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PREGHIERE DI SAN FRANCESCO DASSISI

La vita di San Francesco d'Assisi


Scritto da Padre Daniele Giglio
Francesco nacque ad Assisi nel 1182, da Pietro di Bernardone, ricco mercante di
stoffe preziose, e da Madonna Pica; la madre gli mise nome Giovanni; ma, tornato il
padre dal suo viaggio in Francia, cominci a chiamare il figlio Francesco (FF1395).
Prima della conversione il giovane Francesco fu partecipe della cultura "cortesecavalleresca" del proprio secolo e delle ambizioni del proprio ceto sociale (la nascente
borghesia).
Nel 1202, tra le fila degli homines populi, prese parte allo scontro di Collestrada con i
perugini e i boni homines fuoriusciti assisani: Francesco fu catturato con molti suoi
concittadini e condotto prigioniero a PerugiaDopo un anno, tra Perugia e Assisi fu
conclusa la pace, e Francesco rimpatri insieme ai compagni di prigionia (FF 1398).
Decide allora di realizzare la sua aspirazione a diventare miles (cavaliere) e nel 1205 si
unisce al conte Gentile, che partiva per la Puglia, onde essere da lui creato
cavaliere (FF 1491). a questo punto della vita di Francesco che iniziano i segni
premonitori di un destino diverso da quello che lui aveva sognato. In viaggio verso la
Puglia, giunto a Spoleto, a notte fatta si stese per dormire. E nel dormiveglia ud una
voce interrogarlo: Chi pu meglio trattarti: il Signore o il servo?. Rispose: Il
Signore. Replic la voce: E allora perch abbandoni il Signore per il
servo? (FF 1492). Lindomani Francesco torna ad Assisi aspettando che Dio, del
quale aveva udito la voce, gli rivelasse la sua volont (FF 1401).
Trascorre circa un anno nella solitudine, nella preghiera, nel servizio ai lebbrosi, fino a
rinunciare pubblicamente, nel 1206, alleredit paterna nelle mani del vescovo Guido e
assumendo,
di
conseguenza,
la
condizione
canonica
di
penitente
volontario. Francesco veste labito da eremita continuando a dedicarsi
allassistenza dei lebbrosi e al restauro materiale di alcune chiese in rovina del
contado assisano dopo che a San Damiano aveva udito nuovamente la voce del
Signore dirgli attraverso licona del Crocifisso:Francesco va, ripara la mia casa
che, come vedi, tutta in rovina (FF 593).
Nel 1208, attirati dal suo modo di vita, si associano a Francesco i primi compagni e
con essi nel 1209 si reca a Roma per chiedere a Innocenzo III lapprovazione della loro
forma di vita religiosa. Il Papa concede loro lautorizzazione a predicare rimandando
per a un secondo tempo lapprovazione della Regola: Andate con Dio, fratelli, e come
Egli si degner ispirarvi, predicate a tutti la penitenza. Quando il Signore onnipotente
vi far crescere in numero e grazia, ritornerete lieti a dirmelo, ed io vi conceder con
pi sicurezza altri favori e uffici pi importanti (FF 375).
Spinto dal desiderio di testimoniare Cristo nei paesi musulmani, Francesco tenta
pi volte di recarvisi. Finalmente nel 1219 raggiunge Damietta, in Egitto, dove,
durante una tregua nei combattimenti della quinta crociata, viene ricevuto e protetto
in persona dal Sultano al-Malik al-Kamil.

La vita di San
Francesco d'Assisi
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PREGHIERE DI SAN FRANCESCO DASSISI

Rientrato ad Assisi nel 1220 Francesco rinuncia al governo dei fratia favore di
uno dei suoi primi seguaci: Pietro Cattani. Non rinuncia per ad esserne la guida
spirituale come
testimoniano
i
suoi
scritti.
Il 30 maggio 1221 si radun in Assisi il capitolo detto "delle stuoie" al quale partecip
un numero davvero rilevante di frati (dai 3000 ai 5000), si discusse il testo di una
Regola da sottoporre allapprovazione della Curia romana e fu nominato frate Elia
vicario generale al posto di Pietro Cattani, morto il 10 marzo di quell'anno.
La Regola (conosciuta come "Regola non bollata") discussa e approvata dal capitolo
del 1221 fu respinta dalla Curia romana perch troppo lunga e di carattere
scarsamente giuridico. Dopo un processo di revisione del testo, al quale collabor
il cardinale Ugolino d'Ostia (il futuro papa Gregorio IX), il 29 novembre
1223finalmente Onorio III approva con la bolla Solet annuere la Regola
dellOrdine dei Frati Minori (detta "Regola bollata").
Durante la notte di Natale del 1223, a Greccio, Francesco volle rievocare la nascita
di Ges, facendo una rappresentazione vivente di quell'evento per vedere con gli
occhi del corpo i disagi in cui si trovato [il Bambino nato a Betlemme] per la
mancanza delle cose necessarie a un neonato, come fu adagiato in una greppia e
come giaceva sul fieno tra il bue e lasinello (FF468). da questo episodio che ebbe
poi origine la tradizione del presepe.
Dopo il capitolo di Pentecoste del 1224 Francesco si ritir con frate Leone sul monte
della Verna per celebrarvi una quaresima in onore di san Michele Arcangelo. L, la
tradizione dice il 17 settembre, Francesco avrebbe avuto la visione del serafino, al
termine della quale nelle sue mani e nei piedi cominciarono a comparire gli stessi
segni dei chiodi che aveva appena visto in quel misterioso uomo crocifisso (FF 485).
Lepisodio confermato dallannotazione di frate Leone sulla chartula autografa di
Francesco (attualmente conservata in un reliquiario presso il Sacro Convento di
Assisi): Il beato Francesco, due anni prima della sua morte, fece una quaresima sul
monte della Vernae la mano di Dio fu su di lui mediante la visione del serafino e
limpressione delle stimmate di Cristo nel suo corpo (FF p. 176 nota).
Laudate et benedicite mi Signore, et rengratiatelo et serviatelo cum grande
humilitate

San Francesco
Nellultimo biennio di vita di Francesco si colloca anche la composizione del Cantico di
frate sole (o Cantico delle creature). Sono anni questi in cuiFrancesco sempre pi
tribolato dalla malattia (soffriva di gravi disturbi al fegato e di un tracoma agli
occhi). Quando le sue condizioni si aggravarono in maniera definitiva Francesco fu
riportato alla Porziuncola, dove mor nella notte fra il 3 e il 4 ottobre 1226. Il
giorno seguente il suo corpo, dopo una sosta presso San Damiano, fu portato in Assisi
e venne sepolto nella chiesa di San Giorgio.
Frate Francesco dAssisi fu canonizzato il 19 luglio 1228 da Papa Gregorio IX. Il 25
maggio 1230 la sua salma fu infine trasferita dalla chiesa di San Giorgio e tumulata
nell'attuale Basilica di San Francesco fatta costruire celermente da frate Elia su
incarico di Gregorio IX tra il 1228 e il 1230.
La vita di San
Francesco d'Assisi
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La Regola di San Francesco d'Assisi


1. Nel nome del Signore incomincia la vita dei frati minori
2. Di coloro che vogliono intraprendere questa vita e come devono essere
ricevuti
3. Del divino ufficio e del digiuno e come i frati debbono andare per il
mondo
4. Che i frati non ricevano denari
5. Del modo di lavorare
6. Che i frati di niente si approprino e del chiedere l'elemosina e dei frati
infermi
7. Della penitenza da imporsi ai frati che peccano
8. Della elezione del ministro generale di questa fraternit e del capitolo
di Pentecoste
9. Dei predicatori
10.
Dell' ammonizione e della correzione dei frati
11.
Che i frati non entrino nei monasteri delle monache
12.
Di coloro che vanno in missione tra i saraceni e tra gli altri
infedeli
1. Nel nome del Signore incomincia la vita dei frati minori
La regola e la vita dei frati minori e questa, cio osservare il santo Vangelo del Signore
nostro Ges Cristo, vivendo in obbedienza, senza nulla di proprio e in castit. Frate
Francesco promette obbedienza e ossequio al signor papa Onorio e ai suoi successori
canonicamente eletti e alla Chiesa romana. E gli altri frati siano tenuti a obbedire a
frate Francesco e ai suoi successori.
2. Di coloro che vogliono intraprendere questa vita e come devono essere
ricevuti
Se alcuni vorranno intraprendere questa vita e verranno dai nostri frati, questi li
mandino dai loro ministri provinciali, ai quali soltanto e non ad altri sia concesso di
ricevere i frati. I ministri poi diligentemente li esaminino intorno alla fede cattolica e ai
sacramenti della Chiesa. E se credono tutte queste cose e le vogliono fedelmente
professare e osservare fino alla fine; e non hanno moglie o, qualora l'abbiano, essa sia
gi entrata in monastero o abbia dato loro il permesso con l'autorit del vescovo
diocesano, dopo aver fatto voto di castit; e le mogli siano di tale et che non possa
nascere su di loro alcun sospetto; dicano ad essi la parola del santo Vangelo, che
vadano e vendano tutto quello che hanno e procurino di darlo ai poveri. Se non
potranno farlo, basta ad essi la buona volont. E si guardino i frati e i loro ministri di
essere solleciti delle loro cose temporali, affinch dispongano delle medesime
liberamente secondo l'ispirazione del Signore. "Se tuttavia si chiedesse loro un
consiglio, i ministri li potranno mandare da persone timorate di Dio perch con il loro
aiuto diano i loro beni ai poveri." Poi concedano loro i panni della prova, cio due
tonache senza cappuccio e il cingolo e i pantaloni e il capperone fino al cingolo, se ai
ministri non sembrer diversamente secondo Dio. "Terminato l'anno della prova siano
ricevuti all'obbedienza promettendo di osservare sempre questa vita e la Regola. "E in
nessun modo sar lecito di uscire da questa Religione secondo il decreto del signor
La vita di San
Francesco d'Assisi
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Papa; poich, come dice il Vangelo, nessuno che pone la mano all'aratro e poi si volge
indietro e atto al regno di Dio. E quelli che hanno gi promesso obbedienza, abbiano
una tonaca con il cappuccio e un'altra senza, coloro che la vorranno avere. E coloro
che sono costretti da necessit possano portare calzature. E tutti i frati si vestano di
abiti vili che possono rattoppare con sacco e altre pezze con la benedizione di Dio. I
quali ammonisco ed esorto di non disprezzare e di non giudicare gli uomini che vedono
vestiti di abiti molli e colorati ed usano cibi e bevande delicate, ma piuttosto ciascuno
giudichi e disprezzi se stesso".
3. Del divino ufficio e del digiuno e come i frati debbono andare per il mondo
I chierici recitino il divino ufficio secondo il rito della santa Chiesa romana eccetto il
salterio, e perci potranno avere i breviari. I laici dicano ventiquattro Pater noster per il
mattutino, cinque per le lodi; per prima, terza, sesta, nona, per ciascuna di queste,
sette; per il Vespro dodici; per compieta sette; e preghino per i defunti. E digiunino
dalla festa di tutti i santi fino alla Nativit del Signore. La santa Quaresima invece, che
incomincia dall'Epifania e dura ininterrottamente per quaranta giorni e che il Signore
santific con il suo digiuno, coloro che volontariamente la passano nel digiuno siano
benedetti dal Signore, e coloro che non vogliono non vi siano obbligati. Ma l'altra, fino
alla Resurrezione del Signore, la passino digiunando. Negli altri tempi non siano tenuti
a digiunare, se non il venerd. Nei casi di manifesta necessit i frati non siano tenuti al
digiuno corporale. Consiglio poi, ammonisco ed esorto i miei frati nel Signore Ges
Cristo che, quando vanno per il mondo, non litighino, ed evitino le dispute di parole, ne
giudichino gli altri; ma siano miti, pacifici e modesti, mansueti e umili, parlando
onestamente con tutti, cosi come conviene. "E non debbano cavalcare se non siano
costretti da evidente necessit o infermit. In qualunque casa entreranno prima
dicano: Pace a questa casa. "E secondo il santo Vangelo potranno mangiare di tutti i
cibi che saranno loro presentati".
4. Che i frati non ricevano denari
Ordino fermamente a tutti i frati che in nessun modo ricevano denari o pecunia
direttamente o per interposta persona. Tuttavia per le necessit dei malati e per
vestire gli altri frati, i ministri soltanto e i custodi per mezzo di amici spirituali, abbiano
sollecita cura secondo i luoghi, La circostanza, il clima delle regioni, cosi come
sembrer convenire alla necessit, salvo sempre, come e stato detto, che non
ricevano in nessuna maniera denaro o pecunia.
5. Del modo di lavorare
Quei frati ai quali il Signore ha concesso la grazia di lavorare, lavorino con fedelt e
con devozione, cos che, allontanato l'ozio, nemico dell'anima, non spengano lo spirito
della santa orazione e devozione al quale devono servire tutte le altre cose temporali .
Come ricompensa del lavoro per se e per i loro frati ricevano le cose necessarie al
corpo, eccetto denari o pecunia, e questo umilmente, come conviene a servi di Dio e a
seguaci della santissima povert.
6. Che i frati di niente si approprino e del chiedere l'elemosina e dei frati
infermi
I frati non si approprino di nulla, ne casa, ne luogo, o alcuna altra cosa. E come
pellegrini e forestieri in questo mondo, servendo al Signore in povert ed umilt,
vadano per l'elemosina con fiducia. Ne devono vergognarsi, perch il Signore si e fatto
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Francesco d'Assisi
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povero per noi in questo mondo. Questa e, fratelli miei carissimi, l'eccellenza
dell'altissima povert, che vi costituisce eredi e re del regno dei cieli, facendovi poveri
di cose e ricchi di virt. Questa sia la vostra porzione che vi conduce alla terra dei
viventi. E a questa povert, fratelli carissimi, totalmente uniti, non vogliate aver altro
sotto il cielo, per sempre, nel nome del Signore nostro Ges Cristo. E ovunque sono e
si troveranno i frati, si mostrino familiari tra loro. E ciascuno manifesti con fiducia
all'altro le sue necessit, "poich se la madre nutre e ama il suo figlio carnale, con
quanto pi affetto uno deve amare e nutrire il suo fratello spirituale? "E se uno di essi
cadr malato, gli altri frati lo devono servire come vorrebbero essere serviti.
7. Della penitenza da imporsi ai frati che peccano
Se alcuni frati, per istigazione del nemico, avranno mortalmente peccato, per quei
peccati per i quali sar stato ordinato tra i frati di ricorrere ai soli ministri provinciali, i
predetti frati siano tenuti a ricorrere ad essi quanto prima potranno senza indugio. I
ministri poi, se sono sacerdoti, impongano con misericordia ad essi la penitenza; se
invece non sono sacerdoti, la facciano imporre da altri sacerdoti dell'Ordine, cos come
sembrer pi opportuno, secondo Dio. E devono guardarsi di non adirarsi ne risentirsi
per il peccato commesso da un frate, poich l'ira e il risentimento impediscono in s e
negli altri la carit.
8. Della elezione del ministro generale di questa fraternit e del capitolo di
Pentecoste
Tutti i frati siano tenuti sempre ad avere uno dei frati di quest'Ordine come ministro
generale e servo di tutta la fraternit e a lui devono fermamente obbedire. Alla sua
morte l'elezione del successore sia fatta dai ministri provinciali e dai custodi nel
Capitolo di Pentecoste, al quale i ministri provinciali siano tenuti sempre ad intervenire
dovunque sar stabilito dal ministro generale; e questo una volta ogni tre anni o entro
un termine maggiore o minore, cosi come dal predetto ministro sar ordinato. E se
talora ai ministri provinciali e ai custodi all'unanimit sembrasse che detto ministro
non fosse idoneo al servizio e al comune bene dei frati, i predetti ministri e custodi, ai
quali e commessa l'elezione, siano tenuti nel nome del Signore ad eleggersi un altro
custode. Dopo il Capitolo di Pentecoste i singoli ministri e custodi possono, se vogliono
e lo credono opportuno, radunare nello stesso anno, una volta i loro frati a capitolo.
9. Dei predicatori
I frati non predichino nella diocesi di alcun vescovo qualora dallo stesso vescovo fosse
loro proibito. E nessun frate osi predicare al popolo se prima non sia stato esaminato e
approvato dal ministro generale di questa fraternit e non abbia ricevuto dal
medesimo l'ufficio della predicazione. "Ammonisco anche ed esorto gli stessi frati che
nella loro predicazione le loro parole siano ponderate e caste a utilit e a edificazione
del popolo, annunciando ai fedeli i vizi e le virt, la pena e la gloria con brevit di
discorso poich il Signore disse sulla terra parole brevi.
10. Dell' ammonizione e della correzione dei frati
I frati, che sono ministri e servi degli altri frati, visitino e ammoniscano i loro frati e li
correggano con umilt e carit, non ordinando ad essi niente che sia contro alla loro
anima e alla nostra Regola. I frati poi, che sono sudditi, si ricordino che per Dio hanno
rinnegato la propria volont. "Per cui fermamente ordino loro di obbedire ai ministri in
tutte quelle cose che promisero al Signore di osservare e non sono contrarie all'anima
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Francesco d'Assisi
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e alla nostra Regola. E ovunque ci siano dei frati che sapessero e conoscessero di non
potere spiritualmente osservare la Regola, debbano e possano ricorrere ai loro ministri.
E i ministri li accolgano con carit e benevolenza e mostrino ad essi tanta familiarit
che quelli possano parlare e fare con essi cosi come parlano e fanno i padroni con i
loro servi; infatti cosi deve essere, che i ministri siano i servi di tutti i frati. Ammonisco
poi ed esorto nel Signore Ges Cristo, che si guardino i frati da ogni superbia, vana
gloria, invidia, avarizia, dalle cure e dalle preoccupazioni di questo mondo, dalla
detrazione e dalla mormorazione. E se non sanno di lettere, non si preoccupino di
apprenderle, ma attendano a ci che devono desiderare sopra ogni cosa: avere lo
Spirito del Signore e le sue opere, per pregare sempre con cuore puro e avere umilt,
pazienza nelle persecuzioni e nelle infermit "e amare quelli che ci perseguitano e ci
riprendono e ci calunniano, poich dice il Signore: Amate i vostri nemici e pregate per
quelli che vi perseguitano e vi calunniano. Beati quelli che sono perseguitati per la
giustizia, poich di essi e il regno dei cieli. E chi perseverer fino alla fine, questi sar
salvo.
11. Che i frati non entrino nei monasteri delle monache
Ordino fermamente a tutti i frati di non avere vicinanza o colloqui con donne tali da
ingenerare sospetto, e di non entrare in monasteri di monache, eccetto quelli ai quali
e stata data dalla Sede apostolica una speciale licenza. Ne si facciano padrini di
uomini e di donne, affinch per questa occasione non sorga scandalo tra i frati e dai
frati.
12. Di coloro che vanno in missione tra i saraceni e tra gli altri infedeli
Quei frati che, per divina ispirazione, vorranno andare tra i Saraceni e tra gli altri
infedeli, ne chiedano il permesso ai loro ministri provinciali. I ministri poi non diano a
nessuno il permesso se non a quelli che riterranno idonei
ad essere mandati. Per obbedienza, inoltre, ordino ai
ministri che chiedano al signor Papa uno dei cardinali
della santa Chiesa romana il quale sia governatore,
protettore e correttore di questa fraternit; affinch
sempre sudditi e soggetti ai piedi della medesima santa
Chiesa, stabili nella fede cattolica, osserviamo la povert,
l'umilt e il santo Vangelo del Signor nostro Ges Cristo,
che abbiamo fermamente promesso.

