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sabato 1 dicembre 2007

ATTUALITÀ

L'OMICIDIO DI PERUGIA

| Il Riesame respinge le richieste di scarcerazione per l'elevato pericolo di fuga


e di inquinamento delle prove

Amanda e Raffaele restano in carcere


MONICA COSTA
PERUGIA.

Amanda Knox e Raffaele Sollecito devono rimanere in carcere perchè il pericolo di


fuga, o di inquinamento delle prove, è elevato. Questa la tesi della Procura
accolta dai giudici del Riesame che hanno respinto la richiesta di scarcerazione
presentata dai legali dei due accusati dell'omicidio di Meredith Kercher (nella
foto). Ieri entrambi avevano proclamato la loro innocenza ma per il pm, il quadro
accusatorio non è cambiato: «La sera e la notte tra l'1 e il 2 novembre, i due ex
fidanzati erano nella casa degli orrori dove hanno avuto un ruolo attivo ed hanno
provato a cancellare le tracce dell'omicidio». Contro Raffaele pesa un'impronta di
scarpa rilevata vicino al cadavere di Meredith, ma i difensori dello studente
pugliese sostengono che l'impronta non è compatibile con quelle del loro cliente;
la perizia della polizia postale che non ha trovato conferme all'uso del computer
di Sol-

lecito nella notte dell'omicidio, perizia opposta sua posizione nel caso in quanto
l'indagato è già è stata presentata dal collegio difensivo; e poi le in libertà.
«Confermo quello che ho scritto nel ricevute che dimostrerebbero l'acquisto di
alcuni memoriale - ha detto Amanda - Sono innocente, flaconi di varechina usati,
come sostiene l'ac- non c'entro con l'assassinio. Voglio ritornare in cusa, per
cancellare le macchie di sangue. Con- libertà». La ragazza era entrata a palazzo
di giutro Amanda, invece, pesano le tracce di Dna suo stizia intorno alle nove e
mezza e aveva lasciato e di Meredith rilevate su un coltello da cucina e la stanza
del giudice due ore e mezza dopo. I suoi una macchia di sangue sul rubinetto del
lavandino di Meredith, anche se il colleI due indagati si dichiarano gio difensivo
dell'americana ritiene che la traccia sul coltello è labile ed finita lì per
innocenti e confermano le versiocaso. «Sono innocente», ha ripetuto ni già agli
atti. Soddisfatti i faAmanda ai giudici. «Quella notte non ero nella casa di
Meredith. Mi è dispiaciuto miliari di Meredith Kercher molto per Patrick e per
l'intera situazione». Il riferimento è a Lumumba, il musicista avvocati erano
apparsi soddisfatti. «Abbiamo congolese che la studentessa, in un primo mo-
esposto il nostro convincimento sulla mancanmento, aveva accusato dell'omicidio ma
che i giu- za di indizi nei confronti della ragazza - aveva detdici hanno
scarcerato dopo due settimane per to l'avvocato Luciano Ghirga - Ora attendiamo il
mancanza di indizi. Da precisare che il Riesame deposito delle motivazioni che
avverrà nei prosha ritenuto inammissibile il ricorso presentato simi giorni». I
magistrati hanno esaminato andai legali di Limumba per l'archiviazione della che
il ricorso presentato dai difensori di Solle-

cito che come la Knox aveva chiesto di tornare in libertà. «Sono innocente - ha
detto il ragazzo - Quella notte ero a casa mia a lavorare al computer». «Raffaele
Sollecito ha risposto alle domande dei giudici - hanno confermato gli avvocati
Marco Brusco e Luca Mauri, legali dello studente pugliese - Ha parlato per circa
mezz'ora e si è proclamato innocente». I due ex fidanzati, seppure seduti in
stanze attigue, hanno preferito non incontrarsi. Amanda è apparsa sorridente e un
po' ingrassata, ma tranquilla. Anche Raffaele aveva un viso sereno e sorridente.
Dopo l'udienza, Raffaele aveva lasciato palazzo di giustizia da un'uscita
secondaria a bordo di un furgone della polizia penitenziaria. Intanto, forse già
la prossima settimana sarà ascoltato dai magistrati italiani anche il cosiddetto
"quarto uomo", Rudy Guede detenuto in Germania. Lui è l'unico degli inquisiti ad
aver ammesso di essere stato nella casa di Meredith la notte del primo novembre ma
anche lui, come Raffaele e Amanda, ha detto di essere innocente.

