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UNIVERSIT IUAV DI VENEZIA

Dipartimento in Progettazione e Pianificazione in Ambienti Complessi


Corso di laurea magistrale in Architettura e Innovazione,
curriculum Sostenibilit

Tesi di Laurea

Sustainable Interior Design:


valutazione e progettazione sostenibile di arredi per bambini

Relatore

Laureanda

Prof. Laura Badalucco

Martina Stella Carlon


280192

Anno Accademico 2014/2015

Ai miei genitori

We shape our buildings, thereafter they shape us.


Winston Churchill

INDICE

Introduzione

1. Architettura di interni e sostenibilit ambientale


Parte I
Questioni ambientali

1.1 Life cycle design e progettazione sostenibile
p. 02
1.2 Inquinamento indoor p. 05

1.2.1 Composti organici volatili
p. 09
1.2.2 Formaldeide p. 11
1.3 Il bambino inquinato p. 13
Parte I I
Strumenti della sostenibilit


1.4 Valutazione della sostenibilit negli edifici


p. 17

1.5 Valutazione della sostenibilit dei prodotti
p. 21

1.6 Etichette e dichiarazioni ambientali
p. 23
1.7 Green public procurement p. 27
1.8 Marchi ecologici p. 28
1.9 Ecolabel europeo p. 29
2. Sostenibilit degli arredi

2.1 Introduzione agli arredi ambientalmente sostenibili
p.

2.2 I criteri previsti dalle principali etichette ecologiche
p.

2.3 Sostenibilit negli arredi per bambini
p.

2.4 Criteri di preferibilit ambientale
p.

2.5 Schede sulla preferibilit ambientale
p.
2.6 Documentazione schede p.

2.7 Schede: arredi ambientalmente preferibili
p.


2.8 Checklist: arredi ambientalmente preferibili
p.
2.9 Arredi ambientalmente sostenibili?
p.

2.10 Arredi per bambini: competitors
p.

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3. Spazi e bambini
3.1 Camere per bambini p. 83
3.2 Architettura e pedagogia p. 87
3.3 Psicologia dello sviluppo p. 91
3.4 Reggio Emilia Approach p. 97
3.5 Il gioco p. 99

3.6 Suggestioni progettuali per gli spazi dei bambini
p. 101

4. Indicazioni progettuali
4.1 Introduzione p. 103
4.2 Brief di progetto p. 105

4.3 Linee guida sugli spazi e gli arredi per bambini e checklist p. 113
4.4 Ipotesi di soluzioni progettuali p. 125
Conclusioni p. 129


Bibliografia e sitografia p. 131

INTRODUZIONE
Il lavoro di questa ricerca si colloca in un ambito a confine tra larchitettura di interni e
il design di prodotto, sullo sfondo della sostenibilit.
Verr approfondito il tema della sostenibilit degli arredi, con particolare riferimento
agli arredi per bambini in ambito residenziale.
Si cercher di rispondere alla domanda: quando un arredo pu definirsi ambientalmente preferibile?
E si cercher di estendere il concetto di sostenibilit a quello di sostenibilit sociale,
intesa come capacit in grado di garantire condizioni eque di benessere umano e in
questo caso di benessere del bambino.
Il primo approfondimento trattato riguarda la questione della sostenibilit ambientale,
con particolare riferimento allinquinamento indoor negli ambienti interni, e il delicato
tema della valutazione della sostenibilit, attraverso i diversi strumenti oggi disponibili.
In seguito il focus della tesi si sposta allanalisi della sostenibilit degli arredi, ovvero
quali caratteristiche devono possedere gli arredi ambientalmente preferibili e come
possono essere valutati.
Successivamente lattenzione si muove in ambito pedagogico, con lo scopo di analizzare il rapporto dei bambini con lambiente e approfondire il legame esistente tra architettura e pedagogia.
Infine si uniscono le indicazioni di carattere ambientale con quelle psico-pedagogiche
in unipotesi progettuale.

1. ARCHITETTURA DI INTERNI E SOSTENIBILIT AMBIENTALE


PARTE I QUESTIONI AMBIENTALI

INDOOR
AIR QUALITY

DESIGN
SOSTENIBILE

ARREDAMENTO
SOSTENIBILE

INQUINAMENTO
INDOOR

BIOEDILIZIA

BENESSERE
AMBIENTALE

0 EMISSIONI

SOSTENIBILITA

RIFIUTI 0

ECODESIGN
AMBIENTI
INTERNI
SOSTENIBILI

RICICLO

ATOSSICITA
EFFICIENZA
ENERGETICA

LEGNO SOSTENIBILE

GREEN
BUILDING
COUNCIL

CERTIFICAZIONE
AMBIENTALE

1.1 LIFE CYCLE DESIGN E PROGETTAZIONE SOSTENIBILE


Da uno studio condotto da John Thackara, giornalista e autore di libri su architettura e
design, si rilevato che l80% dellimpatto ambientale esercitato dai prodotti, dai servizi e
dalle infrastrutture attorno a noi, viene determinato allo stadio progettuale (Tamborrini
2009).
Il Life Cycle Design o Design for Environment o Eco-design un approccio progettuale che
prende in considerazione i carichi ambientali relativi a tutte le fasi di vita di un prodotto
cercando di dare risposte differenziate in relazione alla specificit duso di ciascun prodotto.
Consiste nellintegrare considerazioni ambientali allinterno di processi edilizi e allinterno
dello sviluppo di progetti di edifici e di componenti edilizi, avendo particolare attenzione
nei confronti dellintero ciclo di vita di ci che viene progettato.
Tale approccio al progetto ha lobiettivo di assicurare la riparabilit, il riuso e il riciclaggio
delle diverse parti del prodotto progettato e dunque riassume in ununica dicitura una
serie di strategie come progettare per il disassemblaggio, progettare per il riciclaggio,
progettare per il riuso.
In questo tipo di approccio si sottolinea che un edificio o un prodotto, per essere considerato ecologico, deve essere stato progettato in relazione allintero ciclo di vita e
deve essere stato progettato prestando particolare attenzione agli aspetti legati alluso
e consumo di materiali e componenti e dunque favorendo la durabilit, il riuso e il riciclaggio dei materiali.
Lapproccio life-cycle pu essere tradotto in una serie di strategie di progetto, come ad
esempio:
- minimizzare limpiego di risorse materiali (dematerializzazione);
- garantire unelevata durata delledificio grazie alla sua adattabilit ai cambiamenti
(flessibilit duso);
- garantire la manutenibilit e la sostituibilit degli elementi per prolungare la vita utile
delledificio;
- utilizzare componenti con elevata durabilit;
- garantire la disassemblabilit e il riciclaggio dei componenti.
In generale gli obiettivi di un edificio ambientalmente sostenibile dovrebbero essere da
un lato il comfort e il benessere degli abitanti, il miglioramento della qualit della vita
e la salubrit degli spazi abitati, dallaltro la riduzione dellinquinamento e del consumo
delle risorse ambientali. Questi obiettivi possono essere espressi da quattro classi di
requisiti ambientali: consumare meno energia, consumare meno materia, rispettare
lambiente, garantire la salute e il comfort delluomo.
I diversi approcci al progetto, sono tutti ugualmente apprezzabili e andrebbero integrati tra loro. E dunque solo da una integrazione tra tutti gli aspetti che possibile definire
un progetto ambientalmente sostenibile.
Ma oltre alla questione dellintegrazione di tutti i requisiti ambientali, esiste ancora
confusione anche riguardo alla risposta dei requisiti. Un passo in questa direzione
stato fatto nel 1994 dal CIB (Conseil International du Batiment) che ha definito gli obiettivi della sostenibilit delle costruzioni: creare e gestire un ambiente costruito salubre
basato sullefficienza delle risorse e sulla progettazione ecologica. Inoltre ha definito
seven principles of sustainable construction:
1 ridurre il consumo di risorse;
2 riutilizzare le risorse;
2

3 usare risorse riciclabili;


4 proteggere la natura;
5 eliminare le sostanze tossiche;
6 applicare la valutazione economica del ciclo di vita;
7 mirare alla qualit.
Questi principi dovrebbero essere tenuti in considerazione durante tutte le fasi del processo edilizio e dovrebbero essere applicati sia allintero edificio sia ai suoi componenti
costituenti e alle altre risorse che si rendono necessarie durante lintera vita delledificio. Un edificio sostenibile un edificio che raggiunge livelli prestazionali complessivi
pi elevati rispetto al costruito convenzionale: lobiettivo dunque quello di elevare la
qualit complessiva e ci pu essere ottenuto solo se la progettazione prevede un processo attivo di collaborazione tra i diversi attori e le diverse specializzazioni, fin dalle
prime fasi di elaborazione, (progettazione integrata), (Lavagna 2008).

1.2 INQUINAMENTO INDOOR

INQUINANTI
ATMOSFERICI
ESTERNI

INQUINANTI
ATMOSFERICI
INTERNI

INQUINAMENTO
INDOOR

FISICO
(radioattvit naturale,
elettricit statica)

CHIMICO
(sostanze volatili organiche, amianto, metalli)

BIOLOGICO
(microrganismi associati
a umidit)

solo negli ultimi anni che si guardato con maggiore attenzione allinquinamento
indoor, cio alla qualit degli ambienti di vita, quali le abitazioni o le scuole, definiti
con il termine di confinati o indoor. In tali ambienti possono crearsi condizioni di
inquinamento di diversa natura e origine, che possono risultare dannose per la salute
dellindividuo che vi trascorre gran parte del suo tempo. Infatti, si potenzialmente
esposti, quotidianamente e per lunghi periodi, a inquinanti di tipo biologico, chimico
o fisico con i quali si entra in contatto prevalentemente attraverso laria che si respira.
Con la rivoluzione industriale e con lavvento dellindustria petrolchimica, sono entrati
nelle abitazioni materiali totalmente nuovi e numerosi da trasformare la casa in un
ambiente completamente artificiale e potenzialmente aggressivo.
Negli edifici contemporanei luso inconsapevole di nuove sostanze di sintesi, insieme
alla sigillatura degli stessi (in nome del contenimento dei consumi energetici), la scarsa ventilazione e la scarsa traspirabilit dei materiali, hanno spesso trasformato gli edifici in ambienti poco vivibili e con elevata, potenziale aggressivit ambientale interna.
Il Ministero dellAmbiente nel 1991 ha definito linquinamento indoor come la presenza
nellaria di ambienti confinati, di inquinanti chimici, fisici o biologici non presenti, naturalmente, nellaria esterna, mentre nel 2000 lOrganizzazione Mondiale della Sanit (The
Right to Healthy Indoor Air) ha definito la qualit dellaria indoor un diritto umano
fondamentale.
Nel 2003, la Commissione Europea ha adottato la Strategia Ambiente e Salute che pone
tra gli obiettivi prioritari la riduzione degli effetti sulla salute (disturbi respiratori, asma
e allergie) derivanti dallinquinamento dellaria indoor e outdoor.
Laria che si respira allinterno degli ambienti confinati proviene dallesterno, entrando
dalle finestre, attraverso le infiltrazioni, o da dispositivi meccanici (aspiratori), o ancora
attraverso le pareti. Una volta allinterno si miscela con le altre sostanze presenti. A
inquinanti di tipo nuovo, si aggiungono gli inquinanti classici. Il risultato che allinterno degli edifici questa miscela viene diluita in modo meno efficace che in passato,
5

a causa delle misure per il contenimento dei consumi energetici degli edifici, che ha
portato complessivamente ad una diminuzione della ventilazione (Iacobelli 2005).
Le fonti principali di contaminanti indoor sono:
i materiali da costruzione,
gli impianti di riscaldamento, condizionamento e cottura dei cibi etc.,
gli arredi,
i rivestimenti (pitture murali, vernici, pavimenti etc.),
prodotti per la manutenzione e la pulizia (detersivi, insetticidi etc.),
lutilizzo degli spazi ed il tipo di attivit che vi si svolge.
La responsabilit dei materiali da costruzione e di arredo nel causare linquinamento
dellaria interna rilevante soprattutto per lemissione dei COV (composti organici volatili) provenienti da vernici, colle, adesivi, smalti, vernici, impregnanti, truciolati, schiume
poliuretaniche, ecc..
Gli attuali sistemi di prevenzione e le norme che governano linquinamento indoor
sono strutturati principalmente per alcuni tipi di ambienti confinati, (esempio: i luoghi
di lavoro), e per alcuni fattori di rischio come amianto, radon, campi elettromagnetici,
rumore. Tuttavia la tutela della qualit chimica e biologica dellaria indoor non ha un
sistema di riferimento assimilabile a quello previsto per linquinamento atmosferico
esterno (aria outdoor).
A volte le sostanze inquinanti sono presenti soltanto in tracce, ma, se si considera il
tempo che la maggior parte delle persone trascorre in ambienti chiusi, si intuisce che
anche lesposizione a bassi livelli pu comportare conseguenze per la salute, cos viene
anche confermato nel rapporto ISPRA del 2010 (Inquinamento indoor: aspetti generali
e casi studi in Italia): ...anche se a basse concentrazioni, la presenza di contaminanti negli
ambienti confinati pu avere un importante impatto sulla salute e sul benessere degli occupanti a causa di esposizioni di lunga durata. Il rischio, infatti, pi che alla concentrazione
di inquinanti, in generale molto bassa, legato allesposizione, ovvero alla concentrazione
integrata nel tempo. Ricordando che il tempo di permanenza medio in un ambiente confinato raggiunge l80-90% del tempo giornaliero disponibile ben si comprende come questo
costituisca un aspetto chiave nella valutazione degli effetti dellinquinamento indoor.
Gli effetti dellinquinamento dellaria sulla salute umana sono molteplici. La Sick Building Sindrome (Sindrome da edificio malato), come stata riconosciuta dallO.M.S,
una problematica dei cosidetti edifici malati; ha uneziologia non definita e una sintomatologia non specifica.
La SBS caratterizzata da sintomi per lo pi di tipo respiratorio (naso e torace chiuso),
ma anche di tipo cutaneo (secchezza della pelle) e altri sintomi come affaticamento e
cefalea.
Per Building Related Illnesses si intendono le malattie che sono associate con certezza
alla permanenza in ambienti confinati e con eziologia ben definita. Queste ultime sono:
febbre di Pontiac (forma simil influenzale), malattia dei legionari (infezione polmonare), alveoliti, riniti e sinusiti e febbre degli umidificatori (sindrome da polveri organiche
tossiche).
Rischio chimico
Tra i fattori di rischio di natura chimica si possono riscontrare diverse classi di
inquinanti. Tra i principali inquinanti indoor si ricordano:

il fumo passivo, detto anche fumo di tabacco ambientale (Enviromental Tabacco Smoke ETS);
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gas inorganici, tra cui spiccano il monossido di carbonio, lozono, gli ossidi di
azoto e lo zolfo che provengono tipicamente dallesterno e gas, sempre inorganici, esistenti allinterno delle abitazioni (prodotti di combustione, fumo passivo, ecc.); in particolare, il Radon presente in ambienti locati in zone tufacee;

composti organici volatili (COV), appartengono a questa classe numerosi composti (idrocarburi alifatici, aromatici e clorurati, aldeidi, terpeni, esteri e chetoni). I COV
possono essere causa di una vasta gamma di effetti che vanno dal disagio sensoriale
fino a gravi alterazioni dello stato di salute;

il COV pi noto e conosciuto la formaldeide, rilasciata dai materiali di costruzione, dagli arredi mobili, moquettes e rivestimenti. Possono determinare emissioni
continue e durature nel tempo (settimane o mesi). Concentrazioni di formaldeide sono
riscontrabili in particolare nei periodi immediatamente successivi alla posa dei vari materiali o alla installazione degli arredi;

idrocarburi aromatici policiclici (IPA o PHA), compreso il cancerogeno benzopirene, vengono rilasciati nelle abitazioni da stufe a cherosene, da stufe a legna, da
caminetti con tiraggio difettoso e dal fumo di sigaretta.
Rischio fisico
E costituito da radiazioni elettromagnetiche, elettricit, rumore, microclima. In particolare:

linquinamento elettromagnetico pu essere generato da fattori interni ed
esterni allabitazione. In tutti gli ambienti domestici esistono campi elettromagnetici
dovuti alla presenza di impianti elettrici ed alluso sempre maggiore di elettrodomestici. Questi ultimi possono produrre onde elettromagnetiche a bassissima frequenza
(ELF) come rasoi elettrici, phon, coperte elettriche, oppure onde ad alta frequenza (radiofrequenze e microonde) come cellulari, forni a microonde, ecc., che tuttavia perdono molto della loro efficacia se si rispetta una certa distanza dalla fonte di emissione.
Il campo elettrico sempre presente negli ambienti domestici indipendentemente dal
funzionamento o meno degli elettrodomestici. Il campo magnetico invece si produce
solo quando gli apparecchi vengono messi in funzione ed in essi circola corrente;

linquinamento acustico dovuto non soltanto alle sorgenti esistenti allinterno
della struttura (elettrodomestici, radio, appartamenti confinanti, ascensore, ecc.), ma
anche a sorgenti di rumore situate allesterno (traffico, lavori in atto, aerei in transito,
ecc.). I rumori prodotti non sono cos intensi e protratti da determinare lesioni auricolari; possono per influire sullo stato di salute dei soggetti esposti, nonch interferire
con il riposo ed il sonno. Si ritiene che il rumore notturno per consentire un riposo
soddisfacente non debba superare 35 decibel (dB);

il microclima dato dal complesso dei parametri ambientali che condizionano
lo scambio termico soggetto/ambiente e incide sulla qualit del luogo nel quale si vive
e quindi sul benessere delle persone. Il microclima ha effetti (negativi o positivi) sullumore, sulle capacit operative e di apprendimento, sulla concentrazione, ecc. Per una
condizione di benessere termico per attivit sedentaria o leggera vengono proposti i
seguenti valori tratti dalla norma UNI-EN-ISO 7730: temperatura dellaria compresa tra
19 e 26 C; differenza verticale di temperatura tra testa e caviglie di una persona adulta < 3 C; umidit relativa compresa tra 30% ed il 70% con fascia di massimo benessere
tra il 40% ed il 60%. Si ricorda che una elevata umidit relativa favorisce lo sviluppo di
contaminanti biologici.
Rischio biologico
Molti problemi di salute derivano soprattutto dallinquinamento biologico (acari, forfora, funghi, muffe, batteri, compresa la legionella).
Le principali fonti di inquinamento biologico degli ambienti chiusi sono gli occupanti
(uomini ed animali), la polvere, le strutture ed i servizi degli edifici. Infine, riserve pe7

ricolose di microrganismi sono tutte le strutture e gli impianti in cui vi presenza di


acqua, per lo pi stagnante, specie se in cattivo stato di manutenzione: gli umidificatori
ed i condizionatori di aria, vaporizzatori, sistemi di riscaldamento, frigoriferi autosbrinanti, impianti idrici. Sotto questo profilo il materiale edilizio, gli arredi, i rivestimenti
di pavimenti e pareti ed i nuovi sistemi costruttivi che in alcuni casi possono facilitare
la formazione di condensa del vapore acqueo ed infine il materiale poroso usato come
isolante acustico e termico possono divenire ulteriori serbatoi dove i microrganismi
si annidano, si proliferano e poi diffondono nellambiente, sotto forma di bioareosoli.
Le principali misure da adottare per minimizzare i rischi sopra indicati sono di quattro
tipi:
riduzione delle sorgenti inquinanti;
rimozione degli inquinanti alla fonte di rilascio;
introduzione di aria esterna (ventilazione) per diluire la concentrazione degli inquinanti;
prevenzione/riduzione dellesposizione mediante losservanza di norme precauzionali e ladozione di comportamenti appropriati.

Contaminanti Chimici

Contaminati Fisici

Contaminanti Biologici

Ossido di azoto (NOx)


Monossido di carbonio
(CO)
Ozono (O3)
Ossido di zolfo (SOx)
Particolato aerodisperso
(PM10, PM2.5)
Benzene (C6H6)
Formaldeide
Composti Organici Volatili
(COV)
Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA)
Fumo di Tabacco
Pesticidi
Amianto

Radon
Campi Elettromagnetici
Rumore

Batteri
Acari
Allergeni degli animali
Muffe e Funghi
Virus
Pollini

1.2.1 COMPOSTI ORGANICI VOLATILI


La maggioranza delle sostanze che rappresentano linquinamento chimico appartengono alla categoria dei Composti Organici Volatili (COV, dallinglese Volatile Organic
Compounds, VOC), molecole molto differenziate per grado di nocivit ed impatto organolettico che, facilmente evaporabili dalle superfici dellinvolucro edilizio o degli arredi
in esso contenuti, si disperdono nellaria a temperatura ambiente.
Fino ad ora sono stati identificati pi di 900 differenti COV e negli ambienti confinati domestici se ne possono rilevare da 50 a 300 circa; limpatto ambientale degli inquinanti gassosi pu manifestarsi in diverse forme e non interessare esclusivamente laria,
(si riscontra la presenza di sostanze nocive anche nellacqua domestica e nei depositi
pulviscolari su cibi, mobili e suppellettili). La caratteristica complessit strutturale e
di aggregazione dei COV permette a tali sostanze di essere assimilate dallorganismo
umano sia per assorbimento cutaneo che per ingestione o inalazione.
Tali vapori chimici, sprigionati ed accumulati, possono essere tossici o irritanti.
I composti organici volatili si suddividono in tre categorie in relazione alla fonte di provenienza:

1. composti antropogenici, originati principalmente dalle attivit umane, come i
solventi derivati del petrolio e i prodotti delle combustioni;

2. composti biogenici di origine prevalentemente naturale, come gli oli essenziali vegetali;

3. composti sia antropogenici che biogenici, come lisoprene, presente solo negli organismi vegetali come composto intermedio nella sintesi di biomolecole, come
appunto resine e oli essenziali, e largamente sintetizzato industrialmente per la produzione di materie plastiche e gomme sintetiche.
Le emissioni di COV di un determinato materiale o prodotto da costruzione seguono
temporalmente tre distinte fasi:
Emissione primaria
alta allinizio del ciclo di vita del prodotto ma tende a diminuire nel tempo (da sei mesi
per composti umidi, come vernici e adesivi, fino a qualche anno per altri prodotti). La
velocit di decadimento dipende dalla volatilit del composto, dalla sua complessit
strutturale e dalla sua reattivit con lambiente.
Emissione secondaria
Durante lemissione primaria molte sostanze evaporano nellambiente e vengono accumulate sulle sue superfici interne (pareti, soffitti, pavimenti); la diffusione nel tempo
di tali composti genera una curva di rilascio crescente che accompagna lemissione
primaria per lunghissimi periodi.
Emissione ossidativa e di trasformazione
Lossidazione dei prodotti applicati e/o dei composti assorbiti dalle superfici durante
lemissione primaria genera una curva di emissione che si affianca a quella secondaria
gi descritta; alcune muffe inoltre, assorbendo i costituenti organici di talune vernici,
come sottoprodotto di digestione, possono emettere microtossine volatili che generano unulteriore curva di emissione.
Dinamiche di Diffusione
I COV hanno due diverse modalit di diffusione allinterno degli ambienti: per capillarit attraverso i materiali e per evaporazione dalle superfici.
Capillarit
Un elemento interno alla muratura, come ad esempio un prodotto coibente, pu emet9

tere composti che, per diffusione, raggiungono laria migrando attraverso il materiale
stratigraficamente pi superficiale o, a seconda della posa e della tecnica costruttiva,
attraverso i bordi di giunzione o le fughe tra elementi.
Evaporazione
I composti presenti sulle superfici di un ambiente, sia che provengano da stratigrafie
pi interne o che facciano parte dellapplicazione di tinte e/o vernici, possono migrare nellaria indoor attraverso una dinamica evaporativa. Il processo di evaporazione
esponenzialmente proporzionale alla temperatura ambientale per cui, al variare anche
minimo di questultima grandezza, si registra un forte aumento della concentrazione di
composti allinterno di un luogo chiuso.
Una delle principali fonti dei COV antropogenici, sono i rivestimenti, in particolare vernici e rivestimenti protettivi. I solventi tipici sono gli idrocarburi alifatici, letil acetato,
gli eteri glicolici e lacetone. Altri tipi di COV sono i clorofluorocarburi e clorocarburi, il
benzene individuato nel fumo di tabacco, nei carburanti stoccati e nellevaporazione
delle benzine, il cloruro di metilene che si trova in adesivi e vernici spray e la formaldeide, uno dei pi diffusi COV, presente in molti materiali da costruzione, come vernici,
adesivi, pannelli da parete e soffitto, piastrelle sintetiche.
Si possono liberare quindi pi facilmente COV in ambienti come uffici e case, ambienti
con nuovi arredi, con stufe, in presenza di rivestimenti murali, apparecchiature per
ufficio come fotocopiatrici e fumo di tabacco.
I COV ad alte concentrazioni negli ambienti interni, possono causare effetti a carico di
numerosi organi o apparati, in particolare a carico del sistema nervoso centrale. Alcuni di
essi sono riconosciuti cancerogeni per luomo (benzene) o per lanimale (tetracloruro di carbonio, cloroformio, tricloroetilene, tetracloroetilene). E stato ipotizzato che linquinamento
indoor da COV possa costituire un rischio cancerogeno per i soggetti che trascorrono molto
tempo in ambienti confinati, anche se linsufficiente caratterizzazione di tale inquinamento
rende queste valutazioni non ancora conclusive (Ministero della Salute 2015).
I livelli di COV presenti negli ambienti interni si possono controllare effettuando unattenta scelta dei materiali da costruzione e da arredo e dei prodotti utilizzati per la pulizia. Altri suggerimenti, indicati dal Ministero, sono:
Ventilare adeguatamente i locali quando vi sono possibili sorgenti di COV (materiali
contenenti COV, abiti trattati recentemente in lavanderie, fumo di sigaretta, stampanti,
fotocopiatrici) e durante e subito dopo la posa di materiali di costruzione e gli arredi
(es. mobili, moquette, rivestimenti);
Ridurre al minimo luso di materiali contenenti COV;
Utilizzare, quando possibile, vernici a base di acqua;
Mantenere, comunque, gli ambienti sempre ben ventilati;
Non fumare negli ambienti chiusi;
Mantenere i dispositivi di riscaldamento regolarmente controllati.
Normativa: vedi Direttiva 2004/42/CE - Decreto Legislativo 27 marzo 2006 n.161 Limitazione delle emissioni di VOCs dovuti alluso di solventi organici in alcune vernici e
pitture, 2006.

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1.2.2 FORMALDEIDE
La formaldeide (CH2O) un composto organico che a causa della sua elevata diffusione e delle sue alte concentrazioni negli ambienti indoor, il COV maggiormente studiato e conosciuto per caratteristiche chimico-fisiche e dinamiche tossicologiche.
La formaldeide fu scoperta nel 1867 dal chimico tedesco August Wilhelm von Hofmann;
una molecola molto semplice costituita da un atomo di carbonio, uno di ossigeno ed
uno di idrogeno. A temperatura ambiente si presenta come un gas incolore dallodore
pungente ed irritante, a volte irritante per occhi, naso, gola e polmoni.
Leccezionale caratteristica battericida, la sua solubilit e la capacit reattiva con altre
sostanze, ne hanno favorito la diffusione dellutilizzo nellindustria, specialmente nella
produzione dei materiali da costruzione.
Viene usata come disinfettante, insetticida, fungicida e deodorante sia per uso domestico (formalina) che per usi industriali (anche alimentari sigla E240) o per la disinfezione di strumentazione medica.
Le sorgenti di formaldeide presenti negli ambienti domestici comprendono i materiali
da costruzione, il fumo di tabacco, i prodotti per la pulizia, gli apparecchi a combustione (stufe a legna, cherosene o gas). La formaldeide pu essere utilizzata come apprettante, come componente di colle o adesivi, come conservante in alcune vernici, come
disinfettante negli articoli per la pulizia, come isolante sotto forma di schiuma isolante
(UFFI - Urea Formaldehyde Foam Insulation).
Oltre al fumo di tabacco, le fonti pi significative di formaldeide sono rappresentate
dai materiali che contengono resine urea-formaldeide, melammina-formaldeide, fenolo-formaldeide. Tali prodotti sono rappresentati da pannelli in legno pressato, truciolato o compensato, in generale da tutti i mobili sui quali vengono utilizzate colle e
solventi con formaldeide e vengono utilizzati nelle pavimentazioni, negli arredi o nei
rivestimenti di pareti.
La formaldeide presente in natura come prodotto del metabolismo ossidativo in molti sistemi viventi e dei processi di combustione. Lemivita nellambiente della formaldeide molto breve poich in aria viene rapidamente rimossa da processi fotochimici o
dalle precipitazioni ed velocemente biodegradabile.
La concentrazione atmosferica della formaldeide varia da poche unit a qualche decina di ppb (parti per miliardo). Negli ambienti indoor le concentrazioni oscillano intorno
alle 0,02 ppm (30 g/m3).
Pericoli dellesposizione
Concentrazioni nellaria superiri a 0,1 ppm possono irritare per inalazione le vie
respiratorie e gli occhi.
Lingestione o lesposizione a grandi quantit possono essere letali.
Pu avere, in soggetti particolarmente sensibili, conseguenze quali stanchezza, emicranie, nausea, sonnolenza, vertigini.
A contatto con la pelle pu provocare allergie.
Dal 2004 accertata come cancerogeno certo: lAgenzia Internazionale per la Ricerca
sul Cancro, a seguito di studi epidemiologici condotti su lavoratori addetti alla sintesi di
formaldeide, nel mese di giugno 2004 ha classificato la formaldeide come un cancerogeno certo tra i pi letali per luomo.
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Suggerimenti:
Ridurre il suo impiego: alcuni produttori di mobili dichiarano il basso uso di questo
materiale, o preferendo il legno massello al truciolato;
Ventilare spesso i locali di casa e mantenere lumidit tra il 40 ed il 60%;
Utilizzare quando si cucina, la cappa di aspirazione ed arieggiare i locali dopo avere
cucinato;
Favorire lutilizzo nella propria abitazione di piante dappartamento come ad esempio
la felce di Boston, larecapalmata, il ficus, lo spatafillo e la dracena;
Preferire mobili, parquet, vernici, solventi e colle per tappezzerie e mobili dotati di
certificazioni ambientali;
Preferire mobili in legno massello o e in generale mobili contrassegnati con la classificazione E1 (a bassa emissione di formaldeide) o FF (senza formaldeide);
In locali nuovi arieggiare per qualche giorno;
Fare attenzione ai cosmetici e ai deodoranti, soprattutto quelli per ambienti contenenti terpeni;
Prevedere sistemi di ventilazione forzata.
Per regolamentare la presenza della formaldeide nel legno truciolare, nel 2008 entrato in vigore il decreto legge (D.M. 10/10/2008) che ha vietato il commercio di pannelli di
base di legno e di manufatti con essi realizzati se il rilascio nellambiente di formaldeide
supera il valore di 0,1 ppm (0,124 mg al metro cubo).
LItalia, insieme ad alcuni altri Paesi europei, ha reso obbligatorio gi da alcuni anni
limpiego esclusivo di pannelli di classe E1. Anche in altri Paesi del mondo, come ad
esempio in Giappone, esistono analoghe restrizioni che gli operatori sono chiamati a
conoscere e rispettare per poter esportare liberamente i propri prodotti. Un caso particolare quello della California dove stato approvato il regolamento Airborne Toxic
Control Measure (ATCM) con lintenzione di ridurre progressivamente le emissioni di
formaldeide dai materiali a base di legno Composite wood products venduti o utilizzati sul territorio della California. Sebbene lobbligo esista ad oggi solo in California,
stato adottato come standard di riferimento da importanti operatori del settore mobiliero come la multinazionale svedese IKEA.