Il TAU di San Francesco d'Assisi


"Nutriva grande venerazione e affetto per il segno del Tau. Lo raccomandava spesso
nel parlare e lo scriveva di propria mano sotto le lettere che inviava" (FF 1079)
Il TAU l'ultima lettera dell'alfabeto ebraico.
Esso venne adoperato con valore simbolico sin dall'Antico Testamento, per indicare la
salvezza e l'amore di Dio per gli uomini.
Se ne parla nel Libro del Profeta Ezechiele, quando Dio manda il suo angelo ad
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Francesco d'Assisi
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PREGHIERE DI SAN FRANCESCO DASSISI

imprimere sulla fronte dei servi di Dio questo seguo di salvezza: "Il Signore disse:
passa in mezzo alla citt, in mezzo a Gerusalemme e segna un TAU sulla fronte degli
uomini che sospirano e piangono".
Il TAU perci segno di redenzione. E' segno esteriore di quella novit di vita cristiana,
interiormente segnata dal sigillo dello Spirito Santo, dato a noi in dono il giorno del
Battesimo.
Il TAU fu adottato prestissimo dai cristiani.
Tale segno lo troviamo gi nelle Catacombe di Roma, perch la sua forma ricordava ad
essi la Croce, sulla quale Cristo s'immol per la salvezza del Mondo.
S. Francesco d'Assisi, proprio per la somiglianza che il Tau ha con la Croce, ebbe
carissimo questo segno, tanto che esso occup un posto rilevante nella sua vita e nei
suoi
gesti.
In lui il vecchio segno profetico si attualizza, si ricolora, riacquista la sua forza di
salvezza, perch San Francesco si sente "un salvato dall'amore e dalla misericordia di
Dio".
Era una amore che scaturiva da una appassionata venerazione per la croce, per
l'umilt di Cristo e per la missione del Cristo che attraverso la croce ha dato a tutti gli
uomini il segno e l'espressione pi grande del suo amore. Il TAU era inoltre per il Santo
il segno concreto della sua salvezza e la vittoria di Cristo sul male.
Il TAU ha alle sue spalle una solida tradizione biblico cristiana. Fu accolto da San
Francesco nel suo valore spirituale e il Santo se ne impossess in maniera cos intensa
e totale sino a diventare a lui stesso, attraverso le Stimmate della carne, quel TAU
vivente che egli aveva cos spesso contemplato, disegnato ma soprattutto amato.
Il TAU, segno concreto di una devozione cristiana, soprattutto impegno di vita nella
sequela di Cristo.
Il Tau perci deve ricordarci una grande verit cristiana: la nostra vita, salvata e
redenta dall'amore di Cristo crocefisso, deve diventare, ogni giorno di pi, vita nuova,
vita donata per amore. Portando questo segno viviamone la spiritualit, rendiamo
ragione della "speranza che in noi", riconosciamoci seguaci di San Francesco.

La Basilica di San Francesco e la citt di Assisi


Universalmente celebrata, ricca di incommensurabili tesori d'arte, patria di San
Francesco, Assisi costituisce una delle gemme artistiche dell'Umbria e dell'Italia. I
secoli non ne hanno alterata la sua tipica fisionomia medioevale, ed oggi ci appare
come citt dalle precise caratteristiche urbanistiche, arricchita di palazzi e di chiese
sulle quali si erge fra tutte la possente mole della Basilica di San Francesco.
La Basilica Inferiore
Due anni dopo la morte di San Francesco ebbe inizio la costruzione della Basilica di
San Francesco e, pi precisamente, di quella che oggi chiamiamo la Basilica Inferiore.
La sua forma in stile romanico lombardo con un'unica navata ed un ampio transetto.
Nella Basilica Inferiore sono costudite fin dal 1230 le spoglie mortali San Francesco.
Attualmente la salma del Santo conservata nella piccola cripta posta sotto l'altare
centrale della Basilica. Inoltre, ai quattro angoli della cripta, sono stati sistemati i corpi
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Francesco d'Assisi
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PREGHIERE DI SAN FRANCESCO DASSISI

dei

Beati

Frati

Angelo,

Leone,

Masseo

Rufino.

La Basilica splendidamente affrescata con opere attribuite a Giotto, Cimabue o loro


allievi. Sempre nella Basilica Inferiore possibile visitare lo splendido locale che ospita
le Reliquie di San Francesco, un piccolo ma significativo insieme di oggetti appartenuti
al Santo e "Il Museo del Tesoro". Il terremoto del settembre 1997 non ha danneggiato
ne la Basilica Inferiore ne tanto meno la cripta contenente la tomba di San Francesco.
La Basilica Superiore
La realizzazione della Basilica Superiore di Assisi diretta conseguenza dell'influenza
che ebbe sull'Ordine la successione nel 1239 a Frate Elia di nuovi Padri generali di
origine francese. Sopra la forma romanica della Basilica Inferiore viene realizzata un
nuova Basilica in stile gotico. La Basilica Superiore destinata alle riunioni ufficiali ed in
grado di ospitare, sedendo sul trono a Lui riservato, anche il Papa. La Basilica di San
Francesco fu ufficialmente inagurata da Papa Innocenzo IV nel 1253.
Le Basilica Inferiore e Superiore sono tra loro collegate tramite una scala sita nel
transetto di sinistra. Alla realizzazione architettonica seguirono le decorazioni ad
affresco prima di Cimabue e poi di Giotto con l'inizio del vasto ciclo pittorico delle
"Storie di San Francesco", composto da 28 opere. A questi affreschi si aggiungono
quelli eseguiti sul transetto e sulla navata di destra rappresentanti i cicli del Nuovo e
dell'Antico testamento eseguiti da vari "Maestri" del tempo. Completano la
monumentale opera gli affreschi eseguiti sulle volte delle navate e del transetto.
La Cripta, tomba del Santo
Due scale, a met della navata della chiesa inferiore, conducono alla cripta, scoperta
nel 1818, nella quale si conservano i resti di San Francesco portati l da frate Elia. La
sistemazione attuale del vano, opera dell'architetto Ugo Tarchi, fu attuata tra il 1926 e
il 1932. Dietro l'altare si trova I'urna che conserva i resti del Santo. Nelle pareti del
piccolo vano, protette da grate, si trovano le sepolture di quattro seguaci di Francesco,
i beati Rufino, Leone, Masseo e Angelo.
san-francesco.it

+++++++++++++++++++++PREGHIERE+++++++++++++
++++++++

Novena a S.Francesco d'Assisi


(dal 25 settembre al 3 ottobre)

GIORNO

UBBIDIENZA

PRONTA

ALLA

VOLONTA'

DI

DIO

S. Francesco, poco tempo dopo la sua conversione, quando gia' alcuni compagni si
La vita di San
Francesco d'Assisi
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PREGHIERE DI SAN FRANCESCO DASSISI

erano uniti a lui, era molto dubbioso su cio' che doveva fare: se dedicarsi totalmente
alla preghiera con una vita contemplativa oppure operare per la salvezza del prossimo
predicando
il
Vangelo.
Desiderava ardentemente conoscere la volont di Dio e, poiche' la sua grande umilta'
non gli permetteva di fidarsi delle sue ispirazioni o della sua preghiera, mando' frate
Masseo da due anime sante: frate Silvestro e sorella Chiara per chiedere loro di
comandare al Signore, nella preghiera, quale fosse la strada che Gesu' aveva tracciato
per
lui.
Frate Silvestro era uomo di grande santita' e tutto cio' che chiedeva a Dio, l'otteneva.
Per questo Francesco si era rivolto a lui. Frate Silvestro si mise subito in preghiera e
ben presto ebbe la risposta. Anche Chiara e le sue compagne ebbero da Dio lo Stesso
messaggio: "Iddio non t'a' eletto per te solo, ma ringraziandio per la salute di molti
("Dio non ti ha colmato di favori per te solo, ma anche per la salvezza di molti).
Appena Francesco seppe la volonta' di Gesu', si alzo' dicendo: "Nel nome di Dio,
andiamo".
Proponimento
- Chiediamo a Dio, con la preghiera, che ci illumini sulle scelte della nostra vita;
- cerchiamo di imitare la prontezza e l'entusiasmo di Francesco nell'adempiere alla
volont
di
Dio.
Pater,
S.
2

Ave,
Francesco,
GIORNO

Gloria

prega
S.

FRANCESCO

per
E

GLI

noi.
UCCELLI

Un giorno, S. Francesco camminava con alcuni frati nella pianura di Assisi quando alzo'
gli occhi e vide moltissimi uccelli. Disse allora ai suoi compagni: "Aspettate qui perche'
vado
nel
campo
a
predicare
anche
a
loro.
Appena inizio' a parlare, gli uccelli si posarono sugli alberi e rimasero fermi, finche' il
Santo
non
li
ebbe
benedetti.
S. Francesco parlo' cosi': "Sorelle e fratelli miei, dovete essere molto riconoscenti al
vostro Creatore Iddio e dovete ringraziarLo in ogni luogo, perch vi ha donato l'aria e
la
liberta'
di
volare
dove
vi
piace.
Oltre a questo, voi non seminate e non mietete, eppure Dio vi nutre; Egli vi ha dato le
fonti per dissetarvi, i monti e le valli per rifugiarvi, gli alberi per costruire i vostri nidi.
Voi non sapete filare ne' cucire, eppure Dio veste voi e i vostri figlioli. Il vostro Creatore
vi ama molto poiche' vi dona tanti benefici, perci state ben lontani dal peccato
dell'ingratitudine
e
pensate
sempre
a
lodare
Dio".
A queste parole gli uccelli cominciarono ad allungare i colli, ad aprire i becchi e le ali e
con rispetto a chinare le testine in basso, poi, con trilli e movimenti, dimostravano che
le
parole
di
S.
Francesco
avevano
dato
loro
molta
gioia.
Anche il Santo si rallegrava con loro e si stupiva di un cosi' gran numero di uccelli e
delle loro bellissime varieta'. Egli gioiva nel vedere come accoglievano la sua parola e
come devotamente, secondo i loro modi, pareva lodassero il Creatore. Francesco li
accarezzava e passava accanto a loro, sfiorava le testine e i corpi con la tunica, ma
essi non volavano via. Alla fine li benedisse con un segno di Croce e diede loro il
permesso
di
andarsene.
Allora tutti gli uccelli, con meravigliosi canti, si alzarono in volo separandosi in quattro
schiere secondo la croce che S. Francesco aveva tracciato su di loro, e dirigendosi
verso
i
quattro
punti
cardinali.
La vita di San
Francesco d'Assisi
1

PREGHIERE DI SAN FRANCESCO DASSISI

Essi dimostravano che la predicazione della croce di Cristo, rinnovata da S. Francesco,


doveva essere portata con gioia da lui e dai suoi frati, in tutte le parti del mondo.
Proponimento
- Imitiamo S. Francesco nel contemplare la creazione come specchio del Creatore;
ringraziamo
Dio
per
il
dono
della
creazione;
- cerchiamo di avere sempre rispetto per ogni creatura, in quanto espressione
dell'amore
del
Creatore;
riconosciamo
in
ogni
essere
creato
un
nostro
fratello.
Pater,

Ave,

S.

Francesco,

GIORNO

Gloria

prega

L'UMILTA'

per
DI

noi.

S.

FRANCESCO

S. Francesco si trovava alla Porziuncola con frate Masseo, uomo di grande santita' e
grazia nel parlare di Dio. Per questo il Santo lo amava molto. Un giorno, mentre
Francesco tornava dal bosco, dove era stato a pregare, frate Masseo, che voleva
provare la sua umilta', gli ando'incontro dicendogli: "Perche' proprio a te? Perche' tutto
il mondo vien dietro a te e tutti vogliono vederti, ascoltarti e ubbidirti? Tu non sei bello,
non hai grande cultura, non sei nobile. Perche', dunque, tutti ti seguono cosi'?".
S. Francesco a queste parole si rallegro' molto e, guardando il cielo, rimase per molto
tempo rapito in Dio. Quando ritorno' in se', si inginocchio' lodando e ringraziando il
Signore, poi, molto infervorato, rispose a frate Masseo: "Vuoi sapere perche' il mondo
segue proprio me? Vedi, gli occhi dell'Altissimo Iddio, che vedono in ogni luogo e in
ogni cuore, hanno visto che non esiste peccatore piu' vile, piu' misero di me sulla
terra. Per questo, per attuare il suo grande disegno, Dio ha scelto me, per confondere
la nobilta', la grandezza e la potenza del mondo, affinche' si sappia che ogni virtu' e
ogni bene non provengono dalle creature ma dal Creatore e nessuno possa gloriarsi
davanti
a
Dio
(Cor
1,27-31).
Solo
a
Lui
ogni
onore
e
gloria,
nei
secoli
dei
secoli".
Frate Masseo, davanti ad una risposta cosi' umile, fu meravigliato e spaventato nel
comprendere
la
profondita'
dell'umilta'
di
Francesco.
Proponimento
- Sull'esempio di Francesco, non esaltiamoci ne' di fronte agli nomini ne' di fronte a
Dio;
- Abituiamoci a rendere onore e gloria a Dio per quanto Egli opera per mezzo di noi.
Pater,

Ave,

S.
4

Francesco,
GIORNO

L'AMORE

Gloria

prega
Dl

DIO

IN

S.

per
FRANCESCO

noi.
E

S.

