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San Paolo della Croce Sacerdote | sito ufficiale http://paolodellacroce.altervista.org/index.html



San Paolo della Croce
Sacerdote

19 ottobre e 18 ottobre - Memoria Facoltativa

Ovada (Alessandria), 3 gennaio 1694 - Roma, 18 ottobre 1775

San Paolo della Croce, sacerdote, che fin dalla
giovinezza rifulse per spirito di penitenza e zelo e, mosso da
singolare carit verso Cristo crocifisso contemplato nel volto
dei poveri e dei malati, istitu la Congregazione della Passione
di Ges Cristo. Il suo anniversario di morte, avvenuta a Roma,
ricorre il giorno precedente a questo.
18 ottobre, ricorrenza secondaria:
A Roma, anniversario della morte di san Paolo della
Croce, sacerdote, la cui memoria si celebra domani.
San Paolo della Croce, al secolo Paolo Francesco Dnei
(Ovada, 3 gennaio 1694; Roma, 18 ottobre 1775) stato un
presbitero e fondatore italiano della Congregazione della
Passione di Ges Cristo e delle Passioniste: stato proclamato
santo da papa Pio IX nel 1867.
Nacque a Ovada, nell'Alessandrino, il 3 gennaio 1694 da
famiglia nobile anche se in difficolt economiche. Suo padre
un commerciante e lui lo aiuta, essendo il primo di 16 figli;
ma il suo desiderio creare un ordine religioso e combattere i
Turchi. Infine si fa eremita e a 26 anni il suo vescovo gli consente di vivere in solitudine nella chiesa
di Castellazzo Bormida, sempre nell'Alessandrino. Qui matura l'idea di un nuovo Ordine e nel 1725
Benedetto XIII lo autorizza a raccogliere compagni: il primo suo fratello Giovanni Battista.
Comincia a farsi chiamare Frate Paolo della Croce, poi fonda l'ordine dei Chierici scalzi della
santa Croce e della Passione di Nostro Signore Ges Cristo (Passionisti). Nel 1727 viene ordinato
prete a Roma, poi si ritira sul monte Argentario. Tornato a Roma, nel 1750 predica per il Giubileo.
Clemente XIV gli chiede spesso consiglio cos come il suo successore Pio VI. Muore il 18 ottobre 1775
a Roma e sar proclamato santo da Pio IX nel 1867. (Avvenire)
Etimologia: Paolo = piccolo di statura, dal latino
Martirologio Romano: San Paolo della Croce, sacerdote, che fin dalla giovinezza rifulse per spirito di
penitenza e zelo e, mosso da singolare carit verso Cristo crocifisso contemplato nel volto dei poveri
e dei malati, istitu la Congregazione dei Chierici regolari della Croce e della Passione di Nostro
Signore Ges Cristo. Il suo anniversario di morte, avvenuta a Roma, ricorre il giorno precedente a
questo.
(18 ottobre: A Roma, anniversario della morte di san Paolo della Croce, sacerdote, la cui memoria si celebra domani).
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Ecco uno che rema contro corrente per tutta la vita. E Paolo Francesco Danei, di famiglia nobile per
origine e malconcia quanto a denari. Il padre commercia con poca fortuna tra Piemonte e Liguria e
lui lo aiuta, essendo il primo di 16 figli. Ma ha poi certi progetti personali: creare un Ordine religioso,
ad esempio; o combattere contro i Turchi... Infine si fa eremita, dapprima per conto proprio; a 26
anni, il suo vescovo gli consente di vivere in solitudine presso una chiesa di Castellazzo Bormida (Al).
Qui egli matura lidea di un nuovo Ordine e nel 1725 papa Benedetto XIII lo autorizza verbalmente a
raccogliere compagni.
Ne raccoglie uno: suo fratello Giovanni Battista. E intanto definisce meglio il progetto: far
esattamente ci che allepoca risulta pi impopolare. Questa una pessima stagione per gli Ordini
religiosi, tra lavversione dei governi, le rivalit tra loro e la debolezza nella Chiesa; a papa Clemente
XIV, nel 1773, si imporr la soppressione della Compagnia di Ges. E anche il tempo della fede
sopportata da molti solo quale condimento di pii languori, motivo di ritualit elegante; una fede che
non parli di sacrificio e nasconda la Croce. Allora lui comincia col chiamarsi Frate Paolo della
Croce.
Poi fonda un inopportuno nuovo Ordine, detto dei Chierici Scalzi della Santa Croce e della
Passione di Nostro Signore Ges Cristo. Apertamente. Sfacciatamente, sicch tutti capiscano che lui
e i suoi predicano Cristo crocifisso come Paolo apostolo, qualunque cosa esiga o imponga lo spirito
dei tempi e qualunque smorfia facciano gli abati di corte. Nel 1727 stato ordinato prete dal Papa
stesso. Ha assistito i malati di un ospedale romano col fratello. Poi, ritirati sul Monte Argentario, i
due hanno visto arrivare altri giovani, affascinati da quella scelta cos rudemente contro. Sono i
primi Passionisti, che il fondatore educa come predicatori agguerriti: invece dei Turchi,
attaccheranno lignoranza, lirreligiosit, labbandono del Vangelo. Per questo i Passionisti sono
chiamati da ogni parte, e lOrdine riceve via via le successive approvazioni pontificie. Il fondatore
lavora alla loro formazione da vicino e da lontano: restano di lui duemila lettere, ma ne ha scritte
molte di pi, forse diecimila. Nel 1750 ha predicato a Roma per il Giubileo, insieme a san Leonardo
da Porto Maurizio. Papa Clemente XIV gli chiede spesso consiglio, e va di persona a trovarlo in casa
quando malato. Cos far il suo successore Pio VI, appena eletto.
Paolo della Croce muore dopo aver visto confermata, senza modifiche, la regola del suo Ordine che,
nato fuor di tempo nel XVIII secolo, alla fine del XX sar attivo in Europa, in America, in Africa e in
Asia. Il Padre dei Passionisti, noti per lemblema della croce e del cuore che portano sul saio, verr
proclamato santo da Pio IX nel 1867. Fnonte santiebeati.it

Biografia
Nacque a Ovada nel Monferrato, da Luca e Anna Maria Massari, entrambi ferventi cattolici, e venne
battezzato il 6 gennaio ricevendo il nome di Francesco Paolo.
Nel 1701 l'intera famiglia si trasfer a Castellazzo Bormida in una casa ancora oggi esistente,
nell'attuale vicolo Daneo.
Ricevette la sua prima educazione da un sacerdote carmelitano che teneva una piccola scuola per
ragazzi a Cremolino, vicino Ovada.
Fin da fanciullo mostr profondo interesse per la vita interiore. Insieme con il fratello Giovanni
Battista trascorreva molto tempo in preghiera, partecipava, quando poteva alla messa, e si accostava
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con frequenza ai sacramenti. Pur non compiendo studi regolari, ebbe modo di frequentare per due
anni delle scuole anche a Genova. Aiutava il padre Luca nel negozio di mercerie e di tabaccheria, con
frequenti spostamenti nella zona del Monferrato.
Nel 1713, secondo la sua stessa testimonianza, ascoltando l' omelia di un parroco, nella festa di santa
Maria Maddalena, si decise per una vita pi impegnata e di consacrarsi al Signore.
Rinunci ad un matrimonio vantaggioso e ad una cospicua eredit lasciatagli da un suo zio
sacerdote. Tenne per s solamente il libro della Liturgia delle Ore.
Pens anche di aggregarsi all'esercito veneziano che combatteva contro il pericolo ottomano. A
Crema, per, si sent ispirato a lasciare l'esercito ed a tornare a Castellazzo Bormida.
Nel 1720 si sent ispirato a fondare un istituto che facesse continua memoria della Passione di Ges e
si dedicasse alla catechesi popolare. Egli stesso scrisse:
In questo tempo mi vidi in spirito vestito di nero sino a terra, con una croce bianca in petto e sotto
la croce il nome SS. di Ges in lettere bianche.
Nel 1720, rivestito di una tunica nera (di arbagio) da eremita, dal vescovo di Alessandria, mons.
Arborio Gattinara, suo padre spirituale, scalzo e a capo scoperto, si ritir in una angusta cella presso
la chiesa dei Santi Carlo ed Anna in Castellazzo Bormida. In questa cella trascorse tutto il periodo
dell'Avvento e del Natale (23 novembre-2 gennaio 1720-21), vi stese la prima bozza della futura Regola
della nuova congregazione sulla base delle ispirazioni che aveva ricevute durante il ritiro stesso,
come riporta nell'introduzione alla proto-Regola e compose un diario quotidiano, dove registrava le
sue esperienze mistiche.
Inizi a vivere vita ritirata a cui si aggreg anche il fratello Giovanni Battista, suo indivisibile
compagno fino alla morte (1765).
Dopo varie peregrinazioni, a Gaeta e sul Monte Argentario (Grosseto), insieme al fratello, si dedic
per un certo periodo al servizio dei malati nell'ospedale di San Gallicano, in Roma.
Il 7 giugno 1727 papa Benedetto XIII lo ordin sacerdote nella basilica di San Pietro insieme con il
fratello Giovanni Battista.
Lasciato l'ospedale e ritiratisi sul Monte Argentario, iniziarono la fondazione della futura
Congregazione della Passione di Ges Cristo. Si dedicarono a tempo pieno alle missioni popolari in
Toscana e nell'Alto Lazio. Iniziarono ad aggregarsi altri, presbiteri, laici e chierici, chiamati alla stessa
vocazione, che univa la vita comunitaria, fortemente contemplativa e ascetica, all' apostolato della
Parola, specialmente per le popolazioni pi abbandonate delle Maremme.
La Regola passionista venne approvata la prima volta da Benedetto XIV il 15 maggio 1741.
Dopo l'approvazione della Regola, il primo capitolo si tenne nel ritiro (casa di recollezione) intitolato
alla Presentazione di Maria sul monte Argentario (GR) il 10 aprile 1747. Durante questo capitolo,
Paolo, contro la sua volont fu eletto all'unanimit primo superiore generale, e tale carica egli ricopr
per tutta la vita.
Nonostante fosse continuamente occupato dalla premura di governare la nascente congregazione
e di fondare nuove case (ritiri), tuttavia mai smise di predicare la Parola della Croce, ardente
com'era del desiderio della salvezza delle anime.
(Lettera di papa Pio IX per la beatificazione di Paolo, 1853)
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Il 3 maggio 1771 Paolo, con la collaborazione della venerabile suor Crocifissa Costantini, fond le
Monache Passioniste.
Fu instancabile nei suoi impegni apostolici, sempre legato al suo austero modo di vivere che lo port
a lunghe e prolungate infermit.
La Regola e la Congregazione vennero solennemente approvate nel 1769 da papa Clemente XIV.
Paolo mor a Roma, il 18 ottobre 1775 e sepolto nella Basilica dei Santi Giovanni e Paolo, sede della
curia generalizia della nuova congregazione, donata da papa Clemente XIV.

