutto il volume della vasca
e, arrivando sulla superficie dei pezzi da pulire, formano onde di compressione e
di decompressione che danno origine a microbollicine (CAVITAZIONE), le quali
implodono raggiungendo pressioni fino a 1000 bar.
Questo fenomeno, del resto ben noto da alcuni decenni in idraulica, crea
un'azione meccanica di asportazione dello sporco a livello molecolare.
Microfono: Un ceromico pie;oeIeffrico
viene fissofo od un diofrommo.
II diofrommo
ompIifico Ie vibro;ioni deIIo voce e
Ie frosmeffe oI ceromico pie;oeIeffrico.
Suono # vibro;ione # pressione suI
ceromico. Lo ceromico
pie;oeIeffrico poi converfe Ie pressioni in
segnoIe eIeffrico. II segnoIe puo essere
frosmesso od un ompIificofore o essere
immogo;;inofo.
-Callister, Scienza e !ngegneria dei materiali: una
introduzione.
http://archimedes.infm.it/dsac/
-A. J. Noulson, J. N. Herbert, Electroceramics, Chapman
and Hall
-http:ffwww.morganelectroceramics.comfpiezoguide1.html
-http:ffwww.morganelectroceramics.com
Y2V<2A/BFU2F
" Due isoIe di semiconduffore creofe oII'inferno di un
subsfrofo di fipo n. Le isoIe sono coIIegofe do un
conoIe di fipo p.
Tronsisfor semiconduffori mefoIIo-ossido od
effeffo di compo (MOSFET)
" Lo correnfe d'ingresso moIfo inferiore o queIIo deI
fronsisfor o giun;ione # vengono usofi quondo Ie sorgenfi di
segnoIe do ompIificore non possono fornire uno correnfe
oppre;;obiIe
Propriet ottiche
The Solar Spectrum
Sommario della lezione
Richiami ai concetti di base
Riflessione
Assorbimento
Rifrazione
Trasmissione
Luminescenza
Cenni alle fibre ottiche
La luce
La luce unonda elettromagnetica:
http://www.astronomynotes.com/light/emanim.gif
La luce visibile
La luce visibile una radiazione elettromagnetica con
lunghezze donda comprese fra 0.4 m (violetto) e 0.7 m
(rosso).
Il colore percepito
dipende dalla
lunghezza donda.
La luce bianca la
miscela di tutti i colori
Un metallo incandescente una
sorgente di onde luminose con
spettro continuo. Man mano che
la temperatura aumenta il colore
emesso tende al bianco, a bassa
temperatura prevalgono le
tonalit del rosso scuro.
Nello spettro di emissione del
sole prevale il giallo
La luce visibile
Le onde elettromagnetiche
Tutte le radiazioni elettromagnetiche viaggiano nel vuoto
con la stessa velocit, c (300.000 chilometri al secondo).
= c

hc
h E = =
Secondo la fisica moderna, il fotone la particella di massa
e carica nulle associata alla propagazione della radiazione
elettromagnetica.
Un fotone associato alla propagazione di un'onda
elettromagnetica nel vuoto di lunghezza d'onda possiede
un'energia uguale a
dove c la velocit della luce
h (costante di Planck) = 6.63x10
-34
Js.
La luce incidente su un solido pu venire trasmessa
attraverso il solido, assorbita e riflessa: lintensit del
raggio incidente I
0
deve essere uguale alla somma delle
intensit dei raggi trasmessi, assorbiti e riflessi.

I
o
= I
T
+I
A
+I
R
Interazione della luce con i solidi
Luce incidente I
0
Luce riflessa I
R
Luce assorbita I
A
Luce trasmessa I
T
I watt/m
2
Conservazione dellenergia
Interazione della luce con i solidi
Materiali trasparenti: trasmissione della luce con
assorbimento e riflessione modesti
Materiali traslucidi: la luce viene trasmesa in modo
traslucido (diffusa allinterno del materiale)
Materiali opachi: impenetrabili dalla luce visibile, tutte le
radiazioni vengono assorbite o riflesse (es. metalli)
Trasparente Traslucido Opaco
Interazione della luce con gli atomi e gli
elettroni
I fenomeni ottici nei solidi sono dovuti
allinterazione fra la radiazione
elettromagnetica e gli atomi, gli ioni e/o gli
elettroni:
Polarizzazione elettronica
Transizione degli elettroni
Polarizzazione elettronica
La luce (onda elettromagnetica) interagisce con la nube
elettronica che avvolge gli atomi distorsione nella
nuvola elettronica polarizzazione
Conseguenze della polarizzazione:
1. Parte dellenergia della radiazione viene assorbita
2. Le onde luminose passando attroverso il mezzo
rallentano la velocit (RIFRAZIONE)
Transizione degli elettroni
Lassorbimento e lemissione di una radiazione
elettromagnetica pu provocare la transizione degli
elettroni da uno stato energetico ad un altro
Un elettrone non pu rimanere
in uno stato eccitato
indefinitamente dopo un
certo tempo decade allo stato
fondamentale restituendo
parte della radiazione
elettromagnetica
Nei metalli la banda di alta energia riempita solo parzialmente di
elettroni (vedi lez. propriet elettriche)
I metalli sono opachi perch la radiazione incidente (visibile) eccita gli
elettroni nei livelli energetici liberi, al di sopra dellenergia di Fermi
tutta le frequenze del visibile vengono assorbite. Sono traparenti alle
radiazioni con frequenza elevata (x e ).
Energy of electron
I
n
c
i
d
e
n
t