CHIARA

Quando S. Francesco era ad Assisi, visitava spesso S.Chiara dandole santi consigli. Lei
aveva un grandissimo desiderio di pranzare almeno una volta con lui, ma il Santo non
aveva
mai
acconsentito.
Un giorno, i frati dissero a Francesco:"Padre, a noi non sembra che questa tua rigidita'
sia secondo la carita' divina. Potresti proprio accontentare le richieste di Chiara, sorella
La vita di San
Francesco d'Assisi
1

PREGHIERE DI SAN FRANCESCO DASSISI

cosi' santa e tanto cara a Dio che ha abbandonato il mondo dopo aver ascoltato le tue
parole". S. Francesco allora rispose: "Poiche' vi sembra bene, allora chiederemo a
sorella Chiara di uscire da S. Damiano, dove e' rinchiusa da tanto tempo, per venire a
mangiare con noi davanti a S. Maria degli Angeli, dove le furono tagliati i capelli e
divenne
sposa
di
Gesu'
Cristo".
Quando giunse il giorno stabilito, S. Chiara, accompagnata da una sorella e da alcuni
frati,
arrivo'
a
S.
Maria
degli
Angeli.
Il pranzo era molto povero e apparecchiato per terra, come era solito fare il Santo.
Quando furono pronte le vivande, Francesco comincio' a parlare cosi' soavemente di
Dio, che scese su di loro l'abbondanza della grazia divina e furono subito rapiti in Dio.
Rimasero
fermi,
con
gli
occhi
al
cielo
e
le
mani
alzate.
Nel frattempo gli uomini di Assisi, guardando verso la pianura, videro come un grande
fuoco sulla chiesa di S. Maria degli Angeli, sulla pianura intorno e sul bosco. Accorsero
in fretta per spegnere l'incendio, ma, quando giunsero nel luogo, videro che nulla
bruciava. Trovarono S.Francesco con S.Chiara e tutti i loro compagni rapiti in
contemplazione di Dio, seduti intorno a quella povera mensa, e compresero che quello
era fuoco divino, non materiale, che Dio aveva fatto apparire miracolosamente e che
simboleggiava il fuoco del divino amore del quale ardevano le anime di quei Santi,
frati e monache. Gli uomini allora tornarono ad Assisi con il cuore traboccante di gioia.
Dopo molto tempo, quando Francesco, Chiara e i loro compagni si risvegliarono
dall'estasi, sentendosi ristorati dal cibo spirituale, si preoccuparono ben poco di quello
materiale,
comunque
mangiarono
insieme
benedicendo
il
Signore!
Proponimento
- ricordiamoci che e' indispensabile trovare il tempo per la preghiera, alimento
spirituale
della
nostra
anima;
Pater,
Ave,
Gloria
S.
5

Francesco,
GIORNO

prega
S.

FRANCESCO

per
E

LA

noi.
POVERTA'

Nella
I
regola,
S.Francesco
scrisse:
"La regola e la vita dei frati e' questa, cioe' vivere in obbedienza, in castita' e senza
nulla di proprio, seguendo l'insegnamento e l'esempio del Signore nostro Gesu' Cristo,
il quale dice: Se vuoi essere perfetto, va', vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e
avrai un tesoro nel cielo; poi vieni e seguimi (Mt 19,21). I frati non si approprino di
niente:
ne'
casa,
ne'
luogo,
ne'
cosa
alcuna".
Anche nell'ultima volonta' che S.Francesco scrisse a S.Chiara si legge: "lo piccolo frate
Francesco voglio seguire la vita e la poverta'dell'altissimo Signore nostro Gesu' Cristo e
della sua Santissima Madre e perseverare in tal vita sino alla fine. E prego voi, signore
mie, e vi consiglio di vivere sempre in codesta santissima vita e poverta'".
S. Francesco, per essere veramente povero, volle guadagnare con il sudore della
propria fronte il necessario alla vita. Il lavoro doveva essere solo strumento per
guadagnare quanto permetteva a lui ed ai suoi frati di avere abitazioni, vesti e mense
povere.
La poverta' di S.Francesco e dei suoi primi compagni rifulgeva in modo particolare
nelle abitazioni. Dopo avere abbandonato la casa paterna, suo rifugio fu una grotta
presso Assisi, e poi non ebbe fissa dimora sino a quando con i primi frati "si
raccoglieva presso la citta' di Assisi in un luogo che si chiama Rivotorto".
Francesco e i suoi frati vivevano in un tugurio abbandonato, nella piu' completa
indigenza, molto spesso privi anche del pane. Quel luogo era cosi' stretto che si
La vita di San
Francesco d'Assisi
1

PREGHIERE DI SAN FRANCESCO DASSISI

poteva a mala pena stare seduti o distesi, ma tra loro non si udiva mormorazione ne'
lamento, anzi ognuno conservava la sua serenita' con "tranquillita' di cuore e
allegrezza
di
spirito".
Francesco sosteneva che "si sale prima in Cielo da un tugurio che da un palazzo".
Ricercava sempre la santa semplicita e non permetteva che la strettezza del luogo
trattenesse le espansioni del cuore. Scriveva percio' il nome dei frati sui travicelli del
tugurio, affinch ognuno, volendo pregare o dormire, potesse riconoscere il suo posto
e
l'angustia
del
luogo
non
turbasse
il
raccoglimento
dello
spirito.
Proponimento
- Sull'esempio di Francesco, ricordiamoci che Gesu' volle scegliere per Se' e per sua
Madre
la
poverta';
- Cerchiamo il distacco dalle cose della terra per essere sempre piu' protesi verso le
realta'
dei
Cielo.
Pater,

Ave,

S.

Francesco,

GIORNO

Gloria

prega
-

per
LA

noi.
PENITENZA

Francesco era di costituzione gracile e debole gi dalla giovinezza, eppure sottopose il


suo
corpo
a
penitenze
e
ristrettezze
rigidissime!
La
sua
penitenza
inizio'
con
l'amore
verso
i
lebbrosi.
"Un giorno, cavalcando presso Assisi, ne incontro' uno e, sebbene ne provasse non
poca molestia e orrore, pure balzo' di cavallo e corse a baciarlo e il lebbroso
tendendogli la mano come per ricevere l'elemosina, ricevette insieme da lui il denaro e
un bacio. Ed egli, subito risalito a cavallo, volgendosi di qua e di la', ed era in un
campo aperto senza alcun ostacolo allo sguardo, non vide piu' il lebbroso. Onde,
ripieno di meraviglia e di gioia, pochi giorni dopo vuole ripetere l'atto; si reca alla
dimora dei lebbrosi e ad ognuno, distribuendo l'elemosina, bacia la mano e la bocca.
Cosi' prende le cose amare invece delle dolci e si prepara virilmente ad osservare gli
altri
comandamenti".
In seguito si reco' tra i lebbrosi e rimase con loro, servendoli in tutte le loro necessita'
per amore di Dio, lavando i loro corpi deformati e tergendo "la materia delle piaghe".
Celano ci assicura che prima della conversione, Francesco inorridiva alla vista dei
lebbrosi e, quando da lontano scorgeva i loro rifugi, si turava le narici con le mani.
Per il riposo, Francesco non voleva materassi o coperte: egli si stendeva al suolo sopra
la sua tunica e spesso per dormire stava seduto appoggiandosi ad un guanciale di
legno
o
di
pietra.
Riteneva molto utile la mortificazione della lingua e per questo scrisse: "Beato quel
religioso che non trova giubilo e letizia se non nei santissimi ragionamenti e nelle
opere di Dio e con questi conduce gli uomini ad amare Dio, in gaudio e letizia. E guai
al religioso che si diletta di parole inutili e vane e con queste spinge gli uomini al riso".
Nella vita di S.Francesco appare soprattutto evidente la necessita' di mortificare la
gola. "Francesco martoriava il suo corpo astenendosi dal cibo e dal bere. Raramente
nei periodi in cui era in buona salute, ammetteva i cibi cotti. Quando li accettava, li
mangiava dopo averli mescolati con la cenere oppure li rendeva estremamente insipidi
allungandoli con molta acqua. Egli era molto severo con se stesso ma nello stesso
tempo era indulgente con gli altri e volle sempre che le penitenze dei suoi frati non
fossero esagerate perche' diceva che anche "fratello corpo ha le sue esigenze che
debbono essere soddisfatte affinche' l'uomo possa impegnarsi nell'esercizio del dovere
La vita di San
Francesco d'Assisi
1

PREGHIERE DI SAN FRANCESCO DASSISI

quotidiano

vegliare

nella

preghiera.

Proponimento
- mortifichiamo i desideri del corpo, affinche' siano sempre subordinati alle esigenze
dello
spirito.
Pater,

Ave,

S.

Francesco,

Gloria

prega

per

noi.

7 GIORNO - COME S. FRANCESCO SEPPE SOPPORTARE LE AVVERSITA'


Dopo la sua conversione, S.Francesco dovette superare gravi difficolta', ma seppe
reagire con molta fermezza nelle tribolazioni (2 Cor 6,4) e seppe conservare la
gioia
dello
Spirito
Santo
(1
Ts
1,6)
nonostante
le
avversita'.
Quando Francesco decise di vivere secondo il Vangelo, si trovo' davanti la violenta
opposizione dei parenti. Il padre, considerando pazzia l'abbandono delle cose del
mondo per il servizio di Cristo, comincio' a perseguitarlo con minacce.
l Santo, dopo aver pianto e pregato, ebbe luce e forza da Dio, tanto che seppe
affrontare
con
gioia
anche
gli
improperi
Anche i suoi compagni di un tempo, vedendolo tanto cambiato e prostrato dalla
penitenza, lo insultavano e gli scagliavano addosso il fango e le pietre della strada,
perche'
lo
ritenevano
pazzo.
Francesco sopportava con gioia ogni pena, pensando alle sofferenze e alle
incomprensioni
sopportate
da
Gesu',
il
Figlio
di
Dio.
Piu' tardi si vide combattuto da alcuni dei suoi frati che lo ostacolavano pretendendo di
modificare la regola. Egli voleva applicare letteralmente il Santo Vangelo, ma i frati
piu' letterati e sapienti pretendevano di mitigare i punti piu' rigidi, quelli che
richiedevano maggior penitenza e sacrifici per l'imitazione integrale della vita di Gesu'
e fu cosi' grande e forte la loro opposizione che Francesco fu costretto a dimettersi dal
governo
dell'Ordine.
Egli superava con molta umilta' tali contrasti e diceva: "E' segno di grande amore
quando il Signore punisce bene il servo suo di tutti i suoi difetti in questo mondo,
accio' che non ne sia punito nell'altro. E io sono pronto a sostenere allegramente ogni
pena e ogni avversita' che tu, o Dio, mi vuoi mandare per i miei peccati".
S.
Francesco
riusci'
a
superare
le
difficolta'
con
umilta'
e
letizia.
Proponimento
- impegnamoci ad accettare anche le opposizioni dei piu' vicini e dei piu' cari quando
Dio
ci
chiama
per
una
strada
che
essi
non
condividono;
- accettiamo con umilta' i contrasti nell'ambiente in cui quotidianamente viviamo, ma
difendiamo con fermezza quanto ci sembra utile per il bene nostro e di coloro che ci
stanno
vicino
e,
soprattutto,
perla
gloria
di
Dio.
Pater,

Ave,

S.
8

Francesco,
GIORNO

COME

Gloria

prega
S.

FRANCESCO

SEPPE

per
SOFFRIRE

noi.
SORRIDENDO

Sono state numerose e dolorose le malattie sofferto da S. Francesco, ma esse non lo


La vita di San
Francesco d'Assisi
1

PREGHIERE DI SAN FRANCESCO DASSISI

privarono mai della sua proverbiale letizia; soffri', infatti, sorridendo e ringraziando il
Signore per le sofferenze. Considero' anche lo malattie un'espressione della bonta' di
Dio
e
attese
la
morte
cantando.
Aveva una grave malattia agli occhi ed il male sembrava progredire di giorno in giorno
per mancanza di cure. Stava per perdere la vista, ma rifiutava ogni cura perche' era
sempre molto severo con il suo corpo. Quando frate Ella e il Cardinale Ugolino
riuscirono a convincerlo ad "usare con minori scrupoli qualche riguardo per il suo
male", la malattia ora cosi' grave che richiedeva grande competenza da parte dei
medici
e
"dolorosissimi
mezzi
di
cura".
Nella primavera del 1225, la malattia agli occhi era tanto peggiorata che Francesco
"non poteva scorgere la luce del giorno n quella del fuoco durante la notte". Parti'
allora per andare da un medico che tutti dicevano espertissimo nella cura di questo
male. Francesco portava un grande cappuccio fatto dai frati e sugli occhi una benda di
lana o lino cucita al cappuccio, perche' vedere la luce gli causava fortissimi dolori.
Il medico penso' di curarlo con bruciature. Porto' un ferro o lo fece arroventare davanti
al Santo, il quale cerco' di darsi coraggio dicendo al fuoco: "Frate fuoco, nobile e utile
creatura tra le creature dell'Altissimo, usami cortesia in quest'ora: un giorno io ti ho
amato e ancora voglio amarti per amore di quel Signore che ti creo'. E prego il
Creatore nostro che temperi il tuo calore, perche' io possa sopportarlo".
Terminata la preghiera, benedisse il fuoco. I frati presenti fuggirono tutti, presi dalla
pieta' e dalla compassione. Quando il medico ebbe finito la dolorosissima operazione, i
frati rientrarono e S. Francesco racconto' loro di non aver sentito dolore alcuno e
neppure il calore del fuoco. Anche il medico, molto meravigliato, confermo' che il
Santo
non
si
era
neppure
scomposto
e
disse:
"Fratelli, avrei temuto non solo di lui, debole o infermo, ma anche di uno forte e sano,
che non avesse potuto sopportare una cottura cosi' forte. Ne ho fatto esperienza in
altri". "Per quasi due anni ebbe a sostenere queste sofferenze con pazienza o umilta',
di
tutto
rendendo
grazie
a
Dio".
Quando S.Francesco ricevette le stimmate, le sue sofferenze furono notevolmente
accentuate. "Quelle piaghe santissime, in quanto gli erano impresso da Cristo, gli
dettero al cuore grandissima allegrezza, niente di meno alla carne sua e ai sentimenti
corporali a cui davano intollerabile dolore". Per poter camminare e perche' non si
vedessero le ferite ai piedi, indosso' dei "calzerotti di lana" mettendo un pezzetto di
pelle sulle ferite per evitare il contatto con la lana ruvida. Dopo aver ricevuto le
stimmate scese da La Verna e, come racconta S. Bonaventura: "Incomincio' ad andare
soggetto
a
molte
e
varie
malattie".
Francesco sopportava tutto con gioia, giungendo a considerare le malattie come
sorelle. Infatti, il Celano racconta: "Fu un vero miracolo che, cosi' affranto per le
sofferenze in ogni parte del corpo, avesse ancora la forza di resistere. Pure queste
angosce
non
le
chiamava
pene,
ma
sorelle".
Proponimento
- chiediamo a Francesco la sua gioia e serenita' nelle malattie, pensando che la
sofferenza e' un grande dono di Dio in vista della nostra gioia futura;
- seguendo l'esempio di Francesco, sopportiamo le malattie con pazienza e senza far
pesare
il
nostro
dolore
sugli
altri;
- cerchiamo di ringraziare il Signore non solo quando ci dona la gioia, ma anche
quando
permette
le
malattie.
Pater,
S.