I principali compagni e collaboratori

Tra i compagni di Paolo che si distinsero negli inizi della congregazione dei passionisti ricordiamo:
Giovanni Battista Danei, suo fratello pi piccolo di un anno, fedele compagno sin dalla fanciullezza,
che condivise in tutto gli stessi suoi ideali; stato dichiarato venerabile e cofondatore della
congregazione dei Passionisti;
Marco Aurelio Pastorelli, maestro dei novizi e missionario;
Tommaso Struzzieri,missionario, diventato in seguito visitatore apostolico della Corsica, poi vescovo
di Amelia e poi di Todi;
Fulgenzio di Ges Pastorelli, mistico e missionario;
san Vincenzo Maria Strambi, missionario indefesso, predicatore di esercizi al clero, poi vescovo di
Macerata-Tolentino e primo agiografo di Paolo.
Agnese Grazi, prima collaboratrice e prediletta figlia spirituale di Paolo, della citt di Orbetello, alla
quale diresse molte lettere di direzione spirituale;
La venerabile Lucia Burlini e Rosa Calabresi, altre distinte discepole di Paolo, ambedue di profonda
vita mistica.

Dottrina spirituale

La "devozione" alla Croce, segno supremo dell'amore di Dio per l'umanit da redimere, nonch lo zelo
per la salvezza delle anime, sono le caratteristiche della sua spiritualit, anzi della sua mistica.
Il suo insegnamento ha come fondamento la morte mistica e la divina nativit, in Cristo Crocifisso e
risorto che ci introduce nel seno del Padre, secondo la dottrina del Vangelo di san Giovanni. Il
Crocifisso la massima espressione dell'amore di Dio verso gli uomini e nello stesso tempo il vertice
della risposta obbedienziale del Servo del Signore alla divina volont redentrice.
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La sua mistica cristo-passiocentrica prende le distanze sia dal giansenismo che dal quietismo, ancora
molto presenti nella sua epoca
Ritroviamo questi riferimenti in numerose lettere che egli inviava alle persone che dirigeva nella vita
spirituale: presbiteri, religiosi, laici. Gli viene attribuito anche un piccolo trattato intitolato Morte
mistica ovverossia l'olocausto del puro spirito riscoperto nel 1976. Molto maggiore importanza riveste il
Diario di Castellazzo, redatto durante il ritiro dei 40 giorni (23 novembre 1720 - 1 gennaio 1721). Esso
contiene in nuce tutti gli elementi della sua dottrina mistica vissuti in prima persona, all'inizio del suo
cammino di mistico del Calvario, di Fondatore e di missionario apostolico infaticabile.
Un elemento anticipatore dell'ecumenismo rappresentato dalla sua ardente preghiera per la
conversione dell'Inghilterra, gi presente nel ritiro di Castellazzo.
Solo a met Ottocento se ne videro i primi frutti con l'arrivo dei Passionisti in Inghilterra guidati dal
beato Domenico Barberi che accolse l'abiura del ministro anglicano John Henry Newman. Per questo
nella liturgia viene chiamato venator animarum (cacciatore di anime).

Diario di Castellazzo

Il Diario di Castellazzo un testo di spiritualit di San Paolo della Croce, redatto durante un ritiro di
40 giorni, 23 novembre 1720 - 1 gennaio 1721. Esso contiene in nuce tutti gli elementi della sua dottrina
mistica, cos come il santo li visse in prima persona, all'inizio del suo cammino di mistico del Calvario,
di Fondatore e di missionario apostolico infaticabile.

Storia
Il 22 novembre 1720 monsignor Francesco Arborio Gattinara, vescovo di Alessandria, aveva rivestito
Paolo di una tunica nera da eremita. Paolo si ritir in una stanzetta attigua alla chiesa di San Carlo a
Castellazzo Bormida (AL). Vi rest chiuso dal giorno seguente al primo gennaio successivo.
Durante il ritiro Paolo altern slanci mistici e fortissime aridit. Lo assal il desiderio di vedere salvi
tutti gli uomini, e si dichiar disposto ad essere "scarnificato per un'anima". Dal 2 al 7 dicembre scrisse,
"come infusa nello spirito", la formula del nuovo Istituto Religioso, che doveva essere intitolato a I
poveri di Ges.
Durante tale ritiro Paolo visse il periodo pi intenso della sua vita spirituale, e raggiunse i gradi pi
elevati della vita mistica, fatta eccezione dell'unione trasformante, che avvenne pi tardi; fu inoltre
illuminato da una serie di intelligenze altissime, nelle quali apprese con viva e profonda chiarezza i
misteri della fede, ed ebbe varie estasi e rapimenti, mescolati con prove che perfezionarono la sua
purificazione.
Quasi ogni giorno speriment l'unione di quiete e l'unione piena. Uscito dal ritiro, il vescovo Gattinara
lo nomin custode del romitorio di Santo Stefano a Castellazzo, e diede a Paolo il permesso di
predicare, ma non quello di "radunare compagni". Tale ultimo permesso poteva essere concesso solo
dalla Santa Sede.
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Dottrina
Un elemento caratteristico di questo testo rappresentato dall'ardente preghiera per la conversione
dell'Inghilterra. In ci San Paolo anticipatore del movimento ecumenico.
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Diario spirituale
Il Diario spirituale un genere letterario della spiritualit. La storia della spiritualit cristiana ne
conosce molti pregevoli esempi.
I Diari dei santi riflettono l'autentica vita interiore di persone pervase dalla grazia e sinceramente
desiderose di conseguire la perfezione della carit evangelica.

Il Diario come strumento di crescita personale

In un Diario spirituale si annota la vita dello spirito, con le reazioni giornaliere: incertezze, dubbi,
propositi. Il Diario si scrive giorno per giorno, e differisce dall'autobiografia, la quale una riflessione
posteriore e ordinata della propria vita.
In genere la composizione del diario spirituale aiuta una persona che agli inizi della vita spirituale,
perch la scrittura del Diario stimola ad una riflessione sistematica sul proprio vissuto, senza
divagazioni e perdite di tempo. A volte tale pratica diviene il sostitutivo o un integrativo della
meditazione o dell'esame di coscienza. quindi un grande aiuto anche per la guida spirituale che
segue la persona che compone il diario.
La scrittura di un Diario rappresenta per anche un certo pericolo. Il Diario pu generare nel
compositore, al quale stato richiesto di redigere il diario, un senso di vanit, di
autocompiacimento; egli pu anche arrivare a distorcere i fatti, dal momento che cosciente che
altri lo leggeranno.
Scrivere un diario spirituale, quindi, deve rispondere a un vero bisogno dell'anima, per l'utilit dello
scrivente o come aiuto alla sua guida spirituale.
La scrittura di un Diario potr essere utile per chiarire uno stato interiore che non si riesce ad
esprimere a voce, o per superare un certo periodo critico, ed anche per obbligarsi ad uno sforzo di
lavorio su se stessi.

