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BARNABITE

PUBLICATIONS
INTERVISTA CON LAUTORE
14 Febbraio 2014
Angelo Montonati (Varese, 1931), giornalista professionista dal 1959,
ha lavorato presso vari quotidiani, per la Radio Vaticana e dal 1969 al
1982 come inviato speciale e vaticanista per il pi diffuso settimanale
italiano, Famiglia Cristiana e per 10 anni come Caporedattore del
mensile Jesus. Specializzato in informazione religiosa, si
particolarmente interessato alle vicende dei santi, soprattutto dei
fondatori e delle fondatrici di congregazioni religiose non solo italiane
a cui ha dedicato una cinquantina di biografie, alcune delle quali sono
state tradotte in francese, inglese, tedesco, spagnolo e portoghese. Tra
i suoi libri-intervista si segnalano in particolare quelli dedicati ai
coniugi australiani John ed Evelyn Billings, apostoli dei metodi naturali
di controllo delle nascite, alla Comunit di santEgidio e al responsabile
della emittente internazionale Radio Maria, padre Livio Fanzaga.


















































ANGELO MONTONATI

Dal 1966 mi interesso di informazione religiosa, dopo
aver lavorato per alcuni anni al Radiogiornale della Radio
Vaticana e poi, per circa un ventennio, nei periodici della
Societ San Paolo: nel settimanale Famiglia Cristiana
come inviato e vaticanista e poi al mensile Jesus come
caporedattore, dopo aver diretto per circa due anni il
quotidiano cattolico LOrdine di Como Questo tipo di
attivit mi mise in contatto con numerosi sacerdoti e
religiosi, tra cui il padre Antonio Gentili. Ho diretto
diverse riviste di ordini e congregazioni religiose, tra cui
quelle dei Fatebenefratelli della Provincia Lombardo-
Veneta, delle suore Figlie di Ges Buon Pastore fondate
dalla Serva di Dio Giulia Colbert marchesa di Barolo, delle Maestre Pie dellAddolorata
(questultima Insieme per la dirigo tuttora), e questo mi ha dato loccasione di scrivere le
biografie di San Giovanni di Dio, di san Benedetto Menni, san Riccardo Pampuri, dei
Fatebenefratelli martiri nella guerra di Spagna, del beato Olallo Valds, dei Servi di Dio William
Gagnon e Francesco Camacho (tutti dellOrdine ospedaliero di San Giovanni di Dio); de1la beata
Elisabetta Renzi e della Marchesa di Barolo; ci ha provocato numerose domande da altre
congregazioni e da allora non c stata sosta. Con le biografie tipo quella dello Zaccaria cono ormai
a quota cinquanta (la prossima uscir per Pasqua); le altre di minore mole sono una ventina. La
conoscenza con padre Antonio Gentili ha fatto scattare la molla per parlare del Vostro grande
Fondatore la cui vicenda mi ha subito affascinato.



Dello Zaccaria mi ha subito colpito la visione profetica che
ha avuto della vita di fede: infatti nel suo progetto che si
realizza sotto lispirazione dello Spirito Santo egli
coinvolge tutto il popolo di Dio senza discriminazioni
gerarchiche. I tre Collegi - Chierici Regolari (Barnabiti),
suore dedite allapostolato (Angeliche) e laici (i Maritati di
San Paolo) rappresentano davvero un unicum perch
concepiti come membra di un solo organismo che tendono
al medesimo traguardo, la perfezione della vita cristiana, la
santit. E qui va sottolineata la sua coraggiosa
valorizzazione del ruolo della donna nella Chiesa, nonch
del carisma laicale e coniugale. Loriginalit di questa
formula profetica non fu subito capita, anzi venne addirittura ostacolata e alla fine rimossa come
qualcosa al limite delleresia. Soltanto oggi ne riscopriamo la forza incendiaria. E poi un altro
1
a
DOMANDA

Nella Sua biografia, Lei indica che
ha scritto cinquanta biografie di
santi, alcune delle quali tradotte in
diverse lingue. Cosa le ha dato
lidea di scrivere sul nostro Santo,
come nato il libro Fuoco nella
citt?
2
a
DOMANDA

Quale laspetto e la qualit
particolare di SantAntonio
Maria che lo ha maggiormente
colpito e quale parte delle sua
vita diventato particolarmente
significativo per Lei?