L'INCHIESTA

| A Scaramella il russo disse: le notizie di Limarev sono merda. Ma poi corse da


Berezovski: sono importantissime
mella. Le informazioni sulla giornalista russa Anna Politkovskaja (assassinata
neanche un mese prima, il 7 ottobre 2006, all'età di 48 anni nell'ascensore del
suo palazzo a Mosca), definite da Litvinenko «molto importanti» nella sua
telefonata a Berezovski, erano le stesse sulle quali, pochi minuti prima, l'ex
ufficiale russo si era espresso così alla presenza di uno Scaramella sempre più
preoccupato: «Mario, it's shit». Scaramella, nella testimonianza resa il 5
dicembre 2006 alle autorità britanniche, riferendosi al complesso delle
informazioni contenute nell'email (comprese quelle che citavano lui stesso,
Guzzanti, Litvinenko, Berezovski e Bukovski come bersagli di non meglio
specificate azioni sponsorizzate da ambienti legati agli apparati russi),
affermava: «Ha spiegato (Litvinenko, ndr) che se fosse stato qualcosa che Limarev
avesse visto lui stesso, potrebbero essere state informazioni buone, ma quando si
trattava di investigazioni e operazioni, erano frottole, perché Limarev non aveva
accesso a questo tipo di inforsue fonti confidenziali nell'Svr (il servizio
d'intelligence all'estero). Dei dieci paragrafi che componevano questo "report" di
due pagine, e dedicati alle presunte attività clandestine dell'associazione di
veterani del Kgb-Svr "Dignity and Honor" con sede a Mosca, presieduta dal
colonnello in pensione Valentin Velichko, al 2.1 Limarev scriveva: «Gli agenti di
Velichko sono presumibilmente coinvolti nell'assassinio di Anna Politkovskaja in
ottobre 2006 così come nell'elaborazione di altri similari piani in Russia e negli
Stati baltici - su ordine o su mandato dell'FSB/SVR». Questo è proprio il
passaggio per Litvinenko ritenuto «molto importante» e che voleva condividere
subito con Berezovski. Così, se da una parte il defezionista russo aveva sminuito
l'importanza di quelle minacce alla presenza di Scaramella, dall'altra le aveva
giudicate talmente importanti da aver sentito l'esigenza di correre da Berezovski,
prima di tornare al Millennium Hotel di Grosvenor Square, per proseguire
l'incontro con i russi, fissato per le 16,30. «Venne nel mio ufficio - ricorda
l'oligarca, nell'intervista resa a Martin Sixsmith per il suo libro "The
Litvinenko File" -. Era il 1° novembre. Mi ha chiamato e mi ha detto: "Boris, ho
informazioni molto importanti sul caso della Politkovskaja" - poiché stava
investigando su questo - "e voglio darti alcuni documenti". Ed io dissi: "Ok,
Alexander. Ma vado di fretta. Oggi sto per andare via, devo andare a vedere la
partita stasera". E lui ha detto: "Boris, vengo solo per cinque minuti. Voglio
darti copia di queste carte". Così io risposi: "Ok, vieni". Venne nel mio ufficio,
ma non lo vidi arrivare. L'ho incontrato solo quando era già alla macchina
fotocopiatrice e mi ha consegnato questi due o tre fogli, e così gli dissi:
"Guarda, Sasha, non ho tempo. Per cortesia". E così arrivò un mio amico e la mia
assistente venne da me ed io riconsegnai a Sasha i suoi fogli e dissi: "Sasha,
tornerò più tardi e leggeremo queste carte insieme". E lui rispose: "Ok. Ti sbagli
a non volerle leggere ora. Ma va bene"». (9/Continua)

Litvinenko, mistero su due versioni


VINCENZO NARDIELLO GIAN PAOLO PELIZZARO
ROMA. Un quarto di miglio, non più di dieci minuti a piedi. Alexander Litvinenko
(nella foto), appena lasciato Mario Scaramella fuori dal sushi bar "Itsu" di
Piccadilly, intorno alle ore 15,45 del 1° novembre 2006, si precipitò al quartier
generale di Boris Berezovski, in Down Street, una traversa proprio di Piccadilly
Street, nel quartiere Mayfair a due passi tra St. James Park e Hyde Park. Durante
il tragitto, il defezionista dell'Fsb telefonò all'oligarca russo da anni in
guerra contro Putin: «Boris, ho informazioni molto importanti sul caso della
Politkovskaja e voglio darti alcuni documenti». Era una delle due email di allarme
appena consegnategli da Scaramella, e spedite tra il 30 e il 31 ottobre al
napoletano da Evgueni Limarev, la fonte russa residente in Francia agganciata da
Litvinenko proprio grazie a Berezovski che, a sua volta, agli inizi del 2004
l'aveva presentata a Scara-

