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DESIGN OF SPECIAL FLANGES

Per i serbatoi di processo sono spesso impiegate flange di dimensioni tali che le flange standard non sono utilizzabili. In questi casi devono essere calcolate flange speciali (non standard). Le flange di grandi dimensioni possono essere ottenute per laminazione da un anello circolare o possono essere ottenute per laminazione da una barra saldata. Se si deve usare una flangia tipo slip-on senza collare lanello per la flangia pu essere ottenuta tagliando con la fiamma una lamiera piena. Il primo metodo di calcolo delle flange fu quello indicato con il nome di metodo locomotiva del Risteen. Successivamente Crocker and Stanford svilupparono un metodo di calcolo nel quale si ipotizzava che le flange si comportassero come una trave. Den Hartog successivamente mise a confronto il metodo della locomotiva e il metodo di Crocker and Stanford con una analisi vettoriale e dimostr che malgrado la loro derivazione fosse diversa essi finivano con il coincidere. Successivamente Waters e Taylor svilupparono un metodo di analisi combinando la teoria della trave su fondazione elastica con la teoria delle piastre piane che rese possibile il calcolo delle tensioni in direzione radiale tangenziale e assiale. Il metodo di Taylor-Waters fu esteso da Waters Rossheim Wesstrom e Williams. Questo metodo costitu la base per la formulazione del calcolo secondo ASME. Un confronto fra i valori delle tensioni calcolate con il metodo analitico e quelli determinati sperimentalmente attraverso misurazioni delle deformazioni sono stati riportati in una relazione (175) per giunti flangiati di serbatoi e tubazioni in servizio a basse pressioni. Nel capitolo che segue si descrive un metodo di calcolo delle flange basato sul metodo sviluppato da Waters Rossheim Wesstrom e Williams. Il metodo generale e si applica alle flange circolari di giunti imbullonati sotto pressione e libere di inflettersi sotto lazione dei carichi dei bulloni. Esso quindi comprende tutti i tipi di flange nelle quali la guarnizione o le superfici di contatto delle flange sono interamente comprese entro il cerchio dei bulloni ed esclude tutti i tipi di flange nelle quali ci sia qualche contatto fuori dal cerchio dei bulloni.

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Nella trattazione che segue si parte da alcuni presupposti: 1. che non si abbiano fenomeni di scorrimento plastico e deformazioni plastiche; 2. che il carico trasmesso dai bulloni sia noto; 3. che il braccio del carico dei bulloni sia dato; 4. che leffetto del momento esterno applicato alla flangia ed uguale al prodotto del carico dei bulloni per il braccio indipendente dalla posizione del carico di applicazione della forza dei bulloni e di quella delle forze che bilanciano il carico dei bulloni. 5. che il carico trasmesso dai bulloni sia uniformemente distribuito Le flange con il colletto rastremato sono studiate svincolando la struttura e dividendo la flangia in 3 parti come mostrato in Figura 12.15 e considerando ogni parte come una unit indipendente e imponendo successivamente le condizioni di congruenza. Si assume che i carichi agenti sul complesso sono dati da: 1. un momento agente sullanello e distribuito in modo tale da poter essere sostituito da una coppia equivalente prodotta da una forza W1 applicata rispettivamente al diametro interno e al diametro esterno dellanello come mostrato in Figura 12.15

W1

W1

Figura 12.15 Carichi agenti su una flangia con colletto rastremato

2)

pressione interna che agisce in direzione radiale sulla flangia e in direzione assiale attraverso la trasmissione del carico agente contro un supposta chiusura come mostrato il figura 12.16

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Gli effetti di ognuno di questi carichi sulla flangia sono studiati separatamente avendo supposta valida la legge di Hooke e quindi che le deformazioni siano funzioni lineari dei carichi. La soluzione completa pu essere ottenuta con il metodo della sovrapposizione degli effetti come mostrato in figura 12.17. 1a) STUDIO DEL CILINDRO COLLEGATO ALLA FLANGIA Si suppone che il cilindro collegato alla flangia reagisca come una trave su fondazione elastica. Lequazione di deformazione per queste condizioni di carico data dalla equazione 6.69 che pu essere scritta nella forma:

y = e x (c1 sen x + c2 cos x)

(12.4)

2 r1 p

2 r1 p
Fig.12.16

2 r1 p

Lasse x preso positivo nella direzione dellanello e lasse y preso positivo in direzione radiale verso lesterno. La costante ha il valore dato dalla espressione (6.86)

=4

12(1 2 ) d 2 12

(6.86)

Le costanti c1 e c2 possono essere determinate prendendo in considerazione le condizioni di congruenza allaccoppiamento cilindro - codolo.