p
h
o
t
o
n
Plancks constant
(6.63 x 10
-34
J/s)
freq.
of
incident
light
filled states
unfilled states
E = h required!
I
o
o
f

e
n
e
r
g
y

h

Adapted from Fig. 21.4(a), Callister 6e.


Propriet ottiche dei metalli: ASSORBIMENTO
Elevata
concentrazione di
elettroni:
lassorbimento totale
avviene entro uno
spessore di circa
0.1m.
Metalli pi sottili di
0.1m sono in grado
di trasmettere la
luce
Riflettivit = I
R
/I
o
fra 0.90 e 0.95. Piccole frazioni di
energia vengono dissipate in calore
I metalli sono opachi e riflettenti, il loro colore dipende
dalla lunghezza donda riflessa.
Energy of electron
filled states
unfilled states
E
I
R

conducting electron
re-emitted
photon from
material
surface
Propriet ottiche dei metalli: RIFLESSIONE
La maggior parte delle radiazioni assorbite viene riemessa
dalla superficie in forma di luce visibile transizione degli
elettroni da uno stato eccitato a quello fondamentale
Spettro di riflessione per oro e alluminio:
blue
red
gold reflects lots
of red
wavelengths
aluminum
spectrum is
relatively flat
http://www.thermo.com/eThermo/CMA/Images/Various/109Image_12275.gif
I meccanismi di assorbimento e riemissione non sono completamente identici.
Se il metallo fortemente riflettente nellintero spettro del visibile (la
composizione dei fotoni del raggio riemesso approssimativamente la stessa del
raggio incidente) aspetto argenteo, brillante).
Loro assorbe luce bianca e riemette nel giallo-rosso, la luce impoverita di
verde e blu. Nel rame il fenomeno pi accentuato.
Leccitazione
(lassorbimento)
pu avvenire solo
se h > Egap
Se Egap < 1.8eV, assorbimento completo; opachi (Si, GaAs)
Se Egap > 3.1eV, nessun assorbimento; incolore (diamante)
Se 1.8eV<Egap<3.1eV, assorbimento parziale; materiali colorati
Assorbimento nei non metalli
Energy of electron
filled states
unfilled states
E
gap

