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ARCHITETTURA

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IL GIORNALE DELL

SPECIALE LUCE NATURALE


Luce e psiche Luce e prefabbricazione unalleanza con il legno pag. 2 Maurizio Varratta la luce per plasmare spazi di qualit pag. 3 I protocolli di CasaClima la luce come parametro di valutazione pag. 5 Luci, vetri e schermature istruzioni per luso pag. 6 Model Home 2020 edifici efficienti e sostenibili per il futuro pagg. 10-13 VELUXlab un laboratorio del Politecnico di Milano pagg. 14-15

Daylighting design

Quanto vale la luminosit


Una corretta illuminazione naturale, oltre a diminuire i consumi energetici e i costi di gestione, influisce anche sui prezzi degli edifici e sulle scelte degli acquirenti
In quale misura la luminosit naturale riesce a influire sui prezzi e i valori degli immobili? Attualmente, di grande interesse lanalisi, elaborata da I-Com e Assoimmobiliare attraverso modelli statistici, delle determinanti dei prezzi degli immobili, nel tentativo di quantificare il contributo delle variabili qualitative sulla formazione dei valori di mercato e sui comportamenti di scelta dei consumatori. Lo studio, contenuto allinterno del secondo Rapporto sullefficienza energetica realizzato da Enea e presentato a Roma il 23 gennaio, dimostra come la classe energetica abbia sui valori di mercato un impatto minore rispetto ad altri fattori come il panorama, la luminosit, il grado di finitura degli interni e lorientamento delledificio. La certificazione risulta determinante solo per edifici in classi elevate oppure in caso di ristrutturazioni di edifici degradati o in zone periferiche.

Dice larchitetto

Maurizio Varratta (Genova, 1955), dopo la laurea nella sua citt natale e la collaborazione con Renzo Piano, ha aperto il suo studio, specializzato in sostenibilit applicata, risparmio energetico e innovazione tecnologica
Quale ruolo svolge la luce naturale nel percorso progettuale del suo studio? In quale fase viene affrontato il tema della luce naturale e con quali strumenti ne viene valutato lapporto? un aspetto cruciale. Parlando di sostenibilit, termine oggi molto abusato, uno dei ruoli pi importanti riguarda il comfort delle persone. E la luce naturale, oltre a essere fortemente legata allandamento dei costi (pi se ne sfrutta, meno luce artificiale si utilizza, con un vantaggio economico), anche una componente di qualit dello spazio che si abita e il suo ruolo fondamentale in tutti i progetti. In ogni nuovo intervento affrontiamo la tematica fin dalla progettazione preliminare facendo da subito, attraverso schemi, schizzi e limpiego di semplici programmi di calcolo-disegno, CONTINUA A PAG. 3

La Maison Air et Lumire di Verrires-le-Buisson (Francia, 2011) uno dei sei edifici del progetto Model Home 2020, promosso da VELUX nel 2009 per contribuire allo sviluppo di edifici a basso impatto ambientale. Articoli pagg. 10-13
Anche dalle ricerche sulla soddisfazione abitativa condotte da Rachel Kaplan, professoressa di Psicologia presso lUniversit del Michigan, e pubblicate nel 2001 sulla rivista Environment and Behavior, emerge un quadro in cui risultano determinanti, nellorientare le scelte di acquirenti e venditori, altre prestazioni, di tipo non energetico: fra queste, la luminosit dellabitazione, la qualit della vista, la spaziosit e i colori degli ambienti (elementi ulteriorValerio R.M. Lo Verso CONTINUA A PAG. 4

6+1 progetti internazionali

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La luce un materiale fondamentale per larchitettura


La luce naturale riveste sempre pi un ruolo centrale nel progetto architettonico, diventando essa stessa un materiale per larchitettura, al pari di altri materiali che vengono impiegati per definire gli ambienti interni e gli involucri edilizi, dalle facciate alle coperture. Ambienti di lavoro e di vita illuminati naturalmente risultano dinamici nel tempo e vengono giudicati pi stimolanti e produttivi dagli utenti che, mantenendo un contatto con il mondo esterno, percepiscono il trascorrere delle giornate, lalternarsi delle stagioni e i cambiamenti climatici. La sensazione di interesse e piacevolezza viene accresciuta da altre qualit intrinseche della luce naturale, quali la resa cromatica e la capacit di far percepire i contrasti luminosi e le luminanze delle diverse superfici. Oltre a vantaggi di natura psico-fisiologica, altrettanto Giulio Antonutto e Roberto Caria CONTINUA A PAG. 8

Inserto a cura di Roberta Chionne, Cristiana Chiorino e Laura Milan Curatela scientifica di Valerio R.M. Lo Verso Impaginazione a cura di Elisa Bussi Allegato a Il Giornale dellArchitettura n. 113, primavera 2013 Societ editrice Umberto Allemandi & C. spa, via Mancini 8, 10131 Torino, tel. 011.81 99 111 - fax 011.81 93 090 e-mail: redazionearchitettura@allemandi.com www.ilgiornaledellarchitettura.com

IL GIORNALE DELLARCHITETTURA Numero 113, primavera 2013 SPECIALE LUCE NATURALE

Luce e psiche

Please dont take my sunshine away


Una sapiente introduzione della luce naturale negli edifici ormai un elemento imprescindibile nella definizione della qualit ambientale e nella promozione del comfort psicofisico e delle prestazioni degli occupanti
La dinamicit della luce naturale permette di percepire il trascorrere della giornata, i cambiamenti climatici e lalternarsi delle stagioni, nonch la riconoscibilit cromatica degli ambienti. A livello fisiologico, sia il sistema nervoso centrale che quello endocrino sono influenzati dallo stimolo luminoso: la produzione di vitamina D, laumento delle difese immunitarie e la regolazione del meccanismo del glucosio e dei ritmi circadiani sono solo alcuni esempi dei benefici effetti della luce naturale. A livello psicologico, la luce naturale risulta associata a miglioramenti dellumore e a minore affaticamento visivo, rispondendo inoltre alla necessit dellessere umano di essere in contatto con lambiente esterno. Secondo quanto affermato dalla teoria psicologico-ambientale Attention Restoration Theory elaborata da Rachel Kaplan, particolarmente benefica risulta la vista su paesaggi naturali, in quanto capace di contribuire a diminuire i livelli di stress dellindividuo. Risulta infatti attivata quella che Kaplan definisce fascinazione, unattenzione indiretta e involontaria che permette di rigenerare quella diretta sul compito che lindividuo sta eseguendo. Numerosi studi documentano la rilevanza della luce naturale in relazione a specifiche destinazioni duso. Per gli edifici a uso residenziale, diverse ricerche dimostrano come gli abitanti di appartamenti con vista su contesti naturali riportino un aumento della soddisfazione abitativa (legata alla propria abitazione e al contesto in cui essa si colloca) e del livello generale di benessere. Uno studio condotto su un campione di residenti nella citt di Torino ha evidenziato come la luminosit e il panorama di cui si pu godere siano rispettivamente al primo e secondo posto nella definizione del grado di piacevolezza della propria abitazione (al terzo e al quarto laltezza dei soffitti e il colore delle pareti, comunque implicati nel determinare la sensazione di luminosit complessiva dellabitazione). Per quanto riguarda gli edifici di cura, uno studio condotto dal Politecnico di Torino (Dipartimento Energia) e dallUniversit di Torino (Dipartimento di Psicologia) in diverse strutture ospedaliere del Piemonte ha evidenziato come la luce naturale sia il parametro ambientale ritenuto pi importante dagli utenti, sia operatori sanitari sia degenti. Per i degenti, le ricerche di Roger Ulrich (professore presso il Center for Healthcare Building Research della Chalmers University of Technology della Svezia) mostrano come la possibilit di godere di una vista verso lesterno determini la riduzione dei tempi di recupero dopo un intervento, un miglior quadro clinico globalmente osservato dagli operatori e la richiesta di minori dosi di analgesico (si passa da 2,48 dosi di analgesico forte nel gruppo di pazienti senza vista sullesterno a 0,96 dosi del gruppo esposto a luce naturale, tra il secondo e il quinto giorno dopo lintervento). Per gli operatori, invece, unesposizione alla luce naturale di almeno 3 ore al giorno risultata determinare un aumento sensibile della soddisfazione lavorativa, con una riduzione dellaffaticamento visivo e dei potenziali errori. Anche nel caso degli ambienti di lavoro, lilluminazione naturale dimostra di giocare un ruolo fondamentale nel ridurre il discomfort psicofisico degli occupanti. Diversi studi riportano come il 96% degli utenti preferisca lavorare in condizioni di luce naturale, e il 93,5% ritenga fondamentale disporre di finestre nel proprio ufficio. In uffici illuminati naturalmente, i dipendenti riportano benefici legati a salute e umore migliori, con una maggiore soddisfazione globale, con conseguente ridotto assenteismo, minore tendenza al turnover e aumento di produttivit (nellordine del 12% in un anno). Negli edifici scolastici la luce naturale risulta avere effetti positivi sulla qualit dellapprendimento: uno studio condotto nel 1999 dallHeschong Mahone Group per la Pacific Gas and Electric Company (California) ha dimostrato come studenti di aule provviste di luce naturale avessero una velocit superiore del 20% nel completare test di matematica e del 26% nei test di lettura rispetto ad alunni di classi senza luce naturale. Effetti postivi si riscontrano anche sullassenteismo sia di alunni che di docenti: documentata una percentuale di presenza in aula pari al 98% in una scuola con aule illuminate naturalmente. Negli ambienti del commercio gli effetti positivi della luce naturale si traducono innanzitutto in un incremento delle vendite: linserimento di sistemi di illuminazione zenitale, ad esempio, risultato aumentare le vendite del 31-49% rispetto a esercizi commerciali sprovvisti di luce naturale, secondo quanto riportato da uno studio della Heschong Mahone Group. Gli effetti correlati sono poi la maggiore soddisfazione e quindi fidelizzazione del cliente, la migliore visibilit del prodotto e il miglior morale dei dipendenti. Federica Caffaro
Dottore di ricerca in Psicologia applicata ed Ergonomia

Luce e prefabbricazione

Unalleanza che apre nuove possibilit


Il legno e la luce naturale sono diventati due elementi simbolo di architetture di eccellenza che coniugano benessere e tecnologia
Recentemente, si potuto osservare come i requisiti di elevati standard abitativi in termini di comfort ambientale e risparmi energetici trovino unapplicazione convincente nel settore delle costruzioni prefabbricate in legno. Secondo i dati riportati da Lignius, lassociazione nazionale italiana case prefabbricate in legno, il settore della prefabbricazione in legno costituisce ormai un mercato in costante aumento (20% annuo), risultando in controtendenza rispetto al mercato delledilizia tradizionale (in flessione del 30% nel corso dellultimo anno). Lingegnerizzazione precantiere, caratterizzata da unelevata certificazione di prodotto e di processo e da tempi realizzativi fortemente ridotti rispetto alla costruzione in situ, assicura il connubio fra innovazioni tecnologiche, sostenibilit ambientale, risparmi energetici e qualit degli spazi abitativi del manufatto finale. Inoltre, risultano garantiti elevatissimi standard di sicurezza antisismica, in virt delle propriet intrinseche del legno (pi leggero e pi duttile rispetto al calcestruzzo armato, in grado dunque di dissipare in modo pi efficace le sollecitazioni si-

Il complesso di via Cenni a Milano (Rossi Prodi Associati); edificio residenziale E3 in Esmarch Street a Berlino (Kaden+Klingbeil Architekten, 2008)
smiche), e di connessioni e giunti appositamente studiati. Per tutti questi motivi, nella fase di ricostruzione che ha seguito i drammatici terremoti de LAquila e dellEmilia si fatto largo uso di elementi prefabbricati in legno per la ricostruzione di edifici sia residenziali che civili. Le costruzioni prefabbricate in legno si distinguono anche per gli elevati standard di benessere e comfort abitativo: ad esempio, nei pacchetti prefabbricati trovano impiego soluzioni di coibentazione termoacustica e legni chimicamente non trattati, con tassi di umidit ben precisi (essiccati in apposite camere) e che non necessitano di ulteriori trattamenti antimuffa o antiparassiti, con conseguenti benefici sulla qualit e la salubrit dellaria. Ma soprattutto il connubio fra legno e luce naturale permette di valorizzare e riscoprire un materiale, il legno, che risulta particolarmente apprezzato dagli utenti per la sua valenza di materiale caldo e piacevole al tatto e alla vista. Sviluppatasi in relazione alledilizia residenziale, la tecnologia del legno prefabbricato si ulteriormente evoluta permettendo di raggiungere altezze da grandi opere, particolarmente idonee in centri densamente abitati: ad esempio, nellEast End di Londra stato realizzato un edificio per 29 appartamenti disposti su nove piani (Waught Thistleton Archi-

tects, 2012), mentre a Berlino ledificio E3 ne raggiunge sette (Kaden+Klingbeil Architekten, 2008). Si inoltre ampliata la possibilit di realizzare in legno prefabbricato edifici di qualunque destinazione duso, dal social housing (si pensi al quartiere residenziale in corso di realizzazione in via Cenni a Milano, con 124 alloggi in classe energetica A, in fase di ultimazione, su progetto di

Fabrizio Rossi Prodi Associati), alledilizia scolastica o per lascolto della musica. In questambito basti pensare ai numerosi auditorium o parchi della musica progettati da Renzo Piano, basati su un uso del legno come materiale ottimale per garantire una qualit acustica superiore, secondo un paradigma ulteriormente declinato nel progetto dellauditorium del parco del Castello a LAquila.