La lettura dei Diari

La lettura di un Diario spirituale richiede molta capacit di discernimento, per distinguere tra i dati
soggettivi e la realt oggettiva in cui si trova la persona che compone il diario.
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Diario spirituale
di San Paolo della Croce
E' una lettera-diario destinata al vescovo di Alessandria mons. Gattinara, che, dopo averlo rivestito
dell'abito della Passione e avergli assegnata una stanza attigua alla sacrestia della chiesa di s. Carlo a
Castellazzo Bormida (AL), gli chiese di scrivere le proprie riflessioni durante la sua esperienza di
orazione e di penitenza, tra il 23 novembre 1720 e il 1 gennaio 1721. Tale documento aiuta a conoscere
l'esperienza e la spiritualit di San Paolo della Croce.
Il testo riportato nel seguito (pp. 733-752) e' stato prelevato dal libro di P. Fabiano Giorgini C.P. "S. Paolo della
Croce, Lettere ai Passionisti" Edizioni CIPI Piazza SS. Giovanni e Paolo, 13, 00184 ROMA, Vol. I, 1998, pp. 1024
324 Resoconto del suo ritiro al vescovo .
Castellazzo. Diario : 23/11/1720 - 01/01/1721.
Deo gratias et Mariae semper Virgini
Novembre, sabato, che fu il primo giorno del mio ritiro in S. Carlo feci indegnamente la s.
Comunione; non fui n raccolto particolarmente, n distratto. Il resto del giorno fui afflitto
interiormente con particolar modo di malinconia, la quale non come quella che si prova ne [i]
travagli
del mondo, ma una certa passione interiore, che nello spirito e nel cuore, mista con segrete
tentazioni, le quali appena si conoscono et affliggono per questo grandemente l'anima, che uno non
sa,
per cos dire, se sia di qua o di l, tanto pi che non v' in quel tempo alcun segno sensibile
d'orazione;
so bene che Dio mi fa intendere che purificano l'anima. Io so che, per misericordia del nostro caro
Dio,
non desidero saper altro, n gustar alcuna consolazione, solo che desidero d'esser crucifisso con
Ges.
[nov.] Domenica, feci indegnamente la s. Orazione; non fui con particolar elevazione, ma
me ne stetti con la solita pace interiore, cio a dire con la pura avvertenza amorosa in Dio, in
generale,
infusa nello spirito; feci poi indegnamente la SS. Comunione, e me ne stetti per qualche tempo
raccolto, e poi fin cos.
[nov] Luned, fui nell'orazione insensibile et anche distratto; nella S. Comunione nel
principio fui raccolto, e poi cess. Il pi fervore che sentissi, et anche con qualche lagrima, fu di
notte,
pregando il Signore per la S. Chiesa e per i peccatori, e perch si plachi per quest'imminente flagello,
che merito per li miei peccati, e altre preghiere che qui non scrivo.
Il resto del giorno fui pieno d'afflizione, di malinconia, et anche tentato di compassione verso la casa;
mi rendeva fastidio il vedere le genti, il sentirli passeggiare, il suono, le campane; insomma mi pareva
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che avessi il cuor sepolto, senza alcun sentimento d'orazione. E pure non mi sovvenne di desiderarne
il sollievo, e mentalmente son contento d'averle; ma questa contentezza non si sente, perch in
questo tempo vi del travaglio, e particolare; una certa contentezza, che sia fatta la Volont SS.ma
del nostro caro Dio, e questa sta sepolta come sotto le ceneri nel pi segreto dello spirito; so che
difficile a spiegarmi, perch chi non prova difficile intendere.
26 [nov] Marted, feci indegnamente l'orazione di notte e fui secco fuori che nel principio, che
fui in qualche soavit interiore molto sottile e delicata. Feci poi la ss. Comunione e fui
particolarmente
elevato in Dio con altissima soavit et un certo caldo al cuore, che teneva anche lo stomaco, che
sentivo
essere soprannaturale, il quale mi faceva star in grande consolazione.
So che feci anche de' colloqui sopra la dolorosissima Passione del mio caro Ges; quando gli parlo dei
suoi tormenti v.g. gli dico: Ah mio Bene! quando foste flagellato come stava il vostro SS. Cuore? Caro
mio Sposo, quanto v'affliggeva la vista dei miei gran peccati e delle mie ingratitudini! Ah mio Amore!
perch non muoio per Voi? perch non vengo tutto spasimi?
E poi sento che alle volte lo spirito non pu pi parlare, e se ne sta cos in Dio con i suo tormenti
infusi nell'anima; et alle volte pare che si disfacci il cuore.
Il resto del giorno, e massime alla sera fui particolarmente afflitto e malinconico in quella maniera
sopradetta, e perch questa malinconia non leva la pace del cuore si sente grand'afflizione, che non
sovviene pi n consolazioni spirituali, n altro, e pare che non se ne abbia mai avuto; so che dico al
mio Ges che le sue croci sono le gioie del mio cuore.
27 [nov] Mercoled, fui in orazione di notte; nel principio fui molto raccolto, e dur qualche
poco; poi provai qualche inquietudine di pensieri e qualche tentazione che dur poco.
La SS. Comunione fu con altissima soavit et elevazione in Dio mista con lagrime, e poi m' venuto
in memoria d'aver sentito a dire che si dice [da alcuni] che non soffrir questa nudit; in questo
istante fu tanto il giubilo e il desiderio di patimenti, che il freddo, le nevi, et il gelato mi parevano
soavit, e li desideravo con gran fervore, dicendo al mio caro Ges: le tue pene, caro Dio, sono i pegni
del tuo amore; e poi restavo cos godendo del mio diletto Ges in altissima soavit, e pace, senza
moti delle potenze, ma cos in silenzio.
Non mi cessa il fervore nel pregare per li predetti bisogni. So d'aver avuto anche impulso particolare
d'andar a Roma per questa gran maraviglia di Dio. Dicevo anche al mio Sommo Bene, se vuole che
scrivi la regola per li Poveri di Ges, e me ne son sentito gran mozione con gran soavit. Mi
rallegravo che il nostro grand'Iddio si voglia servire di questo gran peccatore, e dall'altra parte non
sapevo dove gettarmi, vedendomi tanto vile. Basta: so che dico al mio caro Ges, che tutte le creature
canteranno le sue misericordie.
28 [nov] Gioved. Nell'orazione fui arido e qualche poco distratto; nella SS. Comunione fui
raccolto, dopo cio nel ringraziamento e preghiera fui con molta tenerezza di lagrime, massime
pregando il Sommo Bene per l'esito felice della SS. Ispirazione[= fondare la Congregazione], che per
sua infinita bont mi ha dato, e continuamente mi d.
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Mi ricordo che pregavo la Beatissima Vergine con tutti gli Angeli e Santi, e massime li Santi
Fondatori, et in un subito mi paruto in spirito di vederli prostrati avanti l'Altissima Maest di Dio a
pregare per questo, ci mi successe in un attimo come un lampo, in soavit mista con lagrime; il
modo che li vidi non fu con forma corporea; fu cos in spirito, con intelligenza dell'anima, la quale
non so spiegare e quasi subito spar.
29 [nov. Venerd]. Feci indegnamente l'orazione e la SS. Comunione arido e nell'orazione fui
distratto. Voglio spiegarmi come posso nelle distrazioni: quando sono distratto, l'anima n pi n
meno
sta in pace con Dio, con tutto che sia conturbato da pensieri, che mi molestano.
Alla volte dico al mio intelletto che se ne fugge or qua or l: va dove vuoi, che sempre anderai in Dio;
ci mi avviene in queste distrazioni, cio qual sorte di pensieri mi siano passati per la mente (fuori
che non siano evidenti tentazioni) nel tempo dell'orazione non lo so dire, solo che so essere cose
indifferenti et alle volte mi sovviene che mi vengono pensieri anche spirituali, tuttavia per
l'intelligenza che Dio mi d, e me ne accorgo, so che l'anima sta sempre fissa in Dio colla sua pace,
ma resta pi insensibile e segreta, e di questo se ne accorge la volont, che la bocca dove entra il
cibo ss.mo del divino Amore, la quale abbench resti cibata segretamente per l'impedimento che le
danno queste due potenze, memoria et intelletto, che se ne fuggono nelle distrazioni, tuttavia lei non
manca di starsene tutta attenta al suo cibo che il ss. amore di Dio, il pi si che non lo sente tanto,
come quando le restano unite insieme le altre due potenze.
Et a mio credere si come quando un bambino ha la bocca alla mammella della madre, che ingoia il
latte, e con le mani e colli piedi sgambetta, si torce, crolla il capo, et altre cose simili, ma sempre
s'allatta, perch non leva mai la bocca dalla mammella della madre. Certo si che gli farebbe pi pr
se stasse quieto, che a far quel [che]si detto, ma tuttavia il latte li va gi per la gola, perch non leva
mai la bocca dalla mammella della madre.
Cos l'anima: la volont che la bocca, non manca di succhiare il latte del ss. amore, abbench le
potenze, memoria et intelletto, se ne fuggono; certo si che sente pi giovamento quando se ne
stanno quiete, et unite. Io non saprei spiegarmi meglio perch il Signore non mi fa intender altro.
30 [nov] Sabato, giorno di S. Andrea Apostolo. Fui nell'orazione arido e distratto, nella SS.
Comunione fui raccolto; dopo fui con molte lagrime. Mi sovviene che pregavo il mio Ges che mi
facesse umile in sommo grado; desideravo d'esser l'ultimo delli uomini, la feccia della terra, e
pregavo
la B. Vergine che me ne intercedesse la grazia con molte lagrime. Mi sovviene che dissi al mio Ges,
che m'insegnasse qual grado di umilt pi li piace e mi sentii dire nel cuore: Quando tu ti getti in
ispirito ai piedi di tutte le creature, sino sotto ai piedi dei demoni, questo quello pi mi piace.
Ho gi inteso che l'abbassarsi sino sotto l'inferno, sotto i piedi dei demoni, allora Dio alza al
Paradiso, perch siccome il demonio volle alzarsi al pi alto del Paradiso, e per la sua superbia fu
gettato al pi profondo dell'inferno, cos viceversa l'anima che si umilia fin sotto l'inferno fa tremare
il demonio, lo confonde, et il Sommo Bene l'esalta al Paradiso. So che tutto del mio Dio, a Lui sia
onore e gloria in sempiterno. Amen.
Dicembre, Domenica. Tanto nell'orazione che nella SS. Comunione sono stato arido e
distratto, con anche qualche malinconia sopradetta.
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[dic] Luned. Sono stato insensibile e distratto s nella s. Orazione, come nella SS.
Comunione, con differenza che nella S. Comunione non fui distratto, n si d quasi mai che resti
distratto; secco, arido, questo s, ma o poco o assai, o avanti o dopo, sento sempre per lo pi qualche
mozione di cuore, e da venire e da sparire in un subito, che appena la senti, e poi restar come un
tronco,
o dura pi ; in tutto sia benedetto il Dator dolcissimo d'ogni bene.
[dic] Marted, fui tutto il giorno afflitto con grand'afflizioni; n'ho provato quand'ero secolare,
ma non cos sensibili e veementi, per me quantunque sia in questo stato, mi sento gran desiderio
che
durino, e li so dire che quando mi vengono queste sorti d'affanni o sia afflizioni (che non so come
chiamarli) mi paio sepolto in un abisso di miserie, mi paio l'uomo pi miserabile e desolato che si
trovi,
e pur l'anima le abbraccia, perch sa che volont di Dio, e che sono le gioie di Ges. Mi viene da
dire
con santa Teresa: O patire o morire.
[dic] Mercoled, feci orazione raccolto e provai anche dolci inquietudini di pensieri. Nella S.
Comunione fui molto in soavit; il mio caro Dio mi dava intelligenza infusa del gaudio che avr
l'anima quando lo vedremo a faccia a faccia, che sar unita con lui in santo amore.
Poi mi veniva dolore di vederlo offeso, e gli dicevo che mi desidererei scarnificato per un'anima.
Ahim! mi pareva languire, vedendo la perdita di tante anime che non sentono il frutto della
Passione del mio Ges. Quando Iddio mi d quest'intelligenza altissima del gaudio che si prover
quando si vedr a faccia a faccia, cio uniti a lui, l'anima non puole, per cos dire, soffrire di star pi
nel corpo, perch con altissimo lume di fede si vede nell'infinito amor del suo Dio; le viene il
desiderio di sciogliersi dal corpo.
So che m' gi venuto di dire che il corpo una catena dell'anima, il quale la tiene legata; che sino a
tanto che Dio non la rompa colla morte del corpo, non puole volare all'unione e vista perfetta del suo
amato Bene.
Dicembre, fui nell'orazione e nella Comunione molto in pace; nel principio ebbi molta
tenerezza, cio avanti di comunicarmi, e molta cognizione di me stesso, e dicevo agli Angeli che
assistono all'adorabilissimo Mistero [dell'Eucaristia], che mi scaccino fuori della Chiesa, essendo
peggior d'un demonio; pure la particolar confidenza con il mio Sacramentato Sposo non si part; li
dicevo che si ricordi di quello m'ha lasciato nel S. Vangelo, che non venuto a chiamare i giusti, ma
i
peccatori [Mt 9, 13].
[Dicembre] Venerd, fui particolarmente raccolto, massime nella SS. Comunione, dopo la
quale fui con gran pace e soavit, con dolcissimi affetti; avevo particolar fervore di pregar Dio che
Lui
facesse presto a fondare questa S. Congregazione di S. Chiesa, e per i peccatori; ebbi molta
intelligenza infusa d[egl]i spasimi del mio Ges, e avevo tanta brama dell'essere con perfezione unito
con Lui, che desideravo sentire attualmente i suoi spasimi, ed essere in croce con Lui. Queste
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maraviglie con parit corporea [= con parole, ragionamenti umani] non si possono spiegare, perch
Dio le fa intendere altissimamente all'anima con moti tanto spirituali, che non si possono spiegare, e
le intende in un attimo. Tutto il resto del giorno sono stato arido et anche molestato da pensieri, ma
in pace.
7 [dic] Sabato. Nell'orazione della mattina fui in pace e poi fui anche molestato da pensieri;
nella S. Comunione fui particolarmente raccolto, et elevato con lagrime sino che mi facevano male
le
ossa dello stomaco, perch tremavo un p di freddo, ma poi dopo tutto spar.
Questo m'interviene spesso; so che mi sono sentito gi debole di corpo (oh! infinita misericordia del
nostro sommo Bene) dopo la SS. Comunione sentirmi migliorare e forte. Questo secondo
l'intelligenza che Dio mi d, avviene dal vigor grande che riceve lo spirito da quell'angelico cibo, che
ridonda anche a fortificar il corpo. Ho avuto parimente gran fervore, misto con lagrime, di pregare
per la conversione dei poveri peccatori. Dicevo al mio Dio che non posso pi vederlo offeso. Ebbi
anche particolar tenerezza in pregare che Dio per sua piet fondi presto la S. Congregazione, e che
mandi gente per sua maggior gloria, e profitto dei prossimi, e questo con gran desiderio e fervore: et
io li dicevo che mi accettasse per minimo servo dei suoi poveri, e mi pareva essere indegnissimo
(come cos) di fargli lo sguattero.
Ho avuto gran cognizione di me, mi par quando Dio mi d quest'altissima cognizione d'essere peggio
d'un demonio; d'esser una sporchissima cloaca, come con verit cos, ma non mi si parte mai la
grandissima e tenerissima confidenza con il mio Sacramentato Sposo. Li dico che con farmi tante
grazie, e s innumerabili favori risplenderanno piu' le sue infinite misericordie, perch le fa al pi
gran peccatore. In tutto sia lodato il suo SS. Nome.
8 [dic] Domenica, fui nell'orazione al solito in pace; nel far l'offerta de' spasimi, che ha sofferto
il mio Ges, mi sono sentito mosso a lagrime, e parimenti nel pregare per tutti del mio prossimo.
Nella
SS. Comunione sono stato paticolarmente raccolto e massime nel fare il racconto doloroso et
amoroso de' suoi tormenti al mio Ges.
Questa grazia cos soprana, che il mio caro Dio mi fa in questo tempo, non la so spiegare, perch non
posso. Sappia che nel raccontare le pene al mio Ges alle volte come ne ho raccontata una o due,
bisogna che mi fermi cos, perch l'anima non pu pi parlare e sente a liquefarsi. Sta cos languendo
con un'altissima soavit mista con lagrime, con le pene del suo Sposo infuse in s, o pure per pi
spiegarmi, immersa nel cuore e dolore ss.mo del suo Sposo dolcissimo Ges; alle volte ne ha
intelligenza di tutte, e se ne sta cos in Dio con quella vista amorosa e dolorosa. Ci difficilissimo a
spiegarsi; parmi sempre cosa nuova.
9 [dic[ Luned, sono stato molto inquietato, e molestato da pensieri; nella SS. Comunione sono
stato raccolto, e poi arido, et anco di nuovo molestato da pensieri; nelle suppliche fatte al mio Dio
nell'orazione di notte sono stato molto fervoroso, massime nel pregare per la conversione dei
peccatori.
10,11,12,13 [dic]. Sono stato arido, distratto, tentato stavo per forza in orazione, ero tentato di gola, e
mi veniva fame; sentivo il freddo pi del solito, e la carne ne desiderava il sollievo, e perci volevo
scappar dall'orazione. Lo spirito, con la grazia del nostro caro Dio, resisteva; e per le violenze, et
assalti, che venivano e dalla carne e dal demonio; per me la tengo per tale, che v'entrasse anche il
demonio perch so che ha grand'invidia di chi fa orazione.
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Or, come dissi, per la resistenza mi risaltava il cuore, crollavo da capo a piedi, e mi facevano male sin
le ossa delle reni, e dello stomaco, ma, per misericordia di Dio, dicevo che voglio starmene cos a
costo di farmi portar via a pezzi; e ci veniva perch la carne voleva prender ristoro prima del tempo,
che m'ero prefisso di star in orazione. Venuta l'ora destinata di partirmi, restavo in pace con
tranquillit desideroso di patir sempre pi, anzi dicevo al mio Dio, che non mi levi mai i patimenti.
Questo mi gi succeduto altre volte, e di spesso; ne sia per benedetto il caro Iddio. So che ho
inteso che questa sorte d'orazione di patire un gran regalo, che Dio fa all'anima per farla un
armellino di purit, uno scoglio ne[i] patimenti, a segno che non ne faccia pi conto, e quando sar
giunta col favor di Dio a questo stato, il Sommo Bene la brucier d'amore. Bisogna avvertirsi a [non]
ritirarsi dall'orazione in questo tempo s doloroso, perch non si sminuirebbe il patire, anzi l'anima
senza profitto si affliggerebbe pi, perch si vedrebbe andar in tepidezza, pertanto so che Dio mi d
quest'intelligenza, che l'anima, che Dio vuole tirare all'altissima unione con Lui per mezzo della s.
orazione, bisogna che passi per questa strada di patire nell'orazione; anche, e dico patire senza alcun
conforto sensibile, che l'anima non sa pi dove sia, cos per dire, ma ha l'altissima intelligenza infusa,
che Dio le d, che sempre in braccio del suo Sposo, allattata dalla sua infinita carit. So che anche
ho inteso, ma in segreto, quando ero in un patimento particolare che a chi vincer si dar la manna
nascosta, che quello dice la S. Scrittura [Ap 2, 17]. La manna nascosta ho inteso che sar il cibo
dolcissimo del s. amore, cio l'anima in altissimo riposo col suo dolcissimo Sposo nella s.
orazione. Deo gratias.
14 [dic] Sabato. Sono stato raccolto, et ho provato anche aridit, e distrazione di pensieri, et anco de'
sopradetti patimenti, ma non cos violenti. Nella SS. Comunione sono stato raccolto, e con delle
tenerezze nel fare gli affetti amorosi al mio Sacramentato Ges, il quale sia da tutti lodato e
amato. Amen.
15,16,17,18 [dic]. In questi giorni sono stato arido, distratto con delle inquietudini, e combattimenti
tra la carne e lo spirito in quella guisa mi son spiegato di sopra, quando pi quando meno, assalti
d'impazienza, e di partirmi dall'orazione, tentazioni di mangiare con sentirmi mosso a particolar
appetenza di fame, e ci mi succedeva anche nell'orazione, et io dicevo al mio Ges, che non me ne
liberi, ma bens mi faccia passare per patimenti; onde che per special grazia del mio Dio, abbench
sia in particolari desolazioni, e tentazioni, afflizioni interiori, non mi sovviene desiderarne sollievo.
Ho avuto in questi giorni subitanea mozione di cuore a lagrime, ma subito spariscono, o almeno vi
stanno poco, e poi venivo nel modo sopradetto, ma per misericordia del Sommo Bene non si parte la
pace del cuore. M'intendo che non mi sento il cuore perturbato da scrupoli, ma bens in pace con
Dio. Mi par bene che non faccia niente di buono, come cos, ma mi confido nella somma Bont del
Sommo Bene, che sia da tutti amato. Amen.
Non mi si parte il continuo desiderio della conversione di tutti i peccatori, e mi sento mosso
paticolarmente a pregare il mio Dio per ci, che non vorrei pi che fosse offeso.
[dic] Gioved, ebbi soavit mista con lagrime di particolar contrizione per li miei peccati, e
ci avanti di confessarmi ed anche dopo, e poi spar.
[dic] Venerd, ebbi dell'aridit et anche del raccoglimento, per li spasimi del mio Ges; mi
sovviene che la sera antecedente del gioved dicevo che il ricordarmi del giorno funebre e doloroso
B i o g r a f i a P a g . | 13