I
o

blue light: h= 3.1eV
red light: h= 1.7eV
incident photon
energy h
Banda di valenza
Banda di conduzione
E
g
I materiali non metallici (dielettrici e semiconduttori) possono essere
opachi o trasparenti alla luce visibile. La luce viene assorbita per
polarizzazione elettronica e, soprattutto, attraverso la transizione
elettronica ATTRAVERSO LA BANDA DI SEPARAZIONE (vedi lez.
Propriet elettriche)
Adapted from Fig. 21.5(a), Callister 6e.
Fotoni vengono emessi in seguito alla transizione
diretta degli elettroni dallo stato eccitato allo stato
fondamentale attraverso la banda di separazione
Riflessione nei non metalli
Se sono presenti impurezze o altri difetti, possono
essere introdotti livelli elettronici allinterno della
banda di separazione. Possibilit di emissioni
multistadio
Riflessione nei non metalli
Intensit della radiazione non
assorbita (o trasmessa)
decresce con la distanza x
che la luce attraversa:
I
T
= I
0
e
-x
= coefficiente di
assorbimento del
materiale (mm
-1
); varia
con la lung. donda della
radiazione incidente
Polarizzazione elettronica: la luce trasmessa distorce le
nuvole elettroniche.
+
no
transmitted
light
transmitted
light
+
electron
cloud
distorts
Conseguenza: la luce diminuisce la velocit passando
attraverso il materiale cambia direzione allinterfaccia
Indice di rifrazione (n) =
c (velocit della luce nel vuoto)
v (velocit della luce nel mezzo)
Luce trasmessa: rifrazione
Indice di rifrazione (o grado di deflessione):
Dipende dalla lunghezza donda dellonda incidente
(DISPERSIONE)
Dipende dal materiale: tanto pi grande un atomo o
uno ione, tanto maggiore sar la polarizzazione
elettronica n maggiore
Material
Lead glass
Silica glass
Soda-lime glass
Quartz
Plexiglas
Polypropylene
n
2.1
1.46
1.51
1.55
1.49
1.49
Da tabella 22.1,Callister
Luce trasmessa: rifrazione
Source: http://www.phy6.org/stargaze/Sun4spec.htm
Esempi di rifrazione
Il colore nei non metalli
Il colore viene determinato dalla somma delle frequenze di
-luce trasmessa,
-luce emessa dal decadimento degli elettroni.
Esempio: Solfuro di cadmio (CdS)
- Egap = 2.4eV,
- assorbono le radiazioni del visibile ad alta energia (blu,
violetto),
- vengono trasmesse le radiazioni corrispondenti al
rosso/giallo/arancio (che corrispondono al colore del CdS).
Colore dei non metalli
6
Esempio: Rubino = corindone (Al2O3) + (0.5 to 2) at%
Cr2O3.
Il corindone incolore: (Egap > 3.1eV)
Colore dei non metalli
Colore dei non metalli
Aggiunta di Cr
2
O
3
: introduce livelli di impurezza nellampia
banda di separazione
vengono assorbite le radiazioni corrispondenti al blu e
giallo/verde
viene tramesso il rosso: questa radiazione mescolata con
quella riemessa fa apparire il rubino di colore rosso scuro)
VETRI COLORATI
Si incorporano nel vetro fuso dei metalli di transizione o
terre rare (es. Co
2+
, blu-violetto, Cr
3+
, verde, Mn
2+
, giallo,
...)
Opacit e traslucenza nei non metalli
Alcuni materiali dielettrici, costituzionalmente
trasparenti, possono invece presentare opacit o
translucenza a causa della
riflessione interna e
della rifrazione deviazione
della radiazione
diffusione
OCCHIO
OGGETTO
trasmissione trasmissione trasmissione trasmissione (con rifrazione) (con rifrazione) (con rifrazione) (con rifrazione)
assorbimento assorbimento assorbimento assorbimento
riflessione riflessione riflessione riflessione interna interna interna interna
Materiali policristallini: riflessioni e rifrazioni ai bordi di
grano (i grani hanno n leggermente diverso a seconda
dellorientazione cristallografica)
Porosit: diffusione della radiazione luminosa
Opacit e traslucenza nei non metalli
Monocristallo allumina, allumina policristallina densa , allumina
con 5% porosit
Emissione di luce visibile: decadimento elettronico con
1.8eV<hv<3.1eV in seguito ad assorbimento di radiazioni
elettromagnetiche ad alta energia (es. UV, raggi X,) o da altre
sorgenti (elettroni ad alta energia, en. termica, ) FOSFRI
Fluorescenza: se la riemissione scompare al cessare dello
stimolo che ne determina la luminosit.
Fosforescenza: la luce continua ad essere emessa per un