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IL GIORNALE DELLARCHITETTURA Numero 113, primavera 2013 SPECIALE LUCE NATURALE

Dice larchitetto

La luce per plasmare spazi di qualit


Secondo Maurizio Varratta non ci preoccupiamo a sufficienza della gestione degli edifici che potrebbe garantire maggiore comfort e risparmi energetici ed economici, anche attraverso un attento studio della luce negli ambienti
SEGUE DA PAG.

1 verifiche specifiche molto pi approfondite di quelle relative ai rapporti aeroilluminanti previsti dalle norme. Partendo dallesposizione, analizziamo i comportamenti delledificio nei confronti della luce naturale, ne impostiamo un orientamento che determina alcune scelte preliminari su schermature solari esterne, superfici finestrate e tipologia di tamponamento in genere, e poi approfondiamo la progettazione con consulenti specifici legati alla fisica delledificio. A questo proposito, negli ultimi anni abbiamo stabilito un proficuo rapporto con il team guidato da Fabio Viero della ManensTfs di Verona, societ con cui collaboriamo anche per la progettazione degli impianti. Unanalisi del daylighting effettuata attraverso programmi di calcolo pi elaborati ci permette cos di verificare esattamente la quantit di luce naturale nei vari punti delledificio. Procediamo quindi a un bilanciamento della luce naturale con quella artificiale che, superando la normale staticit di questultima, contribuisce anche a migliorare alcuni aspetti legati ai bioritmi dellutenza (come una maggiore concentrazione e un aumento del livello di attenzione). Questo processo consente di ottenere anche un evidente risparmio energetico e un miglior comfort ambientale legato al ciclo giornaliero della luce. Come viene affrontata lintegrazione fra luce naturale e luce artificiale? Sicuramente rappresenta una tematica molto sentita anche perch, oltre a occuparci di architettura sostenibile, abbiamo collaborato alla progettazione di nuovi corpi illuminanti per aziende come iGuzzini Illuminazione e Castaldi. Nello specifico, ci siamo addentrati anche nelle problematiche tecniche: abbiamo partecipato a gruppi di progettazione che hanno sviluppato sistemi di gestione della luce tramite specifici controller di cui abbiamo curato limmagine estetica. Nel progetto che stiamo seguendo a Milano, un complesso per uffici, la luce naturale e la sua integrazione con quella artificiale hanno un grande impatto nella stessa confor-

I laboratori della luce per iGuzzini Illuminazione a Recanati (Macerata, 2011)


mazione delledificio. Stiamo analizzando sistemi dilluminazione basati sullimpiego di corpi illuminanti a LED che, gestiti elettronicamente, ci permettono un controllo totale sulla luce e sulla manutenzione degli apparecchi. Stiamo inoltre cercando di ottenere intensit di luce variabili: in questo modo possiamo migliorare il comfort ambientale attraverso livelli di illuminamento che si adattino allutilizzo degli spazi e possano variare nel tempo e, al contempo, ottengano anche un sensibile risparmio energetico ed economico attraverso un attento sistema di gestione. Quali sono gli interventi che porterebbe ad esempio dellintegrazione della luce naturale nel percorso progettuale complessivo? Uno dei pi importanti negli ultimi anni stato ledificio della iGuzzini Illuminazione a Recanati per i laboratori della luce; spazi destinati alla progettazione, presentazione e promozione di nuovi corpi illuminanti e dove naturalmente tutti gli aspetti legati al daylighting erano e sono molto sentiti. Lintegrazione tra luce naturale e artificiale comunque ricorrente in tutti i progetti che affrontiamo, come lo sono del resto tutte le tematiche legate al risparmio energetico e allo sviluppo sostenibile. per opportuno evidenziare che lapproccio che seguiamo etico e non legato allimmagine e alla moda del momento. In funzione dellesperienza professionale acquisita in passato, ho sempre indirizzato la progettazione del mio studio verso la qualit delledificio, intesa come qualit edilizia e qualit ambientale; non ho mai approcciato un nuovo progetto con il presupposto di stupire e di fare notizia. Il mio studio non produce immagini oniriche, supportate da viste fotorealistiche che hanno poco a che fare con ledificio che ci si accinge a realizzare, ma cerca faticosamente di proporre soluzioni caratterizzate da spazi vivibili, che siano di buona qualit sia per la committenza che per la progettazione di cui sono frutto. Il nuovo edificio per uffici a Milano, oltre a rappresentare un buon esempio di utilizzo della luce naturale e della sua integrazione con quella artificiale, uno degli esempi di sviluppo sostenibile pi attenti. Trattandosi infatti della riconversione di un edificio industriale dismesso, di fatto costruiamo sul costruito riutilizzando le fondazioni esistenti, ricicliamo e riutilizziamo quello che demoliamo e ricostruiamo impiegando materiale riciclato e/o riciclabile. I processi di prefabbricazione, con il loro alto grado di ingegnerizzazione precantiere, possono offrire opportunit anche nello sviluppo della progettazione illuminotecnica? La prefabbricazione, in Italia, si porta dietro un retaggio culturale molto negativo, fatto di edifici di bassa qualit e facilmente deperibili, legati, non troppo a torto, a una scadente edilizia popolare. Ma non questa la realt di una prefabbricazione che anche in passato ha prodotto esem-

pi molto interessanti. Tendenzialmente noi ci occupiamo di edifici totalmente o solo parzialmente prefabbricati, spesso realizzati a secco e poi montati in cantiere. Questo ci permette un controllo molto spinto sulla qualit della progettazione e sui tempi di realizzazione, che si traducono in risparmi economici sensibili. La vera difficolt in Italia risiede nel trovare una committenza in grado di superare il retaggio culturale delluso del mattone e aperta a nuove metodologie costruttive, che per portano a standard e costi di progettazione diversi. Inoltre bisogna anche tenere conto che il progettista, per capacit o per scelta della committenza, non va in genere oltre la progettazione definitiva; mentre quella esecutiva, che determina la qualit e lefficienza delledificio, viene demandata allimpresa che mediamente si aggiudica lappalto con forti ribassi. Non ci si preoccupa ancora a

sufficienza della gestione degli edifici, ma si pensa piuttosto al loro costo di realizzazione penalizzando in questo modo la qualit della progettazione che si dovrebbe invece incentivare e premiare. Sarebbe importante cominciare a capire che si deve costruire in un modo diverso e consapevole, con maggiore attenzione allambiente, andando progressivamente a sostituire edifici obsoleti con altri pi efficienti e moderni, contribuendo anche a rivitalizzare parti di citt fortemente degradate, manutenendo e sostituendo al contempo i relativi sottoservizi. Questo programma di manutenzione programmata delle citt sicuramente possibile e dovrebbe anche rappresentare un nuovo incentivo alledilizia, ma richiede programmi seri a livello territoriale, committenze pi avvedute e certamente un nuovo modo di pensare. Intervista di Laura Milan

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IL GIORNALE DELLARCHITETTURA Numero 113, primavera 2013 SPECIALE LUCE NATURALE

Daylighting design: valore economico, comfort e risparmio energetico


SEGUE DA PAG.

1 mente legati alla sensazione di luminosit percepita dagli utenti) rivestono senza dubbio un ruolo di primaria importanza, risultando fra gli elementi decisivi per procedere alla decisione finale dellacquisto o affitto di un immobile. Uno studio americano condotto dal Public Power Council e dal Department of Economics e pubblicato nel 2001 sulla rivista Contemporary economic policy documenta la disponibilit a sostenere una spesa maggiore per lacquisto di unabitazione ubicata entro 500 metri da spazi aperti e provvisti di elementi naturali. Il mercato denota oggi uno sbilanciamento fra i livelli di maturit raggiunti dalla tecnologia e delleconomia: limpiego di soluzioni tese al risparmio energetico non sembra ancora produrre immediate ricadute sul mercato. Il ritardo pu essere certamente legato alla crisi economico-finanziaria che sta interessando i mercati a scala globale; gli effetti della crisi sono riverberati in tutte le nazioni e hanno profondamente modificato il comportamento della domanda e dellofferta in ogni settore della produzione edilizia, in particolare per il segmento dellusato e, in maniera meno evidente, nel segmento del nuovo o completamente ristrutturato. Limpatto della qualit energetica degli edifici sul mercato residenziale appare dunque ancora blando: sembra proprio che il compratore medio non trovi nellattuale sistema di certificazione le informazioni necessarie a valutare nel lungo periodo il ritorno economico delle prestazioni energetiche.

Biblioteca della Facolt di Scienze matematiche e fisiche di Alessandria. Ledificio stato realizzato dopo aver studiato lilluminazione naturale su un modello in scala presso il laboratorio del Politecnico di Torino con sole e cielo artificiali. In particolare si studiata lefficacia del sistema di schermatura nel bloccare la radiazione solare diretta e i conseguenti valori di FLD nella sala lettura
re il ruolo svolto dalla luce in questo processo, occorre richiamare come le recenti Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici (DM 26/6/2009) abbiano introdotto lindice di prestazione energetica globale (anche detto indice di fabbisogno di energia primaria) di un edificio (EPgl) come somma dei quattro indici di prestazione energetica per la climatizzazione invernale (EPi), per la produzione dellacqua calda sanitaria (EPacs), per la climatizzazione estiva (EPe) e per lilluminazione artificiale (EPill). Tutti i contributi vengono espressi in kWh/mq anno nel caso di edifici residenziali e in kWh/mc anno nel caso di edifici non residenziali. determinazione dellindice EPill, dal momento che il quadro legislativo non ha ancora specificato la procedura di calcolo standard da adottare, a differenza di quanto fatto per gli altri indici. Al momento, comunque possibile calcolare lindice EPill attraverso il parametro LENI (Lighting Energy Numerical Indicator), introdotto dalla normativa europea UNI EN 15193 e che rappresenta (in kWh/mq anno) il fabbisogno annuo netto di energia elettrica per illuminazione artificiale, calcolato tenendo conto di tutti i parametri che influiscono sullintegrazione luce naturale-artificiale: condizioni climatiche della localit geografica considerata; disponibilit di luce naturale nelledificio in esame in funzione delle ostruzioni esterne, delle dimensioni e grado di trasparenza dei componenti trasparenti; potenza elettrica installata per la luce artificiale in relazione allilluminamento da garantire per la specifica destinazione duso; profilo di occupazione degli spazi; comportamento dellutenza ed eventuale presenza di sistemi di controllo degli schermi e degli apparecchi di luce artificiale (sensori di occupazione che spengono automaticamente la luce quando gli utenti lasciano gli ambienti, sensori di luce diurna che dimmerano/spengono le luci artificiali in funzione del livello di illuminamento naturale misurato in ambiente). Una volta calcolato lindice LENI, secondo il metodo tabellare fornito dalla norma UNI EN 15193 o con appositi programmi di simulazione dinamica (Daysim, Energy Plus) si pu risalire allindice EPill tramite la formula riportata nel protocollo LEED (del Green Building Council Italia): EPill = LENI lutenza. Oppure si richiede di implementare dispositivi di accensione e/o di regolazione della luminosit manuali o automatici per garantire unadeguata integrazione fra lilluminazione elettrica e luce diurna. inoltre vero che esiste ununica normativa UNI relativa alla luce naturale, la 10840/2007, applicabile soltanto agli edifici scolastici. In questo quadro, ha finito per trovare larga applicazione il cosiddetto rapporto aeroilluminante (RAI), requisito inserito nei regolamenti digiene in relazione al riconoscimento delle condizioni di salubrit e abitabilit di un ambiente interno, secondo il quale la superficie finestrata apribile non deve essere inferiore a 1/8 della superficie del pavimento (1/12 nel caso di illuminazione zenitale tramite lucernari). La dizione stessa ha portato ad assumere nella pratica il RAI come criterio di dimensionamento delle finestre per assicurare in ambiente la giusta quantit di luce naturale. Questo requisito invece essenzialmente legato alla ventilazione della stanza per il rinnovo dellaria interna. Il dimensionamento delle superfici finestrate va invece basato sul concetto di fattore di luce diurna (FLD), introdotto e normato da una serie di circolari e decreti ministeriali che ne prescrivono i valori di legge minimi per edifici residenziali, scolastici o ospedalieri. Ad esempio, il DM 5 luglio 1975 prescrive che per ciascun locale dabitazione, lampiezza della finestra deve essere proporzionata in modo da assicurare un valore di fattore luce diurna medio non inferiore al 2% e comunque la superficie finestrata apribile non dovr essere inferiore a 1/8 della superficie del pavimento. La normativa piuttosto chiara: occorre verificare entrambi i requisiti, di ventilazione e di illuminazione, e assumere la dimensione finestrata maggiore risultante dalle due verifiche. LFLD viene definito come un rapporto fra due illuminamenti, simultaneamente misurati in un punto interno allambiente e allesterno su un piano orizzontale non ostruito. Entrambi gli illuminamenti sono dovuti alla sola luce naturale diffusa, escludendo la componente solare diretta. La condizione di riferimento normalmente assunta il cielo coperto: il concetto di FLD viene dunque usato per dimensionare le superfici finestrate in condizioni peggiorative in termini di disponibilit di luce naturale, lasciando poi allesperienza del progettista la corretta progettazione dei sistemi di schermatura della radiazione solare diretta, non contemplata nella verifica dellFLD. Da un punto di vista operativo, in normativa viene riportata una formula di calcolo del fattore di luce CONTINUA A PAG. 7