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1.3 IL BAMBINO INQUINATO


I bambini sono lindicatore pi sensibile delle relazioni tra fattori di rischio ambientale
e salute delle popolazione. A livello mondiale ed europeo stato assunto da tempo
lobiettivo della protezione della salute dei bambini dallinquinamento ambientale e
dai relativi fattori di rischio presenti nellaria, negli alimenti e nellacqua. Ma solo recentemente si sta rivolgendo particolare attenzione alla salute ambientale dei bambini,
specie alle malattie respiratorie e alle allergie, considerata la loro alta incidenza.
Diversi studi evidenziano che gli inquinanti indoor anche a basse concentrazioni possono avere effetti sulla salute, specie per persone particolarmente vulnerabili come i
bambini e i soggetti allergici e asmatici. stata inoltre dimostrata unassociazione positiva tra malattie respiratorie acute, asma, allergie e numerosi fattori presenti nellambienti interni, fra cui lumidit, inquinanti come particolato, ozono, composti organici
volatili, CO2, formaldeide e allergeni (ISPRA 2011).
Si visto che la qualit dellaria negli ambienti indoor dipende da vari fattori quali:
le caratteristiche delledificio (architettoniche, edilizie e impiantistiche) che influenzano il microclima (temperatura, umidit, ventilazione) e quindi anche il comfort;
la presenza di fonti di inquinanti indoor di origine biologica (acari, muffe) e chimica
(fumo di tabacco, COV, PM2,5 e PM10);
lingresso in aria indoor di inquinanti provenienti dallesterno come particolato, NOx,
benzene, IPA e ozono.
I bambini sono fisiologicamente molto pi vulnerabili degli adulti: il loro sistema immunitario ancora immaturo, respirano velocemente e la concentrazione degli inquinanti
relativamente maggiore in un corpo di peso minore come quello dei bambini.
I problemi respiratori e allergici, ovvero le malattie pi diffuse tra i bambini, sono tra
gli effetti clinici pi comuni associati allesposizione ai fattori presenti in aria confinata.
Inoltre esistono forti evidenze scientifiche sullorigine pediatrica delle malattie polmonari delladulto: in Italia le allergie sono tra le malattie croniche pi diffuse dopo osteoporosi, artropatie e ipertensione. Le malattie respiratorie inoltre rappresentano la
terza causa di morte.
Per i bambini, i dati pi recenti sia italiani che internazionali mostrano un aumento delle malattie allergiche e dellasma. Lo studio SIDRIA (Studi Italiani sui Disturbi Respiratori
nellInfanzia e nellAmbiente) ha stimato che il 20% dei ragazzi con meno di 15 anni
ha sofferto o soffre di rinite allergica; il 9,5% dei bambini e il 10,4% degli adolescenti
soffrono di sintomi asmatici; il 10% dei bambini (6-14) anni soffre di dermatite atopica
e circa l8% di bambini al di sotto dei tre anni e il 3-4% dei bambini in et scolare e prescolare soffre di allergie alimentari.
(dati italiani del progetto SEARCH; MATTM, ISPRA 2010)
Nonostante che le patologie respiratorie croniche (asma, allergie respiratorie, BPCO, malattie professionali polmonari, sindrome dellapnea ostruttiva nel sonno e ipertensione polmonare), possano essere efficacemente prevenute, allo stato attuale, esse sono ancora sottovalutate, sotto-diagnosticate, sotto-trattate ed insufficientemente prevenute. Nei prossimi
10 anni le morti totali per malattie croniche ostruttive potranno aumentare pi del 30% se
non verranno posti in essere interventi adeguati per prevenire/ridurre i fattori di rischio, in
particolare lesposizione a fumo di tabacco, che costituisce il principale fattore di rischio evitabile; altri importanti fattori di rischio sono: linquinamento indoor e outdoor, gli allergeni
e le esposizioni occupazionali.
(GARD 2013)

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Il ruolo dei fattori ambientali


Le malattie respiratorie, le allergie e lasma sono malattie multifattoriali, nelle quali giocano un ruolo determinante le interazioni tra fattori genetici, ambientali e stili di vita.
Secondo lOMS, lincremento dei disturbi allergici e dellasma correlabile allurbanizzazione ed alla crescente tendenza delle popolazioni a vivere per la maggior parte del
tempo in ambienti indoor, spesso scarsamente ventilati, con microclima caldo-umido
e con presenza di elevati livelli di allergeni e di inquinanti chimici. dimostrato, inoltre,
che i fattori ambientali possono influenzare la possibilit di sviluppare asma in soggetti
predisposti e sono causa di riacutizzazioni e/o di persistenza della sintomatologia asmatica.
I seguenti fattori di rischio portano allinsorgenza di asma e allergie: acari, muffe, pollini,
derivati di animali domestici e scarafaggi. Alcuni inquinanti chimici (fumo di tabacco ambientale (ETS), benzene, biossido di azoto (NO2), particolato e formaldeide) possono causare un incremento della frequenza di sintomi respiratori cronici, iper-reattivit bronchiale,
aumentato rischio di sviluppare patologia asmatica, un incremento del numero di episodi
broncospastici e ridotta risposta alla terapia antiasmatica, nei soggetti asmatici (MATTM,
ISPRA 2010).
Sono presenti nella letteratura scientifica moltissimi studi, conclusi e in corso, a riguardo; come quelli diffusi dalla rivista scientifica Environmental Health Perspectives.
A titolo esemplificativo si riportano i risultati di unanalisi del 2010 sullesposizione a
formaldeide ed asma nei bambini: I risultati [...] suggeriscono una relazione positiva tra
lesposizione alla formaldeide e lasma infantile. Al fine di porre in evidenza il significato
della correlazione tra esposizione e non esposizione, si osserva chei soggetti con i maggiori
livelli di esposizione nei sette studi selezionati (80 microg/m3) hanno da 3 a 5 volte maggiori
probabilit di sviluppare asma (Regini 2011).
Tra gli ambienti indoor la scuola di particolare interesse poich in essa i bambini vi
trascorrono la maggior parte del loro tempo e nei paesi europei in particolare passano
a scuola circa 8 ore al giorno quindi un terzo della loro giornata.
Negli edifici scolastici la IAQ (Qualit dellaria interna) unimportante determinante
di salute sia a causa della lunga esposizione legata al tempo di permanenza, sia per la
maggiore suscettibilit dei bambini e adolescenti agli effetti degli inquinanti.
Nella valutazione degli effetti dellaria confinata importante per considerare che le
esposizioni indoor nellambiente scolastico devono essere sommate a quelle degli altri
ambienti come la casa, oltre che alle esposizioni outdoor.
Lesposizione a inquinanti aerodispersi negli ambienti indoor di solito non tale da
determinare effetti acuti, tuttavia pu causare una serie di effetti avversi per la salute
(comparsa di malattie specifiche o aggravamento di patologie preesistenti), la cui gravit dipende dalle caratteristiche personali (stato di salute, predisposizione genetica,
sensibilit ecc.), dalla tipologia dellinquinante, dalle sue concentrazioni, dalla modalit
e dal tempo di esposizione.
I bambini sono esposti a una serie di fattori di rischio multipli quali:
inquinanti chimici, biologici e fisici, a volte in alte concentrazioni;
comfort microclimatico non conforme (temperatura, ventilazione, illuminazione e
umidit inadeguate);
ambiente eccessivamente rumoroso;
affollamento delle aule scolastiche.
(ISPRA 2011)

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Numerose evidenze dimostrano che la rimozione degli allergeni indoor causa un miglioramento dei sintomi nei pazienti con allergie, mentre labbattimento degli inquinanti indoor (in particolare, fumo passivo ed inquinanti derivati dalla combustione di
biomasse) pu determinare importanti benefici a livello respiratorio, specialmente nei
bambini.
In Europa sono numerose le iniziative e i progetti che affrontano la problematica dellinquinamento indoor.
Tali iniziative hanno come scopo lo studio degli inquinanti, delle sorgenti, degli effetti
sulla salute, delle metodologie di misura e lelaborazione di soluzioni pi efficaci per
contrastare e limitare limpatto del fenomeno.
Ma gli studi che si sono occupati specificatamente di inquinamento indoor scolastico
e salute dei bambini non sono frequenti. Il Progetto SEARCH (School Environment and
Respiratory Health of Children) rientra tra le prime esperienze europee multicentriche.
Il progetto SEARCH, realizzato tra il 2005 e il 2009 dal Regional Environment Center
di Budapest, ha confrontato i rischi ambientali indoor e i relativi effetti sulla salute
dei bambini in 6 paesi europei (Albania, Bosnia-Erzegovina, Italia, Serbia, Slovacchia e
Ungheria). Sono stati eseguiti, in 60 scuole e 243 classi, sopralluoghi e misurazioni dei
principali inquinanti ambientali rilevanti per il rischio respiratorio e allergico.
LOrganizzazione Mondiale della Sanit ha evidenziato limportanza e lurgenza per ogni
paese di dotarsi di un Piano nazionale per la creazione di un ambiente indoor sostenibile e ha diffuso gi nel 1999 una pubblicazione destinata specificamente a indicare le
strategie ottimali per la realizzazione di tale Piano. Nellultimo decennio ha definito una
serie di linee guida di riferimento per la gestione della qualit dellambiente indoor; al
centro delle pi recenti politiche dellOMS per la regione europea vi anche la tutela
della salute dei bambini da fattori di rischio ambientali.
LItalia stata uno dei Paesi firmatari della Dichiarazione di Parma su Ambiente e Salute sottoscritta a marzo 2010, in occasione della V Conferenza Interministeriale, dai
Ministri della Salute e dellAmbiente dei 53 Paesi della regione europea dellOMS. Con
questo documento i governi hanno ribadito gli impegni assunti nella precedente Conferenza di Budapest (giugno 2004), dove si sottolineava limportanza della protezione
della salute dei bambini dalle minacce dellambiente. Tale obiettivo stato riproposto
con maggiore enfasi tra le priorit del CEHAPE (Childrens Environment and Health
Action Plan for Europe). Il terzo obiettivo prioritario del CEHAPE , infatti, quello di garantire a tutti i bambini, entro il 2020, una buona qualit dellaria indoor, in particolare
a casa, a scuola e negli asili nido, per prevenire le principali malattie dellinfanzia correlate allinquinamento dellaria.
Negli ultimi anni anche lUnione Europea ha promosso numerose iniziative per la lotta
alle malattie croniche dellinfanzia e per sensibilizzare le istituzioni, in particolare quelle
sanitarie, al fine di promuovere politiche intersettoriali tra salute, istruzione, ambiente,
lavoro e ricerca.
Allo stato attuale, in Italia, non si dispone ancora di una normativa organica volta a
garantire la tutela della salute dai rischi correlati agli ambienti confinati, inoltre non
sono state definite in maniera chiara le competenze e i sistemi di monitoraggio dellaria
indoor, probabilmente poich non si dispone ancora di un sistema completo di conoscenze sufficiente per gli inquinanti indoor cos come per linquinamento atmosferico
outdoor.
Tuttavia per ovviare a queste carenze il Ministero della salute si impegnato nella realizzazione di un patto nazionale per la prevenzione dei rischi indoor.
Nel 2001 lAccordo Stato-Regioni recante le Linee guida per la tutela e la promozione
della salute negli ambienti confinati e lAccordo in Conferenza Unificta, del 18 ottobre
2010, recante Linee di indirizzo per la prevenzione nelle scuole dei fattori di rischio indoor per allergie ed asma, sono stati gli strumenti per focalizzare lattenzione e limitare
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i fattori di rischio indoor. A questi sono seguiti altri progetti e programmi nazionali di prevenzione dei rischi indoor, come il nuovo Piano Nazionale della Prevenzione 2010-2012
che propone specifiche linee strategiche volte a migliorare i requisiti igienici di qualit
dellaria indoor in tutti gli ambienti frequentati dai bambini, il progetto CCM per la valutazione e la gestione dei rischi indoor nelle scuole e le iniziative di informazione e comunicazione attivate attraverso il progetto di Governo Guadagnare salute e la Gard Italia.

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PARTE I I

STRUMENTI DELLA SOSTENIBILIT

1.4 VALUTAZIONE DELLA SOSTENIBILIT NEGLI EDIFICI


I metodi di valutazione della sostenibilit edilizia finora sviluppati possono essere ricondotti a due tipologie: quello basato sul bilancio ambientale e quello basato sul cosidetto sistema a punteggio.
I primi si propongono di redigere un bilancio rigoroso di tutti gli effetti ambientali del
ciclo di vita delledificio: carichi ambientali, costi energetici e comportamenti virtuosi
sono aggregati in una funzione che rappresenta la misura dellimpatto ambientale.
Degli esempi di bilancio ambientale sono lLCA e lEcological Footprint (EF).
I metodi basati sullattribuzione di punteggi adottano un approccio differente attraverso la somma dei punteggi attribuiti alle scelte progettuali, alle tecnologie adottate
o al soddisfacimento di alcuni standard si esprime il grado di sostenibilit di un certo
prodotto/progetto. Tali metodi sono strutturati su liste di requisiti, ad ognuno dei quali
viene attribuito un giudizio di valutazione in scala numerica (score) sulla base della
conformit o meno del processo analizzato.
Attualmente gli strumenti per ottenere una certificazione ambientale degli edifici sono
tutti basati su sistemi a punteggio. Gli unici che consentono di accedere a una certificazione ambientale sono Eco-Bau, BREEAM, LEED, Total Quality.
Alcuni di questi schemi di certificazione ambientale degli edifici prendono in considerazione alcuni parametri degli ambienti interni quali ad esempio: la qualit dellaria
interna, il comfort visivo, acustico, lilluminazione, la tipologia di materiali presenti, il
controllo degli agenti inquinanti, ecc.
Ogni sistema di certificazione prende in considerazione criteri diversi; di seguito si riportano alcuni esempi degli schemi pi diffusi.
HQE (Haute Qualit Environnementale), (Francia)
La valutazione rivolta a qualificare sia il progetto sia il processo. Le verifiche infatti
riguardano la fase di concezione del progetto, la fase del progetto esecutivo e la fase
di costruzione delledificio.
Criteri considerati:
-2. Scelta integrata di prodotti e di materiali da costruzione
-3. Turbativa ridotta del sito
-8. Comfort igrometrico
-9. Comfort acustico
-10. Comfort visivo
-11. Assenza di odori sgradevoli
-12. Condizione di salubrit degli spazi
-13. Qualit dellaria interna

ECO-BAU, (Svizzera)
Accanto al sistema di certificazione energetica Minergie, si affiancato Eco-bau che
estende la verifica delledificio anche al comfort luminoso e acustico e alla qualit
dellaria interna. Inoltre vengono richieste delle verifiche sull ecologicit della costruzione, in relazione alle scelte delle materie prime, dei processi di produzione e
degli scenari di disassemblabilit e riclabilit dei componenti edilizi.

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BREEAM (Building Research Establishment Environmental Assessment Method),


(Gran Bretagna)
Questo stato il primo sistema di valutazione e certificazione degli edifici utilizzato ed
uno dei pi conosciuti.
Il BREEAM un protocollo di valutazione degli edifici su base volontaria con lo scopo
di valutare, attraverso un giudizio, la performance ambientale degli immobili.
Il giudizio viene assegnato prendendo in considerazione diversi fattori ambientali ed
ottenendo un punteggio. I criteri riguardano diverse categorie, dalla gestione delle
risorse allecologia, e comprendono aspetti legati allutilizzo dellenergia e dellacqua,
lambiente interno, linquinamento, i trasporti, i materiali, i rifiuti, lecologia e i processi
di gestione.
Criteri considerati:
- 2 Inquinamento: quantit di emissioni di HCHC, FCF, NOx
- 4 Materiali: uso di prodotti in legno FSC
- 7 Salute e benessere: livello dei rapporti aeroilluminanti, livello di isolamento acustico, qualit degli spazi aperti

GREEN BUILDING CHALLENGE


Questo strumento di valutazione stato realizzato con la collaborazione di 24 nazioni,
con lo scopo di sviluppare i sistemi di certificazione finora elaborati, in modo da creare uno standard internazionale di riferimento per la certificazione degli edifici.
Il Green Building Challenge consente di valutare limpatto ambientale di una costruzione, sia esistente che di nuova realizzazione ed utilizzabile per edifici residenziali,
uffici e scuole; viene attribuito un punteggio di performance alledificio, consentendone cos una classificazione in una scala di qualit.
Il sistema GBC valuta sia le prestazioni generali degli edifici (sar possibile confrontare edifici collocati in realt geografiche differenti) attraverso degli indicatori di sostenibilit ambientale, sia altre prestazioni pi specifiche degli edifici individuati come
casi-studio (tenendo conto delle peculiarit tipiche del contesto in cui sorgono) con
lutilizzo della prestazione verde.
Attualmente esistono quattro indicatori di sostenibilit ambientale:
ESI-1: il consumo annuale di energia primaria per il funzionamento delledificio;
ESI-2: il consumo di territorio per la costruzione delledificio;
ESI-3: il consumo annuale di acqua per il funzionamento delledificio;
ESI-4: le emissioni annuali in atmosfera causate dal funzionamento delledificio.
Oltre a questi quattro indicatori fondamentali, ogni team nazionale pu definirne
ulteriori, ritenuti importanti per completare o per perfezionare la classificazione degli
edifici da testare.
Criteri considerati:
- 3. Qualit dellambiente interno
3.1 Qualit dellaria e ventilazione
3.2 Comfort termico
3.3 Illuminazione naturale e artificiale
3.4 Rumore

PROTOCOLLO ITACA (Italia)


il principale sistema di valutazione della sostenibilit energetica ed ambientale (riconosciuto anche a livello internazionale) utilizzato in Italia. Questo protocollo, approvato il 15 gennaio 2004, stato reso necessario per uniformare le regole tra le varie
regioni. composto da 70 schede che valutano ogni requisito riguardante lecosostenibilit del progetto; tiene in considerazione i requisiti di benessere e di fruibilit delle
opere edilizie che mantengano come attualmente, o addirittura migliorino, la qualit della vita, rispettando per i limiti ricettivi degli ecosistemi e tenendo conto della
possibilit di rinnovo delle risorse naturali, diminuendo anche il consumo di energie
non rinnovabili.
Questo sistema prevede una valutazione che parte da zero (semplice rispetto delle
norme) ed arriva fino a cinque (realizzazione secondo criteri sperimentali). Il Protocol18

lo applicato, opportunamente adeguato, anche per la valutazione di: edifici pubblici,


uffici, zone commerciali e ne prevista lapplicazione anche per gli ospedali.
Criteri considerati:
- 2.4.5 Riciclabilit dei materiali
- 2.4.6 Ecolabeling
- 4 Qualit ambiente interno
4.4 Qualit dellaria
4.4.2 Controllo degli agenti inquinanti: Radon, Fibre minerali, COV
4.4.4 Inquinamento elettromagnetico

LEED (Leader in Energy and Environmental Design), (USA)


un programma di certificazione che pu essere applicato a qualsiasi tipo di edificio
e promuove un approccio orientato alla sostenibilit, riconoscendo le prestazioni
degli edifici in settori quali risparmio energetico ed idrico, riduzione delle emissioni,
miglioramento della qualit degli interni, materiali e risorse impiegati, progetto e scelta del sito. Il sistema si basa sullattribuzione di crediti, variabili anche in funzione di
materiali e sistemi impiegati.
In particolare la struttura di crediti Leed comprende sette aree tematiche:
1. Sostenibilit del sito (SS);
2. Gestione delle acque;
3. Energia e atmosfera;
4. Materiali e risorse;
5. Qualit ambientale interna;
6. Innovazione nella progettazione;
7. Priorit regionale
Per ciascuna area tematica i crediti sono suddivisi in prerequisiti, crediti centrali e crediti per linnovazione. Ledificio in fase di certificazione deve soddisfare tutti i prerequisiti richiesti, in quanto obbligatori, mentre i crediti vengono attribuiti in base al livello
raggiunto dai requisiti considerati, valutati secondo criteri stabiliti. Il punteggio finale si
ottiene sommando i punteggi conseguiti allinterno di ogni area tematica e determina
il diverso livello di certificazione ottenuta: Base, Argento, Oro, Platino.
Esso prevede la possibilit, in determinate condizioni e per determinati aspetti, che
anche larredo possa fornire un proprio contributo al conseguimento di punteggio
utile a raggiungere il livello di certificazione individuato come obiettivo. La filiera
dellarredo ha quindi la possibilit con il LEED di vedere valutato il proprio contributo
alla sostenibilit delledificio.
Criteri considerati:
4 MR (Materiali e risorse): uso di materiali riciclati, uso di materiali locali, uso di legno certificato, gestione dei rifiuti da costruzione
5 IEQ (Qualit ambientale interna): monitoraggio CO2, ventilazione, materiali adesivi a bassa
emissivit, vernici a bassa emissivit, tappezzerie e moquettes a bassa emissivit, legni composti a bassa emissivit, controllo delle fonti di inquinanti, controllo temperatura e umidit,
controllo illuminazione

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20

1.5 VALUTAZIONE DELLA SOSTENIBILIT DEI PRODOTTI


La certificazione della qualit sostenibile di un edificio deve inevitabilmente tener conto della qualit ecologica dei materiali e dei prodotti utilizzati. Tale qualit pu essere
definita come la riduzione degli effetti ambientali in relazione a tutte le fasi di vita utile
del prodotto, in termini di consumo di energia e di risorse naturali e in termini di rilasci
ambientali.
Tutti i prodotti e i materiali ormai vantano una qualche caratteristica di sostenibilit
ambientale, ricorrenti sono le definizioni eco-compatibili, eco-sostenibili, eco-):
ci genera la necessit di ricerca in merito a criteri di valutazione oggettivi, condivisi,
confrontabili e credibili, utili a riconoscere le reali qualit ambientali.
Nella confusione alcune organizzazioni hanno cercato di definire in maniera autonoma
e arbitraria i requisiti che un prodotto deve possedere per essere considerato ecologico finendo per promuovere determinate categorie di materiali in base ai criteri da esse
stesse definiti. Per esempio vi sono organismi che definiscono ecologici solamente i
materiali naturali (Anab e Inbar) oppure i derivati del legno proveniente da foreste certificate (FSC), ecc.
Ma quali sono i veri materiali che rispettano lambiente, quali sono i materiali ecologici?
La premessa da fare che non esistono materiali ecologici in senso assoluto poich lecologicit dipende dal contesto geografico di produzione e duso, dallapplicazione del
prodotto nelledificio, dalle condizioni di esercizio, dalle prestazioni attese dalledificio
nel tempo.
Occorre poi distingure tra materiali e prodotti: infatti raramente i prodotti sono monomaterici, ma sono lesito dellassemblaggio e lavorazione di pi materiali. Di conseguenza non detto che un prodotto edilizio composto da materiali di origine naturale
mantenga le caratteristiche originarie di biologicit, per esempio il legno lamellare oppure che un prodotto composto da materiali potenzialmente riciclabili sia poi riciclabile, es. vetro basso emissivi.
Inoltre non detto che un materiale naturale sia meno impattante di un materiale
sintetico: per esempio il bilancio ambientale delle materie plastiche riciclate spesso
migliore di quello di alcuni materiali di origine vegetale che richiedono per la coltivazione luso di grandi quantit di acqua, energie e pesticidi.
Carlo Vezzoli, docente di design al Politecnico di Milano, sostiene che preferibile una
sedia di plastica, o un oggetto che accompagna per tutta la vita una persona, piuttosto
che utilizzare materiali naturali per soddisfare i requisiti di un design prontamente
ecologico: bisogna misurare limpatto ambientale dellintera vita del prodotto, da dove
si ricavano i materiali fino alla sua dissoluzione (Villa 2011).
Allora un definizione corretta e condivisa potrebbe essere non quella di prodotto ecologico in senso assoluto, ma quella di prodotto ambientalmente preferibile ovvero quella di un prodotto che garantisce le prestazioni attese (soprattutto in termini
di igiene, salute, comfort, durata) producendo ridotti impatti ambientali (in termini di
consumo di risorse e produzione di rifiuti e inquinamento): lobiettivo dovrebbe essere
sempre quello delleco-efficienza ossia quello di incrementare le prestazioni riducendo
i carichi ambientali. Ma spesso per migliorare la prestazione di un prodotto se ne compromette la riciclabilit oppure si incrementano gli impatti ambientali di lavorazione.
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Occorre allora cercare di verificare qual la soglia di minor carico ambientale tra incremento delle prestazioni e incremento degli impatti, in un bilancio costi-benefici che
tenga conto delle prestazioni in fase duso.
Anche il riferimento a materiali riciclati o riciclabili non sempre sinonimo di eco-efficienza. Se si considerano tutte le fasi della vita del prodotto, tramite una valutazione
del ciclo di vita (Life Cycle Assessment) pu emergere che un prodotto realizzato con
materiale riciclato pu aver richiesto un consumo energetico in fase di riprocessamento e trasporto tale da annullare la positivit del risparmio di materie prime.
Dunque per definire un prodotto ambientalmente preferibile, occorre che tutta una
serie di parametri siano soddisfatti e non solo un aspetto. Molto spesso negli strumenti
di valutazione ambientale sono presenti molteplici indicatori ambientali che mirano a
definire lecologicit dei materiali ma tali indicatori sono di carattere qualitativo senza
una verifica quantitativa degli impatti associati a un prodotto.
Per poter valutare le scelte progettuali relative ai materiali e prodotti edilizi, il metodo
di valutazione ambientale Life Cycle Assessment appare il pi adeguato poich consente di quantificare consumi e impatti generati lungo tutto il ciclo di vita.
Per poter definire la preferibilit ambientale di un prodotto necessario conoscere il
profilo ambientale dei prodotti ossia sapere quali e quanti impatti ambientali un prodotto determina lungo il suo ciclo di vita.
Questa conoscenza possibile solo se si diffonde una maggiore trasparenza e accessibilit allinformazione ambientale che deve essere sostenuta e accompagnata da regole condivise di valutazione e comunicazione dei risultati.

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1.6 ETICHETTE E DICHIARAZIONI AMBIENTALI


Un prodotto pu essere considerato ambientalmente preferibile se soddisfa alcuni requisiti principali:
- composto da materie prime naturali e provenienti da fonti rinnovabili
- provoca un limitato impatto ambientale lungo tutto il suo ciclo di vita
- funzionalmente idoneo allutilizzo
- non nocivo, n costituisce fonte di inquinamento durante le fasi di produzione e di
successivo smaltimento.
La preferibilit ambientale pu essere definita come la riduzione degli effetti ambientali in relazione a tutte le fasi del ciclo di vita sia in termini di consumo di energia e di
risorse naturali che di rilascio di emissioni, di inquinamento, di rifiuti e di scarti. Con
etichetta o dichiarazione ambientale si intende una asserzione che indica gli aspetti
ambientali di un prodotto o servizio. Gli attuali sistemi di certificazione sono regolati
dalla normativa ISO14000 basato sul concetto di LCA.
Le etichette sono quindi uno strumento atto a garantire una maggior riconoscibilit
delle qualit ambientali dei prodotti ed inoltre a influenzare attraverso le scelte dei
consumatori, lofferta del mercato e di orientarla verso prodotti con un minor impatto
ambientale.
Le etichette ambientali si distinguono in pubbliche e private. Le prime fanno capo a
organismi pubblici internazionali o nazionali; le seconde a ONG, gruppi industriali o
associazioni di categoria, come ad esempio letichetta FSC (Forest Stewardship Council,
gestita da una ONG). A loro volta possono essere relative ad un solo fattore ambientale
(per esempio il consumo energetico per letichetta Energy Star) o essere multicriterio
cio relative ad un certo numero di prestazioni ambientali (Tipo I, ISO 14024).
Le ecoetichette possono essere inoltre suddividersi tra obbligatorie oppure volontarie.
Si definiscono obbligatorie quando vincolano i produttori, gli utilizzatori, i distributori
e/o altre parti in causa ad attenersi alle prescrizioni normative.
Le etichette obbligatorie riguardano, ad esempio, i seguenti gruppi di prodotti:
Sostanze tossiche pericolose: forniscono allutilizzatore/consumatore informazioni
relative alla sicurezza e alla salute;
Elettrodomestici: letichetta energetica (Energy Label) fornisce informazioni al momento dellacquisto sul consumo energetico dellapparecchio;
Imballaggi: il Packaging Label, finalizzato alla raccolta, il recupero e il riciclo dei materiali da imballaggio a fine vita.
Energia da fonti rinnovabili: i Certificati Verdi attestano che uno specifico quantitativo di energia elettrica stato generato da fonti rinnovabili; in particolare dal 2002
stato imposto lobbligo agli operatori che immettono in rete pi di 100 GWh/anno che
almeno il 2% dellelettricit provenga da impianti da fonti rinnovabili.
Le etichette volontarie si riferiscono a marchi ecologici (o dichiarazioni ambientali di
prodotto) del tutto volontari, che indicano gli aspetti ambientali di un prodotto o servizio, certificati da enti terzi (a seguito della verifica della rispondenza dei prodotti ai
criteri ecologici prestabiliti) oppure possono costituire semplicemente uno strumento
di informazione sulle caratteristiche ambientali dei prodotti.
Le certificazioni ambientali volontarie sono chiamate anche etichettature ambientali o
etichette o marchi ecologici e sono definite nello standard ISO 14020.

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Allinterno della normativa ISO 14020, le certificazioni dei prodotti si distinguono tra:
Tipo I - Etichette ambientali (UNI EN ISO 14024): Etichette ecologiche volontarie basate su un sistema multicriteria che considera lintero ciclo di vita del prodotto, sottoposte a certificazione esterna da parte di un ente indipendente.
Caratteristiche:
rispetto di valori soglia, valori minimi
controllo di parte terza indipendente e consultazione delle parti interessate
basate su sistema multicriteri (energia, acqua, rifiuti)
considerazioni relative allintero ciclo di vita
selettivit ed eccellenza ambientale
funzionalit del prodotto
Esempi:
Ecolabel (Marchio comunitario di qualit ecologica - Ecolabel UE - Regolamento CE
66/2010; 25 categorie di prodotti, 1.357 aziende licenziatarie per 17.000 prodotti)
Blauer Engel (nato nel 1977, circa 120 categorie di prodotti, 11.700 prodotti etichettati)
Nordic Swan (Paesi nordici, nato nel 1989, circa 63 categorie di prodotti, 6.500 prodotti etichettati)
EcoMark (Giappone)
Tipo II - Asserzioni ambientali autodichiarate (UNI EN ISO 14021): Etichette ecologiche che riportano auto-dichiarazioni ambientali da parte di produttori, importatori o
distributori di prodotti, senza che vi sia lintervento di un organismo indipendente di
certificazione.
Caratteristiche:
non esistono criteri o prestazioni minime da rispettare;
non c verifica obbligatoria di una parte terza;
riguardano in genere un singolo aspetto ambientale come ad esempio la riciclabilit,
il contenuto di materiale riciclato, lassenza di sostanze dannose per lambiente, latossicit.
Esempi:
Riciclabile
Compostabile
Tipo III - Dichiarazioni ambientali (UNI EN ISO 14025): Etichette ecologiche che riportano dichiarazioni basate su parametri stabiliti e che contengono una quantificazione
degli impatti ambientali associati al ciclo di vita del prodotto calcolato attraverso un
sistema LCA. Sono sottoposte a un controllo indipendente e presentate in forma chiara
e confrontabile.
Caratteristiche:
presentazione di dati ambientali quantificati;
non selettive, ma utili per facilitare il confronto tra i prodotti;
confronto basato su parametri standardizzati per categoria di prodotto;
multicriteri (energia, acqua, rifiuti)
considerazioni relative al ciclo di vita
Esempi:
DAP
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La DAP (Dichiarazione Ambientale di Prodotto) meglio conosciuta come EPD (Environmental Product Declaration) uno schema di certificazione volontaria, nato in Svezia
ma di valenza internazionale, che rientra fra le politiche ambientali comunitarie.
La Certificazione DAP letichetta ambientale di III tipo pensata per comunicare informazioni oggettive, confrontabili e credibili relative alla prestazione ambientale di
prodotti e servizi.
La DAP anche uno strumento pensato per migliorare la comunicazione ambientale
fra produttori, da un lato (business to business), e distributori e consumatori, dallaltro
(business to consumers). La DAP fondata sullesplicito utilizzo della metodologia LCA,
per lidentificazione e la quantificazione degli impatti ambientali, da cui scaturisce loggettivit delle informazioni fornite. Pur mantenendo lattenzione al prodotto, sia esso
merce o servizio, le aziende hanno la possibilit di comunicare le proprie strategie e
limpegno ad orientare la produzione nel rispetto dellambiente valorizzando il prodotto stesso.
Oggettivit , confrontabilit e credibilit sono, pertanto, le caratteristiche principali sulle quali si basano le dichiarazioni.

