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SCUOLA

ATTUALITÀ

mercoledì 1 agosto 2007

| Allarme del ministro: troppi debiti formativi, stiamo minando le basi del
leggere, scrivere e far di conto. A settembre si decide

Fioroni: sì agli esami di riparazione


ALDREDO POTTINI
ROMA. Studenti di tutto il mondo tremate: presto i famigerati esami di riparazione
potrebbero tornare a materializzarsi nei vostri peggiori incubi notturni. Di chi
sarebbe la colpa? Semplice: vostra. Almeno così dice il ministro Giuseppe Fioroni
(nella foto), preoccupato dal fatto che «il 41% dei ragazzi accede con debito
all'anno successivo di corso e di questi, negli anni scorsi e fino ad oggi, solo
uno su quattro riesce a recuperare. Tre studenti su quattro, invece, sostengono
gli esami e si diplomano pur avendo delle lacune non colmate». Conclusione: il
ministro della Pubblica Istruzione ha avviato un monitoraggio per capire che cosa
sta succedendo, e se «dovesse perdurare questa situazione anche dopo le verifiche,
credo di dover rimettere mano al ripristino degli esami di riparazione». Se così
fosse l'incubo tornerebbe a materializzarsi anche per le famiglie, costrette a
sospendere ogni anno fior di quattrini per affida-

re i loro figli alle "cure" delle lezioni private del ripara i debiti non potrà
essere ammesso all'eProf con la speranza di superare l'esame di ri- same di Stato;
la legge prevede «non solo il dovere del ragazzo di saldare ma anche quello
delparazione. Non solo. Il ministro lancia anche «l'emer- la scuola di mettere
tutti in grado di farlo». Ingenza matematica». Per il Ministero ha gravi ca-
somma, si sollecitavano le scuole a organizzare renze in matematica 1 studente
italiano su 2 di corsi di recupero. Ma evidentemente ci si è requelli ammessi con
debito, non sa la lingua stra- si conti che le ammonizioni non bastano. Finoniera
1 su 3 (di cui il 64% di chi fa il linguistico). I numeri Fioroni li illustra
L'accusa: pochi gli istituti che a Viale Trastevere, alla sede del ministero, dove
presenta i risultati finali hanno organizzato corsi di recupedegli scrutini delle
classi intermedie ro, solo il 60% li ha frequentati. Sindelle superiori. Un cumulo
di debiti scolastici spaventoso, numeri che dacati, studenti e genitori spaccati
hanno convinto Fioroni ad annunciare che sta pensando di ripescare dalla soffitta
l'e- ra poche scuole hanno organizzato i corsi di resame di riparazione. «Non è
uno smantella- cupero, solo il 25% dei debiti è stato recuperamento del sistema
dei crediti e dei debiti - av- to perché soltanto il 60% dei ragazzi con un
deverte il ministro - ma la traduzione in pratica del- bito (per lo più in
matematica) ha frequentato la necessità di una certificazione certa del su- questi
corsi e di questi meno della metà, il 40%, peramento del debito». Fra due anni,
quando an- lo ha fatto con successo. E allora si deve corredrà a regime la riforma
della Maturità, chi non re ai ripari. Fioroni si è preso un po' di tempo,

da qui a settembre, per un monitoraggio. La preoccupazione è tanta: «Stiamo


minando le basi del leggere, scrivere e far ci conto e mi chiedo come si sia
potuto accumulare in questi anni un debito che per mole e gravità dovrebbe
preoccuparci anche di più di quello delle casse dello Stato in quanto più
destabilizzante per l'economia del Paese di quello pubblico». Ma i diretti
interessati che cosa ne pensano? Sindacati, studenti e genitori sono spaccati.
D'accordo con l'idea di tornare alle "vecchie" verifiche di settembre sarebbero la
Uil Scuola, lo Snals, la Gilda e l'Anp. Più propensi ad un miglioramento degli
attuali corsi pomeridiani svolti durante l'anno sarebbero invece la Flc-Cgil, la
Cisl Scuola, l'Unione Studenti e il Moige. L'artefice dell'abolizione degli esami
di settembre, l'allora ministro Giuseppe D'Onofrio: «L'eliminazione degli esami di
riparazione la ritengo una decisione molto giusta - ha fatto sapere oggi Francesco
D'Onofrio - ma, così come sono, i corsi di recupero non mi sembrano fatti bene».