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Il momento flettente dato dalla equazione 6.16: M =D d2y dx 2 (6.16)

dove D rigidezza flessionale dato dalla equazione 6.15: D= Et s 12(1 2 )


3

(6.15)

Il taglio dato dalla equazione 6.17: d3y Q=D 3 dx Il carico dato dalla equazione 6.18: w=D d2y dx 4

(6.17)

(6.18)

Quindi differenziando successivamente dalla equazione 12.4 si ha:


dy = e x [c1 (sin x + cos x ) + c 2 (cos x sin x )] dx

(12.5)

d2y = 2 2 e x (c1 cos x c 2 sin x ) 2 dx d3y = 2 3 e x [c1 (sin x cos x ) + c2 (sin x + cos x )] 3 dx d4y = 4 4 e x (c1 sin x + c 2 cos x ) 4 dx

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pertanto le espressioni di M. Q e w diventano:

Et 3 2 e [c1 cos x c2 sin x] M= 6 1 2


x

(12.6)

Q = Et 3 3e x [c1 (sin x cos x ) + c2 (cos x + sin x )] 6(1 2 )

(12.7)

w=

E 3 4 e [c1 sin x + c 2 cos x ] 31 2


x

(12.8)

= 4 12(1 2 )
Sostituendo la 12.4 e il valore di nella 12.8 otteniamo:
w= Et 3 y

s2ts2

(12.9)

Per determinare le costanti c1 e c2 si applicano le condizioni al contorno alla giunzione del cilindro con il codolo: per x=0 dalla 12.4 si ottiene c 2 = y0 e per x=0 dalla 12.6 M0 = oppure: E 3 2 c1 6 1 2
(12.10)

)
(12.11)

6(1 2 ) c1 = M 0 3 2 Et

La precedente equazione non pu essere risolta per il cilindro fintanto che non vengono sviluppate le corrispondenti relazioni per lanello e per il collare.

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1b)

STUDIO DELLANELLO DELLA FLANGIA

Il comportamento dellanello della flangia ipotizzato assimilabile a quello di una piastra piana anulare. La relazione che d landamento della curva di flessione di una piastra piana avente simmetria radiale in termini di taglio Q e rigidezza flessionale D data dalla equazione:
d 1 d dz Q r = dr r dr dr D e per Q = 0 r d 1 d dz r = 0 dr r dr dr (6.38)

differenziando rispetto a r si ottiene:

d d 1 d dz r = 0 r dr dr r dr dr
(12.12) dividendo la 12.12 per r e riaggregando si pu scrivere

d 2 1 d d 2 1 d dr 2 + r dr dr 2 + r dr z = 0

(12.13)

Waters, Rossheim, Wenstram e William, hanno mostrato che lequazione 12.12 ottenuta per Q = 0 pu anche essere ottenuta per il caso generale Q da 0 Con quattro successive integrazioni della 12.12 si ottiene: cr 2 c 2c c 2 z= ln r r 2 + 0 r + c3 ln r + c 4 4 8 8 2c0 c c ponendo = c5 e = c6 8 4 si ottiene (12.14)

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z = c5 r 2 ln r + c 6 r 2 + c3 ln r + c 4

(12.15)

Per successive differenziazioni si ottiene: c dz = 2c5 r ln r + c5 + 2c 6 )r + 3 dr r c d 2z = 2c5 ln r + 3c5 + 2c6 3 2 r2 dr d 3 z 2c5 2c3 = + 3 r r dr 3

(12.16)

(12.17)

(12.18)

Le equazioni del momento e del taglio per una piastra circolare piana sono date dalle equazioni 6.28 e 6.36 . Confrontando la Fig.6.2 con la Fig.12.18 si possono scrivere le seguenti relazioni: z M dr (Q + dQ) (r + dr)d

d Mr.r.d

(Mr + dMr) (r +dr)

