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Storia del Libro dellEsodo

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Libro dellEsodo

L' Esodo (ebraico shemt, "nomi", dall'incipit; greco , xodos, "uscita", latino Exodus) il
secondo libro della Torah ebraica e della Bibbia cristiana.
La parola Esodo significa uscita e identifica appunto luscita dallEgitto del popolo dIsraele, dove
viveva come schiavo, e lentrata nella Terra promessa (3,7-10): il punto di partenza della storia del
popolo di Dio.
scritto in ebraico e, secondo l'ipotesi maggiormente condivisa dagli studiosi, la sua redazione
definitiva, ad opera di autori ignoti, collocata al VI-V secolo a.C. in Giudea, sulla base di precedenti
tradizioni orali e scritte (vedi Ipotesi documentale).
Il libro suddiviso in due parti, una narrativa e d una legislativa.
La parte narrativa tratta di:
la schiavit degli Ebrei;
linfanzia e la vocazione di Mos (1,1-7,7);
luscita del popolo di Dio dallEgitto (7,8-13,6);
il passaggio del Mar Rosso;
il cammino verso la terra promessa;
la sosta al monte Sinai e il patto di alleanza;
la libert ricevuta (13,7-24);
il peregrinare nel deserto per linfedelt del popolo (32,1-34).
La parte legislativa presenta:
le regole sulla celebrazione della pasqua, che dovr sempre essere ricordata nel tempo;
il decalogo o le dieci parole (20,1-21);
le esigenze conseguenti al patto di alleanza (23,20-33).
Storicamente si portati a credere che siano avvenute realmente uscite dallEgitto: una come
espulsione (3,10) e laltra come fuga (6,1) con a capo Mos, e poi celebrate con un rito.
Levento principale narrato in questo libro lesperienza di fede che Israele ha fatto: Egli colui che
ci ha tratti fuori dalla casa di schiavit.
JHWH si dimostrato salvatore e liberatore, vicino al suo popolo, di conseguenza Israele intuisce
che anche il suo creatore e, essendo scelto come partner nellAlleanza, lo sentir{ accanto a s nei
momenti di pericolo quando sar| minacciato dallAssiria (Is 10,25 ; Mi 7,14-15) o da Babilonia (Ger
16,14-15; Is capitoli 63-64).
Lungo tutta la storia dellAntico Testamento, lEsodo rimane un momento centrale della storia di
Israele e il popolo di Dio non perder mai il ricordo di questo intervento fondamentale di Dio nelle
vicende umane.
Questa esperienza di liberazione, fondamentale ed essenziale per il popolo, veniva celebrata
solennemente in occasione della Pasqua, come del resto si continua a fare ancora oggi.
Oggi per noi difficile ricostruire la storia, i fatti dellEsodo. Ma questo libro rimane comunque
fondamentale per i cristiani perch ci insegna che Dio libera da ogni forma di schiavit e con noi
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uomini sempre pronto a concludere un patto di amore, unalleanza. Infatti, Ges, suo Figlio
incarnato, vissuto tra noi, morto e risorto ha portato a compimento lo scopo stesso dellEsodo.

L'Esodo (traslitterazione del greco , xodos = uscita; in ebraico = uscita dall'Egitto)
il principale evento descritto nel biblico Libro dell'Esodo.
Secondo tale racconto il popolo ebraico, che si trovava in schiavit nel paese d'Egitto, usc verso la
Palestina attraverso la penisola del Sinai sotto la guida di Mos, inviato da Dio. Questa liberazione
ricordata nel rito del Pesach (=passaggio), la Pasqua ebraica.
Tra gli studiosi moderni vi sostanziale accordo sulla veridicit storica del nucleo fondamentale del
racconto dell'Esodo, cio l'emigrazione dall'Egitto di una popolazione semita verso la Palestina.
Secondo l'interpretazione tradizionale e attualmente pi diffusa, nota come "Teoria dell'Esodo
tardo", l'evento collocato verso la seconda met del XIII secolo a.C (circa 1250-1200 a.C.), durante il
regno del faraone Ramses II o del suo successore Merenptah.
La cosiddetta "Teoria dell'Esodo antico" propone una datazione pi antica ed riconducibile a due
diversi eventi storici:
ipotesi degli Hyksos: gli Ebrei, coincidenti con gli Hyksos, furono scacciati dall'Egitto da Ahmose
(circa 1550-1525 a.C.).
ipotesi vulcanica: gli Ebrei uscirono dall'Egitto al tempo degli sconvolgimenti causati dall'eruzione
del vulcano Thera o Santorini (circa 1630 a.C.).
Il recente documentario The Ex-odus Decoded (2006) unisce l'ipotesi degli Hyksos a quella
vulcanica, datando dell'eruzione del Thera-Santorini attorno al 1500 a.C., sotto il regno di Ahmose.
L'ipotesi non ha trovato particolare credito tra gli studiosi.
Infine, secondo la cosiddetta "ipotesi migratoria" gli Ebrei migrarono pacificamente dal delta del Nilo
alla Palestina.

