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Estratto dall'articolo di Anna Annovazzi pubblicato nel numero di luglio-agosto di Die

Christengemeinschaft, rivista della Comunità dei Cristiani pubblicata in Germania

La situazione in Italia è piuttosto complessa e per poter parlare di Bologna è necessaria una breve
panoramica sulla storia e sulla situazione attuale nel nostro Paese.

Per iniziare a costruire, almeno temporaneamente, una piccola comunità di amici italiani della
Comunità dei Cristiani,sono stati organizzati per anni dal Sig. David Schwarz, dei piccoli raduni in
una casa della comunità dei Cristiani in Walkringen (Svizzera). Gli italiani vi partecipavano
volentieri, godendo del paesaggio e dell’atmosfera della casa. Apprezzavano l’affabilità del
sacerdote, che non solo celebrava l’Atto di Consacrazione dell’uomo, ma raccontava anche storie
per bambini e adulti, era sempre pronto ad incontrare individualmente chi richiedeva un colloquio, e
persino a cucinare qualche volta per la comunità! Egli aveva aperto per loro, attraverso il culto, un
ricco spazio interiore. I partecipanti di questi primi incontri sono ancora oggi fra i membri
sostenitori del lavoro in Italia e in particolare a Bologna.
Nel 1994 ho ricevuto l’ordinazione come primo sacerdote italiano, ma non essendovi in Italia
alcuna base per un lavoro continuativo, ho svolto il mio compito di sacerdote in Inghilterra, dove
sono poi rimasta per circa dieci anni.

Nel 1995 venne ordinato il Sig. H. Luescher che già possedeva una buona conoscenza della lingua
italiana, e che iniziò a lavorare in Svizzera.

Di comune accordo con il Sig.Luescher e con la collaborazione iniziale del Sig. Schwarz,
incoraggiammo l’impulso alla nascita dei primi campi estivi per famiglie in Italia. Questi campi
hanno peregrinato di regione in regione: Trentino e Friuli (estremo nord), Toscana (centro), Sicilia
(Estremo sud). Il gruppo iniziale di 30 persone raggiunse in quattro anni il numero di 120!

Dal 1997 ha iniziato a essere celebrata in Italia anche la Confermazione, quasi ogni anno in una
città diversa: Milano, Roma, Bologna, Trento. La Confermazione è sempre stata il grande evento
dell’anno a cui confluiscono con sempre rinnovato entusiasmo ragazzi, genitori, padrini, membri e
amici della Comunità dei Cristiani da tutto il Paese. A tutt’oggi sono stati confermati in Italia 66
ragazzi che, aggiunti ai 60 ragazzi italiani confermati in Svizzera tra il 1982 e il 1996, ammontano a
126!
E’ commovente vedere come i primi confermati, che oggi hanno tra i 23 e i 35 anni,
portino ora i loro propri figli alla Comunità dei Cristiani perché vengano battezzati o partecipino al
culto domenicale per i bambini

In questi ultimi anni l’Atto di Consacrazione dell’uomo è stato celebrato più o meno regolarmente,
da due a un massimo di sei volte l’anno, nelle città di Torino, Milano, Rovereto (Trento), Bologna,
Roma e Palermo.
Il germe che è stato posto nelle anime di molti mediante i sacramenti rinnovati, ha risvegliato e reso
sempre più forte il desiderio di una presenza costante di sacerdoti della Com. dei Cristiani in Italia.

Nel 2003, durante il campo estivo di Noto, presso Siracusa,è stata valutata attentamente da tutti i
partecipanti, rappresentanti delle diverse regioni, la possibilità di fondare un “centro” in cui
sviluppare un’attività permanente.
BOLOGNA è risultata essere la più adatta a questo primo insediamento, non solo per le sua
posizione logistica, ma soprattutto perché era l’unica a disporre di un gruppo di persone che si sono
dichiarate preparate a sostenere diversi compiti pratici precisi, tra cui la ricerca di una sede, la
gestione dei locali (soprattutto la cappella e la sagrestia), l’organizzazione della segreteria.

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Verso la fine del 2003, i sette sacerdoti cui è stato affidato la responsabilità di una visione generale
di tutti i Paesi del mondo in cui è attiva la Comunità dei Cristiani, (il Circolo dei Sette), aveva preso
in seria considerazione la possibilità di inaugurare ufficialmente la Comunità dei Cristiani in Italia.
Fu così che i due sacerdoti che da anni si occupavano delle attività in Italia, ( pur continuando a
svolgere il loro lavoro presso le comunità a loro affidate sia in Inghilterra che in Svizzera), furono
assegnati definitivamente all’Italia.
Da quel momento è iniziata la nostra grande avventura!