Qr dr

M dr

dr
Figura 12.18 Taglio e momenti in un elemento unitario dellanello

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d 2 z dz Mr = D dr 2 + r dr 1 z d 2 z M = D r dr + dr 2
Q= dMr M Mr + r dr

(12.19)

(12.20)

(12.21)

Sostituendo le equazioni 12.16 e 12.17 nella 12.19 e 12.20 si ottiene: c Mr = D 2c5 (1 + ) ln r + (3 + )c5 + 2(1 + )c6 (1 ) 3 r2 c M = D 2c5 (1 + ) ln r + (1 + 3 )c5 + 2(1 + )c6 + (1 + ) 3 r2 Derivando lequazione 12.22 rispetto a r si ottiene: dMr 2c (1 + ) 2(1 )c3 = D 5 + r dr r3 (12.24) (12.22)

(12.23)

Sostituendo le equazioni 12.22,12.23 e 12.24 nella 12.21 si ottiene:

Q=
ma
Q=

D 4 c5 r

(12.25)

caricoTotaleW W = circonferenza 2r

pertanto
c5 = W1 8D

(12.26)

dove W1= carico equivalente dovuto ai bulloni o forza totale applicata allesterno del diametro dellanello e, inversamente, allinterno del diametro dellanello che, moltiplicato, per la dimensione radiale dellanello d il momento totale agente sullanello.

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g + dg s = g dx

Figura 12.19

ELEMENTO DEL COLLARE Q = Valore del taglio agente su un elemento unitario del collare indicato con Q0 e Q1 come per Mh

= Tensione nel collare


Mh = Momento in un elemento generico in un punto qualunque. Con il pedice 0 M 0 o 1 M1 e riferito rispettivamente alla estrmita meno spessa e piu spessa del codolo.

Con riferimento alla Figura 12.18 nella quale langolo d linclinazione della superficie media alla faccia interna dellanello, linflessione, linclinazione ed il momento in ogni punto possono essere espressi in funzione di , del carico delle dimensioni dellanello e delle costanti elastiche. Per un angolo di rotazione molto piccolo:

dz dr

(12.27)

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Dalla sostituzione della equazione 12.26 e 12.16 nella 12.27 si ottiene:

W1 (2 ln r1 +1) + 2c6r1 + c3 8D r1

(12.28)

risolvendo rispetto a C6 si ottiene: C 6= W1 (2 ln r1 + 1) c3 2 + 16D 2r1 2r1 (12.29)

Lesame della Figura 12.14 indica che il momento sullanello in corrispondenza del raggio r2 = 0. Sostituendo lequazione 12.26 al posto di c5 e l equazione 12.29 e al posto di c6 l equazione 12.22 per le condizioni che si hanno in corrispondenza di r = r2 si ottiene:

M r2 = 0 =

W1 [2(1 + )ln r2 + (3 + )] + 2(1 ) 8D


Raggruppando si ottiene:
0=

c3 W1 (2 ln r1 + 1) c3 2 + (1 ) r 2 2r1 2r1 2 16D

(1 ) (1 ) W1 r2 (1 + ) + c3 + 2(1 + ) ln + 2 2 2 8D r1 r1 r1 r2

2 W r2 (1 + ) c3 = 1 [2(1 + ) ln K + 2] + 2 r1 (1 + )K + (1 + ) 8D dove

(12.30)

K=

r2 r1

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La costante c4 ottenuta dalla 12.15 osservando che quando r = r1 z = 0 e pertanto:

c4 = c5 r1 ln r1 c6 r1 c3 ln r1
2 2

Sostituendo i valori di c3, c5 e c6 ottenuti rispettivamente dalle equazioni 12.30 12.26 e 12.29, nelle equazioni 12.22 e 12.23 per il caso r = r1 si ottiene:

M r1 =

K 2 1 2 D W1 1 1 + K 2 ( ) + + 1 ln K + 2 B 2 2 1 K 1 1+ 2 1 K + 1

(12.31)

Mt1 =

K 2 1 2 D K 2 1 W1 1 1 + K 2 ( ) 1 ln K + + 2 2 B K + 1 2 2 1 K 1) 1 + 2 1 K + 1 (12.32)

( (

) )

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1c)

