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Francesco Aspesi GLI ARCHEONIMI DEL LABIRINTO E DELLA NINFA

Del segmentato percorso fin qui compiuto, articolato in capitoli concepiti come conclusi in s ma al contempo incentrati su un unico complessivo argomento, veri e propri meandri di un solo labirinto, alcuni pi di altri direttamente indirizzati verso il centro argomentativo dellintera esposizione, ritengo opportuno soffermarmi ulteriormente sulla lunga storia lessicale che caratterizza i nomi italiani labirinto e ninfa. Con essi intendo riferirmi alle due intere classi di nomi che, a partire dai lessemi greci! labuvrinqo! "! nuvmfh, sono stati fatti propri, direttamente dal greco o tramite la mediazione diretta o indiretta del latino (labyrinthos/labyrinthus e nymphe/nympha) dalle principali lingue di cultura moderne, in particolare europee1. La specificit di queste due classi di lessemi riferibili a labirinto e ninfa, di cui gi questa sorta dintraducibilit nelle diverse lingue appare come un elemento di caratterizzazione, minduce a classificarli come archeonimi, in quanto nomi la cui complessa significazione, stratificatasi nel corso di millenni, si pu identificare negli archetipi cui si riferiscono. Lopportunit di distinguerli dagli altri nomi con una denominazione propria, aldil della suggestione del vago parallelismo fra archeonimo/archetipo e significante/significato, risulter forse da alcune considerazioni sintetiche sia sulla loro natura che sulla loro storia, peraltro strettamente intrecciate. La poliedrica significazione del nome labirinto si sintetizza essenzialmente in unimmagine, quella di un insieme di segmenti ortogonali o curvilinei che determinano un percorso intricato verso un possibile centro: volendo associare un significato in qualche modo univoco al significante labirinto dobbiamo infatti ricorrere non tanto a un concetto verbalizzabile quanto appunto a unimmagine di questo tipo. Lamplissima gamma di connotazioni che ne costituiscono la significazione globale, discende dallapplicazione di un tale schema geometrico di fondo. A partire da esso il labirinto stato cos, fra laltro, il luogo di una danza collettiva ondivaga nellantichit e la danza stessa, il tracciato penitenziale o iniziatico intarsiato nei pavimenti della cattedrali cristiane, il percorso galante vegetale incluso nei giardini dal Rinascimento in poi e continua a essere tutto ci a cui tale !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Si considerino a titolo desempio le seguenti coppie: albanese labirint e nimf, basco labirinto e ninfa, ceco labyrint e nymfa, estone labrint e nmf, francese labyrinthe e nymphe, inglese labyrinth e nymph, lettone labirints e nimfa, olandese labyrint e nimf, polacco labyrint e nimfa, romeno labirint e nimfA, russo labirint e nimfa, serbo-croato labirint e nimfa, spagnolo labirinto e ninfa, svedese labyrint e nymf, tedesco Labyrinth e Nymphe, turco labirent e nimfa, ucraino labyrint e nimfa, ecc.
