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1 DOMANDA . La pedagogia nasce quindi quando luomo inizia ad interrogarsi sulle finalit delleducazione e sui mezzi per raggiungerla.

Proprio per questa sua natura investigativa la pedagogia fortemente legata alla filosofia. I pilastri pedagogici sono sempre stati legati alla conoscenza della vera natura delluomo, dellidentit; questioni che rimandano al rapporto con la natura, con Dio, con le finalit e il senso della vita e lo studio del rapporto tra individuo e comunit, dal punto di vista della libera espressione di s nella cultura, rimanda ai fondamentali temi filosofici della libert, dei fondamenti del diritto e della legge e dei suoi limiti. Il termine pedagogia , dunque, di derivazione greca (, da (paidos) il bambino e guidare, condurre, accompagnare) e significa guida del fanciullo. Solo nella seconda met del secolo XIX la pedagogia si propose come scienza, come filosofia delleducazione, rinnovandosi radicalmente come sapere e, al tempo stesso, imponendosi come pratica sociale sempre pi centrale, articolata, diffusa. La pedagogia generale uno spazio di riflessione critica e aperta che mantiene viva lindagine sulleducativo e sul formativo,profilando diversi modelli a cui lindagine puo riferirsi,ma sempre in modo critico,problematico e riflessivo.Se in epoche passate la pedagogia generale rappresentava tutta la pedagogia,oggi la situazione sembra essere cambiata,aprendo cosi un dibattito epistemologico.La pedagogia si mossa per cercare di ottenere una propria autonomia non solo come disciplina,ma anche come scienza ,e lo ha fatto mettendo in atto 2 dimensioni quella teorica e quella prassica.Teoria e prassi in ambito pedagogico sono gli alfabetiattraverso cui leggeree interpretare la complessita delle idee e dei fatit educativi,alfabeti che si caratterizzano come sistemi autonomi e complementari. Tuttava,il pedagogigista italiano A. Visalberghi,afferma,che il processo di trasofmazione della pedagogia tradizionale,basata un po sul buon senso,un po sulla filosofia,in qualcosa che abbia fondamento o natura scientifica un processo che dura da molti decenni,anzi da secoli.A modificare in profondita la considerazione delle questioni educative pedagogiche concorre laffermazione,nellNovecento,delle sicenze umane e sociali:da queste derivano e si sviluppano le scienze delleducazione,che soprattutto nella seconda meta del ventesimo secolo,sembrano relegare ad un ruolo marginale la pedagogia a base filosofica.Questo passaggio avviene sulla base di alcune considerazioni, tra cui la consapevolezza che il metodo di indagine della pedagogia si spostato sulla ricerca sperimentale, su un metodo speculativo, quindi non pi solo riflessione teorica, alla stregua della filosofia; inoltre non riguarda solo leducazione del fanciullo, ma volge il suo sguardo ad una formazione e ad uneducazione che ricoprono lintero arco di vita.Fare pedagogia quindi assume il significato di dar vita ad un discorso critico che investe i problemi afforntati e le soluzioni proposte dalle scienze delleducazione.Nasce cosi la pedagogia come scienza nasce,che secondo alcuni studiosi,nasce con le opere di figure autorevoli come: E. Claparde e M.Montessori. Loggetto della pedagogia, intesa come scienza, non solo luomo in quanto organismo da descrivere, ma luomo in quanto realt chiamata a costruir se stessa; perci fine immediato quello di creare le condizioni individuali e sociali necessarie a porre il soggetto nella condizione di autodeterminazione. innegabile,quindi che le scienze delleducazione nellultimo secolo abbiano prodotto una trasformazione/scoinvolgimento/rivoluzione del sapere educativo sia per ragioni di ordine epistemologico legate al prevalere di un modello scientifico di sapere, sia in risposta alle esigenze di una societa soggetta a continui cambiamenti e che,percio ha bisogno di formare individui capaci di far fronte alle innovazioni. Il lavoro di Visalberghi, Pedagogia e scienze delleducazione del 1978, pu essere debitamente definito come il documento che testimonia la svolta della pedagogia.Visalberghi,infatti nel suo libro afferma che soprattutto in Italia,luso dellespressione scienze delleducazione usato per indicare i l genere di studi che tradizionalmente era coperto dal temrin epedagogia. Tuttava,dice Visalberghi,che che il processo di trasofmazione della pedagogia tradizionale,basata un po sul buon senso,un po sulla filosofia,in qualcosa che abbia fondamento o natura scientifica un processo che dura da molti decenni,anzi da secoli;il pedagogigista italiano pero