In breve
L'ALLARME

L'INTERVISTA

| L'ex giudice Imposimato: le moschee rischiano d'essere luoghi d'aggregazione per


i terroristi nostrani
pi non sospetti Imposimato denuncia il pericolo di un'alleanza tra l'Islam
fondamentalista e i terroristi rossi di casa nostra. Adesso che le intercettazioni
ambientali della Digos di Milano hanno rivelato come per le Br di Seconda
posizione le moschee siano «luoghi di aggregazione ed espressione del disagio da
cui partono le lotte», internazionale, sono venuti meno tutti i finanziamenti e
gli aiuti militari offerti dall'Urss attraverso il Fronte popolare per la
liberazione della Palestina che affermava la necessità di condurre una lotta
internazionale in nome dell'antimperialismo. Crollato il Muro, il nuovo
protagonista di questa lotta contro l'imperialismo è stato identificato in Bin
Laden».
Bin Laden accolse l'appello delle Br?
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L'Apat: oltre 100 pesticidi nelle acque italiane


ROMA. Ci sono 119 pesticidi nelle ac-
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«Alleanza Br-islamici, saranno guai seri»


VINCENZO NARDIELLO
ROMA. «Se riuscirà l'aggregazione tra Brigate Rosse e islamici estremisti saranno
guai. Guai seri. Perché non ci sono solo i luoghi di ascolto e di aggregazione,
non ci sono solo le moschee, ma l'Islam estremista ha anche forti possibilità di
finanziamento». E per le nuove Br, Al Qaeda e la galassia del monCrollato il
comunismo interdo islamico finirebbero per rappresentare ciò nazionale le Br hanno
perso aiuti che il sistema comunista internazionale rappre- e soldi. Dagli
estremisti islamici sentò per i vecchi briga- forti possibilità di finanziamento
tisti: «Aiuti, finanziamenti e appoggi». Ferdinando Impo- le analisi dell'ex
giudice sono tornate simato (nella foto) è da sempre un uo- d'attualità. mo in
prima linea, un "veterano" delSi tratta di una conferma dell'alla lotta al
terrorismo interno ed inleanza Br-Islam estremista? ternazionale: è stato giudice
istrutto- «Certamente. E non è storia di oggi». re del caso Moro, dell'attentato
al PaIn che senso? pa, dell'omicidio del presidente del «Nel '99, dopo l'omicidio
D'Antona, Csm, Vittorio Bachelet. È stato depu- venne diffuso un documento molto
imtato e senatore, presidente onorario portante nel quale le Br, oltre a
riaggiunto della Suprema Corte di Cas- vendicare l'assassinio, lanciavano
l'isazione. Si è occupato di delicatissime dea dell'unità d'azione con Osama Bin
inchieste su mafia e camorra. Da tem- Laden ed il movimento di Al Qaeda».
i

que italiane (ne vengono utilizzate in agricoltura circa 150.000 tonnellate ogni
anno): 112 in quelle superficiali, 48 in quelle sotterranee. Vale a dire che sono
contaminati il 47% delle acque superficiali, laghi e fiumi, (il 28% in maniera
critica) e il 24,8% di quelle sotterranee (il 7,7% in maniera più significativa).
Tra le sostanze rilevabili, l'atrazina, vietata da 20 anni. Emerge dal primo
rapporto sul piano nazionale di monitoraggio effettuato dall'Apat (Agenzia per la
protezione dell'ambiente e i servizi tecnici) presentato stamattina e relativo a
dati raccolti (e parziali per alcune realtà regionali) nel triennio 2003/2005 su
incarico della Conferenza stato-regioni. «Nel 2005 - spiega l'Apat in dettaglio -
nelle acque superficiali è stata riscontrata la presenza di residui in 485 punti
di monitoraggio (47% del totale), nel 27,9% dei casi con concentrazioni superiori
al limite stabilito.
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hanno in comune proprio la teoria dell'alleanza con gli islamici fondamentalisti».


C'è il rischio che le moschee possano diventare ciò che le fabbriche sono state
per le Br negli anni '70?
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«Guardi, le Br non hanno più alcun appoggio politico internazionale, non godono
più di quella rete di sostegno che coinvolgeva la Raf, l'Olp, Action Directe,
l'Hyperion...».
P
Però?

«All'epoca no».
P
Perché?

«Al Qaeda non volle. Con le Br avevano in comune l'odio per l'imperialismo, ma non
c'era un'identità».
Oggi invece il quadro è cambiato?
O

«Però le moschee adesso possono veramente diventare per le Br luogo d'aggregazione


politica».
La moschea spesso è anche luogo d'aggregazione del disagio...
L

E questo prima dell'11 settembre...

«Esatto, le Br scrissero quel documento due anni prima dell'attacco alle Torri. Un
documento impressionante. In seguito il programma strategico di alleanza con
l'Islam fondamentalista fu poi ribadito dalle Br».
Che bisogno hanno le Br di un'alleanza del genere?
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«Ci fu un secondo appello delle Br, e anche quando fu arrestata Nadia Desdemona
Lioce lei ripeté l'idea di questa alleanza Br-Al Qaeda».
Al di là dei proclami e degli intendimenti, quanto oggi la cosiddetta "dottrina
Carlos" ha attecchito o può attecchire in Italia? E soprattutto, quanto è forte
q
quest'area?