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immagine pu! sovrapporsi, per esempio, un intrico di strade urbane che ostacolano lorientamento, dei tracciati di giochi infantili o enigmistici, i circuiti stampati alla base della strumentazione elettronica, oppure, in termini pi astratti, la rappresentazione di un problema di cui non sintravvede immediatamente la soluzione, e cos via. proprio infatti la diretta associazione di labirinto con una immagine geometrica pi o meno definita, di percorso segmentato e a prima vista indecidibile, che conferisce a questo nome una straordinaria produttivit semantica sulla base di processi metaforici. Anche i diversi tentativi degli studiosi moderni di attribuire un significato primario al termine greco daburinthos / labuvrinqo! (labirinto-grotta, labirinto-palazzo, labirinto-citt, labirinto-necropoli2) o di enucleare unimmagine labirintica dai viaggi marini di Ulisse e di Enea3, testimoniano dellattitudine a generare significati propria di tale associazione. Fondamentale per la composizione complessiva del significato di labirinto proprio la sua plurimillenaria storia a partire dal greco miceneo, grazie alla quale una gran quantit di significati e di referenti si stratificata su questo nome. Se il daburinthos della tavoletta micenea di Cnosso, alla cui divina Signora dedicata`lofferta di miele, verosimilmente lintero palazzo cretese sul quale si proietta limmagine schematizzata della sua pianta incentrata sul sacro recesso del da(/u)bur, lassociazione di daburinthos / labuvrinqo al mito cretese conseguenza della valenza sacrale implicita nel termine, che si riflette nella rappresentazione del labirinto dedalico come luogo del sacrificio dei giovani ateniesi e del Minotauro, oltre che percorso iniziatico di morte e, per Arianna e Teseo, di ritorno alla vita. Sia lassociazione a unimmagine geometrica che la rilevante connotazione sacrale affondano nella preistoria del termine greco e appaiono il portato, alla luce delle considerazioni fin qui condotte, della sua base egeo-cananaica *da(/u)bur. Il termine cretese pre-greco sotteso alla sequenza in Lineare A du-pu2-re grotta cultuale cretese e lemergenza di tale base in ebraico sotto forma di dbr sancta sanctorum del tempio di Gerusalemme ne testimoniano infatti il rilevante significato sacrale originario e risultano essi stessi abbinati strettamente a unimmagine geometrica, quella del meandro: come abbiamo visto, in parallelo allampliamento in greco di *da(/u)bur con un suffisso locativo nella formazione di daburinthos / labuvrinqo, la struttura del meandro evidente nel muretto minoico della grotta dellAmnisos e nella pianta degli antecedenti cananaico-filistei del focus cultuale del tempio salomonico, si amplia a costituire limmagine canonica ortogonale del labirinto cretese a sette corridoi che si trova attestata a partire da unaltra tavoletta micenea proveniente da Pilo4. ! !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Si vedano, nellordine e a titolo desempio, Faure 1964, Evans 1921-35, Cordano 1980, Castleden 1990. Rispettivamente Chiarini 1991 e Doob 1990 (cap. VIII), cui fa eco, con altre argomentazioni connesse alla danza degli astri, Chiarini 1994, pp. 74-89. 4 Elementi grafici, ortogonali o spiraliformi, carichi di evidente simbolismo sono peraltro presenti nella preistoria di diverse regioni europee ed extra-europee e nella pre-proto-storia egiziana.
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! Limmagine evocata dalla classe di nomi che includono italiano labirinto trova un preciso riscontro in alcune delle immagini descritte da soggetti in analisi e che Jung classifica come mandala. Al simbolismo dei mandala lo psicanalista degli archetipi dellinconscio collettivo dedica particolare attenzione e fra i mandala riportati nella sua opera specificatamente dedicata alla sua teoria degli archetipi alcuni presentano una struttura del tutto labirintica, di spazio circoscritto includente un percorso al centro5. Il riscontro psicologico della significazione archetipica del labirinto, il suo diretto referente archetipico interiorizzato, completa la natura particolare di tale nome, per il quale ritengo appunto utile la definizione di archeonimo. Mentre esistono archetipi che si denominano secondo modalit descrittive, come ad esempio, restando nellambito della ricerca di Jung e della sua applicazione alla mitologia operata da Kernyi6, larchetipo del fanciullo o quello della madre, il complesso archetipico del labirinto non pu prescindere dalla sua denominazione specifica: larcheonimo labirinto, con la sua storia a partire dal greco e la sua preistoria egeo-cananaica, intrinsecamente implicato nellincessante accumulo di connotazioni cui lha esposto la sua vicenda plurimillenaria, fin dalle origini associata alla sfera della sacralit. Se consideriamo infatti quale carica di simbolismo ha conservato nella nostra cultura linsieme concettuale connesso alla denominazione del labirinto e come sia stata cos a lungo inesauribile fonte di elaborazione e ispirazione artistica, sia letteraria che figurativa, possiamo ragionevolmente far risalire una parte di tale straordinaria valenza simbolica alla denominazione pre-greca del santuario presumibilmente pi rappresentativo dei culti femminili della fertilit deredita neolitica sulle coste del Mediterraneo e giustificarne la sua inclusione, rideterminata con un suffisso locativo, nel lessico simbolico del mito dei sopraggiunti Greci, portatori di altro sistema di concezioni religiose. Analoghe considerazioni possono essere avanzate per lassunzione di un tale nome nel lessico sacrale dellebraico, a indicare addirittura il luogo assiale, ombelicale, del culto monoteista degli Ebrei.

