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Biografia - Preghiere

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Santa Teresa di Ges Bambino (di Lisieux)
Vergine e dottore della Chiesa

1 ottobre

Alenon (Francia), 2 gennaio 1873 - Lisieux, 30 settembre 1897

Memoria di santa Teresa di Ges Bambino, vergine e dottore della Chiesa: entrata
ancora adolescente nel Carmelo di Lisieux in Francia, divenne per purezza e semplicit di
vita maestra di santit in Cristo, insegnando la via dellinfanzia spirituale per giungere alla
perfezione cristiana e ponendo ogni mistica sollecitudine al servizio della salvezza delle
anime e della crescita della Chiesa. Concluse la sua vita il 30 settembre, allet di
venticinque anni.
30 settembre, ricorrenza secondaria:
A Lisieux in Francia, anniversario della morte di santa Teresa di Ges Bambino, la cui
memoria si celebra domani
Santa Teresa di Lisieux, al secolo Thrse Franoise Marie Martin, detta Doctor Amoris e conosciuta
anche come Santa Teresa di Ges Bambino (Alenon, 2 gennaio 1873; Lisieux, 30 settembre 1897),
stata una religiosa e mistica francese.
Monaca carmelitana presso il monastero di Lisieux, venerata come santa dalla Chiesa cattolica. La
sua festa liturgica ricorre il 1 ottobre.
Patrona dei missionari dal 1927, dal 1944, assieme a Santa Giovanna d'Arco, considerata anche
patrona di Francia.
Il 19 ottobre 1997 stata dichiarata Dottore della Chiesa, la terza donna a ricevere tale titolo dopo
Santa Teresa d'Avila e Santa Caterina da Siena.
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La Francia dell'Ottocento il primo paese d'Europa nel quale cominci a diffondersi la convinzione
di poter fare a meno di Dio, di poter vivere come se egli non esistesse. Proprio nel paese d'Oltralpe,
tuttavia, alcune figure di santi, come Teresa di Lisieux, ricordarono che il senso della vita proprio
quello di conoscere e amare Dio. Teresa nacque nel 1873 in un ambiente profondamente credente. Di
recente anche i suoi genitori sono stati dichiarati beati. Ella ricevette, dunque, una educazione
profondamente religiosa che presto la indusse a scegliere la vita religiosa presso il carmelo di Lisieux.
Qui ella si affida progressivamente a Dio. Su suggerimento della superiora tiene un diario sul quale
annota le tappe della sua vita interiore. Scrive nel 1895: Il 9 giugno, festa della Santissima Trinit, ho
ricevuto la grazia di capire pi che mai quanto Ges desideri essere amato. All'amore di Dio Teresa
vuol rispondere con tutte le sue forze e il suo entusiasmo giovanile. Non sa, per, che l'amore la
condurr attraverso la via della privazione e della tenebra. L'anno successivo, il 1896, si manifestano i
primi segni della tubercolosi che la porter alla morte. Ancor pi dolorosa l'esperienza dell'assenza
di Dio. Abituata a vivere alla sua presenza, Teresa si trova avvolta in una tenebra in cui Le
impossibile vedere alcun segno soprannaturale. Vi , per, un'ultima tappa compiuta dalla santa. Ella
apprende che a lei, piccola, affidata la conoscenza della piccola via, la via dell'abbandono alla
volont di Dio. La vita, allora, diviene per Teresa un gioco spensierato perch anche nei momenti di
abbandono Dio vigila ed pronto a prendere tra le sue braccia chi a Lui si affida.
Patronato: Missionari, Francia
Etimologia: Teresa = cacciatrice, dal greco; oppure donna amabile e forte, dal tedesco
Emblema: Giglio, Rosa
Martirologio Romano: Memoria di santa Teresa di Ges Bambino, vergine e dottore della Chiesa:
entrata ancora adolescente nel Carmelo di Lisieux in Francia, divenne per purezza e semplicit di
vita maestra di santit{ in Cristo, insegnando la via dellinfanzia spirituale per giungere alla perfezione
cristiana e ponendo ogni mistica sollecitudine al servizio della salvezza delle anime e della crescita
della Chiesa. Concluse la sua vita il 30 settembre, allet{ di venticinque anni.
(30 settembre: A Lisieux in Francia, anniversario della morte di santa Teresa di Ges Bambino, la cui
memoria si celebra domani).
Si arrampica a Milano sul Duomo fino alla Madonnina, a Pisa sulla Torre, e a Roma si spinge anche
nei posti proibiti del Colosseo. La quattordicenne Teresa Martin la figura pi attraente del
pellegrinaggio francese, giunto in Roma a fine 1887 per il giubileo sacerdotale di Leone XIII. Ma,
nelludienza pontificia a tutto il gruppo, sbigottisce i prelati chiedendo direttamente al Papa di poter
entrare in monastero subito, prima dei 18 anni. Cauta la risposta di Leone XIII; ma dopo quattro
mesi Teresa entra nel Carmelo di Lisieux, dove lhanno preceduta due sue sorelle (e lei non sar{ lultima).
I Martin di Alenon: piccola e prospera borghesia del lavoro specializzato. Il padre ha imparato
lorologeria in Svizzera. La madre dirige merlettaie che a domicilio fanno i celebri pizzi di Alenon.
Conti in ordine, leggendaria puntualit nei pagamenti come alla Messa, stimatissimi. E compatiti per
tanti lutti in famiglia: quattro morti tra i nove figli. Poi muore anche la madre, quando Teresa ha
soltanto quattro anni.
In monastero ha preso il nome di suor Teresa di Ges Bambino e del Volto Santo, ma non trova
lisola di santit{ che saspettava. Tutto puntuale, tutto in ordine. Ma scadente la sostanza. La
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superiora non la capisce, qualcuna la maltratta. Lo spirito che lei cercava, proprio non c, ma, invece
di piangerne lassenza, Teresa lo fa nascere dentro di s. E in s compie la riforma del monastero.
Trasforma in stimoli di santificazione maltrattamenti, mediocrit, storture, restituendo gioia in
cambio delle offese.
E una mistica che rifiuta il pio isolamento. La fanno soffrire? E lei quella che "pu farvi morir dal
ridere durante la ricreazione", come deve ammettere proprio la superiora grintosa. Dopodich, nel
1897 lei gi morta, dopo meno di un decennio di vita religiosa oscurissima. Ma da morta che
diviene protagonista, apostola, missionaria. Sua sorella Paolina (suor Agnese nel Carmelo) le ha
chiesto di raccontare le sue esperienze spirituali, che escono in volume col titolo Storia di unanima
nel 1898. Cos la voce di questa carmelitana morta percorre la Francia e il mondo, colpisce gli
intellettuali, suscita anche emozioni e tenerezze popolari che Pio XI corregge raccomandando al
vescovo di Bayeux: "Dite e fate dire che si resa un po troppo insipida la spiritualit{ di Teresa.
Com maschia e virile, invece! Santa Teresa di Ges Bambino, di cui tutta la dottrina predica la
rinuncia, un granduomo". Ed lui che la canonizza nel 1925.
Non solo. Nel 1929, mentre in Urss trionfa Stalin, Pio XI gi crea il Collegio Russicum, allo scopo di
formare sacerdoti per lapostolato in Russia, quando le cose cambieranno. Gi allora. E come patrona
di questa sfida designa appunto lei, suor Teresa di Ges Bambino.
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Biografia
La prima infanzia ad Alenon (1873-1877)
Thrse Martin, ultimogenita di Louis Martin e Marie-Azlie Gurin (Zlie), nacque il 2 gennaio 1873 in rue Saint-
Blaise 42, ad Alenon.
In giovent entrambi i suoi genitori avevano desiderato abbracciare la vita consacrata, desiderio che nessuno dei
due pot realizzare. La dimensione religiosa fu molto presente nella loro vita matrimoniale. I coniugi Martin sono
venerati come beati dalla Chiesa cattolica. A met marzo 1873, Thrse fu data a balia presso una contadina, Rosa
Taill, dove visse per circa un anno. Thrse Martin rimase orfana di madre all'et di quattro anni.
Il padre di Thrse, Louis Martin (Bordeaux, 1823 - Lisieux, 1894) esercitava il mestiere di orologiaio,
dove eccelleva. Sua madre Zlie-Marie (Gandelain, 1831 - Alenon, 1877) era gi conosciuta fin dal
1850 come sarta esperta nel famoso "punto d'Alenon"; cre anche una piccola impresa a conduzione
familiare dove lavoravano una ventina di operaie.
Louis avrebbe voluto entrare nella congregazione dei canonici regolari del Gran San Bernardo (Valais
- Suisse), ma la sua non buona conoscenza del latino glielo imped. Anche Zlie-Marie avrebbe
voluto entrare in convento come la sorella maggiore Marie-Louise, ma la madre superiora la persuase
ad abbandonare il progetto. Cos si ripromise in segreto, se si fosse sposata, di donare se possibile
tutti i suoi figli alla Chiesa.
Louis e Zlie-Marie si conobbero nel 1858 sul ponte Saint-Lonard d'Alenon e, dopo un breve
fidanzamento, si sposarono il 13 luglio 1858 nella chiesa di Notre-Dame. La loro vita coniugale era
orientata inizialmente a vivere la castit nel matrimonio ma in seguito, su consiglio del loro
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confessore e padre spirituale, decisero diversamente: ebbero cos nove figli, dei quali quattro
morirono in tenera et:
Marie-Joseph-Louis (20 settembre 1866 - 14 febbraio 1867);
Marie-Joseph-Jean-Baptiste (19 dicembre 1867 - 24 agosto 1868);
Marie-Hlne, (13 ottobre 1864 - 22 febbraio 1870);
Marie-Mlanie-Thrse (16 agosto 1870 - deceduta appena dopo sette settimane).

Gli altri cinque figli, tutte femmine, divennero religiose:
Marie (22 febbraio 1860, carmelitana a Lisieux (1886) con il nome di suora Marie du
Sacr-Cur mor il 19 gennaio 1940);
Pauline (7 settembre 1861, carmelitana a Lisieux (1882) suora e poi madre Agns de
Jsus , mor il 28 luglio 1951);
Lonie (3 giugno 1863, nell'ordine religioso delle clarisse (1886) poi visitandina Caen
(1894) suor Franoise-Thrse mor il 16 giugno 1941);
Cline (28 aprile 1869, carmelitana Lisieux (1894) suora Genevive de la Sainte-
Face mor il 25 febbraio 1959);
Thrse (2 gennaio 1873, carmelitana a Lisieux (1888) suora Thrse de l'Enfant-
Jsus et de la Sainte-Face mor il 30 settembre 1897 e fu canonizzata nel 1925).
Marie-Franoise-Thrse Martin, questo il suo nome completo, nacque in rue Saint-Blaise nella
cittadina di Alenon nel nord della Francia in Normandia, il 2 gennaio 1873. Fu battezzata due giorni
dopo nella chiesa Notre-Dame d'Alenon. Il padrino fu Paul Boul, figlio di un amico di famiglia,
mentre la madrina fu la sua stessa sorella maggiore Marie; tutti e due dell'et di tredici anni.
In marzo, all'et di due mesi, rischia la morte e deve essere mandata a balia da una nutrice, Rose
Taill, che era stata gi a suo tempo la nutrice di due bambini della coppia Martin. Si ristabilisce e
cresce nella campagna della Normandia, nella fattoria di Semall, distante 8 chilometri. Al suo
ritorno ad Alenon, il 2 aprile 1874, la sua famiglia la circonda di affetto. Sua madre dir che di
una intelligenza superiore a quella di Cline, ma meno dolce, e soprattutto di una testardaggine
quasi invincibile. Quando dice no, niente la pu far cedere. Giocosa e maliziosa, fa la felicit della
sua famiglia con la sua gioia di vivere, ma anche molto emotiva e piange spesso.
Cresce cos allora in questa famiglia di cattolici ferventi che assistono ogni mattina alla messa delle
5:30, rispettano rigorosamente il digiuno e pregano rispettando i ritmi dell'anno liturgico. Inoltre i
Martin praticano la carit e accolgono all'occasione dei vagabondi alla loro tavola, visitano i malati e
gli anziani. Thrse anche se non la bambina modello che invece dipingeranno pi tardi le sue
sorelle ugualmente sensibile a questo tipo di educazione. Cos gioca a fare la religiosa, cerca spesso
di fare piacere a Ges e si preoccupa di sapere che egli sia contento di lei. Un giorno arriva
addirittura a augurare a sua madre di morire; viene sgridata ma lei spiega che perch le augura cos
la felicit del Paradiso.
Nel 1865, Zlie Martin si ammala di un tumore al seno che si svilupper lentamente, ma sempre pi.
Solo nel dicembre 1876 un medico le rivela la gravit di questo tumore, ma ormai troppo tardi per
tentare un'operazione. Il 24 febbraio 1877, Zlie perde sua sorella maggiore Marie-Louise, che muore
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di tubercolosi al convento della Visitazione di Mans, dove aveva preso il nuovo nome da religiosa di
suor Marie-Dosithe. Dopo questo decesso il male peggiora e il dolore aumenta sempre pi malgrado
ella cerchi di nasconderlo alla sua famiglia.
nel giugno 1877 che infine Zlie parte per Lourdes in pellegrinaggio nella speranza di essere
guarita, ma il miracolo non ha luogo. Muore il 28 agosto dello stesso anno, dopo molti giorni di
agonia. A quattro anni e mezzo Thrse perde sua madre e di questo lutto fu profondamente segnata
per il prosieguo del suo percorso. Pi tardi ritenne che la prima parte della sua vita si ferm proprio
in quel giorno. Dopo quell'evento cos drammatico per lei, decise di scegliere sua sorella Pauline che
era solo la secondogenita, come sua madre adottiva.

Il trasferimento a Lisieux
Alla morte di Marie-Azlie , lo zio Isidore Guerin, fratello della madre, fu nominato co-tutore delle
cinque sorelle Martin. Il 15 novembre 1877, Louis Martin si trasfer a Buissonnets, nella periferia di
Lisieux, per stare pi vicino al cognato, che a Lisieux gestiva una farmacia. La cugina minore, Marie,
fu compagna di giochi di Thrse e ne divent una delle sue allieve quando alla santa fu affidato
l'incarico di maestra delle novizie.
Un rapporto quasi filiale legava Thrse alle sue sorelle maggiori, Pauline e Marie. Nel 1882, quando
Pauline entr nel monastero delle carmelitane, la crisi innescata dalla morte della madre si acu e
Thrse giunse a somatizzare il suo stato psichico. Avrebbe desiderato seguire la sorella in convento,
ma ci le fu negato per la sua giovane et. Questa prima crisi si risolse nel giro di pochi mesi, ma si
ripresent con l'ingresso in convento dell'altra sorella, Marie, nel 1886.
Nella notte del successivo Natale, Thrse risolse la sua nevrosi e matur in lei il desiderio di
diventare suora carmelitana, seguendo le orme delle sorelle.

A scuola dalle monache Benedettine
A otto anni e mezzo, il 3 ottobre 1881, Thrse entr a sua volta al pensionato delle benedettine a
Lisieux. Ogni sera faceva ritorno a casa sua essendo il pensionato vicino al domicilio famigliare. Le
lezioni di Pauline e di Marie le avevano dato delle buone basi e si ritrov ben presto tra le prime della
classe. Tuttavia con questa nuova esperienza che essa scopre la vita collettiva alla quale non era
preparata.
Perseguitata dalle compagne pi grandi che aveva fatto ingelosire suo malgrado, ella spesso piange
anche se non osa mai lamentarsi. Non ama la grande agitazione delle ricreazioni. La sua istitutrice la
descrive come una bambina obbediente, calma e silenziosa, a volte malinconica o anche triste.
Thrse affermer pi tardi che questi cinque anni furono i pi tristi della sua vita e che non trovava
conforto se non nella presenza della sua cara Cline.
Thrse vive come un sollievo il ritorno ai Buissonnets la sera dopo la scuola: ritrova allora la sua
famiglia, il suo universo familiare, la sua gioia di vivere. I gioved e le domeniche diventano dei giorni
importanti. Con sua cugina Marie Gurin inventa un nuovo gioco: vivere come degli eremiti in fondo
al giardino.
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La partenza di Pauline per il Carmelo
Nel corso dell'estate 1882, Thrse ha nove anni. Casualmente viene a conoscenza del fatto che sua
sorella Pauline sta per entrare al Carmelo. La prospettiva di perdere la sua seconda mamma la
porta alla disperazione: [...] avendolo appreso per caso, questo fu come se un macigno si fosse
abbattuto sul mio cuore . Pauline, cercando di consolarla, descrive allora a sua sorella la vita di una
carmelitana e, comprendendo, Thrse si sente anch'essa chiamata al Carmelo, infatti scriver:
Sentivo che il Carmelo era il deserto dove il Buon Dio voleva che io andassi a nascondermi Sentivo
questo con cos tanta forza da non avere il minimo dubbio nel mio cuore: non si trattava di un sogno di
qualcuno ancora in et infantile che si lasci trasportare ma era proprio la certezza di una chiamata
divina; volevo andare al Carmelo non per Pauline ma per Ges solo...

Una strana malattia
Verso il mese di dicembre 1882, la salute di Thrse di degrada stranamente: presa continuamente
da emicranie, dolori ai fianchi. Mangia poco, dorme male, appaiono delle pustole. Anche il suo
carattere cambia: talvolta si arrabbia con Marie, spesso ha qualche battibecco con Cline malgrado
proprio lei le stia cos vicina. Al parlatorio del Carmelo Pauline si inquieta per la giovane sorella a cui
prodiga consigli e rimproveri affettuosi.
Durante le vacanze di Pasqua 1883, Louis Martin organizza un viaggio a Parigi con Marie e Lonie
mentre lo zio Gurin accoglie a casa sua Cline e Thrse. Il 25 marzo, sera di Pasqua, durante la
cena si evocano i ricordi di Zlie. Thrse sprofonda allora in lacrime e la si deve mettere a letto.
Thrse passa una notte tutta agitata cos suo zio inquietatosi, l'indomani fa chiamare un medico.
Questi diagnostica una malattia molto grave di cui mai alcuno in et infantile sia mai stato colpito
. Davanti alla gravit del suo stato, indirizza un telegramma a Louis che fa ritorno immediatamente
da Parigi.

Prima comunione e cresima
Per prudenza si prolunga la convalescenza di Thrse fino alle vacanze estive che sono l'occasione
per lei di lasciare Lisieux e di fare la sua entrata nel mondo . Per la prima volta ritrova Alenon e i
luoghi della sua infanzia ma anche la tomba di sua madre. Dappertutto i Martin sono ricevuti dagli
amici di famiglia, la buona borghesia di Alenon: Tutto era festa attorno a me, io ero festeggiata,
coccolata, ammirata.

Gli scrupoli
Nel maggio 1885, Thrse si prepara a quella che in quei tempi chiamavano "la seconda comunione".
Durante il ritiro seguendo il modo di pensare di una parte del clero dell'epoca, l'abate Domin insiste
in modo particolare sui peccati che non si deve commettere nel modo pi assoluto, i peccati mortali
che nell'ultimo giudizio ci costeranno la morte dell'anima. Le pene dell'anima , che avevano tanto
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tormentato Thrse e che sembravano essere scomparse, si risvegliano invece bruscamente. La
ragazza gi cos fragile si adombra di nuovo e ricade nella terribile malattia degli scrupoli .
Thrse si crede in stato di peccato e sviluppa un forte senso di colpa a proposito di tutto. Ogni
sorta di azioni e pensieri tra i pi semplici divennero invece per lei fonte di turbamenti. Per di pi
non osa confidarsi con Pauline, che le pare cos distante nel suo Carmelo. Non le resta per confidarsi
che Marie, la sua ultima madre , ed a lei che ormai racconta tutto, compreso i pensieri pi
stravaganti che le passano per la testa. Quest'ultima l'aiuta a preparare le sue confessioni lasciando
da parte tutte le sue paure. Docile Thrse le obbedisce. Questo modo di procedere ha per come
effetto di nascondere la sua insistente malattia ai suoi confessori privandola cos dei loro consigli.
Le vacanze estive sono un momento di diversivo per Thrse. Con sua sorella Cline passa quindici
giorni a Trouville, una localit in riva al mare. Thrse appare decisamente felice , constata sua
zia, mai l'ho vista cos gioiosa . Ma forse non fa altro che riuscire a nascondere bene le sue
sofferenze. Il rientro nell'ottobre 1885 non comincia sotto i migliori auspici.

La conversione del natale 1886
La sera di Natale, Louis Martin e le sue figlie assistono alla messa di mezzanotte alla cattedrale. Di
ritorno ai Buissonnets, come ogni anno, Thrse mette le sue calze davanti al camino perch vi si
mettano i regali. Stanco e infastidito per questa ritualit infantile, Louis dice a Cline: Meno male
che l'ultimo anno! . Thrse comincia a piangere poi, bruscamente, si riprende e asciuga le sue
lacrime e gioiosa apre i suoi regali davanti a Cline. Thrse spiegher in seguito il mistero di questa
conversazione nei suoi scritti. Parlando di Ges afferma anche che in questa notte in cui Egli si fa
debole e sofferente per nostro amore Egli mi rese forte e coraggiosa .

Le preghiere per Enrico Pranzini
Thrse Martin segu, per circa due mesi, sul quotidiano La Croix lo svolgersi del processo di Enrico
Pranzini, che aveva assassinato tre donne. Thrse, in una sorta di sfida personale contro il male e
quasi per provare la solidit della sua fede prese come compito quello di convertire il "grande
criminale" coinvolgendo in quest'azione di preghiera anche sua sorella Celine. Gli sforzi di Thrse
furono in un certo senso ricompensati quando apprese dal giornale che, sul patibolo, Pranzini si
pent delle sue azioni e baci il crocifisso dopo un primo rifiuto.

Ingresso in monastero (1886 - 1888)
All'et di 14 anni Teresa decise quindi, seguendo l'esempio di Teresa d'Avila, di farsi monaca. Sebbene le
monache del Carmelo avessero dato il loro parere favorevole, e il padre e con qualche difficolt anche
lo zio avessero dato la loro autorizzazione, per la sua giovane et trov l'opposizione del parroco di
Saint-Jacques, il reverendo Delatrotte, che le consigli di rivolgersi al Vescovo. Nel novembre 1887 il
vescovo di Bayeux, Flavien-Abel-Antoinin Hugonin, le neg il permesso e lei intraprese con il padre
Louis e la sorella prediletta Celine un viaggio a Roma per rivolgere questa sua richiesta direttamente a
papa Leone XIII.
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Thrse si sente ormai pronta ad entrare al Carmelo di Lisieux, e ne ha anche fissato la data: il 25
dicembre 1887, il giorno dell'anniversario della sua conversione. Sente ugualmente che dovr
superare numerosi ostacoli e, pensando forse a Giovanna d'Arco, si dichiara decisa a conquistare la
fortezza del Carmelo con le armi .
Prima di tutto deve ottenere il consenso della sua famiglia e soprattutto di suo padre. Determinata
ma timida, esita davanti a lui a confidargli il suo segreto, anche perch Louis Martin ha subto
qualche settimana prima un attacco che l'ha lasciato paralizzato pi ore. Il 2 giugno 1887, giorno
della Pentecoste, dopo aver pregato tutto il giorno, gli presenta la sua richiesta la sera, nel giardino
dei Buissonnets. Louis le obbietta la sua giovinezza ma si lascia presto convincere da sua figlia.
Aggiunge anche che Dio gli fa un grande onore di chiedergli di offrirgli le sue figlie .
Le sorelle sono divise: Marie cerca di ritardare la decisione, diversamente Pauline la incoraggia.
Cline, che soffre di pi da una possibile partenza di sua sorella, la sostiene ugualmente. Ma un
grande ostacolo si presenta nell'ottobre 1887: lo zio Isidore, tutore delle figlie Martin, pone il suo veto
al progetto della nipote. Prudente, il farmacista di Lisieux teme che cosa si dir e, se non mette in
dubbio la vocazione religiosa di Thrse, le chiede di attendere almeno di compiere diciassette anni.
La giovane, fiduciosa malgrado tutto, si confida a Pauline. Ma dal 19 al 22 ottobre prova per la prima
volta della sua vita "aridit" interiore. Questa notte profonda dell'anima la disorienta, tanto pi
avendo ricevuto cos tante grazie dopo Natale.