el

[-] [%]

dove el il rendimento del sistema elettrico nazionale (pari a 0,46).

Lequivoco del rapporto aeroilluminante e il fattore medio di luce diurna


Le potenzialit degli ambienti illuminati (elevato grado di gradimento da parte degli occupanti, potenziali risparmi energetici) sono largamente condivise. Tuttavia, quando si tratta di implementare congruenti strategie di illuminazione naturale (daylighting design) fin dalla prima fase del percorso progettuale, il team di progettazione si scontra con un quadro normativo che pu apparire incompleto e ambiguo. Le raccomandazioni sono frammentarie e qualitative. Ad esempio viene prescritto che le aperture finestrate devono garantire il contatto visivo con lesterno fornendo al contempo una protezione contro labbagliamento provocato dal sole attraverso sistemi di schermatura operabili dal-

Incidenza delle caratteristiche specifiche sul valore di un immobile


Caratteristiche Orientamento Quota Grado di finitura e funzionalit Luminosit Panoramicit Soleggiamento Peso sulla determinazione del valore dellimmobile 5% 4% 12% 10% 20% 4%

Luminosit naturale e prestazioni energetiche


La luminosit naturale, oltre a rappresentare una qualit intrinseca dellimmobile, anche in grado di rappresentare una caratteristica prestazionale, in termini di risparmio sui consumi energetici (e, quindi sulla classe energetica dellimmobile). Per capi-

Si osserva dunque, come anche lilluminazione naturale e la sua integrazione con quella artificiale rientrino appieno nel processo di certificazione energetica che, giova ricordarlo, va definita per qualunque edificio, ristrutturato o costruito ex novo. Il problema , piuttosto, come procedere alla

IL GIORNALE DELLARCHITETTURA Numero 113, primavera 2013 SPECIALE LUCE NATURALE

I protocolli CasaClima

La luce come parametro di valutazione


Il fattore di luce diurna e i criteri di valutazione della luce artificiale sono stati introdotti dallagenzia altoatesina quali indicatori di riferimento per certificare la sostenibilit di un edificio
Opportune strategie di progetto possono migliorare lefficienza energetica degli edifici, minimizzando i fabbisogni legati al riscaldamento invernale, al raffrescamento estivo e allilluminazione artificiale. Il controllato incremento dellapporto della luce naturale negli ambienti interni consente il conseguimento di benefici sia in campo illuminotecnico vero e proprio, legati alla creazione di condizioni di comfort visivo, sia in campo energetico, legati alla riduzione dei consumi di energia per illuminazione artificiale. In questo ambito, lagenzia CasaClima ha sviluppato una serie di protocolli atti a certificare la sostenibilit dei progetti architettonici. ne della sostenibilit globale, tra cui CasaClima Nature, ClimaHotel per strutture ricettive, CasaClima Wine per cantine vinicole e CasaClima Work&Life per edifici adibiti a uffici. Il catalogo dei criteri lo strumento che consente di analizzare il progetto in fase di pianificazione e di esecuzione per verificare le prestazioni delledificio nei tre ambiti di valutazione: impatto ambientale (Natura), aspetti di comfort (Vita) e fattori economici (Trasparenza) (vedi Tabella 2). Nelle fasi di precertificazione, certificazione e recertificazione sia il progetto che la costruzione vengono quindi verificati per analizzare diversi parametri di qualit, tra cui: impatto dei materiali da costruzione, impatto idrico, qualit indoor, comfort acustico e illuminazione naturale. Durante lo sviluppo dei protocolli emerso che la luce rappresenta un aspetto rilevante nella valutazione della qualit globale di una struttura, essendo un aspetto che tocca in modo trasversale i tre ambiti di valutazione. La progettazione della luce naturale e artificiale e della loro integrazione influenza infatti i consumi energetici, il comfort percepito, la fruibilit degli spazi e, naturalmente, i costi sostenuti sia in fase di realizzazione che di gestione della struttura.

Tabella 1. I valori del fattore di luce diurna per i diversi protocolli di valutazione CasaClima
ClimaHotel Stanze oggetto di valutazione Reception, ristorante, camere, appartamenti FmLD richiesto 3% nuove costruzioni 2% risanamento CasaClima Wine Uffici, accoglienza, degustazione, locali produttivi con presenza continua di personale 2% nuove costruzioni-risanamento CasaClima Work&Life Ambienti di lavoro fissi 2% nuove costruzioni-risanamento

Tabella 2. Catalogo dei criteri


Natura Energia Terra Acqua Vita Comfort Ambiente Accessibilit Trasparenza Costi Gestione Comunicazione

Le certificazioni CasaClima e i criteri di valutazione della luce


Il protocollo CasaClima stato sviluppato con lo scopo di garantire un elevato livello di qualit durante lintero processo di progettazione e costruzione di edifici a basso consumo energetico. Negli ultimi anni stato ampliato con lo scopo di valutare, oltre allefficienza energetica dellinvolucro edilizio, un pi ampio ambito di aspetti che tenessero conto dellimpatto delledificio sia sulle risorse che sulluomo. In particolare sono stati sviluppati alcuni protocolli di valutazio-

I protocolli di sostenibilit CasaClima prevedono la valutazione e la verifica di criteri di qualit in relazione alla luce sia naturale che artificiale. Per quanto riguarda la luce naturale lindicatore di riferimento il fattore di luce diurna (FLD), ossia il rapporto fra lilluminamento che si realizza su un piano orizzontale posto allinterno della stanza grazie alla luce proveniente dalla volta celeste e lilluminamento che contemporaneamente si ha su un piano orizzontale posto allesterno senza alcuna ostruzione. Buoni livelli di illuminamento naturale diffuso contribuiscono non solo al benessere visivo e al comfort delle persone ma riducono i consumi energetici legati allutilizzo della luce artificiale. A seconda del protocollo di certificazione, e quindi della destinazione duso della struttura, richiesto un fattore di luce diurna me-

dio minimo per le principali stanze variabile fra il 2% e il 3%. In fase di precertificazione richiesta una valutazione previsionale del FLD medio attraverso strumenti o software di calcolo, mentre in fase di certificazione il rispetto del criterio viene verificato mediante misurazione eseguita dallauditore autorizzato CasaClima (vedi Tabella 1). I criteri di valutazione della luce artificiale introdotti nei protocolli di sostenibilit sono finalizzati principal-

mente alla riduzione dei consumi elettrici, allintegrazione luce naturale - luce artificiale e, in riferimento allilluminazione degli spazi esterni, anche alla riduzione dellinquinamento luminoso. I requisiti richiesti per lilluminazione degli spazi interni riguardano lefficienza delle sorgenti luminose installate ( 50 lm/W), linstallazione di dispositivi automatizzati per il rilevamento di presenza nelle zone di passaggio e nei garage e una gestione centralizzata della luce. Per lilluminazione degli spazi esterni sono richieste sorgenti ad alta efficienza ( 50 lm/W per lilluminazione di servizio e 80 lm/W per lilluminazione deffetto), la limitazione del

flusso disperso verso lalto (intensit luminosa 0,49 cd/1000 lm per > 90) e la gestione automatizzata in funzione della luce naturale e dellorario. La verifica dei criteri in fase di precertificazione avviene attraverso checklist appositamente predisposte dallAgenzia CasaClima, mentre in fase di certificazione, oltre allaudit di verifica in cantiere, sono richiesti: progetto illuminotecnico, schede tecniche delle lampade, tabella fotometrica degli apparecchi illuminanti esterni e fotodocumentazione di quanto realizzato. Mariadonata Bancher, Martina Demattio,
Agenzia CasaClima

Gabriele Frasnelli,
Energytech srl Bolzano

Salewa Headquarters a Bolzano. Inaugurato nel 2011, il quartiere generale della Salewa stato progettato da Cino Zucchi Architetti e Park Associati con particolare attenzione alla sostenibilit, anche tenendo conto del dialogo tra luce naturale e artificiale. Un sistema automatizzato, munito di sensori/captatori posizionati sulla copertura, permette di misurare la luce esterna e regolare lintensit dellilluminazione allinterno, garantendo un risparmio di circa il 30% dellenergia elettrica utilizzata e una riduzione del carico termico endogeno dovuto agli apparecchi di illuminazione

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IL GIORNALE DELLARCHITETTURA Numero 113, primavera 2013 SPECIALE LUCE NATURALE

Luce, vetri e schermature

Istruzioni per luso


I daylighting systems, sistemi integrati che comprendono il componente trasparente vero e proprio e il relativo componente schermante, regolano in sede progettuale lingresso di luce naturale allinterno degli edifici
Vetri e luce naturale
Il componente trasparente nellarchitettura contemporanea si caratterizza sempre di pi come elemento multifunzionale integrato, composto da un insieme di elementi ognuno dei quali preposto al controllo distinto di una funzione: isolamento termico, controllo dei guadagni solari, passaggio e modulazione della luce naturale, vista da e verso lesterno, resa del colore, isolamento acustico, utilizzo della ventilazione naturale. Queste funzioni possono avvenire in modo passivo, o ibrido, grazie a uneventuale integrazione con sistemi impiantistici, in modo da acquisire la capacit di variare le prestazioni in funzione del tempo, delle condizioni al contorno e delle esigenze dellutenza. Le funzioni di controllo, cos come le conseguenti strategie progettuali, vengono approcciate separatamente in relazione alle due componenti della radiazione solare: la componente diretta viene solitamente schermata in tutti i periodi dellanno in modo da ridurre i surriscaldamenti estivi e gli abbagliamenti invernali, anche se in particolari condizioni si pu sfruttare la radiazione per favorire gli apporti solari gratuiti, mentre la componente diffusa dalla volta celeste viene ammessa in ambiente con lobiettivo di incrementare la quantit di luce naturale e ridurre i consumi legati allutilizzo dellilluminazione artificiale. La trasparenza alla luce essenziale per massimizzare il comfort visivo e percettivo per gli utenti, in modo da garantire le migliori condizioni di benessere psicofisico e, contemporaneamente, ridurre i consumi energetici legati allilluminazione artificiale che, soprattutto per tipologie edilizie quali gli edifici a terziario, hanno un impatto significativo sul fabbisogno energetico globale. Il vetro ad oggi il materiale pi utilizzato come componente trasparente. Parlare di vetro per riduttivo, in quanto lindustria vetraria vede una continua evoluzione che con-

Componente trasparente
Prestazione di controllo Tipologia di vetro Chiaro Colorato in pasta (assorbente) Riflettente Bassoemissivo Selettivo Alto Medio-alto Medio Medio-basso Basso Quantit di luce diffusa in ambiente Luminoso Controllo Vista verso abbagliamento lesterno Termico Mantenimento del colore della luce naturale Isolamento termico Sfruttamento dei guadagni solari in inverno Solare Riduzione dei guadagni solari in estate

sente di ottenere prestazioni sempre pi elevate in grado di soddisfare esigenze diverse.