Fonti storiche

La principale e pressoch unica fonte storica relativa all'evento dell'Esodo il biblico Libro
dell'Esodo.
Secondo la tradizionale ipotesi documentale il testo stato definitivamente redatto, al pari degli altri
libri della Torah o Pentateuco, all'epoca del ritorno in Giudea dei deportati dell'esilio di Babilonia nel
V secolo a.C., sulla base di fonti pi antiche: la fonte yahwista (J) risale a circa il 1000 a.C., mentre
quella elohista (E) pi recente, datata verso la fine dell'VIII secolo a.C.. La cosiddetta fonte
sacerdotale (P, dal tedesco Priestercodex, "codice sacerdotale) risale all'epoca della redazione
definitiva, verso il V secolo a.C.. Le varie fonti, parzialmente armonizzate nell'attuale Libro
dell'Esodo, mostrano alcune significative discordanze (v. pi avanti).
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Le informazioni contenute nel Libro dell'Esodo per non possono essere considerate come un fedele
e preciso resoconto storico per due motivi:
le varie fonti sono successive di secoli agli eventi dell'Esodo. In questo lasso di tempo la
memoria degli eventi stata tramandata principalmente dalla tradizione orale con
facili distorsioni, ampliamenti, esagerazioni.

al pari degli altri libri biblici, i racconti storici narrati hanno un chiaro e preciso
intento teologico, e non propriamente storico, volto a evidenziare il potere salvifico di
Dio sulla storia a favore del popolo eletto.
Dalle fonti storiche extra-bibliche non sono deducibili elementi che possano direttamente verificare
o falsificare le informazioni contenute nel Libro dell'Esodo. Tuttavia alcune testimonianze risultano
particolarmente preziose per delineare un quadro storico dell'evento dell'Esodo:
il dato secondo il quale il faraone Ramses II (XIII secolo a.C.) fece costruire la citt di
Pi-Ramses e ampliare Pitom, nominate nel Libro dell'Esodo;

la stele di Merenptah (fine XIII secolo a.C.), che testimonia la presenza nei dintorni
della terra di Canaan di un popolo nomade di nome ysrr, comunemente interpretato
da storici e biblisti come 'Israele';

il papiro di Ipuwer, variamente datato tra il XIX e il XIII secolo a.C., che riferisce di
cataclismi naturali e sociali simili alle piaghe narrate nel Libro dell'Esodo.

scavi archeologici hanno portato alla luce tracce di distruzione violenta di alcune citt
cananite databili approssimativamente tra il 1250 e il 1150 a.C., compatibili con i
racconti delle conquiste di Giusu narrate nell'omonimo libro biblico: Betel, Debir (Tell
Beit Mirsim), Eglon (Tell el-Hesi), Hazor, Lachis, Meghiddo.

scavi archeologici hanno rilevato l'esistenza di circa 250 piccole comunit rurali non
fortificate sorte nella regione montuosa della terra di Canaan attorno al 1200 a.C.

La narrazione biblica

La narrazione della Bibbia circa gli eventi relativi all'Esodo pu essere cos sintetizzata:
Giuseppe, diventato vicer d'Egitto, invita suo padre Giacobbe-Israele e i suoi fratelli a
stabilirsi nella terra di Gosen, all'interno del dominio egiziano (v. Gen 45,9-10).

I discendenti di Giacobbe, i figli d'Israele, dimorano in Egitto e prosperano in pace per
400 anni (v. At 7,6, dove la cifra non ha valore storico-cronologico ma indica un
generico lungo periodo, come avviene altrove anche per il numero 40).

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Un faraone riduce in schiavit gli Ebrei temendo per il loro numero, obbligandoli a
costruire le citt di Pitom e Ramses (v. Es 1,8-11). Continuando a crescere di numero,
ordina l'uccisione dei maschi (v. Es 1,15-17).

Nasce un bambino ebreo, Mos, e viene abbandonato dalla madre sul fiume Nilo per
salvargli la vita. Viene trovato e adottato dalla figlia del faraone e cresciuto alla corte.
Una volta cresciuto uccide un egiziano che colpiva un ebreo e fugge dall'Egitto verso
Madian. Qui Dio gli parla dal roveto ardente ordinandogli di liberare gli Ebrei (v. Es
2,1-4,28).

Mos, accompagnato dal fratello Aronne, si reca pi volte dal faraone (diverso da
quello dell'oppressione, v. Es 2,23), chiedendo la liberazione del popolo ebraico. Il
faraone rifiuta pi volte e Dio colpisce l'Egitto con le dieci piaghe (Es 2,5-11).

Terminata l'ultima piaga, il faraone permette agli ebrei di lasciare l'Egitto. Mos e i
figli d'Israele partono e si accampano presso il Mare dei Giunchi (tradizionalmente
tradotto con Mar Rosso). Il faraone per ci ripensa immediatamente e li insegue con
tutto il suo esercito (v. Es 13,17-14,14).

Dio tramite Mos apre miracolosamente il mare, e il popolo ebraico lo attraversa
passando sul fondo asciutto. Al termine del passaggio il mare si richiude uccidendo
tutti i soldati egiziani (v. Es 14,15-31).

Il popolo ebraico vaga nel deserto dove sostenuto miracolosamente da Dio che
fornisce occasionalmente acqua sgorgante dalla roccia, stormi di quaglie, e
soprattutto la manna quotidiana.

Dopo 40 anni (cifra simbolica) dall'uscita dall'Egitto attraversano il fiume Giordano,
entrando in Palestina.