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del
venerd sono cose da spasimare, e venire degli accidenti; dicevo al mio Ges che mi faccia venire
degli
accidenti per il dolore.
[dic] Sabato, giorno di S. Tommaso Apostolo. Sono stato molto travagliato da assalti e
combattimenti di quella forma sopra detta. Ed cos: siccome lo spirito, colla grazia di Dio, vuole
sottomettere la carne e farla stare soggetta et obbediente con unirla alla ragione, la carne all'incontro
le
par duro ci, e per questo quando si sente fame vorrebbe cibarsi, quando stracca di stare in fatica o
in
orazione per la lunghezza di stare in ginocchio, vorrebbe riposarsi, s'ha freddo vorrebbe riscaldarsi,
ecc.
Per questo dico, che in questo giorno mi sentivo molestato con gran veemenza dalla maggior parte di
queste cose, e lo spirito resisteva e voleva star con Dio nella s. orazione, abbench si sentisse afflitto e
desolato, et all'incontro la carne non voleva, e per questo si movevano le passioni con afflizioni
veementi del cuore che risaltava, e mi faceva tremare da capo a piedi, a segno che mi facevano male
le ossa e venivo [meno] che mi pareva di non poter pi.
Poi sortiva fuori assieme l'inimico con le tentazioni d'impazienza, mi moveva a sdegno sino verso li
Sacerdoti, che venivano a dir la S. Messa, facendomi vedere che venivano troppo tardi, e pareva che
fossi sforzato a dirgli de' spropositi iniqui; io allora alzavo la voce a Dio et a Maria SS. che mi
aiutasse, e dicevo che voglio star cos sino che siane dette tutte le Messe, e ci per fare contro la
tentazione, che pareva fossi violentato a partire.
Finito questo mi sentivo venir tentazioni d'orribilissime bestemmie contro Dio, parendomi sentirmi
dire dentro di me esecrande scelleraggini; allora gridavo a Maria SS.ma che mi aiutasse. Sappia che in
questo stato l'anima sta come in un gran abbandonamento, non sente pi divozioni di cuore verso il
suo Dio, non si ricorda pi di niente delle cose particolari dello spirito, si pare ridotta in un abisso di
miserie. vero per che, abbench sia in gran desolazione, le sopra dette tentazioni per contro Dio
spariscono come un lampo, e non permette il Sommo Bene che la povera anima perseveri in queste
orribili tentazioni.
Nel segreto del cuore vi sta un certo segreto e quasi insensibile desiderio di sempre essere in
patimenti, siano questi, siano altri; per vero che [da] quelle tentazioni contro Dio, lo prego a
liberarmene; quei diabolici parlamenti trucidano il cuore e l'anima. Per il patire non importa, ma
l'anima non puol soffrire di sentire di essere tentata contro il suo Dio.
Tuttavia so che l risplende la gloria di Dio, et il demonio resta confuso, perch in quelle resitenze
che l'anima fa, e in quei patimenti, (per l'intelligenza che Dio mi d), il Sommo Bene se ne compiace,
et il demonio resta deriso e poi fugge. Intendo anche che Dio la tiene in braccio, ma non se ne
accorge, e da questo ne viene, che si pare in un grand'abbandonamento, et in gran miseria, come che
tutto cio' frammischiato con gli assalti sopra detti; e se Dio, per sua infinita piet, non dasse
particolar aiuto, sono cose da atterrirsi.
Ho da dire una cosa per maggior gloria di Dio; e si che quando sono in questo stato nel quale sono
gi stato le rare volte, e con durata, ma non con tanta veemenza, prego il mio Crucifisso Ges, che
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non me ne liberi, anzi li desidero per patire, e ho una certa segreta paura che se ne vadano, a riserva
per di quelle tentazioni contro Dio: ma [= eccetto] quando Dio voglia permetterle per mia maggior
mortificazione. La paura sopra detta viene dal desiderio, che l'anima ha, di seguire Ges nei
patimenti. Del profitto che ne prova non se ne puol dire tanto che sia abbastanza, ma non cerca
questo, perch l'amore non cerca profitto, ma solo la gloria del suo Sommo Bene.
Conferivo con un mio fratello assai spirituale (1), (non essendo io degno di essere chiamato suo), e la
conferenza era de' patimenti spirituali che si provano, e gli dicevo che non m'incalo [non mi curo] a
conferire de' patimenti, perch ho paura che se ne vadano con sentirne qualche sollievo, quando non
cos. Or dicevo che temo pi la sottrazione dei patimenti, che un che tema perdere le sue
ricchezze. Vero che quando il timore l'affligge, ma io mi sento paura di perdere i patimenti, ma non
m'affligge con levarmi la pace del cuore, e perci vado attento a raccontarli se non a chi ho
obbligazione di s. obbedienza; far ben coraggio con dire quanto son dolci i patimenti, se parlo con
chi patisce, ma poi dirgli tutti li miei che il Signore mi d, questo poi no.
Vorrei poter dire che tutto il mondo sentisse la gran grazia che Dio per sua piet fa, quando manda
da patire, e massime quando il patire senza conforto, ch allora l'anima resta purificata come l'oro
nel fuoco, e viene bella e leggera per volarsene al suo Bene, ossia alla beata trasformazione senza
accorgersene; porta la croce con Ges e non lo sa, e questo procede dalla moltitudine e variet dei
patimenti, li quali la mettono in grande scordamento, che non si ricorda pi di patire.
Ho intelligenza che questo un gran patire con frutto e di gran gusto a Dio, perch l'anima viene ad
essere indifferente a segno che non pensa pi n a patire, n a godere; solo che sta fissa alla volont
ss.ma del suo diletto Sposo Ges, volendo piuttosto essere crucifissa con lui, perch ci pi
conforme al suo amato Dio, il quale in tutta la sua ss. vita non ha fatto altro che patire. In tutto sia
lodato il Sommo Bene, che per sua infinita bont si degna dare et infondere questa intelligenza al
gran peccatore.
[dic] Domenica, sono stato raccolto con molto sensibile fervore.
[dic] Luned, nell'orazione di notte sono stato con gran pace, soavit e lagrime con altissima
intelligenza dell'infinite perfezioni, massime dell'infinita Bont; e poi il resto del giorno sono stato
sepolto in desolazione e inquietato esternamente da pensieri causati dal demonio di cose future.
Quest'esternamente m'intendo che vengono questi pensieri come quando l'acqua del mare in
burrasche, la quale gonfiata da' venti fa le onde grosse, le quali quando sono vicine a scogli, li danno
colpi, che pare li vogliano fracassare e disfare; ma non cos; li danno s, ma non li penetrano n li
disfanno, pu esser che li disgranino qualche poco, ma poi per la durezza dello scoglio non vi
pericolo, che l'onde per grosse che siano li rompano.
Cos segue dell'anima, quando in orazione, la quale in quel caso uno scoglio, perch Dio la tiene
nella sua infinita carit, e perci si puol dimandare [dire] uno scoglio di fermezza perch il Sommo
Bene gliela d. Ora il demonio, invidioso di quest'altissimo stato dell'anima quando in orazione,
vedendo che non pu rapirla dall'infinite mani dell'Immenso, cerca almeno sturbarla qualche poco
con assalirla ora con tentazioni, ora con immaginazioni, ora con variet di pensieri, ed alle volte, per
pi ingannarla con sue infami finzioni; e ci per levarla dall'altissima attenzione a Dio. Ma che? in
mezzo a quest'onde tempestose dei demoni, l'anima sta come uno scoglio, essendo che sta sempre
fissa al suo amato Bene.
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Quest'onde poi di pensieri non servono ad altro che a sgravarla qualche poco, e si di farla stare per
qualche momento senza quella singolarissima et altissima vista continua del suo Diletto, abbench
intendo, che non vi stia n meno quel momento: ci l'ho detto per spiegarmi meglio, perch n pi
n meno vi sta, ci pare solo all'anima, la quale si svolge contro questi assalti, che rigetta, e perci
pare alla meschina, perch perde un p di attenzione amorosa, di non essere in braccio al caro
Sposo; anzi Dio mi fa intendere che vi , e si compiace di vederla combattere, e questo le serve di
maggior profitto, perch in virt di quel patire, che fa nel combattimento, si purifica a guisa dello
scoglio, che se prima della burrasca era un p rugginoso, dopo la burrasca viene un poco pi purgato,
perch il moto delle onde lo lava. vero per che bisogna star avvertiti, che quando vengono queste
burrasche d'inquietudini, di pensieri [bisogna] starsene sempre fissi in Dio senza farne conto, perch
vedendo l'inimico, che non se ne fa capitale, se ne fugge poi deriso, perch vede che, con l'aiuto di
Dio, non si temono.
Quando mi trovo in queste burrasche di pensieri, ed altre inquietudini mi volto al mio Dio
dicendogli: Mio Bene, mirate un poco come si trova questa povera anima mia: e poi lo prego, che se
cos la sua SS. Volont, me ne liberi, e poi seguito a star cos: non tralascio di confessare, che mi
diano molto fastidio, ma sia tutto per amor del Sommo Bene, a cui sia onore e gloria in
sempiterno. Amen.
24 [dic] Marted, son stato con particolar raccoglimento e lagrime, e massime nella S.
Comunione; alla Notte SS. sono stato anche raccolto, ma non cos particolarmente; fui anche con
molte
tenerezze, massime nel ricordarmi dell'infinito amore del nostro caro Dio nell'essersi fatto uomo, e
nascere con tanto incomodo, e tanta povert; e poi mi riposavo cos nel mio Dio.
[dic] Giorno del SS. Natale: feci nell'aurora la S. Confessione con particolar tenerezza di
contrizione, e gran cognizione di me stesso in appresso nella SS. Comunione fui secco come un
tronco,
e stetti cos quasi tutto il giorno.
[dic] Gioved, giorno di S. Stefano Martire: fui con particolar elevazione di spirito, massime
nella SS. Comunione; desideravo d'andar a morir martire, dove si nega l'adorabilissimo Mistero del
SS.
Sacramento. Questo desiderio qualche tempo che l'infinita Bont me lo d, ma oggi l'ho avuto con
particolar modo.
Avevo desiderio della conversione degli Eretici, massime dell' Inghilterra con quei regni vicini e ne
feci particolar orazione nella SS. Comunione.
Ebbi anche particolar intelligenza dell'infinita misericordia, facendomi conoscere il nostro sommo
Bene con quanto infinito amore castiga qui acci si fugga l'eternit de' tormenti. E perch sa la sua
infinita Maest il luogo che la sua infinita giustizia ha preparato per giustissimo e meritevolissimo
castigo del peccato, pertanto la sua infinita misericordia si muove a compassione con i castighi
amorosi, avvisando con questi le sue creature peccatrici all'emenda, acci fuggano quell'eterno
castigo, et in primo luogo lo servino. Tutto ci l'intendo in un attimo con molte lagrime miste con
altissima soavit.
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[dic] giorno di S. Giovanni Apostolo et Evangelista: sono stato mosso dall'infinita Bont in
gran riposo e soavit, massime nella SS. Comunione, sentendo con infusa intelligenza e con
l'altissime
consolazioni dello spirito un certo riposo dell'anima frammischiato con le pene del Redentore, nelle
quali l'anima si compiace; si frammischia amore, e dolore. Di questo non so farmi intendere, perch
non si pu spiegare; dicevo mentre servivo la S. Messa, e che vedevo con li occhi corporali il
Sacramentato Ges, li dicevo, che mi mandasse li Serafini a saettarmi d'amore; ci viene dagli slanci
amorosi che l'infinita piet concede al cuore. Gli dicevo ancora che mi lasci levar la sete del SS.
Amore, lasciandomi bere dall'infinita fonte del suo SS. Cuore. Ma quest'ultimo mi seguito nella SS.
Comunione.
[dic] Giorno dei Santi Innocenti: alla mattina ero arido, et avevo aggravamenti di capo, stetti
cos un pezzo, sino che venne l'ora desiderata della SS. Comunione, dopo la quale fui mosso
dall'infinita Bont in grand'altissimo raccoglimento, et a gran affetti amorosi con colloqui col nostro
caro Sposo. Mi venne poi una rimembranza della fuga fatta in Egitto con tanto suo scomodo, e
patimento et anche dolore di Maria SS.ma con S. Giuseppe, ma in particolare di Maria SS.ma. Si
frammischiava nella poverissima anima mia il dolore, et amore con gran lacrime, e soavit.
Di tutto questo l'anima n'ha infusa e altissima intelligenza tutt'insieme, alle volte d'un mistero solo,
ma l'intende in un momento senza forme corporee, o sia immaginarie, ma Dio gliele infonde con
opra della sua infinita carit, e misericordia. Nell'istesso tempo, che l'anima l'intende altissimamente,
o se ne compiace, o se ne condole secondo i misteri; per lo pi si frammischia sempre la santa
compiacenza. Alla sera poi ebbi particolar contrizione dei miei gran peccati, e difetti e mancamenti
innumerabili, conoscendo essere un abisso d'ingratitudine. N'ebbi ancor particolar cognizione fra il
giorno, di me stesso. So che dico al mio Divin Salvatore, che non mi posso chiamar altro, che un
miracolo delle sue infinite misericordie. Ne sia da tutti lodato e magnificato il suo SS. Nome. Amen.
29 [dic] Domenica, nell'orazione di notte sono stato in pace, et anche qualche poco distratto.
Ho avuto particolar raccoglimento nell'offerta della sua SS. Vita, Morte e Passione, come anche nelle
suppliche, massime per gli Eretici, et ho avuto particolar moto di pregare per la conversione
dell'Inghilterra, massime perch vorrei che fosse eretto lo stendardo della S. Fede, acci si slargasse
la
divozione, e riverenza, ossequi et amore, e frequenti adorazioni al SS. Sacramento, mistero ineffabile
della SS. Carit di Dio, acci con pi particolar modo sia glorificato il suo SS. Nome. Non mi cessa il
desiderio di morir martire, massime per il SS. Sacramento, cio dove non si crede.
Nella SS. Comunione sono stato quasi insensibile, e poi mi son seguite anche delle distrazioni. Alla
sera poi son stato raccolto e mi son sentito commosso a riparare le irriverenze massime della Chiesa,
sentendomi mosso a riparare queste con le correzioni, come con la grazia di Dio vado facendo. Mi
vien da dire: Ah! mio caro Ges, che adesso, adesso possiamo fuggire di Chiesa, e che li Angeli ponno
portar via il SS. Sacramento in luogo, ove non sia cos profanato con l'irriverenze, e offese gravi. Gli
dico, che mi dia grazia [di] piangere a lagrime di sangue, come tanto desidero.
[dic] Luned, sono stato avanti raccolto e poi nella SS. Comunione sono stato anche
particolarmente raccolto, e anche mosso a lagrime. Il resto del giorno poi sono stato in distrazioni
sopradette e massime di pensieri di cose future; mi metteva l'inimico avanti, che mi dovevano venire
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tribolazioni grandi per la casa. Ho anche avuta particolare desolazione. In tutto sia fatta la volont
del nostro caro Dio. Amen.
[dic] Giorno di S. Silvestro: sono stato arido, distratto, ma con interna pace, molestato dai
pensieri sopradetti; nella SS. Comunione in pace s, ma quasi insensibile, e duro negli affetti. Verso
la sera sono stato particolarmente raccolto.
Primo, Mercoled primo di Gennaio 1721: fui altissimamente elevato dall'infinita carit del dolcissimo
nostro Iddio a grande raccoglimento e lagrime in abbondanza, massime dopo la SS. Comunione,
nella quale ho sentiti affetti sensibilissimi di santo amore, parendomi liquefatto in Dio. Raccontavo
con grande confidenza, ma senza fatica, e con gran dolcezza al mio Ges le mie miserie; li dicevo li
scrupoli che posso provare in un voto che ho di privar il corpo di tutti li gusti superflui; or li dicevo,
che lui sa, che quando ho fame sento gusto anche a mangiare il pane asciutto, e mi sentivo
soavemente [dire] nell'interno: ma questo necessario. Allora mi si disfaceva il cuore, e dirompevo in
tenerissime lagrime, miste con gran affetti di amore.
Avevo anche cognizione dell'anima in vincolo d'amore unita alla SS. Umanit, et assieme liquefatta
et elevata alla cognizione altissima e sensibile della Divinit, perch, essendo Ges Dio et Uomo non
puole essere l'anima unita con amore ss. alla SS. Umanit et assieme liquefatta [senza essere] et
elevata alla cognizione altissima e sensibile della Divinit.
Questa stupenda et altissima maraviglia non puole n dirsi n spiegarsi n meno da chi prova, et
impossibile, perch l'anima intende perch Dio vuole, prova dolcissime e sopra altissime maraviglie
perch immense glie le fa capire, ma poi dirlo impossibilissimo; son cose che si provano et
intendono in un attimo, almeno all'anima li pare cos, perch se durassero bene mille anni, non le
parrebbe, a mio credere, un momento; perch l'anima nel suo Bene , non disidera altro che la sua
gloria, il suo amore e che sia temuto et amato da tutti.
Ho avuto altre particolarissime grazie, massime nel pensare al mistero ss. mo della SS.ma
Circoncisione, e parimente nel servire un sacrificio[= Messa] mi sentivo tanto altissimo lume della
gran carit che Dio m'usa e della mia miseria, ingratitudine e vita, che non m'incalavo [= non mi
curavo ] nemmeno di alzar gli occhi a guardare l'immagine di Maria SS.ma e sempre con gran
lagrime, miste con gran soavit, massime nel veder il mio Sacramentato Sposo Ges.
324
1. Giovanni Battista che lo seguir poi nel cammino di fondazione
Congregazione della Passione
di Ges Cristo
La Congregazione della Passione di Ges Cristo (in latino Congregatio
Passionis Iesu Christi) un istituto religioso maschile di diritto pontificio,
fondato da San Paolo della Croce (1694-1775). I membri di questa
congregazione clericale, di voti semplici, detti popolarmente Passionisti,
pospongono al loro nome la sigla C.P..
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Storia