Ave,
Francesco,

Francesco d'Assisi
1

prega

Gloria
per
La vita di San

noi.

PREGHIERE DI SAN FRANCESCO DASSISI

GIORNO

COME

S.

FRANCESCO

ACCOLSE

LA

MORTE

Il Celano racconta che la malattia di S.Francesco si stava aggravando e il corpo del


Santo si indeboliva sempre piu', tanto che non poteva piu' muoversi. Un frate chiese a
Francesco se preferisse la sofferenza lunga e continua di tale grave infermita' oppure il
martirio,
la
morte
violenta
e
atroce
provocata
dal
carnefice.
Egli rispose: "O figlio, la cosa che mi e' piu' cara, piu' dolce, piu' gradita, e' che si
adempia in me e su di me la volonta' del Signore Iddio. lo voglio essere totalmente
concord e obbediente soltanto alla Sua volonta'. Ma se dovessi guardare non al
premio, ma solo al dolore fisico che provo e' per me pi atroce di qualunque martirio
tollerare
questa
malattia
anche
solo
tre
giorni".
Nel 20" anno della sua conversione, due anni dopo l'impressione dello stimmate,
"squadrato ormai da numerosi colpi di dolore e infermita',... come pietra da collocare
nella Gerusalemme celeste o come lavoro malleabile portato a perfezione dal martello
delle molteplici tribolazioni", S.Francesco chiese di essere portato a S.Maria della
Porziuncola per morire proprio nel luogo dove aveva ricevuto lo Spirito della grazia di
Dio.
Baciando la terra, disse: "Ti ringrazio, Signore Dio, di tutte queste mie sofferenze e ti
prego, o Signore, che me ne mandi altre cento, se cosi' ti piace: poiche' questo mi sar
graditissimo; colpendomi con il dolore tu mi risparmi; mentre l'adempimento della tua
santa volonta' costituisce per me una grandissima consolazione". "Quel padre
santissimo riputava sempre cosa dolce cio' che sapeva di amaro al corpo ed attingeva
di continuo immensa dolcezza dall' umilta' e dall'imitazione del Figlio di Dio".
Quando S.Francesco era colpito da sofferenze piu' forti, cantava o faceva cantare dai
suoi compagni "lo lodi dello creature", il cantico di frate sole che egli Stesso aveva
composto.
Quando seppe che la morto era imminente, nonostante soffrisse moltissimo
fisicamente, egli gio e lodo' il Signore con grande trasporto, poi disse a un frate: "Se al
mio Signore piace che io muoia tra breve, fa' venire a me frate Angelo e frate Leone
affinche' mi cantino di sorella morte". Quando i due frati furono davanti a lui,
addolorati e piangenti, cantarono il cantico di frate sole e Francesco aggiunse anche
alcuni
versi
su
"sorella
morte":
"Laudato
sii,
mi'
Signore,
per
sora
nostra
morte
corporale
da la quale nullo homo vivente puo' scampare, guai a quelli che morranno ne le
peccata mortali, beati quelli che trovara' ne le tue sanctissime voluntate che la morte
secunda
nol
fara'
male".
Proponimento
- viviamo ogni istante della nostra vita terrena come mezzo per conseguire la gioia
eterna.

Pater,

Ave,

Gloria

S. Francesco, prega per noi.

La vita di San
Francesco d'Assisi
1

PREGHIERE DI SAN FRANCESCO DASSISI

Scritto da Padre Pietro Maranesi - http://www.fraticappucciniassisi.it/


I pochi testi che la tradizione ci ha trasmesso delle preghiere di Francesco
costituiscono un patrimonio cristiano e umano di grandissimo valore. In essi ritroviamo
infatti lo spirito di un uomo cristiano che ha trasformato la sua fede in lode, ultima
tappa di un tragitto esistenziale teso verso la "perfetta letizia". La lode di Dio sar lo
stato perfetto delluomo riconciliato con s stesso, con gli altri e con Dio nella gloria
del cielo e costituisce lanticipazione in terra di tale compimento definito.

Le sette preghiere di Francesco qui riportate dimostrano anche uno stile semplice del
linguaggio del Santo nutrito dal linguaggio letterario del dolce stil nuovo e di quello
trobadorico del mondo cavalleresco medievale. Lesaltazione della persona lodata
costituisce il clima di fondo della sua preghiera: Dio, la Madonna e le virt
costituiscono gli oggetti contemplati e lodati dal cuore poetico di Francesco. Ordinando
in modo "logico" i sette testi potremmo proporre questo processo del preghiere del
Santo di Assisi.

Costituiscono due testi di invocazione dove nel primo si chiede la chiarezza del cuore
e dell'intelligenza per aderire alla volont di Dio, e nel secondo si richiede il frutto
definitivo di tale adesione che quello del rapimento e dell'incontro pieno, fatto di
amore, con l "oggetto" ricercato e desiderato.

Preghiera davanti al crocifisso


O alto e glorioso Dio, illumina el core mio.
Dame fede diricta, speranza certa, carit perfecta, humilt profonda,
senno e cognoscemento che io servi li toi comandamenti. Amen.

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Preghiera "Absorbeat"
Rapisca, ti prego, o Signore,
l'ardente e dolce forza del tuo amore
la mente mia da tutte le cose che sono sotto il cielo,
perch io muoia per amore dell'amor tuo,
come tu ti sei degnato morire per amore dell'amore mio.
La vita di San
Francesco d'Assisi
1

PREGHIERE DI SAN FRANCESCO DASSISI

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La lode ha come "oggetto" innanzitutto Dio il quale contemplato e lodato nella


doppia modalit del suo proporsi all'uomo. Nel primo testo, "Le lodi del Dio altissimo"
si contempla Dio nel suo mistero fatto da una ricchezza e variet di elementi cantati
da Francesco con una cascata di aggettivi nei quali Dio insieme onnipotente e anche
umilt. Nel secondo testo, "Cantico delle creature", lo si loda nel suo mostrarsi
attraverso le creature quale concerto sinfonico della bellezza e forza e provvidenza e
dolcezza di Dio.

Lodi di Dio Altissimo


Tu sei santo, Signore Iddio unico, che fai cose stupende.
Tu sei forte. Tu sei grande. Tu sei lAltissimo.
Tu sei il Re onnipotente. Tu sei il Padre santo, Re del cielo e della terra.
Tu sei trino e uno, Signore Iddio degli di.
Tu sei il bene, tutto il bene, il sommo bene, Signore Iddio vivo e vero.
Tu sei amore, carit. Tu sei sapienza. Tu sei umilt.
Tu sei pazienza. Tu sei bellezza. Tu sei sicurezza. Tu sei la pace.
Tu sei gaudio e letizia. Tu sei la nostra speranza.
Tu sei giustizia. Tu sei temperanza. Tu sei ogni nostra ricchezza.
Tu sei bellezza. Tu sei mitezza.
Tu sei il protettore. Tu sei il custode e il difensore nostro.
Tu sei fortezza. Tu sei rifugio.
Tu sei la nostra speranza. Tu sei la nostra fede.
Tu sei la nostra carit. Tu sei tutta la nostra dolcezza.
Tu sei la nostra vita eterna, grande e ammirabile Signore, Dio onnipotente,
misericordioso Salvatore.

++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++
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Il cantico delle creature


Altissimo, onnipotente, bon Signore,
tue so le laude, la gloria e l'onore e onne benedizione.
A te solo, Altissimo, se confano e nullo omo digno te mentovare.
Laudato sie, mi Signore, cun tutte le tue creature,
spezialmente messer lo frate Sole, lo quale iorno, e allumini noi per lui. Ed ello
bello e radiante cun grande splendore: de te, Altissimo, porta significazione.
Laudato si, mi Signore, per sora Luna e le Stelle:
in cielo l'hai formate clarite e preziose e belle.
Laudato si, mi Signore, per frate Vento, e per Aere e Nubilo e Sereno e onne tempo,
La vita di San
Francesco d'Assisi
1

PREGHIERE DI SAN FRANCESCO DASSISI

per lo quale a le tue creature dai sustentamento.


Laudato si, mi Signore, per sor Aqua,
la quale molto utile e umile e preziosa e casta.
Laudato si, mi Signore, per frate Foco,
per lo quale enn'allumini la nocte: ed ello bello e iocondo e robustoso e forte.
Laudato si, mi Signore, per sora nostra madre Terra,
la quale ne sostenta e governa, e produce diversi fructi con coloriti fiori ed erba.
Laudato si, mi Signore, per quelli che perdonano per lo tuo amore
e sostengo infirmitate e tribulazione.
Beati quelli che 'l sosterrano in pace, ca da te, Altissimo, sirano incoronati.
Laudato si, mi Signore, per sora nostra Morte corporale,
da la quale nullo omo vivente po' scampare.
Guai a quelli che morranno ne le peccata mortali!
Beati quelli che trover ne le tue sanctissime voluntati,
ca la morte seconda no li farr male.
Laudate e benedicite mi Signore,
e rengraziate e serviteli cun grande umiltate.

++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++
++++++++++++++

Come ulteriore oggetto vi Maria, la donna cristiana nella quale risplende la bellezza
a cui conduce l'incontro con Dio. Lei la causa dello stupore di ogni cristiano perch
vede in lei la grandezza che Dio compie in colui che si rende disponibile alla sua
azione.

Saluto alla Vergine


Ti saluto, Signora santa, regina santissima, Madre di Dio, Maria,
che sempre sei Vergine, eletta dal santissimo Padre celeste e da Lui,
col santissimo Figlio diletto e con lo Spirito Santo Paraclito, consacrata.
Tu in cui fu ed ogni pienezza di grazia e ogni bene.
Ti saluto, suo palazzo. Ti saluto, sua tenda.
Ti saluto, sua casa. Ti saluto, suo vestimento.
Ti saluto, sua ancella. Ti saluto, sua Madre.
E saluto voi tutte, sante virt,
che per grazia e lume dello Spirito Santo siete infuse nei cuori dei fedeli
affinch le rendiate, da infedeli, fedeli a Dio.

++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++
+++++++++++

La vita di San
Francesco d'Assisi
1

PREGHIERE DI SAN FRANCESCO DASSISI

Infine motivo di lode e di esaltazione vi sono le virt quali ornamenti che rendono
bello il volto di un uomo. Ed esse sono tra loro apparentate, formano insieme, cio, un
carosello di sorelle che insieme permettono ad ogni uomo di vivere con libert e
leggerezza la propria esistenza.

Lodi delle virt


O regina sapienza, il Signore ti salvi con tua sorella, la pura e santa semplicit.
Signora santa povert, il Signore ti salvi con tua sorella, la santa umilt.
Signora santa carit, il Signore ti salvi con tua sorella, la santa obbedienza.
Santissime virt tutte, il Signore vi salvi, dal quale procedete e venite.
Quasi non c' uomo al mondo che possa avere per s una sola di voi se prima non
muore.
Chi ne ha una e le altre non offende, le ha tutte,
e chi ne offende una non ne ha alcuna e le offende tutte;
e ciascuna confonde i vizi e i peccati.
La santa sapienza confonde satana e tutte le sue insidie.
La pura e santa semplicit confonde ogni sapienza di questo mondo e la sapienza
della carne.
La santa povert confonde ogni cupidigia e avarizia e le preoccupazioni di questo
mondo.
La santa umilt confonde la superbia e tutti gli uomini di questo mondo e tutte le cose
di questo mondo.
La santa carit confonde tutte le diaboliche e mondane tentazioni e tutti i timori
umani.
La santa obbedienza confonde tutte le volont carnali e corporali
e tiene il suo corpo mortificato, in obbedienza allo spirito e in obbedienza al proprio
fratello,
e rende l'uomo soggetto a tutti gli uomini di questo mondo
e non soltanto agli uomini ma anche agli animali, alle fiere,
cos che possono fare di lui quello che vogliono, in quanto sar loro permesso dal
Signore.
++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++
+++++++++++
Utilizzando il testo biblico di Numeri, Francesco vuole aiutare frate Leone a ritrovare la
lode del cuore, persa per la tristezza che stava oscurando il senso della sua vita. La
lode di Dio nasce dall'incontro rinnovato con il volto di Dio nel quale scoprire la
misericordia gratuita che abbiamo ricevuto dall'amore crocifisso. E questo segno di
salvezza, ricordati Leone, stato impresso sul tuo volto. Torna dunque nella lode!
Benedizione a Frate Leone
Il Signore ti benedica e ti custodisca.
Mostri a te il (Nm 6,24-26) suo volto
e abbia misericordia di te.
Volga a te il suo sguardo e ti dia pace.
Il Signore benedica te, frate Leone.

La vita di San
Francesco d'Assisi
1

PREGHIERE DI SAN FRANCESCO DASSISI

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PREGHIERE DI SAN FRANCESCO DASSISI

COME PREGAVA S. FRANCESCO. I Ministri Provinciali delle Famiglie Francescane, il


15-12-1979, a tutti i Frati, in preparazione dell'VIlI centenario della nascita di S.
Francesco, scrivevano: Il centenario rappresenta anzitutto un 'occasione di rinnovamento spirituale nella tedelt al primitivo carisma. Desideriamo conoscere ed amare
di pi il nostro Serafico Padre... E questa, una premessa necessaria per un servizio di
evangelizzazione nella Chiesa a favore di tutto il popolo italiano che onora S.
Francesco come suo principale patrono. Per aderire a questo desiderio, abbiamo
pensato di diffondere durante l'anno dell'VIlI centenario della nascita del Poverello con
questo libretto, le Preghiere di S. Francesco, da lui composte e meditate, tramandateci
dai suoi biografi o dalla tradizione, perch il popolo cristiano pregando con le stesse
sue parole e con gli stessi suoi sentimenti, possa trovare motivo di rinnovamento
spirituale e un motivo in pi per conoscere ed amare di pi il nostro Serafico
Padre. E stato scritto: nelle Laudi e Preghiere: tocchiamo il fondo pisegreto e
la sublimit della sua esperienza cristiana, quando tutto quello che crede ed opera
viene risolto e rivolto da Dio nel colloquio aperto e filiale con Lui, dal quale viene e al
quale ritorna ogni bene. La preghiera di Francesco , appunto e prima di tutto, bisogno
e canto inesauribile di lode, sempre e dovunque, anche quando implora o quando
piange e canta insieme il "dono" della Passione e morte di Cristo. Lode di parole, che a
volte si tramutano nel "giubilo". vera musica del cuore, come tutta la sua vita ha
voluto essere una lode di opere. Ecco come pregava S. Francesco. Qui troverai il suo
ardente amore per il Signore. Ti auguro di provare un po di quell'amore che aveva
Francesco per Iddio e avvicinarti sempre di pi a Lui come Francesco gli si avvicin, e
cos godere come lui, in mezzo alle traversie della vita, quella pace che lo faceva
cantare anche in mezzo ai dolori pi acerbi. E tanto il bene che mi aspetto che ogni
pena mi diletto.
P. Sebastiano Pazzini 4 ottobre1981

LAUDI A DIO ALTISSIMO

PREGHIERA, LODE, RENDIMENTO DI GRAZIE


Questa stupenda preghiera fa parte della regola non bollata e si trova nel capitolo
XXIII. stata definita: ...una confessione lirica nella quale si pu additare
il Credo sublime di S. Francesco (P.S. da Campagnola). Il Serafico Padre, dopo aver
reso grazie alle tre Persone della Santissima Trinit, invita Maria Santissima, I Cori
angelici e tutti i Santi a rendere grazie al sommo e vero Dio. Anche noi rendiamo
grazie a Dio altissimo e sommo.
Onnipotente, altissimo, santissimo
e sommo Dio,
La vita di San
Francesco d'Assisi
1