In breve
TURCHIA

Precipita un aereo, 56 morti tra passeggeri ed equipaggio


ISTANBUL. Nessuno dei 56 tra passeggeri e membri dell'equipaggio dell'aereo
precipitato nel sud-est della Turchia, è sopravvissuto. Lo ha affermato il
presidente della società aerea ad una tv turca. L'aereo, della compagnia aerea
privata AtlasJetair con 56 persone a bordo, era scomparso nella Turchia centrale.
I radar ne avevano perse le tracce poco prima che atterrasse a Isparta, a 150 km a
nord di Antalya.

MONZA

mazioni». Litvinenko e la Politkovskaja erano amici, si conoscevano da tre anni.


La giornalista, proprio sulla base di informazioni ottenute dal defezionista
dell'Fsb, aveva scritto alcuni articoli sul quotidiano liberale "Novaya Gazeta"
molto duri nei confronti di Mosca. Il suo omicidio fu un vero shock per
Litvinenko. Nell'email del 30 ottobre 2006, Limarev riportava notizie che, a suo
dire, aveva appreso da

Uccise il figlio dopo la lite: ma non perché era un gay


MONZA. «Sapevo da almeno dieci anni che mio figlio era gay e ciò non mi ha mai
creato problemi». Flavio Vescovini, il direttore di banca 57enne che ha ucciso il
figlio di 29 anni durante un litigio, ha respinto le accuse di Franco Grillini,
presidente dell'Arcigay, secondo il quale il delitto è avvenuto per l'avversione
dell'omicida all'omosessualità del figlio.

"SPE SALVI"

| Il nuovo testo del Papa incentrato tra fede, libertà e ragione


vittoria della ragione sull'irrazionalità è anche uno scopo della fede cristiana»
ma che la ragione non può essere «staccata da Dio» e che «la ragione del potere e
del fare» non può essere considerata «già la ragione intera». La «ragione diventa
veramente umana rimarca il Pontefice - solo se è in grado di indicare la strada
alla volontà, e di questo è capace solo se guarda oltre se stessa». Se la ragione
non è in grado di guardare oltre se stessa, «la situazione dell'uomo, nello
squilibrio tra capacità materiale e mancanza di giudizio del cuore, diventa una
minaccia per lui e per il creato». Per quanto riguarda la libertà, «bisogna
ricordare che la libertà umana richiede sempre un concorso di varie libertà e che
questo concorso non può riuscire se non è determinato da un comune intrinseco
criterio di misura, che è fondamento e meta della nostra libertà». In poche
parole, sintetizza il Papa, «l'uomo ha bisogno di Dio, altrimenti resta privo di
speranza». E un regno di Dio realizzato senza Dio, un regno quindi dell'uomo solo,
si risolve inevitabilmente nella "fine perversa" di tutte le cose descritta da
Kant». Il Papa parla anche del Giudizio universale. Esiste il Giudizio Finale e
non sarà quello dell'iconografia minacciosa e lugubre dei secoli scorsi, ma
nemmeno un colpo di spugna che cancella tutto; esso chiamerà in causa le
responsabilità di ciascun uomo. Ratzinger riafferma l'esistenza del Purgatorio e
dell'Inferno e lega il motivo della speranza cristiana proprio alla giustizia
divina.

GUARDAVA "IL CAPO DEI CAPI"

FIORONI

Un'enciclica sulle speranze fallite


CITTÀ DEL VATICANO. Marxismo e illuminismo so-

A casa per la fiction in tv, preso latitante Catalano


PALERMO.

Mai più diffusione video a scuola: multe salatissime


ROMA. Chi diffonde immagini con dati personali altrui tramite internet o mms
rischia grosso, anche fra i banchi di scuola: multe da 3 a 18mila euro o, nei casi
più gravi, da 5 a 30mila euro che possono essere comminate dal Garante della
privacy. Sanzioni monetarie a cui si aggiungono quelle disciplinari che spettano,
invece, alla scuola. È quanto ha sottolineato il ministro della pubblica
istruzione, Giuseppe Fioroni, in una nuova direttiva.