Il nome della ninfa emerge anchesso, sulla base degli studi specifici qui riportati, da un tale profondo sostrato lessicale pertinente a culti della fertilit dorigine neolitica, come mi parso di poter inferire dalle comuni origini egeo-cananaiche di lessemi dellape, del miele e della profezia !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
5 Jung 1980, tavv., XVII/B, XXXIV/B ed altre, come le figurative tavole XVI/B, XVIII/B, XXI/B. Limmagine della tavola IV/B pu ritenersi paradigmatica, in quanto il percorso al centro inizia con meandri ortogonali e si conclude con una spirale. Su labirinto e mandala, con riferimenti a Jung, si veda anche Fanelli 1997, pp. 46-49. Per unautorevole definizione del Labirinto come archetipo negli studi dellantichit si rimanda a Colli 1975, p. 29. 6 Jung, Kernyi 1972.

nelle lingue semitiche, specie nord-occidentali, e di greco! nuvmfh, la cui! significazione originaria sembra rimandare appunto a quella dellape per la frequente identificazione delle Ninfe con le api nel mondo greco e per la funzione mantica spesso loro attribuita. Archeonimo quindi ci appare il nome della ninfa, in parallelo con labirinto, sia nellaccezione ristretta di significante giuntoci dalla preistoria del greco e delle lingue semitiche, ma anche per la sua conseguente, seppur non necessaria, associazione ad un archetipo, in quanto possibile specificazione dellarchetipo che Jung e Kernyi identificano con la figura di Core7, ninfa per eccellenza, in quanto esemplificazione mitica del passaggio dallo stato virginale a quello coniugale8. Sul piano pi propriamente lessicale, ninfa condivide con labirinto la sua attitudine ad evocare unimmagine ben definita, riferibile sia a una giovane donna che si affaccia appunto alla dialettica amorosa e ne diventa poi protagonista nel ruolo di giovane sposa, secondo luso sociale in greco del termine!nuvmfh9#!quanto allarchetipo della giovane semidivinit femminile dalla natura ambigua e dalle varie e frequenti epifanie nel mito, nella letturatura e nellarte, la Nuvmfh, che figura originariamente come teonimo a partire da nomi dellape deredit egeo-cananaica incentrati su una base fonetica rappresentabile come *nu(m)b/bh10. Al verosimile processo di trasformazione di nuvmfh nella protostoria del greco da zoonimo a teonimo11, appare correlarsi limmagine silvestre della Ninfa, componente del chors di Artemide cacciatrice12 negli ambienti naturali propri delle api selvatiche, boschi, foreste montane, sorgenti e specchi dacqua. Si tratta della ninfa che abita nelloscurit delle grotte, sedi di favi selvatici o, come lAmadriade, che vive in intimit con gli alberi, nelle cui cavit lape non addomesticata pure depone il suo miele. Dellimmagine bipolare e tensiva13 della ninfa, nel significato originario di! nuvmfh sembra prevalere il polo rappresentato dalla semidivinit vergine, che rifugge lamore (anche se spesso vittima involontaria della violenza maschile), impegnata con le sue compagne di caccia nella ricerca e nellinseguimento di prede animali, cos come le api, ritenute nellantichit avulse dalla sessualit, sinvolano in sciame alla ricerca del miele. Anche la danza dei cori di ninfe artemidei14, come la ricorrente immagine delle ninfe affaccendate nella raccolta di fiori15,!"$%&'!('!