PREGHIERE DI SAN FRANCESCO DASSISI

Padre santo e giusto,


Signore Re del cielo e della terra,
per te stesso ti rendiamo grazie,
poich per la tua santa volont
e per lunico tuo Figlio nello Spirito Santo,
hai creato tutte le cose spirituali e corporali,
e noi fatti a immagine tua e a tua somiglianza
hai posto in Paradiso;
e noi per colpa nostra siamo caduti.
E ti rendiamo grazie,
perch, come tu ci hai creato,
per mezzo del tuo Figlio,
cos per il vero e santo tuo amore,
col quale ci hai amato,
hai fatto nascere lo stesso vero Dio
e vero uomo dalla gloriosa
sempre vergine beatissima santa Maria,
e per la croce,
il sangue e la morte di Lui
ci hai voluti liberare e redimere.
E ti rendiamo grazie,
poich lo stesso tuo Figlio
ritorner nella gloria della sua maest
per destinare i reprobi
che non fecero penitenza e non ti conobbero,
al fuoco eterno
e per dire a tutti coloro che ti conobbero
e ti adorarono e servirono nella penitenza:
Venite Benedetti dal Padre mio,
entrate in possesso del regno
e che vi stato preparato
fin dalle origini del mondo.
E poich tutti noi miseri e peccatori
non siamo degni di nominarti
supplici preghiamo
che il Signore nostro Ges Cristo
Figlio tuo diletto
nel quale ti sei compiaciuto,
insieme con lo Spirito Santo Paraclito
ti renda grazie,
cos come a te e ad essi piace,
per ogni cosa
Lui che ti basta sempre in tutto
e per il quale a noi hai fatto cose tanto grandi. Alleluia.
E per il tuo amore umilmente preghiamo
la gloriosa e beatissima
La vita di San
Francesco d'Assisi
1

PREGHIERE DI SAN FRANCESCO DASSISI

Madre sempe vergine Maria,


il beato Michele, Gabriele, Raffaele
e tutti i cori degli spiriti celesti:
Serafini, Cherubini, Troni,
Dominazioni, Principati, e Potest,
Virt, Angeli e Arcangeli;
il beato Giovanni Battista, Giovanni Evangelista,
Pietro, Paolo,
e i beati Patriarchi e profeti,
i santi innocenti, gli apostoli e gli evangelisti,
i discepoli, i martiri, i confessori, le vergini,
i beati Elia e Enoch
e tutti i santi che furono e saranno e sono,
affinch rendano grazie a Te
sommo e vero Dio,
eterno e vivo con il Figlio tuo carissimo
Signore nostro Ges Cristo
e con lo Spirito Santo Paraclito nei secoli
dei secoli Amen. Alleluia.

SIGNORE IDDIO
Questa preghiera, alquanto diversa, da quella che al capitolo 23 conclude la prima
Regola dei Frati Minori, Bartolomeo da Pisa la riporta nel suo libro De Conformitate,
come conclusione della stessa Regola.
Signore Iddio,
che tutti ti possiamo amare con tutto il cuore,
con tutta l'anima,
con tutta la mente,
con tutta la capacit e la forza
con tutto l'intelletto e con tutte le potenze,
con tutta l'intensit,
con tutto l'affetto,
con tutto il nostro intimo,
con tutto il desiderio e la volont:
perch tu, o Signore,
a noi hai dato e ancora dai tutto il tuo corpo
e tutta l'anima tua e la tua vita intera!
Tu che ci hai creati,
ci hai redenti
e per sola tua misericordia ci salverai;
tu che hai fatto e fai ogni bene a noi,
miserabili e miseri come siamo,
putridi e fetidi, ingrati e cattivi.
Che null'altro,
La vita di San
Francesco d'Assisi
1

PREGHIERE DI SAN FRANCESCO DASSISI

dunque, possiamo noi sapere,


null'altro desiderio,
null'altro volere,
in null'altro trovare piacere o diletto,
se non in te,
che sei Creatore e Redentore
e Salvatore nostro:
in te che sei solo vero Dio,
pienezza di bene,
ogni bene, tutto il bene,
vero e sommo bene,
che solo sei buono,
pio e mite, soave e dolce;
che solo sei santo
e giusto, vero e retto;
che solo sei benigno,
innocente e puro.
Da te, per te e in te
tutto il perdono,
tutta la grazia,
tutta la gloria di tutti i penitenti
e giusti e di tutti i beati
che insieme godono nel cielo.
Nulla, dunque, o Signore,
ci separi, nulla ci divida,
nulla ci impedisca dall'amarti
ovunque e in ogni tempo,
ogni giorno e di continuo,
in verit e con umilt
e di portare sempre in cuore te, vero Dio.
Che sempre ti possiamo amare ed onorare,
adorare e servire,
lodare e benedire e glorificare,
sempre magnificare ed esaltare.
E grazie, Signore!
grazie a te, altissimo e sommo Iddio
Trinit ed Unit,
Padre e Figlio e Spirito Santo,
Creatore di tutto.
Salvatore di quanti credono
e sperano in te e te amano;
che sei senza principio e senza fine,
ammirabile, invisibile, inenarrabile,
ineffabile, incomprensibile,
imperscrutabile, benedetto,
lodevole, glorioso
La vita di San
Francesco d'Assisi
1

PREGHIERE DI SAN FRANCESCO DASSISI

e superesaltato, sublime,
eccelso, amabile,
soave, dilettevole
tutto sempre sopra ogni cosa
desiderabile nei secoli dei secoli.
Amen.
Bartolomeo da Pisa: De conformitate, fruct. XXIII, p. Il - FF 70-73

LODI DI DIO ALTISSIMO


Queste Lodi ci sono pervenute autograte del Santo, perch scritte da lui stesso sul
verso della pergamena che contiene la Benedizione a frate Leone. Nei lato della
pergamena (riferiscono le Fonti Francescane) che contiene la Benedizione a frate
Leone, sopra di essa, da altra mano e con inchiostro rosso scritto: Il beato
Francesco, due anni prima della sua morte, fece una quaresima sul monte della Verna,
ad onore della beata Vergine Maria, Madre di Dio e del beato Michele arcangelo, dalla
festa dell'Assunzione di santa Maria vergine fino alla festa di San Michele arcangelo;
e la mano di Dio tu su di lui mediante la visione e le parole del serafino e l'impressione
delle stimmate di Cristo nel suo corpo; compose allora queste laudi che sono scritte
nel retro di questo foglio, e le scrisse di sua mano, rendendo grazie al Signore per il
beneficio a lui concesso. Anche Tommaso da Celano nella Vita Seconda cap. XX, 49 ci
rende testimonianza del tatto: Un giorno Francesco lo chiama (frate Leone): Portami gli dice - carta e calamaio, perch voglio scrivere le parole e le lodi del Signore, come
le ho meditate nel mio cuore. Subito gli port quanto aveva chiesto, ed egli, di sua
mano, scrisse le lodi di Dio e le parole che aveva in animo. Alla fine aggiunse la
benedizione del frate e gli disse: Prenditi questa carta e custodiscila con cura fino al
giorno della tua morte. La data di composizione dunque chiara: Settembre 1224.
Tu sei santo, Signore Iddio unico,
che fai cose stupende.
Tu sei forte
Tu sei grande
Tu sei lAltissimo
Tu sei il Re onnipotente
Tu sei il Padre santo,
Re del cielo e della terra.
Tu sei trino e uno,
Signore Iddio degli dei
Tu sei il bene,
tutto il bene, il sommo bene
Signore Iddio vivo e vero.
Tu sei amore, carit
Tu sei sapienza
Tu sei umilt
Tu sei pazienza
Tu sei bellezza
Tu sei sicurezza
Tu sei la pace
La vita di San
Francesco d'Assisi
1

PREGHIERE DI SAN FRANCESCO DASSISI

Tu sei gaudio e letizia


Tu sei la nostra speranza
Tu sei giustizia
Tu sei temperanza
Tu sei ogni nostra ricchezza.
Tu sei bellezza
Tu sei mitezza
Tu sei il protettore
Tu sei il custode e il difensore nostro
Tu sei fortezza Tu sei rifugio.
Tu sei la nostra speranza
Tu sei la nostra fede
Tu sei la nostra carit
Tu sei tutta la nostra dolcezza
Tu sei la nostra vita eterna
grande e ammirabile Signore,
Dio onnipotente,
misericordioso Salvatore.

COMMENTO AL PATER NOSTER


Lo potremmo chiamare un breve florilegio di considerazioni sulla Preghiera
domenicale. Il Padre Nostro sempre stato argomento di meditazione in tutti i
secoli e di tutti i santi. S. Francesco ci ha lasciato questo breve scritto, che forse
doveva servire da meditazione anche ai suoi Frati, specialmente ai pi semplici che
non avevano studiato.
Santissimo Padre nostro: Creatore, Redentore, Consolatore e Salvatore nostro.
Che sei nei cieli: negli Angeli e nei santi, illuminandoli a conoscere che tu, Signore,
sei luce; infiammandoli ad amare, perch tu, Signore, sei amore inabitando in essi,
pienezza della loro gioia, poich tu, Signore, sei il sommo bene, eterno, dal quale
viene ogni bene, senza il quale non vi alcun bene.
Sia santificato il tuo nome: si faccia pi chiara in noi la conoscenza di te, per
poter vedere lampiezza dei tuoi benefici, lestensione delle tue promesse, i vertici
della tua maest, le profondit dei tuoi giudizi.
Venga il tuo regno: affinch tu regni in noi per mezzo della grazia e tu ci faccia
giungere al tuo regno ove v di te una visione senza ombre, un amore perfetto,
ununione felice, un godimento senza fine.
Sia fatta la tua volont come in cielo cos in terra: affinch ti amiamo con tutto
il cuore, sempre pensando a te; con tutta lanima, sempre desiderando te; con tutta la
mente, orientando a te tutte le nostre intenzioni e in ogni cosa cercando il tuo onore. E
con tutte le nostre forze, spendendo tutte le nostre energie e sensibilit dellanima e
del corpo a servizio del tuo amore e non per altro; e affinch amiamo il nostro
prossimo come noi stessi, trascinando tutti con ogni nostro potere al tuo amore,
La vita di San
Francesco d'Assisi
1

PREGHIERE DI SAN FRANCESCO DASSISI

godendo dei beni altrui come dei nostri e compatendoli nei malie non recando offesa a
nessuno.
Dacci il nostro pane quotidiano: il tuo diletto Figlio, il Signore nostro Ges
Cristo, d a noi oggi: a ricordo e a riverente comprensione di quellamore che ebbe per
noi, e di tutto ci che per noi disse, fece, e pat.
E. rimetti a noi i nostri debiti: per la tua ineffabile misericordia, in virt della
passione del Figlio tuo e per lintercessione e i meriti della beatissima Vergine Maria e
di tutti i tuoi santi.
Come noi li rimettiamo ai nostri debitori: e quello che noi non sappiamo
pienamente perdonare, tu, Signore, fa che pienamente perdoniamo, s che, per amor
tuo, si possa veramente amare i nostri nemici e si possa per essi, presso di te,
devotamente intercedere, e a nessuno si renda male per male, e si cerchi di giovare a
tutti in te.
E non ci indurre in tentazione: nascosta o manifesta, improvvisa o insistente.
E liberaci dal male: passato, presente e futuro. Amen.
Gloria al padre, e al Figlio e allo Spirito Santo, Come era nel principio e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen.

LODI PER OGNI ORA


Queste lodi il Serafico Padre le ha desunte in parte dalla Sacra Scrittura, e venivano
recitate prima di ogni ora del Divino Ufficio e dell'Ufficio della Passione e della Vergine,
ed erano recitate subito dopo il Santissimo Padre Nostro.
Santo, santo, santo
il Signore Iddio onnipotente,
che , che era e che verr.
Lodiamolo ed esaltiamolo in eterno.
Degno il Signore Dio nostro
di ricevere la lode,
la gloria e l'onore e la benedizione.
Lodiamolo ed esaltiamolo in eterno.
Degno l'Agnello,
che stato ucciso,
di ricevere la potenza e la divinit
e la sapienza e la fortezzae
l'onore e la gloria e la benedizione.
Lodiamolo ed esaltiamolo in eterno.
Benediciamo il Padre
e il Figlio con lo Spirito Santo.
Lodiamolo ed esaltiamolo in eterno.
Benedite il Signore,
opere tutte del Signore.
La vita di San
Francesco d'Assisi
1

PREGHIERE DI SAN FRANCESCO DASSISI

Lodiamolo ed esaltiamolo in eterno.


Date lode a Dio,
voi tutti, suoi servi
e voi che temete Iddio,
piccoli e grandi
Lodiamolo ed esaltiamolo in eterno.
Lodino Lui glorioso
i cieli e la terra
e ogni creatura
che nel cielo e sulla terra,
il mare e le creature che sono in esso.
Lodiamolo ed esaltiamolo in eterno.
Gloria al Padre
e al Figlio e allo Spirito Santo.
Lodiamolo ed esaltiamolo in eterno.
Come era nel principio
e ora e sempre
e nei secoli dei secoli. Amen.
Lodiamolo ed esaltiamolo in eterno.

ONNIPOTENTE, SANTISSIMO
Con questa Orazione, il Santo concludeva la preparazione alla recita deIl'Ufficio della
Passione del Signore che era la preghiera quotidiana dei frati quando non avevano
ancora i breviari.
Onnipotente, santissimo
altissimo e sommo Iddio,
che sei il sommo bene,
tutto il bene,
ogni bene,
che solo sei buono,
fa che noi ti rendiamo ogni lode,
ogni gloria,
ogni grazia,
ogni onore,
ogni benedizione,
e tutti i beni.
Fiat. Fiat. Amen.

PREGHIERA PRIMA DELL'UFFICIO DIVINO


Bartolomeo da Pisa la chiama Preghiera prima delle ore canoniche. S. Francesco,
prima di iniziare la recita dell'Ufficio divino era solito recitare questa preghiera.
La vita di San
Francesco d'Assisi
1

PREGHIERE DI SAN FRANCESCO DASSISI

Onnipotente, eterno, giusto


e misericordioso Iddio,
concedi a noi miseri di fare,
per tua grazia,
ci che sappiamo che tu vuoi,
e di volere sempre ci che ti piace,
affinch purificati nell'anima
affinch interiormente illuminati
e accesi dal fuoco dello Spirito Santo,
possiamo seguire le orme del Figlio tuo,
il Signore nostro Ges Cristo,
e a Te, o Altissimo,
giungere con l'aiuto della tua sola grazia.
Tu che vivi e regni glorioso
nella Trinit perfetta
e nella semplice Unit,
Dio Onnipotente
per tutti i secoli dei secoli. Amen.

TEMETE DIO
Mariano Fiorentino (+1523) afferma che queste Lodi erano nel Convento dell'Eremita
(Terni), e che erano autografe di S. Francesco.
Temete Dio e dategli gloria.
Il Signore,
E degno di ricevere la lode e l'onore.
Lodate il Signore
Tutti voi che lo temete.
Ave Maria, piena di grazia, il Signore con te.
Cielo e terra date a Lui la lode.
Fiumi tutti lodate il Signore.
Benedite, Figli di Dio il Signore.
Questo il giorno che ha fatto il Signore,
rallegriamoci ed esultiamo.
Alleluia. Alleluia. Alleluia! O Re d'israele!
Ogni vivente dia lode al Signore.
Lodate il Signore, perch buono;
tutti voi che leggete queste cose,
benedite il Signore.
Creature tutte, benedite il Signore.
Uccelli tutti del cielo,
lodate il Signore.
Fanciulli tutti
lodate il Signore.
La vita di San
Francesco d'Assisi
1

PREGHIERE DI SAN FRANCESCO DASSISI

Giovani e fanciulle
lodate il Signore.
L'Agnello che stato immolato
degno di ricevere
lode, gloria e onore.
Sia benedetta la santa Trinit
e l'indivisa Unit.
San Michele Arcangelo,
difendici nella lotta.

MIO DIO E MIO TUTTO!