certo periodo dopo la fine dello stimolo (coinvolge una
variazione dello spin elettronico).
La luce emessa ha lunghezza donda maggiore rispetto a quella
assorbita, la luce ottenuta con la fosforescenza ha
generalmente lunghezza donda maggiore
Luminescenza
phonon emission
~10
-12
s per hop
fluorescence, ~10
-5
s
E
2
E
1
E
3
phosp.
phosp.
incident
flip
flip
Fluorescenza
Fosforescenza
Fosfri
Normalmente per ottenere luminescenza bisogna aggiungere
delle impurezze
I fosfri generalmente soon costituiti da ossidi, solfuri,
alogenuri, selenituri, silicati ai quali viene aggiunto un
attivatore.
Fra i fosfri pi noti troviami il solfuro di zinco attivato con
rame o con argento.
Es:
ZnS:Ag+(Zn,Cd)S:Ag (P4), white phosphor for black and white TV screens
and display tubes
Y
2
O
2
S:Eu+Fe
2
O
3
(P22R), red phosphor for TV screens
ZnS:Cu,Al (P22G), green phosphor for TV screens
ZnS:Ag+Co-on-Al2O3 (P22B), blue phosphor for TV screens
(Ba,Eu)Mg
2
Al
16
O27, blue phosphor for trichromatic fluorescent lamps
(Ce,Tb)MgAl
11
O
19
, green phosphor for trichromatic fluorescent lamps
(Y,Eu)
2
O
3
, red phosphor for trichromatic fluorescent lamps
Esempi: bioluminescenza
Hydromedusa Aequorea victoria
uses green-fluorescent protein
Chaenophryne longiceps
Emissione di luce da parte di alcune specie
viventi
Bioluminescence in Fireflies
Esempio: chemiluminescenza
Lightstick: tubo trasparente in materiale plastico che
contiene, allinterno, un secondo tubo di materiale vetroso
o polimerico. I due tubi contengono dei composti chimici
che reagiscono con emissione di luce quando vengono in
contatto.
La reazione chimica avviene in seguito alla rottura del tubo
interno (flessione del tubo)
Collezione di minerali fluorescenti da radiazioni UV-A, UV-B,
UV-C, Hannes Grobe 2006.
Aragonite della Sicilia illuminata da luce normale.
Aragonite della Sicilia illuminata dalla lampada ad ultravioletti.
LAMPADE A FLUORESCENZA
Lampade fluorescenti: vetro rivestito
internamente con fosfri . I vapori di Hg
allinterno del tubo di vetro vengono
eccitati dagli elettroni emessi dal catodo
elettricit emissione di radiazioni UV
fosfri che emettono radiazioni nel
visibile
UV
radiation
coating
e.g., -alumina
doped
w/Europium
white light
glass
Elettroluminescenza: i LED
Il dispositivo sfrutta le propriet ottiche di alcuni materiali semiconduttori per
produrre fotoni a partire dalla ricombinazione di coppie elettrone-lacuna.
LED sono uno speciale tipo di diodi a giunzione p-n.
Quando sono sottoposti ad una tensione diretta per ridurre la barriera di
potenziale della giunzione, gli elettroni della banda di conduzione del
semiconduttore si ricombinano con le lacune della banda di valenza rilasciando
energia sufficiente da produrre fotoni. A causa dello spessore ridotto del
dispositivo, un ragionevole numero di questi fotoni pu abbandonarlo ed essere
emesso come luce.
Schema di un LED
Tipo n
Tipo p
+
Le giunzioni p-n sono
studiate in modo da avere
una E
g
nel visibile
I LED sono formati da GaAs
(arseniuro di gallio), GaP (fosfuro
di gallio), GaAsP (fosfuro arseniuro
di gallio), SiC (carburo di silicio) e
GaInN (nitruro di gallio e indio).
Elettroluminescenza: i LED
LED: applicazioni
OLED: organic light-emitting diode
PLED: polymer light-emitting diode
Utilizzano materiali
polimerici con
comportamento
semiconduttore
Le fibre ottiche sono elementi fondamentali per la
trasmissione dei segnali elettromagnetici.
La funzione principale di una fibra ottica quella di
guidare la luce (che porta le informazioni) con
attenuazione minima del segnale.
Le fibre ottiche sono
sottili fili di vetro in
grado di trasmettere la
luce a circa 2/3 della
velocit della luce nel
vuoto.
Fibre ottiche
Il vetro pu guidare la luce?
Il segreto la riflessione interna totale
Giocando sulla differenza fra due indici di
rifrazione, possibile guidare la luce da un punto
ad un altro di una fibra di vetro.
La riflessione interna totale si realizza quando:
Un raggio passa da un materiale denso ad uno meno
denso
Langolo di incidenza maggiore dellangolo critico
Struttura delle fibre ottiche
Legge di Snell
r i
n n sin sin
2 1
=
n
1
n
2