aggiunge:tuttavia sarebbe sbagliato,a nostro avviso parlare,di morte della pedagogia,quasi che di l dalle singole scienze delleducazione,alla fine non resti,o non rester,nulla che continui il tipo di problematica generale propria della pedagogia.Visalberghi,inoltre cerca di dare un minimo di chiarezza al discorso,cercando di precisare il significato del termine scienza in questo contesto.Visalberghi afferma che:chiariremo i due elemnti caratteristici in base ai quali riconosciamo di solito carattere scientifico ad un complesso di scienze.Il primo elemento metodologico,ovvero la scienza si basa su esperienze replicabili che autorizzano a fare previsioni.Il secondo elemento logico-strutturale;una scienza costituita da un insieme ordinato e coerente di concetti ben definiti,connessi in proposizioni fondamentali da cui altre sono deducibili secondo regole anchesse ben definite.Il pedagogista parla cosi di diagramma delle scienze delleducazione.Esso rappresenta lisnieme delle scienze delleducazione e la circolarit delle scienze pedagogiche.Nel diagramma circolare la pedagogia generale viene divisa in 4 settori:settore psicologico,che comprende discipline come la psicologia dellapprendimento;il settore sociologico,che comprende discipline come la sociologia della conoscenza;il settore dei contenuti,che comprende discipline come lepistemologia generale;e il settore metodologico dialettico,che comprende discipline come la psicometria.A proposito di questo diagramma Visalberghi dice:qui vorremmo dar conto del perche abbiamo scelto questo modo di rappresentare lisnieme delle scienze delleducazione,evidnementet eshcemtacio,ma che rappresenta bene la circolarit delle conoscenze pedagogiche,mostra la loro sturttura enciclopedica nel senso originario ed etimologico del termine.Nello schema,pero non compaiono scienze o discipline di innegabile rilevanza pedagogica quali la filosofia delleducazione o la stessa pedagogia generale(perche rappresentano un momento di riflessione),la pedagogia sperimentale,la biologia,letologia e la linguistica.A tal proposito vis alberghi scirve:sia chiaro che si tratat di omissioni volute e programmate;non di dimenticanze operate per sol amor di simmetria.Naturalmente il campo delle scienze delleducazione suscettibile di molte altre schematizzazioni r clasificaizoni alternative,anche perche si trova,per cosi dire,in gran parte allo stato nascnete.Se in qualche altro campo,scrive Gaston Mialaret,gli specialisti discutono particolari punti di dottirna o dinterpretazione dei fatti,nel campo delle scienze delleducaizone si ancora talvolta al livello delle sicussioni circa lesistenza e la natura stesse delle scienze che pure sviluppiamo e insegnamo. Attualmente pero il rapporto tra pedagogia e scienze delleducazione appare piu complesso e problematico.In altri termini,la presenza di una rottura epsitemologica ha contrassegnato le scienze contemporanee,mettendo in discusisoie una loro identita ipoteticamente compatta e unitaria.Lassunto di fondo sta nellidea secondo cui/la quale la storia di una scienza sempre stata speculare alla teroia di quella determinata scienza;dunque la storia della pedagogia non puo prescindere da un cpnfronto costante con la teoria della scienza in generale;in ragione di una unnegabile unicita del discorso scientifico.Due sono dunque le linee generali del percorso:quelle concernenti lambito pedagogico e quelle concernenti lambito epistemologico.Gli esiti di questa riflessione mostrano quindi che tra pedagogia e scienze delleducazione presente una dialettica e non unopposizione.La pedagogia diventa perci scienza delleducazione; la scienza, cio, che studia in modo sistematico come leducazione si realizza in un determinato ambiente sociale. Dunque, possibile definire la Pedagogia come la scienza delleducazione deputata al difficile compito di organizzare una progettazione esistenziale per una persona in grado di combattere i processi di omologazione generati da una societ dei consumi e della cultura mediatica che espropriano la sua singolarit.