Questa
preghiera

riportata
da
Bartolomeo
da
Pisa,
nelle
sue
Conformitates, come preghiera quotidiana di San Francesco. Anzi, Bartolomeo
scrive che il Serafico passava delle notti intere meditando su queste parole. Il Santo
davanti alla immensit di Dio si umilia fino a chiamarsi vermiciattolo!
Mio Dio e mio tutto!
Chi siete voi,
mio dolcissimo Signore Iddio,
e chi sono io,
io povero vermiciattolo,
vostro servo?...
Signore santissimo
io vorrei amarvi
Signore mio Dio,
io vi dono tutto il cuor mio
e lo desidero ardentemente
fare sempre di pi,
se almeno lo potessi compiere.

SIGNORE MIO IDDIO


Il Santo, secondo lo scrittore dei Fioretti (Cap. XIX), la pronunci a S Damiano, dove
era andato e dove santa Chiara gli aveva preparato una celluzza di cannucce nella
quale egli si potesse meglio riposare. Ma santo Francesco tra per lo dolore della
infermit e per la multitudine de' surci che gli tacevano grandissima noia, punto del
mondo non si potea posar n di d, n di notte. E sostenuto pi d quella pena, e
tribulazione, cominci a pensare e a conoscere che quello era uno flagello di Dio per li
suoi peccati; e incominci a ringraziare Iddio con tutto il cuore e con la bocca e poi
gridava ad alte voci e disse:
Signore mio Iddio,
io sono degno di questo
e di troppo peggio.
Signore mio Ges Cristo, pastore buono,
il quale a noi peccatori
La vita di San
Francesco d'Assisi
1

PREGHIERE DI SAN FRANCESCO DASSISI

hai posta la tua misericordia;


in diverse pene e angoscie corporali,
Concedi grazia e virt
tu a me, tua pecorella,
che per nessuna infermit,
n angoscia o dolore
io mi separi da te.

O SIGNORE MIO
Questa preghiera fa parte di un mattutino, o lode a Dio veramente straordinario e
stupendo che, un giorno San Francesco non avendo il Breviario per l'Ufficio Divino,
componeva come gli dettava la sua umilt, e cos Frate Leone doveva rispondere:
Veramente tu se' degno d'esser messo tra i maledetti. Ma Frate Leone, ispirato da
Dio rispose: O frate Francesco, Iddio ti far tale, che tra li benedetti tu sarai
singolarmente benedetto.
Signore mio,
del cielo e della terra
io ho commesso contro a te
tante iniquit e tanti peccati,
che al tutto io son degno
d'esser da te maladetto.

RINGRAZIAMENTO PER LE CONSOLAZIONI


Il Santo istruiva i suoi Frati a ringraziare Dio delle consolazioni ricevute nella preghiera
e diceva loro: Quando il servo di Dio nella preghiera visitato dal Signore con
qualche nuova consolazione, deve prima di terminare alzare gli occhi al cielo e dire al
Signore a mani giunte:
Tu, o Signore
hai mandato dal cielo
questa dolce consolazione
a me indegno peccatore:
io te la restituisco,
affinch tu me la metta in serbo,
perch io sono un ladro del tuo tesoro.
Signore,
toglimi il tuo bene in questo mondo
e conservamelo per il futuro.

PREGHIERA PER IL TEMPO DI MALATTIA


L'origine di questa preghiera ce la racconta S. Bonaventura nella Leggenda Maggiore
(Capo XIV, 2) dove riportata. La pronunci poco prima di morire. Scrive il Santo
La vita di San
Francesco d'Assisi
1

PREGHIERE DI SAN FRANCESCO DASSISI

Dottore: Una volta, vedendolo tormentato pi del solito da dolori lancinanti, un frate
molto semplice gli disse: "Figliolo, prega il Signore che ti tratti un po meglio, perch
sembra che faccia pesare la mano su di te pi del dovuto. A quelle parole, il Santo
esclam con un grido: "Se non conoscessi la tua schiettezza e semplicit, da questo
momento io avrei in odio la tua compagnia, perch hai osato ritenere discotibili i
giudizi di Dio a mio riguardo". E, bench stremato dalla lunga infermit, si butt a
terra, battendo le ossa indebolite nella cruda caduta. Poi baci la terra dicendo:
Ti ringrazio, Signore Iddio,
tutti questi miei dolori;
prego, o Signore mio,
di darmene cento volte di pi,
se cos ti piace.
Io sar contentissimo, se tu mi affliggerai
e non mi risparmierai il dolore,
Perch adempiere alla tua volont,
per me consolazione sovrappiena.

SIGNOR MIO
Siamo nel settembre 1224, qualche giorno prima dell'impressione delle Stimmate.
notte fonda. Il Santo in colloquio con Dio: il Signore chiede al suo servo tre doni e il
Poverello risponde:
Signor mio,
io sono tutto tuo,
tu sai bene che io non ho altro
che la tonaca e la corda
e li panni di gamba,
e anche queste tre cose sono tue.
Che posso dunque io offrire
o donare alla tua maest?

BENEDICIAMO IL SIGNORE IDDIO


Con questa Orazione il Santo concludeva ogni ora dell'Ufficio della Passione del
Signore.
Benediciamo il Signore Iddio
vivo e vero,
e rendiamo a Lui la lode,
la gloria, l'onore
e ogni bene per sempre.
Amen. Amen. Fiat. Fiat.

La vita di San
Francesco d'Assisi
1

PREGHIERE DI SAN FRANCESCO DASSISI

INVOCAZIONI
Queste brevi Invocazioni, o giaculatorie, il Padre Serafico le ha pronunciate nelle pi
svariate circostanze. Alcune le ripeteva spesso, anche per notti intere; altre in
momenti solenni o particolari. La seguente invocazione la pronunci quando, insieme
a Bernardo da Quintavalle e Pietro Cattani, decisero di andare dal sacerdote, perch
leggesse loro il Vangelo. per sapere cosa dovessero farne dei loro beni.
Sgnore Dio,
Padre della gloria,
ti supplichiamo
che, nella tua misericordia,
tu ci riveli
quello che dobbiamo fare!

Dopo giorni e notti di dolori e di molestie: Vedendosi, scrive l'Anonimo


dello "Specchio di perfezione", Francesco tormentato da tante afflizioni, una notte,
mosso a piet di se stesso, diceva:
Signore,
Vieni in mio aiuto
guarda alle mie infermit,
affinch io sappia
sopportare pazientemente!

Francesco in viaggio verso la Puglia. Giunto a Spoleto, durante la notte nel


dormiveglia ud una voce che gli diceva: Chi pu meglio trattarti: il Signore o il
servo?. Rispose: il Signore. Replic la voce: E allora perch abbandoni il Signore
per il servo: il principe per il dipendente?. Dbbiamo rispondere anche noi, come
rispose S. Francesco:

Sgnore,
che vuoi ch'io faccia?

Francesco sta attraversando il Montefeltro, siamo nel 1213 1214, proveniente


dall'Umbria diretto in Romagna e arriva a S. Leo: ...vassene in sulla piazza, dicono i
Fioretti, dove era radunata tutta la moltitudine di questi gentili uomini, e in fervore di
spirito mont in su uno muricciunlo e cominci a predicare proponendo per tema della
sua predica questa parola in volgare:
Tanto quel bene
ch'io aspetto,
La vita di San
Francesco d'Assisi
1

PREGHIERE DI SAN FRANCESCO DASSISI

che ogni pena


m diletto

San Bonaventura (Leggenda Maggiore (Cap. 111,2) che ci dice che il Santo era solito
rivolgere questo saluto: In ogni sua predica, all'esordio del discorso, salutava il
popolo con l'augurio di pace, dicendo:

Il Signore
vi dia la pace!

Anche la seguente giaculatoria, S. Francesco la ripet per una notte intera e fu motivo
che indusse il Beato Bernardo di Quintavalle a seguire il Santo. Dicono i Fioretti (Cap.
Il): santo Francesco, credendo veramente che messere Bernardo dormisse, in sul
primo sonno, si lev dal letto e puosesi in orazione levando gli occhi e le mani al cielo,
e con grandissima devozione e fervore, diceva: "Iddio mio, Iddio mio", e cos dicendo e
forte lagrimando istette fino al mattutino, sempre ripetendo: "Iddio mio, Iddio mio", e
non altro.

Dio mio!
Dio mio!

Ci riferisce Tommaso da Celano cap. Xl, 26, che una volta S. Francesco si ritir in un
luogo adatto per la preghiera. Vi rimase a lungo invocando con timore e tremore il
Dominatore di tutta la terra, ripensando con amarezza agli anni passati malamente e
ripetendo:

Oh Dio,
sii propizio
a me peccatore.

Frate Leone, dicono i Fioretti (3 Considerazione delle Sacre Stimmate) una notte non
trovando il Santo nella sua cella, lo and a cercare per la selva, e finalmente egli ud
la voce di Santo Francesco e, appressandosi, il vid stare ginocchioni in orazione con
la faccia e con le mani levate al cielo, e in fervore di spirito dicea:
La vita di San
Francesco d'Assisi
1

PREGHIERE DI SAN FRANCESCO DASSISI

Chi sei tu,


o dolcissimo Iddio mio?
Che sono io,
vilissimo vermine
e disutile servo tuo?

LODI DELLE VIRT


l'encomio delle virt tipicamente francescane. Viene citato il titolo e l'inizio anche
nella Vita seconda di Tommaso da Celeno (cap. CXLII 189), il quale scrive: Il
Santo praticava personalmente con una cura particolare e amava negli altri la santa
semplicit, figlia della grazia, vera sorella della sapienza, madre della giustizia. Non
che approvasse ogni tipo di semplicit, ma quella soltanto che, contenta del suo Dio,
disprezza tutto il resto... E questa la semplicit che il Padre esigeva nei frati letterati e
in quelli senza cultura, perch non la riteneva contraria alla sapienza, ma
giustamente, sua sorella germana Non possibile datare la sua composizione, ma
si propende a fissarla dopo il soggiorno orientale di Francesco, per il concetto
tipicamente orientale di sottomissione dell'uomo a tutte le creature.
O regina Sapienza,
il Signore ti salvi con tua sorella,
la pura e santa Semplicit.
Signora santa Povert,
il Signore ti salvi con tua sorella,
la santa Umilt.
Signora santa Carit
il Signore ti salvi con tua sorella
la santa Obbedienza.
Santissime virt tutte,
il Signore vi salvi,
dal quale procedete e venite.
Quasi non c' uomo al mondo
che possa avere per s una sola di voi
se prima non muore.
Chi ne ha una
e le altre non offende, le ha tutte
e chi ne offende una
non ne ha alcuna e le offende tutte;
e ciascuna confonde i vizi e i peccati.
La santa Sapienza confonde satana
tutte le sue insidie.
La pura e santa Semplicit
confonde ogni sapienza di questo mondo
e la sapienza della carne
la santa Povert confonde ogni cupidigia e avarizia
e le preoccupazioni di questo mondo.
La santa Umilt
La vita di San
Francesco d'Assisi
1

PREGHIERE DI SAN FRANCESCO DASSISI

confonde la superbia
e tutti gli uomini di questo mondo
e tutte le cose di questo mondo.
La santa Carit
confonde tutte le diaboliche
e mondane tentazioni
e tutti i timori umani.
La santa Obbedienza
confonde tutte le volont carnali e corporali
e tiene il suo corpo mortificato,
in obbedienza allo spirito
e in obbedienza al proprio fratello,
e rende l'uomo soggetto
a tutti gli uomini di questo mondo
e non soltanto agli uomini,
ma anche agli animali, alle fiere,
cos che possono fare di lui
quello che vogliono
in quanto sar loro permesso dal Signore.

A TE, SIGNORE IDDIO MIO


Questa preghiera Francesco la pronunci nel Capitolo del 1220-1221, quando rinunci
alla cura dell'Ordine, e il Capitolo elesse suo Vicario frate Pietro Cattani,
raccomandando a lui e alli Ministri Provinciali l'Ordine, affettuosamente quanto elli potea di pi. E fatto questo dicono i Fioretti, nella quarta considerazione delle Sacre
Stimmate santo Francesco confortato in ispirito, levando gli occhi e le mani in cielo,
disse cos: A te, Signore Iddio mio. Questa preghiera va recitata, per ottenere il
buon governo della Santa Chiesa, degli Ordini religiosi e delle Nazioni.
A te, Signore Iddio mio,
te raccomando la famiglia tua
la quale infino ad ora tu mi hai commessa,
e ora per le infermit mie,
le quali tu sai,
dolcissimo Signor mio,
io non ne posso pi avere cura.
Anche la raccomando
a Ministri provinciali;
siano tenuti eglino
a rendertene ragione
il di del giudicio,
se veruno frate,
per loro negligenza
o per loro male esempio
o per loro troppo aspra correzione,
perir.
La vita di San
Francesco d'Assisi
1

PREGHIERE DI SAN FRANCESCO DASSISI

TI RINGRAZIO SIGNORE
Tommaso da Celano ci racconta che un ecclesiastico spagnolo, narrava a Francesco la
vita esemplare dei suoi frati che si trovavano in Spagna e siccome questo uomo
santissimo era meravigliosamente rapito in Dio e traboccava di gioia, quando
giungeva sino a lui il buon odore dei suoi figli... Francesco - conclude il da Celano non stava in s dalla gioia, inebriato com'era dal profumo dei suoi figli... Subito si mi se
a lodare il Signore e, come se il sentire parlare bene dei frati fosse l'unica sua gloria,
esclam dal profondo del cuore: Ti ringrazio, Signore.Recitiamola, perch i
sacerdoti, i religiosi, e i cristiani, diano sempre il buon esempio e una vera
testimonianza della loro fede.
Ti ringrazio,
Signore, che santifichi e guidi i poveri,
perch mi hai riempito di gioia
con queste notizie!
Benedici, ti prego,
con la pi ampia benedizione
e santifica con una grazia particolare
tutti quelli
che rendono odorosa di buoni esempi
la loro professione religiosa.

BENEDIZIONE A FRATE LEONE


l'autografo di S. Francesco, che scrisse per il suo fedelissimo confessore, Frate
Leone. Le parole sono tolte dal Libro dei Numeri (C. 6,24-26) usate da Mos e da
Aronne per benedire gli Israeliti, meno l'ultima frase che di S. Francesco.
contrassegnata da una grande Tau come segno della Croce, il simbolo dei penitenti e
che Francesco forse aveva portato cucito sulla sua veste nei primi anni della
conversione. Questa insigne reliquia e preziosissimo autografo, che contiene nel
verso, l'altra preghiera, pure aufografa: Lodi di Dio altissimo conservata nella
Basilica di S. Francesco di Assisi. I Sacerdoti Francescani usano sovente queste parole
per benedire i fedeli; molti cristiani la portano stampata addosso o la espongono nelle
proprie case per ottenere la divina protezione. Narrano i biografi che Frate Leone
travagliato da gravissima tentazione, da non aver pace, pieno di fiducia preg il Santo
di liberarlo. E S. Francesco scrisse di proprio pugno questa Benedizione che Frate
Leone port indosso fino alla morte.
Il Signore
ti benedica e ti custodisca
mostri a te il suo volto
e abbia misericordia di te
Volga a te il suo sguardo
e ti dia pace.
Il Signore benedica te,
frate LeoTne.
La vita di San
Francesco d'Assisi
1

PREGHIERE DI SAN FRANCESCO DASSISI

SIGNORE GES CRISTO


Gli fu riferito un giorno che erano stati rjcevuti dal Vescovo di Fondi due frati, i quali,
sotto pretesto di maggior disprezzo di s, coltivavano una barba pi lunga del
conveniente. Il Vescovo li aveva apostrofati: Badate bene di non deturpare con la
presunzione di grande novit la bellezza dell'Ordine. Il Santo si alz di scatto,
levando le mani al cielo, col volto inondato di lacrime, proruppe in queste parole di
preghiera o piuttosto di maledizione. (Tommaso da Celano Vita l CXV-156-157).
Signore Ges Cristo,
tu che hai scelto i dodici Apostoli,
dei quali anche se uno venne meno,
gli altri per rimasero fedeli
ed hanno predicato il Santo Vangelo
animati dall unico Spirito,
tu, o Signore,
in questa ultima ora,
memore dell'antica misericordia,
hai fondato l'Ordine dei Frati
a sostegno della Tua fede
e perch per loro mezzo
si adempisse il mistero del tuo Vangelo.
Chi dunque ti dar soddisfazione per loro,
quelli che hai mandato a questo scopo,
non solo non mostrano a tutti esempi di luce,
ma piuttosto le opere delle tenebre?
Da Te, o Signore santissimo,
e da tutta la curia celeste
e da me tuo piccolo,
siano maledetti quelli
che col loro cattivo esempio
confondono e distruggono
ci che un tempo tu hai edificato
per mezzo dei santi frati di quest'Ordine
e non cessi di edificare.