TIPO I(ISO 14024) TIPO II (ISO 14021) TIPO III (ISO/TR 14025)

Etichettature
ambientali
Selettivo
Prodotti e servizi di
consumo
B2C
SI (COMITATO
ECOLABEL)

SCOPO
TIPO DI
PRODOTTO
DESTINATARIO
VERIFICA
INDIPENDENTE
STRUMENTO
Etichettatura
COMUNICATIVO
TIPO DI
Ambientale,
REQUISITI
qualit, sicurezza

PROGRAMMI
ESISTENTI

Autodichiarazioni
ambientali
Informativo
Prodotti e servizi di
consumo
B2C
NO
Etichettatura
Ambientale

Compostabile
Eco-label (Europa) Degradabile
Angelo azzurro
Reciclabile
(Germania)
Riutilizzabile
Ricaricabile

Dichiarazioni
Ambientali di Prodotto
Comparativo
Prodotti e servizi lungo la
filiera
B2B
SI (Ente certificatore
accreditato Swedac)
Etichettatura +
Dichiarazione
Ambientale
EPDs program (Canada)
JEMAI Type III program
(Giappone)
NHO Type III program
(Norvegia)
EPD System (Svezia)
KELA Type III program
(Corea del Sud)

25

26

1.7 GREEN PUBLIC PROCUREMENT


Il Green Public Procurement (GPP) o Acquisti Verdi sistema di acquisti di prodotti
e servizi, da parte delle pubbliche amministrazioni locali e nazionali, basata su criteri
ambientali oltre che sulla qualit e sul prezzo di prodotti e servizi.
Il GPP rientra tra gli strumenti di sviluppo sostenibile proposti dagli organismi internazionali per far fronte alla gravit dei problemi ambientali e allo spreco di risorse naturali non rinnovabili correlati a stili di vita consumistici.
La pratica del GPP consiste nella possibilit - e a volte nel vincolo - di inserire criteri di
preferibilit ambientale nella domanda che le Pubbliche Amministrazioni esprimono in
sede di acquisto di beni e servizi. Le pubbliche amministrazioni possono quindi avere il
duplice ruolo di cliente e di consumatore e, in quanto tali, possono orientare e favorire
il mercato verde.
Il programma Strategia dazione ambientale per lo sviluppo sostenibile in Italia del Ministero dellAmbiente e della Tutela del Territorio del 2002 stabilisce che almeno il 30%
dei beni acquistati debba rispondere anche a requisiti ecologici; il 30-40% del parco dei beni
durevoli debba essere a ridotto consumo energetico, tenendo conto della sostituzione e facendo ricorso al meccanismo della rottamazione.
Il Green Public Procurement rappresenta uno dei principali strumenti della Politica Integrata di Prodotto, utili per stimolare la domanda di prodotti e servizi ambientalmente
preferibili.
La Politica Integrata di Prodotto (IPP) una politica pubblica esplicitamente orientata
a modificare e migliorare la prestazione ambientale dei sistemi di prodotto con un
approccio orientato allazienda ed indirizzata al ciclo di vita di un prodotto nel suo
complesso.
LIPP pi che una nuova politica ambientale rappresenta un nuovo modo di raccordare
lutilizzo di strumenti gi esistenti in grado di intervenire sulle dinamiche di mercato,
sui processi di produzione, sullofferta e sulla domanda di prodotti e servizi ecologici.
La sfida insita nella Politica Integrata di Prodotto (IPP) consiste nel conciliare il miglioramento del benessere e degli stili di vita, spesso direttamente influenzati dalla disponibilit e dalla qualit dei prodotti, con la tutela dellambiente.
Tra i pi significativi strumenti, in grado di agire positivamente sullimpatto ambientale
dei processi produttivi e dei prodotti, rientrano:
le certificazioni ambientali dimpresa/ processi produttivi (ISO 14000 e EMAS);
le etichette ambientali di prodotto (ECOLABEL, ecc.);
il GPP o acquisti verdi.

27

1.8 MARCHI ECOLOGICI


Tra gli oltre 30 programmi di ecolabel a livello mondiale, ve ne sono alcuni che risultano di particolare interesse ai fini della presente ricerca.
Tra questi si vogliono ricordare:
Blaue Engel
Il Blaue Engel un marchio di qualit ecologica tedesco, attivo sin dal
1977 ed ampiamente diffuso a livello nazionale. Oggi arriva a contare
oltre 3600 tra prodotti e servizi, suddivisi in circa 100 categorie.
indirizzato a promuovere quei prodotti in grado di ridurre gli impatti
ambientali negativi e a facilitare le scelte di quei consumatori che sono
interessati alla salvaguardia ambientale. A livello di marketing, in Germania, unazienda che produce beni certificati Blaue Engel si trova in
posizione competitiva vantaggiosa rispetto alle altre.
Lassegnazione del marchio viene eseguita da unapposita Jury composta da rappresentanti dello Stato, dei gruppi ambientalisti, dei consumatori, di istituzioni scientifiche, dei sindacati, delle industrie.

Green Seal
Il Green Seal un etichetta ecologica statunitense che viene concessa ai prodotti che rispondono a determinati requisiti, che riguardano
la riduzione dellimpatto ambientale nelle fasi di produzione, luso e
lo smaltimento, la riduzione dellinquinamento atmosferico, luso sostenibile delle risorse naturali e la corretta gestione dei rifiuti. Green
Seal concede la certificazione ambientale a prodotti, servizi, ristoranti
e hotel.
Green Seal membro e co-fondatore di Global Ecolabelling Network
(GEN), che consiste in un network di 28 programmi di ecolabeling internazionali, tra cui la tedesca Blaue Angel , il marchio Ecolabel UE e il
Nordic Swan.

Nordic Swan
Nordic Swan il marchio di qualit ecologica di prodotto dei paesi scandinavi (Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia e Svezia). I prodotti che
ottengono il marchio devono rispettare degli standard elevati di qualit ambientale che tengono in considerazione gli impatti lungo tutto il
ciclo di vita del prodotto, garantendo allo stesso tempo performance
ottimali. Il marchio presente su numerose categorie di prodotti e servizi, per ognuna delle quali sono stati sviluppati dei criteri specifici.

28

Fig. 01
logo Blaue Engel
blauer-engel.de

Fig. 02
logo Green Seal
greenseal.org

Fig. 03
logo Nordic Swan
nordic-ecolabel.org

1.9 ECOLABEL EUROPEO


LEcolabel UE (Regolamento CE n. 66/2010) il marchio dellUnione europea di qualit ecologica che premia i prodotti e i servizi migliori dal
punto di vista ambientale.
Il marchio, il cui logo rappresentato da un fiore, uno strumento volontario, selettivo e con diffusione a livello europeo. Creata dalla Commissione dellUnione Europea nel 1992, Ecolabel UE unetichetta ecologica ad adesione volontaria che viene concessa a quei prodotti che
hanno un ridotto impatto ambientale nellintero ciclo di vita.

Fig. 04
Ecolabel UE
ec.europa.eu/environment/ecolabel

I prodotti che possono fregiarsi con lEcolabel sono beni di largo consumo che hanno
raggiunto leccellenza ambientale attraverso lapprovazione di determinati criteri di selezione prefissati dalla Commissione europea.
Questi criteri ecologici e prestazionali sono il risultato di studi scientifici e di ampie consultazioni in seno al Comitato dellUnione europea per il marchio di qualit ecologica
(CUEME), che composto dagli Organismi Competenti nazionali degli Stati membri, da
rappresentanti delle ONG ambientaliste, da associazioni dei consumatori e dellindustria, da sindacati nonch da rappresentanti delle PMI e del mondo del commercio.
Una volta che il CUEME ha proposto i criteri per un gruppo di prodotti, essi devono essere approvati dagli Stati membri e dalla Commissione europea prima di poter essere
utilizzati per lassegnazione dellEcolabel ai prodotti.
Restano validi fino a quando, a seguito di un riesame della Commissione, non si ritiene
di effettuare una revisione che potrebbe renderli pi restrittivi, in relazione al mercato
e ai progressi scientifici e tecnologici, sempre al fine di migliorare le prestazioni ambientali del prodotto etichettato e di mantenere la selettivit del marchio.
Una delle principali caratteristiche la sua dimensione europea, infatti il marchio pu
essere utilizzato nei 27 Stati Membri dellUnione europea cos come in Norvegia, Islanda e Liechtenstein.
Il marchio Ecolabel UE incoraggia i fabbricanti a progettare prodotti amici dellambiente e d ai consumatori la possibilit di fare scelte ambientalmente consapevoli e
affidabili nei loro acquisti, fornendo informazioni attendibili e scientificamente fondate
sullimpatto ambientale dei prodotti.
Inoltre i prodotti Ecolabel garantiscono una effettiva qualit del prodotto, infatti devono rispettare anche criteri di idoneit alluso, ad esempio prodotti come i detersivi per
lavastoviglie e per lavatrici devono superare una prova di rendimento.
Il Regolamento 66/2010/CE si applica a tutti i beni e i servizi destinati alla distribuzione,
al consumo o alluso sul mercato comunitario, a titolo oneroso o gratuito.
In particolare a tutti i prodotti purch: a) rappresentino un volume significativo di vendite e scambi nel mercato europeo; b) comportino impatti ambientali significativi in
una o pi fasi di vita; c) le scelte del consumatore abbiano capacit potenziale significativa di indurre miglioramenti ambientali.
Non si applica n ai medicinali per uso umano, n ai medicinali per uso veterinario,
nonch ai dispositivi medici di qualsiasi tipo. Dal 2003 lapplicabilit dellEcolabel UE
stata estesa ai servizi di ricettivit turistica e dal 2005 anche ai servizi di campeggio.
29

Attualmente sono stati fissati i criteri per le seguenti categorie di prodotti:


Saponi, shampoo e balsami per capelli
Detergenti multiuso
Detersivi per lavastoviglie
Detersivi per piatti
Detersivi per bucato
Detersivi per lavastoviglie automatiche o professionali
Detersivi per bucato per uso professionale
Tessile
Calzature
Pitture e vernici
Personal computer
Computer portatili
Televisori
Rivestimenti di legno per pavimenti
Coperture dure per pavimenti
Rivestimenti tessili per pavimenti
Mobili in legno
Substrati di coltivazione e ammendanti
Lampadine
Pompe di calore
Lubrificanti
Materassi
Rubinetteria per sanitari
Carta per copie e carta grafica
Carta per giornali
Carta stampata
Tessuto-carta
Campeggio
Strutture turistiche
(agg. agosto 2013)

La concessione del marchio basata su un sistema multicriterio, caratteristico delle


etichette di Tipo I (ISO 14024), applicato ai prodotti divisi in categorie. I criteri ecologici
di ciascun gruppo di prodotti sono definiti usando un approccio dalla culla alla tomba (LCA - valutazione del ciclo di vita) che rileva gli impatti dei prodotti sullambiente
durante tutte le fasi del loro ciclo di vita, dallestrazione delle materie prime, dove vengono considerati aspetti volti a qualificare e selezionare i fornitori, passando attraverso
i processi di lavorazione, dove sono gli impatti dellazienda produttrice ad essere controllati, alla distribuzione (incluso limballaggio) ed utilizzo, fino allo smaltimento del
prodotto a fine vita.
Gli studi LCA alla base di tali criteri si focalizzano su aspetti quali:
il consumo di energia;
linquinamento delle acque e dellaria;
la produzione di rifiuti;
il risparmio di risorse naturali;
la protezione dei suoli;
la sicurezza ambientale.
Per ottenere lEcolabel UE ai parametri ambientali si aggiungono inoltre i criteri di idoneit alluso, utili a qualificare il prodotto anche dal punto di vista della prestazione.

30

LItalia nel 2015 risultato il secondo paese per numero di licenze Ecolabel assegnate
(18%), dopo la Francia (27%).
Sempre nel 2015 in vigore in Italia le licenze Ecolabel UE erano 359 per un totale di
18.235 prodotti/servizi etichettati, distribuiti in 19 gruppi di prodotti. (ISPRA)
Le elaborazioni grafiche mostrano un trend positivo di crescita nel tempo sia del numero totale di licenze Ecolabel UE rilasciate, sia del numero di prodotti e servizi etichettati.

Fig. 05
Grafico evoluzione licenze Ecolabel
isprambiente.gov.it

Fig. 06
Grafico numero licenze Ecolabel per
gruppi di prodotti
isprambiente.gov.it

31

32

2. SOSTENIBILIT NEGLI ARREDI


La sostenibilit :

MANUTENZIONE
FACILE

FLESSIBILIT

DURABILIT
MATERIE PRIME DA
FONTI SOSTENIBILI

ATTENZIONE ALLIMBALLAGGIO

MATERIALI LOCALI

LIMITARE GLI IMPATTI


AMBIENTALI

NO EMISSIONI E
SOSTANZE PERICOLOSE
DISASSEMBLABILIT E
RICICLABILIT

FACILITARE USO E
MANUTENZIONE

RIDUZIONE
MATERIALI

33

2.1 INTRODUZIONE AGLI ARREDI AMBIENTALMENTE SOSTENIBILI


Arredi ambientalmente sostenibili:
tutti i tipi di arredi per interni prodotti con

materiali e processi produttivi a ridotto
impatto ambientale.
Come si ricava dallanalisi del Joint Research Centre sulla revisione dei criteri degli Ecolabel Europei e del GPP, i mobili in genere sono mediamente composti per pi del 50%
del peso da legno o prodotti legnosi e per circa il 12% da metalli, la parte restante
composta da altri materiali quali imbottiture, tessuti, vetro,ecc.; la plastica rappresenta
circa il 6%.

Figura 07: Furniture production in the EU27 classified by materials (2011)


Furniture-Techno-economic and environmental analysis, Joint Research Center

Se invece si analizzano gli arredi interni la percentuale di mobili composti da legno o


derivati sale oltre il 70%.

Figura 08: Percentage of weight of the


materials in different types of furniture
Furniture-Techno-economic and environmental analysis, Joint Research Center

La classificazione per tipologia di arredo risulta molto eterogenea.

Figura 09: Furniture production in the


EU-27 classified by type (2011)
Furniture-Techno-economic and environmental analysis, Joint Research Center

34

Analizzando il ciclo di vita degli arredi si evince che i principali impatti ambientali risiedono nella produzione dei materiali e dei componenti che li costituiscono, piuttosto
che nella fase di assemblaggio dei mobili.

Figura 10: Average life stages contribution for the different impact categories
Furniture-Techno-economic and environmental analysis, Joint Research Center

Per assegnare la qualit ecologica ai prodotti e in particolare agli arredi ambientalmente sostenibili, si utilizzano i marchi ecologici, detti anche etichette ecologiche
(dallinglese ecolabel), che, tramite dei requisiti, individuano il ridotto impatto ambientale dei prodotti.
A livello europeo sono state identificate circa 30 etichette ambientali sugli arredi.
Tra le quali:
European Ecolabel for furniture (30/11/2009),
European Ecolabel for textiles, mattresses and furniture
Milieukeur (The Netherlands) for textiles and furniture
Marque NF Environnement (France) for furniture
koControl (Germany) for furniture.
Nordic Swan (Nordic countries) for textiles, outdoors furniture and furniture and
fittings
Blaue Engel (Germany) for wooden and upholstered furniture
sterreichische Umweltzeichen (Austria) for wooden furniture and office chairs
ko-tex (Germany) for textiles:
TCO Development (Nordic Countries) for chairs and tables

Fig. 11
designerblog.it/post/26073/mobili-di-design-sostenibile

35

I criteri utilizzati dai marchi ecologici sono solitamente focalizzati sui principali materiali utilizzati negli arredi (inclusi i trattamenti delle superfici e le colle/adesivi utilizzati
per lassemblaggio):
legno e pannelli a base di legno
metalli
plastiche
tessili
imbottiture
Inoltre considerato luso e il fine vita del prodotto.
Oltre alle etichette ecologiche per i mobili nel loro complesso, vi sono etichette ecologiche o altri standard di settore per alcuni materiali utilizzati nei mobili. I principali sono
per:
tessuti e pelle (Ecolabel europeo, Nordic Swan e kotex standard 100);
materassi e schiume (Ecolabel, PU foam SHE-standard (CertiPUR), European Association of flexible polyurethane foam blocks manufacturers (Europur).
Alcune di queste verranno utilizzate come modelli per trarre i criteri ecologici da utilizzare nella progettazione sostenibile di camere per bambini.
Bisogna per sottolineare la confusione che ruota attorno agli arredi ambientalmente preferibili e alla loro certificazione, infatti in Europa coesistono diverse eco-etichette per gli arredi, ma nessuna copre rilevanti quote di mercato. Molte si applicano ad
una particolare tipologia di mobili, alcune si concentrano sul principale materiale di cui
sono costituiti gli arredi, altre su vari tipi di mobili e non esiste uno schema ambientale
unico o requisiti ambientali totalmente condivisi dallindustria dellarredamento.
Esiste, oggi, una grande quantit di etichette ambientali applicabili ai mobili, diverse da
paese a paese, non sempre basate su criteri oggettivi e completamente verificabili. Lindustria del settore e le altre parti interessate si sono rese conto che necessario farsi parte
attiva per superare le difficolt alla circolazione dei prodotti causate dai diversi requisiti
ambientali. (Tacca 2014).
Come si riporta nel Dossier sugli arredi eco sostenibili a norma UNI, esistono una
serie di iniziative, in fase pi o meno avanzata di realizzazione, volte a definire quando
un mobile sostenibile o quando no.
Negli Stati Uniti lassociazione BIMFA ha creato uno schema chiamato LEVEL per la
valutazione del del grado di sostenibilit ambientale e sociale dei mobili, al momento
dedicato solo per ufficio, fortemente correlato al sistema LEED.
A questo seguito in Europa FEMB, uno schema di rating promosso dalla Federazione
Europea di produttori di arredo per ufficio, che integra anche i criteri minimi europei
per gli acquisti pubblici verdi (GPP Green Public Procurement).
FEMB (Federazione Europea produttori di arredo per ufficio) ha emesso lo standard
Requisiti di sostenibilit per ufficio e mobili non domestici per uso interno, lanciato
nellottobre 2014 ed coordinato con il rispettivo standard americano Level promosso
dallassociazione BIFMA.
E un sistema di valutazione del grado di sostenibilit dei prodotti dedicato allarredo
da ufficio. Entrambi prevedono un numero limitato di prerequisiti imprescindibili e la
possibilit di scegliere tra numerosi requisiti volontari (crediti, nella norma americana), ognuno dei quali, quando soddisfatto, permette di ottenere dei punti che, sommati, danno una valutazione complessiva della sostenibilit del prodotto.
I requisiti sono suddivisi nelle quattro sezioni materiali, energia e atmosfera, salute umana e dellecosistemae responsabilit sociale.
36

2.2 I CRITERI PREVISTI DALLE PRINCIPALI ETICHETTE ECOLOGICHE


Le principali etichettature ecologiche sviluppate da diverse realt europee hanno cercato di fornire indicazioni sulle performances ambientali dei prodotti da arredamento.
Al fine di identificare gli impatti ambientali di questo gruppo di prodotti, necessario
prendere in considerazione gli impatti del ciclo di vita dei materiali utilizzati e gli impatti
del prodotto finale durante la sua durata di vita e lo smaltimento.
Secondo lindustria del mobile svedese, il prodotto medio di arredamento costituito
dal 70% da legno (o materiale a base legnosa), dal 15% materiale di imbottitura (soprattutto poliuretano espanso e poliestere), dal 10% di metalli e dal 5% di altri materiali
(plastiche, tessili, vetro, ecc).
Quindi i materiali per i quali prevista una valutazione degli impatti sono il legno, le
plastiche, i metalli, i tessuti, il pellame, le colle, il consumo energetico, lassemblaggio,
il disassemblaggio, la durata.
Legno: tutti i marchi prevedono dei criteri ambientali, sia per il materiale legnoso che
non legnoso, che comprendono la gestione sostenibile delle foreste e la valutazione di
eventuali componenti tossici o ambientalmente rilevanti, come la presenza di metalli
pesanti, formaldeide, composti organici volatili (COV). Il valore limite di COV pu essere
espresso o come concentrazione massima nei rivestimenti o come livello di emissione
durante la lavorazione.
Metalli: sono previsti criteri sia per gli arredi in generale che per i mobili da ufficio.
In particolare, le prescrizioni si riferiscono allutilizzo di metalli riciclati (specialmente lalluminio), alle restrizioni riguardo il rilascio di metalli in acqua durante i processi
galvanici e ai limiti di emissione durante la fase di copertura e impiallacciatura delle
superfici legnose.
Plastiche: alcuni labels permettono lutilizzo solo di specifici materiali, escludendo
da questi il PVC. Altri valutano solo i CFC, gli additivi (metalli, ritardanti di fiamma) e la
possibilit di un riciclo post consumo.
Tessuti: i requisiti per questa tipologia variano molto a seconda dei vari marchi. I principali criteri riguardano la materia prima, gli additivi, i pigmenti utilizzati e le emissioni
di formaldeide e COV. In alcuni casi vengono escluse le fibre contenenti cloro.
Pelli: solamente il marchio Milieukeur presenta dei criteri per i componenti in pelle,
che riguardano, nello specifico, lutilizzo di cromo, coloranti azoici e metalli pesanti.
Consumo energetico: NF Environnement fornisce indicazioni sulla quantit di energia
necessaria alla trasformazione delle materie prime per la realizzazione di sedie, credenze e armadi mentre Nordic Swan considera il consumo di energia massimo per la
produzione di pannelli di legno.
Assemblaggio/disassemblaggio/durata: la maggior parte dei marchi richiede che i
prodotti possano essere facilmente disassemblati a fine vita. In questo modo sono
incentivati il corretto smaltimento ed il riciclaggio dei diversi materiali utilizzati per la
realizzazione dei mobili.
(GRISS 2008)
37

Di seguito si riportano i principali impatti ambientali degli arredi:


Impatto

Approccio

Perdita di biodiversit, erosione e degrado del terreno causati da una gestione


insostenibile delle foreste e dal disboscamento illegale
Impatto sul paesaggio causato dalle
attivit estrattive
Esaurimento delle risorse causato dallo
sfruttamento di risorse non rinnovabili,
come metalli e petrolio/gas naturale, per
produrre materiale plastico
CO e altre emissioni causate dal consumo di energia nella produzione di diversi
materiali
Eutrofizzazione delle acque di superficie
e sotterranee causata dallimpiego di sostanze pericolose che possono essere rilasciate durante la produzione, luso o
lo smaltimento di emissioni di COV derivanti dallutilizzo di solventi organici
Rifiuti e rifiuti da imballaggi generati
dalluso di imballaggi e dalla sostituzione
anticipata di mobili a causa dellimpossibilit di ripararli, della scarsa durata, dellergonomia o dellinidoneit dei mobili per lo
scopo previsto

Acquistare legname proveniente da foreste gestite legalmente e in modo sostenibile


Usare materiali fatti del tutto o in parte
di materiali riciclati e/o rinnovabili (come
il legno)
Limitare il contenuto di solventi organici e le emissioni di COV nei prodotti, negli
adesivi e nelle sostanze usate per il trattamento delle superfici
Evitare determinate sostanze pericolose
nella produzione dei materiali e nel trattamento delle superfici
Garantire la riciclabilit e differenziabilit
dei materiali per imballaggio e delle parti dei mobili, nonch luso di materiali per
imballaggio a base di materie prime
rinnovabili
Acquistare mobili durevoli, idonei alluso,
ergonomici, facili da smontare, riparabili e
riciclabili

38

2.3 SOSTENIBILIT NEGLI ARREDI PER BAMBINI


Per analizzare pi da vicino la sostenibilit degli ambienti interni stata scelto come
ambito di analisi larredo per bambini, quindi verranno analizzati i componenti dellarredamento di una camera per bambini.
Si tratta di arredi destinati ad uso interno, con diverse funzioni e con target i bambini,
quindi proprio per questo motivo lattenzione alla sostenibilit un aspetto di fondamentale importanza.
I prodotti presi maggiormente in considerazione sono:

ARMADI, LIBRERIE, COMODINI, ECC.


SCRIVANIE, TAVOLI
CULLE, FASCIATOI
LETTI
DIVANI, POLTRONE
SEDIE
TENDAGGI E TAPPETTI

Fig. 12
www.camerette.it

39

2.4 CRITERI DI PREFERIBILIT AMBIENTALE


Dalla ricerca svolta emerge la necessit di approfondire costantemente lattenzione
verso la qualit ambientale dei prodotti, ancora pi se questi risiederanno negli spazi
destinati allutenza che pi potr risentire della loro qualit ovvero i bambini.
La normativa ha focalizzato la sua attenzione prevalente sugli aspetti connessi alla sicurezza, ma altrettanto necessario sviluppare soluzioni che tengano in considerazione tutti i fattori di benessere e la qualit complessiva del sistema utenti-ambiente-prodotti.
Proprio per questo motivo la ricerca si concentra ora sugli aspetti della preferibilit ambientale e sul benessere psicofisico dei bambini negli spazi domestici a loro destinati.

Come arredare in maniera ambientalmente preferibile le camere dei bambini?


Come misurare la sostenibilit degli arredi?
Quali caratteristiche rendono un prodotto ambientalmente preferibile a un altro?

Per rispondere a queste domande si pu pensare alla creazione di una schedatura dei
criteri ambientali degli arredi.
Come gi accennato, i diversi ecolabel sugli arredi presentano una grande quantit
di requisiti ambientali, spesso diversi e contrastanti e spesso valutati con metodi non
confrontabili.
Per mediare a questa confusione, si riportano degli esempi di schede sugli arredi,
suddivise per materiali, in cui sono stati raccolti e mescolati tra loro i diversi requisiti di
alcune etichette ecologiche.
Criteri ecologici
Le caratteristiche che fanno di un bene o di un servizio un bene o un servizio a impatto
ambientale ridotto rispetto ad un altro bene o servizio con funzione equivalente sono
i criteri ecologici.
Come possono essere identificati?
Per determinare quali criteri ecologici un bene o servizio deve rispettare per poter essere considerato a impatto ambientale ridotto, necessario guardare alle sue caratteristiche lungo lintero ciclo di vita, quindi dallestrazione delle materie prime necessarie
a produrre il bene o ad erogare il servizio, fino al suo smaltimento post-consumo in
qualit di rifiuto.
(Manuale GPP)

40

Una catalogazione dei requisiti che gli arredi devono possedere, pu rifarsi alla struttura del manuale GPP:
categoria di riferimento

prodotto

criteri ecologici

Queste voci si basano su etichette ambientali esistenti e sui materiali che sono utilizzati in misura maggiore (legno, materiali a base di legno, metalli, plastiche, imbottiti e
tessili).

Definizione delle categorie di riferimento
Ci sono etichette che si concentrano su mobili specifici (come ad esempio la scrivania)
e altre etichette che comprendono un insieme di mobili.

Definizione di gruppo di prodotti
Come gi accennato la definizione del gruppo di prodotti differisce tra le varie etichette. Approssimativamente si possono distinguere:
1. Gruppi di prodotti che includono molti tipi di mobili
2. Gruppo di prodotti focalizzata su un materiale.
3. Gruppo prodotti concentrata su un tipo di arredamento.

Panoramica dei criteri ecologici
I criteri che si applicano per le diverse etichette risultano eterogenei.

IPOTESI DI STRUTTURAZIONE DELLE SCHEDE

categoria di riferimento:
LEGNO O PRODOTTI LEGNOSI
METALLI
TESSUTI
IMBOTTITURE (MATERASSI)
PLASTICA
prodotto: ARMADI, LIBRERIE, COMODINI, ECC.
SCRIVANIE, TAVOLI
CULLE, FASCIATOI
LETTI
DIVANI, POLTRONE
SEDIE
TENDAGGI E TAPPETTI
requisiti/criteri ecologici:
indicazioni sulle performances ambien
tali dei prodotti da arredamento

Di seguito si riportano le categorie analizzate dalle principali etichette ambientali:


41

42

Low-emission Composite
Wood Panels

Low emission floor-covering adhesives | and


other covering materials

Materassi

Rivestimenti pavimenti in legno

Finestre
Carta da parati
Materassi
Materiale ligneo per la
pavimentazione

Tessuti

Textile Floorcoverings

Low-emission upholstery
leathers (Edition January
2010)

Textiles

Low-Emission Floor Coverings, Panels and Doors


for Interiors made of
Wood and Wood-Based
Materials

Low-Emission Internal
Plasters

Pitture per muri interni

Prodotti tessili

Pannello di carta e
gesso

Pannello in legno per


interni

Tavoli, scrivanie, sedie

Arredo per ufficio e per


le scuole

Mattresses

Certificazione ICEA dei


prodotti realizzati con
materiali da riciclo

Certificazione ICEA dei


prodotti da costruzione
in riferimento ai criteri
LEED

Certificazione Anab-ICEA Prodotti per la


Bioedilizia

Mobili per ufficio

Wallpapers and Woodchip Wall Coverings primarily made of Recycled


Paper

Certificazione Eco Bio


Tessile

Prodotti tessili

MANUALE GPP

Low-Emission Upholstered Furniture (imbottiti)

ANAB-ICEA

Pitture e vernici

BLAUER ENGEL

Low-Emission Furniture
Certificazione ICEA Arre- Arredi
and Slatted Frames made damento Bio-Ecologico
of Wood and Wood-Based Materials

ECOLABEL

Mobili in legno

GPP EUROPA

Textiles (currently
under revision)

Indoor lighting

Furniture (currently
under revision)

NORDIC SWAN

Floor coverings

Textiles, hides/skins
and leather

Office and hobby


supplies

Indoor paints and


varnishes

Furniture and fitments

Ogni etichetta o schema ambientale propone una suddivisione e una schedatura diversa dei requisiti ambientali e/o delle linee guide che i prodotti (e quindi la progettazione
in primis) devono soddisfare.
Di seguito si riportano alcuni esempi per evidenziare le differenze presenti:
Suddivisione dei criteri secondo : schema LCA
Materie prime
Lavorazione
Imballaggio e distribuzione
Comunicazione/Marketing
Uso
Fine vita
Suddivisione dei criteri secondo : schema LEVEL
Materiali
Energia&Atmosfera
Salute delle persone e dellecosistema

Responsabilit sociale
Suddivisione dei criteri secondo : IKEA Sustainability Product Score Card criteria
More from less (using less material in the product)
Renewable material
Recycled material
Environmentally better material
Separable & recyclable material
Product quality
Transport efficiency (number of products per container)
Energy efficient production
Renewable energy in production
Raw material utilisation at suppliers
Product use (less use of energy and water, and less waste in customers homes)
Suddivisione dei criteri secondo : principi del design for environment o ecodesign
DFE per la selezione dei materiali

-Minimizzare la presenza di sostanze tossiche

-Incorporare materiali riciclabili/riciclati nel prodotto

-Ridurre la quantit e le tipologie di materiali utilizzati

-Materiali compatibili tra loro in fase di riciclo
DFE nella fase di produzione

-Ridurre la quantit di rifiuti
DFE per il trasporto

- Minimizzare il packaging

- Usare un sistema di imballo riutilizzabile
DFE per la fase duso

- Aumentare lefficienza energetica
DFE per la fase di manutenzione

- Facilitare laccesso alle parti per la loro manutenzione e sostituzione
DFE per il disassemblaggio

- Facilitare il disassemblaggio dei componenti finalizzato alla manutenzione,
43

sostituzione, al riciclo di materiali eterogenei, riciclo differenziato per tipologia


di materiale, riutilizzabili in nuovi prodotti, ...
DFE per il riciclo e riuso
- Incorporare materiale riciclato
- Ridurre le tipologie di materiale e marchiare le parti
- Facilitare il recupero di componenti per il riutilizzo

Suddivisione delle strategie secondo : Oltre i confini di Leonia


Riduzione del numero e della quantit di materiali;
Allungamento della vita del prodotto o nuovo uso al termine della sua prima vita;
Design for disassembling e recupero dei componenti;
Ottimizzazione di forme e componenti (modularit, interscambiabilit);
Sistemi di manutenzione semplificati ed economicamente sostenibili;
Riduzione degli sprechi nella produzione dei prodotti;
Utilizzo di materiali riciclati, riciclabili o di materiali e componenti considerati di
scarto da unaltra produzione;
Riduzione degli sprechi durante luso del prodotto;
Ottimizzazione della logistica;
Facilitazione delle operazioni di fine vita, in particolare riferite a riciclo e riutilizzo.

44

2.5 SCHEDE SULLA PREFERIBILIT AMBIENTALE


Sulla base di alcuni ecolabel si propone di seguito una schedatura sui mobili ambientalmente preferibili.
La maggior parte delle etichette tende a utilizzare come gruppi di prodotti quelli che si
focalizzano su un solo materiale. Tuttavia guardando al mercato di riferimento difficile trovare arredi composti da un unico materiale. Ci confermato anche dal poco
successo delletichetta Ecolabel EU Mobili in legno e dalla volont di questultima di
ampliare ampliare la portata attuale del marchio ad altri tipi di mobili.
Per questi motivi si cercato di creare un unico documento, basato sul modello del
disciplinare ANAB-ICEA per la certificazione delleco-bio arredo e dello schema FEMB.
Le voci si basano su etichette ambientali esistenti e sui materiali che sono utilizzati in
misura maggiore (legno, materiali a base di legno, metalli, plastiche, tessili e altri ancora).
Le schede cercano di fornire un quadro aggiornato sulle caratteristiche di preferibilit
ambientale degli arredi. Come si vedr, c una grande quantit di criteri sulla sostenibilit ambientale e ogni ecolabel tende a promuovere certi aspetti pi di altri.
Un lavoro interessante risultato quello promosso da FEMB sui Requisiti di sostenibilit per i mobili non domestici per uso in interni. A differenze delle altre etichette
ha definito uno schema di valutazione multi-criterio a punteggio, composto da prerequisiti cio minime prestazioni necessarie per poter continuare nella valutazione del
prodotto e requisiti volontari, in questo si permette alle aziende di accumulare dei
punti , che sommati al termine, consentono di ottenere una valutazione complessiva
del grado di impatto sullambiente del prodotto. Per questo motivo si differenzia dagli
altri schemi di sostenibilit. Anche nel manuale GPP si trovano un meccanismo simile
che vede suddividere i criteri ambientali tra specifiche tecniche di base e specifiche
tecniche premianti.
Come gi anticipato, i requisiti dello schema FEMB sono divisi in 4 aree:
materiali;
energia e atmosfera;
salute umana e dellecosistema;
responsabilit sociale.
Le schede di seguito si concentreranno per lo pi sui materiali e sulle misure volte a
minimizzare gli impatti ambientali dei prodotti.

