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LA MEMORIA DI LAVORO
In tempi recenti linteresse della Neuropsicologia Cognitiva per lo studio della memoria si
spostato dalla tradizionale visione strutturale dicotomica fra Memoria a breve termine e Memoria a
lungo termine (Atkinson e Shiffrin, 1968; Norman, 1970; Baddeley, 1976; Cornoldi, 1978, 1986),
verso il concetto di memoria di lavoro (working memory).
Con il termine working memory ci si riferisce ad un aspetto funzionale molto importante della
memoria a breve termine che consiste nel mantenimento e lelaborazione temporanea
dellinformazione necessaria per lesecuzione di un compito cognitivo, come ad esempio il calcolo
mentale, la ripetizione di parole e frasi, la lettura, la scrittura, ecc.
Secondo il modello proposto da Baddeley (1981,1986, 1990, 1992) la Working Memory costituita
da sottosistemi specializzati per lelaborazione di un certo tipo di informazione e da un Sistema
Esecutivo Centrale a capacit limitata e indipendente dalla modalit di codifica, che agisce come
anello tra i sistemi periferici e che ha funzioni attentive e di controllo-decisione.
I sottosistemi sono due: il Taccuino visuo-spaziale (Visuo-spatial scratch pad), implicato
nellelaborazione dellinformazione di tipo spaziale e visivo ed il Loop Articolatorio (Articulatory
Loop), specializzato per lelaborazione di materiale linguistico.
Il loop articolatorio la parte maggiormente studiata dell'intero sistema. Il suo ruolo di ritenere e
manipolare il materiale verbale. Esso si compone di due parti: un magazzino fonologico, che
relativamente passivo e attraverso il quale il materiale verbale presentato uditivamente ha un
accesso obbligatorio; e un meccanismo di reiterazione che aiuta a mantenere gli item immagazzinati
e serve per la ricodificazione del materiale verbale presentato visivamente. Il loop articolatorio
temporalmente limitato: esso contiene un numero di item tale da poter essere recuperati in circa da
1.5 a 2 secondi. E' cos ovviamente legato alla velocit articolatoria. Il funzionamento di questo
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sottosistema rende conto dei fenomeni ripetutamente osservati negli studi sulla memoria verbale a
breve termine, come la lunghezza della parola, la soppressione articolatoria e gli effetti di
somiglianza fonologica.
Il taccuino visuo spaziale responsabile del mantenimento e della manipolazione dell'informazione
visiva e spaziale ma gli studi sperimentali a questo riguardo sono meno numerosi, sebbene il loro
numero sia aumentato sensibilmente negli ultimi 5 anni, con risultati talora di difficile
interpretazione. In particolare, il meccanismo di recupero e i limiti del sistema rimangono
largamente sconosciuti. Lavori recenti (Baddeley,1988; Logie e Baddeley,1990; Logie e Marchetti,
1991) tendono a dimostrare che esso consiste di due distinte componenti, una spaziale e una visiva.
L'Esecutivo centrale un sistema attentivo a capacit limitata che pu anche usare i sistemi
"schiavi" per liberare alcune delle sue risorse proprie. E' ancora relativamente poco studiato. Un
compito tra gli altri che sembra richieda l'Esecutore Centrale la generazione random di numeri
poich probabilmente richiede il recupero attivo di istruzioni e l'inibizione di routine automatiche.
E' dunque visto come un meccanismo per il monitoraggio e il coordinamento del processamento di
informazioni.

Ruolo del loop articolatorio in relazione a funzioni linguistiche:
La memoria fonologica a breve termine gioca un ruolo importante nellesplicazione di molte
competenze cognitive, come ad esempio i processi di comprensione verbale, orale e scritta, di
acquisizione di nuove informazioni, di lettura.
E stata spesso riscontrata una copresenza di deficit di memoria verbale a breve termine e difficolt
di comprensione verbale (Saffran, 1985; Vallar e Baddeley, 1987, 1989; Baddeley e Wilson, 1988).
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Il problema di comprensione soprattutto evidente in situazioni in cui cruciale lordine delle
parole, dal momento che, da dati neuropsicologici relativi a casi singoli, si rilevato nei pazienti
con deficit di MBT verbale un deficit della capacit di mantenere linformazione sequenziale nel
magazzino fonologico, di ridotta capacit, e in particolare in situazioni in cui linformazione
rilevante trasmessa dagli aspetti superficiali della frase e la frase supera in lunghezza la capacit
ridotta del magazzino fonologico (Vallar e Baddeley, 1987). Il magazzino fonologico a breve
termine dunque avrebbe il ruolo di finestra mnemonica (Baddeley e Wilson, 1988) che facilita
certi aspetti della comprensione di frasi, dal momento che permette di mantenere in forma pi o
meno letterale linformazione relativa allordine delle parole in modo che il livello sintattico sia da
supporto per unanalisi semantica successiva, soprattutto in quelle condizioni in cui linformazione
arriva ad una velocit troppo elevata per poter entrare a far parte di qualche forma di
rappresentazione mentale o in quelle condizioni in cui linformazione presenta ambiguit, non
risolvibile fino allarrivo di informazione successiva con cui confrontarla.