Lasciare la comunità di Bristol, in Inghilterra, che mi era stata affidata quattro anni prima, e con
essa il mondo anglosassone, non è stato facile. All’età di 64 anni rientravo dopo quindici anni (di
cui tre al seminario di Stoccarda) nell’elemento “latino-mediterraneo”, e in una città che non
conoscevo, dove tutto doveva essere iniziato da zero. Ma l’apertura mentale dei bolognesi, il loro
modo diretto e sincero di affrontare le cose, e soprattutto la loro generosità e la loro calda
accoglienza, hanno reso questo inizio davvero entusiasmante.

La prima iniziativa del 2003 è stata quella di celebrare insieme il Natale. Per l’occasione è stata
affittata una casa fuori Bologna, completamente isolata in cima a una collina: “Sembrava un
presepe” ha detto qualcuno. In effetti si sentiva ancora il buon profumo di legno di abete con cui era
stata rivestita la sala sotto il tetto che diventò la nostra cappella . La gente, come già una volta i
pastori, vi affluiva di notte e poi all’alba e in pieno giorno, a piccoli gruppi, nonostante la neve alta
e una temperatura sotto zero.
La casa ospitava 20 persone, ma molte di più vennero per le singole funzioni e per gli incontri sui
Vangeli, da Bologna e città limitrofe, ma anche da Firenze, Trento, Milano e persino da Roma.
Per alcuni era la prima volta che sperimentavano la Messa rinnovata. Con entusiasmo e
commozione ascoltavano le parole dell’Atto di Consacrazione e del Culto di Natale per i Bambini
che toccavano profondamente i loro cuori. Ai quattro giorni del Natale, durante i quali ebbero luogo
conferenze, colloqui individuali e i pranzi deliziosi per cui i bolognesi sono famosi in tutta Italia,
fece seguito l’incontro dell’Epifania.

Un fatto inconsueto si era verificato all’inizio di questo nostro primo incontro.


Un inatteso ospite si è presentato poco prima della celebrazione di mezzanotte:
sull’ultimo gradino della scala di legno che guidava alla cappella c’era un piccolo scorpione! Un
pensiero ha immediatamente accomunato i presenti: l’insetto che predilige i luoghi oscuri ci voleva
forse ricordare che quando la luce del Cristo si manifesta tra gli uomini, le forze della tenebra e
dell’ostacolo non restano certo inattive?
Nessuno si era illuso che la fondazione della Comunità dei Cristiani in Italia sarebbe stata una cosa
semplice, ma sempre di più diventavamo coscienti della grave responsabilità che ci siamo assunti di
fronte al mondo spirituale.

Ero arrivata a Bologna alla fine di novembre 2003 con una salute già malferma.
Il Sig, Luscher, che nel frattempo aveva dovuto affrontare un intervento chirurgico e vari problemi
personali, potè essere presente a Bologna solo durante i quattro giorni del periodo natalizio. Per
impegni presi precedentemente con i gruppi di Torino, Sicilia, Trento e Svizzera Italiana (Ticino), e
per complicazioni burocratiche del tutto impreviste relative al suo trasferimento in Italia, non gli fu
poi possibile visitare Bologna sino alla seconda metà di Aprile.

Dall’inizio del tempo di Avvento erano intanto iniziate le ricerche per un luogo da affittare, che
potesse ospitare 50-60 persone. L’impresa si è dimostrata più ardua di quanto non immaginassimo!

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Per giorni e giorni, con una temperatura polare, furono scambiate interminabili trattative in gelidi
capannoni industriali, grandi monolocali, appartamenti. Ogni volta che i proprietari si rendevano
conto che eravamo legati a un movimento religioso, diventavano immediatamente sospettosi e le
domande erano sempre dello stesso tenore: “Siete un movimento cattolico?” –No- “Siete
protestanti, luterani, calvinisti, anglicani?” –No- “Allora ortodossi?” – No, apparteniamo ad un
movimento indipendente per il rinnovamento della vita religiosa.- Se ci addentravamo in
spiegazioni più dettagliate, il muro tra noi e loro diventava sempre più invalicabile. Lo scoglio più
arduo era il fatto che non riconoscevamo il Papa come capo supremo della “nostra” Chiesa! Era
chiaro che pensavano che fossimo una delle tante sette e allora vi erano due tipi di risposte; se il
proprietario era cattolico, “doveva prima interpellare il parroco del rione”; se era non praticante,
“doveva prima chiedere al Sindaco perché non voleva mettersi nei guai, o attirarsi delle inimicizie
nell’ambito del lavoro”. Altri erano ancora più espliciti :”Non vogliamo avere niente a che fare
con Mormoni, Testimoni di Geova o simili!”