Viaggio in Italia
Nel 1887, per i 50 anni di sacerdozio di papa Leone XIII, le diocesi di Coutances e di Bayeux
organizzarono un pellegrinaggio a Roma, dal 7 novembre al 2 dicembre. Al viaggio partecip un
gruppo di 197 pellegrini, tra cui i Martin.
A Roma, durante l'udienza con Leone XIII, nonostante il divieto di parlare in presenza del Papa
imposto dal vescovo di Bayeux, Teresa si inginocchi davanti al Pontefice, chiedendogli di
intervenire in suo favore per l'ammissione in convento. Il Papa tuttavia non diede l'ordine auspicato,
ma le rispose che, se la sua entrata in monastero era scritta nella volont di Dio, questo desiderio si
sarebbe certamente adempiuto.
Sulla via del ritorno il vescovo cambi opinione su Thrse e diede il proprio permesso. A poco pi di
quindici anni, il 9 aprile 1888, Thrse assunse il nome di "Teresa del Bambin Ges", aggiungendovi
in seguito "del Volto Santo". Il suo nome completo da religiosa fu dunque "Teresa del Bambin Ges
del Volto Santo".

La vita in monastero (aprile 1888 - 1896)
In monastero conobbe la fondatrice del carmelo di Lisieux, Madre Genoveffa, al secolo Claire
Bertrand. Quest'anziana monaca fu modello di vita monastica e riferimento teologico per Teresa. Fu
lei infatti che la esort a coltivare il valore della pace, e attorno a questo tema Teresa ricam il suo
pensiero teologico.[senza fonte]
Nel 1893 fu nominata vice-maestra delle novizie, in aiuto alla priora madre Maria Gonzaga.
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Nel 1894, dopo una lunga convalescenza, Louis Martin mor, e Celine che lo aveva accudito, entr
nello stesso Carmelo dove gi si trovano le sorelle.

Il periodo del postulato
Il postulato di Thrse comincia con la sua entrata al Carmelo il 9 aprile 1888, tanto osteggiata dal
canonico Delatrotte ma auspicata dalle suore l presenti, tra cui Madre Maria di Gonzaga. Thrse
deve qui abituarsi ad uno stile di vita ben pi austero e confrontarsi con i sospetti che possa attirare
su di s troppe attenzioni e, essendo ormai tre sorelle Martin, con suor Agnese di Ges (Pauline) e
suor Maria del Sacro Cuore (Marie), ricostituire nel Carmelo quella stessa comunit famigliare dei
Buissonnets.

Il noviziato
Dodici giorni dopo avere preso l'abito, suo padre colpito da una crisi particolarmente grave.
Durante il delirio, credendosi in un campo di battaglia, impugna un revolver creando una situazione
pericolosa che viene contenuta con la forza e l'internamento all'ospedale del Bon Sauveur a Caen. Le
sorelle Martin che hanno sempre venerato il loro padre sono costrette a sopportare per questo
episodio duri commenti e calunnie. Thrse resta in silenzio, appoggiandosi alla preghiera e alla
lettura della Bibbia. L'analisi grafologica, fatta nel XX secolo, delle sue lettere la mostrano in uno
stato di grande tensione, talvolta sul bordo del tracollo.

La vita discreta di una carmelitana
Gli anni che seguono sono quelli della maturazione della sua vocazione. Thrse prega senza grandi
emozioni sensibili ma con fedelt. Evita anche di mischiarsi nella dialettica interna alla comunit di
monache che talvolta turba la stessa vita comunitaria preferendo stare in disparte e invece moltiplica
i piccoli atti di carit e di attenzione alle altre monache, rendendo dei piccoli servizi senza
segnalarlo. Accetta in silenzio le critiche, anche quelle che possono essere ingiuste e sorride alle
sorelle che le sono sgradevoli.

L'elezione di Madre Agnese a priora
Nel 1893, Madre Maria di Gonzaga giunge al termine del suo secondo mandato consecutivo di
priorato. Non pu dunque ripresentarsi. Pauline, suor Agnese di Ges in religione, che eletta il 20
febbraio 1893, priora del Carmelo per i successivi tre anni. Questa situazione non delle pi facili per
Pauline, ormai chiamata madre Agnese, e per le sue sorelle: madre Maria di Gonzaga intende
comunque esercitare la sua influenza. In pi lo stesso canonico Delatrotte consiglia pubblicamente
a Madre Agnese di lasciarsi consigliare dall'antica priora. Pauline dovr quindi mostrarsi
particolarmente diplomatica. Inoltre non deve dare l'impressione di favoritismi verso le sue due
sorelle, Maria del Sacro Cuore e Thrse. Madre Maria di Gonzaga viene nominata durante questo
periodo maestra delle novizie e Madre Agnese chiede a Thrse di aiutarla in questo incarico. Il suo
ruolo consiste nell'insegnare alle novizie la via religiosa.
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o
Thrse e le carmelitane di Compigne
Nel 1894 viene celebrato il centenario del martirio delle carmelitane di Compigne. Questo
avvenimento ha una grande ripercussione in tutta la Francia, e ancora di pi nel Carmelo di Lisieux.
Le religiose del Carmelo di Compigne chiesero alle consorelle di Lisieux di contribuire alla
decorazione della cappella.

La scoperta della "piccola via"
Thrse entrata al Carmelo con il desiderio di divenire una grande santa. Ma gi alla fine del 1894,
al termine di sei anni di vita carmelitana si trova costretta a riconoscere che questo obiettivo
praticamente impossibile da raggiungere. Ha ancora numerose imperfezioni e non ha il carisma di
Teresa d'Avila, Paolo da Tarso e tanti altri. Soprattutto, essendo molto volenterosa, vede bene i limiti
di tutti i suoi sforzi, sentendosi piccola e ben lontana da questo amore senza difetti che lei vorrebbe
praticare. Comprende allora che su questa piccolezza stessa che pu appoggiarsi per domandare
l'aiuto di Dio.
Nella Bibbia il versetto Se qualcuno piccolo, che venga a me! (Libro dei Proverbi, cap.4, versetto
9) le offre un principio di risposta. Lei che si sente cos piccola e incapace pu cos rivolgersi a Dio
con fiducia. Ma allora che cosa accadr? Un passaggio del Libro di Isaia le offre una risposta
profondamente incoraggiante: Come una madre accarezza i suoi bambini, cos io vi consoler, io vi
porter sul mio seno e vi culler sulle mie ginocchia. (Libro d'Isaia, 66, 12-13)
Thrse ne trae le conclusioni che sar quindi lo stesso Ges che la innalzer alle somme cime della
santit. Thrse scriver ancora: L'ascensore che deve innalzarmi al cielo, sono le vostre braccia, oh
Ges! Per raggiungere un tale scopo non ho bisogno di divenire grande, al contrario, occorre che io
resti piccola e che lo divenga ancora di pi.
La piccolezza di Teresa, i suoi limiti divengono cos motivo di gioia, piuttosto che di scoraggiamento.
Proprio perch nei suoi limiti che si va ad esercitare l'amore misericordioso di Dio per lei. Nei suoi
manoscritti Thrse d a questa scoperta teologica il nome di piccola via e a partire dal febbraio
1895, inizia a firmare regolarmente le sue lettere aggiungendovi piccolissima prima del suo nome.
Fino a quel momento, Thrse impiegava il vocabolario della "piccolezza" per richiamare il suo
desiderio di una vita nascosta e discreta. A partire da questo momento, lo utilizza anche per
manifestare la sua speranza: quanto pi si sentir piccola davanti a Dio, tanto pi potr contare su di
lui.
anche proprio durante questo periodo che Thrse comincia, su richiesta di Madre Agnese, a
scrivere i suoi ricordi. Continua ugualmente anche nella composizione di brevi opere teatrali e di
cantici, di cui il pi conosciuto "Vivere d'amore".
L'offerta all'amore misericordioso
Il 9 giugno 1895 in occasione della festa della Santissima Trinit, Thrse ha l'improvvisa ispirazione
di offrirsi vittima di olocausto all'amore misericordioso . Era d'uso infatti in quell'epoca presso
alcune religiose di offrirsi vittime della giustizia di Dio. La loro intenzione era di soffrire a immagine
del Cristo, in unione con lui, per supplire alle penitenze che non facevano i peccatori.
Biografia - Preghiere
Santa Teresa di Ges Bambino (di Lisieux) Pag. 11


La malattia e la notte della fede (1896-1897)
Il padre Adolphe Roulland, fratello spirituale di Thrse
Nell'aprile del 1896 la monaca contrasse la tubercolosi, malattia che nel giro di 18 mesi la port alla
morte. In questo periodo Teresa sub una crisi profonda della fede: medit di abbandonare il
monastero e si sentiva spinta all'ateismo e al materialismo. Questi mesi sono stati dalla religiosa
definiti come "notte della fede". Durante la quaresima del 1896, Thrse segue rigorosamente gli
esercizi e i digiuni. Nella notte tra il Gioved santo e il Venerd santo vittima di una prima emottisi.
Lo segnala a Madre Maria di Gonzaga, insistendo tuttavia che non soffre e che non ha bisogno di
niente. Una seconda crisi si ripete la notte seguente. Questa volta la priora comincia a preoccuparsi
seriamente e autorizza pertanto il cognato di Thrse, il dottor La Nele a visitarla. Questi ritiene
che il sanguinamento sia stato causato dalla rottura di vasi sanguigni della gola. Thrse non si fa
alcuna illusione sul suo stato di salute tuttavia non prova alcuna paura. Semmai accade il contrario
poich la morte ai suoi occhi le permetter ben presto di andare in quel Cielo dove ritrover colui
che essa venuta a cercare al Carmelo: la sua gioia giunge cos al suo apice. Continua pertanto a
partecipare a tutte le attivit del Carmelo senza risparmio alcuno delle sue forze. Questo periodo
difficile anche un periodo di notte della fede . Durante la settimana santa entra
improvvisamente in una notte interiore. Il sentimento di fede che l'animava da tanti anni e le
ispirazioni che la facevano vibrare dal morir d'amore per Ges sono scomparsi definitivamente in
lei. Ormai nelle tenebre, le sembra di ascoltare una voce interiore che sembra prendersi gioco di lei e
della felicit che lei attende con la morte, mentre invece, la voce insinua, avanza s ma solo verso la
notte del nulla.
I suoi combattimenti interiori non vertono sull'esistenza di Dio ma sulla stessa credenza in una vita
eterna. In lei si fa strada ormai un'impressione sentita: morir giovane e per niente. Questa prova
non le impedisce tuttavia di proseguire nella sua vita di monaca carmelitana e solo i cantici e le
poesie che continua a comporre su richiesta delle sue consorelle lasciano intravedere questo feroce
combattimento interiore: ad esempio Il mio Cielo di sorridere a questo Dio che io adoro, allorch
egli vuole nascondersi per provare la mia fede.
Le tenebre non la lasceranno pi e persisteranno fino alla sua morte, che avverr un anno pi tardi.
Malgrado ci ella vive questa notte come l'ultimo combattimento, l'occasione di provare malgrado
tutto la sua irriducibile fiducia in Dio. Rifiutando di cedere a questa paura del nulla, moltiplica i suoi
atti di fede, con ci volendo significare che lei continua a credere malgrado che il suo spirito sia
invaso da obiezioni alla fede. Questo combattimento stato tanto doloroso che ella ha sempre
manifestato il suo desiderio di essere attiva e di fare molto bene dopo la sua morte.
A partire dal maggio 1896, su richiesta di Madre Maria di Gonzaga viene affidato alle preghiere di
Thrse un secondo missionario: il padre Roulland. Ordinato prete, il 28 giugno 1896, il padre
Roulland parte come missionario in Cina. La sua corrispondenza epistolare con i suoi fratelli
spirituali l'occasione per Thrse di sviluppare la sua concezione della santit:
Ah ! Fratello mio, come la bont, l'amore misericordioso di Ges sono cos poco
conosciuti!... E' anche vero per per gioire di questi tesori, occorre umiliarsi, riconoscere il
proprio nulla, ed proprio questo che molte anime non vogliono fare.
(Lettera n261, all'abate Bellire, p. 619))
Biografia - Preghiere
Santa Teresa di Ges Bambino (di Lisieux) Pag. 12

Nel settembre 1896, Thrse prova sempre numerosi desideri: vuole essere nello stesso tempo
missionaria, martire, prete, dottore della chiesa. Legge allora gli scritti di San Paolo. Nella Prima
epistola ai Corinzi, l'inno alla carit, al capitolo 13, la illumina profondamente. Come un fulmine che
la attraversa, il senso profondo della sua vocazione gli appare d'improvviso:
La mia vocazione infine l'ho trovata, la mia vocazione l'amore!...
(Manoscritto B, 2v-3r, p. 224)
In effetti, la vocazione alla carit ingloba tutte le altre; dunque questa che risponde a tutti i desideri
di Thrse.
Compresi che l'amore comprendeva tutte le vocazioni, che l'amore era tutto, che
abbracciava tutti i tempi e tutti i luoghi. In una parola che era eterno.
(Manoscritto B, 2v-3r, p. 226)
Il padre Rouland gli fece conoscere Thophane Vnard. Lei scoprir i suoi scritti nel novembre 1896,
e Thophane diverr per lei un modello di predilezione. Ricopier pi passaggi del testamento di
Thophane Vnard.

La morte
Nell'aprile del 1896 la suora contrasse la tubercolosi, malattia che nel giro di diciotto mesi la port alla morte. A
partire dall'8 luglio 1897 Teresa lasci definitivamente la sua cella per l'infermeria del monastero. La religiosa
mor il 30 settembre, tra le 19 e le 20. Il giorno dopo il suo corpo venne esposto nel coro, dietro le grate.
Davanti al feretro sfilarono fino alla domenica sera parenti, amici e fedeli facendo toccare al corpo esanime di
Teresa rosari e medaglie, secondo l'usanza di quei tempi. La mattina del 4 ottobre un carro funebre trainato da
due cavalli condusse la salma nel nuovo cimitero delle Carmelitane e ne occup il primo posto.
Nel gennaio 1897, Thrse nel compiere ventiquattro anni scrive: credo che la mia corsa ormai non
sar pi molto lunga . Tuttavia malgrado l'aggravamento della malattia durante l'inverno, Thrse
riesce ancora a dare il cambio alle altre carmelitane e a mantenere il suo posto all'interno della
comunit.
Con la primavera, i vomiti, i forti dolori al petto, gli sputi di sangue divengono quotidiani e Thrse
si indebolisce. Nell'aprile 1897 subisce i contraccolpi del caso Diana Vaughan. Questa era conosciuta
fin dal 1895 per le sue "Memorie" dove raccontava delle sue frequentazioni degli ambienti satanici, a
cui fece seguito la sua conversione grazie all'esempio di Giovanna d'Arco.
Thrse colpita come molti cattolici da questa testimonianza esprime la sua ammirazione con una
preghiera unita a poche righe composta per Diana Vaughan. Madre Agnese aggiunse alla lettera
anche una fotografia di Thrse che la raffigura mentre recita nel ruolo di Giovanna D'Arco.
Thrse ha anche scritto, nel giugno 1896, una piccola opera di teatro, inspirandosi proprio alla
conversione di Diana Vaughan e intitolata "Il trionfo dell'umilt". In verit per Diana Vaughan ,che
viveva nascosta, si presentava come intermediario presso la stampa un certo Lo Taxil, gi noto
anticlericale, il quale si dichiarava anch'egli convertito.
Biografia - Preghiere
Santa Teresa di Ges Bambino (di Lisieux) Pag. 13

Tuttavia, a partire dal 1896 la gente comincia a dubitare della sua sincerit; Lo Taxil annuncia allora
per il 19 aprile 1897 una conferenza congiunta con la celebre giovane donna. Nel corso di questa
conferenza pubblica rivela che Diana Vaughan non era mai esistita e che questa storia altro non era
che una presa in giro della credulit dei cattolici.
Coloro che assistono alla conferenza sono scandalizzati mentre al Carmelo si apprender questa
notizia solo il 21 aprile.
Il 24 Thrse verr a sapere che la foto che la rappresenta come Giovanna D'Arco stata proiettata
nel corso della conferenza. Vive questo episodio come una umiliazione e una prova, soprattutto in
questo periodo dove gi tormentata dai dubbi.
In giugno, Madre Maria di Gonzaga le chiede di proseguire nella redazione delle sue memorie. Cos
le accade di continuare nella scrittura nel giardino, questa volta sulla sedia di infermo che era stata
gi utilizzata da suo padre negli ultimi anni della sua malattia e ceduta in seguito al Carmelo.
A partire dall'8 luglio 1897 Thrse lasci definitivamente la sua cella per l'infermeria del monastero
e l rester ancora per dodici settimane fino alla sua morte.

Il 17 luglio, confida:
Sento che sto per entrare nel riposo... Ma sento soprattutto che la mia missione sta per incominciare,
la mia missione di far amare il buon Dio come io l'amo, di donare la mia piccola via alle anime. Se il
buon Dio esaudisce i miei desideri, il mio Cielo si svolger sulla terra fino alla fine del mondo. S voglio
passare il mio Cielo a fare del bene sulla terra.
Je sens que je vais entrer dans le repos... Mais je sens surtout que ma mission va commencer, ma
mission de faire aimer le bon Dieu comme je l'aime, de donner ma petite voie aux mes. Si le bon Dieu
exauce mes dsirs, mon Ciel se passera sur la terre jusqu' la fin du monde. Oui, je veux passer mon
Ciel faire du bien sur la terre.
Il 17 agosto, il dottor La Nele visita Thrse. La sua diagnosi senza appello: si tratta di una
tubercolosi in stadio avanzato, un polmone ormai perso e l'altro minato, anche gli intestini sono
coinvolti. Adesso le sue sofferenze si fanno estreme: C' da perdere la ragione. Poi si placano in
un'ultima fase di remissione; Thrse riprende un po' di forze e ritrova anche il suo humour. le sue
sorelle registrano e ci riportano le sue parole. Le domandano come invocarla quando la pregheranno
pi tardi; e lei risponde che bisogner chiamarla piccola Thrse
Tuttavia a partire dal 29 settembre 1897 la sua agonia ricomincia. passa una ultima notte difficile,
vegliata dalle sue sorelle. Al mattino dice a loro: l'agonia allo stato puro senza neppure un
minimo di consolazione. Domanda quindi di essere preparata spiritualmente a morire. Madre
Maria di Gonzaga la rassicura dicendole che essa non ha mai mancata di praticare l'umilt, la sua
preparazione era dunque fatta. Thrse riflette un istante poi risponde:
Si, mi sembra che io non ho mai cercato che la verit; s ho compreso l'umilt del cuore...
Oui, il me semble que je n'ai jamais cherch que la vrit ; oui, j'ai compris l'humilit du cur...
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Pur sapendosi condannata e continuando ancora a vivere questa notte della fede che la privava
dell'esperienza interiore di una vita dopo la morte, Thrse non di meno continu a dire in pi
riprese la sua speranza.
La religiosa mor il 30 settembre, verso le 19 e 20. Il giorno dopo il suo corpo venne esposto nel coro,
dietro le grate. Davanti al feretro sfilarono fino alla domenica sera parenti, amici e fedeli facendo
toccare al corpo esanime di Teresa rosari e medaglie, secondo l'usanza di quei tempi. La mattina del
4 ottobre, festa di San Francesco d'Assisi, un carro funebre trainato da due cavalli condusse la salma
nel nuovo cimitero delle Carmelitane e ne occup il primo posto.

L'opera
L'opera di Thrse Martin consta di tre scritti autobiografici pi noti con il nome complessivo di
"Storia di un'anima", pi 54 poesie, 8 opere teatrali, 21 preghiere e 266 lettere.

Storia di un'anima
Alla morte di Thrse, Madre Agnese si trov a disporre di differenti scritti autobiografici di Thrse,
e li organizz in modo tale da designarli con i titoli "Manoscritto A", "Manoscritto B", "Manoscritto
C".
Il "Manoscritto A" fu redatto su richiesta di Madre Agnese nel corso dell'anno 1895. Fu infatti nel
corso dell'inverno 1894 che la sorella di Thrse, allora priora del Carmelo, gli ordin di scrivere tutti
i suoi ricordi d'infanzia. Alla fine del 1895, Thrse si procura un piccolo quaderno scolastico e si
accinse al compito, scrivendo generalmente la sera dopo l'ufficio di compieta.

Opere per il teatro
Teresa di Lisieux nella sua breve vita si ciment anche con l'arte dello spettacolo: il teatro. Compose
infatti 8 lavori teatrali che mise in scena personalmente nel teatro del Carmelo, curandone
personalmente non solo la scenografia ma anche i costumi, talvolta figurando come protagonista.
Tali lavori ebbero come nome Rcrations Pieuses (Ricreazioni Pie). Questi otto quadri scenici
furono redatti tra il 1894 e il 1897 e sono nell'ordine cronologico:
1. La missione di Giovanna D'Arco - La pastorella di Domrmy in ascolto delle proprie
voci (21 gennaio 1894)
2. Gli angeli alla culla di Ges (25 dicembre 1894)
3. Il martirio di Giovanna D'Arco (21 gennaio 1895)
4. Ges a Betania (29 luglio 1895)
5. Il divino piccolo mendicante di natale (25 dicembre 1895)
6. La fuga in Egitto (21 gennaio 1896)
7. Il trionfo dell'umilt (21 giugno 1896)
8. Santo Stanislao Kostka (8 febbraio 1897)
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Santa Teresa di Ges Bambino (di Lisieux) Pag. 15

"Il trionfo dell'umilt": una vicenda tra satanismo e massoneria - Tra i lavori teatrali composti da
Thrse e di cui fu anche, oltre che autrice, regista, scenografa e attrice, ve n' uno composto per la
festa di san Luigi Gonzaga che cadeva il 21 giugno 1896 e che era anche la festa della madre priora
Maria di Gonzaga subentrata di nuovo, dopo il priorato di Madre Agnese, nell'incarico. Questo
lavoro s'intitolava Il trionfo dell'umilt. La vicenda trattata da Thrse ha un precedente nella vita
reale in una vicenda tra satanismo e massoneria che ha i suoi inizi nel maggio-giugno 1895 e che,
mentre Thrse e le altre monache mettono in scena al teatro del Carmelo, ancora in corso di
svolgimento.
Giovanna d'Arco rappresentava per Teresa l'eroina per antonomasia. Teresa in questo testo teatrale
non esita ad affermare che la nuova Giovanna D'Arco si chiama Diana Vaughan. Ma chi Diana
Vaughan? Una fidanzata di Satana pentitasi e convertitasi a fidanzata di Ges. Il nome di Diana
Vaughan in quel periodo era nelle prime pagine dei giornali che la descrivevano come figlia di un
americano e di una francese che a vent'anni viene iniziata al palladismo, una sorta di spiritismo-
satanico-massonico. I massoni in quell'epoca venivano presentati come spaventosi demoni,
nonostante essi non si sentissero del tutto distanti dal cristiansimo: basti pensare che l'evangelista
Giovanni sempre stato tenuto in alta considerazione dalla massoneria, ma non l'apostolo Pietro. In
ogni caso la Chiesa cattolica ha pi volte e irrevocabilmente dichiarato l'incompatibilit tra la
professione di fede cristiana e la massoneria. Nel 1893 Diana Vaughan va ad abitare a Parigi dove
entra in amicizia con il dottor Bataille e un marsigliese Lo Taxil il cui vero nome Gabriel Jogand-
Pags. Entrambi sono dei fuoriusciti dalla massoneria.
Nel 1895 la satanista pronta per convertirsi al cattolicesimo, almeno cos recitano i giornali, in
particolare il giornale cattolico La Croix che l'8 maggio 1895 invita i suoi stessi lettori a pregare
Giovanna D'Arco per la conversione dell'ormai ex satanista. Finalmente il 6 giugno la Francia
cattolica esulta e il 13 giugno viene confermata come data della conversione ufficiale. Arrivati a
questo punto, con un'inversione di marcia, l'ex sacerdotessa di Satana si lancia in una lotta senza
tregua contro il satanismo e la massoneria pubblicando le Memorie di una ex palladista. Nella
primavera 1896 Diana Vaughan raggiunge il massimo di notoriet: il suo nome arriva anche in
Vaticano da Leone XIII il quale, letta La Novena Eucaristica composta dalla stessa Diana Vaughan,
mostra approvazione. Chi fa conoscere Diana Vaughan a Thrse lo zio Isidore Guerin che porta Le
memorie di una ex palladista al Carmelo.
Anche Thrse risulta molto interessata a questo racconto della lotta tra le forze della luce e il
principe delle tenebre, da qui l'ispirazione alla composizione di un breve lavoro teatrale Il trionfo
dell'umilt. Questo lavoro di Thrse, messo in scena da lei stessa nel piccolo teatro del Carmelo,
un successo presso il pubblico di sole carmelitane e Madre Agnese chiede a Suor Teresa, che ormai
ha fama di poetessa, di scrivere qualcosa di poetico per incoraggiare Diana Vaughan nel proseguire
sulla nuova strada.
Teresa, tuttavia, non riesce a scrivere alcunch, cos invia a Diana Vaughan semplicemente una
lettera con una sua foto nei panni di Giovanna D'Arco, foto scattata da Celine durante il lavoro
teatrale in cui Teresa recitava la parte della Pulzella d'Orlans. L'epilogo di questa storia avviene il 19
aprile 1897. Nel frattempo erano cominciati a sorgere forti dubbi, cos Diana Vaughan per quella data
annuncia una conferenza stampa a Parigi in cui si mostrer al pubblico: Le Normand del 24 aprile
1897 pubblica un lungo resoconto di quella conferenza stampa. Alla conferenza stampa, infatti, i
giornalisti videro proiettata un'immagine di Giovanna D'Arco in prigione: era la foto di Teresa. Poi
Biografia - Preghiere
Santa Teresa di Ges Bambino (di Lisieux) Pag. 16

entr un signore basso, grassottello, calvo e barbuto e disse: Diana Vaughan sono io!. Si trattava di
Lo Taxil, esponente di una loggia massonica ed ex direttore del giornale L'anticlericale. Quando
Teresa seppe la verit, lei che aveva ricevuto anche una lettera di risposta dalla sedicente Diana
Vaughan, and a prendere quella lettera e la gett nel letamaio.