r
Esiste
1
2
0
arcsin
n
n
i
=
Angolo limite oltre il quale la radiazione
e totalmente riflessa e quindi CONFINATA
nucleo (n
1
)
4-50 m

mantello (n
2
)
125 m
Prima copertura
250 m
Il segnale passa nel core, il cladding lo tiene
confinato nel core e il coating serve a
proteggere il core e il cladding da possibili
danneggiamenti
Il contenimento della luce allinterno del core possibile grazie alla
TOTALE RIFLESSIONE INTERNA: ogni raggio con direzione obliqua
rispetto allasse della fibra viene riflesso allinterno del core.
La riflessione interna si ottiene utilizzando per il core e il cladding
vetri a diversi indici di rifrazione.
Fibre in vetro di silice
Fibre ottiche
Step-index Optical Fiber
Fibre ottiche
Allargamento dellimpulso dovuto al fatto che le
radiazioni luminose, sebbene vengano introdotte nello
stesso istante, giungono alluscita a tempi differenti in
quanto percorrono differenti traiettorie
Vario la composizione del core in modo da avere una variazione
parabolica dellindice di rifrazione in direzione radiale. In questo modo
la velocit di propagazione della luce nel core varia con la posizione (pi
rapido in periferia che al centro): i raggi che compiono un percorso
superiore passando dalla periferia arrivano al termine della fibra nello
stesso momento in cui arrivano quelli che attraversano il core.
Graded-index Optical Fiber
Applicazioni: pannello fotovoltaico
Un pannello o modulo fotovoltaico un dispositivo in
grado di convertire l'energia solare direttamente in
energia elettrica mediante effetto fotovoltaico ed
usato per generare elettricit a partire dalla luce del
sole.
Pannello fotovoltaico in silicio monocristallino
n-type Si
p-type Si
p-n junction
light
+
-
+ + +
- - -
creation of
hole-electron
pair
Effetto fotovoltaico
L'effetto fotovoltaico si realizza quando un elettrone
presente nella banda di valenza di un materiale
(generalmente semiconduttore) passa alla banda di
conduzione a causa dell'assorbimento di un fotone
sufficientemente energetico incidente sul materiale.
Incident
radiation
semi
conductor:
Energy of electron
filled states
unfilled states
E
gap
+
-
A. No incident radiation:
little current flow
Energy of electron
filled states
unfilled states
E
gap
conducting
electron
+
-
B. Incident radiation:
increased current flow
Combustione
Reazione chimica di ossidazione, in fase omogenea o
eterogenea, fortemente esotermica, capace di propagarsi
ad alte velocit ed accompagnata da manifestazioni
luminose (fiamme).
IL COMBUSTIBILE la sostanza che si ossida
(riducente),
IL COMBURENTE (ossigeno) la sostanza ossidante
RICHIAMI DI TERMOCHIMICA
REAZIONI ESOTERMICHE: avvengono con sviluppo di
calore.
Sono esotermiche TUTTE le reazioni di comustione.
REAZIONI ENDOTERMICHE: avvengono con
assorimento di calore. Sono endotermiche tutte le reazioni di
decomposizione termica, ad esempio la decomposizione termica ad alta T
dell!ac"ua in idrogeno e ossigeno.
ENTALPIA DI REAZIONE: indica "ual la "uantit di
calore svolta o assorita nel corso di una reazione chimica.
#iene indicata con il simolo $%.
&e reazioni esotermiche hanno un valore di $% negativo a
significare che il sistema, a seguito della reazione, ha visto
impoverire la propria energia interna di una "uantit pari al
calore sviluppato.
&e reazioni endotermiche hanno un valore di $% positivo a
significare che il sistema, a seguito della reazione, ha visto
aumentare la propria energia interna di una "uantit pari al
calore assorito.
CO
(g
)
+ O
2
CO
2
; H = 282,8 kJ
indica che nella comustione di una mole di '(
gassoso, ovvero di )),* litri di '( misurati in
condizioni normali (T di +' e pressione di ,-+ mm
di %g) si sono svilua!i "#"$# %&'
H
2
O
(vap)
H
2
+ O
2
; H = 241,8 kJ
indica che nella decomposizione termica di una
mole di ac"ua allo stato di vapore, ovvero di ./ g
di vapor d!ac"ua, ven(ono asso)*i!i "+,$# %&'