Cambi scrive: Durante il Novecento la pedagogia stata al centro di un cambiamento epocale, ovvero, da sapere filosofico si fatta scienza-di-scienze, dando sempre, per, unimmagine riflessiva e unitaria di s: al posto di una pedagogia singolare si fatta posto una pedagogia intesa

come fascio di saperi coordinati alleducare/formare e come esercizio di una riflessione critica sul proprio discorso e/o insieme di discorsi, per leggerne la specificit, la complessit, larticolazione e la differenza come pure la convergenza e lintegrazioneVa per ricordato che il dibattito sullinterdisciplinarit della pedagogia ha avuto, anche qui da noi, alcune riletture critiche, rivolte a delinearne la forte variabilit socio-storico-culturale e, quindi, la necessit di leggerla in modo dialettico, sia rispetto al tempo storico sia rispetto alle dinamiche di ordine del discorso (per citare Foucault) che via via lepisteme mette in azione.In questo contesto si muove anche la lectio del filosofo e pedagogista statunitense John Dewey . Tra i tanti autori che hanno contribuito allemancipazione della pedagogia ed al suo costituirsi come disciplina autonoma possiamo ricordare J. Dewey, considerato uno dei grandi pedagogisti del Novecento. le due principali questioni che interessano Dewey sul piano epistemologico sono la relazione che ogni sapere intrattiene con la mente umana in quanto dispositivo conoscitivo e la relazione e la correlazione che ogni scienza ha con le altre allinterno dei processi conoscitivi.Lo studioso afferma che leducazione deve uscire dal suo amiubto strettamente filosofico e utilizzare il ricco materiale chr lr scienze paticolar,specie psicologia e osicoloigia,possono fornirle,e quindi bisogna arrivare ad interpretare leducazione come scienza.