Composizioni poetiche
Vivere d'amore Il 26 febbraio 1895 compose la poesia Viver d'amore che, secondo la sorella Celine,
era la regina delle sue composizioni poetiche. In essa Teresa canta le ragioni dell'amore, ragioni di
cui lei consapevole, ma che agli occhi del mondo appaiono una follia. un viver d'amore
conseguente, radicale, estremista, il cui significato , quindi, inevitabilmente anche "morir d'amore".
Questo "morir d'amore" per Teresa rappresenta la consapevolezza che non possibile trovare facili
compromessi tra le ragioni dell'amore e le ragioni del mondo, per cui viver d'amore anche un uscire
dal mondo, vissuto, come tradizione delle correnti apocalittiche della cristianit, come un esilio da
quella che sarebbe, in questa concezione, la vera patria. Questa poesia stata musicata dal
compositore Frei Hermano Da Camara all'interno della sua Missa Portuguesa.
Nel 2013, dodici delle poesie di Thrse compongono l'album intitolato significativamente "Vivere
d'amore" e sono cantate dalla cantante canadese Natasha St-Pier e dalla cantante indonesiana
Anggun, quest'ultima tra l'altro nemmeno cattolica ma di religione musulmana.
Le mie armi In quest'ultimo anno della vita di Thrse c' da segnalare che il 25 marzo 1897 una delle
sue novizie, la cugina e amica d'infanzia Maria Guerin, fa la professione religiosa e diviene suor Maria
dell'Eucarestia. Questo evento ispira a Thrse una delle sue poesie pi bellicose: Mes armes (Le mie
armi). Alcuni esegeti dei testi teresiani leggono questa poesia come il testamento di Teresa.[senza
fonte] Questo testamento venne cantato nel coro della comunit dalla stessa Maria Guerin che era
considerata per la sua voce "l'usignuolo" della comunit. Tuttavia, proprio in quel periodo, uno dei
suoi due "fratelli preti", l'ancora seminarista Maurice Bellire, stava svolgendo controvoglia il servizio
militare e non vedeva l'ora che terminasse. Nel momento storico in cui si svolse questa vicenda
infatti, lo stato francese non esentava i seminaristi dal servire la patria. Cos Thrse decise di inviare
Le mie armi anche al fratello soldato Maurice.
Anche della poesia Mes armes (Le mie armi) Natasha St-Pier questa volta in duo con Sonia Lacen ne
ha musicato una versione: le parole sono sempre di Thrse Martin.

Derniers Entretiens
A partire dal 6 aprile 1897 Madre Agnese di Ges aveva cominciato a raccogliere le ultime parole di
Thrse nel famoso Cahier Jaune e presto, dal luglio 1897, era stata imitata dalle altre due sorelle
incoraggiate in questo progetto del resto anche dall'unica sorella che si trovava ancora nel mondo,
Leonie, che venne regolarmente al parlatorio per chiedere notizie della sorella malata. A Celine,
infatti Leonie scrive il 18 luglio 1897:
Quanto ella deve coprirti col profumo delle sue virt! Se tu potessi mettere tutto ci per
iscritto, sarebbe molto consolante per me, perch io non ho come voi, piccole sorelle amate,
la fortuna di essere vicina alla mia sorella cara.
Biografia - Preghiere
Santa Teresa di Ges Bambino (di Lisieux) Pag. 17

Alla morte di Thrse e dopo la pubblicazione e fortuna di Storia di un'anima, l'insieme di questi
scritti pi altre testimonianze prenderanno il nome di Derniers Entretiens o "Ultimi Colloqui" che
susciteranno contestazioni soprattutto da parte di quei lettori e studiosi della carmelitana che non
condivideranno la chiave di lettura conformista e riduttiva della vita e delle opere di Thrse che pur
avendo avuto tanta fortuna tra i devoti meno esigenti non riscuote assolutamente credito tra i lettori
pi smaliziati di Thrse che dal loro punto di vista la vedono, in tali schemi interpretativi, sminuita
e ridotta, falsificandone, anche se quasi sempre in buona fede, la sua vera identit. Tale critica trova
ulteriore giustificazione nel fatto che i Derniers Entretiens non sono propriamente le parole che
Thrse ha scritto in prima persona come gli altri scritti a lei attribuiti, ma sono gli appunti delle
ultime conversazioni che lei ha intrattenuto, tra il luglio e il settembre 1897, in particolare con la
sorella Pauline/suor Agnese di Ges. Le parole che in questi appunti vengono a lei attribuite non
danno la certezza che furono proprio quelle, come invece per gli altri scritti di cui si hanno gli
originali autografi. Occorre poi tener presente la disinvoltura con cui - a parere degli storici - le sue
consorelle ed, in primo luogo, Pauline/suor Agnese "corressero" i suoi scritti originali prima che
fossero pubblicati.
I Derniers Entretiens sono, ovviamente, un'interessante ed utile documentazione che si aggiunge ad
altre per comprendere pi profondamente il vero senso della vicenda di Thrse Martin, ma il
rispetto per la verit di questa storia con le sue luci e anche con le sue ombre esige, comunque, che
ogni affermazione che in esso viene a lei attribuito vada per lo meno preso con le pinze. Uno
studioso di questa vicenda oltre che carmelitano, Jean Franois Six, riteneva che tale insieme di
scritti non andassero nemmeno inseriti nell'edizione delle Opere Complete di Thrse Martin ma
che dovessero essere, semmai, pubblicati a parte.

Posterit di Teresa di Lisieux
Questa la storia della vicenda di Thrse Martin, che non finisce con la sua morte, ma continua: il
dibattito su Thrse Martin tuttora in corso; dibattito teologico, filosofico, e pi generalmente
culturale che ormai ha raggiunto pi di 100 anni di storia: 1898 - 2014.

Le disavventure dei suoi scritti autentici
La mistificazione: il necrologio
con un necrologio che comincia questa seconda parte della vita di Teresa di Lisieux. Nel settembre
1898, primo anniversario della morte della giovane monaca, un necrologio fu dato alle stampe e
distribuito soprattutto ai Carmeli di Francia e pochi altri. Fu questo il vero atto d'inizio che innesc
tutto quello che qui di seguito verr documentato.
Malgrado la grande popolarit che Thrse Martin ebbe subito dopo la sua morte, fu soltanto a
partire dal 1957 che si cominci a lavorare alla pubblicazione critica dei suoi scritti, in parte
precedentemente censurati, se non manomessi, da chi ne aveva curato le pubblicazioni.
Manipolazioni che snaturavano la vera figura di Thrse Martin accreditandone una falsa immagine.
Tale lavoro di recupero e di demistificazione stato portato a termine nel 1973 con la prima edizione
critica del centenario.
Biografia - Preghiere
Santa Teresa di Ges Bambino (di Lisieux) Pag. 18

A distanza di venti anni da quella prima edizione, nel 1992 esce la nuova edizione critica del
centenario in otto volumi delle opere complete di Thrse Martin.

La demistificazione
Per una maggiore intelligibilit di quanto segue, premettiamo che Jean-Franois Six un padre
carmelitano, noto per essere, oltre che un profondo conoscitore della vita e dell'opera di Thrse,
anche uno strenuo difensore della memoria della vera e autentica Thrse.
Quando esce la nuova edizione delle opere complete, diversamente da molti estimatori della santa,
Jean-Franois Six si dichiara non ancora soddisfatto e chiede il ripristino totale e chiaro della vera e
autentica mistica carmelitana senza inquinamenti di sorta.
Sul giornale Le Monde del 25 dicembre 1992 appare un suo articolo in proposito.
Beata, santa e dottore: cronistoria della carriera ecclesiastica di Thrse Martin
La Chiesa cattolica, dapprima molto cauta e guardinga, impar a far sua la devozione dei semplici
cattolici. Malgrado questo inizio sospettoso, in seguito alti esponenti del clero, tra cui gli stessi papi,
fecero propria la stessa devozione della gente semplice per la monaca di clausura di Lisieux, in certi
casi trainandola ad una maggiore seriet devozionale.
Nel 1925 Teresa di Lisieux fu canonizzata da papa Pio XI e due anni dopo dichiarata patrona dei
missionari, anche se non si spost mai dal suo convento.
Per rendere gli onori dovuti alla figura della Santa, la Chiesa cattolica erige una gigantesca basilica
alla "piccola Thrse". Nel 1932 e successivamente nel 1987 fu richiesto alla Santa Sede di riconoscerle
il dottorato. Le fu concesso il 19 ottobre 1997. Thrse quindi il 33 Dottore della Chiesa e la terza
donna a ricevere questo riconoscimento dopo Teresa d'Avila e Caterina da Siena, entrambe
dichiarate dottore della Chiesa cattolica da Paolo VI nel 1970.
La prima chiesa in Italia dedicata a Santa Teresa di Lisieux sorge alla periferia est di Bologna, in
quella zona del Quartiere Savena denominata Pontevecchio. La cerimonia per la posa della prima
pietra fu compiuta domenica 21 giugno 1925; lArcivescovo di Bologna, il Cardinale Giovanni Battista
Nasalli Rocca di Corneliano, che aveva dato la propria piena adesione al progetto, espresse il
desiderio che la nuova chiesa fosse dedicata a Santa Teresa del Bambino Ges, innalzata allonore
degli altari appena un mese prima. Inaugurata nel 1926 come Chiesa sussidiale di Santa Maria degli
Alemanni, divenuta Parrocchia nel 1940.

Il dibattito su Teresa di Lisieux (1898 - 2014)
Teresa di Lisieux e la Psicoanalisi
Simultaneamente alla diffusione di questo e altri scritti minori e al suo innalzamento in prestigio
all'interno della Chiesa cattolica (beata, santa ed infine dottore della Chiesa), la sua figura stata
oggetto di dibattito nel mondo culturale in genere e non solo in quello teologico. Ne una pi che
eloquente dimostrazione il fatto che a partire dalla stessa autorevole rivista Imago diretta da
Biografia - Preghiere
Santa Teresa di Ges Bambino (di Lisieux) Pag. 19

Sigmund Freud, la psicoanalisi se ne occupata, anche se tale interessamento passato inosservato
rispetto al clamore che si faceva sulla sua figura soprattutto in quegli anni all'interno della Chiesa.

Teresa di Lisieux e la fenomenologia paranormale
A tutto questo va aggiunto che Thrse stessa non ha mancato di manifestarsi in questi pi di cento
anni che ci separano dalla sua morte, in presunte apparizioni di ordine paranormale, cfr, ad esempio,
le esperienze del Cerchio Firenze 77.

Teresa di Lisieux e la storia del misticismo mondiale
Uno dei pi famosi storici del misticismo, Elmire Zolla, nella sua vasta Storia del misticismo non ha
parlato di Thrse. Alcuni cattolici, risentiti di ci, si chiedono polemicamente se per un "limite" di
Thrse, non in grado di figurare accanto a coloro che tradizionalmente vengono considerati grandi
mistici, o se invece solo una "svista" o, peggio ancora, un "limite di visione" dello storico.
A questo dibattito hanno partecipato, direttamente o indirettamente, suscitando interesse o
semplice curiosit per la figura di Thrse, non solo personalit del mondo della religione, ma anche
artisti, intellettuali, politici e finanche criminali.

Il superamento dei dualismi corpo-anima, spirito-materia
Tra le tesi/ipotesi di lettura pi significative del percorso evolutivo della mistica di Lisieux vi quella
di Jean Francois Six che vede in lei e nel suo pensiero teologico il superamento dei dualismi corpo-
anima e che contrappone alla "lettura di Thrse Martin secondo Madre Agnese" in cui accomuna
tutte le interpretazioni dualiste, compresa la pi moderna e aggiornata lettura elaborata dal vescovo
di Lisieux, il carmelitano Guy Gaucher.

Thrse Martin femminista
Alcuni autori (ad esempio Catherine Rihoit in "La piccola principessa di Dio") hanno voluto vedere
in Thrse Martin un'anticipatrice delle battaglie femministe di questo secolo; tuttavia, se pur vero
che negli scritti di Thrse Martin si possono trovare elementi rivendicativi in questo senso, la
dimensione in cui Thrse si muove e la prospettiva verso la quale il pensiero e la pratica di Thrse
Martin si dirige molto pi massimalistica e radicale.
Di tutt'altro avviso invece la nota antropologa Ida Magli, che tratta Thrse alla stregua di una che
ha visto, che sa, ma che non agisce.

Thrse Martin anticlericale
(FR)
Il faut que je m'arrete, si je continuais de parler sur
ce sujet, je ne finirais pas!
(IT)
Bisogna che mi fermi, perch se continuassi a
parlare su questo argomento non la finirei pi!
(Teresa di Lisieux, Manoscritto autobiografico A, f.56 v)
Biografia - Preghiere
Santa Teresa di Ges Bambino (di Lisieux) Pag. 20

Pu sembrare strano che si sia detto anche questo di Thrse Martin, eppure in questi ultimi anni
Claude Langlois, storico del cattolicesimo contemporaneo oltre che direttore dell'"Istituto Europeo
in Scienze delle Religioni" presso l'Universit di Parigi, da studioso della mistica ha elaborato in un
suo scritto, argomentandola, questa tesi che poi non cos sconvolgente come pu sembrare a prima
vista. Questa ipotesi di lettura vuole ancor pi sottolineare uno degli elementi costituenti l'insieme
degli scritti di Thrse l dove parla dei mediocri, o accenna al sale della terra divenuto insipido o
ancora ai preti tiepidi.
Illuminante su questa accezione del termine usato dall'esegeta francese di Thrse anche
un'intervista concessa al filosofo Jean Guitton dal cardinale Montini (il futuro Papa Paolo VI):
Nel corso del suo pellegrinaggio a Roma, Teresa aveva incontrato dei preti mediocri;
invece di criticarli, aveva preso la decisione di situarsi non alla periferia, ma al centro, nel
solo amore.
(Jean Guitton intervista papa Paolo VI)
E il testo teresiano conferma pienamente la correttezza della suddetta interpretazione.
Compresi che l'Amore racchiudeva tutte le vocazioni, che era tutto, che abbracciava
tutti i tempi e tutti i luoghi. Gridai: ho trovato il mio posto nella Chiesa, sar l'Amore.
(Manoscritto B)
Qualcuno ha voluto insinuare che nel gruppo di pellegrini c'era anche un giovane prete, che travolto
da un'eccessiva simpatia per le due giovinette di cui forse lui stesso non era ben consapevole, per
tutto il corso del pellegrinaggio non aveva fatto altro che esagerare in premure e gentilezze verso le
stesse, mettendo talvolta in imbarazzo gli altri pellegrini per il suo fare cos eccessivamente
disinvolto e incontrollato. Il pensiero di Teresa tuttavia va certamente al di l di questi episodi
contingenti e particolari poich, se la Dottoressa della Chiesa fosse stata avvezza a dare peso a
semplici convenzioni, oggi non sarebbe conosciuta per la sua profondit che invece l'ha sempre
mossa a vedere oltre tali convenzioni.

Thrse Martin antiautoritaria
Fu infatti l'avvocato del diavolo ad accusare la giovane carmelitana di aver dimostrato con il suo
comportamento di non tenere in gran conto il valore dell'autorit, e con tale accusa riteneva di poter
concludere che non era degna di figurare accanto alle altre persone che la Chiesa nei secoli aveva
onorato con tale titolo. Il succitato avvocato desumeva ci dai documenti scritti in suo possesso e
dalle testimonianze delle sue allieve novizie e delle altre religiose, quindi in particolare dal modo e
dallo stile tutto personale con cui Thrse ha esercitato la carica di assistente della maestra delle
novizie, allorch la priora le affid tale incarico che fu suo appannaggio sino alla morte.

La critica di Simone Weil a Teresa di Lisieux
Simone Weil, anche lei francese e cristiana proprio come Thrse Martin, ma ex miliziana anarco-
comunista nelle brigate volontarie dell'esercito repubblicano anti-franchista nella guerra civile
Biografia - Preghiere
Santa Teresa di Ges Bambino (di Lisieux) Pag. 21

spagnola, considerava la giovane monaca carmelitana troppo infantile. Pi in particolare, la critica di
Simone Weil a Teresa riguarda la concezione di Dio che propria della carmelitana di Lisieux.
Per comprendere la critica di "infantilismo" mossa dalla Weil nei riguardi di Teresa occorre tenere
conto proprio del pregresso percorso di pensiero in un marxismo molto incline allanarchismo e
nellimpegno alla trasformazione rivoluzionaria della societ{ come militante sindacale. Simone Weil
fece di pi: da intellettuale decise di andare a lavorare in una grande fabbrica come operaia, per
meglio comprendere la realt di classe. Questo suo forte impegno sociale nella storia del tempo
sfoci in seguito nella sua partecipazione attiva alla guerra civile di Spagna in sostegno al governo
rivoluzionario anarco-comunista.
evidente che ci troviamo di fronte a due donne completamente diverse come storia e anche per ci
che esse cercano nella dimensione religiosa della vita. Teresa di Lisieux eredita la fede dai genitori,
dalla famiglia e dal suo ambiente di nascita senza minimamente metterlo in discussione, eccettuata
la prova della fede che giunge negli ultimi diciotto mesi della sua esistenza. Nei confronti di questa
eredit, essa si limita a lavorarci sopra per trasformarla alla luce della sua sola viva ed intensa
esperienza interiore molto meno solitaria di quanto forse sognava da bambina: le sue poesie, scritte
da adulta, continuamente lo ribadiscono.
Non sorprende invece che Simone Weil insista maggiormente nel sottolineare una concezione
dellamore di Dio strettamente legato allazione pratica per il prossimo. Da questo punto di vista la
Weil non poteva mostrarsi che molto critica nei confronti di questa giovane carmelitana, in quanto a
suo parere la piccola Teresa non riesce a concepire altro che un Dio personale che da Teresa viene
compreso in una visione che, a giudizio di Simone Weil, si presenta troppo infantile. proprio in
questo che Simone Weil, la cui forte esigenza etica aveva sempre retto tutta la sua esistenza, vede un
limite di Teresa di Lisieux e della sua elaborazione di pensiero.
La critica di Simone Weil a Teresa di Lisieux per alcuni autori imputabile ad una lettura non
approfondita dei testi della "scienziata dell'amore". Tuttavia, Simone Weil ribadisce quanto anche
esponenti autorevoli della Chiesa cattolica, pur riconoscendo i meriti di Teresa di Lisieux, le
rimproverano:
l'aver completamente ignorato i problemi di giustizia sociale, proprio nel momento in
cui la Chiesa cominciava ad occuparsene sempre pi.

l'aver completamente eluso quelli inerenti al lavoro di riforma e rinnovamento della
Chiesa come istituzione.
Costoro danno per scontato, in quanto pi moderni, di possedere una visione pi ampia e quindi pi
realistica delle problematiche in gioco; viene tuttavia da chiedersi se, denunciando questo aspetto
della carmelitana, si evidenzia una ristrettezza della sua visione o forse si mette in luce una sua
grandezza di visione cos profonda (e celata in parte a lei stessa) da essere incomprensibile o "follia",
come lei stessa diceva, non solo per il mondo secolare ma anche per la Chiesa: Teresa era orientata a
quella che dovrebbe essere l'unica ragione d'essere della Chiesa: la salvezza delle anime, dalle quali
consegue l'operosit anche fisicamente benefica.
Forse legittimo citare il monito di Ges a Giuda nell'episodio del vangelo di Giovanni: Ges disse
infatti al suo discepolo, che rimproverava Maria Maddalena, di non intralciarla, poich i poveri li
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Santa Teresa di Ges Bambino (di Lisieux) Pag. 22

avrebbero avuti sempre, mentre il "Figlio dell'Uomo" non lo avrebbero avuto sempre accanto a loro.
Questo a ribadire ancora una volta che la via religiosa tracciata da Cristo ben pi che un'etica, ma
una vera e propria scienza d'amore, come "l'infantile" Teresa di Lisieux ha voluto ribadire nella sua
versione di questa scienza.
Teresa si addormentava durante le preghiere in comune e alla fine della sua vita non le riesce pi di
continuare a credere a un astratto "Buon Dio" mentre le riesce ancora molto pi facilmente di
credere nei suoi amici "di carne ed ossa" che essa conosce bene: Ges e i beati cittadini del Cielo.