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Jung 1980, pp. 175-97 e Jung, Krenyi 1972, pp. 149 ss. Lambrugo 2009, p. 140. Schirripa 2009, p. 72, ricorda il ruolo delle ninfe nei misteri di Demetra, dove esse tornano sempre associate a Kore. 9 Si veda lesauriente analisi al riguardo di And 1996, che connette luso comune di nuvmfh come specificazione di una et della donna alla sua fase di piena sessualit, cos da essere adeguato sia alla fanciulla in et da marito che alla giovane sposa. 10 Cfr. sopra, p. 72. 11 Si rimanda, in generale, al capitolo II.1. 12 A partire da Il. VI, 103-106. 13 Agamben 2007, p. 31. 14 Pou~ ga;r h; Artemi oujk ejcovreusen Dove mai Artemide non partecipa ai cori di danza? (Aes., Prov. 9). 15 Che spesso connota il paradigma mitico del rapimento di fanciulle divine, come Core o Europa.
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&%)*++",,'!+'-.'!+"(("!'/*#!)*'!*-!/0")"-.'!+"(("!&%1/'2-"!/"0!*-+*&'0"!+*0".*%-"!"!+*),'-.'! +"*!3*%0*!*+%-"*!'(('!0'&&%(,'!+"(!/%((*-"#!)*'!',,%0-%!'*!3*%0*!),"))*456! 78,,'$*'!+'!)89*,%!nuvmfh!rimanda anche alle pi variegate rappresentazioni dellamore femminile, alla giovane donna, divina o mortale, coinvolta con il dio o con luomo nella dialettica amorosa, che in qualche modo incarna e rappresenta, siano esse Arianna o Calipso: questaspetto della ninfa, contradditorio con la natura dellape e della ninfa delle selve, attiene forse anchesso allampia valenza sacrale rivestita dallape nel mondo egeo-cananaico pre-greco, una sorta di epifania delle divinit femminili connesse ai culti della fertilit deredit neolitica, soggetta a una sorta di decadenza allatto della sua annessione come ninfa nella sopraggiunta religione olimpica. Questa ninfa amorosa, in qualche modo seconda rispetto a quella in fuga dallamore maschile, destinata ad una affermazione durevole nel tempo e costituisce la connotazione principale del termine nelluso contemporaneo. Ninfa amorosa s, ma non priva della traccia del pungiglione originario, trasformatosi nellarco delle ninfe cacciatrici al seguito di Artemide: nellimmagine atemporale della ninfa, quintessenza delle incrostazioni semantiche prodottesi nel corso del tempo sul suo significante, il miele amoroso convive infatti col veleno, difesa-offesa nei confronti della sempre incombente minaccia maschile, sia nel mito greco, dove paradigmatica la sorte di Hylas, che nella sensibilit moderna, a partire dalla Lolita di Nabokov17. In modo ancora pi evidente che per labirinto, ninfa, o meglio, come detto sopra, la classe di nomi riferibili a italiano ninfa penetrati in un ampio numero di lingue a partire da greco nuvmfh, merita cos di essere specificato come archeonimo, non solo per il rilevante valore simbolico che la sua matrice fonetica, al pari di quella di labirinto, presenta gi nella preistoria egea-cananaica, ma soprattutto per il suo conseguente correlarsi alla poliedrica immagine archetipica della giovane donna, partecipe della facolt divina dingenerare amore e generare nuove vite. Una volta stabilitasi tale associazione fra archetipo e presunto archeonimo, arbitraria e non