LA DOMANDA DI FONO :PUO ESISTERE UNA SCIENZA DELLEDUCAZIONE? INOLTRE VEDI PARTI SOTTOLINEATE DEL TESTO DI VISALBERGHI

2 DOMANDA: Loggetto di studio della pedagogia con particolare riferimento alla sua origine storica Loggetto di studio della pedagogia o il campo della riflessione pedagogica riguarda leducazione e la formazione dellindiivudonella loro contestualizzaizone storica culturale e sociale,una formazione che si struttura in senso di crescita intellettuale,di autonomia cognitiva e affettiva,e anche di emancipazione. Lalfabeto empirico pone delle parole chiavi nella prasi pedagogcia quali:lo sviluppo,il gioco,la diversita,lautonomia,la creativtia,la formazione intellettuale,e leducazione etica e sociale.Leducazione per definizione linsieme dei processi e degli strumenti attraverso cui una societa trasmette da una generazione allaltra il patrimonio di conoscenze,valori,e comportamenti che la caratterizzano.Il termine educazione deriva dal latino educare,del quale vengono indicate 2 origini e due significati diversi:dere,che significa alimentarsi,;ex-ducere,che sifnigica trarre fuori.Il primo significato pone laccento su un processo biologico che consente la crescita dellindividuo,laltro sulla possibilita di piu generale di promuovere lo sviluppo di qualcuno,di tirarlo fuori da una situazione di immaturit che puo essere tanto di natura biologica quanto intellettiva,quindi favorire la crescita attraverso il gioco,limmaginazione,il ragionamento,lo spirito critico,per poter cosi sviluppar eportar fuori veirta attitudini e capacita innate.Educazione,intesa anche come portar dentro,cioe interiorizzare norme,valori,cultura,saperi,socilaizzaione,umanizzazione,trasmissione,integrazione e adattamento. I due significati mettono in evidenza una dimensione fondamentale delleducazione,cioe quella relazionale,cioe un insieme di ptocessi che caratterizzano un rapporto interpersonale in cui c chi si alimenta e chi alimenta,chi trae fuori e chi viene tratto fuori dalla propria condizione.Il processo educativo si fonda cosi su una comunicazione costruttiva che regola il rapporto tra un membro piu competenete e uno meno competente in quel contesto.Deve essere costruttivia,in quanto la comunicazione deve consentire la trasmissione dal primo al secondo,dei contenuti culturali,ma anche dei comportamenti e delle modalita di ragionamento tipiche della comunita sociale cui entrambi appartengonoMialaret,in aggiunta,descrive e individua 4 significati della parola educazione:leducazione come istituzione;ovvero linsieme delle strutture che hanno lo scopo di educare gli alunni secondo regole piu o meno precise;educazione come azione,ovvero azione esercitata dalle generazioni adulte su coloro che non sono ancora pronti per la vita sociale;educazione come contenuto,ovvero corrisponde a cio che che chiamiamo curricolo,cioe linsieme delle conoscenze;e infine educazione come risultato,sottolinea lesito delleducazione come azione applicata alleducazione come contenuto nellambito delleducazione come istituzione.Dunque leducazione sembra avere un ruolo cardine allinterno di una societa.Gia nelleta del Neolitico si assite ad una vera e propria azione culturale che coinvolge anche leducazione ,infatti viene fissata una divisione educativa parallela a quella lavorativa,e vengono a svilupparsi cosi luoghi di apprendimento/addestramento.La cultura fenicia era legata allo sviluppo delle conoscenze tecniche,di calcolo,scrittura e navigazione,con processi educativi in cui predomina la sacralizzazione dei saperi.Gli ebrei,invece,organizzavano la scuola intorno alinterpretazione della Legge allinterno della Sinagoga. Quindi se fino al momento pre-greco leducazione era considerata innanzitutto come pratica,a partire dal cosidetto miracolo greco,accanto alleducazione come pratica viene a disporsi la pedagogia come sapere. La pedagogia nasce quindi quando luomo inizia ad interrogarsi sulle finalit delleducazione e sui mezzi per raggiungerla. Proprio per questa sua natura