Datazione e identificazione dei faraoni
La datazione degli eventi relativi all'Esodo e la connessa identificazione dei faraoni coinvolti sono
ipotetiche, in quanto il Libro dell'Esodo non fornisce riferimenti storici espliciti e precisi.
Il Libro dell'Esodo presenta due distinti faraoni, entrambi anonimi:
il primo ("che non aveva conosciuto Giuseppe", Es 1,9) responsabile della riduzione in
schiavit degli ebrei e dell'ordine dell'uccisione dei neonati maschi, la cui figlia trov
ed allev Mos. Viene solitamente indicato come "il faraone dell'oppressione";

il secondo, distinto dal primo (v. Es 2,23) quello con cui si scontra Mos adulto, che
con il suo rifiuto di lasciar partire gli Ebrei attira sull'Egitto le dieci piaghe. Viene
solitamente indicato come "il faraone dell'Esodo".
Fin dall'antichit sono state proposte diverse identificazioni per i faraoni, e l'attenzione stata rivolta
principalmente al faraone dell'Esodo antagonista di Mos:
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Complessivamente tra i Padri
della Chiesa dei primi secoli
dell'era cristiana, con
l'eccezione di Eusebio di
Cesarea, prevalse l'idea gi
presente in Erodoto e
Giuseppe Flavio secondo la
quale gli Ebrei erano
identificati con gli Hyksos
scacciati dall'Egitto dal
faraone Ahmose (regno circa
15501525 a.C.). Attualmente
questa ipotesi sostenuta dai
sostenitori delle teorie
dell'Esodo antico.
La maggior parte degli studiosi ed esegeti moderni sono invece orientati a identificare nel faraone
dell'oppressione Ramses II (circa 1279-1212 a.C). Infatti le citt menzionate nel Libro dell'Esodo (v. Es
1,11) costruite dagli Ebrei durante la schiavit, Pitom e Ramses, sono verosimilmente da identificare
con Pitom ("casa di Atum" in egiziano) e Pi-Ramses ("casa di Ramses" in egiziano). Entrambe le citt,
secondo le cronache egiziane, sono state edificate appunto dal faraone Ramses II utilizzando mano
d'opera costretta ai lavori forzati.
Assumendo come valido il dato biblico (v. Es 2,23) secondo il quale il faraone dell'oppressione va
distinto dal faraone dell'Esodo, suo successore, ne deriva che il faraone antagonista di Mos era
Merenptah (circa 1213-1203 a.C.), figlio di Ramses. Una testimonianza storica relativa a quest'ultimo
faraone la cosiddetta stele di Merenptah, che riferisce dell'esistenza presso la terra di Canaan di un
popolo nomade di nome ysrr, da molti studiosi identificato con 'Israele'.
Una possibile datazione pu essere ricavata da 1Re 6,1, nel quale riferito che la costruzione del
tempio di Salomone, iniziata nel quarto anno del suo regno (cio attorno al 968 a.C.), avvenne 480
anni dopo l'uscita degli Israeliti dall'Egitto. Questo collocherebbe l'Esodo attorno al 1448 a.C., sotto il
regno del faraone Thutmose III, avallando la teoria dell'Esodo antico. Tuttavia la cifra di 480 non va
intesa come un attendibile dato storico, ma come un calcolo erudito e tardivo che si basa sul numero
dei sacerdoti in carica da Aronne a Zadok moltiplicato per 40 anni, la durata tradizionale di una
generazione.

Motivo del viaggio
Fuga dall'oppressione

Secondo il Libro dell'Esodo il motivo che spinse il popolo ebraico a uscire dall'Egitto fu la fuga dalla
dura servit imposta loro dal faraone.

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Scacciata dagli Egizi

Secondo la cosiddetta "ipotesi degli Hyksos", l'uscita descritta dal Libro dell'Esodo non sarebbe una
fuga dall'oppressione ma una scacciata da parte degli egiziani degli Ebrei, che sarebbero coincidenti
con gli Hyksos.
Gli Hyksos erano un popolo semitico, come gli Ebrei, che aveva invaso l'Egitto attorno al 1700 a.C.
instaurando la loro capitale ad Avaris, nel basso Egitto. Attorno al 1550-1525 a.C. Ahmose riusc a
conquistare la loro capitale e scacci gli Hyksos dall'Egitto.
L'ipotesi degli Hyksos ha origini antiche: il primo che identific gli Hyksos con gli Ebrei fu Erodoto,
nel V secolo a.C., ripreso poi da Giuseppe Flavio e da molti Padri della Chiesa. John J. Bimson il
principale sostenitore contemporaneo di questa teoria, che non gode comunque di particolare
diffusione tra biblisti e storici antichi: il racconto biblico descrive gli Ebrei come ridotti in schiavit e
non come classe dominante dell'Egitto. Una possibile coincidenza tra il racconto biblico e la teoria
degli Hyksos vi pu essere per il caso di Giuseppe, che secondo il racconto del Libro della Genesi
divenne vicer d'Egitto e condusse a s il suo clan, ma questo un evento distinto e precedente
dall'Esodo.