ANALISI DEL COLLARE DELLA FLANGIA


Nello studio del colletto o codolo si presuppone che le sollecitazioni e le deformazioni siano le stesse di quelle di una trave di sezione variabile su fondazione elastica. In questo caso la trave rappresentata da una striscia longitudinale del colletto di spessore unitario. La dimensione unitaria presa in corrispondenza della superficie interna dove r = r1 Si consideri un segmento di collare avente sezione trasversale come quella rappresentata in Figura 12.19. Nel piano radiale la somma delle forze agenti sullelemento considerato deve essere uguale a 0 per ragioni di equilibrio; pertanto:

(Q + dQ)r1 d Qr1 d dx d = 0
oppure:

r1 dQ dx = 0
da considerazioni di scienza delle costruzioni di ricava che:

(12.33)

dx Forza = = sollecitazione sul Superficie g dx


pertanto:

collare = E

y r1

vedi eq.

( 6.82)

dQ Eg = = y dx r1 r1 2
Facendo la somma dei momenti sul piano radiale si ottiene:

(12.34)

(M h + dM h )(r1 )d M h (r1 )d + Q r1 (dx )d = 0


Q= dM h dx
(12.35)

Per una trave di larghezza infinita


Mh = 12(1 ) Eg 3 d2y dx 2

(6.16)

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Differenziando lequazione precedente e sostituendo nella eq.12.35, differenziando di nuovo e sostituendo nella eq. 12.34 si ottiene:

d2 dx 2

3 d 2 y 12 1 2 gy =0 2 g dx 2 + r1

(12.36)

che scritta in forma adimensonale

d2 dj 2

2 3 d w ( ) 1 + j + (1 + j )w = 0 dj 2

(12.37)

dove:

j= = w=

x Fattore adimensionale che d la distanza assiale lungo il collare. y g g0 fattore di conicit o rastremazione del collare = 1 g0
fattore adimensionale funzione dello spostamento radiale del collare y o del mantello in ogni punto r1 modulo del colletto =
12(1 2 ) h 4 r1 g 0
2 2

g0 = spessore del cilindro in pollici g1 = spessore massimo del colletto in pollici g= h=


spessore medio del colletto in pollici altezza del colletto.

Lequazione 12.37 pu essere risolta in tre modi: 1) 2) 3) attraverso la risoluzione della equazione differenziale ponendo g come variabile che pu dare una soluzione in termini di funzioni di Bessel; con il metodo energetico, scrivendo cio lenergia totale del sistema in funzione della deformata e rendendo minima lequazione; scrivendo lenergia di deformazione in funzione dei carichi e determinando la flessione in ogni punto.

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Il metodo seguito da Waters Rossheim e Williams quello dellenergia di deformazione che porta ad una soluzione approssimata. Nel metodo dellenergia di deformazione sono selezionati tre parametri a1, a2 ,a3 e relazionati in modo tale che se usato soltanto a1 una soluzione approssimata ottenuta imponendo il rispetto delle condizioni al contorno. Similarmente se si usano entrambi i parametri a1 e a2 o si usano i parametri a1, a2 e a3 imponendo che siano soddisfatte le condizioni al contorno, si ottengono rispettivamente soluzioni approssimate di secondo e terzo livello. Ci sono quattro condizioni al contorno che devono essere soddisfatte; pertanto la soluzione implica la risoluzione di una equazione del quarto ordine. Le quattro condizioni che devono essere imposte per il collare sono: 1) 2) 3) 4) lo spostamento radiale della sezione terminale pi larga; il momento alla estremita piu larga il momento nella sezione meno larga; il taglio nella sezione terminale pi stretta

Si conosce soltanto la prima condizione al contorno (0 zero) le rimanenti sono ignote. Posto:
Ao =

d 2w dj 2 o

che definisce il fattore di curvatura della parte terminale meno spessa del collare quando x = 0 e j = 0. (12.38)

A1 =

d 2w dj 2 1

che definisce il fattore di curvatore alla parte terminale pi spessa del collare laddove x = h e j = 1. (12.39)

Bo =
B

d 3w dj 3 0

che definisce il valore del fattore di taglio della parte pi piccola del collare dove x = 0 e j = 0. (12.40)