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PALERMO

«Dopo il crollo del sistema comunista


«

«È sicuramente molto forte e diffusa. Sia i militaristi della Lioce che i


movimentisti recentemente arrestati,
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«Sì, ma alle Br non è che interessa questo. Le Br non credono né in Maometto né in


Allah, a loro interessa l'alleanza politica. Mentre per Al Qaeda l'Islam
rappresenta un fronte anche religioso, i brigatisti sono laici, atei. E questo è
un punto di divisione. Se dovesse riuscire questa aggregazione sarebbero guai.
Guai seri perché non ci sono solo i luoghi di aggregazione, ma l'Islam radicale ha
anche forti possibilità di finanziamento».
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Tentato rapimento bimbo: tutto falso, la rom innocente


PALERMO. «Il gesto compiuto dalla
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ROMA

nomade se posto in essere da un qualunque altro bagnante sarebbe stato


interpretato quale manifestazione delle più varie intenzioni: dalla coccola verso
il bambino, al tentativo di fermarlo mentre correva verso la strada. La teste ha
invece valutato la condotta della donna come atto diretto al rapimento solo perché
commesso da una zingara». Una teste che ha poi anche ritrattato. È quanto scrive
nel provvedimento il gip di Palermo che ha scarcerato Maria feraru, 45 anni, la
romena fermata sabato scorso con l'accusa di tentato rapimento di un bambino.
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| Assalto al furgone sul Gra: vigilantes disarmati, bottino da 120mila euro


bate. Gli investigatori della squadra mobile hanno immediatamente avviato le
indagini per cercare di individuare i responsabili ed ora è caccia alla banda. La
rapina ha riaperto la polemica sulla sicurezza dei trasporti di valori e quella
dei vigilantes. «La nuova rapina ad un portavalori della Deltapol nella stazione
di servizio Casilino del Grande raccordo anulare a Roma mette ancora una volta in
evidenza come tali servizi siano svolti in modo da non tutelare le guardie giurate
e da mettere a repentaglio la sicurezza dei privati e quella pubblica», dichiara
il segretario nazionale del sindacato Savip, Vincenzo Del Vicario. Il Savip
propone che i luoghi dove vengono effettuati i prelievi siano videosorvegliati
mediante telecamere protette, collegate alle sale operative degli istituti di
vigilanza. «Siamo certi, infatti, che anche questa volta nessuno si accorgerà che
il prelievo è avvenuto in un luogo che non consente la copertura del furgone
blindato, posto in una zona non vigilata nemmeno da telecamere- prosegue Del
Vicario- Occorre, perciò, che il ministero dell'interno detti precise direttive
per impedire che, in casi come quello di ieri, le guardie giurate continuino ad
essere mandate allo sbaraglio. A tal fine basterebbe prevedere che i prelievi
effettuati presso punti non adeguati siano operati con l'impiego di un numero di
guardie superiore a due».
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PADOVA, OGGI L'AUTOPSIA


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Mitra in pugno, rapina al portavalori


ROMA. Rapina da 120mila euro ieri mattina ad un furgone portavalori nell'area di
servizio Casilina sul Grande Raccordo Anulare di Roma. Alle 7:30 quattro
rapinatori, uno armato di kalashnikov e gli altri di pistole, hanno sorpreso le
due guardie giurate mentre stavano prendendo i contanti dalla cassa continua
dell'area di servizio; dopo aver disarmato i vigilantes, sono riusciti a
impossessarsi della sacca contenente, a quanto accertato, circa 120mila euro. I
rapinatori si sono allontanati fuggendo a bordo di un'Opel Astra ritrovata più
tardi non distante dal luogo del colpo, mentre erano arrivati alla stazione di
servizio con una Fiat Punto. Entrambe le auto sono risultate ru-
s

Neonato gettato nel canale Ora è caccia alla mamma


PADOVA. Il pm padovano Silvia Scamurra ha affidato l'incarico al medico legale
Alessia Arseni per l'autopsia del cadavere del neonato trovato la notte scorsa
nelle acque di un canale che costeggia una via di campagna a Cartura, in provincia
di Padova. Il piccolo, secondo un primo esame svolto dalla stessa Arseni, sarebbe
venuto alla luce appena alcune ore prima del ritrovamento. L'autopsia, che sarà
fatta oggi, dovrà stabilire se il piccolo era già morto al momento della nascita o
se è stato gettato in acqua ancora vivo. La scoperta del cadavere era stata fatta
da una donna residente nella zona che ha poi chiamato i carabinieri che stanno
svolgendo accertamenti per poter arrivare all'identificazione della madre. Tra le
diverse ipotesi al vaglio quella che possa trattarsi di una extracomunitaria. In
queste ore, gli investigatori stanno raccogliendo ulteriori elementi.
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RIGNANO