San Paolo della Croce (al secolo Paolo Francesco Dnei) mise per iscritto nel dicembre del 1720 la
prima bozza di regola della Congregazione che egli chiam, all'inizio, I Poveri di Ges (detta poi dal
1741 dei Chierici scalzi della Santissima Croce e Passione di N. S. Ges Cristo). Nel 1725 papa
Benedetto XIII concesse a Paolo il permesso di radunare compagni. Paolo e suo fratello, Giovanni
Battista di San Michele Arcangelo, furono ordinati sacerdoti dallo stesso Papa nel 1727.
In seguito, nel 1769, papa Clemente XIV garant ai Passionisti pieni diritti come ente giuridico, ma
non li rese un Ordine vero e proprio, bens una congregazione di voti semplici, per una maggiore
libert nel descessus dalla stessa. La congregazione ha una duplice finalit: una vita improntata alla
povert, alla solitudine ed alla orazione, vissuta in comunit riunite, ordinariamente, in ritiri
(conventi in solitudine). Essa svolge contemporaneamente una attivit apostolico-missionaria che si
occupa delle popolazioni pi abbandonate e meno curate dal punto di vista pastorale, tramite le
missioni popolari ma anche con il ministero della predicazione degli esercizi spirituali per il clero
diocesano e regolare, per le religiose ed i laici e laiche. Questa duplice finalit parte dalla
consacrazione alla Passione di Ges, espressa con il IV voto, tipico della congregazione. La Passione
di Ges vista come la pi grande e stupenda opera del divino Amore, a dire dello stesso Fondatore.
Il superiore generale (eletto ogni sei anni), risiede a Roma, nella Casa dei Ss. Giovanni e Paolo al
Celio presso la basilica dei Santi Giovanni e Paolo, dove anche sepolto il santo Fondatore. Il
superiore generale assistito nel governo della congregazione da vari consultori, scelti dalle diverse
aree geografiche e secondo determinati incarichi. L'attuale superiore generale Padre Ottaviano
D'Egidio. La congregazione organizzata in province, vice-province e vicariati provinciali.
Attualmente impegnata in una profonda riflessione sulla propria struttura (le nuove
configurazioni).
Al 31 dicembre 2008, la congregazione contava 2.109 religiosi, dei quali 1.653 sacerdoti, in 361 case
(Statistiche della Congregazione a cura della Curia Generale C.P. del 2008). I Passionisti sono
presenti in 59 nazioni nei cinque Continenti.