Dopo il mito della "santa delle rose" un nuovo mito?
Allineato a questo tipo di lettura Ren Laurentin, mariologo, che ha al suo attivo il progetto di
creazione del pi grande archivio di tutte le apparizioni di Maria in questi duemila anni e allarmato
che possa ripetersi un'idealizzazione di Thrse, questa volta con segno contrario: un culto pi laico,
ma sempre lontano dal realismo che invece sembra auspicare.
Ren Laurentin si felicita che sia sorto, gi a partire dal 1925, questa sorta di movimento di
liberazione di Thrse Martin dal mito di essere considerata "Santa delle Rose", con tutti i
fraintendimenti e le mistificazioni che ci comportava, oscurando la vera fisionomia di questa donna
reale con le sue luci e le sue ombre. Lo studioso ci mette tuttavia in guardia dal sorgere di un nuovo
mito di Thrse, ugualmente da lui condiviso solo parzialmente, sostenuto da simpatizzanti
"fanatici" di Thrse, molto pi colti e spregiudicati, pi moderni, aperti, che verso la borghesia di
allora provano solo ripugnanza.
Tra questi fautori, Laurentin cita come primo nome proprio il carmelitano Jean Francois Six, che
nella sua difesa intransigente e a oltranza della sua "sorella" carmelitana ha sparato con veemenza su
tutti, perfino contro i genitori e le sorelle di Thrse, in particolare Pauline. Basta dire che per Six
l'ambiente di Thrse era un "universo di morte", dove solo lei ha saputo portare la vita.
La posizione di Laurentin quella di chi mette in guardia dicendo: s, Thrse non era la "Santa delle
Rose" tutta buonina e zuccherosa che se attirava certi cristiani altri li faceva rivoltare e allontanare
ma non neanche quell'essere dalla statura cos grande che da taluni viene presentata: un essere
ancora inattuale.
Anche per Laurentin, Thrse un personaggio dalla statura eccezionale, ma rimane comunque in
grandissima parte figlia del suo tempo con tutti i limiti che ci comporta. Ed elenca tutti i limiti di
Thrse che la rendono, almeno da questo punto di vista, per l'uomo di oggi, superata dal procedere
storico delle cose.

Contestazioni al dottorato a Teresa di Lisieux
Dopo che il Papa concesse nel 1998 il dottorato a Teresa di Lisieux sorsero all'interno della Chiesa
alcune contestazioni. A queste, altri esponenti della Chiesa ribatterono nel tentativo di convincere i
contestatori del merito di questo riconoscimento alla mistica carmelitana. Tra questi segnaliamo in
particolare la filosofa carmelitana Cristiana Dobner che nel suo libro "Eco creante" (2008) dedicato a
parare i colpi inferti a Teresa dai suoi critici, scrive su questo, a loro dire, inopportuno dottorato:
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[...] sono coloro che, incapaci di superare la barriera del linguaggio dellepoca e limmaginario di
Teresa, non sanno toccare il fondo roccioso di quella che ella stessa chiam la scienza dellAmore.
Con queste parole, questa lettura del percorso di vita teresiano, sembra proprio ricalcare la stessa
terminologia usata da Freud in "Analisi terminabile e interminabile" (1937) allorch riconosce la
totale impotenza della psicoanalisi nel trascendere appunto "il fondo roccioso di ogni analisi": la
realt biologica. E in effetti "la scienza d'amore" perseguita dalla discepola del Maestro di Nazareth
pur rinnegando ogni pratica ascetico-masochista di tipo medioevale viveva mettendosi "sotto i
piedi", sempre per in nome dell'Amore, ogni limite biologico.
L'autrice quindi mostra nel prosieguo del suo saggio come Teresa in realt pur dal chiuso del
monastero fosse per niente avulsa dai mondo ma al contrario in una sintonia di ricerca con i pi
grandi pensatori della sua epoca: Baudelaire, Dostojevskij, Nietzsche, Freud.

L'amore come intelligenza suprema
Un detto popolare recita "L'amore cieco". Teresa di Lisieux tra i tanti sostenitori che ritengono
che l'amore vede bene, anzi che ha la vista lunga e che tende, sprezzante dei limiti rappresentati
dalla morte, e tende pi all'evoluzione che alla conservazione.
Questa tesi, che si allinea alle pi moderne teorie della scienza psicologica che vede pi forme di
intelligenza, trova la sua teorizzazione estrema in un'interprete del percorso evolutivo della teologa
carmelitana, Isabelle Prtre, filosofa e psicologa, autrice anche di uno studio su Friedrich Nietzsche.
Essa considera l'amore non solo una forma di intelligenza, ma addirittura la suprema forma
d'intelligenza. Nel suo lavoro "Teresa di Lisieux l'intelligenza dell'amore" tratta Teresa oltre che come
teologa anche come psicologa e filosofa e alla conclusione della sua lettura della storia di questa
giovane amante e pensatrice si domanda: "E se l'amore fosse lui stesso l'intelligenza suprema?".

Altre considerazioni sul suo percorso spirituale

Il desiderio missionario
Il grande desiderio di Teresa di recarsi in missione in Indocina non si realizz mai a causa della sua
malattia. Il progredire inarrestabile di essa, tuttavia, non le imped di prendersi cura dei missionari in
partenza per il sud-est asiatico e pregare per loro.
A questo scopo madre Maria di Gonzaga affid quali fratelli spirituali, secondo una consuetudine del
tempo, i missionari Maurice Bellire[7] e Adolphe Roulland[8], missionari rispettivamente in Africa
ed in Cina, affinch essa sostenesse per mezzo della preghiera il loro lavoro apostolico. Thrse aveva
sempre desiderato avere un fratello sacerdote e anche per questo si rammaricava per la morte
precoce dei suoi veri fratelli di sangue.
Dello scambio epistolare di Thrse ed i missionari sono rimaste 36 lettere, di cui 11 di Thrse a
Bellire, 11 di Bellire a Thrse, 8 di Roulland a Thrse e 6 di Thrse a Roulland.
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Santa Teresa di Ges Bambino (di Lisieux) Pag. 24


Il desiderio del sacerdozio
Teresa aveva sempre desiderato di poter accedere al sacerdozio, precluso per il suo esser donna.
Nel suo ultimo componimento teatrale, nel febbraio 1897, Teresa affronta questa tematica. In questo
lavoro Thrse, ricordando che fu santa Barbara a portare la comunione al gesuita Stanislao Kostka
che la richiedeva, sostiene che forse santa Barbara abbia desiderato essere sacerdote quando era sulla
Terra ma che abbia potuto realizzare questo suo sogno solo una volta in Cielo. In questo modo
Thrse, con la storia di santa Barbara e santo Stanislao Kostka, sembra risolvere la questione che
riguarda anche lei.

La spiritualit di Teresa
Nell'autobiografia, Teresa descrive il proprio abbandono a Dio come uno stato d'"infanzia spirituale".
Questa cosiddetta "via dell'infanzia spirituale" (piccola via, petite voie) stata considerata dal
Martirologio Romano come suo specifico insegnamento nella santit. lei stessa a spiegarla nei
seguenti termini:
(FR)
je veux chercher le moyen d'aller au Ciel par
une petite voie bien droite, bien courte, une
petite voie toute nouvelle. Nous sommes dans
un sicle d'inventions, maintenant ce n'est
plus la peine de gravir les marches d'un
escalier, chez le riches un ascenseur le
remplace avantageusement. Moi je voudrais
aussi trouver un ascenseur pour m'lever
jusqu' Jsus, car je suis trop petite pour
monter le rude escalier de la perfection.
(IT)
voglio cercare il mezzo di andare in Cielo per
una via ben diritta, molto breve, una piccola via
tutta nuova. Siamo in un secolo d'invenzioni,
non vale pi la pena di salire gli scalini, nelle
case dei ricchi un ascensore li sostituisce
vantaggiosamente. Vorrei anch'io trovare un
ascensore per innalzarmi fino a Ges, perch
sono troppo piccola per salire la dura scala
della perfezione.

Nel Manoscritto C (vedi sotto), al cap. X riprende e approfondisce il paragone:
(FR)
l'ascenseur qui doit m'lever jusqu'au
Ciel, ce sont vos bras, Jsus ! Pour cela je
n'ai pas besoin de grandir, au contraire il
faut que je reste petite, que je le devienne
de plus en plus.
(IT)
le tue braccia, o Ges, sono l'ascensore
che mi deve innalzare fino al cielo! Per
questo io non ho affatto bisogno di
diventare grande; bisogna anzi che
rimanga piccola, che lo diventi sempre di
pi.

La "piccola via" vuole anche indicare non pi solo la consueta spiritualit epicamente appariscente,
bens pure l'esercizio eroico delle virt cristiane praticato nella vita quotidiana (cf. Manoscritto B,
3v).
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La devozione a Teresa di Lisieux
Tra i devoti a Teresa di Lisieux si annoverano tra gli altri i pi conosciuti:
Henri Bergson Filosofo e premio Nobel della letteratura
Lucie Delarue-Mardrus - poetessa francese. Bench atea, lei che inaugura nel 1926 la
copiosa letteratura sulla figura di Teresa di Lisieux, scrivendo un libro di 160 pagine su
di lei
Ada Negri Poetessa italiana
Giuseppe Moscati Medico cattolico canonizzato
Maria Valtorta Mistica e veggente cattolica
Georges Bernanos Scrittore francese
Jack Kerouac Romanziere americano tra i pi importanti della "Beat Generation"
dith Piaf - Cantante francese
Jacques Fesch - Criminale francese convertitosi in prigione autore di un "Diario"
Claudia Koll - Nota attrice italiana racconta che Thrse stata all'origine della sua
conversione al senso religioso dell'esistenza
Marc Sangnier Esponente del cattolicesimo democratico e progressista francese
Madre Speranza di Ges Religiosa e mistica spagnola fondatrice delle Ancelle
dell'Amore Misericordioso
A questi se ne possono aggiungere altri ma per correttezza di informazione non si pu non segnalare
in particolare anche un noto esponente del fascismo francese collaborazionista con il nazismo
durante la seconda guerra mondiale segno che l'interpretazione del pensiero della mistica e la sua
figura si pu prestare anche a diverse valutazioni e forse anche strumentalizzazioni. Questo ci induce
a considerare anche questo aspetto problematico della figura e del pensiero della mistica a cui
evidentemente hanno contribuito le prime edizioni mistificate delle sue opere e anche una
devozione poco pensata. Va segnalato in proposito anche che Charles Maurras era di casa al Carmelo
di Lisieux e amico devoto della sorella ancora vivente di Thrse, Pauline Martin (Madre Agnese)
divenuta priora a vita del Carmelo di Lisieux per ordine del Papa Pio XI e che si prodig dopo la
scomunica dell'Action Franaise affinch venisse tolta una tale scomunica su tale movimento politico
noto per il suo antisemitismo tra l'altro. L'antisemitismo del resto era di casa presso la famiglia
Martin: lo zio Isidore Guerin era un convinto antisemita e la sua opera di giornalista ne fa fede ma
Thrse nei suoi scritti non esita a definirlo "un cristiano d'altri tempi". Malgrado ci fu proprio
questo zio che finanzi la prima edizione di "Storia di un'anima" in una quantit considerevole di
copie dando inizio cos alla sua notoriet mondiale.
Charles Maurras fondatore del movimento di estrema destra Action Franaise
Le note cantautrici americane Joan Osborne e Patty Smith hanno cantato insieme la
canzone Santa Teresa. La Osborne ricanter la stessa canzone da lei composta in
onore della monaca di Lisieux anche al "Pavarotti & Friend festival di Modena".

Biografia - Preghiere
Santa Teresa di Ges Bambino (di Lisieux) Pag. 26


Scritti Santa Teresina :
http://www.documentacatholicaomnia.eu/20_50_1873-1897-_Teresia_Lexoviensis_seu_Teresina_di_Lisieux,_Sancta.html
Il progetto Gutemberg su Teresa di Lisieux:
http://www.gutenberg.org/browse/authors/t#a6923
(FR) Sito ufficiale della diocesi di Bayeux-Lisieux
http://catholique-bayeux-lisieux.cef.fr/
(FR) Museo Thrse Martin
http://www.therese.com/
Ordine religioso dei Carmelitani
http://www.ocd.pcn.net/tl_it.htm
Ordine dei Carmelitani di Francia
http://www.carmel.asso.fr/visages/therese/therese.shtml
Ancelle di Santa Tertesa di Ges Bambino
http://www.artproject.it/santa_teresa/index.html
#
BENEDETTO XVI
UDIENZA GENERALE
Piazza San Pietro
Mercoled, 6 aprile 2011
Santa Teresa di Lisieux
Cari fratelli e sorelle,
oggi vorrei parlarvi di santa Teresa di Lisieux, Teresa di Ges Bambino e del Volto Santo, che visse in
questo mondo solo 24 anni, alla fine del XIX secolo, conducendo una vita molto semplice e nascosta,
ma che, dopo la morte e la pubblicazione dei suoi scritti, diventata una delle sante pi conosciute e
amate. La "piccola Teresa" non ha mai smesso di aiutare le anime pi semplici, i piccoli, i poveri e i
sofferenti che la pregano, ma ha anche illuminato tutta la Chiesa con la sua profonda dottrina
spirituale, a tal punto che il Venerabile Papa Giovanni Paolo II, nel 1997, ha voluto darle il titolo di
Dottore della Chiesa, in aggiunta a quello di Patrona delle Missioni, gi attribuitole da Pio XI nel
1927. Il mio amato Predecessore la defin "esperta della scientia amoris" (Novo Millennio ineunte,
27). Questa scienza, che vede risplendere nell'amore tutta la verit della fede, Teresa la esprime
Biografia - Preghiere
Santa Teresa di Ges Bambino (di Lisieux) Pag. 27

principalmente nel racconto della sua vita, pubblicato un anno dopo la sua morte sotto il titolo di
Storia di un'anima. E un libro che ebbe subito un enorme successo, fu tradotto in molte lingue e
diffuso in tutto il mondo. Vorrei invitarvi a riscoprire questo piccolo-grande tesoro, questo luminoso
commento del Vangelo pienamente vissuto! La Storia di un'anima, infatti, una meravigliosa storia
d'Amore, raccontata con una tale autenticit, semplicit e freschezza che il lettore non pu non
rimanerne affascinato! Ma qual questo Amore che ha riempito tutta la vita di Teresa, dallinfanzia
fino alla morte? Cari amici, questo Amore ha un Volto, ha un Nome, Ges! La Santa parla
continuamente di Ges. Vogliamo ripercorrere, allora, le grandi tappe della sua vita, per entrare nel
cuore della sua dottrina.
Teresa nasce il 2 gennaio 1873 ad Alenon, una citt della Normandia, in Francia. E' l'ultima figlia di
Luigi e Zelia Martin, sposi e genitori esemplari, beatificati insieme il 19 ottobre 2008. Ebbero nove
figli; di essi quattro morirono in tenera et. Rimasero le cinque figlie, che diventarono tutte religiose.
Teresa, a 4 anni, rimase profondamente ferita dalla morte della madre (Ms A, 13r). Il padre con le
figlie si trasfer allora nella citt di Lisieux, dove si svolger tutta la vita della Santa. Pi tardi Teresa,
colpita da una grave malattia nervosa, guar per una grazia divina, che lei stessa definisce il "sorriso
della Madonna" (ibid., 29v-30v). Ricevette poi la Prima Comunione, intensamente vissuta (ibid., 35r),
e mise Ges Eucaristia al centro della sua esistenza.
La "Grazia di Natale" del 1886 segna la grande svolta, da lei chiamata la sua "completa conversione"
(ibid., 44v-45r). Guarisce, infatti, totalmente dalla sua ipersensibilit infantile e inizia una "corsa da
gigante". All'et di 14 anni, Teresa si avvicina sempre pi, con grande fede, a Ges Crocifisso, e si
prende a cuore il caso, apparentemente disperato, di un criminale condannato a morte e impenitente
(ibid., 45v-46v). "Volli ad ogni costo impedirgli di cadere nell'inferno", scrive la Santa, con la certezza
che la sua preghiera lo avrebbe messo a contatto con il Sangue redentore di Ges. E' la sua prima e
fondamentale esperienza di maternit spirituale: "Tanta fiducia avevo nella Misericordia Infinita di
Ges", scrive. Con Maria Santissima, la giovane Teresa ama, crede e spera con "un cuore di madre"
(cfr PR 6/10r).

Nel novembre del 1887, Teresa si reca in pellegrinaggio a Roma insieme al padre e alla sorella Celina
(ibid., 55v-67r). Per lei, il momento culminante l'Udienza del Papa Leone XIII, al quale domanda il
permesso di entrare, appena quindicenne, nel Carmelo di Lisieux. Un anno dopo, il suo desiderio si
realizza: si fa Carmelitana, "per salvare le anime e pregare per i sacerdoti" (ibid., 69v).
Contemporaneamente, inizia anche la dolorosa ed umiliante malattia mentale di suo padre. E una
grande sofferenza che conduce Teresa alla contemplazione del Volto di Ges nella sua Passione
(ibid., 71rv). Cos, il suo nome da Religiosa - suor Teresa di Ges Bambino e del Volto Santo - esprime
il programma di tutta la sua vita, nella comunione ai Misteri centrali dell'Incarnazione e della
Redenzione. La sua professione religiosa, nella festa della Nativit{ di Maria, l8 settembre 1890, per
lei un vero matrimonio spirituale nella piccolezza evangelica, caratterizzata dal simbolo del fiore:
"Che bella festa la Nativit di Maria per diventare la sposa di Ges! - scrive - Era la piccola Vergine
Santa di un giorno che presentava il suo piccolo fiore al piccolo Ges" (ibid., 77r). Per Teresa essere
religiosa significa essere sposa di Ges e madre delle anime (cfr Ms B, 2v). Lo stesso giorno, la Santa
scrive una preghiera che indica tutto l'orientamento della sua vita: chiede a Ges il dono del suo
Amore infinito, di essere la pi piccola, e sopratutto chiede la salvezza di tutti gli uomini: "Che
nessuna anima sia dannata oggi" (Pr 2). Di grande importanza la sua Offerta all'Amore
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Santa Teresa di Ges Bambino (di Lisieux) Pag. 28

Misericordioso, fatta nella festa della Santissima Trinit del 1895 (Ms A, 83v-84r; Pr 6): un'offerta che
Teresa condivide subito con le sue consorelle, essendo gi vice maestra delle novizie.
Dieci anni dopo la "Grazia di Natale", nel 1896, viene la "Grazia di Pasqua", che apre l'ultimo periodo
della vita di Teresa, con l'inizio della sua passione in unione profonda alla Passione di Ges; si tratta
della passione del corpo, con la malattia che la condurr alla morte attraverso grandi sofferenze, ma
soprattutto si tratta della passione dell'anima, con una dolorosissima prova della fede (Ms C, 4v-7v).
Con Maria accanto alla Croce di Ges, Teresa vive allora la fede pi eroica, come luce nelle tenebre
che le invadono lanima. La Carmelitana ha coscienza di vivere questa grande prova per la salvezza di
tutti gli atei del mondo moderno, chiamati da lei "fratelli". Vive allora ancora pi intensamente
l'amore fraterno (8r-33v): verso le sorelle della sua comunit, verso i suoi due fratelli spirituali
missionari, verso i sacerdoti e tutti gli uomini, specialmente i pi lontani. Diventa veramente una
"sorella universale"! La sua carit amabile e sorridente l'espressione della gioia profonda di cui ci
rivela il segreto: "Ges, la mia gioia amare Te" (P 45/7). In questo contesto di sofferenza, vivendo il
pi grande amore nelle pi piccole cose della vita quotidiana, la Santa porta a compimento la sua
vocazione di essere lAmore nel cuore della Chiesa (cfr Ms B, 3v).
Teresa muore la sera del 30 settembre 1897, pronunciando le semplici parole "Mio Dio, vi amo!",
guardando il Crocifisso che stringeva nelle sue mani. Queste ultime parole della Santa sono la chiave
di tutta la sua dottrina, della sua interpretazione del Vangelo. L'atto d'amore, espresso nel suo ultimo
soffio, era come il continuo respiro della sua anima, come il battito del suo cuore. Le semplici parole
Ges Ti amo sono al centro di tutti i suoi scritti. L'atto d'amore a Ges la immerge nella Santissima
Trinit. Ella scrive: "Ah tu lo sai, Divin Ges Ti amo, / Lo Spirito d'Amore m'infiamma col suo fuoco,
/ E' amando Te che io attiro il Padre" (P 17/2).
Cari amici, anche noi con santa Teresa di Ges Bambino dovremmo poter ripetere ogni giorno al
Signore che vogliamo vivere di amore a Lui e agli altri, imparare alla scuola dei santi ad amare in
modo autentico e totale. Teresa uno dei piccoli del Vangelo che si lasciano condurre da Dio nelle
profondit del suo Mistero. Una guida per tutti, soprattutto per coloro che, nel Popolo di Dio,
svolgono il ministero di teologi. Con l'umilt e la carit, la fede e la speranza, Teresa entra
continuamente nel cuore della Sacra Scrittura che racchiude il Mistero di Cristo. E tale lettura della
Bibbia, nutrita dalla scienza dellamore, non si oppone alla scienza accademica. La scienza dei santi,
infatti, di cui lei stessa parla nell'ultima pagina della Storia di un'anima, la scienza pi alta. "Tutti i
santi l'hanno capito e in modo pi particolare forse quelli che riempirono l'universo con
l'irradiazione della dottrina evangelica. Non forse dall'orazione che i Santi Paolo, Agostino,
Giovanni della Croce, Tommaso d'Aquino, Francesco, Domenico e tanti altri illustri Amici di Dio
hanno attinto questa scienza divina che affascina i geni pi grandi?" (Ms C, 36r). Inseparabile dal
Vangelo, l'Eucaristia per Teresa il Sacramento dell'Amore Divino che si abbassa all'estremo per
innalzarci fino a Lui. Nella sua ultima Lettera, su un'immagine che rappresenta Ges Bambino
nell'Ostia consacrata, la Santa scrive queste semplici parole: "Non posso temere un Dio che per me si
fatto cos piccolo! (...) Io Lo amo! Infatti, Egli non che Amore e Misericordia!" (LT 266).
Nel Vangelo, Teresa scopre soprattutto la Misericordia di Ges, al punto da affermare: "A me Egli ha
dato la sua Misericordia infinita, attraverso essa contemplo e adoro le altre perfezioni divine! (...)
Allora tutte mi paiono raggianti d'amore, la Giustizia stessa (e forse ancor pi di qualsiasi altra) mi
sembra rivestita d'amore" (Ms A, 84r). Cos si esprime anche nelle ultime righe della Storia di
un'anima: "Appena do un'occhiata al Santo Vangelo, subito respiro i profumi della vita di Ges e so
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Santa Teresa di Ges Bambino (di Lisieux) Pag. 29

da che parte correre... Non al primo posto, ma all'ultimo che mi slancio S lo sento, anche se
avessi sulla coscienza tutti i peccati che si possono commettere, andrei, con il cuore spezzato dal
pentimento, a gettarmi tra le braccia di Ges, perch so quanto ami il figliol prodigo che ritorna a
Lui" (Ms C, 36v-37r). "Fiducia e Amore" sono dunque il punto finale del racconto della sua vita, due
parole che come fari hanno illuminato tutto il suo cammino di santit, per poter guidare gli altri
sulla stessa sua "piccola via di fiducia e di amore", dellinfanzia spirituale (cf Ms C, 2v-3r; LT 226).
Fiducia come quella del bambino che si abbandona nelle mani di Dio, inseparabile dall'impegno
forte, radicale del vero amore, che dono totale di s, per sempre, come dice la Santa contemplando
Maria: "Amare dare tutto, e dare se stesso" (Perch ti amo, o Maria, P 54/22). Cos Teresa indica a
tutti noi che la vita cristiana consiste nel vivere pienamente la grazia del Battesimo nel dono totale di
s all'Amore del Padre, per vivere come Cristo, nel fuoco dello Spirito Santo, il Suo stesso amore per
tutti gli altri. Grazie.
* * *
Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua italiana. In particolare, saluto il folto gruppo di
fedeli legati con speciale devozione al Santuario della Santissima Trinit in Vallepietra. Carissimi, nel
ringraziarvi per la vostra presenza, vi esorto a tenere viva la tradizione del pellegrinaggio a tale
Santuario, tanto radicata nella vostra terra. Saluto, inoltre, gli studenti ebrei e palestinesi e li
incoraggio ad impegnarsi sempre per testimoniare la fraternit e la pace.
Infine il mio saluto va ai giovani, ai malati e agli sposi novelli. Cari giovani, incontrarvi sempre per me
motivo di consolazione e di speranza, perch la vostra et la primavera della vita. Sappiate rispondere
all'amore che Dio ha per voi. Cari ammalati, lasciatevi illuminare dalla Croce del Signore per essere
forti nella prova. E voi, cari sposi novelli, siate grati a Dio per il dono della famiglia: contando sempre
sul suo aiuto, fate della vostra esistenza una missione di amore fedele e generoso.
Copyright 2011 - Libreria Editrice Vaticana
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CAPPELLA PAPALE PER LA PROCLAMAZIONE
A "DOTTORE DELLA CHIESA"
DI SANTA TERESA DI GES BAMBINO E DEL SANTO VOLTO
OMELIA DI GIOVANNI PAOLO II

Piazza San Pietro - Domenica 19 ottobre 1997

1. "Cammineranno i popoli alla tua luce" ( Is 60, 3).
Nelle parole del profeta Isaia gi risuona, come fervida attesa e luminosa speranza, l'eco dell'Epifania.
Proprio il collegamento con questa solennit ci permette di meglio percepire il carattere missionario
Biografia - Preghiere
Santa Teresa di Ges Bambino (di Lisieux) Pag. 30

dell'odierna domenica. La profezia di Isaia, infatti, allarga all'intera umanit la prospettiva della
salvezza, e in tal modo anticipa il gesto profetico dei Magi dell'Oriente che, recandosi ad adorare il
Bimbo divino nato a Betlemme (cfr Mt 2, 1- 12), annunciano ed inaugurano l'adesione dei popoli al
messaggio di Cristo.
Tutti gli uomini sono chiamati ad accogliere nella fede il Vangelo che salva. A tutti i popoli, a tutte le
terre e le culture, la Chiesa inviata: "Andate... e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel
nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto ci che vi ho
comandato" (Mt 28, 19-20). Queste parole, pronunciate da Cristo prima di salire al cielo, unitamente
alla promessa fatta agli Apostoli ed ai successori di essere con loro sino alla fine del mondo (cfr Mt
28, 20), costituiscono l'essenza del mandato missionario: nella persona dei suoi ministri Cristo
stesso ad andare ad gentes, verso quanti non hanno ancora ricevuto l'annuncio della fede.