Ancora più problematico diventava quando, a seguito di domande dirette, scoprivano che io, donna,
(e accompagnata in questa ricerca sempre e solo da donne) ero un sacerdote di questa comunità!

Finalmente a metà febbraio la nostra buona stella ci ha guidate verso un giovane moderno, privo di
pregiudizi, desideroso solo di trovare al più presto un cliente e andarsene sulla Costa Azzurra! Egli
era il proprietario di un appartamento che ci avrebbe fornito, in un’unica soluzione, la cappella (che
poteva però contenere solo 35-40 posti al massimo), la sagrestia, una veranda per le riunioni e le
feste, una cucina e infine anche l’appartamento, molto modesto, per il futuro sacerdote che avrebbe
dovuto essere ordinato pochi mesi dopo e che vi avrebbe passato tre-quattro giorni la settimana per
poi raggiungere la famiglia a due ore di treno o macchina.

La decisione andava presa entro pochi giorni, il prezzo era buono, ma troppo alto per
le nostre possibilità, non avevamo il denaro nemmeno per un anno di affitto, e poi?
Come provvedere, inoltre, allo stipendio, per quanto modestissimo, del nuovo sacerdote Orlando
Meggiolaro che sarebbe arrivato a fine giugno? E tutte le spese di gestione?
Un pensiero costante ci ha sostenuti in quei giorni: stiamo lavorando per poter servire il Cristo; se
non ci lasciamo sopraffare dall’ansia, dalla paura, dal dubbio, il mondo spirituale ci aiuterà , e così
pure coloro che credono nel nostro stesso ideale: contribuire alla nascita del rinnovamento religioso
in Italia. E così, dopo essermi consultata con i miei colleghi, Sigg. Heinz Luscher e Walter
Giezzendanner, il nostro Lenker (responsabile del lavoro in Italia di fronte al Circolo dei Sette),
decidemmo di firmare il contratto.

Il successivo opprimente compito burocratico fu quello di aprire un conto corrente bancario. Persino
la Banca era sospettosa, nessuno ci conosceva, non avevamo sufficienti referenze, anzi, non ne
avevamo proprio! Dopo aver presentato tutta la documentazione necessaria, relativa
all’Associazione del Comunità dei Cristiani, che era stata fondata nel 2000, e che comunque non
dava le garanzie richieste, esasperata, ho deciso alla fine di aprire un conto mio personale dove
sarebbe confluita la mia pensione di ex insegnante, e questo ha ottenuto, finalmente, lo scopo
desiderato.

Era la fine di febbraio 2004, l’appartamento ci sarebbe stato consegnato il 1° di aprile.


Avevo giusto il tempo per affrontare un intervento chirurgico che ormai era diventato urgente.
Mentre io ero in ospedale, e più tardi in convalescenza, accudita amorevolmente da una famiglia
bolognese prima e sostenuta poi dall’aiuto generoso di alcuni membri, l’impegno morale del gruppo
sostenitore della piccola comunità bolognese poteva trasformarsi in azione!

Furono creati altare , leggio, candelabri in legno, cornici per le immagini dell’altare.

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Appena la sala è stata disponibile, ha visto il gruppo promotore più volte impegnato sino alle due di
notte per costruire in loco la pedana a tre gradini, il fondale viola, le tende per la cappella e più
tardi anche le tende per le grandi vetrate della veranda
(m.8x4) purtroppo caldissima d’estate e freddissima d’inverno, ma che suscita sempre
l’ammirazione dei nuovi venuti per la sua atmosfera accogliente, e che può ora ospitare per la notte
ospiti venuti per più giorni da lontano.
Nel frattempo si è accesa una fiamma di nuovo entusiasmo che ha portato al confluire di doni anche
dall’estero: La sig,ra Bochemuhl, moglie di un sacerdote di Francoforte, ha confezionato per noi la
casula del tempo di Pasqua e successivamente quella di Avvento, da comunità dell’Inghilterra,
Svizzera e Germania ci sono state cedute le altre casule che ancora ci mancavano. Un bel calice
dorato ci è giunto da Stoccarda per interessamento del Sig, Johannes Lenz.
Generose donazioni di privati o piccoli gruppi, specialmente dall’estero, ci hanno consentito di
dormire sonni tranquilli, almeno per un po’ di mesi, per quanto riguardava l’impegno dell’affitto
della nostra nuova sede.