Pacifica migrazione

Secondo alcuni studiosi l'Esodo non storicamente avvenuto nel senso tradizionalmente inteso, vale
a dire come fuoriuscita dall'Egitto di una massa di persone identificabili come Ebrei. Secondo
l'orientalista Mario Liverani[7], infatti, l'espressione "esodo" (sh't e altre forme di ysh' "uscire") in
realt farebbe parte di quello che stato chiamato "codice motorio", cio una serie di metafore legate
all'idea del movimento e usate per indicare il mutamento di appartenenza politica di una regione, di
una citt o di un gruppo etnico ad una formazione statale pi grande rispetto ad un'altra o a
nessuna. Spostamento dei confini politici, quindi, anzich di masse di persone (o di terre, come in
alcuni testi).
Questo codice motorio era abitualmente usato nei testi del Tardo Bronzo e lo si trova, ad esempio, in
un testo del re ittita Suppiluliuma I a proposito di una sua conquista nella Siria centrale[8]. Un altro
esempio ci viene da una lettera di el-Amarna (antica capitale del faraone Akhenaton), proveniente da
Biblo[9].
Nel caso dell'Esodo, l'espressione "uscire dall'Egitto", significava "fine della dominazione egiziana
sulla Palestina", evento storico avvenuto nel momento di passaggio fra Tardo Bronzo (quando la
Palestina era un dominio egiziano) e prima et del ferro (quando la Palestina raggiunse l'autonomia,
dopo le invasioni dei Popoli del Mare e la crisi dei grandi imperi).
Lentamente, per, si perse il reale significato della metafora e le si attribu quello tradizionale verso
la fine del'VIII secolo a. C., quando si diffuse la pratica assira di deportare intere popolazioni da una
regione dell'impero all'altra, e quando sotto la spinta delle invasioni gruppi di profughi uscirono
realmente dal regno di Israele (nel nord) per rifugiarsi nel regno di Giuda (nel sud). Non casuale
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che le prime attestazioni del nuovo significato siano collocate proprio nel regno di Israele, sottoposto
alla pressione assira.
La nuova formula era poi stata collegata retroattivamente a vecchie storie di transumanza pastorale
tra il Sinai e il Delta del Nilo, alle storie sul lavoro coatto di gruppi di Habiru al servizio di sovrani
egizi della dinasta ramesside (vedi la summenzionata lettera di Ramesse II) e agli avvenimenti pi
recenti con i rifugiati che si muovevano fra la Giudea e l'Egitto. In questa forma, la formula dell'esodo
entr a far parte della storiografia proto-deuteronomistica nel VII secolo a. C..
Le ultime scoperte archeologiche tendono ad avvalorare la verit storica dell'Esodo. In particolare la
scoperta dei siti delle citt perdute ricordate nei primi versi (1-11) dell'Esodo come le citt deposito di
Pitom e Ramses, identificabili una con un porto su un canale per il Mar Rosso, e l'altra con la capitale
dei faraoni ramessidi posta su un antico ramo del Nilo. In particolare la citt di Ramses come sede
del palazzo del faraone esistette solo per un breve periodo della storia egizia, tra il 1300 e il 1150 a.C.,
il che fa supporre la nascit di Mos intorno al 1300 a.C.

Persone coinvolte

In Es 12,37 il testo biblico parla di 600 'mila' (ebraico 'elef) uomini maschi, senza contare donne e
bambini. A questo numero va assommata "una grande massa di gente promiscua" (Es 12,38), che
vanno identificati con persone non ebree (probabilmente egiziani e immigrati stranieri in Egitto).
La cifra biblica lascia supporre una popolazione di alcuni milioni di individui (tra i 3 e 6),
decisamente inverosimile tenendo conto della popolazione complessiva dell'Egitto e del successivo
soggiorno nel deserto.
Volendo mantenere il dato fornito dal testo biblico possono essere fornite interpretazioni diverse:
pu significare il censimento complessivo del popolo ebraico all'epoca della stesura scritta del
racconto in epoca salomonica, verso il 1000 a.C., non applicabile all'epoca dell'Esodo;
il termine ebraico 'elef pu essere tradotto con 'mila', significato che solitamente riveste, ma pu
anche indicare 'famiglia', 'clan', designando cos 600 clan familiari, per un totale di alcune migliaia di
persone.
Alcuni studiosi moderni ipotizzano cifre tra i 50-100 mila individui complessivi.

Le piaghe

Secondo il racconto del Libro dell'Esodo il faraone si rifiut di lasciare partire il popolo ebraico. Dio
allora mand sull'intero Egitto alcune calamit, le cosiddette 'piaghe d'Egitto'.
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Tramutazione dell'acqua in sangue (Es 7,14-25). La tradizione yahwista, pi antica, parla di
tramutazione delle sole acque del Nilo (v. Es 7,17), mentre la tradizione sacerdotale, pi recente,
amplifica l'effetto della piaga a tutte le acque dell'Egitto, incluse quelle dei recipienti (v. Es 7,19).
1. Invasione di rane (Es 7,26-8,11)
2. Invasione di zanzare (Es 7,26-8,11)
3. Invasione di mosconi (Es 8,12-15)
4. Malattia del bestiame (Es 8,16-28)
5. Ulcere su animali e uomini (Es 9,1-7)
6. Grandine (Es 9,13-35)
7. Invasione di cavallette (Es 10,1-20)
8. Tenebre (Es 10,21-29)
9. Morte dei primogeniti (Es 12,29-30)

Le lamentazioni di Ipuwer

Diverse similitudini con le piaghe si possono trovare in un antico papiro, denominato Lamentazioni
di Ipuwer, scritte da un sacerdote e narranti una serie di devastazioni che colpirono la terra del Nilo.
Il papiro fu esaminato per la prima volta da Sir Alan Gardiner nel 1909 che lo dat alla XII dinastia,
cio al primo perido intermedio (2200-2050 a.C.). La maggior parte degli studiosi concord con
Gardiner anche se alcuni lo datarono al secondo periodo intermedio (1790-1530 a.C.). Questa data si
accorderebbe a quella dell'eruzione di Thera (1600 a.C.) secondo gli ultimi studi.
Il testo geroglifico dovrebbe descrivere i fatti del I periodo intermedio, segnato da frammentazione
politica, periodi di carestia, anarchia e profanazioni dei templi. L'Esodo sembra riprendere gli stessi
temi e adattarli al contesto storico e allo scopo del testo biblico.