particolare assai suggestivo della sua vicenda: siamo davanti a un professionista appartenente ad
una categoria quella dei medici solitamente incline allo scetticismo in materia di fede; ma
quando Antonio Maria si pone il problema di come vivere da cristiano, non ha dubbi: rinuncia alle
prospettive brillanti di una professione che gli avrebbe garantito prestigio e ricchezza per seguire
Cristo, trasformandosi in uno straordinario leader capace di riaccendere il fuoco della fede e della
carit. Mi sono sempre meravigliato nel constatare come lo Zaccaria sia ancora oggi poco
conosciuto rispetto a quanto meriterebbe. Come non pensare a lui quando ci sono le Quarantore, da
lui rilanciate con ardore serafico, e ogni venerd alle 15 quando le campane ci ricordano la passione
e la morte di Cristo? Anche questa fu una sua idea, bene che lo si sappia.


Come ho detto prima, stata determinante per questo libro la
conoscenza e lamicizia di padre Gentili, un barnabita che
stimo moltissimo, che allora apparteneva alla comunit di
Eupilio (io allora abitavo a Vertemate in provincia di Como, a
poca distanza da questa casa di ritiri spirituali). Lui ha scritto
diversi libri sul proprio Fondatore e sulla spiritualit
dellOrdine ed io, recandomi a Eupilio, avevo potuto leggere
alcuni suoi articoli sui Quaderni di vita barnabitica nel 1980,
dai quali ho tratto alcune citazioni presenti nel libro. Padre
Antonio sapeva che avevo gi al mio attivo una trentina di libri,
in gran parte biografie di santi, beati o servi di Dio. Cos mi ha
fatto la proposta e io ho accettato subito, anche perch lui mi
aveva assicurato il massimo aiuto per la migliore riuscita del
testo.



Il titolo del libro si lega ad unaltra fondamentale
intuizione dello Zaccaria, il quale individu
nellatiepidezza il principale nemico da battere. La
Cremona di quel tempo era in condizioni disastrate anche
dal punto di vista della fede: la diocesi non aveva un
vescovo residenziale dal 1476, poich il titolare era in altre
faccende affaccendato e molti preti davano cattivo
esempio, essendo il loro spirito tutto mondano come
afferma il primo biografo del santo, padre Francesco
Moltedo. Non per caso a quei tempi circolava in
Lombardia un proverbio che diceva: Se vuoi andare
3
a
DOMANDA

Conosce qualche Padre Barnabita
o Suore Angeliche o membri dei
Laici di San Paolo? Sono stati loro
a farLe conoscere lo Zaccaria?
4
a
DOMANDA

Il titolo del libro Fuoco nella citt.
Come Le venuto in mente?
allinferno, fatti prete. Lui comincia dai poveri e dai malati, facendosi tutto a tutti. Poi dal pulpito e
in confessionale fa il resto, con le sue parole infuocate che provocavano conversioni improvvise e
durature. La dice lunga quella sua frase diretta ai suoi due primi collaboratori, il Morigia e il
Ferrari: Su, su, fratelli, corriamo come matti non solo a Dio, ma anche verso il prossimo, il quale
il mezzo che riceve quello che non possiamo dare a Dio. La crisi di fede non era soltanto tra il
popolo, ma anche tra il clero, i religiosi e le suore: la rilassatezza e la corruzione erano penetrate
anche nei monasteri. Di fronte alla tiepidezza, il santo usa larma dei suoi sermoni, caratterizzati
da un linguaggio che sapeva scuotere le coscienze; e poi seguono gesti coraggiosi che hanno
leffetto di un incendio: per esempio, un giorno i milanesi lo vedono uscire improvvisamente da S.
Caterina de Fabbri stringendo fra le mani un crocifisso e, nella strada, parlare di Cristo alla gente
che faceva subito capannello attorno anche solo per curiosit: lo Zaccaria era convinto che
bisognava sfidare la gente per la strada, cercare di coinvolgerla emotivamente, in modo violento e
provocatorio, anche con pubbliche penitenze e con la pratica di una rigorosa povert.