Fattori che influenzano la entalpia di reazione
&!entalpia delle reazioni chimiche varia in funzione dei
seguenti parametri0
Temperatura (influenza modesta, considero entalpie a
)12')
'ondizioni nelle "uali decorre la reazione (pressione o
volume cost., non ne terremo conto)
Stato fisico delle sostanze che compaiono nella reazione
(vale soprattutto per sostanze che possono trovarsi in stati
fisici diversi.
Es. %
)
( stato li"uido o vapore. 3er ogni mole di ac"ua,
ovvero per ogni ./ g di ac"ua, occorre fornire ** 45 per
trasformarla dallo stato li"uido allo stato di vapore e,
inversamente, si ricavano ** 45 "uando una mole di
vapore d!ac"ua viene condensata allo stato li"uido.
6E''789S6( :E&&7 '(6;UST9(8E
miscelazione
pre<comustione
comustione
reazioni post<fiamma
,- miscelazione: contatto, uniformemente distriuito, tra
particelle o molecole del comustiile ed aria di comustione.
"- )e.com*us!ione: formazione, tra *++<-++', di specie
instaili (radicali lieri o atomi) estremamente reattive che
attivano sensiilmente la velocit delle successive reazioni di
ossidazione.
Meccanismo della combustione
/- com*us!ione: cominazione di radicali lieri con ossigeno
e con le molecole del comustiile in una complessa e rapida
se"uenza di reazioni a catena dando origine a prodotti di
ossidazione incompleta ('(, %
)
,=), completa ('(
)
, %
)
(, =) e
ad altri radicali lieri.
+- )eazioni os!.0iamma: trasmissione di parte del calore di
comustione all>esterno da parte dei prodotti (fumi) con T.
?icominazioni chimiche dei prodotti di comustione (specie
dissociate o parzialmente ossidate) per dare i prodotti finali
della comustione.
Meccanismo della combustione (2)
&a comustione si definisce completa "uando gli elementi
ossidaili presenti nel comustiile (', %, S, 8) vengono
ossidati rispettivamente a '(
)
, %
)
(, S(
)
e 8
)
.
'(63(8E8T9 :E9 @U69 (comustione comle!a)
' '(
)
% %
)
(
S S(
)
8 8
)
'(63(8E8T9 :E9 @U69 (comustione anomala)
' '(
)
A '( A composti organici volatili (es. 36.+, etc.)
% %
)
( A %
)
S S(
)
A S(
B
8 8
)
A 8( A 8(
)
Combustione completa e anomala
Combustibili
potere calorifico
temperatura di comustione
temperatura di accensione
volume e composizione dei fumi
"uantit di aria necessaria per la comustione
Potere calorifico
uantit! "i calore sviluppata dalla comustione completa
dell>unit di massa (li"uidiCsolidi) o di volume in condizioni
normali (gas).
1ni!2 di misu)a:
#$%#&
#$%Nm
'
8m
B
0 "uantit di gas che in condizioni normali (+', . atm)
occuperee il volume di .m
B
Esempi (1/2)
Il car!"#! $!l#%! &a p'$! a(!)#c! 12 '
l*'"(alp#a %'lla r'a+#!"'
C + O
2
CO
2
val' ,-,,, kJ.
Il p!('r' cal!r#/#c! $# r#cava %alla
pr!p!r+#!"'
12 0 ,-,,, = 1111 0 2; 2 = ,2.334 kJ5kg.
Esempi (2/2)
6"a )!l' %'l CO ga$$!$! !cc7pa, a
c!"%#+#!"# "!r)al#, 22,4 l#(r#; l*'"(alp#a
%'lla r'a+#!"'
CO
(g)
+ O
2
CO
2
val'
282,8 kJ ;
Il p!('r' cal!r#/#c! %'l CO $# r#cava
%alla pr!p!r+#!"'
22,4 0 282,8 = 1111 0 2; 2 = 12.823
kJ59)
,
Potere calorifico su(eriore
s
) "uando
l!ac"ua presente alla fine della comustione (somma
di "uella gi eventualmente presente nel comustiile piD
"uella prodotta nella comustione stessa) si trova allo
stato LIUIDO.
Potere calorifico inferiore
i
) "uando
l!ac"ua presente alla fine della comustione si trova
allo stato *ASSOSO.
: ;% '$')p#! "'lla c!)7$(#!"' %'ll*#%r!g'"! $#
&a0
H
2
+ O
2
H
2
O (l#<7#%!); H = 288,8, kJ
22,4 0 288,8, = 1111 0 2;
2 = 12.814 kJ59)
,
= =
$
H
2
+ O
2
H
2
O (vap!r'); H = 241,8 kJ
22,4 0 241,8 = 1111 0 2;
2 = 11.3-4 kJ59)
,
= =
#
Potere calorifico superiore e inferiore
>a %#//'r'"+a /ra l' '"(alp#' %'ll' 2
pr'c'%'"(# r'+#!"# ? %# 44,4 kJ '
c!rr#$p!"%' al cal!r' "'c'$$ar#! p'r /ar
pa$$ar' 7"a )!l' %# ac<7a, c#!? 18 g, %all!
$(a(! l#<7#%! all! $(a(! %# vap!r'. @'r /ar'
vap!r#++ar' 7" Ag %# ac<7a0
44,4018=201111; 2=2483 kJ
C&' p7B '$$'r' arr!(!"%a(! a 2411 kJ
Potere calorifico superiore e inferiore