Il passaggio del mare
Il racconto biblico

Il miracoloso passaggio del Mare dei Giunchi e l'uccisione degli egiziani inseguitori descritto in Es
14,15-31. Il brano allude sicuramente a un allegorico trionfo di Dio sul male e sul caos, che nel
pensiero biblico sono raffigurati appunto dal mare[13]. Non necessario tuttavia arrivare a
demitizzare completamente l'accaduto, privando il racconto di fondamento storico.
Si notano significative differenze tra le varie fonti del racconto circa l'effettiva natura del 'miracolo':
la tradizione yahwista (J), pi antica, attribuisce l'accaduto a cause naturali. Il mare non viene
improvvisamente 'diviso' e Mos ininfluente. Gli egiziani travolti, che si impantanano ma non
rimangono uccisi, sono solo un limitato, per quanto numeroso, contingente.
la tradizione sacerdotale (P), pi recente, amplifica l'aspetto miracolistico dell'accaduto e sottolinea
il ruolo chiave svolto da Mos. Gli egiziani travolti e uccisi sono l'intero esercito del faraone.
Passaggio del mare secondo le fonti yahwista e sacerdotale (versione CEI)
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Es 13,10-22 Partirono da Succot e si accamparono a Etam, sul limite del deserto. Il Signore
marciava alla loro testa di giorno con una colonna di nube, per guidarli sulla via da percorrere, e di
notte con una colonna di fuoco per far loro luce, cos che potessero viaggiare giorno e notte. Di
giorno la colonna di nube non si ritirava mai dalla vista del popolo, n la colonna di fuoco durante la
notte. -
Es 14,1-4 - Il Signore disse a Mos: Comanda agli Israeliti che tornino indietro e si
accampino davanti a Pi-Achirot, tra Migdol e il mare, davanti a Baal-Zefon; di fronte ad esso vi
accamperete presso il mare. Il faraone penser degli Israeliti: Vanno errando per il paese; il deserto li
ha bloccati! Io render ostinato il cuore del faraone ed egli li inseguir; io dimostrer la mia gloria
contro il faraone e tutto il suo esercito, cos gli Egiziani sapranno che io sono il Signore!.
Essi fecero in tal modo.
Es 14,5-7 Quando fu riferito al re d'Egitto che il popolo era fuggito, il cuore del faraone e dei
suoi ministri si rivolse contro il popolo. Dissero: Che abbiamo fatto, lasciando partire Israele, cos
che pi non ci serva!. Attacc allora il cocchio e prese con s i suoi soldati. Prese poi seicento carri
scelti e tutti i carri di Egitto con i combattenti sopra ciascuno di essi. -
Es 14,8-9 - Il Signore rese ostinato il cuore del faraone, re di Egitto, il quale insegu gli
Israeliti mentre gli Israeliti uscivano a mano alzata. Gli Egiziani li inseguirono e li raggiunsero,
mentre essi stavano accampati presso il mare: tutti i cavalli e i carri del faraone, i suoi cavalieri e il
suo esercito si trovarono presso Pi-Achirot, davanti a Baal-Zefon.
Es 14,10-14 Quando il faraone fu vicino, gli Israeliti alzarono gli occhi: ecco, gli Egiziani
muovevano il campo dietro di loro! Allora gli Israeliti ebbero grande paura e gridarono al Signore.
Poi dissero a Mos: Forse perch non c'erano sepolcri in Egitto ci hai portati a morire nel deserto?
Che hai fatto, portandoci fuori dall'Egitto? Non ti dicevamo in Egitto: Lasciaci stare e serviremo gli
Egiziani, perch meglio per noi servire l'Egitto che morire nel deserto?. Mos rispose: Non
abbiate paura! Siate forti e vedrete la salvezza che il Signore oggi opera per voi; perch gli Egiziani
che voi oggi vedete, non li rivedrete mai pi! Il Signore combatter per voi, e voi starete tranquilli.
-
Es 14,15-18 - Il Signore disse a Mos: Perch gridi verso di me? Ordina agli Israeliti di
riprendere il cammino. Tu intanto alza il bastone, stendi la mano sul mare e dividilo, perch gli
Israeliti entrino nel mare all'asciutto. Ecco io rendo ostinato il cuore degli Egiziani, cos che entrino
dietro di loro e io dimostri la mia gloria sul faraone e tutto il suo esercito, sui suoi carri e sui suoi
cavalieri. Gli Egiziani sapranno che io sono il Signore, quando dimostrer la mia gloria contro il
faraone, i suoi carri e i suoi cavalieri.
Es 14,19-20 L'angelo di Dio, che precedeva l'accampamento d'Israele, cambi posto e pass
indietro. Anche la colonna di nube si mosse e dal davanti pass indietro. Venne cos a trovarsi tra
l'accampamento degli Egiziani e quello d'Israele. Ora la nube era tenebrosa per gli uni, mentre per gli
altri illuminava la notte; cos gli uni non poterono avvicinarsi agli altri durante tutta la notte. -
Es 14,21 - Allora Mos stese la mano sul mare.
Es 14,21 E il Signore, durante tutta la notte, risospinse il mare con un forte vento d'oriente,
rendendolo asciutto; -
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Es 14,21-14,23 - le acque si divisero. Gli Israeliti entrarono nel mare asciutto, mentre le acque
erano per loro una muraglia a destra e a sinistra. Gli Egiziani li inseguirono con tutti i cavalli del
faraone, i suoi carri e i suoi cavalieri, entrando dietro di loro in mezzo al mare.
Es 14,24-25 Ma alla veglia del mattino il Signore dalla colonna di fuoco e di nube gett uno
sguardo sul campo degli Egiziani e lo mise in rotta. 25 Fren le ruote dei loro carri, cos che a stento
riuscivano a spingerle. Allora gli Egiziani dissero: Fuggiamo di fronte a Israele, perch il Signore
combatte per loro contro gli Egiziani!. -
Es 14,26-14,27 - Il Signore disse a Mos: Stendi la mano sul mare: le acque si riversino sugli
Egiziani, sui loro carri e i loro cavalieri. Mos stese la mano sul mare
Es 14,27 e il mare, sul far del mattino, torn al suo livello consueto, mentre gli Egiziani,
fuggendo, gli si dirigevano contro. Il Signore li travolse cos in mezzo al mare. -
Es 14,28-29 - Le acque ritornarono e sommersero i carri e i cavalieri di tutto l'esercito del
faraone, che erano entrati nel mare dietro a Israele: non ne scamp neppure uno. Invece gli Israeliti
avevano camminato sull'asciutto in mezzo al mare, mentre le acque erano per loro una muraglia a
destra e a sinistra.
Es 14,30-31 In quel giorno il Signore salv Israele dalla mano degli Egiziani e Israele vide gli
Egiziani morti sulla riva del mare; Israele vide la mano potente con la quale il Signore aveva agito
contro l'Egitto e il popolo temette il Signore e credette in lui e nel suo servo Mos.
La possibilit di un prosciugamento del "mare" a causa di un forte vento, come riportata dalla fonte
yahwista, stata recentemente confermata da una simulazione informatica che ha considerato gli
aspetti geologici e atmosferici della regione. In questa ricostruzione il "mare dei Giunchi"
ipotizzato essere il lago di Tanis, un'antica palude sita nella parte orientale del delta del Nilo,
attualmente prosciugata.
Identificazione del mare
Il testo ebraico in Es 13,18 afferma che il popolo ebraico uscendo dall'Egitto si diresse verso il Yam-
Suf, letteralmente Mare dei Giunchi. L'identificazione di questo mare non certa: il giunco
presente in tutte le acque sia interne che esterne all'Egitto. Sono state proposte pertanto diverse
alternative:
Golfo di Aqaba o Golfo di Elat. Nel testo ebraico della Bibbia l'unico passo che esplicita
la natura geografica del Yam Suf 1Re 9,26, dove viene riferito che Re Salomone
costru un porto presso Elat sulla riva del Mar dei Giunchi. Nonostante questa chiara
identificazione, la lontananza del Golfo di Aqaba sia dall'Egitto che dalla Palestina
rende questa possibilit inverosimile. Alcuni studiosi ammettono tuttavia una
deviazione dal tragitto verso l'Arabia, nella quale viene proposta la localizzazione del
biblico Monte Sinai.