45

46

2.6 DOCUMENTAZIONE SCHEDE


Per la redazione delle schede Mobili Sostenibili sono state prese in considerazione
le seguenti fonti:

ETICHETTE AMBIENTALI

ANAB-ICEA, DISCIPLINARE PER LA CERTIFICAZIONE DELLECO-BIO ARREDO, NORMA TECNICA, ECO_FURN.01 - Ed.00 Rev.02
BLAUER ENGEL, LOW-EMISSION FURNITURE AND SLATTED FRAMES
MADE OF WOOD AND WOOD-BASED MATERIALS, RAL-UZ 38,
ECOLABEL, MOBILI IN LEGNO, Manuale tecnico, 2009
GREEN PUBLIC PROCUREMENT (GPP) PRODUCT SHEET Furniture,
(GPP Training Toolkit Background product report), 2008
MANUALE GPP, GPPNET, Provincia di Cremona, 2008
NORDIC ECOLABELLING OF FURNITURE AND FITMENTS, NORDIC ECOLABELLING, Version 4.10, 17/03/201131/12/2017

ALTRI SCHEMI DI
VALUTAZIONE AMBIENTALI

CASA TOSCANA / GREEN HOME


GREENPULIA PROCUREMENT, APPALTO PER LA FORNITURA DI ARREDI
PER UFFICIO NUOVA SEDE ASSESSORATI DELLA REGIONE PUGLIA, Via
Gentile, BARI, Arredi ambientalmente sostenibili ai sensi del D.M. 22
febbraio 2001-G.U. n.64/2011, Prescrizioni e specifiche tecniche degli
arredi, Regione Puglia
FEMB, SUSTAINABILITY REQUIREMENTS FOR OFFICE AND NON DOMESTIC FURNITURE FOR INDOOR USE, 1st edition 2014/10
LINEE GUIDA PER LINTEGRAZIONE DEI REQUISITI AMBIENTALI NEGLI ACQUISTI MOBILI PER UFFICIO, Aprile 2004, ARPA Piemonte Area
Ricerca e Studi
v. bibliografia e sitografia
Altre fonti che verranno di seguito elencate risultano di difficle trattazione, essendo in
lingua originale; altre etichette invece non trattano la categoria degli arredi (marchio
Green Seal).

UMWELTZEICHEN (Austria)
STICHTING MILIEUKEUR (Olanda)
AENOR MEDIO AMBIENTE (Spagna)
47

48

2.7 SCHEDE: ARREDI AMBIENTALMENTE PREFERIBILI

Mobili Sostenibili

Categorie
Il gruppo di prodotti mobili sostenibili comprende unit a s stanti o da incasso di
mobili domestici usati per riporre, appendere, stendersi, sedersi, lavorare e mangiare, destinati a uso interno.
In particolare:
librerie
sedute
tavoli e scrivanie
armadi, cassettiere ecc.
letti.
Assegnazione dei requisiti
Sono applicati i seguenti criteri di preferibilit ambientale per il gruppo di prodotti
mobili sostenibili.
Per ciascun criterio prevista lassegnazione di un punteggio dato dalla somma dei
diversi requisiti. Ogni requisito permette ai produttori di accumulare dei punti, che
al termine della valutazione, sommati consentono di ottenere una valutazione complessiva del grado di impatto sullambiente.

Obiettivi
I criteri stabiliti mirano a promuovere la riduzione dellimpatto dei mobili sullambiente e sulla salute umana.
Pi specificatamente mirano a promuovere:
luso di materiali prodotti in maniera pi sostenibile;
una riduzione delluso di sostanze pericolose e delle emissioni di sostanze inquinanti;
una progettazione del mobile e dei complementi di arredamento volta a prevenire
gli impatti ambientali del prodotto urante ogni fase del suo ciclo di vita, e a ridurre la
produzione di rifiuti;
un costante miglioramento nei processi, nei prodotti e nelle tecnologie che consenta di ridurre limpatto ambientale, di migliorare la salubrit degli ambienti di lavoro e
di ridurre tutti i possibili rischi per la salute dellutilizzatore finale;
alla tutela dell consumatore migliorando e rendendo trasparente linformazione
ambientale sui mobili e sui complementi di arredo;
la progettazione di di alta qualit e di lunga durata.

1/22

Mobili Sostenibili
criteri:
1. CRITERI GENERALI

1.1 SOSTANZE PERICOLOSE


1.2 EMISSIONE COMPOSTI ORGANICI VOLATILI
1.3 FORMALDEIDE LIBERA
1.4 RADIOATTIVIT

2. LEGNO

2.1 ORIGINE DEL LEGNO E GESTIONE SOSTENIBILE

DELLE FORESTE

2.2 PANNELLI A BASE DI LEGNO

2.2.1 EMISSIONE DI FORMALDEIDE NEI

PANNELLI A BASE DI LEGNO
3. METALLI
4. MATERIALI PLASTICI
5. PRODOTTI TESSILI
6. ALTRI MATERIALI

6.1 MATERIALI PER IMBOTTITURA

6.2 VETRO

6.3 CARTA E CARTONE
7. CRITERI CONCERNENTI IL TRATTAMENTO SUPERFICIALE
8. CRITERI CONCERNENTI IL MONTAGGIO DI MOBILI

8.1 ADDITIVI E LEGANTI
9. CRITERI CONCERNENTI IL PRODOTTO FINALE

9.1 DESIGN FOR DURABILITY/UPGRADEABILITY

9.2 DESIGN FOR RECYCLING, DESIGN FOR
REMANUFACTURING

2/22

9.3 PACKAGING

9.4 INFORMAZIONI AL CONSUMATORE

1. CRITERI GENERALI
1.1 SOSTANZE PERICOLOSE

In sede di progettazione e produzione necessario escludere limpiego di sostanze


pericolose per la salute e lambiente.
a) Non ammesso luso di sostanze o preparati alle quali stato assegnato o pu
essere assegnato al momento della domanda di certificazione una delle seguenti
frasi di rischio o loro combinazioni di cui alla direttiva 67/548/CEE del Consiglio, del
27-6-1967, (direttiva sulle sostanze pericolose) e successive modifiche, e tenendo
conto della direttiva 1999/45/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (direttiva
sui preparati pericolosi):
Sostanze Pericolose per la salute umana
R23: Tossico per inalazione
R24: Tossico a contatto con la pelle
R25: Tossico per ingestione.
R26: Altamente tossico per inalazione.
R27: Altamente tossico a contatto con la pelle.
R28: Altamente tossico per ingestione.
R39: Pericolo di effetti irreversibili molto gravi.
R40: Possibilit di effetti irreversibili .
R42: Pu provocare sensibilizzazione per inalazione.
R43: Pu comportare sensibilizzazione per contatto con la pelle.
R45: Pu provocare il cancro.
R46: Pu provocare alterazioni genetiche ereditarie.
R48: Pericolo di gravi danni per la salute in caso di esposizione prolungata.
R49: Pu provocare il cancro per inalazione.
R60: Pu ridurre la fertilit.
R61: Pu danneggiare i bambini non ancora nati.
R62: Possibile rischio di ridotta fertilit.
R63: Possibile rischio di danni ai bambini non ancora nati.
R64: Possibile rischio per i bambini allattati al seno.
R68 Possibile rischio di effetti irreversibili.

Sostanze Pericolose per lambiente

R50: Altamente tossico per gli organismi acquatici.


R51: Tossico per gli organismi acquatici.
R52: Nocivo per gli organismi acquatici.
R53: Pu provocare a lungo termine effetti negativi per lambiente acquatico.
R58: Pu provocare a lungo termine effetti negativi per lambiente.
R59: Pericoloso per lo strato di ozono.

In alternativa, fare riferimento alla classificazione secondo il regolamento (CE) n.


1272/2008 del 16 dicembre 2008, relativo alla classificazione, alletichettatura e
allimballaggio delle sostanze e delle miscele che modifica e abroga le direttive
67/548/CEE e 1999/45/CE e che reca modifica al regolamento (CE) n. 1907/2006:
In questo caso non si possono aggiungere alle materie prime sostanze o preparati
ai quali sono attribuite, o possono essere attribuite al momento della domanda,
le seguenti indicazioni di rischio (o loro combinazioni): H300, H301, H310, H311,
H317 H330, H331, H334, H351, H350, H340, H350i, H400, H410, H411, H412, H413,
H360F, H360D, H361f, H361d, H360FD, H361fd, H360Fd, H360Df, H341, H370, H372;

b) Non ammesso lutilizzo delle seguenti sostanze/preparati:


- Composti organici alogenati (come ad es. PVC, cloro-paraffine organiche, composti fluorurati)
- PFOA e PFOS
- composti del bisfenolo A
- isothiazoliner superiore allo 0,05% in peso
- miscela (3:1) di CMIT/MIT (5 cloro-2-metil-4-isotiazolin-3-one 247-500-7 CAS n;
2-metil-4-isotiazolin-3-one CAS n. 220-239-6) superiore al 0,0015% in peso
3/22

- alchilfenoli, alchilfenoli etossilati o altri derivati dellalchilfenolo


- ftalati
- aziridina e poliaziridine
- alchilfenoletossilati (APEO) o altri alchilfenoli derivati
- eteri del glicol-etilene (CAS n. 109-86-4, 110-49-6, 110-80-5, 111-15-9, 111-77-3 e
111-90-0)
- pigmenti e additivi a base di:
piombo, cadmio, cromo (VI), mercurio e i loro composti;
arsenico, boro e rame;
composti organostannici.
Le parti in metallo, ad eccezione delle piccole parti accessorie come ad esempio
viti, bulloni etc., non devono essere rivestite con prodotti a base di cadmio, cromo,
nickel, zinco, stagno ed i loro composti.

c) nel prodotto possono essere utilizzati solo i ritardanti di fiamma chimicamente legati alla matrice o ai materiali o alla superficie della matrice o dei materiali (ritardanti
di fiamma reattivi). Se ai ritardanti di fiamma utilizzati corrisponde una delle frasi R
elencate qui di seguito, al momento dellapplicazione questi dovrebbero cambiare di
natura chimica in modo da non richiedere pi una classificazione secondo le frasi di
rischio (nella matrice o nel materiale pu rimanere meno dello 0,1 % di ritardante di
fiamma nella forma precedente allapplicazione).
R40 (possibilit di effetti cancerogeni - prove insufficienti),
R45 (pu provocare il cancro),
R46 (pu provocare alterazioni genetiche ereditarie),
R49 (pu provocare il cancro per inalazione),
R50 (altamente tossico per gli organismi acquatici),
R51 (tossico per gli organismi acquatici),
R52 (nocivo per gli organismi acquatici),
R53 (pu provocare a lungo termine effetti negativi per lambiente acquatico),
R60 (pu ridurre la fertilit),
R61 (pu danneggiare il feto),
R62 (possibile rischio di ridotta fertilit),
R63 (possibile rischio di danni al feto),
R68 (possibilit di effetti irreversibili),
di cui alla direttiva 67/548/CEE e successive modifiche.
Non possono essere utilizzati ritardanti di fiamma che sono soltanto mescolati fisicamente alla matrice o al materiale (additivi ritardanti di fiamma).
In alternativa, si pu considerare la classificazione a norma del regolamento (CE) n.
1272/2008. In questo caso non si possono aggiungere alle materie prime sostanze
o preparati ai quali sono attribuite, o possono essere attribuite al momento della domanda, le seguenti indicazioni di rischio (o loro combinazioni): H351, H350,
H340, H350i, H400, H410, H411, H412, H413, H360F, H360D, H361f, H361d, H360FD,
H361fd, H360Fd, H360Df, H341.
Valutazione e verifica: il richiedente deve rilasciare una dichiarazione di conformit
a questo criterio, insieme a un elenco di ingredienti e alla relativa documentazione,
come le schede di sicurezza.
(Fonte: Ecolabel EU, ANAB-ICEA)

d) Biocidi:
Non ammesso lutilizzo di biocidi a base di clorofenolo (e suoi sali ed esteri) e
dimethylphumarate: tutti i biocidi utilizzati non devono essere applicati alla superficie del prodotto finale o parte dei prodotti finali con lintenzione di aggiungere un
disinfettante o un effetto antibatterico.
(Fonte: ANAB-ICEA)

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1.2 EMISSIONE COMPOSTI ORGANICI VOLATILI

a) Il prodotto non deve superare i valori di emissione elencati nella seguente tabella:

Totale composti organici volatili (VOC, VVOC, SVOC) classificate nel Reg. CE n.1272/2008 come cancerogene (cat. 1A e 1B),
mutagene (cat. 1A e 1B), tossiche per il sistema riproduttivo
(cat. 1A e 1B)

n.r.

(dopo 3 giorni)

Composti organici volatili (COV) totali

< 300 g/m3 (dopo 28 giorni)

Di cui:

-Totale terpeni biciclici

< 200 g/m3 (dopo 28 giorni)

-Totale composti organici volatili (VOC, VVOC, SVOC)


classificate come cancerogene (cat. 2), mutagene (cat. < 50 g/ m3 (dopo 28 giorni)
2), tossiche per la riproduzione (cat. 2) come da Reg.
CE n.1272/2008

-Totale aldeidi (C4-C11) alifatici

<100 g/ m3 (dopo 28 giorni)

-Stirene

< 10 g/ m3 (dopo 28 giorni)

Benzaldeide

< 20 g/ m3 (dopo 28 giorni)

Formaldeide

< 10 g/ m3 (dopo 28 giorni)

Acetaldeide

< 10 g/ m3 (dopo 28 giorni)

b) La determinazione delle emissioni sar effettuata in accordo ai criteri di cui alla


norma UNI EN ISO 16000-9 Aria in ambienti confinati.
(Fonte: ANAB-ICEA)

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1.3 FORMALDEIDE LIBERA

La quantit di formaldeide libera nei prodotti chimici utilizzati nella produzione di


mobili deve essere inferiore allo 0,2% in peso (2000 ppm), con leccezione degli adesivi miscelati con indurenti, per i quali si applica per la miscela finale il limite di 2000
ppm di formaldeide libera.
(Fonte: ANAB-ICEA, Nordic Ecolabelling)

1.4 RADIOATTIVIT

La valutazione della presenza di radioattivit prevede luso di un Indice di Radioattivit (I), che si basa sulla misura dei pi importanti radioisotopi naturali ed espresso
come
I = ATh/200+ARa/300+AK/3000
dove ATh, ARa, AK, sono le attivit, espresse in Bq/kg, rispettivamente del 232Th, 226Ra e
del 40K.
I materiali devono inoltre contenere quantit trascurabili di radioisotopi artificiali. Il
radioisotopo considerato indicatore di radioattivit artificiale il 137Cs.
Limiti di radioattivit nei materiali
Valore di controllo: I 1: questo valore corrisponde ad una dose in eccesso, rispetto
al fondo naturale, di 1 mSv/anno. Materiali che presentino valori superiori allunit
non sono certificabili.
Relativamente alla radioattivit artificiale, facendo riferimento ai materiali, essa pu
essere considerata trascurabile qualora la concentrazione di 137Cs, espressa in Bq/
kg, sia in nessuna parte del materiale superiore a 1000 Bq/kg.
Metodi di misura
Ove applicabili:
- Norma UNI 10797:1999 Radionuclidi naturali nei materiali da costruzione Determinazione mediante spettrometria gamma ad alta risoluzione.
- Norma UNI 9890:1991 Determinazione del 137Cs per spettrometria gamma diretta.
- Norma UNI 9889:1991 Determinazione della radioattivita naturale nei carboni e in
ceneri di carbone con spettrometria gamma ad elevata risoluzione.
(Fonte: ANAB-ICEA)

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2. LEGNO
2.1 ORIGINE DEL LEGNO E GESTIONE SOSTENIBILE DELLE FORESTE

Il produttore deve dimostrare lorigine del legno e assicurare che provenga da fonti
legali. Il legno non deve provenire da aree protette o per le quali in corso il processo ufficiale per definirle tali, da foreste antiche e da foreste di alto valore ambientale
definite da procedure nazionali.
In particolare non ammesso lutilizzo di:
- Legno utilizzato illegalmente, dove con tale termine ci si riferisce alla legalit dei metodi di raccolta e delle origini del legno e alladempimento della legislazione nazionale relativa alla tassazione o altro nel paese dorigine del legno;
- Legno proveniente da Organismi Geneticamente Modificati;
- Legno proveniente da aree o unit forestali dove siano stati denunciati casi di violazione
dei diritti umani;
- Legno proveniente da foreste con alto valore di conservazione non certificate, con particolare attenzione a quelle che sono anche foreste originarie o secolari (old-growth
forests).
(Fonte: Ecolabel EU, ANAB-ICEA)

Il produttore deve avere una politica di acquisizione sostenibile del legno e un sistema per rintracciarne e verificarne lorigine e per seguirne i movimenti dalle foreste al
primo punto di ricevimento.
(Indicare le specie, quantit e la provenienza del legno, allegando una dichiarazione
di legalit, che garantisca la tracciabilit del legno lungo lintera catena produttiva,
dalla foresta al prodotto finale).
(Fonte: Ecolabel EU, GPP EU)

Almeno il 50% del legno massiccio o il 50% dei materiali a base di legno contenuti
nei prodotti di legno deve provenire o o da materiali riciclati o da foreste o piantagioni gestite in conformit agli standard di Buona Gestione Forestale approvati dal
Forestry Stewardship Council (FSC) o dal Programme for Endorsement of Forest Certification Council (PEFC) ed essere certificato da un ente terzo indipendente accreditato/
notificato dal FSC o dal PEFC.
(Fonte: Ecolabel EU, ANAB-ICEA)

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2.2 PANNELLI A BASE DI LEGNO

(MATERIE PRIME AMMESSE E CARATTERISTICHE LEGNO RICICLATO)

a) I pannelli a base di legno possono essere ottenuti da:


sottoprodotti industriali: materiale legnoso nella forma di legno massello,
scaglie, schegge, trucioli o fibre legnose derivanti da un processo manifatturiero o di trasformazione del legno.
legno riciclato.
b) La percentuale di materie prime contenenti cellulosa (legno, paglia, canapa o altre
materie prime simili) deve essere almeno pari all85% sulla sostanza secca.
(Fonte: ANAB-ICEA)

Il legno di post-consumo, i trucioli o le fibre impiegati nella produzione di materiali


a base di legno (input) devono essere conformi al disposto della norma della European Panel Federation (EPF), di cui al paragrafo 6 del documento EPF Standard for
delivery conditions of recycled wood del 24 ottobre 2002.
Si riporta la tabella standard, paragrafo 6:

(Fonte: Ecolabel EU)

Il materiale da legno riciclato impiegato nella produzione di materiali a base di legno,


deve rispettare i seguenti limiti massimi di contaminanti:

(Fonte: ANAB-ICEA)
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2.2.1 EMISSIONE DI FORMALDEIDE NEI PANNELLI A BASE DI LEGNO

Le emissioni di formaldeide da pannelli a base di legno non deve eccedere, le emissioni limite previste dalla classe E1 in accordo allo standard europeo EN 13986.
La EN 13986 fissa i seguenti limiti:
Valore ottenuto con il
metodo di riferimento EN
717-1

Valore con EN 120 (pannelli grezzi di particelle,


MDF o OSB)

Valore con EN 717-2


(compensati, pannelli di
legno massiccio, LVL e
tutti i pannelli rivestiti)

0,124 mg/m aria (= 0,1


ppm)

8 mg/100 g

3,5 mg/h m

(Fonte: ANAB-ICEA)

(In previsione della definizione da parte della federazione europea dei produttori di
pannelli (EPF) della nuova classe pi restrittiva rispetto alla E1), si fissano i seguenti
limiti (metodo di riferimento EN 120):
Pannelli di particelle
4 mg/100 g
MDF 5 mg/100 g
MDF sottile (spessore 8 mm)
8 mg/100 g
(Fonte: CATAS)

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3. METALLI

Le parti metalliche che pesano meno di 50 grammi sono esenti dai requisiti.
Almeno il 90% in peso del metallo presente nel prodotto deve essere riciclabile. A
tale scopo le parti in metallo devono essere facilmente rimovibili dalle altre componenti in fase di dismissione e deve essere fornita una descrizione delle modalit
attraverso le quali le varie parti di metallo possono essere riciclate.
(Fonte: Nordic Ecolabelling, ANAB-ICEA)

i) Alluminio
Almeno il 50% in peso di alluminio presente nel prodotto deve essere metallo riciclato.
ii) Acciaio
Nel caso sia utilizzato lacciaio, il contenuto minimo di materiale riciclato deve essere
pari al 20% in peso.
iii) Altri metalli
Nel caso siano utilizzate parti in metallo diverse da acciaio e alluminio, devono contenere almeno il 20% di materiale riciclato.
(Fonte: Nordic Ecolabelling, ANAB-ICEA)

i) Alluminio
E ammesso unicamente limpiego di alluminio riciclato, (dato il notevole impatto
ambientale necessario per produrlo).
ii) Acciaio
Nel caso sia utilizzato lacciaio, il contenuto minimo di materiale riciclato deve essere
pari al 40% in peso.
iii) Altri metalli
Nel caso siano utilizzate parti in metallo diverse da acciaio e alluminio, devono contenere almeno il 30% di materiale riciclato.
(Fonte: Nordic Ecolabelling, ANAB-ICEA)

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4. MATERIALI PLASTICI

I materiali plastici utilizzati nei mobili devono essere costituiti da almeno il 50% in
peso da materiali plastici riciclati.
La plastica riciclata ottenuta da polipropilene (PP), polietilene (PE) e polietilene tereftalato (PET) deve essere costituita da materiali post-consumo.
La plastica riciclata non deve contenere ritardanti di fiamma alogenati. Tuttavia, le
impurit sono consentite in quantit fino a 100 ppm.
Tutte le parti di plastica di peso 50 g, ad esclusione dei rivestimenti in film o laminati di materiale sintetico, devono essere contrassegnate con un marchio di identificazione che consenta il riciclaggio in conformit della norma UNI EN ISO 11469
Materie plastiche Identificazione generica e marcatura di prodotti di materie
plastiche.
Le parti superiori a 50 g di peso che potrebbero essere influenzati negativamente
dalla marcatura, come ad esempio per laccettazione dei consumatori e ragioni estetiche, possono essere segnate nel manuale utente o la letteratura simile. Lo stesso
vale per le parti che il fornitore pu dimostrare tecnicamente impossibili da segnare,
a causa della mancanza di spazio per letichettatura o per metodo di produzione (ad
esempio componenti estrusi).
I materiali polimerici usati come materiali di imbottitura e tessuti non devono essere inclusi nella percentuale del limite di peso dei materiali plastici e non sono soggetti ai requisiti applicabili alla plastica. Il poliuretano espanso (PUR-schiuma) deve
soddisfare i criteri di materiale di imbottitura del capitolo dedicato.
Le parti in plastica di piccole dimensioni (ad esempio viti, perni piccoli e accessori)
non sono inclusi nella percentuale del limite di peso e non sono soggetti ai requisiti
applicabili alla plastica di questo capitolo.
Additivi in plastica e gomma devono soddisfare il requisito b nel capitolo 1.1.
(Fonte: Nordic Ecolabelling, GPP EU, FEMB)

E ammesso lutilizzo di polimeri da fonti rinnovabili ottenuti da:


polimeri estratti come tali dalla biomassa
polimeri sintetici ottenuti da monomeri naturali, come lacido polilattico (PLA)
polimeri ottenuti dalla conversione di sostanze organiche ad opera di microrganismi o batteri, come i poliidrossialcanoati (PHA)
miscela fisica di polimeri da fonti rinnovabili e polimeri sintetici.
I prodotti di cui sopra devono essere certificati per la biodegradabilit del materiale,
la compostabilit e lecotossicit dei materiali compostati in accordo alla norma EN
13432. Le piccole parti in plastica (ad esempio piccole viti, perni e accessori) sono
esentate dal rispetto dei criteri sopra elencati.
(Fonte: ANAB-ICEA)

Non devono essere utilizzate plastiche contenenti cloro, (PVC).


(Fonte: Nordic Ecolabelling)

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5. PRODOTTI TESSILI

I prodotti tessili comprendono i materiali sintetici, fibre naturali, pelle e cuoio. Per
i tessuti che compongono pi dell1% in peso dellarredo, almeno l80% in peso del
materiale della fibra di tessuto deve soddisfare i requisiti. I requisiti si applicano sia ai
tessuti utilizzati nelle sedute sia ad altri tessuti utilizzati negli arredi.
a) La pelle e il cuoio che costituiscono pi dell1% in peso del mobile devono essere
certificati secondo un marchio ambientale ISO di tipo I.
b) Il tessuto non deve contenere ritardanti di fiamma alogenati, biocidi o trattamenti
superficiali con composti organici alogenati.
c) Coloranti, pigmenti o sostanze chimiche ausiliarie classificati conformemente al
cap. 1.1 non devono essere utilizzati.
Non possono essere utilizzati coloranti con mordenti al cromo.
Luso di coloranti a complesso metallico (a base di rame, cromo, nickel) non permesso. Lana, lana/viscosa, poliammide o seta sono esenti da tale obbligo. Le emissioni di
Cu, Cr e Ni nellacqua non devono superare: 75 mg/kg (Cu), 50 mg/kg (Cr), 75 mg/kg
(Ni) dopo il trattamento.
d) Le emissioni di formaldeide non devono superare 20 ppm secondo la norma EN
ISO 14184-1 o metodi simili approvati. In alternativa, levaporazione non deve superare 0,005 mg/m3 misurata in un test climatico secondo ENV 13.419-1.
(Fonte: Nordic Ecolabelling)

e) Cotone o altre fibre naturali di produzione biologica: gli offerenti devono specificare la percentuale, in termini di peso, di cotone o altre fibre naturali di produzione
biologica presenti nei prodotti tessili. Per essere considerata di produzione biologica,
la fibra deve essere prodotta in conformit del regolamento (CE) n. 834/2007.
Si deve dimostrare lorigine delle fibre utilizzate e la natura biologica della loro produzione, ad esempio per mezzo del marchio europeo di qualit biologica o di marchi
nazionali di qualit di produzione biologica approvati.
f) Fibre riciclate: gli offerenti devono specificare la percentuale, in termini di peso,
del prodotto tessile costituita da fibre riciclate, ossia fibre derivanti esclusivamente
da tagli di produttori di tessili e abbigliamento o da rifiuti post-consumer (tessili o
daltro tipo); dimostrando lorigine delle fibre riciclate utilizzate.
(Fonte: GPP EU)

Al fine di guadagnare punti, i tessuti nei mobili possono seguire anche:


i criteri ecologici relativi al prodotto e ai processi di produzione del ko Tex Standard 100
i criteri per lassegnazione del marchio comunitario Ecolabel per i prodotti tessili,
istituito con decisione 2009/567 / CE del Consiglio, del 9 luglio 2009
RAL UZ 154 Textiles
qualsiasi etichetta ambientale di tipo I ISO che copre requisiti equivalenti.
(Fonte: FEMB)
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6. ALTRI MATERIALI
6.1 MATERIALI PER IMBOTTITURA

I requisiti si applicano ai materiali di imbottitura che rappresentano pi dell1% in


peso del prodotto.
Composti organici alogenati, CFC, HCFC e cloruro di metilene non devono essere
utilizzati come agenti espandenti o agenti schiumogeni ausiliari, nella produzione di
schiuma poliuretanica.
(Fonte: Nordic Ecolabelling, FEMB)

Al fine di guadagnare punti, il prodotto pu soddisfare i requisiti relativi ai materiali di


imbottitura delle etichette ambientali, come:
RAL UZ 117 Low Emission Upholstered Furniture
etichetta CertiPUR, (marchio di EUROPUR)
qualsiasi etichetta ambientale riconosciuta ISO di tipo I che copre requisiti equivalenti.
(Fonte: Nordic Ecolabelling, FEMB, GPP EU)

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6.2 VETRO

E ammesso unicamente limpiego di vetro riciclato. Il contenuto minimo di materiale


riciclato deve essere pari al 60%.
Inoltre vetro contenente piombo, cristalli e vetri rinforzati non devono essere utilizzati
nei mobili. Il vetro usato nei mobili se danneggiato o distrutto deve essere facilmente
sostituibile.
(Il produttore deve fornire una guida su come sostituire il vetro danneggiato).
i) I vetri a specchio possono essere presente come parte del mobilio.
Il rivestimento metallico utilizzato non deve contenere piombo (Pb) e/o rame (Cu)
superiore al 0,2% in peso.
ii) Il vetro laminato pu essere utilizzato nel mobilio se la documentazione certifica
che esse pu essere riciclato.
(Fonte: Nordic Ecolabelling, ANAB-ICEA)

6.3 CARTA E CARTONE

E ammesso unicamente limpiego di carta e cartone riciclato. Il contenuto minimo di


materiale riciclato deve essere pari al 60%.
(Fonte: ANAB-ICEA, FEMB)

E ammesso unicamente limpiego di carta e cartone riciclato. Il contenuto minimo di


materiale riciclato deve essere pari al 90%.
(Fonte: ANAB-ICEA, FEMB)

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7. CRITERI CONCERNENTI IL TRATTAMENTO SUPERFICIALE

Il trattamento superficiale riguarda il processo per il trattamento superficiale di singole parti/componenti di mobili o di mobili completi.
Tali sistemi di rivestimento comprendono, ad esempio: tinte, primer, vernici trasparenti, smalti, pellicole, carte decorative, adesivi.
I requisiti si applicano solo se i materiali a quali il trattamento superficiale applicato,
sono presenti nel mobile finito in quantit superiori al 5% in peso. Ai fini di tali requisiti, il laminato considerato come un trattamento superficiale.
Il numero di rivestimenti, la quantit applicata (g/m2) e il metodo di applicazione devono essere documentati.

a) Trattamento superficiale con plastica e metalli
La plastica e il metallo devono soddisfare i requisiti generali relativi alle sostanze pericolose di cui alla sezione 1.1.
Il trattamento superficiale con materie plastiche pu essere consentito se la documentazione dimostra che questo non incide sulla possibilit di riciclaggio e il trattamento di superficie soddisfa il requisito b della sezione 1.1.

b) Trattamenti superficiali diversi da plastica e metalli
Tutti i materiali, le sostanze e i preparati utilizzati devono rispettare i requisiti relativi
alle sostanze pericolose di cui alla sezione 1.1.
Inoltre:
le sostanze chimiche classificate come nocive per lambiente conformemente alla
direttiva 1999/45/CE non devono essere aggiunte alle sostanze e ai preparati per il
trattamento superficiale. Tuttavia i prodotti possono contenere fino al 5 % di composti organici volatili (COV) come stabilito nella direttiva 1999/13/CE (per composto
organico volatile si intende qualsiasi composto organico che, a 293,15 K, abbia una
tensione di vapore pari o superiore a 0,01 kPa, o una volatilit equivalente nelle condizioni duso particolari). Se il prodotto deve essere diluito, il tenore del prodotto diluito
non deve superare i valori soglia sopra menzionati,
la quantit applicata (pitture/vernici a umido) di sostanze classificate come nocive
per lambiente conformemente alla direttiva 1999/45/CE non deve superare i 14 g/m2
di superficie

c) Contenuto in composti organici volatili
Quando i mobili sono trattati con prodotti a base di composti organici volatili (COV),
la quantit applicata (pitture/vernici a umido) di COV non deve superare i 35 g/m2 di
superficie.
Il contenuto di (COV) nelle vernici utilizzate nel prodotto fornito dal fabbricante non
deve superare il limite del 60% in peso.

d) Formaldeide
Le emissioni di formaldeide da sostanze e preparati usati nel trattamento superficiale
devono essere inferiori a 0,1 ppm.

e) Plastificanti
Se nel processo di produzione sono impiegate sostanze plastificanti, gli ftalati devono
soddisfare i requisiti relativi alle sostanze pericolose di cui alla sezione 1.1.
Inoltre, nel prodotto non sono autorizzati il DNOP (ftalato di diottile), il DINP (ftalato di
diisononile) e il DIDP (ftalato di diisodecile).

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f) Biocidi
consentito soltanto lutilizzo di prodotti biocidi contenenti i principi attivi biocidi che
figurano nellallegato IA della direttiva 98/8/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e autorizzati per lutilizzo nei mobili.
(Fonti: Ecolabel EU, FEMB, Nordic Ecolabelling, GPP EU)


g) Formaldeide
Le emissioni di formaldeide da sostanze e preparati usati nel trattamento superficiale devono essere inferiori a 0,05 ppm.
(Fonti: Ecolabel EU)

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8. CRITERI CONCERNENTI IL MONTAGGIO DI MOBILI


8.1 ADDITIVI E LEGANTI
Questo criterio connesso al fissaggio dei componenti compreso nel montaggio dei
mobili con adesivi.