Le principali tipologie di vetri


Il vetro chiaro, non trattato, debole dal punto di vista termico, ma eccellente dal punto di vista della trasparenza e, conseguentemente, della vista verso lesterno. Non svolgendo alcuna funzione di controllo dei flussi luminosi, solari e termici, che entrano in ambiente nella loro quasi totalit (superiore all80%), i vetri chiari non consentono di contenere possibili surriscaldamenti estivi dei locali n di prevenire fenomeni di abbagliamento. I vetri assorbenti o colorati in massa, ottenuti mescolando allimpasto del vetro pigmenti che conferiscono una colorazione, con unampia gamma cromatica, hanno avuto una buona diffusione a partire dagli anni sessanta come elemento da applicare in presenza di facciate continue in virt della capacit di contenere, oltre allirraggiamento termico diretto, anche lirraggiamento diffuso e lintensit luminosa trasmessi allinterno. Colori pi scuri offrono controlli solari migliori, in quanto una grande parte della radiazione assorbita e dunque schermata (si arriva a ridurre del 75% il carico termico in condizioni di cielo limpido). Tuttavia, risultano spesso pregiudicate la vista verso lesterno, la quantit di luce naturale diffusa e la resa cromatica della luce allinterno dellambiente, in quanto la colorazione della lastra vetrata risulta trasparente a determinate lun-

ghezze donda percepite come colore dallocchio umano: si ha, dunque, una trasmissione di tipo selettivo in termini cromatici, che pu dare origine ad ambienti giudicati innaturali. I vetri riflettenti sono ottenuti trattando la superficie di un vetro chiaro con depositi metallici o applicando alla faccia esterna una sottile pellicola metallizzata, altamente riflettente, che consente di riflettere la maggior parte dei raggi solari a bassa lunghezza donda prima ancora di incidere sul vetro, evitandone, a differenza dei vetri assorbenti, il surriscaldamento. La visione attraverso lastre riflettenti possibile dallambiente meno illuminato verso quello pi illuminato: pertanto, di giorno, possibile vedere dallinterno verso lesterno senza che avvenga il contrario, con conseguente salvaguardia della privacy, mentre di notte il fenomeno si inverte. I vetri riflettenti presentano anche un basso fattore di trasmissione della luce in ambiente. I vetri basso emissivi, consentono un elevato controllo delle dispersioni termiche grazie alla riduzione dello scambio termico per irraggiamento, ottenuta mediante il deposito di metalli nobili o di ossidi sulla superficie della lastra vetrata, che riduce fortemente il valore di emissivit termica. I depositi sono inoltre caratterizzati da unelevata riflessione delle radiazioni ad alta lunghezza donda, oltre linfrarosso, mentre risultano trasparenti nel solare, parte visibile e vicino infrarosso dello spettro: la luce naturale viene trasmessa in buona misura allinterno del loca-

le, mentre il calore irraggiato dai componenti edilizi interni rimane intrappolato in ambiente per effetto serra. I vetri selettivi grazie al deposito di particolari ossidi metallici sulla superficie della lastra di vetro, offrono un comportamento differenziato di trasmissione per le diverse lunghezze donda: riflettono la radiazione infrarossa in maniera del tutto analoga ai vetri riflettenti e al tempo stesso trasmettono la maggior parte della radiazione luminosa, determinando pertanto livelli elevati di illuminazione naturale e ridotti carichi termici allinterno delledificio. Sono garantite dunque prestazioni di elevata trasmissione luminosa, paragonabili a quella di un vetro chiaro, di ridotto fattore di trasmissione solare totale Tset, analogamente o in misura maggiore rispetto a un vetro assorbente o riflettente e di ridotta trasmittanza termica, analogamente a un vetro basso emissivo. Altre tipologie di vetri, quali i cromogenici, i foto cromici, gli elettrocromici, i film olografici Hoe i pannelli laser-cut, sono fortemente interessanti dal punto di vista prestazionale, sebbene rimangano ancora definite a livello prototipale.

Schermi e luce naturale


Il componente schermante contribuisce in misura importante alle prestazioni globali del sistema di involucro trasparente integrato, in misura variabile a seconda di tre variabili fondamentali: la posizione (interno, in intercapedine o esterno), la possibilit di

movimentazione, la geometria. Gli schermi interni offrono la possibilit di una facile regolazione da parte degli utenti ma sono meno efficaci rispetto ai sistemi di schermatura esterni nellattenuare il carico termico delledificio. I sistemi di schermature in intercapedine sono costituiti solitamente da elementi di ridotte dimensioni, quali lamelle, collocati allinterno di un vetrocamera o di una facciata doppia pelle. Al vantaggio di un ridotto ingombro e di un buon controllo solare corrispondono elevati costi di installazione e di manutenzione. Gli schermi esterni sono, quindi, di gran lunga i sistemi pi efficienti per il controllo solare, in quanto consentono di intercettare la radiazione e il conseguente carico termico prima che questo entri in ambiente. Se progettati accuratamente in relazione alla latitudine del luogo garantiscono il passaggio della radiazione solare nel periodo invernale e, quindi, lo sfruttamento degli apporti solari gratuiti e, in ogni stagione, una buona modulazione della luce naturale. I sistemi mobili offrono inoltre la possibilit di adeguare la propria posizione e orientamento in funzione della posizione del sole, in modo da massimizzare leffetto schermante in estate e lingresso di luce naturale in inverno o nelle giornate di cielo coperto. In relazione alla geometria, gli schermi possono essere continui, costituiti da elementi opachi formanti ununica superficie schermante, senza interruzioni, in grado di assicurare la schermatura totale della radiazione solare

incidente nella direzione e secondo gli angoli con cui sono collocati, o a lamelle, con passo, dimensione e orientamento ottimizzati per garantire la schermatura della componente solare diretta e un maggior ingresso in ambiente di luce naturale diffusa.

Le principali tipologie di componenti schermanti


Gli aggetti sono elementi strutturali opachi orizzontali posizionati al di sopra di unapertura di facciata in modo da intercettare la radiazione solare diretta e quindi schermarla, come balconi, logge, cornicioni, mensole, porticati e logge. Una mensola orizzontale efficace soprattutto se rivolta a sud e nel periodo estivo, garantendo anche la vista verso lesterno, e meno efficiente nel periodo invernale, quando il sole, pi basso sullorizzonte nellarco dellintera giornata, penetra senza controllo allinterno dellambiente. Da un punto di vista termico, vengono sfruttati i relativi guadagni solari, mentre da un punto di vista luminoso possono insorgere fenomeni di abbagliamento e discomfort visivo: per ovviare al problema, laggetto orizzontale va integrato con uno schermo verticale a lamelle, o con tende o vetri riflettenti. Gli elementi a mensola verticale servono a schermare la radiazione solare proveniente dal sole in posizione bassa sullorizzonte, a est e ovest, e sono maggiormente efficaci se sono mobili o inclinati rispetto alla facciata, in funzione dei percorsi solari. Le tende esterne, costituite da sistemi diversi, quali tende a rullo o a lamelle,

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sono elementi mobili costituiti da materiali diversi a seconda della tipologia, scelti per garantire sporcabilit e deterioramento dovuto agli agenti atmosferici minimi. Sono molto efficienti per il controllo solare estivo e lo sfruttamento dei guadagni solari invernali, e consentono unottima modulazione della luce naturale. Le tende sono elementi tradizionali, realizzati in diversi materiali, stoffa, tessuti acrilici, materiali plastici, morbidi o a pannelli rigidi, determinano un oscuramento maggiore o minore in funzione del fattore di apertura. Tecnologie pi sofisticate prevedono la dotazione di un meccanismo di controllo automatizzato che modifica dinamicamente la posizione delle tende in base alle condizioni di irraggiamento solare. Le tende veneziane sono anchessi sistemi ampiamente impiegati e diffusi, con prestazioni variabili grazie alla possibilit di movimentazione e regolazione.

Veneziane di tipo innovativo sono dotate di lamelle rifinite superiormente in materiale riflettente, con la funzione di ridirezionare la radiazione solare verso il soffitto, e quindi in ambiente come luce diffusa. Le lamelle possono essere trasparenti, realizzate in materiale prismatico diffondente, al fine di aumentare lingresso di luce naturale in ambiente come luce diffusa, uniforme e non abbagliante. Nuovi sistemi di veneziane sono caratterizzati da profili curvi o a prisma per ottimizzare le direzioni di riflessione. I frangisole in vetro sono elementi esterni, composti da lamelle fisse o mobili realizzate in vetro o in materiale trasparente, regolate manualmente o in maniera automatizzata, solitamente con pellicola riflettente applicata sulla faccia superiore in modo da ridirezionare la radiazione solare incidente verso il soffitto e quindi in profondit dellambiente come luce diffusa.

Componente schermante
Prestazione di controllo Tipologia di schermo Aggetto orizzontale Aggetto verticale Tenda esterna Tenda Tenda veneziana Frangisole in vetro Frangisole fotovoltaico Alto Medio-alto Medio Quantit di luce diffusa in ambiente Luminoso Controllo abbagliamento inverno estate Solare Vista verso lesterno Sfruttamento dei guadagni solari in inverno Riduzione dei guadagni solari in estate

oscurante filtrante

filtrante oscurante

esterna interna

inverno estate Medio-basso Basso

I frangisole con fotovoltaico sono sistemi frangisole nella cui struttura vengono inseriti moduli fotovoltaici: la massima funzionalit del sistema ottenuta inclinando opportunamente gli elementi schermanti, in modo da garantire il miglior compromesso fra

le esigenze di ottimizzare la ricezione dei raggi solari per il maggior numero di ore e di giorni durante lanno (in modo da massimizzare la produzione energetica), e di garantire unefficace azione di ombreggiamento come struttura frangisole continua opaca.

Confrontando le prestazioni delle diverse tipologie di vetro e di schermature, si evince che la tecnologia degli elementi di involucro trasparente in continua evoluzione verso unintegrazione sempre pi efficiente, in modo da raggiungere frontiere prestazionali pi alte, in mo-

AI Engineering

Daylighting design: valore economico, comfort e risparmio energetico


4 diurna medio FmLD in ambiente, in funzione degli elementi che riducono la quantit di luce naturale entrante, quali ostruzioni o sistemi di schermatura esterni, dimensione e grado di trasparenza delle vetrature e dimensione e grado di riflessione delle superfici interne. La formula del FmLD (vedi box qui a fianco) viene solitamente usata per determinare larea vetrata netta Av minima al fine di garantire un certo livello di fattore di luce diurna medio (equazione 2), specificato dalle normative di settore (vedi tabella Valori minimi di FmLD). Questa relazione costituisce pertanto il punto di partenza per il dimensionamento delle superfici finestrate. Analizzando lequazione 2 si pu osservare come alcune scelte architettoniche volte allincremento dellefficienza energetica finiscano con il ridurre il valore FmLD: ad esempio, inserire un isolamento a cappotto per aumentare la coibentazione aumenta lo spessore della mazzetta di muro che ostruisce la porzione di cielo vista dalla finestra (quantificata dal prodotto ); si ha lo stesso effetto se si progetta un sistema di schermatura fisso, quale un aggetto orizzontale, o se ledificio ostruito
SEGUE DA PAG.