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I momenti ad entrambe le estremit e il taglio nella parte terminale del mantello sono dati da:
Mho =

E go 3 r1 Ao 12 1 2 h 2

(12.41)

Mh1 =

E go3 (1 + ) r1 A1 12 1 2 h 2

(12.42)

Qo =

E r1 go 3 (3 A0 + B0 ) 12 (1 2 ) h3

(12.43)

O in termini di modulo del collare da: E go h 2 Ao Mho = r1

(12.41a)

Mh1 =

(1 + )3 E go h2 A1
r1

(12.42a)

Qo =

E go h (3 Ao + B0 ) r1

(12.43a)

Water e altri hanno mostrato che w per essere scritto come un polinomio in funzione di j dove a1, a2, a3, A0, A1 e Bo appaiono come coefficienti.
B

5 2 9 4 1 1 4 5 w = (1 j )a1 + j j 4 + j 5 a2 + j 4 j 5 + j 6 a3 j j 2 + j A0 2 3 5 5 2 12 12 1 4 1 1 4 1 1 j j A1 j j3 + j B0 12 6 12 12 12

(12.44)

Le condizioni al contorno si applicano alla equazione 12.44. Se j = 1 si ottiene w = 0 lequazione soddisfa questa condizione.

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Inoltre se lequazione 12.44 derivata e si sostituiscono in essa i valori j = 0 e j= 1 sono soddisfatte le tre condizioni al contorno espresse dalle equazioni 12.38, 12.39, e 12.40. I parametri a2 e a3 rappresentano successive approssimazione e possono essere trascurate senza influenzare la validit dellequazione 12.44 con riferimento alle condizioni al contorno. La risoluzione della equazione 12.44 stata trovata sulla base dellenergia totale del codolo che data dalla somma dellenergia di flessione U1; lenergia di allungamento U2; lenergia dovuta alla rotazione U3 e lenergia dovuta alla traslazione U4 . La somma di queste energie di deformazione Utotale = U1 + U2 + U3 + U4 deve essere minima nelle condizioni di equilibrio e pertanto la sua derivata deve essere uguale a 0.

dU totale =0 dau
Questa condizione soddisfa approssimativamente lequazione 12.37 A questo punto possibile una soluzione dellequazione 12.37 in funzione di tre costanti di integrazione non note, la quarta tendente a 0 (zero) (w1 = 0) . Le tre equazioni risultano: c11 a1 + c12 a2 + c13 a3 = c14 A0 + c15 A1 + c16 B0 c21 a1 + c22 a2 + c23 a3 = c24 A0 + c25 A1 + c26 B0 c31 a1 + c32 a2 + c33 a3 = c34 A0 + c35 A1 + c36 B0

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Waters e altri anno tabulato la soluzione per le costanti presenti nelle equazioni suscritte e hanno presentato le curve per la determinazione di a1, a2 e a3 in funzione di A0, A1 e Bo. Fissate le condizioni al contorno i valori di a1, a2 e a3 possono essere ora calcolati e le quantit A0, A1 e Bo determinate. Il calcolo per approssimazioni successive permette do trovare la flessione, inclinazione e il momento di ogni punto del codolo. Se il codolo libero allestremit piccola (flange libere): A0, = Bo = 0.
1.d) RELAZIONI TRA IL CODOLO-MANTELLO E ANELLO QUANDO SONO ACCOPPIATI

Le relazioni per ogni singolo elemento della flangia (shell, anello e codolo) sono state sviluppate in modo indipendente con condizioni al contorno indeterminate. Ad elementi assemblati, le parti adiacenti devono avere le stesse condizioni al contorno e in pi sono note le condizioni ai contorni liberi. In accordo con la teoria usata nello sviluppo delle relazioni relative al codolo due costanti di integrazioni vengono a mancare per la condizione di cilindro di spessore costante e lequazione 12.4 pu essere risolta con:

/4
h

(vedere lequazione 12.37 per la definizione).

(12.45)

Come trovato in precedenza i momenti e le sollecitazione di taglio sono identiche in ogni punto dellinterfaccia codolo mantello ed esistono quattro equazioni attraverso le quali C1, C2, A0 e B0 possono essere espresse in funzione di A1. Con queste relazioni langolo , il momento Mh1, e il taglio Q1 alla parte terminale pi larga del codolo possono essere espressi in funzione di A1.