Carattere della Congregazione

La congregazione, in genere, detiene la casa e la chiesa della comunit ed il terreno nei pressi di
questa, secondo lo stile proprio di ogni ordine e congregazione e secondo le norme vigenti della
nazione in cui la congregazione presente. Come tutti i religiosi i Passionisti vivono del loro lavoro
apostolico e il contributo dei fedeli.
L'abito usato dai membri della congregazione, in casa e nei ministeri, una tunica di lana, o stoffa
simile, di colore nero, con una cintura di cuoio, e sul petto un distintivo recante l'immagine di un
cuore bianco sormontato da una croce e le parole Jesu XPI Passio (La passione di Ges Cristo). Il
distintivo, con due rami di palma e di olivo incrociati alla base, anche lo stemma araldico della
congregazione. Nei viaggi e fuori casa i passionisti si uniformano per l'uso dell'abito alle usanze del
clero locale.
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Diversi Passionisti sono stati canonizzati, tra cui san Paolo della Croce, san Gabriele dell'Addolorata,
san Vincenzo Maria Strambi, san Carlo Houben. Altri sono stati beatificati: beato Domenico Brberi,
che accolse l'abiura del grande J. H. Newman, beato Pio Campidelli, beato Bernardo Silvestrelli,beato
Grimoaldo Santamaria, beato Lorenzo Salvi. Diversi martiri Passionisti della Guerra Civile Spagnola
sono stati anch'essi canonizzati (P.Innocenzo Canoura) o beatificati (i martiri della comunit di
Damiel). Pur non facendo giuridicamente parte della congregazione, ma passionista nello spirito,
essendo vissuta e morta laica a Lucca santa Gemma Galgani, viene considerata, insieme a santa
Maria Goretti (la cui causa di canonizzazione fu promossa dai Passionisti che custodiscono il suo
venerato sepolcro nel santuario della Madonna della Grazie a Nettuno), come facente parte della
famiglia passionista.

Impegno sociale

A differenza di altre congregazioni, i Passionisti non hanno scuole o universit, ad eccezione dei
seminari per i loro stessi studenti che vogliono diventare religiosi fratelli o sacerdoti. Il loro
apostolato rappresentato principalmente da missioni popolari (o parrocchiali) e da ritiri ed esercizi
spirituali. Secondo Paolo della Croce questa congregazione stata fondata per insegnare alle persone
come meditare, cosa che i suoi membri fanno attraverso attivit come i ritiri e le missioni popolari,
gli esercizi spirituali ed i gruppi di preghiera. Spesso la loro attivit pastorale si esplica nei santuari
da loro gestiti in tutto il mondo; oppure in parrocchie loro affidate.Sono spesso impegnati anche
nella collaborazione con i parroci nei compiti pastorali, tra cui la celebrazione delle Messe, l'ascolto
delle confessioni, la visita agli infermi, l'animazione spirituale di gruppi, movimenti ed associazioni
di fedeli. In varie province passioniste sono sorte associazioni o movimenti di preghiera ispirati alla
loro spiritualit ed apostolato, come gli Amici di Ges Crocifisso.
Le loro Costituzioni prevedono di essere inviati anche come missionari ad gentes, come stato fin
dalla fine del 1700, per la Bulgaria, poi la Cina, l'India, il Giappone, ecc. secondo le necessit e le
richieste della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.