Mar Rosso. La tradizione ha identificato il Yam-Suf nel ramo occidentale del Mar
Rosso, l'attuale Golfo di Suez. Gi la versione greca della Bibbia detta Settanta,
realizzata nel III secolo a.C., traduce erithrn thlassan, Mar Rosso, seguita dalle
Vulgata e dalle principali versioni moderne della Bibbia. Data la posizione meridionale
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e fuori mano del golfo di Suez rispetto all'itinerario Egitto-Palestina anche questa
possibilit, sebbene suffragata dalla tradizione secolare, appare inverosimile.

Laghi Amari, presenti nei pressi dell'attuale Suez.

Lago Sirbonico o Lago di Menzaleh, una specie di golfo nel Mediterraneo a nord del
Sinai. Questo itinerario settentrionale trova attualmente concordi numerosi e
autorevoli biblisti.

Lago di Tanis, cf. sopra.

Le prime due ipotesi, che identificano il Mare dei Giunchi con bracci del Mar Rosso, difficilmente
sono compatibili col racconto della fonte yahwista per la quale il mare fu prosciugato da "un forte
vento d'oriente" (Es 14,21). Le ultime tre ipotesi invece, relative a specchi d'acqua paludosi, possono
essere compatibili.

La causa della divisione delle acque

Sulla divisione delle acque del mare dei Giunchi sono state formulate varie ipotesi:

Eruzione vulcanica
Un'interessante teoria venne proposta dal ricercatore inglese Philips Graham nel suo "I misteri della
civilt perduta". Questi narra che qualche tempo prima che Akhenaton, il faraone eretico, salisse sul
trono, suo padre Amenhotep III fece erigere, come voto, centinaia di statue della dea Sekhmet,
divinit distruttrice. Ci voleva dire che la Terra del Nilo era stata appena colpita da una terribile
catastrofe. Lo stesso Graham spieg:
"Esistono prove convincenti che una gigantesca eruzione vulcanica abbia colpito il Mediterraneo
allepoca di Amenothep, presumibilmente lesplosione di Thera Santorini, che alcuni vogliono essere
lisola di Atlantide. Recenti test con il radiocarbonio hanno dimostrato che Thera esplose nel 1360
a.C. (e non centanni prima), e dunque allepoca di Amenhotep. Gli effetti del cataclisma sullEgitto
spiegherebbero lerezione improvvisa di cos tante statue dedicate a Sekhmet; loscuramento dei cieli,
forse durato giorni e giorni, e le piogge di ceneri vulcaniche terrorizzarono gli egizi, che lessero in
tutto ci una punizione divina. Questo era gi accaduto una volta, quando, secondo le credenze
egizie, la dea aveva cercato di annientare la razza umana"
Il ricercatore inglese pens dunque di collegare questi eventi catastrofici con le dieci piaghe d'Egitto,
poich, come accade per eruzioni vulcaniche di tale portata, molto spesso succedono al cataclisma
eventi stravolgenti, quali tenebre ininterrotte per giorni (riconducibile quindi alla nona piaga),
causate dal fumo del vulcano, pioggia di lapilli infuocati (secondo il Midrash infatti non cadde
grandine comune dal cielo ma fuoco), fiumi che prendono uno strano colorito rossastro (in questo
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caso il sangue nel Nilo altro non era che lossidazione del ferro a contatto con laria, processo che
produce macchie di ruggine rossa) causando la morte dei pesci e la fuga di rane dalle acque.
Anche l'apertura del Mar Rosso, secondo Graham fu effetto del vulcano Thera. L'eruzione caus
infatti diversi maremoti e tsunami, quindi ritiri delle acque marine e successive ondate violente.
Durante uno di questi maremoti, probabilmente gli ebrei attraversarono le acque durante il deflusso,
mentre gli egizi vennero travolti dalla gigantesca onda succeduta al ritiro. In seguito a questi terribili
cataclismi, sempre secondo Graham, Akhenaton decise di adorare un dio unico, Aton, il disco solare.
Il ricercatore inoltre tent di identificare una figura storica contemporanea agli avvenimenti,
riconducibile a Mos. Questi ricorda che, ai tempi di Amenhotep III vivevano nel palazzo reale, come
principi, Akhenaton, definito spesso come "vero figlio del faraone", e Thutmosis, scacciato in seguito
dall'Egitto per cause misteriose. Graham ipotizza infatti che Thutmosis, dopo l'esilio, probabilmente
decise di abbandonare gli dei egiziani, cancellando dunque dal suo nome il suffisso "Thut" (cio
Thot, dio della scrittura) e lasciandosi cos denominare semplicemente Mosis.

Bassa marea
Un'altra realistica ipotesi venne proposta da alcuni studiosi riguardo il miracoloso attraversamento
del Mar Rosso.
Secondo questa teoria, il faraone non avrebbe concesso la libert agli israeliti ma bens la possibilit
di offrire un sacrificio al loro Dio in una zona lontana dall'Egitto, portandosi dietro donne e
bambini[18]. Dietro il popolo ebraico procedeva quindi l'esercito egiziano, armato e munito di carri
da guerra. Questi ordinarono a Mos di accendere un grosso braciere per guidare la sua gente anche
durante la notte[19]. Il profeta biblico decise per di cambiare rotta, dirigendosi verso il mare, cos da
sbarazzarsi dei suoi guardiani e proseguire il cammino libero dalla morsa degli oppressori.
del tutto verosimile infatti che, in occasione delle massime escursioni di marea, nel mar Rosso
affiorasse infatti una linea di secche ancorate ad una serie di scogli affioranti (che ancora oggi, grazie
a una cartina nautica possiamo vedere), che consentiva il passaggio da una sponda all'altra della baia
anche con mezzi pesanti, essendo la sabbia di questo mare molto compatta. Il fenomeno si ripeteva
soltanto in occasione delle maree sigiziali, quando luna e sole sono in congiunzione allo zenit, cio
nel novilunio pi prossimo a solstizio d'estate; sempre di notte. Questo Mos lo sapeva e infatti
proprio durante la notte, come afferma anche la Bibbia[20], Dio divise in due le acque del mare,
mostrando cos una linea asciutta.
Quando arriv l'alba gli egiziani si accorsero della fuga e decisero di inseguire gli israeliti. In meno di
mezz'ora riuscirono probabilmente a percorrere, grazie alla velocit dei propri carri, gi met strada.
Ma, secondo i calcoli di Mos, quando spunt il sole il mare torn a risollevarsi per influsso dell'alta
marea e i soldati del faraone, sia perch erano troppo lontani dalla riva, sia perch erano appesantiti
dalle armature, non riuscirono a salvarsi.
Tutto ci grazie alle osservazioni di Mos che, secondo gli studiosi, not il fenomeno durante la sua
prima fuga dall'Egitto e, tornando spesso in quel luogo, riusc a carpire i meccanisimi naturali che
permettevano questo avvenimento prodigioso e a utilizzarlo quindi a proprio vantaggio.
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Possibile percorso

Il testo biblico riporta dettagliatamente le tappe del viaggio dall'Egitto alla Palestina. Molte per
delle stazioni intermedie, sebbene ci siano noti i nomi, non sono identificabili con certezza in base
alla toponomastica successiva ed attuale.
Gli unici punti identificati con relativa certezza sono la partenza dalle citt di Pitom e Pi-Ramses,
all'epoca capitale del regno, e l'arrivo a Kades-Barnea, in prossimit della Palestina.

Il Monte Sinai

Tra le tappe del viaggio del popolo ebraico narrato nel Libro dell'Esodo fondamentale il Monte
Sinai, dove secondo il racconto biblico Mos ricevette da Dio le tavole della legge del decalogo (Es
19,10 seguenti). Anche per il monte Sinai, come per molte delle localit descritte nell'Esodo, si persa
la memoria toponomastica delle localit descritte. Sono state proposte diverse identificazioni:
Gebel Musa (letteralmente montagna di Mos in arabo), nel sud della penisola del
Sinai. Questa identificazione risale ai primi secoli dell'era cristiana.