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Per la giunzione codolo mantello, dalla equazione 12.44 e le sue derivate: per x = 0 e j = 0 la flessione : y 0 = c 2 = wr1 = a1 r1 linclinazione data da dy 5 1 r B0 = a1 + a 2 A0 A1 1 = (c1 + c 2 ) dx x =0 12 12 12 h il taglio dato da

3 Eg o h (3A0 + B0 ) = Eg 0 2 (c1 c 2 ) r1 k 6 1 3

(12.46)

(12.47)

(12.48)

e il momento da
Eg 0 h 2 Eg 0 2 c1 A0 = r1 k 6 1 2
3

(12.49)

I parametri di a1, a2 e a3 e le costanti c5, c6 , Ao e Bo .possono essere tutte espresse in funzione di A1 in corrispondenza della giunzione del codolo con lanello. In ogni punto di tale giunzione linclinazione e i momenti sono uguali rispettivamente e lo scostamento considerato trascurabile. Lanello trasmette al codolo un momento Mh, e un momento addizionale 1 di Q1 t risultante dal taglio Q1. 2 Pertanto la flessione e il momento con riferimento alla intersezione della superficie interna dellanello e il suo punto intermedio sono:
2 1 1 1 1 r Inclinazione = = a1 a2 a3 + A0 + A1 + B0 1 3 5 2 4 12 h (12.50)
(1 + )3 Eg 0 h 2 1 1 A1 Q1t = M h1 Q1t = 2 2 r1

Momento = M r 1

(12.51)

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Una espressione per Q1 pu essere ottenuto dalla integrazione della 12.34.

Q1 =

E r12

gy dx + Q0 =

Eg0 h 1 w dj + Q0 r1 0

Q0 ricavato da equazione 12.43a, pertanto:

Q0 =

Eg0 h 1 3A0 + B0 + ( ) 1 j w dj r12 0

Q1 =

7 1 Eg 0 h 1 3 1 1 11 1 1 + + + + A0 + A1 a2 + + a3 + a1 + + B0 4 84 70 105 40 70 r1 2 6 120 36 60 120


(12.52)

Abbiamo ora 4 equazioni: 12.31, 12.50, 12.51, e 12.52, nelle quattro incognite , Mr1, A1, e Q1.
La soluzione di queste quattro equazioni costituisce la soluzione del problema della progettazione delle flange.

Osservando lequazione 12.52 per Q1 e lequazione 12.50 per , si osserva che queste grandezze sono definite in funzione di parametri geometrici noti, i fattori di carico A0, B0, e A1 e i parametri di a1, a2 e a3.
B

I fattori di carico e i parametri possono essere espressi in funzione di e . Pertanto se le equazione 12.52 e 12.50 sono divise per A1 e si fa la sostituzione per i parametri si ottengono i fattori di carico. Eg 0 h Q1 (1 + ) 3 4 = F A1 3(1 2 ) r1

(12.53)

r 3 1 2 3 = 14 (1 + ) 3 V A1 h

(12.54)

I due fattori F e V delle equazioni 12.53, e 12.54 sono funzione soltanto di e .

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Per definizione. 12(1 2 )h 4 = 12 g 0 Pertanto:


4

3(1

2h 2r1 g 0

2h Bg 0

(12.55)

Pertanto F e V delle equazioni 12.53, e 12.54 possono essere diagrammati con il gruppo 2h come un parametro. Bg 0 Inoltre F e V sono funzione di , che per definizione =

( g1 g 0 )
g0

funzione di

g1 . g0

La figura 12.20 mostra i valori diagrammati di F e V in funzione dei gruppi valori indicati prima. Il passo successivo nella soluzione del problema la determinazione del valore A1 e la determinazione, per sostituzione, delle tre variabili rimanenti. Per ottenere la Mr1 espressione di A1 le equazioni 12.51 e 12.31 sono divise per A1 e eliminata A1 dalla equazione risultante. Sostituendo per D e
4

31 2

le loro rispettive espressioni equivalenti

Et 3 2h e 2 12 1 Bg 0

si ottiene:
2 K B 1 A1 = (1 + )3 Eg h 2 1+ 2 0 + K 1 1 W1 4

1 +

1 1 + K + K 2 +1 1n K 2 1 3 2 (1 + ) K 1 (t g 0 ) t g0 F+ 1+ 2 B g0 K 1 B g + 0 1
2

(12.56)

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Figura 12.20 valori diagrammati di F e V in funzione dei gruppi valori indicati prima.