Valori minimi di fattore medio di luce diurna (FmLD) prescritti per diverse destinazioni duso
Destinazione duso edilizia residenziale edilizia scolastica edilizia ospedaliera FmLD 1% uffici, spazi di distribuzione, scale, servizi igienici uffici, spazi di distribuzione, scale, servizi igienici Valore minimo del fattore medio di luce diurna FmLD 2% FmLD 3% tutti i locali di abitazione palestre, refettori ambienti ad uso didattico, e aule comuni laboratori palestre e refettori ambienti di degenza, diagnostica, laboratori FmLD 5% aule giochi, aule nido

Calcolo del fattore medio di luce diurna (FmLD)


FmLD Em Ee,o Avetro .1 . . Atot (1- 1,m) [-] (eq.1)

da cui Av

FmLD Atot (1- 1,m) [mq] (eq.2) . .


v

Em = illuminamento medio interno allambiente [lux] [mq] Av = area della superficie finestrata, al netto del telaio 1 = fattore di trasmissione luminosa del vetro [-] Atot = area totale delle superfici interne dellambiente [mq] 1,m = fattore di riflessione medio ponderale delle superfici [-] interne dellambiente = fattore finestra, frazione di volta celeste vista dal baricentro della finestra, solitamente determinato graficamente o analiticamente, per esempio attraverso le formule (fig.1): 1 = 2 = 1 - sen1 2 sen2 2 ostruzioni poste di fronte alla finestra ostruzioni poste al di sopra della finestra (aggetti) (eq.3) (eq.4)

2 = sen2 - sen1 ostruzioni poste sia di fronte, sia al di sopra (eq.5) della finestra 2

da edifici circostanti; anche limpiego di vetri energeticamente performanti in termini di isolamento termico invernale (vetri bassoemissivi)

e di controllo solare estivo (vetri colorati o riflettenti) associato a una pi ridotta trasparenza alla luce, con la conseguente diminuzione

Politecnico di Torino, Dipar timento Energia, Gruppo di Ricerca Tebe

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= fattore di riduzione del fattore finestra, in funzione della posizione della lastra vetrata rispetto al filo esterno del muro e dellarchitrave, che pertanto costituisce unostruzione alla radiazione luminosa. Il valore compreso nellangolo della formula per calcolare 2.

della disponibilit di luce naturale in ambiente. Si pu dunque verificare una situazione per cui il requisito del FmLD non pi rispettato per la destinazione duso considerata, mentre il RAI risulta conforme. chiaro che la riduzione del valore FmLD nei casi descritti deve essere compensata con accurate scelte progettuali: ad esempio, anzich un aggetto continuo si pu prevedere uno schermo a lamelle orizzontali che garantisca la schermatura degli stessi angoli solari ma che lasci entrare in ambiente una maggior quota di radiazione diffusa dalla volta celeste. Lestradosso delle lamelle pu inoltre essere rivestito di materiale riflettente in modo da redirezionare la luce solare, diretta e diffusa, verso il soffitto e quindi in profondit nel locale, rendendo la luce ambientale pi uniforme. In alternativa, per innalzare il FmLD si pu ampliare in modo razionale larea delle superfici finestrate: in questo caso, al fine di controllare il potenziale abbagliamento dovuto al-

la differenza di luminanza fra larea vetrata e la parete circostante o il resto dellambiente, la soluzione migliore consiste nel distribuire le finestre il pi possibile nellambiente , ricorrendo allintegrazione con sistemi di illuminazione zenitali (lucernari, camini di luce) o di tipo corelighting (illuminazione secondaria tramite atri luminosi, pozzi di luce, corti interne). Dallanalisi dei valori minimi normati per il FmLD emerge come la massima disponibilit di luce naturale sia richiesta per le aule giochi nelle scuole materne, popolate da bambini (che si giovano in modo particolare dei benefici legati alla luce solare) e per le aule scolastiche e gli ambienti di degenza. Appare invece sorprendentemente basso il valore prescritto per gli uffici, ambienti per i quali labitabilit a norma di legge concessa per un valore del FmLD minimo dell1% soltanto. Nellottica di una buona progettazione illuminotec-

nica, mirata a massimizzare il comfort visivo-termico per gli utenti e i risparmi energetici, si tende a incrementare la disponibilit di luce naturale negli uffici equiparandoli ai locali di abitazione o a quelli scolastici. Questo lapproccio prescrittivo adottato dai recenti protocolli di valutazione della qualit energetico ambientale di un edificio: ad esempio, il protocollo Itaca e lAllegato energetico-ambientale al Regolamento edilizio della citt di Torino attribuiscono crediti se il valore FmLD superiore rispettivamente al 2,6% e al 3%, qualunque sia la destinazione duso dellambiente considerato. Il protocollo LEED del Green Building Council Italia conferisce invece il credito di illuminazione naturale per tutte le nuove costruzioni e ristrutturazioni se si raggiunge un valore FLD pari o superiore al 2% in almeno il 75% di tutti gli spazi occupati in modo continuativo. Nel caso di edifici residenziali la soglia per il riconoscimento del credito innalzata: si conferisce un punto se i valori FLD sono compresi fra il 3% e il 4% in almeno il 75% dellarea occupata e due punti se risultano superiori al 4%. Valerio R.M. Lo Verso

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do da soddisfare al meglio le funzioni di controllo necessarie a ridurre il fabbisogno energetico degli edifici nelle diverse stagioni e garantire agli utenti le migliori condizioni di comfort termico,visivo e acustico. Carlo Micono

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La luce un materiale fondamentale per larchitettura


SEGUE DA PAG.

1 importanti sono le potenzialit dellilluminazione naturale in termini di strategie di risparmio energetico: un consapevole uso della luce solare, risorsa gratuita, alla base della riduzione dei consumi energetici legati agli impianti di illuminazione artificiale e di condizionamento per il raffrescamento estivo. La disponibilit di luce naturale, tuttavia, non deve essere incontrollata, guidata cio dallidea che massimizzarne la quantit in ambiente comporti la corrispondente ottimizzazione dei benefici per gli utenti. Un eccessivo e non consapevole ingresso di luce naturale pu determinare problemi di surriscaldamento estivo, di abbagliamento e di non uniforme distribuzione di luce naturale nellambiente (con conseguente necessit di integrazione con luce artificiale nel retro del locale, pi buio). Si vengono a creare pertanto condizioni di discomfort per gli utenti, di natura sia termica, sia visiva, che si traducono in maggiori consumi energetici e costi di gestione per i maggiori carichi di illuminazione artificiale e di condizionamento. Per risultare pienamente efficaci, le strategie finalizzate al comfort visivo e termico e al contenimento dei consumi energetici devono essere considerate fin dalle prime

fasi del percorso progettuale, quando si provvede a definire la forma e lorientamento delledificio e con quale modalit prevedere lingresso di luce naturale nei vari spazi delledificio. ben diverso, infatti, progettare ambienti illuminati unilateralmente tramite finestre verticali (sidelighting), che sono la modalit pi diffusa e semplice da realizzare, ma comportano una scarsa uniformit dei livelli di luce naturale in locali con profondit oltre i 6 m, oppure con luce zenitale attraverso le coperture (toplighting), che ne influenza la forma e la configurazione e leventuale integrazione con impianti solari-termici o fotovoltaici. Lucernari o cupole trasparenti possono essere articolati in diverse forme e tipologie, con differenti giaciture delle lastre vetrate, orizzontali, inclinate, verticali, secondo schemi a monitor roof, shed, camini di luce, fino a coperture interamente trasparenti. Occorre per tener presente che la radiazione incidente su una superficie orizzontale superiore a quella incidente su una superficie verticale: di conseguenza, attraverso sistemi zenitali, se non opportunamente dotati di superfici schermanti, si possono determinare forti incrementi del carico termico e indesiderati fenomeni di abbagliamento. Ancora diverso il caso di un edificio in cui sia stato previsto uno spa-

Arup Lighting

Sei progetti internazionali


Museo del Louvre, Lens (Francia), 2012 (Sanaa)
Il nuovo complesso espositivo satellite del Louvre di Parigi stato progettato dallo studio di architettura Sanaa insieme a Mosbach Paysagistes e ai designers museali Imrey-Ulbert e Studio Adrien Gardre. Ledificio situato nella citt di Lens, al confine tra Francia e Belgio, ed composto da cinque corpi di fabbrica interconnessi, in alluminio e vetro, con copertura piana vetrata. Una delle caratteristiche fondamentali del complesso la sua integrazione con il parco, agevolata dai materiali utilizzati per linvolucro che riflettono lambiente circostante assicurando continuit tra museo e paesaggio. Arup (gruppo di progetto Jeff Shaw, Sacha Abizadeh, Phillip Greenup) ha collaborato con Sanaa sin dalle fasi iniziali del progetto, in particolare sviluppando il progetto illuminotecnico e la strategia per il controllo della luce naturale negli spazi interni, ponendo una particolare attenzione alle esigenze di conservazione delle opere darte (limitazione del contenuto UV della luce, limitazione dellesposizione luminosa nel tempo, controllo della temperatura e dellumidit negli spazi espositivi, ecc.) ma anche alle esigenze di flessibilit e di fruizione degli spazi. Lilluminazione garantisce la possibilit di avere aree espositive per materiali molto sensibili alla luce ed aree in cui il controllo dellesposizione pu essere a favore di una maggiore trasparenza dei componenti di involucro. Nelle gallerie non ci sono finestre, ma la luce naturale trasmessa dalla copertura, che interamente vetrata e dotata di un sistema di schermature appositamente studiato per bloccare la componente solare diretta. Questo sistema composto da una serie di elementi modulari appositamente dimensionati per la latitudine e il percorso solare propri del sito, che schermano completamente gli angoli di incidenza del sole permettendo invece di vedere lemisfero nord del cielo. Il vetro di copertura fornito di un filtro per assorbire la componente UV. Al di sotto del vetro di copertura, un sistema a lamelle garantisce il controllo dei livelli di illuminamento, offrendo una notevole flessibilit nella disposizione delle opere esposte. Le lamelle sono aggiustabili, ma una volta regolate secondo il profilo di utilizzo ottimale possono essere lasciate nella stessa posizione creando, per via della variabilit della luce naturale, un legame visivo tra gli spazi interni e lambiente esterno. Il sistema di controllo della luce naturale quindi di tipo attivo ma non automatico: possibile variare la trasmissione luminosa del sistema aggiustando la posizione delle lamelle, ma questa rimane statica senza necessitare di un sistema di controllo automatico.

A cura di Giulio Antonutto e Roberto Caria

luce del sole, linterazione di questa con la facciata delledificio esistente, in mattoni ocra e la nuova copertura, completamente bianca, sono state considerate con estrema attenzione. La distribuzione dei lucernari sulla copertura stata sviluppata con un processo iterativo di rifinitura utilizzando la simulazione ray tracing in maniera parametrica attraverso il software Radiance, al fine di ottenere i corretti rapporti di luminanza tra le varie superfici architettoniche. Il fattore di luce diurna stato scelto per quantificare la probabilit di ottenere un illuminamento sufficiente per unimpressione architettonica di grande luminosit. Con la configurazione finale della copertura, si ottenuto un valore medio del fattore di luce diurna del 5%, il che implica considerevoli risparmi di energia elettrica. La posizione dei pannelli informativi degli orari dei treni e la posizione dei passeggeri sono state considerate per lanalisi dellabbagliamento e delle riflessioni, anche in questo caso usando Radiance. Luso della luce naturale e lintegrazione con la luce elettrica stato uno dei punti essenziali di questo progetto che ha approfondito la selezione del punto di bianco per gli apparecchi illuminanti individuati. Il particolare colore scelto stato considerato in relazione alla tavolozza delle superfici architettoniche presente e alla loro interazione con la luce solare e con la luce diffusa del cielo.

Arena per la pallamano o Copper Box, Londra, 2012 (Make Architects)


La luce naturale uno degli elementi caratteristici dellarchitettura dellarena olimpica per la pallamano. Il progetto, ideato dallo studio di architettura londinese Make, caratterizzato da un uso efficiente della luce naturale, che permette di illuminare completamente larea di gioco e le tribune degli spettatori per mezzo di una serie di camini di luce di grande sezione (1,5 m di diametro), sulla base dello studio illuminotecnico sviluppato da Arup (gruppo di progetto: John Waite, Richard Morris). Tali camini di luce hanno permesso di ottenere un fattore medio di luce diurna del 2,5% sul campo di gioco, a cui corrisponde un livello di illuminamento di almeno 250 lux per oltre il 70% del tempo durante lanno, considerando un intervallo tra le 9 e 18. Anche nei mesi invernali possibile utilizzare la luce naturale per la maggior parte delle ore di esercizio dellarena. Questo permette un risparmio energetico importante e corrisponde a una riduzione delle emissioni di CO2 superiore alle 26 t annue. Particolare attenzione stata rivolta allintegrazione tra la luce artificiale e i camini di luce, considerando anche i pi stringenti requisiti di illuminamento legati alle riprese televisive in alta definizione. I camini di luce sono inoltre provvisti di un sistema di chiusura che permette di escludere la luce naturale dallarena nel caso in cui il direttore della fotografia volesse utilizzare solamente lilluminazione elettrica per le riprese.