Devono essere implementate ed attuate procedure volte a:


Ridurre luso di adesivi e delle colle
Verificare se possibile limpiego di adesivi a base di formaldeide libera. Sforzarsi
di trovare alternative non inquinanti per lambiente.
Richiedere la composizione delle sostanze adesive e soprattutto del tipo di solvente.
Accordarsi con i fornitori allo scopo di impiegare nelle sostanze adesive tipi di solventi il meno inquinanti possibile.
Eliminare o ridurre al minimo le connessioni in metallo (viti, chiodi, ecc.) in favore di
incastri o viti in legno, al fine di facilitare il montaggio e il disassemblaggio.
Escludere luso di prodotti a base di resine melamminiche
Facilitare lassemblaggio e disassemblaggio delle parti con semplici attrezzi. Vengono inoltre incoraggiate soluzioni che non richiedano lutilizzo di alcun utensile.
Sostanze pericolose negli additivi e leganti:
Devono soddisfare i requisiti di cui alla sezione 2 sulle sostanze pericolose.
(Fonte: Ecolabel EU, ANAB-ICEA, Casa Toscana)

COV:
Il contenuto di COV negli adesivi pronti alluso utilizzati per assemblare il mobile non
deve superare il 10% in peso nei prodotti a base acqua e il 30% nei prodotti a base
solvente.
Verifica: elenco degli adesivi utilizzati per assemblare il mobile allegando le relative
schede di sicurezza o documentazione equivalente (ad esempio: rapporti di prova
del produttore di adesivi e colle) che indichi il contenuto di COV.
La percentuale di COV negli adesivi deve essere determinata con i metodi descritti
nella norma UNI EN ISO 11890.
(Fonte: GPP EU)

COV:
Il tenore di COV degli adesivi usati nel montaggio di mobili non deve superare il 10%
(peso/peso), indipendentemente dal tipo di prodotto utilizzato.
(Fonte: FEMB)

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9. CRITERI CONCERNENTI IL PRODOTTO FINALE


9.1 DESIGN FOR DURABILITY/UPGRADEABILITY

a) Durabilit e sicurezza
Il prodotto deve rispettare i requisiti di durabilit, resistenza, sicurezza e stabilit
prescritti nelle norme EN applicabili alluso del prodotto. In assenza di norme EN,
sono applicabili i requisiti delle norme ISO.
Inoltre devono essere implementate ed attuate misure volte a:
Scelta dei materiali pi appropriati a garantire la durata del mobile.
Ridurre i punti di debolezza soprattutto negli snodi e nelle connessioni tra le componenti
Rendere economica e possibile la riparazione o la sostituzione delle parti
Elevare il numero di anni per cui il prodotto garantito
Predisporre di servizi di assistenza per riparazione, sostituzione di parti, manutenzione, ecc.
b) Uso e manutenzione
Devono essere implementate ed attuate misure volte a:
Facilitare il montaggio del prodotto da parte dellutente per consentire la vendita in kit
Facilitare la pulizia e manutenzione del prodotto.
Facilitare la sostituibilit delle componenti che si logorano pi facilmente per allungare la vita utile del prodotto.
Manutenzione dei prodotti senza il ricorso a solventi a base di composti organici
Predisporre istruzioni duso e, se necessario, di montaggio di facile ed immediata
comprensione (consigliati disegni di montaggio pi che testo scritto, possibilmente
stampati nel packaging e non con un opuscolo a parte).
Il richiedente deve massimizzare la vita utile del prodotto, renderlo facilmente rinnovabile e utilizzabile per molteplici usi da parte degli utenti originali e successivi. Al fine
di raggiungere questo obiettivo, lorganizzazione deve adottare e pubblicizzare questa strategia, dichiarando che saranno progettati e realizzati prodotti che hanno una
lunga vita utile; in grado di sopportare luso ripetuto e le eventuali riparazioni, grazie
anche alla standardizzazione di parti e componenti dei prodotti facilmente disponibili.
Lorganizzazione deve quindi garantire la manutenzione, lassistenza e la sostituzione
dei componenti dei prodotti.
Ci richiede almeno:
un impegno da parte del produttore di fornire, per 5 anni dalla data di fine produzione della gamma di prodotti in questione, pezzi di ricambio originali o pezzi con
funzione equivalente.
(Fonte: Ecolabel EU, ANAB-ICEA, FEMB)

Il richiedente pu ottenere un ulteriore punto se prevedono:


un impegno per la fornitura, per 7 anni dalla data di fine produzione della gamma
di prodotti interessati, parti di ricambio o elementi che soddisfano funzioni equivalenti originali.
(Fonte: FEMB)

Il richiedente pu ottenere un ulteriore punto se prevedono:


una impegno a fornire, per 10 anni a partire dalla data di fine produzione della
gamma di prodotti in questione, pezzi di ricambio o pezzi con funzione equivalente.
(Fonte: FEMB)
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9.2 DESIGN FOR RECYCLING, DESIGN FOR REMANUFACTURING

Devono essere implementate ed attuate misure volte a:


Minimizzare il numero dei componenti
Minimizzare il numero di tipologie di materiali
Scegliere materiali che non creano problemi per il loro riciclaggio
Eliminare o ridurre al minimo le connessioni in metallo (viti, chiodi, ecc.) in favore di
incastri o viti in legno, al fine di facilitare il montaggio e il disassemblaggio.
Facilitare laccessibilit ai punti di connessione tra le componenti per semplificare
le operazioni di riparazione o sostituzione o separazione
Utilizzare simboli o codici di riconoscimento dei materiali al fine di facilitare il riciclaggio
Escludere parti non riciclabili
Ridurre luso di adesivi e delle colle
Escludere luso di prodotti a base di resine melamminiche
Facilitare lassemblaggio e disassemblaggio delle parti con semplici attrezzi. Vengono inoltre incoraggiate soluzioni che non richiedano lutilizzo di alcun utensile.
Limitare sostanze, materiali o componenti tossiche e pericolose.
Il mobile deve essere progettato in modo tale da permetterne il disassemblaggio al
termine della vita utile, affinch le sue parti e componenti possano essere riutilizzati,
riciclati o recuperati a fini energetici.
In particolare, materiali come alluminio, acciaio e vetro, legno e plastica (ad esclusione dei rivestimenti in film o laminati), devono essere separabili.
Al consumatore devono essere forniti:
- istruzioni per lo smontaggio
- una descrizione dettagliata delle migliori opzioni di smaltimento del prodotto (riutilizzo, riciclaggio, iniziative di ritiro da parte del richiedente, produzione di energia),
classificate in base al loro impatto ambientale.
(Fonte: Ecolabel EU, GPP EU, ANAB-ICEA)

I prodotti devono essere progettati per agevolare la sostituzione dei componenti


soggetti a usura o rottura, che possono risultare obsoleti o sorpassati.
Lo smontaggio possibile con strumenti standard e non richiede una formazione
specifica
Parti del prodotto sono etichettati o altrimenti identificati, per facilitare la separazione dal contenuto materiale, e lidentificazione di tutti i materiali che possono
richiedere un trattamento speciale.
I produttori di arredi possono offrirsi per occuparsi dei loro prodotti al termine
della vita utile, con lo scopo di prevenire la produzione di rifiuti e favorire il loro
reimpiego, riciclaggio e ad altre forme di recupero in modo da ridurre il volume dei
rifiuti da smaltire.
Le aziende possono svolgere limpiego autonomamente o tramite i centri di raccolta
di materiale legnoso post-consumo.
(Fonte: FEMB)

Lorganizzazione pu ottenere un altro punto se garantisce la rigenerazione di un


prodotto a fine vita utile, tramite il riutilizzo degli stessi componenti funzionali e
leventuale aggiunta di altri elementi, in un altro prodotto con nuova destinazione
dutilizzo.
(Fonte: FEMB)

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9.3 PACKAGING
In relazione alla direttiva Rifiuti 2008/98/CE si consigliano le seguenti misure da adottare in tema di imballaggio:
semplificazione del sistema degli imballaggi e facilitazione delle attivit di riciclo
contenimento nel consumo di materie prime
impiego di sistemi dimballaggio multiuso
evitare confezioni superflue
ritiro e riutilizzo dei materiali da imballaggio
impiego di materiali facilmente riciclabili (polietilene), ritiro e riciclo presso i fornitori o i produttori del materiale da imballaggio o impiego di trasformatori per il
riciclaggio delle sostanze
riutilizzo allinterno dellazienda di imballaggi di protezione
evitare imballaggi compositi;
richiesta ai fornitori di utilizzare imballaggi non inquinanti per lambiente - sistemi
multiuso
conferma da parte del fornitore di attenersi allobbligo di ritiro delle confezioni
monouso
ottimizzazione della logistica (immagazzinamento, trasporto, esposizione)
(Fonte: Casa Toscana, Oltre i confini di Leonia)

Limballaggio deve rispettare i requisiti seguenti:


a) deve essere prodotto da una delle seguenti materie:
materiale facilmente riciclabile,
materiale riciclato,
materiale proveniente da fonti rinnovabili,
materiali riutilizzabili, (multiuso), come coperture in tessuto;
b) tutti i materiali devono essere facilmente separabili a mano in parti riciclabili costituite da un solo materiale (ad esempio cartone, carta, plastica, tessuto).
Inoltre limballaggio (primario, secondario e terziario) deve:
c) rispondere ai requisiti di cui allAll. F, della parte IV Rifiuti del D.Lgs. 152/2006 e
s.m.i.,
d) ed alle pertinenti norme tecniche, in particolare:
UNI EN 13427:2005 Imballaggi - Requisiti per lutilizzo di norme europee nel campo degli
imballaggi e dei rifiuti di imballaggio
UNI EN 13428:2005 Imballaggi - Requisiti specifici per la fabbricazione e la composizione-Prevenzione per riduzione alla fonte
UNI EN 13429:2005 Imballaggi Riutilizzo
UNI EN 13430:2005 Imballaggi - Requisiti per imballaggi recuperabili per riciclo di materiali
UNI EN 13431:2005 Imballaggi - Requisiti per imballaggi recuperabili sotto forma di recupero energetico compresa la specifica del potere calorico inferiore minimo
UNI EN 13432:2002 Requisiti per imballaggi recuperabili attraverso compostaggio e biodegradazione -Schema di prova e criteri di valutazione per laccettazione finale degli imballaggi.
(Fonte: Ecolabel EU, GPP EU)

Limballaggio deve:
e) essere costituito, se in carta o cartone per almeno il 60% in peso da materiale
riciclato, se in plastica, per almeno il 40%.
(Descrivere limballaggio, il tipo di materiale/i, quantit utilizzate, misure intraprese
per ridurre al minimo il volume, come realizzato lassemblaggio fra materiali diversi e come si possono separare e dichiarare il contenuto di riciclato.
20/22

Per quanto riguarda tale requisito, si presume conforme limballaggio con lindicazione minima di contenuto di riciclato, fornita in conformit alle norme UNI EN ISO
14021 e UNI 14024.
(Fonte: Ecolabel EU, GPP EU)

Limballaggio:
f) non devono contenere PVC o altre materie plastiche contenenti cloro
g) deve essere costituito, se in carta o cartone per almeno il 90% in peso da materiale riciclato, se in plastica, per almeno il 60%.
(Fonte: GPP EU, Nordic Ecolabelling)

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9.4 INFORMAZIONI AI CONSUMATORI

Con il prodotto dotato di marchio di preferibilit ambientale devono essere fornite


le seguenti informazioni:








informazioni sullidoneit alluso, durabilit e sicurezza;


istruzioni per sostituire il vetro (se presente), su richiesta, in caso di danno o rottura da parte del produttore o rivenditore;
informazioni relative ai materiali utilizzati nel prodotto e come essi possono essere riciclati o trattati in modo da ridurre al massimo limpatto ambientale;
istruzioni di assemblaggio, se il prodotto richiede tale operazione;
consigli duso sotto il profilo ergonomico, dove pertinente;
nome delle specie di legno massiccio;
informazioni per la pulizia e il mantenimento del prodotto con specifiche istruzioni per i differenti materiali;
informazioni sulle parti maggiormente soggette ad usura e la loro riparazione o
sostituzione, e, se possibile, indicazioni sul servizio di riparazione;
indicazione del sito internet per ulteriori informazioni.

(Fonte: Ecolabel EU, ANAB-ICEA, Blauer Engel)

22/22

2.8 CHECKLIST: ARREDI AMBIENTALMENTE PREFERIBILI


Di seguito si riporta una checklist sugli arredi ambientalmente preferibili. Essendo le
indicazioni ambientali numerose, risulta utile una checklist che riassuma gli elementi
fondamentali dei requisiti proposti nelle schede. Inoltre uno strumento che, oltre
a concentrare le informazioni, permette ai progettisiti e alle aziende di verificare nel
complesso la qualit del prodotto e verificare se larredo considerato risulta ambientalmente preferibile.

71

72

MOBILI SOSTENIBILI

CHECKLIST
NOME AZIENDA

DATA

PRODOTTO

DA VERIFICARE

NON REALIZZABILE

NON ANCORA

SI

DESCRIZIONE

NOTE

1. CRITERI GENERALI
1.1 SOSTANZE PERICOLOSE
stato escluso limpiego di sostanze pericolose per
la salute e lambiente di cui al paragrafo a, b, c del
capitolo 1.1?
stato escluso limpiego di biocidi riportati nel capi tolo 1.1?
1.2 EMISSIONE COMPOSTI ORGANICI VOLATILI

Il prodotto non supera i valori di emissione di COV


elencati nella tabella?

1.3 FORMALDEIDE LIBERA

La quantit di formaldeide libera nei prodotti chimici utilizzati inferiore allo 0,2% in peso?

1.4 RADIOATTIVIT

stata valutata la presenza di radioattivit secondo


lIndice di Radioattivit indicato?

2. LEGNO
2.1 ORIGINE DEL LEGNO E GESTIONE SOSTENIBILE
DELLE FORESTE
Si pu dimostrare lorigine del legno e assicurare
che provenga da fonti legali e che non rientri nelle

categorie di legno non ammesso secondo il cap.


2.1?
Si possiede una politica di acquisizione sostenibile
del legno come indicato nel cap. 2.1?
Almeno il 50% del legno massiccio o dei materiali
a base di legno risulta in conformit agli standard
approvati di Buona Gestione Forestale?
2.2 PANNELLI A BASE DI LEGNO
I pannelli a base di legno sono ottenuti con i mate riali e le caratteristiche specificate nel paragrafo a,
b, cap. 2.2?
Il legno impiegato nella produzione di materiali
a base di legno conforme al disposto della norma

della European Panel Federation (EPF)?


Il materiale impiegato nella produzione di materiali
a base di legno rispetta i limiti massimi di contami nanti indicati?

1/3

Sono rispettate le emissioni di formaldeide nei pannelli a base di legno indicate nel cap. 2.2.1?

3. METALLI

Il 90% in peso del metallo presente nel prodotto


pu essere riciclabile?

Sono rispettate le % di materiale riciclato?

Sono rispettate le % di materiale riciclato?

4. MATERIALI PLASTICI
I materiali plastici utilizzati sono costituiti da almeno il 50% in peso da materiali riciclato? Le parti di

plastica sono contrassegnate con un marchio di


identificazione per il riciclaggio?
Sono utilizzati polimeri da fonti rinnovabili? Sono
certificati in accordo alla norma EN 13432?
stato escluso luso di plastiche contenenti cloro?

5. PRODOTTI TESSILI
I prodotti tessili soddisfano i requisiti su sostanze
chimiche ausiliarie, coloranti, emissioni di formaldeide, (a, b, c, d; 5)?
Sono presenti cotone o altre fibre naturali di pro duzione biologica e/o fibre riciclate, che rispettano i

requisiti e, f del cap. 5?


Il prodotto soddisfa anche i requisiti delle etichette

ambientali indicate?
6. ALTRI MATERIALI
6.1 MATERIALI PER IMBOTTITURA

Sono stati esclusi gli agenti schiumogeni indicati


nella schiuma poliuretanica?

Il prodotto soddisfa anche i requisiti delle etichette


ambientali indicate?
6.2 VETRO
E stato utilizzato vetro riciclato con un contenuto
minimo di materiale riciclato pari al 60%? Sono

rispettati i criteri sul vetro laminato e specchiato, se


presenti?
6.3 CARTA E CARTONE

Sono stati utilizzati carta e cartone con un contenuto minimo di materiale riciclato pari al 60%?

Sono stati utilizzati carta e cartone con un contenu to minimo di materiale riciclato pari al 90%?
7. CRITERI CONCERNENTI IL TRATTAMENTO SUPERFICIALE
I trattamenti superficiali soddisfano i requisiti generali relativi alle sostanze pericolose di cui alla sezio ne 1.1? Rispettano il contenuto di composti organici
volatili e formaldeide e le indicazioni sui plastificanti
e biocidi?
2/3

Rispettano le emissioni di formaldeide indicate?

8. CRITERI CONCERNENTI IL MONTAGGIO DI MOBILI


8.1 ADDITIVI E LEGANTI
Sono state attuate le procedure indicate dal cap. 8
sul montaggio di mobili?

Sono state verificate le sostanze pericolose negli


additivi e leganti?
stata verificata la percentuale di COV negli adesivi?

stato verificato la percentuale di COV negli adesivi?

9. CRITERI CONCERNENTI IL PRODOTTO FINALE


9.1 DESIGN FOR DURABILITY/UPGRADEABILITY
Il prodotto rispetta i requisiti di durabilit, resistenza, sicurezza e stabilit prescritti nelle norme EN
applicabili alluso del prodotto? Sono state attuate le
procedure indicate dal cap. 9.1 sulla durabilit e sicurezza, nonch sulluso e manutenzione? previsto
per il termine specificato un impegno per la fornitura di parti di ricambio o equivalenti?
previsto per il termine specificato un impegno per
la fornitura di parti di ricambio o equivalenti?
previsto per il termine specificato un impegno per
la fornitura di parti di ricambio o equivalenti?

9.2 DESIGN FOR RECYCLING, DESIGN FOR REMANUFACTURING

Sono state attuate le procedure indicate dal cap. 9.2


sul disassemblaggio?

I prodotti sono progettati per agevolare la sostitu zione dei componenti, cos come indicato?
Si pu garantire la rigenerazione di un prodotto a
fine vita utile?

9.3 PACKAGING
Sono state attuate le procedure indicate dal cap. 9.3
sullimballaggio?

Limballaggio rispetta i requisiti sulla riciclabilit ed


le pertinenti norme tecniche indicate?
Limballaggio costituito dalle % indicate di materia le riciclato?
Limballaggio costituito dalle % indicate di mate riale riciclato ed stata verificata la presenza di
materiali non adatti?
9.4 INFORMAZIONI AL CONSUMATORE

Sono state fornite le informazioni ai consumatori,


indicate nel cap. 9.4?

NOTE

3/3

76

2.9 ARREDI AMBIENTALMENTE SOSTENIBILI?


Evidenziate la difficolt nelle definizione di arredo ambientalmente sostenibile, si pu
affermare che le etichette ecologiche sono uno strumento valido per fornire maggiori
informazioni sulle qualit ambientali di un prodotto e un buon strumento per orientare la domanda di mercato. Tuttavia molte di queste non tengono in considerazione le
reali condizioni di mercato, in particolare alcuni criteri risultano difficilmente raggiungibili e a volte non tengono in considerazione delle caratteristiche geografiche dei produttori. Sommato alle quote necessarie per avere la certificazione, questo ha portato,
specialmente nel settore dellarredamento, ladesione a tali etichette da parte di molti
pochi produttori.
A titolo esemplificativo lunica azienda italiana che risultava aver ottenuto la certificazione Ecolabel EU nella categoria Mobili in legno, non ha pi rinnovato la licenza in
quanto prevede dei requisiti di contenuto in % di legno troppo elevati sul prodotto
finito.
Mentre se si prende in considerazione la certificazione ANAB-ICEA per Mobili Ecologici,
le aziende che al momento risultano avere la licenza sono solo due.
In parallelo a ci si assiste sempre pi alla diffusione di marchi ecologici privati come
il Consorzio del Pannello Ecologico o il label associativo Vero Legno; iniziative che
di sicuro hanno lo stesso ruolo positivo delle etichette precedentemente citate ma che
sottolineano anche la confusione e la frammentariet di questo sistema.

77

78

2.10 ARREDI PER BAMBINI: COMPETITORS


Ai fini della tesi necessario fare una panoramica sui principali produttori di arredamento per bambini.
Una prima breve panoramica ha riguardato i produttori in Europa mentre si cercato
poi di focalizzare lattenzione sul contesto delle aziende italiane.
La presente parte non intende essere esaustiva del panorama dei competitors presenti nel territorio italiano ma nasce con lobiettivo di analizzare il quadro delle aziende
produttrici a livello di tipologia di offerta nonch di sostenibilit ambientale.
Di seguito sono riportate alcune ditte specializzate:
TEAM7
FLEXA
OUEF
STOKKE
LEANDER
WOODLY
DOTANDCROSS
FLOWERSSORI
DEARKIDS
CLEVER
GONZAGARREDI
FATTORINIDESIGN
PERLUDI
TUMIDEI
DOIMOCITYLINE
MORETTICOMPACT
LIFETIMEKIDSROOMS
(ZALF-EUROMOBIL)
BATTISTELLA-NIDI

Il panorama delle aziende risulta molto diversificato sia per tipologia che per qualit
dei prodotti.
La ricerca delle aziende produttrici di arredi, eseguita tramite alcuni siti web specializzati in arredi come Archiexpo, Lovethesign, Homify, Designforkids, ha messo in luce
realt molto diverse tra loro...
Dallanalisi si rileva che soprattutto in Europa e nei paesi Nordici c una forte attenzione alla progettazione di arredi trasformabili, fenomeno non ancora cos diffuso nel
panorama italiano se non per rari casi (v. Dotandcross).

79

Tra le diverse aziende risultano particolarmente interessanti i prodotti di:


STOKKE unazienda norvegese, con rivenditori in tutto al mondo, specializzata nella
realizzazione di accessori e di prodotti di arredo per bambini.
Fondata nel 1932 ha prodotto, nei suoi lunghi anni di carriera, unampia gamma di
mobili dedicati alle esigenze e ai target pi svariati, concentrandosi in particolare su
ergonomia, funzionalit ed esclusivit.
La vision aziendale si traduce con la frase Nellinteresse del bambino e ci traspare
dalle soluzoni proposte. Ogni creazione Stokke progettata per accompagnare la crescita del bambino in tutte le sue tappe.

Fig. 13 Stokke Sleepi, letto trasformabile


www.stokke.com/USA/en-us/nursery/
stokke-sleepi/1043.html

TEAM 7 unazienda austriaca che produce mobili e complementi in legno massello


naturale per tutti gli spazi abitativi.
La collezione Mobile dedicata ai bambini un sistema di arredi per bambini che unisce
il design allecologia, realizzata secondo la manifattura artigianale una linea di arredi
che cresce con loro.

Fig. 14 Team7, scrivania Mobile


www.team7.at/it/zona-bimbi/scrivania-e-sedia-girevole/

80

DOTANDCROSS una collezione di mobili flessibili per bambini, trasformabili lungo


larco della loro crescita. Dot and Cross un progetto trevigiano di due giovani designer, Giorgia Zanellato e Daniele Bortotto, in collaborazione con lo studio Dogtrot
che progetta e realizza una vasta gamma di elementi di arredo, tra cui librerie, letti,
scrivanie e molti altri complementi per le camerette, caratterizzati dalla modularit e
componibilit per rendere possibile un design in crescita.

Fig. 15 Dotandcross, softly convertible bed


dotandcross.com

WOODLY produce mobili ecologici, accessori per larredo, culle e lettini per la camera
dei bambini e giocattoli di legno in modo sostenibile a impatto zero.
unazienda fondata da Valerio Vinaccia e Laura Consorti a Faviano, nei pressi di Parma che ha come obiettivo la sostenibilit, in ogni suo aspetto. Nella ricerca per trovare soluzioni sostenibili alla produzione, vengono usati metodi innovativi e, talvolta,
anche quelli pi antichi; vengono naturalmente utilizzate materie prime rinnovabili,
biodegradabili, non tossiche.

Fig. 16 Woodly, lettino Montessori


www.woodly.it

81

82

3.

SPAZI E BAMBINI

3.1 CAMERE PER BAMBINI


Come detto, oltre alla preferibilit ambientale e alla sicurezza dei prodotti destinati ai
bambini nelle loro varie fasce det, fondamentale tenere in considerazione gli aspetti collegati al loro benessere psicofisico in ambiente domestico.
La camera dei bambini lambiente maggiormente frequentato dai bambini, un po
un laboratorio, uno spazio in continua evoluzione, non un elemento di sfondo a una
serie di attivit, accessorio e secondario, ma un soggetto protagonista nella definizione
dellidentit di ogni bambino, anche elemento che supporta e rappresenta un progetto
pedagogico.
Ogni fase della crescita accompagnata da bisogni e da gusti determinati; nonostante
ci lambiente deve essere in grado di adattarsi alla loro crescita e alla continua serie di
cambiamenti che essa comporta. La stanza per il bambino dovr poter accogliere sia i
mobili indispensabili, sia gli innumerevoli oggetti di cui ha, e avr, bisogno, offrendo in
ogni momento un ambiente adeguato allet in grado di stimolare e di incrementare le
potenzialit di ogni bambino. In una camera il bambino deve poter trovare un ambiente con il quale possa identificarsi e che possa sentire come qualcosa di suo.
Lo spazio camera deve diventare il LUOGO, suggeritore di azioni, pensieri, interpretazioni ed emozioni.
Come verr visto in seguito, la qualit dello spazio per i bambini riveste un ruolo molto
rilevante nella loro crescita: il messaggio che il bambino riceve dallambiente fisico influenza i suoi comportamenti sociali e cognitivi. Inoltre i bambini hanno con lo spazio
un legame affettivo ed emotivo molto diverso rispetto agli adulti, possiedono forti sensibilit e competenze percettive poich vivono lo spazio con tutto il corpo e gli attribuiscono un senso attraverso gli odori, i suoni, il tatto, gli stimoli visivi.
La camera quindi non deve essere pi vista come uno spazio dove si dorme ma deve
divenire un sistema organizzato di scambi, giochi, ruoli, linguaggi e relazioni.
La camera per il bambino lambiente adatto in cui rifugiarsi in ogni momento della
giornata. Tutti i bambini sentono lesigenza di uno spazio isolato rispetto al resto della
casa, nel quale godere di momenti di rilassamento e di raccoglimento.
La camera pu diventare la casa di un bambino, il luogo dove sostare per giocare,
divertirsi, disegnare, costruire, da soli e/o in compagnia, ma pu anche diventare una
piccola biblioteca o una zona di piccolo atelier dedicata alle attivit del fare, per favorire l autonomia e creativit dei bambini.

Fig. 17
Gonzagarredi, angolo lettura
gonzagarredi.it/Sezione.jsp?idSezione=336

83

Il proprio spazio diventa il luogo che favorisce la loro crescita e per questo deve tenere
in considerazione le sue specifiche esigenze in ogni tappa del suo percorso evolutivo.
Altro elemento da tenere in considerazione nella progettazione di uno spazio per bambini il punto di vista.
Nellarredare unabitazione, sono gli adulti di solito a scegliere la distribuzione degli
spazi, gli oggetti e i mobili. I bambini si trovano quindi a vivere in un contesto a misura
di adulto, spesso non pienamente rispondente ai bisogni tipici dellinfanzia.
Risulta quindi importante costruire spazi a misura di bambino. In merito a questo
aspetto, esistono esempi di progettazione partecipata in cui gli utenti finali possono
esprimere desideri ed esigenze di spazi, arredi e giochi. Uno di questi si chiama E per
gioco...progetto!, un progetto promosso da Pescecolorato, unassociazione culturale
milanese guidata dallarchitetto Linda Poletti che, in collaborazione e con il patrocinio
di enti privati ed istituti, ha coinvolto i bambini nella progettazione dei loro spazi scolastici.
Attraverso le tecniche della comunicazione visiva Linda Poletti ha studiato un percorso
di progettazione adatto a bambini di 4/12 anni con temi che riguardano spazi, oggetti
e situazioni di cui possano loro stessi usufruire, come ad esempio: spazi, arredi, arredo
urbano e complementi. Ogni esperienza di Pescecolorato finalizzata alla realizzazione dei pensieri e desideri dei bambini.
I loro desideri sono sempre espressi nei loro disegni. Un mondo da studiare perch loro
vogliono correre, giocare e crescere e noi dobbiamo aiutarli e scoprire cosa risponde di
pi alle loro esigenze sia fisiche che mentali. (Pescecolorato, post pagina Facebook 16
Dicembre 2015)

Fig. 18
Pescecolorato, Sedia nuvola
facebook.com/www.pescecolorato.it

Un altro esempio di progettazione partecipata, legato per al tema della citt, La citt
dei bambini, uniniziativa che propone agli amministratori di ripensare il governo delle
citt assumendo come paradigma della citt il bambino.
Il progetto, promosso a livello internazionale dallIstituto di Scienze e Tecnologie della
Cognizione (ISTC) del Centro Nazionale delle Ricerche (CNR), attraverso il Consiglio dei
bambini e laboratori di Progettazione partecipata, coinvolge i bambini nelle decisioni
amministrative, urbanistiche e nellorganizzazione dei servizi per creare una nuova filosofia di governo della citt in cui il bambino sia il parametro.
I bambini infatti sono consapevoli dei loro bisogni e dei loro desideri e sono capaci
di formulare proposte adatte a soddisfarli esprimendo idee originali ed efficaci. Per il
bambino il cambiamento non una scelta culturale, razionale, legata ad analisi estetiche o ambientali, ma una esigenza primaria.
Come afferma Francesco Tonucci, ideatore del progetto, se un amministratore prendesse sul serio le proposte dei bambini, le studiasse, le affidasse a bravi tecnici, progettisti, urbanisti, chiedendo loro di tenerne conto e di soddisfare i bisogni che rappresen84

tano, probabilmente le citt si avvierebbero rapidamente ad una trasformazione reale


e vantaggiosa per tutti i loro cittadini.
La stessa cosa pu avvenire per gli spazi in cui vive il bambino; in un gruppo di lavoro
formato da bambini e ragazzi, organizzato da questo progetto, sul Piano Regolatore
Generale e coordinati da un architetto, volendo dare indicazioni su come dovessero essere fatte le case perch i bambini ci potessero vivere bene, essi hanno detto che non
dovrebbero essere n grandi condomini con tanti appartamenti (poich si ha paura
degli altri e si rimane chiusi in casa), n villette unifamiliari (non si ha bisogno degli altri
e si rimane ugualmente soli), e la casa che propongono un piccolo condominio con
pochi appartamenti, dove sia facile conoscersi, trovarsi, aiutarsi.
E cos anche la loro camera dovrebbe essere un luogo creato da loro per le loro esigenza e bisogni, uno spazio adatto a contenere la loro creativit.
Per questi motivi gli spazi destinati ai bambini vanno arredati con elementi duttili, trasformabili e polifunzionali. Gli spazi e gli oggetti diventano il mondo delle prime scoperte, della crescita, del gioco e della relazione; e allora la progettazione deve essere
ancora pi attenta.
Nel progettare lo spazio per i bambini occorre innanzitutto tenere presente queste
esigenze, senza dimenticare sicurezza, solidit e qualit di forme e materiali.
Gli spazi interni mantengono una relazione con ci che accade fuori, dal clima e dalle
caratteristiche delle stagioni, alle luci delle diverse ore della giornata, ai suoni e ai rumori. Come gli spazi interni anche quelli esterni devono essere progettati per offrire ai
bambini stimoli per attivit motorie, sensoriali, sociali.
La capacit di relazione, di ascolto dei luoghi, della qualit e gradevolezza degli ambienti di vita e di lavoro fondamentale per la quotidiana salute mentale delle persone,
come sottolinea lo psicanalista James Hillman sottolinea. La cura che si pone nel progettare gli ambienti indicativa dellimmagine di bambino che sottende una filosofia
pedagogica. Purtroppo, abitualmente si tende a prestare attenzione pi alla funzionalit e alla rispondenza alle norme nella costruzione delledificio trascurando il progetto
degli interni: non si valuta quanto, nella quotidianit, un ambiente permetta o vieti,
solleciti o censuri, educhi gli sguardi e le sensibilit.