2. Teresa Martin, Carmelitana scalza di Lisieux, desiderava ardentemente di essere missionaria. E lo
stata, al punto da poter essere proclamata Patrona delle Missioni. Ges stesso le mostr in quale
modo avrebbe potuto vivere tale vocazione: praticando in pienezza il comandamento dell'amore, si
sarebbe immersa nel cuore stesso della missione della Chiesa, sostenendo con la forza misteriosa
della preghiera e della comunione gli annunciatori del Vangelo. Ella realizzava cos quanto
sottolineato dal Concilio Vaticano II, allorch insegna che la Chiesa , per sua natura, missionaria
(cfr Ad gentes, 2). Non solo coloro che scelgono la vita missionaria, ma tutti i battezzati, sono in
qualche modo inviati ad gentes.
Per questo ho voluto scegliere l'odierna domenica missionaria per proclamare Dottore della Chiesa
universale Santa Teresa di Ges Bambino e del Volto Santo: una donna, una giovane, una
contemplativa.

3. A nessuno sfugge, pertanto, che oggi si sta realizzando qualcosa di sorprendente. Santa Teresa di
Lisieux non ha potuto frequentare una Universit e neppure studi sistematici. Mor in giovane et: e
tuttavia da oggi in poi sar onorata come Dottore della Chiesa, qualificato riconoscimento che la
innalza nella considerazione dell'intera comunit cristiana ben al di l di quanto possa farlo un
"titolo accademico".
Quando, infatti, il Magistero proclama qualcuno Dottore della Chiesa, intende segnalare a tutti i
fedeli, e in modo speciale a quanti rendono nella Chiesa il fondamentale servizio della predicazione o
svolgono il delicato compito della ricerca e dell'insegnamento teologico, che la dottrina professata e
proclamata da una certa persona pu essere un punto di riferimento, non solo perch conforme alla
verit rivelata, ma anche perch porta nuova luce sui misteri della fede, una pi profonda
comprensione del mistero di Cristo. Il Concilio ci ha ricordato che, sotto l'assistenza dello Spirito
Santo, cresce continuamente nella Chiesa la comprensione del "depositum fidei", e a tale processo di
crescita contribuisce non solo lo studio ricco di contemplazione cui sono chiamati i teologi, n solo il
Magistero dei Pastori, dotati del "carisma certo di verit", ma anche quella "profonda intelligenza
delle cose spirituali" che data per via di esperienza, con ricchezza e diversit di doni, a quanti si
lasciano guidare docilmente dallo Spirito di Dio (cfr Dei Verbum, 8). La Lumen gentium, da parte
sua, insegna che nei Santi "Dio stesso ci parla" (Lumen Gentium, n. 50). E' per questo che, al fine
dell'approfondimento dei divini misteri, che rimangono sempre pi grandi dei nostri pensieri, va
Biografia - Preghiere
Santa Teresa di Ges Bambino (di Lisieux) Pag. 31

attribuito speciale valore all'esperienza spirituale dei Santi, e non a caso la Chiesa sceglie unicamente
tra essi quanti intende insignire del titolo di "Dottore".

4. Tra i "Dottori della Chiesa" Teresa di Ges Bambino e del Volto Santo la pi giovane, ma il suo
cammino spirituale cos maturo ed ardito, le intuizioni di fede presenti nei suoi scritti sono cos
vaste e profonde, da meritarle un posto tra i grandi maestri dello spirito.
Nella Lettera Apostolica che ho approntato per l'occasione ho additato alcuni aspetti salienti della
sua dottrina. Ma come non ricordare, in questo momento, quello che se ne pu considerare il vertice,
alla luce del racconto dell'emozionante scoperta che ella fece della propria particolare vocazione
nella Chiesa? "La Carit - ella scrive - mi diede la chiave della mia vocazione. Capii che se la Chiesa
aveva un corpo, composto da diverse membra, il pi necessario, il pi nobile di tutti non le mancava:
capii che la Chiesa aveva un cuore e che questo cuore era acceso d'Amore. Capii che solo l'Amore
faceva agire le membra della Chiesa: che se l'Amore si dovesse spegnere, gli Apostoli non
annuncerebbero pi il Vangelo, i Martiri rifiuterebbero di versare il loro sangue . . . Capii che l'Amore
racchiudeva tutte le vocazioni [. . .] Allora, nell'eccesso della mia gioia delirante ho esclamato: O
Ges mio Amore . . . la mia vocazione l'ho trovata finalmente! La mia vocazione l'Amore" (Teresa
di Ges Bambino, Ms B, 3v, in Opere complete, p. 223). E' una pagina stupenda, che basta da sola ad
illustrare quanto si possa applicare a Santa Teresa la pagina evangelica che abbiamo ascoltato nella
Liturgia della Parola: "Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perch hai tenuto nascoste
queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli" (Mt 11, 25).

5. Teresa di Lisieux non solo intu e descrisse la profonda verit dell'Amore quale centro e cuore della
Chiesa, ma la visse intensamente nella sua pur breve esistenza. Proprio questa convergenza tra
dottrina ed esperienza concreta, tra verit e vita, tra insegnamento e prassi, risplende con particolare
evidenza in questa Santa, rendendola un modello avvincente specialmente per i giovani e per quanti
sono alla ricerca del senso autentico da dare all'esistenza.
Di fronte al vuoto di tante parole, Teresa indica come alternativa l'unica Parola di salvezza che,
compresa e vissuta nel silenzio, diventa sorgente di vita rinnovata. Ad una cultura razionalistica e
troppo spesso permeata di materialismo pratico, ella contrappone con semplicit disarmante la
"piccola via" che, rifacendosi all'essenziale delle cose, conduce al segreto di ogni esistenza: la divina
Carit che avvolge e permea ogni umana vicenda. In un'epoca, come la nostra, segnata in tanti suoi
aspetti dalla cultura dell'effimero e dell'edonismo, questo nuovo Dottore della Chiesa appare dotato
di singolare efficacia nell'illuminare la mente ed il cuore di chi assetato di verit e di amore.

6. Santa Teresa presentata come Dottore della Chiesa nel giorno in cui celebriamo la Giornata
Missionaria Mondiale. Ella nutr un desiderio ardente di dedicarsi all'annuncio del Vangelo e avrebbe
voluto coronare la propria testimonianza col supremo sacrificio del martirio (cfr Ms B, 3r, in Opere
complete, p. 222). E' nota, inoltre, l'intensa partecipazione personale con cui sostenne il lavoro
apostolico dei Padri Maurice Bellire ed Adolphe Roulland, missionari rispettivamente in Africa ed in
Cina. In questo slancio di amore per l'evangelizzazione Teresa aveva un solo ideale, come lei stessa
afferma: "Quel che gli chiediamo di lavorare per la sua gloria, di amarlo e di farlo amare" (Lettera
220, in Opere complete, 559).
Biografia - Preghiere
Santa Teresa di Ges Bambino (di Lisieux) Pag. 32

La strada da lei percorsa per raggiungere questo ideale di vita non quella delle grandi imprese
riservate a pochi, ma invece una via alla portata di tutti, la "piccola via", strada della confidenza e
del totale affidamento alla grazia del Signore. Non via da banalizzare, come se fosse meno
impegnativa. Essa in realt esigente, come lo sempre il Vangelo. Ma via permeata di quel senso
di fiducioso abbandono alla divina misericordia, che rende leggero anche il pi arduo impegno dello
spirito.
Per questa sua via, in cui tutto sentito come "grazia", per la centralit che assume in lei il rapporto
con Cristo e la scelta dell'amore, per lo spazio che ella d anche agli affetti e ai sentimenti nel
cammino spirituale, Teresa di Lisieux una santa che resta giovane, nonostante il passare degli anni,
e si propone come singolare modello e guida nel cammino cristiano per questo nostro tempo che si
affaccia sul terzo millennio.

7. Grande perci la gioia della Chiesa, in questa giornata che corona le attese e le preghiere di tanti
che hanno intuito, con la richiesta del Dottorato, questo speciale dono di Dio e ne hanno favorito il
riconoscimento e l'accoglienza. Desideriamo renderne grazie al Signore tutti insieme, e
particolarmente con i professori e gli studenti delle Universit ecclesiastiche romane, che proprio in
questi giorni hanno iniziato il nuovo Anno Accademico.
S, o Padre, ti benediciamo, insieme con Ges (cfr Mt 11, 25), perch hai nascosto i tuoi segreti "ai
sapienti e agli intelligenti", e li hai rivelati a questa "piccola", che oggi nuovamente proponi alla
nostra attenzione e alla nostra imitazione.
Grazie per la sapienza che le hai donato, facendone per tutta la Chiesa una singolare testimone e
maestra di vita!
Grazie per l'amore che hai riversato in lei, e che continua ad illuminare e riscaldare i cuori,
spingendoli alla santit!
Il desiderio che Teresa espresse di "passare il suo Cielo a far del bene sulla terra" (Opere Complete, p.
1050), continua a compiersi in modo meraviglioso.
Grazie, o Padre, perch oggi a nuovo titolo ce la rendi vicina, a lode e gloria del tuo nome nei secoli.
Amen!
Copyright 1997 - Libreria Editrice Vaticana

LA VITA DI S. TERESA DI LISIEUX
TERESA MARTIN nasce ad Alenon in Francia il 2 gennaio 1873.
battezzata due giorni pi tardi nella Chiesa di Notre-Dame, ricevendo
i nomi di Maria Francesca Teresa. I suoi genitori sono Louis Martin e
Biografia - Preghiere
Santa Teresa di Ges Bambino (di Lisieux) Pag. 33

Zlie Gurin. Dopo la morte della madre, avvenuta il 28 agosto 1877, Teresa si trasferisce con tutta la famiglia
nella citt di Lisieux.
Verso la fine del 1879 si accosta per la prima volta al sacramento della penitenza. Nel giorno di Pentecoste del 1883
ha la singolare grazia della guarigione da una grave malattia, per l'intercessione di nostra Signora delle Vittorie.
Educata dalle Benedettine di Lisieux, riceve la prima comunione l'8 maggio 1884, dopo una intensa preparazione,
coronata da una singolare esperienza della grazia dell'unione intima con Cristo. Poche settimane pi tardi, il 14
giugno dello stesso anno, riceve il sacramento della cresima, con viva consapevolezza di ci che comporta il dono
dello Spirito Santo nella personale partecipazione alla grazia della Pentecoste.
Desiderosa di abbracciare la vita contemplativa, come le sue sorelle Paolina e Maria nel Carmelo di Lisieux, ma
impedita per la sua giovane et, durante un pellegrinaggio in Italia, dopo aver visitato la Santa Casa di Loreto e i
luoghi della Citt Eterna, nell'udienza concessa dal Papa ai fedeli della diocesi di Lisieux, il 20 novembre 1887, con
filiale audacia chiede a Leone XIII di poter entrare nel Carmelo all'et di 15 anni.
Il 9 aprile del 1888 entra nel Carmelo di Lisieux ove il 10 gennaio dell'anno seguente riceve l'abito dell'Ordine della
Vergine ed emette la sua professione religiosa l'8 settembre del 1890, festa della Nativit della Vergine Maria.
Intraprende nel Carmelo il cammino della perfezione, tracciato dalla Madre Fondatrice, Teresa di Ges, con
autentico fervore e fedelt, nell'adempimento dei diversi uffici comunitari a lei affidati. Illuminata dalla Parola di
Dio, provata in modo particolare dalla malattia del suo amatissimo padre, Louis Martin, che muore il 29 luglio del
1894, si incammina verso la santit, ispirata dalla lettura del Vangelo, insistendo sulla centralit dell'amore.
Teresa ci ha lasciato nei suoi manoscritti autobiografici non solo i ricordi dell'infanzia e dell'adolescenza, ma
anche il ritratto della sua anima e le sue esperienze pi intime. Scopre e comunica alle novizie affidate alla sue
cure la piccola via dell'infanzia spirituale; riceve come dono speciale di accompagnare con il sacrificio e la
preghiera due fratelli missionari. Penetra sempre di pi nel mistero della Chiesa e, attirata dall'amore di Cristo,
sente crescere in s la vocazione apostolica e missionaria che la spinge a trascinare tutti con s, incontro allo
Sposo divino.
Il 9 giugno del 1895, nella festa della Santissima Trinit, si offre vittima di olocausto all'Amore misericordioso di
Dio. Nel frattempo redige il primo manoscritto autobiografico, che consegna a Madre Agnese di Ges nella sua
festa, il 21 gennaio 1896.
Pochi mesi pi tardi, il 3 aprile, durante la notte fra il gioved ed il venerd santo, ha una prima manifestazione
della malattia che la condurr alla morte e che Lei accoglie come la misteriosa visita dello Sposo divino. Nello
stesso tempo entra nella prova della fede che durer fino alla sua morte e della quale offrir una sconvolgente
testimonianza nei suoi scritti. Durante il mese di settembre conclude il Manoscritto B, che costituisce una
stupenda illustrazione della piena maturit della Santa, specialmente mediante la scoperta della sua vocazione
nel cuore della Chiesa.
Mentre peggiora la sua salute e continua il tempo della prova, nel mese di giugno inizia il Manoscritto C, dedicato
alla Madre Maria di Gonzaga; nuove grazie la conducono ad una pi alta perfezione ed ella scopre nuove luci
sull'estensione del suo messaggio nella Chiesa a vantaggio delle anime che seguiranno la sua via. L'8 luglio 1897
viene trasferita in infermeria. Le sue sorelle ed altre religiose raccolgono le sue parole, mentre i dolori e le prove,
sopportati con pazienza, si intensificano fino a culminare con la morte, nel pomeriggio del 30 settembre del 1897.
Io non muoio, entro nella vita, aveva scritto al suo fratello spirituale missionario don Bellier. Le sue ultime
parole Dio mio, io ti amo sono il sigillo della sua esistenza, che all'et di 24 anni si spegne sulla terra per
entrare, secondo il suo desiderio, in una nuova fase di presenza apostolica in favore delle anime, nella comunione
dei Santi, per spargere una pioggia di rose sul mondo.
Fu canonizzata da Pio XI il 17 maggio 1925 e dallo stesso Papa proclamata Patrona universale delle missioni,
insieme a San Francesco Saverio, il 14 dicembre 1927.
La sua dottrina ed il suo esempio di santit sono stati recepiti da ogni ceto di fedeli di questo secolo con un grande
entusiasmo, anche fuori della Chiesa cattolica e del cristianesimo.
Molte Conferenze Episcopali in occasione del Centenario della sua morte hanno chiesto al Papa che fosse
proclamata Dottore della Chiesa, per la solidit della sua sapienza spirituale, ispirata al Vangelo, per l'originalit
delle sue intuizioni teologiche, nelle quali risplende la sua eminente dottrina, per l'universalit della recezione del
suo messaggio spirituale accolto in tutto il mondo e diffuso con la traduzione delle sue opere in una cinquantina
di lingue diverse.
Biografia - Preghiere
Santa Teresa di Ges Bambino (di Lisieux) Pag. 34

Accogliendo questi desideri, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha voluto che fosse studiata la convenienza di
dichiarare Teresa di Lisieux Dottore della Chiesa universale dalla competente Congregazione delle Cause dei
Santi, con il voto della Congregazione per la Dottrina della Fede per quanto riguarda la sua eminente dottrina.
Il 24 agosto 1997, al momento della preghiera dell' Angelus , alla presenza di centinaia di Vescovi e davanti ad
una sterminata folla di giovani di tutto l'orbe, radunata a Parigi per la XII Giornata Mondiale della Giovent,
Giovanni Paolo II ha annunziato il suo proposito di proclamare Teresa di Ges Bambino e del Santo Volto Dottore
della Chiesa universale, il 19 ottobre 1997, nella Domenica in cui si celebra la Giornata Mondiale delle Missioni.
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NOVENA DELLE ROSE

"Passer il mio Cielo a fare del bene sulla terra. Far
scendere una pioggia di rose" (Santa Teresa)
Padre Putigan il 3 dic. 1925, cominci una novena
chiedendo una grazia importante. Per sapere se veniva esaudito,
chiese un segno. Desiderava ricevere una rosa in dono quale
garanzia di aver ottenuto la grazia. Non fece parola con nessuno
della novena che stava facendo. Al terzo giorno, ricevette la rosa
richiesta ed ottenne la grazia.
Cominci un'altra novena. Ricevette un'altra rosa ed
un'altra grazia. Allora prese la decisione di diffondere la novena "miracolosa" detta delle rose.

PREGHIERA PER LA NOVENA DELLE ROSE

Santissima Trinit, Padre, Figlio e Spirito Santo, io vi ringrazio per tutti i favori e le grazie di
cui avete arricchito l'anima della vostra serva Santa Teresa di Ges Bambino del Volto Santo, Dottore
della Chiesa, durante i suoi ventiquattro anni trascorsi su questa terra e, per i meriti di questa vostra
Santa Serva, concedetemi la grazia (qui si formula la grazia che si vuol ottenere), se conforme alla
vostra Santa volont e per il bene della mia anima.

Aiutate la mia fede e la mia speranza, o Santa Teresa di Ges Bambino del Volto Santo;
realizzate ancora una volta la vostra promessa di passare il vostro cielo a fare del bene sulla terra,
permettendo che io riceva una rosa come segno della grazia che desidero ottenere.
Biografia - Preghiere
Santa Teresa di Ges Bambino (di Lisieux) Pag. 35


Si recitano 24 "Gloria al Padre" in ringraziamento a Dio per i doni concessi a Teresa nei
ventiquattro anni della sua vita terrena. Segue ad ogni "Gloria" l'invocazione:
Santa Teresa di Ges Bambino del Volto Santo, prega per noi.
Ripetere per nove giorni consecutivi.

PREGHIERA A SANTA TERESA DI LISIEUX

Cara piccola Teresa del Bambino Ges, grande Santa del puro amor di Dio, vengo oggi a
confidarti il mio ardente desiderio. S, molto umile vengo a sollecitare la tua potente intercessione
per la grazia seguente...
(esprimerla).

Poco tempo prima di morire, hai chiesto a Dio di poter trascorrere il tuo Cielo facendo del
bene sulla terra. Hai anche promesso di spandere su di noi, i piccoli, una pioggia di rose. Il Signore
ha esaudito la tua preghiera: migliaia di pellegrini lo testimoniano a Lisieux e nel mondo intero.
Forte di questa certezza che tu non rigetti i piccoli e gli afflitti, vengo con fiducia a sollecitare il tuo
aiuto. Intercedi per me presso il tuo Sposo Crocifisso e glorioso. Digli il mio desiderio. Egli ti
ascolter, perch tu non gli hai mai rifiutato nulla sulla terra.

Piccola Teresa, vittima d'amore per il Signore, patrona delle missioni, modello delle anime
semplici e confidenti, mi rivolgo a te come una grande sorella molto potente e amorevolissima.
Ottienimi la grazia che ti chiedo, se questa la volont di Dio. Sii benedetta, piccola Teresa, per
tutto il bene che ci hai fatto e ti auguri di prodigarci ancora fino alla fine dei mondo.
S, sii mille volte benedetta e ringraziata di farci cos toccare in qualche modo la bont e la
misericordia dei nostro Dio! Amen.

TRIDUO A SANTA TERESA DI GESU' BAMBINO
(dal 28 al 30 settembre - La festa 1 Ottobre)

- O Dio, vieni a salvarmi.
- Signore, vieni presto in mio aiuto.
- Gloria al Padre...
Biografia - Preghiere
Santa Teresa di Ges Bambino (di Lisieux) Pag. 36


1. Eterno Padre che con infinita misericordia ricompensi chi fedelmente ascolta la tua
parola, per l'amore purissimo che tua figlia Santa Teresa ebbe per Ges Bambino, cos da obbligarti
ad esaudire in cielo i suoi desideri, poich lei sulla terra aveva aderito con gioia alla tua volont,
mostrati propizio alle suppliche che per me Lei stessa Ti implora, ed esaudisci le mie preghiere
accordandomi la grazia che Ti chiedo.
- Pater, Ave, Gloria

2. Eterno Figlio divino che hai promesso di ricompensare anche il pi piccolo servizio reso
al prossimo per tuo amore, volgi io sguardo alla tua sposa Santa Teresa di Ges Bambino che ebbe
tanto a cuore la salvezza delle anime e per quanto ha fatto e sofferto, ascolta la sua promessa di
"trascorrere il cielo facendo del bene sulla terra" e concedimi la grazia che con tanto ardore Ti
chiedo.
- Pater, Ave, Gloria

3. Eterno Spirito Santo che hai arricchito con tante grazie l'anima eletta di Santa Teresa di
Ges Bambino, io Ti scongiuro per la fedelt con cui corrispose ai tuoi santi doni: ascolta la preghiera
che per me lei stessa Ti rivolge e accogliendo la sua promessa di "lasciar cadere una pioggia di rose",
accordami la grazia di cui ho tanto bisogno.
- Pater, Ave, Gloria

PREGHIERA A SANTA TERESA DEL BAMBINO GESU'

O Santa Teresa del Bambino Ges che avete navigato sopra il mare tempestoso di questa
vita mortale e che vi siete meritata di giungere al porto tranquillo della Pace celeste e dell'eterna
calma sacrificando tutta voi stessa per amor del buon Dio, ottenetemi di far sempre in ogni cosa la
Sua santa volont. Voi che prometteste di passare il vostro Paradiso facendo del bene sulla terra,
aiutateci nei nostri bisogni ed otteneteci di seguirvi nella vostra piccola via di confidenza e d'amore
nella misericordia di Dio. E Voi Vergine immacolata che tanto amaste la vostra piccola figlia Teresa
del Bambino Ges, per intercessione sua siateci prodiga del Vostro aiuto materno, che ci dia il
coraggio di fuggire il peccato e la perseveranza nel bene, affinch la mia anima, come un giglio
immacolato, possa un giorno esalare il suo profumo dinnanzi a Vostro Figlio Santissimo, e a Voi
Vergine Immacolata. Cos sia.