necessaria18, sembra stabilirsi una interazione in qualche modo analoga a quella linguistica fra significato e significante. Da una parte, infatti, la complessit della significazione archetipica si riflette nel caleidoscopio dei significati depositatisi su ninfa in un arco di tempo cos prolungato: sebbene un archetipo di tale profondit interessi un ampio spettro di altre denominazioni, si pensi ai nomi propri delle varie Ninfe, in particolare alla Core della psicanalisi junghiana, alle specificazioni di raggruppamenti di Ninfe in relazione ai loro habitat, Naiadi, Oreadi, Amadriadi, Hyadi, ai nomi delle diverse epifanie ninfali nel mondo greco (come Muse, Grazie, Ore, Trie, Moire, Sirene, Sibille, Baccanti, Erinni, !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Il rapporto fra Ninfe e api particolarmente indagato nel capitolo II.1 di questo volume. Per quanto riguarda lo specifico motivo della danza, si vedano gli accenni alla p. 68 e alla relativa n. 214. 17 Calasso (2005, p. 48) segnala le pagine delledizione italiana nelle quali seguire le tracce delle Ninfe, sparse con magnanima dovizia in tutto Lolita. 18 Come sopra accennato (p. 131), non a tutti gli archetipi corrisponde un nome specifico.
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Lamie, queste ultime denominazioni della ninfa cattiva) e nelle altre mitologie (Ondine, Fate, Rusalki, eccetera19), limmaginario archetipico che complessivamente si associa a ninfa fa di questo nome liperonimo di riferimento di tutto tale insieme lessicale20. Daltra parte, in modo speculare, le valenze semantiche assunte in successione da nuvmfh, dal significato originario di ape ereditato dalla preistoria egeo-cananaica a quello teo-antropomorfico di Ninfa, sembrano fissare, se non in parte apportare, componenti culturali dellarchetipo della ninfa risalenti verosimilmente a culti preistorici della fertilit riferibili allape. In tale modo larcheonimo interagisce con larchetipo nellincessante ridefinizione dellimmagine della ninfa21, provvedendole peraltro un complessivo ancoraggio lessicale.

Lintreccio fra labirinto e ninfa remoto e affonda verosimilmente in uno strato culturale molto antico in cui le cavit naturali, fungendo da sedi di culti della fertilit, vedevano lincontro di divinit femminili a essi preposte, al cui corteggio potevano essere assimilabili le api, con giovani donne in et fertile. Mentre la persistenza del rito fa s, ad esempio, che la dea Ilitia, assunta al pantheon olimpico come protettrice delle partorienti, risieda fino al tramonto del culto greco nella grotta cretese dellAmnisos, di cui la pianta a meandro del muretto minoico attorno alle stalagmiti cultuali contrassegna la natura labirintica22, il mito fa di Arianna la ninfa del Labirinto cretese23. I ninfei, i cui prodromi nellet del bronzo vengono riconosciuti in grotte come lantro Coricio nella Focide e quelli di Lera a Creta o del Parnaso in Attica, anche se il culto delle ninfe in grotta documentato con certezza solo dallet arcaica24, costituiscono leredit dellassociazione labirintoninfa e la sede della ritualit ad essa connessa25.