85

86

3.2 ARCHITETTURA E PEDAGOGIA


Si intende mettere in luce i rapporti dellarchitettura con il campo della pedagogia
intesa come scienza delleducazione, ovvero quellambito di analisi e riflessione che
storicamente ha connotato lesercizio critico della ragione sulla realt delleducazione,
(Scurati 1997).
Larchitettura progetta e costruisce ambienti in cui vive lessere umano e come la pedagogia un particolare modo di leggere e intervenire sulla realt.
Larchitettura, come la pedagogia, non offre una semplice risoluzione dei problemi.
Propone una visione che supera i bisogni e le richieste specifiche e che interpreta il
sentire di un certo tempo con un approccio rivolto al futuro.
Lelemento che congiunge pedagogia e architettura la relazione tra spazio e progetto. Lo
spazio diventa accessibile tramite un progetto,
un pensiero.
Nasce cos un terreno di lavoro comune tra
pedagogia e architettura, nel quale le parole
spazio e ambiente si legano ad elementi molto
concreti: ambiente naturale, ambiente antropico, ambiente inteso come contesto storico
e geografico, fisico e culturale in continua trasformazione (Rossi 2008).
Un ambiente di apprendimento per larchitetto uno spazio architettonico che rispecchia
lidea e risponde alle richieste offerte delluniverso pedagogico.
Le categorie individuate da Alain de Botton
(2006) per definire le architetture belle
possono essere riutilizzate anche nel concetto
di progetto perch trasferibili anche al mondo
della formazione: semplicit, coerenza, ordine,
equilibrio, eleganza e ricerca sarebbero gli elementi con i quali attribuiamo a un progetto di
architettura, ma anche un progetto pedagogico-didattico, lattributo di buono e bello.

Fig. 19
Le qualit di un progetto pedagogico e architettonico
Weyland B., A. Sandy, Progettare scuole tra pedagogia e
architettura, MI, Guerini scientifica, 2015, p. 65

I processi di sensibilizzazione in atto sulla relazione tra spazio e apprendimento,


pedagogia e architettura, ambiente ed educazione nei contesti di lingua tedesca e le
operazioni di diffusione di questa attenzione in Alto Adige, hanno condotto alla nascita nel 2012 della rete interistituzionale Spazio&Apprendimento. I rappresentanti
delle diverse istituzioni che gravitano intorno alla scuola hanno stabilito un accordo
per definire piani di ricerca, azione riflessione proprio sul tema della relazione tra spazi, ambienti, luoghi, leducazione e la formazione. Questa rete internazionale molto
attiva ed ha gi promosso due convegni (2012-2014) e pubblicazioni su temi e buoni
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esempi di architettura educativa. Seppur si tratti di una rete dedicata alla costruzione
di un nuovo tipo di scuole, risulta interessante sottolineare la diffusione di iniziative
che riflettono sulla relazione tra spazio e apprendimento, architettura e pedagogia,
orientate a creare nuovi percorsi progettuali, in coordinazione con tutti i soggetti coinvolti (bambini, insegnanti, istituzioni, progettisti), focalizzando lattenzione sui bisogni
pedaogico-didattici.
Limportanza dellambiente stata sempre pi oggetto di studi da parte sia delle scienze biomediche (biologia, biologia evolutiva, neurofisiologia) e naturali (etologia, ecologia), che delle scienze umane (storia ,antropologia).
La parola ambiente che deriva dal latino ambiens, indica tutto ci che sta intorno, con
un maggiore o minore riferimento o allambito fisico e materiale o a quello culturale,
relazionale, sociale.
Attraverso gli studi di psicologia ambientale e di psicologia ecologica, dagli anni Sessanta in poi, si giunti ad affermare limportanza degli stimoli ambientali nel comportamento umano.
In particolare l ecologia dello sviluppo umano, un indirizzo di studio proposto dallo
psicologo americano Urie Bronfenbrenner, che si propone di indagare in modo nuovo
linterazione individuo-ambiente, concentra lattenzione sul bambino, individuo in via
di sviluppo e ambiente.
Lecologia dello sviluppo umano implica lo studio scientifico del progressivo adattamento
reciproco tra un essere umano attivo che sta crescendo e le propriet, mutevoli, delle situazioni ambientali immediate in cui lindividuo in via di sviluppo vive, anche nel senso di
definire come questo processo determinato dalle relazioni esistenti tra le varie situazioni
ambientali e dai contesti pi ampi di cui le prime fanno parte.
(U.Bronfenbrenner, Ecologia dello sviluppo umano, p. 54-55, Definizione 1)
La concezione dellambiente, si presenta quindi, nellottica dellecologia dello sviluppo,
alquanto complessa e richiede unattenzione molto ampia ed articolata.
Una delle osservazioni, maggiormente interessanti per unottica progettuale, riguarda
lesperienza dellambiente: Bronfenbrenner afferma che nellanalizzare il feed-back tra
lindividuo e il suo ambiente non sufficiente descrivere, in modo obiettivo, ci che
quel contesto , ma bisogna anche cercare di capire che cosa di quellambiente maggiormente influenza linsieme delle azioni esibite da quel particolare individuo. Sono
gli aspetti dellambiente che hanno significato per lindividuo in una data situazione
che si dimostrano pi potenti nel modellare il corso della crescita psicologica.
Lambiente insomma che ha il massimo grado di rilevanza per la comprensione scientifica del comportamento e dello sviluppo quello la cui realt non definita nei termini
del cosiddetto mondo oggettivo, ma da come esso appare alla mente dellindividuo.
Tale esplorazione che rimane compito principale della scienza psicologica, suggerisce
di entrare nellottica dei bambini, capire il loro punto di vista per riuscire a scoprire
come le varie situazioni ambientali vengono percepite dalle persone che sono coinvolte in esse.
(U.Bronfenbrenner, Ecologia dello sviluppo umano, pp. 59)
Risulta ormai chiaro come le qualit dellambiente influenzino il comportamento dei
bambini. Queste caratteristiche che sono chiamate qualit espressive o fisiognomiche (Heinz Werner, 1940) hanno un ruolo chiave nel comprendere i modi in cui lambiente psicologico influenza lindividuo, in particolare nei bambini ci si riflette naturalmente sul piano dello sviluppo cognitivo ed anche sulla qualita dei rapporti sociali.
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Come afferma Dario Varin, (professore di Ecologia dello sviluppo allUniversit degli
Studi di Milano), il bambino piccolo risulta piu fragile nei confronti di pressioni ambientali: una destrutturazione ambientale (come una eccessiva confusione) puo favorire
una destrutturazione del comportamento piu che in un adulto.
Afferma che gli studi di psicologia ambientale dellinfanzia hanno sottolineato come i
bambini possano essere piu facilmente soggetti agli effetti negativi dellambiente rispetto agli adulti, ed in particolare agli agenti di stress.
Allo stesso modo possono essere piu facilmente influenzati in senso positivo da un
ambiente costruito in modo idoneo rispetto alle loro caratteristiche di sviluppo.
Richiamando le teorie di Kurt Lewin (1890-1947, psicologo tedesco, pioniere della psicologia sociale), prosegue dicendo che il bambino piccolo si crea piu delladulto un
ambiente psicologico fortemente determinato dai suoi affetti e dalle sue fantasie, organizzato secondo le sue mappe cognitive, piuttosto che per gli elementi di realt percepiti dagli adulti. Le fantasie non fanno parte solo del mondo interno del bambino, ma
anche del suo ambiente psicologico.
Grazie agli studi di ecologia psicologica, sono stati individuati diversi fattori che agiscono negativamente sullambiente, determinando una diminuzione delle capacita di
organizzazione e di controllo del comportamento da parte dellindividuo, in particolare
nellindividuo in via di sviluppo.
Alcuni esempi sono:
condizioni disagiate o brusche variazioni di temperatura,
un elevato livello di rumore (soprattutto oscillazioni imprevedibili di rumore)
overload, il sovraccarico di stimoli (alcuni bambini nella scuola materna hanno espresso disagio per la sovrabbondanza di materiali affissi alle pareti)
eccessiva concentrazione di individui in uno spazio ridotto
eccessiva immobilita o eccessiva variazione degli aspetti fondamentali dellambiente.
Per alcune attivita cognitive, come guardare un libro o fare un puzzle, richiesta una
concentrazione dellattenzione che non si ottiene facilmente (specie nei bambini pi
piccoli) senza una limitazione del sovraccarico degli stimoli presenti, acustici e visivi.
A livello progettuale quindi una barriera percettiva costituita da un divisorio, da un
filtro consente di ridurre le occasioni di distrazione e la pressione degli stimoli visivi
circostanti.

89

90

3.3 PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO


Ai fini di una buona progettazione, risulta necessario prendere in prestito gli studi della
Psicologia dello Sviluppo per tener conto delle diverse esigenze dei bambini che incontrano nella loro crescita.
La Psicologia dello Sviluppo studia lo sviluppo del comportamento negli essere umani,
dai primi stadi di vita sino allet in cui le pi importanti funzioni sono maturate.
Sviluppo fisico e sviluppo mentale sono sottoposti a determinate sequenze, che sono
correlate.
Si riportano le tappe divise per anni dello sviluppo di un bambino.
Sebbene sia difficile dividere lo sviluppo umani in vari stadi, esso risulta necessario per
ragione pratiche.
Solitamente viene fatta anche una distinzione tra vari periodi dellinfanzia:
Prima infanzia:



dalla nascita ai 2 anni;
Seconda infanzia:


dai 3 ai 5 anni;
Terza infanzia:
dai 6 ai 10 anni.
Si riporta anche la suddivisione stadi dello sviluppo cognitivo secondo Piaget:
- stadio senso-motorio
dalla nascita a 2 anni (circa)
(intelligenza intuitiva o rappresentativa)
- stadio preoperatorio
da 2 a 7 anni (circa)
(intelligenza intuitiva o rappresentativa)
- stadio operatorio-concreto:
da 7 a 11 anni (circa)
(intelligenza concreta)
-periodo delle operazioni formali
da 11 a 15 anni (circa)
(intelligenza formale)
Il progetto prender in considerazione i periodi della seconda e terza infanzia e di seguito sono quindi riportati le tappe dello sviluppo evolutivo.
3 anni
Prima del terzo compleanno il bambino attraverso una fase di sviluppo abbastanza difficile per la famiglia. Questa fase ha il suo culmine intorno ai due anni e mezzo e questo
periodo pu essere chiamato let della ribellione.
La mancanza delle capacit di scelta e il conflitto tra due azioni opposte rendono impossibile al bambino di adattare il suo comportamento. Queste difficolt in genere
sono superate col compimento dei 3 anni. La volont di cooperare pi sviluppata e
questo si riflette nel luso del pronome noi. Lanno compreso tra i tre e i quattro anni
sotto molti aspetti decisivo per la crescita e per la maturazione.
Il comportamento motorio a 3 anni molto pi sicuro. Il bambino pu salire e scendere le scale senza riunire i due piedi su ogni scalino. Pu correre con molte grazia, curvare con maggior precisione ed aumentare o rallentare la velocit pi efficacemente di
prima. Questa capacit di padroneggiare i movimenti evidente anche nel disegno: le
linee sono pi controllate e pi articolate. Egli pu piegare un pezzo di carta secondo la
larghezza la lunghezza, ma non diagonalmente. Altre cose che colpisce lo sviluppo
delladattamento comportamentale. La capacit di distinguere entro il campo di percezione aumenta sia in estensione che in precisione. Pezzi di legno rotondi, quadrati
e triangolari, possono essere infilati facilmente nei corrispondenti fori di una tavola. Il
comportamento linguistico caratterizzato da una comprensione pi profonda delle
91

parole, condizione necessaria per quello che potrebbe essere chiamata la liberazione
intellettuale.
Il bambino pu ora classificare, identificare e paragonare. Le domande circa la natura
degli oggetti e il loro nomi, testimoniano il bruciante desiderio di ordinare e classificare
il mondo circostante. Il bambino di 2 anni impara le parole, quello di 3 le adopera. Egli
pu collegare parole con azioni, e azioni con parole. Al bambino di 3 anni piace fare
nuove amicizie, ed capace di fare a meno di qualcosa, per esempio di un giocattolo,
per ottenere lapprezzamento di una persona. Se la paura dei rumori e degli oggetti
strani diminuisce, aumenta invece la paura del buio e della solitudine.
4 anni
Tra 3-4 anni c un altro periodo di irrequietezza e mancanza di sicurezza, che pu apparire come una regressione. Il bambino passa velocemente dalla timidezza alla franchezza, ci che lo rende socialmente instabile. Questa fase generalmente termina ai 4
anni. Il comportamento allora caratterizzato da grande confidenza, una accentuata
vivacit linguistica (usa anche brutte parole), offre qualche volta limpressione di un
grado di maturit che invece non sempre raggiunto. Ora il bambino sempre pi accettato come un essere sociale indipendente. La sua et gli consente in qualche modo
di collaborare con gli altri e, pi o meno, egli si arrangia da solo. La vivacit e la decisione sono caratteristiche marcate del suo comportamento cos come lo sono anche la
vanit ed un enorme grado di curiosit.
Il comportamento motorio del bambino di 4 anni si affinato, i muscoli del corpo diventano sempre pi indipendenti.
Il bambino di 4 anni pu tenersi in equilibrio su una gamba pi lungo di prima, ma non
ancora capace di saltare, almeno per altri 6 mesi; pu mettersi vestiti e mettersi le
scarpe, ma non sar in grado di allacciarle ancora per un po di tempo. Il comportamento adattivo di un bambino di 4 anni sempre in progresso ma la sua grande curiosit
non apparentemente dovuta alla volont di sapere quanto alla necessit di imparare
gli attributi per le molte cose del suo mondo fisico e sociale. Un bambino di 4 anni
coglie e descrive le impressioni come quello di 3 anni, ma anche bisogno di ordinare e
classificare le sue esperienze. I suoi disegni di esseri umani consistono in una testa e
di due linee che rappresentano le gambe; qualche volta la testa ha due occhi, ma passeranno un paio di anni prima che vi sia aggiunto il corpo. La vivacit del bambino di
4 anni pu facilmente farci sopravvalutare le sue conoscenze. Spesso lo consideriamo
profondo mentre semplicemente diligente. Dal punto di vista linguistico il bambino
di 4 anni estremamente attivo
E le domande con come e perch sono le pi insistenti. Il pronome io ha una parte
molto importante nel suo linguaggio.
La capacit sociale ben sviluppata ma il desiderio di applicarla si esprime spesso
come una sfida. Frequentemente rifiuta di ubbidire e qualche volta ha un esagerato
bisogno di indipendenza, il che si riflette anche nei giochi. I progressi sociali aumentano ed egli dedica maggio tempo ai giochi di gruppo. Il bambino presta i suoi giocattoli
ma pu improvvisamente cambiare idea, con lo scopo di provocare qualche forma di
risposta socialmente utilizzabile.
5 anni
Il bambino raggiunge un livello di maturit che lo distingue dai bambini degli stadi precedenti. Comincia un nuovo periodo di integrazione durante il quale i vari processi di
sviluppo coincidono con la formazione di tutta la personalit.
Dal punto di vista del comportamento motorio il bambino di 5 anni agisce sempre pi
come un adulto. La locomozione e i movimenti del corpo hanno tenuto pi stabilit e
lequilibrio quasi perfetto. Egli attratto da movimenti ritmici e da altri movimenti in
gruppo, ed una migliore coordinazione motoria gli permette di cominciare lo uso del
92

pettine e dello spazzolino da denti.


C un periodo di equilibrio anche un comportamento adattivo. Il bambino divenuto
pi calmo e non corre verso nuove avventure e situazioni sconosciute con lo stesso
entusiasmo privo di timori.
Ora pu copiare un quadrato o un triangolo ma i lati obliqui del rombo gli creano sempre difficolt. Anche il suo disegno ha un contenuto e uno scopo: sa quello che vuole
disegnare gi prima di cominciare, mentre un bambino di 4 anni decideva quando
aveva finito il disegno. Ora pu contare fino a dieci ed anche fare delle addizioni entro
questa serie di numeri. E capace di dire quanti anni ha. Il bambino si diverte di meno
alle parole fantastiche e richiede invece pi realt. Le sue domande sono caratterizzate
da una necessit di imparare qualcosa e spesso sono di natura pratica.
Il linguaggio si quasi liberato dai suoni infantili e pu essere adoperato sotto forma di
racconto per descrivere le esperienze: le frasi si susseguono correntemente. La forma
e la struttura linguistica sono pi o meno perfette, le regole grammaticali sono ben
applicate e le frasi sono complesse. I 5 anni sono unet socialmente felice. Ad un bambino di 5 anni piace aiutare in casa e proteggere gli amici o i fratelli pi deboli. Ha pi
fiducia in se stesso, combinata con la fiducia negli altri, ed il suo adattamento sociale
spesso notevole. Emotivamente pi equilibrato. Non preso dalla paura cos spesso
e cos seriamente come prima o come lo sar il bambino di 6 anni.
6 anni
Il bambino di 6 anni sente nuovamente la difficolt di decisione come a due anni e mezzo, passando rapidamente da una alternativa allaltra. Gesell parla di notevole bipolarit, una specie di doppia motivazione nelle azioni del bambino. Dal punto di vista del
comportamento motorio il bambino molto vivace e piuttosto irrequieto; gioca sia in
casa che fuori, ma non sa esattamente dove vuole stare. Un bambino di 6 anni spesso
sviluppa una specie di coscienza degli strumenti. In questo senso scopre la sua mano
e esperimenti con essa, pur sembrando poco interessato ai risultati dei suoi esperimenti. Sostituisce il triciclo con una bicicletta a due ruote, che esercita le gambe ed il
senso dellequilibrio. Le bambine vestono e sfogliano ripetutamente nel loro bambole.
Dal punto di vista del comportamento linguistico il bambino aggressivo ed esuberante. Il comportamento adattivo diventa pi comprensivo. Il qui e ladesso fanno posto
alle relazioni spaziali tra la casa e i vari luoghi nelle vicinanze. La durata temporale
comincia a diventare comprensibile e il bambino ha una vaga idea degli intervalli di
tempo. Il bambino pu distinguere dal suo punto di vista tra destra e sinistra. I disegni
sono pi realistici, le gambe del pupazzo sono divorziato con due righe invece che
con una, il che sembra testimoniare di una migliore nozione delle dimensioni. Al bambino piace colorare le figure nei libri ma tiene la matita goffamente e cambia spesso
la presa. Da limpressione di lavorare con tutto il corpo; pu scrivere in stampatello un
certo numero di lettere e pu anche riconoscere i numeri. Il comportamento sociale
caratterizzato da atteggiamenti bruschi. Non sa controllare i suoi impulsi motori e non
riesce nelle sue relazioni sociali e personali: vuole essere il primo ed il migliore, ci che
spesso conduce a conflitti con gli amici e con i fratelli.
7 anni
Let di 7 anni e paragonata con quella dei 6, unet tranquilla e generalmente con
minori consumi conflitti. Un bambino di 7 anni spesso un ottimo ascoltare poich la
capacit di concentrare lattenzione migliorata: fattore molto importante per i metodi didattici adoperati a scuola. Il bambino vivace ma in genere pi prudente del
bambino di 6 anni, ed pi cosciente del pericolo. Non si arrampica troppo in alto sugli
alberi, spesso, calcola laltezza dellalbero prima di arrampicarsi r prova attentamente
la stabilit dei rami.
Il suo migliorato equilibrio gli d la possibilit di cominciare a giocare con successo a
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calcio e tirare la freccia con larco. Le bambine si divertono saltare nei quadrati e con
la corda. Queste occupazioni richiedono un equilibrio asimmetrico. Una posizione prediletta quella di stare sdraiati sul pavimento con la testa appoggiata ad una mano;
in questa posizione, i maschi specialmente, leggono, scrivono e giocano per delle ore.
Una volta cominciata la scuola il bambino compie grandi progressi dal punto di vista
del linguaggio. Le descrizioni orali sono costruite in forma nuova e qualche volta pi
precise.
Linteresse per la lettura varia notevolmente. La scuola contribuisce molto al comportamento adattivo nella maggioranza dei bambini e fornisce limpegno attivo per le risorse intellettuali. Si pu dire che il bambino di 7 anni assume una visione realistica del
mondo esterno. La sua fantasia pi riflessiva. I giochi di fare finta suscitano meno
entusiasmo. Lesitazione autocritica e lindecisione possono rallentare il gioco. La seriet del reale entrando nella vita del bambino.
Il bambino va sviluppando il senso del comportamento etico, le regole dei giochi acquistano importanza; il buono e il cattivo nelle azioni dei compagni ,ed anche in quelle
del bambino stesso, vengono da lui notati. Le esperienze sociali sono pi intense e
consapevoli. Lavora molto per acquistare le abitudini e il codice morale della famiglia.
8 anni
Il modo di comportarsi nei riguardi dellambiente, cauto e ponderato del bambino di 7
anni, ad 8 anni sparito. Si abituato alla scuola e i compagni cominciano ad avere un
ruolo preminente nella sua vita. pi sicuro nella comunit infantile e con gli adulti e
si butta temerariamente nelle avventure; esplora il suo mondo in tutte le direzioni con
molto entusiasmo. spesso molto disordinato nella sua violenta attivit.
Nel comportamento motorio il bambino di 8 anni pu muoversi pi velocemente i suoi
movimenti sono pi leggeri ed aggraziati. Dal punto di vista del linguaggio il bambino
estroverso e si sta rapidamente sviluppando. La pronuncia e la costruzione delle frasi
sono spesso buone.
Nel comportamento adattivo il bambino dimostra maggiore espansione e profondit.
Comincia ad avere maggiore comprensione per le relazioni che prima erano conosciute soltanto frammentariamente; pu pi facilmente vedere le somiglianze e le differenze nelle persone e nelle cose.
Il bambino ora comprende la differenza tra immaginazione e realt. Sebbene possa
essere afflitto da paura irrazionale per il buio o per gli animali feroci, egli pu farsi
forza per combattere questa paura. Il bambino di 8 anni comincia a comprendere le
impersonalit degli oggetti e le leggi della natura; il pensiero diventa pi realistico ma
rimangono ancora tracce del precedente modo di pensare.
La grande attivit di un bambino di 8 anni ha molta importanza e si pu dire che serve
a scopi sociali. Al bambino piace stare in compagnia degli adulti in casa, ma egli esige di
pi da loro: desidera dare e ricevere informazioni. una tendenza verso lintegrazione
che gli potr dare pi chiara nozione del mondo degli adulti. Il bambino comincia a dubitare dellinfallibilit ed onniscienza degli adulti. Si diverte a fare domande delle quali
egli sar risposta, che invece ignota ai genitori. Cerca anche contatti fuori di casa ed
molto attivo nel suo gruppo di amici. Improvvisa con precipitazione e si impegna in
diverse attivit: niente gli sembra difficile. Secondo Gesell si pu considerare come un
primo promettente abbozzo del carattere adulto.
9 anni
I bambini di 9 anni hanno percorso un buon tratto di strada verso lo sviluppo e il loro
comportamento diventato altamente differenziato: ci rende difficile le generalizzazioni. La collaborazione tra i bambini e la comunit aumentata e bisogna quindi presumere che i conflitti siano pi seri. Le piccole follie possono essere accettate ma esse
possono anche essere disapprovate e punite.
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In tali casi, gli adulti non solo considerano i bambini come impossibili , ma frappongono ostacoli sulla loro strada sotto forma di proibizioni, regole e punizioni. Il bambino
reagisce ribellandosi e diventa veramente impossibile. La parola chiave per descrivere questa auto-motivazione; intendendo una capacit altamente sviluppata di
affrontare problemi di propria iniziativa. Il bambino scopre le proprie abilit e si sforza
di fare del suo meglio da solo. Pu divenire indipendente dalla pressione del gruppo e
dai consigli degli adulti. Egli vuole, e ha bisogno di ottenere rispetto per la sua maturit,
per la sua indipendenza e per la sua vita privata. Nello stesso tempo, ha bisogno dei
genitori, e si attende che essi gli dedichino il loro tempo e i loro interesse.
Dal punto di vista del comportamento motorio il bambino ha degli interessi pi ampi.
E sempre molto attivo ma ha un miglior controllo della sua attivit. La coordinazione
dellocchio e della mano molto ben sviluppata; le due mani possono lavorare indipendentemente luno dallaltra, ed anche le dita possono essere adoperate pi liberamente con maggiore articolazione.
Il linguaggio non cos prolisso come un anno prima. Spesso c un ritorno a espressioni precedenti, anche perch ora la lingua viene utilizzata per nuovi compiti: diventa
infatti sempre pi un mezzo per il nascente pensiero autocritico e per i sentimenti
espressivi. Il progresso del comportamento adattivo marcato soprattutto dalle valutazioni e dal proprio sistema di norme che ora cominciano ad emergere. Al bambino di
9 anni piace riflettere su un compito ed organizzarselo prima di realizzarlo. Al bambino
piace collezionare plastificare; preme di perfezionare le sue capacit e di esercitarle
ripetutamente e diligentemente.
A questet il bambino acquista anche una maturit sociale, se con questo si intende un
comportamento pi stabile e meglio integrato. Latteggiamento verso s stesso e verso
gli altri pu essere estremamente critico. sensibile ad un atteggiamento dei genitori
che pu apparirgli come troppo protettivo oppure troppo condiscendente. Gli piace la
sua famiglia ma anche un forte bisogno di avere una posizione autonoma. A volte gli
amici contano pi dei genitori e le gite con gli amici possono essere considerate molto
pi interessanti di quelle con la famiglia. Socialmente, si osserva a volte una disintegrazione tra i due sessi.
Risulta essere unet difficile per il bisogno di indipendenza ed il rifiuto di accettare
lautorit; ritirarsi nel proprio guscio una maniera di evitare tensioni esterne.
10 anni
Secondo Charlotte Buhler, un quarto periodo comincia allet di 9 anni e finisce ai 13
anni. La personalit integrata del bambino di 10 anni tende verso un adattamento
allambiente degli adulti. Il controllo delle diverse abilit espresso in maniera varia.
Un bambino di 10 anni pu tenere una conversazione senza interrompere le sue attivit. Lorganizzazione personale e gli atteggiamenti verso lambiente sono in genere pi
flessibili. Questo significa che il bambino di 10 anni molto suscettibile alle influenze
sociali e culturali.
Alcuni psicologi sostengono che maschi e femmine siano tra loro pi simili allet di 10
anni che a qualunque altra et, tuttavia altri sono di opinione completamente diversa,
affermando che una bambina di 10 anni sia ben diversa da un bambino con educazione ed esperienze simili.

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96

3.4 REGGIO EMILIA APPROACH


Lambiente il terzo educatore - Loris Malaguzzi
Il Reggio Emilia Approach un tipo di approccio pedagogico per la scuola dellinfanzia,
nato e sviluppato in Italia grazie al pedagogista Loris Malaguzzi (1920 1994), negli anni
successivi alla Seconda Guerra Mondiale.
Gli assunti principali sono che il bambino un soggetto di diritti e produttore di conoscenza e che il processo di apprendimento avviene autonomamente, allinterno di una
rete di relazioni sociali tra il bambino, gli educatori e la famiglia.
A livello nazionale e internazionale lesperienza italiana di Reggio Children, a partire dalle riflessioni di Malaguzzi sullo spazio come terzo educatore, divenuta un riferimento
importante per chi deve progettare ambienti relativi allinfanzia, concetto esteso oltre
che agli edifici scolastici, anche a tutti gli spazi che accolgono la presenza dei bambini.
Il Reggio Emilia Approach si basa sul bambino come portatore di diritti e di bisogni,
sulle sue potenzialit, sulla sua capacit di costruzione della conoscenza.
In questo approccio non vi una metodologia predefinita: si stabiliscono degli obiettivi
finali, ma si procede per pianificazioni successive, riconsiderazioni di idee e degli obiettivi di comunicazione. Al bambino non vengono imposte delle strategie o delle metodologie per acquisire conoscenza: esso libero di scegliere il percorso che pi si conf alle
proprie esigenze di apprendimento, coadiuvato dagli educatori nel suo svolgimento.
un approccio diverso dallattuale sistema educativo - scolastico, in cui la scuola
concepita e percepita come luogo fisico dove si svolgono programmi didattici volti alla
trasmissione di conoscenze, per gradi, ai bambini da parte degli adulti.
Lidea di bambino:
Costruttore attivo della conoscenza
Ricco di risorse potenziale straordinario
Desiderio innato di conoscere, comprendere, dare senso
Curioso, partecipa, indaga, scopre, si pone delle domande
Tempi di attenzione per conoscere
Sforzo mentale e concettuale
Elementi fondamentali alla base dellapproccio reggiano:
Il bambino partecipa attivamente al suo apprendimento
Limportanza dellambiente
Linsegnante, il genitore, il bambino e la comunit locale come collaboratori nel processo di apprendimento
Rendere visibile lapprendimento
A Reggio Emilia sono nate e sviluppate le scuole di Reggio Children. Esse si riferiscono
tutte a un chiaro modello pedagogico che informa anche lorganizzazione degli spazi:
i cento linguaggi dei bambini, quindi le cento modalit per leggere il mondo, per organizzarlo dentro di s e per restituirlo e condividerlo, quindi per continuare a costruirlo.
Per dare sostanza a questo concetto pedagogico nato un progetto architettonico che,
in sintesi, dispone le aule a raggiera intorno ad una grande piazza al centro delledificio,
considerata come il luogo dello scambio, dei lavori comunitari e di gruppo, il luogo delle sollecitazioni pi diverse e appartenenti a tutta la comunit scolastica a prescindere
dallet e dai ruoli. Ad essa si aggiunge un grande atelier per le attivit espressive e
grafico-pittoriche come luogo comunitario che, per eccellenza, consente ai pi diversi
97

linguaggi di esprimersi attraverso lesplorazione e i materiali pi diversi.