Santa Teresa del Bambino Ges, che durante la tua esistenza terrena hai amato Dio
sopra ogni cosa e ti sei offerta vittima al suo amore misericordioso, aiutami
a rendere preziosi tutti gli istanti della mia vita, trasformandoli in atti di vero amore.
Concedimi di seguire la tua via di in fanzia spirituale, di vivere cio nello spirito
di evangelica semplicit e umilt, in un totale abbandono ai voleri del Signore.
Insegnami ad accettare ogni sofferenza come un dono prezioso fatto a chi pi ama.
Possa anch'io chiudere la mia vita terrena ripetendo le tue ultime parole:
"Dio mio, ti amo".
Biografia - Preghiere
Santa Teresa di Ges Bambino (di Lisieux) Pag. 37


SUPPLICA A SANTA TERESA DI GES BAMBINO

"... voglio passare il mio cielo a far del bene sulla terra, se Dio esaudisce la mia preghiera, far scendere
una pioggia di rose".

Santa Teresa di Ges Bambino del Volto Santo, Dottore della Chiesa, che al nostro mondo stravolto
dalla superbia hai mostrato "la via della piccolezza evangelica", insegnaci a diventare piccoli ed umili,
conservando il nostro cuore immune da ogni malizia e dall'orgoglio, perch soltanto per questa via
secondo la parola di Ges - potremo entrare nel Regno dei cieli.
Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo...

Santa Teresa di Ges Bambino del Volto Santo, Dottore della Chiesa, vittima offerta all'Amore
Misericordioso, che hai scoperto la tua missione nella Chiesa, di essere cio il cuore - l'amore - del
corpo mistico del Signore, insegnaci a rendere preziose le cose che compiamo, anche le pi piccole,
con l'amore soprannaturale.
Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo...

Santa Teresina di LisieuxSanta Teresa di Ges Bambino del Volto Santo, Dottore della Chiesa, che ti
sei impegnata a ricordarti di noi nella gloria del cielo, manda sul mondo quella pioggia di rose che
hai promesso, e soccorri tutti coloro che soffrono nel corpo e nello spirito. Ottienici soprattutto la
grazia di piacere a Dio facendo la sua volont, come hai saputo fare tu, abbandonandoci nelle sue
braccia di Padre amorevole, che tutto dispone per il nostro bene.
Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo...

O Santa Teresa di Ges Bambino del Volto Santo, Dottore della
Chiesa, che nella tua breve esistenza sei stata esempio di angelica
purezza, di forte amore e di generoso abbandono a Dio, volgi uno
sguardo di compassione a noi che confidiamo in te. Fa' tuoi i nostri
desideri, e rivolgi per noi una parola alla Vergine Maria di cui fosti
figlia prediletta e "che ti sorrise sul mattino della vita". Dille che,
come Madre di Dio e degli uomini, ci ottenga con la sua potente
intercessione la grazia che tanto desideriamo, e che l'accompagni
con una benedizione che ci fortifichi in vita, ci assista in morte e ci
conduca alla beata eternit. Amen.
Biografia - Preghiere
Santa Teresa di Ges Bambino (di Lisieux) Pag. 38

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PENSIERI di S. Teresa di Ges Bambino
S. Teresa di Ges Bambino (n. 2 gennaio 1873 - + 30
settembre 1897) negli ultimi giorni di vita rassicur le
consorelle che l'ingresso in cielo non le avrebbe
impedito di continuare a lavorare per la salvezza delle
anime, anzi, stava per incominciare la missione
appena abbozzata fra le mura del Carmelo. Quale
missione? La missione di far amare Dio come lei
l'aveva amato, d'insegnare alle anime la sua "piccola
via" di umilt e di abbandono.
Quell'arcano presentimento, quel suo desiderio
delicatissimo si verific in maniera stupenda cos da
divenire in breve la Santa pi popolare e pi amata del
secolo.
I Pensieri qui raccolti, estratti dagli Ultimi Colloqui,
dalle Lettere e dai Consigli fedelmente ripresi dalla
sorella, Madre Agnese di Ges, hanno lo scopo di facilitare l'eco di questa spirituale missione,
estendendola alla cerchia delle persone pi impegnate ma con poco tempo a disposizione. Sono
pensieri, in verit, generalmente assai brevi, ma sufficienti per dar materia di riflessione a chi ben
disposto nei riguardi della verit. Pensieri chiari e in linea con l'esigenza di concretezza, propria
dell'uomo d'oggi.
Teresa di Lisieux, infatti, con linguaggio limpido e fresco, ci mette in contatto con la sua anima, col
suo modo di pensare e di vivere profondo, traboccante di sentimento puro, di ardore serafico, di ansie
apostolicbe.
Acuta contemplativa, giovane ma ricca di esperienza e di divina saggezza, ella ci addita l'itinerario pi
semplice e sicuro per raggiungere la meta soprannaturale: entrare in intimit con Dio come con un
Padre amatissimo, sempre misericordioso e tenero verso chi, persuaso della propria debolezza e delle
proprie miserie, si volge a lui con illimitata confidenza; imitare il candore amabile del bimbo verso i
propri genitori, ma imitarlo con un atteggiamento consapevole, risoluto, a tutta prova, sorretti dalla
grazia. Atteggiamento questo in cui d'infantile c' l'esterna analogia delle cose e della locuzione, ma
che in verit comporta un'e spressione di fede solida, di speranza serena, di amore sommo verso Dio,
garantito dal zelo ardente per l'avvento del regno di Cristo sul mondo intero.
I pensieri qui riferiti, concernenti tutto l'arco del terreno pellegrinare di Teresa, mettono in evidenza
che ella mai si illuse circa il mistero della nostra salvezza, il quale, se comincia a Betlemme, si
consuma per sul Calvario. Per tale ragione si professava di Ges Bambino e del Volto Santo. La croce,
la sofferenza nel corpo e nell'anima marc profondamente i passi della sua vita fin dagli anni
dell'infanzia, con la morte prematura della mamma, con la malferma salute, la misteriosa malattia, la
separazione dalle sorelle maggiori. Nella adolescenza e giovinezza conobbe gli ostacoli al suo ingresso
nel Carmelo, le prove indicibili dei primi anni in monastero, le vicende dolorosissime del tramonto del
babbo, fino alla malattia che lentamente la consum.
Nessuno perci deve lasciarsi trarre in inganno: la Santa "delle rose e del sorriso" modell con fortezza
la sua esistenza sul santo Vangelo, imprimendo di puro eroismo gli atti pi ordinarie comuni,
credendo alla parola del Maestro che il regno dei cieli dei piccoli e di coloro che ad essi si fanno simili.
Biografia - Preghiere
Santa Teresa di Ges Bambino (di Lisieux) Pag. 39

o
1 L a perfezione consiste nel fare la volont di Dio, nell'essere come vuole lui.
2 Lamore di nostro Signore si rivela tanto bene nell'anima pi semplice che non resiste affatto alla
grazia, quanto nell'anima pi sublime.
3 Sulla terra non bisogna attaccarsi a nulla, neppure alle cose pi semplici e innocenti, perch ci
vengono a mancare quando meno ci si pensa. Non c' che l'eterno che ci pu contentare.
4 Allo stesso modo in cui il sole illumina i grandi cedri ed i piccoli fiori da niente come se ciascuno fosse
unico al mondo, cos nostro Signore si occupa di ciascun'anima con tanto amore, quasi fosse la sola ad
esistere. E come nella natura le stagioni tutte sono regolate in modo da far sbocciare nel giorno
stabilito la pratolina pi umile, cos tutto risponde al bene di ciascun'anima.
5 Un'anima in stato di grazia non ha nulla da temere dai demoni, i quali sono vigliacchi, capaci di
fuggire davanti allo sguardo di una bambina.
6 Non si pu gustare un po' di riposo fuorch nell'essere pronti a fare la volont del buon Dio.
7 Quant' grande la nostra anima! Eleviamoci al di sopra di ci che passa, teniamoci a distanza dalla
terra. Pi in alto l'aria pura. Ges si nasconde, ma si sa che non lontano.
8 Il Signore proporziona le prove alle forze che ci d.
9 E grande la mia gioia di essere senza gioia, per far piacere a Ges.
10 La gloria vera quella che durer eterna e per arrivare ad essa non necessario compiere opere
sfolgoranti, bens nascondersi e praticar la virt si che la mano sinistra ignori ci che fa la destra (Mt.
6, 3).
11 Che cos' una piccola sofferenza sopportata con gioia, quando penso che per tutta l'eternit si potr
amare pi perfettamente il buon Dio! Inoltre, soffrendo si possono salvare le anime.
12 La morte venuta a visitare un gran numero di persone che ho conosciute giovani, ricche, felici. Mi
piace tornare col pensiero ai luoghi incantatori ov'esse hanno vissuto, e domandarmi dove sono, che
cosa giovano loro i castelli, i parchi nei quali le ho viste godere le comodit della vita? E vedo che tutto
vanit e afflizione di spirito sotto il sole (Sir. 2, 11), che l'unico bene amare Dio con tutto il cuore, ed
essere quaggi poveri nello spirito.
13. I giorni pi radiosi sono seguiti da tenebre; soltanto il giorno della prima, unica, eterna comunione
del cielo sar senza tramonto.
14 Un cuore abbandonato agli affetti delle creature come pu unirsi intimamente con Dio? Sento che
questo non possibile.
15 Se Dio ci regalasse l'intero universo con tutti i suoi tesori, tutto ci non sarebbe paragonabile alla pi
lieve sofferenza. Che grazia quando al mattino non ci sentiamo un briciolo di coraggio, un briciolo di
forza per praticare la virt! Allora il momento di mettere la scure alla radice dell'albero (Mt. 3, 10).
Invece di perdere il tempo a racimolare qualche povera pagliuzza, affondiamo le mani nei diamanti!
Biografia - Preghiere
Santa Teresa di Ges Bambino (di Lisieux) Pag. 40

16 Ho inteso dire che non si mai incontrata un'anima pura che ami pi di un'anima penitente. Ah,
come vorrei smentire questa convinzione!
17 E incredibile come mi appare grande il mio cuore quando considero i tesori della terra, poich tutti
insieme non potrebbero contentarlo. Invece, come mi pare piccolo quando considero Ges! Vorrei
amarlo tanto!
18 Che grande fortuna essere umiliati! la sola strada che conduce alla santit.
19 La vita non che un sogno: presto ci sveglieremo con un grido di gioia!.. Pi grandi sono le nostre
sofferenze, pi sconfinata sar la nostra gloria. Oh, non perdiamo la prova che Ges ci manda!
20 Ho bisogno di dimenticare la terra. Quaggi tutto mi stanca, tutto mi di peso, non trovo che una
gioia: quella di soffrire per Ges; e questa gioia non sentita supera ogni gioia.
21 Come ho compassione delle anime che si perdono! cos facile smarrirsi nei sentieri fioriti di questo
mondo!
22 E meglio parlare a Dio che di Dio: si mescola tanto amor proprio nelle conversazioni spirituali!
23 Una domenica, guardando una immagine di nostro Signore in croce, fui colpita dal sangue che
cadeva da una sua mano divina, provai un dolore grande pensando che quel sangue cadeva a terra
senza che alcuno si desse premura di raccoglierlo; e risolsi di tenermi in ispirito ai piedi della croce per
ricevere la divina rugiada e spargerla, in seguito, sulle anime.
24 Ges fece di me un pescatore di uomini: sentii un desiderio grande di lavorare alla conversione dei
peccatori. Sentii che la carit mi entrava nel cuore, col bisogno di dimenticare me stessa per far piacere
agli altri; e da allora fui felice.
25 Non per restare nel ciborio d'oro che Ges discende ogni giorno dal cielo, ma per trovare un altro
cielo che gli infinitamente pi caro del primo: il cielo dell'anima nostra, fatta a immagine sua, il
tempio vivo dell'adorabile Trinit.
26 Offriamo tutte le nostre sofferenze a Ges per salvare le anime. Povere anime! Esse hanno meno
grazie di noi e tuttavia il sangue di un Dio stato versato per salvarle. Ges disposto a far dipendere
la loro salvezza da un sospiro del nostro cuore. Che mistero! Se un sospiro pu salvare un'anima, che
cosa non possono fare delle sofferenze come le nostre? Non rifiutiamo niente a Ges!
27 Per essere sposa di Ges bisogna che somigli a Ges, e Ges tutto sanguinante, coronato di spine.
28 Ges brucia d'amore per noi. Contempla il suo volto adorabile! Contempla i suoi occhi spenti e
abbassati! Contempla le sue piaghe! Contempla il suo volto! L vedrai quanto ci ama.
29 La santit non consiste nel dire belle cose e neppure nel pensarle o sentirle. Sta tutta nella volont di
soffrire.
30 Guardiamo la vita alla luce della realt! un attimo fra due eternit.
Biografia - Preghiere
Santa Teresa di Ges Bambino (di Lisieux) Pag. 41

31 Soffriamo in pace. Confesso che questa parola pace mi sembrava un po' forte, ma, riflettendoci a
fondo, ho scoperto il segreto di soffrire in pace. Chi dice pace, non dice gioia, o perlomeno gioia sentita.
Per soffrire in pace, basta solo volere tutto ci che Ges vuole.
32 Il santo Battesimo depone nelle anime un germe ben profondo delle virt teologali, poich si rivelano
fin dall'infanzia, e la speranza dei beni futuri basta per fare accettare i sacrifici.
33 Quante anime arriverebbero alla santit se fossero ben dirette! Lo so bene, il Signore non ha bisogno
di nessuno per far l'opera sua, ma, come permette a un giardiniere abile di coltivare piante rare e
delicate e gli d le cognizioni necessarie per far ci, riservando a s la cura di fecondarle, cos Ges
vuole essere aiutato nella sua divina cultura delle anime.
34 Non c'illudiamo di poter amare senza soffrire, senza soffrire molto. Tale la nostra povera natura e
non per nulla! la nostra ricchezza, il nostro guadagno d'ogni giorno. cos preziosa che Ges
venuto sulla terra apposta per questo: per possederla.
35 Verr un giorno in cui le ombre spariranno. Allora non rester pi che la gioia, l'ebbrezza...
Approfittiamo del nostro unico momento di sofferenza, badiamo solo all'attimo che passa. Un attimo
un tesoro. Un solo atto d'amore ci far conoscere pi a fondo Ges, ci avviciner a lui per tutta
l'eternit.
36 Bisogna sapere riconoscere fin dall'infanzia ci che il buon Dio chiede alle anime e assecondare
l'azione della sua grazia, senza mai precorrerla n rallentarla.
37 Non c' che una cosa da fare nella notte di questa vita, l'unica notte che non ritorna pi: quella
d'amare, amare Ges con tutta la forza del nostro cuore e salvargli le anime perch sia amato. Oh, fare
amare Ges!
38 Come gli uccellini imparano a cantare ascoltando i loro genitori, cos i figli imparano la scienza
della virt, il canto sublime dell'amor divino, dalle anime che dovranno formarli alla vita.
39 La grandezza vera si trova nell'anima e non nel nome. Colui che avr voluto essere il pi povero in
terra, il pi dimenticato per amore di Ges, proprio lui sar il primo in cielo, pi nobile e pi ricco di
tutti gli altri.
40 L'anima semplice e dritta non vede male in nulla, poich in realt il male esiste soltanto nei cuori
impuri e non negli oggetti insensibili.
41 Non t'affliggere per il fatto che non provi nessuna consolazione nelle tue comunioni. una prova che
bisogna sopportare con amore. Non perdere neppure una delle spine che incontri ogni giorno. Con una
sola di esse puoi salvare un'anima. .
42 Ah, se tu sapessi come il buon Dio offeso! La tua anima fatta apposta per consolarlo. Amalo fino
alla follia per tutti quelli che non l'amano!
43 E impossibile che un cuore, che trova riposo solo nel tabernacolo, offenda Ges al punto da non
poterlo ricevere. Ci che offende Ges, ci che lo ferisce al cuore la mancanza di fiducia.
44 La gioia non la troviamo negli oggetti che ci stanno intorno, bens nel profondo dell'anima.
Possiamo averla in una prigione altrettanto bene che in un palazzo. La prova che io sono pi felice nel
Biografia - Preghiere
Santa Teresa di Ges Bambino (di Lisieux) Pag. 42

Carmelo, anche tra prove intime ed esteriori, che nel mondo, circondata dalle comodit della vita e
soprattutto dalle dolcezze del focolare paterno.
45 Ges vuole che la salvezza delle anime dipenda dai nostri sacrifici, dal nostro amore. Egli viene da
noi a mendicare delle anime. Sappiamo capire il suo sguardo! Tanto pochi lo capiscono.
46 Le mie mortificazioni consistono nel rompere la mia volont, sempre pronta a imporsi, nel
trattenere una battuta di risposta, nel rendere piccoli servizi senza farli valere.
47 Ges mi ha fatto capire cbe concede miracoli a coloro la cui fede uguaglia un granello di senape, e fa
mutar di posto le montagne per rendere salda questa fede cos piccola; ma per i suoi intimi, per sua
Madre, non fa miracoli prima di avere messo a prova la loro fede.
48 Costa vivere, restare su questa terra d'amarezza e d'angoscia. Ma domani... un'ora, e saremo in
porto. Che felicit! Come sar bello contemplare Ges faccia a faccia per tutta l'eternit! Sempre,
sempre pi amore, sempre gioie pi inebrianti! ... Una felicit senza nubi.
49 Dio mirabile, ma soprattutto amabile. Amiamolo dunque, amiamolo fino al punto di soffrire per
lui tutto ci che vorr, anche le pene dell'anima, le aridit, le angosce, le freddezze apparenti.
veramente un grande amore l'amare Ges senza sentire nessuna dolcezza.
50 Quando si vuole conseguire uno scopo, occorre prendere i mezzi adeguati. Ges mi ha fatto capire
che voleva darmi delle anime per mezzo della croce, e la mia attrattiva per il dolore cresciuta in
proporzione con la sofferenza.
51 Non abbiamo che questi. brevi attimi di vita per amare Ges. Il diavolo lo sa molto bene e per questo
cerca tutte le vie per farceli perdere in un vano logorio.
52 Quando il demonio riuscito ad allontanare un'anima dalla santa Comunione, ha raggiunto il suo
scopo.
53 Le attrattive del mondo sono svanite per noi, ma tutto fumo, e a noi resta la realt. La vita diventa
cos un autentico tesoro: ogni istante un'eternit, un'eternit di gioia per il cielo, un'eternit...
Solamente Ges ; tutto il resto non .
54 La sofferenza mi ha teso le braccia e io mi ci sono gettata con amore.
55 Quali sorprese avremo alla fine del mondo leggendo la storia delle anime!
56 Non posso dire di avere ricevuto spesso delle consolazioni durante il mio ringraziamento della
Comunione; forse il momento in cui ne ho meno. Ma questo lo trovo naturale, perch mi sono offerta
a Ges come una persona che desidera ricevere la sua visita non gi per propria consolazione, bens per
il piacere di colui che si d a me.
57 Il Signore pi tenero di una madre.
58 Vedo che la sofferenza sola pu generare le anime, e pi che mai le sublimi parole di Ges mi svelano
la loro profondit: In verit, in verit vi dico se il chicco di grano gettato nella terra non muore, rimane
solo, ma se muore d molto frutto (Gv. 12, 24-25).
Biografia - Preghiere
Santa Teresa di Ges Bambino (di Lisieux) Pag. 43

59 Senza l'amore tutte le cose sono niente, anche le pi splendide, come risuscitare i morti o convertire
i popoli.
60 Dio tiene in mano sua il cuore delle creature e le orienta come vuole.
61 Nei brevi istanti che ci restano, non perdiamo il nostro tempo: salviamo le anime!
62 Facciamo della nostra vita un continuo sacrificio, un martirio d'amore, per consolare Ges. Egli non
vuole che uno sguardo, un sospiro, ma uno sguardo e un sospiro che siano per lui solo! Che tutte le
creature ci sfiorino appena.
63 Desidero essere dimenticata, e non soltanto dalle creature, ma anche da me stessa. Vorrei essere
ridotta a nulla fino al punto da non avere pi alcun desiderio. La gloria del mio Ges, ecco tutto!
Quanto alla mia, l'abbandono a lui e, se pare che mi dimentichi, non importa. libero di farlo, perch
non appartengo pi a me stessa, ma a lui. Si stancher prima lui di farmi aspettare, che io di aspettare.
64 Quanto fa bene all'anima lavorare per Ges solo, esclusivamente per lui! Oh, come soddisfatto
allora il cuore, come ci si sente leggeri!
65 Non conosco altro mezzo per giungere alla perfezione fuorch l'amore. Amare! per questo che
fatto il nostro cuore. Qualche volta cerco un'altra parola per esprimere l'amore, ma in questa terra di
esilio le parole sono impotenti a rendere tutte le vibrazioni dell'anima. Cos necessario attenersi a
quest'unica parola: amare!
66 La speranza della patria m'infonde coraggio: presto saremo in cielo. Allora non ci sar pi n giorno
n notte, ma il volto di Ges far regnare una luce senza uguale.
67 Facciamo nel nostro cuore un piccolo tabernacolo dove Ges possa rifugiarsi. Allora sar consolato
e dimenticher ci che noi non possiamo dimenticare: I'ingratitudine delle anime che l'abbandonano in
un tabernacolo deserto.
68 Poich Ges stato solo a spremere il vino (Is. 63, 5) che ci offre da bere, non ci rifiutiamo a nostra
volta di portare delle vesti tinte di sangue. Spremiamo per Ges un vino nuovo che lo disseti che gli
renda amore per amore. Ah, non perdiamo una sola goccia del vino che possiamo dargli! Allora,
guardando intorno a s (Mt. 12, 50), vedr che noi veniamo per aiutarlo.
69 Il tempo non che un miraggio, un sogno. Gi fin d'ora Dio ci vede nella gloria e gioisce della nostra
beatitudine eterna.
70 M sembra che l'amore possa supplire ad una lunga vita. Ges non guarda al tempo, che in cielo non
esiste pi. Non guarda che all'amore.
71 Preghiamo per i sacerdoti! Ogni giorno ci si accorge quanto siano rari gli amici di Ges. Mi sembra
che sia questo ci che lo ferisce pi profondamente: l'ingratitudine, soprattutto il vedere anime a lui
consacrate dare ad altri quel cuore che gli appartiene in maniera assoluta.
72 Se Ges non ha fatto di te un angelo del cielo, perch vuole che tu sia un angelo della terra. S, Ges
vuole avere la sua corte celeste quaggi come lass! Vuole degli angeli martiri, vuole degli angeli
apostoli.
Biografia - Preghiere
Santa Teresa di Ges Bambino (di Lisieux) Pag. 44