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Non questa la sede dove soffermarsi sulla quantit di esseri femminili che, nelle mitologie e nel folklore dei vari paesi, condividono aspetti della Ninfa. Devo a Carla Muschio preziose schede che riassumono i risultati sulle sue ricerche sulle ninfe nelle tradizioni russe, inglesi e francesi, materiali che invitano a unindagine complessiva sullargomento. 20 Analogamente, allidea di labirinto possono corrispondere altri nomi, come inglese maze e tedesco Irrgarten, che per si affiancano, senza sostituirle, alle rispettive continuazioni archeonimiche labyrinth e Labyrinth 21 Che lassociazione a unimmagine sia caratteristica fondamentale dellarcheonimo ninfa, cos come abbiamo visto con maggiore evidenza per larcheonimo labirinto, appare comprovato dallattitudine della ninfa a essere raffigurata attraverso tutto il corso della storia dellarte. La ninfa limmagine dellimmagine, afferma Agamben (2007 citato, pp. 53-54) in riferimento alla ninfa dellatlante warburghiano Mnemosyne. 22 Sopra, p. 24. 23 Su cui Mati 2006, pp. 107-33 e, pi recentemente e pi in generale, Ieran 2007. Per le testimonianze dellassociazione di una giovane donna al labirinto in diverse tradizioni culturali e in particolare nel folclore dellEuropa del nord, si rimanda a Kraft 1985. 24 De Francesco 2009 e, in particolare, p. 101. 25 Il santuario extra-urbano delle Ninfe Ctonie a Cirene (Micheli, Santucci, 2000), bench elaborato architettonicamente soprattutto in epoca ellenistica, include le cavit naturali del culto originario. Lorigine therese della colonia cirenaica, che rimanda allAkrotiri minoica (sui precedenti nellet del bronzo della mitica fondazione di Cirene in et arcaica si vedano Stucchi 1967 e 1990, Bacchielli 1979 e Parisi Presicce 2002), la sua posizione rispetto alla vicina Creta e leponima ninfa Cirene connessa alle api attraverso le vicende del figlio Aristeo rendono questo santuario particolarmente evocativo nel contesto complessivo di questo mio lavoto.
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Rito e mito testimoniano cos del radicamento di questa associazione archetipica e mi sembra particolarmente rilevante, sul piano linguistico, che essa trovi riscontro nelloriginaria connessione fra i due archeonimi corrispondenti. Basti ricordare come tracce evidenti di una tale connessione siano presenti nel lessico ebraico riferibile al sostrato egeo-cananaico26 e come, sul versante del greco, allorch la base pregreca *da(/u)bur viene rideterminata in miceneo come daburinthos, appaia documentata a Creta quale pertinenza di una divinit femminile, della Signora del Labirinto stesso, alla quale vengono significativamente offerti vasi di miele. Sulla parete a fianco del dubure minoico costituito dal cosiddetto bacino lustrale della Xeste 3 del palazzo di Akrotiri a Thera sono peraltro rappresentate due figure! ninfali in un paesaggio silvestre nel registro inferiore di un affresco che raffigura in alto una divinit femminile in trono, fronteggiata, oltre che da un babbuino, da unancella divina27. Labirinto e ninfa sono associati anche nel rituale della danza: il! corov, in greco nome generico per la danza, di cui sono spesso protagoniste le Ninfe specie al seguito di Artemide, nellIliade anche il luogo simile a quello che un tempo Dedalo aveva apprestato nellampia Cnosso per Ariadne dai riccioli belli. Plutarco e Callimaco denominano gevrano la danza labirintica cui un tale spazio risulta adeguato, termine che abbiamo visto originare anchesso dal sostrato egeo-cananaico28.