Le Passioniste, altre Congregazioni ed Istituti secolari

Della congregazione esiste il ramo femminile delle Monache Passioniste, costituito da religiose di
clausura di diritto diocesano, fondato a Tarquinia nel 1771 dallo stesso Paolo della Croce con Maria
Crocifissa Costantini. Possono ricevere donne per ritiri ed esercizi spirituali.
Numerose sono anche le congregazioni femminili dedite all'apostolato nelle sue varie forme
aggregate alla Congregazione. Tra queste: le Suore Passioniste di San Paolo della Croce, fondate nel
1811 a Firenze da Maddalena Frescobaldi; le Suore della Santa Croce e Passione di Nostro Signore
Ges Cristo, fondate da padre Gaudenzio Rossi C.P. con Elizabeth Prout nel 1851, e le Figlie della
Santa Passione di Ges e Maria Addolorata, sorte in Messico nel 1896, fondate da padre Diego
Alberici C.P.. Nella seconda met del '900 sono sorti vari Istituti secolari, come le Missionarie
secolari della Passione, anch'essi aggregati a vario titolo alla Congregazione dei Passionisti.
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Cronotassi dei Superiori Generali

1. San Paolo della Croce Dnei , Fondatore e
primo Superiore generale (1741-1775)
deceduto;
2. Giovanni Battista Gorresio (1775-1778 Vice-
generale) / (1778-1784/1790-1796);
3. Giovanni Maria Cioni (1784-1790);
4. Giuseppe Maria Claris (1796-1809);
5. Tommaso Albesano (1809-1820);
6. Paolo Luigi Pighi (1820-1827);
7. Antonio Colombo (1827-1839);
8. Antonio Testa (1839-1862);
9. Pietro Paolo Cayro (1863-1869);
10. Domenico Giacchini (1869-1875);
11. Bernardo Prelini (1875-1878);
12. Beato Bernardo Silvestrelli (1878-1889/1893-
1907);
13. Francesco Saverio Del Principe (1889-
1890 Vice-generale), (1890-1892);
14. Geremia Angelucci (1908-1914);
15. Silvio Di Vezza (1914-1926);
16. Leo Kierkels (1926-1931);
17. Tito Finocchi (1931-1937);
18. Tito Cerroni (1937-1946)
19. Albert Deane (1946-1952)
20. Malcolm La Velle (1952-1964)
21. Servo di Dio Theodore Foley (1964-1974)
deceduto
22. Sebastiano Camera (1974-1976) Vice-
generale
23. Paul Michael Boyle (1976-1988)
24. Jos Agustn Orbegozo Jauregi (1988-2000)
25. Ottaviano D'Egidio (2000-2012)
26. Joachim Rego 2012 -...

Santi della Famiglia Passionista

San Paolo della Croce
San Vincenzo M. Strambi
San Gabriele dell'Addolorata
Santa Gemma Galgani
Sant'Innocenzo Canoura Arnau
Santa Maria Goretti
Beato Domenico Brberi
San Carlo Houben
Martiri Passionisti di Daimiel
Beato Eugenio Bossilkov
Beato Bernardo Silvestrelli
Martiri Passionisti
Santa Maria Goretti
Ignazio di san Paolo (servo di Dio)
Beato Pio Campidelli
Beato Lorenzo Maria Salvi
Beato Grimoaldo Santamaria
Beato Isidoro De Loor
Germano Ruoppolo (venerabile)
Theodore Foley (servo di Dio)
Generoso Fontanarosa (venerabile)

Riferimenti
+
Casa Generalizia dei Passionisti : Piazza Santi Giovanni e Paolo, 13 - 00184 Roma - tel. 06 772711
+
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Il culto

Nel 1853 venne dichiarato beato da Pio IX, e il 29 giugno 1867 lo stesso papa lo annover nell'albo dei
Santi, e venne eretta in San Pietro una monumentale statua dello scultore Iaconetti, nel registro
superiore del primo pilastro verso l'altare della Cattedra, nel transetto dei Santi Processo e
Martiniano.
Dal 25 aprile 1880 i resti mortali del Santo furono traslati nella nuova splendida cappella nella
Basilica dei Santi Giovanni e Paolo eretta in suo onore.
La sua memoria liturgica si celebra il 19 ottobre (in America settentrionale il giorno successivo).
Anteriormente veniva celebrata il 28 aprile.
Nel 1988 stato inaugurato in Ovada, sua citt natale, il Santuario di San Paolo della Croce, opera
dell'architetto O. D'Egidio, con pitture e vetrate di Tito Amodei.

Opere

Lettere.I vol.: ai Passionisti (a cura di F. Giorgini), Roma 1998 (include anche il Diario
di Castellazzo).
Lettere di formazione e direzione spirituale ai laici. I vol - Tomi I-II,( a cura di M.
Anselmi), Edizioni Cipi, Roma 2002
+
Preghiere a San Paolo della Croce

Preghiera di S. Paolo della Croce
O glorioso S. Paolo della Croce, che meditando la passione di Ges Cristo, salisti a s alto grado di
santit in terra e di felicit in cielo, e predicandola offristi al mondo il rimedio pi efficace per tutti i
suoi mali, ottienici la grazia di tenerla sempre scolpita nel nostro cuore, perch possiamo raccogliere
i medesimi frutti nel tempo e nell'eternit.
Amen

Preghiera
O Padre, che hai ispirato a San Paolo della Croce un grande amore per la passione del tuo Figlio, fa'
che sorretti dal suo esempio e dalla sua intercessione non esitiamo ad abbracciare la nostra croce
(dal Messale Romano).
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Il Testamento Spirituale

TESTAMENTO SPIRITUALE, ossia ricordi lasciati da S.Paolo della Croce ai suoi religiosi prima di
morire (29 agosto 1775).

Appena giunto il sacerdote nella sua stanza con il SS.Viatico, il P.Paolo, che non si poteva quasi
muovere dal letto per i suoi mali, al veder presente il suo amoroso Redentore, con gran vivacit e
fervore alz le braccia in segno di devozione ed amore, dicendo con tutto il cuor sulle labbra: Ah
Ges mio caro, io mi protesto che voglio vivere e morire nella Comunione di Santa Chiesa. Detesto
ed abomino ogni errore. Di poi recit ad alta voce il simbolo degli Apostoli, accompagnando ogni
parola con gran sentimento di cuore; e quindi, perch ne era stato istantaneamente richiesto e
perch era attualmente di tutti il Superiore e il Padre, diede, alla presenza di Ges Sacramentato, gli
ultimi e principali ricordi, che nel tempo stesso da due Religiosi, dall'infermo non veduti, erano
fedelmente scritti nella contigua cappella (Vita del Santo, scritta da S.Vincenzo Maria Strambi, pag.
184).
1 Prima di ogni altra cosa vi raccomando assai la carit fraterna... Ecco, fratelli miei dilettissimi,
quello che io desidero con tutto l'affetto del povero mio cuore da voi che vi trovate qui presenti come
da tutti gli altri che gi portano quest'abito di penitenza e lutto in memoria della Passione e morte di
Ges Cristo nostro amabilissimo Redentore, e da tutti quelli che saranno chiamati da Dio a questa
povera Congregazione e piccolo gregge di Ges Cristo.

2 Raccomando poi a tutti e specialmente a quelli che saranno in ufficio di Superiori, che sempre pi
fiorisca nella Congregazione lo spirito dell'orazione, lo spirito della solitudine, e lo spirito della
povert; e siate pur sicuri che, se si manterranno queste tre cose, la Congregazione fulgebit in
conspectu Dei et gentium.

3 Raccomando con gran premura un filiale affetto verso la Santa Madre Chiesa, ed una intierissima
sommissione al capo di essa, il Sommo Pontefice; per il quale effetto pregheranno giorno e notte, e
procureranno di cooperarvi e di aiutare le anime a salvarsi, per quanto potranno, secondo l'Istituto,
promuovendo nel cuore di tutti la devozione alla Passione di Ges Cristo e ai dolori di Maria
Santissima.

4 Raccomando a tutti l'osservanza delle Regole e niuno dica: De minimis non curat praetor. Faccia
ognuno conto delle cose piccole e amino la Congregazione come madre.

5 (I Superiori) tengano conto del buon grano, e lontana la zizzania.

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6 Domando poi perdono, colla faccia nella polvere e con pianto del mio povero cuore, a tutti in
Congregazione, s presenti che assenti, di tutti i mancamenti da me commessi in quest'ufficio, che
per fare la volont di Dio ho esercitato in tanti anni... S, mio caro Ges, io, bench peccatore, spero
di venire presto a godervi nel santo Paradiso, darvi, nel punto della mia morte, un santo abbraccio,
per stare poi sempre unito con voi in perpetuas aeternitates... E vi raccomando adesso per sempre la
povera Congregazione, che frutto della vostra Croce, Passione e Morte. Vi prego a dare a tutti i
Religiosi e benefattori di essa la vostra santa benedizione.

7 E voi, o Vergine Immacolata, Regina dei Martiri, per quei dolori che provaste nella Passione del
vostro amabilissimo Figlio, date la vostra materna benedizione a tutti, mentre io li ripongo e lascio
sotto il manto della vostra protezione.

Ecco, dunque, Fratelli miei cari, quali sono i ricordi che io vi lascio con tutto il povero mio cuore. Io
vi lascio e vi star attendendo tutti nel santo Paradiso, dove pregher per la Santa Chiesa, per il
Sommo Pontefice, nostro Santo Padre, per la Congregazione e benefattori: e vi lascio tutti, presenti
ed assenti, colla mia benedizione.
Benedictio Dei Omnipotentis, Patris, et Filii, et Spiritus Sancti, descendat super vos et maneat
semper.

(Process. Apost. - Summ. pag. 863 e segg.)
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INDICE
Prefazione