s
+
i
, calore "i -a(ori..a.ione
"ell/ac0ua (ro"otta o comun0ue
(resente nei (ro"otti "i combustione

s
,
i
1 n2 3455 #$%#&
%& necessa)i e)
vao)izza)e un %( di
ac3ua a "45C
6uan!i!2$ in %($ di ac3ua )esen!e !)a i )odo!!i
di com*us!ione di una 3uan!i!2 di com*us!i*ile
u(uale a 3uella a cui 7 )i0e)i!o il 6
Il (otere calorifico "i alcuni combustibili
6
s
8%&9%(: 6
i
8%&9%(:
Le(no .,-++ .+*++<.)-++
To)*a .*-++
Li(ni!e .//++<).+++
Li!an!)ace B)-++<B,-++
;enzina *.E++<*-+++
<asolio *),++
<as di ci!!2 .-,++
Oli com*us!i*ili *.E++
Aria teorica "i combustione6 7olume e
com(osi.ione "ei fumi
Aria teorica "i combustione0 "uantit d>aria
stechiometricamente necessaria all>ossidazione totale di un
comustiile.
&>a)ia costituita da circa ). F in volume (
)
e ,EF in
volume di 8
)
(comprendendovi anche circa l>.F di gas rari),
per cui il rapporto N
"
9O
"
7 u(uale a /$#'
&>aria teorica di comustione viene calcolata sulla ase delle
reazioni di comustione e si esprime in 8m
B
per 4g di
comustiile solido o li"uido o a 8m
B
di comustiile
gassoso.
Esempio (1/2)
;% '$')p#! 1 9)
,
%'l ga$ )'(a"! CH
4
c&' r7c#a $'c!"%! la r'a+#!"'
CH
4
+ 2O
2
CO
2
+ 2H
2
O
c!"$7)a 2 9)
,
%# O
2
' <7#"%# 2C 4,8=
-,89)
,
%# ar#a.
Esempio (2/2)
;% '$')p#! 1 kg %# alc!l '(#l#c! l#<7#%!
CH
,
CH
2
OH (p'$! )!l'c!lar' = 48) c&'
r7c#a $'c!"%! la r'a+#!"'
CH
,
CH
2
OH + ,O
2
2 CO
2
+ , H
2
O
c!"$7)a #l <7a"(#(a(#v! %*ar#a c&' $#
r#cava %alla pr!p!r+#!"'0
48 0 , D 22,4 D 4,8 = 1111 0 2;
2 = 3.112 l#(r# = 3,112 9)
,
Fumi anidri
9 fumi sono i prodotti gassosi di una
comustione, con esclusione delle
eventuali particelle solide sospese.
9 fumi ottenuti condensando l!ac"ua
vengono chiamati fumi anidri.
Volume dei fumi
9l volume dei fumi viene calcolato dalle
reazioni di comustione tenendo
presente che l!azoto che accompagna
l!ossigeno passa tutto nei fumi.
Esempio (1/2)
;% '$')p#! 1 9)
,
%'l ga$ )'(a"! CH
4
, c&'
r7c#a $'c!"%! la r'a+#!"'
CH
4
+ 2O
2
CO
2
+ 2H
2
O
@r!%7c' 1 9)
,
%# CO
2
' 2 9)
,
%# H
2
O;
# 2 9)
,
%# O
2
$!"! acc!)pag"a(# %a
2D ,,8=3,8 9)
,
%# 9
2
I" (!(al' $# $!"! /!r)a(# 11,8 (1 + 2 + 3,8)9)
,
%# /7)#.
Esempio (2/2)
;% '$')p#! 1 kg %# alc!l '(#l#c! l#<7#%! CH
,
CH
2
OH (p'$!
)!l'c!lar' = 48) c&' r7c#a $'c!"%! la r'a+#!"'0
CH
,
CH
2
OH + , O
2
2 CO
2
+ , H
2
O
@r!%7c' # $'g7'"(# ga$0
CO
2
) 48 0 2 D 22,4 = 1111 0 2;
2 = -3,,8 l#(r# = 1,-3,8 9)
,
H
2
O) 48 0 , D 22,4 = 1111 0 2;
2 = 1481,- l#(r# = 1,481- 9)
,
9
2
) 48 0 , D 22,4 D ,,8 = 1111 0 2;
2 = 4441,, l#(r# = 4, 441, 9)
,
I" (!(al' $# $!"! /!r)a(#
3,-881 (1,-3,8 + 1,481- + 4,441,) 9)
,
Massima temperatura che potrebbe essere
raiunta se tutto il calore prodotto fosse
speso per riscaldare i prodotti stessi della
combustione.
9n pratica "uesta temperatura teorica non corrisponde alla
temperatura effettiva (processi di decomposizione dei
prodotti della comustione e inevitaili perdite di calore).
IMPORTANTE ci permette di giudicare a priori se un
comustiile G idoneo o meno ad un determinato impiego.
Tem(eratura teorica "i combustione o
tem(eratura "i fiamma
dove
6
i
= potere calorifico inferiore del comustiile
C
P
= calori specifici medi per unit di volume a
pressione costante dei vari costituenti dei
fumi
> = volume dei fumi
T = Temperatura teorica di comustione
T
?
= Temperatura amiente.