investigativa la pedagogia fortemente legata alla filosofia. I pilastri pedagogici sono sempre stati legati alla conoscenza della vera natura delluomo, dellidentit; ques tioni che rimandano al rapporto con la natura, con Dio, con le finalit e il senso della vita e lo studio del rapporto tra individuo e comunit, dal punto di vista della libera espressione di s nella cultura, rimanda ai fondamentali temi filosofici della libert, dei fondamenti del diritto e della legge e dei suoi limiti. Leducazione,dunque nellantica grecia era finalizzata alla formazione del cittadino. Secondo questa concezione luomo diventa portatore di una cultura che si esprime nella sua libert i ndividuale, resa possibile dalla vita nella comunit politica. Leducazione, quindi, non costituisce un aspetto individuale ma appartiene alla comunit.I greci,cosi hanno definito piadeia,quellampia formazione delluomo.Per definizione la paideia viene intesa come educazione come tecnica con cui il fanciullo preparato alla vita e dunque riguarda lumana formazione delluomo greco della polis. Nella civilt greca, di conseguenza, la persona umana realizzava interamente se stessa nella paideia e per questo conquistava limmortalit e la beatitudine.Anche il termine stesso,pedagogia pedagogia , dunque, di derivazione greca (, da (paidos) il bambino e guidare, condurre, accompagnare) e significa guida del fanciullo.Socrate con la sua teoria della maiueitca sotto analisi il soggetto come attore e destinatario della crescita,interiore e dinamica,regolata dalla conoscenza e maturazione di se,conoscenza che ocnose se stessa come frutto del colloquio interiore e del continuo scambio dialogico,investigativo,e formstivo con gli altri.Leducazione scoratica voleva rendere luomo libero di decidere da solo per divenire personalmente responsabile per la propria vita.Questo,secondo Socrate puo essere fatto tramite alcuni metodi pedagogicamente connotati come,lironia,laporia,la dialettica,in quanto discussione che spinge gli interlocutori nella situazione di una scelta da verificare e infina la maieutica,che attraverso domande abilmente formulate dal maestro fa partorirenel soggetto un pensiero costruttivo e la scoperta creativa.La maieutica era dunque quellarte,o quella tecnica,che oggi chiamiamo ostetricia;ovvero linsime delle conoscenze e delle competenze che caratterizzano il mestiere della levatrice,cioe colei che fa nascere i bambini.Socrate sosteneva che come lostetrica nel parto non fa il bambnio,ma aiuta semplicemente a venire alla luce,quel che dentro il corpo della madre gia c,cosi leducatoreinsegnante non consegna la verita e la conoscenza allallievo,ma lo aiuta a tirarle fuori dalla propria psiche servendosi della pratica del dialogo.Infatti Socrate non si propose mai come insegnante nel senso tradizionale del termine. Egli si definiva piuttosto un interlocutore scomodo e la sua didattica consisteva nel dialogo e nel confronto anche polemico con gli ascoltatori, con i quali si intratteneva discorrendo per ore.Infatti le sue discussioni erano volte a
portare l'uomo al riconoscimento che la vera conoscenza sta nella consapevolezza di non sapere.Il compito delleducatore era quello di condurre il discendente verso la ricerca in se stesspo .Solo in se stesso,infatti,luomo puo scoporire la sapienza che lo porta ad essere virtuoso,essendo la virtu una mera forma di sapere e quindi un prodotto della mente.Possiamo sicuramente dire che Socrate con la sua

storia di filosofo-educatore,con la sua capaicta di consegnare ai gioivani allievi tradizione,mito,sapere consolidato,ma sempre in una prospettiva di ripensamento critico e rielaborazione personale,costituisce tuttooggi un modello.Platone,invece,resitutisce uneccezionalke modello di Paideia e tenta di risolvere il problema delleducazione umana fondando un anuova gerarchia di valori prendendo il posto della religione.Inoltre,guarda al nesso fra religione e stato e al duplice compito pedagogico-politico di una umanizzaizone dello stato e di una statalizazione delleducazione,poiche la pedagogia e la politica dipendono luna dallaltra.Secondo Platone lo stato che si deve occupare delleducazione,anzi lo stato veramente
tale proprio quando compie la funzione educativa.Infatti solo attraverso un perfetto ordinam,ento educativo possibile attuare uno stato perfetto.Lo stato attraverso una opportuna educazione delle classi sociali,dovrebbe raggiunger eun livello di giustizia nella quale ogni icttadino,grazie alleducazione impartitagli,dovrebbe essere in condizone di asoslvere perfettamente ai suoi compiti.Pero bisogna evidenziare,che loper aeduvativa che Platone idealizza limitata,alla classe dei guerrieri,cioe alla formazione dei custodi dello stato.Dopo il modello socratico-platonico,con

lenciclopedia dei saperi progettata da Aristotele,si assegna alla pedagogia e alleducazione un profilo teorico,collocato al crocevia tra etica e politica. I latini tradussero paideia con humanitas;