Stazione di Kings Cross, Londra, 2012 (John McAslan & Partners)


Negli ultimi anni le stazioni ferroviarie di Kings Cross e St Pancras sono divenute uno dei pi importati spazi pubblici di Londra. Lintera area ha conosciuto una vera rinascita, grazie al potenziamento delle stazioni, divenute snodi dei collegamenti ferroviari veloci verso altre capitali europee, e alla stazione della metropolitana. Creare uno spazio che fungesse da fulcro tra citt e infrastruttura ferroviaria stato fin dallinizio uno dei punti saldi del progetto architettonico dello studio McAslan & Partners. Lelemento simbolo di questo intervento la grande copertura della corte di accesso della stazione, sviluppato con laiuto dello studio Arup (gruppo di progetto: Florence Lam, Tim Hanson). Attraverso una serie di simulazioni illuminotecniche si verificato che leffetto di luminosit ottenuto fosse sufficiente a valorizzare lo spazio di accesso alla stazione. La

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zio vuoto al centro (un atrio luminoso) per aumentare la luce naturale nel cuore della costruzione (corelighting): questo spazio pu ospitare i percorsi distributivi e al contempo permette di avere locali abitati con un doppio affaccio, verso lesterno e verso latrio, con una migliore distribuzione della luce naturale. Apposite aperture nella parte superiore permettono inoltre il naturale smaltimento del carico termico surriscaldante latrio in periodo estivo. Le strategie adottate per ammettere la luce naturale in ambiente determinano dunque il lay-out in pianta e lo sviluppo planivolumetrico delledificio, in base alla destinazione duso dello stesso: chiaro come edifici le cui attivit richiedono per legge elevati livelli di luce naturale, quali ad esempio le biblioteche o le scuole, si prestino in modo ottimale a soluzioni con toplighting e corelighting, limitando, per quanto possibile, il numero di piani della costruzione, mentre edifici quali i musei, in cui la luce naturale deve essere attentamente modulata per non danneggiare le opere darte esposte, richiedono idonei sistemi di schermatura e filtraggio della luce entrante sia di tipo sidelighting, sia di tipo toplighting. Giulio Antonutto e Roberto Caria

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Galleria Hepworth Wakefield, West Yorkshire (Regno Unito), 2011 (David Chipperfield)
Questa galleria darte, progettata dallarchitetto David Chipperfield, una delle pi prestigiose e moderne strutture nel Regno Unito. Il progetto della luce naturale, sviluppato da Arup (gruppo di progetto: Florence Lam, Andrew McNeil), si focalizzato sulla creazione di un ambiente luminoso e sulla valorizzazione dei volumi architettonici con un gioco di chiaroscuri, considerando allo stesso tempo la conservazione delle opere darte che non possono essere esposte a elevati livelli di luce o per un tempo troppo prolungato. Ampie superfici vetrate permettono di creare un collegamento tra le opere esposte e le viste sul fiume Calder, mentre attraverso luso di lucernari e camini si voluto creare un effetto di accento e di stacco tra le diverse superfici dellambiente espositivo. Il dimensionamento dei lucernari e delle ampie vetrate stato effettuato tenendo conto dei dati climatici del luogo e dellorientamento, analizzando separatamente il contributo di ogni singola superficie vetrata, al fine di ottimizzare il layout delle diverse sale espositive. La variabilit della luce naturale mitigata attraverso sistemi attivi: le finestre sono provviste di schermature che vengono utilizzate per il controllo della luce, mentre i lucernari, dotati di un vetro diffondente, sono provvisti di un sistema di lamelle a geometria variabile che adattano la loro posizione a seconda della stagione. Al fine di garantire una collocazione ottimale delle opere darte, Arup ha fornito una mappa tridimensionale delle sale che mostra i valori di esposizione luminosa per ogni singola galleria in funzione delle condizioni esterne e degli schermi utilizzati. Questa documentazione permette al direttore artistico di selezionare le aree e le opere da esporre in maniera pi sicura e utilizzando al meglio la struttura.

illuminazione originali stata la sfida principale del progetto illuminotecnico per il museo, curato da Arup (gruppo di progetto: Florence Lam, Matt Franks, Tim Hanson, Katie Davies, Vasiliki Malakasi). Tre sono le gallerie che definiscono il progetto: la galleria Arcaica, la galleria delle Cariatidi e la galleria del Partenone. La galleria Arcaica utilizza una facciata aperta a nord, completamente vetrata, che permette di collegare gli spazi interni alle vedute esterne. Questa vetrata stata progettata con un trattamento superficiale diffondente nella parte bassa della facciata, mentre un sistema di tende regolabili permette di controllare labbagliamento. Lilluminazione attraverso le finestre integrata con unilluminazione zenitale attraverso lucernari. La diversit del trattamento superficiale delle vetrate e il rapporto con lapporto zenitale hanno permesso di creare unilluminazione molto morbida sulle sculture, limitando al contempo luso della luce artificiale durante le ore diurne. La galleria delle Cariatidi utilizza una serie di lucernari che focalizzano la luce sulle sculture con unenfasi quasi teatrale. La radiazione solare diretta viene filtrata e diffusa da un sistema a doppia pelle con vetro diffondente e il contrasto (laccento sulle sculture) evidenziato dallaccostamento dei materiali: i preziosi marmi e il cemento armato a vista. La galleria del Partenone collocata nella parta pi alta del museo dove la bellezza dei rivestimenti marmorei viene ulteriormente enfatizzata dalla luce naturale e dal panorama. La facciata della galleria caratterizzata da un doppio vetro con trattamento superficiale ceramico a densit variabile che permette di limitare labbagliamento e allo stesso tempo di mantenere una continuit visiva con il Partenone sullo sfondo. La progettazione illuminotecnica stata svolta interamente per mezzo del software Radiance, con il quale si sono calcolati i rapporti di luminanza sulle opere esposte e si sono generate le scene per presentare leffetto architettonico al cliente.

Cit du Design, Saint tienne (Francia), 2009 (LIN Architects)


La Citt del Design a Saint tienne, progettata dallo studio di architettura LIN, offre un interessante esempio di edificio dove linvolucro esterno viene ottimizzato in funzione dei requisiti illuminotecnici e del comfort ambientale degli spazi interni. Linvolucro costituito da 14.000 triangoli equilateri di 120 cm di lato, disposti secondo una griglia regolare esagonale. Questi triangoli sono composti da diversi materiali con differenti livelli di trasmissione luminosa e fattore solare. Alcuni pannelli sono utilizzati per la ventilazione e sono apribili e muniti di griglie. La loro disposizione e tipologia stata ideata in modo da ottimizzare il comfort ambientale degli spazi interni. Arup (gruppo di progetto Jeff Shaw, Giulio Antonutto) ha sviluppato il progetto illuminotecnico con simulazioni dinamiche computerizzate, considerando la variabilit stagionale e giornaliera degli illuminamenti naturali diretto e diffuso e calcolando i valori spaziali degli illuminamenti e delle luminanze risultanti nei diversi spazi interni, confrontandoli poi con i requisiti di progetto.

Museo dellAcropoli, Atene, 2009 (Bernard Tschumi)


Unanalisi filologica dellilluminazione delle sculture esposte stata il punto di partenza per il progetto illuminotecnico del nuovo museo dellAcropoli di Atene. Ledificio, progettato dallarchitetto Bernard Tschumi, ospita un elevato numero di opere darte, quali, ad esempio, i fregi del Partenone e le Cariatidi. Creare allinterno degli spazi espositivi le condizioni di

XXS House. Come usare la luce per ampliare gli spazi


In genere ampio significa bello quando si parla di spazio abitabile, ma alcuni edifici extra small, come questo mini appartamento in Slovenia, non hanno nulla da invidiare alle grandi metrature. Krakovo una zona molto tranquilla di Lubiana, con vicoli stretti che si incrociano creando un fitto reticolo. La casa originaria era un edificio vincolato di 21 mq per piano adibito a deposito, poco luminoso e con finestre verticali piccole e orientate a nord. Lobiettivo che i progettisti dello studio Dekleva Gregoric Architects si sono prefissi stato quello di inserire in un volume limitato tutte le funzioni abitative, cercando di aumentare la percezione dello spazio. Questo risultato stato raggiunto utilizzando superfici a specchio e ampie finestre in grado di estendere la visuale verso lesterno e verso il cielo. La progettazione della luce naturale stata molto accurata. Nel nuovo stabile le finestre sono state ripensate utilizzando la copertura come principale fonte di luce naturale. Il tetto, orientato a nord, permette alla luce naturale di penetrare negli ambienti con straordinari effetti di luce indiretta, ma consente anche di ottenere unabbondante e costante illuminazione durante tutto larco dellanno (FmLD > 5% al piano superiore e > 3% al piano inferiore). La scala di metallo che conduce al piano attico, dove si trovano le stanze da letto che si aprono sui due lati della balaustra, consente alla luce di penetrare al piano inferiore, compensando la scarsa illuminazione proveniente dalle finestre verticali.
Alcune ricerche dimostrano che la percezione degli spazi viene fortemente influenzata dalla quantit di luce naturale disponibile (misurata come FmLD). In modo particolare mostra che a valori di FmLD inferiori al 2% gli ambienti vengono percepiti bui e pi piccoli di quello che sono realmente e che per ottenere una percezione di allargamento degli spazi e di effettiva luminosit il FmLD dovrebbe salire ad almeno il 5%.

Percezione degli spazi in base alla quantit di luce naturale disponibile


FmLD Zona considerata Impressione di luminosit Atmosfera <1% molto basso tra 1% e 2% basso Zona lontana dalle finestre Da buio a poco luminoso Lambiente sembra chiuso su se stesso tra 4% e 7% medio tra 7% e 12% elevato > 12% molto alto In prossimit delle finestre o sotto un lucernario Da poco luminoso a luminoso Da luminoso a molto luminoso Lambiente si apre verso lesterno tra 2% e 4% moderato

Fonte: Federico M. Butera, Architettura e ambiente. Manuale per il controllo della qualit termica, luminosa e acustica degli edifici, Etaslibri, 1995

PATERNOSTER MATEVZ

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Model Home 2020: sei edifici efficienti


Model Home 2020 un progetto promosso da VELUX nel 2009 per contribuire in modo concreto allo sviluppo di nuovi edifici a basso impatto ambientale che possano essere modello replicabile per le costruzioni del futuro. Inserito nel giugno scorso nella Sustania list 100, che, resa pubblica al summit mondiale di Rio de Janeiro, ha individuato i cento progetti mondiali sostenibili, ha promosso la costruzione, dal 2009 al 2012, di sei edifici efficienti, realizzati in cinque nazioni europee in via sperimentale per sviluppare un concreto approccio al progetto e alla costruzione, attento non solo alladozione delle migliori soluzioni per sfruttare lilluminazione naturale, ma anche alla scelta di tutti gli elementi costitutivi degli edifici, dalle pareti ai sistemi di riscaldamento e raffrescamento, dalla gestione delle acque alla produzione e utilizzo dellenergia, dallorganizzazione del cantiere alle scelte formali e distributive pi adatte ai diversi contesti. Battistrada stata la patria di VELUX, la Danimarca, che, nel 2009, ha visto la realizzazione di Home for Life, casa unifamiliare a Lystrup, vicino a rhus, attenta al controllo delle condizioni climatiche interne, e di Green Lighthouse, campus universitario che, a Copenaghen, affianca allefficienza energetica lattenzione alla gestione della luce naturale. Sono del 2010 le inaugurazioni di LichtAktiv Haus che, unico esempio di intervento sullesistente, agisce su un edificio degli anni cinquanta ad Amburgo ampliandolo e rendendolo energeticamente efficiente, e dellaustriaca Sunlighthouse che a Pressbaum fa del grande tetto inclinato il suo elemento caratteristico. A ruota, sono seguite nel 2011 le due CarbonLight Homes che, realizzate a Rothwell (Northamptonshire, Gran Bretagna), rispettano le regole britanniche per le case zero carbon raggiungendo il quarto livello del Code for Sustainable Homes, e la Maison Air et Lumire di Verrires-le-Buisson (Francia), modello di Active House che cerca di adattarsi al contesto. Tutte le realizzazioni utilizzano prodotti VELUX che migliorano le prestazioni energetiche complessive. I tunnel solari, le finestre per tetti, a controllo domotico ad alta efficienza energetica con vetri tripli bassoemissivi e selettivi e finitura interna bianca, le tende esterne parasole, le tapparelle a controllo domotico (con tecnologia io-homecontrol e le cui caratteristiche tecniche sono indicate nella tabella). A questo si affiancano collettori solari termici piani vetrati per la produzione di acqua calda sanitaria e integrazione del riscaldamento radiante. Come sono state progettate le finestre? In modo da avere una trasparenza del vetro massima in condizioni di progetto a cielo coperto (10.000 lux), schermature solari esterne con trasparenza superiore al 10% per il controllo della luce naturale con cielo sereno (100.000 lux) e un suo passaggio ottimale.