= ) (
1
T T V C Q
P i
Tem(eratura teorica "i combustione
Tem(eratura teorica "i combustione
+ METODO *RA8ICO
'alcolare la "uantit di calore H
.
, H
)
, H
B
,=
necessarie per riscaldare i fumi prodotti dalla
comustione di . 8mB di comustiile gassoso o da
. 4g di comustiile solido o li"uido alle
temperature T
.
, T
)
, T
B
,=(Utilizzare la taella dei
calori sensiili)
:iagramma H vs T. Tracciare la curva risultante
9ndividuare la temperatura T a cui corrisponde il
potere calorifico inferiore H
i
Calore sensibile)
!uantit" di calore
necessaria per
scaldare# a P
costante# dalla
temperatura di $%C
alla temperatura
indicata 9 Nm
'
dei
di&ersi as presenti
nei fumi
Tem(eratura teorica "i combustione
+ METODO *RA8ICO
Tem(eratura teorica "i combustione
Aria "i combustione in
eccesso' la ()t)c) *
minore &olume fumi
maiore
Ossi&eno' la ()t)c) *
maiore &olume fumi
minore
Tem(eratura teorica "i combustione
+e prima della combustione comburente e/o
combustibile &enono (reriscal"ati : "is(onibile
T6t6c6 ma&&iore
Huando si superano i .,++<./++2' isogna tenere conto
anche della dissociazione termica di alcuni dei possiili
costituenti dei fumi in particolare '(
)
e %
)
(
3CO
3
3CO1O
3
H;, 4<< #$
3H
3
O 3H
3
1O
3
H;, =>' #$
Aumenta il -olume "ei fumi0 non influenza molto la T di
com. 3erchG il calore sensiile delle sostanze che
scompaiono non molto diverso dalla somma dei calori
sensiili dei loro prodotti di decomposizione
Tem(eratura teorica "i combustione
Diminuisce il calore "is(onibile0 (maggiore influenza) le
rea.ioni "i "issocia.ione sono ENDOTERMICHE e
"uindi assorono una parte del calore disponiile
Tem(eratura teorica "i combustione
( comb) , ()t)c) calcolata
senza tener conto della
dissociazione termica
Per"ita al camino
8ei processi di comustione i prodotti gassosi della
comustione vengono inviati al camino e dispersi
nell!atmosfera ad una temperatura molto superiore a
"uella amiente
Huantit di calore persa dal comustiile a causa
della dispersione in atmosfera dei suoi fumi di
comustione ?apporto tra il calore sensiile perso ed
il potere calorifico inferiore del comustiile
Ren"imento termico
Ra((orto tra il calore utile ?
u
@ e il calore "is(onibile
?
D
@6 &a restante parte viene definita calore perduto (H
?
).
D
U
T
Q
Q
=
R D U
Q Q Q =
D
R D
T
Q
Q Q
=
9l calore perduto dipende da0
comustione incompleta
perdita al camino
calore delle ceneri
irraggiamento
dispersioni
Poten.iale termico ?P
t
@
Huantit di calore che si sviluppa nella comustione completa e
con formazione di ac"ua allo stato vapore di . 8m
B
di una
miscela stechiometrica di aria teorica di comustione e di
comustiile gassoso o vaporizzato. >a p!('"+a $v#l7ppa#l' %a 7"
)!(!r' a7)'"(a al cr'$c'r' %'l p!('"+#al' ('r)#c!.
C At
V i
t
V V
Q Q
P
+
+
=
C At
i
t
V V
Q
P
+
=
Per un combustibile &assoso
Per un combustibile li0ui"o
#ol. di comust. in 8m
B
riferiti alla stessa
"uantit a cui riferito il H
i
(8m
B
C8m
B
) I .
per i gas.
#ol. occupato da . 4g di comust.
#aporizzato nell!ipotesi che il suo volume
molare in c.n. sia )),* lJ (8m
B
C4g).
Esempio (1/-)
;% '$')p#! p'r #l gas )'(a"! CH
4
c&'
r7c#a $'c!"%! la r'a+#!"'
CH
4
+ 2O
2
CO
2
+ 2 H
2
O
' &a 7" =
#
par# a ,4.341 kJ59)
,
,
#l E
a(
val' 2 D 4,8 = -,8 9)
,
' @
(
= ,4.341 5 -,8 + 1 = ,.,3, kJ59)
,
Esempio (2/-)
;% '$')p#! p'r l*!((a"! liquido C
8
H
18
(p'$!
)!l'c!lar' = 114), c&' r7c#a $'c!"%! la
r'a+#!"'
C
8
H
18
+ 2452 O
2
8 CO
2
+ - H
2
O
' &a 7" =
#
par# a 44.-84 kJ5kg, #l @
(
$#
r#cava %alla
@
(
= =
#
+ =
v
5 Ea( + E
c
%!v' =
v
? #l cal!r' %# vap!r#++a+#!"' c&'
val' 421 kJ5kg ' E
c
? #l v!l7)' %# 1 kg %#
c!)7$(##l' vap!r#++a(!.
Esempio (-/-)
Ea() 114 0 2452 D 4,8 D 22,4 = 1111 0 2;
2 = 11.3-1 l#(r# = 11,3- 9)
,
E
c
) 114 0 22,4 = 1111 0 2;
2 = 1-8 l#(r# = 1,1-8 9)
,
@
(
= 44.-84 + 421 5 11,3- + 1,1-8
= 44.,84 5 11,-88 = ,.383 kJ59)
,
'ome per tutte le reazioni anche per "uelle di
comustione necessaria una certa ene)(ia di
a!!ivazione, in modo che la miscela comustiile<
comurente raggiunga una tem(eratura chiamata "i
i&ni.ione)
Tem(eratura "i i&ni.ione
Tem(erature "i i&ni.ione "i alcuni &as e -a(ori ((
amb) e 1 atm)'
9drogeno 1,)' '( -.+'
6etano -B) Etano *,)
3ropano *EB ;utano *+/
Etilene *E+ 7cetilene B+1
;enzene 1/+ ;enzina )/+<*)+
Limiti "i infiammabilit!
Una volta innescata la comustione, "uesta svolge il calore
necessario a che il processo continui e perchG ciK accada
necessario che i rapporti volumetrici fra il comustiile ed il
comurente siano compresi entro determinati limiti0 limite "i
infiammabilit! su(eriore e" inferiore6
<as com*us!i*ile @minima di (as
in volume
@massima di (as
in volume
9drogeno * ,1
(ssido di caronio .B ,*
6etano 1 .1
Etano B .)
3ropano ) E.1
7cetilene ).1 /+
;enzene ..1 ,
Determina.ione s(erimentale "el (otere calorifico
'omustiili solidi e li"uidi0 bomba "i MalAer
p
A P T
Q
s
18 . 4 ) ( +
=
Lg ac"ua nel
calorimetro
E"uiv. 9n
ac"ua del
calorimetro
'alore
specifico
dell!ac"ua
Huantit di
comustiile
ruciato in 4g
'omustiili gassosi0 calorimetro "i $un#ers
n
s
V
t t G
Q
1 ) (
1 2

=
n
i
V
A t t G
Q
2441 1 ) (
1 2

=
Lg ac"ua di
raffreddamento
Lg ac"ua di
condensa
m
B
di comustiile in
c.n.
Determina.ione s(erimentale "el (otere calorifico