i tedeschi traducono Bildung, significando, appunto, un concetto diverso dalla Kultur. La paideia, lhumanitas, non , infatti, la cultura in senso quantitativo ed oggettivo, ma la cultura nella sua alta espressione qualitativa e personale.Oggi invece,tendiamo a parlare di educazione,ma anche
di formazione.Se quindi per educazione intendiamo lisnieme di quelle azioni che favoriscono lo sviluppo fisico,intellettuale e morale della persona umana,verso lautcoscienza e il dominio di se,quindi leducazione assume un carattere sociale,tuttavia essa non esaurisce da sola,la problematicit e complessita del percorso esistenziale,che riguarda e coinvolge altre categoire importanti come la formazone.essa rppresenta una struttura del presente,ma anche una prospettiva del futuro; un proceddi di crescita,sviluppo e orientamento personale che fa del soggetto quello che ,col suo carattere e obiettivi.E un processo che verte soprattutto sulle scelte interiori del soggetto,che lo apre al superamento della propria materialita in direzione della spiritualita(coscienza di se,sviluppo di Se nellio),ed arricchita da tutte le forme sociali compresa la cultura.Il pedagogista R, Massa a fferma che la formazione rappresenta il prprium della pedagogia.Tuttavia la ricerca pedagogica non ha cancellato il concetto di educazione,ma lo ha affinato guardando maggiormente la prospettiva culturale,a quella economico-sociale e quella personale.Leducazione,dunque,come oggetto dela pedagogia,rappresenta una straordinaria opprtunita per ocnsocere luomo concreto,nella sua effettiva mutevolezza.La storia dellumanita puo essere riassuna in poche parole:dalla fame allalfabeto;dalla natura alla societa attraverso leducazione.Luomo un essere vivente,comunque viva.Non esiste rappresentazione delluomo o socialita senza educazione.Nessuno indivdiuo puo sopravvivere senza essere introdotto alla vita,senza essere istruito ed avvisato,spinto a comportarsi in un certo modo,a credere in alcune cose,a sperimentare alcune forme basilari di relazione con i simili e con la natura.Tuttava sorge,dopo tutto questo discorso,una domanda,come coniugare laliberta del soggetto con linserimento nella convivenza,attraverso leducazione?

DOMANDA 3
La dimensione sociale strutturalmente connessa con leducazione, in quanto espressione della natura relazionale della persona,PER CUI,allorch la teoria delleducazione si accosta allo studio dei molteplici e multiformi ambienti, che influiscono in maniera diretta o indiretta sulla relazione educativa,

La epdagogia generale costituisce un corpo disciplinaare che si occupoa delle teorie e delle pratiche elleducazione che ha come oggetti di riflessione le interpretazioni relative alle questioni educative dello sviluppo umano.Oggi il sapere pedagogico stato ampliato,e la pedagogia ha dovuto le sue frontiere(CONCETTO FRONTIERE E INTRODUZIONE).I soggetti di studio della pedagogia,oggi sono molteplici,partendo dalla famiuglia,dallinfaznia,fino ad arrivare alla scuola.Scuola e famiglia,rappresentano i principali luoghi,in cui il soggetto impara,cresce,e viene educato.Il rapporto che intercorre tra la pedagogia della famiglia e la pedagogia generale non di subordinazione ma bensi di interscambio e quindi arricchimento reciproco,in quanto la pedagogia della famiglia,offre a quella geenrale il terreno osservativo e la circolazione delle epsereinze.Biosgna innanzitutto fare una distinzione tra educazione familiare e pedagogia della famiglia.La prima riguard astrettam,ente gli interventi nmessi in atto per contrastare i disagi che possono nascere nelle relazioni familiari ma anche per migliorarle e per favorire una maggiore consapevolezza del ruolo genitoriale.La seconda,invece pone attenzione alla nascita, allo sviluppo, al
divenire delle relazioni educative in un preciso contesto esperienziale, a sua volta contraddistinto da inedite modalit pedagogiche organizzative e di funzionamento.Biosgna innanzitutto dire che oggi la famiglia