Non ho avuto difficolt nel reperire il materiale per
scrivere il libro. Come ho detto prima, padre Gentili ha
fatto da tramite procurandomi tutta la documentazione
necessaria e dandomi anche chiarimenti quando avevo dei
dubbi. Inoltre, dal momento che i fatti salienti della vita
dello Zaccaria si sono svolti tra Cremona, Milano e
Guastalla, come faccio di solito in questi casi mi sono
recato di persona in queste localit per vedere da vicino i
luoghi che ancora ci parlano di lui.


La redazione del testo ha richiesto circa un anno e mezzo di
lavoro, anche perch avevo degli impegni che mi
sottraevano del tempo nelle mie giornate: ad esempio la
direzione delle riviste delle maestre Pie dellAddolorata e
delle Figlie di Ges Buon Pastore, le trasmissioni a Radio
Maria ogni prima domenica del mese - iniziate nel 1996 - e
collaborazioni saltuarie a Famiglia cristiana e a Jesus, oltre
allincarico di organista nella parrocchia col coro da me
curato. Ma la vicinanza con padre Gentili ha sicuramente
facilitato il tutto, anche perch il personaggio del Vostro
Fondatore mi aveva davvero affascinato. Cos siamo riusciti
a pubblicarlo nel 2002, anno giubilare indetto per i 500 anni della nascita dello Zaccaria.
6
a
DOMANDA

Quanto tempo ha impiegato per
scrivere il libro?
5
a
DOMANDA

Quale stata la Sua esperienza
nello scrivere questo libro? I
materiali necessari erano facilmente
accessibili a Lei?

Sono dellavviso che santAntonio Maria Zaccaria, anche
se meno conosciuto di Francesco, Domenico, Ignazio e
Giovanni Bosco, non meno importante di loro: non a
caso nella prefazione del libro, lallora cardinale Joseph
Ratzinger lo ha definito una delle grandi personalit della
riforma cattolica, del Cinquecento, impegnato nel
rinnovamento della vita cristiana in unepoca di profonda
crisi nel campo della fede e dei costumi. Una cosa mi
impression subito dopo aver letto i documenti della sua
avventura di santit: il constatare come in un paio danni
egli fosse riuscito a cambiare il volto della sua Cremona,
tanto da meritarsi per questo il soprannome di Padre della
patria! E proprio il fatto che lui fosse meno conosciuto di
altri grandi fondatori mi ha stimolato come cronista a
parlarne, convinto di fare uno scoop. Ne ho avuto
conferma dal parere di molti lettori che mi hanno
ringraziato per averli aiutati a scoprire un santo
straordinario.



Sicuramente era mia intenzione parlare di SantAntonio
Maria Zaccaria, perch da anni avevo scelto questo genere
di storie - le vite dei santi - considerandolo uno strumento
di apostolato. I Fondatori e le Fondatrici santi, beati,
venerabili o semplici servi di Dio sono personaggi che un
cristiano deve sforzarsi di far conoscere, anche per
combattere una certa ignoranza - a volte frutto di pregiudizi
- sulla Chiesa cattolica e sui suoi protagonisti. Anche per
questo ho dato vita alla trasmissione mensile dal titolo I
sempre giovani a Radio Maria, e il 6 gennaio 2002, in
pieno giubileo barnabitico, ho presentato santAntonio
Maria Zaccaria. Inoltre, per ledizione on line di
Famiglia cristiana ho scritto alcuni mesi or sono un
articolo dedicato a lui.

7
a
DOMANDA

Il nostro Santo non famoso come
Francesco dAssisi, Domenico di
Guzman, Ignazio di Loyola o
Giovanni Bosco ed altri. Non ha
forse avuto limpressione di
rischiare puntando su un
personaggio meno conosciuto?

8
a
DOMANDA

Era gi Sua intenzione parlare di
santAntonio Maria Zaccaria o altri
motivi Lhanno spinto a farlo?