73 Che grazia essere vergine, essere la sposa di Ges! Ed questa grazia che ci accorda Ges. Vuole che
siamo sue spose e poi, secondo la sua promessa, anche madre sua e sorelle sue, perch dice nel Vangelo:
Chi fa la volont del Padre mio, quello mia madre, mio fratello e mia sorella (Mt. 12, 50). S, colui che
ama Ges tutta la sua famiglia, e trova in questo cuore unico, che non ha l'uguale, tutto ci che
desidera. Vi trova il suo cielo.
74 Che mistero! Ges non l'onnipotente? Le creature non sono forse di colui che le ha fatte? Perch-
dunque Ges dice: Domandate al Padrone della messe di mandare operai (Mt. 12, 50)? Perch? Ah,
l'unica ragione che Ges ha per noi un amore cos incomprensibile che vuol farci partecipare insieme
con lui alla salvezza delle anime! Non vuol fare nulla senza di noi. Il Creatore dell'universo aspetta la
preghiera di una povera piccola anima per salvare altre anime riscattate come lei a prezzo di tutto il
suo sangue.
75 La paura mi fa indietreggiare; con l'amore non soltanto vado avanti, ma volo.
76 Quale gioia pensare che il buon Dio giusto, cio che tiene conto delle nostre debolezze, che
conosce perfettamente la fragilit della nostra natura.
77 Com' dolce la via dell'amore! Senza dubbio si pu cadere, si pu commettere delle infedelt, ma
l'amore, sapendo trarre profitto di tutto, consuma rapidamente tutto quello che pu dispiacere a Ges,
lasciando soltanto una umile profonda pace in fondo al cuore.
78 Non desidero pi la sofferenza, n la morte; eppure le amo tutte e due. Ma l'amore solo che mi
attira.
79 Soprattutto il Vangelo mi occupa durante l'orazione: in esso trovo tutto il necessario per la mia
povera anima. Scopro sempre in esso luci nuove, significati nascosti e misteriosi.
80 La nostra vocazione non e quella di andare a mietere nei campi di grano maturo. Ges non dice:
Abbassate gli occhi, guardate i campi e andate a mietere. La nostra missione ancora pi sublime.
Ecco le parole di Ges: Alzate gli occhi e guardate... (Gv. 4, 35). Guardate come nel cielo vi sono dei
posti vuoti; spetta a voi riempirli. Voi siete i miei Mos in preghiera sulla montagna: domandatemi
operai ed io ve ne mander. Non aspetto che una preghiera, un sospiro del vostro cuore.
81 Per appartenere a Ges, bisogna essere piccoli, piccoli come una goccia di rugiada. Oh come sono
poche le anime che aspirano ad essere piccole cos!
82 I nostro Diletto non ha bisogno dei nostri pensieri originali, delle opere nostre strepitose. Se vuole
pensieri sublimi, non ci sono i suoi angeli, le sue legioni di spiriti celesti, la cui scienza sorpassa
infinitamente quella dei pi grandi geni della nostra misera terra?
83 L'apostolato della preghiera non forse, per cos dire, pi elevato che quello della parola? La nostra
missione, come carmelitane, di formare degli operai evangelici che salveranno milioni di anime delle
quali noi saremo le madri.
84 Mi voglio dedicare a far sempre, col pi grande abbandono, la volont del Signore.
85 Soltanto l'amore pu renderci graditi al Signore.
Biografia - Preghiere
Santa Teresa di Ges Bambino (di Lisieux) Pag. 45

86 Ah, se tutte le anime deboli e imperfette sentissero ci che sente la pi piccola fra loro, Teresa! Non
una dispererebbe d'arrivare alla vetta della montagna d'amore, poich Ges non chiede grandi azioni,
bens soltanto l'abbandono e la riconoscenza.
87 Nostro Signore vuol lasciare le pecorelle fedeli nel deserto (Mt. 18, 12). Come sono significative per
me queste parole! Egli sicuro di loro ed esse non sarebbero pi capaci di smarrirsi perch sono
prigioniere dell'amore. Cos Ges toglie loro la sua presenza sensibile per elargire le sue consolazioni ai
peccatori, o se anche le conduce sul Tabor, solo per pochi istanti.
88 I direttori di spirito portano avanti nella perfezione, facendo fare un gran numero di atti di virt, e
hanno ragione. Ma il mio direttore, che Ges, non m'insegna a contare gli atti: m'insegna a fare tutto
per amore, a non rifiutargli niente, ad essere contenta quando mi d un'occasione di mostrargli che lo
amo; ma tutto questo nella pace, nell'abbandono.
89 Quando non sento nulla, quando sono incapace di pregare, di praticare la virt, quello il momento
di cercare delle piccole occasioni, dei nonnulla che piacciono a Ges pi che l'impero del mondo, pi che
il martirio sofferto eroicamente. Per esempio, un sorriso, una parola amabile quando avrei voglia solo
di tacere o di avere un'aria annoiata.
90 Dammi da bere (Gv. 4, 7): era l'amore della sua povera creatura che il Creatore dell'universo
reclamava. Aveva sete d'amore.
91 Non tutte le anime possono somigliarsi: bisogna che ce ne siano di gruppi diversi per onorare in
modo particolare ciascuna perfezione del Signore.
92 Vorrei essere missionaria non soltanto per qualche anno, ma vorrei esserlo stata fin dalla creazione
del mondo ed esserlo fino alla consumazione dei secoli.
93 La mia vocazione l'amore!
94 Quando non mi capita nessuna occasione, voglio almeno dire tante volte a Ges che l'amo. Non
una cosa difficile e serve a tener vivo il fuoco: anche nel caso che mi sembrasse spento, questo fuoco
d'amore, vi vorrei gettare qualcosa lo stesso, e sono sicura che Ges lo ravviverebbe subito.
95 Ges non vuole che troviamo nel riposo la sua presenza adorabile. Egli si nasconde, si avvolge di
tenebre. Non cos che agiva nei confronti della folla dei Giudei, perch vediamo nel Vangelo. che il
popolo era rapito quando egli parlava (Lc. 19, 48). Ges affascinava le anime deboli con le sue parole
divine. Cercava di renderle forti per il giorno della prova. Ma come fu piccolo il numero degli amici di
nostro Signore quando taceva (Mt. 26, 63) davanti ai suoi giudici!
96 Ho trovato il mio posto nella Chiesa, e questo posto, Dio mio, me l'avete dato voi! Nel cuore della
Chiesa mia madre, io sar l'amore. Cos sar tutto!
97 E Ges che vuole il nostro amore, che lo va mendicando. Si abbandona, per cos dire, alla nostra
merc. Non vuole prendere nulla senza che glielo diamo e la pi piccola cosa preziosa ai suoi occhi
divini.
98 Ges, lo so bene, l'amore si paga soltanto con l'amore; perci ho cercato, ho trovato sollievo
rendendoti amore per amore.
Biografia - Preghiere
Santa Teresa di Ges Bambino (di Lisieux) Pag. 46

99 Se Ges avesse voluto mostrarsi a tutte le anime con i suoi doni ineffabili, senza dubbio non ce n'
una sola che l'avrebbe rifiutato. Ma egli non vuole che l'amiamo per i suoi doni. lui stesso che deve
essere la nostra ricompensa.
100 La terra il luogo del nostro esilio, e noi siamo viandanti che camminiamo verso la nostra patria.
Che importa se la strada da noi seguita non la stessa, dal momento che il cielo la nostra unica meta
e l saremo insieme per non lasciarci mai pi?
101 Ges non incontra se non ingrati e indifferenti tra i discepoli del mondo, e tra i suoi stessi discepoli
trova pochi cuori che si abbandonino a lui senza riserve e capiscano la tenerezza del suo amore infinito.
102 Le piccole croci costituiscono tutta la nostra gioia. Esse sono pi frequenti delle grandi e preparano
il cuore a ricevere queste altre quando tale la volont del Maestro buono.
103 Tutti i discorsi pi belli dei pi grandi santi sarebbero incapaci a far scaturire un solo atto d'amore
da un cuore che Ges non avesse in suo possesso. lui soltanto che sa servirsi della sua lira e nessun
altro pu far vibrare le sue corde armoniose. Ma Ges si serve di tutti i mezzi: le creature sono tutte al
suo servizio ed egli ama utilizzarle durante la notte della vita allo scopo di nascondere la sua presenza
adorabile; tuttavia non si nasconde a tal punto da non farsi intravedere.
104 Non Ges stesso che ha tracciato il nostro cammino? Non lui che c'illumina e si rivela alle
nostre anime? Tutto ci porta a lui. I fiori che crescono ai margini della via non seducono i nostri cuori.
Li ammiriamo, ci piacciono perch ci parlano di Ges, della sua potenza, del suo amore; made nostre
anime rimangono libere.
105 Le creature sono dei gradini, degli strumenti, ma la mano di Ges che dirige tutto. Non bisogna
vedere altro che lui in tutto.
106 Le grate del Carmelo non sono fatte per separare i cuori che si amano in Ges; servono piuttosto a
rendere pi forti i vincoli che li uniscono.
107 Gli apostoli senza nostro Signore lavorarono tutta la notte e non presero neppure un pesce, ma la
loro fatica era accetta a Ges. Voleva mostrare loro che lui soltanto ci pu dare qualcosa. Voleva che
gli apostoli si umiliassero. Figlioli, dice loro, non avete nulla da mangiare (Gv. 21, 52 Signore, rispose
san Pietro, abbiamo pescato tutta la notte senza prendere nulla (Lc. 5, 5). Forse, se avessero preso
qualche pesciolino, Ges non avrebbe fatto il miracolo; ma non avevano nulla e cos Ges riemp subito
la loro rete in modo da farla quasi rompere. Ecco qual' il carattere di Ges: dona da Dio, ma vuole
l'umilt del cuore.
108 Nella vita religiosa tutto cos grande! Raccattare una spilla per amore pu convertire un'anima.
Che mistero! Ah, solo Ges pu dare un tale valore alle nostre azioni! Amiamolo, dunque, con tutte le
nostre forze!
109 Custodire la parola di Ges, ecco l'unica condizione della nostra felicit, la prova _del nostro amore
per lui. Ma che cos' mai questa parola? Mi sembra che la parola di Ges sia lui stesso, lui Ges, il
Verbo, la Parola di Dio (Gv. 1, 1).
110 Quale felicit pensare che il buon Dio, la Trinit tutta intera ci guarda, in noi, e si compiace a
rimirarci!
Biografia - Preghiere
Santa Teresa di Ges Bambino (di Lisieux) Pag. 47

111 Molti servono Ges quando li consola, ma pochi sono disposti a tener compagnia a Ges che dorme
in mezzo ai marosi o che soffre nell'orto dell'agonia. Chi dunque vorr servire Ges per Ges solo?
112 Come dev'essere grande un'anima per contenere un Dio! E tuttavia l'anima del bambino di un giorno
per lui un paradiso di delizie. Che sar allora delle nostre che hanno lottato e sofferto per rapire il
cuore del loro Diletto?
113 Come bella la nostra religione! Invece d'inaridire i cuori (come crede il mondo), li sublima e li rende
capaci d'amare, d'amare d'un amore quasi infinito, perch deve continuare dopo questa vita mortale,
che ci data unicamente per conquistare la patria dei cieli, dove ritroveremo le persone care che
avremo amate sulla terra.
114 Spesso il Signore non vuole che la nostra volont. Egli domanda tutto e, se gli rifiutiamo la minima
cosa, ci ama troppo per cedere al nostro volere. Ma quando la nostra volont si conforma alla sua ed
Egli vede che lui solo che cerchiamo, allora si comporta con noi come si comport un tempo con
Abramo.
115 Le croci esteriori che sono mai? Il vero, autentico martirio il martirio del cuore, la sofferenza
intima dell'anima.
116 La strada che percorriamo molto diversa, ma la meta la stessa. Non dobbiamo avere che un solo
obiettivo: farci santi nella via che il buon Dio ci ha tracciata.
117 I cristiani pi perfetti, i sacerdoti, trovano che siamo esagerate, che dovremmo servire con Marta,
invece di consacrare a Ges i vasi delle nostre vite con i profumi che vi sono racchiusi. E tuttavia, che
importa se i nostri vasi si spezzano, dal momento che Ges consolato e il mondo costretto a sentire,
suo malgrado, i profumi che esalano e servono a purificare l'aria avvelenata che non cessa di respirare.
118 Il solo delitto rimproverato a Ges da Erode fu quello di essere pazzo... e io la penso come lui! S, era
una follia cercare quelle povere cose che sono i cuori dei mortali e farsene il proprio trono, lui, il re della
gloria, assiso al di sopra dei cherubini! Lui, la cui presenza non pu essere contenuta nei cieli. Era
pazzo il nostro Diletto a venir sulla terra a cercare dei peccatori per farne i suoi amici, i suoi intimi, i
.suoi simili, lui che era perfettamente felice con le altre adorabili due Persone della Trinit!
Noi non potremo mai fare per lui le pazze che egli ha fatto per noi, e le nostre azioni non meritano
questo appellativo, perch sono degli atti quanto mai razionali e immensamente al di sotto di ci che il
nostro amore vorrebbe compiere. dunque il mondo che insensato, perch ignora quello che Ges ha
fatto per salvarlo, lui l'accaparratore che seduce le anime e le porta alle fontane senz'acqua.
119 Oh, Ges, lasciami dire, nell'eccesso della mia riconoscenza, lasciami dire che il tuo amore arriva
fino alla follia! Come vuoi che, dinanzi a questa follia, il mio cuore non si slanci verso te.? Come
potrebbe aver limiti la mia fiducia?
120 Essere tua sposa, Ges, essere carmelitana, essere, per la unione con te, madre delle anime: tutto
questo dovrebbe bastarmi. Ma non cos... Sento in me altre vocazioni: sento la vocazione del
guerriero, del sacerdote, dell'apostolo, del dottore, del martire.
121 Il fuoco dell'amore pi santificante di quello del purgatorio.
Biografia - Preghiere
Santa Teresa di Ges Bambino (di Lisieux) Pag. 48

122 Sento la vocazione del sacerdote. Con quale amore, Ges, ti porterei nelle mie mani quando, alla
mia voce, discendessi dal cielo! Con quale amore ti darei alle anime! Ma, pur desiderando di essere
sacerdote, ammiro e invidio l'umilt di san Francesco d'Assisi e sento la vocazione d'imitarlo, rifiutando
la dignit sublime del sacerdozio.
123 Vorrei percorrere la terra, predicare il tuo nome, o Ges, e piantare sul suolo infedele la tua croce
gloriosa. Ma una sola missione non mi basterebbe: vorrei al tempo stesso annunciare il Vangelo nelle
cinque parti del mondo e fino nelle isole pi remote.
124 Com' dolce pensare che voghiamo verso l'eterne rive! Questo pensiero della brevit della vita
m'infonde coraggio, mi aiuta a sopportare le fatiche del cammino.
125 Dio ti trova degna di soffrire per suo amore ed questa la pi grande prova di tenerezza che ti possa
dare, poich la sofferenza che ci rende simili a lui.
126 Non ho altri mezzi per provarti il mio amore, Ges, se non gettar fiori, cio non lasciare sfuggire
alcun piccolo sacrificio, alcuna premura, alcuna parola, e profittare di tutte le piccole cose, e farlo per
amore. Voglio soffrire per amore e perfino gioire per amore: cos getter fiori davanti al tuo trono.
127 Considerando il corpo mistico della Chiesa, non mi ero riconosciuta in alcuno dei membri descritti
da san Paolo, o piuttosto volevo riconoscermi in tutti. La carit mi dette la chiave della mia vocazione.
Capii che, se la Chiesa ha un corpo composto da diverse membra, l'organo pi necessario, pi nobile di
tutti non le manca. Capii che la Chiesa ha un cuore e che questo cuore arde d'amore. Capii che l'amore
solo fa agire le membra della Chiesa; che, se l'amore si spegnesse, gli apostoli non annuncerebbero pi il
Vangelo, i martiri rifiuterebbero di versare il loro sangue. Capii che l'amore racchiude tutte le
vocazioni, che l'amore tutto, che abbraccia tutti i tempi e tutti i luoghi, in una parola che eterno.
128 Ges mio, ti amo! Amo la Chiesa mia madre. Mi ricordo che il minimo moto di amor puro le pi
utile che non tutte le altre opere riunite insieme (S. Giovanni della Croce).
129 Ges, Ges, se tanto delizioso il desiderio di amarti, che sar possederti, godere del tuo amore?
130 Oh, Ges, perch non posso dire a tutte le piccole anime quanto ineffabile la tua condiscendenza?
Sento che se, cosa impossibile, tu trovassi un'anima pi debole, pi piccola della mia, ti compiaceresti
di colmarla con favori anche pi grandi, se si abbandonasse con fiducia completa alla tua misericordia
infinita!
131 Non ho che un desiderio: quello di fare la volont di Dio.
132 Lavorare alla salvezza delle anime! per questo scopo che mi sono fatta carmelitana e, non potendo
essere missionaria d'azione, ho voluto essere missionaria d'amore e di penitenza come santa Teresa,
mia serafica Madre.
133 Se fosse necessario fare delle grandi cose, come saremmo da compiangere! Invece, siamo
immensamente fortunate, perch Ges si lascia conquistare dalle pi piccole.
134.Come sono diverse le vie per le quali il Signore conduce le anime! Nella vita dei Santi vediamo che ce
ne sono molti i quali non hanno voluto lasciare niente di loro dopo la morte, non il minimo ricordo, n
il pi piccolo scritto. Ce ne sono altri invece, come santa Teresa, i quali hanno arricchito la Chiesa con
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Santa Teresa di Ges Bambino (di Lisieux) Pag. 49

le loro rivelazioni sublimi, non temendo di rendere noti i segreti del Re, affinch egli sia pi conosciuto e
pi amato dalle anime. Quale di questi due generi di Santi piace pi al Signore? Mi sembra che gli siano
ugualmente graditi, poich tutti hanno seguito l'impulso dello Spirito Santo, e il Signore ha detto: Dite
al giusto che tutto bene Gs. 3, 10).
135 Tutto bene, quando si cerca soltanto la volont di Ges.
136 cos dolce aiutare Ges per mezzo dei nostri tenui sacrifici, aiutarlo a salvare le anime che ha
riscattato a prezzo del suo sangue e che aspettano solo il nostro aiuto per non precipitare nell'abisso!
137 Dove trovare il vero povero di spirito? Bisogna cercarlo molto lontano, dice il salmista. Non dice che
bisogna cercarlo in mezzo alle anime grandi, ma molto lontano, cio nella bassezza, nel nulla. Ah,
restiamo il pi lontano possibile da tutto ci che brilla, amiamo la nostra piccolezza, desideriamo di
non sentire nulla! Allora saremo povere di spirito e Ges verr a cercarci, per quanto lontane ci
troviamo, e ci trasformer in fiamme d'amore.
138 Quando Ges chiama un'anima a dirigere, a salvare una moltitudine di altre anime, necessario
che le faccia sperimentare le tentazioni e le prove della vita.
139 Una carmelitana che non fosse apostolo s'allontanerebbe dallo scopo della sua vocazione e
cesserebbe di essere figlia della serafica santa Teresa che desiderava dare mille vite per salvare
un'anima sola.
140 Pi che mai comprendo che i pi piccoli avvenimenti della nostra vita sono diretti da Dio. lui che
ci fa desiderare e che adempie i nostri desideri.
141 assai consolante pensare che Ges, il Dio forte, ha conosciuto le nostre debolezze, che ha tremato
alla vista del calice amaro, quel calice che prima aveva desiderato cos ardentemente di bere.
142 Lavoriamo insieme alla salvezza delle anime! Non abbiamo che un giorno, l'unico giorno di questa
vita per salvarle e dare cos al Signore la prova del nostro amore.
143 La sola cosa che desidero di fare la volont di Dio e confesso che, se in cielo non potessi pi
lavorare per la sua gloria, preferirei l'esilio alla patria.
144 La gioia, che i mondani cercano ansiosamente in mezzo ai piaceri, non altro che un'ombra fugace,
mentre la nostra gioia, cercata e gustata tra le fatiche e le sofferenze, una dolcissima realt, un
pregustare la felicit del cielo.
145 E un inconveniente vero e proprio essere composti di un corpo e di un'anima! Questo miserabile
frate asino, come lo chiamava san Francesco di Assisi, spesso d'impaccio alla sua nobile sorella e le
impedisce di lanciarsi l dove essa vorrebbe... In fin dei conti, nonostante i suoi difetti, non mi sento di
maledirlo. pur sempre utile a qualche cosa, perch fa guadagnare il cielo alla sua compagna e lo
guadagna anche per s.
146 martirio pi doloroso, pi ricco d'amore, il nostro, perch Ges solo lo vede. Non sar mai rivelato
alle creature sulla terra, ma quando l'Agnello aprir il libro della vita, che stupore per la corte celeste
sentire proclamare, insieme con quello dei missionari e dei martiri, il nome di povere bambine che non
avranno mai compiuto azioni strepitose!
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Santa Teresa di Ges Bambino (di Lisieux) Pag. 50

147 Quando cominciai ad imparare la storia della Francia, il racconto delle imprese di santa Giovanna
d'Arco mi riempiva d'entusiasmo; sentivo nel mio cuore il desiderio e il coraggio d'imitarla; mi
sembrava che il Signore mi destinasse, come lei, a grandi cose. Non m'ingannavo, ma, invece di udire le
Voci del cielo con l'invito al combattimento, sentii nel profondo dell'anima una voce pi dolce e pi
forte ancora: la voce dello Sposo delle vergini che mi chiamava ad altre imprese, a conquiste pi
gloriose. E nella solitudine del Carmelo ho compreso che la mia missione non quella di far incoronare
un re mortale, ma di far amare il Re del cielo, di assoggettargli il regno dei cuori.
148 Domandi a Ges che faccia sempre la sua volont. Per questo io sono pronta a percorrere il mondo
intero, e sono disposta anche a morire.
149 Dio vuole affermare il suo regno sulle anime tramite la persecuzione e la sofferenza, pi che
attraverso brillanti predicazioni.
150 Quale gioia pensare che la Vergine Immacolata nostra madre! Dal momento che ella ci ama e
conosce la nostra debolezza, che cosa abbiamo da temere?
151 Qualche volta, quando leggo certi trattati spirituali nei quali la perfezione viene rappresentata
attraverso tante intricate difficolt, il mio povero piccolo spirito non tarda a stancarsi. Chiudo il libro
dei sapienti che manda in pezzi la mia testa e dissecca il mio cuore, e prendo in mano la Sacra
Scrittura. Allora tutto mi diventa luminoso, una sola parola dischiude alla mia anima orizzonti infiniti
e la perfezione mi sembra facile: vedo che basta riconoscere il proprio nulla e abbandonarsi come un
bambino nelle braccia del buon Dio.
152 So che necessario essere tanto puri per comparire davanti al Dio di ogni santit; ma so pure che il
Signore infinitamente giusto e proprio questa giustizia, che spaventa un gran numero di anime,
costituisce il motivo della mia gioia e della mia fiducia. Essere giusto non vuol dire soltanto esercitare
la severit nel punire i colpevoli: vuol dire anche riconoscere le rette intenzioni e ricompensare la virt.
Ho tanta speranza nella giustizia del buon Dio, quanta nella sua misericordia.
153 La mia vita tutta di confidenza e d'amore e non capisco le anime che hanno paura di un cos
tenero Amico.
154 Pur non avendo il godimento della fede, mi sforzo tuttavia di compierne le opere.
155 I buon Dio non pu ispirare desideri inattuabili: perci posso, nonostante la mia piccolezza,
aspirare alla santit.
156 Pi la sofferenza intima ed nascosta agli occhi delle creature, tanto pi vi rallegra, o Dio mio.
157 L'ascensore che deve innalzarmi fino al cielo sono le vostre braccia, Ges! Per questo non ho
bisogno di crescere. Al contrario bisogna che resti piccola, che lo divenga sempre pi.
158.Dandosi a Dio, il cuore non perde la sua tenerezza naturale, anzi, questa tenerezza cresce
divenendo pi pura e pi divina.
159 La carit perfetta consiste nel sopportare i difetti degli altri, non stupirsi delle loro debolezze,
edificarsi dei minimi atti di virt che essi praticano. Ma soprattutto la carit non deve restare affatto
chiusa nel fondo del cuore. Nessuno - ha detto Ges - accende una fiaccola per metterla sotto il moggio,
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Santa Teresa di Ges Bambino (di Lisieux) Pag. 51

ma la mette sul candeliere affinch rischiari tutti coloro che sono in casa (Mt. 5, 15). Mi pare che questa
fiaccola rappresenti la carit, la quale deve illuminare e rallegrare non soltanto coloro che mi sono pi
cari, ma tutti coloro che sono nella casa, nessuno eccettuato.
160 La sofferenza diviene la gioia pi grande quando la si ricerca come il tesoro pi prezioso.
161 Pi sono unita a Ges, pi amo anche tutte le mie sorelle.
162 Credo sia meglio non esporsi alla battaglia quando la sconfitta sicura.
163 Quale pace inonda l'anima quando sin~ s'innalza al di sopra dei sentimenti della natura.! Non esiste
gioia paragonabile a quella che gusta il vero povero di spirito.
164 Quando non si guarda la bussola infallibile della volont dei superiori, quando ci si allontana dalla
via che essa indica e si fa questo col pretesto di far la volont di Dio, come se egli non guidasse
chiaramente coloro che pur tengono il suo posto, subito l'anima si smarrisce nei sentieri aridi ove
l'acqua della grazia le viene a mancare.
165 Non basta dare a chiunque mi chieda qualche cosa (Lc. 6 30), bisogna che io vada incontro ai
desideri, che mi mostri molto grata ed onorata di rendermi utile; e se prendono una cosa di mio uso,
non debbo mostrare di rimpiangerla, ma al contrario mostrarmi felice di esserne liberata.
166 Quando la carit ha gettato radici profonde nell'anima, si mostra anche all'esterno. C' un modo
cos garbato di rifiutare quanto non si pu fare, che il rifiuto fa piacere come il dono.
167 Dio si sempre servito delle sue creature come di strumenti per compiere l'opera sua nelle anime.
168 Oh, gl'insegnamenti di Ges come sono contrari ai sentimenti della natura! Senza il soccorso della
sua grazia sarebbe impossibile non solamente metterli in pratica, ma perfino capirli.
169 Alle anime semplici non occorrono mezzi complicati.
170 Un'anima infiammata d'amore non sa rimanere inattiva.
171 Non disprezzo i pensieri profondi che nutrono l'anima e l'uniscono a Dio, ma da lungo tempo ho
capito che non bisogna appoggiarsi ad essi e far consistere la perfezione nel ricevere molte luci. I
pensieri pi belli sono un nulla senza le opere.
172 L'amore si nutre di sacrifici: pi l'anima si priva di soddisfazioni naturali, pi la sua tenerezza
diventa forte e disinteressata.
173 Da lontano pare tutto rosa far del bene alle anime, far loro amare Dio pi e meglio, insomma,
modellarle secondo le nostre vedute e secondo i nostri pensieri personali. Da vicino tutto il contrario:
la tinta rosa scompare, si sente che far del bene tanto impossibile senza il soccorso del Signore,
quanto far brillare il sole in piena notte.
174 Vedo con gioia che, amando Dio, il cuore si dilata e pu dare incomparabilmente pi tenerezza ai
suoi cari che se fosse concentrato in un amore egoista e infruttuoso.
175 Bisogna assolutamente dimenticare i nostri gusti, i nostri concetti personali, e guidare le anime sul
sentiero che Ges ha tracciato loro, senza tentare di farle camminare sulla nostra via.
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Santa Teresa di Ges Bambino (di Lisieux) Pag. 52