(Bassetti 2012)
Malaguzzi descrive il modo in cui i centri per linfanzia dovrebbero ricreare uno spazio
che favorisca i movimenti e gli scambi con gli altri e con lambiente circostante in modo
indipendente; lobiettivo, in ogni caso, organizzare gli spazi per far s che essi siano
piacevoli, amabili, che facciano sentire a proprio agio bambini, educatori e genitori.
La cura nel progettare gli ambienti e quella che si ha nellabitarli deriva e corrisponde
allimmagine di bambino (e di donna e uomo) che alla base delle filosofia educativa
alla quale si fa riferimento, ed occorre valutare quanto, nella quotidianit, un ambiente permetta o vieti, quanto possa sollecitare o censurare, quanto educhi gli sguardi,
le esplorazioni, le sensibilit. Lo spazio, gli arredi non sono semplicemente sfondo,
ma importanti protagonisti: organizzare uno spazio significa organizzare una metafora
della conoscenza, della nostra immagine, di come si conosce e si apprende.
Spazio secondo Reggio Approach:
Acquario in cui si rispecchiano le idee delle persone che lo abitano.
Parte integrante del processo di apprendimento e della conoscenza di ciascuno: il
soggetto e lambiente assumono consistenza, si definiscono e danno identit a vicenda
grazie alla loro relazione.
Progettato architettonicamente e funzionalmente per favorire un sistema di interazioni e interconnessioni.
Amabile, relazionale, comunicativo, empatico, accogliente, polisensoriale, tiene in
memoria.
Terzo educatore: rendere lordinario e in straordinario.
Reggio Children, Unesperienza italiana tra ricerca e innovazione
...dove c unimmagine attiva del bambino, una situazione dove il bambino produce, allora sia la forma, sia la distribuzione, le dimensioni e lorganizzazione degli spazi devono tener
conto di questo fatto. Occorre tener conto che lambiente determinante rispetto alle questioni di carattere affettivo, cognitivo e linguistico. Lambiente viene a far parte dellindividuo
stesso: per cui unazione che lindividuo compie, ogni questione che lindividuo si pone, [...],
ogni richiesta che i bambini fanno gli adulti si esplica nei modi consentiti, liberati od occlusi
dallambiente, dal luogo, dalla spazialit.
In genere la misura che gli architetti chiedono: quanti bambini ci sono? 20, 30? Il posto per
i banchi? Gi non tengono conto che tutto questo va bene per una scuola seduta. Per una
scuola in piedi non serve un conto di questo genere. Tenendo conto che ogni bambino
ununit organica che non si pu misurare usando un metro...ha bisogno di un suo spazio
di azione, di movimento e nel modo suo, personale, di cui bisogna tenere conto.
Loris Malaguzzi usava questa immagine per descrivere lo spazio: pensiamo anche noi
che lo spazio debba essere una specie di acquario dove si rispecchiano le idee, i valori, le
attitudini e le culture della gente che vive al suo interno. (1984)
(Gandini)

98

3.5 IL GIOCO
Tonucci scrive: La ricerca scientifica dimostra che, prima che un bambino entri in unaula
scolastica, le cose pi importanti sono gi successe, gli apprendimenti pi significativi, quelli
sui quali tutta la conoscenza successiva dovr costruirsi, o sono gi acquisiti o difficilmente
potranno essere recuperati. Come si pu spiegare ci? Nei primi anni di vita non ci sono
insegnanti, non si usano materiali didattici e non si fanno programmi: allora a cosa si
pu attribuire il merito di una crescita cos grande? Al gioco.
Il bambino vive nel gioco unesperienza rara nella vita delluomo, quella di confrontarsi da
solo con la complessit del mondo. Lui, con tutte le sue curiosit, con tutto quello che sa e
che sa fare, e con tutto quello che non sa e che desidera sapere, di fronte al mondo con tutti
i suoi stimoli, le sue novit, il suo fascino. E giocare significa ritagliarsi ogni volta un pezzetto
di questo mondo: un pezzetto che comprender un amico, degli oggetti, delle regole, uno
spazio da occupare, un tempo da amministrare, dei rischi da correre. Con una libert totale,
perch quello che non si pu fare o non disponibile si pu inventare. Nessun adulto potr
prevedere o misurare la quantit di apprendimento di un bambino che gioca e questa sar
sempre superiore a quello che noi potremo immaginare.
(Benini 2015)
Il gioco un fenomeno universale, un sapere condiviso, un sapere silenzioso a cui
i bambini, di ogni epoca e cultura, eccedono con incredibile sensibilit, originalit e
creativit. E un sapere innato che per non si insegna, nello stesso modo in cui non si
pu dire a qualcuno di giocare. Si gioca oppure non si gioca, perch giocare un modo
di stare nellesperienza, nella realt, nella vita. Il gioco ha una sua forza intrinseca ed una
sua incisivit, ma anche una giocosit e leggerezza, che lo ha visto spesso, troppo spesso
contrapposto allapprendimento, al lavoro, alle cose serie che contano. Eppure il gioco
lascia intravedere modi e stili esistenziali alternativi a quelli dominanti e, prefigurandone le
traiettorie progettuali, ci coinvolge come soggetti ed educatori.
Infatti, se il gioco una cornice dentro cui leggere gli eventi della vita (Bateson), dare qualit al gioco significa dare qualit al pensiero ludico , cio ad un modo di relazionarsi al
mondo ed alla vita che accetta di mettersi in gioco, facendo della fantasia, della trasgressione, dellhumor e dellironia una strategia del quotidiano. Per questo costruire contesti
accoglienti per il gioco significa predisporre tempi, spazi, arredi, materiali e giocattoli che si
lasciano giocare, che si lasciano agire, trasformare nel gioco.
Creare un ambiente capace di favorire il buon gioco non un compito facile. E una
ricerca permanente pedagogia, psicologia, design e architettura. Oggetti dunque che si
offrono nella loro identit flessibile, disponibili ad accogliere le azioni, i pensieri, i desideri,
gli apprendimenti dei bambini e degli adulti che sanno stare al gioco. Ma nel contempo
oggetti, cio arredi, giocattoli capaci di suggerire, grazie ai loro colori, forme, materiali, possibilit, suggestioni, emozioni che arricchiscano i progetti di gioco, di apprendimento e di
vita dei bambini e degli adulti.
(Il diritto al buon gioco, Carla Rinaldi in Playpiu)
Per questi motivi anche gli arredi, quando non sono loro stessi giochi, diventano i mezzi, i dispositivi modali per giocare. Allora bisognerebbe offrire ai bambini le possibilit
di ottenere paesaggi diversi spostando pochi elementi, combinando diverse forme e
colori per creare nuovi immaginari o la possibilit di creare microluoghi, organizzando porzioni di spazio delimitate si genera uno nuovo ambiente, uno spazio in uno spazio che la loro camera o la possibilit di creare delle tane, angoli nascosti, raccolti
che offrono protezione e allo stesso tempo danno occasione di avventura.
99

100

3.6 SUGGESTIONI PROGETTUALI PER GLI SPAZI DEI BAMBINI


Progettare spazi per bambini significa riflettere sugli strumenti di progetto, sulle
indicazioni distributive e sulle qualit immateriali dello spazio (soft qualities) come
luce, colore, materiali, suoni, odori, microclima.
Una volta posta lattenzione sulle esigenze dei bambini, bisogna lavorare sulle risorse a disposizione del bambino ovvero lo spazio.
Si riportano alcuni considerazioni progettuali in merito sviluppate a partire dai Nidi
e dalle Scuole dellInfanzia di Reggio Emilia.
LUCE : fonti di luce naturale: quantit / variazione / distribuzione / profondit di
campo / sorgenti di luce artificiale: compresenza di sorgenti diverse / tipo di illuminamento / manipolabilit
COLORE: presenza colore / distribuzione del colore / caratteristiche del chromascape/ ampia gamma di toni di colore in equilibrio armonico / uso non simbolico del
colore / paesaggio cromatico esterno
MATERIALI: complessit armonica / manipolabilit /semplicit locale, complessit
generale / dimensione temporale / manutenzione e solubilit / luoghi
NASO: qualificare la dimensione osmica
SUONO: fonoassorbenza e nitidezza acustica / acustica variabile / manipolabilit /
sonorit esterna / progettazione suoni passivi / attivit
MICROCLIMA: flessibilit / disomogeneit e omogeneit / ventilazione / zone climatiche inter-esterne / duttilit / pavimenti / visibilit

Il colore

(tratto da Francesca Valan, Il colore nelle scuole, Ceramica Vogue)


Nelle architetture dedicate a bambini che non hanno ancora appreso il linguaggio
verbale, la comunicazione visiva assume un ruolo fondamentale.
La vista anticipa il movimento, la progettazione del colore deve favorire la comprensione dello spazio. Con il colore si comunicano soglie e percorsi, si dimensionano
gli ambienti, si connota la funzione dello spazio. fondamentale quindi adeguare i
colori alle capacit visive e cognitive dei bambini.
PERCEZIONE DEL COLORE - VARIAZIONI DI FINITURA
Verso i tre anni in grado di nominare e di identificare i colori e inizia ad utilizzarli
intenzionalmente. E in grado di esprimere le sue preferenze cromatiche. E pronto
a distinguere i diversi materiali e le finiture. I suoi paesaggi visivi si devono arricchire di nuovi stimoli.
CONTRASTI
Allaumentare dellet si possono diminuire i contrasti cromatici e arricchire gli spazi di materiali e di finiture. Colori saturi e alti contrasti rendono gli spazi allegri ma
aumentano il rumore di fondo e sono suggeriti solo per spazi di passaggio o per
spazi in cui il tempo di permanenza basso. Colori pi neutri e contrasti limitati,
generano spazi pi silenziosi che favoriscono la concentrazione e sono suggeriti
per luoghi dedicati allo studio e con tempi lunghi di permanenza.
COMPLESSITA VISIVA
Forme, colori e materiali determinano la complessit visiva dello spazio.
Spazi ricchi di forme devono essere caratterizzati da pochi colori e materiali.
Anche il numero di colori e di materiali deve essere messo in relazione. Spazi poli101

cromatici non dovrebbero essere polimaterici e viceversa per non generare spazi
troppo complessi difficili da abitare. In generale si suggerisce di limitare il numero
di colori e materiali e di creare spazi a bassa complessit visiva. Gli spazi semplici
sono pi abitabili e diventano dei contenitori che accolgono come protagonisti i
bambini e le loro attivit. Lo spazio visivo fondamentale per la concentrazione
come lo spazio fisico lo per il movimento.
I bambini, abitandolo, arricchiscono lo spazio di suoni, movimenti e colori. E importante mantenere bassa la complessit degli spazi per ridurre il rumore di fondo e
limitare laffaticamento visivo.
ORIZZONTI VISIVI
Laltezza dellorizzonte visivo cambia con let: per i bambini che ancora non camminano molto bassa e il pavimento occupa la gran parte dello spazio visivo. La linea
dellorizzonte ridimensiona gli spazi allaltezza dei fruitori: suggerita negli ingressi
e corridoi molto alti, e nei luoghi in cui si sta seduti, come le aule e le mense. Per
semplificare gli spazi la linea dellorizzonte deve allinearsi a riferimenti gi esistenti:
altezza delle porte, delle finestre o degli arredi. In caso di spazi complessi pu essere ottenuta con una differenza di finitura tra opaco e lucido.
TINTA
La tinta la variabile pi evocativa del colore, gli d il nome e favorisce le associazioni (verdeprato, azzurro-cielo).
I colori iconici del paesaggio possono essere reinterpretati allinterno della scuola
per legare ledificio al contesto e creare un senso di continuit e di apertura con
lambiente circostante. Le armonie cromatiche ricordano gli spazi naturali e migliorano il comfort percettivo; i pavimenti verdi evocano i prati, quelli beige i campi di
grano o le spiagge. Il viola usato per il pavimento un colore evocativo in Provenza, ma diventa un colore astratto dove non si coltiva la lavanda.
CHIAREZZA
La chiarezza la variabile del colore che determina lequilibrio visivo di una stanza.
Le normative riprendono la sequenza naturale della luce e suggeriscono livelli di
chiarezza degradanti dallalto al basso; lo schema a lato riporta i fattori di riflessione consigliati per i colori delle superfici delle aule. La chiarezza dei colori deve
essere subordinata a quella dellilluminazione delle diverse stanze: in spazi poco
illuminati, come i corridoi, si consiglia luso di colori chiari ed alti contrasti. In spazi
molto illuminati si consiglia luso di colori pi neutri a media chiarezza per evitare
abbagliamenti.
SATURAZIONE
La scelta della saturazione del colore dipende dalla funzione degli spazi.
I colori pi neutri sono indicati per le aule, le mense e altri spazi dove importante
favorire la concentrazione e ridurre laffaticamento visivo.

102

4.

INDICAZIONI PROGETTUALI
4.1 INTRODUZIONE

Come iniziare a progettare spazi e oggetti per i bambini? Si pu partire analizzando il


lavoro di chi si gi occupato di design per bambini.
Bruno Munari (1907-1998), stato uno dei massimi protagonisti dellarte, del design e
della grafica del XX secolo, soprattutto un designer e autore e illustratore di libri per
ragazzi, una delle personalit creative pi versatili e autentiche del XX secolo.
Sempre attratto dal mondo dei bambini, se ne occupato creando oggetti che lasciano
un particolare spazio alla creativit infantile, giocattoli darredo dalle caratteristiche simili a giochi, libri e collane di libri per insegnanti e per bambini anche in et prescolare.
Enzo Mari (Novara 1932), designer e ricercatore visivo, parallelamente e conseguentemente allattivit artistica si dedica a quella grafica, al disegno di prodotti, allestimenti
e mostre. Definito coscienza critica del design, conosce bene e progetta oggetti per
bambini. Ha realizzato per lazienda Danese diversi giochi: Il gioco delle favole, Il gioco
dei 16 animali, Il posto dei giochi.
I giochi realizzati da Bruno Munari ed Enzo Mari sono il frutto di lunghi studi mirati ad
una profonda conoscenza dei processi di percezione del mondo da parte dei bambini.
Sono oggetti che, per quanto diversi, hanno una logica comune: non sono a senso
unico, ma lasciano al bambino il ruolo di protagonista, in quanto egli ha la possibilit di dare molteplici, se non infinite, interpretazioni individuali, di inventare storie e
combinazioni sempre diverse, di conoscere attraverso lo stimolo dei sensi, come del
tatto. Tutto ci attraverso disegni e forme estremamente semplici, di immediata comunicazione. Attraverso questi giochi, il bambino accresce la propria fantasia e impara
giocando. Tutti i giochi sono accomunati dal concetto di approccio metonimico: un
gioco, come ogni altro progetto, segue una norma arbitraria, che sempre dinamica e
conduce ad opere, soluzioni infinite.
Tutta lopera di Enzo Mari si fonda su un concetto logico, chiaro e preciso: il processo
prassi-teoria. Il processo prassi-teoria strettamente legato al modo di agire primordiale delluomo e oggi si ritrova, nella sua forma pi pura, nel modo in cui i bambini
scoprono il mondo.
Oggi il sistema che ci permette di guardare e descrivere il mondo, dalla materia alla flora e
alla fauna, alle religioni e relazioni sociali, si stratificato in maniera ultracomplessa.
Si affermato un metodo basato sullaccumulo interminabile di dati e nozioni, quando invece il problema sta nel capire quali sono le cose essenziali e quali no, traendone le debite
conclusioni e facendo passi avanti.()
Tendiamo sempre a complicare le cose, ad inserire nei nostri progetti, o in qualsiasi tipo di
prodotto, tutte quelle nozioni e luoghi comuni di cui ci bombarda il mondo esterno. Quello
che dobbiamo riuscire a fare, invece, cercare di capire quali sono le cose essenziali, ritornare alle origini, e magari cos riusciremo a produrre qualcosa di nuovo.
Se nei primissimi anni di vita il bambino riesce a conquistare il mondo senza farsi condizionare dalle norme gi consolidate, forse dovremmo cercare di azzerare una buona fetta
della nostra conoscenza per ripartire dalle origini. Per esempio, domandandoci se i sistemi
cui ci affidiamo da secoli sono cos efficienti, o se invece producono effetti caotici, entropici,
in conflitto tra loro.
Non mi stancher mai di ripetere che questo non solo un tema da addetti ai lavori. Occorre riappropriarsi della capacit individuale di fare progetti. Perch progettare come
103

navigare. Si impara a farlo seguendo la linea della costa e tenendola come riferimento, ma
sognando di attraversare loceano probabile che qualcuno scopra una nuova rotta.
(Deepsdesign 2012, tratto da Enzo Mari, 25 modi per piantare in chiodo, Mondadori,
Milano, 2011, 1 ediz., pp 168-172)
Il bambino alla sua nascita non conosce nulla del mondo e non sa ancora cosa pu offrirgli lutilizzo dei sensi. Il suo processo di conoscenza inizia con lapproccio empirico,
che corrisponde alla fase 1: la prassi, la pratica, lesperienza diretta che gli fa capire,
ad esempio, cosa succede se muove un braccio per afferrare qualcosa. Nel momento
della scoperta inizia la fase 2: la teoria, il bambino teorizza, immagazzina nel proprio
cervello che quelloggetto ha quella consistenza, e che ripetendo lazione prover la
stessa cosa. Il processo si ripete nel bambino ogni qual volta egli scopre qualcosa, affronta una nuova esperienza. E qual il mezzo principale attraverso il quale il bambino
scopre la realt? il gioco; tutto nella vita di un bambino viene affrontato sotto forma
di gioco, attraverso il quale applica il processo di prassi-teoria.
una faccenda molto seria: il gioco non gli serve a passare il tempo, ma a capire il mondo.
(Enzo Mari, 25 modi per piantare in chiodo, Mondadori, Milano, 2011, 1 ediz., p 36)
Ci dobbiamo occupare dei bambini e dare loro la possibilit di formarsi una mentalit pi
elastica, pi libera, meno bloccata, capace di decisioni. E direi, anche un metodo per affrontare la realt, sia come desiderio di comprensione che di espressione. Quindi, a questo
scopo, vanno studiati quegli strumenti che passano sotto forma di gioco ma che, in realt,
aiutano luomo a liberarsi. Bruno Munari

Il posto dei giochi, (1961-67), Enzo Mari


Pi che un gioco unattrezzatura per bambini, un
ambiente da comporre liberamente, composto da un
unico foglio in cartone cannettato, materiale leggero
e atossico, piegabile a fisarmonica, un semplice paravento che pu diventare ogni genere possibile e immaginabile di spazio racchiuso e abitabile. Il bambino,
attraverso la propria fantasia, libero di organizzare il
proprio habitat.
Fig. 20
Posto dei Giochi, Enzo Mari, 1967
abitare.it/wp-content/uploads/2010/11/Foto15-Il-posto-dei-giochi-Enzo-Mari_Gal700px.jpg

Abitacolo, (1971), Bruno Munari

Fig. 21
Abitacolo, Bruno Munari, 1971
peenty.com/p/abitacolo

104

Si tratta di una struttura in acciaio con letto e tavolo integrabili e diversi accessori. stato cos descritto dallo
stesso Munari: E un posto dei giochi, del sonno, di studio
e di svago, un hortus conclusus infantile, trasformabile
a piacere []. E poich una struttura, pure facilmente
smontabile, pronta ad assumere una nuova veste, correndo dietro alla fantasia Uno spazio nascosto in cui la
presenza del bambino rende superflui i mobili, su cui la
polvere non sa dove posarsi. Lhabitat diventa lambiente
adattabile alla personalit dellabitante.

4.2 BRIEF DI PROGETTO


La necessit di progettare spazi flessibili, modificabili e personalizzabili per bambini
un dato sempre pi dimostrato, anche dalla letteratura sullo sviluppo infantile.
Ormai acquisito il concetto che lambiente influenzi tutte le attivit umane, crescita
compresa, risulta quindi necessario che la progettazione nella quale sono coinvolti i
bambini, miri a disegnare spazi sui quali essi possano contribuire attivamente e nei
quali si sentano liberi.
Si riportano alcuni estratti dellarticolo Lo spazio trasformabile e interattivo per lo sviluppo infantile e lapprendimento, Universit di Bologna, Academia, 2011 di Alessandro
Rigolon, ingegnere edile-architetto, che si occupa anche di progettazione per bambini.
Rigoni suggerisce la concezione di uno spazio che presenta un equilibrio tra elementi fissi, permanenze e elementi modificabili, trasformabili; uno spazio che non deve
essere considerato finito, concluso ma che deve offrire ai bambini una serie di inviti
come spunti su cui costruire storie, che li stimolino allintervento creativo, favorendo
cos il loro sviluppo.
Roger Hart, studioso dei diritti dei bambini, nel 1981 affermava che i bambini creano
ambienti per se stessi dallet di almeno tre anni, e probabilmente anche prima. Sempre Hart nel 1992 aggiungeva: I bambini hanno una naturale tendenza a personalizzare il loro mondo e sono dotati della competenza per fare ci.
La possibilit di circondarsi di un ambiente che, almeno in qualche misura, si costruito o trasformato e probabilmente unesigenza che ha radici di natura istintiva. Sebbene questa esigenza sia particolarmente evidente negli adulti, possibile rintracciarne
le origini anche nei bambini.
Dario Varin afferma che i bambini, da soli o in gruppi, trovano soddisfazione nel partecipare alla realizzazione dellambiente in cui vivono, e nel vedere accolte da parte delladulto,
quando ci appare possibile ed opportuno, le loro idee per trasformarlo.
E possibile che ci venga vissuto come una estensione del S, o la creazione di una fascia
di ambiente amico che in qualche modo protegge il S dalle imprevedibilit del resto del
mondo.
Perch progettare spazi modificabili e interattivi?
Lo spazio trasformabile valutato positivamente dai bambini (Malone e Tranter 2003; Titman 1994) e presenta una serie di benefici per il loro sviluppo. In primo luogo, la modificabilit dellambiente fisico gioca un ruolo importante nello sviluppo motorio poich permette
ai bambini di personalizzare la sfida fisica (Malone e Tranter 2003). Inoltre, attraverso la
modificazione di alcuni elementi, i bambini possono dare significato agli spazi in base alle
proprie identit (Korpela 1989), rendendoli luoghi (crescita emotiva).
In pi, linterazione con lo spazio unattivit sociale che pu aiutare a creare legami tra i
bambini e a sviluppare un senso di appartenenza (Malone e Tranter 2003). Infine, riguardo
allo sviluppo etico, la trasformazione di un ambiente implica che i bambini prendano delle
decisioni e che ne valutino le conseguenze (Desmond et al. 2004).
Quindi maggiore lambiente sar differenziato e maggiormente il bambino tender ad
avere un comportamento differenziato e cio vuol dire che svilupper le capacit di
scegliere, anzich dipendere dal gruppo; sar in grado di incanalare le sue energie in
una molteplicit di attivit, anzich scaricarle in comportamenti impulsivi e aggressivi.
Vari studi hanno dimostrato come un eccesso di spazi aperti favorisca comportamenti
aggressivi, di scarso coinvolgimento nelle attivit educative (S.R. Neill e E.J.M. Denham,
1982), giochi motori basati sulla forza, un uso improprio delle attrezzature, il costituirsi
105

di gruppi di bambini dello stesso sesso anzich misti (P.K. Smith e K.J. Connolly, 1981).
Altre ricerche invece mostrano come la presenza ben definita di confini per la propria
attivit riduca i comportamenti conflittuali (J. Houseman, 1972), (Varin 2007).
Inoltre stato anche dimostrato come unorganizzazione differenziata dellambiente
del bambino influenzi le modalit di uso del linguaggio.
Una adeguata differenziazione e caratterizzazione funzionale dellarea destinata ai libri
(lettura) pu favorire tutte quelle attivit simboliche che hanno a che fare con la lettura delle immagini.
Diversi studi hanno riscontrato come lo spazio lettura sia generalmente trascurato, o
mescolato funzionalmente con altri (L.M. Morrow, 1982): da ci sembra derivare un
suo scarso uso durante le attivit libere. Esperimenti condotti da L.M. Morrow e C.S.
Weinstein (1986): una specializzazione funzionale di questo spazio (differenziandolo
adeguatamente con barriere in una zona tranquilla, aumentandone il comfort con elementi soffici, predisponendo degli scaffali dove i libri sono ben visibili, ordinati e a portata dei bambini) determina un aumento rilevante del tempo che i bambini spendono
nellattivit del guardare i libri.
Oltre allo spazio lettura, altri studi si sono focalizzati sugli spazi privati dei bambini.
Infatti alcuni studiosi hanno posto lattenzione su quanto bisogno abbiano i bambini,
particolarmente in certi momenti, di cercare o costruirsi luoghi protetti, riservati e nascosti, dove celarsi (da soli o con qualche compagno).
Alcuni autori nellambito clinico ritengono che la possibilit di stare da soli per qualche
tempo (per libera scelta, e non per costrizione) sia essenziale per il consolidamento del
Se individuale.
R.S. Laufer, H.M.Proshansky e M. Wolfe (1976) hanno sottolineato limportanza di poter
usufruire di condizioni minimali di privacy nella costruzione del Se, che viene influenzata dalle modalit di separazione dellindividuale dallambiente fisico e sociale.
Tale separazione richiede che il bambino sperimenti anche momenti di solitudine
quando scelti. Un obiettivo importante dello sviluppo e infatti quello di imparare a
funzionare in modalit autonoma; un minimo di privacy diventa una condizione necessaria per rafforzare il Se e proteggerlo.
Il progetto dello spazio per lapprendimento trasformabile e interattivo
Lo spazio dovrebbe quindi trovare un equilibrio tra elementi permanenti e modificabili. Le parti fisse costituiscono lhardware dello spazio ed esprimono i valori della
comunit che lo abita, come ad esempio lo spazio pubblico di una citt. Gli elementi
modificabili, espressione di piccoli gruppi o dindividui, dovrebbero essere abbastanza
flessibili da essere facilmente personalizzabili e trasformabili in rapporto alle capacit
dei bambini, permettendo una certa libert dinterpretazione e di uso e quindi lo sviluppo di un pi forte senso di appartenenza. Ne segue che il progettista deve prefigurare una gamma di opportunit che permettano agli utenti di compiere scelte. Si tratta
di una visione aperta che fornisce opportunit piuttosto che imporre comportamenti e
modi duso. Ci significa che lo spazio acquista senso quando lutente lo usa e lo modifica. In questa logica, una trasformazione considerata una mutazione di posizione, di
forma o di aspetto. Potenzialmente, quindi, tutti gli elementi possono essere soggetti
a modifica, con diversi gradi di libert. Le parti meno trasformabili sono gli elementi
portanti e le parti opache dellinvolucro, che hanno un ruolo parimenti importante in
quanto rappresentano un sistema di riferimento costante, stabile.
Come afferma Varin, risulta necessario anche un minimo di costanza ambientale, intesa
come un sistema di riferimento dove vi sono luoghi, oggetti, attivit che hanno una loro stabilit nello spazio e nel tempo favorisce, in questa prospettiva, la costruzione di una identit
pi sicura. Cos, per il bambino, il ritrovare le cose nei luoghi giusti, lavere un sistema di
106

riferimento spaziale (oltre che interpersonale) sufficientemente stabile importante per una
maggiore stabilit del proprio S.
Il caos pu diventare anche fattore di stress per il bambino, infatti dalla psicologia
ambientale si dimostrato che la possibilit di riporre i giochi divisi per categorie in
modo che ognuno sia al proprio posto, anzich nel frequente scatolone o cestone,
non solo una esigenza di ordine delladulto che il bambino deve essere costretto a
rispettare, o uno stimolo per usare le capacit cognitive di categorizzazione ma consente anche al bambino di disporre di una maggiore stabilit ambientale, dove le cose
si ritrovano pi facilmente.
Gli elementi modificabili e interattivi dello spazio
Tutti gli elementi spaziali potrebbero essere oggetto di trasformazione. Tuttavia, alcuni si
prestano di pi a essere modificati e invitano lutente a compiere azioni su di essi: ad esempio, le pareti mobili, gli arredi e gli strumenti didattici. A tal proposito opportuno introdurre
il concetto di affordance, come relazione tra lambiente e le persone che interagiscono con
esso (Gibson 1979). Tale idea permette di capire cosa offre lo spazio fisico in rapporto alle
diverse capacit motorie e cognitive di ogni bambino. Tenendo conto di questo, lo spazio
pu essere progettato per fornire opportunit di trasformazione, appropriazione creativa
e interazione. Tali attivit giornaliere costituiscono una sorta di partecipazione continua al
progetto e costruzione dellambiente. I bambini devono essere stimolati a intervenire sullo
spazio fisico e virtuale. Per questo motivo lambiente deve offrire inviti ad agire.
Un altro fattore che stimola linteresse dei bambini laspetto informale e non-finito di
uno spazio. Questo porta allappropriazione di tali ambiti attraverso comportamenti a volte
inaspettati per gli adulti (Esley 2004). Per questo alcuni spazi scolastici dovrebbero essere
progettati come opere non-finite, in modo che i bambini li valutino come informali, leggendone il potenziale di completamento, e ne prendano possesso. Inoltre, nel processo di modificazione, il primo passo consiste nellindividuare le parti del sistema che possono essere
trasformate (Fischer e Girgensohn 1990). Per questo motivo il progettista dovrebbe caratterizzare in modo diverso gli elementi che auspica siano modificati attraverso metafore, un
aspetto informale, o caratterizzazioni cromatiche. In seguito, gli utenti devono comprendere
le caratteristiche delloggetto che vogliono modificare. La complessit di tali oggetti deve
essere calibrata alle diverse fasce di et. Infine, lutente deve operare le modifiche, comprendendo quali sono le conseguenze delle proprie azioni sul sistema rapporto parte-tutto (Fischer e Girgensohn 1990). A tal proposito, prendersi cura dello spazio pu responsabilizzare
i bambini (Hertzberger, 2008).
Seguono alcune considerazioni progettuali. Il disegno degli arredi e dei materiali didattici dovrebbe essere fortemente integrato con gli elementi fissi delledificio e degli esterni, in
modo da interagire con questi ultimi nella creazione didentit spaziali. Gli arredi dovrebbero essere pensati per potersi adattare a diversi usi e per essere personalizzabili in base alle
caratteristiche fisiche dei bambini.
Inoltre, gli arredi e le partizioni mobili possono facilitare luso flessibile dello spazio, definendo aree raccolte per attivit indipendenti e contribuendo alle variet spaziali necessarie per
le nuove didattiche basate su progetti.
Inoltre, la luce e i suoni sono materiali che possono essere modificati (Ceppi e Zini 1998).
Proiettori, lampade e altre sorgenti di luce artificiale costituiscono mezzi attraverso i quali
i bambini trasformano lo spazio, anche se in maniera virtuale, creando diverse atmosfere
e livelli dilluminazione in rapporto alle diverse attivit e stati danimo: a tal fine, le fonti di
luce artificiale dovrebbero essere molteplici e movibili.

107

108

tana / rifugio

CAMERA PER
BAMBINI
SOSTENIBILE

spazio a misura di
bambino

STRUMENTI

SCHEDE ARREDI
SOSTENIBILI

TARGET

luogo dei sogni e degli oggetti

principale

PEDAGOGIA

Reggio Approach

PSICOLOGIA
AMBIENTALE

Ecologia dello sviluppo


umano

1 o + bambini

et minima: 3
et massima: 10

spazio come
terzo educatore

seconda infanzia: dai 3 ai 5 anni


terza infanzia: dai 6 ai 10 anni

genitori

secondario

OBIETTIVI

la casa di un bimbo

benessere

spazio come un progetto di ricerca, capace cio di misurarsi ogni giorno con
il suo successo, con lefficacia del proprio linguaggio, con la sua capacit di
dialogare con in divenire che caratterizza leducazione in quanto esso stesso
metafora della conoscenza testimone e suggeritrice di possibili cambiamenti
e di azioni.

stadio preoperatorio: 2 - 6 anni


stadio delle operazioni concrete: 7 - 11 anni
(Piaget)

luogo che offre diverse possibilit


luogo che invita i bambini a prendere decisioni,
favorendo la loro autonomia

benessere = polivalenza
benessere = poter vedere, incuriosirsi
benessere = percezione degli spazi attraverso
ludito

garantire un rapporto interno-esterno


grado di insonorizzazione acustica diversa
i bambini cos sono in grado di riconoscere la
funzione degli spazi grazie alle qualit sonore

sostenibilit
dinamico

flessibilit

Roberta
Canestro

adatto sia per il gioco che per lo studio

multifunzionalit
personalizzazione

degli spazi
trasformabilit
degli arredi

CONTESTO

per quanto?

TEMPO

adatto sia per il gioco che per lo studio


microluoghi nel luogo

quando

Playpi

multi-purposed
scaffali/cassettiere/mensole/
armadi/divisori/cassapanche/
pouf/divano/pareti mobili

camera da letto in una casa di dimensioni medie, in Italia


(normative italiane)
anni
tutto il giorno

Complessit morbida
(dentro e fuori
formalit e flessibilit
materialit e immaterialit)
relazione
polisensorialit
epigenesi
costruttivit
narrazione

Cosa voglio i bambini?


- movimento
- gioco
- curiosit
- relax
- natura
PROGETTI PER BAMBINI
PENSATI DAI BAMBINI, Linda
Poletto
Spostamenti dei bambini:
- correre
- sdraiarsi
- andare dentro
- andare sotto
- saltare
- salire
(i bambini hanno spostamenti
sia verticali che orizzontali)

Dotandcross
La superficie media di unabitazione in Italia, determinata come rapporto tra superficie
complessiva e numero di unit abitative totali, pari a 116 metri quadri e le regioni con
abitazioni mediamente pi grandi sono lUmbria (133 mq), il Friuli Venezia Giulia e il Veneto (132 mq). (Agenzia delle Entrate, 2012)

seconda infanzia: dai 3 ai 5 anni


terza infanzia: dai 6 ai 10 anni
lo spazio deve poter mutare durante il
giorno in funzione delle diverse attivit

considerando let del bambino, aggiungere,


sottrarre o trasformarregli arredi adeguandoli alle diverse necessit
timetable ...

Caratteristiche dei bambini


(rispetto agli adulti):
- motricit
- curiosit
- manipolazione
- partecipazione/affermazione
- creativit
- tempo a disposizione per
crescere
109

ATTIVITA DEI BAMBINI

parola chiave

plasmabilit

ordine

ibridazione

affordance

(relazione tra lambiente e le persone


che interagiscono
con esso)

interattivit

requisito

prestazione

I campi di esperienza nella scuola dellinfanzia


Il s e laltro (Le grandi domande, il senso morale, il vivere insieme)
Il corpo in movimento (Identit, autonomie, salute)
Linguaggi, creativit, espressione (gestualit, arte, musica, multimedialit)
I discorsi e le parole (Comunicazione, lingua, cultura)
La conoscenza del mondo (Ordine, misura, spazio, tempo, natura)

la stanza, attraverso delle microtrasformazioni, diventa il luogo per giocare, per studiare, per riposare, ecc.

spostabilit degli arredi


modificabilit degli arredi
estensione delle pareti

organizzazione degli spazi

contenitori per tutti i tipi di oggetti


contenitori facilmente spostabili
contenitori accessibili

spazio caratterizzato da bipolarit:


divertente/tranquillo
formale/flessibile
materialit/immaterialit

arredi fissi

regole/riconoscibilit

arredi mobili

libert/creativit

spazio contenitore, non finito, quasi al grezzo, a bassa complessit

elementi modulari
colori neutri
pareti da decorare

interazione digitali per contribuire alla


personalizzazione dellambiente, inserendo
elementi dellIT negli oggetti reali

lavagna interattiva
tavolo con supporto tablet
mobili automatizzati

(i bambini hanno una naturale tendenza a personalizzare


il loro mondo, Hart 1992)

FATTORI PROGETTUALI
colori
luce
acustica
materiali
(polisensorialit)
rapporto interno-esterno
microclima

et

spazio

altezza crescente
miglior controllo dei movimenti
maggior capacit di concentrazione
maggior capacit di disegno
maggior capacit di coordinazione
necessit di contrasti cromatici
necessit di materiali e texture diverse
altezza crescente orizzonte visivo

SPAZI:

ELEMENTI:

spazio gioco in movimento

- letto trasformabile

spazio gioco statico


spazio relax - angolo
tana
spazio creativit - atelier
spazio studio

spazio riposo

- comodino multifunzionale
- scrivania

con altezza regolabile

- sedie con altezza regolabile


- armadio per vestiti

con ripiani spostabili

- scaffali/cassettiere/mensole/

scorrevoli
armadi/divisori/cassapanche/
ribaltabili
pouf/divano/pareti mobili
arrotolabili
pieghevoli
110

Da normativa, (Decreto ministeriale 5 luglio 1975), dimensioni minime camere da letto:


degli spazi

limiti

CAMERA SINGOLA 9 m
CAMERA DOPPIA 14 m

(solitamente si trova sui 12 m ca)


(solitamente si trova sui 16 m ca)

La larghezza pi conveniente per la camera da letto doppia


compresa fra 3,4 e 3,8 m; quella delle camere singole da 2,5 a
2,8 m. La profondit pi opportuna compresa fra 4,5 e 5 m.