L’Atto di Consacrazione dell’Uomo non era più stato celebrato a Bologna sin dall’Epifania a causa
della mia malattia. Fortunatamente avevo potuto continuare, sin dall’Avvento precedente e con la
sola interruzione del mese di marzo, incontri con i membri, rapporti con la Scuola Steineriana
locale, qualche Servizio Domenicale per i bambini, incontri di studio sulla Pasqua e, soprattutto, le
lezioni con i confermandi.

La Confermazione ha così potuto essere celebrata in mia vece dal Sig. Luescher il 9 maggio 2004
ed è coincisa con l’inaugurazione della sede di Bologna. Caratterizzato dall’entusiasmo di sempre,
questo giorno è stato sperimentato come un momento storico: per la prima volta in Italia si
celebrava l’Atto di Consacrazione dell’Uomo in una sede della Comunità dei Cristiani, da un
altare “stabile” da cui la luce dei sacramenti rinnovati avrebbe potuto irradiare nel cosmo con
regolarità costante e trasformare (transubstanziare) con la stessa regolarità il corpo eterico
della terra.

La prima domenica di San Giovanni 2003 è stata celebrata la tanto attesa inaugurazione ufficiale
della C.C. in Italia da parte del Sig. Giezzendanner, e l’altrettanto attesa prima celebrazione del
Sig.Orlando Meggiolaro, ordinato in maggio ad Amburgo. La sua preparazione era stata seguita sin
dall’inizio con grande speranza per il futuro del nostro lavoro in Italia e aveva anche creato una rete
di membri che la sostenevano economicamente.

La vita nelle grandi città italiane del nord, come Milano, Trento e Bologna, diventa d’estate
veramente difficile: la temperatura che sale verso i 40 gradi e l’umidità che raggiunge il 90-95%,
fanno si che appena finite le scuole, di solito a giugno, tutti quelli che possono lascino le città con i
loro bambini. Per lo stesso motivo le ferie estive degli adulti cadono soprattutto in luglio e agosto.
Anche la nostra comunità ha risentito degli effetti del caldo estivo e così, dopo aver visto la nostra
cappella affollata al massimo della sua capienza nelle citate occasioni, il periodo estivo ha visto le
frequenze calare drasticamente.

Dopo il nostro consueto campo estivo (agosto 2004), l’attività ha ripreso con rinnovato slancio a
San Michele e io stessa avevo ripreso pienamente le mie forze. Le quattro domeniche di avvento,
celebrate per la prima volta in Italia, sono state caratterizzate da una grande stella d’oro che
ricopriva il pavimento: bambini e genitori hanno acceso le numerose candele, già predisposte sui
lati della stella, al suono dei canti e hanno ascoltato con grande partecipazione le storie narrate dai
due sacerdoti.

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Durante le dodici Notti Sante, in cui l’Atto di Consacrazione è stato celebrato tutti i giorni,
l’afflusso è stato molto maggiore di quanto io abbia sperimentato in congregazioni consolidate da
decenni.

Con la celebrazione della Settimana Santa e della Pasqua si è felicemente concluso a Bologna
l’intero ciclo delle feste dell’anno. Per questa occasione sono stati nostri ospiti il Sig. Julian Sleigh e
la Sig.ra Dagmar Brockstedt che ci hanno portato un soffio di aria “internazionale”. Il Sig. Sleigh
ha parlato il Sabato Santo sul tema “La discesa del Cristo agli Inferi”e il giorno di Pasqua sulla
situazione della Comunità dei Cristiani in Sud Africa e molto altro ancora, il tutto in un italiano
“gentile”, dal bell’accento fiorentino.
Mi chiedo quanto egli abbia potuto apprezzare i deliziosi pranzi offerti dalle “cuoche” bolognesi
perché è sempre stato “assediato” da domande di ogni tipo, e perchè inoltre gli italiani parlano, in
genere, ad una velocità vertiginosa e …tutti allo stesso tempo!
La Sig,ra Brockstedt ha parlato della Foundation International, il Fondo creato per far fronte alle
esigenze più diverse, sia che non possano ancora essere affrontate dalle comunità in via di sviluppo,
sia per spere straordinarie che le singole comunità non possono sostenere: malattie che richiedano
cure speciali, specie per sacerdoti in pensione, aiuto alle vedove dei sacerdoti, e molto altro ancora.
Il suo intervento ha risvegliato in modo molto positivo una nuova coscienza sul problema del
denaro e delle finanze nella Comunità dei Cristiani nel mondo. Sono stati positivamente colpiti
anche un gruppo di giovani che hanno preso parte all’evento.