I. Ascoltare le divine chiamate
1. Buoni desideri, lumi, ispirazioni del Signore
Loro natura: Che cosa sono - Frutti che portano seco - Quali si devono tener per sospetti - Non
fidarsi dei propri lumi
Norme e consigli per la nostra cooperazione: Come disporci - Come riceverli - Quali si devono
eseguire - Quando e come - Per camminar sicuri
2. Vocazione religiosa
Eccellenza della vocazione: La vocazione un dono di Dio - E' una delle grazie pi speciali - Una
delle maggiori - Dispone a grazie pi grandi - E' fonte di pace e chiaro segno di predestinazione
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Dovere di corrispondere e di perseverare: Quando Dio chiama bisogna ubbidire - Bisogna
perseverare - Mezzi di perseveranza
Perdita della vocazione: Pericolo gravissimo per l'anima - Cause della perdita della vocazione
3. Esercizio delle virt
Necessit: Per esser fedeli al Signore - Per assomigliare a Ges - Per adornar l'anima nostra - Per
farci santi - I frutti pi preziosi e a noi pi utili
Consigli e mezzi: La virt che non in ganna - Le pene, compagne della vir t - Precauzione e
discrezione - Con sigliarsi cosa santa - Esercitarsi nelle virt - Il pensiero della morte - I santi
esercizi - Per le anime religiose - Per i Missionari - Per quelli che presiedono
4. Perfezione
In che consiste: Sua essenza - Suoi gradi
Fondamenti della perfezione:
Primo: umilt
Secondo: obbedienza
Terzo: mortificazione
Quarto, per i Religiosi: vita comune e osservanza delle Costituzioni
Mezzi principali:
Primo: camminare in pura fede
Secondo: patire e tacere
Terzo: imitare gli esempi di Cristo
Quarto: assiduamente pregare
Consigli ed esortazioni: Far ci che si pu, come piace a Dio - Prendere i frutti e lasciare le foglie -
Guardarsi dalla superbia - Non perder tempo
II. Rinnegare se stesso.
1. Mortificazione
Necessit della mortificazione: Per esser anime d'orazione - Per vivere solo in Dio - Per farsi santi
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Natura della mortificazione: Requisito essenziale - La mortificazione pi perfetta - Le penitenze
migliori
Pratica della mortificazione: Norme per la mortificazione interna - Per la mortificazione dei sensi
- Per la mortificazione della gola - Il sale della discrezione
2. Castit
Perch le tentazioni contro la castit: Per imparare ad umiliarci in tutto -
Per sempre pi purificarci - Per crescere nelle virt
Come superarle:
Primo: con la modestia
Secondo: con la custodia degli occhi
Terzo: con la fuga dell'ozio
Quarto: con l'umilt
Quinto: col non farne caso
Sesto: non trattando senza necessit con persone d'altro sesso
Settimo: conferendole col Confessore
Ottavo: ricorrendo a Dio e alla Vergine
3. Povert
Amare la santa povert: La povert una gran gioia ricca d'ogni bene - E' un mezzo efficacissimo di
perfezione - Segno di predestinazione - Beati pauperes
Praticare la santa povert: Dovere speciale dei Passionisti - Gli incomodi
della povert - Come il Santo l'osservava - Un modo di mancare alla povert
4. Umilt
Natura dell'umilt: Chi vero umile di cuore - Gradi dell'umilt - Segni
di poca umilt
Sua necessit ed eccellenza: Umilt innanzi tutto e sempre - Dio ama gli umili - L'umilt fa fuggire
il demonio - Ci fa riuscir vittoriosi nelle battaglie spirituali - E' motivo di sicurezza - Fondamento di
perfezione - Catena d'oro di tutte le virt - Scuola di celeste sapienza - Dispo sizione per operare cose
grandi - Mezzo per ottenere tutto da Dio
5. Ubbidienza
Pregi dell'ubbidienza: L'ubbidienza virt cara a Dio - Da perfetta sicurezza - E' pegno di vittoria -
Apporta quiete e pace - Fa riuscir bene ogni cosa - E' mezzo sicuro per farsi santi - Libera dall'inferno
- Dona il paradiso
Pratica dell'ubbidienza: Desiderar d'ubbidire - Mirar Dio nei superiori - Ubbidire e tacere -
Ubbidire con piena indifferenza di volont - Con perfetta indifferenza di giudizio: alla cieca - Con
amore
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6. Solitudine
Importanza della solitudine: Danni che provengono dal trattar troppo col mondo - Nella
solitudine Dio parla al cuore - Fiori e frutti della soli tudine - Il tesoro della solitudine in terna - Per i
religiosi Passionisti
Norme per la solitudine interna: Come entrarvi - Come farvi dimora - Per questa solitudine non
esistono difficolt
7. Silenzio
Perch si deve osservare: Per meglio trattare con Dio - Per condurre una vita immacolata - Per
custodire il tesoro delle sante virt
Quando e come si deve osservare: In mezzo ai patimenti - Quando le passioni si svegliano - Nelle
contraddizioni e nelle calunnie - Come e quando bisogna parlare

III. Portare la propria croce.
1. Perch e come dobbiamo; portare la croce
Perch dobbiamo portare la croce: Per assomigliarci a Ges - Per farci santi - Per godere
tranquillit e pace su questa terra - Per andare in paradiso - Le croci non mancheranno mai
Come dobbiamo portarla: In silentio et in spe - Con pace e rassegnazione - Con amore e con gioia
2. La croce delle malattie
Motivi per ben apprezzare le malattie: Le malattie sono tesori e grazie delSignore - Ottima
palestra di virt - Mezzi per pi unirci a Dio
Come renderle meritorie: Accettarle con pazienza, rassegnazione, allegrezza - Esercitare
l'ubbidienza e la dolcezza - Patire in unione con Ges - Non lasciar mai l'orazione
3. La croce delle tentazioni
A che servono le tentazioni: A provare la nostra fedelt - A purificar l'anima - A farci acquistare la
santa umilt - A farci esercitare molte virt - Ad accrescere i nostri meriti - A prepararci una corona
di gloria
Come vincerle: Mantenendo il cuore in pace - Combattendo virilmente - Con umilt e santo timor
di Dio - Scoprendole al confessore - Confidan do in Dio e invocando il suo aiuto
4. La croce delle tribolazioni
Vantaggi delle tribolazioni: Le tribolazioni purificano lo spirito - Sono un'eccellente scuola di virt
- Grazie e tesori preziosi - La parte dei pi cari figli di Dio
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Come bisogna sopportarle: Mirarle con occhio di fede - Non parlarne senza necessit - Sopportarle
con pazienza, contentezza, e gratitudine - E con lo sguardo al Crocifisso
5. La croce delle pene interne.
Scopo provvidenziale delle pene interne: Purificano lo spirito - Lo arricchiscono di doni e di
grazie - Lo preparano al pi alto grado d'unione con Dio - Stima che dobbiamo farne
Condotta da tenere: Scacciare come pe ste i timori e le turbazioni - Farsi un po' di sacra violenza -
Stritolare le pene interne con la pazienza e col silenzio - Star ben rassegnati - Aver fede e confidenza
in Dio - Far morire ogni pena nel fuoco della carit - Amare la volont di Dio
IV. Seguire Ges.
1. Purit d'intenzione
Il dovere: Tutto si deve a Dio - Per fargli cosa grata - E per far del bene
Le condizioni: Star distaccati dalle creature - Cercar di piacere solamen te a Dio - Far tutto con
tranquilli t e pace - E per puro amore
2. Presenza di Dio
Il fondamento: Dio con noi e in noi - L'anima nostra tempio di Dio .

I vantaggi: Mezzo per far sempre orazione - E per farsi santi - Divina presenza che imparadisa i
cuori .

La pratica: Far tutte le opere alla presenza di Dio - Ricordarsi di Dio, ravvivando la fede - Il cuore in
alto! - Aiutarsi con orazioni giaculatorie - Camminare con umilt, alla buona, senza affaticare la testa
3. Raccoglimento

Natura del raccoglimento: Che cos' - Suoi fondamenti - Condizioni: fede, amore, nascondimento
- Dev'esser continuo - Non esclude le occupazioni .
Vantaggi del raccoglimento: Via corta per la santit - Mezzo per far sempre orazione - Dal
raccoglimento procede ogni bene
Pratica del raccoglimento: Evitare sfor di testa - Vivere distacati da ogni cosa creata - Custodire i
sensi - Tenere la mente e il cuore in Dio - Risvegliare lo spirito con santi affetti
4. Confidenza in Dio
Motivi della nostra confidenza in Dio: Dio padre amorosissimo - E potentissimo - Si prende
cura di noi - E ci ricolma di grazie
Qualit della nostra confidenza in Dio: Fortezza e costanza - Semplicit ed umilt
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5. Rassegnazione alla volont di Dio
Vantaggi della rassegnazione: La virt che pi piace a Dio - Il miglior conforto nei travagli -
Mezzo, efficacissimo per ottener grazie - E peresser santi
Pratica della rassegnazione: Rassegna zione in tutte le cose - Non pensare al domani - Non
lamentarsi - Mirar tutti i travagli con occhio di fede - Fare frequenti atti di rassegnazione .
6. Abbandono in Dio
Le condizioni: Abbandonarsi totalmente - In tutti gli eventi - Specialmente nei travagli - Come
semplici bambini - Cibarsi della divina volont
I frutti spirituali: Tranquillit e pace - Abbondanza di grazie - Perfezione e santit .
7. Amor di Dio
Natura dell'amor di Dio: La regina delle virt - Motivi - Prerogative - Contrassegni - La lingua
dell'amore
Pratica dell'amor di Dio: Andarne in cerca - Mantenerlo sempre acceso - Vivere di santo amore -
Amare, patire, tacere - Riposare nel divin Cuore di Ges
8. Amor del prossimo
Eccellenza dell' amor del prossimo: Suoi pregi - Suoi frutti
Pratica dell'amor del prossimo: Guardare il prossimo in Dio - Carit con tutti - Pensar bene di
tutti - Parlar bene di tutti - Compatirsi e aiutarsi a vicenda - Scacciare le avversioni - Avvisi e
correzioni
9. Amare e custodire la pace
Amare la pace: Perch la pace viene da Dio - Perch tutto ci che contrario alla pace viene dal
nemico - Perch la pace mezzo efficacissimo per far bene ogni cosa - E per vivere uniti a Dio
Custodire la pace: Non lasciarsi pren dere da timori o angustie - Reprimere l'amor proprio - Tenere
il cuore rivolto verso il cielo - Prender tutto dalle mani di Dio - Abbandonarsi in Dio con santa
indifferenza - Portare nel cuore Ges
10. Orazione
Benefici dell'orazione: L'orazione mezzo efficacissimo per ottener tutto da Dio - E' arma
invincibile contro i nemici - Anima dell'apostolato - Scuola di santit - Se manca l'orazione
Pratica dell'orazione: Rimuovere gli ostacoli - Disporsi con la mortificazione - La porta e la via -
Come bisogna pregare - Prendere i frutti e lasciare le foglie - Orazione conti nua - L'orazione
veramente buona
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11. Devozione verso la SS. Eucaristia
Per degnamente celebrare la S. Messa: Prima di celebrare - Nel celebrare - Dopo aver celebrato -
Il frutto della S. Messa
Per comunicarsi con frutto: Quando bisogna comunicarsi - Preparazione e ringraziamento - Frutti
della S. Comunione
Per vivere una vita eucaristica: Visitare spesso Ges Sacramentato - Comunicarsi spiritualmente
fra giorno - II nostro cuore altare e tabernacolo .
12. Devozione verso la Passione SS. di Ges Cristo
Eccellenza di questa devozione: Opera d'infinito amore - Mezzo efficacissimo per la conversione
dei peccatori, e per la conservazione dei giusti - Balsamo che addolcisce ogni pena - Scuola e via
sicura per la santit - Porta che conduce l'anima all'unione con Dio - Pegno di vittoria e di
predestinazione
Consigli per la pratica: Meditare ogni giorno la Passione SS. di Ges Cristo - Non perderla mai di
vista - Portarla sempre nel cuore
13. Devozione a Maria SS
I fondamenti della devozione a Maria: Le perfezioni di Maria - Il Cuore di Maria - Regina degli
Angeli e Tesoriera di grazie
I frutti: Le virt - Le grazie - L'aiuto nei bisogni
La pratica: Offrirsi a Maria - Amarla ed imitarla
Pensieri sull'Addolorata: Causa dei dolori di Maria - Necessit della devozione ai dolori di Maria -
Pensare spesso ai dolori di Maria

Regola delle costituzioni
http://paolodellacroce.altervista.org/regola-costituzioni-parte-1.pdf
http://paolodellacroce.altervista.org/regola-costituzioni-parte-2.pdf
fonti
http://paolodellacroce.altervista.org/index.html
cathopedia.org
http://www.santiebeati.it/10/19/