no speranze terrene fallite, la ragione staccata da Dio e la scienza senza etica


non redimono l'uomo. Questi alcuni tratti della seconda enciclica di Papa
Benedetto XVI dal titolo "Spe salvi". Un testo tutto centrato sul rapporto tra
libertà, ragione e politica. Benedetto XVI imputa alla filosofia successiva a
Bacone di aver trasferito alla teologia il "collegamento tra scienza e prassi",
così che la fede è stata spostata sul piano privato e ultraterreno, ed è diventata
irrilevante per il mondo: la «crisi della fede è soprattutto crisi della speranza
cristiana», soppiantata dalla fede nel progresso e dalla ideologia del progresso.
L'enciclica accenna ai due grandi temi, "ragione" e "libertà", per rilevare che
«la

Latitante della mafia arrestato mentre stava guardando la fiction "Il Capo dei
capi" sulla vita di Totò Riina. Michele Catalano, ritenuto tra i personaggi di
spicco del clan Lo Piccolo, è stato arrestato giovedì sera dai carabinieri: l'uomo
è accusato di avere partecipato per conto della famiglia di San Lorenzo alla
gestione delle estorsioni e al traffico di stupefacenti. Quando i carabinieri
hanno fatto irruzione nell'appartamento della donna che lo ospitava, Catalano è
stato colto di sorpresa perché, hanno spiegato i militari, era molto concentrato a
guardare la fiction. Secondo i carabinieri, Catalano si sarebbe occupato di
mantenere le relazioni tra i latitanti e i mafiosi in libertà. Adesso si trova nel
carcere dell'Ucciardone dove sarà interrogato dai pm. Per gli investigatori, si
tratta di uno dei più influenti "colonnelli" di Salvatore Lo Piccolo, il boss
catturato assieme al figlio Sandro in una villa a Giardinello in provincia di
Palermo.

BOLOGNA

Sconfigge cancro a ovaie e partorisce due gemelle


BOLOGNA.

DA OGGI LA PROTESTA NELLE CARCERI

Detenuti, sciopero della fame per l'abolizione dell'ergastolo


ROMA.
Oggi inizieranno lo sciopero della fame al oltranza centinaia di detenuti, in più
di 50 carceri di tutta Italia. Una mobilitazione che vede coinvolti la maggior
parte degli ergastolani detenuti in oltre 50 carceri. La protesta sarà attuata
anche nelle carceri campane di Poggioreale, Ariano Irpino, Santa Maria Capua
Vetere, Fuorni, Benevento, Carinola e Secondigliano. «Lo sciopero della fame -
afferma il deputato no global Caruso del Prc - si pone l'obiettivo di riaprire la
battaglia per l'abolizione dell'ergastolo, una campagna che rischia di finire
stritolata nel clima securitario di questi ultimi mesi, e per questo motivo gli
ergastolani hanno scelto di mobilitarsi in prima persona, senza aspettare o
delegare i tempi della politica: non è un caso che le

proposte di legge sull'abolizione dell'ergastolo, che mirano a tramutare


l'ergastolo in 30 anni di carcere, ancora non vengono calendarizzate in Parlamento
e per questo motivo alcuni ergastolani hanno scelto di procedere allo sciopero ad
oltranza fino alle estreme conseguenze per accendere i riflettori sulla loro
condizione, dilazionata nel tempo, di "condannati a morte". Oggi - conclude - ci
saranno presidi e manifestazioni all'esterno delle carceri affinché la protesta
riesca ad avere visibilità e voce oltre le mura e le sbarre delle carceri nelle
quali rischia di restare relegata, nell'indifferenza generale della società e
della politica. Si va dal presidio dei centri sociali a Catanzaro alla veglia di
preghiera all'esterno del carcere di Spoleto».

Mamma di due gemelline dopo aver vinto il cancro alle ovaie grazie alla tecnica
degli ovociti congelati. Il primo caso al mondo, avvenuto circa dieci mesi fa, è
stato realizzato all'ospedale Sant'Orsola di Bologna. La donna, che ha 31 anni,
vive in un paese della Basilicata e le bambine stanno benissimo. Il "miracolo"
grazie alla fecondazione, dopo il congelamento e lo scongelamento dei suoi ovuli.

COLOMBIA

Annuncio del Governo: Ingrid Betancourt è viva


BOGOTÀ. L'esercito colombiano ha dichiarato di aver catturato tre guerriglieri
delle Farc in possesso di un video in cui ci sono le prove che diversi ostaggi,
tra i quali Ingrid Betancourt e tre americani detenuti dalla guerriglia, sono
vivi. Lo ha annunciato il governo di Bogotà. In uno dei filmati, ripreso il 24
ottobre, l'ex candidata presidenziale rapita nel 2002 appare in catene e con
un'espressione scoraggiata.

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