Purtroppo il problema dei giovani è per noi un punto irrisolto. Con grande dolore, abbiamo dovuto
rinunciare già da un paio d’anni alla loro presenza nei campi estivi per famiglie. Le ragioni che ci
hanno condotto a prendere questa decisione sono due: il numero dei partecipanti era diventato così
alto da rendere la situazione ingestibile; i ragazzi stessi, per cui non riuscivamo a trovare persone
con la dovuta esperienza che si occupassero di loro, incominciavano a creare problemi all’interno
della comunità.
Per anni abbiamo incoraggiamo i genitori a mandarli ai campi estivi internazionali, o comunque
stranieri, della Comunità dei Cristiani, ma con scarsi risultati. Quest’anno però, con nostra grande
gioia, un gruppo di confermati di Milano, Ticino e Bologna parteciperà, accompagnato dal Sig.
Orlando Meggiolaro, a un campo estivo organizzato dai sacerdoti francesi a Colmar (Francia)
Dei giovani tra i 15 e i 20 anni che hanno frequentato i nostri campi estivi sin dai tempi di
Walkringen, in Svizzera, e che sono stati confermati in questi ultimi anni, ve ne sono oggi un decina
che frequentano, più o meno regolarmente, il culto domenicale a Bologna e le conferenze tenute dai
sacerdoti. Due di essi, Giacomo Lo Giusto e Francesco Veronesi, entrambi di 20 anni, sono
diventati i nostri fedeli “violinisti ufficiali” per le grandi festività e per il Servizio domenicale per i
Bambini. Lorenzo Lo Giusto, di 17 anni, è stato un bellissimo Arcangelo Michele nella festa di
San Michele per i bambini e Chiara Camassa, di 20 anni, il vivace “diavoletto”.

Un ottimo rapporto si è creato con la Scuola Steineriana di Bologna, presso la quale è stato tenuto
un ciclo di conferenze sulle feste dell’anno che si concluderà a San Giovanni. Tra le 24 scuole
steineriane esistenti in Italia, quella di Bologna è l’unica ad aver costruito una nuova sede secondo
le regole architettoniche in sintonia con la pedagogia che vi si pratica, e tra i fondatori e sostenitori
vi sono gli stessi componenti del “nostro” gruppo sostenitore. Proprio perché impegnato sui due
fronti, le forze di questo gruppo sono state messe a dura prova durante quest’ultimo anno, sia dal
punto di vista del lavoro pratico sia da quello economico. L’aiuto che ricevono dalla costante
partecipazione all’Atto di Consacrazione dell’Uomo è ciò che permette loro di continuare a
impegnarsi, ma è certo che ora nuove forze devono subentrare, e qualcosa si profila già
all’orizzonte.La tradizione religiosa del nostro Paese, che per secoli si è pesantemente imposta
come unica possibilità di scelta, e alla quale molti si sono sottratti a fatica, è una delle ragioni per
cui molti sono ancora restii a “legarsi” ad un nuovo movimento religioso con un impegno troppo

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coinvolgente e soprattutto con una totale adesione di “membri”. Il compito dei sacerdoti è, in questo
senso, molto delicato e impegnativo.

Un esempio di quanto sia necessaria in Italia la Comunità dei Cristiani, ci viene da un ragazzo che
ha seguito le lezioni di preparazione alla Confermazione e che in passato si era rifiutato di seguire le
lezioni di catechismo nella chiesa tradizionale. Alla domanda della madre sul contenuto delle
lezioni, ha risposto: “Sono una rivelazione!
Si sente che quello che ci dice il sacerdote è vero, soprattutto per quanto riguarda il concetto di
peccato!”. Una ragazza che all’inizio era molto renitente e che prima di decidere voleva sapere di
cosa si trattasse, mi ha detto dopo la prima lezione: “Non mi piace quello che mi hanno insegnato
fin’ora, per esempio che Gesù Cristo è morto per “colpa” nostra, e io non ci credo!”. Poiché questa
era stata anche la mia esperienza di bambina, le ho risposto con grande serenità: “Sono d’accordo
con te, perché Gesù Cristo non è morto per “colpa” nostra, ma per “amore” nostro, per il suo
immenso amore verso gli uomini.”
Dalla Scuola Steineriana proviene anche gran parte del gruppo che partecipa al lavoro di studio sui
vangeli, organizzato di mattina proprio per permettere alle mamme di prendervi parte dopo aver
accompagnato i bambini a scuola.