Martin e al. (1987) propongono che il ruolo del magazzino fonologico nella comprensione consista
nel mantenere le parole successive in una frase mentre completata lanalisi sintattica della prima
parte.
Ulteriore conferma allipotesi del ruolo della MBT verbale nella comprensione linguistica viene
dallo studio di Wilson e Baddeley (1993) su un paziente adulto, T.B., in cui al recupero del deficit
di memoria fonologica associato un recupero del deficit di comprensione.
Dagli studi su casi neuropsicologici si potuta evidenziare una dissociazione tra deficit del
magazzino fonologico e deficit di comprensione. Tale dissociazione rende dubbio leffetto di
generalizzabilit del successo di un intervento mirato alla memoria di lavoro sulla comprensione.
Tale dissociazione potrebbe far pensare allutilizzo di strategie alternative soprattutto se in ambito
evolutivo (Campbell e Butterworth, 1985; Butterworth, Campbell e Howard, 1986).
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C anche chi, come Waters e al. (1987, 1991) comunque sostiene una posizione alternativa, cio
che la MBT non usata nel primo stadio di elaborazione della frase o del discorso, ma pu essere
usata in maniera opzionale per rivedere linput quando lelaborazione fallisce nel produrre una
rappresentazione coerente della frase stessa, ossia nellinterpretare i contenuti semantici estratti
dalla struttura sintattica.
Il difetto di comprensione verbale a seguito di deficit del magazzino fonologico limitato a
situazioni particolari in cui cruciale per la comprensione uninterpretazione a livello lessicale
semantico e sintattico e non pu essere usata la strategia di concentrarsi su aspetti specifici in
quanto serve unanalisi completa degli aspetti multipli del materiale da comprendere.
SVILUPPO DELLA MEMORIA DI LAVORO
Dal punto di vista evolutivo, il modello di Baddeley stato ampiamente applicato nel tentativo di
trovare un riscontro degli effetti sperimentali su bambini.
Diversi studi hanno dimostrato come il sistema fonologico cresca di importanza con l'et, anche se
l'et alla quale il recupero stato osservato variava nelle diverse situazioni sperimentali. Con una
presentazione uditiva di stimoli verbali, l'effetto di lunghezza della parola si ritrova a partire dai 4
anni di et (es. in Hulme, Thomson, Muir e Lawrence, 1984); mentre con la presentazione visiva
(disegni o oggetti) , gli effetti di lunghezza di parola non compaiono prima dei 7 o 8 anni di et- I
bambini dagli 8 anni in su usano spontaneamente la reiterazione articolatoria con presentazione sia
visiva che uditiva. Questi risultati convergono con quelli di Flavell (Flavell e Wellmann, 1977).
Nei lavori pi recenti, Hitch e collaboratori suggeriscono che la codifica verbale non soppianta
semplicemente quella visiva, ma che lo sviluppo consiste nella moltiplicazione del numero dei
possibili sistemi di codifica.
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Secondo Baddeley (1986) l'incremento della capacit del loop articolatorio con l'et sarebbe da
imputare pi allo sviluppo della velocit di articolazione piuttosto che allo sviluppo dell'Esecutore
Centrale: pi velocemente le parole possono essere pronunciate pi ne saranno rievocate. Secondo
de Ribaupierre e al.(1994) l'incremento della capacit articolatoria non avrebbe un ruolo causale ma
dipenderebbe da un meccanismo pi generale di sviluppo che influenzerebbe sia la velocit che lo
span.
MODELLI NEUROPSICOLOGICI E PROCESSI DI MEMORIA IN ETA EVOLUTIVA
Le ricerche sperimentali e gli studi clinici sulle capacit mnestiche si sono per lo pi interessati
delladulto mentre gli studi relativi allet evolutiva si presentano come unarea indipendente. Gli
studi evolutivi permettono di dissociare componenti cognitive funzionalmente indipendenti e di
convalidare distinzioni che emergono dagli studi su singoli pazienti adulti, contribuendo cos alla
definizione dellarchitettura dei sistemi cognitivi.
E ormai definitivamente acquisita la distinzione tra due distinti sistemi di memoria : un magazzino
di memoria a breve termine, a capacit limitata, in cui le informazioni rimangono solo il tempo
necessario per essere elaborate o utilizzate, e un magazzino di memoria a lungo termine di capacit
forse illimitata, in cui le informazioni e le conoscenze sono depositate e archiviate
permanentemente.