A CRISTO SIGNORE

TI ADORIAMO, SIGNORE GES CRISTO


Si deve a S. Francesco l'incremento della devozione alla SS. Eucarestia. I suoi primi
frati, andavano in giro con una scopa, per pulire le Chiese che fossero sporche. E a
Chiara e alle sue Consorelle taceva preparare e lavare la biancheria per le Chiese
povere. La seguente preghiera ce la riporta S. Francesco stesso nel suo Testamento. In
La vita di San
Francesco d'Assisi
1

PREGHIERE DI SAN FRANCESCO DASSISI

esso il Serafico Padre dice: E il Signore mi dette tanta fede nelle chiese che cos
semplicemente pregavo e dicevo: "li adoriamo". I figli del Poverello, sull'esempio del
loro Padre, appena entrati in una Chiesa, fatta la genuflessione, si inginocchiano
e chinato il capo, recitano questo atto di fede e di adorazione, al Cristo presente sotto
le specie eucaristiche:
Ti adoriamo,
Signore Ges Cristo,
in tutte le tue chiese
che sono nel mondo intero,
e ti benediciamo,
poich con la tua santa croce
hai redento il mondo.

PREGHIERA DAVANTI AL CROCIFISSO


E la pi antica preghiera di S. Francesco, perch l'avrebbe composta nei primi mesi
del 1206. Il Padre Serafico, la recitava davanti al Crocifisso di S. Damiano e
probabilmente la recitava anche quando Cristo gli disse: Va Francesco, ripara la mia
Chiesa, che va in rovina. Ad ognuno di noi il Crocifisso, ripete lo stesso invito, di
riparare la sua Chiesa con una vita santamente vissuta.
O alto e glorioso Dio,
illumina el core mio.
Dame fede diricta,
speranza certa,
carit perfecta,
humilt profonda,
senno e cognoscemento,
che io servi li toi comandamenti.
Amen.

RAPISCA
riportata da Ubertino da Casale nel suo Arbor Vitae. S. Francesco molto spesso la
recitava, per come preghiera molto pi antica. Il Santo la adatt ai propri
sentimenti personali, apportandovi varie modificazioni.
Rapisca, ti prego, o Signore,
ladente e dolce forza del tuo amore
la mente mia da tutte le cose
che' sono sotto il cielo,
perch io muoia per amore dell'amor tuo,
come tu ti sei degnato
morire per amore dell'amore mio.
La vita di San
Francesco d'Assisi
1

PREGHIERE DI SAN FRANCESCO DASSISI

SIGNORE MIO GES CRISTO


riportata dai Fioretti, nella prima considerazione delle sacre Stimmate. Ecco il
racconto dei Fioretti: La seconda sera, tra per lo maltempo e perch erano istanchi,
non poterono giungere a un luogo di frati, n a villa nessuna e, sopraggiungendo la
notte col maltempo. si ricoverarono ad albergo lo una chiesa abbandonata e disabitata
e ivi si puosono a riposare. E dormendo li compagni, santo Francesco si gett in
orazione; ed eccoti, in su la prima vigilia della notte venire una grande moltitudine di
demoni ferocissimi con romore e stropiccio grandissimo e cominciarono fortemente a
dargli battaglia e noia; donde l'uno lo pigliava di qua e l'altro di l: l'uno lo tirava gi,
l'altro in s... i demoni con grandissimo empito e furia silo presono e incominciaronlo a
sfrascinare per la chiesa e fargli troppo maggiore molestia e noia che prima. E
santo Francesco cominci allora a gridare e dire: "Signore mio Ges Cristo...". Allora li
demoni, contusi e vinti dalla sua costanza e pazienza. si partirono... Recitiamola anche
noi nei momenti della prova. E del 1224.
Signore mio Ges Cristo,
io ti ringrazio
di tanto amore e carit
quanto tu mostri verso di me;
ch segno di grande amore,
quando il Signore punisce bene il servo
di tutti i suoi difetti in questo mondo,
acci che non ne sia punito nell'altro.
E io son apparecchiato a sostenere allegramente
ogni pena e ogni avversit che tu, Iddio mio
mi vuogli mandare
per li miei peccati.

PREGHIERA PER LA PACE


Questa famosa preghiera, molto antica, probabilmente non autentica, ma spesso
attribuita a S. Francesco, la riportiamo, perch, se non nelle parole, certamente
conforme allo spirito del Padre Serafico. Durante la I Guerra mondiale ne fu presentata
una copia a Benedetto XV, che la grad molto e fece voti perch fosse diffusa. Nel
giorno dell'istituzione dell'Organizzazione delle Nazioni Unite, a San Francesco
(mentre infuriava ancora la II Guerra Mondiale) i cattolici e i protestanti, ne
distribuirono centinaia di migliaia di copie, perch tutti la recitassero per ottenere la
pace. Recitiamola anche noi ogni giorno, e cerchiamo di realizzare nell'ambiente in cui
viviamo quanto essa esprime.
Signore,
fammi strumento della tua Pace:
Dove odio, fa che io porti l'Amore
Dove offesa, che io porti il Perdono
Dove discordia, che io porti l'Unione
Dove errore, che io porti la Verit
Dove disperazione, che io porti la Speranza.
La vita di San
Francesco d'Assisi
1

PREGHIERE DI SAN FRANCESCO DASSISI

Dove tristezza, che io porti la Gioia


Dove sono le tenebre, che io porti la Luce.
Signore,
fa che io non cerchi tanto:
di essere consolato, quanto di consolare;
di essere compreso, quanto di comprendere;
di essere amato, quanto di amare.
Poich :
Donandosi, che si riceve:
Dimenticando se stessi, che ci si ritrova,
Perdonando che si perdonati,
Morendo che si risuscita a Vita Eterna.

O SIGNORE GESU CRISTO


I ministri provinciali, condotti da frate Elia, vanno a Fontecolombo, mentre Francesco
sta scrivendo la Regola. Essi protestano perch la Regola, essi dicono, sopra le
forze umane. E Francesco turbato nello spirito fremette e voltando la sua faccia
verso il cielo parlando a Cristo come ad un amico, disse:
Signore Ges Cristo,
non ti avevo detto forse
che non mi avrebbero creduto?
Perch dunque mi fai lavorare inutilmente?
Io per te sono pronto a morire
e a sostenere il carcere:
ma se gli altri non ti vogliono seguire,
lasciali andare.

PREGHIERA PER LE STIMMATE


L'autore dei Fioretti ci riferisce nella terza considerazione delle sacre Stimmate
anche il giorno in cui il Serafico Padre pronunci questa preghiera: Viene il d
seguente, cio il d della Santissima Croce (14-9-1224), e santo Francesco la mattina
per tempo, innanzi d si gitta in orazione dinanzi all'uscio della sua cella, volgendo la
faccia inverso l'oriente, e orava in questa forma:
Signore mio Ges Cristo,
due grazie ti priego che tu mi faccia,
innanzi che io muoia:
La prima che in vita mia
io senta nell'anima e nel corpo mio,
quanto possibile,
quel dolore che tu, dolce Ges, sostenesti nell'ora
della tua acerbissima passione;
La seconda si che io senta nel cuore mio,
quanto possibile,
La vita di San
Francesco d'Assisi
1

PREGHIERE DI SAN FRANCESCO DASSISI

quello eccessivo amore del quale tu,


Figliuolo di Dio
eri acceso a sostenere volentieri
tanta passione per noi peccatori.

ALLA VERGINE

SALUTO ALLA VERGINE


Circondava - scrive il Da Celano - di un amore indicibile, Francesco, la Madre di Ges,
perch aveva reso nostro fratello il Signore della maest. Aveva voluto fondare il suo
Ordine, all'ombra di una Chiesetta a Lei dedicata: Santa Maria degli Angeli. Per sua
intercessione ottenne il Perdono di Assisi, e la costitu Avvocata dell'Ordine (2 CeI. CL
198). Abbiamo di Lui varie preghiere alla Vergine. La prima il Saluto alla Vergine.
Si tratta - scrive il da Campagnola - in sostanza, di una preghiera ritmica, intessuta di
invocazioni in parte bibliche, in parte patristiche (in particolare Germano, vescovo di
Costantinopoli e Pier Damiani) rivolte alla Vergine....
Ti saluto Signora,
santa Regina,
Santissima Madre di Dio,
Maria, che sempre sei Vergine.
Eletta dal santissimo Padre celeste, e da Lui,
col santissimo Figlio diletto,
e con lo Spirito Santo Paraclito, consacrata.
Tu, in cui fu ed
ogni pienezza di grazia
e ogni bene.
Ti saluto, suo Palazzo,
Ti saluto, sua tenda;
Ti saluto, sua Casa.
Ti saluto, suo Vestimento;
Ti saluto, sua Ancella;
Ti saluto, sua Madre.
E saluto, voi tutte sante Virt,
che per grazia e lume, dello Spirito Santo,
siete infuse nei cuori dei fedeli,
affinch li rendiate,

SANTA MADRE Dl DIO


Tommaso da Celano, parlando dell'amore di Francesco per Maria aggiunge: A suo
onore cantava lodi particolari, innalzava preghiere, offriva affetti tanti e tali che lingua
umana non potrebbe esprimere. Questa un'altra delle preghiere alla Vergine del
La vita di San
Francesco d'Assisi
1

PREGHIERE DI SAN FRANCESCO DASSISI

Serafico Padre: Questa preghiera fu edita da Paul Sabatier, alla fine dello Speculum
Perfecfionis, ed posta dopo il Padre nostro parafrasate.
Santa Madre di Dio,
dolce e bella,
prega per noi il Re,
votatosi alla morte,
il tuo dolcissimo Figlio,
nostro Signore Ges Cristo,
di accordarci,
per sua bont,
e per i meriti,
della sua santissima incarnazione,
e della sua dolorosissima morte
il perdono dei nostri peccati. Amen.

SANTA MARIA VERGINE


Questa preghiera fa parte dell'Ufficio della Passione del Signore, compilata da S.
Francesco, veniva annunciata prima del salmo di ogni ora e recitata per intero alla fine
dello stesso salmo.
Santa Maria Vergine,
non vi alcuna simile a Te,
nata nel mondo, fra le donne;
Figlia e Ancella dell'altissimo Re,
il Padre Celeste;
Madre del Santissimo Signore nostro Ges Cristo;
Sposa dello Spirito Santo.
Prega per noi con San Michele Arcangelo,
e con tutte le Virt dei cieli
e con tutti i Santi,
presso il tuo santissimo Figlio diletto,
nostro Signore e Maestro.

BENEDIZIONE ALLA CITT DI ASSISI


Questa
Orazione-Benedizione

riportata
dall'Anonimo
della Leggenda
Perugina. Peggiorando sempre pi in salute, Francesco si fece portare, dai suoi frati
alla Porziuncola in barella. Giunti vicino all'Ospedale, disse loro di posare la barella per
terra, ma voltandolo in modo che tenesse il viso rivolto verso la citt di Assisi: egli aveva perduto quasi del tutto la vista, per la gravissima, lunga intermit d'occhi. Si drizz
allora un poco sulla lettiga e benedisse Assisi con queste parole. Questa preghiera, noi
recitiamola per la nostra citt e per la nostra patria.
Signore,
credo che questa citt
sia stata anticamente rifugio e dimora
La vita di San
Francesco d'Assisi
1

PREGHIERE DI SAN FRANCESCO DASSISI

di malvagi iniqui uomini,


malfamati in tutte queste regioni.
Ma per la tua copiosa misericordia,
nel tempo che piacque a te,
vedo che hai mostrato
la sovrabbondanza della tua bont,
cos che la citt diventata rifugio
e soggiorno di quelli che ti conoscono
e danno gloria al tuo nome
e spandono profumo di vita santa,
diretta dottrina
e buona fama in tutto il popolo cristiano.
Io ti prego dunque,
o Signore Ges Cristo,
padre della misericordia,
di non guardare alla nostra ingratitudine,
ma di ricordare
solo l'abbondanza della tua bont,
che le hai dimostrato.
Sia sempre questa citt,
terra e abitazione di quelli che ti conoscono
e glorificano il tuo nome benedetto
e glorioso nei secoli dei secoli.
Amen.

IL CANTICO DI FRATE SOLE O CANTICO DELLE CREATURE

, senza dubbio, merito del Poverello d'Assisi l'inizio della poesia italiana con
il Cantico di Frate Sole. Con questo Cantico delle Creature Francesco invita le
creature del cielo e della terra a lodare Iddio suo Signore. - Pensiamo quando lo
compose: all'indomani di una notte vertice di tutti i suoi dolori, l nella casupola di
frasche a San Damiano - quando - la voce di Dio lo assicura del Paradiso. Questo sta
a dire anche a noi come dobbiamo accettare i dolori della vita: volgendo sempre lo
sguardo al cielo. Ricordiamo che il Cantico, prima che poesia, preghiera di rin graziamento sgorgata dal cuore ferito dell'Assisiate, quando Dio lo assicura della
salvezza. Recitiamolo spesso anche noi con gli stessi sentimenti del Padre Serafico.
AItissimo, onnnipotente, bon Signore,
tue so le laude, la gloria e l'onore e
onne benedizione.
A te solo, Altissimo, se confano
e nullo omo digno te mentovare.
Laudato sie, mi Signore, cun tutte le tue creature,
spezialmente messer lo frate Sole,
lo quale iorno e allumini noi per lui.
La vita di San
Francesco d'Assisi
1

PREGHIERE DI SAN FRANCESCO DASSISI

Ed elIo bello e radiante cun grande splendore:


de te, Altissimo, porta significazione.
Laudato si, mi Signore, per sora Luna e le Stelle:
in cielo l'hai formate dante e preziose e belle.
Laudato si, mi Signore, per frate Vento,
e per Aere e Nubilo e Sereno e onne tempo,
per lo quale a le tue creature dai sustentamento.
Laudato si mi Signore, per sora Aqua,
quale molto utile e umile e preziosa e casta.
Laudato si, mi Signore., per frate Foco,
per lo quale enn'allumini la nocte:
ed elIo bello e iocondo e robustoso e forte.
Laudato si, mi Signore, per sora nostra terra
la quale ne sostenta e governa,
e produce diversi fructi con coloriti fiori ed erba.
Laudato si, mi Signore, per quelli che perdonano
per lo tuo amore
e sostengo infirmitate e tribulazione.
Beati quelli che'l sosterranno in pace,
da te, Altissimo, sirano incoronati.
Laudato si, mi Signore, per sora nostra Morte corporale,
da la quale nullo omo vivente po' scampare.
Guai a quelli che morranno ne le peccata mortali!
Beati quelli che trover ne le tue sanctissime voluntati,
ca la morte seconda no li farr male.
Laudate e benedicite, mi Signore,
rengraziate e serviteli cun grande umiltate.