Innanzitutto laver associato nella sua coraggiosa
rivoluzione i laici e persino le donne. Sappiamo che ci
gli cost lostilit anche di uomini di Chiesa, che gridarono
allo scandalo e dai pulpiti cominciarono a inveire contro il
nuovo ordine. Ma la reazione del santo fu lopposto di
quello che i suoi denigratori si aspettavano: sapendo di
avere Dio dalla sua parte, egli esortava i compagni alla
calma, considerando anzi una fortuna il poter soffrire
umiliazioni per amore di Cristo. Nel culmine della bufera,
egli scrive uno splendido testo ispirato alla celebre frase di
san Paolo noi pazzi a causa di Cristo e alle beatitudini
evangeliche. Come hanno perseguitato Cristo, egli
sosteneva, cos vengono perseguitati i suoi discepoli:
Coloro che ci perseguitano, diceva, mentre fanno male
a se stessi, perch provocano contro di s lira di Dio,
fanno per bene a noi, perch ci accrescono la corona
delleterna gloria. Noi dunque, invece di odiarli e
detestarli, dobbiamo compiangerli e amarli. Anzi,
dobbiamo pregare per loro. E quando il tribunale sanc linconsistenza delle accuse lanciate contro
il gruppo di religiosi, il santo oltre a perdonare a tutti generosamente, insistette affinch non fosse
resa pubblica la sentenza che avrebbe svergognato gli accusatori davanti a tutta Milano. Mi colpisce
anche la sintonia che egli ha con san Paolo: io ho lavorato con i Paolini del beato Giacomo
Alberione e sono tuttora membro dellassociazione dei Cooperatori Paolini. Dicono i biografi dello
Zaccaria che quando citava i testi di Paolo si infiammava nella voce e nel volto, in maniera tale da
coinvolgere anche la gente nella propria commozione. Parlava col cuore e andava dritto al cuore
delluditorio. Evidentemente, egli aveva scelto lApostolo per modello anche perch vi scopriva non
comuni consonanze sul piano del carattere. A un decisionista come lui, di Paolo piacevano
soprattutto la capacit risolutiva, il rifiuto di ogni compromesso e della mediocrit, lo spendersi
senza risparmio e quel misto di intransigenza e di tenerezza nei confronti dei suoi, nonch laver
dato retta a Cristo una volta per tutte. Ecco, mi pare che il messaggio che ci viene da lui possa
essere individuato nel suo itinerario umano verso Dio, svoltosi in unepoca che, per quanto
riguarda la pratica religiosa, non diversa dalla nostra: viviamo infatti anche noi in un contesto di
tiepidezza, di materialismo, di ateismo pratico; e lui ci invita a lasciare lesteriore per entrare
nel proprio interiore, cio a raccoglierci in noi stessi per vivere in famigliarit con Dio, nutrendoci
della preghiera e dellEucaristia, cercando di impedire che lavoro, divertimento, relazioni sociali,
cura della propria persona ci prendano e ci occupino in misura tale da toglierci ogni spazio di
spiritualit.


9
a
DOMANDA

Cosa Le colpisce di pi in
SantAntonio Maria Zaccaria e
quale messaggio Lei intende dare i
lettori con questo libro?



Credo di aver gi in parte risposto a questa domanda. La
Chiesa, quando beatifica o canonizza qualcuno, ci propone
dei modelli da imitare, perch il loro messaggio valido
per ogni tempo. Non a caso alla mia trasmissione mensile a
Radio Maria ho dato come titolo I sempre giovani.
SantAntonio Maria Zaccaria ha molto da dire alla societ
di oggi: nella prefazione al libro, il cardinale Ratzinger
afferma: SantAntonio Maria Zaccaria, nato cinque secoli
fa, merita di essere riscoperto nella sua grandezza morale
per il richiamo ai valori fondamentali del Cristianesimo e
alla lezione perenne del radicalismo evangelico. Tutta la
sua breve, intensa esistenza, prima di giovane laico,
medico e catechista, poi di sacerdote e religioso dominata
da quella che la liturgia del 5 luglio chiama la
sovraeminente scienza di Ges Cristo e animata dalla
follia della croce appresa alla scuola del dotto Paolo,
suo maestro e modello. In questa luce brilla la sua
straordinaria devozione ai due misteri fondamentali della
nostra fede: il Crocifisso e lEucaristia, da lui considerata,
con intuizione geniale, il Crocifisso vivo. Se vogliamo sintetizzare meglio il suo messaggio,
usiamo le sue stesse parole: Corriamo come matti verso Dio e verso il prossimo.







10
a
DOMANDA

Crede che SantAntonio Maria
Zaccaria abbia qualche importanza
o significato per i nostri lettori
oggi? Quanto rilevante il nostro
santo per il nostro mondo in rapida
evoluzione?

Intervista preparata e fatta da p. Robert Kosek, CRSP e Sr. Rorivic Israel, ASP
14 Febbraio 2014