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Questa equazione pu essere scritta come:


A1 =

2(1 2 )h 2 MX 3 Eg1 r1

(12.57)

dove:
M = Wa B

(12.58)
1

X =

3 1 1 + t g 0 F + V (t g 0 ) T B g0 U B g0

(12.59)

dove: 1+ 3K 2 1 + 2 1 1n K 3 T = 1+ 2 (K 1) 1 + 1 K 1+ 3K 2 1 + 2 1 1n K 3 U = 2 (1 + ) K 1 (K 1)

(12.60)

(12.61)

Le equazioni sopra riportate sono troppo complicate per essere usate come calcoli. Pertanto sono state ridotte a quelle che danno le tre sollecitazioni critiche. Uno studio della distribuzione delle tensioni mostra che per le flange con collare fig. 12.14 le tensioni critiche sono:
Le tensioni radiali e circonfereziali in corrispondenza del diametro interno dellanello La sollecitazione assiale sul codolo in corrispondenza della superficie esterna del codolo alla sua giunzione della parte larga con lanello per codoli con piccola inclinazione o alla parte stretta della parte inclinata per codoli con inclinazione forte.

Nel secondo caso la sollecitazione pu aversi nel mantello per un codolo molto rigido.

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1.e

LOCALIZZAZIONE DELLA SEZIONE CRITICA DEL CODOLO

Per un codolo per il quale il modulo di resistenza variabile:


Mh g Eg Mh fh = = I 2 2 EI

(12.62)

Poich dalla 6.16 si ha che : d 2 y Mh(1 2 ) = EJ dx 2 l equazione 12.62 pu essere riscritta nella seguente forma adimensionale:

d 2 y r1 d 2 w = 2 dx 2 h 2 dj
Inoltre:
g = g0 + x (g 1 g 0 ) = g 0 (1 + j ) h

(12.63)

Dalle equazioni 12.62,6.16 e 12.63 fh = Eg 0 r1 d 2w ( ) 1 + j 2(1 2 )h 2 dj 2 d dj


(12.64)

Per ottenere il valore massimo della sollecitazione fh simpone Pertanto: d 3w d 2w (1 + j ) 3 + 2 = 0 dj dj

fh

=0

(12.65)

Sostituendo la derivata seconda e terza dellequazione 12.44 nellequazione 12.65 si ottiene un equazione del quarto grado:
5 4 3 Aj 4 + A + B j 3 + B + C j 2 + (C + 2D ) j + (D + E ) = 0 4 3 2

(12.66)

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dove:

A =96

3
A1

B =90

a a2 108 3 A1 A1

C = 60

a A B a2 + 24 3 2 0 + 2 2 0 A1 A3 A1 A1

D =B0

E=

A0 A1

Anche qui tutte le costanti possono essere valutate in funzione di A1, che funzione delle grandezze relative al codolo e . Le soluzioni dellequazione 12.66 pertanto rappresentano i valori di j o X per i quali la sollecitazione assiale raggiunge il valore massimo nel colletto. Il corrispondente valore massimo della sollecitazione potrebbe essere determinato introducendo le soluzioni nellequazione 12.64. Naturalmente le soluzioni esterne allintervallo 0 j 1 sono di scarsa importanza e possono essere trascurate.

Attraverso le operazioni sopra riportate si trova che il valore massimo della sollecitazione assiale pu aversi alluna o allaltra estremit del codolo.
Per risolvere lequazione 12.42 per Mh1 si pu sostituire a A1, il valore della 12.57 e si ottiene:
Mh1 = MX 6

(12.67)

Pertanto la sollecitazione assiale nel codolo in corrispondenza della superficie interna della estremit pi larga data da:
fh1 = M X g12

(12.68)

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Il valore massimo della sollecitazione assiale fH in corrispondenza della superficie esterna del codolo o del cilindro pu essere messo in rapporto al valore corrispondente di fh1 in corrispondenza della superficie interna attraverso il 1 fattore f .

fH = f 1
dove:

MX g1
2

(12.69)

f1 =

fh j ( ma ) fH o fh1 fh1

(12.70)

a seconda di quale maggiore.