Monte Seir, nella regione storica di Edom, presso il confine tra l'attuale Stato d'Israele
e Giordania.

Har Karkom (ebraico) o Gebel Ideid (arabo), nel Negev.

un monte vulcanico in Arabia: Gebel Baggir, oppure Gebel al-Nour, oppure Hala-'l
Badr, oppure Al-Manifa, oppure Gebel al-Lawz.

Esodo e soggiorno nel Sinai (fine XIII secolo a.C.)

R. De Vaux ha ipotizzato due differenti esodi, un esodo-espulsione, nel quale gli egiziani avrebbero
espulso un gruppo "imparentato" con gli Ebrei, seguito dall'esodo-fuga di Mos. L'intento quello di
armonizzare alcune diversit presenti nel libro dell'Esodo, in particolare relativamente all'itinerario
seguito dagli Ebrei. L'ipotesi, accolta p.es. nelle note in Es 7,8; 11,1; 13,17 della Bibbia di Gerusalemme
curata dallo stesso De Vaux, non gode attualmente di largo consenso.
Mos, intermediario con Dio, forn il popolo ebraico di norme religiose, sociali e giuridiche. Sono
ricordate numerose tappe del viaggio ma la memoria toponomastica di queste si persa, per cui
impossibile una ricostruzione geografica del viaggio. Le uniche tappe note con certezza sono l'inizio
(Pitom e Ramse) e la fine (Kades-Barnea). Il Libro dei numeri 14,39-45 riferisce di un tentativo da
parte di Mos di lasciare il Sinai e penetrare nella terra di Canaan da sud, attraverso la via pi breve,
che vide per la sconfitta degli Ebrei da parte degli Amaleciti a Corma.
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Anche in questo caso la pressoch unica fonte relativa a questo periodo sono i racconti dei libri
biblici. Preziosissima la testimonianza della stele di Merneptah (o Stele d'Israele), datata intorno al
1220 a.C., nella quale si legge tra l'elenco dei nemici sconfitti dal faraone anche il nome ysrr, unito al
suffisso indicante un popolo nomade: se l'identificazione tradizionalmente proposta dagli studiosi
ysrr - Israele corretta, si tratta della pi antica testimonianza extrabiblica relativa a eventi biblici.
In questo periodo di soggiorno nel Sinai si colloca la cosiddetta "ipotesi kenita" (Gressmann 1913): il
gruppo di fuoriusciti ebrei dall'Egitto si un a popolazioni madianite (o kenite) formando un popolo
unico, seppure con identit diverse, e assumendo da questi il culto a YHWH.
L'Esodo nell'arte
Nelle versioni letterarie e cinematografiche relative all'Esodo i faraoni dell'oppressione e dell'Esodo sono stati solitamente
identificati rispettivamente come Seti I e suo figlio Ramses II. Cos accade per il colossal I dieci comandamenti del 1956 e per il
film d'animazione Il principe d'Egitto (1998).
Questa identificazione, storicamente del tutto ipotetica se non errata (fu Ramses a far costruire le citt di Pitom e Ramses), ha
un proprio fascino in quanto permette di inscenare il conflitto tra Mos e Ramses II, considerato spesso come il pi grande e
potente faraone dell'antico Egitto.

Letteratura
Sigmund Freud, L'uomo Mos e la religione monoteistica (Der Mann Moses und die monotheistische
Religion) 1937-39, 3 saggi. Nella celebre opera il padre della psicanalisi sostiene che Mos, egizio di nascita,
durante il regno di Akhenaton (XIV secolo a.C.) aveva aderito alla fede monoteista. Quando questa fu
abolita con la morte del sovrano e venne ripristinato il tradizionale politeismo egizio, Mos 'convert' gli
Ebrei stanziati nel territorio egizio e li spinse verso la Palestina, la terra promessa del Dio Aton-Adonai.

Thomas Mann, La Legge (titolo originale tedesco Das Gesetz), 1944. Mos il figlio bastardo della figlia del
faraone e di un servo ebreo. Si sente chiamato da Dio a liberare il suo popolo, scontrandosi col faraone
Ramessu. Le prime nove piaghe sono eventi naturali mentre l'ultima, l'uccisione dei primogeniti egizi,
attuata dagli Ebrei. Fuggono in 12-13.000 attraverso i Laghi Amari, parzialmente prosciugati da un forte
vento.

Christian Jacq, Ramses (1995-1997), 5 romanzi. Intercalata alla vita del faraone Ramses narrata la storia
dell'Esodo. Mos, amico ebreo di Ramses, integrato nella societ egizia, accetta il monoteismo di
Akhenaton, ormai sradicato dall'Egitto. Diventato un visionario fanatico sobilla gli Ebrei, lavoratori ma
non schiavizzati, contro il faraone e gli Egiziani. Attua e ordina alcuni trucchi e inganni per generare le
piaghe, spingendo infine gli Ebrei ad abbandonare controvoglia l'Egitto.
Cinema
I dieci comandamenti (The Ten Commandments, 1923), regia di Cecil B. De Mille
I dieci comandamenti (1945), regia di Giorgio Walter Chili
I dieci comandamenti (The Ten Commandments, 1956), regia di Cecil B. De Mille (remake dello stesso
regista del film del 1923)
Mos (1976), regia di Gianfranco De Bosis
Mos e i dieci comandamenti (1978), regia di Charles Davis
Mos (1995), regia di Roger Young
Il principe d'Egitto (1998), film d'animazione
Teatro
I dieci comandamenti (2003), spettacolo musicale