Le caratteristiche dei termini che ho individuato come riferibili a tale specifico sostrato linguistico, precedente allinstallazione di popolazioni grecofone e parlanti lingue semitiche sulle due sponde del Mediterraneo orientale, apportatore in tali lingue di nomi afferenti a un ambito sacrale riportabile a culti della fertilit di eredit neolitica29, appaiono in conclusione necessarie ma non sufficienti a conferire a due di essi, quelli che in greco figurano appunto come daburinthos / labuvrinqo! e!nuvmfh, la qualit di archeonimi. In un preliminare tentativo di sintetizzare quanto ritengo faccia di questi due nomi degli archeonimi, allimprescindibile condizione che il loro significante abbia attraversato i millenni in una catena di prestiti che affonda nella preistoria delle lingue di antica documentazione, e questo a partire da una rilevante valenza simbolica originaria, occorre aggiungere la constatazione che la loro significazione non tende a fissarsi in un ambito concettualmente definito, ma resta aperta nel tempo allaccumulo di significati apparentemente diversificati, che sembrano trovare una loro indistinta unit solo in una sfera percettiva profonda e radicata nellinconscio. In modo pi evidente per labirinto che per ninfa, ci sembra determinarsi attraverso il rimando dellarcheonimo !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Si veda, sopra, il capitolo III.1. Sopra, p. 25 e lillustrazione di p. 97. 28 Si rimanda al riguardo agli studi I.3 e I.4. Come abbiamo visto qui sopra, la danza propria anche della primitiva epifania zoomorfa della Ninfa, lape. Se sul piano del referente c chi ha proposto un parallelo formale fra lomphalos, focus del labirinto, e lalveare (Richards-Mantzoulinou 1979) il lessico ebraico (post-biblico) presenta nomi dellalveare sulla radice dimorfica *kwr / *krr muoversi in cerchio, danzare. 29 Capitolo III.3, in particolare alle pp. 128-29.
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essenzialmente a unimmagine, e solo mediatamente ai diversi referenti che tale immagine suscettibile di evocare. Cos dapprima limmagine del meandro si associa alla base egeo-cananaica *da(/u)bur e, raffigurando verosimilmente col massimo di astrazione il centro, la rende atta a significare sia il centro cultuale ctonio che lassialit cosmica e concettuale in genere; in seguito allimmagine pi complessa del labirinto includente il meandro centrale nella cornice dei corridoi ortogonali30 che rimanda nella sua accezione pi generale il greco daburinthos / labuvrinqo!e le sue continuazioni ad oggi nella maggior parte delle lingue di!cultura non solo europee, con la miriade di connotazioni di significato che tale immagine ha prodotto. Essa aggiunge alla dimensione spaziale del centro e delle sue circostanze quella temporale del percorso al centro, vera e propria sintesi spazio-temporale31 che fa di labirinto anche lespressione lessicale, appunto larcheonimo, dellesperienza del percorso esistenziale inscritta nellinconscio individuale e collettivo dellumanit, con le conseguenti manifestazioni archetipiche nel mito e nel rito. Anche ninfa, la cui storia lessicale si presenta parallela a quella di labirinto, dalla preistoria egeocananaica alla sua definizione in greco e alle sue diramazioni nelle lingue semitiche nordoccidentali, mi parsa riferirsi essenzialmente a unimmagine, tanto che la sua altrettanto stratificata significazione verbale finisce con lintegrarsi con linsieme delle raffigurazioni che della ninfa la pittura e la scultura hanno generato e generano, a partire dallarte classica. E anche limmagine connessa a ninfa, quella della femminilit che si misura in positivo o in negativo32 con la straordinaria facolt di procreare, dando luogo a un incessante accumulo di significati specifici, spesso ambigui e contraddittori, rimanda a unesperienza archetipica del genere umano testimoniata dal mito e dalla ritualit. Dellarcheonimo risulta infine caratteristica la permanenza dei significanti nel tempo e nelle diverse lingue, fatti salvi gli adattamenti specifici alla fonetica peculiare a ciascuna di esse, caratteristica che mi ha indotto, in apertura di queste conclusioni, a parlare di labirinto e ninfa come di due classi di lessemi. Questa tendenza alla persistenza dei significanti di labuvrinqo e nuvmfh sembra ulteriormente definire la loro natura di archeonimi, sottolineandone appunto la funzione di ancoraggio linguistico nei confronti dei corrispondenti archetipi.

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Sette nella canonica rappresentazione del labirinto a Creta testimoniata dalla pi volte citata tavoletta micenea, qui riprodotta alla p. 7. 31 Il Labirinto non unespressione soltanto spaziale, ma anche temporale (Santarcangeli 1972, p. 193). 32 La Ninfa amorosa e la sfuggente Ninfa-ape.
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