176 Il Signore mi ha concesso la grazia di non farmi temere la guerra. Debbo fare il mio dovere a
qualunque costo.
177 Preghiera e sacrificio formano tutta la mia forza, sono le armi invincibili che Ges mi ha date,
toccano le anime ben pi che i discorsi. Ne ho fatta l'esperienza.
178 Come grande la potenza della preghiera! La si direbbe una regina che abbia ad ogni istante libero
adito presso il re e possa ottenere tutto ci che chiede.
179 La sola cosa che non sia invidiata l'ultimo posto; solo quest'ultimo posto non vanit e afflizione
di spirito.
180 Umiliarsi, sopportare con dolcezza le proprie imperfezioni: ecco la vera santit.
181 Per me la preghiera uno slancio del cuore, un semplice sguardo gettato verso il cielo, un grido di
gratitudine e d'amore nella prova come nella gioia: insomma qualche cosa di grande, di
soprannaturale, che mi dilata l'anima e mi unisce a Ges.
182 Amo molto le preghiere in comune, perch Ges ha promesso di trovarsi in mezzo a coloro che si
riuniscono nel suo nome (Mt. 18, 20); sento allora che il fervore delle mie sorelle supplisce al mio.
183 Qualche volta, se il mio spirito in un'ari it cos grande che mi impossibile trarne un pensiero per
unirmi al buon Dio, recito molto lentamente un Padre nostro e poi il saluto angelico. Allora queste
preghiere mi rapiscono: nutrono l'anima mia ben pi che se le avessi recitate precipitosamente un
centinaio di volte.
184 Debbo ricercare la compagnia delle sorelle che mi sono meno gradevoli, fare presso queste anime
ferite l'ufficio del buon samaritano. Una parola, un sorriso amabile bastano spesso perch un'anima
triste si espanda.
185 Il tuo amore, mio Dio, mi ha prevenuta fin dall'infanzia, cresciuto con me, ed ora un abisso del
quale non posso scandagliare la profondit.
186 Anche se avessi sulla coscienza tutti i peccati che si possono commettere, andrei, col cuore
spezzato dal pentimento, a gettarmi tra le braccia di Ges, poich so quanto egli ami il figlio prodigo
che ritorna a lui.
187 Voglio esser figlia della Chiesa com'era santa Teresa e pregare secondo le intenzioni del Santo
Padre, sapendo che queste intenzioni abbracciano l'universo.
188 Come un torrente che si getta impetuoso nell'oceano e travolge dietro di s tutto ci che ha trovato
sul suo passaggio, cos, Ges mio, l'anima che si sprofonda nell'oceano del tuo amore, attira con s
tutti i tesori che possiede.
189 Talvolta ci sorprendiamo a desiderare ci che attira per il suo splendore. In quei momenti,
mettiamoci subito con umilt tra la folla degl'imperfetti e stimiamoci delle piccole anime bisognose ad
ogni istante di essere sostenute dal buon Dio. Appena egli ci vede convinti del nostro nulla, ci tende la
mano.
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Santa Teresa di Ges Bambino (di Lisieux) Pag. 53

190 vero, vero che il Signore sceglie piccoli per confondere i grandi di questo mondo. Io non faccio
assegnamento sulle mie proprie forze, ma sulla forza di colui che sulla croce ha vinto le potenze
dell'inferno.
191 Essere con voi, essere in voi: ecco l'unico mio desiderio, o Signore!
192 O mio amato Ges, come mi apparite mite ed umile di cuore sotto il velo dell'ostia candida. Non
potete abbassarvi maggiormente per insegnarmi l'umilt.
193 Anime, Signore, abbiamo bisogno di anime! Specialmente di anime di apostoli e di martiri, affinch,
per loro mezzo, possiamo infiammare del vostro amore la moltitudine dei poveri peccatori.
194 Come sono felice di morire! S, sono felice, non perch sar libera dalle sofferenze - la sofferenza,
anzi, mi sembra l'unica cosa desiderabile in questa valle di lacrime -, ma perch sento che tale la
volont del buon Dio.
195 Non conto sulla malattia che mi conduce con troppa lentezza. Conto solo sull'amore, ormai. Chiedo
al Signore che tutte le preghiere fatte per me servano ad aumentare il fuoco che mi deve consumare.
196 Al momento di comparire dinanzi a Dio, comprendo pi che mai che una cosa sola necessaria:
quella di lavorare unicamente per lui e non fare nulla per s, n per le creature.
197 Quando vedo Maddalena avanzarsi alla presenza dei numerosi invitati, bagnare delle sue lacrime i
piedi del Maestro adorato che tocca per la prima volta, sento che il suo cuore ha compreso gli abissi
d'amore e di misericordia del Cuore di Ges, e che, per quanto peccatrice ella sia, quel Cuore
traboccante d'amore non solamente disposto a perdonarla, ma anche a prodigarle i tesori della sua
intimit divina, ad elevarla fino ai pi alti vertici della contemplazione.
198 So che vi sono Santi i quali trascorsero la vita a praticare incredibili mortificazioni per espiare i loro
peccati, ma vi sono molte dimore nella casa del Padre celeste (Gv. 14, 2). L'ha detto Ges ed per questo
che io seguo la via tracciatami da lui. Mi sforzo di non occuparmi pi di me stessa in nessuna cosa, e
tutto ci che Ges si degna di operare nella mia anima lo abbandono a lui, perch non ho scelto una
vita austera per espiare le mie colpe, ma quelle degli altri.
199 Da quando stato concesso anche a me di comprendere- l'amore del Cuore di Ges, confesso che
l'amore ha cacciato dal mio cuore ogni timore. Il ricordo delle mie colpe mi umilia, mi porta a non
appoggiarmi pi sulla mia forza che solo debolezza. Ma pi ancora questo ricordo mi parla di
misericordia e d'amore. Quando si gettano le proprie colpe, con fiducia tutta filiale, nel braciere
divorante dell'amore, come potrebbero non essere consumate per sempre?
200 All'anima che ama nulla sembra impossibile.
201 Sono felice di morire perch sento che questa la volont di Dio e che, molto pi di ora, potr essere
utile alle anime che mi son care.
202 croce m'ha seguita fin dalla culla, ma questa croce Ges me l'ha fatta amare con passione. M'ha
sempre fatto desiderare quanto voleva darmi.
203 Conto molto di non restare inattiva in cielo; il mio desiderio di lavorare ancora per la Chiesa e per
le anime. quello che domando al buon Dio e sono sicura che egli mi esaudir. Gli Angeli non si
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Santa Teresa di Ges Bambino (di Lisieux) Pag. 54

occupano forse continuamente di noi senza cessare mai di contemplare il volto di Dio, di perdersi
nell'oceano senza rive dell'amore? Perch Ges non dovrebbe permettermi d'imitarli?
204. Se lascio il campo di battaglia, non lo faccio per il desiderio egoistico di riposarmi; il pensiero della
beatitudine eterna fa appena trasalire il mio cuore. Da tanto tempo ormai la sofferenza divenuta il
mio cielo quaggi e stento ad immaginare come potr acclimatarmi in un paese dove la gioia regna
senza mescolanza alcuna di tristezza. Bisogner che Ges trasformi la mia anima e le dia la capacit di
godere, altrimenti non saprei sopportare le delizie eterne.
205 E lo stesso per me vivere o morire. Non vedo bene cosa dopo la morte avr di pi di quanto possiedo
gi ora. Vedr il buon Dio, ecco! Ma quanto a essere con lui, lo sono gi del tutto anche sulla terra.
206 Sono felice di andarmene presto in cielo, ma quando penso a quelle parole del Signore: Io verr
presto e porter con me la ricompensa da rendere a ciascuno secondo le sue opere (Ap. 22, 12), mi dico
che sar molto perplesso con me, perch opere io non ne ho... Non potr dunque rendermi secondo le
mie opere. Ebbene; ho fiducia che mi render secondo le opere sue!
207 Se, per impossibile, Dio stesso non vedesse le mie buone azioni, non me ne affliggerei. Lo amo tanto
che vorrei fargli piacere col mio amore e con i miei piccoli sacrifici anche senza che egli sapesse che
vengono da me. Sapendolo e vedendolo, sarebbe come obbligato a compensarmi. Non vorrei dargli
questo disturbo!
208 Vorrei tanto essere mandata al Carmelo di Hanoi e soffrire molto per il buon Dio; vorrei andarci, se
guarisco, per essere sola, per non avere consolazione, per non avere gioia sulla terra. Lo so bene che
Dio non ha bisogno delle nostre opere e sono sicura che non sarei utile laggi. Ma soffrirei e amerei.
questo che conta agli occhi suoi.
209 Sono convinta che le medicine siano inutili per guarirmi, ma mi sono accordata con Dio
misericordioso perch ne faccia profittare i poveri missionari: non hanno tempo n mezzi per curarsi.
Io gli chiedo che tutte le cure prodigate a me guariscano loro.
210 Mi hanno tanto ripetuto che ho coraggio, ed cos poco vero, che mi son detta: ma insomma, non si
pu far mentire la gente in questo modo! E mi son messa, con l'aiuto della grazia, a trovare il coraggio.
Ho fatto come un guerriero che si sente fare i rallegramenti per il suo valore, sa di essere un vile, e
finisce per vergognarsi dei complimenti, tanto che ne vuole diventare degno.
211 Non ho paura affatto degli ultimi combattimenti, n della sofferenza della malattia, per quanto
grandi siano. Dio mi ha aiutata e guidata per mano fin dalla primissima infanzia: conto su di lui. Sono
sicura che mi soccorrer fino infondo. Potr ben soffrire fino all'ultimo limite, ma non mai troppo: ne
sono certa.
212 Non desidero di morire pi che di vivere: cio, se dovessi scegliere, preferirei morire, ma poich Dio
che sceglie per me, io preferisco ci che vuole lui. Amo quello che fa.
213 Non si creda che, se guarisco, questo mi faccia deviare e distrugga i miei piani. Niente affatto! L'et
nulla agli occhi di Dio, e far in modo da restare bambina anche se dovessi vivere a lungo, a lungo.
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Santa Teresa di Ges Bambino (di Lisieux) Pag. 55

214 Io vedo sempre il lato buono delle cose. Alcuni prendono tutto in modo da affliggersi pi che sia
possibile. Per me il contrario. Se ho la sofferenza schietta, se il cielo talmente nero che non vedo
schiarite, ebbene faccio di questo la mia gioia.
215 Chiedere alla vergine Santa non lo stesso che chiedere al Signore. Lei sa bene cosa deve fare dei
miei piccoli desideri, se li deve dire oppure no: insomma sta a lei vedere di non forzare il buon Dio ad
esaudirmi, per lasciar fare a lui in tutto e per tutto la sua volont.
216 Non so se andr in purgatorio, non me ne angustio affatto; ma se ci vado, non rimpianger mai di
non avere fatto nulla per evitarlo, non mi pentir mai d'aver lavorato soltanto per salvare le anime.
Come sono stata felice sapendo che santa Teresa la pensava cos!
217 Non vi affliggete se io soffrir molto e se non vedrete in me nessun segno di felicit nel momento
della morte. Nostro Signore ben vittima d'amore, eppure sapete quale stata la sua agonia!
218 E detto nel vangelo che il Signore verr come un ladro (Mt. 24, 43). Verr presto a rubarmi. Come
vorrei aiutare il ladro!
219 elusioni non ne bo, perch sono contenta di tutto quello che fa il buon Dio, e desidero soltanto la
sua volont.
220 Tutto, al di fuori di Dio, tutto vanit.
221 Anche se avessi compiute tutte le opere di san Paolo, mi crederei ancora serva inutile e mi parrebbe
di aver le mani vuote; ma proprio questo che fa la mia gioia, perch, non avendo nulla, ricever tutto
da Dio.
222 Lo confesso francamente: morir d'amore, come nostro Signore morto d'amore sulla croce, mi
sembra ci che io sto provando.
223 Nostro Signore, nel giardino degli Olivi, godeva tutte le delizie della Trinit, eppure la sua agonia
non fu meno crudele. un mistero, ma ne capisco qualcosa per quello che provo io stessa.
224 Queste parole: Se anche Dio mi uccidesse, io spererei in lui (Giob. 13, 15), mi hanno rapita fin da
bambina. Per ho passato tanto tempo prima di stabilirmi in questo grado di abbandono. Ora ci sono!
Dio misericordioso mi ha preso tra le braccia e mi ha posta l.
225 soltanto con la preghiera e col sacrificio che possiamo essere utili alla Chiesa.
226 I bambini non si dannano!
227 Se l'anima mia non fosse colma di abbandono alla volont di Dio, se fosse necessario lasciarsi
sommergere dai sentimenti di gioia o di tristezza che si susseguono cos rapidi sulla terra, sarebbe
un'onda di dolore tanto amaro! Ma queste alternative toccano soltanto la superficie dell'anima mia.
Eppure, sono prove grandi!
228 Se avessi commesso tutti i crimini possibili, avrei sempre la stessa fiducia, sentirei che questa
moltitudine di offese sarebbe come una goccia d'acqua gettata in un braciere ardente.
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Santa Teresa di Ges Bambino (di Lisieux) Pag. 56

229 Non mi resta nulla nelle mani. Tutto quello che ho, tutto quello che guadagno, per la Chiesa e per
le anime. Se vivessi fino a ottant'anni, sarei sempre cos povera
230 Bisogner che il Signore faccia tutte le mie volont in cielo, perch io non ho fatto mai la volont
mia sulla terra.
231 Io non dico: se duro vivere nel Carmelo, dolce morirvi; ma dico: se dolce vivere nel Carmelo,
pi dolce morirvi.
232 Il Signore mi ha sempre fatto desiderare ci che voleva darmi.
233 Non posso pensar molto alla felicit che mi attende in cielo. Un'attesa sola mi fa battere il cuore:
l'amore che ricever e quello che vorrei dare. Penso a tutto il bene che vorrei fare dopo la morte: far
battezzare i bambini, aiutare i sacerdoti, i missionari, tutta la Chiesa.
234 Se fossi stata ricca, mi sarebbe stato impossibile vedere un povero affamato senza dargli subito una
parte del mio. Cos, via via che guadagno qualche tesoro spirituale, sentendo che nel momento stesso ci
sono anime in pericolo di cadere nell'inferno, do loro ci che possiedo, e non ho ancora trovato un
momento per dirmi: ora lavoro per me.
235 Sempre mi piaciuto ci che il buon Dio mi ha dato, anche le cose che mi parevano meno buone e
meno belle di quelle che avevano gli altri.
236 Il cuore mio pieno della volont di Dio, se versano qualcosa in esso, questo non penetra, un
nulla che scivola facilmente come l'olio che non si mescola con l'acqua. Resto sempre, nell'intimo, in
una pace profonda che nulla pu turbare.
237 Quante volte ho pensato che io potrei essere debitrice di tutte le grazie ricevute alle preghiere di
un'anima che pu avermi chiesta a Dio, e che io conoscer soltanto in cielo!
238 In cielo non s'incontreranno mai sguardi indifferenti, perch tutti gli eletti si riconosceranno
debitori reciprocamente di tutte le grazie che hanno valso loro la corona.
239 Sento che la mia missione sta per incominciare: la mia missione di far amare il Signore come io
l'amo, e dare alle anime la mia piccola via. Se Dio misericordioso esaudisce i miei desideri, il mio
paradiso trascorrer sulla terra fino alla fine del mondo. S, voglio passare il mio cielo a fare del bene
sulla terra. Ci non impossibile: nel seno stesso della visione beatifica gli Angeli vegliano su di noi.
240 Voglio insegnare alle anime la via dell'infanzia spirituale, il cammino della fiducia e dell'abbandono
totale. Voglio insegnar loro i piccoli mezzi che sono riusciti tanto bene a me, dir loro che c' una sola
cosa da fare quaggi: gettare a Ges i fiori dei piccoli sacrifici, prenderlo con le carezze.
241 Quando l'Angelo avr detto: Il tempo non pi, allora mi riposer e potr gioire, perch il numero
degli eletti sar completo e tutti saranno entrati nella gioia e nel riposo.
242 Non ho mai fatto come Pilato, il quale rifiut di ascoltare la verit. Ho sempre detto al Signore.
`Oh, mio Dio, voglio ascoltarvi, ve ne supplico, rispondetemi quando vi chiedo semplicemente: che cosa
la verit? Fate che io veda le cose quali sono, che niente mi abbagli!'.
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Santa Teresa di Ges Bambino (di Lisieux) Pag. 57

243 Che importa che sia io o un'altra persona a insegnare alle anime questa via d'amore e di fiducia?
Purch venga indicata, che importa il mezzo?
244 Non ho dato mai altro che amore al buon Dio: mi render amore.
245 Noi che corriamo nella via dell'amore, non dobbiamo pensare a ci che pu accadere di doloroso in
avvenire, perch sarebbe un mancar di fiducia.
246 "Rompi la tela al dolce incontro! (di S. Giovanni della Croce). Ho sempre applicato queste parole
alla morte che desidero fare. L'amore non consumer la tela della vita mia: la romper d'un colpo.
247 Mai ho voluto chiedere al Signore di morir giovane; perci sono sicura che in questo momento egli
compie soltanto la sua volont.
248 Ci che forma la nostra umiliazione nel momento in cui la subiamo, diventa in seguito la nostra
gloria fin da questa vita.
249 Tutto quello che ho fatto, l'ho fatto per far piacere al Signore buono, per salvargli anime.
250 Ho trovato felicit e gioia sulla terra, ma soltanto nella sofferenza, perch ho sofferto molto
quaggi. Bisogner farlo sapere alle anime.
251 Tutto passa in questo mondo mortale, anche la piccola Teresa passa... ma torner!
252.Il Signore misericordioso mi ha caricata di grazie per me e per molti altri.
253 Queste parole d Isaia: Chi ha creduto alla parola nostra... Egli senza splendore, senza bellezza...
Us. 53, 1-2), sono state il fondo di tutta la mia devozione al volto santo, o piuttosto di tutta la mia piet.
Anch'io desideravo essere senza bellezza, sola a premere l'uva nel torchio, sconosciuta a tutte le
creature
254 Oh, com' poco amato Dio sulla terra, anche dai sacerdoti e dai religiosi! No, il Signore non molto
amato!
255 Sono sicura che nostro Signore non abbia parlato agli apostoli con le sue istruzioni e la sua
presenza sensibile, diversamente da come parla a noi con le buone ispirazioni della sua grazia.
256 Essere piccoli vuol dire non perdersi d'animo per le proprie mancanze, perch i bimbi cadono
spesso, ma sono troppo piccini per farsi molto male.
257 Molte anime dicono: ma non ho la forza di fare questo sacrificio. Che s'impegnino! Dio
misericordioso non rifiuta mai la prima grazia, quella che d il coraggio d'agire. Poi il cuore si fortifica
e passa di vittoria in vittoria.
258 Non vorrei mai chiedere al Signore sofferenze pi grandi. Se le accresce lui, le sopporter con gioia,
perch mi verranno da lui. Ma se le chiedessi io, sarebbero sofferenze mie, le dovrei sopportare da sola;
ed io da sola non ho saputo mai far nulla.
259 Prego spesso i Santi senza essere esaudita; ma pi sembrano sordi alla mia voce, pi li amo.
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Santa Teresa di Ges Bambino (di Lisieux) Pag. 58

260 Per me, non ho lumi se non per vedere il mio piccolo nulla; ma questo mi fa pi bene dei lumi sulla
fede.
261 I Signore mi d coraggio in proporzione al patire. Sento che, per il momento, non potrei sopportare
di pi, ma non ho paura perch, se il dolore aumenter, aumenter il coraggio.
262 Soffro molto, ma soffro bene? Questo il punto!
263 Oh, quanto bisogna pregare per gli agonizzanti.! Se si sapesse!
264 Fa tanto bene e d tanta forza non dire le proprie pene inutilmente
265 Se fossi morta a ottant'anni e fossi stata in diversi monasteri, carica di responsabilit, sarei morta,
lo sento bene, piccola come oggi. Ed scritto che alla fine il Signore si alzer per salvare tutti i miti e gli
umili della terra (Sal. 75, 10). Non dice giudicare'. bens `salvare'.
266 Che cos' scrivere cose belle sulla sofferenza? nulla, nulla! Bisogna esserci per sapere!
267 M pare di aver cercato sempre la verit sola. S, ho capito l'umilt del cuore.
268 Tutto quello che ho scritto sui miei desideri di soffrire, oh, ben vero! Non mi pento di essermi
offerta all'Amore!
269 Vorrei dire un'infinit di cose che mi appaiono in piena luce, ora che sono alla porta dell'eternit.
Ma io non muoio, entro nella vita, e tutto ci che non posso dire quaggi, lo far comprendere dall'alto
dei cieli.
270 Il mio cuore calmo come un lago tranquillo o come un cielo sereno; non ho rimpianti per la vita
di questo mondo; il mio cuore ha sete delle acque della vita eterna. Ancora un poco e l'anima mia
lascer la terra, finir il suo esilio, terminer il suo combattimento. Salgo al cielo, raggiungo la patria,
colgo la palma della vittoria! Fra poco entrer nel soggiorno degli eletti, contempler bellezze che
l'occhio dell'uomo non ha veduto mai, udr armonie che l'orecchio mai ud, godr gioie che il cuore non
ha gustato mai... Eccomi giunta a quell'ora... Sono un fiore primaverile che il Giardiniere coglie a suo
piacere. Tutti siamo fiori piantati su questa terra e che Dio coglie a suo tempo: un po' prima, un po'
dopo. Un giorno ci ritroveremo in paradiso e godremo della vera felicit.

FONTI cathopedia.org wikipedia.org vatican.va santiebeati.it