Slitta di 30 giorni la decisione dei periti


ROMA. Slitta di 30 giorni la decisione dei periti del gip di Tivoli Elvira
Tamburelli sull'idoneità di due bambini, un maschio ed una femmina, a rendere
testimonianza, tramite incidente probatorio, nell'ambito dell'inchiesta sui
presunti abusi sessuali ai danni dei piccoli della scuola materna Olga Rovere di
Rignano Flaminio. Il collegio di esperte ha motivato l'iniziativa con la
complessità della materia e la mole di lavoro che sta svolgendo l'equipe.
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| La decisione assunta in seguito al fallimento dell'asta per la vendita La


Cassazione: dagli ausiliari Il presidente dell'Alitalia si dimette multe solo per
divieto di sosta Al comando Prato al posto di Libonati
NUOVA SENTENZA SUI "VIGILINI" CAOS
ROMA. Gli ausiliari del traffico possono elevare multe soltanto per violazioni di
divieto di sosta. Lo ribadisce la Cassazione in una nuova sentenza, accogliendo il
ricorso di un'automobilista contro una sentenza del giudice di pace di Roma. La
donna si era vista presentare una contravvenzione poiché sorpresa a circolare
nella corsia di percorrenza riservata ai mezzi pubblici e lamentava dunque
l'«incompetenza assoluta» dell'accertatore, in quanto quest'ultimo era un
ausiliare del traffico. La Suprema Corte (seconda sezione civile, sentenza n.
16777) ha dunque dato ragione alla ricorrente: «Il legislatore - si legge nella
sentenza ha avuto cura di puntualizzare che le funzioni (dell'ausiliare, ndr)
riguardano soltanto le "violazioni in mate-
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CASO SOFRI
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Permesso di uscita 8-22 per l'ex di Lotta continua


FIRENZE. Adriano Sofri potrà assentarsi da casa ogni giorno dalle otto alle venti.
Lo ha autorizzato il Tribunale di sorveglianza di Firenze. L'ex leader di Lotta
Continua, condannato a 22 anni per l'omicidio del commissario Luigi Calabresi,
avvenuto il 17 maggio 1972 a Milano, nelle scorse settimane aveva ottenuto dal
Tribunale di sorveglianza di Firenze la detenzione domiciliare speciale per
sopravvenuta malattia.
s

ria di sosta" e «limitatamente alle aree oggetto di concessione» poiché la loro


attribuzione è apparsa strumentale rispetto allo scopo di garantire la
funzionalità dei parcheggi, che concorre a ridurre, se non a evitare, il grave
problema del congestionamento della circolazione nei centri abitati». In tal
senso, ricordano i giudici di legittimità, «è significativo che al personale in
esame può essere conferita anche la competenza a disporre la rimozione dei
veicoli», ma esclusivamente nei casi in cui «venga impedito di accedere ad un
altro veicolo regolarmente in sosta, oppure lo spostamento dei veicoli in sosta»,
o «in seconda fila», oppure «negli spazi riservati allo stazionamento e alla
fermata dei veicoli».
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ROMA. Berardino Libonati si è dimes-


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so dalla carica di presidente e consigliere di amministrazione dell'Alitalia. Al


suo posto arriva Maurizio Prato. Le voci su una possibile uscita di Libonati
circolavano ormai da giorni, da quando, cioè, il Tesoro aveva annunciato due
settimane fa la chiusura della procedura della gara per la privatizzazione di
Alitalia. Quello che l'azionista di maggioranza di Alitalia aveva affidato il 9
febbraio scorso a Libonati, infatti, era un mandato ben preciso: traghettare la
compagnia nella mani del futuro acquirente privato. Chiusa bruscamente l'asta,
dopo il ritiro dell'Ap Holding di Carlo Toto, e in uno scenario completamente
mutato, il mandato del presidente della compagnia, nei fatti, veniva così a
cadere. Libonati avrebbe
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così maturato l'intenzione di dimettersi, dimissioni confermate solo ieri sera


dalla compagnia di bandiera. Libonati, afferma la società, «ha motivato la
rinunzia dopo aver rammentato di aver accettato l'incarico in stretta correlazione
alla procedura di vendita promossa dall'azionista di maggioranza della Compagnia,
in conseguenza della chiusura di detta procedura di vendita e delle prospettive
che la Società deve affrontare di apertura a soluzioni propriamente operative per
cui ha ravvisato la necessità di capacità ed esperienze manageriali e conoscenze
del settore». Libonati, ricorda la società, rientrava fra gli amministratori
indipendenti e non era esecutivo, in quanto allo stesso non erano state conferite
deleghe gestionali.