Nel caso in cui f 1 = 1 il valore massimo fH si ha in corrispondenza della giunzione del codolo con lanello. I valori di f 1 sono determinati da Waters Rossheim Wesstrom e Williams sono riportati nella fig.12.21 in funzione delle grandezze relative al codolo h e (g1 g o ) . ho

Il valore massimo della sollecitazione radiale si ha in corrispondenza della circonferenza interna dellanello.
Il momento M 1 determinato sostituendo le equazioni 12.57 e 12.53 nella 12.51. La sollecitazione della fibra esterna determinata dal momento M 1 ed sommata alla sollecitazione radiale dovuta a Q1, ottenendo. fr = X M 1 + 1,33 F t2 t go B go
(12.71)

Allo stesso modo, il valore massimo della sollecitazione tangenziale al diametro interno dellanello determinato dalle equazioni 12.57, 12.53, 12.31 e 12.32 ottenendo:

fT =
dove:

MY Zf R t2

(12.72)

X dato dallequazione 12.59 M dato dallequazione 12.58 F dato dalla fig.


12.20

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Y=

1 3 6 K2 ( ) ( ) 1 1 1n K + + 2 K 1 K 1

(12.73)

Z=

K 2 +1 K 2 1

(12.74)

I dati di T, U, Y e Z sono riportati in figura 12.22 per un valore di = 0,3 .

Fig. 12.22

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1f)

RAPPORTO CON GLI ALTRI TIPI DI FLANGE

Le relazioni prima indicate si applicano ai casi generali di una flangia integrale composta di un anello, un codolo rastremato e un cilindro di spessore uniforme e di lunghezza infinita. Quelle relazioni possono essere modificate per casi specifici come nel caso di flange libere. Lanello e il codolo di una flangia libera sono indipendenti dal cilindro e non sono sottoposti alla pressione interna. Il fattore di curvatura A0 e il fattore di taglio B0 ,riportati nelle equazioni 12.38 e 12.40 sono entrambi uguali a 0 e quindi deve essere usato un gruppo di valori di F e V diverso.
B

Questi valori, indicati come F1 e V1 sono mostrati nella fig 12.23 La misurazione delle deformazioni sul codolo di flange libere hanno indicato che la sollecitazione di flessione massima si ha alla parte larga del codolo. Pertanto f = 1 per le flange libere. Le equazioni che danno il valore delle tensioni critiche per le flange libere ( tarate su F1 e V1) sono:

fH =

XM 2 g1
t go B go

(12.75)

1 + 1,33 F f R = X .M . t2

(12.76)

fT =

MY Z * fr t2

(12.77)

Per il caso limite di una flangia libera senza codalo, le equazioni risultano:

fH = 0 fR = 0 fT =
MY t2

(12.78) (12.79) (12.80)

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1g)

EQUAZIONI USATE IN CODICI

Nelle equazioni sviluppate precedentemente la quantit X o il suo reciproco L pu essere espresso in funzione di altri fattori.( vedi equazione 12.59) Ci pu essere ottenuto notando che:

h0 = Bgo
e ponendo il termine
d= U h0 V go 2 F h0

e il termine e =

Combinando questi fattori la quantit L pu essere definita come il reciproco di X o: L= 1 t +1 t 3 = + X T d


(12.81)

Dalla sostituzione di questa equazione e della relazione: M =

Mo F ed e = B ho

nelle equazioni 12.69, 12.71, e 12.72 e nelle 12.75 e 12.76 per le flange libere ottengono le seguenti equazioni che danno il valore delle tensioni cercate.

si

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Per le flange integrali con codolo a spessore variabile.


f 1M 0 L g1 B
2

Sollecitazione longitudinale sul codolo: f H =

(12.82)

4 t e + 1 M 0 3 Sollecitazione radiale: f R = 2 Lt B
Y M0 Z t2 B

(12.83)

Sollecitazione tangenziale: f T =

fR

(12.84)

Per lanello di una flangia libera


fT = Y M0 t2 B

(12.85) (12.86) (12.87)

fR = 0 fH = 0
FIG. 12.24

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