Preghiera del Santo padre Giovanni Paolo II a San Francesco


d'Assisi.
Tu, che hai tanto avvicinato il Cristo alla tua epoca, aiutaci ad avvicinare Cristo alla
nostra epoca, ai nostri difficili e critici tempi.
Aiutaci! Questi tempi attendono Cristo con grandissima ansia, bench molti uomini
della nostra epoca non se ne rendano conto.
Ci avviciniamo all'anno duemila dopo Cristo.
Non saranno tempi che ci prepareranno ad una rinascita del Cristo, ad un nuovo
Avvento?
Noi, ogni giorno, nella preghiera eucaristica esprimiamo la nostra attesa, rivolta a lui
La vita di San
Francesco d'Assisi
1

PREGHIERE DI SAN FRANCESCO DASSISI

solo, nostro Redentore e Salvatore, a lui che compimento della storia dell'uomo e del
mondo.
Aiutaci, San Francesco d'Assisi, ad avvicinare alla Chiesa e al mondo di oggi il Cristo.
Tu, che hai portato nel tuo cuore le vicissitudini dei tuoi contemporanei, aiutaci, col
cuore vicino al cuore del Redentore, ad abbracciare le vicende degli uomini della
nostra epoca.
I difficili problemi sociali, economici, politici, i problemi della cultura e della civilt
contemporanea, tutte le sofferenze dell'uomo di oggi, i suoi dubbi, le sue negazioni, i
suoi sbandamenti, le sue tensioni, i suoi complessi, le sue inquietudini...
Aiutaci a tradurre tutto ci in semplice e fruttifero linguaggio del Vangelo.
Aiutaci a risolvere tutto in chiave evangelica affinch il Cristo stesso possa essere "Via,
Verit, Vita" per l'uomo del nostro tempo.
Questo chiede a Te, figlio santo della Chiesa, figlio della terra italiana, il Papa Giovanni
Paolo II, figlio della terra polacca.
E spera che non glielo rifiuterai, che lo aiuterai. Sei sempre stato buono e sempre ti sei
affrettato a portare aiuto a tutti coloro che si sono rivolti a Te.

(Visita alla basilica di San Francesco in Assisi, 5 novembre 1978)

LITANIE IN ONORE DI S. FRANCESCO D'ASSISI


Patriarca dell'Ordine Serafico a cura di don Antonino Marino
Imprionatur
S E.Rev.ma Mons. Lorenzo Loppa
Vescovo di Anagni-Alatri
8 maggio 2003
Kyrie eleyson
Christe eleyson
Kyrie eleyson
Christe audi nos
Christe exaudi nos
Padre del Cielo, che sei Dio abbi piet di noi
Figlio Redentore del mondo, che sei Dio abbi piet di noi
Spirito Santo, che sei Dio abbi piet di noi
La vita di San
Francesco d'Assisi
1

PREGHIERE DI SAN FRANCESCO DASSISI

Santa Trinit, che sei un solo Dio abbi piet di noi


S. Maria, Regina gloriosa degli Angeli prega per noi
S. Maria, Signora pi nobile dei Serafini prega per noi
S. Maria, Donna esaltata pi dei Cherubini prega per noi
(La recita a cori alterni) prega per noi
S. Francesco, il cui nome libero, non schiavo prega per noi
S. Francesco, figlio di Pietro di Bernardone e di Giovanna detta Pica prega per noi
S. Francesco, la cui madre fu sospinta al parto dall'Alto prega per noi
S. Francesco, generato nella stalletta di casa ad Assisi prega per noi
S. Francesco, il cui Natale fu simile a quello del Redentore prega per noi
S. Francesco, indicato al mondo da un misterioso pellegrino prega per noi
S. Francesco, alla cui nascita fu predetta la tua futura santit prega per noi
S. Francesco, predetto come uno dei migliori del mondo prega per noi
S. Francesco, battezzato Giovanni: Dio fa grazia prega per noi
S. Francesco, cresciuto col fratello Angelo, mercante di stoffe prega per noi
S. Francesco, detto giovane prodigo e re dei conviti prega per noi
S. Francesco, guerriero armato che scendi in battaglia prega per noi
S. Francesco, sconfitto e sconvolto da una febbre prega per noi
S. Francesco, a vent'anni prigioniero e in catene in cella prega per noi
S. Francesco, cui il Signore diede di cominciare a convertirsi da una vita disordinata
all'ordine della grazia prega per noi
S. Francesco, cui l'Altissimo rivel di vivere secondo il Vangelo prega per noi
S. Francesco, che eri come un cavallo o un mulo, privo di senno prega per noi
S. Francesco, che andavi errando prima di essere umiliato prega per noi
S. Francesco, liberato con riscatto ed assistito dai tuoi prega per noi
S. Francesco, che hai imparato l'obbedienza dalle cose patite prega per noi
S. Francesco, che chiedi a Dio fede diritta, speranza certa e carit perfetta prega per
noi
S. Francesco, che chiedi a Dio senno e conoscenza prega per noi
S. Francesco, che chiedi: io faccia il tuo santo e verace comandamento prega per noi
S. Francesco, cui era amaro vedere i lebbrosi prega per noi
S. Francesco, condotto da Dio verso gli appestati prega per noi
S. Francesco, cui l'amarezza fu cambiata in dolcezza prega per noi
S. Francesco, il cui bacio al lebbroso sfior il volto di Cristo prega per noi
S. Francesco, cui il Crocifisso dice: va e ripara la mia casa prega per noi
S. Francesco, che ricostruisci la chiesa del Signore prega per noi
S. Francesco, che ti proclami araldo del gran Re prega per noi
S. Francesco, rinchiuso in ceppi da tuo padre prega per noi
S. Francesco, liberato dalle mani della madre prega per noi
S. Francesco, come un passero scampato al laccio prega per noi
S. Francesco, che rendi a tuo padre le tue vesti e ogni avere prega per noi
S. Francesco, che libero invochi: Padre nostro che sei nei cieli prega per noi
S. Francesco, nudo, rinasci a vita nuova prega per noi
La vita di San
Francesco d'Assisi
1

PREGHIERE DI SAN FRANCESCO DASSISI

S. Francesco, generato dallo Spirito di Dio prega per noi


S. Francesco, ricoperto del manto del vescovo Guido prega per noi
S. Francesco, reso spettacolo del mondo, accolto dalla Chiesa prega per noi
S. Francesco, istruito sulla via di Dio dai figli di S. Benedetto prega per noi
S. Francesco, ti consacri eremita, con cintura di cuoio prega per noi
S. Francesco, riparatore di brecce e di rovine prega per noi
S. Francesco che riedifichi l'eredit devastata prega per noi
S. Francesco, ispirato dalla vocazione degli apostoli ad agire prega per noi
S. Francesco, che ti vesti di sacco, scalzo, rasato con una corda ai fianchi prega per noi
S. Francesco, che inizi a predicare con cuore semplice e magnifico prega per noi
S. Francesco, il cui desiderio di vita appagato prega per noi
S. Francesco, che pu giovarti di pi, il padrone o il servo? prega per noi
S. Francesco, tu lasci il servo per il Padrone prega per noi
S. Francesco, tu chiedi: Signore, cosa vuoi che io faccia? prega per noi
S. Francesco, il cui cuore effonde liete parole prega per noi
S. Francesco, che canti al Re il tuo poema prega per noi
S. Francesco, la cui lingua stilo di scriba veloce prega per noi
S. Francesco, scelto tra i figli dell'uomo prega per noi
S. Francesco, nelle tue labbra diffusa la grazia prega per noi
S. Francesco, ti ha benedetto Dio per sempre prega per noi
S. Francesco, prode che cingi la spada al tuo fianco prega per noi
S. Francesco, fortissimo cavaliere di Cristo, cui arride la sorte prega per noi
S. Francesco, che avanzi per la verit, la mitezza e la giustizia prega per noi
S. Francesco, la cui destra ti mostra prodigi prega per noi
S. Francesco, le cui frecce sono acute prega per noi
S. Francesco, le cui frecce colpiscono al cuore prega per noi
S. Francesco, sotto di te cadono i popoli prega per noi
S. Francesco, Dio ti ha dato un trono che dura per sempre prega per noi
S. Francesco, scettro giusto lo scettro del tuo Regno prega per noi
S. Francesco, che ami la giustizia e l'empiet detesti prega per noi
S. Francesco, Dio, il tuo Dio ti ha consacrato prega per noi
S. Fnancesco, unto con olio di letizia tra i tuoi eguali prega per noi
S. Francesco, figlie di re tra le tue predilette prega per noi
S. Prancesco, ascolta, figlio; guarda, porgi l'orecchio prega per noi
S. Francesco, dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre prega per noi
S. Francesco, al Re piaciuta la tua bellezza prega per noi
S. Francesco, Dio il tuo Signore: prostrati a Lui prega per noi
S. Francesco, i pi ricchi del popolo cercano il tuo volto prega per noi
S. Francesco, la figlia del Re presentata in preziosi ricami prega per noi
S. Francesco, con Lei le vergini compagne a te sono condotte prega per noi
S. Francesco, che guidi con gioia ed esultanza prega per noi
S. Francesco, che entri insieme ai tuoi figli nel palazzo del Re prega per noi
S. Francesco, ai tuoi padri succederanno i tuoi figli prega per noi
S. Francesco, i tuoi figli tra i capi di tutta la terra prega per noi
S. Francesco, i tuoi figli faranno ricordare il tuo nome per tutte le generazioni prega
per noi
La vita di San
Francesco d'Assisi
1

PREGHIERE DI SAN FRANCESCO DASSISI

S. Francesco, i popoli ti loderanno in eterno prega per noi


S. Francesco, i cui primi soci sono Bernardo, Pietro ed Egidio prega per noi
S. Francesco, che accogli fino a dodici uomini penitenti prega per noi
S. Francesco, visto in sogno da Papa Innocenzo terzo al Laterano come un
pilastro prega per noi
S. Francesco, approvato a voce dal Vicario di Ges Cristo prega per noi
S. Francesco, a colloquio divino coi santi Domenico e Angelo sull'Aventino prega per
noi
S. Francesco, dotato di profezia e di preghiera prega per noi
S. Francesco, dotato del carisma della visione e della sapienza prega per noi
S. Francesco, che predichi: l'Amore non amato prega per noi
S. Francesco, che resti saldo nella purezza avvolto nudo tra le spine del roseto prega
per noi
S. Francesco, ricco di altissima povert, folle per Cristo prega per noi
S. Francesco, che conversi con gli angeli del Signore prega per noi
S. Francesco, che chiedi di essere calpestato da frate Bernardo prega per noi
S. Francesco, che ti ritiri in preghiera nel cavo delle rocce prega per noi
S. Francesco, che fai Quaresima con due pani su un'isola prega per noi
S. Francesco, che ti glori se non nella Croce di Ges Cristo prega per noi
S. Francesco, che ti reputi grande peccatore e discepolo del Signore prega per noi
S. Francesco, umile, cui tutto il mondo viene dietro prega per noi
S. Francesco, che distribuisci gli uffici con grandissima carit prega per noi
S. Francesco, che nella preghiera sprigioni fiamme d'amore prega per noi
S. Francesco, pellegrino a San Giacomo di Compostela prega per noi
S. Francesco, predicatore e martire di desiderio prega per noi
S. Francesco, dei cui figli cinque furono martiri in Marocco prega per noi
S. Francesco, che con un soffio sospingi frate Masseo per aria prega per noi
S. Francesco, povero con Cristo sulla croce, con Cristo sepolto prega per noi
S. Francesco, povero con Cristo risorto, con Cristo salito al cielo prega per noi
S. Francesco, cui appaiono in orazione i santi Pietro e Paolo prega per noi
S. Francesco, che tagli i capelli a sorella Chiara d'Assisi prega per noi
S. Francesco, che instauri in S. Damiano vita povera e felice prega per noi
S. Francesco, che consigli il lavoro come una grazia prega per noi
S. Francesco, che condividi la mensa con santa Chiara prega per noi
S. Francesco, la cui umile mensa sprigiona un fuoco divino prega per noi
S. Francesco, eletto da Dio per la salute del mondo prega per noi
S. Francesco, visto a colloquio con Cristo e la Vergine Maria prega per noi
S. Francesco, che tieni il capitolo delle stuoie con oltre cinquemila frati prega per noi
S. Francesco, i cui figli come campo ed esercito dei cavalieri di Dio prega per noi
S. Francesco, che hai rubato al mondo un gregge bello e devoto prega per noi
S. Francesco, padre di tutti i frati e generale ministro prega per noi
S. Francesco, che inizi i frati all'obbedienza verso la santa madre Chiesa prega per noi
S. Francesco, i cui frati vennero sfamati dalle citt intorno Assisi prega per noi
S. Francesco, che edifichi San Domenico con la tua fede nella Provvidenza prega per
noi
S. Francesco, che insegni a perdonare per amore di Dio prega per noi
La vita di San
Francesco d'Assisi
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PREGHIERE DI SAN FRANCESCO DASSISI

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Francesco,
Francesco,
Francesco,
Francesco,
Francesco,
Francesco,
Francesco,
Francesco,
Francesco,
Francesco,
Francesco,
Francesco,
Francesco,
Francesco,
Francesco,
Francesco,
Francesco,
Francesco,
Francesco,
Francesco,
Francesco,
Francesco,
Francesco,
Francesco,
Francesco,
Francesco,
Francesco,
Francesco,
Francesco,
Francesco,
Francesco,
Francesco,
Francesco,
Francesco,
Francesco,
Francesco,
Francesco,
Francesco,
Francesco,
Francesco,
Francesco,
Francesco,
Francesco,

che ti ritieni minore di tutti gli uomini prega per noi


che mitighi le penitenze corporali dei frati prega per noi
per cui a Rieti la vigna devastata abbond di vino prega per noi
che appronti i nidi alle tortore selvatiche prega per noi
anima santissima che ci ottieni il perdono d'Assisi prega per noi
che hai predicato agli uccelli attenti sui rami prega per noi
semplice e piccolo per la perfetta letizia prega per noi
che liberi Arezzo dai demoni della discordia prega per noi
che conduci ammansito il lupo di Gubbio prega per noi
che annunci il Vangelo al Sultano d'Egitto prega per noi
che richiami con dolcezza i tre ladroni cacciati prega per noi
dal cui volto traspare il candore della vita prega per noi
che a Greccio fai rivivere il Natale del Signore prega per noi
che indichi a tutti la regola del Vangelo prega per noi
in cerca dell'amato Signore sul sasso della Verna prega per noi
assistito da un falcone per le ore di preghiera prega per noi
cui appare luminoso un serafino alato prega per noi
segnato a sangue dalle piaghe del Crocifisso prega per noi
reso cieco da lacrime copiose prega per noi
che inneggi a Dio con un cantico nuovo prega per noi
che annunci e porti pace e bene a tutti prega per noi
che gioisci nel dolore per un futuro di bene prega per noi
acclamato nuovo evangelista prega per noi
specchio del mondo tutto serafico in ardore prega per noi
la cui regola approvata da Onorio terzo prega per noi
chiamato "il mio santo" da frate Antonio prega per noi
che hai vinto il principe di questo mondo con l'Amore prega per noi
nudo, adagiato sulla nuda terra, con la sinistra sul costato prega per noi
servo cinto si fianchi, con la lampada accesa prega per noi
obbediente fino alla morte alla Porziuncola prega per noi
il cui spirito era intento a quella gloria prega per noi
il cui costato era rosso come rosa a primavera prega per noi
che porti nel tuo cuore il segreto del Re prega per noi
la cui anima sale al cielo come stella prega per noi
alla cui morte volarono in canto le allodole sul tetto prega per noi
canonizzato ad Assisi da Gregorio nono prega per noi
il cui sepolcro sul colle del paradiso prega per noi
le cui reliquie onorano la Chiesa prega per noi
patrono d'Italia, dei mercanti e della natura prega per noi
la cui discendenza nella luce della Donna prega per noi
la cui vita beata nel Padre prega per noi
il cui corpo segnato dal Figlio prega per noi
il cui spirito si libra nello Spirito Santo prega per noi

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo perdonaci, Signore


Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo ascoltaci, Signore
La vita di San
Francesco d'Assisi
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PREGHIERE DI SAN FRANCESCO DASSISI

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo abbi piet di noi.
Prega per noi S. Francesco d'Assisi
Affinch siam fatti degni delle promesse di Cristo..
PREGHIAMO
Ti lodiamo o Dio Padre nostro con lo stesso cantico del tuo servo san Francesco
d'Assisi, che hai donato alla tua Chiesa come uomo nuovo e restauratore della vita
ispirata alla perfetta letizia del vangelo del tuo Figlio Ges Cristo e Nostro Signore che
vive e regna con Te, nell'unit dello Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Amen
Roma, 29 marzo 2003

La vita di San
Francesco d'Assisi
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