Da quando abbiamo iniziato con il piccolo gruppo di dodici membri sostenitori, sono ora più di 50
gli adulti, più di 10 i giovani e più di 20 i bambini che nell’area di Bologna si accostano, più o
meno regolarmente, ai sacramenti rinnovati. Alla nostra sede giungono però costantemente anche
membri e amici da tutte le regioni circostanti e da città come Milano, Trento, Firenze e sempre più
frequentemente anche da Roma. Riceviamo ogni tanto visite di membri di comunità tedesche,
inglesi,olandesi; una coppia di membri finlandesi ha passato con noi il periodo natalizio fin quasi
all’Epifania e tutti gioiscono nell’ascoltare le parole dell’Atto di Consacrazione nella lingua
italiana.
Più di una volta la porta di accesso alla cappella è stata rimossa per permettere ai presenti di
partecipare stando in corridoio.
Quest’anno, per esempio, la Confermazione ha dovuto essere celebrata, per la prima volta, in due
città diverse, con un enorme impiego di forze.La capienza della cappella di Bologna ci consente di
accogliere a mala pena cinque confermandi con relativi padrini di battesimo, genitori e parenti vari,
compagni di scuola e alcuni insegnanti. Poiché anche alcuni membri della congregazione hanno
voluto parteciparvi, una dozzina di persone sono dovute rimanere “in ascolto” nel corridoio. Altri
dodici ragazzi di Milano e dintorni, più quattro della Svizzera Italiana, sono stati confermati a
Milano in una sala presa in affitto per l’occasione. Sono stati così confermati quest’anno 21 ragazzi!

Dal giugno 2004 il collegio formato dai tre sacerdoti si riunisce ogni 5-6 settimane a Bologna con il
Sig,Giezzendanner. Il Sig. Luescher, che vive in Umbria e che si unisce a noi in occasione delle
grandi festività, sta ancora portando avanti il gravoso compito di visitare i vecchi gruppi di Torino,
di Roma, raramente quello del Ticino e quello più recente di Palermo, per i quali, data la distanza, è
quasi impossibile prendere parte alle attività di Bologna, ma che continuano generosamente a
sostenere il nostro impulso anche finanziariamente. Ai sacerdoti d Bologna, e in prevalenza al Sig.
Meggiolaro, è stata invece affidata la cura dei gruppi di Rovereto (Trento) e Milano. O.Meggiolaro
e A.Annovazzi si sono inoltre divisi il compito di tenere incontri, sollecitati dal Collegio Insegnanti
e dai genitori , presso le Scuole di Cittadella (Padova), Treviso e Reggio Emilia sul tema
dell’insegnamento religioso e La Comunità dei Cristiani.
Diventa sempre più chiaro che la scelta di Bologna come punto di partenza è stata positiva. Diventa
sempre più chiaro però anche il fatto che non solo la nostra sede è ormai diventata troppo
piccola,(anche durante la domenica di Pentecoste tre persone sono dovute restare in piedi!), ma che
se ci fossero più sacerdoti (e le condizioni economiche per mantenerli), ci sarebbe lavoro per tutti,
sia a Bologna, sia nelle città che per ora possono solo essere visitate saltuariamente.

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Un breve resoconto sulla situazione, per altro molto precaria, della Comunità dei Cristiani in Italia
verrà inviata a tutti con il programma di autunno
Saluto i cari lettori con le parole di chiusura della lettera che le tre figure centrali del Circolo dei
Sette (Oberlenkung) ha inviato a tutti gli amici italiani il 23.5.2004 con la comunicazione della
fondazione ufficiale della Comunità dei Cristiani in Italia:

“…Così, in quest’anno, si collegheranno in un modo sempre più intenso due individualità


linguistiche – la latino-italiana e la slavo-ukraina – al Verbo vivente che sin dalla resurrezione vibra
attraverso la terra trasformando il presentimento del poeta tedesco Novalis in una realtà spirituale
un poco più concreta e terrestre: “.. creando nel canto soffia nuovamente intorno alla terra l’alito
della vita.” L’alito della vita comincia a soffiare sensibilmente in Italia quale spirito creatore di un
rinnovamento religioso di cui la nostra cultura ha fortemente bisogno.”

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