La memoria a breve termine concepita come una memoria operativa (Baddeley e Hitch, 1974),
uno spazio di lavoro che consente di tenere in mente nello stesso tempo parecchie informazioni,
permettendo cos lesecuzione di attivit cognitive complesse, come la comprensione del linguaggio
orale e del linguaggio scritto, la soluzione dei problemi e il calcolo mentale.. Viene definita anche
memoria immediata perch il contenuto della memoria operativa immediatamente disponibile per
unelaborazione cosciente. La capacit di memoria a breve termine limitata a poche informazioni,
lampiezza (span) di tale capacit misurata mediante le prove di rievocazione seriale immediata.
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Gli stimoli (cifre o parole) possono essere presentati mediante la modalit visiva o quella uditiva.
La capacit di memoria a breve termine, o span, data dalla sequenza pi lunga che un soggetto
in grado di ripetere correttamente in almeno il 50% delle prove.
Lo span medio in et adulta 7, e nessuno ha una prestazione inferiore a 4 (Orsini et al., 1987). Nel
corso dellet evolutiva (Fig.1), lo span aumenta progressivamente con gli anni (Venneri et al.,
1991).
Secondo il modello di Alan Baddeley (1986) la memoria a breve termine non consiste in un passivo
magazzino unitario, ma un complesso sistema, gerarchicamente organizzato, in cui una Centrale
Esecutiva dirige e controlla autonomi sottosistemi, responsabili dellimmagazzinamento e
dellelaborazione di informazioni specifiche (verbali, visive, spaziali e motorie).

Figura 1: evoluzione span di memoria di lavoro

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Modello corrente di loop articolatorio (da Vallar e Cappa,1987,modificato)

In questo modello, il Magazzino fonologico concepito come una struttura capace di
immagazzinare , per un periodo limitato, informazioni codificate fonologicamente. Si tratta di un
magazzino passivo (che si limita a ricevere informazioni) al quale il materiale uditivo accede
direttamente, mentre il materiale visivo deve essere prima ricodificato fonologicamente. Il
Magazzino Fonologico sembra giocare un ruolo decisivo nella comprensione di frasi e nella
ripetizione di parole nuove e pseudoparole. Il meccanismo di Reiterazione articolatoria invece
concepito come un processo attivo che deve svolgere due funzioni: ripassare il contenuto del
magazzino passivo (impedendo cos il decadimento delle tracce) e permettere al materiale visivo di
entrare nel Magazzino fonologico. La sua attivit bloccata dalla soppressione articolatoria. La
maturazione del sistema uditivo-fonologico-articolatorio, nei bambini sarebbe gi avvenuta allet
di 5 anni (Hulme,1984) in quanto sarebbero gi presenti gli effetti di somiglianza fonologica e di
lunghezza articolatoria. Se gli stimoli sono visivi i due effetti sembrano comparire pi tardi.
Venneri e al. (1991) hanno dimostrato che fino a sei anni le informazioni visive non sono codificate
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fonologicamente e non possono accedere al magazzino fonologico attraverso la reiterazione
articolatoria, ma a questo proposito i dati sono contrastanti in quanto in altri studi sembrerebbe che
leffetto lunghezza della parola non compaia che tra i 10 e gli 11 anni . Non sembra al momento
possibile trarre una conclusione definitiva in proposito.
Un ridotto span di cifre rivela una memoria verbale a breve termine deficitaria.
In et evolutiva, a un difetto di memoria verbale a breve temine conseguono importanti difficolt di
acquisizione lessicale e di apprendimento della lettura (Benton,1991).
Una normale capacit del magazzino fonologico indispensabile per lapprendimento di parole
nuove (Baddeley e al., 1988) . Gathercole e Baddeley (1989;1990) hanno trovato una stretta
relazione tra conoscenza lessicale e memoria verbale immediata. I bambini che conoscono il
maggior numero di parole sono anche quelli che presentano le migliori prestazioni di memoria
verbale a breve termine.
Per valutare la capacit dei bambini di mantenere materiale verbale nel magazzino fonologico si
utilizzano le prove dello span di cifre (digit span) e di ripetizione di non parole. Questultima una
prova molto sensibile e specifica: valuta lelaborazione di stimoli fonologici escludendo linfluenza
di variabili semantiche e lessicali. Nel processo di acquisizione lessicale, dunque, per costruire una
stabile rappresentazione lessicale nella memoria a lungo termine, necessario che linformazione
fonologica sia mantenuta ed elaborata nella componente fonologica del loop articolatorio. Se un
bambino ha difficolt a mantenere la forma fonologica di una nuova parola nella memoria a breve
termine, difficilmente riuscir ad apprenderla e a produrla a distanza di tempo. Il corretto
funzionamento del meccanismo di reiterazione articolatoria sembra indispensabile inoltre per un
normale apprendimento della lettura (Rugel,1974).