rispetto a 50 anni fa muttata cosnderevo,mente, cambiata la sua struttra gerarchica verticalizzata,i ruoli genitorali,e la scompara della famiglia patriarcale con la figura del padre padrone. Il concetto di
famiglia nel nostro tempo si alquanto modificato, al punto che, con il ricorso ad esso, non pi possibile indicare un unico modello di vita domestica. Abbiamo a che fare con una costellazione di famiglie, le quali si differenziano tra loro in ragione della diversit della loro composizione, di vincoli, di modelli organizzativi ed educativi adottati.Nonostante tutto,pero La famiglia rimane sempre e comunque il luogo primario di umanizzazione, al di l di qualsiasi particolarit giuridico-istituzionale ad essa assegnata dai cambiamenti socio-politico-economico-culturali. La riflessione sulle modulazioni dei legami coniugali, parentali, fraterni, intergenerazionali resa funzionale alla conferma delle medesime o, in caso contrario, alla prospettazione di inediti schemi di rapporto. La famiglia non una somma di elementi, un sistema relazionale contraddistinto da vincoli di interdipendenza tra le sue componenti e da scambi attivati con lambiente circostante.Il modello di famiglia elaborato in occiedente nella forma tramandata da secoli,rappresenta unistituzione stabile e mostrava allapparenza unimmagine di sicurezza e di serenita,che in realta nascondeva drammi quotidiani,tanto che si parlato i morte della famiglia.Infatti sorta una maggiore insicurezza e consapevolezza della complessita de ruolo genitoriale visto piu nella sua dimensione progettuale e formativa che soprattutto naturale.Catarsi affermanel nostro paese abbiamo assistito a un aricorrente campoagna,tanto retorica quanto inconcludente e velleitaria a proposito del ruolo della famiglia e del significato educativo della genitorlialita.E mancata una vera e peropia politica della famiglia,e lunico esempio,per altro controverso ed equivoco,cui possiamo riferirci quello realizzato dal regime fascista,con listituzione dellONMI(opera nazionale maternita e infanzia).E per questo che oggi si rende necessaria uneducazione fsmiliare per apprendere le ansie dinadeguatezza dei genitori,basata cioe sulla condivisopne del percorso e dei tragurdi e sul coinvolgimento di tutto il contesto familiare,che viene considerato una risosrsa fondamentale di conoscenza e comportamenti che vanno esplicitati e resi consapevoli per far mutare cosi scelte autnome e personali di genitorialita,in modo che siano significative per la vita di coppia e per leducazione dei gifli.

La famiglia collabora con lesperienza scolastica, non preoccupandosi troppo degli aspetti didattici o delle scelte contenutistiche, ma di quelle che sono le dimensioni proprie educative e valoriali. Tutto questo specifico compito educativo della famiglia ha bisogno di una metodologia basata sul dialogo, sullascolto, sulla condivisione, sulla reciprocit. Leducazione passa attraverso la relazione profonda, che significa condivisione di emozioni, di sentimenti, di un sentire comune. Dietro a tutto questo per bisogna che i genitori di oggi recuperino un concetto importante: la relazione educativa, per quanto relazione che nasce dentro una dimensione di ascolto, di reciprocit, di condivisione, per sua natura asimmetrica. E una relazione in cui la guida autorevole del genitore deve essere una guida consapevolmente esercitata e condivisa allinterno della dimensione familiare, quindi dalla coppia e da tutti coloro che assumono nella dimensione familiare una responsabilit educativa. Vuol dire che ladulto deve comunicare non solo con le parole ma con i gesti, con lamore, con i propri sentimenti, fiducia al proprio figlio, conferma positiva, speranza completa e totale. Ci non toglie per che ci debba essere, dalla parte del genitore, quello che in termini pedagogici chiamiamo negazione di comportamento, cio che ci possano essere dei momenti in cui, di fronte a dei comportamenti non corretti, lautorit del genitore si esprime. Si parla di negazione di comportamenti, non di negazione di persona, per cui ci che deve essere ben chiaro che il genitore non sta negando il figlio, ma ci che sta facendo.