Prestazioni finestre
Con schermature solari alzate Verticali Uw (trasmittanza termica) 0,93 W/mqK g (fattore solare) 0,5 (trasmittanza luminosa) 0,67 Con schermature solari abbassate Uw 0,93 W/mqK g 0,1 0,12 Per tetti (VELUX) 1,10 W/mqK 0,45 0,67 1,10 W/mqK 0,1 0,12

Tunnel solari
Riflessione luminosa tubo in lega Miro Silver Flusso luminoso massimo tunnel lungo 5m 99% 4.600 lm

Green Lighthouse. A Copenaghen un campus che segue il sole

I fattori di luce diurna nei tre piani delledificio in condizioni di non-schermatura delle finestre: il rosso indica il fattore pi alto (9%), il blu quello pi basso (0,6%)

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Lo spaccato assonometrico del terzo piano e lo schema di funzionamento energetico delledificio. Tutte le foto sono di Adam Mrk
Edificio polifunzionale pensato per la facolt di Scienze dellUniversit di Copenaghen, la Green Lighthouse ospita dal 2010 uffici e spazi di incontro e servizio per gli studenti. stata realizzata su progetto di Christensen & Co Architects (con lo studio di ingegneria Cowi), nellambito di Model Home 2020, ed stata inaugurata nei giorni del summit sui cambiamenti climatici tenutosi nella capitale danese tra il 7 e il 19 dicembre 2009. Primo edificio zero carbon della Danimarca, classificato in categoria 1, la pi performante secondo il regolamento edilizio danese, stato sviluppato in partnership tra promotori pubblici (Universit di Copenaghen, Danish University and Property Agency e municipalit di Copenaghen) e privati (gruppo VELUX e Velfac), che hanno lavorato a stretto contatto con i progettisti realizzando un edificio la cui studiata progettazione architettonica permette una riduzione dei consumi energetici del 75 %. Ledificio si presenta come un cilindro forato da finestre su tutta la sua superficie di elevazione e sulla copertura, definendo unarchitettura che di giorno inonda di luce naturale gli spazi interni e di notte appare dallesterno come una grande lanterna luminosa. Gli ambienti sono organizzati lungo il perimetro circolare e si affacciano internamente su un vuoto centrale a tuttaltezza che ospita una scala di collegamento fra i tre livelli delledificio e permette al tempo stesso la ventilazione e lilluminazione naturale del nucleo interno. Il colore bianco che caratterizza pareti, pavimenti, scala e serramenti enfatizza la grande luminosit dellambiente e contribuisce a trasmettere una sensazione di armoniosa uniformit e continuit nella percezione degli spazi. Lilluminazione naturale stata considerata lelemento principale del progetto architettonico che, per stabilire la forma del volume e la disposizione delle aperture, ha tenuto conto del movimento del sole intorno alledificio e dunque della diversa incidenza dei raggi solari nei vari periodi del giorno e dellanno, al fine di ottenere un fattore di luce diurna di almeno 3% in tutte le postazioni di lavoro e di almeno 2% nelle aree di comunicazione. La presenza di sensori permette di stabilire un equilibrio fra il fabbisogno di luce naturale e artificiale, riducendo il consumo di elettricit. Ma la stessa illuminazione a LED dipende dal sole, essendo alimentata da celle fotovoltaiche che provvedono anche al riscaldamento dellacqua sanitaria e al funzionamento della ventilazione e delle pompe di calore. Il sole costituisce dunque la pi significativa fonte energetica del progetto, realizzato per essere un edificio attivo, e cio produttrice di energia. Le sue elevatissime prestazioni energetiche dipendono da un calibrato sistema di soluzioni: un involucro edilizio altamente isolante (trasmittanza di circa 0,085 W/mqK della copertura e del solaio a contatto con il terreno e di 0,095 W/mqK delle superfici opache), sistemi di stoccaggio del calore nel sottosuolo tramite pompe di calore, solai termoattivi, tende per esterno a energia solare dotate di tecnologia io-homecontrol che possono essere programmate per alzarsi o abbassarsi a seconda delle necessit. Lapertura automatizzata delle finestre permette limmissione di aria fresca e condizioni di ventilazione ibrida con recupero di calore. Le dispersioni termiche sono inoltre minimizzate dallalto rendimento tecnologico delle superfici vetrate (la trasmittanza delle finestre in falda pari a 1 W/mqK e quella delle finestre verticali 0,93 W/mqK). Il 35% dellenergia termica solare deriva dallo stoccaggio di calore nel terreno tramite pompa di calore e dai 22 collettori solari collocati sulla copertura. Grazie a questa combinazione di calore solare termico, stoccaggio stagionale e celle fotovoltaiche, la Green Lighthouse ha una produzione di energia rinnovabile di 27 kWh/mq/anno. Il consumo, che comprende lilluminazione artificiale, la ventilazione, il riscaldamento e lacqua calda, di 30 kWh/mq/anno. Pertanto il disavanzo energetico pari a 3 kWh/mq/anno.

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Sunlighthouse. Una casa carbon zero per lAustria


Inaugurata il 28 ottobre 2010, Sunlighthouse nasce come Model Home a Pressbaum, centro a circa 70 chilometri a est di Vienna. terminata dopo un cantiere durato sei mesi frutto di un concorso bandito da VELUX che, allinterno di un gruppo di nove giovani studi di architettura, ha visto imporsi gli austriaci Hein-Troy Architekten. Ledificio si sviluppa allinterno di un lotto stretto e pendente, degradante verso sud-est e si distribuisce su tre livelli. Nel primo, parzialmente interrato con piano di calpestio 2,80 metri rispetto alla quota di ingresso, si dispongono una loggia aperta sul giardino e spazi per il tempo libero e per gli impianti tecnici. Il secondo funzionalmente destinato alla zona giorno e distribuisce lingresso, a nord-ovest, la cucina, un bagno e un soggiorno che si affaccia su un piccolo patio aperto che serve anche la cucina. Il terzo livello, a +2,90 metri, ospita la camera da letto padronale, due camere per bambini e i rispettivi bagni. La scala di distribuzione interna, in linea per un migliore sfruttamento della pianta allungata delledificio, addossata alla parete nord che, ad eccezione della finestra che si apre sul soggiorno, quasi completamente cieca. Il volume composto dallaccostamento di due blocchi rivestiti in legno, chiusi superiormente da un tetto a falde la cui parte nord unica, mentre verso sud si divide in due elementi a pendenza e dimensioni differenti. La realizzazione del progetto stata possibile grazie al lavoro integrato di un gruppo multidisciplinare che, con i progettisti e il promotore VELUX, ha coinvolto partner come il Dipartimento per le costruzioni della Donau-Universitt di Krems e lIbo (sterreichisches Institut fr Bauen und kologie): oltre agli aspetti legati pi direttamente alla progettazione architettonica, ci si concentrati in modo innovativo sullottimizzazione dellenergia, che ha permesso di realizzare un edificio carbon zero e sullo studio delle soluzioni pi vantaggiose per ottenere il migliore apporto di illuminazione naturale in tutti gli ambienti della casa. Tra gli obiettivi primari, la riduzione dei consumi energetici stata raggiunta (ledificio ha un bilancio energetico positivo, ogni anno produce solo da fonti rinnovabili un surplus di 12,2 kWh/mq) grazie allimpiego di una pompa di calore geotermica ad alta efficienza, collettori solari che riscaldano lacqua per uso domestico e un sistema di pannelli fotovoltaici che, posizionati sulle ampie falde a mezzogiorno del tetto, producono elettricit. Anche gli elementi opachi dellinvolucro fanno la loro parte con trasmittanze comprese tra 0,12 e 0,13 W/mqK. Grazie a un attento studio tipologico e tecnologico delle aperture (la trasmittanza delle finestre compresa tra 0,76 e 1,1 W/mqK) e alla coibenza termica dellinvolucro (trasmittanza compresa tra 0,12 W/mqK del tetto e del solaio a contatto con il terreno e gli 0,13 W/mqK delle superfici opache), ledificio minimizza le dispersioni e non richiede energia per il condizionamento estivo. Il posizionamento delle superfici finestrate, che nella grande falda inclinata a sud del tetto costituiscono uno degli elementi caratteristici delledificio, stato particolarmente studiato per garantire in modo naturale un alto comfort visivo, minimizzando al contempo lutilizzo dellilluminazione artificiale. Compito per lUniversit di Krems che ha elaborato e simulato in laboratorio uno specifico modello delledificio, hanno una superficie pari al 36% della superficie calpestabile e sono posizionate in modo da assicurare un minimo di 5 ore di luce diretta naturale al giorno e un ottimo fattore medio di luce diurna, pari al 5%.

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Lo schema di funzionamento della Sunlighthouse e landamento del fattore di luce diurna nei locali di abitazione (dall8% indicato in rosso all1% indicato in blu). Tutte le foto sono di Adam Mrk

Quota -2,80 m

Quota 0,00 m

Quota +2,90 m

Copertura

LichtAktiv Haus. Luce e alte prestazioni energetiche nel recupero di una casa colonica ad Amburgo
La LichtAktiv Haus, inaugurata nel 2009 nellambito del progetto Model Home 2020, un esempio di come sia possibile trasformare un edificio tradizionale in unarchitettura ad alte prestazioni energetiche. Il progetto frutto del recupero di una vecchia casa colonica degli anni cinquanta su progetto di Katharina Fey e Manfred Hegger, con lobiettivo di creare ununit abitativa energeticamente autosufficiente e caratterizzata da un elevato livello di comfort. Oltre a una redistribuzione degli spazi pi articolata e aperta verso lesterno attraverso ampie vetrate, si cercato di ottimizzare lingresso della luce naturale integrando le finestre verticali con finestre in copertura (toplighting). La super ficie vetrata totale della casa passata cos da 18 a 60 mq. Per pianificare la distribuzione della luce naturale allinterno di LichAktive Haus, un team di esperti ha condotto delle analisi illuminotecniche utilizzando il software DayLight Visualizer per calcolare il FmLD (Fattore medio di Luce Diurna), utile per misurare la percentuale di luce naturale allinterno degli ambienti. Tutte le finestre, dotate di schermi in grado di controllare lintensit della luce e gli apporti solari, sono state posizionate in punti che consentono il massimo ingresso della luce, oltre che la vista verso lesterno. La cucina, la zona pranzo e le camere da letto hanno un FmLD almeno del 5% e la zona giorno del 10%. (Foto di Adam Mrk)

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VELUXlab. Architettura attiva per il futuro