4,5-5

ASPETTI
DIMENSIONALI:

3,4-3,8

(Neufert: una camera da 13 m utilizzabile anche da persone su sedie a rotelle)

degli arredi

indicazioni

letto

letto matrimoniale standard (in Italia): 1,8 m x 2 m


letto singolo standard (in Italia):
0,90 m x 2 m
bambini - dimensioni medie variabili: 150-170 cm
60-90 cm
h variabile

altro

profondit degli armadi media: 60 cm

altezza orizzonte visivo

111

3 ANNI








riconosce ed appaia sei colori


intenzionalmente, dispone uno sullaltro, dal pi grande al pi piccolo, dei cubi o dei
cerchi
in grado di disegnare qualcosa che riconoscibile a lui ma non alladulto; descrive
in maniera semplice ci che ha disegnato
fa domande a ripetizione (usa spesso Perch? o Come?) per saperne di pi
conosce la propria et
sa dire il proprio nome
ha tempi di attenzione limitati, apprende osservando e imitando ladulto, ma anche
seguendo le istruzioni e le spiegazioni che gli vengono fornite, facilmente distraibile
in grado di capire sempre pi le funzioni degli oggetti e il concetto parte/tutto
comincia ad essere consapevole del passato e del presente

4 ANNI











gioca con le parole: crea rime e dice o inventa parole con suoni simili
indica e nomina da quattro a sei colori
abbina figure di oggetti a lui familiari
disegna la figura umana con due/sei parti ben riconoscibili (ad esempio, la testa, le
braccia, le gambe, ecc.)
denomina le parti del corpo disegnate e le abbina a quelle del proprio corpo
disegna, denomina e descrive figure riconoscibili
ripete i numeri fino a cinque, imitando ladulto
sa dire il nome della propria citt e della strada dove abita
ha una capacit dattenzione pi estesa, impara osservando e ascoltando ladulto,
cos come esplorando lambiente, ancora facilmente distraibile
ha una migliore comprensione del concetto di tempo, della funzione degli oggetti e
della relazione parte/tutto
la funzione di un oggetto pu essere dichiarata dal bambino in aggiunta al nome
delloggetto stesso
il concetto di tempo del bambino si estende: pu parlare con facilit di eventi del
passato, del presente o del futuro

5 ANNI








ripete storie rappresentate su libri illustrati con un buon livello di accuratezza


in grado di riconoscere e denominare alcune lettere e numeri
sa contare fino a dieci
ordina gli oggetti in base alle loro caratteristiche distintive
inizia ad usare con accuratezza i concetti di tempo passato (Ieri) e futuro (Domani)
usa gli strumenti disponibili in classe appropriatamente ed in maniera finalizzata
comincia a correlare le ore del giorno con le attivit che generalmente svolge in quelle ore
la sua capacit di attenzione si incrementa notevolmente, impara grazie alle istruzioni
degli adulti, quando interessato, pu non distrarsi affatto
la comprensione della funzione degli oggetti migliora sempre pi, cos come la comprensione del legame causaeffetto ed il concetto di tempo, in particolare per quanto
riguarda gli eventi futuri

6 ANNI







molto vivace e piuttosto irrequieto


scopre la sua mano e esperimenti con essa
Sostituisce il triciclo con una bicicletta a due ruote, maggior senso dellequilibrio
ha una vaga idea degli intervalli di tempo
pu distinguere dal suo punto di vista tra destra e sinistra
i disegni sono pi realistici
piace colorare le figure nei libri ma tiene la matita goffamente
pu scrivere in stampatello un certo numero di lettere e pu anche riconoscere i
numeri

7 ANNI






spesso un ottimo ascoltatore poich la capacit di concentrare lattenzione migliorata


vivace ma in genere pi prudente del bambino di 6 anni, ed pi cosciente del
pericolo.
non si arrampica troppo in alto sugli alberi, spesso, calcola laltezza dellalbero prima
di arrampicarsi e prova attentamente la stabilit dei rami.
il suo migliorato equilibrio gli d la possibilit di cominciare a giocare con successo a
calcio e tirare la freccia con larco. Le bambine si divertono saltare nei quadrati e con
la corda. Queste occupazioni richiedono un equilibrio asimmetrico.
una posizione prediletta quella di stare sdraiati sul pavimento con la testa appoggiata ad una mano; in questa posizione, i maschi specialmente, leggono, scrivono e
giocano per delle ore.
assume una visione realistica del mondo esterno. La sua fantasia pi riflessiva. I
giochi di fare finta suscitano meno entusiasmo.
va sviluppando il senso del comportamento etico, le regole dei giochi acquistano
importanza; il buono e il cattivo nelle azioni dei compagni ,ed anche in quelle del
bambino stesso

8 ANNI






i compagni cominciano ad avere un ruolo preminente nella sua vita.


pu muoversi pi velocemente e i suoi movimenti sono pi leggeri ed aggraziati
la pronuncia e la costruzione delle frasi sono spesso buone.
ora comprende la differenza tra immaginazione e realt
comincia a comprendere le impersonalit degli oggetti e le leggi della natura
piace stare in compagnia degli adulti in casa
Cerca anche contatti fuori di casa ed molto attivo nel suo gruppo di amici

9 ANNI







il loro comportamento diventato altamente differenziato


scopre le proprie abilit e si sforza di fare del suo meglio da solo
pu divenire indipendente dalla pressione del gruppo e dai consigli degli adulti
sempre molto attivo ma ha un miglior controllo della sua attivit
la coordinazione dellocchio e della mano molto ben sviluppata; le due mani possono lavorare indipendentemente luno dallaltra
piace riflettere su un compito ed organizzarselo prima di realizzarlo
piace collezionare plastificare; preme di perfezionare le sue capacit e di esercitarle
ripetutamente e diligentemente
acquista anche una maturit sociale, se con questo si intende un comportamento pi
stabile e meglio integrato

112

4.3 LINEE GUIDA SUGLI SPAZI E GLI ARREDI PER BAMBINI e CHECKLIST
Si riportano di seguito le Linee Guida sugli Spazi e gli Arredi per Bambini e una checklist
per la loro valutazione.
Le Linee Guida sono delle indicazioni, utili a progettisti e aziende, da seguire nella progettazione di spazi e arredi dedicati ai bambini, che tengono conto di una qualit globale del sistema utenti-ambiente-prodotti.
Comprendono sia gli aspetti ambientali che quelli psico-pedagogici, allo scopo di realizzare ambienti che garantiscano il benessere del bambino in unottica di sostenibilit
complessiva, che coniuga tutela dellambiente, rispetto delle esigenze di tutti gli utenti
e miglioramento delle aspettative economiche, sociali e culturali.
A queste segue una checklist sulla preferibillit sociale degli arredi e degli spazi per
bambini che permette una veloce valutazione del benessere generale degli individui,
in questo caso dei bambini.

113

114

LINEE GUIDA SUGLI SPAZI e GLI ARREDI PER BAMBINI


INDICE
PARTE 1: PROGETTAZIONE
CHI DECIDE?
SPAZIO CAMERA
SPAZIO TRASFORMABILE
SPAZIO LETTURA
SPAZI PRIVATI
ORDINE
SPAZIO GREZZO
DIVISORI
LUCE
TRASFORMABILE VS STATICO
SUONO
RAPPORTO CON LESTERNO
ARREDI
COLORI
PARTE 2: ASPETTI AMBIENTALI
QUALIT DELLARIA

contro laria viziata

contro gli inquinanti chimici indoor

contro la polvere
PREFERIBILIT AMBIENTALE
PARTE 1: PROGETTAZIONE
La progettazione degli spazi per bambini dovrebbe seguire le seguenti parole chiave:
semplicit, coerenza, ordine, equilibrio, eleganza e ricerca.
Sono anche le parole per definire un buon progetto pedagogico-didattico che alla
base di un buon progetto di architettura degli spazi per bambini.
CHI DECIDE?
I bambini sono consapevoli dei loro bisogni e dei loro desideri e sono capaci di formulare proposte adatte a soddisfarli esprimendo idee originali ed efficaci, per questi
motivi la camera dovrebbe essere un luogo creato da loro per le loro esigenze e
bisogni. Risulta quindi importante costruire spazi a misura di bambino, in cui non
sono esclusivamente gli adulti a a scegliere ma bisogna cercare di coinvolgerli nella
progettazione degli spazi, degli arredi e dei giochi; invitandoli a esprimere, con i loro
strumenti, desideri ed esigenze.
SPAZIO CAMERA
Lo spazio camera deve diventare il luogo, suggeritore di azioni, pensieri, interpretazioni ed emozioni. La camera pu diventare la casa di un bambino, il luogo dove sostare
per giocare, divertirsi, disegnare, costruire, da soli e/o in compagnia, ma pu anche
diventare una piccola biblioteca o una zona di piccolo atelier dedicata alle attivit del
fare, per favorire l autonomia e creativit dei bambini.
Deve risultare un ambiente in grado di stimolare e di incrementare le potenzialit di
ogni bambino. Deve essere in grado di adattarsi alla loro crescita e quindi uno

1/8

spazio in continua evoluzione, che si deve adattare continuamente ai bisogni e alle


esigenze delle diverse et del bambino. Implicitamente diventa anche un elemento
che supporta e rappresenta un progetto pedagogico, un terzo educatore.
Per questi motivi necessario valutare in un progetto quanto, nella quotidianit, un
ambiente permetta o vieti, solleciti o censuri, educhi gli sguardi e le sensibilit.
SPAZIO TRASFORMABILE
Lo spazio pu essere progettato per fornire opportunit di trasformazione, appropriazione creativa e interazione. Tali attivit costituiscono una sorta di partecipazione continua al progetto e costruzione dellambiente. I bambini sono cos stimolati a
intervenire sullo spazio fisico e virtuale. Per il bambino il cambiamento non una
scelta culturale, razionale, legata ad analisi estetiche o ambientali, ma una esigenza
primaria.
Il progettista deve quindi prefigurare una gamma di opportunit che permettano agli
utenti di compiere scelte. Potenzialmente, quindi, tutti gli elementi possono essere
soggetti a modifica, con diversi gradi di libert.
La trasformabilit pu essere realizzata tramite: arredi multifunzionali, arredi modulari, pareti mobili, divisori e diaframmi, arredi spostabili, ecc. Gli spazi per i bambini
dovranno essere spazi riprogettabili, sia nellarco della giornata, sia in un arco temporale maggiore, (anni).
Lo spazio trasformabile valutato positivamente dai bambini e presenta una serie di
benefici per il loro sviluppo:

- la modificabilit dellambiente fisico gioca un ruolo importante nello svilup

po motorio poich permette ai bambini di personalizzare la sfida fisica;

- linterazione con lo spazio unattivit sociale che pu aiutare a creare lega

mi tra i bambini e a sviluppare un senso di appartenenza;

- pi lambiente sar differenziato e maggiormente il bambino tender ad

avere un comportamento differenziato e cio vuol dire che svilupper


le capacit di scegliere, anziche dipendere dal gruppo.
Emerge la necessit di progettare spazi che presentano un equilibrio tra elementi
fissi, permanenze e elementi modificabili, traformabili; spazi che non devono essere
considerati finiti, conclusi ma che devono offrire ai bambini una serie di inviti come
spunti su cui costruire storie, che li stimolino allintervento creativo, favorendo cos il
loro sviluppo.
SPAZIO LETTURA
Una adeguata differenziazione e caratterizzazione funzionale dellarea destinata ai
libri pu favorire tutte quelle attivit simboliche che hanno a che fare con la lettura
delle immagini.
Cercare quindi di creare un microluogo per la lettura contribuisce a un maggior avvicinamento del bambino al mondo della lettura.
Una specializzazione funzionale di questo spazio, differenziato con delle barriere/diaframmi, posto in una zona tranquilla, con un certo grado di comfort realizzabile con
elementi soffici, con una scaffalatura a vista e a portata del bambino determina un
aumento rilevante del tempo che il bambino spende nellattivit del guardare i libri.
SPAZI PRIVATI
Si ritiene indispensabile nella progettazione di spazi per bambini, la creazione di uno
spazio privato per il bambino. Un microluogo riservato e nascosto dove celarsi (da
2/8

soli o con qualche compagno), uno spazio o da cercare o da costruire, dove rifugiarsi
in ogni momento della giornata, dove godere di momenti di rilassamento e di raccoglimento.
Confermata anche nellambito clinico lesigenza dei bambini di stare da soli per qualche tempo, per libera scelta, ai fini del consolidamento del Se individuale, ecco la
necessit di un luogo protetto dove siano garantite condizioni minimali di privacy.
ORDINE
Per il bambino, il ritrovare le cose nei luoghi giusti e trovarsi in un ambiente con un
certo grado di ordine risulta di fondamentale importanza. Lavere un sistema di riferimento spaziale sufficientemente stabile importante per una maggiore stabilit del
proprio S. Allora diventa necessaria lesigenza di riporre i giochi divisi per categorie
in modo che ognuno sia al proprio posto, anzich nel frequente scatolone o cestone,
non solo una esigenza di ordine delladulto ma anche uno stimolo per usare le
capacit cognitive di categorizzazione e permette al bambino di disporre di una maggiore stabilit ambientale, dove le cose si ritrovano pi facilmente, grazie a scaffali/
armadi/cassettiere/mensole/contenitori/appendiborse/cestini.
SPAZIO GREZZO
Un altro fattore che stimola linteresse dei bambini laspetto informale e non-finito di uno spazio. Per questo alcuni spazi dovrebbero essere progettati come opere
non-finite, in modo che i bambini li valutino come informali, leggendone il potenziale
di completamento, e ne prendano possesso. Per questo motivo il progettista dovrebbe caratterizzare in modo diverso gli elementi che auspica siano modificati attraverso metafore, un aspetto informale, o caratterizzazioni cromatiche. In seguito, gli
utenti devono comprendere le caratteristiche delloggetto che vogliono modificare.
Ci risulta necessario anche per evitare il cosidetto overload cio il sovraccarico di
stimoli in un ambiente. La complessit di tali oggetti deve essere calibrata alle diverse
fasce di et.
DIVISORI
Gli arredi e le partizioni mobili, i diaframmi, i divisori possono facilitare luso flessibile
dello spazio, definendo aree raccolte per attivit indipendenti e contribuendo alle variet spaziali necessarie per nuove attivit.
Inoltre per alcune attivita cognitive, come guardare un libro o fare un puzzle, richiesta al bambino una concentrazione dellattenzione che non si ottiene facilmente
(specie nei bambini pi piccoli) senza una limitazione del sovraccarico degli stimoli
presenti, acustici e visivi. A livello progettuale quindi una barriera percettiva costituita
da un divisorio o da un filtro consente di ridurre le occasioni di distrazione e la pressione degli stimoli visivi circostanti.
LUCE
Altrettanto importa risultano i temi della luce e del suono, veri e propri materiali che
possono essere modificati. Proiettori, lampade e altre sorgenti di luce artificiale costituiscono mezzi attraverso i quali i bambini trasformano lo spazio, anche se in maniera
virtuale, creando diverse atmosfere e livelli dilluminazione in rapporto alle diverse attivit e stati danimo: a tal fine, le fonti di luce artificiale dovrebbero essere molteplici
e movibili.
3/8

TRASFORMABILE VS STATICO
Se da un lato risulta fondamentale creare uno spazio trasformabile e interattivo,
dallaltro lato vi la necessit di non destrutturare troppo lambiente, garantendo
un giusto equlibrio tra i diversi elementi; infatti i bambini risultano piu facilmente soggetti agli effetti negativi dellambiente, piu fragili nei confronti di pressioni ambientali
negative, determinando a volte una diminuzione delle capacita di organizzazione e di
controllo del comportamento.
Un minimo di costanza ambientale, intesa come un sistema di riferimento dove vi
sono luoghi, oggetti, attivit che hanno una loro stabilit nello spazio e nel tempo favorisce, in questa prospettiva, la costruzione di una identit pi sicura.
Lo spazio ideale per il bambino quindi costituito in parte da arredi e accesori trasformabili e modificabili e in parte da arredi e accessori permanenti e statici che costituiscono il sistema di riferimento costante, stabile dellambiente.
SUONO
Risulta di fondamentale importanza curare i fattori acustici negli ambienti dei bambini. Senza entrare negli aspetti tecnici, si pu affermare che ludito uno dei sensi
che il bambino utilizza per entrare in contatto con il mondo e per viverlo e quindi il
progettista deve occuparsi di suono e atmosfera sonora.
In sintesi risulta necessario evitare un elevato livello del regime acustico (soprattutto
evitare brusche oscillazioni di rumore) e garantire un livello sonoro sufficientemente
basso.
RAPPORTO CON LESTERNO
Gli spazi interni devono cercare di mantenere una relazione con ci che accade fuori,
dal clima e dalle caratteristiche delle stagioni, alle luci delle diverse ore della giornata,
ai suoni e ai rumori. Gli ambienti dei bambini in genere dovrebbero essere luoghi che
sentono fortemente di ci che accade fuori; importante risulta quindi la disposizione
e le dimensioni delle aperture.

4/8

ARREDI
Gli spazi destinati ai bambini vanno arredati con elementi duttili, trasformabili e polifunzionali. Gli spazi e gli oggetti diventano il mondo delle prime scoperte, della crescita, del gioco e della relazione
Gli arredi, quando non sono loro stessi giochi, diventano i mezzi, i dispositivi modali
per giocare. Allora bisognerebbe offrire ai bambini le possibilit di ottenere paesaggi diversi spostando pochi elementi, combinando diverse forme e colori per creare
nuovi immaginari o la possibilit di creare microluoghi, organizzando porzioni di
spazio delimitate si genera uno nuovo ambiente, uno spazio in uno spazio che la
loro camera o la possibilit di creare delle tane, angoli nascosti, raccolti che offrono
protezione e allo stesso tempo danno occasione di avventura.
I criteri che dovrebbero presiedere alla scelta degli arredi sono un mix di qualit funzionali ed estetiche, che sono:
AUTOESPLICATIVIT: capacit delloggetto di comunicare in modo semplice e immediato la sua funzione e la struttura del prodotto
COMPONIBILIT: lutilizzo maneggevole, plurifunzionale e movibile delloggetto.
ERGONOMICIT: la capacit di adattarsi ai bisogni e alla salute del corpo, come ad
esempio la postura corretta, la regolabilit a seconda della necessit.
LEGGEREZZA: una caratteristica per descrivere un design neutro e contenuto che
lascia spazio allespressione dellutente, quindi discreto, al quale corrisponde anche
una qualit fisica che ne consente la trasportabilit e la flessibilit duso.
DUREVOLEZZA: la garanzia di un uso continuo e duraturo del prodotto.
INTELLIGENZA: la qualit di arredi semplici e gradevoli.
CARISMA: la capacit di individuare soluzioni innovative e soddisfare i bisogni dei
consumatori con la possibilit di essere apprezzato in uno o pi contesti culturali.
POIETICIT: la caratteristica che connota oggetti intriganti, che stimolano la curiosit
e linteresse, il coinvolgimento nelluso.
NATURALEZZA: capacit di esprimere le potenzialit creative ed espressive in un
prodotto in maniera semplice.
PERSONALIZZAZIONE: possibilit offerte dalloggetto di adattarsi alle esigenze e ai
gusti dellutente finale.
SICUREZZA e PREFERIBILIT AMBIENTALE

5/8

COLORI
CONTRASTI
Allaumentare dellet si possono diminuire i contrasti cromatici e arricchire gli spazi di
materiali e di finiture. Colori saturi e alti contrasti rendono gli spazi allegri ma aumentano il rumore di fondo e sono suggeriti solo per spazi di passaggio o per spazi in cui
il tempo di permanenza basso. Colori pi neutri e contrasti limitati, generano spazi
pi silenziosi che favoriscono la concentrazione e sono suggeriti per luoghi dedicati
allo studio e con tempi lunghi di permanenza.
COMPLESSITA VISIVA
Forme, colori e materiali determinano la complessit visiva dello spazio.
Spazi ricchi di forme devono essere caratterizzati da pochi colori e materiali. Anche il
numero di colori e di materiali deve essere messo in relazione. Spazi policromatici
non dovrebbero essere polimaterici e viceversa per non generare spazi troppo complessi. In generale si suggerisce di limitare il numero di colori e materiali e di creare
spazi a bassa complessit visiva. Gli spazi semplici sono pi abitabili e diventano dei
contenitori che accolgono come protagonisti i bambini e le loro attivit. Lo spazio visivo fondamentale per la concentrazione come lo spazio fisico lo per il movimento.
I bambini, abitandolo, arricchiscono lo spazio di suoni, movimenti e colori. E importante mantenere bassa la complessit degli spazi per ridurre il rumore di fondo e
limitare laffaticamento visivo.
ORIZZONTI VISIVI
Laltezza dellorizzonte visivo cambia con let: per i bambini che ancora non camminano molto bassa e il pavimento occupa la gran parte dello spazio visivo. La linea
dellorizzonte ridimensiona gli spazi allaltezza dei fruitori: suggerita negli ingressi e
corridoi molto alti, e nei luoghi in cui si sta seduti, come le aule e le mense. Per semplificare gli spazi la linea dellorizzonte deve allinearsi a riferimenti gi esistenti: altezza
delle porte, delle finestre o degli arredi. In caso di spazi complessi pu essere ottenuta
con una differenza di finitura tra opaco e lucido.
TINTA
La tinta la variabile pi evocativa del colore, gli d il nome e favorisce le associazioni
(verdeprato, azzurro-cielo).
I colori iconici del paesaggio possono essere reinterpretati allinterno degli ambienti
per legare ledificio al contesto e creare un senso di continuit e di apertura con lambiente circostante. Le armonie cromatiche ricordano gli spazi naturali e migliorano il
comfort percettivo.
CHIAREZZA
La chiarezza la variabile del colore che determina lequilibrio visivo di una stanza.
Le normative riprendono la sequenza naturale della luce e suggeriscono livelli di chiarezza degradanti dallalto al basso. La chiarezza dei colori deve essere subordinata a
quella dellilluminazione delle diverse stanze: in spazi poco illuminati si consiglia luso
di colori chiari ed alti contrasti. In spazi molto illuminati si consiglia luso di colori pi
neutri a media chiarezza per evitare abbagliamenti.
SATURAZIONE
La scelta della saturazione del colore dipende dalla funzione degli spazi. I colori pi
neutri sono indicati gli spazi dove importante favorire la concentrazione e ridurre
laffaticamento visivo.

6/8

PARTE 2: ASPETTI AMBIENTALI


Essendo i bambini fisiologicamente molto pi vulnerabili degli adulti agli inquinanti
chimici, si riportano alcuni consigli per la protezione della loro salute rispetto ai problemi di inquinamento indoor.
QUALIT DELLARIA
Della massima importanza risulta il controllo microclimatico degli ambienti destinati
ai bambini e in particolare il controlo della ventilazione per ovviare allinquinamento
indoor.
Allinterno degli edifici la temperatura dovrebbe attestarsi intorno ai 20-22 C con un
tasso di umidit intorno al 40-60%. Bisognerebbe quindi evitare un uso eccessivo del
deumidificatore e invece favorire un regolare ricambio daria dei locali. possibile
utilizzare un igrometro per misurare il tasso di umidit.
contro laria viziata
arieggiare gli spazi, magari pi volte al giorno, per ridurre i livelli di CO2
tenere le finestre aperte durante le operazioni di pulizia per evitare che le sostanze
inquinanti presenti nei detergenti restino allinterno degli ambienti
si consigliano sistemi di aerazione controllata
contro gli inquinanti chimici indoor
I livelli di COV presenti negli ambienti interni si possono controllare effettuando unattenta scelta dei materiali da costruzione e da arredo e dei prodotti utilizzati per la
pulizia. Altri suggerimenti sono:
ventilare spesso lambiente risulta il metodo migliore per ovviare ai problemi di inquinamento indoor
ventilare adeguatamente i locali quando vi sono possibili sorgenti di COV (materiali
contenenti COV, abiti trattati recentemente in lavanderie, fumo di sigaretta, stampanti, fotocopiatrici) e durante e subito dopo la posa di materiali di costruzione e gli arredi
(es. mobili, moquette, rivestimenti) o in caso di locali nuovi
ridurre al minimo luso di materiali contenenti COV, ad esempio preferendo vernici
a base dacqua
ridurre limpiego di formaldeide, preferendo mobili in legno massello al truciolato o
in generale mobili contrassegnati con la classificazione E1 (a bassa emissione di formaldeide) o FF (senza formaldeide)
favorire lutilizzo nella propria abitazione di piante dappartamento come ad esempio la felce di Boston, larecapalmata, il ficus, lo spatafillo e la dracena, che provocava
importanti riduzioni del livello di inquinamento indoor
preferire mobili, parquet, vernici, solventi e colle per tappezzerie e mobili dotati di
certificazioni ambientali
mantenere i dispositivi di riscaldamento regolarmente controllati
fare attenzione ai cosmetici e ai deodoranti, soprattutto quelli per ambienti contenenti terpeni, e ai prodotti per la pulizia, favorenedo quelli dotati di certificazione
ambientale
far stazionare i mobili nuovi per alcuni mesi prima di utilizzarli, dato il maggior rilascio di COV nella prima fase della loro vita

7/8

contro la polvere
evitare, se possibile, tappeti; in alternativa utilizzare quelli di materiale plastico facilmente lavabile
pulire gli ambienti con panni adeguatamente risciacquati e puliti liberi da polvere e
inquinanti
utilizzare mobili lisci per favorire la pulizia ed evitare laccumulo di polvere
progettare pareti e pavimenti a superfici lisce (escludere assolutamente la moquette
e, se possibile, anche il linoleum)
prediligere i giochi di legno o di plastica facilmente lavabili
evitare troppi giochi di peluche
evitare lo stazionamento dei bambini negli spazi di recente ristrutturazione o verniciatura

PREFERIBILIT AMBIENTALE
Seguendo lapproccio del Life Cycle Design (che mira a limitare gli impatti ambientali
lungo tutto il ciclo di vita di un prodotto), si consigliano una serie di strategie da adottare nella progettazione e scelta degli arredi per bambini ambientalmente sostenibili:











8/8

minimizzare limpiego di risorse materiali (sia in numero che in quantit)


garantire unelevata durata del prodotto grazie alla sua adattabilit (flessibilit
duso)
garantire la facile manutenibilit e la sostituibilit degli elementi per prolungare
la vita utile del prodotto
utilizzare componenti con elevat durabilit
allungare la vita dei prodotti attraverso la disassemblabilit, il riciclaggio e riuso
dei componenti
utilizzare materie prime naturali e provenienti da fonti rinnovabili
eliminare le sostanze tossiche e limitare le fonti di inquinamento durante le fasi
di produzione e di succesivo smaltimento
ottimizzare forme e componenti (modularit, interscambiabilit)
ridurre gli sprechi nella produzione dei prodotti e la quantit di rifiuti in genere
utilizzare materiali riciclati, riciclabili o materiali e componenti considerati di
scarto
ottimizzare la logistica (packaging e trasporti)
mirare alla funzionalit e alla qualit

CHECKLIST

SPAZI E ARREDI SOSTENIBILI PER BAMBINI

NOME
DATA

OGGETTO

DA VERIFICARE

DA FARE

DA MIGLIORARE

FATTO

DESCRIZIONE

NOTE

A. PROGETTAZIONE
1.1 CHI DECIDE?

Partecipazione dei bambini nella progettazione degli


spazi e/o degli arredi

1.2 SPAZIO CAMERA


Valutazione di barriere e opportunit, permessi e
divieti dellambiente e delle capacit di adattamento
alle esigenze delle diverse et del bambino
1.3 SPAZIO TRASFORMABILE
Presenza di elementi soggetti a modifica, con diversi
gradi di libert, trasformabilit degli spazi/degli
arredi
1.4 SPAZIO LETTURA
Possibilit di avere uno spazio ad hoc per la lettura
1.5 SPAZI PRIVATI
Previsione di un microluogo privato per il bambino
1.6 ORDINE

Presenza di un sistema di riferimento spaziale per la


categorizzazione degli oggetti del bambino

1.7 SPAZIO GREZZO

Progettazione dello spazio/arredo non finita-conclusa, lasciando possibilit di modificazioni

1.8 DIVISORI
Presenza di una barriera percettiva costituita da
un divisorio o da un filtro per determinate attivit
cognitive
1.9 LUCE

Considerazioni sulla luce naturale e artificiale, eventuale presenza di fonti di luce movibili

1.10 TRASFORMABILE VS STATICO

Presenza di costanza ambientale, intesa come equilibrio tra elementi fissi ed elementi modificabili

1.11 SUONO

Valutazione degli aspetti acustici e dell atmosfera


sonora

1/2

1.12 RAPPORTO CON LESTERNO

Verifica della relazione tra ambiente interno ed


esterno

1.13 QUALIT DELLARIA

Controllo microclimatico e attenzione a inquinanti


chimici indoor/polvere/aria viziata

B. ARREDI

Presenza di elementi duttili, trasformabili e polifunzionali, dispositivi modali per il gioco

Rispondenza ai criteri indicati sulle qualit funzionali


ed estetiche degli arredi

C. COLORI
Rispetto delle indicazioni riportate sui colori
NOTE

2/2

4.4 IPOTESI DI SOLUZIONI PROGETTUALI


Alla luce di quanto detto si intende progettare un arredo trasformabile, componibile e
ambientalmente sostenibile.
La trasformabilit strettamente correlata al concetto di sostenibilit. Un oggetto trasformabile, flessibile deve essere in grado di soddisfare i bisogni di crescita di oggi ma
devessere anche in grado, con qualche trasformazione, di soddisfare quelli di domani.
Attraverso questo principio si pu utilizzare uno spazio in diversi modi e si pu utilizzare uno stesso bene per molteplici scopi garantendo cosi diversi benefici come lallungamento della vita utile dei prodotti, la riduzione degli scarti e lottimizzazione delle
risorse.
Date le diverse e molteplici necessit e esigenze dei bambini, come gi anticipato, si
opter per un oggetto flessibile, plasmabile e riprogettabile; trasformabile sia nellarco
della giornata, per le varie esigenze dei bambini, che durante gli anni per adattarsi alle
necessit dei bambini in crescita.
Le parole chiave del progetto sono: plasmabilit, ordine, ibridazione, affordance, interattivit.
I disegni che seguono rappresentano solo una prima bozza di progetto, unipotesi da
sviluppare con un designer di prodotto, andando a definire le diverse fasi dello sviluppo del prodotto e integrando i requisiti riportati sulla sostenibilit.

125

1:10

126

127

128

CONCLUSIONI
Il lavoro ha cercato di intrecciare tre grandi temi: la sostenibilit, gli arredi e i bambini.
Da una prima panoramica sulle questioni ambientali e sugli strumenti della valutazione della sostenibilit, si cercato di spostare il focus sulla sostenibilit degli arredi, cercando di capire le qualit degli arredi ambientalmente preferibili e quali sono i criteri
per definirli tali.
Questo stato possibile grazie a un lavoro di analisi di alcuni ecolabel, che ha portato
alla redazione di una schedatura che raccoglie i pi importanti criteri di preferibilit
ambientale. A questo segue una checklist che riassume in sintesi gli argomenti trattati
nelle schede e permette ai produttori/progettisti di controllare la qualit ambientale
del prodotto.
Nella seconda parte della tesi lattenzione si spostata sul benessere dei bambini in
relazione allambiente circostante. Per approfondire questo tema ci si avvalsi di alcuni argomenti trattati in pedagogia, psicologia dello sviluppo e in psicologia ambientale.
Ci ha portato alla redazione di alcune linee guida sugli spazi e gli arredi per bambini,
che hanno lo scopo di dare delle indicazioni su come migliorare la qualit complessiva
dellambiente dove vivono i bambini.
Infine si cercato di dare una soluzione di ipotesi di progetto di un arredo multifunzionale e ambientalmente preferibile. La parte progettuale rappresenta solo una suggestione, unipotesi ancora da sviluppare, tuttavia utile per permettere una prima e
veloce applicazione delle schede degli arredi ambientalmente preferibile e delle linee
guida sugli spazi e arredi per bambini.
Si sottolinea limportanza che hanno svolto le fasi preliminari di ricerca sui temi trattati, sia per quanto riguarda gli aspetti della preferibilit ambientale, argomento ancora
in costruzione e affrontato in modo eterogeneo, sia per quanto riguarda il tema bambino-ambiente, quasi sempre trattato con riferimento al solo ambito della scuola.
La trattazione di questi argomenti, che meriterebbe ulteriori approfondimenti, ha lo
scopo di dare una panoramica generale e fornire ai progettisti, e non, delle indicazioni sulla preferibilit ambientale e sociale degli spazi e arredi per bambini, nonch per
incentivare luso di criteri di sostenibilit nella progettazione.

129

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