La concept house Atika, progettata da Javer Aja Cantalejo e Roberto Aparicio Ronda per VELUX, un esempio di ricerca e sperimentazione reale in continua evoluzione. Realizzata a Bilbao nel 2007 stata poi spostata una prima volta a Roma vicino allAuditorium di Renzo Piano e quindi alla Fiera di Rho, dove si mostrata per un anno fra le torri di Dominique Perrault e i padiglioni di Massimiliano Fuksas. Lultima trasferta risale a un anno fa: stata spostata da Rho agli spazi in Bovisa del Politecnico di Milano, dove diventata VELUXlab dopo un importante retrofit architettonico ed energetico a opera di Atelier2 con il supporto scientifico del Politecnico di Milano. Ledificio paradigmatico perch la sua morfologia, la stratificazione a secco degli elementi costruttivi e lorganizzazione degli spazi nascono da rigorose analisi climatico-prestazionali che si traducono in un risultato unico, fatto da porzioni industrializzate composte da materiali certificati e di alta qualit derivanti sia da filiere bio (lane di legno) che dalla pi avanzata ricerca chimica (poliuretani ad altissime prestazioni) che da prodotti di riciclo (sistema di lastre esterne in vetro riciclato), sino alla sperimentazione pi avanzata (lastre fonoassorbenti interne in gesso rivestito e zeolite per fissare i Voc). Primo Near zero emission building (Nzeb) in un campus universitario italiano, un riassunto del futuro pur non presentandosi come una macchina high tech. infatti dotato di tecnologia invisibile (quella dei materiali e delle stratificazioni) e di una raffinata impiantistica (totalmente governata da sensoristica progettata ad hoc) che di fatto ci restituisce un edificio attivo e ancora di pi reattivo agli stimoli climatici esterni. Gli involucri sono iperisolati, con ottime prestazioni sia invernali che estive, compongono spazi studiati in base allorientamento delledificio, che stato definito rispetto al percorso solare cos come i volumi e lo skyline di copertura. Questi indirizzano il flusso daria (stack effect) e permettono lo sfruttamento della ventilazione naturale nelle stagioni intermedie mentre consentono la captazione solare invernale e il controllo della luce naturale mediante finestre a tetto. Nelle stagioni con clima estremo ledificio ermetico con un sistema di ventilazione meccanica controllata a recupero entalpico del calore. La copertura , di fatto, la facciata principale delledificio ed dotata di pannelli solari termici per acqua calda sanitaria bene inseriti esteticamente e di motori sostenibili del sistema. quasi totalmente autosufficiente da fonti fossili grazie alla vera, primaria fonte energetica rinnovabile: il risparmio garantito dallinvolucro opaco e vetrato (tutte le finestrature, a tetto o verticali, sono a triplo vetro con gas nobile). VELUXlab, grazie alla regolazione delle finestre a tetto e delle schermature, in grado di controllare lapporto di ventilazione e di luce naturale in relazione sia al clima esterno che alle condizioni di comfort interne. Ci pu consentire una riduzione dei consumi elettrici sino al 40% e pu garantire una buona qualit dellaria senza ausilio di ventilazione meccanica per oltre il 75% dellanno. La filiera tecnologico-costruttiva un mix tra industrializzazione (ledificio stato scomposto in 5 volumi e assemblato in cantiere varie volte) e standardizzazione (i prodotti utilizzati sono totalmente a catalogo) con il risultato per di unarchitettura unica e archetipica. Lunicit di VELUXlab anche legata al fatto che gli utenti, ricercatori nel campo dellinnovazione edilizia ed energetica, siano essi stessi parte dellesperimento e che tutta la sensoristica interna (Wireless sensor network) registri, soprattutto nei mesi pi caldi, il comportamento istantaneo di un involucro (e dei suoi occupanti) cos particolare, dove la strategia energetica varia con le stagioni: difensiva e a ventilazione meccanica controllata durante le stagioni estreme, a ventilazione naturale ma anche a ventilazione ibrida. Durante il primo anno di funzionamento si sono raccolti e monitorati i dati relativi a tutti i sensori in superficie o intercapedine. Si sono inoltre svolte prove luxometriche su facciate traslucide con strati lapidei e riflessioni sugli aspetti normativi e

Prestazioni energetiche e di comfort


Fabbisogno per riscaldamento (stimato) Fabbisogno per climatizzazione estiva (stimato) Fabbisogno di energia primaria per climatizzazione invernale (Certificato, Classe A - Cened) Trasmittanza media involucro opaco Trasmittanza media involucro trasparente (telaio + vetro) Fattore medio di luce diurna (FmLD) 9,8 kWh/mc anno 32 kWh/mc anno 3,82 kWh/mc anno
ALBERTO PARISE

0,15 W/mqK 1,0 W/mqK 5,7%

Fattore medio di luce diurna e Rapporto aeroilluminante. Nella situazione reale (a sinistra), la luce zenitale assicura alti valori di FLD (blu-verde scuro) e di RAI (0,10 minimo - Comune di Milano), rispetto alla situazione di studio (a destra) priva di aperture zenitali

Analisi dellilluminamento nelle due stanze. Il requisito dilluminamento medio sui piani di lavoro risulta pi che soddisfatto rispetto al minimo previsto da normativa (500 Lux, colore verde)

Luminanza. Il confronto della luminanza (21 Giugno - h 12:00) fra la situazione reale (in presenza di lucernari) e di studio (in assenza di lucernari), mostra come la luce zenitale renda i valori pi omogeneamente distribuiti allinterno dei locali. Inoltre, il fenomeno dell'abbagliamento ben controllato dai sistemi di schermatura posti allesterno

ALBERTO PARISE

ALBERTO PARISE

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professore di Progettazione e innovazione tecnologica e delegato del rettore per lEstremo Oriente, Politecnico di Milano

Verso un protocollo Active House per il clima mediterraneo: Brera e Svevah


VELUXlab un edificio di punta del Politecnico di Milano. Grazie alle caratteristiche di efficienza energetica e allottimizzazione del comfort dellutenza, stato inserito come inspirational case allinterno della casistica Active House (www.activehouse.info), di cui sar il primo esempio italiano realizzato, promossa da Active House Alliance, organizzazione no profit composta da aziende, progettisti ed enti di ricerca tra cui anche lo stesso Politecnico. Grazie alla collaborazione tra gli stakeholders stato possibile studiare il nuovo protocollo Active House, in cui vengono riportati e spiegati i parametri fondamentali e i minimi prestazionali che definiscono le caratteristiche di una casa attiva. Lenergia, tuttavia, non il solo parametro su cui si concentra la visione: uguale attenzione viene prestata allaspetto ambientale e al comfort interno. Questultimo, in particolare, connesso alla salubrit degli ambienti e al benessere termico e visivo, spostando in primo piano la relazione tra ambienti e occupanti. Limportanza del fattore di luce diurna e dellaccessibilit diretta della luce solare nei locali sottolineata dagli alti standard richiesti dalle specifiche Active House, figlie delloriginaria organizzazione dellAlliance, inizialmente composta da soli enti nordeuropei. Lasse baricentrico spostato verso i climi pi rigidi ha, di fatto, influito sulla stesura delle specifiche tecniche richieste; per questo motivo il Politecnico di Milano ha ora il compito di adattare il sistema ai climi mediterranei, in cui la situazione estiva rappresenta la criticit e, di conseguenza, la necessit di schermare la radiazione solare diretta diviene una necessit imprescindibile. In questottica, VELUXlab rappresenta un primo passo verso la soluzione: lesperienza del laboratorio diviene cos non solo materia di ricerca attraverso il monitoraggio costante, ma anche base per lo sviluppo di ulteriori modelli. Due casi studio Brera Active House. Tesi di ricerca sviluppata da Nicola Falcone, Chiara Zanello e Valentina Andrea Zorzi, riguarda la riqualificazione di uno spazio urbano milanese in zona Brera attraverso linserimento di un grazie alleffetto Venturi che si crea aprendo il cupolino in sommit e, con le ombre proiettate, schermano le porzioni vetrate nel periodo estivo. In questo modo lelemento simbolo delledificio non solo segno architettonico, ma parte attiva delle strategie energetiche adottate. Il progetto lembrione di una nuova tipologia di edifici Active House, in cui la fase estiva diventa caratteristica fondamentale senza inficiare lottimizzazione del comfort visivo negli ambienti e senza lutilizzo di ampie porzioni vetrate disposte a sud, come nei casi nordici. Il concetto viene ripreso e sviluppato nel dottorato di ricerca South Very Efficient Volume Active House (Svevah). Un primo concept ideato in collaborazione con Atelier2 - Gallotti e Imperadori associati, il progetto di una casa attiva nel sud Italia, dove il clima estivo critico. Nato per dimostrare la possibilit di costruzioni efficienti in climi caldi, divenuto loccasione per testare una concezione innovativa di strategie energetiche. Coniuga luce naturale e ottimizzazione energetica, isolamento termico invernale e difesa dalla radiazione solare estiva, riduzione dei consumi e risorse rinnovabili. La sua principale caratteristica linversione dei fronti: presenta una facciata a sud con una piccola percentuale di porzioni vetrate, tenuta opaca e isolante, e apre verso nord grandi lucernari zenitali. Durante la stagione calda la chiusura a sud permette di escludere i carichi termici solari e, grazie alla stratigrafia adottata, sfasare londa termica e attenuarne i picchi; le aperture a nord garantiscono una fonte di luce naturale fredda ottimale ed efficiente. Anche in questo caso la ventilazione naturale incentivata dai camini sommitali che assicurano leffetto Venturi attraverso il cupolino in sommit e convogliano la luce naturale negli ambienti sottostanti. Il fattore di luce diurna, maggiore del 5%, rispetta largamente il parametro Active House, gi sopra la media normativa italiana, permettendo la creazione di ambienti salubri e confortevoli senza intaccare le prestazioni energetiche. Arianna Brambilla e Michele Sauchelli Politecnico di Milano

edificio ad alta efficienza energetica. Lanalisi si concentra sullattico, contenente appartamenti di pregio, che attinge al know-how creato da VELUXlab per garantire il perfetto funzionamento degli ambienti interni. Lattico suddiviso in tre appartamenti, ognuno dei quali energeticamente efficiente e rispondente alle caratteristiche richieste dal protocollo: gli aspetti di luce e ventilazione naturale divengono i principi ordinatori dellintero edificio. Unattenta analisi del percorso solare ha permesso di ottimizzare le forme in modo da poter rispondere alle differenti esigenze climatiche. Seguendo larco solare, infatti, la geometria plasmata per massimizzare la ricezione della luce zenitale, ottimizzare la captazione della radiazione diretta e minimizzare i carichi termici estivi attraverso le ombre proiettate. Le facciate verticali esposte a sud sono captatori energetici dotati di pannelli solari e fotovoltaici che garantiscono il soddisfacimento del fabbisogno attraverso risorse rinnovabili. La ventilazione naturale trasversale garantita dalle aperture sulle facciate nord-sud e coadiuvata dai camini sulle zone giorno. I pennoni rappresentano la principale strategia passiva adottata per garantire un livello di comfort interno massimale: captatori di luce naturale attraverso i lucernari zenitali, favoriscono la ventilazione naturale

ALBERTO PARISE

sui loro possibili cambiamenti a seguito delle modifiche tecnologiche (tipo di vetri, dimensione telai, numero di vetri e camere, ecc) introdotte dalle nuove normative in materia di energia e risparmio, che mettono in crisi il canonico rapporto aeroilluminante, pari a 1/8 della superficie in pianta. Sono poi in atto studi (vedi box sotto) circa un diverso approccio tra linfluenza del rapporto S/V in clima nordico o mediterraneo, e quindi sulla forma articolata e la libert di architettura che VELUXlab stesso mostra rispetto alla rigidezza della sola forma cubica. Sul tema degli adaptive systems per gli edifici del futuro lavora direttamente Michele Sauchelli, che ha elaborato i dati desunti dalla campagna sperimentale estiva allinterno della propria tesi di dottorato, attualmente in fase di sviluppo tra Politecnico di Milano e University of Sydney, che riguarda ladattabilit morfologica delledificio e delle componenti di schermatura solare a seconda delle forzanti ambientali esterne (incl. smart materials). Ulteriore soggetto di ricerca, condotto nel dottorato da Arianna Brambilla, la ventilazione ibrida in clima mediterraneo e diverse strategie per climi temperato-caldi, affrontate allinterno del pi ampio tema Active House e della prestigiosa alliance di cui partner anche il Politecnico di Milano. Marco Imperadori

Whos who a VELUXlab


Coordinamento Generale Manuela Grecchi (delegata del rettore alledilizia, Politecnico di Milano) Coordinamento scientifico Marco Imperadori (Dipartimento Abc - Architecture, Built Environment & Construction Engineering) Concept architettonico originario Atika Javier Aja Cantalejo e Roberto Aparicio Ronda (Acxt/Idom) Progetto architettonico, tecnologico, direzione lavori e coordinamento per la sicurezza Atelier 2 (Milano) Coordinamento simulazioni energetiche, impiantistiche e progetto del sistema di monitoraggio Michele Sauchelli (Dipartimento Abc) Team sviluppo tecnologico Marco Imperadori, Michele Sauchelli, Narghes Doust Team sviluppo energetico/impiantistico Mario Motta e Lisa Affetti, Alberto Mauro (Dipartimento di Energia) Team sviluppo sistema di monitoraggio Gianpaolo Cugola, Alessandro Sivieri (Dipartimento di Elettronica ed informazione)

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